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27 febbraio > 12 marzo 2013

Anno XXIII n. 705

NON NE ABBIAMO MAI ABBASTANZA di Stefano Cicchetti

Gli italiani non ne possono più? Più che altro, gli italiani non ne hanno mai abbastanza. Sono state le prime elezioni politiche consumate d’inverno. Non solo quello meteorologico, ma soprattutto quello economico e sociale: nel bel mezzo della crisi più tragica che il Paese abbia conosciuto

Un lettore a Bersani: “Adesso ti dico cosa mi aspetto da te” L’Arrigoni ritrovato di Lorella Barlaam

il tuo pacchetto vincente è

Marlene Kuntz a Bellaria pag. 8

di Marta I. Tomasicchio

dal dopoguerra. Con la differenza - in peggio - che nessuna ricostruzione è in vista. La risposta degli elettori è stata univoca: non vogliamo essere governati. Chi ha avuto la temerarietà di proporsi a farlo - Bersani e Monti - è stato ridotto a più miti consigli. Premiato invece chi a governare non ci pensava affatto: Grillo e Berlusconi. segue a pag. 3

A Morciano la Fiera di San Gregorio pag. 9

di Matteo Ortalli

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27 febbraio > 12 marzo 2013

PRIMO PIANO

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segue dalla prima pagina

Un lettore a Bersani: “Adesso ti dico cosa mi aspetto da te” di Stefano Cicchetti

NON NE ABBIAMO MAI ABBASTANZA Gli italiani hanno scelto di non essere governati da nessuno

I

< segue dalla prima pagina

l Movimento 5 Stelle consiste in tanti “no!”, dai più sacrosanti ai più inquietanti: no ai condannati in parlamento, agli sprechi, alle ruberie, alle caste, agli scempi ambientali, all’annichilimento della scuola pubblica, al fisco forte coi deboli e debole coi forti, a partiti più sordi dei sassi. E ci voleva un comico perché divenissero priorità: il che la dice lunga sugli altri concorrenti, specie se di sinistra. E poi, però, no all’euro; no - O nì? Non si è capito - al voto agli immigrati; no, a prescindere, alle grandi opere. Giusto o sbagliato che sia tutto ciò, siamo di molto al di sotto di un programma di governo. Ma proprio qui si annida qui la mossa decisiva: “governo” da noi è diventata una parolaccia e molto prima che lo diventasse “politica”. Merito, senza dubbio dei governi e della politica: che però non sono calati da Marte, bensì pervicacemente, per decenni, sono stati voluti da noi medesimi. Berlusconi ha vinto due volte: primo, perché è vivo e vegeto nonostante un salasso, fra lui e la Lega, che gli costa otto milioni di voti. Secondo, proprio perché non

ha vinto abbastanza da dover governare. Ergo, ci sono ancora quasi dieci milioni di italiani disposti a seguirlo ovunque, purché sia raggiunto l’unico obiettivo che conti davvero: che perdano gli altri. E se “ovunque”, come annunciato da Berlusconi in persona a scrutini ancora in corso, significa fare un governissimo proprio con gli odiati “altri”, nessuno fa una piega. Del resto a ben altre incoerenti enormità sono abituate le pance della destra italiana. Mario Monti in realtà un po’ di voti li ha presi: chi è scomparso, invece, è stato quel centro che nascondendosi dietro il nuovismo bocconiano incarnava il vecchio che più vecchio non si può. Infine, il vincente che è riuscito a perdere. Per la delizia dei comici di sinistra, confermatisi ben più attendibili dei sondaggi, Bersani alla fine ha fatto peggio di Veltroni, per non dire di Prodi. A lui, così si rivolge un nostro lettore: “Adesso ti dico che cosa mi aspetto da te. Mi aspetto che tu da Napolitano non ci vada nemmeno. Mi aspetto che tu riconosca i vincitori veri di questa tornata elettorale: il M5S

e Berlusconi, e che quindi semmai spetta a uno di loro l’onore di formare un governo, se ne sono in grado, e non lo sono, come non lo sei tu. Mi aspetto che tu ponga questa condizione: il parlamento italiano di oggi è la fotografia del paese? Bene, allora è il momento di cambiare la legge elettorale, subito. Di dimezzare i parlamentari e i loro stipendi e tagliare i soldi ai partiti. Mi aspetto che tu ci dica che un mese è sufficiente, e sai perchè? Perchè se da domani mattina tutti voi parlamentari vi presentate alla camera alle sette e mezza, come faccio io, e se lavorate a un progetto per una settimana ciascuno, senza sabati, ponti e santi, ce la potete fare, te lo assicuro. E avete l’occasione per farvi vedere un po’ più simili a noi elettori. Perchè noi qua fuori non ci possiamo permettere di stare con le mani in mano, mesi e anni ad aspettare i vostri sacri regolamenti che vi impediscono di lavorare più di due giorni al mese, lo capisci ?!”. Gli ho chiesto di aspettare prima di spedirla. Vorrei aggiungere la mia firma.

REDAZIONE - Pubblicità Rimini, Via Bonsi, 45 Tel. 0541 - 780332 - 780544 Fax 0541 - 784170 redazione@chiamamicitta.net codice ISNN 1971 - 565X DIREZIONE - Direttore Responsabile Stefano Cicchetti Responsabile Privacy: Stefano Cicchetti Caporedattore: Claudio Costantini Segretaria di Redazione: Sara Sparaventi Redazione: Lorella Barlaam (cultura), Eva Micucci (spettacoli) Coordinatore progetto “Zeinta di Borg”: Antonio Cuccolo. AMMINISTRAZIONE - Proprietà: Ondalibera Srl Cap. Soc. Responsabile amministrazione: Madelena Cerbara Grafica: Newdada Comunicazione Via delle Officine, 8 - Rimini Stampa: Galeati Industrie Grafiche Via Selice, 188/189 Imola (BO) Distribuzione: Agenzia Bianchi & Memoli. Aut. del Trib. di Rimini n. 19 del 13/8/1988 Sede Legale: Via Bonsi, 45.

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Al Palacongressi i massimi esperti di turismo e ospitalità

L’accademia dell’accoglienza L’8 marzo esordisce a Rimini il primo evento dedicato al settore L’Accademia dell’accoglienza è il primo evento organizzato a Rimini per gli addetti all’accoglienza e all’ospitalità; si svolgerà al Palazzo dei Congressi a Rimini, venerdì 8 marzo. Fra i relatori, i massimi esperti di turismo, a iniziare da Giancarlo Dall’Ara, docente universitario e consulente. Inoltre, Pietro Brighetti, Anna Cossetta, Chiara Camerada, Giampaolo Proni e tanti altri. Dopo i saluti dell’Assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci, il programma prevede:

- 9.45, Giancarlo Dall’Ara: Reinventare l’accoglienza - 10.15, Arch. Simone Micheli: Spazi e luoghi accoglienti (destinazioni, alberghi, Iat). - 11.15, Giampaolo Proni: Il linguaggio accogliente - 11.45, Andrea Pollarini: Accogliere e raccontare la tipicità: Il Piano regolatore dell’accoglienza - 12.20, Gerry Bright, sindaco di Monmouth, città “wikipedificata” - 14.30, Chiara Camerada: Lo Iat del futuro è un Apple Store? - 15.15, Ricci Mingani: Organizzare l’accoglienza: come demolire l’approccio burocratico - 16.00, Piero Brighetti - Mediamorphosis: Percorsi accoglienti - 17.00, Anna Cossetta: L’accoglienza al tempo di internet - 17.40, Federico Mencarelli: Un’accoglienza China Oriented: soddisfare le aspettative dei turisti cinesi nel rispetto della loro cultura - 18.10, le conclusioni di Giancarlo Dall’Ara

Per tutti i dettagli sui prezzi e la modalità di iscrizione http://www.accademiadellaccoglienza.it/


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sorrisi e cassoni

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Latino e greco servono ancora? di Lia Celi

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mmetto di essere smaccatamente parziale: credo che il liceo Classico sia la scuola più bella del mondo. Io l’ho frequentato e se potessi mi re-iscriverei domani, per approfondire tutto quel che all’epoca, con superficialità adolescenziale, ho trascurato. E la scuola più brutta del mondo qual è? Sempre il liceo Classico, se non lo si è

TI ODIO E TI AMO scelto per amore. Sì, perché ci vuole tanto amore e un pizzico di follia (o di masochismo, secondo altri) per accollarsi tutto quel latino e soprattutto il greco, materia della quale anch’io, che pur ne ero così infatuata da studiarla anche all’università, oggi fatico a capire l’utilità, se non si vuole intraprendere una carriera da filologo o archeologo. La mia primogenita ha iniziato quest’anno al Giulio Cesare e vive un’entusiasmante luna di miele con declinazioni, paradigmi e spiriti aspri o dolci, insieme a tre o quattro nerd ambosessi eccentrici come lei. Poi c’è il grosso di quelli che vanno abbastanza

Il liceo Classico, la migliore e la peggiore scuola del mondo

bene o benino. E poi, inevitabilmente, i ragazzi che fanno poco o niente, quando non mostrano un’evidente allergia alle lingue classiche. Era così anche ai miei tempi, un trentennio fa, e, come oggi mia figlia, anch’io mi chiedevo perché, se il latino e il greco a loro facevano così schifo, avevano scelto un liceo che notoriamente ha come atout principale lo studio del latino e del greco. «Figli di avvocati e notai», mi si rispondeva allora, sottintendendo che avrebbero proseguito

l’attività dei genitori. Okay, il latino è utile negli studi di giurisprudenza, anche se dai tempi del dottor Azzeccagarbugli qualcosina è cambiato. Ma il greco a che serve? Perché dev’essere più utile a un avvocato che, poniamo, a un astronomo o a un medico? Degli avvocati che ho conosciuto nella mia vita nessuno sembrava ispirarsi particolarmente agli immortali valori della cultura ellenica, la kalokagathìa, conosci-te-stesso, la maieutica socratica eccetera, eppure erano usciti tutti dal Classico. Il latino si è sempre studiato anche al liceo Scientifico, quindi non sarebbe una scelta così bizzarra per un futuro studente di Diritto. Anzi, con la crescente importanza delle scienze forensi, dalla medicina alla chimica alla psicologia, una miglior competenza in campo scientifico sarebbe forse più utile a un futuro avvocato di una incerta e sciatta preparazione umanistica. E il Linguistico potrebbe essere una base per un’interessantissima carriera da avvocato internazionale. I programmi del Classico aprono la mente, rafforzano la personalità e incoraggiano humanitas e pietas, ma solo se studiati con curiosità e passione. Se no diventano una vera e propria tortura fisica e morale: non la meritano i nostri ragazzi, ma nemmeno Cesare e Platone.    http://www.liaceli.com


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così è...se non vi piace

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La crisi ci spolpa? Allora votiamo per i miliardari di Nando Piccari

È

chiaro che il 30% dei votanti (Grillo più i partitini), grazie al porcellum e in concorso con quel 25% di elettorato menefreghista che è rimasto a casa, s’è disinteressato a scegliere chi debba governare il Paese, preferendo decidere di “tagliarselo per far dispetto alla moglie”. Che tradotto vuol dire: “per far dispetto alla ‘classe politica’ rendiamo ingovernabile l’Italia, anche se poi a pagarla saremo tut-

