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E f f e t t o T re

Co.Bo.Di.

Papa Francesco, svolta per la Chiesa: tutti con l'argentino

Marzo 2013

ll nuovo Pontefice eletto a sorpresa al quinto scrutinio: fumata bianca alle 19:06. E' il primo argentino, rappresenta la discontinuità. L'esordio dal balcone: «Fratelli e sorelle, buonasera» 13 marzo 2013

Il tempo dell’attesa è finito. La Chiesa ha un nuovo Papa. Si chiama Francesco. E sicuramente nella storia Francesco ci entra a pieno titolo perché è il primo sudamericano ad essere eletto ma anche il primo gesuita. Jorge Maria Bergoglio, nato a Buenos Aires nel 1936, era considerato fuori dai pronostici del pre conclave, un po' perché era ritenuto troppo in là con l'età, un po' perché nel conclave precedente si era contrapposto all'elezione di Ratzinger, sostenuto dal suo grande amico Carlo Maria Martini, il grande elettore che spingeva per una soluzione progressista e più moderna. Poi la storia è andata come andata, fu eletto Papa Ratzinger e

Bergoglio tornò nella sua diocesi a Buenos Aires, continuando l'azione pastorale di sempre vicino agli ultimi e agli umili.

Viaggia in bus, vive in modo spartano, non ama gli sprechi, si concede ben poco. In questi giorni a Roma soggiornava nella curia dei Gesuiti a Borgo Santo Spirito e si presentava ogni mattina con un basco nero in testa, senza auto né autista, camminando lentamente, sempre gentile con chi lo riconosceva. Fedele al suo spirito ha scelto un nome speciale, carico di simbolismo che profuma di pace e di armonia: Francesco, e già questo può anticipare molte delle cose che intende portare avanti con il suo pontificato. LA NOVITÀ

Persino i primi atti da Papa compiuti dalla Loggia delle Benedizioni parlano di un uomo pronto alle riforme. Lo si è capito quando si è

Riassumendo Pag. 1 - Papa Francesco Pag. 9 - atto intimidatorio contro M.llo CC Pag. 12 - Preparavano attentato contro CC Pag. 15 - Rappresentanza Pag. 59 - Rubriche Pag. 61 - Criminologia Pag. 65 - Cesd Pag. 69 - Università - nuovi corsi di laurea Pag. 71 - Master 213

Pag. 73 - Iscriviti al III anno

"Fratelli e sorelle buona sera. Voi sapete che il dovere del conclave era dare un vescovo a Roma. I miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo." (Papa Francesco)

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inchinato verso la gente che lo applaudiva, toccando quasi con la fronte la balaustra del balcone, chiedendo una preghiera per sè visto il peso che dovrà portare. Lo ha fatto con infinita umiltà, un po' impacciato, forse intimorito, con un italiano a tratti spagnoleggiante. «Vi chiedo un favore, vi chiedo che voi preghiate il Signore affinchè mi benedica». Poi ha chinato il capo ed è restato così in silenzio per una manciata di secondi. Un gesto inconsueto che nessuno si aspettava, men che meno i cerimonieri accanto che gli tenevano il microfono e il libro delle benedizioni e lo osservavano con uno sguardo un po' sbigottito. COMPROMESSO Papa Francesco è il frutto di una mediazione tra i candidati favoriti, tra cui Scola che entrava con almeno una trentina di voti, tanti appoggi ma anche tanti veti (dagli stessi italiani) e Scherer. Gli elettori nelle due votazioni di ieri mattina vedendo che nessuno dei favoriti riusciva ad innalzarsi sugli altri e a fare convergere su di sé gli indecisi e i piccoli gruppi, a pranzo hanno deciso di puntare su un outsider. Un vero outsider stavolta, sul quale sono andati a convergere più di 77 voti. In corsa c’era anche O'Malley ma su di lui si dice che ha pesato negativamente la nazionalità americana. Si dice anche che siano intervenuti diversi cardinali africani e medio orientali per fare riflettere proprio sul fatto che una scelta del genere non era

matura e che i contraccolpi nelle aree calde del pianeta, dove esiste una persecuzione più o meno velata nei confronti delle minoranze cristiane, sarebbero stati quasi scontati. Già nei giorni delle congregazioni generali soffiava un vento diretto al di là dell'Oceano, per un successore di Pietro espressione di una realtà in continua crescita. L'America Latina resta un grandissimo serbatoio di anime che da tempo chiedeva a Roma più attenzione. Il Celam, l'organismo creato per coordinare gli episcopati di quel continente da solo non bastava più. Nella giornata di ieri il rischio di stallo è stato altissimo e proprio per evitare complicazioni e lungaggini, i cardinali hanno voluto dare prova di unità almeno per raggiungere in cinque scrutini il quorum.

Il dibattito dicono sia stato serrato ma non deve essere stata una impresa in discesa, viste le divisioni della vigilia. Tuttavia la voglia fare arrivare all’esterno un messaggio concorde con una fumata bianca già nella serata di ieri, ha pre-valso su tutto, sulle inimicizie, le visioni distanti, gli errori commessi. Nell'ultimo secolo il pontefice che è stato eletto in meno tempo (due giorni) e con il minore numero di scrutini (tre) è stato Pio XII. Quella però fu una elezione lampo richiesta dalla situazione politica europea densa di nubi e presagi di guerra. Pacelli entrò al Conclave del 1939 quasi «già Papa»; c'erano pochissimi dubbi su di lui

anche se i cardinali elettori, 63, in gran parte italiani, sentirono ugualmente il bisogno di discutere e scambiare opinioni. A Ratzinger, invece, ne occorsero quattro.

In Vaticano fanno notare che probabilmente il favorito della vigilia Scola non è affatto entrato con 50 voti ma con molti meno «altrimenti non avrebbe fatto molta fatica ad arrivare a 77 voti». Tuttavia, ha spiegato padre Lombardi nel briefing delle ore 13, quattro ore prima dell’elezione di Francesco, «non abbiamo motivo di parlare di divisioni, né di particolari conflitti» tra i cardinali. «C'è una dinamica di ricerca di consenso e vedremo quanto t e m po questo richiederà. Le altre storie su divisioni sono ricostruzioni, esiste invece una dinamica naturale, normale, che abbiamo cercato di inquadrare nella sua componente spirituale e religiosa».

LA TELEFONATA Il post Benedetto XVI, tredici giorni dopo la sua rinuncia, si apre con tante speranze e nuova linfa. Bergoglio certamente rappresenta la discontinuità con il precedente pontificato benchè lui per primo, affacciandosi alla Loggia delle Benedizioni, come prima cosa abbia salutato con affetto il predecessore che, probabilmente si trovava davanti alla tv. «Preghiamo per lui, che il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca». continua

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Più tardi, rientrando a Santa Marta, la residenza del conclave, ha telefonato a Benedetto XVI e presto andrà a salutarlo. Il tempo dell'attesa è finito anche per i giovani delle Giornate Mondiali. Anche se non ama viaggiare a questo punto toccherà a Bergoglio portarli tutti a Rio de Janeiro tra quattro mesi e probabilmente sarà il suo primo viaggio internazionale che potrebbe allungare nella sua terra, l'Argentina dove ieri pomeriggio la presidente Kircher piangeva come una fontana alla notizia inattesa.

Una specie di rivincita per i cattolici di Buenos Aires visto che nel 2005 hanno sfiorato di avere un ”loro” Papa. Bergoglio era stato il contendente numero uno di Ratzinger e ora ne prende il posto. E’ stato ad un passo per essere eletto. Ratzinger ce la fece alle battute finali grazie anche all'azione di due grandi elettori (ora scomparsi) ultra conservatori che vedevano l’ascesa del gesuita un fatto negativo. Truillo e Medina Estevez riuscirono a convincere gli indecisi e sbloccarono la situazione. Il cardinale Schoenborn, ricordando quei giorni, ha confessato che furono momenti «drammatici» per il muro contro muro che si profilava. Dovette intevenire Carlo Maria Martini che propose persino un candidato terzo, in alternativa, il cardinale Saraiva Martins. Stavolta Bergoglio è entrato in Conclave da candidato emerito con poche chance iniziali,

ma con un profilo di uomo di Chiesa maturo e saggio. Un aspetto che deve averlo aiutato. Di lui dicono che abbia esperienza di governo e una visione progettuale per riformare la curia. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, si è diplomato come tecnico chimico anche se poi ha scelto il sacerdozio nella compagnia di Gesù. Ha fatto studi umanistici in Cile. Colto, divoratore di libri, è stato professore di letteratura e di psicologia. Nel 1973 è stato eletto Provinciale dell'Argentina, cercando di barcamenarsi tra il regime militare e le spinte della teologia della liberazione (che però ha contestato più volte).

www.ilmessaggero.it

Durante il Giubileo del 2000 fece indossare all'intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe commesse negli anni della dittatura. Fu fatto cardinale nel 2001 da Giovanni Paolo II che apprezzava la sua schiettezza e la lealtà. Chi lo conosce dice che è sempre stato restio ad accettare ruoli curiali e di un certo prestigio e che quando lo ha fatto è stato per spirito di servizio. Non ama il lusso, il carrierismo e gli sprechi, ritiene che l’economia speculativa sia priva di etica e sia la causa di troppi mali a livello internazionale («per questo non si hanno remore a trasformare in disoccupati milioni di persone»). Quando venne nominato arcivescovo di Buenos Aires, invece che andare ad abitare nel palazzo arcivescovile scelse un ap-

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partamento spartano vicino, dove si cucina da solo e dove fino a qualche tempo fa accudiva anche un anziano sacerdote. «Nel Vangelo c’è tutto, dobbiamo metterlo in pratica». Vita e testimonianza assieme. Sul fronte della morale è ritenuto un conservatore però è capace di dialogo. Adesso è pronto a portare a termine quella riforma della curia che Ratzinger non si è sentito di completare.

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Alcune prime pagine internazionali

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M a re s ci a l l o d e i ca ra b i ni e ri a rre s t a t o p e r e s t ors i one a un' i nv a l i d a Vicenza, 21 febbraio 2013

Sospeso in attesa di radiazione. Bloccato dai colleghi mentre si faceva consegnare mille euro da una 43enne invalida Il maresciallo capo dei carabinieri M. D. G., 42 anni, in servizio presso il comando provinciale di Vicenza è stato arrestato da suoi stessi colle-

ghi per estorsione aggravata ai danni di un'invalida civile. Il sottufficiale, ammanettato dai carabinieri di Caprino Verone-se (Verona), è già stato sospe-so in attesa di radiazione dal corpo militare. LA VITTIMA INVALIDA Secondo quanto si è appreso il maresciallo avrebbe carpito informazioni di natura privata

a una donna di 43 anni, invalida civile al 100% a causa di una distrofia muscolare. Minacciando di rendere pubbliche false notizie intime che l'avrebbero riguardata, l'uomo si sarebbe fatto consegnare mille euro e sarebbe stato bloccato dai suoi colleghi al momento di ritirare i soldi (..). (www.ilcorriere.it)

Carabiniere suicida all'interno del Tribunale 23 febbraio 2013

Tragedia a Lagonegro. Un carabiniere di Teggiano si uccide all’interno del tribunale. Il sottufficiale, un maresciallo di 49 anni ed era in servizio in Basilicata dal 2000, si è tolto la vita sparandosi un colpo alla tempia in uno dei bagni utilizzati dal personale della Procura. L’uomo, infatti, prestava servizio nel nucleo di polizia giudiziaria presso la stessa Procura. Il carabiniere si è sparato con la Beretta che aveva nella fondina, un gesto fulmineo e tutto è finito. La Procura della Repubblica ha immediatamente disposto l'apertura di una inchiesta e la salma del carabiniere è stata trasferita all'ospedale in attesa dell'autopsia. Il sottufficiale lascia una moglie e un figlio di 17 anni. La notizia si è immediatamente diffusa nella comunità di Pattano, la frazione di Teggiano, paese di origine del carabiniere, creando sconcer-

to tra gli abitanti. Questa la dinamica dei fatti, secondo quanto accertato dai suoi colleghi carabinieri. L'uomo si è chiuso in una stanza del Tribunale, senza creare alcun sospetto nè alcun allarme. Stava per compiere un gesto sconsiderato ma era apparentemente calmo e tranquillo e nessuno si è accorto di nulla. Intorno alle 13.15 il sottufficiale è stato trovato nel bagno riverso a terra in una pozza di sangue, dopo essersi sparato con la sua pistola d’ordinanza. Forse stava vivendo un momento di forte depressione, forse no. A sentire alcune indiscrezioni pare che il maresciallo stesse vivendo un momento di forte depressione, tale forse da spingerlo a compiere il gesto di togliersi la vita. Secondo altre indiscrezioni, invece, è un gesto arrivato come un fulmine a ciel sereno. Secondo la ricostruzione di alcune persone che in quel momento si trovavano all’interno della Procura poco prima si era avvertito un

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rumore che solo dopo è stato riconosciuto come uno sparo. All’ora di pranzo, intorno alle 13.30, qualcuno si è accorto dell’assenza del maresciallo e ha iniziato a cercarlo. Le chiamate a vuoto e il suono incessante del suo telefonino ha ricondotto chi lo stava cercando nel bagno dove è stato trovato ormai privo di vita. L’autopsia sulla salma del sottufficiale sarà effettuata stamane nell’obitorio dell’ospedale di Lagonegro dove si trova il corpo privo di vita del sottufficiale. Sconcerto nel tribunale dove nessuno ha voluto rilasciare commenti sull’accaduto chiedendo di rispettare il dolore dei familiari e dei colleghi del comando. Trattandosi di una tragedia probabilmente legata a fatti personali e non a motivi che riguardano il servizio, i suoi colleghi e i suoi familiari hanno ritenuto di scegliere la strada del riserbo. www.ilmattino.it

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Cerimonia di consegna del "Manuale sulla Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici"

26 febbraio 2013

zare una guida contenente consigli e accorgimenti Roma - Oggi, presso il pratici per migliorare la MiBAC, il Ministro per i tutela dei beni ecclesiastici, Beni e le Attività Culturali, auspicando che la realizProf. Lorenzo Ornaghi, alla zazione venisse affidata al presenza del Comandante Comando Carabinieri TuteGenerale dell'Arma dei la Patrimonio Culturale, Carabinieri Leonardo Galli- quale organo di diretta coltelli, ha consegnato al laborazione del sig. MiniPresidente del Pontificio stro e soprattutto in virtù Consiglio della Cultura, S.E. del livello di "eccellenza" Card. Gianfranco Ravasi, il unanimemente riconosciuto "Manuale sulla tutela dei in ambito internazionale beni culturali ecclesiastici", dello stesso Comando. realizzato dal Comando I consigli sulla sicurezza Carabinieri Tutela Patri- delineati nella pubblicaziomonio Culturale. . ne non prevedono un'attuazione invasiva, ma sono modellati in base alla peculiarità dei luoghi e alle specificità dei beni ecclesiastici. Il "Manuale" rappresenta uno strumento di ausilio tecnico-pratico per comprendere e fronteggiare i "rischi" di aggressione al L'iniziativa, che rappre- patrimonio ecclesiastico. senta una novità assoluta nel settore della difesa del patrimonio culturale ecclesiastico, è il risultato della collaborazione tra la Santa Sede e il Governo Italiano volta ad arginare il dilagante fenomeno dei danneggiamenti nei luoghi "speciali" del nostro patrimonio culturale, quali chiese, monasteri, conventi Realizzato anche in formato e santuari . digitale e tradotto in franSua Em.za, il Card. Gian- cese, inglese e spagnolo, franco Ravasi aveva a suo verrà distribuito a livello tempo manifestato al Mini- mondiale in tutte le Diocesi, stro la necessità di realiz- affinché ne promuovano

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una diffusione capillare. Il vademecum è suddiviso in 15 punti e contiene allegati in cui vengono trattate, tra le altre, problematiche come la catalogazione del bene culturale ecclesiastico, la valutazione e la riduzione del "rischio", la vigilanza delle chiese nelle ore di apertura e in occasione di funzioni liturgiche, la tutela dei beni pregevoli facilmente asportabili. Inoltre, sono state incluse utili indicazioni sia sulle necessarie modalità di comportamento in caso di furto, sia sulle principali azioni di salvaguardia dei beni culturali dal degrado ambientale.

In particolare, si è posta l'attenzione sulla necessità di conoscere i beni culturali custoditi nelle chiese, presupposto per qualsiasi azione di tutela.

La compilazione della cosiddetta "carta d'identità" descrittiva e fotografica del bene, oltre a raggiungere questo scopo, è lo strumento indispensabile affinché il patrimonio culturale illecitamente sottratto possa essere rintracciato, "identificato" e recuperato. (www.carabinieri.it)

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La nci a no, ca ra b i ni e re cond a nna t o a t re a nni p e r us ura e f a l s o i d e ol og i co 28 febbraio

2013

Usura e falso ideologico, per una relazione di servizio, i reati per i quali nella tarda serata di ieri il Tribunale di Lanciano ha condannato l'ex brigadiere dei carabinieri Giuseppe Di Risio, 49 anni, di Casalbordino, a 3 anni e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di ottomila euro. Il pm Rosaria Vecchi aveva chiesto la condanna a 7 anni e una multa di 50 mila euro. Arrestato nell'agosto 2008, Di Risio - in pensione ma in passato in servizio

nelle compagnie di Vasto, Atessa e Pescara - è stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. La difesa preannuncia ricorso in Appello. In origine i casi di usura contestati erano due. Per uno, però, l'imputato è stato assolto così come dalle accuse di calunnia e omissione di atti d'ufficio. La vicenda di usura per cui l'ex brigadiere è stato invece condannato riguardava un prestito complessivo di 120 mila euro ad un amico che lo ha denunciato per l'applicazione tassi che variavano da un minimo di

15/20%, fino ad un massimo del 40% su base annua. Di Risio ha sempre respinto ogni accusa, affermando di avere solo aiutato un amico. Nel procedimento si usura connesso è stato condannato anche Antonio Marchesani, di San Salvo - 16 mesi e 2 mila euro di multa -, mentre dallo stesso reato è stato assolto Giuseppe Rossetti, di Altino. Per entrambi il pm Vecchi aveva chiesto 4 anni e mezzo di reclusione e 50 mila euro di multa. (www.ilmessaggero.it)

GONZAGA: CARABINIERI A SCUOLA PER “CULTURA DELLA LEGALITA’” 28 febbraio

2013

Gonzaga (MN) - Nell’ambito dell’iniziativa “Cultura della Legalità” promossa già da anni dal Comando Generale dell’Arma, é in pieno svolgimento il consueto ciclo di incontri tra il Comandante della Compagnia Carabinieri di Gonzaga e gli studenti delle scuole Medie e Superiori degli Istituti del territorio. Gli incontri, oltre a prevedere la visione di materiale multimediale informativo sull’Arma dei Carabinieri, vertono su temi di scottante attualità quali: sostanze stupefacenti e tossicodipendenze, “bullismo”, abuso di alcool alla guida dei veicoli, rapporti tra i giovani cittadini, la Legge e le Istituzioni e l’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri.

Nella mattinata del 27 febbraio si è svolto l’incontro presso l’Istituto Agrario “Strozzi” con sede in villa Begozzo di Palidano di Gonzaga, dove ha preso la parola, oltre al Cap. Barbaglia, anche il Cap. Marco Uguzzoni, Comandante del NAC (Nucleo Antifrodi Carabinieri) di Parma, che si occupa della repressione delle frodi alla normativa agroalimentare comunitaria ed è competente per tutto il nord Italia. Durante l’intervento, di grande interesse professionale per l’Istituto Agrario, l’Ufficiale dell’Arma ha illustrato l’importanza del lavoro del NAC per la tutela delle D.O.P. e delle I.G.P., nonché del Made in Italy nel campo agroalimentare, descriven-do le frodi più comuni, proponendo anche

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esempi pratici. Tra gli appuntamenti salienti dell’anno in corso si ricordano il 19 gennaio presso l’Istituto Tecnico per Geometri “Greggiati” di Sermide (Mn); il 23 e 28 gennaio presso le scuole secondarie di primo grado di Revere e Moglia (nel nuovo plesso scolastico) ed il successivo 09 febbraio a Carbonara di Po; di grande interesse l’incontro attuato a Poggio Rusco il 30 gennaio con la partecipazione del NAS Carabinieri di Cremona, presso l’Istituto Alberghiero, che ha trattato importanti temi professionali per i futuri cuochi, albergatori e direttori di sala. (AGENPARL)

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Atto intimidatorio contro maresciallo dei carabinieri

La criminalità organizzata locale alza il tiro. Il sottufficiale ha trovato ieri mattina davanti alla propria abitazione la testa mozzata di un cavallo.

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Macabro ritrovamento davanti alla casa di un carabiniere in servizio alla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto. Una testa di cavallo mozzata è stata fatta ritrovare da sconosciuti davanti all'ingresso dell'abitazione di un sott'ufficiale dell'Arma dei carabinieri particolarmente impegnato in prima persona in importanti investigazioni contro la criminalità comune e organizzata. L'eclatante gesto, simile ad una scena de “Il Padrino", rappresenterebbe nel linguaggio della criminalità un avvertimento di chiara matrice mafiosa per un carabiniere con la schiena dritta che non si è piegato ai voleri di soggetti che commettono reati o che non ha chiuso gli occhi davanti alle molteplici illegalità che caratterizzano il tessuto sociale di Barcellona Pozzo di Gotto. La simbologia utilizzata da chi ha compiuto l'intimidazione rappresenterebbe un gesto eclatante che in città non ha precedenti ed assume una valenza particolare se si tiene conto che l'azione è diretta contro un rappresentante delle Forze dell'ordine. L'atto intimidatorio non ha lasciato insensibili i vertici

dell'Arma e gli stessi magistrati inquirenti che sono al lavoro per scoprire gli autori della grave e macabra minaccia. Numerosi i controlli e le perquisizioni effettuati ieri. Il maresciallo dell'Arma a cui era destinata la minaccia è stato particolarmente impegnato in reati contro la pubblica amministrazione, in indagini per la repressione di gravi reati ambientali ed in inchieste contro il racket delle estorsioni, oltre ad aver partecipato alle più importanti operazioni di polizia sul territorio, comprese quelle contro esponenti dell'organizzazione mafiosa locale. Da sempre impegnato in prima linea non ha altresì esitato a mostrare il suo volto nelle investigazioni più delicate in cui necessitava una presenza fisica per cogliere gli attimi in cui soggetti commettevano reati. E il ruolo nevralgico del militare dell'Arma emergeva puntualmente durante le numerose testimonianze rese in Tribunale. A ritrovare di buon mattino la testa mozzata sarebbero stati gli stessi familiari del carabiniere che alla vista della macabra rappresentazione hanno lanciato l'allarme.

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Da ieri al vaglio degli inquirenti alcuni settori su cui aveva particolarmente investigato negli ultimi tempi il maresciallo. Sotto pressione anche alcuni soggetti su cui inevitabilmente sono caduti i sospetti. L'attenzione sul caso posta dagli inquirenti e soprattutto dei magistrati della locale Procura della Repubblica, è alta. Nessun settore di cui si è occupato il carabinieri è tralasciato. L'atto intimidatorio, per la crudeltà dimostrata verso l'animale al quale è stata mozzata la testa, è tra i più gravi che siano mai avvenuti a Barcellona. Intimidazione, con macabri rinvenimenti, erano stati messi in atto nel recente passato solo contro chi aveva deciso di collaborare con la giustizia, come nel caso di Carmelo Bisognano, l'ex capo della cosca dei "Mazzarroti" a cui avevano "azzoppato" i cavalli e fatto ritrovare due cani "impiccati" davanti al fondo agricolo di famiglia. Mai prima d'ora simili gesti erano stati indirizzati a rappresentanti delle Forze dell'ordine. Leonardo Orlando

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Antonio, radiato per un francobollo

05 marzo 2013

Un francobollo, un assegno e un cartoncino. È bastato questo a fermare la vita lavorativa e sociale di Antonio Castoro, un carabiniere che da molti anni sta lottando per far valere le sue ragioni. Un'altra di quelle storie che ci conferma come all'interno dell'Arma si siano consumati negli ultimi decenni casi di mobbing, vessazioni e allontanamenti per futili motivi.

finalmente nel dicembre del 1999 il Tar del Lazio accoglie il suo ricorso: può tornare a lavorare. Solo che in maniera inspiegabile lo rimandano in servizio nella stessa amministrazione che era stata condannata dal tribunale a risarcirlo per gli anni persi. Questo genera un clima di ripicca nei suoi confronti. Cominciano anni di mobbing e di vessazioni.

CARRIERA BLOCCATA - La sua carriera è sostanzialmente bloccata e solo dopo un po' di tempo Antonio si accorge che la cosa non era certo casuale. Dal 2000 al 2005 viene mandato in servizio a RADIATO PER UN FRAN- Novara, presso la Banca COBOLLO - Nel 1999 d'Italia, una collocazione Antonio viene radiato per che prevede una serie di peculato: il gravissimo fatto agevolazioni rispetto ad di cui si era macchiato sei altri incarichi. Così alcuni anni prima era stato solo colleghi maturano nei suoi una evidente quello di spedire una confronti lettera con il timbro di invidia. Fino al 2003 tutto franchigia postale e non procede senza intoppi. Poi con il classico francobollo. scopre di essere indagato rissa: una accusa Ma forse quella era solo per una scusa dopo che il rimasta in piedi per 9 anni carabiniere aveva scoperto fino a quando durante strani affari dell'allora un'udienza il giudice comcomandante legati ai lavori prese esattamente la natura per lo stabile della caser- di quello che era successo: ma: «Il mio legale, per «un giorno mia moglie con quieto vivere, decise di mia figlia appena nata in patteggiare: il pm voleva braccio era stata aggredita uno spacciatore di “regalarmi” tre anni e due da mesi di carcere. Fu un ecstasy. Io ero solo intererrore molto grave: 12 anni venuto a difendere la mia mettendo ko e mezzo di vita nell'arma e famiglia tutti i sacrifici svanirono questo tossico ed i suoi Questa stupida nel nulla come se niente amici. fosse. Si può essere espulsi accusa di aver partecipato per una lettera?». Per quat- ad una rissa ha permesso a tro anni Castoro battaglia a chi stava sopra di me di pieno ritmo contro quella bloccarmi la carriera. Poi un'altra vicenda che ritiene un' ingiustizia e scopro Issue 1 EffettoTre 15 marzo 2013

gravissima di malversazione: mi era stato corrisposto solo la metà di quanto dovevo ricevere per gli anni in cui ero stato ingiustamente fuori dall'Arma. Nel febbraio del 2004 dopo altre minacce subite dal comandante di allora decisi di denunciare tutto davanti alla magistratura». Siamo così allo scontro finale, Antonio ha la sensazione che lo vogliano far andare fuori di sé per trovare lo spunto giusto per destituirlo di nuovo, probabilmente per evitare che quanto aveva scoperto esplodessi in modo fragoroso. NUOVE ACCUSE - Nel maggio del 2004 subisce l'ennesimo rimprovero per avere risposto alla telefonata di sua moglie sul cellulare personale mentre era di piantone davanti all'ingresso della banca. Provò a chiedere aiuto alla sede centrale del Comando ma trovò tutt'altro: fu mandato in convalescenza un anno per “disadattabilità” presso il reparto psichiatrico di un ospedale militare. «Dopo anni e anni di servizio tirano fuori questa malattia? In seguito riuscirò a rientrare in servizio ma ormai il mio destino era segnato. Mi piovono addosso altre assurde vicende e vengo rimproverato per i motivi più futili. Durante una manifestazione di protesta da parte di alcune vittime

continua

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della giustizia mi associano ad un cartello che si rivolgeva ad un giudice e che io non avevo mai scritto. Vengo poi accusato di aver incassato un assegno di una cifra modesta che era stato smarrito da una terza persona. Proprio questa vicenda porta nel 2005 al mio secondo licenziamento. Avendo scoperto che mancava la metà del risarcimento che mi sarebbe spettato, hanno tirato fuori una storia inventata che comunque risaliva al 1999 quando ancora ero “civilizzato” perché non ancora rimesso in servizio. In questi giorni sono riuscito a vincere la mia seconda causa davanti al Tar ed ho ottenuto il rein-

to di mio pugno, l'assegno non mio mai incassato e LA BATTAGLIA CONTINUA privo di valore e un Nei prossimi giorni francobollo inesistente, posdistruggere una deciderà se tornare ancora sono in quel mondo con il rischio persona? di subire altre angherie op- La risposta purtroppo è si. pure di percorrere la strada Malgrado tutto quello che della richiesta di risar- ho sofferto e anni di vita che non mi verranno resticimento danni. Oltre a vincere questa bat- tuiti da nessuno io sono taglia Antonio ci tiene a far sereno, amo la mia fapassare il suo messaggio di miglia. positività, non è la classica Lotto perché la mia divisa è vittima di mobbing piom- stata infangata, non ho mai bata nella depressione. chiesto sussidi e mai ne Tutt'altro. «Ho 47 anni, ne chiederò voglio solo conho fatti più di 18 in servizio. tinuare a combattere quello Non ho rubato, non ho mai che io chiamo gioco sporco estorto denaro a nessuno, mantenendomi sempre ligio così come non ho mai com- e pronto di fronte ad ogni evenienza» messo abusi. Il cartoncino che non appartiene a me e mai scrit- (www.affaritaliani.libero.it) tegro».

