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il geometra ligure

anno 52º - n. 3 • maggio-giugno 2003 Spedizione in abbonamento postale 70% - art. 2, legge 662/96 Direzione commerciale di Genova - Tassa pagata Autorizzazione del Tribunale di Genova n. 318 del 29/11/54

Direttore responsabile

Arnoldo Juvara

Segretari di redazione

Maura Mignone Marco Russello

Redattori

Servizio fotografico

Roberta Arena Pier Emilio Copello Alessio Danovaro Paolo De Lorenzi Ettore Fieramosca Filippo Finocchiaro Mario Gramigni Mauro Mattei Andrea Merello Adolfo Morasso Liliana Olcese Alessandro Ombrina Roberto Ombrina Adriano Rodari Lorenzo Traverso

Foto di copertina del geom. Adolfo Morasso

Adolfo Morasso

Direzione Amministrazione 16129 Genova Redazione e Distribuzione Viale Brigata Bisagno, 8/1-2 Tel./Fax 010.5700735 geometra_ligure@libero.it www.collegio.geometri.ge.it

San Rocco nel bosco lontano.

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La presente pubblicazione è distribuita gratuitamente agli iscritti all’albo professionale della Provincia di Genova ed ai Collegi dei Geometri d’Italia. La riproduzione degli articoli, schizzi e fotografie è permessa solo citando la fonte. Le opinioni espresse dagli Autori, Redattori, Corrispondenti non impegnano né la Direzione, né la Redazione, né il Collegio di cui il periodico è l’organo.

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Stampato nel mese di giugno 2003 dalle Grafiche Fassicomo - Via Imperiale, 41 - 16143 Genova

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Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Brevi note sulla disciplina delle spese per la costruzione e manutenzione dei muri di sostegno o di confine tra fondi a dislivello. LA “GROMA S.R.L.”: una bella realtà di tutti i Geometri A proposito di… – Preparazione professionale degli Operatori della bonifica da amianto in Regione Liguria ed elenchi degli abilitati e delle ditte che attuano bonifiche da amianto – Bonifiche in Liguria: rimozione o incapsulamento) – Protezione superficiale dei manufatti in acciaio Legislazione dello Stato Legislazione Regionale Giurisprudenza Informativa – Elezioni del C.D. della Associazione Geometri di Genova. – Consegna attestati per cosrso GPS – ASL3 - Art 110 del REC - Altezze interne Cultura ligure – Brevi cenni di una particolare architettura, con la storia di un monumento nato dalla pietà e dall’amicizia per ricordare giovani valorosi – Carlo Aurelio Magioncalda espositore di opere al Collegio dei Geometri Recensioni Atti del Collegio


Brevi note sulla disciplina delle spese per la costruzione e manutenzione dei muri di sostegno o di confine tra fondi a dislivello. Avv. Pier Paolo Capponi

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ella nostra Città, costruita per lo più sulla collina, sono moltissime le situazioni nelle quali esistono muri di sostegno o di confine posti tra due fondi a dislivello: basti pensare ai quartieri di Castelletto e di Oregina, ma in realtà ogni quartiere a meno che non sia del tutto pianeggiante, cosa assai rara a Genova - presenta situazioni di questo tipo. Tutte le volte che detti muri devono essere riparati (o costruiti) sorgono dubbi sul chi deve provvedervi: dubbi non di poco conto visto che le somme necessarie per gli interventi di cui sopra possono ammontare anche a decine e decine di migliaia di euro.

Parte del muro a secco che sosteneva una fascia di terreno ha ceduto invadendo il sottostante giardino.

Stesse incertezze sorgono nel caso in cui i muri suddetti, o parte di essi, crollino provocando danni a terzi: in questi casi chi deve pagare ? Con le presenti note si cercherà di dare un qualche contributo alla soluzione di tali dubbi ed incertezze. La norma di legge che regolamenta la fattispecie è l’art. 887 del Codice Civile che è intitolato “Fondi a dislivello negli abitati” e così recita: “Se di due fondi posti negli abitati uno è superiore e l’altro inferiore, il proprietario del fondo superiore deve sopportare per intero le spese di costruzione e conservazione del muro dalle fondamenta all’altezza del proprio

suolo, ed entrambi i proprietari devono contribuire per tutta la restante altezza. Il muro deve essere costruito per metà sul terreno del fondo inferiore e per metà sul terreno del fondo superiore”. La norma, come si può comprendere, lascia insoluti molti quesiti che nel caso concreto possono sorgere. Inoltre essa norma è stata oggetto di una attenta e articolata interpretazione. Parafrasando il contenuto della giurisprudenza della Suprema Corte, si indicano qui di seguito alcuni importanti capisaldi: 1. La fattispecie prevista dall’art. 887 c.c. presuppone che il dislivello tra i due fondi sia di origine naturale. Se il dislivello, invece, è stato causato dal proprietario del fondo inferiore, ad esempio mediante il riporto di terra o uno sbancamento, l’obbligo della costruzione e della conservazione del muro di sostegno incombe su quest’ultimo. La giurisprudenza - sempre in relazione alla generale disciplina del muro - ha equiparato la creazione ex novo


Brevi note sulla disciplina delle spese per la costruzione…

del dislivello all’aumento dell’originario dislivello naturale. L’onere della realizzazione e manutenzione del muro di sostegno incombe infatti sul proprietario del fondo inferiore anche quando questi abbia solo aumentato la scarpata, rendendola perciò, di fatto maggiormente soggetta a smottamenti. Riassumendo, quindi, qualora il dislivello tra i fondi sia stato creato o anche solo aumentato artificialmente, colui che ha creato o aumentato il dislivello è tenuto alla realizzazione, e poi alla conservazione, di un muro di sostegno dell’altro fondo onde evitare le conseguenze dannose dell’opera da lui compiuta (Cass. 2515/2001 n. 7131) 2. L’art. 887 c.c. non si applica neppure quando il muro sia stato costruito esclusivamente sul suolo di uno dei due fondi, superiore od inferiore, nel qual caso sussiste la proprietà esclusiva del muro in capo al proprietario del relativo fondo cui competeranno gli oneri di manutenzione (Cass. 29/10/2001 n. 13406). 3. L’art. 887 c.c. non si applica del pari nel caso in cui il muro sia stato costruito dal solo proprietario del fondo inferiore, di propria autonoma iniziativa, allo scopo di realizzare una struttura necessaria, o anche solo utile, per il proprio fondo, nel qual caso resta a suo carico, con l’onere della costruzione, anche quello della manutenzione del muro (Cass. 29/10/2001 n. 1346).

4. L’art. 887 c.c., nel disciplinare il regime delle spese di costruzione e conservazione del muro di confine comune tra fondi a dislivello negli abitati, pone una presunzione semplice di comproprietà di detto muro, salvo il diritto degli interessati di provare con ogni mezzo (e il potere del giudice di raggiungere il relativo convincimento anche per via presuntiva) la proprietà esclusiva del muro a favore del proprietario del fondo sopraelevato o di quello sottostante, a seconda che il muro sia stato costruito interamente sul suolo di uno soltanto dei due confinanti, allo scopo, rispettivamente, di contenere il fondo sopraelevato o di realizzare una struttura necessaria o utile per il fondo a valle (Cass. 29/10/2001 n. 13406 e Cass. 11/8/1980 n. 4924). A questo proposito va rilevato, per inciso, come la posizione della più recente giurisprudenza (le predette Cass. n. 13406/01 e Cass. n. 4924/80) si pone in consapevole contrasto con quella di parte della dottrina e della giurisprudenza più risalente (9/7/1976 n. 2626) le quali ritengono invece che: “Il muro che, fra fondi a dislivello, assolve la duplice funzione di sostegno del fondo superiore (con la parte bassa) e di divisione tra i due immobili

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Su chi incombe la spesa per la manutenzione dei muri di sostegno?

(con la sua parte più alta), si presume di proprietà esclusiva del titolare del fondo superiore, dalle fondamenta sino al livello del piano di campagna di tale fondo e di proprietà comune tra i titolari dei fondi finitimi, nella parte sovrastante detto livello”. 5. Sulla scorta del principio di cui sub 4, così come fatto proprio dalla più recente giurisprudenza, ne consegue che: “Nell’ipotesi in cui non sia stata superata la presunzione di comunione del muro di confine tra fondi a dislivello, i proprietari dei fondi superiore ed inferiore sono solidamente responsabili nei confronti dei terzi danneggiati dalla rovina del muro comune” (Cass. 29/10/2001 n. 13406). Di fronte ai terzi, secondo la citata sentenza, non può infatti assolutamente dubitarsi


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Il geometra ligure

FOTO 3

Occorre sempre sapere chi ha costrutito il muro, dove e per quali motivi.

che: “Dei danni cagionati a terzi dalla rovina di una costruzione in proprietà comune debbano rispondere in solido,

ai sensi dell’art. 2053 c.c., i comproprietari, ciascuno per l’intero risarcimento, in quanto ognuno di essi è tenuto ad assicurare il diritto dei terzi mediante lo specifico dovere di vigilanza e di controllo sullo stato della costruzione nel suo complesso. Invero, al generale principio dell’art. 2053 c.c. della solidarietà passiva dei comproprietari della costruzione non apporta deroga la norma dell’art. 887, 1° comma, c.c., che regola, invece, il riparto delle spese di conservazione,

nei rapporti interni tra comproprietari, secondo le rispettive quote”. Prima di affrontare qualsiasi questione relativa alle spese necessarie per la costruzione o manutenzione dei muri di sostegno o di confine tra i fondi a dislivello, così come prima di affrontare qualsiasi questione relativa al risarcimento delle conseguenze dannose derivanti dalla rovina del predetto muro, occorrerà pertanto tener conto dei suddetti principi. Occorrerà, in altri termini, svolgere una approfondita indagine di fatto per capire da chi, per quali motivi e dove il muro sia stato costruito o debba essere costruito. Una volta chiarita la suddetta situazione di fatto potranno e dovranno applicarsi i principi sopra esposti.

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per conoscere la felicità. Epicuro


LA “GROMA S.R.L.”: una bella realtà di tutti i Geometri geom. Arnoldo Juvara

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utti i colleghi iscritti alla Cassa di Previdenza Geometri nonché i pensionati della Cassa medesima, ben dovrebbero conoscere la Società GROMA S.r.l. in quanto sulla Rivista che la Cassa invia periodicamente, si è spesso parlato di questa struttura con una rubrica ad essa dedicata e sempre vengano pubblicati i relativi bilanci. Ho però constatato che pochi conoscono “veramente” questa Società e la realtà che questa iniziativa rappresenta per cui solo alcuni ne riescono a intuire le vere potenzialità. Ho quindi ritenuto, anche quale facente parte del Consiglio di Amministrazione, di proporre questo articolo (e non sarà certo l’unico) con lo scopo di evidenziare il grande interesse che, per tutti i

geometri e per la nostra Cassa di Previdenza, questa struttura ha conquistato in questi ultimi anni di attività. Quella della GROMA S.r.l. è una storia non breve: ha origini piuttosto lontane, quando la nostra Cassa di Previdenza, nell’ambito degli investimenti, istituzionalmente previsti, aveva privilegiato quello immobiliare. Alcuni immobili sono stati acquistati mediante l’acquisizione dell’intero pacchetto azionario della Società cui l’immobile, in forma esclusiva, apparteneva. In tale modo, la Cassa, ha acquisito alcuni immobili e quindi altrettante Società, che nel tempo sono tutte confluite nella GROMA S.r.l.. Così facendo si sono concretizzati cospicui risparmi grazie anche alla possibilità di

dedurre dai costi l’I.V.A., impossibile per la Cassa, non essendo soggetto I.V.A.. La GROMA S.r.l. ha così acquisito un importante patrimonio immobiliare che ha gestito, quale proprietaria, fino all’Aprile del 1999 quando, grazie a una normativa in vigore per le strutture “onlus”, ha trasferito, praticamente senza oneri, l’intero patrimonio immobiliare alla Cassa. Si è pertanto compiuto un “iter” tutto favorevole alla “Cassa”, conclusosi con il recupero di un significativo credito I.V.A. oltre 12 miliardi delle vecchie Lire. Ma la GROMA non ha certo esaurito i suoi compiti, anzi si è liberata di un peso, si fa per dire, in quanto il grande patrimonio immobi-


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liare in suo possesso dava una connotazione che non era quella per cui era nata. Infatti nella sua ragione sociale si legge: “Gestione e servizi integrati per il patrimonio immobiliare”. La proprietà di oltre 600 miliardi di vecchie lire la rendeva più una società immobiliare che di gestione. Contestualmente alla cessione degli immobili Groma alla Cassa, è stato stipulato un contratto per la gestione di tutto il patrimonio “Cassa”, sia quello ricevuto dalla GROMA, che quello di cui la Cassa era già proprietaria. La GROMA ha così proseguito nella gestione del suo vecchio patrimonio unitamente a quello già di proprietà Cassa per un valore di circa 1.400.= miliardi di Lire. Questi, in estrema sintesi, gli antefatti di maggior rilievo ed interesse, per ri-

La GROMA guarda al futuro.

Il geometra ligure

costruire le motivazioni della nascita di questa importante realtà. Dalla sua nascita ad oggi molti fatti ed eventi, oltre a quelli di notevole spessore accennati, si sono succeduti. Tra i più importanti, a mio parere, v’è stato - negli ultimi sei, sette anni - un cambio di mentalità quando si è passati da un atteggiamento tipico delle strutture pubbliche, retaggio gestionale della Cassa di Previdenza, quale Ente di Diritto Pubblico, ad altro, manageriale, avente obiettivi ben precisi sia in tema di organizzazione che di operatività. Così, con un lavoro costante e mirato, gli amministratori della Società hanno rinnovato buona parte delle risorse umane presenti, mantenendo quelle che davano affidabilità nella direzione voluta, creando, con abile e intelligente lavoro, uno staff, affiatato, efficiente e, soprattutto, partecipe ai destini della Società. Ricordo che alcuni dei collaboratori più anziani, lasciarono spontaneamente la Società perché non credevano in essa, rimpiangendo oggi quel gesto di poca fiducia nei responsabili della struttura. Oggi la struttura è composta da quindici per-

sone, oltre a quattro amministratori ed un folto gruppo di “Building manager”, cioè di geometri liberi professionisti che hanno la responsabilità tecnica, sul posto, degli immobili gestiti. L’organizzazione strutturata orizzontalmente in diversi settori con valide risorse umane, coordinate da una direzione generale molto attenta ed efficace, permette una partecipazione di idee dove tutti lavorano per lo sviluppo della Società. Credo proprio che questa sia stata la conquista più importante che ha consentito in tempi brevi e con ottime valutazioni, di ottenere la certificazione di qualità ISO 9001 e nel Marzo 2002 la UNI EU 150 9000 (VISION 2000) fatta da una delle Società certificatrici più serie ed importanti la DNV (Det Norske Veritas). Ora, come già accennato, questa interessante realtà può guardare ad un futuro, che in parte è già presente, con estremo ottimismo prefigurando anche disegni ambiziosi. Quando esistono basi forti, affiatamento ed i presupposti di un mercato in grande espansione, ritengo si possa osare di pensare sempre più in grande. La Groma, si è così stabilmente inserita nel mercato nazionale, creandosi importanti spazi tra i gestori di servizi integrati per i patrimoni immobiliari soprattutto per le seguenti attività: – Asset Management (attività di gestione strategica di un portafoglio di beni immobili);


LA “GROMA S.R.L.”

