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Tecnologia

Economia

Sessant’anni di ceramica

Un altro anno-record per il made in Italy

Dal baratto alle criptovalute Bertozzi & Casoni

Amarcord

G L I

A S C O L T A R E

E

V E D E R E

luglio agosto 2018

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Periodico della comunicazione ceramica - Tariffa R.O.C: Poste italiane s.p.a. - Spedidzione in A.P. D.L. 353-2003 (conv. in L. 27/02/2004 - n. 46) art. 1 comma 1 DCB Fil. EPI di Modena - Tassa riscossa - Anno XVI - Nr. CENTOTRENTUNO Luglio-Agosto 2018 - Euro 4,00

Ceramica d’autore

S P A Z I

CERAMICANDA


ia le ito r Ed

di Roberto Caroli

carocaroli@ceramicanda.com

Una Bentley in cambio merci P

erdonatemi se nel presente editoriale non mi occupo di argomenti di interesse generale ma di una vicenda che riguarda il sottoscritto, una mia collaboratrice, l’azienda che rappresento e, in qualche modo, l’intera categoria dei giornalisti. Alludo alla querela, l’unica da 25 anni a questa parte, ricevuta dall’ingegner Giuseppe Pozzi di Ceramiche Gambarelli per un articolo apparso sul “Dstretto” che, a suo dire, ne avrebbe leso l’immagine e divulgato notizie false e tendenziose. Fantasie che, evidentemente, non hanno attecchito nelle sedi giudiziarie. Ora, a distanza di quattro anni, dopo una prima archiviazione del tribunale di Cremona, il ricorso in Cassazione del Pozzi e la definitiva chiusura del caso dei giorni scorsi, arriva a conclusione una vicenda che da una parte rafforza il diritto alla libertà di cronaca, dall’altra presta il fianco ad una infinità di riflessioni. Durante tutta la durata della querelle giudiziaria ho letto e riletto quell’articolo molte volte e mai ho avuto l’impressione che la giornalista Daniela D’Angeli avesse calcato la mano, raccontato fatti e situazioni non corrispondenti al vero, insinuato a comportamenti disdicevoli o citato numeri non certi e documentati; perché quindi, mi sono chiesto, siamo stati querelati? La risposta è fin troppo scontata: per impedirci di scrivere ancora, per costringerci ad occuparci di altro, per metterci il bavaglio. A ragione, direi, ahimé, poiché dalla consegna della querela, avvenuta nella stazione dei carabinieri di Casalgrande ad agosto 2014, anche su suggerimento del nostro legale, non abbiamo più pubblicato articoli riguardanti l’azienda, né riportato gli sviluppi dei concordati di Ceramiche Gambarelli, Ceramiche di Siena e l’epilogo della fondazione del Gruppo Ceramiche Gambarelli. In questi casi cosa dovrebbe fare un giornalista, come si dovrebbe comportare una redazione, se non cavalcare il diritto e il dovere di raccontare le vicende così come si sono manifestate? Nessuno vuole ergersi a moralizzatore, men che meno schierarsi a favore o contro quell’imprenditore, il nostro ruolo ci impone semplicemente di raccontare il distretto ceramico, una realtà piccola dove le voci corrono e i successi, ma anche i disagi, le traversie, le sofferenze, soprattutto se provocate, non possono essere taciute. L’importante, e in questo il mio giornale e la sua redazione sono molto attenti, è attenersi a fatti veri, accertati e ben documentati, esattamente come ci siamo comportati nella vicenda archiviata in ultima istanza dal tribunale di Cremona. Abbandonando per un attimo la contingenza del caso, mi corre l’obbligo di ricordare che da anni ho una posizione critica verso lo strumento del concordato, ho usato fiumi di inchiostro per scriverlo, poiché così com’è strutturato permette a chi ha già sbagliato di continuare a sbagliare, lasciando che a pagare siano i fornitori e i dipendenti. Per dovere di cronaca, riassumendo gli ultimi 4 anni della famiglia Pozzi, annoveriamo il tentativo di lanciare sul mercato il nuovo brand Gambarelli Impianti; quello successivo di Tonino Lamborghini tiles & stile e, quello più recente, relativo alla partnership con Ducati. Che delusione, immagino, per l’ingegner Giuseppe, convinto di cambiare la sua Bentley con i quattrini incassati dalla querela, come mi disse in tono derisorio a Cersaie. Caro Pozzi può ancora sperare, perpetuando nei legami con le case automobilistiche e motociclistiche, in una collaborazione con la Bentley, magari le danno pure un’auto in cambio merci!

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editoriale

Una Bentley in cambio merci

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L’ARTISTA

Bertozzi & Casoni

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IL CASO

Archiviata la querela di Giuseppe Pozzi: avevamo ragione noi

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ECONOMIA

Italia – Spagna, derby infinito

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MERCATO

Consumo mondiale oltre i 13 miliadi di metri quadri

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IL RITORNO

Riecco ALLFORTILES: appuntamento a novembre

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L’EVENTO

Sessant’anni di ceramica

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INTERVISTA

Riqualificazione e sviluppo secondo Guendalina Salimei

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ANTEPRIMA CERSAIE

Un altro sold out per la 36ma edizione

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NEWS AZIENDE - Prodotti e produttori

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MERCATO

Un 2018 da record per la tecnologia made in Italy

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ANTEPRIMA TECNARGILLA

L’innovazione in vetrina a Rimini

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NEWS AZIENDE - Impianti e servizi

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ECONOMIA

Dal baratto alle criptovalute: evoluzione dello scambio

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IL PROGETTO

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Sommario Numero 131 - LUGLIO - AGOSTO 2018 Anno XIII (Chiuso in tipografia il 31/07/2018) Una copia: euro 4,00 Abbonamento annuale 6 numeri: euro 24,00 - C.C.P. nr. 11777414 DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Caroli carocaroli@ceramicanda. com DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE E REDAZIONE Ceramicanda s. r. l. Via De Amicis, 4, 42013, Veggia di Casalgrande (R. E.) Tel. 0536. 990323 - Fax 0536. 990402 redazione@ceramicanda. com COLLABORATORI Daniela D’Angeli, Stefano Fogliani, Edda Ansaloni, Paolo Ruini, Claudio Sorbo, Massimo Bassi CERAMICANDA garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo al responsabile dati Ceramicanda via De Amicis, 4 - Veggia di Casalgrande (RE). Le informazioni custodite nel nostro archivio elettronico verranno utilizzate al solo scopo di inviare proposte commerciali. In conformità alla legge 675/96 sulla tutela dati personali e al codice di autodisciplina ANVED a tutela del consumatore EDITORE Ceramicanda s. r. l. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Reggio Emilia al n° 986 in data 19/04/99 • Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/c legge 662/96 • In attesa di Iscrizione Registro nazionale della Stampa PUBBLICITÀ Ceramicanda s. r. l. Via De Amicis, 4, 42013, Veggia di Casalgrande (R. E.) Tel. 0536. 990323 - Fax 0536. 990402 promozione@ceramicanda. com PROGETTO GRAFICO Ceramicanda IMPAGINAZIONE gilbertorighi.com STAMPA E CONFEZIONE Printì

www.ceramicanda.com Si autorizza la riproduzione di fotografie e testi purché recante citazione espressa della fonte IN COPERTINA Dialoghi d’arte al Museo Bertozzi & Casoni GALILEO CHINI

Lea Ceramiche per Good Zona Merci a Maranello

PRIMO PIANO

36 – Emilgroup 42 – Sassuolo Calcio 50 – Siti B&T Group

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GRAZIE PER AVERCI SCELTO CERAMICANDA131


Bertozzi & Casoni

L’Artista

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Un ‘dialogo’ d’eccellenza D

opo un breve pausa estiva, riapre in questi giorni (26 agosto) il Museo Bertozzi & Casoni che ospita l’esposizione temporanea “Dialoghi d’Arte al Museo Bertozzi & Casoni. GALILEO CHINI” dedicata a uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau. Visitare la mostra di Galileo Chini significa intraprendere un viaggio alla scoperta di artisti del passato e del presente, il cui ruolo di meri artigiani, si trasforma in quello di creatori, scienziati sublimi e conoscitori profondi delle materie prime, dei pigmenti, degli ossidi che danno vita

all’esperienza artistica. La mostra di Galileo Chini convive con l’arte contemporanea di Bertozzi e Casoni all’insegna di un percorso ricercato che porta a Sassuolo un patrimonio di rara bellezza, andando a confermare la nascita e l’affermazione di un luogo di cultura inedito, dove si narra l’arte del fare. Un progetto innovativo di condivisione culturale dalle regole non scritte, costruito sul dialogo tra arte e scienza, i cui spazi diventano un osservatorio privilegiato, dove la protagonista indiscussa è la materia ceramica.

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foto: Lorenzo Palmieri

LUGLIO - AGOSTO 2018

MUSEO BERTOZZI & CASONI DIALOGHI D’ARTE GALILEO CHINI 15 giugno - 14 ottobre 2018 (venerdì, sabato e domenica 15.00 – 19.30) Cavallerizza Ducale Via Racchetta 2 41049 Sassuolo (Mo) www.museobertozziecasoni.com

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a cura di Daniela D’Angeli

Il caso

Archiviata la querela di Giuseppe Pozzi: è vero che ha sperperato risorse pubbliche

La sentenza del Tribunale di Cremona ha ricondotto al diritto di cronaca e critica quanto scritto sul Dstretto in merito al concordato preventivo del Gruppo Gambarelli omologato nel 2010 LUGLIO - AGOSTO 2018

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Il caso

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Giuseppe Pozzi

Abbiamo trionfato su tutta la linea e al di là della soddisfazione di veder chiuso un procedimento penale che ci ha portato fino in Cassazione, riteniamo importante il riconoscimento di come il lavoro che svolgiamo debba essere critico e pungente, soprattutto quando si tratta di portare alla luce comportamenti discutibili 10

o scorso 19 luglio, a distanza di 4 anni, si è chiusa in nostro favore la querela per diffamazione intentata da Giuseppe Pozzi per un articolo apparso sul Dstretto del 21 luglio 2014. Il Gip del tribunale di Cremona, Elisa Mombelli, ha archiviato il procedimento confermando quanto sostenuto dal Pubblico Ministero, ovvero che, citiamo testualmente, “le affermazioni postulate come diffamatorie possano essere ricondotte nell’alveo del legittimo esercizio del diritto di cronaca e di critica”. Nell’articolo, intitolato “Gruppo Gambarelli: lo stabilimento di Buonconvento rischia la chiusura”, commentando il concordato scrivevamo che “a fine luglio 50 dipendenti potrebbero perdere il lavoro e l’azienda essere chiusa, un cambio di rotta radicale rispetto agli impegni presi in fase di concordato, quando Finanziaria Senese di Sviluppo e Fidi Toscana entrarono nel capitale societario con il 34% e permise di far ripartire l’attività riassumendo 90 dipendenti… per dovere di cronaca è giusto sottolineare che i soldi di Fies e Fidi, 1,24 milioni di euro finiti nel capitale aziendale, sono soldi pubblici, visto che sono partecipate da Regione, Comune, Provincia e Camera di Commercio…un bell’esempio di come possano essere sperperate risorse pubbliche”. Secondo Pozzi queste parole mistificavano la realtà, facendo passare per soldi pubblici quelli che invece erano di due soggetti di diritto privato, lamentava inoltre che inducevamo il lettore a pensare che lui fosse un “malversatore dei soldi dei cittadini, parassita ai danni dello Stato, senza scrupoli nel non mantenere le promesse fatte in termini di occupazione”; Pozzi aggiungeva, nella querela, come fosse falso che non avesse tenuto fede alle promesse in termini di mantenimento dell’occupazione. Secondo il giudice le società che hanno investito nel concordato del Gruppo Gambareli sono soggetti di diritto privato ma partecipate da enti pubblici dunque, come ha confermato anche lo stesso Pozzi, ”è fatto vero che le risorse finanziarie dalle stesse investite erano, quantomeno in parte, di natura pubblica”. Per quanto riguarda invece la questione occupazionale il Gip Mombelli cita addirittura il bilancio aziendale 2013 nel quale si legge che “la produzione dello stabilimento del Gruppo Gambarelli sito in Buonconvento ha subito, nell’anno 2014, una riduzione del 30% rispetto all’anno precedente, con impiego di circa quindici/ diciotto unità lavorative in meno rispetto alla struttura produttiva esistente nel 2013”. Va da se, dunque, che abbiamo detto il vero quando abbiamo scritto che una riduzione della produzione poteva avere conseguenze sui livelli occupazionali, di più il magistrato riconosce che diffondere tale notizia “riveste indubbia rilevanza sociale”.

