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ANNO XXVIII - N.03 MARZO 2014 - stampato il 05/03/2014

SAMBONIFACESE

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB VERONA Registrazione Tribunale di Verona n° 725 del 13.11.1986. ISCRIZIONE AL ROC N. 18663

Tutti in Fiera. Per vivere il territorio, i paesi e la loro gente. Da qui ai prossimi due mesi sono in programma tre delle manifestazioni più importanti dell'est veronese e dell'estremo ovest della provincia di Vicenza: la Fiera Campionaria di Lonigo, la Fiera di San Marco a San Bonifacio e la Fiera dell'Asparago di Arcole. Tre eventi che salutano l'arrivo della primavera e che, negli ultimi anni, sono diventati il simbolo della volontà di aziende e produttori del territorio di combattere la crisi economica e finanziaria che attanaglia il nostro Paese. Negli stand, nelle piazze e lungo le vie dei nostri paesi trovano spazio le eccellenze della terra e dell'impresa Veneta, pronte a farsi conoscere e a condividere con i visitatori nuove produzioni e tipicità intramontabili. L'appuntamento è quindi per la Fiera Campionaria di Lonigo (dal 21 al 24 marzo), per la Fiera di S. Marco a San Bonifacio (dal 24 al 27 aprile) e per la Fiera dell'Asparago di Arcole per scoprire il meglio del nostro territorio.


le vostre

Lettere Marzo 2014

ANIMALI

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SAN BONIFACIO 1

“Ma davvero serve la sperimentazione?”

“Scuole, il ricordo”

Spettabile Redazione, come molte persone anch'io sto seguendo molto attentamente questi dibattiti tra pro e contro vivisezione...ma secondo me alcune persone stanno un pò perdendo la via che viene dettata dal cuore. Tutti gli attacchi o "auguri" di vita breve nel caso Simonsen sono indubbiamente sbagliati, perchè a nessuno si augura di morire. Infatti il punto è proprio questo. Quindi mi piacerebbe invitare il lettore a riflettere su una cosa, una semplice domanda, "E se al posto della cavia, ci fossi tu? o qualcuno che ami?" già, perchè a volte è difficile, doloroso, se non scomodo mettersi nei panni altrui. Il panico, la paura, la disperazione ci portano a compiere le azioni più impensabili. La maggior

Le maestre delle IV elementari della scuola Don Mario Viale di Prova di San Bonifacio, dopo aver spiegato il perché del giorno della memoria, hanno raccolto le riflessioni fatte dai propri alunni. Il 27 gennaio del 1945 i cancelli di Auschwitz furono abbattuti dai soldati Russi che liberarono i prigionieri ridotti ai lavori forzati che poi venivano sterminati. Per questo si ricorda questa data. Il 24 gennaio 2014, è venuta la nonna di Alberto la signora Almerina a spiegarci perché suo papà è stato rinchiuso e fatto prigioniero in un campo di lavori forzati in Germania. Il bis nonno di Alberto (Antonio) forse costruiva armi e aerei da guerra per i Tedeschi. E’ stato liberato dagli Americani il 12 maggio nel 1945. I prigionieri mangiavano brodaglie di rape che erano molto amare, pane nero e scarti di umido (bucce di patate). Per tornare a casa Antonio ha vagato per l’Europa circa 75 giorni, attraversando Germania e Austria. Arrivato a casa abbracciò la sua mamma e il giorno seguente andò dalla sua fidanzata Maria. Il bis nonno non volle più raccontare la storia finché non lesse il libro di una deportata Ebrea che si salvò dallo sterminio. Da quel momento il bis nonno cominciò a raccontare la sua storia e il dolore provato ai suoi nove figli. Questa giornata è stata interessante e commovente perchè abbiamo imparato quanto hanno sofferto gli Ebrei e le persone fatte prigioniere nei campi di concentramento. Ci sembra impossibile che delle persone siano state così crudeli, cattive e terribili verso altre persone. E’ terribile pensare che dei bambini siano stati uccisi solo perché erano Ebrei. Questi fatti non devono più accadere perché ogni persona umana è speciale. Apparteniamo tutti ad un’unica razza: quella umana. Pensieri elaborati dal gruppo di Alberto, nipote di Almerina figlia di Antonio. Grazie alle suddette maestre che tengono a far conoscere alle nuove generazioni, questi misfatti, affinché non si ripetano.

parte di noi sa che gli animali sono creature sensibili, a livello emozionale pari al nostro, dimostrato tanto per averne la sicurezza, anche dalla scienza, anche loro provano dolore, amore, gioia, tristezza etc... e solitamente ne è più consapevole solo chi vive a contatto con loro, e non intendo vedere il proprio cane dieci minuti al giorno, e poi tenerlo chiuso in casa, intendo proprio viverlo, come un figlio, come un amico, un fratello... E' già stato dimostrato che la ricerca scientifica è possibile senza animali, infatti siamo uno dei pochi paesi rimasti ad avere ancora legalizzata questa pratica raccapricciante; potrei andare avanti per ore a dibattere a livello scientifico la questione, ma non è su ciò

che vorrei concentrare la vostra attenzione. Non siamo le uniche creature su questo pianeta e, al contrario della lettera di un altro lettore, non condivido il pensiero “… quando in giro c'è troppo rispetto per gli animali, non ve n'è più per le persone" (Leonardo Sciascia) in quanto secondo me il rispetto per gli altri, sia uomini che animali, non è mai abbastanza, non esiste il troppo rispetto per la vita, perchè è il dono più grande che ci è stato donato/casualmente concesso, credenti o atei, e gli unici padroni della nostra vita, siamo noi, quindi solo noi stessi possiamo decidere per chi o cosa morire. La volontà di una creatura, finisce dove incomincia quella di un'altra, sia questo uomo o animale. Le alternative ci sono, basta

cercarle, non esiste un'unica strada. Mi permetto di condividere due citazioni, per invitarvi alla riflessione, sotto due diversi punti di vista, entrambe... a vostro giudizio. "La Genesi ci mostra Dio che soffia sull'uomo il suo alito di vita. C'è dunque un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi”. (Papa Giovanni II - Karol Wojtyla) "L'uomo giusto è colui che, quando trova un verme che si è smarrito dopo un temporale e si sta seccando sull'asfalto, rimette l'animale nell'erba senza chiedersi di quanta intelligenza sia dotato. Lo salva perché è vivo e la vita è sacra." (Albert Schweitzer) Nicole Zantedeschi

SAN BONIFACIO 2

“Bar e schiamazzi notturni” Vorrei fare alcune considerazioni riguardanti San Bonifacio. Durante il fine settimana e' impossibile dormire a causa degli schiamazzi, urla e musica ad alto volume che si sentono fino a tarda notte dai clienti del bar […] situato in via […], senza conside-

rare le bottiglie e lo sporco lasciati vicino al negozio di bomboniere situato nella medesima via. A proposito della sporcizia non siamo ai livelli di Napoli, ma i sacchetti sparsi per il paese non danno una bella immagine e la situazione è da risolve-

re, anche perché i topi che girano per il paese non sono molto belli da vedere. Probabilmente la gente non sa distinguere il vetro dalla plastica oppure più semplicemente se ne frega... Infine il problema velocità delle automobili che sfrec-

ciano tra l'armeria e il pronto soccorso… Mettere dei dossi che rallentano la velocità o un tutor fisso che rilevi la velocità (con relative multe) forse sarebbero un buon deterrente. Aldo Sassi


DIALOGO

DISTURBI ALIMENTARI

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AFFIDO

“C’è chi può aiutare”

“Le famiglie spiegano”

Disordine alimentare: come possiamo controllare questo grave disturbo? Iniziamo con la volontà di voler porvi rimedio, ma sappiamo che questa viene e va. Allora come possiamo renderla stazionaria? C’è un gruppo, formato da amici comuni “per la malattia” (in quanto soffrono dello stesso problema). Finchè rimaniamo soli a piangerci addosso, la nostra fame fasulla avrà sempre il sopravvento sulla nostra personalità e noi ce ne staremo buoni buoni ad ubbidire. Ma il gruppo di “Mangiatori Disordinati” ha sperimentato che mettendo in uso un programma formato da 12 passi e 12 tradizioni (già ampiamente collaudato da Alcolisti Anonimi) imitato con fiducia e buona volontà, si può vuotare il sacco da tutti quei malumori, presenti e passati, che non fanno altro che tenerci in schiavitù. Mangiatori Disordinati non è altro che un gruppo di auto-aiuto dove ci incontriamo per condivi-

Gentile Redazione, siamo un gruppo di mamme e papà che condividono, o desiderano intraprendere, l'esperienza dell'Affido Familiare. Ci siamo conosciuti all'interno di un gruppo Facebook sull'Affido e ci accomuna la convinzione che il confronto e il sostegno reciproco tra di noi sia fondamentale. Generalmente il "popolo delle famiglie accoglienti" è un popolo silenzioso. Troppo occupato a crescere persone per avere il tempo e l'energia di farsi pubblicità. Ultimamente leggiamo e sentiamo troppo spesso storie di famiglie che si sentono "derubate dei figli dal sistema". Ci sembrano quindi doverose alcune precisazioni. Sono storie tristi, è vero, può capitare l'errore giudiziario, è vero anche questo, ma generalmente, nella stragrande maggioranza dei casi i servizi sociali allontanano il bambino dalla famiglia biologica per gravi e comprovate ragioni. Non ci sembra giusto demonizzare gli assistenti sociali, i tribunali dei minori e le famiglie accoglienti in toto. Ci sono anche altre storie che noi vi potremmo raccontare: storie di bambini non accuditi, abbandonati a sé stessi, non curati nel corpo e non alimentati nel bisogno primario di ogni essere umano di ricevere amore e attenzioni. Ma anche, e purtroppo, nei casi peggiori bambini abusati, violentati e maltrattati all'interno delle mura domestiche. E talvolta nessuno si accorge di loro per molto tempo, fino ai 10 12 anni quando diventano ragazzini arrabbiati e delusi e a questo punto spesso l'unica soluzione per loro rimane la comunità. Ed eccoci a noi. L'affidamento extrafamiliare è un istituto giuridico regolato dalla legge, è un intervento temporaneo di aiuto e di sostegno ad un minore proveniente da una famiglia che (al momento) non è in grado di occuparsi delle sue necessità. L'affido ha mille varianti. A volte le famiglie affidatarie

dere le nostre esperienze di vita quotidiana, o dei ricordi nascosti nel nostro intimo, con un effetto devastante, che non li condivideremmo mai nella vita di tutti i giorni, nè con i nostri amici più intimi e nemmeno con parenti. Nel gruppo invece troviamo la forza di liberarcene, ecco perché si chiama auto-aiuto, perché uno aiuta l’altro e cosi via fino a formare una robusta catena, che ci aiuta a lottare contro le nostre debolezze, formate da ansie, depressioni, sensi di colpa, frustrazioni, pesantezze, disturbi del sonno e altro. Solo la costanza e il tempo ci possono dare ragione, trasformando i nostri rancori in un vivere in pace con se stessi, il nostro corpo e soprattutto il cibo. Il gruppo si trova presso le scuole elementari A. Busti di via Redipuglia 4 B. Roma Verona. Per informazioni chiamare il 334.5969757. Luigi

L’Italia vista da Apindustria Negli ultimi vent’anni l’impresa è stata sistematicamente trascurata e i tantissimi deficit di sistema (burocrazia, fisco, energia, ecc…) sono diventati pesi insostenibili. Nessun paese quanto il nostro si è dato da fare per distruggere il proprio asset economico (l’impresa). Queste frasi non sono state scritte da un imprenditore, che ne avrebbe pieno titolo e coscienza, ma nientemeno che dal ViceMinistro dello Sviluppo Economico, Carlo Calende, attualmente in carica, in prima pagina su “IL SOLE 24 ORE”. Potremmo chiudere qui l’articolo, con un bel “no comment”, tanto quello che c’era da dire è stato detto e scritto. Però consentitemi di chiedere: ma come siamo conciati? Ma dove pensiamo di andare, imprese, famiglie, paese? Che futuro stiamo costruendo per noi e i nostri figli? A volte ci trinceriamo dietro la scusa “forse a Roma non sono pienamente coscienti delle realtà che viviamo sui nostri territori”, “Roma è lontana…”. No, purtroppo no, ne sono pienamente coscienti, lo scrivono nero su bianco. D’altronde, se non credono a quanto dichiariamo quotidianamente sui giornali, dovrebbero credere ai numeri. Sempre lo stesso quotidiano economico, qualche giorno prima riportava che dall’inizio delle crisi (2007), le imprese italiane hanno lasciato sul terreno qualcosa come 137 miliardi di ricavi aggregati (per capirci, sono più di 260.000 - duecentosessantamila - miliardi di vecchie lire). Minori ricavi significa spesso minori utili e quindi minore base imponibile per l’applicazione delle tasse. Ma anche questo, per la nostra classe politica non rappresenta più un problema: basta alzare le rendite catastali e le aliquote sugli immobili ad uso industriale e commerciale e si recupera quello che si è perso dall’altra parte. Che poi in quel capannone non si lavori perché non c’è lavoro e gli operai siano in cassa integrazione, che questa rapina legalizzata prosciughi ancor più la liquidità aziendale, togliendola ad eventuali investimenti sono soli dettagli, piccoli dettagli. Intanto il baraccone può andare avanti! Magari da un Presidente di Associazione uno si aspetta uno slancio di ottimismo, una visione a largo raggio…me ne rammarico, ma abbiamo esaurito anche la speranza che qualcosa possa cambiare. Alberti Arturo Presidente Apindustria Verona Vicepresidente nazionale CONFIMI Associazione Piccole e Medie Imprese Provincia di Verona. Gruppo Confimi Apindustria Verona - Via Albere, 21 - Verona Tel. 045.8102001 - Fax 045.8101988 - www.apiverona.it

sono famiglie "ponte": accolgono per breve tempo un bambino per accompagnarlo verso l'adozione. I rapporti con la famiglia naturale dovrebbero essere garantiti al minore e quindi quando è possibile si crea "un'alleanza" tra le due famiglie. Si cammina insieme per il bene del bambino e dopo un pezzo di vita insieme il bambino torna nella sua famiglia. E questo noi lo consideriamo un affido riuscito. Ma non sempre è così. Può capitare che i bambini che arrivano nelle nostre case siano fortemente deprivati, siano feriti nell'anima e nel corpo. E qui il compito diventa molto difficile. Dobbiamo lenire ferite, rassicurare visini spaventati, a volte ci troviamo a dover fronteggiare comportamenti autolesionisti o aggressivi. Dobbiamo essere (come i servizi spesso ripetono) isola in mezzo al mare. Un mare che ha visto tempeste violente. Quanti abbracci, nel cuore della notte, per calmare e contenere la rabbia di questi bambini! Però andiamo avanti, spesso con pochi aiuti, spesso additati come pazzi, ma andiamo avanti! Ecco perché ci fa male essere chiamati ladri di bambini. Vorremo parlarvi di come "normali" famiglie come le nostre decidono di mettersi in gioco perché l'affido non è, come si crede, cosa per pochi coraggiosi, anzi. Ogni bambino ha diritto ad una famiglia e ci piacerebbe che a tutti fosse data questa possibilità, perché la famiglia deve essere sempre la prima scelta rispetto alla comunità. L'affido è una bella esperienza per chi viene accolto, ma anche per la famiglia che accoglie ed è per questo che ve ne vorremmo parlare. Noi che i bambini ce li abbiamo in casa e nel cuore. Referenti del gruppo: Emilia Russo, emilia.r@tiscali.it - tel 331.7910854 Cristina Tabarini, crisstina@tiscali.it - tel 347.5065386

LEGGE ELETTORALE

“Un Senato autonomo e...” In questi giorni, oltre che di Legge elettorale, si parla tanto di eliminare il bicameralismo per legiferare meglio e più velocemente e far sì che il Senato si dedichi esclusivamente alle Regioni. La migliore soluzione non è però quella proposta e formulata da Matteo Renzi. Essa ha poco o nulla di Federale e di autonomia regionale in quanto non è corretta e rispettosa della sovranità popolare nonché del numero di abitanti delle città interessate e delle Regioni. Questo perché, così com’è stata formulata, prevede sì una diminuzione di senatori (150), ma così provenienti: 108 dai Sindaci

capoluoghi di provincia; 21 dai presidenti di Regioni e Province autonome; 21 da personalità nominate dal Capo dello Stato. Mette quindi sullo stesso piano una città di 50/100.000 abitanti con una di 500 mila o 1 milione ed oltre. Idem dicasi per le Regioni che hanno 500 mila unità con quelle di 5/9 milioni. Inoltre non ci dovrebbero essere dei nominati da un Presidente della Repubblica. La migliore soluzione è quella che a suo tempo era stata proposta dalla Lega Nord e votata dalla maggioranza in Parlamento nel 2006 e poi cancellata da un Referendum promosso dalle sinistre: un