Indagato carabiniere che ha sparato a rapinatore

06 marzo 2013

CANCELLO ARNONE - La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico del carabiniere del Nucleo Radiomobile della compagnia di Casal di Principe che, questa notte, ha fatto fuoco contro un'auto con quattro banditi a bordo, in fuga dopo un furto a un negozio di Cancello Arnone, colpendo

alla testa uno dei malviventi. L'uomo, di 42 anni, di etnia rom, è poi deceduto nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta). L'iscrizione nel registro degli indagati da parte dei pm è un atto dovuto nell'ambito delle indagini e degli accertamenti tecnicoscientifici che verranno eseguiti nelle prossime ore. Al sostituto Gerardina Cozzolino il carabiniere ha raccontato di aver prima

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esploso colpi in aria, quindi di aver mirato alle ruote della vettura dei banditi e che sarebbe stato un colpo di rimbalzo a raggiungere alla testa il malvivente ferendolo mortalmente. In totale, il militare avrebbe esploso contro la vettura in fuga almeno cinque proietti (www.campanianotizie.com)

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B l i t z c o n t r o c l a n C a s a l e s i , 1 7 a rre s t i

Stavano organizzando attentati a due caserme dei CC Antimafia di Napoli che sta coordinando l'operazione. Ricostruiti numerosi episodi estorsivi nei confronti di imprenditori locali che poi hanno scelto di collaborare con gli inquirenti. I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno sequestrato degli ordigni, di fattura artigianale, che alcuni esponenti del gruppo criminale intendevano, verosimilmente, utilizzare per i due attentati, oppure per intimidire le vittime. Sequestrato anche un ingente quantitativo di armi, anche da guerra. Le indagini dei carabinieri che hanno portato ai provvedimenti eseguiti oggi sono durate circa tre anni.

07 marzo 2013

CASERTA - I carabinieri hanno eseguito nel Casertano 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti a una frangia del clan dei Casalesi che estorceva denaro agli imprenditori della zona. Contestati i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e detenzione illegale di armi ed esplosivi. Secondo le indagini, il gruppo stava organizzando un attentato alle stazioni dei carabinieri di Grazzanise e alla compagnia di Santa Maria Capua Vetere. I 17 provvedimenti sono stati emessi su richiesta I carabinieri di Santa Maria della Direzione Distrettuale Capua Vetere hanno anche

sequestrato una sala scommesse di Falciano del Massico (Caserta) riconducibile a uno dei destinatari dei 17 provvedimenti eseguiti oggi. L'uomo, attualmente detenuto, è ritenuto dagli investigatori il referente del clan dei Casalesi nei comuni casertani di Grazzanise, Santa Maria la Fossa, Sant'Andrea del Pizzone, Vitulazio e Pignatarto Maggiore. Il titolare della sala è indagato. Undici provvedimenti sono stati notificati a persone già in carcere. Sei, invece, le persone in libertà bloccate dai militari dell'Arma durante il blitz. (Ansa)

Offre vacanza a Roma al carabiniere indagato per aver ucciso un rapinatore

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ROMA - Offre una vacanza a Roma gratis al carabiniere, capo della pattuglia radiomobile della compagnia di Casal di Principe che ha ucciso durante un inseguimento con la pistola d'ordinanza, durante il servizio, un rumeno di 43 anni sorpreso a rubare in un negozio vicino Caserta. Alessandro Zampiglia, romano, lo ha scritto al sito internet del Messaggero e a quello dei Carabinieri:

«Se lo Stato invece di proteggere gli onesti dà garanzie ai disonesti, noi cittadini offriamo incentivi e benefit a chi ci protegge». Zampiglia è funzionario di banca. E' sposato (la moglie è un dipendente del Comune di Roma) e ha una figlia di 8 anni. Vive proprio a due passi dalla caserma dei carabinieri di via Guido Reni. Ma non è certo questo il motivo che lo ha spinto a prendere le difese del militare e di fatto di tutta l'Arma. «La verità è che

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non se ne può più di questa situazione - dice - Tutti sappiamo che quello della procura nei confronti del carabiniere che ha ucciso il rapinatore è un atto dovuto. Ma tutti sappiamo anche che è una cosa assurda. E io, nel mio piccolo voglio fare qualcosa per chi ogni giorno prova a difendere i cittadini più indifesi. Come mia madre». E racconta: «Mia madre ha 85 anni e alcuni giorni fa è stata rapinata da quattro nomadi

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Una cosa assurda. Erano le 12,30. Era su via Tuscolana a braccetto con la sua badante vicino alla fermata della metro di Giulio Agricola. Quattro giovani rom le hanno avvolte in una coperta e mentre loro cercavano di liberarsi le hanno sfilato il portafogli non dalla borsa, ma addirittura dalla tasca». E continua: «Alcuni passanti hanno reagito. Sono riuscite a fermarne due. Sono arrivati subito i carabinieri che hanno cercato le altre e soprattutto tranquillizzato mia madre.

Il portafogli non è stato ritrovato perché ovviamente le ladre lo hanno passato a quelle che sono riuscite a scap-pare.... e già so che le due nomadi fermate ora saranno giù in libertà». Così Zampiglia quando ha letto del carabiniere indagato per aver sparato al rapinatore (secondo la ricostruzione i carabinieri avrebbero sparato ai pneumatici dell'auto in fuga ma un proiettile ha raggiunto il rapinatore alla testa uccidendolo) ha acceso il suo iPad e ha scritto al Messaggero e ai carabinieri:

«Ieri durante una rapina messa a punto da romeni, in provincia di Caserta, un carabiniere durante l'inseguimento ha sparato ed ucciso uno dei banditi. La procura con atto dovuto ha indagato il carabiniere, io offro al carabiniere una vacanza a Roma in casa mia per lui e la sua famiglia di un fine settimana. Se lo Stato invece di proteggere gli onesti dà garanzie ai disonesti, noi cittadini offriamo incentivi e benefit a chi ci protegge».

(www.ilmessaggero.it)

Cerimonia di avvicendamento nella carica di Vice Comandante dell'Arma dei Carabinieri 07 marzo 2013

Nella mattinata odierna, presso il Salone di Rappresentanza del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, alla presenza del Comandante Generale Leonardo Gallitelli e dei vertici dell'Istituzione, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale dell'Arma fra il

Generale di Corpo d'Armata Clemente Gasparri, che termina il mandato dopo un anno, e il Generale di Corpo d'Armata Massimo Iadanza, che lo assume proveniente dall'incarico di Comandante dell'Interregionale "Vittorio Veneto".

dei due Ufficiali al Sacrario dei Caduti presso il Museo Storico dell'Arma, il Generale Gallitelli ha espresso al Gen. C.A. Gasparri "la più viva gratitudine … per l ' a u t o re v o l e z z a e l ' i n c o n dizionato amore per l'Arm a che ha nno cos t a ntemente caratterizzato la sua opera al servizio dello Stato" dopo oltre 45 anni di vita militare, mentre al Gen. C.A. Iad a nz a , " d i cui s ono b e n not e l e e cce z i ona l i q ua l i t à d i uom o e d i C om a nd a nt e " , l e s ue " fe l i ci tazioni ed i migliori auguNel corso della cerimo- ri di buon lavoro" nel dalla nuovo incarico. nia, preceduta deposizione di una corona di alloro da parte (www.ilcarabiniere.it)

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E x ca ra b i n i e re p rosci ol to p e r u n fu rto d a 9 0 ce n te si m i Non aveva pagato un auricolare dopo la spesa fatta alla Coop

08 marzo 2013 Accusato di furto aggravato, per un paio di cuffiette da 90 centesimi, ottiene il non doversi procedere grazie a una sentenza della Cassazione. Protagonista della vicenda è un ex carabiniere di 57 anni, poi diventato guardia giurata, Antonio C., residente nel Biellese. E' il gennaio del 2010 quando l'uomo va all'Iper-coop del centro commerciale «Gli Orsi» a fare la spesa. Guardando tra le offerte a buon mercato trova un paio di auricolari per la figlia, visto che lui soffre di problemi di udito e non saprebbe che cosa farsene. Apre la confezione di

plastica e controlla che possano andare bene. E' in quel momento che gli squilla il cellulare. Lo prende dalla tasca ma è tardi, chi stava dall'altro capo ha già riagganciato. Così lo ripone, in modo meccanico, mettendo insieme anche le cuffiette. Una distrazione che, quando giungerà alle casse, si rivelerà un problema. Pagata la spesa di 130 euro l'uomo viene bloccato: gli fanno svuotare le tasche e alla fine lo querelano per furto aggravato, dato che la confezione era aperta, anche se l'uomo voleva subito risarcire il danno. Parte il processo e il suo difensore, l'avvocato Francesca Grosso, presenta una sentenza della Cassa-

zione secondo cui «in tema di furto, sussiste l'aggravante della violenza sulle cose tutte le volte in cui il soggetto fa uso di energia fisica, provocando la rottura, il guasto, il danneggiamento, la trasformazione della cosa altrui». Ma c'è di più. Per il tribunale di Monza, il giudice esclude che: «l'apertura di un involucro di una confezione di plastica all'interno di un esercizio commerciale possa configurare la circostanza aggravante». A questo punto, derubricato il reato in furto semplice, per difetto di querela, l'accusa è caduta e il giudice ha concesso il non luogo a procedere (http://edizioni.lastampa.it)

Arresto in zecca clandestina con poster Totò "banda onesti"' 14 marzo 2013 VICENZA - Una zecca clandestina, con sul muro un poster di Totò nel film "La banda degli onesti", è stata scoperta dai carabinieri del Nucleo Operativo di Valda-gno che ha arrestato una persona e denunciata un'altra, sequestrando due milioni di euro

in banconote false e valori bollati, anch'essi falsi. Era da tempo che l'Arma stava cercando la tipografia e sono riusciti a localizzarla: qui venivano fedel-mente riprodotte banconote da 50 euro, oltre a valori bollati e timbri a secco. Le banconote, di perfetta fattura, erano pronte per essere so-

ttoposte ad ulteriori processi chimici per essere rese definitivamente simili a quelle genuine. Anche questa circostanza ha indotto i militari ad intervenire per evitare che i soldi falsi fossero introdotti nel mercato clandestino. www.carabinieri.it

15.03.13 - Lipari, due auto dei Carabinieri sono state parzialmente bruciate in pieno giorno

Questa mattina, ore 9,45 circa, due auto dei Carabinieri sono state parzialmente bruciate e prese a colpi di mazza a Lipari. Il fatto è avvenuto in via Madre Florenzia, in una zona densamente frequentata e video sorvegliata. A spegnere le fiamme gli stessi Carabinieri con l’aiuto degli estintori presenti all’interno della Caserma. Sul posto dopo qualche minuto sono arrivati anche i Vigili del Fuoco. Le indagini sono in corso per arrivare a identificare gli autori di tale, grave, gesto. (www.strettoweb.com) Issue 1 EffettoTre 15 marzo 2013

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Notizie dalla Rappresentanza IL GOVERNO ANCORA NON SI INSEDIA, MA C'E' UN GOVERNO CHE GIA' BLOCCA GLI STIPENDI? QUALE GOVERNO? IL COMUNICATO STAMPA DEL CO.CE.R. CARABINIERI. MANTENERE LE PROMESSE ! Dove sono i fatti della campagna elettorale? Il Co.Ce.R. Carabinieri chiede a Monti, Governo uscente, di mantenere le parole e gli impegni della campagna elettorale dove si impegnava a evitare di continuare a penalizzare le forze dell'ordine con provvedimenti che esprimono forti dubbi di legittimità costituzionale. Ripresa dei lavori assembleari subito con Comunicato Stampa del Co.Ce.R. Carabinieri.

st at al i . Il Cocer Carabinieri mette in guardia sui pericoli derivanti da quest’ennesima insensatezza. non vi sono contrarietà verso questa iniziativa, vi è molto di più. Vi è un esasperazione dovuta soprattutto alla scarsa considerazione che si avverte nei confronti di tutti gli statali e delle forze dell’ordine in particolare. Si discute e si trova soluzione per tutto, tranne per la sicurezza dei cittadini e per gli operatori delle forze di polizia. Il Cocer Carabinieri certo di aver appreso una notizia non vera approfitta per lanciare un ultimo appello al presidente monti chiedendogli di far diventare fatti le parole della campagna elettorale e di evitare di continuare a penalizzare oltremodo le forze dell’ordine con provvedimenti che esprimono forti dubbi di legittimità costituzionale."

"..mentre il governo continua a rinviare ogni decisione sulle rinunce che la politica deve fare per condividere con il resto della nazione le conseguenze di una spaventosa crisi economica, alla quale non può e non deve considerarsi estraneo, si legge sulla stampa che i ministri 5 marzo 2013, Roma . Co.ce.r. Carabinieri dell’economia e delle finanze e della funzione pubblica vogliono proseguire, anche Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps per il 2014, il blocco stipendiale per gli Romeo Vincenzo

Il Generale Rositani si Insedia al Vittorio Veneto. Il Generale Iadanza saluta i Carabinieri del nord est per il nuovo incarico.

Padova, 6 marzo 2013, Comando Interregionale “Vittorio Veneto”. In una raccolta cerimonia, alla presenza del Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Gen. C.A. Massimo Iadanza, cede il Comando dell’Interregionale Vittorio Veneto per poi assumere, nella giornata di domani a Roma, l’incarico di diretto collaboratore del Comandante Generale, da domani assumerà l’incarico di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Generale Rositani.

di

Corpo

d’Armata

Giuseppe

Il Generale Gallitelli affida i Carabinieri del Nord Est all’azione di Comando del

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Tra la commozione del Generale Iadanza e le parole del neo Comandante Rositani segnano la mattinata padovana le parole del Comandante Generale dell’Arma, rivolte al personale presente alla cerimonia, ed alle rappresentanze intervenute. L’analisi del momento storico particolare è d’obbligo per il “Comandante” dei Carabinieri. “Il sistema sicurezza regge” queste le parole a margine della prima parte della breve premessa sulla situazione attuale del paese in cui operano i Carabinieri dell’Arma al servizio del paese. Il Comandante ha voluto condividere con il personale presente alla cerimonia le ultimissime operazioni dell’Arma che rispondono all’esigenza sicurezza del paese nel contrasto della criminalità. “Segno di vitalità ed efficienza” quello che evidenzia il Comandante Generale in riferimento a quanto i Carabinieri d’Italia fanno tutti i giorni senza risparmio di energie e con grande senso di respon-sabilità e forza morale.

copertura dell’”Una Tantum” per il blocco del tetto salariale del pubblico impiego, a cui in questi giorni, notizie di valutazioni di Governo, fanno gravare ulteriori tegole per un probabile prolungamento dei blocchi retributivi dal dicembre 2013 a tutto il 2014. Per ora nulla di certo, ma tutto puo’ succedere, come è successo in questo 2012, che i carabinieri hanno dovuto difendersi dall’applicazione di una riforma pensionistica ulteriormente penalizzante e dalla non copertura dei fondi per il pagamento delle spettanze di anzianità, di cui è stato corrisposto solo il 46% per tutto il maturato del servizio prestato nell’anno 2012. Fondi che per l’anno 2013 sono al 13% della totale copertura e con previsioni che non rispondono alle aspettative dei carabinieri di vedere corrisposto quanto loro spetta per il lavoro prestato al servizio del paese, al servizio dell’ordine e della sicurezza dei cittadini italiani. Il Comandante Generale è il “carabiniere”.

Il Comandante Generale deve farci guardare avanti con fiducia, e i Carabinieri lo saranno. I carabinieri, tutti, sanno che le parole di fiducia del Comandante Generale sono “Siate fedeli all’Arma. Vorrete bene al sempre riferimento indispensabile per paese, vorrete bene a voi stessi“. l’Arma, i suoi Carabinieri, per il servizio che si rende al nostro paese. Con queste parole ha terminato l’intervento il Comandante Generale, volgendo cosi’ al termine la breve cerimonia. Certo non è semplice e non è facile recepire, non senza un mesto cenno di amarezza, le parole del Comandante. I Carabinieri dell’Arma vivono un momento difficile come cittadini e come carabinieri, le condizioni economiche difficili non possono non incidere sul morale.

Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

Le disparità di trattamento economiche dei Carabinieri a cui è stato privato di avere corrisposte le indennità di anzianità e di avanzamento di grado a causa della non

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B l o c c o s ti p e n d i - C o m u n i c a to s ta m p a C o c e r

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La procura di Civitavecchia boccia il blindato Lince 1 sulla tenuta di strada

20 febbraio 2013 Il blindato Lince 1 non è sicuro.

Per il mezzo in dotazione ai militari italiani anche in missioni internazionali c'è il rischio di tenuta strada nelle

aree extraurbane, e a una velocità superiore ai 65 km orari. Sono le conclusioni alle quali é giunta la procura di Civitavecchia al termine di un'indagine avviata a seguito del-l'incidente avvenuto nel febbraio del 2011 sulla via Aurelia, all'altezza di Tarquinia, nel quale perse la vita un paracadutista della Folgore, Nicola Casà, e rimasero feriti altri quattro soldati. In sette rischiano di finire sotto processo. Il Lince, definito Vtlm (veicolo, tattico, leggero, multiruolo), finì fuori strada ribaltandosi più volte. Il pubblico ministero, Lorenzo

Del Giudice, dopo aver ordinato il sequestro del blindato ha di-sposto una perizia per ac-certarne la stabilità. Rischiano ora di finire sotto processo in sette con le accuse di omi-cidio colposo e lesioni gravi. Si tratta del militare Luca Fois, uno dei feriti a bordo del Lince con il ruolo di capo equipaggio; Aldo Miscioscia, del comando logistico dell'Esercito, oltre a Marco Sulpizzio, Claudio Oliviero, Marcello Di Monte, Giovanni Poletti. www.ilsole24ore.com

Camera dice no a direttiva Ue sulle sigarette slim

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Bocciatura delle commissioni Affari sociali e Politiche europee della Camera alla proposta di direttiva europea sul bando alle sigarette slim e che imporrebbe, con un ravvicinamento legislativo dei vari Paesi membri, l’introduzione di pacchetti anonimi per scoraggiare la vendita. Pur essendo in gioco “obiettivi complessivamente condivisibili”, si legge nel parere contrario, i limiti potrebbero tradursi “non soltanto in limitazioni alla libera circolazione delle merci (…) ma anche in una ulteriore, paradossale frammentazione dei

livelli di tutela della salute nei vari Stati dell’Unione”. Quanto alla commercializzazione delle sigarette elettroniche, “occorre considerare, come rilevato da un recente parere dell’Istituto superiore di sanità, che esse sollevano preoccupazioni non trascurabili per la salute pubblica”, perché “potrebbero rappresentare, soprattutto per i consumatori più giovani, un rischio di iniziazione (…) e di potenziale dipendenza dalla nicotina e potrebbero” ma anche “riattivare l’abitudine al fumo per gli ex-consumatori”. Ma non solo. L’intenzione di elevare il livello di protezione della salute della direttiva viene definito “appa-

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rente” perché le restrizioni all’immissione sul mercato di prodotti a rischio ridotto o di nuova generazione “potrebbero disincentivare investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo ed impedire di fatto agli Stati membri, una volta dimostrata scientificamente la non nocività di tali prodotti, di introdurre una politica sanitaria di riduzione del rischio derivato dal fumo”. A gennaio anche le commissioni congiunte di Palazzo Madama, con motivazioni simili, avevano espresso parere contrario alla direttiva. (www.ilvelino.it)

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Marò, India concede permesso di 4 settimane per tornare a votare

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Massimiliano Latorre e Salvatore Girone potranno venire in Italia per le elezioni. La Corte suprema indiana ha concesso stamane un permesso di quattro settimane per i due marò detenuti da un anno

in India. E' quanto riporta oggi il sito della tv indiana Cnn-Ibn. I due fucilieri del battaglione San Marco vennero arrestati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani, scambiati per pirati mentre erano a bordo della nave Enrica Lexie. Latorre e Girone hanno già beneficiato di un permesso, lo scorso Natale, per poter trascorrere le festività a casa. La sentenza è slittata di tre mesi. La dichiarazione del nostro ministro degli Esteri «Grande soddisfazione» del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, per la concessione di un permesso elettorale di

quattro settimane ai due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. «È uno sviluppo molto positivo e provo grande soddisfazione - ha affermato il titolare della Farnesina -. Anzitutto perché consentirà ai nostri due ragazzi di esercitare il loro diritto di voto e di trascorrere quattro settimane con i loro familiari in Italia, ma anche perché la decisione di oggi conferma il clima di fiducia e collaborazione con le autorità indiane e lascia ben sperare per un positivo esito della vicenda». (www.ilsole24ore.it)

Giudice Napoli boccia redditometro. Agenzia Entrate, faremo appello

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2013

NAPOLI - Il redditometro non può sacrificare la sfera privata del singolo cittadino: lo sostiene una sentenza della sezione di Pozzuoli del tribunale di Napoli che ha accolto il ricorso di un pensionato residente nella cittadina flegrea, assistito dall'avvocato Roberto Buonanno.

Il pensionato ha lamentato che attraverso il monitoraggio delle spese si possono

conoscere anche gli aspetti più privati della vita del singolo cittadino, includendo anche le spese per cure mediche. E il redditometro finirebbe per passare al setaccio anche le spese per soggetti diversi dal con-tribuente. Ragioni che il giudice Antonio Lepre - scrivono alcuni quotidiani ha ritenute fondate costituendo così un precedente giurisprudenziale destinata a far discutere. Il giudice ha confermato stamani l'avv. Buonanno - ha anche ordinato la cancellazione dei dati acquisiti.

L'Agenzia delle Entrate farà appello contro la decisione del giudice della sezione staccata di Pozzuoli del tribunale di Napoli che ha "bocciato" il redditometro perché a suo parere lede la riservatezza.

"Faremo appello - spiegano fonti delle Entrate - anche perché molte delle spese che lederebbero la riservatezza sono quelle che lo stesso contribuente mette Lo stesso Buonanno ha in dichiarazione per otteevidenziato come "l'azione nere detrazioni".

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de l l a pubblica amministrazione debba essere proporzionata ai fini dell'interesse pubblico che essa persegue".

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Intercettazioni: Severino emana direttiva per gara unica. Risparmi senza incidere su qualità e

q ua nt i t à a s col t i . Sol uz i oni i nd i v i d ua t e ne l t a v ol o tecnico con procuratori

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Il Ministro della Giustizia Paola Severino ha oggi emanato la direttiva per la gara unica nazionale sulle intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. La gara unica, senza incidere su quantità e qualità delle intercettazioni, consentirà notevolissimi risparmi di spesa ed un recupero di risorse umane presso gli uffici giudiziari, oltre ad un miglioramento, anche tecnologico,

dei livelli qualitativi del servizio. La direttiva conclude un percorso di razionalizzazione nella materia, frutto di un costante monitoraggio di tale rilevante voce di spesa e si aggiunge, inoltre, ai risparmi derivanti dal pagamento forfettizzato dei compensi spettanti agli operatori di telefonia. La direttiva firmata dal Ministro si è basata sulle conclusioni del gruppo di lavoro istituto presso il ministero del quale sono stati chiamati a far parte, tra gli altri, un rappresentante della Procura Generale presso la Corte di Cassazione, il Procuratore Nazionale Antimafia e i Procuratori di Napoli, Catania, Roma, Milano, Torino

e Palermo. I partecipanti al tavolo tecnico hanno convenuto, all’unanimità, di provvedere alla segretazione della procedura di affidamento dei servizi di intercettazione, per ovvie e ben comprensibili esigenze di sicurezza e di segretezza. Il Ministro della Giustizia ha scelto, come in molti altri casi analoghi, un confronto costruttivo tra Amministrazione e Magistratura, con l’obiettivo di giungere a una condivisione sull’analisi e sulla soluzione del problema, così da addivenire a risparmi di spesa senza incidere - è bene ribadirlo – nè sulla quantità nè sulla qualità delle intercettazioni.

www.giustizia.it

Francia, incidente alla centrale nucleare due morti e un ferito a Cattenom 28 febbraio 2013

PARIGI - Due operai sono morti ed un altro è rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto nella centrale nucleare francese di Cattenom, in una sezione momentaneamente ferma. Lo riferiscono i media francesi. L'incidente, ha spiegato la prefettura della Mosella, non implica nessun rischio nucleare. (www.ilmessaggero.it)

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L'abbraccio della folla a Castel Gandolfo "Non più pontefice, sono solo pellegrino".

28 febbraio 2013

"Non sarò più Pontefice alle otto di questa sera. Sono semplicemente un pellegrino che comincia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio su questa terra, ma vorrei ancora col mio cuore, col mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, lavorare per il bene della Chiesa e pe r il bene comune dell'umanita". Così il Papa affacciandosi dal balcone di castel Gandolfo. "Benedetto, Benedetto" e a seguire l'applauso ritmato. E' stato il saluto dei tantissimi fedeli presenti a Castel Gandolfo. L'entusiasmo della folla che popola piazza della Libertà a Castel Gandolfo è esplosa quando Benedetto XVI è apparso dal balcone che affaccia sulla piazza. Nel Palazzo pontificio di Castel Gandolfo Ratzinger risiederà per circa due mesi, prima di trasferirsi in

quella che sarà la sua nuova residenza, nell'ex monastero di clausura nei Giardini Vaticani. "Grazie di cuore, cari amici sono felice di essere con voi, circondato da l l a be l l e z z a de l creato", ha detto Benedetto XVI salutando la folla di fedeli a Castel Gandolfo.

Mons. Georg Gaenswein è apparso in lacrime all'uscita di Benedetto XVI nel cortile di San Damaso in Vaticano, mentre la folla applaudiva il Pontefice in partenza per Castel Gandolfo. "Grazie per il vostro amore e il vostro sostegno. Possiate sperimentare sempre la gioia di mettere Cristo al centro della vostra v i t a" . Questo l'ultimo tweet diffuso da Benedetto XVI.

"Tra di voi c'è anche il futuro Papa a cui prometto la mia incondizionata riverenza e obbedienza". Lo ha affermato Benedetto XVI nel suo discorso di

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saluto ai cardinali. "La vostra vicinanza e il vostro consiglio sono stati di grande aiuto nel mi o ministero", ha aggiunto. "Anche per me gioia é stata una camminare con voi in questi anni", ha detto il Papa dopo l'indirizzo di saluto del cardinale decano Angelo Sodano. "Il collegio dei cardinali sia come un'orchestra in cui le diversità" possano portare ad "una concorde armonia", ha detto Benedetto XVI rivolgendosi ai cardinali. "Siamo noi che dobbiamo ringraziare Lei per l'esempio che ci ha dato in questi otto anni di Pontificato": così il decano del collegio cardinalizio, card. Angelo Sodano, ha salutato Papa Benedetto XVI replicando alle parole di ringraziamento dello stesso pontefice, qualche giorno fa, ai collaboratori della Curia romana. Poi lo saluta nella lingua madre di Papa Ratzinger: "Vergelt's Gott, che Dio la ricompensi", dice Sodano. Stasera alle 20, alla fine del pontificato di Papa Benedetto XVI, ci sarà "la chiusura della porta a Castel Gandolfo" mentre in Vaticano "verranno apposti i sigilli all'appartamento del Papa e all'ascensore che porta direttamente all'appartamento, altro non mi risulta". continua

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Lo ha detto Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, nel briefing con la stampa, spiegando che per l'evento di Castel Gandolfo ci saranno le immagini in diretta del Ctv. (ANSA)

. . . a l cuni f l a s h

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0 0 7 , p os s i b i l i a t t e nt a t i "spettacolari" in Italia.

