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DOMENICA VICENZA

LA

DI

Politica

5

4 MARZO 2006

Non piacciono a nessuno le quote rosa. Anzi, proprio non ne vogliono sentir parlare le politiche vicentine, da destra a sinistra. E questo solo perché le quote rosa sono intese quasi come una riserva naturale in cui si vorrebbero confinare le qualità politiche al femminile. Quindi, bocciata in modo netto, perentorio, la legge poi mai approvata definitivamente che destinava la metà dei posti nelle liste per le Politiche proprio al gentil sesso. «Non siamo una minoranza che deve essere garantita per decreto» affermano le politiche vicentine. D’altra parte è sin troppo evidente come da noi la politica parli in rosa già da molto tempo. E senza vie preferenziali. Basta infatti scorrere i nomi dei più potenti leader dei partiti per comprendere come siano influenti le donne nella politica locale. Manuela Dal Lago, Lega Nord, è presidente della Provincia di Vicenza, Lia Sartori, Forza Italia, è il riferimento veneto del partito ed europarlamentare. Nel centrosinistra è una donna, Daniela Sbrollini a ricoprire la carica di segretario provinciale dei Democratici di Sinistra. Un buon biglietto da visita quello che giunge dal vicentino, dunque, per far comprendere a tutti come non ci sia bisogno di quote “forzate”. L.F.

Quote? Non siamo dei panda Le politiche vicentine non si sentono poi molto rappresentate da Trupia e Fincato: «Così come è la legge elettorale non premia il lavoro dei singoli» «Le quote non ci servono». Netta contro a questo tipo di sistema. La la presa di posizione della politica al nuova legge elettorale fa decidere i femminile di Vicenza. partiti chi è in lista e chi no. Spero «Piuttosto serve un cambio cultu- che si venga valutati per quello che rale nei maschi nel comprendere che ormai la parità è un dato di fatto in ogni campo sociale». Affilano le armi delle proprie capacità, da destra a sinistra le rappresentanti del gentil sesso. Idee chiare nel rivendicare ruoli sempre più importanti. Quote rosa, solo una illusione quella di inserire il gentil sesso in modo rappresentativo nelle liste per le Politiche? Daniela Sbrollini, segretario provinciale dei DS:«Non sono, da Daniela Sbrollini sempre, una fan delle quote rosa, anche perché nel mio partito è sempre stata si è fatto e per quello che si vale. Ci garantita la presenza femminile. Ab- sono questioni più importanti da biamo una norma antidiscriminato- trattare. È ovvio che abbiamo esperia che prevede che nessuno dei due rienze diverse e completiamo il consessi debba essere rappresentato al di testo politico. Però è deprimente ensotto del 40 per cento. E mi piace definirle norme antidiscriminatorie. Parità tra i 2 sessi va bene. Ma quello successo in parlamento è un fatto grave, perché la sostanza è che il centrodestra ha dimostrato di essere contro la presenza femminile nella politica. Loro hanno un altro approccio nel vedere donne in politica. Guardando il parlamento italiano bisogna constatare come sia il penultimo in europa come presenza femminile. Bisogna fare delle forzature. Siamo troppo poche. Non è sufficiente: tutti i partiti debbono adottare nel loro regolamento la norma an- Mara Bizzotto tidiscriminatoria. Poi bisognerebbe approfondire le cause trare in politica perché servono le che portano alle varie candidature». quote rosa. Vanno valutate altre quaMara Bizzotto, Lega Nord: «Va lità. Non vivo questa questione in di moda parlare di quote rosa. Sono modo particolare perché la Lega

