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GENNAIO 201 4 • ANNO VIII

• N UMERO 76


Novità dal mondo UNIVERSITARIO 500 borse di studio per disabili e zone disagiate "Abbiamo deciso di istituire 500 borse di studio a favore di studenti disabili e dei giovani che sono residenti nelle isole minori e in zone dell’Italia particolarmente disagiate per contribuire alla formazione dei giovani". Lo ha annunciato Danilo Iervolino, Presidente dell’Università Telematica Pegaso.

“Il progetto rientra nella volontà da parte della Pegaso di rappresentare uno strumento democratico di conoscenze - ha aggiunto Iervolino - così come fortemente richiesto dall’Unione Europea attraverso il LifeLong Programme ed il Progetto Horizon 2020. Questo è anche l’impegno di un ateneo che si definisce a "Kilometro Zero", che vuole cioè essere totalmente smart, andando incontro realmente alle necessità dei cittadini.”

“Promuovere il sostegno alla carriera universitaria – sottolinea il presidente dell’Università Telematica Pegaso - degli studenti diversamente abili e di coloro che risiedono in regioni e zone d’Italia scarsamente collegate, e per questo oggettivamente svantaggiati, e superarne gli ostacoli ed impedimenti; questa la mission dell’Università Telematica Pegaso che, in linea con i dettami della Comunità Europea e i principi del Consiglio Europeo di Lisbona per un’interazione più efficace tra il sistema della formazione in Italia e lo sviluppo delle professionalità, mette al servizio dei cittadini le peculiarità di una formazione a distanza d’eccellenza con i vantaggi economici e sociali della residenza nel proprio territorio.”

“Non basta essere altamente tecnologici per definirsi sostenibili: è necessario comprendere davvero le esigenze di tutte le generazioni, anche quelle future, creando un network di saperi sempre fruibile e costantemente aggiornato, permettendo di seguire le lezioni ai meno abbienti, di sostenere gli esami ovunque, anche sulle isole, ed anche di partecipare attivamente al dibattito scientifico, grazie al contatto diretto e costante con professori e tutor. Un approccio bottom-up reale - ha concluso Iervolino - che renda lo studente protagonista della propria formazione. Per questo l’Università Telematica Pegaso ha affiancato ai suoi validi strumenti tecnologici ed alla sua metodologia innovativa – che l’hanno portata ad essere un modello accademico da circa seimila iscritti nell’ultimo anno – un nuovo approccio di blended learning: formazione mista, che preveda il continuo confronto con gli ordini professionali, i sindacati e le istituzioni, caratterizzato da stage e tirocini finalizzati ad una immissione immediata degli studenti nel mondo del lavoro.”

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Novità dal mondo UNIVERSITARIO

Pegaso Erasmus L’Università Telematica Pegaso ha ricevuto dalla Commissione Europea la comunicazione ufficiale della concessione, dopo attenta valutazione, della Erasmus Charter for Higher Education (ECHE) per l’intero periodo del programma Erasmus+ (2014 2020). Che cos’è la ECHE?

L’Eche è la Carta Erasmus per l’istruzione superiore. E’ il programma della Comunità Europea finalizzato alla modernizzazione europea e alla internazionalizzazione dell’istruzione superiore. Il documento fornisce il quadro generale di qualità per le attività di cooperazione europea e internazionale che un istituto di istruzione superiore (HEI) può svolgere nell'ambito del programma. La concessione di una Carta Erasmus per l'istruzione superiore è un pre-requisito per tutti gli istituti ubicati in un paese comunitario. La Carta permetterà alla nostra Università di partecipare a tutte le attività di cooperazione e mobilità europea e internazionale a partire dall’A.A. 2014/2015, nell'ambito del nuovo Programma Erasmus+ per l'istruzione e formazione 2014/2020. Le attività Erasmus sono coordinate dall’Ufficio Relazioni Internazionali con sede a Villa Vannucchi, San Giorgio a Cremano. Per informazioni e contatti, visitare: http://www.unipegaso.it/website/international Accordi di cooperazione con Università straniere

Allo scopo di favorire l'internazionalizzazione nell'ambito della ricerca, della didattica e dell'apprendimento, l’Ateneo stipula ogni anno accordi di cooperazione con università di tutto il mondo e partecipa attivamente a prestigiosi network internazionali. Sono numerosi gli accordi internazionali stipulati dalla Pegaso con università di tutto il mondo per progetti scientifici comuni, scambio di materiali e pubblicazioni, scambio di docenti, ricercatori e studenti, organizzazione di convegni, seminari ed iniziative culturali. L’approccio interuniversitario si è tradotto in uno schema di relazioni internazionali nei settori della ricerca scientifica e nella didattica con gli importanti atenei di seguito:

• Aprende Business School – Spagna; • • • • • • • • • •

Chengdu Institute Sichuan International Studies University – Cisisu – Cina; Crimean University for the Umanities - Yalta; Dipartimento Culturale della Provincia dell’Hubei; International Institute of Management - Repubblica Moldava; Lausanne Hospitality Consulting - Svizzera; Sumy State University – Ucraina; Tianjin Foreign Studies University - Cina; Università Pedagogica di Vilnius - Lituania; Università di Scienze Umane Europea di Vilnius - Lituania; Università Illyria di Tirana.

Si tratta di intese volte al potenziamento della ricerca e della cooperazione interculturale, alla creazione di nuovi corsi di studio, allo scambio di studiosi, di ricercatori e dottorandi, all’organizzazione di simposi scientifici.

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Novembre - Dicembre 2013

Giapeto Editore

Gazzetta

0

DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Dante Cogliandro

FORENSE

COMITATO DI DIREZIONE Almerina Bove Corrado d’Ambrosio Alessandro Jazzetti Novembre - Dicembre 2013 COMITATO SCIENTIFICO Fernando Bocchini Sul Antonio rapporto Buonajuto tra diritto interno e diritto dell’Unione europea Aurelio Cernigliaro GIUSEPPE T ESAURO Lorenzo Chieffi Giuseppe Ferraro Gennaro Marasca sproporzione nell’elaborazione della Cassazione Antonio Panico R AFFAELE C ANTONE Giuseppe Tesauro Renato Vuosi Giustizia amministrativa o giustizia nell’amministrazione secondo Costituzione? GIUSEPPE ABBAMONTE Il fallimento delle “società pubbliche” F RANCESCO FIMMANÒ Ricchezza immobiliare e mobiliare tra investimento e consumo F ERNANDO BOCCHINI

a cura di

3

2013

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Poste Italiane S.p.a. Sped. In Abb. Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. I, comma I, Aut. Cbpa-Sud/Na/031/2009


Gazzetta 1

FORENSE

Novembre - Dicembre 2013

progetto editoriale a cura dell’Università Telematica Pegaso La mediazione civile in Italia: 9

3

riferimenti giuridici europei e com Pierangelo Bonanno

2

contributi di Diritto e Procedura civile, Diritto e Procedura penale, Diritto ammiIl contenuto del testamento apre le nistrativo, Diritto14tributario e Diritto interalla diseredazione espressa Flora Caputo e Gaetano del Giud nazionale

3

rassegna di giurisprudenza legittimità dall’unità d’I 23 L’istituzionedifamiliare alla Costituzione Repubblicana e di merito Antonio Bova

4

periodicità bimestrale

3

2013

a cura di

per ricevere la rivista scrivi a Giapeto Editore - info@giapeto.it EffettoTre 15 gennaio 2014 Speciale Università


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SEDE DI PALERMO Il giorno 8 ottobre 2013 è stata prodotta la comunicazione di apertura delle iscrizioni ai Master biennali per l'a.a. 2013/2014 - 2014/2015 con scadenza il 30 gennaio 2014 afferente l’Accademia Forense, un’eccellenza dell’offerta formativa della nostra Università. L’unica Accademia Forense on-line partecipata da 107 docenti provenienti da 40 Università! Si tratta di Master di II livello, vero e proprio punto di riferimento a livello nazionale per la specializzazione e l’aggiornamento professionale nelle varie discipline giuridiche. Si compone di vari ambiti formativi di notevole interesse, sia in termini di moduli didattici, svolti da Docenti di elevata e riconosciuta professionalità (clicca il link per visionare elenco dei Docenti) http://www.accademiaforensepegaso.it/i-docenti-dell-accademia/ co on esperienza a livello internazionale, siia come strumenti e tecniche che trasmette al discente, immediatamente spendibili nel mondo delle professioni ad alto valore innovativo. I Master sono destinati a tutti coloro che sono in possesso di un diploma di Laurea quadriennale, Laurea di II livello (3+2) e/o del previgente ordinamento Laurea Magistrale ed in particolare a tutti i laureati “PEGASO -CESD” che durante il “quinquennio” hanno conseguito la Laurea Magistrale (Vds. Progetto Siena ecc.). Possono, altresì, iscriversi al Master coloro i quali sono iscritti all’Albo degli Avvocati, una delle professioni in continuo aggiornamento, o coloro che sono abilitati alla professione, compresi i praticanti avvocati, abilitati all’esercizio della professione forense e/o non ancora iscritti all’Ordine degli Avvocati. Il titolo che si consegue al termine del Master è: Diploma Universitario Master Biennale di II livello, con il riconoscimento di 60 CFU. Ha la durata di due anni accademici per un numero complessivo di 1500 ore. Si può inoltre usufruire del permesso dedicato al diritto allo studio per un totale di 150 ore annuali. Ebbene, La Pegaso da oggi, ci consente di diffondere tale opportunità di formazione sull’aggiornamento professionale, ad un costo pari a € 600,00 anziché € 1.200,00. I master di specializzazione • Diritto di famiglia, dei minori e delle persone; • Diritto commerciale; • Diritto amministrativo; • Diritto e Processo Penale; • Diritto delle responsabilità civile e delle assicurazioni; • Diritto industriale e della concorrenza; • Diritto della navigazione e dei trasporti; • Diritto del lavoro; • Diritto e Processo Tributario; • Diritto dell’Unione Europea. Si avvia un progetto di ampia divulgazione dell’Accademia Forense la cui responsabilità per la ricerca ed analisi è stata affidata al Prof. Calogero Di Carlo. Per info e dettagli: calogero.dicarlo@unipegaso.it - coord.palermo@unipegaso.it - infocesd@unipegaso.it 091/7654200 - 3318682197 e/o 3313661000.

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Il CESD, oltre ai corsi di laurea, propone una vasta gamma di percorsi didattico/formativi in diversi ambiti per venire incontro alle complesse esigenze del Mercato delle Professioni e del Lavoro in Italia e nella Comunità Europea: -

Master di I e II livello Corsi di alta formazione Esami singoli Certificazioni di lingua inglese Certificazione di lingua italiana per stranieri Certificazione Eipass - passaporto informatico europeo Corsi di aggiornamento professionale; Corsi per Operatore Socio Sanitario (O.s.s. ); Corso di riqualificazione da Osa/Ota a O.s.s.. Chiamaci o visita il nostro sito, diamo più assistenza e migliori servizi alla categoria.

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Master in

"Criminologia e Studi Giuridi Forensi"

scadenza iscrzioni 31 gennaio

Le precedenti edizioni del master 56 + 78, 100, 127, 213

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Giurisprudenza, ed il 240 (I -II edizione in corso) hanno

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Prima di Voi, oltre 2800 iscritti, hanno usufruito di questo straordinario

Master, che ha visto come protagonisti dei pregiatissimi professori e

illustrissimi professionisti nel campo criminologico, di fama Nazionale

quali: il prof. Calogero Di Carlo, direttore accademico del master; il Prof.

Paolo Procacciante, Direttore Medicina Legale, Università degli Studi di Palermo; il Generale Div. CC Nicola Ragetti, già Comandante del RACIS; il Prof. Nicola Malizia, Criminologo, Docente Università degli Studi Kore di

Enna; il Cap. Pietro Maida – Comandante Sez. Chimica – Esplosivi e Infiammabili- del RIS Carabinieri di Messina; il Prof. Rosario Bianco, Docente Università Pegaso; il Prof. Francesco Fimmanò, Docente e

Presidente Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Telematica Pegaso e tanti che si sono susseguiti ed interscambiati, nell’illustrare le avvincenti materie oggetto di studi.

In particolare durante le lezioni sono stati trattati i seguenti moduli:

Il Criminologo Prof. Nicola Malizia, docente presso l’Università degli studi di Palermo e la Kore di Enna: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

INTRODUZIONE ALLA CRIMINOLOGIA MODERNA IL BULLISMO SESSUOLOGIA CRIMINALE MOBBING CRIMINOGENO SERIAL KILLER CRIMINOLOGIA E VITTIMOLOGIA NELLA DONNA SONNAMBULISMO OMICIDIARIO SETTE SATANICHE ED IMPLICAZIONI CRIMINOLOGICHE

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Il Generale di Divisione, già comandante del RACIS Carabinieri, Dott. Nicola Raggetti, docente in diverse università italiane: 1. 2. 3. 4. 5. 6.

IL SOPRALLUOGO ED IL REPERTAMENTO ( 3 LEZIONI) IMPRONTE ( 4 LEZIONI) BALISTICA ( 4 LEZIONI) BIOLOGIA (2 LEZIONI) CHIMICA (2 LEZIONI) DVI : DISASTER VICTIM IDENTIFICATION (1 LEZIONE)

1. 2. 3. 4.

ELEMENTI PRATICI DI CRIMINOLOGIA STALKING LA VITTIMOLOGIA CRIME PROFILING.

1. 2. 3. 4.

LA NASCITA DELLA CRIMINOLOGIA L'APPROCCIO POSITIVISTA ALLO STUDIO DELLA CRIMINALITA' LE PRINCIPALI TEORIE SOCIOLOGICHE DELLA DEVIANZA – PARTE I LE PRINCIPALI TEORIE SOCIOLOGICHE DELLA DEVIANZA – PARTE II -

La criminologa Avv. Dott.ssa Clelia Gorga, tutor di questo master:

Dott. Tommaso Comunale, università Forlì:

Alla luce di quanto sopra, per far fronte ed esaudire richieste sempre più

esigenti, oggi a Voi, più fortunati, viene offerto per l’anno 2013 /2014, il

Master in “Criminologia e Studi Giuridici e Forensi" (III ed.) per una durata di 1925 ore corrispondenti a 77 CFU, che consente la prosecuzione degli studi nel Corso di Laurea Magistrale in di Giurisprudenza.

