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Gruppo Cooperativo Cgm SEMI DI COMUNITÀ Bi l a n cio Socia l e

2012


"…CON LE GIUSTE CONDIZIONI VENTOSE QUESTI SEMI POSSONO PLANARE FINO A 30 METRI DI ALTEZZA , E COPRIRE DISTANZE FINO A 100 CHILOMETRI, PRIMA DI RIDISCENDERE E GERMINARE…"


Indice 6

1

PREMESSA

Dal seme la pianta

7

1. DAL SEME LA PIANTA

8

1.1 OGNI COMUNITÀ: TERRA OSPITALE PER UNA SEMINA DI QUALITÀ

9

COOPERATORI AL LAVORO: GIARDINIERI DI QUALITÀ

10

LE PERSONE DEL DISTRETTO CGM

12

1.2 DAI SEMI LA PIANTA: IL DISTRETTO CGM

14

1.3 LA LINFA DEL DISTRETTO CGM

14

LA PARTECIPAZIONE:LA DEMOCRAZIA NELLA GESTIONE DELL'IMPRESA

2

Dalla pianta i frutti

21

2. DALLA PIANTA I FRUTTI

25

2.1 IL LAVORO PER TUTTI

27

2.2 LA SALUTE ACCESSIBILE

29

2.3 PRENDERSI CURA DELLA FRAGILITÀ

31

2.4 IL SEME DELL'EDUCAZIONE PER UN FUTURO MIGLIORE

33

2.5 I NUOVI IMPRENDITORI PARLANO "STRANIERO"

35

2.6 VALORIZZARE L'AMBIENTE

15

LE COMPETENZE

16

COMUNICARE È CONDIVIDERE

37

2.7 UNA CASA PER TUTTI

18

GLI INVESTIMENTI:

39

2.8 IL MONDO IN TASCA

19

LA FINANZA DI SISTEMA

41

2.9 IL MONDO NELLE NOSTRE MANI

19

IL CAPITALE

43

2.10 I FRUTTI DEL DISTRETTO

CON L'ENERGIA PULITA


3

Semi di nuove comunità

43

3. SEMI DI NUOVE COMUNITÀ

44

3.1 GLI IBRIDI: IL SEME DELL'INNOVAZIONE

46

GLI IBRIDI: UN COLPO D'OCCHIO

48

3.2 INNOVAZIONE DI PRODOTTO

50

3.3 INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA

52

3.4 INNOVAZIONE DI GOVERNANCE

54

3.5 INNOVAZIONE DI MERCATO

56

3.6 INNOVAZIONE DI BENEFICIARI

58

3.7 INNOVAZIONE DI "FUNDING"

60

3.8 INNOVAZIONE NELLE RELAZIONI

62

3.9 SEMI DI RELAZIONI

64

CONCLUSIONI

65

RINGRAZIAMENTI


“IL SEME NUOVO È FIDUCIOSO. SI RADICA NEL PROFONDO, NEI LUOGHI CHE SONO PIÙ VUOTI”.

Premessa

C.P. Estès

Due parole, seme e comunità, fanno da

Ogni persona come ogni seme è un picco-

dall’imprevisto, e dai rischi dell’ignoto.

cornice alla riflessione su questo anno

lo scrigno di vita in viaggio…contiene un

Ogni seme è un ponte con la vita che po-

di lavoro che ci ha visti impegnati nella

progetto (il DNA della pianta che potrà

tra’ essere.

riflessione attenta sul nostro piano di im-

diventare), una scorta di energia suffi-

La comparsa del seme nella storia evo-

presa, nella condivisione festosa delle no-

ciente ad avviare il suo sviluppo una vol-

lutiva delle piante rappresenta tra l’altro

stre visioni e progettualità nella conven-

ta raggiunte le condizioni favorevoli per

una vera e propria innovazione tecnolo-

tion di Mantova, nella ricerca di nuove

la sua germinazione, e una protezione

gica, una strategia evolutiva che ha sapu-

strade e nella verifica di senso di alcune

adeguata ad affrontare le avversità che

to garantire al mondo vegetale maggiori

sperimentazioni (gli “ibridi”) che stanno

potrebbero minacciarne l’integrità e la

chance di successo nel processo riprodut-

muovendo i primi passi nella nostra rete.

sopravvivenza.

tivo, consentendo alle piante “ Spermato-

Perché se i semi, vecchi e nuovi, sono il

Ogni seme è anche ambasciatore di spe-

fite” di diffondersi in ogni ambiente della

segno di un potenziale di vita e futuro

ranza e di fiducia: trasporta un progetto

terra. Diversamente dalle altre piante che

che attende solo di sprigionare le pro-

sapendo che non tutti vanno a buon fine,

si sviluppano, seppur con modalità diver-

prie possibilità, la comunità è oggi quella

lo accompagna con una scorta “finita”

se, esclusivamente

terra, spesso incolta, inaridita, talvolta

di energia confidando in quella che sa-

(riproducendo quindi individui genetica-

bruciata da un fuoco distruttivo, che vor-

prà raccogliere da altre fonti nel corso

mente identici a quelli che lo hanno ge-

remmo ospitasse con successo quei semi.

della sua successiva crescita, offre

a

nerato), le piante che producono semi si

progetto una protezione iniziale,

diffondono per riproduzione vegetativa,

quindi storia di semi e di una sfida delica-

sapendo che non esistono protezioni ca-

un processo che garantisce una popola-

ta: la semina di comunità.

paci di esentare un’esperienza di crescita

zione di piante più adattabile e resisten-

Il racconto di questo anno di lavoro è

6

quel

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

per moltiplicazione


te, adatta a diffondersi anche in ambienti

sportato da messaggeri diversi .

gia creativa delle persone, i nuovi semi di

molto diversi.

La costruzione di una comunità è l’esito

comunità giunti a portare innovazione e

Il seme deriva infatti dalla fecondazione

di successo di una semina complessa in

vita nuova laddove la terra ci era appar-

dell’ovulo e dal punto di vista genetico è

una terra ”ospitale” e di molte concause

sa quanto mai arida e vuota, sono segno

un organismo diverso da entrambi i ge-

favorevoli.

della nostra fiducia rispetto a ciò che non

nitori; la molteplicità delle combinazioni

Occorrono molti e diversi “buoni semi”,

può mai morire e che nelle pagine che

genetiche garantisce quindi maggiore

terre fertili e stagioni favorevoli perché

seguono proviamo a raccontare: coltivare

variabilità e anche caratteristiche di mag-

“semi di comunità” possano germinare,

speranza, imparare l’attesa, ospitare se-

giore adattabilità ai cambiamenti e alle

mettere radici, irrobustirsi e divenire fu-

mine di comunità, riconoscere la potenza

diverse caratteristiche ambientali.

sto, rami , foglie e frutti e così riprodursi

insopprimibile della vita che sprigiona le

La marcia in più di questa strategia ri-

e popolare ogni angolo della terra. E oc-

sue infinite possibilità, farsi aiutanti ope-

produttiva delle piante è quindi

la di-

corrono buoni giardinieri perché il seme

rosi perché ogni ritorno alla vita, anche

versificazione: la diversità genetica (non

nuovo possa raggiungere a tempo debito

con il nostro aiuto, si compia.

individui uguali, ma combinazioni geneti-

la sua destinazione.

Grazie a tutti voi per questi anni di gene-

che che danno vita ad individui diversi),

Spetta a noi giardinieri delle nostre co-

rosa semina, di generosa ospitalità e di

diversi tipi di semi (semi piccoli e leggeri

munità preparare la terra lasciandola

buon raccolto.

attrezzati per essere facilmente traspor-

nuda e ospitale, rivoltata e non seminata,

tati dal vento anche molto lontano, semi

pronta alla pioggia, al sole, al passaggio

capaci di resistere a lungo sottoterra e

di animali e uomini, affinchè un bosco di

nelle viscere di un animale per attendere

semi giunto lì per mano del vento, dell’ac-

le condizioni favorevoli per germinare,

qua, degli animali, dell’uomo stesso, de-

semi adatti a galleggiare sull’acqua,..)

cida e possa metterci radici.

e diversi tipi di semina (semina il vento,

L’ospitalità della terra e delle nostre co-

semina l’acqua, semina l’uomo, seminano

munità è il segreto perchè nuovi semi con-

gli animali).

tinuino ad arrivare e portino vita e cam-

Il seme è un messaggio in bottiglia con-

biamento in luoghi aridi e incolti.

tenente istruzioni segrete per la vita tra-

L’intensità d lavoro di questi anni, l’ener-

Pre me ssa

Claudia Fiaschi

7


Liguria

Megacarpea laciniata

Sardegna

Dryobalanops

Lombardia

Abruzzo

Ailanthus glandulosa

Dipterocarpus alatus

Piemonte e Valle d'Aosta

Calabria

Ulmus campestris

Polygonum Sieboldi

Veneto

Acer campestre

Sicilia

Taraxacum officinale

GRUPPO COOPERATIVO CGM

Gyrocarpus Asiaticus Marche

Puglia e Basilicata

Emilia Romagna

Artedia squamata

Zanonia indica

Opoponax cretica

Campania

Carolus Sinemariensis Trentino Alto Adige

Umbria

Acer Pseudoplatanus

Triopteris bifurca

Lazio

Banisteria Sinemariensis

Toscana

Aeschyomene glabrata


1. Dal seme la pianta

“I SEMI POSSONO RIMANERE SOPITI PER MILLENNI O GERMOGLIARE IN UN BALENO, POSSONO ESSERE ALATI O ZAVORRATI DI GRASSI, APPETITOSI O LETALI, MA SOPRATTUTTO SONO FATTORI DI CIVILIZZAZIONE E SOCIALITÀ”. Jonathan Silvertown “La Vita Segreta dei Semi"

1 . D al se me la p i an ta

9


Ogni comunità: terra ospitale per una semina di qualità 40.493 167.796

6.281.567

Lombardia (Milano, Monza e Brianza, Bergamo, Lecco, Como, Cremona, Mantova, Sondrio, Varese)

" A L B E R O : L ' E S P LO S I O N E LENTISSIMA DI UN SEME". Bruno Munari

6.953

74.920 3.276.298

342.132

Veneto (Castelfranco Veneto TV, Belluno)

Piemonte-Valle d’Aosta (Aosta, Torino, Biella, Ivrea, Asti e Alessandria) 10.000

1.029.893

Trentino Alto Adige (Trento, Bolzano)

58.405

1.104.621

2.218.507

Emilia Romagna (Piacenza, Reggio Emilia, Bologna, Forlì-Cesena)

Liguria (La Spezia, Genova) 76.501 2.940.957

186 214.032

Toscana (Siena e Grosseto, Firenze, Pistoia, Pisa e Livorno, Lucca)

Marche (Ascoli Piceno)

44.403 671.934 Umbria (Perugia)

1.850 707.429 Abruzzo (Chieti-L’Aquila)

61.149

2.781.692

Lazio (Roma) 11.212

4.477.344

31.093 3.643.888 Puglia-Basilicata (Brindisi, Bari, Taranto,Lecce, Matera, Potenza)

Campania (Napoli, Benevento, Salerno)

40.989 1.040.996 Sardegna (Nuoro, Sassari, Cagliari)

8.900

abitanti fruitori

11.198 2.990.739 Sicilia (Siracusa, Palermo, Catania, Ragusa, Messina, Trapani)

10

1.843.942

Calabria (Cosenza, Reggio Calabria, Crotone, Catanzaro)


FRUITORI DEI SERVIZI / COOP. A

/ COOPERATORI AL LAVORO: GIARDINIERI DI QUALITA’

TOTALE

538.314

Ogni seme mette a riparo con il guscio l’essenza e il progetto di vita dell’albero lasciandolo germogliare al tempo opportuno, con le giuste condizioni climatiche. Sono le persone che custodiscono il progetto e

36,1%

Minori e giovani

2,9%

Adulti a rischio emarginazione

lo fanno germogliare!

