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10 > 23 aprile 2013

Anno XXIII n. 708

L’UNICO PD BUONO E’ QUELLO MORTO di Stefano Cicchetti

Dice Beppe Grillo: “Avete sbagliato a votarci”. In quanti hanno fatto questo errore? Se lo stanno domandando in parecchi anche a Rimini, dopo che il Movimento 5 Stelle ha scelto di uscire dall’aula del consiglio comunale. Dove, per la prima volta a memoria d’uomo, si stava decidendo di ridurre

Del sindaco non importa quel che vuole fare, ma di che partito è Intervista: Lucia Poli e il cibo di Camporesi di Lorella Barlaam

il tuo pacchetto vincente è

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Il Sindaco di Verucchio: Comune unico anche con San Leo

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il mattone anziché concedergli nuove praterie. I grillini non credono che il sindaco Gnassi faccia sul serio. Ci credono però tutti coloro che stanno per scatenare un bombardamento a tappeto di ricorsi contro le modifiche ai piani urbanistici dalle quali verranno penalizzati. segue a pag. 3

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PRIMO PIANO

segue dalla prima pagina

Del sindaco non importa quel che vuole fare, ma di che partito è di Stefano Cicchetti

L’UNICO PD BUONO E’ QUELLO MORTO Lo stop al mattone vale solo se è marchiato 5 Stelle < il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi

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segue dalla prima pagina

ntanto, a Roma, va in scena la stessa manfrina. Fiducia a nessuno. Addirittura, camere occupate per protesta. Ma quanto ai fatti? Finalmente sono arrivati i primi tre disegni di legge “a 5 Stelle”. Citiamo dalle agenzie: «Della prima proposta, che riguarda “nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia”, è prima firmataria la parlamentare Michela Montevecchi. Della seconda, “norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso”, è invece, primo promotore il senatore Alberto Airola. Il terzo ddl, promosso innanzitutto da Luis Alberto Orellana, riguarda, infine, “modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso”». Ora, con tutto il rispetto per le tematiche dei diritti civili, nei meet-up grillini si è davvero giunti alla conclusione che queste siano in assoluto le prime tre cose che servono

all’Italia? Con l’economia alla canna del gas, le imprese alla disperazione, le famiglie precipitate nella più infelice della decrescita, è questo quanto suggerisce il “pragmatismo” tante volte sbandierato dal M5S? Per non dire della sua produttività: il solo 17 marzo, giorno di insediamento, in Senato sono state depositati 210 disegni di legge: 98 erano del Centrosinistra, 68 del Centrodestra, 9 dei montiani, 3 di Iniziativa popolare e ben 32 della Svp altoatesina. Non prendiamoci in giro. Le tre striminzite e tardive proposte di legge hanno un unico scopo, che più politico non si può, e nel senso più deteriore. Lo capisce anche un infante che le tematiche tutt’un tratto divenute prioritarie in casa Grillo servono solo, tanto per cambiare, a scompaginare il Pd, che sul tema patisce uno dei suoi peggiori psicodrammi. Ecco l’autentica emergenza, l’unica per la quale vale la pena essere in parlamento.“Le

cose buone le voteremo”: non così a Roma e nemmeno a Rimini. Dove il difetto della campagna di Gnassi contro il mattone, stando alle dichiarazioni ufficiali dei consiglieri grillini, è in Gnassi stesso, non nella campagna: non è credibile poiché da segretario del Pd aveva approvato tutte le varianti. Ma ora che è sindaco, troppo facile “impossessarsi delle battaglie del nemico a 5sTelle - si legge sul sito dei grillini locali, cui evidentemente piace anche storpiare da soli il proprio nome - o 3 meteore come lui ama definirli, su due pratiche di epoca mesozoica che non coinvolgono amici e coop”. Quindi, con una coerenza cartesiana, se per quelle battaglie spuntano alleati, non vale più la pena combatterle: meglio andare a contemplare i piccioni di piazza Cavour. Senza dubbio, è per questo che il Movimento 5 Stelle ha presso i voti. Quelli di chi non si è sbagliato a votarli, beninteso.

REDAZIONE - Pubblicità Rimini, Via Bonsi, 45 Tel. 0541 - 780332 - 780544 Fax 0541 - 784170 redazione@chiamamicitta.net codice ISNN 1971 - 565X DIREZIONE - Direttore Responsabile Stefano Cicchetti Responsabile Privacy: Stefano Cicchetti Caporedattore: Claudio Costantini Segretaria di Redazione: Sara Sparaventi Redazione: Lorella Barlaam (cultura), Matteo Ortalli (spettacoli) Coordinatore progetto “Zeinta di Borg”: Antonio Cuccolo. AMMINISTRAZIONE - Proprietà: Ondalibera Srl Cap. Soc. Responsabile amministrazione: Madelena Cerbara Grafica: Newdada Comunicazione Via delle Officine, 8 - Rimini Stampa: Galeati Industrie Grafiche Via Selice, 188/189 Imola (BO) Distribuzione: Agenzia Rimini Marketing. Aut. del Trib. di Rimini n. 19 del 13/8/1988 Sede Legale: Via Bonsi, 45.

QUALE CREDITO PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE? L’11 aprile CNA Rimini incontra le banche del territorio La stretta creditizia costringe le Imprese a ridefinire le proprie politiche finanziarie. Per poter affrontare la situazione in modo efficace occorrono informazioni, competenze e strumenti adeguati. Giovedì 11 aprile, dalle ore 16 nella Sala del Buonarrivo della Provincia di Rimini (Corso d’Augusto, 231) CNA Industria e CNA Servizi Finanziari illustreranno i risultati di una ricerca effettuata sul campo e presenteranno le opportunità a disposizione delle Piccole e Medie Imprese. Ai partecipanti verrà distribui-ta copia della ricerca “Le Relazioni di clientela tra Banche e Piccole e Medie Imprese - Il risultato di una ricerca empirica nella Provincia di Rimini”, a cura del Prof. Alessandro Berti. Il programma dei lavori prevede gli interventi di: Fabrizio Moretti - Presidente di CNA Industria Rimini; Prof. Alessandro Berti - Università di Urbino; Fabio Bianchi - Responsabile CNA Servizi Finanziari; Alessandro Rapone - Responsabile CNA Industria. Saranno inoltre presenti tutti i principali istituti di credito operanti sul nostro territorio, con i quali è previsto un confronto diretto. La partecipazione è libera, per motivi organizzativi si raccomanda la preventiva iscrizione. Info: Cna Industria 0541-760243 email: arapone@cnarimini.it

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sorrisi e cassoni

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Il vento più dispettoso è anche il ricordo più vivido fra chi è stato qui di Lia Celi

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el piccolo reparto souvenir dell’edicola di Daniele, in piazza Tre Martiri, insieme a portachiavi e portacenere con l’ovvio “Saluti da Rimini” c’è anche una gondola con scritto “Saluti da Venezia”. Metti che un turista russo, nel suo frettoloso itinerario italiano, si sia dimenti-

PIÙ CHE MAI FIGLI DEL GARBINO cato di comprare un pensierino in loco, può colmare la lacuna anche lontano dalla Laguna. Oppure a Venezia il turista russo non ci vuole proprio andare perché preferisce prolungare la tappa riminese fra discoteche e outlet, ma i parenti a Nizhni-Novgorod non lo perdonerebbero se non portasse una prova del suo passaggio nella Serenissima: grazie al mio edicolante può procurarsi un ricordino di copertura. Oppure, semplicemente, Daniele sta cercando di sbolognare a qualche ingenuo figlio delle steppe un sou-

Se imbottigliato sarebbe un souvenir di sicuro successo

venir regalatogli da certi suoi amici spiritosi col gusto del trash. Sta di fatto che, bella o brutta che sia, come souvenir la gondola di porcellana fa più figura della maggior parte dei pensierini riminesi con l’Arco, il Ponte, il Duomo o i classici tre sederi femminili da cartolina. E dire che sarebbe semplice realizzare un souvenir unico, indimenticabile, capace di risvegliare nei cuori dei turisti dolci ricordi, evocando uno degli aspetti più tipici della riminesità: una bomboletta spray (vuota,

ovviamente) con l’etichetta: «Puro garbino riminese». Perché dovete sapere che il vento rompiscatole che porta pioggia, nervoso, dolorini qui e lì e, come sanno tutti, costituisce un’attenuante nei processi per reati di sangue, non è solo cosa nostra. Per i villeggianti di ritorno da una full immersion in Riviera il mantra del garbino è uno dei ricordi più vividi della riminesità. L’ho citato giorni fa casualmente in un tweet rivolto ai miei concittadini, ed è stato come offrire una madeleine virtuale: su Twitter si è alzato istantaneamente uno sciame di memorie nostalgiche da parte di ex bimbi vacanzieri da Gabicce a Igea Marina. Tutti avevano ancora in mente il vento potentissimo e dispettoso che soffiava nei discorsi dell’albergatore, del bagnino, del negoziante del bazar. Il garbino come Fellini, i bomboloni, la piadina e il pedalò, insomma. Racchiuderlo in una bomboletta sarebbe un’idea geniale e redditizia, e come bluff non è più sfacciato dei souvenir venezian-riminesi «made in China». E poi sarebbe un modo utile e simpatico per riciclare le bombolette: neanche i grillini avrebbero niente da brontolare. Se non forse, nei giorni di garbino. 

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così è...se non vi piace

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Le lezioni dei 5 Stelle in casa propria non valgono di Nando Piccari

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na certosina “inchiesta semi-clandestina” di Michele Di Salvo ci rivela quale spropositato guadagno economico frutti a Grillo l’essere il capo-bastone del partito di sua esclusiva proprietà. Se i

TRASPARENZA SÌ, MA SOLO PER GLI ALTRI mezzi di comunicazione le dedicassero anche solo la centesima parte dello spazio che quotidianamente impiegano per propinarci il desolante gossip sullo sfoggio di maleducazione e arroganza dei “5 stelle” in Parlamento, la cosa avrebbe l’effetto di una bomba. Il giorno in cui Iacona e Gabanelli (Santoro no, lui e il camerier-servente Travaglio sono palla persa in partenza) trovassero il coraggio e la correttezza di “scomodare” Grillo con una delle loro meritorie inchieste, scopriremmo che «la pubblicità sul blog del comico può essere stimata fino a un massimo di 2,49 euro per ogni click e 5 euro ogni mille visualizzazioni. Partendo da questi dati il “Sole24Ore” ha calcolato per Beppegrillo.it un ricavo annuo che oscilla tra i 5 e i 10 milioni di euro, anche se ci sono analisi (come quella di Webnews) che riducono la forchetta tra 1,5 e i 2,2 milioni».

Così Beppe Grillo moltiplica i suoi redditi senza rendere conto a nessuno Quanto si è dunque arricchito Grillo in questi anni di attività politica? Secondo Di Salvo, «tenendo conto delle sue dichiarazioni dei redditi, che di per sé non sono la fonte più attendibile, considerati i tre condoni tombali e i due edilizi cui ha aderito Grillo, mediamente il suo reddito conosciuto è quintuplicato dopo il 2004 e raddoppiato negli ultimi tre anni ed oggi è tra i 4 e i 5 milioni netti di euro annui».

Ancora: «Il Movimento risulta giuridicamente una “Associazione non riconosciuta”. Il Presidente è Grillo, che “in qualità di titolare effettivo del blog raggiungibile all’indirizzo www.beppegrillo.it, ha “titolarità, gestione e tutela del contrassegno e della pagina del blog”. A lui “competono amministrazione e gestione di eventuali fondi dell’Associazione”. L’Associazione non riconosciuta non è soggetta al vincolo della trasparenza di bilancio, non prevede la figura del tesoriere e quindi di un soggetto terzo delegato alla raccolta e spesa dei fondi ed alla relativa rendicontazione. Il che pone il problema di chi, come e a che titolo abbia versato i soldi delle raccolte on line e di quelle nelle piazze, come abbia gestito questi fondi, con quali poteri, come abbia documentato gli incassi e le spese. E soprattutto, dove siano finiti questi soldi e a quanto ammontino. Se casi scandalosi come

quelli di Lusi o Fiorito sono emersi, è proprio perché esistevano un tesoriere, delle regole cui attenersi nella spesa dei fondi, una precisa tenuta contabile. Faccio un esempio: i partiti devono dichiarare a chi pagano l’affitto di una sede, registrare il contratto, esibire una ricevuta fiscale e dimostrare dove prendono i soldi per pagare quel canone. Nella rendicontazione parziale del Movimento di Grillo si evince solo “dati x euro a tizio per pagare affitti” non precisando alcun ulteriore elemento. Da ultimo un interrogativo: chi gestirà i circa dodici milioni di euro che andranno ai gruppi parlamentari 5 Stelle?» Conclusione mia: un movimento che vuol dare lezioni di trasparenza al mondo intero, non dovrebbe chiederla innanzi tutto al suo interno? Passi per quanti sono passati dalla rozzezza di Bossi e dalla volgarità di Borghezio al “pago uno prendo due” del voto a Grillo; o per chi, non potendo fare a meno di svendere comunque a qualcuno la propria intelligenza, l’ha traslata da Berlusconi a un altro Paperone comico. Ma quelli che avevano farneticato di “un voto di sinistra a Grillo”, non dovrebbero avere, almeno loro, un dignitoso sussulto di riabilitante ribellione, sentendosi presi per i fondelli? P.S. Dopo tanto sbraitare “contro il cemento a Rimini”, alla prima occasione per passare dalle parole ai fatti, dalla propaganda alla responsabilità, i grillini hanno disertato l’aula del Consiglio Comunale per trovare un più naturale rifugio imboscandosi nei bagni del Municipio. Diciamo che dopo aver fatto “il ruggito del coniglio” in campagna elettorale, si sono voluti concedere...“un giorno da pecora”.


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s/punto di vista

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Inutile offrire il petto ai fucili di Giampaolo Proni

L’ERRORE DEL PD I

l cuore della trattativa tra Bersani e i Grillini, o meglio della sua rappresentazione in streaming, è stato nel richiamo alla responsabilità, alla quale Crimi risponde più o meno “perché devo assumermi la responsabilità di tutti i vostri passati errori?”. (“noi siamo il risultato di questi ultimi vent’anni di politica, e non siamo la causa”). Di fatto, la risposta si pone su di un altro livello: a chi propone di lavorare insieme in futuro si risponde che non c’è fiducia, sulla base del passato. I 5 Stelle considerano Bersani uomo del vecchio regime, mentre Bersani si propone come alfiere del cambiamento. Purtroppo per lui, però, i risultati elettorali non hanno dato questo responso. Dal punto di vista del linguaggio del corpo, Bersani beve continuamente, Letta si tiene

Militanti e dirigenti continuano a credere che il segretario del partito sia il miglior candidato a guidare il Paese

la mano sulla bocca. Il primo è teso, consapevole di stare vivendo la propria sconfitta, il secondo non vorrebbe essere nel ruolo di chi non può parlare, o meglio prendere le decisioni. In termini strategici, Bersani non fa che esporre il petto al fucile. Colloquio del tutto inutile. Era tutto già detto poche ore dopo i risultati elettorali. Di fatto si mostra per l’ennesima volta l’errore di aver confuso il segretario del partito con il candidato vincente (principio ben noto ai partiti degli Stati Uniti). Errore compiuto dalla maggioranza dei militanti

PD che hanno scelto Bersani alle primarie. Errore fatto dai vertici che hanno lasciato scontrare il capo del partito con i suoi inferiori (pensando che fosse in ogni caso il miglior candidato). Errore che Renzi aveva cercato di esorcizzare con la sua richiesta di ‘rottamazione’ (termine invero infelice) e col suo avvertimento “Con me possiamo vincere, con Bersani rischiamo di perdere.” Questo errore, concedendo la buona fede a chi ha gestito la faccenda, deriva forse dal principio che vede il partito comunista come forma più alta della organizzazione politica, e dunque il suo segretario come il vertice massimo di essa. Il partito, nella forma mentis comunista, si identifica con la società, ne rappresenta la sintesi e dunque il governo. Non si può dunque considerare un segretario che diriga il partito e un candidato che trovi il consenso anche di elettori esterni al partito, perché l’esterno del partito non è uno spazio legittimo. Ma questa è l’unica soluzione per vincere in un sistema bipolare quale quello italiano. Va accettata fino in fondo l’idea che comunismo e democrazia sono totalmente incompatibili, totalmente e senza alcuna possibilità di compromesso.