Per maggiori informazioni:

081 – 18893900 int.1462– 091 7654200 - 3318682197

mastercesd@unipegaso.it - coord.palermo@unipegaso.it (di carattere amministrativo e didattico)

comunicazioni@cesd-onlus.com

(di carattere generale, logistiche/organizzative)

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E f f e t t o T re

Co.Bo.Di. Gennaio 2014

Q ua l e U f f i ci a l e d e i C a ra b i ni e ri d i ce l a v e ri t à : R i cci o o M ori ? Quando di mezzo ci sono due Ufficiali dei carabinieri, che forniscono versioni contrastanti su una vicenda tanto scabrosa come quella sulle trattative fra mafia e stato, il SUPU si deve porre necessariamente debitamente a distanza, limitandosi a riferire i fatti. D op o l ' a t t o d' a p pe l l o, g i à presentato dal pm di primo grado Nino Di Matteo, anche il sostituto procuratore generale Luigi Patronaggio prova a smontare l'assoluzione puntando il dito contro i due imputati accusati del mancato blitz che avrebbe fatto saltare, nel 1995, la cattura di Bernardo Provenzano. “Errori metodologici", sovvertimento delle più "elementari regole" di redazione di una sentenza penale, "fiera demolizione" dell'attendibilità di un teste. Sono dure le parole con cui la Procura generale ha appellato la sentenza che, a luglio scorso, ha mandato assolti i due ufficiali dei carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu. Nonostante il confidente

Luigi Ilardo, poi assassinato, avesse localizzato il padrino a Mezzojuso, non vi è stata la cattura che il pg definisce "l'ennesima caduta di professionalità degli imputati che hanno ottenuto, al di là di ogni prassi e logica militare, inaudite promozioni". Il riferimento è a Mori che, dopo quel 1995, sarebbe divenuto prima generale, poi prefetto e infine direttore del Sisde. Nell'atto d'appello Patronaggio parla di "contraddittorietà e illogicità della motivazione" con cui Mori e Obinu sono stati assolti dal collegio presieduto da Mario Fontana, secondo cui, ci sarebbero state "condotte opache" e "scelte operative discutibili", ma nessun accordo per lasciare libero e impunito per anni il boss Bernardo Provenzano. Un'accusa infamante che Mori, nel corso di lunghissime dichiarazioni spontanee, aveva rispedito al mittente difendendo l'operato suo e dei suoi uomini. La quarta sezione del Tribunale, si legge nell'appe l l o de l sostituto

Riassumendo Pag. 1 - Quale Ufficiale dei CC dice la verità: Riccio o Mori? Pag. 6 - Corte Conti ... Vice Com.ti Arma Pag. 7 - Carabinieri e Poliziotti fanno doppio lavoro per arrivare fine mese Pag. 10 - Rappresentanza Pag. 28 - Rubrica di Pappalardo Pag. 36 - Cesd Pag. 44 - Altre Rubriche

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procuratore generale, "lungi dall'esaminare le prove articolate a dimostrare l'esistenza dell'elemento materiale del reato di favoreggiamento personale contestato agli imputati ha viceversa speso ben 853 pagine su un totale di 1318 per confutare l'esistenza della trattativa Stato-mafia". Ed è qui che il Tribunale avrebbe sovvertito "elementari regole" visto che innanzitutto avrebbe dovuto accertare "l'esistenza dell'elemento materiale del reato".

oggetto per altro di un altro processo, è impresa ardua oltre che errata da un punto di vista logico-giuridico".

Un passaggio che si conclude con la presa di posizione del Pg che non esclude fin d'ora, "ove non si ritenesse provato che gli imputati abbiano agito per favorire l'ala stragista di Cosa nostra, al fine di fare cessare la strategia stragista dei corleonesi, di potere fare ricorso ad una richiesta subordinata di affermazione della Secondo Patronaggio, prima di penale responsabilità degli imputati per concentrarsi sulla causa e il movente favoreggiamento personale aggravato dell'eventuale reato bisognava verificare se dall'articolo 7". "la condotta degli imputati nella gestione di Come dire, il generale Mori e il colonnello Ilardo fosse stata una continuazione della Obinu avrebbero favorito Provenzano pricondotta gravemente omissiva che aveva ma ancora dell'intera organizzazione maconnotato la mancata perquisizione del fiosa. covo di Totò Riina", se il mancato blitz di Mezzojuso sia stato frutto di "un piano di Nel suo appello il sostituto Pa-tronaggio si azione volto ad una più sicura cattura del concentra su quella che in primo grado latitante ovvero una operazione per finalità sarebbe stata, a suo dire, la "mancata non istituzionale, connotata da volontari, valorizzazione ed armonizzazione con altri gravi e grossolani errori ed omissioni". elementi di prova" di due precedenti Ecco, solo dopo aver valutato tutto ciò, si vicende che ebbero Mori come prolegge nell'atto di appello, il Tribunale tagonista: la mancata perquisizione del avrebbe potuto affrontare l'elemento covo di Riina (Mori in passato è stato soggettivo del reato, perché "nonostante le processato e assolto) e la mancata cattura tante e ingiustificate remore del collegio in del capomafia catanese Nitto Santapaola. ordine all'attendibilità del colonnello Riccio sembrerebbe che il fatto oggettivo di una Nell'aprile del 1993, mentre indagavano condotta omissiva sia stata data come sull'omicidio del giornalista Beppe Alfano, provata e accertata dal giudice di primo gli investigatori ritennero di avere ingrado". tercettato la voce di Santapaola e di averlo localizzato in un esercizio commerciale a Luigi Ilardo era la fonte riservata del Barcellona Pozzo di Gotto. Mori diede il via colonnello Michele Riccio, il primo a alle operazioni di cattura, raccomandando denunciare le pressioni di Mori e Obinu per massima segretezza. "Tuttavia - scrive Pafar saltare il blitz nel casolare dove tronaggio - avvenne ad opera dei più stretti Provenzano aveva riunito i suoi fedelissimi. collaboratori del Mori un episodio che da Secondo i giudici del processo di primo dell'incredibile e che vanificò quelle grado, però, Riccio non aveva raccontato esigenze di segretezza. tutta la verità e non informò tem- Successe, infatti, che l'allora capitano Serpestivamente i magistrati della condotta gio De Caprio e l'allora capitano Giuseppe tenuta dai suoi superiori. De Donno (per intenderci rispettivamente l'ufficiale della mancata perquisizione del "Il Tribunale - scrive Patronaggio - ha covo di Riina e quello della trattativa con ridotto questo processo ad un processo Vito Ciancimino) transitando 'casualmente' fortemente indiziario... non si spiega al- per Terme Vigliatore ritenevano di avere di trimenti la fiera opera di demolizione del individuato in auto in transito il boss teste Riccio... appare fin troppo evidente palermitano Pietro Aglieri e decidevano un che - prosegue - cercare di provare la improvviso attacco a quella vettura a colpi responsabilità degli imputati attraverso la di arma da fuoco. prova certa dell'esistenza della Trattativa, continua

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Si scoprì che su quella macchina viaggiava non Pietro Aglieri ma il giovanissimo incensurato Fortunato Imbesi, figlio di un noto imprenditore del luogo. Il clamore della vicenda mise in fuga il Santapaola che fu catturato mesi più tardi dalla Polizia". Già il pm di primo grado, Nino Di Matteo, si era soffermato sulla vicenda sostenendo che anche in quell'occasione Mori avrebbe voluto favorire un mafioso, Santapaola, da lui individuato come un possibile interlocutore della trattativa. Una vicenda che ora, anche agli occhi del pg, appare inquietante. Si sarebbe trattato di un'azione militare "ingiustificata ed assurda, soprattutto perché proveniente da abilissimi e navigati militari. Non è infatti possibile che, ancora un volta, abilissimi militari e ufficiali di polizia giudiziaria, incorrano in pacchiani errori operativi, di fatto agevolatori di condotte criminali, senza potere scorgere

un filo logico che lega fra loro questi presunti errori e che viceversa, ove correttamente letto, adduce alla conclusione dell'esistenza di un preciso disegno criminoso perseguito negli anni dagli imputati". Dove sta la verità? La scopriranno i giudici di primo grado? Un fatto ci rattrista che due ufficiali dei carabinieri, appartenenti ad una gloriosa Istituzione, che tanto ha meritato in passato e tanto oggi continua a meritare, si trovino su sponde avverse. Chi dice la verità dovrà poi essere premiato dal Comando Generale dell’Arma con una menzione speciale. L’altro, che ha ingannato l’Arma e il Paese intero, deve subire una condanna severa ed essere indicato come un infame e un traditore. Altrove, 8 gennaio 2014 Antonio

Pappalardo

Uranio impoverito Condannato il ministero

03 gennaio 2014 La Corte d'appello ha confermato che il tumore di cui si è ammalto un brigadiere dei carabinieri in missione durante la guerra del Kosovo è l'effetto dell'uranio impoverito con cui erano realizzati i proiettili in uso alle forze di polizia internazionali. Il ministero della Difesa condannata a risarcire 150 mila euro Gaetano Luppino Dedica la sua vittoria ad un collega morto per lo stesso contagio da uranio impoverito che gli ha provocato un tumore alla pelle. Gaetano Luppino, vicebrigadiere savonese dei carabinieri di ritorno dalle missioni in Bosnia e Kosovo, ha vinto in appello la causa contro il Page 3

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ministero della Difesa che non gli ha mai riconosciuto la causa di servizio. "La pubblica amministrazione si è dimostrata peggiore del cancro", si è sfogato il militare a cui ora il ministero dovrà versare un indennizzo di 150 mila euro. Un battaglia lunga quattro anni per l'ex componente della Msu, la Multinational Specialized Unit, la forza di polizia che aveva compiti di lotta al crimine organizzato e al terrorismo. Una prima vittoria in tribunale, a Savona; adesso la conferma della sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello - sezione Lavoro. Il vicebrigadiere, tra il settembre 2003 e l'aprile 2004 fu in missione nei Balcani quando le truppe di pace

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usavano proiettili arricchiti con 'uranio impoverito'. Al ritorno in Italia, come tutti i suoi compagni d'armi, Gaetano Luppino fu sottoposto a periodiche visite mediche. Ne el dicembre 2008 la diagnosi: tumore alla pelle. Il militare presentò richiesta per ottenere un risarcimento per "causa di servizio", ma il ministero si è sempre detto contrario. Da allora intraprese una dura battaglia legale. "Dedico la mia vittoria a mia moglie e mia figlia - ha detto subito dopo la lettura della sentenza - se enza dimenticare il caporale Erasmo Savino che, purtroppo, non c'è più. Oggi non posso che pensare a chi è st at o abbandonato da l l o St a t o" . http://genova.repubblica.it

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U no B i a nca , a B ol og na l a ce ri m oni a i n ri cord o d e i C a ra b i ni e ri ca d ut i

Bologna, 4 gennaio 2014 Loro ne hanno ammazzati 24, ne ammazzeranno 48”. - Nessuna clemenza o pietà Dunque, insiste la madre di per i fratelli Savi e la banda Stefanini, “non ne voglio della Uno Bianca. Sono neanche sentir parlare di passati 23 anni dall’as- clemenza. E io sono anche sassinio dei tre carabinieri cristiana e cattolica, ma Mauro Mitilini, Andrea quello non è un perdono Moneta e Otello Stefanini e che si può dare”. ogni anno, per la madre di Qualche minuto prima, la Stefanini, il dolore è signora Anna Maria aveva sempre più forte. Tanto che, ricevuto il saluto affettuoso come ogni anno, non vuole del procuratore aggiunto nemmeno sentir parlare di Valter Giovannini, che guiperdono per chi ha ucciso dò l’inchiesta contro i Savi e la banda della Uno suo figlio. “Né permessi premio né Bianca, e del sindaco di niente - afferma la signora Bologna, Virginio Merola, al Anna Maria, questa mattina quale ha detto, fra le al termine della cerimonia lacrime: in ricordo dei caduti del “Nessuno a Bologna deve Pilastro - loro non meritano dimenticare. Quei ragazzi niente perché non hanno avevano 64 anni in tre, avuto pietà per nessuno. neanche la vita di un uomo. Quindi noi non dobbiamo Solo questo chiedo, che non avere pietà. Si dice che si si dimentichi”. devono reinserire, ma qui “E’ comprensibile l’attegfacciamo la fine di Izzo (il giamento dei familiari delle killer del Circeo, ndr): vittime, i quali vorrebbero l’hanno reinserito e lui ne che persone che si sono ha ammazzati altri due. macchiate di gravi crimini

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non uscissero dal carcere. Ma occorre tenere conto che i cardini dell’ordinamento penitenziario sono il reinserimento sociale e il recupero. Ed è un parametro che dovrà valere per tutti”. Lo dice l’avvocato Antonio Piccolo, difensore di Alberto Savi, il fratello minore di Roberto e Fabio, che come loro sta scontando l’ergastolo per i delitti della Uno Bianca. Alberto Savi è in carcere a Padova e lavora nel call center del penitenziario. I termini per richiedere benefici, ha spiegato il legale, “sono maturi”. Saranno i giudici di sorveglianza a valutare “quando e come concederli”. Reinserimento e recupero previsti dall’ordinamento, ha proseguito, sono “graduali” e devono tenere conto delle gravità delle condotte. In tal senso, l’avvocato Piccolo ha ricordato che i vertici della banda erano Roberto e Fabio e non il suo assistito, che non partecipò a tutti i crimini. Nel 2006 Alberto scrisse una lettera alla madre del carabiniere Otello Stefanini, chiedendo perdono. www.ilrestodelcarlino.it

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Pachino, esplosi due colpi di a rm a d a f u o c o d u r a n t e p o s t o d i blocco. 3 arresti 04 gennaio 2014

Ieri sera i Carabinieri della Stazione di Pachino hanno arrestato per resistenza a P.U.: 1. Rustico Andrea, 30enne di Siracusa già noto per resistenza a P.U., reati contro il patrimonio e la normativa sugli stupefacenti; 2. Rustico Damiano,19enne di Siracusa già noto per resistenza a P.U. e reati

contro il patrimonio; 3. Aglianò Luca, 20enne di Siracusa già noto per guida senza patente. I tre giovani, dopo aver visto un posto di controllo effettuato dai militari della Stazione di Pachino, hanno tentato di fuggire a bordo della loro autovettura mettendo in pericolo il personale operante che riusciva comunque a raggiungerli e bloccarli. Nello stesso contesto una

seconda autovettura, che procedeva apparentemente insieme agli arrestati, compiva una manovra analoga esplodendo due colpi d’arma da fuoco in aria prima di riuscire a dileguarsi in direzione di Pachino. Gli arrestati sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni ai domiciliari a disposizione dell’A.G. www.siracusanews.it

Gerardo D’Arminio: il carabiniere ucciso dalla camorra che non dobbiamo dimenticare”

05 gennaio 2014 La storia del Maresciallo ucciso il 5 gennaio 1976 ad Afragola non la racconta quasi più nessuno. Eppure D’Arminio fu tra i pochi che ebbero il coraggio di indagare diffusamente sul traffico di droga e tabacco, all’epoca business molto floridi dei clan camorristi Era il giorno prima della Befana: 5 gennaio 1976. I negozi erano ancora affollati, all’epoca i regali li portava la vegliarda sulla scopa, non Babbo Natale. E così era anche per la famiglia D’Arminio, quando il Maresciallo dei carabinieri Gerardo prese per mano il figlio di quattro anni, Carmine, per condurlo in Page 5

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un negozio di giocattoli. Erano da poco passate le nove di sera e piazza Gianturco ad Afragola, pieno centro della cittadina, era ancora in frenetica attività. Arriva una Fiat Cinquecento Gialla, a bordo ci sono tre esponenti del clan Moccia: Luigi, Antonio e Vincenzo. Un fucile a canne mozze esce dal finestrino, vengono sparati alcuni colpi che raggiungono il Maresciallo D’Arminio al collo e a una spalla. Il sangue schizza via, la gente corre via urlando, il piccolo Carmine non capisce subito cosa è appena successo. Pochi secondi per distruggere la vita di un’intera famiglia e per dare un segnale di totale prepotenza: qui comandiamo noi dei Moccia, nemmeno i carabinieri possono ficcare il naso dove non devono.

