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TRENTO Teatro Auditorium Santa Chiara

TEATRO AUDITORIUM  SANTA  CHIARA  -­‐  VIA  SANTA  CROCE  67  -­‐  38122  TRENTO  -­‐  CODICE  BIGLIETTERIA  0181180218722 24

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PALCOSCENICO

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Gentile pubblico, si concretizza in questa stagione il risultato di un percorso di sei anni nel corso del quale il Centro ha cercato e, ritengo abbia trovato, una propria dimensione programmatoria multidisciplinare. Da ente di programmazione e produzione concentrato soprattutto sul capoluogo provinciale, ha progressivamente sviluppato la propria attività su tutta la regione, assumendo anche la gestione diretta di cinque spazi teatrali tra Trento e Rovereto. Si è trattato di un percorso non sempre facile, che si è dovuto confrontare con difficoltà dovute all’individuazione del corretto mix di proposte e allo sviluppo di identità prevalenti di ciascuno spazio. Oggi la programmazione è molto varia e va dalla musica al teatro di prosa, dalla danza alle rievocazioni storiche, ma si è sviluppata assumendo un unico e chiaro punto di riferimento, la qualità! Il seguito di pubblico, sempre crescente negli ultimi anni, conferma le ragioni delle nostre scelte. Seppur la dimensione programmatoria dell’ente sia ormai strutturata e siano già stati svelati nelle ultime stagioni gli indirizzi della proposta, non mancheranno quest’anno elementi di novità, soprattutto nelle modalità di fruizione. Segnalo, in particolare, la nuova formula di abbonamento prevista per la rassegna “Altre Tendenze Prosa”, articolata sulle due piazze di Trento e Rovereto, ma unita da un unico percorso di dieci titoli, al quale invitiamo il nostro pubblico. Sempre su Rovereto, si rafforza la collaborazione con il Comune, volta

a offrire un cartellone cittadino vario e coerente, e si diversifica l’offerta cinematografica realizzata in collaborazione con il Nuovo Cineforum Rovereto. Si allarga inoltre la proposta di danza in regione, con una rinnovata partnership con la Provincia Autonoma di Bolzano e più numerose giornate di recita. Seppur confermate, le occasioni di approfondimento delle stagioni di prosa e di danza offerte da “I foyer della Prosa” e da “I foyer della Danza” presentano elementi di novità. “I foyer della Prosa”, realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, vedono per la prima volta due nuovi curatori nei docenti Giorgio Ieranò e Claudia Demattè, mentre “I foyer della Danza”, frutto della collaborazione con il Centro Internazionale della Danza di Rovereto, ospiteranno firme importanti della critica nazionale di settore. Il Centro continua poi a guardare con attenzione al coinvolgi-

mento delle famiglie e a esplorare e favorire strumenti di supporto alla partecipazione alla programmazione artistica loro offerta. Si conferma, anche per la stagione 2017/18, il progetto “Tata a Teatro” che offre un servizio di babysitting domenicale ad abbonati e non della prosa. Si aggiunge, quale frutto di una stretta collaborazione con l’Agenzia della famiglia e con il Servizio Attività culturali della Provincia autonoma di Trento, la proposta e promozione del “Voucher cultura”, nuovo strumento inclusivo all’attività e formazione in ambito culturale rivolto alle famiglie numerose e/o percettrici di reddito di garanzia. Il resto è quasi storia, ma una storia di successo e qualità che invito i lettori a consultare e a condividere, partecipando numerosi alle nostre iniziative. Ci vediamo a teatro! Francesco Nardelli Direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara


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Un Voucher CULTURALE a sostegno delle famiglie Le famiglie numerose con residenza in provincia di Trento e quelle beneficiarie di reddito di garanzia, purché anch’esse residenti in Trentino, potranno ottenere a partire dalla prossima stagione artistica un sostegno economico in grado di consentire ai propri figli la partecipazione a percorsi formativi in ambito culturale espressamente rivolti ai minori (scuole musicali) e l’acquisto di abbonamenti

e biglietti d’ingresso a spettacoli musicali e teatrali e ai cinema. Il servizio sarà erogato in collaborazione con il Centro Servizi Culturali S. Chiara. Il “Voucher culturale” per la frequenza alle scuole musicali sarà pari al 70% della quota di iscrizione e quello per gli ingressi agli spettacoli avrà il valore complessivo di 100 euro e potrà essere fruito tramite un carnet di 25 ta-

gliandi del valore unitario di 4 euro ai possessori di Family Card. La domanda relativa al periodo 2017/2018 dovrà essere presentata entro il 30 novembre. Le famiglie in possesso dei requisiti di legge, possono trovare maggiori informazioni sulle modalità di ottenimento del contributo e scaricare la modulistica necessaria dal sito: www.trentinofamiglia.it

Y Festival Eventi speciali Festa del Teatro Grande Prosa I foyer della Prosa Altre Tendenze InDanza I foyer della Danza Danza verticale Eventi speciali Natale Teatro Ragazzi Jazz’About Operetta Musica Macchina / Sanbaclub Transiti Cinema

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Le Muse Direttore responsabile Fabio Lucchi Coordinamento editoriale Viviana Bertolini Hanno collaborato Maria Luisa Buzzi, Alberto Campo, Sergio Fant, Damir Ivic, Sara Prandoni, Daniele Spini, Matteo Zadra In redazione Katia Cont, Isabella Albertini, Federico Visintainer, Matteo Vitti aut. del Tribunale di Trento n. 945 R. st. del 25 febbraio 1997

Redazione e amministrazione Via S.Croce 67, 38122 Trento Stampa Publistampa - Pergine Valsugana Chiuso il 25 ottobre 2017

Centro Servizi Culturali S.Chiara Consiglio di Amministrazione Enzo Bassetti - Presidente pro tempore, Maurizio Cau, Paolo Dalla Sega, Loreta Failoni

Revisori dei conti Cristina Odorizzi, Emiliano Dorighelli, Wilma Sassudelli Direttore Francesco Nardelli Consulenti artistici Marco Bernardi, Alberto Campo, Lanfranco Cis, Sergio Fant, Denis Longhi, Giovanna Palmieri, Daniele Spini Segreteria tel. 0461 213811 - fax 0461 213817 (8.30-13.00 / 14.00-18.30) info@centrosantachiara.it www.centrosantachiara.it Numero verde 800 013952


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È tornato Y generation Festival, appuntamento unico in Italia che per quattro giorni ha portato nei teatri e per le vie di Trento artisti e compagnie internazionali che hanno conquistato un pubblico di grandi e piccini con spettacoli, workshop e tante altre sorprese. Si è ballato da venerdì 11 a sabato 14 ottobre con la seconda edizione di

questo evento dedicato alla danza per le nuove generazioni che già lo scorso anno aveva chiamato un pubblico numeroso e partecipe ad affollare gli spettacoli, i laboratori e gli altri eventi in programma. Così è stato anche per questa nuova edizione che ha visto le sale teatrali gestite dal Centro Servizi Culturali S. Chiara e alcuni spa-


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zi urbani ospitare una fitta serie di appuntamenti pensati per le famiglie, ma anche per gli operatori che lavorano con l’infanzia e la gioventù. Educatori e artisti hanno trovato al Festival l’occasione per incontrarsi, divertirsi, conoscere e sperimentare insieme gli infiniti modi in cui il linguaggio del corpo e del movimento si confronta con l’immaginario e il vissuto di bambini e ragazzi, sia come spettatori che come artisti. In scena abbiamo visto ben tredici compagnie provenienti da Italia, Spagna, Germania, Francia e Olanda, coinvolte in oltre venti performance di cui tre in prima nazionale e una in anteprima. Non è mancata la musica dal vivo ad accompagnare alcuni degli spettacoli. Per i piccoli spettatori delle scuole dell’infanzia erano in pro-

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gramma L’Arcobaleno di Bianca di ABC - Allegra Brigata Cinematica e Buckets of Feeling! dei tedeschi Tanzfuchs. Entrambi gli spettacoli hanno proposto un linguaggio poetico, emozionante e di grande impatto visivo che ha catturato l’attenzione dei più piccini. Rivolti agli allievi delle scuole elementari erano Fate d’Acqua di Maria Ellero / Teatrimperfetti-Déjà Donné, frutto di un percorso di ricerca dell’artista con i bambini di diverse scuole friulane, e Col naso all’in-

sù di Sosta Palmizi, un divertente lavoro che ribalta il punto di vista sugli adulti, immaginando e mostrandoci cosa pensano i nostri figli di noi genitori. Era invece destinata al pubblico delle scuole medie la versione contemporanea e attuale di Caino e Abele proposta da Compagnia Rodisio/TAK Theater Liechtenstein che ha utilizzato il linguaggio della break dance per parlare di amore fraterno, conflitto e sconfitta. Rivolti a tutti Bounce! dei francesi di Arcosm, concitata performance incentrata sul tema del fallimento come spinta al rinnovamento, e The Basement - don’t touch me, di Theater Strahl / De Dansers che mette in scena le relazioni tra adolescenti grazie al sapiente mix di contact improvisation, acrobatica e capoeira. Dedicati alle famiglie anche Ali, di Teatro La Ribalta / Accademia Arte della Diversità che mette in scena la storia di un giovane di-


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STEP BY STEP Non è mancata la sezione formativa “Step by Step” con momenti di approfondimento teorico sulla situazione attuale e le prospettive della danza per il pubblico giovane, incontri di avvicinamento ai linguaggi della danza rivolti ad allievi e insegnanti di scuole materne, scuole primarie e secondarie, e infine i workshop e i laboratori in programma nei giorni precedenti il festival che sono stati occasione per grandi e piccini di sperimentare insieme e divertirsi.

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silluso e quella di un angelo caduto sulla Terra, e Il Carnevale degli animali di MM Contemporary Dance Company, che propone una variopinta sfilata per un viaggio immaginario nel mondo animale. Non sono mancati gli appuntamenti negli spazi urbani di Trento con l’acrobata e artista di strada Maldimar/Marta Finazzi e con l’artista spagnolo Lucio Baglivo. Esplorando i diversi stili corporei Y generation Festival ha svelato quindi ancora una volta le meraviglie dello spettacolo dal vivo al pubblico di bambini e adulti che hanno trovato molteplici proposte tra cui scegliere. Oltre agli spettacoli, infatti, il programma di Y generation si è arricchito quest’anno con due iniziative di carattere espositivo: la mostra Sulle punte e a piedi nudi a cura di Giannino Stoppani Cooperativa Culturale, dedicata all’illustrazione nella letteratura per ragazzi e ai suoi legami con il linguaggio della danza, e Col naso all’insù, con le tavole illustrate da Francesco Manenti, danzatore della Compagnia Sosta Palmizi, sul tema dell’essere genitori.


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Eventi speciali

festa del teatro di Fabio Lucchi

Festa del Teatro

A volte, ritornano. Non si è trattato però, in questo caso, degli spaventevoli protagonisti del romanzo di Stephen King, ma di personaggi fantastici e divertenti con i quali gli originali artisti francesi della Compagnie Créature hanno chiamato a raccolta al Teatro Sociale un pubblico di tutte le età. È stata una grande festa aperta a tutti, una sorta di “primo giorno di scuola” che ha inteso salutare, dopo un’estate dello spettacolo vissuta prevalentemente negli spazi all’aperto, la riapertura delle sale teatrali e l’inizio di una nuova entusiasmante stagione artistica. Sono, infatti, ben 52 i titoli già in calendario a Trento nella programmazione 2017/2018, per un’offerta che passa dalla Prosa alla Danza, dal Teatro Ragazzi alla Musica nelle sue varie declinazioni. Nell’arco temporale che va dalla metà di ottobre ad aprile saranno, tenendo conto delle repliche, poco meno di cento rappresentazioni distribuite in quattro diversi Teatri: Sociale, Auditorium, Cuminetti e SanbàPolis. E a questo si devono aggiungere, nella programmazione del Centro Servizi Culturali S. Chiara, le venti proposte di spettacolo dal vivo in scena all’Auditorium Melotti di Rovereto e gli appuntamenti

tornano a grande richiesta

LES IRRÉELS del Circuito regionale della Danza in vari centri delle provincie di Trento e Bolzano. Nella giornata di festa del 21 ottobre, che ha inteso essere bene augurante in vista dell’apertura della nuova Stagione, il palcoscenico del “Sociale” è stato solo uno dei luoghi dove a partire dal pomeriggio e fino a sera Les Irréels, esseri surreali caratterizzati dalle fantasiose sembianze animali, hanno accompagnato adulti e bambini in un viaggio curioso sulle ali della fantasia. In un accampamento di otto capanne, gli “Irreali” sono stati protagonisti di uno spettacolo “a ciclo continuo”, installazione plastica suggestiva, dove la parola viene sostituita dalla poesia dell’immagine, con un contatto ravvicinato tra pubblico e spettatore. Nei vari ambienti ricreati negli spazi del Teatro Sociale, si è snodato un percorso immaginifico dove abbiamo incontrato la “cullatrice d’infanzia” che riporta alla memoria la spensieratezza del nostro passato, la “riscaldatrice degli inverni” che coccola i nostri momenti di tristezza o la “rammendatrice di cuori” che medica le passioni ferite. Abbiamo trovato anche un “sognatore di amici immaginari”; uno “sguattero delle passioni”, cuoco dell’entusia-

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Per la

smo le cui pozioni hanno il potere di farci amare ogni tipo di cosa; la “lavandaia dei dolori” che pulisce le nostre vite dal grigiore dei momenti difficili e il “pescatore di speranza” che ne prosegue l’opera invitandoci a guardare con fiducia al futuro. In questo mondo fantastico non poteva certo mancare la “ricamatrice d’amori” che fa nascere le storie del cuore e dalle cui mani sgorgano i romanzi che raccontano romantiche vicende di amore e passione. Nata nel 1991 dall’incontro di Michel Broquin e Odille Brisset, “Compagnie Créature” ha dato luogo nel corso degli anni a molti progetti di teatro di figura e marionette, affiancando in modo sempre originale e brillante le fiabe classiche ai racconti contemporanei e gettando sempre un occhio attento sulla realtà.


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ABBONAMENTO PROSA TURNo sabato Prezzi

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¤ 80,00 ¤ 55,00

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¤ 90,00

¤ 70,00

¤ 60,00

¤ 35,00

Le Muse 9

tata a teatro Torna anche per questa stagione il servizio baby-sitter in occasione delle rappresentazioni domenicali al Teatro Sociale offerto gratuitamente agli abbonati Grande Prosa. Per info su prenotazioni e costi n. verde 800 013952

BIGLIETTI “Il senso della vita di Emma” - CUMINETTI Prezzi

Intero

Rid. conv.

¤ 20,00

Rid. gen. >65

¤ 18,00

¤ 15,00

Rid. giov. <26

¤ 10,00

BIGLIETTI PROSA SOCIALE Intero

Rid. conv.

Rid. gen. >65

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 25,00

¤ 22,00

¤ 20,00

¤ 15,00

Laterale

¤ 23,00

¤ 20,00

¤ 18,00

¤ 12,00

Galleria

¤ 18,00

¤ 16,00

¤ 15,00

¤ 10,00

SOLO PROSA CARD (5 spettacoli) Prezzi Unico

Intero

Rid. gen. >65

¤ 120,00

¤ 100,00

SOLO PROSA CARD (5 spettacoli) Prezzi

Rid. giov. <26

Unico

1 biglietto per ogni spettacolo - posto a scelta Annullo biglietti da card (con ricevuta) ¤ 2,00

¤ 30,00

1 biglietto per ogni spettacolo - posto in galleria - vendita solo casse CSC - Annullo biglietti da card (con ricevuta) ¤ 2,00

ALTRE TENDENZE ABBONAMENTO ALTRE TENDENZE TRENTO (5 spettacoli) Prezzi

Intero

Rid. gen. >65 e conv.

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 50,00

¤ 45,00

¤ 40,00

Laterale

¤ 40,00

¤ 35,00

¤ 33,00

Galleria

¤ 30,00

¤ 30,00

¤ 30,00

BIGLIETTI ALTRE TENDENZE TRENTO Prezzi

Intero

Rid. gen. >65 e conv.

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 17,00

¤ 15,00

¤ 10,00

Laterale

¤ 14,00

¤ 12,00

¤ 10,00

Galleria

¤ 10,00

¤ 10,00

¤ 10,00

ABBONAMENTO ALTRE TENDENZE ROVERETO (5 spettacoli) Prezzi

Intero ¤ 50,00

Rid. gen. >65 e conv.

Rid. giov. <26 e abb. Prosa Com. Rovereto

¤ 45,00

¤ 40,00

biglietti ALTRE TENDENZE ROVERETO Prezzi

Intero ¤ 17,00

Rid. gen. >65 e conv.

Rid. giov. <26 e abb. Prosa Com. Rovereto

¤ 15,00

¤ 10,00

ABBONAMENTO ALTRE TENDENZE TRENTO + rovereto (10 spettacoli) Prezzi

Intero

Rid. gen. >65 e conv.

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 80,00

¤ 75,00

¤ 70,00

Laterale

¤ 75,00

¤ 70,00

¤ 65,00

Galleria

¤ 70,00

¤ 65,00

¤ 60,00

© Alfredo Tabocchini

Prezzi


10 Le Muse

GRANDE PROSA testi di Fabio Lucchi

dirige e interpreta il romanzo teatrale di una

famiglia

Fausto Paravidino arriva per la prima volta in Stagione a Trento in veste di drammaturgo con una commedia scritta per il Teatro Stabile di Bolzano che lo vede impegnato anche come regista e interprete. Il senso della vita di Emma, dipanandosi sull’arco temporale che ci porta dagli anni Sessanta ai giorni nostri, traccia l’affresco di quattro decenni di vita italiana attraverso la fitta rete di relazioni che intercorrono tra due famiglie di amici. «Siamo all’opening di una galleria, tra i quadri c’è il ritratto di una donna: Emma. Di lei conosciamo solo la sua faccia dipinta. Quanto dobbiamo sapere del soggetto per apprezzare l’opera?» Con questa riflessione Paravidino ci introduce alla storia di Emma, raccontata e agìta dalle persone che hanno fatto parte della sua vita: la madre, il padre, il fratello, la sorella, gli amici dei genitori, il parroco, una vicina. «Emma non parla – spiega l’autore della commedia, anticipandone la trama – perché Emma è scomparsa. Emma è scomparsa volontariamente e le persone della vita di Emma si chiedono perché Emma abbia fatto come la madre di Emma quando era incinta di Emma. Allora era scomparsa, era scomparsa perché non sopportava più la sua vita, ma sapevano tutti dov’era: era

da Clara e da Giorgio, i suoi amici. Emma invece nessuno sa dov’è. Sanno che non ha più il profilo facebook né il telefono e sanno che è stata avvistata in Kosovo e che ci sono due persone che ricevono notizie di lei. Sanno che sta bene. E che, prima che cali la tela, tornerà». Nella commedia si parla di arte, politica, terrorismo, relazioni, di ecologia e di scelte. I personaggi sono modellati con quel tratto affilato e pungente che ha portato la critica a definire Paravidino “il Woody Allen italiano” in ragione di quella sua scrittura fatta di dialoghi fulminanti, ma pervasi da una tragicomica malinconia. Quarantenne, piemontese, ha con il nostro territorio regionale un forte legame: innanzitutto una mamma trentina, ma anche un lungo rapporto con il Teatro Stabile di Bolzano che ha

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino • regia Fausto Paravidino con Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Angelica Leo, Jacopo Bicocchi e con gli attori della Compagnia regionale 2017 produzione Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali S. Chiara, Coordinamento Teatrale Trentino TRENTO - Teatro Cuminetti • da martedì 31 ottobre a sabato 4 novembre 2017 - ore 20.30 • domenica 5 novembre 2017 - ore 16.00 • da martedì 7 novembre a sabato 11 novembre 2017 - ore 20.30 • domenica 12 novembre 2017 - ore 16.00

Prima assoluta

FAUSTO PARAVIDINO

prodotto numerosi suoi testi e Marco Bernardi che è stato fra i primi a credere in lui. Nelle sue pièce i temi politici si mescolano ad analisi del nostro disorientato presente, con la capacità di osservare e descrivere a fondo la contemporaneità e, in particolare, la realtà, misera e frustrata, ma anche innocente e ingenua, della provincia italiana. Il senso della vita di Emma sarà diretto e interpretato dallo stesso Paravidino, affiancato in scena da Iris Fusetti, Angelica Leo, Jacopo Bicocchi e da otto attori della Compagnia Regionale 2017, iniziativa del Teatro Stabile di Bolzano, del Centro Servizi Culturali S. Chiara e del Coordinamento Teatrale Trentino volta a valorizzare le capacità espresse dalle professionalità artistiche presenti sul territorio, attraverso il confronto con i grandi nomi del teatro contemporaneo. Gli otto attori nati o residenti in regione selezionati per interpretare lo spettacolo sono Gianluca Bazzoli, Giuliano Comin, Marianna Folli, Emilia Piz, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella, Giacomo Dossi e Veronika Lochmann.


Le Muse 11

Il

Pirandello sperimentale

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO di Luigi Pirandello regia Marco Bernardi con Patrizia Milani e Carlo Simoni e con Corrado d’Elia, Giampiero Rappa, Irene Villa produzione Teatro Stabile di Bolzano TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 16 novembre 2017 ore 20.30 • venerdì 17 novembre 2017 ore 20.30 • sabato 18 novembre 2017 ore 20.30 • domenica 19 novembre 2017 ore 16.00

Non meravigliatevi se, seduti in platea o su un palco del Teatro Sociale, sentirete litigare qualcuno dietro il sipario o se il signore che vi sta accanto si metterà a inveire nei confronti del regista: in questa commedia di Luigi Pirandello, si recita ovunque. Hinkfuss, un regista sperimentale e megalomane, tenta di mettere in scena uno spettacolo costringendo i suoi attori a improvvisare la parte sulla base di pochi elementi tratti da un breve racconto di torbida gelosia siciliana. Ma il conflitto tra regista e compagnia esplode inevitabilmente, mentre il pubblico rumoreggia perplesso e scandalizzato: tra divertimento da commedia e discussioni sull’arte teatrale, gli attori riescono a cacciare il regista dal teatro e continuano la recita da soli. Con risultati sorprendenti. Ecco la trama di Questa sera si recita a soggetto, un happe-

di MARCO

BERNARDI

ning teatrale scritto da Pirandello nel 1929 durante il suo esilio volontario a Berlino dopo lo scioglimento della Compagnia del Teatro d’Arte, da lui fondata, diretta e finanziata. Dall’esperienza di capocomico appena conclusa e dal contatto con l’effervescente scena berlinese dominata dall’espressionismo, che ben presto avrebbe visto affacciarsi gli astri di Brecht e Weill, era maturata la terza commedia della trilogia pirandelliana del “teatro nel teatro”, cominciata nel 1921 con “Sei personaggi in cerca d’autore” e proseguita nel 1924 con “Ciascuno a suo modo”. «Questo testo, che lo Stabile di Bolzano porta in scena nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla nascita del grande autore siciliano – scrive Marco Bernardi nelle note di regia – nasce con un intento polemico e si regge in funambolico equilibrio tra una piccola storia italiana di provincia e l’Europa del teatro dei grandi registi come Max Reinhardt ed Erwin Piscator. Un’intensa dialettica tra il Pirandello scrittore anteguerra, innestato ancora nel verismo regionale, e il drammaturgo innovatore che si proietta con calcolata audacia nella novità dell’esperimento scenico. Una prepotente interazione tra suoni, luci, colori e passioni elementari, dove alla fine trionfa la magia del teatro. Un capolavoro di caos organizzato, un testo spiazzante, moderno e antico allo stesso tempo. Vedere questa commedia è un po’ come assistere di nascosto alle prove di uno spettacolo, con l’enorme vantaggio che la dram-

maturgia è concepita da un autore Premio Nobel per la letteratura». Questa sera si recita a soggetto è tratto dal nucleo della novella “Leonora, addio!” ambientata in Sicilia che ha per protagonisti un ingenuo ingegnere minerario soprannominato “Sampognetta” e sua moglie Ignazia, oriunda di Napoli, chiamata da tutti “la generala”. A interpretarne i ruoli, due beniamini del pubblico regionale: Patrizia Milani e Carlo Simoni. Al loro fianco un folto gruppo di attori (ben diciotto) che Marco Bernardi ha scelto guardando anche alle professionalità espresse dalla realtà teatrale altoatesina e trentina.


12 Le Muse

passo a due teatrale

di RAOUL DUE

BOVA e CHIARA FRANCINI

di Luca Miniero e Astutillo Smeriglia regia Luca Miniero con Raoul Bova e Chiara Francini produzione Compagnia Enfi Teatro TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 7 dicembre 2017 ore 20.30 • venerdì 8 dicembre 2017 ore 20.30 • sabato 9 dicembre 2017 ore 20.30 • domenica 10 dicembre 2017 ore 16.00

Due attori di grande successo (soprattutto sul grande schermo e in televisione) per uno spettacolo di irresistibile comicità che, nell’approssimarsi delle festività natalizie, intende regalare al pubblico trentino una parentesi di godibile intrattenimento. Con Due il regista cinematografico Luca Miniero (Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord, Un boss in salotto, Non c’è più religione) si confronta per la prima volta con il teatro, affiancato nella stesura drammaturgica del testo da Astutillo Smeriglia, per raccontare le mille paure di una coppia in procinto di sposarsi. Lui è Marco, interpretato da Raoul Bova che ritorna su un palco dopo ben 17 anni, e lei è Paola: un’esplosiva Chiara Francini. «La scena – racconta nelle note di regia Luca Miniero – è una stanza vuota. L’occasione è l’inizio della convivenza che per tutti gli essere umani, sani di mente, è un momento molto delicato. Che siano sposati o meno,

© Fabio Lovino

L’esilarante

etero oppure omo. Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia. Sapere oggi come sarà Marco fra 20 anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione. La diversa visione della vita insieme emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile. Entrambi i due giovani evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che, come in tutte le coppie, turberanno la loro serenità. Presenze interpretate dagli stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente in scena dei “cartonati” con le varie persone evocate dal loro dialogo. Alla fine il palco sarà popolato da tutte queste sagome e dai due attori: l’immagine stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo che in due siamo molti di più. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata». Due è il botta e risposta di una coppia di oggi, che prova a riflettere con coinvolgente autoironia sulla vita in comune. «È vita vera – afferma Raoul Bova in un’inter-

vista rilasciata a “Repubblica” – perché questo spettacolo coincide con un periodo di ripensamento. Alla soglia dei 46 sono in un momento di trasformazione. Per esempio: fare teatro, mettermi in gioco con una prova d’attore... Anni fa non l’avrei mai fatto. Ho sofferto molto di ansia da prestazione, fin da bambino». Dopo molti anni di assenza dal palcoscenico Raoul Bova torna dunque in teatro, reduce dai recenti successi al cinema (Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese, La scelta di Michele Placido, Torno indietro e cambio vita di Carlo Vanzina, Tutte le strade portano a Roma di Ella Lemhagen) e in televisione (Fuoco amico TF45 - Eroe per amore, miniserie diretta da Beniamino Catena). Al suo fianco ci sarà Chiara Francini che, dopo aver iniziato la carriera artistica recitando in teatro proprio un testo di Fausto Paravidino, l’autore e regista che aprirà quest’anno la Stagione del Centro S. Chiara, ha inanellato una lunga serie di successi cinematografici e televisivi, culminata lo scorso inverno nella conduzione di Domenica In al fianco di Pippo Baudo.


