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E f f e t t o T re

Co.Bo.Di. Luglio 2013

Storica visita del Papa a Lampedusa.

Riassumendo

Contro la "globalizzazione dell'indifferenza" e per chiedere perdono a Dio

08 luglio 2013

Oggi Papa Francesco ha visitato l'isola di Lampedusa. Arrivato poco prima delle nove di questa mattina, il pontefice é ripartito alle 13.15. Appena giunto, il Papa é salito a bordo di una motovedetta della Guardia costiera, accompagnato da un corteo di barche di pescatori. Dalla motovedetta ha gettato nel mare di Lampedusa, presso la "porta d'Europa" di Punta Maluk, una

dei migranti morti durante le traversate. Prima di lanciare i fiori il Papa si è raccolto in preghiera. Il lancio della corona in mare è stato salutato dal suono delle sirene delle barche dei pescatori. Poi Francesco è arrivato al porto di Lampedusa, a Punta Favarolo, con la motovedetta della Capitaneria di porto che in otto anni ha tratto in salvo dal mare 30 mila persone. Sul molo lo attendevano

Pag. 1 - Il Papa a Lampedusa Pag. 5 - Università Pag. 13 - Gallitelli: soldi insufficienti Pag. 16 - Arresti omicio avv. Fragalà Pag. 19 - Regie Patenti Pag. 21 - Rappresentanza Pag. 41 - La rubrica di Pappalardo Pag. 46 - altre Rubriche Pag. 49 - Cesd

gruppi di migranti, che ha salutato al suo passaggio. Ha stretto loro la mano, quasi tutti i migranti erano giovanissimi, gli ha corona di crisantemi sorriso. "Vi saluto tutti e bianchi e gialli in ricordo ringrazio per l'accoglien(cont.page 2) EffettoTre 15 luglio 2013

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za, tutti siamo qui oggi nella preghiera e anche per questo non ho parlato. É per questo che oggi sono qui. Grazie, grazie", ha detto il Papa agli immigrati. I profughi sono per metà cristiani e per metà musulmani, molti eritrei, tra loro anche tre donne e per la maggioranza sono minorenni. "Noi siamo fuggiti dal nostro Paese per due motivi, politico e economico, per arrivare in questo luogo tranquillo abbiamo superato vari ostacoli, siamo stati rapiti da vari trafficanti. Per arrivare qui in Italia abbiamo sofferto tantissimo". Così un giovane immigrato si è rivolto a Papa Francesco al quale ha anche consegnato una lettera sul Molo Favarolo di Lampedusa. Nell'intervento il ragazzo, che si è anche interrotto per la commozione, ha chiesto aiuto per la situazione particolare: "Siamo qui - ha detto - costretti a rimanere in Italia perché abbiamo lasciato le impronte digitali e per questo non possiamo andare via. Quindi - ha aggiunto chiediamo agli altri Paesi europei di aiutarci". A bordo della "campagnola" scoperta, poi,

il Pontefice ha percorso le strade di Lampedusa, salutato e acclamato dalla folla, per dirigersi al campo sportivo "Arena", in località Salina, per la messa. Il Pontefice è stato circondato dalla folla che lo ha acclamato: ha stretto al petto petto e baciato bambini, li ha accarezzati, ha stretto le mani che i fedeli gli hanno teso, ha sorriso a tutti e li ha salutati con la mano. L'ingresso al campo sportivo è stato accolto da grida dei presenti e dallo sventoli dei cappellini bianchi e gialli. LA MESSA A LAMPEDUSA - É stata la notizia degli "immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte",

diventata per lui "una spina nel cuore che porta sofferenza" a spingere il Papa ad andare a Lampedusa, ha detto, per "risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta". "Immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo dei giornali", ha detto il Papa all'inizio dell'omelia. "Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta - ha proseguito -, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza". E allora "ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare - ha aggiunto -, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore". "Vorrei dire una parola di sincera gratitudine e di incoraggiamento a voi, abitanti di Lampedusa e Linosa, alle associazioni, ai volontari e alle forze di sicurezza, che avete mostrato e mostrate attenzione a persone nel loro viaggio verso qualcosa di migliore", ha detto il Papa durante la messa: "Voi siete una piccola realtà, ma offrite un esempio di solidarietà! Grazie". Nella messa a Lampedusa, papa Francesco ha rivolto un pensiero "ai cari immigrati musulmani che, oggi, stasera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l'augurio di abbondanti frutti spirituali". "La Chiesa vi è vicina - ha aggiunto - nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le v o s t re f a m i g l i e . A v o i , ' O ' s c i à " . Partendo dalle domande bibliche "Adamo, dove sei?" e "Caino, dov'è tuo fratello", papa Francesco, con riferimento ai naufragi dei migranti, ha detto a Lampedusa che "queste due domande di Dio risuonano anche oggi, con tutta la loro forza!". continua

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"Tanti di noi, mi includo anch'io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo", e "non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri". É così, secondo Bergoglio, che "si giunge a tragedie come quella a cui abbiamo assistito". "'Dov'è tuo fratello?', la voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio - ha detto il Pontefice -. Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi". "Quei nostri fratelli e sorelle - ha proseguito cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po' di serenità e di pace; cercavano un posto migliore per sé e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte". "Quante volte coloro che cercano questo non trovano comprensione, accoglienza, solidarietà! - ha aggiunto - E le loro voci salgono fino a Dio!". La "cultura del benessere" ci rende "insensibili alle grida degli altri", ci fa vivere "in bolle di sapone", in una situazione "che porta all'indifferenza verso gli altri - per il Papa -, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!". "Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? - ha chiesto il Papa parlando dell'aspetto dell'indifferenza - Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c'entro, saranno altri, non certo io". "Ma Dio - ha proseguito - chiede a ciascuno di noi: 'Dov'è il sangue di tuo fratello che grida fino a me?'. Oggi nessuno si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell'atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell'altare, di cui parla Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo 'poverino', e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci sentiamo a posto". "La cultura del benessere - ha spiegato Bergoglio -, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l'illusione del futile, del provvisorio, che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza". Secondo il Papa, "ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è

affare nostro!". "Ritorna la figura dell'Innominato di Manzoni - ha aggiunto -. La globalizzazione dell'indifferenza ci rende tutti 'innominati', responsabili senza nome e senza volto". Di fronte alle morti in mare, ha detto il Papa, "domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c'é nel mondo, in noi, anche in coloro che nell'anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo. 'Chi ha pianto?'". "Chi di noi ha pianto pe questo fatto e per fatti come questo? Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini?", "siamo una società che ha dimenticato l'esperienza del piangere". Nell'omelia a Lampedusa il Papa ha sottolineato in un passaggio a braccio anche il dramma dei migranti di cui sono responsabili i trafficanti di uomini. I migranti "prima di arrivare qui - ha detto sono passati attraverso i trafficanti, quelli che sfruttano la povertà degli altri, queste persone per cui la povertà degli altri è fonte di guadagno" e a causa di questi "hanno sofferto". Per i morti in mare "Signore, ti chiediamo perdono", ha detto il Papa al termine dell'omelia a Lampedusa. E ha aggiunto a braccio: "perdono Signore". "Lampedusa sia faro per tutto il mondo, perché abbia il coraggio di accogliere quelli che cercano una vita migliore", ha chiesto il Papa al termine della messa, ringraziando i lampedusani sia per "l'accoglienza" che per la "tenerezza" verso gli immigrati. "Voglio ringraziarvi ancora di più, voi lampedusani - ha detto il Papa a braccio - per l'esempio di amore, di carità, di accoglienza". Dopo aver citato il vescovo che ha parlato dell'isola come "faro", il Papa ha invitato il mondo a prendere esempio da Lampedusa. "Grazie per la vostra testimonianza - ha concluso - e voglio ringraziare anche per la vostra tenerezza, che ho sentito dai racconti di don Stefano e del suo viceparroco, sulla nave". Nel suo saluto al Papa l'arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, ha parlato di Lampedusa come "scoglio e faro", che "purtroppo per molti è diventato tomba", un "faro - ha continua

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detto mons. Montenegro, che è anche presidente della Fondazione della Cei per i migranti, la 'Migrantes' - acceso per la Chiesa intera, per l'Italia, per l'Europa. Essa - ha proseguito mons. Montenegro ricorda a tutti che ci sono delle esigenze di giustizia, di dignità, che non possono essere soppresse; quest'isola è lampada accesa perché non si pensi più in termini di emergenza o di semplice accoglienza, ma a promuovere politiche adeguate di giustizia e di rispetto di ogni vita umana". "Protettrice dei migranti e degli itineranti, assisti con cura materna gli uomini, le donne e i bambini costretti a fuggire dalle loro terre in cerca di avvenire e speranza". É un passo della preghiera pronunciata dal Papa a Lampedusa davanti alla statua di Maria, stella del mare. "L'incontro con noi e con il nostro popolo non si trasformi in sorgente di nuove e più pesanti schiavitù e umiliazioni". "Rifugio dei peccatori - ha detto ancora il Pontefice -, ottieni la conversione del cuore si quanti generano guerra, odio e povertà, sfruttano i fratelli e le loro fragilità, fanno indegno commercio della vita umana".

Con queste parole Papa Francesco ha concluso la sua visita a Lampedusa, salutando gli isolani davanti alla parrocchia di San Gerlando. Il Papa si è poi diretto in aeroporto seguito dalla folla che per tutta la mattina lo ha accompagnato nella sua visita. Intanto un barcone carico di migranti a Lampedusa. L'imbarcazione, con 165 stranieri a bordo, é stata intercettata dalle motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto. I 165 migranti sono stati caricati su due motovedette della Capitaneria di porto e una della Guardia di finanza a poche miglia di distanza dal porto di Lampedusa dove sono giunti prima dell'arrivo del Papa. Una volta soccorsi, sullo stesso Molo Favarolo dove meno di un'ora dopo è sbarcato il Pontefice, sono stati accompagnati al Centro di primo soccorso sull'isola. Tra di loro ci sono anche quattro donne. (ANSA)

Sono circa diecimila le persone che hanno assistito alla messa di papa Francesco nel campo sportivo di Lampedusa, riferisce la sala stampa vaticana. Dopo l'ennesimo bagno di folla, Papa Francesco ha lasciato il campo sportivo per raggiungere la parrocchia di San Gerlando, l'ultimo degli appuntamenti ufficiali della sua visita a Lampedusa. Nella chiesa del paese il Pontefice ha incontrato altri migranti, un gruppo di cittadini di Lampedusa con il sindaco, Giusi Nicolini, e i parrocchiani guidati da don Stefano Nastasi. "Grazie per questa testimonianza, il Signore vi benedica e vi aiuti a proseguire in questo atteggiamento tanto umano quanto cristiano".

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Carabiniere uccide moglie e si suicida (ANSA) - NAPOLI, 21 giugno 2013

Un appuntato dei Carabiniere - Luigi Chiumiento, di 46 anni, di San Leucio del Sannio ha ucciso la moglie - Raffaella Ranauro, di 41 anni - a Benevento e subito dopo si e' suicidato. L'uomo era in auto; l'ha fermata e ha fatto fuoco alla donna che era all'interno dell'abitacolo. E' avvenuto poco dopo le 13. L'uomo ha fatto fuoco con la pistola d'ordinanza. La coppia lascia tre figli

“Un calcio all’indifferenza” In campo Finanza e Carabinieri 2 8 gi u 2 0 1 3 MASCALI. Sono scesi in campo per una volta da avversari Arma dei carabinieri e Guardia di Finanza, in occasione dell’amichevole organizzata dall’Avis di Mascali nell’ambito dell’inizia-tiva “Dai un calcio all’indif-ferenza”. Le due compagini, rispettivamente in casacca rossoblu e biancoblu, non si sono risparmiate nel campo sportivo comunale del co-mune ionico, dando vita ad una emozionante sfida. Arbitro dell’incontro il capitano della Guardia di Finanza della Compagnia di Riposto, Antonino Costa. Tra le fila dei carabinieri anche il capitano della Compagnia di Giarre, Marcello Mari. Dopo una fase iniziale piuttosto equili-brata, a lungo il risultato è rimasto fermo sul 2-2, le Fiamme Gialle sono passate in vantaggio, chiudendo la partita sul 4-2. Ma non è il risultato quello che conta. L’obiettivo della manifestazione è stato quello di promuovere i principi della legalità, del volontariato e dello sport, come spiega Solange Grassi, presiedente dell’Avis di Mascali. “Abbiamo organizzato questo incontro da

un lato per attirare l’attenzione sulla nostra associazione, che continua incessantemente a cercare nuovi donatori pe r fa r fronte all’emergenza sangue estiva, dall’altro per ringra-ziare le forze dell’ordine pe r il meraviglioso com pi t o che svolgono sul nostro territorio”. Il presidente annuncia an-che le altre attività in programma. “A Abbiamo in mente un’attività estiva per i giovani, donatori e non, che si svolgerà il mese di agosto – prosegue Solange Grassi - Poi a settembre è in preparazione il moto raduno che è un evento ormai consolidato. Naturalmente proseguono anche le giornate di raccolta del sangue. Nei mesi di luglio e agosto saranno tre, anziché due, per fa r fronte appunto al l ’ e mergenza estiva”. Al termine della sfida sono stati consegnati i premi alla squadra vincitrice e alla seconda classificata, e poi al miglior giocatore di entrambe le compagini, il maresciallo Nunzio Mammino, comandante della stazione dei carabinieri di Mascali, e il maresciallo Raffaele Rollo, in forza alla Guardia di Finanza della Compagnia di Riposto.

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Un premio speciale di ringraziamento è stato inoltre assegnato ai due capitani delle Fiamme Gialle e dei Carabinieri, Antonino Costa e Marcello Mari. “Ringraziamo l’Avis di Mascali per la lodevole iniziativa e la Uisp per la disponibilità mostrata – ha detto il capitano della Guardia di Finanza della Compagnia di Riposto, Antonino Costa – E’ fondamentale continuare a promuovere, anche con queste manifestazioni, i principi della legalità e del volontariato. Il risultato sportivo in questo caso non conta, l’importante è veicolare messaggi positivi”. Si unisce ai ringraziamenti anche il capitano dei carabinieri della Compagnia di Giarre. “Associazioni com e l’Avis svolgono un ruolo importante sul territorio – ha dichiarato il capitano Marcello Mari – promuovendo valori come la solidarietà e la legalità. Ben vengano iniziative come queste”. Nei prossimi mesi l’Avis potrebbe organizzare un torneo con tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio. HTTP://CATANIA.LIVESICILIA.IT

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Avvicendamento al Comando della Legione Carabinieri “Sicilia” zionamento delle Forze di Polizia a Roma, ed il Gene02 luglio 2013 nerale di Brigata Giuseppe Governale, proveniente dal Nella Caserma “Carlo Comando Generale delAlberto Dalla Chiesa” di Pa- l’Arma dei Carabinieri. lermo si è svolta la ceriIl Generale Governale, pamonia di l’avvicendamento lermitano di nascita, torna tra il Generale di Divisione in Sicilia dove è stato Riccardo Amato, che ha Comandante Provinciale di lasciato, dopo tre anni, il Catania dal 2007 al 2010, Comando della Legione con importanti risultati nel Carabinieri “Sicilia”, per as- contrasto alla criminalità sumere l’incarico di diret- organizzata e comune. tore della Scuola di Perfe- L’alto ufficiale ha ricoperto

prestigiosi incarichi presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, è stato Comandante Provinciale di Modena, delle Compagnie di Livorno e Milano – Porta Monforte e del Nucleo Operativo della Compagnia di Napoli – Centro. www.cataniaoggi.com

Carabinieri, il generale Del Sette consegna premi all'Arma di Ancona conferita dal Presidente della Repubblica per dieci lustri di servizio militare) e ANCONA - Cerimonia di delle Croci al merito consegna di premi e di dell’Arma dei Carabinieri riconoscimenti alla Legione (ricompensa conferita dal carabinieri delle Marche, Ministro della Difesa al ad Ancona. Stamattina il personale distintosi per lo sviluppo e il progresso dell’Arma dei Carabinieri, da cui sono derivati spiccato lustro e decoro all’Istituzione) presso la caserma G. Burocchi, sede del comando della Legione Carabinieri Marche. L'alto ufficiale, ricevuto dal comandante della generale di corpo d'armata Legione, generale di Tullio Del Sette, coman- Brigata Rosario Calì, prima dante interregionale carabi- di procedere personalnieri "Podgora" di Roma, è mente alla consegna di tali intervenuto alla cerimonia riconoscimenti ai militari di consegna delle Medaglie meritevoli in servizio ed in Mauriziane (onorificenza 5 luglio 2013

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congedo, ha rivolto un saluto a tutto il personale presente composto dai militari della sede, dai delegati dell'organismo della rappresentanza militare e dai familiari dei premiandi, oltre ai quattro comandanti provinciali della Legione ed alcuni delle Compagnie e Stazioni dipendenti, a quelli dei reparti speciali operanti nella Regione, ad un folto numero dei militari in congedo dell'Associazione Nazionale Carabinieri e ad una rappresentanza del Nastro Verde (Associazione nazionale dei decorati di Medaglia d'oro Mauriziana). www.ilmessaggero.it

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Arma dei Carabinieri: soldi insufficienti, p oche a ut o e con m e no 1 2 0 0 0 uom i ni .

