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Il Fisco e il lavoro Il Codice Fiscale In Italia il Codice Fiscale è il documento che identifica tutti i cittadini nei rapporti con la Amministrazione ed Enti pubblici o privati. È rilasciato dell’Agenzia delle Entrate esibendo un documento di riconoscimento valido. Per gli stranieri è necessario il titolo di soggiorno e il passaporto valido (con l’eventuale visto,se necessario) o il titolo di viaggio riconosciuto delle Autorità italiane. Gli stranieri che presentano domanda di ingresso nel territorio agli Sportelli Unici per l’immigrazione per lavoro subordinato o per ricongiungimento familiare, al momento della convocazione allo Sportello, ricevono anche il certificato di attribuzione del Codice Fiscale. Le Questure, tramite collegamento telematico con l’Anagrafe Tributaria, attribuiscono il codice fiscale ai cittadini stranieri, che ne siano sprovvisti, che richiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno; mentre i cittadini residenti all’estero, che abbiano necessità del codice fiscale, ne chiedono l’attribuzione alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel paese di residenza. Nel caso il codice fiscale fosse sbagliato perché non corrisponde al cognome o al nome bisogna rivolgersi all’ufficio delle entrate per cambiarlo. Il tesserino plastificato arriva a casa, nel caso non dovesse arrivare è necessario rivolgersi all’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate e verificare che il domicilio fiscale sia giusto e indicare la variazione. I neonati al momento della prima iscrizione nell’Anagrafe comunale ricevono anche il codice fiscale. Titolari di impresa o P. IVA individuale Le persone che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione, devono richiedere l’attribuzione della PARTITA IVA presso uno degli Uffici Locali dell’Agenzia delle Entrate presentando un’apposita dichiarazione di inizio attività, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o dalla costituzione della società, che può coincidere con la prima operazione (es: acquisto di beni strumentali) o con altro evento finalizzato all’esercizio dell’attività (es: stipula del contratto di locazione) seguendo le istruzioni allegate alla modulistica che si trova sul sito internet (www.agenziaentrate.gov.it) (alla voce Modulistica – altri modelli).

La tessera Sanitaria La Tessera Sanitaria, in Lombardia è chiamata Carta Nazionale dei Servizi, ha validità 6 anni (o a scadenza del permesso di soggiorno), ha anche validità come Codice Fiscale. Ai nuovi nati, dopo l’attribuzione del codice fiscale da parte del Comune o di un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, viene inviata automaticamente la Tessera Sanitaria con validità di un anno; alla sua scadenza, se sussistono i requisiti, viene inviata la Tessera con scadenza standard. In caso di perdita, per smarrimento, furto o deterioramento è sostituita a richiesta. I cittadini extracomunitari iscritti e a carico del SSN non possono utilizzare la CRS ( Tessera sanitaria – carta regionale dei servizi )in Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein in quanto non previsto dalla normativa comunitaria vigente (Regolamento EC 859/2003). I redditi e le tasse Tutti cittadini che percepiscono un reddito di lavoro dipendente o lavoro autonomo in Italia devono pagare una imposta annua sul reddito, chiamata IRPEF. La imposta ha carattere personale ed è progressiva perché aumenta proporzionalmente rispetto all’incremento del reddito. In più ci sono anche sovraimposte a favore degli enti locali quali Comuni e Regioni. Le tasse servono a pagare la sanità, l’educazione (scuola e università) i servizi pubblici tra altre