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CULTURA

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A Radio tre il viaggio di una fotografa riminese nei manicomi criminali

PER VEDERE DAVVERO CHI È SENZA VIA D’USCITA di Lorella Barlaam

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ovevano chiudere il 31 marzo, gli ospedali psichiatrici giudiziari, ovvero i “manicomi criminali” ancora attivi in Italia nonostante la legge Basaglia del 1978. Ma la scadenza non è stata rispettata. Perchè dove li metti, gli “internati”? Ognuno ha una storia diversa, ed è facile dimenticare che sono “pazienti”, e non “detenuti”. “Senza via d’uscita-Viaggio negli OPG” appena andato in onda su “TreSoldi” di Radio tre, ce li racconta con urgenza, senza retorica. Attraverso le parole del giornalista Graziano Graziani e le immagini di Ilaria Scarpa, giovane e brava fotografa riminese. Il servizio è adesso uscito su “Il Reportage”, dal sito di “TreSoldi” si ascolta il podcast. Non possiamo far finta di “non sapere”. «Con l’Associazione Antigone, che si occupa dei diritti dei detenuti abbiamo visitato due delle strutture ancora attive: Aversa, il più grande “manicomio criminale” d’Europa, e Montelupo Fiorentino» racconta Ilaria. «Accostarsi al disagio psichico è difficile e affascinante allo stesso tempo, costringe ad abbandonare tutti gli schemi, gli stereotipi, le certezze e ad esplorare nuovi confini, immergendosi in una realtà spesso tempestosa dominata dai sentimenti umani. Ma i disabili mentali sono persone che narrano le loro storie con sincerità. Non c’è la preoccupazione del significante, bensì l’essere». Anima dei progetti di Ilaria, «narrare le storie delle persone afflitte da di-

Un’immagine scattata da Ilaria Scarpa

sagio psichico senza edulcorarle di falsi pietismi». Come in “I Meravigliati”, del 2011, con i ritratti folgoranti degli attori del Laboratorio psicosociale Alcantara e degli ospiti dell’Istituto di Nuova Olonio, usciti anche su repubblica.it. Per Ilaria, che lavora come sensibile fotografa di scena in tutta Italia, un’esperienza fondamentale. «Dopo ho sentito l’esigenza di continuare la mia ricerca indagando realtà diverse come, appunto, l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Quest’estate ho conosciuto Graziano, gli ho parlato del mio progetto, insieme abbiamo preso contatti con l’Associazione Antigone e fatto la richiesta al Ministero. E sono arrivati i permessi. Siamo partiti per il reportage sugli OPG e abbiamo conosciuto Dario (di

Ilaria Scarpa: «C’è chi si mette in posa, chi mi mostra la sua cella, chi mi dice che dorme su una rete senza materasso, chi è felice di stare lì. E poi c’è chi resta sotto le coperte e non sente nulla» Antigone) a Napoli, e Alessio a Montelupo. Sono state le nostre guide. La finalità del progetto resta quella di “catturare” l’unicità della persona, attraverso scatti guidati da un occhio documentaristico.» Quali, le difficoltà? «Ero la più piccola, e l’unica donna. È difficile essere sé stessi, professionali, e forti allo stesso tempo. Gli agenti mi stavano molto addosso, non mi lasciavano libera un attimo, diventava difficile instaurare un rapporto con i detenuti. Gli operatori parlavano molto e non era semplice prendersi dello spazio. Ma del resto ero in carcere, e non c’è spazio personale, in carcere. Non c’è un posto in cui isolarsi. Ogni tanto riuscivo a “seminare” qualche agente, e a ricavarmi qualche minuto di dialogo da sola

con i detenuti. Avevano voglia di parlare, di raccontare le loro storie. Molti chiedevano di portarli via. Molti mi hanno detto “ero normale, ora sono pazzo”, tanti altri dicono “quelle medicine mi fanno male”. Ma ci sono anche quelli che dicono “si sta meglio qui che in comunità”». http://ilariascarpa.wordpress.com/ http://grazianograziani.wordpress.com/ http://www.ilreportage.eu/ http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-0bf7de77-5620-45d6-b747-4fcd6edd244a.html http://www.repubblica.it/solidarieta/2012/12/30/ foto/_i_meravigliati_sguardi_della_persona_oltre_il_disagio_psichico-49675165/1/#1

L’11 aprile a Santarcangelo “Un ombrello per le anguille”di Michele Marziani

A Bellaria e Cesena due appuntamenti con Michele Mari

Storie di vita scritte sull’acqua

Intorno alla band e al libro ‘della vita’

«Di fronte a scelte scellerate mi hanno salvato le parole (per questo scrivo...) e l’acqua». Si chiude con una confessione, “Un ombrello per le anguille. Storie scritte sull’acqua”, di Michele Marziani, «il libro più bello che ho scritto», sorride lui sul suo blog. Una raccolta di racconti. E qui da noi, dove la tradizione anglosassone della short novel stenta ad attecchire, i racconti sono il genere più bistrattato. Continua Marziani: «Morale. Nessuno lo vuol presentare. I lettori dicono, bah, meglio qualcos’altro. I librai lo vendono abbinato al Cucchiaio d’argento. E a me viene da pensare che sia proprio vero: in Italia i racconti non si vendono.» Ecco: la prima buona notizia è che l’11 aprile Marziani “Un ombrello per le anguille” (Guido Tomasi Editore) lo presenta alla Biblioteca Baldini di Santarcangelo, alle 21.00. Con lui Paolo Vachino, sensibile lettore. Notizia buona anche perché quest’anno Marziani le presentazioni le centellina: dopo averne fatte ben 61 nel 2012, tra titoli vecchi e nuovi (i suoi libri continuano ad andarsene in giro e a crearsi lettori infischiandosene della data di pubblicazione), ha deciso di prendersi più tempo per scrivere. Narrativa, come ha deciso un annetto fa svestendo il clichè di scrittore di cibi, vini e viaggi, che ormai gli stava stretto. La seconda buona notizia è che “Un ombrello per le anguille” è davvero tra i libri più belli che ha scritto. Non solo per gli incontri ‘veri’, le storie essenziali e la passione per le parole ‘che ci vogliono’. Ma perché dei libri è il più ‘suo’. Sincero fino alla spudoratezza. Non solo nel confidare al lettore/amico che «la pesca è stata ed è ancora la mia vita interiore» o ancora che «ogni volta che mi sento braccato, solo, abbandonato, in preda allo sconforto (…) raggiungo le sponde di un torrente e comincio a respirare...». Ma nello svegliarlo all’alba e portarselo dietro, dove nel respiro della montagna, nel guizzo della trota si comprende che nel mistero della natura c’è «posto e valore, per me e per tutti». Info: tel. 0541 356299

«Mio padre si chiamava Eric Fletcher Waters. Morì ad Anzio il 18 febbraio 1944. Io sono nato 165 giorni prima della sua morte. La gente mi conosce come Roger Waters, voce, bassista e autore della maggior parte dei testi dei Pink Floyd». È l’incipit della confessione di Waters in Rosso Floyd, visionaria “istruttoria” che ripercorre la parabola artistica di una delle band seminali del XX secolo. L’autore, Michele Mari, il 18 aprile alla Biblioteca Panzini di Bellaria (ore 21.00) terrà una lectio dal titolo: “Il fenomeno Pink Floyd. Dal Beat alla psichedelia”. «Come sempre, andrò a braccio, improvvisando» ci ha raccontato. «Posso anticipare solo che insisterò sugli aspetti “letterari” dell’opera dei Pink Floyd, dai testi delle canzoni all’architettura degli spettacoli e dei dischi, alla loro stessa “parvenza” di performers. Intanto faccio notare che sono passati 40 anni da Dark side of the Moon e che in questi giorni Roger Waters è a Cassino per girare un cortometraggio su suo padre caduto ad Anzio.» Il giorno dopo, Mari sarà alla Malatestiana di Cesena (ore 18.00) per presentare Di bestia in bestia, benemerita riedizione del suo ‘libro della vita’. Il tema, «il dualismo fra cultura e natura che fa di ogni uomo un ossimoro», con la cultura «vissuta come luce (o salvezza) da una parte, e come fardello accademico e impedimento alla vita dall’altra». Uscito nel 1989 e da tempo sparito dai cataloghi, questo romanzo fondamentale nella bibliografia di Mari è stato riscritto dall’autore «sottoponendo il testo originale a una serie continua e capillare di tagli e provvedendo a suturare con interventi minimi le parti superstiti», come da ‘postfazione’ Nota del professor ***. Ne è scaturita una versione, secondo Mari, migliore della prima. Che però non la sostituisce: entrambe, come le due differenti esecuzioni delle Variazioni Goldberg di Glenn Gould, vivono nella diacronia. Info: Bellaria, Biblioteca Panzini: tel. 0541 343889. Cesena, Biblioteca Malatestiana: tel. 0547 610892


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CULTURA

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Il 18 aprile al Petrella “Il governo del corpo” di e con Lucia Poli

Un teatro del mondo per spettatori curiosi di Lorella Barlaam

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l “teatro d’autrice” di Lucia Poli, un unicum  per humour intelligente e capacità di contaminare alto e basso, s’è sempre nutrito di raffinate letture. Tanto più ‘goloso’ in “Il governo del corpo” - in scena al Petrella - l’incontro con l’antropologo Piero Camporesi. Quasi un’affinità elettiva. «Qualche anno fa ebbi occasione di fare una lettura all’Università di Bologna il cui tema doveva essere il cibo» mi racconta Lucia Poli. «Scelsi un brano da “Gargantua e Pantagruele” di Rabelais, due poesie di Palazzeschi e la pagina sul fungo da “Il governo del corpo” di Camporesi. In sala si trovava la figlia, Aurelia, che venne a farmi molti complimenti e cominciammo a parlare del padre. Nacque così l’idea di un lavoro per ricordarlo e almeno farne intravedere la grandezza. Impresa difficile ma intrigante per me che ho sempre scelto percorsi rischiosi. Aurelia mi mandò tutti i libri del padre e così cominciai a leggere e ad addentrarmi in una materia vastissima, sfuggente e avvolgente insieme, in cui era facile smarrirsi. Ma ne fui catturata. E poi quel linguaggio ricco di capriole, giochi, allusioni ironiche, riferimenti alti e compiacimenti mali-

ziosi…» Che spettacolo ne è nato? «Avevo proposto ad Aurelia un titolo modesto che suggerisse l’antologia, tipo: “Le mense di Piero Camporesi, lettura-spettacolo…” oppure: “Ghiottonerie mistiche e profane, la cultura culinaria nell’opera di…”  oppure ancora: “Aromi e fetori”, ecc. Lei invece ha deciso per “Il governo del corpo” che è un

il nostro corpo, hanno una durata maggiore rispetto “all’effimera danza delle generazioni” e quindi costituiscono un Tempo lungo nel quale noi, piccoli esseri umani, ci inseriamo come per frammenti di vita, per brevi apparizioni, per curiosità! Chissà se questo aspetto profondo - direi filosofico - riuscirà ad arrivare in superficie e diventare luce

Lucia Poli: «Un lavoro per ricordare Piero Camporesi e almeno farne intravedere la grandezza. Impresa difficile ma intrigante per me che ho sempre scelto percorsi rischiosi» bel titolo, ma forse promette troppo. Quanto ai contenuti, ho dovuto scegliere, naturalmente, tenendo l’occhio a un punto fisso: il Tempo, vero protagonista di tutta l’opera di Camporesi. Le sostanze che costituiscono il nostro cibo, o gli elementi che compongono

per rischiarare l’aneddotica degli argomenti narrati? Lo spero, comunque è una bella sfida». Come sempre, sin dal monologo “Liquidi”, del 1976… «È stato il primo spettacolo che ha raccontato qualcosa di me: non nel senso dell’autobiografia reale, ma nella

sincerità dei temi e dei sentimenti, delle emozioni profonde, delle urgenze brucianti. Metteva in scena una donna divisa, incerta, alla ricerca della propria identità. Era un po’ tutte le donne, credo, almeno di quel periodo. Poi sono  seguiti molti spettacoli, forse mai più così privati. Ho attinto alla letteratura, ho giocato con autori del passato e mi sono fatta aiutare da maestri contemporanei. È la prima volta che mi cimento con un saggista (e non un narratore)!» Da protagonista della storia del nostro teatro: come lo vede, oggi? «Direi che ha preso varie strade: resiste la via del classico (ma vola solo con grossi nomi di registi e attori), poi dilaga il simil-televisivo, o di intrattenimento, ma c’è anche il teatro di narrazione con bravi affabulatori, la satira intelligente, l’evento curioso. Forse questo omaggio a Piero Camporesi può rientrare in quest’ultima categoria, può essere un evento curioso per spettatori che non si fermano all’aiuola della fontana e alla vasca dei pesci rossi, ma cercano le erbe speziate in fondo al giardino». Info: www.teatropetrella.it - tel. 0547 665113

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CULTURA

10 > 23 aprile 2013

Agenda

Le “Pietre di Rimini” di Augusto Campana

UN DIARIO DEL 1944 CHE CI LEGGE IL PRESENTE

10 aprile RAVENNA. Dal 10 al 14 aprile una Primavera Eretica festeggia i 30 anni del Teatro delle Albe. Tutte le sere, spettacolo “Pinocchio” della non-scuola; nei pomeriggi “Parlamenti di aprile”, per scambiare pensieri e suggestioni sul teatro. Teatro Rasi. Info: Ravenna Teatro, tel. 0544 36239 www.teatrodellealbe.com

di Lorella Barlaam

È

un libro che ha molto da dirci qui ed ora, “Pietre di Rimini. Diario archeologico e artistico riminese dell’anno 1944” (Edizioni di Storia e Letteratura), di Augusto Campana, personaggio di rilievo internazionale nel campo degli studi eruditi. Negli anni 1944/45 Campana - è la figlia Giovanna, curatrice del Diario sinora inedito, a riportare qui le parole di Enzo Pruccoli - dalla sua Santarcangelo assunse «la Reggenza della Biblioteca Gambalunga e degli altri Istituti culturali del comune di Rimini, in sostituzione del Direttore titolare, il Prof. Carlo Lucchesi, che si era allontanato da

do e dell’attenzione - chiosa Rosita Copioli nella bella postfazione - Campana cerca di proteggere tutti questi beni diversi, lonta­ ni, separati: architetture, sculture, epigrafi, bolli, lucerne, pietre indecifrabili, vasche, rocchi di colonne, affreschi, quadri, croci­ fissi, manoscritti, libri, medaglie, inventari, cataloghi perché sa che fanno parte dell’uni­ tà diacronica dell’amato territorio di Rimi­ ni, al quale appartiene lui stesso, qui nella veste speciale di tessitore dell’arazzo». E si deve a lui il quasi tutto rimasto intatto del patrimonio di Biblioteca e Museo. Presentando le “Pietre di Rimini”, il 5 apri-

11 aprile RIMINI. Fellinianno 2013. Presentazione “Giulietta Masina, donna e attrice” curato da Tiziana Contri, con una introduzione di Massimo Pulini. Museo della Città, Sala del Giudizio. Ore 16. Info: 0541 793851 CESENA. Puerilia, festival di puericultura teatrale diretto da Chiara Guidi. Terza edizione: 11 aprile > 3 maggio 2013. Spettacoli, laboratori per bambini, incontri. Teatro Comandini, La Bottega del Teatro. Info e prenotazioni: tel. 0547 25566 www.raffaellosanzio.org 20 aprile RIMINI. Museo della Città. Inaugurazione “Inattuali”, mostra antologica dei pittori Giorgio Tonelli ed Enrico Lombardi. Ore 18. La mostra resterà aperta fino al 2 giugno. Info: 0541 793851 www.museicomunalirimini.it

Augusto Campana: «Purtroppo in Italia è assai scarso, e spesso manca affatto il senso di rispetto per i resti del passato, e non solo nel popolo, ma anche in classi che sono o si ritengono più colte» Rimini ai primi di aprile 1944, poco dopo i primi bombardamenti». Il Diario non era «fatto per essere pubblicato». «Il mio proposito» annotava lo studioso nell’Avvertimento, «è stato di tenere memoria di quanto di volta in volta accadeva che toccasse il patrimonio archeologico, artistico e storico della città, con lo scopo di offrire dati utili a quanti si dovranno occupare del restauro e dello studio dei monumenti, e in genere del materiale storico di Rimini.» Così su una vecchia agenda della casa farmaceutica Wassermann del 1931, che Campana usò capovolta, con la cannuccia a pennino da intingere nel calamaio - continua Giovanna - «l’uomo che tra un bombardamento e l’altro di Rimini prendeva la bicicletta e si recava ad osservare le ferite subite dalla città monumentale, rischiando sulla propria pelle» giorno per giorno annota «que’ particolari storici, i quali la storia non degna narrare e i giornali non sanno e non vogliono; e che son pure la vita de’ fatti» come scrive Campana, citando Niccolò Tommaseo. E non solo rende testimonianza, ma presta in ogni modo l’opera sua «in quel che potevo fare per le raccolte comunali e i monumenti». Non senza annotare che «purtroppo in Italia è assai scarso, e spesso manca affatto il senso di rispetto per i resti del passato, e non solo nel popolo, ma anche in classi che sono o si ritengono più colte». E così «con una moltiplicazione dello sguar-

le, Salvatore Settis ha parlato di una identità di coscienza storica ed educazione civile che costituisce quella che ha chiamato l’etica naturale di Augusto Campana, suo Maestro. E di come ci sia bisogno, oggi più che mai, degli ingredienti che animarono lui e quell’Italia in rovina, ma capace di rinascere: la fiducia nel futuro, l’onestà progettuale, la fiducia nel valore del vivere civile. E soprattutto «quel lievito che gli italiani hanno perso per strada, e si chiama speranza...»