5 luglio 2013

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Galitelli di fronte

alle commissioni Difesa della Camera e del Senato, tra le varie dichiarazioni, ha lanciato un allarme che non può e s s e re taciuto nè sottovalutato. Senza fare allarmismi è doveroso che il cittadino sappia la verità sullo stato e sull’efficienza dell’Arma dei carabinieri. E quando queste denunce vangono fatte dal massimo esponente dell’Arma c’è da credergli e da riflettere. In sintesi il Generale Leonardo Galitelli ha detto che gli autoveicoli sono ridotti del 24%, mancano 12000 carabinieri ed i fondi per il mantenimento delle caserme sono insufficienti. Nell’ambito della nostra iniziativa OLTRE, LAB-Idee, presenta: “Difendiamo gli uomini e le donne in divisa.” riportiamo, alcune dichiarazioni del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Galitelli: ”Nel 2013 abbiamo rice-

vuto 315 milioni di euro dal Ministero della Difesa, 125 milioni in meno rispetto alle esigenze di sopravvivenza. Per le spese correnti sono stati stanziati 264 milioni di euro, per gli investimenti 25 (44 nel 2012)”. I nostri autoveicoli hanno subito ”un taglio del 24%: erano 34 mila, oggi sono 25. 800”. Per la loro manutenzione sono stati stanziati ‘’11,5 milioni di euro, a fronte di spese che si orientano piu’ sui 30 milioni”. Ogni anno, ha aggiunto, ”dovremmo acquistare 2.580 nuovi veicoli – se diamo a ciascuna auto una vita media di 10 anni – e ogni veicolo costerebbe mediamente 30 mila, per una spesa complessiva di oltre 70 milioni di euro. Ma per gli investimenti abbiamo in tutto solo 25,6 milioni”. Oltre ai tagli sulle autovetture, ha ricordato il generale Gallitelli, altri risparmi sono stati operati su elicotteri (”da 95, ora ce ne sono 50 e a fine anno ce ne saranno 43”) e siti navali (”ne abbiamo chiusi 82”). Per quanto riguarda invece le caserme, ha precisato, ”l’Arma beneficia di 238 milioni di euro provenienti dal Ministero dell’Interno, per pagare anzitutto gli affitti. Per 4.314 caserme si spendono 180 milioni di euro, poi ci sono gli oneri di manutenzione,

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riscaldamento, energia, spese telefoniche. Il nostro fabbisogno sarebbe di 380 milioni di euro. Mancano 147 milioni”. Intanto le ”4.608 stazioni territoriali continuano a accogliere il 70% delle denunce totali presentate in Italia a tutti gli organi di polizia”. Problemi ”critici” interessano, secondo il generale, anche il personale: a fronte di circa 118 mi l a unita’ previste, ”contiamo 105.472 effettivi, ne mancano 12 mila: 4 mila appuntati e carabinieri, 6 mila brigadieri, 2 mila marescialli e 200 ufficiali. Sul de fi ci t hanno influenzato i blocchi del turn over. Nel 2012 abbiamo potuto arruolare e s o s t i t ui re s o l o i l 2 0 % d e l personale andato in pens i o ne . Nel 2013 ci e’ stato ri c o no s c i ut o di pot e r arruolare il 50% e se non ci sara’ un finanziamento specifico, nel 2014 torneremo ad arruolare solo il 20% de gl i e s od i . Se permarra’ il blocco del turn over, nel 2016 saremo in 103 mila”. Ciononostante, ha concluso Gallitelli, ’il nostro impegno non deflette, siamo sempre pronti a dare tutti noi stessi” (ANSA). Fonte Ficiesse

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Carabinieri cittadini onorari di Ceres

Generale Lavacca, affetto e fiducia cittadini e' nostro segreto 07 luglio 2013

(ANSA) - CERES (TORINO),

Pasquale Lavacca.

Cittadinanza onoraria e medaglia d'oro alla Legione Carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta dal comune di Ceres, in provincia di Torino. A ritirarla il comandante della Legione, generale "Senza il rispetto, la fiducia

e l ' a f f e t t o d e i c i t t a d i ni - ha detto - i carabinieri non avrebbero duecento anni di stori"'. Alla cerimonia e' intervenuto il vicepresidente del Csm, Michele Vietti: "L'apporto che i carabinieri fornisco alla nostra sicurezza - ha detto è straordinario".

Avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale

08 luglio 2013

Nel pomeriggio odierno, presso il Salone di Rappresentanza del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, alla presenza del Comandante Generale Leonardo Gallitelli e dei

vertici dell'Istituzione, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale dell'Arma fra il Generale di Corpo d'Armata Antonio Girone, che termina il mandato, e il Generale di Corpo d'Armata Tullio Del Sette, che lo assume proveniente dall'incarico di Comandante dell'Interregionale "Podgora".

Nel corso della cerimonia, preceduta nella mattinata dalla deposizione di una corona di alloro da parte dei due Ufficiali al Sacrario

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dei Caduti presso il Museo Storico dell'Arma, il Generale Gallitelli ha espresso al Gen. C.A. Girone "gratitudine per la sua esemplare testimonianza di eccezionale competenza e di assoluta dedizione al dovere" dimostrate in oltre quarantacinque anni di servizio, mentre al Gen. C.A. Del Sette, "cui sono ben note le impareggiabili doti di uomo e di Ufficiale di altissimo rango, le sue felicitazioni e i migliori auguri di buon lavoro". www.carabinieri.it

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Pietra, arrestato carabiniere 08 luglio 2013

ricano dietro il più assoluto riserbo. Pietra Ligure - Arresto choc «L’unico che può parlare è a Pietra Ligure. Dove gli il comando provinciale», uomini della squadra di sottolinea il capitano polizia giudiziaria della Sandro Colongo. procura della Repubblica di Ma il colonnello Giovanni Savona sabato mattina Garau è in licenza e ha il all’alba hanno notificato un cellullare spento. ordine di custodia cautelare E anche il legale di fiducia agli arresti domiciliari al nominato dal maresciallo m a re s c i a l l o ca p o dei Santino Piazza, l’avvocato carabinieri Santino Piazza, albenganese Vittorio Varalda ormai alcuni anni vice- li, sembra voler prendere comandante della stazione tempo in attesa dell’interrodell’Arma della cittadina gatorio del suo assistito che rivierasca. Il maresciallo avverrà questa mattina a Piazza è accusato di circon- palazzo di giustizia. venzione d'incapace. «In questo momento ho Secondo le accuse che gli veramente poco da dire vengono mosse dal pubblico afferma l’avvocato Varalli ministero Giovanni Battista Non conosco ancora nel Ferro e che sono state ac- dettaglio gli atti, anche percolte dal giudice per le chè tra l’ordine di custodia indagini preliminari del cautelare e un memoriale Tribunale Donatella Asche- che è stato scritto dal mio ro, il sottufficiale dell’Arma cliente si tratta di una si sarebbe appropriato di ottantina di pagine che alcune migliaia di euro da devo ancora leggere con due libretti postali che si attenzione. sarebbe fatto cointestare Posso solo dire che qualche mese fa da una domattina (questa mat-tina novantenne abitante a Tovo per chi legge, n.d.r.;) ci San Giacomo e seguita dai recheremo all’interrogaservizi sociali del Comune torio di garanzia con la di Pietra. chiara intenzione di Una vicenda sulla quale chiarire i fatti contestati al occorre comunque andare mio cliente». con i piedi di piombo. Una vicenda giudiziaria, la Anche perchè se da una terza nel giro di poco parte il procuratore capo tempo, che ancora una Francantonio volta riguarda un apparGranero si limita a tenente all’Arma dei confermare l’arresto, esclu- carabinieri. dendo che nella vicenda Secondo le poche indipossano essere coinvolte screzioni trapelate, il maaltre persone, dall’altra i resciallo capo Santino vertici dell’Arma si bar- Piazza sarebbe finito nei

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guai per essersi fatto cointestare da una anziana pietrese un libretto postale sul quale erano depositati circa cinquanta mila euro e di essersene fatto intestare un altro contenete più o meno la stessa cifra. E ciò sarebbe avvenuto qualche mese fa per volontà della donna, che vedeva nel vice comandante della stazione dell’Arma una persona della quale potersi fidare ciecamente. Entrambi i libretti, comunque, sarebbero rimasti in mano all’anziana, anche se da uno di questi, quello cointestato, la donna avrebbe notato dei prelevamenti che avrebbe confessato ai responsabili dei servizi sociali di non aver mai fatto. A quel punto, un paio di mesi fa, erano partite le indagini culminate sabato mattina con l’arresto del maresciallo dei carabinieri. Santino Piazza è stato per quasi un decennio com-andante della stazione dei carabinieri di Villanova, prima di esser trasferito a Calizzano e poi a Pietra Ligure. Nel 2010 fu anche candidato dell’Udc alle elezioni comunali di Albenga. www.ilsecoloxix.it

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L'ombra della mafia sull'omicidio di Fragalà Tre arresti dei Carabinieri a Palermo

11 luglio 2013

L'ombra della mafia aleggia sul delitto de l l ' a v v oca t o Enzo Fragalà. A tre anni e

mezzo dall'omicidio del penalista, massacrato a colpi di bastone all'uscita dal suo studio davanti al palazzo di giustizia il 23 febbraio 2010 e morto tre giorni dopo all'ospedale Civico di Palermo, i carabinieri del Nucleo inves t i ga t i v o de l comando provinciale di Palermo hanno dato un volto e un nome agli esecutori materiali del delitto. Si tratta di Francesco Arcuri, Salvatore Ingrassia

(entrambi pregiudicati per mafia e già in carcere e ritenuti affiliati al mandamento di Porta Nuova) e Antonino Siracusa. A incastrarli, oltre alle dichiarazioni di una collaboratrice di giustizia, dei testimoni e delle telecamere, è stata un'intercettazione, effettuata dalla polizia durante

un'altra indagine, un'ora prima dell'aggressione a Fragalà. "Chiddi un turnaru cu ddi cosi i lignu", dice Siracusa a Ingrassia e Arcuri. Sarebbe stato Arcuri a colpire ripetutamente alla testa l'avvocato. Ma se è stata fatta chiarezza sugli esecutori materiali, restano però dubbi sul movente e sui mandanti. Al vaglio ci sono due ipotesi: una passionale e una legata a una vendetta di Cosa Nostra, in particolare dei boss dell'Uditore. Per quanto riguarda la prima pista, tutto è basato sul racconto della collaboratrice di giustizia Monica Vitale, pentitasi nel dicembre 2011. La Vitale era l'amante di Gaspare Parisi, affiliato al clan di Borgo Vecchio. La Vitale sostiene di avere ascoltato Di Giovanni capomafia di Palermo centro finito in cella due anni fa mentre forniva una sua chiave di lettura dell'omicidio. Chiave di lettura basata sul fatto che Fragalà non si era comportato bene con la moglie di un suo cliente e da lì sarebbe partita la richiesta di dare una lezione al penalista per il suo atteggiamento irrispettoso. La seconda pista verte sull'attività professionale del legale che aveva

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assistiti personaggi che gravitano nell'alveo di Cosa Nostra, come Vincenzo Marchese e Salvatore Fiumefreddo, imputati con l'accusa di avere fatto da prestanome al boss dell'Uditore Nino Rotolo. Non è esclusa che la mafia abbia voluto punire Fragalà per il suo comportamento in tribunale, anche se nell'ordinanza di oggi emessa dal Gip questa ipotesi non viene contemplata. L'avvocato era molto conosciuto a Palermo sia per la sua attività professionale sia per il suo impegno politico. Da sempre vicino alla destra, esponente di primo piano del Msi fino all'inizio degli anni '90, Fragalà è stato parlamentare di An dal 2001 al 2006, componente della Commissione Giustizia, della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, del Comitato parlamentare per i procedimenti d'accusa e della Commissione parlamentare d'inchiesta sul dossier Mitrokhin. www.ilgiornale.it

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Carabinieri - 'Ndrangheta, arrestati il

sindaco e 5 assessori del comune di Scalea . 12 luglio 2013 Cosenza - Beni per 60 milioni di euro sono stati sequestrati stamani dai Carabinieri del comando provinciale di Cosenza, con il concorso del R.O.S., nell’ambito dell’operazione “Plinius” che ha portato in carcere, fra gli altri, il sindaco e cinque assessori del Comune di Scalea. Il decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili riguarda i vertici della cosca “Valente-Stummo”, alcuni amministratori locali, imprenditori e professionisti. I beni sequestrati sono concentrati principalmente nel versante tirrenico della provincia di Cosenza, ma con significativi investimenti anche nelle regioni Umbria e Basilicata. L’indagine, in particolare, avrebbe consentito di delineare l’asse economicoimprenditoriale dell’organizzazione criminale costituito con conferimenti di “sospetta provenienza” nel settore commerciale, attraverso l’apertura di diversi supermercati, concessionarie di auto, agenzie di viaggi, parchi divertimento, attività commerciali e negozi di abbigliamento; in quello immobiliare, con la realizzazione di società finalizzate all’acquisizione di fabbricati, appartamenti e magazzini, anche attraverso aste fallimentari “pilotate”; in quello agricolo, attraverso la costituzione di cooperative e società agricole, che (non depositando bilanci e non avendo assunto lavoratori dipendenti) hanno acquistato terreni per 50 ettari senza dichiarare tali possidenze al fisco; in quello turistico, attraverso la gestione dei lidi balneari, come “L’Angelica”, “l’Aqua Mar” e “l’Itaca”, realizzati su terreni di proprietà del

Demanio dello Stato del comune di Scalea. Complessivamente, è stato disposto il sequestro preventivo di 22 tra società ed aziende; 81 immobili, dislocati anche a Matera, Perugia, e Rocca di Cave (RM), depositi, ville ed abitazioni, numerosi negozi e circa 50 ettari di terreno; 33 autoveicoli, tra cui Jaguar, BMW, Mercedes ed auto d’epoca; 78 rapporti bancari, con saldi positivi per circa 2 milioni 695.685 euro; due imbarcazioni; numerose polizze assicurative. UN INTRECCIO TRA 'NDRANGHETA E POLITICA - Svelerebbe un intreccio fra ‘ndrangheta e politica l’operazione “Plinius”, eseguita stamane all’alba dai Carabinieri del comando provinciale di Cosenza, che ha portato in carcere, fra gli altri, il sindaco di Scalea, Pasquale Basile, e cinque assessori della sua giunta. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di catanzaro, nel centro del Tirreno cosentino operava un’associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetistico denominata “ValenteStummo” operante nel territorio del comune di Scalea e nei comuni limitrofi. Il clan, subordinato al “Locale” mafioso di Cetraro facente capo al boss Franco Muto, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento e di omertà della generalità dei cittadini, aveva ottenuto il controllo e lo sfruttamento delle risorse economiche della zona. L’organizzazione, secondo l’accusa, sarebbe riuscita, attraverso il procacciamento di voti, ad orientare le ultime elezioni amministrative svoltesi nel