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ROMA La minaccia anarco-insurrezionalista rimane "estesa e multiforme", in grado di tradursi in una "gamma di interventi" che può comprendere anche "attentati spettacolari". Lo scrivono i servizi segreti nella Relazione annuale consegnata al Parlamento. Il ferimento dell'Ad dell'Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi ha segnato "l'innalzamento del livello della minaccia" portata dagli anarco-insurrezionalisti, affermano gli 007. E l'attuale situazione economica viene vista in quegli ambienti come "potenzialmente favorevole" al progetto che vede al centro "l'azione diretta". E' in quest'ottica infatti, dicono i Servizi, che si registrano appelli ed esortazioni a "superare le esitazioni" e mettere in atto "interventi conflittuali" che puntino al "sovvertimento del sistema". Gli arresti di diversi presunti anarcoinsurrezionalisti, è la lettura che danno gli 007, hanno però frenato questo progetto: "da allora si registra infatti una stasi operativa della Federazione Anarchica Informale, con tutta probabilità ascrivibile alla necessità di non evidenziarsi in una fase di accentuata pressione inves-

tigativa". Ciò non significa però che il movimento è stato sconfitto. Anzi: "si ritiene che la minaccia rimanga potenzialmente estesa e multiforme, suscettibile di tradursi in una gamma di interventi. Eventualità che - scrivono gli 007 - può comprendere sia attentanti 'spettacolari' potenzialmente lesivi come quelli tradizionalmente messi in atto dai gruppi Fai, sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle even-tualmente emergenti, non dotate delle medesime capacità tecnico operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica dell'anarcoinsurrezionalismo". Gli 007 individuano anche i possibili "scenari di scontro": i poteri economico-finanziari, le forze dell'ordine e le forze armate, le lotte ambientaliste, l'opposizione al 'dominio tecnologico', gli autori delle riforme del welfare e del lavoro, le espressioni di quella che i Servizi chiamano "società del benessere". Quanto alla minaccia rappresentata dagli eredi delle Br, gli 007 affermano che quegli ambienti, soprattutto nel settore carcerario, hanno fatto arrivare diverse sollecitazioni ma "non sono sembrati in grado di condurre un'efficace opera di infiltrazione, proselitismo e reclutamento". Non è affatto escluso però che un inasprimento delle tensioni sociali "potrebbe indurre

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queste componenti a tentare di inserirsi strumentalmente in realtà aziendali caratterizzate da forti contrapposizioni". Così come "restano ipotizzabili azioni di propaganda di modesto spessore operativo, rivendicate anche da sigle inedite, per alimentare una progressiva radicalizzazione delle istanze contestative". Se la situazione economica non dovesse migliorare c'è il rischio concreto di un "innalzamento delle tensioni sociali" e un'intensificazione delle contestazioni a "esponenti di governo, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali". Il "massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali", affermano gli 007, ha contribuito a contenere le tensioni che sono andare accumulandosi in diversi ambiti, dalla protesta degli autotrasportatori in Sicilia alla campagna contro Equitalia, dalla Tav alla scuola. Ora però, "in assenza di segnali di un'inversione del ciclo congiunturale - si legge nella Relazione predisposta dal Dipartimen-to informazioni e sicurezza diretto da Giampiero Massolo - l'incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendale, potrebbe minare progressivamente la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali, alimentare la spontaneità continua

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rivendicativa ed innalzare la tensione sociale, offrendo nuove opportunità ai gruppi dell'antagonismo", per "intercettare il dissenso e incanalarlo verso ambiti di elevata conflittualità". In questo ambito, affermano gli 007, "si prospetta il rischio di un'intensifi-cazione delle contestazioni nei confronti di esponenti di governo e personalità di rilievo istituzionale, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali considerati non sufficientemente impegnati nella difesa dei bisogni emergenti". Una situazione che ha portato i movimenti antagonisti ad una "rinnovata disponibilità al confronto" e che, di fronte ad "un eventuale aggravamento dello scenari congiunturale" potrebbe "costituire fattore di aggregazione e generalizzazione del dissenso, favorendo l'azione delle frange antagoniste che mirano alla radicalizzazione dell'offensiva sociale". La crisi economica rafforza "l'azione aggressiva di

gruppi esteri" che puntano a acquisire "patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali", nonché "marchi storici del 'made in Italy', a detrimento della competi-tività delle nostre imprese strategiche". L'attività informativa, nota la relazione preparata dal Dis guidato da Giampiero Massolo, , "ha confermato il perdurante interesse da èparte di attori esteri nei confronti del comparto produttivo nazionale, specialmente delle piccole e medie imprese, colpito dal prolungato stato di crisi che ha sensibilmente ridotto tanto lo spazio di accesso al credito quanto i margini di redditività". Gli 007 puntano l'attenzione su alcune manovre di acquisizione effettuate da gruppi stranieri che, se "da una parte fanno registrare vantaggi immediati attraverso l'iniezione di capitali freschi, dall'altra sono apportatrici nel medio periodo di criticità". Ciò per il "rischio di sostituzione, con

operatori di riferimento, delle aziende italiane attive nell'indotto industriale interessato dall'investimento diretto ovvero proprietarie di tecnologie di nicchia, impiegate nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza nazionali, come pure nella gestione di infrastrutture critiche del Paese". In alcune banche italiane emergono profili di rischio "per le opacità dei capitali apportati", per l'ingresso di nuovi soci "dal profilo ambiguo" e per la "distorta gestione del credito da parte di esponenti aziendali sleali". I servizi hanno inoltre guardato con attenzione alla nascita in Italia delle prime filiali di banche asiatiche che, "rivolte oggi principalmente ai propri connazionali residenti in Italia, possono costituire la premessa all'ampliamento della concorrenza allogena nel nostro Paese, con rischi di erosione di importanti quote di mercato per gli operatori nazionali". (ANSA)

Statali, arriva il blocco degli stipendi: "Nessun aumento fino al 2014"

28 febbraio 2013

ROMA - Stipendi congelati fino al 2014 per gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici. La disposizione era stata prevista nell'ambito del decreto sulla 'spending review', ma adesso a stabilirla è un decreto ministeriale (Economia e Funzione pubblica) che sarà discusso al prossimo consiglio dei ministri, in pro-

gramma la prossima settimana. Il testo è stato anticipato da alcune agenzie. "Non si dà luogo - si legge nel provvedimento - , senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali e negoziali ricadenti negli anni 20132014 del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche". Oltre dunque alla sospensione delle previsioni contrattuali, per

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il personale, "non si dà luogo, senza possibilità di recupero, al riconoscimento degli incrementi contrattuali eventualmente previsti a decorrere dall'anno 2011". Nel decreto vengono fissate anche le modalità di calcolo relative all'indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2015-2017 e ulteriori

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misure di risparmio, razionalizzazione e qualificazione della spesa delle amministrazioni centrali. "Non si dà luogo, - si legge nel testo - , senza possibilità di recupero, al riconoscimento dell'indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2013 e 2014. Con riferimento al triennio contrattuale 2015-2017 l'indennità di vacanza contrattuale, calcolata secondo le modalità e i parametri individuati dai protocolli e dalla normativa vigenti in materia, è corrisposta a decorrere dal 2015". Il decreto ministeriale prevede anche il blocco degli scatti di anzianità per il 2013 per i lavoratori della scuola (personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario).

Il provvedimento proroga infatti per l'anno in corso le disposizioni contenute nel decreto 78 del 2010 secondo cui "per il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola gli anni 2010, 2011, 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti" dai contratti in vigore.

La reazione dei sindacati Per la Cisl l'ulteriore blocco

stipendi pubblici è inaccettabile: "Un'altra proroga al blocco dei contratti pubblici sarebbe inaccettabile" hanno detto i segretari generali di Funzione pubblica e Scuola della Cisl, Giovanni Faverin e Francesco Scrima: le retribuzioni sono già ferme dal 2010, dicono i due esponenti sindacali, "mentre la spesa pubblica continua a crescere". Sarebbe "un atto sbagliato che colpirebbe il bersaglio sbagliato", sostengono, e i lavoratori pubblici "hanno diritto a un rinnovo di contratto così come il privato". La Cisl sottolinea, inoltre, che "tre anni di blocco sono già un tempo intollerabile, che pesa come un macigno sui bilanci di famiglie colpite dalla crisi". Anche la segretaria generale dell'Fp-Cgil, Rossana Dettori, chiede che il ministero smentisca le indiscrezioni sul decreto: "Sarebbe davvero inopportuno un decreto approvato dal governo Monti a urne chiuse, una forzatura ai danni dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni. Non credo che l'esecutivo uscente possa permettersi di prendere scelte politiche così importanti proprio in questi giorni". Il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo, parla di "questione democratica", perché "un atto di tale rilevanza" dovrebbe essere discusso con le organizzazioni sindacali. Nei settori della conoscenza, aggiunge Pantaleo, le condizioni di lavoro "peggiorano quotidianamente, diminuisce il potere d'acquisto dei salari e sono

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drammatiche le conseguenze dei tagli. Per queste ragioni occorre" rinnnovare i contratti nazionali e tornare "a investire su scuola, università, ricerca e afam. Ma tutto questo non può essere affrontato da un governo in scadenza e senza più alcuna credibilità" conclude il sindacalista. "Inaccettabile" giudica l'ipotesi di blocco delle retribuzioni e dei contratti fino al 2014 anche il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna. "Le basse retribuzioni degli insegnanti e del personale della scuola - afferma sono una delle questioni da affrontare con il nuovo governo". Secondo la Uil Scuola è "da 4 a 10 mila euro in meno il divario, rispetto alla media tra lo stipendio di un insegnante italiano, a inizio e a fine carriera, e i suoi colleghi degli altri paesi dell'Unione europea". "Se confermato - dichiara infine il segretario nazionale dell'Ugl Funzione pubblica, Francesco Prudenzano -, un ulteriore blocco dei contratti, delle retribuzioni e dell'indennità di vacanza contrattuale rappresenterebbe l'ennesimo duro colpo inferto alla categoria. Tutto ciò è impensabile. I dipendenti pubblici vedranno diminuire il loro potere di acquisto, e saranno assieme alle loro famiglie sempre più vicino alla soglia di povertà". www.larepubblica.it

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L'altruismo è un antistress e rende l ong e v i , l o d i ce l a s ci e nz a

01 marzo 2013

Se facciamo qualcosa per gli altri, i primi a beneficiarne siamo noi stessi. Potenziamo la nostra autostima, stemperiamo lo stress, allontaniamo le malattie e, se queste sono le premesse, saremo anche più longevi. Essere altruisti garantisce un tornaconto, per così dire, personale. Lo sostiene uno studio di tre centri americani, coordinati dall’Università di Buffalo, condotto su 846 persone e durato cinque anni. I ricercatori hanno visto che, messi di fronte a situazioni a rischio e malattie, coloro che negli anni precedenti

avevano aiutato altre persone mostravano tassi di mortalità più bassi rispetto a chi non l’aveva fatto. Cosa singolare: i benefici extra sulla salute non valgono per chi l’aiuto lo riceve. La conclusione conferma una ricerca precedente (Wisconsin longitudinal study, durato dal 1957 al 2008) che aveva monitorato oltre 10 mila persone osservando una maggiore longevità in chi svolgeva volontariato (1,6 per cento di mortalità contro una media del 4 per cento). «Queste analisi ci dicono che c’è uno stretto legame fra benessere psicologico, emozioni positive e sistema

immunitario. Dedicarsi agli altri, anziché aspettare passivamente attimi fugaci di felicità, costituisce un tipo di tensione pro sociale che rende più forti» assicura Stefano Gheno, presidente della Società italiana di psicologia positiva. «Certo, occuparsi degli altri è una fatica e un impegno, però in questo ca s o parliamo di “ e ustress”, ossia stress buono. Che non si tramuta in usura e fatica ma porta alla realizzazione di sé, come sosteneva già Aristotele, fattore chiave per mantenersi in salute più a lungo». Daniela Mattalia

Ilva, lutto cittadino per l'operaio morto. O t t o i nd a g a t i p e r om i ci d i o col p os o

01 marzo 2013

Lutto cittadino a Taranto nel giorno dei funerali di Ciro Moccia, l'operaio di 42 anni dell'Ilva vittima all'al-

ba di ieri di un incidente sul lavoro in cui è rimasto ferito anche un suo collega, Antonio Liddi, di 46 anni. Oggi è anche il primo giorno per le perizie disposte dal pm di Taranto Antonella De Luca nell'ambito dell'inchiesta sull'incidente in cui sono indagate otto persone: tra loro anche il neo direttore dello stabilimento Antonio Lupoli. I destinatari degli avvisi di garanzia spediti ieri sera ora devono nominare i propri consulenti. Alle 7 di questa mattina sono terminate anche le 24 ore di sciopero uni-

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tario indette dai sindacati. Alle 16 sarà il momento dei funerali di Moccia, che saranno celebrati nella chiesa di Santa Maria del Galeso, nel rione Paolo VI, dove abitava. Moccia era nato a Portici ma risiedeva a Taranto con la famiglia. Era sposato con due figlie e la moglie lavora alla mensa dell'Ilva, dipendente della ditta Sodexo. Quella di ieri è stata una nuova alba di sangue nelle cokerie Ilva. I due lavoratori sono precipitati da

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un'altezza di circa dieci metri, subito dopo un intervento di manutenzione. Sul terreno è rimasto Moccia, manutentore del reparto dell'area a caldo, assunto nello stabilimento nel 2002. L'operaio ferito, invece, è Antonio Liddi, di 46 anni dipendente della ditta MR, ricoverato in ospedale con

una prognosi di 40 giorni. Appena possibile gli inquirenti lo ascolteranno per ricostruire la dinamica dell'incidente. L'impianto era in via di rifacimento e la squadra di manutentori era intervenuta per ripristinare un binario della macchina caricatrice della cokeria. Stando alla prima

ricostruzione, i lavoratori sono caduti nel vuoto quando ha ceduto una lamiera uti-lizzata come copertura provvisoria. La tragedia avvenuta ieri mattina è la terza nel giro di poco meno di quattro mesi (...). http://bari.repubblica.it

Nasce la Brigata San Marco: nel solco delle

tradizioni e nell’ottimizzazione delle risorse

01 marzo 2013 Da oggi la Forza da Sbarco della Marina Militare cambia assetto e confluisce nella nuova Brigata Marina SAN MARCO. La nuova Brigata risponde alle esigenze di razionalizzazione delle componenti operative della Forza Armata, con particolare riferimento alla Forza da Sbarco, già tratteggiate nel 2010 dall’articolo 112 del “Nuovo Codice dell’Ordinamento Militare”. Dal punto di vista del personale non sono previsti aumenti di uomini e mezzi per la Brigata in quanto la struttura della attuale Forza da Sbarco viene trasformata organizzativamente, valorizzando le esperienze operative acquisite in campo anfibio, nelle operazioni di interdizione marittima e, non ultimo, nella difesa delle installazioni sensibili. Tutto ciò, proprio allo scopo di migliorare l’efficacia operativa dello strumento marittimo italiano. Si tratta quindi di una riorganizzazione nell’ottica di conseguire una maggiore efficacia di azione ma anche di

realizzare un risparmio in termini organizzativi. Si tratta di un’unità organica che avrà identità di Comando complesso basato su tre Reggimenti, in grado di ottimizzare “la capacità di proiezione della Forza da Sbarco – come recita il provvedimento che ne sancisce la trasformazione – e l’incremento delle “capacità di supporto alle unità della Squadra Navale”, con particolare riguardo alle Maritime Interdiction Operations, alle attività di antipirateria, Force Protection, Harbour Protection e difesa installazioni sensibili, con lo scopo di “conseguire la massima sinergia”. Il Primo Reggimento SAN MARCO, che rappresenta di fatto la Forza da Sbarco, integra le funzioni più operative e diventa così un assetto estremamente mobile con alta flessibilità operativa e autonomia logistica. Il Secondo Reggimento SAN MARCO si concentra, invece, su quelle attività in cui da tempo la Marina è all’avanguardia, cioè le Maritime Interdiction Operations, comprendendo le capacità di effettuare visite ispettive a bordo di Unità mercantili e di costituire i Nuclei Militari di Protezione.

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Infine, il terzo Reggimento che si specializza nella Force Protection, Harbour Protection e difesa installazioni sensibili e unisce sotto la propria responsabilità tutto ciò che in precedenza era noto solo come Servizio Difesa Installazioni. La neonata Brigata Marina SAN MARCO manterrà la propria sede a Brindisi e continua ad essere retta da un Ammiraglio, sempre alle dipendenze dal Comandante in Capo della Squadra Navale. Il Comandante della Brigata, nel contempo, mantiene le attribuzioni di Comandante della Forza da Sbarco, senza variare i compiti nell’ambito della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare. Alle dipendenze del Comandante della Brigata, sono previsti tre Reggimenti, il Quartier Generale, il Gruppo Mezzi da Sbarco, il Battaglione Supporto al Comando e il Comando Servizi Base/COMAR Brindisi, fino alla data della sua soppressione. La forza complessiva della Brigata Marina San Marco è di circa 3800 marinai. www.marina.difesa.it

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I 7 anni, 10 mesi e 9 giorni di Papa Ratzinger E' il primo pontefice da secoli che rinuncia al Soglio di Pietro, ma non sarà ricordato solo per questo

E' il primo Papa da secoli che rinuncia al pontificato, ma non sarà ricordato solo per questo. Anche se è troppo presto per tracciare bilanci del "regno" di Benedetto XVI, i sette anni, 10 mesi e 9 giorni in cui ha seduto sul Soglio di Pietro non si connotano per le "dimissioni", un gesto che, peraltro, potrebbe portare a medio termine a sviluppi di rilievo nella storia della Chiesa. Joseph Ratzinger è un teologo che, diventato Papa, ha assunto con determinazione il compito di riformatore, ma che non ha mai perso di vista l'obiettivo vero del suo "regno": riportare la fede in Cristo al centro della vita della Chiesa e dell'uomo secolarizzato.

Da riformatore ha innovato profondamente la legge della Chiesa per quanto riguarda la trasparenza finanziaria e la lotta agli abusi del clero; in questo ultimo campo portando a compimento l'azione intrapresa da almeno dieci anni, come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, a partire dalla centralizzazione dei dossier in Congregazione, per impedire insabbiamenti da parte delle chiese locali. La rinuncia al pontificato è giunta in un

momento di relativa tranquillità per la Chiesa, dopo mesi burrascosi, e proprio dopo che erano superati l'acme sia di Vatileaks che degli scandali della pedofilia in alcuni Paesi europei, particolarmente l'Irlanda. Benedetto XVI non è fuggito davanti al pericolo, come aveva promesso al suo biografo Peter Seewald che nel 2010 gli chiedeva lumi sulla possibilità che un papa lasciasse il pontificato. Lascia comunque qualche dossier in sospeso al suo successore, in particolare quello sui lefebvriani, e chissà se il prossimo papa vorrà riaprirlo, e quello di Vatileaks, su cui la commissione dei tre cardinali è impegnata a consegnare la relazione soltanto al nuovo pontefice. In questi anni il figlio di un poliziotto bavarese diventato guida di un miliardo di cattolici nel mondo ha incontrato milioni di persone; ha compiuto 24 viaggi internazionali prima sulle orme di Wojtyla e poi costruendo la propria visione della geografia universale della Chiesa. Ha scritto tre encicliche per dire che l'amore e la speranza non sono qualcosa, ma qualcuno, cioé Cristo, e per rinnovare la dottrina sociale di fronte a una crisi finanziaria globale. Ha pubblicato il libro Gesù di Nazaret per mostrare che la fede non è un elenco di proibizioni ma un rapporto di amicizia col Dio fatto uomo. Ha creato 84 nuovi cardinali in rappresentanza di tutti i continenti, per manifestare l'attenzione della Chiesa per tutta l'umanità, e nell'ultimo concistoro, lo scorso novembre, non ha dato la berretta a nessun europeo. Ha invocato pace e giustizia per il mondo, anche dalla tribuna dell'Onu durante il trionfale viaggio negli Stati Uniti del 2008, ha levato la voce in

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difesa dell'Africa, ha scritto una lettera ai cattolici cinesi, guardando sia ai cattolici del grande paese asiatico che al tema universale della libertà religiosa. E' entrato nelle sinagoghe di Colonia e New York e nella moschea blu di Istanbul. Con il viaggio in Turchia alla fine del 2006 ha ricucito i rapporti con il mondo islamico, raffreddatisi dopo la "lectio magistralis" a Ratisbona, del settembre precedente, con la infelice citazione da Manuele Paleologo contro Maometto. Con il "motu proprio" "Summorum pontificum" del 7 luglio 2007 ha liberalizzato la messa in latino sperando di sottrarre i tradizionalisti ai lefebvriani, ma finendo per scontentare i cattolici, sia "progressisti" che "conservatori", che gli ebrei, questi ultimi per le parole latine della preghiera per gli ebrei del venerdì santo. Ha affrontato con grande determinazione il riemergere dello scandalo dei preti pedofili in Europa e in Irlanda, nel 2009-2011, imprimendo una svolta nella coscienza e nella legge della Chiesa nei confronti di questi crimini. Uguale determinazione nel cercare la verità sulla fuga di documenti riservati dal Vaticano e dalla sua stessa scrivania, che ha funestato la prima parte del 2012. Domani si conclude un papato in continuità dottrinale con quello del polacco Wojtyla, secondo la volontà dei cardinali che il 19 aprile 2005 elessero l'arcivescovo bavarese. Un papato che ha permesso a Ratzinger di sfatare l'immagine negativa di un'opinione pubblica che, in Vaticano ma anche in Germania, lo descriveva come il "panzerkardinal', radicalmente conservatore, rigido, freddo e scostante. Chi lo conosceva personalmente sapeva che tale immagine era completamente falsa, perché il teologo divenuto papa era uomo sorridente, cordiale nelle relazioni personali e capace di attento ascolto di qualsiasi interlocutore. Forzando la propria timidezza innata Benedetto XVI ha imparato a rapportarsi anche ai gruppi e alle folle in modo efficacissimo. Il fine intellettuale bavarese non è mai caduto nella tentazione di imitare l'ingombrante predecessore. Il primo anno di regno Benedetto XVI - nome scelto in ricordo del fondatore del monachesimo occidentale e del papa che condannò la prima guerra mondiale come 'inutile strage' - lo ha passato a tagliare il cordone ombelicale con papa Wojtyla: soprattutto

con il primo viaggio internazionale a Colonia dove Wojtyla aveva convocato i ragazzi per la Giornata mondiale della gioventù, e con quello in Polonia, patria di Giovanni Paolo II. Per comprendere il pontificato di Benedetto XVI resta sicuramente centrale il suo primo discorso alla curia riunita per gli auguri natalizi, il 22 dicembre del 2005. Partendo dalle celebrazioni per i quaranta anni della conclusione del Concilio Vaticano II, Benedetto XVI ha contrapposto la "ermeneutica della discontinuità e della rottura" alla "ermeneutica della riforma". Le due interpretazioni del Concilio, ha detto, si sono trovate a confronto e hanno litigato fra loro, l'una ha causato confusione, l'altra, silenziosamente ma sempre più visibilmente, ha portato frutti". La prima "non di rado si è potuta avvalere della simpatia dei mass media e anche di parte della teologia moderna" ma "rischia di far finire in una rottura tra Chiesa preconciliare e Chiesa conciliare". E il Concilio, con la celebrazione del 50.mo anniversario e la proclamazione di un Anno della fede centrato sulla nuova evangelizzazione, ha connotato l'ultimo anno di regno di Benedetto XVI. Eletto il 19 aprile 2005, al termine di un rapido conclave, con solo quattro votazioni, il giorno successivo nell'omelia della messa con i cardinali elettori papa Ratzinger espone, in latino, una sorta di 'manifesto' del pontificato, centrandolo su impegno per ecumenismo, collegialità, dialogo con il mondo e con i giovani. Tra i primi atti del pontificato, il 13 maggio, l'annuncio della apertura immediata della causa di beatificazione di Wojtyla, senza attendere i cinque anni dalla morte, e la nomina del suo successore come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dell'americano William Levada. Il 29 maggio, primo viaggio apostolico del pontificato, a Bari, per il congresso eucaristico nazionale. Il 9 giugno incontra i leader dell'ebraismo mondiale e afferma "mai più shoah ed antisemitismo, continuerò il dialogo". Il 24 giugno é al Quirinale, in visita di Stato alla nazione di cui è primate, e chiede che l'Ita-lia non rinneghi la propria eredità cristiana. La prima estate del pontificato registra alcuni incontri "difficili": il 26 agosto con la

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scrittrice Oriana Fallaci, il 29 agosto con i lefebrviani scismatici e il 23 settembre con il teologo ribelle Hans Kung. Il 2006 si apre con la pubblicazione, il 25 gennaio, della prima enciclica, la 'Deus Caritas est' , sui temi dell'amore e della giustizia. Il documento, che si articola in due parti, una più teologica e una più concreta, dà l'impressione di una struttura un po' disarmonica. La prima sezione è di mano interamente papale, di gran respiro teologico. La seconda ha un approccio più pratico e riprende una intenzione di papa Wojtyla, forse addirittura dei suoi appunti o un suo schema. Nelle prime pagine Ratzinger spiega di aver scelto l'amore come tema della sua prima enciclica perché viviamo in un mondo in cui Dio vuole dire spesso "vendetta o persino con il dovere dell'odio e della violenza". Nella sezione sulla carità sociale Benedetto XVI ha parole molto dure verso quegli Stati che non agiscono secondo giustizia e li paragona a "una banda di ladri". Il 14 febbraio successivo il Papa conferma il card. Ruini alla presidenza della Cei, dove il porporato emiliano siede da 15 anni. Il Papa tedesco sarà sempre in sintonia con i vescovi italiani e con la Cei, anche dopo l'avvicendarsi alla presidenza, nel marzo 2007, dell'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco. Nel suo intervento al convegno ecclesiale nazionale di Verona, nell'autunno del 2006, traccerà le linee della presenza cattolica nella società italiana, in totale sintonia con l'episcopato. Non cesserà poi, nei viaggi in Italia, di invitare i cattolici a formare una nuova generazione di persone impegnate nella società e nella politica, al servizio del bene comune. La sempre annunciata riforma della curia romana non si farà mai in modo radicale: la rinuncia al pontificato vorrà dire qualcosa anche contro gigantismi e personalismi sempre in agguato nelle burocrazie? Papa Ratzinger in curia ha uomini che conosce personalmente e di cui si fida in posti chiave, come, nel giugno 2006, Tarcisio Bertone alla segreteria di Stato. Il 2007 si ricorda in particolare per il motu proprio "Summorum pontificum" del 9 luglio che liberalizza la messa in latino e per la lettera ai cattolici cinesi del 30 giugno, in cui il Papa tende una mano al governo di Pechino, pur mettendo nero su bianco le difficoltà della Chiesa in Cina e

in genere del popolo cinese. E il 30 novembre esce la seconda enciclica del pontificato, la Spe salvi (Nella speranza siamo stati salvatì, uno dei testi più belli e profondi del pontificato ratzingeriano. Anche il 2008 sarà per i Papa pieno di gesti di attenzione verso la Cina, dall'ospitare in Vaticano un concerto della Orchestra filarmonica di Pechino e cinquecento cinesi, ai reiterati appelli a sostegno del Paese colpito dal terremoto. Con la Giornata mondiale di preghiera per la Cina, indetta per il 24 maggio proprio nella Lettera del 2007, e in diverse altre occasioni Benedetto XVI continuerà a chiedere libertà religiosa per i cinesi. Il 2009 si ricorda per il riequilibrio nel suo magistero, della materia teologica prevalente fino a quel momento - con quella sociale, grazie al viaggio in Africa (marzo) e all'enciclica Caritas in veritate (luglio). In Camerun e Angola Benedetto XVI ha parole profetiche per il riscatto del grande continente malato e per le responsabilità dell'Occidente nei confronti di questo. Il viaggio "passa" a livello mediatico solo per la polemica sul preservativo, ma in realtà Benedetto XVI ha detto per l'Africa, anche nel successivo viaggio in Benin, a novembre 2011, le parole più incisive di qualsiasi altro leader mondiale. Nella enciclica riafferma con forza la destinazione universale dei beni della terra e critica con precisione le cause della crisi finanziaria mondiale. Il 2009 è anche l'anno del viaggio in Terra Santa, ricchissimo di spunti per il rapporto con ebraismo e islam e di risvolti politico diplomatici nei rapporti con Israele e con l'Autorità nazionale palestinese. Il 2010, anno per certi versi orribile, si ricorda per l'incontro a Malta con alcune vittime di preti pedofili in cui il Papa si commuove insieme a queste, e si conclude con la "Luce del mondo", libro-intervista in cui Benedetto XVI parla a ruota libera di sé e del pontificato, senza censurare le domande né rivedere le risposte. Il 2011 vede la pubblicazione della seconda parte del Gesù di Nazareth, una sempre più determinata azione contro la pedofilia e la beatificazione di Giovanni Paolo II, primo caso in epoca moderna di un papa che beatifichi il suo predecessore. Con la beatificazione Benedetto XVI ha