Il

futuro probabile

di MARCO

PAOLINI

Le avventure di Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro, anche se agli autori non piace chiamarlo così. Spettacolo di grande successo dove si ride e si pensa, come sempre avviene quando è in scena Marco Paolini. È una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare. Ma Numero Primo è anche il soprannome del protagonista. Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quali domande ci poniamo, e quali invece no, a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? E quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? «Ho un’età – afferma Marco Paolini – in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire, preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, così farò un Album con nuovi personaggi. Parlerò della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica. Parlerò dell’attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlerò di biologia e altri linguaggi, ma lo farò seguendo il filo di una storia più lunga che forse racconterò a puntate come ho fatto con i primi Album».

Il primo momento di questo “album a puntate” è una storia sulla paternità che analizza il rapporto fra un adulto e un bambino e si interroga sul ruolo che la tecnologia potrà ricoprire nel nostro futuro. Paolini sulla scena indossa i panni di Ettore, un fotografo della vecchia guardia in crisi di fronte a un ragazzino intelligentissimo e un po’ misterioso. «Nella stazione spaziale del film “2001 Odissea nello spazio” – ricorda Marco Paolini – ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o un palmare. In “20.000 leghe sotto i mari” Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle “Mille e una notte”: l’invenzione della password “apriti sesamo” e del touch-screen

© Marco Caselli Nirmal

Le Muse 13

della lampada di Aladino. Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli. Mi sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine». Torna dunque sul palcoscenico del “Sociale” questo personaggio davvero unico nella storia della scena italiana. Inventore del “teatro di narrazione”, ha confezionato spettacoli di grande successo, ma anche di forte impegno civile. E anche Le avventure di Numero Primo è destinato a farci pensare e riflettere, ma ci regalerà anche momenti di divertimento, nel senso più nobile del termine.

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO di Gianfranco Bettin e Marco Paolini regia Marco Paolini con Marco Paolini produzione Jolefilm TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 14 dicembre 2017 - ore 20.30 • venerdì 15 dicembre 2017 - ore 20.30 • sabato 16 dicembre 2017 - ore 20.30 • domenica 17 dicembre 2017 - ore 16.00


14 Le Muse

Ne

Il casellante

camilleri moni ovadia… si fa in sei

Il casellante è, fra i romanzi di Andrea Camilleri, uno dei più struggenti e al tempo stesso divertenti. Dalla già collaudata collaborazione fra il romanziere siciliano e il regista Giuseppe Dipasquale ne è nata una trasposizione scenica (quasi una commedia musicale) nella quale attori e musicisti, immersi nella stessa azione teatrale, narrano una vicenda metaforica che, giocando sulla parola, sulla musica e sull’immagine, disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica. Affogato nel mondo mitologico di Camilleri, costellato di personaggi reali fantasiosamente trasfigurati, Il casellante parla di una metamorfosi che passa attraverso il dolore della maternità negata e della guerra, ma è anche una narrazione in musica divertita e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta, terra di contraddizioni e paradossi. Personale, originalissima e sperimentale, la lingua di Camilleri calca e ricalca, in una sinfonia di parlate dal forte impatto teatrale, una meravigliosa “sicilitudine”, tra neologismi e modi di dire mutuati dal dialetto e rielaborati in chiave colta. «Questa Sicilia – scrive Dipasquale nelle note di regia – è la Vigàta di Camilleri che diventa ogni volta metafora di un modo di essere e ragionare le cose di Sicilia. Il carattere affascinante di questo progetto, posto essenzialmente sulla novità del testo e della sua possibile realizzazione scenica, si sposa tutt’uno con la

possibilità di ricercare strade sempre nuove e diverse per la drammaturgia contemporanea. La parola, ed il giuoco che con essa e di essa è possibile intraprendere, fa di questo testo un oggetto naturale da essere iniziato ed elaborato all’interno di un’alchimia teatrale vitale e creativa». Siamo all’inizio degli anni Quaranta e a Nino Zarcuto, che ha perso due dita in un incidente sul lavoro, è stata assegnata la sorveglianza di un casello ferroviario sulla linea costiera. Lo stipendio sicuro permette al giovane di sposare e di offrire un futuro alla donna che ama, Minica, che dopo una serie di tentativi andati a vuoto rimane finalmente incinta. Ma Nino è anche un abile suonatore di mandolino e, insieme all’amico Totò, si reca alla domenica nella bottega del barbiere per intrattenere i clienti con la musica. Concertini domenicali che però non vanno a genio al cavalier Peppino Ingargiola, esponente locale del partito fascista. Il nostro casellante finirà così per essere arrestato. Durante la pur breve detenzione in prigione, dei soldati bussano alla porta di casa dove Minica era rimasta da sola. La giovane, brutalmente stuprata e massacrata, perderà il bambino tanto desiderato e anche la possibilità di averne ancora. I sospetti di Nino ricadono sui militari, ma alla fine scopriremo che le cose non sono andate così… come in ogni giallo che si rispetti. Moni Ovadia, al quale è affidato il ruolo centrale di narratore, è disinvolto nel passare anche a

© Antonio Parrinello

di andrea

IL CASELLANTE di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale regia Giuseppe Dipasquale con Moni Ovadia, Valeria Contadino e Mario Incudine produzione Promo Music Corvino Produzioni, Centro d’Arte Contemporanea, Teatro Carcano Comune di Caltanissetta TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 25 gennaio 2018 ore 20.30 • venerdì 26 gennaio 2018 ore 20.30 • sabato 27 gennaio 2018 ore 20.30 • domenica 28 gennaio 2018 ore 16.00

ruoli secondari come quelli della buffa mammana, del giudice e del barbiere. Al suo fianco un’intensa Valeria Contadino e Mario Incudine, al cui estro compositivo si devono anche le incalzanti musiche di scena. Del romanzo di Camilleri è in fase di realizzazione anche una versione cinematografica. Diretta dal regista Rocco Mortelliti, avrà per protagonista Gerard Depardieu.


Le Muse 15

ALESSANDRO HABER

disegna con sorridente ironia la figura di un

© Fabio Lovino

padre malato

Arriva in Stagione a Trento quello che il prestigioso quotidiano britannico The Guardian ha definito «il più emozionante nuovo scrittore teatrale del nostro tempo». Florian Zeller, parigino, non ancora quarantenne, ha pubblicato giovanissimo i suoi primi romanzi di successo (Il fascino del peggio, Gli amanti del nulla) e ha poi iniziato a scrivere anche per il teatro imponendosi subito all’attenzione della critica, tanto che nel 2006 la prestigiosa Académie française gli ha assegnato il Premio Jeune Théâtre. Il padre ha debuttato nel settembre del 2012 a Parigi ed è rimasto sulle scene francesi fino al 2014 riscuotendo grande successo. Candidato al prestigioso Prix Molière nel 2014, si è aggiudicato il premio come miglior spettacolo dell’anno. Rappresentato anche a Londra e Broadway, è stato adattato nel 2015 per il

grande schermo da Philippe Le Guay col titolo “Florida”. Lo spettacolo, a dispetto della problematica trattata, riserva momenti di assoluta godibilità tanto da poter essere definito una commedia. Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Sua figlia Anna, che gli è molto legata, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza, ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che questa possa essere la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, per nulla disposto a rinunciare alla propria indipendenza... La progressiva degenerazione di Andrea getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà.

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa. Andrea, perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, ci coinvolge con grande emozione in un percorso dolorosamente poetico. Guidato dalla misurata regia di Piero Maccarinelli, Alessandro Haber disegna sulla scena il difficile ruolo di Andrea con verosimiglianza e profonda umanità che suscitano nel pubblico commozione e anche parecchi sorrisi. Al suo fianco un’efficace Lucrezia Lante Della Rovere nella parte della figlia Anna.

IL PADRE di Florian Zeller regia Piero Maccarinelli con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere produzione Goldenart TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 8 febbraio 2018 ore 20.30 • venerdì 9 febbraio 2018 ore 20.30 • sabato 10 febbraio 2018 ore 20.30 • domenica 11 febbraio 2018 ore 16.00


16 Le Muse

LUCIA POLI, MILENA VUKOTIC, MARILÙ PRATI sono le

SORELLE MATERASSI libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi regia Geppy Gleijeses con Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati produzione GITIESSE Artisti Riuniti TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 1 marzo 2018 ore 20.30 • venerdì 2 marzo 2018 ore 20.30 • sabato 3 marzo 2018 ore 20.30 • domenica 4 marzo 2018 ore 16.00

Sorelle Materassi, il romanzo capolavoro di Aldo Palazzeschi pubblicato nel 1934 e già più volte approdato con successo al cinema, in televisione e in teatro, torna felicemente sulle scene nel nuovo adattamento di Ugo Chiti per la regia di Geppy Gleijeses che ne hanno tratto uno spettacolo di grande divertimento. Ambientato nei primi anni del secolo scorso nel sobborgo fiorentino di Coverciano, narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata: le sorelle Teresa, Carolina e Giselda e la loro fedele domestica Niobe. «Affrontare Palazzeschi e “Sorelle Materassi” – scrive Geppy Gleijeses nelle note di regia – esigeva anzitutto un’esatta collocazione di uno straordinario romanzo in un genere teatrale: cosa può diventare o meglio cosa può rappresentare “in

Sorelle Materassi

nuce” “Sorelle Materassi”? Una commedia, una tragedia, un grottesco, un vaudeville, una farsa? L’ esercizio non è ozioso perché l’inserimento (apparentemente pedestre) in un genere ti indica una strada. Ebbene Palazzeschi ti fornisce una quantità di segnali fuorvianti, attraverso la sua personalità e il romanzo in oggetto. […] Ugo Chiti da questo dedalo di segnali spesso non univoci, ma splendidamente fuorvianti, è uscito scrivendo, a mio avviso, una delle più belle “novità italiane” degli ultimi anni, con spirito e delicatezza. Lucia Poli, attrice immensa e mia prediletta compagna d’arte, gioca con toni duri e abbandoni a cui né lei né noi possiamo resistere, Milena Vukotic distilla deliqui, smancerie e piccole ribellioni con il raro dono della grazia, Marilù Prati porta da par suo una ventata rivoluzionaria. Ma tutti gli attori e le maestranze di questa “commedia” (sì, definiamola così) mi hanno più o meno consciamente indicato la strada che spero avrebbe gradito quel burlone di Palazzeschi: la piccola tragicommedia minimale». Ma proviamo a curiosare in casa Materassi: Teresa e Carolina, abilissime sarte e ricamatrici, sono nubili; Giselda invece è stata accolta dalle sorelle essendo stata respinta dal marito e, delusa dalla vita, tende all’isolamento e si lascia tormentare da un rabbioso risentimento. Una dose di popolaresco ottimismo e di serena saggezza è introdotta nella vita familiare da Niobe, la collaboratrice domestica che

tranquillamente invecchia insieme alle padrone. Tutto sembra scorrere su tranquilli binari quando nella casa giunge Remo, il giovane figlio di una quarta sorella morta ad Ancona. Bello, pieno di vita, spiritoso, il giovane attira subito le attenzioni e le cure delle donne i cui sentimenti parevano addormentati in un susseguirsi di scadenze sempre uguali. Resosi conto di essere l’oggetto di una predilezione venata di inconsapevole sensualità, Remo approfitta della situazione ottenendo immediata soddisfazione a tutti i suoi desideri e capricci. E così il sereno benessere della vita familiare comincia a incrinarsi… «Palazzeschi – scrive Gleijeses – è un autore che vive e scrive in una inconfondibile e quasi cinica giocondità, con un suo nichilismo generoso, ma c’è qualcosa in lui di meravigliosamente oscuro, enigmatico e inafferrabile. Non abbiamo cercato in lui lo spessore della tragedia, né fino in fondo atmosfere cechoviane (anche se punti di contatto ve ne sarebbero), ma solo un gioco estenuato che si scioglie in una “impossibilità del dramma”».


Le Muse 17

La coppia BARICCO alle prese con due

- VACIS

simpatici truffatori

SMITH & WESSON di Alessandro Baricco regia Gabriele Vacis con Natalino Balasso e Fausto Russo Alesi produzione Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Torino TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 15 marzo 2018 - ore 20.30 • venerdì 16 marzo 2018 - ore 20.30 • sabato 17 marzo 2018 - ore 20.30 • domenica 18 marzo 2018 - ore 16.00

Smith & Wesson non è il nome di una pistola e Tom e Jerry (i loro nomi di battesimo) non sono i personaggi di un cartone animato. Sono una coppia sgangherata formata da Tom Smith, meteorologo, e Jerry Wesson, pescatore. In un Far West popolato da truffatori e falliti, i due si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902: nei loro nomi e nei loro cognomi c’è il destino di un’impresa, che arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista alla ricerca di una storia straordinaria, da raccontare. Lo spettacolo nasce da una scrittura drammaturgica di Alessandro Baricco portata in scena da Gabriele Vacis che, al riguardo, precisa: «È raro che io metta in scena testi teatrali. Di solito li scrivo con gli attori, i testi. Di so-

lito, più che scritti, sono trascritti. Cioè: parlo con gli attori, che di solito sono anche autori o, come dicevo un tempo, autori della loro presenza in scena. Poi improvvisiamo, costruiamo situazioni per l’azione e così nascono gli spettacoli. […] Ho “usato”, per i miei spettacoli, testi di Shakespeare, di Goldoni, di Molière… Ma sempre come pre-testo. Come materiale per il lavoro di composizione. C’è una sola eccezione. Un testo l’ho messo in scena: “Novecento”, di Alessandro Baricco. Ma è un’eccezione in tutti i sensi. Baricco ha scritto quel testo perché lo mettessi in scena io, con Eugenio Allegri. E la stessa cosa è accaduta per “Smith & Wesson”». Tom e Jerry o, per meglio dire, Smith & Wesson sono due personaggi che vivono di piccoli espedienti. Il primo si è inven-

tato meteorologo e raccoglie su un taccuino i dati sul tempo in base ai ricordi della gente; Wesson invece è un pescatore, nel senso che pesca i corpi di chi si suicida gettandosi nelle cascate. Un giorno a casa di Wesson si presenta Rachel Green, una giornalista che sogna di diventare famosa. Ha bisogno di una storia memorabile e, prima di scriverla, è disposta a viverla in prima persona: vuole essere la prima persona ad affrontare il salto delle cascate uscendone viva. E così chiede aiuto a questi due simpatici farabutti. «Baricco – scrive ancora Gabriele Vacis – non ha scritto un testo, ha scritto uno spettacolo. La scrittura di Baricco contiene l’azione. Quello che si deve fare è estrarla. Considerando una cosa che a me piace molto: Baricco non ha paura dei sentimenti. Però se ne vergogna sempre un po’. È una cosa che io capisco molto bene. Siamo tutti e due di Torino. Quindi gli attori devono trovare un equilibrio tra l’ironia e la verità del dramma: molto difficile. Ci vogliono attori particolari». Lo spettacolo riunisce un gruppo di artisti che hanno fatto delle relazioni e del loro sviluppo nel tempo un’autentica cifra stilistica. Natalino Balasso, che interpreta Smith, è stato protagonista in diversi spettacoli di Gabriele Vacis. Wesson sarà invece Fausto Russo Alesi che è stato allievo del regista torinese alla Civica Paolo Grassi di Milano. Accanto a loro Mariella Fabbris, una delle fondatrici del Laboratorio Teatro Settimo, e la giovane Camilla Nigro.


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STEFANO MASSINI ha adattato alle scene il

romanzo di

UMBERTO ECO che piace ai trentini IL NOME DELLA ROSA di Stefano Massini dal romanzo di Umberto Eco regia Leo Muscato con Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Luca Lazzareschi produzione Teatro Stabile di Torino, Teatro Stabile di Genova TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 22 marzo 2018 ore 20.30 • venerdì 23 marzo 2018 ore 20.30 • sabato 24 marzo 2018 ore 20.30 • domenica 25 marzo 2018 ore 16.00

© Alfredo Tabocchini

Nell’anno in cui il romanzo Il nome della rosa, vincitore del referendum “Un libro, una città” promosso dal Comune di Trento, sarà al centro di una fitta serie di iniziative culturali, arriva sulla scena del Teatro Sociale la prima versione teatrale di questo capolavoro di Umberto Eco: un omaggio al celebre scrittore scomparso nel febbraio del 2016.

La scrittura drammaturgica è di Stefano Massini, autore teatrale apprezzato non solo in Italia (“Lehman Trilogy”) e direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, e la regia dello spettacolo è affidata a Leo Muscato, che nei suoi “Appunti per una messa in scena” sottolinea che «Dietro ad un racconto avvincente e trascinante, il romanzo di Umberto Eco nasconde una storia dagli infiniti livelli di lettura; un incrocio di segni dove ognuno ne nasconde un altro. La struttura stessa del romanzo è di forte matrice teatrale». Siamo nel momento culminante della lotta tra Chiesa e Impero che travaglia l’Europa e, su uno sfondo storico-politico-teologico, si dipana un racconto dal ritmo serrato in cui l’azione principale sembra essere la risoluzione di un giallo. La scena si apre sul finire del XIV secolo. Un vecchio frate benedettino, Adso da Melk, è intento a scrivere delle memorie in cui narra alcuni terribili avvenimenti di cui è stato testimone in gioventù. Nello spettacolo, questo “io narrante” diventa una figura che, sempre presente in scena, si pone in stretta relazione con i fatti che lui stesso racconta, accaduti molti anni prima in un’abbazia dell’Italia settentrionale. Sotto i suoi (e i nostri) occhi si materializza un “se stesso” giovane, poco più che adolescente, intento a seguire gli insegnamenti di un dotto frate francescano, che nel pas-

sato era stato anche inquisitore: Guglielmo da Baskerville. Nello spettacolo la dimensione del ricordo del vecchio Adso diventa la struttura portante dell’intero impianto scenico, concepito da Margherita Palli come una scatola magica in continua trasformazione che evoca i diversi luoghi dell’azione: una biblioteca, una cappella, una cella, una cucina, un ossario, una mensa. Le musiche originali, frammiste a canti gregoriani eseguiti a cappella dagli stessi interpreti, contribuiscono a creare dei luoghi di astrazione in cui la parola si fa materia per una fruizione non naturalistica della vicenda narrata. «Se è vero – scrive Leo Muscato – che al centro dell’opera di Eco vi è la feroce lotta fra chi si crede in possesso della verità e agisce con tutti i mezzi per difenderla, e chi al contrario concepisce la verità come la libera conquista dell’intelletto umano, è altrettanto vero che non è la fede a essere messa in discussione, ma due modi di viverla differenti. Uno guarda all’esterno, l’altro all’interno; uno è serioso, l’altro fortemente ironico. Anche per questo abbiamo provato a raccontare questa storia con una lieve leggerezza che possa qua e là sollecitare il riso, con buona pace del vecchio frate Jorge». Nell’allestimento prodotto dai Teatri Stabili di Torino e Genova, un cast di interpreti numeroso e selezionato anima, in un cross-​ over generazionale, un testo scritto per la scena, ma all’altezza del grande romanzo.


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SIMONE CRISTICCHI © Tommaso Le Pera

canta e racconta l’incredibile storia del

Chi due anni fa ha assistito al “Sociale” a “Magazzino 18”, lo spettacolo di Simone Cristicchi sul dramma degli esuli istriani, difficilmente si lascerà sfuggire l’occasione di rivedere il cantante e attore romano impegnato stavolta a raccontare la vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”. Cristicchi torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino, che racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine Ottocento capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. In cima a una montagna, davanti a una folla adorante, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. Una straordinaria vicenda ignota ai più, ambientata all’indomani dell’Unità d’Italia e che nel racconto diventa rappresentativa delle condizioni di vita di buona parte del nascente popolo italiano. Una situazione esistenziale segnata da un lato dalla povertà, dallo sfruttamento e dall’oppressione da parte dei

Cristo dell Amiata

poteri forti (Chiesa, Stato e potenti locali) e dall’altro da una fervente religiosità che veicola le istanze di riscatto e giustizia sociale dei diseredati. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di David Lazzaretti, personaggio discusso che persegue il sogno, rivoluzionario per i tempi, di una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza. «Lo spettacolo – scrive Antonio Calenda nelle note di regia – si inserisce nel solco tracciato da “Magazzino 18”, primo esempio di un genere nuovo che con Simone Cristicchi abbiamo voluto definire “musical civile”. Ed è proprio grazie al raro talento di Simone che è nato Il secondo figlio di Dio. Anche in questo spettacolo, infatti, la canzone dal vivo appare nelle vesti di testimonianza alta, che scopre la sua dimensione epica come strumento per il racconto di grandi accadimenti. E come nell’epica classica anche qui è un aedo, un cantore, a

farsi portavoce di una storia mitica, che ha a che fare con le origini e con l’identità di un popolo. […] La figura di David Lazzaretti ha quindi i lineamenti “tragici” eterni del capro espiatorio, ma pratica verità fortemente contemporanee. Riconosciamo infatti in questo barrocciaio della seconda metà dell’Ottocento un formidabile anticipatore di istanze che sono a pieno titolo odierne, come la parità di genere, e che paiono quasi profetiche nella loro visionarietà, come ad esempio la prefigurazione degli Stati uniti d’Europa». Quella terra così aspra e bella (Arcidosso e il Monte Amiata), quella “terra matrigna e madre” diventa la coprotagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti: la storia di un’idea, la storia di un sogno. Impossibile non citare come referente di questo spettacolo il teatro di Brecht, oltre che per la portata civile del testo, per l’uso del canto come veicolo di un accento critico ed emozionale che dilata l’afflato del racconto.

IL SECONDO FIGLIO DI DIO

Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti di Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi regia Antonio Calenda con Simone Cristicchi produzione Centro Teatrale Bresciano - Promo Music TRENTO - Teatro Sociale • giovedì 5 aprile 2018 - ore 20.30 • venerdì 6 aprile 2018 - ore 20.30 • sabato 7 aprile 2018 - ore 20.30 • domenica 8 aprile 2018 - ore 16.00


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I Foyer della prosa per studenti e spettatori curiosi

programma

L’offerta culturale della Stagione teatrale di Trento sarà arricchita anche quest’anno di dieci incontri di approfondimento, discussione e dibattito aperti al pubblico, che si terranno presso la Sala Medievale di Palazzo Festi (Teatro Sociale). Promossi dal Centro Servizi Culturali S. Chiara in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, gli incontri sono rivolti alla cittadinanza in generale, ma in particolare agli studenti e agli universitari che vogliono avvicinarsi al teatro o approfondire la conoscenza della scena teatrale contemporanea. Al ciclo di incontri di approfondimento critico, che riguarderanno gli spettacoli della Stagione “Grande Prosa”, parteciperanno docenti ed esperti del mondo del teatro, insieme a registi e attori delle compagnie in cartellone, mentre gli spettatori potranno intervenire per porre le loro domande o esprimere il proprio parere sulle tematiche trattate. Gli incontri saranno coordinati dalla professoressa Claudia Demattè, specialista del teatro barocco spagnolo, e dal professor Giorgio Ieranò, studioso e traduttore del dramma antico, entrambi docenti del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento.

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA venerdì 3 novembre 2017 • ore 17.30 con Fausto Paravidino e gli attori della Compagnia Claudia Demattè - Università di Trento

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO venerdì 17 novembre 2017 • ore 17.30 con Marco Bernardi, Patrizia Milani, Carlo Simoni e gli attori della Compagnia • Claudia Demattè - Università di Trento

DUE venerdì 8 dicembre 2017 • ore 17.30 con Raoul Bova e Chiara Francini Roberta Capelli - Università di Trento

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO venerdì 15 dicembre 2017 • ore 17.30 con Marco Paolini Michele Flaim - Università di Trento

IL CASELLANTE venerdì 26 gennaio 2018 • ore 17.30 con Moni Ovadia, Mario Incudine e Valeria Contadino Giorgio Ieranò - Università di Trento

IL PADRE venerdì 9 febbraio 2018 • ore 18.30 con Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere Francesca Lorandini - Università di Trento

SORELLE MATERASSI venerdì 2 marzo 2018 • ore 17.30 con Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati Massimo Rizzante - Università di Trento

SMITH & WESSON venerdì 16 marzo 2018 • ore 17.30 con Natalino Balasso e Fausto Russo Alesi Claudia Demattè - Università di Trento

IL NOME DELLA ROSA venerdì 23 marzo 2018 • ore 17.30 con gli attori della Compagnia Roberta Capelli - Università di Trento

IL SECONDO FIGLIO DI DIO venerdì 6 aprile 2018 • ore 17.30 con Simone Cristicchi Fulvio Ferrari - Università di Trento


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ALTRE TENDENZE testi di Fabio Lucchi

ASCANIO CELESTINI racconta la

© Dominique Houcmant Goldo

Ascanio Celestini, istrionico “narratore teatrale”, torna a mettersi alla finestra e ad immaginare le storie delle persone, senza conoscerle. Ideale continuazione dello spettacolo “Laika”, in scena anche a Trento due anni fa, Pueblo rivive negli stessi luoghi: il bar, luogo dove tutto accade; il supermercato, luogo della fatica, così come il marciapiede e la fabbrica. La periferia, intesa come margine del mondo, ma

PUEBLO di Ascanio Celestini con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei produzione Fabbrica Romaeuropa Festival, Teatro Stabile dell’Umbria ROVERETO - Auditorium Melotti giovedì 23 novembre 2017 ore 21.00

fatica del quotidiano anche isola dove l’umanità è più forte, più viva e più visibile. Qui vive Violetta, giovane cassiera in un supermercato. Non le piace il lavoro che fa e allora immagina di essere una regina. E nella sua immaginazione anche il mondo che si trova fuori dal supermercato è un reame, pieno di gente interessante che lei incontra e che le racconta storie. Una barbona che rimpiange un uomo al quale ha voluto molto bene; un africano, facchino in un grande magazzino. E poi il padre di Domenica, scomparso quando lei era molto piccola, o uno zingaro che ha conosciuto quando era bambina, bambino anche lui, e che ha rincontrato da grande. Tutti questi personaggi e le loro storie interagiscono, si incrociano, soprattutto attraverso un altro personaggio chiave del racconto: una ex prostituta proprietaria di un bar di periferia. «A me interessava – spiega Ascanio Celestini – raccontare la storia di un luogo che normalmente conosciamo solo quando vi accade qualcosa di scandaloso, di tremendo, di violento. Quando quello che accade, insomma, si trasforma in una notizia. E invece questo posto può essere osservato semplicemente perché esiste ogni giorno e non solo quando i fatti si trasformano in notizie. Qui abitano personaggi con un’umanità molto evidente il cui tratto principale è la debolez-

za. Sono deboli anche quando sono violenti, sono deboli anche quando sono cattivi, sono deboli anche quando sono colpevoli». Celestini ci accompagna in un mondo di disillusioni, di sogni traditi e di vite vissute tra la fatica del quotidiano e la bellezza delle persone che vi si incontrano. «Questo spero di provocare – spiega l’autore dello spettacolo – che lo spettatore professionista borghese, il giovane laureato o lo studente che ancora vive coi genitori si identifichi in un barbone o in una prostituta rumena, non perché vive la stessa condizione sociale, ma la stessa condizione umana». Protagonista della scena teatrale italiana da ormai oltre vent’anni, Ascanio Celestini ha realizzato una ventina di spettacoli (fra questi Radio clandestina sull’eccidio delle Fosse Ardeatine, Fabbrica sulla vita operaia, Scemo di guerra, La pecora nera e Pro Patria), ha scritto una decina di libri, ha partecipato a trasmissioni in radio e in televisione e ha girato due documentari e un film. Coprodotto da Romaeuropa Festival e dal Teatro Stabile dell’Umbria, Pueblo è stato presentato in una sua versione in lingua francese dal titolo Dépaysement al Théâtre National di Bruxelles e al prestigioso Théâtre du Rond Point di Parigi. È accompagnato dalle musiche originali composte da Gianluca Casadei.


