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ANNO XXVIII - N.02 - FEBBRAIO 2013 - stampato il 18/02/2013 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB VERONA Registrazione Tribunale di Verona n° 725 del 13.11.1986. ISCRIZIONE AL ROC N. 18663

3 mila attraversamenti pedonali, 132 impianti semaforici, 70 semafori telecontrollati, 44 isole pedonali fisse, 39 attraversamenti pedonali rialzati, 19 isole pedonali prefabbricate e 7 dotate di lampeggianti: questi gli impianti di cui è dotata la città di Verona. Molto in questi anni è stato investito in materia di sicurezza stradale, eppure i numerosi interventi eseguiti e i continui controlli della Polizia municipale non sono bastati, «se non cambia il comportamento, che devono imparare il rispetto della strada, in particolare verso i pedoni» - ha affermato l’assessore alla Viabilità del comune di Verona, Enrico Corsi, che ha fatto il punto sulla sicurezza degli attraversamenti pedonali in città e illustrato i risultati dei controlli su Corso Milano, accanto al comandante della Polizia municipale, Luigi Altamura, e ai tecnici del settore traffico, Giorgio Zanoni e Michele Fasoli. pagina 13

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DOVE POTETE TROVARCI I CIRCOSCRIZIONE LA COSTA - PIAZZA BRA 2 - CENTRO STORICO MUNICIPIO - PIAZZA BRA - CENTRO STORICO POLLERIA SOGGIORO - PIAZZA MURA GALLIENO1 - CENTRO STORICO BAR LA COLONNA - VIA SAN PIETRO INCARNARIO 8 - CENTRO STORICO BAR SAN FERMO - STR. SAN FERMO 5 - CENTRO STORICO LIBRERIA GIURIDICA - VIA COSTA 5 - CENTRO STORICO ALPIGUSTO - VIA CATULLO 3 - CENTRO STORICO INAIL - CORSO CAVOUR 6 - CENTRO STORICO BAR MONTECCHI - VIA DEL PONTIERE 29 - CITTADELLA UFFICI PROVINCIALI - VIA FRANCESCHINE10 - CITTADELLA TRIBUNALE - CORTE ZANCONATI - CITTADELLA BAR CITTADELLA - VIA OSPITAL VECCHIO 7 - CITTADELLA C.C.I.A.A. - CORSO PORTA NUOVA 96 - CITTADELLA ALPIGUSTO - P.ZZA RENATO SIMONI 4 - CITTADELLA SIGMA - VIA DELLA VALVERDE 46 - CITTADELLA TABACCHERIA - VIA DELLA VALVERDE 63/A - CITTADELLA ENZO PARRUCCHIERE - VIA GUGLIELMO MARCONI- 17 - CITTADELLA PANIFICIO AI PORTICHETTI - P.TTA PORTICHETTI 2/B - S. ZENO PANIFICIO S. ZENO - P.ZZA POZZA 25 - S. ZENO COMITATO SIMON DE L'ISOLO - P.TA VESCOVO-P.ZZA S.TOSCANA - VERONETTA BAR COLUMBIA TORREFAZ - VIA XX SETTEMBRE 126 - VERONETTA II CIRCOSCRIZIONE CENTRO D'INCONTRO - P.ZZA DELLA VITTORIA - PARONA COMUNE - VIA NUOVA - QUINZANO SUP. SIGMA - VIA NUOVA 24 - QUINZANO BAR FAMILA - VIA CA DÌ COZZI 43 - P.TE CRENCANO CENTRO POLIS. AVESANI - VIA SANTINI 5 - P.TE CRENCANO CARTOLERIA IDEALANDIA - VIA TOMMASEO 20 - P.TE CRENCANO TOTAL - VIA MAMELI 168 /A - P.TE CRENCANO NUOVA S. PANCRAZIO - VIA MAMELI 160 - P.TE CRENCANO AGIP - VIA MAMELI 160 - P.TE CRENCANO PARAF. VIVER BENE - VIA MAMELI 152 - P.TE CRENCANO CENTRAL FITNESS - VIA MAMELI 124 - P.TE CRENCANO PUNTO SMA - VIA DELLE AGOSTINIANE 31 - AVESA PIGHI FRUTTA E VERDURA VIA DELLA PODGORA - AVESA FARMACIA MARTARI - P.ZZA VITT. VENETO 22 - B.GO TRENTO

III CIRCOSCRIZIONE CAFFE' - FARMACIA - VIA MARIN FALIERO 47 - SAVAL CEMS - VIA FAVA 2/B - CHIEVO PANINOTECA LEMMINGS - PIAZZA CHIEVO - CHIEVO PISCINE COMUNALI - VIA COL. GALLIANO - STADIO BAR CUORE - VIA ALBERE 68/A - STADIO PRODET - VIA NEGRELLI 65 - STADIO SUP. VIVO - P.ZZA RISORGIMENTO - S. MASSIMO FARMACIA - VIA TREVISANI - S. MASSIMO PANIFICIO LA SPIGA D'ORO - VIA URBANO III 10 - S. MASSIMO IDEA CORNICE - VIA URBANO III 22 - S. MASSIMO SUP. EUROSPIN - VIA PANCALDO - P.TE CATENA BOOMERANG CAFFE' - VIA MAGELLANO ANGOLO VIA C. COLOMBO - P.TE CATENA LA BOTTEGA DEL PANE- VIA AGRIGENTO 25 - B.GO NUOVO MARKET L'AFFARE - VIA EUCLIDE - B.GO NUOVO ROSSETTO - VIA SPAZIANI - B.GO MILANO TABACCHI - VIA S. MARCO 55 - B.GO MILANO ROSSETTO SURGELA - VIA F.LLI ROSSELLI - B.GO MILANO INTIMO MARILU' - VIA SESINI 7 - B.GO MILANO IV CIRCOSCRIZIONE CENTRO SPORTIVO - VIA TANARO 28 - GOLOSINE CARTOLERIA MARTINI - VIA PO' 8 - GOLOSINE GELATERIA OASI - VIA PRINA 2 - GOLOSINE FERRAMENTA - VIA CHIODA 123 - GOLOSINE TIELLE - VIA GOLOSINE 29 - GOLOSINE FRESCO MIO - VIA MURARI BRA 55 - GOLOSINE PIZZA EXPRESS - VIA MURARI BRA 40 - GOLOSINE GRUPPO ALPINI - VIA S. ELISABETTA - S. LUCIA ALPIGUSTO - VIA MANTOVANA 87 - S. LUCIA PASTICERIA OLMO - VIA GIRARDI 11 - S.LUCIA SUPERMERCATO A & O - VIA VILLAFRANCA 40 - S. LUCIA SUPERMERCATO SIGMA - VIA COLOMBARA 19 - S. LUCIA V CIRCOSCRIZIONE PISCINE LE GRAZIE - STRADA LE GRAZIE 3 - B.GO ROMA BAR ASTOR-ORTOFRUTTA - PIAZZALE LUDOVICO SCURO - B.GO ROMA PASTICCERIA ROMA - VIA CESENA14 - B.GO ROMA

RICEVITORIA LOTTO - VIA DEI LAMBERTI 29 - B.GO ROMA AGIP - VIA BENGASI 27 - B.GO ROMA TABACCHI - VIA S. GIACOMO 68 - B.GO ROMA MACELLERIA ESSEGI - VIA CENTRO 29 - B.GO ROMA BAR SILVI - VIA CENTRO 15 - B.GO ROMA NEGOZIO DEL BUON GUSTO - PIAZZA ZARA 24 - B.GO ROMA GALLERIA - VIA BOZZINI - B.GO ROMA DISTRIBUTORE METANO - VIA AVESANI - BASSO ACQUAR AMIA - VIA AVESANI 31 - BASSO ACQUAR CHIEPPE CAFFE - VIA FORTE TOMBA 22 - CADIDAVID CAFFE' DEL CENTRO - VIA FORTE TOMBA 100 - CADIDAVID AGIP CARBURANTI - VIALE DEL LAVORO 22 - ZAI VI CIRCOSCRIZIONE FARMACIA - VIA VILLA COZZA 28 - B.GO VENEZIA VENETA ORTOFRUTTA - VIA DONIZZETTI 2 - B.GO VENEZIA AGIP - VIA COL. FINCATO 36 - B.GO VENEZIA FARM S. ANTONIO - VIA COL FINCATO 66 - B.GO VENEZIA BAR TERRY - VIA COL FINCATO150 - B.GO VENEZIA BAR BARANA - VIA BARANA 4/B - B.GO VENEZIA ALPIGUSTO - VIA ROSA MORANDO 42/A - B.GO VENEZIA VII CIRCOSCRIZIONE FARM MADONNA DÌ C. - VIA DIETRO SALIERI - S. MICHELE EX. SAPORI DÌ SICILIA - VIA UNITA' D'ITALIA 377 - S. MICHELE EX. SPORTING CLUB MOND. - VIA GIORDANO CORSINI 5 - S. MICHELE EX. ACQUE VERONESI - L.GE GALTAROSSA - P.TO S.PANCR. SUP. SIGMA - VIA SARPI - P.TO S. PANCR. FERRAMENTA AL PORTO - VIA MARCONCINI 10 - P.TO S. PANCR. VIII CIRCOSCRIZIONE AGIP - VIA DA LEGNAGO 1 - MONTORIO CIRCOLO 1 MAGGIO - VIA LANIFICIO 60 - MONTORIO SUPERMERCATO EUROSPIN - VIA A. DA LEGNAGO N 9 - PER MONTORIO PANIFICIO LA SPIGHETTA - VIA PIAZZA ZAGATA 1/C - B.GO TRIESTE CIRCOLO ALPINI - POIANO EDICOLA - VIA POIANO 43 - POIANO BAR TRENDY - VIA VALPANTENA 56 - QUINTO EUROSPIN - VIA VALPANTENA 18 - QUINTO

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GOLOSINE VIA ROVEGGIA - VIA MURARI BRA- VIA GOLOSINE - VIA PO SANTA LUCIA VIA MANTOVANA - VIA GIRARDI P.ZZA CADUTI - VIA VILLAFRANCA SAN MASSIMO VIA URBANO III - VIA ROMAGNOLI P.ZZA RISORGIMENTO VIA CALABRIA - VIA SARDEGNA

SAN MICHELE VIA UNITA' D'ITALIA - P.ZZA GARIBALDI P.ZZA DEL POPOLO - P.ZZA MAD. DI CAMPAGNA SAN ZENO C.SO PORTA PALIO - P.ZZA POZZA P.ZZA CORRUBIO P.ZZA S.ZENO STADIO PIAZZALE OLIMPIA - VIA SANSOVINO VIA PALLADIO- VIA ALBERE VERONETTA VIA XX SETTEMBRE - VIA S.PAOLO - INTERR. DELL'ACQUA MORTA - VIA S.NAZZARO - VIA CARDUCCI - VIA S. STEFANO


le vostre

Lettere Febbraio 2013

ASSOCIAZIONE GENITORI

“Chiediamo per il bene dei nostri figli” I genitori sono parte vitale del nostro Paese, fattore di qualità nella scuola e nelle istituzioni quando coinvolti e partner di una corresponsabilità educativa. Sfondo delle nostre riflessioni è la Costituzione Italiana, che agli articoli 29, 30, 31 proclama solennemente l’impegno a promuovere il formarsi e il mantenersi della famiglia, a sostenerne i diritti, con particolare riguardo alle famiglie numerose, proteggendo la maternità, l’infanzia, la gioventù. Condividiamo i numerosi appelli e documenti redatti da realtà del Terzo Settore, del volontariato, dell’Associazionismo familiare, volti ad evidenziare che la riduzione di risorse e la crisi non possono continuamente ricadere sui più fragili e sulle famiglie, sempre più impoverite anche dalla carenza di adeguate politiche familiari, molto più incisive in Paesi come la Francia e la Germania. La fatica sfocia in disperazione, poi in tensione e rabbia. È compito della politica assicurare equità,

sia nella distribuzione delle risorse che dei sacrifici. È dovere di tutti i cittadini essere corresponsabili nel presidiare i valori della moralità e legalità. Chiediamo che il dibattito politico rivolga attenzione anche alle famiglie e all’ampia realtà educativa del nostro Paese. La sfida educativa assume molti volti, e tutti, in modo diverso, incidono nella tenuta del patto sociale fra i cittadini e nella qualità della vita e delle relazioni. Dal crescere di separazioni e divorzi, all’alto numero di giovani che né studiano né lavorano (NEET), dal diffondersi di stili di vita rivolti solo al successo e alla prestazione, che scivolano spesso nell’uso frequente di sostanze stupefacenti, alla fuga nel gioco d’azzardo: tutti questi sono segnali di disgregazione sociale, di impoverimento e ripiego individualistico. Molte e ripetute scelte politiche e amministrative, sostenute anche da parti di opinione pubblica, hanno considerato l’istruzione e la cultura come soli

“costi” per il Paese, hanno prodotto situazioni mortificanti per la scuola e l’università: tutti i cittadini sanno dei tagli su disabilità e supplenze, di precarie condizioni degli edifici scolastici, della riduzione progressiva di ogni progettualità, delle difficoltà della ricerca in Italia. Chiediamo ai candidati, alla politica, alle istituzioni, di condividere alcune priorità: l’educazione e la cura delle persone e delle relazioni sono un ambito essenziale e fondamentale per la coesione del nostro Paese e per la sua crescita Partecipazione, legalità e moralità sono dimensioni che devono caratterizzare la vita democratica. Le forme di volontariato e associazionismo sono da promuovere e sostenere come capitale sociale e ricchezza per tutti. La partecipazione dei genitori alla vita pubblica, in particolare nel mondo della scuola, non è una concessione benevola e saltuaria, ma è fattore di civiltà, cresciuto negli anni. È un bene da promuovere. La scuola è

un bene comune del Paese e non può essere continuamente oggetto di contesa, riforma e controriforma, a seconda del mutare degli schieramenti al governo. Chiediamo gradualità, rispetto, apertura di confronti con i diretti attori delle comunità educative: genitori, insegnanti, studenti, enti locali, centri di ricerca, biblioteche, associazionismo. Nella popolazione giovanile, in genere poco ascoltata, vi sono i più piccoli, i bambini, ragazzi e adolescenti spesso invisibili nelle città e nel dibattito pubblico. L’armonizzazione tra vita familiare e vita di lavoro, delle donne in particolare. Devono essere promosse inoltre il diritto di scelta educativa delle famiglie e la piena partecipazione dei genitori alla vita della scuola, che deve avvenire anche nella valutazione del sistema scolastico, delle scuole, dell’insegnamento e degli insegnanti. A.Ge onlus (associazione italiana genitori)

ITALIA

“Ci hanno tolto la dignità” Gentile Direttore, avrei qualcosa da aggiungere alla vostra pubblicazione di dicembre in merito a questa nostra Italia e ai nostri parlamentari che sanno solo chiedere sacrifici e mangiare a più non posso. Tutti grandi evasori, piccole imprese che devono lavorare – quando il lavoro c’è – 15 – 16 ore al giorno per far fronte ai pagamenti, anche se non ci sono rientri: contributo lavoro e stipendi per i

pochi dipendenti e tanti tanti pensieri. Se tiri la cinghia e ti permetti una pizza sei controllato, se ti permetti una vacanza non puoi: il tuo reddito non lo permette. Puoi pure mangiare pane e latte tutta la settimana…a loro non importa: sei evasore. Stanno togliendo la dignità alle persone privandole del lavoro. Da ignorante mi chiedo come fanno certi finanzieri, carabinieri e altre autorità ad avere certe

ville e certi lussi e poi mi chiedo dove finisce tutto quello che sequestrano… saldassero almeno dei debiti. Ma siamo evasori. Tu fai la casa e la paghi, la strapaghi di tasse…sei evasore. Ti vesti al mercato cinese...ma sei evasore. I giovani che in un programma televisivo si lamentano di questa Italia, vengono derisi da una parlamentare e consigliati di andare all’Università…Ma chi

paga? I loro stipendi non sono di 1.000 euro. Provino a vivere solo per tre mesi come la maggior parte di famiglie e dopo parlino. Sono una lavoratrice e penso di avere coscienza e umanità che manca ai nostri governatori, anche se si permettono di piangere. Non mi firmo perché non credo nella privacy e nella giustizia, se non in quella Divina

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OSPEDALE

“... di Borgo Trento” Venerdi 18 gennaio dovevo sottopormi a un esame di controllo in un reparto dell'Ospedale di B.go Trento. Poiché dal modulo consegnatomi a suo tempo al momento della prenotazione non mi risultava chiaro se dovessi pagare o no in anticipo il ticket, mi sono recata al punto informazioni del Polo Confortini per avere chiarimenti. Mentre stavo arrivando al bancone, la signora che mi precedeva segnalava all'operatrice - l'unica in servizio intorno alle 10.30 del mattino - che alcune indicazioni relative a un certo reparto non erano chiare, chiedeva ragguagli e le chiedeva gentilmente di avvertire i responsabili della carenza informativa riscontrata. La risposta - cito testualmente - è stata: «Non avverto un bel niente, sono disabile». La signora se ne è andata perplessa. Giunto il mio turno, ho sottoposto all' "informatrice" anche il mio dubbio, presentando il foglio e chiedendole come dovevo intendere le istruzioni. La responsabile, in nome della privacy, si è rifiutata di prendere il

mano il foglio stesso. Le ho allora fatto notare che avevo bisogno di quelle informazioni, e che - se il problema era il mio nome stampato sul modulo potevo porgerlo ripiegato. Niente. Allora le ho letto io, ad alta voce (alla faccia di quella privacy spesso invocata troppo e a sproposito) le righe su cui desideravo chiarimenti, senza tuttavia avere nessuna risposta: evidentemente, non mi era dovuta. Ora, credo che il personale addetto alle pubbliche relazioni - disabile o non disabile che sia - la disabilità peraltro non giustifica l'arroganza - dovrebbe essere dotato di un minimo di professionalità e disponibilità nei confronti degli utenti, altrimenti è meglio che venga destinato ad altre mansioni. Per correttezza, aggiungo che le informazioni che cercavo le ho avute poco dopo da due giovani medici in pausacaffè, che con gentilezza mi hanno dato ascolto: anche se tale compito, con ogni probabilità, non rientrava nel loro "mansionario". Lettera firmata


le vostre Lettere

“E bimbi del Mozambico”

“Risultato ottenuto!”

