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a cura di Stefano Fogliani

«Uno strumento di crescita per la squadra e la società» Il nuovo centro sportivo del Sassuolo visto dal tecnico Roberto De Zerbi. «Ci aiuterà a lavorare meglio, creando senso di appartenenza che, in un ambiente come il nostro, può fare la differenza»

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a guadagnato consensi importanti a dispetto della giovane età, né ha mai avuto paura a cantare fuori dal coro, guadagnandosi una credibilità importante. Ha fatto crescere il Sassuolo nella mentalità offensiva grazie a idee di gioco innovative. Ne ha aumentato l’appeal mediatico facendone squadra divertente, «che se la gioca con tutti cercando di imporre la sua idea di fare calcio». Ha cominciato un lavoro importante sui giovani e su tanti ‘nuovi’ arrivati ad integrare l’organico, e lo proseguirà anche nel 2019/20, Roberto De Zerbi. A lungo accostato ad altre squadre – Roma, Fiorentina, Sampdoria, addirittura Milan - nel corso del domino che, a ridosso della prima metà di giugno, ha cambiato la geografia delle panchine di serie A, il tecnico bresciano ricomincia invece da Sassuolo. E da un centro sportivo-gioiello che conferma quanto De Zerbi dice da sempre, ovvero che «il Sassuolo è un club di prima fascia. Per capacità organizzativa, ambizioni e forza della proprietà, per i valori che trasmette». Dopo l’undicesimo posto della stagione scorsa, per De Zerbi si tratta di alzare l’asticella, e se diventa difficile capire (mentre scriviamo il calciomercato apre i battenti) chi arriva e chi parte, non è difficile capire quali sono le ambizioni che sostengono questo giovane tecnico cui il Sassuolo ha chiesto di aprire un altro ciclo vincente con l’Europa sullo sfondo. «Questo nuovo centro sportivo, oltre che un biglietto da visita importante, è uno strumento che – ha detto De Zerbi - ci permetterà di lavorare ancora meglio rispetto a quanto abbiamo fatto finora». Perché il calcio non è fato solo di tecnica e tattica, di moduli e schemi, ma anche di coesione ambientale, «e una struttura come questa, oltre a permetterti di svol-

APRILE - GIUGNO 2019

De Zerbi (a sx) con il DS neroverde Giovanni Rossi

gere in modo efficace il lavoro quotidiano, crea senso di appartenenza, e non è poco. Io – ha detto ancora il tecnico del Sassuolo – sono cresciuto a Milanello, facendo le giovanili nel Milan, e so quanto conti ci sia una casa comune per tutti». Già: il centro accoglierà il Sassuolo nella sua accezione più piena: società, giovanili e prima squadra, una sorta di laboratorio che conferma, ha detto ancora De Zerbi, «la visione della proprietà sul lungo termine, e da’ forma compiuta a quelle ambizioni sulle quali Giorgio Squinzi, dopo il taglio del nastro, ha insistito a modo suo. «E questa ambizione – ha detto ancora De Zerbi non da’ pressione, perché è anche la mia e quella di chi lavora con me. E il nostro compito è, ogni giorno, dimostrarsi all’altezza delle ambizioni di una proprietà così importante». Nessuna pressione, dunque, da parte di Giorgio Squinzi che sogna la Champion’s, ma solo stimoli. Pienamente recepiti da quel Roberto De Zerbi che ricomincia dal Sassuolo. E dal Mapei Football Center…

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