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opinioni a confronto

Perciò in questo io personalmente ripongo speranza, e la certezza forte che siamo stati affidati tante volte dal santo padre alla nostra Madonna di Cze¸stochowa, alla nostra Regina della Polonia. Non è possibile che nostra Madre ci abbandoni alle forze del male. In base alla sua esperienza personale, è ancora valida l’idea di un partito cattolico oppure ritiene che sia più efficace la «dispersione» dei credenti all’interno della società? o sentito una volta la proposta di un cardinale italiano di creare un nuovo partito cattolico. Io non sono molto convinto di questa soluzione, perché la storia della Democrazia Cristiana in Italia non ci dà tanti motivi di ottimismo: l’uomo è sempre uomo, anche se ha l’etichetta di cattolico. Purtroppo la politica offre tante tentazioni, per questo ieri ho sottolineato che per salvarla dobbiamo metterci in ginocchio. I cattolici devono svegliarsi per due motivi: perché la politica non è una cosa fuori dalla realtà quotidiana, e ci tocca praticamente in tutto, e poi – come ha detto Giovanni Paolo II – oggi la nostra assenza nell’arena pubblica è un peccato mortale, non possiamo lasciare il nostro futuro in mano a coloro che secondo le parole del papa rappresentano «strutture del male ben organizzate». E questo non è un problema nuovo, perché i papi precedenti molto spesso hanno criticato i cristiani pigri e disorientati, troppo chiusi rispetto alla responsabilità verso il bene comune che ci è stato affidato. Dobbiamo convertirci tutti e, con l’aiuto del Signore, trovare una soluzione che possa cambiare il modo di fare politica. Oggi i partiti decidono autonomamente chi inserire nelle proprie liste, così i cattolici sono praticamente estromessi, perciò o si riesce veramente a creare un movimento, un partito, una rappresentanza forte dei cattolici, come quello che abbiamo creato più di trent’anni fa con il movimento di Soli-

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darnos´c´, o ci perderemo tutti. Come siete riusciti a superare l’odio? Era un’esperienza comune a tutti paesi dell’ex-blocco orientale o dell’ex-Unione Sovietica, dove dominava la società dell’odio. Voi invece siete riusciti a rompere le regole del gioco. uesta capacità proviene solo dal Padre Nostro. Se veramente vogliamo recitare il Padre Nostro in modo serio e responsabile, non ci può essere l’odio, perché quando chiediamo a Dio il perdono, e aggiungiamo «come noi li rimettiamo ai nostri debitori», vuole dire che se io non voglio perdonare al mio fratello, non posso chiedere al buon Dio di perdonare le mie colpe. Questa è una riflessione fondamentale. Un esempio eclatante di quel che intendo dire è l’episodio del 1965 quando, alla fine del Concilio Vaticano II, il nostro primate cardinal Wyszyn´ski, assieme al cardinal Wojtyła, prepararono una lettera ai vescovi tedeschi diffusa in occasione dell’anniversario del Millennio dal battesimo della Polonia, in cui inserirono questa frase: «Vi perdoniamo e chiediamo perdono».

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…Fece molto scalpore, all’epoca. comunisti avevano intrapreso una battaglia enorme contro il nostro episcopato, ma quel gesto colpì al cuore il comunismo, che ha questa regola fondamentale: non dimentichiamo e non perdoneremo mai. Occorre far di tutto per non avallare questa filosofia dell’odio, per far capire che senza perdono non possiamo essere veramente cristiani, altrimenti ogni preghiera, ogni partecipazione alla messa non fa che prepararci un posto all’inferno! E non è una mia interpretazione, è Wojtyła ad averci spiegato il Padre Nostro in questo modo.

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Dabrowski - Il papa e il ferroviere  
Dabrowski - Il papa e il ferroviere