SAN GIOVANNI IN MARIGNANO. “Avere attitudine al congedo”, conversazione con Cesare Ronconi del Teatro della Valdoca, in occasione della Giornata Nazionale C.Re.S.Co. Teatro Massari, ore 16.00. Info: 0541 1730509 www.cinquequattrini.it

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SPETTACOLI

10 > 23 aprile 2013

In concerto con i Fatalists venerdì 12 aprile a Rimini

Agenda

HUGO RACE SENZA CONTROLLO di Marta Ileana Tomassicchio

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ugo Race giunge al Velvet di Rimini il 12 aprile assieme ad altri “fatalisti”, come da Race stesso descritti: “Francesco Giampaoli, nostro nuovo bassista, Antonio Gramentieri maestro raro e genuino della chitarra e Diego Sapignoli uno dei migliori batteristi che io abbia mai sentito.” Australiano, attraversa il pianeta con la sua musica tra progetti solisti e collaborazioni tra cui i Bad Seeds di Nick Cave fino alla creazione dei Dirtmusic, preannunciando l’uscita

ne sono difficili da trovare. Con questo album ho voluto creare qualcosa di bello e onirico che ha espresso i miei sentimenti sulla morte e l’insignificanza della nostra vita, in un modo che propone la speranza e l’amore come cure per crisi esistenziali. E’ un suono spirituale, ispirato da quanto accade nella mia vita. Non c’è fantasia, né melodramma, perché la verità è più strana della finzione.” Per quale ragione? “Le canzoni sono state tutte scritte in poche

cinque anni, ma è valsa la pena aspettare, è sorprendente e bello.” Viaggi in tutto il mondo ma forse l’Italia è una piccola casa per te? “Sono scappato di casa a quattordici anni, verso il Belgio e poi altri posti! Volevo vedere i campi di battaglia in cui Napoleone perse il suo impero, non so perché. Per trent’anni ho preso dal mondo tutto, gli alti e bassi, la bellezza e il degrado, il caos e l’energia degli esseri umani, la politica, la natura. Questo mi ha permesso

Serata BSide-Velvet con apertura live degli Using Bridge a maggio del nuovo lavoro: “Chris Eckman (Walkabouts) ed io l’abbiamo registrato in Mali lo scorso settembre, quando il paese era sull’orlo della guerra civile. Quella esperienza non solo ci ha colpito profondamente a livello personale ma anche a livello musicale, con un gruppo incredibile di cantanti e musicisti, in una dancehall a Bamako, mentre l’energia elettrica schizzava tra alta tensione e buio. Ci sono almeno cinque lingue diverse e una matrice psichedelica di elettronica e strumenti tradizionali. E’ qualcosa che non hai mai sentito prima, te lo prometto.” Invece con i Fatalists,“We Never Had Control” (‘Non abbiamo mai avuto il controllo’) è il nuovo album. “Dopo il successo del primo album e i successivi tour, era chiaro che questa particolare formazione -Hugo Race Fatalists- ovvero me stesso coi Sacri Cuori, doveva continuare. C’è una forte alchimia tra noi che si sviluppa dal nulla, semplicemente accade. Come produttore e autore, sapevo che questo progetto sarebbe stato qualcosa di molto speciale. I grandi musicisti che capiscono il tuo stile e intenzio-

Paolo Bronzetti

settimane molto intense, durante un problema di salute di una mia amica. E’ riuscita a combattere una malattia potenzialmente mortale, ma solo dopo ad album registrato. Parla di perdita, disperazione. Noi, come Fatalists, avevamo già fatto il primo album insieme, mi sembrava quasi di sentire le canzoni, il modo in cui si sarebbero svolte nella mia mente mentre stavo scrivendo. Ero in un appartamento nel centro di Melbourne a due passi da una delle stazioni più calde di polizia, di fronte a un grande cantiere, una scena urbana desolata. Tutto ciò influisce sull’umore e la passione delle canzoni, discutendo sulla fragilità della vita e le contraddizioni che ci definiscono.” Sarà d’impatto ascoltarlo live per la prima volta. “Suoneremo entrambi gli album Fatalists nella loro interezza, così come un paio di canzoni nuove e cover selezionate. Abbiamo appena girato l’Europa dell’Est e la Grecia, la band è calda! Non vediamo l’ora.” Da questa energia notevole, cos’altro? “Nei prossimi mesi sarà pubblicato il terzo album Sepiatone “Echoes On”. Ci sono voluti

Venerdì 12 Jazz e rock, ambient e contemporanea - la performance dei Collisions scalda il Circolo dei Malfattori a Poggio Berni Sabato 13 Due band per un grande live al Sidro di Savignano salgono sul palco Brothers in Law e Versailles Al Deja Vù lo Psychedelic Vampire - A Cattolica due sale e tanti dj in consolle Mercoledì 17 Alla House of Rock una notte con i Doors - i Peace Frog rendono omaggio alla band di Jim Morrison Venerdì 19 Frankie Hi-Nrg Mc sale sul Satellite - special guest in consolle per la penultima serata della stagione

Hugo by Simon Harsent

di lavorare con eccezionali artisti, di imparare da loro e incanalare l’esperienza. Ho avuto una storia profonda con una italiana da ragazzo a Melbourne, per cui l’Italia mi ha sempre attratto. Quando sono arrivato qui ho sentito un senso di appartenenza, come se avessi vissuto una vita precedente. Ho la fortuna di lavorare con grandi musicisti e di aver trovato un pubblico appassionato verso il quale sono molto grato. La connessione continua...”

Sabato 20 Un tuffo negli anni ’90 col Retropolis - suoni, mode ed immagini dell’ultimo decennio del 20° secolo e special guest Daniele Groff a cura di Matteo Ortalli

“L’ipnotista”

“Il volto di un’altra”

“Nella casa”

di Lasse Hallström con Tobias Zilliacu, Mikael Persbrandt,  Lena Olin, Helena af Sandeberg

di Pappi Corsicato con Laura Chiatti,  Alessandro Preziosi,  Lino Guanciale,  Iaia Forte, Angela Goodwin

di François Ozon con Kristin Scott Thomas,  Emmanuelle Seigner, Fabrice Luchini

L’ipnotista Erik Maria Bark è assoldato dall’ispettore Linna per comunicare con un ragazzo adolescente sopravvissuto alla carneficina della propria famiglia. Tratto dal best-seller di Lars Kepler “l’ipnotista” è per Hallström un ritorno in patria. La riscoperta attraverso gli ambienti invernali di Stoccolma di un cinema per il grande pubblico ma freddo, senza sbavature e rigoroso. Per tutti quelli che amano i thriller moderni.

Corsicato vive all’ombra di Almodovar e qui sembra seguire “La pelle che abito” per la tematica sull’apparenza e la critica alla narcisistica società contemporanea. Però il regista napoletano conosce a fondo il cinema di Douglas Sirk e accompagna i protagonisti allo svelamento della verità, al di là della finzione innaturale della loro vita. Per riflettere divertendosi sulla superficialità quotidiana.

Claude è uno studente di sedici anni con il dono della scrittura. Il suo professore di letteratura lo incoraggia ad affinare questo talento. Nel frattempo il ragazzo stringe amicizia con Rapha e incomincia a frequentare la sua casa... Una commedia drammatica con toni sarcastici. Ozon gioca con  Chabrol  e  Buñuel, Rohmer  e  Haneke, mantiene per tutto il film una classe narrativa e una forza tagliente. Consigliato.


SPETTACOLI

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La rocker senese in concerto al 105 il 24 aprile

L’inno di gianna

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ovranno attendere 24 ore in più ma i fan di Gianna Nannini possono stare tranquilli: la rocker senese è pronta a sbarcare a Rimini e lo farà il prossimo 24 aprile (la data prevista era il 23) al 105 Stadium in una tappa del suo Inno Tour 2013. Il tour fa seguito all’omonimo album, il diciottesimo della decennale carriera della cantante, uscito lo scorso 15 gennaio e composto da 12 brani inediti tutti composti dalla stessa Nannini, compreso il singolo di lancio “La fine del mondo” e “Indimenticabile”. Sarà uno show davvero sorprendente frutto della collaborazione di Gianna con il grande Will Malone, produttore tra l’altro di Black Sabbath, Verve e Depeche Mode, mentre il design del concerto è stato affidato a Patrick Woodroffe che ha realizzato gli ultimi spettacoli di Lady Gaga, Rolling Stones ed Elton John. Ulteriore sorpresa per tutti i fan è l’omaggio che verrà dato con il biglietto, ovvero un codice per scaricare gratuitamente il brano di apertura del live, “Baciami qui”. Il tour, partito con un grande successo di pubblico lo scorso 12 aprile al Pala Lottomatica di Roma, dopo la tappa riminese toccherà le principali città italiane (Milano, Torino, Verona) per poi spostarsi oltre confine a Vienna, Monaco di Baviera, Berlino fino alla tappa conclusiva del 28 maggio all’Amsterdam Paradiso. M.O.

Proseguono le iniziative del progetto “Io, cittadino attivo e protagonista”. Di seguito i prossimi appuntamenti: venerdì 12 ore 18.00 domenica 14 aprile ore18.00 Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio Politiche Giovanili della Provincia di Rimini, Piazzale Bornaccini n.1 Facebook Giovani Provincia Rimini Elena Malfatti e.malfatti@provincia.rimini.it 0541/363983 Francesca Macchitella f.macchitella@provincia.rimini.it 0541/363991

mercoledì 24 aprile ore 21.00 dal 25 aprile al 2 giugno giovedì 27 aprile ore 17.00 domenica 28 aprile martedì 30 aprile ore 16.00

RICCIONE Pascucci Bio in collaborazione con Block 60 La linea nera. Da Piazza Fontana (1969) a Piazza della Loggia (1974) NOVAFELTRIA Centro giovani SIP Roberto Mercadini in Teatro Civile CATTOLICA Centro giovani La scelta - Spettacolo teatrale CATTOLICA Mostra fotografica itinerante a cura dell’Associazione Alternoteca MORCIANO DI ROMAGNA Centro giovani R-esistenze - Testimonianze e concerto MISANO ADRIATICO Viaggio nella memoria a Marzabotto e Montesole in collaborazione con ANPI di Misano Visita al Consiglio della Provincia di Rimini di una delegazione di ragazzi dei centri di aggregazione giovanile


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Anno XXIII n. 708

La crisi ferma il Parco Archeologico e il POC delle Aree produttive

SE VERUCCHIO SI UNISSE CON SAN LEO... di Lorella Barlaam

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ome ci aveva raccontato la dott.ssa von Eles, resta per ora sulla carta il Parco Archeologico Multimediale di Verucchio, futuro fiore all’occhiello nei percorsi storico-archeologici della regione per cui risultano ad oggi stanziati 800.000 euro di fondi Fas, e 600.000 dalla Provincia. Che non bastano. «Per questo - ci spiega Giorgio Pruccoli, sindaco di Verucchio - a giugno eravamo andati a chiedere al Ministero dei Beni culturali di farsi carico di fondi straordinari per finanziare i lavori. Un passaggio che andava fatto, il cui risultato positivo è stato risvegliare attenzione e interesse. Di lì a pochi giorni abbiamo ricevuto dal Ministero una lettera in copia, indirizzata alla Direzione Generale per le Antichità, in cui, riconosciuto il pregio del progetto, se ne caldeggiava il finanziamento attraverso i fondi per le attività ordinarie. Vista la loro esiguità e i tempi non certo floridi, in un certo senso abbiamo sicuramente prenotato il nostro biglietto in attesa di tempi migliori. Per quanto riguarda i Fondi per le aree sottoutilizzate, sono bloccati tra Stato e Regioni da un’impasse sull’erogazione. A fine anno sembrava ne fosse imminente l’arrivo, e abbiamo accelerato

la progettazione esecutiva del primo stralcio con le opere pubbliche infrastrutturali. Poi si è fermato tutto. Insomma, direi che i finanziamenti sono per ora scomparsi dal radar, e occorrerà tornare a sollecitarli quasi quotidianamente, compatibilmente con le altre attività». Come procede invece

sfitti. Stiamo vivendo una fase storico-economica con la retromarcia, in cui vanno fatti solo gli sforzi che sono strettamente necessari. E non si capisce la necessità di creare uno spazio per il nulla». Il progetto di unificazione tra comuni lanciato da Torriana e Poggio Berni potrebbe essere

... ...anche a Villa Verucchio

delle funzioni comunali e gli ambiti territoriali ottimali. Quello della Valmarecchia comprende i dodici comuni da Casteldelci fino a Bellaria. Ma l’ambito così grande porta automaticamente con sè la necessità di processi di semplificazione, con la possibilità di operare delle fusioni. E a parer

Giorgio Pruccoli, Sindaco di Verucchio: “I comuni sono in ginocchio, non hanno la possibilità di svolgere il loro compito, ormai occorre trovare nuovi modi, nuove aggregazioni…”

PUNTO PRELIEVI E POLIAMBULATORIO

un viatico per affrontare la crisi? «Certo. I comuni sono in ginocchio, non hanno la possibilità di svolgere il loro compito, ormai occorre trovare nuovi modi, nuove aggregazioni… Sono stato uno dei primi a lanciare nuove sfide per il nostro territorio, rese ora possibili dalla Legge Regionale n. 21 del 21 dicembre 2012, che individua le norme di disciplina per l’esercizio associato

... ...anche a Villa Verucchio

PUNTO PRELIEVI E POLIAMBULATORIO

mio andrebbe quindi diviso in ‘fasce’, con un macro-comune di montagna, uno intermedio, e poi la zona di pianura, tenendo conto delle dimensionalità e peculiarità dei diversi territori. Verucchio non può chiamarsi fuori da questo processo aggregativo, e secondo me sarà inevitabile che a breve si fonda con San Leo, unendo idealmente Malatesta e Montefeltro».

lunedì Dott.ssa Sandra Prioli (Biologo Nutrizionista) martedì Dott. Antonio Pesaresi (Cardiologo) Dott.ssa Chiara Sampaolesi (Agopuntura) mercoledì Dott.ssa Milena Marinaccio (Omeopata) Dott. Carlo Valbonesi (Ecografista - Dir. Sanitario) Dott.ssa Michela Lombardo (Medicina del Lavoro) giovedì Dott.ssa Milena Pari (Otorinolaringoiatra) Dott. Enis Agolli (Medico Estetico)

PRELIEVI Tutti i giorni dal LUNEDI’ al SABATO dalle 07.30 alle 10.00 Ritiro Referti in giornata o On - line

venerdì Dott. Stefano Bianchini (Dermatologo) Dott.ssa Laura Zanotti (Ginecologa) Dott.ssa Chiara Sampaolesi (Agopuntura)

dalle 14.30 alle 18.30

l’attuazione del Piano Operativo Comunale sulle Aree produttive? «Stiamo approvando il primo POC sulle aree urbane, ma abbiamo sospeso la redazione riferita alle aree produttive perché rischiava di mettere sulla carta possibilità che non sarebbero state colte. La situazione in essere, a causa della crisi, mostra già una sovrabbondanza di disponibilità, sono sempre di più i capannoni


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E’ una delle mille piazze del mondo scelte per l’Anno delle Fede

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a piazza Aldo Moro della parrocchia di San Paterniano (Villa Verucchio) da domenica e ogni domenica fino al 5 maggio, è teatro della “Grande missione in 1.000 piazze del mondo” indetta in occasione dell’Anno della Fede e condotta dal cammino neocatecumenale. Si tratta di cinque incontri durante le domeniche di Pasqua per aiutare la fede. Villa Verucchio è la piazza scelta per la diocesi di Rimini. Gli incontri sono programmati alla domenica dalle 16 alle 18. “Non ci si vergogna più di nulla, tranne che di testimoniare la fede. Per questo ho accolto questa proposta. - spiega il parroco di Villa Verucchio, don Pier Giorgio Farina - L’annuncio è nel dna della comunità cristiana. E sono molto contento delle testimonianze offerte dai ragazzi. Spero che nelle prossime domeniche quante più persone possano accogliere questa bella notizia in un clima di festa”.

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Anno XXIII n. 708

Si punta ancora sugli eventi, a iniziare dalla Modiva de Pais

RICCIONE PAESE SI AFFIDA A DINO SAPONI di Matteo Ortalli

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iccione Paese volta pagina. Dopo la lunga esperienza Baleani, che ha spostato la sua attività in viale Ceccarini, il Comitato di quartiere ha infatti eletto il nuovo direttivo e il nuovo presidente che sarà Dino Saponi, titolare dell’attività “Cose di Casa Vichi”. Ora più che mai il quartiere e i commercianti hanno mostrato compattezza ben evidenziata dalle oltre 60 persone che hanno partecipato all’assemblea dello scorso 3 aprile al ristorante La Frasca. Nonostante il periodo piuttosto complicato, il Paese mantiene il suo appeal e le attività commerciali, pur con qualche sofferenza, sembrano tenere. Ma non è certo il momento di restare con le mani in mano: pertanto il Comitato proseguirà nell’attività degli ultimi anni, fatta soprattutto di eventi, a cominciare dalla prossima Movida de Pais, il mercatino dei bambini e Ciocopaese. La novità del 2013 è rappresentata dalla quota di iscrizione, passata da 300 a 100 euro (per le

luci natalizie ognuno potrà decidere se contribuire o meno con un ulteriore versamento), scelta che ha il chiaro intento di allargare la base associativa, così come quella di aprire il Comitato anche ai non commercianti per i quali sarà decisa una quota simbolica di adesione. Il messaggio è chiaro, il Paese è di tutti, dei commercianti e dei cittadini, per farlo vivere e mantenere alto lo standard

Chicca) e il tesoriere Mario Masini (polleria Argentina) mentre i consiglieri saranno Paola Bellucci (Frutta e Verdura Gattei), Laura Di Giuli (Tony Calzature), Sabrina Angelini (Angelini Supermercati), Michele Cirillo (Legea sport), Antonio Flamini (Conad Margherita), Gianni Ragni (La casa del bottone) e Gilberto Semprucci (Sorgente); eletti anche i revisori dei conti: Cesare Arlotti (Cab

Nuovo presidente per il Comitato, tagliata di due terzi la quota di iscrizione Dino Saponi

dei servizi serve un impegno continuo, più alto è il numero delle adesioni migliore sarà il risultato. Nella stessa serata, oltre al presidente Saponi, l’assemblea ha eletto il vicepresidente Stefania Pedrosi (Latteria del sole), la segretaria Enrica Riganti (Le cose di

Moda), Stella Rotordam (Bollicine) ed Ezio Tonini (Budriel). Tra qualche settimana si parte con la Movida de Pais, poi via con le altre iniziative che renderanno sempre più corso Fratelli Cervi e le vie limitrofe un vero centro commerciale all’aperto.

