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Questo catalogo è stato pubblicato in occasione della mostra di:

Novello Finotti Villa Bertelli - Via Mazzini 200 Forte dei Marmi (Lucca) 28 luglio - 8 settembre 2013

MCMXIV

Catalogo Sindaco Umberto Buratti Delegato Cultura e Turismo Simone Tonini Ufficio Cultura e Turismo Laura Quadrelli - Nicoletta Garibaldi Sara Giannotti - Elisabetta Mattugini Ufficio Stampa Jessica Nardini

Progetto grafico, impaginazione e redazione Novello Finotti Anna Ziliotto Chiara Lera

testi

Enrico Mattei Tiziano Lera

Allestimento Tiziano Lera Trasporti Alessandro Maggi, Pietrasanta (LU) Assicurazioni Fondiaria SAI Si ringraziano gli amici e i collezionisti che hanno contribuito alla realizzazione di questa esposizione.

fotografie

Aurelio Amendola Walter Campara Giovanni Ricci Novara Mario Volani

© 2013 Novello Finotti Tutti i diritti riservati

Presidente Carlo Fontana

In copertina

rifarsi 2010 basalto cm 85 x 120 x 76

Segreteria Veronica Leonardi

con il contributo di

in collaborazione con

Villa bertelli · FORTE DEI MARMI 2013


Questo catalogo è stato pubblicato in occasione della mostra di:

Novello Finotti Villa Bertelli - Via Mazzini 200 Forte dei Marmi (Lucca) 28 luglio - 8 settembre 2013

MCMXIV

Catalogo Sindaco Umberto Buratti Delegato Cultura e Turismo Simone Tonini Ufficio Cultura e Turismo Laura Quadrelli - Nicoletta Garibaldi Sara Giannotti - Elisabetta Mattugini Ufficio Stampa Jessica Nardini

Progetto grafico, impaginazione e redazione Novello Finotti Anna Ziliotto Chiara Lera

testi

Enrico Mattei Tiziano Lera

Allestimento Tiziano Lera Trasporti Alessandro Maggi, Pietrasanta (LU) Assicurazioni Fondiaria SAI Si ringraziano gli amici e i collezionisti che hanno contribuito alla realizzazione di questa esposizione.

fotografie

Aurelio Amendola Walter Campara Giovanni Ricci Novara Mario Volani

© 2013 Novello Finotti Tutti i diritti riservati

Presidente Carlo Fontana

In copertina

rifarsi 2010 basalto cm 85 x 120 x 76

Segreteria Veronica Leonardi

con il contributo di

in collaborazione con

Villa bertelli · FORTE DEI MARMI 2013


È

un invito a sognare la mostra di Novello Finotti, il celebre scultore scaligero, per la prima volta a Forte dei Marmi con le sue opere. Quasi un’antologica, dal momento che raccoglie trent’anni della sua produzione. Anche in questa occasione Forte dei Marmi è riuscita a rendere omaggio ad un grande artista, innamorato della Versilia, dove da anni realizza le sue opere. Villa Bertelli saprà essere sede idonea e suggestiva per questa mostra, che ben si inserisce nell’offerta culturale e artistica della stagione estiva in corso. Ringrazio gli organizzatori per l’impegno profuso e auguro ai visitatori di assaporare appieno la sapiente arte di questo raffinato maestro.

Umberto Buratti

il Sindaco

SAMURAI 2013

marmo bianco di Carrara cm 33 x 18 x 22 particolare

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È

un invito a sognare la mostra di Novello Finotti, il celebre scultore scaligero, per la prima volta a Forte dei Marmi con le sue opere. Quasi un’antologica, dal momento che raccoglie trent’anni della sua produzione. Anche in questa occasione Forte dei Marmi è riuscita a rendere omaggio ad un grande artista, innamorato della Versilia, dove da anni realizza le sue opere. Villa Bertelli saprà essere sede idonea e suggestiva per questa mostra, che ben si inserisce nell’offerta culturale e artistica della stagione estiva in corso. Ringrazio gli organizzatori per l’impegno profuso e auguro ai visitatori di assaporare appieno la sapiente arte di questo raffinato maestro.