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FILIPPO ANDREATTA

porta a Rovereto la

Bauhaus tedesca JA

versione site-specific di

squares do not (normally) appear in nature OHT|Office for a Human Theatre idea e regia di Filippo Andreatta ROVERETO - Basement Auditorium Melotti da mercoledì 29 novembre a domenica 3 dicembre 2017 ore 18.00

Il basement dell’Auditorium Melotti di Rovereto ospiterà per cinque giorni, a cavallo fra novembre e dicembre, un’installazione performativa ispirata da Josef Albers, l’artista tedesco che ha avuto un ruolo di primo piano nel trasmettere i principi del design moderno del Bauhaus negli Stati Uniti. Ja pone a confronto il pubblico con uno spazio senza attori attraverso tredici esperimenti visivi e sonori. La base del lavoro è la consapevolezza del colore attraverso luce, nebbia, vetro, fonts e immagini che diventano protagonisti della scena. Un invito ad ascoltare e guardare, a riappropriarsi del nostro tempo, che ci rivolge OHT, una realtà artistica che indaga la realtà e la sua rappresentazione senza vincoli formali, disciplinari ed emotivi. È stata fondata da Filippo Andreatta, eclettico artista roveretano. Laureato in architettura al Politecnico di Milano e in Teatro e Arti Visive alla IUAV di Venezia, Andreatta ha lavorato con una compagnia berlinese come attore e assistente alla regia in produzio-

ni di musica barocca. Ha fondato OHT nel 2008, ha ideato le scene per le produzioni liriche del Centro S. Chiara, ha recitato con una compagnia belga alla Biennale di

Ingresso libero Per maggiori informazioni tel. 0461 213834

Venezia. Ha vinto il concorso ministeriale per Giovani Artisti Italiani “Movin’Up” ed è co-curatore del Festival internazionale “Drodesera” di Centrale Fies.


ANAGOOR

© Giulio Favotto

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dipinge un affresco inquietante sul mondo

dell insegnamento

Con Socrate il sopravvissuto Anagoor entra all’interno di una classe, in una scuola come tante. Lo fa inseguendo alcune pagine del romanzo di Antonio Scurati Il sopravvissuto (vincitore nel 2005 del Premio “Campiello”), assumendo il punto di vista di chi si dispone di fronte a un gruppo di giovani, incaricato della loro educazione. Non è però un adattamento teatrale del romanzo ma, come di consueto avviene nelle creazioni di Anagoor, alcune tra le pagine più emblematiche del libro si intrecciano come un fiume carsico ad altre vicende, altre parole, altre dimensioni temporali: in questo caso gli ultimi momenti di vita di Socrate attorniato dai suoi discepoli prima della condanna a morte. Tra le ore che precedono la morte di Socrate, così come sono raccontate da Platone nel Fedone, e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia, dipinta con lucida ferocia nel romanzo di Antonio Scurati, si consuma una vera e propria “gigantomachia” al pensiero occidentale, dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici. Ma non solo. Si

rinnova anche l’eterna e ingombrante questione della posizione del “maestro” rispetto al sapere e ai suoi discepoli. Completano la drammaturgia realizzata da Simone Derai e Patrizia Vercesi, inserimenti liberamente ispirati, oltre che a Platone, anche al filosofo armeno Georges Ivanovic Gurdjieff e allo scrittore olandese Cees Nooteboom. «In un tempo, il nostro, che porta con sé vorticosi mutamenti – scrivono gli autori dello spettacolo – la questione educativa sembra diventata un tema marginale e insieme una montagna inaffrontabile, sempre aggirata per mezzo di riforme scolastiche dannatamente parziali che mortificano insegnanti e ragazzi e il processo stesso della conoscenza. Stiamo accumulando un ritardo colpevole. Serve che si levi un pensiero alto e articolato attorno all’educare oggi, alla cura delle coscienze in formazione. Un pensiero che rilevi la stretta connessione tra processo della conoscenza e ricerca della giustizia, tra strumenti del conoscere (che è riconoscere e saper distinguere la verità dall’opinione) e pratica politica. Un pensiero che smetta di separare la filosofia dalla vita, che ricucia lo strappo tra anima e corpo e inviti all’eterna e mai perfetta ricerca della verità unico baluardo

contro l’assenza di senso della storia e dell’esistenza.» Socrate il sopravvissuto, candidato al Premio UBU quale spettacolo dell’anno, ha ottenuto nel 2016 il Premio della Critica, ennesimo riconoscimento per questa compagnia che si distingue da ormai oltre quindici anni per la sua capacità di sperimentare la possibilità di fermare brani di una civiltà che si trasforma, innestandoli in una nuova visione attraverso un’estetica che fa entrare in dialogo le arti performative e la scena iper-mediale. Tempesta, Lingua imperii e Virgilio brucia sono, fra le produzioni di Anagoor, quelle che hanno raccolto i maggiori favori da parte di pubblico e critica.

SOCRATE IL SOPRAVVISSUTO Come le foglie

dal romanzo “Il sopravvissuto” di Antonio Scurati con innesti liberamente tratti da Georges Ivanovič Gurdjieff e Cees Nooteboom regia Simone Derai produzione ANAGOOR TRENTO - Teatro Sociale giovedì 11 gennaio 2018 ore 20.30


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Con MARIO PERROTTA nelle trincee della

Grande Guerra

MILITE IGNOTO Quindicidiciotto

di e con Mario Perrotta produzione Permàr - Archivio Diaristico Nazionale Duel La Piccionaia ROVERETO - Auditorium Melotti giovedì 18 gennaio 2018 - ore 21.00

viva. Ho provato a cucire insieme nella stessa frase quanti più dialetti potevo, cercando le parole che consentissero passaggi morbidi o fratture violente. Ne è venuta fuori una lingua nuova che ha regalato allo spettacolo un suono sconosciuto, ma poggiato sulle viscere profonde del nostro Paese». Milite Ignoto, finalista al Premio UBU 2015 come migliore novità italiana, è il grido rabbioso e disperato di un soldato mandato a combattere sulle montagne: «E chi scende da qui? Ci misi giorni di fatica e bestemmie a salire, tra cadaveri maleodoranti e rocce e grida di morte; ci misi l’orrore stampato negli occhi e il coraggio. Tutto questo ci misi, tanto che adesso non scendo! Resto quassù. Che poi, se anche scendo, nes-

suno mi può riconoscere, che la faccia me la fece saltare un mortaio e la voce fu graffiata da schegge. E il mio nome sparì dalla testa quando fu il grande scoppio. Lo scoppio che tutti ammazzò qui all’intorno. Tranne me che, però, non so più chi sono, [...] non so da dove vengo e chi mi ha messo al mondo; io sconosciuto anche alla sola madre che mi resta, la Madre Patria. Io, per essa, la patria, giurai di morirmene, proprio come le altre 90.000 tonnellate di muscoli e ossa, morte prima di me. Io non scendo!» Milite Ignoto è il racconto di un conflitto in cui gli esseri umani coinvolti sono diventati semplici ingranaggi della macchina della storia, di un meccanismo che li ingoia e li trasforma in cose. © Luigi Burroni

Mario Perrotta, esponente di primo piano di quel “teatro di narrazione” al quale la Stagione del Centro S. Chiara dedica quest’anno particolare attenzione, nel raccontare la Grande Guerra rivolge la sua attenzione verso le piccole storie, verso gli sguardi e le parole di singoli uomini che hanno vissuto e descritto quegli eventi dal loro particolarissimo punto d’osservazione. «Perché – spiega – questo è il compito del teatro, o almeno del mio teatro: esaltare le piccole storie per gettare altra luce sulla grande storia». Un compito che l’attore e drammaturgo pugliese ha sempre saputo svolgere al meglio: portano, infatti, la sua firma spettacoli di grande successo quali Italiani cìncali! sugli emigrati nelle miniere del Belgio, Prima Guerra, dedicato all’esperienza dei trentini nel primo conflitto mondiale, Odissea e Un bès - Antonio Ligabue. Tratto dal libro di Nicola Maranesi Avanti sempre e da La Grande Guerra, i diari raccontano, un progetto a cura di Pier Vittorio Buffa e dello stesso Maranesi, Milite Ignoto ci porta nelle trincee di sangue e fango dove gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta: veneti e sardi, piemontesi e siciliani, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro, acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. «Ho immaginato – scrive Perrotta – tutti i dialetti italiani uniti e mescolati in una lingua d’invenzione, una lingua che si facesse carne


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Geppetto

di Una storia inventata, partorita dalla fantasia di Tindaro Granata e dalle paure della gente che l’autore del testo ha incontrato per strada, parlando di figli nati da omosessuali. Tony e Luca stanno insieme da diversi anni: sono una famiglia. Ma per essere una famiglia felice c’è bisogno di portatori sani di gioia: i bambini. Tony vuole diventare padre. Luca vuole aspettare. I due vanno in Canada, e come il primo papà single della storia di tutte le storie, Geppetto, “fabbricano” il loro piccolino. E così Geppetto e Geppetto tornano in Italia con il loro figlio, Matteo. Il bambino cresce, passano trent’anni e il giorno del ventennale della morte di Tony, il giovane Matteo rivendica qualcosa a Luca, vomitandogli addosso tutto quello che gli ha causato crescere in una famiglia non “normale”. Luca si difende, ma qualsiasi cosa dica, agli occhi di Matteo sbaglia. I due si scontrano e si odiano, si ammazzano di botte, urlano, spaccano mobili e lasciano l’uno alla solitudine dell’altro. «Questa – scrive Tindaro Granata – non è la storia universale di tutti i figli nati da coppie omosessuali. Non è la storia di una bandiera spinta dal vento del “pro” o da quello del “contro”, chi se ne frega! Questa è la storia di un papà che vuole fare il papà e di un figlio che vuole fare il figlio: tra i due, all’apparenza, manca solo una mamma. È la storia di uno scontro tra due uomini, uno giovane e uno adulto, che cercano entrambi il riconoscimento di una paternità, che non può avere la stessa funzione

TINDARO GRANATA © Patrizia Lanna

I due papà

che ha in una famiglia eterosessuale. È il desiderio di un Geppetto di farsi amare da un figlio che non è sangue del suo sangue, ma generato dal seme del proprio compagno. È il desiderio di un ragazzo di ritrovare una figura paterna, vissuta nell’assenza di una figura materna, che lo possa accompagnare nel mondo degli adulti senza il peso della mancanza». Tindaro Granata racconta di aver scritto questo testo dopo aver incontrato, discusso e ragionato, nei bar vicino a casa e alla stazione Centrale di Milano, insieme a persone alle quali ha rubato pensieri, dubbi, certezze, paure, stereotipi, dolcezze, comprensioni, rabbia, tolleranza, disinformazione, odio e amore. E tante frasi e tante parole. Persone incontrate sul tram oppure per strada, al parco giochi dove le mamme e i papà portano i loro piccoli a giocare. Persone incontrate sul “Freccia Rossa” Milano/ Napoli, su quello Milano/Roma, e infine parlando per quasi quattro ore con una certa signora Concetta Procopio, sul bus di ritorno da Castrovillari il 2 giugno 2015. Definito da Renato Palazzi «uno degli spettacoli più importanti dell’anno» e vincitore del

Premio UBU 2016 quale miglior novità drammaturgica e dei premi “Hystrio Twister” e “Franco Enriquez”, Geppetto e Geppetto è il terzo testo teatrale di Tindaro Granata. L’autore siciliano si è imposto all’attenzione della critica nazionale nel 2013 con il folgorante esordio di Antropolaroid, che lo ha consacrato tra i giovani talenti della nuova scena italiana, al quale ha fatto seguito l’anno successivo la produzione, altrettanto apprezzata da pubblico e critica, di Invidiatemi come io ho invidiato voi.

GEPPETTO E GEPPETTO di Tindaro Granata regia Tindaro Granata con Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli produzione Teatro Stabile di Genova, Festival Colline Torinesi - Proxima Res ROVERETO - Auditorium Melotti mercoledì 31 gennaio 2018 ore 21.00


© Valerie Jouve

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DARIA DEFLORIAN

IL CIELO NON È UN FONDALE di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini con Francesco Alberici, Daria Deflorian, Monica Demuru, Antonio Tagliarini produzione Sardegna Teatro Teatro Metastasio Prato Emilia Romagna Teatro TRENTO - Teatro Sociale sabato 17 febbraio 2018 ore 20.30

Daria Deflorian, che con Antonio Tagliarini ha scritto e interpreta questo spettacolo, è nata a Tesero e dopo essersi appassionata al teatro assistendo negli anni delle scuole superiori agli spettacoli programmati a Cavalese dal Coordinamento Teatrale Trentino, si è laureata al DAMS di Bologna. Ha approfondito il metodo Strasberg e ha lavorato con registi quali Marco Baliani, Pippo Delbono e Mario Martone, ma anche con Martha Clarke, Eimuntas Nekrosius e Stéphane Braunschweig, attuale direttore dell’Odeon di Parigi. Dal 2008 condivide le creazioni con Antonio Tagliarini. Hanno vinto il Premio UBU e il Premio Hystrio, girano l’Europa coi loro lavori, ma fino ad ora a recitare a Trento non erano mai stati invitati.

da Tesero all’

Arrivano finalmente quest’anno con Il cielo non è un fondale, uno spettacolo che parte da un sogno che è, a sua volta, generato da una canzone. «È lì – scrivono i due autori del testo – tra il buio e il corpo della musica, che inizia il vero e paradossale lavoro del teatro: sognare gli altri assieme a loro, in uno spazio scenico vuoto che si ingrandisce e si restringe, come l’architettura, a un tempo contratta e smisurata, della nostra mente». In questo luogo sospeso, Antonio racconta di aver sognato Daria nei panni di una barbona e, pur avendola riconosciuta, di essere passato oltre. Quel gesto innesca una ritmica di incontri e di misconoscimenti, di cadute e di incidenti, di parole e di canzoni, scandita da due sentimenti contraddittori: la paura di essere noi stessi l’altro, l’escluso, “l’uomo che mentre tutti sono al riparo resta da solo sotto la pioggia” e il desiderio di metterci, per una volta, al suo posto. Ma come conciliare la compassione e l’obesità dell’io che non resiste alla tentazione di sostituire a ogni storia la propria? «In scena – spiegano Deflorian e Tagliarini – quattro persone slittano continuamente fino alla soglia

Europa

di figure intraviste che non potranno mai essere, dando vita a un atto drammatico “senza trama e senza finale” (come suggeriva Cechov a un giovane autore) che si avventura alla ricerca di chi sono gli altri in noi e di chi siamo noi negli altri». In una metropoli di tutti e di nessuno, che si porta appresso bagliori di Roma, di Milano e di Londra, appaiono e scompaiono le figure di Alom, un venditore di rose che un tempo era un generale nell’esercito del Bangladesh e di Mohamed, un cuoco pakistano. E poi c’è la barbona, quella incrociata nel giardino del sogno e che assomiglia a Daria. E poco importa se siano ricordi di autentici incontri o fantasmi rimasti impigliati a una fotografia ingiallita scattata nel 1902 ai proletari dell’East End londinese addormentati in un parco. A dar loro una forma è il corpo delle canzoni presenti nello spettacolo: di una soprattutto, La domenica di Giovanni Truppi, che, sciolta nei dialoghi, diventa il simbolo dell’impossibilità di trasformare la vita quotidiana in una mera idealità. Anche perché, come dice alla fine la canzone, “va a finire sempre che la domenica la gente litiga”.


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PAOLO MUSIO

racconta (al suo cane) il teatro secondo

Rambert

che ci guarda, un incontro umano che si realizza. Affidando il suo monologo all’ascolto silenzioso del “migliore amico dell’uomo”, l’attore in realtà consegna a noi spettatori un’autentica dichiarazione d’amore per il teatro, arte che esige di essere goduta, che è sinonimo di vita e di passione, che nella dimensione privilegiata del “qui e ora” si nutre del respiro e del battito della contemporaneità. «Studiando il testo in vista della sua presentazione al pubblico nella sua versione italiana – scrive Paolo Musio – ho pensato: questo testo è un dono. Un dono di irriducibile umanità, leggerezza e ironia che l’autore fa a chi lo incontra sul terreno accidentato della propria esistenza, in cerca di un senso. È un dono come lo sono le lacrime, che sgorgando lavano il dolore e fanno scintillare la gioia negli occhi. È un testo scritto con vastità di orizzonte da chi conosce profondamente e © Luca Del Pia

Sono trascorsi esattamente dieci anni da quando il drammaturgo, regista e coreografo francese Pascal Rambert scrisse e diresse per la prima volta “L’art du theatre”, affidandone l’interpretazione a Lou Castel. Artista associato presso il Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi, Rambert nel 2016 ha ricevuto il prestigioso Prix du Théâtre conferitogli dall’Académie Française per l’insieme della sua opera, confermandosi come uno degli artisti teatrali più talentuosi e apprezzati della scena contemporanea europea. L’Arte del teatro è un monologo interpretato da Paolo Musio, attore dalla solida carriera che vanta collaborazioni con registi di primo piano del panorama europeo quali Eimuntas Nekrošius e Theodoros Terzopoulos. Sul palcoscenico, accanto a lui, una presenza in ascolto, due occhi che osservano: un cane, quasi un superstite che in silenzio accompagna con il suo esserci quel bisogno di comunicare, il “bisogno” d’essere attori. L’interprete cerca con esso una scintilla creativa che lo aiuti a spiegare al pubblico che cosa significhi essere un attore, come si costruisce la relazione con uno spettatore. In un appassionato e torrentizio fluire di parole, l’attore sfoga la sua amarezza per un mestiere in cui non trova più la scintilla della creazione, per un teatro che avverte ormai malato, che è necessario riscoprire nei suoi aspetti più autentici: una voce, un corpo

L’arte del teatro di Pascal Rambert regia Pascal Rambert con Paolo Musio produzione Triennale Teatro dell’Arte, Emilia Romagna Teatro Teatro Metastasio Prato ROVERETO - Auditorium Melotti giovedì 22 febbraio 2018 ore 21.00

direttamente l’arte del teatro – la tecnica nei suoi principi fondamentali, le fughe prospettiche, i contesti della pratica quotidiana – e di tutto questo ha fatto la propria chiave di interpretazione della realtà. […] Percorrendo i vari capitoli del testo sento che esso è scritto, direi inciso, nel mio corpo di attore, e che l’unica azione possibile da parte mia sia dare umilmente, rigorosamente spazio a questa dimensione corporale, fisica, della memoria come presenza. Per fare questo, oltre che nell’aiuto di Pascal, confido molto nell’evidenza della vitalità senza commento critico del mio compagno di lavoro cane, maestro di anti-retorica che in quanto cane tutti questi discorsi sull’amore e sullo stare al mondo li conosce molto bene».


28 Le Muse

riso amaro

di

CARROZZERIA ORFEO

Commedia divertente, ma feroce e graffiante, è ambientata in un bar abitato da strani personaggi: un vecchio malato, misantropo e razzista che si è ritirato a vita privata nel suo appartamento; una donna ucraina dal passato difficile che sta affittando il proprio utero a una coppia italiana; un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia; un buddista inetto che, mentre lotta per la liberazione del Tibet, a casa subisce violenze domestiche dalla moglie; uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale; uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra. Sei animali notturni, illusi perdenti, che provano a combattere, nonostante tutto, aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni, a una speranza che resiste troppo a lungo. Come quelle erbacce infestanti e velenose che crescono e

ricrescono senza che si riesca mai a estirparle. «E se appoggiati al bancone – scrivono gli autori – troviamo gli ultimi brandelli di un occidente rabbioso e vendicativo, fatto di frustrazioni, retorica, falsa morale, psicofarmaci e decadenza, oltre la porta c’è il prepotente arrivo di un “oriente” portatore di saggezze e valori… valori, però, ormai svuotati e consumati del loro senso originario e commercializzati come qualunque altra cosa. Tutto è venduto, sfruttato e contrattato in “Animali da bar”. La morte e la vita, come ogni altra merce, si adeguano alle logiche del mercato. E quando l’alcol allenta un pochettino la morsa e ci toglie la museruola… è un grande zoo la notte… una confessione biologica dove ognuno cerca disperatamente di capire come ha fatto a insediarsi tutta quell’angoscia. Giorno dopo giorno. Da anni, da secoli. Come abbiamo fatto a non sentirla entrare? E per quanto riguarda gli altri... beh, cerchiamo di essere realisti. Possiamo dire di

conoscerci appena. Siamo tutti degli estranei. D’altronde almeno una mezza dozzina di Cristiani desidera la nostra morte ogni giorno o no? In coda sulla tangenziale... il lunedì mattina in ufficio… chi non vorrebbe torturare il cane del vicino, o schiacciare qualche ciclista di tanto in tanto? Se volete provare l’esatta inesistenza di Dio, salite in una metrò affollata di vostri simili in pieno agosto». Con Animali da bar, spettacolo già collaudato e rappresentato in tutta Italia con grande successo di pubblico e di critica, arriva per la prima volta in Stagione a Trento Carrozzeria Orfeo, compagnia il cui nome nasce dalla contrapposizione di parole tra loro molto diverse: la concretezza di una carrozzeria e il simbolo dell’arte. È alla base della sua poetica la ricerca di una comunione tra un teatro fisico e una drammaturgia legata a tematiche della contemporaneità basata sull’osservazione della realtà, che esplora diversi territori di scrittura, recitazione e messa in scena. © Laila Pozzo

Il

ANIMALI DA BAR di Gabriele Di Luca regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi produzione Carrozzeria Orfeo TRENTO - Teatro Sociale venerdì 9 marzo 2018 ore 20.30


Le Muse 29

Le

di Emma Dante produzione Compagnia Sud Costa Occidentale, Piccolo Teatro di Milano - Festival d’Avignon

di

TRENTO - Teatro Sociale mercoledì 28 marzo 2018 ore 20.30

«In “Bestie di scena” – afferma Emma Dante in un’intervista rilasciata a Natalia Aspesi – non c’è niente, non un ruolo, non una storia, non la parola, non la scena, non il suono che non sia quello umano, dei passi, delle corse, di ogni movimento, di qualche lamento o grido. Per me era importante che, nel buio vuoto di questa nuova condizione, emergesse un arretramento, una privazione, soprattutto la rinuncia alla maschera. Si depositasse tutto ciò che i personaggi avevano, cioè gli abiti: scarpe, tute, magliette, mutande, sino alla nudità completa». Inutile dire che, per mettere in scena questo spettacolo, la regista siciliana non ha avuto bisogno di andare alla ricerca di un costumista. In calendario per quasi un mese a Milano la scorsa primavera in un Teatro Strehler costantemente esaurito, è un allestimento giocato lungo la linea dello spazio e del tempo, con un prima e un dopo, senza però appoggiarsi su alcuna storia raccontata, ma in uno scavo nel profondo del corpo vivo del teatro, e non solo. In scena una ventina di attori che affrontano la propria nudità: «Il nudo in teatro è innaturale – scrive il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar – suona falso come un cavallo vero in palcoscenico. È innegabile, crea, tranne in pochi casi, un rapporto imbarazzante con lo sguardo dello spettatore. Lo

nude verita

EMMA DANTE

© Masiar Pasquali

BESTIE DI SCENA

spinge a rivestire l’attore con la coperta dello scandalo, ben diverso dallo scandalo vero, intrinseco nel teatro e nell’attore, che è quello di mostrarsi sempre attraverso un inganno, del dire l’indicibile, oltre le parole, oltre la maschera del costume, in uno spazio, in un tempo finito, qui e ora». In Bestie di scena c’è una comunità in fuga. «Come Adamo ed Eva cacciati dal paradiso – scrive Emma Dante nelle note di regia – le bestie finiscono su un palcoscenico pieno d’insidie e di tentazioni, il luogo del peccato, il mondo terreno. Lì c’è tutto ciò che serve: la casa, la stanza dei giochi, l’odio, l’amore, il sentiero, il rifugio dove trovar riparo, la paura, il mare, il naufragio, la trincea, la tomba dove piangere i morti, i resti di una catastrofe… Le bestie di scena non fanno altro che immaginare. S’illudono di vivere, tenendo tra le mani oggetti in prestito, nutrendosi di poltiglie, farfu-

gliando brandelli di storie. Come i bambini, credono nei giochi e, alienati da tutto, se ne lasciano incantare fino agli eccessi della demenza. Ballano, cantano, urlano, litigano nei dialetti del Sud, seducono, impazziscono, amano, ridono, combattono. […] Senza storie da raccontare, né costumi da indossare, le bestie di scena si muovono maldestramente come al principio di tutto, obbligandoci a dare peso, volume e ingombro al nostro sguardo. Siamo noi a scegliere sin dall’inizio se accoglierli o rifiutarli». Con questo spettacolo, torna dunque sulle scene trentine quella che è sicuramente da ritenere la nostra donna di teatro più famosa nel mondo. Oltre ad essere autrice di spettacoli sempre accolti dalla critica con grande favore (ancorché capaci di stimolare nel pubblico la discussione e il confronto delle idee), Emma Dante si è affermata anche come scrittrice e regista di opere liriche.