– Building Management (attività di gestione tecnico - manutentiva di un patrimonio immobiliare esistente); – Facility Management (attività di fornitura di servizi accessori relativi a ciascun edificio o unità immobiliare); – Property Management (attività di gestione prevalentemente amministrativa di un patrimonio); non trascurando altri aspetti di attività, quali: il “Portfolio Management” e la “Commercializzazione” che quanto prima potranno avere sviluppi conseguenti. Val la pena soffermarsi su alcuni aspetti di questo grande mercato in espansione traendo spunto da quanto illustrato in sede di note esplicative al Bilancio di previsione del 2003, della società. Fin dall’anno 2000, particolare attenzione è stata posta sull’attività di “Facilities Management”, che sta trovando, in particolare in Italia, un crescente interesse, sia da parte della domanda del settore privato ma ancora maggiore del settore pubblico, nonché da parte del mondo imprenditoriale e di analisti e

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studiosi di fenomeni economici. Il “Facilities Management” rappresenta attualmente nel nostro paese un settore fortemente dinamico sia sotto il profilo dell’offerta (con l’ingresso nel mercato dei principali operatori stranieri e l’emergere di nuovi attori italiani), sia sotto quello della domanda da parte del settore privato e pubblico. Processi quali l’integrazione europea e, la globalizzazione dei mercati mettono di fronte le imprese a concorrenti sempre più numerosi ed agguerriti, provenienti da realtà economiche diverse. L’inasprimento della competizione esalta in modo significativo l’importanza di coniugare in modo efficace la soddisfazione del cliente e il contenimento dei costi. Il “Facilities Management” si qualifica come risposta efficace a tale esigenza. Esso, infatti, ha per oggetto il processo tramite il quale un’organizzazione offrendo un ambiente lavorativo di qualità, inteso come sistema delle caratteristiche fisiche, sociali e amministrative dell’attività produttiva, grazie alla fornitura di servizi di supporto di livello elevato, che permette

il raggiungimento degli obiettivi della stessa organizzazione secondo criteri di efficienza economica. I servizi di “facilities” sono costituiti, dunque, da tutte quelle attività che non rientrano nel “core business” aziendale, ma sono tuttavia necessarie per il funzionamento dell’organizzazione. Tale complesso di attività e servizi, viene spesso distinto in tre gruppi: all’edificio; allo spazio; alle persone. La gestione integrata di tali aspetti a livelli qualitativi soddisfacenti consente pertanto di creare ambienti lavorativi efficienti, condizione di primaria importanza per il raggiungimento degli obiettivi delle organizzazioni private e pubbliche. Anche altri tipi di strutture come ospedali, complessi museali, teatri, università ed infrastrutture di trasporto, si avviano verso modelli gestionali di tipo privatistico. Il ricorso all’“outsourcing” aumenterà rapidamente nei prossimi anni. “Groma” si è inserita stabilmente, ormai, nel mercato degli operatori dell’attività di gestione integrata e può competere in questo promettente mercato.


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Il geometra ligure

La possibilità di presentarsi all’esterno a partire dal gennaio 2001, quale unico gestore del patrimonio immobiliare del suo socio unico, vantando una certificazione di qualità, sono stati gli elementi chiave per ricercare in modo convincente altre committenze. L’attività di costante attenzione al mercato della domanda, ha visto la Groma partecipare e aggiudicarsi bandi di gara per la gestione del patrimonio immobiliare, indetti specificatamente dalla Fideuram vita S.p.a. e dalla Fondazione Enasarco. Successi notevoli, tenuto conto anche della presenza di altre prestigiose società concorrenti. La Groma è l’unica società che vanta un network di Building Managers (Geometri liberi professionisti) su

tutto il territorio nazionale, la cui presenza, là dove sono ubicati gli immobili in gestione, con l’utilizzo di una rete collocata su internet, soddisfa qualsiasi necessità del patrimonio immobiliare. Siffatta struttura, com’è a questo punto facile comprendere, ha in sé un’incredibile potenzialità che coinvolgerà come sta già facendo - anche la nostra professione. La Groma, infatti - grazie soprattutto ad un importante lavoro organizzativo che si concretizza anche nella ricerca di nuovi sbocchi - crea lavoro per i Geometri liberi professionisti sia grazie alla rete di “building manager”, sia per l’acquisizione di incarichi in “due diligence” in partnership con Società specializzate nel settore, per il censimento, catalogazione, rilievo e valu-

tazione di immobili sparsi su tutto il territorio nazionale, affidando a Geometri liberi professionisti i relativi incarichi in forza di una ulteriore rete formata appunto da Geometri che la Groma ha creato e sta implementando con la collaborazione dei Collegi. E, infine, una interessante collaborazione con il nostro Consiglio Nazionale, l’unione delle reciproche risorse, tra loro complementari, non potrà che portare interessanti frutti, con l’acquisizione di commesse che coinvolgeranno - per il loro svolgimento moltissimi Colleghi sparsi su tutto il territorio. Ci sarebbe ancora molto da scrivere, ma mi fermo, per lasciare spazio ad altri articoli per riferire sugli sviluppi delle varie iniziative in pectore e in atto.

Tutti gli uomini sono nati uguali, il Creatore ci ha dato dei diritti inviolabili: il diritto di vivere, il diritto di essere liberi, il diritto di realizzare la nostra felicità. Thomas Jefferson


A proposito di… La preparazione professionale degli Operatori della bonifica da amianto in Regione Liguria ed elenchi degli abilitati e delle ditte che attuano bonifiche da amianto Alberto Verardo - Regione Liguria - Servizio Igiene Pubblica e Veterinaria

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e imprese che operano per la bonifica, il trasporto e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto, sono tenute - per legge - ad avvalersi prioritariamente di personale con esperienza nel settore o che possieda i previsti titoli di abilitazione riconosciuti dalla Regione dalle Amministrazioni Provinciali ed al superamento di specifico esame di abilitazione presieduto da una Commissione composta da Provincia, Regione, ASL, rappresentanze sindacali di categoria. I corsi in questione, secondo quanto disposto dal D.P.R. 8.8.94, vengono realizzati per lavoratori che svolgeranno il ruolo di Addetto e Dirigente (Responsabile delle attività di cantiere) delle attività di bonifica da amianto, sono strutturati in modo da conseguire gli obbiettivi previsti ed hanno durata minima di 30 ore per gli Addetti e di 50 ore per i Dirigenti la bonifica. Le strutture formative sono localizzate strategicamente per corrispondere all’incidenza della popolazione residente ed alla dislocazione territoriale degli insediamenti dei possibili fruitori.

Le strutture formative liguri che sono state coinvolte sino a questo momento sono undici. In esse sono stati svolti 17 corsi per Addetti - dipendenti o titolari di imprese - e 12 corsi per Dirigenti (Responsabili di cantiere) delle attività di bonifica da amianto. Tutti i corsi sono stati realizzati senza oneri per le imprese che hanno partecipato e ciò per concorrere ad incentivare le opportunità e creare le occasioni di lavoro alle medesime; le attività si sono svolte fuori del normale orario di lavoro o comunque con una limitata incidenza sullo stesso. La diffusione dell’informazione riguardante l’attività è stata data a mezzo avvisi pubblici. La più ampia partecipazione possibile - in relazione alla tipologia prevalente delle imprese liguri e della tipologia degli interventi che potrebbero coinvolgere - è stata assicurata, per ogni corso, fissando il numero dei partecipanti per singola impresa in base alla fascia di dipendenti a libro paga. Per scelta regionale ogni

corso viene preceduto da una presentazione che illustra i contenuti e le azioni del Piano Regionale Amianto nonché degli scopi degli insegnamenti che vengono impartiti. I corsi constano di un modulo informativo comune ad entrambe le figure e di un modulo specialistico specifico per ognuna delle due tipologie corsuali. Al termine della formazione i partecipanti conseguono un attestato di frequenza che consente loro, dietro presentazione di domanda all’Ente Gestore, di sostenere l’accertamento finale per il conseguimento dell’Abilitazione al ruolo per il quale si è frequentato il corso. La prova di accertamento è finalizzata a verificare che siano state acquisite le competenze cognitive relative alla normativa vigente, quelle tecniche riguardanti il corretto utilizzo dei D.P.I. ed il grado di consapevolezza relativo al pericolo amianto ed all’operatività in sicurezza. Le commissioni di accertamento dell’idoneità dei candidati hanno rilasciato complessivamente oltre 300 abilitazioni per Addetti alla boni-


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Tetto con copertura in cemento amianto da bonificare.

fica da amianto e circa 260 abilitazioni per Responsabili della bonifica. Le imprese che hanno in organico persone abilitate o come Addetto o come Responsabile sono 182 delle quali, oltre l’85% ha meno di 15 lavoratori in organico. La Regione Liguria, sulla base dell’esperienza maturata sino ad oggi, ha ritenuto di adottare, con la programmazione 2002-2003, un provvedimento che adegua alle mutate esigenze sia i contenuti

(testimonianza, esercitazioni, approfondimenti tecnici, ecc.) che le durate (portandola a 40 ore per gli Addetti ed a 60 per i Dirigenti) dei corsi per il personale titolare o dipendente di impresa. La Regione, con provvedimento anticipatore sull’istituendo albo nazionale delle imprese che effettuano bonifiche da amianto, ha formalizzato l’elenco regionale delle Imprese che hanno in organico personale abilitato secondo criteri suesposti e che

risultano a loro volta iscritti nell’elenco regionale delle persone abilitate alle attività di bonifica di manufatti contenenti amianto. Detto elenco delle imprese, che attribuisce ad ognuna di esse un numero identificativo, viene comunicato a chiunque abbia necessità o interesse a conoscerlo per poter far svolgere le bonifiche con maggiori certezze circa l’idoneità delle imprese e la correttezza nell’esecuzione delle bonifiche. Al fine poi della utilizzabilità del titolo anche per l’istituendo albo nazionale, opportune azioni hanno permesso di ottenere il riconoscimento dell’equivalenza della formazione ricevuta dai Responsabili della bonifica da amianto, con quella necessaria per la parte tecnica specifica per la categoria 10 (bonifica amianto) chiesta per chi intende iscrivere la propria impresa al citato albo.

Bonifiche in Liguria: rimozione o incapsulamento

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a complessità della gestione del problema amianto ha chiesto e continua a chiedere costante applicazione per mandare a soluzione le diverse problematiche che tuttora necessitano di approfondimento o di sempre

più puntuali indicazioni per la loro definizione. Tra queste possono essere evidenziate quelle riferite agli interventi di bonifica con particolare riferimento alle azioni di rimozione e di incapsulamento.

Gli atti formali che hanno meglio chiarito taluni aspetti della problematica in questione sono essenzialmente due e riconducono alla Delibera del Comitato Nazionale dell’Albo delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti adot-


La preparazione professionale degli operatori della bonifica da amianto

tata il 16 Luglio 1999 che formula criteri e modalità di svolgimento dei corsi di formazione per responsabili tecnici delle Imprese incluse quelle che, in base alla categoria di iscrizione, trattano amianto (categoria 10) ed al Decreto del Ministero della Sanità del 20 agosto 1999 relativo all’ampliamento delle normative tecniche per gli interventi di bonifica, compresi quelli per rendere innocuo l’amianto, previsti dall’art. 5 c. 1 lett. f) della legge 257/ 92. In attesa che a livello centrale vengano definite eventuali linee di intervento alle quali far riferimento nell’operatività concreta - esigenza resa sempre più necessaria anche in funzione di una migliore comprensione ed applicabilità della normativa comunitaria andata recentemente a regime -, la Regione Liguria ha individuato due direttrici sulle quali ha concentrato la propria azione che si auspica dia a breve scadenza i suoi frutti contribuendo a migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni. La prima riguarda gli operatori che sono chiamati a svolgere interventi di bonifica della presenza di amianto e la seconda è rappresentata dalla possibilità per l’utenza in genere di ricorrere alle ditte in possesso di determinati requisiti, certificate direttamente dalla Regione Liguria attraverso l’inserimento in un elenco specifico. La migliore qualificazione dei titolari e dipendenti di impresa che attuano la boni-

fica, è stata definita - partendo dalla programmazione formativa 2002/2003 - ponendo attenzione alle mutate esigenze operative che debbono sempre più corrispondere alla accresciuta consapevolezza di tutti circa la tutela della salute e dell’ambiente e si è tradotta in una migliore definizione dei contenuti a suo tempo individuati ed in un conseguente incremento della durata dei corsi in questione. La costante ricerca di qualità nel servizio offerto dalle ditte che in tale campo operano, da parte di chi detiene manufatti contenenti amianto ed intende bonificare le strutture o gli impianti interessati, hanno indotto la Regione ad anticipare l’istituendo albo nazionale delle imprese che effettuano bonifiche da amianto, costituendo un elenco regionale delle Imprese che hanno in organico personale opportunamente abilitato ai vari ruoli propri della bonifica da amianto. Detto elenco, articolato per Provincia e con una

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Prospetto di edificio rivestito con lastre di cemento amianto già incapsulate.

selezione per le ditte che provengono da fuori Regione, consente a chiunque abbia necessità o interesse a svolgere attività di bonifica, di accedere a ditte che - almeno in

Serbatoi e tubazioni in cemento amianto pronti per essere smaltiti.