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(...) IL RICORDO - «Ricordare questa vicenda, oggi, ha quindi un duplice valore – dichiarano da Presidio Libera di Casoria e Afragola – serve sia per ricordare l’importanza del gesto del maresciallo D’Arminio, assolutamente sconosciuto alla stragrande maggioranza delle nuove generazioni (proprio perché nella nostra città “smemorata”, non c’è mai stata una vera cultura dell’antimafia), sia per invocare una dimensione sociale e collettiva dove certi valori democratici riescano a decostruire quella sottocultura da guapperia. Cambiare la mentalità è il primo passo per cambiare le cose». Enrico Nocera

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Cesena, novità per le sedi di Polizia e Carabinieri 07 gennaio 2014

Il Comune di Cesena è disposto ad anticipare le spese per i lavori necessari ad adeguare la struttura del Caps in modo che possa accogliere anche il Commissariato. La proposta è contenuta nella lettera inviata questa mattina dal sindaco Paolo Lucchi al viceministro Filippo Bubbico, che era già stato interessato del problema delle sedi delle Forze dell’ordine di Cesena dall’onorevole Enzo Lattuca. L’idea è quella che sia il Comune a coprire in prima battuta la somma necessaria (dalle prime valutazioni, circa 450mila euro) e che il Ministero la rifonda al termine dei lavori, versando una serie di quote annue di importo pari all’affitto attualmente pagato per le palazzine di via Don Minzoni. In questo modo, in pratica, il Ministero continuerebbe per un certo nu-

mero di anni a pagare la stessa cifra che già ora sborsa, ma alla fine si ritroverebbe con un immobile riqualificato e più funzionale, e senza bisogno di ulteriori spese. Il Comune di Cesena, però, collega questa sua disponibilità alla richiesta di un rafforzamento del Commissariato di Cesena. E’ questo, del resto, l’obiettivo che sta più a cuore all’Amministrazione comunale, come sottolinea lo stesso Sindaco nella comunicazione inviata ai capigruppo per informarli di questa iniziativa e più complessivamente dell’attuazione degli indirizzi in materia di sicurezza del territorio, approvati dal Consiglio comunale l’11 ottobre scorso. “Tutta l’operazione – ricorda il Sindaco Lucchi – mira soprattutto ad accrescere il presidio del territorio a maggior tutela dei cittadini, anche attraverso una maggior pre-

senza delle Forze dell’ordine e un miglior assetto organizzativo”. Nella stessa comunicazione ai capigruppo, si fa il punto sul futuro della nuova caserma dei Carabinieri. Il 27 dicembre sono scaduti i termini del bando per la presentazione delle proposte. Due i soggetti che hanno risposto: oltre alla “Commercianti indipendenti associati di Forlì”, che fin dall’estate scorsa aveva manifestato la propria disponibilità per realizzare l’intervento all’interno del comparto Montefiore, si è fatta avanti la società Venezia srl. Adesso i due progetti dovranno essere valutati da un’apposita commissione, che sarà costituita in tempi molto brevi. Il Sindaco conferma che l’intento dell’Amministrazione è di concludere l’istruttoria entro un paio di mesi. www.corrierecesenate.com

Corte dei Conti, illegittima la superpensione dei vice comandanti dell'Arma 07 gennaio 2014

ROMA - I vicecomandanti generali dei carabinieri non hanno diritto alla sipspeciale indennità pensionabile. Lo ha deciso la Corte dei Conti e la questione è ben nota agli addetti ai lavori perché si tratta di cifre considerevoli. Page 6

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La sip, infatti, è un emolumento in busta paga pari a circa 5-6mila euro netti in più al mese. La somma annuale lorda, cita la magistratura contabile in un'altra decisione, è pari a 115.025,28 euro. Cifra corrisposta quando l'alto ufficiale va "in ausiliaria" - una volta la-

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sciato il servizio, è un periodo di cinque anni in cui l'alto ufficiale può essere richiamato dalla Difesa - e poi entra a far parte dell'assegno pensionistico. In pratica, con la sip la pensione può arrivare fino a 14mila euro netti mensili. continua Newsletter Header Pagina 6 di 41


La speciale indennità fu istituita per il capo della Polizia-direttore generale della Ps nel 1981, poi este-sa nel 1987 ai comandanti generali dell'Arma e della Guardia di Finanza, al capo della Forestale e del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria); nel 1997 diventò appannaggio anche dei capi di Stato maggiore della Difesa, di Esercito, Marina, Aeronau-tica e del segretario ge-nerale della stessa Difesa. Poi, però, la speciale inden-nità se la sono attribuita anche i vicecomandanti dell'Arma e della Finanza. Non la Polizia di Stato, tanto che il ricorso per il riconoscimento dell'assegno del prefetto Luigi De Sena, quando era vicecapo vicario della Ps, fu respinto proprio dalla magistratura conta-bile alcuni anni fa. Ora, a fine dicembre, si è pronun-ciata la sezione centrale del controllo sugli atti del go-verno presieduta da Pietro De Franciscis. In ballo i decreti di assegnazione della sip - tra-

smessi alla Corte dall'ufficio centrale di bilancio del ministero della Difesa - di tre vicecomandanti dei carabinieri: i generali di corpo d'armata Carlo Alfiero, Salvatore Fenu ed Ermanno Vallino. Sullo sfondo, la legittimità del super-assegno nella se-quenza dei numeri due dell'Arma, quasi una ventina di posizioni in bilico. La magistratura contabile ha fissato uno spartiacque: «Ai fini del calcolo dell'inden-nità di ausiliaria, la va-lutazione della speciale indennità pensionabile» citata dal nuovo codice dell'ordinamento militare «non potrà più essere effettuata» a decorrere, dice la delibera, «dal 9 ottobre 2010» cioè la «la data di entrata in vigore dello stesso codice militare». Rispetto a quel termine, oltre a Fenu, Alfiero e Vallino si salvano dalla scure della Corte, tra gli altri, i vicecomandanti dell'Arma Roberto Santini, Roberto Cirese, Goffredo Mencagli, Massimo Cetola, Giorgio Piccirillo e Stefano Orlando. Mentre la Difesa a

questo punto dovrebbe fare un'azione di recupero som-me nei confronti dei generali Corrado Borruso, Michele Franzè, Carlo Gualdi, Clemente Gasparri, Massimo Iadanza e Antonio Girone, numeri due del-l'Arma finiti "in ausiliaria" dopo l'entrata in vigore del nuovo ordinamento mili-tare. La decisione della magistratura contabile, è inevitabile, produrrà a sua volta altro contenzioso. Resta poi da vedere cosa accadrà con le posizioni analoghe della Guardia di Finanza. Certo è che oggi la figura del vicecomandante è in discussione visto che, dopo il comandante gene-rale, nell'Arma come nella Finanza il numero due ef-fettivo è il capo di Stato maggiore. E il Movimento 5 stelle al Senato ha già presentato un disegno di legge per l'abrogazione dei vicecomandanti dei carabinieri e della Gdf. marco.ludovico@ilsole24ore.com

POLIZIOTTI E CARABINIERI FANNO IL DOPPIO LAVORO PER ARRIVARE A FINE MESE: LETTERA DI UN LE T T O R E

08 gennaio 2014 ROMA - La lettera di un lettore, che chiede ascolto per i tanti casi che riguardano alcuni membri delle forze dell'ordine: doppi lavori per arrivare a fine mese. LA LETTERA Egregi signori,un Luogotenente dei CC che è Page 7

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riuscito ad andare in congedo prima di questa riforma discriminatoria delle pensioni vi chiede di farvi valere per gli uomini del comparto sicurezza che rischiano la vita ogni giorno.che per servire la gente, non voi, trascurano le loro famiglie e i loro figli e che non arrivano a fine mese. Tempo fa un grande giornale pubblicò un articolo dove erano stati trovati e intervistati carabinieri,

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finanzieri, poliziotti che per arrotondare il loro stipendio facevano i muratori, camerieri, guardie del corpo. Un generale dei carabinieri, del quale non faccio il cognome, che prima era in gloria per me poi ai miei occhi è caduto in basso come tanti, a un rapporto comandanti di stazioni raccontò che a una cena lo servì a tavola il suo appuntato autista che gli disse: continua Newsletter Header Pagina 7 di 41


Signor Generale non ce la faccio con lo stipendio e lui rispose di stare tranquillo poichè non stava rubando. Stamattina mi ha chiamato un collega maresciallo che da tempo non sentivo e mi dava appuntamento in un bar. Ci siamo rivisti dopo tanto tempo e dopo esserci abbracciati af-

fettuosamente mi ha detto: Giovà so che conosci e sei conosciuto. Se ti ca pi t a qualcosa mi puoi aiutare? Sto in un reparto dove vivo solo con lo stipendio senza festivi, straordinari e turnazioni e non ce la faccio ad andare avanti ." "Mi ha pianto il cuore assicurandolo che se potevo lo

avrei aiutato. Signori come questi sono migliaia.

ce

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Fate valere i vostri uomini. (Lugotenente CC in congedo ********) http://leggo.it/NEWS/ITALIA/

Maddaloni, carabiniere ucciso durante una rapina in gioielleria: preso in Belgio l'ultimo

rapinatore 08 gennaio 2014

CASERTA - Un cittadino slavo di 34 anni è stato bloccato al termine di alcune indagini dei carabinieri di Caserta, coordinate dal pm Carlo Fucci della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. La polizia belga, coadiuvata dai carabinieri di Caserta (che hanno diretto le indagini sin dal

primo momento della vicenda) e di Napoli e dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli, ha arrestato, in Belgio, l'ultimo componente la banda di malviventi che il 27 aprile del 2013, durante una rapina a una gioielleria di Maddaloni, uccise l'appuntato Tiziano Della Ratta. Si tratta di Bruslin Djordjevic, 34 anni, di origine slava residente nel

campo nomadi di Giugliano in Campania. Durante la tragica rapina venne anche ferito il maresciallo Domenico Trombetta. I particolari dell'operazione saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle 12 di domani nella sede della Procura di Santa Maria Capua Vetere. www.ilmattino.it

Carabiniere libero dal servizio e con la moglie, arresta un rapinatore 12 gennaio 2014

Era in abiti civili e con la moglie a fare la spesa, in Piazza della Marranella e via Casilina, un Carabiniere della Stazione di R om a Torpignattara quando, transitando dinanzi ad un negozio, si accorgeva che all’interno un uomo, armato di pistola automatica Beretta 92/fs, stava minacciando la titolare che era alla cassa.Allontanata Page 8

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la moglie, senza alcuna titubanza, il militare dell’Arma gli si avventava alle spalle ingaggiando una breve ma violenta colluttazione, riuscendo a disarmarlo. Il rapinatore si divincolava e fuggiva per strada a piedi inseguito dal Carabiniere che lo raggiungeva e, dopo ulteriore colluttazione, riusciva a bloccarlo. Sopraggiungeva una pattuglia della Polizia di Stato che collaborava il militare per

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trasferire il malvivente nella vicina Caserma. Perquisito, il malfattore 36enne romano, veniva trovato in possesso dei 185 euro appena rapinati mentre la pistola, sequestrata, risultava essere la perfetta riproduzione dell’arma in dotazione alle Forze di Polizia.L’uomo veniva tratto in arresto per “rapina aggravata”. www.attualita.it

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Consiglio dei Ministri n. 44 del 10 gennaio 2014 Sono stati iapprovati due decreti legislativi presentati dalla Presidenza e dal ministro della Difesa, Mario Mauro. • Disposizioni in materia di personale militare e civile del ministero della difesa, nonché misure per la funzionalità della medesima amministrazione, a norma degli articoli 2, comma 1, lettere c), ed e), 3, commi 1, 2 e 4, comma 1, lettera e) della l e g ge 31 dicembre 2012, n. 244. • Disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate, a norma dell’articolo 2, comma 1, lettere a), b), e d), della legge 31 dicembre 2012, n. 244. Con l’approvazione dei due decreti legislativi attuativi della legge 31 dicembre 2012, n. 244 ha preso il via il processo di revisione dello strumento militare nazionale che porterà alla sua razionalizzazione in chiave riduttiva. Al termine del processo di revisione previsto nel 2024, la Difesa disporrà di uno strumento più sostenibile sotto il profilo finanziario ma allo stesso tempo più efficiente e funzionale assicurando migliori condizioni di vita a tutto il personale. La riforma porterà ad una riduzione del personale della Difesa di 27.800 unità circa (20.000 militari e 7800 civili). Non si tratta di un nuovo modello di Difesa ma di una riorganizzazione in senso riduttivo. I tagli al personale sono accompagnati da meccanismi di garanzia che evitano misure penalizzanti, utilizzando differenti strumenti e misure come l’aspettativa per riduzione quadri e la mobilità, al fine di realizzare il previsto ridimensionamento in modo graduale e senza eccessivi disagi per il personale interessato. Nell’ambito della riforma, particolare attenzione è stata posta alle famiglie con l’introduzione di misure per accesso al credito a favore delle coppie giovani e disposizioni per favorire i ricongiungimenti familiari. La revisione dello strumento porterà un ulteriore potenziale risparmio alla spesa pubblica tramite la riduzione del personale dirigente, in particolare di Generali e Colonelli. Soppresso anche l’incarico a pagamento di Page 9

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consigliere militare del Ministro della Difesa attualmente vacante. La nuova organizzazione delle Forze armate italiane, orientata all'efficienza ed alla sostenibilità, permetterà di assicurare la piena integrabilità con il sistema di difesa e sicurezza europea dell’ Alleanza Atlantica valorizzando il fattore umano e tenendo conto della difficile situazione economico - finanziaria.

www.governo.it

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Notizie dalla Rappresentanza PRESIDENTE IO NON VOGLIO ANDARE VIA DALL'ITALIA, IO RESTO QUI. MA LO STATO ITALIANO MI VUOLE QUI? UNA FIGLIA DELL'ARMA MENZIONATA NEL DISCORSO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Il 31 dicembre 2013, nel discorso ai milioni d'Italiani davanti al televisore per il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Napolitano ha menzionato una domanda che gli ha posto Veronica da Empoli in una sua lettera al Presidente. Veronica è figlia dell'Arma. .

31 dicembre 2013 - Si chiama Veronica Fiorillo, empolese di 28 anni, ma residente ad Arcore. E' lei, figlia di un Appuntato dei Carabinieri, che ha scritto al Presidente della Repubblica Italiana, Napolitano. Il Capo dello Stato ha letto le sue parole, l'appello di una donna di 28 anni ancora in cerca di lavoro, durante il discorso di fine anno in diretta tv, il 31 dicembre 2013 alle 20,30. Veronica, laureatasi tre anni fa che scrive al Presidente, e denuncia una "crisi di quella fiducia nei giovani, di quella capacità di suscitare entusiasmo nei giovani senza cui una nazione perde il futuro". Veronica non trova lavoro. Il Presidente risponder alla domanda che si pone Veronica: "Io credo ancora nell'Italia ma l'Italia crede ancora in me ?'. Il Presidente risponde a questa domanda facendo riferimento a queste parole e al fatto che queste che ci devono scuotere. Veronica ha vissuto con emozione e sorpresa la lettura della sua lettera da parte del Presidente della Repubblica Italiana nel discorso di fine anno. Veronica aveva scritto in primavera e aveva ricevuto risposta dopo alcuni giorni e già ne era rimasta molto contenta, ma certo, non si aspettava di venire citata durante il discorso di fine anno dal presidente. Quando ha sentito pronunciare "Veronica da Empoli" ha capito che stava parlando proprio di lei. Veronica non vuole lasciare l'Italia. Veronica vuole vivere e lavorare nel paese che ama. veronica dice che chi deve lasciare il paese è chi non è in grado di cambiarlo e di farlo funzionare. Veronica è figlia di un Appuntato dei Carabinieri di origini campane che vive in toscana. Veronica ha ricevuto l'educazione familiare rigida di una famiglia di un carabiniere. Semplice, senza eccessi, senza lusso, ma piena di valori, motivi di orgoglio e tanta dignità. Dignità che l'ha portata a scrivere al Presidente e a porgli quella domanda che è una grande riflessione che si devono porre tutti coloro che governano questo paese. Quello di veronica è un grido composto, garbato, come si dice in toscana. Ma è la voce di tantissimi giovani di questo paese a cui non si riconosce più la dignità di guardare al futuro. Il padre di veronica, carabiniere, ha potuto portare a termine con soddisfazione una educazione familiare con un sostegno economico di un carabiniere, di una famiglia mono reddito. Domani non ci sarà una veronica così educata, così composta che formulerà parole forti che fanno riflettere. continua