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marzo del 2010 a Scalea (CS), in favore di propri candidati che, una volta eletti, si sarebbero prodigati per l’assegnazione di concessioni e appalti ad imprese rientranti nella sfera di influenza della consorteria. Trentotto gli arresti eseguiti nelle prime ore di oggi nelle province di Cosenza, Bari, Matera, Terni e Salerno da 500 Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza che hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, sequestro di persona, detenzione e porto di armi comuni e da guerra, estorsione, rapina, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento amministrativo, concussione, falso, istigazione alla corruzione e minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso. Altre 21 persone sono state denunciate in stato di libertà per gli stessi reati GLI ARRESTATI - Gli arrestati dell’operazione “Plinius”, eseguita oggi dai carabinieri, sono: Pasquale Basile, 53 anni, sindaco di Scalea; Antonino Amato, 59 anni, di Scalea, Giuseppe Biondi, 44 anni, di Scalea; Vincenzo Bloise , 41 anni, di Scalea; Roberto Cesareo, 46 anni, di Cetraro; Maurizio Ciancio, 56 anni, di Scalea; Luigi De Luca, 41 anni, di Scalea; Raffaele De Rosa, 46 anni, di Scalea; Andrea Esposito, 38 anni, di Cetraro; Francesco Galiano, 44 anni, di Scalea; Agostino Iacovo, 35 anni, di Cetraro. Francesco Saverio La Greca, 38 anni, di Santa Domenica Talao; Riccardo Montaspro, 41 anni, di Scalea; Mario Nocito, 63 anni, di Scalea; Eugenio Occhiuzzi, 33 anni, di Cetraro; Rodolfo Pancaro, 39 anni, di Scalea; Antonio Pignataro, 50 anni, di Cetraro (già detenuto); Cantigno Servidio, 46 anni, di Scalea; Giuseppe Silvestri, 54 anni, di Scalea; Alvaro Sollazzo, 49 anni, di Scalea; Antonio Stummo, 30 anni, di Scalea; Mario Stummo, 58 anni, di Scalea; Franco Valente, 51 anni, di Scalea (già detenuto); Pietro Valente, 45 anni, di Scalea; Marco Zaccaro, 30 anni, di Scalea; Giuseppe

Zito, 60 anni, di Scalea. Ai domiciliari sono finiti Nicola Franco Balsebre, 42 anni, di Montescaglioso (MT); Pierpaolo Barbarello, 52 anni, di Scalea; Luigi Bovienzo, 53 anni, di Scalea; Santino Pasquale Crisciti, 57 anni, di Santa Maria del Cedro; Francesco De Luca, 36 anni, di Scalea; Corrado Lamberti, 81 anni, di Terni; Olgarino Manco, 54 anni, di Scalea; Pino Manco, 48 anni, di Scalea; Giovanni Oliva, 51 anni, di Scalea; Angelo Silvio Polignano, 45 anni, di Putignano (BA); Francesco Paolo Pugliese, 50 anni, Gioia del Colle (BA); Antonio Vaccaro, 59 anni, di Scalea. Infine, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Giuseppe Forestieri, 40 anni, di Scalea. ANCHE IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI - Ci sono un noto avvocato, diversi tecnici comunali ed il comandante dei vigili urbani fra le persone arrestate stamane nell’ambito dell’operazione “plinius” che ha portato all’esecuzione di 38 ordinanze di arresto nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Dda di catanzaro. Fra gli arrestati, con il sindaco e cinque assessori, l’avvocato Mario Nocito, 63 anni; il comandante dei vigili urbani Giovanni Oliva, 51 anni; un geometra ed un architetto del Comune: Giuseppe Biondi, 44 anni, e Vincenzo Bloise, 41 anni, dipendenti dell’ufficio tecnico comunale di Scalea. Tecnici comunali sono anche Pierpaolo Barbarello, 52 anni, architetto ed Antonino Amato, 59 anni geometra. A carico degli arrestati, a vario titolo, l’accusa di aver manovrato al fine di far ottenere appalti alle imprese vicine al clan ValenteStummo. Gli indagati, in base alle loro funzioni, erano, secondo i capi d’accusa, “a disposizione del sodalizio criminale” ed avrebbero agito “per agevolare gli interessi del boss Pietro Valente”. (..) Il sindaco pasquale Basile, in particolare, sarebbe stato, secondo quanto emerge dalle indagini, “costantemente impegnato” a raggiungere un punto d’equilibrio fra le due “famiglie”. http://qn.quotidiano.net

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E cco t ut t o q ue l l o che d i ce v a no l e Regie Patenti

(...) Tutto questo lavoro di preparazione culminò con la promulgazione delle Regie Patenti del 13 luglio 1814, che segnarono la nascita dei Carabinieri.

Le patenti costituivano un atto ufficiale con il quale si dava formalmente il via a progetti di particolare rilievo per lo Stato e si stabilivano compiti e competenze per il progetto in questione. Il preambolo dello storico documento, che ci siamo preoccupati di aggiornare nel frasario. esprime in modo sufficientemente chiaro e intelligibile le circostanze della nascita del Corpo dei Carabinieri Reali. «Per ristabilire ed assicurare il buon ordine, e la pubblica tranquillità, che le passate disgustose vicende hanno non poco turbata a danno dei buoni e fedeli

Nostri sudditi, abbiamo riconosciuto che sia necessario mettere in atto tutti quei mezzi, che possono essere confacenti per scoprire e sottoporre al rigore della Legge i malviventi ed i male intenzionati, e per prevenire le perniciose conseguenze, che da simili soggetti, sempre odiosi alla Società, possono derivare a danno dei privati cittadini, e dello Stato. Abbiamo già a questo fine dato le Nostre disposizioni per stabilire una direzione generale di Buon Governo, specialmente incaricata di vigilare al mantenimento della sicurezza pubblica e privata, e di affrontare quei disordini, che potrebbero turbarla. E per avere i mezzi più pronti ed adatti allo scopo prefisso con una forza ben distribuita. Abbiamo pure ordinato la formazione (che si sta compiendo) di un Corpo di militari, distinti per buona condotta e saggezza, chiamati col nome di Corpo dei Carabinieri Reali. Essi avranno le speciali prerogative, attribuzioni, ed incombenze finalizzate allo scopo di contribuire sempre più alla maggiore prosperità dello Stato, che non può essere disgiunta dalla protezione e difesa dei buoni e fedeli Sudditi nostri, e dalla punizione dei colpevoli». Tra gli articoli che segneranno profondamente la

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natura dell'istituzione per i secoli successivi vanno anche citati - l'articolo 6: «Le deposizioni dei Nostri carabinieri Reali avranno la stessa forza delle deposizioni dei testimoni»; - l'articolo 11: «I carabinieri Reali non potranno essere distolti dalle Autorità Civili o Militari dall'esercizio delle loro funzioni, salvo in circostanze di urgente necessità, nel qual caso dovrà essere inviata al Comandante del Posto una motivata richiesta scritta, cui lo stesso Comandante dovrà aderire»; - l'articolo 12: «Il Corpo dei Carabinieri Reali sarà considerato nell'Armata il primo fra gli altri, dopo le Guardie del Corpo». AMPIE COMPETENZE. Quello che si configura nelle Regie Patenti del 13 luglio 1814 é dunque un corpo di élite, con ampie competenze in materia di ordine pubblico, la cui funzione di protezione della stabilità interna è considerata talmente importante da venir solo dopo la salvaguardia della persona del sovrano stesso. Questa posizione di preminenza dell'Arma verrà riconfermata in tutti i regimi successivi, fatta continua Page

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eccezione per quello fascista che istituì (ma senza troppo successo, va precisato) un contraltare nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN). Nei primi dell'agosto 1814 veniva emanato l'apposito "Regolamento per l'istituzione del Corpo", in cui sono fissati e specificati molti ruoli già delineati negli studi preparatori di giugno. Sempre in quei giorni (3 agosto) una Lettera Patente nomina Presidente Capo di Buon Governo il Generale d'Armata Giuseppe Thaon di Revel di Sant'Andrea, il quale è contemporaneamente Governatore della città, cittadella e provincia di Torino. In quanto Presidente del Buon Governo, il Thaon di Revel è da considerare anche il primo comandante generale del corpo.

Sei giorni dopo, insieme alla nomina del "Signor Conte Provana di Bussolino, colonnello comandante d'esso Corpo" con l'incarico di

procedere alla formazione del medesimo ed all'assegnazione degli incarichi, la Determinazione sovrana (9 agosto) stabilisce l'articolazione del Corpo in carabinieri a cavallo e carabinieri a piedi, nonché i lineamenti generali della divisa.

L'ORGANICO INIZIALE. La forza con cui i carabinieri cominciano ad operare é di 27 ufficiali e 776 tra sottufficiali e truppa (che allora venivano chiamati Bass'uffiziali e bassa forza). Più precisamente gli ufficiali comprendono: un colonnello con il suo aiutante maggiore, quattro capitani, dieci luogotenenti (i nostri attuali tenenti), dieci sottotenenti ed un quartiermastro. Quest'ultimo aveva funzioni logistico-amministrative e si occupava, fra le altre cose, di vitto, casermaggio e assegni. I sottufficiali erano: quattro marescialli d'alloggio a piedi e tredici a cavallo, cinquantuno brigadieri a piedi e sessantanove a Cavallo ed infine 277 carabinieri a piedi e 367 a cavallo. Il maggiore costo della forza montata rispetto a quella appiedata era compensato dalla superiore mobilità e dal maggiore raggio di azione e controllo. Non dobbiamo dimenticare che un uomo a piedi non supera una velocità media di cinque chilometri orari.

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DODICI DIVISIONI. Il Corpo venne articolato in Divisioni (corrispondenti agli attuali gruppi territoriali), una per provincia e comandata da un capitano. Ne furono pre-

viste dodici, ma quelle costituite immediatamente furono soltanto sei: Torino, Savoia, Cuneo, Alessandria, Nizza e Novara. Ogni divisione aveva sotto di sé una serie di Luogotenenze, guidate da un luogotenente o da un sottotenente. Queste coordinavano l'ultimo anello ordinativo della catena, le Stazioni, che erano capillarmente distribuite su tutto il territorio e comandate da marescialli o brigadieri. L'obiettivo di costituire una prima linea di difesa territoriale e di coprire sistematicamente il territorio per il controllo della criminalità fu considerato di primaria importanza ed è rimasto praticamente lo stesso fino ai nostri tempi. www.carabinieri.it

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Notizie dalla Rappresentanza 25 giugno 2013 - Cocer Guardia di Finanza

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DIFESA: COCER, DIRITTI DEI MILITARI NON HANNO PIU' D E M O C R A Z IA

(AGENPARL) - Roma, 27 giu - “Lo Stato Maggiore Difesa superando ogni legge o norma che regola gli atti da adottare, sottopone al Ministro della Difesa un decreto da firmare senza il previsto parere della rappresentanza militare. Lo dichiarano i delegati del Cocer Comparto Difesa dopo aver appreso della firma del decreto sul fondo di efficienza dei servizi istituzionali. Il Cocer Comparto Difesa chiede al Sig. Ministro della Difesa di ritirare il provvedimento al fine di riportarlo in un alveo democratico e di legittimità’. Tali comportamenti demotivano il personale ed incrinano il rapporto fiduciario fra i militari, i loro rappresentanti e l’istituzione militare. Vista la palese violazione dei diritti dei militari forte deve essere la risposta del Ministro della Difesa”. Il presente Comunicato Stampa è stato approvato all’unanimità con la Delibera n. 2 /2013 del Co.Ce.R. Comparto Difesa

3 LUGLIO 2013. IL COMANDANTE GENERALE DELL'ARMA ALLE COMMISSIONI RIUNITE DIFESA - CAMERA E SENATO. AGGIORNAMENTO CONOSCITIVO PER IL GOVERNO SULLA SITUAZIONE ARMA DEI CARABINIERI L’audizione del Signor Comandante Generale Leonardo Gallitelli presso le Commissioni “Difesa” riunite di Camera e Senato, nell’ambito del ciclo di audizioni dei Vertici della Difesa sulle rispettive “linee programmatiche” è stato un ulteriore importante momento di ascolto da parte del Governo in un aggiornamento conoscitivo della situazione attuale dell’Arma dei Carabinieri. La mia relazione sarà centrata sulle azioni individuate dall’Istituzione per continuare a garantire la piena efficienza, a fronte di un quadro generale di consistente contrazione delle risorse disponibili. In primo luogo è stato ritenuto opportuno segnalare i dati relativi al bilancio dell’Arma, che è alimentato principalmente da fondi sia del Ministero della Difesa, sia del Ministero dell’Interno, e che, per il 2013, vede confermate le riduzioni discendenti dall’applicazione dei DL 112/2008, 78/2010 e 95/2012, tutti concernenti “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica”. In particolare, i finanziamenti del Ministero della Difesa coprono le spese di “funzionamento”, che sono costituite dagli oneri per l’“esercizio” (le c.d. “spese correnti” per vitto, vestiario, carburanti, manutenzioni, missioni, ecc.) e dai costi per l’“investimento” (ad esempio, acquisto di mezzi, potenziamento tecnologico dei reparti e delle infrastrutture telematiche, ecc.). Le disponibilità finanziarie per il 2013 destinate al “funzionamento”, pari a circa 315 M€, necessiterebbero di un’integrazione minima di almeno 125 M€. In dettaglio, nel settore “esercizio”, lo stanziamento attuale è di 264,16 M€, a fronte di un “fruito 2012” di 374,3 M€ (-110,14 M€). Nel settore “investimento”, invece, l’assegnazione iniziale 2013 è di 25,65 M€, a fronte di un’assegnazione nel 2012 di 44,1 M€ (-18,45 M€) e di un’esigenza reale pari a circa 70 M€ (-44,35 M€). A tali carenze nel settore “investimento”, sopperiscono parzialmente le integrazioni concesse dallo Stato Maggiore della Difesa per il rinnovo dei veicoli dell’Arma (15,68 M€) e per potenziare le dotazioni tecniche del Raggruppamento Operativo Speciale e del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (10 M€). continua Issue 1 EffettoTre 15 luglio 2013

