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S ETTEMBRE 201 5 • ANNO IX • N UMERO 96

I mmi g r at i , l a l e z i o n e ame r i c an a

EffettoTre è consultabile anche on line www.cesd.onlus.com Per un'informazione in tempo reale


E f f e t t o T re Immigrati, la lezione americana Con un’economia che cresce è molto più facile sostenere la coesione sociale, che invece si perde quando le risorse non crescono e debbono essere spartite fra più persone Fra vent’anni, guardando le foto dell’arrivo dei profughi siriani a Monaco, accolti dall’Inno alla Gioia, della colonna di automobili austriache che trasportano altri profughi verso la Germania, della nostra Marina che ha salvato migliaia di persone nel Mediterraneo, penseremo che quello fu il momento in cui nacque l’Europa multietnica. Come gli Stati Uniti sono una società di immigrati (più o meno recenti), così, piaccia o no, diventerà l’Europa. Al di là del problema dei profughi di guerra, l’Europa attira centinaia di milioni di potenziali immigrati che vivono vicinissimi ai suoi confini, per lo più con livelli di reddito infinitamente più bassi del nostro. Costruire, intorno all’Europa una muraglia, figurativa se non reale, è

impossibile: non fermerebbe il flusso, avrebbe solo l’effetto di selezionare i più disperati. Controlli e selezione sì, non muri.

Co.Bo.Di. Settembre 2015 Riassumendo Pag. 1 - Immigrati, la lezione americana Pag. 3 - ARMA Pag. 18 - Rappresentanza Pag. 22 - Attualità news Pag. 34 - CESD Pag. 35 - Altre Rubriche

Che cosa ci insegnano gli Stati Uniti? Prima lezione: dal punto di vista economico una società multietnica può funzionare assai bene. Diversità di formazione, cultura, punti di vista, abilità, stimolano l’innovazione e la produttività. Questo vale soprattutto per immigrati con un livello di istruzione relativamente alto, ma non solo. In Italia, per esempio, le «badanti» straniere hanno risolto l’assistenza agli anziani, un problema sempre più centrale nelle nostre vite. Inoltre il livello di istruzione di una popolazione può aumentare, anche rapidamente, con adeguati investimenti in

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Non illudiamoci: come insegna l’esperienza americana sarà una strada piena di ostacoli, con passi avanti e fallimenti. Dobbiamo riuscire ad attrarre non solo individui con basso livello di capitale umano, ma anche persone più istruite e produttive. Ma non arriveranno solo immigrati con molti anni di istruzione alle spalle. Dovremo quindi fare uno sforzo per inserire loro e i loro figli nella scuola e nelle università in modo da aumentarne rapidamente il capitale umano. La seconda lezione è che la generosità Dagli immigrati dobbiamo esigere il (quella privata, ma anche il welfare rispetto assoluto delle leggi: Germania, pubblico) funziona molto meglio fra per- Gran Bretagna e Svezia, i Paesi europei che sone della stessa nazionalità e cultura. hanno le più ampie popolazioni immigrate Cioè, siamo più disposti a pagare tasse (8% della popolazione in Germania e Gran anche elevate per un welfare generoso (e Bretagna, 10 per cento in Svezia, a fronte talvolta sprecone) verso i nostri con- del nostro 6 per cento) ci riescono. cittadini nati qui; molto meno se per- Tutto ciò è molto piu facile in un Paese che cepiamo che del welfare beneficiano anche cresce e che ha un bilancio pubblico in gli immigrati (che peraltro pagano attivo, come la Germania. anch’essi le tasse). Ci sono due modi per Ecco un altro motivo per cui far ripartire affrontare questo problema: uno è l’economia è fondamentale. ridimensionare lo stato sociale, limitandolo Con un’economia che cresce è molto più alle funzioni di base, cancellando i benefici facile sostenere la coesione sociale, che per chi non ne ha bisogno, eliminando invece si perde quando le risorse non privilegi e sprechi, cose che dovremo fare crescono e debbono essere spartite fra più comunque - fra l’altro in Paesi come Italia e persone. Germania che stanno invecchiando rapidamente, un flusso di immigrati giovani renderebbe il nostro welfare più sostenibile. L’altra risposta, odiosa, è discriminare fra nativi ed immigrati, una strada non percorribile, né moralmente, né praticamente. capitale umano, cioè nella scuola e nell’università. Investimenti che sono certamente piu utili di quelli in ponti o autostrade, come dimostra lo straordinario successo della Corea del Sud. Questo non significa, o non solo, più soldi pubblici: è soprattutto una questione di organizzazione e di merito, come scrivono da tempo Roger Abravanel e Roberto Perotti.

Infine, i conflitti etnici diventano possibili, per quanto si faccia per evitarli. In Europa potremmo assistere alla crescita di partiti xenofobi, cui potrebbero opporsi partiti etnici, cioè gruppi politici interessati solo a promuovere gli interessi degli immigrati, di questa o quella nazionalità. Ciò renderebbe ingestibile non solo la politica dell’immigrazione ma anche la politica tout court. Un rischio tanto maggiore quanto più marcate sono le differenze culturali e religiose tra nativi e immigrati.

Come affrontare l’immigrazione, non solo quella con cui ci confrontiamo oggi, Alberto Alesina e Francesco Giavazzi prodotta dalla crisi profughi, sarà il www.corriere.it problema di gran lunga piu difficile che l’Europa e l’Italia dovranno affrontare nei prossimi anni.

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Novità dal mondo UNIVERSITARIO

D a n i l o Ie r v o l i n o : “ G r a z i e d e l l e a v a n c e s p o l i t i c h e , m a re s t o d ov e s ono” “Aiuto la città di Napoli in altro modo”

di Giuliana Tambaro - 4 settembre 2015 Danilo Iervolino, presidente dell’università telematica Pegaso, dopo l’indiscrezione di Campania24News su una sua possibile candidatura a sindaco di Napoli, affida il suo commento a Facebook. Non avrebbe potuto fare altrimenti per ringraziare con cordalità le “avances politiche” ricevute, dato che lui è attento studioso delle potenzialità e delle nuove frontiere del web, di cui parla nel suo libro “Now” edito Mondadori.

“Ringrazio i tanti amici che vorrebbero un mio impegno politico ma e’ radicalmente infondata ogni ipotesi che, nel tempo prossimo, possa vedermi coinvolto in competizioni elettorali per conto di qualsivoglia schieramento politico”, scrive Iervolino sul noto social. “Intrattengo rapporti con vertici di partito – prosegue il presidente della Pegaso – non per simpatie politiche ma esclusivamente per fini istituzionali in quanto sono Presidente di un’università, consigliere di amministrazione di Svimez e rappresentante della giunta dell’Unione industriale di Napoli”.

“Ho da tempo deciso di servire in altro modo la Città e il territorio, dedicandomi totalmente all’impegno nel settore della formazione volto a favorirne la crescita civile e culturale dei giovani e delle future generazioni”, conclude Iervolino. Per ora resta dov’è (infatti scrive di tempo prossimo, in quanto imminente?), ma nel tempo futuro?

www.campania24news.it

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NovitĂ  dal mondo UNIVERSITARIO

Nasce Upaplu: il nuovo modo di scoprire il web.

Cari amici, è con grande orgoglio che presento un'anteprima assoluta al nostro canale. Nasce oggi Upaplu, un nuovo software di navigazione internet totalmente rivoluzionario, non vi anticipo altro.

Ci vediamo su internet dopo aver scaricato il plugin su www.upaplu.com

Un abbraccio a tutti voi, Danilo Iervolino

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Aperte iscrizioni a.a. 2015/2016

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a pplicativo unicesd Presentiamo un nuovo utilissimo strumento dall'Universidas Centro Studi Salvo D'Acquisto.

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disposizione

Si tratta di un’app, nata per gli studenti che vogliono essere sempre aggiornati sui nuovi corsi di alta formazione, corsi di laurea, e certificazioni informatiche dell' Università Telematica Pegaso. Si tratta di un’app, nata per gli studenti che vogliono essere sempre aggiornati sui nuovi corsi di alta formazione, corsi di laurea, e certificazioni informatiche dell' Università Telematica Pegaso.

FUNZIONALITÀ:

L’App mobile UNICESD si suddivide in 2 aree principali, una pubblica ed una ad

accesso riservato. L’area pubblica offre la possibilità di controllare le nuove attività promosse dal mondo Unipegaso, con collegamenti diretti ai canali social. L’area privata consente di apprendere tutte quelle nozioni che servono ai poli didattici per guidare i propri iscritti sui percorsi universitari, modalità di svolgimento degli esami e tante altre notizie interessanti. È inoltre possibile condividere le informazioni con la propria rete network, per essere sempre aggiornati sui calendari di esami e sugli aggiornamenti normativi e degli assetti universitari.

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SEDE DI PALERMO

I S CRI ZI O N I AP E RTE

Il giorno 8 ottobre 2013 è stata prodotta la comunicazione di apertura delle iscrizioni ai Master biennali per l'a.a. 2014/2015 - 2015/2016 con scadenza il 30 settembre 2014 afferente l’Accademia Forense, un’eccellenza dell’offerta formativa della nostra Università. L’unica Accademia Forense on-line partecipata da 107 docenti provenienti da 40 Università! Si tratta di Master di II livello, vero e proprio punto di riferimento a livello nazionale per la specializzazione e l’aggiornamento professionale nelle varie discipline giuridiche. Si compone di vari ambiti formativi di notevole interesse, sia in termini di moduli didattici, svolti da Docenti di elevata e riconosciuta professionalità (clicca il link per visionare elenco dei Docenti) http://www.accademiaforensepegaso.it/i-docenti-dell-accademia/ co on esperienza a livello internazionale, siia come strumenti e tecniche che trasmette al discente, immediatamente spendibili nel mondo delle professioni ad alto valore innovativo. I Master sono destinati a tutti coloro che sono in possesso di un diploma di Laurea quadriennale, Laurea di II livello (3+2) e/o del previgente ordinamento Laurea Magistrale ed in particolare a tutti i laureati “PEGASO -CESD” che durante il “quinquennio” hanno conseguito la Laurea Magistrale (Vds. Progetto Siena ecc.). Possono, altresì, iscriversi al Master coloro i quali sono iscritti all’Albo degli Avvocati, una delle professioni in continuo aggiornamento, o coloro che sono abilitati alla professione, compresi i praticanti avvocati, abilitati all’esercizio della professione forense e/o non ancora iscritti all’Ordine degli Avvocati. Il titolo che si consegue al termine del Master è: Diploma Universitario Master Biennale di II livello, con il riconoscimento di 60 CFU. Ha la durata di due anni accademici per un numero complessivo di 1500 ore. Si può inoltre usufruire del permesso dedicato al diritto allo studio per un totale di 150 ore annuali. Ebbene, La Pegaso da oggi, ci consente di diffondere tale opportunità di formazione sull’aggiornamento professionale, ad un costo pari a € 600,00 anziché € 850,00 + 50,00 perbollo. I master di specializzazione • Diritto di famiglia, dei minori e delle persone; • Diritto commerciale; • Diritto amministrativo; • Diritto e Processo Penale; • Diritto delle responsabilità civile e delle assicurazioni; • Diritto industriale e della concorrenza; • Diritto della navigazione e dei trasporti; • Diritto del lavoro; • Diritto e Processo Tributario; • Diritto dell’Unione Europea. Si avvia un progetto di ampia divulgazione dell’Accademia Forense la cui responsabilità per la ricerca ed analisi è stata affidata al Prof. Calogero Di Carlo. Per info e dettagli: calogero.dicarlo@unipegaso.it - coord.palermo@unipegaso.it - infocesd@unipegaso.it 091/7654200 - 3318682197 e/o 3313661000.

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Per la formazione continua, per l’aggiornamento professionale e per chi sceglie la formazione di qualità! Page 9

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Nuovi corsi per l'a.a. 2015/2016

Il CESD, oltre ai corsi di laurea, propone una vasta gamma di percorsi didattico/formativi in diversi ambiti per venire incontro alle complesse esigenze del Mercato delle Professioni e del Lavoro in Italia e nella Comunità Europea: -

Master di I e II livello Corsi di alta formazione Esami singoli Certificazioni di lingua inglese Certificazione di lingua italiana per stranieri Certificazione Eipass - passaporto informatico europeo Corsi di aggiornamento professionale; Corsi per Operatore Socio Sanitario (O.s.s. ); Corso di riqualificazione da Osa/Ota a O.s.s.. Chiamaci o visita il nostro sito, diamo più assistenza e migliori servizi alla categoria.

coord.palermo@unipegaso.it - tutorcesd@unipegaso.it - comunicazioni@cesd-onlus.com

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Master in

"Criminologia e Studi Giuridi Forensi-MA391" a.a. 15/16 - scadenza iscrizioni 21 sett 2015

Le precedenti edizioni del master 56 + 78, 100, 127, 213, 240, 297 (IV

ed.) che si accingono ad iscriversi, quasi tutti, al V anno della Facoltà di

Giurisprudenza, ed il 297 (V edizione in corso) hanno riscosso un notevole

successo, oltre ogni aspettativa grazie alla vostra fiducia che continuate ad accordarci.

Prima di Voi, oltre 7000 iscritti, hanno usufruito di questo straordinario

Master, che ha visto come protagonisti dei pregiatissimi professori e

illustrissimi professionisti nel campo criminologico, di fama Nazionale

quali: il prof. Calogero Di Carlo, direttore accademico del master; il Prof.

Paolo Procacciante, Direttore Medicina Legale, Università degli Studi di Palermo; il Generale Div. CC Nicola Ragetti, già Comandante del RACIS; il Prof. Nicola Malizia, Criminologo, Docente Università degli Studi Kore di

Enna; il Cap. Pietro Maida – Comandante Sez. Chimica – Esplosivi e Infiammabili- del RIS Carabinieri di Messina; il Prof. Rosario Bianco, Docente Università Pegaso; il Prof. Francesco Fimmanò, Docente e

Presidente Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Telematica Pegaso e tanti che si sono susseguiti ed interscambiati, nell’illustrare le avvincenti materie oggetto di studi.

In particolare durante le lezioni sono stati trattati i seguenti moduli:

Il Criminologo Prof. Nicola Malizia, docente presso l’Università degli studi di Palermo e la Kore di Enna: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

INTRODUZIONE ALLA CRIMINOLOGIA MODERNA IL BULLISMO SESSUOLOGIA CRIMINALE MOBBING CRIMINOGENO SERIAL KILLER CRIMINOLOGIA E VITTIMOLOGIA NELLA DONNA SONNAMBULISMO OMICIDIARIO SETTE SATANICHE ED IMPLICAZIONI CRIMINOLOGICHE

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Il Generale di Divisione, già comandante del RACIS Carabinieri, Dott. Nicola Raggetti, docente in diverse università italiane: 1. 2. 3. 4. 5. 6.

IL SOPRALLUOGO ED IL REPERTAMENTO ( 3 LEZIONI) IMPRONTE ( 4 LEZIONI) BALISTICA ( 4 LEZIONI) BIOLOGIA (2 LEZIONI) CHIMICA (2 LEZIONI) DVI : DISASTER VICTIM IDENTIFICATION (1 LEZIONE)

1. 2. 3. 4.

ELEMENTI PRATICI DI CRIMINOLOGIA STALKING LA VITTIMOLOGIA CRIME PROFILING.

1. 2. 3. 4.

LA NASCITA DELLA CRIMINOLOGIA L'APPROCCIO POSITIVISTA ALLO STUDIO DELLA CRIMINALITA' LE PRINCIPALI TEORIE SOCIOLOGICHE DELLA DEVIANZA – PARTE I LE PRINCIPALI TEORIE SOCIOLOGICHE DELLA DEVIANZA – PARTE II -

La criminologa Avv. Dott.ssa Clelia Gorga, tutor di questo master:

Dott. Tommaso Comunale, università Forlì:

Alla luce di quanto sopra, per far fronte ed esaudire richieste sempre più

esigenti, oggi a Voi, più fortunati, viene offerto per l’anno 2015/2016, il

Master in “Criminologia e Studi Giuridici e Forensi" in sigla MA391 (1 ed.) per una durata di 1925 ore corrispondenti a 77 CFU, che consente la prosecuzione

degli

Giurisprudenza.

studi

nel

Corso

di

Laurea

Magistrale

in

di

Per maggiori informazioni:

0081 18893962 – 091 7654200 - 3318682197

mastercesd@unipegaso.it - coord.palermo@unipegaso.it (di carattere amministrativo e didattico)

comunicazioni@cesd-onlus.com

(di carattere generale, logistiche/organizzative)

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ARMA

C a r a b i n i e ri , p e r c h é a l C a p i t a n o U l t i m o s ono s t a t e t ol t e l e i nd a g i ni 2 8 a gos t o 2 0 1 5

"Il lavoro di intelligence investigativa è, e rimane, una delle eccellenze del nostro Paese". Lo aveva dichiarato allora capo della Polizia, Antonio Manganelli agli inizi del 2013. Nell’audizione del 25 febbraio scorso a Palazzo Madama, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, in relazione alle linee programmatiche dei vertici delle Forze armate, aveva sottolineato ai parlamentari che "lo straordinario patrimonio di professionalità e dedizione rappresentato dal suo personale, affronta, le sfide attuali, rappresentate dal terrorismo, dalla criminalità organizzata e da quella diffusa".

In quel discorso Tullio Del Sette ha aggiunto, che "l’ampliamento del raggio d'azione delle consorterie criminali, che hanno sviluppato una notevole capacità di infiltrarsi nell’economia legale e negli apparati pubblici, soprattutto avvalendosi di pratiche corruttive, impone di allargare anche lo spettro della risposta, che resta finalizzata alla disarticolazione di tutti i sodalizi attivi, alla cattura dei latitanti più pericolosi, all’individuazione e alla confisca dei patrimoni illecitamente acquisiti". Infine un auspicio: che “si possa continuare a mantenere tale eccellenza investigativa nell’Arma”.

mafioso di Don Vito Ciancimino e come prestanome il figlio, Massimo, in Romania, nella più grande discarica d’Europa, centro di convergenza di riciclaggio di denaro mafioso.

Non un accenno alle sue inchieste contro i finanziamenti occulti dei partiti: Lega Nord in testa con conti off shore in Tanzania. Mai una frase in quella lettera per l'eccellente capacità investigativa che ha fatto emergere ramificazioni di corruttela, associazione a delinquere nelle pubbliche amministrazioni.