Senato veramente autonomo e federale che legiferi per tutte le Regioni, composto da 150 senatori tutti eletti dai cittadini a livello regionale in riferimento al numero di abitanti, con un minimo di due alle regioni meno popolose. I Governatori regionali potrebbero essere aggiunti a tutti gli effetti. A questo punto però pure la Camera dei Deputati dovrebbe ridurre i suoi parlamentari portandoli a 300/400 elementi. Inoltre dare la possibilità al Popolo sovrano di eleggere anche il Presidente della Repubblica. Renato Tomezzoli


DIALOGO

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UN PICCOLO CONTRIBUTO PER UNA GRANDE CAUSA Il nostro pensiero in questi ultimi tempi è spesso rivolto ai molti connazionali che per motivi non facilmente interpretabili sono privati della loro libertà in paesi stranieri. Dal Congo alla Guinea Equatoriale fino agli Stati Uniti, sono 3120 i detenuti italiani all’estero (L’Espresso 19 dicembre 2013). Tra questi i due nostri connazionali del battaglione San Marco, per i quali da troppo tempo viviamo in trepidazione. Con il passare del tempo si ha l’impressione che le istituzioni e l’opinione pubblica, malgrado qualche cenno di ripresa d’interesse, verificatosi in questi ultimi giorni, si siano rilassate o assuefatte all’idea della inutilità di qualsiasi azione. In questo contesto riveste particolare importanza l’iniziativa del consigliere del comune di Verona Vittorio Di Dio, il quale il 17 dicembre ha organizzato un convegno nel corso del quale sono stati esaminati i vari aspetti di questa storia. A premessa Di Dio, nel ripercorrere le varie fasi della complicata vicenda, ha messo in luce l’assurdità delle accuse e accennato ad alcuni elementi che escluderebbero la responsabilità dei due connazionali. A seguire l’on. Sergio Berlato, eurodeputato, ha riferito che “i sentimenti in Europa sono di quasi totale indifferenza, considerando il problema limitato a Italia-India. Ha

poi aggiunto di ritenere le indagini omissive verso altri colpevoli; inqualificabile, se confermata, la probabile distruzione di alcuni reperti giudiziari; oltraggiose alcune testimonianze che avrebbero ricostruito uno scenario assurdo di fatti palesemente mai avvenuti. L’Italia ha il dovere di difenderli perché, oltre ad essere cittadini Italiani, in quel momento operavano per il nostro Paese e non solo”. A questo punto ha preso la parola Toni Capuozzo, corrispondente della televisione italiana, affermando che “in questa circostanza l’Italia si è dimostrata una democrazia debole. Cosa succederà ora nessuno lo può prevedere. Certo è che difendersi da false accuse non è facile. Io - dice Capuozzo - non ho mai visto, nei miei frequenti contatti con i reparti all’estero, un militare italiano premere il grilletto a cuor leggero. Perché noi, italiani, non riteniamo questo un affronto alla dignità nazionale? Forse perché non vediamo di buon occhio le missioni all’estero?”. Dopo essersi posto ed aver posto questi quesiti, Capuozzo ha sviluppato una lunga disamina circa la capacità di dialogo che in questo momento le istituzioni Italiane e il Ministero degli Esteri in testa, stanno conducendo, dimostrando che “all’estero siamo sempre con il cappello in mano”. A suffragio di

ciò ha citato il caso delle armi chimiche siriane che dopo rifiuti, di numerose nazioni, l’Italia si è addossato l’onere della loro distruzione con tutti i rischi che ne derivano. Infine il perito giudiziario, ing. Luigi Di Stefano, ha confermato, con minuziosa pignoleria, fatti ed azioni compiute dalle autorità indiane tendenti a incolpare, con accuse gravissime, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. “E’ sbalorditivo, se confermato, che dalle indagini iniziali e dalle perizie sia emerso che i colpi riscontrati nei corpi dei pescatori fossero di un calibro diverso rispetto alle armi in dotazione ai marò. Infine, l’imbarcazione sulla quale i due pescatori indiani viaggiavano il giorno dell’incidente non è più a disposizione. E’ stata affondata. In sintesi ritenendo molto importanti le notizie fornite da Di Stefano, frutto di un’approfondita e competente disamina dei fatti, riportiamo di seguito le anomalie più significative: carenze dell’impianto accusatorio; dubbi sui risultati emersi dall’autopsia, effettuata dall’anatomopatologo prof. Sasikala; nullità dell’impianto accusatorio per carenza o assenza totale di prove non più reperibili; posizioni testimoniali poco attendibili causa non univoche versioni fornite in tempi diversi; esistenza di nume-

rosi rilevamenti radar, immodificabili, ai quali non viene attribuita molta importanza. Come già accennato in questi ultimi giorni in Italia e in Europa qualcosa si è mosso. L’evento che ha innescato questo comportamento è stata la notizia dell’eventuale utilizzo di una legge indiana che in caso di condanna potrebbe essere comminata la pena di morte. Si potrebbe continuare nell’elencazione di altri aspetti allucinanti di questa vicenda, ma riteniamo di fermarci qui sicuri che si tratti di fatti noti a chi legge. Solo alcune considerazioni finali alla luce delle ultime notizie pervenute: utilizzare una legge antiterrorismo nei riguardi di personale militare imbarcato in funzioni di lotta alla pirateria, è inapplicabile e inaccettabile; l’internazionalizzazione della vicenda è ormai indilazionabile. Le Nazioni Unite e l’Europa devono intervenire in quan-

to non solo si tratta di una violazione dei diritti umani, ma è in gioco la certezza del diritto per tutti i soggetti operanti all’estero; l’inviato del governo Italiano in India, Staffan De Mistura, annuncia periodicamente forti contromisure. Sarebbe ora che dicesse in cosa consistono; la confusione e i contrasti tra ministeri nella capitale indiana non fanno certo ben sperare, le prossi-

me elezioni si presume condizionino le decisioni. Non resta quindi altra soluzione che spingere per un processo in un tribunale internazionale. Ora l’attesa diventerà sempre più penosa. Trasformiamo l’indifferenza in interesse quotidiano verso una crisi che non riguarda solo due nostri colleghi ma l’Italia tutta. Francesco Gueli

SISTEMA VERONA

“Si sta sgretolando” Il sistema Verona si sta sgretolando sotto i nostri occhi. La Verona delle manifatture industriali, la Verona delle banche e del benessere diffuso sta scomparendo, lasciando sul terreno aziende chiuse, disoccupati, giovani senza speranza. Il tutto nel silenzio più assordante di una classe politica che altro non sa fare che manifestare la propria solidarietà ad imprese e lavoratori. La Verona politica non ha più alcun peso su scelte di imprese o su decisioni nazionali o regionali. Così accade che le crisi che investono le grandi imprese storiche del nostro territorio vengano gestite sulla base degli interessi dei singoli imprenditori. Quello che manca è un’azione orientata alla ripresa che consti di

proposte e atti concreti per incentivare le imprese a mantenere le produzioni a Verona. Il tanto esportato sistema Verona si può forse accontentare solo di Verona in Love, di Cioccolandia e di due squadre in serie A o dovrebbe forse dimostrare anche capacità progettuale di sviluppo economico, produttivo, innovativo, competitivo, di rete e di filiera? Si ha l’impressione di assistere ad una recita, dove gli attori sono più impegnati all’autoreferenzialità che al pubblico che assiste dopo aver pagato il biglietto. La politica deve essere progetto, azione, condivisione e risultati. La politica di avanspettacolo e di Gossip ha respiro corto, si ferma subito. Ai dipendenti delle Ofv, della Mondadori o di altre impre-

se in crisi fanno sicuramente piacere gli atteggiamenti di solidarietà dei politici, fa anche piacere la sospensione delle bollette in scadenza, ma farebbe molto più piacere vedere che grazie al peso della classe politica veronese il loro posto di lavoro viene salvato e le bollette se le possono pagare come hanno sempre fatto. Nessuno si senta deresponsabilizzato nell’affermare che la crisi arriva da lontano. È vero si che è partita da lontano, ma noi tutti siamo stati eletti da vicino e ai nostri elettori che dobbiamo dare una risposta che non può essere evasiva e inconcludente. Massimo Castellani Segretario generale Cisl Verona

MERCATINO

Direttore Responsabile: Rosanna Pancaldi Servizi Fotografici e consulenza Grafica Mario Franchino

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Numero chiuso il 05 - 03 - 2014

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CRONACHE

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MALTEMPO 1. Le recenti precipitazioni hanno ingrossato i fiumi MALTEMPO 2. Botta e risposta a Soave tra Sindaco e Minoranza

Pioggia fitta: C’è polemica sale la paura Tornano le piogge abbondanti e, come in un'equazione da mandare a memoria, tornano anche a farsi sentire apprensione e paura nell'Est veronese. Le insistenti e abbondanti piogge cadute a cavallo tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio hanno infatti ingrossato i fiumi del territorio e con l'alzarsi dell'acqua ecco che è tornato a farsi vivo anche l'incubo alluvione. Questa volta, per fortuna, non si è andati oltre all'apprensione. Questa volta sono stati i cittadini di Soave a prendere lo spavento più grande quando, lunedì 4 febbraio, le acque del Tramigna sono arrivate al livello dei ponti di ingresso al paese e di fronte all'ex ospedale. Nella mattinata i cittadini erano stati avvisati di spostare le proprie auto dai garage interrati. Verso mezzogiorno il momento più critico, poi la situazione è migliorata nel pomeriggio. Più tranquilla la situazione nel punto in cui il Chiampo confluisce nell'Alpone; il livello delle acque, pur alto e costantemente monitorato, non ha raggiunto

quello del cavalcavia che collega Monteforte a San Bonifacio. Pochi i disagi anche a San Bonifacio, dove però l'attenzione dei cittadini si è concentrata presso l'ormai ex ponte della Motta. Il livello dell'Alpone è rimasto molto alto per tutta la giornata di lunedì 4 febbraio; nei momenti di picco l'acqua ha quasi raggiunto le altezze critiche di qualche mese fa, ma l'assenza della struttura in ferro del ponte ha evitato che si bloccassero detriti e che l'acqua invadesse la strada. Numerose le persone che, durante tutta la giornata, si sono recate presso gli argini e dalla pista ciclabile hanno

osservato lo scorrere dell'Alpone per capire se la rimozione del ponte sia quantomeno servita ad evitare rischi di inondazione. Qualche famiglia ha però comunque dovuto fare i conti con l'acqua fuoriuscita da tombini e falde. Nei giorni successivi, nonostante, le piogge siano comunque continuate, la situazione è diventata via via meno preoccupante. Ora i cittadini dell'Est veronese attendono di capire quando, al manifestarsi di forti perturbazioni, potranno definitivamente smettere di preoccuparsi per i propri paesi e le proprie case. Matteo Dani

Le inarrestabili piogge che si sono abbattute sull'est veronese lo scorso febbraio hanno creato ancora allarme e preoccupazione a Soave. Il maltempo, che fortunatamente si è allontanato, non ha creato eccessivi disagi ma ha lasciato sui cittadini un velo di polemica e agitazione. Il Sindaco Lino Gambaretto chiarisce: «Lunedì 3 febbraio, a causa dell'incessante pioggia, abbiamo avuto un problema non da poco. L'Alpone, verso le tre di notte, è salito in modo importante ed abbiamo chiuso le paratoie per un paio d'ore. Dato che il fiume continuava a defluire in maniera massiccia abbiamo deciso di riaprire e questo ci ha consentito di non utilizzare il bacino S.Lorenzo». Uno scampato pericolo dunque, ma cosa sarebbe successo se la portata dell'acqua fosse stata maggiore? «Eravamo già pronti per agire - spiega Gambaretto - . Sostanzialmente non abbiamo avuto bisogno di utilizzare le opere realizzate ma queste ci hanno consentito di programmare una serie di interventi nel caso in cui fosse successo qualcosa di ancora più grave. I nostri dipendenti erano pronti e avevamo già chiesto l'aiuto degli agricoltori che avrebbero messo a disposizione anche le loro pompe. Abbiamo poi allertato subito gli abitanti della zona S.Matteo». Una zona particolarmente colpita quella di S.Matteo dove è stata bloccata la circolazione per motivi di sicurezza. «Abbiamo chiuso la strada precauzionalmente, soprattutto per non far subire alle abitazioni del piano terra l'onda d'acqua della auto che sarebbero transitate. Abbiamo avuto solo un problema nella corte più bassa della zona dove tuttavia gli abitanti si erano protetti con dei sacchi. Sacchi preparati e consegnati alle famiglie da un gruppo di 35 volontari”. Una zona che ha creato parecchie polemiche nelle fila della minoranza». Il consigliere Matteo Pressi ha così espresso il suo disappunto nella gestione della situazione: «Sono passati quattro anni, ma i cittadini vivono ancora sperando che, ad ogni pioggia, l'acqua e il fango non invadano le abitazioni. Forse è il caso che la nostra amministrazione comunale per amore di Soave si faccia da parte e lasci spazio a qualcuno che sia in grado di condurre la partita con Regione, Genio Civile e consorzio di Bonifica». Il Sindaco Gambaretto risponde: «E' molto facile criticare nel momento in cui non si conoscono nel dettaglio le cose. Probabilmente il consigliere Pressi non sa di cosa stiamo parlando. Dopo l'alluvione del 2010 noi ci siamo immediatamente mossi per risolvere il problema». Ludovica Purgato

SOAVE. Via San Matteo e allagamenti: come fare? In questo periodo a Soave si sta discutendo come salvare via San Matteo dal rischio allagamenti in caso di piogge continue e il Consorzio Alta Pianura Veneta ha stilato un progetto molto costoso. «Quando piove molto il tubo largo 120 pollici non ce la fa a far defluire l’acqua – afferma il sindaco Lino Gambaretto -. L’unica soluzione era raddoppiare la larghezza del tubo. Dopo aver fatto delle analisi del territorio il Consorzio ci ha dato il progetto definitivo che costerà più di sei milioni di euro: il tubo, partendo da via San Matteo, dovrebbe percorrere un tratto a cielo aperto, oltrepassando l’autostrada e, attraverso lo spingitubo, passare sotto la ferrovia e tutte le aziende lì ubicate, a una profondità importante. Questo tubo largo 160 pollici arriverebbe a Villabella e scaricherebbe attraverso un sistema di fossati, che servirebbero da invaso prima di arrivare a destinazione nel fossato più grande. In questo momento stiamo valutando il progetto per capire se effettivamente può portare a una soluzione valida. Il problema sarà come trovare i fondi». M.G.M.


