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IL MURO DI BERLINO

BREVE INTRODUZIONE AL MURO: Alla fine della Seconda guerra mondiale, Berlino divenne il simbolo della divisione del mondo in due blocchi: i regimi comunisti a Est e i paesi democratici a Ovest. Nel 1961 le autorità della Germania dell’Est costruirono in mezzo alla città un Muro che, per ventotto anni, contrappose due modelli di vita diametralmente contrari: una città vivace, libera e consumista a ovest, una città tetra e oppressa a est.

ANTEGUERRA:

Alle origini del Muro di Berlino, dal punto di vista storico, troviamo la guerra fredda dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra USA (Stati Uniti d’America) e URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) che competevano tra loro per diventare due superpotenze economiche e militari, confinando l’Europa a un ruolo subalterno. L’alleanza fra i due Paesi,

risultata

rapidamente

in

(l’Organizzazione

decisiva crisi. delle

per Infatti,

Nazioni

sconfiggere

il

nonostante Unite),

la

Nazifascismo, la

nascita

concorrenza

entrò

dell’ONU

politica

ed

economica fra i due blocchi diede vita alla cosiddetta guerra fredda, un


clima di costante conflittualità e minaccia per la pace, caratterizzato da una inarrestabile gara allo sviluppo delle armi nucleari nel timore di una guerra atomica. La contesa e la tensione fra le due superpotenze ebbero importanti ripercussioni sulla storia europea. Anche l’Europa si trovò divisa in due blocchi contrapposti. LA DIVISIONE DELLA GERMANIA NEL DOPOGUERRA: La Germania era un Paese schiacciato dal peso della sconfitta e dalla divisione del territorio nazionale imposta dai vincitori. La guerra fredda ebbe un’influenza decisiva sul futuro dello Stato tedesco: la divisione, che doveva essere solo momentanea, divenne, invece, permanente. Tra il 1948 e il 1949 le forze alleate riunirono sotto un solo governo le rispettive zone di influenza, favorendo nella parte occidentale la nascita di uno Stato autonomo a regime democratico e parlamentare: la Repubblica Federale Tedesca (RFT) e la Repubblica Democratica Tedesca (RDT o DDR). La frontiera che divideva in due la Germania divenne il segno storico più crudele della linea di confine. Era il 1949 e da un unico paese nacquero due Stati diversi e nemici: a est

la

Repubblica

dall’Unione

Democratica,

Sovietica; a

ovest

un la

regime

comunista

Repubblica Federale,

controllato un

paese

Democratico alleato delle potenze occidentali. La città di Berlino si trovava nella Repubblica Democratica ed era anch’essa divisa in due parti, spartita a metà tra i due blocchi. https://youtu.be/c4JaYz8mhxw


INIZIA LA COSTRUZIONE DEL MURO:

Nel

1961,

per

rimarcare

questa

linea

di

confine,

la

Repubblica

Democratica Tedesca decise di innalzare un muro, il Muro di Berlino, tra il settore sovietico (Berlino Est) e le zone occidentali della città (Berlino Ovest) sotto il controllo alleato. Esso doveva arrestare la fuga di moltissimi cittadini dell’Est (duemila al giorno, in maggioranza lavoratori qualificati) verso Occidente (la Germania Federale). La costruzione del Muro avvenne nelle prime ore del 13 agosto del 1961, le unità armate della Germania dell’Est interruppero, innanzitutto, i collegamenti tra Berlino Est e Berlino Ovest. Iniziarono a costruire il muro che avrebbe attraversato tutta la città e che avrebbe diviso le famiglie, tagliato e separato strade, piazze e case, interrotto le linee della metropolitana e dei treni. Non solo per Berlino, ma per tutta la Germania, il confine tra Est ed Ovest diventò una trappola mortale.

