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speciale orientamento

ANNO 03 numero 1 novembre 2011

periodico a cura di :

Via Carloni, 8 22100 COMO Tel. 031 5378900 www.centrocasnati.it

NOTIZIE, EVENTI, COMMENTI FUORI E DENTRO LA SCUOLA


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2011

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SOMMARIO ANNO 03 numero 1 speciale orientamento novembre 2011 RITORNO AL CLASSICO..................................4 COMPUTER IN CLASSE...................................6 QUANDO IL LICEO E’ DAVVERO LINGUISTICO.....................................................8 IL “CODICE” DI UNA LINGUA.........................9

E PER SPOSA UN CADAVERE........................12 NEL SEGNO DI GIGI MERONI.......................14 ARTE E PRODUZIONE.....................................15 DICONO DI NOI...............................................16 IL “PRINCIPE” DELL’ANIMAZIONE 3D.......18 IL CASNATI È ON LINE...................................19

SI SCRIVE TRASPORTI E LOGISTICA, SI LEGGE AERONAUTICO................................................20 I GUARDIANI DEL CIELO...............................21 PROFESSIONE PILOTA..................................23 AMBIZIONE E PASSIONE.............................24 LA CUCINA, REGNO DI PASSIONE E CREATIVITÀ........................26 GIOVANI PROMESSE........................................27 L’ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE..............................................28 ORIENTAMENTO 2011.....................................30

CSC MAGAZINE a cura di:

DIREZIONE, REDAZIONE: Via Carloni, 8 - 22100 COMO Tel. 031 5378900 Fax 031 301392 Redazione: Matteo Scaccabarozzi Aurelio Schiavone redazione@centrocasnati.it Ha collaborato: Monica Sampietro Progetto grafico: Matteo Scaccabarozzi Stampato: Global Print S.r.l. Via Artigianato, 7 23875 Osnago (LC) Tel. 039 58401 Tiratura: 5000 copie

L’EDITORIALE Di questi tempi c’è una parola che sembra contaminare ogni questione e dibattito. A dire il vero non è un termine scarsamente utilizzato negli ultimi anni ed in generale nella storia contemporanea o modera. La Crisi è, a torto o a ragione, il minimo comune denominatore apparente di tante scelte attuali, almeno secondo quanto i media riportano. Di per sé può spesso apparire un argomento pretestuoso per condire ogni notizia, l’alibi per ogni scelta, lo spauracchio per ogni mancanza di decisione. Non siamo certo tra quanti cerchino di minimizzare la questione o sostengano che di fatto la tanto evocata congiuntura non esista. Cerchiamo però di non contagiare ogni questione con questo elemento di analisi. Qui parliamo per lo più di scuola. Un comparto che patisce certo difficoltà economiche, di organico e di progetti concreti. Vorremmo però parlare anche di altre notizie che ci riguardano più dall’interno se non fosse che, come avvenuto di recente su un importante quotidiano locale, l’ultima importante proposta del Centro Studi Casnati vede anche in questo caso l’accostamento alla parola “crisi”. Ci riferiamo alla nascita del Liceo Classico “Giacomo Sfardini”, destinato pare a scontrarsi con una realtà di profondo calo di iscrizioni verso questo genere di istituto. Uno dei grossi rischi determinati dalla crisi che genericamente viene invocata, quella economicofinanziaria, è che diventi una crisi di prospettive per molti. Ora, parlare di crisi di iscrizioni ad un corso scolastico non c’entra molto con la questione sopra esposta ma si tirano in causa anche qui indici non positivi che potrebbero mettere in discussione la prospettiva di una proposta. Si potranno anche snocciolare cifre e statistiche per valutare l’opportunità o meno della proposta scolastica ma non leggiamo tutto guardando semplicemente ai numeri. Si sa quali fondamenta il diploma di Liceo Classico sappia costruire nel percorso culturale e formativo di un giovane. Il vero valore aggiunto degli studi classici sta nella “forma mentis” che sono in grado di produrre. Un investimento importante per chi desidera aprire a se stesso le porte verso un percorso formativo di larghe vedute. Il Centro Studi Casnati crede in questa filosofia e non guarda necessariamente ai numeri nel valutare un’offerta formativa. Il Liceo Classico potrà anche diventare una scelta di nicchia nel panorama scolastico ma non è questo un valido motivo per non proporla. Dare un’istruzione di qualità, che guardi avanti e che non limiti le opportunità ma sia fatta guardando alle prospettive. Questo è il messaggio che dovremmo dare ai giovani che affrontano ora la scelta del percorso che li conduce al domani. Diamo infatti priorità a questa notizia nel nostro Magazine, senza dimenticare tutto il resto. Troverete anche il punto della situazione sul progetto “Pc in classe” partito negli anni scorsi. Come sempre, buona lettura.

I numeri e le prospettive di M. Scaccabarozzi

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RITORNO AL CLASSICO IL CENTRO STUDI CASNATI ALLARGA LA SUA OFFERTA FORMATIVA Matteo Scaccabarozzi

La nascita del Liceo Classico al Centro Studi Casnati ha avuto una lunga gestazione. Già il fondatore del Casnati, il prof. Domenico Discacciati, era favorevole all’idea. Da qualche anno poi si discuteva all’interno del Centro Studi circa l’opportunità di arricchire l’offerta dei percorsi liceali tradizionalmente già presenti, il Linguistico e l’Artistico, con un nuovo corso. Dopo tutto i licei sono i corsi di scuola secondaria di secondo grado che maggiormente hanno dimostrato di reggere alle mode, sapendo proporsi come una delle scelte più utili alle ultime generazioni di studenti sempre più portate ad intraprendere corsi universitari. Permane però un comune dubbio sull’utilità dello studio delle discipline classiche. Chi non ha mai sentito oppure si sia semplicemente chiesto che senso abbia studiare lingue come il latino ed il greco al giorno d’oggi? “Lo studio delle discipline classiche non è affatto uno studio fine a se stesso. - commenta la prof. ssa Beatrice Astori, Dirigente Scolastico del Centro Studi Casnati - Innanzitutto la cultura classica è quella che ha dominato e formato tutto il pensiero occidentale nella letteratura, nella filosofia, così come nell’arte. Non mi limito al riferimento verso l’arte figurativa. Pensiamo solo a come le tragedie greche abbiano proposto narrazioni e temi che sono stati costantemente ripetuti e riletti nei secoli, dalle rappresentazioni teatrali fino al

mondo cinematografico. Al Classico non si sottovalutano certo nemmeno le discipline scientifiche. È giudizio comunque quelle secondo cui lo studio del latino abbia forti effetti anche sullo sviluppo della logica matematica e scientifica, non a caso anche al liceo scientifico è sempre stata considerata una disciplina importante . Il forte impegno per l’attività di traduzione verso le lingue classiche favorisce lo sviluppo di processi mentali che facilitano l’apprendimento di ogni altra disciplina. La traduzione è ancora un processo logico umano che i calcolatori non riescono a simulare con piena efficacia.

Chi entra in possesso delle basi classiche e del metodo di studio che questi studi richiedono acquisisce quella forma mentis, cioè quella struttura del pensiero, che permette di affrontare qualunque problematica. È innegabile poi che la scelta di un percorso scolastico come quello legato al Liceo Classico vincoli al proseguimento degli studi all’università o in corsi post-diploma. Pure qui risiedono i dubbi di qualcuno, in merito alla libertà di scelta nell’ambito di studi successivi. “Anche

a proposito di questo è necessario fare chiarezza precisa la professoressa Astori - il Liceo Classico non è la scuola dedicata esclusivamente a chi vuole poi compiere studi in ambito letterario, filosofico, politico o legislativo. Chi entra in possesso delle basi classiche e del metodo di studio che questi studi richiedono acquisisce quella forma mentis, cioè quella struttura del pensiero, che permette di affrontare qualunque problematica. Non si possiederà certo una particolare familiarità con determinate materie ma è sotto gli occhi di tutti come sia in genere facile per un diplomato classico recuperare l’approccio ai più svariati settori di studio universitario: dalla medicina, all’economia, piuttosto che la matematica e la fisica, fino ai corsi più tecnici come ingegneria ed architettura. Innegabile poi il vantaggio precostituito verso l’approccio alle facoltà umanistiche”. Il Centro Studi Casnati torna al classico, dopo aver intrapreso ambiti formativi più di nicchia (come quello aeronautico) o più spiccatamente professionalizzanti (nel caso dell’alberghiero). Lo fa però a suo modo, cercando di differenziarsi un poco dall’offerta degli altri licei, come ci spiega sempre la prof.ssa Astori. “Gia nel linguistico abbiamo attivato lo studio del latino attraverso i manuali e la metodologia britannica. Il Cambridge latin course affronta lo studio della lingua degli antichi romani come fosse una lingua moderna. Incuriosisce gli studenti ab-


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binando alle regole grammaticali la scoperta di una civiltà”. Tutto questo avverrà con la compresenza in classe degli insegnanti di latino ed inglese. Per il greco antico invece l’abbinamento verrà fatto con il francese”. Ma perché proporre ora un corso di studi che sta patendo una sempre maggiore calo di preferenze? “Per noi pensare al Classico è stato come un ritorno alle origini del nostro Centro Studi. commentano Danilo e Davide Discacciati, gestori del Casnati e figli del fondatore Domenico - Il prof. Giacomo Sfardini fu un insegnante storico del Liceo Volta. Quando nostro padre decise di aprire un istituto avvalendosi della sua collaborazione, pensò al linguistico perché voleva colmare una lacuna di allora (perdurata per anni, ndr) nell’offerta formativa dell’area comasca. Quello è sempre stato il principio con cui nostro padre si è mosso in seguito con l’artistico e l’aeronautico, così come abbiamo fatto noi successivamente con l’alberghiero. Il nostro non è un pensiero ai potenziali numeri ma alla proposta in sé. Vediamo il liceo classico come un percorso di studi che possa dare buone garanzie di crescita cultura e personale a chi compie questa scelta. Vorremmo dare vita ad una struttura che sappia garantire quei requisiti, aggiornandoli con gli elementi di contemporaneità che il Casnati ha sempre valutato con riguardo. Forse in questo momento di minore attenzione verso il classico ci proponiamo con un progetto

che tenga in dovuta considerazione un percorso formativo che altrove gioca in rimessa solo per via dei numeri. Non è necessariamente con i grandi numeri che si fanno i buoni prodotti, piuttosto ci vogliono i giusti ingredienti”

L’anniversario Il 1° ottobre del 1971 iniziava il primo giorno di scuola del primo anno scolastico del Liceo Linguistico “Francesco Casnati”. Con il professor Domenico Discacciati, fondatore di quell’istituto scolastico che diventerà per Como un’istituzione, c’era il professor Giacomo Sfardini, emerito professore del Liceo Classico “Alessandro Volta” di Como e primo preside del neonato Liceo. Per celebrare questa continuità, il Casnati inaugurerà per il prossimo anno scolastico 2012/2013 un Liceo Classico intitolato proprio a Sfardini, volendo identificare lo spirito della nuova istituzione con la figura del celebre professore comasco, esempio di rettitudine, umanità; un uomo di valore, capace di donare qualcosa agli altri, capace di rappresentare ideali veri e con il dono straordinario di saperli trasmettere ai suoi studenti, con la semplicità e la modestia che caratterizzano i grandi uomini.

La storia Giacomo Sfardini nasce a Serina, in Val Brembana (Bergamo), il 30 gennaio 1904. Figlio del contadino Angelo e della levatrice Teresa Bignis. Nel 1929 si laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica. Nel 1938 sposa Ottavia Gobbi, dalla quale ha quattro figli: Anna Clara, Pierangelo, detto Pigi, Roberto e Admondo, chiamato Dino. Nel 1941 diventa docente di Italiano e Latino al liceo classico Volta, dove manterrà la cattedra fino al 1970. Assume la carica di assessore alla Pubblica Istruzione nella giunta guidata da Lino Gelpi. E’ tra i promotori e fondatori del Liceo linguistico Casnati. Per molti anni è presidente dell’Ucim, l’Unione cattolica italiana insegnanti medi. A 78 anni compiuti siede nella commissione d’esame al Casnati, ma non riesce a terminare la sessione di maturità. Muore nel luglio 1982.


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primo piano obbliga ancora a usare il materiale cartaceo tradizionale e nel contempo inserisce il pc senza ben capire la sua reale applicazione, può fare dei danni devastanti.

Il terzo punto è il problema sull’approccio alla didattica.

COMPUTER IN CLASSE UNA MODA, UNA CHIMERA O UNA REALTÀ? Lo leggiamo su tutti i maggiori quotidiani. Titoloni che enfatizzano lo sbarco di innovative soluzioni tecnologiche nelle scuole italiane. Ma è veramente così? Si può affermare che questo prezioso strumento di lavoro e svago quale è il personal computer finalmente è approdato anche nella scuola italiana, al punto da sostituire i libri di testo oppure, in qualche caso, addirittura i docenti? Qual è lo stato dell’arte? La situazione non è così ottimistica, in realtà. Leggiamo di Ipad, netbook in classe, uno per ogni studente. Ma a cosa servono in realtà? Il contenitore (il computer) è indubbiamente innovativo e lo conosciamo bene, ma i contenuti? Compreremmo una Lamborghini per poi allestirla internamente come una Panda? Compreremmo una casa a Montecarlo per arredarla coi mobili dell’Ikea? Ancora, acquisteremmo un autobus da 50 posti se la nostra famiglia è composta da 3 persone? Lo diciamo perché, riprendendo concettualmente gli esempi sopra, sembra proprio si stiano proponendo queste paradossali situazioni in merito all’approdo delle tecnologia nelle aule scolastiche. Ma quali sono questi problemi di incoerenza, nel dettaglio?

Il primo punto è il problema infrastrutturale. Usare un pc in una scuola significa, ai nostri giorni, la possibilità di avere accesso alla rete, a Internet. E’ fondamentale, perché il pozzo di conoscenza risiede lì dentro.

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Farlo non è così banale, perché per rendere accessibile internet, sarebbe necessario cablare tutte le aule scolastiche. Roba vecchia direte, ormai c’è il wi-fi!! Vero e infatti questa è la soluzione per portare a tutti l’accessibilità alla rete. Ma il wi-fi non compare magicamente e spontaneamente; va “guidato” e per portare il segnale fino a noi servono apparecchi dedicati e qualità di segnale, perché 700-800 tra studenti e docenti che accedono contemporaneamente tramite lo stesso accesso ad internet significa progettare una rete professionale, capillare e molto costosa. Quindi il primo punto è: i pc in classe sono poco utili se non hanno a disposizione una rete accessibile e performante.