CRONACHE

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L’INDAGINE DI COLDIRETTI. La contraffazione dei prodotti fa perdere sessanta miliardi di euro di fatturato

Made in Italy alimentare: i falsi penalizzano il Paese La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in Italy fa perdere all’Italia oltre 60 miliardi di euro di fatturato che potrebbero generare reddito e lavoro in un difficile momento di crisi. E’ quanto emerge da uno studio di Coldiretti presentato a Fieragricola 2013, nell’ambito della quale sono stati presentati gli ultimi casi più eclatanti e curiosi di cibi italiani contraffatti scovati nei diversi continenti: dal Pandoro argentino al Salame veneto Made in Canada, dall’Asiago statunitense al Kressecco della Germania, dal kit per falsificare il Parmigiano Reggiano a quello per taroccare il Valpolicella. «C’è in atto un salto di qualità dell’agropirateria internazionale che - denuncia Coldiretti - è arrivata a colpire i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare nazionale con danni economici e di immagine non più sostenibili per l’agricoltura italiana. La denominazione Parmigiano Reggiano resta le più copia-

ta nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita c'è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, ma anche Pamesello in Belgio. Ma ora – continua Coldiretti - c’è addirittura la possibilità di acquistare (in Gran Bretagna, negli Usa o in Australia) un kit per fare il pregiato formaggio italiano, ovviamente senza dare alcuna importanza al latte utilizzato. Una vera e propria truffa che colpisce anche i vini italiani più prestigiosi come il Valpolicella che può essere taroccato con un miracoloso kit che promette di ottenerlo in pochi giorni con miscugli di polveri e mosto». La gamma dei prodotti alimentari falsificati si è allargata ed è ora possibile trovare sul mercato formaggi come il Pecorino friulano, il Romanello e il Crotonese prodotti in Canada o la Gorgonzola sauce realizza-

ta in Germania. Anche i falsi salumi Made in Italy tirano a livello internazionale: dalla Mortadela siciliana rumena, al Salame tipo Milano fatto in Brasile, dal Cacciatore salami e la Soppressata salami prodotti in Canada, al Prosciutto cotto Villa Gusto diffuso in Germania. «Per i primi piatti – prosegue Coldiretti - sono “sconsigliati” i Maccaroni mit tomatensauce o gli Gnocchi Ruco-

WINE MONITOR / IL CASO

«Vino, l’Italia perde consumi» Negli ultimi cinque anni il vino in Italia ha perso consumi per ben quattro milioni di ettolitri. Le recenti stime di Wine Monitor sul consumo del vino nella grande distribuzione organizzata in Italia (che veicola oltre il 65% delle vendite di vino nel nostro Paese) vedono anche per il 2013 una perdita netta dopo la riduzione del 3,5% subita nel 2012, con un calo delle vendite in quantità di circa il 6,5% sia nei canali iper, super e su perette (dati IRI). Crescono invece le vendite in valore di circa il 3,5% in conseguenza dell’aumento dei prezzi dei vini di quasi l’8%. «Sarebbe facile ascrivere questa ulteriore frenata alla crisi attuale che ha praticamente toccato tutti i comparti e intaccato molti consumi dell’alimentare italiano – affermano da Wine Monitor -. Il problema è che questo declino ha radici molto più lontane e se ci fermiamo "solo" agli ultimi 5 anni il consumo di vino nel nostro Paese ha perso ben 4 milioni di ettolitri. Per anni abbiamo detto che era inevitabile un declino dei consumi in Italia e non si poteva certo rimanere ai dati del dopoguerra e nemmeno ai circa 70 litri degli anni ‘80. Poi abbiamo iniziato ad accen-

dersi la spia rossa quando a fine anni ‘90 siamo scesi sotto i 50 litri e da lì in poi ogni anno abbiamo sperato che il calo si arrestasse. E invece siamo arrivati inesorabilmente ai 37 litri pro capite attuali e quello che è peggio è che non sappiamo se il fondo è stato toccato. Noi di Winemeridian ci occupiamo di mercati internazionali, grande opportunità per il vino italiano, ma saremmo dei miopi se non ci rendessimo conto che non può essere solo l’export la salvezza del vino italiano. Abbiamo un sistema produttivo troppo polverizzato, costi di produzione elevati, managment aziendali molto eterogenei, e tanto altro ancora per poter immaginare che la chance dell’internazionalizzazione è una chiave di salvezza per tutti. E a prescindere da tutto ciò l’erosione del mercato Italia è un pericolo per tutto il sistema vitivinicolo italiano». In questo scenario Wine Monitor si chiede “cosa si può fare?”. «Sicuramente – affermano – non bisogna rimanere fermi. Invece sembra vi sia una sorta di fatalismo pessimista che porta molti a considerare il mercato Italia morto. Gli stessi media nazionali che per un lungo periodo ave-

vano inserito il vino in una serie innumerevole di programmi oggi sembrano aver derubricato questo prodotto dal loro palinsesto. E se il vino smette di fare audience significa che qualcosa di grave è successo. Recuperare un’immagine semplice e accattivante del vino agli occhi dei consumatori, soprattutto quelli "meno esperti" è indispensabile. Senza parlare del declino di quasi tutte le testate storiche dell’editoria enogastronomica che non si può solo ascrivere alla crisi generale della stampa tradizionale ma forse anche ai modelli di linguaggio. Infine il dialogo ormai interrotto da tempo tra ristorazione e mondo della produzione, ci appare come la fotografia triste di una coppia di separati in casa. E’ possibile allora- si chiedono ancora a Wine Monitor - individuare una via per creare una nuova "alleanza del gusto" dove una comunicazione coordinata da parte del mondo del vino, in collaborazione con la distribuzione, possa ridare slancio all’immagine di un prodotto simbolo accreditato di cultura e buon vivere nel mondo mentre da noi appare quasi un liquido per un’elite di pochi snob?».

la-Parmesan prodotti in Germania o la Palenta realizzata in Croazia, magari con il sugo fatto con San Marzano pomidori pelati coltivati in Usa. Anche l’olio e il vino rientrano nei prodotti italiani fortemente imitati all’estero dove si possono trovare il Pompeian oil del Maryland (Stati Uniti) così come il falso Chianti americano, ma anche il Kressecco o il

Meer-Secco tedeschi che imitano l’inarrivabile prosecco e persino il Barbera rumeno che, tuttavia non è rosso, ma incredibilmente bianco». Comune denominatore degli esempi di imitazione e contraffazione di prodotti agroalimentari italiani è l’opportunità, per un’azienda all’estero, di ottenere sul proprio mercato di riferimento un vantaggio com-

petitivo associando indebitamente ai propri prodotti l’immagine del Made in Italy apprezzata dai consumatori stranieri, senza alcun legame con il sistema produttivo italiano e facendo concorrenza sleale nei confronti dei produttori nazionali impegnati a garantire standard elevati di qualità. «Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che - conclude la Coldiretti - causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi, ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari come previsto dalla legge approvata all’unanimità dal Parlamento italiano all’inizio della legislatura e rimasta fino ad ora inapplicata».


CRONACHE

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SOAVE. Il Sindaco risponde all’intervento del consigliere di minoranza Pressi

Tribunale chiuso: parla Gambaretto Il sindaco di Soave, Lino Gambaretto, risponde al consigliere di minoranza Matteo Pressi il quale aveva pubblicato il suo intervento sullo scorso numero del giornale. «Il consigliere Pressi non è assolutamente a conoscenza delle azioni che l’amministrazione comunale ha già intrapreso. Per ciò che riguarda la dismissione del tribunale, il comune di Legnago è nella nostra stessa situazione con la cessazione dell’attività del tribunale e la conferma che a breve se ne andrà anche il giudice di pace. Per quanto riguarda la nostra situazione, ho partecipato a tutti gli incontri organizzati e mi sono immediatamente reso conto che era impossibile andare contro una legge dello Stato. Con il sindaco di Legnago, Roberto Rettondini, ho promosso anche alcuni incontri

in tribunale a Verona per la gestione della struttura ma ci è sempre stato detto che la legge è decretata a livello centrale e non possiamo fare nulla in merito. Per quanto riguarda gli arredi, che sono intestati al tribunale, anche quelli acquistati dall’amministrazione comunale, in un sopralluogo congiunto con i tecnici del tribunale di Verona, abbiamo avanzato una richiesta formale per quanto riguarda gli arredi della sala delle udienze e l’ufficio del giudice, simili a quelli storici del palazzo municipale. Inoltre – aggiunge il primo cittadino - ho fatto eseguire una ricerca d’archivio molto accurata, dove sono indicate le fatture degli acquisti fatti negli anni precedenti e abbiamo presentato questa documentazione, dalla quale si evince gli acquisti fatti dall’amministrazione comunale e le percentuali di restituzione che il comune ha

Lino Gambaretto

ricevuto dallo Stato. Ci stiamo ora muovendo per cercare di ottenere almeno una gratificazione economica per tutte le spese che ha sostenuto il comune nei confronti di quest’istituzione. Al momento utilizziamo solo la sala delle udienze, assegnata temporaneamente

al corpo bandistico “Ludovico Aldrighetti”, visto il crescente numero di giovani che si sono uniti alla banda, in attesa di cosa ne sarà per il futuro. Nel frattempo – continua - le legge sulla cessazione dei tribunali ci obbliga a mantenere per due anni una disponibilità dei locali per lasciarvi documenti, fascicoli e quant’altro. Per questo motivo ho fatto una richiesta al presidente del tribunale di Verona, Gianfranco Gilardi: il Comune dispone di uno spazio in Corte Bolla e qui si potrebbero collocare a giacenza tutti gli archivi oggi presenti. Nel frattempo stiamo cercando una soluzione per riutilizzare il tribunale. Per quanto riguarda le proposte avanzate dal consigliere Pressi di portarvi le sedi di Unicoge e Uniservizi, ritengo che sia davvero impossibile: gli enti sono appoggiati allo studio

SOAVE / VIA CA’ DEL BOSCO

Il capitello tornerà alla luce A Soave a breve risorgerà un capitello che fu distrutto più di 50 anni fa. Il promotore dell’iniziativa è Gianfranco Guadin, presidente della sezione locale di Legambiente, accanto a Tiziano Creasi, proprietario del muretto dove sarà ripristinata l’opera. «Il capitello è stato distrutto più di cinquant’anni fa da Santo Dal Palù, ricco allevatore di maiali soavese, che durante i lavori di sistemazione della sua casa confinante con la mia, demolì il capitello che c’era sul suo muretto d’ingresso in via Ca’ del Bosco – afferma Guadin -. Mio padre, Mario Guadin, era molto dispiaciuto per l’accaduto e recuperò tra le macerie la Madonnina e le pietre dov’erano incise la preghiera e la dedica e le nascose nel fienile. Un

giorno facendo delle pulizie nel fienile trovai la Madonnina e le pietre e decisi di spostare tutto in soffitta per metterle più al sicuro. Si presume che il capitello risalga a fine ‘800 poiché l’iscrizione cita il cardinale Luigi di Canossa e questo morì nel 1900 e inoltre la Madonnina, valutata da un antiquario locale, è di un certo valore artistico. Purtroppo ora poche persone si ricordano del capitello ma fra le poche ci sono gli amministratori comunali che quando gli ho raccontato l’idea di ripristinarlo ne sono stati entusiasti. A breve perciò – conclude Guadin - sarà fatto un progetto per la sua realizzazione da parte dell’ufficio tecnico comunale e sarà inviato alla Soprintendenza dei beni storici e artistici di Verona per l’ap-

provazione. In caso affermativo il capitello sarà

fatto in breve tempo». M.G.M.

Capitello Ca' del Bosco

Cavaggioni che ha sede a San Bonifacio in appartamenti che hanno acquistato che soddisfano ampiamente le loro esigenze. La nostra proposta – conclude Gambaretto - è di coinvolgere anche altri Comuni: stiamo cercando di capire se può interessare l’intero stabile o

solo parzialmente. Pertanto vorrei tranquillizzare il consigliere Pressi e i soavesi che non è nostra intenzione abbandonare al degrado quello stabile, ma vorremmo “rimetterlo in moto” affinché possa vivere e dare un certo reddito». Maria Grazia Marcazzani

L’INIZIATIVA. Regalo d’amore? Adotta una vite di Garganega Adotta un... vigneto, e regalalo al tuo amato. Stop a cuccioli di peluche, fiori e cioccolatini, roba vecchia, la nuova moda per dichiarare la propria passione amorosa consiste nel regalare l'adozione di viti di Garganega, il vitigno che dà il Soave. Una dichiarazione d'amore “green”, originale e che di certo soddisferà il palato dei due innamorati. L'iniziativa, dal titolo “Adotta una Garganega”, è promossa dalla Strada del vino Soave e consente di ricevere 12 bottiglie di Soave Doc con etichetta personalizzata con il nome o un verso poetico. Ma non è tutto, i nuovi “genitori” potranno seguire da vicino il ciclo produttivo della vigna adottata, sia a distanza, attraverso una newsletter dettagliata, sia di persona. Sarà infatti possibile visitare personalmente la propria “creatura” nel territorio della Pedemontana dell'est veronese e aiutare nella potatura e nella vendemmia per poi seguire in cantina l'evoluzione del vino fino al ritiro delle bottiglie. L'adozione, resa possibile grazie alla collaborazione di 13 aziende agricole, consente di adottare un minimo di 50 viti al costo di 100€ l'anno. Dopo il secondo anno consecutivo di adozione, il nome del vignaiolo adottivo verrà affisso sul palo di testa del filare adottato. Per informazioni è possibile visitare il sito www.stradadelvinosoave.it Ludovica Purgato


CRONACHE BELFIORE. Ordinanza rivolta a tutta la cittadinanza

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SOCIAL NETWORK / IL FENOMENO

Cani a spasso: «Sei di Belfiore se...» Posta il tuo ricordo le disposizioni Servizi di

Graziana Tondini Il comune di Belfiore il 12 febbraio ha emanato un’ordinanza rivolta ai proprietari e conduttori di cani, nonché a tutti i cittadini, con alcune disposizioni di “corretto comportamento” da tenere quando si porta “Fido” a passeggio nei luoghi pubblici. Il Sindaco Davide Pagangriso, in particolare ordina di raccogliere immediatamente gli escrementi prodotti dagli animali su area pubblica o di uso pubblico, in particolare in centro abitato, nei parchi pubblici e sulle piste ciclabili, utilizzando appositi sacchetti chiusi ed ermetici, da conferire nei cestini per la raccolta rifiuti. Inoltre, i proprietari devono essere sempre forniti dell’adeguata attrezzatura per la raccolta delle deiezioni, in qualsiasi momento dell’accompagnamento dell’animale. Il possesso degli attrezzi dovrà essere dimostrato, a richiesta, ai funzionari di Polizia Locale.

Altre disposizioni riguardano l’alimentazione di cani vaganti in aree pubbliche, per la quale si deve provvedere a rimuovere le ciotole vuote ed i resti di cibo, per evitare problemi igienico sanitari ed infine, i cani di grossa taglia o di indole mordace, devono essere assicurati con solido guinzaglio e guidati da persona in grado di custodirli. «Il fenomeno delle deiezioni canine abbandonate su marciapiedi, strade, giardini pubblici crea disagio ai cittadini, per la noncuranza con cui vengono lasciate dai

detentori di cani - dichiara il Sindaco -. Dopo un periodo di “sperimentazione” con un avviso pubblico, abbiamo adottato l’ordinanza, con le sanzioni D. Lgs. N. 267/2000, in cui è previsto il pagamento di una somma di denaro da € 25,00 ad € 500,00 da parte dei trasgressori». I possessori e conduttori di cani sono avvisati; la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni Verona Est sta verificando il rispetto delle prescrizioni suddette, oltre ad occuparsi dell’erogazione delle multe a seguito dell’ordinanza comunale.

E’ diventato un fenomeno di costume anche a Belfiore, postare i ricordi e le immagini sui social network. Infatti su Facebook, spopola la pagina “Sei di Belfiore se…” che conta oltre 560 iscritti, seguita da “Antiche foto di Belfiore d’Adige” con 120 “mi piace”. Ideatore della pagina “Sei di Belfiore se…” è stato Giuliano Zattra, a cui si sono aggiunti i belfioresi residenti o emigrati fuori paese, contenti di trovare ognuno il proprio “amarcord” sul paese natio. C’è chi posta foto della scuola dell’obbligo, della prima comunione, dei vecchi negozi e delle osterie ormai scomparse, chi mette dei veri e propri quiz per verificare la “belfioresità” degli iscritti, se ricordano i soprannomi delle famiglie più conosciute o dei personaggi particolari del luogo. Un evento particolare che tutti ricordano è stata l’inaugurazione del campo sportivo, con la presenza del grande Paolo Rossi, il mitico “Pablito” dei Mondiali di calcio 1992. «L'idea di creare il gruppo di Belfiore è nata una sera di

gennaio, avevo già visto alcuni post per paesi vicini, come Lonigo, Soave, ecc. così mi è venuta l'idea di replicare la cosa a Belfiore. In breve, molti altri paesi hanno fatto lo stesso» - commenta Zattra. “Antiche foto di Belfiore d’Adige” è una pagina creata da Andrea Dario, con il supporto di Graziano Soave e Giuliano Azzalin. Ha un carattere più culturale, dedicandosi a ricercare e catalogare antiche foto dei siti più importanti del territorio, notizie di giornale relative a Belfiore, libri e pubblicazioni, personaggi storici. Qui fanno bella mostra le foto dell’antico traghetto sull’Adige e della cava di ghiaia in via

Porto, del ponte in ferro sull’Alpone, di Palazzo Moneta e delle vecchie corti rurali, delle vie trasformate dalle moderne urbanizzazioni. Non poteva mancare l’immagine della 1° Festa della Mela. L’aspirazione dei fondatori del gruppo è una mostra fotografica sulla vecchia Belfiore nel periodo della festa della mela, per cui la raccolta di immagini continua. Dureranno questi fenomeni mediatici? Chi lo sa, per adesso si può dire che suscitano curiosità e interesse nella popolazione e che è un nuovo modo di fare comunità, virtuale, una forma moderna del filò o delle discussioni nelle osterie e nelle piazze.


