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CHIARA

|| CABERLETTI portfoglio


CHIARA

|| CABERLETTI INDICE

curriculum vitae Te s i d i l a u r e a

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18 L a b o r a t o r i o d i r i l i e v o 19 L a b o r a t o r i o d i p i a n i f i c a z i o n e 37 L a b o r a t o r i o d i p r o g e t t a z i o n e I 45 L a b o r a t o r i o d i p r o g e t t a z i o n e I I 53 L a b o r a t o r i o d i r i q u a l i f i c a z i o n e u r b a n a 61 L a b o r a t o r i o d i r e s t a u r o d e l v e r d e s t o r i c o 69 F o t o g r a f i a 77 Lavori Universitari


CHIARA

|| CABERLETTI

curriculum vitae


curriculum vitae

nome_cognome || CHIARA_CABERLETTI indirizzo || via stradone, 1890/186 Bagnolo di Po (RO) indirizzo_mail || caberletti@libero.it indirizzo_skype || chiara_cabe cittadinanza || italiana data_nascita || 03 settembre 1986 stato_civile || nubile patente || patente B

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CHIARA ESPERIENZE PROFESSIONALI

|| UNIVERSITARIE

2010 Tirocinio curriculare di 80 ore p re s s o l ’ e n t e Pro v i n c i a d i Ro v i g o n e l l ’ a re a Te rritorio e Ambiente, dove ho p o r t a t o a t e rm i n e u n a r i c e rc a d a l t i t o l o “F I S S E R O TARTARO -CANALBIANCO -PO D I L E VA N T E : a n a l i s i p re l i m i n a re p e r i l p ro g e t t o p i a nificatorio di un nuovo itinerar i o t u r i s t i c o c u l t u r a l e ” . 2007 Tirocinio curriculare di 150 o re p re s s o l o s t u d i o G . T. E . s o c . c o o p . s e r v i z i d i i ngegneria integrata, dove ho c o l l a b o r a t o n e l l a re a l i z z a z i o n e d i Pi a n i d i A s s e t t o Territoriale, Valutazione di Im p a t t o A m b i e n t a l e , Va l u t a z i o n i d ’ i n c i d e n z a . I n o l t re mi sono occupata di disegno i n f o rm a t i c o , a n a l i s i d i m a r ke t i n g t e r r i t o r i a l e e d i mansioni di segreteria. STUDI

2011 Laurea Magistrale in Architett u r a d e l Pa e s a g g i o p re s s o l ’ U n i v e r s i t à d e g l i S t u d i d i Firenze, voto 110/110 con lod e ; c o n t e s i d a l t i t o l o “LO R E T O 2 0 3 0 l o s v a n t a g g i o rivisitato:dalla compensazion e a l l a v a l o r i z z a z i o n e d e l t e r r i t o r i o e d e l l a Re t e d e i Cammini Lauretani”. 2008 Laurea Triennale in Tutela e R i a s s e t t o d e l Te r r i t o r i o p re s s o l ’ U n i v e r s i t à d e g l i Studi di Padova, voto 110/11 0 c o n l o d e ; c o n t e s i d a l t i t o l o “ I p o t e s i p ro g e t t u a l e per la realizzazione di un parc o a g r i c o l o n e l C o m u n e d i B a g n o l o d i Po” . 2005 Diploma di maturita’ scientifi c a s u p e r i o re p re s s o i l L i c e o S c i e n t i f i c o E . B a l z a n d i Badia Polesine RO, voto 100/ 1 0 0 .

|| CABERLETTI

COMPETENZE INFORMATICHE Macintosh Windows Wo r d Execel Po w e r p o i n t InDesign Illustrator Photoshop AutoCAD

2d map

ArchiCAD Arcview S ke t c h U p

Ottimo Molto buono Buono Discreto Sufficiente

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INTERESSI PROFESSIONALI Il periodo di studi universitari mi ha permesso di entrare in contatto con tematiche quali l’ecologia, la geologia, l’idrologia e l’ingegneria naturalistica che hanno fatto nascere in me un nuovo modo di percepire e osservare i luoghi; nel contempo la pianificazione e la progettazione paesaggistica mi hanno perm esso di metter in pratica tutte le conoscenze e gli studi teorici precedentemente svolti, arrivando così a far scaturire progetti dall’analisi dei luoghi, restituendo in t al modo al territorio ciò di cui ha bisogno. INTERESSI PERSONALI Durante le esperienze di studio ho acquisito una predisposizione verso il lavoro di squadra, alla puntualità nelle consegne ed alla costruzione di rapporti interpersonali franchi e collaborativi, Sono risoluta nelle scelte ed al contempo aperta e curiosa nei confronti di ciò che mi è ignoto, con inclinazione all’apprendimento e allo studio. Credo che le mie qualità migliori siano nell’essere perseverante, riflessiva e pronta ad afferrare le idee. Amo le arti visive, e nel tempo libero mi interesso di pittura e fotografia. Dal 1992 gioco a pallavolo a livello dilettantistico. Dal 2000 faccio parte di un’associazione denominata “Gruppo Giovani” che si occupa di organizzare manifestazioni sociali. Pittura:tela, vetro, ceramica, acquerello Disegno: a mano libera per lo più schizzo a vista Scrittura: saggi, articoli di commento in ambito paesaggistico, architettonico e culturale.

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COMPETENZE LINGUISTICHE INGLESE Comprensione Pa r l a t o Scritto F RA N C E S E Comprensione Pa r l a t o Scritto

Ottimo Molto buono Buono Discreto Sufficiente


TESI DI LAUREA


Il lavoro prende inizio da uno studio

ense

da Ancona e dal nord-est

AUXIMUM

approfondito del tema della meta

AGER AUXIMATIS

da Assisi e dal nord-ovest

che inducono l’uomo ad intraprendere un cammino. Il

passo

successivo

Foligno

comprende

Il NODO

dell’intero percorso, da Roma a Lo-

Rignano Flaminio

reto, ad uno studio più dettagliato

Loreto, ed infi ne uno studio di det-

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La TRACCIA

dell’ultima parte del tracciato, che

A

Borghetto Civita Castellana

Malborghetto Prima Porta

ROMA

Castelnuovo di Porto

Recanati

AGER POTENTINUS

Porto Recanati POTENTIA

ia)

cch

e a (v

in

Ricina

ada

Str

Reg

da Visso Ancona

L

ZIONI

Terni Narni

Otricoli

Ager indivisus

RETE DEI CAMMINI LAURETANI

Strettura

diverse scale: dall’inquadramento

comprende il tratto da Recanati a

Loreto

Pollenza Tolentino Valcimarra Belforte del Chienti Muccia Pontelatrave Serravalle di Chienti Casenove

