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La bellezza: un'obiettività che vede “Bellezza lontana, ieratica, inespressa, è un'aggiunta di bellezza. C'è una distrazione che guarda tutt'intorno per frammenti e c'è l'immobilità che ci vede e continua a vederci anche se siamo perfettamente inconsapevoli. L'azione totale non ha tempo né concede spazio. Dimentichi del resto, il nostro corpo è tutto”. da “Fatti di Terra” di F. Taiten Guareschi


Betty Argenziano Milano-Dakar 2012 Terra cotta a ingobbio e rame, 35 x 20 x 45 cm Sono rimasta affascinata dall’ossatura del volto di un ambulante senegalese di Milano e gli ho chiesto di posare per una scultura. Era imbarazzato come se nessuno mai prima gli avesse detto che é un bel ragazzo. Da mesi cercavo il volto africano giusto, volevo costruire con le mie mani un’ossatura che “non mi appartiene”. Perché quando si modella un volto poi ti entra dentro, come se avessi dato vita a qualcuno e ne conoscessi tutte le pieghe. L’ho intitolata Milano-Dakar in onore di coloro che lasciano il proprio paese per cercare fortuna in luoghi spesso ostili, portando con il proprio volto la bellezza di tutto un Continente. Volevo fermare tutto questo in un volto.


Matteo Bernasconi Reflection 2012 Plexiglass, 50 x 22 cm Rappresenta la Bellezza interiore, naturale, che viene riflessa all’esterno dall’interno di sé. Risulta difficile cogliere dallo sguardo del soggetto un’emozione definita, ma al tempo stesso da questo senso impermeabile traspare un senso di tranquillità. Il soggetto non si cura dell’osservatore e non pretende di essere il protagonista del dipinto, è immerso in uno stato riflessivo non curante del resto. Reflection: Da una parte Il carattere di riflessione fisica dell’opera inteso dal punto di vista puramente materiale, mediante la luce e dall’altra inteso ad un carattere più contemplativo, interno, riferito allo stato d’animo di riflessione in cui si trova il soggetto del dipinto.


Kevin Brazzi La Coltura dell'Anima 2012 Olio su compensato, 100 x 70 cm La vera Bellezza appartiene solamente a chi sa coltivarla, poichè come le piante hanno bisogno di un seme buono e di cura per crescere rigogliose,anche la vera bellezza scaturisce dalla nostra essenza e solamente mediante questo mezzo riesce a filtrare dall'anima al resto del mondo,illuminando il nostro essere di una luce pura ed eterea.


Francesca Brivio Inspiegato 2012 Olio su cartone telato, 40 x 40 cm Un tardo pomeriggio, una nuotata e poi silenzio. Egli sollevò lo sguardo; c’era solo il suo corpo fuso nell’acqua salata mossa dal sole. Le vibrazioni del suo respiro e del suo cuore infuocarono l’anima. Proprio quest’ultima vide l’istante dell’inesplicabile bellezza, essendone catturata a sua volta.


Ivana Bukovac Pirot_1890 2012 Olio su tela, 80 x 100 cm

VINCITRICE EX AEQUO TIAN QI ART CONTEST 2012 L’opera proposta riflette sull’attuale tema dell’identità, qui affrontato attraverso la forte simbologia del costume tradizionale. Quest’ultimo, assume un duplice ruolo: se infatti da un lato, tramite la sua forte natura connotativa, non permette l’affermazione dell’identità del singolo, dall’altro ne protegge l’integrità tenendola lontana dalle forti pressioni e contaminazioni del mondo esterno. La risultante di questo processo è un’identità forte, in quanto legata a simboli fortemente definiti, ma che nello stesso tempo ha perso gradualmente la memoria della propria storia di cui rimane il timido ricordo nel vacuo sguardo del soggetto proposto.