CRONACHE

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SOAVE. La storia della “Monsignor Aldrighetti”, dal principio al giorno d’oggi

NOTIZIE IN BREVE

Musica, maestro! Suona la banda

(L.P.) PANNOLINI LAVABILI. Grazie ad una proroga è ancora possibile richiedere l'incentivo economico di 100euro del comune di Caldiero per l'acquisto del primo kit di pannolini lavabili per neonati. Tutti i genitori di bambini nati dopo il 01 ottobre 2011 potranno fare richiesta scaricando il modulo sul sito del comune. La Campagna, dal titolo "Bimbi sostenibili", è realizzata dal Comune di Caldiero in collaborazione con il Consorzio di Bacino Verona Due del Quadrilatero e la Provincia di Verona. Per informazioni, ufficio politiche sociali del Comune di Caldiero: 045.7650023 o 045.6151555. CAMMINAR...PARLANDO. A Caldiero riprende l'iniziativa che unisce l'attività fisica alla socializzazione. “Camminar parlando” è il titolo del progetto ideato dall'assessorato allo sport e servizi sociali, in collaborazione col gruppo podistico "Garden Story". Ogni lunedì e mercoledì si effettua un'uscita tra i quartieri del paese, con un percorso di circa 6 chilometri. Il ritrovo è alle 18,40 in piazza Marcolungo a Caldiero. L'evento, adatto a grandi e piccini, vuole promuovere la socializzazione tra le persone, far conoscere il territorio e ovviamente favorire lo svolgimento di una sana attività fisica. In ogni incontro viene individuato un argomento comune di dialogo con la presenza di figure rappresentative. IO LEGGO A TE...TU LEGGI A ME... Prende il via martedì 4 marzo il corso sulla lettura ad alta voce realizzato con il contributo degli Assessorati alla Cultura del Comune di Colognola ai Colli e del Comune di Caldiero. Ventiquattro ore di corso suddivise in dodici incontri dove i partecipanti verranno coinvolti in attività esperienzali attraverso esercizi e pratiche del teatro e dell'animazione. Appuntamento ogni martedì sera dalle 20 alle 22 presso la sala consiliare di Caldiero (primo piano della biblioteca). Per partecipare non è richiesta nessuna esperienza teatrale precedente. Il laboratorio si rivolge a quanti desiderano approfondire l’esperienza della propria voce e delle proprie capacita espressive, a chi, gia attivo nel campo educativo/animativo, vuole approfondire la dimensione corporea e di movimento, a chi ritiene che il corpo e la sua voce siano strumenti importanti di espressione, comunicazione e creazione e a chi infine desidera diventare un lettore.

La banda comunale “Monsignor Ludovico Aldrighetti”, oggi ricca di giovani, ha origini molto antiche e le prime testimonianze che ne parlano risalgono al 1819 quando a Soave c’erano ben due bande, una parrocchiale e l’altra comunale. In seguito le due bande si fusero in un solo gruppo, che conquistò negli anni ‘20 una meritata fama, con esibizioni in tutto il Veneto e oltre, per esaltare ricorrenze e celebrazioni. Memorabile fu quella ai reduci di Libia nel 1912. Durante il periodo fascista, la Banda fu trasformata in Fanfara, per celebrare localmente i fasti del regime. Con il triste evento della seconda guerra mondiale la Fanfara cessò ogni attività. Un evento importante per la banda risale alla fine della guerra quando Monsignor Ludovico Aldrighetti, appena tornato in Italia dal campo di concentramento di Dachau in Germania, decise di riannodare la struttura sociale del paese anche attraverso la cultura, l’associazionismo, il tempo libero; e rifonda così la banda musicale, che porta ancora – a perenne memoria – il suo nome. Piero Pomini fu il primo Presidente e la direzione fu affidata al Maestro Guido Capitanio, coadiuvato da Silvio Zanini. A Pomi-

ni subentrarono nella presidenza Giovanni Schibuola e poi il Maestro Guido Minchio coadiuvato da Walter Cavestro. Dopo la morte di Mons. Aldrighetti, in occasione del 45° anno di fondazione della Cantina Sociale di Soave, i musicisti vollero aggiungere la denominazione che la Banda porta tutt'oggi in suo onore. Furono organizzati i primi corsi gratuiti di orientamento musicale per allievi, a cura dei Maestri Luigi Corsini, Bruno Lapolla e Aldo Furlato. La svolta più importante nella storia del complesso avvenne nel 1978, quando divenne Direttore il Maestro Dario Menini, con vasta esperienza di orchestra nelle manifestazioni areniane e nei più importanti gruppi orchestrali veneti. Alla breve presidenza di Aldo

Bonturi, nel 1981 subentrò Leonello Moroso, coadiuvato da Walter Cavestro, fino al 1985 quando divenne presidente Luciano Castegini. La decisiva preparazione del direttore Maestro Dario Menini portò il gruppo a importanti traguardi. Un nuovo impulso per il repertorio swing è stato portato nel gruppo dal Maestro Sergio Montini, amico e collega di Orchestra nell'Arena di Verona del Maestro Dario Menini. Dal 2000 al 2007 con la presidenza di Luigi Rossetto, il Corpo Bandistico è stato invitato a tenere concerti in Francia, Svizzera, Germania e Ungheria, riscuotendo grandi successi di pubblico e di critica. Iniziò anche una collaborazione con la Provincia di Verona, nelle manifestazioni itineranti:

"La Provincia da Scoprire". Con la Presidenza Rossetto è iniziata la Rassegna di Bande Musicali, italiane ed estere. Durante il Concerto di Natale dell'anno 2005 è avvenuto l'emozionante passaggio della Direzione dal maestro Dario Menini al figlio Paolo Menini, pluridiplomato nei Conservatori di Verona e Vicenza e già direttore presso altre Bande Musicali della Provincia di Verona. A giugno 2013 si è rinnovato il Consiglio Direttivo ed è diventato Presidente il Saxofonista Carlo Farina mentre da maggio 2013 il nuovo maestro è Francesco Caliari. Oggi il Corpo Bandistico di Soave è composto da 50 elementi, tutti giovani e giovanissimi. Maria Grazia Marcazzani

SOAVE / RACCOLTA FONDI

Alluvionati: 3.500 euro Lo scorso 13 febbraio nel palazzo comunale di Soave è avvenuta la cerimonia di consegna dell’assegno con i soldi ricavati dalle vendite del cd “Soave pensiero” uscito nel maggio 2011 per raccogliere fondi da destinare a chi era stato colpito dall’alluvione del 2010. Ad affidare l’assegno di 3.500 euro all’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Lino Gambaretto e dal vicesindaco Gaetano Tebaldi, erano presenti Andrea Tebaldi, l’ideatore del progetto e compositore delle canzoni del cd, Caterina Zampieri a rappresentanza dei giovani, l’avvocato Guariente Gaurienti e Gigi Sacchetti, ex giocatore dell’Hellas dello scudetto, a rappresentanza dei volti noti veronesi che

hanno partecipato alla canzone “Così Soave” all’interno del cd. La canzone è stata anche eseguita dai campioni dello scudetto dell'Hellas Verona Pierino Fanna e Nanu Galderisi, dall'allenatore Osvaldo Bagnoli, dall'ex calciatore del Chievo Fabio Moro, dalle atlete Paola Pezzo e Sara Simeoni e la soavese Elisa Molinarolo, dal regista Mauro Micheloni, dal chitarrista Luca Olivieri, dal poeta Armando Lenotti, dal cantante Filippo Perbellini con la sorella Virginia e da Chiara Grispo e gli Urban Crew. A tutti questi artisti si sono aggiunti alcuni membri dell’amministrazione comunale, tra cui il sindaco di Soave Lino Gambaretto e il vicesindaco Gaetano Tebaldi, e alcuni membri del

il sindaco di Soave Lino Gambaretto, l’avvocato Guariente Guarienti, l’ex giocatore Hellas Gigi Sacchetti, il vicesindaco Gaetano Tebaldi e che regge l’assegno Caterina Zampieri

coro Città di Soave. Il cd è stato venduto nei negozi di Soave e alcuni dei paesi limitrofi, e in varie manifestazioni che si sono svolte

nel paese. I soldi serviranno per liquidare delle famiglie bisognose danneggiate dall’alluvione del 2010. M.G.M.


CRONACHE

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COLOGNOLA. Fondazione Marangoni: massimo punteggio di accreditamento istituzionale

Alla casa di riposo va un cento e lode Servizi di

Daniela Rama foto di Marco Testi La casa di riposo “Fondazione Monsignor Marangoni”, che ha sede nell'antica villa Portalupi di Monte di Colognola ai Colli, ha raggiunto un importante traguardo ottenendo, in seguito a una visita degli ispettori della Regione Veneto e dell'Ulss 20 che ne hanno esaminato i luoghi, gli standard, le procedure, l'organizzazione e i servizi offerti, il massimo punteggio di accreditamento istituzionale, pari a 100 centesimi. «L'esame – ha raccontato l'avvocato Tomas Chiaramonte, direttore della struttura che si trova in piazza Roma – è stato svolto da un gruppo di esperti di servizi assistenziali e certificazioni di qualità, tra cui un'ispettrice che, qualche anno fa, aveva fatto parte del team di autorizzazione all'esercizio, e la stessa ha sottolineato il grande miglioramento che la struttura ha saputo esprimere in questi anni». In

effetti è stata interessata da importanti opere di restauro e di ampliamento, tutte atte a rendere più funzionale la residenza degli anziani. Il parroco della chiesa dei Santi Fermo e Rustico, presidente della fondazione, don Agostino Martinelli, si è detto molto soddisfatto del risultato raggiunto e ha fatto presente che il merito di un simile traguardo è anche dell'ex parroco don Giuseppe Facci, scomparso da qualche settimana, che negli anni della sua rettoria si era adoperato molto per migliorare e ottimizzare la casa di riposo. «L'esito positivo – ha spiegato Chiaramonte – è frutto anche del lavoro del precedente direttore, Sergio Gambarotto, scomparso nel febbraio 2012, già consigliere e direttore sino al 2011, e al lavoro della responsabile dei servizi residenziali, Chiara Marchiotto, che fra poco avrà maturato i requisiti della pensione, oltre, ovviamente a tutto lo staff». Negli ultimi anni la casa di riposo si è aperta al territorio, esplicando servizi

utili e apprezzati non solo in paese ma anche nei comuni limitrofi. «Il Consiglio di amministrazione – ha precisato al proprosito il direttore Chiaramonte – ha scelto di essere tra i fondatori dell' Adoa (Associazione diocesana delle opere assistenziali), a fianco di grandi centri come il Don Calabria e la Pia Opera Ciccarelli. Ha avviato anche la collaborazione attiva con l'Unione comuni

Verona Est (l'ente sovracomunale che gestisce diversi servizi per i comuni di Colognola, Caldiero, Illasi, Belfiore e Mezzane, ndr) fornendo il servizio pasto sia alle scuole del territorio che agli anziani a domicilio. Sapere che le modalità di lavoro sono riconosciute come d'eccellenza dagli enti preposti è importante anche per tutte le famiglie che si affidano a noi».

L’EVENTO ECOLOGICO

Colognola, c’è “Voglia di primavera” È fissata per domenica 16 marzo e domenica 13 aprile l’iniziativa ecologica “Voglia di primavera” a Colognola ai Colli Lanciata dall’assessorato all’ambiente e da quello alle politiche per la famiglia, guidati rispettivamente da Andrea Nogara e Giovanna Piubello, in collaborazione con la Pro Loco e il circolo Auser, consiste in una campagna di sensibilizzazione volta a valorizzare in primis

l’ambiente nonché i rapporti umani e lo stare insieme. Il programma di entrambe le domeniche prevede il ritrovo della cittadinanza alle ore 9.30, sul piazzale antistante la sede dell'Auser, da dove partirà la camminata ecologica per le vie del paese “Passeggiamo insieme”. Dopo la passeggiata all’insegna della salute e del benessere, l’Auser offrirà ai partecipanti un aperitivo ristoratore. Alle

14.30 l’appuntamento è all’ingresso della scuola primaria “Dante Broglio”, nel polo scolastico di Naronchi, dove i bambini metteranno in pratica lo slogan scelto per l’occasione “Io non lo uso più. Lo vuoi tu?”, scambiandosi diversi oggetti tra cui giochi, libri e figurine. Faranno da sottofondo al baratto, giochi e animazioni ideati proprio per i più piccoli al fine di scoprire il piacere dello stare insieme. Il gran finale di entrambe le giornate sarà curato dalla Pro Loco, presieduta da Alfonsino Avogaro, che, alle 16, regalerà ai colognolesi un momento conviviale e ai bambini un “Nutella party”. L'iniziativa 'Voglia di primavera', che sarà sospesa in caso di maltempo, vedrà la chiusura al traffico di via Naronchi, la strada che collega il quartiere Villaggio con il rione Giardino. Inoltre non potranno

COLOGNOLA/LA SERATA. Stili di vita e prevenzione Gli assessorati all'ecologia e alle politiche per la famiglia del comune di Colognola ai Colli organizzano con il circolo associativo Auser, nella sede di via Montanara a Villaggio, per le 20.30 di venerdì 11 aprile, la serata informativa dal titolo “Invecchiare bene: l’importanza della prevenzione e degli stili di vita”.Relatore dell'incontro sarà il dottor Paolo Tosoni dell'Unità operativa di geriatria del polo ospedaliero Girolamo Fracastoro di san Bonifacio, che dispenserà consigli ai presenti per invecchiare mantenendo un buon livello di autosufficienza. Il medico, inoltre, consiglierà un’attenta e preventiva gestione delle eventuali patologie croniche che posso interessare i non più giovani e illustrerà l’adozione di stili di vita virtuosi.

circolare vecchie auto e moto non omologate e quindi inquinanti.

11 COLOGNOLA Dopo un impegnativo restauro conservativo, l'ex scuola elementare di Colognola ai Colli è tornata agli antichi splendori, ospitando un nuovo Centro associativo, la 'casa' delle associazioni. I lavori, iniziati in autunno, sono stati eseguiti in seguito all'approvazione dell'intervento da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, dato che l'edificio è ultracentenario. La ristrutturazione è stata diretta dall’architetto Adolfo Butturini, dal geometra Luca Rinaldi del servizio edilizia pubblica del Comune e dall’ingegner Sandro Piraldi. «Il restauro – ha spiegato il sindaco Alberto Martelletto con l'assessore ai lavori pubblici Andrea Nogara – ha visto il rifacimento del tetto e l'esecuzione di alcuni interventi di manutenzione che hanno reso l'edificio più sicuro, permettendo di ricavare anche una sala civica utile per la comunità». Lo stabile continuerà a mantenere l'intestazione a Mario Peruzzi, giovane maestro caduto sul fronte greco-albanese durante la Seconda guerra mondiale. Proprio il giorno dell'inaugurazione, gli è stato nuovamente reso onore con la pubblicazione, da parte dei suoi famigliari, di un 'opera che, per la prima volta, traccia una biografia del giovane ufficiale, “Mario Peruzzi, giovane maestro e soldato”, curata da Angiolina Pasquini. Nel presentare la pubblicazione, i nipoti del maestro a cui è dedicato l'edificio, Mario, a cui è stato dato il nome dello zio, Roberto, Marco Peruzzi e Rosa Betterle, hanno sottolineato quanto «seppe cogliere i valori veri della comunità di Colognola». Mario fu alunno prima e maestro poi, negli anni Trenta, in questa scuola che, dopo la sua scomparsa avvenuta all'età di 23 anni, gli fu intitolata. A rendergli omaggio, raccontando diversi aneddoti di gioventù, è stato il suo grande amico e collega Luigi Ruffo, maestro ancora arzillo, nato nel 1919. Al taglio del nastro erano presenti anche il parroco don Agostino Martinelli, che ha impartito la benedizione al nuovo Centro associativo, alcuni amministratori comunali, le sezioni locali dei Combattenti e reduci e degli alpini, nonché l'assessore della Regione, finanziatrice di parte del restauro, Massimo Giorgetti.


CRONACHE

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SAN GIOVANNI ILARIONE. Tanti eventi, dalle commedie agli spettacoli musicali

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Donne e il teatro: Pioggia continua Arrivano le frane marzo è tutto loro Il mese di marzo a San Giovanni Ilarione sarà ricco di eventi soprattutto dedicati al teatro e alla donna. Per quanto riguarda il teatro torna per la 13ª edizione “Invito a teatro” la rassegna di commedie brillanti al teatro parrocchiale di Villa che ogni anno riporta tantissimo successo attirando pubblico anche dai paesi vicini. Due gli spettacoli di marzo: l’8 con “Grisù, Giuseppe e Maria” di Gianni Clementi portato in scena dalla compagnia “La Moscheta” di Colognola ai Colli e il 22 sarà “Non te pago” commedia famosa di Eduardo De Filippo traspo-

sta nel mondo veneto da Italo Cunico, presentata dalla compagnia” Piovene Teatro” di Piovene Rocchette. Per quanto riguarda la

donna, l’assessorato alla cultura del Comune con l’associazione Cartabianca organizza la rassegna intitolata “Meravigliosa Creatura” con

SAN GIOVANNI ILARIONE/GRUPPO PENSIONATI Il gruppo Pensionati Anteas – Fnp- Cisl di San Giovanni Ilarione è sempre attivo e ricco d’iniziative. Per la festa della donna il 6 marzo alle 16.30 nella sede dell’associazione è previsto un incontro dal titolo “8 marzo: non solo mimose…” curato da Giustina Dalla Fina. Al termine sarà offerto un omaggio floreale alle presenti. Inoltre il gruppo di anziani è impegnato a realizzare il gioco didattico Tangram composto di sette forme geometriche raccolte da un sacchettino con chiusura. Il gioco sarà realizzato in 30 esemplari che saranno donati agli alunni della scuola primaria di Eraclea, in provincia di Venezia, dove lavora la figlia del presidente del gruppo Augusto Gambaretto. M.G.M.

