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A N A C S O T

Numero 26/ 2013 - Anno 3

"FATECI L A V OR A R E " Dalla Lucchini ai detenuti di Sollicciano, boom di appelli per l'occupazione Gramolati: "Precari, cassintegrati, licenziati, esodati: c'è un unico assillo" Lo sciopero a Piombino e la visita del ministro in carcere Nuovi 300 esuberi (ma 130 posti salvati) in Toscana pagine 2, 3 e 4

In primo piano - Agricoltura, piĂš occupati. Marrano (Flai): "Ecco le nostre sfide" pagina 5 - Caso Montemaggio e Priebke: fascisti alla riscossa, sdegno Cgil pagina 6 - Festa Cgil Massa, la fotogallery. Bernieri: "Un successo" pagine 7, 8 e 9 - Parola al delegato: Mauro Comi, Rsu Comune di Firenze pagina 11

La Newsletter settimanale

01.08.2013


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Editoriale

di Alessio Gramolati

segretario generale CGIL Toscana

Buon agosto a tutti. Soprattutto a chi cerca un lavoro dignitoso La scorsa settimana il sito industriale di Piombino si è fermato di nuovo. Alcuni lavoratori per attirare l’attenzione dei media si sono gettati a mare per ritardare la partenza dei traghetti. Chiedevano di poter lavorare. Appena tre giorni dopo, lunedì per la precisione, nel carcere di Sollicciano, durante la visita del Ministro Cancellieri, i detenuti hanno avanzato un’unica richiesta: fateci lavorare.

Nei loro confronti rischia quindi di suonare sarcastico l’augurio di buone ferie. Per questo abbiamo deciso che 1° Maggio racconterà di questa domanda vitale che si muove dal Paese anche d’agosto.

E’ lo stesso appello di migliaia di giovani, dei tanti esodati, cassaintegrati, licenziati, precari che fanno i conti con il contrarsi di questo bene primario: il lavoro. E’ sorprendente vedere come la crisi stia comprimendo verso il basso le classi sociali che sembrano essersi definitivamente affrancate dal bisogno. Temo di non sbagliare se dico che questo sarà ancora, per molto tempo, il primo assillo di molte persone, nonostante l’estate.

Il bisogno di lavoro non va in ferie e 1° Maggio resta in campo per difendere quel bisogno che dà libertà e dignità a tutti. Buon agosto a tutti: a chi va in ferie e a chi cerca di conquistarsi un lavoro dignitoso per poterci andare. Vedi tutti gli editoriali

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Copertina Piombino in piazza (e in mare) per difendere la propria fabbrica Un migliaio di lavoratori della Lucchini di Piombino (Livorno) ha aderito venerdì scorso allo sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm e sfilato in corteo dall'ex Ilva fino al porto. A fine manifestazione, per sottolineare la gravità della situazione, alcuni operai si sono gettati in mare, nelle acque del porto. Consistente la presenza delle forze dell'ordine, che hanno seguito a distanza il corteo. ''Una buona manifestazione a cui hanno aderito un migliaio di lavoratori ­ ha commentato Luciano Gabrielli, segretario provinciale della Fiom Cgil ­ per chiedere al Governo risposte concrete sulla situazione dello stabilimento Lucchini e per chiedere che vengano accolte le proposte di Fim, Fiom e Uilm. In primis la richiesta che facciamo è quella di non fermare l'altoforno, e che si avvii la sinergia con l'Ilva di Taranto: al Governo chiediamo che convochi i due commissari, Bondi e Nardi, per siglare un accordo tra i due stabilimenti che possa dare respiro a Piombino, che lasci in vita l'altoforno fino al 2015 e consenta nel frattempo di lavorare per un nuovo progetto''. L'INCONTRO AL MINISTERO In contemporanea, si è chiuso con un impegno del

Governo a verificare possibili sinergie con l'Ilva di Taranto, l'incontro al Mise sulla Lucchini tra il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, il sottosegretario Claudio De Vincenti e il sindaco di Piombino (Livorno) Gianni Anselmi. Alla riunione erano presenti anche l'assessore toscano Gianfranco Simoncini e il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà. ''Sono anni che poniamo questi problemi e ora stanno diventando stringenti ­ ha detto il sindaco di Piombino al rientro da Roma ­. Oggi abbiamo ribadito al ministro le ragioni che giorni fa ci hanno spinto a inviare la lettera al premier". LEGGI TUTTO