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ulteriormente assunto su di sé lo stesso sforzo del papa polacco di recuperare la Chiesa al mondo globalizzato, e al mondo l'interesse per Dio. Ha compiuto un ulteriore passo per colmare un vuoto che ai cattolici poteva appariva incolmabile, facendo di Karol Wojtyla non una figura del passato, ma un modello di vita, non una star, ma un santo. La beatificazione di Wojtyla si inserisce nella convinzione di Ratzinger che il mondo globale aspetti proposte di qualità che parlino all'intelligenza, ma che siano traducibili in esperienze di vita, una convinzione che spiega tutto il pontificato ratzingeriano. Il 2012, l'anno di Vatilieaks, ha portato anche la terza parte del Gesù di Nazaret sui vangeli dell'infanzia, il del Concilio, l'inizio cinquantenario dell'Anno della fede e il sinodo, anche questo sulla nuova evangelizzazione. Eletto a 79 anni e consapevole di non avere troppe energie da spendere, Benedetto XVI non ha comunque rinunciato al pontificato itinerante affermato da Wojtyla, e si è concentrato su

non molti viaggi internazionali, anche qui perfezionando il proprio approccio alle folle e il proprio proporsi alla opinione pubblica mondiale, sia cattolica che non. Alla "politica internazionale" di Ratzinger inoltre hanno contribuito non solo i viaggi, ma anche numerosi interventi rivolti al Corpo diplomatico o alle istituzioni, in cui è risaltata l'importanza attribuita dal Papa alla questione ecologica e ambientale. Sembra che sia stato il viaggio a Cuba del marzo 2012, un successo che gli è però costato un immenso dispendio di forze, e il timore di non farcela a sopportare la trasferta a Rio, il prossimo luglio, per la Giornata mondiale della gioventù, a spingerlo a rinunciare al pontificato, con il venir meno negli ultimi mesi delle forze fisiche dell'anima. 01 marzo 2013

giovanna.chirri@ansa.it

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SICILIA:

Province addio, ecco i Consorzi Intesa Governo-maggioranza 0 4 m a rz o 2 0 1 3

PALERMO - Detto fatto. La giunta e la maggioranza accelerano sulla rivoluzione delle Province. Che non sarà solo una abolizione dell'esistente, ma piuttosto una riorganizzazione generale delle competenze degli enti locali. Che, se sarà ap-provata dall'Ars, porrà la Sicilia all'avanguardia sul piano nazionale. Al di là dello Stretto, infatti, la riforma del governo Monti per mandare in pensione le Province si è persa per strada con la fine anticipata della legislatura. In Sicilia la musica potrebbe essere diversa. Si è concluso dopo un paio d'ore di confronto il vertice tra Rosario Crocetta e i capigruppo di maggioranza a Palazzo d'Orleans. Il governatore ha illustrato i punti salienti del ddl di riforma che *stanotte dovrebbe essere varato dalla giunta per approdare domani a Palazzo dei Normanni. Una riforma su cui c'è una condivisione di massima da parte dei partiti di maggioranza. Le Province verranno sostituite dai liberi consorzi di Comuni previsti dallo Statuto. Che avranno funzioni e competenze diverse rispetto alle attuali Province. A partire dalla competenza su rifiuti, acque ed edilizia popolare. Un quadro nuovo che porterà alla fine dell'era degli Ato idrici e degli Ato rifiuti. “Con la riforma, proprio come il Pd ha sempre sostenuto, ci sarà un abbattimento reale dell'apparato pubblico con l'eliminazione di duplicazioni di spesa”, sottolinea il capogruppo dei democratici Baldo Gucciardi. Sarà proprio dalla fine di cda e collegi sindacali degli Ato e degli altri enti che saranno sostituiti dai consorzi che maturerà una delle voci di risparmio di spesa. Ma non solo. Un altro risparmio sensibile arriverà dalle cariche elettive, che saltano tutte nella riforma. Per i consorzi, infatti, sono previste “elezioni di secondo livello, con organi elettivi più snelli, senza indennità”, riferisce Lino Leanza, capogruppo del-l'Udc. In pratica, saranno i sindaci dei Comuni del consorzio a eleggere tra loro il presidente del consorzio. Mentre i consigli comunali eleggeranno il consiglio, che sarà comunque meno numeroso degli attuali consigli provinciali. Non ci saranno in-dennità, ma solo rimborsi per consiglieri e presidenti. Inoltre, la riforma se da una parte assegnerà

competenze nuove agli enti che prenderanno il posto delle Province, dall'altra potrebbe decentrare ai Comuni alcune competenze attualmente in carico alle Province, come l'edilizia scolastica. “È emerso un discorso radicalmente innovativo, con una forte riduzione di spesa – commenta Nino Malafarina della Lista Crocetta-. Questi organismi diventeranno enti di programmazione territoriale. Siamo andati ben oltre la mera abolizione”. Il ddl di riforma conterrà anche il congelamento delle elezioni provinciali di maggio. “E' necessario – osserva Mala-farina -, altrimenti si spenderebbero dei soldi per votare chi cesserebbe dalle funzioni al momento di approvazione della riforma”. Soddisfatti i partiti. “Credo che sia un buon inizio”, osserva Gucciardi, che però insiste sulla necessità di procedere in tempi celeri: “Domani il tsto dovrebbe approdare in Assemblea, poi bisognerà fare speditamente, prima si approva la riforma meglio è”. Lino Leanza dell'Udc tiene a precisare che “con il testo in mano” si approfondirà la riforma “nei gruppi parlamentari già convocati per domani”. Malafarina è ottimista: “Certo, si potranno fare delle limature in Parlamento, ma la Sicilia ha l'occasione di fare qualcosa di storico mai realizzato altrove”. Di certo, la riforma avvicina la maggioranza di centrosinistra e il Mo-vimento 5 Stelle, che aveva caldeggiato questo tipo di intervento. "Si tratta di una decisione epocale che segna davvero la rivoluzione che con Crocetta stiamo realizzando in Sicilia. Apprezzo molto anche l’idea del governatore di istituire l’Alta Corte in Sicilia che avrà le competenze finora riconosciute alla Consulta - commenta Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia all’Ars -. Sul versante economico la maggioranza ha dato il proprio sostegno alla emissione dei “Trinacria Bond” da parte dell’Irfis che faranno crescere la disponibilità finanziaria di cassa della Regione con effetti immediati. Infine, trovo davvero straordinario il progetto di “reddito minimo di solidarietà” per le famiglie per il quale ci sarà da subito una dotazione di 130 milioni di euro derivanti dalla soppressione delle province”. www./livesicilia.it

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Napoli: incendio distrugge Città della Scienza. Si i p ot i z z a i l d ol o

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(ASCA) - Napoli, 5 mar - Un incendio scoppiato a tarda sera ha mandato in fumo Cittaà della Scienza, il

museo interattivo della scienza e della tecnica realizzato a Bagnoli in un'area dell'ex Italsider. I vigili del fuoco hanno lavorato fino a stamattina per domare le fiamme. Si ipotizza il dolo. Le fiamme sarebbero state appiccate in piu' punti. L'ipotesi di un incendio su commissione e' avvalorata dal fatto che, malgrado l'assenza di vento, ci siano stati diversi

e distanti focolai. Cinque i padiglioni andati distrutti. Salvo solo il teatro. I danni sono ingenti e gia' si pensa ad un grande concerto da organizzare nel vicino Arenile per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione della struttura rinomata per la sua capacita' di spiegare dal vivo la scienza a migliaia di studenti.

Afg h a n i sta n : ord i g n o con tro i ta l i a n i , d u e fe ri ti . 0 5 m a rz o 2 0 1 3

(ANSA) ROMA - Un ordigno è esploso al passaggio di una pattuglia italiana nella provincia di Farah, nell'ovest dell'Afghanistan. Due soldati dell'Esercito sono rimasti feriti in modo non grave.

L'ordigno rudimentale spiegano al Comando del contingente italiano di

Herat - è esploso oggi alle 8.50 locali (le 5.20 italiane) al passaggio di una pattuglia sulla strada che collega Bala Baluk a Shewan, nella provincia meridionale di Farah, investendo un blindato Lince che si è ribaltato provocando il ferimento "non grave" di due militari dell'Esercito e di un interprete afghano.

I tre feriti sono stati subito soccorsi dagli altri componenti della pattuglia ed evacuati in elicottero presso l'ospedale da campo statunitense di Farah, dove si trovano ricoverati con ferite alle braccia.

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I familiari sono stati informati. La pattuglia di nove blindati Lince - con a bordo un Police Advisor Team formato da personale dell'Esercito e un plotone della Compagnia Alpini di stanza a Bala Baluk - era diretta al distretto di polizia di Shewan, dove il team di istruttori italiani assiste regolarmente le forze di polizia afghane presenti nella zona.

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Paura al Jfk di New York, “drone”sfiora aereo Alitalia in volo

È ancora presto per capire di che tipo fosse il velivolo s e nz a cond uce nt e a v v i s t a t o d a l p i l ot a d i un v ol o A l i t a l i a .

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È ancora presto per capire di che tipo fosse il velivolo senza conducente avvistato dal pilota di un volo Alitalia a pochi chilometri dall'aeroporto Jfk di New York. L'unica certezza è che stava volando a una distanza allarmante di 60 metri dall'aereo de l l e compagnia italiana, che in quel momento si preparava all'atterraggio. Lo ha comunicato l'Fbi in una nota mentre la Casa Bianca, contattata da TMNews, non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda suggerendo di fare riferimento alla Federal Aviation Administration (Faa). " St i a m o chiedendo a tutte le persone che hanno informazioni sul velivolo o su chi lo pilotava di contattarci", ha detto l'agente speciale dell'Fbi John Giacalone aggiungendo che "la nostra principale preoccupazione è la sicurezza dei passeggeri e del personale di volo". Sempre secondo quanto dichiarato dalla polizia federale, il velivolo sarebbe lungo circa un metro, di colore nero e con quattro eliche. Il New York City Police Department ha inviato nella zona un elicottero per cercare il piccolo aereo pilotato, ma non è stato trovato nulla. L'agenzia governativa del

dipartimento dei Trasporti Faa ha fatto sapere che "sta investigando su quanto riportato dal pilota di una compagnia di volo internazionale che ha detto di aver visto un piccolo velivolo privo di pilota mentre stava atterrando all'aeroporto internazionale Jfk attorno alle 13.15 [di lunedì]". L'avvistamento", ha spiegato la Faa, "è avvenuto a una distanza approssimativa di sette chilometri dalla parte sud-orientale dell'aeroporto, a un'altezza di circa 500 metri. Il pilota non ha fatto manovre e il volo è atterrato in sicurezza". Ecco i fatti. Il volo Alitalia Az60 (un Boeing 777), decollato alle 9.55 da Roma Fiumicino e atterrato al Jfk alle 13.11 (ora locale), ha incontrato qualcosa a circa cinque miglia a sud dell'aeroporto, mentre si trovava a circa 450 metri di quota, durante il final approach, la fase finale di avvicinamento all'aeroporto. Il luogo dovrebbe essere lungo la costa meridionale di Long Island, sulla rotta che porta alla pista 31R del Jfk. Nell'audio pubblicato da LiveATC.net, un sito che monitora le comunicazioni di traffico aereo, si sente il pilota italiano avvisare la torre: "Abbiamo visto un drone, un aereo drone". Il volo Alitalia non ha comunque dovuto effettuare

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manovre evasive e ha proseguito l'atterraggio regolarmente. La torre ha però diramato un'allerta per gli altri aerei in avvicinamento alle piste. Il New York Police Department ha mandato sul luogo dell'avvistamento un elicottero, senza trovare nulla. Un testimone, secondo la televisione Cbs, ha detto che si tratta di ragazzini alle prese con modellini. "Li vedo molto spesso - ha spiegato Fyezil, un addetto ai pullman dell'aeroporto Qualche volta fanno volare gli aerei davvero in alto". I proprietari di aerei radiocomandati, però, secondo i regolamenti Faa non possono superare i 120 metri di altezza e, se operano nel raggio di 5 km da un aeroporto, sono tenuti ad avvisare la torre di controllo. L'Fbi e la Faa (Federal Aviation Administration, l'Amministrazione dell'aviazione federale) hanno aperto un'inchiesta sull'accaduto. E il Bureau ha rivolto un appello a eventuali testimoni: John Giacalone, a capo dell'ufficio Fbi di New York per l'Antiterrorismo, ha invitato a un appello di responsabilità per "la sicurezza dei passeggeri e del personale" a bordo degli aerei nel settore. www.affaritaliani.libero.it

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E’ morto Hugo Chavez

Il presidente venezuelano è deceduto a 58 anni a Caracas dopo una lunga lotta contro il cancro

06 marzo 2013

(ANSA) Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi di cancro, e' morto a Caracas alle 16,25 ora locale. Lo ha annunciato in tv il vice presidente e suo delfino designato, Nicolas Maduro. La morte di Chavez ''è una tragedia storica per la nostra patria'', ha detto Maduro. Circondato dai ministri del governo 'bolivariano', Maduro ha fatto ''un appello a tutti i connazionali di ogni età affinchè siano militanti della pace e della serenita' della nostra patria''. ''Noi, i suoi compagni - civili e militari raccogliamo la sua eredita', il suo progetto e le sue bandiere. Che viva Chavez!''. ''Vivremo e vinceremo!'': queste le ultime parole dell'ultimo tweet pubblicato da Hugo Chavez sulla sua pagina nel sito di microblogging,@chavezcan danga, che lo scorso 18 febbraio ha superato i 4 milioni di follower, facendo del presidente venezuelano ''il leader piu' seguito dell'America Latina e del mondo, in proporzione alla popolazione nazionale'', come sottolinea la propa-

ganda governativa, per non dover dire che era secondo dopo Barack Obama. Dopo la morte del presidente Hugo Chavez, le forze armate 'bolivariane' del Venezuela sono dispiegate in tutto il Paese per far rispettare la Costituzione: lo ha detto il ministro della Difesa, Diego Molero. Hugo Chavez si è ammalato perché "è stato attaccato", come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat, aveva detto ieri il vicepresidente venezuelano, Nicolas Maduro, sostenendo che "una commissione speciale di scienziati" potrà confermare questa tesi. Maduro ha denunciato l'esistenza di un ''piano per destabilizzare'' il Venezuela dietro la malattia del leader. Il ministero degli esteri venezuelano ha comunicato l'espulsione di un secondo funzionario dell'ambasciata statunitense a Caracas, dopo quello annunciato oggi dal vicepresidente Nicolas Maduro. Si tratta di Debling Costal ed entrambi sono accusati di ingerenza e cospirazione. Gli Stati Uniti respingono le accuse di cospirazione mosse dalle autorita' del Venezuela riguardo alla malattia di Hugo Chavez. ''Sono accuse assurde'', ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato. ''Gli Stati Uniti confermano il loro appoggio al popolo venezuelano'', lo afferma

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Barack Obama secondo cui oggi ''si apre un nuovo capitolo della loro storia''. I funerali di Hugo Chavez si svolgeranno venerdì 8 marzo. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri di Caracas, Elias Jaua, precisando che il Venezuela rispetterà sette giorni di lutto dopo la morte del presidente. Le scuole rimarranno chiuse tre giorni, ha aggiunto. Il ministro degli Esteri venezuelano, Elias Jaua, ha annunciato che sarà il vicepresidente Nicolas Maduro ad assicura la presidenza ad interim dopo la morte di Hugo Chavez, e non il presidente dell'Assemblea Nazionale, Diodado Cabello, una decisione che secondo alcuni analisti potrebbe rappresentare una violazione della Costituzione. "Nella Costituzione è chiaramente stabilito quello que bisogna fare: ora che si è registrato una assenza assoluta, dovrà assumere (la presidenza) il vicepresidente, per convocare le elezioni nei prossimi 30 giorni", ha detto Jaua, in una intervista trasmessa da TeleSur, aggiungendo che nel suo ultimo discorso pubblico, lo scorso 8 dicembre, Chavez ha chiesto al governo di "accompagnare" a Maduro "e questo è quello che farem ora". L'articolo 233 della Costituzione venezuelana stabilisce che in caso

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di "assenza assoluta del presidente eletto prima di aver preso possesso del suo incarico, si procederà ad indire una nuova elezione universale, diretta e segreta nei 30 giorni consecutivi e seguenti e nel frattempo l'incarico della Presidenza del Venezuela andrà al presidente dell'Assemblea Nazionale", cioé Cabello. Lo stesso articolo prevede la possibilità

di affidare l'incarico presidenziale ad interim al vicepresidente solo se "ll'assenza assoluta del presidente avviene nei primi quattro anni del suo periodo costituzionale", cioé se il presidente eletto ha assunto il suo nuovo mandato. Chavez, rieletto nello scorso ottobre, non ha mai assunto formalmente il suo nuovo mandato, con il giuramento rituale dinnanzi alla Corte

Suprema di Giustizia: la cerimonia era prevista per lo scorso 10 gennaio, ma è stata annul-lata a causa del ricovero del presidente all'Avana, e la stessa Corte Suprema ha autorizzato la sua sospensione sine die, fino al momento in cui le condizioni mediche di Chavez avrebbero permesso il suo svolgimento.

Schengen, perché a Berlino non piace il via libera a rumeni e bulgari

06 marzo 2013

I ministri dell'Unione europea hanno infine ceduto di fronte alla netta opposizione dei Paesi nordici e non solo. Così giovedì la decisione sulla caduta delle barriere alla libera circolazione di rumeni e bulgari all'interno dello spazio Schengen a partire dal 1°gennaio 2014 è stata rinviata. Come minimo di qualche mese. Portabandiera di un malumore diffuso sono state Germania, Finlandia e Olanda. La Germania, dove è in corso la campagna eletto-rale per la Cancelleria e si vota il 22 settembre, non è stata tenera di fronte alla temuta ondata di nuovi immigrati. Nel dibattito è intervenuto anche il ministro dell'Interno, Hans-Peter Friedrich, annunciando – in un'intervista – che Berlino avrebbe detto no, per due ragioni: il rischio che attraverso Romania e

Bulgaria possano arrivare cittadini extra Ue senza adeguati controlli, a causa del livello ancora alto di corruzione a Sofia e Bucarest; il timore di un'ondata di migrazione di persone non intenzionate a lavorare ma solo a ricevere i benefici del welfare. Immigrazione povera. I tedeschi più critici la chiamano "immigrazione della povertà". E a dar voce alle incognite con cui si confronta lo stato sociale made in Germania è stata l'associazione dei comuni, qualche settimana fa: «Senza aiuti federali non saremo in grado di sostenere le spese legate all'immigrazione». Eppure già oggi nel Paese possono entrare rumeni e bulgari per svolgere attività libero professionali o avviare piccole imprese. Nel Paese vivono attualmente 200mila rumeni e 120mila bulgari. E il loro tasso di disoccupazione, in un'isola felice per il lavoro, non è superiore alla media. Il vero problema sono i rom e tutti i lavoratori privi di specilalizzazione. A chi tocca sborsare sussidi

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e spese per scuole e sanità? Finora, rincarano la dose i contrari alla rimozione delle barriere, le autonomie locali sono state lasciate sole. Il caso polacco. Dall'altra parte, il Governo federale sottolinea che quando un'analoga barriera cadde, nel 2012, per i polacchi non arrivarono di colpo ondate bibliche da Varsavia. Il dibattito, secondo i media tedeschi, rischia di scadere nella propaganda, alimentata da esigenze elettorali. E ricorda, ha notato Der Spiegel, il cliché dell'idraulico polacco del 2004, l'anno dell'allargamento dell'Unione a Est. In cerca di manodopera. E dire che la Germania, con un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, tra i più bassi d'Europa per riempire le sue posizioni lavorative vacanti, conta anche sulla manodopera straniera. Le offerte di posti sono sopra quota 800mila, e per compensare l'invecchiamento della popolazione si stima che il motore tedesco continua Page

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avrà bisogno di coprire dall'estero circa mezzo milione di posizioni altamente specializzate dal 2015 in poi. Già oggi l'immigrazione dal Sud dell'Europa in crisi si è intensificata: se nel 2011 il

saldo netto migratorio ha registrato +216% dalla Polonia, la Grecia ha messo a segno un impressionante +1.245 per cento. Con l'Italia che ha superato i temuti polacchi (+217%). Ma si tratta, per lo più, di

lavoratori specializzati. Immigrati di cui Berlino ha bisogno, considerando che in cima alle offerte di lavoro nei land spiccano ingegneri e addetti alla raccolta dati. www.ilsole24ore.it

Mafia: il “sogno” di Don Pino Puglisi si avvera

Una nuova chiesa sarà costruita a Brancaccio su beni confiscati realtà. Attraverso una serie di passaggi complessi, un terreno confiscato alla società del costruttore Giovanni Ienna (ritenuto vicino ai boss di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graviano) è stato destinato dal consiglio direttivo dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati al Comune di Palermo.

(ANSA) - PALERMO, - Era un progetto che stava a cuore a don Pino Puglisi da tempo, ma che è stato bruscamente interrotto dal suo brutale assassinio, avvenuto il 15 settembre del 1993.

Adesso, grazie all'iniziativa dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia, il sogno del parroco di Brancaccio di costruire una nuova chiesa diverrà

Il bene confiscato verrà assegnato alla Curia vescovile e su quel terreno sorgerà una Chiesa intitolata prorpio a padre Puglisi.

Un'iniziativa realizzata attraverso una serie di complessi passaggi per l'assegnazione risolti dall'Agenzia diretta dal prefetto Giuseppe Caruso che ha anche assegnato all'arma dei carabinieri 20 appartamenti confiscati all'imprenditore Salvatore Corso, condannato per mafia.

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Il progetto di una una nuova chiesa a Bran-caccio era stato accarezzato dallo stesso padre Puglisi, quando era ancora in vita, come hanno rivelato alcuni documenti inediti della sua corrispondenza privata scoperti dalla Curia.

''Se ognuno fa qualcosa allora si può fare moltò”, amava ripetere il sacerdote antimafia. Adesso, nel suo nome, quell'iniziativa diverrà realtà, offrendo un'ulteriore possibilità di riscatto alla gente del quartiere, proprio nello stesso anno in cui troverà compimento il percorso di beatificazione del sacerdote.

Don Puglisi, ucciso ''in odium fidei'' sarà infatti proclamato beato il prossimo 25 maggio.

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St a t o- m a f i a , l a d e ci s i one d e l g up ri nv i o a g i ud i z i o d e i 1 0 i m p ut a t i 0 7 m a rz o 2 0 1 3 PALERMO - Capimafia e rappresentanti delle istituzioni saliranno sullo stesso banco degli imputati. Così ha deciso il gup Piergiorgio Morosini, al termine dell'udienza preliminare per la trattativa mafia-Stato. Il giudice ha accolto le richieste della Procura di Palermo rinviando a giudizio tre mafiosi di rango (Salvatore Riina, Leoluca Bagarella e Antonino Cinà), l'ex ministro Nicola Mancino, il senatore Pdl Marcello Dell'Utri e gli ex vertici del Ros dei carabinieri, i generali Mario Mori e Antonio Subranni, l'ex colonnello Giuseppe De Donno. Nel processo che si celebrerà saranno imputati anche il pentito Giovanni Brusca, ex componente della Cupola mafiosa, e Massimo Ciancimino, il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo che nel 2008 ha aperto con le sue dichiarazioni l'inchiesta sulla trattativa. Il processo si aprirà il 27 maggio.

decisione del gup. I legali di Dell'Utri parlano del futuro processo come "un inutile spreco di energie e denaro".

Sono invece soddisfatti i magistrati di Palermo. "La decisione del gup è una tappa importante - dice il pm Di Matteo - è uno stimolo per andare avanti nelle ulteriori indagini, per accertare cosa sia avvenuto in un periodo fondamentale della storia della nostra Repubblica". Antonio Ingroia, oggi leader di Rivoluzione civile, dice: "E' "Gli imputati hanno agito per turbare la confermata integralmente l'impostanzione regolare attività dei corpi politici dello che io e il pool da me coordinato avevamo Stato Italiano e in particolare del governo ricostruito nel corso di questi lunghi anni della Repubblica": è questa l'accusa per i di indagine. Finalmente questa decisione mafiosi e gli uomini delle istituzioni, mossa pone la parola fine a tutte le maldicenze e dal pool che fino a ottobre è stato coor- alle accuse infamanti piovute addosso ai dinato dall'ex procuratore aggiunto di Pa- pm della procura di Palermo senza che noi lermo Antonio Ingroia, composto dai so- potessimo replicare. Quel che è certo è che stituti Nino Di Matteo, Lia Sava, Francesco le istituzioni politiche non hanno fatto la Del Bene e Roberto Tartaglia. Solo l'ex loro parte per accertare la verità". ministro Mancino risponde di falsa testimonianza. Ciancimino è accusato di Il giudice Morosini ha accolto intecalunnia nei confronti dell'ex capo della gralmente l'impostazione dei pm, ma un polizia Gianni De Gennaro. Nelle scorse rilievo l'ha però fatto alla Procura: "Il udienze, il giudice Morosini aveva copioso materiale probatorio a sostegno stralciato la posizione dell'ex ministro della richiesta di rinvio a giudizio (circa 90 Calogero Mannino, che ha chiesto di falfoni) e quello acquisito nel corso essere giudicato con il rito abbreviato. dell'udienza preliminare non è pervenuto Resta al momento sospesa la posizione del al giudice ordinato per indice dei temi boss Bernardo Provenzano, gravemente principali del processo o per singole posizioni processuali, ossia in maniera tale ammalato. da rendere intellegibili eventuali richiami per relationem in sede di decreto che Le reazioni "Chiedo un processo rapido che dimostri la dispone il giudizio". mia innocenza", commenta amareggiato continua Mancino, che dice di "non condividere" la Issue 1 EffettoTre 15 marzo 2013

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Anche per questa ragione, il gup ha ordinato le fonti di prova in un provvedimento di 33 pagine.

Quattro anni di indagini I primi accertamenti risalgono al 2008, gli ultimi al maggio scorso, quando sono stati depositati tutti gli atti, contenuti in 120 faldoni. Fra le carte dei pubblici ministeri e del centro operativo Dia di Palermo, le audizioni di sei pentiti e di 67 testimoni, poi anche le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura sulle utenze di alcuni indagati. Nelle registrazioni sono finite pure quattro conversazioni fra l'ex ministro Mancino e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: sono state l'oggetto di un conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale. Dopo la decisione della Consulta, i pm hanno inviato gli audio dei dialoghi Mancino-Napolitano al gip, per la distruzione.

I protagonisti del processo Secondo la ricostruzione della Procura, ci sarebbe stata una vera e propria trattativa fra uomini dello Stato e i vertici di Cosa nostra, fra il '92 e il '93, per fermare le stragi mafiose. Ecco i protagonisti dell'inchiesta:

Mannino. Nell'atto d'accusa dei pm, l'ex ministro per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno, Calogero Mannino, è il primo protagonista: sarebbe stato lui ad avviare la trattativa con i vertici di Cosa nostra, all'inizio del '92, perché temeva di essere ucciso. Avrebbe rassegnato le sue preoccupazioni al maresciallo Giuliano Guzzelli, che pur non facendo parte dei reparti investigativi dell'Arma era in ottimi rapporti con l'allora comandante del Ros Antonio Subranni.

Mori e De Donno. Dopo l'allerta di Mannino, sarebbero stati i carabinieri del Ros ad avviare il dialogo segreto fra Stato e mafia, tramite l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino: l'allora vice comandante del raggruppamento, il colonnello Mario Mori e il capitano Giuseppe De Donno iniziarono ad incontrare riservatamente Ciancimino. Il figlio dell'ex sindaco, Massimo, che dal 2008 collabora con i magistrati, sostiene che suo padre avrebbe

fatto da tramite fra gli ufficiali dell'Arma e il vertice di Cosa nostra. I carabinieri hanno invece sempre negato la trattativa, sostenendo che il loro intento era solo quello di far collaborare con la giustizia Vito Ciancimino. Mori sostiene inoltre di aver incontrato l'ex sindaco solo dopo la strage Borsellino, del luglio 1992. Secondo Ciancimino junior, invece, i primi incontri dell'ufficiale col padre sarebbero stati già a giugno.

Riina. Il capo di Cosa nostra avrebbe gestito la trattativa Stato-mafia, tramite Vito Ciancimino, recapitando un "papello", ovvero un foglio con alcune richieste allo Stato: l'abolizione del 41 bis, la revisione dei processi e della sentenze, il via libera alla dissociazione anche per i mafiosi. Secondo i pm di Palermo, il papello sarebbe stato consegnato da Riina a Vito Ciancimino, tramite un intermediario, il medico del capo di Cosa nostra, Antonino Cinà. E attraverso Ciancimino il documento sarebbe finito nelle mani dei carabinieri, che però hanno sempre negato di averlo ricevuto. Racconta il pentito Giovanni Brusca che nel giugno 1992, Riina disse che la trattativa doveva essere accelerata, "attraverso un colpetto". E fu ucciso Paolo Borsellino, che probabilmente aveva scoperto il dialogo fra Stato e mafia.