PARONA1 RISPONDO ALLA SIGNORA MIRELLA

Cara Mirella, sono una parrocchiana di Parona di quasi 90 anni che si è sentita profondamente ferita dalla sua lettera di accusa al nostro caro Don Mario, parroco speciale, attento e sempre disponibile per i suoi parrocchiani. Desidero risponderle anche a nome di colore che la pensano come me. In chiesa, cara Mirella, si va per incontrare Cristo, per ascoltare la Sua parola, per cercare di metterla in pratica e non per giudicare il sacerdote, rappresentante di Cristo nella sua parrocchia. Le parole dell'omelia, poi, vanno meditate ed interpretate alla luce del Vangelo e non a nostro uso e consumo. Le auguro, cara Mirella, di incontrare quanto prima Gesù nei suoi sacerdoti, che sono stati nella mia vita, nell'ora del dolore, conforto, luce e consolazione. Giustamente Giovanni Paolo II li definiva "testimoni visibili dell'Invisibile". Per me sono e rimarranno testimoni ardenti dell'amore di Cristo. Invece di criticarli, amiamoli e ricordiamoci che Dio si serve di loro per parlarci, per aiutarci e per consolarci con le parole di Gesù: "Non temete; io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Meyra Moise Lucchi

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SAN VALENTINO

PENSIONI Gentile Direttore, con riferimento alla mia lettera pubblicata in ottobre 2012 con oggetto: "15enni, perchè non se ne parla?" è con gioia che voglio rendere partecipe anche l'Altro Giornale della grande conquista del Comitato I Quindicenni. Apprendiamo, con viva soddisfazione, che

Febbraio 2013

finalmente Il Ministro Elsa Fornero ha restituito il diritto che, con una circolare INPS da lei stessa voluta, aveva negato ad oltre 65.000 cittadini italiani a percepire la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi. Non si tratta di baby pensionati ma di donne e uomini vicini ai 60 anni che hanno lasciato il lavoro con 15 anni di contributi (da lavoro e/o versati volontariamente all'INPS) per motivi diversi e, generalmente, per assistere la famiglia, sicuri di aver maturato una modesta pensione. Dieci mesi fa questo diritto era stato negato: ora, dopo mesi di lotte del nostro Comitato, abbiamo finalmente ottenuto giustizia. Certamente il merito di questa conquista è da attribuire, in gran parte, alla coordinatrice del nostro Comitato Evelina Rossetto. Una ragazza con meno di 36 anni che non ha esitato a costituire un comitato, e assumersi l'onere di lottare in prima persona per il diritto alla pensione della madre che aveva lasciato il lavoro per assisterla. Con tenacia e intelligenza, Evelina ha organizzato il Comitato in Rete e intrapreso numerose iniziative di mailing denunciando, ai parlamentari e ai media, questa gravissima ingiustizia che la riforma Fornero aveva prodotto nei confronti di oltre 65.000 persone, in gran parte donne che, prevalentemente per motivi familiari, avevano lasciato il lavoro. Ha attivamente collaborato e sostenuto iniziative giudi-

ziarie (ricorso al TAR -in istruttoria- ricorsi al giudice del lavoro e denuncia del Ministero del Lavoro per mobbing sociale e danni) sempre con l'unico obiettivo: il diritto alla pensione per tutti i quindicenni. L'impegno di questa straordinaria ragazza unitamente al supporto di altrettanto straordinari coordinatori hanno costretto il Ministro (anche delle pari opportunità!!), a recedere dalla famigerata circolare 35 e dare disposizioni all'INPS di intervenire per cancellare questa grave ingiustizia. Finalmente, oggi 01 febbraio 2012 è uscita la circolare n. 16 dell'INPS che conferma il diritto alla pensione a tutti i lavoratori che al 31 dicembre 1992 hanno maturato i requisiti di assicurazione e di contribuzione previsti dalla normativa previgente (art. 2,comma 2, del d.lgs. 503 del 1992). Rivolgiamo il nostro ringraziamento a Evelina Rossetto e agli infaticabili Franco Flore e Lido Contemori che l'hanno affiancata e sostenuta in questa lunga e travagliata battaglia, e per averci guidati e accompagnati in questo percorso di civiltà e giustizia con grande senso di solidarietà ed encomiabile impegno civile. Purtroppo resta sempre lo scoglio del requisito anagrafico adeguato agli incrementi della speranza di vita stabiliti con D.M. 6 dicembre 2011.... ma per il momento i 15 anni di contributi sono salvi, poi si vedrà! Daniela Gallo

In vista della festa di San Valentino, l’organizzazione internazionale Save the Children ha fatto pubblicare su un sito web a pagamento la locuzione “Amore = Libertà di scelta. A San Valentino sostieni il progetto Save the Children in Mozambico per tutelare la vita di donne e bambini”. Leggendo siffatta espressione pregna di solidarietà, il lettore comune è indotto a pensare ad una raccolta fondi per mamme e bambini bisognosi. Scorrendo con gli occhi sotto l’accattivante titolo, si scopre che la declamata “tutela” dei minori è soltanto una parola vuota e che in realtà l’accorato appello di fratellanza si riduce alla vendita di profilattici e pillole abortive. Per “salvare” i poveri bimbi del Mozambico, gli ideatori della lacrimevole campagna “pro life” hanno meticolosamente indicato i costi: 12 euro per 300 profilattici e 24 euro per 60 scatole di pillole. Gli importi sono indubbiamente vantaggiosi per i “benefattori”, ma che c’azzecca l’amore, la libertà

di scelta e la tutela della vita di donne e bambini con i lauti guadagni che finiranno nelle tasche delle case farmaceutiche? Gianni Toffali Verona


le vostre Lettere

BENIGNI

CREMAZIONE

Febbraio 2013

7 PARONA 2

I nostri lettori intervengono

“... alla Messa”

Ai giorni nostri si ricorre sempre più spesso, dopo il "transito" alla pratica della cremazione, piuttosto che all'inumazione. Tanto che è quasi diventata una moda la scelta di questo tipo di sepoltura. Fanno eccezione le persone molto religiose, che seguono molto pedissequamente le regole del cristianesimo, il quale sostiene l'importanza di conservare integro il corpo per il Giudizio Finale. Io però, da spirito libero di artista che non ama le regole ho una personalissima idea sulla necessità di conservare il corpo per l’eternità. Addirittura, se potessi, ricorrerei alla mummifacazione come gli antichi Egiziani. Infatti il corpo, anche dopo il "transito" potrebbe essere il portante per le ricerche e gli studi archeologici, come storico protagonista di vita vissuta in una determinata epoca. Voglio citare a questo riguardo due esempi: il ritrovamento di un montanaro dell’età preistorica ritrovato quasi mummificato sulle nevi delle nostre montagne e quello di due giovani morti abbracciati rinvenuti nel mantovano, le cui ossa risalgono a 6 mila anni fa (considerati dagli archeologi "gli amanti del passato" come Giulietta e Romeo). Ecco perché sono contraria alla cremazione! Mi ribello alla polverizzazione di un corpo che in vita è stato ritenuto tanto importante da essere talora abbellito anche con interventi di chirurgia estetica perfino in vecchiaia, per ottenere un gradevole aspetto fino all' ultima ora, come si usa fare oggigiorno: ne è l'esempio la nostra Gina Lollobrigida! La cremazione in questi casi sarebbe come distruggere un’opera d'arte... Conservando integro il nostro corpo, questo potrebbe renderci protagonisti storici per l'eternità, resi famosi da futuri archeologi. Dìna Marika Riccardini

Egregio Direttore, Premetto che non è mia consuetudine rendermi partecipe ho letto di sfuggita lo sfogo di tale don Boninsegna e con più a dibattiti epistolari, veicolati a mezzo stampa. Stavolta mi vivo interesse e preoccupazione il seguito della signora Germa- sentivo tirato in causa da una lettera pubblicata su L’Altro na Marchiotto. Condivido che pochi dicono pane al pane ma Giornale di gennaio 2013 intitolata “Un giorno in chiesa” sono convinto che molti abusano di troppo vino. Il prelato e la a firma Dal Busco Mirella. signora hanno usato toni molto forti con – secondo me - ipocri- Con questa mia, non prendo le difese di don Mario, nostro sia e superficialità tali da farci capire come gira nel nostro parroco: sicuramente sa farlo molto bene lui stesso, ma paese. Personalmente condivido in pieno il modo con cui uno rispondo alla signora Dal Busco che si è “trovata ad assidei più grandi personaggi dello spettacolo ci ha raccontato la stere alla messa a Parona” e ha “trovato tutto nella norma”, costituzione. Sarebbe la più bella del mondo, se i lavoratori, se tranne la predica del parroco e soprattutto ha trovato sconi disoccupati, se le attività, se si pensasse ai terremotati, se la certante l’apparente torpore con cui “i fedeli presenti percrisi non ci facesse dubitare quanto questa sia stata bistrattata e cepivano questa inopportuna” uscita del sacerdote. violentata. Provo sdegno come durante gli spot elettorali ci Mi chiedo perché, Signora Mirella, lei da persona impevengano propinate tante promesse, salvo poi non mantenere gnata socialmente come traspare dal tono della sua lettera, nulla. La colpa allora di chi è? Ma certo ci erudisce la signora non si sia presa due minuti a fine celebrazione per andare Germana,del giullare Benigni il quale ci ha illustrato in manie- a parlare con il prete e dialogare direttamente sulle sue perra sublime le fondamenta su cui posa il nostro Stato, partendo plessità, invece di prendere carta e penna e scrivere alla magari con una satira, per lor signori benpensanti, vergognosa redazione di un giornale. Forse il nostro parroco, con le sue e blasfema in cui si nominava invano il nome di dio Silvio. Non (comunque non registrate né comprovate parole…) ha scaè stato in grado il miserabile giullare di proporre soluzioni per tenato in Lei un tale risentimento e una tale rabbia da i poveri, per i terremotati, per le aziende che chiudono incas- indurla ad allontanarsi e a rendere pubblici i Suoi pensieri? sando emolumenti molto più elevati dei poveri bistrattati e mal- Le assicuro che il nostro parroco è tutt’altra persona pagati nelle sedi del potere. E stato un vero flop la campagna rispetto a quella che ha descritto nella sua esternazione: elettorale di Benigni che ci ha fatto oltremodo rivalutare i veri umile, di grande fede, aperto al dialogo e se serve alle crisacrifici e la lungimiranza delle decisioni prese dai nostri attua- tiche costruttive, sempre attento alle persone che a lui si li e prossimi governanti. Ha sbagliato a non prometterci l’abo- rivolgono, sempre disponibile in parrocchia e fuori dalla lizione dell’IMU, forse sarebbe stato più credibile, il condono canonica e sicuramente prepara con attenzione le sue ometombale o i 4 milioni di nuovi posti di lavoro e vantarsi della lie. Certo, non tutti i nostri sacerdoti si chiamano Bianchi ricostruzione de L’Aquila già avvenuta. Tutta la mia solidarie- o Ravasi, ma sicuramente tutti i nostri sacerdoti hanno la tà va allora a coloro che danno voce con la poesia e la satira, più grande volontà, nel loro cuore, di far sentire Cristo magari pervasa di un velo di tristezza, al malessere generale, vicino all’umanità che si trovano davanti. non certo a chi additando la luna vede solo il dito. La vera Io penso che talvolta ci capiti di sopravvalutare certi nostri colpa, cara signora, non può essere dei vari giullari Benigni – pensieri. E così facciamo passare in secondo piano quelle Crozza - Litizzetto e compagnia ma dei principi e pifferai magi- che sono le vere grandi questioni di discussione, quelle Gentile Signora Pancaldi, che meriterebbero il maggior spazio possibile sui giornaabito a Pescantina e leggo il Vostro giornale da più di 20 ci e di chi crede ancora a loro.Grazie per l’ospitalità. Carlo Viviani - San Pietro in Cariano li: il relativismo etico e morale, gli ideologismi, la giustianni. Mi piace rispondere al problema della cremazione zia sociale, l’educazione dei nostri figli, genitori e coppie sollevato dalla lettera del signor Toffali. Sono anch'io criHo letto, sul numero di gen- spiegare Dio è come preten- in difficoltà, perdita di lavoro, malati e anziani che affronstiana e favorevole al riguardo di questa scelta. naio del vostro mensile, la dere che un astemio sia capa- tano la solitudine… Ma questa scelta dispiace davvero a Dio? Alberto Salan Purtroppo a causa del peccato d’Adamo ed Eva, moria- lettera della sig.ra Germana ce di spiegarci un vino. Giovanni Saoncella Parona mo, ma grazie al sacrificio di Gesù, molti che ora dormo- su Benigni. Voglio complimentarmi con lei per ciò che no nella morte saranno riportati in vita sulla terra. Gesù disse: «Non vi meravigliate di questo, perché l’ora ha scritto di colui che io conviene in cui tutti quelli che sono nelle tombe commemo- sidero un vero e proprio giulrative udranno la sua voce e ne verranno fuori, quelli che lare. Non ho letto la lettera di hanno fatto cose buone a una risurrezione di vita, quelli don Enzo ma credo contenga che hanno praticato cose vili a una risurrezione di giudi- critiche sensate. Vede sig.ra Segna con la X SOLO il SIMBOLO Germana, i giullari, i buffoni zio». (Evangelo di Giovanni 5:28,29) Che non sia comunque necessaria una tomba vera e pro- di corte sono sempre piaciuti SENZA indicare il nome del Candidato pria per risuscitare una persona è confermato da un’al- al "potere" perché con le loro tra descrizione profetica della risurrezione. Rivelazione buffonate distraggono i lac(Apocalisse) 20:13 dice: «Il mare diede i morti che erano chè dalle malefatte dei padroin esso, e la morte e la comune tomba del genere umano ni. Ma Benigni non si limita a questo, pretende anche di diedero i morti che erano in essi». 1. DIFESA PENSIONE – BASTA DETRAZIONI ISTAT L’Iddio Onnipotente adempirà queste parole, a prescin- "spiegarci" Dio recitando la 2. DIFESA SANITÀ PUBBLICA – BASTA TICKET dere dal fatto che il corpo della persona sia stato sepol- Divina Commedia; chiariato, bruciato, disperso in mare, divorato da bestie feroci o mo che Benigni non recita la 3. AUMENTARE LA SICUREZZA IN CASA E FUORI. Divina Commedia, la impara completamente distrutto da un’esplosione atomica. 4. CREAZIONE POSTI DI LAVORO PER I GIOVANI. Quindi la cosa importante non è dove o come si ‘ritorna a memoria e poi, come un alla polvere’. L’importante è essere nella memoria di Dio pappagallo, la tira fuori (a 5. AIUTO AI TANTISSIMI PENSIONATI IMPEGNATI e venire risuscitati. Dio non ha certo bisogno di tombe pagamento). C'è anche chi lo NELLA SOCIETÀ CIVILE imponenti per ricordare le persone. La cremazione non apprezza, ma io sostengo che pensare che un ateo possa impedisce la risurrezione.

GIANNI POZZANI

Claire Hofstee Leggo con dispiacere su questo giornale l'ennesimo attacco rivolto alle persone che non si riconoscono in alcuna credenza religiosa. Il pretesto, questa volta, arriva dalla scelta della cremazione, che il signor Toffali Gianni - con una serie di improbabili sillogismi - interpreta addirittura come “inoppugnabile prova della credenza degli atei”, i quali sceglierebbero la cremazione in quanto “schiaffo” ad un dio che segretamente riconoscono. Ritengo che la risposta del direttore Rosanna Pancaldi, credente che sceglie la cremazione, sia sufficiente a chiudere la questione sul nascere. Vorrei però rassicurare il signor Toffali in merito all'imbarazzo che gli atei proverebbero nel dichiararsi tali alla cerchia di amici: mi creda, spesso questo imbarazzo è semplicemente sensibilità nei confronti dell'interlocutore. Claudio Fumaneri

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Candidato per il Senato

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Numero chiuso il 18 - 02 - 2013

Collante della Valpolicella e unico Candidato al Senato VOTA I PENSIONATI anche alla Camera Ho concentrato su 5 punti importanti il mio prossimo impegno Politico. Molti sono ancora i temi da affrontare per il nostro paese. Ogni giorno veniamo messi al corrente di scandali che vanno dal politico che si compera le mutande con i nostri soldi, per arrivare a Monti che salva la Banca MPS con contributi di miliardi, ecco come siamo governati. Siamo indignati, noi veniamo da una vita di impegno nel lavoro, ci siamo costruiti un futuro che questi ci stanno togliendo. Oggi sto svolgendo un impegno come assessore alla Cultura, turismo e istruzione del Comune di Negrar. Una volta in pensione mi sono laureato in Scienze dei Beni Culturali col massimo dei voti, a 64 anni. Molti di noi PENSIONATI, sono impegnati nel sociale e stanno ancora portando aiuto al nostro Paese e alle nostre famiglie. Nonostante le brutture che sentiamo tutti i giorni, ci commuove ancora cantare il nostro Inno Nazionale. E' il momento di pensare a noi stessi votando il NOSTRO PARTITO. MESSAGGIO ELETTOREALE. MITTENTE GIANNI POZZANI


CASA DI CURA POLISPECIALISTICA “DOTT. PEDERZOLI” Mi chiamo Walter Mosaner. Sono il Primario del Servizio di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore dell’Ospedale di Peschiera del Garda – Verona. La Casa di Cura Polispecialistica “Dr Pederzoli”. Così si chiama e così la definiremo. Per intenderci. Inequivocabilmente. Sono un Medico. “Sono nato Medico. Caduto fuori dall’utero Medico. Per questo mi ritengo un Uomo fortunato”. Svolgo la Professione che avete, forse, sognato per i vostri Figli…Non per denaro – credetemi. Non posseggo nulla. Né per potere o altro. Ma “per poter guarire i ciliegi. Quando rossi di frutta li credevo feriti…”. Vesto l’orgoglio dell’onestà. Dell’integrità intellettuale. Con tutti i limiti. Pretendo rispetto per la competenza e l’impegno. La scienza e la coscienza. Che tutti i giorni io ed i miei Ragazzi perseguiamo. Grazie a loro io sono un Uomo felice. Combatto un mondo di imbonitori e venditori di fumo. Io. Noi. Che ci occupiamo di umanità e malattia. Dolore. Sofferenza. Con tutto l’amore – e la scienza– che posso e possiamo. Con tutti i limiti. Che nessun tribunale definirà. Perché non sono i Dottori ad ammazzare la gente. Ma la malattia. Il dolore. I confini –umani- della nostra conoscenza. La greve solitudine. Quella cui i tuoi cari ti hanno ” amorevolmente” affidato…L’assenza di motivazioni per lottare, continuare – comunque...La mancanza di alternative. Insomma. Ho scritto la storia breve di Gina. Per raccontarvi di noi e della nostra vita. Lei è stata una nostra Paziente. Una Signora ‘capitata’ in Rianimazione . Per caso. Ciò che potrebbe succedere ad ognuno di noi…Gina stava morendo. Non so più nulla di lei. Da allora. Fatico a ricordare nomi cari, ma di lei ancora so che…le abbiamo voluto bene. Un bene assoluto. Un bene dell’anima. Walter Mosaner 4 gennaio “Oggi ho scannulato Gina. Le ho rimosso il tubo che usciva dalla sua trachea, dove l’avevo inserito con un piccolo intervento chirurgico trentun giorni fa con l’aiuto di Giuliano. Per aiutarla a respirare. Perché Gina stava morendo, quando l’ho incontrata. Mi hanno chiamato con urgenza. Lei respirava a stento, incosciente. Durante una procedura diagnostica cardiologica aveva avuto un picco ipertensivo e qualcosa si era rotto dentro di lei. Era il giorno del mio compleanno. E’ così che l’ho conosciuta. Mi è capitato di entrare all’improvviso nella sua vita. Sfondando la porta. Senza permessi, preavvisi e consensi. Sono entrato e basta. Ho incontrato le persone che la amano. Perché quelle sole possono sapere da noi notizie di lei. E’ così che accade di incontrarsi in Terapia Intensiva. Così che nasce una nuova storia. Di sofferenza certo. Ma anche di speranze, umanità, percorsi di vita. L’abbiamo collegata al respiratore e provveduto a lei. Per tutti i secondi, i minuti, le ore infinite che ci hanno condotto fino a qui. Per aiutarla a vivere, quando sopravvivere sembrava una impresa disperata. Ci abbiamo creduto lo stesso. Tutti noi, senza domande. Senza dubbi, subito. Abbiamo superato insieme momenti di sconforto. Di sfiducia. Stanchezza. Giorni e giorni in cui sperare ci è sembrato ridicolo. In cui le notizie da condividere con i Famigliari erano frustranti. Per loro e per noi. L’aspetto più critico sembrava essere il danno che il suo cervello poteva aver subìto in quei pochi attimi di difficoltà respiratoria. Viveva la vita dei dannati, senza identità e senza memoria. Relegata nelle terre oscure. Senza alcuna coscienza di se. Confusa, agitata, aggressiva. Ostile. Nemica. Poi piano piano ci siamo incontrati, dapprima per pochi minuti. Sul pianerottolo della vita. Quindi ha lentamente ricominciato a riemergere, a tranquillizzarsi. A riabituarsi alla luce dell’intelletto. Ad incrociare i nostri sguardi finalmente -per lei - umani. La tracheotomia abbiamo dovuto farla perché la sua gola piagata necessitava di riposo. Ma questa scelta rappresentava già il piccolo segno di una speranza inespressa ma possibile. Poi ancora tanti giorni. A risultati alterni.

LETTERA D’AUTUNNO

E tante notti. Di incubi e fantasmi. Con la necessità di aiutarla ancora a respirare. Poi ci ha sorriso e ha ripreso il ritmo necessario del respiro.

Le aspettative, l’impegno, le motivazioni. Lo studio di tanti anni, l’applicazione, l’esperienza. E poi la frustrazione per le sconfitte. La gioia per i successi.

Oggi ho ascoltato per la prima volta la sua voce. Tutti noi l’abbiamo sentita. E’ stata come musica improvvisa. Armonia. La melodia della vita. Per noi la resurrezione sperata. Figlia del nostro lavoro. Delle speranze e preghiere quotidiane. Delle illusioni della sua famiglia. Frutto della nostra fede ancora giovane.

La Terapia Intensiva è un posto speciale. Dove si baratta la morte per restituire la vita. Per gente speciale. Medici ed Infermieri. Gente che ci crede, che ha la vocazione – si diceva ai miei tempi. E si parlava anche di missione,allora; termine abrogato, abolito, revocato.

E’ strano come ce la siamo immaginata diversa. La sua voce, intendo. I miei ragazzi l’hanno curata tutti i giorni. Le hanno lavato i capelli, pettinati con cura. Le hanno lavato i denti e sciacquato la bocca. Tutti i giorni, più volte se necessario, hanno provveduto alle sue necessità e alla sua igiene intima, conoscendola più della propria madre, della propria moglie. Più ancora che i propri figli. Le hanno massaggiato la pelle per prevenire le piaghe da decubito, facendo pazientemente penetrare la crema nelle zone più delicate ed arrossate del suo corpo. Le hanno raccontato di casa, la propria casa. Dei figli e del mutuo. Delle difficoltà di tutti i giorni. Dei regali di Natale e dei giorni di nebbia e sole e vento. Del fuori di lì. Le hanno inforcato gli occhiali, teneramente. Per farle leggere le poche riviste che casualmente rimangono in Terapia Intensiva dopo i turni di notte. Per riagganciarla alla vita. Hanno scherzato con lei come solo si gioca quando si torna a casa dai propri cari. Parlandole dolcemente per tranquillizzarla. Per farla sentire amata. Coccolata.

