Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale

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PROVINCIA DI NUORO

UNIONE EUROPEA Fondo Sociale Europeo

Settore Lavoro, Formazione Professionale e Politiche Sociali

REPUBBLICA ITALIANA

Piano annuale di Formazione Professionale della Provincia di Nuoro - Annualità 2009-2010

PERCORSI PER LA CULTURA SINTESI DELL’ATTIVITà DEL CORSO DI QUALIFICA Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale

Sede di Macomer



Le ragioni del percorso formativo La catalogazione è il presupposto fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale: le attività di censimento e documentazione consentono infatti, sulla base di standard e di metodologie condivise a livello nazionale, di ricostruire l’identità e la valenza dei beni, collocandoli nel contesto delle relazioni storiche, logiche e spaziali. Acquista perciò particolare importanza la formazione di specifiche competenze destinate al settore della conservazione e valorizzazione dei beni culturali, con programmi didattici finalizzati alla creazione di profili professionali specializzati che meglio rispondano alle emergenti esigenze di divulgazione degli strumenti e metodi catalografici. Il percorso formativo proposto mira a colmare un vuoto di formazione avanzata nell’area della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale che interessa l’intera Sardegna e che, in gran parte, contraddice le esigenze di qualificazione professionale richiamate nel Nuovo codice per i beni culturali e paesaggistici in vigore dal 2004, ove viene riservata particolare attenzione al problema della tutela e della valorizzazione dei beni culturali e si appoggia sul massimo organismo regionale in materia: l’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE), sul Museo d’Arte della Provincia di Nuoro (MAN), sul Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada e sul Museo del pane rituale di Borore. Quattro icone del territorio capaci di garantire al progetto un livello culturale, scientifico, storico e di qualità indiscutibile. Nello specifico, la recente Legge nazionale obbliga tutti gli Enti pubblici e privati a conservare la propria documentazione, a inventariarla e renderla fruibile e, pertanto, a dotarsi di figure professionali con elevate capacità e con responsabilità di coordinamento e gestione del patrimonio archivistico e librario. Il corso mira, altresì, a rispondere alle esigenze di formazione di II livello di un territorio con forte presenza di istituzioni specifiche (musei, archivi di Stato, archivi diocesani, archivi privati, biblioteche pubbliche e private, società di servizi, associazioni di categoria e di professioni) e tradizionalmente vocato alla conservazione e allo studio delle fonti storiche. Il percorso ha l’obiettivo di promuovere una gestione integrata delle conoscenze relative al patrimonio culturale sardo, associando i dati di catalogazione alle informazioni geografiche e a quelle relative allo stato di conservazione del patrimonio culturale per leggere in un quadro d’insieme le relazioni che intercorrono tra le diverse tipologie di beni, per effettuare un monitoraggio sul loro stato di conservazione, per evidenziare i rapporti con gli elementi ambientali ed antropici dei diversi territori, per attività finalizzate alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

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Gli obiettivi Il «Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale» deve essere in grado di: • garantire l’omogeneità delle informazioni, la qualità, l’accessibilità e la visibilità dei dati e dei contenuti prodotti per un loro corretto utilizzo e una loro condivisione al fine di contribuire ad aumentare l’interoperabilità tra reti e servizi culturali esistenti • promuovere l’uso di risorse culturali, in particolare digitali, per l’istruzione, la ricerca, il lavoro, i cittadini. • conoscere le forme tipiche di strutturazione delle reti culturali europee e internazionali esistenti nel settore del patrimonio culturale con specifica attenzione ai progetti nazionali di sviluppo dei sistemi informativi digitali, di gestione del patrimonio culturale e di comunicazione digitale. • saper utilizzare gli standard definiti a livello nazionale nell’ambito del Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC), sistema nazionale realizzato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l’acquisizione informatica standardizzata dei dati e la gestione integrata delle conoscenze sul patrimonio culturale italiano, per le differenti tipologie di beni culturali. • saper integrare i dati di catalogazione con le informazioni geografiche. • conoscere le infrastrutture tecnologiche e le soluzioni software per la programmazione e il controllo dell’attività di tutela, conservazione, manutenzione, restauro, gestione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio culturale. • saper valutare la coerenza tra le soluzioni software disponibili e gli obiettivi strategici e operativi per la catalogazione/documentazione, tutela, conservazione, manutenzione, restauro, comunicazione del patrimonio culturale relativi alle attività programmazione e controllo dei progetti di gestione e valorizzazione dello stesso. • saper utilizzare le strategie di gestione dei beni culturali e i sistemi di comunicazione digitale, con specifico riferimento ai parametri di valutazione delle attività svolte. • saper utilizzare i criteri di progettazione organizzativa per attività di ricerca e sviluppo dei sistemi informativi digitali con l’uso delle tecnologie informatiche e multimediali per la catalogazione/documentazione del patrimonio culturale. • saper identificare i vantaggi aggiuntivi e differenziali offerti dalle risorse culturali digitali.

