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L’I.P.S.S.A.R “G. Marchitelli” presenta

L’Eco del Convitto Villa Santa Maria—Ottobre 2010

A.A.A. Lettori cercasi…!!! Ed eccoci qua, un nuovo anno è iniziato e i convitti annessi stanno cercando di mandare avanti anche quest'anno il progetto per la realizzazione del giornalino "L'Eco del Convitto". Augurandoci di riuscire a trovare sempre più idee e ragazzi interessati, presentiamo questo numero in cui sono molti gli argomenti trattati: dalle manifestazioni per la XXXII Rassegna dei Cuochi a cui noi studenti prendiamo attivamente parte, fino alle riflessioni dei ragazzi nuovi e vecchi che raccontano le loro esperienze in convitto. Inoltre troverete le testimonianze di alcuni educatori che raccontano le attività convittuali svolte l'anno scorso, alcune ricette raccolte e un momento di svago con puzzle e barzellette. Questo giornalino ci sta molto a cuore, è uno strumento per raccogliere le idee di noi ragazzi e raccontare gli argomenti che più ci interessano. Vi salutiamo augurando a tutti una buona riuscita e permanenza per quest'esperienza, speriamo indimenticabile, della Rassegna. A presto, la redazione.

XXXII RASSEGNA DEI CUOCHI Una tradizione consolidata Salve,

siamo delle studentesse dell’Istituto Alberghiero che frequentano anche il convitto annesso e siamo contente di presentarvi brevemente alcuni cenni sulla tradizionale “Rassegna dei cuochi” che, anche quest’anno, ci vede protagoniste. Per noi è una opportunità importante per fare esperienze che arricchiscano la nostra preparazione. La scuola che frequentiamo, infatti, è erede di una antica tradizione che risale al XVI secolo quando la famiglia Caracciolo si trasferì da Napoli a Villa Santa Maria ed iniziò a scoprire la bontà dei prodotti agricoli locali ed a servirsi dell’abilità culinaria dei giovani popolani, che proprio in virtù della loro maestria vennero poi inviati presso le più prestigiose corti italiane. Villa Santa Maria oggi è considerata la Patria dei Cuochi d’Italia e San Francesco Caracciolo, appartenente alla famosa famiglia, ne è il patrono dal 1996. La “Rassegna dei cuochi” è un evento che si svolge annualmente dal 1977 il secondo fine settimana di ottobre. Il suo scopo è quello di far radunare tutti i cuochi dei dintorni e non soltanto. Durante questi giorni vengono realizzate preparazioni di piatti che saranno esposte, valutate e gustate da esperti del settore e da semplici amanti della buona cucina. Diversi sono gli appuntamenti in cui si articola la Rassegna: da quello religioso a quello culinario a quello ricreativo e culturale. La ricorrenza religiosa celebra la festività del Santo Patrono dei Cuochi, Francesco Caracciolo appunto, che qui è vissuto ed ha operato la sua missione attraverso una suggestiva processione che si svolge il venerdì nel tardo pomeriggio. Le iniziative ricreative e culturali prevedono spettacoli musicali ed eventi folcloristici e rappresentano anche momenti attraverso i quali gli ospiti possono conoscere i luoghi di San Francesco Caracciolo, gli scorci più suggestivi e panoramici di Villa Santa Maria e, non ultima, l’ istituto alberghiero più famoso d’Italia. L’appuntamento culinario si struttura nelle numerose “isole gastronomiche” dislocate nel paese e comprende anche la partecipazione attiva ed entusiasta di noi studenti dell’ IPSSAR “G. Marchitelli” , che per l’occasione allestiamo un buffet nella nostra scuola, per far conoscere le capacità acquisite con l’impegno nello studio ed il lavoro “sul campo” nei diversi laboratori. Rita Gallo, Fabiana Palombo e Daniela Di Giosia