Nord ha sempre dato spazio alle na che non sia la Trupia. La legge donne. So che altri partiti mettono elettorale ci impone le candidature nello statuto il rispetto di questa de- da Roma. Effettivamente non sapterminazione al femminile. Ma spa- piamo chi ci rappresenterà. È imzio alle donne c’è sempre sta- portante che ci sia chi dà voce al to nel Carroccio. Al di là di territorio a prescindere se uomo o tutto serve il buon senso». donna. Quindi non tifo donna in Chiara Garbin, Forza Ita- questo senso». lia: «Ne sento parlare ma non La Lega Nord per un momento ne ho preso coscienza piena. ha pensato di candidare per Roma Non è giusto che vengano pro- il Presidente della Provincia Maposte, le quote. Intanto la poli- nuela Dal Lago. Un nome forte tica non è il WWF, non siamo animali in via di estinzione da proteggere. È una questione di capacità. Riuscire a gestire in modo diverso la politica al femminile sì, ma le quote non servono a nulla, anzi amplificano le mediocrità. Le percentuali sono avvilenti». Alla fine però sembra che solo due donne vicentine, Trupia e Fincato, andranno a Roma avendo posti accettabili in lista e una di queste due è più spostata ormai sul veneziano. GiuChiara Garbin sto? Sbrollini: «Penso che siano poche. Però è una leg- che avrebbe sicuramente rapprege elettorale indecente per sentato in modo appropriato le tanti motivi. L’abbiamo istanze vicentine del centrodestra votata ma non l’abbiamo a Roma. Che ne pensa del fatto voluta». che poi la scelta sia stata quella di Bizzotto: «È riduttivo rimanere e finire il mandato? che ci sia solo una donna Bizzotto: «La Dal Lago credo sia vicentina che va a Roma e importante che rimanga a complenemmeno la volevano, da tare il percorso in Provincia. Andaquel che so. Il centrosini- re ad elezioni anticipate non era opstra è minoranza ma ri- portuno. Sta lavorando bene è giusto schia di avere la rappre- che finisca il proprio mandato. Poi sentatività delle donne. altre esperienze ha sempre tempo Non credo si facciano per farle. Non lasciare incarichi per questi processi per legge. altri è sicuramente un buon segno». Sono fasi di cambiamenLei che si sente: solo di fare teto culturale e che abbiso- stimonianza? gnano di tempo. La Lega Sbrollini: «Penso che sia un onoperò non è maschilista co- re essere entrata in lista. Comunme sembra ma dà ampio que ha valore la mia candidatura spazio al sesso femminile». anche se non sarò eletta. È un doGarbin: «Se guardo la questione vere perché essendo il segretario dal lato femminile è grave che non del partito provinciale è giusto che ci sia una rappresentatività vicenti- anche io contribuisca per portare

voti alla lista ed al partito. Chi è in lista è conosciuto nel territorio e le scelte sono state fatte dalla direzione provinciale del partito. Indipendentemente da chi eleggeremo, vale a dire la Trupia. È un contributo necessario. Poi mi auguro che in futuro e non solo per le politiche, le candidature femminili siano di più e che tutti facciano la loro parte. Fino a quando i dati saranno questi, in Italia non ci sarà democrazia compiuta. È una esigenza di democrazia. Vale per tutti i ruoli nella società: certo è che devono anche entrare più donne nei partiti! Non mi sento un panda da tutelare. Voglio essere selezionata per meriti. Alla fine senza la preferenza si blocca la lista a priori e il cittadino vota solo il simbolo e non più le persone». Bizzotto: «Di candidature non so nulla deciderà il Federale. Sono a disposizione del partito. Spero di tornare in Regione e vedremo come andrà là. Il sistema elettorale assegna ai partiti le decisioni. È riduttivo questo sistema elettorale da questo punto di vista. 25 nomi devono essere scelti. Se la Gardini passa spero davvero di continuare il mio percorso a Palazzo Ferro Fini». Garbin: «Se mi chiedessero di andare in lista non ci andrei. Sono una consigliera comunale e devo ancora crescere molto per arrivare alla definizione del mio percorso. L’errore che si è fatto negli ultimi anni è di aver messo in lista persone che non sapevano che voleva dire fare davvero politica. Per ora non mi interessa farne parte. Ma non penso che me lo chiederanno. Se dobbiamo poi solo far numero non mi interessa e mi sembra anche riduttivo. Se devo fare campagna elettorale la faccio lo stesso. Preferisco le amministrative dove ognuno ha avuto la possibilità di fare attività elettorale concreta. Così manca lo stimolo a correre». Luca Faietti


Quote? non siamo dei panda