Cancellieri in visita a Sollicciano I detenuti: "Dateci un mestiere" Non solo il sovraffollamento è uno dei problemi sentiti dai detenuti nei penitenziari italiani ma anche la necessità di poter lavorare mentre si è "dentro", la possibilità per le madri in carcere di tenere vicino a sè i figli e per i tossicodipendenti di curarsi in comunità. Questi alcuni temi evidenziati al ministro della giustizia Annamaria Cancellieri da una delegazione di detenuti incontrata lunedì pomeriggio nel carcere di Sollicciano a Firenze. I detenuti hanno avuto modo di rappresentare alcune loro istanze direttamente al guardasigilli. Tra queste, la richiesta di avere lavoro all'interno del carcere, una necessità, è stato riferito, che è anche una speranza per il reinserimento nella società al momento di uscire a fine pena. LEGGI TUTTO

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Primo piano Toscana Targetti e Edart, quasi 300 esuberi Ma a Lucca si salvano 130 posti TARGETTI, CGIL: PIANO IRRICEVIBILE

dipendenti. LEGGI TUTTO

Si sono incontrate oggi, presso la Provincia di Firenze, alla presenza delle Istituzioni, la direzione della Targetti Sankey Spa, le RSU e le OO.SS. provinciali. L'azienda ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede una quantità importante di esuberi, superiore ai 130 dichiarati prima dell'applicazione del Contratto di Solidarietà, senza presentare un piano industriale, così come precedentemente concordato. Domani i lavoratori si riuniranno in Assemblea dalle ore 11,00 per discutere quanto emerso oggi dall'incontro. Hanno in questo modo commentato Moreno Razzolini, della FIOM CGIL, e Rosario Tarallo, della FIM CISL: “Il piano che ci ha presentato la direzione oggi è pesante e irricevibile, senza considerare la totale assenza di una discussione sul piano industriale per Targetti, ultima azienda storica rimasta nel quartiere dell'Osmannoro”. LEGGI TUTTO

PERINI DI LUCCA, SALVATI 130 POSTI

NUOVA EDART, 130 IN MOBILITA' Poche parole per quello che si annuncia come un dramma per tante famiglie. Sono state quelle con cui la proprietà della Nuova Edart ha annunciato l'ormai imminente apertura della procedura di mobilità per 140 persone. Apertura della procedura di mobilità che, tradotto in termini più semplici, vuol dire licenziamento. L`annuncio è arrivato ieri, alla sede dell`Associazione Industriali di Pistoia, durante l`incontro, l`ultimo di una lunga serie, dedicato alla questione Nuova Edart. Un incontro dall`esito infausto, come annunciano in un loro comunicato, anche questo di poche parole, la Rsu interna all`azienda e la Slc Cgil. «In data luglio, alla sede di Assindustria di Pistoia ­ scrivono i sindacati ­ si è tenuta l`ennesima riunione sindacale inerente le difficoltà dell`azienda cartotecnica Nuova Edart. Con una scarna comunicazione l`azienda ha fatto presente alle organizzazioni sindacali di categoria che sta per partire le raccomandata per l`apertura della procedura di mobilità per tutti gli oltre 140

Informa la Fiom Cgil di Lucca: "A seguito di una lunga trattativa non stop è stato raggiunto un accordo tra la Direzione aziendale Perini di Lucca, la Fiom Cgil e la RSU che ha evitato i 130 licenziamenti annunciati dall’azienda. Riteniamo che questo accordo sia importante e fondamentale perché siamo riusciti a definire, pur di fronte ad un annuncio drastico dell’impresa, un equilibrio tra rilancio dell’azienda e garanzie occupazionali. Nell’accordo si è stabilito uno specifico piano di riassetto e rilancio dove l’azienda conferma la centralità dello stabilimento di Lucca quale fulcro delle attività produttive e ingegneristiche, investimenti in ricerca e sviluppo per i prossimi anni, il lancio di nuove linee innovative di macchinari per l’industria della carta ed il rilancio di una nuova gamma di prodotti. Si è convenuto che vada adottato un nuovo modello organizzativo e che a Lucca si debba perseguire la piena saturazione di tutte le risorse interne. In alternativa ai licenziamenti si è concordato di applicare lo strumento della cassa integrazione straordinaria per 1 anno a rotazione e l’azienda garantirà la piena maturazione di tutti i ratei e premi collegati alla retribuzione". LEGGI TUTTO

LA SENTENZA MARCHESI ANTINORI "MODIFICA UNILATERALE DELL'ORARIO DI LAVORO" LA FLAI RICORRE PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE E VINCE

