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CENTRO DRONI N. 1

Primo trimestre 2017

Agricoltura di precisione In agricoltura, l’utilizzo dei droni consente un migliore monitoraggio delle culture e una possibilità di intervento di maggiore precisione e a costi inferiori. Il drone può sostituirsi al satellite per la raccolta di immagini, in quanto è più economico ed effettua rilievi a più alta risoluzione: vedere una coltura dall’alto fotografa lo stato delle piante molto meglio che non a occhio nudo e, grazie ai dispositivi (termocamere radiometriche, fotocamere, sensori vari...) con cui si può equipaggiare un drone, si scattano immagini multispettrali e iperspettrali capaci di rilevare l’indice NDVI (Normalized Difference Vegetation Index) di vigore del fogliame o si rileva lo stress idrico delle piante coltivate. Insomma, si catturano dati che creano una visione complessiva della coltura che mette in evidenza differenze tra piante in salute e piante debilitate. Tutti i dati raccolti vengono gestiti da appositi software e utilizzati ai fini di una gestione ottimale dei sistemi di agricoltura di precisione. Lo scenario è quello di un drone che precede il lavoro del mezzo agricolo tradizionale sul terreno (trattore, trebbiatrice, ecc.) e che anticipa informazioni sullo stato del raccolto. Il mezzo

a terra, a quel punto, interviene dove necessario, operando a colpo sicuro ed ottenendo una ottimizzazione dei tempi e delle risorse. Il processo ha inoltre il vantaggio di essere sostenibile dal punto di vista ambientale: si riduce il movimento dei mezzi a terra; si riduce il consumo di pesticidi e di acqua. Il tutto a fronte di costi che, nell’am-

bito di una produzione agricola, possono essere rapidamente ammortizzati, anche grazie ai risparmi realizzati. Inoltre, i droni sono già stati utilmente impiegati per la realizzazione di campagne di spargimento di contrastanti biologici atti a debellare i più diffusi parassiti causa di danni ai terreni e alle coltivazioni, come la piralide del mais, il ragnetto rosso, la mosca olearia, etc.


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Agricoltura di precisione e uso sostenibile delle risorse L’Agricoltura di precisione consiste in una serie di metodologie, analisi, processi, per la gestione sito-specifica dei sistemi colturali. Che in pratica significa: considerare i sistemi colturali non come grandi insiemi ma come piccole entità con comportamenti diversi. Un vigneto o un campo di mais, soprattutto se sono molto estesi, non sono un'unica entità ma la somma di tanti piccoli appezzamenti coltivati con la stessa coltura. In uno stesso campo possiamo trovare condizioni di suolo, meteorologiche, di esposizione solare, di topografia anche molto differenti tra loro. In Italia questo è anzi molto frequente. L’Agricoltura di precisione si prefigge, in primo luogo, la massimizzazione della resa agricola, e di conseguenza dei profitti. Ma anche interventi mirati a una maggiore sostenibilità delle coltivazioni. Se devo usare fertilizzanti o pesticidi, per esempio, posso farlo secondo le reali necessità delle piante, non in base a delle stime. È la coltivazione stessa a dirmi di cosa ha bisogno. Persino la singola pianta. Posso così evitare trattamenti inutili, che possono rivelarsi dannosi e inquinanti, e ridurre i costi. In primo luogo essa monitora le diverse aree con tecnologie innovative: sensori a terra, stazioni meteorologiche, sensori di caratterizzazione del suolo e vari strumenti di telerilevamento, come immagini satellitari o immagini scattate da droni. Una serie di rilevatori che raccolgono dati su un determinato appezzamento e che arrivano a un livello di precisione capace di fornire informazioni anche sulla singola pianta. I dati provenienti dai vari sensori vengono poi considerati nell’insieme, grazie all'applicazione di software specifici. Una volta elaborati questi dati con tecniche geostatistiche, si arriva a definire quali siano le esigenze per una determinata pianta, o una microarea, trattando in modo selettivo l’appezzamento. Ogni dato raccolto è geolocalizzato: sono tutti rilevati usando il gps. Questo vuol dire che poi, dopo essere stati trasmessi ed elaborati, questi dati possono essere comunicati ai trattori, che servendosi a loro volta del gps possono distribuire più o meno concime o pesticidi in una zona rispetto ad un’altra.

Segue dalla prima pagina: Agricoltura

di precisione

Impiegati inizialmente in America, i sistemi della agricoltura di precisione si sono successivamente diffusi anche in diversi paesi europei (Francia e Spagna tra i primi) e stanno prendendo piede anche in Italia dove sono stati

recentemente promossi dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha emanato le “Linee guida per lo sviluppo della agricoltura di precisione”. (www.politicheagricole.it).