Spoleto

ricerca di fonti letterarie inerenti retana; l’analisi storica lavorerà a

Castelfidardo

Sanbucheto

Campello sul Clitunno

un’analisi storica incentrata sulla alla Rete dei Cammini della Via Lau-

LORETO

Recanati Macerata

L’INTRUSIONE

successiva partenza, cercando di filosofi co, quali sono le motivazione

Ancona

Ancona

NUCERA CAMELLARIA

intesa come punto di arrivo e di individuare, nel campo sociologico-

ANCONA

u rolaq da P

Stra

O

miscelare vs omogeneizzare

R stare vs abitare

connettere vs separare

T

Castelfidardo

Loreto

E

1

Recanati irrigidire vs fluidificare

O

capillare vs monodirezionale opporre vs filtrare

2

PORTO Porto Recanati


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|| CABERLETTI

taglio dell’ambito territoriale di Lo-

La rappresentazione stilizzata dei segni, associati agli elementi del paesaggio, ha permesso tramite la loro aggregazione, di comprendere al meglio la forma e l’evoluzione del territorio di Loreto, favorendo una lettura delle forme disegnate del territorio nelle sue parti costituenti.

reto. Le tre chiavi metodo di lettura del luogo saranno traccia. nodi ed intrusioni, esse accompagneranno tutte le fasi del progetto dall’analisi alla creazione del masterplan, cercando La chiave di lettura di un luogo o di una situazione paesaggistica spesso si cattura con un’intuizione o con una percezione sintetica, qualsiasi sia la scala della realta’ territoriale.La conoscenza dei luoghi avviene a partire dalla percezione visiva e sensoriale.

di mantenere una linea guida di facile interpretazione. La

fase

seguente

è

scandita

dall’analisi di dettaglio, che comprende: analisi urbanistica, semiologica scenica e storica, spaziale (spazi aperti ed uso del suolo) ed ecologica del territorio di Loreto. Si cercherà di dedurre le tematiche più nascoste e di diffi cile individuazione, allo scopo di ottenere un solido punto di partenza per la conoscenza del luogo. L’analisi si com-

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pleterà con la sintesi, il confronto e l’elaborazione del materiale precedentemente racconto e approfondito, allo scopo di ricavare tutte le

La traccia che permane in questo scorrere veloce di mezzi è il ricordo di antiche strade un tempo sterrate e tortuose, ora ad evocarle vi sono ampie infrastrutture rettilinee

informazioni utili e fondanti per la

in cui il tempo assume un’identità propria

stesura del progetto.

fatta di immobilità e accelerazioni.

L’ultima fase prevede l’ elaborazione di un’ipotesi progettuale atta a

La meditazione

Le antiche tracce del passato permangono

risolvere il problema della centralità

nel loro silenzioso andamento fatto di sali-

di Loreto in termini di qualità paes-

scendi e di importanti tortuosità. Qui appare

aggistica delle aree urbane e periurbane di relazione fra il territorio lauretano e il santuario. Quindi lo scopo fi nale sarà quello di ridar vita ad un luogo che ad oggi ha perduto la sua identità, e necessita di essere reinterpretato sulla base delle esi-

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La frenesia

più semplice riconoscere le permanenze del passato e fare di esse elementi di continuità futura.

La solitudine

Vecchi tracciati ferroviari e stradali dismessi appaiono come segni da reinterpretare senza dimenticare. Ravvivare queste tracce di storia permette di preservare la memo-

genze della popolazione che lo vive,

ria di coloro che per secoli hanno vissuto

oltre di quella che lo frequenta.

questi luoghi.


CHIARA Il fiume Musone e il paesaggio rurale appaiono in situzione di parziale degrado e disgregazione derivante dal parziale allontanamento degli abitanti locali dai luoghi “storici”.

I centri spirituali rurali risultano fuori dal circuito dei percorsi maggiormente fequentati con conseguente assenza di un sistema di connessioni che valorizzino i luoghi.

Le vecchie case coloniche risultano in grave stato di abbandono e prive di ogni possibilità di utilizzo. Esse conservano la memoria storica del luogo e raccontano la società.

|| CABERLETTI

Gli elementi di notevole rilevanza architettonica appaiono come emergenze da recuperare e da inserire all’interno di un più ampio ventaglio di beni da conoscere.

Le intrusioni che vengono in luce successivamente all’analisi del luogo appaiono come elementi di disturbo, di frammentazione e di saturazione; si delineano come incongruenze con l’assetto territoriale tipico del luogo. Si tratta di modificazioni che si ripercuotono sull’ assetto morfologico del paesaggio, apportando un cambiamento delle caratteristiche strutturali dell’ambito analizzato.

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attirare

relazionare

...sviluppo del Progetto || ricerca di una Struttura di Connessione

...una prospettiva strategica

1 Necessità di una politica integrata territoriale e di sviluppo rurale; 2 Tutela fondiaria ed urbanistica delle aree;

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I N T E R-V E N I R E . . . c o m e ?

attraversare

connettere

3 Disponibilità degli attori a “fare rete” e a costruire progetti e strategie 4 Esistenza ed accordo degli agricoltori; 5 Disponibilità e non ostiliità da parte degli attori pubblici; 6 Esistenza di un progetto di territorio condiviso


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R E - I N V E N TA R E 1 || Riconoscere l’esistenza di spazi agricoli periurbani considerandoli aree strategiche e critiche per la qualità insediativa. 2 || Evitare, mediante la pianificazione, che gli spazi agricoli periurbani siano sottoposti ad un processo di ulteriore urbanizzazione e frammentazione. 3 || Garantire una permanenza e sviluppo dinamico e sostenibile dell’agricoltura periurbana in termini multifunzionali e degli spazi in cui viene praticata. 4 || Promuovere la funzione produttiva agroalimentare recuperando le produzioni tipiche e la biodiversità vegetale ed animale (filiere corte). 5 || Costruzione di un progetto strategico di territorio e di una parnership (agenzia) per lo sviluppo del progetto.

L A C H I AV E Re-inventare lo spazio agricolo a metà strada tra la città e la campagna, tra le aree di periferia e la campagna aperta e profonda.

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PA RC O R U RA L E

RURALITA’ || espressione delle capacità innovative e imprenditoriali della società della conoscenza, e’ il nuovo ‘desiderabile’ modello anti-crisi, capace di proporre un futuro vincente nelle economie, nelle continue evoluzioni della qualità di vita e della sostenibilità ambientale.

MIGLIORARE LA QUALITA’ URBANA

promuovere la rigenerazione urbana specie nelle periferie degradate e rafforzare e valorizzare le relazioni di prossimità con la campagna

SOSTENERE L’ AGRICOLTURA

contrastare il consumo di suolo agricolo favorendo la competitività dell’agricoltura

SOSTENERE L’ AGRICOLTURA

contrastare il consumo di suolo agricolo favorendo la competitività dell’agricoltura

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CHIARA

|| CABERLETTI

Predisposizione di segnaletica dedicata che permetta di seguire l’itinerario e raggiungere il tracciato escursionistico, Segnalare i punti di accesso sia per percorrerlo a piedi che in bicicletta o a cavallo.

