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Nr.

59

Luglio/Agosto 2021

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ELETTRICHE

FACCIAMO il PUNTO ERaid le ha portate nelle piazze, in arrivo tantissimi nuovi modelli, ma ancora molte le criticità


Nr.

59

Luglio/Agosto 2021

SOMMARIO 5 #chefoto! 24 #cheroba! Suggestioni a oriente 36 #chemacchina! Hyundai Santa Fè 50 #chemacchina! Mazda MX 30 64 #chestoria! E-Raid 2021 76 #chenovità! Koelliker: la tempesta perfetta 86 #chenovità! Kia EV6 96 #cheleggenda! Rudolf il grande 108 #cheleggenda! Stella Alpina


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#chefoto

HA OTTENUTO UNA GRANDE SUCCESSO LA MODENA CENTO ORE 2021 CHE HA PORTATO GLI EQUIPAGGI A COMPETERE TRA RIMINI A FIRENZE E FORTE DEI MARMI PRIMA DELL’ARRIVO DI MODENA, TOCCANDO BEN 4 AUTODROMI: MISANO, IMOLA, CIRCUIT E MODENA. LA PERCENTUALE DI PARTECIPANTI STRANIERI HA TOCCATO QUEST’ANNO IL 90%, FATTO CHE CONFERMA LA MODENA CENTO ORE COME UNO DEGLI EVENTI PIÙ INTERNAZIONALI DEL SETTORE. LA FORMULA, FATTA DI GARE IN PISTA, LUNGHI E PANORAMICI TRASFERIMENTI E PROVE SPECIALI IN SALITA, RENDE QUESTA MANIFESTAZIONE DAVVERO SPECIALE


PRONTI A PERCORRERE LE STRADE DEL FUTURO.

Il mondo della mobilità sta cambiando e così pure l’esperienza di guida che i vostri clienti si aspettano. Il futuro della mobilità sta per essere riprogettato sulle ali di Monroe.

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#chefoto

QUEST’ANNO SI CELEBRA IL 60ESIMO ANNIVERSARIO DELLA FIAT-ABARTH 850 TC, LA PRIMA VETTURA DELLO SCORPIONE CONTRASSEGNATA DALLA SIGLA “TURISMO COMPETIZIONE”. PARTENDO DALLA FIAT 600 D E PORTANDONE LA CILINDRATA FINO A 847 CM3 (CON NUOVO ALBERO A CAMME, CARBURATORE SOLEX DA 32, NUOVO FILTRO DELL’ARIA, DIVERSO ALBERO MOTORE E NUOVO SCARICO) IL MOTORE RAGGIUNGEVA I 52 CAVALLI A 5800 GIRI/MINUTO. LA VETTURA COSÌ TRASFORMATA TOCCAVA I 140 KM/H E SI RESE NECESSARIO INTERVENIRE SULL’IMPIANTO FRENANTE NEL QUALE, ALL’ANTERIORE, COMPARVERO I DISCHI. I SUCCESSI IN PISTA NON TARDARONO AD ARRIVARE E PER TUTTI BASTA MENZIONARE LA 500 CHILOMETRI DEL NURBURGRING 1961. DAL PUNTO DI VISTA INDUSTRIALE, LA REALIZZAZIONE DELLA 850 TC FU RESA POSSIBILE GRAZIE ALL'ACCORDO CON FIAT CHE PREVEDEVA LA PRODUZIONE DI ALCUNI ESEMPLARI DI 600 D DESTINATI ESPRESSAMENTE ALLE OFFICINE ABARTH DI CORSO MARCHE A TORINO


RACING

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MOBILITÀ

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CURIOSITÀ...

... DAL MONDO DEI MOTORI

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#chefoto

LA VERSIONE THERMOHYBRID BENZINA/GPL DELLA EVO 3 ELECTRIC VA OGGI AD AGGIUNGERSI ALLA GAMMA EVO, DI CUI FANNO PARTE ATTUALMENTE ANCHE EVO 4, EVO 5 ED EVO 6. SI TRATTA DI UN SUV COMPATTO (LUNGHEZZA 4.135/LARGHEZZA 1.750/ ALTEZZA 1.568 MM), DA CITTÀ, SPINTO DA UN 1.5 DA 113 CV E FULL OPTIONAL DI SERIE. INFOTAINMENT CON APPLE CARPLAY ED ANDROID AUTO, CLIMATIZZATORE AUTOMATICO, PARKING ASSISTANT CON 4 SENSORI DI PARCHEGGIO ANTERIORI E 4 POSTERIORI, CRUISE CONTROL, TPMS, INTERNI IN ECOPELLE CON INSERTI IN CARBON LOOK, CERCHI IN LEGA DA 17”. TUTTO QUESTO CON UN PREZZO MOLTO COMPETITIVO DI 14.900 EURO, NEL PIENO RISPETTO DELLA FILOSOFIA LOW PRICE DEL BRAND EVO. INTERESSANTE ANCHE IL DISPOSITIVO DI SANIFICAZIONE ATTIVA CHE SARÀ PRESENTE, COME OPTIONAL, SU TUTTE LE AUTO DI DR AUTOMOBILES. IL DISPOSITIVO SFRUTTA LA REAZIONE FOTOCATALITICA CHE CONSENTE L’OSSIDAZIONE DELLA CARICA MICROBICA (BATTERI, VIRUS, MUFFE, ECC.) E DEI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI, NEUTRALIZZANDO ALLERGENI E ODORI. IL SANIFICATORE PUÒ ESSERE ANCHE FACILMENTE ASPORTATO DALL’ABITACOLO DELL’AUTOMOBILE E UTILIZZATO IN QUALSIASI ALTRO AMBIENTE


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#chefoto

IL CAMPIONATO DEL MONDO RALLY È NEL PIENO DELLA SUA STAGIONE E OFFRE AD OGNI EVENTO SPETTACOLO E EMOZIONI IN QUANTITÀ INDUSTRIALE. E BASTA GUARDARE QUESTA SPLENDIDA FOTO PER RENDERSENE CONTO! NEL DETTAGLIO SI TRATTA DI SÉBASTIEN OGIER E COPILOTA JULIEN INGRASSIA (TOYOTA YARIS WRC) CHE HANNO MESSO A SEGNO UNA SUPERBA RIMONTA PER OTTENERE LA LORO QUARTA VITTORIA STAGIONALE. DAL CANTO SUO TAKAMOTO KATSUTA HA OTTENUTO IL SUO PRIMO PODIO IRIDATO, COMPLETANDO LA DOPPIETTA PER LA TOYOTA YARIS WRC Fotografia Jaanus Ree - Red Bull Content Pool


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#chefoto

AL PASSAGGIO DELLA 1000 MIGLIA LE STRADE INEVITABILMENTE SI TRASFORMANO: UN CALORE GENEROSO, DA BRESCIA A ROMA E RITORNO, IN OGNI PIAZZA E FUORI DA OGNI USCIO, AGGREGAZIONI SPONTANEE CHE SI RIPETONO DI ANNO IN ANNO. OCCHI PUNTATI SUL “MUSEO VIAGGIANTE”, TANTI FLASH E APPREZZAMENTI PER TUTTI I CONCORRENTI. PER LA CRONACA L’EDIZIONE 2021 DELLA MITICA GARA È STATA APPANNAGGIO DELL’ALFA ROMEO 6C 1750 SUPER SPORT DEL 1929 DEL TEAM VILLA TRASQUA, CONDOTTA DAL DUO VESCO-SALVINELLI


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#chefoto

IN CASA RED BULL NON ALLEVANO SOLO OTTIMI INGEGNERI DI FORMULA 1 MA ANCHE MAGHI DEL MARKETING, SEMPRE CONCENTRATI ALLA RICERCA DI NUOVE OPPORTUNITÀ PER PROMUOVERE IL MARCHIO AUSTRIACO. QUESTA BELLA FOTOGRAFIA È TESTIMONE DI UNA STRANA IMPRESA CHE, NELL’APRILE SCORSO, HA VISTO DAVID COULTHARD VIAGGIARE TRA SLOVACCHIA E REPUBBLICA CECA (NELLA FOTO COULTHARD È A PRAGA) CON UNA MONOPOSTO RB7 Fotografia Jan Kasl - Red Bull Content Pool


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#chefoto


DOPO L’ANTEPRIMA MONDIALE ONLINE DELLO SCORSO MAGGIO, IL PRIMO MODELLO COMPLETAMENTE ELETTRICO DI CUPRA È ORA UNA REALTÀ TANGIBILE DEL MERCATO. CON CIRCA 540 KM DI AUTONOMIA IN MODALITÀ COMPLETAMENTE ELETTRICA (CON BATTERIA DA 77 KWH), CUPRA BORN È IL CONNUBIO PERFETTO TRA ELETTRIFICAZIONE E PRESTAZIONI. TECNOLOGIE ALL’AVANGUARDIA ALL’INSEGNA DI CONNETTIVITÀ, SICUREZZA ED ECO SOSTENIBILITÀ: CUPRA BORN VANTA L’UTILIZZO DI MATERIALI SOSTENIBILI PRODOTTI A PARTIRE DA RIFIUTI PLASTICI DI SEAQUAL INITIATIVE PER I SEDILI AVVOLGENTI E OFFRE NUOVE TECNOLOGIE COME L’HEAD-UP DISPLAY CON REALTÀ AUMENTATA.


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#chefoto

LE GARE DI MEDIA E LUNGA DISTANZA NEI DESERTI CONQUISTANO POPOLARITÀ E SEGUITO OGNI GIORNO DI PIÙ. OVVIAMENTE LA CONDIZIONE NECESSARIA È CHE VI SIANO ZONE DESERTICHE AMPIE E FREQUENTABILI E CIÒ FA SI CHE IN MEDIO ORIENTE E NEGLI STATI UNITI CI SIANO SEMPRE PIÙ EVENTI E APPASSIONATI DELLA SPECIALITÀ. MA ANCHE IN AUSTRALIA NON SONO DA MENO: QUESTA SPETTACOLARE IMMAGINE RITRAE TOBY PRICE DURANTE LA TATTS FINKE DESERT RACE DI ALICE SPRINGS, DI METÀ GIUGNO Fotografia Andy Green - Red Bull Content Pool


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#chefoto


GUIDATA DAL NEOZELANDESE RHYS MILLEN, UNA BENTLEY CONTINENTAL GT3 (DA OLTRE 750 CAVALLI!) SI È RIVELATA L'AUTO PIÙ VELOCE CHE UTILIZZA CARBURANTE RINNOVABILE LUNGO I TORNANTI DELLA FAMOSISSIMA GARA IN SALITA PIKES PEAK INTERNATIONAL, CORSA A FINE GIUGNO, FINENDO TRA L’ALTRO 4A ASSOLUTA. QUEST’ANNO IL PERCORSO È STATO ACCORCIATO A CAUSA DEL GHIACCIO IN VETTA AL PIKES PEAK, TAGLIANDO L'ULTIMO TERZO DEL PERCORSO NORMALE, IL CHE PURTROPPO HA RESO IMPOSSIBILE REALIZZARE LE AMBIZIONI DA RECORD SIA DI BENTLEY CHE DI ALTRI CONCORRENTI. TUTTAVIA, LA CONTINENTAL GT3 PIKES PEAK (SVILUPPATA CONGIUNTAMENTE DA BENTLEY, FASTR, ROGER CLARK MOTORSPORT, M-SPORT E RHYS MILLEN RACING) HA SAPUTO TENERE UN RITMO VERTIGINOSO NEI PRIMI DUE SETTORI, ENTRANDO NEL TERZO E ULTIMO SETTORE 12 SECONDI DAVANTI AL SUO RIVALE PIÙ VICINO. A POCHE CURVE DAL TRAGUARDO, UN PROBLEMA ALLA PRESSIONE DI SOVRALIMENTAZIONE HA FATTO PERDERE 16 SECONDI, RIPORTANDO MILLEN AL SECONDO POSTO DI CLASSE

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#cheroba

SUGGESTION UN’AVVENTURA RICCA DI FASCINO E SUGGESTIONI: 6.500 KM A BORDO DI UNA LAMBORGHINI URUS ALLA SCOPERTA DEL GIAPPONE


"UNLOCK ANY ROAD JAPAN"