Il secondo punto è il problema sui contenuti. Si parla di sostituire i libri di testo, a vantaggio di nuovi strumenti digitali. Già, ma dove sono oggi i sostituti dei beneamati libri di testo? Non ci sono!! Ci sono timidi tentativi di digitalizzazione dei contenuti e qualche raro esempio illuminato di didattica multimediale ma sono una goccia nel mare. Quindi di cosa stiamo parlando? Gli studenti, secondo il modello ambito, portano il pc in classe e... Cosa ci fanno?? Per carità le risorse sulla rete sono infinite: si possono guardare video didattici, leggere quotidiani in lingua e molto altro. Ma è questo un progetto strutturato di migrazione verso le nuove tecnologie applicate alla didattica? Sicuramente no! Serve ben altro, servono prodotti e servizi dedicati a questo nuovo modello formativo. E servono subito, perché il modello misto, che

Una volta consegnato un pc ad ogni alunno, cosa ci fanno gli studenti? Il discorso si riallaccia al punto sopra, sulla carenza di contenuti multimediali. Ma ancora, ammesso e non concesso che questi contenuti ci siano, come li mettiamo in relazione alla tradizionale programmazione didattica del docente? In pratica, a cosa serve questa invasione tecnologica se poi non è in stretta relazione con quanto sviluppato in aula dal docente? Si rischia di disorientare gli studenti, dando loro infinite ed accattivanti risorse ma che in realtà non giovano a sviluppare gli obiettivi del docente, coerentemente con la sua programmazione didattica. Questa è quindi l’ulteriore sfida: sviluppare strumenti e metodologie che vadano di pari passo con il lavoro istituzionale del docente e che anzi siano complementari al lavoro fatto in classe. Se non si persegue questo obiettivo, il pc in classe diventa un gadget fine a se stesso. Non vogliamo essere distruttivi: siamo all’alba dell’approdo della nuova tecnologia in un contesto scolastico e quindi è fisiologico ci siano errori, tentennamenti e progetti zoppicanti. Tra qualche anno tutte queste anomalie saranno un vago ricordo sperimentale e siamo sicuri ci sarà una piattaforma digitale integrata, con pc, contenuti digitali e soprattutto un approccio consolidato verso queste soluzioni tecnologiche. Anche a scuola.

Cosa sta facendo il Casnati? Prima di tutto ha affrontato il problema al contrario, cioè partendo dalla metodologia e dai contenuti.

Il quarto punto è inerente all’approccio del Casnati in merito ai precedenti tre punti... Cosa sta facendo il Casnati? Prima di tutto ha affrontato il problema al contrario. E cioè partendo dalla metodologia e dai contenuti. La piattaforma CSC Fad è attualmente uno strumento ormai consolidato che mette a disposizione di tutti gli studenti del Centro Studi Casnati contenuti costantemente aggiornati e sincronizzati con l’attività didattica frontale: la versione attuale è frutto di una sperimentazione che procede ininterrottamente da 3 anni e che si è avvalsa nel suo sviluppo della collaborazione del personale interno all’istituto e di esperti della didattica esterni. Ma andiamo con ordine.


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Nell’anno scolastico 2009/2010 è stata installata la piattaforma di formazione a distanza (denominata CSCFad) e selezionate alcune classi e docenti per testarne l’utilizzo. Somministrando lezioni, test, ricerche e questionari, tutto in coerente relazione con quanto svolto dal docente in aula. Il risultato è stato incoraggiante, tanto per i contenuti didattici sviluppati, quanto soprattutto per il favorevole riscontro ottenuto presso i ragazzi, che hanno familiarizzato da subito con la piattaforma di e-learning, rilevandola come ottimo ausilio didattico. Dal test operativo si è arrivati ad una prima applicazione pratica: i corsi di recupero. I docenti hanno infatti utilizzato la piattaforma per comunicare e inviare contenuti agli studenti con debiti da recuperare. I quali hanno potuto fare esercitazioni e quanto previsto direttamente da casa. A questa prima esperienza si sono aggiunte poi nel tempo, a partire dall’a.s. 2010/11 altre applicazioni che di fatto ampliano quotidianamente la gamma dei servizi veicolati attraverso la piattaforma: test d’ingresso per i neo iscritti, corsi dedicati al consolidamento delle competenze linguistiche, gestione degli sportelli didattici, esercitazioni in autocorrezione, workshop di aggiornamento per i docenti, etc. Già dal precedente anno scolastico tutti i docenti sono abilitati a caricare contenuti ed i corsi attualmente attivi, suddivisi per istituto e per classe di appartenenza, sono ad oggi circa 190 e vengono quotidianamente utilizzati dalla totalità degli studenti del Centro Studi

Casnati. Abbiamo inoltre iniziato a registrare le prime lezioni in videoconferenza e il risultato è molto gratificante. L’obiettivo non è chiaramente quello di sostituire l’insegnante in aula, ma lo strumento della videoconferenza offre la possibilità di registrare cicli di lezioni su un particolare argomento oppure consentire a chi dovesse essere assente di rimanere al passo col programma. O anche semplicemente vedere e rivedere una lezione su un argomento particolarmente ostico o complesso. Affrontati con successo i primi due punti su didattica e contenuti, l’ultimo punto era quello dell’infrastruttura tecnologica. Per consentire a ogni studente, in ogni classe dell’Istituto, di poter accedere alla piattaforma e iniziare a usarla assieme agli insegnanti, direttamente in aula. Oltre che a casa. Arriviamo così all’attuale anno scolastico. Da settembre 2011, inizialmente per le sole classi prime, il progetto Pc in classe ha quindi raggiunto la sua piena applicazione: è stata infatti attivata una grande rete wi-fi all’interno del Casnati con oltre 40 access-point distribuiti in tutta la struttura per permettere una piena integrazione della piattaforma CSC fad all’interno della quotidiana attività didattica. Ogni alunno può accedere alla rete direttamente dal proprio banco ed ogni utenza è interamente tracciata e vincolata: lo studente Mario Rossi può accedere SOLO dalla sua classe tutta l’attività effettuata dal suo pc viene costantemente monitorata.

Siamo così giunti, nell’a.s. 2011/12, ad attivare l’ultimo passaggio: il pc in classe. Quel passaggio che tutti stanno mettendo al primo posto, noi l’abbiamo messo all’ultimo. Non perché il meno importante, anzi; ma semplicemente perché nelle nostre intenzioni era l’attività più di facciata e paradossalmente la più semplice da implementare. Prima di questo serviva, come detto, ben altro e adesso anche per questo ultimo tassello è diventato realtà. Per dotare ogni studente di un computer da utilizzare a scuola, abbiamo stipulato una interessante convenzione con una primaria azienda internazionale, produttrice di PC, che ha consentito di fornire ad ogni studente un PC portatile con schermo da 12 pollici. Questa è quindi la risposta del Casnati a quella che in molti casi sembra una moda dilagante, ma che in realtà spesso non sembra fornire una risposta concreta all’esigenza dell’utilizzo delle nuove tecnologie applicate alla didattica. Noi ci crediamo davvero e per tre anni abbiamo progettato e sviluppato un sistema che potesse funzionare davvero e soprattutto che avesse una reale utilità dal punto di vista didattico. Adesso siamo pronti, senza proclami modaioli, a sviluppare anche su questo fronte la nostra tradizione di continua innovazione.

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QUANDO IL LICEO È DAVVERO “LINGUISTICO” L’IMPORTANZA DEL MONTE ORE DEDICATO ALLO STUDIO DELLE LINGUE STRANIERE Aurelio Schiavone Parlare di liceo linguistico evoca un tipo di scuola con caratteristiche note e abbastanza identificate. In realtà pochi sanno che questo tipo di liceo ha vissuto fino a poco tempo fa in un perenne stato di sperimentazione, tanto che i licei linguistici in quanto tali erano piuttosto rari, affiancati da numerosi ibridi di diversa derivazione: ex-istituti magistrali, istituti tecnici per il commercio, licei scientifici ad indirizzo linguistico. La riforma dell’ordinamento scolastico, entrata in vigore a partire dall’a.s. 2010/11, ha ridefinito gli assetti dell’offerta formativa di tutti gli istituti, introducendo novità sostanziali negli indirizzi di studio. Tra le varie questioni toccate, si stabilisce l’articolazione del sistema dei licei che ora comprende i già noti licei artistici, classici e scientifici; introduce quelli delle scienze umane, quelli musicale e coreutico e, cosa importante, anche i licei linguistici. Negli ultimi decenni la scuola privata riconosciuta, prima, e paritaria, poi, ha colmato l’assenza dell’istruzione statale in quest’ultimo ambito scolastico. Il Liceo Casnati è stato un precursore nel settore. Dedicato a Francesco Casnati, giornalista comasco d’adozione scomparso nel 1970, il liceo linguistico è l’Istituto attorno al

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quale si è sviluppato il Centro Studi Casnati oltre ad essere uno dei primissimi licei linguistici in Italia. Come si accennava prima, il resto del panorama della formazione secondaria linguistica era coperto da corsi di natura sperimentale. La riforma, nel senso dell’autonomia scolastica introdotta alla fine degli anni novanta, ha consentito alle scuole superiori di poter usufruire del 20% del totale delle ore settimanali per modifiche al piano di studi, al fine di inserire nuovi progetti che prevedano l’ampliamento delle materie esistenti. Sfruttando questo strumento, il Liceo Casnati ha ben presto riorganizzato l’offerta curricolare del proprio corso, introducendo lo studio della terza lingua straniera, a scelta tra spagnolo o francese, sin dal primo anno. A questo primo aggiornamento dell’offerta formativa dell’istituto si sono presto aggiunti gli approfondimenti di “interpretariato-traduzione” e quello “turistico-alberghiero”, tuttora attive, che hanno introdotto specifiche aree di approfondimento con un incremento delle ore di lezione. Attualmente, alla luce dell’entrata in vigore della riforma dell’ordinamento scolastico, le caratteristiche del Liceo Linguistico “Casnati” mantengono inalterate le premesse

che caratterizzano questo Istituto fin dalla sua nascita. Ma cosa contraddistingue l’offerta formativa del Liceo Casnati da quella degli altri Istituti? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Beatrice Astori, preside del Centro Studi Casnati. “Nel corso degli anni, seguendo l’evoluzione che i diversi strumenti normativi ci mettevano a disposizione, abbiamo sempre tentato di mantenere una certa impostazione “tradizionale” per il nostro Liceo Linguistico basata principalmente sullo studio delle tre lingue straniere. Mi spiego meglio: il Liceo Linguistico Casnati, uno dei primissimi in Italia, è nato nel 1971 come Liceo Linguistico “puro” e la sua caratteristica è sempre stata quella di approfondire lo studio delle lingue straniere seguendo un approccio che affiancasse alla mera teoria anche esercitazioni pratiche. Non a caso molti nostri ex studenti hanno approfondito tali tematiche anche dopo il diploma raggiungendo traguardi professionali in ambito linguistico di tutto rispetto. Durante questi quaranta anni la filosofia ispiratrice del nostro Liceo è stata mantenuta inalterata e la differenza con gli altri istituti, rispetto allo studio delle lingue, è chiara anche dopo l’entrata in vigore della riforma dell’ordinamento scolastico”. Analizzando il piano di studi dell’area “Trilingue”, ovvero l’area comune attorno alla quale si sviluppa l’offerta formativa del Liceo Casnati, abbiamo modo di verificare in che modo le modifiche operate in termini di ore influenzino l’approccio allo studio delle lingue straniere.

Nel nostro caso, grazie all’autonomia scolastica che ci offre un certo margine di discrezionalità, lo studio delle lingue straniere occupa quattordici ore settimanali su trenta ore totali. “Rispetto allo schema di partenza proposto dalla riforma, che già si avvicina moltissimo al nostro storico piano di studi e che obbliga gli altri istituti ad uniformarsi ad un’impostazione che noi abbiamo sempre seguito, abbiamo apportato alcune modifiche in modo tale da perfezionarlo e renderlo adatto ai nostri standard di insegnamento. Lo studio delle tre lingue straniere, che storicamente abbiamo affrontato a partire dal primo anno, viene ulteriormente potenziato dedicando cinque ore settimanali allo studio delle prime due lingue e quattro alla terza lingua. Questa scelta, che sostanzialmente aggiunge tre ore settimanali di studio linguistico allo schema di partenza proposto dal Ministero, eleva il monte ore settimanale a trenta, proponendo una proficua continuità con quanto proposto durante i passati anni scolastici”. Il piano di studi è un valido strumento di raffronto tra le differenti offerte formative dei diversi istituti: se ciò era vero quando, prima dell’entrata in vigore della riforma, chi aveva intenzione di affrontare lo studio delle lingue


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straniere aveva la necessità di comparare i piani di studi delle più svariate ed ardite sperimentazioni linguistiche proposte da molteplici realtà educative, adesso acquisisce forse maggiore importanza nell’analisi dei diversi licei linguistici. “Un ottimo e sicuramente utile esercizio di comparazione tra i differenti licei Linguistici è senza dubbio costituito dall’analisi del numero delle ore dedicate allo studio delle lingue straniere rispetto al totale delle ore settimanali. Nel nostro caso, grazie all’autonomia scolastica che ci offre un certo margine di discrezionalità, lo studio delle lingue straniere occupa quattordici ore settimanali su trenta ore totali, con un picco di quindici ore durante il terzo anno (50%). Si tratta di uno studio concreto e strettamente legato alla realtà quotidiana. Con questo intendo dire che lo studio delle lingue straniere – inglese e due lingue a scelta tra francese, tedesco e spagnolo n.d.r. – viene finalizzato durante l’anno scolastico al conseguimento di specifiche certificazioni linguistiche, le stesse che gli studenti universitari devono conseguire durante gli studi accademici e le stesse che vengono richieste dal mondo del lavoro. Si tratta di una scelta che permette di rendere oggettiva la competenza linguistica acquisita dal singolo studente al termine di ogni anno scolastico offrendogli uno strumento che possa aiutarlo nel mondo reale, dove la conoscenza della lingua deve necessariamente essere pratica oltre che teorica. Non scordiamoci poi che anche lo studio della lingua e letteratura latina ed italiana segue, in parallelo, lo studio delle lingue straniere: proponendo un’evoluzione della complessità dei temi trattati è possibile proporre un’utile comparazione tra le differenti regole grammaticali e gli stili letterali, favorendone

l’apprendimento.” All’area “Trilingue” del Liceo Linguistico Casnati, che costituisce la parte comune con trenta ore settimanali, possono seguire a partire dal terzo anno due diverse aree di approfondimento di tre ore settimanali aggiuntive: l’area “Interpreti” e l’area “Turistico alberghiero”. “La proposta di queste due aree di approfondimento a partire dal terzo anno si inserisce nella logica di rendere ancora più concreta la preparazione degli

Con il nostro piano di studi, che non ha eguali nel nostro territorio per numero di ore dedicate alle lingue straniere, intendiamo mantenere la nostra tradizionale e consolidata organizzazione didattica. studenti che decideranno di seguirle, prendendo spunto dalle esigenze espresse dal mondo del lavoro contemporaneo. I ragazzi approfondiranno, in lingua inglese, alcune materie specifiche per ogni indirizzo quali “Traduzione consecutiva e simultanea” per l’area “Interpreti” o “Tour Operator” per l’area “Turistico alberghiero”. Riprendendo il discorso fatto prima, con l’area di approfondimento lo studio delle lingue straniere al terzo anno tocca il 54% del monte ore settimanale.” Il nuovo ordinamento scolastico, entrato in vigore a partire dall’anno scolastico 2010/11, non ha quindi snaturato quella che ormai è una quarantennale impostazione del Liceo Linguistico Casnati ma offre anzi alcuni inte-

IL CODICE DI UNA LINGUA Con un’offerta formativa in costante evoluzione, il Liceo Casnati si pone sempre l’obiettivo di offrire ai suoi studenti i migliori strumenti e le regole più appropriate per l’apprendimento delle lingue straniere ed il loro utilizzo in ambito professionale: il “codice” di una lingua appunto. Vanna Bullock ci spiega il perchè.