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• saper individuare, attraverso la descrizione informatizzata, in particolare i beni culturali tutelati giuridicamente in ambito nazionale ai sensi della normativa vigente, in particolare il Codice beni culturali e paesaggio e di normative regionali per la tutela e il controllo della trasformazione territoriale. • saper raccogliere, elaborare e confrontare le informazioni relative allo stato di conservazione del patrimonio culturale. • saper organizzare attività rivolte al pubblico per l’educazione al patrimonio culturale. • trasmettere, attraverso la gestione informatizzata della documentazione relativa al patrimonio culturale, i suoi contenuti culturali e simbolici. • organizzare attività di promozione e comunicazione del patrimonio culturale che rappresentano funzioni strategiche della valorizzazione culturale. • saper interrogare e rileggere le testimonianze culturali, attraverso la loro gestione informatizzata, per trasmettere e promuovere valori culturali.

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La figura professionale (dal Repertorio Regionale delle Figure Professionali) Fonte

Sardegna Lavoro – Repertorio Regionale delle Figure Professionali www.sardegnalavoro.it/portal/RRFP_RicercaFiguraProfessionale.aspx

Codice figura

193

Denominazione figura

Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale

Settore

Beni culturali

Descrizione

È un operatore in grado di identificare e valutare il patrimonio culturale esistente al fine della sua tutela, recupero, conservazione e valorizzazione

Ambito di attività

Produzione di beni e servizi

Livello di complessità

Gruppo-livello B

Tipologia rapporti di lavoro

Può lavorare come dipendente della Pubblica amministrazione (Soprintendenze, Istituti centrali e speciali, Musei, ecc...) oppure, molto più frequentemente, come libero professionista con contratto a progetto o alle dipendenze di cooperative o società private.

Collocazione contrattuale

Per l’amministrazione dello Stato si fa riferimento ai contratti di categoria e ai diversi livelli di inquadramento previsti (ex VI, VII, VIII, IX qualifica funzionale). I lavoratori a progetto, invece, percepiscono un compenso prestabilito sulla base del numero di schede compilate.

Collocazione organizzativa

La catalogazione dei beni storico-artistici, architettonici, ambientali richiede un buon grado di autonomia, specialmente nella ricerca archivistica e bibliografica. La figura deve rapportarsi con altri professionisti come storici dell’arte, restauratori, fotografi, ecc... ma anche con chi ha il compito di dirigere le varie fasi del progetto di catalogazione.

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Opportunità sul mercato del lavoro

L’applicazione dell’informatica alla catalogazione dei beni culturali ha dato nuovo impulso a tale attività incrementando, seppur lievemente, il numero dei finanziamenti dedicati ad iniziative di compilazione, trascrizione, aggiornamento e rielaborazione informatica delle schede catalografiche. Per questo motivo si possono prevedere buone opportunità di lavoro, anche se a tempo determinato o a progetto e senza garanzia di continuità.

Percorsi formativi

L’attività di catalogazione richiede una formazione estremamente approfondita e articolata. Sono necessarie conoscenze storico-artistiche, storiche, architettoniche, demoetnoantropologiche, giuridico-amministrative ma anche capacità tecnico-informatiche e di fotoriproduzione. Per questo può essere sufficiente un titolo di istruzione secondaria superiore, ma è preferibile una laurea, un corso di formazione professionale o una esperienza pluriennale nel settore.

Fonti documentarie

Repertorio delle figure professionali messo a disposizione dalla Regione Toscana mediante Protocollo d’intesa di cui alla deliberazione della Giunta della Regione Autonoma della Sardegna n. 27/30 del 17/07/2007.

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Sistemi di classificazione a fini statistici

ISCO 1988 2432 - ARCHIVISTS, LIBRARIANS AND RELATED INFORMATION PROFESSIONALS - Librarians and related information professionals; 2431 - ARCHIVISTS, LIBRARIANS AND RELATED INFORMATION PROFESSIONALS - Archivists and curators; 2141 - ARCHITECTS, ENGINEERS AND RELATED PROFESSIONALS - Architects, town and traffic planners ISTAT Professioni 2.2.2.0 - Architetti, urbanisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio 2.5.4.5 - Archivisti, bibliotecari, conservatori di musei e specialisti assimilati 3.4.4.3 - Tecnici dei musei, delle biblioteche ed assimilati ATECO 2002 F-45.21.1 - Lavori generali di costruzione di edifici K-74.20.1 - Studi di architettura e di ingegneria O-92.51 - Attività di biblioteche e archivi ATECO 2007 F-41.20 - Costruzione di edifici residenziali e non residenziali M-71.11 - Attività degli studi di architettura M-71.12.1 - Attività degli studi di ingegneria R-91.01 - Attività di biblioteche ed archivi Classificazione EXCELSIOR 12.04.03 Specialisti dei beni culturali, bibliotecari e assimilati

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Aree di attività (AdA)

1097 - Attività preliminari e propedeutiche alla redazione catalografica Descrizione della performance Reperire ed organizzare il maggior numero di informazioni sul patrimonio storico-artistico, architettonico e ambientale al fine di individuare le opere da sottoporre a tutela e catalogazione. 1098 - Attività di catalogazione Descrizione della performance Rilevare sistematicamente tutti i dati necessari per la conoscenza, la tutela e la conservazione del patrimonio culturale (beni mobili e immobili) secondo standard e norme di catalogazione nazionali e internazionali. 1098 - Attività di catalogazione Descrizione della performance Rilevare sistematicamente tutti i dati necessari per la conoscenza, la tutela e la conservazione del patrimonio culturale (beni mobili e immobili) secondo standard e norme di catalogazione nazionali e internazionali. 1101 - Valorizzazione Descrizione della performance Promuovere l’accesso ai beni culturali attraverso l’organizzazione di eventi culturali e l’elaborazione delle informazioni a fini divulgativi e scientifici. 1103 - Monitoraggio e conservazione Descrizione della performance Valutare lo stato di conservazione delle opere d’arte per descriverne le caratteristiche e per programmare eventuali interventi di conservazione e restauro.