NI A ORIENTE


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#cheroba

Suggestioni a oriente

utomobili Lamborghini Japan ha organizzato durante lo scorso maggio "Unlock Any Road Japan", una spedizione di oltre 6.500 Km a bordo di un paio di Super SUV Urus alla scoperta del fascino più intimo e coinvolgente del Giappone. Partita il 26 aprile da Fukoka e conclusasi (dopo 17 tappe) il 23 maggio a Tokyo, questa cavalcata ha coinvolto giornalisti e rappresentanti dei media automotive, lifestyle e moda che, in un mese circa, hanno percorso le strade del Giappone, avendo come base di partenza e di arrivo i concessionari autorizzati Lamborghini. Le due vetture protagoniste della spedizione sono state la Urus "Giallo Inti Pearl Capsule", della nuovissima collezione colori appositamente studiata e sviluppata dal Centro Stile Lamborghini per Urus, e un altro esemplare in "Blu Astraeus". Il viaggio ha avuto inizio a Fukuoka e nella prima metà di itinerario ha attraversato gli incredibili scenari di Hiroshima, Kobe, Osaka, Nagoya, Kanazawa, Yamagata e Akita. Viaggiando verso nord lungo le coste del Mar del Giappone, le due Urus hanno fatto tappa a Hokkaido, Sendai e Yokohama, prima di raggiungere la destinazione finale, l'esclusiva Lamborghini Lounge a Roppongi, Tokyo. Questo evento ha voluto esaltare la bellezza e tutti gli altri aspetti affascinanti del Giappone, mettendo in risalto, allo stesso tempo, la versatilità assoluta di Urus, capace di fondere l'animo di una supersportiva


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#cheroba

Suggestioni a oriente

LA PEARL CAPSULE È UNA NUOVISSIMA COLLEZIONE COLORI STUDIATA PER IL SUPER SUV URUS. IL DECISO LOOK BICOLORE ESTERNO PROPONE I COLORI PERLATI ULTRA BRILLANTI CON VERNICE A 4 STRATI DELLA TRADIZIONE LAMBORGHINI, IL GIALLO INTI, L’ARANCIO BOREALIS E IL VERDE MANTIS, ABBINATI AL NERO LUCIDO DI TETTO, DIFFUSORE POSTERIORE, LABBRO DELLO SPOILER E ALTRI DETTAGLI. I TERMINALI DI SCARICO SPORTIVI IN GRIGIO OPACO SONO ACCOMPAGNATI DAI CERCHI DA 23", SEMPRE IN NERO LUCIDO. LE FINITURE INTERNE GIOCANO SU UNA COMBINAZIONE BICROMATICA CHE RIPRENDE LA CARATTERISTICA IMPUNTURA A MOTIVO ESAGONALE CON LOGO RICAMATO SUI SEDILI, A CUI SI AGGIUNGONO I DETTAGLI IN FIBRA DI CARBONIO E ALLUMINIO NERO ANODIZZATO


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#cheroba

Suggestioni a oriente

con le caratteristiche di un SUV. L’armonia delle sue proporzioni, il suo design mozzafiato, l'incredibile dinamica di guida e le sue prestazioni sensazionali, ne fanno un oggetto di grande attrattiva. Urus è infatti in grado di affrontare qualsiasi terreno, dall'asfalto alla sabbia, passando per sentieri sterrati o ghiacciati… tutte sitazioni affrontate nel corso di di "Unlock Any Road Japan". Partendo da Fukuoka, il convoglio si è diretto al Santuario di Miyajidake, famoso per la sua incredibile vista sulla Strada della Luce, per poi dirigersi alla volta di Hiroshima e fare tappa alla cupola simbolo della tragedia della bomba atomica. A Kagawa, le due Urus si sono immerse tra i campi fioriti del meraviglioso Parco dei Fiori di Urashima con vista sull'oceano e hanno attraversato gli oltre 12 Km del Grandee famosissimo ponte di Seto. Il viaggio è poi proseguito verso l'elegante città di Bizen e il Castello di Himeji, il primo sito giapponese a entrare nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO, che ha fatto da sfondo a video e immagini che testimoniano la perfetta sinergia tra cultura giapponese e Urus, a sua volta erede e custode della grande tradizione Lamborghini. Dopo aver raggiunto le isolate cascate Juni, nascoste tra le montagne, il convoglio ha intrapreso il sentiero sterrato di Nara, caratterizzato da un terreno fangoso reso scivoloso dalla pioggia.


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#cheroba

Suggestioni a oriente


LAMBORGHINI ESSENZA SCV12 È LA PRIMA VETTURA CON ROLL CAGE IN CARBONIO OMOLOGATO SECONDO GLI STANDARD DI SICUREZZA FIA HYPERCAR SUL MERCATO. UN TRAGUARDO STRAORDINARIO FRUTTO DELL’ESPERIENZA TRENTENNALE NELLO STUDIO E APPLICAZIONE DEI MATERIALI COMPOSITI IN AMBITO AUTOMOTIVE DEL REPARTO CFK DI AUTOMOBILI LAMBORGHINI. I TEST CHE LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELL’AUTOMOBILE PREVEDE PER L’OMOLOGAZIONE DEL TELAIO SONO ESTREMAMENTE RIGOROSI, CON PROVE SIA DI TIPO STATICO CHE DINAMICO. LA MONOSCOCCA IN CARBONIO È STATA RINFORZATA IN PIÙ PUNTI, DOVENDO SOPPORTARE DURANTE I TEST PER L’OMOLOGAZIONE FIA FORZE DI OLTRE 12 TONNELLATE SENZA PRESENTARE DEFORMAZIONI DI RILIEVO. LA SCELTA DEI TECNICI DI LAMBORGHINI SQUADRA CORSE DI MANTENERE LA STRUTTURA PORTANTE IN CARBONIO, NON MONTANDO QUINDI UN ROLL CAGE IN ACCIAIO, HA PERMESSO NON SOLO UN GUADAGNO IN TERMINI DI PESO MA ANCHE UN SENSIBILE INCREMENTO DELLO SPAZIO NELL’ABITACOLO


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#cheroba

Suggestioni a oriente

Durante il percorso i SUV si sono imbattuti nei famosi festoni Koinobori sul fiume Yoshino, con circa 200 carpe di carta e stoffa che si stagliavano sul cielo azzurro in occasione della festività nazionale giapponese dedicata ai bambini, e sono poi giunti alla famosa Shigiikoma Skyline, una strada che offre incredibili (e indimenticabili) panorami notturni. Dopo una tranquilla traversata nella foresta di bambù di Nishinooka, il gruppo si è quindi fermato al Santuario di Yasaka, fondato, si dice, più di 1.300 anni fa. Successivamente, l'itinerario è proseguito lungo gli splendidi scenari marini della Pacific Long Beach, il lago Biwa, il più grande del Giappone, e poi alla volta del villaggio di Shirakawa-go, immerso in un paesaggio incontaminato. La tappa successiva è stata il distretto di Higashi Chaya, con i suoi edifici tradizionali dal tipico rivestimento rosso "a grata". Una volta giunti sulla Chirihama Nagisa Driveway, i SUV hanno potuto testare le loro performance sulla sabbia, mentre nella prefettura di Yamagata sono stati immortalati nella cornice dell'isola di Hakusan, raggiungibile dalla spiaggia di Yura. Insomma, per la serie “non ci facciamo mancare niente” Urus ha anche mostrato come la sua attualissima e moderna filosofia estetica si abbina in modo perfetto con le architetture le filosofie estetiche del Giappone, da sempre in prima linea e guida di tendenze che vanno poi ad affermarsi in tutto il globo.


#ca!


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#chemacchina


SANTA FE 20TH ANNIVERSARY

L’ALTERNATIVA LA QUARTA GENERAZIONE DEL PIÙ LONGEVO MODELLO HYUNDAI SFOGGIA UN DESIGN DECISO E SOFISTICATO OFFRENDO UN ELEVATO LIVELLO DI COMFORT, TECNOLOGIE E SISTEMI DI SICUREZZA. LA SPECIALE EDIZIONE “20TH ANNIVERSARY” CELEBRA I VENTI ANNI DI PRESENZA SUL MERCATO E RAPPRESENTA UNA CONCRETA ALTERNATIVA ALLE CLASSICHE “STAR” DEL SEGMENTO


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#chemacchina

L'alternativa

volta chiusa la portiera la prima sensazione è di essere a bordo di una vettura “premium”. La Santa Fe ti accoglie con qualità e immediatamente ti fa sentire a tuo agio, quasi ne fossi il proprietario da tempo. Appare subito chiaro che, con questa nuova edizione del suo suv di grandi proporzioni, Hyundai punta decisamente ad un mercato di livello superiore, che se non è premium… pochissimo ci manca. E Santa Fe vuole essere una valida alternativa classiche scelte di mercato per questo segmento, soprattutto in virtù di una alta qualità percepita e di una significativa evoluzione in termini di design, sicurezza e tecnologia. Non va infatti dimenticata l’introduzione di nuovi powertrain elettrificati che si unisce a significativi miglioramenti in termini di dinamica di guida e a nuove tecnologie di guida assistita e sicurezza attiva. Gli esterni della muova Santa Fe presentano un design decisamente riuscito, per certi versi decisamente “suv” ma per altri sorprendentemente elegante. Il frontale risalta attraverso l’ampia griglia con un motivo tridimensionale che abbraccia i gruppi ottici Full LED, enfatizzandone la solidità e il carattere. Le luci diurne a LED, dalla forma a T unica e accattivante, creano una firma luminosa inconfondibile e incorporano la doppia funzione di indicatori di direzione. Interessanti i rivestimenti dei passaruota più ampi e da nuovi cerchi in lega, offerti in versione da 19” nell’esclusivo allestimento 20th Anniversary. Al posteriore, il nuovo design dei gruppi ottici Full LED estesi orizzontalmente enfatizza la larghezza del modello, con una banda rossa riflettente che unisce i corpi luminosi insieme a linee distese e sofisticate.


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#chemacchina

L'alternativa

IL PREZZO DI LISTINO INIZIALE È DI € 57.600 MA ADERENDO AL FINANZIAMENTO HYUNDAI I-PLUS GOLD (TAN 6,00% TAEG 6,82%), CHE INCLUDE LA POLIZZA FURTO E INCENDIO, NUOVA HYUNDAI SANTA FE 20TH ANNIVERSARY IBRIDA È DISPONIBILE CON QUOTE DA 349 EURO AL MESE E UN ANTICIPO DI 22.900 EURO PER UN VANTAGGIO COMPLESSIVO DI 6.000 EURO: DOPO QUATTRO ANNI I CLIENTI SONO LIBERI DI SCEGLIERE SE TENERE L’AUTO, SOSTITUIRLA CON UN NUOVO MODELLO HYUNDAI, O RESTITUIRLA. TUTTE LE AUTO HYUNDAI COMMERCIALIZZATE IN ITALIA RISPETTANO GIÀ IL CICLO DI OMOLOGAZIONE WLTP E DISPONGONO DELLA GARANZIA UNICA HYUNDAI DI “5 ANNI A KM ILLIMITATI”

Gli interni offrono anzitutto spazio in abbondanza. Spazio, comfort e praticità portano l’auto a un nuovo livello, grazie a ottime finiture con materiali softtouch. E poi c’è la possibilità di configurazione a 7 posti, con cui Santa Fe incontra le esigenze di una particolare nicchia di clientela. Il modello presenta un nuovo design nella parte inferiore del cruscotto, una console centrale riprogettata e un nuovo sistema di infotainment touchscreen da 10,25 pollici con connettività Apple CarPlay, Android Auto e retrocamera, insieme al sistema di telematica Hyundai Bluelink che include i servizi Live: attraverso l'app Bluelink, i clienti possono individuare il proprio veicolo, bloccarlo e sbloccarlo da remoto o visualizzare informazioni sulle condizioni dell’auto, come ad esempio il livello del carburante. L’aggiornamento premium degli interni è completato infine da un nuovo Cluster Supervision completamente digitale da 12,3 pollici. Il powertrain Full Hybrid di Nuova Santa Fe è costituito dal nuovo motore Smartstream T-GDi da 1,6 litri (turbo benzina a iniezione diretta) e da un motore elettrico da 44,2 kW, che trae la sua potenza da una batteria agli ioni polimeri di litio da 1,49 kWh. Il sistema ha una potenza combinata di 230 CV e una coppia di 350 Nm che assicura basse emissioni senza compromettere una certa brillantezza di guida. Come e in tutte le autovetture ibride, il propulsore elettrico aiuta in accelerazione (contenendo i consumi di benzina) mentre nelle decelerazioni ricarica la batteria. C’è da dire che il sistema opera con ottimi livelli di efficienza e, durante un utilizzo urbano/extraurbano, la ricarica è costante e sostenuta. Va anche segnalato che (a differenza di altre ibride e elettriche) la trazione integrale è assicurata


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#chemacchina

L'alternativa


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#chemacchina

L'alternativa

meccanicamente da un albero di trasmissione, rinunciando alla presenza di un ulterioe motore elettrico dedicato a questa opzione. Dotata della tecnologia di controllo della trazione integrale HTRAC, Nuova Santa Fe è il primo suv Hyundai in Europa a essere equipaggiato con il selettore Terrain Mode: questa tecnologia di controllo integrato permette di ottimizzare le prestazioni su diverse e impegnative superfici (tra cui sabbia, neve e fango) attraverso un semplice comando a manopola. Queste modalità si aggiungono a quelle già esistenti sul modello, Smart, Eco, Comfort e Sport. Un suv di queste dimensioni e con questo livello di comfort invita ad una guida di tutto relax, in un ambiente accogliente e ottimamente insonorizzato. La posizione di guida, ovviamente alta, permette di controllare con facilità l’ambiente in cui ci si muove e, quando serve, la tecnologia aiuta. Ad esempio è apprezzabile (anche se un distrae un poco e bisogna farci l’abitudine) l’annullamento degli angoli ciechi tramite la visione in cruscotto delle telecamere laterali quando si inseriscono gli indicatori di posizione. Il comportamento in strada è naturalmente condizionato dal peso e dall’altezza del veicolo. La sensazione è di una vettura piuttosto “morbida”, con un certo rollio sui cambi di direzione, ma comunque ben salda sulla strada anche su percorsi tortuosi e impegnativi. Il motore spinge quanto basta (anche in modalità “Sport” la Santa Fè non si trasforma certamente in un’auto sportiva) e offrono una bella sensazione il cambio particolarmente fluido, la frenata bel modulabile e lo sterzo sufficientemente preciso. I comandi sono abbastanza intuitivi e l’unico appunto, a voler essere pignoli, è la scarsa leggibilità delle modalità dei flussi del climatizzatore.