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Il focus Agricoltura, lavoratori in crescita Marrano (Flai): "Ecco le nostre sfide" Nel primo trimestre del 2013 gli occupati in agricoltura sono il 29% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. Gli occupati dipendenti in agricoltura sono aumentati di circa 5 mila unità passando dai 17mila del primo trimestre 2012 ai 22 mila di un anno (dati Istat). Damiano Marrano, segretario regionale di Flai Cgil, si può parlare di ritorno alla terra in Toscana? “Qui c'è un valore aggiunto, quello del vitivinicolo. La Regione ha fatto un progetto, la 'Banca delle terra', che vuole censire tutto il territorio dedicabile all'agricoltura, a partire dal Demanio pubblico fino ai privati. C'è da considerare poi che sempre la Regione, con il progetto 'Giovani sì', ha finanziato oltre 600 giovani imprenditori per le Start up in agricoltura. Qui noi abbiamo chiesto degli indici di congruità da cui far dipendere l'erogazione dei finanziamenti: tanto per capirsi, se uno prende 5 ettari da lavorare deve assumere qualcuno. La Regione ci sta ragionando”. Con la crisi economica c'è più tendenza a buttarsi sull'agricoltura? “Una forma di ritorno c'è. I lavoratori di settori in crisi, come metalmeccanico e tessile, ora si rifugiano nei campi per trovare giornate lavorative. Tuttavia, il lavoro è rimasto lo stesso: sono le giornate lavorate ad essere cresciute così come il numero dei lavoratori. Ora nelle assemblea delle aziende agricole si trovano anche i cassintegrati di altri settori, operanti in lavori a progetto, a tempo: vendemmie, potature, raccolte. Ma i contratti a tempo indeterminato sono in calo. E ora si fa anche un uso diffuso dei voucher, purtroppo: prima almeno in Toscana si usavano meno”. Com'è la situazione a livello contrattuale? “Sono i contratti provinciali a regolare i diritti e i doveri tra le aziende e gli operai agricoli: in Toscana c'è un buon livello di confronto e li abbiamo chiusi prima che nel resto d'Italia. Ci siamo

anche battuti perché i contratti provinciali riconoscano le paghe orarie nelle vendemmie nelle potature, che non sono gioiose feste agresti ma lavori impegnativi con cui campare. Ora siamo in fase di discussione di rinnovo del Contratto nazionale, che non deve rivelarsi come una cornice vuota che delega poi ai contratti provinciali. Occorre un Contratto nazionale che almeno sui diritti essenziali dia punti di certezza. Un esempio: in alcune province i contratti garantiscono l'esigibilità di tredicesima e quattordicesima, in altre no. Bisogna uniformare sulla prima delle due opzioni”. Nel settore, è un problema il lavoro nero? “Si stanno manifestando fenomeni sociali da monitorare, perché la nostra regione non li merita. C'è una terziarizzazione del lavoro: si danno appalti esterni ricorrendo meno ai propri dipendenti. E la presenza di cooperative contoterziste ha prodotto fenomeni grigi, su cui siamo vigili: abbiamo dovuto fare alcune denunce agi Ispettorati del lavoro, soprattutto sul settore boschivo. Un esempio: nel vitivinicolo Val di Cornia­Val di Cecina, è forte la presenza di lavoratori immigrati che hanno bisogno del sindacato, e noi cerchiamo di essere un presidio di legalità. Alla Regione, nel piano 'Banca delle terra', abbiamo chiesto che le aziende siano presenti in un Albo regionale e che debbano essere in regola a livello di trasparenza, a livello contributivo e a livello contrattuale”. Quanto incidono le interazioni con i fondi europei? “Con la Pac, Politica agricola comunitaria, sono arrivati qua premi per 172 milioni di euro negli ultimi 5 anni. Questo perché la Toscana ha rafforzato il proprio sistema delle aziende agricole, rendendole più competitive attraverso fusioni o creazioni di consorzi. Ora è in agenda il nuovo Psr, il Piano di sviluppo rurale: serve ristrutturare le aziende favorendo l'imprenditoria giovanile e l'occupazione, rafforzando le filiere produttive, diminuendo la burocrazia e impegnandosi nei processi di formazione, sempre più fondamentali, per operai agricoli e imprenditori”. La Toscana dovrà scegliere prima o poi tra un paesaggio per il turismo e un paesaggio per l'agricoltura? “Ci vogliono entrambi. In Toscana c'è anche tanto cemento. Il lavoro del piano 'Banca delle terra' sarà utile anche per capire meglio come conciliare la tenuta del territorio con le esigenze del turismo e la necessità di creare occupazione. L'agricoltura è anche cura del territorio, e c'è pure il progetto della Regione di creare piccole centrali a biomasse per ottenere energia alternativa dal bosco, da usare per fini pubblici o per venderla ai privati. E non c'è sviluppo se non si mette in sicurezza il territorio dal punto di vista idrogeologico: e con un intervento pubblico in tal senso, si farebbe ripartire anche l'economia”.

