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20 novembre - 3 dicembre 2013

Anno XXIV n. 723

CASA MIA, PER SPORCHINA CHE TUA SIA Il cassonetto selvaggio dilaga, dovremo usare i droni?

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Rimini, Via Poerio, 19 novembre 2014

25 novembre Contro la violenza sulle donne Speciale di Maria Luisa Bertolini

Intervista: il museo di Melania Mazzucco di Lorella Barlaam

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di Stefano Cicchetti

a Provincia ha diffuso i dati sulle violazioni del Codice dell’Ambiente, e relative sanzioni. Multe anche salate, a seguito i verbali e indagini circostanziate. Sono rilievi formali, come i carichi di rifiuti che viaggiavano senza documenti in regola, ma anche fin troppo sostanziali: abbandoni indiscriminati di eternit, plastica, polistirolo, pneumatici, tubature, macerie varie. Particolarmente colpita la Valmarecchia. Ma passeggiando nel cuore delle città, Rimini come Riccione, Cattolica come Bellaria, quanti di noi hanno invocato altrettante indagini e multe vedendo certi spettacoli?

I Nomadi: “La riviera ci porta bene” di Marta Ilenana Tomasicchio

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segue a pag. 2

Il giornale delle scuole elementari

NUOVO INSERTO!

Il pasticcere Rinaldini in un libro Disney di Maria Luisa Bertolini

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La Falco Servizi è specializzata in: > Pulizie civili e industriali (ordinarie e straordinarie); > Lavaggio pavimentazioni interne ed esterne anche con l’ausilio di speciali macchinari; > Lavaggio poltrone, sedili, divani, tappeti, moquette; > Lavaggio vetri/vetrate anche in alta quota con l’ausilio di innovativi macchinari; > Lavaggio pannelli solari; > Sanificazioni ambienti; > Disinfestazioni - Derattizzazioni; > Giardinaggio e manutenzione aree verdi; > Facchinaggio - Logistica; > Riordino ambienti - allestimenti


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PRIMO PIANO

Civiltà e inciviltà si confrontano a poca distanza per motivi incomprensibili di Stefano Cicchetti

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unedì scorso a Rimini all’angolo fra via Tripoli e via Goito c’era da non credere ai propri occhi. L’aggregato di cassonetti, stracolmi e spalancati, era circondato da masserizie di ogni genere, ma anche da grappoli di sacchetti della spazzatura allergici alla chiavetta elettronica. Perfino, un’intera collezione di parrucche, per la felicità dei gatti del quartiere. A due passi, in pieno parco Cervi, i cestini porta-

segue dalla prima pagina

nario di televisori, batterie, imballaggi assortiti. In via Aldo Moro, non certo un quartiere d’elite, i residenti andrebbero premiati per come si comportano con i loro rifiuti. Mentre certe vie di Viserba Monte gridano vergogna. Un bagnino di Marina Centro un giorno raccontava che un suo cliente, riminesissimo, si presentava ogni mattina in spiaggia con il suo bravo sacchetto di rusco per andarlo a deposi-

CASA MIA, PER SPORCHINA CHE TUA SIA

carte erano circondati da grossi sacchi, depositati da qualcuno che, per chissà quale motivo, aveva trovato più comodo portarseli a spalla fin lì invece che raggiungere l’isola ecologica più vicina. E si potrebbe andare avanti all’infinito, con esempi di civiltà e inciviltà che si confrontano a volte a pochi passi, senza apparenti ragione. Tutto bene, almeno quasi sempre, in via Praga. Ma basta svoltare in via Poerio perché vada sempre male: per qualche causa misteriosa lì i sacchetti non riescono proprio a entrare dove dovrebbero. Già che ci siamo, ecco il consueto campio-

Il cassonetto selvaggio dilaga, dovremo usare i droni?

tare nel cassonetto dello stabilimento balneare. Un bel giorno il bagnino si decise a interrogarlo: perchè prendersi l’incomodo di andare al mare con il pattume assieme alla borsa da spiaggia?

... invece in Via Aldo Moro...

Il bagnante-residente, come fosse la più grande delle ovvietà, rispose: “Ma dove abito io c’è la chiavetta!”. Tutto ovvio, appunto. E’ ovvio che il padrone del cane si indigni se qualcuno si permette di protestare per i ricordi lasciati per via dall’amico più fedele. Tanto peggio per chi davanti a casa ha alberi e tratti erbosi: si deve rassegnare, anzi ringraziare, perché c’è anche qualcuno che con sovrana indifferenza non raccoglie neppure i lasciti sui marciapiedi e addirittura sui portoni. E anche questo succede in pieno centro come in periferia. Che la città sia casa nostra, parchi e cassonetti compresi, evidentemente è un concetto troppo difficile da comprendere. Eppure bisognerà pur provarci, se non vogliamo ridurci ad arruolare pattuglioni anti-sciattoni, costellare le vie di webcam, usare magari stormi di droni per inchiodare gli incivili.

REDAZIONE - Pubblicità Rimini, Via Caduti di Marzabotto, 31 47922 Rimini Tel. 0541 - 780332 - Fax 0541 - 780544 - redazione@chiamamicitta.net codice ISNN 1971 - 565X - DIREZIONE - Direttore Responsabile Stefano Cicchetti Responsabile Privacy: Stefano Cicchetti Caporedattore: Claudio Costantini Segretaria di Redazione: Sara Sparaventi Redazione: Lorella Barlaam (cultura), Eva Micucci (spettacoli) Coordinatore progetto “Zeinta di Borg”: Antonio Cuccolo. AMMINISTRAZIONE - Proprietà: Ondalibera Srl Cap. Soc. Responsabile amministrazione: Madelena Cerbara Grafica: Agenzia NFC diAmedeo Bartolini & Co., via XX Settembre 32 - Rimini Stampa: Galeati Industrie Grafiche Via Selice, 188/189 Imola (BO) Distribuzione: Agenzia Rimini Marketing. Aut. del Trib. di Rimini n. 19 del 13/8/1988 Sede Legale: Via Bonsi, 45.

Un pedagogo davvero speciale Ad Andrea Canevaro la cittadinanza onoraria di Rimini Mercoledì 20 novembre il Consiglio comunale di Rimini conferirà solennemente la Cittadinanza Onoraria ad Andrea Canevaro, Professore ordinario di Pedagogia Speciale dell’Università degli Studi di Bologna, una scienza che non è “stabilita una volta per tutte, ma è scienza di ricerca”, come ha scritto. Lo spirito aperto che ha improntato tutta la sua carriera, in cui è stato componente della Commissione Tecnico-scientifica dell’Osservatorio per l’integrazione dei disabili del Ministero della Pubblica Istruzione italiano, membro di diverse missioni di cooperazione internazionali, primo a introdurre in Italia i temi della pedagogia istituzionale, che ha interpretato come “pedagogia della complessità”. Tante, le pubblicazioni al suo attivo, diversità, disabilità e integrazione le parole chiave del suo impegno umano e politico, oltre che scientifico. Con Rimini Canevaro ha un legame profondo, nato dalla collaborazione con i servizi scolastici ed educativi nella sperimentazione dei primi percorsi d’inserimento scolastico dei bambini con disabilità nelle scuole d’infanzia e dall’impegno col mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale riminese, nella costruzione di realtà d’accoglienza e d’inclusione come, fin dagli anni ’70, al Ceis con la fondatrice Margherita Zoebeli.


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SORRISI E CASSONI

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I maestri dell’avanguardia mettono a dura prova le arterie. E la pazienza di Lia Celi

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n tutte le presentazioni del mio «Alieni a Rimini», piccolo inno alla riminesità extra-lungomare e alla douceur de vivre malatestiana, c’è un momento imbarazzante. Mi lancio in lodi appassionate della qualità della vita in città e dell’ampiezza dell’offerta

velli. L’età media del pubblico del Settebello corrisponde a quella del presidene Napolitano, non perché gli anziani riminesi siano tutti cinéphiles, ma perché ormai sono la maggioranza degli abitanti del centro, ed essendo quello l’unico cinema funzionante

CINEMA D’AUTORE PER SPETTATORI D’ANNATA culturale, quando nel pubblico qualcuno - in genere una signora - interloquisce: «Possibile che in centro sia rimasto aperto un solo cinema?». Alla sua voce se ne uniscono ben presto altre, concordi e solidali, alle quali non posso replicare. E’ vero, chi vuole andare al cinema in centro può contare solo sul Settebello, e solo perché ha provvidenzialmente riaperto in anni recenti puntando sul cinema d’autore e rimpiazzando il vecchio benemerito Sant’Agostino, luogo di tortura per le chiappe ma paradiso per occhi e cer-

Reportage dalla platea del risorto Settebello non hanno molta scelta se non fra Sala Verde e Rosa: si avventurano coraggiosamente sul passaggio pedonale di Via Roma, uno dei più pericolosi della città, e prendono quel che passa il convento. Del resto il cinema d’auto-

Loro si che incantano ancora!

re è quello che esteriormente somiglia di più a quello dei loro tempi, niente effetti speciali spaccatimpani, niente dialoghi adrenalinici pieni di parolacce. Ma le tematiche spesso li lasciano perplessi, se non addirittura indignati. «Si possono vedere delle cose così?» mormoravano scandalizzate due nonnette all’uscita di «Gloria», storia di un amore fra sessantenni, con scene molto hot senza censure per pancere e grinze. «E ‘sta porcheria ha pure vinto un premio», brontolava un trio di settuagenari dopo «Sacro Gra», il docufilm di Rosi sul Raccordo Anulare di Roma, Leone d’Oro a Venezia. Alla fine di «La vita di Adele», caldissima e struggente love-story gay con lunghe e assai esplicite sequenze di sesso, vegliardi e vegliarde avevano gli occhi così fuori dalle orbite che sembravano tutti reduci di una blefaroplastica Carfagna-styl. Probabilmente non avevano abbandonato la sala prima solo perché alla loro età per alzarsi dalla poltrona e guadagnare l’uscita

c’era voluta una buona mezz’ora. Quando e se arriveranno al Settebello film scandalo come «Miss Violence» o «Moebius» bisognerà appendere un avviso per sconsigliarne la visione agli spettatori più cagionevoli o di cuore debole. Fanno tenerezza questi over70 a contatto con pellicole arrivate fresche fresche da festival internazionali rutilanti di divi, party e red carpet, su cui si sono accapigliati critici molto più giovani di loro. E che nonostante tutto il fine settimana successivo tornano lì, con gli amici del circolo e magari con la badante, sperando di vedere finalmente un film che li farà sognare e sentire ancora giovani e palpitanti di emozioni, fiduciosi nell’eterna magia del cinema. Come l’ingenua Cecilia della «Rosa purpurea del Cairo», il capolavoro di Woody Allen che ha quasi trent’anni, l’età dei loro nipoti, ma li incanterebbe ancora. www.liaceli.com


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COSì è... SE NON VI PIACE

La bilancia della legge e il pallottoliere della Deputata di Nando Piccari

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ualche giorno fa mi sono lasciato andare ad un insolito quanto patetico “ah, se avessi ancora vent’anni!” Sì, perché a quell’età non avrei rinunciato al de-

datore di MD e una delle più limpide figure che abbiano mai vestito la toga in questo Paese. Poteva dunque non sentirsene offeso, fino al punto di lasciare Magistratura Democratica

SUSSURRI DI QUA, GRIDA DI LÀ precabile “omaggio” di qualche spruzzo di vernice spray sul totem che illustra il programma teatrale del Novelli. Nulla di particolarmente deturpante, solo uno scurrile ghirigoro sull’effigie fotografica dello scrittore Erri De Luca, prescelta con poche altre a far bella mostra di sé in quell’aggeggio pubblicitario. Sarebbe stato un piccolo gesto di disprezzo civile non per la persona, ma per l’ideologia di cui è portatore un individuo che oggi teorizza e, per sua stessa ammissione, pratica la violenza No Tav in Val di Susa come già fece negli “anni di piombo”. È per questo che molti sono rimasti sconcertati nell’apprendere che Magistratura Democratica, col peloso pretesto della “libertà d’opinione”, ha ospitato sulla propria rivista un articolo nel quale costui sciorina le sue teorie eversive. Una scelta che suona come sconsiderata e incomprensibile offesa a Giancarlo Caselli, fon-

Fa più sorridere la giustizia che si occupa di magliette o l’antipolitica che non sa far di conto?

un attimo prima di ritirarsi in pensione, lui che era divenuto bersaglio quotidiano dell’ala delinquenziale dei No Tav? Nonostante ne abbia perseguito gli atti criminosi sì con rigore, ma con assoluto “spirito di garanzia”, nel pieno rispetto dei limiti imposti ad un Procuratore? Le stesse “armi della legalità” con cui, dopo averlo fatto per anni contro il terrorismo al nord, aveva generosamente scelto di andare a combattere la mafia a Palermo, dall’interno del Palazzo di Giustizia e non girovagando fra tv e comizi, come un qualsiasi Ingroia. Sempre in tema di giustizia e con specifico riferimento alla correttezza del magistrato, lo scorso 20 novembre è successo qualcosa che, di questi tempi a Rimini, ha quasi dell’incredibile. Tutti gli organi di informazione locali (io li chiamerò “i media” solo quando me lo ordinerà il medico) titolavano, con grande rilievo, di un noto avvocato riminese che, complice il fratello artigiano, aveva evaso ben 20 milioni di euro. Seguivano cronache ricche di particolari, nelle quali erano però rigorosamente assenti i nomi dei due protagonisti della vicenda, coperti da quel diritto alla privacy che la legge vuole sia garantito a chi al momento risulti solo inquisito (il fatto che lo rivendichi anche Berlusconi, pur se fra tante mostruosità contro la Magistratura, non lo rende meno doveroso). Premesso che un giornalista che venga a sapere notizie coperte da riservatezza fa comunque bene a pubblicarle, c’è da interrogarsi sul motivo di tanta differenza fra quello e altri procedimenti, a iniziare dal caso Aeradria, dove siamo al punto che l’amorevole “Voce” ci dà perfino i dettagli del turbamento emotivo che coglie gli inquisiti durante l’interrogatorio. Due pesi

e due misure, o...due pesi e due procure? Nel caso della macro-evasione vi è dunque stata autocensura giornalistica? O debolezza d’occhio e d’orecchio dei cronisti? O forse la ragione sta tutta nel fatto che se ne occupa un fior di magistrato quale il Sostituto Gengarelli? Ha invece qualcosa di perfino divertente la “guerra delle magliette” che la giustizia civile riminese è stata costretta a dirimere, quasi non avesse altro da fare. Il quesito era: il commerciante che ha messo in vendita una maglietta con la scritta Stasera non faccio la brava, s’è macchiato o no di “plagio commerciale” verso una quasi analoga maglietta di Nicole Minetti, sulla quale è invece stampato lo slogan Stasera faccio la brava? Il Tribunale ha dato ragione al commerciante riminese, che pare si sia difeso obiettando: “Ma come si fa a confondere la mia maglietta con la sua? Mica c’è scritto Stasera faccio il bunga bunga”. P.S. La nostrana on. Sarti, pur disponendo di due pagati “collaboratori 5 stelle” (solo i grillini possono chiamare portaborse i collaboratori altrui), è incorsa in un’esilarante mostruosità: «I 23.431.319 pensionati italiani percepiscono 270 miliardi. Se garantiamo loro 5000 euro mensili, restano 153 miliardi. Quanti redditi di cittadinanza (la demagogica trombonata di Grillo) possiamo dare, visto che la nostra proposta vale 30 miliardi?». Se fosse stata in grado di capire di cosa parlava, si sarebbe accorta che la sua cervellotica “riforma pensionistica” costerebbe 1400 miliardi: quasi l’intero Pil italiano! Tempo fa, a corredo di una sua lezioncina su Aeradria, aveva sillabato che «a Rimini c’è un caso Alitalia in miniatura». E magari anche quello di una deputatina bonsai?


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S/PUNTO DI VISTA

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E le vacche grasse non torneranno di Giampaolo Proni

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uando qualcosa cambia lentamente, si tende a dimenticarsi di com’era prima. Succede con i bambini che crescono. Succede ahimé con la situazione economica. L’impoverimento dell’Italia, o meglio, dei cittadini italiani, è iniziato con l’ingresso nell’euro (2000) e la vergognosa inflazione nascosta da un più vergognoso accordo tra i soggetti che ne traevano profitto. Primi tra tutti i giornali, che aumentarono il loro prezzo del 30%

tive a beni e servizi di largo consumo, hanno raggiunto la media del 53,7 per cento, con una perdita del potere d’acquisto del 39,7 per cento (http://goo.gl/ uLXBZ2). La scommessa che i nostri governanti fecero sulla possibilità che il paese sostenesse i parametri di Maastricht (poi rivisti e rinominati più volte) testimonia l’incapacità cronica della classe politica italiana di conoscere il paese e di mettere in atto vere azioni di governo. Cancel-

POVERI NOI In dieci anni il potere di acquisto è sceso quasi del 40 per cento dal 2001 al 2006 (vedi nens.it/_publicfile/08-L-aumento-de-prezzi-che-poteva-essere-fermato.pdf). Una recente indagine delle associazioni dei consumatori ha calcolato che i rincari registrati da settembre 2001 a settembre 2011 su un paniere composto da 100 voci rela-

lare di colpo la possibilità di svalutazione competitiva (abbassare il valore della moneta per rafforzare le esportazioni), ma soprattutto pretendere dalla politica italiana il controllo della spesa e del debito pubblico e il contenimento dell’inflazione, era già allora, e si è dimostrato

ampiamente negli anni successivi, impossibile. Tanto che oggi, dopo quasi 15 anni, il debito è mostruoso (il 130% del PIL), l’economia ha perso competitività ed è in recessione da nove trimestri consecutivi e da tre anni in calo dei consumi. Ma oggi l’impoverimento del paese è visibile, soprattutto è chiaro per chi ha oltre quarant’anni, e ricorda i tempi delle vacche grasse. La preoccupazione, tuttavia, è che non si vede nessuna via d’uscita. Pensare che si possa tornare come prima è una pia illusione. Una classe politica e imprenditoriale sempre

più debole non potrà mai fare quello che non è riuscita a fare quando era forte. Chi non emigra dovrà adattarsi alla nuova povertà. In primo luogo, trovare motivi di realizzazione di sé diversi dal consumo. E poi, imparare a fare da soli più lavori possibile. Avere un rete di persone con le quali scambiarsi favori e fare baratti. Cercare svaghi poco costosi (la famiglia e gli amici contano molto). Oggi tutto questo è scontato. Ora bisogna impegnarsi per evitare le vere e proprie tragedie.