Mancino. L'ex ministro dell'Interno è accusato di falsa testimonianza e non di attentato a un corpo politico, come tutti gli altri indagati. L'ex ministro della giustizia Claudio Martelli sostiene di avergli detto dell'iniziativa del Ros di avviare un colloquio con Ciancimino. "Gli chiesi di attivarsi per impedire quei contatti", ha ribadito anche di recente Martelli. Mancino nega di aver mai parlato con Martelli del Ros e di Ciancimino. Secondo la Procura di Palermo restano misteriosi i motivi per cui Mancino sostituì all'improvviso al Viminale Vincenzo Scotti, proprio nei giorni della trattativa Statomafia, a fine giugno 1992. La Procura ritiene che Scotti fosse per la linea dura contro i boss. Contro Mancino, anche le dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca: "Riina mi disse che Mancino era il terminale ultimo della trattativa".

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continua

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Provenzano. Dopo l'arresto di Totò Riina, catturato dal Ros nel gennaio 1993, i boss di Cosa nostra avrebbero proseguito la trattativa Stato-mafia con l'altro capo corleonese, Bernardo Provenzano, che con Vito Ciancimino ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Ma anche Ciancimino, intanto, era finito in cella, dal dicembre 1992. Secondo il racconto di Massimo Ciancimino, il nuovo intermediario di Cosa nostra sarebbe stato Marcello Dell'Utri. Nel 1993, fra maggio e luglio, i mafiosi tornarono a far sentire le proprie richieste attraverso le bombe, scoppiate a Roma, Milano e Firenze, che fecero 10 morti. Al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria fu imposto un altro direttore, Adalberto Capriotti, al posto di Nicolò Amato, e iniziarono strane manovre per alleggerire il carcere duro ai mafiosi. Provenzano fu poi arrestato nell'aprile 2006: secondo i pm, il boss sarebbe stato protetto dal generale Mori, che per questa ragione è sotto processo a Palermo per favoreggiamento.

Dell'Utri. Arrestato Ciancimino, i boss avrebbero avuto un altro referente nei palazzi delle istituzioni: l'attuale senatore Pdl Marcello Dell'Utri. Il ruolo di Dell'Utri sarebbe proseguito nel 1994, quando Silvio Berlusconi divenne presidente del Consiglio. Scrivono i pm: "I capimafia Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca prospettarono al capo del governo in carica Berlusconi, per il tramite di Vittorio

Mangano (deceduto) e di Marcello Dell'Utri, una serie di richieste finalizzate ad ottenere benefici di varia natura per gli aderenti all'associazione Cosa nostra (tra l'altro concernenti la legislazione penale e processuale in materia di contrasto alla criminalità organizzata, l'esito di importanti vicende processuali e il trattamento penitenziario). Ponendo l'ottenimento di detti benefici come condizione ineludibile per porre fine alla strategia di violento attacco frontale alle istituzioni".

L'inchiesta bis Nell'ambito di un'inchiesta parallela, l'allora ministro della Giustizia Giovanni Conso è accusato di false dichiarazioni al pubblico ministero. I magistrati di Palermo gli contestano di aver detto il falso a proposito della mancata revoca di 400 provvedimenti di 41 bis, nel novembre 1993. L'ex Guardasigilli ha sempre detto di aver preso questa scelta in solitudine. La Procura di Palermo sostiene invece che così non fu dopo aver ritrovato una nota dell'allora direttore del Dap, Adalberto Capriotti, che nel giugno 1993 consigliava a Conso di allegerire il carcere duro per i mafiosi, al fine di creare un clima "più distensivo nelle carceri". Anche Capriotti è indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero, ma la posizione sua e quella di Conso andranno a giudizio solo dopo la conclusione del processo principale. http://palermo.repubblica.it

Tracce di cesio in cinghiali, è allarme in P i e m ont e

08 marzo 2013

(ANSA) Cesio 137 nei cin-

ghiali della Valsesia, in provincia di Vercelli, ben oltre la soglia prevista dai regolamenti in caso di incidente nucleare. Rilevato in alcuni campioni che erano stati prelevati per una indagine su malattie

parassitarie, i ministeri della Salute e dell'Ambiente hanno subito attivato i carabinieri del Nas e del Noe, mentre la Regione Piemonte ha disposto ulteriori approfondimenti ambientali e sugli animali. Una prima riunione d'emergenza, per coordinare le attività, è in programma già domani mattina a Torino. A far scattare l'allarme il test di screening per la ricerca del Cesio 137

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previsto da una Raccomandazione della Commissione Europea su alcuni capi abbattuti nel comprensorio alpino Valsesia tra il 2012 e il 2013. I risultati hanno evidenziato la presenza di un numero consistente di campioni con livelli di Cesio 137 superiori a 600 Bq/Kg (Becquerel per Kilo, unità di misura per il cesio 137). Quanto basta per attivare la procedura d'emergenza, continua

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che oltre a nuovi prelievi e campionamenti prevede tra l'altro il monitoraggio dell'area per tentare di individuare la fonte dell'inquinamento. ''Il cesio 137 è un radionuclide artificiale prodotto dalla fissione nucleare. Viene rilasciato da siti nucleari'', spiega la responsabile dell'Istituto di Radioprotezione dell'Enea, Elena Fantuzzi. Le ipotesi piu' immediate sono quelle secondo cui potrebbe essere stato rilasciato in seguito all'incidente nella centrale nucleare di Chernobyl del 1986, come per altro

sostiene anche Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta. Ma bisogna considerare anche i siti nucleari nella zona, fra i quali la centrale di Trino Vercellese smantellata nel 1987 e il sito sperimentale dell'Enea, a Saluggia. E non è esclusa neppure la pista dei rifiuti tossici. ''Tuttavia - rileva ancora l'esperta - è vero che la presenza del cesio 137 viene monitorata costantemente a livello nazionale e le quantità rilevate sono inferiori ai valori soglia, che sono molto bassi. I valori rilevati - aggiunge - non sono mai stati preoc-

cupanti''. Secondo Fantuzzi, quindi, bisognerebbe considerare anche il metabolismo dei cinghiali, capire se ha caratteristiche tali da favorire l'accumulo del cesio 137 al di sopra dei limiti considerati sicuri. Tutte ipotesi che al momento, comunque, devono trovare conferma. Ecco perchè l'assessore all'Ambiente della Regione Piemonte, Roberto Ravello, invita ad evitare gli allarmismi. ''Aspettiamo dice - di effettuare gli approfondimenti che stiamo predisponendo in queste ore”.

“Il Conclave dal 12 marzo”. I cardinali hanno deciso sarà celebrata la Messa "pro eligendo Pontifice" e (ANSA) L'ottava Congre- nel pomeriggio l'ingresso gazione Generale del dei cardinali in Conclave. Collegio dei Cardinali ha Il collegio cardinalizio ha deciso che il Conclave per "accettato" le motivazioni l'elezione del Papa inizierà dei due cardinali elettori as-senti al conclave. Il martedì 12 marzo 2013. primo, l'indonesiano Darmaatmadia per infermità, il secondo, lo scozzese Keith O'Birien, per "motivi personali". "Il Collegio ha votato e accettato i motivi". Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana, Padre Federico Lombardi, nel briefing con i Conclave che elesse Ratzinger giornalisti. (archivio) Con il passaggio da 117 a 115 cardinali elettori, il Lo rende noto un comu- numero di voti necessari nicato della sala stampa per essere eletto Papa è di della Santa sede. Al mattino almeno 77. nella Basilica di S. Pietro 0 8 m a rz o 2 0 1 3

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Ha detto Padre Federico Lombardi. I cardinali "non verranno perquisiti" nei giorni del conclave, "mentre si sposteranno da una parte all'altra", mentre il personale che partecipa al conclave, come ausilio in varie funzioni, sarà controllato al metal detector. Inoltre ci saranno "forme di protezione degli ambienti con schermatura elettronica" per evitare comunicazioni da e verso il conclave.

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F i a t: fi rm a to i l con tra tto d i G ru p p o, a ccord o su g l i a u m e n ti

08 marzo 2013

(ASCA) - Torino - Fiat e sindacati hanno raggiuto l'accordo per il rinnovo del contratto di primo livello per il 2013. Risolto l'ultimo

ostacolo su cui si era incagliata la trattativa nelle ultime settimane. L'azienda corrisponderà un aumento di 40 euro a partire dal mese di febbraio. Mentre l'aumento del premio di produzione da 103 a 120 euro come previsto decorrerà nel mese di aprile. L'accordo permette agli 86 mila dipendenti del Gruppo

di avere un aumento in busta paga leggermente superiore a quello corrisposto per il 2013 con il contratto nazionale dei metalmeccanici a cui il Gruppo Fiat non ha aderito. La Fiat esprime ''soddisfazione'' per il raggiungimento dell'accordo ''in un momento di grave difficoltà del mercato''

Fitch taglia rating Italia: dopo voto improbabile un governo 0 8 m a rz o 2 0 1 3

Fitch taglia il rating dell'Italia a "BBB+" da "A-" con outlook negativo. Tra i fattori che hanno determinato il declassamento, scrive l’agenzia di rating in una nota, ci sono i risultati "inconcludenti delle elezioni parlamentari del 2425 febbraio che rendono improbabile che un governo stabile possa essere formato nell'arco delle prossime settimane. La maggiore incertezza politica e un clima non favorevole a ulteriori riforme strutturali costituiscono un ulteriore shock negativo per un'economia reale già in grave recessione". E a tal proposito Fitch sostiene che i dati del quarto trimestre confermano che la reces-

sione in atto in Italia è fra le più gravi in Europa e recenti segnali, come la caduta a sorpresa dell'occupazione e un persistere su bassi livelli della fiducia, aumentano i rischi di una recessione più profonda e duratura di quanto anticipato in precedenza”. Fitch stima che nel 2013 il Pil si contrarrà dell'1,8%, dopo il - 2,4% registrato l'anno scorso. L'agenzia prevede inoltre che il debito raggiungerà il 130% del pil nel 2013, al di sopra della precedente stima del 125%. La conclusione è che "un governo debole - prosegue Fitch .- potrebbe essere più lento e meno efficace nel rispondere a shock interni o esterni". Anche considerando che la recessione potrà mettere a rischio gli sforzi fatti dal Paese per il consolidamento di bilancio. In merito al rating di Fitch vanno sottolineati diversi aspetti positivi che vengono

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riconosciuti all’attuale situazione italiana. Lo dice il ministero dell'Economia in una nota diffusa in serata. Via XX Settembre si riferisce ad alcuni passi del testo con cui Fitch annuncia il declassamento del nostro Paese. "Negli ultimi 2 anni l’Italia ha fatto progressi sostanziali in direzione della stabilità fiscale. Nel 2012 il deficit del settore pubblico era pari al 3% del PIL: risultato – secondo le recenti stime della Commissione UE – di 2,3 punti percentuali di consolidamento fiscale in termini strutturali". E ancora: "Nonostante la recessione, le misure fiscali adottate saranno sufficienti per ottenere una ulteriore riduzione del deficit nel 2013. La fiducia nella solvibilità di lungo termine dello Stato italiano è rafforzata dal basso rischio fiscale del continua

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settore bancario, dalla situazione di bilancio vicina a quella ritenuta necessaria per stabilizzare il debito pubblico in rapporto al PIL e dalla sostenibilità del sistema pensionistico. Il Paese ha mostrato flessibilità finanziaria e resilienza durante la crisi, riflettendo una forte base di investitori domestici e la durata media di 4,74 anni. Infine, il rating è ancora sostenuto dal sistema economico relativamente ricco, ad alto valore aggiunto e diversificato, con moderati livelli di indebitamento del settore privato". "L’incertezza politica che è seguita alle elezioni poli-

tiche del 24 e 25 febbraio è parte integrante - conclude il ministero dell'Economia di un normale processo democratico. Confermiamo quindi la fiducia nel fatto che l’Italia troverà la soluzione politica e proseguirà il processo di riforma in corso. Al tempo stesso, il governo attuale rimane ovviamente in carica per il disbrigo degli affari correnti. Nella nota Fitch parla anche di 'calo dell’occupazione non previsto e debolezza persistente degli indicatori di fiducia, che aumentano il rischio di una recessione più lunga e profonda di quanto previsto inizialmente'. La situazione nell’ultimo trimestre - com-

menta sempre via XX Settembre - è stata peggiore delle previsioni ovunque in Europa e, con spe-cifico riferimento alla disoccupazione, è importante sottolineare che, secondo la Commissione europea e altre organizzazioni internazionali, essa è aumentata anche e soprattutto a causa del maggior numero di donne e giovani in cerca lavoro. Inoltre molte aziende preferiscono mantenere i loro lavoratori sia pure ad orario ridotto per non dover procedere, quando l’economia riprenderà, all’assunzione e alla formazione di nuovi lavoratori". www.ilvelino.it

NUOVA BUFERA SUGLI F35: "DIFETTI GRAVISSIMI, È PEGGIORE DI TUTTI GLI AEREI IN USO OGGI"

BERLINO – I problemi dell'F35, il supermoderno, costosissimo e anche discusso aereo da caccia invisibile del futuro, sono molto più seri di quanto non si dicesse finora. Finora il costruttore, la Lockheed Martin, lo ha esaltato come miglior caccia possibile.

Ma un nuovo rapporto del Pentagono, di cui parla ampiamente Spiegel online, scrive che il jet, ordinato anche dall’Aeronautica mi-

litare italiana, potrebbe addirittura rivelarsi inferiore ai caccia delle generazioni precedenti, aerei già in servizio in tutto il mondo. Gli F35 avrebbero una serie di difetti gravi e tuttora non risolti nei prototipi, difetti in parte non eliminabili perché legati strutturalmente al progetto stesso. Questo sia nella versione a decollo corto o verticale per le portaerei, sia in quella più leggera, a decollo normale per l’uso da basi terrestri. Finora, i rapporti del Department of Defense avevano coinvolto solo la prima variante, mentre l’ultimo dossier le mette sotto accusa entrambe. Il difetto più grave, è scritto nel

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documento del Pentagono, è anche quello impossibile a eliminare. La visibilità posteriore dell'F35 è pessima, per cui in un duello lo ‘Joint strike fighter’ se la vedrebbe malissimo con i caccia oggi in servizio, sebbene progettati ed entrati in servizio anche decenni fa. Dai sempre affidabilissimi F15, F18 e F16 americani, ai Sukhoi 30 russi, passando probabilmente per l'Eurofighter Typhoon anglotedescoitaliano, il Saab JAS 39 Gripen svedese, lo J-10 ‘dragone possente’ cinese. Nei duelli aerei, dice il rapporto, il pilota dell'F35 non riuscirebbe a vedere continua Page

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nulla di chi o che cosa gli vola dietro, il pericolo di venire abbattuto sarebbe dunque gravissimo. Ma non è finita. Il display nel casco di volo non fornirebbe un orizzonte artificiale analogo a quello reale; a volte poi l’immagine è troppo scura o scompare. Il radar in alcuni voli di collaudo si è mostrato incapace di avvistare e inquadrare bersagli, o addirittura si è spento. Difetto incredibile, se si pensa che aerei come l’ultima versione dello F18 hanno da anni a bordo radar ritenuti il massimo e il meglio della tecnica. Sull'F35 non è così. E poi: la manutenzione è troppo lunga per assicurare un efficace uso operativo,

l’affidabilità tecnica del jet non è ancora garantita, il dispositivo di carica delle batterie tende a fare cilecca ai primi freddi, tanto da costringere i tecnici a tenere l’aereo di notte negli hangar, come un’auto che se parcheggiata in strada poi non parte. Infine è confermata l’insufficiente protezione dell’aereo dal rischio dei fulmini. Gli Stati Uniti vogliono dotarsi di oltre 2400 F35, ma già con l’altro loro caccia invisibile, l'F22 Raptor già in servizio, i costi sono talmente cresciuti da imporre il taglio dell’ordine da un migliaio di aerei a circa duecento, e anche l'F22 ha limiti: funziona come caccia, molto

meno per l’attacco al suolo. I dubbi sull'F35 ieri hanno contagiato uno dei clienti più importanti, la Turchia. La Tuerk Hava Kuevvetleri, cioè l’aviazione turca, la terza nella Nato dopo l’Usaf americana e la Royal Air Force britannica, ha rinviato di un anno l’acquisto dei primi due F35 sui cento in totale che prevede di acquistare. I generali dell’aviazione di Erdogan la sanno lunga in fatto di qualità degli aerei, vogliono sempre il meglio, quindi i loro dubbi potrebbero essere contagiosi per forze armate di altri paesi. (08 marzo 2013)

www.larepubblica.it

Napolitano, “Io faro? M a s i f a f a t i ca ne l l a ne b b i a ”

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Il Presidente Napolitano, ha scritto a Martin Schulz,

ringraziandolo insieme alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi per l'invito rivoltogli a prendere nuovamente la parola nell'Assemblea il prossimo 13 marzo, e rammaricandosi che i tempi stretti e la complessità del processo di formazione di un nuovo governo in Italia non

gli consentano di intervenire a Strasburgo. "Ma desidero vivamente assicurare lei e tutti i deputati al Parlamento Europeo - ha scritto il Capo dello Stato al Presidente Schulz - che, anche nel ruolo riservatomi dalla Costituzione italiana, dopo la conclusione del mio mandato presidenziale, di Senatore a vita, resterò fedele al mio rapporto col Parlamento Europeo, istituzione alla quale mi sono dedicato nel corso di lunghi anni. E mi farò ancora attivo sostenitore, nei limiti delle mie forze, della causa europea e del ruolo decisivo - in seno all'Unione - della principale fonte di legittimazione della costruzione europea e cioé della rappresentanza dei cittadini

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incarnata nel Parlamento". "Io farò quel che debbo fino all'ultimo giorno del mio mandato" ha assicurato il presidente della Repubblica, intervenendo all'Accademia dei Lincei, in ricordo di Rita Levi Montalcini. Prendendo spunto dalle parole dall'ex presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Conso, che lo aveva definito "faro" per l'Italia in questo momento delicato, il Capo dello Stato ha spiegato: "Non so se faro o luce assolutamente normale e umana, ma a v o l t e s i f a f a t i c a a f a re l uc e nella nebbia ed io cerco di fare de l mi o m e g l i o" . " A l l a v i g i l i a d e l l a c o ncontinua

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clusione del mio mandato" voglio "sottolineare come la conclusione corrisponda pienamente alla concezione che i padri costituenti ebbero de l l a figura de l presidente della Repubbl i ca " . Il presidente Napolitano, oltre a ricordare come i padri costituenti disegnarono il già lungo settennato al Quirinale, ha aggiunto che ciò corrisponde bene anche "alla continuità delle nostre istituzioni ed anche - ha osservato - anche alla legge del succedersi delle generazioni". "Certamente è stata una botta ma io sono piuttosto sereno perché credo di aver capito da dove viene la

questione: dalla la crisi profonda" del Paese e noi "l'avevamo vista, avevamo capito quale era il problema ma purtroppo questa cosa non l'abbiamo saputa interpretare fino in fondo e ha investito anche noi". Lo ha detto Pier Luigi Bersani a Otto e mezzo su La7 parlando del risultato elettorale. "Certo - ha aggiunto - la vicenda è molto preoccupante soprattutto per il Paese ma se ci mettiamo ciascuno nelle condizioni di fare ciò che deve fare, il suo dovere ne veniamo fuori". "Quando dico cambiamento cominciamo dal ribaltare lo schema: non stiamo facendo trattative, ma ci mettiamo davanti al Paese

con proposte che si possono realizzare. In pas-sato non c'erano le condizioni per realizzarle, ora sì". Così Pier Luigi Ber-sani, presentando la prima delle otto proposte per un governo di minoranza, sulla corruzione, incalza il M5S. "Gli direi: 'Dimmi cosa vuoi fare. Dimmi qualcosa di serio che si possa capire e che valga anche domani mattina, per il nostro Paese''. Lo ha detto il leader del Pd Pier Luigi Bersani replicando a 'Otto e mezzo' a Lilli Gruber che gli chiedeva che cosa avrebbe chiesto a Grillo se lo avesse avuto seduto in studio lì davanti. (ANSA)

Venezuela, Maduro nuovo presidente . Nel pomeriggio i funerali di Chavez

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E' il giorno del dolore in Venezuela per i funerali di Hugo Chavez. Intanto Nicolas Maduro presterà come oggi giuramento presidente del Venezuela ad interim dopo le esequie.

Il corpo del capo di stato deceduto sarà imbalsamato "come Lenin" e rimarrà esposto per "almeno altri sette giorni" dopo le

esequie per consentire alla popolazione di continuare a rendergli omaggio, ha annunciato Maduro, dopo che oltre due milioni di persone sono già arrivate all'Accademia militare di Caracas per l'ultimo saluto al Presidente, deceduto Maduro, 50 anni, guiderà il Paese fino alle prossime elezioni, che dovranno essere indette entro un mese, come previsto dalla Costituzione, ha precisato Cabello. L'ex leader venezuelano sarà imbalsamato "come Ho Chi Minh, Lenin e Mao" ed esposto "in un primo tempo nella 'Caserma della Montagna', a ovest di Caracas, da dove Chavez lanciò, nel 1992, un colpo di Stato, fallito,

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contro il Presidente Carlos Andres Perez e venne arrestato. La Caserma ospiterà presto un 'Museo della rivoluzione bolivariana', voluto dall'ex Presidente, ha precisato Maduro. "Sarà il suo primo luogo di riposo", ha aggiunto il Vicepresidente, facendo intendere che potrebbe quindi essere spostato altrove. I sostenitori di Chavez vorrebbero seppellirlo nel Pantheon nazionale, accanto al leader dell'indipendenza Simon Bolivar, ma la costituzione prevede che le salme possano essere ammesse solo 25 anni dopo la morte. Alle esequie di Hugo Chavez

continua

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saranno presenti domani praticamente tutti i capi di stato latinoamericani, ma anche alcuni leader controversi d'oltreoceano, come il bielorusso Alexandre Lukashenko e l'iraniano Mahmoud Ahmadinejad. A Caracas arriveranno in totale 54 delegazioni, di cui 22 prevedono la presenza di un capo di stato. Tre dirigenti latinoamericani molto vicini a Chavez sono già nella capitale venezuelana, si tratta di Evo Morales (Bolivia), Christina Kirchner (Argentina) e José Mujica (Uruguay). La tv venezuelana ha annunciato

l'arrivo a Caracas del presidente cubano Raul Castro, mentre un viaggio di Fidel Castro sembra poco probabile. Hanno poi confermato la loro presenza: Enrique Peña Nieto (Messico), Dilma Rousseff (Brasile), Juan Manuel Santos (Colombia), Rafael Correa (Ecuador), Sebastian Pinera (Cile), Ollanta Humala (Peru), Daniel Ortega (Nicaragua), Ricardo Martinelli (Panama), Mauricio Funes (Salvador) e Otto Perez (Guatemala). Dai paesi caraibici è previsto l'arrivo del presidente di Haiti Michel Martelly e

della Repubblica domenicana Danilo Medina. Nessun capo di stato o primo minsitro dell'Unione europea ha annunciato al sua presenza. La Francia invierà il ministro per i paesi d'Oltremare, Victorin Lurel. Conformemente alle consuetudini, Madrid invierà una delegazione guidata dall'erede al trono, il principe Felipe. Russia e Cina, paesi con forti legami con il Venezuela, invieranno delegazioni numerose e importanti. http://affaritaliani.libero.it

P.A., Cdm approva codice di comportamento Violazioni gravi, statali a rischio l i ce nz i a m e nt o

08 marzo 2013

ROMA - I dipendenti che violano il codice di comportamento approvato dal Consiglio dei ministri rischiano sanzioni che arrivano fino al licenziamento. Lo prevede il pacchetto di misure approvato oggi, "salvo intese", dal Consiglio dei ministri su proposta dal ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi. Il codice, emanato in attuazione della legge anti-corruzione (legge n. 190 del 2012), in linea con le raccomandazioni Ocse in materia di integrità ed etica pubblica, indica i doveri di com-

portamento dei dipendenti delle P.A. e prevede che la loro violazione sia fonte di responsabilità disciplinare. Il codice "è stato lungamente discusso", ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, uscendo da Palazzo Chigi. E' invece slittato il provvedimento su incompatibilità e inconferibilità degli incarichi. "L'illecito disciplinare - si legge nel provvedimento derivante dalla violazione di un dovere di comportamento previsto dal presente codice va accertato all'esito del procedimento disciplinare regolato dalla normativa vigente" e "il tipo di sanzione disciplinare concretamente applicabile, incluse quelle espulsive, va rinvenuto nei contratti collettivi e nella

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normativa, anche regolamentare, vigenti in ciascun settore, tenuto conto, anche ai fini dell'entità della sanzione, della gravità del comportamento e dell'ammontare del pregiudizio, anche morale, arrecato al decoro o al prestigio dell'amministrazione". "Sono altresì individuati prevede ancora il pacchetto approvato oggi - gli illeciti disciplinari previsti dal presente codice comportamento che, in relazione alla gravità della violazione o alla recidiva nella commissione degli stessi, possono comportare l'applicazione della sanzione del licenziamento con preavviso". Nelle disposizioni del cocontinua

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dice è inserita anche quella relativa all'obbligo per i dirigenti statali di "comunicare all'amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possono porli in conflitto d'interesse con le funzioni che svolgono". Secondo quanto si legge nella nota di Palazzo Chigi, i dirigenti hanno inoltre "il dovere, nei limiti delle loro possibilità, di evitare che si diffondano notizie non vere sull'organizzazione, sull'attività e sugli altri dipendenti". Lo stesso codice prevede che al dipendente della Pubblica amministrazione è fatto divieto di chiedere regali, compensi o altre utilità, nonché il divieto di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore, comunque non superiore a 150 euro. La stretta sui regali vale anche nel caso vengano ricevuti "sotto forma di sconto. I regali e le altre utilità comunque ricevuti sono immediata-

mente messi a disposizione dell'amministrazione per essere devoluti a fini istituzionali". Il codice prevede, inoltre, la comunicazione del dipendente della propria adesione o appartenenza ad associazioni e organizzazioni (esclusi partici politici e sindacati) i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento delle attività dell'ufficio. E ancora, la comunicazione, all'atto dell'assegnazione all'ufficio, dei rapporti diretti o indiretti di collaborazione avuti con soggetti privati nei 3 anni precedenti e in qualunque modo retribuiti, oltre all'obbligo di precisare se questi rapporti sussistono ancora (o sussistano con il coniuge, il convivente, i parenti e gli affini entro il secondo grado). Al dipendente è fatto obbligo di astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti le sue mansioni in situazioni di conflitto di interessi

anche non patrimoniali, derivanti dall'assecondare pressioni politiche, sindacali o dei superiori gerarchici. C'è poi la tracciabilità e la trasparenza dei processi decisionali adottati (che dovrà essere garantita attraverso un adeguato supporto documentale). E inoltre: il rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione nell'utilizzo del materiale o delle attrezzature assegnate ai dipendenti per ragioni di ufficio, anche con riferimento all'utilizzo delle linee telematiche e telefoniche dell'ufficio: chi ha a disposizione un mezzo di trasporto o una linea telefonica, può utilizzarli solo "per ragioni d'ufficio". Gli obblighi di comportamento in servizio nei rapporti e all'interno dell'organizzazione amministrativa. E' infine assicurato il meccanismo sanzionatorio per la violazione dei doveri di comportamento. (www.larepubblica.it)

Italia festeggia le donne, cerimonia al Quirinale 0 8 m a rz o 2 0 1 3

È un 8 marzo tra luci e ombre quello che si celebra oggi in Italia: se infatti le donne continuano a vivere ogni giorno sulla loro pelle

il dramma della violenza e dei femminicidi, è anche vero che tra pochi giorni un folto drappello di neoelette farà il suo ingresso in Parlamento, dove la percentuale di donne è schizzata da percentuali risibili (intorno al 20%) a cifre piuì dignitose e in linea con i migliori standard europei (31%). Di questo si parlerà probabilmente al Quirinale, dove si svolgerà la consueta cerimonia per la Giornata internazionale

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della donna, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Prenderanno la parola il ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero e il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. Nel corso della cerimonia verranno consegnate le onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana e gli Attestati dìOnore continua Page

