Page 1

Libro Mariano Dallago: studio@marianodallago.it A:centoxcentoxcento@ymail.com Web Immagini Maps News Gmail Altro

Google|L’ultimo scalo del tramp steamer|cerca| cerca: nel Web|pagine in Italiano|pagine provenienti da: Italia

- Review ... L’ultimo scalo del Tramp Steamer. by Alvaro Mutis category Literature & Fiction. status (set by Auro): permanent collection. Global Summary for this book ... auro.bookcrossing.com/journal/451311/ - 37k - Copia cache - Pagine simili L’ultimo scalo del Tramp Steamer - aNobii - [ Traduci questa pagina ] L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STEAMER reviews from readers. Also includes book price, book ratings, book discussions, book forums, book cover, book publication ... www.anobii.com/books/01461b48ac5a421cbe/ - 33k - Copia cache - Pagine simili eBay.com.my: LIBRO L’ultimo scalo del Tramp Steamer - ALVARO MUTIS ... - [ Traduci questa pagina ] Additional Information about L’ultimo scalo del Tramp Steamer Informazioni Editoriali I.E. S.p.A. è titolare di alcuni dei contenuti informativi presenti in ... cgi.ebay.com.my/LIBRO-Lultimo-scalo-del-Tramp-


Alvaro Mutis “L’ultimo scalo del tramp steamer” Adelphi

Re: cento rifermenti x cento libri x cento mondi possibili Mariano Dallago <studio@marianodallago.it> A:Sm Fs <centoxcentoxcento@ymail.com>


Web Immagini Maps News Gmail Altro

Google|L’ultimo scalo del tramp steamer|cerca| cerca: nel Web|pagine in Italiano|pagine provenienti da: Italia

L’ultimo scalo del Tramp Steamer by Alvaro Mutis - Review ... L’ultimo scalo del Tramp Steamer. by Alvaro Mutis category Literature & Fiction. status (set by Auro): permanent collection. Global Summary for this book ... auro.bookcrossing.com/journal/451311/ - 37k - Copia cache - Pagine simili L’ultimo scalo del Tramp Steamer - aNobii - [ Traduci questa pagina ] L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STEAMER reviews from readers. Also includes book price, book ratings, book discussions, book forums, book cover, book publication ... www.anobii.com/books/01461b48ac5a421cbe/ - 33k - Copia cache - Pagine simili eBay.com.my: LIBRO L’ultimo scalo del Tramp Steamer - ALVARO MUTIS ... - [ Traduci questa pagina ] Additional Information about L’ultimo scalo del Tramp Steamer Informazioni Editoriali I.E. S.p.A. è titolare di alcuni dei contenuti informativi presenti in ... cgi.ebay.com.my/LIBRO-Lultimo-scalo-del-TrampSteamer-ALVARO-MUTIS_W0QQcmdZViewItemQQ-


ite... - 104k - Copia cache - Pagine simili Libro: L’ ultimo scalo del Tramp Steamer - [ Traduci questa pagina ] L’ ultimo scalo del Tramp Steamer click to enlarge the picture ... L’ ultimo scalo del Tramp Steamer - Our visitors opinion. Insert your review ... libri.dvd.it/narrativa-straniera/l-ultimo-scalo-deltramp-steamer/dettaglio/id-87878/ - 27k - Copia cache - Pagine simili Libro: L’ ultimo scalo del Tramp Steamer - [ Traduci questa pagina ] L’ ultimo scalo del Tramp Steamer. ... L’ ultimo scalo del Tramp Steamer click to enlarge the picture. Genre: Foreign Language Fiction Authors: Mutis ÁLvaro ... libri.dvd.it/narrativa-straniera/l-ultimo-scalodel-tramp-steamer/dettaglio/id-88300-lingua-EN/ - Pagine simili Maremagnum - L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STEAMER. ADELPHI 1997 - [ Traduci questa pagina ] L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STEAMER. ADELPHI 1997. ... AUTHOR. MUTIS ALVARO. TITLE. L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STEAMER. ADELPHI 1997 · L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP ... www.maremagnum.com/book/813/LULTIMO_SCALO_TRAMP_STEAMER_ADELPHI_60283693-EN.html - 18k - Copia cache - Pagine simili Maremagnum - L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP