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Il Drone e la Viticoltura di precisione Si parla spesso di Agricoltura di precisione, di sensori multispettrali, di gestione degli interventi su coltivazioni in relazione all’analisi del NDVI, dello stato di stress o di benessere vegetativo delle piante, ma c’è anche l’esigenza di semplificare dei concetti che all’apparenza si mostrano complessi ma che in realtà sono estremamente semplici. Prendendo ad esempio il caso specifico della Viticoltura di precisione, ne possiamo delineare i vantaggi e i punti di forza in relazione ai risultati che si possono ottenere in termini di produzione enologica. Numerosi studi scientifici hanno messo in evidenza la correlazione tra qualità delle uve e benessere vegetativo delle vigne: piante in equilibrio vegeto-produttivo possono esprimere una maturazione delle uve ottimale per il progetto enologico. Una pianta debole, male alimentata, con carenze idriche è una coltivazione in una condizione di stress. Le viti troppo deboli, male alimentate in azoto danno uve povere in glutatione. Evidenze scientifiche mostrano che un metabolismo del vegetale stentato e limitato da stress idrico e/o nutrizionale sia un insormontabile ostacolo all’aspressione varietale, allo affermarsi di un’identità sensoriale dei vini di una varietà in un dato ambiente e alla messa in opera di meccanismi di difesa naturali e a interazione con i principi attivi distribuiti nei programmi di difesa. Numerosi progetti mirano a razionalizzare le pratiche

Mappa NDVI: indice di vigore vegetativo di un vigneto

agricole che caratterizzano la gestione di un vigneto al fine di diminuirne l’impatto ambientale e arrivare a misurare la sostenibilità di tutte le attività aziendali. In particolare, la gestione agronomica attraverso gli aspetti di difesa fitosanitaria, fertilità, controllo dei fenomeni di desertificazione e disegno del paesaggio rurale, ha un significativo impatto nel bilancio ambientale di una azienda. Con la messa a punto di una viticoltura di precisione, ossia con il monitoraggio da drone dei vigneti, si potrà caratterizzarne la variabilità vegeto-

Utilizzo del drone con sensori multispettrali in viticoltura di precisione produttiva e supportare le decisioni aziendali nella difesa e nella gestione agronomica di tale variabilità. Si forniranno mappe di vigore nelle differenti fasi di sviluppo della vite acquisite con l’utilizzo di camere multispettrali montate su droni. Tale informazione, oltre a fornire indicazioni sullo stato nutrizionale del vigneto, può essere la base per la costruzione delle mappe di prescrizione per attrezzature a rateo variabile o comunque per una modulazione delle operazioni colturali, in particolare per le concimazioni e per i lavori di gestione della chioma, con enormi vantaggi per l’azienda dal punto di vista sia economico che ambientale.


CENTRO DRONI Srl Via Madonna del giglio, 3 06019 Umbertide (Pg) cell.: 347.1570288 e-mail: info@centrodroni.eu www.centrodroni.eu

La Centro Droni S.r.l. è operatore riconosciuto da ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) ed abilitato all’uso dei SAPR (Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto, cioè i cosìdetti droni). In funzione del drone utilizzato e degli strumenti montati a bordo, sono molti i settori in cui possiamo operare. In particolare, nell’Agricoltura di precisione: grazie all’uso della fotocamera multispettrale, possiamo fornire al Cliente mappe georeferenziate visualizzabili all’interno della coltivazione per individuare lo stato di salute delle colture; con la termocamera radiometrica si ottiene una accurata visione dello stress idrico delle coltivazioni che indica, nei vari punti, dove c’è maggior bisogno di irrigazione; con la fotocamera ad alta risoluzione si possono fare mappe catastali georeferenziate, si creano modelli in 3D di territorio, si acquisiscono fotografie o video per scopi pubblicitari. La nostra filosofia: accompagnare il Cliente verso una scelta consapevole e informata su quali siano le migliori soluzioni per avere un beneficio concreto a vantaggio della sua attività.

La fotocamera multispettrale Una Fotocamera Multispettrale può eseguire simultanei scatti fotografici in differenti bande dello spettro. Grazie alla comparazione di queste immagini è possibile determinare il valore di alcuni indici che danno indicazioni sullo stato della vegetazione. Il grafico qui a fianco mostra sinteticamente la riflettanza della vegetazione. Le piante assorbono gran parte della luce visibile, che serve loro per la produzione di clorofilla, e riflettono maggiormente nel vicino infrarosso non visibile all’occhio umano.

Una pianta stressata, rispetto ad una pianta sana, ha una riflettanza più bassa nell’infrarosso vicino e un poco più alta nel rosso. Un indice fondamentale per evidenziare la rigoglianza vegetativa è lo NDVI (Normalized Difference Vegetation Index):


Notiziario agricoltura