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AdA 1097 - Attività preliminari e propedeutiche alla redazione catalografica Descrizione della performance

Reperire ed organizzare il maggior numero di informazioni sul patrimonio storico-artistico, architettonico e ambientale al fine di individuare le opere da sottoporre a tutela e catalogazione.

Osservabilità

La prestazione può essere realizzata in condizioni non completamente controllate, soprattutto dal punto di vista spaziale e temporale. Per questi motivi la performance non può essere valutata in condizioni del tutto aderenti alla situazione reale.

Tipologia della performance

Per quanto riguarda la tipologia di performance, nella UC prevale una dimensione di processo. Risulta opportuno, in questo caso, analizzare la performance del candidato nell’ambito, ad esempio, della definizione di un progetto in cui devono essere esplicitate le modalità e i criteri a suo parere più adeguati per individuare e analizzare le opere d’arte da sottoporre a tutela e catalogazione. La tipologia di prova che meglio risponde a tale esigenza è rappresentata dal project work.

Visibilità

Per quanto concerne il criterio della visibilità, la prestazione risulta parzialmente visibile: sarà necessario dunque prevedere una integrazione (ad es. attraverso un colloquio, o specifiche prove oggettive di conoscenza) per esplicitare sia i criteri seguiti nella realizzazione della performance, che alcune conoscenze specialistiche.

Tipologia di prova preferibile

Project-work

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Unità di competenza Codice unità di competenza

1327

Capacità

1. Individuare attraverso ricognizioni e sopralluoghi i beni culturali che possono rispondere a criteri di particolare interesse storico-artistico, architettonico e ambientale 2. Identificare da un punto di vista formale e materiale, le opere d’arte per stabilire i criteri e le metodologie di catalogazione 3. Riconoscere le caratteristiche storiche, materiche, tecniche e stilistiche del bene per collocarlo nel quadro storico-culturale della sua produzione 4. Descrivere un’opera in modo sommario, per settori o capillarmente per rendere possibile il suo riconoscimento e per fornire un supporto per la lettura complessiva dell’opera stessa (tecnica, iconografica, stilistica, ecc...) 5. Reperire il maggior numero di notizie storico-critiche sull’opera attraverso ricerche d’archivio e/o la consultazione di bibliografia 6. Compilare schede di inventario per sintetizzare i dati essenziali per l’identificazione di un’opera (localizzazione, condizione patrimoniale e giuridico-amministrativa, ecc...)

Conoscenze

1. 2. 3. 4.

Bibliografia e biblioteconomia per organizzare in modo corretto le citazioni bibliografiche Archivistica per reperire le fonti di natura archivistica non edite Paleografia per leggere le fonti non a stampa o eventuali antiche trascrizioni manoscritte Storia delle tecniche artistiche per riconoscere ed individuare i materiali e le tecniche utilizzati nella produzione artistica 5. Storia dell’arte del territorio e generale per conoscere l’evoluzione temporale e stilistica della produzione storico-architettonica

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AdA 1098 - Attività di catalogazione Descrizione della performance

Rilevare sistematicamente tutti i dati necessari per la conoscenza, la tutela e la conservazione del patrimonio culturale (beni mobili e immobili) secondo standard e norme di catalogazione nazionali e internazionali.

Osservabilità

La prestazione può essere realizzata in condizioni non completamente controllate, soprattutto dal punto di vista spaziale e temporale. Per questi motivi la performance non può essere valutata in condizioni del tutto aderenti alla situazione reale.

Tipologia della performance

Per quanto riguarda la tipologia di performance, nella UC prevale una dimensione di processo. Risulta opportuno, in questo caso, analizzare la performance del candidato nell’ambito, ad esempio, della definizione di un progetto in cui deve essere esplicitato il processo da seguire per catalogare le opere d’arte. La tipologia di prova che meglio risponde a tale esigenza è rappresentata dal project work.

Visibilità

Per quanto concerne il criterio della visibilità, la prestazione risulta parzialmente visibile: sarà necessario dunque prevedere una integrazione (ad es. attraverso un colloquio, o specifiche prove oggettive di conoscenza) per esplicitare sia i criteri seguiti nella realizzazione della performance, che alcune conoscenze specialistiche.