L'ultima indagine quelle delle cooperative rosse, con le famose intercettazioni del Premier Renzi e del comandante della Gfd, Michele Adinolfi devono aver creato molto imbarazzo. Mai un richiamo all’inchiesta sulla Cpl Concodia che ha portato all’azzeramento di tutti i vertici di tale coop, scoprendo tangenti in Tunisia e sistemi di corruzione. Né un accenno all’inchiesta sulla lobby dello Ior, con l’arresto nel 2012 dell’ex presidente, Ettore Gotti Tedeschi, che gestiva i soldi della banca Vaticana. Silenzio assoluto.

Ecco la nota di solidarietà a "Ultimo" firmata da Nando, Rita e Simona Dalla Chiesa "Noi speriamo che nulla venga "Cambiamento strategico nei reparti" compromesso del lavoro investigativo del Eppure il 4 agosto scorso, Del Sette, ha colonnello Ultimo. L'Arma vive anche di inviato una lettera al capitano Ultimo, simboli e Ultimo è uno dei suoi simboli più ovvero il colonnello Sergio De Caprio, che popolari, legato a uno dei maggiori il 15 gennaio del 1993 ha arrestato il capo successi dello Stato contro Cosa Nostra. di Cosa nostra, Totò Riina. D'altronde il prestigio dell'Arma nasce In quella missiva perentoria, Del Sette or- anche dalla propria autonomia rispetto a dina al capitano Ultimo, con il motto “sem- ogni interesse di parte. Anche per questo, per fidelis” di non svolgere più indagini. con la consueta fiducia, attendiamo che i La motivazione? "Cambiamento strategico fatti smentiscano i timori che il colonnello nei reparti". Ultimo venga privato delle sue funzioni e del suo ruolo investigativo". Non una parola in più né una in meno. Né un encomio o ringraziamento per le Anna Germoni - www.panorama.it indagini svolte contro la criminalità organizzata nel recuperare il patrimonio Page 3

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Catania: carabinieri bloccano festa di compleanno d e l b os s m a f i os o 2 9 a gos t o 2 0 1 5

Stavano preparando un concerto in piazza con sette cantanti neomelodici, sotto le finestre di un boss del clan Santapaola-Ercolano che festeggiava il compleanno costretto ai domiciliari. Ma tutto è stato bloccato sul nascere dai carabinieri di Catania. E' stata la pattuglia della

stazione di "Librino", lo scorso 26 agosto durante un servizio di controllo del territorio, in Via Biagio Pecorino, a notare degli operai stavano allestendo un palco. Il palco era quasi completato per realizzare uno spettacolo che avrebbe richiamato l'attenzione e la presenza della gente del rione Librino, anche per la presenza di uno dei più noti cantanti neomelodici di Catania, che è molto apprezzato nelle zone popolose della città. Ad insospettire i militari dell'Arma la data: non un fine settimana o una festa, ma un normale mercoledì, quello del 26 agosto scorso.

Giorno che coincide con il compleanno di un esponente di spicco di un clan legato a Cosa nostra che è agli arresti domiciliari in una strada non molto lontana da via Biagio Pecorino. Il titolare della ditta ha spiegato di essere stato incaricato di realizzare la struttura per dei festeggiamenti di natura privata. Ma mancando le autorizzazioni i carabinieri hanno denunciato il titolare della società e gli operai per occupazione abusiva di suolo pubblico, facendo immediatamente rimuovere il palco.

http://m.repubblica.it

Omicidio Lucentini, indagati 5 carabinieri per favoreggiamento 3 1 a gos t o 2 0 1 5

L’apertura del fascicolo d’inchiesta a carico dei carabinieri era nell’aria da tempo: nelle stesse motivazioni del tribunale del Riesame si legge che “un altro effetto concreto sulle indagini è stato che alcuni militari dei carabinieri, sin dalla mattina, invece di procedere alle necessarie verifiche anche documentali su quale arma avesse sparato, analizzarne le caratteristiche tecniche e ricostruire la dinamica del fatto, pur sapendo delle diverse sicurezze del modello Page 4

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M12 S2, hanno cercato di giustificare la condotta dell’indagato quanto alla sua tesi di partenza di un colpo accidentale, prima operando da soli delle simulazioni, e poi rappresentando ai pm che il modello M12 S presenta delle criticità, per cui il colpo di incamerato può partire anche senza pressione sul grilletto”. A questo si aggiungono anche le intercettazioni del 9 giugno scorso dove uno dei carabinieri al telefono ammette che “Stanno a fa un casino…abbiamo fatto un casino delle madonne” e che “tanto alla fine…va beh

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qualche errore l’avemo fatto…speramo che le cose si sistemano” e che “nooo… siamo partiti con il piede sbagliato noi capito?”, “perché se noi partivamo subito con le cose come stavano…avevamo già finito…te lo dico io…invece noi abbiamo fatto i fenomeni”. Lo stesso carabiniere conclude: “ma no…non serviva un c…o quello che è stato fatto”. I titolari del fascicolo sono il procuratore capo Alessandro Cannevale e il sostituto Michela Petrini. www.giornaledellumbria.it

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Tragico incidente in Calabria: muore maresciallo dei carabinieri 0 2 s e t t e m b re 2 0 1 5

Un maresciallo dei carabinieri libero dal servizio, Biagio Procopio, di 58 anni, e’ morto in un incidente stradale avvenuto sulla statale 18, nei pressi di Vibo Valentia. Nell’incidente e’ rimasto ferito uno studente di 19 anni ricoverato in ospedale. Procopio era alla

guida della sua Peugeot 1007 che, per cause ancora in corso di accertamento, si e’ scontrata con la Ford Focus condotta dallo studente. Il sottufficiale dei carabinieri prestava servizio presso la stazione di Vibo. Lo studente rimasto ferito e’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico nel reparto di chirurgia guidato

dal primario Franco Zappia. Il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, Col. Daniele Scardecchia, ha espresso cordoglio ai familiari del maresciallo deceduto nell’incidente stradale.

80.000 litri di latte sottoposti a vincolo sanitario, 1700 confezioni di farmaci veterinari per bovini e suini, 10 fusti per un totale di 130 litri di prodotto medicamentoso per uso veterinario, 15 fiale di somatotropina, 55 Kg di farmaci illegali, nonché di 15 ricettari per prescrizioni medico-veterinarie e timbri di medici veterinari ed aziende, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. In particolare la somatropina è somministrata, mediante iniezione, nella parte posteriore dei bovini, vicino alla coda, ad intervalli regolari di circa quindici giorni, al fine di incrementare anche fino al 20% la produzione di latte che rimane contaminato dall’ormone nocivo per la salute del consumatore, con conseguente potenziale sviluppo di malattie endocrine e di patologie tumorali.

L’ingente quantitativo di farmaci veterinari sequestrati, nonché i timbri ed ricettari dei medici rinvenuti all’esito di perquisizione domiciliare, dimostrano l’esistenza di un mercato clandestino di farmaci illegali per animali destinati all’alimentazione umana, somministrati senza alcun controllo veterinario. Tali pratiche illegali sono pericolose per la salute dei consumatori anche perché possono comportare la presenza di residui medicinali nel latte e nelle carni, determinando il cosiddetto fenomeno della “antibiotico resistenza”.

www.strettoweb.com

Carabinieri NAS Cremona: vasto traffico di farmaci veterinari illeciti da somministrare a bovini per aumentare la produzione di latte.

03 settembre 2015

Nelle prime ore del 03 settembre 2015, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal GIP della Procura di Brescia, su richiesta del P.M. Dott. Ambrogio Cassiani, titolare dell'indagine denominata “VIA LATTEA”, personale del Nas di Cremona ha tratto in arresto un ex agente di commercio che operava nel settore zootecnico. La misura coercitiva fa seguito alle operazioni di perquisizioni eseguite il 24 ottobre 2014 e il 17 marzo 2015 dai Carabinieri dei NAS e dall’Arma territoriale all’interno di aziende commerciali ed agricole del Nord Italia, che hanno portato alla denuncia di un veterinario e di due agenti di commercio, al sequestro di 16 allevamenti, oltre 4000 capi di bestiame, Page 5

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Palermo ricorda Dalla Chiesa a 33 anni dall'uccisione. La figlia Rita: "Crocetta forse in vacanza"

03 settembre 2015

Ricordato a Palermo il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia 33 anni fa, il 3 settembre 1982, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente Domenico Russo. Corone di fiori sono state poste nel luogo dell'eccidio, in via Isidoro Carini. Tra i presenti la figlia Rita Dalla Chiesa, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il sindaco Leoluca Orlando, alcuni assessori regionali, ma non il presidente Rosario Crocetta. Poi la cerimonia presso la caserma intitolata al generale, sede del comando regionale dei carabinieri. "Crocetta era assente? Ah sì, non me ne ero accorta. Come mai? Non si sa?". Alla cerimonia Rita Dalla Chiesa, risponde così alla domanda sull'assenza del governatore. "Crocetta amava il generale Dalla Chiesa? E'in vacanza? Non so, chiedo - ha aggiunto Rita Dalla Chiesa - da giornalista mi piacerebbe sapere perché qui non c'è Crocetta". In rappresentanza della Regione siciliana, alla cerimonia era presente il vice presidente Mariella Lo Bello. "Ho chiarito con Rita dalla Chiesa, la Regione siciliana era infatti presente alla commemorazione del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, attraverso il vicepresidente. E' stato un dialogo franco e sincero. Spero di essere riuscito a trasmettere a Rita dalla Chiesa la mia vicinanza e la grande sofferenza che crea in me e in tutto il popolo siciliano l'episodio dell'assassinio del padre". Ha scritto nel tardo pomeriggio in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Un anniversario che arriva dopo altre polemiche della figlia Rita: "La lapide di Page 6

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mia madre è stata dimenticata – aveva detto a Repubblica - ed è un degrado che offende i palermitani onesti. So che mio padre è un uomo molto amato. Per questo non capisco perché una parte di città deve prevalere su quella che ricorda", aveva accusato, lamentando il degrado davanti alla targa che ricorda il padre. Il Comune, dopo le parole della figlia, è intervenuto per pulire lo spazio, allargare il marciapiede e mettere delle aiuole. "Palermo ha il dovere di ricordare Dalla Chiesa", dice il sindaco Orlando. La figlia del generale, che ormai vive a Mondello, aveva messo una bandiera italiana con su scritto “Papà”.

Dalla Chiesa era già stato in Sicilia come ufficiale dei carabinieri dal 1949 ai primi anni '50 e successivamente dal 1966 al 1973. Da generale aveva coordinato la lotta al terrorismo ed era stato nominato prefetto di Palermo dopo l'omicidio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, per fermare la mattanza mafiosa. Aveva chiesto più volte, ma senza ottenerli, poteri effettivi di coordinamento della lotta a Cosa nostra. Cento giorni di impegno determinato, oltre ogni ostacolo, e di solitudine. Fino al tragico epilogo. Quel venerdì sembrò davvero che fosse per sempre "morta la speranza dei palermitani onesti". Durante i funerali, il cardinale Salvatore Pappalardo tuonò dall'altare usando le parole di Tito Livio: "Dum Romae consulitur... Saguntum espugnatur. Mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di Sagunto viene espugnata e questa volta non è Sagunto, ma Palermo! Povera Palermo nostra". (...) http://palermo.repubblica.it

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Potenza Picena, automobilista salvato Premiati due carabinieri coraggiosi dovere.

03 settembre 2015

POTENZA PICENA - Lo scorso 22 agosto avevano salvato la vita ad un uomo rimasto imprigionato dentro la propria auto dopo un incidente stradale ed oggi sono stati premiati ufficialmente dal sindaco di Potenza Picena. Si è svolta, infatti, questa mattina nella Sala Giunta del Municipio la consegna degli attestati di Benemerenza ai due coraggiosi carabinieri che non hanno esitato a mettere a repentaglio la propria incolumità pur di adempiere al loro

“Nella fattispecie – ha sottolineato il sindaco Francesco Acquaroli durante la consegna delle benemerenze l’Appuntato Scelto Gian Nicola Sebastiani e l’Appuntato Scelto Fabrizio Achilli, in forza al Nucleo Radiomobile di Civitanova Marche, nel corso di un pattugliamento del territorio hanno individuato nei pressi di Montecanepino, intorno alle 5,30 del mattino, una vettura finita in un fossato al cui interno vi era intrappolato un nostro concittadino di 43 anni in stato di semicoscienza e con del fumo che stava uscendo dal cofano della macchina. Con prontezza di spirito e non curanti della propria incolumità, coscienti del pericolo imminente, i due militari sono riusciti ad

estrarre l’uomo dall’auto. Pochi istanti dopo il fuoco si è sprigionato dal vano motore ed è stato domato dagli stessi Carabinieri con l’estintore in dotazione alla Gazzella di servizio. Senza il provvidenziale intervento dei due coraggiosi militari quell’incidente stradale sarebbe potuto finire in tragedia”. Alla cerimonia, oltre al Sindaco Acquaroli, hanno preso parte il capitano Enzo Marinelli, comandante la Compagnia di Civitanova, gli assessori Luisa Isidori e Paolo Scocco, il Consigliere delegato alla Polizia Municipale Augusto Cingolani, il Presidente del Consiglio Comunale Mirco Braconi e il Maresciallo Massimiliano Del Moro, comandante la stazione di Potenza Picena. www.corriereadriatico.it

COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI APRE AD UNA RIFORMA AVANZAMENTO RUOLO M A R E S C IA L L I 04 settembre 2015

Con la soppressione del Corpo Forestale dello Stato il Governo acquisisce anche una delega per la riorganizzazione complessiva degli ordinamenti del personale anche di tutte le Forze di polizia (ossia Polizia di Stato, Polizia penitenziaria e Corpo forestale, a Page 7

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ordinamento civile, e Carabinieri e Guardia di finanza, a ordinamento militare) con l'obiettivo di una razionalizzazione e potenziamento della loro efficacia "anche in funzione di una migliore cooperazione sul territorio al fine di evitare sovrapposizioni di competenze e di favorire la gestione associata dei servizi

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strumentali". In particolare si prevede la revisione della disciplina in materia di reclutamento, di stato giuridico e di progressione in carriera delle Forze di Polizia, revisione che dovrà essere raggiunta "tenendo conto del merito e delle professionalità, nell'ottica della semplificazione continua Newsletter Header Pagina 7 di 43


ARMA delle relative procedure, prevedendo l'eventuale unificazione, soppressione ovvero istituzione di ruoli, gradi e qualifiche e la rideterminazione delle relative dotazioni organiche, comprese quelle complessive di ciascuna Forza di polizia, in ragione delle esigenze di funzionalità e della consistenza effettiva alla data di entrata in vigore della Delega". E' questa una delle principali novità contenute nella Delega Pa (legge

124/2015) che attende ora di essere attuata dal Governo.

Proprio in tale ambito, in risposta ad una delibera del Co.Ce.R, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Tullio Del Sette, apre ad una riforma sostanziale del personale non direttivo e non dirigente, attuando nuove iniziative finalizzate ad ottenere un migliore rapporto promozione/valutandi limitando al 10% ed non al 30% quelle da

attribuire alla procedura “a scelta per esami” e portando dal 70% al 90% le promozioni da destinare alla procedura a “scelta”.

Il comandante Generale ha inoltre evidenziato che tale criticità negli avanzamenti sarà tenuta presente e segnalata, con concrete proposte che supporteranno il decreto delegato dell’art.8 della legge 124/2015. www.infodifesa.it

Nuova caserma Carabinieri:

sopralluogo congiunto all’ex Mercato coperto 05 settembre 2015

GIULIANOVA (TE) – E’ stato effettuato nella mattinata di ieri, 4 settembre, l’accesso e conseguente sopralluogo nel parte rettangolare del complesso dell’ex Mercato coperto di piazza C.A. Dalla Chiesa, individuato dal Comune come nuova sede della Compagnia Carabinieri, da parte del sindaco Francesco Mastromauro, del presidente della “Giulianova Patrimonio” Filippo Di Giambattista, del nuovo comandante provinciale dell’Arma, Pier Vittorio Romano, e del comandante della Compagnia giuliese Domenico Calore. “Il colonnello Romano, da poco insediatosi al comando provinciale dei carabinieri, si è compiaciuto per quella che ha definito una scelta per più versi felice. Non solo per l’ampiezza degli spazi, di molto superiori rispetto a quelli dell’attuale Page 8

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Compagnia e che finalmente risolveranno le criticità esistenti”, dichiara il sindaco, “ma anche per la strategica ubicazione del complesso, in un’area nodale che consente di raggiungere agevolmente la statale, il Lido e la parte alta della città e nella quale oltretutto i cittadini non avranno problemi di parcheggio. Naturalmente gli interventi dovranno tenere conto delle specifiche esigenze rappresentate dall’Arma che sono state condivise in un incontro sulla questione tenutosi in Prefettura ma anche, nel corso degli ultimi due anni, attraverso una costante interlocuzione con i competenti organi ministeriali. In primo luogo la sicurezza passiva della nuova caserma, assicurata da una recinzione perimetrale di circa 2,30 metri d’altezza, così come imposto dalle disposizioni

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inerenti gli edifici militari, e da un sistema di videocamere di sorveglianza. Da parte nostra assicureremo gli interventi necessari per la piena funzionalità della nuova sede con particolari accorgimenti architettonici, provvedendo ovviamente anche all’abbattimento delle barriere architettoniche. Di già la “Giulianova Patrimonio”, proprietaria dello stabile, ha pubblicato l’avviso per l’invio di manifestazione d’interesse all’incarico professionale di verifica della vulnerabilità sismica della struttura, la cui scadenza è fissata per il 21 settembre prossimo. Quindi siamo già entrati nella fase operativa, con un progetto già approntato d’intesa con il competente Ministero e che verrà quindi portato ad esecuzione seguendo naturalmente tutti i passaggi previsti (...) ww.lopinionista.it

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ARMA

Il Maresciallo Bonato compie 104 anni e i carabinieri lo festeggiano 06 settembre 2015

famiglia il suo 104° compleanno. VITTORIO VENETO Nella Il Colonnello Capodivento si giornata di sabato il è intrattenuto con l’ultraComandante Provinciale dei centenario consegnandogli Carabinieri di Treviso, il le lettere di auguri inviate Colonnello Ruggiero Capo- espressamente dal Comandivento, accompagnato dal dante Generale dell’Arma Comandante della Com- dei Carabinieri, il Generale pagnia di Vittorio Veneto, il di Corpo d’Armata Tullio Capitano Alberto Giletti, si Del Sette e dal Comandante è recato nell’abitazione del Interregionale, il Generale Maresciallo dei Carabinieri di Corpo d’Armata Carmine in congedo e Cavaliere della Adinolfi, esprimendo vivisRepubblica, Giuseppe Bona- simi auguri anche a nome di to, classe 1911 originario tutti i carabinieri del del vicentino, per festeg- Comando Provinciale di Tregiare con lui e con la sua viso. Il Comandante Gene-

rale dell’Arma dei Carabinieri, nella sua lettera di auguri, ha sottolineato come lo straordinario traguardo dei 104 anni ha permesso al Maresciallo Bonato di “rendersi testimone di un’intensa e ricca esperienza umana e professionale e rappresenta, senza dubbio, una invidiabile tappa per chi ha vissuto gran parte della propria esistenza al servizio della comunità e delle istituzioni”. www.trevisotoday.it

34° Anniversario dell’omicidio del M.llo dei Carabinieri Vito Ievolella [M.O.V.C.]