LA NOTTE IN CUI TUTTO CAMBIO':

Chi poteva provava a scappare e così, la notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961, le autorità di Berlino Est cominciarono a far costruire una recinzione di filo spinato per impedire ai propri cittadini di scappare a Ovest. Appena due giorni dopo, il filo spinato fu sostituito da un vero


muro di cemento armato alto quasi 4 metri che, nel corso degli anni, diventò sempre più impenetrabile, raggiunse la lunghezza di 155 km e veniva pattugliato da guardie armate e cecchini (tiratori scelti) pronti a sparare

se

scoprivano

un

loro

concittadino

mentre

tentava

di

attraversarlo. COSA SUCCEDEVA A CHI ATTRAVERSAVA IL MURO:

I soldati ricevettero l’ordine di sparare su coloro che cercavano di attraversare la zona di confine. Nel tempo, la barriera fu perfezionata con mine anti-uomo, filo spinato alimentato con corrente ad alta tensione, e impianti per sparare in automatico, recinzioni, torri di guardia e trincee per controllare la cosiddetta striscia della morte. Filo spinato, corrente ad alta tensione, cemento armato e torrette di controllo comparvero improvvisamente nel centro di Berlino, dividendo a metà scuole, palazzi, persino cimiteri. Da quel momento nessuno poté più passare a Ovest senza un regolare permesso. Per tutto il periodo della guerra fredda, fino al 1989, quando il Muro fu abbattuto, più di 5.000 persone riuscirono a scavalcare il Muro, moltissime furono arrestate e oltre 150 furono uccise. I mezzi di controllo diventarono


sempre più sofisticati e col passare del tempo divenne quasi impossibile oltrepassare il Muro perché le guardie avevano l’ordine di sparare a chiunque si avvicinasse alla terra di nessuno davanti al Muro. FAMIGLIE SEPARATE:

Il muro di Berlino divise intere famiglie e impedì loro di vedersi e abbracciarsi per anni. Questo stato di cose durò per ben 28 anni finché, il 9 novembre 1989 ossia 28 anni fa, le autorità di Berlino Est diedero ai propri concittadini il permesso di visitare Berlino Ovest. In poche ore decine di migliaia di persone si presentarono ai pochi punti di passaggio e le guardie, incredule, furono costrette a lasciarle passare. Questo avvenimento fu il simbolo della rovinosa caduta di tutto il sistema politico che, per 44 anni dalla fine della II Guerra mondiale aveva retto le nazioni passate sotto l'influenza dell'Unione Sovietica.


IL CROLLO DEL MURO:

Agli inizi degli anni Ottanta l’URSS e i Paesi dell’Europa Orientale attraversavano una crisi profonda. Decine di migliaia di cittadini tedeschi orientali iniziarono a riversarsi verso Ovest attraverso la frontiera austroungherese, aggirando proprio quel muro che, quasi trent’anni prima, aveva sancito l’invalicabilità della cortina di ferro. Le autorità tedesco-orientali

furono

costrette

a

liberalizzare

gli

espatri.

Il

9

novembre 1989, il Muro di Berlino, simbolo della “guerra fredda”, venne preso d’assalto dalla popolazione, sia da Est che da Ovest, e fu abbattuto. A Berlino tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre 1989 centinaia di migliaia di abitanti manifestarono nelle strade invocando libere elezioni. Giovedì 9 novembre gli abitanti della città iniziarono la conquista e l’abbattimento del Muro: da Est e da Ovest migliaia di persone si arrampicarono sul Muro per abbracciarsi, ballare, festeggiare. Preso a picconate, raschiato, martellato, il Muro mostrò i primi squarci e nel giro di alcune settimane si era trasformato in un cumulo di macerie.


RIUNIFICAZIONE GERMANIA:

La Germania si riunificò nel 1990. Berlino dopo il muro ritornò ad essere la capitale della Germania unita, inoltre ha riconquistato il ruolo di capitale politica del continente. Un anno dopo, il 3 ottobre 1990, la Germania tornò a essere un'unica nazione, non più separata in due repubbliche. Venne così cancellata per sempre una delle eredità più devastanti della II Guerra mondiale. https://youtu.be/wK2UtyW0BQM


COSA RIMANE DEL MURO?

Del muro materiale che l’ha divisa per quasi 30 anni è rimasto ben poco, quanto basta per lasciare una traccia materiale, un monumento per i posteri. A 25 anni di distanza dalla caduta del muro, mentre le sue tracce vanno scomparendo, la città e i suoi abitanti stanno ancora portando i segni di quella divisione. Berlino lascia le divisioni alle spalle mentre scompaiono le tracce del muro.


Piantina tratta da Google Maps che indica dove passava il Muro a Berlino.

Altra piantina che indica i luoghi attraversati dal Muro.

https://youtu.be/6weAJL7_vCI Sintesi sul Muro di Berlino

https://youtu.be/c4JaYz8mhxw


“Ulisse” la scoperta del muro

https://youtu.be/fT3Kuv4FM9Q La storia del muro di Berlino. Spiegazione con disegni.