NOTIZIE IN BREVE

(M.G.M.) DA LUNEDÌ 17 FEBBRAIO il centro di Montecchia è wi-fi free e tutti potranno navigare gratuitamente. «La copertura comprende tutto il centro cioè via Roma e piazza Umberto I - spiega Alessandro Burato, assessore al commercio, artigianato, arti e mestieri -. Chiunque potrà usufruire del servizio gratuitamente con il proprio portatile o telefonino, basterà fare solo un primo accesso registrandosi, si avranno le password e sarà tutto spiegato dalle istruzioni che si avranno subito. Dopo la prima registrazione si sarà sempre coperti quando si arriva in centro paese. La ditta che fornisce il servizio – aggiunge ancora Burato - è la E4a di Isola Vicentina, che si occupa della connessione wireless in molte zone della val d’Alpone. Siamo il primo paese della vallata ad avere questo servizio in centro e questo solo grazie a un’antennina posta sul lampione alla fine di piazza Umberto I. Il servizio funziona anche in caso di guasto della linea telefonica e doveva essere attivo già un po’ di tempo prima ma purtroppo l’attivazione è stata rimandata causa maltempo. SABATO 15 E DOMENICA 16 FEBBRAIO nel Centro Convegni di Montecchia si è svolta la 14ª edizione del Music Festival, una festa di musica e spettacolo tutta fatta dai ragazzi del paese.«Devo elogiare gli organizzatori dell’evento che ogni anno si prodigano per la riuscita e quest’anno hanno purtroppo trovato molte difficoltà a recuperare degli sponsor per realizzarlo a causa della crisi ma fortunatamente molte persone del paese si sono interessate e così hanno trovato i fondi necessari. Il Festival ha conseguito tantissimo successo facendo il tutto esaurito in entrambe le date e rende anche l’amministrazione orgogliosa di tale evento - commenta Alessandro Burato assessore al commercio, artigianato, arti e mestieri.

COLOGNOLA. Ricordando Padre David e don Ernesto Il santuario romanico di Santa Maria, a Pieve, presieduto da don Orazio Castagna, ha ospitato, come è consuetudine in questo periodo dell'anno da diversi anni, il tradizionale appuntamento in memoria di Padre David Maria Turoldo e di don Ernesto Balducci, scomparsi entrambi 22 anni fa.L'iniziativa è stata promossa, così come in passato, da monsignor Luigi Adami, parroco di San Zeno di Colognola, e grande amico sia di padre David che di padre Ernesto. La scelta di celebrare il ricordo nella chiesa di Pieve, è nata dal fatto che, quando era ospite di monsignor Adami, padre Turoldo amava ritirarsi in preghiera proprio in questa chiesa romanica che chiamava 'la tenda del Signore'. Il tema dell'incontro di commemorazione dei due religiosi è stato molto attuale e incentrato sulla figura del poverello di Assisi, la cui portata spirituale è stata sottolineata e rinverdita anche dalla scelta fatta da papa Bergoglio di chiamarsi Francesco. Francesco d'Assisi oggi, nella testimonianza di David Maria Turoldo e di Ernesto Balducci è stato il titolo della riflessione, sviluppata in tre momenti attraverso poesie di Turoldo e testi di Balducci, con la partecipazione della corale parrocchiale di San Zeno di Colognola. Sono intervenuti don Marco Campedelli, don Roberto Vinco, il presidente di Emmaus Italia Renzo Fior e l'assessore alla cultura Giovanni Migliorini. Dal giorno della commemorazione, nella chiesa di Pieve è stato posto un piccolo busto di padre Turoldo che parla del suo legame con il santuario di Colognola. Daniela Rama

una serie di eventi incentrati sulla figura femminile. Il 14 marzo, in sala civica Rumor alle 20.45, ci sarà lo spettacolo musicale “Quando la donna diventa musica”, una panoramica della donna nell’opera lirica, con esecuzione di brani dal vivo per scoprire come i grandi autori hanno descritto l’universo femminile. Il 21 marzo alle 20.30 in sala Rumor la conferenza”Creiamo l’impresa” una guida all’autoimprenditorialità e una panoramica sulle agevolazioni regionali per l’imprenditoria giovanile e femminile. La relatrice sarà Jessica Caovilla, psicologa del lavoro che collabora con Verona Innovazione e si occupa di orientamento professionale e formazione. L’ultimo appuntamento sarà il 28 marzo alle 20.45 al teatro parrocchiale di Castello con lo spettacolo teatrale “Duet. Una pagina bianca” con Elena Dal Cerè e Paola Salatino per la regia di Nicoletta Zabini, dove si racconterà di due donne alla ricerca della propria autenticità. Maria Grazia Marcazzani

A causa delle piogge continue il comune di Montecchia è stato colpito da vari eventi franosi e le due più importanti sono in via Buricci e in via Vicentini. «Per quanto riguarda via Buricci – afferma il sindaco Edoardo Pallaro -, con la frana che si è manifestata lo scorso 3 febbraio fortunatamente solo una casa è rimasta isolata, mentre gli altri possono usare via Cesari come alternativa. Questa famiglia è stata sistemata temporaneamente in albergo e stiamo cercando un appartamentino per loro dove rimarranno fino a che la strada sarà sistemata e potranno raggiungere la loro casa. La zona purtroppo è tutta pericolosa e ci auguriamo solo che non piova ancora molto e abbiamo già allertato la Protezione Civile e l’ufficio dissesti idrogeologici della Provincia sulla situazione. Inoltre – aggiunge il primo cittadino - il 17 febbraio si è verificata una frana di materiale di scavo della cava Bosco Lauri, depositato su un terreno privato, che ha bloccato la strada comunale Vicentini - Menegoli facendo cadere anche un traliccio dell’Enel sistemato in tempi rapidi dall’azienda (si sta progettando di spostarlo da quella zona a rischio). L’Arpav ha calcolato che la pioggia continua di quest’ultimo periodo è stata molto maggiore di quella che c’è stata per l’alluvione del 2010». M.G.M.

via Buricci


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ARCOLE. Intervista al sindaco Giovanna Negro, diventata da poco mamma per la seconda volta

«Il Comune è cresciuto A maggio mi ricandido» Sindaco, a maggio scadrà il suo mandato. Si ricandiderà? «In questo primo mandato abbiamo fatto molto sia come bilancio comunale, riuscendo a ridurre del 60% i debiti ereditati dalle vecchie amministrazioni, sia come opere pubbliche. Abbiamo creato una manifestazione importante come la Fiera Nazionale di San Martino e organizzato mostre storiche e stampato libri. Abbiamo informatizzato gli uffici comunali, potenziato la Protezione Civile, aiutato le nostre associazioni sportive a crescere e dato impulso alle attività produttive. Con il Piano Interventi abbiamo permesso ai nostri concittadini di ampliare la casa o fare la casa ai figli a basso costo salvaguardando l'ambiente. Tanto è stato fatto, ma molto rimane da fare.

Mi proporrò nuovamente ai nostri cittadini come Sindaco con la mia squadra. Voglio continuare il mio impegno per Arcole, Gazzolo e Volpino e se i cittadini mi sceglieranno nuovamente continuerò con determinazione il mio lavoro di ammodernamento delle strutture e di sviluppo socio-culturale del paese nel rispetto della nostra tradizione veneta e cristiana». Cosa le ha dato più soddisfazione in questo primo mandato da sindaco? Ha dei rimpianti? «La soddisfazione più grande, come genitore oltre che primo cittadino, è stata quella di ristrutturare ben 3 scuole rendendole più sicure, più confortevoli, più belle ed efficienti dal punto di vista energetico. A questo aggiungo l'importante traguardo dal nuovo ponte sull'Alpone che permetterà

ad Arcole di guardare con serenità al futuro senza l'incubo degli allagamenti che purtroppo vivono altri comuni limitrofi. Rimpianti? Quello di veder sempre più bistrattati dal governo centrale i comuni. Ci hanno presi per gli esattori delle tasse questo è avvilente. Ci sono sempre meno risorse a disposizione e a volte ci si sente impotenti davanti a scelte assurde che ti arrivano da Roma». Quanto è difficile oggi essere sindaco con la crisi? «Questa crisi ha sicuramente reso ancora più difficile il compito di noi amministratori locali. I tagli dei trasferimenti da Roma e la drammatica situazione del mondo del lavoro hanno creato grossi problemi di gestione alla macchina comunale. Ricevo quotidianamente cittadi-

ARCOLE / L’ASSOCIAZIONE

“Sentiero Civico” fa cultura È nata ufficialmente nel settembre 2013 l’associazione “Sentiero civico”, senza scopo di lucro, apartitica. L’associazione è guidata da un direttivo di sette persone tra cui Anna Ferraro, presidente e Nicola Castegnaro, vice, Cinzia Gandolfi segretaria e Mirco Tadiello tesoriere. «Siamo circa 35 attivisti e 70 soci, abbiamo un nostro statuto con finalità di tipo culturale, ricreativo, nell’ambito del volontariato sociale, ambientale, di sostegno al cittadino spiega la presidente -. Siamo persone semplici, gente del paese che crede sia importante dedicarsi agli altri». «Abbiamo avuto altre esperienze, sia passate che in corso nel volontariato - dichiara il

vicepresidente Nicola Castegnaro -. Apparteniamo al mondo degli Scout, delle Caritas, della Croce Rossa, dell’ACR. Cerchiamo di proporre al paese delle attività sociali, culturali e ambientali che mancano». «Ci siamo mostrati ad Arcole durante la Fiera di San Martino, portando un nostro gazebo in piazza prosegue Ferraro -. La gente si è incuriosita… siamo una novità nel paese. Poi in novembre ci sono state tre serate culturali dedicate al tema della “crisi come opportunità”, cercando di dare nuovi spunti di riflessione “positiva” sui problemi economici attuali. Abbiamo tenuto laboratori con i bambini per insegnare il

riciclo, poi delle raccolte viveri per i poveri delle parrocchie. Ci piacerebbe anche seguire la biblioteca, farne un punto di aggregazione della comunità». Gli incontri culturali sono ripresi nei mesi di febbraio e marzo 2014, con serate dedicate a educazione, pedagogia, orientamento e studio; al progetto “Pecoranera” di un giovane tecnico informatico che ha creato un eco-villaggio; alle virtù terapeutiche della risata. Le conferenze si concluderanno il 28 marzo prossimo, con una serata dedicata alla guida sicura, relatore Lucio Pedercini, pilota e team-manager di superbike. Un tema molto sentito: Arcole è stata teatro di un tragico incidente stradale nel 2013. Graziana Tondini

ni che purtroppo hanno perso il lavoro e sono in difficoltà economica e cerco in tutti i modi di aiutarli. Non è semplice e non è facile quando si hanno mezzi limitati, ma l'impegno è massimo. Il lato umano non deve mai essere perso di vista e questo è importante». Sindaco, a distanza di 6 anni dal primo figlio è di nuovo madre. Domenica 9 febbraio ha dato alla luce Enrico di 4,470 kg. Che cosa prova? «Le emozioni del parto sono indescrivibili, nonostante i dolori e la fatica è un'esperienza straordinaria come nessun'altra. Sono passati 6 anni dalla nascita della mia primogenita Aurora e devo dire di aver vissuto con la stessa intensità questi mesi di gravidanza e queste prime settimane con il piccolo finalmente tra le braccia». In effetti in questi anni lei si è sempre divisa tra gli impegni politici che l'hanno portata a Roma per 5 anni come deputata,

l'impegno come sindaco di Arcole e il compito di mamma e moglie. Come ha fatto a far coincidere tutto? «Non è stato sicuramente semplice. Ha richiesto molto energie ma non è mai stato un peso. Ho sempre vissuto la politica come una grande passione, come un impegno al servizio della mia terra e della mia gente ed una passione non può mai essere un peso. Ho sempre cercato inoltre di dedicare anche il tempo necessario a mia figlia perché lei ha bisogno di me e io di lei. Molte madri lavorano a tempo pieno al giorno d'oggi e non mi sento diversa da loro, anzi sono felice perché come parlamentare ho potuto lavorare per le istanze del territorio». Nel 2009 quando lei si è ricandidata a Sindaco era già parlamentare e mamma, perchè lo ha fatto? Senza tra l'altro percepire, nè lei nè la sua Giunta, l'indennità di carica?

Giovanna Negro

«Il mio primo impegno, le mie prime battaglie, le ho fatte come Consigliere di minoranza per amore del mio paese. Per me la massima aspirazione è sempre stata guidare Arcole verso lo sviluppo, rinnovarne le strutture, valorizzarne la storia e la cultura. Il ruolo di parlamentare l'ho sempre vissuto in funzione del mio territorio. Abbiamo lavorato gratis per 5 anni e ha richiesto sacrifici perchè comunque ci sono delle spese da sostenere dalla macchina al telefono, oltre al tempo sottratto al lavoro ed alla famiglia. Per questo non smetterò mai di ringraziare la mia squadra che pur di sistemare i conti del comune, abbiamo ereditato un vero disastro, ha rinunciato all'indennità ed alle spese di rappresentanza». R.R.


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SAN BONIFACIO. L’avvocato Marco Cappelletto seguirà da vicino la liquidazione

SAN BONIFACIO/IL PROGETTO

“Multiservizi SB”: Incontri d’autore Cultura all’apice serve il consulente Servizi di

Matteo Dani Più difficile del previsto la liquidazione della Multiservizi, tanto che il Commissario straordinario Iginio Olita ha deciso di nominare un consulente giuridico – amministrativo che segua la questione. Il designato è l'avvocato Marco Cappelletto di Venezia; costo massimo per la sua attività di consulenza, 30.000 euro. La nomina di Cappelletto è stata ufficializzata lo scorso 19 febbraio tramite una delibera, nella quale vengono ricordati quali sono i criteri attraverso i quali la suddetta liquidazione debba avvenire: recupero delle morosità pregresse, predisposizione di un piano economico – finanziario, verifica della possibilità di valorizzazione degli asset societari e definire i rapporti con la A.E.E.G. e con la C.C.S.E. per le situazioni ancora in sospeso e per il mantenimento della continuità del servizio di gestione della rete gas fino alla eventuale cessione e/o vendita del ramo d’azienda. Nella delibera sono anche contenuti i preoccupanti numeri relativi alla situazione della Multiservizi, per la quale (citiamo testualmente), “dal preconsuntivo 2013, risulta “un' esposizione debitoria di Multiservizi SB srl in liquidazio-

ne nei confronti del Comune di San Bonifacio, alla data del 31.12.2013, di circa €. 3.170.000 a fronte di crediti nei confronti dell’Ente Socio di circa €. 1.600.000 e che l’esposizione debitoria complessiva della Società è stimata ad oggi in circa €. 5.800.000”. Gli asset della Multiservizi non sono comunque privi di appeal visto che “sono pervenute alla società Multiservizi SB srl in liquidazione alcune manifestazioni di interesse per l’affitto o l’ac-

quisto del ramo d’azienda relativo alla distribuzione del gas e che si rende necessario valutare con la massima sollecitudine ed urgenza la fattibilità e la percorribilità di varie opzioni”. Una situazione complessa, con scelte delicate da compiere nel prossimo futuro. Per questo il Commissario Olita ha ritenuto «indispensabile ricorrere ad una figura di approfondita professionalità, di qualificata esperienza formatasi anche in analoghe situazioni di criticità , che la struttura dell’ente non può soddisfare, e che tale figura è stata individuata nell’avv. Marco Cappelletto di Venezia». L'avv. Cappelletto dovrebbe andare ad affiancare il dott. Giorgio Faedo (liquidatore nominato dall'ex sindaco Antonio Casu). L'incarico professionale di studio e consulenza è affidato a Cappelletto nel limite dell’importo di €. 30.000 oltre ad accessori e spese documentate per l’esercizio dell’incarico stesso. «Mi è stato affidato questo incarico e vedrò di fare del mio meglio del portarlo avanti – afferma Giorgio Faedo -. Certo, la caduta del sindaco non ha agevolato la situazione, tuttavia, è di questi giorni la notizia secondo cui mi verrà affiancato un legale nello svolgimento del mio compito. Ci confronteremo quindi per affrontare nel migliore dei modi la questione e risolverla».