Umberto Buratti

il Sindaco

SAMURAI 2013

marmo bianco di Carrara cm 33 x 18 x 22 particolare

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Anche quest’anno la Fondazione Villa Bertelli ha voluto mantenere la tradizione nell’ospitare uno dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Di Novello Finotti mi viene subito in mente un’opera: quella “Pietas” che il Maestro ha voluto donare a Stazzema per ricordare l’eccidio di Sant’Anna. È stata forse questa la molla che ha fatto scattare in me un si convinto ad ospitare nelle sale di Villa Bertelli uno dei nomi più apprezzati nel panorama artistico. Non a caso proprio in questi giorni la città di Padova gli rende omaggio con un’altra mostra a quattro mani. Veronese di nascita, ma versiliese di adozione, viste le frequentazioni con Pietrasanta, rientra nello spirito che mi sono imposto come Presidente della Fondazione, di dare spazio a quel legame che c’è tra l’arte e la Versilia, tra la Versilia e chi la ama. Benvenuto Maestro.

Dott. Carlo Fontana

Presidente CDA Fondazione Villa Bertelli

SIAMESI CON LUMACHINA 1993

marmo bianco di Carrara cm 59 x 36 x 12 9


Anche quest’anno la Fondazione Villa Bertelli ha voluto mantenere la tradizione nell’ospitare uno dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Di Novello Finotti mi viene subito in mente un’opera: quella “Pietas” che il Maestro ha voluto donare a Stazzema per ricordare l’eccidio di Sant’Anna. È stata forse questa la molla che ha fatto scattare in me un si convinto ad ospitare nelle sale di Villa Bertelli uno dei nomi più apprezzati nel panorama artistico. Non a caso proprio in questi giorni la città di Padova gli rende omaggio con un’altra mostra a quattro mani. Veronese di nascita, ma versiliese di adozione, viste le frequentazioni con Pietrasanta, rientra nello spirito che mi sono imposto come Presidente della Fondazione, di dare spazio a quel legame che c’è tra l’arte e la Versilia, tra la Versilia e chi la ama. Benvenuto Maestro.

Dott. Carlo Fontana

Presidente CDA Fondazione Villa Bertelli

SIAMESI CON LUMACHINA 1993

marmo bianco di Carrara cm 59 x 36 x 12 9


CIN CIN E FICHI 1978

bronzo cm 46 x 11 x 9

NOVELLO Per scolpire ti basta di cercare te stesso… Riunire il tuo IO interiore al tuo IO esteriore… Fermo fuori e in movimento dentro, lasciar fluire naturalmente ciò che sgorga?!? Attingendo a piene mani alle tue passate memorie lasciar lavorare quello che definisco il tuo “kosmos” in una sintesi alchemica fra passato presente e futuro… Questo è il ruolo dell’arte… Lavorando sulla poltiglia indissolubile e primordiale: “infantile-adulta” costituita dal sogno e la realtà dal corpo e la sua ombra dal giorno e la notte dal sole e la luna un tutto indivisibile… Contro corrente all’imperativo categorico: “dividere per conoscere” riuscendo solo così a rimanere ai margini del significato delle cose galleggiando sulla pelle delle gocce d’acqua senza più vedere il mare… non riuscire più a immergersi in profondità per attingere alla vera conoscenza ai coralli che si trovano solo osando… Forse per trovare la perla bisogna rinunciare al respiro e distruggersi le mani aprendo le ostriche così come fai tu…