Tipologia di prova preferibile

Project-work

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Unità di competenza Codice unità di competenza

1328

Capacità

1. Compilare schede di precatalogo per rilevare dati direttamente desumibili dall’osservazione del bene e del suo contesto e fornire un’indicazione delle fonti bibliografiche di maggiore consultazione 2. Compilare schede di catalogo per raccogliere e organizzare scientificamente il maggior numero di informazioni su un’opera, anche attraverso ricerche documentarie e approfondimenti bibliografici 3. Aggiornare schede catalografiche per integrare o correggere alcune informazioni relative all’opera a seguito di restauri, trasferimento di proprietà o revisione delle schede stesse 4. Compilare schede di cataloghi di mostre per comunicare i dati relativi alle opere esposte in modo tale da coniugare informazioni di carattere scientifico e di tipo divulgativo 5. Normalizzare il lessico utilizzato nella descrizione catalografica attraverso l’uso e il confronto con dizionari strutturati, tesauri ecc. 6. Raccogliere una documentazione visiva (fotografie, disegni, rilievi, aerofotografie, ecc...) di un’opera e del contesto in cui è eventualmente inserita per documentare visivamente le sue caratteristiche 7. Utilizzare software di catalogazione (CART, ecc...) per informatizzare i dati catalografici

Conoscenze

1. Normative e metodologie di catalogazione per standardizzare il linguaggio utilizzato nell’attività di catalogazione 2. Storia della catalogazione per conoscere le diverse metodologie adottate nel tempo per la descrizione dei beni culturali 3. Standard di riferimento ICCD per catalogare le diverse tipologie di bene 4. Legislazione per la tutela dei beni culturali (Testo unico) 5. Normativa per l’accesso alle informazioni e la tutela del diritto d’autore e copyright per garantirne il rispetto 6. Repertori, soggettari, lemmari, tesauri, ICONCLASS per classificare le opere catalogate

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AdA 1101 - Valorizzazione Descrizione della performance

Promuovere l’accesso ai beni culturali attraverso l’organizzazione di eventi culturali e l’elaborazione delle informazioni a fini divulgativi e scientifici.

Osservabilità

La prestazione può essere realizzata in condizioni non completamente controllate, soprattutto dal punto di vista spaziale e temporale. La performance dunque non può essere valutata in condizioni del tutto controllate e aderenti alla situazione reale.

Tipologia della performance

Per quanto riguarda la tipologia di performance, nella UC prevale una dimensione di processo. Risulta opportuno, in questo caso, analizzare la performance del candidato nell’ambito, ad esempio, della definizione di un progetto in cui devono essere esplicitate le modalità e i criteri che seguirebbe nell’ambito di un piano di promozione di attività culturali finalizzate a far conoscere e valorizzare i beni culturali. La tipologia di prova che meglio risponde a tale esigenza è rappresentata dal project work.

Visibilità

Per quanto concerne il criterio della visibilità, la prestazione risulta parzialmente visibile: sarà necessario dunque prevedere una integrazione (ad es. attraverso un colloquio, o specifiche prove oggettive di conoscenza) per esplicitare sia i criteri seguiti nella realizzazione della performance, che alcune conoscenze specialistiche.

Tipologia di prova preferibile

Project-work

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Unità di competenza Codice unità di competenza

1331

Capacità

1. Allestire percorsi museali o mostre temporanee per esporre le opere oggetto di catalogazione e per comunicare i risultati delle indagini (storico/artistiche e documentarie) effettuate durante l’attività di inventariazione/catalogazione 2. Realizzare cataloghi di mostre e altri testi a carattere didattico e scientifico per divulgare i risultati dell’attività di catalogazione 3. Partecipare a convegni e conferenze per comunicare i risultati dell’attività di catalogazione e di ricerca 4. Curare l’edizione di strumenti di ricerca, cataloghi o raccolte di fotoriproduzioni dei beni catalogati per favorire la conoscenza e lo studio nel settore

Conoscenze

1. Marketing culturale per definire le strategie di promozione del patrimonio culturale 2. Museografia e museologia per definire, secondo parametri scientifici corretti, i criteri di esposizione delle opere 3. Elementi di editoria e di editoria elettronica per pubblicare informazioni secondo criteri tecnici e scientifici corretti

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AdA 1103 - Monitoraggio e conservazione Descrizione della performance

Valutare lo stato di conservazione delle opere d’arte per descriverne le caratteristiche e per programmare eventuali interventi di conservazione e restauro.

Osservabilità

La prestazione può essere realizzata in condizioni non completamente controllate, soprattutto dal punto di vista spaziale e temporale. Per questi motivi la performance non può essere valutata in condizioni del tutto aderenti alla situazione reale.

Tipologia della performance

Per quanto riguarda la tipologia di performance, nella UC prevale una dimensione di processo. Risulta opportuno, in questo caso, analizzare la performance del candidato nell’ambito, ad esempio, della definizione di un progetto in cui devono essere esplicitate le modalità e i criteri che seguirebbe per garantire la conservazione delle opere d’arte (a partire dalla valutazione dell’opera fino all’identificazione delle modalità più opportune per la sua conservazione e l’eventuale restauro). La tipologia di prova che meglio risponde a tale esigenza è rappresentata dal project work.

Visibilità

Per quanto concerne il criterio della visibilità, la prestazione risulta parzialmente visibile: sarà necessario dunque prevedere una integrazione (ad es. attraverso un colloquio, o specifiche prove oggettive di conoscenza) per esplicitare sia i criteri seguiti nella realizzazione della performance, che alcune conoscenze specialistiche.