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Il Gip Mombelli ricorda inoltre che “nella formulazione dei giudizi critici, che devono in ogni caso, manifestare un dissenso ragionato, benché pungente e provocatorio, dall’opinione o dal comportamento preso di mira, possono essere utilizzate espressioni di qualsiasi tipo, anche lesive della reputazione altrui, purché siano proporzionate e funzionali alla comunicazione dell’informazione e non trasmodino, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, in una mera aggressione verbale, gratuita e distruttiva dell’onore e della reputazione del soggetto interessato”; quanto da noi scritto viene ricondotto dal Gip al diritto di critica, ritenendo inoltre che lo abbiamo esercitato rispettando “il requisito della continenza”. Non abbiamo mai accusato l’Ing. Pozzi “di non avere tenuto fede alle promesse dal medesimo formulate in termini di mantenimento dell’occupazione dipendente”, ci siamo invece limitati a prospettare “la possibilità che, a causa della contrazione dei livelli di produzione, parte dei dipendenti potessero essere licenziati”. L’espressione che maggiormente aveva offeso

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l’Ing, Pozzi, “un bell’esempio di come sperperare risorse pubbliche”, non viene ritenuta “ingiustificatamente sovrabbondante rispetto ai concetti che con essa intendeva esprimere, né gravemente infamante o inutilmente umiliante” perché, secondo il Gip, esprime “in maniera adeguata, le ragioni di un giudizio negativo collegato agli specifici fatti di cui è stato dato conto nel medesimo articolo”. Insomma abbiamo trionfato su tutta la linea e al di la della soddisfazione di veder chiuso un procedimento penale che ci ha portato fino in Cassazione, riteniamo importante il riconoscimento di come il lavoro che svolgiamo debba essere critico e pungente, soprattutto quando si tratta di portare alla luce comportamenti discutibili di imprenditori che finiscono per ledere l’intero settore ceramico. Ripensandoci però qualcosa lo abbiamo perso tutti, noi come giornalisti e voi come lettori e telespettatori: la possibilità, per quattro anni, di dare e ricevere notizie in merito alle vicende che hanno ruotato intorno alle Ceramiche Gambarelli.

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Economia

a cura di Stefano Fogliani

Il derby infinito tra Spagna e Italia

Da Zara a CR7: riforme, crescita della domanda interna e degli investimenti, un sistema paese funzionale all’attività di impresa che si traduce in tassi di crescita annui oltre i due punti percentuali: da questa primavera gli spagnoli sono più ricchi di noi: ecco cosa è successo

LUGLIO - AGOSTO 2018

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n diversi, il primo luglio, hanno scatenato la loro ironia sul web. I più timidi si sono limitati a qualche sorrisetto beffardo mentre la Russia festeggiava la vittoria sulla Spagna estromettendo le ‘furie rosse’ dai Mondiali ai quali, come noto, l’Italia manco è andata. Ma il pallone, meglio di altro, e il caso-Ronaldo è un altro capitolo di saga infinita, racconta bene l’infinito derby tra Italia e Spagna. Questione che tiene banco, per quanto riguarda le piastrelle, almeno da febbraio, quando i produttori iberici si mostrarono oltremodo compiaciuti di performances ragguardevoli, ma che va ben al di là della disputa ceramica, e accende rivalità sulla quale vale la pena sprecare qualche colonna. Per dire che la questione non è solo di calcio e piastrelle, ma va oltre, e che le baldosas sono solo la ‘testa di ponte’ della rimonta iberica, che si specchia in immagini ben conosciute (15 anni fa Benetton fatturava 4 miliardi, Zara poco più della metà, oggi Zara vale 25 miliardi, Benetton è sotto i due) al consumatore medio o anche al viaggiatore (i salvataggi di Iberia, venduta a British Airways dopo il risanamento, e di Alitalia, hanno avuto esiti opposti) che continua a volare con le compagnie di bandiera.

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Economia

E dice che la Spagna viaggia spedita verso un’uscita dalla crisi ben più decisa di quanto non appaia, in Italia, lasciarsi alle spalle la cosiddetta ‘era glaciale’. Lontana per un’Italia che ha saputo crescere comunque, lontanissima per la Spagna, la cui avanzata ha ritmi di sprinter. «Già prima della crisi la Spagna correva più forte rispetto all’Italia – scriveva il Sole 24 Ore ad aprile raccogliendo i frutti dell’era Aznar con le sue riforme economiche, liberalizzazioni e privatizzazioni. La grande crisi ha colpito con violenza entrambi, mettendo in ginocchio il settore immobiliare e bancario spagnolo, ma uno dei due Paesi ha saputo rinnovarsi, facendo scelte dolorose che l’hanno reso più competitivo, mentre l’altro ancora lì, in zona retrocessione, a giocarsela con la Grecia». Non granchè come quadro, ma di questo si tratta: 10 anni fa, le stime sono ancora quelle del Fondo Monetario Internazionale, l’Italia era più ricca del 10% rispetto alla Spagna, entro i prossimi 10 anni gli spagnoli saranno più ricchi di noi del 7%. Riforme, anche del mercato del lavoro, un sistema bancario più efficiente, una legislazione più ‘adatta’ alle imprese hanno dato gas al pil spagnolo, cresciuto negli ultimi cinque anni in media di quasi il 3%, ovvero tra il doppio e il triplo del Pil italiano. Il periodo 2018/2020, da questo punto di vista, non sembra promettere gran-

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chè, con le stime che riguardano l’Italia che parlano di crescite al massimo di un punto e mezzo tra 2018 e 2019, mentre le stime sulla Spagna dicono +2,7% quest’anno, +2,4% nel 2019. A mettere un sistema a confronto con l’altro, insomma, non c’è partita e l’impressione è che tutto quello che non ha fatto il Belpaese per rilanciarsi lo abbia invece fatto la Spagna, capitalizzando riforme, sostenendo la crescita della domanda interna e gli investimenti di imprese che nella legislazione più recente e nel sistema creditizio hanno trovato un alleato e non un ostacolo… E arrivando dove, solo dieci anni fa, nessuno pensava potesse arrivare, sfruttando anche asset come quelli dell’indotto legato al turismo, altro campo nel quale l’Italia, si dice, dagli spagnoli abbia qualcosa da imparare…. Insomma, per dirla ancora con Il Sole 24Ore, tra azzurri e furie rosse ‘non c’è partita’, ma il calcio non c’entra… C’entrano due diversi sistemi paese: uno funziona, l’altro decisamente meno, con tutto quel che ne consegue in termini di crescita e sviluppo… Il settore ceramico italiano da questo punto di vista, rappresenta eccezione importante in un panorama che vede gli iberici far meglio in diversi campi, ma è vero che se la piastrella ha fatto cose egregie, ultimamente, la ‘baldosa’ mica è rimasta a guardare, come da numeri che leggete qui.

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a cura di Stefano Fogliani

Piastrelle e baldosas: diamo i numeri? Alla Spagna i volumi, all’Italia il fatturato, ma gli iberici hanno ripreso slancio e crescono a ritmi più sostenuti di quanto non faccia il made in Italy. E la partita si gioca sui mercati ‘maturi, USA in testa…

LUGLIO - AGOSTO 2018

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’Italia fattura di più pur producendo meno, ma la lunga marcia delle baldosas viaggia su ritmi che, ammettiamolo, la ceramica italiana si sogna. Sul valore non c’è confronto, sui volumi si, e quando, era inizio 2018, lanciammo l’allarme sulla ritrovata competitività iberica, trovando peraltro agevole sponda nelle preoccupazioni degli addetti ai lavori, non ci eravamo sbagliato più di tanto. Il confronto Giusto aspettare fossero i numeri a definire i contorni del match tra Italia e Spagna, e adesso che i numeri ci sono ne diamo conto. Confindustria Ceramica ha diffuso, lo scorso 6 giugno, i dati relativi all’andamento della piastrella italiana, Ascer ha fatto altrettanto e a noi del Dstretto, in tempo di mondiali, è piaciuto mettere i numeri gli uni di fianco agli altri. Perché è vero che i numeri non diranno tutto, ma qualcosa suggeriscono, non tanto nella loro dimensione statica quanto negli incrementi percentuali che raccontano la piastrella in forma, sì, ma un settore spagnolo che negli ultimi anni (nel 2013 gli iberici producevano 420 milioni di metri e fatturavano meno di 3 miliardi di euro) non è mai stato così ‘vispo’.

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Economia

Produzione e vendite Oltre 422 milioni i metri quadri prodotti dalle 145 aziende che, In Italia, occupano 19515 addetti, 530 quelli che escono dai forni delle 142 ditte spagnole presso le quali lavorano meno di 16mila addetti. Ma se la produzione italiana cresce ‘solo’ di un punto e mezzo percentuale, la Spagna ha ‘spinto’ la produzione fino ad un aumento, rispetto al 2016, di oltre il 7,7% e di questo passo arriveranno prima gli iberici ai 600 milioni di metri quadrati che non l’Italia oltre i 450: sono, più che i numeri in senso statico, le variazioni percentuali a confermare che l’Italia continua sì a correre, ma la Spagna mica scherza. La conferma sui dati relativi al fatturato: quello della ceramica spagnola viaggia su incrementi più che doppi rispetto all’Italia. Il mercato domestico (vendite a +10% in Spagna, in Italia siamo sotto al 2%

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di crescita nel 2017 rispetto al 2016) incide in modo importante, ok, ma è all’estero che la baldosa ha ripreso vigore, anche su mercati sui quali, fino a pochi anni fa, era l’Italia a fare la voce grossa. Il mercato globale Immaginiamolo come una sorta di risiko, il mercato, e diamo un’occhiata a come, e dove, sono posizionati i ‘carrarmatini’ rossi e quelli tricolori. L’export italiano – 4704 milioni di euro, in valore, 338 milioni di metri quadri in volume - vale parecchio di più di quello spagnolo (2686 milioni) ma non sfugge come la Spagna si sia fatta aggressiva soprattutto sui mercati cosiddetti maturi. Qualche esempio? L’Europa per la Spagna vale incrementi dell’8% tra 2016 e 2017, mentre l’Italia cresce, su base annua, di circa 5 punti percentuali medi, ma è soprattutto negli USA che la ‘guerra di posizione’ è in atto da un po’, «e la Spagna – per dirla con Donato Grosser, abituale interlocutore del Dstretto quando si parla di mercato americano – ha perso quote importanti sui suoi mercati tradizionali, quindi cerca di aprirne altri». Tra questi, appunto,quello a stelle e strisce: la piastrella italiana, negli USA, vale 790 milioni di dollari, la Spagna decisamente meno, ma sta arrivando. E i 188 milioni di euro esportati nel 2016 dagli iberici, a fine 2017 erano già 234, per un +24% che è dato, per ammissione degli stessi vertici di Confindustria Ceramica, «da valutare con grande attenzione»

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Mercato

a cura di Stefano Fogliani

Volumi da record per il mercato mondiale

La domanda mondiale dice tredici miliardi di metri quadrati di piastrelle: comanda il Far East, flettono Nafta – Canada, USA e Messico - e America Latina, ma il mercato c’è

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ero che i motivi di preoccupazione non mancano, vero che le prospettive macroeconomiche restano appese a tensioni geopolitiche che abbondano. Vero anche, tuttavia, che il 2017 segna il miglior quinquennio di sempre per quanto riguarda il consumo mondiale di piastrelle, che abbatte il ‘muro’ dei tredici miliardi di metri quadrati, solo messo nel mirino nel 2016. Già: i 12783 milioni di metri quadrati consumati nel 2016 (poco più del 4%di crescita) sono diventati, a fine 2017, 13096, completando la lunga marcia intrapresa nel 2013, quando il ‘conto’ si fermò a 11913 milioni. Il dato è stato diffuso da Confindustria Ceramica ed è parte dell’Osservatorio Previsionale dell’associazione: racconta

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un mercato comunque ricettivo se è vero che lo scostamento fatto registrare tra 2017 e 2016 è comunque il secondo migliore del quinquennio. Solo tra 2015 e 2016 il consumo aveva fatto registrare crescite superiori, ma parliamo di anni nel corso dei quali il dato globale si attestava a ridosso dei 12 miliardi, come del resto già dal 2013. Nel biennio tra 2105 e 2017, invece, il ‘botto’: +4,3% nel 2016 rispetto al 2015, + 3,7% tra 2017 e 2016 a raggiungere, appunto, quota tredici miliardi di metri quadri. Otto dei quali (8148, per la precisione, sono appannaggio del Far East che tuttavia, sorpresa, non è il mercato che segna la miglior performances, perché la macroarea più ricettiva, stando ai dati di Confindustria Ceramica, è l’Europa.742 milioni i metri quadrati consumati nel 2017, con una crescita del 5,4%, nell’Europa Occidentale, 825 quelli appannaggio dell’Europa Orientale (+4,7%) e addirittura +7% dei Balcani, dove tuttavia il consumo si attesta su valori assoluti (103 milioni) non sufficienti a stabilizzare quella ripresa che segna il passo oltreoceano. L’America latina, con il suo milione di metri quadri, scrive il terzo dato negativo consecutivo mentre il Nafta, attestato a ridosso dei 550 milioni di metri, vede dimezzarsi il dato che aveva sostenuto la domanda nel 2015/16 e dal +8% di fine 2016 passa ad un più dimesso +4,3%.