10 settembre 2015

Oggi, 10 settembre 2015, nella ricorrenza del 34° anniversario dell’omicidio l’Arma dei Carabinieri e la città di Palermo ricorderanno il Maresciallo dei Carabinieri M.O.V.C. Vito Ievolella.

Alle ore 10.00 in Piazza Principe di Camporeale è Page 9

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stata deposta una corona d’alloro sulla lapide dedicata al caduto, erano presenti il Generale di Brigata Riccardo Galletta Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, la figlia del decorato la Professoressa Lucia Ievolella accompagnata dalla nipote e dalle massime autorità civili e militari dell’Isola. Alle successive ore 10.30 è stata celebrata la Santa Messa nella chiesa di Santa Maria Maddalena, all’interno della Caserma “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia officiata dal cappellano militare Don Salvatore Falzone. Il 10 settembre del 1981

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alle 20.30 circa, il Maresciallo Vito Ievolella era in compagnia della moglie Iolanda a bordo della loro Fiat 128 in via Serradifalco, stava aspettando che la figlia 20 enne Lucia Assunta uscisse dalla scuola guida dove frequentava un corso per il conseguimento della patente. All’agguato parteciparono quattro killer mafiosi armati di pistole calibro 7,65 e fucili caricati a pallettoni, giunti a bordo di una Fiat Ritmo, risultata poi rubata, scesi dall’autovettura fecero fuoco in direzione del Maresciallo Ievolella, nell’occorso la moglie riportò una leggera ferita alla regione c o nt i nua Newsletter Header Pagina 9 di 43


ARMA sopraccigliare destra. Il mezzo usato dai killer fu dato alle fiamme e quindi abbandonato in via Caruso dove fu ritrovato dai Carabinieri. Fu chiaro immediatamente che l’assassinio del Maresciallo Ievolella era da inquadrare in un programma mafioso teso all’eliminazione di quanto si opponesse all’espansione degli interessi criminali. La causa della sua morte va ricercata in un’indagine, svolta nel 1980 e finitosi con un “esplosivo” rapporto dal titolo “Savoca più quarantaquattro”, all’interno della quale erano individuate le gravi responsabilità e i loschi affari di personaggi di spicco della mafia dell’epoca, tra cui la famiglia Spataro. Il Maresciallo IEVOLELLA era molto noto negli

ambienti investigativi dell’Arma e tra i Magistrati per la sua capacità professionale, per l’impegno investigativo e per la determinazione a fare luce tanto sul delitto comune quanto su quello mafioso. Prestava servizio a Palermo dalla sua nomina a Vicebrigadiere, prima presso le Stazioni di Palermo Duomo e Palermo Centro e dal 1965 presso il Nucleo Investigativo del Gruppo di Palermo. Il valore e l’impegno nell’attività investigativa gli erano valsi sette encomi solenni e quattordici lettere di apprezzamento del Comandante Generale dell’Arma, da parte della stampa, aveva ricevuto appellativi come “segugio temuto dai boss” e “specialista in casi difficili”. Al Maresciallo IEVOLELLA,

il Capo dello Stato concedeva la Medaglia d’Oro al Valore Civile con la seguente motivazione: “Addetto a Nucleo Operativo di Gruppo, pur consapevole dei rischi a cui si esponeva, si impegnava con infaticabile slancio ed assoluta dedizione al dovere in prolungate e difficili indagini – rese ancora più ardue dall’ambiente caratterizzato da tradizionale omertà – che portavano all’arresto di numerosi e pericolosi aderenti ad organizzazioni mafiose. Proditoriamente fatto segno a colpi d’arma da fuoco in un vile agguato tesogli da quattro malfattori, immolava la vita ai più nobili ideali di giustizia e di grande eroismo”. www.giornalelora.com

Il primo giorno di scuola. Impegno dell’Arma dei Carabinieri nell’educazione alla legalità.

10 settembre 2015

L’Arma dei Carabinieri è da anni che va a scuola. I suoi Ufficiali, sottufficiali, incontrano i ragazzi nelle loro classi, ci parlano, si confrontano, tenendo conferenze tematiche. «Abbiamo esteso questi incontri anche agli inPage 10

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segnanti ai genitori - spiega il tenente colonnello Giovanni Cuccurullo, (foto) che continua, «tra uno dei nostri primi obiettivi, e non solo per l’alto valore morale intrinseco, è educare i giovani alla legalità, diffondendo la cultura della legalità, del rispetto, attraverso il contatto diretto con il mondo della scuola. È questo uno degli ambiziosi progetti dell'Arma dei Carabinieri, è questo lo spirito che anima, ormai da decenni, gli incontri che in tutta Italia gli Ufficiali dell’Arma tengono con i giovani delle scuole

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primarie

e

secondarie».

Sviluppatosi nell’ambito degli incontri di orientamento per gli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore, l’impegno dell’Arma nelle scuole è ben presto divenuto una campagna di "educazione alla legalità", con l'obiettivo di contribuire allo sviluppo negli studenti di una coscienza sociale basata sul rispetto dell'altro, delle regole e delle leggi. In quest’ottica gli incontri, che rientrano in un

continua

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ARMA protocollo nazionale voluto dal MIUR e l’Arma dei Carabinieri, interessano tutti gli studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado ed è con questo spirito che l’Arma presenta nel proprio sito internet, www.carabinieri.it, un’intera sezione tematica dedicata ai "consigli per i più piccoli", proponendosi, attraverso l'animazione di favole, fiabe e fumetti, di sensibilizzare i più giovani su tematiche di interesse sociale quali il bullismo, la pedofilia, il vandalismo e ogni altra forma di comportamento deviante o diseducativo.

Gli incontri, impostati su una durata di circa un’ora, pur partendo da una presentazione iniziale degli argomenti, hanno sempre sviluppato un dialogo con gli studenti presenti, tenendo vivo il loro interesse e dando soddisfazione alle loro curiosità al fine di rispondere il più possibile alle aspettative dei ragazzi.

Naturalmente per ogni argomento trattato il livello della comunicazione e l’esposizione degli argomenti richiesti sono stati adattati all’età degli studenti coinvolti Inoltre, qui in Trentino, l’Arma locale è partner della Provincia Autonoma di Trento nel progetto “libera la scuola2.net” che affronta, in particolare, le tematiche relativo al consumo delle sostanze stupefacenti nel mondo giovanile. Il progetto è finalizzato alla creazione del primo network italiano

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nelle scuole che promuovono interventi educativi e informativi in grado di riconoscere e combattere gli stili di vita a rischio.

Il progetto ha come obbiettivo la sensibilizzazione sugli stili di vita a rischio, creare un sistema di promozione della legalità , promuovere la partecipazione giovanile e, la costituzione di una rete “drugs free”. «Oggi, - afferma ancora Cuccurullo prima di parlare con i giovani dei valori della legalità intesa in senso ampio, si richiede perciò che tutte le Istituzioni, dagli organi statali alle famiglie e alla scuola, diano un costante e corretto esempio di applicazione di quei principi fondamentali, indispensabili per sviluppare una coscienza civile. Un progetto così ambizioso deve, peraltro, trovare forza e spinta nelle motivazioni e nell’esempio di quanti lo sostengono e, prima ancora, degli attori principali del contesto sociale. L’esempio deve infatti partire proprio da coloro che, nelle Istituzioni, nelle famiglie e nelle scuole, si pongono come “maestri di vita”, relazionandosi con i giovani attraverso un impegnativo dialogo che richiede serietà, concretezza e, soprattutto, onestà.

altri e l’ambiente circostante. Solo così sarà possibile convincerli che diritti e doveri rappresentano un binomio inscindibile e che l’osservanza delle regole di vita va considerata come un’opportunità per crescere insieme, non come un limite al proprio essere. Noi Carabinieri del Trentino, - conclude il Tenente colonnello - l’Arma dei Carabinieri tutta vuole esser d’esempio per i nostri ragazzi».

Nello scorso anno scolastico. 2014 - 2015, nell’ambito dei progetti “cultura della legalità” (ministeriale) e “libera la scuola” (provinciale), l'arma dei carabinieri di Trento ha fatto visitare le caserme ad oltre 400 studenti; tenuto 111 conferenze nelle scuole, incontrando e confrontandoci con circa 6000 ragazzi; incontrato 1.300 genitori e dialogato, durante dei corsi di formazione con 230 insegnanti http://lavocedeltrentino.it

Ai ragazzi occorre parlare non solo di diritti, ma anche di doveri, insegnando loro che nella vita, se vogliono essere rispettati, devono imparare a rispettare prima di tutto se stessi, gli

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ARMA

C a ra b i ni e ri s e q ue s t ra no re f urt i v a p e r 2 0 m i l i oni : c' è a nche un P i ca s s o 10 settembre 2015 REGGIO EMILIA - C'è anche un quadro di Picasso tra la refurtiva sequestrata in un'operazione dei carabinieri di Reggio Emilia. Il Picasso, se autentico, varrebbe circa 3 milioni di euro, ma ci sono anche una opera di Alberto Burri, tre di Basquiat, un quadro di Melloni e uno di De Boucger; 52 gli indagati accusati, a vario titolo di reati tra cui l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione e riciclaggio. Nelle oltre 40 perquisizioni sono stati

ritrovati 20 mln di euro di refurtiva. Tra gli oggetti sequestrati (nelle perquisizioni avvenute tra province di Reggio Emilia, Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Modena, Mantova, Brescia e Crotone) ci sono anche oltre 400 pezzi tra Bimby e Folletto, due daghe e due monete romane, una statua di un'aquila risalente al ventennio fascista, tre testi antichi e diversi quadri. Inoltre sono stati sequestrati assegni falsi per oltre 100mila euro, due Bob Cat, numerose Postepay. Rintracciate anche fidejussioni bancarie e lettere di credito false per permettere

il riciclaggio. L'indagine, che vede coinvolte appunto 52 persone, è cominciata nel maggio 2014 dai carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti, sull'Appennino reggiano, da denunce di truffe per vendite on line. Nel corso delle indagini, ad agosto, erano già stati sequestrati un quadro di Melloni e uno di Rembrandt (anche in questo casa da verificare l'autenticità) a Parma. A luglio invece erano stati recuperato 15mila euro di elettrodomestici a Comacchio, nel Ferrarese, e un altro Bob Cat a Rovato (Brescia). http://bologna.repubblica.it

L’Arma taglia le ali e razionalizza le spese

11 settembre 2015

Carabinieri in tenuta antisommossa Usi a obbedir tacendo e tacendo tagliare. Mentre negli ultimi anni gli enti pubblici hanno fatto a gara nello sbandierare risparmi reali o presunti, i carabinieri invece in silenzio si sono dedicati a una spending review drastica. Sei anni di metamorfosi, ridimensionando alcuni settori ad alto costo – come gli elicotteri – e inventando nuove formule di gestione, per fare di necessità virtù: nell’orPage 12

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ganico ci sono 13.500 carabinieri in meno del previsto e si sono cercate tutte le soluzioni per rinforzare i presidi sul territorio, quelle stazioni che nel 2014 hanno perseguito il 70 per cento dei reati denunciati in Italia. I risultati di questa strategia sono stati illustrati per la prima volta poche settimane fa dal comandante generale Tullio Del Sette in un’audizione davanti alla Commissione Difesa del parlamento. La cura dimagrante è partita dall’alto, mettendo

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ordine negli uffici del Comando generale di Roma: più computer e meno personale, recuperando 300 uomini per l’attività operativa. Poi è stata la volta degli elicotteri, strumenti estremamente cari: si è passati dal 96 velivoli a soli 44, uniformando i modelli per spendere meno di ricambi e concentrando sia le basi che i centri manutenzione. Gli Agusta mandati in pensione non sono stati rottamati, ma ceduti in permuta: uno scambio che ha permesso continua Newsletter Header Pagina 12 di 43


ARMA all’Arma di ottenere beni e servizi preziosi. E soprattutto 300 uomini sono stati trasferiti dai reparti di volo alla prima linea. Stesso trattamento per i mezzi navali, ridotti da 175 a 71: un taglio del 60 per cento e oltre 150 sottufficiali ridislocati. Più delicata è stata la revisione nei garage dove nel 2006 si contavano 36mila veicoli: oggi ne restano 24 mila, facendo attenzione a mantenere in efficienza le volanti e i mezzi che servono per gli interventi. Nonostante la riduzione di un terzo – ha sotto-lineato il generale Del Sette – con i 37,8 milioni di euro che il bilancio della Difesa mette a disposizione per gli investimenti si fatica a rinnovare le dotazioni, mentre le “gazzelle” vengono logorate dall’attività quotidiana. L’operazione più radicale ha

riguardato la gestione della contabilità. In una caserma di Chieti è stata creata una centrale informatica, il Centro Nazionale Amministrativo, con 260 specialisti che hanno sostituito 26 strutture sparse in tutta Italia. In questo caso gli effetti sono stati straordinari perché ben 1300 militari sono stati destinati al servizio operativo. La mappa degli organici testimonia lo sforzo di destinare la maggioranza delle risorse ai reparti territoriali, che impegnano il 79 per cento dei carabinieri. Un altro 5,3 per cento è dedicato ai reparti specializzati, dal Ros ai distaccamenti che operano per i ministeri, come il Nas, la tutela ambientale e la difesa del patrimonio artistico. Il 5,4 invece fa capo all’organizzazione mobile con i paracadutisti del Tuscania e gli 11 battaglioni

che si occupano di ordine pubblico durante cortei ed eventi sportivi: il bacino di uomini da cui si attinge per le missioni internazionali. C’è poi un 5 per cento che svolge compiti di polizia militare all’interno delle forze armate e un 3,5 per cento nella rete delle scuole. In questo settore, si punta a migliorare la qualità dei ranghi. Nel 2008 è stato fondato l’ Istituto superiore di tecniche investigative , per insegnare a gestire “indagini complesse e tecnologie avanzate”, con lezioni affidate ai veterani dei reparti di punta come il Ros e i Ris. Il master ha formato 4200 detective, destinati a guidare i nuclei investigativi che tutti i giorni sono alle prese con i crimini. http://espresso.repubblica.it

Aquileia, carabinieri vicini al trasferimento: poi rinascerà una domus romana 12 settembre 2015

QUILEIA. Si aprono nuovi possibili e interessanti scenari per l’archeologia aquileiese. Da anni la caserma dei carabinieri di via Leicht – di proprietà di un privato che ha affittato la palazzina ai militari dell’Arma – aspetta di essere spostata in una sede più dignitosa rispetto a quella attuale, che confina con la Domus dei Putti Danzanti, una delle più importanti aree archeologiche della città romana. Il contratto di locazione è Page 13

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scaduto e il proprietario dell’immobile pare non essere intenzionato a rinnovare il contratto ai carabinieri. Ora, dopo mesi di attesa, la svolta sembra essere vicina. La stazione dei carabinieri, grazie all’interessamento diretto della Soprintendenza, che evidentemente temeva di dover rinunciare a un presidio strategico, potrebbe essere trasferita all’interno di Casa Pasqualis, di proprietà demaniale, in una zona centrale della cittadina friulana. Si sta lavorando in questa

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direzione. La proposta è stata formalizzata e ora si attende soltanto l’ok definitivo da Roma. A quel punto, una volta liberato l’edificio di via Leicht, non certo in buone condizioni, la Soprintendenza potrebbe riportare alla luce parte dell’area archeologica nota appunto come Domus dei Putti Danzanti. Nel 2011, proprio dalla Domus dei Putti Danzanti era spuntata una villa continua Newsletter Header Pagina 13 di 43


ARMA risalente al quarto secolo dopo Cristo, dotata di un vero e proprio complesso termale privato. È dal 2005 che l’Università di Trieste lavora all’interno di quest’area. Mercoledì, ad Aquileia, c’è stato un sopralluogo da parte di alcuni funzionari del ministero dei Beni culturali. É stata discussa l’ipotesi del trasferimento all’interno di Casa Pasqualis. «In una zona recintata – spiegano i bene informati – con un muro alto e in una posizione centrale. Tutto questo a costo zero e con un notevole risparmio da parte dello Stato. Restaurare l’edificio di via Leicht, giudicato dal Cocer carabinieri organismo di rappresentanza centrale,

non idoneo a ospitare l’Arma, sarebbe stato troppo dispendioso». Nei mesi scorsi, i cittadini di Aquileia si erano mobilitati, tramite una raccolta firme, per mantenere nella città romana la caserma. Anche il consiglio comunale aveva espresso, all’unanimità, la volontà di opporsi all’eventuale trasferimento. Poi c’era stata la visita del Cocer e l’ultimatum. «Se il problema non sarà risolto – aveva detto l’organismo di rappresentanza centrale dei carabinieri – l’unica soluzione sarà quella della chiusura o l’accorpamento di presidi». Per mesi la soluzione non era stata trovata. Finalmente, dopo tanta

attesa, la Soprintendenza ha preso in mano la situazione e ora Aquileia attende fiduciosa il “verdetto finale”. http://messaggeroveneto.gelocal.it

Sparo nella caserma dei carabinieri di Sustinente, un morto

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SUSTINENTE. Un colpo partito accidentalmente o un gesto volontario. Fino a poco fa c'era ancora incertezza su quanto

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avvenuto questa mattine nella caserma dei carabinieri di Sustinente, in via Guglielmo Marconi 496. Con il trascorrere delle ore la verità è venuta alla luce: un carabiniere in servizio e poco più che 40enne si è tolto la vita lasciando un biglietto d'addio. Il fatto questa mattina poco dopo le 8.

arrivate l'automedica e l'ambulanza ma per il carabiniere non c'era più nulla da fare. Sul posto anche i vertici provinciali dell'arma. http://gazzettadimantova.gelocal.it

A Sustinente erano subito

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ARMA

Forze dell'ordine, ora arriva la rivoluzione La riforma della pubblica amministrazione varata dal governo Renzi punta a eliminare i doppioni tra i reparti specializzati e le sovrapposizioni sul territorio. Accorpando la Forestale e ridimensionando la Capitaneria. Ma i veri risparmi verranno dal patto tra carabinieri, polizia e finanza Elementare, Watson! Non serviva uno Sherlock Holmes per capire che nell’organizzazione delle forze dell’ordine in Italia ci sono troppe cose che non vanno. Certo, le scene del finale di “Fracchia la belva umana” con i carabinieri e gli agenti del commissario Auricchio che si scontrano per catturare lo stesso latitante appartengono sempre più al passato ma duplicazioni e sovrapposizioni tra i corpi dello Stato sono diventate insostenibili per i conti pubblici.