cose. Nell’art. 53 della Costituzione, legge fondamentale dello Stato italiano, si dice che: “tutti i cittadini sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” . Il ruolo dell’imposta é il prezzo corrispondente che il cittadino paga per avere i servizi. Il CUD. CUD è una sigla che sta per certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente. Viene rilasciato dal datore di lavoro e viene indicata la cifra lorda e netta pagata al dipendente durante l’anno fiscale di competenza. Tale documento serve anche per la certificazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente come, ad esempio, i redditi di pensione o i redditi di collaborazione a progetto. Il CUD deve essere consegnato dal datore di lavoro o dall’ente che eroga trattamenti pensionistici, al contribuente. Il lavoratore che nell’anno ha posseduto soltanto i redditi attestati nel CUD, da un sustituto d’imposta, è esonerato dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi, a condizione che siano state correttamente eseguite le operazioni di conguaglio. Può, tuttavia, presentare la dichiarazione dei redditi qualora, ad esempio, nell’anno abbia sostenuto spese per oneri diversi da quelli eventualmente attestati nel CUD che intende portare in deduzione dal reddito o in detrazione dall’imposta. Nel rapporto di lavoro domestico, il datore di lavoro non operando da sostituto d'imposta non può trattenere le ritenute IRPEF al proprio collaboratore (colf, badante ed in genere tutte i collaboratori assunti con contratto di “Lavoro domestico"). Per questo Il lavoratore domestico è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, liquidare e pagare le imposte (Irpef e addizionali) dovute sulle somme percepite, al netto dei contributi INPS, se il reddito supera € 8000 nell’arco dell’anno solare quando si ha lavorato tutto l’anno Invece se ha lavorato soltanto sei mesi il limite di reddito scende a € 4000. Anche in tale ipotesi spettano, comunque, le detrazioni d’imposta per lavoro dipendente e per i familiari a carico. Il normale periodo di imposta, salvo casi particolari, va dal 1 Gennaio al 31 Dicembre, la imposta si calcola sul reddito imponibile. Il CUD, in forma cartacea, deve essere consegnato dal sostituto d’imposta (il datore di lavoro), in duplice copia, al dipendente o assimilato, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello cui si riferisce il reddito certificato. Se il rapporto di lavoro cessa prima della fine del periodo d’imposta, la consegna al lavoratore dipendente va effettuata entro 12 giorni dalla richiesta del medesimo. Il modello può anche essere trasmesso in formato elettronico, purché il dipendente abbia la possibilità di ricevere e stampare lo stesso per i successivi adempimenti. Tale modalità deve essere esclusa, ad esempio, quando il sostituto deve rilasciare agli eredi la certificazione relativa al dipendente deceduto, o quando il rapporto di lavoro sia cessato. Resta dunque in capo al sostituto d’imposta l’onere di accertarsi che ciascun dipendente si trovi nelle condizioni di ricevere in via elettronica la certificazione, provvedendo, diversamente, alla consegna in forma cartacea. IL CONGUAGLIO DI FINE ANNO Alla fine di ogni periodo d’imposta, o alla data di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto ad eseguire il conguaglio tra le ritenute globalmente operate nei singoli periodi di paga e l’imposta totale dovuta sulle retribuzioni totali corrisposte nell’anno, o fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Da tale operazione può derivare per il dipendente:


_ un credito, che gli sarà rimborsato dal datore di lavoro con il pagamento della retribuzione relativa al mese in cui è stato effettuato il conguaglio (se il dipendente avrà sottoscritto il Mod. 730) _ un debito per imposte ancora dovute, che il datore di lavoro deve trattenere dalla prima retribuzione da corrispondere (sempre avendo sottoscritto il Mod. 730) Se la retribuzione attinente non è sufficiente a coprire le imposte determinate in sede di conguaglio, si può procedere, alternativamente, nel seguente modo: _ il dipendente può dichiarare per iscritto al datore di lavoro di volergli versare l’importo corrispondente alle ritenute ancora dovute. In tal caso, il sostituto ha l’obbligo di versare all’erario, il mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni di conguaglio, le somme dovute dal dipendente, indipendentemente dal fatto che il lavoratore le abbia rimborsate o no; _ il dipendente può autorizzare il datore di lavoro, sempre per iscritto, ad effettuare il prelievo anche sulle retribuzioni dei periodi di paga successivi. Quando presentare la dichiarazione dei redditi. Non sempre, comunque, il lavoratore dipendente è obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Ad esempio, egli è esonerato, quando i suoi redditi dell’anno derivano da: _ lavoro dipendente e assimilati (interamente conguagliati dal sostituto e attestati nel CUD); _ abitazione principale (con relative pertinenze); _ somme soggette a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva (ad esempio interessi sui BOT). Il contribuente esonerato può, tuttavia, avere convenienza a presentare la dichiarazione dei redditi. Questo accade, ad esempio, quando egli vuole far valere oneri sostenuti che intende portare in deduzione dal reddito o in detrazione dall’imposta, oppure quando ha il diritto a usufruire di una detrazione per carichi familiari di cui il datore di lavoro non ha tenuto conto, ovvero per chiedere il rimborso di eccedenze d’imposta derivanti dalla dichiarazione presentata nell’anno precedente o da acconti versati nello stesso anno. QUANDO NON È OBBLIGATORIO PRESENTARLA Le ipotesi più frequenti in cui il lavoratore dipendente è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi sono le seguenti: _ possesso di solo reddito di lavoro dipendente corrisposto da un unico sostituto d’imposta obbligato ad effettuare le ritenute d’acconto; _ possesso solo di redditi di lavoro dipendente corrisposti da più soggetti, se è stato chiesto all’ultimo datore di lavoro di tenere conto dei redditi erogati durante i rapporti precedenti e quest’ultimo ha effettuato conseguentemente il conguaglio, e reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.); _ reddito complessivo, al netto del reddito derivante dall’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore a 4.800 euro nel quale concorre uno dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro (es. compensi percepiti per l’attività libero professionale “intramoenia” del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale che esercita la professione all’interno della struttura ospedaliera), redditi di lavoro autonomo, redditi d’impresa in contabilità


