Issuu on Google+

O.N.G.

BERGAMO

Spedizione in Abbonamento Postale: comma 20/c - Art. 2 - Legge 662/93 Bergamo

nel mondo OrganizzaziOne di VOlOntariatO internaziOnale CristianO

Ăˆ NATALE VIAGGIA CON NOI Il Celim Bergamo ti porta tra i suoi progetti in Ecuador, Burkina Faso e Bolivia Aiutaci a sostenerli

Dicembre 2011-Febbraio 2012 Anno 15 Nr. 4


O.N.G.

BERGAMO

nel mondo TUTTI INNAMORATI DELLA BOLIVIA!

Sommario

Sembra che la terra boliviana porti bene. Dopo Giovanni Grisenti, il volontario del Celim Bergamo convolato a nozze lo scorso gennaio, è la volta di Gianpaolo Uristani e Gianluigi Riva: entrambi i volontari hanno trovato l’amore in quel di Cochabamba. Gianpaolo è tornato in Italia con Erica e si è sposato il mese scorso, il 18 novembre, mentre il nuovo anno inizierà con il matrimonio di Gianluigi e Dina, collaboratrice alla Ciudad del Niño con la quale si unirà il prossimo 14 gennaio. A loro le nostre più vive congratulazioni.

Organizzazione di Volontariato Internazionale Cristiano

Direzione, redazione, amministrazione Via Conventino, 8 24125 Bergamo tel. 035 459.85.00 fax 035 459.85.01 e-mail: info@celimbergamo.org www.celimbergamo.org Registrazione del Tribunale di Bergamo: n° 13 del 29/4/1983 Direttore Responsabile: Elena Catalfamo Proprietario pro-tempore: Presidente Celim Bergamo: Andrea Milesi

Hanno collaborato: Tutti innamorati della Bolivia! pag. 2

A tu per tu con la

Daniela Agazzi, Umberto Amadigi, Andrea Milesi, Giuliana Ubbiali “crisi” pag. 3

Trimestrale interno dell’O.N.G. 23 dicembre 2011: torna il gospel solidale pag. 5

Distribuzione gratuita fuori commercio

VIAGGIO DI NATALE pag. 6 Stampa: - Sovranità e sicurezza alimentare in Ecuador pag. 6 Tipografia dell’Isola - Acqua per la vita in Burkina Faso pag. 8 Terno d’Isola (BG) - Bolivia: non solo coca pag. 9 ATTIVITà - Una vita per la Bolivia. Premio a Riccardo Giavarini

pag.

10

EVENTI CELIM

pag.

11 Garanzia e tutela dei dati personali

L’ANALISI ai sensi dell’art.13 D. Lgs n.196/03 I dati personali vengono trattati solo Cooperazione, ancora tagli pag. 12

in relazione alle finalità della nostra Organizzazione, in particolare per la creazione Notizie Flash pag. 14 di un indirizzario (invio del notiziario) e per informare sulle attività associative Natale 2011: le proposte del Celim Bergamo pag. 15 in genere. I dati non saranno comunicati a terzi o diffusi all’esterno dell’Organizzazione. Dona on-line pag. 16


Editoriale

A TU PER TU CON LA “CRISI”