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Oggi un carabiniere non potrà dare ai suoi figli l'educazione che ha dato il papà di veronica. Oggi una famiglia di un carabiniere deve fare i conti con 200 euro mensili che mancano dallo stipendio, con una pensione che si attesterà a 900 euro circa fra 25 anni e deve sperare che a chi porta lo stipendio a casa non accada mai nulla. Si, nulla. Perché a casa resterebbe una foto in un uomo in divisa in un quadretto e 450 euro con cui la famiglia si deve sostenere. No, caro Presidente, noi carabinieri richiamo di non poter avere più un altra veronica. Stiamo vivendo una crisi economica familiare che non può essere messa sulla bilancia alla pari della propria vita per il paese. No, Presidente, non ci saranno più le riflessioni della nostra veronica. Presidente, si interroghi, tocchi con mano. Non lasci più che le parole chiudano un discorso e si vada a capo. No, Presidente, rifletta e faccia riflettere, in concreto. Ne ha il dovere, nel nome del popolo italiano e nel nome di chi ha combattuto con la propria vita per la dignità di questo paese, per la dignità del popolo italiano. Pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

IL CO.CE.R. INTERFORZE DICE NO AL MINISTRO D E L L A D IF E S A . D E L IB E R A IL R IF U T O A D INCONTRARLO E CHIEDE UN INCONTRO IN SEDE CON I CAPI DI STATO MAGGIORE E DI FORZE ARMATE IN DIRETTA STREAMING. IL DIALOGO Primo incontro ufficiale del 2014 e il Co.Ce.R. Interforze batte subito i pugni sul tavolo. Stanco del dialogo, delle promesse che non si sono attestate nemmeno lontanamente ad un briciolo di verità. Decreti legislativi discendenti della legge di Riforma dello Strumento Militare stilato eliminando punti fondamentali delle richieste dei rappresentanti del comparto. Tra l'altro al CoCeR Interforze nemmeno i testi definitivi sono stati messi a disposizione. Con delibera 19 del 7 gennaio 2013 il Co.Ce.R. Interforze, dopo due ore di confronto sulle informazioni e i dati informalmente acquisiti dai delegati delle varie Forze Armate e Forze di Polizia ad ordinamento militare, tutti convergono in una strada da percorrere che sia quella della vera e propria espressione di disagio formale o informale in tutte le forme consentite e in quelle che possono realmente mettere sul tavolo quella che è la sofferenza degli operatori del comparto difesa e sicurezza. Ciò che il Governo, Il Ministro e chi doveva fare qualcosa per competenza, non ha fatto sino ad oggi, destreggiandosi nelle dinamiche di un Governo che deve salvare ben altro che l'equilibrio sociale dei cittadini di questo paese. Questa decisione presa con assoluta democraticità e senza grandi dilemmi, è il primo passo che percorreranno i delegati dell'Interforze per portare fuori il vero disagio degli uomini in divisa di questo paese, al servizio del paese. Si ritiene che l'obbedienza sia un obbligo sempre e comunque, ma oggi, dove le regole non esistono più, dove una Corte Costituzionale studia come pronunciare una sentenza e non come garantire la Carta Costituzionale, dove gli investimenti per l'industria militare vanno avanti "tutelati" a fronte di tagli che vengono fatti sulle buste paga degli operatori del comparto difesa e sicurezza. Dove qualcuno vuol prendersi gioco di tutto il comparto preparando da mesi ed in sordina una sorta di riordino a costo zero che recupererebbe altri fondi per i bilanci dello Stato, dando illusione ottica con un nuovo grado e preparando un nuovo disastro organizzativo tra i militari. Qualcuno non si rende conto che il tempo delle "tre carte" non esiste più. Oggi tutti stanno venendo a conoscenza che pochi decidono per tantissimi e in una democrazia "fiction". Qualcuno sta sottovalutando troppe cose, perché preso da dinamiche ed interessi di potere e non di economia sociale e politica del nostro paese. I rappresentanti militari hanno le idee chiare e non hanno più intenzione di dialogare. A fatti concreti, risposte concrete. Tutti devono sapere, ora non è più un discorso da "camera caritatis", ora tutto fuori! Pubblicata il 07/01/2014 Pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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NO, MINISTRO, ALLE 17.30 NON CI SAREMO. L'INCONTRO ANDRA' DESERTO. IL CO.CE.R. INTERFORZE RESTA IN AULA A VALUTARE IL DA FARSI. SIAMO INDIGNATI. VIOLATA ANCHE LA DIGNITA' DI DELEGATI.

M a t t i na t a d i c o nf r o nt o i n r i uni o ne f i ume t r a i d e l e g a t i del Co.ce.R. Interforze. Dopo le decisioni e i c o muni c a t i d i i e r i i d e l e g a t i d e l l ' i nt e r f o r z e s o no i nf ur i a t i . c a mb i a t o l ' o r d i ne d e l g i o r no p e r a mma l i a r e l'interesse a partecipare all'incontro. Ulteriore offesa, ul t e r i o r e ma l a g e s t i o ne d e i r a p p o r t i t r a S t a t o Maggiore e Co.Ce.R. .

Dopo una mattinata di riunione fiume tra i delegati dell'Interforze che si sono confrontati sulle tensioni del momento e sugli atteggiamenti posti in essere dallo Stato Maggiore della Difesa. I delegati sono irritati dalla gestione del momento da parte di chi, da Comandante di Uomini, avrebbe dovuto scendere tra gli uomini in divisa dell'Interforze e confrontarsi. Forse tutto questo il Ministro non lo sà e non sà ciò che sta succedendo nello specifico. Sta di fatto che un Ministro dell'Istruzione tutela il personale alle dipendenze di competenza e un Ministro della Difesa deve vantare un taglio di un miliardo di euro sugli uomini in divisa che difendono il paese, la sua sicurezza e ne curano l'ordine pubblico a rischio della propria vita, in Italia e in tutto il Mondo. Qualcuno si interroghi su quello che succede. I delegati Co.Ce.R. Interforze non hanno ancora i decreti discendenti che saranno presentati al preconsiglio dei Ministri. Una rappresentanza militare che si stà interrogando sulla propria identità, sull'identità di chi deve rappresentare il comparto. Qualcuno deve rendersi conto che dopo tutto quello che continua a succedere nei rapporti tra Ministro, Stato Maggiore e Co.Ce.R. Interforze, ai delegati non resterà che fare un azione non consona allo stile di uomini in divisa o chiedere le dimissioni del Ministro della Difesa. la riunione si chiude alle 14.00 con un comunicato stampa:

"Il CoCeR Interforze ribadisce la sua non partecipazione all’incontro con il Ministro della Difesa come espresso nella delibera dello scorso 8 gennaio. Se ci saranno dei presenti all’incontro, saranno in tale sede a titolo personale che, per dovere istituzionale o per “carineria” nei confronti degli Stati Maggiori/ Comandi Generali, non rappresentano la posizione ufficiale del Consiglio che è espressione della pluralità del personale in divisa. Signor Ministro, il suo incontro andrà deserto ! Come nel deserto sono finite le legittime aspettative degli uomini e donne della Sicurezza e Difesa del Paese". ROMA, Co.Ce.R. Interforze, 9 gennaio 2014.

Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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2014, CONCORSO ALLIEVI MARESCIALLI E ALLIEVI CARABINIERI. SCORRIMENTO GRADUATORIE, CIRCA 250 ALLIEVI MARESCIALLI E OLTRE 300 ALLIEVI CARABINIERI. PRONTO IL NUOVO PIANO ASSUNZIONI, IMMINENTI I BANDI DI CONCORSO.

Tra l'approvazione della manovra di stabilità per l'anno 2014, la preparazione del piano assunzioni del Comando Generale dell'Arma dei C a r a b i ni e r i , e i l t ur no ve r a l 5 5 % c i r c a p e r l ' a nno 2 0 1 4 , e c c o c o me s a r a ' l ' a r r uo l a me nt o p e r i c o r s i a l l i e vi c a r a b i ni e r i e a l l i e vi ma r e s c i a l l i ne l l ' a nno 2014.

Scorrimento delle ultime graduatorie dei relativi concorsi allievo Carabiniere e allievo Maresciallo. L'ultima graduatoria del concorso allievi carabinieri è quella dei 1886. Una vera e propria battaglia è stata quella siglata da questo concorso. A settembre 2012 ne partirono pochissimi tra gli idonei in graduatoria, a causa del blocco del turn over al 20%. Nel settembre 2013 ne sono partiti diverse centinaia di idonei in graduatoria che oggi sono alle scuole allievi carabinieri di Roma, Torino, Reggio Calabria, Campobasso e Iglesias. A settembre 2104 la battaglia dei 1886 terminerà con il recupero di tutti i restanti ragazzi in graduatoria. Tutti gli "idonei in graduatoria non vincitori". Scorrimento delle graduatorie anche per quella dell'ultimo concorso allievi marescialli che saranno allievi marescialli del prossimo corso triennale che avrà inizio nel mese di ottobre 2014. Tutti gli idonei non in graduatoria saranno contattati via email dal C.N.S.R. Centro Nazionale Selezione e Reclutamento dell'Arma dei Carabinieri. Riceveranno una email che informa loro della posizione di idoneità in graduatoria comunicandogli che dovranno essere sottoposti a visite di mantenimento dell'idoneità al corso di formazione. Tali comunicazioni saranno effettuate per ricevere le conferme delle posizioni degli aspiranti. Gli aspiranti dovranno rispondere alle email attenendosi a quanto viene richiesto nelle relative comunicazioni. Qualora non saranno ricevute risposte dagli interessati, il CNSR provvederà a contattare gli interessati anche via telefono per assicurarsi della ricezione delle relative comunicazioni. I Nuovi concorsi per l'anno 2014 saranno per oltre 250 posti per concorso allievi Marescialli dei Carabinieri, con bando di imminente uscita. Per i Carabinieri, ci sarà un nuovo concorso allievi Carabinieri per oltre 300 posti che sarà riservato ai Volontari in ferma prefissata annuale in servizio permanente o vfp1 in congedo. Ciò in relazione a quanto approvato in manovra di stabilità per l'anno 2014. Anche questo bando di concorso d'imminente pubblicazione. Nei prossimi giorni ci saranno informazioni più dettagliate che non si discosteranno da quanto pubblicato in questa nota d'informazione. Tutto ciò che sarà pubblicato ufficialmente sarà on line sul sito dell'Arma dei Carabinieri www.carabinieri.it. Pubblicato 10 gennaio 2014.

Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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MINISTRO DELLA DIFESA VA' IN RIUNIONE. IL CO.CE.R. IN AULA. NELLA TARDA SERATA INCONTRO INFORMALE, POI IL CAOS. CO.CE.R. E SMD INCOMPATIBILI. ORA E' CAOS.

Il Ministro và in riunione solo con lo Stato Maggiore. Il CoCeR in aula riceve la visita del portavoce del Ministro della Difesa. In tarda serata un intesa per un incontro informale senza lo Stato Maggiore Difesa. Confronto forte con il Ministro. Si apre uno scenario sconosciuto. Ad oltranza incontri informali al Ministero con i delegati da ieri.

Da ieri mattina alla serata odierna, sembra di essere alla scoperta di un mondo precluso ai rappresentanti militari del Co.Ce.R. Interforze. Quello che è successo e che stà succedendo in queste ore a Roma, tra via marsala e via XX settembre, è davvero fuori dagli schemi. La tensione, la rabbia, la competenza e la determinazione dei delegati CoCeR Interforze che da ieri mattina stanno partecipando alle attività prioritarie nell'esercizio di questo mandato rappresentativo. La giornata inizia ieri all'insegna dell'alzare ulteriormente il tiro nei confronti di quanto già era stato deciso dall'assemblea prendendo un posizione chiara nel non partecipare all'incontro ufficiale con il Ministro. Dopo la riunione mattutina l'assemblea si è aggiornata alle 17 pomeridiane per stilare un ulteriore comunicato stampa in relazione alle posizioni del Ministro. Verso le 17 piomba in aula la portavoce del Ministro della Difesa, dott.ssa De Marco. In una condizione di assoluta informalità la portavoce del Ministro è incaricata a comprendere i motivi della scelta assembleare dei rappresentanti nazionali dell'interforze. E' bastato poco per continuare a sostenere le teorie emerse in merito alle interlocuzioni tra Stato Maggiore Difesa e Ministro per ciò che riguarda le attività poste in essere dal CoceR Interforze. La portavoce sostiene che il Ministro non è a conoscenza di molte delle argomentazioni e delle contestazioni dei delegati. Si tenta un punto d'incontro. Intanto il Ministro inizia la riunione con rappresentanti dello Stato Maggiore della Difesa e senza il Co.Ce.R. Dopo un confronto di posizioni ed un analisi attenta del momento e delle parole pronunciate dalla portavoce del Ministro, i delegati mettono le condizioni per un incontro informale, considerata l'urgenza di poter interloquire con il Ministro senza gli Stati Maggiori, ritenuti essere una delle cause del non funzionamento dei rapporti fra Ministro e Co.Ce.R. Interforze. Alle 19.30 i delegati s'incontrano con il Ministro nel luogo richiesto dai delegati. Dopo l'aggiornamento ai delegati da parte del Generale Romano, il Ministro inizia il confronto con i delegati. Il momento è stato davvero molto particolare. La tensione del comparto è stata messa sul tavolo del Ministro nelle parole che sono state dette a rappresentare quanto fatto e deciso dall'Interforze. Chiesto al Ministro di fermare l'iter procedurale dei decreti discendenti che sono solo frutto dell'elaborato dello Stato Maggiore della Difesa e non recepiti con la partecipazione dei contributi forniti dalle Forze Armate, espressi anche con formale delibera. I delegati a seguire hanno toccato tutti i punti caldi che il personale stà vivendo e che vive ancor più forte in questi giorni. E' stato chiaramente portato a conoscenza che il personale è all'estremo punto di sopportazione e che non accetta di andare avanti a queste condizioni.