IL MURO DI GORIZIA/NOVA GORICA Per 60 anni, il muro di Gorizia separava l' abitato goriziano rimasto italiano dai quartieri periferici e dalla stazione ferroviaria della Transalpina. Il muro nacque dal nascente clima della guerra fredda e dalla problematica questione dei confini italo-iugoslavi. In seguito al trattato del 1947, il governo iugoslavo, guidato da Tito, tracciò la linea di confine italo-iugoslavo nel centro della città, dividendo Piazza della Transalpina. La città di Nova Gorica sorse successivamente alla separazione, con l' intenzione di contrapporre simbolicamente i progressi del mondo socialista a quello capitalista e la piazza della Transalpina divenne uno dei simboli della separazione politico-ideologica tra l' Europa occidentale e quella orientale durante gli anni della guerra fredda. Il muro viene paragonato a quello di Berlino, poiché divideva una città ed era protetto da torri armate di mitragliatrici. Il muro di Gorizia era una semplice recinzione ad altezza d' uomo, tanto da meritarsi l' appellativo di “muretto” per distinguerlo dal muro per eccellenza. Le repubbliche della federazione iugoslava progressivamente proclamarono la propria indipendenza, a cominciare proprio dalla Slovenia, nel 1991. Nel 2004 esso è stato definitivamente rimosso e dal 2007 la Piazza della Transalpina è tornata ad essere uno spazio pubblico aperto, condiviso oggi da due Stati dell' Unione.


CosĂŹ come appariva il muro di Gorizia all'epoca dei fatti.

Mosaico circolare indicante la linea di confine tra i due Stati.


LE PEACE LINES DELL'ULSTER E DI BELFAST Tra Ottocento e Novecento il popolo irlandese, di lunga tradizione cattolica, ha combattuto una dura lotta per l'indipendenza, che fu raggiunta solo nel 1948 con la nascita della Repubblica d'Irlanda. Della Repubblica d'Irlanda non fanno parte sei contee dell'Ulster, la regione nordoccidentale dell'Isola di Irlanda, che appartengono al Regno Unito. A partire dagli anni '60 ha avuto luogo una sanguinosa guerra civile tra cattolici

irlandesi,

rappresentati

dal

movimento

indipendentista

dell'Irlanda del Nord dell'IRA (Irish Republican Army) e protestanti, appoggiati peraltro dall'esercito inglese. La guerra finì

solo con il cessare del fuoco in seguito

all'Accordo di

Pasqua (1998), che sancì il riconoscimento dei diritti civili e politici dei cattolici nell'Ulster, pur rimanendo quest'ultimo ancora parte integrante del Regno Unito. Testimoni di questa contrapposizione, durata decenni, sono rimaste ancora oggi decine di barriere armate di

lamiera e reticolati di filo

spinato (contenente la scossa) che dividono i quartieri cattolici da quelli protestanti. Questi muri venivano chiamati e ancora oggi Peace Lines (cioè Linee della Pace)

e caratterizzano in modo notevole ed

emblematico la città di Belfast, capoluogo nordilandese e principale teatro del conflitto. Esse furono costruite a partire dagli anni 70 (all'epoca di un periodo detto “Troubles”=”Guai”), cioè durante lo scontro tra cattolici e protestanti. Questi muri servivano a proteggere le due comunità

dalle

violenze

reciproche.

Il

loro

numero

è

cresciuto

particolarmente dopo l'annuncio di cessare il fuoco nel 1994. Anche se oggi le Peace Lines e i loro murales sono diventati una notevole attrazione turistica e il conflitto sembra appartenere al passato, il governo nordilandese ha annunciato di volerle abbattere (ma non prima


del 2023). Questi muri continueranno a resistere perchè resteranno il simbolo di fratture ancora oggi troppo profonde.

Muro dell' Ulster, il cui significato è: “ULSTER COMBATTENTI PER LA LIBERTA' ”.

Altra angolazione dell' Muro di Belfast, con citazione: “PEACE BY PIECE <--->PACE PEZZETTINO PER PEZZETTINO”.