Anche perché l’approccio degli italiani alla questione sicurezza è cambiato: più che terroristi e mafiosi, fanno paura le minacce quotidiane, dalle rapine in casa ai piccoli furti. «Il cittadino si sente utente di un servizio che giustamente pretende efficiente e tempestivo», ha spiegato già nel 2007 l’allora capo della polizia Antonio Manganelli. Da allora però la situazione non è migliorata. Anzi, cinque anni di tagli lineari, dal blocco degli arruolamenti all’impoverimento dei fondi per i mezzi, hanno inflitto duri colpi all’attività sul territorio.

I c o s t i d e l l a s i c u re z z a

Così la grande riforma della pubblica amministrazione varata a fine luglio dal ministro Madia è diventata l’occasione per ridefinire il settore della sicurezza. Per mettere a punto un piano di razionalizzazione i vertici delle tre forze principali si confrontano a Palazzo Chigi. Lo chiamano “il tavolo Gutgeld”, dal nome del consigliere a cui Matteo Renzi ha affidato la spending review delle uniformi. Sembra sia stato dominato da una sintonia senza precedenti tra polizia, carabinieri e finanza, anche perché tutti hanno gli stessi problemi e l’interesse a definire riforme condivise. continua

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ARMA I rapporti con il parlamento sono stati tenuti in modo discreto dal deputato Pd Emanuele Fiano, che da anni si occupa di queste materie. Come regista politico dell’operazione viene indicato Marco Minniti, il sottosegretario all’intelligence che per i suoi trascorsi di viceministro degli Interni dimostra una consuetudine con i dossier della sicurezza superiore all’attuale titolare del Viminale Angelino Alfano, molto preso dalle vicende del suo partito. Quanto alla Difesa, da cui dipendono i carabinieri, il numero uno dell’Arma Tullio Del Sette ha la piena fiducia di Roberta Pinotti, di cui è stato capo di gabinetto fino alla nomina a comandante generale.

Il risultato è elementare, ma potente. Prevede di mettere ordine nelle competenze, spazzando via una serie di doppioni che apparivano assurdi e concentrando il personale sui fronti più caldi. Non ci saranno più due nuclei che si occupano d’opere d’arte: scomparirà quello della Finanza per affidare la missione ai carabinieri. Che, dal canto loro, dismetteranno il reparto per la lotta alle banconote false lasciando il campo alle Fiamme Gialle. La sfida ai grandi crimini informatici – dove tutti hanno fatto capolino – sarà sostanzialmente appannaggio della polizia, che curerà la protezione delle reti strategiche dagli assalti degli hacker. Nel futuro prossimo, ognuno si potenzierà seguendo una vocazione precisa ed evitando di accavallarsi: le questure investiranno di più nelle metropoli; l’Arma nelle fasce periferiche e nelle province, irrobustendo la rete delle stazioni; le Fiamme Gialle si concentreranno sulla polizia economicofinanziaria.

È da questi provvedimenti che si vuole ottenere risparmi ed efficienza. Mentre la soppressione della Guardia Forestale, introdotta dal ddl Madia, pare più un’iniziativa dal valore simbolico, visto che sparirà solo il vertice del Corpo. I 7563 forestali, tranne i circa 600 uomini che si occupano di lotta agli incendi, sembrano destinati a confluire nei carabinieri. C’è una questione giuridica ancora non definita: il passaggio da un’amministrazione civile allo status militare, che però quasi tutti i parlamentari da destra a sinistra hanno appoggiato superando antiche diffidenze. Quella dell’Arma d’altronde è l’unica struttura sul territorio che può assorbire le 1200 caserme, spesso minuscole, sparse su monti e parchi. Inoltre saranno i carabinieri ad avere competenza sul contrasto all’inquinamento e alle frodi alimentari, due temi fondamentali in cui la Forestale ha un ruolo importante mentre la Finanza farà un passo indietro, dedicandosi alla prevenzione ambientale marittima. L’ipotesi al vaglio è di far confluire i forestali in un “ruolo speciale” dei carabinieri, mantenendo quindi distinti compiti e carriere.

L’unico settore turbolento è stato il mare. Polizia e carabinieri si ritireranno, lasciando la missione solo alle Fiamme Gialle. Nel “tavolo Gutfeld” e in Parlamento però negli scorsi mesi si era discusso di sciogliere la Capitaneria, altro organismo ibrido a metà strada tra Difesa e Trasporti, che in vent’anni ha silenziosamente ampliato le competenze: in base ai codici, può persino occuparsi di polizia stradale, facendo venire alla mente un celebre spot in cui un agente in moto inseguiva una Cosa significa? Ad esempio, diminuirà barca a vela. Dietro le quinte c’è stata una progressivamente l’anacronistico schiera- battaglia navale tra Marina e Finanza. Alla mento di finanzieri per l’ordine pubblico fine la Guardia costiera sopravvive, ma durante i cortei e le partite di calcio: ridimensionata nei vertici – in futuro non ci personale che resterà sulle strade, ma per sarà più un comandante generale, combattere evasione fiscale e mercato dei riducendo il numero degli alti gradi – e nei falsi. Nel prossimo anno i presidi sul compiti, limitandosi al soccorso dei territorio verranno aggiornati, per «essere naufraghi, alle dirette dipendenze lì dove sono i problemi». E in tutta Italia dell’ammiragliato militare. sarà introdotto il centralino unico 112, per ora attivo solo in Lombardia, che riceve le Resta un tabù invece l’antimafia. Più di richieste dei cittadini, smistandole a chi venti anni fa si era deciso di affidare il deve intervenire: vigili, pompieri, continua ambulanze o polizie. Page 16

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ARMA conticompito alla Dia, dipendente dal Viminale, ma i tre organi specializzati delle altre polizie – Ros, Gico, Sco – si sono sempre più rafforzati. E oggi la Dia appare come la cenerentola della guerra ai clan, con risultati opachi e mansioni che sembrano ridursi alle certificazioni e alla protezione dei pentiti, tanto che magistrati illustri come Nicola Gratteri sono arrivati provocatoriamente a ipotizzarne l’abolizione. Il tema però è troppo delicato, con il rischio di polemiche politiche, e il governo ha preferito non toccare l’organizzazione del contrasto a cosche e narcos. I risparmi però verranno anche da altri fronti. La legge chiede due sforzi. Ridurre i dirigenti e trovare una gestione unitaria per quanto riguarda acquisti, addestramento e caserme. Oggi spesso stazioni e commissariati hanno sede in edifici affittati a caro prezzo, mentre ci sono basi militari dismesse e immobili confiscati alle mafie che non vengono usati: un lusso che non si può sostenere. Così come negli appalti, spesso con gare diverse per comprare lo stesso tipo di auto o di velivolo. E più il mezzo è sofisticato, più aumentano i prezzi per l’assistenza, che si tratti di computer o di barche. Oggi ci sono veri paradossi, con contratti di manutenzione differenti per ogni singolo elicottero, oltre 600mila euro l’anno nel caso della Capitaneria: spese che si vuole abbattere uniformando i modelli e unificando i centri tecnici. Quanto alla razionalizzazione delle gerarchie, i nodi irrisolti sono diversi. Un dato statistico offerto dal dossier della spending review del governo Monti segnala che nel compartimento “Roma Centro” contro i 414 poliziotti previsti ne risultino ben 7500. Le resistenze non mancano, a tutti i livelli. Carabinieri e Finanza hanno il vantaggio della natura militare: una volta impartiti gli ordini, si obbedisce. La polizia invece ha un’organizzazione più lineare ma deve negoziare ogni cambiamento con la nutrita schiera di sigle sindacali. La stessa che ha di fatto bloccato la soppressione dei reparti navali, che l’Arma ha invece più che dimezzato nel giro di cinque anni seguendo una revisione autonoma dei costi. Per tutti i dipendenti pubblici però il ddl Madia impone una rivoluzione delle carriere, obbligando a fare pesare di più “merito e professionalità” nelle promozioni, adesso troppo spesso dominate dagli automatismi delle anzianità di servizio e – per i gradi superiori delle forze dell’ordine – dai giochi delle cordate interne o persino dalle influenze politiche. Una grande novità, con criteri che vanno ancora definiti. Perché senza i decreti attuativi la riforma non potrà partire. Page 17

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Quanto si risparmierà non è ancora chiaro. Le stime iniziali parlano di 42 milioni di euro dall’accorpamento delle attività sul mare, altri 40 milioni dagli affitti delle sedi e circa 26 milioni dalla centralizzazione degli acquisti. Ma a regime si può andare molto più a fondo. Sulla base della radiografia dei bilanci realizzata da Piero Giarda per il governo Monti alcune analisi sono arrivate a prospettare un beneficio di 360 milioni solo sulla logistica – immobili, auto, manutenzione – e altri 180 milioni dalla razionalizzazione dei reparti speciali. E c’è chi spera che entro il 2025 le forze dell’ordine riescano a mettere da parte almeno un miliardo l’anno. Utopia? Questi soldi non resteranno nel settore. La legge Madia propone di lasciare alle polizie fino alla metà dei risparmi: la decisione spetta al ministero dell’Economia. E questa formulazione non rappresenta certo un incentivo ai sacrifici. Anche perché la richiesta è quella di spendere meno ma aumentare la sicurezza per i cittadini. Una missione quasi impossibile alla luce degli stanziamenti attuali e soprattutto dai buchi negli organici: negli ultimi quattro anni meno della metà dei pensionati è stata rimpiazzata. Entro il 2018 alla polizia mancheranno 21 mila uomini e alla Finanza 15 mila mentre i carabinieri sono già sotto di 13.500. Nonostante questo la stragrande maggioranza dei fondi serve per gli stipendi, lasciando le briciole per i mezzi e l’addestramento. E l’età media continua a salire: ormai si è già a 42 anni, troppi per un lavoro logorante come quello del poliziotto. Di imitare il resto d’Europa e aumentare la presenza di impiegati civili – con mansioni burocratiche e paghe minori – per smaltire alcune pratiche, come i passaporti o i permessi per gli immigrati, non se ne parla: negli altri Paesi ormai formano un quinto dei ranghi, da noi sono circa il 5 per cento. Il governo dal prossimo anno ha promesso di eliminare il blocco del turnover e già a dicembre l’Arma spera di arruolare un contingente di giovani carabinieri, selezionati con un concorso ma mai assunti. L’unica risposta però può venire solo dalla razionalizzazione. Rivedere la mappa dei presidi, dirottando agenti e carabinieri dove servono di più: mandare sulle strade, nelle stazioni e nei commissariati uomini e donne che verranno reperiti eliminando doppioni e comandi. Convincendoli che saranno i loro risultati a determinare la carriera. Questa sì sarebbe una vera rivoluzione. Gianluca Di Feo - http://espresso.repubblica.it

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RAPPRESENTANZA

Notizie dalla Rappresentanza

REVISIONE DELLE FORZE DI POLIZIA, RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, RAZIONALIZZAZIONE, CONTRATTO DI LAVORO NORMO ECONOMICO, PENSIONI, RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA...SI, SARA' PROPRIO UN AUTUNNO INTENSO.

Stiamo alle porte di un autunno che si prevede intenso e pieno di interventi. Ci prepariamo con la disponibilità e la partecipazione che ci contraddistingue per quello che abbiamo fatto e per cio' che vogliamo continuare a fare per gli interessi collettivi dei carabinieri d'Italia che rappresentiamo da carabinieri per il nostro futuro.

Agosto ci chiude le porte e ci affaccia in un settembre che ci dà il benvenuto con mal tempo e pioggia. Sarà per farci intendere quello che sarà il clima di tempesta del nostro autunno di cambiamenti ? Lasciamo il tempo ai metereologi e le notizie da mercatino a chi deve alimentare i propri siti con ritorni pubblicitari e di dinamiche politicoeconomiche. Come carabinieri dove dobbiamo porre la nostra attenzione e come si dovrà prestare partecipazione alle attività della rappresentanza militare per evitare che pochi prendano decisioni senza avere la condivisione e la partecipazione dei carabinieri d'Italia. I provvedimenti e gli interventi governativi non lasciano spesso margini di manovra, ma in questa nuova gestione dei rapporti tra Co.Ce.R. è Stato Maggiore si partecipa davvero a tutte le attività d'interesse dei carabinieri e si forniscono tutti i contributi utili che devono consentire chi è al Comando di fare le scelte giuste da carabiniere nell'interesse collettivo del popolo in divisa nera a bande rosse che è al servizio della gente di questo paese e non solo del paese stesso di cui noi ne facciamo parte e ne andiamo orgogliosi. L'eurostar della revisione delle forze di polizia è in piena corsa e non stà facendo soste programmate per ora. Si lavora ai decreti delegati al Governo per la soppressione del corpo forestale dello Stato e l'assorbimento dei forestali nell'Arma dei Carabinieri con l'acquisizione dello status di militare ma con la garanzia di continuare a svolgere il proprio ruolo specifico in un compito esclusivo ma in una nuova amministrazione che li accoglierà realizzando adeguata collocazione per consentirgli di proseguire quel servizio reso al patrimonio boschivo e naturale del nostro bel paese. Tutto sarà definito nei dettagli entro questo autunno ma il processo sarà graduale e avrà i suoi tempi per perfezionarsi nel tempo adeguando questa nuova realtà della forestale nell'Arma dei Carabinieri. In questa legge è inserito anche il passaggio del riordino dei ruoli che servirà a fare degli interventi mirati per meglio consentire questa realizzazione della nuova realtà con la revisione delle forze di polizia. Riordino dei ruoli che è stato venduto, come solito, dai soliti sciacalli delle notizie sul web come il solito abbocco per fare accessi a questo o a quel sito web. Per fare il vero riordino dei ruoli che necessità per ridare ordine alle carriere e agli stimoli professionali delle forze di polizia ci vogliono risorse importanti. La legge prevede di poter utilizzare quei pochi spiccioli rimasti in giacenza e già stanziati a suo tempo e prendere in considerazione le risorse frutto del risparmio della razionalizzazione delle forze di polizia ma che non superi il 50% del ricavato. In poche parole per ora avremo poco e nulla a disposizione per il riordino che potrebbe concretizzarsi solo in piccoli e necessari interventi per favorire l'inserimento dei vari ruoli dei forestali adeguando la nostra organizzazione a cio' che è già garantito ai loro ruoli. Ma avere aperto ufficialmente questo fronte e poi andare alla ricerca di risorse non è da sottovalutare, anzi è da prendere assolutamente come un importante apertura da gestire nel migliore dei modi. Ma nella riforma della pubblica amministrazione ci sono importanti interventi di razionalizzazione che incideranno di riflesso sulla nostra organizzazione. Nella riforma si provvederà a razionalizzare prefetture e strutture della pubblica amministrazione. Se saranno accorpate prefetture e altri enti sul territorio sarà ovvio che da un Comando Provinciale, ad esempio, ci si potrà trovare avanti ad un provvedimento di trasformazione per un reparto territoriale o gruppo. continua Issue 1

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Notizie dalla Rappresentanza