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#chemacchina

L'alternativa

NELLA SPECIALE EDIZIONE “20TH ANNIVERSARY”, IN CONFIGURAZIONE A SETTE POSTI, SANTA FÈ PRESENTA UNA MOTORIZZAZIONE IBRIDA DA 230 CV, ABBINATA AL CAMBIO AUTOMATICO A SEI RAPPORTI (6AT) E ALLA TRAZIONE INTEGRALE H-TRAC. L’ELEVATO LIVELLO DI EQUIPAGGIAMENTO INCLUDE DI SERIE INTERNI IN PELLE, TETTO PANORAMICO, SEDILI ANTERIORI REGOLABILI ELETTRICAMENTE, PORTELLONE POSTERIORE ELETTRICO, NAVIGATORE CON DISPLAY TOUCHSCREEN DA 10.25”, CLUSTER SUPERVISION DA 12.3” E TUTTI I SISTEMI DI GUIDA ASSISTITA HYUNDAI SMART SENSE

La nostra è solo una valutazione da utente (non abbiamo fatto prove di laboratorio) ma i consumi paiono contenuti, grazie ad un sistema ibrido che funziona bene e all’azione di ricarica delle batterie in rilascio davvero efficiente. Tra l’altro il nuovo propulsore "Smartstream" TGDi da 1,6 litri è il primo motore a utilizzare la nuova tecnologia Hyundai CVVD (Continuously Variable Valve Duration) e presenta il ricircolo dei gas di scarico a bassa pressione LP EGR (Low-Pressure Exhaust Gas Recirculation) che ne ottimizza ulteriormente l'efficienza. Il cambio automatico a 6 marce (6AT) è di nuova generazione e consente, come detto, una trasmissione fluida e precisa. Nuova Santa Fe dispone dei più moderni sistemi di sicurezza attiva e sistemi di guida assistita della famiglia Hyundai SmartSense, in linea con i più elevati standard europei. Tra questi spiccano contenuti unici nel segmento come il Blind-Spot View Monitor (che, all’inserimento della freccia, visualizza l’angolo cieco sul cluster digitale da 12.3”) e la Frenata Autonoma di Emergenza con Riconoscimento Veicoli, Pedoni e Cicli, che include la funzione Junction Turning e aumenta la protezione in caso di potenziali collisioni agli incroci. Sono inoltre presenti Highway Driving Assist, Blind-Spot Collision Warning, Blind-Spot CollisionAvoidance Assist e Safe Exit Assist, sistemi che portano la sicurezza e il comfort di guida a livelli superiori. Il costo di questo bel suv non è basso ma i contenuti sono tanti e di qualità: ha davvero tutto di serie… e poi ci sono intelligenti soluzioni di finanziamento, come illustrato nel nostro specifico BOX.


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#chemacchina

L'alternativa

PRINCIPALI CARATTERISTICHE TECNICHE

DIMENSIONI LUNGHEZZA TOTALE LARGHEZZA ESCLUSI SPECCHI RETROVISORI ALTEZZA TOTALE (CON BARRE LONGITUDINALI) PASSO CARREGGIATA ANTERIORE (MAX.) CARREGGIATA POSTERIORE (MAX.) PESI MASSA A VUOTO MASSA COMPLESSIVA MASSA RIMORCHIABILE (FRENATA)

1.6 T-GDI HEV 4WD 4.785 (mm) 1.900 (mm) 1685 (1710) (mm) 2.765 (mm) 1.651 (mm) 1.661 (mm)

1.917 (Kg) 2.630 (Kg) 750 (1650) (Kg)

MOTORE ALIMENTAZIONE TIPO CILINDRATA CAPACITA' SERBATOIO CARBURANTE

IBRIDA (BENZINA + ELETTRICO) 4 CILINDRI IN LINEA 1.598 (CC) 67 (L)

PRESTAZIONI POTENZA MAX. MOTORE TERMICO COPPIA MAX. POTENZA MAX. MOTORE ELETTRICO POTENZA MAX A 30 MIN VOLTAGGIO OPERATIVO VELOCITA' MAX. 0 - 100 KM/H

132,2 (180) / 5500 (KW (CV) Giri/Min) 265 @ 1500~4500 (Nm/Giri/Min) 44,2 (60) (KW/CV) 14,7 / 4000RPM (KW/CV) 270 (V) 187 (Km/h) 9,1 (Sec)

STERZO SISTEMA STERZO PIGNONE E CREMAGLIERA SERVOASSISTENZA SERIE FRENI ANTERIORI POSTERIORI ABS + EBD

A DISCO AUTOVENTILANTI A DISCO SERIE

RUOTE CERCHI A SECONDA DELLE VERSIONI PNEUMATICI A SECONDA DELLE VERSIONI

IN LEGA LEGGERA DA 19" 235/55 R19

SOSPENSIONI ANTERIORI POSTERIORI

INDIPENDENTI TIPO MCPHERSON SISTEMA MULTI-LINK


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#chemacchina

MAZDA MX-30

UOMOCENTRICA A DISPETTO DELL'AUTONOMIA LIMITATA, CHE PURTROPPO RENDE DELLE DOTI ECCELLENTI INACCESSIBILI AI PIÙ, LA MAZDA MX-30 RIESCE A CONQUISTARE PARERI POSITIVI CON UN APPROCCIO RITAGLIATO SULL'UTILIZZATORE PIÙ CHE SULLA SUA TECNOLOGIA di Marco Cortesi


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#chemacchina

Uomocentrica

na delle cose che più preoccupano nell'avanzata dell'auto elettrica non è relativa allo status tecnico delle auto (e delle loro batterie), non alla tragicomica situazione dell'infrastruttura di ricarica italiana e nemmeno, anche se certamente si tratta di una grande fonte di apprensione, alla perdita di posti di lavoro che deriverà dall'elettrificazione. Quello che preoccupa lo si intravede invece in una posizione abbastanza comune da tra i grandi sostenitori dell'auto elettrica ed è la forte spinta ad eliminare senza pietà tutto quello che viene reputato "non è necessario" o "non efficiente" o, ancora, ciò che viene ritenuto "un residuo del passato". Un esempio? Il rumore. Anche se il sound "simulato" della MX-30 non è questione di gusti ma di sicurezza, è indubbiamente rassicurante ritrovare una sensazione conosciuta, quella del sound che ti accompagna alla guida. Dopotutto quest'auto, come tante Mazda, sembra nata per essere uomo-centrica. La MX-30 non vive infatti solo di stereotipi legati

all'efficienza, ai grammi e ai kilowatt. Ce la mette tutta per farti scendere col sorriso, anche se rischi di scendere... fin troppo spesso. Comunque, il punto (della preoccupazione) di cui parlavo è proprio questo, sta nella libertà di poter fare cose perché ci fanno sorridere, non perché sono utili o tecnologicamente adeguate. Indubbiamente, il rumore delle auto è inutile, frutto di una limitazione tecnica del passato: ci fosse stata la giusta tecnologia, le auto sarebbero state sin dall'inizio silenziose. In altre parole, in questo momento così critico, dobbiamo stare attenti a quello che vogliamo o desideriamo. Nel nostro stile di vita siamo circondati da cose "inutili e superate" che sono però le fonti principali del nostro divertimento e dei nostri piaceri. In questo senso, si apprezza la Maxda MX-30 perché è percepibilmente alla ricerca di un bilanciamento. Non va (solo) nel senso di una fondamentalistica ricerca dell'efficienza, non è oppressiva, non ti colpisce in faccia con dati su dati, colori e luci. L'estetica, i materiali interni, i colori, l'essenzialità delle informazioni, il sound, le sensazioni, sono pensate per “purificare” l’esperienza di guida. Forse è per questo che la cattura così tanto interesse. Quando giri con una MX-30 diventi un dannato concessionario Mazda, trovandoti a rispondere a mille domande. Però, dovremmo chiederci perché ci siano vetture che riescono più di altre ad avvicinare le persone al loro concetto… e se, in una società sempre più stressante e oppressiva, la ricerca di un sorriso o di un momento di gioia o di piacere "inutile" sia davvero qualcosa di cui liberarci a tutti i costi.


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#chemacchina

Uomocentrica

LA MX-30 CON IL RANGE EXTENDER, UN MOTOGENERATORE CHE PROMETTE AUMENTARE CONSIDEREVOLMENTE L’AUTONOMIA, ARRIVERÀ NEL 2022. PER IMPLEMENTARE QUESTA SOLUZIONE SI È SCELTO DI TORNARE AD UNA TECNOLOGIA MOLTO CARA A MAZDA, QUELLA DEL ROTATIVO WANKEL. VERRÀ INSTALLATO INFATTI UN MONOROTORE CHE PORTERÀ L'AUTONOMIA COMPLESSIVA, SECONDO LE VOCI CHE SONO TRAPELATE, FINO A 400 CHILOMETRI. I VANTAGGI SONO LE MINORI VIBRAZIONI E LA LEGGEREZZA DOVUTA ALLE DIMENSIONI E AL PESO RIDOTTI (MAZDA HA PARLATO DI DIMENSIONI DI UNA "SCATOLA DI SCARPE"). INOLTRE, CI SONO MINORI EMISSIONI DI OSSIDI DI AZOTO. LO SVANTAGGIO POTENZIALE POTREBBE RISIEDERE NELLA DURATA MA VA DETTO LA RICERCA DA PARTE DI MAZDA NON SI È MAI ARRESTATA, E CI SONO DA ATTENDERE IMPORTANTI MIGLIORAMENTI CON L'UTILIZZO DI MATERIALI DI ULTIMA GENERAZIONE

c'è niente da dire, da fuori la MX-30 attrae l'attenzione. La linea è estremamente accattivante, con l'ultima evoluzione del design "Kodo" e della filosofia dell'organicità attorno all'utilizzatore “Jinba Ittai”. Il frontale aggressivo, con una "palpebra" che chiude in alto la presa d'aria incastonando i fari, ricorda le muscle car, mentre i gruppi ottici a led sono estremamente curati dal punto di vista del design. La fiancata è caratterizzata dalle protezioni in plastica sui parafanghi tipiche della marca, mentre l'attenzione viene attirata dalle porte apribili "a libro", non una novità per casa Mazda. Il padiglione ha un design filante, da coupé, mentre i passaruota posteriori sono resi muscolosi ed esaltano i fanali tondi, anche in questo caso curati come le finiture in alluminio che "separano" le tonalità del tetto e del corpo vettura. Come forma, e sensazione, ricordano quelli di una supercar. I dettagli tipicamente premium dell'esterno trovano corrispondenza anche all’interno, con un ambiente ricercatissimo. Il materiale che riveste le portiere è riciclato dalle bottiglie PET, ma dà una sensazione quasi simile alla lana, mentre i sedili bicolore, in particolare con l'accostamento nero/marrone, aumentano la sensazione di "salotto buono". Ovviamente, anche le inusuali finiture in sughero nel tunnel centrale e sulle maniglie interne attraggono l'attenzione. Bellissime ma... speriamo di non rovesciarci mai sopra il caffè per scoprire se sono anche resistenti! Scherzi a parte, a quanto pare il sughero è anche


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#chemacchina

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in grado di assorbire minime quantità di CO2: si parla di 1.2 chili nella vita dell'auto. L'abitabilità interna è quella che ci si aspetta da un SUV... quasi coupé. La parte centrale della plancia sollevata, con portaoggetti su un livello inferiore (e l'utilissima presa elettrica "tradizionale" a tre poli) non impatta troppo sulla percezione dello spazio. Per quanto riguarda l'accesso, ci si concentra sulle discusse semiporte posteriori. Piuttosto scomode per salire e scendere, dato che vanno comunque aperte prima le anteriori e ci si ritrova con le cinture di sicurezza che "ballonzolano". Sono interessanti per chi, sul divano posteriore, non ci mette persone ma... oggetti (come ad esempio uno zaino) ai quali si può accedere in modo più rapido.