30 Le Muse

La figura della

madre

Ispirato alla figura della madre nell’opera di Pier Paolo Pasolini, è uno spettacolo intimo e poetico che, con delicatezza, ci invita a riflettere sul rapporto “privato” fra un figlio e una madre. Ma, partendo dalla prima sillaba della parola mamma, ci guida in un percorso all’interno dell’opera di uno dei massimi poeti del ’900, seguendo un filo conduttore che pone al centro quella forza generatrice, procreatrice di parole come di uomini, di pensiero come di gesti artistici. Mamma: il suono primordiale, la prima parola che il bambino è invitato a pronunciare. «“Ma”– scrive Linda Dalisi, autrice della drammaturgia – è la prima sillaba della parola mamma. Ma. Sillaba ripetuta tra le labbra che diventa culla e supplica. Il “Ma” del discorso adulto contrappone, aumenta, sminuisce, rinnega esalta, ma (eccolo) è “particella disgiuntiva” che è sempre legame. Cordone ombelicale tra due frasi-pensieri.» Lo spettacolo è firmato da Antonio Latella, recentemente chiamato alla direzione della Biennale del Teatro di Venezia, che nelle note di regia ci ricorda come ac-

MA di Linda Dalisi regia Antonio Latella con Claudia Neri produzione Stabile Mobile Compagnia Antonio Latella Festival Colline Torinesi TRENTO - Teatro Sociale martedì 17 aprile 2018 ore 20.30

PASOLINI

© Brunella Giolivo

nell’opera di

canto all’uomo Pier Paolo Pasolini, in tutte le sue vittorie e sconfitte, ci sia sempre la madre: «Nel suo cinema la madre diventa uno dei perni attorno a cui tutto ruota. Sguardi e sorrisi spezzati delle madri scelte come icone assolute di un’Italia che sa che tutto sarà irrecuperabile. Quegli sguardi potenti e violentati da un dolore ancestrale. Tutta la sua letteratura e il suo teatro sono pervasi dalla presenza di quella madre che lo ha accompagnato nella fuga dalla banalità coatta del vivere quotidiano». «Con Pasolini – spiega Linda Delisi – parto alla ricerca di una lingua, perciò dopo il suono labiale del “ma” la ricerca prosegue nella parola… che diventa Parola con la P maiuscola, quella in cui anche il segno grafico significa e dichiara che siamo in presenza di qualcosa di superiore, una forza generatrice, ovvero la Poesia. Madre Poesia. E da quella Parola arrivo all’immagine e poi al senso. Osservo a lungo e accuratamente le immagini che

ritraggono la madre del Poeta e ne resto incantata. Quella Parola è scritta lì da qualche parte: in quegli occhi che hanno pianto o in quel sorriso che non ha mai smesso di accompagnare il figlio. Quella Madre che le parole le conservava in un cassetto, mentre il Figlio ne faceva arma di battaglia. […] Quella stessa Madre, poi, è diventata altro, nei film e nei versi, come nel teatro: un’altra faccia, un altro corpo, un’altra voce, un’altra lingua, ma con una solitudine speculare. “Ma” con una solitudine specchio. Madre che supplica e che riceve la supplica del figlio. “Ma” che è origine della Parola. Madre che è scrittura. “Ma” che è “eppure”, che limita coi suoi “però”, che porta avanti una cosa che altrimenti sarebbe chiusa. Madre che è una frase intera, che non vuole vedere la frase-figlio morire.» Attraverso le parole e le immagini, lo spettacolo punta a tracciare una possibile unica madre, con quel MA necessario a mettere un dubbio: madre sì, ma…


Le Muse 31

Il

giornale ?

Leggiamolo a Realizzato site-specific per gli spazi dell’Auditorium Melotti di Rovereto, il progetto nasce dall’incontro di due giovani compagnie trentine – TrentoSpettacoli ed Evoè!Teatro – che si confrontano con la drammaturgia di Roberto Cavosi. Autore e regista meranese da anni attivo a livello nazionale e autore di pièces di successo, Cavosi si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma e ha lavorato in teatro e nel cinema con registi di primo piano quali Luca Ronconi, Luigi Squarzina e Aldo Trionfo. Il felice esordio come autore al Festival di Todi con il testo Lauben lo ha portato a intraprendere la carriera di drammaturgo, abbinandola a quella di regista. Tra i principali spettacoli diretti da Cavosi ricordiamo Rosanero, Antonio e Cleopatra alle corse, Gassosa e Bellissima Maria, con il quale ha vinto il Premio Riccio-

TEATRO!

ne. Numerose e apprezzate le sue collaborazioni con il Teatro Stabile di Bolzano che lo hanno visto impegnato come drammaturgo e regista. Nella produzione di Teatrogiornale le due compagnie, con base la prima allo Spazio Off di Trento e la seconda a SmartLab di Rovereto, hanno scelto di collaborare mettendo in gioco le proprie capacità artistiche per la realizzazione di un format drammaturgico creato dallo stesso Cavosi: le news sceneggiate del “Teatrogiornale”, programma radiofonico di successo in onda qualche anno fa su Rai Tre nazionale. Al bivio tra informazione giornalistica e invenzione fantastica, lo spettacolo approfondisce aspetti umani e sociali sommersi, o lasciati ai bordi della “notizia” e, prendendo spunto da un fatto storico, di cronaca o da un tema di attualità, indaga temi e questioni del nostro

TEATROGIORNALE 4 quadri tratti dai testi di Roberto Cavosi regia Stefano Cordella, Giacomo Feraù, Maura Pettorruso, Clara Setti con Maura Pettorruso, Stefano Pietro Detassis, Clara Setti, Marta Marchi, Emanuele Cerra produzione TrentoSpettacoli Evoè!Teatro ROVERETO - Auditorium Melotti venerdì 20 aprile 2018 ore 21.00

tempo. Da un corpus di oltre duecento testi, TrentoSpettacoli ed Evoè!Teatro ne hanno individuati e scelti quattro per realizzare il proprio “teatro-giornale” modulare e itinerante, composto da quattro “stazioni” teatrali che si snoderanno negli spazi interni ed esterni dell’Auditorium Melotti. I quattro “quadri” abiteranno spazi e sale diversi dell’edificio teatrale, in un dialogo diretto e continuo tra azione scenica, pubblico e contesto ambientale. Ogni “quadro” sarà diretto da un regista diverso, a sottolineare la pluralità e la modularità dello spettacolo: due in capo alle compagnie del territorio – Maura Pettorruso per TrentoSpettacoli e Clara Setti per Evoé!Teatro – e due giovani registi esterni, Stefano Cordella e Giacomo Ferraù, con cui entrambe le compagnie hanno già collaborato. Poco più che trentenni, entrambi diplomati a Milano all’Accademia dei Filodrammatici, Stefano Cordella (milanese) e Giacomo Ferraù (messinese) sono risultati vincitori, rispettivamente nel 2010 e nel 2015, del Premio di Regia Teatrale “Fantasio” organizzato a Trento da EstroTeatro.


32 Le Muse


STAGIONE DI DANZA ABBONAMENTO InDanza trento (5 spettacoli) Intero

Rid. conv.

Rid. gen. >65

biglietti e abbonamenti online Trento e Rovereto - Primi alla Prima per Bolzano Teatro comunale www.ticket.bz.it per Bolzano Teatro Cristallo www.teatrocristallo.it

Danza Verticale

InDanza Prezzi

Le Muse 33

Rid. giov. <26

ABBonamento danza verticale

Centrale

¤ 100,00

¤ 88,00

¤ 80,00

¤ 50,00

Laterale

¤ 92,00

¤ 80,00

¤ 72,00

¤ 40,00

Prezzi

Galleria

¤ 72,00

¤ 64,00

¤ 60,00

¤ 30,00

Unico

biglietti InDanza trento Prezzi

Intero

Rid. conv.

Intero ¤ 23,00

Rid. giov. <26

¤ 12,00

BIGLIETTI danza verticale

Rid. gen. >65

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 25,00

¤ 22,00

¤ 20,00

¤ 15,00

Laterale

¤ 23,00

¤ 20,00

¤ 18,00

¤ 12,00

Galleria

¤ 18,00

¤ 16,00

¤ 15,00

¤ 10,00

Prezzi Intero Rid. giov. <26 Buono abb. Unico

¤ 10,00

¤ 5,00

¤ 2,50

ABBONAMENTO InDanza bolzano comunale (3 spettacoli) Prezzi

Intero

Rid. conv.

Rid. gen. >65

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 60,00

¤ 55,00

¤ 45,00

¤ 35,00

Laterale

¤ 55,00

¤ 50,00

¤ 40,00

¤ 30,00

Galleria

¤ 45,00

¤ 40,00

¤ 35,00

¤ 25,00

biglietti InDanza bolzano comunale Prezzi

Intero

Rid. conv.

Rid. gen. >65

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 25,00

¤ 22,00

¤ 20,00

¤ 15,00

Laterale

¤ 23,00

¤ 20,00

¤ 18,00

¤ 12,00

Galleria

¤ 18,00

¤ 16,00

¤ 15,00

¤ 10,00

ABB. InDanza regionale (4 spett.)

ABB. InDanza regionale (7 spett.)

Prezzi

Rid. gen. >65 e <26

Prezzi

Intero

Intero

Rid. gen. >65 e <26

Centrale

¤ 80,00

¤ 60,00

Centrale

¤ 140,00

¤ 110,00

Laterale

¤ 72,00

¤ 48,00

Laterale

¤ 128,00

¤ 96,00

Galleria

¤ 60,00

¤ 40,00

Galleria

¤ 102,00

¤ 80,00

ABBONAMENTO InDanza bolzano cristallo (4+1 spettacoli) Prezzi

Intero

Centrale

Rid. conv.

¤ 40,00

Rid. giov. <26

¤ 35,00

¤ 30,00

biglietti InDanza bolzano cristallo Prezzi

Intero

Centrale

Rid. conv.

¤ 15,00

Rid. giov. <26

¤ 12,00

¤ 10,00

ABBONAMENTO InDanza rovereto Intero

Rid. gen. >65 e conv. Rid. giov. <26, sc. danza e abb. prosa Com. Rov.

Centrale

¤ 50,00

¤ 45,00

¤ 30,00

Laterale

¤ 47,00

¤ 42,00

¤ 28,00

Galleria

¤ 40,00

¤ 36,00

¤ 25,00

Prezzi

Intero

Centrale

¤ 25,00

¤ 22,00

¤

15,00

Laterale

¤ 23,00

¤ 20,00

¤

12,00

Galleria

¤ 18,00

¤ 16,00

¤ 10,00

Prezzi

Intero

biglietti InDanza rovereto zandonai Rid. gen. >65 e conv. Rid. giov. <26, sc. danza e abb. prosa Com. Rov.

biglietti InDanza rovereto melotti Unico

Rid. gen. >65 e conv. Rid. giov. <26, sc. danza e abb. prosa Com. Rov.

¤ 12,00

¤ 10,00

¤

8,00

ABBONAMENTO InDanza TRENTO + ROVERETO Prezzi

Intero

Rid. conv.

Rid. gen. >65

Rid. giov. <26

Centrale

¤ 140,00

¤ 125,00

¤ 115,00

¤ 70,00

Laterale

¤ 130,00

¤ 115,00

¤ 105,00

¤ 60,00

Galleria

¤ 100,00

¤ 90,00

¤ 85,00

¤ 50,00

© Massimo danza

Prezzi


34 Le Muse

InDanza TRENTO testi di Maria Luisa Buzzi

mappa di se stessi:

Autobiography I suoi spettacoli hanno radicalmente cambiato la scena di danza attuale. Wayne McGregor CBE (Commander of the Order of the British Empire), classe 1970, da oltre vent’anni si annovera nel gotha della danza mondiale. Coreografo di insaziabile curiosità, esploratore di movimenti e potenziali creativi, McGregor firma spettacoli per la sua compagnia fondata a Londra nel 1992 con il nome di Random Dance, oggi Wayne McGregor Company, e per i più prestigiosi ensemble di balletto. Primo autore proveniente dalla danza contemporanea a ricoprire il ruolo di ’coreografo residente’ al Royal Ballet di Londra, ha dato vita a una quindicina di acclamate produzioni per l’ensemble più prestigioso della Gran Bretagna tra cui il celeberrimo Chroma e il recente Woolf Works, balletto a serata basato sugli scritti di Virginia Woolf e interpretato dall’étoile italiana Alessandra Ferri. Indefesso sperimentatore, McGregor ama coniugare campi e discipline apparentemente distanti: attratto dalle tecnologie digitali, dalle neuroscienze, dalla filosofia alla scienza, ogni sua composizione apre nuovi scenari al corpo. Che si tratti di far nascere una coreografia per un grande ensemble classico – oltre al Royal Ballet le sue creazioni sono in repertorio al Balletto dell’Opera di Parigi, al New York City Ballet, al Bolshoi

Wayne McGregor Company

AUTOBIOGRAPHY TRENTO - Teatro Sociale martedì 31 ottobre 2017 ore 20.30

Ballet, al San Francisco Ballet –, o per la sua compagnia, il pensiero di McGregor non cambia: l’atto creativo per lui è un laboratorio aperto sul mondo in costante trasformazione. Non è un caso che il suo nuovo Studio, inaugurato nell’aprile di quest’anno, sia all’interno del Here East, il polo scientifico-tecnologico di Londra al Queen Elizabeth Olympic Park. Unica realtà artistica-creativa a essere accettata in quello spazio, con tre sale danza tra le più grandi della Gran Bretagna, lo Studio è la fucina del “McGregor pensiero”. Cosa dobbiamo dunque aspettarci dalla sua ultima creazione intito-

lata Autobiography? Oltre ad essere uno dei debutti più attesi della prossima stagione, prima mondiale il 4 ottobre al Sadler’s Wells di Londra, teatro in cui la Wayne McGregor Company è ’residente’, il lavoro muove da un’interessante ricerca che ha coinvolto l’artista nell’estate 2017 nata dall’incontro con due celebri genetisti. A loro McGregor ha chiesto di mettere in sequenza il suo genoma completo. La biologia archeologica messa a nudo altererà drammaticamente la visione che McGregor ha della storia della sua vita, tracciando schemi verso un passato ancestrale di specie scomparse e illuminando quanto determina la nostra unicità. E la domanda che John Sulston e Georgina Ferry nel loro libro The Common Thread si pongono – “Può un essere intelligente comprendere le istruzioni per creare se stesso?” – diviene il fulcro, paradossale, di Autobiography. Ma il coreografo britannico non sembra spaventato dalla ricerca di se stesso attraverso il proprio genoma: combinando memorie, documenti, rielaborando i codici della natura passa ai suoi dieci danzatori la sua essenza accompagnato dal sound elettronico di Jlin e dal disegno luci della fedele collaboratrice Lucy Carter.

Prima nazionale

Cercando la


Le Muse 35

Los Vivancos:

flamenco fusion

con tensione da

Los Vivancos

AETERNUM TRENTO - Teatro Sociale martedì 28 novembre 2017 ore 20.30

Sette fratelli uniti dalla passione per il flamenco. Educati in diverse città del mondo Elías, Judah, Josua, Cristo, Israel, Aarón e Josué Vivancos mantengono un forte e fedele impegno verso la loro passione. Così dopo gli studi al Conservatorio di danza spagnola a Barcellona, esperienze individuali con Rafael Aguilar, il Balletto Reale Scozzese, Joaquín Cortés, hanno deciso di fondare una troupe “di famiglia” che porta il loro cognome: Los Vivancos. Ensemble trascinatore di folle, divenuto successo planetario con lo spettacolo 7 Hermanos (Sette Fratelli) nel 2007, il loro primo lavoro comune che è valso una sterminata tournée in trenta paesi del globo e milioni di spettatori. Poi sono arrivate le esibizioni televisive negli Unites States al programma Dancing with the Stars con oltre 35 milioni di spettatori davanti agli schermi, in Francia a Le plus Grand Cabaret du Monde di Magic TV Paris, l’eurovisione al Festival di Sanremo insieme ai vincitori di quell’edizione, Lola Ponce e Giò di Tonno. Con la loro seconda avventura creativa, Aeternum, che ha

concerto rock

debuttato al Teatro Nuevo Alcalá di Madrid nell’aprile 2012, nulla sembra cambiato ai fini del gradimento di pubblico e critica, anzi. Per questa creazione i sette fratelli si sono avvalsi della collaborazione artistica di Daniele Finzi Pasca, direttore, drammaturgo e coreografo già creatore di Corteo per il Cirque du Soleil, di Julie Hamelin, co-fondatrice di Cirque Eloize, compagnia di circo d’avanguardia e del celebre compositore di colonne sonore Fernando Velasquez, la cui musica è stata registrata con l’Orchestra Sinfonica di Budapest. In Aeternum i sette fratelli si prefiggono di esplorare il rapporto tra il bene e il male, di approcciare il sovrannaturale. Il tema del demoniaco spicca in alcune scene con apparizioni di costumi vampireschi e i momenti di lotta e

tensione si contrappongono a intime riflessioni intorno al bene. Ma non è certo la drammaturgia a rendere questo lavoro travolgente: è la danza, con la D maiuscola, dei sette fratelli, eclettica al punto di nutrirsi di flamenco, ma anche di balletto, arti marziali, tip tap. Gli effetti luci sono imponenti, da mega concerto rock, per esaltare il flamenco fusion, così è stato definito, di Los Vivancos. In Aeternum i sette fratelli virtuosi danzano unisoni mozzafiato, suonano strumenti, giocano tra atmosfere concrete e metalliche alternate a scene malinconiche e più meditative. È la loro passione che emerge chiaramente sul palco, l’energia, la fisicità dirompente che sposta ogni pensiero dalla mente e si lascia guardare e insieme trasmette il desiderio di danzare.


36 Le Muse

HANS VAN MANEN

con Compagnia tra le più vivaci in Europa, Introdans prova a trasferire un approccio contemporaneo nel balletto. Dinamismo, sfida alla gravità e divertimento sono le componenti di questa compagnia fondata nel 1971 da Hans Focking e Ton Wiggers ad Arnhem sotto il Patrocinio di HRH Principessa Margriet d’Olanda. Sin dal manifesto si capisce l’intento della compagnia e il progetto artistico volto al coinvolgimento di un pubblico diversificato e transgenerazionale: «Introdans crede che il linguaggio della danza sia così universale da unire e muovere intere generazioni», si legge nella homepage del sito web. Da questa esigenza di diversificazione nasce lo sterminato ventaglio di autori chiamati

torta di compleanno a creare per l’ensemble nonché le scelte di acquisizione di titoli intramontabili della storia della danza del Novecento. Da Lucinda Childs a Nacho Duato, da Jiří Kylián a Karole Armitage, da Nils Christe a Sidi Larbi Cherkaoui, da Didy Veldeman a Mauro Bigonzetti, da José Limon a Marco Goecke, da Ben Van Cauwenbergh a Mauro de Candia fino al maestro olandese del neoclassicismo Hans van Manen, Introdans non si pone confini di poetica. Proprio con Hans van Manen, la compagnia ha un rapporto privilegiato: sono più di venti le sue coreografie in repertorio. Così per gli ottantacinque anni del maestro (compiuti lo scorso luglio) è stato ideato lo spettacolo celebrativo Hooray for Hans! (Omaggio a Hans), trittico

di suoi lavori che approda in stagione al “Sociale” di Trento. Un tributo al più importante coreografo del paese il cui percorso artistico non si è mai incasellato in un’unica direzione artistica (nota è anche la sua attività come fotografo oltre che coreografo) i cui balletti sono fonte inesauribile di sorprese. Da qui la definizione di Mondrian del balletto e Versace della danza. Il suo stile è frutto di una sapiente combinazione di tecnica accademica e modern dance, di ironia e sensualità e le sue coreografie (nessuna a serata intera) non raccontano storie. La sua arte è formale, la sua danza austera stemperata da una buona dose di elegante erotismo. Così si potrà osservare nel trittico Hooray for Hans! che apre con Polish Pieces su musica di Górecki in cui dodici danzatori in coloratissime tute attillate sfilano in strabilianti composizioni di movimenti. L’approccio è più composto nel successivo brano In and Out su canzoni di Laurie Anderson e Nina Hagen, mentre il gran finale – inevitabilmente data la ricorrenza del compleanno – è con Black cake, una festa elegante tra amici, fashion e pop al tempo stesso, intrisa di bollicine e champagne. Introdans

© Hans Gerritsen

Omaggio a

Hooray for Hans! TRENTO - Teatro Sociale martedì 27 febbraio 2018 ore 20.30


© Rahi Rezvani

Le Muse 37

Con

HOFESH SHECHTER

emozioni ad alto voltaggio

Possiede un gesto potente, “aggressivo”, divenuto un marchio indelebile, Hofesh Shechter. Coreografo e compositore israeliano, attivo in Gran Bretagna, Shechter sa combinare danza e musica in spettacoli ad alto voltaggio. Sulla cresta dell’onda dai primi anni 2000, Shechter ha fondato la compagnia che porta il suo nome a Londra, attualmente in residenza al Brighton Dome. Dai primi lavori, In Your Rooms e Uprising – quest’ultimo entrato anche nel repertorio di altre compagnie – si è subito capito che la sua sarebbe stata una vera e propria deflagrazione coreografica. Dopo gli studi all’Accademia di danza e musica di Gerusalemme, è stato danzatore nella Batsheva Dance Company a Tel Aviv, dove ha incontrato oltre al mentore Ohad Naharin molti coreografi di fama internazionale tra cui Wim Vandekeybus, Paul Selwyn-Norton, Tero Saarinen e Inbal Pinto. Deciso a intraprendere una carriera coreografica oltre che di danzatore, si trasferisce in Europa dove partecipa a diversi progetti, tra cui

un corso di percussioni con Dante Agostini a Parigi. Vince il Concorso di Coreografia Serge Diaghilev con Fragments e il Sadler’s Wells di Londra gli commissiona il suo primo Choreographer’s Cut. Le scene europee sono presto conquistate con il suo stile spinto alle atmosfere da concerto rock in cui mostra un’umanità spesso alla deriva. Dal mondo dissonante che ci circonda, Shechter trae ispirazione per i suoi lavori, recuperando un’energia arcaica e un movimento palpitante, tellurico. Convinto che l’arte possa cambiare solo parzialmente il mondo, ma completamente un individuo, Shechter si sforza di creare opere che hanno la forza di creare collegamenti e ponti. Così in Political Mother, prima pièce a serata intera del suo repertorio (2010) fino ai successivi Barbarians (2015) e Gran Finale (2017), lavori inframmezzati da creazioni per altri ensemble come Clowns, nato per il Nederlands Dans Theatrer I nel 2016. Altre creazioni sono nate per lo Scottish Dance Theatre e Can-

Hofesh Shechter / Shechter II

CLOWNS + CREAZIONE 2018 TRENTO - Teatro Sociale martedì 20 marzo 2018 ore 20.30

doCo, la compagnia di danza inclusiva. Ma non è tutto. È del 2015 la notizia della nascita della Shechter II, una compagnia in cui far crescere attraverso un training professionale selezionatissimi giovani danzatori di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Denunciando la carenza di danzatori giovani dalla forte espressività, Shechter ha pensato di arginare il problema in prima persona affidando a otto ragazzi selezionati il suo repertorio e il suo stile. Coreografie concepite appositamente per loro, ma anche riprese di titoli blockbuster: i danzatori di domani alla corte di Shechter si preparano al successo immersi nella forza viscerale della sua danza sempre in contatto con la musica battente.


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© Giuseppe di Stefano

CORPI STATUARI

Compagnia Zappalà

I AM BEAUTIFUL TRENTO - Teatro Sociale venerdì 20 aprile 2018 ore 20.30

Figura di riferimento nel panorama della danza contemporanea, Roberto Zappalà ha costruito negli anni una compagnia apprezzata in tutta Europa e un centro coreografico, Scenario Pubblico, nella sua Catania, riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali come uno dei tre centri di produzione coreutica di interesse nazionale, il solo nell’Italia meridionale. Con la sua danza dinamica, densa, energica, Roberto Zappalà racconta temi attuali e come ultima tappa del progetto Transiti Humanitatis ha scelto di raccontare la bellezza, di parlare dell’umanità attraverso la lente dell’estetica per suggerire che la bellezza va abbracciata per farsi contaminare dall’armonia dei corpi. A ispirarlo lo scultore Rodin e il verso di Charles Baudelaire apposto alla

trafitti dal

movimento

sua opera Je suis belle: «Sono bella, o mortali! Come un sogno di pietra». Da questo verso del poeta maudit tra scultorea perfezione e movimenti ricercati si dipana l’ultima creazione del coreografo per la sua compagnia in arrivo a Trento per la chiusura di stagione. Un omaggio alla danza, pura, incontaminata, al corpo e alla sua intrinseca bellezza. «Tutte le sculture di Rodin – spiega Zappalà – riecheggiano il movimento e la danza. In particolare al Museo Rodin di Parigi mi ha colpito Je suis belle, il cui titolo mi è sembrato particolarmente evocativo. Inoltre le sue sculture si proiettano in tal modo al di là dell’equilibrio che… superano il concetto di staticità». Ed eccola Je suis belle, dove un uomo sostiene con le braccia una donna accovacciata, riapparire come figura nella parte centrale dello spettacolo, quella in cui i corpi in calzamaglie aderenti verde sgargiante si ritrovano immortalati in pose statuarie. Un paradosso quello dell’immobilità per la danza, che può affermarsi soltanto dopo sequenze al cardiopalma, dopo minuti di coreografia

energica, forsennata in cui i nove danzatori incalzano lo spettatore assecondando nei corpi i ritmi percussivi del gruppo I Lautari di Puccio Castrogiovanni che suona live dietro il semicerchio di tessuto che delimita la parte posteriore del palcoscenico. I nove sembrano in preda alla musica, si librano nel movimento come travolti da uno stato giubilatorio e si lasciano guardare con curiosità prima di scomparire. Rientreranno in scena in processione, avvolti da luci viola, su uno Stabat Mater maccheronico che accompagna una serie di tableaux vivants volti a generare un approccio contemplativo dello spettatore. «L’arte di guardare è una forma di preghiera che non si riesce a catturare»: ecco il monito del coreografo, lanciato prima di far riesplodere nuovamente la danza in un gran finale da concerto rock. E il messaggio risplende chiaro: a partire dal corpo tutto incomincia e tutto si consuma; e la bellezza del corpo, santuario laico dell’umanità, è un “pensiero” da difendere e incoraggiare in una contemporaneità dove bellezza, corpi e laicità sono sempre più oltraggiati. © Serena Nicoletti


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I Foyer della danza per conoscere i protagonisti © Franziska Strauss

LA DANZA INGLESE martedì 31 ottobre 2017 • ore 18.00 Sala Medioevale Teatro Sociale - Trento Conduce Silvia Poletti In occasione dello spettacolo Autobiography della Compagnia di W. Mc Gregor

programma

Anche quest’anno il CID Centro Internazionale della Danza, in collaborazione con il Centro Servizi Culturali S. Chiara, organizza una serie di incontri d’approfondimento rivolti agli appassionati dell’arte di Tersicore con lo scopo di sviluppare una serie di riflessioni che, prendendo spunto dagli spettacoli in calendario all’interno della Stagione 2017-2018 del Centro Santa Chiara, intendono spaziare a 360 gradi sul mondo della danza e sui protagonisti della scena coreutica nazionale e internazionale. Gli incontri sono a ingresso libero.