Quando studiare era prerogativa di pochi E tutti si era più poveri e semplici. Quando fare il Medico rappresentava un privilegio. Da restituire – poco per volta - alla propria gente, alla comunità, alla famiglia.

abbiamo sequestrato per decenni i nostri Pazienti nei Reparti di Terapia Intensiva per proteggerli dal male isolarli dalle infezioni del mondo esterno dai batteri minacciosi che abitano la vita fuori di li.

Con l’affettuosa dedizione di ogni giorno.

Ora abbiamo capito.

Cosa succede in un Reparto di Terapia Intensiva. O di Rianimazione. Che dir si voglia. Perché quello in cui lavoro – la Terapia Intensiva – è un posto chiuso isolato sotterrato escluso confinato segregato

Oggi sappiamo che non è così. Non c’è più nessun motivo fondato. Non c’è più alcuna ragione per sottrarre i padri alle carezze dei figli. Nessuna scienza esige segregazione, nessun sapere sostiene la reclusione, nessun dogma condiviso promuove la limitazione del contatto interumano in nome di una profilassi microbiologica di una prevenzione infettivologica.

Abbiamo finalmente sentito – sussurrata- la sua voce. Emma era con me: dapprima un bisbiglio. Ci siamo avvicinati e Gina ha espresso la sua prima parola, dopo tanto silenzio Ha ripreso fiato e -più forte di prima- ha detto ‘grazie’. Inequivocabilmente. Una parola importante, come il bimbo dice ‘mamma’ Gina ha detto ‘grazie’. Stupita ed essa stessa emozionata per il suono nuovo che è uscito da lei. Ci ha commosso. E ripagati di tutto. Non saprà mai delle notti agitate di delirii. Delle lotte furiose. Dei calci che colpivano a turno coloro che la carezzavano per rasserenarla. Delle ansie e i batticuori tutte le volte che gli allarmi straziavano il silenzio. Non saprà dell’amore delle persone che l’hanno strappata giorno per giorno al mondo dell’oscurità e della morte.

Insomma negati.

Non le diremo nulla. Quando domani la trasferiremo in Reparto di Degenza. Come dice la lettera che l’accompagna. Solo la saluteremo con una carezza - quella si , ci permetteremo, augurandole salute e felicità. Gina è stata una bella vittoria. L’abbiamo amata tutti. Come sempre. Come tutte le volte.

Già, allora.

E’un posto in cui i Pazienti sono reclusi e sottratti alla luce del giorno. Alla comunità. Agli affetti. Al rimpianto dei figli. Alle carezze e alle lacrime dei propri cari.

Per il loro bene… Certo, però, curati accuditi protetti tutelati gestiti assistiti. Vi assicuro, coccolati e amati.

Una storia d’amore, dicevo, d’altri tempi. Una storia conclusa ieri. La Terapia Intensiva. Il nostro Reparto. Dove si svolge la nostra vita e si combatte per quella dei nostri Pazienti. Il nostro lavoro.

Che i batteri più dannosi per i nostri Pazienti vivono negli stessi Ospedali, non nelle nostre case, né liberi per le strade delle nostre città. I nostri vicini, i nostri Amici, i nostri cari. Non sono Alieni infetti che trasmettono il morbo. Chi ci vuol bene contagia Amore. Calore umano. E basta. E chi è malato ha bisogno di mani calde e carezze e sorrisi. E parole confortanti di mogli, figli, mariti.

Comunque isolati. Questa è una storia di ieri.

Per i nostri Pazienti e i loro cari.

Oggi ho una storia nuova da scrivere. Insieme ai miei Ragazzi. Medici e Infermieri. Che l’hanno pensata. Che l’hanno voluta.

Per poter trascorrere più tempo insieme. Tra loro e con noi. Per parlarci e capirci meglio. Fidarci reciprocamente. Comprendere di esser tutti dalla stessa parte. Quella di chi ci crede. Di chi si batte. Di chi non molla.

Una storia nuova da raccontare: in cui la mia Terapia Intensiva, quella in cui lavoro, emergerà alla luce. Compariranno finestre da cui vedremo colori da regalare ai nostri Pazienti. E sorrideremo insieme a loro alla vita che rifiorisce, ai ritmi necessari dei giorni e delle notti. Al succedersi ineluttabile delle stagioni. Ai magici colori del cielo e del lago. La nostra Terapia Intensiva sorgerà fra un anno. Sarà più grande, più bella. Sarà figlia del nostro cuore giovane e del nostro entusiasmo di aiutare gli altri. E sarà aperta. Aperta.

Come chiusa è la bocca dei Medici. Riservata la prognosi.

Ora sappiamo.

Per questo la nostra Terapia Intensiva, quella che sta sorgendo, sarà aperta. Aperte le nostre porte. Aperte le nostre menti.

Eppure nessuno di noi aveva mai udito la sua voce.” Questa che vi ho raccontato è una storia di Terapia Intensiva. Una storia finita bene. Per raccontarvi cosa succede dietro quella porta. Satinata. Sigillata. Comunque chiusa.

Dott. Walter Mosaner

Come lo è l’aria fresca della primavera. L’abbraccio caloroso di un Amico. L’alito innocente del vento tiepido del lago. Aperta come è aperta la nostra mente alla scienza che ci guida alla tecnologia che ci supporta al cuore dell’uomo che motiva il nostro lavoro. In nome della scienza – certo in buonafede –

Per consolare lacrime. Somministrare carezze. Distribuire sorrisi. Per tentare di riallacciare il filo sottile che la malattia ha reciso. Combattere insieme la sofferenza ed il dolore. Sconfiggere assieme il demone dell’infermità Dissolvere – finalmente – l’incubo, quel tetro fantasma “ e i figli un giorno rideranno della nera leggenda in cui un uomo piange di notte in solitudine…” Dr Walter Mosaner Responsabile Servizio di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore Casa di Cura Polispecialistica “Dr Pederzoli” Via Monte Baldo Peschiera del Garda – (VR) pubbliredazionale


Cronache CRONACHE

QUARTA CIRCOSCRIZIONE. Facciamo il punto

Febbraio 2013

9 Per la vostra Pubblicità

Telefono 045 7152777

SOCREM. Intervista al segretario dell’associazione

Cultura e giovani La cremazione: Impegno a 360° una libera scelta

Cultura, sport e manifestazioni. Non solo: sicurezza e giovani. La quarta circoscrizione è impegnata su più fronti. Un’attenzione a 360° quella del presidente Daniele Bernato e del suo Consiglio. Giusto per non lasciare nulla al caso. «Abbiamo a cuore il benessere dei quartieri e siamo impegnati in tutti i settori – commenta Bernato -. Per chiunque la situazione economica non è rosea ma è corretto fissare le priorità: a livello di lavori pubblici, per esempio, appena arriveranno i fondi intendiamo sistemare le strade maggiormente trafficate come via Roveggia, via Mantovana, via Po, via Albere e via Torricelli. Inoltre, abbiamo messo in sicurezza le coperture e gli impianti elettrici di tutte le scuole del nostro territorio». MANIFESTAZIONI. Il fronte manifestazioni è davvero nutrito. «Desideriamo mantenere gli eventi tradizionali e istituzionali quali il 27 gennaio, il 25 aprile, il 4 novembre, per noi il 6 maggio in ricordo della Battaglia di Santa Lucia nel 1848 e il 28 gennaio in memoria del bombardamento di Santa Lucia e Golosine durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1944 – spiega Barbara Guadagnini, presidente della Commissione cultura e scuola -. Inoltre andiamo fieri del Forte Gisella, diventato ormai un punto di riferimento per la cittadinanza e i giovani. Il rapporto con le scuole, poi, è ottimo e le manifestazioni non mancano: dal pedibus alle corse campestri. Ci piacerebbe anche far visitare ai ragazzi gli uffici della circoscrizione e magari simulare la seduta di un consiglio». SALA POLIFUNZIONALE. Il nuovo gioiellino della quarta circoscrizione è la sala polifunzionale all’angolo tra via Po e via Rienza, realizzata negli scorsi mesi. «Abbiamo in mente progetti diversi dal solito – prosegue Guadagnini -. Oltre alla tradizionale possibilità di affittarla a pagamento, la sala verrà messa a disposizione gratuitamente per chi volesse proporre le proprie iniziative, anch’esse a titolo gratuito, alla collettività. La sala è riscaldata d’inverno e climatizzata d’estate e può

ROSSI, GUADAGNINI, BERNATO

essere il posto ideale per parecchie attività. Inoltre, ci piacerebbe usare la sala per organizzare incontri per approfondire tematiche culturali e d’attualità come la violenza sulle donne, la prevenzione, la salute e la sicurezza stradale e civica. Tutto questo aperto sia alle scuole che al resto della cittadinanza”. A proposito di sicurezza: “La gente deve imparare a segnalare in tempo reale qualsiasi sospetto o ciò che non va bene – aggiunge Bernato -. Solo così è possibile fare prevenzione e risolvere i problemi». SPORT. Capitolo sport. L’attenzione sarà incentrata sempre di più sulle discipline meno conosciute. «Fino a oggi questo settore è stato poco considerato – riferisce Paolo Rossi, vicepresidente e presidente della Commissione sport e politiche giovanili -. In passato si organizzavano solo un paio di manifestazioni all’anno. Al contrario, è nostra intenzione valorizzare le realtà meno pubblicizzate attra-

verso eventi ad hoc e vere e proprie feste dello sport in cui le associazioni e i gruppi sportivi avranno la possibilità di partecipare e promuovere la loro attività. In quarta circoscrizione, infatti, abbiamo moltissime discipline: è giusto dare a tutti la possibilità di avere visibilità». GIOVANI E STUDIO. Giovani sotto la lente di ingrandimento. L’attenzione verso le nuove generazioni non manca di certo. «Il centro culturale di via Mantovana ce lo invidia tutta Verona – continua Rossi -. All’interno abbiamo parecchi laboratori e una biblioteca. A fianco di quest’ultima abbiamo riservato uno spazio a sala studio, veramente sfruttato dai ragazzi. Inoltre, abbiamo dotato la biblioteca di più prese per il computer. Ora stiamo lavorando per far sì che la sala studio rimanga aperta pure il sabato. Per i nostri giovani sarebbe un ulteriore valore aggiunto». Matteo Sambugaro

“La cremazione è una libera scelta, un atto d’amore verso il prossimo e di rispetto verso l’ambiente. Non cancella il ricordo e pone l’uguaglianza di ogni uomo nella morte e nella semplicità del rito”. Queste le parole scelte dalla Socrem (società veronese per la cremazione) per presentarsi. Ed è proprio alla Socrem e al suo segretario Francesco Turchiarulo che L’Altro Giornale si è rivolto per approfondire l’argomento “cremazione”, anche a seguito delle lettere ricevute e pubblicate dal giornale. Signor Turchiarulo, ci parli della cremazione. «La cremazione è il più moderno degli antichi riti. E’ una scelta razionale, ecologica che rispetta la vita. E’ consentita dalla Chiesa Cattolica fin dal 1963, mentre le altre chiese cristiane sono sempre state favorevoli alla cremazione. In Italia la cremazione è un servizio pubblico adottata nei centri del nord per oltre il 30% dei decessi con punte del 50%. Al sud è molto meno praticata, tanto che esistono anche pochissimi forni. Nel caso di Verona ci sono due forni crematori attivi presso il cimitero Monumentale di Verona, che purtroppo non coprono il fabbisogno della città e delle città limitrofe. Nel 2014 dovrebbe entrare in funzione un terzo forno ad Albaredo d’Adige». Parliamo di dati e di costi… «I dati relativi alla scelta della cremazione a Verona sono in continuo aumento: già nel 2011 a fronte del 26% di inumazioni e del

30% di tumulazioni (per un totale del 56%), le cremazioni hanno raggiunto il 44%. Un dato significativo, che nel 2012 è ulteriormente cresciuto. Per la cremazione ogni Comune stabilisce una tariffa che ogni anno può variare: in ogni caso i costi da sostenere per una cremazione sono di gran lunga inferiori rispetto a tumulazioni ed inumazioni. In tutto questo è anche necessario considerare il notevole risparmio di spazio che la cremazione permette: in una tomba di famiglia destinata a salme cremate ci possono stare fino a 16 urne». E’ possibile oggi disperdere le ceneri o conservarle in casa? «La dispersione delle ceneri è l’unica pratica non permessa dalla Chiesa Cattolica. Dal 2006 invece è possibile conservare le ceneri in casa. Addirittura in qualche

chiesa anche nella nostra provincia si può scorgere accanto all’altare un’area dedicata alla conservazione delle urne per chi lo desidera». Come iscriversi e soprattutto perché iscriversi alla Socrem? «L’iscrizione alla Socrem, che conta 3.300 iscritti, tutela la volontà del socio, gli dà tranquillità che la sua scelta sarà rispettata. Ci si iscrive alla Socrem compilando e firmando l’apposita richiesta di iscrizione, scrivendo di proprio pugno la dichiarazione di volontà di essere cremati. Ci si associa poi pagando una modesta quota annuale oppure una quota vitalizia». Per informazioni: Socrem Verona – via Risorgimento, 12 Verona. Tel.045.8345191; socremvr@libero.it Silvia Accordini

La Socrem - società veronese per la cremazione – si costituì il 28 aprile 1882 in una saletta della società operaia di mutuo soccorso. Aderisce alla FIC – Federazione italiana della Cremazione – e svolge la sua attività nell’interesse della comunità con azioni di promozione sociale e culturale, attraverso la proposta, presso gli organi di Stato, le amministrazioni locali e altri enti locali, di riforme atte a consolidare e migliorare la pratica della cremazione. Possono aderire all’associazione tutte quelle persone che si prefiggono lo scopo dell’incenerimento delle salme, qualunque sia la loro provenienza culturale, religiosa ed ideologica.

PREVENZIONE. Il vademecum “scaccia furti” E’ stato realizzato dalla Prefettura di Verona, nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, in collaborazione con Comune di Verona, Provincia, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza un vademecum per la prevenzione di furti e rapine. «Ringrazio il Prefetto per aver ideato questa guida – ha affermato in sede di presentazione del vademecum il Sindaco di Verona, Flavio Tosi –. Un’iniziativa che il Comune ben volentieri ha stampato e provvederà a divulgare. A Verona notevole è l’impegno da parte di tutte le Forze dell’Ordine per operare in sinergia sul territorio, assicurando così risultati immediati che fungono spesso da deterrenti per quanti hanno cattive intenzioni. Per questo, nonostante la crisi economica che stiamo vivendo e che ha portato in tutta Italia un incremento dei reati, e in particolar modo dei furti, anche per colpa di una mancanza di omogeneità a livello europeo del sistema giudiziario, ulteriori saranno le forze messe in campo per frenare i fenomeni delinquenziali e assicurare ai cittadini più sicurezza. Il Comitato ha infatti deciso di intensificare la presenza dei Carabinieri nei quartieri e incrementare le pattuglie miste che circolano a piedi». Il vademecum fornisce informazioni, consigli utili contro eventuali truffe, comportamenti da tenere per evitare situazioni di pericolo ed accorgimenti da adottare per la sicurezza della casa, del condominio e dell’attività lavorativa. La guida sarà distribuita capillarmente nei 98 Comuni della provincia e sarà disponibile in formato elettronico. Saranno inoltre organizzati dalle Forze dell’Ordine incontri in provincia e città e nelle scuole al fine di spiegare quelli che sono gli accorgimenti più importanti.


CRONACHE

Febbraio 2013

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L’INTERVISTA. Parla Franco Antolini, segretario generale della Cisl fp

VENETO / LA CAMPAGNA

«Rispondiamo alla crisi con una svolta culturale»

Più frutta nelle scuole

Il 28 e 29 gennaio scorsi si è svolto il IV Congresso della Cisl fp (Funzione pubblica) di Verona. Nell’occasione il Congresso ha votato ed eletto i 45 componenti del nuovo Consiglio Generale e i delegati che parteciperanno al Congresso dell'Unione Sindacale Territoriale della Cisl di Verona (UST) e al Congresso Regionale della FP del Veneto. Nella giornata del 29 è stato convocato il Consiglio Provinciale che ha eletto il Segretario Generale: è stato confermato per il prossimo mandato Franco Antolini. Confermati inoltre i componenti di Segreteria, Chiara Spigo e Roberto Zacchi. «L'esito del Congresso – ha commentato Franco Antolini stesso - ha confermato la grande compattezza della nostra federazione di Verona, composta da realtà lavorative molto diverse ma che si sentono e riconoscono in un'unica funzione pubblica fondata sui valori della Cisl e decisa a conservarne lo spirito, pur mantenendosi aperta al cambiamento che il tempo storico richiede per essere più vicina agli iscritti sui posti di lavoro». Signor Antolini, come si pre-

senta la situazione attuale? «Come cittadini, come lavoratori pubblici e come Cisl, attraversiamo una fase delicatissima nella storia del nostro paese. C’è un senso acuto di sofferenza sociale diffuso soprattutto tra le fasce medie e medio-basse. A questa crisi serve una risposta culturale. E’ possibile se si capisce che l’individualismo sfrenato distrugge le basi stesse della società e dell’economia. Se prima la risposta è stata il mercato, oggi abbiamo bisogno di una declinazione culturale nuova dove la nostra libertà diventa una libertà responsabile che impara a relazionarsi all’altra e all’ambiente circostante. Nel contempo è necessario introdurre forme istituzionali capaci di dare forma, corpo e sostanza a questa spinta culturale, guardare avanti innovando. La sfida è far emergere terra umana dentro il mare della tecnica». Si è parlato molto in questi mesi della Spendig Review. Qual è il punto di vista della Cisl fp? «Non siamo contro la spending review, ma per una spending che vada nella giusta

Franco Antolini

direzione. La nostra organizzazione sindacale già dal 2008 ha iniziato una campagna incessante contro gli sprechi, la cattiva gestione, i doppioni istituzionali, le troppe società partecipate, i troppi dirigenti, i troppi costi della politica, ma purtroppo incontrando governi e ministri che hanno fatto di tutto per non fare niente. Gli ultimi quattro anni sono stati i più difficili nella storia del lavoro pubblico dal 1993, anno in cui con il decreto 29 si dà avvio alla privatizzazione del lavoro pubblico con la conseguente introduzione del contratto di primo livello e del contratto decentrato di secondo o terzo livello. Le misure

che si sono adottate sono andate nella direzione di limitare il potere contrattuale, ridurre le agibilità sindacali, negare diritti contrattuali, disporre per legge ciò che il contratto aziendale può fare». Che fare quindi? «Ciò che va cambiato sono le regole di gestione di aziende e amministrazioni. E’ necessario ripensare l’architettura amministrativa del Paese. La Cisl ha lanciato l’idea di una “nuova fase costituente”: da parte nostra la scelta è per un federalismo incardinato sui valori dell’autonomia, della solidarietà, e soprattutto della responsabilità che chi amministra si assume in un rapporto più vicino e diretto con la comunità a cui è chiamato a rispondere. Bisogna passare ad una logica nuova, in cui anche il trasferimento di risorse dal centro alla periferia sia parametrato su criteri di appropriatezza, di buon utilizzo del denaro pubblico, di verifica rispetto alla qualità dei servizi erogati a livello territoriale. Vale a dire in base a fabbisogni e costi standard, e controllo efficace sui risultati». Silvia Accordini

Oltre 99 mila bambini tra i 6 e gli 11 anni di 649 nuove scuole elementari del Veneto aderiscono anche quest’anno a “Frutta nelle scuole”, progetto nazionale finanziato dall’Unione Europea per educare e abituare i giovani al consumo di frutta e verdura. I prodotti verranno distribuiti alle sedi scolastiche due volte la settimana, per un totale di oltre 795 tonnellate di prodotti freschi, dal Raggruppamento temporaneo di Imprese (RTI) “Benessere a Colori”, che si è aggiudicato l’appalto. La fornitura riguarda frutta e verdura di tutti i tipi a seconda della stagionalità: pere, arance, albicocche, carote, clementine, fragole, cachi, mandarini, mele, pomodori, pesche, susine, uva e ancora spremute d’arancia e centrifugati di mele. La salute nasce soprattutto dai campi – ribadisce l’assessore regionale all’agricoltura e alla tutela dei consumatori – da dove provengono gli alimenti naturali necessari ad una corretta nutrizione. “Benessere a Colori” non si limiterà al trasporto di ortofrutticoli, ma attuerà un piano di lavoro che punta ad incoraggiare e motivare i bambini al consumo di questi prodotti. Ogni Scuola che ne farà richiesta riceverà in omaggio il gioco “L’orto in classe”, una vera e propria serra per coltivare frutta e verdura in tutte le stagioni. Le Scuole ospiteranno anche i “Frutta Day”, condotti da animatori che parleranno ai bambini di educazione alimentare attraverso un percorso completo e multidisciplinare alla scoperta della frutta e dei suoi benefici. Anche le famiglie potranno partecipare al Progetto, tramite il sito dedicato www.benessereacolori.it, dove grandi e piccoli potranno testare le loro conoscenze in materia, giocare, informarsi e condividere esperienze, impressioni e immagini nell’area blog dedicata. Sempre dal sito sono scaricabili le Linee guida dove trovare tante informazioni e spunti per imparare. In Europa, l’iniziativa coinvolge otto milioni i bambini, cui vanno 43 mila tonnellate di frutta e verdura. Il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos ha annunciato, in proposito, che intende presentare una proposta legislativa per accrescere l’impatto dei programmi già esistenti.