MURO DI CIPRO La capitale dell'isola di Cipro è ancora divisa come nel 1974, quando l'invasione dell'esercito turco spaccò in due questa terra dalla forma di chitarra adagiata sulle acque tranquille del Mediterraneo orientale. In risposta a un tentativo di colpo di Stato per unire l'isola alla Grecia dei colonnelli, quarantatre anni fa le truppe di Ankara sbarcarono sulla costa settentrionale, istituendo uno stato fantoccio che sopravvive ancora oggi. I colloqui per la riunificazione non hanno dato gli esiti sperati. Due i nodi più difficili da sciogliere, e per ora insuperati: la questione del ritiro dei militari turchi, che Ankara vorrebbe a tutela della popolazione anatolica, e quella della restituzione della terre espropriate ai greci in seguito alla guerra , ormai abitate da decenni da coloni giunti apposta dalla Turchia. Le ferite della storia stentano ancora a rimarginarsi , così come quelle che ancora lacerarono la memoria storica dei Ciprioti, da un lato e dall'altro delle Linea. Una delle più dolorose è quella dei milletrecento desaparecidos che ancora mancano all'appello. Vittime di una guerra finita ufficialmente nel 1974 ma in realtà mai davvero conclusasi. Sepolti nelle fosse comuni, dimenticati ai bordi dei campi, gettati nei pozzi per nascondere le prove dei crimini di guerra. Fra gli anni sessanta e gli anni settanta Cipro venne sconvolta da una crudele pulizia etnica fra la popolazione di origine greca e quella di etnia turca,con massacri e persecuzioni da entrambe le parti. Prima le scorribande delle milizie irregolari dei greci contro i villaggi turchi, poi l'invasione di grande stile delle forze armate di Ankara a porre una pietra tombale sulla storia unitaria dell'isola. Per recuperare e identificare le salme delle vittime di quelli avvenimenti è al lavoro una commissione per le persone disperse, sotto l'egida delle Nazioni unite: sono stati trovate centinaia e centinaia di corpi,riconsegnati alle famiglie dopo un esame antropologico e immancabile test del Dna.


Milleottocento nomi, però, mancano ancora all'appello. In gran parte sono giovani coscritti dell'esercito-cipriota che caddero prigionieri durante l'invasione turca. La maggior parte fu giustiziata sommariamente. Cipro è divisa quindi ancora in due stati:  Repubblica di Cipro a sud (membro dell'UE dal 2004).  Repubblica turca di Cipro a nord, auproclamatasi nel 1983 e riconosciuta solo dalla Turchia. Da Morfou a Famagosta è presente la Green Line, una zona cuscinetto presidata dall'Onu, che ha diviso l'isola per circa mezzo secolo. La stessa capitale Nicosia rimase divisa in due parti, una cipriota e una turca, questo fino al 2003. Oggi ci sono molti punti di contatto tra le due parti della città, attraverso i quali cittadini e turisti possono muoversi liberamente, ma nonostante ciò le due parti della capitale restano separate, sia letteralmente che da un punto di vista socioculturale (la parte greca è più moderna e occidentale, la parte turca più povera e retrograda). I FATTI IN BREVE 1974 = colpo si Stato rovesciò il governo cipriota che provocò l'intervento dell'esercito turco 2003= è stato aperto un varco nella Green Line e i Greco-Ciprioti e i Turco-Ciprioti dopo 30 anni possono circolare liberatamente. 2008=riapertura del check point Ledia Street Le due parti della capitale restano divise.


Muro che divide la capitale Nicosia a metĂ .

Nella cartina la Green Line che divide in due l'isola di Cipro e di conseguenza la capitale.


LE BARRIERE DI CEUTA E MELILLA DOVE SI TROVANO? Ceuta e Melilla si trovano sulla costa settentrionale del Marocco e sono due enclave spagnole, cioè territori appartenenti alla Spagna ma in territorio africano. Esse sono due scampoli d'Europa in territorio africano.

Cartina politica delle due enclave.

QUANDO FURONO ERETTE E PER QUALE MOTIVO? Alla fine degli anni 90', per arginare l'aflusso dei migranti verso le sue enclave la Spagna ha costruito una doppia barriera metallica, alta fino a 6 metri e lunga complessivamente 20 km ed è pattugliata 24 ore su 24 dalle forze di polizia. Nonostante i rigidi controlli ci sono migliaia di migranti che continuano a cercare di oltrepassare la barriera per arrivare in Spagna. Gli episodi piÚ cruenti si sono verificati nel 2005, quando centinaia di migranti hanno tentato di assalire le reti e sono stati respinti a mano armata dalle forze di polizia. Da tempo, a tal proposito, numerose organizzazioni umanitarie denunciano da tempo le politiche repressive spagnole. Esempio di migranti fermati dalle forze dell'ordine spagnole.