semplificata, redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente; _ reddito complessivo comunque costituito, nel quale concorre un reddito di lavoro dipendente o assimilato con periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni, non superiore a 8.000 euro (al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze) e sul quale non sono state operate ritenute; _ possesso oltre al reddito di lavoro dipendente, di redditi esenti (ad es. rendite erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, talune borse di studio, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, pensioni, indennità comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili, sussidi a favore degli hanseniani, pensioni sociali, compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche per un importo complessivamente non superiore a 7.500 euro); _ possesso, oltre al reddito di lavoro dipendente, solo di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (ad es. interessi sui conti correnti bancari o postali) o di redditi soggetti ad imposta sostitutiva (ad es. interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico). ATTENZIONE Si è in ogni caso esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi quando l’imposta lorda (Irpef), diminuita delle detrazioni per lavoro dipendente, per familiari a carico e delle ritenute, non supera 12 euro e, al tempo stesso, non si ha l’obbligo di tenere le scritture contabili. Il pagamento delle ritenute per il lavoratore dipendente è effettuato direttamente dal datore di lavoro che versa mensilmente all’erario le somme trattenute al lavoratore entro il giorno 16 del mese successivo all’erogazione dei compensi pagati. La detrazione per lavoro dipendente spetta anche per alcuni redditi a questo assimilati, tra i quali: • redditi percepiti dai lavoratori soci di cooperative; • indennità e compensi corrisposti ai lavoratori dipendenti con contratto di lavoro interinale (detto anche temporaneo o in affitto); • somme percepite a titolo di borsa di studio; • compensi percepiti in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; • remunerazioni dei sacerdoti; • prestazioni pensionistiche erogate dalla previdenza complementare; • compensi percepiti dai lavoratori socialmente utili. ATTENZIONE Per avere le detrazioni per carichi di famiglia in busta paga, i lavoratori dipendenti devono dichiarare “annualmente” al datore di lavoro di averne diritto e indicare il codice fiscale delle persone per le quali intendono usufruire delle detrazioni stesse. A seconda del tipo di reddito posseduto (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo, impresa in contabilità semplificata e alcuni redditi diversi) sono concesse detrazioni Irpef (cioè riduzioni dall’imposta lorda) in misura decrescente man mano che il reddito aumenta, fino ad annullarsi a una soglia determinata per legge. La dichiarazione dei redditi


La dichiarazione è lo strumento ordinario per mezzo del quale il contribuente porta a conoscenza dell’Amministrazione finanziaria la propria posizione fiscale. La dichiarazione è soggetta al potere di controllo dell’Amministrazione. MODELLO 730 I lavoratori dipendenti e i pensionati (in possesso di determinati redditi), possono presentare la dichiarazione con il modello 730, usufruendo dell’assistenza del proprio datore di lavoro o dell’ente che eroga la pensione. In alternativa, si possono rivolgere a uno dei Centri di Assistenza Fiscale per lavoratori dipendenti (CAF), costituiti dalle associazioni sindacali o dai datori di lavoro, o ai professionisti abilitati (dottori commercialisti, consulenti del lavoro, ragioniere o perito commerciale, esperti contabili). Attraverso il modello 730 è possibile dichiarare esclusivamente i seguenti redditi: • redditi di lavoro dipendente; • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ad esempio, collaborazioni coordinate e continuative e contratti di lavoro a progetto); • redditi dei terreni e dei fabbricati; • redditi di capitale; • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA; • alcuni dei redditi “diversi”; • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata. Chi è in possesso di altre tipologie di reddito (tra cui, redditi di impresa, redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA, redditi di lavoro domestico, determinati redditi “diversi” e plusvalenze) non può utilizzare il modello 730 e deve presentare il modello UNICO Persone fisiche. Per i contribuenti che presentano il modello 730 al sostituto d’imposta la scadenza è fissata al 30 aprile, mentre chi si rivolge a un intermediario (Caf o professionista abilitato) può farlo entro il 31 maggio. Se presentato al sostituto d’imposta, il modello 730 deve essere già compilato e non bisogna esibire la relativa documentazione tributaria, che il contribuente dovrà tuttavia conservare fino al 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione. Per il servizio non si deve pagare alcun corrispettivo. Quando il modello viene presentato debitamente compilato a un CAF o a un professionista abilitato, il servizio di assistenza è gratuito. I contribuenti sono invece tenuti al pagamento di un compenso nel caso in cui chiedano l’assistenza alla compilazione del modello ai CAF ed ai professionisti abilitati, occorre presentare tutti i documenti relativi alla dichiarazione. Questi, infatti, hanno l’obbligo di verificare che i dati esposti nel modello siano conformi alla documentazione esibita dal contribuente. I lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore l’anno possono presentare il modello 730: • al sostituto d’imposta, solo se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di aprile al mese di luglio; • ad un Caf-dipendenti o ad un professionista abilitato, solo se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio.