STEAMER. ADELPHI 1997 - [ Traduci questa pagina ] MUTIS ALVARO. - L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STEAMER. ADELPHI 1997. www.maremagnum.com/index.php?option=com_ ricerca&task=risult&desiditem=60283693 - Pagine simili Altri risultati in www.maremagnum.com » L’ultimo scalo del Tramp Steamer by Mutis Alvaro - [ Traduci questa pagina ] L’ultimo scalo del Tramp Steamer by Mutis Alvaro Book- , produttore Adelphi , genere letterature straniere: testi. www.unilibro.com/find_buy/product. asp?sku=382261&idaff=0 - Pagine simili L’ultimo scalo del Tramp Steamer. - [ Traduci questa pagina ] Mutis, Álvaro.,L’ultimo scalo del Tramp Steamer.,Adelphi,,,, www.libroco.com/cgi-bin/dettaglio.cgi?codicewe b=23148675773552&lingua=en - 32k - Copia cache - Pagine simili L’ultimo scalo del Tramp Steamer.[1991] - [ Traduci questa pagina ] Mutis, Álvaro.,L’ultimo scalo del Tramp Steamer.[1 991],Adelphi,,,, www.libroco.it/cgi-bin/dettaglio.cgi?codiceweb =85816675353117&lingua=en - 32k - Copia cache - Pagine simili


Make a donation to Wikipedia and give the gift of knowledge!

article|discussion|edit this page|history

Álvaro Mutis From Wikipedia, the free encyclopedia

« La donna, come le piante, come le tempeste nelle selve, come il fragore delle acque, si nutre dei più oscuri disegni celesti. » (Álvaro Mutis, La Neve dell’Ammiraglio) Biografia Poeta e romanziere, nacque a Bogotá, il 25 agosto 1923 (giorno di San Luigi, re di Francia, per il quale sente una grande ammirazione). Il padre di Mutis, Santiago Mutis Dávila, laureato in diritto internazionale, fu segretario della Presidenza della Repubblica e seguì la carriera diplomatica; nel 1925 si trasferì in Belgio con la sua famiglia come Ministro Consigliere della sede a Brussels. Alvaro Mutis arrivò in Belgio all’età di due anni e ci rimase fino all’età di nove, quando suo padre morì improvvisamente, a 33 anni. La scomparsa di suo padre, il primo confronto con la morte da parte dello scrittore, determinò la decisione di abbandonare l’Europa, rimanere in Colombia e dedicarsi alla gestione della fattoria Coello, che aveva da poco ereditato. Uscire dall’Europa fu


per Mutis una grossa perdita, L’Europa era il suo mondo, la Colombia era solo un luogo per le vacanze da dove sempre ritornava. Il suo amore per il mare, le navi e i viaggi ha origine dagli spostamenti dall’Europa alla Colombia, fatti su piccole navi, metà da carico metà da passeggeri (simili a quelli che si trovano nei suoi libri), che impiegavano circa tre settimane ad attraversare l’Atlantico, facendo scalo in alcuni porti dei Carabi, avendo come destinazione finale il porto di Buenaventura. Da qui in macchina, in treno e finalmente a cavallo, la famiglia Mutis arrivava a Coello. Sono molti i riferimenti a questi viaggi per mare e terra nell’opera di Mutis. Alvaro Mutis non finì i suoi studi liceali, iniziati a Brussels presso i gesuiti di San Michele. In Colombia quando monsignore José Castro Silva, preside del Liceo Maggiore della Nostra Signora del Rosario lo richiamava per il suo basso rendimento accademico, ricordandogli che era fratello del scienziato José Celestino Mutis, Alvaro rispondeva che aveva molte cose da leggere e che non poteva perdere tempo studiando. Da allora divorava libri di storia, di viaggiatori di secoli scorsi e di letteratura. Cosi come Mutis dice, il biliardo e la poesia insegnata da Eduardo Carranza nel Rosario, gli impedirono finire il Liceo. A 18 anni Mutis sposò Mireya Durán, ebbero tre figli, e iniziò a fare i lavori più diversi. Pubblicò il primo libro La baldanza (1948), in col-