L

o scorso 29 ottobre, abbiamo tenuto come di consuetudine la nostra assemblea ordinaria che voleva essere, almeno in origine, una vera e propria assemblea programmatica con la discussione e pianificazione della attività per l’anno a venire; ma la particolare situazione che stiamo vivendo, sia come cittadini che come associazione, ha catalizzato la attenzione dei nostri soci su un tema quasi inesorabile: la crisi. E’ ormai fuor dubbio che questa parola sta assumendo dei significati credo inaspettati , visto che non vi è ambito o settore della vita pubblica e privata, che in qualche modo non debba fare conti con una difficoltà a pensare il proprio cammino. E quando la analizziamo con gli occhi di una organizzazione di volontariato internazionale, che fa del mondo, dei suoi equilibri e dello sviluppo il suo motivo di vita, allora è facilmente intuibile come le solidità e le certezze che hanno fondato il nostro vivere comune siano in questo momento investite da forte incertezza e disgregazione. Quanto infatti osservavamo nei Paesi in Via di Sviluppo circa le dinamiche sociali di paura, delusione, esclusione e tensione, le possiamo cominciare a trovare anche nel nostro Bel Paese. Per noi che abbiamo da sempre creduto che aggredire questi fattori vuol dire dare spazio e voce a tutti i settori della società per condurli sulla via dello sviluppo e della sostenibilità, è difficile dirigere questo stesso pensiero alle nostre vite e alle nostre organizzazioni, perché vuol dire andare a valutare tutte le debolezze del nostro sistema e cercare di trovare nuove risorse ed energie capaci di traghettare la nostra struttura verso un orizzonte futuro. Ad oggi siamo fermi alla analisi, manca purtroppo ancora la elaborazione di un nuovo modo di essere Ong ed organizzazione di volontariato internazionale e sopratutto manca la visione del “dove” e del “come” andare a reperire le risorse necessarie, tenendo fermo il fatto che navighiamo in uno scenario così critico, che spesso sembra più facile issare la bandiera bianca, che assumere nuove responsabilità.

Navighiamo in uno scenario così critico, che spesso sembra più facile issare la bandiera bianca, che assumere nuove responsabilità

Questa assemblea ha dato mandato al suo Presidente di istituire un gruppo di lavoro, il più ampiamente rappresentativo degli attori e delle sensibilità che da sempre animano la nostra organizzazione, la nostra Chiesa e la società civile a cui apparteniamo, per capire se ancora è possibile raccogliere la sfida lanciata ormai quasi 50 anni or sono. Andrea Milesi Presidente Celim Bergamo CELIM DICembre 2011

3


4

CELIM DICEmbre 2011


Fotonotizia 23 DICEMBRE 2011 TORNA IL GOSPEL SOLIDALE Torna dopo il successo dell’anno scorso il concerto di Natale promosso dal Celim Bergamo. Quest’anno l’appuntamento con le voci dell’Anghelion gospel choir diretto da Antonio Barcella sarà nell’auditorium Piazza della Libertà a Bergamo venerdì 23 dicembre, alle 21. Un grande concerto che quest’anno rientra nella campagna natalizia con la quale Celim Bergamo e Centro missionario diocesano vogliono sostenere tre progetti: in Terra Santa, dove l’attenzione è rivolta alle famiglie più povere palestinesi per il loro sostentamento quotidiano, in Ecuador per l’avvio di piccole produzioni agricole famigliari al fine di garantire l’auto sostentamento delle comunità di Santo Domingo e Latacunga e in Uganda per la realizzazione di spazi per l’incontro e l’aggregazione, l’appoggio alla scuola materna e il sostegno di percorsi di catechesi e formazione. Nel corso dell’estate, l’Anghelion gospel choir ha aderito alla nazionale del gospel, l’Italian gospel choir, progetto che ha ottenuto la Medaglia di Rappresentanza, ovvero quel premio che il Presidente della Repubblica rilascia a iniziative e progetti reputati meritevoli, dallo stesso Presidente, perché a beneficio del Paese. Con la divisa azzurra, il coro nembrese ha avuto il piacere di debuttare lo scorso 10 settembre in Piazza Duomo a Milano di fronte a una folla gremita di quarantamila persone e l’11 novembre è comparso su Italia 1 nella prima puntata del programma Chiambretti Muzik Show per presentare, in occasione del ritorno di Laura Pausini, ‘La solitudine’ in versione gospel. Insomma, le premesse per una serata sensazionale all’insegna della buona musica e delle solidarietà ci sono tutte e chi vuole avvicinarsi al Natale con uno spirito di gioia non può perdersela. Come ben recita il coro “quando la musica diventa racconto d’emozioni…e un cammino di Fede!” L’ingresso al concerto è gratuito con offerta libera a sostegno dei progetti. Il biglietto può essere ritirato presso la sede del Celim Bergamo in via Conventino 8 a Bergamo con il contributo di un’offerta libera oppure presso l’Auditorium la sera stessa del concerto fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni contattateci al numero 035.4598500. Daniela Agazzi