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CULTURA

“L’uomo è un animale feroce” da Nino Pedretti al Teatro G.Villa

AL VÒUSI DI DENTRO di Lorella Barlaam

«M

i sono innamorato dei monologhi di Nino Pedretti quando ho letto “La terrazza”…» mi dice Silvio Castiglioni, che li interpreta in “L’uomo è un animale feroce”, in scena al Teatro Villa il 24 novembre. «Lì ho scoperto la sua teatralità, la scrittura studiata per essere detta…» L’impiegato che millanta ai colleghi lo status symbol d’una terrazza inesistente è tra i fulminanti personaggi che Pedretti, il poeta di Al vòusi, Te fugh de mi paèis e La chesa de témp, ha lasciato nell’andarsene, nel 1981.

Silvio Castiglioni: «I monologhi di Nino Pedretti sono come partiture, in cui l’autore si affaccia ogni tanto come alter ego dei personaggi…» Un’ottantina, i monologhi ‘in lingua’ destinati alla radio, ‘riscoperti’ di recente ed editi da Raffaelli. Silvio Castiglioni ne incarna alcune voci in una grande prova d’attore, tutta in levare, fratello delle ‘mezze calzette’ di Lello Baldini. Da non perdere: a Santarcangelo, per il Festival, era in scena proprio sulla “piazza” di Pedretti. Un omino monologante che diventava moltitudine con metamorfosi minime…

«Lello Baldini e Nino Pedretti erano legati, ed è come se Pedretti avesse lanciato la corsa di Baldini. È mancato 30 anni prima di Lello, e chissà cosa avrebbe ancora scritto» riflette Castiglioni. «Insieme a Tonino Guerra erano il ‘trio’ dei poeti nati negli anni ‘20, compagni di strada nell’avventura culturale di E’ Circal de giudéizi. Dei tre, Pedretti era l’intellettuale: glottologo, traduttore di Hölderlin e Sylvia Plath, il dialetto si era trovato quasi a ‘studiarlo’ da grande, come lingua fraterna e necessaria alla poesia. Ma prima che poeta, era studioso di questioni linguistiche, e aveva collaborato anche col romanista Friedrich Schürr; di sé accreditava la figura di intellettuale, opposta alla naïveté voluta di Tonino Guerra, poeta ‘contadino’, di cui diceva: “Tonino i libri non li legge, io sì…”. Più affine, in questo, a Lello Baldini, che specie nelle ultime poesie però sceglie una via lunga, mentre Pedretti è sempre ‘breve’, quasi epigrammatico… Ma entrambi facevano un uso raffinato delle parole, in giochi di assonanze, con una misura rigorosa delle sillabe, cercando un understatement espressivo. Anche questi monologhi sono come partiture, che non lasciano trasparire il gran

Agenda 21 novembre MISANO. “Lo sterco del diavolo. Il denaro che fa girare il mondo”. Per la rassegna filosofica promossa dalla Biblioteca di Misano, Salvatore Natoli interverrà su “Ricchezza e povertà”. Cinema Teatro Astra, ore 21.00. Info: 0541 618424 22 novembre RIMINI. “Parla con lei: incontri con le autrici. Sapienza contro violenza.” Laura Balbo, Giuliana Chiaretti, Anna Fabbrini presentano “Imparare, sbagliare, vivere. Storie di lifelong learning” (Franco Angeli, 2013). Biblioteca Gambalunga, Sale Antiche, ore 17.30. Info: 0541 704545 - 0541 704486

Silvio Castiglioni, Teatro Villa

lavoro fatto sul testo, in cui l’autore si affaccia ogni tanto come alter ego dei personaggi…» mi spiega Castiglioni. «Maschere che ci somigliano, nella banalità del bene e del male quotidiano: c’è il lamento della puttana, la protervia del romagnolo che si è fatto da sé, il ‘tranquillo’ venditore di tappeti di paglia, il bibliotecario ipocondriaco, la malmaritata… ciascuno pronto ad essere lo specchio deformato e deformante di questo signor Nino Pedretti. Io mi metto al loro servizio, cercando un’empatia interiore, con gesti minimi. Seguo la stessa economia dell’autore, che scrivendo lascia a casa tutto quello che non serve.» A Pedretti, aggiunge, «i monologhi erano stati commissionati dal direttore di Radio tre, e lui s’era inventato quasi un nuovo ‘format’ radiofonico, e ha continuato a scriverli fin nel letto d’ospedale. E poi non sono stati nemmeno registrati…» Ora, a chiudere il cerchio, “L’uomo è un animale feroce” andrà anche in onda su Radio tre per Tutto Esaurito!, il 30 novembre alle 20. Info e prenotazioni: 329 8147271 - www.cittateatro.it

RIMINI. “Media, stereotipi e cittadinanza attiva”. Incontro con Lorella Zanardo, promosso nell’ambito delle iniziative previste per la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. L’autrice de “Il corpo delle donne” parlerà sul tema della pubblicità, dell’uso dei corpi nei media e della corretta comunicazione. Due gli appuntamenti: dalle ore 10.30 al Palacongressi; dalle ore 15 in c.so D’ Augusto 237. 23 novembre RIMINI. “Sagra Musicale Malatestiana”. I Concerti della Domenica. Quartetto Pacifica: Simin Ganatra violino, Sibbi Bernhardsson violino, Masumi Per Rostad viola, Brandom Vamos violoncello. In programma, musiche di Haydn, Carter e Beethoven. Teatro degli Atti. Ore 17.00. Info: 0541 793811 29 novembre RIMINI. “Parla con lei: incontri con le autrici. Sapienza contro violenza.” Letizia Mencarini presenta “Valorizzare le donne conviene. Ruoli di genere nell’economia italiana” (il Mulino, 2012). Biblioteca Gambalunga, Sale Antiche, ore 17.30. Info: 0541 704545 - 0541 704486 30 novembre MISANO. “Lo sterco del diavolo. Il denaro che fa girare il mondo”. Per la rassegna filosofica promossa dalla Biblioteca di Misano Walter Veltroni interverrà su “Denaro e politica”. Cinema Teatro Astra, ore 21.00. Info: 0541 618424ù RIMINI. “Biblioterapia 2013. La meraviglia. Che passione”. Reading “Wunderkammer. Stanze (e cassetti) delle meraviglie”. Auditorium Istituto G. Lettimi, ore 17.00. Info: 0541 704486 - www.bibliotecagambalunga.it


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CULTURA

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Melania G. Mazzucco il 23 novembre a Rimini per la “Biblioterapia 2013”

CHE MERAVIGLIA, IL MUSEO DEL MONDO… di Lorella Barlaam

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oteva allestirlo solo lei, Melania G. Mazzucco, “Il Museo del Mondo”, in pubblicazione su la Repubblica, in cui «ogni cartolina ormai sbiadita racconta una folgorazione, un innamoramento, talvolta una rivelazione». Un’impresa, come le oltre mille pagine del suo Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (2009), Premio Comisso, frutto d’anni di ricerche. Autrice di romanzi tradotti in 22 paesi (sempre letti d’un fiato e poi riletti, centellinando la bravura), la Mazzucco sta creando una Wunderkammer immaginaria da cui prenderà spunto “Nei Musei della meraviglia”, la conversazione che terrà il 23 novembre, alle 17.00 nella Sala del Giudizio. E intanto ci racconta quali opere ne siano imprescindibili, e perché… «Se fossi stata una principessa, un marchese dei secoli passati o un nobile mecenate con molti mezzi a disposizione, avrei sguinzagliato i miei agenti perché comprassero per il mio piacere le opere “più rare”, come si diceva allora. Avrei scelto i quadri dei pittori più amati; altri li avrei selezionati per il soggetto, o per la stranezza. Dunque, nella mia camera delle meraviglie non sarebbe mancata La tentazione di Lisbona di Bosch, perché si addentra più di ogni altra opera nei labirinti della psiche umana; La favola di Aracne di Velazquez - apoteosi della pittura e tecnicamente uno dei quadri più difficili mai dipinti - e un quadro di Caravaggio o di Vermeer, per la prodigiosa verosimiglianza delle forme naturali, per la sfida alla realtà che ogni loro opera vince. Poi ci sarebbero stati un quadro della Tintoretta e di Artemisia: perché ai loro tempi esse erano considerate in sé figure della meraviglia, in quanto donne e artiste. E infine La donna barbuta di Ribera, ritratto impressionante di una freak d’epoca barocca (una madre cinquantenne munita di folta barba nera), ma dipinto con spirito antitetico al grand-guignol del circo Barnum. E’ un quadro pieno di compassione e rispetto, impressionante perché nulla come quella madre inconcepibile meraviglia di più sulle possibilità infinite degli esseri umani.» L’altra faccia della meraviglia - il tremendo - è stata per lei forse l’incontro con il Tintoretto, il “più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura”, come scrisse Vasari, che ha segnato “l’inizio di un’ avventura durata anni e anni e destinata a orientare la (sua) stessa vita”? E come la pittura innesca la scrittura? «Tintoretto voleva “muovere”, cioè commuovere (emozionare, turbare, sconvolgere, provocare) gli spettatori. Questo, gli avevano insegnato, è lo scopo dell’arte (di ogni arte). Voleva toccare i loro sentimenti, scuotere le loro coscienze. Per fare ciò si serviva di ogni mezzo - la novità della composizione e dell’iconografia, l’audacia della tecnica pittorica, il colore, il disegno, l’interpretazione della fonte, l’inquadratura, la prospettiva etc… Il primo quadro con cui s’impose all’attenzione dei veneziani, Il miracolo di san Marco (1548), suscitò subito sconcerto e - appunto - meraviglia. Perché non somigliava a niente di quanto era stato fatto prima a Venezia, perché sovvertiva le regole e deludeva le attese generate dalla pigrizia della consuetudine, spiazzava, offendeva perfino (Tintoretto mise l’evangelista a te-

sta in giù come un falco in picchiata e i piedi scalzi e zozzi di una donna in primo piano). Era un pittore istintivo ma insieme consapevole, e sapeva ciò che cercava. Per questo insieme di ragioni ho scelto di confrontarmi quasi quotidianamente con lui per molti anni, ragionando sulla sua tecnica artistica e sulle sue scelte iconografiche, narrative e stilistiche. Ragionando nello stesso tempo sulle mie. Quest’uomo dal ‘terribile cervello’ è stato il mio maestro e il mio interlocutore.» Allo ‘snodo’ del suo ultimo romanzo, “Sei come sei”, c’è ancora un quadro, il giovane san Giuseppe di Francisco Herrera. L’icona della paternità per

«Se fossi stata una principessa, un marchese dei secoli passati o un nobile mecenate con molti mezzi a disposizione, avrei sguinzagliato i miei agenti perché comprassero per il mio piacere le opere “più rare”…» scelta d’amore e non per biologia, quella di Giose e Christian. A connotare la nostra distanza dalle situazioni europee più avanzate, basterebbe l’osservazione “i pittori italiani non hanno trovato colori e sentimento per la paternità degli uomini”… ce ne parla? «San Giuseppe con Gesù di Herrera il Vecchio (1646), ora al Museo delle Belle Arti di Budapest, è un quadro che turba e tocca profondamente gli spettatori italiani. Noi non siamo preparati a incontrare quell’uomo. Nella nostra tradizione iconografica, san Giuseppe è un uomo anziano, rugoso, spesso canuto o calvo, con l’espressione mite e remissiva, e una barba fluente da saggio. La ragione di questa scelta è evidente. Nulla, nel suo aspetto, deve neppur lontanamente far pensare che possa avere qualche rapporto fisico con la Madonna. I pittori italiani si sono quasi sempre attenuti a questa immagine e inerme casta del vecchio Giuseppe. Di conseguenza anche il suo rapporto con Gesù è mediato. Nelle Sacre Conversazioni raramente Giuseppe ha un contatto fisico col bimbo, si limita quasi sempre a contemplarlo. Nella tradizione iconografica spagnola invece - per ragioni che sarebbe troppo complesso investigare qui - san Giuseppe è - anche - un uomo giovane. Trenta, quarant’anni. Prestante, virile, decisamente bello. E così è il Giuseppe di Budapest. La tenerezza orgogliosa con cui abbraccia il bambino Gesù è quella di un padre. Che importa se non è il padre di sangue? E’ lì con il figlio, nel bosco, per proteggerlo dal male, come farebbe ogni genitore. Ma non può salvare suo figlio - come ogni genitore. Il bimbo tiene tra le mani una corona di spine. Morirà. Giuseppe lo stringe, lo guarda, e lo ama. Altro non può fare. » “Sei come sei” ha una voce di ragazza che non si

dimentica: Eva. Tra i ‘fili rossi’ della sua scrittura, sembra esserci la questione dell’identità di genere, indagata nella diacronia e nel rapporto tra le donne e l’immagine che ogni società proietta su di loro, con attenzione particolare alle artisti e scrittrici, alla loro fatica di affermare sé così grande in ogni tempo… quanto è ancora così? «Ho scelto spesso di raccontare figure femminili in qualche modo sghembe - che non si riconoscevano nel modello di donna loro imposto dalla società circostante. O che cercavano di costruirsi un’identità multipla e complessa, di donne, amanti, madri, artiste. Oppure personaggi che hanno cercato di svolgere mestieri a loro proprio in quanto donne proibiti o negati (nel Cinquecento della Lunga attesa dell’angelo, Marietta Tintoretta è pittrice, nel XXI secolo di Limbo, Manuela Paris è soldato). In questi ultimi vent’anni l’immagine della donna italiana è stata così degradante, e anche così reazionaria, che mi è sembrato necessario raccontare anche le altre: quelle donne di oggi, o di ieri, che - gridando o tacendo, creando o aspettando - non hanno rinunciato a diventare se stesse». In “la lunga attesa dell’angelo” lei scrive: “I curiosi vengono in processione nelle case degli artisti, guardano i nostri umili strumenti di lavoro, cercano di scoprire le nostre manie e i nostri riti. E si accomodano nelle seggiole e ci chiedono dove nascono le nostre idee, le nostre invenzioni…” Dopo questo un po’ ci si vergogna, a porle domande personali… ma che cosa meraviglia lei, in bene e in male, oggi? «L’arte, naturalmente. Mi meraviglia l’artista americano nostro contemporaneo Turrell, che dipinge con la luce. Ma mi meraviglia altrettanto, se non di più, la natura. Se all’epoca delle Wunderkammern fossi stata non un re ma un pittore, avrei collezionato non solo opere (essendo capace di farne io stesso), ma anche oggetti, capaci di suscitare in me ammirazione e meraviglia per il creato. Essendo una scrittrice, mi sento più vicina ai pittori che, oltre a stampe e disegni, accumulavano scheletri di animali fantastici, minerali caduti dal cielo, denti di narvalo e costole di giganti... Io colleziono sassi modellati dal vento o dal fuoco, ferri scolpiti dalla ruggine, spirali di carbonato di calcio pescate in tutti i mari del mondo. Al momento queste spirali - insieme metafisiche e materiali - sono per me l’immagine più perfetta della creazione. La loro origine naturale, non-umana, dis-umana (acheropìta in qualche modo), è per me monito,

Chi è di scena… 22 novembre RIMINI. Teatro degli Atti. Quotidiana. com presenta la “TRILOGIA DELL’INESISTENTE_esercizi di condizione umana”, di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni. Ore 20.30 - posti non numerati. Info: 0541 793811 www.teatroermetenovelli.it 23 novembre RICCIONE. Teatro del Mare. Andrea Scanzi in “Gaber se fosse Gaber”. Ore 21.15. Info e prenotazioni: 0541 690904 - www.teatrodelmare.org SALUDECIO. Teatro Comunale G. Verdi. Dal 23 novembre al 21 dicembre

“OTTOCENTO… in teatro”, cinque appuntamenti che vanno dal teatro comico all’operetta, dalla danza d’epoca alla poesia e musica popolare. Info: 0541 869719/869721 www.comunesaludecio.it LONGIANO. Teatro Petrella. Compagnia Attori e Tecnici in “Trappola per topi” di Agatha Christie. Ore 21.00. Info: 0547 665113 www.teatropetrella. it 24 novembre RIMINI. Teatro Novelli. “Ferite a morte”, di Serena Dandini. Con Lella Costa, Orsetta de Rossi, Giorgia Cardaci, Rita

