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F e d e r i c o C e r a o l o

P o r t f o l i o Architettura 2 0 1 3 | 2 0 1 9


Federico Ceraolo 22.09.1993 Pordenone Via Goldoni, 10, PN, 33170 +39 3473070123 fede.ceraolo@gmail.com

Formazione 2008 | 2013

Diploma Scientifico Liceo Scientifico Leopardi-Majorana, Pordenone

2013 | 2016

Laurea in Scienze dell’architettura Università degli Studi di Udine, Udine.

2017 | oggi

Corso di Laurea Magistrale in Architettura Dipartimento di Tecniche e Culture del Progetto IUAV di Venezia

Esperienze 2016 | 2017

Tirocinio post laurea Studio Tecnico Geometri Mestrino | PD | Via Martignon, 13/A

2016 | 2017

Tirocinio post laurea Studio Progettazioni Generali Grisignano di Zocco | VI | Via Pascoli, 6

Febbraio | Agosto 2018

Tirocinio currculare magistrale MACH - Arch. Chiara Becciu Sacile | PN | Via Gasparotto,1


Credo che l’architettura sia un processo logico secondo cui ciò che arriva dopo sia la conseguenza di ciò che c’ è prima, motivo per cui cercherò di riassumere il mio percorso in ordine cronologico e non per macroaree dell’architettura.


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“Può l’architettura essere poesia?” Carlo Scarpa, 1976


X3 VERTICALE

2 0 1 4 | 2 0 1 5 C o m p o s i z i o n e

I P U N T I D I PA R T E N Z A Collocato al secondo semestre del primo anno, condotto dall’Arch. Piotr Barbarewicz, c’è il corso denominato “elementi di composizione architettonica” che risulta di fondamentale importanza in quanto attraverso l’analisi della Unité d’Habitation di Marsiglia , della Casa a Corte , la quale ha trovato uno dei suoi massimi sviluppi con Mies , della così detta “architettura parassita” , ovvero quel tipo architettonico che si sviluppa sfuttando una struttura a cui si aggancia e l’analisi delle architetture di Jonha Friedman, siamo stati chiamati a comporre 3 camere all’interno della corte del campus Rizzi di Udine che potessero essere utilizzate per breve tempo da docenti o da studenti fuori sede. Gli unici vincoli progettuali presenti erano quelli che i 3 alloggi dovessero essere in qualche modo staccati da terra e sviluppati in verticale. Nel mio caso sono partito dall’analisi dei testi di Friedman “Architettura di sopravvivenza” e “L’ordine complicato. Come costruire un immagine” che mi hanno permesso di formulare un ipotesi, successivamente sviluppata con i docenti, intorno alla tematica data e di muovere i primissimi passi in ambito compositivo.


Pianta

Pianta

piano

e

terra

sezioni

Pianta

piano

primo

generali

della

corte

Il progetto ha avuto un proseguo nel coso di tecnologia dell’architettura del secondo anno che è p a r t i t o d a l l o s t u d i o d e l s o l e g g i a m e n t o d e l l ’e d i f i cio e delle 3 stanze, per passare a quello dell’adattabilità degli spazi interni, ed è terminato con l’analisi e la realizzazione grafica delle unità funzionali, con la ricerca dei materiali più adatt i p e r u n a i p o t e t i c a r e a l i z z a z i o n e d e l p r o g e t t o. Questo passaggio è stato fondamental e i n q u a n t o m i h a p e r m e s s o d i c a p i r e l ’i m portanza dell’accessiobiltà del p r o g e t t o.

Prospetto

e

prospettiva

Fo t o d e l p l a s t i c o i n e s p o s i z i o n e


SEDIA

MARGHERITA

2 0 1 5 | 2 0 1 6 Tecniche della rappresentazione

STUDIO E RIDISEGNO Collocato al primo semestre del secondo anno, condotto dall’Arch.PH. Diego Ersetig, c’è il corso denominato “tecniche della rappresentazione”. Il contributo che questo corso mi ha dato è stato sensibile in quanto mi sono state fornite le basi per il disegno digitale e per lo sviluppo 3D. Il corso ha avuto 3 momenti, il primo in cui è stato esposto ed analizzato il modo di progettare dell’Architetto udinese Marcello D’Olivo ,che tra i molti ha realizzato anche lo schema urbanistico di Lignano (UD). La seconda parte del corso è stata sviluppata in modo tale da consegnarci gli strumenti utili per utilizzare nel corretto modo due dei Cad più utilizzati, ovvero Autocad e Rhinoceros5. La terza parte è stata incentrata sullo studio della rappresentazione digitale 2D e 3D degli oggetti architettonici e di design . Per questo ho approfondito la figura di Franco Arlbini ed in particolare una delle sedie da lui progettate, ovvero la Sedia Margherita, ridisegnandola e renderizzandola . Il corso è risultato di indubbia utilità soprattutto perché tra il disegno architettonico a mano e quello digitalizzato ci sono diverse affinità ma anche moltissime differenze di metodo, nonostante ciò non si può prescindere l’uno dall’altro .


