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Periodico della comunicazione ceramica - Tariffa R.O.C: Poste italiane s.p.a. - Spedidzione in A.P. D.L. 353-2003 (conv. in L. 27/02/2004 - n. 46) art. 1 comma 1 DCB Fil. EPI di Modena - Tassa riscossa - Anno XV - Nr. CENTOQUINDICI Novembre-Dicembre 2015 - Euro 4,00

CERAMICANDA novembre dicembre 2015

Angolo Via Taglio cm 120x80 Olio su tela - 2015

N O LE BU TA NA

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V E D E R E

E

A S C O L T A R E

G L I

S P A Z I

Wainer Vaccari

L’evento Costruzioni Economia

I vent’anni di Ceramicanda La crisi? Si sta attenuando Alla scoperta dei BRICS


Gennaio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre Dicembre

EVERY STORY IS YOUR STORY Ceramiche Caesar presenta Tale, una collezione in gres porcellanato che rilegge il patrimonio culturale del Travertino naturale, per una visione contemporanea dell’architettura.

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I N N O V A T I O N

V A L L E Y


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di Roberto Caroli

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carocaroli@ceramicanda.com

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Una serata per sognare L

a serata di lunedì 23 novembre sarà ricordata a lungo qui nel distretto della ceramica, non tanto per il nostro ventesimo compleanno e nemmeno per il filmato e l’esibizione della Village Big Band nella multisala Emiro di Rubiera, quanto per l’elevato numero di protagonisti del mondo ceramico presenti all’evento. E’ difficile incontrarne tanti riuniti sotto lo stesso tetto, eppure alla nostra festa Sindaci e istituzioni, produttori di piastrelle, fornitori di impianti e servizi, banche e accademici non sono voluti mancare, e neppure si sono sottratti alle telecamere rispondendo alle domande dei giornalisti di Ceramicanda. Tralasciando i commenti esternati sulla felice riuscita della serata ciò che mi preme qui sottolineare e commentare sono le opinioni di questi amici (sottolineo amici) in merito alla provocazione contenuta nel filmato, ossia l’ipotesi di un ritorno ad una produzione superiore ai 500 milioni di metri quadri annui, con ciò che ne conseguirebbe in termini occupazionali e di un ritrovato e diffuso benessere per gli abitanti del nostro territorio. Gli imprenditori non hanno sposato le previsioni ottimistiche di Ceramicanda, sfoderando invece un freddo realismo: “Sognare si può e si deve, i sogni a volte si realizzano, questa volta credo proprio di no”, ha sottolineato uno dei molti intervistati, un’affermazione che non si discosta di molto da quelle enunciate successivamente dai colleghi. I più non sono andati oltre l’auspicio e la speranza, peraltro con poca convinzione. Perché il settore ceramico non dovrebbe risalire di nuovo la china? Perché fermarsi alla sola idea di mantenimento dell’attuale situazione e non al suo eventuale sviluppo e alla sua crescita? Perché Ceramicanda è rimasta l’unica a crederci? Questo è il pensiero che balenava nella mia mente al termine di una serata felicemente riuscita. Se il settore ha mantenuto le posizioni nonostante il crollo verticale del mercato italiano non vedo come non possa crescere allorquando le costruzioni dovessero riprendere a camminare anche nel nostro Paese (non ho scritto correre, sarebbe chiedere troppo), per non parlare delle ristrutturazioni delle case esistenti. Forse si attendono aumenti di volumi per le sole unità produttive dei bigs italiani dislocate all’estero, laddove costi più competitivi dei nostri garantirebbero loro maggiori margini. La trovo un’ipotesi miope, anche perché escluderebbe le tante aziende ceramiche che possono contare solo su stabilimenti sassolesi. O forse ha ragione Romano Prodi, intervistato a Bologna qualche settimana fa per il nostro docufilm, quando asserisce che sono mutate le proporzioni: fino a qualche lustro fa le aziende ceramiche avevano nell’Italia il loro mercato principale e correggevano i bilanci con le quote estere; oggi al contrario dipendono dal mondo e sistemano il bilancio con il mercato domestico. Altra ipotesi, sostenuta sempre dall’ex premier e non disgiunta dalla prima, le aziende ceramiche, alla stregua di quelle della moda che nel solo mercato cinese condensano un terzo del fatturato, dovranno abituarsi all’esterofilia. Io rimango ottimista, in vista delle festività, e l’augurio dei 500 milioni di metri quadri a Sassuolo vale per un felice 2016.

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Roberto Caroli

e il suo staff vi augurano

BUONE FESTE


Sommario

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Numero 115 - NOVEMBRE - DICEMBRE 2015 Anno XIII (Chiuso in tipografia il 4/12/2015) Una copia: euro 4,00 Abbonamento annuale 6 numeri: euro 24,00 - C.C.P. nr. 11777414

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editoriale

Una serata per sognare

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L’ARTISTA

Wainer Vaccari

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20° compleanno

Ceramicanda compie vent’anni: l’evento e le novità per il 2016

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INTERVISTA

Romano Prodi: «Rottamato, perché sono di ferro»

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NEWS AZIENDE -

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CONSUNTIVO CERSAIE

«Dateci un paese normale: impresa e politica a confronto»

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COSTRUZIONI

«La crisi? Non è finita, ma si sta attenuando»

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NEWS AZIENDE - Impianti e servizi

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ECONOMIA

2016: i BRICS puntano l’Africa

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IL PROGETTO

Transition di Mirage: un progetto da raccontare

PRIMO PIANO

24 - Del Conca 26 – Florim 30 – Smaltochimica 32 – Remp 34 – Sicer 36 – A&M Production 38 – Target 40 – Vetriceramici 42 – Coperativa Ceramica d’Imola 50 – Siti B&T 52 – Panaria 56 – Schlutter Systems 66 – Petracer’s 70 – Geal 74 – GMM 76 - Sicer

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GRAZIE PER AVERCI SCELTO

DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Caroli carocaroli@ceramicanda. com

Prodotti e produttori

DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE E REDAZIONE Ceramicanda s. r. l. Via De Amicis, 4, 42013, Veggia di Casalgrande (R. E.) Tel. 0536. 990323 - Fax 0536. 990402 redazione@ceramicanda. com COLLABORATORI Daniela D’Angeli, Stefano Fogliani, Edda Ansaloni, Paolo Ruini, Claudio Sorbo CERAMICANDA garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo al responsabile dati Ceramicanda via De Amicis, 4 - Veggia di Casalgrande (RE). Le informazioni custodite nel nostro archivio elettronico verranno utilizzate al solo scopo di inviare proposte commerciali. In conformità alla legge 675/96 sulla tutela dati personali e al codice di autodisciplina ANVED a tutela del consumatore EDITORE Ceramicanda s. r. l. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Reggio Emilia al n° 986 in data 19/04/99 • Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/c legge 662/96 • In attesa di Iscrizione Registro nazionale della Stampa PUBBLICITÀ Ceramicanda s. r. l. Via De Amicis, 4, 42013, Veggia di Casalgrande (R. E.) Tel. 0536. 990323 - Fax 0536. 990402 pubblicita@ceramicanda. com PROGETTO GRAFICO Ceramicanda IMPAGINAZIONE gilbertorighi.com STAMPA E CONFEZIONE Printì

www.ceramicanda.com Si autorizza la riproduzione di fotografie e testi purché recante citazione espressa della fonte IN COPERTINA Wainer Vaccari

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L’Artista

Wainer Vaccari

I disegni di Wainer Vaccari in mostra a Napoli

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Sceglie il disegno, l’artista modenese, per riscrivere la propria pittura, senza intaccarne la sua dimensione più autentica: «Scava, scompone, ricompone, perché tutto deve ritornare»

Wainer Vaccari e il gallerista Pietro Tatafiore

«

Vaccari scava, scompone, ricompone, perché tutto deve ritornare». L’artista modenese sceglie così Napoli, dove presso la Galleria 1Opera i suoi disegni saranno esposti fino al prossimo 20 gennaio, per presentare una serie di disegni con i quali aggiunge un ulteriore passo ad un percorso che nel 2015 lo ha visto tornare ai soggetti ‘classici’, quelli che hanno costruito la sua cifra espressiva più caratteristica, esplorando quel mondo “fantastico” popolato da personaggi inquieti, provenienti da una realtà al contempo immaginaria e concreta. Li ritroviamo, in tutta la loro forza espressiva, protagonisti di una mostra con la quale Vaccari riscopre e rienventa, reinterpreta e rielabora attraverso

segni essenziali e tratti già noti «perché – appunto – tutto deve ritornare». Vaccari riscrive anche attraverso questa esposizione la propria ricerca, senza intaccarne la dimensione più autentica, fornendo un’ulteriore dimostrazione, dopo quella offerta nel corso delle tante mostre che lo hanno visto protagonista, di come la sua cifra stilistica si possa rigenerare «indipendentemente dall’invenzione di un repertorio narrativo». Perché, ha scritto di recente Nicola Samorì su FlashArt, «ci sono artisti che hanno seppellito la loro opera sotto metri di terra, altri che hanno preferito dare alle fiamme segmenti della loro storia. Wainer Vaccari ha invece deciso di fare l’elettroshock ai suoi anni Novanta».

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NOVEMBRE - DICEMBRE 2015

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20°

a cura della redazione

«Il vero capolavoro non è Ceramicanda, ma il distretto della ceramica» 1995

compleanno

2015

Roberto Caroli racconta il suo ventennale, tra eccellenze e ‘carolate’. «Abbiamo anche scherzato, raccontando i protagonisti del distretto e indicando loro una strada»

«

Abbiamo anche giocato, in questi vent’anni, ma raccontando il settore ceramico e i suoi protagonisti mi piace pensare che abbiamo indicato una strada anche a loro». Vent’anni dopo da quella prima volta in cui si affacciava per la prima volta agli schermi televisivi, Roberto Caroli fa il punto, spiegando come per lui, la ceramica e Ceramicanda «si siano sempre mossi – dice l’inventore di Ceramicanda - su due binari paralleli». Ovvero? «Un distretto che cresce, si evolve, qualche volta sbaglia ma spesso ci azzecca da una parte e dall’altra noi che lo abbiamo raccontato e continuiamo a raccontarlo. Anche noi cresciuti ed evoluti, rispetto a vent’anni fa: credo che il percorso che abbiamo fatto premi sia il settore ceramico che noi di Ceramicanda…» Il Direttore parla della sua creatura come di un capolavoro… «Ne vado orgoglioso, del tanto che abbiamo fatto in questi vent’anni: ma il vero capolavo-

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ro non è Ceramicanda, ma questo distretto che Ceramicanda, con una felice intuizione, ha scelto di raccontare, dandogli quella voce che fin lì nessuno aveva pensato di dargli» Nel modo in cui Caroli ha scelto di raccontare i vent’anni di Ceramicanda c’è il passato, ma anche molto futuro… «Credo fosse questo il taglio da dare alla storia, perché questo è un sistema abituato a guardare soprattutto al futuro. La conferma è arrivata dai tanti imprenditori che hanno apprezzato il nostro modo di raccontarli: i protagonisti sono loro perché in questi anni hanno dimostrato di che pasta sono fatti, hanno tirato fuori, e si perdonerà il francesismo, gli attributi e hanno dimostrato di sapere capire. Capire come ripartire dopo le crisi, come fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita, come fare rete e come dare ossigeno all’economia di un territorio la cui prosperità spiega effetti importanti su tutto il sistema» In tanti sono passati davanti alle telecamere

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20°

compleanno di Ceramicanda… «Tantissimi, e questi vent’anni sono anche un modo di ringraziarli, pensando che qualcosa ai tanti che hanno fatto la storia del distretto ceramico lo abbiamo dato anche noi. I mei detrattori, guardando alcuni miei servizi, parlano di carolate, ma io credo che tra i meriti di Ceramicanda ci sia stato quello di far capire a questo settore che non vale la pena, mai, prendere tutto troppo sul serio. Abbiamo anche giocato, con i tanti che abbiamo incrociato, ma penso che abbiamo anche indicato loro una strada» E quel ciao con il quale hai voluto salutare tutti? «E’ il saluto globale per eccellenza. Sono quattro lettere dietro le quali c’è tutto: rispetto ed amicizia, riconoscenza e stima, l’impegno ad

essere disponibili nel momento del bisogno. E’ un saluto essenziale dietro la cui essenzialità c’è il mondo che abbiamo raccontato, e dietro il quale c’è un rapporto costruito con pazienza e passione, quello che lega oggi il settore a Ceramicanda e che si è saldato attorno a vent’anni che sono un traguardo che credo sia stato giusto festeggiare» Con immagini e musica, come in ogni epica che si rispetti… «Grazie all’apporto dell’amico Sandro Comini ho avuto l’irripetibile occasione di scandire il racconto di questi vent’anni da motivi musicali eseguiti dal vivo che hanno dato ulteriore spessore ad un racconto il cui finale non è ancora stato scritto…» Arrivederci ai prossimi vent’anni, allora… «Arrivederci, anzi ciao».

Gaia Caroli

«Per me stasera la sorpresa è stata Gaia, la figlia di Caroli che ci ha accompagnato nel corso del filmato. L’avevamo vista, bambina, ritrovarla oggi è stata una sorpresa, la cosa più bella della serata. Anche perché da’ un’idea ben precisa della continuità del progetto di Caroli» Vittorio PIncelli

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a cura della redazione

La carica dei seicento Il ventennale di Ceramicanda riunisce presso la multisala Emiro tutto il distretto ceramico: una serata evento per voltarsi indietro, alle tante sfide già vinte, ma soprattutto per guardare avanti, rimanendo sempre protagonisti

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oltarsi indietro per guardare avanti. Capire da dove si è partiti per capire, o anche solo immaginare, dove si potrà arrivare. Vent’anni dopo per i prossimi vent’anni ma non solo: è stato un successo, la serata-evento con la quale Ceramicanda ha celebrato i suoi vent’anni riunendo attorno ad un happening emozionale che ha raccontato la storia del distretto. Ripercorrendola attraverso le immagini della trasmissione televisiva ideata da Roberto Caroli, «quando ancora – ha ricordato il Direttore – di ceramica non parlava nessuno», e accompagnandola con le note, ora struggenti e suggestive, ora elettriche e sincopate, del maestro Sandro Comini. Raccontandola con lo stile, personale e incon-

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compleanno

fondibile, che Ceramicanda ha saputo dare, in questi quattro lustri, alla storia di un settore industriale e di un territorio che tutti identificano, al di là delle mere semplificazioni di prammatica, come il ‘distretto ceramico’. E’ questa la realtà che Roberto Caroli ha cominciato a raccontare vent’anni fa e continua a raccontare, ‘moderatamente composto’ nella sua personale visione di un mondo che tanto ha dato al territorio che si stende tra le sponde reggiana e modenese del Secchia. Un mondo fatto di aziende e di uomini, di padri e figli, di imprenditori e maestranze, di crisi e riprese, di materiali e macchinari sempre più evoluti, di fiere nazionali e mondiali che Ceramicanda ha attraversato con la stessa leggerezza trasmessa dal sapiente gioco di musica e immagini che sono state il filo conduttore di una serata perfettamente riuscita. Leggerezza attenta perché, come dice Caroli «siamo stati i primi a far capire a questo mondo che prendersi sempre troppo sul serio non giova a nessuno: abbiamo anche giocato, ma soprattutto raccontato». Ed il racconto ha commosso e stupito, accompagnando i quasi seicento presenti alla serata evento di un ventennale che ha voluto essere qualcosa di più di una festa. Ha voluto essere un modo per ritrovarsi e riunirsi e, perché no, di contarsi, guardando ad un passato del quale è giusto andare fieri e ad un futuro che chiederà ancora tanto ad un settore che Ceramicanda ha raccontato nelle sue eccellenze, nella sue difficoltà

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Musica e immagini per uomini e storie… O meglio, musica e immagini per una storia il cui finale è ancora tutto da scrivere, viste le nuove sfide imposte dal terzo millennio al settore e a chi il settore ha scelto di raccontarlo e nella sua evoluzione. Dalla monocottura alle lastre, dai retini al digitale, dalle piccole imprese degli anni Novanta ai grandi gruppi di oggi, dal monopolio produttivo di qualche decennio fa alla globalizzazione e all’internazionalizzazione dei grandi players. Musica e immagini per uomini e storie… O meglio, musica e immagini per una storia il cui finale è ancora tutto da scrivere, viste le nuove sfide imposte dal terzo millennio al settore e a chi il settore ha scelto di raccontarlo. Di fronte alle quali il settore non si tira indietro, convinto di poterle vincere: quando succederà, perché siamo sicuri che succederà, magari in un modo che oggi diventa anche difficile immaginarlo, Ceramicanda sarà li a raccontarlo.