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Inoltre è stato contestato che lo Stato Maggiore della Difesa procede nelle sue attività non essendo assolutamente aderente a quelle che sono le varie realtà vissute dal personale. Ne è d'esempio l'attività di studio che è stata posta in essere sul riordino dei ruoli con le circa 40 riunioni tecniche interforze già fatte e a sconoscenza assoluta da parte dei rappresentanti del CoCeR. Il Ministro è rimasto sorpreso dell'animosità e di quanto è emerso dalle parole dei delegati su questioni e argomentazioni alquanto delicate e molto sentite dal personale rappresentato. Il Ministro ha preso atto di quanto rappresentato direttamente senza "filtri" e "ostacoli istituzionali" da parte dei delegati CoCeR e ha garantito di superare queste dinamiche e di entrare nel merito del poter recepire quanto rappresentato formalmente dall'assemblea interforze. Nella giornata, in un altro incontro informale che doveva essere con lo stesso Ministro, si è arrivati allo scontro. Il Co.Ce.R. Interforze si è trovato davanti lo Stato Maggiore Difesa. I delegati Co.ce.R. hanno lasciato immediatamente l'incontro in quanto ritengono lo Stato Maggiore della Difesa la reale minaccia della rappresentatività del personale da parte dei delegati Co.Ce.R. Interforze e annunciano espressioni formali che ne chiederanno la presa di posizioni per quanto posto in essere ad ostacolo delle attività della Rappresentanza Militare nell'espressione del personale rappresentato. Solo oggi è venuto fuori l'elaborato sul riordino dei ruoli che si voleva portare avanti senza il confronto con chi realmente rappresenta il personale con competenza e non chi ne veste il ruolo di amministratore e pone in essere scelte non rispondenti alle esigenze reali del personale ma solo dettate dal porre in essere un risultato compiacente a determinate dinamiche di opportunità. La tensione resta alta e la settimana prossima il CoCeR ha chiesto un incontro con il Ministro sul documento per il riordino delle carriere che è un offesa al personale che opera tutti i giorni con a sacrificio la propria vita. L'incontro si terrà presumibilmente nella giornata di Mercoledì. Una situazione davvero inverosimile, ma molto delicata, che rischia davvero di compromettere determinati equilibri di cui ne risponderà direttamente lo Stato Maggiore della Difesa per quanto posto in essere sinora. Ora non si torna più indietro. Pubblicata 10 gennaio 2014 Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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RIORDINO DELLE CARRIERE DEL PERSONALE DEL COMPARTO DIFESA E SICUREZZA. VIENE FUORI IL DOCUMENTO SEGRETO DELLO STATO MAGGIORE DIFESA. LE POSIZIONI DEL CO.CE.R. INTERFORZE. Dopo una settimana difficile, tra tensioni, scoperte e segreti, viene a galla anche una bozza di riordino dei ruoli, segretamente nascosta dagli Stati Maggiori. Il Co.Ce.R. Interforze ha alzato i toni ed ha preso posizioni forti. Al Ministro è stato chiesto un dialogo diretto senza Stati Maggiori. Ecco quale riordino si preparava

In questi giorni di "fuoco" sono venuti fuori scenari davvero raccapriccianti nei rapporti tra Co.Ce.R. Interforze, Stato Maggiore della Difesa e Ministro della Difesa. Gli interrogativi sono forti. Si passa dal non trasparenza dello Stato Maggiore Difesa alla sconoscenza di alcuni particolari da parte del Ministro della Difesa all'analisi di rivisitare l'organizzazione della Rappresentanza Militare oramai debole di fronte a queste dinamiche di "potere" emerse in questi giorni che minacciano seriamente la rappresentatività del personale militare e la sua tutela. In un mare in piena agitazione causato da un vero e proprio terremoto ideologico e di posizioni, emerge un "bidone" con all'interno tanto di bozza di riordino dei ruoli frutto di oltre 40 riunioni di Stato Maggiore Interforze. Tutto all'oscuro delle rappresentanze militari. Tutto molto grave in un momento storico dove ti interroghi sul non rispetto delle regole e il valutare di adeguarsi per dover sopravvivere in questa giungla politico-governativa. Viene fuori questa bozza-ipotesi, su cui, immediatamente lo Stato Maggiore Difesa organizza e comunica la convocazione per un incontro ufficiale al Co.Ce.R. Interforze presso palazzo aeronautica a Roma. Il Co.Ce.R. Interforze immediatamente prende posizione e informa che con lo Stato Maggiore non discuterà di nulla per quelli che sono stati i comportamenti e le modalità poste in essere su un delicato argomento come quello del riordino dei ruoli del personale del comparto. Il Co.Ce.R. Interforze chiede un immediato incontro tecnico direttamente con il Ministro della Difesa e senza interlocutori alternativi, visto ciò che si è emerso in questi giorni. L'incontro sembra essere stato fissato per Mercoledì prossimo, ma non penso si porterà a termine dopo quello che c'è stato in settimana e considerando quello che il Co.Ce.R. Interforze potrà esprimere la prossima settimana. La tensione è alta. Lo era per ciò che il Governo non ha fatto sul blocco salariale, assegni di funzione e avanzamenti. Si è alzata ulteriormente l'asticella della tolleranza prendendo atto di ciò che SMD ha posto in essere con procedure risalenti al 1978, quando la rappresentanza militare faceva i primi gemiti. Ma forse qualcuno vuole portare i militari, i rappresentanti militari a qualche anno antecedente al 1978. Qualcuno non si rende conto dello stato di tensione e di malcontento che vive il personale del comparto. Più di qualcuno svolgono anche ruoli di vertice, pur lontani dalla realtà degli uomini e donne in divisa. Qualcuno deve riportare la situazione ad un equilibrio che rispetti la dignità del personale del comparto e di chi lo rappresenta con competenza, professionalità e determinazione. Sopratutto senza paura di dover far sentire la voce di chi soffre svolgendo un ruolo in nome e per conto della sicurezza e l'ordine pubblico dello Stato Italiano. Pubblicata 11 gennaio 2014 Fonte: pianetacobar.eu/ cocer carabinieri/ Aps Romeo Vincenzo

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False fatture con i mezzi dei soccorsi umanitari, arrestato ex maresciallo dell'Esercito.

3 0 d i c e m b re 2 0 1 3 .

False fatture sulle carte di marcia e sulle manutenzioni dei mezzi dell'Esercito Italiano utilizzati dalla Croce Rossa nelle missioni umanitarie. Questo il 'business' messo su da un'ex maresciallo ordinario delle forze armate presso la CRI rintracciato dalla polizia in zona Lunghezza dopo essersi reso irreperibile in seguito alla condanna di un anno inflittagli per "appropriazione indebita e falso in fogli di marcia". IRREPERIBILE - L'uomo, un 45enne romano, era ricercato dal mese di agosto del 2012, quando aveva abbandonato sia la sua abitazione nel Comune di Guidonia Montecelio sia quella abitualmente abitata

nella zona di viale Marconi, nella Capitale. DA UN PARENTE A LUNGHEZZA Gli investigatori dell’Ufficio di Polizia di Guidonia, diretto dalla dottoressa Maria Chiaramonte, al termine di un lungo lavoro d’indagine, lo hanno rintracciato presso l’abitazione di una parente, a Lunghezza, dove si nascondeva. L’uomo, un 45enne ex Maresciallo Ordinario dell’Esercito Militare presso la Croce Rossa Italiana, era oggetto di rintraccio su specifica richiesta del Tribunale Militare di Sorveglianza di Roma, a seguito del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura Generale Militare della Repubblica presso la Corte Militare di Appello di Roma. REATO CONTINUATO - Il Maresciallo Ordinario dell’Esercito Italiano per la

Croce Rossa Italiana, era stato condannato alla pena di un anno di reclusione per il reato continuato ed aggravato di appropriazione indebita e falso in fogli di marcia, in quanto riconosciuto colpevole di aver falsificato le fatture dei fogli di marcia dei mezzi utilizzati per scopi umanitari, ricavando illeciti guadagni sia nei rifornimenti che nelle manutenzioni degli automezzi. FURTI AI COMMILITONI Inoltre, si era reso responsabile di diversi furti di beni appartenenti a commilitoni ed alla struttura dove espletava attività umanitaria. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale Militare Santa Maria Capua Vetere di Napoli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Visite Fiscali per Malattia: ecco quante se ne possono ricevere

La tematica delle visite fiscali per malattia assume un ruolo di grande interesse nella disciplina del diritto del lavoro italiano, ed in particolar modo la parte di disciplina inerente ai dipendenti pubblici: ecco quindi un breve focus che Issue 1

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inquadra con rapidità le principali caratteristiche dell’istituto. Numero di visite fiscali per malattia consentite L’art. 2 del Decreto Ministeriale n. 206/2009 stabilisce innanzitutto che sono esclusi dalle visite

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fiscali per malattia tutti i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata l’ispezione fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. A partire da questa statuizione pertanto, continua Page

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la visita fiscale per malattia non può essere prevista per due volte per il medesimo evento morboso. Facendo un rapido esempio, se per una prognosi di dieci giorni il medico fiscale dovesse effettuare la visita fiscale di controllo già il primo giorno, per i rimanenti nove il dipendente avrebbe la facoltà di allontanarsi dal proprio domicilio senza alcun obbligo di reperibilità. È quindi possibile una sola visita medica di controllo. Gli eventuali prolungamenti del periodo morboso fanno invece scattare la possibilità di una successiva visita fiscale di controllo.

Corte Costituzionale, attraverso la sentenza n. 78 del 1988, ha confermato la regola della perdita del trattamento economico per i primi dieci giorni, stabilendo che per quelli successivi la decadenza dal medesimo diritto nella misura del 50% possa verificarsi soltanto nel caso di assenza ingiustificata a una seconda visita fiscale per malattia. Pertanto si può certamente affermare che l’assenza ingiustificata alla prima visita fiscale per malattia cagiona la perdita dell’indennità per i primi 10 giorni di malattia (o comunque per il minor periodo di malattia certificato), oppure Quando avviene la decur- per il minor periodo che tazione precede la seconda ed Ma quando e come avviene ulteriore visita. Mentre la decurtazione dello sti- l’assenza alla seconda visita pendio per ingiustificata provoca la perdita dell’inassenza alle visite fiscali dennità per il periodo per malattia? Perlustrando residuo dei primi 10 giorni la normativa e la giurispru- di malattia e la riduzione denza in materia ci si del 50% dell’indennità per i imbatte nel decisivo De- giorni successivi, e così via creto Legge n. 463 del 12 per tutte le ulteriori visite settembre 1983: l’art. 5, fiscali di lavoro. ultimo comma di questo strumento normativo affe- Giustificazioni eventuali per rma che qualora il lavo- le assenze alla visite fiscali ratore dovesse risultare per malattia assente alle visite fiscali di Per comprendere meglio la controllo per malattia senza disciplina della decurgiustificato motivo, lo stes- tazione occorre approfonso decadrebbe dal diritto a dire la questione della qualsiasi trattamento eco- legittima giustificazione per nomico per l’intero periodo l’assenza alle visite fiscali sino a dieci giorni e nella per malattia. Ampia e misura della metà del variegata è infatti la trattamento per l’ulteriore casistica normativa e giuriperiodo, esclusi quelli di sprudenziale inerente alla ricovero ospedaliero o già materia delle giustificazioni accertati da precedente da parte del dipendente per visita di controllo. un’eventuale assenza ad In ulteriore istanza poi, la una di queste visite. A tal

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proposito una circolare emanata dall’Inps (più precisamente la n. 134421 dell’8 agosto 1984) afferma che debbano essere considerati giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di forza maggiore e situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza personale del lavoratore in altro luogo. Questa circolare viene poi integrata da una importante sentenza della Corte di Cassazione (sent. 6 aprile 2006 n. 8012) nella quale si afferma che è legittimo considerare giustificato motivo di assenza non solo lo stato di necessità o di forza maggiore, bensì anche una “seria e valida ragione socialmente apprezzabile”: ovviamente l’onere della dimostrazione di questa “ragione” grava sul lavoratore dipendente. Osservando la materia dall’alto, pertanto, è immediato intuire che l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia. Marco Brezza www.dipendentistatali.org

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Affitti: contratti validi anche senza certificazione energetica 2 gennaio 2014

Un pasticcio relativo al l'Ape (l'attestato di prestazione energetica) è stato combinato dal legislatore nella confusione normativa di fine 2013: non si sa più se la nullità per mancata allegazione del l'attestato ai contratti di compravendita, donazione e locazione sia solo rimandata o sia stata definitivamente cancellata dal nostro ordinamento. Per capire la questione, occorre procedere con ordine attraverso la successione delle norme che hanno disciplinato questa materia. Si inizia dunque con il decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito in legge 90/2013, il quale, tra l'altro, ha sancito (sostituendo l'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) che nel caso di vendita, di trasferimento di immobili a titolo gratuito o di nuova locazione di edifici: - il proprietario era tenuto a produrre l'attestato di prestazione energetica (articolo 6, comma 3, Dlgs 192/2005); - doveva essere inserita una clausola con la quale l'acquirente o il conduttore dovevano dar atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'Ape, in ordine all'attestazione della prestazione energetica degli edifici (articolo 6, comma 3, Dlgs 192/2005); l'Ape doveva essere allegato al contratto, a Issue 1

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pena di nullità del contratto stesso (articolo 6, comma 3bis, Dlgs 192/2005). È poi intervenuto il decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145 (il cosiddetto decreto "destinazione Italia", in vigore dalla vigilia di Natale) il quale ha introdotto un nuovo comma 3 all'articolo 6, Dlgs 19 agosto 2005, n. 192, sostituendo per intero i precedenti commi 3 e 3bis e sancendo che: - nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione di edifici soggetti a registrazione deve essere inserita una clausola con la quale l'acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'Ape, in ordine all'attestazione della prestazione energetica degli edifici; - copia dell'Ape deve essere allegata al contratto, tranne che nei casi di locazione di singole unità immobiliari; in caso di omessa dichiarazione o allegazione le parti contraenti sono soggette al pagamento, in solido e in quote uguali, della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3mila a euro 18mila; la sanzione è da 1.000 a 4mila euro per i contratti di locazione di singole unità immobiliari e, se la durata della locazione non eccede i tre anni, essa è ridotta alla metà. Fin qui era tutto abbastanza chiaro. Senonchè è

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poi intervenuta la legge di stabilità per il 2014, il cui articolo 1, comma 139, dispone (dal 1° gennaio 2014) che la vigenza dell'articolo 6, comma 3-bis, Dlgs 192/2005 (invero abrogato nel frattempo dal Dl 145/2013 e che, come visto, sanciva la nullità per mancata allegazione dell'Ape) sarebbe stata rimandata al momento in cui entrerà in vigore la normativa regolamentare attuativa dell'Ape, prevista dall'articolo 6, comma 12, Dlgs 192/2005. Insomma, se si sfoglia il decreto "destinazione Italia" la sanzione di nullità per mancata allegazione dell'Ape sembra cancellata dal sistema; se invece si consulta la legge di stabilità se ne trae che la nullità sarebbe stata messa in stand by in attesa di riemergere in occasione dell'entrata in vigore del decreto ministeriale attuativo dell'Ape. Dovrebbe comunque essere la prima l'interpretazione giusta, perché quando la legge di stabilità interviene sull'articolo 6, comma 3-bis, Dlgs 192/2005, si tratta di un inutile intervento su un comma già morto (per essere stato abrogato) e che, come tale, non può essere implicitamente resuscitato. Ciò che è chiaro è invece che, attualmente, la nullità per mancata allegazione non c'è più e che: ai contratti di compravendita e agli altri

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atti traslativi a titolo oneroso di edifici, l'Ape deve essere allegato (e l'acquirente deve dichiarare di aver ricevuto le prescritte informazioni sulla prestazione energetica del bene acquistato), a pena dell'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria; - nel caso di donazione, l'Ape non va allegato, ma l'immobile ne va comunque

dotato (ma il donatario non deve dichiarare di averlo ricevuto e di aver ottenuto le prescritte informazioni sulla prestazione energetica dell'immobile stesso); - nel caso di locazione di singole unità immobiliari, l'Ape non va allegato, ma l'unità immobiliare ne va comunque dotata (e il conduttore deve dichiarare di averlo ricevuto e di aver

ottenuto le prescritte informazioni sulla prestazione energetica dell'edificio); - nel caso di locazione di intero edificio, l'Ape deve essere allegato (e il conduttore deve dichiarare di avere ricevuto le prescritte informazioni sulla prestazione energetica del l'edificio). Fonte ilSole24Ore.com

A rm a m e n t i , n e l 2 0 1 4 n i e n t e s p e n d i n g review per la Difesa: spese per 5 miliardi

04 gennaio 2014 Generali e ammiragli brindano all’inizio di un nuovo anno di spese pazze in armamenti alla faccia della crisi. Nel 2014 la Difesa si prepara a spendere altri 5 miliardi di euro in cacciabombardieri, navi da guerra, blindati ed elicotteri da combattimento, cannoni, siluri, bombe, droni e satelliti spia. Impermeabili a ogni spending reviewe refrattari a qualsiasi controllo parlamentare, gli stati maggiori continuano a sentirsi intoccabili. Ma l’anno che viene potrebbe riservare loro qualche sorpresina. Il 2013 verrà ricordato come l’anno in cui il Parlamento, pungolato dall’opposizione di Sel e Cinque stelle e facendo leva su un’articolo della riforma militare del 2012, ha osato esercitare le proprie prerogative di controllo sui programmi di riarmo della Difesa. A partire dai famigerati F35 Issue 1