Alessandra Carloni Meccanica della materia umana 2009 Tecnica mista, 60 x 80 cm L’opera “Meccanica della materia umana”, si identifica con il tema proposto nel concorso: “Bellezza: un’obbiettività che vede …”, la figura con la sua centralità e lo sguardo diretto allo spettatore, ha quasi una valenza iconica e spirituale. E’ un ibrido uomo – donna, composto da parti meccaniche, ingranaggi, frammenti di vita e dettagli che si muovono accelerati. Al centro come uno specchio, o una radiografia a raggi x si legge nell’interiorità umana, unica vera fonte di bellezza, perché nascosta e inespressa.


Giorgio Cecchinato Memorie della prima sete n.3 - Le acque del Lete 2010 Creta, Polistirolo, ferro, carta, velo, 150 x 139 x 60 cm "Memorie della prima sete" è un ciclo di sculture sul tema del desiderio. La serie si sviluppa attraverso diverse "stazioni". Quest'opera fa parte della prima fase: Il soggetto desiderante vive la necessità dell'oblÏo.


Antonio Cella Sogno di sé 2012, Olio su tela, 28 x 32 cm La bellezza è la consapevolezza di se stessi, il sogno di se stessi, la proiezione palesata nella realtà. Dunque la bellezza è un pensiero, un'attività incessante di demolizione e costruzione. Ma il bello colpisce lo stolto come il pensatore, poiché deve sottostare a regole universali, che nascono con l'uomo e che l'uomo riconosce istintivamente. In questa opera c'è un guscio riempito di vita, interessi, passioni, che con il pensiero plasma gli ingredienti, alla continua costruzione di se stesso. Il risultato è bellezza, non può essere altrimenti. Perché l'orrido si nasconde dietro l'inconsapevolezza, la superficialità, la svogliatezza.


Pierpaolo Cella Pensiero Naturale 2012 Matita su cartoncino, 30 x 24 cm L'opera è nata dalla voglia di conoscere i meccanismi del pensiero umano. In contrasto con la società moderna, in cui si crede che tutto s i a g i à s t a t o i n v e n t a t o , i l p e n s i e ro c re a t i v o a p re n u o v i orizzonti riempiendo uno spazio vuoto e conduce alla creazione della propria personalità e di conseguenza della nostra civiltà. L'elemento naturale ci riporta alle nostre origini e ci aiuta a generare un pensiero che, nell'opera, è rappresentato allegoricamente da un'orchidea. E' un invito a riscoprire la bellezza del pensiero libero opponendosi ai discorsi preconfezionati che non permettono di conoscere appieno se stessi. Tutti sono sottomessi, tutti desiderano obbedire e pensare meno che si può: bambini sono gli uomini. Hermann Hesse


Costantino Giro SOS (Subversion Of Stabilities) 2012 Olio su tela, 100 x 140 cm Ogni qualsiasi parola in merito è solo deduzione logica, ogni qualsiasi intuizione razionale è solo una possibile menzogna. Solo eliminando ogni filtro razionale si può avere una piena e forte empatia con la realtà circostante, ed è questo uno dei più nobili obiettivi che l’arte può porsi. Sovvertire qualsiasi ipotetico elemento stabile per conoscere davvero ciò che ci circonda, avvicinandosi cosi al vero e pieno platonico concetto di Bellezza assoluta.


Massimo Demelas Diamante 2012 stampa fotografica, 59.4 x 41.9 cm Lo sguardo della bellezza, quella unica e rara. Uno sguardo quasi velato. Timido, e per questo forte ed espressivo. La semplicità di una donna, che riesce a descrivere un mondo e custodisce storie, parole, esperienze di vita. Perchè Diamante? Perchè la bellezza, quella vera, non è semplicemente estetica. Ha tanti lati, come un diamante. E come un diamante, risplende. Sempre. Come un diamante, illumina. Sempre. Come un diamante, ha una storia. Sempre. La stessa storia che descrive questa donna col suo sguardo, con la sua saggezza. Non ha bisogno di dare delle risposte, ne ha già date tante nel suo cammino. Semplicemente, vive l’attimo, ogni attimo.