Ogni anno il progetto “Incontri d’autore” porta a San Bonifacio una trentina di autori, per far fa viaggiare il pensiero e veicolare cultura. Tanti i sambonifacesi di tutte le età che hanno negli occhi le immagini di un Teatro Centrale stracolmo di gente arrivata ad ascoltare Margherita Hack, o Simona Atzori, per citare solo la punta dell'iceberg. Quando, nel 2010, il progetto de gli “Incontri d'autore” è nato, per festeggiare i 60 anni della Libreria Bonturi, Paolo Ambrosini (titolare della libreria e vicepresidente dell'Associazione Librai Italiani) non avrebbe mai immaginato di arrivare fino a questo punto. «Oltre che per festeggiare quell'anniversario – spiega lo stesso Ambrosini – avevo dato vita al progetto perchè sono sempre stato convinto che un libraio non deve essere un semplice commerciante di libri, ma deve anche portare delle proposte e avvicinare la gente al mondo della letteratura ed ai suoi autori. Sinceramente non credevo che l'iniziativa potesse avere tutta questa continuità, in un territorio dove spesso è difficile coinvolgere la comunità». Ogni autore porta con sé un ricordo, ogni nome è legato ad un'emozione. Per questo quando chiediamo a Paolo Ambrosini quale “incontro d'autore” gli sia rimasto nel cuore, risulta quasi impossibile fare un solo nome. Negli anni ci sono stati i grandi nomi che hanno richiamato centinaia di persone, ma anche autori che pian piano si sono fatti conoscere e, che ogni volta, hanno visto crescere il pubblico in sala, come Paolo Curtaz. Una bella sorpresa sono stati autori stranieri come Mohamed Ba e Yasmina Khadra, che hanno affrontato temi di grande spessore, ma chi scrittore di professione non è, come Pino Masciari, che ha raccontato con emozione la sua battaglia alla n'drangheta. «Un rimpianto di questi anni – confida Ambrosini – è quello di non essere riusciti ad incastrare le date per portare a San Bonifacio Beppe Severgnini. Un autore che in futuro vorrei riuscire a presentare è William Sutcliffe, che nel suo Il Muro racconta con gli occhi di un bambino il 'muro fisico' che divide Israele e Palestina, ma anche le tante barriere che ci dividono nelle relazioni di tutti i giorni».

SAN BONIFACIO/IL PERSONAGGIO

La pittura che parla al cuore Puoi esporre in America, e magari nel paese dove vivi in pochi conoscono la tua arte. Un paradosso che ben potrebbe raccontare la parabola artistica di Vittorio Carradore, pittore sambonifacese che con le sue opere si sta facendo apprezzare anche oltre i confini nazionali. Carradore, sambonifacese doc e classe 1963, è pittore fin da quando, ancora bambino, sente forte l'attrazione verso pennello e tavolozza; da quando, in 5° elementare, si cimenta per la prima volta con i colori ad olio. Carradore è un autodidatta: se si eccettuano alcuni corsi seguiti all'Accademia Cignaroli, ha poi sempre fatto del lavoro e della tela la miglior palestra. «Ho affinato la mia tecnica – prosegue l'artista – a

suon di errori e cancellature; ora la mia è una pittura semplice e diretta, di quelle che parlano dritte al cuore dello spettatore, senza costringerlo a peripezie intellettuali per capirne il senso». A certificare il valore della pittura di Carradore, sono arrivate numerose soddisfazioni: la vittoria nel 2012 del Premio “Della Zorza”, presso la storica Galleria Ponte Rosso di Milano. Altre sue opere, scoperte e ammirate durante la Biennale di Asolo del 2012, sono state selezionate per essere esposte, nel prossimo marzo, anche alla Broadway Gallery di New York. Oggi Carradore espone anche presso la Galleria Arcobaleno di San Bonifacio (via Libertà) e presso la Ponte Rosso di Milano.

S.BONIFACIO. Fiat Doblò per il trasporto di anziani e disabili Un nuovo mezzo per venire incontro alle esigenze di persone anziane e diversamente abili. Da qualche settimana a questa parte per le strade di San Bonifacio è possibile incrociare un nuovissimi Fiat Doblò arrivato grazie alla collaborazione tra Comune e aziende locali. Il mezzo, attrezzato per il trasporto di anziani e disabili, è stato consegnato il 5 febbraio da Europa Servizi spa e arriva al Comune in comodato d'uso gratuito. Il costo del veicolo è stato coperto grazie alle 31 ditte locali che hanno deciso di sponsorizzare il progetto (i loghi di tutte queste aziende appaiono sulle fiancate e sul cofano del Doblò).


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SAN BONIFACIO. La campagna elettorale ormai è entrata nel vivo. Iniziano settimane intense, piene di incontri e riunioni

Le elezioni si avvicinano I candidati si presentano provinciale a stabilire la nostra posizione definitiva».

La campagna elettorale a San Bonifacio si è levata di dosso i veli che negli ultimi mesi avevano lasciato circolare voci, nomi, smentite e proposte. Il quadro non è ancora del tutto delineato, ma la maggior parte dei candidati è già stata ufficializzata Iniziano, quindi, settimane febbrili, dense di incontri e riunioni, e dove anche una semplice chiacchierata può essere vista come indizio di un impegno concreto. SILVANO POLO A sparigliare le carte in tavola è stata la candidatura di Silvano Polo, che corre per il suo terzo mandato come capolista della Liga Veneta Repubblica e che dovrebbe avere il sostegno della lista “San Bonifacio Veneto” dell'avv. Marco Venturi. «All'inizio non avevo intenzione di candidarmi – spiega Polo -, quando però ho capito che partiti e gruppi del centro-destra stavano ricostruendo lo stesso schieramento di forze del 2009 ho deciso di ripropormi nella convinzione, magari presuntuosa, che ciò avrebbe costretto le segreterie dei vari partiti a concentrarsi sulle effettive caratteristiche dei propri candidati». Onestà, trasparenza e informazione i principi cardine della proposta dell'ex sindaco, che vede nel ponte di tipo “mobile” della Motta il primo intervento da realizzare. PD – GIAMPAOLO PROVOLI Impostosi alle primarie con praticamente in 50% dei voti, Giampaolo Provoli sarà il candidato sindaco del PD. Professore di matematica e fisica al “Guarino Veronese”, Provoli è consigliere comunale uscente ed ha seguito con particolare interesse questioni relative alla viabilità e ai servizi comunali. «Dopo aver fatto tanta esperienza come minoranza, - espone Provoli - molti mi

ELENA PASINI Altra novità è la candidatura a sindaco di Elena Pasini. L'ex assessore alle Politiche Sociali si presenta a capo, quasi sicuramente, di un paio di liste civiche. «Insieme a donne impegnate nel sociale, giovani motivati e alcune delle migliori teste pensanti del paese. Con una serie di credibili proposte vogliamo guadagnare la fiducia dei cittadini e risolvere i problemi atavici del paese. Puntiamo ad una San Bonifacio intelligente, che non coinvolga i cittadini solo durante la campagna elettorale». Sabato 8 marzo la presentazione ufficiale della lista.

hanno spinto a candidarmi a sindaco. Il consenso ricevuto dai votanti delle primarie mi impegna ad essere uomo di dialogo e confronto con le liste civiche, associazioni, comitati e le altre realtà sociali, per cercare di risolvere concretamente gli annosi problemi di San Bonifacio, per un'Amministrazione condivisa secondo il criterio del Buon Padre di Famiglia». MARIO NOGARA E' una delle novità di questa tornata elettorale. Mario Nogara, ex preside dell’ istituto “L. Dal Cero”, ha deciso di candidarsi a sindaco per portare una ventata di rinnovamento ad una San Bonifacio altrimenti priva di nuove proposte; “Mario Nogara per San Bonifacio” sarà il nome della sua lista civica. «Vogliamo portare in politica – esordisce Nogara - facce nuove e metodi nuovi. La nostra lista darà spazio a giovani e a professionisti che credono nella possibilità di un cambiamento». Nogara, forte di un’esperienza di 25 anni da preside, si propone di segui-

re gli stessi principi che lo hanno guidato nella vita professionale e didattica, “Per una San Bonifacio possibile”. «Nessuna alleanza – conclude – con i partiti, ma solo con altre liste civiche». FORZA ITALIA – CASU Ancora dubbi per quanto riguarda Forza Italia e il sindaco uscente Antonio Casu che, al giorno in cui scriviamo, risulta essere il nome designato in Forza Italia, anche se non si escludono dei cambiamenti. «Siamo in una fase di dialogo – spiega Casu – sia all'interno del nostro gruppo che con i nostri possibili alleati. In base alle idee e alle proposte verrà scelto definitivamente sia il capolista di Forza Italia che il candidato sindaco. Ovviamente stiamo dialogando con la Lega Nord, che già è stata nostra alleata, ma anche con altre realtà». LEGA NORD Situazione analoga a quella di Forza Italia si vive in casa degli storici alleati della Lega. Una fase di dialogo e confronto all'interno del partito e con altri movimen-

ERRATA CORRIGE Sul numero di Febbraio 2014 de L’Altro Giornale – Sambonifacese a pagina 11 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Tempo di elezioni. Il 2014 è decisivo”. L’articolo era stato inviato dal giornalista Matteo Dani qualche mese prima e per motivi di mancanza di spazio non era stato pubblicato. Il testo è quindi rimasto in giacenza presso la redazione e, sul numero di febbraio, è stato pubblicato nella sua versione non aggiornata. Nel frattempo infatti lo scenario è cambiato e i contenuti del pezzo sono risultati superati. E’ inesatta quindi la notizia della partecipazione di candidati esterni al Partito Democratico, in particolare dell’ex preside Prof. Mario Nogara, alle Primarie del PD per l’elezione del candidato sindaco. I candidati partecipanti infatti sono Fabio Merlo, Vasco Carradore e Giampaolo Provoli, tutti iscritti al PD. La redazione si scusa con i diretti interessati e con i lettori per l’inconveniente.

ti. «In base alle idee e alle proposte – condivide Umberto Peruffo – valuteremo le possibili alleanze. Sarà comunque il delegato

MOVIMENTO 5 STELLE A seguito dell'azione nazionale e di un impegno fattosi molto più concreto negli ultimi anni, anche il M5S scende in pista con convinzione. Sarà Michele Teatin

il candidato sindaco dei “grillini”, che hanno presentato il 28 febbraio la loro proposta. «Dopo una votazione interna – spiega Teatin – la fiducia del gruppo è ricaduta sulla mia persona. La cosa mi inorgoglisce e gratifica l'impegno fino ad oggi profuso. Punteremo su onestà, legalità e trasparenza, salvaguardia ambiente ed eliminazione degli sprechi perchè San Bonifacio torni ad essere davvero dei sambonifacesi». Questa è la situazione nel momento in cui andiamo a scrivere. Altre liste civiche sono in fase di elaborazione e ancora non sono state ufficializzate, ci sarà da capire come scenderà in campo l'UDC. Poi si aprirà il gioco degli apparentamenti che già in passato ha regalato sorprese. Per i cittadini di San Bonifacio non resta altro da fare che aspettare, per poi vedere tutte le carte in tavola. Matteo Dani


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SAN BONIFACIO. Il Premio è stato assegnato ad Ottica Bertagnin

La miglior vetrina di Bianco Natale Servizi di

Matteo Dani Bianco Natale è stato un successo, ma l'iniziativa ideata da Rsb club, Studio Immagine, Promo E20 in collaborazione con Confcommercio, Commercianti del centro storico e con il coinvolgimento di Coldiretti, Confartigianato e Commercianti di San Bonifacio ancora regala le ultime luci con l'assegnazione del Premio alla Vetrina più bella del centro storico. E più che una vetrina, ad essere premiata è un'intera famiglia, i Bertagnin. Oltre ad aver allestito delle bellissime vetrine, infatti, l'Ottica Bertagnin e l'adiacente negozio di merceria e confezioni Bertagnin, hanno voluto augurare un Buon Natale a tutta la cittadinanza tramite una colorata insegna che sovrastava entrambe

le vetrate dal messaggio semplice e chiaro, “Buone Feste”. Autori dell'insegna i titolari di Bertagnin Pubblicità, ovviamente. La giuria, composta dai mem-

bri della Confcommercio, ha deciso di premiare il messaggio di unione e affetto familiare, tipico del periodo natalizio, lanciato dalla famiglia Bertagnin

Il vice presidente confcommercio Gianni Piubello consegna la targa a Bertagnin, premio migliore vetrina

proprio nelle settimane in cui è più forte il desiderio di ritrovarsi con parenti e persone care per ritrovare i veri valori dello star assieme.

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Quasi la metà dei bimbi di San Bonifacio, dai 3 ai 6 anni, costretti a rimanere a casa da scuola. Può sembrare una provocazione, è invece il concreto allarme lanciato dalle Scuole dell'Infanzia Paritarie sambonifacesi, che si trovano in difficoltà a causa dei bassi contributi ricevuti. «La situazione è grave – esordiscono i presidenti delle Scuole Paritarie -; come emerso da una ricerca effettuata dalla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) il Comune di San Bonifacio è all'ultimo posto in provincia per quanto riguarda i contributi erogati alle Scuole Paritarie. Con questa situazione rischiamo la chiusura». Secondo la ricerca, infatti, la “quota di sostenibilità”, che garantisce la sopravvivenza del servizio, prevederebbe un contributo pari a circa 1.000 euro annui a bambino; il Comune di San Bonifacio in questo momento ne eroga la metà: 499 euro a bambino residente nel territorio comunale. Le quattro Scuole Paritarie di San Bonifacio (“P. Crosara”, “Cav. Caucchiolo” a Prova, “S. Lucia” a Lobia, “Sacro Cuore” a Locara) accolgono complessivamente 384 bambini, più i 108 iscritti a Nidi Integrati e Sezioni Primavera. «Le Scuole Paritarie – proseguono i presidenti – coprono oltre il 49,5% della domanda di iscrizioni, una quota che le strutture pubbliche non sarebbero in grado di soddisfare. Il tutto provvedendo autonomamente ai costi di struttura e personale, e senza una vera e propria convenzione col Comune che ci dia garanzie sul futuro. Se non ci sarà un aumento dei contributi è dura andare avanti». Già dallo scorso giugno i responsabile delle scuole hanno iniziato un serie di incontri con i responsabili della FISM Verona, tra i quali il presidente Ugo Brentegani, i sindaci del territorio e i parroci per illustrare la gravità della situazione. Le scuole sambonifacesi recentemente hanno anche avuto un incontro col commissario Olita, che ha riconosciuto la legittimità delle loro richieste. «Il nostro – spiegano le coordinatrici delle scuole - è un servizio pubblico che non riceve adeguato sostegno dalle Istituzioni, il che ci costringe a dover alzare le rette per poter sopravvivere. Una cosa che non vorrebbe mai fare. Così non può continuare, già adesso andiamo avanti grazie alla comprensione, dal punto di vista economico, di educatrici e addetti e alla loro passione per questo lavoro». A suffragare le proprie istanze le scuole portano il valore didattico del loro servizio, l'essere un punto di riferimento per le comunità dove sono insediate e il risparmio che il loro servizio garantisce a Stato e casse comunali. Secondo i dati FISM, infatti, l'autosostentamento delle Scuole Paritarie venete garantisce un risparmio in termini di contributi di 5.851 euro a bambino rispetto ad un iscritto alle scuole statali. «E' la prima volta – concludono le coordinatrici – che le quattro scuole sambonifacesi si muovono con questa unità di intenti. Non vogliamo fare la guerra alle scuole statali, anzi, ma è il momento che le Istituzioni ci diano una mano, per poter garantire ai nostri bambini il servizio di qualità che meritano».


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LE OPERE. Rivisitazione della strada che porta alla Chiesa e alla Grotta di Lourdes

SANTO STEFANO

Piazza Dalla Valle Zimella rifà il look

Via ai lavori di sistemazione di via Antonella a Santo Stefano suddivisi in due stralci per spazi riqualificati e migliori. «La nostra filosofia – spiega il Sindaco, Alessia Segantini - è sempre stata infatti quella di intervenire definitivamente e bene a scapito della quantità. Il primo stralcio già realizzato è stato finalizzato alla realizzazione della pubblica illuminazione con la posa di 40 punti luce a norma di legge. Il secondo stralcio appena appaltato prende in esame la sistemazione dell'area esterna alla carreggiata esistente». I lavori consisteranno nella pavimentazione in conglomerato bituminoso e dell’individuazione di una zona ciclo pedonale delimitata da idonea segnaletica. Inoltre, si procederà all'eliminazione dell'attuale linea aerea telefonica ed elettrica per installarla sotto terra eliminando gli antiestetici pali esistenti. Importo totale dell'opera 240.000 euro.