Tipologia di prova preferibile

Project-work

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Unità di competenza Codice unità di competenza

1336

Capacità

1. Riconoscere i fattori di degrado endogeni ed esogeni per valutare lo stato di conservazione di un’opera 2. Organizzare gli spazi di esposizione e di deposito delle opere per garantire le migliori condizioni di conservazione, custodia, ordinamento e fruizione 3. Individuare le opere e le strutture da sottoporre a restauro 4. Valutare i parametri ambientali e climatici per ripristinare, se necessario, le migliori condizioni di conservazione 5. Descrivere lo stato di conservazione dell’opera secondo i criteri scientifici indicati dalla normativa di riferimento 6. Programmare analisi sullo stato di conservazione dell’opera d’arte, sulle condizioni ambientali e sui materiali dei manufatti

Conoscenze

1. Principi di conservazione per individuare e riconoscere eventuali agenti patogeni, responsabili del degrado delle opere d’arte 2. Storia e metodologie della conservazione per riconoscere e comprendere eventuali interventi di restauro effettuati nel passato 3. Elementi di diagnostica per i beni culturali per valutare lo stato di conservazione e per programmare eventuali interventi di restauro

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II corso Il corso di qualifica per «Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale» si è rivolto a soggetti disoccupati o inoccupati che avessero compiuto il diciottesimo anno di età e residenti in Sardegna e agli emigrati disoccupati/inoccupati di cui all’art. 21 comma 4 della L.R. n° 7/1991, in possesso di Diploma di II livello (con percorsi che presuppongano conoscenza della lingua latina) - Laureati in discipline umanistiche o storiche.

Scheda corso Durata:

800 ore (600 + 200 stage)

Sede:

Istituto di Istruzione Superiore “Amaldi” - Via Pietro Nenni - 08015 Macomer

CIG

092356451E

Numero allievi ammissibile

15 + 3 uditori

Titolo minimo di ammissione

Possesso di Diploma di istruzione di II livello (con percorsi che presuppongano conoscenza della lingua latina) oppure di Laurea in discipline umanistiche o storiche

Attestazioni finali previste

Qualifica di Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale

RRFP

Codice figura: 193 (Repertorio delle figure professionali messo a disposizione dalla Regione Toscana mediante Protocollo d’intesa di cui alla deliberazione della Giunta della Regione Autonoma della Sardegna n. 27/30 del 17/07/2007)

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segue

Scheda corso

Descrizione della figura professionale

È un operatore in grado di identificare e valutare il patrimonio culturale esistente al fine della sua tutela, recupero, conservazione e valorizzazione. Può lavorare come dipendente della Pubblica amministrazione (Soprintendenze, Istituti centrali e speciali, Musei, ecc...) oppure, molto più frequentemente, come libero professionista con contratto a progetto o alla dipendenze di cooperative o società private. La catalogazione dei beni storico-artistici, architettonici, ambientali richiede un buon grado di autonomia, specialmente nella ricerca archivistica e bibliografica. La figura deve rapportarsi con altri professionisti come storici dell’arte, restauratori, fotografi, ma anche con chi ha il compito di dirigere le varie fasi del progetto di catalogazione.

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La sede del corso

Il corso di formazione si è svolto presso il polo didattico di Macomer, presso l’Istituto di Istruzione Superiore “E. Amaldi” in via Pietro Nenni.

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Organigramma del corso Direzione Coordinamento Tutor corsuale Referente amministrativo Segreteria tecnica e organizzativa Assistenza tecnica territoriale

Dott. Gianfranco Lai Prof. Paolo Meloni Dott.ssa Michela Zuddas Dott. Alessio Sanna Stefania Murtas Sebastiana Carboni

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Il corso si è svolto tra il 15 maggio 2013 e il 16 aprile 2014, con l’erogazione di 800 ore effettive di attività formativa.

Articolazione del percorso formativo • Percorso professionalizzante (600 ore) • Stage (200 ore) DISCIPLINA

ORE DOCENTE

Presentazione/accoglienza Pari opportunità Elementi di comunicazione e di alfabetizzazione della lingua inglese Legislazione dei beni culturali Storia dell’arte della Sardegna Elementi di informatica Formazione teorico pratica in materia di emergenza di primo soccorso Formazione teorico pratica in materia di antincendio e gestione delle emergenze (rischio medio) Elementi di catalogazione informatica Catalogazione beni storico-artistici, archeologici e architettonici Organizzazione di musei, archivi, biblioteche; sistemi di catalogazione di beni culturali Esempi di musei, archivi, biblioteche Storia e tecnica dei beni storico artistici Authority Control Diritto d’autore Evoluzione storica e normativa del catalogo Elementi di archivistica, bibliografia e biblioteconomia Paleografia e diplomatica Elementi di diagnostica per i beni culturali Storia e metodologie della conservazione dei beni culturali Marketing culturale Museografia e museologia