Pelusio. Ore 21.00. Info: 0541 793811www.teatroermetenovelli.it 26 novembre RIMINI. Teatro Novelli. “La scena”, spettacolo scritto e diretto da Cristina Comencini, con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti e Stefano Annoni. Dal 26 al 28 novembre. Ore 21.00. Info: 0541 793811 www.teatroermetenovelli.it 29 novembre CORIANO. Teatro Corte. Max Paiella in “Stasera Paiella per tutti, offro io!”. Ore 21.15. Info: 0541 658667 www.corianoteatro.it

Melania G. Mazzucco

messaggio, traguardo e mèta. Creare così un miraggio, e un dovere. Niente mi meraviglia più della pura bellezza.» Info: Tel. 0541 704486 www.bibliotecagambalunga.it


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SPETTACOLI

Venerdì 29 novembre live al Paladozza di Bologna

Storie di amore, Dio e morte: Nick Cave & the Bad Seeds di Marta Ileana Tomasicchio

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ccenno una storia. Nick Cave giunge a Bologna, nuovamente in Italia dopo le date estive, lungo un interminabile tour mondiale in occasione dell’ultimo album “Push the sky away”. Per gli appassionati di musica d’autore con radici rock, Cave è riferimento ideale. Di gran carisma, non si esime sul palco dal cantare, suonare, muoversi, parlare, chinarsi verso il pubblico e averlo in pugno, sbattere contro il violinista Warren Ellis, suo affiatato partner nella scrittura di colonne sonore, bloccare lo show quando serve, caricare di tensione il live grazie ad una scaletta sempre varia. Se dovesse riproporre solo in parte quanto presentato a Lucca questa estate, si proseguirebbe con l’ “astonishment”, lo stupore, offerto da un artista che dei temi dell’Amore, di Dio e della Morte ha scritto straordinari capitoli musicali in più di trent’anni, oramai. I testi mai banalmente lasciati sguarniti di musica ricca di un pathos cupo da una parte, impalpabile e romantico dall’altra. In “Push the sky away” Cave si specchia con la sua intera storia culturale. La sua ricerca di una poesia, al di là della fisicità, cone nel testo del brano omonimo

“…E se i tuoi amici pensano che dovresti fare diversamente/E se invece pensano che dovresti continuare allo stesso modo/Continua a spingere, spingere via il cielo”, si innesta in una dimensione ironicamente fisico-scientifica, come nel brano “Higgs Boson Blues”: caso vuole che Higgs abbia ricevuto il Premio Nobel per la Fisica

I testi mai banalmente lasciati sguarniti di musica ricca di un pathos cupo da una parte, impalpabile e romantico dall’altra quest’anno. Se su Cave potrei scrivere romanzi, indispensabili gli altri protagonisti, grandi musicisti succedutisi dietro all’entità Bad Seeds. Cave sa di non doversi sguarnire di creatività e spunti altrui, comprendendoli e riorganizzandoli. E’ il caso ad esempio delle “Murder Ballads”, idea

nata grazie ad un libro su storie popolari e della tradizione sui crimini di passione. “Jim Sclavunos (batterista dei Bad Seeds) stava leggendo un libro sulle Murder Ballads durante le sessioni di registrazione di ‘Let Love In’ e Nick ne era rimasto incuriosito al punto che decise di provare al volo quella che poi sarebbe diventata la versione di ‘Stagger Lee’. Precedentemente, fu Blixa a spingere Nick sui territori della Murder Ballad ispirandogli quella che diventò “John Finn’s Wife”, uscita sull’album “Henry’s Dream.” (Ringrazio qui Pier Angelo Cantù per queste informazioni “bootleg”). Al momento Warren Ellis è il punto di riferimento di Cave nella band, ma occorre ricordare almeno, tra gli altri, gli altri veri semi della nascita della band “Nick Cave and the Bad Seeds”, fuori dal progetto in tempistiche diverse, ovvero Mick Harvey, con Cave fin da ragazzini e partiti assieme ad inizi anni ’80 dall’Australia verso il vecchio continente; il tedesco Blixa Bargeld degli Einstürzende Neubauten, incontrato a Berlino, ritrovando lì anche il musicista connazionale Hugo Race. Storie di chi racconta di storie. Buon concerto.

Nick Cave

“Thor: The Dark World”

“Il passato”

“Il tocco del peccato”

di Alan Taylor con Chris Hemsworth, Natalie Portman, Anthony Hopkins

di Asghar Farhadi con Bérénice Bejo, Tahar Rahim, Ali Mosaffa

di Zhang Ke Jia con Wu Jiang, Vivien Li, Lanshan Luo

La Marvel Comics dopo il successo planetario di “the Avengers” e “Iron man 3” riporta sullo schermo “Thor”, provando a dare spolvero ad un personaggio che alla sua prima uscita non aveva convinto per nulla. Questa volta sembra che lo script sia molto più accurato. Per i fan dei supereroi Marvel un viaggio imperdibile per salvare il mondo.

Il regista di “Still life” abbandona i ritmi aulici delle pellicole precedenti e si cimenta con quattro storie diverse, impercettibilmente legate tra loro, che raccontano la nuova Cina. Una riflessione sulla Cina, un ritratto della violenza contemporanea, che non rinuncia allo humour e che vuole farsi apprezzare da un pubblico vasto. Non mi sembra un difetto.

Dopo lo straordinario e premiatissimo “Una separazione” il regista iraniano produce in Francia il suo nuovo film. Ancora un divorzio e un fallimento di un rapporto per indagare su un passato e sull’esistenza dei protagonisti con la solita accuratezza formale. Un altro film intenso, contemporaneo e assolutamente da vedere.

Paolo Bronzetti

Agenda Venerdì 22 Un tuffo negli anni ’80 e lo special guest Den Arrow - all’altro Mondo il party History comincia con gli Oxxxa e prosegue con Luca Belloni, Paolino Zanetti e Caludio Tozzo Sabato 23 Una vita al Max - sul palco del 105 l’atteso live di Pezzali I Sunny Boys accendono il Bradipop con il loro rock - a seguire consueta carica nelle tre piste

Mercoledì 27 Rock alternativo al Sidro di Savignano - le Visioni di Cody presentano il nuovo album Appenino Libero Da Manchester a Poggio Berni - al Circolo dei Malfattori la performance rock di The Rainbow Venerdì 29 Il Satellite è sempre in orbita - musica dal vivo e dj set rigorosamente rock al Life Sabato 30 Afro Remember al Velvet - la notte Negra è con la musica di Marzio e Neo, Ghigo e Sanco a cura di Matteo Ortalli

Tirocini con il programma Leonardo da Vinci Venerdì 29 novembre 2013 alle ore 12.00 scade il bando del progetto “Moving Generation” promosso dalla Provincia di Rimini in collaborazione con la Cooperativa UNISER di Forlì. L’iniziativa offre ai giovani del territorio la possibilità di svolgere un tirocinio professionale finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro e consente alle imprese partecipanti di selezionare e formare giovani laureati attraverso un tirocinio di 6 mesi, di cui 3 presso un’impresa partner in Europa. Il bando relativo all’edizione 2014 con l’elenco delle aziende partecipanti in Romagna e i profili richiesti è disponibile sui siti: www.retegiovani.net e www.movingeneration.net.


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SPETTACOLI

In concerto il 29 novembre a Cesena

50 anni e non sentirli: arrivano i Nomadi Intervista a Beppe Carletti, leader del gruppo di Marta Ileana Tomasicchio

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anno appena compiuto e festeggiato 50 anni di carriera, con live, registrazioni, eventi di impegno sociale e sensibilizzazione. Eppure riescono a trovare sempre qualcosa di nuovo da fare. Questo inverno il battesimo della prima volta dei Nomadi nei club, dopo piazze, stadi e teatri. Arriveranno quindi al Vidia di Cesena, con fervore ancora nuovo. Beppe Carletti me ne parla con un entusiasmo quasi giovanile, ma nella serenità di chi ha realmente un bagaglio di esperienza e raggiunto grande riconoscimento nel mondo musicale italiano. Quasi impossibile approcciarmi a lui con domande, ma con un flusso costante di conversazione. Rileggendo tutta l’enorme storia della band, mi son domandata “cos’altro potrebbero fare”? Ed ecco il club tour, un’altra cosa nuova! “Sì, noi non avevamo mai affrontato i club. E’ la prima volta. Abbiamo la fortuna però di avere un repertorio talmente vasto che ci permette di entrare nei club senza sminuire il nostro essere e stare bene con chi viene al concerto. Con trecento pezzi possiamo spaziare veramente, divertendoci noi e facendo divertire anche la gente. Chiaramente ‘Io Vagabondo’ e ‘Io voglio vivere’ le faremo, in un repertorio ritmato di nostre canzoni. Manchiamo da Cesena da qualche anno e ritornare è sempre bello.” Un rapporto speciale col territorio romagnolo, come le due date quest’anno a Cesenatico per il vostro anniversario. I Nomadi hanno

iniziato a Riccione, vero? “(ride) Sì, non tutti ma abbiamo iniziato nella riviera romagnola nel ’63 a Riccione, dove abbiamo festeggiato i 40 anni. Invece i 50 anni a Cesenatico. Non male, la riviera porta bene!” Porta bene anche l’essere un po’ nomadi. “Esatto, a 360 gradi.”

I Nomadi

“Abbiamo iniziato nel ’63 a Riccione, dove abbiamo festeggiato i 40 anni. Invece i 50 anni a Cesenatico. Non male, la riviera porta bene”

A proposito della raccolta di cd dei Nomadi in uscita? “Escono sia con la Gazzetta dello Sport che con il Corriere della Sera, è lo stesso editore. E’ un bel progetto. Ci sono 5 cd iniziali con 54 canzoni live, un’operazione che nessun artista ha mai fatto.” Infatti riuscite ad essere così costanti nella stranezza e ad avere sempre successo. “(ride) Non bisogna mollare, occorre esserci sempre e io mi diverto ancora molto, tantissimo direi. Sono soddisfazioni, dopo tutti questi anni. Anche come questo caso, che un editore accetti la nostra operazione di 13 uscite in totale tra dvd e inediti e raccontarci ancora. Sta andando benissimo. Ho seguito direttamente il progetto assieme a Mario

Luzzato Fegiz, è curato nei dettagli.” In questa operazione che necessita di un approccio razionale nell’organizzazione, ti sei emozionato? “Ti dirò. L’Arcana ha pubblicato un mio libro a febbraio in cui mi sono raccontato, assieme alla storia dei Nomadi. Al giornalista, Andrea Morandi di Repubblica, ho raccontato la mia storia. Mi sono emozionato quando poi l’ho letta, pensa.” Eri coinvolto tu direttamente, nel profondo. “Esatto, quando racconti la tua vita, non è una cosa da poco. Nel caso della raccolta cd, onestamente non mi ha emozionato nel costruirla, ma mi son sentito forte e consapevole di aver segnato con qualcosa di bello la mia vita e la vita dei Nomadi.”

I Rangzen live al Circolo dei Malfattori il 22 novembre e l’8 dicembre

L’ “Universo McCartney” e il White Album dal vivo La band, formatasi nel 1997, è da sempre impegnata a sostenere la causa del Tibet, si esibisce da allora e con successo in teatri, piazze e club italiani e ha raggiunto una popolarità anche all’estero con all’attivo esibizioni in Inghilterra, in India, in Svizzera, USA. Ha registrato un album negli storici studi della EMI ad Abbey Road dove i Beatles registrarono la quasi totalità dei loro capolavori. Hanno suonato al Cavern di Liverpool e si sono esibiti davanti al Dalai Lama e 10.000 rifugiati tibetani a Dharamsala. Hanno composto diverse canzoni dedicate al Popolo Tibetano. Una ricchissima selezione di oltre 300 video sul canale youtube “khamgar” ha fatto apprezzare le esibizioni dei Rangzen ad oltre 700.000 persone in tutto il mondo, raccogliendo sempre pareri e commenti estremamente lusinghieri e di grande apprezzamento. Con un repertorio di oltre 500 brani ed una approfondita ricerca storico musicale non solo dedicata alle grandi “hit” della musica dai ’60 ai ’70, i Rangzen sono in grado di presentare al pubblico svariate facce, a volte davvero irriconoscibili, della band (si va dalle rassegne sui vocalist cerebrali e impegnati Crosby Stills Nash & Young o sui frizzanti e melodici Beach Boys, ai durissimi, blueseggianti e ag-

gressivi Led Zeppelin passando per Hendrix, i Doors, i Rolling Stones e i Beatles..) E proprio sulla musica dei Beatles i Rangzen sono stati in assoluto tra le pochissime band in grado di proporre dal vivo per intero l’impegnativo album “Sgt Pepper Lonely Heart’s Club Band” usando molti degli originali strumenti usati nel mitico disco, considerato l’album del secolo, inclusi sitar, tabla, tampura, clarini. Da questo lavoro hanno tratto un disco giudicato dalla critica quasi “imbarazzante” per l’adesione impressionante all’originale. Sono stati recensiti da Beatles Unlimited. La più famosa rivista sui Beatles del mondo. Ora, per la gioia dei loro fans, beatlesiani e non, per l’8 dicembre stanno lavorando alla esecuzione live del doppio “The Beatles” meglio conosciuto come il White Album: il “doppio bianco”. Si tratta di 30 brani, scritti per lo più durante il loro soggiorno indiano, molti dei quali sono stati già consegnati alla storia della musica rappresentando ormai la colonna sonora di generazioni (“Back in the USSR”, “Obladi Oblada”, “Revolution”, “Blackbird”, “While my guitar gently weeps”) inframmezzati da momenti sperimentali arditi e inaspettati come la surreale “Revolution N°9” o la proto punk “Everybody got

I Rangzen in concerto

something to hide except me and my monkey”. Insomma per i Rangzen una bella faticaccia affrontata con l’entusiasmo di sempre sia per il gusto della sfida e sia per rinnovare continuamente la loro proposta musicale. Ma la band presto farà apprezzare anche il suo primo album completamente “originale Rangzen”. L’evento dell’8 dicembre, in coincidenza con il tradizionale John Lennon Day, sarà preceduto il 22 novembre sempre al Circolo dei Malfattori, da un’altra serata molto speciale tutta su Sir Paul McCartney assieme alla presentazione del nuovo libro “Univer-

so McCartney” del giornalista e musicologo Luca Perasi. Sarà presente e interverrà l’autore. Per l’occasione i Rangzen suoneranno i brani, nel limite del tempo disponibile, che hanno caratterizzato l’arte musicale di uno dei geni della musica pop contemporanea. Sia del suo periodo Beatles e sia della sua lunghissima carriera solista. Per info: 3939496642 http://circolodeimalfattorisaladiana.wordpress.com/


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SPORT

Storie e personaggi del nostro sport

UN TALENTO ALLO SBARAGLIO di Enzo Pirroni

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er tutti gli anni cinquanta e sessanta le palestre di boxe erano gremite. Il pugilato era un’attività in cui tanti giovani cercavano gloria e fortuna. Rimini, aveva nel campo della noble art un’antica e solida tradizione. Nella vecchia palestra, posta sotto le gradinate dello Stadio Comunale, i vecchi campioni: Dauro Tamburini, Aroldo Montanari, Alfredo Neri, distribuivano a piene mani la loro scienza ed i risultati erano evidenti. Per Pierpaolo Filippini, nato nel 1940 praticare la boxe fu un fatto naturale. Altro non fece che seguire in palestra il fratello maggiore. I tecnici s’accorsero immediatamente che quel ragazzo silenzioso e schivo possedeva un talento straordinario. In tal modo, nel 1957 entrò a far parte della rinata Libertas della quale facevano parte i vari Martignoni, Lugli, Morri, Rossi, Tentoni, Lucchi, Pivi. In una trasferta a Berna, il giovanissimo Filippini incantò impartendo una vera e propria lezione al campione svizzero Maurer. I successi si susseguirono e dovunque combattesse, Pierpaolo Filippini riusciva ad affascinare il pubblico. Furono più di ottanta i combattimenti sostenuti con la canottiera dei puri e le sconfitte si contano sulle dita di una mano. Il passaggio al professionismo avvenne il 13 ottobre 1962, allorché sconfisse per KO tecnico il fortissimo ed esperto picchiatore Gino Vantaggioli. Già da questa scelta iniziale si può capire quanto grande fosse la cecità di coloro che lo guidavano. Sergio Gaddi, senza alcun dubbio, il più preparato giornalista che

Agenda

Rimini abbia avuto, sostiene che “Filippini fu un bellissimo, potente motore bruciato in fase di rodaggio”. Bravi nell’insegnamento della tecnica pugilistica, i vari Montanari, Fabbri, Tamburini non conoscevano il boxing e non avevano la più pallida idea circa il modo di combattere degli avversari dei loro protetti. Immersi nel ricordo del loro glorioso passato, palesavano evidenti limiti culturali e non seppero mai scrollarsi di dosso un

Sabato 23 novembre Basket DNB: Rimini Crabs - Castellanza Avversario ostico al Flaminio per i Granchi di coach Paolo Rossi che affrontano la capolista del girone Calcio a 5 Serie C1: Calcio a 5 Rimini - Bagnolo Tredicesima giornata per la squadra di Fallini che prova a risollevarsi dopo un avvio di stagione non facile

Il giovane boxeur Pierpaolo Filippini, “un bellissimo, potente motore bruciato in fase di rodaggio” pesantissimo provincialismo. Buttato allo sbaraglio, Filippini affrontò prove ardue e per mancanza d’esperienza non seppe elaborare una strategia di lotta a lui favorevole. Furono circa una decina i combattimenti disputati da professionista e tra questi fanno spicco le vittorie ottenute sui quotati Bacchetti e Rota. Appese i guantoni

Domenica 24 novembre Arti Marziali: Judo giovane Alla palestra di San Lorenzo a Riccione la manifestazione organizzata dal centro Kiai Calcio Lega Pro 2a Divisione: Rimini - Delta Porto Tolle I biancorossi di Osio alla ricerca di punti per restare nelle zone alte di classifica

Pierpaolo Filippini

al chiodo quando ancora era nella pienezza della condizione fisica. Di lui si può parlare come di un talento inespresso, di un buon pugile bruciato a causa dell’insipienza dei tecnici.