L’offerta del Liceo Casnati si struttura attraverso l’area “trilingue”, l’area “interpreti” e l’area “turistico-alberghiero”. Per meglio approfondire gli aspetti legati alla didattica e, più in generale, per illustrare la filosofia dell’insegnamento di questo istituto, è interessante coinvolgere forse la figura principale di ogni processo formativo ed educativo: il docente. La professoressa Bullock, insegnante bilingue del nostro Liceo Linguistico, è anche direttrice didattica di British Institutes Como e della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “F. Casati” di Como, oltre che responsabile delle certificazioni per il Centro Studi Casnati. Ha maturato un’esperienza oramai trentennale nell’erogazione di corsi di preparazione alle certificazioni linguistiche a tutti i livelli, da A1 a C2, del Quadro di Riferimento Europeo. Per British Institutes ha anche collaborato alla creazione di One-Way, il corso di inglese multimediale di “Opera Mul-

ressanti spunti degni di essere approfonditi. “Lo schema proposto – prosegue la professoressa Astori – introduce interessanti novità che saranno operative a partire dal terzo anno. A questo punto della preparazione, infatti, si introdurrà lo studio di una materia non linguistica in lingua straniera alla quale si aggiungerà, durante il quarto anno, lo studio di un’ulteriore materia non linguistica in lingua straniera. Questa novità, al quale si aggiunge nel nostro Liceo la già consolidata ora settimanale di conversazione durante lo studio delle lingue straniere, ha come obiettivo l’ulteriore consolidamento della lingua inglese quale strumento di comunicazione, anche in ambiti non prettamente linguistici. Si tratta di una grandissima opportunità per tutti gli studenti che si inseriscono adesso nel Liceo Linguistico: con il nostro piano di studi, che non ha eguali nel nostro territorio per numero di ore dedicate allo studio delle lingue straniere, intendiamo mantenere la nostra tradizionale e consolidata organizzazione didattica. La stessa che ci permette, da quaranta anni, di insegnare le lingue nel nostro territorio.”

timedia e British Institutes” che ha ottenuto il Label Europeo 2004, un riconoscimento che incoraggia nuove iniziative nel campo dell’insegnamento e dell’apprendimento delle lingue e premia le nuove tecniche di insegnamento. A lei, che si occupa in primo luogo della formazione degli studenti dell’area “Interpreti”, abbiamo chiesto di descrivere i punti principali dell’organizzazione didattica del Liceo Linguistico. Professoressa Bullock, ci può descrivere gli argomenti affrontati durante gli studi al Liceo Linguistico “F. Casnati”? B: Nel corso dei cinque anni di studio si lavora ovviamente su più fronti. Il biennio privilegia lo studio della morfo-sintassi, ovvero della grammatica, e lo sviluppo della competenza lessicale e pragmatica. E’ vero che in anni recenti si è spesso sentito dire che imparare la grammatica non sia utile: io sono fermamente convinta invece che nei primi anni sia essenziale per i ragazzi impadronirsi degli strumenti del mestiere. Usando un’analogia che trovo particolarmente efficace, se si vuole “scorazzare” in lungo e in largo alla guida di un’autovettura è necessario saper mettere in

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l’intervista moto, inserire le marce, capire limiti e potenzialità del mezzo, conoscere il codice della strada e così via. Conoscere il “codice” di una lingua significa anche capire il cuore e la forma mentis dei parlanti di quella lingua, capire come percepiscono il mondo, come catalogano l’esperienza. Perché in inglese le minacce si proferiscono sempre al futuro e non con il presente come in italiano? Perché gli inglesi hanno un’infinità di modi per tradurre il concetto di “dovere”? Perché l’inglese ha sviluppato una serie di tempi, quelli progressivi, di cui l’italiano non avverte il bisogno? Sono un’infinità le domande che ci si può porre. Ecco, si vuole insegnare perché in un dato contesto un anglofono si esprimere in un dato modo. Ne consegue che l’insegnamento dell’inglese non può focalizzarsi sullo studio della grammatica prescrittiva, della regola fine a se stessa, ma deve abbracciare quella che viene chiamata “grammatica descrittiva”, che si occupa del funzionamento della lingua, inclusa quella parlata. Le ore di conversazione, su cui lavorano in parallelo i docenti di classe e i lettori madrelingua, sono attivate per la lingua inglese fin dal primo anno ed offrono l’occasione di mettere in pratica quanto si apprende nelle altre ore. Si consolidano qui le abilità descrittive, narrative, di interazione, nonché la capacità di esprimere e comunicare le emozioni: interesse, curiosità, sorpresa, noia, imbarazzo, orgoglio, soddisfazione, simpatia, antipatia, insofferenza, gioia, tristezza, speranza, paura, disappunto, e così via. Già da alcuni anni si è inoltre deciso di inserire nel POF, il piano dell’offerta formativa, la preparazione alle certificazioni, viste non come attività integrative, ma come elemento cardine della preparazione linguistica. Le certificazioni linguistiche permettono di classificare la conoscenza linguistica a livelli standard su scala internazionale. Rispondono dunque a criteri di trasparenza e spendibilità sia in ambito scolastico e universitario che lavorativo. Prendiamo, a titolo esemplificativo, le certificazioni di livello B1, tipo PET, che è l’obiettivo minimo previsto per l’uscita dal biennio: esse attestano la capacità di agire in circostanze in cui è richiesto un uso quotidiano della lingua, di leggere semplici testi e articoli di giornale, di scrivere lettere personali non complesse o prendere appunti durante una

“Conoscere il “codice” di una lingua significa anche capire il cuore e la forma mentis dei parlanti di quella lingua”. riunione. I candidati promossi riescono a utilizzare stili di comunicazione adeguati a varie situazioni e sono in grado di andare oltre i fatti, percependo opinioni, atteggiamenti e stati d’animo nella lingua inglese parlata e scritta. E’ chiaro dunque che questo tipo di lavoro permette di lavorare su tutte e quattro le abilità linguistiche: scrittura, lettura, ascolto e parlato.

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Nel triennio si intraprende poi lo studio della letteratura, che significa anche capire come si è andata costruendo l’identità di un popolo, come si sono formati i suoi valori, significa immergersi nella realtà di una terra, della sua gente, significa ampliare la propria conoscenza e comprensione dei diversi processi storici e culturali. È anche occasione ideale per ampliare il proprio vocabolario, capire come funziona un testo, esercitare le proprie capacità di analisi ma anche porsi domande profonde, capire che non si esiste solo nel presente, ma si è parte di un processo e di un movimento più vasto. E’ nelle ore di letteratura che l’interdisciplinarietà trova la sua massima espressione: lo studio della letteratura inglese, per esempio, non può prescindere da quello della letteratura italiana o della letteratura delle altre lingue, della storia, della filosofia, dell’educazione civica. Qual è la specificità dell’indirizzo “Area Interpreti”?

B: Il liceo linguistico offre la possibilità di scegliere tra il classico indirizzo “Trilingue” e vari indirizzi. Personalmente mi occupo della formazione degli studenti dell’area interpreti, un percorso che permette di colmare la tanto temuta dicotomia tra mondo della scuola e mondo del lavoro. La preparazione linguistica è ovviamente più approfondita e si affinano le capacità espressive e la fluency. Il programma è ampio e articolato e si spazia dalle tecniche di memorizzazione e gestione dell’ansia a quelle di traduzione e public speaking. Pur non potendo ovviamente sopperire alla formazione data da un percorso universitario, il corso permette di cominciare ad avvicinarsi a materie complesse e spesso affascinanti come la mediazione interculturale, le diverse tecniche di interpretariato (chuchotage, interpretariato di trattativa e simultanea), i linguaggi settoriali o microlinguaggi, le tecniche di traduzione per il web, per l’editoria, per il turismo e così via. Nel corso degli anni abbiamo


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l’intervista

L’ESPERIENZA DELL’EX Racconto di una ex studentessa del Liceo Linguistico Casnati: le esperienze professionali raggiunte e come ha inciso il percorso formativo nel raggiungimento di questi obiettivi. Alcune domande ad Elena Pedretti. Elena Pedretti, presidente dell’”Associazione Guide Como” e guida turistica, traduttrice, interprete ed accompagnatrice turistica ci racconta il suo percorso formativo e lavorativo. Iniziamo dagli anni delle superiori: quali considerazioni hai fatto, una volta terminata la terza media, relativamente alla scelta dell’indirizzo della scuola superiore da frequentare? E: Terminata la terza media avevo il desiderio di frequentare una scuola superiore che mi desse l’opportunità di studiare le lingue straniere, per questo ho deciso di iscrivermi al Liceo Linguistico “F.Casnati”. Come mai la tua scelta è caduta proprio sul Liceo Linguistico “F. Casnati”? E: Il Centro Studi Casnati rappresenta una “tradizione di famiglia”, mia zia aveva già frequentato lo stesso Liceo e dopo di me anche mio fratello si è iscritto al Centro Studi Casnati.

anche avuto incontri seminariali con esperti del settore su argomenti quali la traduzione dei fumetti, la traduzione di dialoghi cinematografici e la traduzione di testi promozionali, per citarne solo alcuni. Qual è l’obiettivo didattico che si intende raggiungere? B: Ovviamente ci si prefigge di aiutare gli allievi a sviluppare sicure abilità ricettive, produttive e di interazione, ricordando che l’obiettivo ultimo non è l’apprendimento, ma l’acquisizione di una lingua. L’apprendimento è un processo conscio, razionale e volontario, che può dare la sensazione temporanea di avere acquisito un risultato positivo, ma non genera comportamenti linguistici autonomi. Quanto viene acquisito, invece, viene a far parte stabilmente della competenza del singolo ed è su questa competenza linguistica che si basa la produzione linguistica vera e propria.

e nell’ambito delle traduzioni, alternando sempre le due attività. Attualmente sei la presidente dell’”Associazione Guide Como” e svolgi le funzioni di guida turistica, traduttrice, interprete ed accompagnatrice turistica: pensi che lo studio presso il Liceo Linguistico ti abbia dato le basi necessarie per affrontare questo mestiere? E: Sì, il Liceo Linguistico ha determinato le basi sulle quali si sono sviluppati i percorsi successivi, sia a livello scolastico sia a livello professionale. Qualche particolarità del tuo lavoro che ti piace sottolineare? E: Non mi è mai successo di avere un giorno di lavoro uguale all’altro, perché lavoro sia in Italia che in Europa con persone sempre diverse, questa è la caratteristica più peculiare della mia professione. Cosa ti ha spinto verso il tuo attuale mestiere? E: E’ stato un percorso naturale, ma forse la passione per le lingue straniere è stato il fattore trainante. Quale deve essere secondo te la dote principale in questo mestiere? E quanto contano la passione e la preparazione? E: La dote principale in questo mestiere è la determinazione, fissare degli obiettivi e raggiungerli. La passione è indispensabile perché è una fonte inesauribile di energie, anche se alla base di tutto ci deve essere la preparazione linguistica e la professionalità. Quali sono i tuoi obiettivi professionali?

Quando hai iniziato a frequentare il Liceo Linguistico avevi già chiaro il percorso professionale che avresti voluto seguire?

E: Nel mio lavoro è fondamentale il continuo aggiornamento e la consapevolezza che si può sempre migliorare: questi sono i miei obiettivi.

E: Sapevo che lo studio delle lingue straniere mi avrebbe aperto molte porte, ma ero ancora troppo giovane per aver chiaro che tipo di percorso professionale avrei voluto seguire.

Cosa ricordi degli anni trascorsi nel nostro istituto?

Pensi che il Liceo Linguistico ti abbia dato una buona preparazione culturale generale, oltre che prettamente linguistica? E: Sicuramente il Liceo Linguistico mi ha dato un’ottima preparazione culturale generale, che successivamente mi è stata di grande aiuto per il prosieguo dei miei studi e per la mia professione. Ci puoi raccontare qual è stato il tuo percorso professionale e di studi una volta ottenuto il diploma di scuola superiore? E: Dopo la maturità linguistica ho deciso di proseguire i miei studi e di approfondire ulteriormente la conoscenza delle lingue frequentando l’Istituto Superiore Interpreti e Traduttori “F.Casati” di Como. Il corso di studi è stato molto formativo soprattutto per le ore di traduzione consecutiva e simultanea, che consentono lo sviluppo di importanti abilità linguistiche. Dopo aver discusso la tesi all’ISIT ho iniziato a lavorare nel settore turistico

E: I miei ricordi del Liceo sono molto belli e sono legati ai miei professori ma soprattutto ai miei compagni di classe, con i quali sono ancora in contatto e che incontro sempre con piacere. Rifarei senz’altro le stesse scelte scolastiche. Quale consiglio ti senti di dare ai ragazzi del Liceo Linguistico che vogliono intraprendere la stessa tua carriera? E: Il mio consiglio è quello di alternare gli anni del Liceo con degli stage all’estero, poiché è utilissimo poter approfondire le lingue straniere sul posto. E per i ragazzi della terza media che hanno intenzione di affrontare lo studio del Liceo Linguistico? E: Il Liceo Linguistico è la scelta ideale per coloro i quali hanno una grande passione per le lingue e per le culture straniere.

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Gli studenti del Terragni vincono il concorso “Scuola in Scena” con il progetto multidisciplinare presentato “E per sposa un cadavere…”. Il risultato di tanto impegno: il prestigioso palcoscenico del Teatro Sociale di Como

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Tra le prestigiose esperienze che il Liceo Terragni può annoverare si aggiunge ora la partecipazione e la selezione come vincitori ad un importante progetto promosso dall’ Assessorato alla Cultura della Provincia di Como e dal Teatro Sociale di Como in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale ed aperto a tutte le scuole della provincia: stiamo parlando del concorso “Scuola in Scena”. E’ stata la classe terza, attraverso la rappresentazione “E per sposa un cadavere…” trasposizione teatrale del celebre cartone animato “La sposa cadavere” di Timo Burton, a portare a casa il prezioso risultato a coronamento di un progetto multidisciplinare che ha coinvolto, oltre agli studenti, diversi docenti e che ha visto la partecipazione di esperti del settore del fashion design. La partecipazione al concorso prevedeva lo sviluppo di un progetto per uno spettacolo teatrale in tutti i suoi aspetti: dalle sceneggiatura, alla scene, la regia, i costumi. I vincitori della selezione avrebbero dovuto poi mettere in scena lo spettacolo con l’aiuto di professionisti del settore. Così è stato per la classe terza del Terragni, che il 14 maggio scorso è andata in scena con lo spettacolo “E per sposa un cadavere...”. Il progetto multidisciplinare è stato proposto e coordinato dalla docente di architettura Prof.ssa Lorenza Galli ed il testo, promosso dagli stessi alunni, è stato elaborato dall’insegnante di lettere con l’ausilio di alcune allieve mentre l’ideazione e la realizzazione dei costumi sono state curate dagli studenti con il coordinamento della docente di discipline grafiche, prof.ssa Monica Sampietro, e del fashion designer Maurizio Buzzi che ha seguito gli allievi nella scelta dei tessuti/materiali e nella costruzione dei modelli. Maschere e scenografie, eseguite anch’esse dagli alunni, sono state coordinate dalla docente di

discipline plastiche prof.ssa Pamela Del Curto e la regia è stata curata dalle insegnante di lettere, prof.ssa Giuliana Alberti e di architettura, prof. ssa Lorenza Galli. Gli studenti sono quindi stati i veri protagonisti dell’esperienza teatrale: tutti i personaggi sono interpretati dagli alunni della classe e sempre gli studenti della III A hanno svolto le funzioni di aiuto-registi, tecnici audio e video, scenografi, costumisti, truccatori e trovarobe. Si è trattata quindi di un’esperienza completa che ha permesso loro di affrontare il magico mondo del teatro sotto ogni aspetto: creativo ed operativo. Lo spettacolo, presentato al Teatro Sociale di Como, è stato un grande successo. Merito dell’impegno dei ragazzi e del lavoro estenuante che li ha coinvolti nei due mesi necessari ai prepa-


