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Autori MUSCOLO Giuseppe e MUSCOLO Davide

PROTESI INAMO - AMOVIBILE UN’OTTIMA SOLUZIONE PER SOSTITUIRE L’IMPLANTOLOGIA

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PROTESI INAMO - AMOVIBILE UN’OTTIMA SOLUZIONE PER SOSTITUIRE L’IMPLANTOLOGIA

Da quasi un decennio i mass-media non fanno altro che parlare dell’ IMPLANTOLOGIA (disciplina Medico Chirurgica –Maxillo Facciale e di Gnatologia che interviene sull’osso e mucose gengivali ) come un intervento blando ambulatoriale senza rischi e senza postumi post operatori. La TV e gli Specialisti, del campo della Chirurgia Maxillo Facciale parlano solo degli aspetti positivi cui il paziente va incontro, non si fa cenno ovviamente a quelli negativi che sono molteplici, affrontati e descritti in varie pubblicazioni specialistiche, non di pubblico dominio per cui l’utente non ne verrà mai a conoscenza, in maniera sistematica ed organica. Occorre tener presente ed informare il paziente al momento del consenso informato, che un impianto in fase di insuccesso, tende ad aggravarsi sistematicamente e provocare osteolisi sempre più accentuate, determinando danni ingravescenti, che esigeranno poi interventi sempre più complessi per la loro terapia. Appare chiaro che in virtù di tale informazione, in caso di mancato controllo, di dilazione o rifiuto all'intervento necessario da parte del paziente emerge una sua responsabilità parziale o anche totale, a seconda dei casi, nella valutazione del danno. Le cause degli insuccessi implantari . L'elenco che faremo probabilmente non sarà completo. Alcune di queste cause sono tra le più frequenti e di rapida identificazione; altre sono più rare, a volte di difficile identificazione, e spesso manca una valida dimostrazione di causa ed effetto tra esse e l'insorgenza dell'insuccesso, anche se l'opinione prevalente le ritiene essenziali. 1. 2. 3. 4. 5. 6.

Materiali implantari Biocompatibilità e corrosione degli impianti Sterilizzazione degli impianti e del campo operatorio Contaminazione degli impianti Piegatura e modellazione degli impianti Rivestimento degli impianti (insuccessi degli impianti rivestiti e degli impianti in ceramica e idrossiapatite) 7. Errata scelta degli impianti in rapporto alla morfologia e alla densità ossea. 8. Valutazione biomeccanica erronea 9. Errori tecnici di inserzione degli impianti: perforazione delle pareti corticali, interessamento di seno mascellare, fosse nasali, nervo alveolare, inserzione in mucosa mobile, lesioni della mucosa perimplantare. Particolarità relative ad alcuni tipi di impianto: aghi, lame, viti autofilettanti, cilindri, impianti sommersi o emersi 10. Insuccessi legati a lesioni dentoparodontali preesistenti o successive all'intervento implantare 11. Insuccessi legati a sovraccarico implantare da protesi provvisorie o definitive non corrette; riassorbimenti ossei, fratture degli impianti e delle protesi 12. Insuccessi legati a erronea progettazione e realizzazione di impianti sottoperiostei 13. Errori nel rialzo del pavimento del seno e delle fosse nasali. 14. Errori nel riposizionamento del nervo alveolare 15. Errori negli interventi di rialzo e/o espansione della cresta alveolare e negli innesti di osso autologo. 16. Uso improprio delle idrossiapatiti e di materiali osteogenetici eterologhi vari. 17. Errori nell'uso dei vari tipi di saldatrici endorali: Mondani, Hruska, saldatrici giapponesi ecc.