IL CONVITTO VISTO dagli EDUCATORI E’ ripartito da poco il nuovo anno scolastico, e speriamo sia coinvolgente come lo scorso che ci ha visto coprotagonisti insieme ai ragazzi e alle ragazze di numerose iniziative. Il Convitto è anche per noi Casa nostra ed è qui che trascorriamo momenti lavorativi di forte impatto emotivo e relazionale oltre che professionale. Ci si sente un po’ “papà” e un po’ “mamme” rivestendo quel ruolo di riferimento quotidiano nella vita dei convittori e delle convittrici. Cerchiamo di gestire al meglio il tempo e gli spazi proponendo attività che mettono alla prova noi in prima persona attingendo alle nostre risorse non solo professionali! Vi riportiamo alcune attività educative realizzate lo scorso anno: - Attività sportiva. La SQUADRA di CALCIO coordinata dall’educatore Michele Mancinelli del Convitto Maschile ha vinto il torneo di calcio interregionale tra convitti. Sensazionale traguardo che rimarrà memorabile negli annali della Scuola! - FESTE di CONVITTO come occasioni di socializzazione e divertimento! Particolare quella in occasione del Natale con l’organizzazione della mitica e ricca tombolata! - LEZIONI di DANZA organizzate dall’educatrice Tiziana Di Genova e tenute da una provetta ballerina studentessa dell’IPSSAR. - SETTIMANA della DONNA. Una occasione originale per affrontare tematiche al femminile! - ATTIVITA’ TEATRALE. Dopo i mini-spettacoli proposti in occasione degli incontri scuola-famiglia è stato allestito con la regia dell’’Educatrice D’Ippolito Maria Concetta, lo spettacolo teatrale il 7 e 8 giugno 2009 “Stringiti un po’ e... aggiungi un posto a tavola!”, liberamente tratto dalla Commedia di Garinei e Giovannini. Un vero successo!!! - Realizzazione del VIDEO promozionale della scuola. Convittori e studenti si sono impegnati a produrre il video di presentazione della scuola e del convitto utilizzato per l’orientamento presso le scuole e durante le attività di accoglienza direttamente presso il nostro istituto. Un lavoro efficace nonostante i rudimentali mezzi a disposizione! Ci auguriamo che anche questo nuovo anno sia occasione per poter sperimentare altre nuove attività che ci permettano di continuare a “crescere” insieme ai ragazzi! Gli Educatori e le Educatrici

SAI SUONARE QUALCHE STRUMENTO MUSICALE? Vorremmo formare una band del Convitto e cerchiamo musicisti dilettanti, professionisti, strimpellatori, cantanti (almeno intonati!). Abbiamo già un discreto numero di musicisti (D. Capozio al sax, M. Cozzolino fisarmonica, P. Diomedi batteria e chitarra elettrica, A. Fornaro chitarra e zampogna (!), M. La Bella chitarra, M. Mangola tromba, P. Petta batteria e bonghi, F. Spinelli chitarra). La boy band, quindi, è piuttosto nutrita ma vorremmo “provinarne” altri e

… e ancora ASPIRANTI ATTORI ed ATTRICI Anche quest’anno si intende organizzare la rappresentazione teatrale! Per partecipare chiedere dell’Educatrice D’Ippolito.

SCRITTORI, POETI, CRONISTI... Per continuare a rendere ancora più ricco e speciale il giornalino! Chiedere delle Educatrici Iocco e Catuogno e dell’Educatore D’Armenio

CO NV I T T O RI E CONVITTRICI entusiasti e desiderosi di proporre nuove i ni ziat i ve e di partecipare a quelle che verranno sperimentate nel corso dell’anno.