16,2%

Altro

2,1%

Disoccupati

Grazie alla loro energia, creano i

10,5%

1,5%

Pazienti psichiatrici

9,8%

Persone con passaporto non UE Anziani

0,9%

Sieropositivi / malati di AIDS

9,6%

Infanzia

0,7%

Senza fissa dimora

4,7%

Persone con disabilità

0,7%

Detenuti

4,2%

Tossicodipendenti

0,2%

Alcolisti

luoghi e le condizioni in cui i nuovi semi possono attecchire e svilupparsi. Nascono così servizi educativi, di cura, sanitari, sociali, riabilitativi, formativi, culturali, scolastici, turistici per le oltre 900.000 famiglie che incontriamo ogni giorno nel nostro lavoro.

923.049

LE FAMIGLIE CHE RAGGIUNGIAMO CON I NOSTRI SERVIZI

59.500

LE PERSONE DEL DISTRETTO CGM

43.000

I LAVORATORI

16.500

VOLONTARI E ALTRI SOCI

".... chi semina... calore dei legami, condivisione di tempo e idee, "raccoglie" la Comunità". Bruno Mazza (Solco Como)

1 . D al se me la p i an ta

11


LE PERSONE DEL DISTRETTO CGM

TIPOLOGIA DI LAVORATORI

Soci lavoratori nelle cooperative Addetti non soci nelle cooperative Lavoratori nei consorzi 2012

2011

2010

43.011

43.700

41.780

LAVORARE IN COOPERATIVA:

SONO 43.000 LE

UN PROGETTO DI LUNGO

PERSONE AL LAVORO

PERIODO PER FAR CRESCERE

NEL DISTRETTO CGM

2010

2011

2012

21.800

22.800

22.621

19.000

19.700

19.200

980

1.200

1.190

OCCUPAZIONE NEL TRIENNIO +3%

LA COMUNITÀ 2012

TIPOLOGIA DI CONTRATTI

to è stabile (oltre il 70% dei lavoratori ha

2011

tempo indeterminato

un contratto a tempo indeterminato).

2010

tempo determinato

Nonostante la crisi il lavoro nel distret-

collaborazioni a progetto partita iva SOTTO LA LENTE

altre tipologie

43 .000 lavoratori 68% donne 30% over 50 espulsi dal mercato del lavoro

7% lavoratori stranieri

12

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

2010

2011

2012

70,7%

69,6%

72,2%

21,2%

21,3%

19%

4,8%

6%

5,2%

2,6%

2,2%

2,8%

0,5%

0,9%

0,8%


fascia di età

18-30

31-50

50+

LA DIVERSITÀ

Lavoratrici

DEI TALENTI:

Lavoratori

PIU’ ENERGIA AL PROGETTO

2010

…LA VERA

68,7% 31,3%

61,9% 38,1%

41.780

71,9% 28,1%

ENERGIA DEL PROGETTO

52,8% 47,2%

62,8% 37,2%

56,1% 43,9%

2011

43.700

SONO LE PERSONE 2012

72,2% 27,8%

64,7% 35,3%

37,7% 62,3% 43.011

SOTTO LA LENTE

1.262 LE NUOVE FRAGILITÀ 4.300 I SOGGETTI SVANTAGGIATI impiegati in attività produttive (agricoltura, artigianato, servizi all’impresa, ambiente, pulizie…) 32,2%

Persone con disabilità

20,7%

Pazienti psichiatrici

10,1%

Tossicodipendenti

2,9% 2%

Alcolisti Ex. disoccupati di lunga durata

8,5%

Detenuti

1,3%

Nomadi

8,2%

Persone con passaporto non UE

1,3%

Senza fissa dimora

Adulti a rischio di emarginazione

1,1%

Sieropositivi/malati di aids

Altro

0,2%

Minori a rischio

6% 5,4%

"Quando il seme muore produce molto frutto". Carlo Tedde (Solidarietà Cagliari)

1 . D al se me la p i an ta

13


Dai semi la pianta: il distretto Cgm PRESENZA SUL TERRITORIO

Cooperative Consorzi

949

461

COOPERATIVE

580

17

cooperative sociali di tipo A per i servizi alla persona

234

cooperative non sociali

59

293

cooperative sociali miste

cooperative sociali di tipo B per l’inserimento di soggetti svantaggiati

147 107

74

35 18

12 nord

centro

sud

2012

14

consorzi territoriali 9 isole

64

altri soci (associazioni, fondazioni, altri consorzi‌)

4 soci sovventori


Cgm Gruppo Cooperativo 9

8

Fondazione Solidarete, Consorzio PAN, Vita SpA, Consorzio Charis, Welfare Italia Servizi srl, Euricse, Aiccon, Connecting People

Altre partecipazioni

Elabora, Diesis, Asis, Consorzio 3 Venezie, Coop system, Calabria Welfare, Solidalia, BCC del Garda, Banca Etica

societĂ  strategiche

3

societĂ  del Gruppo Cooperativo Cgm Finance, Mestieri, Welfare Italia Impresa sociale

74 Ibridi (imprese sociali innovative), nuovi "germogli" per il cambiamento sociale

15


La linfa del distretto Cgm La linfa fornisce sali minerali e altre sostanze per la crescita delle piante La linfa che dà nutrimento al sistema Cgm:

LA PARTECIPAZIONE: LA DEMOCRAZIA NELLA GESTIONE DELL'IMPRESA 140 gg

VISITE A CONSORZI E COOPERATIVE

PARTECIPATA DELLE IMPRESE

125 gg

RELAZIONI ESTERNE

E’ LA CAPACITA’ DI CONDIVIDERE

150 gg

CONSULENZE CONSOLIDAMENTO E SVILUPPO

È LA DEMOCRAZIA DELLA GESTIONE

ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE È LA FORMAZIONE CHE CI PERMETTE DI MIGLIORARE LE NOSTRE COMPE-

50 gg 8

TENZE IN RETE È LA CAPACITÀ DI COSTRUIRE

10

INVESTIMENTI COLLETTIVI

PRESENZA A CONVEGNI COMITATI ESECUTIVI COMITATI DI GRUPPO

6

CDA

1

CONFERENZA SUD

2

STATI GENERALI

3

ASSEMBLEE CGM

80 gg

ASSEMBLEE E CDA PARTECIPATE

ATTRAVERSO IL CAPITALE SOCIALE E LA FINANZA DI SISTEMA

Partecipazione vuol dire moltiplicare, contaminare, coinvolgere, far germogliare i luoghi della democrazia.

16

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


LE COMPETENZE Le persone del distretto si incontrano, si formano, maturano e svilup-

Sanità leggera

pano i propri talenti nello scambio e

17

nell'incontro.

Accademia della cura 81

Gestione di impresa 57

Educazione 105

Internazionale 80

Qualità 260

Lavoro 150

Gestione risorse umane 16 Finanza di sistema 25

856 PERSONE FORMATE

"Chi semina passione, cura e idee nuove…investe nella comunità e sorride al futuro". Roberto D’Alessio (Comunità Brianza - Monza)

1 . D al se me la p i an ta

17


COMUNICARE Ăˆ CONDIVIDERE

Il Sito

www.cgm.coop Oltre 58.000 visite (+45% rispetto al 2011) 182.600 pagine visitate (+36% rispetto al 2011) Le newsletter elettroniche e gli alert

Newsletter mensili 2.000 indirizzi Alert per membri interni ed esterni alla rete

I video

La mediateca sociale www.mediatecasociale.org Piattaforma di ricerca, documentazione

La ComunitĂ  Il portale del Gruppo Cgm

4.857 accessi 1.600 account 14.318 pagine visualizzate I social media

Facebook: 1.808 likes www.facebook.com/gruppocgm Twitter: 1.010 followers https://twitter.com/GRUPPO_CGM So.docu (Social documentary festival) www.youtube.com/sodocucgm

35 video recapitati 5 vincitori Oltre 22.000 visualizzazioni

e scambio di testimonianze sul mondo del sociale Oltre 300 video caricati Oltre 100 contributi della rete 7.340 visualizzazioni

16

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


Gli eventi CONDIVIDERE IL CUORE

Festival della cooperazione Sassari Convegno Condividere il Cuore - 30 giugno 2012 Sol.co Piacenza «Orgogliosi di Cooperare» Condividere il cuore - 21-22 settembre 2012 -

Ufficio stampa

Collaborazione con l’agenzia Sec 215 uscite tra agenzie di stampa, quotidiani, radio, periodici, TV e stampa online Uscite su testate nazionali Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Tg2, Radio Rai, Repubblica.it

FA' LA COSA GIUSTA

Milano, 15-17 marzo 2012 Spazio CGM | Area Pace e partecipazione EDUCA

Rovereto (TN) - 28/30 settembre 2012 5a edizione: «Cosa farà da grande?» 9 emozioni / spettacoli, concerti, letture animate 61 parole / seminari, dialoghi, laboratori formativi 56 azioni / laboratori educativi e animativi 97 relatori 63 organizzazioni coinvolte

Avvio di un processo strategico di accreditamento presso giornalisti generalisti ed economici

XI CONVENTION MANTOVA

Energia dai Legami - 10/12 ottobre 2012 3 plenarie 14 seminari di approfondimento 100 relatori 2.000 partecipanti 42 progetti innovativi presentati 50 espositori 15 bilanci sociali di distretto organizzati in una mostra 200 video visualizzati

"Chi semina… CREDE. E ad ogni frutto (r)accoglie nuovi semi". Emma Davoli (Oscar Romero RE)

1 . D al se me la p i an ta

17


GLI INVESTIMENTI

TIPOLOGIA DI ORGANIZZAZIONE

Nuova linfa nel distretto Cgm per far

consorzi

società gruppo cooperativo

crescere i progetti e lo sviluppo: oltre 350

cooperative

ibridi

milioni di euro gli investimenti nel 2012

Cgm capogruppo

partecipazioni strategiche

(con un aumento del 19% nel triennio).