Collegate le elementari “A. Brandi” e di via Bergamo

SEI NUOVI “TRENINI” PER PEDIBUS Aumentano i percorsi per accompagnare gli scolari a piedi Ore 7.30 sveglia poi tutti a bordo del “Pedibus”. Il progetto riccionese per accompagnare a scuola a piedi ogni mattina i bimbi delle elementari si arricchisce di sei nuovi “trenini” e dopo il progetto-pilota con i bambini della Scuola elementare Fontanelle di via Capri e le loro famiglie, ora quattro linee convergono sulla Scuola elementare Annika Brandi e due sulla Scuola di San Lorenzo di viale Bergamo. L’obiettivo principale del Pedibus rimane quello di stimolare i bambini a conoscere la città, favorire la loro autonomia individuale, migliorare la qualità ambientale e combattere il sovrappeso infantile. Ultimo, ma non meno importante, quello di sottrarre traffico automobilistico davanti alle scuole e nelle strade della città nell’ora di punta, e si parla di circa 200 automobili in meno. Anche le nuove linee sono state studiate a passo a passo dal Gruppo di lavoro della Polizia Municipale che si occupa di sicurezza stradale: ogni percorso ha i suoi snodi

e le sue fermate intermedie, segnalate con disegni e cartelli; chi non arriva puntuale alla fermata può sempre accelerare il passo e raggiungere la fermata successiva, per unirsi al gruppo in marcia in fila indiana con cappellini colorati e i giubbotti fluorescenti, scortato a turno da genitori volontari (i genitori sono dotati di elenchi, registri settimanali e persino piani di viaggio). Il progetto è ben motivato dai dati forniti dall’AUSL Rimini, che in base a ricerche effettuate in Provincia di Rimini nel 2008, dicono che il 30 per cento dei bambini tra gli 8 e 9 anni è in sovrappeso, di questi il 10 per cento tende all’obesità. Motivo di questa tendenza: i bambini sempre più sedentari, seduti al mattino tra i banchi di scuola, e in seguito al computer, ai videogiochi, alla tivù e simili. Il Pedibus, da solo, cer-

to non risolve il problema, ma rappresenta secondo gli esperti un ottimo incentivo al movimento in gruppo, considerando che attualmente il 90% dei bambini di Riccione viene accompagnato a scuola in auto. M.O.

Aperto il 5 aprile senza preavviso

VIA VENETO, PONTE A META’ Sorriso a metà per gli abitanti di San Lorenzo e per tutti coloro che sono abituati a percorrere il cavalcavia di via Veneto: il ponte ha riaperto ma solo in una direzione. Dopo i continui aggiornamenti sullo stato dei lavori e i tre rinvii (la prima apertura era prevista per la fine di dicembre), senza alcuna informazione venerdì 5 aprile il nuovo cavalcavia è stato aperto in direzione mare monte, ponendo così fine alla breve (per fortuna!) esistenza del percorso alternativo nel “Borgo delle Noci” tra le vie Belluno e Marostica. Vista l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione e della Società Autostrade si presuppone che l’altra corsia sia ancora chiusa per motivi di sicurezza e soprattutto per regolare il traffico in uscita dal cavalcavia (lato mare) dove è prevista una rotonda. Quando anche questi lavori saranno ultimati Riccione darà il benvenuto all’ultimo nuovo cavalcavia previsto nel contesto della costruzione della terza corsia dell’Autostrada A14.


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10 - 23 aprile 2013

Anno XXIII n. 708

“La mia fotografia più originale? Quella che non ho ancora scattato!”

ELISABETTA AQUAVIVA, UNA DONNA DAI GRANDI OBIETTIVI Dalla bottega del padre agli scatti con il cuore, è stata premiata l’8 marzo come imprenditrice di successo del 2013

C

on un cognome così, non poteva che portare gioia e vivacità nei suoi scatti che raccontano la vita ed i momenti più belli della famiglia. Mamme, novelli sposi, nonni e animali diventano i protagonisti in ritratti di grande suggestione. I bimbi, però, sono la sua passione come soggetto, e come cuore di mamma di tre splendidi figli... Come nasce la tua passione per la fotografia? «E’ una tradizione di famiglia: mio padre aveva un laboratorio di sviluppo del bianco e nero, praticamente l’essenza della fotografia, e io sono cresciuta immersa in essa». Cosa ti ha avvicinato all’universo infantile? «Con i miei tre figli mi sono accorta quanto i piccoli neonati rimangano piccoli per un piccolo tempo e quanto poco rimane il ricordo di quei momenti così speciali. Ogni famiglia ha una sua storia e con il mio lavoro aiuto ogni famiglia a raccontare la propria storia». Qual’è stata la tua prima foto? «L’ho scattata a un matrimonio all’età di 16 anni». Il tuo percorso professionale? «Da buona artigiana della fotografia, sono nata e cresciuta professionalmente “nella bottega”, facendo, sperimentan-

do, con tanta pratica e relativamente poca teoria, scattando con gli occhi e con il cuore». Esiste una fotografia o una campagna pubblicitaria che avresti voluto scattare al posto di un collega? «Mi piace la buona fotografia, ma non sono invidiosa, anzi è uno stimolo a migliorarsi». Cosa significa affermarsi in un settore che sembra, o sembrava, essere a misura maschile? «E’ una grossa soddisfazione, perché come ogni donna anche io ho diviso il mio tempo tra il lavoro e gli impegni importanti nel crescere tre splendidi bambini». Il tuo scatto più originale? «Quello che non ho ancora scattato…». Le donne hanno spazio nel mondo della fotografia? «Sì, hanno recuperato spazio in questi ultimi anni. Forse più in questo settore che non in altri. Quando ho iniziato io venti anni fa ero una mosca bianca». La fotografia “in rosa” in cosa si differenzia rispetto a quella maschile? «Nel mio particolare settore, quello delle famiglie, di maternità, neonati e bambini, è un enorme vantaggio essere donna e mamma, perché è più facile condividere le emo-

zioni che sono state vissute in prima persona». Un consiglio a chi vuole iniziare questo percorso? «Questo mestiere deve essere avvicinato non solo con la pur necessaria preparazione tecnica. Con il digitale tutti possono sembrare fotografi, ma, come amava ripetere il grande fotografo Helmut Newton, “C’è una grande differenza tra lo scattare una foto e fare una fotografia”. Ognuno deve inventarsi la sua strada con passione e creatività, senza copiare il lavoro di altri diventandone la brutta copia». Che prospettive hai per il tuo futuro? «Per me inizia un periodo molto creativo, ho idee nuove ed emozionati per me e per tutte le “persone da 0 a 100 anni” che amo fotografare più di ogni altra cosa!».


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Provincia di Rimini

10 > 23 aprile 2013

Per Lei: Servizio di accompagnamento ed inclusione sociale per donne in difficoltà Per appuntamenti Tel. 0541/363989 Piazzale Bornaccini, 1 - Rimini (3° piano)Ufficio Pari Opportunità della Provincia di Rimini per info www.provincia.rimini.it (Pari Opportunità)

Il sostegno psicologico è fondamentale

LA FECONDAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA Quando ricorrerci e come

L’

Quando la coppia scoppia: istruzioni per l’uso

I costi sono alti? “Da un punto di vista pubblico l’offerta delle tecniche di PMA varia da regione a regione. In molte regioni italiane esistono servzi di terapia della infertilità in ambito SSN, tuttavia spesso i tempi di attesa sono lunghi. Nell’ambito dei centri privati i tempi di attesa sono molto brevi e i costi variano a seconda della tipologia ed ella complessità della prestazione medica erogata.” Qual’è il limite d’età al di là del quale non è più possibile ricorrere alle procreazione medicalmente assistita? “Al di là dei limiti legislativi è opportuno ricordare che la ricerca di un figlio in età tardiva dovrebbe scaturire anche da un senso di responsabilità. Al centro del desiderio di genitorialità bisognerebbe

porre come soggetto assoluto il bambino, la sua crescita e le sue esigenze, i suoi linguaggi e le sue evoluzioni in un ambiente compatibile con l’età di mamma e papà.” Il sostegno psicologico è importante? “Il sostegno psicologico è fondamentale. Il percorso che deve intraprendere la coppia è impegnativo ed il rapporto medicopaziente è di rilevante importanza. Anche la complicità psicologica della coppia e il sostegno tra ambedue le parti è basilare.” Per maggiori informazioni Nuova Ricerca Centro Medico Polispecialistico Privato Rimini,via Settembrini, 17/H tel 0541/319411 - info@nuovaricerca.com Villa Verucchio, Piazza Europa tel 0541/319400 villaverucchio@nuovaricerca.com

Nonostante la crisi economica ed i costi legali non sempre abbordabili, la nostra provincia, “patria del divertimentificio” continua ad avere un triste primato rispetto al numero di separazioni e divorzi. Ne sa qualcosa la dottoressa Laura Neri, psicologa, psicoterapeuta e mediatrice familiare di Conciliamoci. Quali sono i problemi delle coppie odierne? «Nel rapporto di coppia si evidenzia una sempre maggiore modalità consumistica, che riflette tendenze più ampie e diffuse nella società : l’Altro è vissuto come colui che deve soddisfare i nostri bisogni. La diversità tra i sessi viene percepita non come una risorsa, ma causa di liti interminabili. Il ruolo della donna è profondamente mutato nel tempo e l’uomo manifesta sempre una sempre maggiore difficoltà nel posizionarsi rispetto a una compagna che non è più solo “angelo del focolare”. Ciò può causare forte conflittualità». Come si può porre rimedio a questi conflitti? «Il conflitto nella coppia è una realtà normale, che fa parte del processo di relazione. I problemi sorgono in quanto, sovente, non si hanno gli strumenti per gestire la lite. La coppia, troppo coinvolta, non è in grado di individuare le radici della crisi. Per questi motivi può essere utile ricorrere al terapeuta, che aiuterà ad affrontare argomenti quali: difficoltà personali o legate ai rapporti con le famiglie di origine, contrasti relativi alla genitorialità, eventi esterni che condizionano la vita quotidiana. Qualora si appuri che la crisi sia insanabile, si potrà optare per la mediazione familiare». “CONCILIAMOCI”* offre un servizio di Mediazione Familiare a cui collaborano mediatori familiari, psicologi e psicoterapeuti di comprovata esperienza, oltre a svolgere altre attività a favore della famiglia.

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infertilità è considerata dall’Oms una patologia legata all’assenza di concepimento dopo circa 12 mesi di rapporti mirati. Rispetto al passato l’età in cui la coppia inizia a desiderare un figlio è avanzata notevolmente. I motivi? Socio-culturali ed economici che portano ad una maggiore incidenza dei fattori di sterilità, patologici, inquinanti, alimentari, ambientali e stili di vita. Parliamo di fecondazione medicalmente assistita con il dottor Vincenzo Trengia del poliambulatorio Nuova Ricerca di Rimini. Vi sono comportamenti o stili di vita che possono incrementare la fertilità? “Il fattore socio culturale è molto importante. La scelta di un figlio è spesso tardiva poiché avviene dopo aver raggiunto una posizione professionale rassicurante, ma comporta dei rischi nella facilità del concepimento. E’ consigliabile ricercare una gravidanza anche prima del raggiungimento di obiettivi lavorativi importanti poiché l’orologio biologico ha i suoi tempi. Ma anche stili di vita sbagliati possono ridurre la fertilità: il fumo, l’assunzione di alcol o droghe, malattie sessualmente trasmissibili. Anche condizioni non scelte dal singolo individuo possono rappresentare una minaccia: facciamo qui riferimento all’inquinamento ambientale. Infine la pressione psicologica di una coppia nella ricerca del bambino incide notevolmente.” Quando una coppia deve decidere che è arrivato il momento di ricorrere al sostegno di un esperto? “Fino a 35 anni (senza la presenza di patologie preesistenti che possono incidere sulla procreazione) dopo 12 mesi di rapporti liberi non protetti. Dai 35 anni in poi, sempre in assenza eventi patologici lesivi della fertilità, dopo 6 - 8 mesi. Oltre i 40 sarebbe utile un primo consulto medico, da subito.” Quali sono le procedure mediche previste? “Le procedure diagnostiche vanno disegnate in base all’età ed allo storico medico della coppia. Dopo la prima visita si stila un progetto, una scaletta logica che prevede una razionale ricerca delle cause ed una altrettanto razionale terapia.”


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Prova costume e buoni propositi

ARRIVARE IN FORMA PER L’ESTATE

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LA GELOSIA PER IL FRATELLINO

I consigli di Sonia Stefanini della palestra Fasterfit

Un’esperienza dolorosa ma utile alla crescita

P

erché gli occhi femminili hanno il super-potere di vedere ovunque la ciccia? Perché c’è un periodo dell’anno in cui il temuto pezzo di lycra si trasforma in un inesorabile nemico: il costume, il killer dell’autostima. Quando fanno capolino i primi raggi di sole ed esplode la primavera, sboccia istintivamente l’esigenza di smaltire tutte le ridondanze accumulate durante la stagione fredda, colpevole di eccessi di cibi e “dolcezze” che con l’arrivo della fatidica prova-costume si trasformano in sensi di colpa. Le riviste e gli spot che promuovono tutto ciò che è necessario per trascorrere un’estate protetta, antiage, idratata e alla moda, sono rei di bellissime immagini di silhouettes che coincidono con la ricerca del peso perduto. L’estate prima o poi arriverà. Durante quel “prima” bisogna pensare a rimettersi in forma seguendo delle buone regole di alimentazione, possibilmente abbinate ad una attività fisica mirata. Quando i rapporti con la bilancia e lo specchio sono conflittuali, la Pasqua diventa galeotta perché segna inesorabilmente il giro di boa che ci avvisa che è giunta l’ora di rimettersi in forma. Ne parliamo con Sonia Stefanini della palestra Fasterfit di Rimini. Si avvicina la prova costume: quanto tempo prima sarebbe bene iniziare la remise en forme? «Direi almeno sei mesi prima, ma dipende molto dalla percentuale di

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Gentilissima dottoressa, sono mamma di una bimba di tre anni e tra un mese nascerà il fratellino. Sono preoccupata per la reazione di gelosia di mia figlia nei confronti del bebè... Anna F. Bellaria

grasso di ogni singola persona». Quali sono le prime regole per mettersi in forma per l’estate? «Una sana ed equilibrata alimentazione, abbinata alla attività fisica in palestra». Per chi non ha tempo di andare in palestra che attività fisica consiglia? «Non posso rispondere in merito, perché se una persona non ha del tempo di andare in palestra probabilmente non ha tempo di fare qualsiasi altra attività sportiva». Che aiuto può dare un personal trainer? «I personal trainer della nostra palestra possono far raggiungere al meglio i risultati prestabiliti». Consigli su l’alimentazione corretta? «Un giusto equilibrio di grassi car-

boidrati proteine e fibre». Qual’è il mantenimento ideale? «Il mantenimento ideale cambia da soggetto a soggetto». Un consiglio alle lettrici più pigre... «Non aspettate l’ultimo momento, perché altrimenti è impossibile riuscire a raggiungere l’obiettivo. Ribadisco, ci vogliono almeno 6 mesi». Qual è l’esercizio che brucia le calorie di un gelato al cioccolato? «Considerando che un gelato al cioccolato può contenere dalle 200 alle 500 di calorie, occorre un’ora o di runner o di step o di nuoto: con uno di questi tre esercizi mediamente si possono bruciare (sempre a secondo della intensità del soggetto che lo svolge) dalle 300 alle 600/700 calorie».