Grazie

Tiziano Lera

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CIN CIN E FICHI 1978

bronzo cm 46 x 11 x 9

NOVELLO Per scolpire ti basta di cercare te stesso… Riunire il tuo IO interiore al tuo IO esteriore… Fermo fuori e in movimento dentro, lasciar fluire naturalmente ciò che sgorga?!? Attingendo a piene mani alle tue passate memorie lasciar lavorare quello che definisco il tuo “kosmos” in una sintesi alchemica fra passato presente e futuro… Questo è il ruolo dell’arte… Lavorando sulla poltiglia indissolubile e primordiale: “infantile-adulta” costituita dal sogno e la realtà dal corpo e la sua ombra dal giorno e la notte dal sole e la luna un tutto indivisibile… Contro corrente all’imperativo categorico: “dividere per conoscere” riuscendo solo così a rimanere ai margini del significato delle cose galleggiando sulla pelle delle gocce d’acqua senza più vedere il mare… non riuscire più a immergersi in profondità per attingere alla vera conoscenza ai coralli che si trovano solo osando… Forse per trovare la perla bisogna rinunciare al respiro e distruggersi le mani aprendo le ostriche così come fai tu…

Grazie

Tiziano Lera

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ànemos dentro e fuori dell’anima

In questa mostra antologica a Villa Bertelli si concentrano più di qua-

ranta anni di attività artistica dello scultore Novello Finotti, una storia lunga e articolata sulla lavorazione di marmi e bronzi, una visione a tratti anche cronologica del suo lavoro che si mostra nella sua completezza dialogando con il parco esterno della Villa, dove le sculture trovano un’armonica sistemazione e si collegano con le opere all’interno, in un rapporto stretto dimensionale in cui la scultura si confronta con gli spazi architettonici e naturali. Il fine è una conversazione continua tra il dentro e il fuori, interno ed esterno in un rapporto armonico di forme e pensieri che stimolano il visitatore su più fronti emozionali. La ricerca di Finotti si articola prevalentemente su alcuni aspetti che immediatamente non troviamo nelle forme realizzate, uno di questi concetti intrinseci si rispecchia nella figura umana o meglio nel genere umano. Dietro la sua opera, c’è quasi sempre l’uomo e la donna, l’ambizione è di rendere percepibile la condizione interiore della figura con uno sguardo verso l’interno. Il concetto di dentro e fuori dell’anima è il filo conduttore della ricerca artistica di Finotti, il fuori dell’anima possiamo identificarlo come le apparenze del mondo quotidiano in cui l’uomo e la donna contemporanea sono immersi: le persone del nostro tempo, noi, voi stessi, considerati nel rapporto con la condizione esistenziale, con lo spazio vivibile, di relazione, ma ancora di più, o, ancora meglio, con lo spazio interno, psichico, con l’ànemos pulsante intimo, il dentro dell’anima che urge nel corpo, ne tende la superficie espressiva, gli detta il tempo di azione, la stasi riflessiva, la dinamica, il gesto.  Una sola sfera esistenziale che dialoga con il dentro e il fuori che si realizza nello spazio grazie al materiale lavorato e impiegato dalle esigenze dell’artista. Le numerose opere che prendono forma dalle mani dell’artista, oltre ad essere un richiamo come già detto al genere umano, si realizzano grazie anche ad una visione del mondo animale ed ecco che vediamo scarabei, tartarughe, cani, ali di uccelli, etc. sia in singole ambientazioni, sia accom-

dondolo blu 2011

bronzo cm 56 x 16 x 37 12

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ànemos dentro e fuori dell’anima