IL CORSO

Lezioni di greco moderno L’ Associazione Scaligera Italia-Grecia organizza un corso di dieci lezioni di greco moderno. Le lezioni, della durata di 1 ora e 30 minuti ciascuna, saranno tenute da una docente di madre-lingua e si svolgeranno il giovedì, a partire dal 14 febbraio, all’Educandato “Agli Angeli” di Verona, via C. Battisti, 8 dalle ore 17.30 alle 19.00. Gli interessati sono invitati a partecipare. Per contatti e informazioni telefonare al seguente numero telefonico: 0458014172 oppure scrivere alle email: giocasta@virgilio.it - foscolo.atene@libero.it. Oltre alle lezioni di neogreco: Letteratura greca – La Magna Gre-

cia – Venezia e la Grecia – Il Teatro greco (anche formazione di una compagnia teatrale) – Corsi di cucina – Corsi di danza – Viaggi in Italia (Magna Grecia) e in Grecia – Contatti con altri

gruppi – Stampa di un periodico bilingue. Tutta l'attività verrà rivolta anche ai giovani e giovanissimi. Il Presidente Prof. G. Castagna

CENTRO DI ASCOLTO ONCOLOGICO Dall’ottobre 2011 ad inizio 2013 sono state oltre 300 le telefonate al “Centro di ascolto oncologico”, sia per interventi specifici (circa il 20%) che per informazioni e supporto generico (circa l’80%). Il servizio è realizzato da ADO -Associazione per l’assistenza domiciliare oncologica, in collaborazione con l’Ulss 20 e il Comune di Verona. Il centro, presieduto da Massimo Gastaldo, offre gratuitamente informazioni, orientamento e sostegno, grazie all’operato di 12 volontari formati durante un corso di 6 mesi e si trova in via San Cristoforo 2 ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. È inoltre possibile avere informazioni telefonando al numero verde gratuito 800976670 e al numero 3347959572. ADO è un’associazione di volontariato fondata nel 1992 a Verona che fornisce gratuitamente assistenza domiciliare ai malati oncologici terminali e sostegno professionale e umano ai familiari, secondo i principi scientifici della medicina palliativa. Ulteriori informazioni sul sito www.adoverona.org.


CRONACHE

Febbraio 2013

IL CASO. Intervista a Francesco Tosato, esperto del settore, per fare chiarezza sul tema

11 IL 10 FEBBRAIO

Fenomeno Compro Oro Confine Orientale: Cosa c’è dietro all’exploit il ricordo dei caduti E’ una realtà che sta dilagando anche nella provincia di Verona e sta scatenando discussioni e infiammando dibattiti. E’ il fenomeno dei Compro Oro, di cui, da cinque anni a questa parte, si sente sempre più parlare. Per fare chiarezza sull’argomento abbiamo intervistato Francesco Tosato, titolare di FC Oro di via Goffredo Mameli a Verona. Come procede un “Compro Oro” corretto nel valutare gli oggetti proposti? «Ai nostri clienti viene richiesto di mostrare e confermare la quantità di gioielli per cui è richiesta una valutazione. In seguito essi vengono valutati con strumenti tecnici e in base al peso riportato dalla bilancia professionale i cui pesi sono visibili anche dal cliente, a sua volta informato dell'eventuale detrazione dal peso complessivo di tutto ciò che non è oro. Una volta accettato il preventivo viene richiesto un documento d'identità personale, valido e non scaduto, in assenza del quale non è

possibile concludere la transazione (non viene mai accettato un documento di minori). Il pagamento avviene nell' immediato in contanti o tramite assegno bancario per importi superiori ad € 999,99. Il principale organo di controllo e vigilanza nel settore "Compro Oro" è la Questura, che ha il compito di garantire al cittadino che in ogni negozio dove si acquista oro vengano eseguite operazioni nel rispetto della legge. Per questo si è voluto migliorare la tracciabilità delle operazioni eseguite. Ogni oggetto che il Cliente vende viene fotografato e inserito nel database». Come si stabilisce il prezzo al grammo? «La purezza dell’oro è misurata in carati (24 carati è oro puro). L'oro utilizzato in gioielleria ha generalmente una purezza di 18k. Per questo motivo il valore dell'oggetto dovrà essere stimato tenendo conto della reale caratura del metallo di cui è composto. In commercio sono presenti gioielli di caratura 14k o anche 9k e solo un’analisi accurata può

Francesco Tosato

misurare la reale caratura. Il prezzo dell'oro è fissato dai mercati, tuttavia, dal 1919, la Borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento (fixing dell'oro)». C'è connessione tra il successo dei Compro oro e il dilagare della crisi? «Uno dei fattori determinanti dello sviluppo dei Compro Oro è la crisi economica: le famiglie hanno bisogno di approvvigionarsi presso i Compro Oro per soddisfare i bisogni di tutti i giorni. Non si parla più di

BANCO FARMACEUTICO

Gara di solidarietà È una gara della solidarietà che ogni anno stupisce, quella dei veronesi che sostengono il Banco Farmaceutico. Nella Giornata di raccolta di sabato 9 febbraio sono stati donate 9.512 confezioni di farmaci da banco (+8% sul 2012 quando i farmaci raccolti furono 8.800) per un valore medio di euro 60.000 (+8% sul 2012 quando il valore complessivo non superò i 55.400 euro). Quest’anno le farmacie veronesi aderenti al Banco Farmaceutico sono state 103 e 25 gli enti socio assistenziali ad esse abbinati, 300 i volontari della Compagnia delle Opere e gli Alpini ai quali si è aggiunto un gruppetto gli studenti delle Superiori. Tutti i farmaci donati dalla popolazione sosterranno le persone meno abbienti della provincia scaligera, così come accade in ogni parte d’Italia. In Veneto le farmacie aderenti sono state 336 con un totale di 135 enti socio assistenziali abbinati. «Questo per il Banco Farmaceutico è stato l’anno del superamento perché per la prima volta abbiamo raggiunto un numero a tre cifre con 103 farmacie aderenti - dice Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona -. I farmacisti, ovvero coloro che sostengono economicamente

tutta la macchina organizzativa della Giornata di Raccolta (quest’anno i farmacisti hanno versato in tutta Italia 520.386 euro) continuano a “investire” in solidarietà. Il loro entusiasmo insieme a quello dei volontari contagia la già innata generosità dei veronesi ai quali serve solo la garanzia che ciò che donano vada a buon fine e con il Banco farmaceutico è tutto trasparente». «È adesso che dobbiamo donare di più, ora che la crisi sta mordendo forte: questa frase simbolo pronunciata da una donatrice in farmacia mi ha scosso perché simboleggia in poche parole il senso del Banco Farmaceutico – dice Matteo

Vanzan, responsabile per Verona e il Veneto del Banco Farmaceutico onlus -. Mai avrei pensato che avremmo superato a Verona il risultato eccezionale dell’anno scorso, ma adesso capisco che la bontà della gente comune non ha limiti. Grazie a tutti». In tutta Italia sono stati raccolti 350.000 farmaci, i volontari hanno raggiunto quota 12.000, gli enti assistenziali beneficiari sono 1.499 e intervengono su una realtà di circa 550.000 poveri. I farmaci donati dai cittadini verranno consegnati ufficialmente a breve ai rappresentanti delle associazioni socio assistenziali beneficiarie della raccolta.

sostituire un gioiello vecchio con uno nuovo o con beni di non primaria necessità. Oggi gli italiani si ritrovano a vendere l'oro per pagare l'affitto o comprare il necessario per la vita di tutti i giorni». Che consigli si possono dare ai consumatori? «Bastano poche accortezze: mai fermarsi alla prima offerta, ma ascoltare più valutazioni. Attenzione poi al peso e al prezzo d'acquisto. Pesare il proprio oro prima di rivolgersi al compro oro: non sono rari i casi di bilance truccate che ne falsano il valore. Fare attenzione ai prezzi esposti: spesso il prezzo si riferisce all’oro di qualità 24k, mentre nella maggior parte dei casi le persone dispongono di oro 18k. Attenzione infine a chi promette pagamenti in contanti: la legge italiana antiriciclaggio non consente pagamenti superiori a 999 euro e se il Compro oro si propone di pagare in contanti per importi superiori la sta violando». Silvia Accordini

Le ricerche storiche del triestino Giorgio Rustia hanno ridato memoria e dignità anche a tanti militari veronesi caduti tra il 1943 ed il ’45, come sottolinea lo stesso estensore, “nella difesa del territorio nazionale al Confine Orientale”. Le tragiche tribolazioni di quelle terre istriane, giuliane e dalmate, oggi perdute, sono rievocate il 10 febbraio d’ogni anno nell’ambito del “Giorno del ricordo” (Legge 30 marzo 2004, n. 92, G.U. del 13 aprile 2004), spugna di eventi commemorativi su quanto avvenne tra l’8 settembre 1943 (giorno della comunicazione dell’armistizio separato tra l’Italia e gli Alleati, già siglato in segreto il 3 settembre precedente), il 26 ottobre del ’54 (data del ritorno di Trieste all’Italia) ed il 10 novembre 1975 (momento della firma del famigerato Trattato di Osimo in cui venne sancita la cessione della Zona B dell’ex Territorio Libero di Trieste, cioè l’Istria nord-occidentale,

all’allora Jugoslavia). Rustia ha rintracciato nomi e circostanze di morte di cittadini di città e provincia finiti nelle mani dei partigiani comunisti italoslavi. Dalle atrocità e dall’anonimato alla considerazione postuma, affidata anche alla presidente veronese del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia, l’inossidabile Maria Renata Sequenzia. I caduti di Verona città: Renato Galvanici, Natale Liquasi, Alberto Libanti, Ruggero Bertol, Lionello Bombonato, Sergio Bragaja, Mirto Brutti, Sandro Capri, Danilo Castellani, Eligio Gaiardoni, Bruno Malgiarita, Armando Masini, Luigi Morosi, Conte Stefano Rizzardi, Natale Sommadossi, Lino Turati, Giuseppe Manuppelli, Armando Masini, Sergio Pacifico, Edoardo Raccanelli, Sergio Ragno, Giuseppe Vannoni, Antonio Zecchinelli, Renato Zorzi. Claudio Beccalossi


CRONACHE

Febbraio 2013

SERVIZI. L’appello arriva anche dall’Ulss e aziende ospedaliere di Verona

La Regione annuncia: Il tuo referto è on line In concomitanza con la campagna informativa della Regione Veneto che mira ad estendere e potenziare il servizio di scarico dei referti via internet da parte dei cittadini, anche nel territorio di Verona fino all’1 marzo gli autobus transiteranno con immagini pubblicitarie che invitano i cittadini ad utilizzare il sito dell’ azienda sociosanitaria per provvedere allo scarico dei propri referti. Il messaggio è chiaro: «Il referto? E’ online sul sito della tua azienda sanitaria ed ospedaliera». L’Azienda Ulss20 è stata tra le prime ad aderire, a fine 2010, alla campagna informativa promossa dalla Regione Veneto e realizzata dal Consorzio Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, mettendo in campo il progetto dello scarico dei referti. Gli esami di laboratorio sono in effetti la prestazione che più facilmente si può portare fuori dall’ospedale e delocalizzare vicino al paziente. La rispo-

sta telematica è stata estesa a tutti i centri prelievo, a tutte le case di riposo collegate al laboratorio dell’ULSS e anche ai medici di medicina generale che lo richiedessero (i referti inviati per via telematica ai medici di medicina generale sono in costante aumento). Ottimi i risultati ottenuti anche perché è stata semplificata la modalità di acquisizione del consenso del cittadino, è stato fornito materiale informativo sia sul progetto che sulle modalità per scaricare il referto on line dal computer di casa. Grande impulso

è derivato anche dalla possibilità per i cittadini di scaricare il referto on line presso le farmacie aderenti a Federfarma. Tutto questo ha portato a chiudere l’anno 2012 con un tasso di utilizzo globale del 50% , ma con punte di eccellenza anche superiori al 90% presso alcuni centri prelievo e presso alcune strutture collegate come i Centri Antidiabetici. Con l’introduzione del referto on line il cittadino ha visto migliorare il suo rapporto con la struttura sanitaria e ridurre le distanze: il ritiro telematico del

referto consente di ricevere il risultato dei test su computer di casa e in tempo reale, cioè appena il laboratorio ha completato e validato i test. Il risultato è disponibile in tempi molto più rapidi: meno stampe da eseguire, meno referti cartacei da consegnare alla cassa determinano una razionalizzazione della fase amministrativa e quindi tempi accorciati. Poiché il referto on line è la modalità più veloce, questa è la modalità fortemente suggerita per i pazienti che hanno esami in urgenza. C’è anche un risparmio economico legato agli spostamenti evitati: evitare di tornare allo sportello fa bene all’ economia e all’ecologia dal momento che gli spostamenti evitati riducono la CO2 immessa nell’ambiente con ricadute sulla nostra qualità di vita. L’obiettivo è ora quello di avvicinare tutti i cittadini al referto on line in modo da portare il referto di laboratorio in tutte le case …a kilometro zero !

IL PROGETTO / COMPASS4D

Sicurezza, trasporti e traffico Anche Verona, insieme ad altre 31 città di 10 diversi Paesi europei, partecipa al nuovo progetto Compass4D, che ha come obiettivo l’incremento della sicurezza stradale e dell’efficienza nei trasporti pubblici e la riduzione del livello di congestione del traffico urbano. Gli utenti finali del progetto Compass4D, finanziato dall’Unione europea, sono conducenti di autobus, di veicoli

di emergenza, di taxi e di auto private, che attraverso l’uso di nuovi supporti informatici potranno ricevere informazioni utili a rendere la guida più sicura e, nel contempo, più efficiente. Uno dei Servizi di Trasporto Intelligenti promossi da Compass4D è un Avviso di Prossima Collisione (FCWForward Collision Warning), che supporterà il conducente attraverso un dispositivo

audio/video di notifica, interno al veicolo, quando il guidatore si avvicina ad una situazione di pericolo, ad esempio code di traffico in un luogo pericoloso. I test di guida in situazioni reali coinvolgeranno quasi 600 utenti e circa 350 veicoli in 7 città europee: oltre a Verona, aderiscono alla sperimentazione anche Bordeaux, Copenhagen, Eindhoven-Helmond, Newcastle, Thessaloniki e

Vigo. In particolare Verona utilizzerà i servizi di Compass4D lungo il percorso già utilizzato in occasione del test sulla centralizzazione semaforica (direttrice est-ovest): da San Michele fino a Porta Vescovo, proseguendo per Porta Nuova fino a via Pancaldo; il test coinvolgerà per un anno 20 veicoli, tra auto di servizio comunale e altri mezzi pubblici.

12 ULSS 20 - CROCE ROSSA

Morte in culla: campagna al via L’Azienda Ulss 20 e la Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale di Verona, danno inizio alla campagna di sensibilizzazione inerente il sonno sicuro nei lattanti “Chi Salva un bambino salva il mondo intero” con l’obiettivo di combattere la sindrome della morte improvvisa in culla, definita SIDS (Sudden Infant Death Syndrome). Per fare prevenzione e informazione e per aiutare i neo genitori ad una corretta gestione del piccolo, nel punto nascita presso l’Ospedale G. Fracastoro di San Bonifacio, riconosciuto dall’UNICEF “Ospedale Amico del Bambino”, verrà regalato dalla Croce Rossa Italiana, per ogni bimbo nato, un body con la scritta sul davanti “questo lato va sopra”, assieme ad altro materiale informativo inerente la sicurezza e il primo soccorso in età pediatrica. La campagna, che proseguirà per i prossimi mesi, è stata resa possibile grazie alla donazione da parte dell’azienda Datch dei body personalizzati. L’iniziativa è in sinergia con il Programma Regionale GenitoriPiù, un’importante iniziativa di promozione della salute di cui l’Ulss 20 è capofila. Benché le cause della SIDS non siano del tutto chiare, gli studi hanno evidenziato alcuni fattori di rischio, tra cui il caldo eccessivo, il mancato allattamento al seno, il fumo e l’uso di bevande alcoliche da parte della madre durante la gravidanza e dopo la nascita, il fumo passivo. Ma il principale fattore di rischio risulta la posizione che il bambino assume durante il sonno. Per i bambini che dormono in una posizione supina (a pancia in su) il rischio di mortalità è minore, di circa dieci volte. L’Ulss 20 diventa, quindi, la prima Azienda Sanitaria veronese che si fa co-partecipe del progetto di Croce Rossa Italiana a tutela dei lattanti. L’iniziativa inoltre porterà i due enti a promuovere la diffusione delle manovre salva-vita in caso di ostruzione da corpo estraneo, sia nei lattanti che nei bambini, e la rianimazione cardio-polmonare dei bambini stessi. Verrà fornita documentazione per divulgare le manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica in quanto molte di queste morti accidentali potrebbero essere evitate se i primi soccorritori, che spesso sono semplici cittadini, sapessero esattamente cosa fare, quali manovre eseguire in maniera corretta, in quale ordine e anche cosa non fare assolutamente. Croce Rossa Italiana è presente sul territorio dell’Ulss 20 con il servizio di emergenza territoriale in convenzione con il 118, ma porta avanti molteplici attività, come le attività sociali, il settore emergenze (protezione civile), attività per i giovani, la divulgazione del diritto internazionale umanitario e la formazione, sia in ambito pediatrico che nel primo soccorso in generale.

LE MASCHERE DI VERONA Venerdì 8 febbraio in Loggia di Fra' Giocondo il Vicepresidente Fabio Venturi e l'Assessore alla Cultura e Identità Veneta della Provincia di Verona, Marco Ambrosini, hanno ricevuto una delegazione delle maschere di città e provincia, per un saluto istituzionale a tutto il carnevale veronese.

Venerdì 8 febbraio le maschere del Carnevale veronese sono state ricevute a palazzo Barbieri dal sindaco Flavio Tosi, affiancato dal vicesindaco e dall’assessore alla Famiglia. Il corteo, pronto per la sfilata pomeridiana lungo le vie del centro, era capitanato dal Papà del Gnoco e dal presidente del comitato del Bacanal del Gnoco Luigi D’Agostino. «Un benvenuto a tutti gli ospiti italiani e stranieri che sono qui a Verona per testimoniare quanto il nostro carnevale sia sempre più internazionale – ha affermato Tosi – e un ringraziamento particolare al Comitato del carnevale veronese e al suo presidente. Nonostante le poche risorse pubbliche ogni anno riuscite a regalare non solo una giornata di allegria e festa a tutti i veronesi ma anche a portare avanti con impegno e passione un ricco calendario di eventi. Il Bacanal del Gnoco, con i suoi quasi 500 anni di storia, è sicuramente la tradizione veronese più antica».