L’ENTUSIASMO DI UN NEO-TRASFERITO! Sono Igor, un ragazzo di 17 anni. Vengo da Fornelli in provincia d’Isernia. Prima di frequentare questo istituto andavo all’,“agrario”di Castel di Sangro. Ma lì non mi trovavo bene. Non mi piaceva la mancanza di professionalità e serietà. Entrare in questo istituto è sempre stato il mio sogno, un sogno che ora si sta realizzando. Di solito c’è gente che giudica negativamente gli istituti alberghieri: scuole per perditempo, scuole dove non si studia. Tutte fandonie. Per entrare in questa scuola ho dovuto sostenere un esame integrativo che, fortunatamente, è andato bene. Inoltre sono stato accolto nel convitto annesso alla scuola. Scuola e convitto. Un mondo per me tutto nuovo. Inizialmente mi sentivo un po’ a disagio, però, inaspettatamente, ho trovato un'accoglienza unica e tutti mi hanno fatto subito sentire uno di casa. Ho trovato professionalità, accoglienza, rispetto e serietà. Be’, che dire ancora? Penso che l’”alberghiero” di Villa Santa Maria sia la scuola migliore del mondo e spero di ricambiare tutto quello che mi sta dando. Igor Villani


INTERVISTE SPECIALI Due simpatiche inviate nella camera 111 del convitto femminile! Siamo entrate nella camera 111 munite di carta e penna e abbiamo preso appunti e fatto piccole interviste da cui sicuramente ne abbiamo tratto informazioni positive. Noi e il convitto : la nostra storia come è “ Abbiamo subito legato, ci siamo conosciute in classe e cominciata e come continua . poi ci siamo ritrovato anche in camera insieme e sai com’ Cinque ragazze in una stanza da sei che è , parlando parlando , abbiamo stretto una forte amicizia frequentano il ID . “ ci ha svelato una della convittrici della 111. Come stanno insieme? Da dove vengono? Già da ciò capirete quanto si vogliono bene! Il convitto è di loro gradimento? Queste Devo dire che sono molto fantasiose e ciò le aiuta a sono solo poche delle domande che passare del tempo e rendere belli i 5 giorni che devono andremo a fare per capire come si trascorrere sotto lo stesso tetto . trovano a vivere con abitudini diverse da “ Partire , tornare non sai dove andare ma la voglia ce l’ casa . Almeno da quello che capiamo è che hai “ ha detto una ragazza cantando “ e poi il tempo vola “ hanno il pallino dell’ ordine e della CARMENSITA 96 puntualità A parte questo si può capire che sono molto amiche anzi migliori amiche in fondo stare dietro la stessa porta sotto lo stesso tetto e le stesse quattro mura per cinque giorni si sa non è semplice e a poco a poco si finisce col volersi bene. GIADA 96 Intervistiamo due convittrici che alla fine di questo anno scolastico si troveranno ad affrontare l’esame di stato. La prima è Gabriella che ha scelto l’indirizzo di cucina mentre la seconda è Virginia che, invece, ha optato per l’indirizzo di Sala. Due esperienze diverse che vogliamo mettere a confronto per presentarvi in modo originale quello che offre la nostra scuola! Purtroppo manca l’altro indirizzo fondamentale di ricevimento, ma ahinoi non vi è al momento nessuna convittrice maturanda! Domanda: Perché hai scelto questa scuola? Liberamente ispirata alle “mie” canzoni Gabriella: Ho la passione per il mondo della ristorazione! dell’anima Virginia: Era quella che mi aiutava a realizzare il mio sogno, ovvero di diventare maitre di sala! Timida D: La consiglieresti a qualcuno e perché? Come un soffio di vento d’estate G: Si perché è una esperienza che ti forma sia dal punto di vista te ne vai e non ritorni più personale che culturale! scende una lacrima… V: Certo, a tutti coloro che sono appassionati al mondo della Brutta bestia la malinconia ristorazione e che vorrebbero inserirsi da subito nel mondo del che se ti prende ti trascina via… lavoro. E’ per te il dubbio e la certezza D: Quali sono le cose che ricorderai di più? è per te la forza e la dolcezza… G: Sicuramente la mia vita in convitto… Angelo prenditi cura di lei V: Le amicizie! ogni volta che io non ci sarò, D: Perché hai scelto proprio questo indirizzo? ogni volta che lei lo vorrà G: Cucina è il ramo che mi appassiona di più nella ristorazione! ma non temere, V: Sala mi affascina e mi da la possibilità di stare a contatto con la avrai un telefono vicino gente! che vuol dire già aspettare, D: Vorresti trovare subito lavoro? avrai un amico G: Certamente si, spero in un luogo che sia all’altezza delle mie che ti avrà tradito o ingannato aspettative! avrai il tuo tempo V: Si e magari fuori dall’Italia, mi piacerebbe Barcellona! per andar lontano… D: Come è stata la tua esperienza di stage? Scende una lacrima, G: Indubbiamente molto formativa e positiva per la mia vita una lama nell’anima V: Bellissima, ho conosciuto gente nuova ed è stata una valida bruciava senza pietà opportunità per mettere in pratica quello che si studia! ma l’unica favola della mia vita D: Ti mancherà Villa? sarà sempre tra le mie dita. G: Sono sicura che mi mancherà da morire perché, in fondo, è il luogo dove sono cresciuta! Melania Pardi V: Si, ovvio, tanto e anche il convitto!

