Chop-able Ricerca tesi

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Dipartimento Architettura e Design, Scuola Politecnica, Università di Genova. Corso di Laurea Magistrale in Design del Prodotto e dell’Evento, A.A. 2017/2018. Relatore: Prof. Niccolò Casiddu, Correlatore: Prof. Marco Miglio. Candidata: Chiara Claus.



Premessa L’obbiettivo di questo progetto è quello di ridare autonomia e sicurezza a tutte quelle persone che, a causa di una disabilità parziale o totale ad una mano o ad un braccio, hanno difficoltà e timore di approcciarsi alla cucina. In seguito a osservazioni dirette su un campione di soggetti al lavoro nelle proprie cucine e questionari dedicati, il tagliere è risultato essere, tra gli altri accessori, un elemento fondamentale nella lavorazione primaria degli alimenti. La preservazione delle superfici delicate è, infatti, solo uno dei tanti motivi per cui questo strumento può essere considerato centrale nell’organizzazione del lavoro in cucina. É partendo da questa considerazione e da approfonditi studi che nasce Chop-able, un tagliere magnetico multifunzionale, capace di adattarsi alle esigenze di ciascun individuo, andando incontro alle specificità di ognuno e cercando di risolvere le criticità che si possono riscontrare nell’ambiente cucina.

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Contesto


Contesto cucina -ambiente a rischio L’ambiente cucina, soprattutto nella cultura italiana, è sinonimo di convivialità, ritrovo e famiglia, ma è anche uno degli ambienti più insidiosi della casa. Sia il Ministero della Salute che l’Istat , infatti, hanno rilevato che proprio in questa stanza avvengono il 38% degli incidenti domestici indicando come cause principali l’elevata presenza di utensili taglienti ed elettrodomestici. l

ll

Nelle nostre abitazioni più del 54,8% delle persone incidentate è vittima di una caduta, il 20,2% si è invece ferito e poco più del 13% ha subito urto, schiacciamento o ustione; un terzo degli infortuni casalinghi coinvolge anziani (il 36% riguarda una persona con più di 65 anni). Presa coscienza di questi dati allarmanti, e considerando che la cucina è la zona in cui si trascorre la maggior parte del tempo all’interno delle mura domestiche (soprattutto per le donne), è sembrato necessario lavorare su questo ambiente per aumentarne la sicurezza e ridurne le criticità.

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Ministero della Salute, Gli incidenti più frequenti, 2007. Sitografia p.141. ll Istat, Gli incidenti domestici, 2014. Sitografia p.141.

Convivialità in cucina


Contesto cucina -analisi rischi In cucina si riscontrano principalmente due macro-aree di azioni: cucinare e mangiare. Tra queste due, la prima è sicuramente la più insidiosa e si divide in quattro fasi principali: lavare gli alimenti, lavorarli, cuocerli e lavare le stoviglie. Sia lavorare che cuocere gli alimenti risultano essere le operazioni più pericolose perché si ha a che fare con utensili affilati e recipienti, con i relativi contenuti, bollenti, il tutto può essere ulteriormente complicato dalla disattenzione e dalla fretta imposte quando si ha poco tempo a disposizione. É così che si compiono distrattamente azioni potenzialmente pericolose: si afferrano oggetti con le mani bagnate, si toccano pentole roventi, scivolano coltelli dalle mani, cadono pezzi di cibo per terra etc. Nello specifico la fase scelta come base su cui incentrare il progetto è stata la lavorazione degli alimenti, in quanto risulta essere il punto di partenza nella realizzazione di svariate pietanze e talvolta addirittura l’unica necessaria (si pensi ad esempio ai piatti freddi).

Fasi del cucinare:

lavare gli alimenti

lavorare gli alimenti

cuocere gli alimenti

lavare le stoviglie

dove?

dove?

dove?

tavolo lavandino credenza

fornelli forno

lavandino

con cosa?

con cosa?

coltelli tagliere utensili vari apparecchi elettrici piatti & contenitori

pentole & padelle utensili vari

rischi:

rischi:

rischi:

ferite da taglio

ustioni

tagli

!

! Legenda: basso rischio, medio rischio, alto rischio

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Indagine


Indagine abitudini in cucina -premessa Una volta individuate l’insieme di operazioni da studiare, in questo caso la preparazione dei cibi, si passa ad una parte importante della progettazione: l’osservazione delle persone nella loro quotidianità e la raccolta di opinioni e riflessioni da parte delle stesse. Questionario Per fare ciò è stata effettuata un’indagine, somministrando centoventi questionari scritti (una parte distribuiti tramite e-mail e la restante via cartacea) a soggetti di differente sesso ed età.

Legenda:

Dove si posiziona?

tavolo

18% lavora su più postazioni

lavandino credenza

Osservazione diretta Parallelamente sono state svolte anche venticinque osservazioni dirette che consistono nello studio e nell’analisi di comportamenti e abitudini dei soggetti nelle rispettive cucine.

lavora in piedi

Il fine di queste ricerche è quello di comprendere come le persone si muovono, si organizzano e lavorano nelle proprie cucine, evidenziando così usi e processi mentali alla base della lavorazione primaria degli alimenti.

sì tagliere

80% lavora su un’unica postazione

lavora seduto

15%

3%

no tagliere

abitudini in cucina -questionario Il questionario che è stato somministrato poneva dodici domande di cui dieci a risposta chiusa e due a risposta aperta (si può leggere il questionario nel fascicolo “Approfondimenti”). I quesiti si dividevano in due sezioni: “Indagine conoscitiva”, volta a comprendere l’inclinazione e l’esperienza culinaria del soggetto, e “Abitudini in cucina”, necessaria per indagare gli usi e le preferenze dei soggetti durante la preparazione di cibi.