VOTO DI PROTESTA O VOTO DI PROTERVIA? Per punire i politici ci regaliamo l’ingovernabilità ma “grazie a loro”, che ne costituiscono il principale alimento e concime, lasciandosi incantare da due miliardari che c’entrano come i cavoli a merenda con l’esistenza della gran parte dei loro scodinzolanti seguaci. In questa campagna elettorale, uno s’è limitato a intercalare le mal recitate panzane del suo ventennale repertorio con qualche maialesca performance tipo quel «ma lei quante volte viene?» fatto subire in

pubblico alla Signora Angela Bruno. Mentre l’altro, di delirio in delirio e in un crescendo di paranoiche gradassate, è arrivato a far scrivere a Casaleggio (lui non ci sarebbe mai riuscito, semi-analfabeta qual è) un vademecum “contro i brogli”, che nelle mani di “galoppini 5 stelle” presuntuosi e ignoranti di ogni regola, ha fatto sbellicare dalle risa presidenti di seggio e scrutatori, costretti a doversi perfino cimentare con idioti che, “per sicurezza”, ciucciavano la matita copiativa; o con altri che fotografano la scheda votata, come finora s’è visto fare solo a chi debba render conto del suo voto alla mafia. Se è comprensibile che anche fra i vip, così come nei bar, Grillo faccia il pieno di suoi rozzi e incolti consimili (vedi

organizzazione feste di compleanno anche con gonfiabile

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ti noi, a colpi di spread e di impossibilità ad avere provvedimenti indispensabili per fronteggiare la crisi”. Non sarà da fine politologo, ma dopo questo voto “mi prude” un interrogativo: quanti, fra gli oltre otto milioni di elettori di Berlusconi e Grillo, sarebbero disposti ad applaudire un ipotetico Pinochet italiano? Uno che, in divisa e con gli occhialoni neri, declamasse in Tv l’agognato “vi abbasso le tasse” e poi, per “mandarli a casa tutti” sul serio, chiudesse il Parlamento? Sono costoro, i democraticolabili, il primo virus che ammorba l’Italia. Quelli che sbraitano contro “la politica” ma dovrebbero farlo prima di tutto contro se stessi, perché se cresce la malapianta della cosiddetta “casta” non è “nonostante loro”,

Mina e Celentano), stupisce e fa amaramente riflettere che a lui si accodino pure una parte di popolo e qualche intellettuale di sinistra. Ha fatto effetto e suscitato un po’ di pena Dario Fo che, insolitamente docile, a Milano s’è prestato a reggergli bordone mentre, con quel suo scomposto agitare la zazzera finto-pidocchiosa, sbraitava come un “posseduto”: «Arrendetevi, siete circondati!»; il fascistissimo slogan che nel ‘93 i neofascisti del Movimento Sociale urlavano contro il Parlamento e portavano cucito sulle magliette. Altra domanda: senza il servile “lecchinaggio” della casta giornalistica dei Santoro, Gramellini, Corriere della Sera, televisioni e gran parte della carta stampata, che a vario titolo miravano al pareggio, cosa ne sarebbe stato del fenomeno Grillo? Il quale ha alla fine ripagato i loro servigi con la decisione, anch’essa di stampo fascista, di bandirli da Piazza San Giovanni. Forse nel timore che qualcuno, vedendo sfilare il macabro «carro funebre del politico morto», fosse tentato di scrivere che quello, ancorché metaforico, era il quarto omicidio di Grillo, dopo gli altri tre, preterintenzionali ma purtroppo concreti, per i quali è stato condannato da quella Giustizia che - sarà un caso? - lui detesta al pari di Berlusconi. P.S. L’unico divertimento di queste elezioni l’ha fornito la “gioiosa macchina del sonno” di Ingroia, con lui che addormentava gli avversari cantilenando la sua oratoria al Valium e Di Pietro che cercava di finirli a colpi di micidiale sintassi.

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s/punto di vista

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La situazione più drammatica è nella giustizia: inefficiente quella penale, praticamente inesistente quella civile di Giampaolo Proni

S

i parla tanto di sviluppo e ripresa economica. Ma se l’Italia non abbatterà i costi immensi della burocrazia possiamo scordarci la crescita. Alcuni esempi. 1. Abbiamo uffici che servono a comunicare con altri uffici. Il sistema dei CAF o ‘pa-

3. Se per il cittadino la pubblica amministrazione è complicata, per le imprese lo è il doppio. Anche una piccola Srl o una cooperativa con dieci fatture all’anno devono avere un commercialista, così come un artigiano o un professionista. I miei amici commercialisti mi perdoneranno, ma loro stessi

NIENTE CRESCITA SE NON SI TAGLIA LA BUROCRAZIA tronati’, per esempio, esiste per consentire di dialogare con la pubblica amministrazione, perché è talmente difficile e richiede tanto tempo che i cittadini non ci riescono. Tuttavia, lo stesso sistema dei CAF è diventato una burocrazia: mi è capitato ultimamente di non riuscire a prendere appuntamento con un patronato che mi avrebbe dovuto aiutare per una pratica. Forse ci vuole un’assistenza all’assistenza? 2. La motorizzazione civile, il catasto, sono uffici analoghi. Esistono agenzie e professionisti che paghiamo perché accedano a questi servizi.

Ci sono uffici che servono solo per comunicare con altri uffici sanno che lavorano a causa di una jungla nella quale nessuno può avventurarsi senza uno specialista. 4. Il sistema giudiziario. Qui tocchiamo vertici di vera criminalità. Tanto che siamo i più condannati dalla Corte di Strasburgo, dopo la Turchia. La giustizia penale è al-

tamente inefficiente (lo dice ogni anno la stessa Corte di Cassazione), quella civile, per capirci, ha 5 milioni di cause pendenti. In pratica non esiste. Questo ci costringe a vivere senza giustizia civile, il che ci obbliga a stipulare contratti blindati, a proteggerci da ogni possibile danno di terzi con costose assicurazioni, a comprare una casa solo se siamo mille volte sicuri, ecc. Tutti questi settori prosperano attraverso l’inefficienza. Mi è capitato di vedere uffici dove si stampano le mail. Migliaia e migliaia di posti di lavoro, intere aziende, e

milioni, forse miliardi di euro che vengono sottratti al sistema produttivo. Un intero livello del paese completamente inutile. Una marea inarrestabile, che neppure il governo dei professori ha diminuito. Anzi: per ogni nuova legge ci sono nuove pratiche, moduli, domande, file, siti web, regolamenti, circolari, interpretazioni, in un crescendo folle. Un sistema di cui nessuno riesce a valutare i costi, perché se lo Stato provasse a farlo dovrebbe creare un altro ente, che presto diventerebbe a sua volta un buromostro.


CULTURA

27 febbraio > 12 marzo 2013

Maciej Bielawski alla Gambalunga presenta “Panikkar. Un uomo e il suo pensiero”

La leggenda del profeta di dopodomani di Lorella Barlaam

«S

ono partito cristiano, mi sono scoperto hindu e ritorno buddhista, senza aver mai cessato di essere cristiano» scriveva Raimon Panikkar, il “figlio di due mondi”. Le sue sono parole che aprono. Forse perché «in Panikkar c’erano tanti Panikkar, una vera folla: un filosofo e un teologo, un mistico e un buddista...» come scrive Maciej Bielawski nel suo “Panikkar. Un uomo e il suo pensiero”, appena uscito da Fazi editore. Una

nella sua vita. Riuscendo a immergersi nelle altre religioni senza perdere l’ispirazione cristiana in sé, entrando in dialogo. Perché - come ha scritto - l’uomo non può essere se non religioso, ma le religioni troppo spesso portano al conflitto. Così introduce un concetto nuovo: non bisogna convertire l’altro e non basta rispettarlo, ma occorre imparare da lui, dalla sua religione, entrare in contatto profondo così che possa avvenire una fecondazione reciproca. L’umanità oggi si trova

to questo profumo, e ogni libro rimandava a un altro. I suoi scritti sono un labirinto, non si può creare una “pillola Panikkar” per riassumerlo e assorbirlo. È come una città, bisogna entrarci, lasciarsi guidare e perdersi e da questa città si esce cambiati. Io mantengo il mio spirito critico, ma vedo il valore che Panikkar ha creato… e per me è uno dei più grandi pensatori dell’umanità, ci ha insegnato a vedere la realtà, a percepire il divino in altro modo, a pensare “alto”. Non

Maciej Bielawski: «Raimon Panikkar incarna in modo armonioso e profondo l’incontro tra Oriente e Occidente, a livello culturale, religioso, filosofico, linguistico, nei suoi scritti come nella sua vita» biografia? Piuttosto un viaggio attraverso cui l’autore, anche lui “uomo plurale”, prova a distillare l’uomo-Panikkar «dal “mito” raccontandone la vita e presentando il suo pensiero». Bielawski sarà alla Gambalunga per “I lettori invitano gli autori”, il primo marzo, in dialogo con Mariolina Tentoni. «Questo libro l’ho scritto soprattutto per me stesso» mi racconta. «Come una guida per capire Panikkar, che incarna in modo armonioso e profondo l’incontro tra Oriente e Occidente, a livello culturale, religioso, filosofico, linguistico, nei suoi scritti come

in un vicolo cieco, e nessuna delle tradizioni culturali, filosofiche, religiose che abbiamo è in grado in se stessa di risolvere il problema. Panikkar in qualche modo ha cercato un’armonia nella ricchezza plurale del mondo, senza ridurla a un’unica prospettiva.» Lei ha scritto diversi libri, è teologo… come ha incontrato Panikkar? «Nel mio percorso ho avuto tanti interessi, e mi ha sempre aiutato camminare in compagnia di qualcuno più grande. Con Panikkar è stato così. Ho letto la sua introduzione a un testo, in cui sentivo vibrare qualcosa di bello. Ho segui-

Nuova gestione per il Giustiniano Villa a San Clemente

Città Teatro riapre il teatro alla città Il Teatro Giustiniano Villa di San Clemente ha riaperto il sipario il 22 febbraio, con la festa di benvenuto della nuova “padrona di casa”, la cooperativa Città Teatro. Fondata dalla Compagnia del Serraglio, Compagnia dei Ciarlatani e Maan ricerca e spettacolo - realtà attive nel nostro territorio - Città Teatro ne unisce le forze artistiche per la crescita di questo spazio culturale. Il cartellone teatrale si inaugura l’8 marzo con Il circo capovolto, con Andrea Lupo, il 22 Teatro in Viaggio - lungo la rotta dei migranti, di e con Pietro Floridia, in una produzione della Compagnia del Teatro dell’Argine, il 5 aprile Smascherata, spettacolo sulla Commedia dell’Arte di Davide Schinaia e Giorgia Penzo, per chiudere il 12 aprile con un longform di Daniele Marcori: Microstorie, improvvisazione con gli attori della QFC. Sotto il segno del cinema comico il ciclo “Così ridevano”: il 12 marzo Mon Oncle di Jacques Tati, il 26 Il senso della vita dei Monty Python e il 9 aprile Vacanze di Natale 2000 dei fratelli Vanzina. Continua il progetto Dialetto D’Autore e il Teatro Villa ospita il quarto anno di La Butega, incontri sul dialetto romagnolo come lingua di scena, aperto ad attori e appassionati. Quattro giovedì, ad ingresso gratuito: 28 febbraio, 14 marzo, 28 marzo e 11 aprile (dalle 21.00 alle 23.00). E ci sarà anche uno spazio per la musica, con i concerti dei Comaneci il 18 aprile, e di Filippo Graziani il 25 aprile, e per l’arte, con le mostre del pittore Elvis Spadoni, dal 22 febbraio al 14 aprile, e del fotografo Stefano Zamagni, dal 15 aprile al 28 maggio. Info: Tel. 0541.604972 - info@cittateatro.it - www.cittateatro.it

Raimon Panikkar

volevo scrivere un’agiografia, però, ma mostrare un uomo vivo, che fa scelte difficili, vive in mezzo alle sue passioni e fatiche… così che il suo pensiero sublime è sempre radicato alla vita vera, piena: “non ho vissuto per scrivere - diceva - ma scritto per vivere meglio.” E condividere.» Info: http://www.maciejbielawski.com/; http://panikkarsutra.blogspot.it/

A Santarcangelo e Novafeltria la VI giornata

Agenda

Per ricordare le Ferrovie Dimenticate Il 3 marzo si terrà in tutta Italia la VI Giornata delle Ferrovie Dimenticate, che ogni anno fa il punto sul recupero dei vecchi tracciati ferroviari dismessi, ancora utili e preziosi se riutilizzati per percorsi ciclo pedonali o per corsie preferenziali protette per tram e filobus. Sono tre le ferrovie ‘dimenticate’ sul nostro territorio, la Rimini - San Marino, la Rimini - Novafeltria e la mai inaugurata Santarcangelo - San Leo e la Provincia di Rimini aderisce alla Giornata nella convinzione che meritino di essere valorizzate. Due gli appuntamenti: alla biblioteca Baldini di Santarcangelo, giovedì 28 febbraio alle 21.00 saranno presentati da Massimo Bottini i due volumi Traversine. 50 chilometri a piedi da Fano a Urbino lungo la ferrovia Metaurense ( Aras, 2011) di Massimo Conti e In treno al mare. 150 anni di ferrovia a Rimini (ETR, 2011) di Roberto Renzi e Gian Guido Turchi. L’incontro sarà l’occasione per dibattere sul passato e sul futuro del sistema ferroviario, tra linee e corse soppresse e l’arrivo dell’Alta Velocità. Mentre il 3 marzo, a Novafeltria, nel pomeriggio si discuterà presso l’Istituto Einaudi dello stato dell’arte del recupero dei vecchi tracciati. Amministratori locali, saggisti ed esperti interverranno per illustrare la situazione e i progetti in corso, intervallati da testimonianze, filmati d’epoca e qualche lettura. Info: labo.bottini@awn.it Tel. 339 8967408.