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a cura della redazione

L’applauso dei presidenti Fabio Tarozzi

I vertici di Confindustria Ceramica e Acimac sui vent’anni di Ceramicanda

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Vittorio Borelli

Paolo Gambuli

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’erano, e non potevano mancare, i vertici delle associazioni dei produttori di ceramica e dei produttori di tecnologia. Ecco cosa hanno detto sul ventennio di Ceramicanda. Fabio Tarozzi, Presidente Acimac. «Una bella serata. Bello e suggestivo il video che racconta bene la vita di una comunità, e uso il termine comunità nel senso più ampio del termine, che si chiama distretto ceramico. I suggerimenti di Prodi? Il settore ha già risposto, a valle con i produttori di ceramica, a monte con gli impiantisti, cercando con l’innovazione di prodotto e di processo di raccogliere le sfide di mercati che chiedono una competitività sempre maggiore» Vittorio Borelli, presidente Confindustria Ceramica. «Nei video di una delle prime puntate di Ceramicanda mi sono visto che avevo appena cominciato il mio percorso in azienda. Sono nato tra palette, presse e atomizzatori, e con Ceramicanda, in un certo senso, siamo cresciuti insieme, ed anche per questo mi è piaciuto esserci, a festeggiare il ventennale della creatura di Roberto Caroli. Manifestazioni come queste danno l’idea di potere davvero fare sistema. Perché è fare sistema la nostra forza: il made in italy è e resta un valore aggiunto e anche attraverso testimonianze come quelle di Ceramicanda si capisce quale sia il percorso sa seguire per vincere sfide globali come quelle che attendono al varco il settore ceramico» Paolo Gambuli, Direttore Generale Acimac. «E’ bello vedersi con la faccia di vent’anni fa, e credo che eventi come questi diano la misura della strada che si è fatta, e anche dell’importante servizio che Ceramicanda ha dato al settore. Anche con appuntamenti come questi, che ci ricordano, anche attraverso le testimonianze di chi non c’è più, quanto sia bella e importante la storia di questo distretto ceramico».

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20°

compleanno

a cura della redazione

C’erano anche i sindaci del distretto ceramico Anche le pubbliche amministrazioni non hanno voluto mancare alla serata evento per i vent’anni di Ceramicanda

Claudio Pistoni

Alberto Vaccari

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’erano, e non potevano mancare, anche gli amministratori locali, all’Emiro di Rubiera. Sindaci, vicesindaci, assessori. Ecco le loro impressioni. Claudio Pistoni, Sindaco di Sassuolo. E’ stata davvero un’emozione unica rivedere le immagini di vent’anni fa, come siano cambiati i territori, i prodotti, il modo di presentarli e come, con loro, siamo cambiati noi. Troppo spesso – aggiunge il primo cittadino sassolese, che in passato è stao anche sindaco di Fiorano - non ci si rende conto del tempo che passa e dei cambiamenti che porta: rivederli li, racchiusi in una splendida serata organizzata alla perfezione in una location tanto suggestiva è stata, davvero, una bella emozione. In tutti questi anni, oltre alla vocazione e all’intraprendenza del nostro territorio, la costante è stata Ceramicanda, che si è evoluta assieme a noi ed ai protagonisti del distretto: a Ceramicanda auguro di proseguire su questa strada rimanendo un punto fermo per tutti noi per altrettanti anni a venire.

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Matteo Nasciuti

Alberto Vaccari, sindaco di Casalgrande. «Finalmente si sta respirando l’aria della fine della crisi e sta ritornando l’ottimismo!» Per il Sindaco di Calgrande «il momento voluto da Roberto Caroli è stato molto importante perché è andato oltre alla semplice celebrazione di un compleanno di una rivista molto attenta al settore della ceramica. La festa – dice Vaccari - è servita come momento di incontro fra molti industriali e personaggi delle istituzioni pubbliche che non sempre è possibile fare incontrare contemporaneamente. Visti anche i risultati di vendite che si sono registrare al Cersaie e il punto della situazione che è stato fatto lunedì sera si è propensi a pensare che vi sia una buona ripresa e questo è importantissimo per il nostro comprensorio e per le famiglie che lo abitano e vi ci lavorano». Matteo Nasciuti, vicesindaco di Scndiano. “Una serata molto positiva e utile per conoscere in maniera più approfondita il mondo della ceramica» E’ questo il giudizio di Matteo Nasciuti, vice sindaco di Scandiano, che giudica «molto interessante il fil rouge lungo il quale si muove il video che è stato proiettato e che ha permesso a chi non è dentro al settore ceramico di avere le idee più chiare di un mondo economico importantissimo per i nostri territori. Molto interessante anche l’aspetto musicale della serata e l’importanza che ha il settore della comunicazione come di Ceramicanda. La presenza del “gotha” della ceramica e di molti personaggi pubblici – aggiunge Nasciuti - è stata molto utile per fare il punto della situazione sullo stato di salute dell’economia locale che grazie alla ripresa economica fa ben sperare per il futuro».

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Complimenti! Tante parole non sempre rendono interessanti i discorsi… a volte una sola parola racchiude un profondo significato: grazie per la magnifica serata di ieri sera in occasione del ventennale di CERAMICANDA!! Serata meravigliosa, ci hai regalato un emozione grande roby! Bravissimo, direttore!

chiamare la “plubicità” a 4 anni coi codini e ritrovarla a 20 anni, con le idee chiare e pronta ad ereditare quanto hai saputo costruire con tanta passione e caparbietà. Bella l’idea del cinema, bella la musica dal vivo, bello il tuo CIAO… così semplice e così diretto. Volevo salutarti con un abbraccio ed augurarti altri 20 anni come quelli che abbiamo festeggiato insieme

Grande Robbi E’ stata davvero una bellissima serata. Ceramicanda ha festeggiato i primi 20 anni di attività e di successi, con questo evento davvero unico ed originale che ha divertito, entusiasmato e coinvolto tutti i numerosissimi invitati presenti. Ovviamente non potevano mancare le irresistibili delizie per il palato che prepara Muzzarelli Ricevimenti, ed in tutto questo non vogliamo dimenticarci del mitico Maestro Sandro Comini che con la sua orchestra ci ha regalato emozioni davvero uniche. Grazie a te Roberto il vero numero Uno sei Tu ! Bravissimi veramente... è stato un evento bello ed emozionante. Grazie ancora per averci fatto trascorrere queste piacevolissime ore Serata stupenda certi momenti di ricordi emozionanti. Ti sei meritato tutto questo credimi

Egregio Sig. Caroli, desideriamo complimentarci per il piacevole incontro organizzato in occasione del 20mo. Anniversario di Ceramicanda e per la meravigliosa esposizione audiovisiva … Gentile Caroli, complimenti per la bella serata, splendida orchestra, bella gente... Complimenti ed auguri alla brava e graziosa Gaia Caroli per un innegabile futuro di successo in Ceramicanda . Buongiorno, ringrazio tutti Voi e il gentile Caroli per la piacevole serata passata insieme. Grazie per sostenere e dare visibilità al settore e alle persone che ci impiegano la loro vita. Al prossimo evento!! Ancora grazie X la piacevole serata. Complimenti e in bocca al lupo a Roberto X la nuova veste di Ceramicanda.

Bella serata ..complimenti Boss !! BRAVO!!!!!!!!!!!!!!! Grande Roberto... Volevo ancora farti i miei complimenti per l’organizzazione della festa dei 20 anni di Ceramicanda bella , interessante e dove si è mangiato da Dio: un bacione e un grande applauso a te e al tuo staff... Vi scrivo per ringraziarvi per la piacevolissima serata trascorsa insieme a voi per il vostro 20° compleanno. Mi congratulo con Roberto Caroli e tutto il suo staff per il lavoro svolto con passione ed anche per l’atmosfera creata durante la serata. Buon pomeriggio vorrei ringraziarvi per la bella serata che ci avete regalato Grazie per avermi invitato al compleanno di Ceramicanda e complimenti per l’evento che siete riusciti ad organizzare… veramente originale ed emozionante. Che bello vedere la tua bambina

NOVEMBRE - DICEMBRE 2015

Ti ringrazio x avermi voluta alla festa di cio’ che hai fatto in 20 anni della tua vita. Se sei riuscito ad ottenere tanto e’ anche grazie alla tua bella famiglia e speriamo tu possa vedere ancora x tanto tempo il frutto di cio’ che hai seminato. Buon giorno,ti ringrazio della bella serata,complimenti a Robbi x i traguardi raggiunti e’una grande soddisfazione e il tuo capitale Umano che bellezza!! Volevo fare i complimenti per la bellissima serata. Bravi bravissimi. Innanzitutto ancora tantissimi complimenti per l’evento di lunedì, avete organizzato tutto davvero molto bene! Buongiorno Roberto, complimenti vivissimi a te e a tutto lo staff di Ceramicanda per il bellissimo evento di Lunedì. È stata una splendida occasione per conoscere meglio la vostra struttura e la passione che la anima ogni giorno. Ringraziandoti ancora per l’invito ne approfitto per

chiederti gentilmente quando andranno in onda le interviste realizzate durante la serata. Grazie. A presto. Vi scrivo per ringraziarvi per la piacevolissima serata trascorsa insieme a voi per il vostro 20° compleanno. Mi congratulo con Roberto Caroli e tutto il suo staff per il lavoro svolto con passione ed anche per l’atmosfera creata durante la serata. Cordiali Saluti da me ed anche dalla mia collega Roberta che mi ha accompagnato ieri sera. Grazie Buon pomeriggio, vorrei ringraziarvi per la bella serata che ci avete regalato . Grazie Roberto, per avermi invitato al compleanno di Ceramicanda e complimenti per l’evento che siete riusciti ad organizzare… veramente originale ed emozionante. Che bello vedere la tua bambina chiamare la “plubicità” a 4 anni coi codini e ritrovarla a 20 anni, con le idee chiare e pronta ad ereditare quanto hai saputo costruire con tanta passione e caparbietà. Bella l’idea del cinema, bella la musica dal vivo, bello il tuo CIAO… così semplice e così diretto. Volevo salutarti con un abbraccio ed augurarti altri 20 anni come quelli che abbiamo festeggiato insieme, ma non ho voluto interrompere. Spero di sentirti presto, con la mente più libera e rilassata, per scambiarci gli auguri di Natale e pianificare insieme una nuova avventura :) Grazie ancora amico mio… Egregio Sig. Caroli, Desideriamo complimentarci per il piacevole incontro organizzato in occasione del 20mo. Anniversario di Ceramicanda e per la meravigliosa esposizione audiovisiva … Con l’augurio di poterci incontrare in un prossimo festeggiamento … molto cordialmente salutiamo. Gentile Caroli, complimenti per la bella serata, splendida orchestra, bella gente... Complimenti ed auguri alla brava e graziosa Gaia Caroli per un innegabile futuro di successo in Ceramicanda. Cordiali saluti Buongiorno, ringrazio tutti Voi e il gentile Caroli per la piacevole serata passata insieme. Grazie per sostenere e dare visibilità al settore e alle persone che ci impiegano la loro vita. Al prossimo evento!!

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Novità 2016

a cura della redazione

Archinews24,

Ceramicanda si rinnova Molte le novità in arrivo nel 2016: un sito integralmente rinnovato, un nuovo canale satellitare sottotitolato in inglese, la collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma accompagnano Ceramicanda verso il suo secondo ventennio...

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l traguardo dei vent’anni per Ceramicanda, è una nuova sfida. Che la spinge ad ampliare i propri orizzonti, migliorarsi, aprire nuove strade, dando ulteriore forza a formule di comunicazione che vogliono continuare ad essere vincenti. Così, senza perdere di vista i suoi primi vent’anni, Ceramicanda sceglie di rinnovarsi e volta pagina, tenendo ben fermi i suoi punti di forza ma arricchendo mezzi e contenuti dei suoi strumenti di comunicazione. Sempre attenti, e ci mancherebbe, al distretto ceramico, ma proiettati nella dimensione internazionale del mercato globale.

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Da gennaio 2016 il canale satellitare cambia e si rinnova: si chiamerà Archinews24, sarà sottotitolato in lingua inglese e si gioverà del patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Roma, cui fanno riferimento oltre 20mila progettisti. Palinsesto rinnovato, fatto di news – anche personalizzabili – e servizi, reportage e approfondimenti sul mondo dell’architettura e della progettazione. Si rinnova anche lo studio televisivo, che offrirà la giusta visibilità a chi ‘sposerà’ il progetto della personalizzazione dello stesso. Ampia visibilità, assicurata per periodi che andranno dai 15 ai 30 giorni e che sarà un’occasione per griffare l’ambientazione all’interno della quale i giornalisti di Ceramicanda e i suoi strumenti di comunicazione raccontano l’attualità. Novità anche per il sito web, che accompagnerà il nostro ingresso nel secondo ventennio di Ceramicanda: nuovi colori, nuovi contenuti sempre più ricchi e interattivi, immediatezza e facilità d’uso caratterizzeranno il percorso virtuale tra rubrica televisiva, riviste e freepress, con finestre sempre aperte sulle rubriche televisive e sui canali satellitari. La nuova web tv Ceramicanda International, sottotitolata in inglese, sarà invece una vetrina tecnica dedicata al mondo dell’innovazione, una finestra sulle novità di processo

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in grado di raccontare l’evoluzione produttiva che sottende all’eccellenza della produzione ceramica. Banner interattivi, servizi publireazionali, reportage, approfondimenti dedicati integrano un palinsesto destinato ad aggiungere ulteriori contenuti ad un progetto editoriale che non smette di rinnovarsi. Ma nel rinnovarsi, mantiene saldo il legame con l’editoria nel senso più tradizionale del termine. Nel secondo ventennio che il gruppo editoriale guidato da Roberto Caroli va a cominciare ci saranno ancora sia Ceramicanda che il Dstretto. Un magazine il primo, un freepress il secondo: 10mila copie la tiratura del primo, altrettante le copie in cui viene diffuso il secondo. Anche per loro spazio sul nuovo sito con sezioni dedicate.