CELIM DICembre 2011

5


Primo Piano Il Celim Bergamo vi accompagna per Natale tra i suoi progetti in Ecuador, Burkina Faso e Bolivia. Venite con noi in questo viaggio, partecipate anche dalle vostre case e con le vostre famiglie, aiutateci a sostenerlo

VIAGGIO DI NA DALL’AFRICA AL SUDAMERICA GIULIANA UBBIALI

Sovranità e sicurezza alimentare In Ecuador Riuscite ad ascoltare i rumori dei pedali, che fanno sgorgare l’acqua per irrigare le terre spaccate dal sole del Burkina Faso? Vedete l’impegno delle famiglie dell’Ecuador mentre sperimentano nuove colture, per garantire la sicurezza alimentare di bimbi e donne incinte? E lo sentite il vociare dei ragazzi della Bolivia entusiasti nel trasformare i prodotti dei campi in prodotti da vendere sui mercati? Ascoltateli e vedetelo con gli occhi del Celim Bergamo. Diversificare i prodotti della terra è fondamentale per migliorare l’alimentazione, soprattutto ai bambini e donne incinte. E’ questo l’obiettivo del progetto in Ecuador. Ed è significativo se si pensa che coinvolgerà 35 comunità, per un totale di 2000 famiglie, in particolare 450 bambini sotto i 5 anni e 450 mamme in attesa. Si radicherà sul territorio come una radice che si sposa con la terra, perché oltre al rapporto diretto con i contadini, ne verrà stretto uno altrettanto forte con le autorità locali (8 istituzioni 6

CELIM DICEmbre 2011

verranno formate al tema della sicurezza alimentare), fondamentali perché il progetto prosegua nel tempo. Ti stiamo portando nel cantone Manà, localizzato nella regione naturale occidentale dei contrafforti esterni della Cordillera delle Ande, nella provincia di Cotopaxi. La zona è temperata sub-tropicale, tra i 200 e i 1150 metri sopra il livello del mare, a 150 chilometri da Latacunga, la capitale della provincia che è un centro importante per la produzione agricola e l’allevamento, oltre che meta turistica e culturale. Prosegui, vieni con noi nella parrocchia (in Ecuador corrisponde ai municipi) di Puerto Limòn, nella provincia di Santo Domingo de los Tsáchilas, regione Costa dell’Ecuador, nel tropico ecuadoriano tra i 185 e i 450 metri sopra il livello del mare, dove le temperature oscillano tra i 23 e i 36 gradi. L’iniziativa è della Pastoral Social Caritas Ecuador. La missione del Celim Bergamo è servita per ridefinire i termini, le aree di azione e la metodologia. In Ecuador ci sarà un coor-

dinatore Caritas locale, una sorta di supervisore, più altri due coordinatori, uno in ognuna delle due diocesi. L’obiettivo è rafforzare lo sviluppo delle capacità della popolazione, attori sociali e istituzioni locali, attraverso un processo di formazione teorico e pratico che permetta loro di creare meccanismi locali sostenibili, ai fini della sicurezza alimentare. Che cosa faremo nel concreto? Le famiglie verranno formate e sostenute, anche con la dotazione di attrezzi e sementi, rispetto alla produzione agricola e all’allevamento di piccoli animali,


Ecuador. Sovranità e sicurezza alimentare

ATALE

come polli e galline, oltre che di pesci (Tilapia). Ci si concentrerà su che cosa produrre e come. Sarà infatti un sistema di produzione integrale, con un orto che darà alla famiglia tutti gli elementi base per una corretta alimentazione, quindi dagli ortaggi alla frutta, dal mais al grano. Inoltre sarà un tipo di coltivazione biologica. Attenzione, non si pensi che non ci sia da mangiare in queste aree. Al contrario, sono rurali, quindi le famiglie già coltivano, ma si concentrano solo su alcu-

Come ci puoi aiutare • Con 15 euro garantirai l’acquisto di integratori alimentari per un bambino di età inferiore ai 5 anni • Con 50 euro garantirai l’acquisto di piccoli animali • Con 60 euro garantirai l’acquisto di materiale agricolo per la realizzazione di un orto famigliare • Con 100 euro garantirai l’acquisto del kit per i volontari Caritas che realizzeranno la formazione pratica • Con 166 euro garantirai l’acquisto di una bilancia e di un infantometro • Con 200 euro garantirai l’intero percorso di formazione annuale per una famiglia • Con 2.250 euro permetterai l’acquisto di uno strumento per l’analisi dell’emoglobina Personale operativo 7 addetti Caritas (2 nutrizionisti, 2 agronomi, 2 coordinatori locali, 1 coordinatore nazionale) 100 volontari Caritas – Tirocinanti dell’Università Tecnica Equinoccial CELIM DICembre 2011