Individuazione di un percorso ciclopedonale parallelo a quello automobilistico, corrispondente al tracciato ufficiale della Via Lauretana, per condurre i viaggiatori alla scoperta dei territori legati a questa antica rotta di pellegrinaggio. Percorso caratterizzato dalla presenza di elementi a carattere storico e culturale simbolo del luogo attraversato.

I centri di sperimentazione e studio per la volorizzazione del sistema agricolo verranno collocati in posizioni strategiche al fine di monitorare e incentivare la produzione agricola. Realizzazione di infrastrutture atte a facilitare sia l’accesso che la percorribilità nelle varie modalità, come parcheggi in prossimità degli accessi, aree di sosta lungo il tracciato o stazioni di ospitalità per i pellegrini

Recupero di spazi in disuso con creazione di aree destinate alla sosta e al ristoro. Questi spazi vengono trasformati e arricchiti di elementi simbolici che contraddistinguono i cammini lauretani.

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L A B O R AT O R I O D I R I L I E V O

FIRENZE CAREGGI

||

R I L I E V O V I S I V O E D I N T E R P R E TAT I V O D I U N Q U A RT I E R E


R A P P R E S E N TA Z I O N E V O LU M E T R I C A La costruzione del modello 3D è legato alla necessità di gestire, e contemporaneamente interconnettere, la molteplicità dei dati che derivano dall’indagine storicodocumentaria e dallo studio delle strutture,il modello deve consentire una sintesi attraverso la gestione integrale e la messa in relazione delle diverse informazioni.La flessibilità di gestione dei dati immessi nel modello tridimensionale è la sua qualità principale e per ottenere questo è stato pensato un modello privo di qualità rappresentative di tipo fotorealistico, ma costruito modellando sintetici, però efficaci volumi monocromatici. Tale modello ha permesso di navigare all’interno della zona e percepire che la distribuzione dell’edificato si sviluppa da sud a nord, ovvero dalla piana verso la collina formando una sorta di cono che si apre verso l’alto; di studiare i pieni e vuoti si può stimando un sostanziale equilibrio tra questi. Infatti le ampie vie di comunicazione rappresentano dei tagli tra le dense volumetrie che si dispongono lungo le stesse, permettendo così all’osservatore di proiettare la propria vista per lunghezze rilevanti.

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CHIARA I P E RC O R S I

I NODI 1

Punto di incontro di due arterie stradali notevol-

Asse principale della zona di Careggi car-

I PUNTI D’INTERESSE

Il di

mentale di riferimento qualora si parli della zona

marciapiedi

Terzolle

senta

mente trafficate, rappresenta un punto fonda-

atterizzato da ampia careggiata e ampi

|| CABERLETTI rappre-

l’elemento

continuità

bientale

e

am-

storica

dell’intera area delineando una traccia di Careggi. Tale nodo appare delimitato da edifici imponenti che segnano la geometria del luogo, contrapposta

sempre presente sul territorio. La sua struttura definisce lo sviluppo dell’area su entrambi i lati del corso d’acqua determinando differenti strutture edi-

2

Variazione del senso viario do-

Cantiere della nuova

tram-

vuto

al

nuovo

ampliamento

3

dell’ospedale.

ficatorie allontanando-

però ad una grande confusione legata ai continui lavori

si dal corso d’acqua

di risistemazione dell’assetto

stesso, si passa da

via

edifici

di

vecchio

insediamento

ad

edifici più recenti, stradale.

Di

conseguenza

la

ciò sta a dimostrare come le

scarsa segnalazione di cantieri e le ripetute deviazioni deter-

popolazioni abbiano da sem-

minano intasamenti viari e

pre dato notevole importanza

Incrocio con notevole quantitativo di traffico e gravi disagi legati ai parcheggi selvaggi.

alla presenza di acqua in un luogo, diffcoltà di orientamento.

diventando

essa

stessa

elemento

principe.

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A N A L I S I D E L L ’ E D I F I C AT O R E S I D E N Z I A L E Il sistema residenziale della zona di Careggi è

caratterizzato da molteplici situazioni derivanti da periodi differenti di costruzione, appare quindi evidente disporre uno studio degli edifici sulla base delle diverse tipologie riscontrate durante le analisi visive dell’area. E’ possibile affermare che i quartieri, qualora vengano tracciate le direttrici viarie, si autodefiniscono per morfologia strutturale creando dei poligoni chiusi omogenei e ben identificabili. Come si può notare dalla planimetria, si passa da un edificato molto compatto e massiccio, nella zona immediatamente confinante con il fiume Terzolle, ad un edificato più diffuso e meno imponende, spostandoci nella zona est nord-est dell’area, soprattutto in corrispondenza della fascia collinare. Tutto ciò permette in maniera approssimativa di delineare due grandi categorie di edifici: palazzi a più piani e ville.

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CHIARA

I S E RV I Z I

|| CABERLETTI

GLI EDIFICI STORICI Facciata pulita con aperture ordinate ed armonia nello stile edificatorio

La zona ospedaliera di Firenze Careggi

Analisi visiva del sistema planimetrico

Edificio imponente posto sul fronte strada, presenta ampie finestrature uniformemente disposte Andamento leggermente arquato e intonaco dai toni caldi: dal giallo all’arancio

Corpo centrale e ali laterali caratterizzati da forte impatto visivo ed imponenza strutturale

Particolare planimetrico del sistema ospedaliero

Faccia-vista su di una facciata priva di aperture, con porticato esterno calpestabile

Edificio dalla forma particolare, con ampie aperture al piano terra

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STUDIO VISIVO DELL A MORFOLOGIA La rappresentazione 3D dell’area di Careggi permette di apprezzare come varia la morfologia del luogo procedendo da sud a nord. Il passaggio da pianura a collina lo si individua nel terzo superiore della superficie, le curve di livello si avvicinano notevoltemente per poi allontanarsi di nuovo ad una certa quota.

Il bacino Firenze-PratoPistoia appare impostato in corrispondenza di una sinclinale preesistente:sia nei rilievi a NE sia in quelli a SW si individuano strutture anticlinaliche.

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CHIARA

|| CABERLETTI

E VO LUZ I O N E I D R O G E O LO G I C A

Dalla mappa sopra si può individuare uno studio dell’andamento della superificie, le linee rosse vogliono essere i segmenti preferenziali di andamento morfologico, si osserva infatti il procedere nord sud con allargamento delle superfici a valle. I segmenti di colore grigio invece, rappresentano la serie di variazioni della struttura del suolo, tali cambiamenti possono essere di tipo morfologico, ma soprattutto antropico, è il caso dei terrazzamenti, della sistemazione dei campi coltivati, della creazione di strade e di zone residenziali.