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CULTURA

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Il primo marzo Pier Giorgio Pasini a “I maestri e il tempo”

Agenda

L’Arrigoni ritrovato di Lorella Barlaam

V

enerdì 1 marzo per “I maestri e il tempo” Pier Giorgio Pasini terrà una lectio su “Giovanni Laurentini detto l’Arrigoni. Pittura e devozione al tramonto del Manierismo”. Nel 2004 l’Arrigoni era stato uno dei protagonisti della mostra “Seicento inquieto. Arte e cultura a Rimini”, curata da Pasini. «Ma bisogna tornare a parlarne» spiega il nostro più grande storico dell’arte, «perchè è stato un pittore importante ed a Rimini è quasi sconosciuto. Della sua biografia - riflette - conosciamo pochissimo, sappiamo che era nato a Sant’Agata Feltria intorno al 1550, che è morto nel 1663, a 83 anni. La sua prima opera conosciuta è il San Michele Arcangelo che vince il demonio nella chiesa dei santi Bartolomeo e Marino detta di Santa Rita, del 1570 o 1579 la data è parzialmente nascosta dalla cornice - che ci permette di stabilirne l’educazione. L’influenza sembra marchigiana, più da parte degli Zuccari che del Barocci, con manierismi di gusto romano… poi non abbiamo più sue notizie fino alla fine del secolo, quando la sua pittura si rivela diversa, influenzata sempre da pittori marchigiani come Picchi o Barocci, ma capace di mescolarne le caratteristiche in un mix originale.» Che Rimini era, quella del tempo? «Essere nato a metà del ‘500 voleva dire crescere in una città depressa, che aveva perso il suo ruolo di capitale, con una nobiltà che si dava molte arie ma aveva pochi soldi, senza industria e con traf-

fici poco vivaci. Dalla morte dell’ultimo dei Coda fino al Carracci c’è stato un momento di vuoto assoluto per quanto riguarda gli artisti locali. Da qui, l’importanza di Arrigoni, che ha lavorato moltissimo anche fuori Rimini, piaceva al clero, alla nobiltà, al potere laico che gli hanno dato un grande credito. Forse anche perché aveva sposato una nobile, donna Porzia Olfi. Una cosa eccezionale per quel tempo, in cui i pittori erano ancora considerati semplici artigiani. Del suo lavoro la guerra ha poi fatto scempio, e resta pochissimo. A Rimini c’è un

fettorio del monastero dei Canonici lateranensi, in cui è raffigurata la cena di Gesù e degli apostoli sulle rive del lago di Tiberiade dopo la “pesca miracolosa”, come da Vangelo di Giovanni. Un tema assai raro. Un cronista del ‘600 lo dava perduto nel crollo del refettorio, e risultava distrutto durante la guerra, nel ’40. Invece è saltato fuori dal mercato antiquario, per niente rovinato, ed è un quadro piuttosto bello. Sarà esposto al Museo della Città dal tre marzo, insieme a un’altra opera recentemente ‘ricomparsa’, raffigurante San Martino e il po-

Sarà presentato un grande quadro inedito di Giovanni Laurentini detto l’Arrigoni che si credeva perduto già nel ‘600. Sarà esposto a marzo al Museo della Città San Giacinto nella sagrestia della Chiesa dei Servi (1594), in San Bernardino San Bernardino presenta al papa il monogramma del nome di Gesù (1600), al Suffragio - ma in canonica - La Fuga in Egitto del 1605, alle Grazie un Presepio del 1606, mentre al Museo della Città è esposta La consegna le chiavi a San Pietro, del 1600 (nella foto). Il primo marzo però - anticipa Pasini - presenteremo un suo grande quadro inedito, che si trovava nel re-

1 marzo MISANO. “Ritratti d’autore. Letture e commenti ad alta voce”. Conversazione di Marcello Fois su “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Ore 21. Teatro Astra, ingresso gratuito. Informazioni: 0541 618424 RIMINI. Galleria dell’Immagine. “Animae”, mostra di Maria Cristina Ballestracci e Giulia Marchi, fino al 24 aprile. Tutti i giorni 16-19. Lunedì chiuso. Info: 0541 704416 2 marzo RIMINI. Teatro Novelli. “ParadisoAerial dance”, terza parte della trilogia dantesca di Emiliano Pellisari. Ore 21. Info: 0541 793811 7 marzo RIMINI. Teatro Novelli. Monica Guerritore è Oriana Fallaci in “Mi chiedete di parlare”. Ore 21. Info: 0541 793811 8 Marzo MISANO. “Ritratti d’autore. Letture e commenti ad alta voce”. Nadia Fusini converserà su “La tempesta” di William Shakespeare. Ore 21. Teatro Astra, ingresso gratuito. Informazioni: 0541 618424.

vero. E speriamo che qualcuno lo compri per Rimini, per accrescere il patrimonio delle opere di un pittore che rivela quale fosse il vero gusto artistico di una città che non aveva voglia di novità, desiderava immagini gradevoli, dolci... Arrigoni ha saputo senz’altro dell’esistenza del Caravaggio, ma siamo lontanissimi dalla denuncia sociale dei quadri del Merisi.» Palazzo Buonadrata, ore 17.30. Info: 0541 351611

9 marzo RIMINI. “I lettori invitano gli autori”. Marta Morazzoni presenta “La nota segreta”, Longanesi 2010. Sale del Settecento Biblioteca Gambalunga, ore 17.30. Ingresso libero. Info: 0541 704486 RIMINI. Teatro Novelli. “Drugs kept me alive”, di Jan Fabre con Antony Rizzi. Ore 21. Info: 0541 793811

Di cosa parliamo quando parliamo di documentario Da marzo in Cineteca un corso condotto da Marco Bertozzi “Ma allora non è un Documentario!” è il titolo del ciclo d’incontri che per quattro venerdì, dal 29 marzo al 19 aprile, Marco Bertozzi, documentarista e docente di Cinema allo IUAV di Venezia, condurrà in Cineteca. Ma potrebbe essere l’illuminante scoperta di chi si iscriverà. «Troppo spesso - riflette Bertozzi - al termine ‘documentario’ si associa un’idea di polveroso ‘cortometraggio’, o di reportage televisivo, mentre negli ultimi anni il documentario di creazione è diventato il luogo di maggiore sperimentazione del cinema. Basti pensare alla modalità della camera in spalla, adottata nel cinema di finzione ma tipica del cosiddetto Cinéma verité; oppure, al fatto che in Italia il colore è utilizzato nei documentari già alla fine degli anni ’40, mentre nel cinema di finzione arriva solo nei ’60… Oggi poi c’è una ‘nuova scuola’ di documentaristi italiani, autori che realizzano film originali e vincono premi in Festival Internazionali, nonostante il fatto che né lo Stato né la

RAI investano su questa forma d’arte. E difficile resta anche la distribuzione fuori dai circuiti dedicati, come quello di “Doc in tour”, che quest’anno porterà in giro anche il mio “Profughi a Cinecittà” nelle principali sale d’essai dell’Emilia Romagna. Mentre si dovrebbe arrivare a poter vedere un bel documentario in una multisala…» Su cosa verterà il tuo corso? «L’idea è quella di riflettere sul ‘cinema del reale’ come luogo di un punto di vista autoriale, con una sua cifra estetica, per film inseriti nel dibattito sociale, capaci di rievocare storie o memorie dimenticate… Ci sarà un tema per ogni incontro, supportato dalla visione di alcuni film, anche rari; l’idea di base è riflettere sulla rappresentazione del mondo evitando la mistificazione di un realismo semplice. Dunque dal documentario ‘antropologico’, che cerca di rappresentare l’altro, ai diversi generi del ‘non fiction film’, con una particolare attenzione ad alcune forme contemporanee del documentario di creazione come

il mockumentary, il film autobiografico, il webdocumentary, ecc.». Uno spazio televisivo in cui il documentario rivela le sue potenzialità mi pare “Corto Reale: gli anni del documentario italiano” su RAI Storia, di cui sei consulente e conduttore… «È vero, ed è un programma che sta riscuotendo molto interesse. Durerà fino ai primi di aprile, in onda tutti i sabati alle 17 e le domeniche alle 18. Nel palinsesto, divisi per “Anno” e “Autore”, ci sono i docu-

mentari di 10 minuti prodotti tra il 1945 e gli anni ‘80: 14 mila titoli, molti a colori, alcuni davvero interessanti, tutti finiti nel dimenticatoio della storia del cinema ma fondamentali per una storia della cultura italiana vista “dal basso”». Info Corto reale: www.raistoria.rai.it; Info e iscrizioni corso: Cineteca di Rimini tel. 0541 704498 cineteca@comune.rimini.it


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Sabato 9 marzo speciale live al Bradipop

TRE DI TRE: SOLO MARLENE KUNTZ

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La musica live accende il Deja Vù di Cattolica - sul palco Antares e Ashtones Sabato 2 La notte del Velvet è Negra Night - afro, reggae, brasil, samba reggae e special guest dj Mayo

I “Tre” Marlene Kuntz

alla scrittura. La prosa (dunque, soprattutto, il blog sul Fatto) mi permette di imparare sempre più a controllare la mia esuberanza, che è a rischio di involuzione, per quanto non arriverò mai a rinunciare al mio modo

Intervista al frontman Cristiano Godano Fatto Quotidiano”. Quale è l’utilizzo che al momento stai amando della parola? “Non c’è un ambito privilegiato rispetto un altro. Mi diverto sia a scrivere per il Fatto che per i testi del nostro nuovo disco, questi sono i due ambiti in cui mi sto esprimendo con la lingua scritta ufficiale. Non dimenticherei le mail, quando sono in vena possono tranquillamente trasformarsi in un pretesto per tenere vivace e creativo il mio approccio

Agenda Venerdì 1 Cena romagnola e microfono per tutti - al Tacabanda di Riccione serata karaoke

di Marta Ileana Tomasicchio uca Bergia, Cristiano Godano, Riccardo Tesio, ovvero l’essenza dei Marlene Kuntz al Bradipop di Bellaria sabato 9 marzo. Sarà un concerto inedito, confidenziale. Sul palco voce e chitarre per ripercorrere la loro produzione in modalità intima. Cristiano Godano ha voglia di sperimentare e mutare, si immerge in ciò che sente possa amare. Non si spaventa. Questo nuovissimo tour si chiama “Tre di tre”. Mi sovviene il loro pezzo omonimo dell’album “Il Vile”. Immagino che “Tre” in questo caso significhi “band a tre” ma gli chiedo direttamente conferma, non si sa mai che ci trascinino in un fantasioso ambiente di tentazioni. Tre di tre. Uno stato come descritto nel vostro brano, tre sul palco o cos’altro? “Tre sul palco, null’altro. Anche perché se vi portassimo lo stato descritto nel testo della canzone omonima... faremmo una cosa un po’ troppo spinta e giocoforza censurabile.” Autore e cantante, docente, studioso, un’opera letteraria “I Vivi”, scrivi su “Il

SPETTACOLI

di esprimermi, sicuramente non agile, non stringato, non semplice, non minimalista. E quant’altro. I testi, invece, mi permettono di evolvere nei confronti di un linguaggio al quale sono ormai avvezzo da otto dischi a questa parte. Sul blog del Fatto a volte ne approfitto per esprimere i miei stati d’animo, le mie convinzioni, i miei gusti, le mie letture, i miei ascolti: invito a farsi un giro lì ogni tanto. Tutto è archiviato cronologica-

mente e c’è modo di scoprirne un po’ di più. So che è apprezzato da molti, spudoratamente non temo di consigliarne una visita.” Il tuo coraggio nel lasciarti andare in cambiamenti, nella musica e nella vita. “Penso sia semplicemente frutto della mia curiosità e, soprattutto, della mia insofferenza nei riguardi di tutto ciò che, di quel che ho già creato coi Marlene o per me stesso, mi suona già fatto, già sentito. Una insofferenza più forte della paura di sbagliare tattica e opportunità rispetto a quanto acquisito, che in genere dovrebbe rappresentare la sicurezza a cui rimanere ancorati per non perdere fans. Li amiamo in quanto nostri fans, e dunque mai vorremmo perderne anche uno soltanto, ma... beh, credo che il vero fan dei Marlene si aspetti proprio che noi si faccia sempre di testa nostra. Il che è forse il nostro marchio di garanzia.” Info concerto 392/4656960.

