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RAPPORTO ASSOCIAZIONI

il Giornale Venerdì 25 giugno 2010

GRIDO D’ALLARME

«Assurdo stop al servizio di igiene edilizia» Forte presa di posizione del Collegio nei confronti della Asl 3. Al cittadino costerà almeno 200 euro in più Conferma il presidente dei geometri Luciano Piccinelli: «Il rischio è di vedere bloccati grandi e piccoli progetti» «Ilrischio èquellodi vedere bloccati molti, piccoli o grandi progetti e al cittadino costerà già in partenza almeno 200 euro in più. Il tutto senza pensare al caso in cui il progetto venga respinto e quindi sia necessario ripresentarlo con un ulteriore esborso». La denuncia del Collegio Geometri che mette sotto accusa la «Asl 3» colpevole di aver sospeso il servizio di «front office» dell'ufficio di igiene edilizia e quindi dinonfornire piùalcunaconsulenza al pubblico, professionisti compresi. Tale importante servizio è stato reso sino a qualche mese fa dall' Ufficio di Igiene in via Archimede prima e più recentemente presso la sede di viale Brigate Partigiane, con apprezzatacapacitàesoprattutto da parte di tecnici in possessodi unagrandeesperienza maturata nello specifico settore. LastrutturadiIgieneeSanità Pubblica ha reso noto di farcessare ilserviziodi ricevimento e quindi per l'ottenimento anche di un mero parere di fattibilità ovvero di una prima sommaria valutazione dell'intervento, si dovrà per forza fare ricorso alla presentazione di una formaleistanza corredatadeirelativi elaborati grafici e documentali e dietro pagamento dei relativi diritti di segreteria, senza sapere preventivamente se la richiesta potrà avere buon fine. A nulla sono valse le richieste di spiegazioni formulate dalPresidentedelCollegio al-

POLEMICA Reazioni decise del Collegio dei Geometri contro lo stop dei servizi nell’igiene edilizia

laAmministrazioneRegionaleche, tramite ildirettoredella «Asl 3 Genovese» ha giustificato la propria decisione in modo non del tutto consapevole ritenendo che, gli attuali contenuti dei «Regolamenti Edilizi», come ad esempio quello del Comune di Genova, risulterebbero più chiari e non più opinabili. «Assurdo fermare il servizio di igiene edilizia» è dunque il grido dall’allarme che lancia il presidente del Colle-

gio dei Geometri e geometri laureatidella ProvinciadiGenova, Luciano Piccinelli. Una soluzione inaspettata e negativa, presidente Piccinelli? «Certamente sì. In questo modo è possibile compiere degli errori e bloccare il progetto». Voi avete chiesto spiegazioni. Mai arrivate? «Il direttore generale Canini ha risposto portando una norma del Comune di Geno-

su cui opera lo specifico Ufficio. Come è noto a tutti i professionisti del settore le incertezze sulla corretta interpretazione ed applicazione della normativa assai articolata ecomplessa nonè di certovenuta meno e quindi la necessità di continuare ad avere da parte dell'amministrazionela giustacollaborazione resta di valido aiuto per tutti». VS

I NOSTRI AMICI

NORME EUROPEE

Bisogna prevenire le cadute dall’alto nei cantieri edili della nostra regione Con la Legge Regionale 15 febbraio 2010, n. 5 anche la Liguria si è adeguata, come in precedenza altre Regioni, alla normativa nazionale in materia di cadute dall'alto, di ispirazione europea. Il titolo di questa Legge: «Norme per la prevenzionedellecadutedall'altoneicantieri edili», trae in inganno facendola ritenere indirizzata ai soli addetti ai lavori mentre la stessa è finalizzata alla messa in sicurezzadituttelecoperturesenzaprotezionistabilicome iparapetti.Inaltre parole tutti i terrazzi non praticabili e tutti i tettiafalde dovrannoessere dotati diappositi dispositivi a norma per consentire la loro «percorribilità» in sicurezza. La Legge, all'articolo 2 punto 1, indica espressamente la necessità della installazione di dispositivi anti-caduta anche in caso di «semplici manutenzioni in copertura»eciòfa individuaretalenecessitàanche in caso debba intervenire un operaio, per qualsiasi motivo, ad esempio sul c.d. casotto presente su molti terrazzi. Sintetizzando, un privato o un amministratore non potranno chiedere ad un antennistaunasemplice operazionedirego-