2 4 30 15 35 54 12 8 40 40 40 20 30 15 10 30 40 40 30 40 35 30

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Gianfranco Lai Giovanni Contini Anna Maria Antonietta Lai Giovanni Contini Efisio Carbone Stefania Piras Francesca Zoncheddu Alessandra De Carolis Rossana Antonella Ortu Efisio Carbone Efisio Carbone Emanuela Lorenza Manca Emanuela Lorenza Manca Rossana Antonella Ortu Antonella De Robbio Rossana Antonella Ortu Sebastiano Fenu Sebastiano Fenu Efisio Carbone Emanuela Lorenza Manca Emanuela Lorenza Manca Emanuela Lorenza Manca


Dei 15 allievi originari sono giunti all’esame di qualifica 14 candidati. L’unica rinuncia è da ascrivere a impegni di lavoro sopravvenuti. Di fianco si riporta la tabella riassuntiva e il relativo diagramma della frequenza degli allievi ammessi all’esame:

La classe al completo, accompagnata dai docenti Emanuela Manca ed Efisio Carbone in visita guidata (Cagliari, Cittadella dei Musei, 2 ottobre 2013)

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Ore Ore % frequenza assenza presenza

Allievo 1 Allievo 2 Allievo 3 Allievo 4 Allievo 5 Allievo 6 Allievo 7 Allievo 8 Allievo 9 Allievo 10 Allievo 11 Allievo 12 Allievo 13 Allievo 14

759 562 714 670 745 770 778 739 658 662 764 759 708 752

ORE DI ASSENZA

41 238 86 130 55 30 22 61 142 138 36 41 92 48

ORE DI PRESENZA

95% 70% 89% 84% 93% 96% 97% 92% 82% 82% 95% 95% 88% 94%


Il team docente Il team docente particolarmente competente e adeguatamente sensibilizzato sull’obiettivo professionale del corso ha promosso e potenziato – in particolare nella fase pratica – l’autonomia operativa degli allievi, assumendo la funzione di controllo della corretta esecuzione delle operazioni necessarie al raggiungimento del ruolo professionale, soprattutto nelle fasi in cui venivano richiesti, come precisi punti di riferimento, funzionalità organizzativa e rispetto dei tempi di realizzazione

I docenti Efisio Carbone Specializzato in Storia dell’arte contemporanea con tesi sul patrimonio artistico contemporaneo di proprietà della Regione Sardegna, ha frequentato un master in “Esperto in contenuti culturali in rete” promosso dal MIBAC e un master in “Museologia, museografia e gestione dei beni culturali” presso l’Università Cattolica di Milano. Ha collaborato con la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano e con la Regione Sardegna nell’ambito di progetti di catalogazione e valorizzazione. È referente scientifico per le collezioni d’arte nell’ambito di un progetto regionale di catalogazione del patrimonio culturale della Sardegna. Antonella De Robbio Bibliotecaria dal 1977, coordina il Polo Bibliotecario di Giurisprudenza (EP3) dell’Università di Padova, dove è anche Responsabile Archivi Aperti di Ateneo e referente CAB per il diritto d’autore. Membro del gruppo nazionale Open Access e della task force sul copyright della CRUI, collabora con numerose riviste del settore. Dal 1999 è coordinatrice nazionale del Repertorio OPAC Italiani dell’AIB Associazione Italiana Biblioteche e ideatrice e curatrice del MetaOPAC Azalai italiano (MAI). Intensa la sua attività di docenza, anche a distanza, per le Università di Padova, Urbino, Napoli e Verona.

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Sebastiano Fenu Archivista paleografo, lavora dal 2006 presso l’archivio storico comunale di Quartu S. Elena. Ha collaborato con l’Archivio di Stato di Cagliari in diversi progetti quali SIAS (Sistema Informativo degli Archivi di Stato) nella identificazione e descrizione delle pergamene e CarStos come consulente archivista e sviluppo software nel lavoro di digitalizzazione della cartografia storica della Sardegna; con l’Archivio di Stato di Catania nel progetto @SMM (Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo), e con la Regione Sardegna per cui ha curato – nell’ambito della pubblicazione degli Acta Curiarum Regni Sardiniae - la correzione e l’uniformazione degli atti del Parlamento sardo presieduto dal vicerè Conte di Santo Stefano (1677-1678). Emanuela Lorenza Manca Si è laureata con il massimo dei voti in storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Firenze e perfezionata in economia e gestione dei beni museali presso la stessa università. Ha successivamente affiancato l’attività Universitaria al proseguimento degli studi conseguendo il master in museologia e management dei beni museali e collaborando, in seguito, con alcune gallerie private fiorentine e istituzioni museali pubbliche. Recentemente ha curato le schede di approfondimento in “Passo a due. Le avanguardie del movimento” (Nero, catalogo della mostra, 2014). Attualmente ricopre il ruolo di Conservatore al museo Man di Nuoro.

Rossana Antonella Ortu Bibliotecaria, dal 1995 al 2009 catalogatrice SBN nei vari sistemi e biblioteche della provincia di Oristano, dal 2009 gestisce la biblioteca di Narbolia. Ha insegnato in diversi corsi di ambito biblioteconomico.