laborazione con Carlos Patiño Roselli che si esaurì per incenerimento nel famoso “Bogotazo” del 9 aprile 1948. Il suo secondo libro fu Gli elementi del disastro (1953) pubblicato dalla Editoriale Losada di Buenos Aires nella collana Poeti di Spagna e America. Dovuto alla gestione capricciosa (e in qualche modo romantica) di certi danari, Mutis fu querelato dalla multinazionale dove lavorava, avendo impiegato i fondi che utilizzava la società in opera di carità, per sponsorizzare atti di cultura chisciotteschi, non sempre basati su una reale necessità. A causa di questo fatto si trasferì in Messico paese che da allora (1956) è la sua residenza. Quest’avvenimento, rappresentato nell’usurpazione immotivata di soldi non suoi, palesò chiaramente la tendenza di Mutis verso l’anarchismo (dimostrando cosi in maniera un pò ingenua ribellione e insoddisfazione), che lo mantiene al margine dal convenzionale e del quale i personaggi danno costante testimonianza. Tre anni dopo il suo arrivo in Messico, come conseguenza della querela, Mutis finì nel carcere di Lecumberri per 15 mesi. L’esperienza in carcere cambiò totalmente la sua visione del dolore e la sofferenza umana, facendogli comprendere che anche nelle peggiori situazioni esiste sempre la possibilità di godere la vita. Entrò in contatto con persone che prima, nel frivolo ambiente che frequentava, passavano inosservate; inoltre, si rese conto che la bontà e la crudeltà si manifes-


tano in eguale misura dentro e fuori del carcere. In Lecumberri, Mutis diede forma ai suoi racconti Saraya, L’ultimo viso, Prima che canti il gallo e La morte dello stratega (raccolti nei Quattro racconti, 1978); con alcuni dei poemi di I lavori perduti (1965) e il Diario di Lecumberri (1960); allestì, con la collaborazioni dei carcerati del suo braccio, un’opera di teatro chiamata Il Cochambres, basata sulla vita di uno dei carcerati. Alcuni anni dopo uscito dal carcere, sposò Carmen, diventò direttore vendite per l’America Latina della Twentieth Century Fox, e poi della Columbia Pictures, e continuò per 23 anni a viaggiare finché nel 1988 andò in pensione dedicandosi esclusivamente a leggere e scrivere. Da allora, ha pubblicato un libro ogni anno. I riconoscimenti all’opera di Alvaro Mutis iniziarono nel 1974 con il Premio Nazionale di Lettere di Colombia; in Messico ottenne nel 1985 il premio della critica “Los Abriles” grazie a suo libro Gli emissari (1984); nel 1988 ricevette il premio Xavier Villaurrutia e poi l’”Aquila Azteca” per Ilona arriva con la pioggia (1987); nel 1989 vinse in Francia il premio Médicis Étranger per La neve dell’Almirante (1986), considerato il miglior libro tradotto in francese quell’anno e gli fu assegnato il grado di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e le Lettere; nel 1990 in Italia ricevette il premio Nonnino e il premio letterario Lila. L’importanza e l’interesse che l’opera di Mutis suscita all’estero è testimoniata anche dal fatto


che i suoi libri sono stati tradotti in svedese, tedesco, olandese, portoghese, romeno, inglese, italiano, francese e perfino in turco.


http://www.liberonweb.com/asp/libro. asp?ISBN=8806152351 Note di Copertina Incontri casuali e coincidenze costruiscono, in questo breve romanzo, la metafora dei nostri destini: l’amore che si ripete, uguale a se stesso, senza possibilità di realizzarsi mai. È a Helsinki che il narratore vede, per la prima volta, il Tramp Steamer, un cargo mercantile hondurefio, sudicio, semidistrutto, con il nome mezzo cancellato. Un relitto che gli ispira una solidale simpatia e che riapparirà nella sua vita: in Costa Rica, in Giamaica, alle foci dell’Orinoco. Casuale come gli incontri con il cargo è quello con il suo capitano, Jon Iturri, e sotto il segno delle coincidenze nasce un’amicizia che spinge Jon a raccontare la sua storia: contattato dal libanese Abdul Bashur e da Maqroll il Gabbiere - personaggi ben noti ai lettori di Mutis - per la gestione del Tramp Steamer, egli accetta a condizione di vedere prima la nave e di parlare con la proprietaria, Warda, sorella di Abdul. La nave è vecchia e trascurata, ma Warda è bellissima, intelligente, forte: Jon ne rimane ammaliato. I due decidono di incontrarsi periodicamente, per discutere della gestione commerciale del cargo. Si vedono a Marsiglia. A Lisbona si confessano il loro amore, un sentimento senza speranze ne futuro. I porti di mezzo mondo divengono i luoghi per i loro appuntamenti. Finche Warda non dà segni di malinconia e il Tramp Steamer di cedimento. Finche