Il modello 730 può essere presentato anche in forma congiunta, al sostituto d’imposta di uno dei due coniugi o a un CAF oppure a un professionista abilitato, quando entrambi i coniugi possono autonomamente avvalersi dell’assistenza fiscale. È possibile presentare la dichiarazione congiunta anche nei casi in cui il coniuge non è fiscalmente a carico e possiede redditi di qualsiasi categoria che si possono dichiarare con il modello 730, ad eccezione, ad esempio, di quelli di lavoro autonomo e d’impresa. La dichiarazione congiunta non può essere presentata nel caso di morte di uno dei coniugi, avvenuta prima della presentazione della dichiarazione dei redditi. 1 CHI DEVE UTILIZZARE IL MODELLO UNICO Le persone che hanno avuto: • redditi fondiari (terreni e fabbricati); • redditi di capitale; • redditi di lavoro dipendente; • redditi di lavoro autonomo; • redditi di impresa; • redditi diversi. Sono sempre tenuti a utilizzare il modello UNICO i contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili (ad esempio, imprenditori ed esercenti arti e professioni). Nelle istruzioni alla compilazione del modello UNICO sono indicati i casi in cui si è esonerati dall’obbligo di presentazione. I TERMINI DI PRESENTAZIONE La dichiarazione va presentata entro questi termini: DICHIARAZIONE PRESENTAZIONE TERMINI CARTACEA mediante consegna agli uffici postali tra il 2 maggio e il 30 giugno TELEMATICA diretta (via internet) entro il 30 settembre tramite intermediari DOCUMENTI DA PRESENTARE AL MOMENTO DELLA DICHIARAZIONE. 

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il CUD rilasciato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e le altre certificazioni dei sostituti d’imposta dalle quali risultino le ritenute subite sui redditi di lavoro dipendente, sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, sui redditi di lavoro autonomo occasionale, eccetera; Le spese sanitarie di qualunque tipo (medico/generiche, specialistiche, chirurgiche, farmaceutiche, eccetera) danno diritto alla detrazione d’imposta dopo aver tolto la franchigia di 129,11 euro. Le spese d’istruzione Spese di frequenza per asili nido Spese per addetti all’assistenza personale Spese veterinarie ( con franchigia) Iscrizione annuale a strutture sportive È prevista una detrazione per chi sostiene le spese dell’affitto per la casa adibita a propria abitazione principale.

Tutto documentato attraverso fatture, ricevute, scontrini, quietanze che attestino il sostenimento di spese, nel corso dell’anno, per le quali è prevista la deducibilità dal reddito complessivo o il riconoscimento di detrazioni dall’imposta lorda; altra documentazione necessaria per il riconoscimento di tali spese deducibili o detraibili, come, ad esempio: la copia del contratto di mutuo per l’acquisto della abitazione, per l’assicurazione sulla vita, la copia della polizza o altra certificazione rilasciata dalla