“MAZDA HA PROPOSTO NEGLI ULTIMI ANNI DELLE SOLUZIONI DI DESIGN MOLTO INTERESSANTI SOSTIENE ROBERTO PIETRANTONI, MANAGING DIRECTOR DI MAZDA MOTOR ITALIA - E QUESTO È IL LATO DEI NOSTRI PRODOTTI CHE COLPISCE PER PRIMO… A CUI SI AGGIUNGONO, NON DISGIUNTE DAL DESIGN, I COLORI DELLE VERNICIATURE. QUESTI SONO SENZ’ALTRO GLI ASPETTI CHE POSSONO FAR “GIRARE LA TESTA” AL COMUNE CITTADINO. AGGIUNGO CHE, DA QUANTO SO E HO POTUTO INTRAVEDERE, I PROSSIMI SVILUPPI DELLA INTERA NOSTRA GAMMA (DALLA 2 SINO ALLA 6) CI FARANNO FARE PASSI IMPORTANTI, MA DAVVERO IMPORTANTI, IN DIREZIONE PREMIUM”

L'infotainment riflette lo stile Mazda, apprezzato in particolare da chi ama la guida. Le informazioni trasmesse al pilota sono quelle essenziali. Dietro al volante sono presenti uno strumento circolare virtuale leggibilissimo e due strumenti "reali", con i dati relativi ad economia di guida, carica e temperature. Sulla consolle c'è uno schermo tattile da cui controllare il clima (ma coi comandi "chiave" fisici) oltre alla rotella cliccabile che aziona il secondo schermo, montato in cima al cruscotto. Tutti gli strumenti risultano poco distraenti, con le informazioni ben in evidenza sul fondo scuro, pulite ed immediate. Ottimo l'head-up display, regolabile su tre assi e di serie su tutte le versioni. La guida fa anche essa parte della filosofia


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Uomocentrica

“MAZDA NON HA LA FORZA DI COMUNICAZIONE DEI MARCHI CHE FANNO GRANDI VOLUMI MA RACCONTARE MAZDA È COMUNQUE MOLTO STIMOLANTE E AFFASCINANTE. A PARTIRE DALLA STORIA; MAZDA NASCE E OPERA TUTT’ORA A HIROSHIMA E LA SUA STORIA, LA SUA VOGLIA DI SFIDA, È STRETTAMENTE LEGATA A QUELLA DEL TERRITORIO… E DEVO AGGIUNGERE CHE IL DNA DELL’AZIENDA È MOLTO PRESENTE DAL CENTRO SINO ALLA PERIFERIA. – DICHIARA ROBERTO PIETRANTONI, MANAGING DIRECTOR DI MAZDA MOTOR ITALIA - TUTTI COLORO CHE LAVORANO IN MAZDA NE SONO CONTAGIATI. LA VOGLIA DI SFIDA È DA SEMPRE NELLE CORDE DI MAZDA, FATTO CHE HA PORTATO SPESSO A PERCORRERE STRADE, ANCHE TECNOLOGICHE, DIVERSE E INNOVATIVE… VEDI IL MOTORE ROTATIVO WANKEL, VEDI IL SUCCESSO DELLA MX5, DIVENUTA LA SPIDER PIÙ VENDUTA LA MONDO, VEDI ANCHE LA TESTARDAGGINE DEGLI INGEGNERI NEL RICERCARE UNA SOLUZIONE COME SKYACTIVX, UNA VERA RIVOLUZIONE CHE HA PARTORITO UN MOTORE A BENZINA CHE FUNZIONA PER COMPRESSIONE COME I DIESEL”

Jinba Ittai, prettamente organica e umano-centrica. In particolare si discosta dalla "brutalità" ricercata ossessivamente da altre vetture elettriche, come se dovessero dimostrare a tutti i costi di non essere inferiori alle termiche. I 145 cavalli e i 271 newtonmetri di coppia garantiscono un ottimo scatto: anche se lo 0-100 impiega quasi 10", il primo allungo, quello più utile nel traffico, è molto veloce. Anche in virtù del peso ridotto della batteria, il comportamento di guida è sincero e diretto, e pur non essendo possibile accostare la MX-30 alla MX-5, si percepisce una filosofia comune tra le "MX" nella precisione con cui si pennellano le traiettorie, anche quando si forza il ritmo decisamente più del dovuto. In aiuto viene anche il sistema di torque vectoring, già presente sulla CX-30, che rallentando impercettibilmente le ruote interne in inserimento aiuta a "far girare" l'auto. Come accennato, durante la guida è utilissimo anche il feedback acustico, simile a quello di un motore termico, che consente di capire intuitivamente a che punto ci si trova nell'erogazione e rende molto più facili (se non inconsci) i micro-adattamenti necessari. Eccellenti gli ADAS come ad esempio il cruise control adattivo, il blind spot monitoring e la frenata d'emergenza. Non risultano troppo invasivi e sono in larga parte di serie. La nota dolente, quella che tutti conoscono e temono, è la percorrenza in elettrico. Con una batteria da soli 35,5 Kw, la MX-30 percorre meno di 200 Km


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“LA POSIZIONE INIZIALE DI MAZDA SULL’ELETTRICO È STATA “TEMPO AL TEMPO” - SOSTIENE ROBERTO PIETRANTONI - CI SARÀ UN MOMENTO IN CUI SI ARRIVERÀ AL 100% ELETTRICO, MA ATTRAVERSO UN PERCORSO. IN QUESTA FASE DI TRANSIZIONE È NECESSARIO PROPORRE TUTTE LE TECNOLOGIE DISPONIBILI… IN CIÒ MAZDA È FORSE FUORI DAL CORO MA SEMPRE RESTANDO FEDELE AI PROPRI VALORI. OGGI MAZDA, PER I VOLUMI CHE ESPRIME, HA UNA GAMMA PIUTTOSTO AMPIA E COPRE UNA BELLA FETTA DI SEGMENTI. CERTAMENTE, PENSANDO ALL’ITALIA, NEL LIBRO DEI DESIDERI CI POTREBBE ESSERE UNA CITYCAR DI SEGMENTO A… MA ESISTE UNA BELLISSIMA ALLEANZA INDUSTRIALE E STRATEGICA CON TOYOTA CHE PUÒ RISERVARE COSE INTERESSANTI. PROSSIMAMENTE VERRÀ PRODOTTA, IN EUROPA E PER L’EUROPA, UNA MAZDA 2 SU BASE YARIS E QUINDI IL FUTURO POTREBBE RISERVARCI COSE CHE OGGI NON SONO ANCORA ALL’ORDINE DEL GIORNO”

(200 nel ciclo WLTP); un problema per cui al momento non c'è una vera soluzione. Gli ingegneri Mazda nel progetto hanno scelto la capacità della batteria per ridurre al minimo l'impatto ambientale, ma hanno ovviamente tagliato fuori buona parte degli utilizzatori, in particolare in un paese con un'infrastruttura di ricarica pesantemente deficitaria, se non inesistente. Quindi, si punta sulla mamma che va a portare/riprendere i figli a scuola, sul pendolare con percorrenze limitate, su chi fa poca strada (ma ha "a tiro" colonnine o possibilità di ricarica a casa) e poco altro. E' un peccato che, pur con tante doti stradali, e con una comunicatività unica, la MX-30 sia limitata a pochi clienti-tipo. Speriamo che l'imminente versione con Range Extender colmi questo gap, aprendo a nuove fasce di clienti. Per quanto riguarda i prezzi, la MX-30 si conferma premium, anche se con gli incentivi è possibile portarsela a casa a 24.900 euro (su un prezzo di partenza di 34.900 euro) con un equipaggiamento completo che include navigatore, adaptive cruise control, frenata d'emergenza, mantenimento della corsia, blind spot monitor, head-up display. Nell'allestimento Exceed (37.600 euro) l'aggiunta più interessante è quella dell'interno in similpelle mentre a 39.350 euro l'allestimento Exclusive include la frenata d'emergenza anche posteriore, le telecamere 360°, la rilevazione della stanchezza ed il Cruise&Traffic Support che tiene la vettura autonomamente a centro corsia (o alle spalle di chi precede) in caso di traffico.


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Uomocentrica

PRINCIPALI CARATTERISTICHE TECNICHE MOTORE Tipo Potenza max (kW / CV) Coppia max (Nm@giri/min) Livello emissioni CO2 (g/Km)

ELETTRICO SINCRONO IN CA 107/145 270,9 O

PRESTAZIONI Accelerazione (0-100 Km/h) Velocità max (km/h)

9,7 140

DIMENSIONI Lunghezza totale (mm) Larghezza totale (mm) - senza specchietti Altezza totale (mm) Passo (mm) Carreggiata anteriore (mm) Carreggiata posteriore (mm) Capacità bagagliaio (litri) PESI Peso a vuoto (Kg), senza conducente (75kg) Massa complessiva (kg) BATTERIA Tipo Capacità kWh Peso (Kg.)

4395 1795 1555 2655 1565 1565 341*/366 1645 2108 IONI DI LITIO 35,5 310

CONSUMI (KWH/100 KM) WLTP Combinato Urbano

19 14,5

AUTONOMIA (KM) (WLTP) Combinato Urbano

200 265

SOSPENSIONI Anteriori Posteriori

MAC PHERSON PONTE TORCENTE

FRENI Anteriori Posteriori

DISCHI VENTILATI 326 MM. DISCHI 303 MM.

STERZO Tipo Servosterzo

PIGNONE E CREMAGLIERA ELETTRICO (EPAS)

RUOTE E PNEUMATICI

215/55R18


#ca!


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#chestoria

2021

UNA AVVENTURA ELETTRIZZANTE


OLTRE 1000 CHILOMETRI IN QUATTRO TAPPE TRA MONTAGNE, CITTÀ STORICHE E POLI TECNOLOGICI D'ECCELLENZA. PARTITO DALL'AUTODROMO DI MONZA E ARRIVATO SUL LITORALE DI PIETRASANTA, L'ERAID HA MESSO ALLA PROVA LO STATO DELL'ARTE DELL'AUTO ELETTRICA NEL MONDO REALE, EVIDENZIANDO PASSI AVANTI MA ANCHE CRITICITÀ di Marco Cortesi


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#chestoria

Una avventura elettrizzante

possibile percorrere oltre 1000 chilometri in quattro giorni con vetture elettriche attraverso alcuni tra i luighi più affascinanti d’Italia? Questa era la sfida dell’ERaid, tour da 1054 chilometri, con sedici vetture full-electric di 11 marche, tra Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Un viaggio attraverso panorami straordinari e località uniche che spesso soprattutto noi italiani tendiamo a dare troppo per scontati. L'evento ha rappresentato un'utile opportunità per migliorare la consapevolezza sul “dove siamo” e, almeno in senso automotive, su dove stiamo andando. Ma qual è la risposta a queste domande? E’ possibile affrontare un viaggio di questo tipo con un’auto elettrica? La risposta è sì. Se non hai appuntamenti tassativi, impegni lavorativi, familiari… o troppa fretta. Insomma, è fattibile, ma va preso un po’ come un lavoro. L’ERaid ha dimostrato che, purtroppo, in Italia è ancora complicato spostarsi in elettrico su percorsi lunghi e articolati, specie quando si hanno degli orari tassativi o limitazioni di vario tipo. Anche ammettendo di far tutto per bene, basta una colonnina KO per far deragliare tutto. Per non parlare dei parcheggi abusivi sugli stalli, del vandalismo e delle problematiche tecniche. Mentre l'industria automobilistica offre prodotti sempre più concreti, la situazione italiana per quanto riguarda l’infrastruttura di ricarica è fragilissima. Se non, di fatto, quasi inesistente quando si parla di ricarica veloce da 50 kW in su.


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Una avventura elettrizzante

L’ERaid in un certo senso è stato un vero e proprio raid, un viaggio impegnativo reso possibile sia dall’organizzazione, sia dal fatto che i tempi fossero flessibili e adattabili.