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Inoltre, lo Stato Maggiore della Difesa ha assegnato ulteriori 27 M€ per il triennio 20132015, destinati al potenziamento dell’infrastruttura telematica (progetto “Defence Information Infrastructure - D.I.I.”). Segnalo, tra le altre, la critica situazione riguardante le spese di manutenzione degli automezzi, strumento fondamentale per assicurare la funzione di “controllo del territorio”. Lo stanziamento di 11,5 M€, previsto per il 2013, è insufficiente ad assicurare le minime esigenze annuali, che ammontano a circa 30 M€ e che sono già state notevolmente contenute rispetto ai precedenti esercizi, grazie al ridimensionamento del parco veicoli. Per quanto riguarda invece i capitoli del Bilancio del Ministero dell’Interno, per il 2013 sono stati attribuiti finora 238,5 M€, nonché 5,17 M€ stanziati dal D.L. n. 35/2013 per il parziale ripianamento dei “debiti pregressi 2012” (stimati complessivamente in circa 40 M€), a fronte di un “fruito 2012” pari a 304M€, cui si sono aggiunti 133,2 M€ a titolo di “debiti pregressi 2011”. Se si prescinde, pertanto, dalle disponibilità attribuite a titolo di “debiti pregressi”, le minori risorse del 2013 rispetto al 2012, sono attualmente pari a circa 65,5 M€. Le disponibilità in esame, peraltro, sono destinate principalmente a coprire i costi relativi ai canoni di fitto delle caserme (circa 180 M€), alle missioni di polizia giudiziaria e alle spese telefoniche e di riscaldamento. Va subito precisato che, per quanto concerne le caserme, sono state da tempo avviate opportune iniziative per diminuire i costi. Nel 2012 abbiamo già conseguito un risparmio pari a 1,6 M€ per oneri locativi. Nel biennio 2013-2014 contiamo di contrarre il fabbisogno di ulteriori 6,2 M€. nello specifico l’Arma persegue il trasferimento da stabili privati, in locazione onerosa, a immobili demaniali o confiscati alla mafia, ove disponibili. Più in generale, le cifre sopra indicate danno la misura delle difficoltà che l’Arma sta fronteggiando. Siamo per questo impegnati in una continua revisione delle spese e in un’accorta individuazione delle priorità, per evitare negativi riflessi sulla funzionalità operativa. Inoltre è stato opportuno mettere a fuoco la non meno difficile situazione delle risorse organiche dell’Istituzione. La forza dell’Arma prevista dalle leggi è di 117.942 unità, ripartita tra il ruolo Carabinieri e Appuntati (63.423 unità), il ruolo Brigadieri (20.352 unità), il ruolo Marescialli (30.176 unità) e il ruolo Ufficiali (3.991 unità). A fronte di tali previsioni, la forza effettivamente disponibile è oggi pari a 105.742 unità, con una carenza di 12.200 militari nei vari ruoli (pari al 10,5% del totale delle dotazioni organiche). In concreto, mancano 4.057 tra Carabinieri e Appuntati, 5.937 Brigadieri, 2.020 Marescialli e 186 Ufficiali. La forza è così distribuita: per l’83,1% (87.895 unità) nell’organizzazione territoriale; per il 5,6% (5.950 unità) nei reparti dell’organizzazione mobile; per il 3,6% (3.813 unità) nell’organizzazione speciale; per l’1,5% (1.607 unità) in quella addestrativa e per meno dell’1% (909 unità) nell’organizzazione centrale. Le rimanenti unità (5,2%) sono impiegate per esigenze specifiche degli Organi Costituzionali, del Ministero degli Affari Esteri, delle strutture interforze dei Ministeri Difesa e Interno e per assolvere i compiti di polizia militare presso le Forze Armate (5.568 unità). Sul deficit di forza descritto incide ulteriormente il blocco parziale del turn over imposto dal decreto legge 95/2012, che consente alle Forze di polizia di reclutare, per il triennio 2012-2014, solo il 20% delle unità cessate dal servizio e, per il 2015, il 50%. Tale blocco è stato in parte mitigato dalla Legge di stabilità 2013, che autorizza assunzioni nel limite del 50% dei congedamenti, negli anni 2013 e 2014, e del 70%, nel 2015. E’ stato però precisato che l’aumento del limite non è finanziato per il prossimo biennio, ma solo per l’anno in corso. Si auspica pertanto che siano reperite le risorse necessarie. Se così non fosse, il 1° gennaio 2016 la forza si attesterebbe a meno di 103.000 unità, con evidenti ripercussioni sull‘operatività. Di non minore rilievo è l’invecchiamento del personale. Nel 2000, l’età media era di 35,5 anni, a fronte dei 41 attuali. Inoltre, circa 62.000 militari (il 58% della forza complessiva) sono compresi in una fascia di età tra i 40 e i 54 anni. È intuitivo che l’efficacia di numerosi interventi operativi è correlata anche al vigore fisico proprio della giovane età. L’esigenza di finanziare nuovi arruolamenti già dal prossimo anno è particolarmente avvertita anche in vista dell’expo 2015 di Milano, che richiederà alle due Forze di polizia a competenza generale un rilevante impiego di personale per la sicurezza delle infrastrutture e dei milioni di visitatori attesi. La progressiva diminuzione delle unità è stata sinora fronteggiata con una continua revisione del dispositivo, privilegiando il recupero di risorse dagli organismi burocratici e logistici, in modo da preservare gli incarichi operativi ...... Fonte pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo Issue 1 EffettoTre 15 luglio 2013

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Spending review: e meno male che

dovevano tagliare la spesa pubblica

25 giugno 2013

conti nel suo recentissimo rapporto sul coordinamento Tagliare la spesa pubblica della finanza pubblica: «Dei in Italia sembra proprio 10,7 miliardi di riduzioni di una missione impossibile. spesa previsti per il 2012 Il paradigma è il solo il 60 per cento si ridimezzamento delle provin- ferisce a specifiche misure ce, annunciato con grande indicate dalle amministraenfasi dal governo guidato zioni, mentre dei 5,5 mida Mario Monti a luglio liardi di riduzioni previste 2012: ne dovevano rima- per il 2013 meno di un nere solo 43 su 107, oltre terzo si riconducono a inalle 10 città metropolitane. terventi definiti dai miPeccato che il decreto che nisteri». E meno male che prevedeva questo taglio dovevano tagliare La Corte non sia mai stato convertito dei conti aggiunge: «Meno in legge, quindi tutte le incisive sembrano le misure province al momento adottate nel 2011, - a una restano e i loro presidenti maggiore selettività degli ne diventano commissari interventi, cui si contrap(tranne che nelle città pone una nuova crescita metropolitane, dove da gen- della spesa primaria nelnaio 2014 i nuovi commis- l’esercizio successivo». sari saranno i sindaci dei Non solo, andando a spul10 capoluoghi). E il ciare nel voluminoso raprisparmio? Per ora è solo porto della Corte dei conti quello dei costi dei consigli Panorama ha scoperto che e delle giunte provinciali: in in realtà, tra il 2010 e il tutto circa lo 0,08 per cento 2012, sono aumentate da della spesa complessiva 9,7 a 10,7 miliardi persino degli enti locali. le spese pagate dallo Stato Dossier Corte dei conti. per i cosiddetti consumi Questo è solo uno dei tanti intermedi, ovvero i beni e i esempi di provvedimenti servizi acquistati ogni anno annunciati dallo scorso dalle pubbliche amminigoverno e non realizzati. strazioni. Qui si è tagliato Sempre nel luglio 2012 ve- assai poco su spese di niva annunciata la spen- rappresentanza, consulenrimborsi viaggio, ding review, ovvero la ze, revisione della spesa che, mentre sono aumentati i sottolineava l’allora pre- costi di noleggi, pulizie, mier Monti, «non è una spedizioni postali e così via. nuova manovra di finanza E che dire della sanità? pubblica, ma una riforma Doveva essere il settore più strutturale». Davvero? A alleggerito dalla spending quasi un anno di distanza review, con tagli per oltre 3 poco è stato fatto, come miliardi fino al 2014, in rileva anche la Corte dei particolare con la chiusura Issue 1 EffettoTre 15 luglio 2013

dei piccoli ospedali. Nel testo della legge si affermava infatti che le regioni «adottano tutte le misure necessarie a prevedere, entro il 31 ottobre 2012, la cessazione di ogni attività dei presidi ospedalieri a gestione diretta delle asl con un numero di posti letto inferiore a 120 unità e la conseguente immediata chiusura». Fatto? Macché. «La chiusura dei presidi è saltata e ogni regione ha deciso in autonomia» spiega Antonio Mazzone, presidente della Fondazione dirigenti e internisti ospedalieri, «e così la spending review, che era una buona idea per eliminare gli sprechi, mi sembra un’occasione persa». I pi ccol i tribunali. Al momento è al palo anche la loro soppressione. Era prevista la chiusura di circa 1.000 uffici con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, ma l’opposizione di magistrati, avvocati e politici che difendono il proprio collegio elettorale è molto forte e il provvedimento, che dovrebbe entrare a regime il 13 settembre, è di nuovo in discussione (si ipotizzano correzioni e una proroga) alla commissione Giustizia del Senato. Nonostante l’allarme del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che chiedono di andare avanti.

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La bol l e t t a elettrica. Almeno, si è riusciti a risparmiare un po’ sulla bolletta elettrica? L’idea di dimezzare l’illuminazione pubblica, un lampione sì e uno no, s’è scontrata con le esigenze della sicurezza. Di fatto, il problema è stato scaricato sui comuni: passare dai lampioni tradi-

zionali a quelli di ultima generazione permette risparmi fino al 30 per cento, ma finora solo il 20 per cento dei comuni è stato in grado di affrontare l’investimento. Infatti il costo per sostituire tutti i lampioni sarebbe di 1,35 miliardi di euro e verrebbe ripagato in cinque anni dal risparmio

energetico, stimato in circa 300 milioni annui. Ora il governo Letta, con il «decreto del fare», punta invece alle bollette delle famiglie sperando di far risparmiare 5 euro quest’anno e 10 il prossimo. Edmondo Rho - www.panorama.it

Emergenza carceri: il governo approva il DL

Cancellieri: nuovo modo di intendere la pena 26 giugno 2013

Palazzo Chigi. Il Consiglio dei Ministri approva, fra gli altri provvedimenti all'or.dine del giorno, il decreto legge contenente Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena, proposto dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Le nuove norme erano state preannunciate a più riprese nei giorni scorsi dal guardasigilli, che fin dall'inizio del suo

mandato ha individuato nell'emergenza carceri una delle priorità dell'azione del governo per il settore giustizia. Parlando nei giorni scorsi delle norme allo studio del governo, il ministro Cancellieri ha ribadito che occorre puntare ad avere subito "meno gente nelle carceri", anche per rispettare il termine (maggio 2014) imposto al nostro Paese dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Assicurando, al contempo: "Aspettate il provvedimento del governo sulle carceri e vedrete che non c'e nessun pericolo per la sicurezza. D'altronde "legalità è la parola d'ordine e rispetto della persona. Così come previsto dalla Costituzione è necessario che i detenuti siano trattati rispettando la dignità e i sistemi di sicurezza". www.giustizia.it

Ior: arrestati un monsignore, uno 007 e un broker finanziario

28 giugno 2013

(ANSA) Un alto prelato, un funzionario dei Servizi segreti ed un broker finanziario sono stati arrestati nell' ambito di un filone di indagine sullo Ior in corso alla procura della Repubblica di Roma. Tra gli arrestati nell'ambito di uno

dei filoni dell'inchiesta romana sullo Ior c'é monsignor Nunzio Scarano, responsabile del servizio di contabilità analitica dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l'organismo che gestisce i beni della Santa Sede. Scarano, tra l'altro, è

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coinvolto a Salerno in un'altra indagine per ricettazione. Le altre due persone arrestate sono l'agente dell'Aisi Maria Zito e il broker Giovanni Carenzio. Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate del gip Barbacontinua Page

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ra Callari su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei sostituti Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci. Tra i reati contestati, oltre alla truffa ed alla corruzione anche la calunnia. Monsignor Scarano si sarebbe accordato con lo 007 Giovanni Maria Zito (e non Maria Zito come detto in precedenza) e gli avrebbe consegnato 400 mila euro per far rientrare dalla Svizzera 20 milioni di euro liquidi appartenenti ad una

famiglia sua amica a bordo di un jet privato. Ruota intorno a questo episodio l'inchiesta sfociata oggi nella emissione di tre ordinanze di custodia cautelare da parte della magistratura romana. L'alto prelato, il funzionario dei Servizi segreti ed il broker finanziario sono stati arrestati questa mattina da militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, con le accuse di corruzione

e truffa. L'indagine - è stato ribadito - nasce come filone autonomo della più ampia inchiesta sullo Ior. Non si conoscono, per ora, i fatti specifici addebitati ai tre arrestati. I provvedimenti, dopo le indagini svolte dal nucleo valutario della Gdf, sono stati chiesti dalla procura di Roma. Le richieste sono state accolte dal gip della capitale, Barbara Callari.

Marò, governo: Intensificare le azioni intraprese

5 luglio 2013

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha presieduto questa mattina il secondo incontro, dall’insediamento del governo, sulla questione dei fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Con Letta, informa una nota di Palazzo Chigi, erano presenti il vicepresidente Alfano, i ministri Bonino,

Mauro e Cancellieri, l’inviato speciale Staffan de Mistura e l’ambasciatore d’Italia in India Daniele Mancini. “La riunione ha consentito un aggiornamento sugli ultimi sviluppi della vicenda, confermando la forte e continua attenzione del governo a una soluzione equa e rapida della stessa, e la vicinanza ai due marò e alle loro famiglie”. Nell’incontro, secondo

quanto si apprende, sono stati esaminati lo stato attuale e le prospettive delle varie iniziative in atto, sul piano politico e giudiziario, e “si è convenuto sulla necessità di proseguire con determinazione e fiducia le azioni intraprese, intensificandole ulteriormente”. Il tavolo sarà periodicamente riconvocato. . www.ilvelino.it

Cgia: le famiglie sono indebitate per oltre 500 miliardi 6 luglio 2013

Secondo un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della Cgia, dall’inizio delle crisi al 31/12/2012 l’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto di 134 miliardi, pari ad un au-

mento percentuale del 36,5: in termini assoluti ha toccato quota 501,58 miliardi di euro, anche se va evidenziato che la punta massima registrata in questi ultimi anni è stata raggiunta alla fine del 2011, con 506,2 miliardi di euro.

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Dalla Cgia sottolineano che tra il 2007 ed il 2012 l’inflazione è aumentata dell’11,2 per cento. L’indebitamento medio delle famiglie italiane è di 19.387 euro, mentre le

contina

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province più esposte con il sistema bancario sono quelle lombarde: al primo posto troviamo Lodi, con un dato medio per famiglia pari a 27.831 euro, seguono Monza-Brianza, con 27.628 euro, Milano, con 27.407 euro e Varese, con 25.968 euro. Niente a che vedere con gli importi che caratterizzano le realtà provinciali meno esposte con il sistema bancario: Vibo Valentia, con 9.094 euro, Enna, con 8.551 euro e l’Ogliastra, con 8.408 euro. Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane si è inteso quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di auto/ moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, etc. C om e m a i l e fa m i gl i e i t a liane nell’ultimo anno hanno ridotto lo stock di debito? “Ho l’impressione – sottolinea Giuseppe Borto-

lussi segretario della Cgia – che nell’ultimo anno molte famiglie abbiano deciso di saldare i propri creditori a scapito dei risparmi e dei consumi. L’insicurezza l e gat a al l a crisi economica, al timore di una impennata dei tassi

di interesse e, in particolar più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immodo, alla paura di perdere mobiliare, ci devono preocil posto di lavoro ha indotto cupare relativamente”. moltissime persone a con- Per la Cgia, tuttavia, si sta centrare le proprie entrate facendo strada un fenoe una parte consistente dei meno molto pericoloso: risparmi al pagamento dei “La maggiore incidenza del debito sul reddito – conde bi t i ” . Questo comportamento, le- clude Bortolussi - la rigato anche agli aumenti scontriamo nelle famiglie delle tasse e del numero dei economicamente più deboli: senza lavoro avvenuti negli è chiaro che con il proaumento de l l a ultimi anni, ha concorso a gressivo contrarre il reddito dispo- disoccupazione e la conriduzione de l nibile delle famiglie che, seguente nel 2012, ha provocato un reddito disponibile questa vero e proprio tracollo dei situazione è destinata a consumi: -4,3 per cento. Niente a che vedere con quanto era successo negli anni precedenti: +0,1 per cento nel 2011; +1,5 per cento nel 2010 e -1,5 per cento toccato nel 2009. Più in generale, come vanno

interpretati i risultati emersi a livello territoriale? “Premesso che le province più indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati – prosegue Bortolussi – è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali

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peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione de gl i impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non è a escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda a macchia d’olio”. www.ilvelino.it

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Lavoro, pronte le modifiche alla riforma Fornero: a s s unz i oni p i ù f a ci l i . C os a ca m b i a

8 luglio 2013

Ha solo un anno di età ed è gia al suo primo lifting. Il "pacchetto lavoro" presentato del governo Letta prevede una serie di modifiche alla riforma del Fornero. L'obiettivo è aumentare la flessibilità in entrata, allentare alcuni vincoli nella stipula dei contratti a tempo determinato e dei contratti a progetto e promuovere l'occupazione giovanile con incentivi per le aziende e riforma dei centri per l'impiego. Ecco una sintesi delle più rilevanti misure previste:

CONTRATTI A TERMINE Più ravvicinati e più lunghi

Una delle principali modifiche riguarda appunto il contratto a tempo determinato al quale la riforma Fornero aveva messo alcuni paletti piuttosto rigidi. Ecco cosa cambierà.

