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il geometra ligure

anno 50º - n. 1 • gennaio-febbraio 2001 Spedizione in abbonamento postale 70% - filiale di Genova Autorizzazione del Tribunale di Genova n. 318 del 29/11/54

Direttore responsabile Segretario di redazione Redattori

Servizio fotografico Direzione Amministrazione Redazione e Distribuzione

Arnoldo Juvara Filippo Finocchiaro Roberta Arena Vittorio Cauda Pier Emilio Copello Alessio Danovaro Paolo De Lorenzi Ettore Fieramosca Mario Gramigni Mauro Mattei Andrea Merello Maura Mignone Adolfo Morasso Liliana Olcese Alessandro Ombrina Roberto Ombrina Adriano Rodari Marco Russello Lorenzo Traverso

In copertina particolare tratto da foto Riccardo Carbone Pubblicazione “La Ricostruzione 1945-1953” Editori Riuniti

Adolfo Morasso 16121 Genova Piazza della Vittoria 12/23 Tel. 010.5700735 geometra_ligure@libero.it

Sacchi di patate scaricati nel porto

sommario

La presente pubblicazione è distribuita gratuitamente agli iscritti all’albo professionale della Provincia di Genova ed ai Collegi dei Geometri d’Italia. La riproduzione degli articoli, schizzi e fotografie è permessa solo citando la fonte. Le opinioni espresse dagli Autori, Redattori, Corrispondenti non impegnano né la Direzione, né le Redazioni, né il Collegio di cui il periodico è l’organo. Stampato nel mese di gennaio 2001 dalle Grafiche Fassicomo Via Imperiale, 41 - 16143 Genova Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Editoriale - Salutiamo il 2001 C’è aria di nuovo nel nostro Collegio Un viaggio al centro della terra Condotte fognarie: opportunità per i geometri A proposito di… Isolamento termo-acustica Geotessili Diritti d’autore Legislazione dello Stato Giurisprudenza Legislazione Regionale Informativa - Riepilogo attività del Consiglio direttivo - Un aiuto da internet per la denuncia DOCFA - Un nuovo modo per raggiungerci - Piani di inserimento professionale (P.I.P.). - L’Associazione di volontariato «SempliceMente» - 4a Conferenza Nazionale Asista Cultura ligure - Relazione Storico-artistica Recensioni Atti del Collegio


Editoriale Salutiamo il 2001

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uesto è il primo numero della nostra rivista del nuovo anno, il 2001 e non può certo uscire senza porre un po’ della nostra attenzione su alcune considerazioni, se non addirittura meditazioni, riguardo questo “evento”. E’ un evento perché, secondo alcune interpretazioni, è il primo (e non il secondo) anno del terzo millennio; comunque perché succede ad un anno di grande significato “numerico” (anno 2000) e spirituale (Giubileo).

La prima meditazione è quasi d’obbligo, nel rispetto del detto popolare “anno nuovo vita nuova”, a maggior ragione per questo anno “uno” del terzo millennio. Allora guardiamoci dentro e fuori, e vediamo che cosa possiamo rinnovare in noi e fuori di noi. Intanto, credo, che il termine rinnovare vada ovviamente inteso in senso migliorativo sia nello spirito (dentro) che nel corpo e in quanto ci circonda (fuori). Parlando di cose interiori

che possono anche coinvolgere il mondo che ci circonda, mi ha colpito – come penso tutti coloro che mi leggono – il passo della lettera di S. Paolo ai Corinti sulla Carità, che recentemente è stato, in modo sapiente, rivisitato dal Mons. Ravasi nelle sue consuete trasmissioni televisive della Domenica mattina. Quel passo, lo voglio ricordare a me ed a Voi, perché è anche un capolavoro letterario e poetico che coinvolge chiunque, anche se


Editoriale

ateo; esso testualmente dice: “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto capisce, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.” (COR 13; 4÷7). Parole illuminate, ma quanto poco seguite! Allora perché non tentare di ispirarci ad esse per migliorarci dentro influendo anche all’esterno? Incominciamo a pensare ai rapporti tra noi professionisti, alla nostra grande famiglia, che così spesso e involontariamente gestiamo con scarso senso di carità. Rileggiamo ogni tanto – ed in questo cerchiamo di essere d’aiuto pubblicandone ogni tanto degli stralci – il nostro codice deontologico e facciamo – per un istante – un po’ di esame di coscienza, e ci sarà facile capire che involontariamente, abbiamo spesso mancato nei confronti dei nostri Colleghi. Il lavoro è importante e costituisce un’esigenza primaria, ma anche i rapporti umani sono un bagaglio fondamentale del nostro vivere. Cerchiamo allora di far sì che il primo non influisca negativamente sui secondi; rispettiamo pertanto gli interessi, la sensibilità dei nostri Colleghi come vorremmo che fossero rispettati i nostri. Non è mio intendimento muovermi sull’argomento in

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modo tanto semplicistico quanto ovvio, ma l’obiettivo ed il desiderio è quello di porre a noi tutti il problema di scuotere le nostre coscienze che, per taluni, si sono un po’ addormentate per cui non vedono (o non vogliono vedere) anche le cose ovvie. Cambiamo allora il “vestito” liso perché usato in modo non corretto con un altro più resistente e più adatto al nostro ruolo. Guardiamo quindi i nostri Colleghi solo come amici o fratelli (per chi vuole ispirarsi agli indirizzi evangelici) e non come concorrenti; rispettiamoli, apprezziamoli sempre e dovunque, non vediamo in loro i difetti ma cerchiamo solo i pregi; se in difficoltà, di qualsiasi tipo, aiutiamoli, se sbagliano correggiamoli, ma con affetto e simpatia; se sono giovani e meno esperti, prendiamoli per mano e conduciamoli ove loro trovano difficoltà, costruiamo con loro un mondo professionale migliore, più limpido, più aperto, non guidato dal solo interesse personale ed economico, ma dal desiderio di unire tutti in modo da distribuire le forze e le intelligenze, alleggerendo così il peso di ognuno, anche il nostro. Chi ha incarichi di categoria e di responsabilità nella collettività dei Geometri, tenga presente che svolge un servizio per tutti che, se portato con il giusto spirito, è da considerare alla stregua di una grande opera di carità e consente importanti arricchimenti personali. È fonte di gioia sentirsi uti-

le, sapere che il proprio lavoro ed i sacrifici che esso comporta, vanno a beneficio di tanti. Sarebbe molto bello, e tutti ne avremmo dei grandi benefici, se i cosiddetti “dirigenti di Categoria” si muovessero nell’esclusivo interesse di essa, senza personalismi, in assenza della tutela di interessi propri, geografici, od altro. Desidero allora dire prima a me stesso e poi a tutti i responsabili di categoria, specie quelli a me più vicini e cioè i responsabili della Cassa di Previdenza, che mi leggeranno: guardiamoci un po’ di più dentro, mettiamoci con più frequenza in discussione, poniamo sempre innanzi gli interessi della collettività di tutti i geometri e degli utenti della nostra categoria, dimentichiamoci dei personalismi, delle offese ricevute, a cui spesso seguono “crociate” tanto inutili quanto dannose per tutti! Purtroppo troppo spesso constato che nella gestione della “res pubblica” si guarda ai propri vantaggi ed a quelli di coloro che ci sono più vicini e non all’interesse generale, e così si fanno danni gravi e spesso irreparabili. Allora auspico che anche noi, che abbiamo tanta responsabilità, riusciremo a vivere questo nuovo anno, e quelli che seguiranno, con spirito di “carità” nell’ambito delle cariche che copriamo, avendo anche la disponibilità a lasciare il posto a chi meglio di noi può contribuire al bene collettivo. La seconda meditazione è rivolta ai colleghi ed alle loro


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famiglie che sono in difficoltà. E’ una realtà tanto presente quanto poco nota oppure – e spero non sia così – poco considerata da molti di noi. Ben sappiamo quali possono essere le difficoltà in cui ci possiamo imbattere: problemi gravi di salute, carenze di lavoro, difficoltà economiche, danni irreparabili alla persona per incidenti o malattie, morte con disagi spesso molto gravi per le famiglie. Noi pensiamo che la nostra Cassa provveda al sostentamento di questi colleghi e delle loro famiglie. Spesso, purtroppo troppo spesso, non è così. E non per cieco comportamento della Cassa, ma per i meccanismi che la regolano. Sarebbe troppo lungo, in questa sede, entrare nel merito, mi limito a far presente che si sta cercando di eliminare gli ostacoli più pesanti, ma non è facile, e soprattutto richiede tempi non brevi. Allora ci dobbiamo limitare a prendere tristemente atto, oppure possiamo fare qualcosa per questi nostri Amici Colleghi? Tanto, tantissimo possiamo fare. Innanzitutto la presenza, che vuol dire solidarietà. Chi

Il geometra ligure

è stato malato, in modo più o meno grave ma per periodi lunghi, sa bene quale grande aiuto morale, spirituale sia stata la presenza anche fisica di chi gli vuol bene e di chiunque sappia stargli vicino. E se poi oltre alla presenza aiutiamo il collega, con totale gratuità e disinteresse, nel suo lavoro che deve momentaneamente abbandonare, il sostegno è totale. Se veniamo a conoscenza che qualche collega vive queste difficoltà, non limitiamoci a sterili espressioni di dispiacere, andiamo a trovarlo, prendiamo contatti con la famiglia, poniamoci a disposizione ed insistiamo in questo, in modo da superare la riservatezza e l’orgoglio che spesso creano ostacoli all’aiuto. Con l’Associazione Geometri, come è già stato detto e scritto, si sta cercando di trovare dei meccanismi, anche assicurativi, che possano intervenire in aiuto dei colleghi bisognosi; da quello che so qualche spiraglio si sta aprendo. Ma semmai si arrivasse a raggiungere quell’obiettivo, rimane pur sempre aperto quello più immediato, più facile e subito percorribile, della presenza, comunque essa sia.

Allora proponiamoci di mettere in atto tutto quanto è in nostro potere per giungere a quell’obbiettivo: segnaliamo in modo discreto e nel rispetto di chi è in stato di necessità le situazioni che ci sono note proponendo il modo in cui si può dare aiuto; facciamo sì che i vertici di categoria locale, Collegio e Associazione, possano venire a conoscenza delle situazioni più difficili in modo che organizzino quanto necessario. Non dobbiamo più essere spettatori delle sfortune altrui ma compartecipi con lo spirito di carità di cui ho parlato e se questo non è sentito, ricordandoci che se oggi un nostro collega è in difficoltà, domani potremmo ben essere noi al suo posto, e ciò che abbiamo o non abbiamo fatto, ci ritornerà in pari misura. Che bello sarebbe se anche una sola persona che ha l’avventura di leggere queste pagine, venisse positivamente sollecitata e riuscisse a migliorarsi un po’ dentro e fuori. Io ci proverò, fatelo anche Voi e che il 2001 porti pace e serenità a tutti noi! Arnoldo JUVARA


C’è aria di nuovo nel nostro Collegio

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radizionalmente la nostra rivista non commenta le situazioni in essere e/o in divenire del nostro Collegio e crediamo non sia una tradizione da conservare, soprattutto alla luce delle ultime elezioni del Consiglio Direttivo e delle cariche che, all’interno dello stesso, sono state votate. In altra parte della rivista diamo notizia dei risultati finali che vale ben la spesa approfondire e commentare. Il Consiglio Direttivo uscente è stato riconfermato per la grande maggioranza (sette consiglieri su nove) i due nuovi consiglieri sono espressione della Riviera di Levante, ma ciò che significa e colpisce è il totale cambiamento delle cariche all’interno del consiglio: Presidente, Segretario e Tesoriere. La riconferma della maggior parte dei consiglieri uscenti è da noi interpretata come una sostanziale e concreta conferma degli elettori dell’operato del precedente Consiglio, tanto più se si considera che i sette sono stati tutti eletti in prima battuta, cioè senza ballottaggio. L’inserimento dei due col-

leghi del Levante in sede di ballottaggio conferma l’unione e l’intelligenza con cui i Geometri di quelle zone si sono mossi e si sono organizzati, di contro conferma lo scarso collegamento e la poca snellezza di movimento di quelli della grande Genova. È così nata una “compagine” solo in piccola parte nuova, almeno così pare. In verità, a nostro avviso, essa è molto più nuova di quanto non sembri. E tale considerazione nasce soprattutto in virtù dei cambiamenti che si sono verificati in seno al Collegio. È stato eletto Presidente un giovane collega che ha maturato alcuni anni di esperienza come segretario ed altri come consigliere; come segretario è stato eletto l’attuale nostro segretario di redazione - non più giovanissimo - che ha vissuto da più anni l’esperienza di Consigliere; come tesoriere un collega della Riviera di Levante già consigliere e di media età. Queste modificazioni al vertice hanno dato un volto innovativo alla struttura del Consiglio Direttivo che, come tutte le novità, trova consensi ma anche riser-

ve. L’uomo anela al nuovo ma lo teme anche perché va verificato, vissuto e successivamente valutato. Val la spesa ricordare il detto popolare: “chi lascia la via vecchia per la via nuova, sa quella che lascia ma non quella che trova”! Noi sappiamo che “lasciamo” una dirigenza sempre molto attenta, rigorosa, forse poco innovativa, ma ricca di esperienza e quindi di grandi e dimostrate capacità. Sappiamo per certo che “troviamo” una nuova dirigenza, più giovane, collaudata ma per incarichi di minore responsabilità, di nota e provata professionalità, ricca di entusiasmo e forte del desiderio di ben figurare e di portare un buon servizio alla categoria. Quindi i presupposti sono ottimi, guardiamo pertanto al nostro futuro con la tranquillità di chi sa di essere in buone mani, anche se non al massimo dell’esperienza. Allora formuliamo alcune considerazioni e inviti a questa nuova compagine. Innanzitutto esprimiamo il nostro compiacimento per il risultato elettorale e per le


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cariche che hanno ricevuto. Ci permettiamo quindi di ricordare che “pilotare” un collegio importante e “geograficamente” complesso come quello di Genova, richiede coraggio, iniziativa, competenza, professionalità, fantasia e tanto, tanto impegno e umiltà. Noi crediamo che tutte le qualità enunciate siano in possesso dei componenti il Consiglio e dell’esecutivo e siamo certi che sapranno esprimerle al meglio. Noi tutti desideriamo collaborare fattivamente e costruttivamente, come abbiamo sempre fatto e iniziamo ricordando che i Geometri genovesi si aspettano molto da questo Consiglio: prima di tutto che sia la naturale continuazione dei precedenti come metodo di conduzione e serietà di intenti, con però l’inserimento di filosofie innovative che conducano a fornire agli iscritti servizi sempre più moderni e tempestivi. Rammentiamo anche che tutti siamo desiderosi che il lavoro dei nostri dirigenti sia rivolto a creare iniziative che coinvolgano maggiormente tutti; a pensare in modo particolare ai giovani ed agli anziani creando per loro facilitazioni ed iniziative che diano loro la possibilità di sempre meglio inserirsi nella professione ovvero continuare a starci con

Il geometra ligure

oneri contenuti; a promuovere l’immagine del Geometra all’esterno con quella fantasia di cui si è detto; a snellire le procedure ricordando che è un servizio quello che il Consiglio svolge per tutta la categoria; a partecipare tutti della vita del collegio; a confrontarsi continuamente con gli Enti Pubblici e Statali nell’intento di migliorare i servizi ai cittadini, a collaborare con gli altri ordini professionali per promuovere attività nell’interesse della categoria; a porre particolare attenzione alle problematiche sociali attivandosi perché nel campo del volontariato; a proporre iniziative di carattere culturale; a fare, in uno, tutto quanto necessario per dimostrare a noi tutti che il cambio è stato favorevole e che non dovremo rimpiangere i precedenti esecutivi. Noi saremo sempre presenti per collaborare e per “rifilare”, nel segno di segnalare i sentimenti degli iscritti, evidenziare i problemi che maggiormente ci preoccupano, di portare all’esterno i risultati del lavoro svolto dal Consiglio. Ben sappiamo che il cammino non sarà facile, ma siamo anche convinti che se siamo tutti uniti con l’unico scopo di servire la Categoria, tenendo lontano i nostri inte-

ressi, se ci teniamo tutti per mano, anche il più grande degli ostacoli se non diventa piccolo diventa di sicuro più facilmente superabile. Ci sia infine consentito di esternare una punta di amarezza per l’Amico Presidente che ci ha condotto per il biennio appena trascorso e che, forse, non è riuscito a concludere, quale primo pilota,n i disegni che si era prefigurato. Ma questa sensazione di disagio è contemperata, se non addirittura eliminata, dalla certezza che, essendo sempre nella compagine direttiva, fornirà l’indispensabile contributo di esperienza e di saggezza che costituirà l’arma vincente del neo formato Consiglio. Gli anni di amicizia e di conoscenza ci permettono di adagiarci con serenità su questa certezza. Non ci rimane che augurare buon lavoro a tutti i componenti del nuovo - vecchio Consiglio, riconfermare la nostra disponibilità ad invitare tutti coloro che ci leggono ad aiutare il Consiglio e noi a migliorare, con la partecipazione di lettere, telefonate, fax, “mugugni” o qualsiasi altro mezzo, purché arrivino e siano sempre rivolti alla tutela dei Geometri e del titolo di cui tutti noi ci onoriamo di avere. geom. Arnoldo Juvara


Un viaggio al centro della terra Le Miniere di Gambatesa, storie del nostro entroterra

geom. Pier-Emilio Copello

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a storia, quella recente, delle Miniere di Gambatesa comincia nell’anno 1962, quando il Geometra Vercellotti venne chiamato a dirigere l’attività estrattifera delle miniere. Per ben un ventennio il Geometra Vercellotti portò avanti la propria attività con una passione per il proprio lavoro che oggi è solo comprensibile rivivendola nelle parole del quarto dei Suoi sei figli, l’Ing. Domenico. E proprio perché questa passione non svanisse con l’esaurirsi delle «lenti» di minerale di manganese, ma potesse essere trasferita a chiunque voglia avvicinarsi al mondo della miniera, il figlio del Geometra Vercellotti è finalmente oggi riuscito a realizzare un progetto che da anni gli «frullava» per la mente: poter far conoscere la vita di miniera a tutti coloro che per voglia di approfondire le proprie conoscenze, per mera curiosità oppure, perché no, semplicemente per vivere una giornata diversa ma sicuramente interessante, sono pronti a partecipare ad un «avventura» che è stata definita, in modo colorito, un

«viaggio al centro della terra». L’opportunità oggi offerta è quella quindi di poter entrare in una miniera che è ancora in parte attiva, una delle tante, tutte un tempo attive, site nella Val Graveglia, valle che a detta degli esperti è di raro interesse geologico a livello nazionale. Pochi, io per primo, infatti sanno che in questa zona dell’entroterra chiavarese veniva effettuata l’80% dell’intera attività estrattifera nazionale di minerale di manganese: oggi è quindi possibile immaginare durante la visita, entro l’enorme grotta artificiale nel diaspro rosso, quella che in assoluto è stata la più consistente «lente» di manganese scoperta, e completamente estratta, a livello europeo. Tutto questo a pochi chilometri dal mare, nell’entroterra tigullino, nella bella, interessante e forse ancora un po’ sconosciuta Val Graveglia. Le miniere di

Gambatesa, che hanno visto l’inizio della loro attività estrattifera nel 1878, dal giorno 21 Ottobre di quest’anno sono diventate, per loro gran parte, di pubblico dominio grazie alla caparbietà dell’Ing. Vercellotti aiutato da tutti quei collaboratori, ex minatori, che credevano in questa impresa: il risultato, caso forse unico a livello europeo, è la possibilità di accesso anche ai «non addetti» all’interno di un luogo di lavoro ostico per sua

A chi vuole conoscere la vita di miniera l’accesso è consentito.


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Il geometra ligure

In miniera, nelle gallerie si possono osservare le coltivazioni, i fornelli e le discenderie.

natura, ma davvero affascinante. Oggi le miniere di Gambatesa vengono quindi definite, a ragione, un Museo Minerario e rappresentano, sempre a livello nazionale, uno dei più importanti esempi di Sviluppo Sostenibile. Quando Vi inoltrerete nelle numerose gallerie visitabili, scoprirete, sotto le precise indicazioni di una guida, le coltivazioni, i fornelli, le discenderie lungo vari percorsi che si sviluppano per diversi chilometri nel cuore della montagna ed a varie quote. Personalmente era la prima volta che mi addentravo così profondamente nel sotto-

Sopra ai piccoli ma potenti locomotori a batteria dei minatori si entra nel cuore della montagna.

suolo: sicuramente, per chi non ha mai svolto la professione all’interno di una miniera, l’occasione è da prendere al volo. Il programma prevede preventivamente la proiezione di un video che fornisce ai visitatori importanti ed utili informazioni; successivamente si passa alla sala vestizione (vengono forniti casco e mantellina impermeabile – bisogna dotarsi per proprio conto di idonee scarpe impermeabili); – si raggiunge quindi la stazioncina dove i piccoli ma potenti locomotori a batteria, gli stessi adoperati dai minatori, permettono l’accesso all’interno del cuore della mon-

tagna seduti su vagoncini riconvertiti, allo scopo, al trasporto delle persone. La cartellonistica posta all’esterno dell’imbocco della galleria, dove il trenino passa appena di misura, rammenta chiaramente e doverosamente che sta per cominciare l’ingresso in una zona estrattiva mineraria. Naturalmente le gallerie e le zone di coltivazione oggi visitabili sono state opportunamente riviste al fine di garantire al visitatore un sicuro accesso ad un luogo così particolare, il tutto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza più restrittive, oltre a quelle tipiche di un’attività lavorativa che, non a caso, ha proprie norme e proprie Leggi. Poter oggi godere del privilegio di un’illuminazione artificiale, di cui tutte le zone visitabili sono state dotate al fine di soddisfare i requisiti di sicurezza per i visitatori, offusca, forse un poco, quell’atmosfera di luci tenui ed ombre che solo le lampade dei minatori ad acetilene o a carburo potevano conferire alle gallerie. Il risultato di questa esperienza è una miscellanea, con dosi perfettamente equilibrate, di interesse, cultura, scienza ed anche divertimento. Molte e diverse saranno le sensazioni che ognuno di Voi potrà provare quando il trenino Vi riporterà alla luce del sole e si lascerà alle spalle quel mondo, ai più, sconosciuto: non sta certo a me raccontarle. Siete allora pronti per un «viaggio al centro della terra»?