CRONACHE

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VIABILITÀ E SICUREZZA. L’assessore veronese Enrico Corsi alza la voce

PIÙ DI UN SOGNO ONLUS

«Cari automobilisti rispettate le regole»

“Poffy” aiuta i bimbi down

«In questi anni l’Amministrazione comunale di Verona, aderendo ai piani europei e nazionali, ha investito importanti risorse, in diversi capitoli di spesa del bilancio comunale, per incrementare la sicurezza stradale e ridurre la pericolosità degli attraversamenti pedonali. Ma i numerosi interventi eseguiti, i continui controlli della Polizia municipale, il monitoraggio costante dei tecnici comunali non sono sufficienti, se non cambia il comportamento degli automobilisti, che devono imparare il rispetto delle regole della strada, in particolare verso i pedoni». Questo, in sintesi, l’intervento dell’assessore alla Viabilità del comune di Verona, Enrico Corsi, che ha fatto il punto sulla sicurezza degli attraversamenti pedonali in città e illustrato i risultati dei controlli su Corso Milano insieme al Comandante della Polizia municipale Luigi Altamura e ai tecnici del settore Traffico Giorgio Zanoni e Michele Fasoli. «In città sono presenti 3 mila attraversamenti pedonali – spiega l’assessore – 132 impianti semaforici, 70 semafori telecontrollati, 44 isole pedonali fisse, 39

attraversamenti pedonali rialzati, 19 isole pedonali prefabbricate e 7 dotate di lampeggianti. In questi giorni stiamo anche completando un monitoraggio in tutte le circoscrizioni cittadine per individuare i punti critici negli attraversamenti pedonali, che saranno dotati di nuove tecnologie a led per aumentarne la sicurezza. Gli interventi per ridurre la pericolosità, quindi, ven-

gono effettuati, ma sarebbe diseducativo dare sempre e solo la colpa alla situazione della viabilità, dimenticando che è altrettanto importante, per ridurre gli incidenti, il corretto comportamento di chi è alla guida». «Negli ultimi anni a Verona sono in diminuzione il numero di incidenti stradali – spiega il Comandante Altamura – il numero di persone coinvolte e anche il numero di

IL CASO. Trenitalia e “portoghesi” “Portoghesi” e violenti di turno a spese dei ferrovieri in servizio. Ne sa qualcosa anche il personale viaggiante veronese di Trenitalia che deve sempre più spesso fronteggiare delicate situazioni che rischiano di degenerare. Per questo il responsabile della Direzione Risorse Umane e Organizzazione, Roberto Buonanni, ha emanato una circolare alle organizzazioni sindacali facendo riferimento alle recenti aggressioni subite da alcuni colleghi e rimarcando il fatto che il contrasto ad un simile fenomeno è una costante preoccupazione aziendale. “Secondo i dati che emergono dal lavoro del Comitato Tutela Aggressioni – ricorda Buonanni – la maggior parte di tali eventi si realizza in fase di controllo ai danni dei capi treno da parte di soggetti colti privi di titolo di viaggio”. E, questa, non è certo una novità. I fatti accertati, comunque, hanno portato a concludere che è quanto mai urgente “un sistema di azioni integrate” per restituire un tasso di sicurezza al personale front-line. Il dirigente spiega meglio. “Recentemente abbiamo rinnovato la Convenzione tra Ferrovie dello Stato Italiane e Ministero dell’Interno, dando un’impostazione molto proiettata verso il trasporto regionale, con la previsione di scorte Polfer a bordo dei treni ad alto profilo di criticità finalizzate a prevenire e contrastare ogni tipo di illecito”. Poi, “abbiamo dato impulso all’erogazione di una formazione specifica al personale in materia di prevenzione e gestione delle situazioni potenzialmente aggressive, valorizzando altresì esperienze come quella toscana dove sono previsti viaggi gratuiti per il personale delle Forze dell’Ordine che si presenta preventivamente al Personale di Accompagnamento”. Buonanni sottolinea che a quanti, nel corso del proprio servizio, risultano vittime di aggressioni per responsabilità di terzi estranei al personale FSI, individuati od ignoti, sono garantite, alle condizioni previste, le forme alternative di tutela legale diretta od indiretta. Infine, constatato che pressoché nel totale del numero delle aggressioni, rimane offeso il personale di controlleria e che la causa scatenante è la mancanza o l’irregolarità del biglietto, Trenitalia cerca possibilmente di prevenire tramite un controllo dei titoli di viaggio prima della salita a bordo dei treni. “Mal comune, mezzo gaudio”, a denti stretti, per i ferrovieri veronesi incappati in simili spiacevoli circostanze. I contrasti con clienti “difficili” sui convogli è di sgradevole attualità anche all’estero e per tale motivo d’interesse “trasversale” Trenitalia si confronta anche con le realtà ferroviarie internazionali per discutere e reperire indicazioni volte ad arginare lo specifico malcostume. Claudio Beccalossi

decessi, grazie agli interventi di messa in sicurezza di diversi incroci pericolosi e di diverse strade, grazie all’installazione delle colonnine per il controllo della velocità, come sulla bretella T4 e grazie anche ai costanti controlli delle pattuglie della Polizia municipale. Tuttavia, sulla base dei dati raccolti negli incidenti stradali dalla Polizia municipale – aggiornati e disponibili in tempo reale per le analisi tecniche – emerge che resta elevato il numero di comportamenti irregolari alla guida. In corso Milano, ad esempio, interessato da controlli specifici di prevenzione sicurezza, fra il 21 e il 31 gennaio sono state ben oltre 300 le violazioni accertate per comportamenti irregolari: 206 per velocità eccessiva, 22 conducenti senza cintura di sicurezza, 18 senza documenti di guida, una decina sorpresi ad utilizzare gli abbaglianti per avvertire altri automobilisti della presenza delle pattuglie. I controlli specifici, quindi, proseguiranno e interesseranno anche altri quartieri, cominciando dalla prossima settimana in via Unità d’Italia».

Gli assessorati ai Servizi Demografici e ai Servizi Sociali del comune di Verona aderiscono al progetto “Poffy – la scimmietta della mamma” della fondazione “Più di un sogno” Onlus, presieduta da Ruggero Testoni, che mira a sensibilizzare verso i bambini con disabilità intellettivae e sindrome di Down. «Poffy – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali è il nome dato alle scimmiette in stoffa, realizzate dai volontari della fondazione, che vengono donate a quanti aderiscono alla raccolta fondi per un progetto specifico di intervento in materia di qualità strutturali del pensiero e comprensione del linguaggio». Il progetto è sviluppato dalla responsabile dell’equipe socio-sanitaria della fondazione, Silvia Moniga, e prevede l'utilizzo di materiale elaborato dal preside della Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova Renzo Vianello. «Il Comune di Verona partecipando a questa iniziativa – ha aggiunto l’assessore ai Servizi demografici -

intende rendersi disponibile per l’anno 2013 ad esporre le scimmiette in stoffa e il relativo materiale informativo in alcuni uffici e sportelli polifunzionali, allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza. Gli interessanti potranno quindi aderire alla campagna». La fondazione “Più di un sogno” ONLUS dedica la propria attività all’assistenza di persone con disabilità intellettiva, dalla nascita all’età adulta, secondo un progetto articolato per fasce d’età e tipologie di intervento (sanitario e socio-sanitario, residenziale, lavorativo). In particolare la fondazione, nata per iniziativa di alcune famiglie con bambini e ragazzi con disabilità intellettiva, opera in quattro strutture sanitarie dislocate nelle ASL veronesi, in cui vengono erogati interventi di tipo sanitario, dedicati ai minori da 0 a 14 anni, mirati a modificare le traiettorie spontanee di sviluppo di particolari funzioni tramite l’apporto di informazioni selezionate e specifiche.


CRONACHE

Febbraio 2013

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LA PRODUZIONE. Il film è incentrato sulle dipendenze giovanili

NUOVI NATI

“Un angelo all’inferno” da Verona a Rai Uno

Un fondo per famiglie

Nuova Media Italia Srl, società di produzione cinematografica, ha realizzato il film “Un angelo all’inferno” , quarto della serie già prodotta a sfondo sociale e trasmessa da Rai Uno con la partecipazione della Regione Veneto, il patrocinio del Comune di Verona, in collaborazione con le Ulss e le Aziende ospedaliere (capofila la Ulss 20 di Verona). I temi trattati nei precedenti film sono stati la donazione degli organi, l’alcolismo e la salute mentale. Questa quarta produzione è incentrata sul tema delle dipendenze giovanili e su come esse incidano nell’ambito delle dinamiche familiari. In particolare, si è inteso

mettere in risalto la drammaticità di certe situazioni di

grave disagio in ambito familiare laddove si ignorino

LA STORIA Pietro (Giancarlo Giannini) è un ingegnere edile benestante vedovo e risposato con Cristina (Chiara Conti). Dentro la loro vita entra Francesca (Giorgia Wurth), e Pietro ne diventa l’amante. Cristina decide di lasciare Pietro per i suoi continui tradimenti e va a vivere per conto suo. Pietro ha un figlio, Marco (Roberto Farnesi) con la sua prima moglie deceduta in giovane età, schiavo della cocaina. Martina (Laura Adriani), figlia di Pietro, preferisce rimanere a casa con il padre il quale evidentemente a causa del suo lavoro non riesce a dare alla figlia tutto l’affetto e le attenzioni di cui ha bisogno una ragazza di 17 anni. Martina, a causa della superficialità del padre, cade nel tunnel della droga. Quando Pietro si rende conto che sta perdendo irrimediabilmente la figlia torna sui suoi passi capisce che nulla di tutto ciò che lo circonda può valere l’amore di Martina. Intanto Martina, a causa di un mix di stupefacenti, entra in come e viene ricoverata d’urgenza all’ospedale. Scampata dal pericolo di vita, Martina inizia un percorso di recupero presso una comunità.

COD. 516010 Mi chiamo Andrea, ho 46 anni e sono un impiegato. Mi reputo un uomo brillante e divertente, infatti il mio motto è: "Voglio vivere così, col sole in fronte!". Sono un uomo felice e spensierato, ma mi manca una donna con cui condividere questa mia spensieratezza... Vuoi essere tu? COD. 516018 Lui è Giorgio, 54 anni, impiegato celibe di S. Ambrogio di Valpolicella. E' un uomo molto attivo, gli piace giocare a calcio e andare in bici. Si considera ottimista, socievole e romantico, cerca una donna con cui instaurare una seria relazione. Vieni alla Meeting e lo conoscerai! COD. 516021 Sono alto, galante e raffinato, mi chiamo Michele ed ho 44 anni. Sono un amante della lettura e delle passeggiate all'aria aperta. Sono educato e sensibile. Cerco una donna matura che desideri conoscermi per come sono ed eventualmente pensare in un domani a costruire una famiglia...

COD. 516046 Lei è Piera, ha 67 anni ed è vedova. E' una donna elegante, bionda e occhi azzurri. Ha molti interessi e, ultimamente, è contenta: ha imparato ad usare il computer e internet! Cerca un uomo perchè a volte si sente sola e desidera la compagnia di qualcuno che sappia apprezzare le cose semplici della vita. Vieni a conoscerla alla Meeting! COD. 516044 Lei si chiama Lorella, ha 53 anni ed è una sprintosa impiegata di Verona. Le piace andare a ballare e stare in compagnia di amici, ama la vita e affronta le giornate con il sorriso. Cerca un uomo che la faccia stare bene e con cui condividere gioie e passioni. COD. 516043 Lei è Giovanna, ha 51 anni ed è di Verona. Ha grandi occhi blu e un fisico slanciato. Ama viaggiare e conoscere posti nuovi; è una donna molto raffinata e cerca un uomo curato e intelligente con cui instaurare un rapporto basato sulla fiducia e sull'onestà. Vuoi conoscerla?

COD. 516024 Sono Paolo, ho 42 anni e sono un imprenditore. Mi piacciono tutte le forme d'arte, ma quella che preferisco è la musica lirica! Mi considero piuttosto intelligente e ricettivo, cerco una donna semplice, generosa ed affidabile che voglia costruire una famiglia. Chiamami se sei interessata!

COD. 516041 Mi chiamo Mariana, ho 32 anni e sono un'appassionata di musica latino americana. Ho grandi occhi verdi e capelli castano chiaro, amo gli animali, ballare e andare in moto. Cerco un uomo onesto, semplice e che voglia amarmi... Ti va di conoscermi? Chiamami.

COD. 516029 Lui è Biagio, 58 anni di Verona, libero professionista, occhi dolci e capelli brizzolati, ama gli animali, infatti ha tre cani! Adora ballare e quando può, non si lascia scappare una serata di liscio o di disco-music! Cerca una donna onesta e generosa che come lui adori ballare e passare belle serate in compagnia!

COD. 516026 Lei è Roberta, 51 anni, capelli biondo scuro e sguardo magnetico. E' una grande lavoratrice e amante della famiglia, in particolare adora le sue tre figlie. Cerca un uomo che voglia costruire seriamente una relazione, con fiducia, rispetto e amore. Vieni a conoscerla!

competenza e professionalità di chi opera nelle strutture sociali e sanitarie messe a disposizione sul territorio dalle Aziende socio sanitarie. Tutti i film prodotti sono stati girati in Veneto e patrocinati dal Ministero della Salute con la partecipazione della Regione Veneto, Assessorati alle Politiche Sanitarie e Sociali. “Un angelo all’inferno”, regia di Bruno Gaburro, fotografia a Sergio Rubini, soggetto e sceneggiatura di Dardano Sacchetti, montaggio di Vanio Amici, musiche di Paolo Vallesi, vede quale protagonista Giancarlo Giannini affiancato da Laura Adriani. Il cast prevede inoltre: Chiara Conti, Michele Cesari, Roberto Farnesi, Giorgia Wurth, Luca Ward, Emilia Verginelli e Maurizio Mattioli. Il film verrà trasmesso su una rete Rai entro l’estate 2013. In collaborazione con Cremonesi Consulenze è stato “girato” tenendo conto dei principi della ecosostenibilità.

Potrà essere richiesto fino al 30 giugno il fondo governativo “Nuovi nati”, istituito dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, per favorire l'accesso al credito delle famiglie con un nuovo figlio nato o adottato, attraverso il rilascio di garanzie alle banche e agli intermediari finanziari. Il prestito a tassi agevolati può ammontare fino ad un massimo di 5 mila euro, da restituire entro 5 anni, e può essere richiesto dai genitori dei bambini nati o adottati nell’anno 2012, senza limitazioni di reddito. Il fondo è già confermato anche per gli anni 2013 e 2014. «Si tratta di una importante opportunità - hanno sottolineato gli amministratori del comune di Verona – per aiutare tutte quelle famiglie che in questo momento storico, nonostante le difficoltà economiche, scelgono di accogliere o dare alla vita un bambino. Ringraziamo l’istituto bancario Valpolicella Benaco perché anche in questa occasione dimostra la grande attenzione sociale, nei confronti di giovani e famiglie». Tutte le informazioni e le modalità di accesso al prestito sono disponibili sul sito www.fondonuovinati.it. In occasione della XXXV Giornata Nazionale per la Vita, indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana, che si celebrerà domenica 3 febbraio, l’istituto di credito Valpolicella Benaco Banca sosterrà con un intervento economico l'Associazione famiglie numerose di Verona.

GRAN PREMIO A.I.R.A. VENETO

Primo premio a Federica Federica Modena della classe 5ª D Turistico dell’IPSAR Luigi Cranacina di Bardolino vince il primo premio assoluto al VIII Concorso Gran Premio A.I.R.A. Veneto, svoltosi a Venezia nella prestigiosa cornice del Design Hotel Ca' Pisani **** Federica Modena, allieva del prof. Mauro Coppa, ha superato tutti i 19 concorrenti provenienti dalle scuole alberghiere e turistiche del Veneto, in una gara che prevedeva due prove distinte: la prima, durante la mattina, consistente in un colloquio orale con i membri della giuria e nel primo pomeriggio una prova scritta. Durante il colloquio i membri della giuria, composta da elementi esperti del settore, hanno formulato domande e sottoposto ai candidati situazioni operative comuni che si presentano

quotidianamente al ricevimento. La prova scritta prevedeva un quiz composto da 30 domande a risposta multipla. In entrambe le prove erano presenti quesiti in lingua Inglese. In questo concorso, Federica ha dimostra-

Federica Modena

to le competenze acquisite nel corso di Accoglienza Turistica e cioè la capacità di lavorare con le moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e quindi muoversi autonomamente in internet, la capacità di accogliere i clienti e di assisterli durante il soggiorno e di esprimersi con correttezza e proprietà di linguaggio anche in due lingue straniere e dare informazioni sulle risorse culturali e turistiche del territorio, dalle attività di svago, agli spettacoli di vario genere, agli itinerari enogastronomici. Il premio per la brava Federica consiste in un week-end per due persone in un albergo di Firenze di categoria ****, un abbonamento ad una rivista del settore, alcune pubblicazioni e l’iscrizione ad A.I.R.A. come socio junior. Maurizio Marogna


CRONACHE

LA MOSTRA. L’esposizione storico-documentaria sarà visitabile fino al 2 marzo

Quando i ragazzi ebrei tornarono a scuola Sarà visitabile fino al 2 marzo la mostra storico-documentaria “Ritorno a scuola - L'educazione dei bambini e dei ragazzi ebrei a Venezia tra leggi razziali e dopoguerra” presentata dall’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Ospitata dalla Biblioteca Civica Ragazzi, via Cappello 43, a partire dal 4 febbraio, l’esposizione è accessibile dal martedì al venerdì dalle 9 alle 19, il lunedì dalle 14 alle 19, il sabato dalle 9 alle 14 (Visite guidate su prenotazione:

iversrec@tin.it). La mostra narra con immagini e parole le vicende di bambini e di ragazzi ebrei colpiti dalle leggi razziali promulgate da Mussolini nel 1938: dall'espulsione dalle scuole pubbliche, alla Scuola ebraica istituita tra il 1938 ed il 1943, al ritorno a scuola dopo la fine del secondo conflitto mondiale. La Scuola ebraica di Venezia riprende a funzionare in Ghetto vecchio a poche settimane dalla Liberazione, in una situazione di grave difficoltà, dato che

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gli ebrei veneziani sopravvissuti alla Shoah sono appena usciti da un anno e mezzo di clandestinità, segnata da privazioni e persecuzioni. La Comunità ebraica affronta da subito il problema di raccogliere i bambini privati della loro infanzia, che avevano vissuto nascosti, spesso lontani dai loro genitori, senza poter frequentare la scuola, fornendo loro, oltre a un pasto caldo, il recupero degli anni scolastici perduti. Il racconto segue il filo delle vicende di due sorelle, Alba e Lia Finzi: la loro cacciata dalla scuola, la frequenza della scuola ebraica, l'esilio in Svizzera per sfuggire alla deportazione, il ritorno e l'impegno sociale e pedagogico dopo la guerra. Saranno loro le prime maestre della rinata Scuola ebraica. L’attività didattica e creativa dei bambini della scuola è testimoniata attraverso le fotografie, i quaderni, i disegni e i giornalini da loro gelosamente custoditi e ora riprodotti nella mostra, arricchita da documenti e materiali provenienti anche dall’Archivio-biblioteca Maestro della Comunità Ebraica di Venezia, dall’Archivio storico comunale, dall’archivio della direzione didattica San Girolamo, dall’archivio fotografico del Museo Correr e dall’archivio Iveser.

PREMIO LETTERARIO “LEGGEREMOZIONI” L'Associazione villafranchese Linguafranca bandisce la X edizione del Premio Letterario "Leggeremozioni". Tema di quest’anno sarà "Lo spreco". Il Premio, riservato a opere inedite di giovani scrittori, si articola in sezione A - Scuole secondarie di 1° grado (I, Il e III media) e sezione B Scuole secondarie di 2° grado (dalla I alla V superiore). Ogni sezione sarà suddivisa in due categorie: Poesia e Prosa. Verrà premiato il miglior componimento di ciascuna categoria per entrambe le sezioni. I partecipanti – non più di 5 per classe possono concorrere al premio con un massimo di due opere, una per categoria. I testi poetici non devono superare i 30 versi, in lingua italiana, mentre i testi di prosa non dovranno superare le 3 cartelle (I cartella è composta da 30 righe di 60 battute ciascuna) in lingua italiana. I lavori, in 6 copie dattiloscritte (cinque anonime e una con i dati anagrafici: nome e cognome, indirizzo, scuola di appartenenza e numero telefonico dell' autore), più una copia su CD con i file in formato Word, dovranno essere spediti o consegnati a mano a: Linguafranca, via Trento 48, 37069 Villafranca (VR), entro il 22 marzo 2013. La giuria, composta da esperti del settore, valuterà i lavori e formulerà graduatorie separate per le due sezioni del concorso su ciascuna categoria. Il primo classificato di ogni sezione riceverà un premio e la pubblicazione dell'opera sul sito internet. L'esito del concorso e il luogo della premiazione verranno comunicati e resi pubblici entro aprile 2013. Per informazioni: 368.3031111 - www.linguafranca.it-infolinguafranca@gmail.com

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO

VIA SANTINI

Scuola media Cesare Battisti

Lavori pronti al via

Il 2013 è cominciato bene per gli alunni della Scuola Media “C. Battisti” dell’IC 4 Ponte Crencano-Quinzano-Avesa (II circoscrizione). Le insegnanti Daniela Ferrari e Gemma Roncan hanno realizzato il 23 gennaio il progetto “Per non dimenticare” che anticipava la ricorrenza del Giorno della Memoria. Gli alunni delle classi IIIA e IIIE hanno dato vita ad una rappresentazione teatrale in Aula Magna alla quale hanno fatto da spettatori tutti gli studenti delle classi terze. Alcuni alunni di IIIE hanno drammatizzato episodi tratti dal Diario di Anna Frank, altri hanno letto testimonianza rilasciate dagli stessi carnefici, brani e poesie scritti da sopravvissuti o lasciati da vittime della Shoah. Gli alunni della III A hanno eseguito, sotto la direzione della docente di musica Donatella Castagna, brani tratti da Schindler’s list, La vita è bella, Gam Gam, Blowing in the wind, Evenu Shalom. La musica ha sottolineato ulteriori letture e testimonianze che hanno suscitato nei presenti un dolore silenzioso nel ricordo delle vittime innocenti. La coreografia e la scenografia, ideate e curate dalla prof.ssa Monica Di Guida, hanno esaltato la drammaticità dell’evento. L’obiettivo è stato quello di educare le nuove generazioni a prendere coscienza di una tragedia che ha segnato in modo indelebile l’umanità. Solo non dimenticando si potrà mantenere la memoria di quel folle genocidio, restituendo voce e giustizia a chi voce e giustizia non ha avuto. I progetti per aiutare gli alunni a diventare grandi in modo consapevole proseguiranno nei mesi di marzo e aprile. Le insegnanti Raffaella Luzzani e Daniela Ferrari hanno chiesto la collaborazione di alcuni responsabili dell’Unità di Prevenzione per realizzare il progetto “Adolescenza e dipendenza” il cui obiettivo è informare gli alunni sui rischi connessi all’assunzione di sostanze che danno dipendenza quali alcol, fumo, droghe. L’attività rivolta alle classi terze sarà completata dal prezioso intervento della Polizia Municipale che illustrerà le ricadute penali sui comportamenti scorretti derivati dall’abuso di tali sostanze. Le classi seconde invece, nel mese di aprile, assisteranno ad un importante e formativo incontro con la Polizia Postale che illustrerà i rischi incontrati degli adolescenti nell’uso improprio delle nuove tecnologie. La scuola ha il compito di educare alla vita, alla responsabilità, ai valori fondamentali e queste attività sono da considerarsi momenti “forti” e indispensabili al raggiungimento di tali finalità.