Zimella si rimette a nuovo. Dopo la sistemazione di via Molini con il rifacimento dei marciapiedi e delle illuminazioni, dopo la sistemazione del centro storico con i parcheggi e il nuovo percorso pedonale di via Garzan che costeggia il ponte, l’Amministrazione comunale centra l’obiettivo di ridare un giusto colore alla Piazza Don Umberto Dalla Valle. Una completa rivisitazione della strada che porta alla Chiesa e alla Grotta di Lourdes. «Da quando siamo arrivati in amministrazione – spiega il Vice Sindaco, Vincenzo Bonato - tra i nostri obiettivi c’era quello di completare una strada che di fatto ha sempre avuto un problema di parcheggi e soprattutto di un sagrato della Chiesa molto al limite della strada». Una sistemazione della via che si completerà con la zona pedonale davanti la Chiesa e lungo la strada che porta a via Castellaro. «Innanzitutto – prosegue Bonato - il ringraziamento maggiore va alla

DUE CASETTE DELL’ACQUA

Via Molini

famiglia Bertolaso che ci ha concesso parte del terreno lungo l’argine per allargare la via. L’allargamento della strada ci consentirà di recuperare spazio per il sagrato davanti la Chiesa, per la realizzazione ordinata di parcheggi in ambedue i sensi di marcia mettendo a nuovo la zona verde adibita di panchine che si collegherà con la zona pedonale». Il progetto è stato presentato il 26 febbraio presso la Sala Civi-

ca di Zimella e la comunità ha potuto scegliere tra due possibili modifiche per un tratto di strada che finalmente potrà essere considerata una piazza vera. «La parrocchia – aggiunge il vice Sindaco - ha fatto un grande sforzo precedentemente concedendo lo spazio a fianco della grotta per il recupero di una cinquantina di parcheggi che migliorerà sensibilmente le esigenze della comunità. La nostra

idea era di riuscire a completare un lavoro che passo dopo passo riusciremo a finire. Le difficoltà del periodo sono molte ma siamo contenti di avere centrato questo nostro obiettivo». Il percorso pedonale che ne deriverà dalle modifiche della Piazza avrà un collegamento con il Piano di Sviluppo Rurale Colognese approvato negli ultimi giorni e che porterà anche alla grotta.

SERVIZIO DI SOSTEGNO

Famiglie, Riprendiamoci il Futuro Il comune di Zimella dice sì al servizio di sostegno per le famiglie in crisi attraverso il progetto finanziato per il 70% dalla Fondazione Cariverona e dal 30 % dall’Unione Adige Guà dal titolo “Riprendiamoci il Futuro”. La Fondazione Cariverona sostiene da molto tempo progetti rivolti a persone che, a causa della precarietà lavorativa, fragilità relazionali e di insicurezze sociali, si trovano a rischio di marginalità. Questi progetti diventano strumenti di cura con l’introduzione di figure che potenziano il miglioramento delle problematiche lavorative ed economiche, relazionali e sociali all’interno dei nuclei famigliari. L’obiettivo che si pone è quello di ricostruire all’interno della famiglia un clima sereno, proteggendo il legame con i figli e contrastando la precarietà sociale. Le fasi di monitoraggio del progetto destinato in questo caso ai bambini saranno periodici e prevedo-

no incontri mensili per i primi tre mesi di avvio. Inoltre, incontri specifici e la costituzione di tavoli di lavoro valuteranno i risultati ottenuti durante gli interventi. «Un progetto alla quale l’attuale Amministrazione appoggia con grande impegno – spiega l’assessore al Sociale, Daniela Bonometti - in quanto le persone coinvolte in questa situazione sono sempre di più visto il periodo che stiamo vivendo. Come assessorato garantiremo non solo assistenza medica specialistica ma soprattutto vicinanza umana e relazionale». Il servizio “Riprendiamoci il futuro” si pone come scopo prioritario quello di riconoscere i minori, ponendo le loro famiglie come soggetti attivi del cambiamento. Per fare ciò, nell’ambito del servizio sociale comunale, si costituirà un modello innovativo integrato da interventi specifici che arrivano dal proprio territorio. Un metodo di lavoro che esprime una

efficace sinergia tra i servizi sociali dei comuni del distretto 4 oltre a una rete di rapporti con le varie associazioni della provincia che garantisce professionalità e gioco di squadra.

Assessore Daniela Bonometti

Anche il comune di Zimella sta installando due casette dell'acqua. L'idea nata con la collaborazione dell'assessore all'ecologia vuol promuovere e incentivare l'uso dell'acqua pubblica. «E' stata una scelta molto ponderata – spiega il Sindaco Alessia Segantini - perché ha visto una serie di lunghe indagine per assicurare ai fruitori una certezza sulla qualità del prodotto acqua. Una casetta verrà installata a Santo Stefano in Piazza Mercato e un'altra in via Molini a Zimella». La ditta “Proacqua Group” di Trento che si è aggiudicata l'appalto posizionerà un refrigeratore specifico che utilizzerà un nuovo sistema a gas naturale ad impatto zero sul riscaldamento globale. La macchina sarà dotata di un impianto di gasatura professionale, tale da renderne ottima la qualità. Caratteristica fondamentale delle casette sono i filtri studiati per il trattamento dell'acqua potabile conformi al DM 25/12 e al DM 174/2004. La cartuccia è realizzata con la tecnologia del “carbon block” addizionato con l’argento in grado di esplicare una azione batteriostatica. La cartuccia è in grado di rimuovere o ridurre odori e sapori indesiderati, torpidità, cloro, con grado di filtrazione nominale pari a 0,5 micron. Infine, le casette dell’acqua sono dotate di sistema di videosorveglianza e di lettore di tessere prepagate per il sistema di pagamento. I benefici ambientali di tali erogatori riguarderanno il risparmio della plastica e la riduzione dei trasporti limitando le emissioni nell'aria di gas di scarico dei Tir.

CORSO DI DEFIBRILLATORI Sabato 22 marzo inizierà in via Molini a Zimella il corso gratuito sull’utilizzo dei defibrillatori indirizzato alle associazioni e a chi opera in ambienti ad alta intensità di popolazione, come scuole, aziende e impianti sportivi (per informazioni chiama il numero 349.1219555). Il corso, voluto e sostenuto dall’assessorato allo Sport di Zimella, organizzato dai Giovanniti dell’ordine di San Giovanni (S.o.g.it) presenti a Cologna Veneta, è a numero chiuso e rilascerà l’attestato IRC. In attesa che inizi il corso il Comune, nel frattempo, ha ricevuto una seconda speciale donazione dopo quella di qualche mese fa, questa volta voluta espressamente dalla Farmacia Zimella della dottoressa Silvia Gallo. La Farmacia, sensibile a questo tipo di esigenze del territorio nell’ambito della prevenzione, ha accettato la proposta fatta precedentemente dall’amministrazione. Considerando le odierne difficoltà di bilancio degli enti locali che non avrebbero permesso l’acquisto dell’ apparecchio elettromedicale, è diventata essenziale l’iniziativa della Dottoressa Silvia Gallo con la donazione del defibrillatore al Comune. La consegna del defibrillatore al Sindaco e alla Polisportiva Gemina è arrivata nel cuore della Festa dello Sport e ha toccato il cuore di tutti: «La donazione è stata fatta con notevole piacere – spiega la dottoressa Gallo – considerando l’utilità vitale di questa macchina che spero, però, non venga mai usata». La Farmacia Zimella opera da cinque anni a Zimella in via Molini.


CRONACHE

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VERONELLA. Le piogge degli ultimi anni e il traffico hanno creato danni irreversibili

Ponte sul Fibbio Occorre rifarlo Servizi di

Graziana Tondini Il ponte sul Fibbio in via Alberazzi di Veronella, dopo quasi un secolo di vita ha ceduto ed è da rifare. Un’amara sorpresa per i cittadini e l’amministrazione comunale, che si vedono privati di uno dei collegamenti più importanti del paese. Le forti piogge degli ultimi anni, il traffico di mezzi pesanti in direzione della ditta FIAMM e altri per Albaredo, hanno provocato danni irreversibili alla struttura del ponte nato in condizioni viabili molto diverse: esso fu realizzato durante i lavori di costruzione del Fibbio, il “Canale Maestro di irrigazione” fondamentale a Veronella per il deflusso delle acque piovane e per i campi, ad opera del Consorzio di Bonifica Zerpano, intorno al 1920. Da allora le condizioni d’uso sono notevolmente cambiate: «Il canale - scrive l’ing. Giovanni Marini che a

metà febbraio ha svolto la perizia - fu concepito come un fosso di guardia, per raccogliere le acque di altri fossati agricoli nei periodi di precipitazioni più abbondanti e fungere da serbatoio nei periodi di siccità». Adesso le forti precipitazioni stagionali alzano e abbassano il livello del canale mettendo sotto sforzo le pareti del ponte, in pietra senza leganti. Il sindaco Michele Garzon ha aperto i contatti: «Ho

interpellato gli altri Enti preposti, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e la Provincia di Verona, i quali hanno dichiarato che la competenza al rifacimento del ponte è solo del Comune. Stiamo dialogando anche con la Soprintendenza per capire se l’antica struttura è vincolata» - spiega il primo cittadino. Per evitare i cedimenti, l’anno scorso Garzon aveva emesso un’ordinanza di divieto al traffico pesante: «Abbiamo

cercato di contenere i problemi con i camion, incaricando i vigili di controlli nelle ore più battute. Il traffico era diventato più sostenibile - continua il sindaco . Come Comune stiamo preparando il progetto preliminare/definitivo di rifacimento, per poi richiedere finanziamenti a qualsiasi Ente possa darci una mano. Ci metteremo anche i nostri fondi, il problema è prioritario e va risolto con la massima urgenza».

22 VERONELLA / IL LIBRO

“Palladio a Verona” Si è svolta sabato 1 febbraio in Sala civica a Veronella la presentazione del libro “Andrea Palladio e Verona” scritto dal ricercatore di Cà Foscari, Giulio Zavatta e organizzata dal Comune di Veronella e dall’Associazione Adige Nostro. Erano presenti il sindaco Michele Garzon, autorità locali e il rappresentante dell’Istituto Ville Venete per Verona, arch. Dusi. Il relatore ha illustrato le poche opere veronesi del grande architetto: «Palladio ha lavorato a Verona, per la famiglia Della Torre, per cui aveva progettato due palazzi e altre tre opere per i Serego: per Annibale la villa di Miega di Veronella, per Marcantonio l’opera veronese più conosciuta, Santa Sofia di Pedemonte, infine per Federico la villa di Cucca, Corte Grande. Questi edifici sono stati sempre rimaneggiati, a volte parzialmente distrutti: triste destino è toccato alla villa di Miega, oggi sparsa in pezzi fra le varie costruzioni del posto e limitrofe; a S. Sofia fu realizzato metà del cortile centrale, poi riattato, parte demolito, ridotta allo stato attuale. La Corte Grande di Veronella è da qualche anno al centro dell’attenzione per il pericolo di crollo, in particolare delle barchesse del Palladio, tanto che si può prospettare la donazione delle stesse ad un Ente pubblico, affinché sia possibile ottenere dei finanziamenti e intervenire». La scoperta di importanti ed esotiche specie vegetali nel “giardino della Cucca” ha molto impressionato tutto il pubblico presente: «Era un giardino rinascimentale, rarissimo – ha aggiunto Zavatta -. I Serego vi coltivavano asparagi, carciofi, cibi molto rari e costosi, solo per tavole dei ricchi. Li usavano anche come regalie per i notabili della Repubblica Serenissima. Poi assenzio, come pianta medicinale, viti a spalliera, grazie ad un giardiniere fatto arrivare appositamente da Roma. Polloni di platano, dai Giusti del giardino di Verona. E tante piante provenienti da Oriente, via nave da Costantinopoli e altre arrivate dal Nuovo Mondo attraverso la Spagna». L’architetto Enzo Dusi, ha parlato per l’IRVV: «Come Istituto siamo coinvolti per aiutare, ma necessita soprattutto l’impegno e la volontà dei proprietari privati. Noi diamo aiuto a fronte di progetti di recupero di questi monumenti nazionali».


CRONACHE COLOGNA. Novità alla scuola primaria di Sant’Andrea

Inaugurata l’aula web

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COLOGNA / DACHAU, LA TESTIMONIANZA Venerdì 28 febbraio al teatro comunale di Cologna Veneta alle 10.30, i ragazzi del Liceo A.M. Roveggio e le classi terze della scuola media, presente il vicesindaco Laura Branco, hanno assistito alla testimonianza di Enrico Vanzini (oggi 91 anni), internato nel lager nazista di Dachau dove in 7 mesi perse 50 kg di peso e per 15 giorni fu costretto dalle SS a far parte dei Sonderkommandos, le squadre speciali di prigionieri che dovevano eliminare nei forni crematori i cadaveri dei loro compagni. Il documentario del giornalista Roberto Brumat che in un’ora affronta questa drammatica esperienza, è stato seguito dal racconto diretto di Vanzini, che dopo 60 mani di silenzio su questi fatti, ha deciso di parlare

e ha raccolto la sua testimonianza nel libro “L’ultimo sonderkommando italiano” uscito a ottobre per la Rizzoli. Enrico Vanzini ha ripercorso quei 7 mesi fatti di fame, bastonate, stragi a cui assistette; di tanti morti che caricò sui carri e del suo ingresso nella camera a gas piena di ebrei. Per tanti anni ha taciuto anche ai genitori prima, a moglie e figli poi: «Erano cose troppo pesanti da riportare alla mente, e poi in Italia nessuno voleva parlare di queste cose. Oggi invece ci riesco, è passato tanto tempo». Non prova rancore, e forse è proprio questo che gli permette di parlarne, soprattutto ai giovani. Liberarsi di quel peso è per lui come tornare a vivere.

MEDAGLIA D’ORO “CITTÀ DI COLOGNA”

È stata inaugurata venerdì 7 febbraio la nuova aula d’informatica della Scuola primaria di Sant’Andrea a Cologna Veneta, alla presenza del Sindaco Silvano Seghetto, dell’assessore all’Istruzione, Laura Branco, e del dirigente scolastico, Luigi Pizzeghella. Alla recita di alcune scenette di ringraziamento dei piccoli studenti, è seguito il discorso del Dirigente: «Tutti noi nasciamo con il cervello, farlo funzionare, farlo lavorare bene richiede impegno, studio ed è quello che ci aspettiamo da voi bambini. Con l’aiuto delle tecnologie e il vostro impegno, sappiate che anche dai piccoli paesi possono uscire delle eccellenze.