Super sfida ’70 vs ’80 - al Life una notte dal sapore retrò dedicata ai due storici decenni Venerdì 8 Festa della donna con Alanis Morisette - sul palco della House of Rock il concerto tributo di Mary Jane Il Satellite torna in orbita - al Life serata a tutto rock con dj Tommy, Seve, Capoz, Fox e Lupo Sabato 9 Musica live al Sidro di Savignano - aprono i Veracrash poi il rock made in Usa degli Arboretum a cura di Matteo Ortalli

LO STATO DEI BLASTEMA TORNA IN ROMAGNA Dopo l’esperienza sanremese in concerto a Longiano il 28 Dal 1997, da Forlì, i Blastema evolvono continuamente il proprio stato, nel tragitto verso prestigiosi palchi. SanRemo Rock, MEI di Faenza, Italia Wave Love Festival di Livorno, Heineken Jammin Festival, palchi del Woodstock 5 stelle di Beppe Grillo a Cesena e del concertone del Primo Maggio a Roma. Il loro ultimo album “Lo stato in cui sono stato” è prodotto da Dori Ghezzi e Luvi De Andrè per Nuvole Productions/Sony Music. Rock, melodia e introspezione, un disco che contiene anche “Dietro l’intima ragione”, brano grazie al quale hanno partecipato all’appena passato Festival di Sanremo come finalisti nella Sezione Giovani. La band presenta il lavoro sul sito: “È lecito interrogarsi su quale sia questo stato. Lo stato interiore, dimesso e mai pienamente appagato? Lo stato sociale, sempre più scollato, precario, fragile? Lo stato “nazione”, oramai sconsacrato da quegli stessi simboli che avrebbero dovuto garantirne la legittimità e il decoro? Lo stato dei fatti, degli accadimenti, delle cose, come declinazione d’esistenza appena trascorsa. Un liberato che guarda la cella ancora tiepida del proprio umano tepore.” Sulle varie tipologie e significati di ‘stato’, se ne potrebbero scrivere tomi interi. E’ interessante come il loro stesso nome dia una indicazione cangiante: il significato da dizionario è “Tessuto embrionale non ancora differenziato, da cui si sviluppano gli organi sia vegetali sia animali.” Lo stato dell’opera è che saranno in concerto giovedì 28 febbraio al Teatro Petrella di Longiano, per poi proseguire verso altre date nazionali. Info: www.teatropetrella.it - tel 0547·665113. Marta Ileana Tomasicchio

La band forlivese ha partecipato all’ultimo Sanremo Giovani

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SPETTACOLI

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Oscar 2013 tra sorprese e conferme Ben Affleck trionfa con “Argo”, “La vita di Pi” colleziona 4 statuette, bene Tarantino

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di Paolo Bronzetti film d’animazione. Scontata l’affermazione di Haneke e del suo “Amour” quale miglior film straniero. Sorpresa della serata il collegamento con la casa bianca dove Michelle Obama ha annunciato la vittoria di Ben Affleck. Appuntamento agli oscar 2014. Buon cinema.

Ben Affleck premiato per “Argo” come miglior film

A marzo sboccia il jazz Appuntamenti dal vivo in provincia e dintorni a partire dal 1° del mese di Luciano Giovagnoli Dai primi del mese prossimo, ritorna il jazz e la buona musica con una serie di interessanti appuntamenti in provincia e dintorni che proseguiranno, peraltro, tutta la primavera. Ma andiamo per ordine. Si inizia venerdì 1 marzo, ultimo concerto della rassegna ‘Riccione Inn Jazz’, al Teatro del Mare di Riccione, con il gruppo napoletano Anima Nova Sextet che presenterà ‘Embora’, il felicissimo esordio discografico nel quale classici della musica brasiliana e della canzone d’autore italiana vengono rivisitati dalla calda voce della cantante Gabriella Casciella con sonorità bossanova, jazz, samba, lounge e pop. Sabato 2 marzo, nell’ambito della quattordicesima edizione di Crossroads, al Teatro Comunale di Cesenatico, la cantante Barbara Casini ritorna alla musica brasiliana d’autore con il gruppo ‘Barato total’ in un omaggio a Gilberto Gil. Assieme a Beppe Fornaroli alla chitarra e voce e a Sandro Gibellini alla chitarra, la cantante fiorentina ha raccolto una serie di brani inediti che mettono in luce le doti compositive del grande musicista brasiliano. Ancora, giovedì 7 marzo, al Teatro di Coriano, arriva l’Hammond Organ Trio di Gianni Giudici, indiscusso maestro italiano del mitico organo, con Alessandro Fariselli al sassofono, Max Ferri alla batteria e, ospite d’eccezione, la tromba di Fabrizio Bosso a riproporre ‘Hot interplay’, dal progetto discografico

realizzato insieme, tra blues, funky e jazz. Sempre dal programma di Crossroads 2013, ma per chi avrà voglia di spostarsi un pò più lontano, segnalo il concerto del trio di Tiziana Ghiglioni alla Sala del Carmine di Massa Lombarda. L’ormai affermata cantante ligure, figura di spicco nel panorama del jazz italiano, presenta il progetto intitolato ‘Time for Duke’ accompagnata dalla contrabbassista Silvia Bolognesi e dal violinista Emanuele Parrini. Info: Teatro del Mare - tel. 0541 690904 www.teatrodelmare.org Teatro di Coriano - tel. 0541 957656 www.cortecorianoteatro.it Crossroads - tel 0544 405666 www.crossroads-it.org

“Educazione Siberiana”

di Gabriele Salvatores con Arnas Fedaravičius, Vilius Tumalavičius, Jonas Trukanas, John Malkovich

La primavera al cinema viene dall’est

bbene sì l’attore/regista Ben Affleck è riuscito a soffiare la statuetta al veterano Spielberg. La notte degli oscar è stata il trionfo e la consacrazione da regista del bravo Affleck che porta a casa la statuetta come miglior film con il suo “Argo”. La sorpresa degli oscar 2013 è però il film del cinese Ang Lee “La vita di Pi” che garantisce al suo autore l’oscar per la miglior regia e colleziona il maggior numero di statuette ben quattro (fotografia, effetti speciali, colonna sonora). Premio di consolazione per “Lincoln” con la vittoria di Daniel Day-Lewis, mentre fra le attrici hanno prevalso Jennifer Lawrence (Lato positivo) miglior attrice e Anne Hathaway (Les Miserables) per la miglio attrice non protagonista. Apprendiamo con gioia la notizia dell’oscar a Tarantino per la sceneggiatura originale del suo “Django” e l’oscar per il miglior attore non protagonista Christoph Waltz. La star inglese Adele sbanca con la canzone del nuovo 007, mentre “Ribelle” vince fra i

Ispirato all’omonimo romanzo di Nicolai Lilin, in cui l’autore racconta la sua infanzia e la sua adolescenza all’interno di una comunità di “Criminali Onesti” siberiani, il film racconta la storia di ragazzi che passano dall’infanzia all’adolescenza. L’”Educazione siberiana” è la fine di un mondo e un nuovo inizio, è anche un film importante per Salvatores che con un cast che comprende John Malkovich cerca di esportare il suo modo di fare cinema.

“La scelta di Barbara”

di Christian Petzold con Nina Hoss, Ronald Zehrfeld,  Rainer Bock

Germania Est, estate 1980, Barbara è un medico che viene trasferito per ragioni disciplinari in una località remota. Il suo amante, sta cercando di farla scappare. Ma incontra Andre, anche lui un medico trasferito per ragioni disciplinari, Barbara perde il controllo di tutto... L’amore al di là del muro.

“Anija - La nave”

di Roland Sejko

A marzo del 1991, all’orizzonte della costa Adriatica dell’Italia meridionale apparvero molte navi cariche di persone, inizia “l’esodo degli albanesi”. Sejko con questo documentario ricostruisce attentamente quanto avvenuto in Albania all’inizio degli anni ‘90. Si potrebbe anche chiamare alla ricerca della libertà.

Paolo Bronzetti

FESTA LANCIO DEL PROGETTO LE FORME DEL LAVORO E’ prevista per venerdì 08 marzo 2013, dalle ore 19,00 presso il Centro Giovani Casa Pomposa la Festa di inizio progetto LE FORME DEL LAVORO. Sarà un momento dedicato ai giovani, per prendere un aperitivo assieme, ascoltare musica e avere le prime informazioni su questa nuova opportunità formativa. Si tratta di un’iniziativa finanziata dall’UPI (Unione Province Italiane) attraverso il bando AzioneProvinceGiovani, che si propone di facilitare la transizione dalla scuola al lavoro non solo orientando al lavoro dipendente, ma anche promuovendo la cultura di impresa e sostenendo eventualmente lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali. Se hai dai 16 ai 20 anni, vieni a conoscere questa nuova opportunità di formazione!