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9% coltello

37%

mandolina 36% mezzaluna


Come lavora?

Con cosa affetta?

Cosa le pesa di piĂš fare?

2% 29% 98%

63% lavare ciò che ha utilizzato

7% altro

6% nulla 4% lavare+ stare in piedi

71% 20% stare in piedi

Utilizza un tagliere?

Con cosa sminuzza? 6% tritatutto elettrico

7%

93% 51% 43%

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Indagine abitudini in cucina -osservazione diretta Nel design l’osservazione diretta è una parte importantissima dello studio preliminare, ed è volta all’analisi dell’agire e del comportamento dei soggetti nella loro quotidianità (si possono visionare tutte le osservazioni dirette nel fascicolo “Approfondimenti”). In questo caso specifico sono state osservate venticinque persone lavorare nelle proprie cucine, il compito che gli era stato assegnato consisteva nel portare a termine due ricette a scelta tra le tre disponibili. Durante lo svolgimento della prova i dati rilevanti venivano raccolti in una scheda dall’osservatore. Dati generali Nella scheda sono riportati gli oggetti utilizzati, il piano di lavoro principalmente usato, il tempo impiegato e se il soggetto ha lavorato in piedi o seduto. Focus azioni Sbucciare, tagliare, affettare, tritare sono le quattro azioni alla base della lavorazione degli alimenti, che sono state anche centrali nell’osservazione dei soggetti. Risulta infatti interessante capire, per ognuna delle quattro azioni, quali strumenti sono stati utilizzati, in che modo e perché. Focus strumenti Di grande interesse risultano essere gli utensili principalmente selezionati e le loro specifiche.

Legenda:

Dati generali

contenitore

tavolo

N° medio di oggetti utilizzati: 6 (max: 10 - min: 2)

tagliere

lavandino

Tempo medio impiegato:

coltello

credenza

Piano di lavoro preferito:

41 min (max: 70’ - min: 12’)

20 p pelapatate

lavora in piedi

colino

lavora seduto

mandolina

p

3p

il 70% lavora su una sola postazione

persone il 28% lavora su più postazioni

mezzaluna

l

mano Di solito il lavandino viene utilizzato per lavare e/o sbucciare la verdura

l

sì tagliere no tagliere Come lavora:

100%

14

2p

0%


Focus azioni

Affettare:

Sbucciare: azione non effettuata 19 p

5p

1p

11 p

Tagliare:

10 p

3p

1p

Tritare: tritatutto elettrico

18 p

4p

3p

16 p

3p

3p

1p

1p

1p

Focus accessori

Tagliere

Coltello 21 p lo hanno utilizzato

14 p tagliere in legno 7 p tagliere in plastica

La maggior parte ha usato una dimensione media

16 persone ne hanno utilizzato 1

22 p standard knife 9 p chef knife

4 p non lo hanno utilizzato

3 p hanno usato

1 p ha usato

9 p ne hanno utilizzati 2 o piĂš

4 p n.d.

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Indagine abitudini in cucina -confronto Dal confronto dei dati ottenuti dai questionari con quelli delle osservazioni dirette emergono risultati per lo più comuni, l’unico dato differente risulta essere la scelta del piano di lavoro. Dal questionario si evince che il lavandino risulta essere la principale scelta ad un solo punto percentuale di distanza dal tavolo, che invece è il favorito nelle osservazioni dirette. La differenza tra questi risultati potrebbe imputarsi al tipo di lavorazione che il soggetto aveva in mente durante la compilazione del questionario. É infatti facile pensare che per piccole e brevi lavorazioni venga preferito il lavandino, ma per ricette più lunghe e con più materiale da preparare, come quella dell’osservazione diretta, venga scelto il tavolo per avere maggiori spazio e comodità. Dall’osservazione si evidenzia inoltre un gran numero di contenitori e accessori utilizzati (con una media di sei), dato che suscita interesse dal momento che la maggior parte dei soggetti ha dichiarato che lavare ciò che si ha utilizzato risulta essere l’azione più fastidiosa da fare. Dato comune è invece l’utilizzo del coltello e del tagliere. Il primo viene preferito rispetto a tanti altri accessori, anche se più specifici e dedicati a determinate operazioni (mandolina per affettare, mezzaluna per sminuzzare), perché gli utenti lo trovano più pratico e veloce, anche da pulire. Il tagliere si differenzia invece nei materiali, legno o plastica, ma mantiene tendenzialmente una dimensione media (area di taglio compresa tra 600 cm2 e 1200 cm2).

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Risultati questionario

Piano di lavoro preferito:

Risultati osservazione diretta

e

Piano di lavoro preferito:

la maggior parte lavora una sola postazione.

la maggior parte lavora una sola postazione; il lavandino viene utilizzato per lavare e/o sbucciare la verdura.