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Il ritorno

a cura della redazione

Riecco ALLFORTILES A novembre la seconda edizione del format lanciato nel 2017 da Roberto Caroli: 13 convegni accademici e 8 aziendali

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anciammo, la scorsa estate, il nostro ‘sasso nello stagno’, ma fummo i primi a dire che non ci saremmo fermati. Rieccoci, dunque… Dopo il successo della prima edizione, tenutasi a margine dell’edizione 2017 del Cersaie, torna anche nel 2018 ALLFORTILES, il format che Roberto Caroli ha inventato lo scorso anno per creare un momento di confronto e incontro tra i tanti players del settore

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decisi e misurarsi, attraverso conferenze e appuntamenti dedicati, all’oggi e al domani del comparto ceramico. «Di sicuro, ne è valsa la pena», scrivemmo poco meno di un anno fa, archiviando –non senza un pizzico di soddisfazione - l’evento, premiato da un interesse importante da parte di aziende, imprenditori, addetti ai lavori, e quest’anno si replica. E si replica nello stile che Roberto Caroli ha imposto al suo gruppo editoriale, ovvero senza stravolgere formule vincenti, ma cambiando e crescendo alla ricerca di nuovi orizzonti… Cambiando… Perché l’edizione 2018 di ALLFORTILES cambia la location, non più la settecentesca cornice di Villa Zarri, nel bolognese, ma resta fedele a se stessa, spostandosi di una manciata di chilometri e di una manciata di giorni….. Cambia location, insomma, ALLFORTILES, e cambia il periodo: la concomitanza tra Cersaie e Tecnargilla impegna anche noi di Ceramicanda, che la realtà della ceramica

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raccontiamo con puntualità che ci viene riconosciuta, e non avrebbe consentito lo svolgimento di ALLFORTILES a settembre senza andare a ’sbattere’ su appuntamenti che meritano l’attenzione dovuta. Così, abbiamo scelto di spostare in avanti il nostro evento, aggiungendo altri contenuti – la vera forza del format – ad un evento che, come detto, cambia e rilancia, deciso a diventare un appuntamento cardine per tutto il settore… … e crescendo L’anno scorso ALLFORTILES, esperimento accompagnato dalle apprensioni legate ad ogni ‘prima volta’, si rivelò quello che speravamo fosse: un incubatore di idee, regalate a platee attente e numerose, da sociologi, filosofi, intellettuali, imprenditori, tecnici e protagonisti di una filiera che la sua, lo dicono i numeri, continua a dirla. Quest’anno la linea è quella, e quello resta il tratto distintivo di una filosofia comunicativa che da quattro lustri caratterizza la narrazione made in Ceramicanda.

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Il ritorno

Racconto e approfondimento, domande e risposte, idee e confronti, critica e ‘visione’ che vanno muovendosi lungo traiettorie mai banali, che non mancheranno a novembre, quando ALLFORTILES offrirà replica attesa a quella prima edizione perfettamente riuscita e sulla quale la redazione è già al lavoro… Ieri…. Avevamo studiato, nelle lunghe riunioni che l’hanno partorita, la formula di ALLFORTILES ispirandoci ai convegni e agli eventi del ‘Fuorisalone’ milanese, immaginando corse parallele a quegli eventi nel corso dei quali la ceramica celebra se stessa, raccontando altro di sé… Idee e progetti, aspettative e timori, opportunità e difficoltà, sfide e scommesse… Ha funzionato, come ha funzionato un concept fatto di convegni, convivialità, intrattenimento, di attenzione e spazi dedicati alle aziende che hanno scelto di essere parte della squadra di ALLFORTILES, e siamo

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già al lavoro per preparare un secondo appuntamento destinato, negli auspici, a riuscire ancora meglio del primo…. … e oggi Da qui a novembre c’è tempo, ma lo ‘scheletro’ della seconda edizione di ALLFORTILES è già stato studiato dallo staff di Ceramicanda: la formula è quella del 2017, ma più ampia ed articolata di quella che ha fatto ‘il botto’ poco meno di un anno fa. Spazi collettivi di incontro e confronto, ovvero una quindicina di convegni di tipo accademico/giornalistico con la ceramica sullo sfondo, cui si aggiungono una serie di appuntamenti organizzati ad hoc dalle aziende che sceglieranno di essere partner di questa seconda edizione di ALLFORTILES, ed altro che oggi non riveliamo per ovvi motivi. Siamo solo a fine agosto, ma mancano già meno di 100 giorni: come dicono quelli bravi, quando vogliono appendere la novità all’aspettativa, stay tuned…

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Come diventare partner di ALLFORTILES 2018 Ecco l’ampio ventaglio di possibilità che Ceramicanda offre alle aziende in occasione dell’edizione 2018 di ALLFORTILES

PRENOTAZIONE DI UNO DEGLI 8 CONVEGNI AZIENDALI L’offerta comprende • Sala attrezzata per qualsiasi proiezione • Servizio bar: 50 coupon per caffè e snack • 200 cartoline invito per invio ai vostri clienti • Presenza nel programma riassuntivo all’interno del catalogo

VISIBILITA’ SULLA GUIDA

Presenza in doppia pagina nel catalogo della manifestazione che stamperemo in 10mila copie

SPAZI COMUNI

Esposizione di un pannello (dimensioni 1x3mt) o di una Vs macchina all’esterno della sala convegni (se rientrante negli spazi utili)

LOGHI SUI MAXISCHERMI

Logo aziendale nel maxischermo della sala conferenze all’inizio e alla fine di ogni convegno (min. 40 passaggi)

SPOT SUI MAXISCHERMI

Spot della durata di 15” nel maxischermo della sala conferenze all’inizio e alla fine di ogni convegno (min. 40 passaggi)

LOGHI SUI MONITOR

Logo nei monitor posizionati: all’ingresso, nella zona bar e nella sala convegni a fianco dei relatori

BACKDROP

Logo backdrop interviste

VELE

2 vele poste all’esterno della sala convegni

IL DSTRETTO, CERAMICANDA

¼ di pagina all’interno dello Speciale del Dstretto, ALLFORTILES distribuito durante la manifestazione ¼ di pagina all’interno dello Speciale del Dstretto Consuntivo ALLFORTILES distribuito a dicembre

¼ di pagina all’interno dello Speciale Consuntivo ALLFORTILES di Ceramicanda in uscita sul numero 133 (novembre/dicembre 2018)

SPAZIO RICEVIMENTO

per tutta la durata della manifestazione comprensivo di: • Nr. 1 divano; • Nr. 2 poltrone; • Nr. 1 tavolino; • Nr. 1 vela di identificazione con Vs logo

SERATA CONCLUSIVA CIAK 2018 (28/11)

• Logo/Spot 15” maxischermo in apertura e chiusura del filmato Almanacco 2018 • ¼ di pagina speciale Ciak Dstretto • ¼ di pagina Ceramicanda numero consuntivo evento (novembre/dicembre)

Per informazioni e prezzi contattare 0536 990323 o scrivere a redazione@ceramicanda.com

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Evento

a cura della redazione

‘Come eravamo…’ Sessant’anni di ceramica

A margine della festa per il 60mo compleanno di Roberto Caroli, l’amarcord di tanti imprenditori che non dimenticano da dove sono venuti e ricordano i ‘tempi eroici’ del distretto Quelli, per dirla con Fausto Tarozzi, «fatti di lavoro e fatica, di molta gente e molta polvere…»

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assato il tempo che serviva, ci siamo detti, «perché no?». Così, abbiamo scelto di farne passare un po’, perché non ci piaceva apparire troppo autoreferenziali… Ma adesso che il tempo che serviva è passato, possiamo dar conto dell’evento con cui l’inventore di Ceramicanda, Roberto Caroli ha festeggiato i suoi primi 60 anni. L’occasione, nel senso di compleanno, è stata solo un’occasione, ma siccome nulla viene per caso, i microfoni di Ceramicanda ne hanno approfittato per chiedere (anche) un parere ai tanti imprenditori – non c’erano solo loro, però - intervenuti su come è cambiato il settore negli ultimi sessant’anni. Ne è uscito un ‘Amarcord’ di cui vale la pena dare conto, senza troppa malinconia, però… Perché dentro le parole di chi si è fermato davanti ai nostri microfoni ci sono sì un pizzico di nostalgia per tempi nei quali fare ceramica voleva dire cominciare un’avventura che porterà lontano quel territorio che vale, oggi, la stragrande maggioranza della produzione ceramica italiana e della tecnologia annessa, ma non ha nessuna voglia di fermarsi e non smette di reinventare se stesso. «E se c’è un augurio che mi sento di fare al Direttore – ha detto il Direttore Generale di Confindustria Ceramica Armando Cafiero – è quello di vivere almeno altri sessant’anni con lo stesso entusiasmo e la stessa curiosità. Stesso augurio che faccio, ovviamente, al settore».

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Evento

Armando Cafiero

Claudio Pistoni

Emanuel Mandfredini

Giancarla Benedetti

Lauro Giacobazzi

Graziano Verdi

Che sessant’anni fa c’entra nulla con quello che il gruppo editoriale fondato da Roberto Caroli racconta oggi. I ricordi, per chi c’era, sono fotografie in bianco e nero dell’inizio di un’epoca, che di ogni inizio d’epoca aveva tutte le caratteristiche. Entusiasmo, volontà, spirito di sacrificio, voglia e fatica, dedizione: nulla che oggi manchi al settore che tuttavia, nel frattempo, ha cambiato decisamente volto e oggi offre panorami ipertecnologici lontanissimi da quelli degli Anni Cinquanta. Oggi comandano, complice il 4.0, la realtà aumentata e il controllo da remoto, ieri l’unica realtà era quella ‘quotidiana’ della fabbrica intesa in senso proprio, che migliaia di ‘tute blu’ raggiungevano in bicicletta,

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con un panino in un sacchetto da mangiare durante le pause che intervallavano – quando li intervallavano – turni infiniti che hanno forgiato generazioni, assicurando loro lavoro e prosperità. Quanto al ‘remoto’, era solo aggettivo che oggi si appiccica ad un passato a suo modo eroico, che resta comunque nel ricordo dei più con segni indelebili. «Come la fatica, la grandissima fatica legata ad un lavoro caratterizzato dalla manualità», racconta Giancarla Benedetti di Gold Art: dalle sue memorie di imprenditrice emerge, come un ‘simbolo’ di quei tempi di produzione la più ‘spinta’ possibile, l’immagine dei temuti ‘cavallotti’ e degli addetti che, tra ‘madonne’ e concitazione, provavano a limitarne gli ef-

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Fausto Mucci

Fausto Tarozzi

Stefano Bolis

Maurizio Cavagnari

Giorgio Romani

Michele Paulicelli

fetti. Oggi, Cavallotti, è più un cognome che indica una via di Sassuolo, ieri no. «E tra ieri e oggi l’evoluzione è stata enorme e in una certa misura impensabile. Mio padre, fuochista, spostava a mano quattro piastrelle per volta, e ne ricordo lo stupore quando raccontava come la ‘fabbrica’ avesse introdotto le prime automazioni che velocizzavano i processi produttivi», dice il sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni, da decenni amministratore di lunghissimo corso tra Fiorano e, appunto, Sassuolo. Ha visto cambiare la ceramica, Pistoni, ha visto gli imprenditori «spingersi sempre più avanti, e ogni volta ho sentito che si diceva che non c’era più niente da inventare….». Mica vero, però: «il settore – dice Pistoni ha continuato a

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crescere, ed oggi è qui che, testa alta, resta leader a livello qualitativo e, facile prevedere, andrà ancora avanti». Cambiano tipologie e processi produttivi, cambiano le dinamiche socieconomiche, voltarsi indietro non fa malinconia, ma spinge piuttosto a continuare a guardare avanti, «perché anche se c’è da tribolare, oggi come allora – garantisce Lauro Giacobazzi di Rondine Group – fare ceramica resta un gran bel mestiere». Oggi come allora, appunto, anche perché le premesse sono quelle, e le scintille restano, secondo Emanuel Manfredini, «la voglia di migliorarsi e andare oltre i propri limiti» e soprattutto, dice Graziano Verdi, che nel distretto è arrivato da manager e dice di avere imparato tutto on the way,

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Evento

Alberto Selmi

Eugenio Giusti

«la passione che sorregge ognuno dei protagonisti del settore». Il salto tecnologico misura i decenni, «ed è stato – dice Fausto Mucci di Target Group – sorprendente nelle proporzioni e, in un certo senso, anche negli effetti», ma oggi marca la differenza non solo tra ieri ed oggi, quanto tra noi e loro, e chiama nuove sfide. «C’è un mondo che continua a ruotare attorno ad eccellenze diffuse, ed è un mondo – dice Alberto Selmi di Laminam - cui il settore ceramico ha saputo proporsi in modo sempre più efficace». Già: oggi il mondo è globale, i capannoni degli stabilimenti sono lucidi e silenziosi come sale operatore, la macchina non ha sostituito il fattore umano ma ha impresso accelerazione importante anche alle competenze di ognuno, e Fausto Tarozzi, fondatore e capostipite di SITI B&T Group,

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quasi si commuove ricordando «tempi a suo modo romantici, in un certo senso. Tempi di lavoro e fatica, di sensazioni di essere su una strada lungo la quale si vedeva un inizio cui tutti contribuivano con il loro impegno. I miei ricordi? Molta gente – dice Tarozzi – e molta polvere….». Oggi invece, meno gente e meno polvere, sì, ma anche nuove sfide. Per il gruppo editoriale di Roberto Caroli, che questo mondo continua a raccontare a modo suo, e anche per il settore, sottoposto alle prove sempre più selettive di un mercato oltremodo selettivo, ma già pronto a nuove sfide sull’unico terreno che conosce, ovvero quello dell’eccellenza. «E la corsa – ammonisce Eugenio Giusti di Geal – va fatta proprio sull’eccellenza». Era così sessant’anni fa, del resto, è così anche oggi.