Fabrizio Bosso il 7 marzo a Coriano

Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio Politiche Giovanili della Provincia di Rimini, Piazzale Bornaccini n.1 Facebook Giovani Provincia Rimini Elena Malfatti e.malfatti@provincia.rimini.it 0541/363983 / Francesca Macchitella f.macchitella@provincia.rimini.it 0541/363991


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Anno XXIII n. 705

Dal 10 marzo per nove giorni

SAN GREGORIO, FRA TRADIZIONE E FUTURO

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di Matteo Ortalli orna anche quest’anno a Morciano di Romagna, dal 9 al 17 marzo, il tradizionale appuntamento con la Fiera di San Gregorio, secolare evento nato nel lontano 1060 attorno all’Abbazia di San Gregorio come momento di scambi e commercio tra i mercati e gli agricoltori di tutto il territorio limitrofo. Saranno nove giorni ricchi di appuntamenti tra esposizioni campionarie di prodotti dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria, centro fiera del bestiame, mostra mercato della macchina e dell’attrezzatura agricola, stand e spettacoli di vario genere. L’apertura ufficiale è prevista per domenica 10 alle ore 10 con il tradizionale corteo delle autorità politiche, civili e militari che partirà da Piazza del Popolo per culminare al ‘Morciano Fiere’ con il taglio del nastro e la visita agli 80 stand. Di grande rilevanza saranno gli appuntamenti al Foro Boario, la zona dedicata alla vera anima della manifestazione, dove gli animali saranno protagonisti in primo pia-

no per un “ritorno alle origini”, quando le an- dia, al cabaret. Protagonisti anche i più giotiche fiere del bestiame erano l’appuntamento vani a cominciare dal manifesto creato da una più importante e atteso dei centri agricoli. studentessa del Liceo artistico Fellini di RicDomenica 10 una cinquantina di magnifici cione, poi le ballerine della scuola di danza esemplari prenderanno parte alla XXI mostra La Plume, gli alunni dell’Istituto ‘A. Brocmercato del cavallo. Fino al tardo pomerig- coli’ impegnati nella messa in scena di ‘Che gio, per i più piccini, sarà possibile cimentar- Opera la vita’; sempre nel segno dei giovani si nel simpatico ‘battesimo della sella’ con i la 4ª Rassegna corale “Città di Morciano di Pony. Martedì 12 sarà la volta della XI Mo- Romagna” in programma il 15 marzo, menstra provinciale di bovini di razza romagno- tre il 16 tornerà il fortunato concorso canola, trenta capi ro ‘In…canto a provenienti da Morciano’ alla Spazio ai giovani all’antica sua terza ediziouna decina di allevamenti della ne, organizzato Fiera di Morciano dall’associazioProvincia di Rine culturale On mini sfileranno Broadway, che per concorrere alla gara che premierà i migliori esemplari di quest’anno avrà come presidente di giuria Marco Castoldi, in arte Morgan. Spazio andiverse categorie. Molto ricco il programma serale e durante le che ai bambini: il grande paese dei balocchi nove serate si susseguiranno, nella bella cor- di Piazza Risorgimento con tante attrazioni nice di ‘Morciano Fiere’, spettacoli di vario entusiasmanti, il laboratorio ‘realizza il tuo genere, dai concerti alla danza, alla comme- ferro di cavallo’ in programma il 12 marzo, e

quello dal titolo ‘C’era una volta un’abbazia’ a cura dell’Associazione culturale ‘Voce in capitolo’ per far sperimentare ai più piccoli forme artistiche e creative prendendo come spunto proprio la fiera e la sua antica tradizione. Non mancheranno nel cartellone serale anche la commedia dialettale dei ‘Noi ci proviamo’ e della compagnia amatoriale ‘del Gallo’ così’ come, la sera di San Gregorio, il cabaret d’autore con Sasa Spasiano. Tra le novità ‘In fiera con lo Chef’, un appuntamento per gli amanti della cucina con dimostrazioni in diretta per scoprire i segreti per cucinare una buonissima fiorentina o decorare una torta. Domenica 10 al Parco del Conca ci sarà poi la prima ‘Dimostrazione di raccolta del tartufo con cani addestrati’ a cura dell’Associazione liberi tartufai delle Province di Pesaro-Urbino e Rimini che vedrà la partecipazione di venti esemplari. Insomma nove giorni tutti da vivere e per tutti i gusti. Informazione pubblicitaria

Piada Service

TUTTO FATTO A MANO A Riccione una produzione artigianale che usa solo prodotti freschi, di qualità e senza conservanti di Mara D’Angeli Tutta la bontà e la fragranza della piadina romagnola artigianale da ‘Piada Service’ di Riccione. La ditta, in via Venezia 69, attiva da circa dieci anni, si occupa di produzione di piada e cassoni sia all’ingrosso che al dettaglio, solo attraverso l’utilizzo di prodotti freschi, di qualità e senza conservanti. Barbara è diventata titolare dell’azienda assieme al marito Simone nel 2011, dopo

circa sei anni di esperienza maturata come dipendente nella stessa ditta. ‘Piada Service’ rifornisce ristoranti, supermercati, piadinerie e bar della provincia con consegna a domicilio, ma anche coloro che preferiscono affidarsi a un prodotto sicuro, di indubbia qualità e gusto. “Noi non siamo un’industria, siamo artigiani - sottolinea Barbara - qui tutto è rigorosamente fatto a mano, niente a

con vendita al dettaglio e ingrosso

Via Venezia 69A - Riccione tel 0541 607927

macchina”. E, oltre alle piade classiche di due formati (28 e 24 centimetri), la ditta è specializzata in cascioni in tantissime farciture diverse tutte da provare a partire dalle richiestissime pomodoro e mozzarella, patate e salsiccia, verdure, radicchio mozzarella e salsiccia, e le golose con cioccolato o marmellata. Su ordinazione anche la piada sfogliata e in più c’è una sfiziosa novità:

il mini cascione, adattissimo ad aperitivi e stuzzichini o semplicemente ai più piccoli. ‘Piada Service’ è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 13 in inverno e fino alle 15 l’estate. Per contattare l’azienda, telefonare allo 0541607927 o scrivere a  piadaservice@hotmail.it. Per ulteriori info, visitare il sito internet www.piadaservicericcione.it


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Dal 15 al 17 a Villa Lodi Fé

Il cantiere dovrebbe aprire a metà marzo

IL CAVALCAVIA PUO’ ATTENDERE Nuovo rinvio: i lavori in via Veneto in ritardo di tre mesi

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ovranno pazientare ancora un po’ gli abitanti di San Lorenzo e tutti coloro che erano abituati a percorrere il cavalcavia di via Veneto: in una nota dello scorso 14 febbraio l’Assessorato ai Lavori Pubblici ha infatti aggiornato il programma dei lavori (per la seconda volta) indicando la metà di marzo come data per l’apertura del nuovo ponte. E dire che all’indomani della demolizione del vecchio cavalcavia, avvenuta il 23 settembre, l’Assessorato ai Lavori pubblici in un comunicato stampa informò che “Il nuovo cavalcavia sarà ricostruito nella stessa posizione, a cura di Autostrade Spa, in un tempo programmato di circa tre mesi”. Dunque tutto doveva tornare alla normalità entro Natale,

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e per normalità si intendeva soprattutto la fine del labirintico percorso alternativo per chi percorreva via Veneto in direzione mare-monte, obbligato ad un tour nel “Borgo delle Noci” tra le vie Belluno e Marostica, in mezzo a decine di abitazioni e dove si incontrano regolarmente automobilisti che vagano dispersi. Già dopo poche settimane e notando il procedere non proprio incessante dei lavori si capì che la scadenza natalizia non sarebbe stata rispettata, ed infatti arrivò puntuale un comunicato per fare chiarezza: “Dopo il completamento e l’apertura al traffico della terza corsia dell’A14, avvenuto nei giorni scorsi, la Società Autostrade  ha comunicato all’Amministrazione comunale l’aggiornamento del crono-programma dei

lavori per il completamento della viabilità cittadina accessoria. In base al nuovo programma dei lavori, il cavalcavia di viale Veneto verrà riaperto entro il 20 febbraio 2013”. Come detto in apertura questa data è stata nuovamente prorogata di un mese. Non si vuole certo mettere in dubbio l’affidabilità della Società Autostrade, ma com’è possibile sbagliare la data di consegna di lavori di tre mesi su un lavoro che ne doveva appunto impiegare tre? L’idea è quella che per lavorare ai “nostri” cavalcavia l’impegno sia stato un po’ inferiore rispetto a quello per costruire la terza corsia, aperta con quasi un anno di anticipo. Non resta che aspettare metà marzo, per il nuovo cavalcavia o per un nuovo comunciato.

I GIARDINI DI MARZO Torna la rassegna dove gli amanti del verde 27 febbraio 12 marzo 2013possono Anno XXIII n. 705 e> dei fiori incontrare vivaisti di tutto il mondo Si avvicina la primavera e torna dal 15 al 17 marzo Giardini d’Autore, l’appuntamento dedicato a tutti gli amanti del giardino che in questo weekend avranno l’occasione di incontrare a Villa Lodi Fè vivaisti provenienti da tutta Italia con collezioni botaniche uniche. Tra le proposte dei vivaisti, piante aromatiche e per l’orto, rose antiche e moderne, piante tropicali, camelie e azalee. Passeggiando per la Villa si potranno scoprire le collezioni di ellebori, peonie, agrumi storici e ornamentali, felci e piante da ombra, piante grasse, rampicanti, frutti antichi, piante acquatiche, arbusti e tantissime altre curiosità vegetali provenienti dalla continua ricerca botanica di ogni espositore. Tra le novità di questa edizione da segnalare la presentazione, in anteprima, della più importante collezione di agapanthus, con oltre 250 varietà a cura dell’Azienda Raziel. A Giardini d’Autore inoltre si potranno ammirare stand di artigianato artistico di altissima qualità. E il progetto Green Carpet, uno spazio, nato dalla primavera 2011, dedicato al design e all’arredo, dove giovani progettisti presenteranno le loro idee del “vivere verde”. Oltre a questo in tutte e tre le giornate si svolgeranno corsi e laboratori per piccoli e grandi giardinieri e per la prima volta sarà aperta una vera e propria sala da tè, un angolo dedicato alla bevanda più antica del mondo. Per il programma completo e le informazioni: giardinidautore.net - 0549.905618 - 339.7028961


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nei dispenser e a casa tua RIMINI

Edicola Imola - piazza Cavour ang via Sigismondo URP Comune - piazza Cavour, 29 Edicola Moretti - piazzale Giulio Cesare Edicola - piazza Tre Martiri (lato statua) Edicola Bondi - via Bastioni Occidentali IAT Stazione - piazzale C. Battisti Dopo Lavoro Ferroviario - via Roma, 70 Tabaccheria Bastianini - via Giovanni XXIII AUSL - via Circonvallazione Occidentale Edicola Tripoli News - via Tripoli, 292/ang. Via Roma Bio’s Cafè - via Bramante Edicola Papini - via Acquario, 12 Edicola Pecci e Righetti - via Covignano, 120 CNA - piazzale Tosi, 4 LegaCoop - via Caduti di Marzabotto CNA Provinciale - via Caduti di Marzabotto CAR - via Caduti di Marzabotto, 47 CGIL - via Caduti di Marzabotto, 30 Poliambulatorio Valturio - viale Valturio, 20/A Provincia di Rimini - piazzale Bornaccini, 1 Ina Casa - via Dario Campana Tabaccheria - via Madonna della Scala Edicola Bellavista - via Zavagli, 10 Conad Novelli - via Baldini Edicola Il Libro nella Città - p.le Boscovich Grattacielo - viale Principe Amedeo Edicola Celle - via XXIII Settembre Coop Celle - via XXIII Settembre, 128 CBR - via Emilia, 113 Edicola Emira - via Lagomaggio, 21 Edicola Tomassoni - via Pascoli, 83 D Conad Margherita - via Pintor fronte Ospedale Poliambulatorio Nuova Ricerca - via Settembrini, 17/H SGR - via Chiabrera 34/B Rimini Terme - via Principe di Piemonte, 56 Tabaccheria Giorgetti - via Flaminia, 169/G Flaminio Poliambulatorio Flaminio - via Flaminia 169 Flaminio Tribunale - via Dalla Chiesa, 11 TRAM - via C.A. Dalla Chiesa, 38 Edicola Villa - via Flaminia Conca, 57 AUSL - via Coriano, 38 c/o Colosseo Centro Saulle - p.le Pasolini, 3 c/o 105 Stadium Edicola Toni - via Coriano, 58 c/o Gros Edicola Michelotti - via Montescudo, 41 Garden Sporting Center - via Euterpe, 7 Bar c/o Fiat Center - via Nuova Circonvallazione, 69 Concessionaria Vernocchi - via Circonvallazione Occ., 1-3 Edicola Supporters - via della Grotta Rossa, 18

SANTARCANGELO

Edicola - piazza Ganganelli CNA - via Togliatti, 17 Baraonda - via Dante di Nanni Coop - via Andrea Costa Caffè Roma - piazza Ganganelli Coop - via F.lli Cervi, 2 Caffè Centrale - piazza Ganganelli, 21 Caffè Commercio - via Don Giovanni Minzoni, 8 Dispenser - portico via Molari Caffè del Corso - via Garibaldi

via Bonsi, 45 _ 47921 Rimini _ tel 0541.780332

CORIANO

Edicola - via Ausa Mercatone Uno - via Ausa, 16 Ufficio Turistico I.A.T. Pro Loco - piazza Mazzini, 10

SAN MARINO

Centro Comm. Atlante - via Tre settembre, 17 Dogana Centro Comm. Azzurro - via Moretti 23, Serravalle