M a r c e l l o D ’O l i v o, s t u d i o d i u n a a r c h i t e t t u r a i r r e a l i z z a t a p e r i l M o l i n o L a c h i n S a c i l e ( P N )

Dopo una analisi attenta dei progetti di D ’O l i vo siamo arrivati alla conclusione che gli alloggi siano progettati s e g u e n d o u n m o d u l o d i 9 0 x 9 0 c m e l ’e s e m p i o d i L e C o u r b u s i e r nella Unité de H a b i t a c i o n d i M a r s i g l i a . I n o l t r e D ’O l i v o p r o g e t t a i l t i p o d u p l e x i n m o d o d e l t u t t o originale, ovvero non sovrapponendo ma sfalsando le 2 par ti dell’unità abitativa, ottenendo così maggior possibilità di sfruttare lo spazio ma anche un accessibilità decisamente ridotta. Fr a n c o A l b i n i h a p r o g e t tato la Sedia Margherita nel 1950 utilizzando tecniche tradizionali m a u n’e s t e t i c a m o d e r na. Il materiale utilizzato è il rattan ed il modo compositivo è ispirato a suoi contemporanei come Saarinen. Fr a n c o A l b i n i s i l a u r e a a l Po l i t e c n i c o d i M i l a no nel 1929 . Viste le sue qualità in ambito architettonico nel 1932 pubblica anche per Casabella e nel 1946 ne di viene direttore. Tr a i m o l t i p r o g e t t i d i d e sign, architettura ed urbanistica firma anche il Piano Regolatore di Milano e di Reggio Emilia .


E X - C A S E R M A

2 0 1 6 | 2 0 1 7 Composizione-architettonica

R E C U P E R O Collocato al primo semestre del terzo anno c’è il corso di Composizione dell’Architetto Pietro Valle. Il Corso si incentra su una tematica molto sensibile per il Friuli ed in particolare per Udine , ovvero il recupero di quei luoghi simbolo della Guerra Fredda, le Caserme Militari che oggi risultano luoghi privi di attività umane ma non privi di fascino . Il corso si è sviluppato su 3 fasi ove una era propedeutica all’altra, la prima parte è stata di lezione frontale dove siamo stati guidati nell’analisi di diversi tipi di progetti e nello specifico nell’analisi di grandi complessi residenziali. Il corso è proseguito con la formazioni di gruppi di 3 persone ai quali è stata assegnata l’analisi e l’esposizione di un progetto realizzato, nel mio caso il progetto “VIVERE A MILANO” è in Via Gallarate, si tratta di social housing e lo studio che lo ha sviluppato è MAB. La terza parte del corso è stata quella in cui ci è stata assegnata l’area di progetto, ovvero l’ex Caserma Duodo. Le indicazioni e le destinazioni d’uso sono quelle del le NTA di Udine , ovvero una zona destinata alla prima accoglienza di rifugiati, una atta al social-housing con appartamenti da 2/3/4 e 5 persone, una residenziale ed una struttura per anziani autosufficienti. Inoltre una riservata area commericiale, sanitaria e museale


Derivazione della forma, schema delle destinazioni d’uso e pianta del piano terra

Da sinistra verso destra , sezione, piante tipo degli alloggi e prospetto tipo del compless o a r c h i t e t t o n i c o. Il tetto è stato allestito destinato a verde praticabile ed or to sociale. A sinistra il plastico in legno di balsa 1.500 per spiegare la contestualizzazione . A destra il plastico 1.50 apribile in plostirene, stuco e balsa per spiegare il funzionamento degli alloggi.