Condotte fognarie: opportunità per i geometri Ing. Giovanni Teso*

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l problema della manutenzione delle reti fognarie urbane non è certamente tra quegli argomenti che oggi richiamino il dibattito del mondo tecnico né, tantomeno, risulta noto alla più vasta platea quale sia lo stato di fatto in cui si trovino le Pubbliche Amministrazioni della nostra beneamata Nazione per quanto riguarda i progetti e le attività che si stanno, o per meglio dire, non si stanno attuando. Credo sia doveroso anticipare una precisazione, per inquadrare la situazione di fatto in Italia prima di passare alla disamina di quelle che potrebbero essere prospettive professionali per la Categoria dei Geometri. In Italia, oggi, la manutenzione e la gestione in genere degli impianti e reti idrofognarie non ha ancora un inquadramento a livello di disciplina tecnica ancorché giuridica. Lo stato di fatto, nella nostra nazione, non prevede in nessun grado di istruzione scolastica e di formazione professionale, una preparazione tecnica specifica per affrontare i reali proble-

È soprattutto nelle città cresciute un po’ in fretta che si riscontrano i maggiori problemi relativi alla manutenzione delle reti fognarie.

mi di conduzione di una condotta idrica e fognaria. Questa situazione riguarda quasi la totalità degli operatori: tecnici e funzionari delle Pubbliche Amministrazioni (Comuni ed altri Enti che hanno al riguardo responsabilità), tecnici che svolgono la libera professione, tecnici di aziende che svolgono servizi di manutenzione. In Europa constatiamo una situazione ben differente. Dalla Germania, leader assoluta in tal senso, a partire dall’immediato dopoguerra, si è creata una vera e propria cultura tecnica che traeva i suggerimenti dall’osservazione programmata e costante

* Presidente di primaria società operante nel campo ecologico.

dei metodi e delle pratiche operative adottate per la manutenzione degli impianti fognari. La normativa si adeguava di concerto permettendo al Paese di sviluppare un complesso di leggi di regolamentazione del contesto che ha potuto trovare facile terreno di attuazione Da allora i paesi satelliti di lingua tedesca (la Francia seguendo invero un percorso autonomo anche se parallelo), adeguandosi in pratica a tali standard, hanno recepito conoscenze tecniche e pratiche che via via sono diventate normalizzazione per la Comunità Europea. L’Italia ha cominciato a recepire le norma-


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tive comunitarie solo in base ai trattati di cooperazione economica, senza avere il necessario supporto di conoscenze tecniche e operative. Oggi ci sono Paesi (che per la verità spesso si citano a sproposito come meno sviluppati) molto più avanti dell’Italia in questo settore. La Direttiva 3 marzo 1999 – Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici – (Gazzetta Ufficiale 11 marzo 1999, n. 58) e l’ormai prossimo avvio del Catasto Fognario non sono che due tra i più importanti passi che il legislatore italiano ha affrontato e che riguardano direttamente questo settore, ma sono da soli sufficienti (e ce n’è già abbastanza) per stimolare il mondo tecnico ad una profonda riflessione in merito: quale è e sarà l’effettiva modalità di attuazione che verrà messa in pratica in Italia stante l’attuale scarsissima diffusione e utilizzazione di quelle conoscenze tecniche e metodologie di lavoro che una gran parte dei Paesi, anche nostri frontalieri, ormai utilizzano da anni come procedimenti standard? Posso citare a titolo di

È prossimo l’avvio del Catasto fognario che inevitabilmente comporterà conoscenza tecnica e metodologie utilizzate da anni dalle vicine nazioni europee.

Il geometra ligure

esempio solamente alcuni punti della questione che già da soli possono far capire al lettore la portata del problema: – mappatura cartografica delle reti fognarie (e non solo quelle) nuove e preesistenti, come citato nel Piano Urbano dei Servizi (3/3/99) e come requisito per il Catasto Fognario; – utilizzo di tutti i possibili sistemi di controllo, anche automatico, dello stato di manutenzione di una condotta come citato già nelle finalità della Direttiva 3 marzo ‘99; – riduzione al minimo possibile degli smantellamenti, scavi e smaltimenti di materiale di risulta a seguito di interventi, anche questo presente nelle sopra citate finalità. Vediamo in breve dettaglio questi tre punti. Il primo che riguarda la mappatura cartografica delle reti fognarie nuove e preesistenti non penso possa prescindere se non in casi limitati dalla necessità di realizzare una cartografia georeferenziata di una rete fognaria, che se in alcune realtà è già

stata realizzata nel tempo, nella stragrande maggioranza dei casi ancora non lo è, e richiede il possesso di una adeguata tecnologia per affrontare le situazioni di non facile accessibilità dall’esterno. Il secondo punto relativo ai sistemi di controllo non può prescindere dal considerare la tecnologia ormai universalmente riconosciuta della videoispezione di una condotta, metodologia oggi scarsamente utilizzata e richiesta, fatto questo dovuto anche alla scarsa diffusione di operatori specializzati (sarà in verità causa o effetto?). Per quanto riguarda il terzo punto sulla riduzione al minimo possibile degli smantellamenti, scavi e smaltimenti di materiale di risulta, pur senza citarlo esplicitamente, il legislatore sembra riferirsi alle tecnologie «NO DIG» per le quali vale ancora di più la sottolineatura fatta al punto precedente. Si può dire che ce ne sia abbastanza per rendersi conto di quanto sia indietro la nostra realtà attuativa rispetto alla normativa che è comunque ormai vigente in Italia. Un approccio corretto al problema credo sia quello di «rimboccarsi le maniche» e recuperare il tempo perduto per mettersi in linea con altri Paesi che chiamiamo nostri partners. Per la Categoria dei Geometri oggi è tempo di bilanci e di previsioni soprattutto in riferimento alle nuove realtà che si prospetta. Catasto Fognario e Direttiva 3/3/99 sug-


Condotte fognarie: opportunità per i geometri

geriscono la competenza dei geometri per la supervisione e per il controllo dello stato di una rete fognaria urbana secondo la seguente chiave di lettura di un incarico a Tecnico Professionista: a. redazione di un rapporto di videoispezione con stesura di analisi danni e relazione tecnica; b. eventuale proposta di intervento di risanamento (privilegiando «NO DIG») con progetto di massima ed esecutivi; c. collaudo lavori con relazione tecnica finale e rilascio conformità: per la fase di collaudo si può pensare al progetto intervento e direzione lavori. Naturalmente queste ipotesi si potranno verificare: • se saranno disponibili per i Geometri opportunità di aggiornamento (si tratta infatti di un approfondimento tecnico e metodologico) che permettano al Profes-

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Per la manutenzione e la gestione degli impianti e reti idrofognarie non è attualmente disposto un adeguato inquadramento con specifiche discipline tecniche.

sionista incaricato di affrontare con una buona conoscenza queste problematiche; • se contemporaneamente il Consiglio Nazionale potrà farsi promotore di una iniziativa che porti al riconoscimento di tali competenze per il proprio Albo, dal momento che, con un corretto e certificato aggiornamento, la formazione di un Geometra ben si presta a garantire professionalità nell’espletamento di tali

incarichi, senza che questo possa invadere la sfera di competenze nella progettazione e dimensionamento di una condotta fognaria che oggi sono esclusive per un Ingegnere. Spero che queste poche righe possano aver mosso una piccola onda di perturbazione in uno specchio d’acqua da troppo tempo fermo. Un saluto cordiale a tutti i Geometri.


A proposito di… Isolamento termo-acustica geom. Adriano Rodari

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ell’ambito della recente rassegna TecnoHotel svoltosi a Genova é stato promosso dall’ANIT (Associazione Nazionale per Isolamento Termico ed acustico) e con il patrocinio di tutte le associazioni di categoria professionali (Architetti, Ingegneri, Geometri e Periti Industriali) il giorno 15 novembre un Convegno sull’isolamento termico, acustico, al fuoco e sul risparmio energetico a seguito della emanazione della nuova normativa UNI 10350 che prescrive le nuove direttive della Legge 10/91. L’ingegner Mammi, presidente dell’ANIT, (Associazione senza fini di lucro costituita per la divulgazione delle tecniche dell’isolamento, in tutte le sue vesti) ha effettuato una ampia panoramica della nuova normativa eseguen-

do anche, mediante l’utilizzo di ampio materiale didattico, distribuito a tutti i partecipanti al Convegno ed ad apposita apparecchiatura audio-visiva una simulazione della verifica termica di una parete. La verifica della trasmittanza e dei fenomeni di condensazione é stata eseguita con l’utilizzo di un apposito programma computerizzato che permette la simulazione delle varie tipologie costruttive, sia murature in pietra, a cassettone che in blocchi prefabbricati, ed all’applicazione nel caso di insufficiente resistenza termica, di apposito materiale isolante a scelta dell’operatore, con il successivo controllo e verifica della corrispondenza in base alla recente normativa sopra citata per i fenomeni di condensazione superficiale ed interstiziale.

Sono state anche trattate, seppur sinteticamente e sempre nell’ambito del Convegno, le tematiche dell’isolamento acustico (Requisiti acustici passivi degli edifici - Linee guida per la progettazione acustica in edilizia), della protezione degli edifici al fuoco (Certificazione della resistenza al fuoco degli elementi strutturali) e del risparmio energetico (Nuovi livelli d’isolamento termico degli edifici e certificazione energetica dei componenti degli edifici) i relatori delle quali hanno ampiamente illustrato le caratteristiche, le tipologie, le simulazioni ed i materiali di utilizzo nella pratica di cantiere, effettuando inoltre illustrazioni di interventi già eseguiti.


A proposito di…

Geotessili geom. Adriano Rodari

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he cosa sono: sono delle strutture tessili piane costituite da fibre in materiale sintetico (polipropileniche o poliesteri) utilizzate per la maggior parte per il controllo ed il contenimento delle deformazioni dinamiche dei terreni e si distinguono in due grandi categorie: tessuti e non tessuti. I tessuti sono strutture regolari costituite da filamenti posizionati secondo uno schema predefinito a spessore prevalentemente costante e si possono a loro volta presentare con un ordito a fili paralleli od a fili ortogonali e trovano ampia applicazione nell’armatura delle guaine bituminose utilizzate nei manti impermeabili che quasi tutti ampiamente conosciamo nell’ambito delle protezioni dei manufatti edilizi. La seconda categoria, quella dei non tessuti si caratterizza per la varietà degli spessori e la mancanza di una trama (per l’appunto non tessuti) legati fra loro mediante termolegatura, un’operazione fisico-meccanica che consiste nel fondere superficialmente le fibre attaccandole tra di loro per compressione.

In pratica le fibre vengono fatte passare attraverso due cilindri caldi che pressando e scaldando superficialmente le fibre le fa aderire fra di loro ottenendo per l’appunto un tessuto a trama casuale. A loro volta i non tessuti si distinguono secondo la tipologia del materiale utilizzato che può essere: - Filato di prima filatura: a filo lungo continuo (Spunbonded Process); - Filato di scarto della prima filatura: a filo corto (fiocco); e la loro classificazione avviene in base al peso unitario del tessuto così composto, in grammi a metro quadro. I geotessili trovano ampio utilizzo nell’impiego per il controllo dell’erosione dei terreni ed a seconda della materia con cui vengono a contatto la loro funzione può essere definita come idraulica o meccanica.

Funzione idraulica I geotessili sono impiegati in campo idraulico intervenendo per il drenaggio o filtro dell’acqua all’interno stesso del terreno: Deflusso normale - il non tessuto permette il passaggio dell’acqua nella direzione perpendicolare al suo piano, opponendosi durante il passaggio dell’acqua, alla migrazione delle particelle solide del terreno; Deflusso rapido - il non

Fiocco


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Il geometra ligure

Filo continuo.

tessuto frena la corrente dell’acqua impedendo il dilavamento della parete del terreno costituendo un autofiltro naturale nel terreno stesso. Funzione meccanica I geotessili sono impiegati come funzione meccanica nei terreni impedendo la compenetrazione di due o più materiali e/o granulometrie fra di loro oppure alla distribuzione di carichi su superfici più grandi: Separatore - Il non tessuto interposto fra due materiali costituiti da pietrisco di varie

pezzature nel terreno di differente granulometria ne impedisce la loro compenetrazione ed il successivo miscelamento: un esempio classico é quello di evitare la compenetrazione del sottofondo, costituito da pietrisco, nel terreno naturale per le sedi stradali, ferroviarie, aeroportuali, ecc; Ripartitore - Nel caso delle sedi stradali il non tessuto, evitando la compenetrazione, ripartisce uniformemente il carico sul terreno sottostante evitando avvallamenti della sede viaria e la formazione di

‘canali’ di passaggio preferenziali. Antierosione - I non tessuti sono anche impiegati nelle protezioni superficiali di canali in quanto interposti fra i massi di pendio ed il terreno evitano che l’erosione dell’acqua tra le pietre causi franamenti e cedimenti del terreno sottostante. Pertanto i geotessili trovano largo impiego quando: - si deve progettare e costruire su terreni cedevoli (strade, ferrovie, aeroporti, parcheggi, strade di cantiere, ecc.); - si vuole proteggere dall’erosione i litorali e le sponde dei corsi d’acqua (drenaggi, difesa e protezione di alvei, difesa costiera marina e fluviale, ecc.); - si vuole stabilizzare versanti di frane, pendii, dal dilavamento delle acque superficiali (aree a verde, parchi, giardini, marciapiedi, impianti sportivi, fondazioni, impermeabilizzazioni, drenaggi, ecc.).


A proposito di…

Diritti d’autore geom. Marco Russello

L

a necessità di tutelare un’opera ha origine quando, dopo secoli di trascrizioni, nasce l’editoria capace di produrre e mettere in circolazione, mediante una progressiva evoluzione delle tecniche di stampa, quantità sempre maggiori di copie di opere prodotte. L’esigenza di legiferare e quindi, di imporre delle regole alla possibilità di duplicare, viene soddisfatta per la prima volta nel 1700 quando in Inghilterra si introduce «il copyright». In Italia uno tra i primi

riferimenti legislativi rivolto a tutelare quanto prodotto dalla creatività umana, risale alla seconda metà del 1800, normativa che pur subendo delle modifiche, rimane in vigore fino al 1920. L’ultima legge, in ordine di data, a cui si fa riferimento, risale al 1941 la n. 633 nella quale si proteggevano citando la legge «tutte le opere di ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia qualunque ne sia il

modo e la forma di espressione». Disposizioni legislative in materia sono presenti nel codice civile dall’articolo n. 2575 all’articolo n. 2583 con i quali il legislatore disciplina i diritti derivanti dalle creazioni intellettuali, in modo analogo al diritto di proprietà, tenendo ben presente il fatto che ci si riferisce a beni immateriali: «l’idea» dell’uomo. Dalla nascita dei primi rudimenti di editoria ad oggi, le tecniche atte alla riproduzione sono state oggetto di continue evoluzioni e minia-

Tutte le opere di ingegno e di carattere creativo che appartengono alla letteratura sono protette.


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Il geometra ligure

È consentita la riproduzione nei limiti del 15%.

turizzazioni tanto da consentire una notevole diffusione di apparecchiature dedicate alla copiatura (fotocopiatrici, masterizzatori, videoregistratori, fonoproduttori); il che ha portato alla consapevole realtà di dover rivedere, a fronte di queste nuove e diffuse tecnologie, la normativa sui diritti d’autore. La nuova normativa in materia è datata 18 agosto 2000 legge n. 248, che pur rendendo la trattazione della materia molto articolata e complessa, intende rafforzare e completare la protezione legale delle opere dell’ingegno. Esaminiamo pertanto le novità più rilevanti introdotte, rimandando per maggiori approfondimenti, al testo di legge su indicato. Riproduzioni di volumi È possibile effettuare delle riproduzioni di volumi, in-

dipendentemente dal fatto che siano libri, riviste, enciclopedie per un massimo del 15% (depurato della pubblicità). La violazione di tale normativa comporta la sospensione dell’attività da sei a dodici mesi e la sanzione amministrativa. Registro delle aziende Altra modifica sostanziale alla legge è l’istituzione presso la Questura, di un registro delle aziende che producono, duplicano, riproducono, vendono, noleggiano, cedono a scopo di lucro supporti o più semplicemente detengono materiali quali nastri, videocassette, cd, ecc..., registro il cui obbligo è quello di essere rinnovato annualmente. Bollini SIAE Su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali, nonché

su ogni supporto contenente suoni, voci, immagini in movimento deve essere apposto il contrassegno del SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori ) che dovrà contenere oltre al titolo dell’opera su cui è apposta, il nome dell’autore, il numero della copia ed il tipo di distribuzione (vendita, noleggio, ecc…). Quando accertati, i reati di duplicazione potranno essere perseguiti d’ufficio anche senza la querela, come fino ad ora accadeva, della parte lesa. Di fondamentale importanza è la sostituzione, nell’articolo che sanziona penalmente la duplicazione di software, della dizione «fine di lucro» con quella «per trarne profitto». Recenti sentenze in materia avevano affermato che la duplicazione di software era penalmente rilevante solo se fatta a scopo di lucro, cioè per ottenere un guadagno economico derivante dalla duplicazione (vendere copie). Pena per ogni violazione riscontrata è la reclusione da tre a sei anni e la multa da cinque a trenta milioni. Sono queste le novità più rilevanti apportate dalla normativa di agosto a quanto prodotto dall’impegno e dalla creatività dell’uomo.


Legislazione dello Stato

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 16 ottobre 2000. Dichiarazione dello stato di emergenza nei territori della regione autonoma della Valle d’Aosta e delle regioni Piemonte e Liguria per gli eventi alluvionali iniziati il 13 ottobre 2000 e tuttora in corso. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Considerato che il territorio della regione autonoma della Valle d’Aosta e delle regioni Piemonte e Liguria è stato interessato da un’eccezionale ondata di maltempo che ha causato la perdita di vite umane, lo straripamento di corsi d’acqua, frane, allagamenti e danni ad infrastrutture pubbliche ed a beni di proprietà pubblica e privata; Considerato che la natura, l’intensità e l’estensione territoriale dell’evento calamitoso ha causato gravi difficoltà al tessuto economico e sociale delle zone interessate; Ritenuto che il complesso delle attività poste in essere dalle amministrazioni in un contesto di competenze ordinarie non consente di superare l’emergenza in atto; Viste le richieste della regione autonoma della Valle d’Aosta, delle giunte regionali del Piemonte e della Liguria; Ritenuto necessario attuare tutti gli interventi straordinari per il superamento dell’emergenza, ricorrendo, nel caso di specie, i presupposti di cui all’art. 5 comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 16 ottobre 2000, su proposta del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile; Decreta: Ai sensi e per gli effetti dell’art 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n 225, è dichiarato, fino al 31 dicembre 2001 lo stato di emergenza nei territori delle regioni colpite dall’evento di cui in premessa. Il presente decreto verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 16 ottobre 2000 Il Presidente del Consiglio dei Ministri A MATO Il Ministro dell’Interno delegato per il coordinamento della protezione civile BIANCO (Pubblicato su G.U. n. 246 del 20.10.2000)

ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativo al mese di settembre 2000, che si pubblicano ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), ed ai sensi dell’art. 54 della legge del 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica). Gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativi ai singoli mesi del 1999 e 2000 e le loro variazioni rispetto agli indici relativi al corrispondente mese dell’anno precedente e di due anni precedenti risultano:

(Pubblicato su G.U. n. 250 del 25.10.2000)


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Il geometra ligure

ORDINANZA 27 ottobre 2000 Disposizioni urgenti di protezione civile in conseguenza degli eventi alluvionali e dissesti idrogeologici che hanno colpito nel mese di settembre 2000 il territorio della regione Calabria e nel mese di ottobre 2000 il territorio della regione autonoma Valle d’Aosta e delle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto (Ordinanza n. 3092). IL MINISTRO DELL’INTERNO Delegato per il coordinamento della protezione civile Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225; Visto l’art. 5, comma 4, del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; Visto i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 settembre 2000 e del 2 ottobre 2000, concernenti lo stato di emergenza nella regione Calabria; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 16 ottobre 2000, con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nei territori della regione Valle d’Aosta e delle regioni Piemonte e Liguria, colpiti dagli eventi alluvionali verificatesi a decorrere dal 13 ottobre 2000; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 18 ottobre 2000, con il quale la dichiarazione dello stato di emergenza è stata estesa ai territori delle regioni Lombardia ed Emilia-Romagna; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 ottobre 2000, con il quale la dichiarazione dello stato di emergenza è stata estesa al territorio della regione Veneto; Ritenuto urgente porre in essere ogni utile intervento per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni interessate, la ripresa delle attività produttive e ripristino delle infrastrutture; Sentite le richieste formulate da regioni ed enti locali in sede di conferenza unificata del 26 ottobre 2000; Sentiti i Ministeri delle finanze e del lavoro e della previdenza sociale; Su proposta del direttore dell’agenzia di protezione civile prof. Franco Barberi; Dispone: Art. 1. 1. Le disposizioni contenute nell’ordinanza n. 3090/ 2000 si applicano anche ai territori della regione Veneto danneggiati dagli eventi alluvionali del mese di ottobre 2000. Art. 2. 1. All’ordinanza n. 3090/2000 sono apportate le seguenti modifiche: all’art. 1, comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «il piano di interventi straordinari viene prediposto tenuto conto delle proposte formulate dai comuni e dalle province per quanto di rispettiva competenza»;

all’art. l, comma 2, è aggiunto il seguente periodo: «la presa d’atto è espressa nel termine di dieci giorni dalla presentazione del piano». 2. L’indennità di integrazione salariale di cui all’art. 4 dell’ordinanza n. 3090/2000 è corrisposta dall’INPS con le procedure di cui alla legge 20 maggio 1975, n. 164. Art. 3. 1. Per l’anno 2000, nei confronti degli enti locali delle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria e Calabria sono sospese le seguenti disposizioni: a) art. 161, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; b) art. 65, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29: c) art. 30, comma 11, della legge 5 agosto 1978, n. 468; d) art. 13, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554. 2. Per i pagamenti a carico del bilancio dello Stato a favore degli enti locali di cui al comma 1, non si applicano per l’anno 2000 i limiti previsti dall’art. 47, commi 1 e 2, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Per le province ed i comuni con popolazione superiore, rispettivamente, a 400.000 e a 60.000 abitanti, sottoposti a monitoraggio diretto delle giacenze di cassa da parte del Ministero dell’interno, i trasferimenti erariali spettanti sono attribuiti mediante ordinativo disposto sulla competente sezione provinciale di tesoreria dello Stato, previa richiesta inoltrata al competente ufficio del Ministero dell’interno. La richiesta contiene l’indicazione degli importi necessari e delle relative scadenze. Gli importi richiesti devono riferirsi a spese derivanti da impegni inderogabili ed improcrastinabili. Art. 4. 1. Al Ministero della difesa e al Ministero dei trasporti e della navigazione per la guardia costiera è riconosciuto un contributo rispettivamente di lire 800 milioni e 200 milioni per l’impegno straordinario svolto in occasione delle emergenze da alluvione nel mese di ottobre 2000. Il Dipartimento della protezione civile provvede, d’intesa con le amministrazioni interessate, al trasferimento delle somme. 2. L’onere è posto a carico della disponibilità di cui all’art. 7, comma 1, dell’ordinanza n. 3090/2000. Art. 5. 1. Nei confronti dei soggetti residenti o aventi sede operativa alla data degli eventi calamitosi nei comuni individuati ai sensi dell’art. 4, comma 1, del decretolegge 12 ottobre 2000 n. 279, le cui abitazioni e i cui immobili, sede di attività produttive, sono stati oggetto di ordinanze sindacali di sgombero per inagibilità totale o parziale, sono sospesi a decorrere dal 9 settembre 2000 fino al 31 dicembre 2001, i pagamenti dei contributi di previdenza ed assistenza sociale, ivi compresa la quota dei contributi a carico dei dipen-


Legislazione dello Stato denti, nonché dei contributi per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale di cui all’art. 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, e successive modificazioni. Il versamento delle somme dovute e non corrisposte per effetto della predetta sospensione avviene senza aggravio di sanzioni interessi o altri oneri. Nel caso di versamenti effettuati entro la data di pubblicazione del presente decreto-legge nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non si da luogo a rimborso. 2. Nei confronti delle persone fisiche, società ed enti che in qualità di sostituti d’imposta, che alla data del 9 settembre 2000 avevano il domicilio o la residenza nei comuni di cui al comma 1, le cui abitazioni e i cui immobili sono stati oggetto d’ordinanza sindacale di sgombero per inagibilità totale o parziale sono sospesi i termini relativi ai versamenti di entrate aventi natura patrimoniale ed assimilata dovute all’amministrazione finanziaria e ad enti pubblici anche locali. Per i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti di natura tributaria si provvede ai sensi dell’art. 9, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212. 3. La sospensione non si applica ai soggetti che svolgono attività bancarie o assicurative di cui all’art. 2195, comma 1, n. 4, del codice civile. 4. Sono sospesi, fino al 31 dicembre 2001, tutti i termini relativi ai provvedimenti amministrativi e giurisdizionali in materia fiscale. 5. I redditi dei fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, perché inagibili totalmente o parzialmente per effetto dell’evento calamitoso non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell’IRPEF, dell’IRPEG e dell’ICI fino alla definitiva ricostruzione ed agibilità dei fabbricati stessi. Non si fa luogo al rimborso delle imposte già pagate. 6. Per i contributi di competenza regionale, agli adempimenti previsti dal presente articolo provvede la regione. La presente ordinanza, sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 27 ottobre 2000 Il Ministro: BIANCO (Pubblicato su G.U. n. 257 del 3.11.2000)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2000, n. 283. Regolamento recante disciplina delle alienazioni di beni immobili del demanio storico artistico. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59; Visto l’articolo 32 della legge 23 dicembre 1998, n. 448;

19 Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 1999, n. 490, recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352; Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 28 gennaio 2000; Acquisito il parere della Conferenza unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 6 marzo 2000; Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 agosto 2000; Sulla proposta del Ministro per i beni e le attività culturali; EMANA il seguente regolamento: C APO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. Alienazione degli immobili del demanio artistico e storico 1. I beni immobili di interesse storico e artistico di proprietà dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, costituenti il demanio artistico e storico a norma dell’articolo 822 del codice civile, non possono essere alienati e formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei limiti e con le modalità stabiliti dal presente regolamento. 2. Il conferimento in concessione o l’utilizzazione mediante convenzione dei beni indicati al comma 1 è autorizzata secondo la procedura stabilita nel presente regolamento. Art. 2. Beni inalienabili 1. Gli immobili indicati nell’articolo 1, comma 1, sono inalienabili quando siano: a) beni riconosciuti, con provvedimento avente forza di legge, monumenti nazionali; b) beni di interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera b), del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, approvato con decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, d’ora in avanti indicato come «Testo unico»; c) beni di interesse archeologico; d) beni che documentano l’identità e la storia delle istituzioni pubbliche, collettive, ecclesiastiche, riconosciuti con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, d’ora in avanti indicato come «Ministro», anche su proposta delle altre amministrazioni statali, delle regioni e degli altri enti territoriali o di associazioni titolari di interessi diffusi.