Sarà realizzato a Verona, entro la primavera, l’intervento per la messa in sicurezza di via Santini, che prevede la realizzazione di due attraversamenti pedonali rialzati in corrispondenza con l’intersezione con via Sabotino ed in corrispondenza con l’entrata principale della scuola elementare Rosani. Il progetto è stato illustrato dall’assessore alla Viabilità del comune di Verona, Enrico Corsi, dal presidente della 2ª Circoscrizione e dal presidente di Amia, che in qualità di consigliere comunale

della passata Amministrazione aveva avanzato la proposta. «In seguito alle segnalazioni dei residenti, che evidenziavano la possibile pericolosità di un tratto stradale rettilineo sul quale le macchine spesso aumentano la velocità in corrispondenza di scuole, piscina e parchi giochi - ha spiegato l’assessore alla viabilità - si è deciso di realizzare attraversamenti pedonali rialzati per costringere le auto a rallentare. Sul tratto sarà inoltre istituito il limite di velocità di 30 chilometri orari».

GRAN GUARDIA / LA MOSTRA

Da Botticelli a Matisse Dopo il successo riscontrato nelle sale della restaurata Basilica Palladiana di Vicenza, adesso è il turno del Palazzo della Gran Guardia ospitare “Da Botticelli a Matisse – Volti e figure”, mostra sul ritratto e la figura realizzata da “Linea d'Ombra” di Marco Goldin, in collaborazione con il Comune di Verona, la Fondazione Cariverona e la partnership di UniCredit. Le opere presenti – visibili fino all’1 aprile – sono le medesime già esposte a Vicenza (solo sei non sono presenti), con l'aggiunta di un nucleo davvero importante di capolavori tutti provenienti dal Muzeul National Brukenthal di Sibiu, da cui sono state portate a Verona 4 opere quattrocentesche su tavola. Tre sono capolavori tra i maggiori dell'arte fiamminga – Ritratto d'uomo con copricapo azzurro (1429) di Jan van Eyck e un dittico di Hans Memling, Ritratto di uomo che legge e Ritratto di donna in preghiera (entrambi

del 1490) – il quarto è un rarissimo Antonello da Messina, la Crocefissione (1460). Anche l'edizione veronese racconta i volti e i personaggi che hanno affascinato gli artisti dal Quattrocento al XX secolo, attraverso un percorso tematico articolato in quattro sezioni. La prima (Sentimento religioso) affronta il tema della ritrattistica religiosa con capolavori di Mantegna, Tiepolo, Antonello da Messina e Caravaggio, solo per citarne alcuni. Nella seconda

(Nobiltà del ritratto) si possono ammirare diversi ritratti di nobiluomini, come l’arciduca Ferdinando dipinto da Rubens o Filippo IV, re di Spagna, ad opera di Velázquez; si passa poi alla terza sezione (Ritratto quotidiano) riservata al lavoro degli impressionisti con opere di Manet, Degas, Renoir. La rassegna si chiude con i grandi autori del Novecento (Sguardo inquieto): Munch, Picasso, Matisse e Modigliani fino a Giacometti e Bacon. N.G.


CRONACHE

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IL SUCCESSO. L’assessore Corsi: «Posizioneremo altre tre ciclostazioni»

ATV

Oltre 70mila cittadini utilizzano Bike Sharing

Il Fiat Daily

Dal 10 marzo 2012, data di inaugurazione del servizio “Bike sharing”, al 31dicembre scorso sono stati 71.485 gli utilizzi totali di biciclette e 3.694 gli abbonamenti sottoscritti, dei quali 1.874 annuali e 1.820 occasionali. I dati sono stati presentati dagli assessori alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Verona Enrico Corsi ed Enrico Toffali. «Dato il successo del servizio – ha detto l’assessore alla Mobilità – è in programma il posizionamento di tre nuove ciclostazioni, una in piazza Vittorio Veneto, una in via Albere all’incrocio con via Palladio e un’altra in piazza Renato Simoni, al fine di migliorare ed ampliare il servizio. Dato lo scarso utilizzo della postazione mobile della fiera invece, che ha registrato solo 500 movimenti rispetto ai 9 mila di piazza Bra, stiamo pensando di spostare la ciclostazione nelle vicinanze dell’ospedale di Borgo Trento». «Il bike sharing – ha spiegato l’assessore all’Ambiente - è un ottimo esempio di mobilità sostenibile, in quanto assieme all’utilizzo dei mezzi pubblici permette di ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, concretizzando quanto previsto dal Piano di azione e risanamento della qualità dell’aria e dal Piano energetico ambientale comunale. Stiamo inoltre lavorando anche al progetto del Car sharing, che speriamo possa essere realizzato quanto prima». Dai dati presentati è emerso che le 5 ciclostazioni più utilizzate sono state: piazza Bra, via

Cappello, porta Palio, porta Nuova, piazza Bra (entrata in funzione a giugno). Tra le tratte maggiormente percorse: corso Cavour – porta Palio: 2.164 spostamenti; porta Palio – piazza Bra: 2.062 spostamenti; piazza Bra – porta Palio: 1.765 spostamenti; porta Palio – corso Cavour: 1.746 spostamenti; porta Nuova (Stazione FS) – piazza Bra: 1.214 spostamenti; piazza Bra – porta Nuova (Stazione FS): 1.181 spostamenti. Il servizio è stato maggiormente utilizzato nelle fasce orarie dalle 8 alle 9 e dalle 17 alle 18 e nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì, con una media mensile

che supera i 2.200 utilizzi nei giorni feriali rispetto ad una media di 650 utilizzi registrati il sabato e la domenica. Il servizio “Verona Bike” permette, tramite la sottoscrizione di un abbonamento annuale od occasionale, di utilizzare una delle 250 biciclette che si trovano nelle 20 ciclostazioni sparse in città; la prima mezz’ora di utilizzo del servizio è sempre gratuita. Per abbonarsi basta accedere al sito www.bikeverona.it, chiamare il numero verde 800.896948 oppure recarsi al Front Office dell’ufficio Informazione ed accoglienza turistica della Provincia, in via degli Alpini 9.

FAMIGLIE / PROGETTO “SEPARATI INSIEME” E’ rivolto principalmente a papà, mamme, coppie di fatto e anche ai figli il nuovo progetto “Separati Insieme”, promosso dall’Associazione Arte Anima, presieduta da Alessandra Passerini, con il patrocinio della 6ªCircoscrizione, rivolto alle persone separate che vivono una situazione di disagio. Il progetto offre, previo appuntamento, una serie di servizi e consulenze gratui-

te nella sede di Arte Anima in via Fiumicello 68, in Borgo Venezia. Tra i servizi offerti: consulenza legale, ogni martedì dalle 15 alle 21; consulenza psicologica, ogni lunedì dalle 11 alle 15; consulenza fiscale, ogni mercoledì dalle 13 alle 15; incontri con terapeuti, la sera o nei week end. Attenzione viene data anche ai problemi pratici delle persone separate che, attraverso

l’associazione Arte Anima, possono trovare aiuto nel risolvere le difficoltà legate alla quotidianità e in particolare alle esigenze dei bambini. La consulenza viene prestata da professionisti di vari settori, su appuntamento, in maniera completamente gratuita e nel rispetto delle normative vigenti sulla privacy. Informazioni: www.arteanima.it; 045.8408499.

in Rwanda Per anni ha percorso in lungo e in largo le strade della provincia di Verona, prestando soccorso agli autobus dell’Azienda Trasporti Verona incappati in qualche guasto. Da oggi il Fiat Daily matricola 3205 dell’ATV cambia vita: andrà a scorrazzare lungo le strade polverose del Rwanda, a trasportare cibo, indumenti, attrezzature e generi di prima necessità per la gente assistita dai missionari della Comunità Servi di Maria del Cuore di Gesù. Nei giorni scorsi infatti, il vicepresidente di ATV, Costantino Turrini ha consegnato ufficialmente a padre Antonello Scanu responsabile della comunità missionaria la cui sede è ad Asola, in provincia di Mantova – le chiavi del furgone donato alla sua Onlus dall’azienda che gestisce il trasporto pubblico veronese. «Sono davvero felice che questa operazione sia andata a buon fine – è il commento del vicepresidente di ATV – perché mi stava molto a cuore poter offrire un aiuto concreto alle attività di padre Antonello e dei suoi missionari. Una donazione che permette ad ATV di svolgere appieno il proprio compito di azienda pubblica a servizio della gente, a maggior ragione di

quanti hanno davvero bisogno di tutto». Soddisfazione anche da parte di padre Antonello, per l’arrivo di questo “nuovo” veicolo: «Sono riconoscente ai responsabili di ATV per la sensibilità che hanno dimostrato. Questo furgone sarà prezioso per tutte le nostre attività e per potenziare i progetti che abbiamo in corso nella zona di Butare, la seconda città del Rwanda, dove i nostri missionari lavorano accanto alle famiglie dei più poveri, alle persone malate ed ai figli delle prostitute». Anzianotto ma in perfetta forma, dopo la revisione completa di motore e carrozzeria condotta nelle officine ATV, il Daily è pronto per cominciare il suo viaggio in terra africana all’interno di un container in occasione di una delle prossime spedizioni che i missionari effettuano periodicamente ed in cui trova posto ogni genere di prodotti: attrezzi agricoli e di falegnameria, materiale didattico per le scuole, pezzi di ricambio, indumenti, e perfino una sofisticata attrezzatura medica donata da una clinica, che comprende uno studio dentistico, apparecchiature per le radiografie, la TAC e la mammografia.

6ª CIRCOSCRIZIONE / INCONTRI DI MUSICA D’AUTORE E’ iniziato venerdì 1 febbraio, nell’Auditorium del centro Tommasoli in borgo Santa Croce, un nuovo ciclo di serate organizzate dalla 6ª Circoscrizione dedicate a musica, immagini e racconti. Proposti quattro incontri: i primi in omaggio ad Adriano Cementano e a Mina. Seguiranno una serata dedicata a Mia Martini l’8 marzo e a Claudio Baglioni

il 15 marzo. Durante ogni serata la conduttrice Susanna Barcotto narra la storia del cantautore italiano protagonista, con l’ausilio di immagini tratte da concerti, clip e la musica dal vivo eseguita da Alessandro De Magistris, Bruna Sardo e Fabio Campedelli. Per il presidente della 6ª Circoscrizione «si tratta di una iniziativa apprezzata dalla cittadinanza, occasio-

ne per ripercorrere le principali tappe della carriera di importanti artisti italiani, rivivendo le emozioni che le loro canzoni ci hanno

regalato». Le serate prendono il via alle 21 ed hanno ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.

La consegna del mezzo da parte del vicepresidente ATV Costantino Turrini a padre Antonello Scanu

LAVORO E STRANIERI Lavoro precario, lavoro nero, scarsa sicurezza sono sicuramente i principali problemi che affliggono gli stranieri presenti in Italia, situazione tanto più grave in quanto la possibilità di restare nel nostro Paese è subordinata al possesso di un permesso di lavoro. Proprio per far fronte a questa condizione, è stato previsto il percorso gratuito

di orientamento al lavoro per le donne migranti, che si terrà dal 25 febbraio al 18 marzo al centro interculturale delle donne “Casa di Ramia” (via Nicola Mazza). L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Stella, gestore in convenzione con l’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Verona dello Sportello Orientadonna al centro inter-

culturale “Casa di Ramia”, rientra nel Progetto della Conferenza dei Sindaci ULSS 20 “Cantieri di integrazione” finanziato con il contributo della Regione del Veneto. Il percorso, rivolto a donne migranti alla ricerca del primo impiego, disoccupate e a tutte coloro che sono alla ricerca di un’attività lavorativa e vogliono cono-

scere come approcciarsi al mondo del lavoro, ha l’obiettivo di sostenere le donne nel riconoscimento delle proprie competenze, attitudini e aspirazioni, nell’acquisizione delle tecniche di ricerca attiva del lavoro e delle informazioni utili per una maggiore autonomia e un migliore inserimento lavorativo e sociale. N.G.

I MARTEDÌ DEL FESTIVAL Prosegue fino al 30 aprile, al cinema Kappadue, la rassegna cinematografica “I martedì del festival”, organizzata dal Comune di Verona con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La manifestazione, giunta alla tredicesima edizione, rappresenta un vero e proprio festival cinematografico. Sedici i film inseriti nel nuovo calendario, per un itinerario di anteprime d’eccezione, film restaurati, omaggi a grandi registi italiani, pellicole ignorate dalla distribuzione commerciale, pellicole inedite per l’Italia e il proseguimento del ciclo “i colori del noir”. Nella programmazione sono presenti anche proiezioni speciali in occasione di “Verona in Love”, “Infinitamente” e della “Giornata Mondiale della Poesia”. N.G.


CRONACHE NOVITÀ. Tosi: «Decisioni importanti per la città»

Spettacoli in Arena Nuovi regolamenti Nuove regole per la gestione degli spettacoli all'interno del monumento più famoso di Verona. È stato siglato l'accordo tra Comune di Verona, Fondazione Arena e Ministero per i Beni e le Attività culturali che prevede un periodo stabilito dal 25 aprile al 10 ottobre di ciascun anno per lo svolgimento degli spettacoli all’interno dell’Arena; l’impegno da parte del Comune a realizzare interventi di manutenzione straordinaria dell’anfiteatro per un importo annuale di almeno 900 mila euro; la possibilità di svolgere, in occasione del centenario del “Festival Areniano”, spettacoli celebrativi all’interno dell’Arena anche al di fuori

del periodo stabilito. Sottoscritto dal Sindaco Flavio Tosi, anche nella veste di presidente della Fondazione Arena, e dal direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, il provvedimento modifica la modalità di assegnazione del numero delle serate, stabilendo un arco di tempo in cui è possibile svolgere le manifestazioni – dal 25 aprile al 10 ottobre – e un periodo – dal 6 novembre al 28 febbraio – in cui non potrà essere realizzato alcun allestimento. In pratica si passa dalle 75 serate di spettacolo, concesse dal ministero nel 2012, alle oltre 150, in teoria, disponibili a partire da que-

st’anno. Il Sindaco ha sottolineato l'importanza del traguardo raggiunto, che permetterà nell'immediato futuro non solo di promuovere un maggior afflusso di pubblico alle manifestazioni e agli spettacoli in Arena ma, allo stesso tempo, consentirà di reperire risorse da destinare al suo restauro. Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore Soragni, in particolare per la definizione del programma di interventi che saranno realizzati con l’obiettivo di restaurare l'anfiteatro nella sua completezza e di dotarlo di impianti adeguati all’altezza della fama di questo monumento. Niccolò Gironi

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Le Vostre foto

Il sommelier Rolando Mariotti con la figlia Rossella, che vive in U.S.A., durante un assaggio di Cabernet Sauvignon nella Valle dell’Oregon vista Hills

La foto pubblicata ritrae gli alunni della classe III della Scuola elementare “Angela Busti” di Borgo Roma dell’anno 1943. Il maestro era Luciano Bendazzoli e il bimbo segnalato è il lettore che l’ha inviata, Gino Mantovanelli.


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SPORT

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RUGBY. Il tecnico scaligero sta portando il Franklin&Marshall ai vertici del campionato di serie A

Bresciani è tornato alle origini «Al Cus mi sento a casa mia» Servizi di

Matteo Sambugaro Ritorno al passato. Dove tutto è iniziato. Mirco Bresciani è rientrato a casa, nel suo Cus Verona Rugby. Una scelta di vita ma soprattutto di cuore. La scorsa estate, il tecnico scaligero, 58 anni, ha ripreso in mano la squadra in cui è nato e cresciuto rugbysticamente prima come giocatore e poi come allenatore. E il suo Franklin & Marshall sta scalando le cime del campionato di serie A. Tanti ricordi legano Bresciani al club di Borgo Venezia: la carriera cominciata da trequarti e proseguita da pilone, i campionati di serie C1 e B con la maglia verdeblù, l’infortunio di quel maledetto 20 aprile 1986 che lo obbligò a interrompere prematuramente la sua carriera. Ma Bresciani non abbandona il suo grande amore sportivo: partecipa a corsi, stage in giro per il mondo per diventare allenatore. Corre di qua e di là, studia dalla mattina alla sera, entra in contatto con il rugby sudafricano e neozelandese, e conosce perfino il sudafricano Nick Mallet, ct della Nazionale italiana dal 2007 al 2011. Inizia ad allenare la formazione riserve del Cus Verona per poi passare alla prima squadra in C. Dopodiché eccolo sulle panchine di Rugby Club Valpolicella (tre anni di settore giovanile e sei di serie B), Mantova in C e in B, Brescia in A, Botticino in A e in B, e ancora Mantova in B. Il “giro della Lombardia” è finito: Bresciani accetta il

nuovo corteggiamento del Valpo Rugby e nelle ultime quattro stagioni guida la seconda squadra giallorossa, conquistando la promozione in serie C elitè. Il richiamo verdeblù, però, è troppo forte e, dopo oltre quindici anni, rieccolo sui campi di Borgo Venezia. Bresciani, che Cus Verona ha ritrovato? «Molto rinnovato, moderno. C’è un’ottima organizzazione, pertanto non è stato difficile inserirsi. Adesso la società ha una struttura di alto livello che va dal minirugby alla formazione di serie A. In passato era diverso: praticavamo un rugby da pionieri in cui dominavano il volontariato puro e i ritagli di tempo. Oggi è tutto più professionale. Lo spirito, la passione e l’attaccamento ai colori sociali, invece, sono sempre gli stessi». Il suo Franklin & Marshall ai vertici della classifica. L’avrebbe detto? «No. Noi eravamo partiti con l’obiettivo di salvarci. Stiamo disputando un ottimo campionato, al di sopra delle aspettative. È bello trovarsi là in cima a combattere per i playoff. Siamo attrezzati per arrivare fino in fondo». Promozione in Eccellenza? «Non parliamone (sorride). Intanto pensiamo a lavorare, a disputare buone gare e a conquistare punti. Alla fine tireremo le somme». «Vogliamo portare tanta gente al Gavagnin» aveva dichiarato in estate. Ci state riuscendo? «Sì. Esprimiamo un gioco divertente, efficace e piace-

vole da vedere. E poi quando una squadra si trova nei primi posti della classifica, il pubblico la osserva con maggiore attenzione. Nelle partite interne abbiamo una media di 250-300 spettatori: siamo contenti ma si potrebbe migliorare ancora». Dalla serie C alla serie A: un bel salto… «Infatti. Tornare al top è stupendo. Appena il Franklin & Marshall mi ha chiamato non ho avuto dubbi su cosa fare. Ricominciare ad allenare ad alti livelli e nel posto dove sono nato rugbysticamente è proprio il massimo». In Valpolicella sentiranno la sua mancanza? «Non lo so. A San Pietro in Cariano ho cercato di svolgere un buon lavoro con i giovani. Abbiamo disputato tre stagioni importanti, raggiungendo la promozione in C elitè, e molti ragazzi che ho guidato in C oggi sono a disposizione di coach Alessandro Zanella in serie A. Sono contento per loro». Vedremo mai un derby in serie A tra Cus Verona e Valpo Rugby? «Sarebbe bello e speriamo accada nella più alta categoria possibile. Per il momento non credo possa succedere ma in futuro non è da escludere. Avere due formazioni ad alto livello sta già aiutando parecchio la promozione del rugby nella nostra provincia e un derby darebbe una spinta significativa. Fino a qualche tempo fa in Veneto si conoscevano solo grosse realtà quali Treviso, Padova e Rovigo. Ora, invece, gli avversari devono

fare i conti pure con Verona. Chi tiferei in ipotetico derby? Beh, il Cus. Al cuor non si comanda». Il Bresciani giocatore se lo ricorda? «Sì e non era niente male (sorride). Mischiavo la tecnica alla passione e a un pizzico di incoscienza. Ci siamo sempre battuti bene ed eravamo una squadra davvero ostica per chiunque. Mi sono tolto anche la soddisfazione di partecipare alla Coppa Italia con club di serie A». Rimpianti? «Aver smesso di giocare a 32 anni per problemi fisici. Come pilone avrei avuto la possibilità di continuare ancora per 4-5 stagioni. Un conto è decidere volontariamente di appendere le scarpe al chiodo, un altro è essere obbligati da un infortunio. Fare l’allenatore non è la stessa cosa. Ho impiegato un po’ di tempo per cambiare mentalità e alla fine ho avuto parecchie gratificazioni pure da tecnico. Dovunque vado, di solito raggiungo una promozione (sorride)». Che tipo di rugby preferisce? «Di qualità e di movimento, dove la velocità è un aspetto basilare. Quando un gioco è rapido è anche divertente, sia per gli atleti che per chi lo guarda. Gli sport statici non mi piacciono». Cosa ha imparato in Sudafrica e in Nuova Zelanda? «La maniera corretta di lavorare e di gestire persone e gruppo, l’attenzione ai minimi dettagli, la serietà nel preparare gli allenamen-