Pause obbligatorie tra un contratto e l'altro: • Adesso: la riforma Fornero ha allungato il periodo a 60 giorni se il contratto dura meno di 6 mesi e a 90 giorni se il contratto dura più di 6 mesi. • Dopo: verranno ripristinati gli intervalli minimi precedenti di 10 e 20 giorni a seconda della durata del contratto. Durata massima del contratto: • Adesso: non può superare i 36 mesi, oltre i quali il contratto si trasforma automaticamente a tempo indeterminato. • Dopo: si pensa di prorogarla a 48 mesi per approfittare delle opportunità di lavoro offerte in tutto il territorio nazionale dall'Expo 2015 di Milano.

• Adesso: l'obbligo non sussiste per contratti fino a 12 mesi di durata. • Dopo: la durata di esenzione verrà prolungata a 18 mesi.

CONTRATTI A PROGETTO Piu difficile convertirli in assunzioni

Per i Cocopro potrebbe essere in arrivo una novità, a vantaggio delle aziende, che riguarda la conversione automatica in contratto a tempo determinato in mancanza di alcuni requisiti: • Adesso: la conversione scatta se manca un progetto e il lavoratore dimostra che le operazioni svolte sono ripetitive o puramente esecutive (anche una sola delle due caratteristiche). • Dopo: per la trasformazione del contratto le mansioni del lavoratore a progetto dovranno avere entrambe le caratteristiche. INCENTIVI PER LE ASSUNZIONI Giovani svantaggiati al Sud.

Oltre ai ritocchi alla riforma Fornero il nuovo pacchetto lavoro introdurrà sgravi contributivi per le aziende del Mezzogiorno che assumono giovani con particolare difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro: • Soggetti interessati: giovani di età compresi tra i 18 e i 29 anni, disoccupati da più di 6 mesi e sprovvisti di un diploma di scuola superiore o professionali. • Assunzioni: a termpo indeterminato da effettuare entro il30 giugno 2015 e che comportano un incremento occupazionale netto (cioè non in sostituzione). • Incentivo: sgravio sui contributi nella misura del 33% della retribuzione mensile (con un massimo di 650 euro al mese) per una durata di 18 mesi. (A.D.M.) http://lavoro.economia.virgilio.it

Obbligo di specificare le ragioni di ordine tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo (cosiddetto "causalone"): Issue 1 EffettoTre 15 luglio 2013

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Luca Palermitano: primo astronauta i t a l i a no ne l l o s p a z i o

9 luglio 2013

modulo russo Mlm, Multifunctional laboratory module, su cui verrà montato il Braccio robotico europeo (Era) il cui arrivo è previsto nel mese di agosto. Gireranno intorno alla Stazione oltre L’attesa è finita: Luca Parmitano sta cinque ore perché ogni movimento nello passeggiando nello spazio, dopo 45 giorni spazio è lentissimo. In questo tempo, di preparazione sulla Stazione spaziale Parmitano svolgerà importanti attività per internazionale (Iss). E’ il primo astronauta la missione. Intanto, stenderà i cavi per il italiano a effettuare una “passeggiata prossimo modulo russo, il laboratorio spaziale” che in gergo tecnico si chiama Nauka, poi installarà e sostituirà i sistemi EVA (Extra Vehicular Activity o Skywalk). Il di gestione di comunicazione e di 37enne astronauta siciliano fa parte della riscaldamento; infine recupererà una telemissione “Volare”, proprio in onore camera e gli esperimenti che rientreranno dell’Italia che tanto ha fatto attraverso la a Terra. Parte di questo lavoro vedrà Luca nostra Agenzia spaziale per il successo di in piedi su una piattaforma del braccio robotico della Stazione, sotto il controllo questa missione. Dopo aver indossato la tuta ed aver dell’astronauta Karen Nyberg dall’interno effettuato gli esercizi di depressurizza- del modulo di osservazione. DETTAGLI E RISCHI DELLA MISSIONE

zione, Parmitano e Chris Cassidy, suo compagno di uscita, sono entrati nello spazio antistante il portellone di uscita. Alle 14.25, come previsto, la “porta di casa” si è aperta e i due sono usciti. Sorridente ed emozionato, Luca avrà senza dubbio dato un'occhiata ai 400 chilometri che aveva sotto i piedi. La Terra, che lui fotografa ogni giorno, gli sarà sembrata bellissima. Tre minuti di luce piena, poi il buio più totale, come capita 16 volte al giorno da quelle parti perchè la Stazione viaggia a 28 mila km/h. L’obiettivo primario dell’Eva odierna, e della seconda in programma il 16 luglio, sarà la preparazione per l’installazione del

Delfina Bertolotto, la responsabile dell’unità Microgravità dell’Asi, ha spiegato al sito Ilsussidiario.net che gli astronauti sono sospesi nel vuoto spaziale, vuotissimo: in quell’orbita non vi sono neppure particelle di gas. E poi non è che non ci sia la gravità, anzi, “da quelle parti è solo il 10 per cento in meno rispetto alla Terra, ma è la forza centrifuga ad annullare l'attrazione del pianeta visto che la Iss sfreccia a 28mila km/h. Se ci si sgancia dai cavi di sicurezza, assai remota evenienza, entra in funzione una zainetto a razzi che riporta l’astronauta all’Iss”. Parmitano effettuerà una serie di fotografie ad un altro importante esperimento italiano, l’Ams. L’occasione è quella di valutare lo stato di conservazione dell’esperimento. Solo dopo questa fase, la missione extraveicolare entrerà nel vivo. L’astronauta catanese si fisserà al braccio robotico con uno speciale strumento della Stazione spaziale che lo trasporterà dopo 18 minuti verso l’area di intervento sui radiatori che dovranno essere sostituiti.

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Dopo un secondo trasferimento, stavolta di quasi 26 minuti, i due astronauti si avvieranno verso la conclusione della loro missione. Prima di rientrare, i due chiuderanno definitivamente il vecchio punto di attracco alla Stazione Spaziale internazionale. Complessivamente, la preparazione a questa uscita extraveicolare ha richiesto circa cinque ore, mentre la missione è previsto durerà altrettanto. "ESCO A FARE DUE PASSI" Comprensibilmente emozionato, nel suo ultimo tweet ha scritto: “Fra poche ore, dall’AirLock inizierà un nuovo percorso di questa straordinaria avventura. I pensieri sono di gratitudine per il privilegio”. Ha trascorso la vigilia della sua prima passeggiata spaziale ripassando le procedure di uscita e verificando il funzionamento dei sistemi di comunicazione della sua tuta americana, sulla quale per la prima volta sarà cucita la bandiera italiana. Poi due ore di ginnastica, cena a base di prodotti italiani e riposo con Lucio Battisti come sottofondo. Prima di prepararsi, questa mattina, ha lasciato un post-it attaccato sul frigorifero della Iss:

si stanno preparando con messaggi di saluto inviati “tra gli astri” tramite i social network dell’Ospedale, disegni, pensierini e tante domande da fare. Sarà una giornata particolare anche per Luca “Skywalker”. Alcune delle straordinarie immagini inviate sulla Terra

“Esco a fare due passi”.

La prima EVA è datata 18 marzo 1965, da parte del cosmonauta sovietico Aleksej Archipovic Leonov. Edward White è stato il primo astronauta statunitense ad uscire nello spazio. Era il 3 giugno 1965. Il 20 luglio 1969 la prima, e probabilmente più famosa, “passeggiata spaziale” sulla luna. Il primo ad uscire dal Modulo Lunare Eagle nel corso della missione Apollo 11 fu Neil Armstrong seguito poco dopo la suo compagno Buzz Aldrin. Luca Parmitano è il 203esimo astronauta della storia che effettuerà un’EVA. Resterà sulla Stazione Spaziale internazionale per circa sei mesi per effettuare moltissimi esperimenti. La stazione spaziale sulla quale si trova Parmitano è il più grande laboratorio in orbita, ampio quanto un campo di calcio e per compiere un giro intorno alla Terra impiega esattamente il tempo di una partita: 90 minuti. Nelle 24 ore gli astronauti a bordo possono ammirare 16 albe e 16 tramonti. Domani pomeriggio, l’astronauta italiano racconterà questa esperienza ai pazienti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Un’esperienza alla quale i bambini

Marino Petrelli - Panorama

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Il Papa riforma la Giustizia:

a b ol i ta l a p e n a d e l l ' e rg a stol o

C l a m o ro s a riforma de l diritto penale in vigore nello St a t o Ci t t à de l Vaticano: Papa Francesco ha deciso di abolire la pena dell’ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni.

sunzione di innocenza dell’imputato”. Inoltre, si legge nel testo, “un settore molto importante della riforma concerne la riformulazione della normativa relativa alla cooperazione giudiziaria internazionale, piuttosto risalente nel tempo, con l’adozione delle misure di cooperazione adeguate alle piu’ recenti convenzioni internazionali”.

GIUSTO PROCESSO - Con il Motu Proprio firmato oggi da Papa Francesco, “in ordine alle disposizioni di procedura penale sono stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della pre-

ANTI-CORRUZIONE Nelle nuove leggi penali varate oggi da Papa Francesco, “il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione”, sottolinea la nota vaticana. La Convenzione prevede sanzioni molto severe a tutela della correttezza dei comportamenti pubblici. Così, “sono stati potenziati

Città del Vaticano, luglio 2013 -

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IL MOTU PROPRIO - Con un Motu proprio pubblicato oggi il Papa prosegue la riforma iniziata da Benedetto XVI con le leggi emanate a fine 2010, per dotare la Santa Sede di strumenti per prevenire e contrastare la criminalità, favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale anche su riciclaggio e terrorismo. Il Motu proprio, affianca tre nuove leggi, anche esse pubblicate oggi, con cui la Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano legifera su norme complementari in materia penale, modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e su norme generali in tema di sanzioni amministrative.

IL CASO DELLA TALPA La giustizia penale vaticana finora era ferma - per molti aspetti - al Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all’indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Città del Vaticano. Per questo, ad esempio, Paolo Gabriele, il maggiordomo infedele di Papa Ratzinger, fu giudicato solo per il reato di furto, l’unico applicabile al suo caso nelle norme in vigore che non prevedevano l’attentato alla sicurezza dello Stato.

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i poteri cautelari a disposizione dell’Autorità giudiziaria con l’aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall’introduzione della misura del blocco preventivo dei beni”.

DELITTI CONTRO I MINORI - Nelle norme penali varate oggi da Papa Francesco è compresa una ridefinizione della categoria dei delitti contro i minori tra i quali sono da segnalare: la vendita, la prostituzione, l’arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori. Si tratta dunque di un importante passo in avanti anche nella lotta contro gli abusi sessuali - fortemente perseguita da Benedetto XVI nel suo Pontificato e che Francesco intende portare avanti - dal momento che sono sottoposti alle nuove norme non solo tutti gli officiali e dipendenti della Curia Romana ma anche i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonchè i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano. continua

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NUNZI APOSTOLICI - Le nuove leggi penali varate oggi da Papa Francesco risultano applicabili anche ai nunzi apostolici ed al personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonchè ai dipendenti di organismi e istituzioni della Curia Romana o ad essa collegati indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano. “Tale estensione viene precisato - ha lo scopo di rendere perseguibili da parte degli organi

giudiziari dello Stato della Città del Vaticano i reati previsti in queste leggi, anche nel caso in cui il fatto fosse commesso al di fuori dei confini dello Stato stesso”. IL BENE COMUNE - “Ai nostri tempi il bene comune è sempre più minacciato dalla criminalità transnazionale e organizzata, dall’uso improprio del mercato e dell’economia, nonché dal terrorismo. È quindi necessario che la comunità internazionale adotti idonei strumenti giuridici i

quali permettano di prevenire e contrastare la criminalità, favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale”. Così Papa Francesco nella lettera apostolica in forma di ‘Motu Proprio’ sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano in materia penale. http://qn.quotidiano.net

“Basta ai figli di serie B” dal Cdm ok al decreto

12 luglio 2013

(ANSA) ROMA - "Abbiamo inviato al Parlamento un decreto in materia filiazione: è molto importante, s c o m p a re d a l c o d i c e c i v i l e la distinzione tra figli di serie A e B, si è figli e ba s t a . Questo è un gradissimo fatto di civiltà". Così il premier Enrico Letta presenta il decreto attuativo sulla filiazione approvato in cdm. Il decreto, ha spiegato il premier, elimina la distinzione tra figli che in passato "ha accompagnato drammi umani veri e propri". "E' una grandissima regola di civiltà - sostiene Letta - una scelta molto forte". Sono soddisfatto dell'approvazione da parte del

Consiglio dei Ministri del Dl sulla filiazione, ed ha ragione il Presidente Letta nel dire che non devono più esistere figli di serie A e di serie B in un Paese che vuole dirsi civile". Lo ha detto Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. "E' sempre una buona notizia per il nostro Paese quando il Governo si occupa di politiche per l'infanzia. Negli ultimi anni questo è avvenuto sempre meno ed in maniera poco incisiva ha continuato il Garante quindi auspico che sia un segnale di come l'esecutivo voglia impegnarsi maggiormente nell'affrontare temi centrali per la famiglia e i minorenni. A tal proposito sono preoccupato che la delega alla Famiglia non sia stata assegnata in modo coerente ad alcun

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Ministero, favorendo il coordinamento delle politiche per l'Infanzia sempre auspicato. Inoltre ulteriori passi oltre quello di oggi sono necessari - ha concluso Spadafora - e primo fra tutti, come ho già avuto modo di dire anche al Ministro Cancellieri, è la riforma della giustizia minorile. Rispetto alla quale ho intenzione di contribuire con una commissione insediata presso la nostra Authority". "L'Unicef Italia accoglie c o n s o d d i s f a z i o ne i l D e creto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri che consente di superare la discriminazione tra i figli nati fuori e dentro il matrimonio. Un'ingiustizia che andava superata. Eravamo in attesa di questa decisione, che era continua

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stata di nuovo sollevata dal Comitato Onu sui diritti dell' infanzia, nelle ultime Osservazioni conclusive rivolte all' Italia", ha dichiarato il Presidente

dell'Unicef Italia Giacomo Guerrera. "Auspichiamo adesso che questa nuova Legislatura voglia affrontare il tema di una riforma organica della

giustizia minorile", ha concluso il Presidente dell'Unicef Italia.