RICCIONE

Comune - via Vittorio Emanuele Edicola Guidotti - via Cervino, 11/c Edicola Pesaresi - via La Spezia, 20 Edicola Il Bruco - via Marsala, 7 Edicola Tosi - via Empoli, 31 Farmacia S. Lorenzo - via Flaminia, 25 Tabaccheria Morena - via Cervino, 1 Centro Commerciale Boschetto - via Veneto, 43/7 Conad Fontanelle - via Catullo, 8 Conad Fontanelle - via Sicilia Poliambulatorio Pegaso - viale Angeloni, 8 Edicola Girolami - viale Trento Trieste Supermercato A & O - viale Ceccarini Tabaccheria Galassi - via Giulio Cesare, 117 AUSL - via Cortemaggiore, 6 Supermercato A&O - Centro Comm.le San martino Edicola Stazione - piazzale Cadorna, 2

VERUCCHIO

Comune Verucchio Bar Gabrè - via del Decchio Ghetto, 1 Conad - via Casale, 70 CNA - via Garibaldi, 14

e inoltre... Biblioteca Comunale S. Giovanni in Marignano - via Roma, 59 Biblioteca Comunale Cattolica - piazza della Repubblica 31 URP Comune Morciano - piazza del Popolo, 1 Comune Torriana Comune Poggio Berni Comune Montecolombo San Clemente: Comune, Circolo Arci Nova - piazza G. Mazzini Montefiore: Comune, Caffè del Borgo - piazza della Libertà Montescudo: Comune, Bar Borgo - via Borgo Pandolfo Malatesta, 6 Saludecio: Comune, Circolo Arci Pierino Albini - via 24 Giugno Montegridolfo: Comune, Trattoria del castello - via borgo, 5 Mondaino: Comune - piazza Maggiore 1 Gemmano: Comune, Bar Sport - piazza Roma, 10 - Gemmano

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IL TACCUINO DELLA TAVOLA

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In pescheria meglio andare col calendario

Ogni pesce alla sua stagione di Lorella Barlaam

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l segreto di Pulcinella per meravigliosi piatti di pesce è quello che Piero Meldini svela a pag. 87 di “La cucina riminese di terra e mare” (Panozzo): «pesce nostrano scelto, freschissimo e possibilmente di stagione (già, perché c’è una stagione anche per il pesce, oltre che per la frutta e la verdura).» Sta parlando della rostita di pesce e del suo novecentesco “inventore”, Bruno Barosi, ma dà anche una ‘bussola’ più generale. Fresco, infatti, non basta: ogni pesce ha la sua stagione, cioè il periodo in cui è più buono e saporito. Questo avviene generalmente «nel periodo della riproduzione (quando ha le uova) o è novello», come spiega “Purazi… doni!” (Panozzo), che nel pescato di marzo annovera bianchetti (omni nud), calamaretti (calamèri), la gallinella (mazòla), vari molluschi, sardoni piccoli, sogliola (sfuiatela)… e il nome in dialetto non è un vezzo, perché il miglio zero fa la sua buona differenza. Ne ha fatto il suo core business Mattia Sferlazzo, classe 1991 e ‘figlio d’arte’, che vende quello che pesca col suo Erika direttamente sul Porto Canale, al

pomeriggio (clima permettendo), e tutte le mattine presso il Mercato Coperto di Rimini. E si racconta sul web c/o www.riminipescefresco.it. «Adesso peschiamo soprattutto mazzancolle, che sono belle grandi, code di rospo, sogliole e moli, ce n’è stata una passata eccezionale, qualche rombo e tra un po’ dovrebbero esserci gli scampi, e poi le seppie…» mi spiega invece Adamo, patron

Cattolica, più buone della Belon francese, ce n’è un banco naturale tra Cattolica e Rimini e si trovano anche al mercato, ma bisogna controllare che abbiano il certificato. Quest’anno abbiamo pescato anche muggine, mentre i sardoncini sono rimasti di pezzatura piccola perché c’è poco plancton, quest’estate è piovuto poco. In questi giorni poi l’acqua è fredda, più fredda dell’anno scorso, il pesce va nei fondali e si pesca meno di quello che si dovrebbe. Ma il mare Adriatico è in salute, sta bene, ha i suoi ritmi. E pesce ce n’è in abbondanza. Però il fermo pesca dovrebbe essere in aprile/ maggio, quando il pesce si riproduce, per proteggerlo, non in agosto… così avremmo anche la possibilità di avere in estate il pesce per gli ospiti della Riviera. Sarebbe una scelta ecologicamente, oltre che economicamente positiva, che si scontra però con la mentalità corrente di pescare più che si può, perché domani non si sa… e ci vorrebbe un ascolto migliore dei tempi del mare, le autorità dovrebbero interpellare chi ci lavora, per capire cosa c’è da fare…»

Il mare Adriatico è in salute, sta bene, ha i suoi ritmi. E pesce ce n’è in abbondanza…

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del motopeschereccio A. Riboty, che incontro ogni mattina mentre porta il suo pescato fresco al Canevone. «Le seppie in inverno si cucinano anche coi fagioli. Di stagione anche il fritto di paranza, le ‘canocie’ crude… adesso hanno ancora la ‘cera’, le uova, e sono ancora più buone. Tra i molluschi, cominciano anche le ostriche ‘concave’ di

Ristorante Guido Lungomare Spadazzi, 12 - Miramare di Rimini, tel. 0541 374612, www.ristoranteguido. it, info@ristoranteguido.it, nasce nel 1946, chiuso il lunedì. Trattoria Farini Via Farini, 13/15 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 709548, www.farini13.it. Chiuso il martedì. Cucina stagionale con pesce fresco, salumi, formaggi e carni a Km zero. Ristorante Il Pescato del Canevone Via Tonini, 34 Rimini - Centro storico, tel. 366.3541510, www.ilpescatodelcanevone. it, chiuso sabato a pranzo e lunedì pranzo e cena. Ogni giorno pesce fresco direttamente dal nostro peschereccio. Il Ristorante Club Nautico Largo Boscovich, 12 - Rimini Porto, tel. 0541 27005, www.ilristoranteclubnautico.it, info@ ilristoranteclubnautico.it, nasce nel 1983, chiuso il lunedì da ottobre a maggio. Terrazzini esterni con tavolini alla francese aventi vista sul Porto Canale. Ristorante Dei Marinai Largo Boscovich, 2 - Rimini Porto, tel. 0541 28790, www.ristorantedeimarinai.it, info@ ristorantedeimarinai.it, nasce nel 1963 solo per i soci - dal 1995 aperto a tutti, chiuso il lunedì. Ristorante Bellavista Via Roma, 1 - Montescudo, tel. 0541 984818, nasce nel 1991, chiuso il lunedì. Ampia terrazza con vista mozzafiato. Piatti tipici nel segno della tradizione. Osteria Del Vizio Via Circonvallazione Meridionale, 41 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783822, www.osteriadelvizio.com, info@osteriadelvizio.com, nasce nel 2001, chiuso il martedì, ferie: luglio e agosto. Osteria Della Piazzetta Vicolo Pescheria, 5 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783986, www.osteriadellapiazzetta. com, info@osteriadellapiazzetta.com, nasce nel 1998, chiuso la domenica da ottobre a maggio escluso dicembre. Solo pesce fresco.

Rosticceria Il Mare nel Borgo Via XX Sttembre, 49 - Rimini, tel. 0541 020458, nuova gestione dal 2010, chiuso la domenica sera e il lunedì. Pescato fresco, cotto e preparato da asporto. Ristorante King Thai Via Dante Alighieri, 39 Rimini Centro Storico, tel. 0541 412589, un ristorante dove gustare i piatti più prelibati della cucina thailandese. Aperto tutti i giorni pranzo e cena. Menù turistico da 8€. Ristorante&Vineria Squilla Mantis Via Tiberio, 11 - Rimini - Borgo San Giuliano tel. 0541 53577. A due passi dal Ponte di Tiberio, Squilla Mantis propone cucina di mare con prodotti di stagione e aperitivi. Aperto a pranzo e a cena. Osteria Tiresia Via XX Settembre, 41 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 781896, www.osteriatiresia.it, info@osteriatiresia.it, nasce nel 1997, chiuso il lunedì. Ampio giardino estivo. Ristorante Le Logge Viale Trieste, 5 - Rimini - Marina Centro, tel. 0541 55978. Pasta fatta in casa, antipasti, crostini, secondi semplici, carne argentina, contorni sfiziosi, insalatone. Novità pizza: impasti Bio, kamut, farro e integrale. Aperto anche a mezzogiorno. Trattoria San Giovanni Via Flaminia, 11 - Rimini - Centro Storico tel. 0541 780394, nasce nel 2007, chiuso il martedì. Cucina del territorio con prodotti di stagione e pasta al mattarello. Ristorante Da Oberdan Via Destra del Porto, 159 - Rimini Porto, tel. 0541 27802/0541 55002, www.daoberdan. com, nasce all’inizio degli anni ‘60, chiuso il mercoledì. Trattoria Tonino (Il Lurido) Via Ortaggi, 7 - Rimini - Borgo San Giuliano, vicino al ponte di Tiberio, tel. 0541 24834, www.trattorialurido.it, nasce nel 1948, chiuso il martedì, ferie: nel periodo del fermo pesca. Dolci e dessert fatti in casa. Giardino estivo.

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SPORT

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Storie e personaggi del nostro sport

IL MISTER VENUTO DALLE TERRE DEL PROSECCO di Enzo Pirroni

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irmino Pederiva è un vero maestro. sapere (più pratico che teorico) vivacchia- mai si adeguerebbe a ripetere banali frasi di Nato a Valdobbiadene nel 1944, ini- vano e vivacchiano sui prati erbosi nella circostanza e luoghi comuni. Audace ricerziò a tirare i primi calci ad un im- speranza di plasmare un nuovo campione. catore di nuove esperienze, Pederiva ama, probabile pallone di cuoio nell’oratorio di Rimini, Cesena, Cesenatico, San Marino, tuttavia, cercare sostegno, per le sue alchiSan Francesco, a Venaria Reale, un piccolo Riccione, Morciano furono le località nelle mie tattiche, nella solida, sconfinata gramcomune sito nell’area metropolitana torine- quali Pederiva insegnò. Ovunque sia andato, matica della tradizione. Non uso ai comprose. Molto probabilmente (tiro ad indovina- Firmino lasciò il segno, perché il suo inse- messi, non ha mai ceduto alle facili formule re) la famiglia Pederiva si era trasferita in gnamento era ed è di quelli che travalicano ed al balbettio delle mode. E’ rimasto semPiemonte alla ricerca di una sistemazione il puro aspetto agonistico. Consapevole che pre sé stesso senza indossare maschere da migliore. Giocando da laterale destro (allo- curare lo sviluppo della mente contempora- incantatore o sussieguose penne di pavone. ra si diceva terzino fluiOggi, in un mondo dificante), Firmino, dal dove la parola non 1956 al 1961, sempre gridata non ha più Firmino Pederiva da Valdobbiadene, con la maglia bianconera cittadinanza, dove lo della Juventus, percorse slogan da curva serl’allenatore che fa crescere tutte le tappe del settore ve in politica come i ragazzi di Romagna giovanile per debuttare nella vita di tutti i in Serie C con l’Imperia giorni, la signorilità nel campionato 1962 educata di Pederiva 63. Ebbe inizio così inizio la sua carriera di neamente alla cura del corpo sia fondamen- è un unicum certamente in via d’estinzione. calciatore “di ventura” pedatando sempre su tale per il raggiungimento di un qualunque Per parte mia, vorrei sempre e comunque campi minori: Agrigento, La Spezia, Cosen- risultato, egli pretende dai suoi ragazzi una alla guida di una qualsiasi squadra (massiza, Asti. Per gravi infortuni alle ginocchia condotta di vita esemplare, il rispetto asso- me quella della mia città) un siffatto uomo. dovette smettere. Nel 1972 principiò la sua luto dell’etica sportiva, l’accettazione dei Una persona, Firmino Pederiva, che ben carriera di tecnico. Generalmente gli istrut- giudizi arbitrali. Certo, Pederiva rifugge il conosce il significato del dolore. Un uomo tori di tecnica calcistica erano (e in parte bolso conformismo dei tecnici attuali, abi- che per esperienza sa che gioia e dolore non sono) ex giocatori che, avvalendosi del loro tudinari frequentatori di studi televisivi, né marciano mai disgiunti e che vivere significa porre un argine al nichilismo, anche quando attorno a noi tutto vermina e la speranza sempre più si allontana.