€ 17.798.112

€ 20.444.811

€ 27.175.833*

€ 239.038.527

€ 260.327.610

€ 279.467.922*

€ 3.459.097

€ 3.587.194

€ 4.014.886

€ 2.458.106

€ 2.513.045

€ 2.521.255 € 38.200.000

2010

2011

PATRIMONIO

20

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

2012 *proiezione ponderata sulla base di dati messi a disposizione da Inforcamere (un campione di 47 consorzi e 690 cooperative)


LA FINANZA DI SISTEMA IL CAPITALE

La realizzazione dei sogni delle per-

I risparmi dei privati fanno fiorire

sone, dei progetti per migliorare le

nuovi progetti. Nel 2012 l’impren-

Vale oltre 70 milioni di euro la fidu-

nostre comunità ha bisogno di li-

ditoria sociale a marchio Cgm

cia che cooperatori e imprese hanno

quidità. Resta stabile nel triennio il

può contare su nuova linfa: UBI

messo nel 2012 per alimentare pro-

fabbisogno finanziario del distretto

BANCA ha messo a disposizione,

getti e investimenti.

attraverso la finanziaria infragruppo

attraverso un social bond, oltre 17

(Cgm Finance).

milioni di euro provenienti dal risparmio di privati cittadini per so-

CAPITALE SOCIALE

stenere lo sviluppo di attività che finanziamenti

depositi

creano nuova occupazione.

2010 € 13.382.551 € 13.568.300

€ 9.335.311

€ 10.197.225

€ 11.586.748*

€ 49.494.945

€ 56.306.255

€ 63.482.044*

€ 3.479.864

€ 3.600.843

€ 3.672.594

€ 2.460.592

€ 2.500.084

€ 2.535.500

€ 4.461.614

€ 4.625.257

€ 4.651.218

2011 € 13.464.507 € 11.882.973 2010

2011

2012

2012 € 13.360.502

*proiezione ponderata sulla base di dati messi a disposizione da Inforcamere (un campione di 47 consorzi e 690 cooperative)

€ 12.848.008

"Chi semina sa sperare". Francesco Fossati (Cum Sortis Treviglio BG)

1 . D al se me la p i an ta

21


2. Dalla pianta i frutti

“LA FORZA FIDUCIOSA CHIAMA SEMI NUOVI IN LUOGHI APERTI E ARIDI, AFFINCHÉ POSSANO DI NUOVO ESSERE SEMINATI. E’ PROPRIO QUELLA FORZA, NELLA SUA OSTINAZIONE, NELLA SUA LEALTÀ VERSO DI NOI, NEL SUO AMORE PER NOI, NEI SUOI MODI, PER LO PIÙ MISTERIOSI CHE È MOLTO PIÙ GRANDE, PIÙ MAESTOSA E MOLTO PIÙ ANTICA DI QUALSIASI COSA FINO A QUESTO PUNTO NOTA”. C.P. Estès

2 . D alla p i an ta i f r utti

23


Il lavoro per tutti

Sportello Mestieri, Ragusa

La storia

DARE DIGNITÀ

“… sono quelli che mi hanno trovato questo lavoro… possono salvare anche te!”.

ALLE PERSONE

A dirlo è Andrea, un ragazzo di 18 anni, affidato ai servizi sociali del Ministero

AT T R AV E R S O

come apprendista. A supportare il cammino del ragazzo è stato lo sportello Me-

della Giustizia. Dopo un tirocinio di alcuni mesi, Andrea oggi lavora a Ragusa stieri locale, nato nel 2011 e oggi, dopo alcuni anni di lavoro sul territorio con l’azienda sanitaria locale, specializzato nelle attività di selezione, orientamento

IL LAVORO

e attivazione di stage soprattutto a favore di giovani in cerca della loro prima occupazione, stranieri richiedenti asilo e detenuti.

“SPESSO

LE

GRANDI

IMPRESE

N A S C O N O DA P I C C O L E O P P O R T U N I TÀ” . Demostene

Lo sportello ragusano lavora in particolar modo con le aziende private come piccole imprese, supermercati, esercizi commerciali. 5 operatori 284 persone che hanno richiesto servizi allo sportello nel 2012 € 179.291 il giro di affari nel 2012

39% disoccupati / inoccupati 28% giovani in cerca di prima occupazione 14% rifugiati e richiedenti asilo 14% immigrati 5% detenuti

38% attività di orientamento 31% bilancio di competenze 28% tirocini (di cui oltre il 20% concluso con un’assunzione) 3% selezioni 24

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


CGM PER IL LAVORO

I NUMERI DEL

persone senza un lavoro

DISTRETTO

E’ il Consorzio Mestieri (www.consorziome-

11%

stieri.it) a favorire processi di inclusione per

20%

i lavoratori più deboli e a fornire servizi alle

inoccupati/ disoccupati

imprese e cooperative del territorio. Mestieri è l’Agenzia per il Lavoro autorizzata dal Ministero e accreditata nelle diverse Regioni

CGM OGGI

cassaintegrati

37 soci / 26 sportelli / 7 Regioni /

TIPOLOGIE DI PERSONE SOCIALMENTE SVANTAGGIATE

100 addetti / 7.300 fruitori 60% uomini, 40% donne € 5.700.517 valore della produzione nel 2012

per svolgere servizi all’impiego.

69% persone socialmente svantag-

Mestieri oggi offre:

giate (migranti, disabili, soggetti de-

SERVIZI ALLE IMPRESE:

boli, giovani, detenuti, disabili psichi-

ricerca, selezione e formazione del personale, outplacement, promozione stage e tirocini

ci e richiedenti asilo

31% persone senza un lavoro (inoc-

SERVIZI ALLE PERSONE

cupati/disoccupati e cassaintegrati)

E ALLE FAMIGLIE:

orientamento, bilanci competenze, supporto alla creazione d’impresa, ricerca e selezione assistenti domiciliari

21,5%

migranti

17,5%

disabili

10%

SERVIZI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:

SIL (servizio inserimento lavorativo fasce deboli), sportelli mediazione per servizi di cura, ricollocamento personale

soggetti deboli

8%

giovani

5%

detenuti

4%

disabili psichici

3%

richiedenti asilo

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO SVILUPPARE LE COLLABORAZIONI CON LE IMPRESE FOR PROFIT AMPLIARE I TARGET DI RIFERIMENTO

dei diversi sportelli DIFFONDERE LA RETE DEGLI SPORTELLI

TIPOLOGIE DI SERVIZI

38% orientamento 25% selezione e assunzione in aziende 21%

tirocini - di cui il 22% trasformato in assunzione bilancio di competenze

10% 6% formazione

AMPLIARE IL NETWORK DI RETE LAVORO (associazione di alcune

Agenzie per il Lavoro con l’obiettivo di interloquire con l’Ente Pubblico per sviluppare i servizi per il lavoro e le politiche attive nel nostro paese)

"Chi semina al sole non semina solo". Mario Sicignano (Proodos NA)

25


La salute accessibile Poliambulatorio Welfare Italia, Forlì La storia

“Mi sono sentito trattato bene, anche dal medico!”. Esclama contento un paziente dopo una visita al Poliambulatorio Wel-

LA SALUTE È UN BENE PREZIOSO DI CUI TUTTI POSSONO E DEVONO PRENDERSI CURA

fare Italia di Forlì. Tradizione e Innovazione: ecco il segreto del poliambulatorio Welfare Italia a Forlì dove i servizi tradizionali sono stati affiancati da una progettualità innovativa che permette di rivolgersi anche al mercato privato con particolare riferimento alle famiglie del ceto medio. Di recente inaugurazione (settembre 2012) il poliambulatorio Welfare Italia a Forlì nasce dopo oltre un anno di progettazione e dialogo con rappresentanti di mondi diversi dalla cooperazione sociale. L’obiettivo? Traghettare il sistema di cooperative sociali e organizzazioni non profit verso un maggiore orientamento allo sviluppo e all’innovazione condividendo processi di crescita culturale e imprenditoriale.

“LA

S A LU T E

COMPLETO M E N TA L E UNA

È

UNO

S TAT O

BENESSERE E

FISICO,

17 soci - consorzio provinciale, cooperative sociali, associazioni di categorie, enti religiosi, persone fisiche -

E

NON

28 specialità

ASSENZA

D'IN-

6 operatori e 40 medici professionisti

SOCIALE,

SEMPLICE

DI

F E R M I TÀ O M A L AT T I A” . Organizzazione Mondiale della Sanità

680 pazienti (operatività settembre-dicembre 2012) 751 prestazioni (operatività settembre-dicembre 2012) 2015 l’anno del pareggio secondo le previsioni € 380.000 l'investimento iniziale

26

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


I NUMERI DEL DISTRETTO CGM OGGI 18 luoghi di cura avviati, 20 pilotaggi firmati (accordi propedeutici all’apertura)

CGM PER LA SALUTE

500 medici coinvolti

Promozione del benessere per le

spiro strategico per costruire alleanze

famiglie in tutte le fasi della vita,

forti e stabili con partner del settore

dall’infanzia alla terza età per curare

pubblico e privato per dare risposte

la persona e i suoi bisogni a costi ac-

concrete ai bisogni delle persone,

cessibili; questo è Welfare Italia Ser-

progettando servizi di qualità a un

vizi grazie al suo modello avanzato di

costo sostenibile.

welfare nell’ambito della cosiddetta “sanità leggera”.

Welfare Italia Servizi nasce per diffondere

le

esperienze

eccellenti

100 dipendenti 28.000 pazienti 94.850 prestazioni € 3.184.000 il fatturato complessivo nel 2012

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO

Vocazione solidaristica, data dalla

emerse nell’ambito della cooperazio-

AMPLIARE LA COPERTURA

stretta collaborazione con la coope-

ne sociale, concentrandosi sui meto-

DEL TERRITORIO

razione sociale e una gestione in gra-

di che sia la cooperazione sociale sia

INCENTIVARE IL CANALE DELL’ASSI-

do di reggere la sfida di un compar-

il settore non profit hanno sviluppa-

STENZA SANITARIA INTEGRATIVA

to ad alta competitività costruendo

to, industrializzandoli per consentire

STRUTTURARE UNA DIMENSIONE

nuove importanti realtà in partner-

una rapida diffusione dei servizi su

ship con altre persone, organizzazio-

tutto il territorio nazionale.

STRATEGICA DELLA SANITÀ

ni e imprese che condividono gli stessi valori; questi sono gli ingredienti vincenti di Welfare Italia Servizi nata nell’ambito di un’ottica di ampio re"Chi semina...'Beni Comuni' offre un patrimonio all’umanità". Maurizia Squarzi (CSS Forlì)

2 . D alla p i an ta i f r utti

27


Prendersi cura della fragilità Cooperativa Spes, Trento La storia

“Io ho un desiderio: poter continuare il mio cammino diventando un volontario di Casa Famiglia ".

RESTITUIRE DIGNITÀ ALLE PERSONE, PROTEG-

Dino Massari (Fonte Tracce, Rivista Trimestrale del consorzio Con.solida Trento – n. 12 dicembre 2010)

Innovare un servizio tradizionalmente maturo come l’assistenza domiciliare agli anziani. Ridurre gli spostamenti della persona anziana, i ricoveri in ospedale o l’ingresso in una residenza sanitaria (RSA). Questa la sfida, resa ancora più ardua se pensiamo a tutte quelle persone affette da malattie degenerative come l’ Alzheimer, accolta dalla Cooperativa Spes di Trento. L’idea?