P i ù v i ci na l a m a nov ra d ' a ut unno i l g ov e rno ce rca a l m e no 1 2 14 luglio 2013

ROMA - Togliere gli italiani dall'incertezza e riformare l'Imu prima delle vacanze di agosto. Il ministro Saccomanni tira dritto, nono-stante critiche e pressioni. E si prepara a scodellare cifre e tabelle sul tavolo della "cabina di regia", allorquando giovedì prossimo governo e maggioranza proveranno a trovare una sintesi politica sull'Imu e la copertura alternativa per l'Iva. Nessuno però esclude che la "pluralità di opzioni", promessa da Saccomanni, sia tale non solo nel contenuto, ma anche nella tempistica. In altre parole, se le soluzioni prospettate dai "tecnici" non saranno gradite dal Pdl (che come si sa chiede l'abolizione dell'Imu prima casa per tutti) o anche dal Pd, a quel punto sarà inevitabile un rinvio "politico" della pratica all'autunno. Quando in sede di legge di stabilità, l'ex finanziaria, tutti i nodi verranno al pettine: Iva, Imu, Tares, ticket sanitari (11 miliardi in quattro), cassa integrazione in deroga (1,4 miliardi extra, le Regioni sono già ora a secco), cuneo fiscale, precari della pubblica amministrazione, piano lavoro

per i giovani, dismissioni del patrimonio. Lo slittamento dell'Imu non è un'opzione, al momento. Potrebbe diventarla da giovedì in poi. I tecnici del Tesoro lavorano alla "rimodulazione" dell'imposta sulla casa, da tempo indicata da Saccomanni come l'unica via per alleviare famiglie con figli, senza fare sconti agli immobili di lusso. Benché questi, come risulta dai dati forniti al Parlamento dal ministero qualche giorno fa, siano appena 73.723 in Italia, imponibile medio pari a 499 mila euro, per un gettito totale di 163 milioni. Un'inezia (lo 0,7%) rispetto ai 4 miliardi e 82 milioni dell'Imu prima casa. A seconda delle ipotesi, tutte ancora in campo - aumento delle detrazioni a 600 euro, legame con i metri quadri, aggancio al reddito misurato dall'Isee, ampliamento della platea "lusso" anche ad abitazioni signorili - un costo per lo Stato c'è: da un miliardo e mezzo a tre. Da coprire, dunque. Come? Per Saccomanni la strada è obbligata: tagli alla spesa. Un nuovo giro di spending review, che si auspica non lineare, ma di certo neanche indolore. Alternative? Poche, se non nessuna. Il ministro sa che l'Europa guarda, valuta,

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soppesa. E non vuole, né può, legare gli sconti Imu (al pari della sterilizzazione Iva) a poste aleatorie. Come una spesa per interessi sul debito (80 miliardi l'anno) meno esosa del previsto, se lo spread però tiene sotto i 300 punti (non scontato, vista la fiammata dopo il declassamento di Standard&Poor's a BBB). Oppure un gettito fiscale da Iva inaspettato e legato ai debiti che lo Stato sta ripagando alle aziende (in 60 giorni sono stati mobilitati 8 miliardi, entro la fine di luglio saliranno a 14 su 20 totali). A settembre il quadro potrebbe mutare. E consentire una riforma Imu davvero strutturale, anche se questo volesse dire spostare tutti i versamenti a dicembre. Intanto si rifaranno i conti, con la nota di aggiustamento al Def. A partire dal Pil per il 2013: il -1,3% stimato ad aprile sarà un -2. Questo significa allarme rosso per il rapporto deficit/Pil, sopra il tetto del 3% forse di uno 0,2. Ovvero 3 miliardi di manovra d'autunno. Infine ad ottobre, quando si scriverà la legge di Stabilità, si verificherà l'efficacia di ecobonus edilizi e crediti P. a. Per capire se l'economia si muove o no. www.repubblica.it Page

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La rubrica di Pappalardo I soliti tromboni Chi sono i soliti tromboni? Quelli che mi

minacciarono di togliermi i tromboni della Banda dell’Arma se non mi fossi dimesso dalla carica di Presidente del COCER, avendo osato sfidare questa classe dirigente politica, inetta e parassita, che faceva vivere i Carabinieri e il popolo italiano in condizioni infami. Questi tromboni avevano scelto di annientare il Presidente del COCER e di stare a fianco del governo D’Alema, al quale il Comando Generale obbediva supinamente, con la complicità del COCER. Anche adesso, colpevolmente, è rimasto in silenzio il COCER nel momento in cui due delegati del COBAR “Sicilia”, indagati dai colleghi di Messina, sono stati “invitati” a rimanere a casa su ordine della Procura Militare della Repubblica di Napoli, che ha rilevato a loro carico reati così insignificanti, da fare ritenere che costoro hanno molto poco da fare occupandosi di simili baggianate. Come sono strane queste Procure Militari, che stanno ferme e immobili se ad essere denunciati sono alti papaveri, mentre invece picchiano duro e selvaggiamente se a cadere nella loro rete sono semplici Carabinieri! Se poi i Carabinieri sono Delegati della Rappresentanza, che solo qualche mese fa hanno invitato i colleghi della Sicilia a non votare in segno di protesta contro questo vergognoso potere politico, allora la goduria nel reprimere aumenta spasmodicamente con eiaculazioni precoci. Quando da Presidente del COCER feci vedere i serpenti gialli al Comando Generale, qualche ufficiale quaquaraqua suggerì di denunciarmi perché,

avendo i bravi professori d’orchestra della Banda dell’Arma, che tanto mi stimano, provato una mia composizione musicale, avevano “consumato” i loro strumenti. Non so quale reato si stavano inventando, ma i magistrati militari, aizzati dai soliti tromboni, sono capaci di stravolgere il codice penale, pur di dare soddisfazione a taluni vertici dell’Arma. Come sta accadendo ai due delegati del COBAR, messi sotto inchiesta per alcuni fogli di viaggio percepiti – a loro dire - in modo irregolare. Come mai la magistratura militare non indaga sugli importi esosi che vengono pagati per i fogli di viaggio di taluni ufficiali, che pernottano in alberghi lussuosi? Come mai la magistratura militare non indaga sulle spese che vengono fatte per abbellire gli alloggi di taluni ufficiali, quando il più delle volte queste spese non sono necessarie, soprattutto in questo momento di grave crisi? Come mai la magistratura militare non indaga sul lavoro straordinario percepito da taluni ufficiali, che stanno in ufficio solo a leggere il giornale? La magistratura militare sa, ma non indaga. Un giorno dissi ad un Procuratore militare di procedere contro il Comandante Generale che mi aveva diffamato. Mi rispose ingenuamente: “Ma come faccio ad indagare un Comandante Generale?”. I Carabinieri sì, i Generali no! Per cui Ganzer, nonostante la condanna a 14 anni rimane al suo posto, mentre i carabinieri vengono sbattuti altrove per incomprensibile incompatibilità ambientale.

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Al Comando Generale vige il principio: “Noi facciamo quello che ci pare e piace. Tanto nessuno ci controlla e il COCER pensa ad altro”. Ma tutti i delegati del COCER chinano la testa? Oppure aspettano un segnale? E chi lo darà? Da sempre vado dicendo che le Procure militari debbono essere soppresse perché faziose, inutili e troppo costose. Ma il potere politico non lo fa. E’ troppo comodo avere a portata di mano un obbediente strumento repressivo nei confronti dei Carabinieri, che debbono stare zitti e obbedire a tutti gli ordini quando soprattutto un giorno dovranno usare le maniere forti contro il popolo quando si rivolterà contro questi ladri, parassiti e puttanieri.

Sino a quando però i Carabinieri obbediranno e non si uniranno al popolo contro queste vessazioni? Penso ancora per poco tempo, perché sta crescendo in tutti la voglia di avere un vero sindacato per la tutela dei loro interessi di lavoratori. Il SUPU è pronto ad accogliere questi desideri e a fare piazza pulita di una gerarchia, che costringe i Carabinieri ad una vita d’inferno. I suicidi ormai non si contano più! Palermo, 28 giugno 2013 Antonio Pappalardo

Esercito e popolo mano con mano “Esercito e popolo mano con mano”. Queste sono le parole che corrono di bocca in bocca in Egitto. Gli Egiziani si fidano del loro esercito, che già due anni si fa si schierò accanto al popolo e mandò a casa Mubarak. Di fronte all’attuale grande rivolta popolare, con la partecipazione di milioni di cittadini, l’Esercito egiziano ha dato 48 ore di tempo al Presidente Mursi e alle forze politiche per soddisfare le richieste del popolo. Gli Egiziani rispettano e apprezzano le loro forze armate in quanto non si sono mai compromesse con il regime. Non altrettanto si può dire per le forze di polizia, che, schierandosi con Mubarak, causarono molti morti. Il popolo le disprezza. In Italia ci troviamo ormai ad un passo dal baratro. L’economia va a pezzi, le riforme non vengono realizzate, il Presidente della Repubblica si è posto a difesa di un regime, che, pur di salvarsi, combina alleanze rivoltanti. Il Re, di fronte allo sfacelo dell’Italia, fece arrestare nel 1943 Mussolini dai Carabinieri, che obbedirono. Oggi la situazione è davvero molto grave. Ma il Capo dello Stato preferisce subire l’arroganza di partiti, che da tempo do-

vrebbero scomparire. Ho già detto al Presidente Napolitano che non può oggi egli ripetere l’errore che commise quando plaudì all’intervento sovietico in Ungheria, disprezzando il desiderio di libertà e di democrazia di quel popolo. Oggi egli sta commettendo analogo errore, nel momento in cui non interviene affinché siano restituite al popolo italiano democrazia e libertà. E i Carabinieri che fanno? Meglio, che fanno i loro vertici? Certo tutti quei benefici e tanti soldi che essi prendono portano inevitabilmente i Cittadini e gli stessi Carabinieri a ritenere che essi siano condizionati da queste prebende e non guardano in direzione del bene del popolo. I Carabinieri non dimentichino che essi sono per metà militari e per metà poliziotti. Non si mettano nelle condizioni di essere odiati dagli italiani. Stiano mano con mano con il popolo. Questi politici, ladri, parassiti e corrotti, che non sono capaci di risollevare l’economia del nostro Paese, non meritano alcun atto di clemenza o di benevolenza. SE NE DEBBONO ANDARE CON I LORO PIEDI. DIVERSAMENTE SARA’ IL POPOLO A CACCIARLI VIA.

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Già nel 2000 scrissi nel mio documento “Sullo stato del morale e del benessere dei cittadini” che i Carabinieri stavano male perché stava male il popolo. La classe dirigente politica dell’epoca, fasulla e menzognera, mi accusò di essere un golpista. I giudici buttarono all’aria questo teorema da quattro soldi. Un fatto è certo: nel 2000 avevo ragione. Ed oggi il popolo italiano, di fronte al fatto che nei mesi autunnali non ci saranno soldi per pagare stipendi e pensioni, si deve preparare, come in Turchia, Brasile ed Egitto ad una grande rivolta, seppur pacifica. Noi in Sicilia non staremo a guardare. Da Catania partirà il 5 luglio il processo di autodeterminazione del Popolo Siciliano per l’Indipendenza dell’Isola, che vogliamo terra di pace e giardino ecologico, ma soprattutto ricca e prosperosa come l’isola di Malta, indipendente dal 1971. La Sicilia si potrà anche riconoscere in una

Repubblica federale, inserita negli Stati Uniti d’Europa. Purché ciò avvenga in tempi celeri e in rispetto delle sovranità popolari. Ho già informato con lettera il Capo dello Stato della nostra iniziativa, che tende a salvare non solo la Sicilia, ma l’Italia intera. Mi ha risposto dicendo che, rappresentando egli l’unità nazionale, non può condividere la nostra scelta, nulla però eccependo sulla giustezza delle nostre rivendicazioni. Diceva il filosofo cinese Mencio, vissuto nel IV secolo a.C.: “Se riconosci che qualcosa è ingiusto, cerca al più presto di porre fine all’ingiustizia”. E se non vi provvede il Presidente Napolitano, sarà il Popolo a riappropriarsi della sua sovranità Palermo, 2 luglio 2013 Antonio Pappalardo

Troppi generali! Un tempo si diceva: “Stai attento a sputare fuori dalla finestra. Potresti colpire un ragioniere”. Tanti ce n’erano! Oggi questa frase si può usare per i generali. Sono così tanti che costoro, non avendo soldati alle dipendenze, non sanno più a chi rivolgere i loro ordini. Ci hanno provato con le mogli. Ma quelle non solo non li sentono, ma una volta che tornano a casa, gli mettono una scopa in mano e li fanno ramazzare. E quelli, che sono abituati a chinare il capo e a prostituirsi dinanzi a questi cialtroni di politici, non fiatano. Ci hanno provato pure con i figli. Tranne qualche debosciato, per il resto si beccano tanti vaffa…, che si sono messi la coda fra le gambe e per sfogarsi si fanno qualche passeggiata solitaria per qualche viuzza oscura. Per evitare quegli sputi. Poveri generali! Mi fanno proprio pena. Senza uomini, che c…o comandano? Ma a loro non importa, alla fine, una beata f…a. Si godono uno stipendio immeritato e quando andranno in pensione si glorieranno che qualcuno li continuerà a

chiamare generali, con un portafogli pieno. Si augurano di incontrare qualche rumena, che conceda i suoi favori. Sono di bocca buona e prendono di tutto. Di recente il Ministro della Difesa, Mario Mauro (a proposito, non si poteva scegliere uno che non creasse confusione nel momento in cui si scrivono inviti e lettere? Il suo nome è Mauro o Mario? E il suo cognome?) ha sentenziato che il numero di generali e ammiragli in Italia, in rapporto alla truppa, è il più alto del mondo. Per cui ha solennemente dichiarato: ''Stiamo tagliando anche lì e il taglio è già cominciato”. E che è filetto, che si taglia! No, è l’aspirazione di qualche ufficiale che, potendo tutt’al più fare l’appuntato, senza nulla togliere a questa gloriosa categoria di graduati, che hanno fatto la storia dell’Arma, si scanna con colui che gli sta davanti o dietro in graduatoria per sopravanzarlo o per non farsi sopravanzare. Ed anche se non capiscono un tubo, i

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politici gli schiaffano nel berretto la greca da generale. Ma dico io! Monti che tagliava le pensioni della povera gente, non si era accorto che i generali e gli ammiragli erano troppi? Avrebbe risparmiato, tagliandoli, un sacco di soldi allo Stato. No, lui voleva nutrirsi del sangue dei pensionati e stipendiati a 500 euro al mese. Con a fianco la Fornero, che di tanto in tanto alzava la testa dal fiero pasto per versare una lagrimuccia! ''Abbiamo infatti misure abbinate alla spending review che prevedono un taglio, se non ricordo male, del 20 per cento di questa articolazione delle carriere'', ha affermato il Ministro, aggiungendo che nell'ambito della contrazione complessiva del personale militare e civile della Difesa, pari a 40.000 unità come previsto dalla riforma, c'è un ridimensionamento importante relativo agli ''alti livelli'' delle Forze armate. Sempre in tema di risparmi, il Ministro ha ricordato le polemiche suscitate ''per quanto si è tagliato sull'aspetto celebrativo, dalla parata del 2 giugno alle varie feste delle Forze armate'', e ciò ''senza non poco risentimento'' da parte degli stessi militari. ''L'aver deciso di non fare volare le Frecce tricolori - ha detto Mauro, con riferimento alla festa del 2 giugno - è stato stigmatizzato forse giustamente da migliaia di cittadini. Ma tutto questo ci dice che siamo in circostanze straordinarie e che vanno fatti grandi sacrifici''. I cittadini, se sapessero quanto costa un sorvolo delle Frecce tricolori, non stigmatizzerebbero! Pensino piuttosto ai figli che non lavorano e che non avranno una pensione! La smettano di andare appresso agli spettacoli pirotecnici! Ma tutto questo è colpa di una cultura, imposta da una televisione che ha immiserito ogni confronto dialettico su qualsiasi problema. Quando cadde il fascismo, si criticò Mussolini perché aveva istituito il Ministero della cultura popolare (il famigerato MINCULP, che quando lo si pronuncia, istintivamente ci si appoggia con il sedere ad una parete), perché aveva messo i cervelli all’ammasso. E che dire oggi, di tutte queste televisioni e stampa, che massificano tutto offrendo

spettacoli orrendi di stupidità umana. Il MINCULP era niente a loro confronto. Ma le carriere, oggi, come si fanno? Come si è fatto ieri e si continua a fare anche oggi. Se c’è qualcuno, che ha un padreterno dietro le spalle, viene destinato al comando di Legioni prestigiose. Voi obiettate: ma a quelle Legioni un tempo non si mandavano ufficiali con tanto di esperienza territoriale e comunque con i gradi di generale conseguiti da tempo? Manco per niente. E’ sufficiente che tu stia vicino al sole, per adorarlo, ed anche se sei uno sbarbatello, scavalchi tutti e per te non contano antiche prassi. E’ il nuovo modo di gestire promozioni e destinazioni al Comando Generale dell’Arma. Qualcuno ha bofonchiato: non è colpa del Comandante Generale, che è del tutto ignaro di quello che gli sta accadendo intorno, ma di alcuni ufficiali dello Stato Maggiore. Un po’ come accadeva alle vacche di Mussolini e di Fanfani, che venivano spostate, seguendo l’itinerario programmato dei due statisti, facendo credere ai due ignari che l’Italia aveva un grande patrimonio zootecnico. Un generale, da me sentito nelle vie brevi, ha esclamato: “Ma chi dice queste coglionate! Al Comando Generale c’è aria di tirannia, ma il COCER tace, anche se qual-che delegato si sta rompendo gli zebedei”. Intanto il SUPU vigila e ha già chiesto all’autorità giudiziaria di indagare su fatti e misfatti accaduti di recente. E continua a vigilare. Invitiamo i Carabinieri, come stanno facendo tanti, a scrivere al SUPU consultando il nostro sito www.sindacatosupu.it, segnalandoci ogni malefatta. Abbiamo un canale privilegiato con la Presidenza della Repubblica, che è rimasta contrariata della proroga al Comandante Generale dell’Arma, sulla quale abbiamo invitato la magistratura ad indagare. Segnaleremo, alla luce delle notizie che sono ormai pubbliche che vedono ufficiali generali, già preavvisati, andare a ricoprire incarichi che con la prassi storica non hanno nulla a che fare e che stanno