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L’intervista

a cura di Roberto Caroli

Romano Prodi: «Rottamato, perché sono di ferro» Una chiacchierata a trecentosessanta gradi con l’ex Premier su politica, economia e finanza. Con un occhio di riguardo per quel distretto ceramico che Romano Prodi conosce benissimo 18

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ice di essere nato «metà in una forma di grana, metà in una piastrella» e di non avere, quindi, mai perso di vista il settore ceramico, nemmeno quando è stato uno degli uomini di punta del sistema-paese. E aggiunge, oggi che si autodefinisce ‘rottamato’, di essere un ‘uomo di ferro: «fossi stato di legno, invece che rottamarmi mi segavano o mi bruciavano». Quindi bene così, anche perché a Romano Prodi questa sua stagione della vita non dispiace affatto. Berlusconi, suo avversario di un tempo, lotta ancora nell’agone politico a dispetto dei 79 anni, il Professore sta, dice, «benissimo dove è: viaggio, incon-

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tro, mi confronto con la libertà di poter dire liberamente quello che penso e godo, nel mondo, di un minimo di autorità, ma non ho responsabilità». Ne ha avute diverse, invece, a livello di governo nazionale ed europeo, nel corso dei primi vent’anni di Ceramicanda, Prodi, e abbiamo scelto lui come apripista di questo numero speciale con i quali i protagonisti dei nostri vent’anni si raccontano, raccontando a loro volta un mondo che è cambiato, allargando le proprie frontiere a dismisura, «ed è questo nuovo mondo – dice Prodi - con il quale oggi vanno fatti i conti, a tutti i livelli» La globalizzazione ha cambiato tutto… «La prima globalizzazione fu la scoperta dell’America, oggi è in atto la seconda, e la caravelle con la quale va affrontata sono le reti, le relazioni, il consolidamento di modelli aggregativi che permettano di recitare da protagonisti su un palcoscenico che si è ampliato a dismisura. L’Italia costruì le caravelle e con Colombo allargò il mondo, ma l’Italia dei piccoli stati di allora non sapeva fabbricare la grandi caravelle che domineranno il mondo da lì in avanti ed è scomparsa per quattro secoli. Oggi siamo nella stessa situazione di allora, e se le nuove caravelle sono le reti, l’Italia di allora sono i singoli stati europei e l’Europa di oggi» Un’Europa unita solo dalla moneta, dicono

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i detrattori… «L’Europa è indispensabile, intesa come sistema, ma i singoli governi non stanno dimostrando la lungimiranza necessaria a ragionare sul lungo termine. L’ascesa di partiti populisti ha accelerato questo processo per il quale l’Europa, inteso come soggetto unitario, viene progressivamente demolito, con governi che guardano al breve periodo e alle elezioni del giorno dopo. Io resto fiducioso, perché credo che il Vecchio Continente saprà ravvedersi, e resto convinto che in Europa non ci sono stati abbastanza grandi per affrontare il mondo per come si sta disegnando, né per costruire le caravelle di cui dicevamo prima. Nemmeno la grande Germania può farcela, senza l’Europa…» La crisi non ha aiutato… «E non aiuterà, come non aiuta una speculazione che fa il suo mestiere e quindi specula: il caso greco, da questo punto di vista, è stato emblematico, ma credo che al momento giusto l’Unione saprà ritrovarsi attorno ad obiettivi comuni. L’Europa sa bene cosa sia la storia» L’Italia, in tutto questo? «O va l’industria o non va l’Italia, ma la nostra non è una realtà semplice, anche se motivi di ottimismo ce ne sono. Basti pensare che nonostante l’energia quasi tutta importata, i problemi del mezzogiorno e l’invecchiamen-

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L’intervista to progressivo della popolazione la bilancia commerciale italiana è ancora in attivo. Merito di alcune eccellenze all’interno delle quali non si può non ricomprendere il settore ceramico» Che vent’anni a, tuttavia, valeva il 25% della produzione mondiale: oggi siamo attorno al tre per cento… «Un’evoluzione del genere credo fosse nell’ordine delle cose. Sono entrati nuovi produttori che Sassuolo ha capito di non poter affrontare dal punto di vista delle quantità, e i produttori italiani hanno capito per tempo che occorreva alzare la qualità. E il settore ceramico mi piace dire che abbia reagito bene: altre filiere produttive hanno perso la quasi totalità del loro mercato, la ceramica detiene ancora quote importanti. E il dato sui volumi produttivi inganna: occorre incrociarlo con quello sul valore della produzione, che mi risulta sia rimasto ragguardevole»

Quindi il comparto ceramico ha agito bene… «Ha trovato il suo mercato, un mercato di nicchia che ha imposto tuttavia anche un’altra evoluzione del sistema, con l’aggregazione di grandi gruppi che ha formato un oligopolio in grado di farsi valere su scala mondiale. Era la strada da seguire, e Sassuolo l’ha seguita: sempre di globalizzazione, del resto, si parla…» Dei dazi che opinione ha? «Credo il vero dazio sia rappresentato dalla qualità del prodotto. E la domanda era riferita ai dazi antidumping applicati alla Cina, dico che ritengo siano il giusto mezzo per affrontare l’emergenza, ma che contro la concorrenza servirebbero misure organiche, né dirette solo sulla Cina. Ci sono altri paesi che andrebbero tenuti d’occhio, anche se la migliore arma contro la concorrenza estera, per le imprese italiane, è fare sistema. Non ve-

Chi è...

Romano Prodi è nato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1939. Dopo la maturità al Liceo Ariosto di Reggio Emilia, ha studiato all’Università Cattolica di Milano, dove si è laureato cum laude nel 1961. Specializzatosi alla London School of Economics, ha poi lavorato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna come assistente (1963), professore incaricato (1966) e infine ordinario (1971-1999) di Economia e Politica industriale. Dal 1974 al 1978 ha presieduto la Società Editrice Il Mulino. Nel 1981 ha fondato Nomisma e sino al 1995 ne ha presieduto il Comitato scientifico. Tra 1978 e 1979 è stato Ministro dell’Industria, dal 1982 al 1989 presidente dell’IRI, tornatovi nel maggio 1993. Tra i fondatori (1995) dell’”Ulivo”, è stato Presidente del Consiglio dal maggio 1996 all’ottobre 1998. Nel 1999, il Consiglio europeo lo ha designato Presidente della Commissione europea di Bruxelles. Ritornato nel 2005 alla politica italiana è stato indicato alla guida della coalizione di centrosinistra ed è stato capolista dell’Ulivo alle elezioni politiche del 2006, vincendole e guidato il Governo dal maggio 2006 al maggio 2008. Dal 12 settembre 2008 presiede il Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa, dal 2009 è Professor at-large alla Brown University (USA) e nel 2010 è stato nominato Professore alla CEIBS (China Europe International Business School) in Shanghai.

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do ancora la giusta sinergia, ad esempio, tra il mondo della produzione ceramica e quello della progettazione, e qui si può migliorare, sapendo che la ceramica italiana, all’estero, può fare quello che ha fatto la moda» Non semplice, anche perché il mercato interno, che era una risorsa, è in stallo a causa della flessione del settore delle costruzioni. «E’ vero, ma occorre anche essere consapevoli che i volumi di una volta non ci saranno più. Importante costruzioni ed edilizia riprendano a marciare, ma per le ceramiche non sarà più quello italiano il mercato di riferimento: sarà il mercato mondiale a fare da traino, con quello italiano che ne sarà complemento. Quindi la ripresa è utile, ma non dominante, e sarà più importante essere vigili sul mercato mondiale e attrezzati per affrontarlo in modo ottimale…» Basterà il made in Italy? «Solo se per made in Italy intendiamo cultura, progetto, capacità progettuale, managerialità. Un insieme di caratteri cui mi piace aggiungere anche quello della capacità di promuovere e pubblicizzare il prodotto: lì si può migliorare ancora tanto, approfondendo le strategie di marketing»

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In questi vent’anni è cambiato il mondo, si diceva, ed è cambiato il settore ceramico. La politica, invece, come è cambiata? «Non lo so, non la frequento più» E dire che Prodi è stato ad un soffio dall’essere eletto Presidente della Repubblica: ha mai pensato potesse succedere davvero? «No, sapevo non sarei stato scelto. C’era troppa gente che mi riteneva ingombrante» Del resto lei è stato a lungo Presidente del Consiglio: nel mio libro Profumo d’argilla, che Lei ha letto, raccontavo di come gli imprenditori contestassero l’immobilismo di quella classe politica di cui anche lei ha fatto parte… «Mi sono divertito, a leggere il suo romanzo, ma rivendico di avere fatto tanto per le industrie italiane, anche in tema di politica fiscale e del lavoro, dando grande sollievo al sistema. Perché, come dicevo prima, o va l’industria o non va l’Italia» Lo Stato, tuttavia, ingombra: io, piccolo editore che combatte ogni giorno sul mercato, mi sono indignato a leggere dei 107 milioni spesi per salvare l’Unità… «Si indigni… E’ un problema eterno che abbiamo in Italia e che attiene a tutte le testate politiche: le vuole il parlamento, amen».

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NEWS

Aziende

Del Conca Italia sceglie la tecnologia Weflex Dopo l’avviamento del sito produttivo Del Conca in Tennessee (USA) avvenuto nel 2014, Weflex ha preso in carico anche la logistica del magazzino dello stabilimento del gruppo a San Clemente (Rimini) che sarà gestita con tecnologia I.Tile. L’innovativo sistema integrato, specifico per l’industria ceramica, è stato installato lo scorso ottobre e utilizza tecnologia (RFID). Il posizionamento di una serie di trasponder nel pavimento interno ed esterno permette una comunicazione di tipo passivo con i mezzi di movimentazione opportunamente attrezzati, in modo da ottenere la tracciabilità in tempo reale, e nelle tre dimensioni, dei materiali e dei mezzi di movimentazione. Attraverso un apposito software dedicato alla gestione del magazzino è possibile ottenere l’ottimizzazione di tutte le movimentazioni e delle operazioni di picking, uno sfruttamento ottimale di tutte le risorse impiegate (uomini, mezzi, spazi), e il monitoraggio in tempo reale delle giacenze. Il software è in costante connessione con i sistemi installati sui mezzi di movimentazione attraverso l’utilizzo di un innovativo sistema di copertura Wi-Fi con antenne filari.

La seconda edizione di CICPE La seconda edizione di “CICPE”- l’esibizione internazionale di prodotti per Ceramica in Cina- si terrà anche quest’anno a GUANGZHOU, presso il complesso fieristico ‘ CHINA IMPORT & EXPORT’. L’obiettivo principale di CICPE è quello di promuovere la più recente tecnologia, l’utilizzo di materiali e approcci innovativi nel settore della ceramica da costruzione e dell’industria di sanitari. CICPE è stata creata per soddisfare la crescente domanda, di riunire tutte le aziende leader nazionali del settore sotto un unico tetto, come ad esempio Newpearl, Dongpeng, Gani, Sanfi, Monalis, Hongyu, QHTC, Eagle e così via. Su una superficie di 30.000 metri quadrati, CICPE attirerà migliaia di visitatori professionali: fornitori come ‘ Luxehome’, che possiede oltre 1300 punti vendita in 60 città della Cina o ‘ Valch Home Center Plaza’, con quasi 2.000 professionisti marketing e centinaia di punti vendita, interior designers come CIID- Istituto cinese di architettura per interni, FIDA- ‘Foshan Interior Designer Association, imprenditori edili, rivenditori, inventori, appaltatori. Per ulteriori informazioni su CICPE 2015, www.cicpe.cc o info@cicpe.cc

Kerbell si rinforza con 4Phases e Qualitron Kerbell, azienda di Fiorano Modenese specializzata nel taglio e squadratura di piastrelle, oltre che nelle lavorazioni di lappatura a campo pieno realizzate con il sistema brevettato Supergloss, ha recentemente installato due nuove macchine che garantiranno maggiore produttività ed efficienza, migliorando ulteriormente il servizio. Si tratta di una terza linea di confezionamento 4Phases e di un analizzatore Qualitron per grandi formati, entrambi forniti da System, che contribuiranno a ridurre i tempi di consegna, migliorando la qualità del materiale lavorato.

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L’edizione 2015 del ‘Premio Tamagnini’ Dieci ragazzi del Barozzi, diplomatisi lo scorso anno con i migliori voti, sono stati i protagonisti della quarta edizione della consegna dei premi in memoria del Dott. Ildefonso Tamagnini, Presidente del Gruppo Concorde scomparso 4 anni fa. La cerimonia si è tenuta presso l’aula magna dell’Istituto Barozzi di Modena. Dopo i saluti introduttivi del dott. Davide Mussini Consigliere delegato del Gruppo Concorde e del Preside dell’Istituto Barozzi Prof. Roberto Cavalieri, è stato compito del dott. Arnold Stabinger, AD di Ceramiche Refin, ripercorrere alcuni dei momenti passati insieme al dott. Tamagnini in ambito lavorativo. Infine il Dott. Roberto Nicolini, responsabile delle Risorse Umane del Gruppo Concorde, ha fatto un interessante intervento dal titolo «Il futuro: resilienza e antifragilità», fornendo ai ragazzi molti spunti interessanti. I premiati sono Bertocchi Lia, Glorio Nicholas, Iacovone Deborah Katia, Magnani Alexia, Romagnoli Simone, Roncaglia Andrea, Rossi Eleonora, Sangermano Jacopo, Sposito Andrea, Zironi Elena.

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Guardare oltre. Il progetto della nuova sala mostra Marazzi Internazionalizzazione e linguaggio trasversale le linee che hanno guidato la filosofia progettuale. «Il nuovo showroom Marazzi, 1550 mq. di interno e oltre 1060 di esterno, ha un concept incentrato sul tema Guardare Oltre», spiega Gianluca Rossi di Uainot Architetti che ha curato il progetto. A partire dalle 3 grandi torri monoliti di 6 m di altezza rivestite in ceramica e gres che lo caratterizzano, tutto ruota infatti sull’idea che le piastrelle ceramiche, in una prospettiva diversa rispetto al consueto, possano essere un invito anche ad alzare lo sguardo. Il nuovo showroom ha una forte connotazione internazionale, parla un linguaggio trasversale che va dal residenziale, al contract fino alle grandi opere di architettura. All’esterno nella vasta area outdoor sono stati costruiti 3 “padiglioni” per esaltare il rivestimento ceramico utilizzato in facciata ventilata e allo stesso tempo per permettere degli spazi di sosta e di lavoro en plein air. Riaperte, inoltre, le vetrine su Via Regina Pacis a pochi passi dal centro storico di Sassuolo, che si sviluppano per tutta la lunghezza dell’edificio, un contatto costante con il pubblico.

Mapei: quarantacinque milioni dalla BEI per le attività di Ricerca&Sviluppo Mapei SpA, leader mondiale nella produzione e commercializzazione degli adesivi e dei prodotti chimici per l’edilizia, ha sottoscritto un finanziamento di Euro 45.000.000 che verrà erogato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Questo finanziamento della durata di 6 anni verrà utilizzato da Mapei SpA per sostenere tutti i principali progetti di ricerca nel territorio europeo per i prossimi 5 anni. L’attività di ricerca costituisce una fondamentale componente del successo del Gruppo Mapei che dedica a questo importante settore un notevole impegno finanziario e di risorse umane. Nel 2014 il Gruppo Mapei ha sviluppato un giro d’affari di 1,940 miliardi di Euro, distribuito nei cinque continenti, ove sono presenti 66 siti produttivi, con l’impiego di oltre 7.600 addetti oltre all’indotto. Per portare a termine con successo questa importante operazione, Mapei si è avvalsa della collaborazione di Mittel Advisory Debt & Grant SpA per l’organizzazione e dello Studio Squinzi & Associati in qualità di advisor legale.

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prodotti e produttori www.ceramicanda.com redazione@ceramicanda.com

Kale Art District: il nuovo polo del design di Kale Italia nel Cuore del distretto ceramico Lo spazio è concepito come un laboratorio creativo e progettuale in cui si incontrano tecnologia, design e cura artigianale, al servizio della produzione ceramica Kale Italia. L’Art District è situato in via Viazza II Tronco, a Fiorano (Modena), a lato degli uffici istituzionali dell’azienda che include i tre storici marchi ceramici made in Italy Edilgres, Edilcuoghi e Campani. Suddiviso in aree funzionali diverse (zona meeting per ospitare clienti, agenti e progettisti, sala mostra dedicata all’esposizione dei nuovi prodotti presentati al Cersaie 2015), il progetto Kale Art District mette in evidenza il legame tra le collezioni ceramiche dei tre brand e il made in Italy.

Florim4Architects: online il nuovo sito Florim dedicato all’architettura Contenuti esclusivi e nuove forme d’ispirazione in uno spazio web internazionale. Florim presenta Florim4Architects, il nuovo sito web dedicato ai professionisti del mondo dell’architettura. Nato dalla volontà dell’azienda di andare incontro alle esigenze di architetti e progettisti, il portale offre visibilità, strumenti utili e soluzioni innovative studiate appositamente per i professionisti del settore. Florim4Architects propone anche concorsi unici, eventi esclusivi e news dal mondo dell’architettura, per rafforzare un legame storico che l’azienda da sempre intrattiene con il settore del design e del progetto. www.florim4architects.com.