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via presunta sussistendo i requisiti necessari fissati dalla legge - offrono maggiori certezze circa la conoscenza della problematica operativa e la maggiore idoneità e correttezza nell’esecuzione delle bonifiche. Le ditte che si candidano all’esecuzione di interventi di bonifica debbono essere in grado di esibire all’Autorità competente l’apposito documento di valutazione dei rischi, dimostrare la disponibilità della dotazione delle attrezzature di lavoro e di decontaminazione, l’idonea qualificazione del personale impegnato nell’azione di bo-

Il geometra ligure

nifica, il nominativo del laboratorio che svolge il prelievo e l’analisi dei campioni da analizzare. Le ditte che fanno parte dell’elenco di cui sopra istituito nel 2001 - che viene annualmente aggiornato con l’integrazione di altre che fanno domanda di inserimento e che possiedono i requisiti valutati in sede regionale, o la cancellazione di quelle che non possiedono più i requisiti necessari - vengono ciclicamente coinvolte in iniziative di aggiornamento sull’evoluzione della normativa sia di carattere conoscitivo che professionalizzante.

Le ditte inserite nell’elenco sono state formalmente vincolate a fornire annualmente alla Regione la comunicazione di cui all’art. 9 della legge 257/92 riguardante le attività di bonifica realizzate nell’anno precedente a quello nel quale viene fornita la comunicazione. Al fine di una periodica ma puntuale informazione sull’evoluzione e l’aggiornamento delle normative regionali, le ditte in elenco ricevono note di sintesi illustrative riguardanti i provvedimenti che la Regione - indicativamente ad ogni inizio anno - adotta e di cui chiede l’applicazione.


A proposito di…

Protezione superficiale dei manufatti in acciaio geom. Adriano Rodari

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a perfetta conoscenza della natura e dell’entità delle aggressioni chimicofisiche che si riscontreranno durante l’esercizio del manufatto è di fondamentale importanza per definire correttamente quale tipo di trattamento realizzare e quali spessori mettere in opera, in relazione alle garanzie di durata nel tempo richieste. È evidente che tanto più le condizioni di esercizio sono aggressive, quanto più i prodotti da utilizzare dovranno essere ad elevate prestazioni ed applicati in spessori sufficienti a garantire l’efficienza del trattamento per il tempo prestabilito. Per scegliere correttamente il trattamento da applicare su una determinata struttura si dovrà innanzitutto stabilire se essa è destinata ad essere esposta in atmosfera, oppure ad essere interrata, oppure operare in immersione permanente. In ciascuno di questi tre casi si dovrà appurare l’eventuale presenza o meno di sostanze chimiche aggressive, stabilendone la natura, la concentrazione e la temperatura. Si dovrà conoscere la tem-

peratura reale di esercizio del manufatto, dell’aria e delle soluzioni che andranno in contatto con la vernice protettiva, sue eventuali variazioni e la eventuale presenza di particelle abrasive, in quanto anche questi parametri hanno un’influenza estremamente rilevante sulla durata nel tempo di un trattamento anticorrosivo. ACCIAIO GREZZO In questo caso è indispensabile la rimozione di ruggine, grasso, calamina o altri stati incoerenti onde assicurare un perfetto aggrappo del trattamento anticorrosivo sul sottofondo. Il grado di preparazione (spazzolatura meccanica grado ST1, ST2, ST3 o sabbiatura tipo SA2, SA2 o SA3 ) dovrà essere scelto in funzione dei tipi di prodotti che si intendono impiegare, delle condizioni di esercizio previste e della durata nel tempo che si richiede alla verniciatura. ACCIAIO ZINCATO In questo caso è sufficiente un buon lavaggio con co-

muni detergenti industriali per assicurare una perfetta adesione, a condizione di utilizzare le vernici specificamente formulate per questo tipo di impiego. Questo vale ovviamente se la zincatura è perfettamente efficiente: nel caso contrario si dovranno trattare le zone ossidate con specifici prodotti secondo quanto elencato nelle prescrizioni di preparazione dei supporti delle case produttrici delle vernici protettive. VECCHIA VERNICIATURA Anche in questo caso, dopo aver verificato, tramite opportune prove, l’aderenza al sottofondo della vecchia vernice e la sua compatibilità con il prodotto che si intende applicare, è possibile procedere ad una verniciatura dopo semplice lavaggio con acqua e detergente, a condizione di usare vernice specifica per questo impiego: qualora la prova di adesione della vecchia vernice fornisca un esito negativo, questa dovrà essere asportata. Nel caso siano presenti


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Il geometra ligure

zone arrugginite, queste dovranno essere trattate rimuovendo la ruggine mediante spazzolatura o sabbiatura e protette con una mano di fondo, come nel caso di acciaio grezzo. FUNZIONE DELLA MANO DI FONDO La mano di fondo ha lo scopo di ancorarsi perfettamente al sottofondo metallico migliorando il potenziale del metallo, in modo da ottenere una protezione passivante o catodica che impedisca il trasferimento di ioni ferro e quindi l’innesco della corrosione. I prodotti destinati ad essere impiegati come mano di fondo sono formulati in modo tale da assolvere specificamente a queste due funzioni, e non hanno in generale una specifica resistenza ad eventuali agenti chimici aggressivi. FUNZIONE DELLA MANO DI COPERTURA La mano di copertura, saldamente ancorata allo strato sottostante, ha invece la funzione specifica di creare una efficace barriera alle sostanze chimiche aggressive, alle sollecitazioni meccaniche, agli agenti atmosferici, assolvendo nel contempo anche una funzione estetica. SCELTA DEL CICLO DI VERNICIATURA L’insieme delle operazioni: preparazione del sottofondo, mano di fondo e mano di copertura, costituiscono un ciclo di verniciatura.

Tale ciclo dovrà essere scelto in funzione della natura del sottofondo, delle condizioni di esercizio e di considerazioni di tipo economico che tengano presente sia i costi dei materiali che quelli della manodopera. Alcuni particolari prodotti, grazie alla loro speciale formulazione, sono in grado di svolgere la doppia funzione di mano di fondo e mano di copertura: si tratta comunque di casi particolari, da adottare in situazioni ben precise. CONDIZIONI AMBIENTALI Condizione: atmosfera urbana o di campagna 1. - La preparazione del sottofondo avverrà mediante spazzolatura manuale o meccanica sino al conseguimento di un grado di pulizia normalizzato ST2. 2. - L’applicazione della mano di fondo avverrà mediante spazzolatura realizzata a pennello, spruzzo o airless e con l’impiego della vernice a base di resine speciali poliuretano-alchidiche a rapido essiccamento. 3. - L’applicazione della mano di copertura verrà realizzata a pennello o airless, con l’impiego della vernice monocomponente tixotropica per alti spessori a base di PVC e resine acriliche con buona resistenza chimica ed ai raggi UV. Condizione: atmosfera marina 1. - La preparazione del sottofondo avverrà mediante

una sabbiatura con grado SA 2. 2. - L’applicazione della mano di fondo antiruggine verrà realizzata a pennello, spruzzo o airless con l’impiego della vernice a base di resine speciali e poliuretano-alchidiche a rapido essiccamento. 3. - L’applicazione della mano di copertura verrà realizzata a pennello o airless, con l’impiego della vernice monocomponente tixotropica per alti spessori a base di PVC e resine acriliche con buona resistenza chimica ed ai raggi UV. Condizione: atmosfera industriale 1. - La preparazione del sottofondo avverrà mediante sabbiatura SA 2,5. 2. - L’applicazione della mano di fondo antiruggine verrà realizzata a pennello o airless con l’impiego della vernice monocomponente tixotropica ad effetto lamellare, a base di una speciale resina acrilica con pigmenti micacei ad alto spessore. 3. - L’applicazione della mano di copertura verrà realizzata a pennello o airless con l’impiego della vernice monocomponente tixotropica per alto spessore, a base di PVC e resine acriliche, con buona resistenza alla aggressività chimica ed all’effetto sfarinante dei raggi UV. Condizione: atmosfera ad alta temperatura (max + 400 ° C) 1. - La preparazione del


La protezione superficiale dei manufatti in acciaio

sottofondo avverrà mediante sabbiatura SA 2,5. 2. - L’applicazione della mano di fondo antiruggine verrà realizzata a pennello, spruzzo o airless con l’impiego della vernice monocomponente a base di polvere di zinco ed etilsilicati. 3. - L’applicazione della mano di copertura non verrà effettuata in quanto la mano di fondo svolge anche la funzione di mano di copertura. Condizione: immersione in acque chiare, dolci o salate. 1. - La preparazione del sottofondo avverrà mediante sabbiatura SA 2,5. 2. - L’applicazione della mano di fondo antiruggine verrà realizzata a pennello o

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spruzzo, con l’impiego della vernice bicomponente a base di resina epossidica e polvere di zinco. 3.- L’applicazione della mano di copertura verrà realizzata a pennello, spruzzo o airless, con l’impiego della vernice a base di resina epossidica bicomponente caricata con catrame di carbone fossile ad elevata resistenza chimica e meccanica. Condizione: immersione in acque di scarico biologiche o industriali. 1. - La preparazione del sottofondo avverrà mediante sabbiatura SA 2,5. 2. - L’applicazione della mano di fondo antiruggine verrà realizzata a pennello,

rullo o airless con l’impiego della resina epossidica bicomponente caricata con catrame di carbone fossile, ad elevata resistenza chimica e meccanica. 3. - L’applicazione della mano di copertura non verrà effettuata in quanto la mano di fondo svolge anche la funzione di mano di copertura.

BIBLIOGRAFIA - La pitturazione delle costruzioni in acciaio - CISIA Centro Sviluppo Impieghi Acciaio - Protezione e colore Degrado dei materiali da costruzione e loro protezione Sigma Coatings - NCS

Il mercatino dell’usato

Inserzione CORIO GIORGIO Il sottoscritto geom. _____________________________________________________________ Indirizzo: ______________________________________________________________________ Comune: _______________________________________________________________________ N° tel.: 010.252153 _______________________________ N° fax: 019.9355835 __________________________________ N° iscrizione Albo: __________________________ Contenuto inserzione VENDO ________________________________________________________________________________ STAMPANTE PLOTTER CANON BJC 5500 ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ TECNOLOGIA DI STAMPA (COLORE E B&N) “BUBBLE JET” ________________________________________________________________________________ FORMATO DA LETTERA A A2 E ALIMENTATORE MODULO CONTINUO ________________________________________________________________________________ STAMPANTE IN PERFETTE CONDIZIONI ________________________________________________________________________________ RICHIESTA EURO 350 ________________________________________________________________________________ Giugno 2003 Varazze, _______________________


Legislazione dello Stato

TESTO UNICO IN MATERIA DI EDILIZIA Decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 301. Modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia. Pubblicato su G.U. n. 16 del 21 gennaio 2003

TESTO UNICO IN MATERIA DI ESPROPRIAZIONE decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 302. Modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. Pubblicato su G.U. n. 17 del 22 gennaio 2003

DECRETO 3 marzo 2003 Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l’anno 2003. IL CAPO del Dipartimento per le politiche fiscali Visto l’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, concernente i criteri di determinazione del valore, agli effetti dell’imposta comunale sugli immobili (ICI), dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati; Visti gli articoli 4 e 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recanti disposizioni relative all’individuazione della competenza ad adottare gli atti delle pubbliche amministrazioni; Visto l’art. 70, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in base al quale le disposizioni previgenti che conferiscono agli organi di governo l’adozione di atti di gestione e di atti o provvedimenti amministrativi di cui all’art. 4, comma 2, dello stesso decreto legislativo, si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti; Considerato che occorre aggiornare i coefficienti indicati nel citato art. 5, comma 3, ai fini dell’applicazione dell’ICI dovuta per l’anno 2003; Tenuto conto dei dati risultanti all’ISTAT sull’andamento del costo di costruzione di un capannone; Decreta: Art. 1. Aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile

1. Agli effetti dell’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l’anno 2003, per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, i coefficienti sono stabiliti nelle seguenti misure: per l’anno 2003 = 1,03; per l’anno 2002 = 1,07; per l’anno 2001 = 1,10; per l’anno 2000 = 1,14; per l’anno 1999 = 1,15; per l’anno 1998 = 1,17; per l’anno 1997 = 1,20; per l’anno 1996 = 1,24; per l’anno 1995 = 1,28; per l’anno 1994 = 1,32; per l’anno 1993 = 1,34; per l’anno 1992 = 1,36; per l’anno 1991 = 1,38; per l’anno 1990 = 1,45; per l’anno 1989 = 1,51; per l’anno 1988 = 1,58; per l’anno 1987 = 1,71; per l’anno 1986 = 1,84; per l’anno 1985 = 1,98; per l’anno 1984 = 2,11; per l’anno 1983 = 2,24; per l’anno 1982 e anni precedenti 2,37. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 3 marzo 2003 Il capo del Dipartimento: MANZITTI Pubblicato su G.U. n. 56 del 08.03.03

ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA Indici dei prezzi al consumo relativi al mese di gennaio 2003 per le famiglie di operai e impiegati che si pubblicano ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), ed ai sensi dell’art. 54 della legge del 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica). Gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativi ai singoli mesi del 2002 e 2003 e le loro variazioni rispetto agli indici relativi al corrispondente mese dell’anno precedente e di due anni precedenti risultano:

Pubblicato su G.U. n. 44 del 22.02.03

Il testo completo dei provvedimenti legislativi qui richiamati è disponibile, per gli iscritti, presso la sede del Collegio.