In questa mostra antologica a Villa Bertelli si concentrano più di qua-

ranta anni di attività artistica dello scultore Novello Finotti, una storia lunga e articolata sulla lavorazione di marmi e bronzi, una visione a tratti anche cronologica del suo lavoro che si mostra nella sua completezza dialogando con il parco esterno della Villa, dove le sculture trovano un’armonica sistemazione e si collegano con le opere all’interno, in un rapporto stretto dimensionale in cui la scultura si confronta con gli spazi architettonici e naturali. Il fine è una conversazione continua tra il dentro e il fuori, interno ed esterno in un rapporto armonico di forme e pensieri che stimolano il visitatore su più fronti emozionali. La ricerca di Finotti si articola prevalentemente su alcuni aspetti che immediatamente non troviamo nelle forme realizzate, uno di questi concetti intrinseci si rispecchia nella figura umana o meglio nel genere umano. Dietro la sua opera, c’è quasi sempre l’uomo e la donna, l’ambizione è di rendere percepibile la condizione interiore della figura con uno sguardo verso l’interno. Il concetto di dentro e fuori dell’anima è il filo conduttore della ricerca artistica di Finotti, il fuori dell’anima possiamo identificarlo come le apparenze del mondo quotidiano in cui l’uomo e la donna contemporanea sono immersi: le persone del nostro tempo, noi, voi stessi, considerati nel rapporto con la condizione esistenziale, con lo spazio vivibile, di relazione, ma ancora di più, o, ancora meglio, con lo spazio interno, psichico, con l’ànemos pulsante intimo, il dentro dell’anima che urge nel corpo, ne tende la superficie espressiva, gli detta il tempo di azione, la stasi riflessiva, la dinamica, il gesto.  Una sola sfera esistenziale che dialoga con il dentro e il fuori che si realizza nello spazio grazie al materiale lavorato e impiegato dalle esigenze dell’artista. Le numerose opere che prendono forma dalle mani dell’artista, oltre ad essere un richiamo come già detto al genere umano, si realizzano grazie anche ad una visione del mondo animale ed ecco che vediamo scarabei, tartarughe, cani, ali di uccelli, etc. sia in singole ambientazioni, sia accom-

dondolo blu 2011

bronzo cm 56 x 16 x 37 12

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pagnati da altri elementi di natura umana come teste, piedi, mani, etc. La vera trasformazione o evoluzione delle forme, il maestro Finotti la ottiene solo ed esclusivamente con la fusione e le compenetrazioni di tutti questi elementi, è come se riuscisse a generare una nuova forma di vita, una evoluzione della specie animale e umana, una nuova razza o specie evolutiva in un progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti morfologici, strutturali e funzionali in questi organismi viventi che la scultura riesce a formare e realizzare materialmente. L’aspetto che molte volte viene sottolineato o semplicemente ed inconsciamente prodotto è il voler entrare nella materia, nella carne, in quella anatomia che mostra il tessuto muscolare di queste creature che si generano dalle differenze incrociate, una visione interna della costituente umana, spesso forse anche leggermente raccapricciante, ma pur sempre una bellezza interiore, come nelle sue opere in marmo bianco statuario. Un’interiorità che cerca di far ragionare senza soffermarsi sulla superficie degli involucri esterni, la naturale consumazione del corpo umano ma nella maggior parte dei casi, una formazione nuova dei corpi dovuta all’incrocio tra le razze. Il procedimento scultoreo del “levare” presenta in certe occasioni una diversa concezione dell’opera come divisione in vari pezzi che nascono come un’esplosione che lascia un ordine concreto e ragionato nello spazio, sono le sue famose installazioni scultoree. Le sculture di Novello Finotti trasmettono messaggi d’amore e di energia positiva. Ci mostrano in piena luce, cosi come in piena sensualità, la verità dell’essere messo a nudo dalla scoperta della sua appartenenza organica alla dinamica atemporale dell’universo. Un modo per ritrovare noi stessi, per capire la nostra identità profonda, per stabilire una giusta relazione con quel tutto dal quale veniamo e poter così vivere meglio il nostro viaggio della vita ed il nostro presente. Permette a colui che vuole approfondire queste immagini di liberarsi della materia e del tempo, di trascendere il senso convenzionale delle cose, di passare dal tangibile all’inaccessibile, di aprirsi all’ignoto e all’infinito, di elevarsi verso un altro tipo di conoscenza e di trarre profitto dall’esperienza di miliardi di uomini che ci hanno preceduto. La scultura non si limita alla forma ma lo scopo