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da 150 milioni di euro l’uno, per cui le mozioni approvate da Camera e Senato il 26 giugno e 7 luglio impegnavano il governo a non procedere a nessuna “ulteriore acquisizione” in attesa delle conclusioni di un’apposita indagine conoscitiva parlamentare. Un’inaudita insolenza per i vertici militari, che hanno immediatamente reagito attraverso il Consiglio supremo di Difesa presieduto da Giorgio Napolitano lanciando un duro monito: “Niente veti del Parlamento sulle spese militari”. E infatti, incurante della volontà del Parlamento, il ministro della Difesa Mario Mauro ha continuando ad autorizzare di nascosto la firma di nuovi contratti per centinaia di milioni di euro. IL MINISTERO: “NUOVE COMMESSE? NO COMMENT”. Il 27 settembre scorso, oltre a saldare l’ultima rata da 113 milioni dei primi 3 aerei già acquistati (e già pagati per

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350 milioni di euro), è stato firmato il contratto d’acquisto definitivo di altri 3 aerei per 403 milioni (per i quali in precedenza erano stati anticipati 47 milioni). Successivamente, non è dato sapere quando, sono anche stati versati 60 milioni di anticipo per ulteriori 8 aerei (che la Difesa vuole acquistare nel 2014, anno in cui intende inoltre dare anticipi per altri 10 aerei). Quando queste informazioni di “ulteriori acquisizioni” – trapelate dagli Stati Uniti – sono state riferite in commissione Difesa, diversi parlamentari, sentitisi presi in giro, hanno chiesto immediate spiegazioni e hanno preteso di avere accesso a tutti i documenti contrattuali. Niente da fare: il ministro Mauro si è limitato a ribadire (nemmeno di persona, ma per bocca di un messaggio letto in aula il 18 ottobre dal sottosegretario all’Agricoltura…) continua Page

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che a suo giudizio le mozioni parlamentari “non incidono sulle politiche di acquisto già determinate”. A più riprese ilfattoquotidiano.it ha chiesto alla Difesa dettagli sull’avanzamento dei contratti del programma F35, rimbalzando contro un cortese muro di gomma e ottenendo alla fine solo un secco ma eloquente “no comment”. “Queste ulteriori acquisizioni sono contra legem taglia corto Gianpiero Scanu, capogruppo Pd in commissione Difesa – così come lo è l’ostinata resistenza della Difesa a ogni controllo parlamentare sulle sue politiche di spesa. Un potere di controllo che è stato introdotto nella legislazione italiana con una norma dall’aspetto innocuo ma di portata dirompente: l’articolo 4 della legge 244 del 31 dicembre 2012. Dal giorno della sua approvazione è in atto uno scontro durissimo, una continua guerra di posizione tra il Parlamento e la Difesa che non vuole accettare questa legge che pone fine a decenni di spese incontrollate. L’indagine conoscitiva parlamen-

tare sugli F35, che qualcuno voleva chiudere frettolosamente a dicembre senza alcuna presa di posizione, proseguirà fino a febbraio e si dovrà concludere con un documento prescrittivo che la Difesa dovrà rispettare”. Quale sarà questa ‘prescrizione’ non è ancora dato sapere ma, dopo la svolta renziana del Pd, tra gli addetti ai lavori c’è chi ipotizza (e chi teme) un congelamento del programma o un suo ulteriore forte ridimensionamento. Durante la campagna per le primarie, il sindaco di Firenze aveva dichiarato: “Gli F35 sono soldi buttati via, io ho proposto il dimezzamento”. E GLI F-35 “ABBATTONO” GLI EUROFIGHTER. Ipotesi a parte, al momento ciò che fa testo rimane il cosiddetto Dpp (Documento programmatico pluriennale) della Difesa per il triennio 20132015 presentato lo scorso aprile dall’allora ministro della Difesa Di Paola – oggi consulente di Finmeccanica – che dei 5 miliardi di spesa totale allocata per il nuovo anno su decine di programmi di riarmo (guarda la tabella) ne assegna oltre mezzo (535,4 milioni per la

precisione) agli F35 della Lockheed Martin. Questo mentre si continua a investire il doppio (un miliardo l’anno, anche nel 2014) nel programma aeronautico alternativo Eurofighter – rara concretizzazione della tanto auspicata cooperazione industriale europea nel settore difesa e principale concorrente del programma americano – che invece la Difesa ha deciso di tagliare proprio per far posto agli F35, nonostante tutti gli esperti del settore lo ritengano ampiamente sufficiente a soddisfare da solo le esigenze della nostra Aeronautica (come lo è per la Luftwaffe tedesca, che infatti ha scelto Eurofighter rinunciando agli F35), per giunta con indiscutibili vantaggi in termini di costi di manutenzione, di ricaduta tecnologica e occupazionale e, non ultimi, di autonomia operativa vista la comproprietà dell’hardware, che invece rimane sotto esclusivo controllo americano sugli F35: veri e propri “aerei a sovranità limitata”.

www.ilfattoquotidiano.it

Camera dei deputati, bando da 450 mila euro per servizi fotografici

04 gennaio 2014 La vanità non ha prezzo. Nemmeno a Montecitorio. In tempi di spending review si taglia tutto...ma non i servizi fotografici. A Monetcitorio si bada molto all'immagine e al vezzo di posare davanti ad una macchina fotografica non si Issue 1

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sottrae nemmeno la Presidente della Camera Laura Boldrini. Così, durante le feste natalizie, la Camera dei deputati, in silenzio, si prepara a sopendere 450 mila euro per i "servizi fotografici". Un bel regalo di Natale, dunque, per le agenzie fotografiche che

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certamente non si lasceranno scappare l’occasione. Secondo la documentazione ufficiale, come racconta LaNotizia, il guadagno annuo stimato è di 150 mila euro per un appalto della durata di tre anni.

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L'ennesimo spreco - E il conto (salato) è presto fatto: 450 mila euro. Un bando quello della Camera che di certo farà discutere, dato che la Boldrini da tempo parla di tagli agli sprechi e di una forte spending review anche a Montecitorio. Parole alle quali puntualmente non seguono i fatti. Il bando inoltre a quanto pare è blindato. La procedura sarà ristretta e non aperta. Secondo quanto specificato nel bando potranno partecipare soltanto coloro che già hanno realizzato “ser-

vizi fotografici per corrispettivi complessivamente non inferiori a € 240.000 nel corso del triennio 2010-2012 per eventi di rappresentanza per amministrazioni aggiudicatrici ai sensi del Codice dei contratti pubblici, regolarmente eseguiti”.

Procedura ristretta Insomma, una procedura a cui parteciperanno soltanto i “vecchi clienti” delle amministrazioni pubbliche. Insomma col "bando di Natale", Montecitorio ha

chiuso l'anno come lo aveva cominciato, sprecando i soldi dei contribuenti. Solo nel primo semestre 2013 – come si evince dal rapporto della Camera sulle spese per lavori, servizi, beni e consulenze – se ne sono andati 176 mila euro per cerimoniale. Una valanga di euro finiti tutti nelle tasche delle società fotografiche. Così adesso il conto nei prossimi tre anni salirà a 450 mila euro. Alla faccia dei tagli agli sprechi. www.liberoquotidiano.it

Assicurazioni, mutui e auto: ai g i ud i ci t ut t o con l o s cont o 06 gennaio 2014

I giudici italiani hanno un ottimo stipendio. La busta paga si fa man mano più pesante in rapporto agli scatti di carriera. Tutto avviene automaticamente, a prescindere dalle reali capacità professionali del magistrato. Con la conseguenza che la toga più stacanovista e capace guadagna quanto il suo collega più scansafatiche e inetto. Baluardo di questo pernicioso egualitarismo gioia degli imboscati - è da sempre l'Associazione nazio-nale magistrati (Anm), vale a dire il sindacato di categoria. Abbiamo fatto un viaggio virtuale sul suo sito, verificando come l'Anm sia attivissima su vari fronti, compreso quello delle «convenzioni». Nulla di segreto, Issue 1

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per carità: tutto avviene alla luce del sole, com'è giusto che sia nell'organizzazione portavoce degli amministratori della legalità nazionale. Del resto l'epigrafe sotto il logo dell'Anm incute un certo timore reverenziale: «L'Anm è l'associazione cui aderisce circa il 90% dei magistrati italiani. Tutela i valori costituzionali, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura». Ma proprio per questa sua delicatissima peculiarità ci saremmo aspettati una maggiore prudenza nel sottoscrivere (soprattutto con assicurazioni e istituti bancari) condizioni di trattamento che risultano chiaramente fuori mercato rispetto alle clausole - ben meno favorevoli - riservate ai comuni cittadini. Per capirci meglio, facciamo qualche esempio.

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Capitolo «convenzioni bancarie»: «L'Anm - si legge sul sito del sindacato delle toghe - dopo un attento studio del mercato creditizio, ha sottoscritto una convenzione che offre agli iscritti condizioni particolarmente favorevoli relativamente alla concessione da parte dei maggiori istituti di credito di mutui e/o altri mezzi di finanziamento. Si offrirà un servizio dedicato a tutti i magistrati e loro familiari, attraverso dei consulenti dedicati, che incontreranno i clienti per poter soddisfare ogni loro necessità legata al ricorso al credito su appuntamento e senza alcuna commissione di mediazione». Assai variegato è pure il fronte assicurativo, con continua Page

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allettanti polizze ad hoc: «Sanitaria per il nucleo famigliare»; «Responsabilità civile, contabile, amministrativa»; «Previdenza complementare e assicurazione caso morte»; «Infortunistica». Inutile ribadire come per ognuna di queste tipologie i bonus che l'Anm ha ottenuto non sono certo paragonabili alle condizioni standard previste da piani di finanziamento e polizze. Non vogliamo pensare a di captatio una sorta benevolentiae da parte dei suddetti istituti bancari e assicurativi nei confronti della potente categoria dei magistrati, ma, spulciando tra i benefit contrattuali, il dubbio che sia stato usato un occhio di riguardo viene, eccome. Come dire: banche e assicurazioni hanno provato a fare i «generosi», ma l'Anm si è ben guardata dal rifiutare. Rifiuto che sareb-

be invece dovuto arrivare categorico per una questione puramente deontologica. Un magistrato non può accettare trattamenti privilegiati per sé e i propri familiari, ne va della sua autorevolezza e credibilità. Montanelli sosteneva che un «giudice non deve essere solo onesto, ma deve pure apparire tale». Nel caso delle «convenzioni» stipulate dall'Anm, ovviamente, non è in discussione l'onestà degli iscritti, ma il senso di opportunità nell'accettare «sussidi scolastici» (come se un magistrato non fosse in grado di mantenere i figli agli studi), oltre a sconti su «acquisto auto», «acquisto libri» e - perfino, udite udite - «acquisto toghe». In quest'ultimo caso si scade quasi nel tragicomico: l'Anm ha infatti stipulato addirittura una

convenzione con una cooperativa sartoriale gestita da detenuti che - su ordinazione - cuciono e spediscono a domicilio la toga al magistrato. Un'elegante toga in fresco di lana 100% (dotata di cordone oro-argento e pettorina bianca con pizzo) acquistata in un negozio specializzato non costa meno di 500 euro. La Cooperativa Alice, operante nel carcere di San Vittore a Milano, la propone invece in «saldo» a 250 euro. Chiavi in mano. Serviranno almeno ad aprire le porte della libertà? www.ilgiornale.it

RIFIUTI LAZIO: CERRONI E ALTRI 6 ARRESTATI ECCELLENTI PER L'AFFAIRE MALAGROTTA

Landi, già presidente della Regione Lazio dal 1983 all'1984, e altri nomi eccellenti: Luca Fegatelli, fino al 2010 a capo della Direzione regionale Affari istituzionali, il manager Francesco Rando, l'imprenditore Piero Giovi, Raniero De Filippis, direttore (AGENPARL) - Roma, 08 dell'Assessorato Ambiente e gen - Sono scattate stamani alto dirigente della Regione le manette per Manlio Lazio, e Pino Sicignano, Cerroni, patron della disca- direttore della discarica di rica di Malagrotta, Bruno Albano Laziale.

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Le indagini sono state condotte dai militari del Noe (Nucleo operativo ecologico) e dirette dal colonnello Sergio De Capri e coordinate dal capitano Pietro Rajola Pescarini. L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti. Ora i sette destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla magistratura romana sono tutti agli arresti domiciliari.

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Rinnovo della patente, cambiano le regole: costerà 100 euro

09 gennaio 2014 Con il nuovo anno cambia la procedura per il rinnovo della patente: da oggi non si potrà pi ù applicare l'etichetta adesiva con la nuova scadenza ma dovrà essere stampata una nuova patente. Lo ha stabilito un decreto del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Ci saranno però 20 giorni di tolleranza per permettere l'aggiorna-mento delle strutture me-diche. La patente rinnovata, con una nuova foto, verrà spedita a casa del titolare. Il rinnova avverrà via internet: i medici accede-ranno, tramite il sito 'il Portale dell'Automobilista', al sistema informatico del Dipartimento per i Tra-sporti inserendo credenziali e pin. Il sistema informatico rilasce-

rà una ricevuta che il medico consegnerà al richiedente, in attesa del-l'arrivo del nuovo docu-mento (che dovrebbe arri-vare entro una settimana). La ricevuta comunque sostituirà la patente vera e propria fino a un massimo di 60 giorni. Il costo della procedura e' di 25 euro, più le spese della vista medica. "Su un totale di 37,5 milioni di patenti attive, in Italia sono tra i 4,8 ed i 5 milioni le patenti di guida in scadenza all’anno", ha sottolineato il Direttore Generale per la Motorizzazione Maurizio Vitelli. E sarà questa quindi la platea interessata nel 2014 alla nuova procedura "che - ha precisato Vitelli - ci permetterà entro 10 anni di rinnovare tutto il parco delle patenti attive, sostituendole con il nuovo modello plastificato Card disposto dalla normativa

europea, che avrà lo stesso formato dell’attuale ma sarà stampato con nuove modalità laser e criteri antifalsificazione". I CO ST I Con la nuova procedura i costi di rinnovo della patente rimangono di 25 euro (16 euro per la marca da bollo e 9 euro per i diritti della Motorizzazione), cui vanno aggiunti il costo della visita medica, per cui non esiste una tariffa fissa, e 6,80 euro per la spedizione a domicilio della nuova patente, da saldare al momento della consegna o del ritiro presso l’ufficio postale. Va aggiunta anche la spesa per le nuove foto tessera. www.affaritaliani.it

L’Anci scrive ai senatori: Manca un mld per compensare minori introiti

13 gennaio 2014 Il presidente dell’Anci Piero Fassino ha scritto una lettera indirizzata ai capigruppo del Senato e a tutti i senatori chiedendo loro di “attivarsi” affinché, nella norma correttiva che prevede la possibilità di innalzare le aliquote Tasi e Imu di un massino dello 0,8 per mille, “si individuino le risorse da assegnare ai Co-

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muni” come compensazione rispetto ai minori introiti che deriverebbero dall’applicazione del nuovo regime sull’imposizione immobiliare. Ripercorrendo le tappe della vicenda, Fassino ricorda che il regime delineato nella Legge di Stabilità “non garantirà ai Comuni di poter beneficiare delle medesime risorse di cui hanno disposto nel 2013”. Al momento, ribadisce il presidente dell’Anci, il confronto

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con l’esecutivo ha portato a garantire la copertura finanziaria delle detrazioni applicate nel 2013, “attraverso la possibilità di prevedere l’innalzamento delle aliquote Tasi ed Imu sino al massimo di un totale dello 0,8 per mille”. Ma, prosegue Fassino, “rimane ancora del tutto irrisolta la questione principale”, relativa alla riduzione delle risorse su continua

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cui i Comuni potranno contare nel 2014, visto il minore gettito. Si tratta di “più di un miliardo”, dice Fassino. Da qui la richiesta ai senatori di attivarsi urgentemente, in vista della scadenza per la presentazione dei bilanci preventivi del prossimo mese di febbraio, “per trovare una soluzione normativa che, senza gravare sui contribuenti,

preveda a favore dei Comuni la compensazione finanziaria indicata, anche nella prospettiva auspicata di attribuire tutta l’imposizione fiscale sugli immobili ai Comuni, eliminando la coabitazione con lo Stato sugli immobili produttivi che nel corso del 2013, primo anno di applicazione, ha evidenziato problematiche rilevanti”. E

questo anche per evitare il prospettarsi di “un nuovo taglio alle entrate comunali, che sarebbe in contraddizione con quanto promesso dal governo e con le prese di posizione delle forze politiche in Parlamento”. www.ilvelino.it