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di Alfiere della Repubblica. Ma sono tante le iniziative che in tutta Italia segneranno anche questìanno lì8 marzo. A eccezione di Perugia, dove tutte le manifestazioni sono state sospese dopo quanto accaduto ieri negli uffici della Regione, dove un imprenditore ha ucciso due donne e si è poi tolto la vita. E proprio ieri un sondaggio di Eurobarometro rende noto che è proprio lìItalia il Paese europeo dove maggiormente la crisi economica ha portato con sè un aumento della violenza contro le donne. Alle donne vittime di violenza la Rai dedica la giornata di domani, illuminando di rosa i principali palazzi dei suoi Centri di produzione a Milano, Torino, Roma e Napoli. E perfino l'associazione dei produttori florovivaisti dedica questìanno un mazzo di mimosa a tutte le donne uccise dalla violenza e dall'egoismo dellìuomo. Le maggiori associazioni, dall'Ande (associazione nazionale donne elettrici) a Se non ora quando, organizzano e partecipano a eventi

e manifestazioni su tutto il territorio nazionale. Spiccano tra gli altri una tavola rotonda a Milano sulla violenza contro le donne, alla quale partecipano la filosofa Marina Calloni, il magistrato Fabio Roia e la criminologa Francesca Garbarino; un flash mob, sempre contro la violenza, organizzato dalle donne dei partiti dellìXI Municipio di Roma, dove verranno letti i nomi delle vittime di femminicidio del 2013. L'8 marzo sarà festeggiato anche dalle cento soldatesse italiane in missione in Afghanistan, ma continuando a svolgere le consuete attività. Non bisogna dimenticare, infine, le "nuove italiane":

domani venti ragazze figli di immigrati ma nate in Italia, accompagnate dalle loro donne-sindaco prove-

nienti da tutta Italia, depositeranno una corona di mimosa e alloro sul Sacello del Milite Ignoto dell'Altare della Patria, simbolo della Repubblica Italiana. Una iniziativa simbolica della Fondazione Nilde Iotti e dell'Anci, che rivolgono cosiì un appello agli eletti del nuovo Parlamento perché approvino subito una legge di riforma della cittadinanza per consentire a chi nasce e cresce in Italia di essere italiani. (ANSA)

Benevento - Festa della donna mimose alle donne carabiniere Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Benevento, Antonio Carideo, nel giorno della ricorrenza dell’8 marzo, “Giornata Internazionale della Donna” ha voluto omaggiare con un fascio di mimose le tre donne Carabiniere in servizio presso reparti locali. Nell’ufficio del Comandante Provinciale sono state ricevute il Maresciallo Marianna Porcaro, 29 enne di Ceppaloni aggregata presso la Stazione Carabinieri di Montesarchio; il Carabiniere Scelto Rosa Pomarico 28 enne, originaria di Andria, in forza al Nucleo Comando di Montesarchio, coniugata con un collega e mamma di due bimbi, in attesa di un terzo; il Carabiniere Rosanna Caramia, 33 enne, originaria di Mottola (Taranto), in forza al Nucleo Comando della Compagnia Carabinieri di Benevento, coniugata con un poliziotto e mamma di un bimbo di anni 4 (www.ilmattino.it)

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Muos, via libera per verifica impatto Crocetta ai comitati: ora via le barricate

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PALERMO - Vertice fra il governo e la regione siciliana per esaminare la situazione creatasi in merito al Muos di Niscemi. È stato «convenuto - si afferma in una nota di Palazzo Chigi - di rispondere alle preoccupazioni delle popolazioni locali riguardo all'impatto sull'ambiente e sulla salute in seguito ai lavori in corso di ammodernamento e potenziamento delle installazioni, con le seguenti linee d'azione che, attraverso i canali del Ministero degli Esteri, verranno rappresentate all'Amministrazione statunitense. LE LINEE D'AZIONE Nell'incontro si è deciso di affidare ad un organismo tecnico indipendente (Istituto Superiore della Sanità o altro istituto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - eventualmente in raccordo con l'Ispra) uno studio approfondito e in tempi brevi di valutazione de l l ' i m pa t t o sull'ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate delle emissioni elettromagnetiche anche in caso di utilizzo alla massima potenzialità degli impianti, senza oneri per la Regione Siciliana. La installazione delle parabole non avverrà prima che siano disponibili i risultati di tale studio; l'introduzione di

strumenti che consentano il monitoraggio continuo verificabile anche da parte del sistema pubblico per il rispetto dei limiti delle emissioni previsti dalla legge; La verifica dell'attuazione delle misure di compensazione previste nel Protocollo d'intesa in favore del territorio e della popolazione locale». IL COMUNICATO UFFICIALE - «Oggi - si afferma nella nota diffusa da Palazzo Chigi - ha avuto luogo una riunione fra il Governo (presenti: il Presidente del Consiglio Mario Monti, il Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, il Ministro della Salute Renato Balduzzi), il SS alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà, e per i Ministeri dell'Ambiente e degli Esteri i SS Tullio Fanelli e Staffan de Mistura) e la Regione Siciliana (presenti il Presidente Rosario Crocetta, l' assessore all'Ambiente Mariella Lo Bello e alla Salute Lucia Borsellino) per esaminare la situazione creatasi in merito al Muos di Niscemi, con il protrarsi di problematiche per l'ordine pubblico che rischiano di compromettere il funzionamento quotidiano di una base Nato a valenza strategica». «Ovviamente - conclude la nota - è stato confermato l'impegno ad assicurare il rispetto della legalità per garantire il regolare accesso del personale in servizio presso la base Nato di Sigonella,

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secondo quanto previsto dagli accordi internazionali». GOVERNATORE SODDISFATTO - «Ora abbiamo la garanzia che i radar non saranno installati fino a quando non ci saranno gli esiti degli studi sulla salute e sull'ambiente; a questo punto mi rivolgo ai manifestanti, c re d o si a il momento lasciare entrare i militari nella base e di rimuovere il blocco»: così il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ai cronisti a margine della direzione regionale del Pd, parlando del vertice che si è svolto oggi a Palazzo Chigi col premier Monti e alcuni ministri sul Muos, il sistema satellitare Usa in corso di realizzazione a Niscemi (Cl). «L'accordo a Palazzo Chigi è una vittoria del governo della Regione ha detto - ci saranno studi dell'Istituto superiore di sanità e dell'Organizzazione mondiale della sanità e non sarà la Sicilia a pagarli. Solo di fronte alla certezza che il Muos non danneggia la salute si potrà procedere all'installazione, bisogna tenere conto del contesto ambientale dove si vogliono collocare le parabole anche perchè nelle vicinanze c'è già un Petrolchimico. Finora c'era solo uno studio fa t t o s ug l i animali che non ci dava le garanzie sufficienti». www.corrieredelmezzogiorno.cor riere.it

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R e d d i t o d i ci t t a d i na nz a o reddito minimo garantito? Di cosa parliamo quando parliamo di sussidi

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Reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito sono diventati due espressioni chiave delle discussioni sulle strategie di welfare, presenti nei programmi di diverse forze politiche che si sono presentate alle ultime elezioni. Ma regna ancora molta confusione sulle caratteristiche e le criticità delle due proposte concepite per contrastare la povertà. Di cosa parliamo quando parliamo Reddito di cittadinanza e di Reddito minimo garantito? REDDITO DI CITTADINANZA Un articolo di Tito Boeri e Roberto Perotti, su LaVoce.info, fa chiarezza sul significato dei termini e apre una riflessione sulla possibile applicazione di tali misure. Si tratta di "un programma di contrasto alla povertà di tipo universalistico in cui la concessione del sussidio non è subordinata a un accertamento delle condizioni economiche e patrimoniali dell’individuo". Un trasferimento mensile elargito a pioggia, garantito a ogni individuo (che ci si chiami Rossi o Ferrero) indipendentemente dal reddito e dalla situazione lavorativa. Va precisato che il RdC offre ad ogni cittadino lo stesso assegno, ma lo finanzia chiedendo di più a quanti di più possiedono (tassa per contributi sociali sul reddito da capitale). A differenza dei sussidi di disoccupazione il Reddito minimo garantito presenta i vantaggi di non influenzare la decisione di lavorare di chi ne beneficia e di non incoraggiare il lavoro nero. Ma i costi di un simile programma sono altissimi: "Si consideri un reddito di cittadinanza che garantisca a ogni individuo un trasferimento mensile di 500 euro al mese (un importo chiaramente prudenziale); si supponga che venga corrisposto ai circa 50 milioni di individui con più di 18 anni. Il totale della spesa per questo programma sarebbe di 300 miliardi di euro, quasi il 20 per cento del Pil". A testimonianza della confusione che regna sul tema si ricorda che il Reddito di cittadinanza è

uno dei 20 punti programmatici proposti dal Movimento 5 Stelle. Nel sondaggio lanciato sul sito di Beppe Grillo, che chiedeva di scegliere i cinque punti ritenuti più importanti per lo sviluppo dello stato sociale, l'introduzione in Italia del Reddito di cittadinanza ottiene il quarto posto. Tuttavia, l'ipotesi di RdC secondo Grillo dovrebbe coinvolgere in Italia solo i cittadini inattivi e disoccupati, ai quali lo Stato dovrebbe corrispondere un reddito oscillante tra gli 800 e i 1000 euro al mese. Si tratterebbe pertanto di un sussidio condizionato, che seleziona una fetta di popolazione in base a determinati requisiti e pertanto una misura più correttamente ascrivibile al concetto di Reddito minimo garantito. REDDITO MINIMO GARANTITO Sempre nella definizione data dai due economisti su Lavoce.info "IIl reddito minimo garantito (Rmg) è un programma universale e selettivo al tempo stesso, nel senso che è basato su regole uguali per tutti (non limitato ad alcune categorie di lavoratori come nella tradizione italiana), che subordinano la concessione del sussidio ad accertamenti su reddito e patrimonio di chi lo domanda". Dal Pd alla Lega, il Reddito minimo garantito è presente, con pesi e sfumature diverse ma in modo comunque ugualmente vago, nei programmi di diversi partiti. Ed è una misura oggi esistente, pur in forme molto diverse, in tutti i paesi dell’Unione Europea a 15 (anche se in Italia la spesa per la protezione sociale – che comprende assegni familiari, pensioni di inabilità, indennità di accompagnamento... – non è inferiore alla media degli altri paesi Ue). Il reddito minimo garantito presenta il vantaggio di essere meno oneroso del RdC, anche perché andrebbe a incorporare altri strumenti di lotta alla povertà e sussidi. Tuttavia, oltre ai fondi da reperire non va sottovalutato l'onere amministrativo che la sua introduzione comporterebbe, per fare in modo che gli aiuti fossero diretti a chi realmente ne ha bisogno. http://economia.virgilio.it

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P y ong y a ng : è t e m p o p e r l a b a t t a g l i a f i na l e

La Core a d e l N ord a n n u l l a l ' a rm i sti zi o col S u d d op o l ' a vvi o d e l l e e se rci ta zi on i Wa sh i n g ton -S e u l 11 marzo 2013

La Corea del Nord considera l'armistizio del 1953 con la Corea del Sud "completamente nullo da oggi", dopo l'avvio delle manovre militari congiunte tra Washington e Seul.

Lo riporta un commento del Rodong Sinmun, quotidiano del Partito dei lavoratori nordcoreano, nel quale si

precisa che "è tempo per la battaglia finale". La Corea del Nord ha tagliato la 'linea rossa', il collegamento telefonico d'emergenza che attraversa il villaggio di tregua di Panmunjom. Il ministero dell'Unificazione di Seul, secondo la Yonhap, ha detto che dalle 9 ora locale (l'1 in Italia) il Nord ''ha staccato la linea'' istituita per affrontare sviluppi improvvisi lungo la zona demilitarizzata che separa le due Coree. Basta con le intimidazioni da parte della Corea del Nord: lo ha detto il portavoce della casa Bianca, Jay carney, che ha espresso "la

preoccupazione degli Usa per l'innalzamento del livello delle tensioni" da parte di Pyongyang. "Devono rispettare gli obblighi internazionali, o il loro isolamento aumenterà". Corea del Sud e Stati Uniti hanno dato il via oggi alle esercitazioni militari congiunte 'Key Resolve', nel mezzo delle tensioni nella penisola coreana in netto rialzo a poche settimane dal test nucleare di Pyongyang. La Corea del Nord ha bollato le manovre come ''provocazione'' e come piano per ''una vera e propria invasione''

(ANSA)

I marò restano in Italia. India: E' inaccettabile 1 2 m a rz o 2 0 1 3

indiani. "Gli italiani pensano che l'India sia una NEW DELHI - Il primo repubblica delle banane" ha ministro indiano Man- aggiunto. Il Bjp chiede mohan Singh ha dichiarato inoltre al governo "che si oggi che la situazione impegni a far processare i creata dal governo italiano due militari italiani in Inrispetto alla vicenda dei dia". Finora non ci sono due marò è "assolutamente state ancora reazioni ufficiali di New Delhi. Interinaccettabile". stamattina dalle Il partito dell'opposizione pellato indiana di centrodestra ha televisioni, il ministro degli detto oggi che il rifiuto Esteri Salman Khusrhid ha dell'Italia di far ripartire i detto che "deve ancora legmarò "é un tradimento" e gere la nota verbale" della "un inganno contro la Corte Farnesina e che dopo aver Suprema dell'India". E' preso atto della situazione quanto affermato oggi dal "il governo darà una risposta". portavoce del Bharatya Janata Party (Bjp), Rajiv I MARO' RESTANO IN Pratap Rudy, ai giornalisti ITALIA. INDIA INSORGE, Issue 1 EffettoTre 15 marzo 2013

PROCESSO QUI

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non torneranno in India perché New Delhi ha violato "gli obblighi di diritto internazionale". continua

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L'Italia ha deciso di mettere un freno alla lunga vicenda giudiziaria dei due marò. E lo ha fatto consegnando stamattina alle autorità indiane una nota che non lascia spazio ad interpretazioni: "Il governo italiano ritiene che sussista una controversia con l'India", è scritto a chiare lettere, e per questo Roma punta ad un accordo "in sede internazionale". New Delhi però non sembra alla stessa pen-sarla maniera: "I due marò devono essere processati in India secondo le leggi indiane", è stata la prima reazione di una fonte diplomatica indiana all'Onu. Lasciando intuire che la strada per giungere ad un accordo attraverso un arbitrato internazionale - proposta da Roma - al momento, sembra piuttosto in salita. "Meglio non reagire ora", si è limitato a commentare con l'ANSA il ministro degli Esteri Salman Kurshid. Mentre lo sconcerto è dilagato sui media indiani, che hanno parlato di "affronto" e "tradimento". Quel che è certo è che in attesa di valutare un possibile accordo, ha chiarito senza mezzi termini il titolare della Farnesina Giulio Terzi, i marò restano in Italia. E torneranno anche al lavoro, come ha annunciato il collega della Difesa Giampaolo Di Paola. E come confermato anche dagli stessi militari, "felici" per la decisione e pronti "a tornare a fare il nostro mestiere".

A determinare l'improvviso cambio di registro di Roma, che fino ad ora aveva puntato su una soluzione diplomatica che tardava ad arrivare, sarebbe stato il silenzio di Delhi al l a proposta italiana di aprire un dialogo a due, puntando su una più forte cooperazione nella lotta alla pirateria, come aveva suggerito la stessa Corte Suprema indiana. Una soluzione diplomatica, appunto, che l'India sembra non aver preso in considerazione. Tanto che Roma, nella nota consegnata alle autorità, precisa che "alla luce della mancata risposta", "il Governo italiano ritiene che sussista una controversia con l'India" anche e soprattutto per quanto riguarda "i principi generali di diritto internazionale a ppl i ca bi l i alla vicenda". Una nota, affidata da Terzi all'Ambasciatore d'Italia a New Delhi Daniele Mancini, che, secondo quanto si apprende, l'Italia non avrebbe fatto precedere da colloqui preliminari. "La decisione italiana - hanno fatto sapere fonti vicine al dossier - è stata semplicemente notificata" stamattina alle autorità indiane. Un ruolo fondamentale nella presa di posizione italiana l'avrebbero giocato anche i continui rinvii e slittamenti in particolare sull'istituzione del tribunale speciale voluto dalla Corte suprema indiana. Tanto che nell'ultima udienza lo stesso giudice aveva rimproverato i rappresentanti del governo di New

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Delhi per i continui ritardi.

Ma la sensazione è che anche la politica italiana abbia avuto un ruolo nella scelta dei tempi. L'insediamento delle Camere previsto per venerdì ha certamente fatto riflettere sull'opportunità che a prendere una simile decisione fosse il governo in carica. Il dossier sarebbe stato seguito sin dall'inizio da Terzi e Di Paola, che nei giorni scorsi avrebbero informato Monti sulla determinazione a non far tornare Latorre e Girone. Ottenuto il via libera dal presidente del Consiglio, avrebbero infine informato New Delhi. Per il momento, in ogni caso, il sostegno al "gesto di fermezza" del governo è bipartisan. "Meglio tardi che mai", hanno commentato i tre fondatori di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa, che avevano anche offerto un seggio ai militari in campagna elettorale. Soddisfatto anche Fabrizio Cicchitto (Pdl) "per la decisione presa dal ministro degli Esteri di mantenere i marò sul territorio italiano". E anche Barbara Contini, del Centro Democratico, ricorda che "l'Italia chiede da tempo rispetto, come ne ha dimostrato nei confronti dell'India"

(ANSA)

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Sanità: in Lombardia sette arresti e perquisizioni

An ch e e x d i re ttore d e “La P a d a n i a ”

I tre imprenditori arrestati appartengono alla ROMA - La famiglia Lo Presti, titoInvestigativa lare della Hermex Italia, Cinisello Balsamo, di Milano, di specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri.

12 marzo 2013

(ANSA) Direzione Antimafia

Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi. L'indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano spiegano gli investigatori - ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda e vede coinvolte una ventina di persone tra imprenditori e pubblici funzionari.

nell'ambito di una indagine su episodi di corruzione connessi ad appalti e forniture di aziende ospedaliere della Lobardia, ha eseguito numerose perquisizioni, anche all'estero, e arresti presso abitazioni, imprese e strutture sanitarie lombarde in altre Sono più di 50 le regioni. perquisizioni dirette ad Tra i sette arrestati per acquisire riscontri dopresunte tangenti nella cumentali ai fatti acsa-nità c'é Leonardo Bo- certati. riani, giornalista, ex direttore della Padania. DIA, COMPLICITA' IN In carcere tre impren- MONDO ISTITUZIONI ditori e l'ex consigliere regionale lombardo Mas- Gli investigatori della Dia simo Guarischi. Tra le di Milano parlano di una a z i e n d e o s p e d a l i e re c o i n - " ra m i f i c a t a r e t e d i c o m volte il San Paolo di plicità nel mondo saniM i l a n o , l ' Is t i t u t o n a z i o - t a r i o e i s t i t u z i o n a l e " a dell'inchiesta nale tumori e l'Asl di proposito che ha portato agli C re m o n a . arresti di stamani. Nell'operazione della Le indagini riguardano, Dia ci sono una ventina in particolare, la manutenzione di apparecdi indagati.

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chiature elettromedicali e di diagnostica tumorale in vari ospedali lombardi.

Tra gli arrestati accusati di "numerosi episodi di corruzione" vi sono anche Pier Luigi Sbardolini, direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera di Chiari (Brescia), arrestato per fatti del periodo in cui lavorava al San Paolo di Milano, e Luigi Gianola, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Sondrio. Mentre è indagato un cittadino svizzero, Giovanni Lavelli, i cui uffici sono stati perquisiti su rogatoria. Gli arresti sono stati chiesti dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, appartenenti al dipartimento del procuratore aggiunto Alfredo Robledo.

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Carne equina, ancora casi in Italia

«Il reato è solo di frode, nessuna traccia di fenilbutazone. di Manuela Correra

12 marzo 2013

Non c'è pericolo per la salute»?

Roma. Lo scandalo della carne di cavallo dilaga e fa risentire i suoi effetti sui consumi con un crollo di oltre il 30% degli acquisti di primi piatti pronti, surgelati e ragù. Tracce di carne equina in alcune confezioni di pasta fresca sono state trovate dai Nas a Roma, a Viterbo, nel bolognese e nel perugino. I controlli, informa una nota, sono stati effettuati nell'ambito del monitoraggio disposto dal ministero della salute. In nessun caso, precisa il ministero, è stata trovata traccia di fenilbutazione, antinfiammatorio utilizzato per i cavalli ma vietato per l'uomo: «Non ci sarebbe quindi nessun pericolo per la salute pubblica, resta il reato di frode com m e rc i a l e » . A Roma sono state trovate tracce di carne equina nei tortellini alla carne "Nuova Tort Uovo" da 500 grammi, lotto L043 con scadenza 06.05.13, e tortellini al prosciutto "La spiga dei buoni sapori" da 500 gr., lotto052 con scadenza 15.05.2013, prodotti dalla ditta "Nuova tort uovo s. r. l." di Roma, che ha utilizzato materie prime fornite da due ditte presso le quali sono in corso delle verifiche. I Nas di Roma hanno quindi sequestrato 280 confezioni da 500 gr. di tortellini al prosciutto appartenenti lot-

ma è attualmente vietato. I medicinali veterinari contenenti questo principio attivo possono essere somministrati unicamente agli equidi non destinati alla produzione di alimenti. L'eventuale riscontro di residui di fenilbutazone nelle carni destinate al consumo umano è dovuto o a un uso illecito del medicinale (poiché non è stato rispettato il divieto), oppure perché il c a v a l l o , t ra t t a t o c o n i l m e dicinale in questione, era stato inizialmente dichiarato non destinato alla produzione di alimenti, ed è stato invece illecitamente utilizzato pe r produrli». In ogni caso il Ministero della Salute ribadisce che, anche in caso di un futuro rilevamento di fenilbutazone in uno dei prodotti alimentari sequestrati, non saremmo in presenza di un problema di salute pubblica. Infatti, considerando le dosi utilzzate per il trattamento farmacologico sei cavalli, l'eventuale quantitativo di fenilbutazone presente, per esempio, in una porzione di lasagne o ravioli contenente carne equina non dichiarata corrisponderebbe ad un ordine di grandezza tra le 10mila e le 100mila volte inferiore a quello della dose terapeutica giornaliera un tempo impiegata nell'uomo. Non ci sarebbe, quindi, nesIl fenilbutazione è un antin- sun rischio di salute legato fiammatorio un tempo amcontinua messo per l'uso sull'uomo to risultato positivo alle suddette analisi; 4.406 confezioni da gr. 500 di prodotti a base di carne bovina (tortellini e ravioli). L'azienda ha avviato le procedure di ritiro dal mercato dei prodotti. A Viterbo, positivi ai test i cannelloni alla carne "Delizie di pasta" da 400 gr., lotto 023 con scadenza 08.04.13, prodotti dalla ditta Pasta Julia S. p. A. di Spello (PG) presso la quale sono in corso accertamenti. Positive anche le "Lasagne alla bolognese" da 600 gr., lotto 12341 con scadenza 07.06.2014, prodotte dalla ditta "La cucina di Bologna" di San Giovanni in Persiceto (Bo) già sottoposta ad accertamenti da parte del Nas di Bologna. L'azienda ha avviato le procedure di ritiro dal mercato del prodotto. «Al momento - precisa il comunicato del ministero della salute - nei 109 campioni finora analizzati nell'ambito del piano di monitoraggio, non è stata rilevata alcuna traccia di fenilbutazone.

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ad una ipotetica assunzione inconsapevole della sostanza.

la nota - resta il grave tinuano nell'attuazione riproblema legato al reato di gorosa del piano di mofrode commerciale, motivo nitoraggio». per il quale le autorità «Naturalmente - conclude sanitarie e i Nas con-

E' morta Teresa Mattei s c e l s e l a m i m o s a s i m b o l o d e l l ' 8 m a rz o Aveva 92 anni era nata a Genova e si è spenta a Lari, in provincia di Pisa. Ha partecipato all'Assemblea Costituente, dirigente dell'Udi. Il messaggio di Napolitano

C'era lei dietro la mimosa diventata il simbolo della festa delle donne: "Scegliamo un fiore povero, facile da trovare nelle campagne" suggerì a Luigi Longo in un lontano 8 marzo. Teresa Mattei è morta oggi all'età di 92 anni a Lari, in provincia di Pisa dove viveva con la sorella Ida. E' stata la più giovane eletta nell'Assemblea Costituente, la chiamavano "la ragazza di Montecitorio". Era nata a Genova ed era l'ultima donna rimasta in vita fra le 21 che avevano partecipato alla stesura della Costituzione.

Pensiero libero, donna indipendente. "La cosa più importante della nostra vita -disse una volta - è scegliere da che parte stare". Nel 1938 venne espulsa da tutte le scuole del Regno per aver rifiutato di assistere alle lezioni in difesa della razza. Nel 1955 fu "cacciata" dal PCI perchè contraria allo stalinismo e alla linea togliattiana.

Laureata in filosofia a Firenze, era stata partigiana con il nome di battaglia "Chicchi", molto attiva nella Resistenza e nella lotta di Liberazione, faceva parte dei Gap e, partecipò anche ad attentati in quegli anni difficili (fornì per esem-pio, come lei stessa confessò in un'intervista al Corriere della Sera, informazioni sulle abitudini di Giovanni Gentile, poi assassinato a Firenze). Sorella di un martire della Resistenza, fu seviziata dalle Ss, le gesta del suo gruppo partigiano sono state raccontate al cinema da Roberto Rossellini in un episodio di "Paisà". E' stata candidata per il Pci all'Assemblea Costituente, nella quale aveva il ruolo di segretaria dell'ufficio di presidenza. "Era una donna di grande intelligenza e di vitalità, infaticabile - la ricorda Patrizia Pacini che per l'Altreconomia ha firmato il libro "La Costituente, storia di Teresa Mattei" - era in prima fila a battersi per i diritti delle donne, per l'uguaglianza dei cittadini,

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ha lavorato alla stesura dell'articolo 3, cardine della nostra Costituzione". Teresa Mattei ha trascorso gli ultimi anni di vita a Lari, un paese in provincia di Pisa. E' stata dirigente nazionale dell'Udi (Unione Donne Italiane). Nel 1966 è diventata presidente della Cooperativa Monte Olimpino a Como, che con Munari, Piccardo e altri realizzava e produceva film nelle scuole, fatti dai bambini. Con la Lega per i diritti dei bambini alla comunicazione ha promosso in tutto il mondo grandi campagne per la pace e la non violenza. In un video ai giovani di un circolo Arci qualche tempo fa disse: "Voi dovete essere meglio di noi, voi siete il futuro. Difendete la nostra costituzione, battetevi per un'Italia fondata sulla giustiza e sulla libertà".

Napolitano. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla famiglia Mattei un mes-

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saggio: "Ho appreso con animo commosso la notizia della scomparsa di Teresa Mattei, storica figura di coraggiosa partigiana e combattente pe r la liberazione de l nostro Paese dalla barbarie nazifascista, che fu nel 1946 la più giovane deputata eletta alla Assemblea Costituente. Nel solco di quella prima luminosa esperienza, ella è rimasta sempre coerente con gli ideali di libertà e di d e m o c ra z i a . Nel lungo corso della sua esistenza si è dedicata con infaticabile impegno nell'affermare i diritti delle donne nella società e quelli dell'infanzia, in attuazione dei principi di quell'articolo 3 della Costituzione alla cui redazione aveva efficacemente contribuito. Giungano a tutti i familiari le mie condoglianze più sentite, insieme ai sentimenti di profonda ricono-

scenza per l'esempio che ha offerto di dedizione e di rigore nell'assolvimento dei suoi doveri".

Matteo Renzi, "Porteremo con noi la sua eredità". "Ho avuto l'onore di conoscerla e incontrarla quando ero presidente della Provincia ha spiegato il sindaco di Firenze - è un chiaro esempio di impegno per il bene comune. A questo ha dedicato la sua vita prima come giovane partigiana e poi contribuendo a scrivere i principi fondamentali della nostra Costituzione. Nostro compito sarà quello di conservarne la lezione e ricordare il suo lavoro accanto alle colleghe degli altri schieramenti affinchè nella nostra carta fondamentale si affermasse la parità tra donne e uomini". Puppato,

ricordiamo

al-

l'insediamento delle Camere. "La scomparsa di Teresa Mattei è una perdita enorme per tutte le donne, una perdita enorme dal punto di vista politico e morale" ha detto la senatrice Pd Laura Puppato."Vorrei che fosse ricordata venerdì prossimo, nel giorno di insediamento delle nuove camere, sia per il suo contributo alla stesura della carta costituzionale - memorabile il suo discorso durante la discussione dell'art. 3 - Sia per il suo lavoro in favore dei diritti delle donne e dei minori. Se oggi le donne italiane hanno raggiunto la consapevolezza di una nuova cittadinanza lo devono soprattutto a lei, figura colpevolmente dimenticata anche dalla sinistra". http://firenze.repubblica.it

ECONOMIA - Le risposte necessarie 13 marzo 2013

Fino a quando reggeranno i castelli fatti d'aria dell'Italia dei "pagherò"?