La nostra ginnastica artistica è ancora viva Rimini Gymteam miete successi

Parlare di ginnastica artistica a Rimini può apparire anacronistico, in quanto, tutto ciò che è connesso a questa bellissima disciplina sportiva, purtroppo, si coniuga al passato. Purtuttavia, pur mantenendo le debite proporzioni, succede che una nuova società, la Rimini Gymteam, che ha sede presso lo Sport Village in via Galla Placidia 29, in soli pochi mesi d’attività, è riuscita a conseguire successi a ripetizione in tutte le competizioni alle quali ha preso parte (UISP e FGI). L’ultimo evento, ordine di tempo, si è svolto a Medicina (BO) il 17/02/2013 (gara individuale di mini specialità). Le ginnaste della Rimini Gymteam erano 36 e tutte, nelle varie categorie, hanno conseguito succesi ed affermazioni significative con grande gioia delle due insegnanti Lea e Valentina che tanto si spendono per promuovere la pratica di questo difficile ed affascinante sport che tanti campioni, nella nostra città, in passato, ha prodotto.

Agenda Domenica 3 Basket DNB: Rimini - Firenze I Crabs vanno alla ricerca delle terza vittoria consecutiva Ginnastica: Campionati Regionali FGI Al Playhall di Riccione la 2a prova per la serie C maschile Podismo: 23° Trofeo Giannoni Dallo Stadio Comunale di Cattolica parte la gara di 13 km Venerdì 8 (fino domenica 10) Squash: Campionato italiano a squadre Al centro Federale di Riccione 2a giornata della competizione Sabato 9 Pallavolo Serie B1: Casette AP - Viserba Volley Trasferta marchigiana per le ragazze di Solforati per consolidare il primato Domenica 10 Calcio Lega Pro 2a Divisione: Rimini - Venezia In palio punti decisivi per uscire dalla zona playout a cura di Matteo Ortalli

Lettera Grazie per Renato! Ringrazio lei e la redazione di “Chiamami Città” per aver dedicato l’articolo su mio padre Renato. Sono felicissimo che sia ricordato sia come calciatore che come uomo che si è sempre reso disponibile per la causa di questa città. E’ bellissimo che gli addetti ai lavori, ricordino i suoi trascorsi come giocatore della Rimini Calcio prima, di Bellaria e Perticara alla fine della sua carriera calcistica. Anche lui, ne sarebbe felice leggendo l’articolo che lei gli ha dedicato, ma purtroppo da alcuni anni, l’alzhaimer che lo ha colpito agli inizi degli anni 2000, lo costringe in un letto di una casa di riposo, confortato dalla costante presenza di mia madre e di tutta la famiglia, ma purtroppo senza evidenti contatti con la realtà. Renato, e di questo ne vado orgoglioso, è ancora ricordato e richiamato in tutte quelle occasioni in cui si parla di calcio in questa città, ma anche dai suoi collaboratori di lavoro, nel periodo in cui ricopriva la carica di direttore dell’autoparco comunale per le sue doti umane. Grazie ancora ed un cordiale saluto. Mirco Vanzolini


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Anno XXIII n. 222

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LA STORIA La dura esistenza dei pescatori di una volta di Luca Vici

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LA STORIA

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La dura vita dei pescatori di un tempo

UN MARE SÌ, MA DI DEBITI

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di Luca Vici avorare in mare è duro e poco renumerativo. Ma nel passato le cose andavano molto peggio, nonostante l’industria ittica sia sempre stata molto fiorente, specialmente in porti come Rimini. Perfino per un comandante, possedere anche parte della sua barca era un traguardo non sempre raggiunto. Nei secoli XVIII e XIX, le fonti ci informano che all’atto di commissione per la fabbricazione di un natante, il pescatore non possedeva mai tutto il denaro necessario, e poteva al massimo anticipare una caparra. Per il grosso della spesa ricorreva al prestito e a dilazioni del pagamento, con conseguente indebitamento nei confronti non solo del proto calafato, ma anche del fabbro, del cordaio, del parcenevole, e naturalmente del prestatore. Dunque l’unico soggetto a rischio in questo rapporto era il marinaio, che si trovava costretto a imporre un’ipoteca sulla barca (creditum super cymba) a garanzia dei successivi pagamenti rateali fino all’estin-

zione del suo debito. Chi di solito guadagnava erano invece i creditori, che spesso entravano in possesso della barca o di una parte di essa. Nella vita di un pescatore, d’altra parte, questa operazione andava ripetuta più volte, visto che le barche necessitavano di lavori periodici e onerosi, quando non andavano perdute per la malasorte. Il guadagno del pescatore variava in base al

proprio equipaggio. Nel 1785 un armatore di Rimini elegge il proprio capobarca per un nuovo tartanone peschereccio: “Sarà poi a carico del detto patron Pujotti conduttore il far a suo genio la ciurma, e per questo suo ufficio gli assegna la consueta mercede di scudi quattordici”. Ma il capobarca diventava anche compartecipe della barca sborsando la somma di scudi 300, per cui “dovrà percepire oltre le sue parti di guadagno anche i corrispondenti utili per questi 300 scudi, a norma di tutto l’intero capitale della barca ed armiggi”. L’operazione si concludeva con la nomina del “parcenevole, ossia venditore del pesce”; questi si obbligava per cinque anni, come il capobarca, dopo essersi preventivamente accordato per la “solida mercede, cioè tre quartarole, vale a dire tre quarti di quanto un uomo di detta barca guadagnerà in ogni pescata”.

E per vendere c’era il parcenevole

Il commercio era minuziosamente regolato dagli Stauti

Un comandante doveva coprirsi di ipoteche per poter possedere anche parte della sua barca ruolo a bordo: il comandante riceveva una quota di parte in più rispetto agli altri membri dell’equipaggio, oltre ad un compenso pecuniario annuo. La paronia o paroneria, cioè il diritto di esercitare la conduzione della barca, avveniva per elezione e scelta da parte dell’armatore, che lasciava a sua volta al capobarca stesso la facoltà di formare il

Fonte: Maria Lucia De Nicolò, Adriatico cultura e arti del mare.

Il cappotto di Salonicco Fra i capi d’abbigliamento presenti negli inventari dei beni dei pescatori dei secoli di età moderna spicca il cosiddetto “cappotto di Salonicco” che, insieme alla berretta da paron, caratterizzava la divisa del pescatore. Diffuso in tutto il Mediterraneo - in Sardegna fa parte del costume tradizionale delle coste con il nome di gabbanu o saroniccu - era una sorta di mantello con cappuccio, fatto di orbace imbottito di bambagione. Ai piedi, zoccoli di legno e calzettoni. Naturalmente, nonostante la lane infeltrite dell’orbace “tenesse” in qualche modo l’acqua, questo vestiario non garantiva lontanamente l’impermeabilità di quelli moderni. Facile immaginare dunque i disagi cui andava in contro la gente di mare, la maggior parte della quale navigava su piccole imbarcazioni il più delle volte sprovviste di ponte.

Figura di particolare rilievo era quella del parcenevole, scelto sempre con la massima accortezza dall’armatore, o dallo stesso paron, in alcuni casi si assicurava l’elezione a venditore di pesce di una barca, anticipando una somma a titolo di prestito o entrando addirittura in compartecipazione del capitale. Il suo ruolo implicava solamente la commercializzazione del prodotto di ogni pescata curandone sia la buona conservazione in attesa dello smercio, sia i trasporti verso le piazze ritenute più redditizie. Talvolta la scelta del mercato poteva essere concordata con determinate pescherie, come testimoniato da un atto del 1767 in cui si sancisce che il parcenevole “debba vendere in questa pescheria di Rimini il pesce che porterà la sua barca peschereccia”. Le competenze del parcenevolo rimasero immutate per oltre un secolo e confermate anch’esse dalla consuetudine: la paga standard di tre quartarole, poteva aumentare solo nel caso in cui fossero legati in contratto con barche dedite alla pesca a coccia, dalle quali ricevevano una parte del pescato.

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Pensavate di sistemare la casa o il capannone dal pericolo di terremoti? C’è ancora tempo fino al 10 marzo per chiedere soldi a fondo perduto: presso il Comune di Rimini, fino a quella data è aperto il bando regionale che concede contributi a fondo perduto per interventi di prevenzione del rischio sismico. A disposizione dei riminesi, sia privati che aziende, ci sono in tutto 2 milioni di euro. Fra le imprese a associazioni che si sono attrezzate per fornire consulenze in proposito, Studio TI, Legacoop, CNA e C.A.R. hanno attivato un numero verde gratuito cui chiedere tutte le informazioni in merito: 800 58 693

Lettera

E i casolari divennero pensioni Negli anni ’50 la vita di Rimini era ancora profondamente segnata dai danni della Seconda Guerra Mondiale: i segni della distruzione erano presenti nella città, negli edifici demoliti dalle bombe, tra le persone che avevano perso la propria abitazione. Terzo, classe 1930, racconta che la difficile situazione stentava a migliorare e per fortuna c’era il lavoro stagionale, che impegnava durante i mesi estivi, anche se non era ben visto dagli abitanti del Centro Storico. Terzo aveva un’officina meccanica in cui lavorava durante l’inverno ma le automobili erano ancora poche, così aveva deciso di investire in una casa colonica nei pressi di via Lagomaggio, da adibire ad albergo durante i mesi estivi. Con il boom economico degli anni ’50 e ’60 e con l’aumento dei turisti, aveva deciso di ampliare la struttura. La moglie Ida lavorava nella pensione come cuoca, così come il figlio a cui piaceva imparare anche se a volti e feva arrabiè e su bà. Nel frattempo nei mesi invernali, padre e figlio mandavano avanti l’officina, anche perché il lavoro col tempo aumentava, arrivavano le prime 500 e le 600 della Fiat e Terzo, con la sua esperienza, trovava sempre la soluzione ai guasti meccanici. Dopo qualche anno, decisero di vendere l’albergo, anche se ben avviato, perché al figlio piaceva di più stare in officina e perché avevano investito in nuove e moderne attrezzature. Così Terzo aveva aiutato suo figlio a diventare un bravo meccanico, tramandandogli i segreti del suo mestiere e permettendogli di crescere e di responsabilizzarsi, fino a diventare indipendente. Oggi Terzo e Ida sono fieri del figlio e della famiglia che si è fatto. Claudio Cupi RISTORANTE

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E il Comitato Nuova Marina Centro cambia presidente e consiglieri

TRE RIAPERTURE CONTRO LA CRISI Tornano in funzione il Caffè delle Rose, la Sangiovesa e l’area dell’Embassy La crisi economica e in particolare quella del commercio si è fatta sentire pesantemente anche a Marina Centro, che negli anni precedenti aveva segnato un certo incremento delle attività. Nei prossimi mesi, però, quasi in controtendenza rispetto al Centro storico, apriranno nel cuore della Rimini balneare tre nuove attività annuali. Il Caffè delle Rose riaprirà i battenti anche come pasticceria e il ristorante la Sangiovesa al Mare ritornerà ad accogliere turisti e riminesi, rigenerando quell’area verde che rischiava il degrado. Ad aprile si inaugurerà la “piazza” dell’Embassy con negozi, ristorante e la villa Cacciaguerra restaurata; il luogo, così, si candida a ritornare il salotto elegante della Marina. Segnali positivi di buon auspicio per la nuova compagine del “Comitato Nuova Marina Centro” ed il suo presidente Gian

Maria Zanzini. Il Comitato riunisce decine di albergatori, commercianti e artigiani, un gruppo, una comunità che ha come scopo quello di promuovere Marina Centro resistendo alla crisi e di offrire ai riminesi, ai turisti, ai congressisti e operatori delle fiere un prodotto di qualità sia nella parte alberghiera e della ristorazione che in quella del commercio in un ambiente sicuro ed accogliente. Per la prossima stagione è in cantiere una serie di eventi, alcuni classici e tradizionali, altri del tutto nuovi, il cartellone sarà divulgato alla fine del mese. Vi sono però ancora diversi problemi logistici come la regolamentazione del traffico e dei parcheggi, forse sufficienti, ma ancora troppo cari e quelli relativi agli scarichi a mare le cui soluzioni hanno bisogno di tempo, soldi e soprattutto attenzione e controllo da parte dei cittadini.