Mirco Bresciani (Foto Mauri)

ti, i metodi per organizzarsi al meglio, nel come uscire dai momenti di crisi. Per loro tutto deve avere un filo logico. Ad esempio, entrambi i Paesi utilizzano la regola dell’how (come in italiano, ndr): se spieghi uno schema o un concetto, occorre sempre specificare come metterlo in pratica”. Springboks o All Blacks? «Mah, non ho preferenze. Sono due realtà evolutissime e molto simili: lo stile di vita si coniuga perfettamente con il modo di concepire il rugby. C’è un grosso business attorno a questa disciplina sia dall’una che dall’altra parte: i media danno tanta visibilità e la gente è veramente appassionata». Con Nick Mallet si confronta spesso? «Ci sentiamo qualche volta. E sempre con piacere. Quando allenava la Nazionale azzurra ci vedevamo parecchio per chiacchierare e scambiarci opinioni. Lui è un professionista davvero competente e una persona di grande spessore. Mi ha pure mandato un messaggio complimentandosi per la recente vittoria dell’Italia contro la Francia al Sei Nazioni». Il rugby è un’isola felice? «Diciamo che è una disciplina piena di principi morali e valori sani, in cui comandano rispetto e lealtà. Natural-

mente ogni realtà ha i suoi pregi e difetti». Il terzo tempo è applicabile in altri sport? «Difficile. Questa è una pratica di fair play tipicamente del rugby che noi svolgiamo sempre e comunque, qualsiasi sia stato il risultato della partita. Ed è complicato trasmetterla altrove. Il terzo tempo ultimamente viene scimmiottato un po’ da tutti: hanno obbligato anche i calciatori a stringersi la mano a fine gara ma non è la stessa cosa». C’è qualcosa che rimprovera al suo sport? «La gestione italiana. Godiamo di poca visibilità sui media e in generale, e la Federazione dovrebbe intervenire. Gli incontri della Nazionale sono pubblicizzati mentre l’Eccellenza e la serie A sono relegate a orari impossibili come alla sera o di notte. Servirebbero trasmissioni ad hoc in momenti più accessibili della giornata». In Italia il rugby sta crescendo? «Sì, sia a livello di tesserati che di Nazionale. La gente si interessa di più a questa disciplina rispetto al passato. Però bisogna ancora lavorare tanto perché il rugby diventi parte del tessuto sociale. E i media, dalle tv alla stampa, devono darci un aiuto maggiore».

L’EVENTO / GRAN GALÀ DELL’AIC

Gabbiadini calciatrice dell’anno Melania Gabbiadini è la calciatrice dell’anno. La migliore di tutte nel 2012. L’attaccante del Verona calcio femminile ha ricevuto in gennaio il riconoscimento al Gran Galà del Calcio Aic (Associazione italiana calciatori). A votarla le giocatrici mondo del pallone in rosa italiano, ad applaudirla il ct della Nazionale azzurra Cesare Prandelli, il presidente della Figc Giancarlo Abete, il presidente dell’Aic Damiano Tommasi. «Sono orgogliosa di aver ricevuto questo premio – ha confessato Gabbiadini -. Essere stata scelta nonostante io sia rimasta fuori parecchi mesi per infortunio nella passata stagione è una doppia soddisfazione. La mia rete più bella del 2012? Quella del 3-2 allo stadio Olivieri contro il Tavagnacco. Senza dubbio». L’attaccante gialloblù ha sfilato a fianco a tante personalità del calcio italiano, da Andrea Pirlo vincitore del riconoscimento “calciatore dell’anno” all’“allenatore dell’anno” Antonio Conte, dall’“arbitro dell’anno” Nicola Rizzoli ai “giovani rivelazione” Stephan El Shaarawy e Luis Muriel e ai “migliori giovani della serie B” Marco Verratti, Ciro Immobile e

Lorenzo Insigne. «Il calcio femminile meriterebbe più spazio e maggiore visibilità – ha commentato Gabbiadini -. Associarsi a un club maschile sarebbe una piccola svolta. Ma cominciamo a diminuire il numero di squadre in serie A: sedici sono troppe. Per rendere più competitivo l’intero movimento bisognerebbe organizzare un campionato a 8-10 club». Il 2013 è appena iniziato: c’è il Verona da riportare in alto e un Europeo in estate da affrontare con la Nazionale. «In primis spero di stare finalmente bene fisicamente – ha aggiunto Gabbiadini. Poi desidero aiutare il Verona a tornare ai livelli che merita. L’Europeo? Abbiamo un bel gruppo e possiamo migliorare ancora tanto. Sono fiduciosa: in luglio saremo pronte a confrontarci con tutti per arrivare il più lontano possibile». Durante il Gran Galà dell’Aic sono stati premiati pure i capocannonieri della passata stagione: Zlatan Ibrahimovic (28 gol con il Milan in A), Ciro Immobile (28 gol con il Pescara in B), Giordano Fioretti (33 gol con il Gavorrano in Lega Pro) e Patrizia Panico (29 gol con la Torres in A femminile).

Melania Gabbiadini (a sinistra) (Foto Maurizio Borsari)


SPORT

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CALCIO A 5. Il pivot uruguaiano, dopo aver regalato la promozione ai gialloblù, vuole salvare la squadra

Fedele allontana le paure: «Verona, restiamo in serie A» Ha regalato la serie A al Verona con quel gol all’ultimo istante a Loreto Aprutino qualche mese fa. Oggi prova a salvare i gialloblù dalla retrocessione. Federico Fedele, pivot classe 1988, dà la scossa: «Vogliamo rimanere nella massima categoria a tutti i costi. L’abbiamo conquistata con le unghie e con i denti, e adesso non dobbiamo lasciarcela sfuggire». La situazione non è certo delle migliori: la formazione di mister Marco Langè naviga nei bassifondi della classifica. Al 14 febbraio la graduatoria parla infatti di terzultimo posto. Siamo a metà del girone di ritorno e i gialloblù hanno assoluto bisogno di punti. «La situazione non è positiva, ne siamo consapevoli, ma la squadra è tranquilla – riprende il pivot uruguaiano -. All’inizio del campionato abbiamo sofferto più del previsto: la serie A è davvero un torneo difficilissimo, in particolare dal punto di vista fisico. Gli arbitri fischiano poco, lasciando correre contatti che di solito in A2 vengono sanzionati. E poi abbiamo pagato la nostra inesperienza: per molti di noi questa è la prima volta in serie A. Ora però ci siamo abituati alla nuova categoria e combatteremo fino all’ultimo senza paura». «SARANNO TUTTE FINALI». Mancano sei giornate al termine. Il rush finale sta per cominciare. «Affronteremo tutte le partite come se fossero finali – confessa Fedele -. La squadra è in forma ed è migliorata grazie pure ai nuovi acquisti. Dobbiamo crescere sia tatticamente che tecnicamente ma sono sicuro che il Verona abbia le potenzialità e le capacità per salvarsi». A rinforzare la formazione di Langè sono arrivati infatti Daniel Peruzzi, Rodrigo Campagnaro, Paolo Rotondo e Rogerio De Oliveira, meglio conosciuto come “Mielo”.

Arrivare penultimi in classifica significherebbe retrocedere in A2 direttamente, mentre la terzultima e la quartultima posizione garantirebbero almeno l’accesso ai playout. «Non facciamo calcoli – aggiunge il pivot scaligero -. Mettiamo in cassaforte il maggior numero di punti possibile, poi tireremo le somme». «PALAOLIMPIA, AIUTACI». Fedele chiama a raccolta i propri tifosi. L’Agsm Verona ha bisogno anche di loro. «Ringraziamo la gente che al sabato viene a incitarci al palasport però vorremmo che il pubblico ci aiutasse ancora di più – ribadisce con forza il pivot uruguaiano -. Quando giochiamo in trasferta, i sostenitori di casa si fanno sentire parecchio mentre da noi questo non succede sempre. Ci piacerebbe vedere più persone al PalaOlimpia e un tifo più attivo. Un pubblico caldo trasmette tanta carica e può dare una carica ulteriore e una mano alla squadra nei momenti difficili». «VOGLIO DIMOSTRARE DI ESSERE DA A». Cinque stagioni sempre sulla cresta dell’onda. Il quinto campionato in maglia gialloblù di Federico Fedele è iniziato con un obiettivo ben preciso: «Dimostrare di essere all’altezza della serie A». A Verona l’attaccante uruguaiano le ha viste proprio tutte: dalla serie B alla massima categoria. Scatti fulminanti, dribbling ubriacanti, abbracci e pianti con i compagni. Senza dimenticare i gol che in questi anni hanno trascinato la formazione scaligera. «Giocare in A è un sogno – commenta Fedele -. Certi treni passano una sola volta nella vita e io voglio sfruttare l’occasione al meglio. Do il 200% sia in allenamento che in partita e cerco di crescere il più possibile. Desidero raggiungere la salvezza con il Verona e dimostrare a me stesso, prima di tutto, di esse-

re un calciatore da serie A». A LORETO IL GOL INDIMENTICABILE. Quella rete la guarda e la riguarda. Ogni volta è un’emozione impagabile. Riavvolgiamo il nastro e torniamo allo scorso 14 aprile: il Verona vince a Loreto Aprutino per 5-6 e conquista la promozione nella massima categoria dopo dodici anni. Il gol decisivo, segnato a dieci secondi dalla fine, è proprio di Federico Fedele. «Ho provato sensazioni indescrivibili – ricorda il pivot -. In quei secondi mi sono passate mille cose per la testa. Esultavo senza capire niente. È stata una gioia indimenticabile. Quando rivedo quella rete mi viene sempre la pelle d’oca. Mi piacerebbe realizzare tanti gol anche in serie A. Quanti? Preferisco non dirlo (sorride, ndr)» Matteo Sambugaro

Federico Fedele

IN ARENA. I 110 anni di storia dell’Hellas Verona Sarà ospitato all’Arena il prossimo 20 maggio, a partire dalle ore 20, lo spettacolo benefico per festeggiare i 110 anni di storia dell’ Hellas Verona. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune, è stato presentato a Palazzo Barbieri dal sindaco Flavio Tosi insieme all’assessore allo Sport Marco Giorlo. Erano presenti il mister Osvaldo Bagnoli, l’ex direttore sportivo dell’Hellas Emiliano Mascetti, il responsabile marketing Simone Salizzoni, la cantante Cecilia Gasdia e gli ideatori dell’iniziativa Luciano Marangon, Stefano Bendazzoli e Alberto Lomastro. L’iniziativa unisce la finalità benefica a un momento di festa dedicato non solo ai tifosi della squadra gialloblù ma a tutta la città. Tredicimila gli spettatori che potranno assistere allo spettacolo, il cui ricavato sarà interamente devoluto ad associazioni che operano sul territorio: Abeo, Noi per Lorenzo, Voci e Volti, Football Academy della Fondazione Giovanni Paolo II e Children Without Borders. La serata unirà momenti di musica, sport e storia dell’Hellas, con la partecipazione di oltre trecento giocatori che hanno fatto la storia della squadra gialloblù dagli anni Cinquanta alla stagione dello scudetto, fino all’attuale formazione che sarà presente al completo. Informazioni: 366.7210144; www.110annihellasverona.com.


Storia

STORIA

del

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territorio di Rinaldo Dal Negro

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1848 - Verona con la guerra alle porte

Il 1848 è stato l'anno dei motti insurrezionali in tutta Italia contro i regnanti stranieri. Per quanto riguarda il Lombardo-Veneto, dominato dagli austriaci, vedi per esempio quelli di Milano dove il 18 marzo l'insurrezione popolare costrinse gli austriaci a rifugiarsi a Verona e nelle altre località del Quadrilatero di Venezia che il 22 marzo riuscì a sbarazzarsi dello straniero e a proclamare la Repubblica di S. Marco; di Brescia che il 23 marzo insediò un proprio autonomo governo, dichiarando decaduta l'autorità austriaca. Verona, dove in quei giorni era giunto il vicerè austriaco Ranieri con le sue truppe, cosa fece? Purtroppo rimase"sonnolenta" ovvero non raccolse l'occasione per ribellarsi e si limitò invece a istituire una Commissione Civica che risultò in pratica ad agire in accordo col Comando Militare austriaco! Così facendo si diede la possibilità al vicerè Ranieri, che nel frattempo aveva fissato il suo alloggio e comando presso il Reale Hotel Due Torri, di calmare le tiepide proteste popolari e di richiamare a Verona le truppe del suo generale Daspre, cacciate dall' insorta Padova. A partire dall’l aprile a guidare il Comando generale austriaco e il relativo imponente

esercito giunse a Verona il feldmaresciallo Radetzky che il 3 aprile pose in stato di assedio la città. Ciò comportò, tra l'altro, lo scioglimento della Guardia Civica nonché la consegna di tutte le armi in possesso dei cittadini, passibili di pena di morte in caso di trasgressione. Pochi giorni prima, precisamente il 23 marzo, il re di Sardegna e Piemonte Carlo Alberto di Savoia aveva dichiarato guerra all'Austria e si accinse ad entrare in Milano, già liberata dagli insorti, intenzionato a liberare tutto il LombardoVeneto, se non tutta la Nazione. In ciò ebbe subito il sostegno dei vari regnanti in Italia nonché la "benedizione" ed approvazione del papa Pio IX per lo Stato del Vaticano. Quest'ultimo però, esortato da Vienna, si smentì e il 29 aprile ritirò i suoi soldati. Carlo Alberto comunque varcò con le sue truppe il confine Lombardo-Veneto, attraversò vittoriosamente la Lombardia fino a portarsi, con i suoi 30.000 uomini, nelle vicinanze del Mincio e di Verona. Quindi, malgrado la guerra fosse stata dichiarata con notevole ritardo rispetto le aspettative e la logica militare, la campagna iniziò con alcune vittorie alla porte di Verona, città che i piemontesi intendevano occupare

con un "colpo di mano". Il piano d'azione aveva previsto l'assedio di Peschiera reso possibile il 30 maggio dopo aver travolto gli austriaci a Pastrengo con la famosa "carica dei carabinieri a cavallo" avvenuta il 30 aprile, a cui aveva fatto seguito la battaglia di Santa Lucia, avvenuta il 6 maggio e che, seppur vittoriosa, costò alle sue truppe ben 110 caduti e circa 800 feriti. A questo punto merita cenno un altro sanguinoso e grave episodio accaduto 1'11 aprile a Castelnuovo. Circa 350 volontari lombardi guidati dal patriota Luciano Manara, partiti da Salò e sbarcati a Lazise, decisero di far saltare in aria una polveriera sita nelle vicinanze di Castelnuovo, dove riuscirono a disarmare anche un centinaio di austriaci. Avuta notizia, il Comando austriaco di Verona inviò sul posto migliaia di soldati al comando di un generale e con l'ordine di "riportare l'ordine con qualsiasi mezzo". Risultato? Dopo una impari battaglia, gli austriaci per rappresaglia compirono una vera strage con cioè centocinquanta volontari lombardi e una quarantina di inermi abitanti trucidati sul posto nonché con l'intero paese distrutto e dato alle fiamme. Tornando alla guerra fra i due opposti eser-

La battaglia di Santa Lucia del 06/05/48

citi è da dire che con la vittoria di Santa Lucia i piemontesi si erano aperti la porta per entrare a Verona, dove gli austriaci si erano ritirati. Purtroppo a questo punto Carlo Alberto, dopo giorni di indecisioni e tentennamenti, anziché forzare l'assedio su Verona, decise inopinatamente di ritirare le sue truppe, pensando che dovesse essere la popolazione ad insorgere e liberarsi da sola dagli austriaci. In città non ci fu invece alcuna sommossa e pertanto il tergiversare e il colpevole comportamento dei piemontesi consentì agli austriaci di riorganizzare le loro forze militari e di passare al con-

trattacco. Infatti il 23 luglio, dopo aver avuto adeguati rinforzi militari, travolsero la linea piemontese Sommacampagna-Sona e dopo tre giorni di combattimenti a Calmasino e su altri paesi posti sui colli morenici a ovest di Verona, nonché nelle vicine Valeggio, Salionze e San Giorgio in Salici, affrontarono e vinsero la decisiva battaglia di Custoza. Da qui l'umiliato esercito piemontese si ritirò a Villafranca e a Goito e poi, dopo altre sconfitte, abbandonò del tutto il Lombardo-Veneto. Con ciò ebbe termine la Prima Guerra Risorgimentale che tante vittime costò e dopo questo

grave smacco Carlo Alberto, definito "il re tentenna", abdicò a favore di Vittorio Emanuele II. Conclusione. Le speranze dei veronesi dunque deluse sul nascere, con la città arresasi senza neanche combattere. Evidentemente dopo gli eventi sommariamente sopra descritti il ruolo di Verona andò incontro a una profonda e negativa trasformazione politico-amministrativa. Subì inoltre ritorsioni di ogni genere con, tra l'altro, la polizia austriaca che stroncava sul nascere, anche con condanne a morte, movimenti insurrezionali e in special modo i comitati clandestini mazziniani.

Il Congresso di Verona che determinò le sorti politiche – territoriali dell’Europa Tramontati, dopo le batoste subite nel 1815, i poteri napoleonici e, più in generale, della Francia, i principali regnanti europei (in particolar modo di Austria, Prussia e Russia) fautori della"Restaurazione", cioè intenzionati a riportare in Europa confini e condizioni politiche antecedenti la Rivoluzione

Francese,si ritrovarono a Vienna per riunirsi in patto definito della "Santa Alleanza". Le prime cose deliberate da questa alleanza furono l'accordo di reciproca assistenza e l'impegno di ritrovarsi in congresso qualora una della nazioni associate fosse in pericolo oppure quando venissero meno

fratellanza, pace e giustizia tra di loro. Ci furono pertanto, dopo la riunione di Vienna del 1815, i Congressi di Aquisgrana nel 1818, di Troppau nel 1820 e di Verona nel 1822. Di quest'ultimo ne abbiamo già fatto cenno in un numero precedente (nella Cronaca 1821-1840) e pertanto quanto segue è un

doveroso approfondimento data la sua grande importanza. In quella circostanza il Comune di Verona non badò a spese (si indebitò per i tre anni successivi!) nell'addobbare a festa la città con archi trionfali, luminarie artistiche sempre accese e balconi fioriti. Inoltre, onde rendere gradevole il sog-

giorno degli ospiti, organizzò grandi spettacoli di ogni genere, alcuni aperti anche al pubblico. Vedi, per esempio, la grandiosa manifestazione coreografica-musicale tenuta in Arena con, nella platea, una statua alta 25 metri raffigurante la "Concordia" , in tabellone musiche appositamente scritte da Giacomo Puccini e, alla fine, estrazioni a premi per il pubblico. Già il 12 ottobre i primi invitati giunsero in città e furono il vicerè del Lombardo-Veneto Ranieri, i Granduchi di Toscana e il duca di Modena. I giorni successivi arrivarono l'imperatore d'Austria Francesco I, lo zar di Russia Alessandro, il re di Prussia Guglielmo III, il re di Sardegna Carlo Felice, il re delle Due Sicilie Fernando I, il plenipotenziario d'Inghilterra duca di Wellington, altri sovrani, principi e diplomatici, quasi tutti accompagnati dalle relative consorti e assistiti da corpose

delegazioni. Furono talmente tanti che per alloggiarli tutti necessitarono una sessantina di case e/o palazzi del centro cittadino. Il Congresso si chiuse in dicembre, dopo aver confermata la "Restaurazione", ovvero il nuovo assetto politico-territoriale europeo (Che per Verona nulla mutò) tenuto conto dei"particolarismi" di alcuni singoli Stati e dell'esigenza di rispettare le aspirazioni massoniche in atto e in particolare non accolsero le esigenze della Grecia (non furono neanche accolti in Congresso i suoi delegati), rea di aver proclamato la sua indipendenza dall'Impéro Ottomanno; venne tolto il veto alla successione nel Regno di Sardegna di Carlo Alberto di Savoia; diedero alla Francia il mandato di reprimere i movimenti democratici e repubblicani sorti in Spagna onde restaurare in quel paese il regno di Ferdinando VII.