va, dicendo che «contenevano elementi opinabili e di dubbia interpretazione». A noi sembrava tutto chiaro. Tale affermazione si scontra con la realtà dei fatti che deve confrontarsi innanzitutto non solo con il Regolamento EdiliziodelComune diGenova di più recente aggiornamento che comunque fra i contenutirimandaad esplicite interpretazioni da parte dell'Ufficio di Igiene ma, a tutto il territorio provinciale

lare l'antenna TV se questa è posizionata su un piano alto oltre due meri da un terrazzoqualoranonsianoinoperadispositivi anti-caduta. Soggetto individuato al rispetto della norma è il Responsabile dei Lavori, ossia ilsoggettocheaffidai lavori:comunecittadino proprietario di una casa unifamiliare, amministratore di condominio, ecc. La Leggeprescrive che gli ancoraggi siano di tipo omologato, siano installati da personale abilitato, siano progettati, nel quadro delle linee guida Ispels. Non è il caso qui di entrare negli aspetti tecnici di installazione ma è il caso di specificare cheterrazzietettidovrannoesserepercorribili in sicurezza mediante appositi dispositivi chiamati «Linee vita» (paletti di ancoraggio collegati da cavi in acciaio conammortizzatoridistrappo)la cuiintegrità nel tempo sarà da verificarsi con periodicità mentre gli addetti dovranno dotati di imbracature e specifici assorbitori dienergiacon cordinitramiteiquali collegarsi a detti ancoraggi. Geom. Piero Mattei

Come vivere con «Fido» in condominio La detenzione di animali domestici deve sempre essere denunciata in Prefettura Proseguiamo con la seconda parte dell’articolo di Andrea Merello sul tema degli animali in condominio. La prima puntata era stata pubblicata venerdì 28 maggio 2010 su queste pagine. L’obbligo di custodire e di governare animali dotati di naturale ed istintiva ferocia o che in determinate circostanze possano diventare pericolosi ed aggressivi incombe sul detentore a qualsiasi titolo. La Cassazione (n˚ 2333 del 7/9/1966 ha deciso che il comportamento dannoso di animali causato da impulsi propri della loro natura ancorché imprevedibili ed inevitabili non costituiscono caso fortuito e quindi non esonera la responsabilità dei loro proprietari. Il fenomeno del randagismo è preso in esame dalla legge n˚ 281 del 14 agosto 1991 (legge quadro in materia di animali di prevenzione dal randagismo si pongono i presupposti

AMICI Molte le nuove disposizioni per gestire la presenza di animali in casa nostra

per favorire una corretta convivenza rea l’uomo e gli animali tutela la salute pubblica e l’ambiente condannando atti di crudeltà maltrattamenti e prevedendo sanzioni a carico di chi abbandona animali (da trecentomila lire ad un milione di vecchie lire). Il legislatore ha emanato apposite norme in materia di animali pericolosi (Decreto del ministero dell’Ambiente del 19 aprile 1966 in attuazione della legge 7 febbraio n˚ 150 riguardante il commercio internazionale delle specie di animali e vegetazione in via d’estinzione e la commercializzazione e la detenzione di mammiferi e rettili vivi che possono costituire pericolo per la salute e la pubblica incolumità e di cui è proibita la detenzione. Il Decreto del Ministero dell’ambiente recita testualmente «sono da considerare potenzialmente pericolosi per l’inco-

lumità e la salute pubblica tutti gli esemplari vivi di mammiferi e rettili selvatici ovvero provenienti da riproduzione in cattività che in particolari condizioni ambientali e/o comportamentali possono arrecare con la loro azione diretta effetti mortali o invalidamenti per l’uomo o che non sottoposti a controlli sanitari o a trattamenti di prevenzione possono trasmettere malattie infettive all’uomo». La detenzione di tali animali deve essere denunciata alla Prefettura ove sono tenuti gli animali compilando l’apposito modulo ed esibendo la ricevuta attestante l’avvenuto versamento previsto dalla normativa stessa. Le sanzioni conseguentemente previste per gli inadempienti sono l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda da quindici a venti milioni delle vecchie lire. Andrea Merello

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