DOPO IL SILENZIO 1972

bronzo cm 97 x 237 x 99 14

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pagnati da altri elementi di natura umana come teste, piedi, mani, etc. La vera trasformazione o evoluzione delle forme, il maestro Finotti la ottiene solo ed esclusivamente con la fusione e le compenetrazioni di tutti questi elementi, è come se riuscisse a generare una nuova forma di vita, una evoluzione della specie animale e umana, una nuova razza o specie evolutiva in un progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti morfologici, strutturali e funzionali in questi organismi viventi che la scultura riesce a formare e realizzare materialmente. L’aspetto che molte volte viene sottolineato o semplicemente ed inconsciamente prodotto è il voler entrare nella materia, nella carne, in quella anatomia che mostra il tessuto muscolare di queste creature che si generano dalle differenze incrociate, una visione interna della costituente umana, spesso forse anche leggermente raccapricciante, ma pur sempre una bellezza interiore, come nelle sue opere in marmo bianco statuario. Un’interiorità che cerca di far ragionare senza soffermarsi sulla superficie degli involucri esterni, la naturale consumazione del corpo umano ma nella maggior parte dei casi, una formazione nuova dei corpi dovuta all’incrocio tra le razze. Il procedimento scultoreo del “levare” presenta in certe occasioni una diversa concezione dell’opera come divisione in vari pezzi che nascono come un’esplosione che lascia un ordine concreto e ragionato nello spazio, sono le sue famose installazioni scultoree. Le sculture di Novello Finotti trasmettono messaggi d’amore e di energia positiva. Ci mostrano in piena luce, cosi come in piena sensualità, la verità dell’essere messo a nudo dalla scoperta della sua appartenenza organica alla dinamica atemporale dell’universo. Un modo per ritrovare noi stessi, per capire la nostra identità profonda, per stabilire una giusta relazione con quel tutto dal quale veniamo e poter così vivere meglio il nostro viaggio della vita ed il nostro presente. Permette a colui che vuole approfondire queste immagini di liberarsi della materia e del tempo, di trascendere il senso convenzionale delle cose, di passare dal tangibile all’inaccessibile, di aprirsi all’ignoto e all’infinito, di elevarsi verso un altro tipo di conoscenza e di trarre profitto dall’esperienza di miliardi di uomini che ci hanno preceduto. La scultura non si limita alla forma ma lo scopo

DOPO IL SILENZIO 1972

bronzo cm 97 x 237 x 99 14

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l’uovo miracolato 1985

granito nero cm 50 x 55 x 24

è che la travalichi, entrando in diretta relazione con chi la osserva, l’opera si pone in chiave interrogativa. Le opere di Finotti sono aperte all’immaginazione, libere da condizionamenti dovuti dalla relazione con lo spazio, sono corpi vivi che respirano. La luce diventa un elemento necessario alla fruizione perché tramite trasparenze, tagli e scavature, riesce a modellare ulteriormente la superfice delle diverse materie impiegate e a dare nuove visioni per approfondire ulteriori letture e punti di vista. Oggi le opere d’arte che ci circondano, da qualunque cultura esse provengano, costituiscono uno sconfinato repertorio di simboli di cui l’uomo contemporaneo ha in gran parte perso il senso recondito; quando appare, il simbolo è sempre parte integrante dell’opera, ne costituisce la chiave di lettura, anzi molto spesso il manufatto artistico si presenta come il semplice veicolo di trasmissione del simbolo stesso. Arte e Simbolo si possono considerare imprescindibili l’una dall’altro nella storia dell’umanità fino dalle sue origini. Il simbolo è un altro aspetto importante della poetica di Novello Finotti perché ci indica la strada per andare oltre la materia e la vita stessa, per ritrovare quella condizione di equilibrio con l’universo, una porta di accesso verso nuovi scenari e nuove realtà esistenziali. Il simbolo si mischia e diventa l’elemento che ci induce ad approfondire la lettura nell’opera e cerca con essa una integrazione ideale.