20 2. Gli immobili indicati al comma 1 possono essere oggetto di conferimento in concessione o di utilizzazione mediante convenzione, nei limiti e con le modalità previste dal presente regolamento. C APO II ALIENAZIONI Sezione I INDIVIDUAZIONE DEI BENI Art. 3. Presentazione degli elenchi da parte di regioni, province e comuni 1. Le regioni, le province, i comuni, entro il termine di due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, trasmettono al Soprintendente regionale per i beni e le attività culturali, d’ora in avanti indicato come «Soprintendente regionale», l’aggiornamento dell’elenco previsto dall’articolo 5 del testo unico, relativamente agli immobili di loro proprietà indicati nell’articolo 2, comma 1, lettera a), dello stesso testo unico. 2. Nello stesso termine previsto dal comma 1, le regioni, le province, i comuni trasmettono l’elenco degli immobili di loro proprietà realizzati almeno quarantacinque anni prima dell’entrata in vigore del presente regolamento. 3. Negli elenchi di cui ai commi 1 e 2 sono indicate le destinazioni d’uso di ciascun immobile. Agli elenchi è allegata la documentazione catastale. Art. 4. Individuazione dei beni appartenenti a regioni, province e comuni 1. Il Soprintendente regionale, entro il termine di ventiquattro mesi dalla ricezione degli elenchi indicati nell’articolo 3: a) comunica all’ente proprietario i beni, inseriti nell’elenco di cui all’articolo 3, comma 1, che non rivestono interesse artistico e storico; b) integra l’elenco di cui all’articolo 3, comma 1 con gli immobili inseriti nell’elenco di cui all’articolo 3, comma 2, che hanno interesse storico artistico; c) adotta i provvedimenti di cui all’articolo 6 del testo unico, relativamente agli immobili di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), del testo unico inseriti negli elenchi di cui all’articolo 3. 2. Il Soprintendente regionale può chiedere, per una sola volta, chiarimenti o elementi integrativi di giudizio. In tal caso, il termine di cui al comma 1 è sospeso fino all’integrale acquisizione della documentazione richiesta. 3. Il Soprintendente regionale, prima di adottare i provvedimenti di cui al comma 1, lettera b), invita l’ente interessato a formulare entro sessanta giorni eventuali controdeduzioni. Art. 5. Aggiornamento degli elenchi 1. Le regioni, le province e i comuni almeno ogni tre anni dalla scadenza del termine di cui all’articolo 3, comunicano al Soprintendente regionale:

Il geometra ligure a) le integrazioni dell’elenco di cui all’articolo 3, comma 1; b) l’elenco degli immobili la cui realizzazione sia avvenuta in data antecedente agli ultimi quarantacinque anni. 2. Entro diciotto mesi dalla ricezione degli elenchi di cui al comma 1, il Soprintendente regionale adotta i provvedimenti indicati nell’articolo 4, comma 1. Art. 6. Alienabilità degli immobili inseriti negli elenchi 1. Fermi restando i casi di inalienabilità di cui all’articolo 2, l’alienazione dei beni inseriti negli elenchi di cui all’articolo 3, comma 1, come modificati dal Soprintendente regionale a norma dell’articolo 4, è soggetta ad autorizzazione. 2. Gli immobili del demanio artistico e storico delle regioni, delle province e dei comuni non inseriti negli elenchi di cui agli articoli 3, comma 1, non sono alienabili. Sezione II REGIMI DELL ’AUTORIZZAZIONE Art. 7. Richieste di autorizzazione ad alienare 1. La richiesta di autorizzazione ad alienare è presentata dall’ente proprietario al Soprintendente regionale e contiene, oltre ai dati identificativi dell’immobile, un programma consistente nella descrizione degli obiettivi di tutela e valorizzazione conseguibili con l’alienazione ed, in particolare, dei seguenti elementi: a) misure di conservazione; b) destinazione d’uso del bene; c) modalità di pubblica fruizione del bene, anche in rapporto con la situazione conseguente alle precedenti destinazioni d’uso; d) tempi di realizzazione. 2. Qualora l’alienazione riguardi porzioni di complessi immobiliari, è altresì indicato l’impatto degli interventi previsti nel programma sul complesso in cui il bene è inserito. Art. 8. Autorizzazione ad alienare particolari categorie di beni 1. Qualora l’alienazione riguardi immobili in atto destinati ad uso abitativo o commerciale, la richiesta di autorizzazione ad alienare prescinde dalla presentazione del programma consistente nella descrizione degli obiettivi di tutela e valorizzazione perseguiti, di cui all’articolo 7, comma 1, e si limita ad indicare gli elementi di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a), b) e c). 2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche alle alienazioni di porzioni di edifici quando ricorrano le seguenti condizioni: a) la proprietà dell’edificio appartenga, in misura non inferiore al settantacinque per cento del valore economico, a soggetti privati o ad enti pubblici non territoriali; b) la porzione da alienare non costituisca l’unica parte dell’edificio a rivestire interesse artistico e storico.


Legislazione dello Stato Art. 9. Rilascio dell’autorizzazione 1. Il Soprintendente regionale delibera sulla richiesta di autorizzazione con provvedimento espresso, a norma dell’articolo 2, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241, da adottarsi, rispettivamente per le ipotesi disciplinate dagli articoli 7 e 8, nel termine di centoventi e novanta giorni dal ricevimento dell’istanza. 2. Qualora il Soprintendente regionale chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, o proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine di cui al comma 1 è sospeso fino all’acquisizione della documentazione richiesta, ovvero delle risultanze degli accertamenti d’ufficio, e comunque non oltre sessanta giorni. Art. 10. Contenuto dell’autorizzazione 1. L’autorizzazione non può essere rilasciata qualora l’alienazione pregiudichi la conservazione, l’integrità e la fruizione pubblica del bene ovvero non sia garantita la compatibilità della destinazione d’uso del bene con il suo carattere storico e artistico. 2. L’autorizzazione ad alienare è rilasciata alle condizioni indicate nella richiesta di cui agli articoli 7 e 8 ed approvate dal Soprintendente regionale. 3. L’autorizzazione prescrive: a) le misure di tutela del bene e, in particolare: 1) le misure di conservazione; 2) l’indicazione degli usi incompatibili con il carattere artistico e storico del bene o pregiudizievoli alla sua integrità; 3) le condizioni di fruizione pubblica, tenuto conto della situazione conseguente alle precedenti destinazioni d’uso del bene; b) la previsione, nel contratto di alienazione, della clausola risolutiva espressa di cui all’articolo 11. 4. Per le ipotesi disciplinate dall’articolo 7, l’autorizzazione prescrive altresì la realizzazione, entro il termine indicato nella richiesta, del programma proposto. La valutazione comparativa tra il programma proposto ed altre possibili modalità di valorizzazione del bene è effettuata dal Soprintendente in collaborazione con l’ente richiedente. 5. L’indicazione di cui al comma 3, lettera a), numero 2), non comporta valutazione di compatibilità delle destinazioni d’uso non espressamente menzionate. 6. Nell’atto con il quale è rilasciata l’autorizzazione, il Soprintendente regionale dichiara altresì l’interesse particolarmente importante del bene del quale è stata autorizzata l’alienazione in favore di soggetti diversi da quelli indicati dall’articolo 5, comma 1, del testo unico. Nel provvedimento di dichiarazione sono riportate le misure di tutela prescritte nell’autorizzazione a norma del comma 3. 7. L’autorizzazione e la dichiarazione, su richiesta del Soprintendente regionale, sono trascritte nei registri immobiliari ed hanno efficacia nei confronti di ogni

21 successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo, anche ai fini dell’articolo 11 del presente regolamento. 8. La mancata realizzazione del programma di cui all’articolo 7 nel termine indicato nell’autorizzazione costituisce uso del bene incompatibile con il suo carattere storico-artistico. 9. Qualora con la richiesta di autorizzazione siano presentati anche i progetti definitivi delle opere di conservazione e restauro del bene, l’autorizzazione comprende anche l’approvazione dei progetti stessi. Sezione III R ISOLUZIONE

DEL CONTRATTO DI ALIENAZIONE

Art. 11. Risoluzione del contratto 1. Nel contratto di alienazione dei beni indicati all’articolo 1, l’osservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 10 costituisce obbligazione principale dell’acquirente. 2. Per il caso di inadempimento dell’obbligazione di cui al comma 1, nel contratto di alienazione sono previste: a) la clausola di cui all’articolo 1456 del codice civile; b) la clausola penale di cui all’articolo 1382 del codice civile, con la quale l’acquirente si obbliga a versare a titolo di risarcimento una somma pari al venticinque per cento del prezzo, salvo maggior danno. 3. Il Soprintendente regionale comunica all’ente alienante le inadempienze dell’acquirente accertate nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali. 4. La dichiarazione di valersi della clausola risolutiva è adottata entro novanta giorni dal verificarsi dell’inadempimento o dalla conoscenza di questo ovvero entro sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 3. Sezione IV PRELAZIONE Art. 12. Diritto di prelazione del Ministero per i beni e le attività culturali 1. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha facoltà di acquistare i beni per i quali è avanzata richiesta di autorizzazione all’alienazione da parte di regioni, province e comuni, al prezzo di base d’asta. 2. Ove non vi sia accordo tra Ministero e l’ente alienante, ovvero in caso di mancata indicazione del prezzo, il valore del bene è stabilito da una commissione di tre membri da nominarsi uno dal Ministero l’altro dall’alienante ed il terzo dal Presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall’alienante. 3. Il diritto di prelazione è esercitato nel termine di due mesi dalla data di ricezione della richiesta di autorizzazione ad alienare ed il relativo provvedimento è notificato all’alienante. 4. In caso di vendita ad un prezzo inferiore a quello indicato dall’alienante, il Ministero ha facoltà di esercitare la prelazione a norma degli articoli 59, 60 e 61


22 del testo unico. In tali ipotesi, l’ente alienante denuncia la vendita entro sessanta giorni. Art. 13. Diritto di prelazione di altri enti 1. Gli enti alienanti danno notizia, sul bollettino ufficiale regionale ed eventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicità, dei beni di cui all articolo 1, di loro proprietà, per l’alienazione dei quali hanno avanzato richiesta di autorizzazione al Ministero, con la descrizione dei beni stessi e l’indicazione, per ciascuno, del prezzo di mercato corrente. 2. La regione, la provincia ed il comune nel territorio dei quali è situato il bene, e gli enti di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, nel termine di quaranta giorni dalla denuncia formulano al Ministero la proposta di prelazione dichiarando l’eventuale irrevocabile intento di acquistare il bene e di corrisponderne il prezzo all’alienante. 3. Il Ministero, qualora rinunci all’acquisto, emette nel termine previsto dall’articolo 12, comma 3, il decreto di prelazione a favore dell’ente richiedente. 4. In caso di vendita ad un prezzo inferiore a quello indicato dall’alienante nella richiesta di autorizzazione, la regione, la provincia ed il comune nel territorio dei quali è situato il bene hanno facoltà di esercitare la prelazione. Si applicano l’articolo 12, comma 4, ed i commi 2 e 3 del presente articolo. 5. In caso di esercizio della prelazione da parte di un ente titolare di demanio, il Ministero aggiorna automaticamente gli elenchi di cui agli articoli 3 e 5. CaPO III CONCESSIONI E CONVENZIONI Art. 14. Richiesta di autorizzazione a dare in concessione o in convenzione 1. La richiesta di autorizzazione a conferire in concessione o a consentire l’utilizzazione mediante convenzione è presentata dall’ente proprietario al Soprintendente regionale e contiene, oltre ai dati identificativi dell’immobile, i seguenti elementi: a) nuova destinazione d’uso del bene; b) misure di conservazione; c) modalità di pubblica fruizione del bene, anche in rapporto con !a situazione conseguente alle precedenti destinazioni d’uso; d) durata della concessione o della convenzione. Art. 15. Rilascio dell’autorizzazione 1. Il Soprintendente regionale si pronuncia sulla richiesta di autorizzazione di cui all’articolo 14 con provvedimento espresso, a norma dell’articolo 2 comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241, da adottarsi nel termine di novanta giorni dal ricevimento dell’istanza. 2. Qualora il Soprintendente regionale chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, o proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comuni-

Il geometra ligure cazione al richiedente, il termine di cui al comma 1 è sospeso fino all’acquisizione della documentazione richiesta, ovvero delle risultanze degli accertamenti d’ufficio, e comunque non oltre sessanta giorni. Art. 16. Contenuto dell’autorizzazione 1. L’autorizzazione non può essere rilasciata qualora il conferimento in concessione o l’utilizzazione mediante convenzione pregiudichi la conservazione, l’integrità e la fruizione pubblica del bene ovvero non sia garantita la compatibilità della destinazione d’uso del bene con il suo carattere storico e artistico. 2. L’autorizzazione è rilasciata alle condizioni indicate nella richiesta di cui all’articolo 14 ed approvate dal Soprintendente regionale. 3. Ai fini indicati nel comma 1, l’autorizzazione può contenere la prescrizione aggiuntiva di particolari misure per la tutela del bene. In particolare deve contenere, ove non previsto dalla richiesta di autorizzazione il divieto di subconcessione. 4. Ove le richieste di autorizzazione siano accompagnate dai progetti definitivi delle opere di conservazione e restauro del bene, l’autorizzazione vale anche come approvazione dei progetti stessi. Art. 17. Revoca della concessione e risoluzione della convenzione 1. II mancato rispetto delle condizioni di cui all’articolo 16, commi 2 e 3, è causa di revoca della concessione o di risoluzione della convenzione. 2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, il soggetto inadempiente è tenuto al risarcimento del danno in misura non inferiore al due e non superiore al dieci per cento del valore dell’immobile, salva la risarcibilità del danno ulteriore. 3. Il Soprintendente regionale comunica all’ente concedente le inadempienze accertate nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali. 4. La revoca è adottata entro novanta giorni dal verificarsi dell’inadempimento o dalla conoscenza di questo ovvero entro sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 3. Art. 18. Liquidazione dei danni 1. Nel caso disciplinato dall’articolo 17, l’accertamento e la liquidazione degli eventuali danni causati al bene dall’inadempienza del concessionario possono essere affidati a una commissione di tre membri, da nominarsi uno dall’alienante, uno dall’acquirente ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall’acquirente. C APO IV ALIENAZIONE DEL DEMANIO STORICO-ARTISTICO DELLO STATO Art. 19. Immobili di interesse artistico e storico dello Stato 1. Nell’ambito dei processi, previsti dalla normativa


Legislazione dello Stato vigente, di dismissione o di valorizzazione di beni immobili appartenenti allo Stato, le amministrazioni statali procedenti inviano al Ministero l’elenco contenente i dati identificativi degli immobili interessati. 2. Entro sessanta giorni dal ricevimento degli elenchi di cui al comma 1, il Ministero individua gli immobili che manifestamente non rivestono interesse artistico e storico e quelli la cui alienazione o conferimento in concessione o in convenzione sono soggetti ad autorizzazione, a norma dei commi da 3 a 7 assicurando il proprio concerto ove previsto. 3. La richiesta di autorizzazione è presentata al Soprintendente regionale territorialmente competente, accompagnata da una relazione sulle caratteristiche architettoniche del bene, sull’epoca della costruzione, sugli interventi edilizi e sulle destinazioni d’uso che l’immobile ha avuto nel corso del tempo. La relazione è corredata della documentazione catastale e della pertinente documentazione grafica e iconografica 4. Il rilascio dell’autorizzazione all’alienazione e al conferimento in concessione o in convenzione degli immobili riconosciuti di interesse artistico storico è disciplinato dalle disposizioni contenute nel Capo I, nel Capo II, Sezioni II e III, e nel Capo III di questo regolamento. Si applicano le disposizioni dell’articolo 13, relative all’esercizio del diritto di prelazione. 5. Nelle ipotesi disciplinate dagli articoli 8 e 14, le amministrazioni di cui al comma 1 possono limitarsi ad indicare nella richiesta di autorizzazione gli elementi di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), o all’articolo 14, comma 1, lettere a), c) e d). Le misure di conservazione sono prescritte dal Soprintendente con i provvedimenti indicati negli articoli 10 e 16. 6. Si applicano le disposizioni dell’articolo 8 per le richieste di autorizzazione relative all’alienazione dei seguenti beni in uso all’amministrazione militare: a) le installazioni militari e le caserme edificate con tale destinazione; b) gli edifici utilizzati per alloggiare i militari e le loro famiglie; c) i magazzini; d) i depositi di munizioni ed esplosivi, i depositi di carburante; e) le stalle; f) i poligoni di tiro e le aree addestrative. 7. Nelle ipotesi di cui al comma 6, il Soprintendente regionale può disporre l’applicazione delle procedure dettate dall’articolo 7 qualora gli immobili rivestano eccezionale interesse storico-artistico. CAPO V DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE Art. 20. Commissario ad acta 1. I termini previsti dagli articoli 9 e 15 per provvedere in ordine alle richieste di alienazione e di conferimento in concessione o mediante convenzione sono perentori.

23 2. In caso di inerzia del Soprintendente regionale, il Ministro provvede a norma dell’articolo 14, comma 3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, nominando, senza procedere a contestazione, un commissario ad acta che delibera entro trenta giorni. 3. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche nel caso in cui il Ministro non provveda alla nomina del commissario ad acta in ordine alle richieste di autorizzazione di altre amministrazioni statali. Art. 21. Modalità particolari di alienazione 1. Le disposizioni del presente regolamento non si applicano ai trasferimenti tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni di beni immobili del demanio artistico e storico. 2. Nelle ipotesi di alienazione di beni appartenenti ai soggetti pubblici non titolari di demanio e alle persone giuridiche private senza fini di lucro, l’autorizzazione è concessa a norma degli articoli 8 e 10. Art. 22 Autorizzazione alla vendita di beni di interesse artistico e storico 1. Nelle more dell’invio degli elenchi e dell’emanazione dei provvedimenti di cui agli articoli 3 e 4, le regioni, le province e i comuni possono avanzare richiesta di autorizzazione all’alienazione di singoli beni di interesse artistico e storico. 2. La richiesta di autorizzazione è corredata, oltre che della documentazione indicata dagli articoli 7 e 8, da una relazione storico-architettonica sull’immobile, recante anche indicazioni sulle destinazioni d’uso e sugli interventi edilizi che l’immobile ha avuto nel corso del tempo. La relazione è corredata dalla documentazione catastale e dalla pertinente documentazione grafica e iconografica. 3. Il Soprintendente regionale, nel termine di centoventi giorni dal ricevimento della richiesta, adotta i provvedimenti di cui all’articolo 10. 4. Qualor a il Soprintendente regionale chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, o proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine di cui al comma 3 è sospeso fino all’acquisizione della documentazione richiesta, ovvero delle risultanze degli accertamenti d’ufficio, e comunque non oltre novanta giorni. Art. 23. Autorizzazione alla vendita di singoli beni 1. Dopo l’invio degli elenchi e nelle more dell’emanazione dei provvedimenti di cui all’articolo 4, gli enti proprietari possono avanzare richiesta di autorizzazione all’alienazione di singoli immobili. 2. La richiesta è accompagnata da una relazione sulle caratteristiche architettoniche, sull’epoca della costruzione, sugli interventi edilizi e sulle destinazioni d’uso


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Il geometra ligure

che l’immobile ha avuto nel corso del tempo. La relazione è corredata della documentazione catastale e della pertinente documentazione grafica e iconografica 3. Entro il termine di centoventi giorni il Soprintendente regionale: a) adotta i provvedimenti di cui all’articolo 6, del testo unico, relativamente agli immobili di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), del testo unico; b) si pronuncia sull’interesse artistico e storico dell’immobile, e chiede all’ente la documentazione integrativa, ai sensi degli articoli 7 e 8, al fine di concedere l’autorizzazione alla vendita; c) dichiara che il bene non riveste interesse artistico e storico. 4. Qualora il Soprintendente regionale chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, o proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine di cui al comma 3 è sospeso fino all’acquisizione della documentazione richiesta, ovvero delle risultanze degli accertamenti d’ufficio, e comunque non oltre novanta giorni. 5. Nell’ipotesi disciplinata dal comma 3, lettera b), i termini previsti dall’articolo 9, comma 1, per l’autorizzazione alla vendita, decorrono dal momento del ricevimento della documentazione integrativa richiesta. Art. 24. Disposizione transitoria 1. Fino all’istituzione delle soprintendenze regionali, le competenze attribuite dal presente regolamento al Soprintendente regionale sono svolte dal Soprintendente ai beni ambientali ed architettonici. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 7 settembre 2000 CIAMPI AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministri MELANDRI, Ministro per i beni e le attività culturali Visto, il Guardasigilli: FASSINO Registrato alla Corte dei conti il 2 ottobre 2000 Atti di Governo, registro n. 122, foglio n. 5

NOTE AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art.10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: – L’art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