La Corte Costituzionale: “Camere sono legittime” Depositate le motivazioni della sentenza sul Porcellum. Consulta “apre” a liste bloccate corte

14 gennaio 2014

Le Camere elette con il Porcellum sono legittime e non cessano di operare; il principio della continuità degli organi dello Stato, Parlamento in testa, è sovrano e resta a fondamento; le ultime elezioni politiche rappresentano un fatto concluso, sul quale non si torna; gli effetti della sentenza si vedranno se di dovesse andare al voto con quel che resta del Porcellum, depurato delle sue parti illegittime: e se questo avvenisse domani, ovvero se la politica non riuscisse a portare a termine la riforma della legge che regola il voto, il Paese avrebbe da subito a disposizione una legge elettorale funzionante. Sono gli esiti della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale. Dopo la decisione presa dai 15 giudici della Consulta, che il 4 dicembre hanno bocciato il Porcellum, sono Issue 1

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state depositate ora le motivazioni della sentenza, che spiegano nel dettaglio quella decisione. E soprattutto, oltre a definire la questione posta sul Porcellum, guardano in avanti, definendo alcuni principi guida per il legislatore alle prese con la stesura di una nuova legge elettorale. Tra questi, centrale - ma sicuramente da approfondire - una possibile apertura alle liste bloccate corte, quelle cioè previste dal modello spagnolo, uno dei tre messi sul tavolo da Renzi. Il deposito della sentenza era previsto in un primo tempo per mercoledì. Poi c'è stata un'accelerazione, legata anche al fatto che proprio il mondo politico stava attendendo di conoscere le motivazioni, per ritrovare in esse un quadro di riferimento essenziale per approntare una nuova legge che abbia la garanzia della tenuta costituzionale, visto che per il 27 gennaio e previsto che un testo

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approdi in aula alla Camera. I giudici hanno quindi deciso di chiudere subito l'esame, si sono riuniti a partire dalle 16.30 affidando al relatore Giuseppe Tesauro il compito di illustrare le motivazioni, che sono poi state oggetto di discussione da parte della Corte, con limature in particolare sui due nodi: premio e liste. Sul primo aspetto, la Consulta ha stabilito che un premio senza una soglia "ragionevole" è "distorsivo" della volontà degli elettori e "non proporzionato" rispetto agli stessi obiettivi di governabilità che si prefigge. Per essere legittimo un premio deve essere ragionevole e prevedere una soglia minima di voti sotto il quale non scatta. Quale sia questa soglia la Corte non lo esplicita, semmai dovrà farlo il Parlamento. continua

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L'esito, quindi, per il momento, è quello di annullare il premio in sé, e al Paese viene riconsegnato un sistema elettorale proporzionale, senza premio di maggioranza. L'elettore ha inoltre la possibilità di esprimere almeno una preferenza, perché la Corte ha stoppato anche i listoni bloccati previsti dal Porcellum. Quello delle preferenze è l'unico punto dove si rende necessario un intervento interpretativo o un intervento normativo di tipo secondario, quale un regolamento o un decreto ministeriale, per definire come esprimerle. Ma è cosa da poco, fa intendere la Corte. Che, sul punto, fa capire anche un'altra cosa: il sistema previsto dal Porcellum, a liste lunghe, non è para-

gonabile "né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per parte dei seggi" né con quelli che prevedono un "numero dei candidati talmente esiguo da garantire l'effettiva conoscibilità degli stessi". Un aspetto che sicuramente il legislatore dovrà approfondire, per capire se, nel confezionare una nuova legge, potrà muoversi su questi binari. C'è poi l'importante capitolo legato al Parlamento in essere. La Consulta chiarisce senza mezzi termini che la sentenza non lo travolge, che le Camere sono legittime e legittimate ad operare, così come lo sono gli atti che ha adottato. E vale il principio della continuità degli organi costituzionali. Non solo. Le ultime elezioni

sono un fatto concluso, "posto che il processo di composizione delle Camere si compie con la proclamazione degli eletti". Il principio di retroattività della sentenza vale solo "per i rapporti tuttora pendenti, con conseguente esclusione di quelli esauriti, i quali rimangono regolati dalla legge dichiarata invalida". Questo, secondo alcuni osservatori, potrebbe avere un peso rispetto alla vicenda dei circa 140 deputati per le quali le procedure di proclamazione non sono chiuse, così come per eventuali ricorsi pendenti di fronte alla giunta per le elezioni. Eva Bosco - ANSA

Le motivazioni della sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, pubblicate sul sito della Consulta

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La rubrica di Pappalardo

L’arroganza del giornalista Un giornalista del quotidiano “la Repubblica” mi aveva cercato perché era apparsa su face book la notizia che stavo gestendo forconi e militari nella pseudo rivoluzione prenatalizia (proprio mentre i nostri commercianti stavano guadagnando qualcosa), che qualcuno troppo frettolosamente aveva messo in piedi. Gli spiegai che ero impegnato in un Movimento della Pace e non avevo tempo per organizzare rivoluzioni di qualsiasi tipo. Si mostrò incuriosito della mia attività a favore della pace nel mondo e, su sua richiesta, gli mandai il programma di una Crociata della Pace, prevista per il settembre del 2014, chiedendogli una riflessione. Ritenevo che di lì a qualche giorno costui mi inviasse due righe di considerazioni. Non mi scrisse proprio nulla. Noi, del popolo, non vogliamo capire che i giornalisti, come i politici, sono ingranaggi della stessa ruota di un potere, che ti usa fino a quando ha bisogno di te. Poi ti scarica come un sacco di immondizie, nell’attuale logica perversa di un consumismo sfrenato e senza regole morali. Passato il Natale gli ho mandato il seguente messaggio: “Ecco perché gli Italiani non hanno alcuna stima dei giornalisti. Sono più conservatori del regime che dovrebbero criticare. Sono noiosi, ripetitivi e faziosi. Non valutano che tutto sta cambiando e non vogliono guardare al di là del loro

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naso. Hanno paura di vedere oltre la siepe. I vostri giornali non li legge più nessuno. Sopravvivete grazie ai soldi dello Stato. Ma la storia degli uomini va avanti. Malgrado voi. Buon anno”.

Lui mi ha risposto in modo sprezzante: “Molto bene”. Gli ho replicato, al fine di stanarlo: “La sua è la risposta di un arrogante”. Mi ha contro dedotto, uscendo la testa dal guscio, come una lumaca: “Le sue parole e i suoi modi, quelli di un egocentrico che neppure ha capito quali sono i motivi profondi della crisi del nostro paese e del nostro mondo. E lasci stare i finanziamenti di Stato che Repubblica sta sulle sue gambe da sola. Buon anno”. Non ho potuto fare a meno di controreplicare: “Se conosce lei questi motivi profondi perché non ne parla? Ma, soprattutto perché non interloquisce con coloro che tentano di parlarne? Ah, dimenticavo, lei deve seguire la linea editoriale del suo giornale ed anche se è falso che Pappalardo, Presidente del COCER, sia un golpista perché non ha forze armate al seguito e gli tengono compagnia solo 21 delegati sindacali, massacriamolo lo stesso perché così ha ordinato il governo D’Alema. Il ridicolo in Italia non conosce limiti. E adesso mi lasci comporre che ho cose più importanti da fare”.

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Non ha più risposto, nel tipico stile di alcuni nostri giornalisti, che colpiscono, il più delle volte proditoriamente, poi si ritirano in tutta fretta, ben protetti. A parte il fatto che nel mio messaggio non avevo fatto riferimento a Repubblica, ma ai tanti giornali che ricevono finanziamenti dallo Stato, mentre la gente non arriva alla fine del mese, vorrei ricordare al giornalista, mio occasionale interlocutore, che nel 2000, quando venni accusato dal governo D’Alema e dai suoi compari, politici e giornalisti, di essere un golpista, mi trovai a discutere di quella scemenza, con una giornalista del Corriere della sera, che, dopo avere ascoltato la reale versione dei fatti, concluse dicendo che avevo ragione, ma che non poteva scrivere nulla sul suo giornale, perché - sentite, sentite, sentite - le mie ragioni non erano in sintonia con la linea editoriale del Corriere. Di lì a qualche giorno mi telefonò un giornalista del TG5 (sì, proprio quello di Berlusconi), dicendomi che si stava commettendo una grave ingiustizia contro la mia persona, ma vi erano ordini dall’alto che non poteva scrivere nulla a mia difesa. Insomma, dovevo crepare. Già D’Alema e Berlusconi, a quel tempo, andavano d’accordo?

Ho riflettuto in questi anni su che cosa sia la linea editoriale di un giornale. Dopo tanti anni, ho capito che è quel modo di agire di un giornalista che scrive quello che fa più comodo al potere. Viva la libertà di stampa! Ma i giornalisti arroganti adesso debbono stare attenti. Perché loro non hanno più il monopolio assoluto dell’informazione. Oggi questo mio scritto, anche se non verrà pubblicato da alcun giornale di regime, volerà su internet e verrà letto da migliaia, se non centinaia di migliaia di italiani, che sono stanchi di essere gabbati da una falsa informazione. Per cui le malefatte di chicchessia verranno conosciute in tempo reale. Stai a vedere che sta nascendo la vera democrazia che vola sulla rete sopra la testa dei pavidi e degli atterriti e dei venduti ai falsi regimi democratici? Altrove, come in alcuni paesi nordafricani, ha squassato regimi dittatoriali. Chissà, un giorno, in Italia!? Altrove, 29 dicembre 2013 Antonio Pappalardo

Le chiacchiere del benzinaio “Quando gasolio debbo mettere?”. “Venti euro”. “Come mai non fa il pieno? Solitamente lo fa”. “Tempi duri anche per i Generali in pensione. I soldi non bastano e bisogna risparmiare. Mi domando: i pensionati e gli stipendiati a meno di 1000 euro, o addirittura a 500 euro al mese, come fanno a campare?”. “Qui non campa più nessuno, caro Generale! Le aziende chiudono, i benzinai, le officine meccaniche non lavorano più. I giovani stanno a spasso; avranno un futuro incerto. Il Paese sta crollando e questi buffoni se la menano fra di loro con discorsi inutili”. Issue 1

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“E’ vero, la situazione è drammatica!”. “Questi cialtroni di politici si azzuffano fra di loro solo per prendersi il potere. Della gente, non gliene frega nulla. Pure Grillo, che si è messo in mezzo, perde tempo in chiacchiere inutili”. “Mi sembra che stiano sorgendo nuovi movimenti di contestazione, come i forconi e quelli del 9 dicembre?”. “Per cortesia, Generale non me ne parli. Ma li ha visti bene in faccia? Li ha sentiti parlare? Ma chi va appresso a gente che non ha carisma”. “Certo, la stampa e la TV, nelle mani del potere, sono abili nell’intervistarli e nel farli apparire per come sono. continua

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I Cittadini, rendendosi conto che i capi di questa nuova contestazione sono inconsistenti, che non sanno quello che vogliono, sono costretti alla fine a rivolgere la loro attenzione sempre ai soliti”.

“Occorrerebbe un uomo carismatico, che già si è distinto contro questo regime di ladri e di parassiti. Generale, si faccia avanti lei! Li prenda in mano lei questi movimenti. Vedrà che i cittadini la seguiranno”. “Sono impegnato nel Movimento “Pace in Terra”, e in una Messa da requiem, che sto componendo per tutti i Migranti di tutti i popoli e di tutte le epoche storiche. Non ho il tempo di fare una rivoluzione che vede gli Italiani, ancora con la pancia piena, poco attenti al loro futuro e a quello dei loro figli”. “Generale, la situazione è davvero grave. Sono pronto a lasciare la pistola del rifornimento di benzina e a prendere un fucile per fare la rivoluzione”. “Lasci stare il fucile, che non ha mai portato da alcuna parte. Se rivoluzione deve esserci, questa deve essere pacifica, perché alla fine sono i Mandela, i Ghandi, i Martin Luther King che vincono”. “Generale, lei ha ragione. Ma questi farabutti se ne vanno solo se li prendi almeno a calci. Non sanno cosa fare, eppure si mettono in mezzo”. “Ho fatto la mia scelta, quella della pace, che sono certo ci porterà all’obiettivo che ci proponiamo di conseguire, in modo ottimale.

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I Cittadini non vanno ingannati con facili promesse, illudendoli. Bisogna essere onesti, ma soprattutto non politici come loro. Occorre cambiare musica totalmente”.

Un tale, che stava lì, ad assistere il benzinaio nella distribuzione del carburante, si è fatto avanti: “Sono un rumeno. Lei mi piace. Ha la faccia giusta ed è una persona onesta. Io, una rivoluzione, l’ho già fatto e l’ho vinta in Romania. Per lei sono disponibile a rifarla”. Ho pagato i miei venti euro; mi sono messo in macchina e mi sono allontanato. Ero contento di pensare alla mia Messa da Requiem e alla Missione di Pace in Terra Santa. Altrove, 11 gennaio 2014

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A p p unt i d e l . . . . . com m e rci a l i s t a

a cura di Orazio Messina

Affitti 2014 - Tracciabilità, pagamenti in contanti e modalità specifiche Non sono più ammessi i pagamenti degli affitti in contanti dal 1 gennaio 2014.

Dal primo giorno del 2014 tutti coloro che si troveranno alle prese con il pagamento di un canone di affitto, sappiano che è vietato usare il denaro contante.

Affitti 2014: tracciabilità e modalità specifiche La nuova normativa per gli affitti del 2014, impone che i pagamenti in contanti non siano ammessi mai per tutte le abitazioni, anche se provvisorie, oppure usate da studenti. Inoltre: - Sono compresi anche i pagamenti eventuali di mensilità arretrate, del 2013. - I pagamenti possono riguardare anche canoni di importi relativamente piccoli, non essendoci alcune soglie minime di importo. - E' necessario utilizzare strumenti di pagamento "tracciabili", come possono essere i bonifici, gli assegni, le carte di credito e i bancomat.

Affitti 2014: pagamenti in contanti Se gli affitti del 2014, riferiti a tutte le abitazioni, dovranno essere tassativamente pagati con strumenti che lasciano la possibilità di risalire a tutte le dinamiche dell'operazione (dando vita alla cosiddetta "tracciabilità"), lo stesso non avverrà per il pagamento dei canoni di locazione riguardanti le realtà che non prevedono l'utilizzo abitativo dell'immobile. Infatti il pagamento in contanti è ancora ammesso per: - Negozi - Uffici - Alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per i box auto, si ritiene che, qualora questi fossero di pertinenza dell'abitazione, allora dovrebbero considerarsi alla stregua di quest'ultima, che prevede, ovviamente l'uso abitativo e quindi il pagamento non in contanti. Orazio Messina

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Novità Giuridiche ... curiose.... ed altro PRIVACY

"Foto segnaletica" in prima pagina, ma il "ritocco" salva il quotidiano...

Nessuna lesione del diritto alla riservatezza nei confronti di un uomo, arrestato per furto di energia elettrica, ritrovatosi sbattuto in prima pagina da un quotidiano locale. Pomo della discordia: l’utilizzo di una "foto segnaletica", scattata dalle forze dell’ordine. Ma, senza numeri identificativi, quell’immagine è da valutare come simile alla foto di qualunque documento di identità.. (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 194/14; depositata il 9 gennaio)

VIOLAZIONE DI DOMICILIO

Studio legale off limits per “pausa pranzo“: vale per i clienti, e soprattutto per i dipendenti...