Legislazione Regionale

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI GENOVA 12.12.2002 N. 65/116918 Approvazione ai sensi dell’art. 97 della L.R. 18/99 del piano di bacino stralcio per il rischio idrogeologico, ai sensi del D.L. 180/98 e s.m.i., di porzioni di territorio a completamento degli ambiti territoriali nn. 12 e 13. Pubblicato su B.U.R.L. n. 9 del 26.2.2003

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI GENOVA 12.12.2002 N. 66/116928 Approvazione ai sensi dell’art. 97 della L.R. 18/99 del piano di bacino stralcio per il rischio idrogeologico, ai sensi del D.L. 180/98 e s.m.i., di porzioni di territorio a completamento dell’ambito territoriale n. 14. Pubblicato su B.U.R.L. n. 9 del 26.2.2003

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI GENOVA 12.12.2002 N. 67/116989 Approvazione ai sensi dell’art. 97 della L.R. 18/99 del piano di bacino stralcio per il rischio idrogeologico, ai sensi del D.L. 180/98 e s.m.i., di porzioni di territorio a completamento dell’ambito territoriale n. 15. Pubblicato su B.U.R.L. n. 9 del 26.2.2003

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI GENOVA 12.12.2002 N. 68/117047 Approvazione ai sensi dell’art. 97 della L.R. 18/99 del piano di bacino stralcio per il rischio idrogeologico, ai sensi del D.L. 180/98 e s.m.i., di porzioni di territorio a completamento dell’ambito territoriale n. 17. Pubblicato su B.U.R.L. n. 9 del 26.2.2003

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 11.02.2003 N. 4/REG. Regolamento Regionale recante: “Requisiti tecnici, igienico-sanitari e di sicurezza degli impianti e delle attrezzature per l’esercizio di attività ginniche, di muscolazione, di formazione fisica e di attività motorie per la terza età, ai sensi dell’articolo 29 della legge regionale 5 febbraio 2002, n. 6 (norme

per lo sviluppo degli impianti sportivi e delle attività sportive e fisico-motorie)”. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Visto l’articolo 121 della Costituzione; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 111 del 5 febbraio 2003; EMANA il seguente regolamento: TITOLO I AMBITO DI APPLICAZIONE Articolo 1 (Ambito di applicazione e definizioni) 1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano agli impianti e alle attrezzature per l’esercizio di attività ginniche, di muscolazione, di formazione fisica e di attività motorie per la terza età, le quali, anche se disciplinate da norme nazionali approvate dalle Federazioni sportive riconosciute dal C.O.N.I., sono esercitate con finalità di impresa o a scopo prevalentemente non agonistico. 2. Sono esclusi gli impianti sportivi scolastici, le aree attrezzate ludico-sportive e gli ambienti inseriti in impianti sportivi utilizzati esclusivamente in funzione dell’attività ivi svolta. 3. Ai fini dell’applicazione del presente regolamento si intendono: a) impianto per attività motorie: l’insieme di uno o più ’’spazi per attività motorie’’ dello stesso tipo o di tipo diverso che hanno in comune i relativi spazi accessori e servizi; b) “Spazi per attività motoria” (SAM): l’insieme di sale per attività motoria, spazi per servizi di supporto e spazi per impianti tecnici. In particolare si individua una connessione tra spazi ed attività, così definita: spazi per le attività; spazi per servizi di supporto; spazi per impianti tecnici (idrosanitario, climatizzazione, ventilazione, illuminazione, emergenza); c) sale di attività motorio-ricreative: lo spazio destinato a consentire la pratica di attività motorie; d) spazi e nuclei-servizi di supporto: spazi o servizi direttamente funzionali alle attività motorie e alla presenza degli utenti, quali gli spogliatoi, i servizi igienici, di pronto soccorso, deposito, ufficio; e) spazi accessori: spazi non strettamente funzionali all’attività motoria, accessibili dagli utenti, quali solarium, bar, sauna; f) attrezzature: 1) piccoli attrezzi o attrezzi mobili per attività a corpo libero e/o aerobica in genere; 2) macchine o attrezzature per l’allenamento dell’apparato cardio-vascolare;


98 3) macchine e/o attrezzature fisse per l’allenamento dell’apparato muscolare; g) per capienza: il massimo di affollamento ipotizzabile; h) utenti: coloro che esercitano attività ginniche, di muscolazione, di formazione fisica e attività motorie per la terza età; i) personale: personale tecnico sportivo e di supporto. TITOLO II REQUISITI TECNICI, IGIENICO-SANITARI E DI SICUREZZA DEGLI IMPIANTI E DELLE ATTREZZATURE Articolo 2 (Ubicazione) 1. L’ubicazione dell’impianto o del SAM, deve essere tale da assicurare l’avvicinamento dei mezzi di soccorso. L’area su cui insiste l’impianto o il SAM deve avere caratteristiche tali da garantire il rapido sfollamento degli utenti; in particolare le uscite di sicurezza dei SAM devono essere costantemente fruibili dagli utenti, dal personale e dai disabili. 2. Gli impianti possono essere ubicati nel volume di edifici ove si svolgono anche altre attività. Resta salvo l’obbligo di osservare le norme vigenti di prevenzione incendi per le specifiche attività, come stabilite dalla normativa vigente. 3. La separazione degli impianti per attività motorie dalle specifiche altre attività, di cui sopra, è garantita con strutture REI 90. Qualora siano presenti comunicazioni sono ammesse solo tramite filtri a prova di fumo con stesse caratteristiche di resistenza al fuoco. 4. L’ubicazione dell’impianto o del SAM, deve essere tale da garantire l’accessibilità e la fruibilità delle strutture e dei servizi alle persone disabili. Articolo 3 (Capienza utenti) 1. La superficie complessiva delle sale destinata alle attività motorie-ricreative non può essere inferiore a mq. 50, mentre la superficie complessiva del SAM non può essere inferiore a mq. 100 di superficie utile agibile. 2. In ogni caso il rapporto minimo superficie-sala/ utente è di 3 mq/utente. 3. Ai fini del dimensionamento dei nuclei servizi si fa riferimento alle tabelle utenti/servizi n. 1 e n. 2, riportate in allegato al presente regolamento. Articolo 4 (Strutture, finiture ed arredi, segnaletica) 1. Le strutture dei SAM devono essere realizzate in modo da garantire resistenza meccanica ed al fuoco. Il dimensionamento degli spessori e delle eventuali protezioni da adottare per i vari tipi di materiali vanno determinati attraverso il calcolo del carico d’incendio, come da circolare del Ministro dell’Interno 14 settembre 1961, n. 91 e decreto del Ministro dell’Interno 6 marzo 1986. 2. Per il calcolo delle strutture orizzontali, si dovrà tenere conto del sovraccarico accidentale delle macchine e delle attrezzature ovvero ogni solaio sarà calcolato applicando il massimo sovraccarico ipotizzabile. 3. Il SAM deve essere dotato di idonea segnaletica finalizzata principalmente all’indicazione dei percorsi

Il geometra ligure e delle vie di uscita, ai presidi antincendio, al riconoscimento dei luoghi e di allarme sia visivo che sonoro. La segnaletica stessa deve essere conforme al decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493 (attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro). 4. Ogni sala per attività motorie deve essere dotata di cartelli indicanti la portata totale per mq di solaio (kg/ mq) e la capienza. Articolo 5 (Distribuzione interna) 1. All’interno dei SAM la distribuzione delle sale di attività motorio-ricreative e degli spazi e nuclei- servizi di supporto ed accessori deve avvenire in modo da garantire sempre passaggi e corridoi che consentano il transito di due persone; la larghezza minima dei passaggi e dei corridoi deve essere di cm 120. I percorsi verso le uscite devono essere lasciati sempre liberi. 2. Il SAM è dotato di zona ufficio, segreteria e/o ricevimento; sale di attività motorio-ricreativa; primo soccorso; nuclei servizi per gli utenti; nuclei servizi per il personale; deposito. 3. L’impianto può essere dotato, inoltre, di altri spazi o servizi accessori (solarium, bar, sauna, ecc.). Tutti gli spazi accessori devono essere accessibili dagli utenti disabili e dagli operatori disabili. Nelle zone segreteria e/o ricevimento deve essere garantita almeno una possibilità che faciliti l’utilizzo di scrivanie e/o di banconi (altezza compresa tra gli 80 e 90 centimetri) da parte di persone deambulanti su sedie a ruote. Articolo 6 (Requisiti delle sale di attività motorie) 1. Per le sale di attività motorie sono fissati i seguenti requisiti: a) la pavimentazione deve essere antiscivolo ed antinfortunistica, adatta alle attività motorie praticate, tale comunque da garantire il rispetto delle norme di igiene; b) le pareti della sala devono essere prive di sporgenza per un’altezza non inferiore a 2,5 m dal pavimento. In caso di sporgenze non eliminabili le stesse devono essere ben segnalate e protette contro gli urti fino a terra, ovvero contraddistinte da una pavimentazione diversa al fine di evitare infortuni a persone affette da deficit visivo; c) le vetrate, gli specchi, le parti a vista degli impianti tecnici, gli elementi mobili, i controsoffitti e quant’altro presente, devono essere in grado di resistere per le loro caratteristiche intrinseche costruttive e di fissaggio, agli urti di persone o di oggetti. Si deve garantire in ogni caso la massima sicurezza dell’utente. In particolare le vetrate, in caso di rottura, non devono produrre frammenti pericolosi. Articolo 7 (Requisiti dei nuclei servizi) 1. I nuclei-servizi devono essere almeno due, divisi per sesso, e comprendono: a) i locali spogliatoi, che devono essere protetti contro l’introspezione e dotati di spazi e di arredi commisurati all’utenza; b) i locali WC, le docce ed i lavandini. 2. Almeno un nucleo servizi per sesso deve essere


Legislazione regionale accessibile ai disabili. Per le dimensioni e le caratteristiche dei WC, della doccia e del lavabo si rimanda alla specifica norma contenuta nel decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236 (prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’ adottabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche). 3. Le caratteristiche dei nuclei servizi sono le seguenti: a) le porte di accesso ai WC e le altre porte devono aprirsi verso l’esterno e la loro larghezza non può essere inferiore a cm 80. L’apertura delle porte non deve costituire intralcio al passaggio delle persone; b) le pareti delle docce e dei WC, così come i pavimenti, devono essere rivestite con materiale facilmente lavabile. Non è consentito l’uso di vernici, smalti o simili. Le restanti superfici devono essere trattate con vernice all’acqua o simile, altamente traspirante; i pavimenti devono essere antiscivolo; c) la superficie totale degli spogliatoi, il numero complessivo delle docce e dei lavabi per gli utenti necessari per l’impianto ed il dimensionamento di ciascun nucleo-servizi sono determinati secondo i parametri fissati nelle tabelle contenute nel presente regolamento. 4. La presenza del nucleo-servizi per il personale è obbligatoria quando prevede una capienza superiore a n. 120 utenti. Gli spogliatoi devono avere la dimensione minima di mq 3,2 al netto dei servizi igienici. Nel nucleo-servizio è presente un servizio igienico composto almeno da un water, un lavabo ed una doccia. La presenza dei servizi igienici per il personale è comunque obbligatoria. Sia gli spogliatoi sia i servizi igienici riservati al personale dovranno rispettare i criteri tecnici stabiliti dal d.m. lavori pubblici 236/ 1989 al fine di garantire l’accesso ad eventuali dipendenti e operatori disabili. 5. Al locale WC si deve accedere da apposito disimpegno il quale può essere a servizio di più WC ed essere dotato di lavandino. In tale disimpegno, o locale filtro, nei servizi igienici per gli uomini possono essere collocati gli orinatoi. L’accesso ai WC ed alle docce deve avvenire per mezzo di uno spazio filtro rispetto al locale spogliatoio vero e proprio. Sia il disimpegno sia lo spazio filtro dovrà tenere conto dell’apertura delle porte (verso l’esterno e/o a doppio senso di apertura) e di spazi idonei all’utilizzo-transito di persone deambulanti su sedia a ruote. 6. I servizi igienici devono essere facilmente lavabili e pertanto possono essere dotati di sistemi automatici igienizzanti. 7. Lo spazio per la doccia deve essere dimensionato in modo da consentire il facile movimento delle braccia e del corpo da parte del fruitore. Davanti ad ogni doccia deve essere previsto uno spazio di scorrimento. Lo spazio antistante può essere comune con gli altri posti doccia. 8. Alle docce, sia singole che raggruppate in apposito locale, si accede tramite lo spazio filtro nel quale può essere collocato il lavabo. Articolo 8 (Pronto soccorso) 1. Il locale contenente il pronto soccorso può essere

99 usato anche per altre attività con esso compatibili. Deve essere ubicato in modo che sia facilmente raggiungibile ed accessibile. Deve essere garantita la movimentazione della barella. Le dimensioni del locale devono consentire lo svolgimento delle operazioni di pronto soccorso. Il locale deve avere la superficie netta minima non inferiore a mq. 4 per l’impianto minimo ed a mq. 6 per tutti gli altri impianti ed un’altezza netta del vano non inferiore a m 2,70 con adeguato ricambio d’aria naturale o forzato. Il locale deve essere dotato di un lavabo ed avere la disponibilità, in locale separato, di WC. Articolo 9 (Deposito) 1. Ogni SAM dovrà essere dotato di un deposito correlato alla tipologia dell’attività svolta. Il deposito deve avere un carico d’incendio non superiore a 50 kg/mq. Il locale contenente materiale infiammabile, qualora la superficie sia superiore a mq 25, deve avere le strutture di separazione del resto dei locali e dalle altre attività presenti, le cui caratteristiche siano almeno REI 60. La porta di accesso, con stesse caratteristiche, deve aprire verso l’esterno ed essere dotata di molla di richiamo in modo che venga garantita la costante chiusura della porta stessa. Qualora venga superato il carico d’incendio sopra indicato il locale di superficie superiore a mq 25 deve essere protetto con un impianto di rilevazione fumi ed incendio e dotato di impianto automatico di spegnimento. Articolo 10 (Spazi accessori) 1. È consentito collocare all’interno del SAM locali e spazi accessori alle attività motorie. I locali e gli spazi, accessibili e fruibili da tutti, qualora arredati non devono comunque costituire pericolo per gli utenti, non devono essere d’intralcio per i percorsi e per le uscite. In particolare i locali “Solarium”, “Sauna”, o simile devono essere dotati di meccanismi che proteggano contro l’introspezione, di appendiabiti e di aerazione diretta con l’esterno o, in alternativa, di aerazione forzata. I locali devono essere dotati di pulsanti da usare in caso di emergenza, muniti dalla scritta “Pulsante malore”, collocato in zona accessibile a tutti, luminoso e con trascrizione in braille. La segnalazione deve essere sia acustica, sia ottica. Il segnalatore deve essere posto sopra la porta del locale e nella zona ricevimento. I locali “Sauna”, qualora inseriti negli spogliatoi, possono avere accesso diretto dagli stessi. Per altri locali accessori si dovrà tenere conto della loro destinazione d’uso la quale, secondo le norme vigenti, dovrà essere compatibile con l’attività principale. Andrà in ogni caso garantita la sicurezza degli utenti e l’uso corretto dell’impianto. Nei casi in cui sia previsto l’angolo bar, questo spazio deve essere arredato prevalentemente con materiali che abbiano un’adeguata reazione al fuoco e che non siano in alcun caso d’intralcio al normale transito degli utenti e, comunque, tale arredamento dovrà essere fruibile da tutti gli utenti e gli operatori. Articolo 11 (Impianti elettrici, di riscaldamento e di condizionamento) 1. Gli impianti elettrici devono essere realizzati in