Sabato 30 novembre Podismo: Cross dell’Adriatico Al Parco Peep la corsa campestre del campionato provinciale per tutte le categorie (da Esordienti fino a Senior e Amatori) a cura di Matteo Ortalli


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IL TACCUINO DELLA TAVOLA

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In cucina con Maria Cristina Muccioli

LA PARANANZA NELL’ERA DEL WEB 2.0

di Lorella Barlaam

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a tempo sospetto che Maria Cristina Muccioli sia uno dei pochi esempi riusciti di glocal, da noi. Giornalista pubblicista, è tra le prime blogger del territorio - il suo giornale virtuale è www. cristella.it - nonchè un vulcano di idee, con la sua associazione Ippocampo, per la valorizzazione di Viserba. E adesso anche la risposta riminese a Cristina Parodi. Con la seguitissima “La Parananza” su Icaro TV, registrata nella sua cucina, è riuscita a creare un tutorial “alla romagnola” che non ha nulla da invidiare alla benemerita Julia Child… «Tra madre cuoca e suocera a un tiro di schioppo, decidere d’imparare a cucinare è stata una sfida con me stessa, a quarant’anni» confessa Maria Cristina. «Primo step: comprare s-ciadùr e tulìr. E poi, vedendo le concorrenti della Clerici far figuracce alla “Prova del cuoco”, ho pensato: “Ma posso andarci anch’io!”. Detto fatto: il 6 gennaio 2006 ho proposto gli strozzapreti e vinto a pieni voti. È cominciato tutto da lì. Mia figlia Dora ha girato un video mentre preparavo gli strozzapreti, l’ha messo su Youtube e il risultato è stato emozionante: 40.000 visualizzazioni, con commenti da tutto il mondo. Già nel blog scrivevo di tradizioni, territorio, dialetto, che sono le mie vere passioni, e così ho cominciato ad aggiungere le ricette di quello che preparavo - le più ‘commentate’, quelle di madre e suocera! - e poi è arrivata l’ora di Facebook che, soprattutto nei giorni di festa, è un trionfo di ricette: siamo diventate tutte brave arzdore e ci piace farlo sapere al

mondo! L’ultima evoluzione è questa trasmissione tutta mia. Simona Mulazzani, che ha imparato divertendosi a fare gli strozzapreti da quel mio video, mi ha chiesto se volevo continuare l’esperienza. Così è nata “La Parananza”, che dura solo 10 minuti ma viene riproposta dodici volte a settimana, e caricata su Youtube. Ogni settimana una ricetta: piada, cassoni, strozzapreti, passatelli, monfrigoli, piada sfogliata... Magari combinando anche qualche pasticcio, e raccontando intanto sempre qualcosa, tra Artusi, Meldini, i pescatori di Viserba e le formidabili arzdore che conosco… »

«Già nel blog mettevo le ricette di quello che preparavo, poi è arrivata l’ora di Facebook e You Tube, infine “La Parananza” su Icaro TV…» Ma come mai, Cristina, oggi c’è questo ritorno alle gioie dell’ammannire manicaretti e tanto discorrere del cibo come identitario? «Perché si cucina con la memoria, col cuore, col pensiero a chi ci ha insegnato le ricette. La crisi ci ha riportato a casa, anzi in cucina...

“Ippocampine” alle prese con la piada sfogliata

farsi la piada da sole o le tagliatelle vuol dire risparmiare ed essere certe degli ingredienti che usiamo. Cibo è emozione: come dico spesso durante la trasmissione, preparare dei piatti che avevamo visto fare a delle persone che amavamo vale di più di una preghiera, è un meraviglioso modo di ricordarle! Perché solo così si im-

para: dal vivo, in un passaparola fatto di gesti, profumi, sapori. E poi prova a chiedere “quella” ricetta a qualcuno che ti ha invitato a cena o che ti ha portato un dolce. Lo farai felice, si darà da fare per scrivertela il prima possibile, ti dirà tutti i “suoi” trucchi.. e se poi la volta successiva che l’incontri gli dici che l’hai fatta, ecco, è il massimo!»


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20 novembre - 3 dicembre 2013

IL TACCUINO DELLA TAVOLA

Il riminese è stato appena premiato come pasticcere dell’anno

E RINALDINI SFORNA UN LIBRO CON PAPERINIK

di Maria Luisa Bertolini

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al 14 novembre in tutte le librerie trovate un libro che fa davvero gola, appena sfornato da Italian Gourmet: “Siamo Tutti Pasticcioni”, il primo incontro ufficiale tra i grandi maestri della pasticceria e i personaggi di Paperopoli. A firmarlo, i grandi dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, spalleggiati dai più amati personaggi Disney: sotto la guida di Paperone e della sua simpatica famiglia di paperi&papere, i bambini impareranno a realizzare, divertendosi, fantasmagorici dolci da maestro. Tra i prestigiosi chef protagonisti dell’impresa editoriale c’è anche il riminese Roberto Rinaldini, neo-premiato “pasticcere dell’anno, per la professionalità e la passione costantemente profuse nell’intento di valorizzare in Italia e all’estero la pasticceria di qualità”, come ha dichiarato la giuria dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani nell’assegnargli il prestigioso riconoscimento. Nel libro, Roberto Rinaldini è supportato dal misterioso Paperinik nel preparare gli Zombie Cookies, le Mele della Strega Cattiva, le Ossa Croccanti, la GhostcupCake, e la Casa degli spiriti, il tutto a portata di bimbo. Oltre a Rinaldini, Iginio Massari incontra Paperon de Paperoni, Ernst Knam fa Osteria Della Piazzetta

innamorare Paperina, Salvatore De Riso trascorre una giornata in spiaggia con Gastone Paperone, Gino Fabbri prepara l’albero di Natale aiutato da Paperoga. Per un viaggio fantastico attraverso step fotografici e consigli facili facili che consentirà ai baby chef di realizzare meravigliosi dolci insieme ai genitori. Il progetto nasce gra-

In “Siamo tutti pasticcioni” le ricette dei maestri italiani sono spiegate ai bambini dai personaggi Disney zie alla volontà di Italian Gourmet, che ha ottenuto dalla The Walt Disney Company Italia la possibilità di utilizzare in licenza i suoi personaggi. Il top della cultura enogastronomica e il massimo della comunicazione ai ragazzi, dunque, si sono incontrati per dare vita a un progetto unico. Dieci occasioni di festa e incontro (dal compleanno alla merenda a scuola, dal Natale ad Halloween) diventano altrettante occasioni per fare preparare ai bambini dolci squisiti. “La pasticceria è emozione, deve´essere gioia - sottolinea Rinaldini - ed è fondameno di 20 €

da 20 € a 35 €

mentale che sia oltre che buona, anche bella. Il dolce deve catturare dalle vetrine per la sua bellezza. A proposito, l’11 novembre è uscita la mia ultima collezione ´Dessert in the city´ ispirata alle otto città

da 35 € a 50 €

più di 50 €

Carne

Pesce

che più hanno influenzato il mio lavoro, e ai primi posti ci sono Milano, New York e Tokyo”.

 E Rinaldini ora vola a New York per impegni di lavoro, il suo sguardo sul futuro è sempre più rivolto all´estero. 
 Pizza

Etnico

Bio

Celiaci

Vicolo Pescheria, 5 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783986, www.osteriadellapiazzetta.com, info@osteriadellapiazzetta.com, nasce nel 1998, chiuso la domenica da ottobre a maggio escluso dicembre. Solo pesce fresco. Ristorante Guido

Osteria Del Vizio

Trattoria Tonino (Il Lurido)

Osteria La Chiacchiera

Lungomare Spadazzi, 12 - Miramare di Rimini, tel. 0541 374612, www.ristoranteguido.it, info@ristoranteguido.it, nasce nel 1946, chiuso il lunedì.

Via Circonvallazione Meridionale, 41 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783822, www.osteriadelvizio.com, info@ osteriadelvizio.com, nasce nel 2001, chiuso il martedì, ferie: luglio e agosto.

Via Ortaggi, 7 - Rimini - Borgo San Giuliano, vicino al ponte di Tiberio, tel. 0541 24834, www.trattorialurido.it, nasce nel 1948, chiuso il martedì, ferie: nel periodo del fermo pesca. Dolci e dessert fatti in casa.

Via Covignano, 271/M - Colle di Covignano, tel. 0541 751066, www.osterialachiacchiera.it, aperto a pranzo e a cena. Giugno, luglio e agosto solo a cena. Cucina aperta fino a tardi. Propone “i mangiari di Romagna” e la pasta fresca della mamma di Marco.

Trattoria Farini

Ristorante Le Logge

Ristorante Pacini

L’Osteria L’Angolodivino

Via Farini, 13/15 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 709548, www.farini13.it. Chiuso il martedì. Cucina stagionale con pesce fresco, salumi, formaggi e carni a Km zero.

Viale Trieste, 5 - Rimini - Marina Centro, tel. 0541 55978. Pasta fatta in casa, antipasti, crostini, secondi semplici, carne argentina, contorni sfiziosi, insalatone. Aperto anche a mezzogiorno. Novità pizza: impasti Bio, kamut, farro e integrale.

Via Castello di Montebello, 6 - Torriana, tel. 0541 675410, www.ristorantepacini.com. Cucina tipica romagnola con specialità di affettati e salumi locali, paste fatte a mano, selezioni di carni cotte alla brace. Chiuso il mercoledì.

Via San Giuliano, 43 - Rimini - Borgo San Giuliano, tel. 0541 50641, angolodivino@email.it, aperto tutti i giorni anche a pranzo. Piatti del territorio preparati con carne di mora romagnola e chianina. Novità menù vegetariano a pranzo!

Il Pescato del Canevone

Osteria Tiresia

Trattoria Da Marinelli

Trattoria Gambon

Via Tonini, 34 Rimini - Centro storico, tel. 366 3541510, www.ilpescatodelcanevone.it, chiuso sabato a pranzo e lunedì pranzo e cena. Ogni giorno pesce fresco direttamente dal nostro peschereccio.

Via XX Settembre, 41 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 781896, www.osteriatiresia.it, info@osteriatiresia.it, nasce nel 1997, chiuso il lunedì.

Via Circonvallazione Occidentale, 36/38 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 783289, www.damarinelli.it, info@damarinelli.it, nasce nel 1987.

Via Montefeltro 19/A - Rimini - Borgo Sant’Andrea, tel. 0541 718558, Cucina e prodotti della Valmarecchia, pane toscano di Novafeltria del Forno Suzzi. Offerta pranzo con primo a scelta, acqua e caffè a 8€.

Il Ristorante Club Nautico Largo Boscovich, 12 - Rimini Porto, tel. 0541 27005, www.ilristoranteclubnautico.it, info@ilristoranteclubnautico.it, nasce nel 1983, chiuso il lunedì da ottobre a maggio. Terrazzini esterni con tavolini alla francese aventi vista sul Porto Canale.

Trattoria San Giovanni

Osteria Il Mare In Piazza

Ristorante Da Marco

Via Flaminia, 11 - Rimini - Centro Storico tel. 0541 780394, nasce nel 2007, chiuso il martedì. Cucina del territorio con prodotti di stagione e pasta al mattarello.

Via Poletti, 3 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 780423, www.ilmareinpiazza.it, nasce nel 2004.

Viale Tiberio, 8 - Rimini - Borgo San Giuliano, tel. 0541 55118, www.ristorantedamarco.com, info@ristorantedamarco.com, nasce nel 1970, chiuso il lunedì. Forno a legna.

Ristorante Dei Marinai

Ristorante Il Ciccio

Osteria Delle Storie Di Mare

Ristorante La Mi Mama

Largo Boscovich, 2 - Rimini Porto, tel. 0541 28790, www. ristorantedeimarinai.it, info@ristorantedeimarinai.it, nasce nel 1963 solo per i soci - dal 1995 aperto a tutti, chiuso il lunedì.

Via Fratti, 45 - Morciano di R., tel. 0541 857791 - www.ilciccio.com. La cucina offre i piatti della tradizione con una ricerca accurata delle materie prime. Chiuso mercoledì sera e sabato a pranzo.

Via Leurini Fratelli, 2 - Rimini Porto, tel. 0541 709279, nasce nel 2003, chiuso il lunedì, ferie: nel periodo del fermo pesca. Solo pesce fresco: di conseguenza il menù varia a seconda del pescato.

ViaPoletti 32/Piazza Malatesta - Rimini - Centro Storico, Tel. 0541 787509. Cucina di carne e pesce e specialità vegane e vegetariane. Ideale per pausa pranzo e serate in compagnia di amici.

Ristorante Bellavista

Ristorante Da Oberdan

Ristorante Pic Nic

Ristorante Pesceazzurro

Via Roma, 1 - Montescudo, tel. 0541 984818, nasce nel 1991, chiuso il lunedì. Ampia terrazza con vista mozzafiato. Piatti tipici nel segno della tradizione.

Via Destra del Porto, 159 - Rimini Porto, tel. 0541 27802/0541 55002, www.daoberdan.com, nasce all’inizio degli anni ‘60, chiuso il mercoledì.

Via Tempio Malatestiano, 30 - Rimini - Centro storico, tel. 0541 21916, nasce nel 1965, chiuso il lunedì eccetto luglio ed agosto.

Viale Principe di Piemonte, 2 - altezza bagno 140 - Miramare di Rimini, www.pesceazzurro.com, ristorante self-service con menù completo a 12 euro.


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20 novembre - 3 dicembre 2013

Tutti gli uomini liberi, ovunque si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di dire: “Ich bin ein Berliner” (J. F. Kennedy, 26 giugno 1963)

a cura di Claudio Costantini

Il Laboratorio di scrittura di “Vite in Transito”

Quando tornerò in Camerun andrò al villaggio di Adèle Mouve*

M

i sono svegliata e sono andata ad aprire la finestra, come tutte le mattine, per far entrare dell’aria fresca. Sorpresa! E puf e paf e pif e pof, era la mia amica pioggia, la mia cara amica d’infanzia, che mi cullava, quando io non avevo sonno, che mi consolava quando piangevo; insieme abbiamo passato dei bei momenti, mi sono confidata molte volte con lei e lei mi consolava lasciando scorrere su di me le sue belle gocce. Nel mio villaggio tutti sono papà e mamma, tutti sono fratelli e sorelle, poco importa se noi non abbiamo gli stessi geni. Nel mio villaggio le nostre case sono fatte in terra battuta, coi tetti di bambù o in lamiera, che permettono l’ascolto del meraviglioso suono della mia amica pioggia. Queste case in terra battuta che in ora del giorno lasciano uscire il loro profumo di couscous di mais, col pesce affumicato, all’olio di palma, o del mais abbrustolito sui carboni ardenti, senza dimenticare le prugne e le arachide bollite, gli ignami, e… oh mio Dio quanti anni dovrò aspettare per sentire ancora il sapore delle meraviglie dell’Africa, del Cameron, il mio paese.

Nel villaggio bastava vedere i goccioloni di pioggia, che i miei fratelli e le mie sorelle vi si immergevano tutti dentro per fare un bel bagno; poi entravamo nella prima casa che trovavamo, per asciugarci al fuoco della legna e condividere il pasto, abbrustolire

«Pioggia, amica mia» sul fuoco il nostro mais, le prugne e quanto trovavamo, il tutto accompagnato da belle storie e risate contagiose; e così ci asciugavamo senza rendercene conto e nessuno mai prendeva la febbre a causa di questa pioggia. Qui in Europa io devo aprire la finestra per accorgermi che lei è caduta, o vedere il suolo bagnato per sapere che durante la notte c’è stata la pioggia; e io ho perduto il suono della sua voce, per il fatto che non si canta più insieme; e ancora, mi ricordo quando tu cadevi e si formava il fango e non ci correvamo dentro. Che infanzia! Dolce infanzia, il tempo è passato e oggi le lacrime hanno invaso il mio ricordo. Questi luoghi dove noi correvamo, giocavamo a nascon-

dino sono diventati cimiteri, non un cimitero estraneo ma quello dei miei fratelli e delle mie sorelle, delle zie e zii, dei nonni e delle nonne, proprio quei luoghi che per alcuni anni illuminavano le nostre serate. Quando tornerò in Camerun andrò al villaggio, perché tu piova su di me per bagnare il mio corpo, per bagnare i miei vestiti, e, perché no? per bagnare la mia anima. *Adèle Mouove, è nata in Camerun, dove era guida turistica, ha un bambino di 8 anni il cui padre è riminese; ha frequentato il laboratorio di scrittura autobiografica per e con

donne migranti ed è socia fondatrice di Vite in transito. E’ vissuta a Rimini circa 3 anni; si è da poco trasferita in Germania col figlio, dove ha ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro, valido 5 anni. Così Adèle parla del laboratorio di scrittura autobiografica: “Nei primi tempi che ero a Rimini, avevo paura di finire male e di perdere mio figlio, se fossi finita all’ospedale. Il laboratorio è stato per me il cammino e la più grande medicina che io abbia mai avuto. Grazie al laboratorio ho trovato una famiglia, direi una mamma, delle sorelle, delle amiche, che non ho mai avuto”.