LA NUOVA FRONTIERA DEL FLAMENCO martedì 28 novembre 2017 • ore 18.00 Sala Medioevale Teatro Sociale - Trento Conduce Paola Carlucci In occasione dello spettacolo Aeternum di Los Vivancos

TRIBUTO AL MAESTRO OLANDESE HANS VAN MANEN, IL MONDRIAN DEL BALLETTO martedì 27 febbraio 2018 • ore 18.00 Sala Medioevale Teatro Sociale - Trento Conduce Maria Luisa Buzzi In occasione dello spettacolo Homage a van Manen della Compagnie Introdans

HOFESH SHECHTER: DANZARE PER ESSERE VIVI martedì 20 marzo 2018 • ore 18.00 Sala Medioevale Teatro Sociale - Trento Conduce Francesca Pedroni In occasione dello spettacolo Clowns e della Nuova Produzione della Compagnia di Hofesh Shechter

INCONTRO CON ROBERTO ZAPPALÁ: UN COREOGRAFO MEDITERRANEO venerdì 20 aprile 2018 • ore 18.30 Sala Medioevale Teatro Sociale - Trento Con Roberto Zappalà Modera Paola Carlucci In occasione dello spettacolo I am beautiful di Compagnia Zappalà Danza


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InDanza BOLZANO testi di Maria Luisa Buzzi

con genialità

© Massimo danza

Lo Schiaccianoci, balletto del grande repertorio tardo-ottocentesco, trova nuova magia in ogni rivisitazione. E quella firmata dal coreografo Amedeo Amodio nel 1989 per Aterballetto con primi interpreti Elisabetta Terabust e Vladimir Derevianko nei ruoli principali, le scene e i costumi dello straordinario Emanuele Luzzati, rappresenta senza dubbio una delle pagine più originali della storia della coreografia italiana del secondo Novecento. Classico nello stile e innovativo nell’allestimento, Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio viene riproposto ora dai brillanti ballerini radunati nella Daniele Cipriani

as sim o M

SCHIACCIANOCI restituito

da nz a

L’incanto di

©

italiana

Entertainment, compagnia che si è posta l’obiettivo di “recuperare”, per far rivivere, balletti e allestimenti degni di non essere dimenticati. Le scene e i costumi di Emanuele Luzzati giacevano in un deposito a Reggio Emilia, destinati a perdersi se non fosse stato per l’impresario romano e la sua idea di acquistarli per restaurarli per portarli a nuova vita. Ispirato al racconto originale di E.T.A. Hoffmann, Lo Schiaccianoci e il Re dei topi, scritto nel 1816 e pubblicato tre anni dopo, da cui deriva il libretto del balletto, Amodio ne riscopre le ombre e le tinte forti, spesso assenti dalle versioni giunte fino a noi, sottolineando il confine labile tra immaginazione e realtà. La maggior parte delle rivisitazioni di Schiaccianoci, infatti, seguono l’originale di Marius Petipa (San Pietroburgo 1892) che si avvaleva di un libretto (adattato dallo stesso coreografo) decisamente più edulcorato e meno maligno del racconto di Hoffmann. Amodio non cede a questa tentazione e si affida con disinvoltura al racconto originale pur mantenendo l’atmosfera del sogno. La sua protagonista, Maria, è una bambina fantasiosa che la notte di Natale parla con i suoi giocattoli e si proietta con loro in un mondo magico. Questa versione vede

Daniele Cipriani Entertainment

LO SCHIACCIANOCI Bolzano - Teatro Comunale mercoledì 22 novembre 2017 ore 20.30

in Drosselmeyer – il padrino di Maria – l’artefice che inventa le ombre, muove i giocattoli, dando vita ai sogni, alle paure, ai desideri della piccola. Ma non è proprio al sicuro nemmeno lui, nella sua funzione di artefice, secondo Hoffmann, e perfino secondo Amodio. Vedremo che, dopotutto, è sempre l’occhio divertito di Maria, che osserva, manipola, esce disinvoltamente dalla realtà al sogno, a portarsi dietro anche Drosselmeyer. Nella sua fantasia lo schiaccianoci di legno non si tramuta soltanto in principe, ma anche in un’ombra a forma di drago e molto altro ancora grazie alle silhouettes animate di Teatro Gioco Vita, celebre compagnia di Teatro d’Ombra di Piacenza specializzata in spettacoli per ragazzi, che partecipa alla produzione. E se a tutto ciò si sommano le argute visioni di Emanuele Luzzati, le sue tazze da tè di porcellana cinese danzanti, l’orologio a pendolo che cammina, i cavalli alati, l’incanto di Schiaccianoci è integralmente restituito con genialità tutta italiana.


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Il Centro S. Chiara porta a Bolzano

nuova star del FLAMENCO Patricia Guerrero

CATEDRAL

© Óscar Romero

Bolzano - Teatro Comunale mercoledì 17 gennaio 2018 ore 20.30

È la nuova star del flamenco Patricia Guerrero. Bailaora prodigio, a otto anni era già sul palcoscenico de la Peña la Platería. A diciotto incassa il suo primo premio, il Desplante, e lascia la natìa Granada per Siviglia. Appena ventenne è il regista Carlos Saura a contattarla per il film Flamenco, Flamenco e ora, che di anni ne ha ventisette, vanta un palmarès con due Premi Giraldillo, il riconoscimento per eccellenza in ambito flamenco. L’ultimo l’ha vinto alla Biennale di Siviglia 2016 proprio con Catedral, lo spettacolo che arriva a InDanza/Bolzano in prima nazionale. Ferma assertrice che il flamenco la spinga a vivere con maggior passione, Patricia Guerrero affronta la sua carriera con grande devozione e senso di responsabilità. Sin da quando, bambina, la madre Carmen l’ha introdotta nel mondo del baile facendola studiare nella scuola di famiglia. Ma, come deve accadere, quando si scopre un vero talento, è anche la prima a spingerla a volare

lontano: Patricia frequenta corsi a Jerez, Granada, Siviglia – con grandi maestri quali Stella Arauzo e Mercedes Ruiz – fino all’incontro fondante con Mario Maya e l’avvio della carriera di interprete nella sua compagnia. Nel 2011 è prima ballerina solista al Ballet Flamenco de Andalucia diretto da Rubén Olmo, parallelamente sviluppa progetti con un suo gruppo con cui crea gli spettacoli Desde el Alaycín e Latidos del agua y Touché. Con Catedral, la sua ultima produzione, firma anche il suo progetto teatrale più ambizioso coadiuvata dal regista Juan Dolores Caballero: insieme affrontano il tema della fede a ritmo flamenco. E lo fanno ambientando lo spettacolo in una sorta di chiesa, la Catedral del titolo, simboleggiata da un colonnato/navata, da

candele e dal profumo d’incenso. «Questa cattedrale – spiega il regista – non è un luogo di ritiro e riflessione. È la struttura ideologica che consente alla donna di compiere la sua funzione in una società patriarcale». La bailaora si trova dunque ad affrontare il passaggio dall’oscurità alla luce, dall’oppressione alla libertà, accompagnata nel suo percorso di riscatto da tre “vecchie amiche” ballerine del Ballet Flamenco de Andalucia, dal canto flamenco di José Angel Carmona e dall’emozionante chitarra di Juan Requena, autore della musica insieme a Agustin Diassera. Ma in scena ci sono anche i gemelli Diego e Daniel Pérez, rispettivamente tenore e controtenore, che fanno da contrappunto all’estetica flamenca dominante, come voci profonde di colpa e peccato che riaffiorano alla coscienza. Una liturgia del dolore e della liberazione, un percorso di trasformazione, perdita e follia. E la stampa spagnola ha chiosato: «Grandiosa Patricia… maestosa e imponente come una cattedrale». © Óscar Romero

© Óscar Romero

la


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BalletBoyz

14 DAYS © BalletBoyz

Bolzano Teatro Comunale mercoledì 11 aprile 2018 ore 20.30

BalletBoyz:

dieci intrepidi talenti,

sfacciatamente originali

BalletBoyz è un marchio di fabbrica: dieci ragazzi di talento – tra cui l’italiano Simone Donati – sfacciatamente originali capaci di portare la danza d’autore a tutti. Merito dei loro mentori, Michael Nunn e William Trevitt, il cui sodalizio prende forma alla Royal Ballet School di Londra parecchi anni or sono. Storia di un’amicizia trasformata in una delle più intelligenti esperienze creative dell’attuale scena di danza europea. Dal 2001 Nunn e Trevitt guidano e sono protagonisti sulla scena della George Piper Dances, compagnia ribattezzata nel 2010 BalletBoyz in seguito al successo del primo documentario di una lunga serie realizzata per la rete televisiva britannica Channel 4, il cui titolo era appunto BalletBoyz. Con quella zeta finale, che spiega molte cose. Rimando allo slang giovanile urbano, “boyz” conferma lo scopo della loro avventura artistica: far breccia nella quotidianità dell’universo maschile pop. Non più protagonisti sulla scena, dopo anni di tour mondiali e di spettacoli con étoile del calibro di Sylvie Guillem, Nunn e

Trevitt si immergono nel ruolo di guide di un gruppo rilanciando l’idea originale del loro incontro: fare della danza contemporanea al maschile ad alto tasso di qualità e, soprattutto, accessibile a tutti. Iniziano così a selezionare giovani di talento senza preclusione di ambiti formativi: dal classico all’hip hop, dalla ginnastica alle arti marziali, il reclutamento è in funzione della disponibilità a un training impressionante per preparare i corpi al confronto con la danza d’autore. Del resto loro sono convinti assertori che «per fare danza non serva un corpo bello, bensì qualità del movimento». Così negli anni sono nati progetti diversi, come le varie edizioni di The TALENT, durante le quali hanno creato per i BalletBoyz importanti coreografi della scena britannica, da Christopher Wheeldon a Liam Scarlett fino a Russell Maliphant. Dopo Life, il dittico che la scorsa stagione li ha portati in tournée anche in Italia, è la volta di un nuovo, attesissimo, progetto. Il titolo è 14 Days, e il debutto mondiale è stato il 10 ottobre al Sadler’s Wells, tempio della danza londinese di cui i

BalletBoyz sono ’artisti associati’. Quattro nuove creazioni intorno al concetto di equilibrio e disequilibrio a firma del venezuelano Javier de Frutos, di Craig Revel Horwood, di Iván Pérez e Christopher Wheeldon che si sono affidati rispettivamente ai compositori Scott Walker, Charlotte Harding, Joby Talbot e Keaton Henson per i loro pezzi coreografici, di cui al momento in cui scriviamo ben poco si sa. Noto invece è il brano scelto per la seconda parte della serata: la ripresa di Fallen, pezzo cult di Russell Maliphant, vincitore nel 2013 del British National Award come miglior coreografia contemporanea costruito sulla potente musica del compositore di musiche da film francese Armand Amar. Inutile sottolineare che la coreografia è un incessante susseguirsi di cadute dall’altezza delle spalle, espressione di fiducia reciproca tra i membri del gruppo, un inno alla capacità – poco maschile e contro gli stili delle gang cittadine – di lasciarsi andare e arrendersi. Un brano che ha segnato un passo decisivo nella storia della danza maschile.


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InDanza BOLZANO testi di Maria Luisa Buzzi

Teatro Cristallo

Violetta e don Basilio danzano

a ritmo di hip hop

Cosa hanno in comune l’hip hop e l’opera lirica, le arie di Verdi, Rossini, Mozart, Leoncavallo con la cultura di strada? E cosa la danza contemporanea con il floorwork? La risposta è semplice: E.Sperimenti GDO Dance Company e il loro spettacolo Hopera. Un viaggio poetico e onirico nelle arie e nelle melodie celebri del bel canto italiano ed europeo realizzato con leggerezza contagiosa su passi e movenze di derivazione hip hop. Giovane compagnia di performers under 35 con formazione differente, E.Sperimenti GDO Dance Company già nel nome dichiara i

La

suoi intenti: essere una fucina dinamica di sperimentazioni anche ardite nell’ambito delle arti contemporanee. Peculiarità del gruppo: la predominanza maschile tra i suoi membri. Crescente il consenso di pubblico e critica negli ultimi anni in cui la compagnia si è esibita in molti paesi del mondo. Il segreto di questo successo? Oltre alla bravura dei componenti il mix effervescente prodotto nei loro spettacoli, in cui fantasia e realtà si contemplano e si sostengono. Così anche in Hopera, in cui i tre coreografi del gruppo – Federica Galimberti, Francesco Di Luzio e Mattia de Virgiliis – at-

E.Sperimenti GDO Dance Company

HOPERA

Bolzano - Teatro Cristallo mercoledì 18 ottobre 2017 ore 21.00

traversano il mondo della musica colta. Costruito per quadri coreografici, Hopera è un approccio “inconsapevole” alla lirica dell’ignaro protagonista, assorto nelle divagazioni e osservato da improbabili fantasmi burloni: incontri casuali attraverso le pareti di un immaginario vicino di casa. Brilla la musica nella candida scena e l’anima del giovane raccoglie l’invito di quelle melodie mentre dalla sua mente scaturiscono immagini di fantasia. Hopera è uno spettacolo sagace e mai banale, la sua levità è un pregio ed è contagiosa.

bella addormentata

BELLA

Junior Balletto di Toscana

ADDORMENTATA Bolzano - Teatro Cristallo giovedì 21 dicembre 2017 ore 21.00

Lo Junior Balletto di Toscana è fiore all’occhiello del nostro panorama. Organico rigorosamente under 21, repertorio originale commissionato ad autori di punta italiani, sono il mix vincente di questo ensemble giovanile smagliante per padronanza scenica. Dopo i rapporti consolidati con i coreografi Davide Bombana (Ro-

nel bosco si è trasferita in città meo e Giulietta), Fabrizio Monteverde (Coppelia, La Boule de Neige), Eugenio Scigliano (Giselle) per la nuova produzione 2017/2018 la direttrice artistica Cristina Bozzolini ha puntato tutto su un nome emergente: Diego Tortelli. A lui è stata affidata una rivisitazione contemporanea della Bella addormentata sulla tradizionale partitura di Cajkovskij. Danzatore formatosi all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e alla Scuola di

Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Tortelli da qualche anno si è appassionato alla coreografia con sempre crescenti consensi di critica. Nelle sue mani la celeberrima fiaba di Perrault cambia i connotati e la sua Bella, per sedici danzatori del Junior BdT, si proietta nella frenesia di una metropoli immaginaria. Tra la moltitudine disperata spicca uno scrittore solitario, che sogna la sua Aurora, tanto perfetta quanto irreale.


44 Le Muse

Gli strani ospiti dell’Hotel dei tangueros Danza contemporanea e tango si incontrano nella poetica della compagnia Tango Brujo guidata dalla coreografa e pedagoga padovana Laura Pulin. Un amore per il tango coltivato da tempo, sfociato in una compagnia che integra ballerini votati esclusivamente al tango e danzatori contemporanei. Insieme ai coreografi di tango argentino Margarita Klurflan e Walter Cardozo, Pulin ha ideato Dolores Hotel Tango e altre storie, spettacolo ambientato in un immaginario polveroso hotel dove dimorano ospiti

speciali. Atmosfere soffuse e appassionate rendono l’hotel gestito da Dolores un luogo inusuale in cui soggiornare. Personaggi pittoreschi e chimerici si incontrano e si mescolano con i loro ’bagagli’ diversi, con i loro sogni e ricordi. Dolores, la proprietaria, è eccentrica e misteriosa: ha un vissuto di continui incontri fugaci, di follie ma possiede anche la capacità di rendere il soggiorno ai suoi avventori intenso e indimenticabile. Lo capiscono presto gli otto ospiti che ignari incappano nell’albergo.

Lì, in quel luogo misterioso, vivranno relazioni inaspettate sui ritmi intramontabili di vecchi tanghi, protagonisti di una trama dai ritmi perfetti che si conclude con uno spiazzante coup de théâtre. Compagnia Tango Brujo

DOLORES HOTEL

Tango e altre storie Bolzano - Teatro Cristallo giovedì 1 febbraio 2018 ore 21.00

La danza incontra le arti circensi per raccontare i drammi dell’attualità Collettivo 320Chili Sosta Palmizi

AI MIGRANTI Bolzano - Teatro Cristallo giovedì 29 marzo 2018 ore 21.00

Collettivo 320Chili, compagnia di circo contemporaneo, nasce dall’incontro di cinque giovanissimi artisti cresciuti alla scuola di circo Flic di Torino. Elena Burani, Piergiorgio Milano, Fabio Nicolini, Roberto Sblattero e Francesco Sgrò nel 2007, terminati gli studi, si riuniscono in un Collettivo il cui nome deriva, con non poca fantasia, dalla somma dei loro pesi corporei. Contaminazione è la parola d’ordine di questo grup-

po in cui danza, teatro, circo si incontrano con disinvoltura. In dieci anni di attività il Collettivo ha conquistato numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Equilibrio di Roma nel 2010 e si è fatto conoscere per prove fisiche extra-ordinarie. Mai puri esercizi di stile, gli spettacoli del Collettivo hanno la capacità di creare immagini evocative e pittoriche. La tensione verso l’alto, il cadere, il saltare – che è quasi volare – sono le molle propulsive di Ai Migranti, spettacolo di punta della loro produzione in scena al Teatro Cristallo di Bolzano. Qui sei interpreti danno corpo a un mondo che appartiene alla condizione del migrante, ma anche all’essere umano in generale. Lo

spettacolo indaga infatti l’uomo e la sua natura esplorando con ironia e lucida cattiveria il difficile equilibrio tra il bisogno degli altri e la lotta individualistica per la sopravvivenza. La conquista di un luogo per dormire, la lotta per un pezzo di pane. Il ripetuto nascondersi dietro casse-valigie evoca la clandestinità e lo spaesamento del migrante. La poesia deriva integralmente dal movimento, dalle azioni mirabolanti degli interpreti «perché – ricorda il Collettivo – le migrazioni sono necessità istintuale di movimento interiore ed esteriore». Se ne accorgerà senza dubbio lo spettatore tenuto con il fiato sospeso da una tecnica circense impeccabile e da un gioco di metafore che colgono nel segno.


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InDanza ROVERETO L’idillio pastorale di VIRGILIO tra bagliori e

SIENI

di luce penombra

Il corpo come movimento, incontro, vita. Forma di ascolto, di curiosità, di nuova conoscenza. Virgilio Sieni, coreografo maggiore della scena contemporanea italiana, direttore di Cango – lo spazio fiorentino dove sviluppa la sua ricerca sui linguaggi contemporanei riconosciuto dal MIBACT Centro di Produzione nazionale – e della compagnia che porta il suo nome, mostra da olCompagnia Virgilio Sieni

CANTICO DEI CANTICI

© Virgilio Sieni

Rovereto Auditorium Melotti sabato 14 ottobre 2017 ore 21.00

tre trent’anni nuova linfa creativa ad ogni progetto. Dai suoi esordi nel 1983 con Parco Butterfly, dal 1992 Compagnia Virgilio Sieni, ha attraversato molteplici fasi di ricerca, tappe di un percorso che ha visto nascere creazioni tra il teatro e la danza, titoli che hanno rivisitato il neoclassicismo (come Apollon), esplorazioni ipnotiche del mondo della fiaba (La casina dei biscotti), confronti con i miti tragici greci, poeti e pensatori antichi (La natura delle cose), con il dolore e la pietà (Sonate Bach, di fronte al dolore degli altri) presentati nei maggiori teatri e festival europei. Comune denominatore della sua articolata parabola artistica il discorso coreografico inteso come dispositivo potente dell’oggi. «Nella società odierna – spiega Sieni – rinascere attraverso il corpo, danzando, osservando e praticando, è qualcosa di prezioso. La percezione di essere al mondo oggi si lega alla sensazione di sentire il corpo come una sorta di macchina archeologica». Dopo aver indagato il primitivo e il rito nella rivisitazione della Sagra della primavera di Stravinskij, con la sua ultima produzione approda all’Antico Testamento per dar vita a una versione danzata del Cantico dei Cantici. È il Cantico di Salomone a interessargli, forse il più sublime dell’Antico Testamento in cui confluiscono a partire dal IV secolo le poesie

mesopotamiche. Poema d’amore in forma dialogica tra un uomo e una donna, il Cantico è occasione per proporre un originale discorso sulla sensualità e l’erotismo dei corpi. Qui Sieni compone il suo idillio pastorale in uno spazio aureo – i danzatori sono adagiati su un tappeto di foglia d’oro realizzato dagli artigiani dell’Oltrarno fiorentino – capace di riflettere lievi declinazioni di luce. L’ambiente è notturno, gli spazi tra i corpi taglienti. I sei danzatori della sua compagnia (Claudia Caldarano, Luna Cenere, Riccardo De Simone, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu e Davide Valrosso) tra bagliori di luce e penombra si muovono cesellando movimenti attraverso una narrazione che il coreografo ha articolato in otto diversi momenti, divisi in sezioni, tra idilli pastorali e vacuum lucreziano. «La proliferazione continua del gesto – spiega ancora il coreografo fiorentino – tende a creare uno spazio scheggiato dove la danza perduta di uomini e donne stravolge i corpi che insieme tendono a costruire la fisicità di un luogo primordiale e primitivo. Si odora di origine. Una canzone a due voci che risuona in tutti i corpi». Ed è così che in questo cantico la sensualità esplode sulle musiche originali pensate ed eseguite al contrabbasso da Daniele Broccato, ormai fedele collaboratore musicale del coreografo.


46 Le Muse

L'anima eclettica del Fondato da Loredana Furno nel 1979, il Balletto Teatro di Torino vanta oltre trentacinque anni di attività continuativa. Compagnia stabile di sei elementi con formazione eclettica, l’ensemble ha sviluppato negli anni un percorso originale di creazione e di acquisizione di titoli. Dopo un decennio segnato dalla figura di Matteo Levaggi – danzatore e coreografo cresciuto in seno alla compagnia a cui Loredana Furno con generosità e lungimiranza artistica aveva affidato l’ensemble trasformandolo in compagnia d’autore –, dal 2013 il Balletto Teatro di Torino ha intrapreso un percorso di non esclusività autoriale, coniugando l’incentivazione alla crescita artistica dei talenti interni come Marco de Alteriis con l’acquisizione di opere di coreografi di fama internazionale quali ad esempio quelle dell’israeliano, attivo in Olanda, Itzik Galili. Compagnia residente alla Lavanderia a Vapore di Collegno, splendido spazio industriale recuperato e reso polo regionale della danza dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con attività sia di produzione che di ospitalità, il Balletto Teatro di Torino presenta lì i suoi spettacoli quanto non è in tournée nella nostra penisola. Dal suo ricco e variegato repertorio nasce il poetico trittico scelto per InDanza 2017/2018 Il corpo sussurrando. Tre diverse cifre stilistiche che racchiudono l’anima eclettica del nuovo corso della compagnia votata al contemporaneo e sempre pronta a ricevere nuovi stimoli. Così

© BTT - Roberto Poli

BALLETTO TEATRO DI TORINO

Balletto Teatro di Torino

IL CORPO SUSSURRANDO Rovereto Auditorium Melotti giovedì 30 novembre 2017 ore 21.00

nel programma si spazia da Con Diviso, coreografia firmata dalla coreografa newyorkese di origini mongole Yin Yue al blockbuster di Itzik Galili Chameleon, a un lavoro nato dall’estro degli stessi danzatori del BTT, Concept #1. Yin Yue ha creato questo brano originale per il Balletto di Torino su musiche di Giovanni Sollima, autore che aveva firmato la musica anche di un altro titolo di successo, Caravaggio nel 2004, utilizzando la tecnica FoCo da lei inventata frutto dell’unione di danza contemporanea e di danze tradizionali della Mongolia. In

questo pezzo Yue crea tra corpi e musica un gioco di intense corrispondenze. Cammeo centrale della serata è Concept #1, performance di sei danzatori della compagnia qui in veste anche di autori-improvvisatori su una musica elettronica nella quale fanno capolino le note dell’arpa suonata da Federica Magliano. Chiude Chameleon, storica creazione del coreografo Itzik Galili entrata nel repertorio del BTT dopo le creazioni originali Fragile e Quasi una fantasia. Un pezzo originariamente concepito “al femminile” in cui l’autore propone alle danzatrici di mostrare la metamorfosi della loro personalità con la consueta maestria nel bilanciare l’astrazione con la narrazione. Galili è maestro nel mantenere un delicato equilibrio tra umorismo, lirismo e sensualità e questo pezzo sul brano di John Cage In a landscape ne è l’esempio più vivido.


Junior Balletto di Toscana

BELLA ADDORMENTATA Rovereto - Teatro Zandonai martedì 19 dicembre 2017 ore 21.00

Diego Tortelli

cambia i connotati alla fiaba di

Struttura produttiva e sbocco professionale della Scuola del Balletto di Toscana, uno dei più qualificati enti di formazione per danzatori classici e contemporanei della penisola, lo Junior Balletto di Toscana è fiore all’occhiello del nostro panorama. Organico rigorosamente under 21, repertorio originale commissionato ad autori di punta, sono il mix vincente di questo ensemble giovanile, smagliante per padronanza scenica più di molte formazioni “adulte” titolate. Dopo i rapporti consolidati e i successi delle ultime stagioni dei lavori originali creati per l’ensemble da Davide Bombana (Romeo e Giulietta), Fabrizio Monteverde (Coppelia, La Boule de Neige), Eugenio Scigliano (Giselle), ora la compagnia giovanile diretta da Cristina Bozzolini punta su un nome emergente: Diego Tortelli. A lui è stata affidata la nuova produzione per la stagione 2017/2018 che debutterà l’1 dicembre al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara: la rivisitazione di uno dei capisaldi della tradizione ballettistica tardo-ottocentesca, Bella addormentata sulla celeberrima partitura di Čajkovskij. Danzatore formatosi all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Tortelli da qualche anno si è appassionato alla coreografia con sempre crescenti consensi di critica. Nelle sue mani di trentenne la fiaba di Perrault su cui si basa

Charles Perrault

il libretto del balletto archetipo cambia però connotati. «Viviamo in una società frenetica – racconta Diego Tortelli – in continuo cambiamento e con l’ossessiva ricerca della perfezione, che ci allontana sempre di più da noi stessi e dal mondo che ci circonda, dove nulla è perfetto e tutto si configura in una costante lotta tra armonia e caos». Così la sua Bella, per sedici danzatori del Junior BdT, si proietta nella frenesia di una metropoli immaginaria. Tra la moltitudine si differenzia uno scrittore solitario, autore di poesie d’amore, povero e isolato dal mondo reale a causa della sua ossessione per la perfezione. Un uomo che trova conforto nei suoi sogni e

© Erika Pellicci

Le Muse 47

nella sua immaginazione, creandosi un ambiente di pura fantasia: è in una stanza esclusiva che incontra Aurora, figura perfetta dell’amore, frutto del suo inconscio, a cui dedica poesie. In questa stanza si trovano anche altri personaggi della fiaba, compresa Carabosse, la strega cattiva che altro non è, in questa versione, che l’alter ego del poeta, il suo lato oscuro. Sarà una fiaba a lieto fino come vuole la tradizione? «Posso soltanto dire – spiega il coreografo a qualche mese dal debutto e in piena creazione – che il poeta sarà sereno quando riuscirà ad accettare se stesso, quando riuscirà a sconfiggere le sue ossessioni e a portare Aurora in un sogno profondo».


Serata 48 Le Muse Anticorpi EXPLO

Si palesano al melotti tracce di

non ricordo

giovane danza

un’intera umanità, legame coeso che ci tiene uniti nella medesima condizione di esseri umani.