Come lavora:

Come lavora:

Quale strumento usa maggiormente:

Quale strumento usa maggiormente:

Utilizza un tagliere?

Utilizza un tagliere?

Cosa le pesa di più fare? Lavare ciò che si ha utilizzato

N° medio di oggetti utilizzati: 6 la maggior parte delle persone inizia disponendo 2 piatti/contenitori (rispettivamente per scarti e cibo lavorato), ma man mano che se ne presenta la necessità ne aumenta il numero.


abitudini in cucina -riflessioni Da questa indagine, quindi, gli utensili che risultano essere centrali, nella prima fase di lavorazione degli alimenti, sono il tagliere e il coltello. Come scritto precedentemente, il coltello è preferito dalla maggior parte dei soggetti nonostante vi siano altri accessori più sofisticati e specifici per determinate azioni, questo perché risulta essere un utensile pratico, versatile, sempre a portata di mano e facile da pulire. Tra le varie tipologie di coltelli il più utilizzato è lo standard knife, ovvero il coltello generico di tutti i giorni. Invece per quanto riguarda il tagliere, di grande interresse risultano essere le dinamiche che si creano attorno ad esso durante tutta la prima fase di lavorazione degli alimenti. Questo piano di lavoro è nodale in tutte le preparazioni che prevedono il taglio ed è per questo motivo che è intorno ad esso che viene organizzato il lavoro. É quindi per le sue centralità, adattabilità e potenzialità che si è scelto di lavorare allo sviluppo di questo oggetto, troppo spesso tenuto poco in considerazione e ritenuto banale, così da rivendicare la sua importanza e ridonargli dignità.

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Focus


Focus tagliere -definizione Il tagliere risulta essere, per la maggior parte delle persone, uno strumento centrale ed essenziale attorno al quale ruota tutta la prima fase di lavorazione degli alimenti, è infatti grazie alla sua semplicità ed adattabilità che ognuno riesce a inserirlo sia materialmente che mentalmente nel proprio flusso organizzativo. Ognuno, senza rendersene conto, applica a questo piano di lavoro il proprio modus operandi disponendovi intorno ciò che serve a seconda della propria personalità: le persone più precise sistemano ordinatamente tutto l’essenziale prima di iniziare a cucinare; altri più frettolosi prendono ciò che serve sul momento spostandosi come palline da ping-pong. Il tagliere rientra nella categoria degli utensili da cucina ed è utilizzato principalmente per lavorare gli alimenti, ma ha in realtà più di una funzione: fornire una barriera igienica tra il cibo e le superfici di lavoro; ammortizzare i colpi quando si separano o tagliano carni con osso; salvaguardare i piani di lavoro; preservare il filo delle lame; presentare in tavola alcuni piatti (salumi o pietanze regionali).

chini e non riuscire nemmeno a terminare di lavorarne uno prima di vederne strabordare le rondelle affettate, o di spostare gli alimenti in un contenitore facendone cadere buona parte, e ancora, quante volte si corre il rischio di scivolare sulle bucce cadute per terra a causa del poco spazio? La maggior parte delle persone penserà che sono tutte cose evitabili se si presta attenzione e che sono semplicemente errori umani, non c’entra il prodotto che si sta utilizzando. In realtà non è così, difatti, troppo spesso il cattivo design influenza, limita e/o danneggia l’utente: “Un design scadente è causa frequente di errori, spesso ingiustamente addossati agli utenti anziché ai designer. Gli errori possono portare incidenti (...) possono anche causare ferite (...)” ll

Possiamo trovare un tagliere quasi per ogni esigenza: dai pesanti blocchi di legno, ai leggerissimi fogli in plastica, dai piani con contenitori integrati a quelli studiati per essere utilizzati nei lavabo. Questo utensile, quindi, risulta essere uno strumento utilissimo e versatile, ma è bene ricordare che se mal progettato può addirittura diventare causa di frustrazione e di potenziale pericolo. Quante volte capita, ad esempio, di dover tagliare degli zuc-

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ll

Donald, A. Norman. Emotional design. Milano: Apogeo srl, 2004, p. 76.

Esempio di postazione di lavoro


tagliere -elementi costitutivi interno con maniglia integrata

con foro

base

con manico

con maniglia

con scanalatura

esterno

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Focus tagliere -ricerca di mercato Come giĂ detto precedentemente, esistono taglieri per tutti i gusti e (quasi) per tutte le esigenze. La ricerca di mercato è uno strumento fondamentale per l’individuazione di informazioni relative ad un particolare bene, per indagare l’esistente e per studiare i competitors.