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L'allarme

Vandali a Montemaggio, caso Priebke Sdegno Cgil sui fascisti alla riscossa I VANDALI AL MONUMENTO PARTIGIANO

IL CASO PRIEBKE E LE SCRITTE

Sono stati danneggiati nel Senese, presso Porcareccia e Casa Giubileo, i cartelli che ricordano l'eccidio di Montemaggio, avvenuto il 28 marzo 1944, quando 19 giovani partigiani furono fucilati dai fascisti. In particolare è stato abraso e reso illeggibile il nome di Vittorio Meoni, l'unico superstite dell'eccidio. Claudio Guggiari, segretario generale CGIL Siena, ha detto: "Esprimo la mia solidarietà e quella della CGIL di Siena all'ANPI ed al suo Presidente Vittorio Meoni di fronte al grave atto intimidatorio di cui sono stati oggetto sul Montemaggio. Per la verità ad essere colpita è tutta la comunità antifascista e democratica senese. Coloro che hanno perpetrato un atto così vile e simbolico devono sapere che oltre ad essere fuori dalla storia sono fuori anche dalla nostra comunità. Il tentativo di cancellare la memoria di uno dei più gravi atti nazifascisti in Italia non trova e non troverà che una risposta decisa di condanna da parte della popolazione senese. Ci sono troppi tentativi di riscrivere la storia repubblicana del nostro Paese, a partire dai costanti attacchi alla nostra Costituzione che segna uno dei momenti più alti di reazione democratica alla dittatura fascista. Non permetteremo che la vita e la storia di Vittorio e di tutti coloro che si sono battuti per la loro e la nostra libertà venga mai e poi mai dimenticata".

A Roma sono apparse inammissibili e sconcertanti scritte all’esterno della sede dell’ANPI Nazionale. Scritte che inneggiano a Erich Priebke, nazista che si è macchiato di crimini orrendi contro l’umanità e del quale in questi giorni cadeva il 100° compleanno.

"All’ANPI va la solidarietà della Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze che invita tutte le forze democratiche a condannare questo atto vile che è anche una provocazione inaccettabile. La CGIL di Firenze continuerà con l’ ANPI il percorso che la impegna nella promozione costante dei valori di giustizia, pace, libertà e democrazia che hanno caratterizzato la Resistenza e costituiscono i principi fondanti della Repubblica Italiana", commenta Mauro Fuso, segretario generale della Camera del lavoro di Firenze.

LA POLEMICA ANCORA OFFESE A KYENGE LA CGIL VENETA IN PROTESTA

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La fotogallery/1 Festa Cgil di Massa, cala il sipario Un altro successo di partecipazione

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La fotogallery/2 Festa Cgil di Massa, ultima serata con Staino, Camusso e Hendel

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Il bilancio Festa Cgil di Massa, Bernieri: "Il segreto? Voglia e orgoglio" Segretario Patrizia Bernieri, ci faccia un bilancio della Festa, finita ieri con fuochi d'artificio, il canto di Bella Ciao e il cinghiale a mezzanotte per tutti i volontari. "E' andata molto bene, è stato un grande successo di pubblico. C'è stata grande partecipazione ai dibattiti, da quello di Carla Canone a quello di Staino e Susanna Camusso di ieri sera, e anche al ristorante. Ieri sera poi abbiamo avuto anche la sorpresa dell'arrivo di Paolo Hendel che ci ha fatto morire dal ridere col suo Pravettoni". Domenica scorsa Massa è stata martoriata dall'ennesimo caso di femminicidio. "Siamo tutti sconvolti. Ieri era lutto cittadino, e Susanna si è recata a Torano, una paese di cavatori, a partecipare all'iniziativa di cordoglio e a fare il gesto

simbolico di deporre lasciare le scarpe rosse sulla scalinata della chiesa". Quale è il segreto del funzionamento della vostra Festa, unica nel sui genere in tutta la Toscana? "Il segreto è la grande voglia di partecipazione delle persone e la volontà e l'orgoglio del nostro gruppo dirigente. Teniamo ormai tutti molto a questo appuntamento e l'impegno è massimo. Ringrazio ancora i volontari: anche la cucina è stata molto apprezzata, così come gli spettacoli. La nostra è una festa popolare, l'anno prossimo ripeteremo". Il territorio è uno dei più colpiti dalla crisi e dalla disoccupazione. "Infatti la nostra attività di tutela dei lavoratori non si ferma mai, e non si è fermata nemmeno durante la Festa. Ora, oltre ai casi della disoccupazione, ci sono varie scadenze sulla Cassa integrazione e sulle vertenze, senza contare i problemi dei lavoratori del commercio e del turismo".