Questo è un esempio, ma una cosa è certa che se la legge prevede interventi di razionalizzazione in questa direzione, noi, come amministrazione non potremo esimerci dal farlo. In questa razionalizzazione il personale chiede sempre interventi che possano portare a recuperare personale nei rispettivi reparti territoriali che soffrono in modo esponenziale la carenza di personale che stà sempre piu' incidendo negativamente sul rendimento nelle attività preventive e repressive nei compiti istituzionali a noi demnadati al servizio della gente del nostro paese. Importanti interventi sono ora già in atto come quello sull'arruolamento straordinario in occasione del prossimo giubileo a Roma, ma è l'Italia che piange gli uomini che abbiamo perso dal 2010 ad oggi con il blocco del turno over che non è servito certo a dare un servizio al paese che ha perso in garanzie di ordine e sicurezza pubblica a fronte di nuove emergenze ed esigenze che arrivano sia dalla criminalità crescente e sia dagli sbarchi di profughi che stanno invadendo in particolare l'Italia e non l'europa. Ci sarà bisogno di interventi ordinamentali e di riorganizzazione operativa che consenta di poter svolgere il delicato ruolo di riferimento sul territorio nelle adeguate condizioni ch oggi non ci sono. Oggi esiste sempre l'immortale senso di responsabilità di chi è carabiniere d'Italia fra la gente e per la gente. La prossima manovra di stabilità dovrà confermare gli stanziamenti anche per il 2016 in materia di arruolamenti cercando di portare a termine la previsione di ripristino del turn over al 100%, ma comunque se non ci saranno interventi di riorganizzazione il peso del danno creato in questi anni resterà ancora vivo e tangibile nei reparti arma di tutta italia da nord a sud. La manovra di stabilità per l'anno 2016 dovrà prevedere anche lo stanziamento dei fondi per il rinnovo contrattuale fermo oramai da anni avendo messo a dura prova la dignità di chi opera in un ruolo che non è un lavoro come tanti che ogni giorno mette a rischio la propria vita come evento compreso sin dall'inizio del giuramento che si fà alla patria dal primo giorno. Uno stanziamento che ci farà comprendere quale l'attenzione di questo Governo a chi deve continuare a svolgere questo ruolo per lo Stato, per l'ordine e la sicureza pubblica di questo nostro paese. Questa sarà la prima contrattazione unificata in un contratto normo-economiche che consentirà di fare importanti manovre interne. Ma prima dobbiamo guardare a cosa ci sarà sul piatto e poi ragioneremo come meglio muoverci tra aumento stipendiale e aspetti normativi su indennità e competenze. Sempre tenendo conto che i rinnovi contrattuali saranno sempre svolti in un contesto di comparto difesa e sicurezza dove non è semplice perseguire strade esclusive ma si dovrà condividere percorsi che trovino accordo e condivisione. Su questo tutto il personale sarà partecipato passo dopo passo anche grazie alle nostre attività di pianetacobar.eu che coinvolgono i carabinieri d'Italia da nord a sud, isole, contingenti esteri e ambasciate comprese. Intanto c'è sempre da tener pronto il nostro Gruppo d'Intervento Speciale per interventi sulle pensioni. Si, dalla parte politica arrivano veline non positive sulla materia previdenziale. In pratica sembra che si abbia intenzione di riprendere argomenti vecchi e penalizzanti sulle nostre pensioni che sono già ridotte male per le decisioni prese in questi anni. Noi tutti sappiamo che l'impresa previdenziale dello Stato se fosse stata privata sarebbe già stata cancellata da tempo per il suo deficit funzionale. Quindi ogni volta che sentiamo aprire discorsi e attività sulla previdenza c'è da mettersi casco, manicoto e casco e prendere posizione per non far avanzare alcuna proposta che risulta matematicamente penalizzante per tutti noi. Già conviviamo con la realtà del sistema contributivo che ad oggi ci prospetta pensioni di 950 euro fra venti anni per un appuntato scelto e questo già da solo fà rabbrividire. Argomentare sulla previdenza complementare che ad oggi, per il buco di oltre un decennio, stà facendo prendere in considerazione anche che oggi la previdenza complementare non è la soluzione se non si copre il vuoto che è intercorso dal cambio tra retributivo e contributivo. La materia è complessa e non è semplice argomentare per le soluzioni da perseguire, anche se anche al nostro interno molti ne parlano senza nemmeno sapere la differenza tra contributivo e retributivo e senza conoscere che la previdenza complementare non completa da sola il gap creato nel tempo tra i due sistemi di calcolo. continua Issue 1

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RAPPRESENTANZA

Notizie dalla Rappresentanza

Non solo, ma oggi non si puo' nemmeno chiedere ad un carabiniere di levarsi dall'esiguo stipendio 150 euro per pagarsi il suo piano previdenziale per avere una comunque non dignitosa pensione. Forse bisognerà concentrare le forze proprio sul metodo di calcolo della pensione che potrebbe essere un percorso interessante da prendere in considerazione anche per chi è al Governo. Noi dovremo continuare a tratatre questi delicati aspetti previdenziali guardando a chi invece gode di privilegi assolutamente inadeguati alla crisi attuale del nostro paese e dell'azienza previdenza dello Stato. Quelle lotte di classe che nessuno vuole sentire ma che esistono ed esisteranno inviolabili nel tempo. Sull'argomento pensioni si dovrà avere un attenzione particolare ma ad oggi non si ha contezza di quali siano le ulteriori penalizzazioni in animo di questo governo e chi è alal guida del settore senza sapere cosa sia uno stipendio di un operaio, di un carabiniere e quale sarà la sua pensione al termine di un servizio di responsabilità che mette la propria via a rischio tutti i giorni. Non in ultimo, da questo autunno, ci si attende che i lavori della IV commisione difesa concretizzino il testo unificato su cui iniziare a discutere la fase conclusiva e definitiva della riforma della rappresentanza militare. La riforma di chi deve tutelare i carabinieri d'Italia, i militari tutti. Ora diventa davvero interessante questo passaggio perchè anche l'inserimento dei forestali nei carabinieri necessariamente dovrà portare elemnti di maturità nella regolamentazione delle norme che devono strutturare l'organismo rappresentativo degli uomini e donne con le stellette. Ora non si pososno piu' essere resistenze demagogiche post guerra mondiale e non si puo' piu' trovarsi ad analizzare norme che risalgono a periodi che possiamo etichettare come preistorici per quella che oggi è la realtà degli uomini e donne in divisa e con lo status di militare. Maturità che dovrà venire fuori e che la IV commisione difesa dovrà prendere in considerazione per non trovarsi difronte ad un contesto di inadeguatezza che metterebbe in discussione equilibri e dinamiche della struttura militare. ma su questo dobbiamo avere fiducia e giocheremo un ruolo in prima linea. In prima linea saranno i carabinieri e non i soli delegati che potrebbero avere visioni scevre dalla reale ruolo rappresentato e preso da rigurgiti politicizzati che non possono essere l'anima di chi da carabiniere deve avere strumenti e regole a disposizione per tutelare il personale. Pianetacobar.eu, anche su questo argomento ha da tempo realizzato un area dedicata sulla storia della rappresentanza per dare cognizione di causa a tutti i carabinieri che dovranno scegliere le norme ele dinamiche di chi dovrà rappresentarli. Non si potrà lasciare pochi da soli a decidere le sorti di molti in una materia che oggi soffre di norma a tutela di chi deve rappresentare e di chi deve essere rappresentato in un contesto socio-militare che è di fatto modificato nella crescita del dialogo e del confronto resosi necessario ed indispensabile per il bene dell'istituzione. Abbiamo un autunno intenso e da vivere insieme tra attività, incontri e aspetti normativi da approfondire. Ci saranno incontri importanti e collegiali che coinvolgeranno i rappresentanti militari di tutti i Consigli di Base con i quali già su questi argomenti potete già interloquire e fornire le vostre analisi e le vostre proposte oltre che partecipare e seguire le attività di pianetacobar che oggi attesta un quadro interessante di quasdi 14.000 carabinieri che hannos celto di esserci e di partecipare seguendo la newslettere e le attività di pianetacobar.eu che è e resterà sempre riferimento dell'informazione dei carabinieri e tra i carabinieri. Affrontiamo questo autunno con il miglior spirito propositivo e con la determinazione di sempre che ad oggi ci ha portato ad esserci ed a farvi partecipare direttamente. Noi andiamo avamti fiduciosi e... non siamo pochi ad esserlo.

FONTE: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo pubblicata 29 agosto 2015

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Notizie dalla Rappresentanza

AL MOTOMONDIALE I CARABINIERI NEL PADDOK. MOTO E MOTOCICLISTI DELL'ARMA DEI CARABINIERI A MISANO ADRIATICO PER IL GRAN PREMIO DI SAN MARINO E RIVIERA ADRIATICA Valentino vieni qua, vieni a fare la prova del palloncino ....Ma...ho bevuto solo una gazzosa ! Bene cosi' potrebbe essere la scena di una pattuglia di motociclisti che fermano Valentino Rossi ad un normale controllo alla ciroclazione e lui a rispondere con quella cadenza romagnola. Niente di tutto cio', siamo a Misano Adriatico per la tredicesima tappa del Moto GP e questa volta i carabinieri sono in un altra veste. Uno spazio espositivo dedicato al reparto Motociclisti dell'Arma dei Carabinieri. Il pubblico di appassionati che affolla le tribune e il paddock di Misano può così ammirare le nuove Aprilia Caponord 1200 in dotazione all’Arma dei Carabinieri, una MV Augusta F4 RR edizione bicentenario, e la moto Guzzi “super alce 500” in uso nel secondo dopoguerra. Presentata in primavera, l’Aprilia Caponord è già in servizio nella elegante livrea blu che istituzionalmente distingue i mezzi dei Carabinieri operativi sulle strade italiane. Il motoveicolo “MV AGUSTA F4 RR edizione Bicentenario”, Modello Top Gamma della prestigiosa casa motociclistica Varesina, è stato realizzato in un unico esemplare celebrativo del Bicentenario dell’Arma dei Carabinieri, con livrea ispirata a loghi e colori istituzionali. La moto, donata dalla MV AGUSTA all’Arma dei Carabinieri, non è nel ciclo logistico dei veicoli istituzionali e pertanto non ha oneri di gestione, ma viene utilizzata come modello espositivo in occasione di mostre statiche o altri eventi testimoniando il vincolo profondo che unisce l’Arma al Paese e alle sue migliori espressioni. La “Super Alce 500”, prodotta dalla moto Guzzi dal 1946 dal 1957, è stata adottata dall’Arma nel secondo dopoguerra per le sue caratteristiche di essenzialità, robustezza e versatilità. Il motore, quattro tempi monicilindrico orizzontale con cambio a 4 marce, sviluppava una potenza di 18,5 Cv e raggiungeva la velocità massima di 110 Km/h. Lo stand è impreziosito, inoltre, dall’uniforme da motociclista da Appuntato dei Carabinieri in dotazione dal 1935 al 1945, usata per i servizi di scorta d’onore e portaordini oltre ad essere in esposizione l'ultima divisa tecnica da motociclista in dotazione ai nuclei sul territorio nazionale. Nella mattinata tra le prime visite c'è stata proprio quella dello staff dell'aprilia che è venuta a visitare le Aprilia Caponord di ultima assegnazione di cui sono soddisfatti di aver fornito una moto realizzata con allestimento personalizzato direttamente in casa aprilia. E' bastato ricordare al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Generale C.A. Tullio Del Sette che questo fine settimana c'era l'appuntamento con il motomondiale e, in pochissimi giorni, con la collaborazione degli addetti nel settore nello Stato Maggiore dell'Arma e i carabinieri di romagna, si è realizzato un semplice ma rappresentativo spazio espositivo in rappresentanza del settore a due ruote dell'Arma dei Carabinieri. Una bella idea e una bella sorpresa per gli addetti ai lavori del circuito romagnolo che hanno apprezzato molto la presenza dell'Arma dei Carabinieri in prossimità del paddok. Un piccolo ma importante messaggio di partecipazione che è sempre apprezzato dalla gente e questa volta dagli appassionati delle due ruote. Anche al MotoGP c'è l'Arma che cresce e che guarda avanti con fiducia e che è sempre pronta a correre nel circuito del dare ordine e sicurezza ai cittadini ed alle comunità del nostro paese. Sarà il team Aprilia a giovarne per buona sorte per la nostra presenza al paddok o sarà Valentino Rossi ad avere una marcia in piu' per i carabinieri che potrebbero "inseguirlo" ...una cosa è certa che domani sarà una bella giornata di sport in riviera romagnola con il frastuono dei motori della corsa dei centauri e ...stavolta ci siamo anche noi. . FONTE: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo pubblicata 12 settembre 2015

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ATTUALITA' NEWS

I p ol i z i ot t i i n ri v ol t a : « Lo St a t o i t a l i a no f a d a s ca f i s t a , non ne p os s i a m o p i ù» 02 settembre 2105

La rabbia dei poliziotti cresce. «Ora che centinaia di migliaia di immigrati si riversano nel nostro paese – aggiunge il leader del sindacato di polizia – bisogna fare in modo che tutte le procedure, dalla identificazione ai rimpatri, siano rapide ed efficienti. Oppure, come ha sostenuto l’autorevole politologo Luttwak, occorre attuare una politica di respingimenti in mare che non metta a rischio le vite dei profughi, per non fare sopraffare l’Europa da quell’Islam che rischia di distruggerla come avvenne all’Impero Romano con le invasioni barbariche. Non è più tollerabile che solo per divorare milioni di euro di rimborsi per l’accoglienza, gli immigrati vengano tenuti per mesi nelle nostre città, magari occupando alberghi e strutture ricettive, danneggiando l’economia, ma soprattutto mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini».

«Anziché rimpatriare i clandestini, lo Stato italiano preferisce fare da scafista tenendo migliaia di immigrati, per mesi e mesi, al costo di 35 euro al giorno ciascuno: una sorta di tassametro che viene fatto partire dall’arrivo dell’immigrato e si cerca di fermare quanto più tardi possibile». È quanto denunciano i poliziotti del Coisp, per bocca del segretario generale Franco Maccari. «Bisogna porre fine allo schifoso business dell’accoglienza, che serve a riempire le tasche di chi utilizza gli immigrati per fare soldi facili, a spese però di quei cittadini che se li ritrovano in casa e delle forze dell’ordine che sono costrette a fronteggiare la loro rabbia e la loro disperazione, venendo spesso aggrediti e feriti, come è avvenuto pochi giorni fa a Palermo». I poliziotti: basta con la politica buonista, ha fallito www.secoloditalia.it

Giustizia: al via commissioni per la riforma dell’ordinamento e del Csm 02 settembre 2105

Cantieri sempre aperti sulla giustizia. Con due commissioni ministeriali incaricate di produrre due riforme cruciali: quella dell’ordinamento giudiziario e quella del Consiglio superiore della magistratura. A istituirle, con un decreto, il ministro della Giustizia Andrea Orlando. La commissione per la riforma dell’ordinamento si è riunita oggi per la prima volta. Guidata dall’ex vicepresidente del Csm ed ex sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti, ha il compito di mettere a punto un progetto di riforma per aggiornare e razionalizzare alcuni aspetti del pianeta giustizia, a partire dalla revisione della geografia giudiziaria, con una riorganizzazione della distribuzione territoriale delle Corti d’appello e delle procure generali, dei tribunali e delle procure della Repubblica. Nel mirino della task force anche l’accesso alla magistratura, il sistema degli illeciti disciplinari Issue 1

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e delle incompatibilità dei magistrati, delle valutazioni di professionalità e di conferimento degli incarichi, la mobilità e i trasferimenti di sede e di funzione dei giudici, fino all’organizzazione degli uffici del pm.La seconda commissione, presieduta dall’ex Guardasigilli del Governo Prodi Luigi Scotti (che è anche vicepresidente della prima), è invece chiamata a elaborare un progetto di riforma del Csm, tenendo conto delle iniziative di “autoriforma” già avviate e delle proposte elaborate dallo stesso Consiglio. In tutto, a via Arenula, lavoreranno 26 esperti (14 nella prima commissione e 12 nella seconda), a cui - precisa il ministero - «verrà attribuito esclusivamente il rimborso delle spese previste a norma della vigente legislazione in materia». I lavori, salvo proroga, si concluderanno entro il prossimo 31 dicembre. www.ilsole24ore.com

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ATTUALITA' NEWS

LJobs Act: riforma completata. Controlli “liberi” su telefonini e tablet, stop alle dimissioni in “bianco” e ammortizzatori per 1,4 milioni di lavoratori.

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Si è da poco concluso il “ricco” Consiglio dei Ministri n. 79 sul cui tavolo c’erano in ballo i quattro decreti attuativi che suggellano la conclusione del percorso del Jobs Act, ma anche i cinque testi finali della delega fiscale e numerose altre misure, tra cui un ddl interno-giustizia sul rafforzamento delle sanzioni per i reati tesi ad alterare l’esito delle competizioni sportive, un decreto legislativo attuativo della direttiva europea in tema di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e la ratifica delle convenzioni di Ginevra su salute e sicurezza del lavoro. Ma l’attenzione, com’è ovvio, era concentrata soprattutto sul lavoro, e sul tema dei controlli a distanza, e oggi il Governo ha portato a casa i 4 decreti attuativi mancanti all’appello (semplificazioni, politiche attive, ammortizzatori sociali e ispezioni), chiudendo così il cerchio sul processo di riforma del lavoro varato dal Parlamento lo scorso dicembre con la legge n. 183/2014 che diventa operativo su tutti i fronti. Un processo “di grandissimo rilievo e in tempi estremamente rapidi”, come annunciato da un soddisfatto sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio de Vincenti, seguito da un altrettanto soddisfatto ministro Poletti per il “risultato importante” conseguito, che si muove nel segno della “semplificazione” ma accompagnato lungo tutto il suo iter da un mare di polemiche, e del quale ora solo il tempo potrà stimare gli impatti effettivi che avrà sulle imprese e soprattutto sui lavoratori. Vediamo tutte le novità:

Stop alle dimissioni in bianco Non saranno più accettate le lettere di firmate “in bianco” dal dimissioni lavoratore. Il fine è quello di porre fine alla Issue 1

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“prassi” utilizzata da alcuni datori di lavoro che spingono il lavoratore a firmare le dimissioni senza data al momento dell’assunzione (soprattutto alle lavoratrici sì da poterle licenziare in caso di sopravvenuta maternità). Nei decreti attuativi approvati oggi è stato previsto un apposito modulo per le dimissioni, già predisposto con data e numero e scaricabile soltanto dal sito del ministero del lavoro. Solo in tal caso, le dimissioni saranno considerate valide, altrimenti verranno respinte.

Controlli a distanza Controlli “liberi” su tablet e telefonini ma non su telecamere. Questo in sostanza il risultato della “mediazione” tra il testo originario del decreto e le osservazioni contenute nel parere delle Commissioni parlamentari. I controlli a distanza sui dispositivi elettronici in dotazione ai lavoratori ci saranno, dunque, ma avverranno nel rispetto della normativa sulla privacy e previa necessaria informazione ai lavoratori stessi. In altre parole, sui tablet e i cellulari dei lavoratori l’azienda datrice potrà effettuare le proprie verifiche e utilizzare le informazioni senza autorizzazione sindacale o ministeriale ma è vietato che sugli stessi siano montati strumenti o applicazioni (software) finalizzati al controllo. Su tali strumenti devono esserci solo applicazioni finalizzate al lavoro per il quale sono stati consegnati, ha assicurato il ministro Poletti, parlando di vuoto colmato sugli apparecchi in dotazione ai dipendenti e non sugli impianti fissi. La modifica dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori non si estende alle telecamere, per le quali invece occorrerà sempre l’apposita autorizzazione.