Alcuni esempi di taglieri

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Focus tagliere -categorie Dopo un’attenta analisi sull’esistente (visionabile nel fascicolo “Approfondimenti”) sono state individuate 4 categorie di taglieri multifunzionali: Taglieri a “paletta” Utili e versatili, questa tipologia di tagliere consente un rapido spostamento degli alimenti appena tagliati direttamente alla pentola o al contenitore. Questo gruppo è caratterizzato da maneggevolezza, ergonomicità e design essenziale. Taglieri con contenitori integrati Questi taglieri riuniscono in un unico oggetto ciò di cui si ha maggiormente bisogno per la preparazione e lavorazione degli alimenti: i contenitori. È infatti possibile dividere subito gli scarti dalle parti utili senza sporcare la cucina ed evitando spostamenti inutili mentre si lavora. Taglieri con contenitori pensili Come per la categoria precedente qui possiamo avere un tagliere comodo e attrezzato, a fare differenza è tipologia di aggancio dei contenitori, che sono pensili; Questa soluzione consente di estendere lo spazio a disposizione senza influenzare l’altezza del piano di lavoro. Taglieri con utensili integrati Questa categoria integra nella sua struttura coltelli ed utensili utili alla lavorazione degli alimenti, rendendo quindi più facile reperirli e riporli al giusto posto. L’unico lato negativo di questa soluzione può risiedere nella difficile pulibilità delle fessure ad essi dedicate.

Alcune schede della ricerca di mercato, consultabili nell’opuscolo “Approfondimenti”

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Focus tagliere -forme

tagliere -dimesioni

Può accadere, a volte, di vedere taglieri che vengono esposti nelle cucine come veri e propri complementi d’arredo, forti di una loro forma particolare, un decoro creativo, o magari per un interessante accostamento nei materiali. Il tagliere non è quindi solo strumento di lavoro ma può anche vantare una funzione estetico-decorativa.

I taglieri non hanno dimensioni standardizzate, queste si potrebbero però suddividere in tre gruppi. Piccolo: area di taglio minore di 600cm2 ( es. < 20x30 cm)

Di forme i taglieri ne vantano moltissime e spesso queste ne indicano l’utilizzo consigliato. A seguire quelle più note.

Medio: area di taglio compresa tra 600 cm2 e 1200 cm2 (es. 20x30 cm > 30x40 cm)

Circolare Principalmente impiegata per servire e tagliare pizze, piadine, focacce, salumi e formaggi.

Grande: area di taglio maggiore di 1200cm2 (es. > 30x40 cm)

Rettangolare La forma più classica che è adatta a qualsiasi tipo di lavorazione. Allungata Prettamente utilizzata per affettare salami e baguette. Fantasia Può variare dalle sagome più semplici alle più barocche, spesso ispirate dalle venature del legno.

Forme differenti di taglieri

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Focus tagliere -forme & dimensioni Tra le forme analizzate precedentemente quella più funzionale e versatile risulta essere la rettangolare, poiché consente una migliore ottimizzazione degli spazi.

forme

dimensioni

Per quanto concerne la dimensione ideale per un tagliere, da utilizzare nella quotidianità domestica, questa sembra essere la media che, con un’area di taglio compresa tra 300cm2 e 1200cm2, consente di lavorare tutti gli alimenti con praticità e comodità.

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Focus tagliere -materiali La scelta del materiale per un tagliere è fondamentale e deve considerare i seguenti fattori: resistenza e solidità: caratteristiche fondamentali che ne determinano la durevolezza; stabilità: il tagliere non deve mai scivolare o spostarsi durate il taglio; igienicità: escludere i materiali porosi e preferire superfici compatte in modo da evitare il trattenimento e l’assorbimento di succhi e odori che potrebbero creare muffe; facilità di lavaggio e asciugatura: requisiti importanti che si collegano al punto precedente; non rovinare il filo dei coltelli.

Legno

Composito

Questo materiale risulta essere il più tradizionale nella fabbricazione di taglieri da cucina e possiede inoltre un notevole valore estetico grazie ai suoi colori e nervature caratteristiche. I legni impiegati sono principalmente quelli “duri”: acero, rovere, faggio, acacia, bamboo, ulivo e teak.

É un materiale nato dalla combinazione di resine e fibre di legno e unisce quindi praticità nella pulizia e resistenza, a discapito del filo dei coltelli.

Resistente, stabile e durevole, il legno ha tuttavia il difetto di essere assorbente, perciò tende a macchiarsi e trattenere gli odori. Lavaggio e manutenzione non sono semplici, per mantenere questo materiale in buono stato sarebbe necessario, infatti, oliarlo regolarmente e non utilizzare detersivi o lavastoviglie per detergerlo, ma solo prodotti naturali.

Per quanto apprezzabile sul piano estetico e igienico, il vetro è un materiale estremamente fragile e scivoloso perciò pericolosissimo in cucina, inoltre la sua durezza rovina il filo dei coltelli. Proprio per questi motivi è raro trovarli in vendita.

Plastica

Bello e raffinato il marmo soffre però il contatto con i cibi acidi, come i limone, e si macchia con il succo di frutti rossi. Inoltre i taglieri in marmo sono pesanti e scomodi da spostare. Questo materiale non è adatto per tritare e affettare a causa della superficie dura che fa stridere e rovina i coltelli, ma è perfetto per impastare, per lavorare il cioccolato o per servire i formaggi, grazie alla bassa conducibilità termica.

I taglieri in questo materiale oggi sono molto diffusi e hanno in parte rimpiazzato quelli in legno. In genere si utilizza il polietilene poiché resistente e idoneo al contatto coi cibi, ma vi sono anche taglieri in resina (di minore stabilità) e in silicone (dotato di maggiore aderenza alle superfici). La plastica, oltre a essere molto economica, non soffre il lavaggio con detergenti e disinfettanti o in lavastoviglie; non richiede quindi particolari cure. Non si deve però sovrastimare l’igienicità dei taglieri in plastica, poiché all’interno dei solchi dovuti all’usura possono comunque essere trattenuti batteri e umidità, e anche rilasciare piccoli trucioli di plastica nei cibi, motivo per cui vanno sostituiti con una certa frequenza. Il peso contenuto e le superfici lisce, infine, tendono a renderli meno stabili rispetto a quelli in legno.