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Intervista

a cura di Daniela D’Angeli

Guendalina Salimei

«I capannoni della ceramiche dovrebbero essere riqualificati» Ospite di Coem a Fiorano l’architetto Guendalina Salimei, impersonato al cinema da Paola Cortellesi, ha parlato di riqualificazione e di sviluppo delle aree degradate. Ma anche di come sia difficile essere un architetto donna LUGLIO - AGOSTO 2018

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a difficoltà di essere donna sul lavoro è un tema di forte attualità, si parla da tempo della necessità di avere uguali retribuzioni a parità di ruoli ricoperti, del garantire la stessa opportunità di accesso a posizioni apicali; tematiche queste che si applicano anche all’architettura, come dimostra l’esperienza di vita dell’architetto Guendalina Salimei, recentemente ospitata da Coem a Fiorano per una conferenza. La sua vicenda professionale, fortemente romanzata come si conviene alla sceneggiatura di un film, è stata d’ispirazione per il regista Riccardo Milani che ha firmato “Scusate se esisto!”; nella pellicola la protagonista, Paola Cortellesi, è architetto e autrice di un progetto di recupero del Corviale a Roma, che è quello pensato proprio da Guendalina Salimei. Una donna allegra, gioviale, entusiasta del suo lavoro come della vita, impegnata e felice di esserlo in un mestiere che può e deve cambiare in meglio la vita delle persone. “Le donne potrebbero avere ruolo molto più importante nell’architettura come nella società”, ci spiega sorridendo, “ci stiamo lavorando, io ci metto tutta la mia energia affinché questo avvenga. Purtroppo è vero la nostra è una professione ancora molto maschile”.

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Intervista

L’architetto Salimei si occupa soprattutto di architettura legata al concetto di confini sensibili, intesi come “aree di confini degradate ma anche di confine tra città e campagna, tra città e porti, ma vuole dire aree di confine tra nuovo e antico, anche in senso archeologico, culturale, religioso, di identità”. Una professionista che dunque comprende quanto il suo mestiere possa essere importante per la società, soprattutto in Italia, un paese ricco di aree periferiche e di confine che necessiterebbero di opere di riqualificazione. “In questo periodo mi sto occupando molto di porti”, ci spiega,

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“un tema fondamentale in una penisola come quella italiana; sto lavorando soprattutto su Taranto e Napoli, aree fortemente connesse con il tema acqua e che, grazie alle iniziative delle Autorità portuali che ne sono proprietarie, divengono ora oggetto di riqualificazione di luoghi un tempo adibiti a stoccaggio merci, parcheggio e simili. Sono ree molto vicine al centro, penso a Napoli soprattutto, che possono diventare una nuova area di sviluppo della città”. Un grande tema per l’architettura italiana è certo quello del riuso, del recupero di luoghi abbandonati poiché “abbiamo tantis-

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simi luoghi da ripensare, anche nell’ottica del consumo zero del suolo, credo ci siano luoghi importanti per la memoria ma anche edifici moderni che necessitano di una riqualificazione e di una nuova destinazione”. E’ un’ottimista l’architetto Salimei e anche quando le si fa notare che forse, su questo tema del recupero l’Italia è un po’ in ritardo, trova uno spunto creativo e positivo: “anche se fosse abbiamo l’occasione di farlo ora, perché la nostra inerzia potrebbe diventare un valore; abbiamo la cultura e l’intelligenza per trasformare questi immensi spazi, penso al patrimonio

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archeologico e industriale, con un po’ di grano salis da parte della politica potrebbe essere un volano di sviluppo del nostro paese, potrebbe essere il nostro petrolio”. Ovviamente la ceramica potrebbe giocare un ruolo importante in questo quadro, forte della propria storia e della propria capacità di stare al passo con i tempi: “la ceramica italiana è una nostra eccellenza, le ho visto fare balzi in avanti enormi, c’è una grande innovazione, oggi la ceramica ha una immensa capacità di interpretare altri materiali e di interpretare altre esigenze. E’ un materiale molto interessante,

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Intervista

versatile, e non è un caso che tutto il mondo ce lo copi!”. Ma non ci risparmia una sottolineatura pungente, legata a ciò che lo sviluppo del settore economico ha fatto al territorio del distretto ceramico: “questi grandi capannoni andrebbero valorizzati e riqualificati, è un tema attuale; queste aziende sono un patrimonio immenso dell’Italia, una eccellenza che potrebbe essere ulteriormente valorizzato”. Da più parti Guendalina Salimei viene definita la Zaha Hadid italiana, un accostamento che naturalmente accoglie con piacere: “era una donna molto intelligente, innovativa, un unicum al mondo, essere nella sua scia mi fa molto piacere. Certo il nostro è un mestiere molto maschile e anche misterioso, la gente non ci conosce, ci considerano sempre un po’ inutili e questa è una cosa gravissima. Il film sulla mia storia ha permesso che il tema della riqualificazione delle periferie attraverso l’architettura raggiungesse un pubblico enorme. Ecco io credo che gli architetti potrebbero essere valorizzati dalla società civile e dalla politica, che ci potrebbero utilizzare come registi della sistemazione del nostro territorio.

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Primo Piano

a cura della redazione

Emilgroup presenta Level:

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la bellezza delle grandi superfici La nuova linea di lastre viene proposta nelle varianti 6,5 mm rettificata nel formato 160x320 cm e 12 mm non rettificata nel formato 162x324. E’ pensata per realizzare top e backsplash per cucine e bagni, piani lavoro, tavoli, ante, rivestimenti a pavimento e a parete senza soluzione di continuità

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icercatezza estetica e performance sono le parole d’ordine della nuova linea di lastre ceramiche progettate da Emilgroup, un progetto pensato per consentire massima modularità e versatilità e aprire nuovi orizzonti nella progettazione architettonica e nell’interior design. Con Level Emilgroup esalta il fascino delle superfici di grandi dimensioni: l’estetica incontra l’eccellenza del grès porcellanato dando forma a innovativi progetti di design; le varianti 6,5 mm rettificata nel formato 160x320 cm e 12 mm non rettificata nel formato 162x324 permettono infatti di realizzare top e backsplash per cucine e bagni, piani lavoro, tavoli, ante, rivestimenti a pavimento e a parete senza soluzione di continuità, anche per ambienti esterni, con possibilità di dettaglio, trasversalità e personalizzazione finora impensabili. Superfici belle e capaci di grandi performance grazie alle proprietà del grés porcellanato, infatti Level non teme graffi di lame o altri oggetti, non modifica il proprio colore e la propria struttura a seguito dell’esposizione alle fonti di calore, non può essere alterato


da agenti chimici o altri prodotti e alimenti particolarmente acidi e aggressivi e, grazie alla mancanza di porosità, non trattiene batteri, muffe e altri agenti nocivi offrendo un alto livello di igiene. La semplicità della manutenzione è un ulteriore vantaggio: acqua e detergenti di uso comune; Level si presenta quindi come un’ottima soluzione per le esigenze di stile e di uso dei piani di lavoro delle cucine contemporanee, rappresentando una nuova tappa nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti che da sempre rappresenta l’animo innovativo di Emilgroup. In linea con le moderne e contemporanee tendenze Level regala un’estrema libertà espressiva a cui si aggiunge la possibilità di garantire massima continuità e abbinabilità stilistica tra pavimenti, rivestimenti ed elementi di arredo; tutto questo grazie alle quattro estetiche disponibili: marmi, cementi, tinte unite e design; una linea di prodotti capace di realizzare soluzioni di assoluto pregio, in risposta alle sensibilità e ai gusti più sofisticati ed esigenti della moderna progettazione.


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a cura di Stefano Fogliani

Un Cersaie‘trasversale’

Programma ricchissimo, e due nuovi padiglioni, per la 36ma edizione della fiera bolognese

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l sold out non è una novità per il Cersaie, che per la sua edizione 2018 di novità ha scelto di proporne altre. A cominciare dai due nuovi padiglioni che verranno inaugurati per l’occasione, con spazi destinati all’arredobagno, e che rappresentano il primo step di un articolato percorso di riqualificazione dell’intero quartiere fieristico. Qualità e valore della manifestazione, del resto, sono già testimoniati dai numeri di Cersaie, che negli anni ha consolidato una formula che affianca al momento meramente espositivo una serie di appuntamenti che spingono i principali players del settore a confrontarsi con più voci. E’ il caso delle conferenze di ‘Costruire, abitare, pensare’, ma anche di ‘Cersaie disegna la tua casa’, dei ‘Caffè della stampa’ o della mostra tematica che quest’anno si intitola ‘The Sound of Design -Italian Style Contract’, curata da Angelo Dall’Aglio e Davide Vercelli. E’ diventato appuntamento trasversale, quello bolognese: da una parte c’è l’aspetto prettamente commerciale, anche con l’iniziativa Cersaie Business che porta in fiera delegazioni di importanti studi di architettura e di primarie imprese del contract e coinvolge un centinaio i key players provenienti da Stati Uniti, Canada, Hong Kong, Area del Golfo, Francia, Germania, Regno Unito, Au-

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Anteprima Fiere

Il viaggio emozionale di ‘The sound of design’ Forte del successo riportato dai precedenti appuntamenti - CerSea nel 2014, CerStile nel 2015, CerSail Italian Style Concept nel 2016, Milleluci nel 2017 - con un totale di 39.800 visitatori e 243 aziende partecipanti- la mostra collettiva di Cersaie mette in relazione una selezione di aziende di elevato profilo con un pubblico internazionale di acquirenti e professionisti. ‘The Sound of Design - Italian Style Contract’ è il titolo della ‘collettiva’ de 2018, allestita presso il Padiglione e divisa in set, ognuno con una scenografia differente, in cui i prodotti, compongono gli ambienti espositivi. La musica, unita alle immagini e ai videoclip, accompagna i visitatori in un percorso emozionale che esprimere al meglio le caratteristiche dei prodotti in ceramica e di arredo bagno, veri protagonisti dell’esposizione.

stria, Svizzera, Paesi Bassi, Benelux. Dall’altra la ricca offerta di eventi collaterali, che animano tanto il quartiere fieristico – dove sono attesi Richard Rogers, Camilo Rebelo, Carla Juacaba, Mario Cucinella e Massimo Iosa Ghini, giusto per citare alcuni ‘big’- quanto la città, con la partnership tra Cersaie e Bologna Design Week a promuovere cinque giorni di anteprime, mostre, workshop, concorsi, proiezioni, visite guidate

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NEWS

Aziende

ABK GROUP: ACCORDO CON CFP 2 PER LA QUOTAZIONE IN BORSA ABK Group Industrie Ceramiche di Finale Emilia, tra i principali produttori italiani di superfici in gres porcellanato, ha siglato un importante accordo con la società milanese Capital For Progress 2 (CFP 2), finalizzato a portare l’azienda alla quotazione sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana entro gennaio 2019. CFP 2 è una SPAC (Special Purpose Acquisition Company) che ha raccolto 65 milioni di Euro da investitori professionali italiani ed esteri e le cui azioni sono quotate sul mercato AIM Italia. L’accordo prevede l’incorporazione di ABK in CFP 2 (che assumerà la denominazione di ABK) e il mantenimento, post fusione, del controllo e gestione dell’azienda in capo ai soci fondatori e azionisti storici di ABK, con una quota che potrà variare dal 61,3% al 70,4%. Per il presidente di ABK Roberto Fabbri, l’operazione è volta a potenziare ulteriormente il percorso di crescita strategica del gruppo che punta all’ampliamento delle destinazioni d’uso dei suoi prodotti, più vicine all’arredamento, e all’ingresso in nuovi canali di vendita.