Ispettorato unico La novità principale del decreto attuativo sulle attività ispettive è l’istituzione dell’agenzia unica per le ispezioni. Presto, dunque, si potrà dire addio al

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ATTUALITA' NEWS sistema attuale e ci si muoverà verso un unico ispettorato, nell’ottica della semplificazione (anche per le imprese) e del miglioramento delle performance. Cassa integrazione e Naspi L’estensione della copertura degli ammortizzatori sociali a 1,4 milioni di lavoratori che prima ne erano privi (aziende con meno di 15 dipendenti) è uno dei punti che soddisfano maggiormente l’esecutivo. Nel dettaglio, la Cassa integrazione viene riportata alla sua visione originale, con una durata di 24 mesi in un quinquennio mobile, potendo salire fino a 36 mesi se si usa la solidarietà. Quanto alle aliquote, si applicherà il meccanismo del bonus malus, pagherà di più chi farà un utilizzo maggiore della cassa. In ordine alla Naspi, invece, confermata la stabilità del nuovo assegno per la disoccupazione involontaria che durerà 24 mesi. F i s co Il Cdm di oggi ha esaminato anche i 5 decreti attuativi residui per il completamento della delega fiscale (cartelle esattoriali, riordino delle agenzie

fiscali, agevolazioni, revisione delle sanzioni e contenzioso tributario, fatta eccezione per la riforma del catasto), confermando in buona sostanza i testi originari con l’apporto delle osservazioni parlamentari. Tra le novità, la notifica delle cartelle esattoriali via web e lo stop all’anatocismo degli interessi con una riduzione dell’aggio dall’8% al 6% (e un’ulteriore riduzione per chi paga entro 60 giorni), la revisione o cancellazione degli sconti fiscali ogni cinque anni. Sì infine al via libera ai dirigenti “a tempo” per l’Agenzia delle Entrate: dipendenti con funzioni dirigenziali che sostituiranno i dirigenti decaduti dopo la bocciatura della Corte Costituzionale. Concluso il secondo esame preliminare i testi ora tornano di nuovo in Parlamento per l’ultimo passaggio, dato il mancato accoglimento di alcune osservazioni delle commissioni, mentre l’ok finale è previsto entro fine mese. Marina Crisafi - www.studiocataldi.it

Caporalato, Agricoltura e Giustizia annunciano misure di contrasto

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Per contrastare il fenomeno del caporalato, i ministeri dell'Agricoltura e della Giustizia annunciano quattro principali linee di intervento. Si tratta, nel dettaglio, della confisca dei beni, dell'intermediazione illecita, della responsabilità in solido e dell'indennizzo alle vittime. "Lo strumento di maggiore deterrenza usato finora contro le organizzazioni criminali - dichiara il Guardasigilli Andrea Orlando, in una conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, al dicastero della Giustizia - é attaccare il patrimonio. Abbiamo inoltre previsto di punire non solo chi si macchia del reato ma anche chi se ne serve". Le prime tre misure saranno tradotte in emendamenti alla proposta di legge 1138 Issue 1

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ora in discussione alla commissione Giustizia. Entrambi i ministri si dicono fiduciosi sulla presentazione degli emendamenti entro il mese di ottobre. La quarta, invece, cioè l'indennizzo a favore delle vittime, sarà inserita nel decreto legge che il Consiglio dei Ministri valuterà per dare attuazione della direttiva europea 2004/80/CE. "Non ci occupiamo del fenomeno da pochi giorni - sottolinea il ministro Martina -, perché il primo intervento del governo risale all'ottobre 2014 quando nel Dl competitività abbiamo introdotto la rete del lavoro agricolo di qualità, partita operativamente tre giorni fa, che servirà ad aumentare la responsabilità delle imprese". www.lapresse.it

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ATTUALITA' NEWS

M a rò, G i rone com p l e t a m e nt e ri s t a b i l i t o p e r i m e d i c i . Il f u c i l i e r e : " H o b i s o g n o d i c u r e " 06 settembre 2015

Salvatore Girone ha definitivamente superato i postumi della febbre virale dengue che lo aveva colpito qualche giorno fa a New Delhi e i due medici inviati dal ministero della Difesa italiano hanno potuto lasciare la capitale indiana. Ieri i due immunologi (uno dell'ospedale Celio, l'altro alle dipendenze dell'Aeronautica) avevano valutato la situazione insieme al primario del reparto di medicina interna del Max Hospital di Saket, dove Girone è stato ricoverato una settimana, giungendo alla conclusione che il paziente si è completa-

mente ristabilito. Non la pensa così il fuciliere, che ritiene di avere ancora bisogno di cure: "Ad oggi sono ancora ammalato. I valori del mio sangue non sono perfetti come lo erano prima" di contrarre la dengue. Avrei bisogno di "cure" e di "convalescenza e riposo psicologico nella mia casa natale - ha detto Gorone - così come spetterebbe ad ogni dipendente statale militare. Ma io non posso visto il mio stato detentivo illegale". Sottolineando che "ci vorrà ancora del tempo affinché tutto torni alla normalità", Girone ha poi sostenuto che "per far sì che questo possa avvenire nel migliore dei modi dovrei seguire delle cure e una dieta sana, con una meritata convalescenza e riposo psicologico nella mia casa natale così come spetterebbe ad ogni dipendente statale militare". "Ma io non posso - ha sottolineato - visto il mio stato detentivo illegale".I due medici italiani hanno, però,

ottenuto l'ok al rientro ed hanno lasciato New Delhi in mattinata con un volo FinnAir diretto a Roma via Helsinki. Accanto al marò in questi giorni la moglie Vania Ardito, i figli Michele e Martina, il padre Michele e la madre. I fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono accusati dalle autorità di New Delhi di aver ucciso indiani due pescatori durante una missione antipirateria nel febbraio del 2012. La vicenda si trascina da allora, sul piano giudiziario come su quello diplomatico. Dopo il verdetto del Tribunale internazionale per il diritto del mare di Amburgo che ha chiesto a India e Italia di sospendere le iniziative giudiziarie in corso, la Corte Suprema indiana ha sospeso "fino a nuovo ordine" le quattro procedure che vedono coinvolti i due militari italiani. www.repubblica.it

Canottaggio: Al mondiale assoluto l’Italia qualifica 8 barche per le Olimpiadi e vince un oro

07 settembre 2015

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EffettoTre 15 Settembre 2015

L’Italia chiude il Mondiale Assoluto di Aiguebelette (Francia) col titolo mondiale del quattro senza Senior maschile e con otto imbarcazioni qualificate per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio de Janeiro, delle quali 5 olimpiche

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(oltre all’armo neocampione del Mondo anche due senza e doppio Senior maschile e doppio e quattro senza Pesi Leggeri maschile) e 3 paralimpiche (singolo AS maschile e femminile e quattro con LTA misto). continua

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ATTUALITA' NEWS Dopo l’oro iridato conquistato da Vicino, Lodo, Castaldo e Di Costanzo nel quattro senza, l’ultima giornata di gare in Francia ha visto la conquista del pass olimpico per Romano Battisti e Giacomo Gentili nel doppio Senior, arrivato grazie al quarto posto, decimo complessivo, nella finale B che qualificava per Rio i primi cinque classificati. Rimasti fuori dalla finale per appena 30 centesimi, i due azzurri nella finale di consolazione si rendono protagonisti di una condotta di tattica accorta, che li porta al comando nella prima parte di gara per poi controllare sul passo il vantaggio sulle retrovie. Per quanto riguarda le altre due finalissime in programma oggi per gli azzurri, il quattro senza pesi leggeri di Martino Goretti, Stefano Oppo, Livio La Padula e Alberto Di Seyssel, dopo il terzo posto iniziale, nella seconda metà di gara, con la Svizzera al comando che aumentava il ritmo e la Danimarca (composta per tre quarti da

campioni del Mondo da due anni e detentori della miglior prestazione mondiale) in rimonta, è scivolato in quinta posizione e sul finale al sesto posto dopo aver subito l’improvviso attacco olandese proprio nell’ultima parte di gara. L’ultima finale odierna è stata quella dell’otto dove l’Italia si giocava la partecipazione olimpica. Un obiettivo davvero difficile da raggiungere per Andrea Tranquilli, Fabio Infimo, Matteo Stefanini, Pierpaolo Frattini, Giovanni Abagnale, Domenico Montrone, Luca Agamennoni, Vincenzo Abbagnale e Enrico D’Aniello al timone che, in ogni modo, si sono presentati agguerriti in partenza. Al via l’ammiraglia è stata costretta subito a inseguire rimanendo comunque agganciata alle prime tre posizioni tenute da inglesi, tedeschi e neozelandesi. A metà gara poco meno di due secondi separavano l’Italia dal quinto posto olandese mentre la Russia bronzo europeo e sesta ad Amsterdam 2014, transitava quarta. Al penultimo rile-

vamento l’Italia però risultava leggermente attardata ancora in sesta posizione. Sul finale, alzando il ritmo, l’otto azzurro ha tentato il rientro sulla quinta posizione tenuta dalla Russia, ma senza successo. In chiusura la vittoria è andata all’armo inglese, per il terzo anno consecutivo, con soli 18 centesimi di vantaggio sulla Germania, seconda. Terzo posto per l’Olanda che ha tenuto fuori dal podio, per 13 centesimi, la Nuova Zelanda. L’assalto azzurro conclusivo all'ultimo posto valido per qualificarsi direttamente per Rio 2016 non ha sortito l’effetto sperato, e così l’ammiraglia italiana ha chiuso al sesto posto il suo mondiale. Ora nove mesi di lavoro per la nazionale azzurra che proverà a qualificare per Rio de Janeiro 2016 le altre barche olimpiche maschili e femminili. Appello, quindi, a Lucerna dal 20 al 22 maggio 2016 per l’ultima chance di qualificazione olimpica. www.sportdelgolfo.com

Allarme Europol: 30 mila i trafficanti di immigrati 07 settembre 2015

Un esercito di 30.000 trafficanti con una rete organizzativa che passa anche attraverso i social e un volume d’affari gi-

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EffettoTre 15 Settembre 2015

gantesco impossibile da quantificare ma dell’ordine di miliardi di dollari. Dietro le centinaia di migliaia di disperati in fuga verso l’Europa ci sono loro, che li convincono con le buone – false promesse di viaggi tranquilli – o con le cattive – fino a un revolver puntato. E’ l’Europol, l’agenzia per la lotta alla criminalità dell’Unione europea, a diffondere oggi i dati e a specificare che 3.000

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trafficanti operano nel Mediterraneo e altri 27.000 si occupano dell’immigrazione clandestina attraverso le vie balcaniche o le rotte di terra di Asia e Africa. “Se parliamo dell’intera immigrazione clandestina in Europa, non solo quella nel Mediterraneo, il numero dei sospetti è di 30.000 individui”, spiega Robert Crepinko, capo dell’unità crimine organizzato dell’Europol. Page

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ATTUALITA' NEWS L’organizzazione è capillare e ai trafficanti non fanno paura quelle frontiere che per i migranti a volte sono invalicabili. Hanno nazionalità e religioni differenti, collaborano caso per caso e si spostano dove serve e dove ci sono soldi da spremere. Una rete smantellata di recente in Grecia, racconta Crepinko, era composta da 16 persone: due romeni, due egiziani, due pakistani, sette siriani, un indiano, un filippino e un iracheno che hanno guadagnato in pochi mesi sette milioni e mezzo di euro facendo passare migranti siriani dalla Turchia alla Grecia per vie marittime, aeree o terrestri con falsi documenti.

Contrastare tali trafficanti “è di sicuro la priorità assoluta, non solo per l’Europol ma per tutti gli Stati Ue”, sostiene Crepinko che annuncia l’apertura, a breve, di un’unità nel Pireo, in Grecia, per combattere il traffico dalla Turchia. Le inchieste in corso, fa sapere a sua volta il vice direttore di Europol, Oldrich Martinu, sono 1400. Il traffico di esseri umani, anche quello legato allo sfruttamento sessuale e al mercato del lavoro nero, è l’affare “più redditizio” del momento, più del contrabbando di armi e di droga, spiega Izabella Cooper, portavoce di Frontex. L’agenzia di controllo delle frontiere dell’Ue ha scoperto un’or-

ganizzazione, una delle tante, gestita da eritrei. Dal Paese del Corno d’Africa facevano passare i migranti attraverso il Sudan fino alla Libia e di qui all’Italia. Un’altra rotta consolidata è quella che dal Ghana, attraverso il Burkina Faso e il Niger, arriva in Libia: in centinaia vengono ammassati sui camion e poi stipati nei barconi diretti verso le coste italiane. Rotte conosciute, ma Europol deve indagare anche nelle pieghe più remote della rete, a partire da Facebook, dove i trafficanti offrono servizi, concordano prezzi, scelgono le tratte. www.analisidifesa.it

Il Papa rivoluziona la nullità dei matrimoni: processi gratuiti, basterà una sentenzai

08 settembre 2015

CITTA' DEL VATICANO Accogliendo le richieste di una parte dei vescovi nei Sinodi del 2005 e del 2014,

papa Francesco ha varato una riforma delle cause di nullità matrimoniali che rende più rapide e meno costose le procedure, attribuendo al vescovo dioIssue 1

EffettoTre 15 Settembre 2015

cesano la responsabilità di essere lui stesso il giudice competente a pronunciare la sentenza quando le ragioni della nullità sono evidenti o riguardano la mancanza di fede che può aver viziato il consenso dei coniugi. Le nuove regole consentiranno "la trattazione della causa di nullità del matrimonio per mezzo del processo più breve", affidato direttamente al vescovo diocesano del quale si ribadisce così la funzione giurisdizionale. "In ciascuna diocesi - si legge nella lettera papale motu proprio - il giudice di prima istanza per le cause di nullità del matrimonio, per le quali il diritto non faccia espressamente eccezione, è il

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vescovo diocesano, che può esercitare la potestà giudiziale personalmente o per mezzo di altri, a norma del diritto".

Papa Francesco ha dunque riformato in questo modo le procedure stabilite finora dal Codice di Diritto Canonico, esaltando la funzione giurisdizionale del vescovo, che attraverso "il processo più breve" potrà sentenziare direttamente la nullità nei casi più evidenti e semplici. Contro le sue decisioni ci si potrà appellare all'arcivescovo me-tropolita più vicino o alla Rota Romana.

I tempi. Con la riforma varata dal Pontefice, anche continua Page

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ATTUALITA' NEWS quando il vescovo stabilisce che si faccia un processo ordinario, esso dovrà celebrarsi entro un anno al massimo, e la sentenza sarà esecutiva se non ci sarà appello o le motivazioni dell'appello saranno manifestamente infondate. Non ci sarà più bisogno dunque di due sentenze conformi, esigenza che allungava notevolmente i tempi.

La gratuità delle procedure. Nei processi di nullità matrimoniale, la gratuità sia assicurata "per quanto possibile", si legge ancora nella lettera, "salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operai dei tribunali". La gratuità "sia curata dalle Conferenze episcopali". Ma la richiesta della gratuità nelle nullità matrimoniali fa insorgere gli avvocati rotali. Elisabetta Macrina, avvocato rotale di lungo corso, non nasconde un certo "malumore" anche tra i colleghi riuniti a Gaeta al Convegno nazionale dell'Associazione Canonistica. "Intendiamoci premette l'avvocato Macrina all'Adnkronos - per chi ha un reddito basso esiste il gratuito patrocinio. Detto questo, qualsiasi professio-

nista ha diritto ad essere pagato. E' sacrosanto pagare chi svolge un ruolo". "Il Tribunale ecclesiastico dice - solitamente chiede un contributo che si aggira intorno agli 800 euro. In secondo grado le spese salgono intorno ai 1.200 euro. Somma che aumenta ulteriormente quando il giudizio arriva alla ex Sacra Rota.

I lavori. Alle due lettere motu proprio datae varate dal Papa, uno per il rito latino, l'altro per quello orientale, ha lavorato con grande impegno una Commissione istituita appena l'anno scorso. L'iter individuato è breve ma non può essere definito sommario né amministrativo, in quanto il vescovo eserciterà pienamente la funzione giurisdizionale tutelando la verità nei singoli casi.

Gli effetti. La riforma delle nullità matrimoniali rappresenta una prima risposta alle attese dei divorziati risposati che chiedono di poter tornare a ricevere l'Eucaristia, molti dei quali si trovano proprio nelle condizioni elencate dal Papa nel suo motu proprio: la

riforma tiene conto infatti anche del motivo principale per il quale è richiesta la nullità matrimoniale, cioè il desiderio di perfezionare una nuova unione stabile e felice tornando a vivere i sacramenti. Le linee della riforma, che si può definire storica, sono quelle indicate da Benedetto XVI all'inizio del suo Pontificato.