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18. Insuccessi legati a mancanza di igiene orale 19. Insuccessi legati a mancanza di controlli periodici 20. Insuccessi legati a interruzione unilaterale del paziente del rapporto con il medico implantologo 21. Insuccessi legati a particolari situazioni psicologiche o comportamentali dei pazienti. Circa 1700 anni fa un oscuro dentista dell'America Centrale costruiva un incisivo con una conchiglia marina e lo inseriva nella bocca di un suo paziente, nel cranio del quale e stato poi trovato in tempi recenti. Quell'artigiano della bocca non poteva certo immaginare che materiali quali il carbonato di calcio e l'idrossiapatite della conchiglia marina da lui usata, quasi duemila anni fa, dopo sarebbero stati presi in considerazione per la costruzione di impianti analoghi a quello da lui costruito, evidentemente senza alcuna cognizione scientifica. A parte questo cenno storico, i materiali usati in implantologia sono stati molteplici, al fine di ricercare quello che fosse più tollerabile dai tessuti e desse meno reazioni negative, nel rispetto del concetto di biocompatibilità. I materiali studiati e tenuti in considerazione sono stati molteplici dal Cromocobalto ( cestelli di Greenfield e Pasqualini,impianti sottoperiostei fig.1), Ceramica, Titanio, Idrossiapatite (usato come materiale di rivestimento del Titanio), il Tantalio (aghi di Scialom fig.2), il Carbonio, Cristallo,Smeraldi, alcuni tipi di Resine ( polimetacrillato, polietrafluoetilene, poliglutammato, nylon), il Corallo ( la cui composizione è ricca di idrossiepatite ed è simile all’antica conchiglia marina ritrovata e citata sopra). Fig. 1

Tutti i materiali sopra indicati oggi quelli usati sono solo due: 1) Titanio per impianti endossei 2) Cromocobalto per impianti sottoperiostei Il titanio, questo materiale è usato su quasi tutti gli implanti implantologici per le sue caratteristiche che sono: Peso specifico Indice di dilatazione termica Resistenza ai carichi di pressione- trazione Torsione Flessione

Fig.2

Tutte queste caratteristiche molto vicini a quelli dell’osso. Anche questi due materiali impiegati per l’implantologia allo stato puro non sono perfettamente biocompatibili, lo divengono quando interviene il cosiddetto fenomeno della passivazione, ossia quando ci si forma uno strato di ossido che lo ricopre. Lo strato di ossido si forma in frazioni di secondo in presenza di ossigeno libero nell’atmosfera e contenuto nei composti tissutali del paziente. La passivazione può venir meno per varie cause. Una delle cause è la corrosione da stress legato a fattori di carico (fig.3 e 4) Prima di inserirlo nel cavo orale e dopo il “ rigetto “. Un altro fattore negativo che interviene per la perdita dell’impianto e la contaminazione, ciò si può avere perché nelle leghe dentali sono presenti anche altri tipi di metalli ad azione tossica quali il Berillio,l’Indio, Rutenio, Mercurio, l’Antimonio e il Gallio, metalli non del tutto biocompatibile con il corpo umano. Un altro fattore molto importante da tenere in considerazione è la perfetFig.3 Fig.4 ta sterilizzazione della stanza operatoria. Oggi nessuno studio MEDICO DENTISTICO privato è in grado di offrire, tranne la sterilizzazione di tutto il materiale utilizzabile e quindi gli ambulatori privati hanno solo la possibilità di inserire al massimo uno o due impianti e non di più per il fattore sopra citato. Dopo aver trattato dell’implantologia ed il rispetto delle condizioni citate, i pazienti sottoposti a tali interventi chirurgici vanno incontro, nel caso che non si dovessero contemplare le già dette condizioni saranno condannati alla rimozione degli stessi e tornare nuovamente alla famosa protesi mobile in resina o scheletrica in caso di edentulia parziale, con il fattore negativo di aver affrontato notevoli spese ed un ulteriore sfiducia verso il settore odontoiatrico.


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Alternativa all’implantologia Qualora le condizioni prima esposte non dovessero consentire responsabilmente un intervento di Implantologia, l’alternativa più valida i cui aspetti positivi vengono di seguito elencati, rimane tuttora la Protesi Inamo - Amovibile o Protesi a carico misto che ha lo scopo di trasmettere il carico masticatorio in parte sui denti pilastri ed in parte sui tessuti molli della mucosa. La Protesi Inamo - Amovibile è costituita da « elementi articolati di congiunzione », chiamati “attacchi di precisione o cerniere “ « maschio », che viene applicato sul dente “ pilastro ” (inamovibile ) nella parte più esterna del dente modellato dal tecnico (fig. 5 ). Tali attacchi saranno posizionati in modo parallelo grazie ad una attrezzatura di Laboratorio chiamato parallelometro e poi verranno create degli innesti sul lato interno del dente chiamato fresaggio (fig.6). Dopo questi due passaggi si costruirà uno scheletrato (fig. 7) « femina », che viene applicata sulla sella (amovibile), che hanno la funzione di tenere le due parti unite perfettamente combacianti. Fig. 5 Tutti questi elementi: Sella, Pilastri, Maschio, Femina, formano un « complesso biofisiologico ». La protesi fornita di tutti questi elementi articolati fra di loro prende il nome di « Protesi combinata » in contrapposizione alla Protesi sostenuta dai ganci, che prende nome di « Protesi Rigida ». La protesi articolata ha una soluzione di continuità, fra sella e pilastri (fig. 7), separati, ma che sono uniti insieme dal complesso articolato. Fig. 6 Fattori Positivi 1. 2. 3. 4.