LE ACCUSE DELL' ASSOCIAZIONE DI PRODEIN: Le dichiarazioni arrivano dopo la diffusione di un video di denuncia registrato dall'Associazione di Prodein che mostra i blocchi alla frontiera tra il Marocco e la Spagna. Lo stesso Jorge Fernandez Diaz ( allora ministro degli

interni spagnolo) durante le polemiche sulle tanto

discusse "cuchillas", le lame taglienti reintrodotte lo scorso anno allo


scopo di ristabilire l'ordine tra i migranti, aveva assicurato che "non sono pericolose, provocano solo ferite superficiali". Il ministro ha ammesso che ci possono essere casi "sporadici", in cui l'organismo responsabile del controllo della barriera di sicurezza di Melilla respinge i migranti. Il ministro ritiene che le violente repressioni, i respingimenti

e

i

maltrattamenti

hanno

l'intento

di

persuaderli

nell'impresa di cercare protezione nei centri di accoglienza delle città autonome, dall'altra parte della recinzione.

Una manifestazione a favore dei diritti umani dei migranti presso la frontiera.

I migranti attendono nascosti un nuovo salto. Così numerose comunità vivono nelle foreste al confine. Sempre di più il Marocco è diventato una delle principali vie di transito dell'immigrazione irregolare in Europa dall'Africa sub-sahariana. Molti di essi sono morti, nel tentativo di raggiungere l' Enclave spagnola. Alcuni immigranti che tentano di raggiungere l'enclave a nuoto.

MURO DELL' EVROS Per fermare il flusso di migranti in arrivo dalla Turchia attraverso il confine di terra segnato dal fiume Evros nel gennaio 2011 Atene ha annunciato l'intenzione di innalzare un reticolato alto 5 metri e lungo 12 Km presso la città di Orestiada. Allo stesso tempo la Bulgaria ha annunciato di voler innalzare di nuovo tratti del reticolato che segnavano il confine con la Turchia negli anni della Guerra fredda, e dal Settembre 2011 sono susseguiti, da parte dell'Unione Europea, plaudi ed approvazione al progetto.


Un tratto della barriera di filo spinato lungo il confine greco-turco.

IL MURO D'ACQUA E FILO SPINATO LUNGO L'EVROS: Dal Dicembre 2012 l'Europa ha un nuovo muro, quello tra Grecia e Turchia, tra l'Unione Europea e ciò che vi resta al di fuori. Esso è lungo 12,5 chilometri e si trova su uno dei confini più caldi d'Europa (si stimano 250 passaggi giornalieri, da qui passano Afghani, Pakistani, Armeni, Curdi, Iracheni, Somali, Siriani, Egiziani, Nordafricani). Il muro, costato per la Grecia circa 3 milioni di euro e definito “recinzione”, occupa uno spazio non protetto del fiume Evros, che è un confine naturale tra Grecia e Turchia. Si tratta di una barriera di reticolato e filo spinato alta 4 metri, costruita senza il finanziamento dell'UE, ma con il suo tacito assenso, nonostante il clima xenofobo che si respira in Grecia da diverso tempo e che ha visto sorgere fenomeni di rastrellamenti di immigrati nei centri di detenzione.

Contro la costruzione della barriera si batte il movimento “Stop Evros Wall”.


Migranti lungo le rive dell'Evros.

MURO UNGHERESE-SERBO L'Ungheria, insieme all'Italia e Grecia, si considera in effetti in prima linea sul fronte dell'emergenza immigrazione, infatti il paese ha ricevuto piĂš di 50 mila richieste di asilo solo all'inizio del 2015.


Muro Ungherese-Serbo sorvegliato da guardie.

Questa barriera è una recinzione di rete metallica costruita a partire dal Luglio 2015, lungo il confine tra l' Ungheria e la Serbia per respingere gli immigrati in arrivo dai Balcani. Costruita dall' esercito e dai disoccupati, questa barriera di filo spinato è alta circa 3,5 metri e lunga 175 chilometri, anche se il premier ungherese Orbàn ha dichiarato l'intenzione di estendere la barriera anche lungo il confine con la Croazia, in seguito alla dichiarazione di quest'ultimo di lasciar passare liberamente gli immigrati sul suo territori o.

Posizione del muro Ungherese-Serbo.