INTERVISTA DOPPIA ...ALLE FUTURE “MATURANDE”

L’angolo della POESIA

Giulia Iacobucci e Federica Gabriele


L’UTILE e il DILETTEVOLE! PUZZLE

Ricette “STORICHE” Il FILETTO STROGANOFF

CHIAVE (8-13-2-5-3-1-7-11-1-5-12)

N I O P S I T T A I P I M I R P O E R R

O B N R R I S T O R A N T E C M C L I A

U A R O V A L I G I A R L A B O O S N L

V R O E R A N I T A R G F C U N U O O E

E S F D E S S E R T I F M O F O C M I N

L B A R I S T A T P E V E P F T A M T O

L H O T E L E D A E S I N P E E T E P T

E C T F S C A H A L L Z U A T L U L E E

C H U E I O L I T A S I V I D I I I C C

O E T L I N E S O R E I B E R E A E E A

U F A E C I F F O T N O R F G R E R R Z

S C P R E N O T A Z I O N E H I D L S I

I T C A M E R I E R E T E I E R A A T O

aiuto cuoco

cottura

menù

back office

cucina

microonde

bar

dessert

monotel

barista

divisa

nouvelle cousine

buffet

forno

prenotazioni

caffè

front office

primi piatti

calice

gratinare

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cameriere

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ristorante

chef

hotel

sommelier

coppa

l'enoteca

teiera- valigia

NE I B OA EC DK NO OF OF RI CC I E MA CA UR CU I T NT AO OC NE

a cura di Centorame Chiara IB

Ci sono diverse congetture e storie circa la nascita di questa ricetta. Secondo una di queste si tratterebbe di una antica ricetta russa settecentesca che da allora figura tra le più note nei menù storici della cucina internazionale. Gli Stroganov erano dei monopolisti. Ottennero il monopolio delle saline della Russia settentrionale e quello delle pellicce e della pesca. Accumularono fortune favolose. In seguito sfruttarono i giacimenti minerari e le risorse forestali degli Urali. Diventarono talmente potenti da poter battere moneta in proprio: una casata temuta in tutta Europa anche per le sue manovre finanziarie. Lo zar doveva certo tenerli in grande considerazione. Probabilmente era strozzato dai debiti contratti con loro Ricchi, potenti, di certo arroganti, dai gusti difficili e sicuramente commensali irritabili. Per questo motivo lo Zar, per soddisfare ospiti tanto difficili, ordinò ai cuochi della sua corte di cucinare il manzo in modo assolutamente speciale. In questo modo nacque la ricetta del filetto Stroganoff. Secondo un’ altra fonte, questa preparazione non sarebbe un piatto tradizionale russo del XVIII secolo, ma una creazione della fine dell’ottocento, inventata dal cuoco di un politico russo, Alexander Grigoriyevich Stroganov, erede di una nota famiglia di Odessa. Una delle tante versioni di questa ricetta è la seguente: Per 4 persone: Ingredienti 400 g di polpa di manzo 150 g funghi champignon 1 cipolla grande 25 g di burro 1 cucchiaio d'olio d'oliva 125 ml vino bianco 100 ml panna 1 cucchiaino paprica dolce 1 cucchiaino senape forte sale q.b. pepe q.b. Preparazione Tagliare finemente la cipolla. Scaldare in una padella grande metà del burro con un