Cara mamma, la gelosia è un misto di risentimento, paura, insicurezza, sospetto e voglia di possesso. In quali occasioni un bambino prova gelosia? La situazione che più la stimola è la nascita di un fratellino: con questo evento si rende conto che tutto è cambiato, ora dovrà dividere spazi, tempi e soprattutto l’affetto dei suoi genitori non è più esclusivo. Questo è un dolore, ma è anche una prova necessaria alla crescita e nasce dal fatto che i bambini amano. Le esperienze di soddisfacimento del neonato gli danno l’impressione di essere un tutt’uno con la mamma. Man mano che cresce si rende conto che la mamma è qualcosa che appartiene al mondo esterno a lui. Successivamente scopre che il suo possesso può appartenere anche ad altri e scopre di non essere l’unico oggetto d’amore della mamma: nasce così la gelosia come paura di perdere l’oggetto d’amore e nasce anche l’invidia per il possesso dell’altro. La gelosia è positiva perché è associata nel riconoscere che gli interessi materni sono molteplici e diversi dai propri e pur essendo un’esperienza dolorosa è utile per la conquista della propria identità e separatezza. Impone inoltre di trovare soluzioni per superarla attuando strategie e processi mentali che arricchiscono la vita affettiva e cognitiva. Secondo Winnicott, più il bambino è piccolo e più la nascita del fratellino coincide con la fase della scoperta del proprio decentramento. Il momento più critico è intorno ai 2/3 anni, anche se può comparire anche nei bambini più grandi (1012 anni), che riescono però a fronteggiarla in modo meno esplosivo. Dott.ssa Valeria Galoppa Coordinatrice della Foresta Incantata

La Casa delle Donne Piazza Cavour 27 Rimini Tel.0541 704545 aperta dal Lunedi al Venerdì ore 9.00 - 13.00 Sportello antiviolenza Rompi il silenzio Giovedi ore 14.30 - 16.30

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La cover di Silver

ALLA MIGLIORE CHEF DEL MONDO: ITALIANA E DONNA Nadia Santini incoronata da World’s 50 Best Restaurants

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adia Santini, del ristorante “Pescatore” di Canneto sull’Oglio (MN), è la miglior chef donna al mondo, secondo la giuria del World’s 50 Best Restaurants, che ormai da qualche anno domina le cronache culinarie. E’ solo di qualche giorno questa notizia che fa onore al tricolore, ma anche all’universo femminile del gusto. Che finalmente si sta conquistando il suo spazio in un settore finora, e incomprensibilmente, pressoché maschile. Per Nadia la famiglia è fondamentale e lavora accanto a lei. Antonio, il marito; i figli Giovanni, in cucina, e Alberto, che dirige la sala e si occupa dei vini; la mamma di Antonio, che le ha trasmesso molti segreti; Valentina, moglie di Giovanni, attiva nel ristorante. Nadia è una donna che ha saputo mettere esperienze di ampio respiro e la sua visione alta della gastronomia, al servizio di una cucina di territorio. Silver Succi, chef del ristorante Quarto piano di Rimini, per rendere omaggio alla vittoria di madame Santini, ha voluto dedicarle un piatto. Che ora svela, in esclusiva per le nostre lettrici. Silver, come nasce la sua scelta? «Ho cucinato delle code di mazzancolle al timo su crema di pecorino dolce, tartufo nero, fave, piselli e fiori eduli. La ricetta rispecchia le radici gastronomiche di Nadia, infatti ho usato l’eccellenza dei prodotti del territorio. Infine, ho completato con dei fiori per dare un tocco di eleganza femminile».

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Procedimento: decorticare le mazzancolle, inciderle sulla schiena per togliere il filo intestinale. Condirle con olio, sale di Cervia, timo e pepe. A parte, far sudare lo scalogno in poco olio, bagnare con mezzo bicchiere di vino bianco e far evaporare. Aggiungere a questo punto la panna, portare a 80° e miscelare con il pecorino grattugiato. Frullare il tutto e passare la salsa. Sgranare le fave e i piselli, sgusciarle poi come di consuetudine gettandole prima in acqua bollente e poi in acqua fredda. Con questa operazione la pellicina verrà via. Saltare velocemente le mazzancolle in padella, toglierle dal fuoco e aggiungere le verdure e il tartufo nero a quadretti. Stendere alla base di un piatto fondo la crema di pecorino con sopra cinque mazzancolle “demi cuit”, le verdure, il tartufo nero e i fiori eduli.

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IL TACCUINO DELLA TAVOLA

10 > 23 aprile 2013

Le Logge

Il 22 e 25 aprile XXVI SALUSERBE

PROFUMO DI PAMPA di Marco Carlini al dente e gamberoni enormi convinceranno i cultori di questo piatto (per non parlare dell’abbondante scarpetta che resta a fine piatto). Le tagliatelle (fatte in casa) al ragù di carne ricordano il sugo della nonna, quello della domenica. Niente di complicato, solo tante ore di ebollizione a fuoco lento; d’altronde nella semplicità e qualità si riscoprono sapori

antichi e genuini. Fra i tavoli vi accoglierà Carlo, figlio d’arte e sommelier per passione; perché la ristorazione è una cosa seria e se fatta col cuore ci si può persino innamorare.

Una famiglia argentina unisce asados imperdibili alla pizza e al pesce nostrano

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A

l ristorante Le Logge si mangia una pizza speciale; se vuoi, puoi portala a casa (con una bibita in omaggio), altrimenti puoi accomodarti fra le “logge” del locale in tavolini appartati, se si è in buona compagnia, oppure in spazi più ampi, adatti a comitive numerose. E’ il tipico ristorante familiare e a tal proposito ricordiamo le origini argentine di una parte della famiglia Giacomozzi. Per dire che non bisogna perdersi l’assaggio degli asados di carne con le tipiche salsine. Sul fronte del pesce, lo spaghetto allo scoglio è un “must”; pasta

NOTIZIA GOLOSA Il libro che assicura il successo in cucina Questo ricettario proviene dalle mani sapienti di Gianfranco Pedrosi (titolare della compagnia assicurativa Hdi) e della moglie, Liliana Della Rosa. Dalla passione per i fornelli e la voglia di regalare qualcosa di utile ai loro clienti, è nato “A tavola con noi”, un glossario di ricette romagnole e non. In alcuni casi, sono stati gli stessi clienti ad aver contribuito con le loro ricette. Non si tratta di un progetto editoriale a fini commerciali, ma il piacere con cui lo si sfoglia e la comodità con cui si usa, avrebbero meritato la vendita in scaffale. Ricette veloci come “carciofi arricanati” oppure “carne con yogurt” sono da provare. Il fascicolo ha già avuto un seguito nel “volume 2” uscito nel 2007; speriamo nella trilogia. Per averne una copia, rivolgersi alla sede della Hdi in via Roma, 70.

Dove mangiare

Ristorante Guido Lungomare Spadazzi, 12 - Miramare di Rimini, tel. 0541 374612, www.ristoranteguido.it, info@ristoranteguido.it, nasce nel 1946, chiuso il lunedì. Trattoria Farini Via Farini, 13/15 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 709548, www.farini13.it. Chiuso il martedì. Cucina stagionale con pesce fresco, salumi, formaggi e carni a Km zero. Ristorante Il Pescato del Canevone Via Tonini, 34 Rimini - Centro storico, tel. 366 3541510, www.ilpescatodelcanevone.it, chiuso sabato a pranzo e lunedì pranzo e cena. Ogni giorno pesce fresco direttamente dal nostro peschereccio.

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Il Ristorante Club Nautico Largo Boscovich, 12 - Rimini Porto, tel. 0541 27005, www.ilristoranteclubnautico.it, info@ilristoranteclubnautico.it, nasce nel 1983, chiuso il lunedì da ottobre a maggio. Terrazzini esterni con tavolini alla francese aventi vista sul Porto Canale. Ristorante Dei Marinai Largo Boscovich, 2 - Rimini Porto, tel. 0541 28790, www.ristorantedeimarinai. it, info@ristorantedeimarinai.it, nasce nel 1963 solo per i soci - dal 1995 aperto a tutti, chiuso il lunedì. Ristorante Bellavista Via Roma, 1 - Montescudo, tel. 0541 984818, nasce nel 1991, chiuso il lunedì. Ampia terrazza con vista mozzafiato. Piatti tipici nel segno della tradizione.

Osteria Del Vizio Via Circonvallazione Meridionale, 41 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783822, www.osteriadelvizio.com, info@osteriadelvizio.com, nasce nel 2001, chiuso il martedì, ferie: luglio e agosto.

Ristorante Il Ciccio Via Fratti, 45 - Morciano di R., tel. 0541 857791 - www.ilciccio.com. La cucina offre i piatti della tradizione con una ricerca accurata delle materie prime. Chiuso mercoledì sera e sabato a pranzo.

Osteria Della Piazzetta Vicolo Pescheria, 5 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783986, www.osteriadellapiazzetta.com, info@osteriadellapiazzetta.com, nasce nel 1998, chiuso la domenica da ottobre a maggio escluso dicembre. Solo pesce fresco.

Trattoria Tonino (Il Lurido) Via Ortaggi, 7 - Rimini - Borgo San Giuliano, vicino al ponte di Tiberio, tel. 0541 24834, www.trattorialurido. it, nasce nel 1948, chiuso il martedì, ferie: nel periodo del fermo pesca. Dolci e dessert fatti in casa.

Osteria Tiresia Via XX Settembre, 41 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 781896, www.osteriatiresia.it, info@osteriatiresia.it, nasce nel 1997, chiuso il lunedì. Ristorante Le Logge Viale Trieste, 5 - Rimini - Marina Centro, tel. 0541 55978. Pasta fatta in casa, antipasti, crostini, secondi semplici, carne argentina, contorni sfiziosi, insalatone. Aperto anche a mezzogiorno. Novità pizza: impasti Bio, kamut, farro e integrale. Trattoria San Giovanni Via Flaminia, 11 - Rimini - Centro Storico tel. 0541 780394, nasce nel 2007, chiuso il martedì. Cucina del territorio con prodotti di stagione e pasta al mattarello. Ristorante Da Oberdan Via Destra del Porto, 159 - Rimini Porto, tel. 0541 27802/0541 55002, www. daoberdan.com, nasce all’inizio degli anni ‘60, chiuso il mercoledì.

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Osteria San Maurizio Via della Pace, 2 - Coriano, tel. 0541 657943, aperto nel 2010, aperto anche la domenica. Cucina toscana ed attenzione alla stagionalità in una delle location più belle della Provincia di Rimini. Trattoria Da Marinelli Via Circonvallazione Occidentale, 36/38 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783289, www.damarinelli.it, info@damarinelli.it, nasce nel 1987.

A Saludecio la salute... è in cammino Saluserbe, la frequentatissima manifestazione di primavera che Saludecio dedica all’erboristeria, all’agricoltura biologica, all’alimentazione naturale, alle medicine alternative si svolgerà quest’anno nelle due giornate del 22 e 25 aprile. “La salute… è in cammino” è la buona notizia della XXVI edizione, e anche il tema di workshop e incontri che spazieranno dalle virtù del camminare per il sistema cardiocircolatorio alla valenza spirituale di ‘cammini’ come quello per Compostella. Come da tradizione le vie e piazze del centro storico, rinominate per l’occasione - da Piazza delle Erbe a Via della Salute - ospiteranno il tradizionale Mercatino di primavera, vetrina delle qualità terapeutiche, cosmetiche e gastronomiche di “fiori, essenze, profumi”, mentre saranno a tema “verde” anche i menù dei locali e punti ristoro. Negli angoli caratteristici del borgo, inoltre, domenica 22 e mercoledì 25 non mancheranno performances musicali e di teatro di strada. Info e programma: Ufficio cultura e turismo 0541/869721 www.saluserbe.ottocentofestivalsaludecio.it Osteria La Chiacchiera Via Covignano, 271/M - Colle di Covignano, tel. 0541 751066, www.osterialachiacchiera.it, aperto a pranzo e a cena. Giugno, luglio e agosto solo a cena. Cucina aperta fino a tardi. Propone “i mangiari di Romagna” e la pasta fresca della mamma di Marco. L’Osteria L’Angolodivino Via San Giuliano, 43 - Rimini - Borgo San Giuliano, tel. 0541 50641, angolodivino@email.it, aperto tutti i giorni anche a pranzo. Piatti del territorio preparati con carne di mora romagnola e chianina. Novità menù vegetariano a pranzo! Trattoria Gambon Via Montefeltro 19/A - Rimini - Borgo Sant’Andrea, tel. 0541 718558, Cucina e prodotti della Valmarecchia, pane toscano di Novafeltria del Forno Suzzi. Offerta pranzo con primo a scelta, acqua e caffè a 8€.

Osteria Il Mare In Piazza Via Poletti, 3 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 780423, www.ilmareinpiazza.it, nasce nel 2004.

Ristorante Da Marco Viale Tiberio, 8 - Rimini - Borgo San Giuliano, tel. 0541 55118, www.ristorantedamarco.com, info@ristorantedamarco.com, nasce nel 1970, chiuso il lunedì. Forno a legna.

Osteria Delle Storie Di Mare Via Leurini Fratelli, 2 - Rimini Porto, tel. 0541 709279, nasce nel 2003, chiuso il lunedì, ferie: nel periodo del fermo pesca. Solo pesce fresco: di conseguenza il menù varia a seconda del pescato.

Ristorante Pesceazzurro Viale Principe di Piemonte, 2 - altezza Bagno 140 - Miramare di Rimini, www.pesceazzurro.com, ristorante self service che propone pesce cucinato dai cuochi della cooperativa pescatori.

Ristorante Pic Nic Via Tempio Malatestiano, 30 - Rimini Centro storico, tel. 0541 21916, nasce nel 1965, chiuso il lunedì eccetto luglio ed agosto.

Ristorante I Tre Re Via Fratelli Cervi, 1 - Poggio Berni, tel. 0541 629760, www.itrere.net, info@itrere.net. Sulle colline di Poggio Berni, offre uno splendido panorama e cucina romagnola.


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Centro di Educazione per il Corpo e la Mente TRATTAMENTI. CONSULENZE. CONFERENZE. CORSI. Rimini - via Melozzo da Forlì n° 6 - 0541 783449 int.2

Il 17 aprile nella sala Gymnasium una conferenza aperta a tutti

LA MENOPAUSA: MOMENTO DI PASSAGGIO, DA VIVERE AL MEGLIO

C

on il termine di menopausa si intende il periodo della vita femminile in cui le ovaie cessano gradualmente la produzione ormonale, il sintomo più evidente di questo è la scomparsa del ciclo mestruale, ma la totalità di questo processo può richiedere molti anni ed è denominata climaterio. In questa fase così delicata di passaggio si possono verificare tutta una serie di sintomi sia fisici che psicologici, ma è da tenere sempre presente che in alcun modo, o meglio solo in rarissimi casi, si tratta di un processo patologico. Purtroppo nella nostra società tale momento della vita di una donna è spesso invece visto con una connotazione estremamente negativa, e ciò contribuisce assai spesso a fare sì che una donna si senta comunque malata o si aspetti di diventarlo. Purtroppo la visione che di questo processo ha la medicina ufficiale non aiuta, visto che la menopausa è vissuta come sindrome da carenza di estrogeni e non come il fisiologico venire meno della funzionalità ovarica e quindi la cessazione della fertilità. Nell’uomo parimenti, nessuno si sogna di definire malattia da carenza ormonale la altrettanto fisiologica diminuzione degli ormoni sessuali! Gli ostacoli sono soprattutto culturali Conseguentemente, il primo ostacolo a vivere serenamente questa fase della vita in una donna è assolutamente culturale. Visti gli strettissimi rapporti esistenti tra corpo e psiche è ovvio che se ci si aspetta che, finita l’età fertile una donna invecchi brutalmente e debba per forza soffrire di tutta una serie di acciacchi, essa quantomeno si aspetterà che questo le debba per forza succedere e tenderà ad imputare qualsiasi disturbo, magari anche precedente, o di altra origine, alla menopausa stessa. Viviamo in una società dove il giovanilismo forzato tende a creare tutta una serie di agenti stressogeni ulteriori laddove la richiesta di costante bellezza, seduttività ed efficienza nei confronti delle donne risulta già sufficientemente pesante! Diventa quindi molto importante ricordare che mentre l’età media di vita di una donna agli inizi del secolo scorso non arrivava ai cinquanta anni, adesso supera abbondantemente gli ottanta... perciò volente o nolente la popolazione femminile si trova a dovere trascorrere in periodo post meno-

pausale quasi la metà della sua esistenza! Diventa quindi importantissimo capitalizzare in salute negli anni precedenti attraverso una corretta alimentazione ed un sano stile di vita, che includa una giusta quantità di attività fisica, ma anche momenti di meritato riposo... è se questo non lo si è fatto negli anni precedenti alla menopausa, questa può costituire una ottima occasione per incominciare a dedicare del tempo a se stesse, investendo in salute nel proprio futuro. Oggi una donna ha tutti gli elementi, anche culturali, visto che si tratta di tema molto trattato, per decidere cosa fare della propria vita una volta termina-

vengono messe in relazione alla menopausa, come ad esempio l’osteoporosi, possono essere prevenute utilizzando un approccio più naturale e completo che con la esclusiva somministrazione di ormoni, bisogna ricordare quindi che l’osso è un tessuto vivo e beneficia in modo assai più fisiologico di una corretta alimentazione, di una sana attività fisica, di una giusta esposizione solare, ed anche in casi di accertata carenza di una integrazione nutrizionale personalizzata. Questo approccio globale deve tenere fortemente in conto quella che è la particolarissima ed unica situazione sia fisica che psicologica di ogni donna e per ciascuna utilizzare l’approccio più mirato in base anche alle esigenze ed alle richieste della stessa. L’occuparmi di medicina naturale mi ha portato negli anni ad ascoltare le storie di tantissime donne in questa età della vita, e a rendersi conto che ognuna abbisogna di un percorso terapeutico e di una integrazione nutrizionale che siano studiati esattamente sulla sua situazione e non standardizzati in base a canoni ipotetici che spesso non rispettano le esigenze di ognuna. Questo è il grosso vantaggio che può avere un approccio naturale al problema menopausa, laddove e solo laddove si presenti... Ascoltare la paziente e trovare una strategia globale per affrontare in modo personalizzato i sintomi che potrebbero presentarsi.

che ci siano dei casi in cui sia necessario aiutare con una terapia adeguata chi ne soffre, ma è ben diverso dal considerare sempre e comunque la menopausa una patologia da curare... Sarebbe come dire che la natura si è sbagliata e senza un intervento terapeutico una donna non possa vivere serenamente questa fase della vita. In ogni caso la natura è prodiga di rimedi molto efficaci e ben tollerati e praticamente, privi di effetti collaterali, se somministrati da chi li conosce ed è in grado di prescriverli correttamente. Sto parlando di quei rimedi omeopatici e fitoterapici che,se correttamente prescritti possono essere di validissimo aiuto nell’alleviare e risolvere sintomi tipici di questa fase, quali le vampate di calore, l’insonnia, gli sbalzi di umore, l’aumento di peso, ecc. Quello che è comunque fondamentale che ogni donna abbia chiaro in questo periodo deve essere comunque il fatto che esso può essere un ottimo motivo per organizzare la propria esistenza in modo più rispondente alle proprie esigenze, ad avere più tempo per se, a dedicarsi a creare quello che sarà il proprio futuro. In questo modo il periodo della menopausa potrà davvero diventare la primavera dell’età matura, ma perché ciò possa avvenire è necessario un profondo cambiamento culturale e di vissuto da parte delle donne. Nell’attesa che ciò avvenga e comunque utili avere chiaro il fatto che la medicina naturale può offrire un valido e duraturo aiuto per il mantenimento o il ristabilimento della propria salute!