Michele Di Tonno Oltre le nuvole 2011 acrilico e carboncino, 60 x 90 cm Ho trovato affascinante il tema della bellezza, che da sempre considero anelito dell’arte, ed ho pensato di proporre Oltre le nuvole, opera del 2011, appartenente ad un ciclo di ricerca sulla linea e sull’immagine femminile. E’ il tentativo ambizioso di cogliere una bellezza universale, che deriva dalla certezza di se. Il concetto cui mi riferisco non trascura il benessere interiore quale condizione essenziale di vera bellezza, proponendo il binomio bellezza-identità quale percorso umano di ricerca.


Saba Ferrari Mono no aware 2 2010 Stampa da file digitale su carta; montata su forex e plastificata, 30 x 30 cm L'animo si distacca dal corpo; un vuoto simulacro resta adagiato sul davanzale della mia finestra. In questa forma la bellezza permane, non vista dagli occhi dei più, ma comunque presente. Cogliere l'ultimo respiro, un attimo prima della fine; nè ancora vivo, nè del tutto andato. Un istante. Che cosa c'è da capire? C'è solo da accettare. Accettare, non subire. Assimilare, non sottostare. Assecondare, non sottomettersi. Lascirasi fluire, arrivare e ripartire. Nel silenzio, cogliere il respiro delle cose.


Valeria Ferrero Neve 2011 Tecnica mista su vetroresina, 35 x 27 x 56 cm "Neve" nasce con l'intento di creare un'opera evanescente e sublime, in grado di racchiudere in se la sensazione del vento e della neve stessa. Il volto femminile, dotato di un alone di serena misticità , è cinto da un velo, che balza in avanti trasportato dal soffio. Qui tutto è congelato e sospeso, pare quasi di percepire il silenzio della stagione fredda, quando la neve cade e ovatta l'atmosfera, caricandola di un'arcana suggestione. Il panneggio rappresenta inoltre un mero pretesto per fare di un'unica scultura due opere differenti, poichÊ la vista laterale di "Neve" cede la sua forma figurativa all'astrazione, generando una doppia lettura del medesimo lavoro.


Attilio Giordano My beautiful hair 2012 olio su tavola, 30 x 38 cm La bellezza può apparirci d'avanti in maniera inaspettata, un alito di vento scompiglia i capelli ad un bimbo, e pensi che tutta la magnificenza del mondo si concentri in quell'attimo.


Masha Knyazeva Bellezza project 2012 stampa su forex, 30 x 40 cm – serie di 10 fotografie Beauty a fleeting thing, affectatious, subjective and does not land itself to any explanation. Much like perfection, beauty is virtually impossible to explain of define. For this is the initial starting point of some imaginary scale. We are only left with associations: emotional, philosophical, artistic and personal. Beauty is primordial and feminine. It is impossible without a slight asymmetry of lines. It is akin to the classical proportions and is kindred to Nature. Beauty enchants the viewer, but its charm is impossible without some small lack. It is enigmatical, mysterious, but at the same time gives rise to the hope within us‌


Glenda La Rocca Il Principe Azzurro 2008 Olio ed acrilico su tela , 200 x 150 cm La staticità del rospo e lo sguardo fermo indicano l’imperturbabilità ed il benessere dell’individuo nel suo ambiente naturale ricco di contrasti. Il rospo simboleggia il principe azzurro, ma questa è solo la proiezione dell’amante alla ricerca del suo principe, ideale di un amore tanto desiderato, di una bellezza immaginata, di una favola tanto ambita. Ma esso rimane immobile, senza farsi coinvolgere dalla tempesta che l’amante potrebbe e vorrebbe causargli. Forte della sua bellezza, fiero della sua forza. L’opera è realizzata a strati di pittura e colore dall’acrilico all’olio, nel tentativo di creare un varco verso una realtà a noi estranea, ma plausibilmente esistente.