– L’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, così dispone: «2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle norme regolamentari». – Il D.Lgs. 20 ottobre 1998, n. 368, recante «Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 26 ottobre 1998, n. 250. – L’art. 32 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è il seguente: «Art. 32 (Alienazioni di beni immobili di interesse storico e artistico di proprietà dei comuni e delle province). – 1. I beni immobili di interesse storico e artistico dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni non sono alienabili salvo che nelle ipotesi previste con regolamento da adottare ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei seguenti criteri: a) autorizzazione della alienazione, concessione o convenzione con soggetti pubblici o privati da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, che si pronuncia entro un termine perentorio, a condizione che non siano pregiudicate la conservazione, l’integrità e la fruizione dei beni e sia garantita la compatibilità della destinazione d’uso con il loro carattere storico e artistico; b) definizione dei criteri per la individuazione della tipologia dei beni per i quali può essere concessa l’autorizzazione; c) criteri in ordine alle prescrizioni relative alla conservazione ed all’uso dei beni; d) risoluzione del contratto di alienazione in caso di violazione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione; e) individuazione, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del regolamento, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali in collaborazione con gli enti interessati, dei beni immobili di interesse storico e artistico delle regioni, delle province e dei comuni; f) possibilità di prevedere il diritto di prelazione a favore di altri enti pubblici territoriali o enti conferenti di cui all’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356; g) abrogazione espressa delle norme, anche di legge, incompatibili. 2. Sono fatte salve le procedure di alienazione già avviate in attuazione dell’art. 12 della legge 15 maggio 1997, n. 127, a condizione che le stesse siano pervenute alla fase dell’aggiudicazione prima della data di entrata in vigore della legge 16 giugno 1998, n. 191. – Il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante «Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’art. 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352», è pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 27 dicembre 1999, n. 302. – Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante «Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le


Legislazione dello Stato province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la conferenza Statocittà ed autonomie locali», è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 30 agosto 1997, n. 202. Nota all’art. 1: – L’art. 822 del codice civile è il seguente: «Art. 822 (Demanio pubblico). – Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico (c.c. 1145) il lido del mare (c.c. 942), la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti (c.c. 945), i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia (c.c. 2774 c.n. 28, 29, 692); le opere destinate alla difesa nazionale (c.c. 879). Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti, gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, le raccolte dei musei, delle pinacoteche degli archivi, delle biblioteche, e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico (c.c. 11, 823)». Nota all’art. 2. – Il comma 1 dell’art. 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490, è il seguente: «1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo titolo: a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico storico, archeologico, o demo-etno-antropologico; b) le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante; c) le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico; d) i beni archivistici; e) i beni librari». Note all’art. 3: – L’art. 5 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, è il seguente: «Art. 5 (Beni di enti pubblici e privati [legge 1 ° giugno 1939, n. 1089, articoli 4 e 58; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma I lettera a)]. - 1. Le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e le persone giuridiche private senza fine di lucro presentano al Ministero l’elenco descrittivo delle cose indicate all’art. 2, comma 1, lettera a) di loro spettanza. 2. I predetti enti e persone giuridiche hanno l’obbligo di denunciare le cose non comprese nella prima elencazione nonché quelle che in seguito verranno ad aggiungersi per qualsiasi titolo al loro patrimonio, inserendole nell’elenco. 3. Gli elenchi e i successivi aggiornamenti nella parte concernente i beni indicati all’art. 2, comma 1, lettera e), sono comunicati dal Ministero alla regione competente. 4. In caso di omessa presentazione ovvero di omesso aggiornamento dell’elenco, il Ministero assegna all’ente un termine perentorio per provvedere. Qualora l’ente non provveda nel termine assegnato, il Ministero dispone la compilazione dell’elenco a spese dell’ente medesimo. 5. I beni elencati nell’art. 2, comma 1, lettera a), che appartengono ai soggetti indicati al comma I sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo titolo anche se non risultano compresi negli elenchi e nelle denuncie previste dai commi 1 e 2».

25 Per il comma 1 dell’art. 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490, si veda la nota all’art. 2. Note all’art. 4. – L’art. 6 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali così recita: «Art. 6. Dichiarazione (legge 1 ° giugno 1939, n. 1089, articoli 2, comma 1; 3, comma 1; 5, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 36, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma l, lettera b). Salvo quanto disposto dal comma 4, il Ministero dichiara l’interesse particolarmente importante delle cose indicate all’art. 2, comma 1, lettera a) appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati all’art. 5, comma 1. 2. Il Ministero dichiara altresì l’interesse particolarmente importante delle cose indicate all’art. 2, comma 1, lettera b), l’eccezionale interesse delle collezioni o serie di oggetti indicati all’art. 2, comma 1 lettera c) e il notevole interesse storico dei beni indicati all’art. 2, comma 4, lettera c). 3. Gli effetti della dichiarazione sono stabiliti dall’art. 10. 4. La regione competente per territorio dichiara l’interesse particolarmente importante delle cose indicate nell’art. 2, comma 2, lettera c) di proprietà privata. In caso di inerzia della regione, il Ministero procede a norma dell’art. 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3». – Per il comma 1 dell’art. 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, si veda la nota all’art. 2. Nota all’art. 9: – L’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, così dispone: «Art. 2. - 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza ovvero debba essere iniziato d’ufficio, la pubblica amministrazione ha il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso. 2. Le pubbliche amministrazioni determinano per ciascun tipo di procedimento, in quanto non sia già direttamente disposto per legge o per regolamento, il termine entro cui esso deve concludersi. Tale termine decorre dall’inizio di ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda se il procedimento è ad iniziativa di parte. 3. Qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano ai sensi del comma 2, il termine è di trenta giorni. 4. Le determinazioni adottate ai sensi del comma 2 sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti». Note all’art. 11: – Gli articoli 1382 e 1456 del codice civile così dispongono: «Art. 1382 (Effetti della clausola penale). – La clausola, con cui si conviene che, in caso d’inadempimento o di ritardo nell’adempimento, uno dei contraenti è tenuto a una determinata prestazione, ha l’effetto di limitare il risarcimento alla prestazione promessa, se non è stata convenuta la risarcibilità del danno ulteriore. La penale è dovuta indipendentemente dalla prova del danno». «Art. 1456 (Clausola risolutiva espressa). – I contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalità stabilite. In questo caso, la risoluzione si verifica di diritto quando la parte interessata dichiara all’altra che intende valersi della clausola risolutiva».


26 Note all’art. 12: Gli articoli 59, 60 e 61 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, sono i seguenti: «Art. 59. Diritto di prelazione (legge 1° giugno 1939, n. 1089, articoli 31, commi 1, 2 e 3; 33; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 40). – 1. Il Ministero ha facoltà di acquistare i beni culturali alienati a titolo oneroso al medesimo prezzo stabilito nell’atto di alienazione. 2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o non sia stato previsto un corrispettivo in denaro ovvero sia ceduto in permuta, il valore economico è determinato d’ufficio dal Ministero. 3. Ove l’alienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata dal Ministero, il valore della cosa è stabilito da una commissione di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l’altro dall’alienante ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall’alienante. 4. La determinazione della commissione è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità. 5. Il diritto di prelazione può essere esercitato anche quando il bene sia a qualunque titolo dato in pagamento». «Art. 60. Condizioni della prelazione (legge 1° giugno 1939, n. 1089, articoli 31, comma 4; 32; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 40; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera g). – 1. Il diritto di prelazione è esercitato nel termine di due mesi dalla data di ricezione della denuncia prevista dall’art. 58. 2. Entro il termine indicato dal comma 1 il provvedimento di prelazione è notificato all’alienante ed all’acquirente. La proprietà passa allo Stato dalla data dell’ultima notificazione. 3. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 l’atto di alienazione è inefficace ed all’alienante è vietato effettuare la consegna della cosa. 4. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato. 5. Nel caso in cui il Ministero eserciti il diritto di prelazione su parte delle cose alienate, il compratore ha facoltà di recedere dal contratto». «Art. 61. Esercizio della prelazione (decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 149, comma 5). – 1. Il Soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, ne dà immediata comunicazione alla regione, alla provincia ed al comune nel cui territorio si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la regione ne dà notizia sul proprio bollettino ufficiale ed eventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicità a livello nazionale, con la descrizione dell’opera e il prezzo. 2. La regione, la provincia ed il comune, nel termine di quaranta giorni dalla denuncia, formulano al Ministero la proposta di prelazione, dichiarando l’eventuale irrevocabile intento di acquistare il bene e di corrisponderne il prezzo all’alienante. 3. Il Ministero, qualora rinunci all’acquisto emette, nel termine previsto dall’art. 60, comma 1, il decreto di prelazione a favore dell’ente richiedente». Nota all’art. 13. – L’art. 1, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990 n. 356, è il seguente: «Art. 1 (Fusioni, trasformazioni e conferimenti). – 1. Gli

Il geometra ligure enti creditizi pubblici iscritti all’albo di cui all’art. 29 del regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375, e successive modificazioni e integrazioni, le casse comunali di credito agrario e i monti di credito su pegno di seconda categoria che non raccolgono risparmio tra il pubblico possono effettuare trasformazioni ovvero fusioni con altri enti creditizi di qualsiasi natura, da cui, anche a seguito di successive trasformazioni, conferimenti o fusioni, risultino comunque società per azioni operanti nel settore del credito». Nota all’art. 15: – Per l’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, si veda la nota all’art. 9. Note all’art. 20: – L’art. 14, comma 3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, così recita: «3. Il Ministro non può revocare, riformare, riservare o avocare a sé o altrimenti adottare provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti. In caso di inerzia o ritardo il Ministro può fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare gli atti o i provvedimenti. Qualora l’inerzia permanga, o in caso di grave inosservanza delle direttive generali da parte del dirigente competente, che determinino pregiudizio per l’interesse pubblico, il Ministro può nominare, salvi i casi di urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri del relativo provvedimento. Resta salvo quanto previsto dall’art. 2, comma 3, lettera p) della legge 23 agosto 1988, n. 400. Resta altresì salvo quanto previsto dall’art. 6 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, e dall’art. 10 del relativo regolamento emanato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635. Resta salvo il potere di annullamento ministeriale per motivi di legittimità». – L’art. 5, comma 2. c-bis della legge 23 agosto 1988, n. 400, è il seguente: «2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art. 95, primo comma, della Costituzione: a) - c) (omissis); c-bis) può deferire al Consiglio dei Ministri, ai fini di una complessiva valutazione ed armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti, la decisione di questioni sulle quali siano emerse valutazioni contrastanti tra amministrazioni a diverso titolo competenti in ordine alla definizione di atti e provvedimenti». Note all’art. 23: – Per l’art. 6 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, si veda la nota all’art. 4. – Per l’art. 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, si veda la nota all’art. 2. (Pubblicato su G.U. n.240 del 13.10.2000)

LEGGE 3 novembre 2000, n. 325 Disposizioni inerenti all’adozione delle misure minime di sicurezza nel trattamento dei dati personali previste dall’articolo 15 della legge 31 dicembre 1996, n. 675. (Pubblicato su G.U. n.262 del 09.11.2000)


Legislazione dello Stato DECRETO 31 ottobre 2000 Dichiarazione dell’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi nella provincia di Imperia. (Pubblicato su G.U. n.263 del 10.11.2000)

LEGGE 7 novembre 2000, n. 327 Valutazione dei costi del lavoro e della sicurezza nelle gare di appalto. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA P ROMULGA la seguente legge: Art. 1. Valutazione dei costi del lavoro e della sicurezza nelle gare di appalto 1. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione, nei casi previsti dalla normativa vigente, dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizio e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro come determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In fase di prima applicazione le predette tabelle sono definite entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e, successivamente, aggiornate in caso di variazione delle componenti del costo del lavoro. 2. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. 3. Nella valutazione dell’anomalia delle offerte, quando si tratti di settori non disciplinati dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, e dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni, gli enti aggiudicatori sono tenuti altresì a considerare i costi relativi alla sicurezza, che devono essere specificamente indicati e risultare congrui rispetto all’entità e alle caratteristiche dei servizi o delle forniture. 4. Sono considerate anormalmente basse ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 25 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, le offerte che si discostino in modo evidente dai parametri di cui ai commi 1, 2 e 3. 5. Nell’ambito dei requisiti per la qualificazione di cui all’articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, devono essere considerate

27 anche le informazioni fornite dallo stesso soggetto interessato relativamente all’avvenuto adempimento, all’interno della propria azienda, degli obblighi di sicurezza previsti dalla vigente normativa. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 7 novembre 2000 CIAMPI Am ATO, Presidente del Consiglio dei Ministri S ALVI, Ministro del lavoro e della previdenza sociale Visto, il Guardasigilli: FASSINO LAVORI PREPARATORI Senato della Repubblica (atto n. 4469): Presentato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale (SALVI) il l4 febbraio 2000. Assegnato all’11ª commissione (Lavoro), in sede deliberante, il 22 febbraio 2000 con pareri delle commissioni 1ª, 8ª e della giunta per gli affari delle Comunità europee. Esaminato dall’11ª commissione, in sede deliberante, il 1° e l’8 marzo 2000. Assegnato nuovamente all’11ª commissione, in sede referente. l’8 marzo 2000 con pareri delle commissioni 1ª, 8ª e della giunta per gli affari delle Comunità europee. Esaminato dall’11ª commissione, in sede referente, il 9,14, 22, 28, 29 marzo 2000. Relazione scritta annunciata il 18 aprile 2000 (atto n. 4469/ A - relatore sen. SMURAGLIA). Esaminato in aula l’11 maggio 2000 ed approvato il 24 maggio 2000. Camera dei deputati (atto n. 7021): Assegnato alla XI commissione (Lavoro), in sede referente il 2 giugno 2000 con pareri delle commissioni I, VIII e XIV. Esaminato dalla XI commissione, in sede referente, il 13, 14, 20 giugno 2000; il 18 luglio 2000. Esaminato in aula il 24 luglio 2000 ed approvato il 10 ottobre 2000. NOTE A VVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dell’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note all’art. 1: Comma 3. – La legge 11 febbraio 1994 n. 109, reca: «Legge quadro in materia di lavori pubblici». – Il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, reca: «Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili».


28 Comma 4. – II testo dell’art. 25 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 (Attuazione della direttiva 92/50/CEE in materia di appalti pubblici di servizi), è il seguente: «Art. 25 (Offerte anormalmente basse). – 1. Qualora talune offerte presentino carattere anormalmente basso rispetto alla prestazione, l’amministrazione aggiudicatrice, prima di escluderle, chiede per iscritto le precisazioni in merito agli elementi costitutivi dell’offerta ritenuti pertinenti e li verifica tenendo conto di tutte le spiegazioni ricevute. 2. L’amministrazione aggiudicatrice tiene conto, in particolare, delle giustificazioni riguardanti l’economia del metodo di prestazione del servizio o le soluzioni tecniche adottate o le condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone il concorrente per prestare il servizio, oppure l’originalità del servizio stesso, con l’esclusione, peraltro, di giustificazioni concernenti elementi i cui valori minimi sono stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, ovvero i cui valori risultano da atti ufficiali. 3. Sono assoggettate alla verifica di cui ai commi 1 e 2 tutte le offerte che presentano una percentuale di ribasso che superi di un quinto la media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse, calcolata senza tener conto delle offerte in aumento. 4. Nella verifica delle offerte l’amministrazione aggiudicatrice tiene conto anche degli oneri eventualmente connessi, per l’aggiudicatario, all’applicazione dell’art. 23, comma 3». Comma 5. – Il testo dell’art. 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 (per l’argomento vedi nota all’art. 1, comma 3), è il seguente: «Art. 8 (Qualificazione). – 1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di cui all’art. 1, comma 1, i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati ed improntare la loro attività ai princìpi della qualità, della professionalità e della correttezza. Allo stesso fine i prodotti, i processi, i servizi e i sistemi di qualità aziendali impiegati dai medesimi soggetti sono sottoposti a certificazione, ai sensi della normativa vigente. 2. Con apposito regolamento, da emanare ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell’industria del commercio e dell’artigianato e con il Ministro per i beni culturali e ambientali, sentito il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, è istituito, tenendo conto della normativa vigente in materia, un sistema di qualificazione, unico per tutti gli esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici di cui all’art. 2 comma 1, di importo superiore a 150.000 ECU, articolato in rapporto alle tipologie ed all’importo dei lavori stessi. 3. Il sistema di qualificazione è attuato da organismi di diritto privato di attestazione, appositamente autorizzati dall’Autorità di cui all’art. 4, sentita un’apposita commissione consultiva istituita presso l’Autorità medesima. Alle spese di finanziamento della commissione consultiva si provvede a carico del bilancio dell’Autorità, nei limiti delle risorse disponibili. Agli organismi di attestazione è demandato il compito di attestare l’esistenza nei soggetti qualificati di: a) certificazione di sistema di qualità conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000 e alla vigente normativa nazionale, rilasciata da soggetti accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000;

Il geometra ligure b) dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati del sistema di qualità rilasciata dai soggetti di cui alla lettera a), c) requisiti di ordine generale nonché tecnico-organizzativi ed economico-finanziari conformi alle disposizioni comunitarie in materia di qualificazione. 4. Il regolamento di cui al comma 2 definisce in particolare: a) il numero e le modalità di nomina dei componenti la commissione consultiva di cui al comma 3, che deve essere composta da rappresentanti delle amministrazioni interessate dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, delle organizzazioni imprenditoriali firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro di settore e degli organismi di rappresentanza dei lavoratori interessati; b) le modalità e i criteri di autorizzazione e di eventuale revoca nei confronti degli organismi di attestazione, nonché i requisiti soggettivi, organizzativi, finanziari e tecnici che i predetti organismi devono possedere, fermo restando che essi devono agire in piena indipendenza rispetto ai soggetti esecutori di lavori pubblici destinatari del sistema di qualificazione e che sono soggetti alla sorveglianza dell’Autorità; i soggetti accreditati nel settore delle costruzioni, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000 e delle norme nazionali in materia, al rilascio della certificazione dei sistemi di qualità, su loro richiesta sono autorizzati dall’Autorità, nel caso siano in possesso dei predetti requisiti, anche allo svolgimento dei compiti di attestazione di cui al comma 3, fermo restando il divieto per lo stesso soggetto di svolgere sia i compiti della certificazione che quelli dell’attestazione relativamente alla medesima impresa; c) le modalità di attestazione dell’esistenza nei soggetti qualificati della certificazione del sistema di qualità o della dichiarazione della presenza di elementi del sistema di qualità, di cui al comma 3, lettere a) e b), e dei requisiti di cui al comma 3, lettera c), nonché le modalità per l’eventuale verifica annuale dei predetti requisiti relativamente ai dati di bilancio; d) i requisiti di ordine generale ed i requisiti tecnico-organizzativi ed economico-finanziari di cui al comma 3, lettera c), con le relative misure in rapporto all’entità e alla tipologia dei lavori, tenuto conto di quanto disposto in attuazione dell’art. 9, commi 2 e 3. Vanno definiti, tra i suddetti requisiti, anche quelli relativi alla regolarità contributiva e contrattuale, ivi compresi i versamenti alle casse edili; e) la facoltà ed il successivo obbligo per le stazioni appaltanti, graduati in un periodo non superiore a cinque anni ed in rapporto alla tipologia dei lavori nonché agli oggetti dei contratti, di richiedere il possesso della certificazione del sistema di qualità o della dichiarazione della presenza di elementi del sistema di qualità di cui al comma 3, lettere a) e b). La facoltà ed il successivo obbligo per le stazioni appaltanti di richiedere la certificazione di qualità non potranno comunque essere previsti per lavori di importo inferiore a 500.000 ECU; f) i criteri per la determinazione delle tariffe applicabili all’attività di qualificazione; g) la durata dell’efficacia della qualificazione, non inferiore a due anni e non superiore a tre anni, nonché le relative modalità di verifica; h) la formazione di elenchi, su base regionale, dei soggetti che hanno conseguito la qualificazione di cui al comma 3; tali elenchi sono redatti e conservati presso l’Autorità, che ne assicura la pubblicità per il tramite dell’Osservatorio dei lavori pubblici di cui all’art. 4.


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Legislazione dello Stato 5. (Abrogato). 6. Il regolamento di cui al comma 2 disciplina le modalità dell’esercizio, da parte dell’Ispettorato generale per l’Albo nazionale dei costruttori e per i contratti di cui al sesto comma dell’art. 6, legge 10 febbraio 1962, n. 57, delle competenze già attribuite al predetto ufficio e non soppresse ai sensi del presente articolo. 7. Fino al 31 dicembre 1999, il Comitato centrale dell’Albo nazionale dei costruttori dispone la sospensione da tre a sei mesi dalla partecipazione alle procedure di affidamento di lavori pubblici nei casi previsti dall’art. 24, primo comma, della direttiva n. 93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993. Resta fermo quanto previsto dalla vigente disciplina antimafia ed in materia di misure di prevenzione. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al primo periodo, sono abrogate le norme incompatibili relative alla sospensione e alla cancellazione dall’Albo di cui alla legge 10 febbraio 1962, n. 57, e sono inefficaci i procedimenti iniziati in base alla normativa previgente. A decorrere dal 1° gennaio 2000, all’esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento di lavori pubblici provvedono direttamente le stazioni appaltanti, sulla base dei medesimi criteri. 8. A decorrere dal 1° gennaio 2000, i lavori pubblici possono essere eseguiti esclusivamente da soggetti qualificati ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo, e non esclusi ai sensi del comma 7 del presente articolo. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, è vietata, per l’affidamento di lavori pubblici, l’utilizzazione degli albi speciali o di fiducia predisposti dai soggetti di cui all’art. 2. 9. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2 e sino al 31 dicembre 1999, l’esistenza dei requisiti di cui alla lettera c) del comma 3 è accertata in base al certificato di iscrizione all’Albo nazionale dei costruttori per le imprese nazionali o, per le imprese dei Paesi appartenenti alla Comunità europea, in base alla certificazione, prodotta secondo le normative vigenti nei rispettivi Paesi, del possesso dei requisiti prescritti per la partecipazione delle imprese italiane alle gare. 10. A decorrere dal 1° gennaio 2000, è abrogata la legge 10 febbraio 1962, n. 57. Restano ferme le disposizioni di cui alla legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modificazioni. 11. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 3 dell’art. 9 e fino al 31 dicembre 1999, ai fini della partecipazione alle procedure di affidamento e di aggiudicazione dei lavori pubblici di cui alla presente legge, I’iscrizione all’Albo nazionale dei costruttori avviene ai sensi della legge l0 febbraio 1962. n 57, e successive modificazioni e integrazioni, e della legge 15 novembre 1986 n 768 e sulla base dei requisiti di iscrizione come rideterminati ai sensi del medesimo comma 3 dell’art. 9. 11-bis. Le imprese dei Paesi appartenenti all’Unione europea partecipano alle procedure per l’affidamento di appalti di lavori pubblici in base alla documentazione, prodotta secondo le normative vigenti nei rispettivi Paesi, del possesso di tutti i requisiti prescritti per la partecipazione delle imprese italiane alle gare. 11-ter Il regolamento di cui all’art. 3, comma 2, stabilisce gli specifici requisiti economico-finanziari e tecnicoorganizativi che devono possedere i candidati ad una concessione di lavori pubblici che non intendano eseguire i lavori con la propria organizzazione di impresa. Fino alla data di entrata in vigore del suddetto regolamento i requisiti e le relative misure sono stabiliti dalle amministrazioni aggiudicatrici.