La primavera dell’età matura È d’altronde utile avere ben chiaro in mente un dato troppo spesso sottovalutato: circa la metà delle donne in menopausa non necessita di aiuti né chimici, né naturali, semplicemente perché non ha disturbi! Questo mi porta a fare un’altra considerazione: in società meno efficientistiche e forzatamente giovanilistiche della nostra occidentale dove non esiste il peso culturale di dovere essere sempre al massimo delle nostre prestazioni e dove la menopausa stessa sia vissuta in modo maggiormente positivo, i disturbi ad essa correlati sono nettamente inferiori. Questo non toglie

*Omeopata e fitoterapeuta esperta in alimentazione. Laureata in medicina e chirurgia, presso l’Università Statale di Milano, inizia da subito ad interessarsi di psicosomatica e di omeopatia, frequentando il corso per medici dell’Istituto Riza psicosomatica e la scuola triennale di omeopatia SMB Italia. Segue seminari di bioterapie (fitoterapia oligoterapia, gemmoterapia) che inserisce nella sua pratica professionale. Si interessa di alimentazione naturale e terapeutica diventando esperta del metodo kousmine dopo avere seguito il corso dell’A.i.k. (associazione italiana kousmine) nel 1996 con il dott. Alain Bondil. Si occupa in modo particolare di problematiche gastro intestinali, dismetaboliche e ginecologiche. Inoltre segue pazienti con problematiche degenerative ed autoimmuni affiancando alle terapie che essi seguono, metodiche naturali di sostegno e una dieta mirata.

Un dato troppo spesso sottovalutato: circa la metà delle donne in età critica non necessita di aiuti né chimici, né naturali, semplicemente perché non ha disturbi ta la fase della fertilità fisica. A mio parere, non è certo prolungando artificialmente una produzione ormonale che la natura stessa ha deciso debba andare spontaneamente ad esaurirsi, che si investe sul proprio futuro in termini di salute e gioia di vivere! D’altronde anche la terapia ormonale sostitutiva presentata fino a poco tempo fa come un toccasana da proporre a tutte, sta subendo un notevole ridimensionamento anche da parte della medicina ufficiale per la frequente comparsa di effetti collaterali, ed il maggior rischio di comparsa di patologie oncologiche e cardio circolatorie. Essa viene ormai utilizzata per periodi relativamente brevi e spesso in casi in cui i cosiddetti disturbi della menopausa siano così marcati da disturbare gravemente la qualità della vita. Questo significa che nella maggior parte dei casi si torna a considerare la menopausa come una normale e fisiologica fase della vita femminile e non più come una patologia da carenza da curare come una malattia ad ogni costo! Questo però non significa che questa fase in cui il corpo affronta un riadattamento globale, non sia delicata e non necessiti di maggiori rispetto e cure che una donna deve dedicare a se stessa. È semmai vero che alcune delle tipiche patologie che

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Dott. Gioconda Alessi*


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La distorsione alla caviglia è fra i traumi più frequenti fra gli sportivi, ma non solo

Distorsione di caviglia: dall’infortunio al completo recupero Dott. Giovanni Maria D’Orsi*

Un trauma da non sottovalutare mai Per questo motivo è bene non sottovalutare mai un trauma distorsivo. Attraverso una visita medica specialistica ed eventuali esami strumentali, si potrà chiarire la gravità del trauma. Ad esempio, un dolore osseo importante in corrispondenza dei malleoli o delle ossa del piede andrà indagato attraverso una radiografia per escludere eventuali lesioni ossee. La presenza di una lassità - instabilità articolare sarà sospetta di un interessamento dei legamenti e andrà approfondita attraverso un’ecografia o una risonanza magnetica. I legamenti maggiormente coinvolti in seguito ad un trauma distorsivo sono quelli del compartimento laterale della caviglia. Le distorsioni, infatti, si verificano spesso con un movimento in inversione del piede, ovvero con lo spostamento della punta del piede verso l’interno. Tale movimento mette in tensione le strutture legamentose situate nel compartimento esterno, provocandone lo stiramento e nei casi più gravi la rottura. A seconda del numero di legamenti lesionati dal trauma, si stabilirà la gravità dell’infortunio. È bene ricordare però, che in caso di lesioni legamentose

Isokinetic Rimini vicina agli atleti con il nuovo Servizio di Traumatologia Sportiva del lunedì e in assenza di lesioni ossee, il trattamento più indicato è quello conservativo fisioterapico. Nella caviglia, al contrario di quanto avviene nel ginocchio, la ricostruzione chirurgica dei legamenti non garantisce benefici maggiori rispetto ad un adeguato trattamento rieducativo. Nelle fasi iniziali in cui la caviglia è gonfia, dolente e molto spesso non in grado di sopportare il peso del corpo, si utilizza il protocollo definito P.R.I.C.E. Si tratta di un acronimo che sta a significare: P = Protection (protezione) R = Rest (riposo) I = Ice (ghiaccio) C = Compression (compressione) E = Elevation (elevazione) La corretta applicazione di questi presidi consente di limitare i danni prodotti dal trauma. È estremamente importante nelle prime fasi mettere a riposo l’arto, nei casi più gravi anche attraverso l’utilizzo di due stampelle e applicare una compressione dell’articolazione attraverso un bendaggio che ha lo scopo di ridurre il gonfiore e limitare i movimenti della caviglia. Già a distanza di qualche giorno dal trauma è possibile iniziare il trattamento riabilitativo che si svolgerà in piscina e palestra. La rieducazione, nelle prime fasi, sarà orientata alla risoluzione della sintomatologia dolorosa, del gonfiore e al recupero graduale dei movimenti della caviglia. In piscina si comincerà a lavorare sul recupero della deambulazione in condizioni di facilitazione. L’acqua consente infatti di alleggerire di molto il carico sull’articolazione e nello stesso tempo di recuperare il corretto schema del passo. Al miglioramento delle condizioni clinico-funzionali della caviglia sarà possibile intraprendere, anche in palestra di rieducazione, il lavoro sulla deambulazione che porterà all’abbandono progressivo delle stampelle. Come rinforzare i muscoli per diminuire il rischio che capiti di nuovo

Una volta risolto il dolore, il gonfiore e recuperato il c o m p l eto movimento dell’articolazione, si passerà al vero fulcro del trattamento della distorsione: il rinforzo dei muscoli stabilizzatori della caviglia e la ginnastica propriocettiva. Una caviglia che ha subito una lesione ai legamenti, è una caviglia che rischia di essere instabile e andare incontro, se non adeguatamente trattata, a nuovi episodi distorsivi. Per tale motivo è di fondamentale importanza rinforzare i muscoli che si trovano attorno all’articolazione in modo da conferirle una adeguata stabilità attiva. Esercizi su pedane instabili o superfici disequilibranti saranno fondamentali per allenare la caviglia a rispondere adeguatamente ad eventuali nuovi episodi traumatici ed evitare così un nuovo infortunio. L’ultima fase della rieducazione si svolgerà in campo con lo scopo di recuperare i movimenti più complessi e stressanti per l’articolazione: la corsa, i cambi di direzione, i salti, le andature etc. Per i pazienti sportivi si completerà il percorso con esercizi volti al recupero del gesto sport specifico. Ad un calciatore,

ad esempio verranno proposti degli esercizi a difficoltà crescente che riprodurranno i gesti tipici del calcio: cambi di direzione improvvisi, dribling, tiri in porta, contrasti, fino ad arrivare a disputare vere e proprie partitelle. Il completamento del lavoro in campo conduce al completo recupero e alla dimissione, tuttavia è bene che il paziente comprenda l’importanza di effettuare, anche dopo la dimissione, alcuni esercizi definiti di mantenimento. Questi consentono di mantenere il tono dei muscoli che stabilizzano attivamente la caviglia e di prevenire nuovi episodi distorsivi. La prevenzione è la medicina del futuro e anche la F.I.F.A. sta concentrando la sua attenzione su questo ambito attraverso protocolli di allenamento estremamente efficaci, ed in grado di ridurre in maniera drastica l’incidenza degli infortuni. A Rimini un servizio nato dalla collaborazione con la F.I.F.A. Isokinetic da molti anni collabora con la F.I.F.A. allo scopo di portare la salute nel mondo dello sport. A tale scopo il centro Isokinetic Rimini ha attivato un Servizio di Traumatologia Sportiva, immediato e personalizzato, dedicato agli atleti facenti capo a società sportive, che avranno la possibilità di usufruire di servizi dedicati, repentini e vantaggiosi. Per ulteriori informazioni sul servizio, le società o gli atleti possono chiamare direttamente il centro Isokinetic Rimini allo 0541/775650. L’infortunio rappresenta per un soggetto sportivo o per una persona meno attiva un evento negativo sotto tanti aspetti; tuttavia, attraverso il supporto di professionisti esperti e determinati sarà possibile trovare la via giusta per uscirne brillantemente. * Direttore Sanitario del Centro Isokinetic

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e distorsioni alle caviglie sono fra i traumi più frequenti negli sportivi con una incidenza elevata soprattutto in sport come il calcio, la pallavolo, il basket o il rugby. Questo tipo di infortunio, tuttavia, non affligge solo gli sportivi, ma può accadere anche a persone comuni in situazioni accidentali della vita di tutti i giorni. La stabilità dell’articolazione della caviglia è garantita da tre strutture: - la conformazione ossea dell’articolazione - i legamenti - i muscoli La distorsione di caviglia si verifica in occasione di un movimento incontrollato e improvviso, che supera le capacità contenitive delle strutture che garantiscono la stabilità dell’articolazione. Le conseguenze di un trauma di questo tipo possono essere varie e coinvolgere le diverse parti legamentose, ossee e muscolari presenti all’interno della caviglia.

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IDEA CASA

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Casa del Mobile

Una grande esperienza a disposizione del nostro benessere Passiamo un terzo della nostra vita riposando, per questo è importante valutare con attenzione i prodotti giusti

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l benessere non è più solo un sogno. Dal 1958, anno di inizio attività della Casa del Mobile, la lunga esperienza accumulata nel settore dell’arredamento e dell’imbottito ha portato ad aprire un centro specializzato per la vendita del materasso. Mille e una Notte è il nome che Claudio, Marco e Roberta hanno scelto nel 1998: un nome azzeccatissimo per descriverci una favola. “Vogliamo ricordare - dice Claudio - che il materasso, per anni è stato considerato un elemento di secondaria importanza. A volte veniva regalato all’acquisto della camera da letto, a volte si sceglieva in base al tessuto di rivestimento oppure, negli ultimi anni, era importante che fosse denominato ‘ortopedico’. In questo settore, complice la vita quotidiana sempre più frenetica e stressante, da una decina d’anni sono stati fatti passi da gigante, soprattutto dalle aziende più qualificate sul mercato. Considerando poi che circa un terzo della

nostra vita lo passiamo a letto la qualità del riposo è diventata di fondamentale importanza”. Il centro Mille e una Notte vuole rappresentare un punto di riferimento per un pubblico sempre più attento ed esigente che prima di acquistare un prodotto desidera essere consigliato e assistito nel migliore dei modi. Per questi motivi, all’interno del negozio c’è la possibilità di provare, in appositi spazi attrezzati, reti e materassi diversi fra loro. “Abbiamo constatato - continua Claudio - che non esistono un materasso o una rete migliore di tutti, adatto a tutti, ma scegliendo fra le soluzioni più diversificate (molle, lattice, Memory foam) si ha la possibilità di trovare la soluzione ottimale. “Le aziende scelte e presenti con i loro prodotti sono Simmons, Dorsal e Pirelli considerate leader sul mercato

Chi prima arriva meglio dorme Speciale promozione sui materassi singoli in pronta consegna

mondiale e in quello nazionale”.

Il cuore del letto Il materasso è l’ingrediente più importante di un letto, ne è il cuore. E alla sua scelta è giusto dedicare la massima attenzione. Dal punto di vista fisiologico e scientifico, un buon materasso deve anzitutto garantire un corretto supporto alla colonna vertebrale; deve inoltre considerare il ‘comfort’, parola che non significa solo ‘comodità’. Un buon supporto deve anche saper evitare che nei punti di contatto tra materasso e corpo si formino zone in cui l’eccessiva pressione determini una stasi venosa, nervosa e linfatica, causa di frequenti e fastidiosi cambiamenti di posizione durante il sonno, con un conseguente cattivo riposo. Ricordiamo infine i servizi che la Casa del Mobile offre da sempre: qualità, prezzo e assistenza perché ‘dormire bene è la condizione primaria per il proprio benessere’.

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Come deve essere il materasso ideale

Via A. Saffi, 19 - Tel. e fax 0541 782101 www.casadelmobile.net - info@casadelmobile.net


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IDEA CASA

Il fai da te delle nonne è ancora il miglior sistema

COSÌ BIANCO CHE PIÙ NATURALE NON SI PUÒ Come pulire la casa e lavare la biancheria salvaguardando salute e ambiente

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di Beatrice Piva on abbiamo bisogno di tanti prodotti per pulire casa o lavare la biancheria, con pochi ingredienti si possono realizzare detersivi e detergenti per moltissimi utilizzi con ottimi risultati e soprattutto non dannosi per la salute e l’ambiente. Basta semplicemente recuperare i vecchi segreti delle nostre nonne, molto più “green” di quanto possiamo esserlo noi ai giorni d’oggi, perché da sempre abituate a vivere in modo semplice e naturale. Si avvicina la bella stagione e, con il suo arrivo, si ripropone l’annuale riordino degli armadi. E allora, iniziamo con un primo suggerimento: come ottenere un deodorante e anti-tarme naturale a costo zero da mettere negli armadi? Un facile rimedio è ottenibile recuperando la buccia delle arance! Basterà mettere le bucce a seccare nel forno a temperatura molto bassa, oppure anche sul termosifone, quando ne avete un po’, chiudetele in un sacchetto di stoffa e mettetele negli armadi e nei cassetti. L’aceto, il limone e il bicarbonato, mischiati all’acqua calda, possono essere utilizzati per

molteplici impieghi. Ad esempio per lavare vetri e specchi: l’aceto diluito in acqua calda e spruzzato direttamente sui vetri con uno spruzzino dà ottimi risultati. Non serve risciacquo e i vetri saranno splendenti, senza aloni, gli specchi brillanti. Per sgrassare lavandini e pulire taglieri di legno si prepara invece una pasta con acqua e bicarbonato e si passa con una spugnetta su tutta la superficie; si attende qualche minuto, si sciacqua e le superfici verranno lucide e pulite. Il bicarbonato, con il suo potere igienizzante e anti-batterico, è indicato per pulire le superfici che vanno a contatto con gli alimenti. E’ adatto anche alla pulizia del bagno, in particolare per rimuovere il calcare e la muffa che a volte si formano su doccia, vasca e sanitari. Per lavare i piatti l’acqua di cottura del riso e della pasta è un ottimo sgrassante, soprattutto se ben calda. A questa, per igienizzare, si può aggiungere anche un pre-trattamento ai piatti e alle pentole con bicarbonato. Per pulire il frigorifero e togliere gli odori, spruzzare acqua e aceto e sciacquare bene.

Mettere un paio di cucchiai di bicarbonato in una vaschetta in frigorifero, servirà a deodorarlo per almeno tre mesi. Per lucidare i mobili in legno, oltre alla classica cera d’api e olio di lino, si può fare un’emulsione con succo di limone ed olio di oliva, la si distribuisce sul mobile con una pezzuola in piccole quantità, si lascia asciugare per qualche ora e si lucida poi con un panno di lana. Infine per ottenere un’azione sbiancante dei capi in cotone è semplice. Basta immergerli in acqua in cui siano state bollite alcune fette di limone, ed ecco fatto!