Femminicidio, a Torano il cordoglio della leader Cgil: "Non dimenticare"

Un fiocco nero e le saracinesche abbassate. Massa ha risposto con grande rispetto alla giornata di lutto cittadino voluta dal sindaco Alessandro Volpi per dire basta alla violenza contro le donne e per accompagnare il funerale di Cristina Biagi, uccisa domenica dall'ex marito. Centinaia di persone hanno assistito ai funerali in Duomo. Non c'erano le due figlie di Cristina, troppo piccole, e mancavano anche i parenti di Marco Loiola. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a Torano ha deposto un paio di scarpe rosse sulla scalinata della chiesa del paese, dove si svolge una rassegna d'arte partecipando così ad un'iniziativa contro il femminicidio. ''Non bisogna dimenticare ­ ha detto Susanna Camusso riferendosi ai casi di cronaca di Marina di Massa e di Lecce ­ ma soprattutto trovare tutte le iniziative, ed anche questa lo è proprio per la sua caratteristica di attirare l'attenzione, per non abbassare mai la guardia sul tema. Non è un problema delle singole persone, è un problema della libertà di tutte le donne''. La Camusso ha posato sulla scalinata un paio di cosiddette "ballerine" con fiocco, a fianco di tante altre scarpe che compongono l'opera collettiva. GUARDA LA FIACCOLATA

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La rubrica TUTELA DELL'INTEGRITA' FISICA DEL LAVORATORE: I DOVERI DEL DATORE L’art. 2087 cod. civ. impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, ed agisce come norma di chiusura del sistema di previsioni legislative messe in campo per la tutela della persona del lavoratore. Tale norma impone al datore di lavoro anche l’obbligo di valutare e prevenire possibili rischi, naturalmente sulla base delle conseguenze, esperienze e tecniche maturate ed a lui strettamente ricollegabili, tali da individuare tutte le necessità concrete, utili alla salute ed alla integrità psicofisica del lavoratore. Il datore di lavoro è quindi tenuto ad individuare tutte le situazioni di specifico rischio, anche al di là dell’osservanza delle singole misure dettate da legislazioni speciali, evidentemente non sempre sufficienti a regolare il caso concreto. Il lavoratore che subisca un infortunio sul lavoro o contragga una malattia professionale ha diritto al pagamento delle relative indennità INAIL. Esse sono determinate secondo parametri diversi da quelli

civilistici utilizzati invece per quantificare il risarcimento del danno patito e sono dunque solitamente inferiori al risarcimento del danno cui sarebbe tenuto il datore di lavoro se responsabile dell’infortunio. Il lavoratore può pertanto agire in giudizio per il pagamento del danno c.d. “differenziale” (differenza tra indennità percepite e danno calcolato secondo i parametri civilistici) e per le voci di danno non coperte dall’assicurazione INAIL (ad esempio il danno biologico temporaneo). Con la sentenza n. 14468 del 7 giugno 2013 la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’obbligo del datore di lavoro di risarcire il danno non patrimoniale subito da una lavoratrice per una patologia nata a causa del malfunzionamento di apparecchi utilizzati per il lavoro. Il caso specifico riguardava la dipendente di un Ospedale che aveva svolto, per più di vent’anni, mansioni di tecnico e poi di capotecnico del reparto di radiologia, alla quale era stato poi diagnosticato un carcinoma mammario. LEGGI TUTTO

a cura dello Studio Rusconi

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Parola al delegato

"Mobilitazioni e iniziative legali a difesa dei nostri stipendi e diritti" Intervista a MAURO COMI Rsu Comune di Firenze Mauro Comi, dipendente del Comune di Firenze e delegato Fp Cgil nella Rsu: Palazzo Vecchio ha fatto un piano di recupero crediti da 9 milioni di euro. La somma verrebbe prelevata dagli stipendi dei dipendenti, e sarebbe relativa al percepimento di alcune indennità sulla cui legittimità sono in corso indagini di Corte dei Conti e Mef. Sono state predisposte 3.233 lettere di messa in mora per altrettanti lavoratori. Le cifre richieste variano da 100 euro a oltre 18.000, e sono riferite al periodo 2003­2012. Dei 3.233 lavoratori coinvolti, solo 1.846 sono ancora in servizio. Come intendete muovervi? “Le lettere di messa in mora non sono ancora partite, anche se sarebbero pronte. Le segreterie confederali hanno fatto diffida, per risposta a un atto illegittimo ed arbitrario. Queste lettere hanno la pretesa di una cifra in denaro da restituire, con un prelievo che partirebbe da fine dicembre o inizio gennaio prossimi. Quando arriveranno, da parte nostra ci saranno due livelli di iniziativa: uno sindacale, con l'apertura di nuove mobilitazioni, e uno legale". Finora, negli ultimi mesi, avete tenuto alto il livello delle mobilitazioni: dalle manifestazioni e dai presìdi sotto Palazzo Vecchio in occasione delle riunioni del Consiglio comunale fino allo storico sciopero generale. Come procederete in tal senso d'ora in seguito? "Sì, ne abbiamo fatte tante ma non abbiamo intenzione di fermarci, perché c'è un attacco generalizzato alle nostre retribuzioni. L'amministrazione comunale di Firenze non ha difeso i contratti da essa stessa firmati e la propria