Alessandro Lazzarin ‐ ΔLE Grid 2012 Video, Durata 2’16” Statici. Statici in balia del vento, in bilico tra lo sprofondare in un abisso e l’essere spazzati lontani. Un’immobilità che si fa pesante, quasi concreta. La paura di farsi trasportare dalla corrente che si trasforma in ansia. Siamo intrappolati in una rete metallica a maglie larghe, abbiamo la possibilità di intravvedere cosa c’è oltre ma non possiamo muoverci. In attesa che una folata di vento ci travolga e ci renda finalmente liberi.


Erika Lecchi
 Corde Vocali 2012 acrilico su osso (mascella di maiale), 35 x 24 x 26 cm Quest'opera è un ritorno alla bellezza passata, primitiva, ho voluto ricreare come i popoli antichi un vecchio strumento musicale la Cetra usando come loro l'osso ( la mascella di un maiale) e renderla moderna omaggiando Man Ray. Un'incontro tra passato e moderno...


Lorenzo Mangialardi Nessuna 2011 Fotografia digitale, 31 x 20 cm

VINCITORE EX AEQUO TIAN QI ART CONTEST 2012 C'è una bellezza che sbalordisce, quella della prima volta. Poi c'è la bellezza che ti toglie la vita, quella che si ripete sempre uguale. C’è la bellezza che si incontra per caso e quella che hai sempre accanto. E infine quella che nessuno vede, che nessuno vuole vedere, che nessuno è in grado vedere. E’ la bellezza del nascosto, dei margini, dei limiti imposti da giudizi insostenibili. Nessuna è il non-nome di questa bellezza. Nessuna è il margine, il nascosto. Nessuna è il nome di una creatura lasciata sola a combattere con il Mondo. Nessuna è la rivincita degli ultimi, la sua bellezza è la Bellezza senza fine. Di una dolcezza impossibile. Nessuna è figlia dell’egoismo più puro, quando l’unica consolazione sono due occhi che ti guardano e non si può fare a meno di guardare. Lei è il niente del tutto. E’ la bellezza che spicca il volo. Nessuna non ha un padre che le possa comprarle una bambola. Né una madre che possa tenderle l’ombrello quando piove. E’ figlia di tutti. La sua è una bellezza vicina, tangibile, che ti toglie la vita. Nessuna non è nessuno. Non vuole essere nessuno. La Bellezza sta nell'Inconsapevolezza.


Enzo Modolo Movendo 2012 olio su tela, 100 x150 cm Cosi come la bellezza, con la sua onnipresenza e atemporalitĂ ci contempla a partir dal vuoto, è lo stesso vuoto che serve di genesi per le drammatiche esplosioni di luce e ombra che si affrontano e completano nella mia opera trovando un momentaneo riposo...Luce e ombra come agenti primari della creazione, opposti e complementari che riposano nel vuoto con armonia e tensione. Ăˆ proprio in questa genesi che la bellezza nasce e passa a formar parte vitale dello scontro di forze che a sua volta crea e da forma a l'universo.


Maria Nasti Dinvisibile 2011-2012 Fotografia, 30 x 40 cm Dinvisibile pone l'attenzione al mondo sordo, al suo fascino e alle relative conseguenze di questo handicap. Attorno a questo tema convergono alcuni concetti quali l'incomunicabilitĂ , l'apparenza del reale, la diversitĂ  intesa come ricchezza. Spesso le persone sorde si identificano con il loro deficit tanto da considerarlo una caratteristica fisica e non una disabilitĂ , che fa di loro una etnia "divisa". Come tipo di handicap si manifesta in maniera non evidente, perchĂŠ non percepibile ad un primo contatto visivo. Nella rappresentazione le persone non udenti cercano, attraverso lo "spannamento" del "Velo di Maja", di tracciare un segno per lasciare una testimonianza.