IL PERCORSO DELL’ERAID HA TOCCATO ANCHE LA DALLARA, UNA DELLE REALTÀ DI PUNTA DELL’AUTOMOTIVE ITALIANO. L’AZIENDA DELLA PROVINCIA DI PARMA, FAMOSA PER LE CORSE, SI OCCUPA AD ALTISSIMO LIVELLO DI CONSULENZA, PROGETTAZIONE E SVILUPPO PER CASE AUTOMOBILISTICHE E SI È TRASFORMATA IN UN POLO DI ASSOLUTA ECCELLENZA TECNOLOGICA A LIVELLO MONDIALE. ANCORA A CAPO DELL’AZIENDA, INSIEME AL CEO ANDREA PONTREMOLI, C’È GIAN PAOLO DALLARA, CHE A 84 ANNI SEMBRA UN RAGAZZINO E PARLA CON ENTUSIASMO DEL FUTURO E DELLE SUE IDEE PER AFFRONTARLO. E LA SUA SOLUZIONE NON È TECNOLOGIA FINE A SÉ STESSA, MA ANCHE LO STUDIO DELLA FILOSOFIA GENERALE, QUELLA CHE DA SEMPRE GUIDA LE MIGLIORI SCELTE

Ha aiutato anche la bellezza delle destinazioni, che ha reso tollerabili alcuni disagi. Non tutte le persone però possono permettersi di parcheggiare nella splendida Piazza del Campo di Siena, o ai piedi della Torre di Pisa, oppure salire sul campanile della Cattedrale di Pistoia per godersi la vista dopo un lungo viaggio. Viaggio magari al caldo, col condizionatore spento per risparmiare corrente, e a volte coi finestrini chiusi per migliorare l’aerodinamica. Bello, emozionante, indimenticabile… ma non è la vita reale. A riguardo dell'infrastruttura l'ERaid ha evidenziato in particolare tre ordini di problemi. C'è in primis quello numerico; sono bastate 16 macchine sullo stesso percorso per creare ingorghi ai punti di ricarica e per evidenziare falle della rete. Cosa succederà quando saranno 16.000? C’è poi il divario da colmare tra nord e sud. Il giro ha toccato Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, tre delle regioni più avanzate d’Italia, mentre è chiaro, anche solo usando l’app per la ricerca dei punti, che la situazione altrove è ben diversa. Poi c’è il tema della velocità: le colonnine più diffuse in Italia usano lo standard da 22 kW che molte vetture non sono in grado di sfruttare, limitandosi a 11 kW o addirittura, se si è sfortunati, a 7: vuol dire,


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Una avventura elettrizzante

COME DICEVA FEDERICO CALENO RESPONSABILE E-MOBILITY DI ENEL X ITALIA, RIVOLGENDOSI AI PARTECIPANTI DI ERAID CHE HA INCONTRATO LA SERA DELLA PRIMA TAPPA A PARMA, ENEL X STA MANTENENDO LIVELLI ALTISSIMI DI DIFFUSIONE DI NUOVE COLONNINE E CONTESTUALMENTE STA DISSEMINANDO IL PAESE DI STRUTTURE SEMPRE PIÙ EVOLUTE, CAPACI DI DIMINUIRE I TEMPI DI RICARICA IN MANIERA IMPORTANTE, IN TALUNI CASI DEL 60-70%. LA MOBILITÀ ELETTRICA STA CRESCENDO CON UN RITMO ELEVATISSIMO E PRESTO ANCHE GLI SCETTICI DOVRANNO FARE I CONTI CON UNA REALTÀ CON LA QUALE, PRIMA O POI DOVRANNO CONFRONTARSI SENZA PREGIUDIZI

BMW IX3, CITROEN EC4, DS CROSSBACK E TENSE, FORD MUSTANG MACH-E, LE HYUNDAI KONA, LE JAGUAR I-PACE, KIA E-NIRO E E-SOUL, OPEL MOKKA-E, PEUGEOT E-208, VOLVO XC40 RECHARGE SONO STATE LE TANTE, VERSATILI E DIVERSE AUTO, PIÙ O MENO POTENTI E DALLA DIFFERENTE AUTONOMIA, CHE HANNO OSPITATO GIORNALISTI ED ADDETTI AI LAVORI. DA SEGNALARE COME ALL’ULTIMA TAPPA, TRANSITATA DA PIAZZA DI MIRACOLI DI PISA (PER LA PRIMA VOLTA DELLE AUTOMOBILI SONO GIUNTE PROPRIO SOTTO LA TORRE PENDENTE) ABBIA PARTECIPATO ANCHE IL CEO DI TARGA TELEMATICS, MR. ADRIANO SCARDELLATO, AFFIANCATO DA UN CAMPIONE COME THOMAS BIAGI. GLI OLTRE 13MILA PUNTI DI RICARICA ENEL X DISTRIBUITI SUL TERRITORIO ITALIANO  SONO STATI LA LINFA VITALE DI TUTTE QUESTE VETTURE: LA STRATEGIA DI RICARICA SUGLI OLTRE 260 CHILOMETRI GIORNALIERI (GRAZIE A VARI “PIT STOP” ALLE COLONNINE PRESENTI NELLE AREE TOCCATE DAL PERCORSO, TUTTE INDIVIDUABILI CON APP DEDICATA), HA RAPPRESENTATO LA CHIAVE VINCENTE PER GODERSI L’EVENTO NELLO SPLENDIDO SCENARIO DELLA PROVINCIA COLLINARE ITALIANA


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Una avventura elettrizzante

I COSTRUTTORI, DOPO LE PRIME RESISTENZE, HANNO CAPITO, O SONO STATI COSTRETTI A CAPIRE “NON PUOI FAR FARE ALL’OSTE LE REGOLE RELATIVE ALLA SUA CUCINA - SPIEGA L’ING. DALLARA - LA TECNOLOGIA ELETTRICA OFFRE GIÀ TANTI VANTAGGI CHE SIA TRAMITE L’ELETTRICITÀ STESSA O TRAMITE L’IDROGENO CONVERTITO IN ELETTRICITÀ. ANDIAMO VERSO UN’AUTO CHE SARÀ MOLTO PIÙ SOBRIA, A PARTIRE DALLE DIMENSIONI; NEGLI ULTIMI 20 ANNI ABBIAMO VANIFICATO TANTI VANTAGGI PORTATI DAI CONSUMI PER VIA DELL’INCREMENTO DIMENSIONALE E DELLA SEZIONE FRONTALE DELLE VETTURE”. SENZA DIMENTICARE LA GUIDA AUTONOMA, GRANDE TEMA, SUL QUALE OVVIAMENTE A VARANO SONO GIÀ LANCIATISSIMI. PENSATE CHE PRIMA DELLA FINE DELL’ANNO, 10 VETTURE INDY LIGHTS SI SFIDERANNO A INDIANAPOLIS, TRASFORMATE IN VEICOLI AUTONOMI E PROGRAMMATE DALLE MIGLIORI UNIVERSITÀ DEL MONDO, INCLUSE TRE ITALIANE, PER UNA COMPETIZIONE MILIONARIA. UN MODO CONCRETO PER… LANCIARE IL SASSO

in un’ora, ricaricare la propria percorrenza di poco più di 40 chilometri. Sul mercato, la situazione attuale vede un player privato, EnelX, che si è letteralmente “caricato sulle spalle” una nazione. Tuttavia, in quanto privato, non è in grado di fare le scelte radicali (e come tali spesso in perdita) di cui una tecnologia innovativa spesso necessita. C’è il rischio che il principale freno alla diffusione dei veicoli elettrici sia rappresentato dai prezzi, in quanto i privati dovranno remunerare i loro investimenti e, già oggi, se ricaricata solo da colonnine veloci, una vettura elettrica ha costi da… turbo benzina anni ’90. La speranza è che con l’arrivo del Recovery Plan, la mobilità sostenibile venga messa al centro delle riflessioni e delle decisioni politiche. Non solo con semplici incentivi, spesso “neutralizzati” dai prezzi alti di questa tecnologia, ma soprattutto con scelte infrastrutturali di alto livello. In altre parole, con investimenti più che con spese. La buona notizia, è che la limitazione non deriva più dalle auto. Di quelle provate, anche le più piccole hanno dimostrato percorrenze più che sufficienti per la vita quotidiana. Dopotutto, quando hai a disposizione 250-300 chilometri sei a posto per la quasi totalità degli spostamenti. Va detto che, in effetti, gli spostamenti che restano a rischio alto sono in realtà tutti quelli “belli e gradevoli”: andare in vacanza, a un concerto lontano, a un evento sportivo, dai parenti, e via così. Ma anche in quel caso, una rete di ricarica di qualità potrà porre rimedio.


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Una avventura elettrizzante

Oltre ad impressionare per l’efficienza, in particolare per le modalità di recupero dell’energia, alcune vetture hanno mostrato anche la capacità di divertire alla guida, per prestazioni pure ed esperienza generale. La sensazione è che, anche con l’elettrico, siamo in presenza di personalità diverse, con vetture dedicate a tutti i gusti e senza la “spersonalizzazione” che in parte si temeva. C’è la BMW iX3 che sembra ritagliata attorno all’utente-tipo del termico della casa bavarese. C’è la Jaguar iPace, proposta di alta classe e ben rifinita, ma con guida non particolarmente coinvolgente. C’è la DS3 Crossback con handling sportivo e preciso e un design originale, oltre alla Tesla che è… Tesla, un mondo a parte. E poi ci sono le coreane. Lo step delle proposte di Hyundai e KIA è impressionante: a dispetto di un carattere non proprio deciso, offrono un’efficienza sorprendente, grazie a ottimizzazione e aerodinamica, in particolare nelle situazioni in cui di solito le elettriche faticano, come in statale e autostrada. E' vero che l'appassionato dovrà rinunciare ad esempio al cambio o al sound, e sarà un sacrificio importante, che priverà l’auto di quel piacere “inutile” che caratterizza così tante cose che amiamo, ma quantomeno c’è una strada tracciata per salvaguardare almeno un po’ il piacere della guida: non è detto, che le auto del futuro saranno solo degli elettrodomestici, anche se alcuni sembrano inspiegabilmente puntarci. Pericoloso, considerando quanto ancora l’irrazionalità conti nell’acquisto di un auto e quanto i paesi emergenti siano bravi a produrre frigoriferi anche sottocosto.


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TANTE NOVITÀ IN CASA KOELLIKER

La tempesta perfetta LA NOTIZIA ERA NELL’ARIA DA QUALCHE TEMPO E SI È CONCRETIZZATA NEI GIORNI DEL MI MO MOTOR SHOW, A MILANO. IL GRUPPO KOELLIKER SI RENDE PROTAGONISTA DI UNA “TEMPESTA PERFETTA”, FACENDO GRANDINARE SUL MERCATO BEN CINQUE INEDITI BRAND


In 85 anni di attività Koelliker è sempre stata un’azienda che ha creato mercato e ha precorso i tempi - ci racconta Giuseppe Lovascio, chief sales strategy del gruppo Koelliker - I brand che noi abbiamo importato in passato, da Jaguar a Hyundai da Seat a Kia, da Jeep a Mitsubishi e SsangYong, avevano in comune alcune caratteristiche: essere appetibili per noi italiani (cosa non facile), sicuri, qualitativi e innovativi. E la stessa cosa sta accadendo oggi… lo facciamo perché abbiamo la vocazione per queste cose, lo abbiamo sempre fatto. In Cina ci sono attualmente oltre cinquanta costruttori di auto elettriche; noi ne abbiamo scelte tre (assieme a due Californiane) perché, a ragion vedu-

ta, le riteniamo le più adatte al nostro mercato”. Nato nel 1936, il Gruppo Koelliker nel corso di decenni si è affermato e specializzato nell’introduzione in Italia di nuovi marchi, che con Koelliker hanno intrapreso un cammino che li ha portati ad innegabili successi. Ora sono cinque dei nuovi marchi in arrivo: Seres, Aiways, Karma e Weltmeister propongono autovetture mentre Maxus si inserisce nel segmento piccoli veicoli commerciali… ma tutti offrono solo prodotti rigorosamente elettrici. Ma questo lancio multiplo di nuove marche potrebbe anche apparire un disimpegno dai brand “storici”, Mitsubishi e SsangYong, importati e distribuiti da Koelliker…


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La tempesta perfetta


KARMA GS-6

“Mitsubishi e SSangYong seguono una strada diversa - prosegue Giuseppe Lovascio - Mitsubishi ha appena presentato la nuova Eclipse Cross plug in hybrid e arriverà con due auto nuove nel 2023, che saranno prodotte in Europa in stabilimenti Renault… cosa che ci fa ipotizzare che avranno un design più aderente ai gusti europei. Diverso è il discorso per SSangYong, che sta attraversando delle vicissitudini particolari. Sino ad ora non abbiamo avuto alcun problema, l’azienda sta continuando a produrre, ma è chiaro che dopo il passo indietro di Mahindra si stanno cercando delle soluzioni per questa società che, in Corea, è una vera istituzione. Quindi mi sento di affermare che Koelliker, Mitsubishi e SsangYong proseguiranno il loro cammino assieme. Il lancio di questi nuovi brand significa invece sposare una tendenza che riteniamo irreversibile e una domanda che sempre di più andrà in quella direzione. La nostra scelta è di vendere vetture native elettriche perché l’elettrico non deve essere un fastidio ma deve essere l’unica via”.