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a cura della redazione

Del Conca e Giugiaro Architettura: quando le eccellenze si incontrano Si chiama GA by GIUGIARO ARCHITETTURA la collezione nata dalla sinergia tra due brand che fanno di design, tecnologia, estetica ed innovazione i loro punti di forza. «Con Del Conca – dice Giugiaro - non c’è stata solo collaborazione, ma soprattutto un confronto caratterizzato dalla voglia di investire e di progettare elementi nuovi»

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Abbiamo deciso di dare un contenuto di design al prodotto ceramico, ispirandoci all’automotive, settore con il quale condividiamo la vocazione alla ricerca e all’innovazione tecnologica». Presentata in occasione del Cersaie 2015 GA by Giugiaro Architettura, la nuova collezione firmata Del Conca: è stato Enzo Donald Mularoni, CEO del gruppo ceramico, a fare gli onori di casa nel corso di un evento che ha illustrato i caratteri distintivi di GA, «un prodotto – ha detto ancora Mularoni – in linea con i tempi e con le aspettative del mercato, caratterizzato da tratti essenziali e da un marcato contenuto di design». Quello tra Del Conca e Giugiaro è un incontro tra ingegno e creatività, ma anche tra velocità e adrenalina nel cogliere le tendenze e le aspettative del mercato. GA by GIUGIARO ARCHITETTURA ripropone le geometrie e i pattern dell’air intake di Parcour, fiore all’occhiello nel


mondo delle concept car by Giugiaro, e la texture della fibra di carbonio, materiale che testimonia la vocazione per la tecnologia dei due brand. Il risultato della partnership è un gioco di equilibrio tra superfici lisce e in rilievo realizzate con gradazioni di neri e grigi, colori evocativi della brand identity di Giugiaro Architettura. Destinata a tutti gli ambienti della casa - dal living alla cucina – la collezione è realizzata in gres porcellanato, «materiale – spiega Fabrizio Giugiaro – che offre delle possibilità incredibili a noi architetti, sia per la varietà di composizioni possibili che per i vantaggi tecnici che offre rispetto ad altri prodotti. Con Del Conca non c’è stata solo collaborazione ma soprattutto un confronto caratterizzato dalla voglia di investire e di progettare elementi nuovi». Confronto che, peraltro, viene da lontano, dal momento che la sinergia tra il Gruppo Del Conca e Giugiaro Architettura si è già concretizzata in un primo progetto, ovvero la pavimentazione delle prestigiose boutiques realizzate da Giugiaro Architettura, all’interno della Galleria delle Carrozze, un’area monumentale della Stazione Centrale di Milano affacciata su Piazza Duca d’Aosta, è realizzata con piastrelle in gres porcellanato di formato 60x60 cm, collezione Dogma di Del Conca. GA by Giugiaro Architettura rafforza il rapporto tra i due brand, il cui tratto comune della vocazione alla ricerca, tecnologia e innovazione si traduce, con questa nuova collezione, non solo in una grafica innovativa della superfici, ma piuttosto in un più ampio concept in grado di riflettere in modo efficace ed immediato le reciproche eccellenze di Del Conca e Giugiaro Architettura.


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a cura della redazione

Nel segno di Magnum oversize Le grandi lastre Made in Florim protagoniste al Cersaie 2015. L’azienda ha presentato le nuovissime collezioni sia a Bologna che presso lo spazio espositivo Florim Gallery, impreziosito per l’occasione da tre serate a tema per esaltare il legame tra natura e tecnologia


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l Cersaie per accogliere, in Florim Gallery per stupire. Dopo il successo registrato nel 2014, lo scorso ottobre l’azienda di Fiorano Modenese ha riproposto la formula che l’ha vista protagonista sia all’interno del Salone di Bologna Fiere sia negli spazi di Florim Gallery. La superficie espositiva di 9.000 mq – utilizzata anche come luogo di incontro per eventi culturali di rilievo – si è confermata la cornice ideale per presentare ben 14 nuove collezioni. A rivestire un ruolo di primo piano è stata l’evoluzione del progetto Magnum Oversize, che abbraccia trasversalmente i diversi brand Florim (Floor Gres, Rex, Casa dolce casa e Casamood). Lo sviluppo del mercato impone sempre nuove sfide e per l’edizione 2015 la costante attività di ricerca dell’azienda ha portato ad un rinnovamento ed ampliamento della propria gamma. Con soli 6 millimetri di spessore, 9 formati e diverse ispirazioni materiche le maxi lastre in gres porcellanato cambiano le prospettive del progetto contemporaneo e sono pensate oggi per rivestire interamente sia gli spazi residenziali che commerciali. Tavoli, piani cucina, piani bagno, porte e camini sono solo alcune delle soluzioni realizzabili con i formati Magnum, recentemente selezionati dall’Osservatorio del Design ADI per concorrere alla prossima edizione del Premio Compasso d’Oro ADI.

L’estrema lavorabilità del prodotto unito ad un’ampia gamma di strutture e superfici ne consente un utilizzo estremamente versatile e personalizzato. I 9 grandi formati (dall’80x80 cm fino al 160x320 cm) permettono dunque di incontrare specifiche necessità progettuali tipiche degli spazi privati residenziali, oltre che dell’hotellerie. Ad impreziosire il Cersaie di Florim sono stati tre appuntamenti serali che hanno messo in primo piano il binomio natura e tecnologia, con la presentazione di una nuova APP e uno spettacolo di proiezioni tridimensionali ispirato proprio ai formati Florim Magnum Oversize.


consuntivo CERSAIE

a cura di Stefano Fogliani

Le imprese chiedono «un paese normale» Riforme, incentivi, fisco e infrastrutture: ecco le richieste degli imprenditori al Governo. «La ripresa è cominciata, ma occorrono misure concrete»

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Giorgio Squinzi

Vittorio Borelli

Enzo Mularoni

Fanco Manfredini

Franco Stefani

Andrea Lodetti

Alfonso Panzani

Marco Mussini

Sergio Sassi

Roberto Fabbri

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Dateci un paese normale e vi faremo vedere cosa sappiamo fare». La richiesta, non nuova, arriva dagli imprenditori o meglio, dal numero uno degli imprenditori, ovvero il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. La cornice è il Cersaie, una delle vetrine più prestigiose del made in italy che funziona, e che il paese normale lo cerca tra le pieghe di una ripresa che c’è ma non si vede. «Sui mercati internazionali i dati sono buoni, ma il mercato nazionale ancora non ha invertito la tendenza», avverte il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli, cui fanno eco molti imprenditori del settore ceramico, che scrutano prospettive importanti. Toccherà al 2016 dare seguito a tali prospettive, ammesso e non concesso che il tanto che bolle nel pentolone della politica diventi misura concreta, che possa dare spessore a quei fattori dentro i quali è scritta quella sembra un’inversione di tendenza. Dettata soprattutto, dice Enzo Mularoni di Del Conca, «da fattori esogeni: c’è molto da fare a livello nazionale, ancora». Tra il tanto da fare «lo snellimento burocratico e il taglio delle tasse sula casa», dice Borelli, o anche «misure in grado di fare ripartire le costruzioni, perché l’edilizia – detta invece Sergio Sassi di Emilceramica – è una delle cartine di tornasole che misurano la solidità di un sistema», o le «infrastrutture, lungo le

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quali – dice invece Franco Manfredini di Casalgrande Padana - condurre quel percorso positivo che sembra sia già stato intrapreso». I piedi di piombo, secondo Andrea Lodetti di Ceramiche Ricchetti, sono però le uniche calzature possibili con le quali spostarsi su traiettorie comunque accidentate, ma che qualcosa si muova, e vada nella direzione giusta, è sensazione oltremodo diffusa. «Qualcosa va, qualcosa meno, ma la sensazione – dice il presidente di CET Alfonso Panzani – è che si vada verso la normalità». Che c’è, la ripresa, lo dicono i dati, che oggi appena si intravvede lo dicono quelli che l’impresa la fanno, dentro un paese ancora lontano da quella normalità auspicata in più occasioni. E’ l’Italia che va, quella che il Dstretto incontra a Bologna. L’Italia che fa impresa, esporta, sorregge il made in Italy e crea lavoro e occupazione. L’Italia che chiede risposte e vuole scrollarsi di dosso, secondo Marco Mussini di Panaria Portugal, «l’etichetta di paese che non gode di troppa considerazione», anche affrancandosi da un lungo periodo di crisi. «L’anno che arriva può essere quello della svolta», aggiunge Roberto Fabbri di Abk, e la svolta arriva «se si ragiona tutti insieme. Servono – secondo Franco Stefani – ottimismo e concretezza, e serve un cambiamento di prospettive, perché è il cambiamento che porta al successo».

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a cura della redazione

Smaltochimica, eccellenza a 360°

Federico Piccinini

Nove unitĂ produttive nel mondo, undici sedi commerciali, quattro centri di ricerca dedicati: Smaltochimica continua ad investire in innovazione di processo e di prodotto


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Raccogliamo un’altra sfida che ci impone il mercato, ovvero diventare un partner a 360 gradi, che possa fornire ai propri partner una consulenza globale e a livello di processo e a livello di prodotto». Viaggia con bella sicurezza verso il traguardo dei 40 anni di attività – l’appuntamento è per il 2017 – Smaltochimica, e l’edizione 2015 del Cersaie conferma il dinamismo di un’azienda che continua in investire in innovazione, senza rinunciare, dice Federico Piccinini, CEO di Smaltochimica, «al proprio stile: il cuore dell’azienda – dice Piccinini - resta nel distretto ceramico, ma Smaltochimica sta vivendo un momento di profonda trasformazione, anche grazie alla creazione di quattro centri di ricerca in grado di differenziare e personalizzare i nostri servizi». Oltre alle nove unità produttive presenti nel mondo, cui si affiancano undici sedi commerciali, quattro «centri di eccellenza che possano essere un punto

di riferimento per tutta l’attività di ricerca che è il valore aggiunto del nostro fare impresa». L’Italia, e segnatamente il distretto, per la ceramica, il Brasile per il tessile, Spagna ed Estremo Oriente per impasti e digitale. Tecnologia, quest’ultima, sulla quale Smaltochimica punta in modo deciso, «perché se da una parte è quella la tecnologia del futuro, è altrettanto vero – argomenta Piccinini - che va declinata sulla materia, perché la ceramica ha un’anima e non può ridursi ad una semplice riproduzione. In questa prospettiva le nostre divisioni di ricerca sono al lavoro, in sinergia con i principali impiantisti, per poter lanciare a breve prodotti innovativi, che possano contribuire in modo tangibile all’evoluzione di prodotto e di processo e rendere i nostri partner autonomi, e al tempo stesso consapevoli del tanto che, a livello di evoluzione, è ancora possibile aggiungere al prodotto ceramico».


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a cura della redazione

Remp punta al settore ceramico

Gianfranco Padovani

Ambizioso piano di rilancio per l’azienda faentina, da trent’anni leader nella lavorazione e trasformazione della gomma, che propone innovativi rivestimenti per mulini. «Eravamo ad un bivio: abbiamo scelto di investire, capitalizzando il nostro know how»

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Andrea Galignani

Due anni fa l’azienda era ad un bivio: o chiudere o investire per rilanciarla, allargando i propri orizzonti». Ha scelto la seconda opzione, Gianfranco Padovani, «e questi primi passi sono oltremodo soddisfacenti, basti pensare che abbiamo ricominciato ad assumere, aggiungendo alla struttura un management di sicuro affidamento e competenze imprenditoriali che stanno spiegando i loro effetti dopo un periodo non semplice». Si chiama Remp la nuova scommessa di Gianfranco Padovani, che ha scelto di puntare con decisione sul rilancio di questa azienda di Brisighella, affermatasi dal 1986 come leader nella lavorazione e trasformazione della gomma, e distintasi negli anni per l’alta qualità di pro-


dotti, la ricerca delle mescole, la possibilità di personalizzare processi e produzioni impiegabili nei più svariati settori. Dal calzaturiero al settore automobilistico, dall’edilizia alla ceramica sono diversi gli ambiti ai quali Remp si rivolge, e proprio il comparto ceramico rappresenta, oggi, uno dei business di riferimento dei Remp, che con pavimentazioni e rivestimenti aveva già una sua consuetudine (maturata grazie alla produzione di pavimentazioni e rivestimenti in gomma) e ne ha tratto, con sperimentazioni e ricerche, mescole di gomma dedicate alla realizzazione di tutte le parti del rivestimento del mulino ceramico, personalizzabili secondo le richieste dei clienti. «Un nuovo settore di impiego, per noi, ma i riscontri sono oltremodo

positivi: mettiamo a disposizione dei clienti spiega Andrea Galignani, amministratore unico di Remp – un’esperienza in grado di offrire mescole con differenti tipologie di durezza, per meglio adeguarle alle caratteristiche del prodotto da macinare». Sono diverse le soluzioni messe a punto per mulini continui MTC, discontinui MTD e modulari MMC, ma il tratto comune è la competenza che Remp ha maturato, in quasi trent’anni di attività, nel campo della lavorazione e trasformazione della gomma: il rivestimento antistrappo è realizzato con un sistema modulare di piastre e lifter in gomma con un elevato grado di resistenza all’abrasione «ed offre – aggiunge Galignani - il vantaggio di aumentare il volume di prodotto macinato».


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a cura della redazione

SICER PrimoPiano

cambia il suo stile

Marco Eumenidi

Uno stile modernissimo rielabora attraverso una nuova ricerca le proposte del gruppo: colori naturali, linee essenziali, qualità ed unicità per superfici fortemente personalizzate e caratterizzate da «una sobrietà mai rinunciataria»


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ogliere, anziché aggiungere. Per cambiare stile e per interpretare al meglio la nuova identità di Sicer. Leader nel campo della decorazione ceramica, il gruppo ha scelto di imprimere una svolta alla propria filosofia produttiva, presentando al Cersaie diverse novità che integrano una proposta tesa ad esaltare la bellezza della materia attraverso quella che Marco Eumenidi, Direttore Commerciale di Sicer, definisce «una sobrietà mai rinunciataria, che da’ spessore ad un’estetica essenziale e sofisticata». L’armonia dei colori e la naturalezza delle nuance sposano la pulizia delle linee in un uno styling modernissimo attraverso il quale Sicer rivendica il suo ruolo di partner a 360° per i produttori di alto livello. «Togliere anziché aggiungere significa coniugare ricerca e buon gusto, e ribadire con forza la nostra mission», spiega ancora Eumenidi, aggiungendo come la ricerca di Sicer abbia lavorato evolvendo in maniera ottimale la progettazione di superfici ceramiche di alta gamma. «Abbiamo una vasta gamma di produzioni speciali per terzo fuoco e per il rivestimento, ma il nostro core business sono le grandi superfici: la scelta è di lavorare su qualità e unicità, garantendo massima personalizzazione dei progetti in grado di differenziare ogni nostra creazione l’una dall’altra». Prima l’idea, poi il progetto, infine il prodotto. Il percorso lungo con il quale Sicer accompagna i propri partners è sintesi della filosofia di un gruppo capace di imporre la propria

cifra estetica e la propria qualità ai mercati più evoluti, anche grazie ad una vocazione all’internazionalizzazione espressa da diverse sedi estere. «Sotto al logo aziendale la scritta italian ceramic surfaces chiarisce come l’italianità, intesa come sinonimo di qualità, stile e know-how, sia uno dei principi cardine che guidano la nostra ricerca. La nostra presenza sul territorio italiano - ribadisce Eumenidi - con tre sedi che vorremo presto riunire in un’unica struttura integrata, conferma come l’Italia sia la vetrina attraverso la quale Sicer si propone al mercato globale».


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a cura della redazione

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A&M Production: allestimenti fieristici dalla Russia agli Usa L’azienda reggiana ha all’attivo un centinaio di lavori consegnati negli ultimi tre mesi tra Italia, Usa, Russia, Uk, Francia, Germania, India e Marocco. Due le strutture estere: A&M Exhibitions negli Stati Uniti e A&M Exhibition Design in Russia

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entinove stand realizzati a regola d’arte all’ultimo Cersaie, oltre 100 lavori consegnati nell’ultimo trimestre tra Italia, Usa, Russia, Uk, Francia, Germania, India e Marocco: è l’attività degli ultimi mesi di A&M production resa possibile soprattutto grazie alle struttura americana, A&M Exhibitions e a quella russa, A&M Exhibition Design, entrambe ovviamente coordinate dalla casa madre italiana. Al momento, per quanto riguarda il settore ceramico, A&M è già in preparazione per la grande prova che sarà Coverings 2016,


a Chicago, dove l’ambiente fieristico è piuttosto ostile. “Siamo però convinti che con i nostri 30 anni di esperienza negli USA e il profondo know how acquisito potremo arrivare alla qualità e ai risultati che ci hanno sempre contraddistinto”, Parole di Alfredo Montanari, presidente di A&M Production. Tra i fiori all’occhiello la realizzazione di Via Emilceramica a Cersaie 2015: “Lavorare per il gruppo Emilceramica è sempre una grande soddisfazione, siamo orgogliosi di servirli ovunque nel mondo da quasi 15 anni”, racconta Alfredo Montanari, “lo stand dell’ultimo Cersaie ha celebrato una magnifica relazione tra cliente e fornitore. Il gruppo ha percepito i vantaggi che può portare avere un unico fornitore fidelizzato per l’intero fabbisogno fieristico”. Emilceramica è uno dei clienti storici di A&M Production, una collaborazione nata nel 2001 e proseguita per tre lustri: “E’ uno dei nostri partner strategici”, spiegano dalla direzione marketing di Emilceramica, “A&M è per noi sinonimo di professionalità, affidabilità, flessibilità, caratteristiche fondamentali che ci permettono di progettare e di realizzare numerosi eventi fieristici in ambito nazionale ed internazionale. La qualità delle strutture e degli artigiani di A&M ci consentono di liberare la creatività e di presentare le nostre superfici in spazi unici e sorprendenti”.