11-quater. Le imprese alle quali venga rilasciata da organismi accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, la certificazione di sistema di qualità conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000, ovvero la dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati di tale sistema, usufruiscono dei seguenti benefici: a) la cauzione e la garanzia fidejussoria previste, rispettivamente, dal comma 1 e dal comma 2 dell’art. 30 della presente legge, sono ridotte, per le imprese certificate, del 50 per cento; b) nei casi di appalto concorso le stazioni appaltanti prendono in considerazione la certificazione del sistema di qualità, ovvero la dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati di tale sistema, in aggiunta agli elementi variabili di cui al comma 2 dell’art. 21 della presente legge. 11-quinquies. Il regolamento di cui al comma 2 stabilisce quali requisiti di ordine generale, organizzativo e tecnico debbano possedere le imprese per essere affidatarie di lavori pubblici di importo inferiore a 150.000 ECU. 11-sexies. Per le attività di restauro e manutenzione dei ben mobili e delle superfici decorate di beni architettonici, il Ministro per i beni culturali e ambientali, sentito il Ministro dei lavori pubblici, provvede a stabilire i requisiti di qualificazione dei soggetti esecutori dei lavori». (Pubblicato su G.U. n.265 del 13.11.2000)

ORDINANZA 8 novembre 2000 Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile in conseguenza degli eventi alluvionali e dissesti idrogeologici che hanno colpito nel mese di ottobre 2000 il territorio della regione autonoma Valle d’Aosta e delle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, EmiliaRomagna e Veneto (Ordinanza n. 3093) (Pubblicato su G.U. n.266 del 14.11.2000)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 novembre 2000 Dichiarazione dello stato di emergenza nei territori della regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia e delle regioni Liguria, Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte per gli eventi alluvionali della prima decade di novembre 2000 nonché per i dissesti idrogeologici conseguenti agli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della regione Piemonte nei mesi di aprile e maggio 2000. (Pubblicato su G.U. n.268 del 16.11.2000)

DETERMINAZIONE 26 ottobre 2000. Rimborsi spese e compensi per il responsabile dei lavori. (Determinazione n. 49/2000). L’AUTORITÀ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI A questa Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, sono state segnalate una serie di questioni concernenti il


30 «rimborso spese» della Tariffa professionale degli ingegneri ed architetti nonché il compenso da riservare alla prestazione di «responsabile dei lavori» di cui al decreto legislativo n. 494/1996. Il consiglio dell’Autorità, ritenendo le questioni sollevate d’interesse, ha approvato la seguente determinazione. L’art. 4 della legge n. 143 del 2 marzo 1949 – testo unico della Tariffa per ingegneri ed architetti - individua una serie di prestazioni professionali nelle quali il tempo concorre come elemento precipuo di valutazione, ed alle quali non si adatterebbero le usuali tariffe «a percentuale», «a quantità» o «a discrezione». I rilievi planoaltimetrici da porre a base della progettazione sono compresi nel citato art. 4, lettera a). Conseguentemente l’attività relativa ai rilievi è da considerare un’attività accessoria alla progettazione vera e propria. Detto carattere accessorio è poi confermato dall’art. 17, comma 14-quinquies, della legge n. 109/1994, che consente ad un certo numero d’attività, tra cui appunto i rilievi planoaltimetrici, di essere epletate mediante il subappalto; ciò in coerenza con il principio affermato dalla giurisprudenza secondo cui il progettista è sempre tenuto ad eseguire personalmente l’incarico, sia pure con l’ausilio degli operatori materiali (vds in proposito la CIRC. LL.PP. del 7 ottobre 1996 n. 4488 /UL). Dal carattere di accessorietà discende il diritto al rimborso della spesa relativa, in conformità all’art. 13 della stessa Tariffa secondo cui al progettista «... gli sono dovuti a parte ed in aggiunta gli eventuali compensi a rimborso di cui agli articoli 4, 6 e 17». Si può pertanto concludere che l’onere sostenuto dal progettista per l’effettuazione dei rilievi, deve essere compensato ai sensi dell’art. 4 della Tariffa ed in aggiunta agli onorari a percentuale della tabella A. Nondimeno, si pone il problema di chiarire più in generale con quali «modalità» deve essere esposta la spesa da parte del progettista, ossia se la stessa deve essere ragguagliata ad una percentuale forfettaria degli onorari di cui alla tabella A, oppure analiticamente indicate e comprovate; modalità entrambe ammesse dall’art. 13 della Tariffa. Il regolamento della legge quadro approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 21 dicembre 1999 ed in vigore dal 28 luglio 2000 – all’art. 64, comma 1, lettera c), punto 1) a) – nel descrivere le modalità di svolgimento delle gare per l’affidamento degli incarichi di progettazione, fa esplicito riferimento ad una percentuale, al netto del ribasso offerto, per il rimborso delle spese che figura nella compilazione delle parcelle. Conclusivamente, ed estendendo il più recente principio enunciato dal regolamento, anche alle specifiche professionali relative ad incarichi non conferiti mediante procedura concorsuale, le parcelle professiona-

Il geometra ligure li possono esporre, per ogni categoria di opere nelle quali è stato disaggregato l’importo complessivo dei lavori, le spese forfettariamente determinate. È stata inoltre sollevata questione in ordine al rimborso per il «plottaggio dei disegni». Si osserva che questa è un’attività materiale del professionista – successiva alla elaborazione dei disegni – sorta evidentemente dopo la Tariffa di cui alla legge n. 143/1949; certamente, la stessa non può considerarsi un’attività intellettuale del progettista e, come tale, non può considerarsi inclusa nel compenso a percentuale di cui alla tabella A. L’attività materiale di cui trattasi rientra perciò nelle spese di cui all’art. 6 della Tariffa che prevede il rimborso «... di qualsiasi sussidio od opera necessaria all’esecuzione di lavori fuori ufficio». Infine, relativamente alla questione se sia dovuto il compenso per l’attività di responsabile dei lavori, nell’ipotesi in cui l’Amministrazione si sia limitata a conferire, ai sensi del decreto legislativo n. 494/1996, il solo incarico di responsabile dei lavori e non anche di coordinatore per la sicurezza nella fase di progettazione, la risposta non può che essere negativa nel senso che spetta il compenso per l’incarico di coordinatore della sicurezza, mentre, non spetta per le funzioni del responsabile dei lavori, come delineate dal citato decreto legislativo n. 494/1996 per essere queste esplicitamente demandate dall’art. 8, comma 2, del regolamento n. 554 approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 21 dicembre 1999, al responsabile del procedimento, ai fini del rispetto delle norme sulla sicurezza, non può spettare comunque alcuno. Roma, 26 ottobre 2000 Il presidente: GARRI Il segretario: ESPOSITO (Pubblicato su G.U. n.273 del 22.11.2000)

DECRETO 16 novembre 2000 Proroga della sospensione dei termini per l’adempimento degli obblighi tributari a favore delle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali dei mesi di settembre ed ottobre 2000, ai sensi dell’art. 9, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212. (Pubblicato su G.U. n.274 del 23.11.2000)

DECRETO 25 ottobre 2000 Modalità e criteri per l’attuazione degli interventi previsti dall’art. 3 della legge 21 dicembre 1999, n. 513, recante interventi straordinari nel settore dei beni e delle attività culturali. (Pubblicato su G.U. n.274 del 23.11.2000)


Giurisprudenza

RECENTISSIME DALLA CASSAZIONE CIVILE

Novembre 2000

APPALTO CASSAZIONE CIVILE, II SEZIONE, 26 ottobre 2000, n. 14124 - GAROFALO Presidente - CALFAPIETRA Relatore - Russo P. M. (conf.). - Simion-Bellon. 1. Il caso: in tema di azione risarcitoria per vizi e difformità dell’opera, su chi incombe l’onere di provare la colpa dell’inadempimento? Dopo solo un mese dal completamento dei lavori di installazione dell’impianto idrico-sanitario e di riscaldamento, la proprietaria di un appartamento in Vigonza, nella provincia di Padova, subisce ingenti danni per la improvvisa rottura di una tubazione del bagno, con conseguente allagamento del fabbricato e notevoli danni, come risultati dall’accertamento tecnico preventivo richiesto ed espletato. Cita perciò in giudizio l’appaltatore e la compagnia assicuratrice, chiedendo la loro condanna in solido al risarcimento dei danni nella misura di quaranta milioni. Sia il Tribunale di Padova che la Corte di appello di Venezia rigettano la domanda della proprietaria, ritenendo in particolare che l’attrice avrebbe dovuto provare non soltanto la sussistenza del danno, ma anche che la causa della rottura del tubo fosse dovuta a colpa dell’appaltatore. Si chiede quindi alla Cassazione di dare soluzione al seguente quesito: il committente che agisca nei confronti dell’appaltatore ai sensi dell’art. 1668 c. c. per il risarcimento dei danni derivanti da vizi o difformità dell’opera, è tenuto a dimostrare la colpa dell’appaltatore? 2. La soluzione: il committente non deve provare la colpa dell’appaltatore, che si presume fino a prova contraria. Seguendo un orientamento giurisprudenziale costante (per tutte, Cass., 9 luglio 1983, n. 4637, in Resp. Civ. e Prev., 1984, 651, con nota di VACCÀ), la Cassazione accoglie le ragioni della proprietaria danneggiata, ribadendo il principio di diritto per cui il committente che agisce nei confronti dell’appaltatore, ai sensi dell’art. 1668 c. c. per il risarcimento dei danni derivanti da vizi e difformità dell’opera, non è tenuto a dimostrare la colpa dell’appaltatore medesimo, in quanto, vertendosi in tema di responsabilità contrattuale, tale colpa è presunta fino a prova contraria. In realtà, sulla natura della garanzia per vizi e difetti dell’opera, il dibattito dottrinario è stato ricco di posizioni diversificate, da chi ritiene che si tratti di una responsabilità da inadempimento ai sensi dell’art. 1218 c. c. (BIANCA, La vendita e la permuta, 2a ed., in Trattato di diritto civile italiano, fondato da Vassalli, VII, 1, Torino, 1993, 322 e segg.) a chi ravvisa una forma di responsabilità speciale, come accadrebbe - secondo un’opinione accreditata (MENGONI, Profili per una revisione della teoria sulla garanzia per i vizi nella vendita, in Riv. Dir. Comm., 1953, I, 3 e segg.) - nella garanzia dovuta in materia di vendita. In quest’ottica, la specialità consiste nella circostanza per cui il presupposto della responsabilità non risiede nell’inadempimento, ma nell’obiettiva anomalia del bene o dell’opera o nella sua inidoneità a servire all’uso per cui è stato stipulato il contratto. In questo senso anche la giurisprudenza, sin dagli anni ottanta. Emblematica la pronuncia resa da Cass., Sez. un., 27 febbraio 1985, n. 1720, in Corriere Giur., 1985, 627 che ha individuato la natura della garanzia, sia quella per evizione e fattispecie assimilabili che quella per vizi strutturali della cosa di cui agli artt. 1490-1497 c. c., come un rimedio apprestato dall’ordinamento giuridico per eliminare lo squilibrio tra le attribuzioni patrimoniali, determinato dall’inadempimento del venditore. Si tratta quindi di un rimedio che, in quanto rafforzativo e non sostitutivo di quello a carattere generale previsto per i contratti, opera anche in mancanza di colpa del venditore, requisito che è necessario solo allorché il compratore richieda il risarcimento integrale dei danni (cioè comprensivo anche del cosiddetto interesse positivo) e in relazione al quale opera in tal caso la presunzione di carattere generale di cui all’art. 1218 c. c. La peculiare struttura di questo tipo di responsabilità, originariamente individuata per il contratto di vendita, si riverbera anche nel contratto di appalto, nonostante le diversità strutturali tra i due tipi contrattuali (si ricordi, solo per incidens, il diverso termine di prescrizione e di decadenza). In tal senso sembra porsi la giurisprudenza,


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Il geometra ligure

laddove ritiene di differenziare la garanzia per vizi dell’appaltatore dalla comune responsabilità per inadempimento del medesimo (Cass., 3 dicembre 1981, n. 6406, in Foro It., 1982, I, 698, con nota di D I PAOLA). In sostanza quindi, si può affermare che sia nel contratto di vendita che nell’appalto, la garanzia per vizi e difformità o difetti dell’opera si dispone come una forma di responsabilità speciale perché, essendo attinente piú che ad un comportamento dell’obbligato (venditore/appaltatore) ad una oggettiva inidoneità della res, essa è configurabile indipendentemente dalla prova della colpa. Tuttavia, è opportuno osservare che in realtà il dibattito di cui si è data qui molto succintamente contezza (e per il quale si rinvia alle piú approfondite pagine di LUMINOSO, I contratti tipici e atipici, Milano, 1995, 117 e segg.), concerne un profilo in parte diverso rispetto alla questione risolta dalla S. C. La sentenza in commento, infatti, era chiamata a decidere sulla ripartizione dell’onere della prova tra committente e appaltatore, non nell’ambito di un’azione redibitoria, di cui all’art. 1453 c. c.; bensì nell’ambito dell’azione risarcitoria, per la quale è unanime l’orientamento in dottrina e in giurisprudenza circa la necessità di applicare tradizionali canoni sanciti nell’art. 1218 c. c. per la responsabilità da inadempimento, in verità anch’essi assai problematici, se si pensa alla diversità di posizioni assunte dalla dottrina nel corso degli anni (si pensi alle teorie colpevolistiche, non colpevolistiche, miste, a seconda che si faccia ricadere sul debitore l’onere di provare anche la causa non imputabile o invece solo la sua diligenza nell’adempimento o ancora si faccia ricorso al criterio di cui all’art. 2697 c. c., che fa carico al creditore di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento, cui può giungersi anche tramite la presunzione di persistenza del credito, e al debitore di provare l’inefficacia o la modifica o l’estinzione di tali fatti). In altri termini, se per far valere la risoluzione del contratto è necessario e sufficiente provare l’esistenza di un difetto della res, indipendentemente dalla colpa del debitore, invece, qualora si agisca per ottenere il risarcimento dei danni è necessario, almeno in teoria, provare la colpa dell’appaltatore. Almeno in teoria, perché in pratica, come è accaduto anche nel caso di specie, vertendosi in materia di responsabilità contrattuale, la colpa si presume fino a prova contraria. COMUNIONE CASSAZIONE CIVILE, II Sezione, 27 ottobre 2000, n.14162 - CORONA Presidente e Relatore - GAMBARDELLA P. M. (conf.). - Soc. Alberghiera Le Cannelle - Condominio Le Cannelle. 1. Il caso: qualora una res condominiale sia oggetto di comproprietà tra i condomini, è necessaria la formale convocazione dell’assemblea ai fini della validità della delibera condominiale che autorizzi l’esecuzione di lavori di straordinaria manutenzione? Nel caso di specie, un condominio approva l’esecuzione dei lavori di straordinaria manutenzione del depuratore, afferente al condominio e appartenente in comunione, in ragione della quota del 33 %, anche ad una società alberghiera non facente parte del condominio. Secondo il principio del metodo collegiale e maggioritario, proprio della comunione, la delibera viene presa senza la formale convocazione della società. Il Presidente del Tribunale di Grosseto ingiunge perciò alla società di pagare circa quindici milioni al condominio di cui la società non fa parte, per l’esecuzione dei lavori sul depuratore in comunione. Su opposizione della società alberghiera, la quale lamenta di non essere mai stata a conoscenza della delibera di autorizzazione dei lavori, il Tribunale revoca il decreto ingiuntivo. In totale riforma della pronuncia di primo grado, la Corte di appello di Firenze conferma il decreto ingiuntivo, condannando la società al pagamento di quanto dovuto, oltre spese, interessi e rivalutazione. Tale il quesito giuridico posto in Cassazione dalla soccombente: qualora i proprietari appartenenti a un condominio debbano prendere decisioni in ordine a beni che siano in comunione con altri condomini, si devono ritenere applicabili le norme sul condominio, che richiedono la formale convocazione di tutti i partecipanti l’assemblea, o quelle in materia di comunione, che sanciscono la vincolatività delle delibere assembleari anche in mancanza di una formale convocazione? 2. La soluzione: la delibera su una res che sia oggetto di comunione tra i condomini è vincolante per tutti, anche senza formale convocazione dell’assemblea. Con una succinta motivazione, in ordine al punto di diritto che qui viene commentato, la Cassazione distingue la disciplina della comunione da quella del condominio, con un’analisi puntuale degli artt. 1135, n. 4 c. c., in tema di condominio, e 1105 e 1108 c. c. sulla comunione. La prima norma stabilisce che l’assemblea dei condomini, che delibera secondo il metodo del collegiale e a maggioranza, ha il potere di deliberare anche sulle opere di manutenzione straordinaria; l’esecuzione delle delibere condominiali è di competenza dell’amministratore, il quale deve ritenersi competente anche a partecipare alla riunione dei comunisti per decidere sui lavori da farsi. In questo senso si pone anche la giurisprudenza. Per Cass., Sez. II, 9 gennaio 1998, n.138, in Giur. It., 1998,1807; Id., Sez. II, 12 febbraio 1993, n. 1780, in Giust. Civ.,1993, I,1835; Id., 15 dicembre 1990, n. 11947, in Arch. loc., 1991,285, in Riv. Giur. Edil., 1991, I,565,1’avviso di convocazione dell’adunanza condominiale deve essere notificato a tutti i condomini, anche a colui che sia titolare di una quota millesimale ininfluente ai fini del raggiungimento della maggioranza prescritta dalla legge, a pena della nullità assoluta della deliberazione adottata, che può essere fatta valere da qualsiasi condomino anche presente in assemblea. Non è tuttavia


Gurisprudenza

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necessaria l’osservanza di particolari formalità per l’avviso di convocazione potendo risultare provato, anche a mezzo di presunzioni (desunte da circostanze gravi, precise e concordanti), che gli altri comproprietari abbiano avuto comunque notizia della convocazione, nonostante L’avviso sia stato trasmesso ad uno soltanto di essi. In materia di comunione valgono principi improntati ad una maggiore semplicità; infatti, i citati articoli non prevedono regole sulla convocazione dell’assemblea, ma soltanto norme sulle modalità di decisione a maggioranza, semplice o qualificata a seconda della rilevanza delle questioni poste all’ordine del giorno. In tal senso, per Trib. Napoli, 29 gennaio 1987, in Arch. loc., 1987,348, alla convocazione dell’assemblea della comunione (avente per oggetto viali e spazi comuni a due edifici) non sono applicabili neppure in via analogica i piú rigidi criteri previsti dall’art. 66 disp. att. c. c. per il condominio di edifici; il calcolo della maggioranza, inoltre, deve essere fatto in riferimento non all’art. 1136 c. c., bensì agli art. 1101 e 1105, 2° comma, e cioè in base al valore delle quote dei singoli partecipanti alla comunione. In senso contrario, Cass., 27 gennaio 1982, n. 538, in Giust. Civ. Mass., 1982, 190, secondo cui in tema di amministrazione del bene comune, la validità e vincolatività, nei confronti della minoranza dissenziente, della decisione adottata dalla maggioranza dei partecipanti, secondo la previsione dell’art. 1105 c. c., postula che tale decisione venga espressa mediante una formale deliberazione assembleare, previo avviso di convocazione a tutti i condomini. DIRITTO TRIBUTARIO

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CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE T RIBUTARIA, 3 maggio 2000, n. 5559 – CARNEVALE Presidente – P AOLINI Estensore – MACCARONE P. M. (conf.). – Ministero delle finanze (Avv. Gen. Stato) - Nocchi. Conferma Comm. Trib. Reg. Firenze, 5 novembre 1997, n. 80. Imposta registro – Agevolazioni ed esenzioni – Agevolazioni «prima casa» – Cumulabilità dei benefici – Ammissibilità (L. 22 aprile 1982, n. 168, art. 1, 4° comma; L. 5 aprile 1985, n. 118, art. 2, 1° comma). Il contribuente, il quale abbia già usufruito, con riguardo ad un acquisto immobiliare, dei benefici «prima casa» contemplati dalla L. 22 aprile 1982, n. 168, ha titolo per richiedere, con riferimento ad altro, omologo, acquisto successivo, le agevolazioni di cui alla L. 5 aprile 1985, n. 118. TECNICA LEGALE Novembre 2000 CASSAZIONE CIVILE , II SEZIONE, 11 febbraio 2000, n. 1529 GAROFALO Presidente — CORONA Relatore — NA P.M. (conf.).—Caruso-Loggi (avv. Ruggiero) - Cond. Pavia 45, Roma (avv. Iossa Ajello). Conferma App. Roma, 19 febbraio 1997. Comunione e condominio - Innovazioni - Installazione di un ascensore - Separata utilizzazione Configurabilità - Iniziativa a cura di alcuni condomini - Legittimità - Limiti (C. c. artt. 1102, 1120). L’installazione di un ascensore in un edificio condominiale che ne sia sprovvisto può essere attuata, riflettendo un servizio suscettibile di separata utilizzazione, anche a cura e spese di una parte soltanto dei condomini, purché sia fatto salvo il diritto degli altri di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi della innovazione, contribuendo alle spese di installazione dell’impianto ed a quelle di manutenzione dell’opera. Novembre 2000 CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL ’UOMO , II SEZIONE, Strasburgo, 30 maggio 2000 - ROZAKIS Presidente. Caso Belvedere Alberghiera s.rl. (avv.ti Nicolò e Natalia Paoletti) - Governo Italiano (agente V.

Esposito). Espropriazione per pubblica utilità - Accessione invertita - Contrasto con art. 1 Protocollo 1 Convenzione dei Diritti dell’Uomo - Sussiste. L’istituto di creazione giurisprudenziale dell’accessione invertita, ius vivente nel diritto italiano, per il quale la Pubblica Amministrazione che abbia occupato illegittimamente un fondo per causa di pubblica utilità ne acquista la proprietà nel momento in cui si verifica l’irreversibile trasformazione dello stesso ai fini pubblici, è contrario all’art. 1 del Protocollo 1 della Convenzione per la Salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, con la conseguenza che il privato illegittimamente spogliato ha diritto alla restitutio ad integrum ed al risarcimento pecuniario patito per la perdita del diritto di godimento del bene. URBANISTICA Novembre 2000 C ONSIGLIO DI STATO, V SEZIONE, 23 maggio 2000, n. 2983 – PALEOLOGO Presidente – MESCHINO Estensore. – Magnoli (avv. Scrosati) - Comune di Ferno (n.c.), Regione Lombardia (n.c.), Magnoli (avv.ti Cenedese, Garofalo). Conferma T.A.R. Lombardia - Milano, Sez. III, 21 luglio 1994, n. 527. Edilizia e urbanistica – Concessione edilizia – Impugnazione – Termine – Decorrenza. Edilizia e urbanistica—Nuove costruzioni—Distanze— Normativa applicabile (L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41 quinquies; D. M. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 9, ult. comma; C. c. art. 873). Il termine per l’impugnazione di una concessione edilizia decorre dalla piena ed effettiva conoscenza di tale provvedimento concessorio che si verifica, in mancanza di altri ed inequivoci elementi probatori, non con il mero inizio dei lavori, ma con la loro ultimazione (1). In materia di distanze tra nuove costruzioni, quando il regolamento edilizio comunale presenta una lacuna normativa, la disciplina applicabile è quella contenuta nell’art. 41 quinquies della legge n. 1150 del 1942 che richiama l’art. 9 del D. M. 2 aprile 1968, n. 1444 ed ha natura di norma integrativa dell’art. 873 c. c. (2) .