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Vetro

Marmo

Porcellana, ceramica e ardesia Materiali come questi colpiscono per le loro qualità estetiche e sono pratici da pulire, ma sono anche molto fragili in caso d’urto: si possono infatti rompere mentre si trita o si affetta con i grossi coltelli da cucina. Sono invece indicati per servire salumi e formaggi a tavola.


Focus tagliere -plastica vs. legno Es. tagliere in legno, Chop2Pot Bamboo by Joseph-Joseph

Come abbiamo visto precedentemente il legno e la plastica possiedono le caratteristiche migliori per la fabbricazione di un tagliere. Si è discusso molto su quale fra questi due materiali fosse il più igienico e quindi il più adatto ad essere utilizzato nelle cucine, ma il dibattito risulta tuttora aperto e raccoglie pareri contrastanti. Il regolamento europeo CE 852-704 stabilisce che le superfici a contatto con gli alimenti devono essere lavabili e sanificabili, resistenti alla corrosione e non soggette al rilascio di sostanze in grado di contaminare i cibi. Per queste motivazioni nelle cucine di ristoranti e mense sono proibiti i taglieri in legno e obbligatori quelli in plastica, in quanto, come già detto precedentemente, il legno risulta essere poroso e più difficile da pulire della plastica. Tuttavia questa imposizione non risulta avere fondamenta scientifiche, in quanto la U.S. Dept. of Agriculture ha dichiarato che non vi sono evidenze che dimostrino una maggiore igienicità della plastica rispetto al legno.

avvenire quando si lavorano cibi cotti e crudi sugli stessi supporti o con gli stessi utensili. Per evitare questo pericolo la norma Europea di Haccp (per approfondire EUR-Lex e Ministero della Salute ) non consente l’utilizzo di taglieri in legno nelle cucine aperte al pubblico per la loro caratteristica porosità ritenuta pericolosa e obbliga i cuochi a utilizzare quelli in plastica dedicati a diversi tipi di alimenti: carne ruda, carne cotta, frutta e insalata, verdure cotte, latticini e pane, pesce. ll

lll

Risulta quindi complesso giudicare quale tra i due materiali sia più igenico e sicuro, può invece rivelarsi utile avere due taglieri di diverso materiale per meglio adattarsi alle nostre esigenze culinarie, si consiglia il legno per frutta e verdura e la plastica per carne e pesce, sfruttando così al meglio le proprietà di entrambi.

Secondo le ricerche del Dottor Dean O. Cliver della Facoltà UCDAVIS in California , e anche secondo molti altri professori, i taglieri in plastica usurati possono trattenere sulla superficie e tra i solchi numerosi batteri difficili da eliminare, mentre la superficie del legno risulterebbe priva di batteri poiché questi, assorbiti al suo interno, perderebbero la possibilità di moltiplicarsi e non riuscirebbero a sopravvivere grazie alle naturali proprietà antibatteriche di questo materiale. É bene ricordare inoltre, che i taglieri in plastica rilasciano con il tempo trucioli che si mischiano ai nostri alimenti risultando dannosi per il nostro organismo. l

Un’altra problematica legata a questo tema è quella della Cross-contamination, contaminazione incrociata, che può

UCDAVIS, Plastic and wooden cutting boards. Sitografia p.141. EUR-Lex, Document 52016XC0730(01), 2016.Sitografia p.141. Ministero della Salute, Autocontrollo e HACCP, 2013. Sitografia p.141. l

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lll

Es. tagliere in plastica, Index by Joseph-Joseph

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Focus tagliere -postazione di lavoro Dalle osservazioni dirette è stato possibile studiare le varie disposizioni di recipienti e accessori durante la lavorazione degli alimenti.

Area alimenti lavorati

Si è spesso osservato che i primi oggetti ad essere posizionati sulla postazione di lavoro sono il tagliere e il coltello, seguiti poi da recipienti di ogni forma e foggia che vengono, a seconda delle esigenze, riempiti e svuotati. Da queste indagini è possibile notare alcuni elementi comuni: la presenza del tagliere al centro dell’area di lavoro, una zona o un contenitore deputati alla raccolta degli scarti ed almeno un recipiente per i differenti alimenti lavorati.

Area alimenti da lavorare

Si evincono quindi le aree organizzative principali: - area di lavoro - area alimenti da lavorare - area alimenti lavorati - area scarti

Area scarti

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Area di lavoro


Esempi di postazioni di lavoro, visionabili nel fascicolo “Approfondimenti�

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Target


Target for all -definizione La progettazione tradizionale si rivolge, per comodità e convenzione, solitamente all’utente “standard” escludendo o penalizzando il resto della popolazione. Quando si parla di “esclusi” il primo pensiero va alla persona in carrozzina, al disabile o all’anziano, ma non è così, spesso non risulta “standard” nemmeno chi porta gli occhiali, chi è altissimo o chi ha le mani grandi. Il design for all persegue l’inclusione, con il fine di valorizzare, nelle loro specificità, i singoli e migliorare la qualità della vita di tutti.