Conferenza rivolta ai medici albanesi

Associazione Vite in transito

L’esperienza al servizio della sanità del proprio paese

Il Principe e l’Architetto. Sigismondo incontra Leon Battista Alberti

Per il ciclo di incontri “I linguaggi dell’arte, da Bisanzio al Rinascimento” Condotti dall’architetto Donato Monopoli 30 novembre ore 16.30

Museo della Città, Sala dei Cavalieri, via Luigi Tonini 1 - Rimini Partecipazione gratuita. Per iscriversi telefonare al 3319471243 o all’indirizzo mail viteintransito@gmail.com Vite in transito, associazione multietnica di volontariato, nata da esperienze che intrecciano emigrazione e narrazione. Info: viteintransito@gmail.com, tel. 331. 9471243 blog www.viteintransito.wordpress.com

traduzioni/traslation

pubblicato su Chiamami Città del 6 novembre

“Una risorsa per l’economia di molti paesi. Gli immigrati: 232 milioni nel mondo” di Agron Çeka

Il Governo albanese organizza in Albania il 22 novembre 2013 una conferenza dal tema “Rispondi Sì all’Albania”. Il governo si rivolge a tutti i medici albanesi che lavorano nel mondo per aiutare l’Albania oltre che per dare una vera e propria offerta di lavoro. Il Ministero della Salute sostiene che i medici che hanno lavorato all’estero, hanno più esperienza e quindi sono molto utili all’Alba-

nia per migliorare il servizio negli ospedali. Gli interessati possono trovare informazioni sul sito www.thuajiposhqiperise.org. Il nuovo Ministro Ilir Beqaj chiede l’aiuto ai medici albanesi all’estero per contribuire con le proprie esperienze a migliorare il servizio ospedaliero in Albania. A.C. agronceka@libero.it


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20 novembre - 3 dicembre 2013

gratis a casa tua e nei dispenser Via Caduti di Marzabotto, 31 47922 Rimini - tel. 0541 780332

redazione@chiamamicitta.net

www.chiamamicitta.net

è uno dei pochi realizzati in Italia

IL SABBIODOTTO è PARTITO

di Matteo Ortalli

L

a lotta all’erosione della spiaggia ha adesso un nuovo alleato: è stato inaugurato a Riccione lo scorso 15 novembre, dopo un anno di lavori, il sabbiodotto permanente interrato, opera innovativa che permetterà il ripascimento del litorale nord per circa 500 metri e dell’intero litorale sud per oltre 3 chilometri e 300 metri. Fino ad ora il ripascimento avveniva tramite le sabbie dragate all’imboccatura del porto canale, raccolte in appositi vasconi e trasportate con i camion; il nuovo impianto aumenta l’efficacia e diminuisce l’impatto ambientale delle operazioni grazie al trasporto in condotta interrata con rifluimento diretto che permette di sfruttare il quantitativo costante di materiale all’imboccatura del porto, quantificabile in circa 10-15 mila m3 all’anno. Il sabbiadotto è infatti una condotta sotterranea di 315 millimetri di diametro posata sotto il livello della spiaggia a circa un metro di profondità in cui viene fatta refluire la sabbia aspirata dalla draga all’imboccatura del porto. Attraverso i 25 pozzetti posizionati lungo la condotta (3 a nord e 22 a sud

del porto) la sabbia viene poi utilizzata nelle aree in cui l’erosione marina è più incisiva. “Il sabbiodotto rappresenta un intervento innovativo, tra i pochi di questo tipo realizzati in Italia, frutto delle sinergie tra am-

Una conduttura permanente per far fronte all’erosione delle spiagge

ministrazione regionale e comunale e pienamente in linea con la nostra strategia di difesa della costa, che considera prioritaria

la prevenzione dei rischi tra cui quello di erosione dei litorali”, ha affermato durante l’inaugurazione l’Assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa,  Paola Gazzolo. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Riccione,  Massimo Pironi: “Oggi vediamo realizzato un intervento che la città e i suoi operatori di spiaggia hanno richiesto a gran voce per tanti anni; ora abbiamo un importante strumento in più per dare maggiori certezze e tranquillità agli operatori, in un quadro di compatibilità economica e rispetto per gli equilibri ambientali”.

20 novembre - 3 dicembre 2013

Anno XXIV n. 723

Un’immagine studiata per piacere a target diversi

“RICCIONE. IL TUO STAR BENE”

Il nuovo brand della Perla creato da Inarea Identity and Design Network Cambiano i tempi, cambiano gli strumenti e i canali di comunicazione e cambia necessariamente il modo di proporsi sul mercato: Riccione ha un nuovo brand, presentato il 14 novembre dall’agenzia Inarea Identity and Design Network, società italiana leader nella realizzazione di sistemi di identità per imprese e territori. La nuova head-line è un’idea di città turistica che sa proporsi a molti segmenti e fasce di mercato, un logo rivisitato e declinato in tutte le forme della vacanza, frutto di un lavoro di condivisione e interviste con operatori, categorie economiche e turisti iniziato nel luglio scorso. “Riccione. Il tuo star bene” è il concetto guida con cui la città simbolo della vacanza si proporrà ai suoi pubblici: dai cittadini residenti ai tanti ospiti, italiani e stranieri, vecchi e nuovi.  La Riccione  in bianconero della villeggiatura e quella delle luci al led del divertimento non vanno in soffitta ma vengono integrate in un disegno più grande: un’offerta unica, capace di contenere le tante espressioni di un territorio che ha nel proprio DNA il principio dell’accoglienza. E’ una nuova idea di Riccione e, come succede spesso, il futuro affonda le radici nella propria storia.


commerciale@ondalibera.net 20 novembre

inserto di Via Caduti di Marzabotto, 31 47922 Rimini - tel. 0541 780332

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- 3 dicembre 2013

gratis a casa tua e nei dispenser

a cura di Maria Luisa Bertolini redazione@chiamamicitta.net

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20 novembre - 3 dicembre 2013

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Piazzale Tosi , 4 47923 - Rimini (RN) Tel. 0541 760288 - cell. 320 6058240 impresa.donna@cnarimini.it www.cnarimini.it

Intervista a Nadia Rossi, Assessore alle politiche di genere del Comune di Rimini

Rimini in cammino contro la violenza sulle donne

La mostra “Ti amo da vivere” per svelare i segnali di una violenza non percepita

La marcia che sottolinea un’emergenza dai dati allarmanti

I

l 25 novembre del 2012 in migliaia hanno camminato per le strade di Rimini, a testimoniare la forza e la voglia di lottare contro quel genere di violenza, quella contro le donne, la violenza di genere, che ogni anno richiede un tributo di sangue e di dolore sempre più pesante. “E’ vero che ogni lungo viaggio inizia da un primo passo; ma poi ce ne dev’essere un secondo, e un terzo, e un quarto e migliaia milioni miliardi di passi, perché il cammino possa continuare”, sottolinea Nadia Rossi assessore alle politiche di genere del Comune di Rimini. Domenica 24 novembre l’appuntamento è a Rimini al Giardino delle Mimose della Casa delle Donne in piazza Cavour per il Cammino contro la violenza delle donne. Si riparte, o meglio si continua nella lotta alla sensibilizzazione su un argomento che purtroppo è di estrema attualità e con dati allarmanti. Assessore, qual’è lo scopo pratico di questa iniziativa? «E’ quello di portare davanti alla comunità un’emergenza, di riaffermare i valori del rispetto e delle corrette relazioni tra generi e la valorizzazione delle differenze. Il problema della violenza purtroppo può toccare ognuno di noi, nella sfera famigliare, nell’ambito lavorativo, in quello degli amici o dei conoscenti. E’ un problema che non ha distinzione etnica, politica o sociale. Sensibilizzare, coinvolgere ed informare l’opinione pubblica è fondamentale. La marcia inoltre ha lo scopo di promuovere tutte le iniziative a sostegno delle donne attraverso gli sportelli a loro dedicati (Casa delle Donne, Sportelli PER LEI della Provincia, ASL ) e quello di raccogliere fondi per Casa Artemisia la casa di accoglienza per donne maltrattate gestita dall’Associazione Rompi il Silenzio che rischia di chiudere». Secondo lei, da dove si può iniziare a prevenire la violenza? «Occorre un impegno vasto, cominciando dai

giovani, nelle scuole per scardinare quei dispositivi mentali che poi diventano meccanismi di dominio classici. Sono antichi, vanno combattuti con determinazione ma con costanza. Le conquiste non sono mai certe, infatti vediamo che abbiamo una sorta di involuzione in questi terreni. Pensi che alla fine degli incontri di sensibilizzazione che teniamo nelle scuole con le forze dell’ordine spesso ci sono ragazzi che ci chiedono i contatti degli sportelli e i numeri di telefono, dicono, per un’amica o una conoscente che ne ha bisogno. A fronte del fenomeno - in crescita esponenziale - della violenza contro le donne e dei numerosi episodi di omofobia e transfobia, oltre al contrasto necessario con il supporto ai centri antiviolenza, le campagne informative nelle scuole e la collaborazione con le forze dell’ordine, è fondamentale riprendere un discorso pubblico che porti a ricostruire un senso comune fatto di tolleranza, rispetto e valorizzazione delle differenze». Sono molte le donne vittime di violenza sul nostro territorio? «Sì, abbiamo certamente dei dati preoccupanti, sia il nostro sportello che quelli della provincia ricevono continuamente vittime di violenza in varie forme. La maggior parte delle violenze, l’80%, si svolge all’interno delle mura domestiche. La collaborazione con le forze dell’ordine, che ringrazio pubblicamente, è molto importante. Dopodichè, rimane fondamentale l’ attività della Rete Provinciale Antiviolenza». E quale è l’approccio adottato dal Comune di Rimini per aiutare le donne in difficoltà? «Garantire un sostegno immediato, e lo facciamo in collaborazione con l’Associazione Rompi il Silenzio e con gli sportelli di consulenza della Casa delle Donne. L’ultimo nato di questi sportelli offre alle donne la consulenza legale gratuita. E poi, intervenire nelle scuole e con un lavoro culturale e di sensibilizzazione. Nel luglio 2012, inoltre, abbiamo approvato, e poi sottoscritto con le agenzie di comunicazione e

alcuni media, un Protocollo contro la pubblicità sessista e per la corretta comunicazione in ordine ai generi preso ad esempio dal Comune di Milano e da diversi altri sul territorio». Quali ritiene siano i passi necessari per ottenere risultati? «Continuare senza paura a far questo lavoro e garantire la rete a livello territoriale, che peraltro, grazie al lavoro della Provincia , esiste e funziona da tempo». Un messaggio a coloro che soffrono il disagio e che rimangono nel silenzio... «Uscire allo scoperto, rivolgersi agli sportelli e soprattutto non vivere queste vicende né come una colpa, né come vergogna; e anche non rimanere in una dimensione di coppia o familiare che è ormai compromessa pensando che la vita sia tutta lì. Bisogna riprendere le redini della propria vita».

CHE COS’E’: La Casa delle Donne è un punto d’informazione e d’ascolto per le donne, dove un’addetta saprà indicare quali tra i tanti servizi presenti sul territorio possono dare una risposta concreta ai problemi e alle necessità quotidiane delle donne: dalla famiglia al lavoro, alla scuola, violenza, problematiche legali.

RIVOLTO A: Le donne di ogni età, origine, formazione culturale e condizione lavorativa.

I NEGOZIANTI DEI BORGHI DALLA PARTE DELLE DONNE Dal 20 al 30 novembre in vetrina le foto di Christian Zanzani In occasione della giornata Internazionale contro la violenza alle donne l’associazione Cambia-Menti chiesto ai negozianti dei borghi di Rimini (Borgo San Giovanni, Borgo Marina, Borgo San Giuliano, Borgo Sant’Andrea e Centro Storico) la collaborazione per dire il loro personale NO alla violenza, tenendo esposto in vetrina dal 20 al 30 novembre uno degli scatti facente parte della Mostra fotografica “Ti amo da vivere” di Christian Zanzani. La mostra fa parte e dallo stesso prende il nome di un progetto nato dalla collaborazione delle associazioni Cambia - Menti e Rompi il Silenzio con un desiderio specifico: “Dire no alla violenza sulle donne” attraverso una serie di eventi, intrecci di arte e cultura, che si sono svolti col patrocinio del Comune di Rimini dal 25 al 27 ottobre. “Il punto di vista maschile - afferma Christian Zanzani, curatore della mostra - è sicuramente differente da quello di una donna, le differenze ancestrali che esistono tra i due sessi ci pongono riflessivi in maniera diversa sugli stessi temi. L’avidità nel capire come è possibile AMARE DA MORIRE è il filo conduttore delle foto, che vorrebbero cercare di esemplificare quali sono i segnali che non percepiamo di una violenza che si consuma negli anni prima di dire è troppo tardi.” Il 24 novembre in occasione dello spettacolo teatrale “Ferite a morte” di Serena Dandini, la mostra sarà visibile presso il foyer del Teatro Novelli.

La Casa delle Donne Torre Civica - Piazza Cavour 27 Rimini Tel.0541 704545 - Fax 0541 704546 Aperta dal lunedi al venerdì ore 9.00 - 13.00 Sportello di consulenza legale gratuita: aperto tutti i venerdì dalle ore 15 alle 18.30 con la presenza di un avvocato del Foro di Rimini Sportello antiviolenza Rompi il silenzio giovedi ore 14.30 - 16.30 http://lacasadelledonne.comune.rimini.it/ lacasadelledonne@comune.rimini.it facebook: La Casa delle Donne - Comune di Rimini twitter: @casadonnerimini


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20 novembre - 3 dicembre 2013

Provincia di Rimini

Per Lei: Servizio di accompagnamento ed inclusione sociale per donne in difficoltà Per appuntamenti Tel. 0541/363989 Piazzale Bornaccini, 1 - Rimini (3° piano)Ufficio Pari Opportunità della Provincia di Rimini per info www.provincia.rimini.it (Pari Opportunità)

La Onlus che aiuta le vittime di abusi di ogni genere

ROMPI IL SILENZIO E RIPRENDI LA TUA VITA

A Rimini un centro antiviolenza a tutti gli effetti

‘R

ompi il silenzio’ nasce nel 2005 come Associazione ONLUS: è un Centro Antiviolenza a tutti gli effetti, il solo nella nostra Provincia. Gestisce lo sportello all’interno de ‘La casa delle donne’ del Comune di Rimini e ‘Casa Artemisia’ che accoglie donne e minori vittime di violenza che devono lasciare il proprio domicilio. Fornisce, oltre a percorsi individuali di uscita dalla violenza, consulenze legali, psicologiche, orientamento ed accompagnamento al lavoro, ricerca di una soluzione abitativa; formazione all’interno delle scuole. Ne parliamo con Paola Gualano, Presidente di RIS. Chi si rivolge a voi? «In prevalenza le donne che subiscono violenza, spessissimo nell’ambito familiare da parte del proprio compagno, marito, ex/familiare, comunque persona con la quale hanno o hanno avuto una relazione affettiva, molto raramente da parte di persone sconosciute; donne che ritengono di avere un ‘disagio’, qualsiasi sia la natura; donne di tutte le età, etnia, religione». Quante sono le donne vittime di violenza sul nostro territorio? «Troppe purtroppo. Consideri che in questi anni di attività sul territorio siamo state contattate da 728 donne; quest’anno, dall’inizio dell’anno, abbiamo avuto 180 nuovi casi. Questi numeri sono già una tragedia per una Provincia come la nostra: se consideriamo, poi, tutte le donne che subiscono violenza e che per mille motivi non si fanno aiutare, allora il numero potrebbe aumentare in maniera esponenziale». Quali sono gli aiuti che hanno rivolgendovi a voi? «Un momento di ascolto a loro dedicato: sembra una banalità, ma nella maggior parte dei casi le donne vittime di violenza sono sole, lontane dalla famiglia e dalla cerchia di amici e non sanno a chi confidare il loro dramma. L’aiuto più importante che credo una donna possa ricevere da un centro come il nostro è la possibilità di confrontarsi con un’altra donna, svestita di qualsiasi vestito professionale, una donna formata, che, senza la presunzione di avere la verità a disposizione, aiuti a mettere a fuoco le necessità, a fare le scelte in maniera consapevole, riprendendo in mano la vita, quella dei suoi