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LE TIPOLOGIE DI VERDE URBANO Il verde urbano è un elemento dell’ambiente costruito di fondamentale relazione con il paesaggio. Di conseguenza è necessaria un’accurata valutazione delle sue caratteristiche, al fine di migliorarne la sua funzione e di fornire corrette strategie di manutenzione.

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CHIARA

Ve r d e f u n z i o n a l e

|| CABERLETTI

IN SINTESI...

Lo stile del parco si può ricondurre ad un modello paesaggistico nato in Inghilterra nel ‘700. Il disegno presenta le linee “morbide” della natura.

PERCENTUALE DEL VERDE

Il parco è di circa 2 ettari e presenta due ampi spazi a prato rustico arricchiti da uno svariato numero di alberi ad alto fusto, creando in tal modo zone d’ombra e zone di luce che garantiscono suggestività al parco.

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L A B O R AT O R I O D I R I L I E V O

L’ A LT R O V O LT O D I K I Z H I || R I L I E V O V I S I V O E D I N T E R P R E TAT I V O D I U N I S O L A PAT R I M O N I O D E L L ’ U N E S C O


SISTEMA antropico

villaggio Il villaggio appare caratterizzato da due tipologie di insediamenti, la prima costituita da edifici monumentali di ampie dimensioni e con una forte imponenza strutturale, la seconda costituita da edifici recenti dalla struttura semplice e dalle dimensioni ridotte. Si crea così un continuo co nfronto e una contrapposizione interessante. L’imponenza strutturale di questi edifici determina la struttura stessa del villaggio, conferendo allo stesso una forte imponenza visiva. La contrapposizione alla parte sud del villaggio è data da questi edifici di recente costruzione, essi appaiono come una rottura rispetto alla conformazione strutturale dell’isola.

L’obiettivo fondamentale di questi edifici è la vivibilità, si trascura quindi il

dettaglio

per

lasciar

spazio all’efficienza della strutura. Vengono quindi inseriti elementi di innovazione e modernità.

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CHIARA

SISTEMA antropico

|| CABERLETTI

contrasti Gli elementi di vita quotidiana molte volte rappresentano un paradosso rispetto al luogo di vita. Per gli spostamenti interni si prediligono mezzi di piccole dimensioni e adatti ai percorsi sterrati che percorrono l’isola. Le piccole imbarcazioni a motore sono mezzi più usatiper lo spostamento tra le isole, le troviamo quindi sulle rive in corrispondenza dei villaggi, o attraccate ai piccoli moli che costellano l’isola. Il paesaggio osservato attraverso la rigidità di questo elemento evoca Ad interrompere il quo-

uno stato di tranquillità, una sorta

tidiamo, lungo la stra-

di rallentamento del tempo. Tutto

da incontriamo questo

sembra immobile in attesa di ass-

imponente mezzo, il

sumenre una nuova vitalità.

rumore che produce è assordante, emana

Lungo la riva ad un tratto arriva una

odori

mastodontica

fetidi.

Altera

chiatta,

trasporta

quindi l’equilibrio im-

generi di prima necessità, garan-

perturbato del luogo.

tisce la sopravvivenza sull’isola.

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S I S T E M A N AT U R A L E

L A FLORA

v e g e t a z i o n e B O S C H I VA Il forte contrasto tronco-chioma caratterizza i boschi di betulla definendo l’unicità di questi elementi. Le betulle appaiono come elemento distintivo dell’isola.

Il sottobosco e i moltiformi elementi in esso presenti.

Masse boscose disseminate nell’isola, esse vanno a creare una ben definita e compatta unità che caratterizza le vaste aree a prato. Gli arbusti segnano il finire del fitto bosco e l’inizio della vegetazione erbacea spontanea. I colori che vanno delineandosi rispecchiano l’elevata presenza d’acqua che va a donare rigogliosità.

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CHIARA

S I S T E M A N AT U R A L E

L A FLORA

|| CABERLETTI

v e g e t a z i o n e PA LU S T R E Il passaggio dal prato alla palude è segnato da un percorso sterrato. Già in esso si nota il cambiamento di permeabilità e consistenza del suolo.

Piante carnivore presenti solamente nella fascia spondale della palude,

hanno

colori

rosso-violacei e in alcuni tratti verde intenso, la vegetazione cambia in maniera repentina.

Palude umida, una vasta distesa, apparentemente a prato, i cui colori variano a chiazze con sfumature dal verde al giallo. Dal verde intenso al verde pal-

Tra il verde dei muschi una

lido, la loro piccola dimensione

picccola pianta carnivora si

determina una forte fatica nel

sporge alla ricerca di qual-

catturare la luce del sole.

che insetto.

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MACRO-AREA N.10_MICROAREE Il fronte del villaggio si affaccia su unampio prato che dolcemente degrada sulle rive del lago.

1

2 Il retro del villaggio presenta una densa fascia a prato spontaneo dai molteplici colori intervallato da qualche elemento arbustivo.

L’area, seppur molto piccola, appare densa di significato e ricca di caratteristiche proprie che la contraddistinguono dall’intorno. Il villaggio delle icone risulta un complesso di notevole importanza vista la sua posizione privilegiata e l’architettura stessa degli edifici. La fascia a prato appare leggermente

3

in pendenza e man mano che si avvicina all’acqua si confonde con la vegetazione palustre.

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Il villaggio delle icone, pur essendo un elemento antropico, non risulta vissuto.


CHIARA

|| CABERLETTI 1

MACRO-AREA N.14_MICROAREa n.2 L’area prato, collocata nella fascia centrale, risulta circondata dal una fitta massa arborea.

2

Macchie di fiori spontanei appaiono tra le graminacee infestanti variando la conformazione del prato stesso. Numerosi

accu-

muli di sassi si incontrano lungo il percorso, essi sono molto

pericolosi

per la presenza di vipere che si insinuano. Il fascino di questa linguq di terra che si perde nell’acqua suscita una sensazione di notevole leggerezza e libertà. Tra le parti

L’Ailando, dalle bacche di un vivo arancione, appare inconfondibile

3

rispetto al resto della vegetazione.

piu’ naturali dell’isola troviamo quest’area, la quale presenta flora e fauna dalle caratteristiche piu’ svariate.

Cespugli imponenti giungono sino all’acqua,

I fiori completano il sottobosco, che seppur

rendendo la sponda impraticabile.

in ombra, prende luce con le varie sfumature dei petali.

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L A B O R AT O R I O D I P I A N I F I C A Z I O N E

ECONOBEL

||

PIANIFICAZIONE

PA E S A G G I S T I C A D I UN’AREA DISMESSA


Le relazioni_ANALISI Unità di paesaggio -EST- Arno Unità di paesaggio -SUD- Fascia ripariale Unità di paesaggio -CENTRO- Insediamento Unità di paesaggio -OVEST- Bosco incolto Unità di paesaggio -NORD- Bosco ceduo

S I N T E S I

E D

Vengono rappresentate graficamente, su carta, tutte le risorse e le criticità relative all’area Ex Nobel, con una legenda che spiega ciascun simbolo, e li classifica a seconda che si tratti di graficismi di tipo areale, lineare o puntuale. Oltre allʼarea si apre uno scorcio sullʼintorno e si definiscono gli ambiti territoriali principali.