GERE E CURARE

Riorganizzare il servizio con un’équipe multidisciplinare che si prenda cura,

LE FRAGILITÀ.

lezza, cultura, conoscenza della patologia e delle cure possibili oltre che un

non solo della persona anziana, ma anche della famiglia creando consapevosupporto psicologico. Dopo 6 mesi di sperimentazione e 30 anziani coinvolti la cooperativa è molto soddisfatta del lavoro svolto: i ricoveri ospedalieri

“ O G N I G I O R N O C E R C O I L F I LO DELLA

R AG I O N E ,

MA

IL

F I LO

NON ESISTE, O MI CI SONO ING R OV I G L I ATA D E N T R O ” . Alda Merini

sono diminuiti e l’istituzionalizzazione in RSA è stata prorogata nel tempo. 150 gli anziani coinvolti a regime 5 le tipologie di operatori coinvolti su ogni “caso”: case manager, coordinatore progetto, psicologo, neuropsicologo, operatori 8 ore la media settimanale degli interventi sui singoli casi € 800 risparmiati dalla comunità per ogni giorno di ospedalizzazione evitato € 32.000 il risparmio annuale per la comunità per ogni singolo utente che permane presso la propria abitazione invece che in RSA

28

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


I NUMERI DEL DISTRETTO CGM OGGI 5700 pazienti psichiatrici seguiti 767

STRUTTURE RESIDENZIALI per

pazienti psichiatrici

52.700 anziani presi in carico

CGM PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Restituire dignità alle persone, pro-

Alcuni esempi? Gruppi appartamento

teggere e curare le fragilità; è questa

che favoriscano l’autonomia delle

la missione delle cooperative che nel

persone con problemi psichiatrici;

distretto Cgm si occupano di anzi-

servizi di sollievo alle famiglie di

ani, pazienti psichiatrici e persone

utenti con disabilità gravi; servizi

con disabilità. Lo studio sulle di-

domiciliari integrati che favoriscano

verse dimensioni della persona e dei

la permanenza delle persone presso il

diversi contesti in cui le persone con

proprio contesto familiare.

fragilità vivono danno vita a nuovi

62 strutture residenziali per anziani 50 centri diurni per anziani 155 servizi domiciliari per anziani 37.000 persone con disabilità seguite 200 strutture per persone con disabilità (servizi residenziali e diurni)

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO AVVICINARE LA POSSIBILE RISPOSTA AI BISOGNI DEI CITTADINI TROVARE NUOVE FORME DI IMPRESA

servizi sempre più innovativi cer-

E DI ORGANIZZAZIONI IBRIDE

cando di favorire il più possibile un

che permettano di trovare soluzioni

approccio olistico e il coinvolgimento

alle esigenze sul mercato privato, vista la carenza ormai cronica di

degli utenti stessi.

fondi pubblici TROVARE RISPOSTE INTEGRATE AI BISOGNI dei cittadini unendo le

risposte ai bisogni di cura, ma anche alle esigenze abitative, lavorative, turistiche ecc. "Chi semina con passione nella nostra terra raccoglie i frutti sani che essa può donare". Sergio Principe (CS Meridia Cosenza)

2 . D alla p i an ta i f r utti

29


Il seme dell’educazione per un futuro migliore Centro per l'infanzia e la famiglia, Vanzago (MI) La storia

“Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio... dice un proverbio

BAMBINI E

indiano, e voi siete un fantastico villaggio in cui far crescere Andrea”.

FAMIGLIE INSIEME

A dirlo è la mamma di Andrea, un fruitore del centro per l’infanzia e la famiglia di Vanzago nato dalla volontà e dalla collaborazione tra le famiglie del posto, 3 cooperative, il Comune, l’Associazione dei pensionati con il

PER IL FUTURO CHE AVANZA

supporto di alcuni sponsor e servizi commerciali. Flessibilita’ è la parola d’ordine del centro che si trova proprio alle porte della rumorosa Milano; flessibilità progettuale, di orari, di servizi e di personale. La tradizione e l’innovazione sono le due anime del centro. I tradizionali

E D U C AT I VO

servizi per l’infanzia come primavera, spazio gioco, ludoteca e tempo per

D E V E E S S E R E G I U D I C AT O N O N

le famiglie si amalgamano, infatti, a proposte più innovative come atelier,

PER CIÒ CHE CONCEDE AI PO-

laboratori, corsi serali per adulti, feste e sostegno per neo-genitori.

CHI, MA PER CIÒ CHE ASSICURA

L’obiettivo? favorire l’incontro e la socializzazione dei bambini e delle fami-

A I M O LT I , P U R S E N Z A I M P E D I R E

glie e proporsi come riferimento culturale sul territorio nell’area infanzia.

"OGNI

SISTEMA

A I P O C H I D I A N DA R E A N C H E P I Ù LO N TA N O " . Bruno Bettelheim

1 centro 3 cooperative coinvolte 10 tipologie di servizi 50 circa i bambini che ogni giorno frequentano il centro (in alcuni servizi insieme ai genitori)

30

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

0-11 anni e famiglie il target dei fruitori 10 operatori e alcuni specialisti per la consulenza/mediazione famigliare 2 sponsor


I NUMERI DEL DISTRETTO CGM OGGI 600 servizi per l’infanzia di cui

CGM PER L'EDUCAZIONE

202 a marchio PAN 18.000 posti 0 - 6 anni 2.500 occupati 30 strutture specializzate per vacanze

Educazione e benessere di bambini e

Tale missione è inscindibile da una

giovani. Questi due fattori sono la

chiara scelta di politica territoria-

leva che spinge e anima le organiz-

le in capo ai consorzi intesi come

zazioni della Rete Cgm che si occu-

agenzia della comunità, i quali inte-

pano di prima infanzia e famiglie.

grano nel loro sistema locale alcuni

Produrre valore, innovare e miglio-

prodotti/marchi nazionali capaci di

rare l’offerta di servizi a livello loca-

rispondere con efficacia ai bisogni

le nell’ambito socio educativo, ecco

emergenti dei soggetti in età evolu-

gli obiettivi delle cooperative che

tiva. Le principali tipologie di servizi

gestiscono progetti, servizi e attivi-

gestiti dalle cooperative del distretto

Sostenibilità dei SERVIZI ALL’INFANZIA

tà con bambini, adolescenti, giova-

Cgm in ambito educativo sono:

WELFARE Aziendale e Conciliazione

ni e famiglie. Il valore per la comunità nel suo complesso è finalizzato al raggiungimento di una maggiore competitività del sistema e al benessere dei destinatari e dei partecipanti.

educative

250 ragazzi accolti in strutture turistiche 290 case famiglia e comunità per minori 180.000 giovani coinvolti nei servizi della rete

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO SPERIMENTAZIONE DI NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI per la conti-

nuità 0-6 anni

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ

ASSISTENZA DOMICILIARE MINORI

per far fronte al mutare dei bisogni delle “nuove” famiglie (monoparentali, flessibilità servizi, ecc.) e

CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE

supporto alle famiglie

EDUCATIVA DI STRADA

Minori stranieri non accompagnati. I fondi sono esauriti, ma il problema resta

ASILI NIDO E SERVIZI INTEGRATIVI

VACANZE E TEMPO LIBERO LABORATORI E SOSTEGNO SCOLASTICI CENTRI FAMIGLIA

GIOVANI E LAVORO: Come attrez-

zare le nuove generazioni per la ricerca di un’occupazione?

"Chi semina virtù e saperi raccoglierà molto, nell’umiltà di esserci per gli altri". Raffaele Bufano (Consis BZ)

2 . D alla p i an ta i f r utti

31


I nuovi imprenditori parlano "straniero"

SEMI DI

Kirkuk Kaffè, Torino La storia

INTEGRAZIONE NELLA COMUNITÀ

“Qui a Torino ho trovato la mia dimensione. l Kirkuk Kaffè non è solo un lavoro, è la mia vita”. A dirlo è Fuad Rahman, imprenditore curdo arrivato in Italia a causa della

MULTICULTURALE

difficile situazione politica del suo popolo.

PER I NUOVI

Fuad Rahman sostiene gli studi grazie a dei lavori stagionali in campagna,

CITTADINI

aprire un locale curdo e un giorno ce la farà.

Studente di Scienze dell’informazione in Jugoslavia prima e a Torino poi, lavora come manovale, decoratore e pasticcere…ma il suo sogno è quello di

Kirkuk Kaffè (www.kirkukkaffe.com) è la realizzazione del sogno di Fuad Rahman. Il locale, che si trova nel centro della città di Torino, non è solo

“UN LINGUAGGIO DIVERSO È UNA

luogo in cui si possono trovare cibi e bevande tipiche curde, ma un cen-

DIVERSA VISIONE DELL A VITA”.

tro di promozione della cultura curda grazie alle molte iniziative promosse

Federico Fellini

32

(musica, eventi, letteratura, artigianato).

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


I NUMERI DEL

CGM PER I NUOVI CITTADINI

DISTRETTO CGM OGGI

La cultura dell’accoglienza e dell’integrazione è la linfa diffusa ogni giorno dal consorzio Connecting People

18 centri in 6 regioni d'Italia (Friuli Venezia Giulia, Puglia, Campania, Basilicata,

(www.connecting-people.it) che si occupa di progettare e realizzare servizi di ospitalità, assistenza sociale, sanitaria, legale, supporto psicologico

Sicilia, Piemonte)

1.323 posti complessivi di cui: 574 posti in 13 centri di accoglienza ENA (Emergenza Nord

e alfabetizzazione per i migranti in

Africa)

numerose strutture dislocate sul ter-

157 posti in 2 centri di acco-

ritorio nazionale. Il consorzio accompagna i migranti nell’elaborazione della propria espe-

glienza diffusa ENA (Emergenza Nord Africa)

266 posti in 2 C.A.R.A. (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo)

rienza e nella definizione del proprio

326 posti in 2 C.I.E. (Centri di

progetto migratorio, con attività di

Identificazione ed Espulsione)

orientamento sociale, lavorativo e abi-

80 operatori

tativo. Inoltre, per garantire ai propri

4 progetti gestiti nel 2012:

ospiti che ottengono l’asilo continui-

PROGETTO TUTTINCLUSI (8 per mille)

tà nel percorso di inserimento il con-

PROGETTO LE OASI DI EL OUDIANE A

sorzio ha avviato dal 1 gennaio 2012 il “Piano Integrazione”. L’innovazione

DEGUECHE - Tunisia (8 per mille

tavola valdese) NEXT IN PROGRESS (FER)

del progetto risiede nella capacità di

NAUTILUS 2 : verso l'integrazione

utilizzare strumenti differenti come le

socio-economica (FER)

piccole accoglienze, il re - insediamen-

€ 21.013.432

to nei piccoli comuni o l’inserimento

il valore delle attività nel 2012

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO LA DISPONIBILITÀ nell'ambito

delle emergenze RAFFORZARE le politiche per il lavoro

nelle iniziative di accoglienza FAVORIRE LE ATTIVITÀ D’IMPRESA nei

paesi d’origine PROGETTO “STAY WITH MUM” avviato

ad Ivrea per favorire la permanenza dei minori con la propria madre MOLTIPLICARE LE INIZIATIVE DI TURISMO RESPONSABILE in Tunisia

avviate con l’Ufficio dei Tunisini all’Estero - OTE

in “alloggi assistiti”. "Chi semina crede nel futuro che possa portare cose migliori per tutti". Gabriele Marinoni (Consolida Lecco)

2 . D alla p i an ta i f r utti

33


Valorizzare l'ambiente con l'energia pulita Centrale a biomassa, Iglesias La storia

“Non è stato semplice, ma alla fine siamo riusciti a portare

LA GREEN

a termine tutte le procedure”. (Fonte L’Unione Sarda 13-09-2013)”

ECONOMY:

Ad ammetterlo è Simona Murroni, direttore del servizio Energia dell’asses-

SEME DI SVILUP-

zione del progetto per il polo della bioedilizia a Iglesias.