Coreografia e danza di Simone Zambelli

Partendo dall’etimologia latina del termine “ricordo” (re-indietro + cor-cuore) Simone Zambelli costruisce una coreografia mescolando le musiche di una brass band moldava all’Ave Maria di Shubert. Il ricordo richiama nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non è più qui o non è più adesso. Non lo è più nella sua forma originale, ma nel suo “tornare in cuore” rivive come esperienza diretta. Qualcosa che ci appartiene o qualcosa che è svanito? Reale o immaginario? Positivo per essere accaduto o negativo per essere finito? Il ricordo come simbolo di

PINK ELEPHANT

coreografia e performance di Siro Guglielmi

Pink elephant è la danza compiuta attorno all’oggetto amato, al fine della sua ricerca e del suo desiderio. Desiderare è ciò che unifica l’individuo, che lo orienta, lo attrae e ne determina lo sguardo. Sperare ciò che si desidera traccia la direzione da seguire, è energia che spinge l’uomo a un cammino, è il motore del nostro movimento. Occorre ricostruire un tempo del/per il desiderio? Un tempo per mettersi in gioco, pro-

L’incedere del tempo a passo di

danza

L’orizzonte degli eventi delimita, in un buco nero, una immaginaria superficie di spazio-tempo, una zona di confine e di passaggio tra ciò che è chiaro e leggibile e ciò che è oscuro e misterioso. È questa la zona di indagine di Von: una riflessione sulla danza intesa come continua mutazione e trasformazione in rapporto con le forze che agiscono sui corpi e sullo spazio in una coreografia di movimento, luce e suono. Forze naturali, forze fisiche e forze politiche che mutano, distorcono e muovono i corpi e il loro incedere nel

tempo, personaggio onnipresente di questo spettacolo che vede in scena Marta Ciappina, Giulio Petrucci e lo stesso Daniele Albanese. Formatosi come ginnasta e ballerino classico, Albanese si è diplomato in Olanda presso l’European Dance Development Centre di Arnhem e nel 2002 ha fondato la propria compagnia di danza STALKER. Ha collaborato come assistente alla creazione di Benoit Lachambre Snakeskins all’interno della quale ha un intervento in scena e al momento sta danzando in Estasi di Enzo Cosimi.

gettare e sperimentarsi, accamparsi e viaggiare, esporsi e imporsi? La serata Anticorpi EXPLO sarà completata dalla proposta di ...IN THERE, una coreografia di Caterina Felicioni

elaborata in occasione del laboratorio TrentinoLab, tenutosi nell’ambito dell’edizione 2017 di Trentino Danza Estate. Un breve spettacolo sul tema dell’incontro con l’altro che sarà proposto al pubblico nel Basement dell’Auditorium Melotti e avrà per protagonisti sette giovani danzatori: Alice Castini, Federica Costantini, Roberta Dalla Fior, Francesca Bebber, Manuel Zanetti, Pierfrancesco Porrelli e Patrick Ang.

Compagnia STALKER Daniele Albanese

VON

Rovereto Auditorium Melotti venerdì 2 marzo 2018 ore 21.00

© Andrea Macchia

Rovereto Auditorium Melotti venerdì 12 gennaio 2018 ore 21.00

La struttura compositiva delle sue creazioni è strettamente interconnessa con la ricerca sul corpo e il movimento, allo scopo di indagare la danza come linguaggio.


Le Muse 49

Le

emozioni volanti della

© Yahnn Owen

Il fascino acrobatico della danza verticale troverà spazio anche quest’anno al Teatro SanbàPolis di Trento che ospiterà un trittico di spettacoli organizzato dal Centro Servizi Culturali S. Chiara in collaborazione con il CID - Centro Internazionale Danza di Rovereto e con il Festival Oriente Occidente. Mutuando il titolo dalla canzone di George Brassens Auprès de mon arbre, il primo appuntamento, in calendario il 17 novembre, avrà per protagonista la Compagnie Rêve de Singe, fondata e diretta da Fabien La Sala, che unisce nei suoi spettacoli le arti del circo e

della danza-scalata. Auprès de mon arbre è un incontro sulla cima di un albero, un dialogo di corpi che si toccano, si sfiorano, si pongono in armoniosa relazione. Tre performer inscenano i loro movimenti su un albero e, utilizzando prese acrobatiche e tecniche di danza-scalata e di giocoleria, arrampicano, rimangono sospesi, scivolano, giocano. Mescolando naturale e soprannaturale, l’albero si trasforma e mostra i suoi diversi aspetti, svela i suoi segreti e la sua storia, con il passare delle stagioni. Di metallo e legno, quest’albero rappresenta il legame tra la natura e le articolazioni del corpo umano. Sarà poi la volta, venerdì 2 febbraio, del duo franco-catalano Daraomaï con TiraVoL, spettacolo che naviga tra forza e fragilità per trasportare il pubblico in un universo sospeso, ricco di emozioni. Al centro della scena, una struttura a prisma triangolare, un labirinto di ferro nel quale Agnes Fustagueras I Puig e David Soubies giocano ondeggiando, barcollando e volteggiando. TiraVoL è la storia di un viaggio, di un incontro; è un dialogo tra due culture, tra il lato nord e il lato

© Gilles Aguilar 2015

DANZA VERTICALE sud di una sola montagna. Un inno alla diversità che si snoda tra illusione e realtà. Attraverso un autentico percorso iniziatico, i due artisti affrontano le forze sconosciute che sono dentro ciascuno di loro e, in questa ricerca di identità, mettono a confronto le proprie convinzioni e le proprie differenze. La rassegna di danza verticale si concluderà il 9 marzo con Ici-bas, un soggetto di Paul Canestraro portato in scena dalla compagnia Leve un peu les bras!. Lo spettacolo è un’esperienza di coabitazione in cui quattro interpreti utilizzano le loro capacità fisiche e artistiche per saltare, volare, arrampicarsi e condividere uno spazio tanto fisico quanto psicologico. Lo spazio chiuso li costringe a trovare nuove soluzioni dimensionali, nuove prospettive relazionali. Il vocabolario gestuale dello spettacolo si articola intorno ad attori specializzati in discipline diverse e lo spettacolo ci dà dimostrazione che la coesione ci rende più forti: uno slancio di energia e la possibilità di vivere insieme possono essere la fonte di una grande speranza.


50 Le Muse

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Le Muse Les Âmes Nocturnes

Eventi speciali

AU BONHEUR DES VIVANTS

Natale Le

gioie della vita e

TRENTO - Teatro Sociale 24 dicembre 2017 - ore 16.00 25 dicembre 2017 - ore 20.30 26 dicembre 2017 - ore 20.30 27 dicembre 2017 - ore 20.30 28 dicembre 2017 - ore 20.30

… l’altra faccia di babbo Sarà, per il pubblico, un “regalo di Natale” davvero prezioso. Arriva a Trento lo spettacolo di Les Âmes Nocturnes che ha trionfato nel 2016 al Festival di Avignone: un inesauribile tourbillon di situazioni surreali nutrite da umorismo, poesia e fantasia. Au Bonheur des Vivants (Le gioie della vita) porta in scena l’eccezionale coppia di artisti formata da Cécile Roussat e Julinen Lubek, ex allievi di Marcel Marceau, che con la sincerità del clown e la grazia del mimo giocano e scherzano con i linguaggi che li contraddistinguono – teatro fisico, musica, manipolazione di oggetti, illusionismo – per scrivere una favola visuale e fantastica, una sorta di sogno a occhi aperti disseminato, come il nostro quotidiano, di ostacoli insignificanti e di momenti di grazia. Una favola che racconta la

Ingresso a pagamento: da ¤ 10 a ¤ 25

magia del vivere. I temi che la attraversano sono molteplici: la noia, l’attesa, il desiderio contrastato, l’imprevedibilità, la menzogna, la paura dell’altro. Per ricordarci che, come dice il titolo, il superamento di questi ostacoli non rappresenta un obiettivo irraggiungibile, ma è piuttosto l’essenza stessa della vita. Cécile e Julinen hanno deciso di chiamarsi Les Âmes Nocturnes perché puntano a raggiungere l’animo del pubblico toccando un punto universale: il silenzio della notte. Quel punto di confine tra il confortevole abbandono nell’intimità e la paura dell’incognito e i fantasmi che da esso nascono. Per Au Bonheur des Vivants si sono ispirati tanto ai fumetti di Gaston Lagaffe quanto ai dipinti di Magritte, alla Famiglia Addams come a Murnau, a Marcel Aymé e ancora a Friz Lang.

51

natale

In scena troviamo due personaggi: lei, con la bocca scarabocchiata di rosso e i capelli arruffati come se si fosse appena alzata dal letto, teneramente burbera, impertinente, imprevedibile e tanto dolce. Lui, con due grandi macchie nere che avvolgono di nostalgia i suoi grandi occhi, frenetico, elastico, lunare. Una sorta di Auguste e Pierrot, compagni di sventura e di poesia, che atterrano da non si sa dove per rendere una visita effimera a questo sconosciuto mondo dei viventi. «I quadri – spiegano le note di regia – alternano la delicatezza di un sogno ad occhi aperti al delirio euforico dello scherzo scatenato: una poltrona che prende vita e comincia a suonare la fisarmonica, la bizzarria melanconica di un orso gigante che giunge in soccorso di un peluche maltrattato, o ancora, una borsa in pelle di coccodrillo che protegge ferocemente i segreti della sua padrona. I due protagonisti tratteggiano al contempo tre personaggi che appaiono ripetutamente a margine delle vicende. Tutti e tre hanno un legame con il mondo dell’infanzia, che delineano in modo allo stesso tempo nostalgico e cinico, giocoso e crudele. Così Babbo Natale, l’incarnazione della prima bugia raccontata dal mondo adulto al bambino e specchio di quella ingenuità sulla quale si fonda l’atto stesso del fare teatro, si autoinvita in scena, rivelandosi una persona burbera e collerica».


52 Le Muse

Anch’io a Teatro con

mamma e papa ABBONAMENTO ANCH’IO A TEATRO CON MAMMA E PAPà (7 spettacoli) Prezzo

¤ 30,00

biglietti ANCH’IO A TEATRO CON MAMMA E PAPà Prezzo

Intero

Rid. 3-12 anni

0-3 anni e dal 4° figlio

Posto unico non numerato

¤ 6,00

¤ 4,00

omaggio

biglietti “Il Magico Zecchino d’Oro” Prezzo

Intero

Rid. 3-12 anni

0-3 anni e dal 4° figlio

Posto unico non numerato

¤ 7,00

¤ 5,00

omaggio

scappo a teatro biglietti scappo a teatro Prezzo

Alunni

Insegnanti

Insegnanti +1

Posto unico non numerato

¤ 5,00

omaggio ogni 15 alunni

¤ 1,00

illustrazioni di Anna Formilan “NiNi”


Le Muse 53

Anch’io a Teatro con

mamma e pAPA

Buon compleanno,

ZECCHINO D’ORO Per il suo sessantesimo compleanno, lo “Zecchino d’oro” si regala un Musical che andrà a ripercorrere il lungo percorso della celebre kermesse televisiva, inserendo quale colonna sonora in una trama completamente originale alcune delle canzoni che hanno segnato la storia del concorso, partendo da 1968 con Il torero Camomillo (1968) per gustare Il caffè della Peppina in gara nel

1971 e arrivare ai brani dell’ultima edizione targata 2016 come Il carciofo bulletto e L’orangotango bianco. Lo spettacolo racconta la vicenda di una bambina dalla spiccata fantasia, che una notte viene svegliata dal tintinnio di uno “zecchino d’oro” dai magici poteri, che, tra colpi di scena e rocambolesche avventure, la accompagnerà in un fantastico viaggio.

Antoniano di Bologna, Fondazione Aida, Centro Servizi Culturali S. Chiara

IL MAGICO ZECCHINO D’ORO

dell’

OCA dal

becco rifatto

Teatro Due Mondi

LE NUOVE AVVENTURE DEI MUSICANTI DI BREMA

“europeo”

TRENTO - Teatro Auditorium ore 16.00 domenica 5 novembre 2017

La storia

TRENTO - Teatro SanbàPolis ore 16.00 • sabato 11 novembre 2017 • domenica 12 novembre 2017

Il sogno

BOLZANO - Teatro Cristallo ore 16.00 domenica 22 ottobre 2017

Lottando contro la volpe per difendere il pollaio, un’oca ha perso il becco che il veterinario del paese è riuscito a ricostruire con una protesi di rame. La storia, a lieto fine, dimostra come possa essere straordinaria la vita, anche se a volte ci mette davanti a prove difficili, che possono però renderci ancora più forti. Lo spettacolo tratta temi importanti: la diversità, la disabilità e l’importanza di essere accolti e accettati nonostante una fisicità o un’abilità diverse rispetto a quelle ritenute “normali”.

MUSICANTI DI BREMA dei

Un vecchio cane inglese, un gatto italo-ispanico, un asino tedesco e un’oca francese si guadagnano da vivere raccontando storie. Utilizzano una sorta di gramelot, con le rime che si rincorrono e si fondono anche nel canto. Un giorno i quattro amici incontrano una cicogna che sta consegnando i bambini: uno di questi, proveniente dall’Africa o dall’Asia, deve essere consegnato a Madame Europe; ma non se ne trova la casa. Parte allora un viaggio alla ricerca di Via dell’Ospitalità e sarà il pubblico a venire in soccorso.

TRENTO - Teatro Cuminetti ore 16.00 • sabato 18 novembre 2017 • domenica 19 novembre 2017 Teatro del Buratto

BECCO DI RAME


54 Le Muse

Le incertezze di una

BAMBINA che sta

diventando grande TRENTO - Teatro Cuminetti ore 16.00 • sabato 25 novembre 2017 • domenica 26 novembre 2017 Le Nuvole Casa del contemporaneo

LA REGINA DELLE NEVI PICCOLA OPERINA ROCK

Una delle più belle fiabe di Hans Christian Andersen che racconta dell’amicizia tra due bambini, e di come la “perdita” del suo amato compagno di giochi costringa la piccola Gerda ad abbandonare il mondo protetto dell’infanzia per avventurarsi in quello incerto e

conflittuale dell’adolescenza. Un viaggio fantastico in cui la bimba sarà capace di superare ogni ostacolo, inoltrandosi in situazioni imprevedibili e impreviste e incontrando figure straordinarie. Un percorso interiore di crescita e costruzione della propria identità.

… dove tutto succede

per colpa di un GATTO

Due personaggi surreali abitano su piani diversi, si muovono su lati opposti e osservano le cose da due diversi punti di vista. Ciascuno con le proprie certezze, le proprie paure, con il timore e la curiosità di incontrare gli altri. Un gatto rossiccio che “abita” entrambi i piani li mette in comunicazione e così i punti di vista si

incrociano in uno spazio rovesciato, nuovo e condiviso, in cui parole raccontate con gli occhi e parole disegnate su fogli di carta bianca diventano storia. Un spettacolo dove gli oggetti cambiano aspetto a seconda degli occhi di chi guarda.

TRENTO - Teatro SanbàPolis ore 16.00 • sabato 9 dicembre 2017 • domenica 10 dicembre 2017 La Baracca / Testoni Ragazzi

UNA STORIA SOTTOSOPRA

La matrigna, la strega e la

“BRAVA BAMBINA”

TRENTO - Teatro Cuminetti ore 16.00 • sabato 6 gennaio 2018 • domenica 7 gennaio 2018 Associazione culturale Kuziba

VASSILISSA E LA BABARACCA

Vassilissa è una bambina ubbidiente, abituata a dire sì a tutti pur di essere amata. Tutto cambia per lei quando perde la mamma che, poco prima di morire, le dona una bambolina alla quale chiedere aiuto. E le difficoltà non esitano a presentarsi in quanto la perfida matrigna la manda con l’inganno nel bosco

dove vive la terribile strega Baba Jaga. La vicinanza con questa donna, da cui tutti fuggono, le farà scoprire che non è poi così difficile dire ciò che si pensa e che il sì ha senso perché esiste anche il no.


Le Muse 55

Le marionette

ROBINSON e VENERDI Il romanzo di Daniel Defoe rivive sul palco in uno spettacolo dolce e divertente. Robinson, all’età di 19 anni, decide di lasciare la famiglia alla ricerca della sua libertà, ma un naufragio lo lascerà solo su un’isola in mezzo all’oceano. Finché incontra un uomo a cui darà il nome di Venerdì: finalmente qual-

TRENTO - Teatro Cuminetti ore 16.00 • sabato 3 febbraio 2018 • domenica 4 febbraio 2018 Rosso Teatro Atelier Teatro Danza

IL PAESE SENZA PAROLE

cuno con cui parlare ma che deciderà di non seguirlo quando, finalmente, una nave approderà all’isola e lo riporterà a casa. Spettacolo in continua evoluzione, con due attori dalle cui abili mani prendono vita le marionette che impersonano i protagonisti della storia.

TRENTO - Teatro Cuminetti ore 16.00 • sabato 20 gennaio 2018 • domenica 21 gennaio 2018 Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata

ROBINSON Crusoe. L’AVVENTURA

Il valore della

PAROLA

Nel paese dove vivono Philéas e Cybelle le parole vanno comprate, e non tutti i bambini se lo possono permettere. Così Philéas, quando si innamora di Cybelle, non ha abbastanza soldi nel salvadanaio per dirglielo. Tre parole riesce a rubarle al vento… e poi ha con sé una parola specia-

le! Uno spettacolo dal ritmo intenso, con musiche originali, sostenuto da un’interpretazione a cavallo tra la danza e il teatro di narrazione. Dove gli occhi e le orecchie possono immaginare mondi nuovi e sperimentare emozioni visibili attraverso il corpo e il movimento.

TATA A TEATRO

un servizio per la famiglia

Sperimentato con successo nel corso della passata Stagione della Grande Prosa, sarà organizzato anche quest’anno dal Centro Servizi Culturali S.Chiara un servizio di baby-sitting in occasione della rappresentazione domenicale programmata al Teatro Sociale. Denominato Tata a Teatro, sarà offerto gratuitamente agli abbonati e consentirà ai genitori con figli in età compresa tra i 3 e gli 11 anni di fruire dello spettacolo contando sul

servizio professionale offerto dalla cooperativa Progetto 92 in spazi attrezzati dove sarà possibile accogliere e intrattenere i bambini. Sarà data così la possibilità al pubblico adulto di assistere agli spettacoli della domenica pomeriggio, avviando anche un progetto di carattere educativo che punta a far scoprire ai più piccoli, attraverso il gioco, le magie del teatro e fornendo ai genitori una soluzione al problema della custodia dei bambini.


56 Le Muse

scappo a teatro ISOLA DEL TESORO

Sull’ si parla solo in Spettacolo dinamico e divertente ispirato al classico romanzo “L’isola del tesoro”. Un thriller colorato e veloce che coinvolge il pubblico nell’avventura narrata da Robert Louis Stevenson. Sulla scena il giovane Jim Hawkins e i suoi compagni d’avventura impegnati nella ri-

inglese

cerca del tesoro appartenuto al capitano Flint, il capitano Smollet, il leggendario cuoco di bordo, il pirata con la gamba di legno e un pappagallo pittoresco e sfacciato. Lo spettacolo intende portare alla ribalta l’eterno conflitto tra il bene e il male, mettendo a confronto verità e inganno.

TRENTO - Teatro Auditorium ore 10.00 giovedì 30 novembre 2017 The Play Group

TREASURE ISLAND CARRAIBEN ADVENTURE

Il viaggio

musicale

TRENTO - Teatro Cuminetti ore 10.00 • giovedì 18 gennaio 2018 Brianzi International

ANIMAL OR MAN?

La lingua (inglese) degli

ANIMALI

Un gruppo di animali che vive in una fattoria dove tutti godono di pari diritti. Ben presto però i maiali, per bramosia di potere, assumeranno con astuzia il comando. Gli ideali di uguaglianza che avevano ispirato alla ribellione verso l’uomo ora sono soppressi e rimpiazzati da un unico comandamento: “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. La favola racchiude una morale pungente, che può essere tangibile in ogni rivoluzione che viene meno ai propri ideali, rendendo l’uguaglianza un’utopia sovrastata dal desiderio di potere.

BLACK & WHITE di

Un teatro fisico e comico di alta qualità, all’insegna del motto “learning through fun” (imparare attraverso il divertimento). In scena Mr. Black e Mr. White, che prendono il treno per fermarsi in alcune stazioni: ci sono la stazione dei numeri, dei colori, quella dove si ritrovano gli artisti, e ce n’è una popolata da persone un po’ strane, la Stupid Station. In ogni stazione si susseguono esilaranti momenti di comicità, con canzoni dal vivo, coinvolgendo nel canto i bambini presenti in sala.

TRENTO - Teatro Cuminetti ore 10.00 • giovedì 8 febbraio 2018 Action Theatre in English

HERE COMES THE TRAIN


Le Muse 57

SKREEK: una storia a fumetti Affascinante commistione di cinema, teatro e fumetto, è uno spettacolo dal format innovativo che rapisce il pubblico trascinandolo nel turbolento mondo dell’eroe dei fumetti JeanLuck, di cui il pubblico segue i confusi movimen-

TRENTO Teatro Cuminetti ore 10.00 martedì 6 marzo 2018 TWOF2 + dascollectiv

SKREEK - A COMIC REVOLUTION

ti tramite una videoproiezione. La sua vita si svolge direttamente dietro uno schermo, davanti al quale è all’opera “The Creator”: è lei a guidare l’agire del personaggio che però, a poco a poco, sviluppa le proprie fantasie e i propri desideri fino a voler fuggire dal mondo reale. Riuscirà a compiere il salto verso la libertà?

La violenza nella coppia, ricordando

SHAKESPEARE

Una riflessione a due voci, un info-drama su “Otello” e sulla complessità di ogni essere umano. Come mai Otello si dispera nel dichiarare tutto il suo amore per Desdemona prima di soffocarla? Quali sono i bisogni che spingono Iago a distruggere la vita di chi gli è vicino? Com-

prendere le ragioni dei personaggi che agiscono in “Otello” significa provare a comprendere anche noi stessi e le nostre emozioni. Lo spettacolo punta a sensibilizzare i ragazzi sul tema della violenza nelle coppie, problema che è utile affrontare già in età adolescenziale.

TRENTO Teatro Cuminetti ore 10.00 martedì 27 marzo 2018 AttivaMente

IO NON SONO QUEL CHE SONO

Piccoli e coraggiosi, come TRENTO Teatro SanbàPolis ore 10.00 • mercoledì 4 aprile 2018 • giovedì 5 aprile 2018 Teatro del Piccione

PICCOLI EROI … AI FIGLI PARTITI

POLLICINO

Dentro un’azione teatrale che vuole essere prima di tutto esperienza condivisa, tre personaggi femminili accolgono gli spettatori per farli viaggiare nel destino di chi coraggiosamente parte da casa per salvarsi la vita, o di chi si mette in viaggio per diventare grande. Sullo sfondo, la

forza evocatrice della fiaba. Eroi piccoli come Pollicino, piccoli come quando si deve ancora crescere. Ma piccoli anche perché invisibili agli occhi del mondo. Fermiamoci un momento, stiamo vicini e ascoltiamo il fluire delle parole guardandoci negli occhi.


58 Le Muse

CARROZZINA

In si può anche “volare” TRENTO Teatro Cuminetti ore 10.00 lunedì 23 aprile 2018 Teatro La Ribalta

SUPERABILE

Una conferenza-spettacolo in cui si parla di disabilità, dove un regista disegnatore creerà per il pubblico un mondo fatto di segni: in una sorta di fumetto vivente. Quattro attori, di cui due in carrozzina, raccontano con leggerezza e ironia i loro sogni, ma anche la vita quotidia-

na, gli sguardi degli altri, la perdita di autonomia e intimità. Si ride e ci si commuove per la loro capacità di raccontarsi e di farci volare, legati alle vele che gonfieranno per noi. Perché gli attori speciali hanno un sogno speciale.

IoCentro tel. 0461 213815-21 iocentro@centrosantachiara.it www.iocentro.net @iocentro

Ormai da molti anni il Centro Servizi Culturali S. Chiara mette in campo progetti pensati per facilitare l’accesso al teatro di nuovi utenti, dai piccolissimi agli adulti. Si può ben dire che l’area formazione sia oggi uno dei fiori all’occhiello del Centro, grazie a un rapporto con l’utenza consolidato e caratterizzato da elevata fidelizzazione. Nel ricco ventaglio di proposte che si rivolgono al giovane pubblico e in particolare alla scuola, i progetti di formazione del Centro S. Chiara si distinguono per l’alta qualità della proposta, oltre che per l’esperienza, la professionalità e la passione del personale che ne cura la programmazione. Al fine di dare visibilità al progetto e facilitare i contatti con l’utenza, è stato ideato un

marchio che aiuta a rendere maggiormente riconoscibili le proposte formative attorno ai vari linguaggi dello spettacolo (parola, musica, danza, video). Ecco dunque IoCentro: un logo semplice, composto da un font moderno e accattivante e da un fumetto, che sottolinea la gioia nel coinvolgimento e nella crescita personale. Chi intende avere in rete informazioni dettagliate sui molteplici progetti e sui servizi che l’Area Formazione del Centro S. Chiara rivolge a bambini e ragazzi, alle loro famiglie e, più in generale, al mondo della scuola e dell’università, le troverà sul sito www.iocentro.net che si propone quale guida puntuale e affidabile al mondo affascinante dello spettacolo dal vivo.


Le Muse 59


musica 2017 2018 60 Le Muse

JAZZ’about biglietti jazz’about Spettacolo

Prezzi

Posto

Azymuth + Dj Spinna

Intero

Rid. <26

non numerato

¤ 18,00

¤ 12,00

Sun Ra Arkestra

numerato

¤ 24,00

¤ 18,00

Thundercat

numerato

¤ 24,00

¤ 18,00

Cory Henry & The Funk Apostles + Goldie

non numerato

¤ 20,00

¤ 15,00

Kamaal Williams Ensemble + Nicky Siano

numerato

¤ 20,00

¤ 15,00

James Senese e Napoli Centrale

numerato

¤ 20,00

¤ 15,00

non numerato

¤ 22,00

¤ 16,00

numerato

¤ 22,00

¤ 16,00

Gilles Peterson presents "Worldwide" Appuntamento Jazz’About

operetta ABBONAMENTO OPERETTA Prezzi

Intero

Rid. conv.

Rid. <26 e >65

Centrale

¤ 45,00

¤ 40,00

¤ 36,00

Laterale

¤ 34,00

¤ 30,00

¤ 27,00

Galleria

¤ 27,00

¤ 24,00

¤ 22,00

biglietti OPERETTA Prezzi

Intero

Rid. conv.

Rid. <26 e >65

Centrale

¤ 30,00

¤ 27,00

¤ 24,00

Laterale

¤ 22,00

¤ 20,00

¤ 18,00

Galleria

¤ 18,00

¤ 16,00

¤ 14,00

musica macchina BIGLIETTI musica macchina Prezzo

Intero

Rid. Abbonati Filarmonica Rovereto

Posto unico non numerato

¤ 5,00

¤ 2,50

TRANSITI BIGLIETTI TRANSITI Prezzo Posto unico non numerato

Intero

Rid. giov. <26

¤ 10,00

¤ 5,00


Le Muse 61

jazz’about testi di Damir Ivic

Un VIAGGIO lungo 40 anni dalla club culture all’hip hop Il jazz-funk trasportato semplicemente su un’altra dimensione: aerea, illuminata, senza gravità, con un profondo senso della melodia e dei colori. Nulla di strano che a distanza di oltre quarant’anni dalla sua fondazione, il progetto Azymuth non abbia ancora finito di sedurre e incantare, riuscendo di generazione in generazione a trovare nuovi innamorati, sia nel versante legato alla club culture (ad esempio è storico l’amore dei producer house tedeschi Jazzanova per loro) che in quello più aderente all’hip hop (il californiano Madlib ha anche

SUN RA ARKESTRA TRENTO - Teatro Auditorium venerdì 3 novembre 2017 ore 21.00

Un’eredità difficile. Difficilissima. Perché non è facile rappresentare lo spirito, la forza, la devastante genialità di un band leader, Herman Poole Blount alias Sun Ra, che più volte ha dichiarato di perseguire una sua personale “filosofia cosmica”, di appartenere non al genere umano ma a una fantomatica “razza degli angeli” e di provenire come luogo di nascita non dal pianeta terra ma da Saturno, sviluppando una serie di teorie ricollegabili al filone dell’afro-futurismo. Però ecco, se la personalità di Sun Ra è stata

inciso un disco assieme a uno dei componenti degli Azymuth, Ivan Conti). Ma al di là dei tributi e delle derive, il corpus della discografia azymuthiana è già di per sé uno scrigno infinito, dai grandi classici come “Light As A Feather” (album che si apre con quella “Jazz Carnival” diventata famosissima in Italia come sigla del programma “Mixer”) fino agli ultimi lavori usciti sulla label Far Out. Del resto la classe vera non invecchia e non si logora. Soprattutto, riesce a rigenerarsi trovando modo di portare con sé una specie di attualità senza tempo,

AZYMUTH / DJ SPINNA TRENTO - Teatro SanbàPolis giovedì 19 ottobre 2017 ore 21.00

fuori dalle mode, capace di parlare a generazioni e sensibilità diverse: è semplicemente l’alfabeto del bello. Alfabeto in cui gli Azymuth, col loro tocco profondamente brasiliano nell’affrontare i mondi sonori di loro più black, si muovono con totale e istintiva naturalezza. Alfabeto proprio anche dell’americano Dj Spinna, seppure su traiettorie sonore parzialmente diverse: affidato a lui l’aftershow, uno dei dj più illuminati, eleganti e ispirati nel campo delle musiche black a trecentosessanta gradi.