Es. di design for all, Robson Square (Canada) architetto Arthur C. Erickson

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Target for all -focus “Non esistono scuse per non progettare prodotti che possano essere usati da chiunque.” l

É proprio per questo motivo che il progetto è stato ispirato e guidato dalle difficoltà che l’utente, con disabilità e non, affronta tutti i giorni nel lavorare gli alimenti. In particolare ci si è concentrati sulla disabilità forse più limitante in questo caso specifico: disabilità parziale o totale ad una mano o ad un braccio. A seguire alcune situazioni cliniche che posso portare a queste disabilità: Amputazione e lesioni osteoarticolari mano L’amputazione della mano è la perdita della stessa a causa di traumi o per patologie gravi vascolari-infettive localizzate. Le amputazioni da trauma si verificano, in modo imprevisto, in particolari incidenti stradali soprattutto tra veicoli a motore o per infortuni sul lavoro da uso di macchinari, movimentazione accidentale carichi pesanti (schiacciamento), uso di sostanza corrosive lesive.

Altri casi Paralisi ostetriche, poliomielite che interessi la mano. Lesioni nervose centrali (emiplegia-paresi, monoplegia-paresi arto superiore, disconoscimento di parte corporea ecc.) e lesioni nervose periferiche (lesioni nervi mediano, radiale e ulnare). Ustioni con perdita di sostanza e retrazioni cutanee e muscolari. Design universale Nonostante si stia parlando di utente “tipo” non si vuole limitare il bacino di utenza di questo prodotto, poiché: “(...) la filosofia del ‘design universale’ sostiene in modo convincente che un design adatto per i disabili (...) invariabilmente migliora la qualità di un oggetto per tutti.” ll

Nella fase preliminare della progettazione sono state osservate e interrogate, per questo motivo, diverse persone, con nessuna problematica particolare, nelle loro cucine per studiarne dinamiche e comportamenti (foto e analisi nel fascicolo “Approfondimenti”)

Vi sono anche patologie gravi osteoarticolari deformanti nelle quali la mano “resta” ma il suo uso diventa impossibile per alterazioni della sua funzione, anchilosi (esempio artrite deformante). Malformazioni congenite Come ad esempio l’emi-focomelia una grave malformazione che consiste nel mancato o parziale sviluppo di un arto superiore e/o inferiore. l

Donald, A. Norman. Emotional design. Milano: Apogeo srl, 2004, p. 77.

ll

Donald, A. Norman. Emotional design. Milano: Apogeo srl, 2004, p. 77.

Fisioterapia arto superiore.

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Target for all -principi DfA “Design for All è l’approccio sociale che proclama il diritto umano di tutti all’inclusione e l’approccio progettuale per conseguirla.” l

Al fine di creare un prodotto per tutti, ci si è basati sui principi e sulle linee guida del EIDD-DfA Europe, European Institute for Design and Disability - Design for All, associazione che nasce nel 1993 a Dublino e arriva in Italia nel 1994 come DfA Italia . ll

Il DfA “(...) mira a diffondere una sempre maggiore attenzione e sensibilità nei confronti della progettazione inclusiva, e a far comprendere le implicazioni sociali e i benefici sulla qualità della vita di tutti (...)” l

I principi del DfA : - valorizza la diversità umana; - promuove l’inclusione sociale e l’uguaglianza; - è di facile e gradevole fruizione per tutta l’utenza potenziale; - non ghettizza, né fisicamente né psicologicamente; - è socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile; - ha per scopo ultimo migliorare la qualità della vita; - è bello. lll

Motto e mission del Design for All. ll DfA Italia. Sitografia p.141. Quality DfA Italia, Marchio di qualità, 2015. Sitografia p.141. l

lll

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La diversità umana


Target for all -linee guida DfA “Il design universale, ossia valido per tutti, è sì una sfida, ma una sfida per cui vale la pena impegnarsi.” l

Il Design for All è una sfida, che necessita delle giuste basi, a seguire le linee guida generali indicate dal DfA .

- comunicazione multisensoriale (aspetti grafici e progettuali); - comunicazione transculturale e translinguistica (aspetti grafici e progettuali); - documentazione per l’uso rispondenti ai requisiti elencati.

ll

Fisicità: - prensilità abilitante; - sforzi minimi richiesti; - precisione minima richiesta; - abilità minima richiesta; - offerta di alternative di manipolazione ed uso; - offerta di sistemi di personalizzazione; - utilizzo di tecniche e accorgimenti tecnici (anche innovativi) - per rispondere alle esigenze ed abilità di tutta l’utenza target; - rispondenza alle differenze antropometriche; - rispetto delle caratteristiche di sicurezza; - rispondenza alle esigenze diversificate di benessere. Percezione e sensorialità: - contrasti cromatici; - contrasti tattili; - contrasti sonori; - stimolo gustativo; - stimolo olfattivo; - percezione cinestetica. Comprensione: - autoesplicazione dell’uso/funzionamento; - semplicità di linguaggio; - uso di codici semantici per la comprensione del funzionamento; - qualità estetico/formale; - implementazione dell’orientamento naturale;