Condannata una donna,”beccata” nei locali del-lo studio legale, per cui lavora, in orario "vietato", ossia nella fascia di chiusura prevista per la “pausa pranzo”. Irrilevanti il possesso delle chiavi della sede, e la conseguente convinzione di potervi accedere in qualsiasi momento. Chiarissimo il “divieto” imposto dal titolare dello studio legale.. (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 581/14; depositata il 9 gennaio) ASSEGNO DIVORZILE

Divorzio consensuale e niente assegno. Ma la richiesta può arrivare in seconda battuta. Ribaltata completamente l'ottica adottata nei primi due gradi di giudizio, laddove era stata respinta

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la richiesta avanzata dalla donna di vedere modificate le condizioni del divorzio e di vedere riconosciuto un contributo a carico del marito. Tale richiesta, in occasione della revisione delle condizioni del divorzio, è legittima, e deve essere valutata attentamente dal giudice. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1, ordinanza n. 108/14; depositata il 7 gennaio)

LEGGE MERLIN

”Voglio prostituirmi...”, l'amica la mette in contatto con una “casa chiusa”: è favoreggiamento..

Smentita la visione adottata dai giudici di secondo grado, i quali avevano valutato l'azione della donna come un semplice aiuto fornito all'amica, senza alcun ritorno economico. Ma ciò che conta davvero, forma a parte, è il contributo dato all'attività di prostituzione svolta poi dalla ragazza. (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 120/14; depositata il 7 gennaio)

SEPARAZIONE

Moglie alcolista, marito disinteressato, ma è il tradimento di lui a far naufragare la coppia... Confermato l’addebito a carico dell’uomo. Fatale la decisione di intraprendere una relazione extraconiugale, che ha sancito, secondo i giudici, la rottura di ogni legame colla propria moglie. Irrilevante la considerazione delle tensioni precedenti, anche tenendo presente la scelta della donna di donare una villetta al marito. ((Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 130/14; depositata l'8 gennaio)

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Il mondo della Tecnologia Blackberry, ritorno al futuro: "I nostri p ros s i m i s m a rt p hone a v ra nno l a t a s t i e ra f i s i ca " Il nuovo Ceo John Chen fa luce sui prossimi piani dell'azienda. Accordi con Foxconn, il primo dispositivo nuovo sarà touch. Ma l'input fisico tornerà a prevalere

come il modello Q10, l'ultimo prodotto di Blackberry a montarne una. E che secondo Chen, successore di Thorsten Heins, saranno uno degli asset più importanti della nuova Blackberry, quella che si lascia alle spalle almeno un biennio di lacrime e sangue.

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UN PASSO indietro, per farne un paio avanti. Blackberry è intenzionata a tornare al primo amore, smartphone sì, ma con la tastiera fisica. Un po' il marchio di fabbrica dell'azienda canadese da quando si chiamava ancora Rim, e che il tumultuoso mercato della tecnologia personale negli ultimi anni ha maltrattato, a botte di milioni di pezzi di dispositivi Apple e Android venduti, a scapito del marchio un tempo preferito dall'utenza smart, soprattutto quella business. Il Ces 2014 a Las Vegas è stata però l'occasione per il nuovo Ceo di Blackberry, John Chen, per fare un po' luce sui prossimi piani dell'azienda. Gli esperimenti con smartphone "tutto touch" come lo Z10 passeranno in secondo piano rispetto ai prodotti di primo livello. Che torneranno ad avere una tastiera con veri tasti, proprio

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Chen punta a una rifocalizzazione del business su clienti aziendali e governativi, ovvero la fonte primaria di utenza che portò BB al successo negli anni d'oro. Chen ha annunciato un accordo quinquennale con Foxconn, azienda taiwanese che produce per grandi nomi della tecnologia tra cui Apple, per l'esternalizzazione di produzione e progettazione di alcuni dei suoi smartphone. Insomma Blackberry non produrrà più direttamente, per risparmiare. Anche se il primo telefono che Foxconn realizzerà per Blackberry dovrebbe essere un dispositivo touchscreen, Chen ha dichiarato che nel lungo periodo saranno i modelli con tastiera fisica a comporre il grosso del catalogo. A dimotrazione di quanto Blackberry ritenga importante un input fisico reale, la società ha recentemente citato in giudizio il creatore di Typo, un accessorio per iPhone che dota lo smartphone Apple di una tastiera del tutto simile a quella dei Blackberry. Typo è una startup di Ryan Seacrest, uno dei grandi nomi di "American Idol". Ed è proprio un idolo americano che Blackberry punta a ridiventare, tornando al passato.  

www.repubblica.it

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NOVITA' CONCORSI ARMA CARABINIERI

PUBBLICATO il concorso, per esami, per l'ammissione al 196째 Corso dell'Accademia per la formazione di base degli Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri

PUBBLICATO il concorso, per titoli, per il transito di 10 Ufficiali in servizio permanente dal ruolo speciale al ruolo normale dell'Arma dei Carabinieri

PUBBLICATO il concorso, per titoli ed esami, per il transito di 8 Capitani in servizio permanente dal ruolo speciale al ruolo normale dell'Arma dei Carabinieri.

PUBBLICATE le Norme Tecniche relative al concorso per l'ammissione al 19째 corso trimestrale di qualificazione di 350 allievi vicebrigadieri

PUBBLICATO l'avviso relativo alla prova di preselezione per il concorso per la nomina di 26 sottotenenti in s.p. nel ruolo speciale dell'Arma dei Carabinieri

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Mostra Maddaloni (CE) – Espongono 2 Soci CESD NOTE BIOGRAFICHE ARTISTI

SAVASTANO ANTONIO, nato a Maddaloni

nel 1956, fin da giovane è appassionato alla pittura ed in particolare alla grafica. Ha frequentato un corso di disegno come “uditore” presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli ed i primi esperimenti di pittura, risalgono agli anni settanta, con la tecnica della action piainting. Poi passa alla grafica con disegni a china e/o misti china acquarello. Gli ultimi lavori, con alcune opere a tempera risalgono alla metà degli anni 80’. In quegli anni ha partecipato, con singole opere, ad alcuni concorsi di pittura, nel settore grafica, ottenendo anche lusinghiere attestazioni di merito. Negli ultimi tempi appena giunta la (meritata) pensione dall’impiego svolto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si sta dedicando nuovamente “all’arte” cimentandosi nella scultura con l’utilizzo di vari materiali come il legno, la pietra ed il ferro.

MICHELE LETIZIA “eccellenza campana”, si può

dire, da piccolissimo, dagli inizi degli anni’80 “artista in erba” con una carriera luminosissima esposizioni sul territorio nazionale ed estero e da qualche anno impegnato, principalmente, nel settore delle scenografie in diversi teatri italiani, tra la cui l’Arena di Verona ed il Teatro “Alla Scala di Milano” dove opera stabilmente dal qualche anno. Tra gli ultimi lavori si segnala particolarmente l’opera dal titolo “La Corsa” che riprende uno dei canoni base della Antica Fiera Vesuviana che con il 2013 raggiunge la sua 400esima edizione ed in memoria dell’evento Michele Letizia ha dedicato un monumento equestre a Scipione Pignatelli che è Marchese di Lauro e Signore di Palma che nel 1613 consenti la nascita della manifestazione secolare. L’opera di Letizia è realizzata con somma maestria con metalli di riciclo del “Mondo Agricolo” intrecciati con una “immensità” di ferri di cavallo. L’opera è stata realizzata, nella sua immensa mole, tale per cui a seconda dei lati può essere reinterpreta, così da contribuire non ad una, né a due ma a quattro visione “decontestualizzate” d’insieme. (..)

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Alcune delle opere esposte dai soci Cesd

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L ' E D IC O L A a cura di Antonio

Nahui

Nahui, di Pino Cacucci – Feltrinelli – 2005 è il primo libro di questo autore che leggo, e devo dire probabilmente non sarà l'ultimo. Fin dal principio Cacucci riesce letteralmente a trasportarci in Messico, sotto al suo sole che non perdona, che senza di Nahui, per sua stessa ammissione, non potrebbe sorgere. Una figura, quella di Carmen Mondragon, in arte Nahui Olin, (figlia di Manuel Mondragon, generale tanto biasimato per la sua partecipazione ad azioni criminali, poi morto in esilio) estremamente affascinante e tormentata, una donna alla perpetua ricerca di se stessa, incapace di soffermarsi per più di pochi secondi su chiunque le si pari di fronte, con la mente in continuo movimento, a volte quasi delirante. Nel 1961 il poeta Homero Aridijs incontra per strada una povera disgraziata che vende per due lire vecchie cartoline, vecchie immagini di sé giovane, nuda, bellissima. I suoi occhi verde smeraldo brillano ancora e il poeta la riconosce: è Carmen Mondragon, la più bella donna di Città del Messico quando a Città del Messico c'erano le più belle donne del mondo. Negli anni venti e trenta. Negli anni della rivoluzione, di Emiliano Zapata e di Pancho Villa. Nel tempo in cui, in nome del popolo e di una libertà che sembrava lì a due passi, un pugno di artisti e di intellettuali scosse dalle fondamenta cultura e politica, creatività e morale di un intero paese. E proprio su questo sfondo che si muove la storia di Nahui Olin. La signora mentre aspetta acquirenti, inganna il tempo fissando il sole. E’ proprio preoccupandosi per l’incolumità della vista della donna che il ragazzo vede i suoi occhi: verdi con sfumature turchesi, quasi violacee, incredibilmente belli e vivaci . Occhi del genere possono essere solo quelli della leggendaria Nahui Olin, la donna che fece perdere il senno e ispirò opere ad artisti del calibro di Diego Rivera, Antonio Garduno o Doctor Atl (Gerardo Murillo). La storia della vita di questa donna straordinaria ricca di passione che si svolge in un’arco di tempo molto lungo e di fondamentale importanza per la nascita del Messico moderno raccontata con straordinario impegno e bravura dall’autore che attraverso la vita della protagonista ricostruisce tutti gli accadimenti della società messicana di quegli anni. Una bellisima biografia, sicuramente da leggere!

Antonio Savastano

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Effetto ..... Letteratura a cura di Pietro Pancamo

Pietro Pancamo –autore di recensioni uscite nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese» e in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera»– è direttore del podcast «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», in onda sull’emittente milanese Pulsante Radio Web. Ma è anche un poeta che, incluso dalla Aliberti editore nell’antologia «Poetando» a cura di Maurizio Costanzo, si è visto in seguito pubblicare una breve raccolta dal blog «Poesia» della Rai, nonché dedicare una puntata del programma «Poemondo» dalla radio nazionale della Svizzera italiana.

DIVERSAMENTE LABILE di Pietro Pancamo (pipancam@tin.it)

Son diversamente labile: se il mio corpo, infatti, è traccia sicura, la voce spesso... invece no. Anzi son deboli e sottili (diafone direi) le parole che pronuncio. Così per consolare (o meglio completare) la mia capacità di farmi ben sentire, ho deciso d’imparare uno strumento musicale. Ma sempre si crea un fiuggi fiuggi generale, quando a San Gemini – guidando la Rolls del mio padrone – sfreccio per il parco delle terme a velocità monumentale, diteggiando sui fori (e sterzando al tempo stesso), da vero e proprio... (fl)autista criminale.

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Presi....per la

Gola!!!!!!

Pescespada al miele di cardo, ratatouille di peperoni all’aceto di riso e germogli di erba cipollina

...... buon appetito

Ingredienti per quattro persone:

gr 500 di pesce spada in filetto gr 350 di patate gr 200 di peperoni gr 80 di miele di cardo gr 60 di erbe fini tritate: timo, lavanda e salvia gr 60 di cipolla rossa gr 50 di olio extra vergine d’oliva gr 40 di aceto di riso gr 30 di zucchero di canna 1 lime germogli di erba cipollina sale

Procedimento

Con il filetto di pesce spada creare quattro piccoli tamburelli mono porzione. Farli rosolare in padella da tutti i lati e alla fine laccarli con una parte del miele di cardo. Passarli ancora caldi nel trito di erbe e finire la cottura in forno, facendo attenzione a non prolungarla troppo altrimenti il pesce spada risulterà stopposo. Per la ratatouille di peperoni: soffriggere la julienne di cipolla rossa e aggiungervi i peperoni a quadrettini. Dopo 5 minuti di cottura bagnare con l’aceto di riso e aggiungere lo zucchero di canna e i germogli di erba cipollina. Cuocere le patate a vapore, passarle, montarle con la zesta grattugiata del lime e l’olio extra vergine d’oliva. Comporre il piatto a piacere Cristhian Busca

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Effetto....gusto.. Luna Mater 2011 di Fontana C a nd i d a

Il Frascati alla maggior parte delle persone, chiaramente non ai nostri lettori, evoca gite fuori porta, domeniche ai Castelli romani, abbuffate e bevute in quantità cantando stornelli. Insomma fa pensare ad un vinello sfuso o in bottiglioni, di poco pregio. Niente di più errato e fuorviante. Nella realtà il Frascati è una DOC tra le prime nella nazione, nata addirittura nel 1966 per tutelare un vino di grande qualità che dalla fine del 2011 nella tipologia Superiore è diventato DOCG. E se c’è una cantina che può identificarsi con il Frascati, quello buono, è Fontana Candida che arrivò a produrne anche 10 milioni di litri.(..) Esso non è un vitigno ma si ricava per almeno il 70% dalla Malvasia di Candia e/o Malvasia del Lazio detta anche Puntinata e per il 30% massimo da altri vitigni tradizionali o presenti nell’elenco regionale. I terreni, ove la vite insiste dai tempi dei Romani, hanno prevalente origine vulcanica con presenza di pozzolane, tufi ed argille.(...) Ora dedichiamoci al nostro Luna Mater nel millesimo 2011, che dall’anno successivo diventa DOCG Frascati Superiore, proveniente per il 50% dalla Malvasia di Candia, il 30% di quella del Lazio, 10% Greco e 10% Bombino. Vendemmia a mano a fine ottobre con uve ben mature, selezionate tra le migliori delle vigne più vecchie. Una parte fa una tradizionale vinificazione in bianco a bassa temperatura per mantenere inalterata nel mosto la componente aromatica, una seconda parte, dopo un leggero appassimento, viene diraspata, raffreddata e

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subito posta a fermentare sempre a contatto con le bucce in botti da 10 hl per ottenere una spiccata caratterizzazione varietale e una originale complessità olfattiva e gustativa. Un’ultima piccola quota parte, vendemmiata qualche giorno più tardi rispetto alle prime, è diraspata manualmente e gli acini sono aggiunti interi al mosto in fermentazione ottenuto dalle prime uve raccolte, al fine di mantenere nel vino il profumo ed il sapore tipico dell’uva. Si ottiene quindi un blend, ricavato dalle 3 modalità di vinificazione, che rimane fino a marzo a contatto con le bucce ottenendo un vino concentrato e potente. Stabilizzato e filtrato è imbottigliato e riposa per oltre un anno fino alla commercializzazione nelle grotte di tufo. Alla degustazione il colore è paglierino intenso tendente al giallo dorato. Al naso arriva con un’intensa esplosione di aromi e profumi, veramente tanti, ma eleganti e affascinanti: frutta esotica, mela, pera, melone, mandorla, cedro, glicine, viola rosa, fiori di campo. Praticamente c’è tutto lo spettro olfattivo e aromatico, di splendida finezza e sublime equilibrio. Al palato è morbido e fresco, di buona vena acida, discreta mineralità, corpo possente con i suoi 14,5° che però non si avvertono; quel che affascina è l’assoluta armonia e l’intensa fragranza con una bocca secca per niente affettata e un retrogusto lungo, molto lungo. Gianni Paternò

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"Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.” ( M a ha t m a G a nd i )

Gennaio 2014 15 gennaio 2014

• Anno VIII • Numero 76

Co.Bo.Di.

email - co.bodi@yahoo.it

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