figli, intraprendendo la sua strada di uscita dalla violenza. Le operatrici sono ‘agevolatrici’ in un percorso che è sempre deciso dalla donna, finalmente di nuovo protagonista. Al centro, inoltre, possono ricevere consulenze legali, psicologiche (solo su loro richiesta), orientamento ed accompagnamento al lavoro, ricerca di una soluzione abitativa, accoglienza presso la casa rifugio qualora siano costrette, per motivi di incolumità, a lasciare la loro abitazione». Quali sono le tipologie di violenza più frequenti? «Spesso è difficile per la donna riconoscere la violenza che subisce: sovente ritiene che uno schiaffo sia ‘normale’ all’interno di un rapporto di coppia, ancor di più quando ritiene di essere ‘colpevole’ di qualcosa che ha scatenato l’ira del maltrattante. E’ difficile riconoscere la violenza psicologica o quella economica: le donne appartengono, insieme agli uomini, al modello di società patriarcale in cui è, da sempre, l’uomo che decide, che fa, che provvede, che risolve. Spesso sono convinte di essere, per formazione e/o cultura, un ‘passo’ indietro. In ogni caso, anche se violenza fisica è quella prevalente (oltre che più facile da riconoscere), questa è sempre associata alla violenza psicologica, seguita dalla violenza economica; i casi di violenza sessuale, anche all’interno del rapporto di coppia, esistono ma con percentuale più bassa rispetto alle altre tipologie. I casi di violenza sessuale perpetrati da uno sconosciuto, invece, sono, per il nostro centro, quantificabili in un paio di casi». Cosa avete in programma? «Un progetto in collaborazione l’Arma dei Carabinieri: è l’incontro con gli studenti delle scuole superiori, perchè siamo convinte che per la prevenzione non esiste un luogo migliore della scuola. Gli studenti partecipano, sono interessati, si confrontano, si arrabbiano: il tema sta loro a cuore, vogliono capire il perché di tanta ferocia nei riguardi delle donne. Abbiamo modificato il nostro modo di farci conoscere e di sensibilizzare la cittadinanza in maniera meno tragica. Proponiamo momenti di convivialità, in cui le persone possono confrontarsi sulle iniziative da fare insieme per combattere la violenza di genere… Il 24 novembre è prevista

la seconda edizione della camminata cittadina ‘E’ per te. Rimini in cammino contro la violenza sulle donne’: portare ‘la città in città’, insieme per dire basta alla violenza». Come può il cittadino sostenere la vostra ONLUS? «Noi siamo donne di poche pretese, nonostante le spese ci siano: fino ad ora abbiamo sempre provveduto grazie a donazioni e raccolte fondi a tutti i bisogni di donne e minori ospitati in casa e solo in un caso abbiamo ottenuto il contributo di un comune. Chi volesse sostenere il centro può effettuare una donazione sul numero di conto corrente o devolvere il 5 per mille: numero di conto e codice fiscale sono disponibili sulla nostra pagina web www.rompiilsilenzio.org». Vuole lanciare un messaggio alle donne che rimangono in silenzio? «Vorrei dire, ad alta voce in modo che mi sentano, di non aver paura, di vincere la diffidenza, la vergogna, il dolore e di avvicinarsi, di fare un tentativo per loro stesse ed anche per i loro figli. Troveranno sempre una donna che le accoglierà, che dedicherà loro del tempo e che farà tutto questo con il massimo rispetto della loro situazione, delle loro scelte, delle loro debolezze o incoerenze, senza giudicarle, aiutandole a riappropriarsi della loro vita».

CNA IMPRESA DONNA ADERISCE AL FIOCCO BIANCO

Il 24 novembre anche le imprenditrici a “Rimini in cammino contro la violenza”

CNA Impresa Donna Rimini l’11 novembre ha organizzato un incontro con le imprenditrici per fare il punto sul tema della violenza sulle donne, la normativa sullo stalking e il recente decreto legge sul femminicidio. Un’iniziativa inserita fra quelle organizzate dalla Rete provinciale contro la violenza alle donne in vista della Giornata Internazionale contro la violenza. CNA Impresa Donna anche quest’anno aderisce alla Campagna del fiocco Bianco e alla iniziativa del Comune: Rimini in Cammino contro la Violenza sulle donne in programma domenica 24 novembre dalle 14,30.

ROMPI IL SILENZIO

QUELLO CHE LA DONNA SUBISCE Le tante forme che la violenza può assumere Violenza fisica. Aggressioni che provocano danni fisici. Vi sono compresi comportamenti quali: spintonare, costringere nei movimenti, sovrastare fisicamente, rompere oggetti come forma di intimidazione, sputare contro, mordere, calciare, picchiare, soffocare, schiaffeggiare, bruciare con le sigarette, minacciare e/o usare armi da fuoco o da taglio, privare il soggetto di cure mediche o del sonno. Violenza psicologica. Accompagna sempre quella fisica e la precede, anche quando non degenera verso questo tipo di maltrattamento. Il messaggio che viene trasmesso è che la vittima è priva di valore. Si tratta di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e che non sono sempre facili da riconoscere come dannosi e comprendono: attacchi verbali (derisione, insulto o svalorizzazione), isolamento sociale, limitazioni alla libertà personale, controllo e gestione della vita quotidiana, danneggiamento o distruzione di oggetti di proprietà della donna, tradimenti, menzogne, ricatti, minacce di morte dirette alla donna stessa, alla sua famiglia e agli amici. Violenza sessuale. Ogni forma di coinvolgimento in attività sessuali imposte (rapporti sessuali subiti, esposizione a materiale pornografico, imposizione di rapporti sessuali in presenza o con altre persone). Nella maggior parte dei casi la violenza viene agita da persone conosciute: ex partner, amici, vicini di casa, colleghi. Violenza economica. Ogni forma di privazione o controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica della donna. Alcuni esempi: gestire lo stipendio della donna, impedire la ricerca o il mantenimento del lavoro, non pagare l’assegno familiare, non dare informazioni riguardo al conto corrente, costringere alla sottoscrizione di contratti e tenere in una situazione di continua privazione economica. Violenza assistita. Qualsiasi atto di violenza (fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica) compiuta su figure significative adulte o minori, a cui il/la minore assiste direttamente o indirettamente, percependone gli effetti. Violenza familiare. Qualsiasi combinazione di violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica agita all’interno della casa da persone con cui si convive e che nella grande maggioranza dei casi sono uomini. Rompi il silenzio ONLUS Centro Antiviolenza Centralino 3465016665 - Dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19. RIS è inserito nel numero nazionale antiviolenza ‘1522’. Fornisce, oltre a percorsi individuali di uscita dalla violenza, consulenze legali, psicologiche, orientamento ed accompagnamento al lavoro, ricerca di una soluzione abitativa; formazione all’interno delle scuole.


20 novembre - 3 dicembre 2013

Il lavoro di Serena Dandini al Novelli il 24 novembre

LA QUESTIONE FEMMINILE RIGUARDA TUTTA L’UMANITÀ Lella Costa in scena a Rimini con Ferite a morte

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l teatro Novelli ospita domenica 24 novembre “Ferite a morte”. Protagoniste, Lella Costa, Orsetta de Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio. Lo spettacolo, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche di Genere e con l’Associazione “Rompiamo il silenzio”, apre il sipario a Rimini in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne. Serena Dandini prende spunto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Per una volta, sono loro a parlare in prima persona. Con la collaborazione ai testi e alle ricerche di Maura Misiti (ricercatrice del CNR), ha scritto una breve storia per ciascuna di loro. Per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su un fenomeno purtroppo in continua crescita. Utilizzando un linguaggio che gioca, a contrasto con i drammi trattati, con toni ironici e grotteschi. Una delle protagoniste dello spettacolo è Lella Costa, ancora una volta sul fronte del teatro civile. L’incontro con “Ferite a morte” risale alle origini del progetto, per il quale sin da subito Lella ha calzato scarpe rosse e ha dato voce alle vittime di femminicidio. Ora è lei a raccogliere in prima persona il testimone di questa avventura e a guidare il cast di questo nuovo allestimento in tournée lungo tutto lo stivale. “Ferite a morte” traduce un tema di scottante attualità nel linguaggio della scena. In diverse occasioni, nella sua carriera, i suoi monologhi teatrali hanno tentato di scuotere la coscienza del pubblico, specie di quello maschile. Che bilancio traccia di quest’esperienza? Quali e quanti feedback riceve? «Mi sembra complessivamente di avere avuto nel tempo delle reazioni positive ai temi che ho via via affrontato e “lanciato”

al pubblico. Tenendo conto che in generale la grande maggioranza della platea è costituita da donne, mi sembra di poter dire che una discreta percentuale di uomini ha avuto voglia di venirmi a incontrare in camerino, in genere per parlarmi e anche per ringraziarmi. Con le donne avviene sicuramente molto più spesso e con intensità e complicità diverse, ma, come si dice, ci sta tutto». La cosiddetta questione femminile, guardando non solo i dati relativi al femminicidio, ma anche l’occupazione, la parità salariale e le pari opportunità in genere, sembra essere un grande irrisolto della società italiana. Secondo lei perché? «Direi che non è soltanto una realtà italiana, anche se da noi certi aspetti - soprattutto quelli che riguardano la parità salariale e il lavoro in genere - sono forse più smaccati e evidenti. Credo che abbia a che fare innanzitutto con una cultura profondamente sessista. Quella che per esempio ha fatto sì che il delitto d’onore sia stato abolito solo in tempi recenti. Lo stesso dicasi per lo stupro, che non a caso prima veniva considerato reato contro la morale e non contro la persona: il che la dice lunga su una perce-

zione “reificata” della donna assai difficile da estirpare. Mi sembra che da noi, molto più che in altri paesi occidentali sia stata fatta surrettiziamente passare l’idea che la “questione femminile” riguardasse le donne, mentre sappiamo bene che non esiste una sola questione femminile che non riguardi l’intera umanità, e l’intero pianeta». È l’amore a rendere fragili e vulnerabili le donne di “Ferite a morte”? «L’amore, certamente, ma anche tutti i suoi fraintendimenti: dedizione, abnegazione, sottomissione, annullamento di sé… E soprattutto il terrore ancestrale di non poter esistere se non definita da un ruolo preciso, che sia di moglie o di madre o anche di “donna di”: se non sono o non sono più quello, non esisto. E fra non esistere e essere fisicamente annientata a volte non si ha modo di scegliere». La biglietteria del Teatro Novelli è aperta dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 14 e nei giorni di spettacolo dalle ore 19.30 alle ore 21. I biglietti possono essere prenotati anche telefonicamente (tel, 0541/793811) dalle ore 12 alle ore 14.

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Il 30 novembre sul palco Serena Cuccaro con la regia di Angela Drudi

LE CIRQUE SURREALISTE Al Novelli uno spettacolo di danza che stimola l’immaginazione Sabato 30 novembre appuntamento a teatro. Al Novelli di Rimini si apre il sipario su “Le Cirque Surrealiste” Variazioni di Danza: uno spettacolo di grande impatto emozionale. I personaggi classici del circo si trasformano davanti agli occhi della platea svelando tutto ciò che l’immaginario stimola in ognuno di noi. La danza diventa espressività interiore facendo emergere in chi la guarda le sensazioni più nascoste. “Tutto ció che vedrai non esiste…” Realtà e finzione si uniscono in un circo

surreale dove lo spettatore con la sua immaginazione è l’unico protagonista. In questo spettacolo Serena Cuccaro, ancora una volta, utilizza la danza come espressività interiore. Le coreografie eclettiche unite alla regia di Angela Drudi che coniuga la cromia delle luci con un’attenta ricerca dei suoni, daranno vita ad uno spettacolo ironico e suggestivo. Serena Cuccaro è insegnante di danza espressiva, laureata in psicologia attualmente al secondo anno del percorso formativo di

“Metodo Hobart, danza in contesto di disabilità fisiche e mentali”. Danzatrice della compagnia “Istmo danza” e coreografa dell’associazione “Ineluttabile” (inserita nel 2013 nella 2° rassegna di Arti Contemporanee “Il posto delle arti”, come danzatrice e nella stagione teatrale 2013/2014 del Teatro Novelli, come coreografa), propone una metodologia artistica che sviluppa la qualità energetiche della persona. Il danzatore si arricchisce con l’utilizzo di un linguaggio del corpo che va

oltre il movimento, valorizzando l’aspetto relazionale di rapporto con sé, gli altri ma anche con il tangibile. Una fusione tra la danza classica e il contemporaneo (danza “occidentale”) e l’ascolto corporeo quali tecniche di respirazione, lavoro a spirale, contaminazione con danze “popolari”. “Le Cirque Surrealiste”, sabato 30 novembre ore 21, prevendite presso il Teatro Novelli, biglietto unico € 12 - ridotto bambini fino a 14 anni e allievi scuole di danza € 8. Facebook Les fleurs arabic


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IL TACCUINO DELLA TAVOLA

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Infanzia a colori La scuola Ferrari e la lotta al tabagismo rito classi 1^C, 2^C e 5^C hanno ade Nell’anno scolastico 2012/2013 le , in posto dall’Azienda USL di Rimini al progetto “Infanzia a colori” pro gna, l’Ufficio Scolastico Proma Ro a ili Em e ion reg la con ne collaborazio ori per la prevenzione e la Tum a Leg la e ico og col On to titu vinciale, l’Is ti i attivamente nel Progetto, guida olt nv coi ti sta o son i nn o. alu sm Gli nlotta al tabagi o le indicazioni della Dott.ssa Bia dalle maestre che hanno seguit lle iari Niki e la strega del fumo”, ne chi dell’USL. Dalla lettura di “Sc ioni guidate, osservazioni e com tre classi sono scaturite conversaz i. convogliato verso lavori collettiv menti, che le insegnanti hanno Gli alunni della 1^C, rimasti colpiti dalla bruttezza e cattiveria della Strega cattiva del fumo, hanno disegnato momenti della storia e con i loro elaborati hanno costruito un bellissimo cartellone.

La strega: “Per fortuna ho trovato due nuovi bambini così potrò continuare a fumare!!!” Bambino: “La strega è convinta che se noi, con i nostri polmoncini, respiriamo la parte tossica del fumo, lei potrà continuare a fumare senza che le faccia male!”

La strega: “Brutti marmocchi!!! ora siete più intossicati di me” Bambino: “Non ne posso più di questo puzzo!” Bambina al centro: “Il fumo rovina i nostri polmoni” Bambina a destra: “Il fumo è tossico”

Provincia di Rimini Politiche per l’Immigrazione

Sciari, Niki e la Strega del Fumo

La storia letta dagli alunni e rielaborata con disegni La favola di “Sciari, Niki e la Stre ga del Fumo” nar ra la storia di due frat ellini che vengono rapiti da una terribile strega, affumicata e bruciacchiata, e poi portati a casa sua, dove ci sono altri bam bini precedentemente fatti prigionieri. La strega è una accanita fumatrice e si è convin ta di poter continuare impunemente a fum are se i bambini, con i loro polmoncini ten eri e nuovi, respireranno il fumo delle sue sigarette. Gli ultimi due prigionieri, però, riescono a convincere la strega che deve sme ttere di vivere in quel modo e deve ritrova re una sua identità, per duta e positiva, e, ins ieme agli altri bambini, decidono di provar e ad aiutarla. Così distruggono tutte le sig arette e le insegnano a resistere alle tentaz ioni. Alla fine la strega non solo sme tterà di fumare, di bere e di mangiare rob accia che le fa solo male, ma diventerà add irittura una vecchietta sana ed ecologista che , quando può, va persino in montagna a res pirare l’aria pura.


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Gli alunni della 2^C hanno svolto un percorso didattico multimediale, utilizzando Power Point, mirato alla sensibilizzazione sugli effetti del fumo della sigaretta. Dalla storia del tabacco alla creazione di una storia collettiva che ha avuto come protagonisti gli stessi alunni in versione Poliziotti Antifumo.