Processo: - correttezza dell’approccio progettuale (indagini soggettive, verificate con soggetti sensibili, coinvolgimento di utenti e/o experiencer in ogni fase del processo progettuale); - correttezza della filiera della decisione; - estensione dei principi del DfA a tutta la catena del valore; - messaggi publi-promozionali, che devono promuovere assieme al prodotto/sistema/ambiente/servizio la filosofia del DfA, evitando ottiche contrarie, soprattutto se ghettizzanti. Il DfA, inoltre, approfondisce e suddivide queste linee guida secondo le azioni principali svolte nell’ambiente cucina . lll

Si rileva, da un’attenta analisi di questo documento, che una buona progettazione di un tagliere for all deve: - evitare prese di estrema precisione o con sole dita; - favorire lo scivolamento degli oggetti rispetto al sollevamento; - offrire alternative di manipolazione degli oggetti; - garantire sicurezza, semplicità e immediatezza; - avere colorazioni e tonalità con valenze comunicative ; - considerare le difficoltà di chi ha deficit visivi; - favorire la personalizzazione degli elementi; - avere contrasti tattili o di conducibilità termica. l

Donald, A. Norman. Emotional design. Milano: Apogeo srl, 2004, p. 77. ll Quality DfA Italia, Marchio di qualità, 2015. Sitografia p.141. lll Quality DfA Italia, Cucine per uso domestico. Sitografia p.141.

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Target tagliere for all -ricerca di mercato Dopo aver individuato l’utente potenziale, un soggetto con disabilità a un arto superiore, è stato necessario effettuare una seconda ricerca di mercato per indagare al meglio i prodotti già esistenti per questo segmento specifico. La distinzione più importante da fare è quella tra taglieri “sanitari”, di cattivo design e ghettizzanti, e taglieri for all, soluzioni interessanti dal design gradevole. “La causa principale dell’esistenza di sistemi complicati, confusi e frustranti non è la complessità: è un cattivo design.” l

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Donald, A. Norman. Vivere la complessità. Milano: Pearson Italia, 2011, p. 7.

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Alcuni esempi di taglieri for-all


Target tagliere for all -categorie In questa seconda ricerca di mercato (visionabile nel fascicolo “Approfondimenti”) sono state individuate 3 categorie principali: Taglieri “sanitari” Questa categoria identifica i taglieri come “dispositivi sanitari”, caratterizzati da un mapping confusionario (dovuto alla insistenza nel voler mettere troppe funzionalità senza un ordine logico) e dall’aspetto di un utensile da lavoro. Tutto ciò configura un oggetto ghettizzante, che confonde e fa sentire a disagio l’utente invece di aiutarlo, un perfetto esempio di cattivo design non centrato sulla persona. Taglieri con aghi Questa tipologia è stata realizzata scegliendo, tra taglieri di buon design, quelli accomunati dalla presenza di aghi per fissare il cibo quando lo si lavora. Molti di questi prodotti rendono lo spazio dedicato agli aghi intercambiabile con molti accessori tra cui grattuge e mandoline. Taglieri senza aghi In questa categoria, alternativa alla precedente, sono stati raggruppati tutti quei taglieri che offrono una differente soluzione alla problematica di tenere fermi gli alimenti mentre li si lavora.

Alcune schede della ricerca di mercato, consultabili nell’opuscolo “Approfondimenti”

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Analisi


Analisi problematiche -utenza generica Grazie alle osservazioni dirette è stato possibile evidenziare le problematiche e i fattori di rischio nei quali si può incorrere quando si lavorano gli alimenti. Problematiche: - poco spazio sul tagliere; - postazione disordinata; - spostamenti del cibo con le mani; - caduta alimenti; - spostamenti frequenti. Rischi: - ferite da taglio; - cadute.

ferite da taglio

l

Poco spazio sul tagliere

Caduta alimenti

pavimento bagnato/sporco

ll

l

Spostamenti frequenti - per pulire - per reperire contenitori

ll

ll

ll

Postazione disordinata

Spostamenti del cibo con le mani

mani bagnate

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rischio cadute

l


Alcune immagini tratte dalle osservazioni dirette (visionabili nel fascicolo “Approfondimenti�)

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Analisi problematiche -utenza specifica Alle problematiche enunciate precedentemente si sommano quelle specifiche dell’utente target, che è stato selezionato ed osservato grazie alla collaborazione con l’Ente ospedaliero Ospedali Galliera e l’Associazione Rinascita Vita ONLUS (visionabile nel fascicolo “Approfondimenti”).

ferite da taglio

Problematiche aggiuntive: - difficoltà nel fissare saldamente il cibo - difficoltà nello spostamento del cibo - difficoltà prensili - difficoltà motorie

l

rischio cadute

Poco spazio sul tagliere

ll

l

lll

Dai questionari somministrati ai sei utenti target risulta inoltre che la maggior parte di loro ha rinunciato a cucinare a causa della sua disabilità. Ritenendosi lenti e ostacolati dalla loro difficoltà preferiscono lasciare questo compito a chi, nella loro famiglia, è più rapido ed efficiente. Emerge inoltre che nessuno dei sei volontari ha mai fatto uso di accessori dedicati alla loro situazione, chi per scetticismo, altri perché non lo ritengono necessario (siccome non sono loro ad occuparsi dei pasti in casa).