Zone operative

Sedi operative

Rimini Forli Bologna Ravenna Pesaro Ancona Cesena Modena Reggio Emilia Parma Piacenza

Rimini Forlì Bologna Ravenna Pesaro Ancona Cesena Modena Reggio Emilia Ferrara

Ferrara Venezia Padova Lodi Milano Torino Genova Firenze Arezzo Perugia Roma

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commerciale@ondalibera.net

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nei dispenser e a casa tua RIMINI Edicola Imola - piazza Cavour ang via Sigismondo URP Comune - piazza Cavour, 29 Edicola Moretti - piazzale Giulio Cesare Edicola - piazza Tre Martiri (lato statua) Edicola Bondi - via Bastioni Occidentali IAT Stazione - piazzale C. Battisti Dopo Lavoro Ferroviario - via Roma, 70 Tabaccheria Bastianini - via Giovanni XXIII AUSL - via Circonvallazione Occidentale Edicola Tripoli News - via Tripoli, 292/ang. Via Roma Bio’s Cafè - via Bramante Edicola Papini - via Acquario, 12 Edicola Pecci e Righetti - via Covignano, 120 CNA - piazzale Tosi, 4 LegaCoop - via Caduti di Marzabotto CNA Provinciale - via Caduti di Marzabotto CAR - via Caduti di Marzabotto, 47 CGIL - via Caduti di Marzabotto, 30 Poliambulatorio Valturio - viale Valturio, 20/A Provincia di Rimini - piazzale Bornaccini, 1 Ina Casa - via Dario Campana Tabaccheria - via Madonna della Scala Edicola Bellavista - via Zavagli, 10 Conad Novelli - via Baldini Edicola Il Libro nella Città - p.le Boscovich Tabaccheria - via N.Sauro ang. via Trieste Edicola - via Vespucci Edicola - via Regina Elena Edicola La Carteria - via Lucio Lando Conad - via Coletti Edicola - via Coletti 3 Grattacielo - viale Principe Amedeo Edicola Celle - via XXIII Settembre Coop Celle - via XXIII Settembre, 128 CBR - via Emilia, 113 Edicola Emira - via Lagomaggio, 21 Edicola - via Lagomaggio ang. via Rovetta Edicola Tomassoni - via Pascoli, 83 D Conad Margherita - via Pintor fronte Ospedale Poliambulatorio Nuova Ricerca - via Settembrini, 17/H SGR - via Chiabrera 34/B Rimini Terme - via Principe di Piemonte, 56 Edicola Colonnella - via Colonna Tabaccheria Giorgetti - via Flaminia, 169/G Flaminio Poliambulatorio Flaminio - via Flaminia 169 Flaminio Tribunale - via Dalla Chiesa, 11 TRAM - via C.A. Dalla Chiesa, 38 Edicola Villa - via Flaminia Conca, 57 AUSL - via Coriano, 38 c/o Colosseo Centro Saulle - p.le Pasolini, 3 c/o 105 Stadium Edicola Toni - via Coriano, 58 c/o Gros Edicola Michelotti - via Montescudo, 41

via Bonsi, 45 _ 47921 Rimini _ tel 0541.780332

Garden Sporting Center - via Euterpe, 7 Bar c/o Fiat Center - via Nuova Circonvallazione, 69 Concessionaria Vernocchi - via Circonvallazione Occ., 1-3 Edicola Supporters - via della Grotta Rossa, 18

SANTARCANGELO Edicola - piazza Ganganelli CNA - via Togliatti, 17 Baraonda - via Dante di Nanni Coop - via Andrea Costa Caffè Roma - piazza Ganganelli Coop - via F.lli Cervi, 2 Caffè Centrale - piazza Ganganelli, 21 Caffè Commercio - via Don Giovanni Minzoni, 8 Dispenser - portico via Molari

CORIANO Edicola - via Ausa Mercatone Uno - via Ausa, 16 Ufficio Turistico I.A.T. Pro Loco - piazza Mazzini, 10

SAN MARINO Centro Comm. Atlante - via Tre settembre, 17 Dogana Centro Comm. Azzurro - via Moretti 23, Serravalle

RICCIONE Comune - via Vittorio Emanuele Farmacia S. Lorenzo - via Flaminia, 25 Tabaccheria Morena - via Cervino, 1 Centro Commerciale Boschetto - via Veneto, 43/7 Conad Fontanelle - via Sicilia AUSL - via Cortemaggiore, 6 Supermercato A&O - Centro Comm.le San martino

VERUCCHIO Comune Verucchio Bar Gabrè - via del Decchio Ghetto, 1 Conad - via Casale, 70 CNA - via Garibaldi, 14 Edicola/cartolibreria - piazza Europa Ristorante Casa Zanni - via Casale 213

e inoltre... Biblioteca Comunale S. Giovanni in Marignano - via Roma, 59 Biblioteca Comunale Cattolica - piazza della Repubblica 31 URP Comune Morciano - piazza del Popolo, 1 Comune Torriana Comune Poggio Berni Comune Montecolombo San Clemente: Comune, Circolo Arci Nova - piazza G. Mazzini Montefiore: Comune, Caffè del Borgo - piazza della Libertà Montescudo: Comune, Bar Borgo - via Borgo Pandolfo Malatesta, 6 Saludecio: Comune, Circolo Arci Pierino Albini - via 24 Giugno Montegridolfo: Comune, Trattoria del castello - via borgo, 5 Mondaino: Comune - piazza Maggiore 1 Gemmano: Comune, Bar Sport - piazza Roma, 10 - Gemmano

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UNA COLONNA DEL CENTROCAMPO di Enzo Pirroni

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ci lagunare e 10 furono i gol messi a segno dall’atleta marchigiano, il quale con l’amata maglia nero-verde conquistò nel campionato 1965-66 una storica promozione in serie A. Ricordo ancora la formazione: Vincenzi; Tarantino, Grossi; Neri,

Marcello Neri portò il Rimini in serie B e il Venezia in serie A nell’estate del 1959 voluto fortemente dall’allenatore Gustavo Fiorini (anch’egli anconetano) ed immediatamente divenne una colonna portante del centrocampo biancorosso, in quel primo anno di serie C. Calcisticamente dotato anche se non eccessivamente dinamico, rimase nella nostra città per tre stagioni disputando 95 partite e realizzando 8 reti. In seguito calcò palcoscenici più importanti e dal 1962 al 1968 indossò la maglia del Venezia in serie B e nella massima serie. Nella città lagunare si trasformò da centrocampista in difensore e per ben sei anni Marcello Neri fu un idolo del vecchio campo sito in Fondamenta sant’Elena. 148 furono le presenze da lui totalizzate con l’undi-

Rizzato, Spagni; Bertagna, D’Alessi, Mencacci, Ferruccio Mazzola, Salvemini. La carriera di Neri proseguì poi a Cesena, Perugia e Ancona. Come allenatore seppe distinguersi e per oltre un ventennio fu uno stimato tecnico ed educatore di giovani. Ma era Rimini la città da lui più amata. A Rimini aveva conosciuto Diana che sarebbe diventata poi la sua compagna, a Rimini si riuniva convivialmente con gli amici di quegli anni lontani, i protagonisti di un calcio che si esprimeva attraverso sprazzi di indomita trasognatezza, giovani che sapevano esaltarsi assaporando pienamente l’ebbrezza del nulla. Si ritrovava con Sauro Mazzotti, l’ala sini-

Il 13 e 14 aprile a Marina Centro fra i bagni 15 e 25

TORNIAMO A COLORARE IL CIELO Trascorsa la Pasqua e con l’arrivo della bella stagione che risveglia la voglia di uscire, divertirsi e respirare aria buona in riva al mare. L’occasione la offre Riminivola DLF. organizzando anche quest’anno, il 13 e 14 aprile, l’“Aquilonata sul Mare” giunta alla

Trentesima edizione per l’Aquilonata sul mare sua 30^ edizione. Questa iniziativa è diventata un classico appuntamento in questo periodo e unisce sport, spettacolo e divertimento, con aquilonisti provenienti da tutto il Mondo. L’appuntamento è sulla spiaggia di Marina Centro tra i bagni 15-25, dove si potranno ammirare suggestivi aquiloni di varie forme e colori. Nelle due giornate sarà

allestito un laboratorio per la costruzione di aquiloni che verranno offerti al pubblico con un piccolo contributo che verrà devoluto a RiminiAil onlus. Per informazioni: Erio Bascucci 3687791719

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Agenda

Storie e personaggi del nostro sport

oglio, ricordando Marcello Neri, celebrare un ottimo giocatore ma soprattutto una persona perbene. Marcello Neri, spentosi il 26 novembre 2009 a Falconara, la città che gli aveva dato i natali nel 1938, arrivò a Rimini

SPORT

stra di Sant’Alberto di Ravenna, che molto più del pallone amava pescare e cacciare di frodo nelle sue valli, con lo scapigliato Giovanni Ceschi, con l’iconoclasta Romano Scardovi, con l‘amabile Sergio Gianni, con l’incomparabile vigneron Sergio Lucchi, perché Marcello Neri era rimasto modesto ed autentico come lo era da ragazzo quando prendeva a calci una povera palla in un brullo cortiletto di via dei Mille a Falconara. Alla fine dovette combattere contro la malattia che lo aveva aggredito e lo aveva costretto sulla sedia a rotelle: l’atassia cerebrale multisistemica, un morbo simile alla più famosa sclerosi laterale amiotrofica che ha falciato tanti atleti. Dicono che Marcello sia rimasto lucido e sereno fino alla fine. Non ho difficoltà a crederlo.

Mercoledì 10 - Lunedì 15 Nuoto: Campionati Assoluti Primaverili Allo Stadio del Nuoto di Riccione in vasca tutti i big italiani Venerdì 12 - Sabato 13 Baseball IBL: Rimini - Novara Sul diamante riminese secondo impegno stagionale per i Pirati Domenica 14 Calcio Lega Pro 2a Divisione: Rimini - Alessandria A cinque giornate dalla fine i ragazzi di D’angelo cercano punti decisivi per uscire dalla zona playout Basket DNB: Rimini - Cecina Penultima gara interna per i Crabs ormai salvi e lontani dai play off Venerdì 19 - Sabato 20 Atletica: Giochi Sportivi Studenteschi Fase provinciale di 1° e 2° grado in programma allo Stadio di Riccione Sabato 20 Pallavolo Serie B1: Viserba Volley - Falconara A tre giornate dal termine le ragazze di Solforati cerano i punti per la vittoria finale Domenica 21 Podismo: Giro del Castello 31a edizione della corsa di Cerasolo e San Patrignano a cura di Matteo Ortalli

Dal 9 al 12 maggio a Riminifiera

RIMINIWELLNESS PUNTA AL PRIMATO MONDIALE L’ottava edizione vuole essere quella della consacrazione RIMINIWELLNESS scalda i motori. Dal 9 al 12 maggio lo spettacolo del movimento e dello stare in forma torna in scena a Rimini Fiera e sulla riviera. L’ottava edizione delle kermesse, che grazie ai risultati raggiunti ha ottenuto la qualifica di Fiera Internazionale, farà perno sulla sua unicità per accogliere i pianeti del fitness, del benessere e delle energie del corpo. Grande è l’aspettativa per questo appuntamento che ogni anno ha saputo superare se stesso, nei numeri e nei fatti: “Se lo scorso anno più di 228.000 visitatori, dei quali tantissimi stranieri con una massiccia partecipazione da Russia ed Est Europeo, l’hanno incoronato come l’evento dedicato al wellness più vitale al mondo - ricorda il direttore di Business Unit Patrizia Cecchi - le ragioni sono da ricercare nella particolarità dell’offerta, capace di coniugare l’offerta al pubblico con appuntamenti altamente professionali per gli operatori. Quest’anno RIMINIWELLNESS si candida a capitale mondiale degli affari nel settore del benessere e dell’attività fisica”. Sono previsti ben 42 palchi, dei quali 500 presenter provenienti da tutto il mondo per 1.500 ore di lezione. Inoltre: con un intero padiglione dedicato alle discipline del benessere naturale; Riabilitec, un ampio spazio alle tecnologie per la riabilitazione e per il recupero motorio; la convention Pilates Junction.


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CHIAMAMI CITTADINO

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Tutti gli uomini liberi, ovunque si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di dire: “Ich bin ein Berliner” (J. F. Kennedy, 26 giugno 1963)

a cura di Claudio Costantini

Storie di immigrazione

La Campagna sul Ritorno Volontario Assistito

La via della migrazione non è sempre a senso unico di Raluca Albu

“R

itornare per ricominciare. Un aiuto per ritornare volontariamente al tuo paese” è il messaggio della campagna informativa sul Ritorno Volontario Assistito - RVA- (video diffuso anche nella rete RAI). Si tratta di una misura in attuazione della direttiva europea del 2008 sui Rimpatri che in Italia si realizza dal 2009 con il co-finanziamento del Fondo Europeo Rimpatri e del Ministero dell’Interno. Ad una prima interpretazione sembra uno strumento per favorire le espulsioni o per promuovere una politica migratoria che nulla ha a che vedere con l’accoglienza. In realtà il RVA è stato pensato tenendo conto che molte volte il percorso migratorio di una persona non è a senso unico. La cessazione delle condizioni che hanno portato il migrante ad abbandonare il proprio paese (la fine di una guerra, di un regime politico ostile, di condizioni socio-economiche che non permettevano la crescita come individui, ecc), la nostalgia di casa o il fallimento personale nel paese di accoglienza, la voglia di fare qualcosa nel proprio paese, la crisi economica dell’Europa sono alcuni dei motivi per i quali un immigrato potrebbe pensare ad una via di ritorno. Purtroppo tante volte si trova nell’impossibilità di farlo (le spese di viaggio, la mancanza di un aiuto concreto per poter ricominciare tutto nel proprio

paese). Ecco perché il RVA diventa una possibilità e una risposta a delle necessità individuali (un aiuto logistico e finanziario per il viaggio e, una volta a casa, a seconda dello specifico progetto, per la reintegrazione sociale e lavorativa con l’erogazione di beni e servizi) . Il RVA si rivolge a: a) soggetti vulnerabili di cui all’art. 19, comma 2 - bis, del Testo unico (ad es. disabili, donne sole con bambini, anziani, persone con gravi problemi di salute fisica e/o mentale, senza fissa dimora); b) vittime di tratta, soggetti affetti da gravi patologie, richiedenti la protezione internazionale e titolari di protezione internazionale o umanitaria; c) cittadini stranieri che non soddisfano più le condizioni per il rinnovo del permesso di soggiorno; d) cittadini stranieri, già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento ai sensi dell’art. 10, comma 2, del Testo unico, trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione ai sensi dell’art. 14, comma 1, del medesimo Testo unico; e) cittadini stranieri, già destinatari di un provvedimento di espulsione a cui sia stato concesso un periodo per la partenza volontaria ai sensi dell’art. 13, comma 5, del Testo unico. Sono esclusi dal programma: i cittadini co-

munitari e i titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (carta di soggiorno). La persona interessata si può rivolgere all’Help desk telefonico Ritorno (tel: 0492023830) o al Punto della Rete RIRVA più vicino che gli forniranno tutte le informazioni necessarie e lo aiuteranno a compilare la richiesta. La rete RIRVA (Rete Italiana per il Ritorno Volontario Assistito - www.reterirva.it) ha il compito di promuovere una maggiore informazione e una migliore attuazione della misura del rimpatrio volontario assistito. A Rimini opera un punto informativo della rete RIRVA gestito dall’Associazione Arcobaleno (Viale Principe Amedeo, 11/21 E, tel: 0541 791159, referente: Chen Yujuan).

Decreto Flussi per il lavoro stagionale 2013 Via libera alle domande E’ stato finalmente pubblicato sulla gazzetta ufficiale il “nuovo decreto flussi” e così è possibile inoltrare le domande al ministero fino al 31 dicembre 2013. Vi è un indirizzo web per accedere in via telematica: http:// nullaostalavoro.interno.it dove sono spiegate le modalità. I paesi non comunitari previsti nel decreto sono

Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia (vedi anche numero 706 del nostro giornale). Dei

30.000 ingressi consentiti, 5.000 sono riservati a quei lavoratori dei paesi citati che siano già venuti in Italia per due anni consecutivi prestando mano d’opera stagionale. Le quote di lavoratori stagionali per la nostra provincia sono 600, quelle stagionali pluriennali 200, le più alte in regione.