PANARIAGROUP GOLD SPONSOR DELLA MARATONA DLES DOLOMITES Per il terzo anno consecutivo Panariagroup ha partecipato da protagonista, in qualità di Gold Sponsor, alla Maratona Dles Dolomites – Enel 2018, appuntamento ciclistico di livello internazionale la cui 32ma edizione, tenutasi il primo luglio, ha visto oltre 9mila appassionati delle due ruote darsi battaglia nell’emozionante scenario della Val Badia. Panariagroup, ha scelto di supportare la manifestazione condividendone coraggio, tenacia e intraprendenza, elementi che da sempre caratterizzano il proprio stile e modo di fare impresa. «La nostra collaborazione con la Maratona dles Dolomites–Enel – ha affermato il Presidente di Panariagroup Emilio Mussini – esprime il sostegno del Gruppo ai valori universali che lo sport rappresenta, come il benessere della persona e una migliore qualità di vita, che sono alla base dello sviluppo dei nostri prodotti, unitamente alla nostra volontà di condurre un business sempre più orientato alla sostenibilità». Al Maratona Village allestito a San Leonardo in Badia, Panariagroup era presente, oltre che con una squadra formata da clienti e partners, con un proprio spazio dedicato ai prodotti della linea Protect, le esclusive superfici ceramiche antibatteriche ad altissime performance.

CEDIT SOSTIENE MADE LABS CEDIT Ceramiche d’Italia si affianca all’istruzione e sostiene la seconda edizione di MADE Labs, l’iniziativa di formazione pensata da Made Program (progetto dell’Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa) per studenti universitari e professionisti interessati al mondo dell’arte, del design e dell’architettura. L’edizione 2018 della Summer School internazionale si è svolta a Siracusa a inizio agosto.

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APPUNTAMENTO CON LA FORMAZIONE E… IL TEAM DEL CONCA Si è svolto presso il Centro Logistico di Solignano uno dei consueti appuntamenti con la For mazione della Rete vendita Del Conca. La giornata, ricca di dimostrazioni pratiche, realizzate in collaborazione con Mapei, era incentrata sulla gestione di formati sempre più grandi, prodotti grazie alla tecnologia innovativa CONTINUA PLUS, installata da Ceramica Del Conca all’interno del proprio stabilimento di Savignano sul Panaro in seguito a un piano di investimento avvenuto proprio lo scorso anno. Grande entusiasmo per l’arrivo a sorpresa di Fabio Di Giannantonio e Fausto Gresini che hanno pranzato con la rete vendita e hanno raccontato in prima persona l’incredibile stagione che sta vivendo tutto il TEAM DEL CONCA GRESINI MOTO 3.

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FLORIM METTE UNA ‘VIRGOLA ROSA’: SCREENING GRATUITO PER TUTTE LE DIPENDENTI Uno screening gratuito in ambito cardiologico e ginecologico rivolto a tutte le donne Florim. Questo il progetto presentato in occasione dell’incontro dal titolo “Salute e benessere della donna” organizzato proprio per illustrare alle numerose donne presenti in Florim Gallery l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce nelle principali patologie femminili sia in ambito cardiologico che ginecologico. Con il progetto “Florim mette una virgola rosa” l’azienda, in collaborazione con Ospedale di Sassuolo, offre a tutte le dipendenti uno screening per prevenire le più comuni malattie cardiovascolari e ginecologiche. Le visite specialistiche verranno effettuate a partire dal mese di ottobre 2018 presso l’Ospedale di Sassuolo: sono oltre 400 le donne Florim che, su base volontaria, potranno decidere di aderire al progetto. “Florim mette una virgola rosa” si inserisce nella attività del Centro salute&formazione, un modello unico in Italia ed Europa che coniuga cultura industriale e cultura sanitaria promuovendo formazione e simulazione medica avanzata per gli operatori di due grandi e importanti strutture sanitarie locali (Ospedale di Sassuolo e Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia) e incontri sui corretti stili di vita che l’azienda apre gratuitamente al territorio.

LAMINAM IL TOP IN CERAMICA - DIGITAL VISUAL PROJECT “6 PIATTI IN UN MINUTO” Dopo l’avvio del progetto pubblicitario “Laminam Il top in ceramica”, il viaggio di Laminam attraverso il mondo della cucina si rivitalizza con 6 pillole web, che vengono presentate nell’arco do quest’anno 2018 (Regia: Alessandra Stefani, Direttore Artistico Laminam). Protagonista la ceramica Laminam nel formato 1620x3240mm in spessore 12mm, materiale privilegiato per i piani cucina dove si offre come alternativa a marmo e materiali lapidei dal costo e dall’impatto ecologico superiori, grazie alle sue eccellenti proprietà. La superficie Laminam è totalmente idonea al contatto con gli alimenti: perfetta come piano di lavoro perché resiste al calore e al fuoco, alle macchie, anche di olio, vino e limone e non viene scalfita dalle lame dei coltelli. In particolare, in cucina è un vero e proprio tagliere igienico e antibatterico su cui lavorare direttamente gli alimenti utilizzando lame, liquidi, oli, vino e pentole roventi. Niente paura poi per le macchie perché spariscono con un solo colpo di spugna bagnato di acqua calda e semplice detergente.

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prodotti e produttori www.ceramicanda.com redazione@ceramicanda.com

MAPEI ACQUISISCE TECNOPOL Un’altra acquisizione per Mapei, che a fine giugno ha perfezionato l’acquisizione di Tecnopol Sistemas, S.L.U. azienda chimica spagnola leader nella produzione e distribuzione di sistemi impermeabilizzanti ed isolanti per il settore dell’edilizia. Con questa operazione Mapei diventa uno dei principali attori del mercato spagnolo della chimica per edilizia spagnolo. Tecnopol è infatti attiva nei mercati internazionali con una significativa presenza in Europa, America Latina, nel Medio Oriente e in Asia. Fondata nel 2005, Tecnopol distribuisce in oltre 60 Paesi a una clientela fidelizzata e diversificata. Con questa acquisizione il Gruppo Mapei, presente in Spagna con Mapei Spain dal 1991, vuole consolidare la sua esperienza nelle soluzioni impermeabilizzanti e rinforzare la sua presenza e il suo impegno nel mercato della Chimica per Edilizia in Spagna.

SHOWROOM A READING, REGNO UNITO, PER PORCELANOSA Situato a Rose Kiln Lane (Reading, Regno Unito), il nuovo showroom di PORCELANOSA Grupo ha l’obbiettivo di consolidare i brand del gruppo spagnolo in territorio britannico. I 400 invitati che hanno presenziato all’inaugurazione hanno potuto apprezzare le ultime novità delle otto aziende che formano il gruppo, esposte nell’area premium lifestyle. In questo spazio si trovano cucine, stanze da letto, bagni e saloni. I 38 ambienti per il bagno che sono stati creati, la grande libreria di piastrelle con finiture ceramiche di pietra naturale, il legno o il pavimento vinilico, riflettono l’esteso e vario catalogo di prodotti.

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Sport

a cura della redazione

‘6 dei nostri?’ La campagna abbonamenti del Sassuolo Calcio

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enerdì 13 Luglio presso la sede Mapei di Sassuolo è stata presentata la campagna abbonamenti del Sassuolo Calcio per la stagione sportiva 2018/19, la sesta nella massima serie per la società neroverde. Hanno presenziato il presidente del Sassuolo Carlo Rossi, l’Amministratore Delegato Giovanni Carnevali e il Segretario Generale Andrea Fabris. La campagna abbonamenti è iniziata Lunedì 16 luglio con il periodo di prelazione riservato ai vecchi abbonati mentre la vendita libera inizierà mercoledì 25 Luglio, e non si può dire che la società neroverde abbia risparmiato sorprese e promozioni a vecchi e nuovi abbonati. Tante, infatti, le promozioni dedicate ai tifosi a partire dallo sconto fedeltà per gli abbonati neroverdi della scorsa stagione e prezzi bloccati per i nuovi abbonati. La fascia Ridotta è riservata a donne, over65, under 30, under 16, militari, invalidi e abbonati Pallacanestro Reggiana. È stata completamente ristrutturata la tariffa family che da quest’anno permette pacchetti anche da 2 persone in tutti i settori dello stadio,

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Presentata la scorsa settimana presso la sede sassolese di Mapei: molte le novità per un Mapei Stadium sempre più a misura di famiglia. Gli abbonamenti con tariffa Family non saranno sottoscrivibili online ma esclusivamente presso i punti vendita Vivaticket, al Mapei Stadium o allo Stadio Ricci, presentando autocertificazione del grado di parentela (scaricabile dal sito sassuolocalcio.it). All’interno della campagna abbonamenti sono stati inseriti due settori Top del Mapei Stadium, la Tribuna Neroverde e la Tribuna Corporate (sottoscrivibili esclusivamente scrivendo a marketing@sassuolocalcio.it). Novità anche in Tribuna Sud con due promozioni: la prima è la classica operazione

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“porta un amico”, dove un vecchio abbonato può godere di un ulteriore sconto presentandone uno nuovo; mentre la seconda riguarda i ragazzi più giovani, di età compresa tra i 14 e i 20 anni, che sottoscrivendo l’abbonamento in un gruppo di almeno 8 possono avere un prezzo dedicato di 50 euro ciascuno. Entrambe queste promozioni sono attivabili esclusivamente presentandosi alle casse del Mapei Stadium e dello Stadio Ricci. Per i tifosi più fedeli, coloro che parteciperanno ad almeno 15 partite casalinghe, ci sarà inoltre

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al termine della stagione un omaggio speciale da parte della società. La conferenza stampa della campagna abbonamenti è stata infine l’occasione per lanciare il Whatsapp neroverde: un servizio che permetterà, a partire dall’inizio del campionato di Serie A, a tutti i tifosi di rimanere costantemente aggiornati sulle ultime news ed usufruire di contenuti esclusivi. Insomma, il Sassuolo Calcio ha chiamato a raccolta i propri sostenitori per la prossima stagione e tu…. 6 dei nostri?

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a cura di Stefano Fogliani

Mercato

Un altro anno da record per la tecnologia italiana

Paolo Sassi

Incrementi a doppia cifra per il settore delle macchine per ceramica: oltre due miliardi di fatturato per un comparto che conferma la sua solidità LUGLIO - AGOSTO 2018

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opo gli ottimi risultati registrati nel 2016, il fatturato complessivo realizzato dai costruttori di macchine e attrezzature per ceramica e laterizio registra nel 2017 un ulteriore incremento del +10,3% pari ad un valore complessivo di 2.237 milioni di Euro, confermando così il trend positivo verificatosi dal 2014 ad oggi. Questo il dato di maggior rilevanza consegnato agli addetti ai lavori dalla 23ma edizione dell’indagine statistica elaborata da Acimac, che fotografa un comparto oltremodo solido, la cui crescita appare ormai ben strutturata grazie ad incrementi annuali ragguardevoli e ad un presidio puntuale capillare su tutti i mercati di riferimento. «Un altro anno di crescita, che conferma la capacità delle nostre aziende di cavalcare il dinamismo dei mercati mondiali con un presidio puntuale ed innovazioni costanti», la sintesi del Presidente di Acimac Paolo Sassi, che prevede per il 2018 «un mantenimento degli attuali volumi» e registra con soddisfazione la vitalità del settore, scritta nei numeri del 2017.

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Mercato

Il settore in cifre Centoquarantotto aziende che impiegano 7277 addetti (+10%, ci si vvicina al livello occupazionale del periodo pre-crisi, con le 7560 unità di fine 2007), la cui solidità, oltre che da quella «crescita costante» evidenziata dal Presidente di Acimac trova conferma anche nella distribuzione del giro d’affari tra Italia ed estero. Oltre cinquecento milioni di euro (580,6 per la precisione) il fatturato in Italia, con incremento del 20,6%, 1,656 miliardi di euro la quota export, in crescita del 7,1% e ben distribuita su tutti i mercati che contano. Nell’ambito dei settori clienti, il 2017 ha visto una conferma della netta prevalenza del comparto piastrelle, la cui produzione rappresenta 1’86,1% del fatturato complessivo, raggiungendo il valore di 1.927,1 milioni di euro.