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Il geometra ligure

conformità alla legge 1 marzo 1968, n. 186 (disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici). L’impianto deve essere progettato da tecnico abilitato. La rispondenza di tale impianto deve essere attestata con la procedura di cui alla legge 5 marzo 1990, n. 46 (norme per la sicurezza degli impianti) e successivi regolamenti di attuazione. 2. Gli impianti di riscaldamento e condizionamento devono essere realizzati in conformità alla legge 9 gennaio 1991, n. 10 (norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia) e al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 (regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’articolo 4, comma 4, della L. 9 gennaio 1991, n. 10) e progettati da tecnico abilitato. La produzione del calore deve avvenire in apposito volume tecnico; se di potenza superiore a 35 kw gli impianti devono rispettare le norme emanate con decreto del Ministro dell’Interno 12 aprile 1996. Non possono essere usati elementi mobili alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso, per la variazione termica degli ambienti. Articolo 12 (Vie d’uscita) 1. Il SAM deve essere provvisto di un sistema organizzato di vie di uscita, almeno due distinte tra loro, di non meno di 10 metri lineari, dimensionate in base alla capienza ed in funzione della capacità di deflusso. Tutte le porte di uscita devono aprirsi verso l’esterno ed essere dotate di maniglioni antipanico. TITOLO III AUTORIZZAZIONE Articolo 13 (Modalità per il rilascio dell’autorizzazione) 1. L’autorizzazione all’apertura e all’esercizio di un impianto per l’esercizio di attività motorie- ricreative viene rilasciata, su domanda dell’interessato, dal Comune del luogo dove è situato l’impianto, a seguito di accertamento dei requisiti previsti dalla legge regionale 5 febbraio 2002, n. 6 (norme per lo sviluppo degli impianti sportivi e delle attività sportive e fisicomotorie) e dal presente regolamento. 2. La domanda di autorizzazione, indirizzata al sindaco ed in regola con la legge sul bollo, contiene: a) generalità e dati fiscali del richiedente; b) denominazione ed indirizzo dell’impianto che si intende attivare; c) indicazione del numero e della superficie delle sale per lo svolgimento dell’attività motoria; d) indicazione dell’orario di apertura che si intende applicare e delle attività che si intende svolgere; e) dichiarazione relativa alle generalità ed i titoli professionali del direttore responsabile, degli istruttori. 3. Alla domanda di autorizzazione deve essere allegata la seguente documentazione:

a) copia di polizza assicurativa di responsabilità civile e professionale verso terzi rapportata alla capienza dell’impianto con capitale minimo assicurato di E. 516.456,90; b) planimetrie e sezioni dei locali con l’indicazione della destinazione di ciascun locale e titolo abilitativo; c) documentazione tecnica di idoneità in base alle vigenti leggi degli impianti tecnologici ed in particolare dell’impianto elettrico, dell’impianto termico e dell’impianto del trattamento dell’aria; d) certificato di collaudo statico relativo alle strutture portanti, o di idoneità statica in caso di impianti realizzati precedentemente al 1971; e) certificato di agibilità dell’immobile, o, in sostituzione, per gli edifici ultimati prima del 1967, attestazione igienico-sanitaria rilasciata dalla ASL, ove non ricorra la necessità di adeguamenti, per i quali sia obbligatoria la concessione edilizia; f) dichiarazione relativa all’impatto acustico, da cui risulti il rispetto della normativa vigente. 4. L’autorizzazione comunale, oltre ai dati relativi all’individuazione del titolare dell’impianto e all’ubicazione di quest’ultimo, deve contenere un richiamo agli accertamenti effettuati, l’indicazione delle attività in esso svolte, delle attrezzature consentite, nonché la capienza dell’impianto e le generalità del direttore responsabile e dell’istruttore. 5. Ogni modifica dei requisiti del SAM deve essere tempestivamente comunicata al Comune, indirizzata al sindaco. 6. L’autorizzazione deve essere affissa in maniera visibile nella zona di accesso all’impianto. Articolo 14 (Responsabili ed operatori del SAM) 1. Il direttore responsabile del SAM svolge le seguenti funzioni: a) organizza le attività motorie; b) supervisiona lo svolgimento delle attività motorie, assicurando che il personale garantisca, in modo omogeneo, lo standard di servizio prefissato dal titolare dell’attività; c) promuove l’aggiornamento e la crescita professionale degli istruttori e degli operatori; d) cura l’efficienza delle attrezzature del SAM; e) assicura il corretto flusso di informazioni agli istruttori ed agli operatori; f) imposta l’attività motoria personalizzata per ciascun utente e risponde della corretta esecuzione da parte degli istruttori e degli operatori; g) aggiorna gli istruttori e gli operatori con campagne di educazione, su argomenti correlati all’attività fisica ed al benessere, e di prevenzione dell’uso di sostanze ad azione dopante e/o comunque vietate dalla legge; h) provvede direttamente ad effettuare prove di esodo veloce preventivamente concordate con i responsabili del Corpo dei VV.FF. e ad informare gli utenti sia sui sistemi di antincendio presenti che sui percorsi delle vie di fuga. Tali operazioni possono essere demandate ad uno o più operatori, i quali avranno inoltre il compito di aiutare ed assistere, in caso di esodo veloce, anche gli eventuali utenti/dipendenti disabili presenti nella struttura.


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Legislazione regionale 2. Il direttore responsabile deve garantire la propria presenza in modo tale da assicurare la corretta organizzazione e lo standard di qualità delle attività motorio-ricreative e comunque non può ricoprire tali mansioni in più di due distinti impianti per attività motorie. L’orario di servizio del direttore responsabile deve essere indicato in apposita tabella ben visibile all’utenza. 3. L’istruttore di attività motoria insegna e coordina l’attività degli operatori, che collaborano con l’istruttore in attività specifiche come l’insegnamento - secondo gli indirizzi impartiti dall’istruttore - e l’assistenza tecnica ai praticanti, anche nell’uso dell’impianto e delle attrezzature in essa contenute.

guria a norma dell’articolo 55 dello Statuto ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione. Dato a Genova, addì 11 febbraio 2003 IL PRESIDENTE Sandro Biasotti (segue allegato)

Articolo 15 (Sospensione e revoca dell’autorizzazione) 1. Il Comune sospende, previa diffida, l’autorizzazione dell’impianto o del SAM, fissando idoneo termine perentorio per la regolarizzazione dell’impianto o del SAM, nei casi in cui venga accertata una delle seguenti violazioni: a) non conformità dell’impianto per attività motorie e/o delle attrezzature ai requisiti di sicurezza e tecnico strutturali; b) violazione grave delle norme igienico-sanitarie; c) mancato rispetto delle previsioni che riguardano la fruibilità della struttura da parte di utenti/dipendenti disabili. 2. La sospensione dell’autorizzazione cessa dopo la verifica da parte del Comune dell’avvenuta regolarizzazione dell’impianto o del SAM. In caso contrario, scaduto il termine, previa diffida l’autorizzazione è revocata. 3. L’autorizzazione è altresì sospesa qualora venga meno uno dei requisiti di cui all’articolo 29, comma 4, della l.r. 6/2002, fino a quando l’impianto o il SAM non risulti nuovamente adeguato ai suddetti requisiti. Articolo 16 (Autorizzazione provvisoria) 1. Il Comune competente per territorio rilascia autorizzazione provvisoria ai titolari degli impianti di cui all’articolo 30, commi 1 e 2, della l.r. 6/2002 in attesa di adeguamento al presente regolamento. 2. I soggetti di cui al comma precedente che abbiano ottenuto dal Comune l’autorizzazione provvisoria, devono adeguarsi alle prescrizioni del presente regolamento entro 24 mesi dalla entrata in vigore del presente regolamento. Articolo 17 (Vigilanza e controllo) 1. La vigilanza ed il controllo sulla gestione dei SAM, in base alle norme contenute nel presente regolamento, sono di competenza dei Comuni, che le esercitano avvalendosi della collaborazione tecnica delle strutture di prevenzione delle ASL. 2. Il controllo degli impianti e delle attrezzature dei SAM tende a verificare il permanere della loro conformità al presente regolamento per gli aspetti igienico-sanitari e tecnico-strutturali. A tal fine il titolare del SAM deve assicurare la disponibilità della relativa documentazione. Il presente regolamento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Li-

Pubblicato su B.U.R.L. n. 3 del 26.2.2003

LEGGE REGIONALE 12 marzo 2003 n. 6 Disposizioni urgenti in campo ambientale. Il Consiglio regionale ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: Articolo 1 (Disciplina transitoria per le concessioni di grandi derivazioni d’acqua ad uso potabile) 1. Le grandi derivazioni d’acqua, la cui concessione sia scaduta per effetto del combinato disposto dei commi 7 e 8 dell’articolo 23 del decreto legislativo 11 maggio 1999 n. 152 (disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/776/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato


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Il geometra ligure

dai nitrati provenienti da fonti agricole), possono continuare ad essere esercitate sino alla data di scadenza originaria a condizione che venga presentata alla Regione domanda entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. Con il provvedimento regionale sulla domanda di cui al comma 1 sono introdotte alla concessione le eventuali modifiche atte a consentire la previsione di rilasci volti a garantire minimo deflusso vitale nei corpi idrici, senza che ciò possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della Regione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione. 3. Nelle more del rilascio del provvedimento regionale il concessionario continua ad utilizzare la derivazione sulla base delle prescrizioni della concessione originaria. 4. La Regione, a seguito di presentazione delle domande di cui al comma 1, definisce l’ammontare della sanzione applicabile ai sensi del comma 4 dell’articolo 23 del d.lgs. 152/1999, al cui versamento è condizionato proseguimento dell’esercizio della concessione. I Comuni sono esentati dal pagamento della sanzione. Articolo 2 (Utilizzo di acque per lo spegnimento di incendi) 1. In attesa di una revisione organica della materia, l’utilizzo di acqua effettuato dall’Autorità competente allo scopo di estinguere un incendio è gratuito. 2. Il funzionario che dirige l’opera di spegnimento rilascia al titolare della concessione di derivazione ed all’eventuale subconcessionario apposita certificazione attestante la quantità di acqua prelevata ed il periodo di utilizzo. La quantità di acqua risultante dalla certificazione non è conteggiata ai fini della determinazione dei canoni di concessione o di subconcessione. Articolo 3 (Proroga dei termini per la verifica della rispondenza delle sorgenti sonore e dei termini per la presentazione dei piani di risanamento delle imprese) 1. I termini di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 11 della legge regionale 20 marzo 1998 n. 12 (disposizioni in materia di inquinamento acustico) possono essere prorogati dai Comuni, con motivato provvedimento, per un periodo non superiore a sei mesi. Articolo 4 (Proroga dei termini per la presentazione dei piani di risanamento comunali) 1. Il termine di cui al comma 2 dell’articolo 10 della l.r. 12/1998 è portato a mesi diciotto dall’approvazione da parte della Provincia della classificazione acustica di cui all’articolo 7 della medesima legge regionale. Articolo 5 (Dichiarazione d’urgenza) 1. La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua

pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria. Data a Genova, addì 12 marzo 2003 IL PRESIDENTE Sandro Biasotti Pubblicata su B.U.R.L. n. 5 del 19.3.2003

LEGGE REGIONALE 12 marzo 2003 n. 7 Modifiche alla legge regionale 10 luglio 2002 n. 29 (misure di sostegno per gli interventi di recupero e riqualificazione dei centri storici e norme per lo snellimento delle procedure di rilascio dei titoli edilizi). Il Consiglio regionale ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: Articolo 1 (Soppressione del comma 2 dell’articolo 22 della legge regionale 10 luglio 2002 n. 29) 1. Il comma 2 dell’articolo 22 della legge regionale 10 luglio 2002 n. 29 (misure di sostegno per gli interventi di recupero e di riqualificazione dei centri storici e norme per lo snellimento delle procedure di rilascio dei titoli edilizi) è soppresso. Articolo 2 (Interpretazione autentica) 1. Per “normativa vigente” di cui all’articolo 8 comma 1 della l.r. 29/2002 devono intendersi i regolamenti edilizi vigenti e gli strumenti urbanistici approvati o adottati. Articolo 3 (Dichiarazione d’urgenza) 1. La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria. Data a Genova, addì 12 marzo 2003 IL PRESIDENTE Sandro Biasotti Pubblicata su B.U.R.L. n. 5 del 19.3.2003

LEGGE REGIONALE 12 marzo 2003 n. 9 Procedure per l’approvazione regionale dei Piani regolatori portuali e dei progetti di interventi negli ambiti portuali. Pubblicata su B.U.R.L. n. 5 del 19.3.2003

Il testo completo dei provvedimenti legislativi qui richiamati è disponibile, per gli iscritti, presso la sede del Collegio.