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L’anello verde arriva fino al Mare

Una pista ciclabile lunga sette chilometri Dal molo di Rimini fino al fiume Marano a Riccione in bicicletta senza soluzione di continuità, questo è quanto promette il piano di riorganizzazione funzionale del lungomare. A breve - così si legge nel comunicato del Comune - verrà approvato il progetto esecutivo che sarà un passo importante nella realizzazione dell’anello verde della città. La pista ciclabile lunga 7,5 chilometri sarà collegata ai grandi parchi cittadini, al Centro Storico, al Palacongressi, ai parcheggi scambiatori. Già dal mese di aprile (prima fase del progetto) sarà modificata la segnaletica orizzontale e verticale con un nuovo sistema di sosta per auto e ciclomotori, questo intervento permetterà di tracciare la pista ciclabile separata da quella pedonale. Nella seconda fase sono previsti interventi strut-

turali come l’ampliamento dei marciapiedi, una nuova illuminazione del Lungomare, posti per il bike sharing e nuovi e tecnologici sistemi di sicurezza. La sosta delle auto sarà spostata sul lato monte del Lungomare disponendola a spina di pesce. Vi sarà una riduzione degli stalli che sarà compensata da una incentivazione della mobilità lenta che ridurrà l’affollamento di veicoli nelle vie del mare. Da Piazzale Marvelli alla rotatoria di Piazzale Fellini, la circolazione sarà a senso unico tranne un piccolo tratto dalla rotatoria a via Beccadelli. Il Comune ha chiesto alla Regione un finanziamento di 500 mila euro per il primo lotto che prevede una spesa di 750 mila euro, il secondo lotto verrà finanziato dal Comune, una volta ottenuto il contributo regionale, con 450 mila euro.

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L’avamporto di Rimini

Entro l’anno la nuova diga foranea Con la costruzione della nuova diga foranea è cambiato il panorama della parte finale del nostro porto canale, “la palata”. I riminesi, sconcertati in un primo tempo, ora ci hanno fatto l’occhio. Quest’anno dovranno ancora e forse definitivamente abituarsi ad un nuovo panorama. In aprile o al massimo a fine estate - dopo aver valutato l’impatto delle correnti sulla erosione possibile dell’arenile - verrà costruita una nuova diga frangiflutti perpendicolare a quella della nuova darsena. Sarà così completato l’avamporto che permetterà un migliore accesso al porto e la possibilità di attracco a navi da crociera di una certa stazza o traghetti per l’altra costa dell’adriatico. Già con la prima diga sono migliorate la sicurezza per l’attracco e l’entrata soprattutto quando il vento è forte ed il mare grosso. Dal prossimo anno in caso di maltempo i nostri pescherecci non dovranno più andare a ripararsi a Ravenna o ad Ancona.

AsaNIsiMAsa

La notte Rosa 2013 ricorda Fellini E’ pronto il manifesto per la notte rosa 2013 l’evento che sarà il cuore e anche il leitmotiv dell’estate della nostra riviera e di tutta la costa romagnola. Da venerdì 5 luglio e per tutto il week- end saranno decine e decine gli spettacoli a cui potranno assistere i riminesi e i turisti. Tutto si tingerà di rosa, gli abbigliamenti, le luci nelle strade fino agli aperitivi e cibi cucinati per l’occasione. Il tema di questo anno, come si evince dal manifesto, sarà l’anima, scritta come la pronunciavano nel film 8 e ½, i bambini: AsaNIsiMAsa. Concluderà l’evento lo spettacolo da guinness dei primati di fuochi d’artificio lungo 110 chilometri.

Vedere la Riviera dall’alto La ruota panoramica mobile più alta d’Europa, quella che la passata estate ha caratterizzato il panorama del lungomare di Marina Centro, verrà ricollocata anche questo anno sempre al Piazzale Boscovich. Non si conosce ancora con precisione la data della sua messa in funzione, ma certamente nella prossima stagione estiva saranno molti quelli che vedranno la Riviera dall’alto dei 55 metri della ruota.

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Zeinta di Borg il programma realizzato da CNA Commercio e Turismo che racconta il territorio e i suoi operatori economici Gli argomenti della Nuova Puntata > Speciale Donne e Lavoro > Rete Imprese Italia: nasce la rappresentanza dell’imprenditoria femminile > Lo storico Oreste Delucca e la Porta Montanara > Il critico d’arte Alessandro Giovanardi alla chiesa dei Servi di Rimini > Il Dialetto per principianti con Giuliano Casadei

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LO SCAFFALE ROMAGNoLO Alberto Crescentini, “Rimbalzi” - Il Ponte Edizioni

SOTTO QUEL CESTO SI IMPARA VIVERE La storia del basket riminese come non l’avete mai letta Mio nonno fava i mattoni mio babbo fava i mattoni adeso fazzo i mattoni anche me..                   …non nasce così l’amore di Alberto Crescentini per la pallacanestro. Non viene indirizzato o influenzato dalla famiglia (come qualche decennio dopo cercherà di fare con la figlia Chiara). Ad Alberto nasce spontaneamente fra gli 11 e i 12 anni come un talento, un dono. Comincia nel cortile di casa, perché a quei tempi gli unici spazi per giocare erano quelli, dove trovavi sempre uno strumento a sfera e qualcosa bisognava farci. Il tutto condito con due cestini da verdura appesi a una parete, oppure una vecchia rete da pesca tesa da due bastoni inchiodati per terra. È così che germoglia e vive in Alberto la passione per il basket. Che lo vedrà poi protagonista sotto diverse vesti:

come nella magica notte del gennaio 1995, quando Myers contro Udine segna la bellezza di 87 punti e Alberto è lì in prima linea da giornalista, per finire immortalato insieme ai vincitori sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport. L’alba di “Rimbalzi”, il libro che ora arriva alle stampe, si vede tra il ‘96 e il ’97, quando Crescentini comincia a raccogliere le prime testimonianze dei pionieri degli anni ‘30. Ma rimane nel cassetto - o meglio, come accade oggi, nel pc - per 15 anni. Nel frattempo, però il Nostro non si è fatto mancare nulla: da giocatore ad allenatore, sempre fedele ai metodi della vecchia guardia. E poi arbitro, dirigente, addetto stampa, cronista. E sempre ricercatore di tutti quei piccoli e grandi

tasselli che man mano hanno dato forma ai personaggi e agli aneddoti

che ci racconta ora. C’è la storia di una squadra femminile di Rimini che vinse i campionati nazionali, c’è la piccola  palestra sotto casa e c’è la nascita del Flaminio nel 1977. E c’è la competizione con gli americani, maestri per eccellenza del basket. Ma soprattutto, ci sono gli insegnamenti e le emozioni che ti dà un sport collettivo: l’integrazione, la condivisione di gioie e dolori, il sapere che gli altri hanno bisogno di te e tu di loro. Veri momenti dove si è uniti sul campo, negli spogliatoi, nei bagni. Ma chissà, se rivedere circa 1.500 riminesi riuniti per il derby (vittorioso) con Ravenna di domenica 3 febbraio non possa far ritornare quell’entusiasmo che ancora Alberto cerca di iniettare e sferzare (anche se apparentemente fermato dal dolore alla colonna)? Laz’dora

La Camera di Commercio ha premiato quattro progetti di innovazione

LE IDEE NON CI MANCANO Nel 2012 la Camera di Commercio di Rimini aveva stanziato, per la prima volta, un “fondo per la concessione di contributi a favore delle piccole e medie imprese interessate a progetti di ricerca applicata nell’ambito dei laboratori della Rete Alata Tecnologia dell’Emilia Romagna (Tecnopoli). Il fondo, 50 mila euro, è stato rinnovato anche per il 2013: un’opportunità importante per le nostre PMI che fanno innovazione. Nel frattempo, il 21 febbraio scorso, sono stati premiati quattro progetti che avevano chiesto di accedere al fondo. Sono i progetti di UMPI Elettronica di Cattolica, Termotecnica Sacchetti Oliviero di Rimini, Cereria Terenzi Evelino di San Giovanni in Marignano, Lambertucci Luca di Rimini. Ciascuno nel proprio ambito rappresenta un piccolo capolavoro, sia dal punto di vista della ricerca di nuovi mercati, che da quello più strettamente scientifico e tecnologico. La UMPI, che opera ormai da oltre 30 anni nel campo dell’elettronica applicata soprattutto ai sistemi di illuminazione – la commessa più recente è arrivata

da Dubai, – ha progettato nuovi dispostivi per la tele-gestione di impianti di pubblica illuminazione. Come ha spiegato Marco Ghetti, “l’UMPI da sempre ha puntato sull’utilizzo di quella grande e capillare rete esistente che è l’illuminazione pubblica, per abilitarla all’utilizzo da parte di altre reti che possano fornire più servizi e con maggiore sicurezza, sia ai cittadini che

quanto pressoché ignorato da tutti: lo smaltimento dei refrigeratori professionali. Infatti, nonostante esistano norme severe sullo smaltimento, in Italia praticamente non esistono centri di raccolta dove si possano conferire macchine refrigeranti professionali! Risultato: non solo un grave pericolo per l’ambiente, ma anche lo spreco di materie nobili, per esempio il rame, presenti in

Riconoscimenti per gli inventori di mini turbine eoliche, telegestione dell’illuminazione, smalti mento refrigeratori, additivo per candele alle pubbliche amministrazioni. L’intuizione di base è che attraverso la rete elettrica possano passare non solo l’energia, ma anche le informazioni. Partendo da questa premessa, è evidente quanto possano essere vasti e convenienti gli sviluppi. Oliviero Sacchetti, invece, ha cercato di trovare una soluzione per un problema gravissimo,

abbondanza in questo tipo di apparecchiature. Il progetto di Sacchetti riguarda pertanto “un efficiente programma di recupero e smaltimento dei materiali inquinanti presenti nelle macchine refrigeranti di piccole e medie dimensioni (RAE R1). Nel territorio di Rimini non esiste un servizio che permetta di ottemperare alla normativa vìgen-

te”. Particolarmente stimolanti e originali anche i progetti della Cereria Terenzi e di Luca Lambertucci e dei suoi giovanissimi soci. l’azienda ha sviluppato un additivo antimicrobico da utilizzarsi sia nelle classiche candele di paraffina, che nei profumatori ad ambiente che nelle lampade profuma-ambiente. Infine, sono stati tre giovani ingegneri riminesi – fra i 27 ed i 32 anni – ad aver sviluppato un prototipo di un’innovativa mini turbina eolica. Il progetto VELA – Vento Energia Luce Ambiente – è nato nel luglio 2012 ed ha già conseguito numerosi riconoscimenti. La turbina Eolo produce 1 kilowatt ed è alta appena un metro e venti ; non utilizza pale ingombranti, ma piccoli pannelli rotanti che non recano alcun disturbo visivo. Congegni pensati appositamente per ambiti portuali e costieri, come l’illuminazione - che diverrebbe autosufficiente con la semplice applicazione al palo di sostegno della lampada - di un lungomare o una darsena, oppure per agriturismi e ambienti rurali di pregio, o anche per un’imbarcazione a vela.

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27 febbraio_Centro Storico e Borgo Marina

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