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l’intervista rativi ed alle prove. I nostri ragazzi hanno calcato il palco dello storico teatro cittadino che accolse Niccolò Paganini, Franz Liszt e Giuditta Pasta ed ospitò per un breve periodo il Teatro alla Scala di Milano, mentre questo era in ricostruzione al termine della seconda guerra mondiale. Congratulazioni ai nostri studenti, al loro impegno ed alla loro spiccata creatività che gli ha permesso di vivere questa straordinaria esperienza. L’evento ha messo in luce l’importanza della multidisciplinarietà nello sviluppo di un progetto importante, complesso ed assolutamente reale come quello di produzione di uno spettacolo teatrale. Il “prodotto” artistico per vivere deve vedere il coinvolgimento di diversi ambiti culturali, ai massimi livelli possibili. Una riprova, se mai servisse, di come le discipline artistiche abbiamo bisogno di un contesto liceale per pog-

Il Mondo dei Vivi

Interpreti

1. Victor Van Dort, promesso sposo di Victoria Everglot 2. Signora Van Dort, madre di Victor 3. Signor Van Dort, padre di Victor 4. Lisette, cameriera in casa Van Dort 5. Geremia, cameriere tuttofare dei Van Dort 6. Victoria Everglot, fidanzata di Victor 7. Lady Everglot, madre di Victoria 8. Lord Everglot, padre di Victoria 9. Battista, domestico di casa Everglot 10. Hildegard, nutrice di Victoria 11. Strillone 12. Lord Barkis 13. Pastore Calvary

Emanuele Pienzi Valentina Paredi Simone Perego Giada Franchi Alessandro Tosetti Carola Scandella Elisa Pina Luca Biondi Alessandro Tosetti Greta Molteni Andrea Asperges Luca Cacciolato Andrea Dastoli

Il Mondo dei Morti

giare su solide fondamenta, per rendere l’opera artistica stessa espressione sociale e personale. Sono regole che gli studenti dei corsi in ambito artistico devo imparare a sviluppare, se vogliono fare del proprio talento una professione. Per gli studenti del Liceo Terragni è stata un’importantissima occasione per cogliere questi aspetti, oltre che per sperimentare un’esperienza unica, per ragazzi della loro età, di collaborazione con professionisti del settore. Non è da tralasciare inoltre l’importante gratificazione per i ragazzi del nostro liceo, data dal veder selezionato il loro progetto. Questo ha dato loro la possibilità di mostrare il proprio lavoro ad un pubblico estremamente vasto, in una cornice istituzionale ed importante come il Teatro Sociale di Como.

14. Emily, sposa cadavere 15. Sibilla, sposa 16. Rose, sposa 17. Trikki, scheletro pirata 18. Igor, scheletro 19. Vecchietta, scheletro 20. Brian, fratellino di Victor 21. Saggio Goodney, stregone

Interpreti

Scenografie Casa di Victor e casa di Victoria Bosco e Chiesa Mondo dei morti e studio “ Saggio Goodney”

Scenografi Alice Pagani Irene Lo Bartolo Nicolas Felappi

Musiche, Luci Aiuto Regista

Marcella Kalin Nicole Simoncelli Aurora Vettori Amedeo Liuzzi Federico Tarter Margherita Talamona Andrea Asperges Federico Orsenigo

Felappi Nicolas, Jesse Gobbi

Felappi Nicolas

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l’intervista

Jordan Santoro rende omaggio al calciatore comasco, icona granata. La sua opera viene scelta per celebrare la figura dell’amato sportivo nella città di Como ed al museo storico del grande Torino. Anche la Balilla di Gigi Meroni, l’automobile utilizzata dalla “farfalla granata”, andrà ad arricchire il museo del Grande Torino nella sede di Grugliasco che raccoglie le testimonianze di un grande periodo calcistico oltre che di uno storico club. Con il trasferimento della storica auto, custodita a Como per quasi cinquant’anni, si chiudono le celebrazioni del calciatore comasco. A memoria di Gigi Meroni, che ha calciato i primi palloni alla Libertas San Bartolomeo, è stato indetto il concorso “Gigi per te”, vinto da Jordan Santoro, un nostro studente del Liceo Artistico “G. Terragni” che con la sua opera ha superato tutti gli altri concorrenti. Dopo aver vinto la concorrenza di numerosi altri giovani artisti della provincia di Como, aggiudicandosi il podio più alto nella competizione artistica dedicata al calciatore, il nostro studente ha avuto la soddisfazione di veder riprodurre in grande formato la sua opera, ben visibili in città. Ma andiamo per ordine. Il concorso prevedeva che ciascuno scuola di indirizzo artistico della provincia di Como proponesse un proprio studente per la produzione di un’opera pittorica dedicata al grande calciatore. L’evento è stato organizzato dall’Unione Sportiva Albatese e all’Associazione Amici di Gigi Meroni con il patrocinio delle Politiche Giovanili del comune. Ad ogni istituto veniva infatti consegnata una tela su cui realizzare il dipinto. Con l’unica eccezione dell’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como a cui è stata data la possibilità di proporre tre candidati. Racconta Jordan : “La proposta di partecipare al concorso mi è stata fatta dai miei docenti, i quali mi hanno scelto come candidato tra tutti gli alunni del liceo per riprodurre l’opera richiesta. Sono rimasto lusingato e questo mi ha spinto ad accettare e mi ha dato una carica in più, anche se il timore di deluderli ogni tanto mi assaliva. Ho deciso di partecipare perché comunque volevo mettermi alla prova ed anche molti compagni mi hanno incoraggiato, il che significava che contavano su di me” Il supporto dei miei insegnanti è stato molto importante, soprattutto i docenti delle discipline artistiche, le professoresse Sampietro e Necchio. Mi hanno sug-

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gerito come sviluppare al meglio la mia idea iniziale, consigliandomi alcuni particolari nella tecnica da utilizzare. Mi hanno aiutato nel sentirmi libero di esprimermi ed osare. Ho dato il massimo e alla fine sono rimasto soddisfatto del mio lavoro.”.

. “Il giovane artista ha saputo interpretare al meglio gli ideali di libertà e giovinezza strettamente legati al ricordo del grande calciatore”, si legge tra le motivazioni del premio. I lavori dei candidati sono stati esposti al Broletto per la valutazione dell’opera migliore. Il dipinto di Jordan è stato valutato come il migliore da una commissione giudicatrice che comprendeva l’Assessore Maurizio Faverio, Giampaolo Muliari direttore del Museo a Grugliasco, Giampiero Della Torre, storico organizzatore del torneo calcistico “Gigi Meroni” giunto alla sua ultima edizione, la giornalista Vera Fisogni e, non ultimo, il pittore Vittorio Mottin. Jordan ha ricevuto molti attestati di stima per il lavoro, compresi i complimenti sinceri della sorella del calciatore in persona. “Il giovane artista ha saputo interpretare al meglio gli ideali di libertà e giovinezza strettamente legati al ricordo del grande calciatore”, si legge tra le motivazioni del premio. Vincendo la competizione artistica, Jordan ha ricevuto anche un premio in materiale pittorico (tele, pennelli, colori) del valore complessivo di 1000 euro. Ma la selezione come vincitore non ha portato al nostro alunno solo queste soddisfazioni. Infatti la gigantografia del quadro di Jordan Santoro è stata esposta in via Napoleona ed ha avuto così l’onore di chiudere le celebrazioni una grandissima stella del calcio comasco ed italiano. L’enorme stampa, già esposta lungo la via, è stata visibile alla città fino al 15 luglio scorso. Questo maxiposter dalle dimensioni decisamente importanti (8x12 metri) è stato successivamente esposto in altre città fino a giungere al Museo Storico del Grande Torino. Per Jordan è stata una grande occasione per mostrare il proprio talento: “E’ stata per me un’espe-

NEL SEGN GIGI MER rienza senz’altro positiva, indipendentemente dal risultato ottenuto, che sinceramente non immaginavo di conquistare, anche se avevo buone speranze di fare bella figura. Mi sono sentito onorato dai consensi, sia dei compagni che dei docenti prima, e dei complimenti dei giudici poi. Ciò mi ha permesso di farmi notare dal pittore Vittorio Mottin, membro della giuria del concorso, che ha apprezzato il mio stile e mi ha chiesto di collaborare con lui in un progetto di pittura presso la Casa Circondariale Bassone”. In grosso in bocca al lupo al nostro ex-studente, soprattutto ora che inizia il suo percorso accademico a Brera.


NO DI RONI

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Arte e Produzione

Al Liceo Artistico si sperimenta il connubio tra proposta artistica e progettazione del prodotto industriale, con grande impegno e risultati degli alunni coinvolti. Valentina Nosari e Cristina Brovelli sono le vincitrici del contest organizzato da Ardes+Medicura in collaborazione con il Centro Studi Casnati Da semplici studentesse di liceo appassionati di design a vere e propre protagoniste di una “collezione artistica” disponibile in vendita in tutto il mondo. E’ quanto accaduto a Valentina Nosari e Cristina Brovelli, due ragazze attualmente iscritte al quinto anno del Liceo Artistico G. Terragni di Como, che si sono imposti nel contest organizzato da Ardes+Medicura, in collaborazione con il Centro Studi Casnati, studiato appositamente per costruire un connubio tra scuola e azienda. Sbaragliando un’agguerrita concorrenza, le due studentesse poco più che diciottenni si sono classificate rispettivamente al primo e al secondo posto del concorso, dando vita con le loro proposte creative alle cover dei nuovi mini-frigo che verranno a breve commercializzati dall’azienda. “Con questa iniziativa abbiamo voluto offrire ai nostri studenti la possibilità di sviluppare le proprie competenze nel design industriale e di avvicinarsi al mondo delle aziende - sottolinea Monica Sampietro, docente di progettazione del Centro Studi Casnati - siamo lieti che Ardes+Medicura si sia rivolta ai nostri ragazzi, che nell’ambito del contest hanno dimostrato grandissimo impegno e che hanno accolto con entusiasmo la sfida. Valentina Nosari e Cristina Brovelli si sono imposte rispetto agli altri, ma in generale tutti gli studenti partecipanti (40 proposte in totale) hanno prodotto opere di buon livello”. Nel corso del contest i ragazzi del liceo Terragni sono stati chiamati a realizzare un’opera grafica a tema libero che potesse diventare la nuova cover dei mini-frigo Ardes. Dopo una lunga selezione, con una prima scrematura delle quaranta pro-

poste inviate all’azienda e con una successiva selezione finale tra le quattro migliori opere, sono risultati vittoriosi i lavori di Valentina Nosari e Cristina Brovelli. Le due ragazze sono state premiate con un pc e una fotocamera digitale reflex, ma il riconoscimento più importante consisterà nel vedere la loro grafica stampata sugli elettrodomestici dell’azienda bergamasca. “Si è trattato di un’iniziativa molto positiva, che ci ha permesso di attingere alla creatività dei ragazzi del Liceo Terragni e al tempo stesso di offrir loro la possibilità di diventare protagonisti di una vera e propria collezione artistica di elettrodomestici, firmandola con la loro grafica – conferma il direttore commerciale di Ardes+Medicura, Nazareth Simoncelli - siamo soddisfatti della partecipazione degli studenti e siamo convinti che anche in futuro ripeteremo questo tipo di esperienza, che tra l’altro consente ai ragazzi di avvicinarsi al mondo del design industriale”. La soddisfazione è stata accresciuta dal fatto che il progetto di decorazione proposto da Cristina Brovelli per i prodotti “Ardes” è stato selezionato e pubblicato all’interno della rubrica “hi-tech facile” di Donna Moderna di maggio 2011. L’originale proposta del mini frigorifero a batteria Silver Ice è stata selezionata essendo: “Colorati come un fumetto, da portare anche in spiaggia”. Una soddisfazione di portata nazionale per la studentessa: uno degli accessori più amati dell’estate – come indicato nel testo – è frutto della suo lavoro artistico.

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DICONO DI NOI OVERTURE TRA I TITOLI DEDICATI AL CENTRO STUDI CASNATI DALLA STAMPA LOCALE E NAZIONALE Non è solo il nostro Magazine a dare cronaca delle notizie riguardanti il Centro Studi Casnati. Quotidiani, periodici, riviste di settore e, sempre più spesso, anche redazioni di telegiornali hanno mostrato molta curiosità per le attività dei nostri istituti. Qui proponiamo una rapida carrellata di alcuni titoli apparsi negli ultimi anni sui quotidiani. Sono solo una parte. Sul sito www.centrocasnati.it, nella sezione “Rassegna stampa” selezionabile in home-page, è possibile trovare l’elenco di tutti gli articoli. Ciascun titolo è corredato da un file pdf consultabile e scaricabile. In aggiunta a questi, la sezione “news” del sito fornisce molte altre curiosità sul Centro Studi Casnati.

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Daniele Bigi, ex studente del Liceo Terragni, è stato Lighting e Look Development per l’elaborazione di alcuni effetti speciali nel film Disney “Le cronache di Narnia: Il principe Caspian”. Recentemente si è occupato anche del film Disney “Prince of Persia” www.danielebigi.com

tecnici esistevano corsi di informatica ma non erano in nessun modo legati alla computer grafica 3D. Io, come tantissimi miei coetanei che svolgono questa professione, ho iniziato come autodidatta. Inoltre il lavoro che svolgo, contrariamente a quanto si possa pensare, è per il 70% tecnico e per il 30% artistico. È importante avere delle conoscenze di matematica, fisica e programmazione piuttosto solide. Quali considerazioni hai fatto, dopo la terza media, nella scelta dell’indirizzo della scuola superiore da frequentare? D: Sinceramente in quel periodo ero molto confuso, come probabilmente accade a molti adolescenti che si trovano a dover scegliere quale scuola frequentare dopo le medie. Ciò di cui ero consapevole è che amavo i fumetti. Pensi che il Liceo Artistico ti abbia dato una buona preparazione culturale, oltre che artistica?

A quale dei tuoi lavori sei più legato? E quello che più ti ha impegnato? D: Sicuramente NMA, il mio primo cortometraggio è il lavoro a cui sono più legato. Mostrando questo corto di poco più di 2 minuti ho ottenuto i primi lavori, inoltre ho ricevuto alcuni riconoscimenti in festival nazionali che mi hanno spinto a continuare a lavorare in questo settore. Abbiamo letto che ti sei occupato, tra le altre cose, del Leone del film Disney “Le cronache di Narnia: Il principe Caspian”. Quale significato ha avuto per te lavorare per una società così importante e famosa? D: Occorre precisare che ho lavorato agli effetti speciali del film nella società di postproduzione londinese Framestore. Disney e Walden Media hanno prodotto il film ma gli effetti speciali sono stati realizzati da società esterne.