L'opposizione è però sul piede d guerra e prende di mira i poster della campagna anti-immigrazione promossa dal governo e denunciata dai dittatori come “una campagna d'odio “.”Se vieni in Ungheria non portare via il lavoro agli ungheresi “ è una delle citazioni su uno dei poster disseminati per le strade. Con questi slogan il partito di Orbàn cerca di riconquistare quella parte di elettorato migrato verso il nazionalismo estremista degli xenofobi di Jobbik .


MURO DI IDOMENI Al confine di Idomeni, città greca, fino a poco tempo fa, si permetteva ai profughi di raggiungere la Germania dalla Grecia . Le limitazioni degli accessi sulla rotta Balcanica stanno avvenendo in violazione di ogni normativa internazionale sul diritto d' asilo . La conseguenza più immediata della chiusura della rotta , sarà un nuovo impulso dato all'attività delle reti criminali dedite al traffico di persone attraverso i Balcani. Da quando Austria , Slovenia , Croazia , Serbia e Macedonia hanno deciso di limitare il numero di profughi che continuano ad aumentare alcuni gruppi di profughi nei giorni scorsi hanno cercato di sfondare il muro eretto al confine, ma sono stati respinti con gas lacrimogeni dalla polizia macedone . Per chi è riuscito ad arrivare in Grecia , ora il timore è quello di dover scegliere se affidarsi di nuovo ai trafficanti o rimanere bloccati nella spianata di Idomeni .

Profughi in prossimità delle recinzioni.

MURO DI CALAIS La Gran Bretagna ha raggiunto un accordo con la Francia per erigere un muro antimmigrati clandestini, alto 4 metri a Calais, e sarà il governo di


Londra a pagarne il costo. E' una barriera di cemento armato lunga quasi 2 chilometri, attorno all'autostrada. Fino ad ora i migranti fuggiti da lontane guerre e miseria sono radunati in “THE JUNGLE”, così come è stato soprannominato il famigerato campo profughi. «Siamo tutti stanchi. Noi poliziotti, i migranti, gli abitanti di Calais, i camionisti che cercano di arrivare al porto e vengono presi d’assalto. Questa situazione non poteva più durare, il problema è l’avere lasciato che migliaia di persone vivessero qui per tutto questo tempo in condizioni insostenibili. Noi agenti di Calais abbiamo denunciato il problema sin dal 2014, siamo passati da 800 migranti in aprile a 2.000 in ottobre, fino agli 8-900 mila di oggi. Non siamo stati ascoltati» ha affermato Gilles Debove che è poliziotto a Calais da oltre 16 anni. Per

il

ministro

dell'immigrazione

britannico

l'iniziativa

realizzerà

l'obbiettivo di limitare il flusso di migranti o, come minimo, interrompere lo stato d'assedio a cui sono sottoposti l'imbarco dei traghetti ne l'ingresso dell'Eurotunnel. “UNA VERGOGNA PER LA SPECIE UMANA” è stato definito il muro dalla delegazione britannica che ha visitato le proteste per le condizioni del campo rifugiati. Nell'ultimo anno sono state 84.000 le detenzioni al confine britannico. Il punto è che “il confine britannico” non è in Gran Bretagna: è a Calais, in territorio francese. L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea ha suscitato minacce, da parte francese, di spostare la frontiera dall'altra parte della Manica, in territorio

britannico.

Finora

sono

state

soltanto

velate

minacce,

sufficiente a fare sì che il governo di Londra sia stato pronto as offrire assistenza di ogni tipo alla Francia quando Calais si fa particolarmente ingovernabile.


Londra ha inviato piĂš guardie di frontiera ad aiutare i doganieri francesi che in piena estate avevano ridotto la presenza al confine dall'Inghilterra alla Francia con il peggiore ingorgo per turisti e camionisti, a memoria d'uomo, costringendo la polizia inglese a prestare soccorsi e predisporre rifornimenti di acqua e toilette portatili agli automobilisti incolonnati per 16 ore sull'autostrada verso i traghetti e il tunnel. Per la costruzione del muro in terra francese sarĂ Londra a pagare 2 milioni di sterline ( circa 2 milioni e mezzo di euro ). Ci si chiede la vera efficacia di tale muro.

Inizio costruzione muro di Calais.


Vista laterale muro di Calais.

Vista semi-totale del muro.


Muro di Calais finito.

Cartina muro di Calais.

I muri d'europa  
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