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Visita di studio sugli Orti Urbani a Marsiglia Sylviane Borghesi, Orti Urbani Garbatella

VISITA DI STUDIO Progetto EU’GO in FRANCIA 5 - 10 novembre 2012


Articolo Testimonianza

Sylviane Borghesi, Orti Urbani Garbatella

Visita di studio sugli Orti Urbani a Marsiglia – Progetto EU’GO Gli orti urbani in Francia hanno una lunga storia. All’ inizio dell’ 800 apparivano “les jardins ouvriers” (i giardini degli operai); le industrie davano una parcella di terra agli operai come sostegno economico, ma anche per renderli ancora più dipendenti. Nel 900 lo scopo dei jardins ouvriers era anche di occupare i lavoratori in un ‘attività salutare e per evitare che questi andassero al bar e facessero riunioni sindacale. Oggi la situazione è cambiata. Si sente il bisogno del verde nelle grandi città, non solo per il contatto con la natura, per ricreare una comunità diversa e solidale, ma anche

per combattere la

speculazione edilizia. Questo fenomeno di orti urbani si sta estendendo molto velocemente in tutta Europa. Il progetto EUGO promosso da CEMEA del Mezzogiorno ci ha dato l’opportunità di condividere le esperienze dei 5 paesi partecipanti (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito). L’ ultima visita, alla quale ho partecipato, si è svolta a Marsiglia.

Ero partita molto entusiasta, perché il progetto

m’interessava moltissimo e sono tornata ancora più felice, perché è stata un’esperienza molto ricca sia dal punto di vista umano che pratico. Abbiamo scoperto le diverse realtà degli orti condivisi a Marsiglia visitandoli e ascoltando i racconti, sempre pieni di passioni, di come e perché sono nati. Non ci sono misteri: per iniziare un progetto di orti urbani bisogna impegnarsi e contagiare le persone intorno a noi con il nostro entusiasmo. Ogni realtà è una storia a sé. La realtà pubblica in Francia è molto diversa della nostra italiana. Nel marzo 2010 è stata creata una “Charte” che dà uno status ai giardini. giardinieri devono aderire.

Ci sono delle regole interne alle quali le associazioni e i

La durata del contratto è di 5 anni rinnovabili. Ricevono aiuto per

cominciare il progetto e il contesto di ogni orto è sempre preso in considerazione. Il municipio, prima di prestare gratuitamente il suolo per il progetto orti, fa un’analisi del terreno per assicurasi che non sia inquinato. Provvede all’ installazione dell’acqua e dà anche del terriccio se necessario. Una delle regole è che la coltivazione deve essere al 80% di ortaggi. Ricevono finanziamenti dalla regione o dal municipio e alcuni dei responsabili dei progetti sono stipendiati dallo stato. Lo stato è quindi molto più presente in confronto alle realtà italiana dove spesso l’orto si fa occupando uno spazio in mancanza di altro. La prima visita al Crocq Jardin (80 km da Marsiglia in campagna) è stata molto forte, perché sembra un’oasi; è stata anche l’occasione di presentarsi come gruppo e mi sono sentita subito molto bene. L’accoglienza di Jean e dell‘équipe francese è stata molto calorosa.

Jean, la figura principale del

giardino, ha creato un universo ecosostenibile. Un esempio di giardino autogestito e autonomo, pannelli solari, cucina solare, toilette a secco; Durante la settimana i giardinieri, giovani e anziani, vengono ad occuparsi delle parcelle in comune; un giardiniere professionale viene una volta a settimana a consigliarli. Diverse attività sono organizzate per le scuole, per i ragazzi e adulti disabili. I ragazzi del paese hanno partecipato alla costruzione delle strutture all’ interno del giardino, imparando nello stesso tempo a lavorare.

Jean ha creato una

stazione di compostaggio; un dipendente si occupa ogni giorni di raccogliere i cibi nelle mense scolastiche e nei ristoranti. Nel pomeriggio abbiamo partecipato a diversi workshop a scelta: costruzione di una casa per insetti, attività nel giardino a scuola, ortoterapia, compostaggio.