Elena Nepi UN, DUE, TRE, STELLA 2011 acrilico, olio, pastelli e gessetti su tela, 150 x 150 cm La contemporaneità ha costretto l’uomo in una condizione di ottundimento psichico e di anestesia. La bellezza è tuttavia insita nel mondo, e fare arte oggi significa educare alla meraviglia intesa come impulso alla conoscenza. Guardare il mondo con l’occhio della creatività significa vivere la vita come lavoro e il lavoro come gioco (il gioco come base di ogni attività creativa, anche di quelle più serie come la pratica artistica). Ho realizzato un ritratto che non presenta tratti fisionomici, ma che è piuttosto la rappresentazione generica di un mondo bambino, realizzata attraverso il colore e il suo contrasto su bianco, come tipico dei linguaggi visivi della comunicazione e dell’arte Pop.


Damiano Pernechele Attesa Sospesa 2012 ceramica invetriata e ferro Nella ricerca artistica che sto percorrendo è l’opera che esprime il proprio concetto e non l’artista ovvero il sottoscritto che cerca di esprimere un concetto. Sono innamorato delle semplici forme che esprimono l’armonia, la bellezza e la semplicità. In questa società dove tutto è altamente tecnologico, dove tutto, anche un semplice telefonino deve essere fortemente complicato per essere consono ai tempi, ecco che le forme più semplici trasmettono curiosità e in qualche modo rapiscono l’attenzione del fruitore regalando un’attesa “sospesa” al di fuori della nostra vita. Nel fruire l’opera, rapiti dalla semplicità ci accorgiamo che l’opera attraverso la luce parla, si muove e dialoga con il nostro inconscio. La frammentazione della superficie crea una texture che attraverso la luce regala il movimento di ombre e chiaroscuri, che si recepisce come dialogo tra noi e la scultura. Questa scultura mi ha regalato da subito un momento di “stacco” dalla realtà e l’ho intitolata “Attesa sospesa”.


Leo Ragno I seduti (femminile) 2011 olio su tela, 60 x 80 cm I seduti (femminile) vuole essere la rappresentazione estrema dell'attesa. La figura viene bloccata in una posizione di stasi nervosa. Irriconoscibile, irrequieta, in una posizione apparentemente comoda, ma in realtà costretta all'immobilità, a cui l'attesa di un qualcosa che la possa animare la costringe. Occorre avere un po’ di caos in sé per partorire una stella danzante Friedrich Nietzsche


Laura Rambelli Senza titolo 2008 cementite e olio su tela, 130 x 100 cm L’opera rappresenta l’equilibrio di un corpo, unico protagonista del quadro; un sentimento che si traduce in uno stretching dell’anima dove il bianco da spazio al corpo, lascia il tempo di allungare la muscolatura. Lo sguardo è fisso, immobile in meditazione e in equilibrio fra il femminile e il maschile.


Grazia Salierno Duality 2011- 2012 Olio su tela, 50 x 70 cm In quest'opera ho voluto rappresentare con una sovrapposizione di due fotogrammi, reinterpretati con la mia pittura, due attimi, una donna sdoppiata. Come in ogni individuo, accade di volersi sentire qualcun altro e di dare al nostro doppio un’altra identità diversa da noi.


Nicholas Tolosa Vite rubate 2009 acrilico su tela, 100 x 80 cm Dalla parte dei vinti, con opere che sono una testimonianza e un richiamo, un appello alla coscienza civile, con una condanna netta alla violenza e alla prevaricazione dell’ uomo sull’ uomo. Racconta il male del mondo, Nicholas Tolosa, e lo fa a ciglio asciutto, senza smancerie o effetti di comodo, con un tratto ruvido, netto, nell’ essenzialità del bianco e nero e di una infinita varietà di grigi. Drammatico e potente. Beppe Palomba


Angela Velleca Accrètions 2011 olio su tela, 40 x 80 cm �.. incorporea, intimamente perfetta, di una perfezione ultraterrena; immobile su spazi mobilmente indefiniti, infiniti


Centro Tian Qi – via Bastia 5, 20139 Milano – www.tianqi.it

Catalogo TIAN QI ART CONTEST 2012  

Catalogo del TIAN QI ART CONTEST 2012 con le opere degli artisti finalisti

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