I D E N T I F I C A Z I O N E RISORSE

CRITICITA’

RISORSE

CRITICITA’

Si propone una sintesi fotografica, rappresentativa dei caratteri peculiari individuati, siano essi risorse o criticità (in quanto spesso svolgono entrambi i ruoli). Attraverso la fotografia,infatti, si comunica in modo potente ed efficace una realtà che talvolta può essere sminuita da una descrizione con le sole parole.

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D E L L E

R I S O R S E


CHIARA

|| CABERLETTI

LA VISIONE GLOBALE Pro c e s s o d i i n d i v i d u a zione delle localizzazioni delle diverse a t t i v i t à d e l l ’ a re a

di un luogo sulla base out-in door Riconfigurazione dell’individuazione di 3 differenti attività e delle linee guida di progetto

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IL PARCO FLUVIALE_PIANIFICAZIONE A GRANDE SCAL A

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PLANIMETRIA PAESAGGISTICA

PLANIMETRIA DELL’USO DEL SUOLO

PLANIMETRIA DELLE POTENZIALITA’

CHIARA

|| CABERLETTI

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I N D I RIZZI PROGETTUALI: si individuano per ciascuna destinazione d’uso le caratteristiche fondamentali d’intervento dal punto di vista funzionale ed estetico, fornendo schemi e foto d’indirizzo.

PERCORSO PEDONALE_si ipotizza una molteplicità di percorsi TRAMVIA_si predispone un percorso elettrico con svariati punti differenti, che raggiungono l’area in ogni sua parte, permetsosta allo scopo di mettere in collegamento tutti gli elementi tendo attività di vario tipo, e stimolando l’interesse e la curidell’area. La linea, a basso impatto ecologico, si propone come un osità dell’ossrvatore. modo alternativo e didattico di studio ed osservazione di tutte le componenti dell’area. PERCORSO CICLO-PEDONALE_ si individuano due tipologie di percorso, uno ripariale che va a costeggiare tutto il corso dell’Ombrone ed uno interno all’area. RESIDENZA_vengono recuperati alcuni edifici giudicati di particolare val- SOSTE TRAMVIA_si inseriscono tre piccoli edifici, colore scenico e storico, come la vechia loggia del pesce, un edificio posto in locati lungo il tragitto della tranvia, adibiti alla vendita posizione belvedere, strutture industriali dalla forma caratteristica. Viene biglietti e all’attesa della tramvia. inoltre mantenuta la disposizione planimetrica degli edifici, mentre si attua un cambiamento della volumetria degli stessi. RISTORAZIONE_si predispone il recupero dell’edificio “belvedere”, collocato nella parte Sud dell’area, che offre un punto di vista rialzato rispetto all’intorno. Inoltre si inseriscono nuove piccole strutture per la ristorazione e la sosta, collocate in apposite aree che raccolgono anche l’affluenza della pista ciclabile.

PUNTO DI OSSERVAZIONE_vengono sfruttati alcuni terrapieni rialzati già presenti, allo scopo di creare punti di osservazione privilegiati che permettono la valorizzazione di visuali di particolari interesse, come le pendici del Montalbano, versanti ricoperti da vegetazione, affioramenti rocciosi, o le sponde di Arno e Ombrone. PARCO_viene creato un nuovo sistema di verde dedicato al pubblico, che punta ad un miglioramento della percezione sociale nei confronti dell‘area Nobel e ad un aumento della sua fruizione, data anche la posizione strategica tra Pisa e Firenze.

AREA DI SOSTA_si progettano piccole aree attrezzate adibite all’accoglienza dei visitatori e alla loro sosta. Saranno principalmente costituite da elementi in legno ombreggiati, punti ristoro e bolle appese agli slberi per il riposo.

COLTIVO_si predispone il mantenimento del terreno agricolo con variazione delle modalità di coltivazione, viene atuata un tipo di agricoltura sperimentale atta alo studio e al monitoraggio di varie tipologie di prodotti.

42


CHIARA

I

|| CABERLETTI

M A T E R I A L I

43


L A B O R AT O R I O D I P R O G E T TA Z I O N E I

U N P A R C O P E R B A G N O L O D I P O || I P O T E S I P R O G E T T U A L E P E R L A R E A L I Z Z A Z I O N E D I U N PA RC O A G R I C O LO


T E M I

D I

A N A L I S I

Il sito di progetto sorge nel Comune di Bagnolo di Po, piccolo centro situato nella fascia centrale della provincia di Rovigo. Tale zona risulta caratterizzata da micro centri abitati frapposti tra ampie distese di campi agricoli all’interno dei quali è possibile individuare un’ edificazione diffusa e frammenta ta. L’ipotesi progettuale che si intende presentare riguarda un’area di circa 150 Ha all’interno della quale sono presenti diverse situazioni paesaggistico-ambientali disomogenee di cui si desidera individuare un’interconnessione. Dal punto di vista economico il Comune presenta una forte vocazione agricola, che rappresenta appunto il 56% delle imprese che occupano il settore primario. Nonostante ciò è riscontrabile la presenza di attività artigianali e industriali di ridotte dimensioni e un basso indice di occupazione nel settore terziario, solo pari al 11 %. Dal punto di vista agricolo la tipologia di impresa varia da qualche ettaro a medi proprietari con qualche centinaio di ettari; dal punto di vista colturale, le coltivazioni sono totalmente destinate al settore alimentare e ciò contribuisce a determinare problematiche economiche non di poco conto legate alla crisi del settore agro-

46

alimentare internazionale.


CHIARA

I P O T E S I P I A N I F I C AT O R I A D I U S O D E L S U O LO I p o t e s i

1

I p o t e s i

3

Per quanto riguarda la distribuzione di tali attività all’interno dell’area sono state prodotte quattro differenti ipotesi dalle quali si è preso spunto per creare un ipotesi definitiva di suddivisione. E’ possibile notare alcuni punti cardine presenti in tutte le ipotesi: - Ampia area destinata ai campi coltivati - Collocazione area sport, area attrezzata, impianto a biomasse. Ciò che invece tende a variare sono il pascolo e il parco, questo perché tali attività risultano molto più flessibili delle precedenti e si adattano a tipologie di luoghi diversi senza creare fatturazione, anzi essi costituiscono il filo conduttore dell’intero tessuto progettuale. Nella carta a fianco invece si presenta la soluzione definitiva della suddivisione, essa infatti risulta la più consona sotto diversi aspetti quali: - Ampia area coltivata. - Parco collocato in due dei tre punti di accesso principali. - Il pascolo va a determinare una continuità tra un’area completamente agricola. - Area sport dislocata in due punti quali le ex cave di argilla. - Area attrezzata posizionata nella zona della fornace, in quanto zona edificabile. - L’impianto a biomasse.