Marginali, rispetto alle piastrelle, gli sbocchi rappresentati dai laterizi (125,1 milioni di euro), dai sanitari (115,4 milioni), dai refrattari e dalla ceramica tecnica, rispettivamente pari a 40,7 e 7,4 milioni, oltre che la stoviglieria, che cresce del 19% rispetto al 2016. Il ‘traino’ della ceramica Quello della produzione di piastrelle si conferma sbocco di riferimento: quasi due miliardi il volume d’affari riferito ai produttori ceramici che si divide tra macchinari di diverse tipologie. Le macchine per la formatura dei materiali ceramici occupano il primo posto con 489,7 milioni di euro (+13,4%) mentre al secondo ci sono i macchinari e gli utensili per la finitura con un giro d’affari ge­nerale di 262 milioni di Euro ed una crescita del 24,6% rispetto al 2016. Poco meno di 260 milioni di

fonte: 26ma indagine statistica nazionale Acimac 2018

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euro (259,9 milioni, +6,3%) per le macchine per la preparazione terre e sulla stessa ‘linea’ le macchine per la cottura (242,3 milioni di Euro), quelle per lo stoccaggio e movimentazione (205,3 milioni di Euro) e per decorazione digitale (184,8 milioni, +6,5%). Rilevante anche la crescita di engineering (+70,4%), sistemi di depurazione (+41%), controllo qualità e processo (+30,7%), asset strettamente legati alla diffusion del 4.0 Il mercato globale: UE ok, USA ko L’onda lunga delle difficoltà annunciate, a suo tempo, dai produttori per quanto riguarda le dinamiche che regolano il mercato nordamericano si riflette anche sulla tecnologia, e i 141 milioni fatturati in USA nel 2017 valgono una flessione di quasi il 20%. Diciannove punti percentuali di decremento fanno di quello a

stelle e strisce un saldo negativo di una certa importanza, cui si affiancano quelli di Medio Oriente ed Europa Orientale, rispettivamente -1,1%, 230 milioni di euro, -15%, 134,7 milioni. Sostanzialmente buona, tuttavia, la congiuntura sugli altri mercati, con le flessioni di cui sopra compensate dalla crescita dell’Africa (169 milioni di euro, + 13,8%) e del Sud America (+6,2%) oltre che dal Sud Est asiatico, che con una crescita del 14,7% sfiora i 275 milioni di euro. Ma la performance migliore è quella del mercato comunitario: l’Unione Europea vale infatti un +26% e 431,5 milioni di euro realizzati. Marginale (3,6 milioni di euro l’Oceania), buone prospettive anche tra Cina, Taiwan e Hong Kong: un balzo di oltre 20 punti percentuali rispetto al 2016 porta il fatturato in quest’area non particolaremente contendibile oltre i 100 mlioni di euro.

fonte: 26ma indagine statistica nazionale Acimac 2018

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PrimoPiano

Primo Piano

a cura della redazione

Tecnologia e bellezza: nasce bt-Space Oltre 500 invitati per la preview della ‘casa della comunicazione’ di Siti BT Group

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La tecnologia è sempre stata foriera di bellezza». Lo ha detto il direttore di AD Architectural Digest, Ettore Mocchetti, a margine dell’anteprima del bt-SPACE, la casa della comunicazione di SITI BT Group S.p.A. presso la quale il Gruppo, leader nella produzione di impianti completi per piastrelle e sanitari, quotato sul mercato AIM Italia, ha raccolto oltre 500 invitati per una serata conviviale ricca di contenuti, leggerezza, glamour e bellezza. «Questo contenitore – ha commentato Fabio Tarozzi, CEO di SITI BT Group – ospiterà diversi eventi prima di tutto relativi al prodotto ceramico finito, perché vogliamo comunicare la capacità creativa e la libertà di espressione che le nostre tecnologie consentono in tutta la filiera del processo manifatturiero. In autunno, durante le manifestazioni fieristiche del


settore ceramico, presenteremo qui molte ambientazioni di interior design realizzate con le grandi superfici ceramiche di nuova generazione». L’altra dimensione di bt-SPACE sarà più pubblica: un luogo di incontro e confronto a disposizione del territorio, per esaltare la cultura ceramica di un distretto straordinario, in grado di concentrare tutte le migliori competenze del settore e di imporsi nei mercati internazionali. «Siamo aperti a ospitare anche tanti altri eventi, dalle borse di studio fino a corsi di formazione e iniziative che potranno riguardare tutti gli interlocutori del nostro sistema», ha detto ancora Tarozzi, che ha fatto gli onori di casa in occasione della presentazione della nuova struttura, tenuta a battesimo da una tavola rotonda dal titolo “Bellezza tecnologica”. Tra i relatori, moderati da Vittorio Lelii, in arte Vic, conduttore radiofonico di Radio Deejay, il già citato Ettore Mocchetti e lo scrittore e archeologo Valerio Massimo Manfredi che hanno evidenziato come tecnologia ed emozione possano trovare una sintesi comune anche nel prodotto ceramico. In grado di trasformarsi, grazie alla combinazione virtuosa di tecnologia e creatività, «in una forma d’arte, che possa vestire con eleganza ogni

ambiente e regalare benessere. Oggi – ha detto Mocchetti - abbiamo tutto, e acquistiamo in base alle emozioni. La ceramica deve dare anche emozioni e questo è uno dei compiti che bt-SPACE dovrà assolvere». Diffondendo un concetto ‘alto’, che vada oltre l’ambito più strettamente produttivo, ma trovi piena espressione in un prodotto che possa «suscitare emozioni: per questo – ha detto invece Manfredi - l’uomo ha creato la cultura. Pittura, poesia, teatro, televisione, cinema, romanzo... In questa sfera emotiva, non c’è limite alla nostra fantasia. Se viviamo in uno spazio che ci emoziona, la nostra vita cambia in meglio». Il progetto bt-SPACE rientra nella strategia di comunicazione che si pone l’obiettivo di sottolineare le caratteristiche peculiari di SITI BT, unico impiantista completo con sede nel distretto sassolese, con una forte trasversalità e specificità su tutto ciò che attiene all’estetica, dalla progettazione grafica (Digital Design) alla decorazione digitale (Projecta Engineering), per concludere con le tecnologie di finitura del prodotto(Ancora). Dopo l’anteprima, l’appuntamento è per l’inaugurazione ufficiale di bt-SPACE, in programma a fine settembre, in contemporanea con Cersaie e Tecnargilla.


a cura di Stefano Fogliani

Appuntamento con l’innovazione

Dal 24 al 28 settembre Rimini ospita l’edizione numero 26 di Tecnargilla: tante le novità

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unta a ribadire e consolidare la sua leadership, Tecnargilla. Giunta in questo 2018 alla 26ma edizione, quella promossa da Acimac e IEG è infatti la più importante fiera al mondo per la fornitura all´industria ceramica e del laterizio, nonché la fiera più visitata dagli operatori internazionali. La manifestazione propone, con cadenza biennale, il meglio dell´innovazione estetica e di processo per il settore e ha saputo ritagliarsi, nel tempo, uno spazio di tutto rilievo nel panorama fieristico mondiale anche grazie ad una location – la fiera di Rimini – che ha saputo assecondare, dedicandole sempre più spazio, la crescita di Tecnagilla. Importanti novità caratterizzeranno infatti l’edizione 2018, con un layout espositivo in grado di evidenziare maggiormente alcuni settori merceologici e favorire la visita da parte degli operatori professionali. Così, nuova collocazione (i padiglioni C1 e C2) per il salone satellite Kromatech, dedicato a colorifici, studi di design e materie prime e strategicamente collocato vicino all´area Ceramic Workshop che ospita la mostra sulle nuove tendenze materiche e colore, il con-

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Anteprima Fiere

I NUMERI DEL 2016 Tecnargilla 2016 ha visto la partecipazione di 33.395 visitatori provenienti da oltre 100 paesi del mondo, dato in crescita del +4% rispetto all´edizione 2014. Gli operatori internazionali hanno superato per la prima volta quelli italiani: i visitatori stranieri sono infatti stati 16.764,(+6,3%), ovvero il 50,3% del totale mentre gli operatori italiani sono invece stati 16.631, in crescita del +1,7%. L´internazionalità della manifestazione ha trovato conferma anche sul fronte espositivo: delle 430 aziende presenti in fiera, distribuite su 80.000 mq di superficie espositiva, il 40% proveniva da 26 nazioni.

corso Tecnargilla Design Award e l´area didattica curata da IED (Istituto Europeo di Design). Le tecnologie di finitura, altro tassello sempre più importante per accrescere il valore aggiunto delle piastrelle e sempre più presenti in fiera, saranno ospitate nei padiglioni B3, B5 e D5 nell’ambito di T-Finishing, mentre il padiglione A3 ospiterà invece Greentech, la sezione dedicata alle tecnologie e ai prodotti ´green´. A completare la gamma di proposte tecnologiche le sezioni Claytech e T-White, rispettivamente dedicate alle tecnologie per la produzione di laterizi e sanitari, che saranno ospitate nei padiglioni A5-C5.

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NEWS

Aziende

RCM COMBO E : SPAZZARE, ASPIRARE, LAVARE, ASCIUGARE IN UN SOL COLPO RCM Combo E è la combinata elettrica che lava, spazza e asciuga alla massima potenza, con batterie al litio. Si tratta della nuova macchina per la pulizia RCM che unisce la massima efficienza nella pulizia di ambienti interni ed esterni con la flessibilità delle batterie al litio. La batteria customizzata di Combo E è sicura e stabile e consente di ricaricare il 50% della batteria in soli 60 minuti. Questa funzione consente di pianificare le attività di sanificazione con estrema flessibilità, qualunque siano le reali esigenze di pulizia. Infatti, le ricariche parziali della batteria ricaricano la macchina gestendo a pieno le risorse energetiche: un bel vantaggio, perché non è più l’operatore a modificare il proprio lavoro in base ai tempi di caricamento ed autonomia, ma è la macchina che viene utilizzata a seconda del carico di lavoro pianificato, al massimo delle sue potenzialità. Poter gestire l’autonomia in modo flessibile e senza limiti permette di affrontare qualsiasi tipo di necessità, da lunghi turni di lavoro a imprevisti a cui fare fronte rapidamente.Combo E è stata realizzata con l’obiettivo di ottenere prestazioni ottimali costanti negli anni, perché la sua batteria può essere caricata e scaricata parzialmente senza che questo vada ad alterare l’autonomia e l’efficienza. Questa caratteristica riduce notevolmente i costi di manutenzione.

QUALITÀ DIGITALE DURST PER SANYO TILE GROUP

SICER VINCE IL CONCORSO ‘IO INVESTO QUI’

Il gruppo ceramico taiwanese Sanyo Tile ha avviato due nuove stampanti digitali Durst Gamma 108XD per realizzare nuove collezioni di design, tra cui piastrelle da pavimento a effetto legno nel formato 12,5x60 cm e rivestimenti 30x60 cm a effetto marmo. L’innovativa stampante a 8 colori offre una maggiore flessibilità in produzione grazie ad una larghezza di stampa fino a 1000 mm che consente di decorare formati fino a 90x90 cm con una qualità di stampa elevatissima, assicurata dall’impiego di testine Durst ad alta definizione e dalla tecnologia “Adaptive Dot Placement” che garantisce totale assenza di banding o righe e costanza cromatica.

Sicer ha sviluppato un progetto di ricerca finanziato dalla regione Emilia Romagna dal titolo “Valorizzazione degli scarti di biomasse attraverso la loro conversione in matrici destinate alla filiera agroalimentare” nell’ambito di una più ampia ricerca sul tema. La tecnologia sviluppata dall’azienda fioranese si basa su un processo di mix design e vetrificazione di ceneri di biomasse, integrate con materie prime inorganiche normalmente utilizzate per produrre fritte ceramiche. Le ceneri di biomasse, che così come vengono generate non hanno nessun valore, sono state valorizzate trasformandole tramite soluzioni tecnologiche innovative in prodotti destinati alla filiera agroalimentare. La ricerca di Sicer ha ottenuto eccellenti risultati e l’azienda ha depositato un brevetto internazionale, ricevendo anche dall’Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna il premio ‘Io investo qui’

ROYAL CERAMIC LANKA RADOPPIA IL REPARTO COTTURA CON RIEDHAMMER Rocell, società produttrice di sanitari del Gruppo Royal Ceramic, leader nella produzione di piastrelle in Sri Lanka e proprietaria anche della Lanka Tiles, ha installato e recentemente collaudato un nuovo forno intermittente prodotto da Riedhammer, azienda del Gruppo Sacmi. L’impianto consiste nel raddoppio del forno gemello già esistente per eseguire sia la cottura dei pezzi smaltati che la ricottura. La linea di ritorno carri e movimentazione è unica, assicurando così la massima flessibilità produttiva. Il nuovo forno è quindi composto da 10 carri, per un volume totale utile di 100 m3 e, come l’esistente, consente la carica dei pezzi su 2 e 3 piani in base ai modelli. Questo nuovo impianto di cottura consente a Rocell di rispondere alla richiesta di articoli sanitari di qualità, in crescita nel mercato dello Sri Lanka, oltre che di alimentare nuovi mercati.