Con MARSHALL Allen si rinnova il mito “The Arkestra” complicata, la sua musica è stata fin dall’inizio grandiosa, rivoluzionaria, dirompente: ovvero uno stadio evolutivo superiore, in direzione “cosmica” e iper-creativa, del format delle big band jazz, dove le lezioni si sono intersecate con contaminazioni, trovate sceniche e intensità spirituali assolutamente uniche e ineguagliabili. Una lezione talmente forte da sopravvivere anche alla morte del suo artefice, avvenuta nel 1993, col suo fedele braccio de-

stro Marshall Allen (al suo fianco dal 1958) in grado oggi di portare avanti ai massimi livelli l’avventura targata The Arkestra, raccogliendo attorno a sé i migliori talenti jazz in circolazione e invitando tutti a non fermarsi dal cercare “viaggi cosmici” verso musica tanto complessa e stratificata quanto comunicativa, portando sempre con sé uno spirito che non si fa problemi a inserire anche divertite e divertenti (…e talora folli) trovate di scena.


62 Le Muse

Il basso elettrico di Thundercat crea nuovi universi sonori Un virtuoso assoluto nel suo strumento, Stephen Bruner alias Thundercat: uno dei più grandi talenti al basso elettrico emersi dagli Stati Uniti negli ultimi anni. Un talento iper-tecnico, come confermato dal suo curriculum vitae (turnista di lusso per Erykah Badu) e dalla sua predilezione per il basso a sei corde; un talento in grado di guardare prima di tutto alla grande lezione del jazz elettrico anni ’70, quello cioè capace di guardare sia ad assoli lunghi, torrenziali, quasi “cosmici” nella loro forma, sia all’immediatezza della scrittura, con temi e linee

melodiche semplici, efficaci, immediatamente riconoscibili, - con la capacità, quindi, di parlare a un pubblico assolutamente crossover. Del resto la carriera di Bruner inizia in un modo apparentemente alieno e contrapposto rispetto alle sue inclinazioni e alle sue passioni, la storica band punk-metal americana Suicidal Tendencies, per svilupparsi poi a stretto contatto con quella dell’amico e collega di label Flying Lotus, probabilmente il producer hip hop più atipico e rivoluzionario degli ultimi vent’anni (come ben sa Kendrick Lamar, ad oggi il rapper più

THUNDERCAT TRENTO - Teatro Auditorium lunedì 27 novembre 2017 ore 21.00

amato e rispettato dalla critica mondiale, che nutre per Flying Lotus e lo stesso Thundercat un’ammirazione ferrea, sfociata in svariate collaborazioni). Il risultato, dal vivo, è un universo sonoro sfaccettato: essenziale e diretto da un lato – con una presenza “fisica” molto forte sul palco – e profondamente onirico e sognante dall’altro. Jazz, soul, funk (ri)portati al centro del discorso sonoro più contemporaneo, senza maquillage e scorciatoie digitali, ma solo con la forza dell’abilità propria e dei compagni di band attentamente scelti.

CORY HENRY rinnova

a Jazz’About le travolgenti invenzioni degli Snarky Puppy

CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES / GOLDIE TRENTO - Teatro SanbàPolis giovedì 30 novembre 2017 ore 21.00

Gli Snarky Puppy, il “collettivo aperto” in chiave jazz-e-dintorni che la stagione scorsa in Italia ha tenuto due concerti strepitosi andati completamente sold out, sono uno dei più incredibili e imprevedibili fenomeni della musica contemporanea: senza nessuna particolare pressione me-

diatica, si sono guadagnati un seguito strepitoso, solamente sulla base del passaparola. Cory Henry ne è uno dei primi alfieri, con la forza del suo Hammond: la sortita coi Funk Apostles è un esplosivo divertissement personale, dove coinvolgere alcuni amici stretti, – tutti jazzisti di vaglia ma con la mente aperta e la cui tecnica è sempre al servizio del coinvolgimento del pubblico. Sull’ospite “notturno” di questa giornata di Jazz’About non servirebbe invece spendere troppe parole: una leggenda, colui che ha portato la musica drum’n’bass – colonna sonora dell’underground londinese più cattivo e feroce negli

anni ’90 – a diventare un fenomeno globale, facendone emergere il lato più visonario, colto, coraggioso (il suo “Timeless” sta alla musica elettronica come “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd sta alla storia del rock). Parliamo ovviamente del dj/producer anglosassone Goldie. Ancora oggi, uno dei personaggi più carismatici, feroci, illuminati nel panorama delle musiche digitali. Un’anima musicalmente sfaccettata, dove convivono con insospettabile naturalezza le asprezze techno, la visionarietà della musica ambient più colta e le lezioni melodiche e armoniche di Pat Metheny.


Le Muse 63

Ritmi dancefloor al “Melotti” con l’accoppiata

Kamaal - Siano In principio era Henry Wu, una identità artistica che si è fatta largo nella club culture londinese più qualitativa, a colpi di release incredibili in grado di incontrare dancefloor, soul e jazz in un modo tanto elaborato quanto efficace; poi è arrivata l’avventura targata Yussef Kamaal, un infuocato asteroide che ha attraversato i cieli del jazz con piglio feroce ed essenziale, raggiungendo vette di popolarità impensabili (ma meritate); ora Kamaal Williams gioca da solo e mette in campo il suo nome e cognome, facendosi accompagnare da

musicisti di eccezionale valore, sempre in bilico tra jazz e soluzioni strutturali vicine a quelle della musica elettronica, tra complessità armonica e “drive” ritmico da dancefloor. A proposito di dancefloor: l’aftershow è affidato a uno dei pionieri assoluti della club culture, quel Nicky Siano che è stato, semplicemente, il resident di uno dei club più leggendari di tutti i tempi, il newyorkese Studio 54, e che soprattutto ancora oggi è un vulcano di energia, gioia e creatività nelle selezioni davvero incredibile, potendo tra l’altro contare su una disco-

KAMAAL WILLIAMS ENSEMBLE / NICKY SIANO ROVERETO Auditorium Melotti venerdì 16 febbraio 2018 ore 21.00

grafia personale di valore inestimabile da cui attingere, accumulata negli anni. Dischi che hanno fatto, e visto!, la storia. Vederlo all’opera è respirare la vera essenza della club culture (…oltre ad essere, prima di tutto, dannatamente divertente), al di là di ogni categorizzazione, al di là di ogni concettualizzazione.

La canzone napoletana in salsa jazz-funk che ha ispirato JAMES SENESE NAPOLI CENTRALE / MR. SCRUFF ROVERETO Auditorium Melotti giovedì 8 marzo 2018 ore 21.00

Napoli Centrale è, semplicemente, una delle cose più belle e importanti siano mai successe alla musica italiana: l’intuizione – e la feroce abilità tecnica – nel saper mettere insieme mondi apparentemente distanti come il funk e la canzone napoletana, i sapori mediterranei e il jazz più d’impatto, è qualcosa di davvero raro a livello mondiale, senza nessuna esagera-

PINO DANIELE

zione. Ancora oggi i primi dischi di Pino Daniele – che avevano proprio in Napoli Centrale il primo motore sonoro – hanno una forza, una freschezza e una classe quasi sovrannaturale. Ma Napoli Centrale, a partire dal suo leader James Senese, non è solo musica: è la storia di una città, è il racconto di una cultura, è la vocazione all’impegno sociale e civile. Una fiamma che non ha nessuna intenzione di estinguersi e che brucia ancora con forza, dopo tutti questi anni, senza la minima idea di abbassare la guardia, la voglia di unire mondi sonori diversi (ma tutti tremendamente “veri”) e l’intensità emotiva. Anche la parte “not-

turna” di questo appuntamento mette in campo un personaggio di gran calibro: Mr. Scruff, al secolo l’inglese Andy Carthy, uno dei nomi di punta della label Ninja Tune, crea da anni un caleidoscopio particolarissimo fatto di hip hop, funk d’annata, gemme di jazz danzabile, pietre miliari house, stranezze varie e assortite che vanno dalla drum’n’bass estrema a oscure colonne sonore cinematografiche o televisive. Dj di razza, i suoi set sono fin dalla seconda metà degli anni ’90 un vero e proprio culto: centellina le proprie apparizioni, cura ogni particolare (a partire dai visuals, che nascono da sue creazioni).


64 Le Muse

Jazz’About chiude la stagione con un doppio

GILLES PETERSON

Due appuntamenti di grande prestigio, a chiudere la rassegna Jazz’About: entrambi creati assieme a Gilles Peterson, dj, discografico (fondatore della Talkin’ Loud, ora a capo della Brownswood), da anni una delle colonne di BBC Radio, artefice dell’“universo” Worldwide (programma radiofonico, gala annuale con tanto di Award, festival che si tiene ogni anno nel sud della Francia). O, per dirla in modo più analitico, uno dei “taste maker” più importanti degli ultimi decenni, almeno per quanto riguarda quella galassia musicale che si muove col jazz a fare da confine da un lato, house e techno dall’altro, rarità funk e soul a

fare da collante. Di tutti questi generi, lui va rabdomanticamente a cercare le declinazioni più eleganti, più sorprendenti, più inaspettate; lo fa in prima persona, nei suoi dj set e nei suoi programmi radio, e lo fa diventando scopritore e mentore di artisti che poi diventano protagonisti di primo piano. Nelle due serate finali di Jazz’ About 2017/18 arriva in entrambe le vesti: è lui infatti a scegliere chi far salire sul palco, mettendo in campo talenti come Kamaal Williams (co-fondatore del progetto Yussef Kamaal); è lui a dare il “la” alla parte notturna delle due giornate, coi suoi dj set sempre preziosi, illuminanti, di altissima classe. Una testimonian-

za della grande affinità elettiva tra Peterson e lo spirito, nonché le persone, che animano la rassegna Jazz’About negli ultimi anni.

GILLES PETERSON presents WORLDWIDE TRENTO - Teatro SanbàPolis venerdì 23 marzo 2018 ore 21.00

appuntamento Jazz’About ROVERETO - Auditorium Melotti giovedì 3 maggio 2018 ore 21.00

appuntamenti Giovedì 19 ottobre 2017

AZYMUTH / DJ SPINNA

Venerdì 3 novembre 2017

SUN RA ARKESTRA

Lunedì 27 novembre 2017

Thundercat

Giovedì 30 novembre 2017

CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES / GOLDIE Venerdì 16 febbraio 2018

KAMAAL WILLIAMS ENSEMBLE / NICKY SIANO

Giovedì 8 marzo 2018

JAMES SENESE NAPOLI CENTRALE / MR. SCRUFF

Venerdì 23 marzo 2018

GILLES PETERSON presents WORLDWIDE

Giovedì 3 maggio 2018

appuntamento JAZZ’ABOUT


Le Muse 65

Il rinnovarsi di una felice collaborazione ormai collaudata e un gradito ritorno. Viaggia su questo doppio binario la programmazione 2018 di Operetta del Centro Servizi Culturali S. Chiara che porterà a primavera sul palco del Teatro Sociale un titolo classico di grande richiamo, La danza delle libellule, nell’allestimento della Compagnia Teatro Musica Novecento, e una nuova produzione della Compagnia di Corrado Abbati, La Principessa Sissi, con musiche originali di Alessandro Nidi. Si inizierà a febbraio con la favola a lieto fine, ancorché storicamente documentata, che ci porta nella Mitteleuropa del XIX secolo quando la giovane Elisabetta di Baviera, detta Sissi, a soli sedici anni va in sposa all’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe. La sua leggenda romantica di grande seguito popolare, rinverdita durante gli anni ’50 dalla trilogia cinematografica con protagonista Romy Schneider, arriva ora in teatro con La Principessa Sissi, un nuovo spettacolo dove l’ambientazione, lo sfarzo, gli amori e gli intrighi della vicenda rivivono attraverso grandi quadri d’insieme, balli di corte e atmosfere da “Capodanno a Vienna” e si srotolano davanti a noi come una pellicola ricca di musica, danza e di buonumore, che va ben oltre il sapore edulcorato della fiaba. Una grande e fastosa rappresentazione della società imperiale che fa perno sullo sfarzo dei costumi e sull’eleganza delle scene, da sempre nota distintiva della Compagnia diretta da Corrado Abbati.

© Giorgio Merighi

OPERETTA

L’OPERETTA fa incontrare sulla scena

principesse e gigolettes

Compagnia Corrado Abbati

LA PRINCIPESSA SISSI TRENTO - Teatro Sociale martedì 6 febbraio 2018 ore 20.30

Il secondo appuntamento stagionale è fissato invece ad aprile con la Compagnia Teatro Musica Novecento che porterà in scena La danza delle libellule, operetta di Carlo Lombardo, in un allestimento con orchestra dal vivo che anche in questa occasione sarà arricchito dalla presenza del Coro del Teatro Sociale. Innovazione e tradizione si innestano con verve e gusto nella messinscena riformulata da Silvia Felisetti e Alessandro Brachetti che, pur attualizzandolo in parte, non tradiscono lo spirito di questo titolo rappresentativo dell’operetta mitteleuropea del primo dopoguerra, che coniuga l’estro italiano di Carlo Lombardo,

Compagnia Teatro Musica Novecento

LA DANZA DELLE LIBELLULE TRENTO - Teatro Sociale mercoledì 4 aprile 2018 ore 20.30

già proiettato verso il gusto degli anni venti, con l’eleganza e la sensibilità del massimo compositore danubiano dell’epoca, Franz Lehar, che aveva dato al compositore e librettista napoletano il permesso di riadattare le melodie di un’altra sua operetta, Der Sterngucker, rappresentata con poco successo a Vienna nel 1916. Nelle abili mani di Lombardo la partitura si trasforma piacevolmente, impreziosita da alcuni brani quali il valzer lento del duetto “Neve, gel”, dove appare evidente lo stile dell’autore di Vedova allegra, ma anche da danze alla moda e brani d’insieme come il celeberrimo “Fox delle gigolettes”. (F.L.)


66 Le Muse

Musica macchina interessante e curiosa Sonorità contemporanee mediate attraverso lo strumento tecnologico. È la rassegna Musica Macchina che si ripropone per la sua terza edizione con cinque concerti in calendario all’Auditorium Melotti di Rovereto. La rassegna si aprirà mercoledì 6 dicembre sotto il segno di Karlheinz Stockhausen, presente insieme ad altri grandi dell’elettronica in un programma che sarà la prima tessera di un dittico che intende ricordare in forme non accademiche uno dei massimi protagonisti della musica del secondo Novecento a dieci anni dalla sua scomparsa e a ottant’anni dalla nascita. Affidata al chitarrista e musicista elettronico Ardan Dal Rì e ad altri giovani chiamati a elaborare e improvvisare partendo da brani divenuti ormai classici, la serata si tradurrà in un itinerario creativo dalla macchina all’esecuzione dal vivo.

Tre

Avremo un contatto fra dato storicizzato e attualità nel secondo appuntamento che lunedì 29 gennaio presenterà una pietra miliare nella storia del cinema muto, La corazzata Potëmkin di Sergej Michailovic Ejzenštejn, corredata di una nuova colonna sonora elaborata da Edison Studio coniugando strumenti tradizionali e live electronics. Nel centenario della sua prima rappresentazione, ma soprattutto nel centenario della fine di quella Prima guerra mondiale che ne aveva indirettamente provocato la creazione, venerdì 9 febbraio rivedremo L’Histoire du soldat di Igor Stravinskij e Charles Ferdinand Ramuz, interpretata dal “musicattore” Luigi Maio ed eseguita da strumentisti dell’ensemble Windkraft e dei Virtuosi Italiani diretti da Stefano Ferrario. Ancora Stockhausen in una dimensione insolita nello spettacolo di mercoledì 21 marzo nel quale i

appuntamenti al SanbAclub

Grazie a una collaborazione fra Centro Servizi Culturali S. Chiara e Fiabamusic il Teatro SanbàPolis ospiterà nel corso della stagione 2017/2018 alcuni concerti che avranno per protagonisti artisti che fanno riferimento al panorama nazionale della musica indipendente. Il primo appuntamento è fissato per giovedì 9 novembre alle ore 21.00 con il cantautore/rapper COEZ e con il suo “Faccio un casino Tour”. Altri due concerti seguiranno nei mesi di marzo e aprile.

burattini di Luciano Gottardi animeranno la rassegna dei dodici segni dello Zodiaco cui dà suono la partitura celeberrima di Tierkreis, che sarà presentata nella versione per flauto, clarinetto e pianoforte. Chiusura alla grande venerdì 11 maggio con il centenario dei Balli plastici di Fortunato Depero. Lo spettacolo, andato in scena a Milano nel 1918, sarà rivissuto creativamente riproponendo in un contesto coreografico del tutto nuovo le scenografie del pittore e le musiche assemblate in quella circostanza da Alfredo Casella, con pezzi di Casella stesso, Gian Francesco Malipiero, Béla Bartók e Gerald Thirwitt (Lord Berners). Si tratta di una produzione ambiziosa, che vedrà collaborare con il Centro S. Chiara alcune realtà culturali della città della Quercia: la Compagnia Abbondanza/Bertoni, l’Associazione Filarmonica, il Festival SetteNovecento e il MART.


Le Muse 67

Se l’Intelligenza Artificiale potesse sognare, sognerebbe la nuova Audi A5.

Nuova Audi A5. Engineered with soul. Basta uno sguardo per capire che nuova Audi A5 è l’evoluzione di un’icona: linee e proporzioni sportive, design sofisticato e performance ancora più intense. E grazie ad Audi connect e alle innovative tecnologie di Audi Intelligent Assistance, come Audi pre sense city e traffic jam assist, l’auto del futuro è già realtà. Con Audi A5, partendo da un capolavoro ne abbiamo creato un altro. Scopritela nel nostro Showroom e su audi.it Gamma A5. Valori massimi: consumo di carburante (l/100 km): ciclo urbano 9,8 - ciclo extraurbano 5,9 - ciclo combinato 7,3; emissioni CO2 (g/km): ciclo combinato 166.

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68 Le Muse

“Transiti”: Giunta alla terza edizione, la rassegna “Transiti” prosegue il proprio cammino rimanendo fedele alla vocazione originaria, riassumibile nell’intento di testimoniare l’attualità con produzioni nazionali e internazionali capaci di rappresentare tanto le tradizioni quanto l’esplorazione di nuovi territori. Da ciò deriva il sottotitolo “Musiche in movimento”, idealmente personificato in questa circostanza da Emel Mathlouthi. Una sua canzone – “Kelmti Horra”, traducibile come “La mia parola è libera” – divenne inno spontaneo dei manifestanti durante la Rivoluzione dei Gelsomini, che nel gennaio 2011 portò alla caduta del dittatore tunisino Ben Alì. Lei stessa intonò il medesimo brano nel dicembre 2015 a Oslo, in occasione della cerimonia di conferimento del Nobel per la Pace al Quartetto del Dialogo Nazionale, promotore del pluralismo democratico nel paese. È dunque molto più di una cantante artisticamente dotata: esule a Parigi dal 2008, dopo che in patria la sua musica era stata bandita, e trasferitasi poi oltreoceano, non ha mai reciso i legami con il luogo di provenienza, associando le suggestioni sonore del Maghreb alle modalità raffinate di certo pop occidentale. Esemplare è l’album “Ensen”, dall’evidente natura cosmopolita, essendo stato registrato fra Islanda, Svezia, Francia e Stati Uniti. Benché formalmente diversissimo, scaturisce da un’attitudine analoga il linguaggio espressivo di Arto Lindsay. Newyorkese di

movimento nascita, ma segnato in profondità dall’esperienza compiuta in età infantile al seguito dei genitori missionari in Brasile, egli condensa in musica l’essenza di quel tragitto esistenziale: da un lato si coglie il riverbero del furore post punk che agitava la Lower East Side di Manhattan a fine anni Settanta, dall’altro è nitida l’eco del tropicalismo di Caetano Veloso e Tom Zé (dei quali non a caso è stato produttore). Chitarrista autodidatta e cantante sui gene-

ris, dice di sé: «Sono sempre stato un musicista interessato ai cambiamenti, alle trasformazioni, alle interazioni e alle contaminazioni che possono nascere fra generi molto differenti». È lui ad aprire un trittico di virtuosi dello strumento, il cui secondo esponente è Lee Ranaldo, fino a qualche anno fa nei ranghi dei Sonic Youth: band cruciale nella storia recente del rock americano. Da quando è cessata l’attività del gruppo con

Un viaggio musicale che mette in comunicazione il Maghreb con New York transitando dall’Italia, architettato sulla scorta di una mappa nella quale linguaggi e cittadinanze si ridefiniscono alla luce dei cambiamenti in atto. © Lizenz CC 3.0

musiche in

appuntamenti

di Alberto Campo

Giovedì 23 novembre 2017 Lunedì 13 novembre 2017

Arto Lindsay

William Basinski “A Shadow in Time” (preview “Distretto 38”)


Le Muse 69 Smith – affronta i canoni del rock in chiave avant-garde: lo si percepisce ascoltando gli album editi finora dal trio, “Party Intellectuals” (2008) e “Your Turn” (2013). Inserito in cartellone con valenza di anteprima del festival “Distretto 38”, l’appuntamento di cui è protagonista William Basinski dirotta l’itinerario verso il suono elettronico. In origine clarinettista di scuola accademica, l’artista statunitense crea paesaggi sonori traendo ispirazione dal minimalismo di Steve Reich, dall’ambient music di Brian Eno e dai precetti della musique concrète (ad esempio con la manipolazione di nastri magnetici: tecnica impiegata per realizzare la quadrilogia “Disintegration Loops”, apice della sua carriera). Così facendo, ha definito un codice comunicativo al tempo stesso sperimentale ed emotivamente coinvolgente: lo conferma in maniera eloquente la suite “For David Robert Jones”, concepita in memoria di Bowie su commissione della galleria d’arte Volume di Los Angeles, che abbinata alla

composizione omonima dà forma sia al disco “A Shadow in Time” sia all’esibizione dal vivo. Completa il programma, consolidando la partnership con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la sonorizzazione originale del classico del muto “The Last Command” (“Crepuscolo di gloria”) di Josef von Sternberg affidata ai Julie’s Haircut. Fra le band più longeve della scena indipendente italiana, nell’arco di due decenni la formazione emiliana ha perfezionato via via una visione psichedelica del rock assai apprezzata all’estero: ne è prova la residenza britannica dell’etichetta Rocket Recordings, editrice a febbraio dell’album “Invocation and Ritual Dance of My Demon”. Già suggerita in passato dalle riletture di partiture a tema (dal John Carpenter di “Fuga da New York” al Nino Rota de “Il Casanova di Federico Fellini”), l’inclinazione cinematografica del gruppo si manifesta compiutamente in questo allestimento presentato a “Transiti” in prima nazionale.

© Ghaith Ghoufa

il quale è diventato celebre, ha intensificato il ritmo lavorativo da solista, anche in veste di narratore e artista visivo. Prossima ramificazione discografica del suo estro irrequieto sarà “Electric Trim”, dove buona parte dei testi delle canzoni è stata elaborata insieme all’affermato scrittore Jonathan Lethem. Ad affiancarlo nella trasposizione in concerto di quel repertorio è un trio di musicisti di cui fanno parte i pluristrumentisti spagnoli Raul “Refree” Fernandez e Cayo Machancoses. Ultimo in ordine di apparizione, Marc Ribot potrebbe sintetizzare il proprio status semplicemente elencando alcuni dei fuoriclasse che si sono avvalsi del suo talento: Tom Waits, Elvis Costello e David Sylvian, senza dimenticare il nostro Vinicio Capossela, fra i suoi massimi estimatori. Stilisticamente versatile, come dimostrano le avventure che l’hanno condotto volta per volta al jazz radicale e alla musica cubana, con il progetto “Ceramic Dog” – spalleggiato dal bassista Shahzad Ismaily e dal batterista Ches

Venerdì 6 aprile 2018

Julie’s Haircut Giovedì 8 febbraio 2018

Martedì 6 marzo 2018

Emel Mathlouthi

Lee Ranaldo Band

Sonorizzazione del film di Josef von Sternberg “The Last Command” (in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino)

Sabato 28 aprile 2018

Marc Ribot Ceramic Dog


STAGIONE DI CINEMA AUDITORIUM MELOTTI ROVERETO 70 Le Muse

La programmazione cinematografica del Centro Servizi Culturali Santa Chiara si concentra nella nuova stagione interamente sullo spazio dell’Auditorium “Fausto Melotti” e rilancia la collaborazione con il Nuovo Cineforum Rovereto, per proporre un programma di proiezioni tra cinema e arti e incontri con gli autori.

SETTEARTI La rassegna Settearti, dedicata al documentario d’arte e al cinema d’artista, si aprirà martedì 24 ottobre in collaborazione con il MART ospitando la regista e artista Ra Di Martino per il suo tour di presentazione dell’ambizioso Controfigura con Filippo Timi e Valeria Golino, commissionato e prodotto per il progetto Museo Chiama Artista 2016, che ha debuttato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. La successiva proposta sarà, martedì 28 novembre, il “kolossal d’artista” Manifesto del tedesco Julian Rosefeldt, uno degli artisti contemporanei più noti e quotati, con Cate Blanchett. Si tratta di un’affascinante rivisitazione attraverso tredici scenari e personaggi, tutti camaleonticamente interpretati dall’attrice australiana due volte premio Oscar: dei più importanti manifesti politici, artistici e letterari del ’900. Chiude la programmazione di dicembre l’acclamato documentario Dancer di Steven Cantor sulla vita e la carriera di Sergei Polunin, il James Dean della danza; secondo il New York Times il ballerino più dotato della sua generazione. Classe 1989, origini ucraine, Polunin si colloca come diretto discendente di quella stirpe di geniali e sensuali danzatori che, da Nijinsky passando per Nureyev, ha infiammato i palcoscenici dei teatri di tutto il mondo. Gli appuntamenti di Settearti riprenderanno poi a gennaio con una nuova programmazione e nuovi ospiti e proseguiranno fino ad aprile.

