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anno IV n. 10 - 21 dicEMBRE 2013 IBN4 numero 28-09-2012 7:27 Pagina 2 C

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Mattia Graffiedi

Cesena-reggina Sabato 21 Dicembre h. 15:00

Auguri di Buon Natale dal Coordinamento Clubs Cesena e dalla redazione de Il Bianconero www.cesenacalcio.it


di giovanni guiducci

di Gigi Balbo Balducci

STELLE BIANCONERE

DAL GARGANO ALLA ROMAGNA

Intervista a Leonardo Scirpoli, addetto stampa bianconero

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vvicinandoci al Natale, la festa che unisce i cuori degli uomini e delle donne di buona volontà, non possiamo fare a meno di fermarci un attimo a riflettere su tutto ciò che propriamente calcio non è, ma che del calcio ne è logica conseguenza. Lasciamo quindi nel sacco dei palloni d’allenamento, tattiche e schemi, esultanze e incazzature e soffermiamoci un momento a ricordare quegli uomini di buona volontà che tanto hanno fatto il bene del Cesena e che ora ci guardano soddisfatti dall’alto dello stadio del cielo. I miei primi pensieri vanno a coloro che hanno permesso a noi semplici tifosi di poter leggere fieri ad alta voce la favola dell’amato e nostrano cavalluccio bicromatico. Conti e Commendatori per i più, Dino ed Edmeo per noi romagnoli che a quest’ora nel loro magazzino divino staranno sicuramente discutendo di bilanci e stipendi tra un cesto di ciliegie ed una cassa di pesche. Poco più in là, nel bar “paradiso” è facile trovare Emilio Bonci e Vittorio Casali intenti in un’animata e contesa maraffa contro i loro angeli. Ho avuto il piacere e l’onore di cono-

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on parla ancora il dialetto romagnolo, ma si sente già parte della famiglia bianconera, dove attualmente ricopre l’incarico di addetto stampa. Pugliese di Vico del Gargano, Leonardo Scirpoli (27 anni) è alla sua quarta stagione in forza alla società di Corso Sozzi. CY CMY

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scere personalmente Vittorione e ho scolpito negli occhi e nel cuore il momento che l’ho visto per l’ultima volta, quando seduto su un angusto seggiolino della tribuna centrale, mi teneva le mani così forte da non lasciarmele, quasi a farmi capire che quello sarebbe stato... l’ultimo saluto. Scendendo i gradoni dello stadio, vedo un palchetto vuoto e una sciarpa appesa; la mia mente viaggia fino a te Glauco. Ti ho stimato e voluto bene come un fratello; e ho avuto la grande fortuna di essere da te

ricambiato! Fino alla fine. Ricordo come fosse ora quando nei minuti di riscaldamento della partitella organizzata per il trentennale delle Wsb, fosti l’unico a fermarti e a venirmi incontro di corsa, abbracciandomi energicamente. Un proverbio dice che fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce; molti sono gli arbusti che ho visto crescere e molti purtroppo sono quelli che nel tempo son caduti. Se porgiamo il nostro sguardo a destra o a sinistra, sono sicuro, ognuno di noi ne vede tanti, sciarpa al collo e bandiera in mano guardarci tristi e felici nello stesso tempo. Tristi per non poter bere un “Borghetti” e fumarci una paglia insieme, felici nel notare che nonostante tutto, noi siamo ancora lì, ad urlare sempre più forte la nostra gioia e la nostra passione. Son passati 40 anni dal primo giorno che ho messo piede nel Curvone, che Dio mi aiuti e ci aiuti a trascorrerne altrettanti con lo stesso amore che loro lassù, ne sono certo, non ci hanno fatto mai mancare. Ho scritto queste parole domenica nella camera dell’ospedale di mia mamma. Lunedì è volata in cielo ed ora vedo un’altra stella. Per me la più lucente. Forza Cesena e Buon Natale a tutti.