IL “PRINCIPE“ DELL’ ANIMAZIONE 3D Daniele racconta la sua esperienza di studi e professionale, a cui si aggiunge proprio di recente la lavorazione sugli effetti del film “Prince of Persia”. In cosa consiste in pratica il tuo lavoro? D: Negli ultimi 5 anni mi sono occupato principalmente di Lighting e di Look Development per film. Il mio compito principale è fare in modo che gli elementi in computer grafica siano fotorealistici e che quindi possano essere integrati al girato. Gran parte del lavoro è tecnico, si tratta di capire che strumenti e tecniche utilizzare per ottenere ciò che viene richiesto dal regista e dal supervisore agli effetti visivi. Cosa ti ha spinto nel raggiungere questa professione? D: La passione per il disegno e per i fumetti, combinata con quella per i videogiochi ed il computer, ha sicuramente innescato in me il desiderio di iniziare a creare digitalmente ciò che mi divertivo a fare con matita e pennello. Ho sempre avuto inoltre un’ enorme curiosità nel capire come fosse stato possibile realizzare certi effetti che vedevo nei film. Attualmente ti occupi principalmente di grafica 3D: pensi che lo studio presso il Liceo Artistico ti abbia dato delle basi necessarie per affrontare questa materia? D: Devo dire di no, ma non è certo colpa dell’istituto: a quei tempi nessun liceo o scuola superiore aveva corsi specifici di computer grafica 3D. Nei licei scientifici e in alcuni istituti

D: Penso di sì: sicuramente sotto il profilo artistico e progettuale il liceo mi ha dato delle buone basi. Che strada hai intrapreso dopo il diploma? D: Dopo il Liceo ho frequentato il corso di laurea in Disegno Industriale al Politecnico di Milano. Nel 2002 mi sono laureato con una tesi che trattava la produzione e la realizzazione di animazione in computer grafica 3D. Sappiamo che dopo la laurea hai cominciato a girare il mondo: dove sei andato e che esperienza ti hanno lasciato questi viaggi? D: Dopo la laurea iniziai a lavorare ad un film d’animazione a Roma, l’esperienza fu negativa e decisi di tornare a Como lavorando per studi di post produzione milanesi. Principalmente in quel periodo mi occupavo di pubblicità e video aziendali. Dopo circa un anno e dopo aver creato come autore e regista la puntata pilota per una serie TV d’animazione ho iniziato a lavorare all’estero. Ho trascorso più di un anno in India a Bangalore, successivamente mi sono trasferito a Berlino e ho lavorato ad un film d’animazione nello studio BFC, poi sono andato ad Atlanta a lavorare per lo studio Fathom. Nel 2007 incominciai a collaborare per lo studio Aardman animation di Bristol. Da più di 2 anni lavoro a Londra. Ogni esperienza è stata utile e importante, non solo dal punto di vista lavorativo ma soprattutto di vita vissuta.

Mi sono occupato dell’illuminazione di Aslan (il Leone) e della dinamica della criniera. Non c’è dubbio che sia stato uno dei progetti più importanti a cui abbia lavorato. Probabilmente è grazie a questo film che oggi continuo a lavorare per progetti internazionali. Quale consiglio ti senti di dare ai ragazzi del Liceo Artistico che vogliono intraprendere la stessa tua carriera? D: Quando ho iniziato ad occuparmi di 3D gli unici computer con acceleratori grafici erano prodotti dalla Silicon Graphics e i più economici costavano 20-25 milioni di lire. Inaccessibili per appassionati o per studenti. Software professionali venivano prodotti principalmente per il sistema operativo irix e non era possibile installarli su sistemi windows. Oggi computer ad alte prestazioni e software 3D sono alla portata di tutti: grazie a software open source come Blender, chiunque può scaricare legalmente una copia e iniziare a creare immagini e animazioni. Decine di forum e blog sono dedicati al mondo della computer grafica. Le informazioni sono di facilissimo accesso grazie al lavoro di professionisti, università e centri ricerca che quotidianamente pubblicano materiale online. Bisogna poi guardare a quei corsi post-diploma in cui sono presenti insegnamenti di grafica 3D. Per chi vuole entrare in questo settore occorre “solo” impegnarsi e studiare; il tempo, la passione e l’esperienza faranno il resto.


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I SERVIZI WEB PER GENITORI E STUDENTI

dotta scolastica); Area registro che permette ad ogni famiglia la visualizzazione dell’orario di ingresso del proprio figlio/a, praticamente in tempo reale; Area valutazioni, attraverso la quale è disponibile la visualizzazione di tutti i voti assegnati, materia per materia, durante l’anno scolastico, con l’aggiunta di eventuali commenti e segnalazioni e con la possibilità di rilevare la media conseguita in ogni disciplina; Messaggi privati, ovvero il sistema che gestisce tutte le comunicazioni tra la Scuola e la Famiglia garantendo l’autenticità della provenienza dei messaggi; Modulistica, ovvero

di circa 250 visite ogni giorno. Tra le diverse funzionalità che lo strumento propone segnaliamo le videolezioni, i forum di discussione, un costante servizio di tutoraggio, chat, quiz, sondaggi, glossari, wiki, pagina personale dello studente, etc. La vastità delle opportunità di sviluppo segue di pari passo l’importanza che tali ambienti di apprendimento basati sul web ricoprono nell’accrescere il livello qualitativo dell’insegnamento: adottando le più aggiornate modalità di comunicazione ed attraverso strumenti utilizzati quotidianamente dagli studenti si

IL CASNATI È ON LINE L’attività didattica del Centro Studi Casnati ed i servizi messi a disposizione di studenti e famiglie sempre più fanno riferimento a strumenti informatici costantemente aggiornati dal nostro staff. L’insieme dei servizi on line del Centro Studi Casnati sono costituiti dal sito internet www. centrocasnati.it e www.casnatifad.it. Il sito internet www.centrocasnati.it si è evoluto nel corso degli anni per offrire a docenti e studenti un servizio sempre più comodo ed efficiente ed il successo di tale strumento è testimoniato dai circa 1000 accessi unici quotidiani. I numeri relativi all’utilizzo del sito internet sono esemplificativi: nell’ultimo anno scolastico (10 mesi) le visite uniche sono state oltre 250.000, per un totale di oltre 1.150.000 pagine visitate, con una media quindi di quasi 4.000 pagine visitate ogni giorno. Il nostro sito internet, recentemente aggiornato graficamente ed impostato in modo tale da garantire una maggiore ed immediata fruibilità, costituisce un contenitore di informazioni completo ed esaustivo per tutti coloro i quali sono interessati all’offerta formativa del Centro Studi Casnati ed ai servizi direttamente connessi all’attività didattica ma non solo: le famiglie dei nostri studenti possono infatti utilizzare lo strumento per accedere, attraverso username e password personali, all’area riservata e monitorare così l’attività scolastica del proprio figlio/a attraverso numerosi servizi. Nel dettaglio i servizi contenuti all’interno del sito internet destinati alle circa 800 famiglie dei nostri studenti fanno riferimento alle News Studenti, servizio di avviso generalizzato della segreteria a tutti gli studenti del Centro Studi Casnati; Area Personale, ovvero l’area in cui vengono visualizzate le principali informazioni memorizzate dal sistema informatico relativamente al badge personale (profilo personale, saldo del credito disponibile, conteggio delle volte che lo studente ha dimenticato la tessera e totale dei punti disponibili in merito alla con-

la possibilità di stampare alcuni certificati (ad esempio certificati di iscrizione e frequenza, richiesta Dote Scuola) comodamente da casa. La piattaforma CSC Fad, raggiungibile all’indirizzo www.casnatifad.it, costituisce invece uno strumento informatico, messo a disposizione dei soli studenti del Centro Studi Casnati, che si affianca alla consueta attività didattica in classe: attraverso questo strumento gli studenti possono accedere a risorse didattiche (approfondimenti, recuperi, ripassi) relativi alle lezioni affrontate in aula. La formazione a distanza, come si evince dal nome, elimina per gli utenti qualunque vincolo relativo ad orari di accesso e luogo di fruizione, mettendo a disposizione degli studenti 24 ore al giorno numerosi strumenti di apprendimento ed approfondimento. Attualmente la piattaforma conta oltre 800 utenti e circa 200 corsi ed anche in questo caso i numeri in termini di visite sono molto incoraggianti: 2.578 visitatori unici nel periodo dal 24/9 al 24/10 per un totale di 7.241 visite e 78.253 visualizzazioni di pagina con una media

vuole mettere in relazione il mondo della tecnologia e della fruizione giovanile con l’attività didattica, approfittando delle opportunità che le innovazioni tecnologiche offrono attualmente. Il sito internet dedicato alla formazione a distanza CSC Fad www.casnatifad.it presenta la consueta divisione dei contenuti a seconda degli Istituti cui essi fanno riferimento: lo studente avrà modo di raggiungere l’Istituto e la classe di appartenenza accedendo ai corsi specificatamente creati dal proprio docente. Una volta inserite le proprie credenziali, lo studente accede ad una piattaforma che non si limita al solo supporto delle consuete lezioni frontali: il CSC Fad, nelle categoria “Attività trasversali”, si propone infatti di offrire validi strumenti di preparazione al conseguimento delle certificazioni linguistiche ed informatiche (ECDL) e specifici corsi di esercitazione per il continuo e costante miglioramento delle competenze linguistiche o per colmare le lacune eventualmente emerse nelle diverse materie durante l’anno scolastico.


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l’intervista

SI SCRIVE TRASPORTI E LOGISTICA, SI LEGGE AERONAUTICO Gli Istituti Tecnici Aeronautici, attraverso il nuovo ordinamento delle scuole secondarie di secondo grado, sono entrati a far parte degli Istituti Tecnici ad indirizzo “Trasporti e Logistica”. Notizie anche sul progetto in collaborazione con l’ENAV. Intervista di M. Scaccabarozzi

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Da due anni ormai gli ex-istituti aeronautici sono confluiti nella nuova categoria degli Istituti Tecnici ad indirizzo “Trasporti e Logistica”, per cui sono previste le articolazioni “Conduzione del mezzo”, “Costruzione del mezzo” e “Logistica”. Gli istituti tecnici aeronautici fanno capo alla prima articolazione. Discutiamo della questione con l’ing. Häni, da anni insegnante di Navigazione Aerea ed Aerotecnica al Bongiovanni, coordinatore per il triennio finale del corso nonché insegnate in diverse scuole di volo per i corsi di brevetto di pilota commerciale. Ing. Häni, come avete affrontato all’Istituto Tecnico Aeronautico “L. Bongiovanni” la questione relativa al passaggio del corso in una nuova tipologia di istituto tecnico? H: Abbiamo lavorato molto alla definizione dell’offerta formativa cercando di capire come integrare le competenze che erano obiettivo peculiare degli istituti aeronautici con il nuovo quadro delle materie previste dai regolamenti ministeriali in materia di istituti tecnici ad indirizzo “Trasporti e Logistica”. Il lavoro fatto ci

soddisfa, pensiamo di esseri riusciti a rendere il profilo del diplomato in questo nuovo indirizzo del tutto simile a quello del Perito del Trasporto Aereo (la denominazione del diploma del precedente corso - ndr) in piena coerenza con quando indicato dal Ministero. Ma non pensa che questa confluenza rischi di snaturare profondamente la natura del corso che portava al titolo di Perito del Trasporto Aereo? H: Se guardiamo alle reali possibilità di impiego oppure al naturale proseguimento degli studi per i nostri studenti, vediamo che il campo si estende anche a molti altri ambiti della gestione e organizzazione delle attività aeronautiche. Di certo l’istituto tecnico per il trasporto, tra i vari istituiti, rappresenta il contenitore più idoneo per l’esperienza dell’aeronautico. Spariscono però dal quadro orario le materie più caratterizzanti del corso. Mi riferisco a Navigazione Aerea, Traffico Aereo, Aerotecnica e Meteorologia. H: Nominalmente sì, ma se si guardano le competenze specificate dal Ministero nel profilo del Perito dei Trasporti e della Logistica, è il caso di


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l’intervista dire che quelle materie escono dalla porta per rientrare dalla finestra. Cercherò di spiegarmi meglio. Innanzi tutto si prospetta la divisione nelle articolazioni “Conduzione del mezzo”, “Costruzione del mezzo” e “Logistica”. Nella prima, tra le materie di specializzazione, la fa da padrona “Scienze della navigazione, struttura e costruzione del mezzo”. Credo proprio che questa materia possa fornire essenzialmente le stesse competenze previste per Navigazione Aerea. Lo stesso dicasi per Meccanica e Macchine nei confronti di Aerotecnica e di Logistica nei confronti di Traffico Aereo. Per tutte è prevista una cospicua presenza di ore di laboratorio. Tutto ciò però non avrà ripercussioni sulle prospettive professionali dei diplomati del nuovo indirizzo? H: Abbiamo assistito negli anni ad un progressivo miglioramento della percentuale di chi, tra i diplomati degli aeronautici, si inseriva nel mondo del lavoro con una delle varie professionalità verso cui il corso mirava. Ciò è dipeso da diversi fattori: la definizione a livello europeo di un percorso formativo per i piloti professionisti, in cui le competenze acquisite negli istituti tecnici aeronautici rappresentano ottimi prerequisiti; la progressiva tendenza, da parte di enti statali come l’Enav, di selezionare il proprio personale tecnico prevalentemente tra i possessori di specifici titoli scolastici , come appunto il diploma di Perito del Trasporto Aereo; il rafforzamento nel lungo periodo, anche se con qualche fase di crisi, di importanti poli naziona-

li ad alta densità di aziende di costruzioni aeronautiche e di servizi per il trasposto aereo, come appunto l’area di Milano, con i suo aeroporti, e la Provincia di Varese, con le industrie di costru-

“Di certo l’istituto tecnico per il trasporto, tra i vari istituiti, rappresenta il contenitore più idoneo per l’esperienza dell’aeronautico”. zioni. La figura del perito del Trasporto Aereo ha assunto sempre più una sua riconoscibilità e spendibilità in ambito professionale. Senza trascurare poi la grande percentuale di chi ha scelto di proseguire proficuamente gli studi in ambito universitario. Detto questo non è verosimile pensare che decada l’interesse del sistema aeronautico verso figure dotate di forti e specifiche competenze nel settore. Nel riordino degli istituti tecnici non è comparsa nessuna tipologia di scuola che entri direttamente in concorrenza con l’indirizzo “Trasporti e Logistica” nel formare quegli esperti che il settore aeronautico richiede. Non è logico pensare che le aziende e le compagnie del settore del trasporto aereo guardino verso un’alternativa che non c’è. Formare una persona a digiuno di qualsiasi competenza prevista in una professione è sempre un costo. Ma saprà il nuovo indirizzo del Trasporto e della Logistica fornire queste competenze?

I GUARDIANI DEL CIELO Controllore del Traffico Aereo: una professione talvolta sottovalutata ma di fondamentale importanza nel trasporta aereo. L’esperienza di Alessandro Sorze.