Giurisprudenza

RECENTISSIME LOTTIZZAZIONE

Febbraio 2003

CONSIGLIO DI STATO, V SEZIONE, 10 gennaio 2003, n. 33 - QUARANTA Presidente - BRANCA Estensore. - Ge. Cos. - Comune di Rimini. 1. Il caso: cessione di immobile, per almeno 1000 mq, in base a clausola di convenzione annessa ad un piano di lottizzazione. Una società propone la domanda di accertamento dell’illegittimità della clausola, compresa in una convenzione annessa al piano di lottizzazione, e in base alla quale il proprietario lottizzante dovrebbe cedere al comune immobili per almeno mq 1000; gli immobili sono destinati a servizi pubblici. Il T.A.R. respinge la domanda, posto che la clausola era il frutto di una libera contrattazione. La società propone appello, deducendo la nullità della clausola, in quanto impositive di oneri aggiuntivi, ulteriori rispetto a quelli stabiliti dall’art. 28 L. 17 agosto 1942, n. 1150. La clausola importava l’imposizione di prestazione, indipendente dalla negoziazione sostanzialmente imposta, in quanto corrispondente ad una prescrizione del piano regolatore. 2. La soluzione accolta: liceità della clausola di cessione di immobili da destinare ai servizi pubblici. La convenzione di lottizzazione, ancorché caratterizzata da profili pubblicistici, è espressione dell’autonomia negoziale delle parti, disciplinata dal codice civile. La negozialità deve essere confermata anche se alcune clausole della convenzione sono proposte dall’amministrazione in termini non modificabili dal privato. Questi può aderire alla proposta, salva la possibilità di far valere l’invalidità del contratto. Si esclude che la clausola della concessione di immobile, da destinare a servizi pubblici, in aggiunta agli oneri di urbanizzazione, sia nulla; infatti l’art. 28 L. 17 agosto 1942, n. 1150 non determina l’entità degli oneri su indicati. Inoltre la finalizzazione alle esigenze dell’urbanizzazione dell’area è identificabile anche nella clausola di cessione per l’esplicazione dei servizi pubblici. CONCESSIONE

EDILIZIA IN SANATORIA E RISARCIMENTO DEL DANNO

Febbraio 2003

PER LA PRECLUSIONE DI ATTIVITÀ EDILIZIA

CONSIGLIO DI STATO, V SEZIONE, 14 gennaio 2003, n. 87 - ELEFANTE Presidente - DEODATO Estensore. - Comune di Ostuni - La Pineta s.r.l. 1. Il caso: silenzio su diffida ad emanare la concessione edilizia in sanatoria, a seguito di annullamento, in accoglimento di ricorso straordinario, di precedente diniego di sanatoria. Una società diffida il comune a rilasciare la concessione in sanatoria, in attuazione di annullamento, disposto in accoglimento di ricorso straordinario, di precedente diniego di concessione in sanatoria. Dopo la formazione di silenzio-rifiuto imputabile all’amministrazione comunale, la società adisce il giudice amministrativo di primo grado e chiede la declaratoria di illegittimità del silenzio-rifiuto, l’accertamento della spettanza della concessione edilizia in sanatoria, la condanna al risarcimento del danno. Il T.A.R. accoglie la domanda cautelare, proposta contestualmente alle domande principali, e nomina un


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Il geometra ligure

commissario ad acta, che adotta il provvedimento di concessione edilizia, subordinatamente all’autorizzazione ex art. 151 D. Lgs. n. 490 del 1999. Lo stesso T.A.R. accoglie le domande principali, confermando le decisioni del commissario, e condanna il comune al risarcimento del danno conseguente alla preclusione di attività edilizia, durata circa otto anni, e fissa i criteri per la liquidazione del danno. Il comune appella. 2: La soluzione accolta: possibilità di ottenere l’ottemperanza alle misure cautelari adottate dal giudice amministrativo, anche anteriormente alla L. 21 luglio 2002, n. 205; risarcibilità del danno conseguente alla preclusione di attività edilizia. Si precisa che la sentenza appellata comprende distinti capi di decisione, ciascuno da trattare in modo autonomo. Si constata che il capo concernente l’accertamento di ingiustificabilità del silenzio-rifiuto non è stato censurato con l’appello, per cui esso è passato in giudicato. La stessa considerazione vale relativamente al capo della sentenza con la quale si accerta l’esistenza delle condizioni per la spettanza della concessione in sanatoria. Anche tale capo non è stato specificamente criticato con l’atto di appello, per cui, tenuto conto del principio tantum devolutum quantum appellatum, è identificabile l’acquiescenza, giusta l’art. 329 c.p.c. L’appello quindi è delimitato ai capi concernenti rispettivamente la conferma delle decisioni del commissario ad acta e la condanna al risarcimento del danno. Si respinge la censura secondo la quale non sarebbe stato possibile, anteriormente alla L. 21 luglio 2000, n. 205, disporre l’ottemperanza alla misura cautelare rimasta ineseguita. Si conferma l’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale il giudice amministrativo avrebbe potuto disporre le misure idonee ad assicurare l’ottemperanza. Si respinge il motivo d’appello, con il quale si prospetta l’illegittimità della concessione edilizia, in assenza della preventiva autorizzazione paesaggistica e la condizionabilità dell’efficacia della concessione al conseguimento della stessa autorizzazione, che nella specie comunque è intervenuta anteriormente all’inizio dell’attività edilizia. In effetti nessuna norma dispone nel senso che la concessione edilizia sia emanata dopo l’adozione dell’autorizzazione paesaggistica. Questa è una condizione di efficacia e non di legittimità della concessione edilizia. L’attività edilizia è condizionata dal rilascio dell’autorizzazione; lo stesso condizionamento non è prospettabile con riferimento alla concessione edilizia. È disattesa la tesi, sostenuta dall’appellante, secondo la quale sarebbe infondata la pretesa risarcitoria, in considerazione dell’insussistenza della lesione dello jus aedificandi, in difetto dell’autorizzazione paesaggistica. In realtà è necessario verificare se la valutazione, che deve precedere la determinazione amministrativa da prendere, sia vincolata o meno; se essa è vincolata, è prospettabile la pretesa al risarcimento del danno, che si assume conseguente al difetto di provvedimento che si sarebbe dovuto adottare. Si constata la fondatezza della domanda preordinata ad ottenere il titolo abilitativo in sanatoria all’edificazione, tenuto conto dell’assenso paesaggistico dato dall’amministrazione regionale. La sopravvenienza di inefficacia di tale assenso non importa l’infondatezza della domanda risarcitoria, posto che tale sopravvenienza è stata determinata dall’omissione di provvedimento dell’amministrazione comunale. Si esclude che possa essere identificata quale concausa del danno il fatto di aver seguito la procedura contenziosa e quella giudiziale per superare il silenzio dell’amministrazione. URBANISTICA

febbraio 2003

CONSIGLIO DI STATO, VI SEZIONE, 6 agosto 2002, n. 4096 - RUOPPOLO Presidente - MARUOTTI Relatore. - TIM S.p.A. (avv.ti Ferrari, Sanino) - Comune di Alessandria (avv.ti Dal Piaz, Contaldi). Riforma in parte T.A.R. Piemonte, Sez I, 21 novembre 2001, n. 2149. Edilizia e urbanistica - Regolamento edilizio comunale - Introduzione di misure di governo del territorio - Rispetto del principio di ragionevolezza Motivazione - Necessità. Inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo Derivante da onde elettromagnetiche - Regolamento edilizio comunale - Previsione di distanze mini-

me dalle aree sensibili - Adottate al solo fine di ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici Omessa motivazione in ordine alle esigenze urbanistiche, edilizie, architettoniche e di protezione del territorio - Illegittimità (L. 22 febbraio 2001, n. 36 art. 8, 6° comma). L’introduzione di misure tipicamente di governo del territorio (distanze, altezze, localizzazioni ecc.) trova giustificazione solo se sia conforme al principio di ragionevolezza ed alla natura delle competenze urbanistico-edilizie esercitate e sia sorretta da una sufficiente motivazione sulla base di risultanze, acquisite attraverso un’istruttoria idonea a dimostrare la ragionevolezza della misura e la sua idoneità al fine perseguito. È illegittimo un regolamento edilizio con il quale un


Giurisprudenza

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Consiglio comunale - senza peraltro esercitare i poteri previsti dall’art. 8, comma 6°, legge n. 36/2001 - ha determinato per le stazioni radio base per la telefonia cellulare una distanza minima dalle aree sensibili (asili, scuole, ospedali, case di cura e di riposo, carceri) sulla base di argomentazioni attinenti alla protezione della salute da possibili fonti di inquinamento elettromagnetico e non sulla base di valutazioni strettamente riguardanti interressi riferibili ad aspetti urbanistici, edilizi, architettonici, di decoro o di protezione del territorio. febbraio 2003 CONSIGLIO DI STATO, VI SEZIONE, 12 agosto 2002, n. 4182 - SCHINAIA Presidente - CHIEPPA Relatore. - Ministero per i beni culturali e ambientali e Soprintendenza per i beni ambientali di Sassari e Nuoro (Avv. Stato Fiengo) - Hills s.r.l. (avv.ti Gaito, Delitala), Comune di Arzachena (n.c.) e Regione Autonoma Sardegna (n.c.). Conferma T.A.R. Sardegna, n. 1081/2001. Bellezze naturali (Tutela delle) - Autorizzazione

paesaggistica - Ministero per i beni culturali e ambientali - Caso di omessa o incompleta trasmissione della documentazione tecnico-amministrativa da parte della Regione - Termine ex lege di 60 giorni - Mancata decorrenza - Richieste istruttorie riguardanti elementi ulteriori non idonee a interrompere il termine (D. P. R. n. 616/1997, art. 82). Il termine di 60 giorni previsto per l’esercizio del potere statale di annullamento dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata in sede regionale decorre dal momento in cui la Soprintendenza risulta aver ricevuto tutta la documentazione tecnico-amministrativa necessaria, compresa l’autorizzazione stessa, sulla cui base il provvedimento è stato adottato; nel caso di incompleta od omessa trasmissione della necessaria documentazione, il termine non decorre e la Soprintendenza può richiedere gli atti mancanti; diverso il caso di richiesta di documenti diversi rispetto a quelli acquisiti nel procedimento conclusosi con l’autorizzazione: trattandosi di elementi ulteriori, non si interrompe il termine perentorio di 60 giorni sancito per la conclusione del procedimento.

Le note giurisprudenziali sopra riportate sono state tratte dalla rivista “Giurisprudenza Italiana” edita dalla UTET.

Il mercatino dell’usato

Inserzione LONDERO PAOLO Il sottoscritto geom. _____________________________________________________________ Indirizzo: ______________________________________________________________________ Comune: _______________________________________________________________________ N° tel.: 0185.730575 _______________________________ N° fax: __________________________________ N° iscrizione Albo: __________________________ Contenuto inserzione VENDO ________________________________________________________________________________ TECNIGRAFO ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ E TAVOLO NEOLT OTTIMO STATO ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ giugno 2003 Varazze, _______________________


Informativa

Genova, 31 marzo 2003

Spettabile Il Geometra Ligure Viale Brigata Bisagno 8/1-2 16129 GENOVA GE

Oggetto: ELEZIONI DEL C.D. DELLA ASSOCIAZIONE GEOMETRI DI GENOVA.

Vi saremmo grati se sulle pagine della nostra Rivista fosse possibile dare notizia che nell’Assemblea del 27 febbraio 2003, quali membri del C.D. di questa Associazione per il triennio 2003 - 2005, sono stati eletti i seguenti Colleghi: Alessio Enrico, Allegro Filippo, Armano Stefano, Mattei Mauro, Picasso Elio, Soldi Silvio, Trapasso Roberto. Il C.D., nella seduta del 04 marzo 2003, ha cosÏ distribuito le cariche: Mattei Mauro, Presidente Picasso Elio, Tesoriere Alessio Enrico, Segretario Allegro Filippo, coadiutore del Tesoriere Trapasso Roberto, coadiutore del Segretario Armano Stefano, Consigliere Silvio Soldi, Consigliere RingraziandoVi, porgiamo distinti saluti.

Il Presidente (geom. Mauro Mattei)

Via XX Settembre, 2/42 - 16121 Genova - Tel.010 565851 - Fax 010 580826 Cod. Fisc. 95044790103 - C/C Post. 27537166


Informativa

Consegna degli attestati per il corso GPS

I

l giorno 28 Maggio, presso la sede del nostro Collegio, il Geom. Piero Panunzi, Presidente del Consiglio Nazionale Geometri, ha voluto presenziare, con nostro grande piacere, alla cerimonia per la consegna degli attestati di frequenza ai primi due corsi sull’utilizzo della strumentazione G.P.S. I corsi che erano riservati ai nostri iscritti si sono svolti a Chiavari presso l’Istituto Tecnico Statale di Chiavari per Geometri “In Memoria dei Morti per la Patria”, organizzati dal nostro Collegio su invito del C. N. G. a suo tempo rivolto ai tutti gli ottantacinque Collegi del territorio Nazionale. Alla cerimonia, presieduta dal nostro Presidente, Geom. Luciano Piccinelli, hanno partecipato il Vice Presidente della Provincia di Genova, Ing. Paolo Tizzoni, il Direttore Regionale dell’Ufficio del Territorio, Ing. M. Orsini, il Dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Commerciale per Geometri di Chiavari ove si sono tenuti i corsi, Prof. Wladimiro Iozzi accompagnato dai docenti del corso Prof. Elio Mora e Prof. Salvatore Piscera, il Presidente dell’Associazione Geometri di Genova, Geom. Mauro Mattei. Il nostro Presidente, Geom. L. Piccinelli, ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti, Autorità presenti ed i Colleghi partecipanti ai corsi, e coloro che hanno attivamente colla-

borato per l’ organizzazione e svolgimento dei corsi, ed in particolar modo il Consigliere Geom. P.E. Copello delegato dal Direttivo per l’organizzazione ed il Prof. W. Iozzi per la preziosa collaborazione offerta. Parole di sincero compiacimento sono state espresse dal Presidente Nazionale, Geom. P. Panunzi, che ha voluto così ringraziare il Direttivo del Collegio per aver prontamente recepito le indicazioni inviate dal C.N.G. circa l’organizzazione di corsi per l’uso della strumentazione satellitare, rilevando quanto ormai sia necessario elevare al massimo la professionalità del Geometra, anche in virtù della nuova realtà comunitaria. Nel suo intervento l’Ing. Tizzoni, ricordando le convenzioni per attività di rilievo topografico già stipulate tra la Provincia di Genova ed il Collegio, ha riconosciuto il co-


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stante impegno della nostra Categoria per un continuo aggiornamento sulle metodologie di rilievo del territorio, proprio anche con l’ausilio di strumentazione satellitare di ultima generazione. È stato poi fortemente sottolineato dal Prof. Iozzi come grazie a tali iniziative si concretizzi il naturale collegamento che deve esistere tra il mondo della Scuola ed il mondo della professione. L’Ing. Orsini, ringraziando i Corsisti ed il Collegio per la disponibilità data ad ospitare un rappresentante dell’Agenzia del Territorio come partecipante ai corsi , ha evidenziato come sia oramai necessario procedere su questa strada in virtù della nuove metodologie di rilievo volute anche dall’Agenzia stessa con la creazione di capisaldi G.P.S. sul territorio nazionale. Anche il Geom. Mattei ha evidenziato

Il geometra ligure

come il Direttivo del Collegio abbia prontamente recepito l’invito del C.N.G. ad attivarsi per iniziative come questa che, anche con l’apporto dell’Associazione, vanno a soddisfare le esigenze dei Colleghi che sempre più avvertono la necessità di avere una formazione continua per meglio svolgere la professione. Presenti alla consegna degli attesati il Direttivo del Collegio ed ovviamente i partecipanti al corso, Geometri Pier Emilio Copello, Massimo Ratto,Giuseppe Repetto, Agostino Musante, Claudio Castagnino, Massimo Santi, Renzo Visca, Roberto Parrello, Enrico Zuppingher, Fabio Ottoboni, Alessandro Franzone, Luigi Buttini, Fabio Costa, Costantino Parodi, Umberto Barillari, Alberto Zaia, Claudio Napoli, Fabio Crovetto, Dario Brizzolara, Alfonso Folli (Agenzia del Territorio).