Enrico Mattei

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l’uovo miracolato 1985

granito nero cm 50 x 55 x 24

è che la travalichi, entrando in diretta relazione con chi la osserva, l’opera si pone in chiave interrogativa. Le opere di Finotti sono aperte all’immaginazione, libere da condizionamenti dovuti dalla relazione con lo spazio, sono corpi vivi che respirano. La luce diventa un elemento necessario alla fruizione perché tramite trasparenze, tagli e scavature, riesce a modellare ulteriormente la superfice delle diverse materie impiegate e a dare nuove visioni per approfondire ulteriori letture e punti di vista. Oggi le opere d’arte che ci circondano, da qualunque cultura esse provengano, costituiscono uno sconfinato repertorio di simboli di cui l’uomo contemporaneo ha in gran parte perso il senso recondito; quando appare, il simbolo è sempre parte integrante dell’opera, ne costituisce la chiave di lettura, anzi molto spesso il manufatto artistico si presenta come il semplice veicolo di trasmissione del simbolo stesso. Arte e Simbolo si possono considerare imprescindibili l’una dall’altro nella storia dell’umanità fino dalle sue origini. Il simbolo è un altro aspetto importante della poetica di Novello Finotti perché ci indica la strada per andare oltre la materia e la vita stessa, per ritrovare quella condizione di equilibrio con l’universo, una porta di accesso verso nuovi scenari e nuove realtà esistenziali. Il simbolo si mischia e diventa l’elemento che ci induce ad approfondire la lettura nell’opera e cerca con essa una integrazione ideale.

Enrico Mattei

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A volo d’angelo 2004

bardiglio h cm 230

18

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A volo d’angelo 2004

bardiglio h cm 230

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OMAGGIO A VAN GOGH 2000

marmo nero cm 45 x 70 x 43

LA NOTTE DEI GALLI 1994

marmo nero del Belgio cm 71 x 52 x 25 21


OMAGGIO A VAN GOGH 2000

marmo nero cm 45 x 70 x 43

LA NOTTE DEI GALLI 1994

marmo nero del Belgio cm 71 x 52 x 25 21


autoritratto con altre presenze 1976-2004

marmo bianco di Carrara cm 62 x 16,5 x 26

22

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autoritratto con altre presenze 1976-2004

marmo bianco di Carrara cm 62 x 16,5 x 26

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CLESSIDRA 1989

marmo bianco di Carrara cm 76 x 40 x 23


CLESSIDRA 1989

marmo bianco di Carrara cm 76 x 40 x 23


nascita 1987

marmo bianco di Carrara cm 67 x 25 x 44

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nascita 1987

marmo bianco di Carrara cm 67 x 25 x 44

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COBRA 1992

marmo nero del Belgio cm 75 x 67 x 52

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MANTIDE NERA 1977

marmo nero Marquinia cm 65 x 152 x 65

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MANTIDE NERA 1977

marmo nero Marquinia cm 65 x 152 x 65

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COBRA 1992

marmo nero del Belgio cm 75 x 67 x 52

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PREGO NON FATEMI IL SOLLETICO 2 1990-94

marmo bianco di Carrara cm 90 x 160 x 80


PREGO NON FATEMI IL SOLLETICO 2 1990-94

marmo bianco di Carrara cm 90 x 160 x 80


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NON CI INDURRE 1977-2013

bronzo cm 110 x 34 x 90

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NON CI INDURRE 1977-2013

bronzo cm 110 x 34 x 90

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ANUBI 2 1993

marmo nero del Belgio cm 97 x 114 x 44

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ANUBI 2 1993

marmo nero del Belgio cm 97 x 114 x 44

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ANATOMICO CHE CAMMINA 1968-69

bronzo cm 148 x 1200 x 60

40

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ANATOMICO CHE CAMMINA 1968-69