CINEMA PRESENTE Si intitola Cinema Presente la nuova rassegna che proporrà proiezioni in anteprima accompagnate da occasioni per conoscere i registi e scoprire motivazioni e segreti del loro lavoro. Il primo appuntamento è in calendario venerdì 27 ottobre con il regista Alessandro Comodin, autore dell’acclamato L’estate di Giacomo, per una conversazione sul suo lavoro con il responsabile del programma Sergio Fant, e la prima proiezione in regione del suo secondo lungometraggio I tempi felici verranno presto, presentato alla “Semaine de la Critique” del festival di Cannes


Le Muse 71 Ingresso Intero Con tessera Nuovo Cineforum Rovereto Tessera Nuovo Cineforum Rovereto

¤ 5,00 ¤ 3,00 ¤ 10,00

La tessera del Nuovo Cineforum Rovereto consentirà di acquistare l’ingresso ridotto per le proiezioni del martedì, del venerdì e per gli appuntamenti della stagione dell’Auditorium Melotti organizzati dal Centro Servizi Culturali S. Chiara Il gioco del cinema Ingresso gratuito (prenotazione consigliata) pinfo@centrosantachiara.it Tel. 0461 213834 lunedì-sabato 10.00-19.00

2016 e in molti altri prestigiosi festival internazionali. Venerdì 1 dicembre sarà ospite il regista milanese Claudio Casazza per la prima trentina di Un altro me, l’acclamato documentario che per la prima volta in Italia affronta il tema della violenza sessuale avvicinando i carnefici, durante un anno di riprese nel carcere di Bollate con un gruppo di sex offenders e gli psicologi: primo tentativo di trattamento e presa in carico di autori di reati sessuali nella realtà penitenziaria italiana. Ulteriori appuntamenti con Cinema Presente saranno programmati da gennaio a marzo.

CINEMART La selezione di film curata dal Nuovo Cineforum Rovereto presenta, nel periodo ottobre/dicembre 2017, alcuni dei migliori film della stagione, con uno sguardo particolare alle voci più fresche e originali del panorama contemporaneo e una importante parentesi dedicata all’esordio di uno dei più grandi registi di sempre: David Lynch. Ogni martedì sarà dedicato a un viaggio ricco di colpi di scena: si inizierà il 10 ottobre in compagnia di Personal Shopper di Olivier Assayas e avremo il privilegio di ammirare il 17 ottobre la versione restaurata di Eraserhead - La mente che cancella, lo straordinario esordio del grande maestro David Lynch. Gireremo a perdifiato nella notte berlinese il 31 ottobre con Victoria di Sebastian Schipper; assisteremo a una surreale riunione familiare il 7 novembre con Sierranevada di Cristi Puiu e faremo un salto indietro nel tempo all’indomani della fine della Grande Guerra il 14 novembre con il film di Brady Corbet L’infanzia di un capo. Grazie ad Asaph Polonsky impareremo a socializzare con i vicini di casa di Una settimana e un giorno il 21 novembre, verremo catapultati nel jet set della musica indie il 5 dicembre con Song to song di Terence Malick e con Le Ardenne di Robin Pront impareremo a conoscere il 12 dicembre la provincia belga.

IL GIOCO DEL CINEMA La novità di quest’anno si chiama Il gioco del cinema, un ciclo di laboratori didattici sul tema del cinema dedicati a bambine e bambini. Ogni prima domenica del mese a partire da novembre ospiteremo alcuni laboratori rivolti ai bambini, che avranno modo di scoprire i segreti e i trucchi del cinema cimentandosi con le tecniche dell’animazione e del montaggio per realizzare il loro primo cortometraggio. Un appuntamento inedito e imperdibile per avvicinare i più piccoli alla magia della settima arte. Il primo appuntamento è fissato per domenica 5 novembre con Matteo Ninni de L’aborigeno che metterà i piccoli registi all’opera per creare un film di animazione attraverso la costruzione di marionette di cartone che saranno successivamente animate con la tecnica dello stop motion. Si proseguirà domenica 3 dicembre con Michela Facchinetti di Kiwilab che proporrà piccole situazioni e storie con protagonisti bambini e ragazzi “animati” frame by frame.


72 Le Muse

Calendario

STAGIONE 2017-2018 sabato

14

ore 21.00

martedì

17

ore 21.00

mercoledì

18

ore 21.00

giovedì

19

ore 21.00

sabato

21

ore 16.30

martedì

24

ore 21.00

sabato

4

ore 20.30

InDanza Rovereto

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

domenica

5

CANTICO DEI CANTICI Virgilio Sieni

ore 16.00

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

domenica

ERASERHEAD

5

InDanza Bolzano

ore 16.00

BOLZANO - Teatro Cristallo

HOPERA

domenica

E.sperimenti Dance Company

5

Jazz’About TRENTO - Teatro SanbàPolis

ore 16.30

AZYMUTH

martedì

7

Festa del Teatro TRENTO - Teatro Sociale

ore 20.30

LES IRRÉELS

martedì

Cie Créature

7

Settearti ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

ore 21.00

CONTROFIGURA

mercoledì

di Rä Di Martino

8

Cinema Presente

martedì

31

ore 20.30

martedì

31

ore 21.00

martedì

31

ore 20.30

giovedì

I TEMPI FELICI VERRANNO PRESTO

9

di Alessandro Comodin

ore 20.30

InDanza Trento

venerdì

TRENTO - Teatro Sociale

AUTOBIOGRAPHY W. McGregor

Prima nazionale

27

ore 20.30

Cinemart

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

ore 20.30

11

VICTORIA

Grande Prosa

10

sabato

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti Prima assoluta

venerdì

ROVERETO Basement Auditorium Melotti ore 18.30 Conversazione con il regista Alessandro Comodin Auditorium Fausto Melotti ore 21.00

mercoledì

1

Grande Prosa

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA

ore 20.30

di Fausto Paravidino

giovedì

Grande Prosa

2

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA

ore 20.30

di Fausto Paravidino

venerdì

Grande Prosa

3

ore 20.30

venerdì

3

ore 21.00

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Jazz’About TRENTO - Teatro Auditorium

SUN RA ARKESTRA

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Grande Prosa TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro Auditorium Antoniano di Bologna, Fondazione Aida, Centro Servizi Culturali S. Chiara

IL MAGICO ZECCHINO D’ORO di Raffaele Latagliata, Pino Costalunga

Il gioco del cinema ROVERETO - Basement Auditorium Melotti

LABORIGENO

Evento all’interno di Mart Open Day

Grande Prosa TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

SIERRANEVADA Grande Prosa

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Grande Prosa TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Grande Prosa TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro SanbàPolis

ore 16.00

LE NUOVE AVVENTURE DEI MUSICANTI DI BREMA

sabato

Grande Prosa

11

ore 20.30

novembre

Grande Prosa

domenica

12

ore 16.00

domenica

12

ore 16.00

lunedì

13

ore 21.00

martedì

14

ore 21.00

giovedì

16

ore 20.30

Teatro Due Mondi

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro SanbàPolis

LE NUOVE AVVENTURE DEI MUSICANTI DI BREMA Teatro Due Mondi

Grande Prosa TRENTO - Teatro Cuminetti

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA di Fausto Paravidino

Transiti TRENTO - Teatro SanbàPolis

ARTO LINDSAY Cinemart

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

L’INFANZIA DI UN CAPO Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

di Luigi Pirandello

ottobre


Le Muse 73

venerdì

17

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

giovedì

di Luigi Pirandello

ore 18.00

ore 20.30

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

venerdì

Danza Verticale

17

ore 21.00

sabato

18

ore 16.00

sabato

18

ore 20.30

domenica

19

ore 16.00

domenica

19

TRENTO - Teatro SanbàPolis

AUPRÈS DE MON ARBRE Cie Rêve De Singe

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro Cuminetti

BECCO DI RAME Teatro del Buratto

Grande Prosa

ore 20.30

giovedì

23

ore 21.00

giovedì

23

ore 21.00

sabato

25

ore 16.00

domenica

26

ore 16.00

lunedì

27

ore 21.00

martedì

28

ore 20.30

martedì

28

ore 21.00

mercoledì

29

30

ore 21.00

TRENTO - Teatro SanbàPolis

CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

IL CORPO SUSSURRANDO Balletto Teatro di Torino

dicembre

BECCO DI RAME Teatro del Buratto

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

venerdì

1

ore 18.00

di Luigi Pirandello

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

UNA SETTIMANA E UN GIORNO InDanza Bolzano

LO SCHIACCIANOCI

Daniele Cipriani Entertainment

Altre Tendenze ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

PUEBLO

di Ascanio Celestini

Transiti TRENTO - Teatro SanbàPolis

WILLIAM BASINSKI

“A Shadow in Time” (preview “Distretto 38”)

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro Cuminetti

LA REGINA DELLE NEVI

venerdì

1

sabato

2

ore 18.00

domenica

3

ore 16.30

domenica

3

ore 18.00

Anch’io a teatro con mamma e papà

martedì

TRENTO - Teatro Cuminetti

LA REGINA DELLE NEVI PICCOLA OPERINA ROCK

Le Nuvole/Casa del contemporaneo

Jazz’About TRENTO - Teatro Auditorium

THUNDERCAT InDanza Trento

TRENTO - Teatro Sociale

AETERNUM Los Vivancos

Settearti ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

5

ore 21.00

mercoledì

6

ore 21.00

giovedì

7

ore 20.30

venerdì

8

MANIFESTO

ore 20.30

Altre Tendenze

9

di Julian Rosefeldt ROVERETO - Basement Auditorium Melotti JA versione site-specific di

squares do not (normally) appear in nature

giovedì

Scappo a teatro TRENTO - Teatro Auditorium

TREASURE ISLAND CARRIBEAN ADVENTURE

The Play Group

ROVERETO - Basement Auditorium Melotti JA versione site-specific di

squares do not (normally) appear in nature OHT | Office for a Human Theatre idea e regia di Filippo Andreatta ROVERETO - Biblioteca Civica di Rovereto Sala multimediale ore 18.30 Conversazione con il regista Claudio Casazza Auditorium Fausto Melotti ore 21.00

UN ALTRO ME di Claudio Casazza

PICCOLA OPERINA ROCK

Le Nuvole/Casa del contemporaneo

Altre Tendenze

Cinema Presente

BOLZANO - Teatro Comunale

OHT | Office for a Human Theatre idea e regia di Filippo Andreatta

ore 10.00

InDanza Rovereto

TRENTO - Teatro Cuminetti

ore 18.00

30

giovedì

Anch’io a teatro con mamma e papà

Cinemart

22

OHT | Office for a Human Theatre idea e regia di Filippo Andreatta

30

ore 21.00

di Luigi Pirandello

martedì

mercoledì

squares do not (normally) appear in nature

Jazz’About

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

ore 16.00

21

giovedì

ROVERETO - Basement Auditorium Melotti JA versione site-specific di

TRENTO - Teatro Sociale

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

ore 21.00

30

Altre Tendenze

sabato ore 16.00

sabato

9

ore 20.30

domenica

10

ore 16.00

Altre Tendenze ROVERETO - Basement Auditorium Melotti JA versione site-specific di

squares do not (normally) appear in nature OHT | Office for a Human Theatre idea e regia di Filippo Andreatta

Il gioco del cinema ROVERETO - Mart Open Day

KIWILAB

Evento all’interno di Mart Open Day

Altre Tendenze ROVERETO - Basement Auditorium Melotti JA versione site-specific di

squares do not (normally) appear in nature OHT | Office for a Human Theatre idea e regia di Filippo Andreatta

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

SONG TO SONG Musica Macchina

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

KARLHEINZ STOCKHAUSEN Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

DUE

di Luca Miniero e Astutillo Smeriglia

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

DUE

di Luca Miniero e Astutillo Smeriglia

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro SanbàPolis

UNA STORIA SOTTOSOPRA La Baracca/Testoni Ragazzi

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

DUE

di Luca Miniero e Astutillo Smeriglia

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro SanbàPolis

UNA STORIA SOTTOSOPRA La Baracca/Testoni Ragazzi


74 Le Muse

10

ore 16.00

martedì

12

giovedì

14

ore 20.30

venerdì

15

ore 20.30

sabato

16

DUE

domenica

17

ore 16.00

martedì

19

ore 21.00

martedì

19

giovedì

21

ore 21.00

domenica

24

ore 16.00

lunedì

Cinemart

martedì

LE ARDENNE Grande Prosa

TRENTO - Teatro Sociale

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO

25

martedì

26

ore 20.30

mercoledì

27

ore 20.30

giovedì

28

ore 20.30

ore 16.00

domenica

7

ore 16.00

domenica

7

ore 16.30

giovedì ore 20.30

mercoledì

17

ore 20.30

Grande Prosa

giovedì

TRENTO - Teatro Sociale

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO

18

di Gianfranco Bettin e Marco Paolini

ore 10.00

Grande Prosa

giovedì

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO di Gianfranco Bettin e Marco Paolini

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO di Gianfranco Bettin e Marco Paolini

InDanza Rovereto ROVERETO - Teatro Zandonai

BELLA ADDORMENTATA Junior Balletto di Toscana

Settearti

DANCER

InDanza Bolzano BOLZANO - Teatro Cristallo

BELLA ADDORMENTATA Junior Balletto di Toscana

Natale

18

ore 21.00

sabato

20

ore 16.00

domenica

21

ore 16.00

martedì

23

ore 21.00

giovedì

25

ore 20.30

AU BONHEUR DES VIVANTS

InDanza Rovereto ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

NUOVO PROGRAMMA Serata Anticorpi EXPLO

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film InDanza Bolzano

BOLZANO - Teatro Comunale

CATEDRAL

Patricia Guerrero

Scappo a teatro TRENTO - Teatro Cuminetti

ANIMAL OR MAN? Brianzi International

Altre Tendenze ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

MILITE IGNOTO Quindicidiciotto

di e con Mario Perrotta

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro Cuminetti

ROBINSON CRUSOE. L’AVVENTURA Associazione Teatro Giovani - Teatro Pirata

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro Cuminetti

ROBINSON CRUSOE. L’AVVENTURA Associazione Teatro Giovani - Teatro Pirata

Settearti ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film Grande Prosa

TRENTO - Teatro Sociale

IL CASELLANTE

di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale

Cinema Presente

TRENTO - Teatro Sociale

TRENTO - Teatro Sociale

26

ROVERETO Basement Auditorium Melotti ore 18.30 Conversazione con il regista Auditorium Fausto Melotti ore 21.00

Les Âmes Nocturnes

venerdì

Grande Prosa

Les Âmes Nocturnes

AU BONHEUR DES VIVANTS Natale TRENTO - Teatro Sociale

AU BONHEUR DES VIVANTS Les Âmes Nocturnes

Natale TRENTO - Teatro Sociale

AU BONHEUR DES VIVANTS Les Âmes Nocturnes

Natale TRENTO - Teatro Sociale

AU BONHEUR DES VIVANTS Les Âmes Nocturnes

gennaio

6

16

ore 21.00

di Gianfranco Bettin e Marco Paolini

Natale

ore 20.30

12

ore 21.00

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

ore 21.00

venerdì

di Luca Miniero e Astutillo Smeriglia

TRENTO - Teatro Sociale

ore 20.30

11

TRENTO - Teatro Sociale

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

ore 21.00

sabato

Grande Prosa

Anch’io a teatro con mamma e papà TRENTO - Teatro Cuminetti

VASSILISSA E LA BABARACCA Associazione culturale Kuziba

Anch’io a teatro con mamma e papà

venerdì

26

ore 20.30

sabato

27

ore 20.30

domenica

28

ore 16.00

lunedì

29

ore 21.00

martedì

30

ore 21.00

mercoledì

31

ore 21.00

Proiezione film

TRENTO - Teatro Sociale

IL CASELLANTE

di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

IL CASELLANTE

di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

IL CASELLANTE

di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale

Musica Macchina ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti Sonorizzazione del film

La corazzata Potëmkin a cura di Edison Studio

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film Altre Tendenze

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

GEPPETTO E GEPPETTO di Tindaro Granata

TRENTO - Teatro Cuminetti

VASSILISSA E LA BABARACCA Associazione culturale Kuziba

Il gioco del cinema ROVERETO - Basement Melotti

Laboratorio didattico

Evento all’interno di Mart Open Day

Altre Tendenze TRENTO - Teatro Sociale

SOCRATE IL SOPRAVVISSUTO Come le foglie

Dal romanzo “Il sopravvissuto” di Antonio Scurati

domenica


Le Muse 75

febbraio giovedì

1

ore 21.00

venerdì

2

ore 21.00

sabato

3

ore 16.00

domenica

4

ore 16.00

domenica

4

ore 16.30

martedì

6

ore 20.30

martedì

6

ore 21.00

giovedì

8

ore 10.00

giovedì

8

ore 20.30

giovedì

8

ore 21.00

venerdì

9

ore 20.30

venerdì

9

ore 21.00

domenica

11

ore 16.00

martedì

13

ore 21.00

venerdì

16

ore 21.00

sabato

17

ore 20.30

martedì

BOLZANO - Teatro Cristallo

DOLORES HOTEL

Tango e le altre storie Compagnia Tango Brujo

Danza Verticale TRENTO - Teatro SanbàPolis

TIRAVOL

Compagnia Daraomaï

Anch’io a teatro con mamma e papà

27

Omaggio a Hans Van Manen Introdans

Cinemart

Proiezione film

marzo

TRENTO - Teatro Cuminetti

IL PAESE SENZA PAROLE ROVERETO - Basement Melotti

TRENTO - Teatro Sociale

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

ore 21.00

Anch’io a teatro con mamma e papà

Il gioco del cinema

InDanza Trento

HOORAY FOR HANS!

martedì

Rosso Teatro/Atelier Teatro Danza

giovedì

1

Grande Prosa

TRENTO - Teatro Sociale

SORELLE MATERASSI

Laboratorio didattico

ore 20.30

libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi

Operetta

venerdì

Grande Prosa

Evento all’interno di Mart Open Day TRENTO - Teatro Sociale

LA PRINCIPESSA SISSI Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film Scappo a teatro

TRENTO - Teatro Cuminetti

HERE COMES THE TRAIN Action Theatre in English

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

IL PADRE

di Florian Zeller

Transiti TRENTO - Teatro SanbàPolis

EMEL MATHLOUTHI Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

IL PADRE

di Florian Zeller

Musica Macchina ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

L’HISTOIRE DU SOLDAT di Igor Stravinskij

2

ore 20.30

venerdì

2

ore 21.00

sabato

3

ore 20.30

domenica

4

ore 16.00

domenica

4

ore 16.30

martedì

6

ore 10.00

martedì

6

Grande Prosa

ore 21.00

TRENTO - Teatro Sociale

martedì

IL PADRE

di Florian Zeller

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film Jazz’About

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

KAMAAL WILLIAMS ENSEMBLE Altre Tendenze TRENTO – Teatro Sociale

IL CIELO NON È UN FONDALE di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

giovedì

Altre Tendenze

ore 21.00

27

ore 20.30

IL PAESE SENZA PAROLE

Rosso Teatro/Atelier Teatro Danza

ROVERETO Basement Auditorium Melotti ore 18.30 Conversazione con il regista Auditorium Fausto Melotti ore 21.00

Proiezione film

martedì

TRENTO - Teatro Cuminetti

20 22

23

InDanza Bolzano

Settearti

ore 21.00

Cinema Presente

venerdì

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

L’ARTE DEL TEATRO di Pascal Rambert

6

ore 21.00

TRENTO - Teatro Sociale

SORELLE MATERASSI

libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi

InDanza Rovereto ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

VON

Compagnia STALKER_Daniele Albanese

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

SORELLE MATERASSI

libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

SORELLE MATERASSI

libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi

Il gioco del cinema ROVERETO - Basement Melotti

Laboratorio didattico

Evento all’interno di Mart Open Day

Scappo a teatro TRENTO - Teatro Cuminetti

SKREEK - A COMIC REVOLUTION TWOF2 + dascollectiv

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film Transiti

TRENTO - Teatro SanbàPolis

LEE RANALDO BAND

giovedì

Jazz’About

ore 21.00

JAMES SENESE & NAPOLI CENTRALE

venerdì

Altre Tendenze

8

9

ore 20.30

venerdì

9

ore 21.00

martedì

13

ore 21.00

giovedì

15

ore 20.30

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

TRENTO - Teatro Sociale

ANIMALI DA BAR di Gabriele Di Luca

Danza Verticale TRENTO - Teatro SanbàPolis

D’ICI-BAS

Cie Lève un Peu les Bras

Cinemart ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film Grande Prosa

TRENTO - Teatro Sociale

SMITH & WESSON di Alessandro Baricco


76 Le Muse

Grande Prosa

16

TRENTO - Teatro Sociale

SMITH & WESSON

ore 20.30

sabato

17

ore 20.30

giovedì

di Alessandro Baricco

18

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

SMITH & WESSON di Alessandro Baricco

ore 16.00

martedì

InDanza Trento

20

TRENTO - Teatro Sociale

CLOWNS + CREAZIONE 2018 Hofesh Shechter / Shechter II

ore 20.30

martedì

Settearti

20

Proiezione film

mercoledì

21

giovedì

Musica Macchina ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

22

5

venerdì

6

venerdì

6

sabato

Cinema Presente

ore 18.30

ROVERETO Basement Auditorium Melotti ore 18.30 Conversazione con il regista Auditorium Fausto Melotti ore 21.00

venerdì

Grande Prosa

23

Proiezione film

23

TRENTO - Teatro Sociale

IL NOME DELLA ROSA

di Stefano Massini • dal romanzo di Umberto Eco

ore 20.30

venerdì

Jazz’About

23

TRENTO - Teatro SanbàPolis

ore 21.00

sabato

24

domenica

25

TRENTO - Teatro Sociale

IL NOME DELLA ROSA

di Stefano Massini • dal romanzo di Umberto Eco

ore 16.00

martedì

Scappo a teatro

27

TRENTO - Teatro Cuminetti

IO NON SONO QUEL CHE SONO

ore 10.00

martedì

27

mercoledì

28

giovedì

Altre Tendenze TRENTO - Teatro Sociale

29

ore 21.00

ore 21.00

mercoledì

11

17

ore 20.30

martedì

17

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

Proiezione film Scappo a teatro

TRENTO - Teatro SanbàPolis

PICCOLI EROI… ai figli partiti Teatro del Piccione

di Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti di Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi

Transiti TRENTO - Teatro SanbàPolis

JULIE’S HAIRCUT

Sonorizzazione del film di Josef von Sternberg “The Last Command”

Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti di Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi

Grande Prosa TRENTO - Teatro Sociale

Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti di Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi

Cinemart

Proiezione film InDanza Bolzano

BOLZANO - Teatro Comunale

14 DAYS BalletBoyz

Altre Tendenze TRENTO - Teatro Sociale

MA

di Linda Dalisi

Settearti ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

ore 21.00

venerdì

20

venerdì ore 21.00

lunedì

Proiezione film InDanza Trento

TRENTO - Teatro Sociale

I AM BEAUTIFUL Compagnia Zappalà

Altre Tendenze ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

TEATRO - GIORNALE

4 quadri tratti dai testi di Roberto Cavosi

Scappo a teatro

23

TRENTO - Teatro Cuminetti

sabato

Cinemart

Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

InDanza Bolzano

aprile

mercoledì

10

ore 10.00

Compagnia 320 chili / Sosta Palmizi

3

martedì

di Emma Dante

AI MIGRANTI

TRENTO - Teatro Sociale

IL SECONDO FIGLIO DI DIO

ore 16.00

20

BOLZANO - Teatro Cristallo

ore 21.00

8

Cinemart

BESTIE DI SCENA

ore 20.30

domenica

ore 20.30

Proiezione film

Grande Prosa

IL SECONDO FIGLIO DI DIO

AttivaMente

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

ore 21.00

7

ore 20.30

Grande Prosa

Grande Prosa

Teatro del Piccione

TRENTO - Teatro Sociale

martedì

di Stefano Massini • dal romanzo di Umberto Eco

ore 20.30

PICCOLI EROI… ai figli partiti

Grande Prosa

ore 20.30

IL NOME DELLA ROSA

TRENTO - Teatro SanbàPolis

(in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino)

GILLES PETERSON “Worldwide” TRENTO - Teatro Sociale

Scappo a teatro

IL SECONDO FIGLIO DI DIO

ore 20.30

Grande Prosa di Stefano Massini • dal romanzo di Umberto Eco

LA DANZA DELLE LIBELLULE

IL SECONDO FIGLIO DI DIO

ore 20.30

ore 21.00

IL NOME DELLA ROSA

venerdì

ore 10.00

giovedì

STOCKHAUSEN

TRENTO - Teatro Sociale

ore 20.30

4

ore 10.00

Tierkreis/Zodiaco

ore 21.00

martedì

5

ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

ore 21.00

Operetta TRENTO - Teatro Sociale

Grande Prosa

SMITH & WESSON

domenica

4

di Alessandro Baricco

TRENTO - Teatro Sociale

ore 20.30

mercoledì

SUPERABILE

Teatro La Ribalta/Kunst der Vielfalt

Transiti

28

TRENTO - Teatro SanbàPolis

ore 21.00

MARC RIBOT CERAMIC DOG

maggio

giovedì

3

ore 21.00

venerdì

11

ore 21.00

Jazz’About ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

APPUNTAMENTO JAZZ’ABOUT Musica Macchina ROVERETO - Auditorium Fausto Melotti

BALLI PLASTICI

Con la Compagnia Abbondanza/Bertoni

venerdì


TRENTO Teatro Auditorium Santa Chiara

TEATRO AUDITORIUM  SANTA  CHIARA  -­‐  VIA  SANTA  CROCE  67  -­‐  38122  TRENTO  -­‐  CODICE  BIGLIETTERIA  0181180218722 24

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settore non  numerato

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REGIA

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11

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4

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8

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7

9

6

3

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2

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5

5

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4

1

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1

3

9

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8

8

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16

2

3

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7

2

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5

9

1

1

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3

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12

1

1

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1

2

2

1

1

26

25

25

23

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26

26

24

24

23

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27

27

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28

28

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30

29

29

27

27

26

20

21

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25

22

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26

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21

20

19

19

18

17

16

15

14

22

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20

20

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15

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21

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20

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24

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21

20

19

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32

28

29

28

26

34

30

31

12

29

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31

25

6

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23

4

22

3 2 17

19

18

20

20

19

24

25

24

23

21

21

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29

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26

25

26

25

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22

22

21

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31

30

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16

35

15

35

14

30

29

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26

27

26

25

23

23

22

32

31

32

33

32

21 20

32

19

38

39

19bis 18bis

37

36

36

33

34

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42

41

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26

24

24

23

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29

28

29

28

27

25

25

836 4 840

22 30

30

17

36

13

28

9 8

27

28

29

POSTI A  SEDERE   POSTI  CARROZZINE TOTALE  CAPIENZA

23

18

11

28

10

5

35

34

33

30

29

28

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32

7

23

23

1

32

31

31

27

26

22

21

31

30

30

24

18

31

30

29

30

32

31

30

31

29

30

26

27

28

26

29

33

32

31

32

31

34

33

32

33

35

34

33

36

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37

7

45

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43

5

8

46

45

44

43

44

41

42

40

40

41

6

9

47

46

45

45

42

7

10

48

47

46

8

11

49

48

12

50

46

30

PALCOSCENICO

TRENTO Teatro Sociale

ROVERETO Auditorium Fausto Melotti

x4

TRENTO Teatro SanbàPolis

TRENTO Teatro Cuminetti


Le Muse - autunno 2017  

Tutte le stagioni di teatro, danza, musica e cinema di Trento e Rovereto. A cura del Centro Servizi Culturali S.Chiara.