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ingenerando malumori negli ufficiali superiori e generali. Anche per costoro, come per i marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri, esiste la legge dell'incantatore di serpenti. Sono stati omessi tutti i parametri in passato tenuti in considerazione. Per cui ufficiali generali, appena promossi, hanno avuto subito incarichi di prestigio, nonostante vi siano generali (peraltro, molto quotati, i primi della classe) promossi da tre anni, ancora in attesa d'impiego. Se questi ufficiali, penalizzati in modo inammissibile, dovessero anch’essi contestare questo sistema iniquo, allora sarà la fine dell'Arma! Ma forse è quello che qualcuno vuole: sfiancare l’Arma per poi farla riunire alla Polizia di Stato, quindi costituire un unico comando, da assumere per altri anni. Un tempo si diceva che gli esami non finiscono mai. Oggi sono le proroghe che non finiscono mai. Ma il SUPU vigila e sta indagando come qualcuno ha ottenuto la nomina a comandante generale, stravolgendo graduatorie per ingraziarsi il potere politico. Sarà compilato, al termine, un esposto denuncia, con testimonianze qualificate, che verrà consegnato alla magistratura militare, che si dovrà convincere che sono

più i vertici a delinquere che i carabinieri semplici. Si dovranno istituire commissioni di inchiesta per ridurre allo stato di carabiniere semplice alcuni massimi vertici dell’Arma, che ancora oggi, nonostante siano in congedo da anni, sottraggono rilevanti risorse e denaro allo Stato. Roma, 12 luglio 2013 Antonio Pappalardo

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Novità Giuridiche ... curiose.... ed altro C O D IC E D E L L A S T R A D A

Automobile di famiglia, volante per tutti: ma il proprietario deve monitorarne l'utilizzo Respinta l’idea che la messa a disposizione del veicolo per i componenti del nucleo familiare possa rappresentare un alibi per il proprietario. Su quest’ultimo ricade comunque l’onere di avere sempre ben presente la persona a cui la conduzione del veicolo viene affidata, per poter poi adempiere all’obbligo di comunicare l’identità del soggetto che ha compiuto una violazione del Codice della strada. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 2, ordinanza n. 16952/13; depositata l'8 luglio)

DISTURBO DELLE OCCUPAZIONI E DEL RIPOSO DELLE PERSONE

Tecnologia molesta: centro commerciale condannato per i rumori diffusi nel condominio A lamentarsi è solo una coppia, che vive in un appartamento al quarto piano dello stabile. Ma la verifica del tecnico dell’Arpa regionale, che registra ben 56 decibel, conferma la percepibilità dei rumori addirittura a finestre chiuse. Coinvolto, almeno sulla carta, quindi l’intero edificio. (Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 28874/13; depositata l'8 luglio)

CONTRATTI DI MASSA

Sul biglietto online il Giudice di Pace non può decidere secondo equità

un contratto di trasporto con le modalità dell’art. 1342 c.c (contratto concluso mediante moduli o formulari). Le relative controversie, ove rientranti nella competenza del Giudice di Pace, restano pertanto sottratte al potere di quest’ultimo di decidere secondo equità, anche se aventi valore non eccedente 1.200€. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3, ordinanza n. 17080/13; depositata il 10 luglio)

UCCISIONE ANIMALI

Coniglio ucciso: esclusa la scriminante dell'attività venatoria e della macellazione a fini alimentari Intrappolare un coniglio per poi fucilarlo costituisce un’esecuzione illegittima e non giustificata da alcun fine venatorio o alimentare. (Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 29487/13; depositata il 10 luglio)

PORTO ABUSIVO DI ARMI

Rossetto, borsetta e coltello a serramanico: il reato è grave perché l'arma è propria

Il meccanismo di blocco consente la fruibilità del coltello come se fosse un pugnale o uno stiletto, quindi si tratta di arma propria: il reato che si configura è il porto abusivo di armi. (Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 29483/13; depositata il 10 luglio)

L’acquisto di un biglietto aereo on line comporta la conclusione di

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Il mondo della Tecnologia Il cellulare tricolore d i v e nt a ul t ra un'intuizione che nasce usando professionalmente Android. «Abbiamo pensato che non fosse complicato adattarci al ramo consumer» dice. Sei mesi fa lanciano Stonex Stx, uno smartphone con Android da 249 euro. Le riviste specializzate lo accolgono con Un imprenditore italiano che scientemente benevolenza ma senza entusiasmi: a parte decide di competere con Apple e Samsung qualche critica su peso e performance non nel mercato degli smartphone è un possono fare a meno di riconoscere coraggioso o un incosciente, o tutti e due. autonomia della batteria e rapporto qualità I motivi sono molteplici. In primis perché prezzo. quello dei telefonini intelligenti è un «Facciamo come fanno tutti – si difende mercato per pochi, iper-competitivo e con Erba –. Acquistiamo i componenti da margini in caduta libera. Per di più l'Italia produttori primari (Taiwan, ndr) e come ha un mercato "saturo", con il più alto tutti assembliamo in Cina». Mentre in numero di cellulari pro capite. L'elettronica Italia, sui server di Lissone dove ha sede la di consumo non è un mestiere in cui ci si società, ingegneri e tecnici di Stonex può improvvisare. Se però l'imprenditore in lavorano alla personalizzazione di Android questione è partito con la sua startup meno e a nuove applicazioni software. In questi di tre anni fa, ha meno di 35 anni e non ha giorni hanno presentato lo Stonex Stx Ultra alle spalle patrimoni a cui attingere, allora (display Hd 1280x720 pixel da 5 pollici, vale davvero la pena provare a guardare a processore quad-core da 1.2 GHz con 1Gb questa impresa senza preconcetti, ma con di Ram, doppia fotocamera e batteria da tutto lo scetticismo del caso. 2000 mAh). Un salto di qualità. Per il Davide Erba è preparato, raggiunto al design si sono affidati a un'azienda telefono, ha la sicurezza di chi pare aver straniera. Le vendite, si lascia sfuggire capito tutto. È un brianzolo e risponde da Erba, sono nell'ordine delle decine di brianzolo, puntualmente. migliaia, che si spiegano con quello che gli «Partiamo dall'inizio – dice – uno esperti chiamano "The commodization of smartphone non è poi tanto diverso dai the smatphone". palmari che produciamo noi, è solo più Ovvero concentrare l'innovazione sulla bello». Stonex nasce infatti nel 2010 come piattaforma più che sull'hardware, azienda di strumenti per la misurazione del rendendo il telefonino un terminale low territorio (stazioni Gps, laser scanner ecc). cost come avviene per il pc. «In effetti è Il suo fondatore dopo aver imparato così – commenta il capo di Stonex che si all'estero torna in Italia e produce S9 Gnss, prepara a lanciare altri due smartphone –. dispositivo Gps per la misurazione del Il nostro Stx Ultra costa 299 euro e ha un territorio che ottiene a suo dire un grande processore QuadCore. IPhone 5 ha un dual successo. core e costa il doppio». Questo cosa vuol È una nicchia, una nicchia però che nel dire? «Che loro sono stati bravi. E giro di pochissimo porta l'azienda ad avere comunque i telefonini Apple non mi sono 50 dipendenti e un giro d'affari di 35 mai piaciuti». milioni di euro. Il passaggio dal Gps agli smartphone è 14 luglio 2013

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NOVITA' CONCORSI ARMA CARABINIERI PUBBLICATO avviso inerente la prova di lingua straniera relativa al concorso interno, per esami e titoli, per l'ammissione all'11° corso annuale allievi marescialli del ruolo ispettori (210 posti) PUBBLICATO il calendario di convocazione per la prova orale relativa al

concorso per il 195° corso dell'Accademia per la formazione di base degli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri

PUBBLICATO il concorso, per titoli ed esami, per la nomina di 9 tenenti in servizio permanente del ruolo tecnico-logistico dell'Arma dei Carabinieri PUBBLICATO il concorso interno per il transito di 20 Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri dal Ruolo Speciale al Ruolo Normale PUBBLICATO l'esito della prova scritta relativamente al concorso interno, per esami e titoli, per l'ammissione all'11° corso annuale allievi marescialli del ruolo ispettori (210 posti).

Manifestazioni di solidarietà

A seguito dei recenti e gravi fatti di cronaca che hanno visto tragicamente protagonisti militari dell'Arma dei Carabinieri, sono pervenute numerose attestazioni di vicinanza e solidarietà da parte di cittadini, molti dei quali hanno chiesto come poter effettuare donazioni in denaro a favore dei militari coinvolti o dei loro famigliari. Eventuali donazioni potranno essere effettuate attraverso il conto corrente bancario intestato al Fondo Assistenza Previdenza e Premi dell'Arma dei Carabinieri - IBAN: IT11T0100503387000000002801 indicando nella causale i nominativi de i militari destinatari . Issue 1 EffettoTre 15 luglio 2013

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Podismo: Il CESD presente alla seconda edizione del Giro Podistico a Tappe di Pantelleria.

Pantelleria (TP). Bisognerebbe fare un plauso a tutti i protagonisti del Giro Podistico a Tappe Isola di Pantelleria svoltasi dal 22 al 29 giugno 2013 a cominciare dall ’A.S.D. Sport Nuovi Eventi Sicilia società organizzatrice che con grande passione e sacrifici ha centrato l’obiettivo di promuovere il turismo sportivo e regalare ai siti interessati ricchezza e visibilità ed a detta dei partecipanti , intervistati al temine della manifestazione, è stata una delle esperienze sportive più belle e meglio organizzata del panorama nazionale. L’evento sportivo che ha coinvolto per un’intera settimana il Comune di Pantelleria e le più importanti aziende locali, ha avuto come sede principale l’ Hotel Village SUVAKI dove gli atleti ed i relativi accompagnatori hanno potuto godere delle più prelibate leccornie gastronomiche siciliane reintegrando in maniera esemplare le energie profuse durante le quattro tappe. Una settimana durante la quale si sono vissuti momenti e situazioni uniche di immensa bellezza naturale, immersi nella vegetazione dell’isola e bagnati dalle

acque salutari del Mar Mediterraneo e del Lago Specchio di Venere. Tanto bisognerebbe ancora scrivere sull’aspetto turistico e culturale della manifestazione ma uguale spazio bisogna dare all’aspetto tecnico, evidenziando lo strapotere atletico dei vincitori assoluti che con quattro vittorie nelle quatto tappe disputate hanno prepotentemente iscritto il loro nome nell’albo d’oro della manifestazione. Gaetano Immesi con il

tempo finale di 1h58’01’’ si aggiudica il Trofeo Village Suvaki confermando la sua predisposizione per le gare a tappe, infatti, l’atleta palermitano tesserato per l’ ASD Universitas Palermo è reduce dalle vittorie del Giro a Tappe dell’Isola di Ustica e dalla Due Giorni Podistici LIFE’S UISP. Tra le donne Gabriella Maccioni con il tempo finale di 2h33’04 si aggiudicava

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il Trofeo Village Suvaki , l’atleta lombarda tesserata per la Pol. Libertas Cernuschese Lecco ha evidenziato le sue doti di resistenza staccando in maniera esponenziale ad ogni tappa le dirette avversarie. Nella classifica generale ottimo secondo posto assoluto per il giovane Antonino Muratore ( ASD Universitas Palermo) che insieme ad Immesi sono gli unici atleti ad aver chiuso il “Giro” sotto le due ore , infatti, il crono di 1h59’46’’ gli ha permesso con grande saggezza agonistica di mantenere a debita distanza il terzo assoluto il lombardo Luca Frigerio ( Euro Atl. 2002 Milano) che chiudeva con il crono di 2h04’32’’. Tra gli altri atleti partecipanti un riconoscimento particolare va al coriaceo e ormai famoso “Brigadiere Volante” Giuseppe Terenzio che gareggia in nome del CESD Onlus

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(Centro Studi Salvo D’Acquisto) che ha scalato la classifica nella categoria M55 ( vinta da un'altro carabiniere Angiolino Vigogna del G.S. Interforze in 2h19’30’’) arrivando primo in ben due tappe. Altra curiosità la partecipazione del duo Francesco e Salvatore Tilaro rispettivamente papa e figlio con il giovane Salvatore che ha ricevuto come regalo di compleanno (festeggiato il 28 giugno durante la premiazione di tappa) la vacanza sportiva a Pantelleria, ma anche tutti i partecipanti hanno goduto della ricorrenza , infatti, il papà ha offerto a tutti dei rinfrescanti gelati…grazie Francesco! Anche tra le donne da segnalare la presenza di Sandra Pessot del Gruppo Podistico Livenza Pordenone che pur vincendo la categoria MF45 ha vissuto il giro , insieme a tutti i familiari, come una vacanza all’insegna dello svago e del divertimento. Tra le società vittoria inaspettata ma meritata in 7h15’21’’ della compagine locale della Pantelleria Outdoor su l’Atletica Val Pellice Pinerolo (TO) seconda in 8h19’08’’e terzo gradino per la Marathon Club Taormina in 9h42’10’’. Alla festa della lunga e ricca cerimonia di premiazione finale non mancava proprio nessuno, realizzata presso l’anfiteatro del Villaggio Suvaki, davanti ad un appassionato pubblico sono stati chiamati e premiati tutti i partecipanti. Dalle mani del responsabile del villaggio Dott. Russo i primi assoluti ricevevano tra scroscianti applausi il prezioso Trofeo VILLAGE SUVAKI accom-

pagnato dai famosi zibibbo passito e capperi di Pantelleria. Un ricordo particolare consegnato dal responsabile organizzativo Prof. Ino Gagliardi spettava ai primi due atleti non residenti in terra sicula, un caratteristico “Carrettino Siciliano” andava a Gabriella Maccioni e Luca Frigerio (Euro Atl. 2002 Milano). Dopo la premiazione degli atleti venivano chiamati sul palco tutti i collaboratori della manifestazione tra cui il gruppo Misericordie di Pantelleria che ha gestito magistralmente il servizio medico, i responsabili dei ristori Raffaella e Cristian, il responsabile servizio cronometrico Fabio Giordano. (...) Ttutti gli atleti hanno ricevuto un ricordo della manifestazione. Un particolare ringraziamento da parte del C.O. per la buona riuscita della manifestazione spetta a tutte le figure coinvolte tra cui la nuova amministrazione del Comune di Pantelleria, il Dipartimento Sicilia Azienda Regionale Foreste Demaniali, la Capitaneria di Porto di Pantelleria, la Polizia Municipale di Pantelleria, la Stazione dei Carabinieri di Pantelleria, le maestranze del Comune di Pantelleria e la Lega Atletica UISP Sicilia. Il Giro valido come prova ufficiale del BIORACE UISP si pone come pretendente principale per la vittoria come miglior gara a tappe organizzata in Sicilia nel 2013. MIMMO PIOMBO