bronzo cm 148 x 1200 x 60

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dopo chernobyl 1986-87

attesa con apparizione alata 1988

marmo bianco di Carrara cm 178 x 74 x 56

marmo rosa del Portogallo cm 185 x 41 x 68


dopo chernobyl 1986-87

attesa con apparizione alata 1988

marmo bianco di Carrara cm 178 x 74 x 56

marmo rosa del Portogallo cm 185 x 41 x 68


ANUBI 3 1988-89

marmo nero del Belgio cm 178 x 142 x 54

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ANUBI 3 1988-89

marmo nero del Belgio cm 178 x 142 x 54

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LA SPOSA 1997

marmo bianco di Carrara cm 227 x 56 x 34


LA SPOSA 1997

marmo bianco di Carrara cm 227 x 56 x 34


NILO 1972

bronzo e plexiglas cm 200 x 42 x 30

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NILO 1972

bronzo e plexiglas cm 200 x 42 x 30

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Mostre Personali

1961 Sala dei Giovani, Palazzo della Permanente, Milano. Galleria La Cornice,Verona. 1962 Ridotto del Teatro Verdi,Vittorio Veneto. 1963 Galleria La Cornice,Verona. 1964 Armory Gallery, New York. 1966 XXXIII Biennale Internazionale d’Arte, invitato con un gruppo di opere,Venezia. 1967 Galleria Novelli,Verona. 1968 Galleria Tempo, Bologna. 1969 Galleria Tempo, Bologna. 1970 Galleria Ferrari,Verona. 1971 Galleria Onas, Bolzano. 1972 Galleria Novelli,Verona. Galleria Iolas, Milano. Galleria Ciak, Roma. 1973 Galleria Davico, Torino. 1974 Galleria Schreiber, Brescia. 1975 Galleria Novelli,Verona.

Galleria Pisano, Milano. Galleria Santacroce, Firenze. Microart Galerie, Genève. 1980 Istituto Italiano di Cultura, San Francisco. Galleria Pisano, Milano. Grafica Romero, New York. Galleria Plusart, Mestre. Galleria Ada Zunino, Milano. 1981 Galleria Piccinini,Cortina d’Ampezzo. “Forme nel verde”, Caprese. Michelangelo, S. Quirico d’Orcia. Galleria Ada Zunino, Milano. 1982 Galleria Saoarte. Modena. 1983 Galleria La Margherita, Roma. Civica Galleria d’Arte Città di Portofino. Artefiera Bologna. 1984 Invitato (con una sala) alla XLI Biennale Internazionale di Venezia. Galleria Jolas, Milano. 1985 Galleria d’Arte di Ada Zunino, Milano. Galleria la Roggia, Palazzolo sull’Oglio (BS). 1986 Mostra antologica Palazzo Te, Mantova. Galleria Marilena Liakopoulos, Atene. Galleria Penelope, Riva del Garda. Galleria Bocchini, Stal de le Vecie, Verona. 1987 “Attenzione sulla scultura”, Marina di Carrara. Fiac, Parigi. Galleria l’Affresco, Montecatini.

1976 Galleria La Margherita, Roma. Ambasciata Italiana, Tel Aviv, Haifa, Israele.

1988 Art Basel, Basilea, Svizzera. Galleria l’Affresco, Montecatini.

1977 Festival dei Due Mondi, Charleston. Iolas Jackson Gallery, New York.

1990 Palazzo Sertoli, Credito Valtellinese, Sondrio.

1977 Jack Mel Gallery, New Hope, Pennsylvania, USA. Galerie Berg Home, St. Gall, Suisse. Galerie Numaga, Auvernier, Suisse.

1991 Galleria Forni, Bologna. Galleria Corchia, Forte dei Marmi.

1978 Galleria Novelli,Verona. Home Gallery, San Gallo, Svizzera. 1979 Galleria Schreiber, Brescia. Galerie Art et Style, Genève.

1992 Chiesa di Sant’Agostino, Pietrasanta Lucca. 1993 Galleria Schreiber, Brescia. “Novello Finotti. Bronzi, marmi, terracotte”, Studio d’arte Melotti, Ferrara.