La storia. Il processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità matrimoniale era rimasto "identico per tre secoli", dai tempi cioè della riforma di Benedetto XIV, Papa Lambertini, come ha sottolineato monsignor Pio Vito Pinto, Decano della Rota Romana. Era stato Benedetto XIV a introdurre la sentenza doppia conforme, che viene ora superata con la riforma di papa Francesco. Un'altra riforma c'era stata con Pio X e poi una riforma del codice canonico nel 1983, ma anche in questi casi, spiega ancora Pinto, "era stato lasciato il processo come Lambertini lo aveva creato". www.repubblica.it

Alfano: Cara di Mineo? Un “bidone della Lega”. Ministro non esclude la chiusura 09 settembre 2015

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EffettoTre 15 Settembre 2015

Sul Cara di Mineo "non è esclusa nessuna soluzione", e quindi neanche la chiusura. E’ questa la posizione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che questa mattina è intervenuto alla 'Telefonata' di 'Mattino cinque'. "Il Cara di Mineo – ha spiegato - è un gran

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bidone che la Lega nord ha rifilato ai siciliani. In Sicilia è stato collocato il più grande centro per immigrati dell'intera Europa e ora sto cercando di gestire questo bidone leghista e farò di tutto per disingolfarlo e per continua Page

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ATTUALITA' NEWS deflazionarne le presenze. Stiamo lavorando, tenendo a mente che ci sono tutte le soluzioni aperte. Non è infatti esclusa nessuna soluzione, e prenderò una decisione nei prossimi giorni". Il titolare del Viminale ha poi dato i numeri dell’emergenza immigrazione. “"Da inizio anno – ha precisato - , sono stati finora allontanati dal nostro territorio nazionale 9.376, tra respinti alla frontiera ed espulsi. E abbiamo arrestato 468 scafisti. Gli sbarchi sono stati sostanzialmente in linea rispetto a quelli registrati nello stesso

periodo dello scorso anno. Gli arrivi dal 1° gennaio a oggi sono stati circa 116.000 fronteggiando il più grande flusso di profughi dalla fine della seconda guerra mondiale e di migrazioni da quando esiste lo Stato italiano". "Abbiamo il record mondiale di accoglienza di migranti, siamo campioni del mondo nel salvataggio delle vite umane: ma il problema è europeo e mondiale, solo chi è in mala fede, con una visione cialtronesca – ha continuato Alfano - può sostenere che tutta la questione immi-

grazione è un problema del governo italiano e del ministro dell'Interno". “Oggi – ha poi puntualizzato il ministro - abbiamo 95mila migranti nei nostri centri di accoglienza, gli italiani sono circa 60 milioni e i comuni 8mila, se a livello di comunità locali prendessimo solo due migranti per ogni mille abitanti ne avremmo assorbiti già 120mila. Sarebbe sufficiente che ciascun comune predesse due migranti per ogni mille abitanti e avremmo risolto il problema". www.ilvelino.it

Homo naledi, scoperta in Sudafrica una nuova s p e ci e d i om i ni d e In una grotta vicino a Johannesburg, sono stati rinvenuti oltre 1.500 elementi fossili, di cui ossa appartenenti a 15 individui, alti un metro e mezzo circa, con un cervello delle dimensioni di un'arancia. "Ha un mix di caratteristiche primitive e moderne" dicono i ricercatori

10 settembre 2015

UNA SCOPERTA senza precedenti nella storia della paleontologia. Un cugino lontano dell'uomo. Fratello, se guardiamo i suoi piedi che hanno meravigliato i ricercatori: sono quasi identici ai nostri. Issue 1

EffettoTre 15 Settembre 2015

prima dell'Homo sapiens. I diversi sedimenti ritrovati nella caverna non permettono ancora di datare le ossa e risalire alla sua età, ma secondo gli studiosi questa nuova specie umana scoperta in Sudafrica potrebbe avere tra i due milioni e i due milioni e mezzo di anni.

Homo naledi. Si chiama così questo ominide con caratteristiche primitive e moderne al tempo stesso. Non molto alto, piuttosto snello, aveva un cervello minuscolo, ma forse seppelliva già i suoi morti, ben

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National Geographic. I resti dell'Homo naledi sono stati rinvenuti in Sudafrica e hanno convinto gli studiosi a inserirlo nel genere di cui noi stessi facciamo parte. L'annuncio dell'incredibile ritrovamento è stato dato dalla University of Witswaterstrand di Page

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ATTUALITA' NEWS Johannesburg, dalla National Geographic Society e dal Dipartimento per la Scienza e la Tecnologia/National Research Foundation del Sudafrica ed è stato pubblicato dalla rivista scientifica eLife. Un approfondimento della ricerca verrà pubblicato sul numero di ottobre del National Geographic.

Senza età. È il più grosso ritrovamento di ossa di ominidi mai avvenuto: tutto è cominciato nella grotta detta Rising Star, a una cinquantina di chilometri a nordovest di Johannesburg, dove sono stati scoperti oltre 1.500 frammenti di ossa, ancora da datare. Erano ammucchiati in una cavità accessibile solo attraverso un pozzo talmente stretto che per recuperarli è stato arruolato uno speciale team di speleologi e ricercatori che fossero magri abbastanza per entrarci, e addirittura solo con le braccia alzate sopra la testa. Era una regione conosciuta dai ricercatori già dai primi decenni del Novecento come possibile "culla dell'umanità", vista la quantità di fossili e reperti rinvenuti.

Un gruppo. I frammenti di questa nuova specie recuperati finora appartengono ad almeno 15 individui, tutti Homo naledi, e si pensa che ce ne siano molti altri da recuperare. "Abbiamo a disposizione esemplari multipli di quasi tutte le ossa del suo corpo", dice il paleontologo Lee Berger, della National Geographic Society, che ha guidato le spedizioni di scoperta e recupero nelle quali c'è anche un italiano, Damiano Marchi, dell'Università di Pisa. "Homo naledi è già Issue 1

EffettoTre 15 Settembre 2015

praticamente la specie fossile meglio conosciuta nella linea evolutiva dell'uomo", ha detto Berger.

Cugino dell'uomo. "Complessivamente, Homo naledi appare come una delle specie più primitive del genere Homo", spiega John Hawks della University of Wisconsin-Madison, uno degli autori dell'articolo che descrive la nuova specie, "ma ha alcune caratteristiche sorprendentemente umane, tali appunto da farlo ricomprendere nel genere cui apparteniamo anche noi. Aveva un cervello minuscolo, più o meno delle dimensioni di un'arancia, posto in cima a un corpo relativamente lungo e snello". Secondo i ricercatori, Homo naledi doveva essere in media alto circa un metro e mezzo e pesare 45 chili.

Mani e piedi. Il cranio e i denti appaiono abbastanza simili a quelli di alcune specie più primitive del genere Homo, come Homo habilis e le spalle somigliano di più a quelle delle grandi scimmie. Mani e piedi, invece, ci dicono molto di lui e delle sue abitudini: "Le mani appaiono adatte all'utilizzo di utensili", dice Tracy Kivell della University of Kent, che ha fatto parte del team che ha studiato l'anatomia della nuova specie, "ma le dita sono molto curve, il che fa pensare che fosse molto bravo ad arrampicarsi". Quanto ai piedi, sono il tratto anatomico più sorprendente, perché "sono praticamente indistinguibili da quelli di un essere umano moderno", aggiunge William Harcourt-Smith del Lehman College della City University of New York, un

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altro studioso che ha partecipato alla ricerca. Le caratteristiche dei piedi e delle gambe slanciate fanno pensare che la specie fosse adatta anche a lunghe camminate. "La particolare combinazione dei tratti anatomici distingue Homo naledi da tutte le specie finora conosciute", commenta Berger.

Scoperta nella scoperta. È proprio il contesto in cui sono stati ritrovati i fossili a far emergere quello che probabilmente è l'aspetto più straordinario della scoperta: Homo naledi forse seppelliva i suoi morti e la sepoltura finora era considerata una pratica iniziata con l'uomo moderno (risalente a 200mila anni fa, con l'Homo sapiens). Le ossa di neonati, bambini, adulti e anziani, infatti, giacevano in un anfratto molto profondo. "Quella camera è stata sempre isolata dalle altre e non è mai stata direttamente aperta verso la superficie", assicura Paul Dirks della James Cook University nel Queensland, in Australia, primo firmatario dell'articolo che descrive il contesto della scoperta. "Soprattutto, in questo remoto anfratto mancavano fossili appartenenti ad altri animali di rilievo; c'erano praticamente solo resti di H. naledi".

Defunti sepolti. Gli unici elementi fossili non appartenenti all'ominide (una dozzina di elementi su oltre 1.500) sono resti isolati di topi e uccelli: la cavità attirava pochi frequentatori occasionali. Le ossa di H. naledi non presentano segni di morsi continua

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ATTUALITA' NEWS di predatori o saprofagi e non sembrano trasportate fin lì da qualche altro agente esterno, come un flusso d'acqua. "Abbiamo esplorato tutti gli scenari alternativi", dice Lee Berger, il capo della spedizione: "Una strage, la morte accidentale dopo essere rimasti intrappolati nella grotta, il trasporto da parte di un carnivoro sconosciuto o di una massa

d'acqua, e altri ancora. Alla fine, l'ipotesi più plausibile è che gli Homo naledi abbiano intenzionalmente depositato laggiù i corpi dei defunti" e che, dunque, fossero proprio dediti alla sepoltura ben prima dell'Homo sapiens.

11 settembre 2015

namente, e subentra il panico. "Accendi Cnn" si legge in una delle 8:56, pochi minuti dopo l'impatto di un aereo sulla prima delle Twin Tower. "Conferenza Casa Bianca cancellata", si legge in un'altra. E ancora: "Oggi è come Pearl Harbor". Lo scambio di email con il personale dell'amministrazione, ma anche con i familiari e gli amici, è anche di carattere personale e mostra la preoccupazione di ognuno per la sorte dei propri cari. "Sei al sicuro?", si legge in una email mandata dalla sorella di Clay Johnson, uno degli amici più stretti di Bush. "E' difficile immaginare continua - ciò che sta accadendo oggi, spero siate al sicuro". "E' incredibile risponde Johnson alla sorella sono appena ritornato alla Casa Bianca dopo aver passato tutto il pomeriggio in un bunker". Non solo l'angoscia della dopo gli Casa Bianca attacchi rivive alla vigilia del 14/mo anniversario. In Pennsylvania oggi si rivivono i momenti di

Se fosse confermata, la teoria farebbe pensare che questa specie fosse già capace di un com-

portamento ritualizzato (vale a dire ripetuto) finora attribuito solo agli esseri umani moderni. "Questa grotta non ha ancora svelato tutti i suoi segreti", conclude Berger. "Ci sono ancora centinaia, se non migliaia di resti ancora da studiare sepolti laggiù". www.repubblica.it

11 settembre, 14 anni fa l'attentato alle Torri Gemelle cambiò la storia

"Accendi la Cnn. E' una nuova Pearl Harbor". E' l'11/9 visto dalla Casa Bianca attraverso una serie di email arrivate negli uffici presidenziali o inviate dallo staff dell'allora presidente George W. Bush subito dopo gli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono nel 2001. La corrispondenza, proveniente dalla 'George W. Bush Presidential Library', è stata pubblicata dal New York Times, 14 anni dopo gli attentati terroristici. E in quei messaggi si può leggere tutto il terrore e l'ansia provati all'interno dall'amministrazione Bush nel giorno più tragico che l'America moderna ricordi. "Era un giorno come gli altri - si legge sul New York Times - il presidente era fuori città e l'evento politico più importante della giornata si sarebbe dovuto tenere nell'ufficio di Karl Rove, consigliere politico del presidente. Ad un tratto dalla normale amministrazione il contenuto delle email cambia repentiIssue 1

EffettoTre 15 Settembre 2015

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terrore che hanno portato allo schianto del volo UA 93 della United Airlines, con a bordo 44 passeggeri. L'aereo è stato l'unico dei quattro a non aver centrato l'obiettivo che si erano posti gli attentatori dell'11 settembre. Il quadro degli attacchi sarebbe stato completato, infatti, se l'aereo si fosse schiantato contro la Casa Bianca o il Congresso. Il volo UA 93 si è invece schiantato in un campo della Pennsylvania grazie al coraggio dei passeggeri che nel tentativo di riprendere il controllo dell'aereo hanno trovato invece la morte. La memoria di quei coraggiosi rivivrà attraverso il Flight 93 National Memorial a Shanksville. Nel memoriale sono in mostra foto, video e oggetti che raccontano la storie del volo 93. "Sono sul volo United 93 - dice la passeggera Linda Gronlund durante una chiamata alla sorella - ed è stato dirottato da terroristi che dicono di avere una bomba. Sembra che abbiano già dirottato un continua Page

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ATTUALITA' NEWS paio di aerei contro il World Trade Center e ora vogliono buttare giù anche questo". La

mostra

è

disposta

in

modo cronologico ossia dal momento in cui a bordo si apprende degli attacchi e quando passeggeri e personale decidono di lottare

per riprendere il controllo dell'aereo. www.ansa.it

T f r i n b us t a p a g a è un f l op , m a + 2 7 % a nt i ci p a z i oni 12 settembre 2015

L'intervento sul Tfr in busta paga si conferma un flop a causa dell'imposizione ordinaria, troppo penalizzante per il lavoratore. E' quanto emerge da una stima dei Consulenti del lavoro. Nei primi 5 mesi dall'avvio della norma solo lo 0,83% ha chiesto il Tfr in busta paga. Volano invece nei primi 8 mesi 2015 le richieste di anticipazione del Tfr già maturato (+27%).

Su un campione di circa un milione di dipendenti sottolineano i consulenti ad agosto, passati quindi cinque mesi dall'entrata in vigore della norma (3 aprile), la scelta di liquidare il Tfr maturando in busta paga è stata effettuata solo da 8.420 lavoratori, ossia lo 0,83%. La grande maggioranza dei lavoratori che non hanno effettuato questa scelta ritiene che la tassazione ordinaria sia troppo penalizzante (il 62%). In direzione opposta va l'andamento delle anticipazioni, ovvero la possibilità di chiedere al datore di lavoro, in presenza di almeno 8 anni di anzianità, fino al 70% del Tfr maturato per l'acquisto, Issue 1

EffettoTre 15 Settembre 2015

la ristrutturazione della casa o per spese sanitarie. Nei primi 8 mesi del 2015 segnalano i consulenti - il numero delle richieste di anticipazione è cresciuto del 26,6% passando da 202.140 a 256.044 (comprensivo delle quote chieste in anticipo ai fondi pensione). L'anticipazione viene erogata a tassazione separata, quindi più favorevole per il lavoratore. Il motivo di disinteresse dei lavoratori cresciuto rispetto alla rilevazione precedente dal 38% al 62% è legato sostanzialmente al regime fiscale penalizzante stabilito dalla legge. Diminuiscono invece gli incerti (dal 42% al 25%). E le preoccupazioni per un peggioramento del regime fiscale delle anticipazioni insieme al basso livello dei tassi di interesse che rendono più convenienti i mutui per l'acquisto di una casa dovrebbero essere alla base di un aumento significativo delle richieste di anticipazione del Tfr accantonato in azienda o nei fondi pensione. Questo strumento - spiegano i consulenti - consente da un lato di monetizzare comunque parte del Tfr, e dall'altro di conservare il regime fiscale più favorevole. ''I dati

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dimostrano - sottolineano che le famiglie hanno comunque bisogno di liquidità derivante dalla crisi economica e dalle difficoltà di accedere al credito bancario. E' evidente che in alternativa alla liquidazione del Tfr di un periodo futuro fino a giugno 2018 con forti penalizzazioni, il lavoratore preferisca richiedere una parte del Tfr accantonato in azienda o presso i fondi pensione''. Le motivazioni previste dalla legge per chiede l'anticipo sono l'acquisto della casa per sé o per i figli, la ristrutturazione o le spese mediche ma il datore di lavoro può decidere di anticipare la liquidazione anche per altre ragioni. "L'aumento delle richieste afferma il presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca - deriva anche dal fatto che è comunque consentito, aldilà delle condizioni di legge, - al lavoratore e al datore di lavoro trovare un accordo tramite il quale superare i vincoli indicati e erogare quindi il Tfr in anticipo". www.ansa.it

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ATTUALITA' NEWS

Migranti, 12mila a Monaco in 24 ore. Ministro tedesco: "Fallimento Ue". Renzi: "Basta minuti di silenzio, agire"

13 settembre 2015

BERLINO - La Germania denuncia il "fallimento completo" dell'Ue nel proteggere le sue frontiere esterne, alla luce degli immensi flussi di migranti degli ultimi giorni. "Misure efficaci sono necessarie per fermare questo flusso", ha dichiarato il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt della Cdu, "questo include l'aiuto per i Paesi dove i rifugiati stanno fuggendo e un controllo efficace delle nostre frontiere che non funziona più visto il completo fallimento dell'Ue nel proteggere i suoi confini". Dobrindt fa parte della Csu, l'alleato bavarese e conservatore della Cdu. Il ministro ha anche avvertito che la Germania ha raggiunto "il limite della sua capienza". Ribadisce la necessità di affrontare concretamente l'emergenza a livello comunitario il premier Matteo Renzi, che nella consueta eNews scrive: "Quello che invece sta accadendo in altri Paesi europei dimostra che siamo davanti a un problema serio, che durerà anni e che l'intera comunità europea deve affrontare. Ci siamo stancati dei minuti di silenzio di Bruxelles quando affonda un barcone o muoiono tanti bambini sulle spiagge, nelle stive, dentro i camion. Non basta commuoversi, è tempo di muoversi". "Abbiamo sempre sostenuto che sul tema dell'Immigrazione l'Europa si gioca la faccia. E Issue 1

EffettoTre 15 Settembre 2015

che occorre una risposta unita - prosegue il presidente del Consiglio -. Adesso che il clima sembra cambiato, adesso che autorevoli leader hanno preso posizioni che finalmente possiamo condividere, adesso che l'Italia ha tracciato la linea, non ci accontentiamo di aver avuto ragione in passato". Renzi si rivolge anche all'opinione pubblica italiana, invitandola a diffidare dei "professionisti dei toni apocalittici che affollano i nostri talk show": "Il numero delle donne e degli uomini che raggiungono le nostre coste - scrive il premier - è più o meno lo stesso, identico, dello scorso anno. Non c'è invasione, dunque". Dichiarazioni che arrivano dopo che oltre 12mila migranti e profughi sono giunti nella sola giornata di ieri a Monaco di Baviera, dove la situazione in fatto di accoglienza comincia a farsi critica. Le autorità hanno fatto appello agli altri Laender affinché aprano le porte a più migranti. "Non sappiamo più come fare con i profughi", ha detto il sindaco Dieter Reiter. Che in alcune dichiarazioni rese alla tv Zdf ha aggiunto: ogni due ore arrivano alla stazione della città bavarese fino a 500 profughi sui treni. "Monaco e la Baviera non possono far fronte da sole a questa sfida enorme", ha affermato da parte sua un portavoce del governo locale. La Germania, Paese in testa ai desideri dei migranti sulla

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'rotta balcanica', è lo stato europeo che finora ha accolto il maggior numero di migranti, e si prevede che entro la fine dell'anno gli arrivi saranno 450mila. Il governo di Angela Merkel ha peraltro fatto sapere che la Germania sarebbe in grado di accoglierne fino a 800mila all'anno. Una prospettiva che fa crescere le voci di dissenso nella Csu. Il vicepresidente del partito bavarese, HansPeter Friedrich, ha definito la decisione della Cancelliera di aprire le porte ai rifugiati siriani "un errore politico senza precedenti" che avrà "conseguenze catastrofiche". Intanto, nelle ultime 24 ore in Ungheria sono entrati oltre 4mila migranti e profughi dalla Serbia, nuovo record di arrivi per una sola giornata. Ne danno notizia i media a Belgrado, aggiungendo che nei centri di raccolta alla frontiera si allestiscono in continuazione nuovi posti letto per i profughi. Più di 3mila rifugiati, poi, sono entrati da ieri in Serbia, dal confine meridionale vicino alla cittadina di Presevo dove è stato installato un accampamento con tende per dare i primi aiuti ai migranti, dove ora si trovano 1.500 persone. Le autorità serbe si aspettano che oggi arriveranno altre migliaia di persone. www.repubblica.it Page

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CESD

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Novità Giuridiche ... curiose.... ed altro LICENZIAMENTO PER ASSENZA INGIUSTIFICATA

Assente ingiustificato: dipendente licenziato. La 'guerra' con l'azienda non rende il provvedimento esagerato.