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Il tirocinio Acquisite le basi teoriche relative al modulo di base e a quello tecnico-specialistico, i corsisti hanno svolto l’attività di stage in strutture nel cui ambito è espressamente prevista la figura professionale in uscita, e sono stati avviati in affiancamento lavorativo presso le strutture del territorio che hanno sottoscritto la propria disponibilità: • MAN - Museo d’Arte Provincia di Nuoro • Museo del pane rituale - Borore • Museo delle Maschere - Mamoiada • Museo Archeologico di Dorgali • Museo TRIBU - Nuoro • Consorzio per la pubblica lettura “Sebastiano Satta” - Nuoro • Archivio storico del Comune di Bosa • Centro Servizi Culturali UNLA - Macomer • Centro Servizi Culturali UNLA - Oristano • Biblioteca comunale di Atzara • Biblioteca comunale di Borore • Biblioteca comunale di Macomer • Biblioteca comunale di Oristano • Biblioteca e archivio comunale di Silanus • Biblioteca comunale di Sorgono) • Società cooperativa Esedra - Macomer

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Lo stage è stato finalizzato a: • acquisire «capacità di ruolo», relativamente alla figura professionale e alla posizione organizzativa di inserimento aziendale, in termini di conoscenza del/i processo/i aziendali, metodologie, procedure e tecniche tecnico-professionali, modelli e relazioni organizzative aziendali • consentire la verifica delle conoscenze e delle abilità acquisite durante le fasi del percorso formativo in un contesto lavorativo aziendale • acquisire comportamenti legati ad una nuova cultura aziendale che si ispira alla learning organization • acquisire abilità procedurali che consentano l’adempimento delle funzioni a carico delle figure professionali in esame • far misurare l’allievo concretamente con la complessità del ruolo, lavorando in affiancamento con una persona che possiede capacità specifiche di ciascuna figura professionale • favorire l’inserimento futuro nell’ambiente di lavoro • imparare a gestire le relazioni con gli altri in maniera non conflittuale • acquisire padronanza nell’uso degli strumenti di lavoro/addestrare alla mansione • conoscere e decodificare i concetti, la terminologia specifica e il linguaggio tipico della professione di riferimento Il contesto tecnico-professionale è stato arricchito dalle interazioni con i soggetti di principale riferimento (Soprintendenze, Istituti centrali e speciali, Musei...). L’interazione fra conoscenze e competenze acquisite in aula con l’utilizzo di un’azione didattica tradizionale e competenze acquisite anche attraverso lo stimolo delle capacità individuali di carattere organizzativo, di relazione e di elaborazione di ipotesi e strategie operative (tutte fondate sulla capacità globale di saper gestire le competenze utilizzando le conoscenze acquisite), hanno consentito il raggiungimento degli standard professionali previsti per la figura professionale in uscita.

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Il valore aggiunto Le visite guidate Numerose visite guidate hanno cadenzato le attività corsuali: a Cagliari (Soprintendenza ai beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari, Museo Etnografico Regionale – Collezione Luigi Cocco, Pinacoteca Nazionale, Galleria Comunale d’Arte), a Oristano (Antiquarium Arborense e Archivio Storico del comune di Oristano), e naturalmente a Nuoro (ISRE, MAN, Museo Etnografico Sardo, Museo Archeologico, Biblioteca “Satta”, Museo deleddiano).

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«Il laboratorio di Leonardo» L’intera attività corsuale è stata affiancata, sin dalla fase preliminare, dalla piattaforma di supporto didattico a distanza «Il laboratorio di Leonardo» (http:// formazione.cpeleonardo.it), che il Centro Professionale Europeo «Leonardo» propone da oltre due anni come azione di accompagnamento e di rinforzo alle attività formative in aula: un vero e proprio «valore aggiunto». Nel «Laboratorio» corsisti e docenti hanno potuto reperire il materiale proposto dall’èquipe di monitoraggio, i calendari, i materiali didattici, risorse e link utili, oltre a un animatissimo forum di discussione. Il «Laboratorio» è stata anche l’occasione per sperimentare un portfolio online e altri strumenti di supporto alla valutazione delle competenze. Accanto alla piattaforma di e-learning sono stati sperimentati con successo, integrandoli tra loro, strumenti paralleli di informazione, segreteria, feedback, orientamento in ingresso, in itinere e in uscita: dal sito istituzionale dell’Agenzia formativa (www.cpeleonardo.it) al sito informativo LeonardoNews (www.leonardonews.it), alla newsletter, alla pagina Facebook. L’area riservata resta a disposizione degli allievi anche dopo la conclusione del corso.

«Diritto d’autore» con Antonella De Robbio ll breve modulo «Diritto d’autore» è stato affidato ad Antonella De Robbio, una delle massime autorità nel settore. Per rendere più proficua la full immersion di due giorni sono state organizzate attività di «riscaldamento» e di follow up sul «Laboratorio di Leonardo», con un’area specificamente dedicata al modulo.