compagnia assicuratrice dalla quale risulti l’esistenza dei requisiti richiesti per la relativa detrazione; • attestati di versamento degli acconti d’imposta effettuati autonomamente dal contribuente; • ultima dichiarazione presentata, se in questa era stata evidenziata a credito un’eccedenza d’imposta che si intende far valere nel modello 730. Se il lavoratore ha un credito, vale a dire a pagato più di quanto doveva con il 730 si ottiene l’eventuale rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre); se sono dovute delle somme, invece, queste sono trattenute direttamente dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre). Qualora lo stipendio o la pensione fossero insufficienti per il pagamento di quanto dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi mensili sarà trattenuta dalle competenze dei mesi successivi. Detrazioni di fare valere nella dichiarazione. Per il CONIUGE non legalmente ed effettivamente separato FIGLI, compresi quelli naturali, riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati ALTRI FAMILIARI (ma solo se convivono con il contribuente o se ricevono da lui un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria) genitori (anche adottivi) fratelli e sorelle discendenti dei figli coniuge separato generi, nuore, suoceri ascendenti prossimi (anche naturali) Per essere considerato a carico, il familiare deve possedere un reddito non superiore a 2.840,51 euro Le detrazioni per il coniuge e per i figli a carico spettano anche se questi non convivono con il contribuente o non risiedono in Italia. La detrazione per i figli compete indipendentemente dalla circostanza che gli stessi abbiano o meno superato determinati limiti di età o che siano o non siano dediti agli studi o a tirocinio gratuito. L’ammontare della detrazione spettante non è fisso ma varia in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta. LE SPESE DEDUCIBILI DAL REDDITO Le spese deducibili sono quelle che possono essere sottratte dal reddito complessivo in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi, determinando un beneficio fiscale che è pari all’aliquota massima raggiunta dal contribuente. Tra le principali spese deducibili rientrano i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e volontari, i contributi per la previdenza complementare e i premi e contributi versati alle forme pensionistiche individuali, le erogazioni liberali a favore del “non profit” e delle istituzioni religiose, le spese mediche generiche e di assistenza specifica per i portatori di handicap. Per essere considerate nella dichiarazione, le spese devono essere state sostenute nel corso dell’anno per il quale essa viene presentata, anche se le relative prestazioni sono eseguite in anni precedenti (criterio di “di cassa”). utilizzate per la dismissione dello stesso.


COME SI DOCUMENTANO LE SPESE La documentazione delle spese deducibili (e detraibili) è generalmente costituita dalle fatture, ricevute o quietanze rilasciate al contribuente da chi ha percepito le somme, con indicazione del suo codice fiscale o numero di partita Iva. LE AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ Per le persone con disabilità, e per i loro familiari, la normativa tributaria riconosce particolari benefici fiscali. Tra questi, quelli relativi all’acquisto di veicoli, le detrazioni per le spese sostenute per gli addetti all’assistenza o per l’eliminazione delle barriere architettoniche, le agevolazioni per i non vedenti e per i sordi, gli acquisti agevolati di ausili tecnici e informatici.

LE ADDIZIONALI IRPEF Oltre alla ritenuta Irpef, il datore di lavoro deve trattenere dalle somme corrisposte al lavoratore anche l’addizionale regionale e quella comunale. Queste si calcolano applicando al reddito complessivo determinato ai fini dell’Irpef, al netto degli oneri deducibili, le aliquote stabilite dalle Regioni e dagli enti locali. Se il contribuente non deve pagare l’Irpef, anche se per effetto di detrazioni spettanti o crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero (che hanno subito la ritenuta a titolo definitivo), non deve versare alcuna addizionale. Altri contribuenti Per i possessori di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente e assimilati, la determinazione e il pagamento delle addizionali avvengono in sede di dichiarazione dei redditi. In questo caso, il contribuente deve individuare la Regione e il Comune a cui effettuare il versamento (dopo aver controllato, nel caso dei Comuni, se questo è dovuto), in base al proprio domicilio fiscale. ACCERTAMENTO Quando un contribuente riceve un avviso di accertamento deve rispondere entro 60 giorni della notifica perché se non risponde l’accertamento diventa definitivo e costituisce titolo per la riscossione delle maggiori somme dovute (imposte e sanzioni in misura integrale. Il comportamento da tenere dipende di molteplici fattori: a) impugnazione integrale. Ricorso alla commissione tributaria provinciale utilizzando tutti i mezzi di difesa. b) impugnazione parziale. Ricorso relativo al tributo e sanzioni definite con pagamento iniziale di una parte. c) accertamento con adesione. Istanza di accertamento che da un termine maggiore per impugnare l’atto. d) acquiescenza. rinuncia alla presentazione del ricorso e all’istanza di concordato provvedendo al pagamento, entro il termine, dell’imposta dovuta nonché delle sanzioni e) definizione agevolata di solo sanzioni. Pagamento entro il termine della sanzione di maniera ridotta.

Tutti i documenti compressa la dichiarazione devono essere tenute con cura per il tempo indicato dalla legge (10 anni).


Il Fisco e il lavoro ita