I p o t e s i

2

I p o t e s i

4

|| CABERLETTI

Organigramma funzionale definitivo

47


I L

48

P R O G E T T O


CHIARA

I I l

D E T T A G L I l a g o

e

i l

|| CABERLETTI

P R O G E T T U A L I

p a s c o l o

Vecchia cava di argilla della fornace di pietra, successivamente in parte riempita con materiale di risulta. Si predispone uno scavo della parte interrata e l’utilizzo di tale terreno per creare una lieve differenza di quota nella zona limitrofa il lago allo scopo di mascherare la zona parcheggio e creare un ambiente più diversificato che a sua volta ospiterà l’attività di pascolo. Tra le operazioni iniziali, successive allo scavo, vi è la risistemazione delle sponde tramite ad-

dolcimento delle stesse e loro rinverdimento con tecniche di ingegneria naturalistica.

L ’ o r t o

I l

p a r c o

Il parco si presenta formato da due elementi estensivi materialmente descrivibili come parco verde urbano; esso è il risultato di campi convertiti da uso agricolo a uso pubblico sotto forma di macrobolle di verde a diversa skyline. Tali elementi fungono da “biglietto da visita” per l’intera struttura dell’area, questo grazie alle loro caratteristiche estetiche e per la posizione in cui si trovano, ovvero a nord direttamente collegato con il futuro porto turistico e a sud con il centro abitato del paese. Complesso agricolo sperimentale gestito dal centro anziani in collaborazione con l’Ente Pubblico che fornisce il necessario per il funzionamento della struttura. Esso è costituito da una serie di piccoli orti in cui gli anziani insegnano a bambini e non, le tecniche di coltivazione e sperimentano varie tipologie di coltivazioni. A contornare gli orti troviamo un frutteto biologico sperimentale con diverse varietà di frutta che funziona con il medesimo meccanismo degli orti.

49


D I A G R A M M A

I P O T E T I C O

Diagramma 24 h dell’attività lavorativa

Partendo dalla suddivisione delle diverse attività presenti all’interno del parco si sono avanzate delle ipotesi circa il funzionamento del parco sulla base di un sistema di cooperazione caratterizzato da due categorie di proprietari:l’Ente Pubblico e i detentori dei terreni agricoli; basandoci sulla legenda presente sotto sono stati elaborati dei diagrammi basati: - sulla tipologia di lavoratori interessati - sulla fruizione oraria suddividendola tra lavoro, acquisto e svago - sulla fascia di età che fruirà di ogni singola attività.

50

D I

G E N E R A Z I O N E

Digramma 24h della fruizione per l’acquisto

Diagramma delle tipologie di lavoratori

D E L L E

A T T I V I T A ’

Digramma 24 h della fruizione per svago


CHIARA

D I A G R A M M A

D E L L E

F A S C E

D ’ E T A ’

D I

|| CABERLETTI

F R U I Z I O N E In questo grafico si delinea come la popolazione potrà usufruire degli spazi del parco agricolo in base ad una differenziazione tra fasce d’età: - Bambini 0-13 anni - Giovani 14-18 anni - Adulti 19-60 anni - Anziani 61-90 anni

51


L A B O R AT O R I O D I P R O G E T TA Z I O N E I I

A G R I C A N I P A R O L A || P R O G E T T O P R E L I M I N A R E P E R I L R E C U P E R O D I U N ’ A N T I C O BO R G O D E L L A LU N I G I A N A


D’INTERESSE

COMUNI

TERRITORIALE

CONTESTO

DELL’AMBITO

COLLEGAMENTI

A DIVERSE SCALE

AREE PROTETTE

ELEMENTI D’INTERESSE

ANALISI SINTETICA

L’area di Caniparola appare Un territorio a sviluppo delimitata d’acqua,

54

da ed

due

corsi longitudinale

Questo territorio poggia si Un

territorio

che

da tempi antichi su un’asse muove in verticale

si

PERCEZIONE

SERVIZI

VIABILITA’

raggiungibile dal sistema autostradale e ferroviario. A livello marittimo il porto più vicino è quello di Massa‐Carrara, ma non distante troviamo anche quello di Genova. Al comune di Fosdinovo appartiene la frazione di Caniparola‐Borghetto, area dell’oggetto di studio. I comuni limitrofi a Fosdinovo sono Carrara ad est, Fivizzano a nord‐est, Aulla a nordovest, ed i comuni liguri di Sarzana e Castelnuovo Magra a sud. Si individuano le aree più interessanti dal punto di vista naturalistico che sono collocate nellevicinanze del comune di Fosdinovo.

USO DEL SUOLO

Fosdinovo è collocata tra le città di Lucca e La Spezia; è immediatamente

Il territorio di Caniparola Un territorio composto

La linea preferenziale che si

appare

sviluppa in senso verticale

formato

da

una da isole

attraverlata

viario di notevole impor-

serie di isole frazionate e

impedisce la connettività

verticalmente da un’altro

tanza, si tratta della via

tagliate dalle numerose in-

in senso longitudinale. Si

elemento idrico. La strut-

Aurelia, storico asse che

frastrutture. Si individuano

nota, infatti, l’assenza di

tura che ne deriva è una

conduceva a Roma. Tale in-

così ambienti e sottoambi-

elementi di collegamento

formazione principalmente

frastruttura per Caniparola

enti legati ma allo stesso

lungo la fascia centrale e

sviluppata

direzione

costituisce il limite ammin-

tempo divisi dagli stessi

la limitata presenza degli

nord-sud con due sistemi

istrativo Comunale, Provin-

elementi

lineari.

stessi

ad edilizia densa collocati

ciale e Regionale.

ambiente

risulta

in

Ogni legato

a valle ed a monte del con-

all’altro dalla presenza di

fine comunale.

via Malaspina.

in

corrispondenza

delle aree residenziali.

Un territorio a difficile mobilità orizzontale


CHIARA

|| CABERLETTI

I processi spaziali producono trasformazioni

I processi spaziali producono trasformazioni

L’incremento della diffusione e dell’intensità

puntuali e discontinue, del mosaico paes-

profonde e continue del mosaico paesag-

delle condizioni di frammentazione produce

aggistico. Si crea quindi una una variazione

gistico frammentando la matrice iniziale.

una riduzione di alcuni tipi di componenti e

della matrice rurale. Queste trasformazioni

Si creano così alterazione del paesaggio

sistemi del mosaico paesaggistico, con con-

possono essere causate da edifici e gruppi

con incremento del’artificialità, perdita di

seguenti possibili cali di diversità biologica,

di edifici isolati, come nel caso della disper-

equipaggiamento vegetale e funzioni eco-

morfologica, e storica. E complessivamente

sione urbana nelle aree rurali con buone

logiche, perdita di permanenza storica e di

con profonde e diffuse alterazioni del paes-

condizioni di permanenza strutturale.

identità spaziale.

aggio.