PO PER LA COOPERAZIONE DI INSERIMENTO

sorato regionale sardo all’Industria commentando il successo dell’approvaUna burocrazia durata più di due anni per ottenere permessi e autorizzazioni, ma alla fine la Cooperativa San Lorenzo di Iglesias (CI – Sardegna) ha raggiungo l’obiettivo tanto sperato: ci sono tutte le carte in regola per far partire la costruzione di una centrale a biomassa per la produzione di energia. La centrale, alimentata da scarti agricoli e rifiuti derivanti dal mantenimento delle aree boschive della zona, ha l’importante opportunità di poter rilanciare l’occupazione locale incentivata anche dall’impiego di lavoratori svantaggiati. Oltre alla produzione di energia, sono anche previste attività

LAVORATIVO

di realizzazione di pannelli isolanti termici e fonoassorbenti in fibra di le-

“ABBIAMO LA TERRA NON IN EREDITÀ

15 lavoratori previsti nella raccolta

gno finalizzati all’edilizia ecosostenibile. 7 milioni di euro l’investimento previsto

DAI GENITORI, MA IN AFFITTO DAI FIGLI”.

di biomassa

Proverbio Indiano

20 lavoratori previsti nella

77.000 mq. l’area destinata alla centrale

realizzazione dei pannelli

15.000 tonnellate/anno gli scarti verdi per

10 lavoratori nell’indotto 34

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

(capitali privati)

il funzionamento della centrale


I NUMERI DEL DISTRETTO CGM OGGI 1 partner internazionale che fonda il

CGM PER LA GREEN ECONOMY

suo business sull’energia green: Renovo Bioenergy

6 progetti avanzati di costituzione di

Due le aree coinvolte: occupazione

Così facendo, il network di coope-

e ambiente. Ad unirle i progetti nati

rative e imprese sociali del distretto

nella rete Cgm nell’area della Green

Cgm, che già operano nel settore

Economy. Come? Affidando alle im-

della manutenzione del verde nelle

120.000 tonnellate di fabbisogno

prese sociali il compito di approvvi-

aree urbane, acquista più valore e vi

di biomassa/anno. Utilizzo termi-

gionare la biomassa legnosa nell’otti-

è una possibilità aggiuntiva di poter

co: serre bioclimatiche, produzio-

ca di produzione di energia elettrica

far leva sulla rete di contatti istitu-

e termica da fonti rinnovabili.

zionali per accreditare le cooperative

Il sostegno della Rete Cgm in que-

sociali presso gli enti locali e presso

€ +1.000.000 gli investimenti del-

sto settore è volto a garantire una

le società di produzione di energia

le cooperative coinvolte

generazione di occupazione a livello

"Green" con due obiettivi specifici:

locale incentivando in modo particolare l’impiego di soggetti svantaggiati. L’obiettivo è quello di affidare

FORNIRE NUOVE OPPORTUNITÀ LAVORATIVE

centrali per la produzione di energia green da biomassa (aperture previste 2014-2015):

ne pellet, produzione industriale

90-100 lavoratori le possibili ricadute occupazionali

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO COSTITUZIONE DI UN’IMPRESA SOCIALE - una NewCo impresa socia-

alle imprese sociali locali che si oc-

CREARE UN BUSINESS SOCIALE

cupano di manutenzione del verde

ECONOMICAMENTE SOSTENIBILE

l’approvvigionamento di biomassa

CHE AVVII UN CIRCOLO VIRTUO-

vendita delle biomasse

legnosa per la filiera della produzio-

SO DI DIFFUSIONE DELLA PRODU-

CREARE CULTURA E KNOW HOW

ne di energia elettrica e termica da

ZIONE DI ENERGIA

le - che operi come intermediario nel business della raccolta e della

DIFFUSO nel distretto Cgm sui temi

dell’ambiente e dell’energia green

fonti rinnovabili.

"Chi semina nel giardino dell'accoglienza raccoglie il frutto dell'eterna giovinezza". Roberto Presciani (Trait d'Union AO)

2 . D alla p i an ta i f r utti

35


Una casa per tutti Coabitare, Torino La storia

PROGETTI DI

“In Italia, il problema è l’alto costo delle case che rende il co-housing difficile.

COESIONE

portata di tutti, un nuovo tipo di edilizia popolare”. (fonte www.cafebabel.it)

SOCIALE E DI

sitario Europeo che da diversi anni studia il fenomeno del cohousing, in un

RIGENERAZIONE

tare.org). Garantire le relazioni all’interno dei medesimi spazi, collaborare e

URBANA

l’impresa torinese volta a contribuire all’evoluzione nei sistemi di welfare ter-

Bisogna trovare una via d’uscita, per creare un nuovo modello abitativo alla A spiegarlo è Matthieu Lietaert, belga, ricercatore presso l’Istituto Univerarticolo dedicato all’innovativa esperienza torinese CoAbitare (www.coabicondividere: è questo lo spirito grazie al quale nascono le case di CoAbitare ritoriali. Un importate impegno è stato preso per ristrutturare La Cascina La Filanda (www.coopaccomazzi.it/cascina-filanda), un’antica cascina, situata nella città di Torino. L’obiettivo? Avviare una residenza collettiva temporanea quale modello di risposta innovativo che proponga solidarietà, partecipazio-

“LA CASA È IL VOSTRO CORPO PIÙ GRANDE”. Kahil Gibran

ne, promozione, accompagnamento sociale, percorsi d’inclusione individuali e collettivi. La Cascina La Filanda non sarà solo un’accoglienza abitativa, ma ospiterà anche attività commerciali come un centro benessere, un punto ristoro e uno spazio polifunzionale per le attività sul territorio. € 1.250.000 contributo a 42 persone ospitate

fondo perduto Regione Piemonte

5 cooperative sociali e 1 consorzio edilizio

€ 1.200.000 finanziamento banche

€ 2.600.000 investimento iniziale

36

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

€ 150.000 autofinanziamento


CGM PER L'ABITARE

I NUMERI DELL’HOUSING SOCIALE

DEL

DISTRETTO

La necessità di alloggi a costi con-

CGM IN ALCUNE CITTÀ ME-

tenuti unita alla promozione di

TROPOLITANE

progetti di coesione sociale e rigenerazione urbana hanno portato allo sviluppo, nella rete Cgm, di diversi progetti legati al tema dell’housing (abitare) sociale soprattutto nelle aree metropolitane come Milano, Torino o Firenze.

CONSORZIO SIS - MILANO

180 POSTI per migranti, rifugiati politici, nuove vulnerabilità

65 APPARTAMENTI, a breve, per fragilità sociali

PROGETTI DI AUTOCOSTRUZIONE con i cittadini

€ 10.000.000 L'INVESTIMENTO MAISON DU MONDE, ZUMBINI SEI, LA CORDATA, RETE COOPERATIVE CONSORZIO CGM

4 RESIDENCE (oltre 120 posti letto) 1 OSTELLO

Il tema dell’abitazione è oggi diven-

Oltre 90 APPARTAMENTI per situazioni di fragilità

tato cruciale per molte persone che,

1 CENTRO per le famiglie

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO SVILUPPARE IL SETTORE DI HOUSING SOCIALE nelle diverse aree della

rete, prevalentemente quelle metropolitane, pur con connotazioni differenti sulla base dei bisogni espressi dal territorio FAVORIRE LA CONOSCENZA,

per lavoro o per motivi personali,

CONSORZIO KAIROS - TORINO

si trovano a dover cambiare, anche

Oltre € 5.000.000

E LO SCAMBIO di buone prassi ed espe-

L'INVESTIMENTO

rienze più avanzate del distretto Cgm

solo temporaneamente, la loro residenza. I progetti sull’housing, oltre a soddisfare le esigenze delle svariate

CASA SOLIDALE, LUOGHI COMUNI

1 RESIDENZA TEMPORANEA

LA CIRCOLARITÀ DELLE INFORMAZIONI

SUPPORTARE E SVILUPPARE LA CREAZIONE DI ALLEANZE diverse

(60 posti letto)

tipologie di ospiti (studenti, oratori,

dalla cooperazione sociale, ma utili

1 OSTELLO

allo sviluppo del settore dell’housing

giovani coppie, famiglie immigrate,

1 APPARTAMENTO

madri sole con figli, papà separati,

per situazioni di fragilità

persone con disabilità, anziani, ecc.)

SPAZI COMMERCIALI

sono arricchiti dalla promozione di

CONSORZIO CO&SO - FIRENZE

spazi, risorse e di relazioni per ali-

Oltre € 2.500.000

mentare una convivenza in una comunità locale più accogliente e coesa.

L'INVESTIMENTO

2 STRUTTURE

per accoglienza temporanea 2 . D alla p i an ta i f r utti

sociale nei diversi territori CREARE MIX ABITATIVI

(tra diverse tipologie di inquilini) e funzionali (casa, servizi abitativi e servizi socio culturali e commerciali per il territorio) che contribuiscano ad evitare forme di “ghettizzazione” territoriale e di esclusione sociale

37


Il mondo in tasca

Info Point, Firenze

La storia

"Gestire l'accoglienza turistica dentro le logiche di un turismo sostenibile". A dirlo è Shlomo Ghimel, il presidente della Cooperativa Xenia, che gestisce i servizi turistici del distretto Cgm a Firenze. Dal 2003, la cooperativa si occupa degli Info Point turistici della città per conto del Comune di Firenze con obiettivi sempre più ambiziosi.

IL TURISMO...