VISITA DI STUDIO Progetto EU’GO in FRANCIA 5 - 10 novembre 2012


Articolo Testimonianza

Sylviane Borghesi, Orti Urbani Garbatella

Il Crocq Jardin mi ha dato la sensazione che non solo si può vivere in un altro modo, ecosostenibile, rispettoso della natura e del ambiente attorno a noi utilizzando energie pulite, ma anche che lavorare e costruire insieme rimane sempre l’esperienza più bella con grandi risultati. Gli altri giardini sono diversi, perché sono orti urbani in piena città, quindi con una situazione meno idilliaca. I giardini condivisi o orti urbani con lotti individuali hanno una motivazione in comune. La voglia di condividere, di incontrarsi in un luogo comune dove uno non si sente schiacciato dalla città, dal traffico, dal ritmo frenetico. Un luogo dove si può ricostruire un’armonia con l’ambiente. Non solo riscoprire il miracolo del seme che diventa pianta, ma anche il piacere di sentire il profumo delle erbe aromatiche. E’ un luogo che ci permette di lasciare dietro di noi la nostra aggressività e di condividere le nostre conoscenze ortolane, ma anche le nostre sensazioni davanti ad un mondo che non vuole fermarsi a riflettere per rimettere in discussione il nostro modo di vivere. Negli

orti condivisi

Nereïde che abbiamo visitato uno dei scopi principali era di unire le 2 “cités” (un nucleo di palazzoni) che non si parlavano e non comunicavano. Il giardino le ha unite ed ha anche permesso alle diverse generazioni di incontrarsi negli orti, organizzando feste per grandi e piccoli. In questa cité il terreno è privato ed appartiene al proprietario (bailleur social) dei palazzi.

Il bailleur mette a disposizione

gratuitamente il terreno e l’acqua. L’orto come l’arte, da la possibilità alle persone di esprimersi. Attraverso l’orto uno può esprimere la propria personalità e creatività. Mi ha molto colpito l’orto di Adam per la sua originalità. Partendo da una palestra che era andata a fuoco, cinque donne (women in action) si sono riunite e hanno chiesto lo spazio per creare degli orti. Il lavoro di pulizia è stato enorme. Il permesso lo hanno ottenuto dopo grazie al successo dell’impresa. Gli orti sono fatti di vasche costituite da cesti. Tutto è molto curato esteticamente con materiale riciclato e organico. I giardinieri organizzano passeggiate in montagna per recuperare piante sconosciute, ripiantarle e riscoprirle in cucina. Stéfane della compagnia di teatro Merlan, promotore del progetto, è molto attivo e organizza spettacoli di teatro e musica all’ interno del giardino. Durante i nostri scambi ed esperienze internazionali, alcuni dei giardinieri, seppur una minoranza, si sono lamentati del vandalismo che si verifica nel loro orto. Questo potrebbe dipendere da come le persone attorno lo vivono; se sentono che questi orti abbelliscono il loro vicinato e che vengono coinvolti il rischio è minore; questa è anche una ragione per la quale gli orti sono spesso aperti al pubblico. Tornando a Roma mi riporto la certezza che insieme possiamo fare grandi cose. Vedere gli orti urbani a Marsiglia e la passione che ci mettono sia le persone coinvolte a Marsiglia sia i partners europei che hanno raccontato le loro esperienze mi ha riempito di entusiasmo e di speranza; quest’esperienza è un incoraggiamento a introdurre negli Orti Urbani Garbatella le pratiche viste a Marsiglia di cui si è discusso con i partecipanti internazionali. E importante dare molta visibilità ai nostri orti per far sì che questo movimento di orti urbani dilaghi a macchia d’olio. Tra le buone pratiche che vorrei suggerire al Orto Urbano Garbatella : o

Costruzione di una casa per insetti; costruzioni diverse con materiale riciclato; un forno a legna fatto di terra (un po’ ambizioso?) VISITA DI STUDIO Progetto EU’GO in FRANCIA 5 - 10 novembre 2012


Articolo Testimonianza

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Sylviane Borghesi, Orti Urbani Garbatella

Abbellire il giardino, creando spazi d’arte con mosaici, disegni colorati come nel giardino di Gibraltar.

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Arte nel giardino come coesione sociale

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Organizzare teatro, proiezioni di film su diverse tematiche; cene

o

Organizzare corsi e workshop regolarmente ; permacultura, cestineria, fare il pane;

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Banca di semi e scambio di semi con altri orti a Roma.

Sylviane Borghesi, Novembre 2012

VISITA DI STUDIO Progetto EU’GO in FRANCIA 5 - 10 novembre 2012

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Articolo SV5_Sylviane Borghesi  

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