Tra le opportunità di chi consegue il diploma in un istituto ad indirizzo aeronautico esiste quella di diventare controllore del traffico aereo. Per capire meglio come si arriva a questa professione ci siamo rivolti ad un ex-studente dell’Istituto “Bongiovanni”. Abbiamo incontrato Alessandro Sorze, che lavora al centro di controllo d’area di Milano Linate. Gli abbiamo rivolto alcune domande sulla sua professione e sulla strada che ha seguito per raggiungerla. Alessandro, come hai fatto ad entrare in ENAV come controllore del traffico aereo? Ho risposto ad un bando di selezione dell’azienda per questo ruolo, pochi mesi dopo essermi diplomato al Casnati. Per le selezioni siamo

H: Qui credo entrino direttamente in causa le esperienze e le capacità che la struttura scolastica ha saputo costruire negli anni. Chi ha affrontato con serietà le enormi problematiche nel gestire le prerogative richieste ad un istituto aeronautico per funzionare al meglio, potrà avere maggiori capacità nel dare un’impronta al nuovo corso più coerente con le aspettative del mondo del lavoro e della formazione postdiploma. Saprà fare questo trovando il migliore equilibrio possibile tra la specializzazione del corso, con gli ampi margini di flessibilità offerta, e l’obiettivo di fornire competenze comunque idonee al soddisfacimento dei requisiti richiesti per il superamento dell’esame di Stato. Da quest’anno partirà un nuovo importante progetto ? H: Sì, da quest’anno si parte con una importante collaborazione con l’ENAV (Ente Nazionale di Assistenza al Volo - ndr) che ci darà la possibilità di mandare i nostri studenti degli ultimi anni a frequentare un periodo di stage nei centri di controllo dell’ente. Si tratta dell’opportunità per i ragazzi di 4° di svolgere uno stage a Malpensa (Malpensa SAAV) e quelli di 5° a Linate (Milano ACC) per un totale di 40 ore. L’obiettivo è di offrire loro la possibilità di acquisire maggiori informazioni sulla professione di controllore di volo. Questo permetterà loro di vedere sul campo i servizi di assistenza al traffico aereo che studiano in classe.

partiti in 3000, per arrivare ad una scelta di 300 persone idonee all’ammissione alla fase di training, scaglionati in diverse chiamate. Io ho iniziato i corsi dopo circa 6 o 7 mesi dalla comunicazione di idoneità con il corso di formazione nella scuola Enav Accademy di Forlì, dove vengono preparati tutti i controllori del traffico aereo dell’azienda. Durante il primo mese di corso ho seguito unicamente lezioni intensive di inglese con insegnanti madrelingua. I partecipanti al corso sono stati suddivisi in base al livello iniziale di conoscenza della lingua. Dopo sono cominciate le lezioni di tutte le materie propedeutiche: navigazione, aerotecnica, meteorologia, diritto aeronautico ed elettrotecnica. Praticamente le stesse identiche materie che ho affrontato all’Istituto Aeronautico. Il livello di approfondimento delle materie era ovviamente maggiore ma mi sono trovato enormemente avvantaggiato nel procedere in questa fase del percorso di formazione. Dopo di che è iniziata le fase di training vera e propria sulle materie riguardanti il controllo del traffico, comprese le esercitazioni pratiche con un simulatore che permette di riprodurre virtualmente i movimenti di traffico su di un aerodromo.

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l’intervista L’intero corso è durato 14 mesi , durante i quali ho dovuto superare diversi esami intermedi e finali per ogni fase del corso, ciascuno dei quali era selettivo per il proseguimento della formazione. Durante la fase di preparazione all’Accademy si beneficia di una borsa di studio che permette di mantenersi nel periodo di permanenza a Forlì. Alla fine del corso viene stilata una graduatoria tra tutti quelli che hanno completato il percorso, in base alle quale si viene indirizzati su un centro di controllo dove inizia l’attività di controllore vera e propria, cominciando in genere nel servizio di torre di un aeroporto. Ogni tipologia di servizio richiede prima una fase di certificazione, ottenuta sempre a Forlì, e l’inserimento in ogni singolo centro di controllo prevede anch’esso una fase di formazione sulle specificità delle procedure di quell’area. Anche queste fasi di addestramento successive sono tutte estremamente selettive nel valutare il grado di idoneità al trasferimento. Che criteri ha seguito l’azienda per selezionare i candidati? La selezione per la fase di formazione per me ha comportato soprattutto la valutazione del livello di conoscenza della lingua inglese ed una serie di test psico-attitudinali, con una serie di colloqui individuali e di gruppo con psicologi. In questi anni sta diventando sempre più selettivo il possesso di un diploma di un certo tipo, con prevalenza ovviamente per quelli aeronautici o tecnici in generale. Le competenze aeronautiche attribuiscono maggiori opportunità, infatti anche il possesso di un brevetto di volo è visto come un aspetto premiante sulla candidatura. Nelle ultime selezioni è diventato sempre più importante il livello di preparazione della lingua inglese, tanto che il candidato deve spesso dimostrare di avere un grado di conoscenza coerente con determinate certificazioni linguistiche. È spesso richiesto un voto di maturità minimo ed è sempre previsto un limite massimo di età del candidato. Come si evolve una professione come la tua? Ho iniziato in torre di controllo a Palermo, dove sono stato per un anno e mezzo. Poi ho chiesto il trasferimento a Milano e, dopo una nuova fase di addestramento specifica per il controllo radar d’area, ho ottenuto l’abilitazione per il centro informazione volo e poi come planner (colui che pianifica il lavoro del radarista). Il prossimo passo sarà l’abilitazione di radarista vero e proprio. Insomma la nostra è una professione dove c’è continuo aggiornamento, anche senza trasferimenti, perché c’è sempre evoluzione nelle procedure e nelle tecnologie a disposizione. È poi quasi scontato dire che si tratta di un lavoro di grossa responsabilità, in cui è inoltre necessario avere sempre una notevole capacità di reazione alle possibili situazioni di emergenza, che avvengono molto più spesso di quanto si possa credere. Cosa pensi sia stato determinante per la tua selezione? Speravo che non mi facessi questa domanda.

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Me lo sono domandato più di una volta. Altri miei compagni hanno provato le selezioni con me, alcuni li ho sempre considerati candidati con più chance di me, eppure sono stato io ad essere selezionato. Credo semplicemente di aver fatto una buona impressione ai colloqui psicologici, oltre al fatto di avere già una buona preparazione nelle materie tecniche e in lingua inglese. Certi tipi di colloqui sono finalizzati proprio a determinare il grado di motivazione del candidato e la sua capacità nel reagire alle situazioni. Sicuramente hanno colto tutto questo in te. È probabile che sia così. Ho affrontato con molta naturalezza e serenità la selezione, proprio perché guardavo a tutto questo come ad una opportunità, non come l’unica chance della mia vita. Mentre studiavo all’aeronautico ad un certo punto ho dovuto scontrarmi con la realtà del fatto che non tutti abbiamo la concreta possibilità di diventare piloti d’aereo, come tanti invece vorrebbero. L’investimento richiesto o la difficoltà nel superare le selezioni del settore militare possono essere un ostacolo. Si tratta magari di guardarsi bene in giro e capire che di opportunità importanti ce ne sono anche in altre direzioni. La curiosità di provare mi ha spinto a candidarmi per la selezione dell’Enav. Superando anche le non poche difficoltà della fase di addestramento, ho raggiunto l’obiettivo di diventare controllore e mi sono subito reso conto di quali soddisfazioni si ricca questa professione. È un lavoro che mi appaga sotto tanti punti di vista, anche quello economico se vogliamo dirla tutta. Richiede un po’ di sacrifici legati al fatto che i turni di lavoro non tengono conto di sabato, domenica e festività varie. I centri di controllo funzionano tutto l’anno. I giorni di riposo si alternano su qualsiasi giorno della settimana, ha i suoi pro e contro. Per chiunque operi nel settore del trasporto aereo è così. In tutto questo come giudichi la tua esperienza all’Istituto Tecnico Aeronautico “L. Bongiovanni”? Per me è stata una scelta fortemente motivata. Abitando alle porte di Milano, andare a scuola fino a Como non era semplice. Eppure girando più scuole l’impatto migliore l’ho avuto proprio dall’Aeronautico di Como. Questa impressione non è mai stata tradita nel corso degli anni fino al diploma. Come dicevo prima, capita però che crescendo e confrontandosi con la realtà a volte cambino le prospettive e le aspettative, può succedere che subentri un po’ di disillusione ed un calo di motivazione e d’impegno. Anche in quei momenti ho trovato un ambiente scolastico che ha saputo aiutarmi nel superare le difficoltà. Sono arrivato all’obiettivo e questo mi ha permesso di cogliere anche un’opportunità professionale che io giudico davvero soddisfacente. Sia dal lato umano che da quello formativo, al Casnati ho vissuto un’esperienza importante e direi determinante nel raggiungere la mia professione.

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l’intervista

FESSIONE PILOTA Testimonianza dell’esperienza di successo di un diplomato del “Bongiovanni”: Andrea Savio, pilota comandante di Boeing 737 per Ryanair

Il mestiere di pilota è, senza ombra di dubbio, una delle professioni più affascinanti e più ricorrenti nell’immaginario collettivo. Il comandante Savio, ex studente dell’Istituto Aeronautico “L. Bongiovanni” ed ora comandante per Ryanair, racconta in questa intervista i suoi percorsi professionali e di studi che gli hanno permesso di raggiungere questo importante traguardo. Iniziamo dagli anni delle superiori: quali considerazioni hai fatto, una volta terminata la terza media, relativamente alla scelta dell’indirizzo della scuola superiore da frequentare? A: Ho seguito la passione per l’aviazione e per il mondo del volo che a quell’epoca già mi affascinava e mi faceva sognare con gli occhi di un ragazzino che si voleva accingere ad un settore lavorativo diverso e pieno di emozioni. Come mai la tua scelta è caduta proprio sull’Istituto Aeronautico “L. Bongiovanni”? A: Completate la scuole medie, volevo seguire i miei sogni. Avevo una scuola rinomata e di stima nella mia città natale non ho avuto dubbi sulla scelta. Inoltre l’attività di volo pratica dal terzo anno in poi all’epoca si svolgeva in concomitanza con l’Aero Club di Como, con idrovolanti, un volo unico nel suo genere. Quando hai iniziato a frequentare l’Istituto Aeronautico avevi già chiaro il percorso professionale che avresti voluto seguire? A: Affascinato dal volo avevo già in mente cosa voler fare dopo il diploma. Il percorso per diventare pilota è lungo e spesso situazioni esterne possono scoraggiare questa passione o ritardare il raggiungimento dell’obiettivo. Nel mio caso, dopo la maturità l’aviazione era in un brutto periodo, in trasformazione prima dell’arrivo delle compagnie low cost. Infatti valutai anche le possibilità di cercare una professione in ambito aeronautico che non fosse necessariamente quella di pilota, visto che il mio diploma me lo permetteva. Pensi che l’Istituto Aeronautico ti abbia dato una buona preparazione culturale, oltre che tecnica? A: Senza alcun dubbio i cinque anni di studio presso l’Istituto Tecnico mi hanno dato una solida base in ambito tecnico. Inoltre mi hanno anche dato una preparazione culturale generale che è essenziale in ognuno di noi per comprendere la società, gli avvenimenti, le persone e il mondo in cui viviamo. In ambito aeronautico ci si trova spesso a lavorare con persone di paesi e lingue diverse e la propria ricchezza culturale conta molto. Cosa ricordi degli anni trascorsi nel nostro istituto? A: Ricordo alcuni professori che mi hanno lasciato un ricordo indelebile per le loro qualità personali e per la loro professionalità. Quando ho proseguito gli studi ho incontrato molti altri insegnatni ed istruttori di volo ma l’affetto che provo per coloro che con tanta pazienza e passione mi hanno “iniziato”, è unico. Ci puoi raccontare qual è stato il tuo percorso professionale una volta ottenuto il

diploma di scuola superiore? A: Dopo il diploma ho studiato qualche anno all’università in quanto il mercato del volo era in forte crisi e di conseguenza anche l’inserimento di nuovo personale nelle varie compagnie aeree era difficoltoso. Superato questo periodo mi sono diretto in Spagna in una scuola inglese per prendere la licenza di pilota di linea. Avendo purtroppo terminato poco prima dell’attentato alle torri gemelle del 2001 mi sono ritrovato di nuovo a terra. Con molto piacere ho insegnato per circa 3 anni proprio all’istituto aeronautico a fianco dei miei “vecchi” professori come loro assistente in materie tecniche. Nel 2004 sono poi stato preso in una compagnia aerea low cost dove dopo 4 anni da primo ufficiale basato in vari paesi d’Europa, sono diventato comandante con base a Bergamo Orio al Serio. Fatto strano della vita oggi mi trovo a volare come comandante per una compagnia straniera basate in Italia con alcuni dei miei ex allievi dell’istituto aeronautico che mi fanno da primi ufficiali e che da qui ad alcuni anni diventeranno anche loro comandanti. Quale deve essere secondo te la dote principale di un buon pilota? A: Sapere sempre quale è il proprio limite e non dare mai troppa confidenza alle moderne apparecchiature elettroniche. Mai sottovalutare le situazioni, essere sempre umili e considerare le osservazioni di tutti, anche i meno esperti, per imparare sempre qualcosa di nuovo. Quali aeromobili piloti attualmente? E quale ti da più soddisfazioni? A: Al momento sono comandante sui Boeing 737-800 Next Generation. La sensazione che si prova nel volare su un aeroplano di linea piuttosto che su uno da turismo è diversa ma entrambe danno soddisfazione. Ciò che cambia è la gestione del volo che è a mio parere più affascinante su un aereo di linea. Dall’altra la libertà di poter fare manovre un po’ azzardate e di poter andare quasi ovunque si desideri la lascio agli aerei da turismo, con tutto il fascino del volo a questi legato. Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro? A: Mi piacerebbe diventare training captain, ovvero istruttore di linea, ma è un percorso lungo che richiede molta preparazione. Mi piacerebbe inoltre fare esperienza su rotte intercontinentali. Quale consiglio ti senti di dare a chi voglia intraprendere la stessa tua carriera? A: Di studiare e di tenere duro, anche nei momenti difficili durante e dopo la scuola. Ho passato periodi bellissimi nel mio percorso fino ad oggi ma anche molti periodi difficili. Passione, motivazione e costanza hanno reso il mio sogno di ragazzino una realtà. Ed ai ragazzi della terza media che hanno intenzione di affrontare lo studio dell’Istituto Aeronautico? A: Scelta assolutamente consigliata in quanto ottimo inizio per chi vuole intraprendere questa carriera o qualunque altra attività nell’ambito dell’aviazione.