Negli ultimi 2 anni ha, infatti, affiancato alla gestione istituzionale del ser-

PER TUTTI

milione e mezzo di persone l’anno, che transitano per gli info point attra-

vizio anche la gestione commerciale del flusso di turisti. Una media di un verso due strumenti: un portale dedicato alla promozione dei servizi turistici con molte informazioni utili sulla città e uno store turistico a km 0 dove si possono trovare prodotti tipici toscani biologici, a basso impatto ambientale, artigianato di qualità e prodotti provenienti dalle cooperative

“IL VERO VIAGGIO DI SCOPERTA NON CONSISTE NEL CERCARE NUOVE TERRE, MA NELL'AVERE NUOVI OCCHI”. Marcel Proust

di inserimento lavorativo di persone svantaggiate. 2003 - anno di acquisizione del primo appalto per la gestione degli info point turistici del Co-

16 gli operatori degli uffici turistici 1 sito - www.inflorence.me - per la pro-

mune di Firenze

mozione del turismo a Firenze

4 infopoint dislocati nei punti

35.000 contatti giornalieri sul sito

strategici di Firenze

1 store per la vendita di prodotti to-

1,5 milioni di turisti ogni anno che

scani biologici, etici, a basso impatto

transitano per gli info point

ambientale € 200.000 l'investimento iniziale per lo sviluppo del portale e la ristrutturazione dello store

38

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


I NUMERI DEL DISTRETTO CGM OGGI 90 STRUTTURE TURISTICHE NELLA RETE 52% al nord 23,5% al centro 24,5% al sud

CGM PER IL TURISMO Con il turismo sociale, il gruppo Cgm

più solo le strutture turistiche ma

promuove pratiche accessibili sia a livel-

propongono anche pacchetti diffe-

lo fisico che economico per quelle perso-

renziati a seconda delle persone da

ne che per motivi diversi non possono

coinvolgere (anziani, persone con di-

esercitare il diritto alla vacanza.

sabilità, bambini e giovani, persone

Questo tema ha visto un interesse

con patologie particolari, famiglie

sempre crescente da parte dei con-

numerose ecc.) con un’attenzione

sorzi e delle cooperative della rete

particolare anche al fattore culturale

ampliando e diversificando la gam-

intrinseco al turismo gestendo così

ma dei servizi offerti.

musei, beni culturali e creando por-

L’innovazione ha contaminato an-

tali per la promozione turistica.

che questo settore; le organizzazio-

33% 22% 19% 14% 12%

in montagna al mare in collina in città altro

14% B&B e agriturismi 22% ostelli, hotel e residence

50% case per ferie 14% centri turistici ed educativi

L'INVESTIMENTO PER IL FUTURO ACCRESCERE E DIFFONDERE IL KNOW HOW in materia di turismo all’inter-

no del distretto Cgm

ni del distretto ora non gestiscono

SCAMBIARE E INTEGRARE ALCUNE TIPOLOGIE DI SERVIZI TURISTICI nelle

diverse aree del Paese INTEGRARE L’OFFERTA TURISTICA

con servizi complementari

"Chi semina entusiasmo e passione lascerà un ricco raccolto per la propria comunità". Roberto Frullini (Comunità Solidale AN)

2 . D alla p i an ta i f r utti

39


Il mondo nelle nostre mani

CGM NEL MONDO

Pensare globale agire locale è il motto che Cgm è chiamato a concretizzare nel suo impegno in ambito internazionale, verso una responsabilità globale che promuove l’impresa sociale come forma organizzativa dei sistemi produttivi capace di rigenerare il rapporto tra economia e società partendo dalle comunità. COSTARICA

Sviluppo dell’imprenditorialità sociale PERÙ

Sviluppo filiere di imprenditorialità sociale

40

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


IN EUROPA ALBANIA

Sviluppo dei servizi sociali (gemellaggi) BELGIO, FRANCIA, GRECIA, SPAGNA

Promozione della partecipazione di cittadini residenti in uno Stato diverso dal loro DANIMARCA, U.K, POLONIA, REP.CECA, UNGHERIA

Creazione di reti per l’impresa sociale in Europa GRECIA

Promozione della partecipazione di cittadini residenti in uno Stato diverso dal loro POLONIA VIETNAM

Ipotesi di costruzione di una rete di produttori per la commercializzazione

Scambi e formazione sui temi impresa sociale e sistema rete CGM. Partnership e territorio Creazione di un Centro per l’economia sociale FRANCIA, SPAGNA, UNGHERIA

Confronto e modellizzazione della formazione dei manager per l’impresa sociale

"Seminare senza mietere porta più valore che mietere senza aver seminato". William Buratti (Solco Priula BG)

2 . D alla p i an ta i f r utti

41


I frutti del distretto LA PRODUZIONE TIPOLOGIA DI ORGANIZZAZIONE

Una terra fertile (le comunità), linfa continua (democrazia, partecipazione, competenze, risorse,..), buoni semi (le persone) sono gli elementi che hanno permesso buoni frutti nel distretto

consorzi

società gruppo cooperativo

cooperative

ibridi

Cgm capogruppo

partecipazioni strategiche

Cgm anche nel 2012. 1,5 miliardi di euro è il valore economico delle attività e dei servizi delle imprese del distretto.

€ 229.108.498

€ 241.460.412

€ 277.958.477*

€ 979.174.017

€ 1.081.003.196

€ 1.161.485.395*

€ 1.675.680

€ 1.628.595

€ 1.717.780

€ 4.914.408

€ 6.415.124

€ 6.620.345

€ 13.312.614

€ 29.069.988

€ 25.394.692,67 € 50.700.000

*proiezione ponderata sulla base di dati messi a disposizione da Inforcamere (un campione di 47 consorzi e 690 cooperative)

42

2010

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

2011

2012


L'UTILE cooperative

consorzi

La crisi ha eroso in parte la possibilità di reinvestire i frutti in nuove sementi, in nuovi progetti. Nel triennio 2010-2012 l’utile di consorzi e cooperative ha subito una battuta d’arresto di oltre il 15%.

€ 1.643.172

€ 649.908

€ 2.229.273*

€ 13.982.966

€ 13.504.723

€ 11.352.201*

2010

2011

2012

IL VALORE DEL LAVORO Il valore economico dell’occupazione è cresciuto del 16% nel triennio: dovuto in parte a nuova occupazione, ma soprattutto all’aumento del costo del lavoro.

€19.640.365

€ 22.679.131

€ 24.667.147*

€ 621.426.063

€ 667.798.376

€ 742.097.546*

2010

2011

2012

“Chi semina con passione non teme tempeste, raccoglierà in abbondanza!”. Edi Cicchi (Auriga PG)

2 . D alla p i an ta i f r utti

43


3. Semi di nuove comunità

“LE PIANTE E I FIORI SONO COME I NOSTRI PROGETTI: ALCUNI NON SI SVILUPPANO, ALTRI CRESCONO QUANDO MENO CE LO ASPETTIAMO”. Romano Battaglia

3 . S e m i di n uove comun i tà

45


Gli ibridi: il seme dell'innovazione

Le reti consortili guardano al futuro con nuove forme organizzative: gli ibridi. Le organizzazioni ibride hanDISTRIBUZIONE

no missioni sociali (come le imprese non profit) producendo al contempo un reddito da attivitĂ  commerciale per poter perseguire la loro missione (come le imprese for profit). Gli ibridi sperimentano nuove combinazioni di attivitĂ  imprenditoriali caratterizzate da elementi di innovazione volti ad ottenere un forte impatto in termini di cambiamento sociale.

46

16 10 8 6 6 5 4 3 3 3 2 2 2 2 1 1

Lombardia Toscana Emilia Romagna Basilicata Piemonte Campania Liguria Lazio Puglia Sicilia Sardegna Abruzzo Calabria Veneto Trentino Alto Adige Umbria

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

74

ibridi in fase di sviluppo

74

consorzi del distretto CGM


GLI IBRIDI SONO IN GRADO DI INTERCETTARE LA DOMANDA E DI FORNIRE RISPOSTE AI BISOGNI

AMBITO TERRITORIALE D'AZIONE

nazionale 15% regionale 25%

DELLE PERSONE A DIVERSI LIVELLI

I consorzi rappresentano gli incubatori dei nuovi soggetti imprenditoriali per il cambiamento.

locale 56%

Le ragioni della nascita delle organizzazioni ibride sono differenti: DIFFERENZIAZIONE E MAGGIORE COMPLESSITÀ DEI BISOGNI CRESCENTE INDUSTRIALIZZAZIONE

sovranazionale 4%

NELL’OFFERTA DEI SERVIZI FASI DEL CICLO DI SVILUPPO DEGLI IBRIDI NECESSITÀ DI FAR EVOLVERE L’ORGANIZZAZIONE RISPETTO AL CICLO DI VITA

espansione 42%

NUOVE SPINTE DAL MANAGEMENT SPINTA INNOVATIVA INTERNA

business idea 4%

I processi di innovazione degli ibridi sono solo all’inizio.

start up 19% consolidata 35%

Il futuro è precursore di una nuova fase di sviluppo: il 42% delle organizzazioni ibride è in fase di espansione. "Chi semina Progetti raccoglie Immaginari...” Gianfranco Visicchio (Meridia BA)

3 . S e m i di n uove comun i tà

47


Gli ibridi: un colpo d'occhio


Innovazione di prodotto Settore di attività

28,7% sanità 15,7% inserimento lavorativo e servizi al lavoro 10,2% turismo e promozione culturale 7,4% welfare sociale (primo e secondo)

Gli ibridi si occupano dei nuovi biso-

5,6% educazione

gni dei cittadini o di quelli che non

4,6% filiere locali enogastronomiche e artigianali

trovano (più) adeguate risposte nei

3,7% formazione

circuiti di sempre. Sono ambiti e set-

3,7% agricoltura verde

tori di attività sconosciuti o talvolta

3,7% energie rinnovabili

solo sfiorati dall’operatività delle più

3,7% housing sociale

“tradizionali” cooperative sociali o

3,7% agenzie di sviluppo locale

imprese sociali.

2,8% ambiente 2,8% logistica 2,8% altro

(raccolta fondi ed erogazioni/ sistemi della finanza, del credito e delle garanzie...)

0,9% trasporti

50

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


SOTTO LA LENTE OCCUPARSI ETICAMENTE DELLA SALUTE DEI CITTADINI MEDICÒ - CENTRO POLISPECIALISTICO MEDICINA E COMUNITÀ DI CANEGRATE (MI) (due battute con Piera Cribioli, direttore di Medicò) L’IDEA “L’idea è stata quella di associare il mondo psicosociale a quello sanitario. Volevamo aprire un servizio completamen-

te privato investendo su qualcosa di nostro. Nel 2009 ce l'abbiamo fatta”.

LA SALUTE PERCHÉ… “Abbiamo guardato al mondo della sanità come elemento complementare ai servizi che già facevamo. Intendiamo infatti la salute come benessere psicosociale, che tenga conto della persona in quanto tale e non semplicemente

dell’aspetto sanitario. Per questo motivo abbiamo affiancato all’ambulatorio polispecialistico un centro per la famiglia con l’obiettivo di avviare tra i due “mondi” un lavoro unitario e omogeneo”.

UN PRIMO “BILANCIO”

In avvio la medicina sportiva;

20 specialità;

Avviata l’azione mutualistica interna (i servizi socio sanitari

Quasi 350.000 euro di fatturato nel 2012;

ai soci delle cooperative di Medicò);

+ 3% rispetto al 2011.

Oltre 2.400 prestazioni nel 2012 (circa il 33% sono prestazioni odontoiatriche);

3 . S e m i di n uove comun i tà

51


Innovazione organizzativa

Per la maggior parte gli ibridi hanno adottato come forma giuridica quel-

Forma giuridica

la del consorzio e della cooperativa, ma hanno anche costituito imprese

45%

consorzio

sociali, imprese for profit, fondazio-

20%

cooperativa

ni, ecc. Le imprese innovative hanno

10%

altro

dovuto assumere talvolta forme or-

8%

impresa for profit

ganizzative completamente nuove

7%

fondazione

ed estranee alla naturale vocazione

7%

impresa sociale S.r.l.

delle imprese da cui sono state gene-

3%

impresa sociale S.p.a.

rate per poter gestire prodotti, servizi e partnership nuovi.