P oesie

RUBRICHE

Febbraio 2013

21 di Giancarlo Peretti

Il Ten Gen. Nicolò Caputo di Pescantina, già ospite in questo spazio con dolci pensieri per il suo paese e per Verona, rivolge oggi un irridente messaggio a “La terza età” che lo logora…ma non lo finisce. Renzo Gasparoni racconta in poche righe un incontro con un sacerdote nell’estate di anni addietro: “Mezzogiorno”. Nadia Spada inviò nel maggio scorso dei versi mai pubblicati. Lo facciamo ora cara Nadia, con un po’ di ritardo rispetto a Dicembre come tu avresti voluto per farne dono alla tua famiglia. Vedrai che li accetterà volentieri: “Tenerezza è…”. Tina Plesca è una signora moldava badante in Verona che manifesta velleità poetiche. Ecco la prima “Perché??” integra come scritta. LA TERZA ETÀ Il sole ancor mi ride. Via la giovinezza intatto resta il mio sorriso. Il viso sa di usato, la schiena è logorata, ma la mano è operosa come la mente e il cuore. Di passare ad altra vita non è scoccata l’ora. Nicolò Caputo PERCHÉ?? Finestra chiusa senza luce, senza amore. Mi fai piangere il cuore. per non restar vicino a te. Perché? Perché? Perché? Se la vita e cuscita Perché? Perché Perché? Io ti amo tanto, tanto… Dove sei, mio Amore. Io ti aspetterò La mattina e la sera. Vieni e resta con me. Tina Plesca

MEZZOGIORNO (con riferimento ad un sacerdote notato in via Stella nell’estate del 1958) Curvo a testa alta, sembrava uno straccivendolo ambulate, si sentiva solo lo sdrucciolare di quelle scarpe logorate, sotto il sole d’agosto che sembrava pavoneggiare sulle vie inquiete della città.

Lo si notava con il suo abito talare e con quel cappello non più nuovo. Molti passavano senza degnarlo di uno sguardo, dentro di me sentivo un fremito: “come potevano questi increduli avere fiducia in quell’uomo che camminava con quelle scarpe sdrucciolanti? Svoltò l’angolo e pensosamente non lo vidi più. Renzo Gasparoni

Eppure camminava senza fatica, curvo a testa alta. TENEREZZA È… Tenerezza è…guardare il passo ormai stanco di mia madre che avanza lentamente con la consapevolezza degli anziani. Tenerezza è…guardare il passo finalmente calmo di mio marito che riscopre il gusto di attardarsi a guardare la natura e quello che ci circonda. Tenerezza è…guardare il passo sicuro e intraprendente di mia figlia che con caparbietà affronta e supera le difficoltà della vita. Tenerezza è…guardare il passo assennato e pacato di mio figlio che si sa imporre con autorevolezza e determinazione. Tenerezza è…guardare il passo scattante e deciso dei miei nipoti più grandi che avanzano con audacia ma anche con titubanza incontro al loro futuro. Tenerezza è…guardare il passo semplice e saltellante dei miei nipoti più piccini che corrono sereni e fiduciosi perché sanno di essere protetti. Ed io accanto a tutti loro cammino, li osservo e li sorveglio con amore… Nadia Spada

“VeronArte: tra musica e lettura” a cura di Gianfranco Iovino

VeronArte questo mese dedica il suo appuntamento mensile ad un libro-verità scritto da Valeria Favorito, che attraverso il suo diario “ad un passo dal cielo”, racconta l’odissea della sua malattia, che sconfigge grazie alla donazione del midollo osseo da parte di un donatore famoso, Fabrizio Frizzi, che le ha permesso di guarire e dedicare la sua nuova vita all’educazione alla donazione. Nascere è un privilegio assoluto, ma poterlo fare per due volte nella stessa vita diventa un dono miracoloso, al punto da segnare il destino di chi sbatte la porta in faccia ad una malattia funesta, legandosi a vita a chi le ha permesso di vincere la morte grazie ad un piccolo-GRANDE gesto, qual è quello di donare il midollo osseo, che consente di diventare fratelli di sangue con persone sconosciute, alle quali ti senti legato a vita. È doveroso prefazionare in questa maniera il libro che ci è giunto in redazione, dal titolo “ad un passo dal cielo”, scritto da Valeria Favorito, una ragazza piena di risorse ed intraprendenza, che ha voluto raccontare la sua odissea, che l’ha portata ad un passo dal cielo, per poi ritornare sulla terra con la consapevolezza di aver ricevuto un dono miracoloso. Ad un passo dal cielo raccoglie attraverso foto e ricordi la vita di Valeria Favorito, durante gli anni della malattia e l’attesa di un trapianto e le successive cure mediche che le consentissero di vincere quel mostro cattivo, dal nome di Leucemia Mieloide Acuta, e riuscire a conoscere il suo donatore, da ringraziare pubblicamente e insignirlo del riconoscimento di “fratellone di sangue”. Un libro-verità che permette di entrare in profondità tra i pensieri ed i ricordi di una giovane ragazza venticinquenne, nata ad Erice e residente con la famiglia a Verona, che nel fiore dei suoi anni migliori si lascia spegnere il sorriso dalla paura della morte e l’idea di non riuscire a vincere la sua malattia incurabile, se non grazie al contributo di un donatore, noto volto televisivo, come lo è Fabrizio Frizzi, che con il suo gesto regala una nuova opportunità di vita a Valeria, che da quel momento si impegna su più fronti, prendendo parte attiva alle iniziative promosse dall’Associazione Admor di Verona, e portando in giro la sua testimonianza con il desiderio di preparare e sensibilizzare il pubblico

alla donazione. Questo libro ha un obiettivo preciso, quello di raccogliere fondi a favore del reparto Oncoematologico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona; infatti, tutto il ricavato dell’offerta fatta per l’acquisto del volume sarà interamente devoluto al reparto dell’ospedale di Borgo Roma. Per ordinare il libro basta contattare Valeria attraverso la sua mail: valeriafavorito@hotmail.it o chiedendo alla redazione de L’Altro Giornale, così da lasciarsi entusiasmare e commuovere grazie ad un racconto di vita vissuta, che parte dalla condanna di un male tremendo, alla speranza, le cure e la consapevolezza di essere guariti grazie al dono di un uomo speciale, dedicando la sua nuova vita a raccontare della sua lunga odissea e dimostrare quanto sia vitale ricevere donazioni di organi. Il libro, per espresso desiderio dell’autrice, vuole essere una testimonianza di forza e coraggio rivolta a tutti coloro che, proprio come lei, si trovano a dover affrontare una grave malattia e, al tempo stesso, ricordare che la donazione è fondamentale per salvare vite! Ad un passo dal cielo è una bella vittoria, che Valeria ha dedicato espressamente ai piccoli compagni di viaggio conosciuti in ospedale, alcuni dei quali adesso son lì nel cielo perché non hanno ricevuto per tempo un dono vitale. Ad un passo dal cielo di Valeria Favorito per contatti: valeriafavorito@hotmail.it – donazioni minime di €. 10,00 su C/C postale IT17T0760111700000088133590


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Febbraio 2013

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a cura di Franca Bevardo Burati Psicologa e psicoterapeuta

La famiglia “allargata”

Nella famiglia in cambiamento non ci sono solo un marito e una moglie, ci sono anche i figli che subiscono e vivono la crisi quanto gli adulti. Nella famiglia allargata i bambini possono avere due padri e due madri: uno è il padre biologico, l’altro è quello con il quale si convive, l’altra madre è la compagna del padre. A volte questo confonde i bambini: capita così che si rapportino preferibilmente con un genitore disinvestendo l’altro. È compito di entrambi i genitori preparare il bambino al cambiamento che la sua famiglia sta subendo. I genitori devono sapere che il bambino vive la situazione passando per tre fasi : quando riceve la notizia della rottura del matrimonio può

provare forti emozioni come rabbia, stupore, paura e tristezza; in seguito percepire la casa vuota e per questo sentirsi estraneo e soprattutto subire la situazione di malessere che coinvolge uno dei genitori. Potrà sentirsi trascurato, pensare di non essere più

amato e considerato dai suoi stessi genitori. Per compensare questi sentimenti i bambini tendono ad anticipare i tempi della loro maturazione affettiva. I genitori sono confusi, il dialogo fra i membri della famiglia diventa quasi unicamente funzionale: si

In Automobile

a cura di Roberto e Alessandra Azzolina

LA NUOVA PATENTE DI CATEGORIA AM Come sempre, quando cambiano le regole, all'inizio c'è un po' di confusione. Ma stavolta c'è da dire che una gran mano l'hanno data i telegiornali e le testate giornalistiche, con l'avvallo degli “esperti” che di volta in volta hanno spiegato, male, le nuove normative che riguardano l'ormai ex patentino del ciclomotore. Cerchiamo dunque di fare chiarezza! Prima di questo cambiamento chi doveva conseguire il patentino del ciclomotore era obbligato a frequentare un corso di 13 ore di teoRoberto Azzolina ria, a seguito del quale otteneva un attestato di frequenza da presentare alla Motorizzazione per prenotarsi all'esame. Tale corso si seguiva o presso una scuola guida o, per i più “piccoli”, presso la propria scuola, che ne sosteneva il costo sollevando i ragazzi da questa spesa, comunque esigua, date le poche ore di lavoro a noi richieste. La nuova normativa, di fatto, ha eliminato l'obbligatorietà del corso di formazione, permettendo così a chiunque di presentarsi per sostenere l'esame di teoria anche senza la adeguata preparazione. Ed ecco i giornali e i telegiornali a strombazzare la notizia secondo cui “adesso tutti i ragazzi Alessandra Azzolina dovranno rivolgersi per forza alle autoscuole, non sarà più possibile seguire i corsi gratuiti a scuola, dovranno spendere un sacco di soldi, le autoscuole si arricchiranno...” Questo è un errore... Chiunque potrà presentarsi da “privatista” alla motorizzazione e sostenere l'esame senza preparazione, superando magari l'esame per pura fortuna. Dove sta allora la novità? Potremo avere motociclisti che non conoscono il codice della strada! E le autoscuole, anziché “arricchirsi”, perderanno pure quelle minime entrate che questi corsi garantivano. Fortunatamente c'è però ancora qualcuno che tiene all'incolumità dei ragazzi: un noto istituto di Verona che, per tradizione, ha sempre promosso la conoscenza del codice della strada lungo tutto il ciclo di scuole elementari e medie, nonostante non esista più tale obbligo, si “ostina” a proporre ai propri alunni di frequentare, all'interno delle attività scolastiche, corsi sia teorici sia pratici. Ci auguriamo che anche altre scuole seguano questo splendido esempio di formazione ed educazione dei nostri “piccoli” utenti della strada.

pensa solo ai fatti, solo a quello che è necessario fare. Vengono meno i momenti di scambio, i momenti in cui ci si racconta, si gioca assieme, si fanno progetti. I genitori sono sempre meno autorevoli, adottano sempre più spesso comportamenti di ritirata o propongono cose eccitanti per attrarre il figlio, come i soldi, i regali e la massima tolleranza. Gli adulti, per superare il loro malessere, investono molto nel lavoro sia per necessità economica sia come realizzazione personale. I figli sono allora “adultizzati” e gli si richiedono consigli e decisioni; i bambini ricevono così un sovraccarico psicologico in quanto mancano degli strumenti necessari per affrontare il nuovo impegno. Ogni bambino desidera continuare ad essere bambino, anzi, ha paura di crescere. Ho descritto, nell’articolo di Gennaio, la crisi della coppia. Ora ho evidenziato le difficoltà dei figli nella speranza che i giovani di oggi abbiano la volontà e il coraggio di capire che ciò che ho descritto è la conseguenza della crisi familiare, non la causa. Il malessere che vivono le coppie di oggi è in parte dovuto all’incapacità dei giovani adulti di mettersi in discussione, di trovare modi più democratici e rispettosi dell’altro all’interno delle dinamiche familiari. Ogni individuo ha diritto alla realizzazione di se stesso, questo non comporta la chiusura al benessere delle persone con cui si convive. La guerra fra i sessi, di moda nelle giovani coppie, non aiuta né l’uomo né la donna a trovare una giusta armonia nella coppia.

BENESSERE

Donna

A CURA DI CHIARA TURRI “Faber est suae quisque fortunae “

Ciascuno è artefice della propria sorte (Sallustio)

MOXATERAPIA IL CALORE APPLICATO AI PUNTI DELL’AGOPUNTURA: UN METODO SEMPLICE PER CURARSI ANCHE DA SOLI La MOXA è una terapia cinese che si basa sulla stimolazione dei punti dell’agopuntura per mezzo di calore prodotto dalla combustione di un bastoncino di artemisia. Noi Occidentali conosciamo relativamente poco questo metodo di cura nonostante sia diffuso l’uso del calore a fini terapeutici. Tutti noi abbiamo usato almeno una volta la borsa con l’acqua calda. Oppure pensiamo, in ambito più scientifico, al ricorso, da parte della medicina, alle terapie con raggi infrarossi nel trattamento dei reumatismi!Ma il calore , come principio terapeutico, è tanto più efficace, quanto più piccola e intensa è la fonte da cui irradia. La sua applicazione deve essere localizzata, per esempio sui punti di agopuntura!!!! Essendo la pelle un complesso sistema sensoriale atto a recepire stimoli, essa può essere considerata la rete di partenza dell’informazione e dell’azione riflessoterapica o neurologica. L’agopuntura è la scienza che meglio ha saputo sfruttare le terminazioni nervose della pelle a scopo terapeutico, valendosi non solo di aghi e di moxa, ma anche di tecniche fondate sul massaggio e sulla pressione, come il do-in e lo shiatsu.Tra queste la moxa si fonda appunto su tali principi. Il metodo più diffuso e pratico è quello del bastoncino di artemisia. Questa irradia, quando è incandescente, un calore che va da cinquecento a seicento gradi centigradi. Mantenuta a una distanza di sicurezza dalla pelle (3 cm) l’artemisia emana calore producendo una piacevole sensazione che si intensifica gradualmente fino al limite oltre il quale diventa spiacevole. Il bastoncino a questo punto si deve allontanare. Il procedimento si ripete più volte fino a quando il punto trattato comincia ad arrossarsi. Da quel momento la cauterizzazione è efficace e la seduta è terminata. Ma quali sono le malattie curabili con la moxa? La moxa è indicata a malattie croniche, mentre per malattie acute è preferibile l’uso degli aghi. La medicina cinese distingue due categorie di malattie: quelle calde (yang) , con dolori acuti e localizzati e quelle fredde (yin), malattie croniche con metabolismi lenti, brividi, pallore, astenia e arti freddi. In quest’ultimo casi la moxa è molto indicata. Quali sono le controindicazioni? Principalmente sono segnalate due controindicazioni. La prima in caso di febbre a 40°. Io personalmente la sconsiglio già quando la temperatura corporea arriva a 38°. La seconda riguarda l’ipertensione arteriosa. In questo caso consiglio di controllare più spesso la pressione se si decide di sottoporsi a moxaterapia. Consiglio inoltre di rivolgersi ad esperti in materia (massaggiatori, fisioterapisti…) se si intende sperimentare la moxibustione, specialmente se non conosciamo la reazione del nostro organismo alla terapia del calore. Una volta sperimentata è possibile usare il procedimento anche a casa per i disturbi più comuni. Namastè.

Dedicato alle donne intelligenti Anche se non pratica del lago, la moglie decide di uscire in barca. Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza; spegne, butta l’ancora e si mette a leggere il suo libro. Arriva una guardia forestale in barca. Si avvicina e le dice: – Buongiorno, Signora, che cosa sta facendo? – Sto leggendo un libro, risponde lei (pensando “non è forse ovvio?!”). – Lei si trova in una zona di pesca vietata, aggiunge la guardia. – Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo. – Sì, ma ha tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so, potrebbe cominciare in qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto. – Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale, dice la donna. – Ma se non l’ho nemmeno toccata!, ribatte la guardia forestale. – Questo è vero, ma possiede tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento. – Le auguro buona giornata, Signora, e la guardia se ne va. MORALE: Mai discutere con una donna che legge: è probabile che sappia anche pensare.


SPAZIO DONNA

Febbraio 2013

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L’INTERVISTA / VALERIA FAVORITO

«Fabrizio, mi hai salvata» Valeria Favorito nasce ad Erice, in Sicilia, nel 1988. La sua vita di bambina felice viene però sconvolta dalla malattia del padre e il successivo trasferimento a Verona. Infine la sua malattia, diagnosticata a 11 anni: leucemia mieloide acuta. Per Valeria e la sua famiglia tutto cambia. Deve trovare un donatore di midollo osseo compatibile in breve tempo. Un’attesa interminabile, un incubo che finisce quando compare il suo donatore, Fabrizio Frizzi. Oggi Valeria vive a Corrubbio, è una ragazza sana, felice e soprattutto grata alla vita e a tutti coloro che l’hanno aiutata. A breve convolerà a nozze e il suo testimone sarà proprio colui grazie al quale la sua vita ha potuto continuare, Fabrizio, al quale Valeria era riuscita a risalire solamente dopo più di tre anni da quel 21 maggio del trapianto, giorno della sua rinascita. Valeria, hai vissuto un’esperienza difficile e dolorosa. Quali sono i momenti che ricordi con maggior intensità? «I momenti che ricordo con maggiore intensità sono diversi ma quelli che mi hanno colpito di più e mi hanno segnato sono principalmente tre: il primo è stato

quello della lunga notte cioè la prima e ultima notte che mi ha fatto compagnia mio papà e nella quale ho davvero rischiato di andarmene per sempre. Lì veramente ero “ad un passo dal cielo”. Il secondo è stato il momento dopo il trapianto: ero stanca del brutto drago di continuare a combattere, ma grazie all'aiuto dei miei genitori e di mia nonna che continuava a dirmi "volere è potere", io ce l'ho fatta a sconfiggerlo perchè mi sono detta " Valeria, ce la devi fare, Valeria devi tornare a scuola". La scuola è stata la speranza per il mio futuro. Infine ricordo molto nitidamente quando sono rientrata a scuola (ma in un'altra, perchè nel frattempo c'eravamo trasferiti). Ho visto l'immaturità dei miei coetanei che, nonostante dovessi riprendermi dalla lunga malattia, mi prendevano in giro perchè portavo la mascherina...E lì mi sono detta: “Valeria, fregatene. Fin quando non si passano certe cose non si potranno mai capire fino in fondo”. Solo i genitori e chi sta soffrendo riesce a capire la gravità della situazione». Qual è il tuo rapporto oggi con Fabrizio, a distanza di quasi 14 anni dal trapianto e cosa si prova guardando negli occhi chi ti ha salvata?

«Il rapporto con il mio "fratellone" Fabrizio è meraviglioso. Lo sento in diverse maniere, per messaggio, via e-mail, via facebook... insomma come si fa con i propri fratelli o con i propri migliori amici. Ogni volta che guardo negli occhi la persona che mi ha salvato la vita provo un'emozione unica ed indescrivibile. Perchè il sangue che scorre nelle mie vene è anche il suo». C’è un messaggio che vorresti lanciare alla luce della tua fortissima esperienza? «Vorrei che il mio libro venisse letto da chi si trova nelle stesse condizioni in cui mi sono trovata io, perchè come ce l'ha fatta Valeria ce la possono fare tutti. Spero che “Ad un passo dal cielo” possa dare a queste persone una speranza di vita. Vorrei che i giovani capissero l'importanza della donazione di sangue, delle cellule staminali emopoietiche (Midollo osseo), e se non possono donare entrambi partecipare a qualche altra forma di volontariato. Vorrei dire infine che il ricavato del libro verrà devoluto al reparto di ematologia di Verona (Borgo Roma), lo stesso ospedale e reparto in cui sono stata amorevolmente curata e salvata». “Ad un passo dal cielo” è il

libro che Valeria Favorito sta donando a chi sta attraversando la stessa esperienza che lei ha affrontato 14 anni fa. La sua pubblicazione è un intenso racconto – testimonianza di 125 pagine, intrise di ricordi, descrizioni e fotografie. Finito di stampare a dicembre 2012 da Grafiche Aurora, il volume non ha alcuno scopo di lucro: il ricavato dell’offerta del libro sarà integralmente devoluto al reparto di oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di

Valeria con Fabrizio Frizzi

Verona. Il libro è dedicato “a quei piccoli angeli che ho conosciuto durante il corso della mia malattia e che purtroppo sono volati in cielo” – scrive Valeria, che al termine del volume si rivolge a Fabrizio, il suo “fratellone”: “Se adesso sono qui a scrivere è proprio grazie a te…il sangue che per adesso sta scor-

rendo dentro le mie vene è quello tuo…e ti sono infinitamente grata per tutta la vita”. Per ordinare “Ad un passo dal cielo” on – line scrivere a valeriafavorito@hotmail.it; per la spedizione del libro_ C/C Postale IT17T0761117000000881335 90. S.A.



Giornale Febbraio