Informativa

www.asl3.liguria.it Dipartimento di prevenzione Unità Operativa Igiene e Sanità Pubblica N. O. Igiene Edilizia - via Archimede, 30 - 16142 Genova Tel. 010 3447986 - fax 010 3447929 Genova, 27 febbraio 2003 Prot. n. 2595 Responsabile del procedimento: Dott. Gaetano Dottore

Al Comune di Genova U.O. EdiliziaPrivata Via di Francia, 1 16149 Genova Oggetto. Art 110 del REC - Altezze interne

Facendo seguito all’incontro avuto fra questi Servizi, si informa che questa U. O. Igiene e Sanità Pubblica N. O. Igiene Edilizia, ha proceduto ad una revisione critica del 1° e 3° comma dell’art. 110 del vigente Regolamento Comunale addivenendo alla conclusione che i locali abitabili posti al piano terreno, possono avere altezze pari a mt. 2,70, indipendentemente dal fatto che “si tratti di piccole case isolate e fuori dal centro urbano costituite da non più di due piani compreso il terreno…” (vedi 3° comma). Ciò premesso si ritiene comunque che debba essere rispettato il disposto dell’art. 107 del REC e che dovranno essere messi in atto tutti gli accorgimenti tecnici atti ad impedire in caso di pioggia l’entrata di acqua nell’alloggio. Alla luce di quanto sopra si desidera conoscere anche l’avviso di codesto Servizio, al fine di applicare tale criterio valutativo per le pratiche interessate dalla problematica di cui si è fatto cenno. Distinti Saluti IL RESPONSABILE N. O. IGIENE EDILIZIA

IL DIRETTORE DELL’U.O ISP

Dott. G. Dottore

Dott. L. Marensi

Azienda Unità Sanitaria Locale n. 3 Genovese Via G. Maggio, 6 - 16147 Genova

Art. 110 REC.doc Codice fidcale / Partita IVA 03399650104


Cultura Ligure Brevi cenni di una particolare architettura, con la storia di un monumento nato dalla pietà e dall’amicizia per ricordare giovani valorosi Arduino Repetto Tempo fa il Geom. Repetto ci ha fatto pervenire l’articolo che qui pubblichiamo. L’attesa è dovuta al fatto che la redazione l’ha ritenuto poco collegabile alla natura ed al taglio della rivista. Lette le motivazioni recentemente inviate dall’Autore, la redazione, pur non modificando il proprio pensiero, ha deciso per la sua pubblicazione. Cordialità.

N

ell’ambito delle attività professionali del Geometra è poco nota ma assai ragguardevole la progettazione nel settore dell’edilizia funeraria. A Genova si distinsero in tale specializzazione particolarmente i geometri Brignole (il progettista famoso per la fantasiosa villa Grock di Sanremo) e Gentilomo (anche Architetto, poiché fu iscritto all’albo di codesta categoria). I suddetti professionisti, di alto livello sia per la capacità grafica che per l’inventiva progettuale, furono due dei quattro geometri che al momento dell’istituzione legale della Categoria (11/02/1929) a motivo delle loro palesi capacità tecniche nonché per il valore delle opere edilizie progettate, in termini di rilevanza economica e funzionale, ebbero riconosciuta dal legislatore, nelle norme tran-

sitorie, la facoltà di iscrizione - con pari dignità - all’Albo degli Ingegneri (al quale si iscrisse il geom. Billi) o all’Albo degli Architetti (al quale si iscrisse il Gentilomo, pur restando contestualmente iscritto all’Albo dei Geometri). Il geom. Brignole volle invece restare geometra, mentre non ci è noto il nome del quarto Collega. Tali informazioni ci furono fornite dagli antichi dirigenti della Categoria (i geometri Alessandro Ferrando e Guido Vignale). Tuttavia chi scrive ha avuto il privilegio di conoscere personalmente e di ottenere interessanti notizie sulla storia della Categoria, sia dal geom. Brignole che dal goem. arch. Gentilomo, i quali erano una ricca fonte di aneddoti e di storie che riguardavano i primi decenni di esistenza dell’attivi-

tà istituzionale del Collegio di Genova. Curati ed eleganti nel vestire, cortesi, colti ed affabili conversatori, i due geometri manifestavano con naturalezza quello stile che si deve a ragione ritenere una peculiarità esteriore del libero professionista. Di recenti progettisti nel settore monumentale e dell’architettura funeraria ricordiamo ancora l’eclettico e raffinato geom. Corinzio Maggi (molto belle e dallo stile personalissimo alcune edicole e/o cappelle funerarie esistenti in taluni cimiteri dell’entroterra genovese) ed il geom. Cav. Lorenzo Traverso che ha progettato il monumento ai Volontari di Guerra ed il monumento al Paracadutista d’Italia, entrambi realizzati nella necropoli di Staglieno. Ed a proposito di arte


Brevi cenni di una particolare architettura…

monumentale sacra e funeraria l’occasione di questo scritto consente di ricordare un’opera unica nel suo genere, per la circostanza della sua origine e per l’originalità progettuale e la caratteristica costruttiva, nonché, ancora, per l’autorevolezza del progettista. Parliamo del Sacrario di El Alamein, che a presidio della memoria, dell’onore e del valore del soldato italiano sorge nel deserto egiziano, al Km. 120 sulla litoranea Alessandria-Marsa Mathruh, su una collina posta a circa 26 m sul livello del mare. Il sacrario raccoglie le salme dei 4000 caduti e di altri ignoti. È costituito da una torre centrale a pianta ottagonale, alta 31 metri con copertura a calotta del diametro di m. 17, e da due padiglioni laterali contenenti i loculi, mentre a nord vi è realizzata una loggia semicircolare, con cinque ampi finestroni rivolti al mare. La struttura portante centrale è formata da otto pilastri di cemento armato collegati con travi; i padiglioni, la loggia e le scalinate sono di muratura mista di pietra bianca e mattoni rossi. Le aperture sono state realizzate con solettoni di cemento armato con l’inserimento di diffusori di vetrocemento. I muri esterni del monumento e i pavimenti sono rivestiti con lastre di travertino; i loculi, ricavati nelle pareti, sono divisi da lastre di marmo bianco di Carrara con il nome del caduto in rilievo.

111 La torre ottagonale del Sacrario militare ai caduti italiani nelle battaglie di El Alamein (1942), vista dal lungo viale a sud delimitato da verdi oleandri nel deserto.

Fanno parte del complesso una costruzione rustica, ove sono ubicati i locali per l’uso di foresteria, il museo, la moschea con un minareto ed un piccolo cimitero libico ove riposano le salme di n. 200 nostri valorosi e fedelissimi Ascari. Può ritenersi in qualche modo complemento del Sacrario il monumento segnale a Quota 33, punto di riferimento per le nostre truppe combattenti nell’infernale battaglia che sui luoghi si sviluppò per circa 300 ore, dal 23 ottobre al6 novembre 1942 e della quale ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario. La battaglia interessò un fronte che aveva origine a nord di Qattara per chiudersi alla costa di Alamein. Gli italiani erano raggruppati nelle divisioni Ariete, Bologna, Brescia, Folgore, Littorio, Trento e Trieste. Fu la Folgore, senza nulla togliere alle altre divisioni, che si distinse per l’indomito ardimento. Dopo la battaglia sul campo restarono per alcuni anni le rovine dei mezzi impiegati nei combattimenti e ciò che

restava delle salme dei Caduti e/o delle tumulazioni improvvisati, poiché le fasi della guerra e la solitudine dei luoghi non avevano consentito il pietoso ufficio della sepoltura e del riconoscimento. Due reduci di quella cruenta battaglia, animati dallo spirito di amicizia e dalla riconoscenza per i compagni Caduti, ritornarono a loro spese nel deserto, ove dimorarono per lunghi periodi sottratti ai loro impegni civili, vivendo in tenda e soffrendo le difficoltà ambientali. Tutto per il riconoscimento dei Caduti e dare loro degna sepoltura.

Carristi italiani che avanzano veloci tra le sabbie del deserto su di un carro armato M-13/ 40


112 A pochi chilometri da El Alamein un monumento ricorda l’immeritato disegno della sorte.

I due, ai quali successivamente si unirono anche pochi altri, furono l’Arch. Ing. Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo, maggiore del genio alpino, comandante il XXXI battaglione Guastatori d’Africa che venne impiegato dalla divisione paracadutisti “Folgore” ed il guastatore Renato Chiodini, operaio e disegnatore meccanico lombardo, decorato sul campo con la medaglia d’argento. Così, negli intervalli della pietosa ricerca, nacque l’idea di creare sul posto il Sacrario e l’Arch. Caccia Dominioni progettò l’opera, austera ed essenziale, che ricorda quegli uomini che nella tragica ora dell’orrore seppero accettare con fierezza e dignità il loro destino, senza cedimenti, Eroi per le sofferenze patite e per Il bimbo che oggi si arrampica sul relitto di un carro armato tedesco, con sullo sfondo un carro armato italiano vive inconsapevole il dopo di quei giorni eroici.

Il geometra ligure

l’offerta della vita. Il Collega geom. Lorenzo Traverso, che abbiamo già richiamato in precedenza, classe 1921 ma ancora in solerte attività professionale, fu Sergente paracadutista, capo pezzo della Comp. Cannoni 47/32 del 2° Reggimento paracadutisti (186° Folgore), volontario, combattente e mutilato. Di geometri fra i combattenti ve ne saranno certamente stati ma dalle poche documentazioni disponibili (in genere diari e/o memoriali scritti dai reduci della battaglia) è nominato il Capitano carrista Luigi Grata, nativo di Ferrara ma nel dopoguerra residente in Alto Adige ove aveva svolto lavori di carattere topografico e catastale. E senza voler fare retorica pare di poter concludere con una nota scritta della Medaglia d’Oro alla memoria, il Tenente Colonnello paracadutista Alberto Bechi di Luserna, comandante del 187° Reggimento “Folgore”: “V’è in un certo punto dl deserto di Alamein, al Km. 42 della “pista dell’acqua” un cimitero, nudo, senza pretese

architettoniche ne steli votive; tanti tumuli allineati, delle croci di abete, dei nomi: tutto qui. Ma v’ha nel mezzo una semplice scritta che vale più di una intera epigrafe: FOLGORE. A chi la capisce essa dice: fra le sabbie non più deserte sono qui di presidio per l’eternità i ragazzi della Folgore; fior fiore d’un popolo e d’un esercito in armi. Caduti per un’idea, senza rimpianto, onorati nel ricordo dello stesso nemico. Essi additano agli italiani nella buona e nell’avversa fortuna, il cammino dell’onore e della gloria. Viandante, arrestati e riverisci. Dio degli eserciti, accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo di cielo che riserbi ai Martiri agli Eroi”. Bibliografia: Arte funeraria d’oggi - di R. Aloi - Edizioni Hoepli - 1959 Pubblicazione edita dall’Ass.ne Nazionale Paracadutisti d’Italia - Sezione di Genova - per l’inaugurazione del Monumento al Paracadutista d’Italia - novembre 1998 Le trecento ore a nord di Qattara - di P. Caccia Dominioni - Edizioni Longanesi - 1972 Fotografie: per il Sacrario tratte dal volume “Arte funeraria d’oggi” Per il Monumento ai Paracadutisti d’Italia tratte dalla Pubblicazione edita dalla Sezione di Genova


Cultura Ligure

Carlo Aurelio Magioncalda espositore di opere al Collegio dei Geometri dott.sa Chiara Finocchiaro

“Vela Solitaria”

“La partenza”

La recente esposizione delle opere del Geom.Carlo Aurelio Magioncalda nella nuova sede del Collegio dei Geometri di Genova, ha offerto lo spunto per una nota biografica ed alcune riflessioni sulla pittura dell’autore. Dopo un percorso di studi difficile e tormentato che lo ha portato a conseguire il diploma di geometra nel 1962, mentre già dal ’59 frequentava l’Accademia di Belle Arti, essendosi iscritto ed avendo dovuto interrompere; nel ’63 può riscriversi ma ha difficoltà nel frequentare a causa degli orari di lavoro. È grazie alla passione e determinazione che lo muovevano che riesce a frequentare le lezioni per brevi periodi, ottenendo risultati soddisfacenti e riconoscimenti da parte degli insegnanti. Nello stesso periodo entra a far parte dell’Associazione Pittori di Palazzo Rosso, insieme agli artisti Ciucci, Gambetti, Rambaldi, Mangini, Bellati, Saccorotti, D’Amico ed inizia ad otte-


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“Notturno a Manhattan”

“Sequenze lunari”

nere alcuni riconoscimenti per i suoi carboncini, olii ed acquarelli. Nel 1962 riceve il diploma di merito per l’olio a spatola “Grigiore sul porto”, raffigurante una veduta del porto di Genova da Corso A. Saffi. Nel 1963 riceve il premio “Rinascente” con un acquarello, mentre in occasione di una collettiva appare su “il Secolo XIX” un articolo del

Il geometra ligure

critico G.C. Ghiglioni, che elogia la sua opera “ai giardini” . Nel 1965 viene segnalato all’Università Popolare Sestrese con gli apprezzamenti di Borrella “il varo”, olio a spatola che rappresenta il varo dell’Andrea Doria. Tra le opere di questo primo periodo degne di nota, lo stesso artista ricorda gli acquarelli: “Vaso di

roselline”, “Controluce dalla ruta”, “Lampare sotto costa”; gli oli: “Cesto con gigli”, “La venditrice di fiori”, “Luci in galleria”, “Luci nella pioggia”, “Specchio indiscreto”, “Lezione serale”; gli oli a spatola “Mareggiata” e “Dalie”; alcuni acquarelli di nature morte; una serie di carboncini realizzata in viaggio in Spagna nel ’65 ed un’altra sul gruppo del Monte Bianco nel ’66. Segue un periodo di attività meno assidua, cui sono da attribuirsi alcuni olii ed una serie di vedute e scorci paesaggistici dell’Appennino Tosco – Emiliano. Negli anni ’90 il pittore si avvicina all’acrilico, sperimentando questa nuova tecnica trasforma di conseguenza anche il suo stile verso una linea più astratta, con tele in cui poche linee e forme riportano al dato reale, ma dove essenzialmente l’esito e la gradevolezza delle opere sono date dalle lievi tonalità coloristiche, quasi monocromatiche, e dai volumi creati dal contrapporsi di luci ed ombre. Appartengono a questa più recente linea stilistica del pittore le opere attualmente esposte: “Vela solitaria” del 1999 (foto n°1) opera in cui, fra tinte acquerellate che sfumano dall’azzurro al verde al giallo, appare una vela appena percepibile, evanescente; gli stessi elementi tematici, il mare, il cielo e barche solita-


Carlo Aurelio Magioncalda espositore di opere al Collegio dei Geometri

rie, si ritrovano in tele dal tocco stilistico leggermente differente: i colori non vanno più sfumando, ma pur mantenendo la stessa idea cromatica, diventano più decisi; il contrasto tra il blu del mare e il giallo del cielo si fa più netto, gli elementi raffigurati più incisivi, seppure ancora visionari, con esiti di una luminosità sorprendente, come in “La partenza” (foto n°2) del 2002, o talmente visionari da immaginare in “Notturno a Manhattan” (foto n°3), accanto alle forme tonde di una luna evanescente appena abbozzata, una inverosimile statua della libertà in mare aperto. Un altro tema dell’artista, ormai ad un livello di astrattismo totale da quegli elementi naturali da cui trae ispirazione, in tele di un acrilico acquoso, è quello del ripetersi di forme rotonde, come nel bellissimo “Sequenze lunari” del 2002 (foto n°4), o in “Tramonto sul mare” dello stesso anno (foto n°5), o ancora in “Sole e girasoli” (foto n°6), dove sull’astratto dell’acrilico si sovrappone una natura morta di girasoli in tutta la sua spiazzante semplicità. Carlo Aurelio Magioncalda, nonostante gli inizi non facili, i pressanti impegni e gli obblighi del quotidiano che da sempre rendono più tortuosa la strada di chi si avvicina all’arte con passione, ha raggiunto, proprio grazie a tale sentimento e all’osservazione ed interpretazione della natura, esiti molto alti, di una gradevolezza e godibilità davvero degne di nota.