Buongiorno Scirpoli, quale è stato il suo percorso che lo ha portato dal Gargano in Romagna? Ho studiato Scienze manageriali dello sport all’Università di Atri, in provincia di Teramo, Luca Caldirola che a quel tempo era l’unica in Italia nel suo genere. Poi ho fatto esperienza al Foggia Calcio con uno stage e al Gargano Calcio come responsabile della comunicazione. Nel 2010 ho frequentato il Master internazionale dello Sport di San Marino, di cui il Cesena Calcio era partner. Alla promozione in A, in un certo senso ho esultato anche io, perché Nel 2012 è stato anche team manager del pensai che avrebbero avuto bisogno di altre Cesena, che esperienza è stata? persone e quindi si sarebbero aperte nuo- A febbraio con il cambio in panchina e l’arrive possibilità. Presentai il mio curriculum, vo di Beretta, la società decise di cambiare feci il colloquio con il segretario generale anche alcuni incarichi a livello organizzatiSemprini e il direttore Minotti e alla fine fui vo e pensò a me come team manager fino al termine del campionato. Fu una grande scelto. soddisfazione personale, da stagista a team Prima di arrivare in Romagna quale era la manager, ma anche una grande responsaprima cosa che le veniva in mente al nome bilità, perché come squadra non stavamo attraversando un momento felice, ormai avCesena Calcio? Il primo giocatore che mi veniva in mente viati verso la retrocessione. Avere a che fare era Gianni Comandini. In generale quando con giocatori del calibro di Iaquinta, Mutu guardavo in tv gli high lights della serie B o Santana è stata un’esperienza formativa ricordo la curva del Manuzzi attaccata alla molto importante sia a livello professionale porta e quei tifosi che ad ogni gol correvano che umano. giù ad esultare. Da questa stagione ricopre un nuovo ruoCome sono stati i primi passi in una realtà lo... Innanzitutto ringrazio la nuova società che, nuova come il Cesena Calcio? I primi mesi li ho impiegati per capire come pur non conoscendomi, mi ha dato fiducia, funzionava la società. In particolare, nell’am- affidandomi incarichi di responsabilità che Massimo Ambrosini bito della segreteria sportiva, mi occupavo mi hanno consentito di rimettermi in gioco. della gestione degli accrediti e dei pass, Come addetto all’arbitro seguo le partite dei biglietti per la società ospite e di alcuni dalla panchina, supportando una persona di aspetti legati all’organizzazione della partita, grande esperienza come Fiorenzo Treossi. come la supervisione dell’area degli spoglia- Inoltre come addetto stampa, ma mi piacetoi e delle premiazioni o altre iniziative che si rebbe più chiamarlo addetto alla comunicasvolgevano in campo prima dell’inizio della zione, oltre ai rapporti con i giornalisti, mi gara. Inoltre mi occupavo dell’organizzazio- occupo di quelli che sono i nuovi mezzi di ne delle trasferte dei nostri osservatori. comunicazione, da cui oggi una società di

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calcio non può prescindere. Mi riferisco oltre al sito ufficiale della società, alla pagina Facebook, a Twitter e a Instagram, ognuno dei quali con il suo linguaggio, ci consente di avere un rapporto più diretto e spontaneo con la gente. A proposito come si trova a vivere in Romagna? Ho trovato un ambiente e una città diversa da altre realtà, anche della stessa regione come Parma dove sono stato per qualche mese. A Cesena abito in pieno centro storico e ho apprezzato la genuinità e la passione della gente. Per il futuro quali sono le sue aspettative? Vedremo, intanto lo scorso anno ho conseguito il titolo di direttore sportivo per l’area amministrativa a Coverciano e ho avuto come compagno di corso e di viaggio Cristian Brighi, l’ex arbitro. Con lui ho trovato un nuovo amico a Cesena.

3 Colori compositi


di Fabio Pagliarani

di Andrea Gori

manuel coppola

LA GENTE VUOLE IL GOL

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lla fine tutto gira attorno al gol. Si va allo stadio per tifare la propria squadra del cuore, per soffrire ed emozionarsi, ma soprattutto per quei nove-dieci secondi di gioia e di urlo liberatorio che arriva quando la palla finisce nella rete avversaria. Insomma, la gente vuole il gol. Senza quel momento catartico, tutto assume una tonalità tetra e pessimistica, oscurando IBN4 numero 28-09-2012 7:27 Pagina 14 anche quello che c’è di buono e positivo. Il Cesena non segna da quattro partite. Nella casella dei gol fatti, i bianconeri sono fermi a quota 20 ormai da troppo tempo e questo contribuisce senza dubbio a peggiorare la considerazione attorno alla squadra, facendo storcere il naso anche dopo risultati comunque importanti, come i pareggi di Avellino ed Empoli. Una difesa di marmo può permetterti di non perdere ma, perdonatemi la banalità, senza gol è impossibile vincere. Uscire imbattuti dalle ultime tre trasferte è un buon risultato C