C U S & C A S T E L LO | U D | 2 0 Corso

1 6 | integrato

2

di

0

1 7 laurea

COLLEGAMENTO Collocato al secondo semestre del terzo anno c’è il Corso Integrato di Laurea, che è così chiamato perché si compone di più materie, ovvero tecnologia dell’architettura, composizione, design, urbanistica e restauro. Vista la complessità del corso siamo stati suddivisi in gruppi da 5 persone ed abbiamo sviluppato un tema per far si che “Udine divenga da Città con Università a Città Universitaria” Come gruppo abbiamo scelto di sviluppare un progetto ex-novo in Via Cotonificio, zona limitrofe all’area del Polo Scientifico , alla Casa dello Studente ed all’attuale CUS di Udine. Volendo mantenere un legame forte con la parte storica della Città abbiamo eseguito uno studio delle origini e delle vicende del Castello di Udine per poter improntare un restauro della facciata Est. Il progetto vuole essere un collegamento tra città storica e la zona in cui si sta espandendo . Il progetto si compone di aree organizzate all’aperto ed al chiuso con destinazioni d’uso diverse che variano dall’ambito sportivo, a quello commerciale per arrivare a quello culturale con un teatro all’aperto. Il progetto è collegato da un passaggio coperto che si estende con un ponte fino alla vicina Casa dello Studente, con lo scopo di attrarre non solo gli studenti .


Fo t o d e l p l a s t i c o i n c a r t o n l e g n o, a c c i a i o, l e g n o, p l a x i g l a s s e l e g n o v e r n i c i a t o : c o l legamento con il ponte del campo da calcio e la vicina casa dello studente; 2 volumi esterni che ospitano la piscina e la sala attrezzi ed il volume centrale che ospita la zona spogliatoio ed a m m i n i s t r a t i v a . Pa s s e r e l l a c o p e r t a c e n trale che collega tutti i campi da gioco e che termina nella zona commerciale Dove il volume è spezzato in tre par ti le q u a l i o s p i t a n o u n a b i b l i o t e c a , u n’ a t t i v i t à c o m m e r c i a l e e d u n a z o n a r i s t o r o. Nella zona retrostante il percorso vita ed il teatro all’aper to che sfrutta il declivio naturale del terreno di un vecchio argine

S o p ra l a “ l i n e a d e l te m p o” c h e i l l u s t ra i v a r i p a s saggi d’uso e la storia del Castello di Udine. Sotto due di alcuni degradi presenti sulla facciata est

Dettagli tecnologici del volume centrale , della zona piscina|sala attrezzi d esploso del palo alto , oggetto di design, che costituisce il sistema di illuminazione esterno


I RESTAURI DEL CAMPANILE DI SAN MARCO |PORDENONE 2 0 Tesi

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1 di

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| 2 laurea

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0 1 7 triennale

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O

Per concludere gli Studi triennali ho redatto la Tesi di Laurea sui Restauri del Campanile di San Marco di Pordenone con la guida del Arch. Vittorio Foramitti. La testi è di tipo compilativo e si basa sulla ricerca di quali elementi siano ancora effettivamente originali e quali invece siano andati persi in via definitiva durante i vari restauri condotti soprattutto nella seconda metà del ‘900. La tesi parte da un indagine , tramite l’analisi di diversi testi, del sottosuolo del Campanile, cercando di capire se siano state fatte delle sottofondazioni per evitare cedimenti differenziali. L’indagine è continuata con un analisi storica cercando di cogliere quanti più elementi possibili per capire quanti, quali e come siano state fatte le aggiunte che nel corso dei secoli ci hanno giungere a noi la Torre Campanaria. Infine la ricerca si è concentrata sugli ultimi due restauri del ‘900 che sono intervenuti in maniera sensibile sul fabbricato con il metodo del “cuci-scuci” che ha reso quasi del tutto irriconoscibili le parti sostituite da quelle originali. Per quest’ultima parte sono stato affiancato anche dall’Ingegner Arturo Busetto che ha collaborato al progetto di restauro ed ha coordinato il cantiere di quello che è a tutti gli effetti il simbolo della Città di Pordenone.