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Determinazione e professionalità sono la marcia in più per gli studenti del Gianni Brera. Sala sempre al completo per le cene organizzate nel ristorante “Al Casnati”, interno all’istituto.

parte il calendario delle serate e già sono fioccate le prenotazioni, alcune già per cene del 2012, come quella di San Valentino. Discorso analogo lo potremmo fare per i pranzi che, pur con un calendario meno fitto, vantano sempre il tutto esaurito. Per gli studenti ha più significato parlare dei concorsi nazionali ed internazionali vinti in questi anni (e sono tanti), confrontandosi con molte altre scuole alberghiere o con veri e propri professionisti del settore. Oppure menzionare le esperienze di stage in strutture alberghiere o ristorative di primissimo livello. Per loro tutto ciò significa confrontarsi con lo stato dell’arte di un mondo che rappresenterà il loro futuro professionale. Però, agli occhi dei clienti del ristorante Al Casnati, loro sono già professionisti. Va riconosciuto che nel successo di pubblico di queste cene concorre la simpatia suscitata dall’essere serviti da una brigata di camerie-

AMBIZIONE E PASSIONE Ha dieci anni, vive con più di 250 studenti provenienti da un bacino molto vasto, ha tre laboratori di cucina ed uno di sala che in realtà è un vero e proprio ristorante aperto al pubblico. Organizza servizi di banqueting e catering, un servizio di gastronomia di eccellenza ed ha addirittura un portale internet per tutte le prenotazioni. Ha già partecipato a numerosi concorsi nel campo della ristorazione, con una media presenze/successi che ha dell’incredibile. È la carta d’identità dell’Istituto Alberghiero. Con la riforma dell’ordinamento degli istituti secondari di secondo grado diventa un Istituto Professionale ad indirizzo “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”. Una denominazione un po’ estesa ma che, d’ora in avanti, racchiuderà tutta l’esperienza di successi della nostra scuola: in sintesi il “Gianni Brera”. Ci sarebbero molti elementi da cui partire per descrivere il successo di questo istituto. Forse su tutto basta riportare gli oltre 35 menu a tema proposti durante il precedente anno scolastico, per molti dei quali si è reso necessario il bis. Le prenotazioni alle serate di apertura del ristorante interno alla scuola superano a volte il mese di attesa. Anche per quest’anno

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ri così giovani e solari, ma nel contempo così professionali da lasciare stupiti. Alla lunga però ciò che afferma il ristorante Al Casnati è l’altissima qualità del servizio complessivo e dei menu proposti. Per molti clienti spesso è una rincorsa a prenotarsi per nuove cene. Intanto la fama del ristorante dell’Istituto Brera si espande sempre più, andando ben oltre i confini di Como. Già nel 2007 una troupe del Tg3 dedicò ampi servizi a questo successo, sia nell’edizione regionale che in un approfondimento settimanale, con replica pure su Rai Uno. Ma l’attenzione dei mezzi di informazione per il “Gianni Brera” non è mai calata. Il successo in termini di pubblico in realtà è, come si accennava prima, solo un elemento di immensa gratificazione. Ciò che conta per la scuola è la riprova dell’efficacia di un modello didattico: quello dove alla teoria segue la pratica sperimentata ad alti livelli, direttamente con il confronto di chi è giudice finale della bravura di cuochi e camerieri, cioè il cliente. Non si raggiungerebbero questi risultati senza il notevole impegno degli studenti. Per molti di loro la scelta di questa scuola è sostenuta da una forte passione, che il più delle volte si fortifica nel confronto con la realtà professionale in cui vengono progressivamente inseriti. Anche se, al primo contatto con il pubblico, sanno di avere al loro fianco compagni e professori. Ciò consente loro di far pratica nel migliore dei modi. È evidente per loro che il richiamo o l’osservazione sono fatti al solo scopo di insegnargli a dare il meglio. Sono i ragazzi stessi a progettare i menu, discutendo per giorni ogni fase di preparazione.


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PALMARES • Campionati Italiani Barman - Edizione 2010 Michela Galimberti - secondo posto - miglior cocktail in assoluto Nicole Bevacqua - terzo posto - miglior decorazione • Gran Trofeo d’Oro della Ristorazione Italiana - Edizione 2009 Coan Luca; Manzoni Alessandro; Molteni Eleonora; Mori Andrea; Sartor Guglielmo

Secondi classificati

Euro 3.000 - Cinque corsi di aggiornamento professionale CAST Alimenti Una borsa di studio presso Summer School Alma. Premio Speciale di Euro 500: miglior prova eseguita in lingua straniera per Coan Luca • Racconta la tua merenda! - Edizione 2009

Menzione speciale a:

Andrea Bonini, Fabrizio Fontana, Francesco Leoni, e Guglielmo Pianarosa • Campionati Italiani Barman - Edizione 2009 Fruci Giulia - secondo posto Panzera Lorenza - quarto posto • Concorso Culinario Insubrica - Edizione 2009 Bonini Andrea, Pianarosa Guglielmo - Medaglia d’Oro Bordoli Elena, Marzari Gaia - Medaglia di Bronzo • Internazionali d’Italia - Concorso culinario per professionisti - Ed. 2009 Secondi Classificati - Medaglia Argento (nessun oro assegnato) Caranchini Davide; Coden Stefano; Scaccia Alessandro ; La Porta Marco • Olimpiadi di Cucina di Erfurt – 2008

Diploma di merito categoria A- Arte Culinaria

Lavorano con materie prime di assoluta qualità, altrimenti il prodotto finale non potrebbe essere apprezzato ogni sera da più di 80 persone. L’attività ristorativa consente, offrendo un menu dai costi comunque contenuti, di sostenere le spese per le attrezzature ed i materiali. Gli studenti si trovano davvero ad operare come nella cucina di un grande ristorante. In tutto questo non va trascurato il servizio di sala. L’allestimento, la mis en place, il servizio: tutto progettato e curato nei minimi dettagli. Tutto questo, sommato alla costante preparazione teorica, consente agli studenti dell’Istituto Alberghiero “G. Brera” di farsi notare in tutte le competizioni dove si presentano. Ciò che ancor più conta, vantano spesso un curriculum di stage presso ristoranti ed alberghi di fama internazionali, tra cui Villa d’Este, Gualtiero Marchesi, Grand Hotel Tremezzo, Pierino Penati e tanti altri.

Arcidiaco Giovanni; Caranchini Davide ; Coden Stefano; La Porta Marco Aiutati dai commis del quarto anno: Molteni Eleonora, Munaretto Alessandro, Scaccia Alessandro e Casati Matteo • Ricetta da 1 € - Edizione 2008: De Carli Andrea; Perego Nicolò; Pirovano Marco; Scaccia Alessandro

Primi classificati.

• Gran Trofeo d’Oro della Ristorazione Italiana - Edizione 2008: Coan Luca; Grasso Riccardo; Livio Matteo; Orsenigo Deborah; Pizzetti Monica

Secondi classificati

Euro 3.000; Cinque corsi di eccellenza ALMA; Cinque corsi di aggiornamento professionale CAST Alimenti; Una borsa di studio di due settimane presso ALMA • Internazionali d’Italia - Concorso a Squadre - Edizione 2008: Coden Stefano; La Porta Marco; Manzoni Alessio; Sartor Guglielmo

Secondi Classificati - Medaglia Argento

Ballacchino Gabriele; Ciceri Stefano; Introzzi Eros; Miele Giovanni

Terzi classificati - Medaglia Bronzo

• Internazionali d’Italia - Concorso Individuale - Edizione 2008 Caranchini Davide

Terzo classificato - Medaglia bronzo

• Internazionali d’Italia - “Concorso Cocktail” - Edizione 2008 Giobbio Marta; Pallaro Lisa

Terze classificate - Medaglia bronzo

• Concorso Internazionale “Antonio Nebbia”-“Finger Food & Cocktail” Edizione 2007: Caranchini Davide; Guanziroli Simone; Mori Andrea; Sartor Guglielmo Due squadre finaliste su 8 ammesse alle finali

Premio Speciale per la Tecnica e la Professionalità Euro 1.000 in prodotti caseari

• Gran Trofeo d’Oro della Ristorazione Italiana –Edizione 2007 Brioschi Enrico; Coan Luca; Marongiu Gianluca; Monti Federico; Ronchetti Martina; Vassalli Valentina

Primi classificati Euro 10.000

Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica Italiana alla “Migliore scuola d’Italia” • Internazionali d’Italia - Concorso a Squadre - Edizione 2007: Monti Federico; Brioschi Enrico; Schena Samuele; Malanca Stefano

Terzi classificati - Medaglia Bronzo

Ferrandi Luca; Grasso Riccardo; Marongiu Gianluca; Orsenigo Deborah

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l’intervista

LA CUCINA, REGNO DI PASSIONE E CREATIVITÀ Lo Chef stellato Mauro Elli docente all’Istituto Alberghiero

L’istituto Alberghiero Gianni Brera, come è ormai noto, si avvale della collaborazione di prestigiose personalità del settore nel proporre nuovi spunti di crescita ai propri studenti: l’alto livello qualitativo raggiunto dal Brera, unico istituto ad aver mai partecipato alle Olimpiadi di Cucina, può ricondursi alle numerose partecipazioni a concorsi internazioni o agli stage di altissimo livello ai quali i nostri studenti partecipano ma il ruolo che il rapporto umano ricopre nell’attività didattica si pone sempre in posizione predominante. Numerosi sono stati gli Chef che, apportando la loro ineguagliabile esperienza attraverso lezioni tematiche, hanno elevato lo standard qualitativo delle lezioni al Brera. Per uno di questi, uno dei più prestigiosi, la collaborazione si è fatta nel corso degli anni sempre più frequente ed approfondita fino ad entrare a far parte del

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corpo docente. Parliamo di Mauro Elli, Chef stellato Michelin che abbina al suo mestiere principale anche quello di docente al quale abbiamo anche rivolto alcune domande. I curriculum dello Chef Elli parla chiaro: dopo gli studi presso il centro di formazione professionale di Clusone (BG) ha subito esteso i propri orizzonti culturali trasferendosi in Inghilterra dove, per quattro anni, ha potuto ampliare le proprie esperienze in ambito gastronomico. Dopo questa importante esperienza, tornato in Italia, ha proseguito il suo percorso di crescita tra la Svizzera e la Riviera Ligure fino all’apertura, nel 2003, del ristorante “Il Cantuccio” ad Albavilla per il quale, a coronazione di una carriera ancora in espansione, riceve da anni la prestigiosa stessa Michelin, riconosci-

mento alla professionalità ed alla competenza di uno Chef prestato all’insegnamento. La sua è una carriera caratterizzata dalla costante crescita professionale: ha infatti ricoperto il ruolo di garde manger, entremetier, saucier in varie strutture fino ad approdare in prestigiosi alberghi come il Kulm di Saint Moritz, lo Splendido di Portofino e l’Excelsior Palace di Rapallo. L’umiltà ed il grande entusiasmo, abbinate alla indubbia capacità di coniugare qualità, tradizione e sapori del territorio, evidenziano in maniera chiara il profilo dello Chef Elli: le stesse doti che trasmette agli studenti di Alma, la scuola internazionale di Cucina del Rettore Gualtiero Marchesi che lo impegna come docente, ed agli studenti dell’Istituto Alberghiero “G. Brera”. Per il suo ristorante si sono levati giudizi positivi da personaggi del calibro di Luigi Veronelli, ed Edoardo Raspelli: questo patrimonio di esperienze ora, con grande umiltà e professionalità, vengono riversate anche nell’attività didattica presso il “Gianni Brera” e nelle cene organizzate presso il ristorante dell’Istituto, dove la creatività e la passione si danno appuntamento in cucina. Abbiamo rivolto, a conclusione di questo articolo dedicato al CSC Magazine, alcune brevi domande allo Chef Elli: Abbiamo parlato del suo curriculum e del bagaglio di esperienze che le hanno permesso di conseguire prestigiosi risultati: secondo il suo autorevole punto di vista, qual è il futuro della ristorazione italiana? Credo che oggi noi professionisti, se vogliamo che l’eccellenza italiana nella ristorazione e nell’ospitalità continui la sua ascesa, abbiamo il dovere di far entrare la nostra esperienza nelle scuole alberghiere, che rispecchiano dinamismo e tanta voglia di fare. La sua professione le ha permesso di relazionarsi con diversi ambienti ed una moltitudine di situazioni e persone: come giudica questa nuova esperienza di insegnamento presso il nostro Istituto? Quello che posso dire oggi, a distanza di tre anni circa trascorsi all’Istituto Alberghiero “G. Brera”, è che il bilancio è positivo: stiamo iniziando a lavorare anche sui dettagli e ciò significa un grande passo avanti. Un’ultima domanda: cosa si sente di comunicare ai ragazzi che si apprestano ad affrontare un percorso di studi come quello dell’Alberghiero? Quando sono in cucina con i ragazzi dico sempre loro “forza ragazzi che anche oggi ci divertiamo”. Tutto ciò che viene fatto con passione dedizione e professionalità, infatti, è puro divertimento.


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l’intervista

Enrico Brioschi, ex studente dell’Istituto Alberghiero “G. Brera”, parla ai futuri studenti: a lui abbiamo chiesto di raccontare le sue esperienze.

alberghiero si lavora nei giorni in cui tutti gli altri riposano ed hanno tempo libero: è difficile mantenere rapporti sociali con altre persone al di fuori del campo lavorativo perché si ha poco tempo libero, per fare esperienze inoltre si va spesso lontano da casa o addirittura all’estero. La preparazione serve altresì per cominciare da una base teorica su cui verranno poi sviluppate tutte le capacità pratiche. Avendo una buona base si apprende maggiormente, più in fretta e si ha poi la capacità di improvvisare quando si presentano situazioni difficili, come per esempio le allergie alimentari oppure per apprendere le tecniche per la conservazione degli alimenti. Partendo da una buona preparazione teorica diviene più semplice affrontare

GIOVANI PROMESSE

Iniziamo dagli anni delle superiori: quali considerazioni hai fatto, una volta terminata la terza media, relativamente alla scelta dell’indirizzo della scuola superiore da frequentare? E: Finite le scuole medie ho seguito il consiglio dei professori che avevo e cioè di frequentare un istituto tecnico-pratico poiché ero più portato nei lavori manuali rispetto a quelli teorici. La scelta dell’istituto da frequentare è caduta sul Romagnosi di Erba perché all’epoca dava la possibilità di frequentare il corso di un solo anno per assolvere gli obblighi scolastici. Questo corso mi dava la possibilità di trascorrere 4 giorni a scuola e altri 2 in stage operativo in aziende turistico-alberghiere. Da qui nasce la mia passione per il campo alberghiero. A fine corso ho cercato una scuola adeguata al livello che avrei voluto avere e che comunque mi desse più possibilità per il mio futuro e ho trovato tutto quello che cercavo in una scuola quale l’istituto alberghiero Gianni Brera. Secondo te quanto contano la passione e la preparazione nel tuo mestiere? E: La passione e l’impegno in questo campo sono di fondamentale importanza poiché servono per migliorarsi continuamente, per apprendere nuove tecniche e conoscenze. Un’altra cosa importante è il fatto che nel campo

tutte le situazioni. Pensi che l’Istituto Alberghiero ti abbia dato una buona preparazione culturale, oltre che tecnica? E: Certamente, l’istituto mi ha offerto un buonissimo bagaglio culturale che mi è già stato utile in numerose occasioni, non solo in ambito prettamente alberghiero. Ad esempio lo studio delle lingue straniere mi ha dato maggiori opportunità. Cosa ricordi degli anni trascorsi nel nostro Istituto? E: Ricordo e ricorderò per molto tempo ancora il sacrificio dei miei genitori, la passione che ho messo nell’affrontare questo percorso e tutte le serate e i fine settimana passati a lavorare mentre tutti gli altri erano liberi. Qualche opportunità importante che hai avuto modo di provare? E: Posso dire che ho avuto la fortuna di lavorare nell’area esclusiva del festival del cinema di Venezia insieme allo staff di Gualtiero Marchesi nel ristorante allestito per l’occasione sulla piscina dell’hotel Excelsior del lido di Venezia durante tutta la durata del Festival. Ho avuto anche atre occasioni importanti, come lavorare all’Albereta sempre di Gualtiero Marchesi, partecipare a svariati concorsi culinari e

di partecipare in prima persona ad importanti manifestazioni. Pensi che lo studio presso l’Istituto Alberghiero ti abbia dato delle basi necessarie per affrontare questo mestiere? E: Certamente si, senza le basi teoriche sarebbe stata dura affrontare una realtà come la cucina, con tutte le conoscenze che entrano in gioco riguardo ad ogni prodotto e tenendo conto dei rischi legati a questo mestiere. Rischi riguardanti sia me in quanto lavoratore che relativi al cliente che degusta le mie preparazioni. Ma soprattutto l’istituto è stato utile anche per le basi pratiche poiché durante le manifestazioni o le serate ho avuto la possibilità di dare sfogo alla mia creatività, che era ancora notevolmente ridotta nonostante sapessi che si sarebbe sviluppata con il tempo e con il trattamento di più svariati alimenti. Ci puoi raccontare qual è stato il tuo percorso professionale una volta ottenuto il diploma? In quali realtà hai lavorato? E: Finita la scuola ho lavorato per qualche mese in un ristorante vicino a casa per poi iniziare la prima stagione a Bellagio. Ho anche lavorato al ristorante presso l’hotel Du Lac situato proprio nella piazza principale di Bellagio. Se potessi tornare indietro rifaresti le stesse scelte scolastiche e professionali? E: Rifarei tutto perché grazie alla scuola che ho frequentato ora sono arrivato a questi traguardi, il mio percorso formativo è stato veramente ottimo e spero tanto che lo stesso valga anche per le prospettive future. Quale consiglio ti senti di dare ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero che vogliono intraprendere la stessa tua carriera? E: Impegnarsi al massimo in qualsiasi occasione, partecipare a tutte le manifestazioni organizzate dall’istituto poiché si può sempre imparare in ogni occasione e tutto ciò contribuisce ad aumentare il proprio bagaglio culturale e lavorativo. Mettersi sempre in gioco affrontando nuove difficoltà, avere la voglia di impegnarsi molto nelle cose che si fanno pur mettendo in conto qualche sacrificio. Tutto ciò contribuisce a rendere più efficace il percorso scolastico e soprattutto servirà quando si affronterà il mondo lavorativo. E per i ragazzi della terza media che hanno intenzione di affrontare lo studio dell’Istituto Alberghiero? E: L’unica cosa è essere veramente convinti della scelta che si fa, sapere che una volta finita la scuola farai questo lavoro o comunque resterai in un campo legato al turismo e all’alimentazione, sapendo che tutti gli sforzi fatti dai genitori sono serviti a darti la cultura e le basi utili per affrontare un qualcosa in cui sarai sicuro di riuscire.