Warda non torna a Beirut e il cargo non naufraga, travolto da una piena dell’Orinoco. E per Jon è inutile partire alla ricerca del suo amore: lei non c’è, non ci sarà mai piu. “ I suoi sogni europei e di altro genere erano svaniti, e avevano perso ogni ragione e ogni consistenza. Rimanevano i sentimenti che la univano a me. Erano intatti, ma su di essi non si poteva costruire nulla.”


http://tecalibri.altervista.org/M/MUTIS-A_ tramp.htm#p000 Pagina 3 Ci sono tanti modi per raccontare questa storia - quanti ne esistono per narrare anche l’episodio piu insignificante della vita di chiunque. Potrei cominciare da quello che per me è stato l’epilogo della vicenda ma, per un altro protagonista dei fatti, forse non è stato che l’inizio. Per non parlare della terza persona coinvolta negli eventi che cercherò di riferirvi, la quale, di ciò che visse allora, non saprebbe distinguere l’inizio dalla fine. Ho scelto dunque di narrare quello che è successo in base alla mia esperienza personale, seguendo la cronologia che mi è toccata in sorte. Può darsi che non sia il modo piú interessante per venire a conoscenza di questa storia d’amore cosi singolare. Da quando l’ho sentita, ho sempre avuto la ferma intenzione di raccontarla a uno che, nell’arte di narrare le cose che succedono alla gente, si è rivelato un maestro. Perciò, ora che la scrivo per lui - giacché non ho potuto raccontargliela -, preferisco farlo nel modo piu diretto e scorrevole, senza avventurarmi in strade, scorciatoie e meandri che non domino, e quindi sconsigliabili soprattutto in questo caso. Speriamo che la mia scarsa perizia non disperda l’incanto, il raro e doloroso fascino di amori non meno effimeri e disperati delle inesauribili leggende che da tanti secoli ci avvincono: da Piramo e Tisbe fino a Marcel e Albertine, passando per Tristano e Isotta. Quello che sto per raccontare l’ho appreso dalla


viva voce del protagonista: non ho dunque altra scelta che cimentarmi io stesso, con i miei modesti mezzi, nell’impresa di metterlo per iscritto. Avrei preferito che qualcun altro, piu dotato, lo facesse: non è stato possibile. I giorni frenetici e chiassosi della nostra vita non l’hanno consentito. Una simile premessa non varrà certo a esimermi dal severo giudizio dei miei improbabili lettori: la critica si occuperà, come è suo costume, di fare il resto, riconsegnando all’oblio queste righe cosi lontane dal gusto dominante ai giorni nostri.

Dovetti partire per Helsinki, dove avrei partecipato a una riunione di esperti in pubblicazioni interne delle compagnie petrolifere. Ci andavo, a dire il vero, assai di malavoglia. Era la fine di novembre e per la capitale finlandese le previsioni del tempo erano sinistre. La conoscenza e l’ammirazione sia della musica di Sibelius, sia di alcune pagine indimenticabili del piu dimenticato dei premi Nobel, Franz Emil Sillanpaa, erano ragioni piu che sufficienti ad alimentare la mia curiosità di conoscere la Finlandia. Mi avevano anche detto che dalla punta estrema della penisola di Vironniemi si riusciva a scorgere, nei giorni senza bruma, la mirifica apparizione di San Pietroburgo, con le cupole dorate delle sue chiese e l’imponente splendore dei suoi palazzi. Tanto mi bastava per decidere di affrontare la terribile prospettiva di un inverno come mai prima