I P O T E S I D I I N T E RV E N T O A S C A L A T E R R I T O R I A L E

L A F R A M M E N TA Z I O N E N E L S U S S E G U I R S I D E G L ’ A N N I

55


I L 56

P R O G E T T O


CHIARA

|| CABERLETTI

Perchè..”il paesaggio è il risultato dei rapporti tra il paesaggio culturale e quello naturale”(Pierre Donadieu_Campagne Urbane) E’ bene esplicitare le considerazioni che hanno influenzato molto le scelte progettuali. Vi sono infatti degli elementi con cui la sponda in esame entra in contatto e a cui deve esser prontamente connessa, affinchè il progetto sia ben integrato e funzionale rispetto al contesto: >edifici scolastici: l’ampia area di progetto a fianco delle scuole dovrà assolvere funzioni dedicate prettamente alla giovane utenza, di modo che questa possa svolgere il proprio ruolo in totale libertà, godendo di strutture apposite e larghi spazi ludici. >villa Malaspina: il complesso storico, una volta reso visitabile, dovrà essere introdotto da un percorso pedonale pubblico e da un’area di sosta attrezzata a verde e con apposito arredo urbano, dove sarà quindi possibile riunire gruppi di visitatori. >territorio agricolo: la parte centrale della sponda è affacciata a rigogliosi vigneti, pertanto si dovrà creare una forte apertura visiva che permetta a chi percorre la sponda di godere del paesaggio circostante e di riconoscere la forte identità del luogo. >belvedere: in cima ad uno dei terreni a vigneto è ubicato un belvedere che dovrà necessariamente essere collegato tramite un percorso diretto alla sponda riqualificata, di modo che si abbia l’opportunità di raggiungere il punto panoramico con facilità e venga così creato un sistema di viabilità ciclopedonale secondario utile per le passeggiate e le attività sportive a percorrenza più lunga. >spazio multifunzionale (mercato,campus-sportivo,piazza): l’area multifunzionale affacciata al viale Malaspina necessiterà di un collegamento viario con la sponda riqualificata di modo che si crei un rapporto diretto fra la passeggiata e questo luogo fortemente centripeto. Tramite questa soluzione si abbatterà il traffico su strada carrabile incentivando così i percorsi a stretto contatto con la natura. Ecco quindi delinearsi uno spazio longilineo e dinamico, ma allo stesso tempo strumento di sosta, ricreazione, aggregazione e sicurezza, nel totale rispetto della realtà ecologica e storica locale. Ora, un territorio frammentato e poco vissuto, un territorio dall’identità abbandonata nel tempo e trascurato, si avvale di un collante forte fra le realtà di Caniparola e Borghetto, tramite il quale la campagna si insinua nell’edificato con dolce prepotenza, offrendo al cittadino la risposta alle sue più prioritarie esigenze: spazi aperti di dimensione pubblica e una nuova vita di comunità, basata sulla secolare identità agricola della Lunigiana.

57


L’ORTO SOCIALE

2

L’ISOLA LUDICA

L’ORTO DIDATTICO

L’INGRESSO ALLA PASSEGGIATA

1

3

5

4

LA PASSERELLA A BORDO FIUME 6

LA PASSEGGIATA

58


CHIARA S E Z I O N I

S E Z I O N E

D E L L A

P RATO

RIQUALIFICAZIONE

SPONTANEO

DELL A

SPONDA

EST

DEI

RIO

|| CABERLETTI

ALBAC H I A RA

Il progetto consiste nella riqualificazione

della

sponda est del Rio Albachiara,

area

liminale

situata all’estremo ovest del comune di Fosdinovo. L’area

dall’andamento

longilineo viene ora resa fruibile tramite la creazi-

Quercus robur

Populus alba

Olea europea

Festuca

prato spontaneo

listelli in legno

pacciame

ghiaietto stabilizzato

one di PERCORSI CICLABILI E PEDONALI che agevolano i flussi da nord a sud, specialmente dalle scuole pubbliche

all’incrocio

dell’Albachiara con il Canale Lunense.

59


L A B O R AT O R I O D I R I Q U A L I F I C A U R B A N A E A M B I E N TA L E

M O L L B O X : I L S A L O T T O I N C I T T A ’ || P R O G E T T O P E R L A R E A L I Z Z A Z I O N E D I S T R U T T U R E D E S T I N AT E A L L ’ O C C U PA Z I O N E D I S PA Z I O P U B B L I C O


ALLA RICERCA DI DEHORS PER LE VIE DI FIRENZE I L P E RC O R S O C O M P R E N D E LE SEGUENTI VIE E PIAZZE: 1. Piazza dell’Unità d’Italia 2. Via Madonna degli Aldobrandini 3. Piazza Madonna degli Aldobrandini 4. Via de’ Ginori 5. Via Canto de’ Nelli 6. Via del Giglio 7. Via del Melarancio

62


CHIARA LO STUDIO DEI SEGNI ... ANALISI FOTOGRAFICA

|| CABERLETTI

LO STUDIO DEI SEGNI ... ANALISI DELLE PERCEZIONI

...analisi... ARREDI...? STRUTTURE....? COMPONIBILITA’ ACCESSIBILITA’ QUALITA’ 63


64


CHIARA

|| CABERLETTI

65


I COMPLEMENTI

TAV O L B OX

S E D I L B OX

66


CHIARA

|| CABERLETTI

FREEK è un colorato tappeto per l’esterno, il quale può essere usato per diversi scopi. I tappeti sono composti da polietilene e filati di nylon, e hanno un pelo alto 30 mm. Ha una buona permeabilità all’acqua e l’eccezionale stabilità agli U.V.

67


CHIARA

|| CABERLETTI

L A B O R AT O R I O D I R E S TA U R O D E L V E R D E S T O R I C O

V I L L A M E D I C I D I C A R E G G I || I L R E S T A U R O D E G L I I M P A N T I IDRULICO ED ELETTRICO DEL GIARDINO DELLA VILLA 69


I M P I A N T O D I I L LU M I N A Z I O N E : a n a l i s i e s i n t e s i o b i e t t i v i . . .

70

L’area risulta attualmente sprovvista di impianto di illuminazione ben progettato che copra l’intero parco. L’illuminazione presente si sviluppa lungo l’asse principale del percorso carrabile. L’impianto di illuminazione che verrà installato nel giardino svolge tre funzioni principali: 1_sicurezza ovvero per rendere nitide tutte le zone dell’ambiente esterno ed anche le più indifese; 2_servizio per rendere più piacevoli le calde serate estive, autunnali e primaverili trascorse all’aperto; 3_scenografica, per valorizzare l’estetica del prato e delle piante.