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primo piano

L’Istruzione e Formazione Professionale La nuova opzione del sistema educativo italiano ed i nuovi corsi IeFP del Centro Studi Casnati: “Operatore della ristorazione” Aurelio Schiavone

Con l’anno 2010-11 sono entrati in vigore, per la prima volta, i cambiamenti del sistema educativo italiano che hanno apportato importanti novità sia in relazione alla scuola secondaria di secondo grado (superiori) sia per l’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Per analizzare nel dettaglio quest’ultimo segmento abbiamo chiesto alla professoressa Astori, Preside del Centro Studi Casnati e promotrice dei corsi IeFP, di illustrarci le principali caratteristiche di questi corsi anche in relazione all’offerta formativa dei nostri Istituti. “Da un punto di vista puramente tecnico è necessario dire che quello dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale viene definito un “sistema” di competenza regionale, a differenza dei percorsi di studio delle scuole superiori le cui direttive sono definite a livello statale. Per citare qualche numero – prosegue la Preside – sono stati definiti 21 percorsi di Qualifica di durata triennale e di 21 percorsi di Diploma di quarto anno a livello nazionale, attivabili da ogni Regione. C’è da chiarire inoltre che l’obbligo di istruzione (DDIF) è assolto sia in un percorso scolastico (Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali) sia nei percorsi di IeFP regionali”.

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Ma quali sono le principali differenze tra il percorso di Formazione Professionale e quello della scuola secondaria di secondo grado? “Sostanzialmente esistono due differenze fondamentali tra i due sistemi che, ricordiamo, seguono due percorsi paralleli ma contigui. La prima differenza è costituita dagli obiettivi e la seconda dalla durata dei percorsi di studio. Comparando i contenuti dei percorsi di Formazione Professionale e quelli della scuola secondaria di secondo grado vediamo come quelli dei corsi IeFP risultino maggiormente rivolti allo sviluppo di competenze utili alla vita ed allo sbocco professionale, in linea con le indicazioni della Comunità Europea. Questo naturalmente non esclude l’aspetto culturale della preparazione offerta allo studente: con la riforma, anche i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale sono chiamati a dare all’allievo un’impronta educativa e culturale di livello. Per quanto riguarda invece la durata dei percorsi di studio, quelli di Istruzione e Formazione professionale prevedono la possibilità di conseguire una Qualifica triennale (dopo il terzo anno) ed un Diploma di Tecnico professionale di quarto anno (3+1). La scuola secondaria di secondo grado prevede invece un percorso di studi quinquennale che porta al Diploma.”

Le differenze tra i due percorsi sono quindi identificabili nei diversi obiettivi e nella durata: i percorsi triennali e di quarto anno regionali di IeFP possiedono un carattere meno teorico di quelli scolastici ed una maggiore aderenza agli aspetti lavorativi, senza, tuttavia, rinunciare ad una adeguata formazione culturale di base.

I costi di frequenza sono coperti integralmente dalla dote scuola per i centri di formazione accreditati. La nuova impostazione degli IeFP ha quindi permesso il superamento della divisione tra la dimensione della cultura (appannaggio esclusivo dell’Istruzione) e quella del lavoro (domi-


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tolo di Tecnico Superiore. E’ quindi possibile, dopo la terza media, iniziare un percorso di Istruzione e Formazione Professionale che permetta allo studente di arrivare fino all’Università: non esiste in questo senso alcuna preclusione.”

“I corsi che proponiamo sono solo l’ultima evoluzione della nostra offerta formativa” Il Centro Studi Casnati, nell’ambito della propria mission formativa che vede prioritario consentire a tutti l’accesso alla formazione e istruzione, si è accreditato presso Regione Lombardia ed ha attivato a partire dall’anno scolastico 2010/2011 il corso professionale per Operatori della ristorazione-preparazione pasti che, dopo gli incoraggianti risultati conseguiti lo scorso anno, verrà riproposto anche per l’anno scolastico 2012/13. Quali sono le caratteristiche di questi corsi IeFP proposti dal Centro Studi Casnati? “I corsi che proponiamo sono solo l’ultima evoluzione della nostra offerta formativa: forti dell’esperienza acquisita in quarant’anni di scuola superiore ed utilizzando le competenze in termini di professionalità e le strutture dei nostri Istituti, in primis quelle dell’Istituto Alberghiero, abbiamo attivato per primo il corso IeFP per Operatore della ristorazione. L’Operatore della ristorazione è una figura professionale che esegue in autonomia e in collaborazione con altri la preparazione e cottura di prodotti alimentari e la distribuzione di cibi e bevande. Il percorso formativo per operatori della ristorazione prevede l’indirizzo “Preparazione pasti”, che forma operatori in grado di realizzare la preparazione di piatti semplici secondo gli standard di qualità definiti e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti. L’Operatore della ristorazione trova occupazione lavorativa in qualità di cuoco, di addetto alla preparazione e cottura di

cibi, di cameriere e di barista nei settori dell’alberghiero, della ristorazione, delle mense e catering, dei bar e altri esercizi simili senza cucina”. Per maggiori informazioni sull’organizzazione dei corsi IeFP e per approfondire l’offerta formativa del Centro Studi Casnati vi invitiamo a visitare la sezione dedicata del nostro sito internet www.centrocasnati.it.

ACCREDITAMENTO REGIONALE L’accreditamento regionale è un procedimento con il quale la Regione Lombardia attesta formalmente la competenza e la capacità dei soggetti che ne facciano richiesta di entrare a far parte dell’elenco regionale dei fornitori di servizi formativi/orientativi finanziati con risorse pubbliche, compresi i soggetti che rilasciano, al termine delle attività formative, un attestato “riconosciuto” dalla Regione.

DOTE SCUOLA Per le famiglie degli studenti che hanno scelto un corso di Istruzione e Formazione Professionale presso un centro di formazione accreditato, la Dote Scuola permette di coprire totalmente i costi di frequenza offrendo alle famiglie un ulteriore aiuto per l’acquisto di materiale educativo e scolastico. L’iscrizione al corso per “Operatore della ristorazione – preparazione pasti” è subordinata all’ottenimento del contributo della Dote Scuola e per usufruirne non è previsto alcun requisito ad esclusione della richiesta di iscrizione. Per la formazione della classe e per il relativo ottenimento della Dote Scuola si seguirà un criterio cronologico nell’accettazione delle richieste di iscrizione.

nio riservato alla Formazione Professionale). Chiediamo alla Professoressa Astori di chiarire meglio quali sono le diverse qualifiche ottenibili con i corsi IeFP e le possibilità di prosecuzione negli studi. “Le Qualifiche (3 anni) e i Diplomi di IeFP (3+1) sono spendibili e riconoscibili su tutto il territorio nazionale e della Comunità Europea; costituiscono poi anche titolo per il diretto proseguimento degli studi nel sistema di IeFP regionale. Per approfondire il discorso vediamo come la Qualifica triennale permetta l’accesso diretto al quarto anno, utile al conseguimento di un Diploma di Tecnico professionale. Con il Diploma di quarto anno è invece previsto l’accesso al quinto anno integrativo, utile a sostenere l’esame di stato per l’accesso all’Università o al proseguimento nella Formazione Superiore con il conseguimento del ti-

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Al via l’attività di orientamento per guidare gli studenti delle scuole medie alla scelta del miglior percorso scolastico. Ecco le iniziative del Centro Studi Casnati.

Innanzitutto le nostre scuole partecipano a tutti gli incontri provinciale per l’orientamento: • sabato, 5 Novembre, 14:00 – 18:30 ITIS MAGISTRI CUMACINI - Como • sabato, 12 Novembre, 14:00 – 18:30 LICEO FERMI - Cantù • sabato, 19 Novembre, 14:00 – 18:30 IST. SUPERIORE VANONI - Menaggio • sabato, 3 Dicembre, 14:00 – 18:30 LARIOFIERE - Erba (manifestazione YOUNG)

ne delle iscrizioni, dalle 14.00 alle 16.00. Per partecipare ad un mini-stage di orientamento è sufficiente accedere alla sezione orientamento del sito www.centrocasnati.it e prenotare on-line la propria partecipazione ad uno degli incontri compilando l’apposito form. Gli stage, la cui partecipazione è gratuita e non vincolante, prevedono per ciascun istituto specifiche attività.

Liceo Linguistico

Conversare giocando in lingua: lezione ludica di esercizio nell’uso della lingua inglese, per sperimentare il coinvolgimento in una lezione dove è consentito comunicare solo in lingua straniera.

ORIENTAMENTO 2011 Riparte l’intensa attività di orientamento per gli studenti in uscita dalle scuole secondarie di primo grado. I primi appuntamenti ufficiali saranno le date degli incontri provinciali per l’orientamento, organizzati dall’Ufficio scolastico della Provincia di Como. A questi importanti eventi si aggiungono poi le attività organizzate dalle singole scuole medie (usiamo questa “vecchia” definizione per comodità) nel fornire un servizio di orientamento in uscita. Chiudono il cerchio le scuole superiori, offrendo le più svariate tipologie di incontro rivolte alla presentazione della propria offerta formativa. Ormai per tutte è d’obbligo almeno un “Open Day”. Ovviamente anche il Centro Studi Casnati si è già attrezzato, fissando la sua giornata di scuola aperta per sabato 26 novembre 2010, dalle 14,30 alle 18,00. Il programma prevede: -la presentazione dell’offerta formativa del Centro Studi Casnati; -le presentazioni dei corsi di ciascun istituto; -laboratori aperti, per vedere da vicino lo svolgersi dell’attività didattica; -incontri con insegnanti e studenti in corso o diplomati al Centro Studi Casnati; -segreteria aperta durante tutto l’evento. Ma la nostra attività di orientamento non si ferma a quello, si articola su numerose attività.

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Liceo Artistico

Ampio spazio come sempre agli stage in aula o in laboratorio, da ottobre 2011 a gennaio 2012. Sempre più informazioni con la nuova sezione dedicata all’orientamento del sito www.centrocasnati.it Le iniziative che il Centro Studi Casnati propone sono pensate per aiutare a comprendere le caratteristiche dei corsi di studio di ciascuno dei suoi Istituti, con i loro molteplici indirizzi, cercando di coinvolgere i partecipanti in significativi momenti dell’attività didattica svolta da ciascun corso. È per questo che da diversi anni si svolgono, con grande interesse da parte della famiglie, i mini-stage di orientamento: lezioni di orientamento di due ore, durante le quali gli studenti possono sperimentare direttamente il tipo di formazione offerto dagli istituti del Centro Studi Casnati, seguiti da insegnanti e a contatto anche con i nostri studenti. I genitori che accompagnano i propri figli a questi incontri possono, nel frattempo, contare sulla disponibilità del Dirigente Scolastico e della segreteria per ogni informazione. I mini incontri vengono fissati settimanalmente per ciascun istituto, da ottobre 2011 fino al termi-

Laboratorio di progettazione: laboratorio artistico multidisciplinare, per scoprire che dietro ad ogni artista c’è tanta tecnica.

Istituto Tecnico Aeronautico Prova al Simulatore di Volo: l’esperienza del volo simulato per comprendere quanti e quali aspetti deve tenere presente un aspirante pilota. Grazie alla collaborazione con l’Aero Club Como, tutti i ragazzi e le ragazze che parteciperanno allo stage di orientamento dell’Aeronautico riceveranno un buono per poter effettuare, a costo simbolico, un volo prova su un vero idrovolante, nello splendido contesto del Lago di Como.

Istituto Professionale Alberghiero Laboratorio di cucina: per scoprire che

all’Alberghiero non si scherza; c’è tutto per sentirsi parte di una vera e propria attività di ristorazione.

Liceo Classico Laboratorio di Latino: per avvicinarsi ai metodi più innovativi di approccio alle materie della cultura classica. Per essere sempre aggiornati sull’attività d’orientamento, a favore degli studenti delle scuole medie e le rispettive famiglie, vi invitiamo ancora a visitare il nostro sito internet all’indirizzo www.centrocasnati.it, nella sezione dedicata all’orientamento.


“Al Casnati” nasce con l’intento di sensibilizzare il grande pubblico sul tema dell’educazione al Gusto mediante Serate a Tema e Lezioni di Cucina Creativa. L’idea deriva dal connubio tra la creatività artistica e quella culinaria, in un tripudio di colori e sapori frutto di studi approfonditi dei nostri studenti sulle varie discipline e loro applicazioni. Offriamo un servizio di catering e banqueting adatto ad ogni occasione e ad ogni location. La promozione e la difesa dei prodotti tipici eno-gastronomici italiani sono la nostra mission: “L’Arte del Gusto” vi trasporterà in una dimensione nella quale il piatto è quadro e la tavola scultura. Presso la nostra sede abbiamo a disposizione una Sala Ristorante che accoglie sino a 140 persone, con possibilità di video proiezioni e presentazioni multimediali. Nella nostra Sala Ristorante abbiamo realizzato business-lunch, gala dinner, aperitivi e coffee-break per numerose aziende e istituzioni. Nella Sala Ristorante “Al Casnati” di via Carloni 8 a Como, ogni venerdì sera gli studenti dell’ istituto Alberghiero vi propongono serate a tema dedicate alla cucina nazionale e a tema. Prenotare è semplice! Scegliete sul sito www.alcasnati.it la serata che preferite e compilate il form, verrete contattati per la conferma.

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tel. 031 53 78 900 Via Carloni, 8 - Como info@centrocasnati.it www.centrocasnati.it

OPEN DAY 26 novembre

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