Legislazione regionale

LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2000 n. 42 Integrazione alla legge regionale 5 agosto 1987 n. 25 (contributi per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati). Il Consiglio regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: Articolo 1 (Inserimento di articolo nella legge regionale 5 agosto 1987 n. 25) 1. Dopo l’articolo 18 della legge regionale 5 agosto 1987 n. 25 (contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati) è inserito il seguente: “Articolo 18 bis (Interventi speciali) 1. In occasione di eventi di portata eccezionale quali celebrazioni, manifestazioni, circostanze di rilievo nazionale ed internazionale, nonché per programmi di potenziamento e riqualificazione di strutture edilizie di servizio all’ambiente ed al territorio, la Regione Liguria concede contributi in conto capitale per il recupero del patrimonio edilizio esistente. 2. Negli interventi di recupero finanziabili sono comprese le opere di urbanizzazione primaria e secondaria di cui agli articoli 3 e 4 della legge regionale 7 aprile 1995 n. 25 (disposizioni in materia di determinazione del contributo di concessione edilizia), ad esclusione delle opere di urbanizzazione secondaria di cui all’articolo 4 lettere a), b), c), e), l) della legge regionale medesima. 3. Per gli interventi si prescinde dai requisiti soggettivi di cui alla legge regionale 23 aprile 1982 n. 22 e non si applicano i vincoli e le limitazioni di cui all’articolo 9 come modificato dall’articolo 7 della legge regionale 20 aprile 1994 n. 20. 4. Il contributo può coprire l’intero edificio anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 14 comma 9.

5. La Giunta regionale stabilisce i criteri e le modalità procedurali per la concessione dei contributi di cui al comma 1.”. Articolo 2 (Norma finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede mediante le seguenti variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio 2000: a) riduzione di lire 1.800.000.000 in termini di competenza e di cassa del capitolo 2981: «Contributi in conto capitale a favore di soggetti diversi tramite i comuni per l’attuazione dei programmi organici di intervento e per interventi di recupero edilizio ed urbanistico, ivi comprese le finalizzate attività di diagnostica, acquisizione e costruzione (legge regionale 5 agosto 1987, n. 25)»; b) istituzione del capitolo 2980 «Contributi in conto capitale per il recupero del patrimonio edilizio esistente» con lo stanziamento di lire 1.800.000.000 in termini di competenza e di cassa. Articolo 3 (Modifica dell’articolo 19 della l.r. 25/1987) 1. All’articolo 19 della l.r. 25/1987, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente: «4 bis. Agli oneri di cui all’articolo 18 bis si provvede con gli stanziamenti iscritti al capitolo 2980 dello stato di previsione della spesa del bilancio». Articolo 4 (Dichiarazione d’urgenza) 1. La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Liguria. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria. Data a Genova, addì 4 dicembre 2000 ORSI (Pubblicato su B.U. n.15 del 6.12.2000)


Informativa Riepilogo attività del Consiglio direttivo Seduta del 21.10.1999 – punto 7) approvazione nuovo testo Codice di Deontologia per il Geometra iscritto all’Albo del Collegio di Genova. Il Segretario chiarisce l’argomento ed in funzione del fatto che l’attuale testo del Codice Deontologico deriva dall’elaborazione del vecchio testo vigente (1976) e di quello più recente trasmesso dal Consiglio Nazionale Geometri (1997) il Consiglio Direttivo ne conferma i contenuti. – punto 8) relazione del Geom. Finocchiaro, Consigliere Delegato al settore Istruzione e Formazione professionale, riguardo alle situazioni contingenti ed alle prospettive future del settore. Il Consigliere Finocchiaro riferisce sull’argomento e fornisce una prima relazione che si ripromette di integrare ed ampliare una volta acquisite ulteriori informazioni. – punto 11) varie ed eventuali. Il Segretario, in qualità di coordinatore del gruppo di lavoro per l’informatizzazione degli Uffici del Collegio,

fornisce al Consiglio Direttivo la relazione espositiva redatta dal sopracitato gruppo di lavoro in relazione allo studio di progetto e dei rispettivi costi di massima. Il Segretario, Geom. Piccinelli, relaziona il Consiglio Direttivo sugli incontri con i Dirigenti dell’Ufficio del Territorio locale sulla modalità di presentazione delle denunce di aggiornamento al NCEU. Il Geom. Cartechini riferisce sulla sua partecipazione in data 29.09.1999, presso il Tribunale di Genova, alla prima sessione relativa alla iscrizione all’elenco dei CTU. Riferisce, inoltre, sulla sua partecipazione alla Commissione Competenze Professionali tenutasi a Roma il giorno 19.10.1999 e sullo stato della contabilità del Collegio, anche in relazione all’incontro avuto con i Revisori dei conti e con il Consulente contabile e fiscale del Collegio per la verifica semestrale del bilancio. Alla luce di quanto emerso il Consiglio Direttivo delibera di rivedere un ampliamento degli stanziamenti relativi ad accantonamenti per acquisti attrezzature ed im-

pianti, corsi di aggiornamento e formazione professionale, ampliamento locali sede, maggiori spese per riviste di categoria e consulenze legali. Il Presidente dà lettura delle proposte di modifiche statutarie approvate dall’assemblea del 30.09.1999 della Consulta permanente per l’Edilizia. Il Consiglio Direttivo ne approva i contenuti all’unanimità. A seguito comunicazione C.N.G. prot. 02285 del 31 ottobre 1999 il Consiglio Direttivo delibera di indire la giornata di studio a carattere di formazione professionale sul tema «le attività del Tecnico per l’Autorità giudiziaria e nelle procedure Stragiudiziali». Seduta del 08.11.1999 – punto 4) relazione del Consigliere Geom. Finocchiaro riguardo alle modifiche della veste tipografica della rivista «Il Geometra Ligure». Il Geom. Finocchiaro fornisce l’elenco dei nominativi dei componenti la nuova redazione de «Il Geometra Ligure» al fine di un riassetto organizzativo della stessa: Geomm. Vittorio Cauda, Pier-


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Emilio Copello, Alessio Danovaro, Paolo De Lorenzi, Ettore Fieramosca, Mario Gramigni, Mauro Mattei, Maura Mignone, Adolfo Morasso, Alessandro Ombrina, Roberto Ombrina, Adriano Rodari, Marco Russello, Lorenzo Traverso, Francesco Zuccalà, Arnoldo Juvara, Filippo Finocchiaro. Le modifiche alla veste tipografica della rivista «Il Geometra Ligure», vengono mostrate dal Geom. Roberto Ombrina, all’uopo incaricato dalla redazione e preventivamente convocato al riguardo. Il Consiglio ne approva di massima i contenuti ed invita il Geom. Ombrina a fornire adeguati preventivi di spesa per il prossimo Consiglio Direttivo. – punto 9) varie ed eventuali. Il Geom. Finocchiaro riferisce sulla sua partecipazione al Convegno di Perugia sul futuro delle professioni di cui provvederà a far avere relazione scritta al Presidente. Viene ascoltato il Geom. Picasso, in qualità di Tesoriere dell’Associazione Geometri, relativamente ad un Convegno che la stessa Associazione sta organizzando in materia di previdenza, scuola e professioni, da tenersi a Genova il giorno 03.12.1999. Ascoltato il Collega, il Consiglio Direttivo delibera di patrocinarne l’organizzazione e, ritenuti i contenuti di notevole importanza, delibera altresì di partecipare alla spesa di organizzazione per l’importo corrispondente alla spesa stimata per il pranzo e l’affitto della sala.

Il geometra ligure

Il Presidente dà lettura di una comunicazione dell’ALP relativa alle problematiche collegate alla Cassa di Previdenza Geometri, in ordine ai contenuti di un articolo della Legge Finanziaria per l’anno 2000. Seduta del 29.11.1999 – punto 9) varie ed eventuali. Il Presidente dà lettura di una comunicazione del 26 novembre 1999, inviata dal Geom. Adriano Cravero in qualità di delegato dal Comitato Regionale sulla materia «scuola e istruzione», con la quale riferisce sulla riunione della Commissione Nazionale del 25.11.1999, in cui è stata discussa ed approvata la bozza della nuova direttiva riguardante la tenuta del Registro dei Praticanti. Il Geom. Job ed il Geom. Piccinelli riferiscono in merito alle indagini svolte circa l’opportunità di dotare l’ufficio di un sistema meccanizzato di piegatura e imbustamento delle lettere, ovvero di utilizzare il servizio «Postel». Il Geom. Torri riferisce sullo studio relativo alla nuova sistemazione di arredo degli uffici. Il Tesoriere riferisce sulla possibilità di acquisto di un software per il trattamento e la gestione della contabilità dell’ufficio. Alla luce delle indagini svolte ne illustra i contenuti al Consiglio Direttivo che delibera di procedere – l’importo dovrà essere ratificato in seguito. Il Geom. Gori Savellini

riferisce in merito ai lavori da lui svolti sul tema della proposta di tariffa in materia di sicurezza (D.Lgs. 494/96). Il Presidente comunica di essere stato convocato per il giorno 16 c.m. a Roma presso il Consiglio Nazionale dei Geometri per la riunione dei Presidenti. Seduta del 20.12.1999 – punto 8) proposta di modifica al vigente Regolamento per l’assegnazione delle medaglie di anzianità agli iscritti – esame elenco dei premiandi alla data del 31.12.2000 – definizione situazioni pendenti e attivazione procedure organizzative per la cerimonia di premiazione. Viene data lettura del nuovo testo aggiornato comparato con quello vigente; apportate le opportune modifiche il Consiglio Direttivo ne delibera i nuovi contenuti. – punto 9) obbligatorietà sottoscrizione lettera incarico professionale. Sull’argomento, dopo ampia discussione, si ritiene di valutare i contenuti, contestualmente alle norme relative alla legge sulla privacy, per cui si dà mandato al Segretario di informarsi in tal senso. Il Consiglio Direttivo delibera, altresì, di procedere all’eventuale modifica del Codice Deontologico che dovrà essere debitamente approvata dall’Assemblea. Seduta del 19.01.2000 – punto 11) il Consiglio Direttivo approva la nomina


Riepilogo attività del Consiglio direttivo

del Geom. Roberto Ombrina quale membro della Commissione di Taratura parcelle. – punto 13) varie ed eventuali. Il Presidente dà lettura di una comunicazione della Corte di Appello di Genova che informa sulla conferma degli esperti nelle Sezioni Speciali Agrarie per il biennio 2000/ 2001 nelle persone dei Geomm. Adriano Cravero e Lorenzo Traverso. Il Consiglio Direttivo, accertata l’utilità dell’intervento di manutenzione eseguito sulla fotocopiatrice in dotazione agli Uffici del Collegio, valuta la necessità di apportare alcune migliorie integrative alla stessa. Seduta del 07.02.2000 – punto 9) relazione del Presidente sul corso di qualificazione (per il D.Lgs. 494/96) presso il Villaggio del Ragazzo – Centro Formazione Professionale di S. Salvatore Cogorno e sulla proposta per organizzare altro corso in Genova della durata di 120 ore. Seduta del 21.02.2000 – punto 2) esame proposta all’Assemblea degli Iscritti per delega riscossione quote Associazione Geometri ed Associazione Liberi Professionisti. Fatte le opportune considerazioni il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza di proporre all���Assemblea la possibilità di riscossione delle quote di iscrizione all’ALP e all’Associazione Geometri,

attesa l’importanza che queste rivestono, soprattutto al momento attuale, nell’interesse della Categoria. Per l’Associazione Geometri verrà previamente verificato l’interesse della stessa a riguardo. – punto 3) esame preliminare bilancio consuntivo esercizio 1999 e preventivo anno 2000 per la contabilità istituzionale e per la gestione della rivista «Il Geometra Ligure». Esaminato il bilancio consuntivo dell’esercizio 1999 e il preventivo 2000 ed ottenuti i necessari chiarimenti dal Tesoriere, il Consiglio Direttivo ne approva i contenuti all’unanimità; tali contenuti saranno sottoposti all’esame dei Revisori dei Conti. – punto 4) determinazione data Assemblea Annuale degli iscritti per esame ed approvazione bilanci di cui al punto precedente. Il Consiglio Direttivo stabilisce per il giorno 24 marzo 2000 alle ore 17.30 presso la «Sala Carignano» l’Assemblea annuale degli Iscritti. – punto 5) Convegno regionale sui problemi del Catasto – relazione del Segretario. Il Segretario fornisce un’ampia relazione sullo stato del Convegno che, unitamente ai Responsabili delle Commissioni Catasto e degli altri Collegi Provinciali, si stà organizzando a livello regionale per il giorno 18.03.2000 presso la Fiera di Genova. Il Consiglio Direttivo ne approva i contenuti. – punto 10) varie ed eventuali.

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Il Geom. Finocchiaro fornisce relazione scritta sulle attività svolte per conto del Collegio. Seduta del 06.03.2000 – punto 6) varie ed eventuali. A seguito dell’invito formulato dall’Ufficio del Territorio locale per un incontro illustrativo sulle nuove procedure informatiche (“client server”); il Consiglio Direttivo decide di organizzare la giornata in data da concordarsi. Il Presidente riferisce sulla riunione dei Presidenti tenutasi a Roma il giorno 0103-2000. Il Consiglio Direttivo delibera l’acquisto di uno scanner formato A3 dandone mandato all’Esecutivo. Alla luce di alcune problematiche organizzative, il Consiglio Direttivo delibera di posticipare la data dell’Assemblea degli Iscritti al giorno 31.03.2000 nei luoghi ed alle ore già fissati. Il Consiglio Direttivo delibera di delegare il Tesoriere a partecipare, unitamente ad un’impiegata, al corso di contabilità per Collegi organizzato dal Consiglio Nazionale Geometri nei giorni 17 e 18 marzo 2000. Seduta del 27.03.2000 – punto 5) relazione del Tesoriere sulla nuova normativa per la predisposizione ed il deposito dei bilanci concernenti la gestione economica dei Collegi dei Geometri. Il Tesoriere fornisce ampia relazione sulla riunione tenu-


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tasi a Roma nei giorni 17 e 18 marzo 2000 e sulle importanti novità riguardanti l’organizzazione della contabilità e la predisposizione dei bilanci, così come previsti dal DPR 696/79 e dalla L. 208/99. Il Consiglio Direttivo prende atto e delibera di adeguare le strutture e di provvedere alla gestione amministrativa così come prescritto; pertanto, in considerazione di quanto sopra, il Consiglio Direttivo delibera di chiudere la contabilità in vigore al 30.06.2000 procedendo con il nuovo criterio contabile dal 01.07.2000. – punto 6) relazione del Consigliere delegato sugli sviluppi dei rapporti e collegamenti con gli Istituti Tecnici Geometri della Provincia. Il Consigliere delegato, Geom. Finocchiaro, riferisce sull’attività svolta e fornisce relazione scritta. – punto 11) determinazione del costo chilometrico medio per l’uso di autoveicoli propri nelle attività di categoria ai fini del rimborso spese. In relazione a quanto indicato all’art. 22 della Tariffa professionale, il Consiglio Direttivo, fatte le opportune verifiche, stabilisce in £ 800 il costo chilometrico medio per l’uso di automezzi propri per le attività di Collegio. – punto 14) varie ed eventuali. Il Presidente dà lettura del programma relativo al pellegrinaggio organizzato dal Collegio per il giorno 03 giugno 2000 al Santuario della Madonna della Guardia. Il

Il geometra ligure

Consiglio Direttivo ne approva i contenuti. Seduta del 10.04.2000 – punto 1) udienza del Consulente del Lavoro per aggiornamento informativo sul personale dipendente. Viene ascoltato il Rag. Cinquegrana che illustra la situazione del personale dipendente. – punto 9 bis) esame statuto del «Comitato per la sicurezza nel settore immobiliare» al fine della formale adesione del Collegio, come Socio Promotore, delibera per l’adesione all’organizzazione del Convegno sui problemi della sicurezza nei cantieri. Il Consiglio Direttivo invita altresì il Comitato anche ad estendere il suo interesse sull’argomento relativo al «Libretto del Fabbricato» e propone ancora la modifica dell’art. XI dello Statuto, affinchè le nuove adesioni siano approvate con la maggioranza e non all’unanimità. – punto 10) varie ed eventuali. Per l’anno corrente il Consiglio Direttivo stabilisce di confermare: tassa annuale Albo Professionale £. 350.000 tassa iscrizione Albo Professionale £. 350.000 tassa uso del timbro £. 95.000 tesserino custodia pelle £. 20.000 tesserino custodia plastica £. 12.000 tassa iscrizione e certificazione R.P. £. 105.000

certificato avv. compimento quinq. att. tec. £. 75.000 fotocopie £. 150 una serie etichette indirizzi iscritti £. 35.000 Il Tesoriere dà lettura della comunicazione informativa trasmessa dall’Avv. Illari sullo stato delle pratiche relative ai Colleghi morosi. Seduta del 03.05.2000 – punto 9) esonero dal pagamento della tassa di iscrizione al Collegio per l’anno 2000 dei seguenti Geometri che hanno acquisito il diritto di far parte dell’Albo d’Onore. Il Consiglio Direttivo delibera l’iscrizione all’Albo d’Onore dei seguenti nominativi, che in base al regolamento verranno esonerati dal pagamento della tassa annuale di iscrizione: Geomm. Giuseppe Alessio, Lino Oscar Corradi, Corinzio Maggi, Oreste Lercari, Renato Rampini. – punto 10) presa d’atto delle votazioni espresse dall’Assemblea degli Iscritti tenutasi il giorno 31.03.2000 ed assunzione delle conseguenti delibere. Il Consiglio Direttivo prende atto delle decisioni assunte dall’Assemblea degli Iscritti tenutasi in data 31.03.2000 e ne delibera i contenuti. – punto 11) varie ed eventuali. Su richiesta del Consigliere delegato Geom. Finocchiaro a nome del Comitato di redazione de «Il Geometra Ligure», il Consiglio Direttivo delibera l’inserimento dei seguenti Col-


Riepilogo attività del Consiglio direttivo

leghi all’interno dello stesso Comitato: Geomm. Andrea Merello, Liliana Olcese, Roberta Arena. Il Consiglio Direttivo delega i Geomm. Lanero e Finocchiaro a partecipare nei giorni 15, 16 e 17 marzo 2000 al Convegno organizzato dalla Cassa Previdenza a Firenze. Seduta del 22.05.2000 – punto 1) incontro con il Consiglio Direttivo Associazione Geometri. Dopo una breve introduzione del Presidente sui motivi dell’incontro e sullo stato dell’arte della nostra Categoria, si prende con rammarico atto dell’insufficiente interesse da parte degli Iscritti verso i problemi della Categoria e perciò si auspica un più forte impegno di tutti in tal senso, al fine di una maggiore opera di sensibilizzazione. Un impegno maggiore deve esserci inoltre per combattere l’esercizio abusivo della professione. Il Geom. Mattei, nella sua veste di Presidente dell’Associazione Geometri, concorda con i contenuti del discorso del Geom. Repetto ed illustra l’attività dell’Associazione. Si apre successivamente un dibattito di opinione tra i presenti. – punto 9) corrispondenza automatizzata. Sentita la relazione del Consigliere delegato, Geom. Job, il Consiglio Direttivo delibera l’acquisto dei seguenti macchinari ed attrezzature:

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– piegatrice ed imbustatrice; – stampante indirizzi; – affrancatrice; – alimentatore chiudibusta. Il Consigliere Job ed il Tesoriere perfezioneranno l’acquisto per ottenere il massimo sconto in riferimento ai prezzi dalla stessa ditta preventivati. – punto 10) varie ed eventuali. Il Segretario riferisce in ordine all’incontro effettuato fra il personale dipendente ed i Consiglieri Finocchiaro e Cartechini, oltre allo stesso, rivolto a stabilire nell’ambito delle attività di Segreteria alcune specifiche competenze. Il Consiglio Direttivo ritiene indispensabile che il personale interagisca nella forma più ampia del termine. Seduta del 14.06.2000 – punto 8) organizzazione Corso di istruzione aggiornamento professionale per i praticanti geometri che devono sostenere l’esame di stato – novembre 2000 – per l’abilitazione all’esercizio professionale. Il Segretario riferisce sull’argomento ed illustra il calendario delle lezioni per il prossimo corso di istruzione aggiornamento professionale da tenersi presso una sede ancora da stabilire dal giorno 31.08.2000 al giorno 31.10.2000. Il Consiglio Direttivo ne approva i contenuti. – punto 10) delibera di esenzione del pagamento delle tasse annuali dei Geometri inseriti nell’Albo d’Onore.

Il presidente dà lettura dell’elenco integrativo degli iscritti che hanno anch’essi già maturato l’iscrizione all’Albo d’Onore: i Geomm. Giuseppe Bavastro, Nicola Boletto, Rinaldo Castello, Erminio Favareto, Pierino Gnemmi, Armando Lagostena, Giusto Marcassa, Natale Masio, Giuseppe Mazzù, Agostino Montobbio, Giuseppe Muratore, Giuseppe Novelli, Luigi Ravara, Enrico Razeto, Lorenzo Traverso e Luciano Villa; per i quali valgono le condizioni contenute nell’apposito regolamento circa l’esonero dal pagamento della tassa annuale di iscrizione all’Albo. – punto 11) attrezzature per Ufficio – relazione dei Geomm. Job e Cartechini. Facendo seguito a quanto indicato nella delibera di Consiglio Direttivo del 22.05.2000 il Tesoriere riferisce sull’esito dell’incontro avuto con la ditta fornitrice volto a contrattare il miglior prezzo per l’acquisto dei relativi macchinari ed attrezzature (piegatrice ed imbustatrice, stampante indirizzi, affrancatrice ed alimentatore chiudibusta). Il Consiglio Direttivo, ascoltati i contenuti, alla luce del preventivo offerto dalla sopracitata ditta in data 09.06.2000, approva la spesa. – punto 13) analisi e valutazione critica nuove norme prodotte dal Consiglio Nazionale per il Praticantato. Sull’argomento il Consiglio Direttivo incarica i Consiglieri Geomm. Job e Finoc-


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chiaro di studiarne attentamente i contenuti in modo da fornire successiva relazione in merito. – punto 14) adeguamento attività Uffici Collegio ai disposti del D.Lgs. 626/94. Sulla scorta dei contenuti del D.Lgs. 626/94 il Consiglio Direttivo ratifica la nomina del «Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione» (articolo 8 – comma 11) nella persona del Segretario a cui vengono affidati i relativi compiti di legge. – punto 15) varie ed eventuali. Il Presidente riferisce sulla lettera di convocazione trasmessa dall’A.N.A.C.I. (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) per il giorno 15 giugno 2000 alle ore 15.30 presso la sede della stessa per la sottoscrizione della bozza del contratto di appalto predisposta in collaborazione con gli Ordini Professionali degli Ingegneri, Architetti e Geologi, dei Collegi Professionali dei Geometri e dei Periti Industriali, nonchè dell’ «Assedil», dell’ «A.P.E.» e dell’ «U.P.P.I.». Il Segretario fornisce ampia relazione al Consiglio Direttivo sullo stato di funzionamento della segreteria del Collegio, sulla necessità di continuare l’inziativa a suo tempo decisa volta a consentire il recupero delle ferie arretrate maturate dal personale dipendente e soprattutto sugli impegni che derivano a seguito della diminuzione del personale e dell’aumento dei carichi di lavoro.