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a cura della redazione

Unica, il futuro della decorazione Il brand nato dalla ricerca di Target Studio esplora le nuove frontiere del living e dell’outdoor: da una parte un solido background, dall’altra ricerca e design per proposte oltremodo innovative

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Non siamo una ceramica nel senso industriale del termine, non siamo più un’azienda di terzo fuoco nella sua accezione classica. Con UNICA abbiamo voluto creare altro». L’intuizione di Fausto Mucci, AD di Target Studio, ha dato concretezza ad un laboratorio di idee in grado di rielaborare la decorazione secondo canoni in grado di proporre una soluzione oltremodo innovativa. «Proposte nate da ricerche ad hoc, proposte non ancora presenti sul mercato che nascono dalla sinergia tra i nostri tecnici e diversi professionisti ai quali ci rivolgiamo per capire


le tendenze del gusto contemporaneo». Unire moda e design, declinare un materiale tipicamente ceramico («porcellanato a tutta massa») in modo inedito per destinarlo a qualsiasi ambiente living e outdoor: la mission del brand a suo tempo creato da Target è quella, dice Mucci, «di differenziarsi dal prodotto industriale, utilizzando la nostra esperienza nella decorazione per capitalizzare la ricchezza della materia. Una diversa concezione di decorazione, nata – dice Mucci - dal nostro know how ma evolutasi in interpretazioni che declinano il classico in chiave contemporanea». Il Frottage ceramico, ad esempio, ultima proposta di Unica by Target Studio, sposa

grafiche ed effetti innovativi che esaltano, da una parte, il lavoro della R&S di Target, dall’altra la sua capacità di interagire con il mondo della progettazione, che ai ricercatori di Unica ha dato l’input decisivo per trovare la mediazione ideale tra intuizione e design. «Si parte dal design, si evolve l’idea – dice Mucci – fino ad articolare una proposta ceramica che abbia una sua identità e una sua anima ben definita». Ricerca e design per nuove superfici, con le quali Unica si affaccia anche all’outdoor e all’arredo urbano con proposte che si muovono nel solco di quella tradizione decorativa che per Unica è solido punto di partenza, ma non punto di arrivo.


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a cura della redazione

Vetriceramici: formati, finiture e proposte per il mercato globale GFP “grits for polish” e MICRO DDA “Micro dry digital application”: materiali innovativi con caratteristiche tecnomeccaniche perfettamente in simbiosi con le tecnologie produttive ed il supporto

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etriceramici in occasione del Cersaie 2015 ha deciso di presentarsi in modo nuovo e differente dall’edizione scorsa 2014 pur mantenendo il proprio focus sulla ricerca e la qualità dei prodotti. Le piastrelle che sono state presentate hanno attirato l’attenzione di tutti i clienti che hanno apprezzato ancora una volta le realizzazioni, i formati, le finiture e le proposte delle colorazioni che seguono il trend degli interni di design e soprattutto sono adatti a rispondere alle richieste del mercato globale. GFP “grits for polish” e MICRO DDA “Micro dry digital application” rappresentano le ultime evoluzioni tecnologiche delle graniglie che Vetriceramici ha deciso di mostrare in Cersaie 2015. Materiali che oltre a mostrare un ottimo livello qualitativo (Vetriceramici vanta il primato da anni oramai nella produzione


di graniglie) sono adatti anche per essere applicati con le tecnologie digitali a secco più all’avanguardia. La ricerca di base di Vetriceramici è molto attenta alle richieste dei nostri clienti ed è per questo motivo che si impegna a studiare materiali che anche in quantità modeste siano in grado di cambiare l’aspetto finale e naturale delle superfici ceramiche, materiali principalmente destinati alla produzione dei grandi formati realizzati con i nuovi impianti per la produzione di “lastre”

Sono materiali innovativi con caratteristiche tecnomeccaniche perfettamente in simbiosi con le tecnologie produttive ed il supporto, allo scopo di collocare il prodotto ceramico ad un livello tecnologico ed estetico superiore al prodotto naturale. Combinando la tecnologia del doppio caricamento alla pressa con le decorazioni digitali e le “Materie Digitali” si possono ottenere risultati di altissimo valore estetico-qualitativo e personalizzabili, nel rispetto della natura e dell’ambiente.


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Cooperativa Ceramica d’Imola tra restyling e tradizione

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a cura della redazione

Proposte inedite e innovative per Imola, Leonardo e La Faenza: nuovi concept in grado di identificare con forza, integrandoli tra di loro, i brand del gruppo, reinterpretando le superfici dell’abitare contemporaneo senza perdere il fascino della tradizione ceramica

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n rilancio per tutti i marchi del gruppo, complice un Cersaie che Cooperativa Ceramica d’Imola ha scelto per presentare proposte che si ispirano al cambiamento, seguendo «una nuova rotta che punta dritto al cuore dello stile, inseguendo la ricerca e la messa a punto di nuovi criteri estetici». Nuove grafiche e nuovi prodotti per un restyling che non perde il fascino della tradizione, ma riscrive in chiave contemporanea le proposte di Imola, la Faenza e Leonardo proponendo nuove identità materiche e concept estetici completamente rinnovati.


«Si tratta di marchi storici, il cui posizionamento è da sempre consolidato sul mercato – spiega Leonardo De Muro, Direttore Commerciale del gruppo – e che tuttavia abbiamo pensato di proporre in modo più ricco ed articolato, accrescendo la cura dei dettagli, aggiungendo effetti, cromie, innovazioni tecnologiche in modo da integrare una proposta la più compiuta ed efficace possibile». Ecco allora nuovi concept identitari e produttivi, in grado di identificare con forza i tre brand del gruppo attraverso effetti, textures e nuances che si presentano al tatto e alla vista in una veste completamente inedita. Non solo tecnica, non solo design, ma una nuova interpretazione delle superfici dell’abitare contemporaneo attraverso un know how che cresce ed evolve insieme al mercato. Si tratti dei legni che Imola ridisegna nella naturalezza di Kuni e delle sue assi appena intagliate, increspate che si riflettono su colorazioni realistiche e magicamente naturali, o dei marmi che La Faenza declina, con Orobianco, seguendo le matrici stilistiche ed estetiche della bellezza più classica. O ancora nei look contemporanei di Waterfront, che misura la ricerca di Leonardo su materie apparentemente agli antipodi come cotto e cemento. Una gamma ampia e contemporanea per un rinnovamento a 360° è la prima protagonista di una strategia di sviluppo improntata a un rinnovamento radicale, che parla un nuovo linguaggio visivo e parte proprio dall’immagine coordinata dei brand per proporre una ceramica attuale e capace di rispondere con declinazioni specifiche alle esigenze del mercato e dei consumatori.


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Costruzioni

a cura di Stefano Fogliani

La crisi delle costruzioni? Non è finita, ma si sta attenuando… Questa, in sintesi, È la risultanza del ‘Rapporto 2015’ di Federcostruzioni: l’andamento del 2014 sembra poter prefigurare il punto di partenza per il ritorno alla crescita

la sesta variazione in negativo dall’inizio della crisi, quella che il settore delle costruzioni ha registrato nel 2014, ma potrebbe essere quella più indolore dall’inizio della crisi. Perché la crisi non è finita ma per la prima volta da sette a anni a questa parte i dati ne raccontano un’attenuazione che, secondo gli osservatori, preluderebbe all’inversione di tendenza che, appena accennata nel corso del 2015, dovrebbe prendere spessore nel 2016. Così, dalle pagine del rapporto 2015 elaborato da Federcostruzioni e presentato in occasione del Saie, emerge un «cauto ottimismo» rispetto ai destini di una filiera che resta uno dei cardini centrali del sistema economico italiano, filiera la cui produzione del 2014 si attesa attorno ai quattrocento miliardi di euro (403, per la precisione) e vale oltre il dieci per cento (12%, secondo i dati dell’osservatorio) dell’occupazione nazionale.

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Costruzioni Sei anni di crisi Nel 2014, dice il rapporto di Federcostruzioni, il sistema ha perso il 3% in termini reali e il 3,5% in valore, vedendo i livelli occupazionali riferiti al settore scendere sotto i 2,6 milioni di addetti (- 125mila posti rispetto all’anno precedente) e segnando l’ennesima flessione, ben raccontata dal dato aggregato del quinquennio (2009/2014) il cui saldo negativo vale quasi il 30% della produzione complessiva. Ad aver subito la perdita più consistente è stato per il comparto delle costruzioni (-75mld di euro) propriamente detto, mentre in termini relativi si ‘distinguono siderurgia (-40%), l’industria macchine per il movimento terra (-45%), il cemento e il calcestruzzo (-50%), il commercio di macchine per il movimento terra, da cantiere e per l’edilizia (- 65%) e i laterizi (-70%). Il conto, va da sé, è salatissimo, ovvero 125 miliardi e 650mila posti di lavoro. Ecco i numeri che raccontano una crisi la cui fine sarebbe tuttavia ormai prossima, e che il settore è riuscito ad attenuare grazie alle buone performance registrate sui mercati esteri. Da una parte il sistema, nel periodo 2008-2014, registra una crescita delle esportazioni del 23% nel periodo 2009-2014, dall’altra

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la presenza delle imprese italiane sul mercato mondiale sta acquisendo importanti quote di mercato, rivelando un dinamismo dentro il quale può leggersi una buona capacità di reazione di una filiera comunque provata in modo significativo da un così prolungato periodo di standby. La svolta è vicina? Alla lettura negativa della dinamica di lungo periodo, l’osservatorio di Federcostruzioni associa tuttavia alcuni segnali positivi che emergono da un’analisi più approfondita del dato generale e di quelli di settore. «Limitando infatti l’esame all’ultimo triennio – si legge sul rapporto - il dato generale evidenzia un trend marcato alla riduzione delle variazioni negative: si passa da -9,5% del 2012 a -5,7% del 2013 e a -3,0% nel 2014. Se quindi – prosegue il rapporto - la crisi per il sistema delle costruzioni non può dirsi ancora finita nel 2014, come era - pur in un diffuso scetticismo - nelle attese di inizio anno, sicuramente si sta attenuando, lasciando il campo ad un sommesso ottimismo per l’immediato futuro. 2015 e 2016, insomma, sembrano essere gli anni in grado di dare

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ulteriore impulso al sistema, anche perché i saldi negativi sembrano potersi inserire «in un quadro generale in netto e continuo miglioramento. Per il 2014 - scrive il presidente di Federcostruzioni Rudy Girardi nella prefazione al Rapporto 2015 - emerge un quadro certamente non positivo ma che tuttavia sembra delineare un rallentamento della crisi produttiva e prefigurare uno scenario di ripresa che finalmente appare realisticamente all’orizzonte dei prossimi anni. Infatti - fa notare Girardi - per il 2015 è atteso un andamento produttivo che, seppur in lieve riduzione, dovrebbe prefigurare il punto di partenza per il ritorno a ritmi di crescita».

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Scenari e prospettive da qui al 2017 Le previsioni di chiusura dell’anno in corso (2015) e per l’anno successivo (2016) sono improntate, come detto, ad un cauto ottimismo, dal momento che, si legge ancora sul ‘rapporto’ di Federcostruzioni «i segni più cominciano finalmente a prevalere sui meno in molti indicatori congiunturali ed aggregati economici nazionali». Un sentiment suffragato dagli indicatori macroeconomici, come le più recenti elaborazioni dell’Istat che segnalano aumenti sia della produzione industriale che degli ordinativi per l’industria, che si innestato su dati riferibili alle costruzioni che seppur parziali

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Costruzioni

(luglio 2015, +0,3%) contribuiscono a creare un clima di fiducia migliorato di 15 punti percentuali tra la metà del 2014 e la metà del 2015. «Ripresa realisticamente all’orizzonte», insomma, per dirla con Girardi, anche se è ovvio che servono misure in grado di agganciarla, questa benedetta ripresa. In assenza di specifici interventi di sostegno al settore, si stima una ulteriore flessione della produzione, con la ripresa degli investimenti rinviata nel tempo, non prima del 2017. La road map per la ripresa Per accelerare, Federcostruzioni fa capire come siano necessarie quelle stesse misura di sostegno già a suo tempo chieste anche dall’Ance. Servono, in questo senso, interventi a forte impatto nell’immediato e che abbiano il carattere di continuità (nuove iniziative sul fronte dei lavori pubblici, proroga degli incentivi fiscali per ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica, detassazione degli acquisti di abitazioni in classe energetica elevata) potrebbero portare, secondo Federcostruzioni, «ad una interruzione della caduta nel 2016, con una crescita dei livelli produttivi in termini reali del 3,2% su base annua».

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Le imprese italiane nel mondo Oltre dieci punti percentuali in più di fatturato rispetto all’anno precedente, a sancire performances importanti che anno dopo anno rafforzano la presenza delle imprese italiane sui mercati esteri, anche grazie ad acquisizioni e partnership. Non si arresta, dati alla mano, la crescita delle imprese di costruzioni italiane all’estero ed il 2014 viene definito dall’osservatorio di Federcostruzioni «un anno particolarmente positivo. Nel 2014 – scrive Federcostruzioni - le imprese italiane hanno conseguito un valore della produzione pari a circa 10,5 miliardi, decimo anno di crescita continua: l’aumento cumulato del fatturato tra il 2004 e il 2014 è del 237%». A fine 2014, si legge sull’osservatorio di Federcostruzioni, «il valore complessivo delle commesse ha superato i 72 miliardi di euro (il portafoglio lavori totale è di 41 miliardi), ottenuto grazie ai 662 cantieri presenti in 84 Paesi e nel solo 2014 sono stati sottoscritti 187 nuovi contratti per un importo complessivo di 10,5 miliardi di euro».

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a cura della redazione

SITI B&T Group: nel rinnovato Centro Tecnologico nasce ® la linea SUPERA Una nuova tecnologia, studiata appositamente per le grandi lastre ceramiche, con soluzioni integrate dedicate a ogni fase del processo: dal servizio di test delle materie prime alla preparazione, dalla pressatura alla cottura, dal taglio alle lavorazioni di fine linea

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peratori provenienti da ogni parte del mondo hanno visitato nella settimana del Cersaie il rinnovato Centro Tecnologico SITI B&T Group di Formigine, scoprendo la nuova tecnologia SUPERA® studiata appositamente per le grandi lastre ceramiche. All’open house hanno preso parte professionisti provenienti da tutti i principali paesi produttori di ceramica: Italia, Russia, Cina, Iran, Spagna, Tailandia, Brasile, Algeria, Egitto. «Nel nome che abbiamo scelto c’è già molto della nuova tecnologia: la volontà è


quella di spingersi oltre i limiti, garantendo ai nostri partners un’ottimizzazione dei cicli con una macchina modulare, configurabile in modo da soddisfare ogni esigenza produttiva», spiega Fabio Tarozzi, Ad di SITI B&T Group, individuando nel lancio della nuova linea e nell’importante investimento sul rinnovo del Centro Tecnologico «un segno di continuità con una strategia incentrata sulle parole chiave Innovazione, Ricerca & Sviluppo e Servizio. Parole che rappresentano l’impegno continuo e quotidiano di SITI B&T, che ogni anno investe il 5% del fatturato in R&D». Il nuovo sistema, aggiunge Tarozzi, «contiene numerose innovazioni, già oggetto di brevetto internazionale» ed è stato, come detto, presentato nel corso della settimana del Cersaie. Il primo ottobre l’inaugurazione ufficiale del rinnovato Centro Tecnologico e la presentazione di

SUPERA®: oltre a Fabio Tarozzi, all’evento hanno partecipato i vertici societari di SITI B&T Group, il Sindaco di Formigine Maria Costi ed il vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini, che hanno avuto parole di apprezzamento per l’attività di un’azienda che, fortemente internazionalizzata, continua ad innovare e ad investire su produzioni sempre all’avanguardia. SUPERA® ne è la sintesi più recente, e fa di SITI B&T l’unica realtà al mondo nel settore in grado di mettere a disposizione dei propri clienti un vero e proprio impianto pilota completo e funzionante per le grandi lastre ceramiche, con soluzioni integrate dedicate a ogni fase del processo: dal servizio di test delle materie prime (analisi e prova degli impasti) alla preparazione, dalla pressatura alla cottura, dal taglio alle lavorazioni di fine linea.