autonomia nell'organizzazione interna del lavoro. Per tutti questi motivi studieremo altre forme di mobilitazione". Qual è il livello delle relazioni con l'amministrazione? "Il sindaco Matteo Renzi ha accettato di incontrarci nei momenti più alti, a livello anche mediatico, della nostra mobilitazione. Il giorno dello sciopero generale ci ha accusato istericamente di aver bloccato il traffico della città, cosa tra l'altro non vera. La tendenza è quella di una visione unilaterale del rapporto: l'amministrazione prende le decisioni e ci informa, senza coinvolgerci nelle decisioni". La vertenza­Palazzo Vecchio rischia di diventare un modello nazionale? "Iniziative simili si sono già diffuse. Si applica in maniera retroattiva la riforma Brunetta, che è entrata in vigore a novembre 2009 dopo che i contratti erano già esistenti e afferivano ad un altro modello di organizzazione. Si sottovaluta l'incidenza negativa che ci sarà sui servizi dei Comuni: spesso i problemi non si affrontano perché i dirigenti non riescono a capire se possono fare determinate cose o no, e la contrattazione integrativa è sempre più difficile". E a Firenze quali potrebbero essere le ripercussioni di questa vicenda sui servizi comunali? "Le decurtazioni in busta paga e i contratti bloccati mandano fuori strada i bilanci dei dipendenti comunali: mutui, affitti, istruzione per i figli. E' chiaro che in queste condizioni chi lavora può non riuscire a dare il meglio di sé. Il servizio pubblico è un optional o un valore? Quando sono in discussione le retribuzioni dei dirigenti della pubblica amministarzione, corrono subito ai ripari. I dipendenti sono invece carne da macello. In tutto questo, si possono verificare ricadute sui cittadini che già pagano caro il prezzo della crisi". In vista di settembre, quali sono i settori più a rischio? "Ci sono criticità in tutti i settori, spesso i servizi sono al livello minimo necessario. Soprattutto negli asili nido, ad esempio, si presuppone la disponibilità del personale a modificare gli orari di lavoro per tappare i buchi".

PER COLLABORARE CON "PRIMO MAGGIO" (INTERVISTE, ANNUNCIO DI INIZIATIVE, EVENTI, COMMENTI, SUGGERIMENTI, CRITICHE) CONTATTARE: VIA MAIL: nbisogni@tosc.cgil.it, tgalgani@tosc.cgil.it VIA TELEFONO: 055­5036235, 055­5036273

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L'appuntamento

Susanna Camusso alla Versiliana domenica pomeriggio alle 18,30 "L’ITALIA È SEMPRE UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO?" LUCA TELESE INTERVISTA SUSANNA CAMUSSO DOMENICA 4 AGOSTO ORE 18,30 CAFFE' LA VERSILIANA MARINA DI PIETRASANTA (LUCCA)

Ammortizzatori e Patto di Stabilità Le richieste della Cgil nazionale IL CAPITOLO AMMORTIZZATORI

IL PATTO DI STABILITA'

La Confederazione, all'indomani dell'allarme lanciato dal presidente della commissione Lavoro della Camera, torna a ribadire l'urgenza di una vera riforma universale degli ammortizzatori: "basta con i pasticci, basta inseguire le emergenze. E' necessario che il governo nella legge di stabilità trovi circa un miliardo e mezzo per gli ammortizzatori in deroga e stanzi almeno tre miliardi per il 2014". Il governo deve nella legge di stabilità trovare circa un miliardo e mezzo per gli ammortizzatori in deroga e stanziarne almeno altri tre per il 2014. Più in generale non è più rinviabile una vera riforma universale degli ammortizzatori”. Sono queste le richieste della CGIL all'indomani dell'allarme lanciato dal presidente della commissione Lavoro della Camera: “Autunno caldo? Veramente per i lavoratori in cassa integrazione e mobilità in deroga l'autunno è troppo lontano”, afferma Serena Sorrentino. LEGGI TUTTO