Il nuovo laboratorio, è stato realizzato grazie all’aiuto di tante persone: il Comune di Cologna, il Comitato genitori di Sant’Andrea, l’Associazione El Capitelo, ditte private, a cui vanno i nostri ringraziamenti». Nella scuola sono state installate anche le prime due LIM “lavagne interattive multimediali”, un’altra dotazione tecnica che finora mancava: «Per avere le LIM abbiamo partecipato al bando della Fondazione Cariverona per l’adozione delle nuove tecnologie, rivolto agli istituti scolastici. Siamo riusciti ad averne cinque, tre sono a Cologna, due qui a Sant’Andrea. È un percorso di ammodernamento che vogliamo conti-

nuare» - precisa il Dirigente. Un’altra soddisfazione per i ragazzi è arrivata sabato 8 febbraio, a Verona, al Palazzo della Gran Guardia: la scuola di Sant’Andrea si è aggiudicata il 2° posto nel concorso “Presepi & Paesaggi” per il migliore presepe in materiale riciclato. “Un altro bel riconoscimento alla nostra scuola” commenta l’insegnante Elena De Lorenzi. «E’ il terzo anno consecutivo che ci aggiudichiamo un premio a questo concorso: con i 150 euro vinti acquisteremo materiale di consumo per la scuola. La coppa la metteremo in bella mostra, con tanto orgoglio». Graziana Tondini

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO

L’inquinamento dell’acqua Il tema dell'inquinamento delle acque destinate all'utilizzo quotidiano è un argomento che, in questi mesi, ha destato preoccupazione nella cittadinanza della Bassa veronese. La vicenda tiene banco da quasi un anno, senza che si sia giunti a chiarimenti definitivi. I dati, nonostante le rassicurazioni, continuano ad essere preoccupanti. Ad oggi la materia della concentrazione degli agenti inquinanti PFAS nelle acque potabili non è, in Italia, ancora regolata per legge, motivo per il quale il Partito Democratico ha presentato, con i Deputati Diego Zardini e Vincenzo D'Arienzo, un'interrogazione ai Ministeri dell'Ambiente e della Salute, per avere risposte chiare. I “valori obiettivo” indicati dal Ministero della Salute (30 ng/L per i PFOS, 500 ng/L per i PFOA, 500 ng/L per tutti gli altri PFAS) sono indicativi e non escludono che, una volta adottata la legge, i limiti saranno più rigorosi. Già gli stessi valori sono ben più alti di quanto previsto dalla più rigorosa normativa tedesca. […] Ma l'anomalia della Bassa veronese è resa evidente soprattutto dal confronto con i dati di Comuni vicini, ma che non si trovano nell'area di influenza dell'inquinamento da PFAS: ad esempio, a Cologna Veneta (ricompresa nell'area inquinata da PFAS) il livello di agenti inquinanti PFAS nelle acque potabili è pari a 536 ng/L, rispettivamente 28 volte superiore alla concentrazione registrata a Montecchia (fuori dall'area inquinata) e 11 volte superiore alla concentrazione registrata a Soave (anch'essa fuori dall'area inquinata). La situazione non migliora in alcuni punti di rilevamento situati in altri Comuni: quali, ad esempio, quello della Casa di Riposo di Legnago, che in data 23/12/2013 ha fatto registrare una concentrazione di PFAS pari a 649 ng/L, e quello della Casa di Riposo di Minerbe, che sempre in data 23/12/2013 ha fatto registrare una concentrazione di 769 ng/L. I valori presenti nelle acque del colognese e di molti dei 13 Comuni della Bassa rimangono molto elevati rispetto al normale. Ciò desta preoccupazione nell'opinione pubblica e noi riteniamo sia opportuno dare ai cittadini delle risposte. Non si tratta di creare allarmismi, ma di garantire ai cittadini della Bassa veronese di godere di acqua potabile della stessa qualità degli altri Comuni della provincia. Se l'installazione dei filtri a carbone attivo ha prodotto qualche risultato positivo, si tratta di un miglioramento temporaneo, e costoso, perché i filtri vanno cambiati periodicamente per rimanere efficienti. La soluzione più economica e semplice è una sola: che Acque Veronesi individui altri pozzi, in aree non inquinate, da cui prelevare l'acqua che beviamo ogni giorno, sostituendo così i pozzi di Almisano. Circolo PD Cologna Veneta

Continua la rassegna di colognesi illustri insigniti della medaglia d’oro “Città di Cologna”. Per il 2013 è toccata ad un altro militare, il Generale degli Alpini Angelo Baraldo, che succede al Magg. Carrista Antonio Tomba. Una motivazione forte a sostegno del riconoscimento a Baraldo, che è stato uno dei primi soccorritori giunti a Longarone, la notte del 9 ottobre 1963, tragedia del Vajont. «La medaglia d’oro della città è un premio che l’Amministrazione assegna ai concittadini che della solidarietà hanno fatto un loro stile di vita e che si sono distinti in vari settori dall’economia, allo sport, alla cultura - dichiara il sindaco Silvano Seghetto -. Per il 2013, 50° anniversario della tragedia del Vajont era un atto dovuto assegnarla al gen. Baraldo, che tanto ha fatto in quei giorni difficili». «Sono orgoglioso e commosso per questo premio commenta Baraldo -. Dal Vajont mi sono salvato per caso, i miei superiori mi avevano rimproverato perché tenevo le esercitazioni nel solito posto, così quella notte mi

spostai in alto sul colle e ci siamo salvati tutti. Ma appena è arrivata la comunicazione, attraverso vie di fortuna siamo scesi a Longarone, a portare i primi soccorsi». Baraldo che è nato nel 1932 a Baldaria, ha mantenuto vivi i contatti con la città d’origine (da anni vive a Belluno): tanti i concittadini e alpini presenti alla cerimonia per festeggiarlo. G.T.


INTERVISTA

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Vanoni ancora al top: «Il segreto? Avere tanta passione» Ornella Vanoni non è personaggio che ama il rito dell’intervista, ma quando si concede e decide di raccontarsi, lo fa sorridendo riuscendo ad essere ironica e spiritosa. Il 24 marzo il Teatro Filarmonico di Verona l’aspetta con il nuovo concerto-spettacolo “Un filo di trucco, un filo di tacco” ispirato da una frase che sua madre le ripeteva spesso prima di vederla uscire la sera. Da qualche mese ha pubblicato il suo ultimo album d’inediti Meticci (Io mi fermo qui) che sarà l’ultimo della sua carriera. Anche questo tour musicale sarà l’ultimo di una storia che dura ininterrottamente da 60 anni in Italia e nel mondo. Uno spettacolo di cui ha curato personalmente anche la regia e che viaggerà nel tempo per presentare alcuni brani del suo nuovo lavoro discografico e le canzoni d’amore più celebri del suo repertorio. Ci racconterà l’arte della seduzione. La raggiungo in un lussuoso hotel di Abano Terme in una pausa di relax alle terme in compagnia della sua amica a quattro zampe. Ornella, hai ricevuto il Premio “Donna Eccellente” per la Musica Italiana. Che effetto ti fa dopo tanti anni venire premiata? «Ne ho ricevuti tanti di premi. Sono rari però i premi che abbiano un simbolo vero e quindi un significato importante per una carriera. Per il resto sono molto piacevoli e sono grata a chi me li dà». Che cos’è che veramente dopo tanti anni ti dà fastidio del tuo mestiere? «Certi programmi televisivi che ti ospitano...Bisogna stare attenti che questo lavoro non diventi un mestiere. Ci vuole passione e bisogna sempre averla. Io ne ho tanta fortunatamente». “Meticci” sono tutte quelle persone difficili da catalogare un pò come voi artisti ma curiose del futuro e della vita? «Sì, gli artisti però, sono difficili da catalogare, si vestono anche in maniera differente. Parlano in maniera diversa, non sempre sono facili per la gente normale con il significato che possiamo dare alla parola “normale”...diciamo tranquilla. Sono persone bizzarre. Lucio Dalla era un vero meticcio». Due collaborazioni meravigliose in questo disco: Nada che non aveva mai scritto una canzone per altri e Battiato che hai chiamato al telefono e ti ha

sfidato dicendo che la inciderà meglio di te. «Sì, poi sentiremo se è vero e faremo un paragone. Aurora è di Battiato, un pezzo che ha scritto insieme ad un arabo, e Nada ha scritto un capolavoro dal titolo “Il bambino perduto”». Ho scoperto che una delle persone che senti più spesso al telefono è un insospettabile Francesco De Gregori. «Mi è molto simpatico Francesco. E’ cambiato negli anni e non è più così schivo come una volta. Ho persino una foto seduta sulle sue ginocchia. Figurati che roba!». Avrei giurato che avresti sentito più spesso Gino Paoli al telefono… «Certo, ma Gino non risponde al telefono. Io ho un grandissimo contatto ma con sua moglie. E’ lei che risponde al telefono. Gino dice:”non rompetemi i c… con il telefono!“. Non risponde mai». Dai l’idea di essere una donna molto forte.Ti sei mai sentita sola Ornella? «Molto spesso ma io sono coraggiosa e non forte. Sono fragile e coraggiosa. Forte non credo».

Ti è piaciuto il docufilm che è uscito su di te con una bella intervista dove parli anche di Luigi Tenco? «Sì è uscito al Piccolo di Milano e allo Strehler. Poi questa mia amica che l’ha prodotto ha cercato di venderlo ma le hanno offerto pochi soldi. Forse aspettano che muoia poi vedrai che lo venderà». Una specie di lutto deve essere stato il trasloco dalla tua storica casa milanese. Chissà quanti ricordi... «Non ho ancora finito. Ogni tanto piango,singhiozzo di tutto...Va bene, pazienza. Quando una cosa bisogna farla si fa punto e basta». Molto bello il primo singolo “Basta poco” accompagnato da un bel video che omaggia tutti i bambini del mondo. «Sì è molto bello. E’ l’unica canzone che ha scritto Mario Lavezzi come musica, poi io ho detto :” Basta poco” e con Vizzini abbiamo scritto il testo». Tu Ornella non ti fermi qui. Prima dei concerti italiani sarai a New York e poi due concerti alle cascate del Niagara. «Andiamo prima a Toronto e cantiamo dalla parte canadese perchè sai che è divisa in due. Le cascate del Niagara ci sono già stata. E’ un posto tristissimo. L’unica cosa è l’odore dell’acqua. Meglio Iguaçu semmai». Che cos’è in fondo per Ornella Vanoni una canzone? «Le canzoni se mi piacciono e quando le canto vuol dire che mi piacciono. Sono un’estrema libertà. E’ come se l’anima volasse: la musica ha quel valore aggiunto che mi fa volare». Informazioni per il concerto di Verona: www.eventiverona.it Luca Rizzato


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SPORT

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SPORT E NON SOLO. Incontro il 22 marzo per conoscere la onlus Centro aiuti per l’Etiopia

Baseball e “Cae” uniti Il Crazy fa solidarietà

Baseball e divertimento. Passione e amicizia. Tutto in una società, tutto nel Crazy Sambonifacese Baseball & Softball. È cresciuto il club del presidente Simone Lonardi, la struttura è sempre più solida. Quello che non cambia è lo spirito, sempre incentrato sull’allegria e la voglia di praticare sport. Ma non solo. Perché i rossoblù sono attenti pure alla solidarietà: “Insieme per il Cae” è l’evento organizzato dalla società di San Bonifacio, l’occasione giusta per conoscere la onlus Centro aiuti per l’Etiopia. L’appuntamento è fissato per sabato 22 marzo nella sala civica Barbarani a San Bonifacio. «Sarà un pomeriggio all’insegna della solidarietà – racconta Lonardi -. Il Crazy Sambonifacese ha deciso di collaborare con il Cae, per dare una mano a un’associazione benefica che cerca di fare del bene da oltre trent’anni. Il programma prevede la presentazione dei progetti realizzati dalla onlus da parte di alcuni membri del direttivo, con l’intervento di alcune testimonianze di chi ha visto e vissuto in prima persona un’esperienza in Etiopia. Al termine dell’incontro, sarà anche possibile, per coloro che lo desidereranno, fare un’offerta oppure iniziare un’adozione a distanza. Chiunque fosse interessato, potrà naturalmente partecipare». Il club rossoblù conta 60 tesserati e presenta un gruppo di minibaseball formato da 15-16 bambini, le categorie ragazzi, allievi, cadetti, e la

CRAZY SAMBONIFACESE

formazione seniores che milita nel campionato di serie C. Un settore giovanile completo, seguito costantemente dal tecnico cubano Ernesto Del Rio Canceller, «e stiamo attendendo l’arrivo di un secondo allenatore cubano – racconta Lonardi -. Ernesto è un punto di riferimento importante: ci ha dato una mano a crescere e segue l’attività con tanta passione e dedizione. Agli atleti intendiamo trasmettere valori sani: innanzitutto, un aspetto basilare è la salute dei ragazzi. Se un giocatore non si sente molto bene, è giusto che non giochi. Perché non bisogna mai e in nessun caso mettere a rischio la salute. Dopodiché, in campo si va per vincere, naturalmente, ma sempre con lealtà e sportività: insegniamo il rispetto per l’avversario, per i compagni e per gli allenatori. Il baseball è un gioco di squadra e lo spirito di gruppo, pertanto, è fondamentale». Il Crazy Sambonifacese Baseball & Softball è composto anche da una squadra amatori, «una ventina di

persone in cui convivono ex atleti e gente che si è avvicinata al baseball per divertimento o per curiosità. I nostri amatori giocano a fast pitch e a slow pitch – riprende il presidente rossoblù -. Ogni anno organizziamo due eventi a cui teniamo particolarmente: il Torneo di One Pitch, quest’anno il 5 e il 6 aprile, in memoria di Giuliana Lonardi, una persona che aiutava la società durante i tornei e non solo, sempre con il sorriso. E poi, in estate, il Music Sport Festival: una competizione di fast pitch in primis, ma un evento che abbina appunto sport, musica e uno spirito di allegria e di socializzazione». Non solo: il club rossoblù vanta pure una collaborazione con la Franchigia Parma e organizza un camp estivo, «che sta riscuotendo parecchio successo – continua Lonardi -. L’anno scorso abbiamo avuto la bellezza di 64 bambini in totale. Nel 2014 abbiamo pensato con ogni probabilità di dividerlo in due fasi: dal 9 giugno al 18 luglio, e dal 25 agosto al 10

settembre. L’obiettivo è dare la possibilità ai piccoli di divertirsi giocando a baseball e fornire un servizio alle famiglie». L’anno è cominciato con il botto. Il Crazy Sambonifacese ha conquistato infatti il terzo gradino del podio regionale alla Winter League con la categoria ragazzi: i rossoblù hanno perso la semifinale contro «un grandissimo Rovigo», vincendo però la finale terzo-quarto posto contro il San Martino. «Siamo davvero felici – confessa Lonardi -. Questo risultato ci ha trasmesso tanta fiducia per la stagione che sta per iniziare e ci ha dato conferme importanti: la strada intrapresa è quella giusta». Matteo Sambugaro

CAMPIONATO PROVINCIALE

Est Volley Club vola in finale A distanza di un anno il team di coach Dalla Vecchia sarà nuovamente protagonista nella finale per il 1° e 2° posto del campionato provinciale femminile categoria under 16. Le ragazze di Est Volley Bissolo arrivano alla finale (manifestazione organizzata dalla società di Locara in collaborazione con Fipav Verona) dopo aver battuto in semifinale l’Arena Volley Rosa - all’andata per 3-2 e al ritorno per 3-0 – in un cammino fatto di 18 vittorie consecutive e zero sconfitte. Una cavalcata che si concluderà domenica 9 marzo presso il Palaferroli di San Bonifacio. In questa sede a contendere il titolo provinciale alle ragazze di Locara saranno le ragazze del Vtv River, in una rievocazione della finale dello scorso anno. Un segno, dunque, della bontà del lavoro svolto da entrambe le società nella costruzione di un gruppo dal sicuro avvenire. L’Est Volley Club, consorzio di tre società che dal 2008 hanno sentito l’esigenza di unire le forze per combattere la crisi e la carenza di iscrizioni, ha una storia trentennale costellata da successi ed imprese memorabili che spesso hanno infiammato le tribune e i cuori degli allora genitori tifosi. Oggi invece, sconfiggendo ogni puerile campanilismo, collaborano con entusiasmo e passione ad un grande progetto spinto alla valorizzazione del territorio. Le tre società consorziate sono: Top Volley Club di San Bonifacio, Pallavolocara di Locara e Arcole Volley Club di Arcole. I risultati ottenuti in questi anni hanno proiettato Est Volley Club fra le più interessanti realtà pallavolistiche del veronese e della regione.

CALCIO. Trofeo Ferroli, ecco le contendenti. Chi vincerà?

Il meglio di Italia ed Europa per festeggiare un quarto di secolo di successi. E' stata ufficializzata pochi giorni fa la lista dei partecipanti alla 25^ Edizione del Trofeo Ferroli. Disputato per la prima volta nel 1990, il “Ferroli” ha saputo, nel corso degli anni, affermarsi come uno dei tornei giovanili più importanti, sia a livello nazionale che internazionale, per la categoria Allievi. Un torneo che è stato crocevia per le carriere di centinaia di giovani promesse, e per i tanti campioni che, dall'erba del Tizian, hanno poi saputo affermarsi nel mondo del grande calcio. Montolivo, Pazzini, Quagliarella, per citare gli italiani, ma anche Szczesny, Van der Vaart e Wilshere, tutti nomi che ora fanno davvero parte dell'olimpo del pallone. Inter, Juventus, Milan, Atalanta, Hellas Verona, Chievo, Vicenza e Padova, oltre alla Sambonifacese padrona di casa, saranno le compagini italiane che si sfideranno tra poco più di un mese; Real Madrid, Vasco da Gama e Arsenal le straniere che proveranno a portarsi a casa il trofeo del quarto di secolo. Dall'Italia al Brasile, passando per Inghilterra e Spagna, tutti nomi di grande prestigio e tradizione che confermano una voltà di più la bontà del lavoro svolto dagli “storici” organizzatori Ettore Paolini e Roberto Zantedeschi che, grazie alla vicinanza del Gruppo Ferroli, sono riusciti ancora una volta a dar vita ad un appuntamento imperdibile per gli appassionati di calcio. Non resta quindi che attendere il via del Trofeo per ammirare il meglio del calcio giovanile, per segnarsi sul taccuino tutti i nomi più interessanti e per scoprire chi sarà il 1° maggio a scrivere il proprio nome nell'albo d'oro dei vincitori. L'anno scorso a trionfare è stato il “tiqui-taca” del Barcellona e del giovane fenomeno coreano Lee Seung Woo, battendo l'Inter in finale, a chi toccherà quest'anno? M.D.



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