Il geometra ligure

Il Consigliere delegato Geom. Finocchiaro comunica le dimissioni dalla redazione della rivista «Il Geometra Ligure» del Geom. Zuccalà; il Consiglio Direttivo ratifica. Seduta del 26.06.2000 – punto 9) varie ed eventuali. Il Consiglio Direttivo stabilisce il calendario per le prossime attività del Collegio: – Premiazione Geometri anziani: giovedì 19.10.2000 – Corso arbitrato in Chiavari: venerdì 27.10.2000 – Assemblea straordinaria degli Iscritti: giovedì 09.11.2000 (bilancio preventivo 2001 e rinnovo Consiglio Direttivo). Durante il periodo di chiusura estiva degli Uffici saranno reperibili i Consiglieri Geomm. Torre, Finocchiaro e Lanero. Il Consigliere delegato Geom. Gori Savellini riferisce sull’elaborato prodotto dal C.N.G. in merito alle prestazioni inerenti il D. Lgs. 494/ 96 e ne illustra i contenuti. Il Consigliere delegato Geom. Finocchiaro riferisce sulle attività della redazione de «Il Geometra Ligure» ed illustra l’utilità di iscrizione alla «Unione Stampa Periodica Italiana» che il Consiglio Direttivo approva all’unanimità per l’anno in corso. Il Tesoriere riferisce sulla partecipazione alla riunione tenutasi in data 16.06.2000 a Casale Monferrato (AL) in materia di contabilità. Seduta del 18.07.2000 – punto 4) delibera in or-

dine alla data di adozione del nuovo Regolamento proposto dal Consiglio Nazionale per la gestione del praticantato. Il Consiglio Direttivo ratifica la norma regolamentare già adottata a partire dal 09.05.2000 afferente il nuovo regolamento proposto dal C.N.G. per la gestione del praticantato, così come successivamente integrata dalla comunicazione dello stesso C.N.G. del 28.06.2000 prot. n°1400. – punto 10) relazione del Tesoriere riguardo al recupero delle tasse arretrate dovute dagli Iscritti morosi. Il Tesoriere riferisce sull’argomento e comunica che, allo stato attuale, risultano morosi per l’anno 1999 circa 60 Iscritti per i quali si procederà ad attivare le procedure di rito per la riscossione del dovuto. – punto 15) organizzazione Corsi sull’arbitrato (per il circondario di Chiavari) e di altri sulla progettazione dell’architettura solare e sulla progettazione di impianti fognari e di depurazione (per tutti gli iscritti). Il Presidente riferisce sull’argomento e ne illustra i contenuti. Il Consiglio Direttivo stabilisce che si occuperanno della questione e della relativa organizzazione, oltre allo stesso Presidente, i Consiglieri Geomm. Finocchiaro e Piccinelli. – punto 16) varie ed eventuali. Il Segretario riferisce sulla partecipazione al Convegno


Riepilogo attività del Consiglio direttivo

organizzato dalla «Assimil» (Associazione per lo studio e l’informazione sui Mercati Immobiliari locali) presso la Camera di Commercio di Genova in data 11.07.2000. Informa, inoltre, che è in corso di esame presso l’Agenzia del Territorio la proposta formulata dall’Ufficio del Territorio di Genova in collaborazione con il Geom. Gaggero in qualità di Presidente di «Geoweb Spa.» sulla formazione di un nuovo «Osservatorio Immobiliare». Il Segretario riprende l’argomento relativo al prossimo Convegno «Asita» che si terra a Genova dal 3 al 6 ottobre p.v. presso il Centro Congressi Magazzini del Cotone e riferisce sugli sviluppi della questione alla luce dell’incontro intercorso in data 11 luglio u.s. con gli organizzatori e con il Comitato Regionale; dopo ampia discussione il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza di partecipare al Convegno attraverso l’allestimento di uno stand, ribadendo quanto già deliberato sull’argomento nelle precedenti riunioni ed alla luce della proposta trasmessa dalla Segreteria della «Asita» in data 12.07.2000. Seduta del 02.08.2000 – punto 8) varie ed eventuali. Il Segretario riferisce sullo stato dell’arte dell’Ufficio del Territorio locale anche alla luce della recente attivazione del nuovo sistema informativo ad architettura «client server». Il Presidente riprende l’ar-

gomento relativo alla premiazione dei geometri anziani ed illustra i preventivi pervenuti su richiesta per l’organizzazione del ricevimento. Fatte le opportune valutazioni il Consiglio Direttivo delibera di affidare l’organizzazione della cerimonia alla ditta «Votre Chef» di Genova, presso il Palazzo Principe. Il Geom. Finocchiaro presenta la proposta di contratto per la gestione della pubblicità afferente la rivista «Il Geometra Ligure», che il Consiglio Direttivo delibera all’unanimità avendone già discusso in precedenza i contenuti.

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Il Segretario aggiorna il Consiglio Direttivo sugli sviluppi organizzativi afferenti la partecipazione del Collegio alla prossima Conferenza Nazionale «Asita». All’uopo è presente la Sig.ra Tealdi, preventivamente invitata, che nella sua veste di consulente esterna incaricata di collaborare alla progettazione ed all’allestimento dello stand, fornisce una più ampia illustrazione sul tema.

– punto 3) delibera acquisto o riparazione fax. Stante la necessità di sostituire l’apparecchio fax in dotazione agli Uffici di Segreteria del Collegio recentemente danneggiato, il Consiglio Direttivo, esaminate diverse opportunità, decide per convenienza di acquistarne uno nuovo a stampa laser dotato dei seguenti requisiti: alimentazione a carta comune, segreteria telefonica e memoria dei numeri telefonici usuali.

– punto 8) relazione del Consigliere, Geom. Lanero, in ordine alla cerimonia di premiazione, conferimento medaglie ed attestati (approntamento organizzativo). Il Consigliere delegato Geom. Lanero riferisce ed illustra lo stato dell’arte relativo all’organizzazione della cerimonia. Fatte le opportune considerazioni, il Consiglio Direttivo decide di estendere gli inviti solo nell’ambito della nostra Categoria Professionale e perciò al Presidente della Cassa Previdenza, del Consiglio Nazionale e dei Collegi Provinciali Liguri. Come già in precedenza stabilito per il Geom. Rinaldo Castello, il Consiglio Direttivo decide di premiare il Geom. Adriano Cravero con la consegna di un omaggio simbolico per la sua lunga militanza al servizio della Categoria e quale Presidente del Collegio. Per le relative incombenze viene delegato il Tesoriere.

– punto 7) relazione del Segretario, Geom. Piccinelli, sul Convegno «Asita» (approntamento organizzativo).

– punto 9) Corso aggiornamento professionale tema «Arbitrato» (approntamento organizzativo).

Seduta del 27.09.2000 – punto 2) ristampa Albo Professionale. Il Presidente informa il Consiglio Direttivo sullo stato di avanzamento dei lavori relativi alla ristampa dell’Albo Professionale.


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Il Presidente illustra l’organizzazione ed il programma del corso che si terrà in Chiavari in data 13.10.2000 anzichè 27.10.2000. – punto 10) Salone Formula 2000 – relazione del Geom. Gori Savellini (approntamento organizzativo). Il Consigliere delegato Geom. Gori Savellini illustra sommariamente l’argomento sulla scorta delle prime informazioni assunte. Il Consiglio Direttivo, valutato l’interesse della manifestazione per l’immagine della Categoria, ritiene utile la partecipazione del Collegio ed invita lo stesso Consigliere ad approfondirne i dettagli anche in relazione agli aspetti economici e di riferirne nella prossima riunione del Consiglio Direttivo. – punto 13) relazione del Consigliere delegato Geom. Finocchiaro per l’aggiornamento in tema di riforma scolastica. Il Consigliere delegato Geom. Finocchiaro fornisce ampia relazione anche scritta sull’argomento alla luce della sua ultima partecipazione alla Commissione Nazionale Istruzione tenutasi a Roma lo scorso 21.09.2000. – punto 16) varie ed eventuali. Il Presidente dà lettura di una richiesta pervenuta dall’Istituto «Il Villaggio del Ragazzo» di Chiavari relativa al patrocinio di un nuovo corso in materia di sicurezza nel settore edile, che il Consiglio Direttivo decide di approvare.

Il geometra ligure

Il Consiglio Direttivo delibera l’aggiunta del seguente articolo al Codice Deontologico: «Art. 10 – Il geometra all’atto dell’assunzione dell’incarico è tenuto a regolarizzare il rapporto di lavoro, mediante la sottoscrizione di una lettera di mandato professionale firmata congiuntamente col proprio cliente (persona fisica, società, ecc.). Nel caso di incarichi assegnati dall’Autorità Giudiziaria, dagli Uffici Pubblici e da Enti e/o Istituti con i quali è posta in essere una convenzione, sarà sufficiente al riguardo la comunicazione ufficiale di conferimento dell’incarico (ordinanza del Giudice, comunicazione a mezzo lettera, ecc.)». Gli articoli successivi di conseguenza slittano di un numero. Seduta del 25.10.2000 – punto 2) partecipazione con proprio spazio espositivo alla manifestazione «Formula 2000»; delibera di relativa spesa e dei turni di presenza. Facendo seguito agli impegni assunti nella precedente riunione, il Consigliere delegato Geom. Gori Savellini illustra nel dettaglio gli aspetti organizzativi della questione e riferisce sulla partecipazione alla riunione tenutasi presso la sede dell’Agenzia «Liguria Lavoro» durante la quale sono state trattate le tematiche principali della manifestazione che si terrà a Genova nei giorni 7, 8, 9, 10 e 11 novembre 2000. – punto 3) relazione del

Presidente sulla riunione dei Presidenti di Collegio tenutasi in Roma il giorno 11 ottobre 2000 in ordine ai criteri assunti dal Ministero delle Finanze per l’applicazione degli studi di settore. Secondo consuetudine il Presidente riferisce sulla partecipazione alla riunione dei Presidenti tenutasi a Roma il giorno 11.10.2000 sull’argomento specifico riguardante i criteri assunti dal Ministero delle Finanze in ordine all’applicazione degli «Studi di Settore». – punto 4) relazione del Tesoriere sulla riunione di Roma del giorno 11.10.2000 riguardo alla proposta di regolamento del Consiglio Nazionale Geometri per la gestione contabile ed amministrativa dei Collegi. Il Tesoriere illustra le linee essenziali della proposta di regolamento del Consiglio Nazionale Geometri per la gestione contabile ed amministrativa dei Collegi; secondo tale proposta ogni Collegio è obbligato a dotarsi di uno specifico regolamento da predisporre sulla falsariga di quello disposto dal C.N.G. e da approvarsi con apposita delibera di Consiglio Direttivo. – punto 12) varie ed eventuali. Il Consigliere delegato Geom. Finocchiaro fornisce relazione anche scritta sui corsi di formazione per Geometri, precisando che è volontà dell’ambiente universitario genovese procedere all’istituzione di un primo corso «pilota» di laurea di primo


Riepilogo attività del Consiglio direttivo

livello nell’ambito regionale. Il Consiglio Direttivo dà mandato allo stesso Consigliere ed al Presidente di occuparsi della questione. Il Segretario sottopone al Consiglio Direttivo la promozione di un corso specifico sul G.P.S. da tenersi in ambito locale ed illustra alcune proposte pervenute in merito. Il Consiglio Direttivo approva l’iniziativa. Seduta del 06.11.2000 – punto 2) elezione componenti Consiglio Nazionale Geometri per il triennio 2001/ 2003. Il Presidente riferisce sulla riunione interregionale tenutasi a Torino il 31.10.2000 nell’ambito della quale si è discusso sulle candidature per le prossime elezioni di C.N.G. per il triennio 2001/2003. Ascoltate le opinioni espresse in quella sede dai rappresentanti dei diversi Collegi, il C.D. fatte le opportune valutazioni prende atto delle

espressioni di voto date in quella sede e riferite dal Presidente, ed attribuisce i propri voti (n° 6) al candidato ligure prescelto. – punto 3) acquisto nuova sede Collegio – proposte operative. Il Consigliere delegato Geom. Finocchiaro dà lettura della relazione illustrativa predisposta unitamente al Geom. Lanero, sulle valutazioni tecnico – economiche formulate a seguito delle indagini svolte sulla possibile proposta da sottoporre alla Cassa di Previdenza Geometri per l’acquisto di una nuova sede per il Collegio. Preso atto delle offerte pervenute, è stata fatta un’analisi comparativa fra le diverse unità immobiliari considerate, ed è risultata essere più conveniente l’offerta relativa ai locali siti in Via Brigata Bisagno civ. n° 8 intt.1-2. – punto 4) relazione del Consigliere Geom. Gori Sa-

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vellini sul Convegno sulla «Sicurezza nei cantieri edili» tenutosi a Roma il 31.10.2000. Il Consigliere delegato riferisce sulla sua partecipazione all’incontro tenutosi a Roma in data 31.10.2000 e ne illustra i contenuti consegnando relazione scritta al Presidente. – punto 9) varie ed eventuali. Il Presidente dà lettura di una comunicazione trasmessa dal C.N.G. in ordine all’applicazione per i Collegi professionali del sistema di contabilità pubblica «ex lege» 208/99 «Disposizioni in materia finanziaria e contabile» a cui è unito in allegato il parere reso dal Ministero del Tesoro del Bilancio e della Programmazione economica che conferma l’obbligo per i Collegi e gli Ordini professionali di dotarsi di un sistema normativo di contabilità pubblica.


Informativa

Un aiuto da internet per la denuncia DOCFA Durante un corso di aggiornamento professionale lo scrivente ha avuto la fortuna di conoscere alcuni Colleghi di Pisa estremamente preparati nell’ambito della formazione “on line”. L’attività svolta dai colleghi nell’ambito del proprio Collegio riguarda, tra le altre, le procedure DOCFA. Con impegno e simpatia i Colleghi hanno realizzato nel loro sito un notevole archivio contenente molteplici problematiche relative alla procedura DOCFA oltre a tutta la normativa e le circolari ministeriali relative al Catasto. Il sito contiene altresì alcuni “link”, cioé altri siti utili collegati, contenenti le norme “UNI” (stralci) ed altri argomenti di sicuro interesse. www.collegio.geometri.pi.it geom. Marco Baldoni

Un nuovo modo per raggiungerci «…in ciò la redazione ed io metteremo il massimo impegno per mantenere vivo il rapporto con tutti Voi, ma senza le Vostre risposte in termini di partecipazione, di comunicazione, di critica, il nostro impegno risulterà vano» (Editoriale gen/feb 1-2000). Erano queste le parole con cui vi salutavamo un anno fa, quando si decideva il rinnovo della veste grafica, ci si proponeva articoli mirati ad una cerchia più ampia di argomenti. Oggi a distanza di un anno, ci proponiamo di avvicinarci a Voi e di raccogliere il Vostro pensiero potenziando le nostre capacità ricettive mettendo a Vostra disposizione una casella di posta elettronica: geometra_ligure@libero.it nella quale potrete inviarci idee per articoli, opinioni, e quant’altro riteniate utile per far crescere la rivista. Sarà poi cura della redazione vagliare quanto da Voi prodotto e fornirne l’adeguato spazio. Geom. Marco Russello


Informativa

Genova, li 05 dicembre 2000 Spettabile Il Geometra Ligure P.zza della Vittoria, 12/23 16121 GENOVA GE

Oggetto:

CONVENZIONE CON LA PROVINCIA DI GENOVA PER I PIANI DI INSERIMENTO PROFESSIONALE (P.I.P.).

Siamo a pregarVi di voler pubblicare la presente nota informativa in ordine a quanto in oggetto, attese le numerose telefonate pervenuteci. Da oltre un anno questa Associazione si è attivata presso la Provincia di Genova Area 10 - Servizio Politiche del Lavoro - al fine di poter stipulare la prevista convenzione che consentirebbe anche agli Studi professionali dei Geometri di assumere personale con le particolari modalità ed agevolazioni previste dai Piani di Inserimento Professionale. In data 28 settembre u.s. la Provincia ci ha trasmesso copia della Convenzione Quadro che è stata tempestivamente restituita debitamente compilata. La Provincia, ricevuto ed esaminato il documento tramite apposita Commissione, ci ha telefonicamente informati di aver richiesto al Ministero del Lavoro un parere in ordine alla nostra ammissibilità alla convenzione. Da informazioni assunte tale parere non è stato ancora formulato e, a complicare la situazione, si è appreso che i fondi disponibili per l’anno in corso sono pressoché esauriti. Siamo pertanto a pregare i Colleghi interessati di voler ancora pazientare, impegnandoci a dare tempestiva comunicazione dell’avvenuta stipula della convenzione, se ci sarà consentita, tramite questa rivista. RingraziandoVi, con i migliori saluti. Il Presidente (geom. Mauro Mattei)


Informativa

Un collega ci ha segnalato questa Associazione le cui finalità sono di grande rilievo umano per cui siamo ben lieti di pubblicare una nota di presentazione dell’Associazione stessa.

L’Associazione di volontariato «SempliceMente» L’Associazione di volontariato «SempliceMente» lavora per favorire l’integrazione di giovani con handicap intellettivo. L’Associazione di Volontariato «SempliceMente» da due anni ha aperto un Laboratorio Artistico Integrato nel Porto di Genova in cui lavorano una ventina di giovani coetanei di cui sette con handicap intellettivo. Il Laboratorio è specializzato nella costruzione di figure in cartapesta e nel recupero di chiatte portuali per comporre complesse e voluminose scenografie artistiche galleggianti. Le figure sono costruite seguendo i disegni che l’artista Francesco Musante, realizza appositamente all’Associazione «SempliceMente», ed utilizzando le tecniche di lavorazione della cartapesta apprese dal carrista del Car-

nevale di Viareggio Gionata Francesconi. Il 3 Marzo 2000 è stata presentata al Porto Antico di Genova, la prima opera del Laboratorio Artistico Integrato: l’Arca di Noè. Una vera e propria barca di 14 metri su cui è collocato un gigantesco allestimento scenografico. La barca è rimasta ormeggiata per 6 mesi al Porto Antico di Genova riscuotendo un notevole successo. Con tali allestimenti, l’Associazione «SempliceMente» si pone l’obiettivo di valorizzare le risorse delle persone con handicap, di proporre un’esperienza d’integrazione del tempo libero, di offrire all’opinione pubblica uno spettacolo professionale e di sicuro effetto trasmettendo nel contempo messaggi di solidarietà. Ogni anno il Laboratorio propone un allestimento sce-

nografico che dia la possibilità di promuovere una «cultura dell’handicap». L’Associazione di Volontariato «SempliceMente» propone ogni anno un diverso allestimento (l’Arca di Noè, lo scorso anno, Pinocchio per l’anno 2001 e così via). Il 2004, sarà presentata una sfilata di tutti i lavori realizzati. Le figure sono di notevole altezza (la Balena di Pinocchio misura, ad esempio, 14 metri), sono galleggianti e fanno parte di un allestimento che al termine della manifestazione, vengono collocate presso i locali della Casa 25 Aprile presso la Zona Industriale del Porto di Genova. Oltre al laboratorio, l’Associazione «SempliceMente» sta anche aprendo a Genova una casa famiglia per quattro giovani con handicap.


Informativa

4a Conferenza Nazionale Asista

Come preannunciato sul Geometra Ligure n° 5/2000 si è tenuta a Genova, presso i Magazzini del Cotone la 4a Conferenza Nazionale Asista. Considerata l’importanza dell’evento ed il contributo che quotidianamente la nostra Categoria apporta in materia di rilevamento, il Collegio dei Geometri di Genova ha ritenuto necessario partecipare, unitamente ad altre istituzioni e importanti aziende specializzate, con un proprio stand.


Cultura ligure Relazione Storico-artistica arch. Stefano Montinari

Palazzo PelosoCepolla si trova in una posizione, dal punto di vista storico ed urbanistico, fra le più importanti del centro antico di Albenga.

L

’edificio in oggetto, catastalmente identificato al F. NCEU 19, Mappale 205, occupa l’intero fronte di

un isolato compreso tra piazza S. Michele, via Cavour e via Roma, in una posizione che è fra le più importanti dal

punto di vista storico ed urbanistico del centro antico di Albenga. Se l’originario nucleo di Albenga, fondato presumibilmente nei secoli VI-IV a. C. ad opera dei Liguri Ingauni, è ancor oggi oggetto di studi volti a definirne con maggior precisione le caratteristiche, decisamente più chiari risultano essere la genesi e lo sviluppo progressivo della «Albingaunum» romana, la cui fondazione è da far risalire agli anni 90-80 a.C.: l’impianto romano è infatti ancor oggi perfettamente leggibile, non solo a livello cartografico, ma anche in senso fisico vero e proprio, visto che è possibile percorrerne i due assi matrice (il cardo, attuale via Medaglie d’Oro ed il decumano, ovvero le attuali vie E. d’Aste, Bernardo Ricci e Baccio Maineri). Grazie anche alle mura che la cingono sin dal V secolo e che saranno poi rinforzate e rimodernate in epoca medievale, Albenga si trova ad avere un ben preciso limite circoscritto di forma quadrilatera, limite entro il quale la città prende forma tramite l’intasamento progressivo delle


Cultura Ligure

aree libere nel rispetto del tracciato a maglia ortogonale delle origini. Il periodo tra il XIII e la metà del XIV secolo è quello che segna inequivocabilmente il profilo urbanistico della città, con la realizzazione delle torri civiche e gentilizie - alcune delle quali ancor oggi conservate, come quella del palazzo in oggetto - l’insediamento degli ordini monastici, la ristrutturazione o l’ampliamento dei principali edifici religiosi e civili: dopo tale data la città rimarrà come fossilizzata all’interno della cinta muraria e si assisterà solamente ad un aggiornamento del linguaggio architettonico degli edifici già esistenti. Dal punto di vista urbanistico è interessante notare come Albenga possa vantare un sistema di piazze piuttosto ampie sulle quali si affacciano le principali emergenze monumentali della città quali la Cattedrale di S. Maria, il Battistero paleocristiano ed il Palazzo del Comune: alcune di dette piazze sono di antica origine come, ad esempio, la piazza S. Michele sulla quale si affaccia il palazzo in oggetto (l’antica «platea grani» ma anche indistintamente «platea Sancti Michaelis» o «platea comunis») o la piazza delle Erbe (già «platea canapi»), ma altre sono sorte nei secoli successivi e si configurano come interventi di svuotamento del tessuto medievale della città. Detti interventi di svuotamento possono essere ricondotti a due periodi principali:

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il primo è quello dei secoli XVI-XVII quando, per dare maggiore rappresentatività e respiro ai nuovi palazzi nobiliari derivanti dalla rifusione degli edifici medievali, vengono appositamente realizzati degli slarghi, forse impropriamente definiti piazze; il secondo è invece quello della fine dell’Ottocento o del primo Novecento quando alcuni gravi interventi demolitori mutilano irrimediabilmente l’antico tessuto urbano, al fine di creare nuove piazze od allargare strade per adeguare l’antica struttura viaria alle moderne esigenze. Per quanto attiene più specificatamente al Palazzo Peloso Cepolla, i testi consultati 1 rivelano come il sedime su cui sorge l’attuale edificio dovesse essere urbanizzato non solo in età medievale, ma presumibilmente già in epoca romana, anche se le campagne di scavo non hanno ancora interessato direttamente tale porzione urbana: l’edificio, infatti, specie per quanto attiene ai prospetti laterali su via Cavour e via Roma, sembrerebbe ricalcare quella che

era l’antica maglia ortogonale della città, impostata sui già citati cardo e decumano ed avente il suo fulcro proprio nella piazza S. Michele, inizialmente ridotta ad uno slargo davanti alla Cattedrale ed al Palazzo Comunale e successivamente ampliata proprio fino al palazzo in oggetto. Facente parte dell’antico Quarterium Sancti Syri (uno dei quattro settori in cui era divisa la città), l’isolato in questione, insieme a quelli che prospettano sulle vie E. d’Aste e Medaglie d’Oro, viene prescelto dalle nobili famiglie locali per costruire sin dall’epoca medievale le proprie residenze di rappresentanza. Palazzo Peloso Cepolla, che costituisce senza alcun dubbio una delle emergenze monumentali più rilevanti del centro storico ingauno, può essere considerato come un complesso organismo che riassume in sé le caratteristiche evolutive di buona parte degli edifici nobiliari locali: accade spesso, infatti, che edifici preesistenti medievali, talvolta anche di pregio, venIl prospetto su via Cavour presenta sulla quattrocentesca facciata affrescata, anche una grande quadrifora con le colonnine ancora intatte, testimonianza del primo rinascimento albenganese.