1995 Galleria Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline, Milano. 1996 Convento dei Frati Francescani, Pietrasanta, Lucca. Premio Internazionale di Scultura “Pietrasanta e la Versilia nel mondo” Circolo culturale F.lli Rosselli. 1997 Galleria Arianna Sartori Arte, Mantova. 1998 Nardin Gallery, New York. 1999 Palazzo Ducale di Massa, Massa Carrara. 2000 Castello di Malcesine. 2003 Città di Marignana, Camaiore, Lucca. 2004 “Omaggio con un gruppo di opere” Sant’Anna di Stazzema, Lucca, “Finotti – Maggioni sculture”, San Giorgio di Valpolicella (Vr). 2005 Galleria Forni, Milano. Abazzia Di Rosazzo, Manzano, Udine. “Sculture”, Colussa Galleria d’Arte, Udine. “Castello di Malcesine”, Malcesine (Vr). 2008 “Evocazioni plastiche tra sogno e realtà”, Sommacampagna (Vr). 2009 “Cinque sculture più una”, Corte Lotti, Pietrasanta, Lucca. 2010 “Finotti - Profondità e proiezioni del nero”, Barbara Paci galleria d’arte, Pietrasanta, Lucca. “Non sveliamo il mistero”, Paola Bicego Gallery, Padova. Installazione in mare di un’opera dedicata a S. Antonio 2010, Tonfano, Pietrasanta, Lucca. 2011 “Notte lido blu,” Lido di Camaiore, Lucca. Mostra fotografica delle opere di scultura, Studio Giorgio Angeli, Querceta, Lucca. 2012 Beeldengalerij Het Depot, Wageningen Olanda. 2013 “Kim Young-Won, Novello Finotti Scultori a confronto nella città di Padova”

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ELENCO OPERE Termine anteprima di 49 pagine su 128 A CONFRONTO 2007 granito nero cm 223 x 65 x 35

pag.

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A volo d’angelo 2004 bardiglio h cm 230

»

18

adieu mon amour 2011 basalto cm 118 x 19 x 79

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115

ANATOMIA VEGETALE 1973-1974 rosa del Portogallo h cm 98

»

104

ANATOMICO CHE CAMMINA 1968-69 bronzo cm 148 x 1200 x 60

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40

annuncio 2011 marmo bianco di Carrara cm 40 x 12 x 38,5

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58

ANUBI 2 1993 marmo nero del Belgio cm 97 x 114 x 44

»

38

ANUBI 3 1988-89 marmo nero del Belgio cm 178 x 142 x 54

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45

attesa con apparizione alata 1988 marmo rosa del Portogallo cm 185 x 41 x 68

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43

autoritratto con altre presenze 1976-2004 marmo bianco di Carrara cm 62 x 16,5 x 26

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22

CARI AVI 1987-88 marmo nero del Belgio cm 77 x 27 x 66

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82

CIN CIN E FICHI 1978 bronzo cm 46 x 11 x 9

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10

CLESSIDRA 1989 marmo bianco di Carrara cm 76 x 40 x 23

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24

COBRA 1992 marmo nero del Belgio cm 75 x 67 x 52

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30

DONDOLO 2004 marmo nero del Belgio cm 100 x 156 x 48

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80

DONDOLO 2 2008 marmo nero del Belgio cm 135 x 196 x 35

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dondolo blu 2011 bronzo cm 56 x 16 x 37

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12

dopo chernobyl 1986-87 marmo bianco di Carrara cm 178 x 74 x 56

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42

DOPO IL SILENZIO 1972 bronzo cm 97 x 237 x 99

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14

equilibrio sommerso 1997 marmo bianco di Carrara cm 248 x 258 x 10

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70

Finalmente insieme 2004 granito nero h cm 202

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102

Fossile 1995 marmo bianco di Carrara cm 124 x 78 x 64

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72

Fossile 2013 bronzo cm 135 x 90 x 85

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56

gli AVI della montagna 2004 granito cm 290 x 82 x 225

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65

Il desiderio della u 1978 marmo nero Marquina cm 85 x 64 x 66

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106

IL GRANDE COBRA 1999 bronzo cm 195 x 170 x 165

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60

IN TRE CON ALTRA PRESENZA 2010 basalto cm 39 x 63 x 20

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66

in tre per generare 1977 marmo bianco di Carrara cm 108 x 130 x 46

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96

l’uovo miracolato 1985 granito nero cm 50 x 55 x 24

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16

LA NOTTE CHE SI APRE 2005 marmo nero del Belgio cm 29 x 38 x 32

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100

LA NOTTE DEI GALLI 1994 marmo nero del Belgio cm 71 x 52 x 25

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20

127


Novello Finotti  

Catalogo Villa Bertelli - Forte dei Marmi - 2013