Proteggere dalle forze trasverse i denti naturali residui. Diminuire il carico masticatorio sulla mucosa. Diminuire il carico masticatorio sugli elementi pilastri. Dare il migliore effetto estetico a tutto l'apparato dentario. Fig.7 eliminando ganci, cavalieri ( fig. 8) ecc. che sono visibili. 5. Evitare o diminuire gli eccessivi movimenti, a volte veramente dannosi, prodotti dai connettori, dai cavalieri, ecc. che possono diventare pericolosi bracci di leva. 6. Durata 7. Biocompatibilità biologica 8. Nessun pericolo di rigetto 9. Minimo ingombro 10. Prezzi decisamente più accessibili Fig 8 Esaminiamo gli aspetti fondamentali dei fattori positivi: proteggere le forze trasverse, fattore molto importante e positivo in quanto nell’implantologia può comportare la rottura dell’impianto e quindi perdita dello stesso mentre nella protesi combinata il carico masticatorio è completamente bilanciato su tutti gli elementi pilastro e non localizzata su un solo punto . Il fattore estetico indispensabile per il paziente, quindi tutti gli antistetismi vengono eliminati in quanto non vi sono ganci che sporgono al di fuori e visibili da persone con le quali si viene a contatto. La durata è un fattore che può variare e dipendere dall’igiene orale e dai controlli semestrali che il paziente deve effettuare presso lo studio. La Biocompatibilità biologica è da tenere più in considerazione per fare un confronto con l’implatologia perché tutti i materiali impiegati non devono subire il fenomeno di passivazione ossia quello di ossidazione poiché tale processo viene effettuato nello studio ODONTOTECNICO ad accelerarlo con forni adatti. Tali manufatti inseriti nel cavo orale sono posti in superficie quindi non bisogna attendere lunghi periodi di cicatrizzazione dei tessuti gengivali.


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Infine una considerazione non meno importante va data ai costi che ogni paziente deve sostenere alla luce di quanto esposto ed a prescindere dai pro e contro dell’Implantologia ha ancora dei costi decisamente proibitivi, è ciò avviene in zone ove il pubblico che circonda lo Studio ODONTOIATRICO non è quello dei più abbienti almeno nel CENTRO SUD dell’Italia ove la disoccupazione è sempre in aumento e a lavorare è solo un familiare massimo due quindi con poca disponibilità economiche. Alcuni casi ove è possibile La protesi combinata è un tipo di protesi che si può adattare in casi di edentulia parziale ossia la mancanza parziale di un settore dell’arcata dentaria, seguono alcuni esempi di edentulia parziale:

Edentulia di classe 1°

edentulia di classe 2°

edentulia di classe 3°

edentulia terza sottoclasse (3 brecce)

Come si realizza 1. Presa delle impronte è sviluppo dei modelli da studio 2. Studio del caso e progettazione al computer per calcolare carichi masticatori 3. Montaggio in Articolatore 4. Modellazione in cera di tutti gli elementi “ denti ” della bocca 5. Realizzazione protesi provvisoria 6. Realizzazione elementi di ceramica con gli attacchi “ Maschio – Femina “ e fresaggi 7. Preparazione dello scheletrato 8. Inserimento del manufatto nel cavo orale Bibliografia Attualità Dentale febbraio 1989 PIERAZZINI A. Insuccessi Implantari, UTET 2000 DE FAZIO R. Biomeccanica Masticatoria, Idelson 1986 BUONANNO U. Disegni di Anatomia arcate dentarie e protesi, SaB Edizioni 1985 LALA M. Tecnologia Odontotecnica 1987 FUSCIELLO A. Appunti di Tecnologia Odontotecnica 1985


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