Ben quindici i giorni in cui l’uomo è rimasto a casa, mentre doveva essere a lavoro. Evidente la violazione compiuta. Consequenziale, e legittima, la scelta dell’azienda di licenziare il dipendente. Irrilevante il richiamo ai conflitti, con ripercussioni anche giudiziarie, che hanno caratterizzato il rapporto di lavoro. ((Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 17987/15; depositata l'11 settembre)

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

Farmaci capaci di alterare gli esiti dell'alcoltest: giustificazione fragile, automobilista condannato.

Uomo fermato dai carabinieri: l’etilometro ne certifica le condizioni psico-fisiche precarie. Condanna inevitabile, con patente sospesa. Inutile il richiamo dell’uomo alla relazione medica con cui si attesta che i fitofarmaci da lui assunti possono provocare un aumento del livello ematico di alcol e, soprattutto, un aumento del livello di alcol espulso tramite espirazione. (Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 36887/15; depositata l'11 settembre)

ORARIO DI LAVORO

Gli spostamenti da casa al cliente e viceversa rientrano nell'orario di lavoro. Page 35

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L’art. 2, punto 1, Direttiva 2003/88/CE, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle che caratterizzano il procedimento principale, nelle quali i lavoratori non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale (c.d. lavoratori itineranti), costituisce «orario di lavoro», ai sensi di tale disposizione, il tempo di spostamento che essi impiegano per i trasferimenti quotidiani tra il loro domicilio ed i luoghi in cui si trovano il primo e l’ultimo cliente indicati dal loro datore di lavoro. (Corte di Giustizia UE, Terza Sezione, sentenza 10 settembre 2015, causa C-266/14)

ASSEGNO DIVORZILE

Lei convive col nuovo compagno: a rischio l'assegno di mantenimento.

Procedimento per la modifica delle condizioni della separazione dei due coniugi. Resta, però, da sciogliere il nodo del mantenimento, che l’uomo deve versare alla moglie. A modificare gli equilibri potrebbe provvedere la valutazione della convivenza della donna col suo nuovo compagno. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza n. 17856/15; depositata il 9 settembre)

DANNI ALLA PERSONA

Tombino in condizioni precarie, piede in fallo per il cittadino: condannato il dirigente del Comune.

fisiche.(...)

Brutta avventura per un uomo, che affonda letteralmente nel tombino e poi cade a terra, riportando alcune lesioni

(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 36242/15; depositata l'8 settembre)

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Novità Giuridiche ... curiose.... ed altro

A s s e g n o d i m a n t e n i m e n t o : l e i n d a g i n i s u l re d d i t o d e l coni ug e ? 07 settembre 2015 Quando si tratta di stabilire se un coniuge possa o meno mantenere l’altro dopo la separazione o il divorzio, il giudice è tenuto a valutare le prove offerte, durante il processo, dall’ex che chiede detto assegno; ma, se le ritiene insufficienti per farsi un’idea concreta, potrebbe delegare delle ulteriori indagini alla polizia tributaria. Non è, però, tenuto a farlo e, anzi, ben potrebbe emettere la sentenza sulla base del materiale probatorio in atti. Lo ha chiarito una recente sentenza della Cassazione [1]. Ma procediamo con ordine.

Abbiamo già visto quali sono i criteri in base ai quali il giudice fissa l’ammontare dell’assegno di mantenimento o di divorzio (leggi “Conta più il reddito del marito o della moglie?”). Tra essi, il principale peso è attribuito – da un lato, allo scarso reddito del beneficiario (di norma, la moglie) che non gli consente di mantenere lo stesso tenere di vita goduto durante il matrimonio;

– dall’altro l’effettiva possibilità economica del coniuge onerato di garantire il mantenimento dell’altro: è chiaro che non ha senso affermare che alla moglie spetti un mantenimento di mille euro per continuare ad avere lo stesso stile di vita che aveva quando viveva insieme al marito, se lo stipendio di quest’ultimo arriva appena a mille euro. Insomma, il modo migliore per farsi un’idea di come il giudice effettua il calcolo è pensare a una bilancia: su un piatto mette il reddito della moglie e sull’altro pone quello del marito, dal quale però decurta tutte le spese necessarie alla sua sopravvivenza (come l’affitto per un nuovo appartamento dove andare a vivere, se la causa è stata assegnata alla moglie). Page 36

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Lo scopo di tale operazione è quella di eliminare tutte le sproporzioni di reddito esistenti tra i due.

Il problema, però, come anticipato, sorge laddove il reddito del marito sia composto da diverse voci e non da quelle di lavoro dipendente, facilmente individuabili. Si pensi a un uomo che abbia diverse proprietà immobiliari, alcune di queste date in affitto; che detenga azioni, obbligazioni e un cospicuo patrimonio mobiliare che gli frutti in termini di rendite e interessi; o ancora al libero professionista la cui dichiarazione dei redditi sia decisamente inferiore rispetto all’effettivo reddito percepito. Ebbene, in questi casi, la legge prevede [2] che il giudice possa chiedere alla polizia tributaria di effettuare le ulteriori indagini necessarie per accertare, concretamente, le possibilità economiche del coniuge che dovrà versare il mantenimento.

Con la sentenza in commento, tuttavia, la Cassazione ha precisato che, tutte le volte in cui il giudice del merito ritenga già provata l’insussistenza di redditi da parte del coniuge obbligato, può direttamente procedere al rigetto della domanda di mantenimento, anche senza avere prima disposto accertamenti d’ufficio attraverso la polizia tributaria. Infatti, tali accertamenti non possono avere una valenza esplorativa, non possono, cioè, sostituire quello che è un onere tipico delle parti: quello della raccolta delle prove ai fini della decisione. La dimostrazione dei propri diritti spetta ai soggetti coinvolti nella causa e non può essere delegata agli ausiliari del giudice. La polizia tributaria potrebbe allora fungere da sola integrazione tutte le volte

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Novità Giuridiche ... curiose.... ed altro

istruttorio” già fornito, incompleto o non completabile attraverso gli ordinari mezzi di prova.

in cui la parte richiedente non sia riuscita, per proprie impossibilità, a procurarsi la prova dei propri “sospetti” sui redditi dell’ex.

Dunque, il conferimento dell’incarico alla polizia tributaria rientra nella discrezionalità del giudice; non si tratta di un adempimento obbligatorio, imposto a semplice istanza di parte. È necessario comunque che il giudice abbia valutato come superflua tale indagine, per via dei dati istruttori già acquisiti e ritenuti sufficienti all’emissione della sentenza.

Pertanto la relativa istanza avanzata dalla parte e la contestazione di parte dei fatti incidenti sulla posizione reddituale del coniuge tenuto al predetto mantenimento devono basarsi su fatti specifici e circostanziati. Il diniego del giudice a valersi della polizia tributaria deve essere collegato a una valutazione sulla superfluità dell’iniziativa per ritenuta sufficienza dei dati istruttori acquisiti [4]. [1] Cass. sent. n. 14050 del 7.07.2015.

[2] Art. 5, comma 9, della legge n. 898 del 1970. [3] Cass. sent. n. 2098 del 28.01.2011.

[4] Cass. sent. n. 11415 del 22.05.2014.

www.laleggepertutti.it

Lo stesso principio era già stato affermato da una sentenza della Suprema Corte di qualche anno fa [3]: in tema di determinazione dell’assegno di mantenimento in sede di divorzio, l’esercizio del potere del giudice che, può disporre — d’ufficio o su istanza di parte — indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria, costituisce una deroga alle regole generali sull’onere della prova; pertanto l’esercizio di tale potere discrezionale non può sopperire alla carenza probatoria della parte onerata, ma vale ad assumere, attraverso uno strumento a questa non consentito, informazioni integrative del “bagaglio

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Il mondo della Tecnologia

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Le novità della Mela/Il pezzo forte che continua a convincere: l'iPhone

Da fuori praticamente identici ai predecessori, anche se prendendo in mano i nuovi iPhone 6S e iPhone 6S Plus qualche differenza si sente. Innanzitutto il nuovo alluminio serie 7000 (una lega più resistente che viene dal campo aerospaziale) cambia il feeling: l'impressione è che sia meno scivoloso rispetto al 6, dà una idea di maggiore compattezza. Secondo: pesano un po' di più. Il 6S 143 grammi (contro i 129 del 6) e 192 grammi il 6 PlusS (contro 173). La ragione è nel 3D Touch: la tecnologia che arriva da Apple Watch e Mac che consente di rilevare la pressione sul display per attivare funzioni specifiche. Funziona grazie ai sensori capacitivi sotto lo schermo. Nell'area demo lo abbiamo provato e la sensazione è che ci voglia qualche giorno per abituarsi, ma dopo non si torna indietro. Schiacciando lo schermo sul tasto chiamata si aprono i preferiti, sulle mail si vede l'anteprima, spingendo il dito in alto si apre il menu a tendina per rispondere a tutti, inoltrare eccetera. Cliccando su un imessage dove è indicata a una data, si va all'anteprima del calendario di quel giorno, spingendo nuovamente si apre l'applicazione calendario. È sempre così: un tocco anteprima, due l'app. Ben fatto anche Live Photos: è una foto che con una pressione del dito sullo schermo si anima in un breve video. La fotocamera - che ora è da 12 megapixel con il 50% di pixel in più, mentre quella frontale è da 5 con flash - registra in automatico un video di 1 secondo e mezzo prima e 1 secondo e mezzo dopo lo scatto. Qui abbiamo realizzato un video con le funzioni principali . Il processore è l'A9: 70% più veloce dell'A8 e 90% migliore in termini di performance grafiche. Migliora anche il riconoscimento dell'impronta digitale, che diventa 2 volte più veloce. In vendita dal 25 settembre, ma ancora non in Italia, dove con tutta probabilità arriverà a ottobre. Il prezzo? in Francia si va dai 749 a 1079 euro, e cioè una ventina di euro in più rispetto al modello 6 al debutto. Che oggi costa meno, a partire dagli 80 euro che si risparmiano per il modello base. www.ilsole24ore.com

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IL M E D IC O D I G E R U SA LE M M E Anche quest’anno sono partito per un breve periodo di vacanza con la mia buona scorta di libri, miei compagni del buon ozio. La mia prima scelta è stata davvero eccellente e per questo che ho deciso di segnalarvi questo libro pubblicato nel 1978, da MONDADORI.

IL MEDICO DI GERUSALEMME, di Bruno TACCONI è uno splendido romanzo storico, ambientato nella Palestina, in pieno periodo di guerra, raccontato attraverso la storia d’amore tra un medico ateo ed una giovane israelita. Lasciato l’Egitto (1230 a.C. circa) dopo una secolare schiavitù, le tribù d’Israele guidate da Giosuè hanno cominciato l’inesorabile conquista della Terra di Canaan. A uno a uno i regni dell’antica Palestina sono travolti. Gerusalemme è raggiunta e stretta d’assedio. Verso la città, malgrado i mille pericoli del viaggio, parte il giovane Tari, un medico egizio-cananeo, da tempo privo di notizie della famiglia coinvolta nelle vicende della guerra. Entrato nella rocca dopo diverse peripezie, vi rimane virtualmente prigioniero. E qui, in una Gerusalemme affollata all’inverosimile da turbe sconvolte dalla paura e dalla fame; tra scribi corrotti, tronfi generali egizi, sacerdoti sospettosi, Tari vive una grandiosa avventura, lottando contro la diffidenza, l’ostilità, le malattie. A segnare ulteriormente il suo destino, ecco giungere inattesa Zula, una giovane Israelita fuggiasca, catturata come spia e scampata malconcia al linciaggio. Tari la trova sfigurata, morente e la salva. Da questo momento la sua vita non sarà più la stessa. Con Il medico di Gerusalemme Tacconi ci porta indietro nel tempo, nelle ormai perdute e splendide città mediterranee, o lungo le carovaniere silenti, o per i monti assolati della Cananea; fa vivere ad essi – in questo mondo lontano, di cui magistralmente e minuziosamente ricostruisce e narra la vita quotidiana- le ore angosciose dell’assedio, l’orrore delle lapidazioni; ci conduce nei ventosi accampamenti israeliti o nel silenzio delle lussuose dimore di Tiro; ci fa navigare fino a Cipro, partecipare trepidanti a intrighi mortali; e combattere, soprattutto, contro la morte per malattia o per ferita, muniti di affilati coltelli, di droghe, di pozioni, di erbe remote perfino nei nomi; ma con l’abnegazione, il coraggio, lo scrupolo umano e la coscienza professionale che fanno del medico di Gerusalemme un esemplare medico di oggi. Antonio Savastano Issue 1

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Effetto ..... Letteratura a cura di Pietro Pancamo

Pietro Pancamo –autore di recensioni uscite nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese» e in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera»– è direttore del podcast «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», in onda sull’emittente milanese Pulsante Radio Web. Ma è anche un poeta che, incluso dalla Aliberti editore nell’antologia «Poetando» a cura di Maurizio Costanzo, si è visto in seguito pubblicare una breve raccolta dal blog «Poesia» della Rai, nonché dedicare una puntata del programma «Poemondo» dalla radio nazionale della Svizzera italiana.

PAROLE DAL SILENZIO

Ricorda il mistero

che fioriva in un sospiro,

dove la morte ha tessuto il nido come una spiaggia di parole taciute;

come un barbaglio di sogni trasparenti, orchestra di anime perdute.

Pietro Pancamo (pipancam@tin.it)

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Presi per la..... Gola!!!!

C a p ona ta S i c i l i a na La caponata siciliana è un piatto tipico prelibato. Alla base di questa ricetta tradizionale abbiamo gli ortaggi più buoni che rimandano ai colori e agli odori di questa terra ricca di storia. Di questa ricetta esistono molte varianti. Qui ve ne proponiamo una che vi permetterà di scoprire degli abbinamenti inediti e di fare un figurone quando avete ospiti a pranzo...

Ingredienti • • • • • • • • • • •

Olive nere: 60 gr Pomodori: 5 Melanzane: 4 Capperi: 2 cucchiai Sedano: 2 coste Aceto: 2 cucchiai Cipolle: 1 Zucchero: 1 cucchiaino Olio Sale Basilico

Ricetta e preparazione:

1. Tagliare a tocchetti le melanzane. Salate e lasciate riposare. 2. Intanto appassite la cipolla in un tegame. Poi aggiungete i pomodori a pezzetti, i capperi, il sedano, le olive. Cuocete per 15/20 minuti. 3. Friggete le melanzane in olio bollente. Mescolatele poi alle altre verdure insieme a aceto e zucchero. Continuate a cuocere per altri 20 minuti.

CONSIGLI:

Servite con basilico fresco. Una versione più leggera Per ottenere una variante più leggera, dovete evitare necessariamente di friggere. In questa maniera potete venire incontro a chi per problemi di alimentazione non può mangiare fritti. Per prepararla seguite alcuni semplici passaggi. Lavate, asciugate e spuntate tutte le verdure. Pulite una carota e un sedano e spellate una cipolla, quindi tritaleli insieme finemente. Sbucciate due patate e private il peperone dei semi e dei filamenti. Fonte

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Effetto....gusto..

L u m e ra

Rosato – Terre Siciliane Igt Un rosè luminoso e piacevolissimo, Lumera esalta al meglio le note fruttate e floreali delle uve prodotte nei vigneti più giovanili. Dal gusto fresco e morbido è un rosè luminoso e piacevolissimo, è perfetto per tutte le occasioni. Dall’aperitivo, al pranzo leggero, ad una cena in compagnia, lo consigliamo come sottofondo delle vostre chiacchiere tra amici. Gradazione: 12,5 % vol Uve: Syrah, Nero d’Avola, Pinot Nero, Tannat Vinificazione: Dopo la pigiatura sofficie delle uve, si esegue una macerazione a freddo in pressa per 24 ore a 10°- 12°C. Il mosto fermenta a temperatura controllata. Il vino viene messo in commercio dopo un affinamento in bottiglia di almeno 2 mesi. Descrizione: dal colore rosa tenue di grande luminosità, offre un bouquet floreale e fruttato, con gradevoli note di melograno e ribes, su un fondo di fragoline di bosco. In bocca è piacevole, grazie alla fresca acidità e alla gradevole sapidità, ben bilanciato dalla equilibrata morbidezza Abbinamenti: da abbinare con antipasti caldi e freddi della cucina di mare, crudi di pesce (in particolare crostacei) e primi piatti a base di verdura. Lo consigliamo anche su fritture di pesce, formaggi freschi e secondi di pesce arrosto. Come servirlo:Servirlo in calici a tulipano di media ampiezza, senza svasatura, di buona altezza, apertura al momento, ottimo a 10–12°C. Due Ricette: Involtini di pesce spada; sformatino di melanzana Curiosità: Lumera è un nome evocativo, in pieno stile Donnafugata. E’ la donna amata, l’essere sublime che suscita gioia e pienezza vitale. E’ la donna ritratta in etichetta, è il vino che porta il suo nome. Lumera è la protagonista di una poesia siciliana che celebra l’amor cortese e sperimenta una forma, Il Dolce Stil Novo, che anticipa decisamente la lingua italiana. “Or come pote sì grande donna intrare / Per gli occhi mei, che sì piccioli son? / e nel mio core come pote stare […], ma voglio a lei Lumera asomigliare […]. Issue 1

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"Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di t ut t i q ue l l i che l o s t a nno a d a s col t a re , d i q ua e d i l à d ov e na s ce e m uore i l s ol e ” Giovanni Verga

Settembre 2015 • Anno IX

15 settembre 2015

Issue 1

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• Numero 96

Co.Bo.Di.

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Effettotre – n° 96 settembre 2015