cucchiaio d'olio e far imbiondire e ammorbidire la cipolla per un paio di minuti. Pulire bene gli champignon e tagliarli finemente. Aggiungere i funghi e cuocere per altri cinque minuti, mescolando frequentemente. Tagliare la polpa di manzo a striscioline alte un dito e lunghe 5 cm. Aggiungere ai funghi l'altra metà del burro e la polpa di manzo lasciando soffriggere la carne nella salsa di funghi. Una volta che la carne si è colorita, aggiungere il vino bianco, la paprica, il sale e il pepe e portare ad ebollizione. Abbassare il fuoco e far cuocere per altri 5 minuti. Unire la panna e la senape e cuocere per altri 5 minuti prima di servire il piatto. Presentazione Servire con del riso in bianco, del purè di patate o delle tagliatelle fresche. Diego Esposito ed Emanuele Cordischi

PER FINIRE … IN ALLEGRIA! RICETTA D’AUTORE Le grand ocean all’ Ouralphe Tre cerchi corrono attorno al centro del piatto. Il primo è di gambari fritti imbeverati in latte e code di gambari con colì di prosciutto e formelle di butirro di gambari passato per panno lino e anche alcuni gambari vivi stropicciati fino a divenir rossi come fossero cotti, che mescolati con quelli bolliti si metteranno a camminare con grande scherzo per i convitati. Il secondo cerchio inizia con una ragosta al ragù d’olio, funghi tartufi e piselli bagnata con brodo di pesce. La ragosta afferra con la chela la coda di un’anguilla condita con salsa di mandorla all’amberlina, la quale anguilla morde la coda di un capitone scorticato, cotto in malvasia e salsa d’acciughe, il quale capitone appoggia la testa su un luccio alle braci che insegue famelico quattro trote all’acetosa, ai ginepri, al ragù di prugnoli e alla carbonata. L’ultima trota si riunisce alla prima ragosta. Il terzo cerchio è composto da un carrousel stile Bayol di trecento ostriche alla salsa reale, ognuna recante a mo’ di perla una polpetta di rana o di fegato di testuggine, e altrettante patelle e cannolicchi. Dentro i tre cerchi quattro polpi reggono una grande conchiglia incoronata di astici in salsa barcellonese, ognuno offerente nella chela un canestrino di linguattole. Al centro della conchiglia sta, in posizione di Naissance de Venus, un grande storione infilzato di lardelli e cotto in brodo di cappone. Da Stefano Benni, Il più grande cuoco di Francia, in Il bar sotto il mare, pp. 21-22, Feltrinelli, Milano, 2007.

Il cliente alla cameriera :-Questa torta è tremenda! - Signore è la nostra specialità, la serviamo da anni! - Capisco, potrei avere qualcosa di più fresco?

I 7 nani entrano al bar. Per ordinare al bancone salgono uno sulle spalle dell’altro. L’ultimo dice al barista: - Sette tè. E il barista: - Cucù.

Una signora brutta, ma proprio brutta entra in un bar e si siede ad un tavolo. Arriva il cameriere: - Signora, desidera? - Menta - Bella signora, desidera?

- Il signore desidera il conto? - No, sono così pieno che non desidero altro!


Giornalino