Dalla Sicilia in Tunisia poi in Francia ed ora in Italia a Rimini in vacanza Era proprio musica popolare siciliana, Ciuri, Ciuri e poi napoletana Torna a Surriento quella che usciva da una finestra di un locale in una città che non era Rimini, ma un piccolo paese della periferia di Lione in Francia. Attorno a grandi tavolate imbandite hanno finito di pranzare decine e decine di persone di mezza età, se non più avanzate negli anni. Sono tutti italiani immigrati decenni fa o figli di immigrati. Molti di loro sono siciliani di origine, ma non provengono direttamente da quella terra, erano prima immigrati in Tunisia, poi costretti, negli anni ’50, da Bourguiba ex presidente di quella nazione, ad andarsene. Non sono tornati in Italia, hanno scelto la Francia dove c’era a quel tempo più possibilità di lavoro. Nel cuore però rimane sempre il ricordo della terra natia, magari solo conosciuta dal racconto dei genitori. Tutti parlano più o meno l’italiano, ma ormai la lingua della comune conversazione è il francese, seppur con qualche inflessione, alcuni hanno preso la nazionalità della terra che li ha ospitati, altri sono rimasti italiani. Sentendo le canzoni si vedeva spuntare da molti volti qualche lacrima, ma ognuno era ben cosciente che quella era ormai la loro terra e quella dei loro figli. In Francia hanno tutti lavorato duro, nei campi, nelle miniere, nell’edilizia, nelle fabbriche. Il loro tenore di vita ora è buono, molti sono pensionati ed hanno delle belle casette, alcune costruite da loro stessi. Non sono pochi quelli che passano le vacanze in Italia, e in particolare a Rimini, visto il buon equilibrio di qualità e prezzo dei nostri alberghi dove ora in maggioranza lavorano i nuovi immigrati. L’Italia è stata fino a qualche decennio fa paese di emigrazione, ora è di immigrazione. Speriamo che nel tempo anche i nuovi arrivati possano godersi la pensione in case di proprietà e magari andare poi in vacanza nei loro paesi di origine.


Borgo Sant’Andrea www.chiamamicitta.net

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NIENTE TUNNEL PER IL PONTE DI TIBERIO PAGINA 5

LA STORIA Le Chiese del Borgo San Giuliano di Oreste Delucca

PAGINA 2

IMPRESE E PERSONE A Immobiliare Morgana Promotion

PAGINA 3

Agenzia PIBIESSE Un’Oro per Nando Piccari

PAGINA 4

NEL BORGO Il Premio Art’Arte 2013 Torna la Family Card

PAGINA 5

In un libro la storia dell’ATAM

PAGINA 6

Anno XXIII n. 225

Distribuito gratuitamente


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LA STORIA

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L’oratorio risaliva al Quattrocento e fu demolito nel 1903 di Oreste Delucca

Il Borgo San Giuliano con le sue due chiese, nella Pianta di Rimini della Biblioteca Apostolica Vaticana (1660 ca.)

SAN GIULIANO E SANTA CATERINA

N

on sappiamo come fossero esattamente in età medievale le antiche chiese del borgo e i complessi edilizi a loro collegati. Si possono solo ricavare indicazioni sommarie mettendo assieme tanti piccoli accenni contenuti nei documenti superstiti, che vanno dal Duecento alla fine del Quattrocento. La chiesa più importante e più antica era ovviamente quella dedicata ai santi Pietro e Paolo, intitolata poi a S. Giuliano dopo che l’arca del martire era miracolosamente giunta sulla vicina riva del mare. La tradizione vuole che il vescovo riminese non sia riuscito a trasportare il sarcofago nella cattedrale, come avrebbe voluto; cosa che invece è riuscita ai monaci benedettini del borgo. È il simbolo di una vecchia contrapposizione tra i Capitolo e gli ordini monastici; ma può

La chiesa abbaziale aveva un portico sulla facciata e due piani, con una cripta inferiore anche essere letta come una frattura tra il borgo e la città, che dura da circa mille anni e non si è mai del tutto sanata. Ma, tornando all’edificio, va detto innanzitutto che la chiesa era dotata di un portico avanti l’ingresso ed era impostata su due piani. Aveva cioè una cripta inferiore con due scale di accesso poste al centro della chiesa grande, che era invece situata a pian terreno. I documenti segnalano poi l’altare maggiore, il coro davanti all’altare dei santi Pietro e Paolo, l’altare della Ma-

donna, l’altare di Ognissanti, l’altare di S. Lucia, l’altare di S. Sebastiano, la cappella con il corpo di S. Giuliano e l’acquasantiera all’ingresso. Il complesso monastico era grande e articolato: solo per ricordare gli spazi principali, l’abbazia comprendeva il chiostro con il loggiato su due piani e il pozzo, la sala grande, il refettorio, il cartulario (cioè l’ambiente dove si tenevano i libri e le carte), la cantina, il granaio, la cucina, due orti e un viridario (cioè un frutteto). Vi era poi il cimitero, mentre altre tombe si trovavano sotto il portico, dove era presente pure un affresco raffigurante S. Cristoforo. Il piazzale antistante la chiesa aveva una grande croce ed era circondato da 14 botteghe. Sull’altro lato del piazzale (cioè verso mare) stava invece la chiesa con l’ospedale di S.

Caterina, retta dall’omonima confraternita. In origine aveva sede nel borgo nuovo, cioè fuori dal borgo vecchio di S. Giuliano, sulla strada principale in direzione delle Celle, essendo ivi documentata dal 1348 al 1442 (presumibilmente non lontana dal sito dove oggi si trova la via S. Caterina). Nel 1441 i reggitori della confraternita vendettero una casa ed un terreno per edificare il nuovo complesso. Ma inizialmente riuscirono a costruire soltanto la chiesa. Nel 1449 mancavano ancora l’ospedale dei poveri e il cimitero per seppellire i defunti poveri. Questo duplice impegno, fondamentale nella missione della confraternita, verrà realizzato solo nei decenni seguenti. Un documento d’inizio Cinquecento descrive infatti la chiesa di S. Caterina con il suo portico davanti, la sacrestia, l’orto, un fabbricato a due piani attiguo alla chiesa e destinato ad ospedale, il cortile, il pozzo, una seconda casa ed una bottega. Dai verbali del Consiglio Comunale di Rimini risulta che la chiesa di S. Caterina è stata abbattuta nel 1903.

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10 > 23 aprile 2013

201, pedonalizzazione del ponte Tiberio

Non più un tunnel sotto il Marecchia, ma un ponte sopra

E’

stata fissata una data, seppur simbolica, il 2014, anno del bimillenario del Ponte Tiberio, per eliminare il transito dei veicoli a motore e consegnarlo ai pedoni, alle biciclette, alle carrozzine. Una promessa fatta da quattro amministrazioni che dovrà essere mantenuta. O almeno, entro quella data, una soluzione con tanto di progetto attuativo dovrà essere proposta. Già, ma con quale alternativa al ponte romano? Le soluzioni finora proposte sono sostanzialmente due: un ponte parallelo che scavalchi il fiume Marecchia e un tunnel - 300 metri di lunghezza, 5 di altezza e 11 di larghezza - che partendo da viale Tiberio dovrebbe poi sfociare in via Fracassi dalle parti del costruendo parcheggio dell’area Italo Flori. Il progetto del tunnel, aveva e ha tuttora un pregio, oltre al valore ingegneristico: è correlato con planimetrie e costi, per renderlo comprensibile ai cittadini riminesi. Ha però un difetto: costa la bellezza di 15

milioni di euro. Riguardo al ponte, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Innanzi tutto sul dove farlo. Se troppo vicino al ponte romano, lo deturperebbe. Se troppo lontano, il Borgo verrebbe tagliato fuori. Non vi sono ancora notizie ufficiali, ma si dà quasi per certo che il tunnel, causa gli alti costi, non si farà. Quindi l’unica soluzione è quella del

coinvolti o almeno consultati nella scelta di una o altra soluzione. Un ponte che taglia fuori dalle linee di traffico il Borgo penalizzerebbe una parte consistente del commercio in un luogo dove, in controtendenza con altre zone della città, non vi sono serrande abbassate, ma nuovi negozi che aprono e illuminano le vetrine. E’ indispensabile che, in parallelo alla realizzazione del nuovo ponte, sia predisposto e attuato contemporaneamente un piano generale di riqualificazione dell’intera area. Quindi potenziamento dei parcheggi, una migliore cura del parco, arredo urbano, viabilità, marciapiedi e piste ciclabili: e la sistemazione definitiva dell’invaso del ponte, un luogo naturale per spettacoli ed eventi. Un’opera così importante coinvolgerà buona parte della città e dovrà essere inserita in un progetto urbanistico complessivo, come quello dell’anello verde che circonda la città dove i borghi ne sono le porte d’accesso.

Al Borgo san Giuliano vorrebbero avere più notizie ponte parallelo a quello di Tiberio e, sempre non ufficialmente, l’attraversamento, sarà in direzione Ina Casa, Largo Bordoni. Un’intera area da riqualificare. Al Borgo San Giuliano non sono mai stati contrari alla pedonalizzazione del Ponte. Ora che sembra che la soluzione del tunnel sia stata abbandonata, vorrebbero essere

CNA e Confartigianato: “Da Roma a Rimini, la politica non si sta assumendo le sue responsabilità”

IL PREMIO ART’ARTE 2013 Lunedì 8 marzo è stata presentata la sedicesima edizione del “Premio Artigianato e Cultura d’impresa”, il riconoscimento che CNA e Confartigianato attribuiscono ad imprenditori della Provincia di Rimini che sono ritenuti testimonial ideali in rappresen-

no all’unisono le due Associazioni. - Ora la drammaticità della situazione è sotto gli occhi di tutti, mancano però interventi davvero efficaci per contrastare un declino che non è solo economico, ma sociale. Da Roma a Rimini, la politica non sta assumendosi la

Italia - Rimini; Andrea Arlotti - Villa Verucchio - Attività restauro e creazioni d’autore; Artezen snc di Vanessa Maffucci e Giulia Massari - Morciano - Centro estetico; Stefano Marco Banci - Viserba di Rimini - Bar; Piccole Canaglie - S. Clemente; Centro Tu-

I Testimonial dell’Artigianato e della Cultura di Impresa tanza delle oltre 10.000 aziende associate del territorio. Le imprese selezionate sono esempio di capacità imprenditiva e di successo, testimoni positivi della cultura d’impresa sia per la storia che rappresentano che per il coraggio di entrare in questo momento difficile sul mercato con nuove idee. Vengono infatti premiati, insieme, imprenditori con una lunga storia di lavoro alle spalle e giovani che hanno appena avviato la loro avventura imprenditoriale. Il “Premio Artigianato e Cultura d’Impresa” è promosso in collaborazione con la Camera di Commercio di Rimini, la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ed è patrocinato dalla Provincia di Rimini. “Dodici mesi fa suonammo l’allarme: si fatica a comprendere quanto siano in difficoltà le imprese - dico-

responsabilità che il voto popolare gli ha affidato. Contano ancora troppo le schermaglie, le tattiche, il protagonismo. Intanto le imprese chiudono e nelle famiglie si vive il dramma del lavoro che non c’è più”. I Premi alla carriera: Renzo Pozzi - Garage Azzurro - Rimini - Officina meccanica; Annamaria Sacanna - Rimini - Acconciatrice dal 1963; Baldacci Costruzioni SRL di Maurizio Baldacci - Rimini; AR1 di Righini Daniele e Giovanelli Filippo - lavorazione acciaio Inox per arredamenti - Vergiano di Rimini. Le Giovani imprese: Simona Tombesi - P.S.

ning - Fabio Galasso - autofficina/gommista - Rimini; Makyscake di Marika Mariotti - produzione e vendita pasticceria - Rimini; Panificio Buresta Diego & Sas - Panificio Pasticceria - S.Giovanni in M.; Termoidroelettrica F.lli Migani Snc - Impianti idraulici, condizionamento, elettrici, elettronici - San Clemente; Elettric Team di Boschetti Daniele - Assemblaggio di quadri elettrici elettricista - Santarcangelo.

NEL BORGO

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Sconti in negozi e servizi convenzionati per chi è sotto i 15 mila euro e ha almeno tre figli

TORNA LA FAMILY CARD Un sostegno della Provincia alle famiglie numerose a basso reddito Sono oltre 4.000 le famiglie con tre o più figli residenti nel territorio provinciale e di queste un quinto sono a basso reddito. Per offrire loro un sostegno l’assessorato Politiche Sociali della Provincia di Rimini ha promosso a partire dalla scorso anno il progetto “Family card” che proseguirà anche per tutto il 2013. L’iniziativa - sviluppata in collaborazione con tutti i 27 Comuni e con CNA e Confcommercio, con le quali la Provincia ha approvato il Protocollo d’intesa - consiste nella consegna di una tessera nominativa alle famiglie residenti nella Provincia di Rimini con almeno tre figli a carico e reddito ISEE complessivo non superiore ai 15.000 euro. La card dà diritto ad usufruire di sconti di varia natura per l’acquisto di beni e servizi presso gli esercizi commerciali che aderiscono al progetto. La “Family card”, infatti, ha due finalità: offrire un aiuto concreto alle famiglie, ma anche promuovere le imprese in termini di ritorno di immagine ed incentivazione economica, come segnale importante per la promozione della responsabilità sociale. Le famiglie in possesso dei requisiti possono ritirare la tessera presso l’ufficio Servizi Sociali o l’Ufficio relazioni con il pubblico (U.R.P.) del Comune di residenza consegnando il modello ISEE riferito all’ultima dichiarazione dei redditi e un documento di identità. Lo scorso anno sono state 776 le tessere consegnate ad altrettante famiglie, la maggior parte, 354, nel Comune di Rimini, seguito da Santarcangelo con 51 card distribuite e da Riccione con 46. L’unico Comune in cui nessuno ha richiesto la tessera è stato Casteldelci. Hanno aderito al progetto anche una quarantina di negozi e ditte presenti in dieci Comuni della provincia associate a CNA e Confocommercio, come farmacie, negozi di alimentari, abbigliamento e prodotti per l’igiene della persona, pizzerie e ristoranti, ambulatori, usato. Inoltre hanno firmato convenzioni Coop Adriatica e Conad, Iper di Savignano, gruppo SGR, Coldiretti. L’elenco completo e aggiornato dei negozi è visibile sul sito della Provincia nella sezione dedicata alla Family card al link: www.provincia.rimini.it/progetti/sociale/2013_family_card/home.htm Info: Provincia di Rimini Ufficio Servizi Sociali - tel. 0541 716252 b.raffaeli@provincia.rimini.it


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10 > 23 aprile 2013

LO SCAFFALE ROMAGNoLO Una minuziosa e straordinaria documentazione raccolta da Enzo Corbelli

NOI CHE PRENDIAMO ANCORA L’ATAM Un libro racconta la storia della municipalizzata che per 32 anni garantì il trasporto pubblico a Rimini

“P

di Stefano Cicchetti

rendo l’ATAM”: ancora oggi, in quanti diciamo così? Eppure l’Azienda Trasporti Autofiloviari Municipali non esiste più da molti anni, sostituita dalla Tram prima, da Start Romagna adesso. A dire il vero, c’è pure qualcuno, ancora più anziano, che tutt’ora “prende la SITA”: era questa infatti la società concessionaria del trasporto pubblico riminese, che si imperniava soprattutto sulla filovia Rimini-Riccione. L’ATAM, azienda municipalizzata, nacque nel 1959 e durò fino al 1991. Una vicenda che Enzo Corbelli, tranviere in pensione, ha meticolosamente raccolto in un libro: “L’Atam, tante piccole storie, una grande storia”. Una vera miniera di documenti, informazioni fino alle più minute. E, appunto, storie di persone, ma che riguardano tutta la comunità. Perché l’ATAM fu molto più di un’azienda di trasporto: basti pensare al lavoro estivo, con il quale i giovani si pagavano spesso gli studi, oltre a formarsi un formidabile patrimonio di contatti umani. Furono ben 4 mila, gli stagionali dell’ATAM, molti dei

quali “bigliettai” sui filobus e sulla linea 4 (Rimini - Torre Pedrera): cioè in una vera e propria “prima linea dell’accoglienza” di chi arrivava per la vacanza in riviera. Saranno in tanti a riconoscersi fra le foto e i documenti raccolti da Corbelli, che ha salvato dall’oblio perfino i volantini sindacali, le vignette, i consuntivi del Cral. Infine, il libro servirà a ricordare che l’ATAM fu un’azienda certo appesantita da mille problemi, come tutte le municipalizzate dell’epoca, ma anche con grandi meriti ed eccellenze spesso misconosciute. Basti pensare ai molti brevetti elettromeccanici sfornati dalle officine di Marina Centro, dove operava uno staff di prim’ordine, soprattutto nel settore filoviario. E al fatto che l’azienda fu fra le prime ad aprirsi al lavoro femminile, compresa la guida dei mezzi. Postilla: solo fra noi di Chiamami Città, siamo in tre ad aver “fatto le stagioni” nell’Atam. Pertanto desideriamo ringraziare davvero di cuore Enzo Corbelli, che ha fatto rivivere quei tempi purtroppo ormai lontani, ma per noi sempre vivi e preziosi.

Sabato “di mercato” in piazza Tre Martiri: per regolare la ressa di chi voleva salire sul filobus ci voleva la polizia

Zeinta di Borg il programma realizzato da CNA Commercio e Turismo che racconta il territorio e i suoi operatori economici Gli argomenti della Nuova Puntata > L’Alta Valmarecchia tra integrazione e prospettive future punta sul Turismo. Le idee in campo della Associazione “La Valle del Marecchia” di Cna Commercio e Turismo. > Lo Storico Oreste Delucca ripercorre la storia della Chiesa scomparsa di Sant’Andrea a Rimini > Il Critico Alessandro Giovanardi e il Barocco al Museo della città di Rimini

ZEINTA DI BORG va in onda SABATO Icaro Tv (ch 91) ore 13.30 -16.00 DOMENICA Icaro Tv 18.45_ VGA (ch86) 19.00

> Il Dialetto per principianti con Giuliano Casadei

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