C'è un'economia ormai fon-

data su una fiducia tra disperati che si impegnano a remunerare lavoro e servizi in un indefinito domani, quando il Paese sarà uscito dalle secche della recessione più drammatica del dopoguerra. Insomma, un'Italia dell'economia dove nessuno può o vuole pagare ciò che deve perché il primo a non farlo è lo Stato, il pagatore peggiore di tutti (con oltre 100 miliardi di debiti non onorati). Al contempo c'è un'Italia della politica che ha vissuto

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di continui "pagherò", a cominciare dalla riforma elettorale fino a quelle utili a sbloccare lo sviluppo e la ripresa, che tuttavia ancora non abbandona toni e comportamenti da campagna elettorale cronicizzata, dove promesse, invettive, propaganda diventano i mattoni fatti d'aria di un castello di parole e, alla lunga, di irresponsabilità.

Due Paesi di promesse mancate dunque che, tutta-

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via, scaricano sui cittadini senza scudi e senza difese le conseguenze reali (non di aria) della peggiore depressione economica. Forse anche a questo è ascrivibile la reazione rabbiosa nelle urne e la fuga, sempre più accentuata, nel mercato grigio del sommerso. Forse è per questo che Istat e Cnel segnalano come in Italia «vi sia il più basso livello di fiducia verso gli altri»: un Paese di cittadinilupi (o furbi o frustrati) in cui la fiducia malata tra disperati non è mai vera fiducia. In questo contesto anche il dato della performance delle entrate fiscali (+2,8% contro un calo del Pil quasi analogo ma con segno contrario) non va nella direzione della fiducia: semplicemente dimostra come l'Italia sia ormai un Paese stritolato da un fi s co diventato tra i più voraci del mondo (e percepito come rapace e iniquo) e una non-crescita che induce povertà reale (sette milioni di famiglie), glaciazione nei consumi, restringimento della base produttiva (20%), aumento degli accantonamenti "in vista della catastrofe", crescita della disoccupazione, scoraggiamento dei giovani verso l'università e il lavoro s t e s s o, ripresa de l l ' e m i grazione, interna e non. Il castello delle partite dei pagamenti pendenti regge fino a quando qualcuno non decide di vedere il bluff. Hanno cominciato le banche il cui ruolo in questa partita è sempre stato ambivalente: chiedono con sempre più frequenza il rientro dei fidi, ma stringono con implacabile razionalità matematica il

plafond dei prestiti. Le erogazioni sono calate del 5%, nel complesso mancano all'appello 46 miliardi, i tassi aumentano più che nei Paesi competitori e cresce la differenza tra grandi e piccole imprese (che pagano da uno a tre punti in più); i fallimenti e i protesti schizzano a record impensabili solo qualche mese fa. È evidente il doppio effetto perverso che determina il paradosso di far cadere l'impalcatura dell'"Italia dei pagherò" senza però sostituirla con la normale "Italia dei pago". La liquidità purtroppo non affluisce ancora al sistema produttivo e si ferma nei caveau degli istituti che tuttavia si approvvigionano a tassi quasi inesistenti presso i forzieri della Bce: probabilmente, in futuro potranno farlo con ancora maggiore facilità se passerà la possibilità di scontare come garanzie anche gli "incagli" non ancora diventati sofferenze, si spera che ciò faciliti l'afflusso di risorse verso il mondo della produzione. Data questa situazione di tempesta perfetta che blocca l'Italia, i partiti – o i movimenti che siano – hanno il dovere di non lasciare il Paese allo sbando, come fosse una barca con le vele al vento, preda di un molesto rollìo senza energia. Per questo è quanto mai urgente un Governo, credibile e autorevole, anche agli occhi del mondo, per affrontare da subito le urgenze dell'economia reale. Questo Parlamento in fase di composizione invece sembra oscillare tra il tanto peggio tanto meglio delle "elezioni subito", una riedizione drammatica della

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guerra di potere e tra poteri (partiti e magistrati) e le istanze utopistico radicali, a cominciare dai costi della politica. Tema cruciale, quest'ultimo non c'è dubbio, così come lo è la riforma della legge elettorale, ma non altrettanto emergenziali come le urgenze economiche. Argomenti questi forse trattati finora senza il giusto senso delle proporzioni. Un esempio per tutti: quand'anche si dimezzasse l'appannaggio del Quirinale, bersaglio storico del M5S, si recupererebbero un centinaio di milioni; se si abolisse il finanziamento pubblico dei partiti rientrerebbe un miliardo. L'emergenza dell'economia parla invece di imprese che aspettano 100 miliardi di pagamenti per lavori regolarmente svolti! Dunque ecco la vera emergenza: l'economia reale, priorità in Patria e in Europa, dove sarà effettivamente possibile trovare parte delle soluzioni se diventerà possibile recuperare risorse altrimenti bruciate da un draconiano piano di risanamento, sempre più scollato dal reale stato di salute del Paese da apparire "lunare". Bene fa ora l'Italia del governo di ordinaria amministrazione a portare al prossimo Consiglio europeo de i ca pi di St a t o e di governo un piano per recuperare «spazi di bilancio». Sono spazi vitali, ossigeno per chi non respira. Bisognava pensarci prima. Certo bisogna pen-sarci oggi. E anche domani. E lo deve fare un Governo, un Governo vero.

Alberto Orioli Page

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Napolitano a "Repubblica": Non ho offerto nessuno scudo La missiva del Capo dello Stato in replica all'articolo di Giannini sulla m a n i f e s t a z i o n e P d l a l T ri b u n a l e d i M i l a n o

GENTILE Direttore, nell’articolo “Un premio ai sediziosi”, "Massimo Giannini ha dato una versione arbitraria e falsa dell’incontro con una delegazione del Pdl da me tenuto in Quirinale martedì mattina".

Con una lettera al direttore de "La Repubblica" il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano replica duramente all'articolo di Massimo Giannini, dal titolo "Un premio ai sediziosi", in cui si accusava il capo dello Stato di non essere stato abbastanza duro nei confronti degli esponenti del Pdl dopo la manifestazione al Tribunale di Milano. "E’ falso che mi siano stati chiesti 'provvedimenti punitivi contro la magistratura' afferma categorigo Napolitano nella missiva-: nessuna richiesta di impropri interventi nei confronti del potere giudiziario mi è stata rivolta, come era stato subito ben chiarito nel comunicato diramato alle ore 13.00 dalla Presidenza della Repubblica. Comunicato che Giannini ha ritenuto di poter di fatto scorrettamente smentire sul-la base di non si sa

quale ascolto o resoconto surrettizio. Né la delegazione del Pdl mi ha “annunciato” o prospettato alcun “Aventino della destra”. L’incontro mi era stato richiesto dall’on. Alfano la domenica sera nell’annunciarmi l’annullamento della manifestazione al Palazzo di Giustizia di Milano (poi svoltasi la mattina seguente senza preavviso, da me valutata “senza precedenti” per la sua gravità). L’incontro in Quirinale con i rappresentanti della coalizione cui è andato il favore del 29 per cento degli elettori, era stato confermato dopo mie vibrate reazioni — di cui, del resto, il suo giornale aveva ieri dato conto — espresse direttamente ai principali esponenti del Pdl per la loro presa di posizione. Quel rammarico, ovvero deplorazione, è stato da me rinnovato, insieme con un richiamo severo a principi, regole e interessi generali del paese che, solo con tendenziosità tale da fare il giuoco di quanti egli intende colpire, Giannini ha potuto presentare come “riconoscimento al Cavaliere di un legittimo impedimento automatico, o di un ‘lodo Alfano’ provvisorio”. Nell’incontro di ieri sera (martedì serandr) con il

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Comitato di Presidenza del Csm — incontro da me promosso, in segno del mio costante rispetto verso la magistratura e il suo organo di autogoverno (e semplicemente omesso nell’articolo di Giannini) — è risultato ben chiaro che nessuno “scudo” è stato offerto a chi è imputato in procedimenti penali da cui non può sentirsi “esonerato in virtù dell’investitura popolare ricevuta”. Mi auguro che da parte di Giannini, anziché deplorare aggressivamente il Capo dello Stato per non avere manifestato lo “sdegno” e la “forza” che il bravo giornalista avrebbe potuto suggerirgli, ci siano in ogni occasione rigore e zelo nei confronti di tutti i sediziosi, dovunque collocati e comunque manifestatisi. Cordialmente. (14 marzo 2013 09:02 -

ilVelino/AGV NEWS Roma)

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Novità Giuridiche ... curiose.... ed altro PECULATO D'USO

DROGA

Coca ed ecstasy, trenta dosi potenziali: spaccio sì, ma fatto lieve Nessun dubbio sulla condanna dell’uomo, beccato in possesso delle due sostanze stupefacenti, per il reato di detenzione a fine di spaccio. Ma il dato ponderale, ritenuto considerevole dai giudici di secondo grado, non può portare alla negazione della attenuante del fatto di (Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. lieve entità. I carabinieri vanno a far la spesa con l'auto di servizio: riconosciuti l'appropriazione e il danno per la P.A. Si può escludere la sussistenza del peculato d’uso solo nei casi in cui l’utilizzo momentaneo della cosa non abbia leso in modo apprezzabile la funzionalità della P.A. e non abbia arrecato un danno alla sua integrità patrimoniale.

7971/13; depositata il 19 febbraio)

CARICHE PUBBLICHE

È incandidabile chi ha condanna per abuso d'ufficio di Marilisa Bombi

subito

una

Il d.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi), a norma dell'art. 1, comma 63, legge 6 novembre 2012, n. 190, entrato in vigore il 5 gennaio scorso, miete la prima vittima nella Regione Abruzzo. (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza n. 695/13; depositata il 6 febbraio)

RIFORMA FORENSE

Contrordine del CNF: l'avvocato può continuare a fare l'amministratore di condominio Nella seduta del 20 febbraio 2013, la Commissione consultiva del Consiglio nazionale forense ha adottato un importante parere relativo al problema della compatibilità tra l’attività di amministratore di condominio e la professione forense, oggetto di una discussa risposta alla Faq n. 32, pubblicata proprio sul sito del CNF. La disamina operata si conclude con una decisione che ribalta l’orientamento precedentemente espresso: l’avvocato, pertanto, potrà continuare a fare l’amministratore di condominio.

EffettoTre 15 marzo 2013

(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 9070/2013; depositata il 25 febbraio)

RISARCIMENTO DANNI

L'automobilista ha fatto tutto il possibile per evitare il danno? Bisogna dimostrarlo In materia di responsabilità da sinistro stradale, l’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti non libera l’altro dalla presunzione della concorrente responsabilità, che ha l’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3, ordinanza n. 4646/13; depositata il 22 febbraio)

COMPRAVENDITA IMMOBILIARE

Appartamento di tre vani o di tre stanze? Ineccepibile l'interpretazione dei giudici di merito Il giudice di merito, nell’interpretare la comune intenzione dei contraenti, deve rispettare il principio del «gradualismo», ricorrendo cioè ai criteri interpretativi sussidiari quando il significato letterale delle espressioni adoperate dai contraenti sia insufficiente a identificare la comune intenzione. (Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 4629/13; depositata il 22 febbraio)

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DELIBERA ASSEMBLEARE

Per installare i cancelli all'ingresso serve la maggioranza qualificata? No, perché non è un'innovazione La delibera assembleare con la quale si dispone la chiusura di un’area di accesso al fabbricato per disciplinare il transito e impedire l’accesso indiscriminato da parte di terzi attiene all’uso della cosa e alla sua regolamentazione e non incide sull’essenza del bene comune né altera la sua funzione o destinazione.

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 4340/13; depositata il 21 febbraio)

FALSE DICHIARAZIONI

Non sempre è reato mentire ai Carabinieri ... Asserire falsamente di non essere in possesso del passaporto non integra il reato di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria se la dichiarazione non è versata in un atto destinato a essere prodotto davanti a quest’ultima.

(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 9063/13; depositata il 25 febbraio)

VIOLENZA IN FAMIGLIA

Il marito geloso taglia i capelli alla moglie: non è cortesia, ma violenza privata La condotta del marito non ha costituito, come sostenuto dalla difesa, un aiuto alla moglie che cercava di tagliarsi i capelli da sé, ma l’imposizione di un comportamento in violazione della libertà morale della donna. (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 10413/13; depositata il 6 marzo)

EffettoTre 15 marzo 2013

ACCERTAMENTO TECNICO

Impronta digitale conservata? La comparazione è un accertamento ripetibile L’accertamento tecnico può considerarsi ripetibile quando la cosa da esaminare conserva nel tempo le proprie caratteristiche e può essere sottoposta a nuovo esame; in materia di impronte l’attività di accertamento consiste nella comparazione e non nell’acquisizione del campione. (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 10350/13; depositata il 6 marzo)

ESTORSIONE

Far parte di un gruppo di parcheggiatori abusivi co-stituisce concorso nel reato Si ha concorso nel reato quando l’agente partecipa in qualunque modo alla realizzazione del-l’illecito: è sufficiente anche la semplice presenza sul luogo del delitto, attiva o pas-siva, nel caso in cui si ravvisa nell’agente la coscienza e la volontà dell’evento. (Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 10305/13; depositata il 6 marzo)

Cassazione, dare dello iettatore è reato:

"Superstizioni alla base di discriminazioni" Se si dice che qualcuno porta sfortuna e lo si chiama iettatore, si commette reato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza depositata il 6 marzo 2013 conferma la condanna per diffamazione a un conduttore radiofonico. Aveva detto che "porta male", tanto che "devo toccar ferro perché porta anche sfortuna".. La Suprema Corte ha sancito che "c com m e t t e i l reato di diffamazione chiunque adoperi termini che risultino offensivi, in base al significato che essi vengono oggettivamente ad assumere, a prescindere dal loro spessore culturale e dalla loro base scientifica, nella comune sensibilità di un essere umano, collocata in un determinato contesto storico e sociale".

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Quando l’amore diventa ossessione:lo stalking A colloquio con il Dottor Andrea Feltri di Antonella Marchisella

Da chi vengono posti in atto, prevalentemente, questi atti persecutori e comportamenti assillanti? Per lo più la maggioranza dei comportamenti assillanti vengono messi in atto da partner o ex-partner di sesso maschile con un’età compresa tra i 18 ed i 25 anni (il 55% dei casi), quando la causa è di tipo abbandonico o di amore respinto, o superiore ai 40-45 anni quando ci si trova di fronte ad uno stato di separazione di coppia ovvero ad un divorzio. Occorre tuttavia considerare che queste percentuali, riportate, sono basate sulle denunce e le segnalazioni che le vittime hanno fatto e, pertanto, non tengono conto della presenza del cosiddetto “numero oscuro”. «Si punisce con il carcere chiunque pedini, assilli, infastidisca pesantemente – con telefonate, insistenti ricerche di contatto – una persona, tanto da causarle gravi stati d’ansia o di paura per la propria incolumità o per quella di un parente prossimo e da costringerla a cambiare abitudini di vita». L’articolo 612 bis del Codice penale parla chiaro, parliamo di stalking, il reato introdotto nel nostro Paese con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11,successivamente, convertito in legge 23 aprile 2009, n. 38, promosso dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. Così, scopriamo che alcuni comportamenti che all’apparenza rientrerebbero nella categoria di gesti d’affetto, come l’invio di fiori o regali, telefonate, sms e e-mail, talvolta presagiscono l’inizio di scenari dallo sfondo persecutorio, quando tali “attenzioni” divengono così pesanti da limitare la libertà della persona che ne è oggetto e minarne la privacy, oltre a condurla in uno stato perdurante di ansia o paura. Ma qual è l’incidenza di questo fenomeno nelle regioni italiane? Le percentuali rivelano un’incidenza del 29% in Emilia Romagna, del 28% in Toscana, del 22% in Friuli e del 20% nel Veneto, tra le più alte. Mentre si classificano la Puglia con il suo 13% e l’Umbria con il 9%, tra le regioni con la più bassa incidenza di questo fenomeno. Al fine di delineare un quadro approfondito per i nostri lettori, abbiamo intervistato uno dei massimi esperti criminologi a livello internazionale, il Dottor Andrea Feltri, che si è occupato del fenomeno parlando delle sue dinamiche in diversi convegni e seminari. Dottor Feltri, innanzitutto, cosa si intende esattamente parlando di “stalking’’ ? Stalking , ovvero “sindrome del molestatore assillante” è un termine di lingua anglofana che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola ed ingenerando stati di” ansia e paura”, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Letteralmente stalking significa “fare la posta”, e si manifesta attraverso una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati dalla ripetizione, insistenza e intrusività. Essenzialmente si tratta di un insieme di molestie psicologiche che si esplicano con comportamenti persecutori, atteggiamenti minacciosi e di controllo nei confronti di una o più persone. stalking parcheggio Quando l’amore diventa ossessione: lo stalking. EffettoTre 15 marzo 2013

Quali possono essere le cause di questi comportamenti patologici? Come già detto pocanzi,le cause possono essere diverse, spesso si traducono in casi di abbandono o di amore respinto (per le vittime più giovani) o per separazione o divorzio. Il movente sembra essere spesso una separazione non accettata. Lo stalker, in realtà, sviluppa disturbi relazionali legati, a sua volta, ad eventi traumatici non elaborati e che manifestano un gran bisogno di “affetto”. Parliamo di soggetti con una personalità debole o non ancora ben formata e che, per la paura di essere abbandonati, magari come ripetizione di esperienze antiche, o meglio “infantili” diseparazioni avvenute, si legano in maniera ossessiva a qualcuno. Si sottolinea quindi la possibile esistenza e persistenza nel soggetto stalker di un modello di attaccamento insicuro,ovvero patologico, per cui il soggetto non può fare a meno dell’altra persona, la quale diventa funzionale per la propria esistenza. Cosa si intende per “attaccamento’’? E’ la tendenza della persona a strutturare dei legami affettivi con persone significative, la cui perdita può produrre disagi emotivi e disturbi di personalità, sia nel bambino che nell’adulto. Lo stile di attaccamento è una relazione importante che si struttura tra il bambino e la persona che si prende cura di lui, èd è sicuramente la matrice delle relazioni che strutturerà nell’arco della sua vita. stalking metro Quando l’amore diventa ossessione: lo stalking. Ci può delineare le diverse tipologie di vittime? Tra le diverse tipologie di vittime potrei enucleare la “vittima personale”, ossia quella che ha avuto un precedente rapporto d’amore o d’amicizia con lo stalker, il quale agisce per riconquista o vendetta; la ‘’vittima per professione”, dunque parliamo dei “professionisti d’aiuto”, tra cui rientrano medici, psicologi, assistenti sociali, insegnanti, avvocati, e ogni altra figura contro cui lo stalker pone in atto comportamenti molesti volti ad una richiesta di attenzione oppure una ricerca di vendetta per l’attribuzione di una responsabilità di questi, reale o presunta. Tra le varie tipologie di vittima vorrei citare anche ‘’la conoscente’’, che si configura quando la vittima è una persona incontrata accidentalmente e con la quale lo stalker non ha alcuna reale relazione; e la “vittima mediatica”, che come dice la definizione stessa è un personaggio famoso, di cui lo stalker è fan.

Dottor Feltri, sarebbe interessante conoscere quali sono le reazioni di una vittima alle prese con lo stalker? Direi che ci possono essere delle reazioni a breve termine, o per meglio dire nell’immediato, quali la fuga, o risposte verbali non confrontative, ad esempio il tentativo di dissuadere lo stalker o cercare di suscitare la sua empatia, e chiaramente ci possono essere anche delle reazioni fisiche come pianti e tremori. Ci possono essere reazioni verbali, ad esempio le urla della vittima, oppure quest’ultima può tentare di opporre resistenza fisica allo stalker, cercando di divincolarsi o sferrandogli dei colpi. Parlando di reazioni a lungo termine invece, queste consistono in cambiamenti drastici posti in essere dalla vittima di stalking, come il cambiare il proprio numero di telefono, cambiare abitazione, cambiare lavoro o città, e naturalmente un cambio radicale delle proprie abitudini di vita. Ma quali saranno le conseguenze sulla vittima di stalking? Si potrebbe verificare un quadro costituito da disturbi generalizzati come insonnia o incubi notturni, tensione costante, irritabilità, condotte aggressive o di evitamento verso tutto ciò che possa riportare alla mente il vissuto traumatico, episodi di flashback e disturbi post-traumatici da stress. Dottor Feltri, veniamo a una domanda che certamente troverà largo interesse nei lettori, cosa si può fare per scoraggiare il molestatore assillante? Iniziamo col dire che non tutti i casi di stalking sono uguali, pertanto non è possibile generalizzare in riferimento alle modalità comportamentali di difesa che possono essere adattate alle circostanze e alle diverse tipologie di persecutori. Certamente sarebbe inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e favorendo in tal modo lo stalker e la sua condotta. Il primo passo è quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni maggiori rispetto a quelle adottate dalle persone che non hanno questo problema. Occorre informarsi sull’argomento e comprenderne i rischi reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è possibile, gli atti di molestia assillante, quindi, evitare che il soggetto passivo si cristallizzi nella figura di “vittima” nei riguardi del persecutore. Se vi sono molestie telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, infatti, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la suoneria e rispondete gradualmente sempre meno. Nel frattempo, tentare di produrre delle prove delle molestie continue e assillanti, evitando di lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili delle stesse. Inoltre sarebbe utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per chiamare in caso di emergenza».

La redazione ringrazia il relatore e la compartecipazione di Biopharmacie e Istituto Pasteur per questa intervista. Anno VII - n.ro 66

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nuovo

8 il Paese

domenica 23 dicembre 2012

Culture

Criminologia A tu per tu con il professore Andrea Feltri

La vittima del reato

B

asta sfogliare una qualsiasi rivista o quotidiano, prestare attenzione ai telegiornali o ascoltare in radio le ultimissime, che ci si trova dinnanzi a panorami vittimologici terrificanti e agghiaccianti, in cui l’offender pur di gratificare il proprio ego, o per soddisfare le personali pulsioni, o ancora sfogando paranoie, gelosie e disturbi psicotici, attraverso l’uso della violenza prende possesso della sua futura preda, adottando comportamenti a sfondo terroristico, psicologico o fisico, a seconda della scelta propedeuticamente meditata. *** Parliamo dell’argomento con il professore Andrea Feltri, ritenuto uno dei maggiori esperti in materia, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e criminologo di fama internazionale, operante in teatri di conflitto domestico e urbano, sempre in prima fila in termine di prevenzione e lotta alla criminalità, micro e macro. Indubbiamente quella della vittima per molti anni è stata ritenuta una figura passiva nel dibattimento giudiziario, in quanto indifesa e disarmata dinnanzi al potere devastante e diabolico del carnefice. Ultimamente però, si sta rivalutando il suo ruolo, ricostruendo le relazioni che questa ha avuto con l’autore del crimine e l’approccio scatenante lo scenario delittuoso, che nella maggior parte dei casi è dovuto a una comunicazione incivile, criptata o ingiuriosa , determinante nella dinamica dei fatti. Con ciò però non è giustificabile in alcun modo l’epilogo, che pone l’accento sull’assenza di proporzionalità tra offesa e difesa. *** Da qui partiamo allora con le domande al professor Feltri, per cercare di capirne di più, svelando quei tabù sepolti da tempo. La vittima sacrificale Dr Feltri cosa si intende per ‘’vittima del reato’’ ? “René Girard, noto antropologo francese, nella sua opera letteraria ‘’La violenza e il sacro’’ del 1972, espone il meccanismo di capro espiatorio o meccanismo vittimario, con il quale sosteneva che nelle società primitive le rivalità all’interno dei gruppi umani ingeneravano situazioni di violenza che venivano risolte con l’uccisione del soggetto ritenuto responsabile della stessa. Così, con la morte del cosiddetto capro espiatorio la violenza veniva meno e la vittima diveniva sacra. ” Vittima del reato” deriva dal latino victima, di etimologia incerta, forse etrusca, termine usato nell’antichità per indicare espressamente l'animale (o la persona) - immolato agli Dei nel corso del rito sacrificale. Inizialmente, la stessa criminologia tralasciava di occuparsi della figura della vittima e solo intorno agli anni ’50, in seguito ad un articolo di Hans Von Hentig, il quale condusse per primo uno studio organico sul tema della vittima, nacque la vittimologia”. La vittima del reato può interagire in qualche modo col suo carnefice, ed assumere quindi un ruolo attivo nel reato? “Sempre citando Hans Von Hentig, possiamo dire che egli si soffermò a lungo sullo studio della vittima del reato, analizzando i possibili rapporti che possono intercorrere tra il criminale e la vittima, tuttavia dobbiamo ricordare che il primo studioso che utilizzò il termine “vittimologia” fu Wertham, psichiatra statunitense di origini tedesche. Lo stesso Wertham infatti si sofferma sullo sviluppo di una sociologia della vittima, su uno studio che verte alla vittima del reato, con riferimento speciEffettoTre 15 marzo 2013

Vito FRANCO

ovvera quella che ha un ruolo meramente passivo; - la vittima imprudente, ossia, come dice la definizione stessa, quella che a causa del suo comportamento imprudente si pone in una situazione di rischio; - la vittima che assiste o che coopera con altri nella commissione del crimine; - la vittima provocatrice, che in qualche modo, con i suoi comportamenti istiga il criminale; - la vittima con altissimo grado di colpa, ad esempio, il criminale che aggredisce una persona e viene da questa ucciso per legittima difesa; - la vittima immaginaria o simulatrice. Si tratta, come vediamo, di una classificazione delle vittime in base al loro grado di colpevolezza in un determinato crimine, ossia in base a quanta responsabilità è possibilie attribuire alla vittima all’interno di un’azione deviante”. Caratteristiche personali della vittima che contribuiscono alla sua vulnerabilità

Andrea Feltri in una fotografia di Luca Stefanelli

fico all’omicidio. Wertham intuì che la vittima non ha sempre un ruolo passivo nel reato, ma può interagire con il suo carnefice. Senza alcun dubbio, il modo di essere della vittima e il suo atteggiamento possono contribuire a determinare l’azione criminale a suo danno”. La partecipazione morale della vittima Dottor Feltri siamo curiosi di sapere se ci può essere una ‘’partecipazione morale’’ della vittima all’azione criminale. “Si è parlato indubbiamente an-

che di una partecipazione morale della vittima all’azione delittuosa. Nel 1956, Benjamin Mendelsohn, coniò il termine vittimologia intesa come autonoma scienza della vittimalità, sebbene la nascita della vittimologia come scienza empirica viene fatta risalire al 1948, l’anno in cui Von Henting pubblicò il suo testo“The criminal and his victim”. Vi parlo di Mendelsohn perché fu lui a definire nei suoi studi la cosiddetta ‘’partecipazione morale della vittima’’ all’azione criminale, stilando una scala in base alla quale esistono sei categorie di vittime : - la vittima del tutto innocente,

Dr Feltri, quali caratteristiche personali della vittima giocano un ruolo nel determinare l’interazione con il criminale e dunque la sua vulnerabilità? “Esistono delle caratteristiche personali della vittima che giocano un ruolo fondamentale nel determinare l’interazione con il criminale e di conseguenza la sua vulnerabilità. Le caratteristiche personali, fisiche, psicologiche e sociali della vittima potenziale assumono la veste di fattori predisponenti al crimine. Nello specifico queste categorie sono: - I minori di età, i quali rientrano tra i soggetti maggiormente esposti alla vittimizzazione a causa della loro debolezza fisica e mentale, e la minore capacità di resistenza o reazione. - Le donne. Il genere femminile è maggiormente vulnerabile, a causa della minore prestanza fisica e minore capacità di difesa nei confronti degli aggressori. - Soggetti anziani. L’età influisce senza dubbio sul rischio di vittimizzazione per il decadimento delle facoltà fisiche e mentali, nonchè da un punto di vista sociale. - Mentalmente deficitari o disturbati. In questa categoria rientrano i malati di mente, i tossicodipendenti e gli alcolisti. Ed infine abbiamo la categoria degli immigrati e le minoranze, vulnerabili a livello sociale. La predisposizione innata a diventare vittima Dr Feltri si sente spesso parlare di ‘’vittima latente’’. A riguardo cosa ci dice? “Per quanto riguarda il concetto di “vittima latente”, si potrebbe affermare che alcuni soggetti hanno una predisposizione a diventare vittime di reati e, in un certo senso, ad attrarre il proprio aggressore. Esiste una predisposizione generale riscontrabile negli individui soggetti a continui episodi di vittimizzazione e che pertanto tendono psicologicamente, per così dire, ad essere vittime. Diverse sono le predisposizioni speciali, denominate anche specifiche. La predisposizione, in tal caso, è dovuta alla presenza di alcuni specifici fattori socio-demografici e psicopatologici”. ***

Scena del crimine

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[Si ringraziano Biopharmacie e Istituto Pasteur di Parigi per la gentile concessione di questa intervista] Pagina 62 di 78


Il mondo della Tecnologia E' italiano e decodifica i segnali delle attività cerebrali

E cco i l p ri m o p c ch e ri con osce i p e n si e ri noscere con un'accuratezza di circa 90% È il primo computer "l'alfabeto" che utilizzano capace di riconoscere i le diverse aree del pensieri e potrebbe cervello ogni volta che vengono attivate.