Occorre una profonda revisione del Patto di Stabilità che va ‘allentato’ su investimenti e spesa sociale, perché strangola l'economia locale e vincola le risorse, anche dei comuni ‘virtuosi’ rendendo impossibilela crescita, lo sviluppo e la tenuta sociale dei territori”. Lo afferma la CGIL, in una nota della segreteria nazionale. La CGIL chiede al governo di prestare “la stessa attenzione e sensibilità nei confronti del welfare locale e dello sviluppo locale che oggi viene espressa verso l'Imu, della quale, peraltro, si ragiona scaricando il problema dei costi sulle amministrazioni locali”. E per questo invita l’Esecutivo ad aprire “un confronto con il sistema delle autonomie locali, coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali, sugli assetti istituzionali, sull’economia pubblica, sulla finanza locale e sulle politiche sociali, per affrontare finalmente i nodi strutturali della debolezza economica e finanziaria del sistema­paese. LEGGI TUTTO

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L'iniziativa A scuola anche d'estate con i corsi di recupero (gratuiti) di Flc Pisa La Flc Cgil e la Camera del Lavoro di Pisa hanno organizzato un corso ("Non una né uno di meno"), gratuito (a contributo volontario), per ragazzi del primo biennio delle scuole superiori che devono recuperare debiti in matematica o in inglese, tra il 15 e il 26 luglio, presso i locali della Camera del Lavoro di Pisa. Il corso ha previsto 10 ore di lezione complessiva in un gruppo di massimo 12 alunni e ogni lezione ha avuto la durata di un'ora e mezza. Al termine del corso l'insegnante ha fornito le indicazioni sul livello di preparazione raggiunto e sulle modalità per continuare lo studio fino all'esame finale. L'INTERVENTO

La Cgil ritiene da sempre che l'istruzione sia prima di tutto un diritto e che sia uno degli elementi determinanti per le possibilità di accesso al mondo del lavoro. Analizzando la situazione di crisi che sta ancora sconvolgendo il nostro Paese e che continua ad abbattersi maggiormente sui lavoratori dipendenti e pensionati, incidendo sui posti di lavoro che vengono meno, sulle retribuzioni, sul costo della vita, è forte il timore che il diritto alla istruzione diventi un privilegio riservato a pochi. Riteniamo che sia intollerabile che il nostro Paese perda per strada i suoi giovani negando loro la possibilità di un futuro e non attivi azioni per rimettere in moto la mobilità sociale che ad oggi si è fermata. I dati sulla dispersione scolastica sono drammatici per un Paese civile, per un Paese che vuole dare una prospettiva alle future generazioni senza discriminazioni. In Provincia di Pisa i dati sui ritardi agli studi ci presentano una situazione critica: non solo sono in aumento rispetto agli anni 2007/08 (si passa dal 24,8% al 26,6%) ma dobbiamo evidenziare la forbice che si fa sempre più larga fra i licei, che si attestano attorno al 4%, e gli istituti professionali, che arrivano alla punta massima quest'anno del

69,5%. Insieme con la CGIL di Pisa abbiamo pertanto pensato di istituire dei corsi di sostegno per il recupero dei debiti scolastici sia per dare un aiuto ai ragazzi ai quali è stato sospeso il giudizio a settembre, sia alle famiglie che in questi momenti di difficoltà economica e lavorativa hanno sempre più problemi a reperire le risorse economiche necessarie per aiutare i propri figli a superare questo momento complicato. Non è naturalmente un'azione che si vuole sovrapporre alle azioni di recupero che vengono svolte nelle scuole, ma, appunto, di ulteriore sostegno e di contrasto alla dispersione scolastica. I corsi sono stati tenuti da docenti in modo volontario, si sono svolti presso la Camera del Lavoro di Pisa, per un totale di 7 ore frontali più due ore di verifica finale. Essendo sperimentale si sono rivolti a noi 12 ragazzi, che hanno seguito i corsi attivati, di matematica e inglese. I riscontri da parte loro e delle famiglie sono stati positivi, come da parte dei docenti che hanno rilevato un'adesione buona; i ragazzi hanno seguito con interesse, partecipando in modo attivo e corretto alle lezioni con assenze ridotte al minimo. Siamo sicuri di voler replicare l'iniziativa anche il prossimo anno, certi che sia un'azione positiva, tesa a realizzare concretamente i nostri valori. Daniela Fabbrini (segretario generale Flc Pisa)

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Taccuino EXPO 2015 LA CGIL: "SI' ALLA CONTRATTAZIONE, NO A NUOVE FLESSIBILITA' IL GOVERNO MOSTRI LE RISORSE E LE IMPRESE GLI INVESTIMENTI" LEGGI TUTTO

