Page 4

Quest’anno è l’anniversario della costruzione del Muro di Berlino. La caduta del comunismo ha creato un vuoto culturale in Europa Centrale. Come è stato avvertito in Polonia e come si è cercato di colmarlo? e parliamo della caduta del Muro, dobbiamo ricordare che la Polonia è sempre stata in un certo modo protetta dall’alto: grazie ai nostri vescovi, grazie al primate Wyszyn´ski, grazie al cardinal Wojtyła, abbiamo salvato quello che c’era di più prezioso nella nostra vita: la fede. Questa non l’abbiamo persa mai. E la caduta del Muro ci ha aiutato a diffondere questa nostra esperienza cristiana in tutta Europa, perché prima avevamo difficoltà ad uscire e a testimoniare. Certo, il Muro di pietra e cemento è caduto, ma purtroppo ne è sorto uno nuovo, secondo me più pericoloso, quello che comincia a dividere l’Europa tra ricchi e poveri, tra coloro che possono sviluppare la propria economia e quelli che sono in coda. Ecco, credo che su questo non ci sia solidarietà all’interno della comunità europea, a cui anche la Polonia appartiene. Il Muro di Berlino era un segno fisico di separazione, avevamo coscienza che esisteva qualcosa che ci separava. Adesso non si parla di queste barriere moderne. Il mondo, soprattutto l’Europa, si è rivolto verso la morte, è questo che ci preoccupa per il futuro. Io sono già maturo, tra pochi anni arriverò alla vecchiaia, e guardando a quello che si sviluppa in Olanda e in altri paesi, non sono sicuro che la mia vita finirà in modo naturale… Ci sono tante preoccupazioni, però la fede mi aiuta a guardare con un certo ottimismo al futuro, perché sono convinto che Dio troverà una soluzione: l’uomo resta sempre uomo, è un grande peccatore, ma anche quando cade, Dio gli dà una mano e lo rialza. Così anche ora, con tutti gli avvenimenti legati a quel drammatico incidente dell’aprile 2010, che ha provocato la morte del nostro presidente e praticamente di tutta

S

104

L A

N U O V A

la sua squadra politica, Dio ci manda dei segni e ci vuole aprire gli occhi e dirigere il nostro sguardo verso qualcosa che è più importante. Come dicevo ieri, durante la mia testimonianza, i nostri politici e tutti noi dobbiamo stare di più in ginocchio davanti al Santissimo per cercare le soluzioni giuste per il bene comune, del popolo polacco e di tutta l’Europa. Non dobbiamo chiuderci solo tra l’Oder e il Bug, dentro i nostri confini: dobbiamo guardare lontano, nel mondo dove ci sono tante persecuzioni contro i nostri fratelli cristiani. La globalizzazione, cui la caduta del Muro ha aperto la strada, costituisce un pericolo soprattutto per i giovani, che crescono inconsapevoli di ciò che li ha preceduti… ortunatamente la Chiesa polacca ha conservato bene la nostra memoria storica, perciò con l’appoggio della Chiesa e con l’appoggio di coloro che sono consapevoli dell’importanza della nostra storia, possiamo far volgere lo sguardo dei giovani verso i valori del passato, che ci aiuteranno a trovare le soluzioni giuste per il futuro. Io non ho la preoccupazione o la paura che la gioventù perderà le sue radici, il suo collegamento con il nostro passato, perché è contro la natura di un polacco, che è legato fortemente alla sua patria.

F

Quindi non vede affievolirsi la fede nei giovani? asta guardare cosa è successo durante l’ultima estate, quando più di 100mila giovani hanno deciso di partecipare al pellegrinaggio a Cze¸stochowa: non è banale. Aggiungo, ed è un esempio ancora più impressionante, che c’è un gruppo di bambini e adolescenti – saranno anche loro più di 100mila –, che ogni giorno recitano il rosario per salvare la Polonia, per trovare una soluzione giusta per la nostra nazione. Queste non sono cose di poco conto, Dio le vede.

B

E U R O P A

5

2 0 1 1

Dabrowski - Il papa e il ferroviere  
Dabrowski - Il papa e il ferroviere