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GAPE DUE PRESENTA SMART MOULD Gape Due S.p.A, per supportare l’evoluzione tecnologica e digitale delle imprese ceramiche ha introdotto sul mercato un nuovo prodotto: Smart Mould. Lo Smart Mould è dotato di sensoristica avanzata che permette il monitoraggio continuo del ciclo produttivo dello stampo, rilevandone i parametri di funzionamento. I dati sono visualizzati ed elaborati da un pc industriale, con interfaccia semplice e intuitiva, che è in grado di fornire all’operatore a bordo macchina un efficace ed immediato strumento di monitoraggio del processo produttivo, allertandolo in caso di malfunzionamenti, prima che essi possano influire negativamente sull’esito della pressatura del prodotto ceramico; riducendo i costi sostenuti dalle aziende clienti a causa di guasti e rotture dei macchinari. La Gape Due sarà presente al Tecnargilla, lieta di mostrare a tutti gli addetti del settore ceramico lo stampo Smart Mould e tutte le altre novità del 2018.

DIAGNOSTICA PREDITTIVA, SACMI PARTNER DEL PROGETTO Z-BRE4K La manutenzione in generale – e la diagnostica predittiva in particolare – è al centro delle nuove sfide della manifattura europea. Una vera e propria rivoluzione nell’approccio a questo tema, in coerenza con le opportunità aperte dalle tecnologie 4.0, è al centro del progetto Z-Bre4K, che vede Sacmi protagonista nell’ambito di una squadra di 17 partner europei. Finanziato dal Programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 – che mette a disposizione 77 miliardi di euro per le sfide dell’industria, della scienza e della società tra il 2014 e il 2020 – il progetto Z-Bre4K si propone di ideare nuovi algoritmi predittivi pensati per una produzione che, da una logica di alti volumi e massima ripetitività, sta evolvendo verso modelli industriali “assembly-to-order”, in altre parole sistemi produttivi che necessitano di macchine e componenti modulari e scalabili. Incremento di efficienza nell’ordine del 24% per l’industria europea, riduzione dell’incidentalità in azienda, incremento della qualità (accanto alla creazione di 400 nuovi posti di lavoro e a un ritorno stimato dell’investimento di 42 milioni di euro per il nuovo Consorzio) sono gli obiettivi del progetto.

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impianti e servizi www.ceramicanda.com redazione@ceramicanda.com

TECNOLOGIA SYSTEM NEL NUOVO STABILIMENTO ARTE SERAMIK È entrato in produzione, a Izmir, il nuovo stabilimento Arte Seramik del gruppo turco MCM, già attivo nella produzione di mosaico di vetro e piastrelle ceramiche. L’impianto sorge su un’area di 90.000 mq e sarà completato in due fasi. La prima, che ha richiesto un investimento di circa 27 milioni di Euro ha dotato il sito di una capacità produttiva annua di 8 milioni mq di piastrelle in gres porcellanato nei formati 60x60, 60x120, 90x180 cm e 120x180 cm. La linea è equipaggiata con tecnologia System sia per la decorazione digitale delle superfici che nel fine linea. Sono state installate una stampante digitale Creadigit XXL per i formati di maggiori dimensioni e una Creadigit E per quelli più tradizionali; sistemi inkjet single pass dotati di testine HF ad alto scarico e testine standard M che permettono di decorare ad alta definizione e con i quali Arte Seramik potrà realizzare applicazioni materiche su superfici ceramiche di forte impatto visivo e dalle importanti caratteristiche tecniche. Per la gestione del fine linea sono state scelte automazioni System hi-tech, quali gli smistatori Multigecko, il sistema di confezionamento a vassoio BS08 180 e la confezionatrice FV08, i palletizzatori Griffon e Falcon a Portale.

LB si RAFFORZA SUL MERCATO INDIANO: PARTNERSHIP CON COMET GRANITO Nuovo colpo di LB sul mercato indiano: nel maggio di quest’anno è stato siglato un importante accordo con il cliente Comet Granito per la fornitura dell’ORIGINALE torre tecnologica (TechTower). Il contratto prevede anche la fornitura, in sostituzione dell’esistente colorazione di fabbricazione cinese, del sistema di colorazione a secco Easy Color System, massima espressione della ricerca tecnologica by LB, coperta da brevetto internazionale. L’impianto verrà messo in funzione entro la fine dell’estate e produrrà gres porcellanato tecnico in tutta massa, sale e pepe, con scaglie e gres porcellanato smaltato con massa colorata a secco nei formati 30X60, 60X60 e 60×120.

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di Claudio Sorbo

Economia

Dalla Lidia alla rete: dalla moneta alle criptovalute

Tremila anni di storia del commercio, dal baratto alla moneta ‘virtuale’ LUGLIO - AGOSTO 2018

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Economia

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nni fa vidi un interessante documentario, in cui la storia del pianeta Terra era riassunta nella durata di un anno solare: ebbene, l’essere umano sarebbe comparso sul nostro pianeta il 31 dicembre, alle 23,59 minuti e 59 secondi. E le prime monete? Oggi sappiamo che esse sono state coniate in Lidia (Λυδία, oggi Anatolia), nel VII secolo A.C., quindi nel pieno dell’età del ferro. Tenuto conto che il nostro più antico parente (homo sapiens sapiens) è comparso sulla Terra circa 200mila anni fa e che le monete sono nate da meno di 3mila anni, dobbiamo dedurre che per circa 197mila anni gli scambi commerciali furono dominati dal baratto. Anche quando nacquero, le monete furono usate solo per le transazioni locali tra contraenti che si conoscevano. Se le monete servivano per pagare, esisteva già il commercio? La prima forma di transazione commerciale, come detto, era il baratto, ovvero lo scambio di due cose di valore uguale tra due detentori, ognuno dei quali aveva bisogno di ciò che offriva l’altro. Era già stato formulato, comunque, il principio per cui “più ce n’è, meno vale”, e quindi non tutti i beni avevano lo stesso valore, nè lo stesso bene aveva identico valore ovunque. Ad esempio una pietra

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preziosa aveva un valore elevato a Babilonia, una bottiglia d’acqua ne aveva molto meno. Se però chi possedeva la pietra preziosa si fosse trovato a dover traversare il deserto del Negev (oggi in Israele), una bottiglia d’acqua sarebbe stata per lui ben più preziosa di qualsiasi pietra. Anche lo stesso bene consumato nello stesso luogo e nello stesso momento non ha sempre lo stesso valore: la prima fetta di torta soddisfa molto, la quinta assai meno. Il concetto per cui una cosa vale in relazione a quanto vale per chi la detiene è quindi antichissimo, risalendo forse al V secolo A.C.: 2200 anni più tardi questo concetto sarebbe stato chiamato “utilità marginale” e avrebbe costituito il cosìddetto “Paradosso di Adam Smith”, dal nome dell’economista scozzese che lo descrisse. Tornando al baratto, aveva valore solo localmente e, come sappiamo, era praticato quasi sempre tra conoscenti. Se però uno dei due contraenti era un mercante, si preferiva pagare ed essere pagati con metalli, non necessariamente preziosi. Solo verso la fine del VII secolo A.C. si diffuse la coniazione di monete, il cui valore dipendeva dal peso e dal valore del metallo di cui erano fatte. Le più comuni erano in bronzo, altre, più frequenti, erano d’argento e poche erano in oro. Le ragioni? L’argento si trova in maggiori quantità mentre l’oro era raro,

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si consumava facilmente e poteva essere rubato altrettanto facilmente. Si andò avanti così per oltre 1500 anni, quando (1200 D.C.), stabilizzatasi la situazione politica in Europa, i commerci si estesero oltre i limiti urbani o regionali (i commerci della Roma Imperiale o della Grecia erano un ricordo di mille e passa anni prima). Nacquero i distretti produttivi, in Italia e in Europa: ad Anversa si sviluppò il settore delle pietre preziose, nelle Fiandre la lavorazione della lana di alta qualità, in Germania nacque e si sviluppò la Hansa, una lega commerciale fondata a Lubecca dal Re Enrico II detto “Il leone” nel 1159. Simile alla attuale Unione Europea, ne fecero parte nel momento di massimo splendore più di cento località (pochi lo sanno, anche le italiane Messina, Napoli e Livorno). Avevano leggi comuni, che andavano dai noli alle spese di trasporto, ai beni trattati (legna, pellicce, miele, pesce salato, ferro). La Lega Anseatica si estinse di morte naturale: era stata resa inutile dalle grandi scoperte geografiche del XV e dalle esplorazioni geografiche del XVI secolo. E in Italia? A Prato era fiorente l’industria tessile, anche se viaggiare portando con sé le monete necessarie alle transazioni era scomodo perché

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potevano essere rubate. Per neutralizzare questo rischio Francesco Datini, un mercante di Prato (1335–1410), ebbe l’idea di versare in una Banca locale (ce n’erano già) la somma da investire, ricevendo in cambio un foglio su cui era dichiarato l’ammontare da lui versato. Poi, giunto, ad esempio, in Spagna, si recava in una Banca, consegnava il foglio e si faceva dare le monete: aveva inventato quella che fu prima detta “lettera di cambio” e poi “lettera di credito”, istituzione ancora esistente. Va precisato che, contrariamente a quel che si dice, Datini non ha inventato l’assegno né la cambiale: l’assegno è istituzione francese creata in epoca rivoluzionaria, si portava in Banca una somma di denaro e in cambio si riceveva un rettangolo di carta, detto “Assignat”, “Assegnato” (da cui la parola italiana “Assegno”), che dimostrava che il portatore aveva versato la somma indicata sull’”Assignat”. Quindi, per primo nacque l’assegno circolare. E nemmeno la cambiale, che era una promessa di pagamento che consentiva l’acquisto di beni o servizi dilazionandone il pagamento: secondo alcuni il suo inventore sarebbe stato Sallustio Bandini, secondo altri fu un Salimbeni, cofondatore dei Monte dei Paschi di Siena, e il cui nome (Rocca Salimbeni) è stato dato all’edifico storico che ospita l’antica Banca. Poco a poco le grandi tran-

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sazioni si fecero solo con scambi di queste lettere e i banchieri non rilasciavano più una sola lettera personalizzata, ma una serie di lettere con importi diversi intestate alla stessa persona, già predisposte. Inizialmente ogni documento emesso dalla banca aveva nei suoi forzieri un esatto corrispettivo in oro o nel metallo indicato sul documento: era il “gold standard”, o sistema aureo. Oggi l’oro non svolge più funzione di moneta. Cosa vuol dire “moneta”? Il termine deriva dal latino e si dice in modo simile in tutte le lingue neolatine: “Monnaie” in francese, “Moneda” in spagnolo, “Moeda” in portoghese. Fa eccezione il romeno, in cui si dice “Valută”. Ciò premesso, l’etimologia del termine latino “Moneta” nasce nel 390 A.C., quando Roma era assediata dai Galli di Brenno. Sulla cittadella del Campidoglio sorgeva un tempio a Giunone, ove vivevano le oche sacre alla dea. Una notte, i Galli tentarono di infiltrarsi nella città: le oche li sentirono e, spaventate, iniziarono a starnazzare rumorosamente, finendo per svegliare l’ex Console Marco Manlio, che diede l’allarme e con l’aiuto dei soldati respinse l’attacco. Da quel momento la dea Giunone fu detta “Moneta”, perché le Sacerdotesse dissero che era stata lei, la dea, a svegliare (dal latino