ne avevo patiti. In effetti Helsinki giaceva come paralizzata dentro un cristallo traslucido e inviolabile, a quaranta gradi sotto zero. Ogni mattone dei suoi edifici, ogni angolo delle cancellate dei suoi parchi sepolti sotto una neve di marmo, ogni particolare dei suoi monumenti pubblici si stagliava con una nitidezza incisiva, quasi intollerabile. Percorrere le strade della città era un’impresa che comportava rischi mortali, ma che riservava inquietanti ricompense estetiche. Quando accennai ai colleghi del congresso che avevo intenzione di spingermi fino all’estremità orientale del porto per scorgere da lí la capitale di Pietro il Grande, tutti mi guardarono come un insensato promesso a morte sicura. Durante una cena ufficiale un collega finlandese, con una cortesia non priva di una certa cautela, tenuto conto della delirante dismisura del mio proposito, mi mise in guardia contro i pericoli che avrei dovuto affrontare. - In quel luogo, - mi spiegò, - il vento galoppa trasformando in blocchi di ghiaccio tutti gli ostacoli che incontra sulla sua strada. Qualsiasi cappotto, per caldo e pesante che sia, non serve a niente in quel caso -. Gli chiesi se in un giorno di calma, in uno di quelli tanto rari in cui fa la sua apparizione un sole effimero ma sfolgorante, sarei riuscito ad appagare il mio sogno di vedere, anche solo da lontano, la Venezia del Nord. Ammise che sarebbe stato possibile, a patto di disporre di un mezzo pronto a riportarmi in albergo appena il tempo si fosse guastato, cosa che in quel periodo poteva verificarsi nel giro di pochi minuti. I rappresentanti della mia compagnia in Finlandia si assunsero


l’incarico di procurarmi la macchina e di avvertirmi col necessario anticipo dell’imminenza di un giorno di sole. L’occasione si presentò molto prima di quanto avessi potuto sperare. Due giorni dopo ricevetti una telefonata. Mi annunciava che l’indomani sarebbero passati a prendermi per accompagnarmi al porto. I meteorologi della compagnia garantivano tre ore di sole senza un filo di nebbia. Con puntualità esemplare, l’auto mi prelevò il giorno dopo sulla porta dell’albergo. Ci lanciammo lungo il viale che circonda parte della città e conduce in periferia fino alla zona dei moli. L’autista non parlava altra lingua che il finnico. Neppure le quattro parole del mio svedese stentato mi servirono a comunicare con lui. Del resto, non avevo molto da dire a quell’auriga uscito dalle pagine del Kalevala. Il tragitto, che avevo immaginato piu lungo, durò venti minuti scarsi. Quando scesi dall’auto, lo spettacolo mi mozzò il fiato. La trasparenza dell’aria era assoluta. Ogni gru dei moli, ogni giunco della riva, ogni imbarcazione che solcava, in un silenzio irreale, le acque immobili della baia aveva una presenza cosi netta da darmi l’impressione che il mondo fosse stato appena inaugurato. Sullo sfondo, con la stessa nitidezza, incredibilmente vicina, si stagliava la città costruita da Pietro Romanov per soddisfare il suo delirio di autocrate geniale, e il suo sordido piano di astuto discendente di Ivan il Terribile. I bianchi edifici e le sfavillanti cupole delle chiese, i moli di granito color sangue, i deliziosi


ponti in stile italiano che attraversano i canali - tutto mi sembrava a portata di mano. L’immensa bandiera rossa che sventolava sulla facciata dell’Ammiragliato mi riportava a un presente la cui vaga insensatezza risultava impensabile in quel momento e in quello scenario, strabiliante per la perfezione delle proporzioni e la trasparenza di un’aria d’altro mondo. Mi sedetti sul bordo del parapetto di granito che proteggeva il nastro d’asfalto e, con i piedi penzoloni sullo specchio d’acciaio delle acque, rimasi estasiato nella contemplazione di un miracolo che ero sicuro non si sarebbe mai piu ripetuto nella mia vita. Fu allora che, per la prima volta, mi apparve il tramp steamer, personaggio di particolare importanza nella storia di cui ci occupiamo. Con questa espressione, come è noto, si definiscono i mercantili di piccolo tonnellaggio, che non appartengono a nessuna grande compagnia di navigazione e che viaggiano di porto in porto cercando carichi occasionali da trasportare. E cosí tirano a campare, trascinando la loro sagoma malconcia assai piu a lungo di quanto potrebbero far prevedere le loro precarie condizioni. Entrò all’improvviso nel mio campo visivo, con la lentezza di un sauro ferito a morte. Non potevo credere ai miei occhi. Con la splendente meraviglia di San Pietroburgo sullo sfondo, il povero cargo stava invadendo lo spazio con le sue fiancate cosparse fino alla linea di galleggiamento di tracce untuose di ruggine e di sporcizia. Il ponte di comando e, in coperta, la fila delle cabine