IL MOTO PERPETUO DI UN DIECI ATIPICO

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a un anno a questa parte, nel Cesena di Bisoli il centrocampo è animato da un furetto inesauribile, perennemente in movimento, capace di fare e disfare, assetato di palloni da sradicare dai piedi avversari per poi cederli a chi è naturalmente deputato a dettare i ritmi della manovra e alla finalizzazione della stessa. Del resto chi meglio di Manuel Coppola può rappresentare la mentalità e lo spirito del tecnico di Porretta Terme, uno che con la grinta, il cuore e la tenacia ha costruito un’intera carriera ad alti livelli? Eppure il numero dieci bianconero ha dovuto faticare non poco per entrare tra i grandi del pallone, per via di un fisico non certo statuario, due piedi rustici e poco raffinati, che all’apparenza possono far storcere il naso a qualsiasi allenatore, specie quelli amanti dell’estetica.

L’ascesa del centrocampista romano tra i grandi del pallone non è stata proprio una passeggiata, prima relegato tra i campi spelacchiati del girone meridionale di serie C2 fino all’età di 23 anni, poi l’occasione della vita nella stagione 2004/2005 in serie B tra le fila della Salernitana, con un rendimento continuo griffato da 34 presenze e le continue menzioni sui taccuini dei principali osservatori della massima serie. Se in cadetteria è spesso risultato determinante, con tanto di campionato vinto con il Genoa di Gasperini, altrettanto non lo si può affermare per la serie A, dove sovente è incappato in stagioni anonime e allo stesso tempo sfortunate. Dal suo arrivo in Romagna sembra essersi liberato dalla scomoda etichetta di eterno incompiuto, con in mano le chiavi del centrocampo ricevute in dono proprio da mister

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complessivo, ma l’assenza di gol fa rumore e fa sprofondare nel malcontento gran parte della tifoseria che, assolutamente a ragione, non manda poi giù prestazioni come quella vista in Cesena-Padova. Il punto di Empoli ha permesso di riassestare la squadra, in difficoltà contro il veneti, facendo leva sul reparto maggiormente in salute, ovvero la difesa, ancora impenetrabile nonostante la presenza di due supereroi del gol come Tavano e Maccarone dalla parte opposta. Ora però urge ritrovare coraggio. Il concetto di avere una retroguardia affidabile deve essere prima di tutto stimolante per gli attaccanti, ma anche per i centrocampisti, che devono spingersi con maggiore frequenza nella metà campo avversaria, sapendo che dietro c’è chi è pronto a coprire. I ritorni in squadra di Nadarevic e Cascione sono preziosi per lo scacchiere di Bisoli: il primo offre imprevedibilità, il secondo C

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geometrie ed equilibrio in mezzo al campo. Qualità che sono venute a mancare in questo periodo di digiuno. La speranza è proprio quella di ritrovare quella quadratura iniziale, che ha portato sì vittorie, ma anche un gioco a tratti brillante e divertente, come visto contro Carpi, Pescara e Bari. L’appannamento degli attaccanti non è solo fine a se stesso, ma dipende da diversi fattori, che non sono riconducibili sbrigativamente alla semplice scarsa vena delle punte: la linea difensiva è spesso troppo arretrata, risucchiando il centrocampo. La giusta distanza tra i reparti è uno dei grattacapi che il Cesena deve risolvere per ritornare a segnare e, di conseguenza, a vincere. Perché in fin dei conti la gente a Cesena non vuole dominare il campionato, non vuole vincere tutte le partite o che la squadra tenga un possesso palla alla Barcellona. In fondo, la gente vuole solo il gol.

succi e defrel

Bisoli, che al “trottolino” bianconero non rinuncerebbe neanche se fosse affetto della più tremenda influenza stagionale. In questo momento difficile del campionato, si intravede una squadra che fatica a produrre gioco, con l’intera linea mediana che mantiene perennemente il proprio baricentro basso e non riesce a tenere la giusta distanza fra i reparti, rendendo prevedibili le giocate degli avanti bianconeri. Nonostante ciò, il rendimento di Coppola è stato quasi sempre soddisfacente e sopra la sufficienza, anche se oramai è evidente la mancanza a centrocampo di un elemento capace di dettare i tempi della manovra. Del resto, anche mister Bisoli ai tempi del Cagliari rendeva decisamente meglio quando al proprio fianco aveva un certo Gianfranco Matteoli, storico metronomo degli anni ‘80-‘90, già tra gli artefici dell’Inter dei record.