AIWAYS U5

Cinque brand, tutti assieme e tutti totalmente sconosciuti al pubblico italiano. Non è un azzardo? “Come importatori abbiamo il dovere di interpretare le tendenze dei prossimi 5/10 anni - continua Lovascio - Siamo convinti che i veicoli elettrici saranno sempre più protagonisti della mobilità del futuro e la domanda del mercato sarà in quella direzione. Parlo di mobilità perché il fenomeno va inteso come servizio, diffuso, flessibile, sempre più digitale e non più come semplice proprietà di un veicolo. Noi ci riteniamo fortissimi nella vendita diretta ma a fine luglio partiremo con una formidabile piattaforma di commercio elettronico.


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La tempesta perfetta


WELTMEISTER W5

Ci sono da fare però due discorsi separati. Il primo è per Maxus, che offre veicoli commerciali e quindi ha logiche e clienti differenti. Per quanto riguarda gli altri (detto che noi abbiamo già affrontato e vinto questo tipo di sfide) aggiungo che ogni brand avrà una sua precisa collocazione, in quanto offrono modelli molto diversi per caratteristiche e raccontano storie assai differenti tra loro. Noi abbiamo l’obiettivo di coprire tutti i segmenti di mercato, dalla city car ai veicoli commerciali leggeri passando per suv e hypercar… questo vogliamo fare”.

KARMA GS-6

E andiamo allora a scoprirle tutte queste novità, cominciando da Seres che è un vocabolo di origine latina e evoca la Via della Seta. Seguendo questa ispirazione anche la storia del brand Seres parte da Cina e Giappone e arriva fino in Germania passando, in questo caso, dall’America. Tutti paesi dove l’azienda ha dislocato i suoi reparti di ricerca e sviluppo. I primi modelli ad essere commercializzati saranno Seres 3, modello nel segmento dei C-SUV, e Seres 5, un D-SUV elettrico dotato di range extender ed equipaggiato con un motore elettrico sviluppato da Huawei. Seres 3 ha una batteria da 53,6 kWh e offre una carica rapida (20%-80%) fino a 50 kW in 30 minuti. L’autonomia è di oltre 300 km ed viene commercializzata in un unico allestimento Premium, equipaggiato di ADAS e di un completo sistema di infotainment. Seres 5 è disponibile in versione full-electric con una batteria da 90 kWh e in versione EVR (range extender) da 35 kWh (con un motore 1,5 turbo benzina che lavora da generatore). La trazione è posteriore o integrale, per potenze che vanno da 347 CV (520 Nm di coppia) a 694 CV (1040 Nm).


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La tempesta perfetta


SERES 3

Capace di 250 km/h di velocità massima e di una ripresa 0-100 km/h in 3,5 s, l’auto è completa di ogni accessorio e sistema ADAS di livello 2.

WELTMEISTER W5

Fondata nel 2017, Aiways è un fornitore di mobilità personale con sede a Shanghai e sede centrale europea a Monaco di Baviera. Il suv elettrico U5 è prodotto presso lo “stabilimento intelligente” di Aiways a Shangrao, uno dei più moderni impianti di produzione di automobili in Cina. Con una capacità di produzione iniziale di 150.000 unità all’anno, Aiways può portare questo numero a 300.000 unità quando la domanda globale di veicoli elettrici aumenterà. Da maggio 2020, Aiways è diventata la prima startup cinese di veicoli elettrici a vendere auto in Europa. I clienti in Belgio, Danimarca, Francia, Germania e Paesi Bassi possono già ordinare Aiways U5 online o tramite rivenditori dedicati, e l’Italia seguirà a breve. La passione per le belle auto è un punto comune nei DNA di Koelliker e di Karma. Nata nel 2015 a Irvine, California, Karma è capace di produrre 15.000 vetture l’anno che racchiudono in sé diverse anime: lusso, sportività e qualità costruttiva artigianale. La gamma KARMA GS-6 è disponibile in versione Range Extender con una batteria da 28 kWh (prodotta e assemblata in house) e un motore 1,5 BMW da 228 CV che funge solo da generatore. GS6, nelle sue differenti configurazioni, permette di percorrere fino a 575 km, di cui 125 puro elettrico. Verso la fine del 2021 sarà inoltre disponibile una versione full electric, con batterie da oltre 100 kWh che consentirà un’autonomia di oltre 400 km e delle prestazioni da hyper car. L’auto è disponibile in 3 livelli di allestimento, Standard, Luxury e Sport e l’anima sportiva risulta subito evidente: trazione posteriore, 2 motori elettrici da 536 CV e 746 Nm di coppia, uno sprint 0-100 km/h in


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La tempesta perfetta


AIWAYS U5

circa 3,9 secondi e una velocità massima di oltre 210 km/h. Il design è elegante e dinamico mentre l’elevata possibilità di personalizzazione (materiali, colorazioni, interni, cerchi, pneumatici, pinze dei freni e altro ancora) consente di realizzare un’automobile unica.Tre le modalità di guida disponibili e altrettanti i livelli di frenata rigenerativa (tra cui il one-pedal drive).

SERES 3

Il termine Weltmeister in tedesco letteralmente significa “Campioni del mondo”, una dichiarazione importante per una start up che non teme smentite grazie anche a investitori e partner tecnologici di altissimo livello: da SAIC a BaiDu (il Google cinese), da Tencent a Bosch, per finire alle batterie CATL. Fondata nel 2015, Weltmeister è un marchio commerciale di WM Motor Technology Group e anch’essa ha sede a Shanghai ove dispone di una capacità produttiva che può arrivare fino a 500.000 vetture all’anno. L’integrazione tra gli obiettivi di Enel-X e di Koelliker è stato il fatto decisivo che ha portato a fare dell’Italia il primo paese al mondo, fuori dalla Cina, in cui il marchio è distribuito. Fulcro della filosofia di Weltmeister è il concetto IdeaL4: cruscotto Intelligente, architettura Digitale, Epowertrain, guida Autonoma e la Leadership in tutti e 4 i settori. Un approccio che si traduce in automobili estremamente avanzate in termini di connettività, in grado anche di ricevere aggiornamenti Over The Air, di sicurezza, grazie a sistemi ADAS di Livello 2 sviluppati con Bosch e una prossima guida autonoma di Livello 4 grazie alla collaborazione con Baidu. Weltmeister arriverà in Italia con la W5, un generoso C-SUV con oltre 400 km di autonomia e tre livelli differenti di allestimenti, che dispone di due pacchi batteria da 52 e 66 kWh che permettono di percorrere fino a 450 km. È ricaricabile a corrente continua in 35 minuti ed è predisposta anche per la ricarica V2G. #ca!


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Nuovo KIA EV6

A EST MOLTO DI NUOVO


EV6, IL CROSSOVER ELETTRICO CHE INDICA IL NUOVO CORSO DI KIA, DEBUTTA FORTE DI UN’AUTONOMIA DI 510 KM, EMISSIONI ZERO, RICARICA ULTRA RAPIDA DA 800 V, IL TUTTO RACCHIUSO IN UNA VETTURA DALLO STILE UNICO E DISTINTIVO


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A est molto di nuovo

KIA HA SVELATO ANCHE LE FORME DELLA QUINTA GENERAZIONE DI SPORTAGE CHE, PER LA PRIMA VOLTA NEI 28 ANNI DI CARRIERA, SARÀ PROPOSTO ANCHE IN UNA VERSIONE DEDICATA AL MERCATO EUROPEO. OLTRE AD IN INNOVATIVO E FUNZIONALE DESIGN, L’AUTO (CHE ARRIVERÀ SUL MERCATO TRA QUALCHE MESE) PRESENTA UN ABITACOLO CHE COMBINA LAYOUT ERGONOMICI CON LE ULTIME INNOVAZIONI TECNOLOGICHE PER UN RISULTATO AFFASCINANTE E COINVOLGENTE. AD ESEMPIO VA CITATO IL DISPLAY CURVO, PANORAMICO, DAL DESIGN DI CARATTERE E SOFISTICATO NEI CONTENUTI, IN CONCRETO IL NUCLEO DA CUI PRENDE FORMA TUTTO L’INTERNO DI SPORTAGE


è finalmente sollevato il sottile velo di nebbia che aveva avvolto la nuova Kia EV6, sin da quando, in marzo, si erano aperte online le “manifestazioni di interesse”, ovvero la possibilità di effettuare preordini. Questo nuovo gioiello d’oriente (prodotto in Corea del Sud e commercializzato in questa seconda metà del 2021) offre un ventaglio di contenuti e soluzioni di grande interesse. Ma prima di ogni altro aspetto, va sottolineato il fatto che Kia ha deciso di concretizzare la propria svolta elettrica partendo dal vertice della piramide, e cioè dalla vettura più grande e prestigiosa, a cui faranno seguito modelli dei segmenti inferiori. Un messaggio chiaro e forte, oltre che dal punto di vista “green” anche dal punto di vista di posizionamento sul mercato, con l’ingresso deciso in un segmento superiore che il brand coreano sino ad oggi aveva solo accarezzato (vedi Stinger ad esempio) e senza grande convinzione. Inoltre EV6 rappresenta il primo atto della trasformazione del brand Kia, sia nel design che nell’esperienza di bordo… c’è dentro tutta la volontà di Kia nel rendere un viaggio in auto un momento di pura ispirazione. Kia EV6 esibisce un design fortemente orientato al futuro con numerosi dettagli high-tech Il modello è stato progettato seguendo la nuova filosofia "Opposites United", che prende ispirazione dai contrasti e dalle energie positive presenti in natura e negli ambienti che ci circondano. Al centro di questa nuova filosofia di design emerge la nuova identità stilistica che si esprime attraverso combinazioni contrastanti (ma estremamente gradevoli) di elementi stilistici taglienti e forme scultoree.


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A est molto di nuovo

Il frontale presenta una evoluzione del “tiger face” di Kia, reinterpretato appositamente per la nuova era elettrificata. Elementi caratterizzanti sono le luci diurne dall’aspetto moderno ed elegante mentre nella parte inferiore spicca una grande presa d’aria che visivamente allarga il frontale accentuandone l’immagine high tech. Il profilo laterale evidenzia l’aspetto da crossover moderno, elegante e aerodinamico. Una linea ben definita corre lungo la parte inferiore delle portiere per puntare verso l'alto sul profilo dei passaruota posteriori così da enfatizzare lo slancio alla vista laterale. Sopra il lunotto è stato posizionato un generoso spoiler con due specifiche canalizzazioni per convogliare l’aria verso un secondo spoiler inferiore. Nonostante le dimensioni esterne piuttosto compatte, EV6 ha un passo di ben 2.900 mm grazie alla rivoluzionaria piattaforma E-GMP, che si traduce in un’abitabilità paragonabile a quella di un SUV di grandi dimensioni. Uno degli elementi più sorprendenti che spicca nell’abitacolo è il grande display audiovisivo e di navigazione caratterizzato da un profilo curvo e privo di interruzioni. I sedili hanno una struttura sottile e leggera all’insegna della contemporaneità, mentre i rivestimenti utilizzano materiali tessili moderni, dall’aspetto raffinato e realizzati utilizzando plastica riciclata. EV6 ha un abitacolo intelligente e flessibile a cui si aggiunge un bagagliaio da ben 520 litri in configurazione cinque posti. Con i sedili della seconda fila abbassati, la capacità arriva invece fino a un valore di circa 1.300 litri. La nuova EV6 dispone anche di un bagagliaio anteriore da 52 litri per i modelli a due ruote motrici (nel caso della trazione AWD il volume scende a 20 litri).