destinate all’equipaggio e a occasionali passeggeri erano stati verniciati di bianco in tempi molto remoti. Ora uno strato di sudiciume, di olio e di ruggine dava loro un colore indefinibile: il colore della miseria, della decadenza irreparabile, di un logorio disperato e incessante. Scivolava, irreale, con l’ansimare agonizzante delle sue macchine e il ritmo sconnesso delle sue bielle che, da un momento all’altro, minacciavano di tacere per sempre. Occupava ormai il primo piano nello spettacolo irreale e sereno che mi avvinceva, e il mio stupore diventò qualcosa di molto difficile da definire. C’era, in quell’errabondo relitto marino, una sorta di testimonianza del nostro destino sulla terra. Un pulvis eris che appariva piu eloquente e ineluttabile su quelle acque di lucido metallo, sullo sfondo della candida e dorata annunciazione della capitale degli ultimi zar. Accanto a me si ergeva il profilo slanciato degli edifici e dei moli della riva finlandese. In quell’istante cominciò a nascermi dentro una calda, solidale simpatia per il tramp steamer. Lo sentii come un fratello sventurato, vittima dell’incuria e dell’avidità degli uomini, a cui rispondeva con la volontà ostinata di continuare a tracciare su tutti i mari la scia opaca delle sue pene. Lo vidi allontanarsi verso l’interno della baia alla ricerca di un molo discreto a cui attraccare senza troppe manovre e, forse, con la minor spesa possibile. A poppa penzolava la bandiera dell’Honduras. Del nome, cancellato dall’azione delle onde, si intravedevano appena le ultime lettere: ... ción.


Pagina 14 Il caso mi riservava altri due incontri con l’itinerante cargo hondureño. Ma già dopo i primi due la sua fatiscente presenza era entrata a far parte della famiglia di immagini ossessive dietro le quali si nascondono, palpitano e fluiscono gli ingranaggi di quel gioco impreciso le cui regole mutano a ogni istante e che viene convenzionalmente chiamato destino. Non posso dire che le apparizioni successive non abbiano aggiunto nulla alle precedenti. Anzi, sono servite a dare una consistenza ancora maggiore a quell’immagine carica delle essenze piú segrete e attive di ciò che conduce ogni umana sorte verso la fine e il compimento: la vocazione a morire. Per questo vorrei narrare gli altri due episodi che differiscono da quelli già esposti solo per il contesto in cui scelsero di manifestarsi.


STEAMER. ADELPHI 1997 - [ Traduci questa pagina ] MUTIS ALVARO. - L’ULTIMO SCALO DEL TRAMP STEAMER. ADELPHI 1997. www.maremagnum.com/index.php?option=com_ ricerca&task=risult&desiditem=60283693 - Pagine simili Altri risultati in www.maremagnum.com » L’ultimo scalo del Tramp Steamer by Mutis Alvaro - [ Traduci questa pagina ] L’ultimo scalo del Tramp Steamer by Mutis Alvaro Book- , produttore Adelphi , genere letterature straniere: testi. www.unilibro.com/find_buy/product. asp?sku=382261&idaff=0 - Pagine simili L’ultimo scalo del Tramp Steamer. - [ Traduci questa pagina ] Mutis, Álvaro.,L’ultimo scalo del Tramp Steamer.,Adelphi,,,, www.libroco.com/cgi-bin/dettaglio.cgi?codicewe b=23148675773552&lingua=en - 32k - Copia cache - Pagine simili L’ultimo scalo del Tramp Steamer.[1991] - [ Traduci questa pagina ] Mutis, Álvaro.,L’ultimo scalo del Tramp Steamer.[1 991],Adelphi,,,, www.libroco.it/cgi-bin/dettaglio.cgi?codiceweb =85816675353117&lingua=en - 32k - Copia cache - Pagine simili

L'ultimo scalo del Tramp Streamer  

l'ultimo scalo del tramp streamer

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you