cesena

Per l’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali

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di Ettore Pasini

SIMPATICA PAZZIA NEL CALCIO archivio storico calbucci

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per mister bisoli centesima panchina bianconera IN SERIE B

cesena 1952-53, promozione emilia, girone a in piedi da sinistra: antonelli, garavelli, vicini, ceredi, veglianetti, rossetti in ginocchio da sinistra: casadei, lelli, turci, severi, busi

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on due validi centrocampisti al fianco (Azeglio Vicini ed Edo Lelli) Giovanni Veglianetti, in arte centravanti del Cesena 1952/53, in un solo campionato realizzò ben 28 gol. Era la stagione calcistica che valse la qualificazione del Cesena in IV serie. Va detto che per la squadra bianconera di Romagna si trattò di un campionato vinto nonostante la grande crisi finanziaria che attanagliava la società. La guida tecnica della squadra non contava su un vero allenatore ma semplicemente su un vero intenditore di calcio (Pellarin), triestino d’origine, che nella vita giornaliera copriva, nientemeno, che la carica di Direttore dell’Arrigoni, stabilimento conserviero che, negli anno ’50, aveva la sede produttiva davanti alla stazione ferroviaria di Cesena. 6

Giovanni Veglianetti, nella stagione 1952/53, fece notizia come goleador principe ma anche per un episodio curioso che lo riguardò personalmente. In una domenica di campionato, giocando sul vecchio campo sportivo situato allora all’interno dell’ippodromo del Savio, Veglianetti dopo aver segnato ben cinque reti nella partita, ad un certo punto della gara, mentre stava producendosi nell’ennesima incursione verso la porta avversaria, credette opportuno fermarsi al limite dell’area, fermare il pallone e sedersi sopra alla stregua di uno sgabello da viaggio. Un gesto che aveva il sapore dell’umanità sportiva. Intervistato nel dopo partita, Giovanni Veglianetti giustificò l’episodio: “Non era giusto e neppure sportivo umiliare il portiere avversario segnando un’altra rete;

cinque gol personali rappresentavano già da soli un bottino da record per un attaccante!”. A fine stagione, con una promozione in tasca, Veglianetti e Vicini lasciarono il Cesena; il primo fini al Nardò, il secondo al Lanerossi Vicenza. Con l’introito finanziario arrivato attraverso la cessione dei due attaccanti, il Cesena riuscì a rattoppare in gran parte il buco finanziario che si era accumulato negli anni precedenti. Va ricordato, però, che nel campionato successivo il Cesena senza Veglianetti e Vicini e con un nuovo allenatore professionista (Piero Magni, proveniente dalla Juventus) al posto del dilettante ma bravo tecnico Pellarin, dette l’addio alla IV serie per tornare nel grigio campionato di Promozione. 7


di Fabio Benaglia

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Al Manuzzi scoppiò il fini… Mondo

nche 15 anni fa era il 21 dicembre e il 21 dicembre 1998 una squadra granata atterrò al Manuzzi. Campionato di serie B 1998-’99, storia di un Cesena-Torino dall’intensità indimenticabile, uno dei pochi inciampi della rimonta verso la salvezza della squadra di Alberto Cavasin. La formazione del Cesena di quel giorno è un elenco di giocatori da romanzo. Eccolo, il 5-3-2 anti-Torino: Scalabrelli, Martelli (40’ st Monticciolo), Mantelli, Rivalta, Teodorani, Tamburini; Romano, Superbi, Serra (23’ st Masitto); Salvetti (33’ st Agostini), Comandini. Panchina: Armellini, Parlato, Gaudenzi, Gragnaniello. Il Cesena punta a salvarsi, il Torino guarda solo alla serie A, con una formazione che riletta oggi mette i brividi, decidete voi se per Lentini o altro. Formazione del Torino (4-42): Bucci; Ficcadenti, Bonomi (13’ st Cudini), Fattori, Sassarini, Asta (46’ st Mercuri), Tricarico, Scienza (48’ st Gaglianone), Sanna; Ferrante, Lentini. Panchina: Casazza, Minotti, Lopez, Semioli. Il Cesena gioca alla grande, mostra uno dei primissimi segnali di ripresa che lo porterà ad una primavera del 1999 che avrà i contorni della leggenda. E’ una partita carica di tutto, con Salvetti che dipinge calcio e l’ex Mauro Bonomi che suo malgrado si becca nomi irriferibili. C’è pure il jolly Massimo Ficcadenti nel Torino che magari avrà pensato: “Però, pubblico tosto”, concetto che magari gli avrà ribadito Lorenzo Minotti dopo la partita. Quel giorno lo stadio era un vulcano, anche per la presenza in panchina di Emiliano Mondonico, che da queste parti ha sempre avuto un rapporto piuttosto controverso con la tribuna del Manuzzi. Da maestro di calcio, in fatto di tattica è spesso uscito da vincitore, lavorando di fino anche dal punto di vista mentale, governando la psicologia della partita a suo piacimento. Così a un certo punto