7


Primo Piano ni prodotti, per venderli, per esempio il caffè o la canna da zucchero, con l’utilizzo di pesticidi dannosissimi. I passi da compiere sono numerosi, ma fattibili con il vostro sostegno. I principali saranno la creazione di una rete locale di istituzioni per la difesa del diritto al cibo e della sovranità alimentare, la formazione delle autorità locali per rafforzare l’incidenza politi-

ca e le capacità gestionale di questi temi non più trascurabili, l’accompagnamento e il monitoraggio dell’attenzione nutrizionale dei bambini sotto i cinque anni e delle gestanti. E ancora, un passo dopo l’altro e uno necessario al rafforzamento dell’altro, la realizzazione del programma formativo per la produzione agro-ecologica dei beneficiari del progetto, la creazione

pratica dei 450 orti familiari integrati (cioè produzioni diversificate per l’autoconsumo e la commercializzazione), la progettazione di un programma di micro impresa per rafforzare le capacità gestionali delle comunità coinvolte e la formazione delle autorità locali in tema di sanità di base e igiene.

ACQUA PER LA VITA IN BURKINA FASO Siamo in Africa, in una vasta area del distretto di Lanfierà, nella Provincia del Sorou al confine con il Mali, che ha una popolazione di 18.328 abitanti. Sei i villaggi coinvolti: oltre a Lanfierà stesso, si chiamano Tani, Débé, Koumbara, Noin, Guiedeogou e Gouran, dove si trova la cooperativa Sogcam che sarà anche la sede del coordinamento del progetto. E’ con loro che lavoreremo, i soci, 450 famiglie. L’obiettivo è garantire la disponibilità di acqua per uso irriguo che consenta un miglioramento qualitativo e quantitativo della produzione agricola, soprattutto degli orti, anche attraverso attività di formazione e di capacity building a dirigenti, quadri e associati. Il bene fondamentale? E’ l’acqua. Lì sotto c’è. Bisogna farla arrivare in superficie. Lo strumento fondamen-

tale? Le tradizionali pompe a pedali, migliorate grazie alle innovazioni della facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo. Renderanno l’uso dell’acqua accessibile, flessibile e svincolato dalla stagionalità del funzionamento di tutto l’impianto della valle del Sourou. Sono inoltre uno strumento compatibile con il contesto territoriale, grazie alla realizzazione di un’officina in cui i pezzi si possono riparare, evitando così alti costi e tempi lunghi per la loro sostituzione. Le famiglie potranno quindi dimensionare i propri appezzamenti a seconda della stagionalità delle colture, avendo sempre la possibilità di accesso all’acqua. Ecco che cosa potremo fare concretamente, insieme, tu con noi del Celim Bergamo e con gli agricoltori

Come ci puoi aiutare • Con 25 euro garantirai l’acquisto di sementi per una famiglia per un anno • Con 50 euro garantirai l’acquisto di materiale agricolo per una famiglia per un anno • Con 100 euro garantirai la formazione agricola ed idraulica per una famiglia per un anno • Con 120 euro garantirai la costruzione di una pompa a pedali per una famiglia Personale operativo 1 coordinatore locale 1 formatore locale 5 tecnici idraulici locali 3 volontari italiani: meccanici, idraulici e agronomi

8

CELIM DICEmbre 2011

del Burkina Faso. Verrà realizzato un nuovo prototipo di pompe a pedali e verranno inviate le attrezzature per il funzionamento dell’officina meccanica. Questo è un progetto innovativo, che prevede delle fasi di ricerca sulla tipologia delle produzioni, sulle tecniche di produzione, sulle competenze correlate e sulla redditività delle attività. Utilizza tecnologie e strumenti con basso impatto energetico, perché migliorate, prevede attività di formazione con il coinvolgimento di volontari italiani, verrà gestito con particolare attenzione verso il recupero dei suoli, la diversificazione dei tempi di produzione e la conservazione di prodotti agroalimentari. Una bella sfida, partendo dalla semplicità e dal rispetto del contesto economico e socio territoriale.