52

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


SOTTO LA LENTE

ENERGIE ALTERNATIVE PER UNA MIGLIORE EFFICIENZA SERENA SRL (LUCCA)

(due battute con Luca Rinaldi, Presidente di Serena srl) L’IDEA “L’idea di occuparsi di energie alternative nasce da alcune cooperative della rete del consorzio So&Co di Lucca nel 2005 in occasione di una visita ad una cooperativa sociale che si occupava di installare pannelli solari attraverso l’utilizzo di persone svantaggiate. L’occasione è arrivata nel 2010 grazie ad un corso di formazione e all’incontro con

un docente/imprenditore che già aveva sperimentato con la sua azienda modalità alternative di produrre energia. L’idea è quella di acquisire competenze nell’ambito dell’efficientamento energetico, ma anche la possibilità di avere un indotto per le cooperative che inseriscono al lavoro persone svantaggiate”.

UNA SRL PERCHÉ… “Abbiamo discusso molto con i diversi partner. All’inizio l’ipotesi di una srl non ci sembrava potesse essere nelle nostre “corde” di cooperative sociali. Poi la rete di relazioni, gli incontri, il mondo dell’impresa for profit ci hanno fatto maturare la convinzione che lo strumento della srl, oltre che

essere piuttosto “leggero”, poteva essere la formula appropriata per dialogare con i partner e i competitor; rappresentava l’occasione di rapportarsi sullo stesso piano con le altre imprese del settore”.

UN PRIMO “BILANCIO”

9 impianti fotovoltaici per privati;

Previsti 27 impianti fotovoltaici, bonifica (dall’eternit) di 8

1 impianto per l’efficientamento energetico aziendale;

condomini. Intervento stimato: 1 milione di euro in 20 anni

3 interventi su caldaie per risparmio energetico;

(avvio intervento operativo dal 2013).

Progettazione e avvio attività con l’azienda che si occupa dell’edilizia residenziale pubblica (E.R.P. srl) di Lucca;

3 . S e m i di n uove comun i tà

53


Innovazione di governance

Gli ibridi vantano una governance

Grado di eterogeneitĂ 

“diffusaâ€?, mantenendo la vocazione delle imprese cooperative da cui provengono. Nonostante la presenza della cooperazione nel governo sia piuttosto importante (cooperazione sociale, ma anche di lavoro, di consumo, ecc.) il grado di eterogeneitĂ  nelle basi sociali degli ibridi resta significativa.

54

31%

medio-basso (presenza di reti consortili)

28%

basso (solo imprese cooperative)

24%

medio (presenza di altri soggetti non profit)

10%

medio-alto (presenza di imprese sociali non cooperative)

7%

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

alto (presenza di imprese for profit)


SOTTO LA LENTE

SOSTENERE IL BENE COMUNE È POSSIBILE, CON L’AIUTO DI TUTTI

FONDAZIONE DELLA COMUNITÀ SALERNITANA (SALERNO) (due battute con Patrizia Stasi, membro del CdA della Fondazione della Comunità Salernitana) L’IDEA “La Fondazione della Comunità Salernitana Onlus è la prima Fondazione di Comunità del Mezzogiorno, nata nel 2009 con l'impulso e il sostegno della Fondazione con il Sud. Nasce con l’obiettivo di rafforzare i legami di solidarietà e responsabilità sociale, migliorare la qualità della vita, promuovere una vera cultura del dono attraverso cui tutti i cittadini

possono sentirsi partecipi dello sviluppo sociale, culturale ed etico del territorio al quale appartengono. Attraverso la Fondazione tutti possono contribuire a realizzare progetti di utilità sociale sul territorio grazie alle donazioni di tutti: privati, imprese, associazioni, enti, istituzioni”.

UNA GOVERNANCE “MOLTO DIFFUSA” PERCHÉ… “Sono 63 i soggetti promotori che rappresentano uno spaccato della società civile: enti pubblici, enti ecclesiastici, associazioni di categoria, organizzazioni di Terzo Settore, imprese, banche, ordini professionali e professionisti, agenzie formative. Un mondo complesso e variegato, ma dalla governance ordinata e consapevole perché uniti dall’obiettivo

comune: rendere possibile progetti socialmente utili con il supporto e il sostegno di tutti. Il Consiglio di Amministrazione è espressione delle diverse categorie di “mondi” presenti nella fondazione. A questo si affiancano i comitati di indirizzo, specificatamente istituiti per le valutazioni riferite a ciascun fondo creato”.

UN PRIMO “BILANCIO”

63 soggetti promotori;

800.000 euro di contributi da Fondazione con il Sud);

1 milione di euro di patrimonio (che sarà raddoppiato

9 fondi dedicati costituiti nel 2012 (24 dal 2009);

da Fondazione con il Sud a fine raccolta e l’obiettivo

140 donazioni nel 2012 (399 dal 2009);

di arrivare a 5 milioni di euro in breve tempo);

Circa 220.000 euro di attività erogativa per finanziare

Oltre 400.000 euro di raccolta fondi sul territorio nel 2012

80 progetti nel 2012 (773.000 euro erogati su 200 progetti

(oltre 1,4 milioni di euro dal 2009 a cui si aggiungono quasi

dal 2009).

3 . S e m i di n uove comun i tà

55


Innovazione di mercato

Gli ibridi si sono dovuti confrontare con nuovi mercati di riferimento

MERCATO DI RIFERIMENTO

o comunque hanno dovuto riorganizzare il classico e più tradizionale mercato di riferimento della coope-

55%

privati cittadini

razione sociale basato spesso su un

17%

ente pubblico

ruolo di subfornitura di servizi nei

12%

cooperazione sociale

confronti dell’ente pubblico. La maggior parte dei nuovi ibridi si

imprese for profit

7%

altro (GDO/multiutility/tour operator...)

confronta oggi con privati cittadini (55%) come mercato predominante. Questo ha sollecitato le imprese a modificare in maniera sostanziale l’organizzazione, le modalità di produzione e di vendita di beni e servizi.

56

9%

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


SOTTO LA LENTE PROFIT E NON PROFIT: UNA COLLABORAZIONE VINCENTE LOGICONF (TORINO) (due battute con Angelo Perez –membro del CdA di Logiconf) L’IDEA “L’occasione è arrivata grazie allo stimolo di un consulente e imprenditore che ci ha lanciato la sfida e noi l’abbiamo raccolta, insieme. Il settore della logistica coinvolge grandi masse di lavoratori, quindi un possibile terreno fertile per gli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate, ma anche

un mercato complicato, fatto di logiche non sempre trasparenti e comunque con “regole” molto diverse da quelle con cui eravamo abituati a confrontarci. Sono diverse le novità sugli appalti introdotte dalla normativa nel settore della logistica. Noi ci candidiamo ad occupare gli spazi che la normativa ha aperto in materia di responsabilità solidale”.

STARE SUL MERCATO IN UN CERTO MODO… “La nostra proposta con Logiconf è quella di raccogliere la sfida di stare nel mercato della logistica in un “certo modo”, con una proposta di legalità (rispetto delle norme del lavoro, norme fiscali spesso eluse dal mercato tradizionale in

questo settore), con un’attenzione particolare alla qualità del lavoro, alla possibilità di inserire al lavoro persone provenienti dalle fasce deboli, in primis persone migranti che hanno lo status di rifugiati politici. In sintesi Logiconf è:

logistica; inserimento lavorativo di persone svantaggiate; costituzione di un gruppo di società (in parte già acquisite o costituite per es. per la gestione dei supermercati, per l’edilizia e le costruzioni, per la distribuzione di bevande a domicilio, ecc.) per creare sinergie virtuose che possano allargare l’orizzonte del consorzio e creare nuove opportunità occupazionali e nuovo

promozione di un progetto cooperativistico che consenta la costruzione di un welfare aziendale per i propri lavoratori, ma anche l’opportunità alla propria rete di riferimento di sviluppare le attività caratteristiche e ampliamento del mercato per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

sviluppo ai propri soci e alla propria rete di riferimento UN PRIMO “BILANCIO”

8 mesi di attività nel 2012;

a un gruppo industriale più ampio;

€ 865.000 di capitale iniziale (attraverso strumenti

220 persone inserite al lavoro;

di equity e finanziari);

3 grandi commesse;

5 società acquisite o costituite per dar vita

6 milioni di fatturato.

3 . S e m i di n uove comun i tà

57


Innovazione di beneficiari TIPOLOGIE DI BENEFICIARI - UTENTI DELL'OFFERTA

Le imprese innovative si rivolgono prevalentemente ad un pubblico indifferenziato di cittadini, diversamente dai target piĂš tipici della cooperazione sociale: soggetti fragili caratterizzati soprattutto per le aree

36%

famiglie

di disagio: anziani, persone con di-

13%

giovani

sabilitĂ , pazienti psichiatrici, emar-

12%

altro (donne/migranti/istituzioni pubbliche e private...)

ginazione sociale, ecc.

58

10%

disoccupati

10%

cittadini tutti

8%

anziani

6%

minori

5%

disabili

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


SOTTO LA LENTE UNA “PIAZZA” PER I CITTADINI L’APEBIANCA – CENTRO DI COMMERCIO SOSTENIBILE (FORLÌ) (due battute con Franco Marzocchi – Presidente di Ecoliving, la cooperativa che gestisce ApeBianca) L’IDEA “L’idea nasce da alcune cooperative sensibili alle questioni ambientali, ai temi della spesa consapevole, dello sviluppo sostenibile ed eco-compatibile. A metà del 2012 viene inaugurata L'ApeBianca, una “piazza”, un innovativo “mercato di qualità sociale" che mette al centro temi quali l'ambiente, il risparmio energetico, la cultura, la strategia di rete e la solidarietà. C’è un negozio alimentare (prodotti bio, sfusi e

a Km 0), uno spazio dedicato ai farmers locali, uno sportello per il turismo sostenibile, una libreria, uno spazio bimbo, una profumeria bio, uno spazio per le energie rinnovabili, alcuni punti di ristorazione biologica (bar, ristorante, gelateria), un erogatore di acqua micorfiltrata e demineralizzata e uno spazio incontri/eventi”.

I CITTADINI PERCHÉ… “Ci rivolgiamo potenzialmente a tutti i cittadini perché la nostra idea imprenditoriale nasce dal presupposto che sempre di più le famiglie sono attente ad acquistare e a consumare in maniera critica. Questo può avere dei risvolti positivi non

soltanto in termini di rispetto e tutela dell'ambiente, delle risorse disponibili e della salute, ma anche dal punto di vista economico e socio-culturale, tanto per i produttori quanto per i consumatori finali”.

UN PRIMO “BILANCIO”

6 mesi di attività nel 2012;

70 fornitori;

€ 440.000 di indotto per il tessuto economico locale (per la

15 professionisti per lo sportello etico;

ristrutturazione, l’allestimento e le attrezzature dei locali, la

12 partner;

comunicazione, ecc.);

140 eventi;

oltre 30 collaborazioni/posti di lavoro creati;

132.000 litri di acqua erogati.