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Cross Wood: Panaria Ceramica reinventa l’effetto legno Dust 20 mm 30x120 RTT

Cinque colori e due spessori per la nuova collezione griffata Panaria, sintesi compiuta tra la bellezza primordiale del legno e la durevole resistenza della ceramica

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Dust 20x121,5

stata una delle nuove collezioni presentate a Cersaie 2015 da Panaria Ceramica, che con Cross Wood continua la ricerca su colore e materia, elaborando superfici che sono la sintesi compiuta tra i due mondi paralleli della bellezza primordiale del legno e la durevole resistenza della ceramica. Legno ceramico, ma non solo: un ventaglio di proposte per l’abitare contemporaneo, una fitta foresta in cui le varie fibre lignee si alternano, si amalgamano l’una con l’altra in un mosaico di essenze in grado di interpretare in


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maniera ottimale l’evoluzione del gusto e le piÚ moderne esigenze della progettazione. Cinque le nuances proposte: Dust, Ebony, Cinder, Buff e Bone, due i formati di diverso spessore (20x121,5 cm spessore 10,5 mm e 30x120 rettificato spessorato 20mm) che integrano ed articolano la gamma arricchita da pezzi speciali che di Cross Wood sono complemento ed integrazione. Una collezione che mantiene gli standard di eccellenza della produzione Panaria declinandole su composizioni e contrasti cromatici sempre diversi, in grado di identificare e personalizzare soluzioni adatte ad ogni ambiente.

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Profilo d’artista: Schlüter®-Systems e Adriano Venturelli Il mondo dell’impresa e quello dell’arte contemporanea si incontrano con le quattro mostre evento volute dall’azienda tedesca presso la rinnovata sede di Fiorano Modenese

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el segno dell’innovazione e della creatività, con l’obiettivo di ‘rompere gli schemi’. Festeggiano insieme 40 anni di attività, Schlüter®-Systems e Adriano Venturelli: multinazionale tedesca leader nella produzione di profili la prima, artista poliedrico che fa della ricerca il suo tratto distintivo il secondo, si incontrano idealmente con ‘Profilo d’artista’, una serie di mostre-eventi promossi presso la rinnovata sede aziendale di Fiorano Modenese. Il primo è stato celebrato il 25 novembre, l’ultimo è già in programma il prossimo 8 settembre: Schlüter®-Systems e Adriano Venturelli dialogano simbolicamente l’un l’altro, riassumendo percorsi le cui matrici sono ricerca e innovazione. ‘Rompere gli schemi’, appunto:


l’arte contemporanea, declinata secondo la sensibilità di Venturelli, stupisce e sorprende con soluzioni sempre nuove, suggerisce approcci diversi ad una realtà che anche Schlüter®-Systems ha scelto di interpretare attraverso il suo modo di fare impresa e proprorsi al mercato. «Siamo una voce fuori dal coro che mette in discussione schemi ormai consolidati per il mondo dell’edilizia ed in particolare per la posa della ceramica», spiega Georg Peter Schlangen, AD

L’AZIENDA

Tutto nacque da un semplice profilo in ottone, l’ormai famoso “Schlüter®-SCHIENE”. Oggi Schlüter®-Systems è indiscusso leader di mercato per sistemi innovativi e completi per la posa della ceramica e può contare su oltre 1000 collaboratori. Dispone di sette filiali dirette in Europa e America ed è il punto di riferimento per soluzioni di posa di piastrelle e pietre naturali. La sede italiana si trova a Fiorano Modenese, nel cuore del distretto ceramico: inaugurata nel 2003, è una struttura moderna e funzionale, la cui superficie è suddivisa tra uffici, magazzino e un grande centro addestramento.

di Schlüter®-Systems, che con ‘Profilo d’artista’ ha cercato «altro, rispetto alla classica mostra evento». Ha cercato, trovandola, una sintesi in grado di raccontare come creatività e innovazione possano imporre una nuova visione delle cose. Si lega in questo modo il fare impresa della multinazionale tedesca a quella stessa ricerca che vede l’artista e l’imprenditore muoversi lungo lo stesso percorso alla ricerca dell’eccellenza.

L’ARTISTA

Classe 1953, formiginese, diplomatosi presso l’Accademia di Belle Arti a Bologna, ex imprenditore ceramico e oggi artista ‘atipico’ (la definizione è sua) con all’attivo una partecipazione alla Biennale di Venezia e opere esposte a Milano, Roma, Mosca e Minsk, Adriano Venturelli continua il suo percorso artistico anche attraverso una società, Anima & Corpo, che ne promuove e veicola un’opera in grado di riscuotere riscontri importanti a tutti i livelli. ‘Acquaforte acquatinta’, ‘I materici’, ‘Full metal Jacket’, ‘Red and Black’ sono i quattro cicli attraverso i quali Schlüter®-Systems racconta 40 anni di contemporaneità attraverso la sua opera.


NEWS

Aziende

Un successo il Red Gala Dinner di BMR A Villa Spalletti, gioiello architettonico che sorge nel cuore del distretto ceramico, BMR ha organizzato un evento dedicato ai clienti e dipendenti che contribuiscono da sempre a fare dell’azienda un punto di riferimento in tutto il mondo nella tecnologia per il fine linea per la produzione di piastrelle ceramiche. Più di 400 gli ospiti che hanno partecipato al Red Gala Dinner, serata voluta fortemente da Paolo Sassi e da tutto il management di BMR, occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla crescita e al consolidamento dell’azienda. BMR, infatti, con i suoi due stabilimenti a Scandiano e a Schio, un organico di oltre 100 addetti e filiali commerciali in Spagna, Portogallo, Turchia, Egitto, Iran, Brasile e Argentina, ha registrato negli ultimi tre anni un’importante crescita a due cifre che, nei primi 8 mesi del 2015, si è attestata intorno al 25%.

Cercol amplia la collezione F.15 SETASTUC La collezione F.15 SETASTUC si amplia con una selezione di fuganti in tonalità naturali (174 Grafite, 149 Sabbia Vulcanica, 133 sabbia, 135 beige Scuro, 136 Fango) per superfici in parquet ceramico: una gamma di prodotti di alta qualità e funzionalità ricca di colori per uso sia interno che esterno, senza solventi, con bassissimo contenuto di emissioni (VOC) e certificata secondo i più stringenti standard internazionali. F.15 SETASTUC è idoneo per la stuccatura di tutti i tipi e formati di piastrelle in gres, mosaici, marmi e pietre naturali, sia a pavimento che a rivestimento. F.15 SETASTUC presenta un assorbimento d’acqua estremamente basso e spiccate caratteristiche di resistenza alle muffe, per cui le fughe risultano praticamente “a prova di macchia”. Grazie al suo elevato contenuto tecnologico F.15 SETASTUC è quindi particolarmente indicato per l’utilizzo in rivestimenti di bagni, piscine e centri wellness. Accanto al risultato finale, i laboratori CERCOL hanno tenuto conto anche delle caratteristiche applicative di questo nuovo fugante: l’impasto ottenuto miscelando la polvere con l’acqua si presenta fluido e semplice da lavorare e la pulizia non comporta alcuna difficoltà. Ad indurimento avvenuto le fughe non sono affette da abbassamenti o ritiri anche in presenza di piastrelle rettificate. F.15 SETASTUC, come ogni prodotto CERCOL, è stato formulato nel rispetto dell’ambiente e della salute degli utilizzatori, pertanto è caratterizzato da bassissime emissioni di sostanze organiche volatili, come certificato dalla marcatura EMICODE EC1RPLUS.

Nuovo forno EKO, vendite già oltre quota 50 Volume dei fumi ridotto del 20% rispetto a un forno tradizionale, meno 25% dei consumi durante i vuoti di produzione ed un consumo a regime da record. È questa la sfida del Gruppo Sacmi che, con la nuova linea di forni EKO, sta conquistando crescenti quote di mercato in tutto il mondo con oltre 50 macchine vendute, il 70% delle quali già avviate presso i maggiori player globali dell’industria ceramica. Il primato in termini di consumi non è l’unico punto di forza della proposta EKO, che si estende anche a caratteristiche tali da favorire l’incremento di competitività sul mercato e la rispondenza alle più moderne esigenze produttive. Prima tra tutte, la frequenza dei cambi formato e la necessità di gestire lotti produttivi sempre più piccoli, esigenze alle quali Sacmi risponde sia riducendo di un quarto i consumi durante i vuoti di produzione, sia attraverso sistemi di monitoraggio e controllo delle curve di cottura che garantiscono altissima precisione nella resa dei materiali indipendentemente da formati e spessori, minimizzando allo stesso tempo gli scarti.

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Creadigit di System cresce in Arabia Saudita System Saudi Arabia, filiale del Gruppo System attiva a Riyadh dal 2010, ha messo a segno importanti forniture nel corso del 2015, soprattutto nel campo della decorazione digitale. A inizio anno è stato concluso l’avviamento di 4 sistemi di stampa Creadigit presso la ceramica Al Fanar che, tra dicembre 2014 e gennaio 2015, ha completato il passaggio tecnologico modificando lo standard produttivo dello stabilimento di Riyadh. Due Creadigit E a 8 barre colore sono state fornite anche ad Arabian Ceramics Manufacturing Company, che ha realizzato importanti investimenti nel suo stabilimento di Jeddah mentre Riyadh Ceramics, che già aveva adottato la tecnologia digitale System nel 2013, si è dotata di un’altra Creadigit da affiancare alla prima.

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Portobello rinnova la fiducia in Durst e investe in 7 nuovi sistemi Gamma XD Durst, lo specialista delle applicazioni inkjet industriali, mette a segno una nuova importante installazione in Brasile, dove Portobello, leader nelle produzione di piastrelle in ceramica, ha acquistato 7 sistemi Gamma 98 XD. Il parco macchine dell’azienda comprende già 6 stampanti della serie Gamma 75 e 120 che nel 2014 hanno contributo grazie all’efficienza produttiva – all’incremento del fatturato di Portobello che ha superato il miliardo di real (circa 320 milioni di dollari). In seguito al boom edilizio del Brasile, Portobello ha recentemente inaugurato un nuovo sito produttivo nello stato di Alagoas, che occupa oltre 1.000 dipendenti. Qui l’azienda produce piastrelle da parete e da pavimento destinate sia al mercato nazionale (con il brand ViaSeca) sia all’esportazione con il nuovo marchio proprietario Pointer. Anche prodotti Pointer, caratterizzati da un prezzo più conveniente, sono decorati con i sistemi Durst Gamma 98 XD fino a 8 colori, già utilizzati per le linee premium. 3 dei 7 nuovi sistemi di stampa su ceramica sono stati installati presso la sede centrale di Tijucas, Santa Catarina, mentre gli altri 4 sono stati destinati al nuovo stabilimento. Le 4 stampanti Gamma 98 XD, operative presso il sito produttivo di Pointer sin dall’aprile scorso, hanno già realizzato oltre 6.000.000 m² di piastrelle. Nel 2014 Portobello ha raggiunto un volume di produzione di oltre 30 milioni di m² e le cifre attuali indicano nuovi record per il 2015.

Kryo di Smac per il gruppo Fiandre-Iris La tecnologia Kryo di Smac - idonea a risolvere i problemi legati all’alta temperatura e al vapore rilasciato dalle piastrelle in transito sulle linee di decorazione digitale - ha ricevuto importanti conferme da  Iris Ceramica e GranitiFiandre, marchi storici della produzione italiana di piastrelle. Nello stabilimento di Fiorano Modenese di Iris Ceramica è stata installata un’ulteriore unità di raffreddamento modello Kryo F.90, mentre StonePeak Ceramics, azienda del gruppo con sede in Tennessee (USA), ha scelto Kryo per attrezzare due linee produttive. Negli ultimi mesi, il gruppo ha adottato la tecnologia Smac anche nello stabilimento tedesco di Porcelaingres, che ha installato quattro Kryo F.90 sulle linee di produzione dedicate ai formati 60x60 e 60x120 cm con spessore fino a 20 mm.

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SITI B&T consolida la presenza sul mercato indiano SITI B&T Group consolida la presenza nel mercato indiano con l’avviamento della nuova linea completa di Comet India, azienda ceramica con sede a Morbi, Gujarat. Grazie alle tecnologie d’eccellenza installate, Comet India – storico cliente SITI B&T – sta guadagnando importanti quote nel mercato domestico ed internazionale. Il nuovo impianto ha consentito infatti all’azienda di incrementare in modo significativo la capacità produttiva e raggiungere una sempre maggiore qualità del prodotto finito. La linea fornita da SITI B&T comprende una pressa EVO, un essiccatoio verticale e un forno di ultima generazione GREENFIRE®.

TREBAX: 40 anni di innovazione Il mese scorso, nella splendida cornice di Villa Valentini di San Donnino di Casalgrande, TREBAX ha festeggiato con il suo staff un compleanno importante: 40 anni di attività.  Nata nel 1975, TREBAX è divenuta leader nella produzione di stampi per ceramica innovativi. Quello che ha sempre contraddistinto il suo team è la capacità di ricercare e creare soluzioni funzionali alternative, che consentono alle aziende ceramiche di produrre piastrelle di altissima qualità, e di ridurre i loro costi produttivi. Questo è il motivo per cui molti dei più importanti gruppi ceramici italiani ed esteri hanno scelto TREBAX come partner strategico, anche nello sviluppo di nuovi difficili formati.  Appare chiaro che Trebax azienda di proprietà della famiglia Casolari, guidata dai fratelli Mauro e Cristina - nonostante i suoi quarant’anni si presenta come una azienda giovane sia nel team che nella cultura. Un’ottima organizzazione produttiva, industriale e manageriale innova, migliora, brevetta i prodotti TREBAX grazie ad ingredienti che è raro trovare assieme: competenza, esperienza, know how, uniti ad un pizzico di entusiasmo, curiosità e tanta passione per il proprio lavoro.

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a cura della redazione

Lo stile Petracer’s conquista Cersaie

Sei nuove proposte per un progetto d’interni all’insegna del lusso

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innovarsi non è mai semplice, tanto più se si è affermati e vincenti. Petracer’s è riuscita nell’intento, ribadendo la propria idea di lusso, eclettico e personalizzabile. Mai come quest’anno numerose, le nuove collezioni ambiscono infatti a diventare dei veri e propri must del settore ceramico. Spessori ridottissimi a supporto di texture ricche di fascino, possibilità di modulare l’idea secondo il progetto d’interni, grafismi incisivi e modulabili, sono le caratteristiche condivise dalle nuove collezioni ceramiche, tutte ammiratissime all’ultimo Cersaie. Di Quadro è stato particolarmente apprezzato l’effetto minuto e insieme grandioso della decorazione, un risultato reso possibile dalla concezione rivoluzionaria del mosaico, che libera il soggetto della decorazione dall’effetto quadrato della tessera. L’idea di partire dall’immagine e suddividerla in tessere, peraltro piccolissime, è infatti alla base della resa perfetta dei dettagli e della continuità della decorazione.


Anche Trama d’autore si distingue per il particolare effetto tattile e materico della texture, trasposizione ceramica di un tessuto da posare in modo libero da schemi predefiniti. Così come per Sartoria, è piaciuta la modularità architettonica e il raffinato disegno, ideale per creare composizioni libere nelle dimensioni e coordinabili a piacere anche nei colori grazie ad una tavolozza che fa perno sul grigio. Splendide infine anche Swing e Memento!, due proposte nel segno del romanticismo, diversissime tra loro per atmosfera ma accomunate dal gioco di citazioni e rimandi a quella che ormai è definibile come la grande storia della decorazione. Swing è infatti

un omaggio all’atmosfera fastosa degli anni Ruggenti, che con il suo contrappunto tra lucido e opaco si rivela ideale per la contemporaneità. Grande successo anche per Memento! interpretazione delle cementine che offre grande spazio alla fantasia grazie alle diverse dimensioni della piastrella e alla possibilità di unire la versione a colori con quella solo tratto in bianco e nero. Una ricerca che continua e si approfondisce anche nel settore dell’arredo bagno. Con Primo Attore, nuova console della linea Originali Interni Italiani, Petracer’s giunge ad un altro sublime risultato, un disegno raffinatissimo e leggero che si sposa con materiali preziosissimi, il non plus ultra del lusso.