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di giovanni guiducci

UNA SCONFITTA BENAUGURANTE

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la piratesca avanzata verso la porta di Bucci di un Cesena che iniziava a scoprire il vero Gianni Comandini venne gelata dal gol di rapina di uno squalo d’area come Marco Ferrante. Era il 61’, Mondonico si girò sornione verso la tribuna e uno spettatore ben riconosciuto si alzò in piedi e gli fece “Tiè”, alzando le corna con la mano come farà ben più tardi Antonio Cassano con Rizzoli a San Siro. Da finisseur dei campi di provincia, Mondonico si coprì il volto con la mano destra per non farsi vedere dal quarto ufficiale, mentre il medio della mano sinistra indicava agli astanti la piega che avrebbe preso la partita. Scoppiò il pandemonio in tribuna, volarono epiteti e si inventarono sul momento almeno trenta nuovi tipi di insulto mai sentiti, cosa

che al confronto l’ultimo Cesena-Padova è stato un raduno dei boy scout. Si era acceso il generatore che voleva Mondonico: il Manuzzi implose nella sua belvaggine, la squadra di Cavasin perse energia e il Toro vinse la partita. A noi resta la lezione da non dimenticare negli anni. Al di là del tifo, al di là di chi vince o chi perde, al di là delle smentite di rito che sentiremo in sala stampa (avvenne anche quel giorno) ricordiamoci sempre che quando un allenatore si copre la bocca o un giocatore in campo parla coprendosi la faccia con la maglia, sta succedendo qualcosa che merita il nostro sincero, spontaneo e natalizio disprezzo.

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utti i precedenti tra Cesena e Reggina si sono giocati tra i cadetti. Su dieci gare disputate in Romagna, i bianconeri vantano quattro vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. L’ultimo ko risale alla prima giornata del campionato di serie B 2009-’10. Da una parte i calabresi, neo retrocessi dalla A, nei panni di favorita per la vittoria finale. D’altra i romagnoli, neo promossi dalla Prima Divisione, partiti con il proposito di difendere la categoria. Da una parte mister Walter Novellino con alle spalle già quattro promozioni dalla B alla A, dall’altra Pierpaolo Bisoli al debutto come allenatore tra i cadetti. Il risultato finale (0-1) direbbe che il pronostico a favore della Reggina era stato rispettato, invece la gara fu condotta per buona parte dal Cesena, castigato immeritatamente solo nel finale da una rete di Nicolas Viola. Dopo un anno si interruppe l’imbattibilità del Manuzzi, che per l’occasione registrò il nuovo record di abbonati (“7000 volte grazie” recitava lo striscione preparato dall’Ac Cesena per i suoi tifosi) e che a fine partita applaudì i bianconeri. Anche Novellino riconobbe il valore del Cesena a cui pronosticò (lui che di promozioni se ne intendeva...) un futuro roseo. Pronostico azzeccato. Non fu invece rispettato il pronostico di inizio campionato per la Reggina, che due mesi dopo esonerò l’allenatore e poi si assicurò la salvezza solo all’ultima giornata. Oggi contro quella stessa Reggina che lo tenne a battesimo in categoria, mister Bisoli festeggia le 100 panchine in serie B, tutte con il Cesena. CY CMY

campionato 2009/10 cesena-reggina 0-1. l’attACCANTE BIANCONERO Djuric IN AZIONE

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I precedenti in Romagna:Massimo Ambrosini 1968-69 Cesena-Reggina 0-0 1969-70 Cesena-Reggina 2-2 1970-71 Cesena-Reggina 1-0 1971-72 Cesena-Reggina 1-0 1972-73 Cesena-Reggina 2-1 1995-96 Cesena-Reggina 0-0 1996-97 Cesena-Reggina 3-1 1998-99 Cesena-Reggina 0-2 2009-10 Cesena-Reggina 0-1 2012-13 Cesena-Reggina 1-1