15 percorsi di inserimento lavorativo attivati;

3 . S e m i di n uove comun i tà

59


Innovazione di "funding" Gli ibridi richiedono anche nuove

fonti di finanziamento

energie finanziarie. Spesso i progetti sono ambiziosi e, nella fase di avvio,

60% finance

necessitano di capitali ingenti diffi-

22% equity

cilmente recuperabili, per i tempi e

11% grant

le modalitĂ , attraverso i canali tradi-

7% altro

(capitale proprio / business angel)

zionali della raccolta nelle cooperative sociali (piccole quote di capitale raccolte dalla base sociale piĂš o meno numerosa). Le imprese innovative

IMPIEGHI DEGLI INVESTIMENTI REALIZZATI

hanno quindi dovuto accedere a fonti di finanziamento differenziate.

52%

costi di start up

14%

altro (acquisizione gruppo pre-esistente/ acquisizione know how/formazione specialistica...)

60

10%

capitale sociale

8%

ristrutturazione immobili

6%

attrezzature

6%

fondo patrimonale / di gestione

4%

arredamento

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


SOTTO LA LENTE UN INVESTIMENTO DIFFERENZIATO PER DIVERSI MODI DI ABITARE MAISON DU MONDE (MILANO) (due battute con Carmine Guanci, membro del CdA di ASM la società che gestisce il progetto Maison du Monde) L'IDEA “La Maison du Monde vuole rispondere ad un bisogno sempre più emergente nella città di Milano e ancora poco riconosciuto di quella fascia della popolazione che si trova in una condizione di “emergenza temporanea” e che ne-

cessita di un luogo che fa della relazione il centro del suo intervento. La Maison du Monde in questo senso lavora sia su un’offerta temporanea che sulla ricostruzione di una autonomia abitativa”.

DIVERSE MODALITÀ DI FINANZIAMENTO PERCHÉ… “Il progetto prevede la ristrutturazione di una palazzina per destinarla a scopi differenti dell’abitare (1 residence sociale, 50 appartamenti, spazi commerciali, uffici, magazzino…). Il progetto è ambizioso e ha necessità di avere un respiro finanziario impegnativo e difficilmente assolvibile at-

traverso un unico canale. Per questo motivo abbiamo messo in pista modalità differenti di finanziare il progetto. Il fabbisogno finanziario iniziale è stato stimato in 4,8 milioni di euro. Non era possibile organizzarlo attraverso un’unica fonte”.

UN PRIMO “BILANCIO”

4,8 milioni di euro

l’investimento iniziale (4,5 milioni di euro per l’acquisto dell’immobile e ca. 300.000 euro stimati per l’avvio della gestione) così raccolti:

800.000 euro da Fondi Regionali – FRIMM per avvio iniziative imprenditoriali sociali; 1 milione di euro da Venture Capital No profit. I diversi part-

reti di appartenenza per acquisire capitale di rischio da partner (capitalizzazione della società per 5-8 anni); 1,8 milioni di euro da finanza ordinaria o specializzata Terzo Settore (Banca Prossima e Banca Etica); 1,2 milioni di euro da raccolta capitale sociale o prestito da soci.

ner del progetto stanno formalizzando accordi con le proprie

3 . S e m i di n uove comun i tà

61


Innovazione nelle relazioni Consorzi di abitazione

Nuove modalità di rispondere ai bi-

pletamente nuovi rispetto a quelli

sogni dei cittadini, nuove forme or-

con cui abitualmente si confronta-

ganizzative, nuove forme giuridiche,

no cooperative e consorzi.

nuovi servizi e nuovi settori di atti-

Ne emerge un quadro complesso

vità… gli ibridi hanno dovuto attrez-

e molto articolato che permette di

zarsi con nuove partnership, nuove

arricchire con nuove competenze

collaborazioni e nuove modalità

e conoscenze le organizzazioni che

di costruire relazioni con fornito-

hanno colto le sfide dell’innova-

ri, altri attori del proprio territorio;

zione, di trovare nuove risposte ai

hanno dovuto imparare a costruire

bisogni di sempre e soluzioni inno-

nuovi network e reti, a dialogare o

vative alle necessità emergenti.

ad emergere fra competitors comProfessionisti Co o p e ra t ive d i p ro d u z io n e la vo ro Associazioni di categoria

Banche

Studi di ingegneri

Enti ecclesiastici

Organizzazioni d i Te r z o S e t t o r e

Cooperative sociali Consorzi non sociali

Imprese for profit

Investitor i

62

Cooperative di professionisti

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


SEMI DI RELAZIONI Semi che sviluppano nuovi germogli: la rete di relazioni del distretto.

Università e centri studi

Associazioni di categoria

Social It

Università di Trento

CISL Lombardia

Saidea

Università Cattolica

Federazione Anziani e Pensionati Acli

Tesmapri

Università Bicocca Università di Bergamo Università La Sapienza Università Bocconi

Confcooperative Confartigianato Federcultura Turismo e Sport Imprese

Coping Group Organizzazioni religiose

Cei Cism

Università Statale di Milano

Autostrade

Usmi

Aaster

Grossmarket

Economia di Comunione

Aiccon

Italia Holiday

Ciofs

Euricse

Ikea

Banche e Assicurazioni

Foncoop Istituto degli Innocenti Istituto Luigi Sturzo Irer

64

Federsolidarietà

Previmedical Rina Renovo Bioenergy Vodafone GST

Banca Popolare Etica Baca Intesa Sanpaolo Banca Prossima BCC Credito Coo perativo

Centro per le Tecnologie Viventi

Novamont

Credito Bergamasco

Università di Venezia

Techsoup Biteb

Fondosviluppo

Centro studi Arel

Sixs

Unicredit

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012


Banco Popolare

Elabora

Istituzioni

Cassa Padana

FISM

DAP

Ubi Banca-Ubi Comunità

Fondazione Cariplo

Dipartimento Giustizia Minorile

Banca Popolare di Verona

Fondazione con il Sud

Reale Mutua Assicurazioni

Fondazione Fortes

Terzo Settore

Fondazione Vodafone

Aitr Agenzia per la Famiglia Associazione Nazionale Nidi Associazione Apeiron Anfass Auser Associazione Pari o Dispare Casa della Carità Cdo Sociali Cecop Censis

Fondazione Vismara Unicredit Foundation

Italia Lavoro Ministero della Giustizia Ministero dell’Interno Ministero Pari Opportunità Ministero della Salute Regione Lombardia

Fondazione Xenagos

Regione Toscana

Forum delle Associazioni

Regione Puglia

Familiari del Trentino

Regione Liguria

Idee in Rete

Provincia Autonoma di Trento

Irecoop

Presidenza Consiglio dei Ministri

Inecoop

Comunicazione

MCC Mondragon Unasam

Animazione Sociale Erickson Il Sole 24 Ore

Caritas

WWF Italia

Impresa Sociale

Consorzio Drom

ABFoundation

Edizioni La Meridiana

Cooperlavoro

Jonas

Edizioni Junior

CTM Altromercato

Compagnia di San Paolo

Focsiv

Make a Change

Fish

Fondazione Zancan 3 . S e m i di n uove comun i tà

Giunti Prospettive Sociali e Sanitarie SEC Non chiederci la parola 65


Conclusioni Nei suoi primi 25 anni di storia Cgm ha

ché, nati sotto la spinta di mercati

nuova generazione di cooperatori.

costruito molto per le persone e nelle

emergenti del welfare, si stanno di-

Unire le energie, rifuggire le dico-

comunità, con una straordinaria capa-

mostrando capaci di muovere inve-

tomie tra un “prima” e un “dopo”,

cità di interpretare i bisogni, di genera-

stimenti e competenze verso nuovi

fare rete affinché ogni relazione, tra

re opportunità, di produrre servizi.

filoni produttivi e dunque verso nuo-

le persone e tra le organizzazioni,

Oggi il nostro sistema si trova ad un

ve opportunità di sviluppo locale. E

contribuisca a costruire e ricostruire

bivio, ad una svolta epocale che ci

ancora, la capacità di cooperative e

un pezzo importante dell’economia

interroga su come intendiamo dise-

consorzi di individuare nuovi posizio-

e della società del nostro Paese.

gnare il prossimo futuro. Tutto intor-

namenti, nuovi target di beneficiari e

no a noi – la crisi economica, nello

stakeholder, assetti di governance,

specifico la durissima crisi del welfare

metodologie di funding e di gestione

italiano - ci dice che è necessario rive-

diversi ci parlano di un sistema vitale

dere i paradigmi entro i quali ci sia-

e creativo.

mo mossi, con successo, fino ad oggi.

È evidente dunque che, pur nelle dif-

Percorrere la via dell’innovazione

ficoltà del momento, siamo capaci di

richiede coraggio e creatività. Nuo-

tenere alto l’orizzonte e chiara la vi-

ve idee, nuove strategie, perché è

sione degli obiettivi. Questo proces-

fondamentale agire questo cambia-

so ha bisogno della partecipazione

mento con strumenti inediti, persino

di tutti, con determinazione nel met-

audaci. Strumenti come i cosiddetti

tere a valore l’esperienza maturata

ibridi organizzativi, sono elementi

in anni di attività ma anche con la

imprenditoriali assai interessanti per-

forza di dare spazio e tempo ad una

66

Bi l a n ci o Soc ia l e Cgm 2 012

Stefano Granata


Ringraziamenti Un particolare ringraziamento per la

Anna Pasini, Barbara Cicona, France-

preziosa collaborazione va ai consor-

sco AbbĂ .

zi, alle cooperative e ai coordinatori

Si ringrazia Confcooperative-Federso-

dei distretti per l’impegno nella rileva-

lidarietĂ  che ha messo a disposizione

zione dei dati.

del gruppo Cgm i dati raccolti tramite i

Hanno collaborato in modo particola-

verbali di revisione delle cooperative e

re alla stesura del documento: Claudia

dei consorzi della rete.

Fiaschi, Stefano Granata, Simona Ta-

Si ringrazia inoltre il sistema camera-

raschi, Antonio Benedetti, Alessandra

le che, attraverso un accordo ad hoc,

Piraino, Chiara Maule, Anna Voltolini,

ha fornito a Cgm i dati di bilancio dei

Pierluca Ghibelli, Stefano Domenghini,

consorzi e delle cooperative della rete.

SEDE LEGALE E OPERATIVA via Marco Aurelio, 8 20127 Milano tel 02 36579650 fax 02 36579669 FILIALE Palazzo della Cooperazione via Torino, 146 00184 Roma email info@consorziocgm.it www.cgm.coop

Co nclus ion i e R i n g raz i ame n ti

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IMPAGINAZIONE E GRAFICA DI

/ the visual agency /


“VI SONO NELLA VITA ALCUNI SEMI CHE RIPOSANO NEL NOSTRO PICCOLO CAMPO E LÌ RESTANO PER ANNI FINO A QUANDO NON SI TRASFORMANO IN GRANDI ALBERI CHE, COME PILASTRI, DOMINANO LA NOSTRA VITA. UNO DI ESSI È QUELLO DELLA FELICITÀ”. Romano Battaglia

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Semi di Comunità