I risultati In sintesi, l’iter del corso ha permesso agli allievi di raggiungere gli obiettivi formativi previsti dal progetto didattico: • rilevare sistematicamente tutti i dati necessari per la conoscenza, la tutela e la conservazione del patrimonio culturale (beni mobili e immobili) secondo standard e norme di catalogazione nazionali e internazionali

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• reperire ed organizzare il maggior numero di informazioni sul patrimonio storico-artistico, architettonico e ambientale al fine di individuare le opere da sottoporre a tutela e catalogazione • valutare lo stato di conservazione delle opere d’arte per descriverne le caratteristiche e per programmare eventuali interventi di conservazione e restauro • promuovere l’accesso ai beni culturali attraverso l’organizzazione di eventi culturali e l’elaborazione delle informazioni a fini divulgativi e scientifici Da non trascurare, inoltre, l’acquisizione della capacità di pianificare il lavoro in forma autonoma con buone potenzialità di confronto e collaborazione con esperti e consulenti d’area: un aspetto fondamentale per tutti i servizi resi nell’ambito della gestione integrata delle conoscenze relative al patrimonio culturale. Nel complesso si può dunque affermare che le metodologie didattiche attivate durante tutto il corso per «Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale» hanno permesso lo sviluppo personalizzato delle competenze, facilitato il sostegno alla motivazione di tutti i partecipanti e garantito la coerenza dei contenuti con la logica del progetto. Non va infine sottaciuto l’aspetto di forte impatto in termini di ricaduta sui servizi di gestione dei beni culturali derivanti dall’immissione operativa nel mondo del lavoro dei nuovi tecnici ammessi all’esame finale. L’azione formativa ha prodotto pertanto l’adeguata qualificazione della figura professionale in uscita, che trova origine nella sintesi dei diversi profili degli operatori di settore rispondendo in modo più adeguato all’evoluzione dei servizi indirizzati a promuovere una gestione integrata delle conoscenze relative al patrimonio culturale sardo, associando i dati di catalogazione alle informazioni geografiche e a quelle relative allo stato di conservazione del patrimonio culturale per leggere in un quadro d’insieme le relazioni che intercorrono tra le diverse tipologie di beni, per effettuare un monitoraggio sul loro stato di conservazione, per evidenziare i rapporti con gli elementi ambientali ed antropici dei diversi territori, per attività finalizzate alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

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NEWS FINALE Venerdì 23 maggio si sono positivamente conclusi, nel polo didattico di Macomer, gli esami finali del corso di qualifica per «Tecnico della catalogazione, valorizzazione, monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale» della durata di 800 ore, finanziato dalla Provincia di Nuoro nell’ambito del Piano annuale di Formazione Professionale 2009/2010. Quattordici dei quindici partecipanti iniziali hanno raggiunto la qualifica con votazioni altissime. Espresse con la massima convinzione dalla Commissione d’esame, composta per l’occasione da un funzionario dell’Assessorato del Lavoro e Formazione Professionale, dai rappresentanti del Ministero del Lavoro, della Pubblica Istruzione, della Confcommercio, delle organizzazioni sindacali e da due docenti del corso: Rossana Ortu e Sebastiano Fenu. La media complessiva si è attestata oltre la soglia di 95/100, mentre l’unico non qualificato ha abbandonato l’intervento formativo per un’occasione di lavoro sopravvenuta durante i mesi del corso. È la conferma di una pianificazione attenta e scrupolosa, accompagnata da un team di insegnanti di spessore e dalla sperimentazione di una piattaforma multimediale (il «Laboratorio di Leonardo») che ha affiancato le attività in presenza per tutta la durata del corso. Numerose visite guidate hanno cadenzato le attività corsuali: a Cagliari (Soprintendenza ai beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari, Museo Etnografico Regionale – Collezione Luigi Cocco, Pinacoteca Nazionale, Galleria Comunale d’Arte), a Oristano (Antiquarium Arborense e Archivio Storico del comune di Oristano), e naturalmente a Nuoro (ISRE, MAN, Museo Etnografico Sardo, Museo Archeologico, Biblioteca “Satta”, Museo deleddiano). Anche lo stage si è svolto in un ampio ventaglio di organismi del territorio: dal MAN di Nuoro al Museo del pane tradizionale di Borore, dal Museo delle Maschere di Mamoiada al TRIBU di Nuoro, dal Museo Archeologico di Dorgali al Consorzio per la pubblica lettura «Satta» di Nuoro, dall’Archivio storico del Comune di Bosa ai Centri Servizi Culturali di Macomer e Oristano, per non parlare delle biblioteche di Macomer, Silanus, Sorgono, Atzara e delle cooperative Esedra e Paperis di Macomer. Molto basse le percentuali d’assenza e – soprattutto – evidente la soddisfazione per aver condotto a qualifica 14 esperti in grado di interagire con gli organismi pubblici e privati del territorio. Aspetto da non sottovalutare anche la liquidazione delle competenze a saldo corrisposte agli allievi il giorno di conclusione dell’attività corsuale. La liquidazione delle somme relative all’indennità sostitutiva di reddito e di trasporto ha confermato il trend rispettato dall’Agenzia, che ha raccolto l’auspicio dell’amministrazione provinciale di Nuoro di procedere nella forma più tempestiva alla liquidazione delle competenze dovute ai partecipanti, utilizzando – com’è ormai prassi consolidata dell’Ente Leonardo – una innovativa formula di pagamento: quella della «carta moneta» attraverso la quale i ragazzi non dovevano affrontare alcuna perdita di tempo e si limitavano al «prelievo» da qualsiasi Bancomat del territorio.


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