DÊco d’Antan: un vero e proprio sistema ceramico dedicato a vestire con rinnovata eleganza gli spazi residenziali e ideale per progetti contract. Il colore, i decori e i contrasti sono gli elementi distintivi della collezione che offrono grande leggerezza visiva e libertà compositiva. I pattern geometrici e i decori floreali a rilievo esaltano la superficie fino a diventare dei veri e propri complementi di arredo, morbidi al tatto e preziosi alla vista, grazie al mix sapiente degli smalti e della polvere di graniglia. www.tagina.it


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a cura della redazione

Geal si rinnova e guarda all’estero Ottimi riscontri per ‘Sistema Gres’, l’innovativa proposta destinata a tutta la filiera del gres porcellanato: prodotti, formazione, ricerca per ‘mantenere l’eccellenza’ delle superfici ceramiche

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oluzioni chimiche innovative per la protezione ed il mantenimento del gres porcellanato. L’importante appuntamento del Cersaie premia le proposte di Geal: non solo prodotti per la manutenzione delle superfici ceramiche, ma un sistema integrato che rappresenta non tanto una rivoluzione, quanto un’evoluzione dell’esperienza ormai quarantennale acquisita sul mercato dell’azienda toscana, fondata nel 1979 ma in grado di ‘mantenere l’eccellenza’ delle superfici attraverso ricerca e innovazione. Nove prodotti che coprono i tre ambiti principali di azione sul gres porcellanato:


prodotti da utilizzare dopo la posa in opera, per la manutenzione ordinaria e la risoluzione di problematiche di ‘pronto intervento’ integrano un sistema che Geal trasmette ai propri partners attraverso appuntamenti di formazione ad hoc. «Le soluzioni presentate non sono né complicate né.... “efficaci per caso”, bensì semplicemente appropriate, frutto di innovazione incrementale», spiegano i vertici dell’azienda toscana, registrando con soddisfazione i buoni riscontri seguiti alla fiera bolognese, punto d’incontro privilegiato di quella filiera – produttore, rivenditore, posatore, utilizzatore – cui le proposte Geal si rivolgono riscuotendo crescente

successo non solo in Italia ma anche all’estero. «Oltre che sul mercato italiano, che ci vede impegnati da oltre trent’anni, i nostri prodotti – spiega Lorenzo Giusti, Direttore Commerciale di Geal - riscuotono successi importanti anche su mercati stranieri come Spagna, Portogallo, Germania e più di recente Polonia. Non dimentichiamo tuttavia accordi sottoscritti, qualche mese fa, con operatori che ci hanno permesso di proporre i nostri sistemi Australia ed Estremo Oriente, Giappone e Thailandia». Sono queste le nuove frontiere dell’universo Geal, le nuove sfide che l’azienda toscana ha scelto di raccogliere.


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a cura della redazione

GMM cresce e si consolida “Soluzioni e servizi a supporto della classica distribuzione di componenti meccanici�

C Luca Milani

on un aumento a doppia cifra del fatturato, Gmm trasmissioni meccaniche consolida il percorso di crescita evidenziato negli ultimi anni, diventando punto di riferimento per la componentistica meccanica rivolta a produttori di impianti e manutenzioni industriali.


«Movimentiamo oltre quattro milioni di articoli divisi in quattro famiglie di prodotto (cuscinetti, trasmissioni di potenza, sistemi lineari e pneumatica) e per ognuna siamo concessionari autorizzati», spiega Luca Milani, Direttore Operativo di GMM. «Essere concessionari autorizzati dei marchi più prestigiosi come SKF, BONFIGLIOLI, THK e FESTO, giusto per citarne alcuni, ci permette, aggiunge Milani, di garantire alla nostra clientela sia l’originalità del prodotto sia un’assistenza pre e post vendita grazie al rapporto diretto con le case madri». Knowhow, innovazione e servizio hanno permesso di consolidare il ruolo di GMM su diverse unità di business (ceramico, packaging, food & beverage, agricoltura, anche se – dice Milani – il 50% del fatturato è connesso al settore ceramico) e espandersi sui mercati internazionali, sviluppando e proponendo soluzioni fortemente innovative quali GMM Solution, Smart Energy Pack e Condition Monitoring. GMM Solution si propone co-

me pacchetto di fornitura integrale per le manutenzioni industriali, studiato ad hoc sui consumi del cliente. Smart Energy Pack nasce per fornire una soluzione di efficientamento energetico in un settore (quello ceramico su tutti) storicamente energivoro. Infine Condition Monitoring è un servizio di manutenzione predittiva allo scopo di limitare improvvisi fermi macchina attraverso analisi vibrazionali, diagnosi ed intervento di prevenzione. «A supporto di tali innovazioni, prosegue Milani, fondamentali per la Ns. crescita sono risultati gli investimenti rivolti a formazione di personale altamente qualificato e l’acquisizione di tecnologie e sistemi logistici avanzati, capaci di garantire un servizio celere e dedicato». Ultima integrazione al tema del servizio è l’officina GMM Service, nella quale si effettua assemblaggio di riduttori ad ingranaggi, taglio di guide lineari e customizzazione del prodotto commerciale.


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a cura della redazione

Sicer, tanti investimenti per il 2016 Nuovo assetto societario per l’azienda fioranese, che grazie alla patnership con B.Group punta a raddoppiare il fatturato entro il prossimo quinquennio, rafforzando in modo significativo anche la sua presenza all’estero

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uovo assetto societario per Sicer, una delle aziende leader nel campo della produzione e commercializzazione di fritte, coloranti, smalti composti, atomizzati e ausiliari per l’industria ceramica e artistica. Attivo dal 1993, il Gruppo è al centro di un piano di rilancio che ha come obiettivo il raddoppio del fatturato (oggi 50 milioni circa) da qui al prossimo quinquennio: B.Group, holding di partecipazioni industriali di stampo imprenditoriale che sostiene la crescita delle imprese attraverso investimenti diretti nel loro capitale, in partnership con il management, dallo scorso giugno ha scelto di ‘sposare’ il progetto di Sicer, e sta dando corso


Orio Pontiggia

ad un’ambiziosa riorganizzazione interna cui preluderanno ulteriori espansioni sul mercato internazionale. «Il distretto ceramico è zona di eccellenze industriali di nicchia: aziende fortemente internazionalizzate in grado di darsi prospettive di livello mondiali. Siamo entrati in Sicer con l’intenzione di farne una sorta di multinazionale tascabile, sapendo che saremmo partiti da una base oltremodo solida sia a livello di strutture che di know how», spiega Orio Pontiggia, AD della holding di controllo del Gruppo Sicer, aggiungendo come la crescita di Sicer passerà anche da una riorganizzazione commerciale oltre che da un ampliamento dell’organico che ha già in parte trovato attuazione. Nell’ultimo semestre, in Sicer, sono entrati 20 nuovi assunti: competenze e risorse in grado di dare ulteriore impulso alle attività di ricerca che ottengono riscontri crescenti su tutti i mercati strategici. «Abbiamo rafforzato l’organico sia a livello tecnico che com-

Giuliano Ferrari

merciale, con l’obiettivo di managerializzare l’azienda. In Sicer – aggiunge Giuliano Ferrari, AD del Gruppo Sicer - lavorano dipendenti che vogliamo diventino indipendenti, attraverso specifici contributi che ne faranno parte integrante del nostro progetto». Progetto, appunto, di crescita, anche e soprattutto a livello internazionale: Sicer ha già in portafoglio una filiale messicana, sedi in Spagna e Indonesia, è attesa a breve l’apertura di una sede in Tennessee, dove sta prendendo forma un importante cluster di aziende ceramiche, «ed entro il 2016 sono in programma altre acquisizioni in grado di dare ulteriore spessore alla nostra presenza sui mercati internazionali». Perché se è fondamentale, dice Marco Eumenidi, Direttore Commerciale di Sicer «l’unicità dei prodotti», altrettanto importante sono «la rapidità del servizio, e la presenza in loco per dare assistenza ad una clientela fortemente internazionalizzata».


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MOLTO PIÙ RESISTENTE (MENO CONTESTAZIONI) Contrariamente a quanto accade nel caso delle tradizionali lavorazioni delle superfici ceramiche la finitura supergloss aumenta la resistenza alle macchie. Questa è da intendersi sia come una ripulibilità della superficie da pedate e macchie di vario genere, sia come resistenza all’attacco acido e all’usura determinata dal calpestio nel tempo.

MOLTA PIÙ RESA PRODUTTIVA (MENO SCARTO) Normalmente i processi di lappatura a campo pieno comportano un declassamento di oltre il 15% dovuto ad imperfezioni della superficie durante le lavorazioni. Con il trattamento supergloss la percentuale di declassamento si riduce drasticamente favorendo un innalzamento del livello di produttività.

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a cura di Claudio Sorbo

Economia

L’Africa nuova frontiera dei BRICS Il ‘blocco’ formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica si propone come alternativa al gruppo dei G7 occidentali. Ha l’obiettivo dichiarato di abbattere il primato economico e finanziario mondiale degli Stati Uniti e di Germania, Francia e Inghilterra partendo dal superamento del dominio del dollaro nelle transazioni internazionali e con la sua sostituzione con l’Euro. Puntando (anche) l’Africa, un miliardo e centoventi milioni di persone in maggioranza giovani e giovanissime, terra di sviluppo e futuro benessere per chi ci abita e terra di business praticamente esclusivo per i BRICS NOVEMBRE - DICEMBRE 2015

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Economia

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Serghei Lavrov

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ggi parleremo dei BRICS e della possibilità di fare affari con loro. “BRICS” indica l’associazione di cinque Stati ed è l’acronimo dei loro nomi: Brasile, Russia, India, Cina Sudafrica. La sequenza richiama foneticamente il termine BRICKS, che in inglese vuol dire “mattoni”: in pratica, l’acronimo simboleggia la volontà di costruire una nuova economia mondiale partendo dall’unione delle loro forze finanziarie. Prima dei BRICS c’era il BRIC, Brasile, Russia, India, Cina, che era, però, solo un’espressione nata nel novembre 2010 per indicare gli ultimi quattro paesi entrati ufficialmente tra i dieci economicamente più importanti al mondo. In quanto tali, divennero membri di diritto dell’IMF (FMI in italiano), International Monetary Fund, Fondo Monetario Internazionale, fondato nel 1945 e con sede a Washington DC. Come sappiamo, il FMI è una sorta di Banca mondiale che concede prestiti ai 188 Stati membri in base a una quota che essi detengono grazie alle somme che destinano al Fondo. Ebbene, poiché gli Stati Uniti non hanno proceduto alla redistribuzione delle quote di pertinenza di ciascuno degli Stati membri dopo l’ingresso nel FMI di Brasile, Russia, India e Cina, appunto i BRIC, questi hanno creato una nuova struttura finanziaria, alla quale hanno dato il nome di New Development Bank, Banca del Nuovo Sviluppo, fondata nel 2014 in occasione del loro sesto Summit tenuto a Fortaleza, Brasile. In quell’occasione al gruppo dei quattro si è

aggiunto il Sudafrica (che non era tra le prime dieci economie al mondo ma che fu accolto lo stesso per i motivi che vedremo) e così i BRIC sono diventati BRICS. Questa nuova realtà finanziaria, di cui i nostri giornali hanno dato ben poche notizie, si propone come alternativa al gruppo dei G7 occidentali ed ha l’obiettivo dichiarato di abbattere il primato economico e finanziario mondiale degli Stati Uniti e di Germania, Francia e Inghilterra partendo dal superamento del dominio del dollaro nelle transazioni internazionali e con la sua sostituzione con l’Euro. Va aggiunto che due futuri membri dei BRICS avevano iniziato per tempo a prepararsi alla nuova alleanza: dal 2003 Cina e Russia avevano iniziato – in modo apparentemente inspiegabile – ad accumulare nelle loro Banche Centrali montagne di Dollari acquistati in occasione delle periodiche emissioni di Bond statunitensi. Così, oggi la Cina ne detiene per 1.004 miliardi di dollari. Tornando ai BRICS, la New Development Bank sarà operativa dal 2016 ed avrà sede a Shanghai e una filiale a Johannesburg che fungerà da collegamento per le operazioni sul continente africano (ecco spiegata la presenza del Sudafrica tra i BRICS). La NDB avrà un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari e un fondo strategico di riserva detto Contingent Reserve Arrangement, CRA, Accordo sui Fondi di Riserva, di 100 miliardi di dollari. Le quote: la Cina ha contribuito per 41 miliardi, Brasile, India, Russia per 18

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ciascuno e il Sudafrica per 5. La New Development Bank , nonostante le ovvie dichiarazioni contrarie di un membro autorevole dell’alleanza, il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, farà concorrenza al FMI soprattutto nei paesi in cui oggi esso è più restio a concedere crediti, ad esempio l’Africa: secondo le bozze appena accennate dei BRICS, l’intero continente, un miliardo e centoventi milioni di persone in maggioranza giovani e giovanissime, diventerà terra di sviluppo e futuro benessere per chi ci abita e terra di business e di condizionamento politico praticamente esclusivo per i BRICS. Sarà un esperimento di neocolonialismo lontano dalla sottrazione brutale e rapinosa delle risorse da parte dei paesi occidentali nei secoli XIX e XX, e anche lontano dalla sudditanza economica imposta dagli americani all’America Latina dal XIX secolo. Si tratterà invece, secondo i programmi, di una partnership in affari simile al Piano Marshall (io ti dò i soldi, tu fai come ti dico io e mi rimani fedele), che andrà dalle opere pubbliche (strade, autostrade, ponti, dighe, scuole, aeroporti, edilizia residenziale) alla creazione di nuove università africane alle quali Cina e India daranno loro professori, ospedali ai quali giungeranno i medici dei BRICS che affiancheranno e addestreranno quelli africani usciti dalle Università locali. Si sussurra che il tutto sarà integrato dal tessuto connettivo di nuovi quadri politici africani formati da tecnici soprattutto cinesi e indiani. Quando a partire dal 2016 l’iniziativa dei BRICS avrà preso piede grazie alle condizioni promozionali di crediti a lungo termine che concederà la New Development Bank, gli Stati europei e gli Stati Uniti saranno tagliati fuori dall’Africa: resterà a loro disposizione un mondo più piccolo, in parte inaccessibile (gli Stati BRICS), in parte vecchio e torpido (l’Europa, Italia in testa), in parte incontendibile (i paesi asiatici post comun isti, poco interessanti economicamente). Per noi europei, svelti solo quando c’è da menare le mani in Libia e in Siria e per il resto mentalmente miopi e sonnacchiosi, sarà una punizione (non troviamo altri termini). Altrettanto resteranno invischiati gli Stati Uniti, da sempre poco simpatici al resto del mondo perché troppo sbrigativi, ruvidi e arroganti. Il colore del conflitto ideologico che si svilupperà tra BRICS e il resto del mondo è palese: Brasile, Russia e Cina (in tutto quasi il 25% della popolazione mondiale) hanno governi di sinistra con sfumature dittatoriali, almeno in Russia e in Cina, e dubitiamo che, secondo la migliore e consolidata tradizione, gli Stati Uniti pur di mantenere il loro primato economico e finanziario mondiale possano farne cadere i Governi come fecero col Cile nel 1973. Queste considerazioni ci fanno comprendere quanto siano state miopi le politiche