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gano rimaneggiati o accorpati nei secoli XVI e XVII a creare dei nuovi organismi ancor più magniloquenti, per rispondere ad un’esigenza di rappresentatività sempre maggiore. E proprio a quell’epoca, ed in particolare agli anni tra il 1600 ed il 1610 2, deve essere ricondotta la ristrutturazione del Palazzo già proprietà Peloso Cepolla, ovvero l’illustre famiglia albenganese che qui risiedeva e che ricordava nel nome i rami di due casate medievali: all’ultimo discendente della famiglia si deve la donazione dell’edificio al

La torre, il cui coronamento in origine era merlato, è stato trasformato nel secentesco cornicione a terrazzo. Più sotto, una bucatura cieca decorata ad affresco presenta una figura di donna affaciata.

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Comune di Albenga nel 1947 con l’espressa clausola di destinarlo perpetuamente a sede dell’Istituto di Studi Liguri. Durante i primi lavori di restauro, iniziati solo nel 1959 a seguito dello sgombero forzato degli inquilini pubblici e privati che ancora occupavano l’edificio, si trovano non solo le prime conferme circa la datazione delle case medievali che costituiscono il nucleo originario del palazzo, ma vengono alla luce altresì alcuni elementi inediti che contribuiscono a definire l’edificio

come un vero e proprio «campionario» di architettura dal Duecento al Seicento. L’analisi dei materiali impiegati, lo studio delle bucature, dei flessi e delle strutture murarie, la ricerca d’archivio ed il confronto con altri edifici coevi del centro storico albenganese, hanno permesso di riconoscere con esattezza gli elementi duetrecenteschi che caratterizzano l’edificio e che hanno ovviamente la loro massima espressione nella pregevole torre in pietra e mattoni sita nello spigolo tra piazza S. Michele e via Cavour: detta torre, coeva alla torre comunale e alla torre Rolandi, presenta basamento in pietra nera e corpo superiore in mattoni il cui coronamento, in origine merlato, è stato trasformato dal forzato inserimento seicentesco del cornicione a terrazzo. Non si può non segnalare, tuttavia, come la parte più esaltante del restauro sia stata quella dello scrostamento dell’intonaco del prospetto su via Cavour che ha rivelato l’esistenza di alcuni elementi quattrocenteschi, quali una facciata affrescata e una grande quadrifora con le colonnine ancora intatte: detti elementi, uniti alla scoperta nell’interno del fregio della «Sala dei Filosofi», non hanno eguali nella tradizione locale e costituiscono un’importantissima ed inedita testimonianza del primo Rinascimento albenganese. Anche grazie agli accurati rilievi eseguiti che sono stati già ampiamente pubblicati 3 è


Cultura Ligure

stato possibile ricostruire almeno in parte quelle che erano le figure simboliche che costituivano l’originario disegno quattrocentesco che, si presume, doveva proseguire anche sulla facciata dell’adiacente palazzo lungo via Cavour. Ugualmente interessante, su questo fronte, è la decorazione della volta del negozio contraddistinto dal numero civico 42 rosso di via Cavour, ancora oggi di proprietà privata, che rappresenta le «Virtù Cardinali» ed è riconducibile alla fase della ristrutturazione seicentesca dell’edificio che ha interessato non solo i prospetti esterni ed il già citato completamento superiore della torre, ma anche e soprattutto l’atrio e gli ambienti interni; per quanto attiene all’esterno, i fronti presentano una certa omogeneità di trattamento, perseguita con la realizzazione di una serie di lunette ovali al di sopra del piano nobile e di un cornicione continuo retto da mensole che prosegue su tutti e tre i fronti. Come già ricordato, dal volume di forma parallelepipeda emerge in posizione angolare la pregevole torre duecentesca con basamento in pietra squadrata e corpo superiore in mattoni che presenta la particolarità di avere una delle bucature cieche decorata ad affresco con una figura di donna affacciata ad una finta finestra. Per quanto attiene all’atrio, esso risulta decisamente penalizzato dagli interventi successivi alla fase seicentesca perché in origine esso era

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decisamente più completo e grandioso e godeva di ben tre ingressi comunicanti tra loro: attualmente i due laterali su via Roma e via Cavour sono stati chiusi ed occupati da magazzini e negozi mentre rimane in uso quello principale su piazza S. Michele. L’atrio, che conserva ancora la pregevole pavimentazione seicentesca in mattoni a spina di pesce parzialmente restaurata e parte della muratura perimetrale trecentesca, è coperto da una volta lunettata, rifinita con le tinte bianche e rosso-arancione tipiche dell’architettura albenganese del periodo, ed era in origine aperto direttamente sul piccolo cortile centrale, mentre oggi è circondato da un alto muraglione: dal fondo dell’atrio si diparte lo scalone dominato sulla parete di fondo dalla figura affrescata dell’imperatore albenganese Proculo, da cui i Cepolla si vantavano di discendere. Queste opere, insieme alle decorazioni dell’intera rampa di scale e dell’atrio al piano nobile, sono state oggetto di restauro integrativo negli anni ’60, resosi necessario a seguito dei gravi danni causati dalle infiltrazioni di umidità e dai lunghi anni di abbandono ed incuria che hanno interessato l’edificio nell’immediato dopoguerra: dette decorazioni, prevalentemente seicentesche, consistono in una finta balaustra, negli stemmi sul sottarco a metà della scala delle famiglie Cepolla, Lengueglia e Costa (proprietari all’epoca della ristrutturazione) e soprattutto nella

scena di una battaglia navale comparsa su una parete dopo lo scrostamento di parte dell’intonaco. Non è stato ancora stato chiarito con esattezza né il soggetto della battaglia, forse quella tra Genova ed Albenga del 1238, né l’autore, né tantomeno per quale motivo l’affresco si trovi in questo punto dominante del palazzo poiché ancora poco si sa della famiglia committente: fatto sta che esso ci mostra un immagine di Albenga dal mare con le due foci del Centa, la vecchia e la nuova, entrambe ancora esistenti nel Seicento, e l’Isola Gallinara in primo piano intorno alla quale si svolge la battaglia. Dall’atrio, che funge da vano distributore degli spazi, si accede al ballatoio che dà sul cortile, alla cappella gentilizia, agli ambienti che si sviluppano tra il cortile e via Cavour, alla scala secondaria che conduce al piano soprastante e soprattutto alla Sala degli Affreschi o del Camino, una delle più pregevoli dell’intero edificio, che funge da vera e propria anticamera del Salone padronale. Quest’ultimo, collocato piuttosto inconsuetamente in posizione angolare, nello spigolo tra piazza S. Michele e via Roma, si presenta privo di decorazione dipinta, ad eccezione di alcune modeste tracce, come dimostrato anche dai saggi effettuati al di sotto dell’intonaco esistente: esso risulta comunque impreziosito da alcuni stipiti delle porte in ardesia e soprattutto dai busti degli imperatori romani


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che costituiscono degna cornice delle anfore della nave romana, ovvero uno dei pezzi forti del Museo Navale della città albenganese, qui collocato dopo che per alcuni anni era stato temporaneamente ospitato in Palazzo D’Aste. Come si ricordava precedentemente, è però la Sala degli Affreschi quella che colpisce maggiormente per la ricchezza decorativa, che si concretizza in due differenti cicli affrescati (volta e pareti, di epoca diversa), nel monumentale caminetto in pietra nera, adorno di ghirlande e recante la scritta «Sic his quos diligo», nei busti degli imperatori romani (tra cui Scipione, Marcantonio, Alessandro, Giulio Cesare) e nei pregevoli portali in ardesia. La decorazione dipinta della volta, di scuola genovese dell’inizio del ‘600, è sicuramente quella più antica e rappresenta scene bibliche con al centro l’episodio del Figliol Prodigo; quella delle pareti, di poco più tarda, decisamente più sovraccarica e di tono manieristico, si ispira nel formato e nella scansione compositiva agli arazzi «entrefenetres» fiamminghi, come pure di ispirazione nordica è la decorazione delle soprastanti lunette con scene delle stagioni e dei mestieri; sulle pareti sono rappresentate scene di caccia al cinghiale, al toro, un assalto navale ad una cittadella fortificata, alcune scene agresti, mentre la restante parte della volta è decorata con motivi pompeiani. Gli altri ambienti del piano nobile, coperti con volte a

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padiglione, alcuni dei quali decorati nell’Ottocento, risultano decisamente meno interessanti, ad eccezione della cappella e delle sale che si trovano nell’ala tra il cortile e via Cavour: per quanto attiene alla cappella, essa risulta interamente decorata da affreschi seicenteschi rappresentanti i quattro Evangelisti e il Padreterno e sulla voltina a botte tracce di angeli e nuvole, mentre la parete di fondo è occupata da un pregevole altarino marmoreo con mensa retta da testine e sormontata da quattro figurine incastonate in pregevoli formelle pure di marmo. Per ciò che riguarda invece le sale adiacenti, ovvero la Sala dell’Eneide, la Sala del Vello d’oro e la Sala degli Amorini, il ciclo decorativo è da far risalire al XVIII secolo quando si insedia nel palazzo la famiglia Peloso, variamente ricordata negli affreschi: nella prima sala troviamo illustrate sulle pareti l’Assedio di Troia, la Morte di Lacoonte, il Cavallo di Troia, Didone sulla pira e, nella scena centrale della volta, Enea che stacca il ramo d’oro in procinto di scendere agli inferi (allusione alla famiglia Peloso per la presenza della loro arma araldica retta da putti); nella seconda domina invece la scena della Conquista del Vello d’oro da parte di Giasone (altra arguta allusione al nome della famiglia), ma sono presenti anche alcune scene sulle pareti ispirate alle Metamorfosi di Ovidio; l’ultima sala è invece realizzata in stile pompeiano con dovizia di

putti che si richiamano al filone cosiddetto «archeologico» in voga all’epoca. Per quanto attiene al piano superiore, ove sono collocati prevalentemente alcuni uffici e al quale si accede tramite una scala secondaria, occorre senza alcun dubbio menzionare la decorazione della cosiddetta «Sala dei Filosofi» che è coeva, presumibilmente, ai decori quattrocenteschi del fronte su via Cavour o al più tardi risale all’inizio del ‘500. Detta sala, attualmente di assai ridotta altezza ma in origine destinata ad essere il culmine di un salone sottostante, è mirabilmente impreziosita da questo fregio continuo «alla antica» nel quale si riconoscono le figure di Platone, Galeno ed Avicenna: coperto direttamente dalla struttura lignea spiovente del tetto, la sala è completata dalla pregevole quadrifora visibile anche dall’esterno. NOTE 1 Vedi, in particolare, J. C OSTA RESTAGNO in Bibl. 8. 2 Vedi, in particolare, Bibl. 2, p. 75 e Bibl. 7, p. 138. 3 Vedi Bibl. 3, p. 115. BIBLIOGRAFIA 1 ROSSI G., Storia della città e diocesi di Albenga, s.l. 1870 2 LAMBOGLIA N., La liberazione ed il restauro del Palazzo Peloso Cepolla ad Albenga, sta in «Rivista Ingauna ed Intemelia», XVI (1961). 3 LAMBOGLIA N., La scoperta della fase medievale del Palazzo Peloso Cepolla ad Albenga, sta in «Rivista Ingauna ed Intemelia», n. 1-4, XVIII (1963). 4 LAMBOGLIA N., Monumenti medievali nella Liguria di Ponente, Torino 1970 5 COSTA RESTAGNO J., Albenga, Topografia medievale. Immagini della città, Bordighera 1979. 6 M ERIANA G., Valli di Albenga, Genova 1991. 7 LAMBOGLIA N., Albenga romana e medievale, 7ª ediz., Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera 1992. 8 COSTA RESTAGNO J., Le città della Liguria: Albenga, Genova 1993.


Recensioni

Giuseppe Monteleone - EDILIZIA PRIVATA - Editore Dario Flaccovio - Palermo 2000 Pagine 207 - Prezzo Lit. 38.000. L’iter amministrativo non sempre è chiaro per il progettista a causa delle molteplici norme emanate dal Parlamento, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni secondo le rispettive competenze di intervento e di controllo del territorio. Non soltanto il tecnico con poca esperienza, ma anche il progettista aggiornato incontra con preoccupante frequenza difficoltà nell’iter amministrativo per i diversi interventi edili soggetti a concessione, autorizzazione, denuncia di inizio attività o semplice comunicazione, a causa dell’intricata e talora incomprensibile macchia legislativa dello Stato, delle Regioni, infittita dalle circolari ministeriali e assessoriali, strumenti urbanistici, norme di attuazione, regolamenti edilizi, piani paesistici, aree metropolitane ecc. La pubblicazione EDILIZIA PRIVATA ha, nelle intenzioni dell’autore, il fine di essere una utile guida, una chiave di lettura semplificata per i diversi tipi di intervento edile secondo le varie categorie dei lavori, chiarendo, nei limiti, la complessità delle operazioni progettuali. Il libro è articolato in cinque capitoli che singolarmente trattano: La Concessione Edilizia - L’autorizzazione, Comunicazione e Denuncia di Inizio Attività - Il Procedimento Tecnico Amministrativo interno agli Uffici Tecnici Comunali - Barriere Architettoniche/Calcolo del contributo di Concessione ed Impiantistica - I vincoli e le prescrizioni derivanti da norme sovracomunali. Il testo è inoltre corredato da quattro appendici: Il questionario del tecnico - Tabelle riepilogative - La modulistica/Schede Tipologiche - Gli esempi grafici. L’opera si rivela quindi un punto di riferimento talora prezioso, un vademecum per il progettista ed il direttore dei lavori, completo e di facile consultazione, indubbiamente utile ai colleghi che operano nel settore. geom. Adolfo Morasso


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Leo Carnevali - Massimo Curatolo - Licia Palladino - STIMA DEGLI IMMOBILI: metodologia e pratica - Editore DEI - Roma 1999 - pagine 225 - Prezzo Lit. 49.000

Il compito del tecnico estimatore, nel dovere esprimere giudizi di stima, siano essi per scopi di consulenze tecniche di parte o per consulenze d’ufficio, ovvero per risolvere quesiti per la maggioranza di carattere economico, è quello di rilevare il valore di mercato o prezzo o determinare il valore di stima. Nel caso lo scopo della stima sia una compravendita l’aspetto economico più idoneo è il valore di mercato che rappresenta un dato concreto, il punto d’incontro tra la domanda e l’offerta riferito in un determinato momento. Il valore di stima è invece un dato probabile e non certo, espresso tenendo presente criteri di massima obiettività, basandosi su metodi che adottino procedimenti razionali, fondati sulla capacità raziocinante, intesa questa come uso di criteri logici e buon senso. Il testo – «STIMA DEGLI IMMOBILI: metodologia e pratica» – così come si evince dal titolo, guida il perito estimatore verso la determinazione del valore degli immobili, nella prima parte esponendo i vari metodi per la determinazione del valore: (la stima per comparazione dei prezzi di vendita - la stima a costo - la stima per capitalizzazione del reddito - la determinazione del tasso di attuazione), e per la determinazione del costo, nella seconda parte sono esposti i vari procedimenti che il tecnico non deve evitare di espletare. I vari metodi di stima, nella pubblicazione - «STIMA DEGLI IMMOBILI: metodologia e pratica» - vengono esposti, seppur sinteticamente, con chiarezza descrivendo i criteri che normalmente vengono utilizzati secondo le metodologie ed i principi che l’estimo mette a disposizione. Nella seconda parte gli autori, ricordano, al tecnico che esegue la stima che deve prioritamente procedere ai sopralluoghi del caso verificando tutte le caratteristiche intrinseche ed estrinseche dell’immobile oggetto di stima, per poi individuare il criterio e la metodologia estimativa da seguire, proponendo schemi per la compilazione delle relazioni di stima di aree fabbricabili e relazioni di stima dei fabbricati. Per quanto riguarda la parte pratica del libro, troviamo 14 pratici esempi per la determinazione di valori di mercato siano essi di appartamenti, uffici, aree fabbricabili, porzioni di immobili, fondi rustici,… ecc. Nell’appendice della pubblicazione trovano spazio altresì schede di calcolo da utilizzare per i vari criteri di stima, i parametri di rivalutazione dei beni patrimoniali dello Stato anni 1982-1997 ai fini della determinazione dei canoni medi figurativi degli immobili demaniali in uso governativo, valori e canoni di mercato degli uffici strutturali. Il testo, proprio per la sua semplicità di esposizione, è uno strumento di facile consultazione, che indirizza il perito verso l’utilizzo del giusto metodo e criterio di stima, verso la determinazione del valore di un immobile, che più si avvicina alla realtà. geom. Liliana Olcese


Atti del Collegio

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 27.09.2000 DIMISSIONI MIGLIAZZA Livio

DECESSI LERCARI ORESTE

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 25.10.2000 REISCRIZIONI GHIGLIONE Sandro s) 16035 RAPALLO GE: Via del Carmelo, 25/2 - Tel. 0185/55759 Albo N. 2803/2000

DIMISSIONI GHIGLINO Roberto - MESSINA Claudio - PASQUALI Agostino

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 06.11.2000 DIMISSIONI SCRIBANI Giuseppe

SEDUTA DI CONSIGLIO DEL 20.11.2000 REISCRIZIONI GHIGLINO ROBERTO s) 16010 SERRA RICCÒ GE: Via Valle, 2/2 - Tel. 010/751341 Albo N. 2699/2000

DIMISSIONI BERTAZZONI Andrea - GUERRISI Domenico - SERRA Giacomo Alfredo

VARIAZIONI

DI INDIRIZZI

BOCCA Paolo GUIDETTI Maurizio PENCO Fulvio PICCARDO Claudio PUGLISI Ignazio ROCCA Fabio

-

s) s) s) s) s) s)

16012 16154 16166 16013 16011 16128

BUSALLA GE: Via Ratto 9A - Tel. 010/9642927 GENOVA: Via Giordano, 23/9 - Tel. 010/6513762 GENOVA: Via Giannelli, 65/1 CAMPOMORONE GE: Vico del Principe, 4 ARENZANO GE: Viale Marconi, 154/5 GENOVA: Corso A. Saffi, 7/8


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ELENCO ISCRITTI LEGGE 818/84

AGGIORNATO AL

02.11.2000

ALLOISIO SERGIO - ARA ANTO - BALDINOTTI PAOLO - BALDONI MARCO - BARBERA ALBERTO - BARONCELLI CARLANTONIO -BARTOLINI SABRINA - BELTRAMI PAOLO BISSO STEFANO - BONAFEDE SANDRO - BONGUERRIERI UDILE - BONOMINI GIOVANNI - BOTTARO ARTURO - BURLANDO CARLO - CACCIAVILLANI NARCISO - CALLERO SILVIO CAMPANELLA GIUSEPPE - CAMPANELLA PIETRO - CAPORIZZI NICOLA - CARIOLA RINALDO - CARLINI GIOVANNI - CASTELLO RINALDO - CAUDA VITTORIO - CAVALLO PIETRO CECCHINI LUIGI - CELLA GIOVANNI - CELLE CARLO - CEVASCO MARCO CHASSEUR GIANCARLO - CHIES GIAMPAOLO - CHIESA EMANUELE - COPELLO PIEREMILIO - COSTA FABIO - CRAVERO ADRIANO - DE FERRARI ROLLERI ROBERTO DEFFERRARI DOMIZIO DELFINO ANTONIO - DELFINO DAVIDE - DE MARTINI MARINO - DI FRANCESCANTONIO AURELIO - DI SCALA CARLO ALBERTO - DUBESTI GUIDO DURANTE ERASMO - FABBRI ANTONIO - FADDA FRANCESCO - FANTIN FRANCO - FAVETO PIERLUIGI - FERRANDO SANDRO - FERRANDO SERGIO - FERRERO VINCENZO FIERAMOSCA ETTORE FINOCCHIARO FILIPPO - FIRPO GIUSEPPE - FOSSATI BENILDO FOSSATI SERGIO - FROLA ODDONE - FRUGONE CARLO G. - GALLIANO LORENZO GAMBERONI FRANCO - GIAVOTTO ROBERTO - GIORGI ANDREA n. 2495 - GORI SAVELLINI EUGENIO - GRIMAUDO SALVATORE GRONDONA LUCIANO - GUIDA ADOLFO GUIDETTI MAURIZIO - IACHINI GIULIANO JUVARA ARNOLDO - JUVARA GABRIELE LEONE FRANCO - LONDERO LEONARDO MAGGINI SALVATORE - MAINI ARDUINO MAJO G.B. - MANARA RENATO - MARCHESI P.LUIGI - MARIANI RENZO - MAURA MARCO - MAZZOCCO GIANFRANCO - MERELLO MARIO MERETTINI CATERINO - MINETTI GIORGIO - MONTE GIUSEPPE - MORASSO ADOLFO - ODANO LUIGI - OLIVERI GIANCARLO - OMBRINA ROBERTO - PALLA ANDREA - PARODI LUCIO - PETRACCO ROBERTO PICCARDO CLAUDIO - PICCINELLI LUCIANO - PICCIONI GABRIELLE - PILLON LUIGI PISTELLA MAURO - PITTALUGA PIETRO - PODESTÀ STEFANO POGGI ALDO - PUNGINELLI FRANCO - QUATELA CLAUDIO - QUENTI GIOVANNI - RAITERI EVASIO - RAMPINI RENATO LUCIANO - RAPINO FRANCESCO - RAVERA GIUSEPPE REPETTO ARDUINO - REPETTO MARIO CARLO - RICCARDI UGO - RIZZI GIULIO - ROCCA FABIO - RUSSELLO DIEGO RUSSO BRUNO - SABBADIN STEFANO - SASSO PAOLO SEMINO STEFANO n. 789 SOMAGLIA ITALO - SPEZZANO MARIO - TIPALDO GIUSEPPE TORTI INNOCENZO - TRAVERSO LORENZO - TRAVERSO MAURO n. 2387 ZUCCALÀ FRANCESCO.

Il mercatino dell’usato

Inserzione ALESSSIO GOTELLI Il sottoscritto geom. _____________________________________________________________ VIA FORTUNATO VINELLI Indirizzo: ______________________________________________________________________ 16143 CHIAVARI Comune: _______________________________________________________________________ 0185 305051 0185 305051 N° tel.: _______________________________ N ° fax.: __________________________________ N° 2558 N° iscrizione Albo: __________________________ Contenuto inserzione ________________________________________________________________________________ PLOTTER A PENNE OCÉ GRAPHICS FORMATO A1 ________________________________________________________________________________ TAVOLETTA GRAFICA OCÉ GRAPHICS ________________________________________________________________________________ CAMERA FOTOGRAMMETRICA ROLLEI FOTOTECHNIC 35 METRIC, ________________________________________________________________________________ COMPLETA DI SOFTWARE PER FOTOGRAMMETRIA MR2 (GEOTOP) ________________________________________________________________________________ COPPIA DI RICEVITORI GPS ASMETECH SINGOLA FREQUENZA ________________________________________________________________________________ (12 CANALI INDIPENDENTI PARALLELI) ________________________________________________________________________________ Genova, __________________ 28/11/2000


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