Our rules for a better world aderito alle Gli alunni della 5^C, che hanno r più anni attività proposte dal progetto pe ro che raccoscolastici, hanno prodotto un lib percorso. Il tema glie i risultati di questo lungo to sviluppato nei suoi diversi sta è o fum dal a nz de en dip lla de o scientifico, in un percorso aspetti, da quello sociale a quell anche problematiche quali o cat toc ha e ch re ina ipl isc erd int ghe e la necessità di svilupl’alcolismo e la dipendenza da dro pare sane abitudini di vita. Provincia di Rimini Politiche per l’Immigrazione

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Il giornale delle scuole elementari Culture ed esperienze diverse si incontrano

va idea La mostra dell’Associazione Arcobaleno ha rappresentato la nuo di nucleo familiare attraverso i disegni dei bambini

Ogni famiglia è una famiglia lie la

le Famig Proseguirà fino al 30 novembre presso la biblioteca dei genitori del Centro perone del Mese

leno in occasi mostra “L’album di famiglia”, presentata dall’Associazione Arcoba dedicato proprio alle famiglie. lia che il fenomeno miLa mostra è un’occasione per riflettere su una nuova idea di famig ni e dei ragazzi che hanno gratorio porta con sè, attraverso i coloratissimi disegni dei bambi presso la Casa della Pace, frequentato le attività di extrascuola durante il periodo estivo nazionalità delle scuole priseguiti da una decina di operatrici e volontari. Bambini di ogni ma soprattutto con il loro marie e secondarie di primo grado di Rimini che con la loro mano animo hanno dipinto la loro visione di famiglia: “un insieme di persone legate da un rapporto affettivo, un ambiente in cui sviluppare capacità e socialità, il primo ambiente educativo e un caldo luogo metaforico con muri fatti di sguardi, porte fatte di occhi e poltrone fatte di mani e abbracci”. Disegni semplici che ci fanno riflettere su un tema importante e sul fatto che l’idea di famiglia non è più quella di una volta. Il cambiamento più evidente lo possiamo osservare nella trasformazione che la famiglia ha subito passando da quella classica a quella mista. La famiglia è composta da individui, tutti diversi tra loro, esseri pensanti che provano emozioni e che sono in grado di trasmetlie tere serenità e calore a prescindere dal grado di parentela. Famig persone, o famiglie di tre numerose come quella di Amal, bambino marocchino, fatta di sette da genitori, o ancora piccoli persone come quella di Alessio, bambino cinese i cui nonni fanno o attraverso gli occhi di un bamnuclei composti da madre e figlia. Tutto questo è possibile vederl la spontaneità e la semplicità di bino grazie a questa mostra che raccoglie in veri e propri album che lo amano. chi crede davvero che la famiglia è rappresentata dalle persone Associazione Arcobaleno 0541.791159 Viale Principe Amedeo 11 (Int.21/E), c/o Grattacielo - Rimini - Tel L’orario di apertura è: ,30; lunedì 16-18,30; martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-12,30/16-18 sabato 10-12,30 Per info: g2@arcobalenoweb.org

sua Disegno di Alessio che ritrae la nto ai acca so stes famiglia disegnando se suoi nonni

ritrae la sua Disegno di Amal che numerosa famiglia

Disegno di Sheam che ritrae la sua i famiglia con i genitori, gli zii e cugini

Barbara Calabrese Disegno di Valentina che ritrae lei e la sua mamma Due album che raccolgono molti altri disegni dei bambini

Parte interna di uno degli album realizzati dai bambini

Foto panoramica di una parte della mostra

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sua numerosa famiglia Disegno di Fatime che ritrae la re e serenità tramettendo un forte senso di amo


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Pedagogia interattiva Primaria “Ferrari”, ha avviaPer la prima volta a Rimini una classe delle elementari dellasoScuola dalla Fondazione olandese Snap-

to, anche con il concorso dei genitori, un programma promos il tablet computer”. Questo pet, per “migliorare la qualità dell’istruzione primaria utilizzando ti libri di testo ed è adatto alle tablet può diventare “una sostituzione interattiva degli esisten metodologie didattiche più utilizzate”. o ottimizzato, grazie a una Si possono ottenere benefici per scuole ed insegnati: apprendiment enza diretta del processo di apmaggiore motivazione e concentrazione degli studenti; conosc l’esposizione delle lezioni grazie a prendimento della classe e dei singoli ragazzi; più tempo per verifica e analisi degli errori automatizzati. nti servono a migliorare scolastiche sono sempre più informatizzate, questi nuovi strume Ognuno è dotato di un tablet ad uso individuale. Le nostre aule e e insostituibile della scuola. l’apprendimento non certo a sostituire l’insegnante figura central

IL LINGUAGGIO UNIVERSALE DEL GIOCO

Tradizioni diverse ma stesso obiettivo: divertirsi e socializzare NSIKWI (Africa)

IL GIOCO DEL NASCONDINO

I bambini si siedono a terra in cerchio, ciascuno ha davanti una pannocchia e, a turno, con una palla cercano di abbattere quella degli altri.

CHEETAH E CHEETAL (India)

I giocatori si dividono in due squadre di egual numero di bambini: quella dei cheetal (cervi) e quella dei cheetah (leopardi). I giocatori di ogni squadra si dispongono su due righe parallele. A sei metri di distanza da ogni riga si delimita la “casa” di entrambe le squadre con dei cerchi. Il capogioco stabilisce quali sono i “cheetal” e quali sono i “cheetah” e li fa disporre sulle righe in modo che i bambini dei due gruppi si voltino la schiena. Sistemandosi ad una delle estremità tra le file, grida: “Chee...” e dopo un po’ di suspense termina con “tal” o con “tah”. Nel primo caso i cervi devono correre verso la loro casa ed i leopardi si voltano verso di loro e li inseguono, cercando di acchiapparli, per portarli nella propria “casa”. Nel secondo caso avviene il contrario.

KAMESHI NE MPUKU (Congo)

Tutti i bambini meno due (il gatto e il topo) si dispongono lungo quattro righe parallele distanti un paio di passi una dall’altra. I bambini stanno su queste righe uno accanto all’altro, con le braccia tenute larghe all’altezza delle spalle. Al “Via!” il gatto deve cercare di acchiappare il topo, che scappa tra le file. Quando il conduttore grida “Mpuke ekali!” tutti i giocatori disposti file (che lungo le righe si girano a sinistra, cambiando così direzione alle a cambiare topo il e gatto passano da orizzontali a verticali) e costringendo il anche loro direzione.

TEZUNAGHI ONI (Giappone)

Il gruppo di bambini si dispone in maniera sparsa. Uno dei giocatori (l’orco) conta fino a un numero stabilito, mentre gli altri si allontanano, poi inizia a inseguirli. Quando ne prende uno, questo si unisce a lui dandogli la mano e insieme vanno alla caccia di un terzo. Quando la catena degli orchi è composta da sei giocatori, questi si possono dividere in due gruppi da tre e continuare separatamente la caccia. L’ultimo giocatore ad essere preso diventerà il nuovo orco. Provincia di Rimini Politiche per l’Immigrazione

regole simiIl gioco del nascondino è presente in tutti i paesi e si gioca con li: In Romania a nascondino, di solito, si gioca in dieci bambini e al buio, perché con la luce del sole si possono vedere i compagni che si sono nascosti. Si conta fino a venti e dopo aver contato, il bambino che si è accecato va a cercare i compagni che si sono nascosti nei vari nascondigli. Colui che è stato visto per primo dovrà accecarsi nel prossimo giro, a meno che un giocatore non faccia tana toccando il muro della conta, allora deve ripetere il turno il bambino che già si era accecato. N.B. Il giocatore che deve accecarsi viene deciso attraverso delle conte. del In Albania il gioco del nascondino si gioca con regole simili a quelle muro. sul sputa si infatti tana, nascondino italiano, l’unica variante è nel fare dino: nascon di specie una a gioca si molti, sono In Africa, quando i bambini preso da al posto del muro viene usato un barattolo che, lanciato deve essere compai cercare a ia cominc chi sta sotto e portato in un luogo stabilito. Poi visti da chi gni. Per liberarsi bisogna andare accanto al barattolo senza essere conta.

I TRENI “LOS TRENES” (Argentina)

Ci si dispone in cerchio, piuttosto distanti l’uno dall’altro. Ciascun bambino delimita una sua zona-deposito (con un gessetto, una cordicella). Un bambino - locomotrice passa e fa accodare dietro di sé, uno alla volta, tutti i suoi compagni, fino a formare il treno. Quando la locomotrice fischia, tutti i vagoni devono correre al proprio deposito e anche la locomotrice cercherà di conquistare un posto; se ci riesce il bambino - vagone rimasto fuori sarà il capofila del nuovo treno e così via.

GIOCHIAMO A MOSCA CIECA

In tutti i paesi del mondo i bambini giocano a “mosca cieca”. e l’altro batte In Africa si gioca con due bambini bendati: uno di essi sta sotto” da dove mente attenta ascolta insieme due bastoncini. Quello che sta sotto il bambire afferra di cerca uarlo, individ a riesce proviene il suono e, quando cini. baston due i o no che sta battend In Cina questo gioco si chiama “Tsu Tsu”. Il bambino che sta sotto è “la gallina”, gli altri sono i “pulcini”. I pulcini cercano di toccare la gallina senza essere “beccati”. Nel Sud America questo gioco si chiama “gallina cieca”. Molte abitudini cambiano da paese a paese ma altre, come alcuni giochi, sono uguali dappertutto.


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Anno XXIV n. 723

Nacque nel 1960, quando i governi si occupavano ancora di urbanistica

IL QUINTO BORGO DELLA CITTÀ Così il Villaggio Ina Casa ha costruito la sua identità di Claudio Costantini

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nno 1960, i primi assegnatari prendono possesso degli appartamenti nel “villaggio Ina Casa” in fondo a via Dario Campana. Giovani coppie, per lo più, con numerosi figli. Portano con se qualche mobile, valigie e scatoloni. La fatica non cela il sorriso e la contentezza di aver finalmente un alloggio comodo e sicuro da cui difficilmente potrai venire sfrattato. Sono gli anni del boom economico, ma per molti la casa resta una miraggio. Nel decennio vennero costruiti “villaggi simili” a Rimini (San Giuliano Mare) come in numerose città, per decine di migliaia di appartamenti. Questo grande piano di intervento fu possibile per la lungimiranza di Amintore Fanfani, il fautore del primo centro-sinistra, che seppe indirizzare in uno sforzo comune il cristianesimo sociale, il socialismo, il collettivismo comunista,

che permisero l’approvazione della legge sull’edilizia popolare. I nuovi abitanti non si conoscevano fra loro, ma negli anni seppero tessere una rete di relazioni sociali, di amicizia e solidarietà da far diventare l’Ina Casa il quinto Borgo della nostra città. Per non disperdere gli abitanti fu importante anche la struttura urbanistica del quartiere: al suo centro furono previste infrastrutture commerciali, ricreative e scolastiche per convergere gli incontri. Ci sono palazzine e non palazzoni, collegate fra loro con percorsi pedonali; ogni appartamento ha balconi e giardino. In Largo Bordoni in estate e primavera si vedono gruppi di anziani seduti a circolo per discutere o raccontare la storia del tempo passato. Quasi contemporaneamente fu edificata anche la Chiesa di San Raffaele, che con le

sue attività sociali e sportive contribuì a rafforzare la comunità. All’attivismo cattolico, rispondeva quello della politica dei partiti della sinistra, comunista in primo luogo, con il Circolo “Che Guevara” e il club “Zeta”. Nel corso degli anni altre costruzioni sorsero ai lati, ma anche campi da calcio e poi parchi. E l’Ina Casa non fu più periferia. Ora dal quartiere si può facilmente raggiungere il Centro e, attraverso il parco Marecchia, il mare. E per la sua posizione, ha potenzialità di sviluppo notevoli. Come altri quartieri di Rimini ha attività commerciali di qualità, che potrebbero essere meglio valorizzate. Se poi, come è stato proposto, verrà realizzato il polo universitario, tutto il quartiere ne sarà influenzato e potrà attivare i servizi richiesti dal nuovo insediamento. Alessandro Pari, titolare della più antica

macelleria del quartiere - il nonno l’aveva avviata prima ancora della costruzione del villaggio - vede come fatto positivo la costruzione del Polo in un momento di cambio generazionale che potrà essere linfa per nuove iniziative e occupazione. «E siccome - dice Pari - l’Ina Casa è diventata il Quinto Borgo di Rimini, dovremo anche noi organizzare una nostra Festa. Il comitato “Il sabato del Villaggio” ci ha provato per più di una volta, si può sempre ritentare». Per conoscere di più e meglio la storia del Villaggio Ina Casa, si consiglia di leggere il bel libro di Adriano Cecchini “Un quartiere sul Marecchia”, edito da “La Stamperia” di Rimini, dove l’autore descrive il “passato ed il presente del luogo e delle persone. Corredato da foto e planimetrie, il libro rappresenta un quadro completo del Villaggio dalla nascita ai giorni nostri”.


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INA CASA

MACELLERIA

Macelleria Pari

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Cultura del mestiere per tre generazioni Il negozio che ha visto nascere e crescere il quartiere oggi offre servizi completi e di qualità: perfino la grigliata a domicilio!

Foto Marco Ventura

di Beatrice Piva

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Hollywood LARGO BORDONI

“Il buongiorno di vede dal mattino” Colazioni con servizio cortesia

FERRAMENTA

CARTOLERIA

Da tre generazioni la famiglia Pari conduce l’attività di macelleria, fin dall’inizio sempre all’INA Casa, anzi, ancor prima che il quartiere sorgesse. Già negli anni fra il 1920 e il ’30, Giovanni Pari faceva le prime esperienze con bovini di razza romagnola. Il figlio Antonio ne ereditò tutta l’esperienza nel 1960. Dopo 80 anni di lavoro e di cultura del mestiere, il testimone è passato al nipote Alessandro. Che racconta: “Quando abbiamo aperto la macelleria, il quartiere INA casa non era ancora completato. Oltre al nostro negozio, c’era solo l’alimentari dei fratelli Muratori, tutt’ora presente. Le prime famiglie arrivarono quando ancora non c’era la fornitura idrica nelle case. I clienti venivano al nostro negozio con un pentolino per chiederci dell’acqua”. Negli anni la macelleria ha ampliato la sua offerta, arrivando a specializzarsi anche nella preparazione di ottimi menù pronti, piatti cotti e crudi, vantando un reparto rosticceria con selezione di menù completi,

ALIMENTARI

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ELETTRONICA

FARMACIA

per tutti i gusti. Macelleria Pari offre anche la grigliata a domicilio, arrivando con tanto di focone per cucinare sul posto! E, ad arricchire l’offerta, anche un’assortita selezione di vini selezionati, e olio di qualità. E’ un patrimonio di esperienza, quella che oggi Alessandro, assieme alla moglie Barbara, la sorella Danila e le due collaboratrici Nadia e Sonia, mettono a disposizione del consumatore dove la qualità, la specializzazione, insieme alla cortesia sono i punti di forza. Il sistema di etichettatura della carne, che la macelleria adotta a garanzia della provenienza degli animali con riscontro sulla tracciabilità completa, accresce la qualità dell’offerta. Lo “staff” Pari è pronto per cucinare pranzi e cene completi, anche per le festività, Natale, ultimo dell’anno, Pasqua, e per ricorrenze speciali.

Macelleria Pari è in via Dario Campana 74, tel. 0541/776305.


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Gas Station Bar

INA CASA

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BAR

Specialità: divertimento

Foto Marco Ventura

Ritrovo degli sportivi e teatro di tornei di ogni tipo e fra spuntini e cocktails in allegria

DETERSIVI

Il Gas Station Bar nasce nel 2012 da una scommessa del Gas e della sua compagna Dany, sempre pronti a rimettersi in gioco anche in un periodo così difficile e a creare un locale giovane a dispetto dell’apparente aspetto datato. Buon servizio, cordialità e gentilezza mescolati alla voglia di divertirsi e far divertire, in un’atmosfera accogliente, fanno del Bar Gas Station un luogo dove poter trascorrere ore in compagnia ed allegria. Serate a tema, tornei di boccette, aperitivi, spazio per i bambini, tavoli all’aperto, un bar per tutti e per tutte le età! A pranzo è consigliato gustare le buonissime insalatone oppure i mega panini farciti; birra a fiumi, mojito e cocktails, oltre alle centrifughe di frutta sono i cavalli di battaglia del Gas Station bar; sicuramente non vi capiterà tutti i giorni di farvi fare un mojito da un ingegnere civile o una centrifuga di melograno da una bagnina, ma troverete che sarà una piacevolissima sorpresa. Vengono inoltre organizzati tornei di ogni tipo, come il centurio-

ne alcolico (gara di birra), il torneo di ruzzle, la tombola o il torneo di burraco; il Gas Station bar inoltre ospita due tavoli classici da boccette e partecipa con due squadre (le uniche del territorio riminese nella specialità) al campionato interprovinciale Abis. Il consiglio, per chi si trova in zona ed ha 5 minuti da dedicarsi.. è di passare, e rendersi conto personalmente di tutto quello che è riportato in questo piccolo articolo. Il Bar è un vero tempio dedicato allo sport e soprattutto al baseball. E’ punto di ritrovo degli appassionati locali e sede della squadra Rimini 86 Baseball club partecipante al campionato italiano di serie C. Inoltre è stata organizzata una squadra di pallavolo che si sta preparando in vista del prossimo campionato amatoriale misto del C.S.I. (Centro Sportivo Italiano). Punto di ritrovo anche dei Red White Supportes, fedelissimi tifosi del Rimini calcio e di un gruppo di sostenitori della squadra di basket dei Crabs. Che altro dire? Provare per credere!