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L'Arma dei Carabinieri, Cesd ed Avis. " In s i e m e p e r l a v i t a " n e l n o m e d e l l a d o n a z i o n e d e l s a n g h e a n c h e i n memoria del maresciallo Fabio Vito Summa

Nel mese di gennaio di quest’anno poche persone di buona volontà, tra cui il Direttore CESD Calogero DI CARLO e il Presidente AVIS Salvino CALAFIORE, a capo dei rispettivi organismi associativi del CESD e dell’AVIS di Palermo si sono posti l’interrogativo del perché non proporre a chi di dovere l’organizzazione della donazione di sangue all’interno dei Comandi dell’Arma dei Carabinieri di Palermo. La domanda trovava presto risposta da parte del Comandante pro tempore della Legione Carabinieri Sicilia, il N.H. Gen. D. Riccardo AMATO, e del Preg.mo delegato CO.BA.R. Sicilia L.ten. Enrico BONAVITA, i quali, con grande cristiana sensibilità d’animo, davano vita ad una delle più belle pagine di cooperazione civile-militare in difesa della salute pubblica, trovando anche il bene placet del Ministero della Difesa – Direzione di Sanità. L’attività, posta in essere nel primo semestre dell’anno, egregiamente diretta dall’Ufficio di Coordinamento Sa-

nitario Legione Carabinieri Sicilia e dall’Infermeria Presidiaria Carabinieri di Palermo, nelle persone dei magnifici Colonnelli Antonio CARRABOTTA e Pietro Claudio TRISCARI, ed alla buona volontà di tanti uomini e donne in servizio presso il Comando Legione ed il XII Battaglione Carabinieri Sicilia, faceva registrare presso le Caserme “Carlo Alberto Dalla Chiesa” e “Calatafimi” lo straordinario risultato di oltre 40 donazioni e di ben 60 predonazioni di sangue. Pertanto, il CESD e l’AVIS di Palermo rinnovano la richiesta al nuovo Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, il N.H. Gen. B. Giuseppe GOVERNALE, a poter continuare “insieme per la vita” nella raccolta delle donazione di sangue presso le succitate prestigiose Caserme, con l’augurio di estendere il progetto nel resto della Sicilia.

continua

da sx verso dx: Col. Antonio Carrabotta, T.Col. Pietro Claudio Triscari, Calogero Di Carlo, Direttore CESD, Lgten. Enrico Bonavita, delegato COBAR Sicilia, Gen. D. Riccardo Amato, Comandante Legione Sicilia, Avv. Salvino Calafiore e Dott. Luigi Spicola, rispettivamente Presidente e Direttore sanitario dell’Avis di Palermo, Orazio Di Martino, delegato AVIS FF.AA. – all’atto della consegna al Comandante della Legione di una targa ricordo (foto repertorio)

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In particolare, a Trapani, di recente, venuto a mancare improvvisamente, colpito da un infarto, mentre era impegnato in una delicata attività di polizia giudiziaria, il Maresciallo dei Carabinieri Fabio Vito SUMMA, in servizio presso il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani, i colleghi del Nucleo Investigativo, per onorarne il ricordo, organizzavano una raccolta straordinaria di sangue presso la Sezione AVIS di Trapani.

Reparti della Sicilia e di altre Forze di Polizia. Ripetere quando sia importante donare il sangue si rischia facilmente di cadere nel demagogico, ma se solo si pensa che la prima trasfusione di sangue risale al non tanto lontano 1927, a cura del Dr. Vittorio FORMENTANO (medico pioniere della medicina trasfusionale nonché storico fondatore dell’AVIS) e che, ancora oggi, sebbene la scienza nel settore trasfusionale abbia fatto passi da gigante, migliaia di bambini in

Nella circostanza sono state effettuate ben 15 donazioni di sangue e 25 predonazioni da parte di oltre 40 Carabinieri accorsi al nobile evento solidale e commemorativo.

Sicilia, affetti da anemia mediterranea, riescono a vivere grazie al sangue altrui donato con un semplice e cristiano gesto.

Sicuramente tutto ciò non è demagogia Inoltre, nel pomeriggio del 27 giugno, il ma solo umile e concreta solidarietà. Presidente della Sezione AVIS di Trapani, dott. Lorenzo D’ATRI, mani- Vito Cito e Orazio Di Martino festava la propria gratitudine ai Carabinieri di Trapani per la lodevole iniziativa, consegnando una targa ricordo alla signora Saveria PALAZZOLO, vedova del Maresciallo SUMMA, ed un’altra targa ricordo al Comando Provinciale Carabinieri di Trapani, consegnata, alla presenza dei colleghi, al Col. Fernando NAZZARO. Il grave lutto, ha sconvolto, ovviamente, oltre che la famiglia dell’Ispettore, l’intera Arma dei Carabinieri di Trapani, i colleghi ed amici di svariati

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L ' E D IC O L A a cura di Antonio LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD La scorsa estate, reduce da un intenso impegno di studi, come esercizio di defaticamento, tra terrazzino vista mare e spiaggia, ho letto in un mese quattro interi romanzi, che a turno, portavo in spiaggia la mattina. Nei posti dove si va in vacanza da diversi anni si è soliti frequentare lo stesso bar, la stessa edicola/tabacchi e si instaurano delle vere e proprie amicizie “estive” che si protraggono negli anni. Proprio con il mio edicolante tabaccaio, che ho scoperto essere un divoratore di libri, ho intavolato un estemporaneo dialogo letterario (quattro chiacchiere), prima di scendere in spiaggia, sulle rispettive letture. Mi ha consigliato di leggere questo romanzo, del quale, manco a farlo apposta, disponeva ancora qualche copia in scaffale. Detto fatto l’ho acquistato e non appena terminato quello che stavo leggendo ho iniziato subito a leggerlo! Un libro davvero accattivante, una sequenza di e-mal tra i due interlocutori, scritto con stile piacevole, che ho letto in pochi giorni. Nell’era di internet dove la comunicazione ormai scorre immancabilmente sulla rete la posta più veloce, soprattutto nel mondo del lavoro, sono le e-mail, ed è proprio da una e-mail arrivata all’indirizzo sbagliato che fra due perfetti sconosciuti scatta una relazione fatta da una serrata conversazione d’amore. I due personaggi si scambiano mail che parlano della loro vita, di cose che spesso non si racconterebbero neanche al miglio amico, finendo per creare, attraverso un rapporto virtuale, un rapporto saldo e duraturo. Ma una relazione nata in questo modo riuscirà a sopravvivere a un incontro reale? “Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer – Feltrinelli, 2012, giornalista e autore e dal 1989 scrive per il quotidiano austriaco “Der Standard”. Le ho mai raccontato del vento del nord, publicato nel 2006, è diventato un bestseller con più di 700.00 copie vendute in Germania, venduto in diciassette paesi. La storia ha inizio con una mail che per sbaglio arriva ad un indirizzo diverso, ma tra i due sconosciuti scatta qualcosa e da quel momento iniziano a scriversi. E’ una favola moderna, fra Emmi – 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito – e Leo – psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale – i quali dopo l’iniziale impaccio instaurano un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d’amore epistolare dell’era di internet che descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che di coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro? Antonio Savastano Issue 1 EffettoTre 15 luglio 2013

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Effetto ..... Letteratura a cura di Pietro Pancamo

Pietro Pancamo –autore di recensioni uscite nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese» e in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera»– è direttore del podcast «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», in onda sull’emittente milanese Pulsante Radio Web. Ma è anche un poeta che, incluso dalla Aliberti editore nell’antologia «Poetando» a cura di Maurizio Costanzo, si è visto in seguito pubblicare una breve raccolta dal blog «Poesia» della Rai, nonché dedicare una puntata del programma «Poemondo» dalla radio nazionale della Svizzera italiana.

F i l os of i a Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio che smette, ogni tanto, di pronunciare il vuoto. Allora qualche indizio di materia deforma l’aria, descrivendo le pause del nulla

prima che il silenzio si richiuda. (Le mani s’infrangono contro un gesto incompiuto) Pietro Pancamo (pipancam@tin.it)

Lucia Visconti, «Per mano», Edizioni Polistampa Un potere di sintesi tanto sviluppato e incisivo da sfociare quasi spontaneamente nella forza sgomenta del versicolo ungarettiano o nel respiro contratto e conciso dell’haiku. Ecco la silloge poetica «Per mano» di Lucia Visconti, in cui parole talmente essenziali da apparire violente, e così precise da assumere i contorni di un’accusa, indicano “senza quartiere” nei discendenti di Adamo –traviati dal male e incapaci da sempre di salvezza (ovvero di arrivare a procurarsela)– una specie corrotta e impura, che insistendo a respingere il senso ultimo del Golgota, ha instaurato con Dio un rapporto di labile intimità, sostanzialmente illusoria, vincolando ciascuno di noi alla propria psiche degradata, alla propria natura sghemba e deforme, che trova redenzione (transitoria e basta!) per brevi attimi, drasticamente effimeri. Se poi, come la lirica «Avvinghiato» sembra suggerire, la corona aguzza del Cristo prefigurava in qualche modo il filo spinato dei lager, dell’ingiustizia –dunque della crudeltà–, diventerebbe lecito affermare e aggiungere che la raccolta «Per mano» vuole anche dipingere, o meglio “sprigionare” con vigore commosso, il ritratto di un Messia scoraggiato e coraggioso; vale a dire tristemente conscio di essere votato ad un supplizio vano (ad una croce sprecata) e deciso perciò a morire per semplice bontà: non a maggior gloria di un risultato utile o sicuro, ma esclusivamente per incalcolabile quanto incalcolato amore. Pietro Pancamo

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Presi....per la

Gola!!!!!!

Casarecce con pesce spada e melenzane ...... buon appetito

Ingredienti per 4 persone: • • • • • • • • • • •

300 gr di pesce spada fresco 1 melanzana 4 pomodorini ciliegini olio extra vergine d'oliva 1/2 cipolla 1/2 spicchio d'aglio origano 1 bicchiere di vino bianco 400 gr. 1i caserecce o pasta corta sale pepe

Preparazione

Cuocere la pasta in abbondante acqua calda. Pulire il pesce spada e tagliarlo a cubetti,in una pentola fate soffriggere con dell'olio la cipolla ed il mezzo spicchio d'aglio; raggiunta la doratura,togliere l'aglio. Nel frattempo tagliare la melanzana a cubetti ed una volta pronto il soffritto farla saltare in padella fino a raggiungere una buona cottura. Tagliare i pomodorini. Una volta cotte le melanzane, aggiungere il pesce spada e successivamente i pomodorini, farli saltare in padella aggiungendo un bicchiere di vino bianco. scolare la pasta e farla saltare per 2 minuti nella padella insieme al composto; aggiungere un pizzico di pepe e salare se necessario.

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Effetto....gusto.. R i v a l u t a re ( i l ) M a r s a l a Immortale. Ma a filarselo sono in pochi. Troppo pochi. Come un Achille senza vulnerabile tallone gira il pianeta in cerca di bevitori fans che resistino alle mode. Ma con poca fortuna. È il paradosso del Marsala, vino storico, che attraversa i secoli, simbolo d'Italia ma soprattutto di una zona della Sicilia le cui fortune spesso si sono incrociate con l'enologia. Se ne parla in questi giorni di Marsala. Perché proprio quest'anno si celebra il cinquantesimo anniversario della legge che attribuisce un'identità specifica a questo vino tracciandone caratteristiche, storia, territorio e così via. Ovvero la Denominazione di origine controllata (il noto marchio Doc). (...) Dunque, dicevamo il paradosso. Sì, perchè il Marsala è soprattutto un vino che per le sue caratteristiche resiste al tempo. Anzi, per essere più precisi, l'ossidazione, che per gli altri vini è un nemico da evitare, per il Marsala è un obiettivo. E l'ossidazione, il nemico che diventa alleato, consente una vita pressochè eterna al Marsala. Basta andare in qualche cantina storica e, se pagate e avete un po' di fortuna, potreste anche assaggiare qualche Marsala di novant'anni o cent'anni di vita ancora straordinariamente appaganti. E allora, se ancora è possibile emozionarsi con un sorso, perchè il Marsala vive una stagione di oblìo? A sentire gli esperti, come Franco Rodriquez, vice presidente regionale dell'Ais, (l'associazione dei sommelier) titolare dell'enoteca Garibaldi a Marsala, per due motivi. Il primo è quello che il Marsala è un vino fortificato, ovvero un vino a cui viene aggiunto alcol (o altre miscele simili) e oggi questo genere non va per la maggiore. Oggi il moderno winelover - come spiega Rodriquez cerca vini beverini, più easy, meno alcolici, l'esatto contrario di ciò che è il Marsala; l'altro motivo è che, per ragioni strettamente commerciali, i marsalesi, soprattutto negli anni '60 e '70 si tuffarono a capofitto nella produzione di Marsala aromatizzati o addirittura all'uovo snaturando la natura stessa

del vino. Che è come se la Ferrari si mettesse un giorno a produrre anche utilitarie. Con risultati di cui ancora oggi si pagano le conseguenze. Basti ricordare la produzione di Marsala, passata negli ultimi decenni da un milione e mezzo di ettolitri ai 70 mila dichiarati l'anno scorso. Mentre non sfugge agli esperti come il Marsala non sia stato minimamente coinvolto nel rinascimento enologico che la Sicilia ha innescato a partire dalla metà degli anni '90 del secolo scorso. Se la Sicilia del vino oggi è un brand internazionale riconosciuto, il Marsala di fatto ne è rimasto fuori. Forse bisognerebbe ripartire da quel disciplinare della Doc che stabilisce le regole per la produzione. Perchè ne prevede una trentina di tipologie. Secco, semisecco, dolce, superiore, vergine, fine (praticamente utilizzato dalle industrie alimentari per conservare i cibi)...Decisamente troppe. E tutto questo non aiuta. Purtuttavia si registra qualche segnale di nuovo interesse. E su vari fronti. Il primo è quello della stessa Marsala, la città questa volta, proclamata città europea del vino. Una bella opportunità da cogliere al volo per riappropriarsi di un primato produttivo rilevante. Poi fa piacere notare nuovi locali e nuovi appassionati che della cultura del vino stanno facendo il loro credo ideologico e qualche volta anche professionale. La sua parte la fa anche il sindaco Giulia Adamo, proiettata a fare del Marsala un vessillo come mai era accaduto o tirando dal cilindro nuove iniziative come l'idea di spedire a condizioni favorevoli bottiglie di questo vino a tutti gli appassionati o i curiosi che vivono lontano da questa parte di Sicilia. Poi i produttori. A cui tocca la parte del leone. (...). E se tutto questo avrà un senso, come sembra, allora l'immortalità del Marsala non sarà inutile. Fabrizio Carrera

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La speranza ha due bei figli: la rabbia ed il coraggio. La rabbia nel vedere come vanno le cose, il coraggio di vedere come potrebbero andare. ( Sa nt ’ A g os t i no)

Luglio 2013 15 luglio 2013

• Anno VII

• Numero 70

Co.Bo.Di.

email - co.bodi@yahoo.it

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