“EV6 È IL SIMBOLO DELLA NUOVA KIA. È UN MODELLO NATO PER ISPIRARE OGNI VIAGGIO, ATTRAVERSO UN DESIGN DAL CARATTERE FORTE, UN’INGEGNERIA ALL’AVANGUARDIA, TECNOLOGIE INNOVATIVE E LE PRESTAZIONI ENTUSIASMANTI DELLA TRAZIONE ELETTRICA - HA AFFERMATO HO SUNG SONG, PRESIDENTE E CEO DI KIA - EV6 RAPPRESENTA ANCHE L'INIZIO DELLA STRATEGIA A LUNGO TERMINE DI KIA PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE, ACCELERANDO LA TRANSIZIONE NON SOLO VERSO IL TRASPORTO A ZERO EMISSIONI, MA ANCHE ALL’UTILIZZO DI UNA CATENA DI PRODUZIONE ECO SOSTENIBILE". CON EV6 INIZIA DI FATTO LA STRATEGIA DI MEDIO-LUNGO TERMINE PER I VEICOLI BEV, IBRIDI PLUG-IN E IBRIDI TRADIZIONALI, CHE PORTERÀ QUESTI VEICOLI A OCCUPARE IL 40% DELLE VENDITE TOTALI DI KIA ENTRO IL 2030, CON UN OBIETTIVO DI VENDITA ANNUALE DI 1,6 MILIONI DI UNITÀ PER TUTTA LA GAMMA ECO-FRIENDLY. IN QUESTO CONTESTO, KIA MIRA AD AUMENTARE LE SUE VENDITE DI VEICOLI COMPLETAMENTE ELETTRICI FINO A 880.000 UNITÀ NEL 2030, PONENDOSI COSÌ TRA I TOP SELLER MONDIALI DI CATEGORIA


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IL SISTEMA DI INFOTAINMENT HIGH-TECH INCLUDE UN SISTEMA A DOPPI SCHERMI DA 12 POLLICI. I DISPLAY CURVI APPLICATI A EV6 HANNO PANNELLI A FILM SOTTILE CHE UTILIZZANO UNA NUOVA STRUTTURA E UNA TECNOLOGIA AVANZATA PER RIDURRE L'IMPATTO DELLA LUCE. IL CLUSTER E IL SISTEMA DI INFOTAINMENT SONO COLLEGATI COME SE FOSSERO AVVOLTI ATTORNO A UN CORPO REALIZZATO IN VETRO RINFORZATO. EV6 DISPONE ANCHE DI UN SISTEMA DI VISUALIZZAZIONE HEAD-UP DISPLAY CON REALTÀ AUMENTATA (AR), CHE PROIETTA LE INFORMAZIONI DI GUIDA ALLA BASE DEL PARABREZZA, ALL’ALTEZZA DEGLI OCCHI DEL CONDUCENTE. L’HEAD UP DISPLAY VISUALIZZA LE INFORMAZIONI PROVENIENTI DAL SISTEMA DI ASSISTENZA ALLA GUIDA, FORNENDO COSÌ DETTAGLI SULLA VELOCITÀ E INDICAZIONI DI NAVIGAZIONE


Questo nuovo prodotto Kia prevede configurazioni con pacchi batteria ad alta tensione sia nella configurazione ad elevata autonomia (77,4 kWh) sia in quella ad autonomia standard (58,0 kWh) ed è disponibile sia con trazione a due ruote motrici (2WD) che con trazione integrale (AWD). La EV6 a due ruote motrici (2WD) con batteria da 77,4 kWh ha una autonomia superiore a 510 chilometri nel ciclo combinato WLTP. La EV6 a quattro ruote motrici (AWD) invece ha una coppia massima di ben 605 Nm ed è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 5.2 secondi. Il pacco batteria da 77,4 kWh è abbinato a un motore elettrico da 168 kW (229 CV) che trasmette la potenza alle sole ruote posteriori mentre per i modelli AWD, questo viene affiancato da un secondo propulsore posizionato sull’asse anteriore che porta ad una potenza massima totale di ben 239 kW (325 CV). Il pacco batteria da 58 kWh serve invece un motore elettrico da 125 kW (170 CV) per le versioni a sole ruote motrici posteriori, mentre per i modelli AWD è previsto l’affiancamento di un motore elettrico più potente sull’asse anteriore che porta la potenza finale a un massimo di 173 kW (235 CV) con accelerazione da 0 a 100 km/h in 6.2 secondi, con un picco di coppia di 605 Nm. EV6 in allestimento GT-line sarà invece disponibile sia con batterie da 58 KWh che da 77,4KWh, per quanto riguarda invece la versione prestazionale GT, l’unica soluzione sarà il pacco batterie long range. La versione EV6 GT portarà le prestazioni a un livello da vera sportiva grazie a due motori posizionati sui due assi, dalla potenza complessiva di ben 430 kW (585 CV). Con una coppia massima di 740 Nm, la versione AWD GT si spingerà da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi e potrà raggiungere una velocità massima di 260 km/h.


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EV6 si può ricaricare con sistemi da 800V e 400V, senza la necessità di componenti o adattatori aggiuntivi. E’ in grado di effettuare una ricarica ad alta velocità dal 10 all'80% della capacità della batteria in soli 18 minuti nonché di recuperare energia sufficiente a percorrere 100 km in meno di quattro minuti e mezzo. Il sistema di ricarica di EV6 è più flessibile rispetto a quello dei BEV delle generazioni precedenti grazie a un'unità evoluta di controllo della ricarica integrata, detto ICCU. Questo dispositivo abilita una nuova funzione (Vehicle-to-Load - V2L) che consente il trasferimento dell'energia dalla batteria di EV6 ad un altro veicolo o device elettronico. Su EV6 è presente anche l'ultima generazione del sistema di frenata rigenerativa intelligente "i-PEDAL" che può essere attivata tramite i paddle posti dietro alla corona del volante. Servendosi di questa tecnologia, i conducenti possono rallentare, recuperando l'energia cinetica e quindi ricaricare le batterie della vettura con il solo utilizzo delle mani. La modalità di guida "i-PEDAL" infatti consente all'auto di recuperare la massima quantità di energia possibile dai rallentamenti e dalle frenate arrivando a fermare delicatamente l'auto senza dover premere il pedale del freno. Anche sul fronte sicurezza EV6 non si fa mancare nulla e si presenta ai vertici della categoria grazie all’utilizzo e all’incremento di tutti i più innovativi sistemi di assistenza alla guida, che hanno ogni giorno di più un ruolo fondamentale per garantire una guida rilassata e sicura, a tutela sia degli occupanti che degli altri utenti della strada.


SU EV6 NON MANCA L’ULTIMA VERSIONE DI CONNECTED CAR SYSTEM "KIA CONNECT", GIÀ CONOSCIUTO CON IL NOME DI UVO, CHE COMPRENDE UNA SERIE DI SERVIZI IN TEMPO REALE E AGGIORNAMENTI VIA ETERE. KIA CONNECT TRAMITE IL TOUCHSCREEN CONSENTE DI VISUALIZZARE LO STATO DI CARICA DEL PROPRIO VEICOLO, DI INDIVIDUARE UBICAZIONI E PREZZI DEI PUNTI DI RICARICA, VALUTARE IL RAGGIO D’AZIONE IN FUNZIONE DELL’AUTONOMIA RESIDUA DELL’AUTO E PIANIFICARE LE RICARICHE DURANTE IL VIAGGIO. ULTERIORE PLUS DELLA DOTAZIONE DI EV6 È ANCHE UN RAFFINATO IMPIANTO AUDIO (MERIDIAN) CON BEN 14 ALTOPARLANTI

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RUDOL


Fotografie Mercedes-Benz Classic

LF IL GRANDE “CREDO CHE OGNI ESSERE UMANO POSSA OTTENERE CIÒ CHE VUOLE OTTENERE. VOLEVO DIVENTARE UN PILOTA DA QUANDO AVEVO QUATTORDICI ANNI”. DA “MEINE WELT” (“IL MIO MONDO”), AUTOBIOGRAFIA DI RUDOLF CARACCIOLA PUBBLICATA NEL 1958


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Rudolf il grande

estate del 2021 è ricca di importanti anniversari per il motorsport europeo e tedesco in particolare. Rudolf Caracciola, un nome scolpito indelebilmente nella storia delle corse, nacque infatti nel 1901, nel 1931 vicse una memorabile Mille Miglia e in luglio (del 1926) venne incoronato “re della pioggia”, dopo una clamorosa rimonta che lo portò a vincere il 1° Gran Premio di Germania, a Berlino, sotto una pioggia battente. Ma andiamo con ordine. I grandi piloti dominano intere epoche e Caracciola fu senza dubbio il più fiero e forte avversario di Nuvolari in quel periodo. Pilota ufficiale Mercedes-Benz e protagonista assoluto, negli anni '30, della prima era della Freccia d'Argento, Caracciola fu incoronato Campione d'Europa di Grand Prix nel 1935, 1937 e 1938. Un titolo che, in termini di prestigio sportivo, è paragonabile all’odierno Campionato del Mondo di Formula 1, istituito soltanto nel 1950. Rudolf Caracciola era nato nella cittadina tedesca di Remagen 120 anni fa, il 30 gennaio 1901. Tanti successi, ma anche tremende tragedie hanno caratterizzato la vita di Rudolf, morto per malattia nel settembre 1959 all'età di solo 58 anni. Al giorno d'oggi i piloti di Gran Premio sono specialisti che si concentrano completamente sulle gare di Formula 1, ma non era così sino fino agli anni '70. I programmi dei migliori piloti includevano Formula 1, Formula 2, gare Endurance e gare Turismo, cronoscalate e persino rally. E Rudolf Caracciola, la cui carriera ha attraversato diverse epoche automobilistiche, ha dimostrato una vasta gamma di abilità di guida. I suoi iniziali successi negli anni '20 attirarono l'attenzione di quella che all'epoca era Daimler-Benz AG

e, firmato un contratto da pilota ufficiale, si ritrovò ben presto al volante della famosa serie S, di cui fu il migliore interprete. Con una Mercedes-Benz Type SS nel 1929 vinse l'International Tourist Trophy (sull'Isola di Man) e vinse poi tre Campionati Europei della Montagna consecutivi: nel 1930 e nel 1931 su una Mercedes-Benz (SSK e SSKL) ma nel 1932 al volante di un'Alfa Romeo (2,6 litri Monoposto), la grande rivale di quegli anni che il campione tedesco ebbe modo di guidare in più occasioni. Nel 1931, alla guida di una Type SSKL, fu il primo pilota non italiano a conquistare la difficilissima Mille Miglia, a cui seguirono numerose vittorie sia su Mercedes-Benz che su Alfa Romeo Grand Prix. Come accennato, una tappa importante della sua carriera fu l'11 luglio 1926, quando Daimler-Benz AG gli mise a disposizione una Mercedes da 2 litri, 8 cilindri e dotata di compressore, per il primo Gran Premio di Germania all'Autodromo dell'Avus di Berlino. Rudolf fu l'ultimo a scattare al via in un campo di 38 concorrenti, sotto gli sguardi di una folla di 230.000 spettatori. Durante la gara si mise a piovere molto forte e Caracciola, uno dopo l’altro, agguantò e superò tutti i suoi concorrenti, guadagnandosi la reputazione di "padrone della pioggia". Quella gara fu la sua consacrazione, inserendolo di prepotenza nella “hall of fame” dei più grandi piloti di tuti i tempi. A seguito della crisi economica globale intorno al 1930, i principali produttori automobilistici si ritirarono dale corse e per questo motivo, nel 1933 Rudolf Caracciola e il suo amico e compagno di corse Louis Chiron fondarono la Scuderia CC nel 1933 per poter continuare a correre. Il 23 aprile 1933, durante le prove per il Gran Premio di Monaco, Caracciola perse il controllo della sua Alfa Romeo e andò a sbattere lateralmente contro alcuni gradini di pietra, procurandosi numerose e gravi fratture.


NEL 1935 CARACCIOLA È INCORONATO CAMPIONE D’EUROPA GRAND PRIX AL VOLANTE DELLA BELLISSIMA MERCEDES-BENZ W 25. QUI TAGLIA IL TRAGUARDO DEL G.P. DI FRANCIA A MONTLHÉRY, DAVANTI AL COMPAGNO DI SCUDERIA MANFRED VON BRAUCHITSCH


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Rudolf il grande

Il pilota trascorse molti mesi in ospedale ma da quel momento la sua gamba destra sarebbe stata per sempre cinque centimetri più corta della sinistra, soffrendo anche di un dolore fisico costante. Alfred Neubauer, direttore di gara Mercedes-Benz per molti anni, dichiarò parecchi anni dopo: "È questo che rende Caracciola valoroso e gli dà un'aria più che umana, considerando che ha ottenuto le sue più grandi vittorie tra il 1934 e il 1939 con una tale disabilità fisica".

90 ANNI OR SONO, IL 12 E 13 APRILE DEL 1931, RUDOLF CARACCIOLA VINCEVA UN’EDIZIONE MEMORABILE DELLA MILLE MIGLIA, GUIDANDO PER BEN 16 ORE. ERANO 151 I CONCORRENTI DI QUELL’EDIZIONE, TRA CUI RUDOLF CARACCIOLA E IL SUO NAVIGATORE WILHELM SEBASTIAN, ISCRITTI COME PRIVATI CON LA LEGGENDARIA MERCEDES-BENZ SSKL (SUPER-SPORTKURZ-LEICHT). LE STRADE ATTRAVERSO L’ITALIA ERANO STRETTE MA SULLA VIA DEL RITORNO VERSO BRESCIA CARACCIOLA FU IN GRADO DI SPINGERE A TUTTO GAS PER MOLTI CHILOMETRI, RAGGIUNGENDO IL TRAGUARDO IN UN TEMPO RECORD DI 16 ORE, 10 MINUTI E 10 SECONDI, ALLA MEDIA DI 101,6 KM/H

La prima vettura in assoluto ribattezzata “Freccia d'argento” nacque nel 1934 come Mercedes-Benz W 25. Era stata progettata sulla base della formula da 750 chilogrammi e inizialmente sviluppava una potenza di 354 CV, successivamente aumentata fino a 363 kW 494 CV. Raggiungendo una velocità massima di circa 300 km/h, all'epoca la W 25 era sinonimo di alta tecnologia. Nella sua prima stagione la W 25 ebbe un discreto successo ottenendo, tra le altre, due vittorie nelle "Grandes Épreuves". Ma fu il 1935 l'anno di Caracciola e della W 25, quasi imbattibili e trionfanti nel Campionato Europeo Grand Prix. Nel 1937 il marchio gareggiò con la nuova W 125 e Caracciola fu ancora una volta capace di dominare la stagione. Nel 1938 cambiarono i regolamenti internazionali e Mercedes-Benz gareggiò con la W 154... ma il ruisultato finale non cambiò: alla fine dell'anno fu ancora il pilota di Remagen a essere incoronato Campione d'Europa. Riflettendo sul passato, il collega di squadra Manfred von Brauchitsch ebbe a dire in proposito dello stile di guida del campione: “Rudolf è probabilmente il più grande di tutti i tempi perché riusciva a guidare come sui binari. Era un pilota sotto ogni punto di vista, con i piedi per terra, freddo come il ghiaccio e intelligente”.