CHIARA

|| CABERLETTI

I M P I A N T O D I I L LU M I N A Z I O N E : l i n e e g u i d a d ’ i n t e r v e n t o

Gli effetti luminosi per le piante variano in base alla stagione e quindi alla modificazione estetica che la pianta subisce: infatti un effetto di controluce creato per un nocciolo contorto, o l’impalcato orizzontale di un Cornus, vistoso in inverno, scompare in estate. Un discorso diverso va fatto per le piante sempreverdi che sono sempre uguali a se stesse. Quando il fogliame interferisce con la buona distribuzione della luce e con la visibilità ottimale, le lampade sono sicuramente mal posizionate. Per le alberature stradali le fronde devono distare da terra un’altezza minima facilitando l’illuminazione del pavimento ed evitando quella delle fronde.

La disposizione ed il numero delle sorgenti luminose, dovranno essere determinati in base alla forma ed alla determinazione degli spazi aperti. Con tutte le condizioni imposte, sarà calcolata, per ogni zona, la potenza totale di emissione in lumen, necessaria per ottenere i valori di illuminazione prescritti.

71


La scelta della lampade adatte alle proprie esigenze deve essere fatta, d’obbligo, tra quelle studiate per essere tenute all’esterno, quindi realizzate con materiali resistenti all’umidità, agli agenti atmosferici e agli urti. L’alimentazione elettrica deve avvenire con cavi a norma di legge, forniti di messa a terra. Tutte le lampade da esterno presentano la sigla IP che sta per International protection, con la quale si identifica la resistenza alla penetrazione di solidi e di liquidi. Questa sigla è seguita da due numeri, il primo indica il grado di protezione dai solidi: il num. 4 indica i corpi con dimensione superiore a 1 mm; il 5 la polvere; il 6 si riferisce ad ogni tipologia di polvere. Il secondo indica il grado di protezione ai liquidi: il num. 3 si riferisce alla pioggia; il 4 agli spruzzi; il 5 ai getti d’acqua; il 6 alle ondate; il 7 alle immersioni.

72


CHIARA

|| CABERLETTI

IMPIANTO IDRAULICO: analisi e sintesi

Sulla base della “Pianta del condotto che porta l‟acqua alla villa di Careggi, eseguita da Giuseppe Ruggeri nel 1757” si individua che intorno al 1617 sotto la direzione di Giulio Parigi tra le opere più imponenti vi fu la costruzione di un nuovo acquedotto che prendeva origine nel vicino podere del Castagno, serviva la fattoria Careggi vecchio e percorrendo la strada pubblica alimentava infine la villa, il giardino, i pratelli e numerosi annessi, tutto cio’ che si può capire dall’iscrizione soprastante e’ sommario e in parte ha subito trasformazioni che impediscono il rilevamento esatto.

73


IMPIANTO IDRAULICO: ipotesi di intervento e specifiche tecniche

“Sarebbe difficile trovare una materia più

adatta

da

esaminare

nella

cos-

truzione di un giardino, che un trattato su acque e fontane. Sono quelle che

costituiscono

il

principale

orna-

mento dei giardini, che li animano e sembrano donargli vita; la loro luminosità scintillante, la loro caduta ne bandiscono la solitudine e noi spesso dobbiamo soltanto alla loro frescura e al loro mormorio, l’amabile riposo che i giardini ci procurano”

Antoine Joseph Dezailler d‟Argentville, La

théorie et la pratique du jardinage, Paris 1747

74


R

C

I

T

T

E

I

N

C I

Z

s p e c i f i c h e

O

P

I

L

I

.

.

.

T A

’ . . .

t e c n i c h e

T A

A

CHIARA

|| CABERLETTI

IMPIANTO DI IRRIGAZIONE: progetto ed obiettivi

75


FOTOGRAFIA

S C O P R E N D O I L U O G H I ||I N T E R P R E T A Z I O N I F O T O G RA F I C H E D E L LO S PA Z I O C H E C I C I RC O N D A


N E L L A P O E TI C I TA ’ L E G G I A D R I . . .

D E I

C O LO R I

V I V I D I

E

Il mare piega il mantello di Teseo sul suo specchio concavo. Quale luce punge i miei occhi, colpo di verga, daga di bronzo liquido? Uccelli ci parlano, uccelli non di questo mondo. Oh, colpite i miei zigomi con il miele di questa luce, tendine, scafandro o gas nei miei polmoni, inalando ed esalando, come un’aquila spaccata in due parti. PERE GIMFERRER

78


CHIARA I T O N I D E L B L U N E L L E M O LT E P L I C I A S S U M E S U L L A T E R RA. . .

|| CABERLETTI

F O R M E

C H E

M’affaccio alla finestra, e vedo il mare: vanno le stelle, tremolano l’onde. Vedo stelle passare, onde passare: un guizzo chiama, un palpito risponde. Ecco sospira l’acqua, alita il vento: sul mare è apparso un bel ponte d’argento. Ponte gettato sui laghi sereni, per chi dunque sei fatto e dove meni?

GIOVANNI PASCOLI

79


Nel cerchio imperfetto del suo universo ottico la perfezione di quel moto oscillatorio formulava promesse che l’irripetibile unicità di ogni singola onda condannava a non essere mantenute. Non c’era verso di fermare quel continuo avvicendarsi di creazione e distruzione. I suoi occhi cercavano la verità descrivibile e regolamentata di un’immagine certa e completa: e finivano, invece, per correre dietro alla mobile indeterminazione di quell’andirivieni che qualsiasi sguardo scientifico cullava e derideva.

ALESSANDRO BARICCO

80


CHIARA

|| CABERLETTI

Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro. CHARLES BAUDELAIRE

81


La terra non appartiene all’uomo,e’ l’uomo che appartiene alla terra e tutte le cose sono collegate come il sangue di una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra, quindi non e’ stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne e’ soltanto un filo. Qualunque cosa faccia alla tela la fa a se. CAPO INDIANO SIOUX

82


CHIARA

|| CABERLETTI

Solo quando l’ultimo fiume sarà prosciugato, quando l’ultimo albero sarà abbattutto,quando l’ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia. CAPO TORO SEDUTO DEI SIOUX LAKOTA

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La ragione umana viene afflitta da domande che non può respingere, perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana.

IMMANUEL KANT

84


CHIARA

|| CABERLETTI

Per scoprire l’autentica oggettività del mondo l’uomo non deve pensare il mondo come una parte di sè, ma deve sentire se stesso come una parte del mondo. NICOLA ABBAGNANO

85


La città in cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo. Non credere che si possa s mettere di cercarla. ITALO CALVINO

86


CHIARA

|| CABERLETTI

Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano. Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso. LUIS SEPULVEDA

87


portfoglio caberletti  

una piccola raccolta di progetti e passioni

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