L o s t u d i o d e l s o t t o s u o l o e l ’i n t e r v i s t a f a t t a a l l ’ I n g . B u s e t t o h a e v i d e n z i a t o c h e i l t e r r e n o c h e c ’è s o t t o l e fondamenta del Campanile è di qualità buona infatti è un terreno detritico di conoidi di roccia calcarea. Le diverse ricerche effettuate a l l ’A r c h i v i o d i S t a t o d i U d i n e , m i hanno permesso di visionare documenti catastali storici i quali mi hanno dato certezza che la posizione del campanile sia quella originale. Il problema legato alla posizione del Campanile nasce dal fatto che a metà dell’800 c ’è u n o r d i n a n z a d i a b b a t t i m e n t o per motivi di pubblica sicurezza , che non si sa per quale motiCarta geologica del FVG vazione non sia stata r ispettata. Catasto Napoleonico , UD L a To r r e è s t a t a f o r t e mente provata da fulmini e terremoti, motiv o p e r c u i c ’e r a b i s o g n o d i “r i c u c i r e” l e m u r a t u r e che erano state disgre gate da questi eventi. Così gli inter venti di fine ‘800 sono volti a cinghiare con catene metalliche estene le murature ed a togliere gli inserti lapidei presenti nella muratura. Solo l’ultimo restauro garantisce un inter vento statico congruo a garantire la sicur e z z a s t a t i c a d e l l ’i n t e r a s t r u t t u r a c o n i n t e r v e n - A sinistra una foto di fine ottocento che mostra la presenza degli inseriti laipdei t i d i c o n s o l i d a m e n t o . e della cinghiatura esterna oggi non più presenti, a destra il Campanile ad oggi .

Fo t o del cantiere dell’ultimo restauro che documentano l ’i n s e r i m e n to della gabbia , il lavoro di rimozione dei laterizi ammalorati e inserimento dei tiranti


S.MARIA DEI SERVI|VE| 2 0 1 7 Laboratorio

|

di

2

0

1 8 heritage

VALORIZZAZIONE Uno dei tre laboratori del Corso di Laurea Magistrale Tecniche e Culture del Progetto dell’Università IUAV è Heritage. In questo alterier si prende in cosiderazione la possibilità di intervenire in aree di notevole pregio storico|architettonico. Nel caso da me analizzato l’intervento che è stato preso in considerazione è Santa Maria dei Servi presso Cannaregio a Venezia. Il complesso è una composizione di volumi che nel divenire storico si sono sommati riutilizzando ed aggiungendo a quello che era il volume di partenza, ovvero l’antica Basilica di S.M. dei Servi, volumetrie nuove e spazi aggiuntivi che hanno frazionato la lunga navata basilicale in più contesti con diversi manufatti. Ad oggi l’area è un isola collegata da due ponti, di cui solo uno che collega all’area presa in conderazione. Nel caso del progetto che ho sviluppato in un grppo di due persone è stata analizzata l’area del cortile esterno con il rifacimento della mensa sociale già presente e l’innesto di un area attrezzata per lo sport e per il tempo libero rendendo quello che il muro di cinta un‘opportunità e non un segno di chiusura con il resto della città. Nel progetto è stata inoltre fatta una analisi accurata dei degradi e degli interventi e lo studio della parte portante.


S t a t o d i Fa t t o

1| Vista di scorcio dell’antico por tale

1|

2 | V i s t a e s t e r n a a l l ’i s o l a

Progetto

1|

Pianta piano terra

Assonometria

1| Vista


S u n s e t | B ro o k l y n | NY |

2 0 1 7 | 2 0 1 8 Laboratorio di città e paesaggio

C A M B I A M E N T O L’Alteier più importante del Corso di Laurea Magistrale Tecniche e Culture del Progetto dell’Università IUAV è Città e Paesaggio che ho seguito con l’Arch. Aymonino Aldo . L’area di progetto era il quartiere d Sunset Park a Brooklyn nello Stato di New York negli USA . L’area presenta numerevoli problemi specie nella sua zona che si affaccia sull’acqua, queste problematiche sono date dalla presenza della presenza di un grosso viadotto (Gowanus Expy) che taglia il tessuto urnbano in due. Inoltre il tessuto urbano è intriso di produzioni industriali ad oggi dismesse. Sono presenti molte realtà di centri direzionali per il commercio, infatti il Brooklyn Army Terminal ospita circa 12 mila dipendenti con il carico urbanstico e di trasporti che numeri così elevati si portano dietro. Il progetto sviluppato ha come intento quello di connettere la parte di città utlizzando la zona sottostante al viadotto, di porre delle torri multifunzionali in zone strategiche della città , di introdurre una nuova linea del tram capace di servire meglio le zone più isolate, di innestare un nuovo auditorium che si affaccia sull’acqua a coronamento di un parco urbano e di una nuova zona universitaria che vada a sanare lo spopolamento delle aree.


Dopo aver realizzato un sistema urbano forte siamo scesi di scala andando ad analizzare il sistema di relazione dei materiali e dei modi in cui si connettono tra loro. Nel dettaglio della fig. |6| abbiamo analizzato come si relazionasse il sistema di connessione presente sotto la Gowanus Expy con il tram , la strada, il sistema di illuminazione, la pista ciclabile ,il sistema di schermatura verde ed il marciapiede .