15 LUGLIO 1934, CARACCIOLA E LA SUA MERCEDES-BENZ W 25, CHE PESAVA SOLO 750 CHILOGRAMMI


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Rudolf il grande


QUESTA IMAGINE RITRAE CARACCIOLA DURANTE LA SUA VITTORIOSA CAVALCATA DEL GRAN PREMIO DI GERMANIA AL NURBURGRING, NEL GIUGNO 1935


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Rudolf il grande

LA MERCEDES W 125 E CARACCIOLA SONO IMBATTIBILI IN CASA. QUESTA FOTO DEL 1937 SI RIFERISCE ALL’ENNESIMO SUCCESSO NEL G.P. DI GERMANIA.

COPPA ACERBO (PESCARA), 14 AGOSTO 1938. DALLA SINISTRA ALFRED NEUBAUER (DIRETTORE CORSE DI MERCEDES), RUDOLF CARACCIOLA E RUDOLF UHLENHAUT

Nel 1939 Caracciola fu affiancato da un compagno di squadra che, a sua volta, mostrò di avere la stoffa del grande campione. L'ex meccanico di gara Hermann Lang non era solo molto veloce ma (perlomeno secondo il parere di Caracciola) aveva una conoscenza significativa in fatto di tecnicaa e di politica aziendale. Rudolf si rivolse allora al consiglio di amministrazione in una lunga lettera, lamentando condizioni inique e chiedendo che gli venissero fornite "le stesse armi" del suo compagno di squadra. Tuttavia, non concretizzò la sua minaccia di ritirarsi. Fu ancora l’estate, e il mese di luglio per la precisione, a produrre materiale interessante per le cronache di allora. Nel luglio del ’39, a poche settimane dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Caracciola tornò alla vittoria precedendo tutti nel Gran Premio di Germania. Si trattò del suo sesto successo nel Gran Premio di casa, dopo il 1926, 1928, 1931, 1932 e 1937. Caracciola nel 1926 aveva sposato la sua amica berlinese Charlotte, quando la sua carriera era ancora in piena evoluzione. Scrisse nella sua biografia: “La vita che ho condiviso con Charly è stata soggetta alle dure condizioni della mia professione. Mi aiutava ad allenarmi, controllava i miei tempi e quelli dei miei concorrenti e garantiva i necessari momenti di relax dopo i mesi difficili della stagione agonistica”. Purtroppo Charly Caracciola perse la vita prematuramente, in un incidente in montagna causato da una una valanga e Rudolf si ritirò nel suo guscio, aiutato e sorretto dall’amico Louis Chiron e dalla sua compagna Alice Hoffmann-Trobeck. In quei tristi e intensi frangenti lei e Caracciola scoprirono il loro affetto reciproco che sfociò nel matrimonio il 19 giugno 1937. Rudolf Caracciola trascorse la maggior parte dei sei anni della Seconda Guerra Mondiale nella sua


RUDOLF CARACCIOLA AL VOLANTE DI UNA MERCEDES-BENZ SSK VINCE LA GARA DEL PASSO KLAUSEN, IL 10 AGOSTO DEL 1930


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Rudolf il grande

UNA DELLE DATE INDIMENTICABILI DELLA CARRIERA DI CARACCIOLA RESTA IL 28 GENNAIO 1938 QUANDO, SU UNA SPECIALE MERCEDES DA RECORD, CARACCIOLA RAGGIUNSE I 432,69 KM/H LUNGO UN TRATTO DELL'AUTOSTRADA FRANCOFORTEHEIDELBERG. CI SONO VOLUTI BEN 79 ANNI FINO A QUANDO, IL4 NOVEMBRE 2017, IN NEVADA UNA KOENIGSEGG AGERA RS È RIUSCITA A BATTERE QUESTO RECORD ASSOLUTO DI VELOCITÀ “SU STRADE PUBBLICHE”. L’AUTOMOBILE USATA DA CARACCIOLA È OGGI ESPOSTA AL MUSEO MERCEDES DI STOCCARDA

RUDOLF CARACCIOLA, CON UNA W 25, VINCE SUL BAGNATO IL GRAN PREMIO DI MONACO DEL 1936, ANNO IN CUI FU NOMINATO “PADRONE DELLA PIOGGIA”

villa a Lugano-Ruvigliana, affacciata sul lago. Mercedes-Benz non era stata in grado di rispettare il contratto di gara già concordato, tuttavia gli era stato concesso uno stipendio sotto forma di "indennità revocabile". In quei giorni c'era poco da fare per lui; poteva lavorare in giardino e andare in bicicletta, ma il suo infortunio alla gamba gli impediva una vita pienamente attiva. Non tornò in Mercedes-Benz, e alle corse, fino al 1952, quando fece la sua parte nel portare a Stoccarda il titolo a squadre del Rally di Monte Carlo, con una berlina tipo 220 (W 187). Sempre in quell’anno, alla Mille Miglia, l’equipaggio composto da Rudolf Caracciola e Paul Kurrle concluse in quarta posizione con la nuova 300 SL (W 194), mostrando che il passare degli anni non aveva arrugginito le qualità di guida del conduttore tedesco. Il 18 maggio del 1952, 30 anni dopo la sua prima gara nel 1922 all'Autodromo Avus di Berlino e 28 anni dopo le sue prime vittorie al volante di una Mercedes-Benz, Rudolf Caracciola si schierò sulla griglia di partenza del Gran Premio di Svizzera a Berna, per la sua ultima corsa. Durante il tredicesimo giro sul circuito di Bremgarten la ruota posteriore sinistra della sua 300 SL si bloccò, facendogli perdere il controllo con conseguente schianto frontale contro un albero. Caracciola riportò gravi lesioni alla gamba sinistra, fino ad allora intatta, e ancora una volta dovette affrontare diversi mesi in ospedale. All'epoca Caracciola aveva 51 anni e gli fu subito chiaro che non avrebbe mai più gareggiato in un evento motoristico. Dopo la fine della sua carriera Rudolf Caracciola rimase comunque strettamente legato al “suo” marchio Mercedes-Benz, presenziando a molti eventi come un rispettato “brand ambassador”. Fu ricoverato in ospedale nel settembre 1959, dove i medici diagnosticarono una malattia epatica in stato avanzato e, dopo alcuni giorni di coma, morì il 28 settembre 1959 a Kassel, in Germania.


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Come godersi le Dolomiti

Stella ALPINA UNA GARA DI REGOLARITÀ ATTRAVERSO GLI INCANTEVOLI PANORAMI DELLE DOLOMITI, FRA VETTE INCONTAMINATE E PASSI MONTANI DI RARA BELLEZZA Fotografie Courtesy of Canossa Events


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Stella Alpina

nome di un evento motoristico è stato più azzeccato: Stella Alpina. Dall’11 al 13 giugno ha si è svolta la 36° rievocazione storica di questa gara di regolarità unica ed emozionante, che ha portato gli equipaggi attraverso paesaggi semplicemente meravigliosi e totalmente incontaminati. Organizzata da Canossa Events e Scuderia Trentina, la manifestazione ha richiamato equipaggi dall’Italia ma anche che da numerosi paesi vicini, come Germania, Regno Unito e Francia, e lontani, quali Argentina e Giappone. L’impegnativo (a dir poco) percorso ha valicato dieci spettacolari passi di montagna e toccato sei suggestivi laghi alpini, mentre la bellezza maestosa delle Dolomiti ha fatto da sfondo alle 65 prove cronometrate (6 quelle di media) e ai 12 i controlli orari, su un totale di ben 457 chilometri. Insomma, un entusiasmante crescendo di emozioni, attraverso tre intense giornate di guida, dove le vetture storiche e moderne si sono contese i primi posti della classifica. Venerdì 11 giugno, dopo gli accrediti e le verifiche (presso l’Aeroporto G. Caproni di Trento) le vetture in gara sono partite dal centro storico di Trento sotto uno splendido sole. Lungo la bellissima strada da Trento ad Andalo, gli equipaggi hanno attraversato la località di Mezzolombardo, caratterizzata dalle suggestive vigne e dallo scenografico Castel Belfort. Dopo un breve sosta ad Andalo la carovana ha proseguito verso Molveno, dove le vetture hanno costeggiato il lago, per poi raggiungere Madonna di Campiglio per la conclusione della prima tappa.


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Stella Alpina


“LA MANIFESTAZIONE È STATA VERAMENTE BEN ORGANIZZATA - HA COMMENTATO IL PATRON DELL’EVENTO FIORENZO DALMERI - IL TEMPO CI HA CERTAMENTE SORRETTO MA CI HA AIUTATO LA SCELTA DEL PERCORSO, MOLTO BELLO DURANTE TUTTE E TRE LE GIORNATE, CON PAESAGGI INCREDIBILI ED AFFASCINANTI, IN PARTE ADDIRITTURA COPERTI DI NEVE. SONO CONVINTO CHE L’EDIZIONE 2021 SIA STATA UNA DELLE PIÙ BELLE DEGLI ULTIMI ANNI IN TERMINI DI PERCORSO, MA ANCHE DI ORGANIZZAZIONE, QUALITÀ, AMBIENTI E LUOGHI VISITATI”


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Stella Alpina


TRA LE AUTO STORICHE PRIMO ASSOLUTO (E TROFEO AZIMUT) L’EQUIPAGGIO MICHELE LAFORTEZZA - ILARIA CARTURAN, SU INNOCENTI MINI COOPER MK2 DEL 1969. AL SECONDO POSTO MAURO ARGENTI - ROBERTA AMOROSA SU PORSCHE 911 T 2.2 DEL 1969, MENTRE AL TERZO POSTO SI SONO PIAZZATI GIOVANNI PEDRALI - SIMONA BONOMELLI SU AUSTIN HEALEY BN4L 100SIX DEL 1956. PRIMI TRA LE FERRARI MODERNE FABIO VERGAMINI E ANNAMARIA FABRIZI, SU UNA 488 GTB DEL 2017, CHE HANNO PRECEDUTO LUCILLA SARTORI - MONICA MENEGUZZO SU GTC4 LUSSO DEL 2016 (CHE HANNO PURE VINTO LA COPPA DELLE DAME) E ENRICO ZOBELE - IVANA TRENTINAGLIA CON UNA 488 PISTA SPIDER DEL 2020. LA PRIMA SCUDERIA CLASSIFICATA È STATA LA AMAMS TAZIO NUVOLARI


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Sabato gli equipaggi si sono diretti verso la Val di Non e la Val di Sole. Le splendide montagne del Parco Naturale Adamello Brenta hanno accompagnato la competizione che, dopo una breve sosta a Rumo, è proseguita verso San Pancrazio e Merano. Da qui i partecipanti si sono diretti verso la Val Passiria per poi affrontare il Passo del Giovo, costeggiando il lago di Alborello. Dopo aver attraversato il tipico centro storico di Vipiteno, le vetture hanno raggiunto il Passo Pennes, a 2.100 mt di quota, prima di ridiscendere verso il centro cittadino di Pennes per poi raggiungere Bolzano. Da qui le vetture in gara sono ripartite alla volta del Passo della Mendola, a 1363 mt di quota, per poi giungere per poi sostare brevemente a Malè prima di rientrare Madonna di Campiglio a conclusione della seconda giornata di gara. La terza e conclusiva tappa, ha visto i concorrenti dirigersi prima verso Pinzolo e poi valicare in sequenza il Passo del Daone, a 1291 mt di quota, e il Passo Duron, dove si sono fermati per una breve pausa. A seguire sono state toccate località quali la Val Lomasona, Sarche e l’azzurro lago di Toblino per poi raggiungere Arco prima del rientro a Trento. Da sottolineare che il pranzo e le premiazioni finali si sono svolte nel bellissimo giardino esterno del Museo delle Scienze di Trento (MUSE), progettato dal celebre architetto Renzo Piano. Stella Alpina quest’anno ha deciso di lasciare ai vincitori un premio del tutto unico e speciale. Le coppe sono state infatti realizzate utilizzando il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018, che ha abbattuto 30 milioni di alberi. Un piccolo gesto solidale, ma dal grande significato simbolico, che mira a proteggere questo bellissimo territorio.


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