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in campo internazionale dei paesi occidentali: tutti hanno pensato che lo scacchiere mondiale fosse eterno e che quindi sarebbe rimasto immobile e coi suoi ruoli definiti per sempre, con l’Africa in veste di discarica dei paesi industrializzati, l’America Latina come colonia informale degli Stati Uniti, l’Asia come mercato a trazione cinese (tranne Giappone e Taiwan), l’Europa come una galassia di piccoli Stati fornitori di cervelli al mondo e per il resto, come dicono gli americani, “is taken for granted”, “si dà per scontato” che siano d’accordo con gli Stati Uniti. Il resto del mondo? Insignificante. Di questi sviluppi una sola persona nel settore ceramico ha avuto una visione premonitrice: il Dottor Romano Minozzi, imprenditore di rilievo che anni fa prediceva che l’Africa sarebbe stata una nuova frontiera e che a quel continente le nostre imprese ceramiche avrebbero dovuto indirizzare le loro attenzioni: naturalmente, tutti presero le sue parole per le riflessioni ad alta voce di una persona superata dalla storia e non più meritevole di attenzione, tanto è vero che nessuno le commentò (nemmeno per dirne male). Invece, ancora una volta, aveva avuto ragione lui. Tutto ciò premesso, diamo un’occhiata ai singoli Stati. Brasile: qui le cose non vanno bene. Il paese è dilaniato da tre emergenze: una crisi economica, una crisi politica e una crisi morale. Partiamo dalla crisi economica. Come qualcuno ricorderà, proprio su queste colonne avevamo avvertito del rischio che stava correndo il Brasile a causa della sua politica economica fondata sulla vendita di materie prime. Qualsiasi manuale di Economia spiega che la vendita di materie prime è ad alto rischio perché depaupera chi la pratica di ricchezze in via definitiva: se vendi due tonnellate di tungsteno, quelle due tonnellate non le avrai più. La materia prima principale del Brasile è il ferro, di cui è il primo produttore mondiale, seguito dallo stagno, dal quarzo e dal berillio. Altre risorse sono manganese, gas naturale, bauxite (da cui si ricava l’alluminio), mica, zinco, magnesio, titanio, grafite, rame, platino e mercurio. Infine, dispone di abbondanti metalli nobili, detti “nativi” perché si trovano in natura puri, non mescolati ad altri elementi: oro, argento, platino. Come avrebbe detto Oscar Wilde, il Brasile “sta seduto sulla sua fortuna”, e lo sa bene, visto che se la sta vendendo tutta, un po’ come fanno i nobili decaduti con l’argenteria, solo che il Brasile, grande 25,6 volte l’Italia, conta 203 milioni di abitanti, un capitale umano numeroso e, quindi, preoccupante: più è numeroso un popolo, più dovrebbero essere capaci i suoi governanti, e se non è così quasi sempre sono guai. Oltre ai minerali e ai metalli, il Brasile ha venduto anche tanto legno: poiché i tempi della ricrescita di una foresta si conta-

Romano Minozzi

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Economia

Luiz Inácio Lula

no in decenni, la vendita di legname viene assimilata a quella delle materie prime, per cui il legname sottratto alla foresta amazzonica si considera perduto per sempre (anche perché negli spazi vuoti i brasiliani ci hanno fatto di tutto). Il fatto grave è che il paese non ha tratto vantaggio da questa politica economica dissennata: i Governi al potere negli ultimi 12 anni (Lula dal 2003 al 2011, Roussef dal 2011 a oggi) non hanno impiegato i ricavi per risolvere i problemi sociali più impellenti, quali la sovrappopolazione delle metropoli, la sanità pubblica e la lotta alla corruzione, bensì per finanziare iniziative populistiche sconsiderate mirate solo a costruire consenso su chi era al Governo. Inoltre, i governi di sinistra di Lula e della Roussef hanno drammaticamente confermato la vocazione antropologicamente maniacale delle sinistre di tutto il mondo per l’impiego maldestro della spesa pubblica. Il primo colpo da KO inferto alle casse pubbliche sono stati i Campionati Mondiali di calcio del 2014. L’opinione pubblica del paese li aveva interpretati come il giusto premio per il successo della politica economica del paese, ma i fatti hanno dato torto alle attese: l’afflusso dei tifosi da tutto il mondo è stato, come il danaro da loro speso in Brasile, largamente inferiore alle attese e il bilancio della la manifestazione si è chiusa in rosso. A ciò si aggiunga

che le speranze di un rilancio ulteriore del paese grazie a una vittoria della nazionale carioca sono andate deluse a causa della sua avvilente eliminazione in semifinale per 7 a 1 ad opera della Germania. Così il Brasile, la cui Seleçao non perdeva in casa dal 1975, ha vanificato un investimento che nessuno sa a quanto sia ammontato: si dice che la somma finale sia arrivata a superare i 25 miliardi di dollari a causa dei ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche, dell’incapacità pubblica di gestire le risorse e degli errori nella progettazione, realizzazione o rifacimento delle strutture destinate alla mobilità. Basti pensare che sono stati avviati in ritardo e contemporaneamente i lavori per la costruzione di 12 stadi e il riammodernamento di 13 aeroporti. Alla fine sono rimaste solo le lacrime dei tifosi, le devastazioni dei malavitosi scesi nelle città dalle favelas dopo la sconfitta della squadra di casa, i miliardi di real e di dollari U.S.A. da restituire alle banche finanziatrici, la mancata crescita del PIL e l’aumento della disoccupazione. E non è finita: il colpo di grazia alle esauste casse del Brasile lo daranno le Olimpiadi del 2016. Che anche stavolta le capacità organizzative dei brasiliani non fossero all’altezza della situazione lo si è capito già nel giugno del 2015, a un anno dall’inaugurazione dei giochi: una ispezione del CIO, Comitato Olimpico Internazio-

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nale, ha accertato preoccupanti ritardi nei cantieri, in alcuni dei quali i lavori non erano nemmeno iniziati. Naturalmente il Ministro dello Sport brasiliano Aldo Rebelo ha smentito energicamente ogni ritardo, e ciò è stato più preoccupante della denuncia del CIO. Poi, ci sono altre piaghe: il Lago Rodrigo de Freitas, detto “A lagoa”, “La Laguna”, incantevole specchio d’acqua tra Ipanema e Rio de Janeiro dove si svolgeranno le gare di canottaggio, nonostante sia in fase di bonifica dal 2008 è talmente inquinato che si registrano periodiche morie di pesci quando i livelli di ossigeno scendono sotto i minimi per la loro sopravvivenza; il mare davanti a Copacabana, dove si svolgeranno le gare di nuoto di fondo, è nelle stesse condizioni, essendo infestato da colibatteri fecali, virus e rifiuti organici; infine, le acque della baia di Guanabara, in cui si terranno le gare di vela, sono anch’esse talmente inquinate che gli abitanti di Rio da anni hanno rinunciato ad attraversarle per raggiungere l’isola di Paquetà. Una biologa americana che ha preferito mantenere l’anonimato ha dichiarato che l’ingestione di tre cucchiaini di acqua di mare della baia di Guanabara assicura il 99% di probabilità di prendersi una gastroenterite da colibatteri fecali. Ovviamente, un atleta che si è preparato per quattro anni per le Olimpiadi non prenderebbe filosoficamente una disidratazione da dissenteria o una Epatite A che lo allontanassero dalle gare. Il vero problema, che certamente non verrà risolto prima delle Olimpiadi, è che tutte queste acque non sono bonificabili perché vi confluiscono un numero non precisato, non censito né identificabile di rivi, torrentelli, ruscelli di rifiuti organici provenienti dalle colline sovrastanti ove sono le favelas, notoriamente prive di discariche e reti fognarie. In più, i 4 miliardi di dollari stanziati per bonificare il mare e il lago non sono sufficienti: la città di Rio ha raggiunto i 10,6 milioni di abitanti, cresce del 5% l’anno e ha continuato a estendersi come sempre lungo il mare, mentre le montagne retrostanti sono state lasciate alle favelas, di cui nessuno conosce il numero né l’ammontare degli abitanti: si pensa siano tra le 600 e le 700, in cui abiterebbe oltre un milione di persone. Naturalmente, quelli citati non sono i soli problemi: c’è anche l’agricoltura. Nonostante sia vietata per legge, il 53% delle terre coltivabili è in mano ai latifondisti, che assoldano mano d’opera retribuita secondo lo stile del nostro caporalato più indecente. In più, in Brasile i latifondisti non fanno coltivare tutte le loro terre: più della metà restano incolte per evitare di dover pagare troppe imposte. Ancora, la sfida avviata da Lula e proseguita dalla Dilma Roussef per portare il paese alla industrializzazione è miseramente fallita: le imprese degne di questo nome in

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Brasile si contano sulla dita di una mano, su tutte la Petrobras, carburanti e la Embraer S.A., Empresa Brasileira de Aeronàutica, produttrice di aerei passeggeri a medio raggio. Infine, i numeri: nel 2014 l’economia brasiliana è entrata in una stagnazione che prelude alla recessione: se il 2014 il PIL ha chiuso a + 0,2%, il 2015 dovrebbe chiudersi tra il – 0.6% e il – 1,5%. Le cause? Dal punto vista estero ci hanno pensato il rallentamento dell’economia cinese (1º partner del Brasile) e della U.E., la crisi argentina (1º mercato dei prodotti manifatturieri brasiliani) e l’apprezzamento del dollaro. Dal punto di vista interno, c’è stato l’emergere prepotente dei problemi strutturali sinora in un modo o nell’altro narcotizzati come l’inflazione, a fine 2014 al 6,5% (contro il limite previsto del 4,5%) e con crescita nel 2015 al 7,5%. Poiché essa riguarda soprattutto i servizi, l’unico modo per abbatterla sarebbe il taglio delle retribuzioni pubbliche e un aumento del tasso di interesse, con conseguenze negative per le entrate fiscali. Un alto tasso di interesse, però, indebolirebbe gli investimenti e i due fattori combinati, alto tasso di interesse e minor gettito fiscale, frenerebbero l’economia facendo aumentare la disoccupazione. Seguirebbero il malcontento, la recrudescenza della criminalità e gli scontri sociali. Insomma, il modello semplicistico di economia fondata sulla vendita delle materie prime ha mostrato i suoi limiti. Lo scenario imminente, a partire dal 2016, vedrà quindi elevata inflazione, crescente disoccupazione, depressione dei salari, riduzione dei

Dilma Roussef

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Economia

redditi reali, riduzione degli investimenti da parte delle imprese a causa degli aumenti dei tassi di interesse: ci sarà poco da stare allegri. Crisi politica: basta una sola riflessione: l’indice di popolarità di Dilma Roussef è crollato dal 60% di quando fu eletta nel 2011 all’8%, di oggi, uno dei più bassi del mondo. Non vale la pena di dire altro. Crisi morale. Ha un solo nome: Scandalo Lava Jato, Scandalo autolavaggio, 27 arresti, 85 ordini di cattura e 720 milioni di real (221 milioni di euro) di beni congelati. Il tutto riguarda la Petrobras, la principale compagnia petrolifera del paese, che tra il 2004 e il 2012 avrebbe riciclato oltre 10 miliardi di Real (3 miliardi di Euro) e avrebbe creato una rete fittissima ed estesa di corruzione, tangenti e fondi neri dirottando miliardi di dollari nelle casse dei partiti brasiliani, in particolare il Partito dei Lavoratori, ora al potere e al quale appartiene Dilma Roussef. La quale, dopo una incauta dichiarazione allo scoppio dello scandalo (“Per la prima volta nella storia del Brasile, il governo indaga uno scandalo di corruzione alla luce del sole. Nulla sarà più come prima”), è ora sulla graticola perché, dal 2004 al 2011 è stata Presidente della incriminata Petrobras: l’opinione pubblica e la magistratura – che sinora ha taciuto – la guardano con sospetto perché “non poteva non sapere”, avremmo detto noi. Insomma, proprio un bel panorama. Passiamo al settore ceramico. Esso ruota su due poli, il primo, dedicato alla produzione a umido (il clinker), è a Criciùma nello Stato di Santa Caterina e di Mogi Guaçù nello Stato di San Paolo, il secondo, dedica-

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to alla produzione a secco (le nostre piastrelle), è a Santa Gertrude, sempre nello Stato di San Paolo. Le imprese complessivamente sono 93, in espansione, con 25.000 addetti. Gli italiani occupano un posto importante come fornitori di macchine per la produzione ceramica, di cui nel 2014 ne sono state esportate dalle nostre aziende per 132 milioni di Euro. La produzione brasiliana di piastrelle è stata nel 2014 di 870 milioni di metri quadri, di cui il 7% viene esportato e il resto è dedicato al mercato interno, con l’industria delle costruzioni in espansione inerziale (stanno finendo le edificazioni in vista delle Olimpiadi). Per concludere, il Brasile è un paese incontendibile per le nostre imprese ceramiche: i prezzi del prodotto italiano, gravati di trasporto, dazi e imposte lo renderebbero fuori mercato. L’unico modo per vendere in Brasile sarebbe produrre in Brasile: saltare il trasporto dall’Italia, le imposte e i dazi farebbero calare i costi del 35% e ciò renderebbe competitive le nostre migliori produzioni, purché rivolte a una distribuzione selettiva, cioè riservata alla fascia più ricca del mercato. Ci sarebbe comunque un altro problema: affidarsi a venditori locali e a distributori altrettanto locali non sarebbe una buona strategia perché non sapremmo gestirli, per cui bisognerebbe avere una propria rete diretta di vendita, sostenuta da un Marketing maturo, capace e aggressivo integrato con una comunicazione sofisticata e costosa. Insomma, sarebbe più la spesa che l’impresa e, visto che nessun imprenditore è tenuto al martirio, non è consigliabile aprire una fabbrica in Brasile. (fine prima parte)

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Il progetto

Transition, un progetto da raccontare

a cura della redazione

La collaborazione tra Mirage e Lanzavecchia+ Wai: un percorso creativo legato ai concetti di passaggio, cambiamento, transizione reale e metaforica da un luogo allâ&#x20AC;&#x2122;altro

Lanzavecchia+ Wai

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Il progetto

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Il progetto

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icerca, sperimentazione, progettazione. Un viaggio di sensazioni, ricordi ed esperienze, chiamato Transition, nato dalla collaborazione tra Mirage e Lanzavecchia+ Wai, una industrial design consultancy con un piede in Italia e uno a Singapore che ha trovato nella ricerca Mirage ampia possibilità espressiva. «Il progetto e nato con la volontà di trasferire sulle superfici di gres porcellanato, che ci circondano e hanno un grande potere sulla nostra psiche, una sensazione di wellbeing e serenità», spiegano Lanzavecchia+ Wai, ad avviso dei quali «le piastrelle possono giocare a livello ottico ingrandendo gli spazi, amplificando gli effetti della luce che batte su pareti e pavimenti. Abbiamo immaginato una collezione non statica ma piuttosto un fluire da una superficie all’altra, da un ambiente all’altro». Così, Transition definisce un nuovo canone, rielaborando in chiave con-

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temporanea la natura del gres porcellanato le cui radici si trovano nella cultura italiana e della tradizione. C’è un preciso riferimento al mondo dell’artigianato made in Italy, ad un’antica abilità, conosciuta e tramandata nel tempo, sapientemente combinata con la tecnologia di produzione industriale. «La palette di colori utilizzati sono colori famigliari, meravigliose nuance che penso abbiano il potere di rilassarci e farci sentire tutti un po’ a “casa”», spiegano ancora i progettisti, che hanno lavorato su una texture naturalmente irregolare, arricchendola di colori sovrapposti che si traducono in proposte raffinate per l’abitare contemporaneo. «Mirage e un’azienda italiana d’eccellenza e per il gres porcellanato e per quanto riguarda la superficie delle piastrelle volevo, con “Transition” celebrare il saper fare dalla produzione italiana e della nostra artigianalità. Questo si è tradotto in

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colori e tratti “fatti a mano” che si sovrappongono, come i ricordi, gli uni sugli altri in un leggero gioco di trasparenze». Cinque le tonalità che richiamano l’immaginario ‘viaggio in Italia’ di Lanzavecchia+ Wai, cinque le referenze ispirate alla produzione ceramica artigianale tipicamente italiana, che descrivono superfici le cui dimensioni integrano una collezione trasversale, pensata per residenziali e ambienti commerciali, interni ed esterni, per pavimenti, rivestimento e persino facciate. «Con questo progetto abbiamo definito una nuova natura del gres porcellanato di Mirage ritracciandone le caratteristiche nel patrimonio tecnico dell’azienda e nel suo essere azienda d’eccellenza italiana. Le nostre idee hanno preso forma nel connubio fra le alte caratteristiche tecniche tecnologiche e la sapiente mano d’opera artigianale dei tecnici di Mirage».

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Una collezione green Con Transition, Mirage sottolinea il proprio spirito green, con importanti scelte etiche: • la selezione di una miscela fatta con una maggioranza di materiali ottenuto da scarti di produzione (pre-consumo di materiali riciclati> 25%) e l’uso di sabbia locale, a Km 0 che garantisce le stesse prestazioni tecniche tipiche del gres porcellanato Mirage. • materiale confezionato in 100% cartone riciclato. • l’uso di pallet realizzati da legno riciclato al 100%. Un’anima verde, sensibile all’ambiente, con un’estetica che evolve in superfici di design altamente contemporaneo.

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