Caduta alimenti

pavimento bagnato/sporco

Spostamenti frequenti - per pulire - per reperire contenitori + (difficoltà motorie)

ll

ll

ll

Postazione disordinata

Spostamenti del cibo con le mani + difficoltà nello spostamento del cibo + difficoltà prensili

lll

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Nel caso di soggetto colpito da ictus.

mani bagnate

l

Difficoltà nel fissare saldamente il cibo

l


Alcune immagini tratte dalle osservazioni dirette dell’utenza specifica (visionabili nel fascicolo “Approfondimenti”)

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Analisi tips -YouTube Una parte esplorativa importante nello sviluppo di questo progetto è stata possibile grazie a YouTube. Questa incredibile piattaforma web, consentendo la condivisione e visualizzazione dei video in rete, permette a chiunque di scoprire e approfondire realtà lontane (non solo geograficamente). Grazie a questo sito si sono potute osservare abitudini e trucchi, talvolta davvero originali, di chi con l’uso di un solo arto affronta la quotidianità senza farsi ostacolare. I canali principali di riferimento sono stati: JustAddGinger One left

l

ll

Kate Ryan

lll

JustAddGinger

l

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JustAddGinger, canale Youtube. Sitografia p.141. ll One left,, canale Youtube. Sitografia p.141. lll Kate Ryan, canale Youtube. Sitografia p.141.

One left

Kate Ryan

QR Code dei canali sopraindicati


Alcuni fermimmagine dei video piĂš interessanti

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Analisi taglieri for all -configurazioni taglieri “sanitari” mapping confusionario disorienta l’utente e complica le azioni da svolgere.

confusione

area di taglio drasticamente ridotta dai troppi accessori integrati nel tagliere.

poco spazio aghi solitamente posizionati sul bordo del tagliere, non consentono un’agevole lavorazione degli alimenti.

rischio caduta cibo

Schema riferito a Kitchen Workstation prodotto da Homecraft (consultabili nel fascicolo “Approfondimenti”)

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taglieri for all -configurazioni taglieri con aghi

aghi fissi non possono essere rimossi e sono di ostacolo all’uso del piano libero.

poco spazio aghi removibili possono essere rimossi e sostituiti con un piano liscio, ma lasciano comunque sulla superficie i solchi d’incastro.

difficile pulibilità scarsa igiene

Il primo schema si riferisce a One-Hand Kitchen di Gabriele Meldaikyte; Il secondo agli altri due esempi di questa categoria (consultabili nel fascicolo “Approfondimenti”)

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Analisi taglieri for all -configurazioni taglieri senza aghi

con “attacchi” alternativa che limita l’azione del coltello e costringe ad avere una base forata al di sotto.

difficile pulibilità scarsa igiene

solchi sferici non consentono di fissare saldamente tutti i cibi.

instabilità per pressione con denti a pettine posti sul lato anteriore del tagliere, posizione che obbliga ad una certa distanza dell’alimento.

rischio caduta cibo

Primo schema riferito a Pego di Rowan Williams, il secondo a Chopp di Alastair Crompton ed il terzo a Demì dello SRA (consultabili nel fascicolo “Approfondimenti”)

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taglieri for all -conclusione

NO mapping confusionario il tagliere non può diventare un attrezzo da lavoro è quindi necessario dotarlo degli elementi necessari senza sovraccaricarlo.

organizzazione

NO aghi fissi gli aghi sono la soluzione migliore per trattenere il cibo ma non devono essere fissi per consentire l’utilizzo del piano libero da ostacoli.

adattabilitĂ

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Analisi must -obbiettivi & keywords Grazie alle osservazioni dirette e ai questionari è stato possibile identificare le problematiche dell’ambiente cucina, e con la ricerca di mercato si sono ottenute informazioni interessanti sulle soluzioni già presenti in commercio . l

Problematiche

Obbiettivi

Keywords

Poco spazio sul tagliere

Tagliere di dimensioni adeguate

Comodità

Spostamenti frequenti

Concentrazione spaziale delle attività

Centralità

Postazione disordinata

Postazione ordinata e organizzata

Organizzazione

Spostamenti del cibo con le mani

Spostamento cibo facilitata

Igiene

Difficoltà nel fissare saldamente il cibo

Tagliere attrezzato

Autonomia

ll

É ora necessario individuare quelli che saranno i must alla base del progetto: obbiettivi e keywords che guideranno le idee e vi daranno forma e funzionalità.

Caduta alimenti

l ll

50

Visionabili nel fascicolo “Approfondimenti”. Visionabili nel fascicolo “Approfondimenti”.


good design -keywords Nel capitolo precedente sono state tratte le keywords principali derivanti dalle problematiche osservate nella lavorazione degli alimenti. Altre parole chiave devono però stare alla base del progetto, con il fine di porre l’accento sulle caratteristiche fondamentali che devono definire questo tagliere for all.

Organizzazione Comodità

Keywords: Comodità Centralità Organizzazione Igiene Autonomia

Autonomia

Centralità

Igiene

Good design Keywords: Design for all Adattabilità Praticità Maneggevolezza Pulibilità Multifunzionalità

Design for all

Multifunzionalità

Adattabilità

Maneggevolezza Praticità

Pulibilità

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