campionato 2009/10 cesena-reggina 0-1. il gol di VIOLa

campionato 2012/13 cesena-reggina 1-1. il gol di comi... ... e quello di comotto


Coordinamento Clubs Cesena

di Andrea Bertozzi e Matteo Fanesi

Amicizia e rispetto valgono e servono più di un goal

emiliano salvetti in azione

il museo bianconero

Un piacevole Brindisi!!!

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’ultima trasferta ad Empoli è stata per il Coordinamento Clubs Cesena l’occasione per dar vita ad una nuova iniziativa nel segno dell’amicizia e del rispetto. A mezzogiorno i tifosi bianconeri hanno pranzato insieme a quelli del Coordinamento di Empoli presso un circolo Arci vicino allo stadio, dove si sono ritrovati in circa 120 persone. Poi allo stadio Castellani i bambi-

ni delle due tifoserie, vestiti con le rispettive magliette bianconere e azzurre, sono stati i protagonisti del cerimoniale d’ingresso in campo delle squadre, accompagnando i giocatori per mano, sotto gli occhi del presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi, che nell’occasione ha salutato i responsabili dei Coordinamento di Cesena e Empoli.

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Per il Coordinamento Clubs Cesena la giornata vissuta sabato ad Empoli è stato un momento significativo di valorizzazione dei più positivi valori di sport e di rispetto, con l’augurio che analoghe iniziative diventino sempre più frequenti in ogni stadio italiano, perché “Amicizia e rispetto valgono e servono più di un goal”.

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Stagione: 2004-05, Serie B Sponsor Tecnico: Lotto Sponsor Istituzionale: Solo Affitti in vernicetta

Particolari: Toppa Lega calcio serie B Tim fornita dalla Lextra, termoapplicata. Notizie: Terza maglia usata da Emiliano Salvetti durante il campionato, maniche tagliate.

Ne vuoi sapere di più??? Questa e tante altre divise sono su www.museobianconerocesena.it il sito della storia della maglia del Cesena.

le partite odierne e il prossimo turno

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1. Letizia (sx) e Sofia (dx) scambio di omaggi tra giovani tifosi 2. Giovani tifosi delle due tifoserie pronti per il cerimoniale d’ingresso in campo 3. Eccoli in campo, i “nostri” ragazzi 4. Al centro il Presidente della lega di serie B Andrea Abodi, con i rappresentanti dei Coordinamenti di Empoli e Cesena, Eleonora Mucciarelli e Roberto Checchia. Autore delle FOTO MORENO SFORZINI

Per regolamento e votazioni www.cesenasena.com

Sponsor del Trofeo

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Notte BiancoNera 2013

Volta e Campagnolo premiano i Club de Il Passatore (Bruno) e Araba Fenice (Marcello)

Succi premia il Club Torcida Bianconera (Stefano)

Il vincitore(Angelo da Catania) del primo premio della lotteria, un divano tutto bianconero. La torta BiancoNera

L’amico Alessandro Politi “Grande Mago”

D’Alessandro e Coppola premiano i tifosi Maurizio e Cristiano

PIPPO FOTO PERIODICO SPORTIVO CESENA CALCIO Iscr. Reg. Stampa n. 36/010 il 15.10.2010 EDITORE Coordinamento Clubs Cesena DIRETTORE RESPONSABILE Giovanni Guiducci caporedattore Vittorio Calbucci contributo DI REDAZIONE Gabriele Papi IN REDAZIONE Andrea Bertozzi, Giampiero Ceccarelli, Roberto Checchia, Davide Cucchi, Matteo Fanesi, Omar Galassi, Giovanni Guiducci, Giorgio Lugaresi, Daniele Magnani, Marco Valentini, Ettore Pasini,

Andrea Gori, Fabio Pagliarani STAMPA Kando, Cesenatico FOTOGRAFIE Vittorio Calbucci GRAFICA Lisa Camporesi MARKETING, PUBBLICITà E DISTRIBUZIONE Coordinamento Clubs Cesena tel. 0547.632502 / 0547.313090 / coordinamentocesena@libero.it

Bianconero Magazine - N. 10 - 2013/2014  

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