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Da Rodi alla Sicilia Da Sharm el Sheikh alla Birmania

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In breve

Rcr Colle val d'Elsa (Siena), dimezzati gli esuberi Accordo sulle uscite incentivate e la mobilità Alla RCR, nota azienda colligiana conosciuta anche sui mercati esteri per i propri prodotti in cristallo e più recentemente anche per il vetro cristallino, è stato raggiunto l’accordo sindacale sugli esuberi occupazionali. “L’intesa ­ commenta il Segretario provinciale della FILCTEM CGIL di Siena Marco Goracci ­ è giunta dopo un’estenuante trattativa protrattasi per oltre un mese, dove non sono mancati episodici tentativi di delegittimazione, momenti di aspro scontro dialettico e atteggiamenti tesi a dividere il fronte sindacale che hanno poi sortito l'effetto contrario”. “Ma l’accordo ­ prosegue Goracci ­ permetterà di contenere sensibilmente il numero di eccedenze dichiarato inizialmente dall'Azienda circoscrivendo a 52 (inizialmente RCR ne aveva dichiarate 100) i lavoratori che nell'arco dei prossimi 7 mesi saranno direttamente interessati dalla procedura di mobilità”. “Il meccanismo ­ spiega il sindacalista ­ prevede fuoriuscite volontarie incentivate economicamente se presentate entro l'anno corrente". LEGGI TUTTO

Gavorrano, la protesta degli operai Isotec Sei stipendi di arretrato, produzione bloccata Ogni famiglia aspetta dall`azienda 10mila euro di arretrai. All`appello mancano sei stipendi, la quattordicesima, il fondo complementare e la cassa edili, non versati dagli imprenditori. Nonostante questo fino a ieri gli operai e gli impiegati dell`azienda Isotec di Caldana (ex Caldana srl consociata del Consorzio Etruria) hanno continuato ad andare allo stabilimento nella speranza che i datori di lavoro mantenessero le promesse fatte. Ma non è stato così: l`ultima novità è arrivata ieri quando i dieci dipendenti ­ con contratto metalmeccanico ­ hanno appurato che anche il materiale da lavoro è terminato. Dunque blocco totale per un`attività che opera nel settore edile fornendo manufatti in cemento e ferro per case e infrastrutture. "Sopportiamo questa situazione da almeno 2 anni ­ spiegano gli operai ­ ma adesso siamo arrivati al culmine: da sei mesi non riscuotiamo lo stipendio e ognuno di noi ha arretrati che ammontano anche a 10mila euro. Abbiamo tutti una famiglia da mantenere, moglie e figli. Finora abbiamo trovato grandi difficoltà a pagare l`affitto o il mutuo della casa, ora non riusciamo neanche a fare la spesa o mettere la benzina per venire a lavoro da Follonica, Braccagni, Giuncarico e Grosseto dove abitiamo. Abbiamo visto che i dipendenti di altre aziende maremmane in difficoltà sono stati ricevuti dalle autorità per molto meno". LEGGI TUTTO

Mps, la Fisac: "No al pressing Ue sul piano, basta sacrifici. Ok Saccomanni, intervenga Letta" "Basta chiedere sacrifici e nuovi tagli all'occupazione", dice il segretario generale della Fisac­Cgil, Agostino Megale, della lettera che il vicepresidente della commissione Ue e commissario alla concorrenza, Joaquin Almunia, ha scritto al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, su piano di ristrutturazione di Mps. "Respingiamo con forza l'ipotesi di un nuovo e più pesante piano per Mps mentre sosteniamo l'impegno messo in campo dal ministro dell'Economia Saccomanni e, considerata la delicatezza della vicenda, riteniamo indispensabile un ruolo politico forte dello stesso premier Letta", aggiunge. ''Banca Mps continua a presentare processi di ristrutturazione in ordine sparso, senza mai chiarire, in modo netto e trasparente, all'interno di quale progetto strategico le riorganizzazioni stesse si collochino''. Cosi', in una nota, la Fisac–Cgil, al termine del primo incontro sulla procedura di riorganizzazione riguardante il passaggio di alcune attività dal Consorzio operativo di gruppo alla Direzione generale. ''La ristrutturazione ­ prosegue la nota del sindacato ­ non prevede mobilità territoriale né professionale, interessando quasi totalmente la sola piazza di Siena, escluse due risorse su su Milano, che comunque non subiranno né spostamenti né variazioni dentro l'ambito lavorativo''. LEGGI TUTTO LEGGI L'INTERVENTO DEL SEGRETARIO GUGGIARI

n. 26 - 01 agosto 2013


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