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“Tramonto sul mare”

“Sole e girasoli”


Recensioni

Il 14 marzo 2003 presso la Sala Quadrivium Piazza S. Marta 2 in Genova alla presenza delle Autorità genovesi e dei numerosi intervenuti, la Banca CARIGE e l’Associazione della Proprietà Edilizia della Provincia di Genova hanno presentato il volume “Casa & Condominio”. Si tratta di una pubblicazione veramente interessante ed aggiornata sui problemi che riguardano la casa. La prima parte a cura dell’Avv. Vincenzo Nasini consiste in un ampio ed articolato questionario condominiale con 319 risposte, una per ogni argomento trattato integrate dalla relativa giurisprudenza e tavole sinottiche. La seconda parte è divisa in otto capitoli quali: “Condominio e appalto” a cura del Geom. Giovanni Taverna Segretario di APE - Confedilizia Genova “Casa e Sicurezza” a cura del Geom. Carlo Scaniglia consulente tecnico APE Confedilizia “Casa e assicurazioni” a cura del Geom. Bruno Russo perito fiduciario di compagnie di assicurazioni “Casa e fisco” a cura del dr. Venanzio Mantero e dr. Maurizio Pucci consulenti fiscali di APE - Confedilizia “Casa e lavoro dipendente” a cura del dr. Dario Lupi consulente del lavoro di APE Confedilizia. “Casa e riscaldamento” a cura del Geom. Adolfo Morasso Consulente A.P.E. Confedilizia “Condominio e tabelle millesimali” a cura del Geom. Arnoldo Juvara docente al Corso Amministratori di APE - Confedilizia “Condominio e contabilità” a cura del dr. Francesco Bossi amministratore condominiale Il libro, frutto di una pregevolissima iniziativa editoriale, specifica sull’argomento casa, purtroppo non è in vendita, ma è a disposizione degli Associati alla Proprietà Edilizia di Genova e presso le filiali CARIGE per coloro che stipuleranno, con la CARIGE stessa contratti di mutuo per l’acquisto di un immobile. geom. Adolfo Morasso


Recensioni

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Giovanni e Roberto Farruggio – Mariantonia Casilli –“Il manuale del Preventivista” – EDITORE Dei multimedia – Roma 1999, ristampa 2002 – pagine 555 – contiene CD ROM - Prezzo Euro 38,00 La redazione del progetto esecutivo architettonico, con i suoi elaborati grafici, non costituisce una documentazione sufficiente per realizzare un’opera edilizia. Nasce, pertanto, l’esigenza di considerare l’onere dell’analisi di tutte le linee tipologiche delle lavorazioni necessarie per l’ottenimento del prodotto finito. L’esame completo di un progetto deve essere riccamente approfondito in particolare nella scelta dei materiali, nella loro fornitura, negli impianti e nelle prestazioni atte a soddisfare qualitativamente l’opera, per il suo completamento. Una valutazione minuziosa e accurata, sarà di grande interesse anche per l’impresa realizzatrice, che potrà così valutare il prezzo d’offerta e chiarire gli altri aspetti delle lavorazioni.Una descrizione delle opere approssimata o affidata solo ai disegni, è spesso causa di lavori mal eseguiti, poiché le ditte appaltanti nel realizzarli tendono all’economicità a scapito della qualità dell’intervento. L’opportunità di scegliere materiali e prodotti in base alla qualità e posizione nei processi edilizi programmati, è basilare per un risultato dell’opera “a regola d’arte”. “Il manuale del Preventivista”, diviso in diciotto capitoli che trattano: materiali naturali di cava, legami idraulici, gessi, materiali ferrosi, metalli diversi, legnami, materiali ceramici, refrattari, laterizi, leganti idrocarburi e affini, vetri e cristalli, agglomerati speciali, isolanti, prodotti vernicianti, mastici, materiali diversi, additivi, adesivi sigillanti, si prefigge di fornire i fondamenti del controllo di qualità sui materiali e prodotti per l’edilizia elencando i metodi e gli strumenti di valutazione anche sulla durabilità nelle diverse fasi del processo edilizio: produzione, progettazione, manutenzione. Per ogni materiale analizzato sono elencate, dalla definizione, le tipologie esistenti, le caratteristiche funzionali, le prestazioni tecnologiche, la classificazione, la composizione, le prove delle caratteristiche funzionali e delle prestazioni tecniche oltre ai collaudi, il tutto esemplificato con figure schematiche. La descrizione del prodotto per l’edilizia, si estende alle modalità della sua conservazione in cantiere dalle norme per lo scarico del materiale dai mezzi di trasporto. L’appendice del testo riporta schede per la misurazione, la valutazione ed il calcolo della quantità da indicare sul computo metrico per tutte le categorie di materiali edili e per le lavorazioni connesse. Altri modelli, che si trovano in appendice, riguardano la preventivazione (elenco offerte, schede materiali, elenco prezzi, computo metrico, ecc...), i carichi sulle costruzioni, unità di misura, superfici e volumi, norme UNI, resistenza al fuoco, certificazione dei prodotti (CEE 89/106). Il testo “Il manuale del Preventivista” consente, a tutte le figure professionali che intervengono nel processo costruttivo, di adoperare un attento criterio di valutazione e controllo, che non lascia spazio all’imprecisione. Un ulteriore supporto, congiuntamente all’opera, è fornito dal CD ROM contenente tutte le informazioni espresse nell’appendice. geom. Liliana Olcese


Atti del Collegio

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 14.01.2003 NUOVE ISCRIZIONI Albo n. 3129/2003 BELLOMO Giovanni s) 16039 SESTRI LEVANTE GE: Via N. Cambiaso, 55/6 - Tel. 0185/ 44086 Albo n. 3130/2003 CARPANESE Mario s) 16049 S. STEFANO D’AVETO GE: Piazza XXV Aprile, 3 Albo n. 3131/2003 COCCO Damiano s) 16129 GENOVA: Via C. Barabino, 16/12 sc. A - Tel. 010/5531355 Albo n. 3132/2003 COGORNO Maurizio s) 16030 COGORNO GE: Via della Madonnetta, 1 Albo n. 3133/2003 STURLA Diego s) 16046 MEZZANEGO GE: Via Vignolo Piano, 33 - Tel. 0185/336492

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 28.01.2003 NUOVE ISCRIZIONI Albo Albo Albo Albo

n. n. n. n.

3134/2003 3135/2003 3136/2003 3137/2003

GARRO’ Marco s) 16154 GENOVA: Via Paglia, 97/6 - Tel. 010/8353181 PONTE Francesco s) 16125 GENOVA: Via Acquarone, 28/7 - Tel. 010/212528 POTENZA Andrea s) 16151 GENOVA: Via del Campasso, 5/4 - Tel. 010/417265 TASSARA Filippo s) 16141 GENOVA: Lungobisagno Istria, 15 - Tel. 010/8353181

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 11.02.2003 NUOVE ISCRIZIONI Albo Albo Albo Albo Albo Albo Albo

n. n. n. n. n. n. n.

3138/2003 3139/2003 3140/2003 3141/2003 3142/2003 3143/2003 3144/2003

ANGIOLANI Fabio s) 16036 RECCO GE: Piazzale Europa, 35 COSTINI Serena s) 16162 GENOVA: Via G. Pantaleo, 15/1 - Tel. 010/7455161 LEVERONE Daniela s) 16044 CICAGNA GE: Via Merlungo, 12/1 - Tel. 0185/92462 MERCATELLI Roberto s) 16162 GENOVA: Via Monfenera, 22A/4 - Tel. 010/7406837 MOLINI Valeria s) 16026 MONTOGGIO GE: Piazza Serra, 2 - Tel. 010/938880 PITTALUGA Paolo s) 16145 GENOVA: Via C. e N. Rosselli, 17/6 - Tel. 010/364557 SALARIS Moreno s) 16157 GENOVA: Via G. Murtola, 82/4 - Tel. 010/6196900

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 25.02.2003 NUOVE ISCRIZIONI Albo Albo Albo Albo Albo Albo

n. n. n. n. n. n.

3145/2003 3146/2003 3147/2003 3148/2003 3149/2003 3150/2003

AGOSTI Stefano s) 16018 MIGNANEGO GE: Via alla Vittoria, 40/4 - Tel. 010/9641745 BURLANDO Michele s) 16121 GENOVA: Via Porta d’Archi, 10/26 - Tel. 010/592254 CAPURRO Isabella Lucia s) 16139 GENOVA: Via R. Ricca, 20/14 - Tel. 010/8397754 FIORINI Andrea s) 16142 GENOVA: Corso Sardegna, 78/17 - Tel. 010/815882 PARETO Attilio Giacomo s) 16161 GENOVA: Sal. Pianego 3 - Tel. 010/7490751 PASTORINO Andrea s) 16153 GENOVA: Via Pian di Forno, 23/19 - Tel. 010/6040585

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 11.03.2003 NUOVE ISCRIZIONI Albo n. 3151 /2003 BONOMINI Serena s) 16030 SORI GE: Via Roma, 25/1 - Tel. 0185/700707


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Il geometra ligure

Albo n. 3152/2003 CASAZZA Omar s) 16033 LAVAGNA GE: Corso Buenos Aires, 109 - Tel. 0185/322125 Albo n. 3153/2003 PERAZZO Fabio s) 16039 SESTRI LEVANTE GE: Via Sara, 65B/9 - Tel. 0185/481954 Albo n. 3154/2003 SFORZA Giuseppe s) 16143 GENOVA: Via A. G. Barrili, 13 R - Tel. 010/355577

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 25.03.2003 NUOVE ISCRIZIONI Albo Albo Albo Albo

n. n. n. n.

3155/2003 3156/2003 3157/2003 3158/2003

BARONE Dario s) 16132 GENOVA: Via dell’Ombra, 7/8 - Tel. 010/3778633 CABELLA Christian s) 16155 GENOVA: Via Monte Oliveto, 14/1 - Tel. 010/6988718 MURGIA Milena s) VERUCCl Simone s) 16149 GENOVA: Corso L. A. Martinetti 92/11 - Tel. 010/4694348

DECESSI CRAVERO Adriano

SOSPENSIONE Albo Albo Albo Albo Albo Albo

n. n. n. n. n. n.

DALL’ALBO PROFESSIONALE PER MOROSITÀ

2514 D’AGOSTINO Antonio l375 DAMONTE Terenzio 574 FUOCHI Rodolfo 2144 GIACOPELLI Maurizio 2449 SCRIBANI Manfredi l 594 RAZETTO Arnaldo

VARIAZIONI DI INDIRIZZI

AGOSTI Andrea BENFANTE Marcello BISSO Stefano BOASI Yuri BRUZZONE Fabio CAPORIZZI Nicola COLOMBA Ivano COSTA Andrea COSTA Stefania DEMARTINI Edoardo DIONISI Mario RobertoMIGNONE Maura MUSETTI Alessandro PALLAVICINI Luca PICCINELLI Luciano PUPPO Silvio RIBAUDO Benedetto RIBAUDO Giammarco ROMEO Annunziato SASSO Ruggero SERLUCA Luigi SOTTILARO Umberto SPADONI Alessandro TESCONI Luca TREMORI Edoardo VILLA Andrea -

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16164 16143 16143 16158 16149 16121 16141 16014 16138 16124 16154 16143 16129 16129 16129 16148 16123 16123 16129 16126 16129 16145 16129 16030 16144 16134

GENOVA: Via F. del Canto, 5/3 A GENOVA: Via A.G. Barrili, 8/5 - Tel. 010/354040 GENOVA: sal. dell’Orso, 1/3 - Tel. 010/819003 GENOVA: Via C. Camozzini, 10/5 - Tel. 010/691846 GENOVA: Via A. Cantore, 23/1 - Tel. 010/411620 GENOVA: Via Fieschi, 2/23 GENOVA: Lungobisagno Dalmazia 61/23 - Tel. 010/8355092 CAMPOMORONE GE: Via E. Del Monte, 8 R GENOVA: Via J. Ruffini, 50 - Tel. 0185/284021 GENOVA: Via S. Siro, 12/1 GENOVA: Via Chiaravagna, 63 R - Tel. 010/6500628 GENOVA: Via G.B. D’Albertis, 17/ll sc.A GENOVA: Via Montevideo, 15/6 GENOVA: Piazza Tommaseo, 2/4 - Tel.010/313500 GENOVA: Via Montevideo, 15/6 GENOVA: Via G. Rossetti, 6/A - Tel. 010/3732818 GENOVA: Via dei Giustiniani, 24/4 - Tel. 010/2468442 GENOVA: Via dei Giustiniani, 24/4 - Tel. 010/2468442 GENOVA: Via Rimassa 47/l A - Tel. 010/543529 GENOVA: Via di Fassolo, 3/9 - Tel. 010/2541204 GENOVA: Via S. Zita, 15 R - Tel. 010/594521 GENOVA: Viale Cambiaso, 28 R - Tel. 010/3106900 GENOVA: Piazza Tommaseo, l/30 - Tel. 010/3625200 COGORNO GE: Via G.B. Carozzo, 30 GENOVA: Via G. Biga, 26/20 GENOVA: Via Vesuvio, 42/3


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