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essere il primo passo verso sistemi intelligenti di comunicazione uomomacchina da utilizzare in primo luogo per la riabilitazione, ma che potrebbero avere molte altre possibili applicazioni. «Solo 5 anni fa era fantascienza», osserva il coordinatore della ricerca, Pietro Pietrini, a capo del gruppo di Medicina di laboratorio e diagnostica molecolare dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Primo autore della ricerca, pubblicata sulla rivista Plo-sOne, è Emiliano Ricciardi.

Collegato al cervello in modo non invasivo, il computer riconosce la differenza nell'attività del cervello di una persona sta assistendo ad un'azione da quella di una persona che sta ascoltando un suono che fa parte dell'ambiente. «Nel momento in cui riusciamo a misurare il codice neurale del pensiero possiamo tradurlo in un codice per riuscire a compiere azioni con la sola forza del pensiero», ha spiegato Pietrini. Se finora per riuscire ad osservare le aree del cervello in attività era necessaria la risonanza magnetica, ora è possibile usare tecniche non invasive, basate sulla trasmissione di segnali elettrici. In futuro, quindi, si potrebbe immaginare una semplice cuffia collegata al computer.

Il computer che distingue i pensieri si basa su un «Abbiamo scoperto che sistema capace di rico- esiste un codice neurale

EffettoTre 15 marzo 2013

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specifico per ogni azione» e in questo modo è stato possibile "insegnare" al computer a "capire" se una persona sta sentendo il suono della pioggia che cade oppure se sente bussare alla porta. Il codice neurale è lo stesso anche per le persone che non vedono dalla nascita. Il che significa che nel cervello è attivo un codice universale e astratto, identico per vedenti e non vedenti.

«Nel momento in cui riusciamo a misurare il c o d i c e n e u ra l e d e l p e n siero possiamo tradurlo in un codice per riuscire a c o m p i e re a z i o n i c o n l a sola forza del pen-siero».

Per Ricciardi potrebbe essere il punto di partenza per ribaltare modelli riabilitazione dei bambini non vedenti, ma la stessa tecnica apre scenari completamente nuovi. Ad esempio, osserva Ricciardi, «riuscire a scoprire che cosa una persona può pensare potrebbe sollevare problemi di tipo etico o forense».

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NOVITA' CONCORSI ARMA CARABINIERI

PUBBLICATE le norme tecniche relative al concorso per la nomina di 29

sottotenenti in s. p. del ruolo speciale dell'Arma dei Carabinieri

PUBBLICATO l'avviso relativo al calendario di svolgimento della prova

scritta di preselezione del 195째 corso dell'Accademia per la formazione di base degli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri

PUBBLICATO l'avviso di proroga scadenza domande relativamente al

concorso per il 195째 corso dell'Accademia per la formazione di base degli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri

PUBBLICATA la banca dati dei quiz per la prova preliminare per il 195째

corso dell'Accademia per la formazione di base degli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri

EffettoTre 15 marzo 2013

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16 febbraio 2013 inaugurazione s e d e A nci " Sa l v o D ' A cq ui s i t o"

E' stata inaugurata oggi, alla presenza di centinaia di cittadini e delle autorità civili, militari e religiose locali e provinciali, la sezione di Gravina di Catania dell’ANC – Associazione Nazionale Carabinieri, l'Associazione che aggrega carabinieri in servizio, in congedo, i loro familiari e tutti i simpatizzanti in quella che è sentita la grande famiglia dell'Arma. A fare gli onori di casa, nella sede di via San Paolo 7 a Gravina di Catania, il presidente della sezione, Franco Arena, visibilmente commosso per la straordinaria partecipazione, e il coordinatore provinciale dell'ANC Santo Prestandrea. "La nascita della nuova sezione, che sarà intitolata a Salvo D'Acquisto, - ha detto Arena - è un evento molto importante: siamo un punto di riferimento di legalità, pronti a collaborare con la popolazione". Visibilmente soddisfatto il sindaco di Gravina di Catania, Domenico Rapisarda, che con l'Amministrazione comunale ha messo a disposizione dell'Associazione i locali comunali. "Grazie all'Arma - ha detto il primo cittadino gravinese - per aver aperto la sezione e per aver fatto assumere ai locali comunali nuova linfa e

EffettoTre 15 marzo 2013

colori. Le attività sociali dell'ANC, che vengono perseguite grazie al lavoro dei volontari, sono un arricchimento per la nostra comunità. Colgo l'occasione per ringraziare i militari di Gravina, con il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Gravina di Catania cap. Guido Terenzi, per l'impegno quotidiano e costante che rende noi tutti più sicuri". Tra le autorità presenti il presidente del Consiglio provinciale di Catania, Giovanni Leonardi, e in rappresentanza del Comune di Gravina, il presidente del Consiglio comunale, Claudio Nicolosi, assessori e consiglieri comunali.

Un sincero saluto è stato poi rivolto dal comandante provinciale dei carabinieri di Catania, colonnello Giuseppe La Gala, che ha ringraziato i numerosi intervenuti.

"Sono grato come carabiniere ma anche come cittadino - ha detto il comandante La Gala - di constatare come coloro che hanno prestato servizio sentano il dovere di fare ancora la loro parte.

Oggi inauguriamo dei locali ma soprattutto accompagniamo per mano la sezione di Gravina che dimostra quali risultati si possano raggiungere quando una comunità trova al suo interno la forza per reagire".

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continua

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Il momento della benedizione dei locali: il parroco di San Paolo, Antonino Galvagno,

Il taglio del nastro. La madrina della cerimonia la signora Compagnini, vedova del maresciallo dei carabinieri Antonio Compagnini, prematuramente scomparso ed esempio di dedizione e spirito di servizio.

La bandierĂ  donata dal Cesd (Centro Studi Salvo D'Aquisto di Palermo) al presidente Franco Arena (responsabile C.O.T. Cesd di Gravina)

Rappresentanti del Cesd arch. A. Lo Presti e dr S. Coco - con il Presidente ed il C ol . La G a l a

. . . . a l cu n i m om e n ti d e l l a m a n i fe sta zi on e .

A ugur i d i b uo n la v o r o . L a R e d a z i o n e d i Ef f e t t o T r e EffettoTre 15 marzo 2013

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G ra nd P ri x Si ci l i a 2 0 1 3 Il sodalizio A.S.D. Universitas Palermo/C.E.S.D. di Palermo & Pegaso da protagonista assoluto ai XXXVII Campionati Regionali Corsa Campestre Piazza Armerina ed ai Campionati Italiani societari a Mazzarino (Caltanissetta). Risultato “storico” con la qualifica per i nazionali assoluti a Rocca di Papa (R om a )

La prima del Grand Prix Sicilia 2013, come ormai da tradizione, è coincisa con il Campionato Regionale di Cross svoltosi quest’anno a Piazza Armerina dove quasi 600 atleti (551 gli arrivati) si sono dati battaglia in tre diverse batterie. E si è corso in una giornata climaticamente perfetta dopo giorni anomali di pioggia ed in una location ormai collaudatissima soprattutto nel settore assoluto. Anche il 2013 parte alla grande per il sodalizio A.S.D. Universitas - C.E.S.D Pegaso che prima stra-vince i Regionali di Corsa campestre a Piazza Armerina con oltre 1.500 punti (49 gli atleti partenti targati Universitas) e con quasi mille di vantaggio sulla seconda classificata. Poi la settimana successiva è Mazzarino (Caltanissetta) ad essere la location per la fase regionale dei Campionati Italiani di Cross dove il nome di Universitas/CESD & Pegaso varca i confini regionali per approdare a quelli nazionali. Con la qualifica ottenuta a Mazzarino, come ricorda il titolo, si raggiunge un risultato “storico” poiché mai raggiunto nella storia dell’atletica siciliana da un sodalizio del settore senior/master e con atleti tutti facenti parte del settore Master. Piazza Armerina 17 febbraio 2013: l’ultima, e più attesa batteria, ha avuto un livello di partecipazione altissimo con un podio Bennici - Cavallo - Ingargiola spettacolare con atleti che hanno fatto la storia dell’atletica siciliana dell’ultimo ventennio. Francesco Bennici, lo ricordiamo giovanissimo ai Giochi Olimpici di Barcellona 1992

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forte di un 27’56” che resta a tutt’oggi una delle migliori prestazioni italiane di sempre; Francesco “Ciccio” Bennici proveniente dal settore sportivo Carabinieri è passato nel 2013 con la gloriosa A.S.D. Universitas Palermo grazie e soprattutto all’intervento del duo Terenzio/Di Carlo . In gara anche atleti di calibro mondiale come Francesco Ingargiola, maratoneta da 2h08’ ottenuto alla Maratona di Roma del 2000. Al maschile il sodalizio del duo Peppino Terenzio/Ino Gagliardi si ripropone, come ormai accade ininterrottamente dal 2002 al 2012, ai vertici regionali. Mazzarino 24 febbraio 2013: Ma l’ambito regionale ormai comincia a stare un po’ stretto; ed infatti solo otto giorni dopo ai campionati Italiani societari di Mazzarino il sodalizio palermitano ha ottenuto un risultato storico mai raggiunto da una società senior/master siciliana: la qualifica ai Campionati Italiani assoluti che si svolgeranno a Rocca di Papa (Roma) il prossimo 10 marzo. Ed ora Rocca di Papa (Roma) 10 marzo 2013…..

Onore al merito in tutto questo al duo Peppino Terenzio ed il Direttore del C.E.S.D. Calogero Di Carlo che fin dal 2010 (quando è stato siglato il protocollo d’intesa con ASD Universitas) ha creduto nella possibilità di raggiungere risultati che hanno fatto entrare i nomi di Universitas/CESD e Pegaso nella storia dell’atletica siciliana.

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Maratonina Agrigento del 03/03/2013 I Prova Grand Prix Maratonine –Agrigento 10/a Edizione Mezza maratona della Concordia. ASD Universitas in prima linea grazie a CESD e Pegaso!

Buona la prima per il Grand Prix Maratonine che apre il 2013 con una prova di ottima fattura e con un numero di arrivati (685) che la dice lunga sul successo riscosso. Percorso “unico” con il tragitto San Leone/Templi/San Leone che se è stato spettacolare da un punti di vista turistico lo è stato meno da quello altimetrico. Inizio abbastanza dolce della stessa ma già dal chilometro nove diventava veramente hard, per diventare durissimo nel basolato della zona dei templi. Poi tutto un discesone senza altra asperità fino all’arrivo.

Nonostante tutto il percorso si è rivelato lento ed i tempi finali hanno accusato le difficoltà altimetriche. All'appuntamento non poteva mancare il gruppo sportivo (ASD UniversitasCESD) capitanato dal suo responsabile Peppino Terenzio.

Vittoria “non scontata” per Giovanni Soffietto (ASD Universitas Palermo) che di recente aveva subito più di una sconfitta dal rivale storico di questi ultimi anni proprio, cioè, Vito Massimo Catania (ASD Amatori Regalbuto). Ma Giovanni, in preparazione per la Maratona di Roma del prossimo 17 marzo (elezione del Papa permettendo) ha tenuto a distanza (ben 97” sarà il distacco finale) il rivale di sempre; a 2’30” esatti invece il terzo arrivato Filippo Porto della GS Volata Napola.

Infine per coronare una giornata di successi targati UniversitasCESD la chicca della vittoria societaria. Questi i risultati finali: per gli uomini 1) ASD Universitas Palermo; 2) GS Valle dei Templi; 3) ASD Trinacria Palermo.

Quindi “buona la prima” vale ancor di più per il duo Ino Gagliardi/Giuseppe Terenzio che senza interruzioni continua le vittorie del 2012 con un primo grande successo nel 2013! I successi sportivi di Universitas sono dovuti ad una macchina ben rodata che tuttavia funziona a dovere grazie anche alla collaborazione fattiva (ma anche economica) sia di CESD che di PEGASO che fin dall’inizio hanno creduto nel sodalizio.

Ed ora per domenica prossima 10 marzo l’evento più atteso, con i campionati italiani di Corsa Campestre che si terranno a Rocca di Papa (Roma) dove il quintetto Bennici/Filiberto/Sorrentino/Immesi/Giarra tana tenterà il colpaccio nella più prestigiosa manifestazione crossistica dell’anno con il “carabiniere” Francesco Bennici a fare da capitano/giocatore del sodalizio palermitano.

1h11’35”/1h13’12”/1h14’05” i tempi finali del terzetto.Nota di merito al nostro Peppino che dopo due anni circa dalla sua ultima apparizione in una maratonina ha chiuso con un ottimo, 1h35'55" con buon piazzamento di categoria.

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NovitĂ  dal mondo UNIVERSITARIO

I nuovi corsi di laurea che si aggiungono a

Scienze Umanistiche e Giurisprudenza

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Novità dal mondo UNIVERSITARIO

Il CESD, oltre ai corsi di laurea, propone una vasta gamma di percorsi didattico/formativi in diversi ambiti per venire incontro alle complesse esigenze del Mercato delle Professioni e del Lavoro in Italia e nella Comunità Europea: -

Master di I e II livello Corsi di alta formazione Esami singoli Certificazioni di lingua inglese Certificazione di lingua italiana per stranieri Certificazione Eipass - passaporto informatico europeo Corsi di aggiornamento professionale.

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INSIEME SAREMO PIÙ COMPETITIVI EffettoTre 15 marzo 2013

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Master in "Criminologia e Studi Giuridi Forensi"

Scadenza 10.04.2013

Le precedenti edizioni del master 56 + 78, 100 (che si accingono a

sostere ultimo esame per poi immatricolarsi al IV e/o V anno della Facoltà di Giurisprudenza) e 127 (in corso di attuazione)

hanno

riscosso un

notevole successo, oltre ogni aspettativa grazie alla vostra fiducia che continuate ad accordarci.

Prima di Voi, oltre 1500 iscritti, hanno usufruito di questo straordinario

Master, che ha visto come protagonisti dei pregiatissimi professori e

illustrissimi professionisti nel campo criminologico, di fama Nazionale

quali: il Prof. Paolo Procacciante, Direttore Medicina Legale, Università degli Studi di Palermo; il Generale Div. CC Nicola Ragetti, già Comandante

del RACIS; il Prof. Nicola Malizia, Criminologo, Docente Università degli

Studi Kore di Enna; il Cap. Pietro Maida – Comandante Sez. Chimica – Esplosivi e Infiammabili- del RIS Carabinieri di Messina; il Prof. Rosario

Bianco, Docente Università Pegaso; il Prof. Francesco Fimmanò, Docente e

Presidente Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Telematica Pegaso e tanti che si sono susseguiti ed interscambiati, nell’illustrare le avvincenti materie oggetto di studi.

In particolare durante le lezioni sono stati trattati i seguenti moduli:

Il Criminologo Prof. Nicola Malizia, docente presso l’Università degli studi di Palermo e la Kore di Enna: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

INTRODUZIONE ALLA CRIMINOLOGIA MODERNA IL BULLISMO SESSUOLOGIA CRIMINALE MOBBING CRIMINOGENO SERIAL KILLER CRIMINOLOGIA E VITTIMOLOGIA NELLA DONNA SONNAMBULISMO OMICIDIARIO SETTE SATANICHE ED IMPLICAZIONI CRIMINOLOGICHE ABUSOLOGIA MINORILE E PEDOPORNOGRAFIA

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Il Generale di Divisione, già comandante del RACIS Carabinieri, Dott. Nicola Raggetti, docente in diverse università italiane: 1. 2. 3. 4. 5. 6.

IL SOPRALLUOGO ED IL REPERTAMENTO ( 3 LEZIONI) IMPRONTE ( 4 LEZIONI) BALISTICA ( 4 LEZIONI) BIOLOGIA (2 LEZIONI) CHIMICA (2 LEZIONI) DVI : DISASTER VICTIM IDENTIFICATION (1 LEZIONE)

1. 2. 3. 4.

ELEMENTI PRATICI DI CRIMINOLOGIA STALKING LA VITTIMOLOGIA CRIME PROFILING.

1. 2. 3. 4.

LA NASCITA DELLA CRIMINOLOGIA L'APPROCCIO POSITIVISTA ALLO STUDIO DELLA CRIMINALITA' LE PRINCIPALI TEORIE SOCIOLOGICHE DELLA DEVIANZA – PARTE I LE PRINCIPALI TEORIE SOCIOLOGICHE DELLA DEVIANZA – PARTE II -

La criminologa Avv. Dott.ssa Clelia Gorga, tutor di questo master:

Dott. Tommaso Comunale, università Forlì:

Alla luce di quanto sopra, per far fronte ed esaudire richieste sempre più

esigenti, oggi a Voi, più fortunati, viene offerto per l’anno 2012 /2013, il

Master 213 in “Criminologia e Studi Giuridici e Forensi” per una durata di 1925 corrispondenti a 77 CFU, che consente la prosecuzione degli studi nel Corso di Laurea Magistrale in di Giurisprudenza.

Per maggiori informazioni:

081.192.43.586 – 091.25.23.656 – 091 625.44.31 -

mastercesd@unipegaso.it - infocesd@unipegaso.it (di carattere amministrativo e didattico)

comunicazioni@cesd-onlus.com

(di carattere generale, logistiche/organizzative)

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Comunicazione di grande interesse formativo per tutti coloro i quali non sono in possesso della laurea di I livello a.a. 2012/2013 Gent. mi soci e amici, sulla scorta del successo delle precedenti edizioni, desideriamo comunicarVi un nuovo percorso formativo efferente due Corsi di Alta Formazione (1675 ore – 67 CFU) con i quali ci si propone di fornire una preparazione di considerevole interesse nel settore sia delle Scienze Giuridiche che delle Scienze Umanistiche, suddivisi in:

ALFO 038 - Criteri pedagogici per una comunicazione efficace (III edizione); ALFO 039 - Fondamenti storici e filosofici del Diritto Italiano (III edizione); Per essere ammessi basta essere in possesso del diploma di istruzione secondaria. È possibile iscriversi ad altri Corsi certificati quali B2 (6 cfu) ed EIPASS (6 cfu), ossia Corso di Inglese e Certificazione Informatica. La somma dei CFU in Vostro possesso: 67 (Alfo) + 6 (B2) + 6 (EIPASS) + 12 (esperienza lavorativa) = 91 CFU, vi consentirà l’iscrizione al III anno, salvo valutazioni ad personam, di entrambi i corsi di Laurea in funzione del corso scelto (Alfo 038 > Scienze Umanistiche; Alfo 039> Giurisprudenza).

SCADENZA ISCRIZIONI 10 APRILE 2013

COSTI - AGEVOLAZIONI ECONOMICHE Per tutti gli iscritti al (CESD) Centro Studi Salvo D’Acquisto, a seguito di apposita convenzione – la quota d’iscrizione è pari ad euro 1.500,00 (anziché € 1.800,00) da versare in un'unica soluzione o alternativamente in tre rate così distribuite: •

Prima rata di € 500,00 all’atto dell’iscrizione;

Seconda rata di € 500,00 entro il 10 giugno 2013;

Terza rata di € 500,00 entro il 10 luglio 2013.

Oltre a ciò Vi informiamo che per tutti coloro che parteciperanno ai FORM potranno usufruire dell’iscrizione gratuita per un anno al Centro Studi Salvo D’Acquisto e conseguire la Certificazione Informatica Europea EIPASS al costo di € 100,00 (anziché € 150,00). Il pagamento è in un’unica soluzione: •

Bonifico di € 100,00 all’atto dell’iscrizione: IBAN: IT 39 G 03069 82660 120000003203

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Inoltre per i soci CESD la quota d’iscrizione al Corso d’Inglese B2 sarà di € 300,00 (anziché € 400,00). Parte del ricavato del B2 sarà devoluto ad Ali per Volare-onlus per la missione umanitaria in Congo, progetto interamente finanziato dal Cesd. Il pagamento è in un’unica soluzione o in alternativa in 2 rate cosi distribuite: • •

Prima rata di € 200,00 all’atto dell’iscrizione: IBAN: IT 39 G 03069 82660 120000003203 Seconda rata di € 100,00 entro 60 giorni dall’iscrizione (da versare direttamente ad Ali per Volare-Onlus - causale progetto Cesd in Congo: IBAN IT 58 D 05132 04601 810570259394 - Banca Nuova sede centrale Palermo).

Per informazioni sarà possibile contattare: -

081.192.43.586 – 091.25.23.656 – 091 625.44.31 - 3313661000 – 3313662286.

-

www.cesd-onlus.com – coordinatore@cesd-onlus.com

-

comunicazionicesd@unipegaso.it

-

cesdnapoli@unipegaso.it

-

infocesd@unipegaso.it 

-

cesd@eipass.com 

 

LA DIREZIONE DEL CESD

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Effetto ..... Letteratura a cura di Pietro Pancamo

Pietro Pancamo –autore di recensioni uscite nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese» e in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera»– è direttore del podcast «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», in onda sull’emittente milanese Pulsante Radio Web. Ma è anche un poeta che, incluso dalla Aliberti editore nell’antologia «Poetando» a cura di Maurizio Costanzo, si è visto in seguito pubblicare una breve raccolta dal blog «Poesia» della Rai, nonché dedicare una puntata del programma «Poemondo» dalla radio nazionale della Svizzera italiana.

VERANDE D’AZZURRO di Pietro Pancamo

I

Un laghetto di fumo nel cuore…Processioni di frasi lasciano calzature d’intelligenza prima di entrare nella moschea delle bocche.

II

I profumi sorridono tra le maschere di foglie. E lettere serpentine indossano pastrani di luce.

III

Tachicardia di vento nei vestiti: il vento, cuore del cielo… Le nuvole sembrano covoni di luce, capanne di fieno intorno al pagliaio del sole. Nel raspo degli alberi festoni d’aria, e gli occhi sono brandelli di nostalgia tra festuche di tempo allegro. Stelle filanti d’erba, pendii agitati fra la bonaccia della pianura…

V

Un gregge di bagliori alle pendici dei versi nasconde l’Ulisse della mia ispirazione… Canicola di gioia, tanfo d’allegria negli sguardi ciclopici del solo occhio giornaliero. Spranghe di felicità negli acuti del sole e, fra verande d’azzurro, spaventapasseri di poesia…

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IV

Terra diroccata e baracche di collina. Villaggi di sole. Dal lievito nullo di rocce azzime, paesini salgono pioli di luce.

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Presi....per la

Gola!!!!!!

Cavolfiore alla fontina ...... buon appetito

Ingredienti per 6 persone: -

450 gr di cavolfiore a rosette 4 uova 4 cucchiai di latte 2 cucchiai grana grattugiato 300 g fontina a dadini 2 cucchiai pangrattato sale pepe noce moscata.

Preparazione

Dividere il cavolfiore in cimette, lessarle in acqua salata per 12 minuti (dal momento dell'ebollizione), poi scolarle e farle raffreddare. Sistemarne metà sul fondo di una teglia imburrata, cospargere con 2/3 di dadini di fontina e ricoprire con le cimette rimaste. Sbattere le uova con il latte, sale, pepe, noce moscata e grana. Versare il tutto nella teglia, agitandola un po' per distribuire meglio il composto sul cavolfiore. Cospargere con la fontina rimasta e il pangrattato, infornare a 180°C per 20 minuti; infine gratinare nella parte alta del forno per 10 minuti a 200°C.

by Rosa

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Effetto....gusto.. "ode al carciofo"! Ode al carciofo, pianta antica conosciuta da egizi, greci e romani, coltivata in Sicilia dagli arabi da cui abbiamo ereditato il nome e ancora oggi tra gli ortaggi più importanti per l'economia dell'isola. Una pianta celebrata con feste e sagre che si aprono già in questi giorni per arrivare fino alle porte dell'estate nelle località storicamente votate alla coltivazione, come le zona di Niscemi e Ramacca, patria del violetto. E da riscoprire nelle varietà di nicchia come lo spinoso tradizionale di Menfi dove è attivo un presidio Slow Food. Gustosi e ricchi di fibre, i carciofi hanno poche calorie ma posseggono calcio, fosforo, ferro, magnesio e potassio. Le qualità straordinarie di questa pianta sono così numerose che l'elenco sembra una enciclopedia del benessere: sono antiossidanti, diuretici e hanno virtù depurative, attive contro pelle grassa e cellulite, sono consigliati contro colesterolo, diabete, ipertensione; stimolano il fegato, calmano la tosse, purificano il sangue, fortificano il cuore, contrastano i calcoli. A crudo sono particolarmente benefici per il fegato, favorendo diuresi e secrezione biliare. I carciofi sono gustosissimi e versatili in cucina, adatti a mille ricette, dai tradizionali "cacoccioli arrustuti", immortale simbolo siculo della scampagnata e della grigliata della domenica, ai carciofi in umido, cotti in pentola con qualche fetta di limone, ripieni di pangrattato, aglio o cipolla, prezzemolo, e mangiati foglia a foglia nelle sere d'inverno, ai cuori fritti, a vapore, bolliti o a far da ripieno alle frittate, con il riso e con la pasta, sposati ai gamberi o alla zucca, sott'olio o crudi in insalata, nelle varianti della caponata o della parmigiana. E ancora nella più primaverile, fresca e succulenta delle minestre: fave, piselli e carciofi Si rende onore in questi giorni al carciofo con la rassegna gastronomica "Carciofiamo" che intreccia gusto e tradizione e che nata per iniziativa di uno chef romano si è allargata a numerose città italiane. Dopo la cena dello scorso mercoledì, con il menu di Salvatore Candia, la kermesse viene riproposta domenica a Trapani all'Officina gastronomica e nella terrazza della Rinascente a Palermo con

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un sunday brunch dalle ore 12.30. Le due cucine, a Trapani e a Palermo, saranno collegate in diretta video tra loro per simpatici scambi di opinione tra cuochi. Ma l'appuntamento più ricco e gustoso è nel weekend dal 15 al 18 marzo con la XXXIII edizione della "Sagra del Carciofo" a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, che propone anche quest'anno un ricco calendario: degustazioni di piatti tipici a base di carciofi, "cacucciulata", manifestazioni sportive. Un appuntamento che promuove l'agricoltura e l'artigianato della città con numerosi stand espositivi di carciofi violetti, tipici di questa zona, con decine di stand, tra degustazioni e preparazioni dal vivo, prodotti ortofrutticoli ed artigianali locali che in ogni edizione registra la presenza di migliaia di visitatori, fino a 80 mila, e tantissimi espositori. Tanto che Niscemi - nota alle cronache degli ultimi mesi soprattutto per la resistenza agguerrita contro il Muos - viene unanimamente considerata la capitale del carciofo. La Sagra si apre il 15 pomeriggio con i gruppi folcloristici e la sfilata in costume. Sabato si alterneranno manifestazioni sportive, convegni e recital di poesie (alla Biblioteca comunale), spettacoli organizzati dalle scuole. Ogni sera, dalle 21, spettacoli musicali e di intrattenimento. Ad arricchire il menu della domenica il raduno di vespe e auto d'epoca e nel pomeriggio, nella bellissima piazza Vittorio Emanuele, cuore della cittadina, si svolgerà il corteo storico seguita dall'esibizione di mangiafuoco e artisti di strada. La sagra quest'anno ha un "prolungamento" a lunedì 18 marzo con la visita ai tradizionali "altari di San Giuseppe" (alle 18) con animazioni, balli folcloristici e spettacoli musicali. La stagione dedicata al carciofo proseguirà con la sagra di Ramacca, in provincia di Catania, dal 5 al 7 aprile, tra musica, stand, folclore, prodotti tipici, e poi a fine mese, giovedì 25, la sagra di Cerda nel Palermitano , dove è prevista la degustazione dei carciofi spinosi (arrosto o trifolati), cucinati in diversi modi, accompagnati da pane e vino locali.

Ombretta Grasso

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« (...) Nei momenti decisivi della vita, ma, a ben vedere,

in ogni momento, siamo di fronte a un bivio»: «Vogliamo seguire l'io o Dio? L'interesse individuale oppure il vero Bene, ciò che "realmente" è bene? (...)»

(Papa Benedetto XVI in occasione dell'Angelus del 18 febbraio 2013)

Marzo 2013 15 marzo 2013

• Anno VII

• Numero 66

Co.Bo.Di.

email - co.bodi@yahoo.it

Issue 1 EffettoTre 15 marzo 2013

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