ALIMENTARI

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INA CASA

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Ex-Macello, Tecnopolo, viabilità e il futuro del Villaggio Azzurro

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Tutti i temi che riguardano il quartiere sono strategici per l’intera città

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OTTICA

è

uno dei pregi di Rimini: le periferie non sono mai tali. La geografia vuole il suo peso: la città “lineare” che si è sviluppata lungo la costa, l’attiguità con un entroterra ancora sostanzialmente non compromesso dall’urbanizzazione, fanno sì che anche quartieri nati all’esterno del centro e dei borghi storici siano coinvolti direttamente nelle loro questioni. Da questo punto di vista, l’Ina Casa è esemplare. La prospettata chiusura del ponte di Tiberio, per esempio, richiede un’alternativa che per anni si è cercata proprio qui. Anzi, nei progetti originari l’arteria via Euterpe-Caduti di Marzabotto doveva proseguire proprio oltre la Marecchiese, incrociando via Dario Campana e superando il parco del Marecchia con un ponte, andandosi poi a raccordare con la viabilità delle Celle. Entro il 2014 il ponte romano sarà chiuso al traffico, si ribadisce da palazzo Garampi. Ma alternative certe ancora non sono state individuate. Se lo saranno, certamente coinvolgeranno l’Ina Casa. Altre questioni importanti riguardano il destino di aree che, anch’esse, sono strategiche per tutta la città. Come il destino dell’ex-macello, dove si sta realizzando sia un immobile di edilizia residenziale pubblica, ma è anche prevista la sede del Tecnopolo universitario, che dovrebbe essere pronta entro il 2014. In relazione a questi progetti, sono andati avanti anche alcuni lavori “minori” ma non certo meno importanti per vive nel quartiere, come

la conclusione della riqualificazione parcheggio via De Giovanni. Ora, finalmente, dovrebbe essere realizzata la nuova rotatoria di via Dario Campana all’altezza di via Toni. Il progetto prevede anche la realizzazione di un percorso pedonale tra via Toni e il parcheggio di via De Giovanni. Un altro capitolo non ancora aperto, ma che potrebbe esserlo fra breve, è quello del Villaggio Azzurro. Un’area molto grande che finora ha vissuto di vita propria. Ma sia i nuovi assetti della difesa nazionale (l’Aeronautica non è più di stanza a Miramare) sia la necessità di vendere beni da parte dello Stato, potrebbero presto mettere in gioco questa importante zona della città. Infine, c’è l’Ina Casa vera e propria, cioè gli edifici che compongono il suo nucleo originario. Costruiti oltre mezzo secolo fa e con criteri che ancora oggi vengono riconosciuti di ottimo livello, non di meno non potevano rispondere alle esigenze di oggi, soprattutto sotto il punto di vista del risparmio energetico. Alcuni hanno valutato che, in presenza di adeguati incentivi pubblici, potrebbe risultare conveniente abbattere tutto e ricostruire utilizzando tutte le tecnologie più moderne ed ecologiche: Ma anche senza arrivare a tanto, è innegabile quanto sia all’ordine del giorno il tema della ristrutturazione ambientale, energetica, anti-sismica. Specialmente in quartiere così omogeneo, che tutto insieme è nato e tutto insieme è bene che migliori. Stefano Cicchetti


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street christmas! A Borgo Sant’Andrea la strada del Natale a pag. 4

Anno XXIV n. 240

colazioni a buffet, aperitivi, pausa pranzo, organizzazioni feste di laurea, compleanno, eventi

Storia Toponomastica medioevale: via dei Condotti e via del Rigagnolo di Oreste Delucca pagina 2

Imprese e persone Trattoria Gambon Casa del mobile

pagina 3

Nel Borgo La Fiera rilancia ma teme per l’aeroporto

pagina 5

Dal 30 novembre i mercatini della Vecchia Pescheria Conto alla rovescia per Cont@tto pagina 6


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20 novembre - 3 dicembre 2013

LA STORIA

Toponomastica medievale - 7

VIA DEI CONDOTTI e VIA DEL RIGAGNOLO Così l’acquedotto romano aveva segnato i nomi dei luoghi di Oreste Delucca

F

in dall’età romana Rimini ha avuto un acquedotto che riforniva la fontana ubicata nell’attuale piazza Cavour. L’acqua proveniva dal territorio situato a monte della città, non lontano dal Marecchia, scendendo dalle falde collinari. Falde che, in quella zona, erano ricche e poco profonde; bastava perforare il leggero strato di terreno impermeabile posto in superficie e subito l’acqua zampillava, per il principio dei vasi comunicanti. La più potente di queste polle sorgive era stata ingabbiata in una torretta e convogliata in città tramite una tubatura. Pur con i necessari interventi, sistemazioni e rifacimenti, il complesso è rimasto in funzione per tutto il Medioevo e per alcuni secoli dell’età moderna. La piccola torre, che termina a guglia, è ancora visibile al centro della piazzetta rotonda in via Dario Campana. La tubatura seguiva il percorso della strada fino alla città e in passato si rendeva ben visibile per la presenza di alcuni sfioratori o sfiatatoi posti ad intervalli. Quella strada, prima d’essere intitolata a Dario Campana (legionario caduto nel 1938 durante la guerra di Spagna), fin dal Duecento era chiamata Via dei Condotti, appunto per la presenza delle condutture che portavano l’acqua alla fontana. E la mappa dialettale d’inizio Novecento la

indica ancora come I Cundòt. Non si trattava di una esclusività riminese: tale denominazione era (e talvolta è tuttora) presente in varie città italiane. Basti pensare alla nota Via Condotti di Roma, anch’essa chiamata così perché realizzata sopra le condutture che portavano l’acqua dal Pincio al Campo Marzio. Le cannelle della fontana riminese eroga-

Il Rigagnolo della Fontana che correva lungo Via Gambalunga (Pianta di Alfonso Arrigoni, 1617)

La torre dell’antico acquedotto, in Via Dario Campana

Gli sfiatatoi lungo la Via dei Condotti (disegno di Severino Bonora, 1837)

vano acqua a getto continuo che, dunque, non veniva interamente utilizzata. Perciò era stata ricavata una canaletta di scarico, a cielo aperto, che scendeva lungo l’odierna via Gambalunga conducendo l’acqua fuori dalle mura di marina. La strada, nei documenti medievali era chiamata Via Rivoli Fontis, Via Rivoli Fontane, Via del Rigagnolo, Via del Rigagnolo della Fontana, Via dell’Oriolo, donde il nome dialettale l’Uriòl dla Funtèna. Nelle mappe del 1600 è ancora visibile il fosso che partiva ai piedi della fontana e giungeva alla marina, correndo al centro di Via Alessandro Gambalunga, oggi così nominata in onore del personaggio che ha realizzato la Pubblica Biblioteca cittadina, nel proprio palazzo.

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20 novembre - 3 dicembre 2013

nel borgo

Nel Borgo Sant’Andrea il 30 novembre e l’1 dicembre

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Street Christmas, primo evento del “Capodanno più lungo del mondo”

I

l Borgo Sant’Andrea come altri luoghi della città si prepara alle feste di fine anno, al Natale. Le sue strade si illumineranno e cercherà di dare il meglio di sé, la sua immagine migliore. Le festività del prossimo dicembre sono attese, come sempre, da tutti, un’occasione per stare insieme, ma anche per ritrovare un po’ di ottimismo nonostante la crisi. Un’occasione per le attività economiche che possono offrire e far conoscere la propria offerta e per far del loro Borgo un distretto economico di qualità. Le potenzialità ci sono, basta guardare il successo dell’ultima festa e poi il Borgo è sempre più unito al Centro Storico e meglio di questo servito da parcheggi - quello di via Cignani è stato inaugurato un mese fa - molto più vicini alle sue attività commerciali. Le tradizionali luminarie, sono pagate dagli esercizi commerciali con un contributo del Comune, che per l’associazione del commercio del Borgo dovrebbe riguardare il costo dell’energia elettrica, così che chi più si impegna più riceve. Sant’Andrea però non si accontenta, vuole offrire ai visitatori qualcosa in più delle luci lungo le strade e sperando di ripetere il successo dell’anno passato, il 30 di novembre ed il primo dicembre proporrà “Street Christmas, La via verso il Natale”. Come a New Orleans, bande di jazz percorreranno le strade e artisti di strada

e giocolieri animeranno le giornate. Per i più piccoli, in via Melozzo sarà allestito un luna park. Street Christmas sarà il primo nell’elenco dell’eventi cittadini del “Capodanno più lungo del mondo”. Non mancherà lo spazio per un tradizionale mercatino di qualità. Nel dettaglio, alle 15.30 del 30 novembre ci sarà l’apertura della festa con il giro della Marching Band, che sosterà poi in piazza Mazzini. Quindi il Sindaco taglierà il nastro e saranno presentati gli sponsor e l’iniziativa sociale “Dona Una coperta a chi non ce l’ha”: Il Borgo non dimentica infatti i più svantaggiati e lancia una raccolta fondi cui aderiscono l’ANMI (Associazione Marinai d’Italia) e MASCI (Movimento Anziani Scout Cattolici d’Italia). Dalle ore 15 in un clima festoso di luci di Natale, castagne, vin brulè, dolci, cioccolata e giostre per bambini si alterneranno quattro postazioni musicali e scuola di ballo Lindy Hop in collaborazione con Belleville Jazzclub. Dalle ore 20 in piazza Mazzini lo spettacolo musicale “Spaghetti swing”. Domenica 1 dicembre artisti di strada saranno all’opera dal mattino. Dalle 15 alle 19 la Jam session e la Marching Band e alle 15,30 la performance di Massimo Modula (Live Painting, pittura e musica) in via Saffi. Dalle 19 gli operatori economici augureranno a tutti liete feste in piazza Mazzini.

Finalmente segnalato il sito dell’antica chiesa di Sant’Andrea

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Alle radici del nostro borgo In uno dei luoghi dimenticati di Rimini vi è un piccolo parcheggio per auto, a pochi metri dal semaforo di piazza Mazzini, all’incrocio della circonvallazione con via Cignani. Vi sorgeva una delle più antiche chiese di Rimini, dedicata ai santi Andrea, Donato e Giustina, che ebbe vita millenaria, dal sec. V al sec. XV. Ma chi la ricorda più? Solo il nome è rimasto, trasmesso popolarmente nei secoli al territorio e al “Borgo Sant’Andrea”, che ora ha al suo centro la chiesa di san Gaudenzo, la “chiesa nuova”, edificata nel 1856. Fu l’antico bibliotecario della Gambalunghiana, lo storico Luigi Tonini, che nel 1863, durante casuali scavi effettuati per realizzare il foro boario, riconobbe e studiò i resti sepolti dell’antica chiesa, recuperando numerose vestigia sacre di altari, balaustre, lapidi, tutte conservate nel Museo della Città. In questo 2013 ricorre il 550° anniversario della distruzione della chiesa di sant’Andrea, e il 150° della data in cui avvenne fortuitamente il suo ritrovamento. La Parrocchia di san Gaudenzo, insieme all’Associazione Quei de Borg ad Sant’Andrea, in occasione della solennità di San Gaudenzo e della Festa del Borgo, ha voluto proporre ai borghigiani e ai cittadini la riscoperta di questo antico segno di fede con alcune iniziative. Una di queste è stata la collocazione - in collaborazione con il Comune di Rimini di una lapide che segnala il sito della chiesa di

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S. Andrea e ne ripercorre in sintesi la storia. Ne è risultata un’opera di notevole suggestione, valorizzando il marmo e il metallo. Alla lapide, collocata su un supporto in stile con altri arredi collocati in luoghi d’arte della città, si accompagna l’immagine stilizzata di un bassorilievo, forse il più bello e significativo ritrovato nel sito dell’antica chiesa. Lo scoprimento della lapide è avvenuto il 12 ottobre; presenti, con il sindaco Gnassi e l’assessore alla cultura Pulini, numerosi cittadini e il parroco. Gli applausi e la soddisfazione dei borghigiani testimoniano come riscoprire e ricordare le antiche radici religiose del Borgo Sant’Andrea è un po’ ritrovare se stessi. Don Aldo Amati Chi desidera il volume “Notizie sulla chiesa dei santi Andrea, Donato e Giustina”, curato da Pier Giorgio Pasini (ed. il Ponte), può farne richiesta in Parrocchia San Gaudenzo.

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20 novembre - 3 dicembre 2013 ALIMENTARI

NEL BORGO

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Il presidente Cagnoni: “Perdere l’aeroporto? Ci terrorizza”

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i sono due settori in cui la Fiera di Rimini ha un primato nazionale e una leadership internazionale: il turismo con TTG incontri - in questi anni ha superato la Bit di Milano - e la “gelateria, pasticceria e panificazione artigianale” del SIGEP con 144 mila presenze. Per mantenere una tale supremazia e affrontare la concorrenza, ne è convinto il presidente Cagnoni, bisogna uscire dall’ambito

L’accorpamento di TTG e SIA GUEST - sempre secondo il Presidente della Fiera di Rimini - “Produrrà una doppia opportunità per gli operatori che avranno la possibilità sia di vendere il proprio prodotto (dall’accoglienza all’universo viaggi); sia di godere di ottime possibilità di acquisto per le loro imprese ricettive”. Un altro nuovo evento espositivo di carattere internazionale arricchirà il “cartellone”

Il SIGET e il TTG raddoppiano con Rex Ristorazione e SIA GUEST

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nazionale e dare agli eventi una dimensione, un respiro internazionale cosa che si è cercato di fare con buoni risultati. Da analisi di mercato, in pochi anni il “tasso di internazionalità” degli eventi della Fiera è passato dal 3 al 18%. Rimini Fiera intende, in risposta all’evoluzione del mercato, percorre questa strada, senza naturalmente tralasciare altre manifestazioni ed incontri di carattere nazionale. Il progetto prevede l’anticipo di Rex Ristorazione, che si svolgerà in contemporanea con il grande SIGEP il 18/22 gennaio 2014, mentre SIA GUEST, la sezione hospitality, si affiancherà al TTG. Questi accorpamenti non sono dettati da esigenze tecniche, ma da precise richieste del mercato: “Una decisione tempestiva che rafforzerà la leadership dell’appuntamento riminese, a vantaggio del business di carattere internazionale dei suoi espositori”. Per quanto riguarda il SIGEP e la ristorazione, “Si riuscirà - precisa Cagnoni - a ottenere quella compattezza espositiva e massa critica per promuovere al meglio presso i buyers esteri le proposte delle aziende”.

degli eventi della Fiera. Il prossimo anno dal 10 al 12 giugno Word of Coffee, un simposio sul caffè, “le affascinanti strade che percorre il seme del caffè, dalla raccolta fino alla degustazione”. La Fiera di Rimini, al di là delle sue potenzialità, della sua storia della sua autonoma capacità di organizzare eventi è inscindibilmente legata ad una città ad un territorio quello di Rimini che in questi anni ha saputo creare, con la struttura fieristica, importanti sinergie: la struttura alberghiera, il turismo, il mare, l’accoglienza. Un territorio che deve però stare al passo con lo sviluppo della Fiera, quindi deve sviluppare le infrastrutture quelle viarie in primo luogo. Rimini deve continuare ad essere facilmente raggiungibile. Bologna e Milano, le nostre concorrenti, hanno aeroporti di prima qualità. Anche noi ne abbiamo uno di grandi potenzialità ma che rischia la chiusura o un declassamento e per la Fiera, sono le parole di Cagnoni “la prospettiva della chiusura dell’aeroporto ci terrorizza, una prospettiva per noi incompatibile”.


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20 novembre - 3 dicembre 2013

NEL BORGO

Dal 30 novembre al 24 dicembre

ARTIGIANATO, SEMPRE ARTISTICO E SEMPRE ATTUALE

La classica mostra mercato della Vecchia Pescheria giunge alla 32esima edizione

T

orna come da tradizione la Mostra Mercato dell’artigianato artistico e tradizionale della Vecchia Pescheria di Rimini. Una buona occasione per trovare idee originali per i regali di Natale: la mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20 e anche quest’anno mette assieme i più qualificati artigiani della provincia, spaziando dai tipici prodotti del territorio, come tele stampate a ruggine, terracotta e ceramiche lavorate rigorosamente a mano, sino alle più moderne opere di bigiotteria, oggettistica, pie-

tre preziose, vetro fuso, satinato e tiffany. “E’ un evento storico giunto alla sua 32esima edizione - annuncia Luca Ioli, organizzatore dell’evento e responsabile per l’artigianato artistico di CNA - La specificità di questa mostra mercato è la sua attualità, ancora più marcata vista la globalizzazione dei marchi commerciali che tendono a rendere omogenea l’offerta anche di città diverse”. E l’originalità non manca tra i banchi della Vecchia Pescheria, 16 espositori sempre alla ricerca delle migliori performance di design.

“L’appuntamento è datato, ma mi stupisco ancora di come questi artigiani riescano sempre a trovare novità di livello”, è il pensiero di Marcello Para responsabile dell’Artistico Tradizionale di Confartigianato e organizzatore di lungo corso dell’evento. Insomma, di tradizionale c’è la location e il numero di edizioni. Tutto il resto è l’espressione di un’attività artigiana in continua evoluzione. All’interno della mostra ci sarà spazio per alcuni eventi legati alla gelateria. Verranno messi a disposizione del pubblico dei buoni per assaggi gratuiti di gelato

presso le gelaterie: Pellicano di via Mentana, Romana di Piazza Ferrari e Santa Colomba di piazza Malatesta. Degustazione di gelato artigianale nell’ambito del progetto “Non Congelateci il Sorriso” contro il bullismo. La mostra mercato è organizzata da Confartigianato e CNA. Verrà inaugurata dal Sindaco Andrea Gnassi e dall’Assessore alle Attività Economiche Jamil Sadegholvaad sabato 30 novembre alle ore 11. Sarà aperta tutti i giorni sino al 24 dicembre. Un’occasione da non mancare nel giro delle compere natalizie.

L’incontro a tu per tu fra gli iscritti al network delle imprese avverrà il 14 dicembre durante Natale Insieme, l’Expo della Banca Malatestiana

Conto alla rovescia per Cont@tto Il 25 novembre l’Apertura delle Agende online del Matching B2B, già 343 adesioni Lunedì 25 novembre aprono le Agende online del Matching B2B, cioè l’incontro a tu per tu fra gli iscritti a Cont@tto, il network che mette in rete fra loro le imprese per scoprire nuove opportunità di business, scambiare esperienze, sostenersi a vicenda. Il Matching si svolgerà sabato 14 dicembre nel Palacongressi di Rimini nell’ambito di Natale Insieme, Expo di Banca Malatestiana, organizzato da CNA Rimini per i suoi Soci e per i Soci della Banca partner. A partire dal 25 novembre, le imprese

iscritte o in corso di iscrizione sono invitate ad accedere al sito www.rete-contatto. it e attraverso l’area riservata proporre e fissare incontri d’affari con le aziende di loro interesse partecipanti all’iniziativa. La Guida essenziale al Matching riepiloga le attività necessarie per prepararsi alla Giornata del Cont@tto e può essere scaricata on line. A oggi le imprese iscritte sono ben 343: già un record. Info Segreteria organizzativa CONT@TTO Mariella Mengozzi - tel. 0541 760288 info@rete-contatto.it

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