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“mònere”, “avvertire”) le oche, che diedero l’allarme. Comunque, il rischio corso indusse la municipalità ad elevare un tempio dedicato a Giunone Moneta, nelle cui prossimità fu costruita la zecca, posta sotto la protezione della dea. L’uso corrente del termine fece coincidere la zecca con la moneta e da allora il danaro si chiamò “moneta”. E in greco antico? In dialetto attico la moneta era detta “Νόμισμα”, “nòmisma”, il nome che è stato attribuito a una società di consulenza fondata nel 1981 a Bologna da un gruppo di economisti, tra cui Romano Prodi, con il sostegno di alcune banche e di grandi organismi economici. Il significato di “Nòmisma”? Moneta. Che differenza c’è tra “Moneta” e “Denaro? Il denaro deriva dal latino “denarius”, aggettivo che seguiva “nummus” (“moneta”), quindi si diceva “nummus denarius”; “denarius” a sua volta derivava da “deni”, “a dieci a dieci”, quindi “denaro” era “moneta del valore di dieci”. Per comodità, oggi il “denaro” è il valore circolante accettato da tutti in un determinato momento storico e il suo valore è più alto della moneta, che è emessa solo dallo Stato o da Banche da questo autorizzate. Con le dovute eccezioni, giacché il denaro può essere costituito da entità diverse dalla moneta: in Italia negli anni ’70 ebbero corso legale, e vennero accettati

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al posto della Lira, i gettoni telefonici, i miniassegni, persino le caramelle date di resto al bar. Pochi lo sanno, ma negli USA ebbero ed hanno valore pari al dollaro le Hours (ore) di Ithaca, nello Stato di New York, nate a seguito di una iniziativa del 1991 di Paul Glover, un cittadino americano. Questi era entrato in conflitto con WalMart, catena di ipermercati, secondo lui colpevole di sfruttare i lavoratori (e aveva ragione: per consolidata tradizione WalMart non pagava né paga i contributi pensionistici dei suoi dipendenti, e ciò per una scelta strategica: ogni causa vedeva solo un lavoratore dipendente che adiva le vie legali, così l’azienda contava di perdere solo cause individuali, quindi sopportabilissime finanziariamente. Glover, assistito da un reggimento di avvocati, decise che avrebbe emesso lui una moneta e l’avrebbe fatto a Ithaca, città di 30mila abitanti nello Stato di New York dove risiedeva. Il valore della “Hour” era di dieci dollari ed era il corrispettivo di una ora di lavoro. Lo scopo? Convincere gli abitanti di Ithaca ad usare solo le “Hours” e non i dollari: in tal modo, nessuno sarebbe mai andato a comprare da WalMart pagando in dollari e la catena ne avrebbe tratto un danno. Le Ithaca Hours non possono essere convertite in dollari, sono stampate su carta di altissima qualità, sono numerate serialmente e pre-

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sentano disegni che ne rendono difficilissima la contraffazione. Oggi hanno ancora corso legale, anche se il loro uso si è notevolmente ridotto: in primo luogo Glover non abita più a Ithaca e l’attenzione per l’esperimento è scemato. Inoltre, lo sviluppo della moneta elettronica ha ridotto l’uso dei contanti. Solo monete o solo banconote? Nel corso della storia la moneta fu spesso sostituita da altri beni: in Messico, intorno al 1200 gli Aztechi usavano come moneta i semi di cacao, nella Polinesia francese le conchiglie fino al 1700, nell’Impero Romano i soldati erano pagati in sale (da cui il termine “salario”) e quando andavano in pensione, a 40 anni e dopo 20 di servizio, ricevevano una sorta di liquidazione che era pagata con un pezzo di terra e tante pecore (da cui il termine “pecunia”), che essi avrebbero allevato per ottenerne il latte, la ricotta e il formaggio, ne avrebbero venduto gli agnelli e conciato le pelli. Può morire una moneta? Certo, quando finisce fuori corso e non può più essere usata. Ciò avviene per eventi bellici, ad esempio le “AM Lire” emesse dallo “Allied Military Government of Occupied Territories” (AMGOT), nei territori occupati

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dagli Alleati dopo l’8 settembre 1943, che sostituirono la Lira del Regno Sabaudo. Oppure, a seguito della nascita di una diversa struttura politico – amministrativa in un determinato territorio: ad esempio la Lira italiana, entrata in vigore nel 1861 e sostituita nel 2002 dall’Euro. E le banconote? Il termine “banconota” deriva dall’espressione “nota di banco” e risale al XIV secolo; in origine essa riconosceva il diritto del possessore della nota di ritirare il metallo prezioso (solitamente oro o argento) depositato presso un banchiere (si trattava cioè di moneta cartacea rappresentativa). Il primo a introdurre l’uso di banconote di carta fu l’Imperatore cinese Hien Tsung nell’806 D.C.. Per rivederle, bisogna saltare all’età della Rivoluzione Francese: furono i funzionari napoleonici a imporle in tutta Europa e a incentivarne l’uso. Nel XIX secolo la moneta cartacea poteva ancora essere impiegata come un sostituto della moneta metallica. Naturalmente, nei momenti di crisi si poteva stabilire il “corso forzoso”, cioè la sospensione ex lege della convertibilità in oro della carta moneta. Caso a parte furono i Greenbacks, banconote di carta stampate in verde sul retro (green on the back) emesse dagli Stati Uniti durante la Guerra per la liberazione del Sud. Legali per legge, non avevano il corrispettivo in

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oro o in argento depositato nelle Banche ed erano quindi fondate solo sulla autorevolezza del Governo. Ebbero valore solo fino alla fine del conflitto. In Europa all’inizio del ‘900 si ebbe invece uno strano fenomeno: le banconote in numerosi Stati fecero “aggio sull’oro”, cioè la carta valeva più dell’oro e i cittadini preferivano la cartamoneta alla moneta metallica. Dopo la Prima Guerra mondiale la situazione si invertì e la Germania più di tutti ne fece le spese: dopo aver finanziato le spese belliche stampando carta moneta, fece lo stesso coi danni di guerra, che pagò stampando moneta: si ebbe la più grave inflazione della storia. Nel 1923 il marco valeva il 662% in meno del suo valore del 1919; tra quest’anno e il 1923 scoppiò l’Iperinflazione di Weimar e un Marco giunse a valere 1/1.000.000.000.000 rispetto al 1914, ovvero 1000 miliardi di meno. Sugli Stati Uniti, pochi anni dopo, nel 1929, calò la Grande Depressione. Per combatterla, Roosevelt effettuò una svalutazione a freddo: stabilì che le monete d’oro non avevano più corso legale negli Stati Uniti, per cui i loro possessori dovettero cederle alle Banche ricevendo in cambio valuta cartacea che non valeva niente a causa dell’inflazione. La centralità dell’oro venne ribadita nel 1944 a Bretton Woods, la località del New Hampshire in cui 730 delegati di 44 nazioni decisero le regole per il controllo della politica monetaria internazio-

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nale. Fu il primo esempio di un ordine monetario concordato. Il passaggio definitivo alla moneta cartacea avvenne nel 1971, quando gli Stati Uniti decisero che ogni convertibilità delle banconote in oro era cessata. Oggi ci siamo avviati verso la sostituzione della moneta cartacea con la moneta elettronica grazie alla sempre maggiore diffusione di carte di credito e di debito e, dopo gli anni ’90, con l’avvio del commercio elettronico e della diffusione dell’Home Banking. Oggi in Svezia l’85% delle transazioni avviene tramite pagamenti elettronici. Inoltre, il Governo svedese sta studiando la I–Krona, una moneta digitale di Stato. In Inghilterra i pagamenti elettronici sono il 40% del totale. E in Italia? Meno del 10%. Eppure, eliminare la carta moneta sarebbe l’unico modo per estirpare la evasione fiscale. Chi è il nemico di tutto ciò? Le Banche, che ti addebitano tutto, persino per un bonifico fatto con l’Home Banking tra due conti entrambi tuoi. E il Bitcoin? Nell’era contemporanea è nato il Bitcoin (codice BTC o XBT), una criptovaluta digitale fondata sulla crittografia che ne impedisce la falsificazione e costituisce un sistema di valuta in sé. È anche un sistema di pagamento mondiale, ora riconosciuto da molti Stati ed è nato nel 2009 grazie a un anonimo inventore dallo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Per

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convenzione, Bitcoin con l’iniziale maiuscola si riferisce alla tecnologia e alla rete, mentre con quella minuscola (bitcoin) si riferisce alla valuta in sé. Il Bitcoin non è la sola criptovaluta (ovvero: una moneta che non si vede, nascosta): è stata la prima ad essere conosciuta in massa e ad essere accettata come forma di pagamento da diversi siti Internet. Oggi ci sono anche Ethereum (ETH), piattaforma rilasciata nel 2015, Ripple (XRP), dove “XRP” è la criptovaluta centralizzata creata come token antispam sulla rete di Ripple, un sistema di trasferimento di fondi in tempo reale e un cambiavalute fornito dall’omonima società, Bitcoin Cash (BCH), frutto del fork (biforcazione) sulla rete Bitcoin eseguito il 01 agosto 2017, che prevedeva l’aumento dei blocchi 1 a 8 MB, Litecoin (LTC), che rispetto al Bitcoin elabora un blocco ogni 2.5 minuti (contro i 10 minuti del Bitcoin). Poi vengono Monero (XMR), Waves (WAVES), IOTA (IOTA), Neo, Cardano, Stellar. Oggi nel mondo circolano più di 650 criptovalute. In sintesi, sono strumenti per iniziati, esperti di informatica e di Finanza. Per ora sono solo nomi e se ne sconsiglia l’accesso agli “investitori – fai – da – te” se non aiutati da veri esperti. A tutti gli altri si consiglia di investire in felicità, merce sempre più rara e costosa, che richiede forti investimenti economici e la certezza di non rivedere più i soldi spesi per ottenerla. Come sempre e come per tutto.

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Il progetto

a cura della redazione

Lea Ceramiche per Good Zona Merci a Maranello Le lastre ultrasottili Timeless Marble Slimtech di Lea Ceramiche caratterizzano il ristorante Good, Zona Merci, nuova apertura nel centro di Maranello. Le venature intense e piene restituiscono superfici luminose ed eleganti, il bianco lucente dei moduli diventa elemento chiave dell’intero spazio LUGLIO - AGOSTO 2018

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Il progetto

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imeless Marble è la collezione scelta per Good Zona Merci, ristorante di nuova apertura nel centro di Maranello. Dai pavimenti ai rivestimenti dei bagni, passando attraverso elementi d’arredo su disegno, lo spazio mette in mostra tutti i possibili impieghi del prodotto ceramico

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sia nella dimensione architettonica che negli arredi. Sulle grandi lastre di 3mx1m nel colore Calacatta Gold Extra, rivisitazione in chiave contemporanea di uno dei marmi piĂš preziosi esistenti in natura, le venature intense e piene restituiscono superfici luminose ed eleganti.

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Il bianco lucente delle lastre diventa l’elemento d’arredo chiave dell’intero spazio. Slimtech ricopre tavoli, bancone bar, vassoi fino all’insegna con il logo: la versatilità del materiale ceramico si trasforma in concreta possibilità di sperimentare sempre nuovi ambiti di applicazione.

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Le proprietà prestazionali del gres laminato completano le qualità estetiche. Slimtech è resistente, durevole, facile da pulire e sicuro, la protezione antibatterica Protect, integrata in modo permanente nel prodotto, garantisce ambienti sani e protetti anche col passare del tempo.

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Il progetto

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Slimtech Timeless Marble La preziosità del marmo rivive con le rivoluzionarie ed imponenti lastre di Timeless Marble Questa collezione sorprende per la precisione e la riproduzione dei minimi dettagli dei disegni che risaltano sui grandi moduli di 5,5mm di spessore. Timeless Marble è disponibile in 6 colori: Calacatta Gold Extra, Statuario White, Safari Amande, Pietra Gray, Lasa Bright e Onice Venus.

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ALGERIA SIVA

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BRUNACCI

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BUILD ASIA

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CTM

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DIGITAL DESIGN

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FILA ICF WELKO INDEX DUBAI

scelto

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ANCORA GROUP

EMILGROUP

Grazie per averci

Pag.

IRIS GROUP KERBELL MAPEI

36 - 37 30 4a di copertina 52 2a di copertina 17 3a di copertina

MONTEDIL

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NIGERIA BUILD EXPO

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NUOVA ERA

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PROJECTA ENGINEERING

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SACMI SASSUOLO CALCIO SCHIATTI CLASS

3 42 - 43 45

SITI B&T

1 – 50 - 51

SYSTEM

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TECNOFERRARI

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Tecnologia

Economia

Sessant’anni di ceramica

Un altro anno-record per il made in Italy

Dal baratto alle criptovalute Bertozzi & Casoni

Amarcord

G L I

A S C O L T A R E

E

V E D E R E

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Periodico della comunicazione ceramica - Tariffa R.O.C: Poste italiane s.p.a. - Spedidzione in A.P. D.L. 353-2003 (conv. in L. 27/02/2004 - n. 46) art. 1 comma 1 DCB Fil. EPI di Modena - Tassa riscossa - Anno XVI - Nr. CENTOTRENTUNO Luglio-Agosto 2018 - Euro 4,00

Ceramica d’autore

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