Fifth floor

Third floor

Second floor

First floor

Ground floor

Project on water 6,25

Tower details section 1:25

1:250 0

12,5 m

0

1,25 m

|8| Dopo aver analizzato le funzioni da inserire nelle torri abbiamo studiato un sistema di piante tipo dove l’arredamento e la composizione degli spazi è con superfici vaste e sistema a pianta libera. Come si vede in fig. |5| la composizione architettonica della torre è data dal traslamento e rotazione dei piani secondo il miglior soleggiamento al fine di garantire sia agli ambienti lavorativi che a quelli residenziali la migliore vivibilità.

Alla conclusione del progetto abbiamo sviluppato un parco urbano che ha la funzione di catalizzatore urbano al fine di garantire un flusso costante di residenti che usufruiscono di un’area verde attrezzata utilizzabile sia dal polo universitario che dai residenti della zona . Inoltre vista la vicinanza al terminal del tram è anche appetibile dai lavoratori degli uffici limitrofi. Sono state studiate la vegetazioni e le piante da inserire al fine di garantire un disegno cromatico durante il passare delle stagioni e una ciclicità come costante temporale. La diagonale che conduce in modo visivo dalla strada pedonale all’auditorium è pensata come collegamento visivo che svela parzialemente l’oggetto architettonico .


Delta Po Area |RO|

2 0 1 8 | 2 0 1 9 Laboratorio sostenibilità ambientale

M E TA M O R F O S I Atelier tenuto dai docenti Benno Albrecht; Massimiliano Condotta; Massimiliano Scarpa. Le principali tematiche del laboratorio sono state quella della realizzazione di nuove aree, economie, turismo rispetto ai cambiamenti climatici che andranno ad allagare le aree bonificate durante il ventennio. Nella visione generale dell’area c’è la volontà di vedere i cambiamenti colimatici come un’opportunità e non solo come una catastrofe ambientale. La salvaguardia dei maggiori centri abitati ed economici è stata ideata con un “argine produttivo” che andrà a ripagare il suo costo diventatndo una salina che sfrutta le sue potenzialità per salvaguardare la biodiversità, l’economia ed andando a riproporre i economie già esistenti nel territorio ma in via di scoparsa, come quelle delle barene , dell’itticultura e del turismo per lo studio della biodiversità. Il progetto architettonico ruota attorno alla realizzazione di 4 unità adibite ad albergo diffuso, che sfruttano la tecnologia dell’acciaio , del legno e del vetro. Le strutture per evitare l’eccessiva dispersione termica sono state concepite con un rivestimento in mattoni di sale e resina che da tono e caratterizza la facciata con un materiale sperimentale.


Partendo dal contesto eurpeo delle zone protette per la biodiversità, il Parco del Delta del Po è una tessera fondamentale . Nella cartina a fianco sono state segnate le principali aree con un cerchio e le rotte migratorie . Come si può notare il Delta Po è un’area decisamente interessata dalle migratorie. Nelle due mappe sotto sonostate analizzate le aree che andrebbero perse dal 2019 al 2119 e la localizzazione della salina che interviene nelle specifico nell’area di Porto Viro. La scelta del Comune è dovuta all’assegnazione del corso.

Mappa delle principali migratorie europee

Masterplan della Salina

Collocazione albergo diffuso

Pianta tipo albergo diffuso

Aree non allagate nel 2019

Aree che si allagheranno nel 2119

Sezione tecnologica

Specie animali autoctone dell’area Delta Po da salvaguardare .

Vista della struttura all’alba

Vista della struttura diurna

Vista della struttura notturna


“ Possiamo dire che l’architettura che noi vorremmo essere poesia dovrebbe chiamarsi armonia, come un bellissimo viso di donna. Ci sono forme che esprimono qualche cosa. L’architettura è un linguaggio molto difficile da comprendere, è misterioso, a differenza delle altre arti, della musica in particolare, più direttamente comprensibili... Il valore di un’opera consiste nella sua espressione: quando una cosa è espressa bene, il suo valore diventa molto alto.”

CarloScarpa,1976

Profile for Federico Ceraolo

Portfolio  

Breve riassunto delle mie esperienze architettoniche tra UniUD e lo IUAV

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Breve riassunto delle mie esperienze architettoniche tra UniUD e lo IUAV

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