Primo Piano

BOLIVIA: NON SOLO COCA Qui a Eterazama, zona tropicale di Cochabamba (Bolivia), vi abbiamo portato altre volte. E altre volte abbiamo cercato di farvi ascoltare il vociare dei 164 ragazzi che frequentano l’Istituto tecnico superiore, articolato nei tre percorsi di studio di tre anni ciascuno dopo la scuola dell’obbligo: agroindustria, informatica, infermeria. Anche quando questi giovani sono in silenzio, il loro impegno sui banchi si scuola risuona come un urlo in questa zona. E’ l’urlo di chi ha scelto un futuro diverso da quello che tradizionalmente lo aspetta, cioè la coltivazione di piantagioni di foglie di coca, attività redditizia, dove, però, la terra sa dare molto altro, in particolare frutta che può essere trasformata e commercializzata. Ci siamo. E’ questa la seconda fase di un progetto di cui vi abbiamo già coinvolti nel passato. L’obiettivo è sviluppare e consolidare l’attività di produzione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli nel Chapare (tropico di Cochabamba), attraverso il miglioramento dell’offerta formativa dell’Istituto. Che ha già un impianto con tre linee di produzione: di marmellate, di frutta disidratata e infusi, di succhi di frutta. I prodotti

vengono venduti alle fiere locali e regionali, per dimostrare così ai ragazzi che esiste un mercato, quindi esistono concrete possibilità di lavoro. Il futuro del progetto è intensificare questa fase. L’istituto è il punto di riferimento, dà gli strumenti, indica il percorso da seguire, ma sono gli studenti a doverlo intraprendere. L’obiettivo è che, sempre gradualmente, siano loro stessi a convertire i terreni familiari in nuove produzioni, con l’accompagnamento di tutor dell’istituto stesso. Nel concreto, verranno avviate produzioni pilota e sperimentali e, successivamente, verranno sviluppate nuove produzioni agricole famigliari. Si proseguirà, aumentandone il livello, a trasformare e vendere i prodotti nei mercati locali, si avvierà un percorso formativo per aprire micro imprese e cooperative di produttori e a tale scopo verrà creato un fondo di attività per lo start-up di una impresa modello. La ricerca di punti di vendita anche attraverso la partecipazione a fiere espositive e l’apertura di mercati locali per i prodotti trasformati oltre che per quello fresco, sarà l’attività continua per dimostrare agli studenti

che l’alternativa esiste. Ed esiste per almeno 50.000 persone: sono i giovani diplomati, le famiglie di contadini, le organizzazioni di agricoltori del municipio di Villa Tunari, destinatari del progetto.

Come ci puoi aiutare • • • • • •

Con 15 euro contribuirai alla creazione del fondo micro credito (20.000 euro) Con 25 euro contribuirai all’acquisto di terreni per le prove sperimentali (25.000 ero) Con 50 euro contribuirai alla costruzione del nuovo laboratorio di agro-industria (70.000 euro) Con 100 euro garantirai l’acquisto del materiale didattico per uno studente Con 250 euro garantirai la copertura dei costi annuali di formazione per uno studente Con 350 euro garantirai l’acquisto dell’attrezzatura necessaria ad uno studente per le attività pratiche di laboratorio

Personale operativo 1 coordinatore locale 7 docenti locali 2 tecnici di laboratorio locali 2 volontarie

CELIM DICembre 2011

9


Attività

una vita per la boliviA ELENA CATALFAMO

C

e l’ha fatta. Dopo dieci anni di lavoro è riuscito a inaugurare Qalauma, il primo carcere minorile della Bolivia, a pochi chilometri da La Paz. Per lui questo è stato sicuramente il premio più bello di una vita dedicata a difendere i diritti umani degli ultimi: dai senza terra di Cochabamba durante le dittature di Banzer e di Mesa ai contadini del Perù ai tempi di Sendero Luminoso. È riuscito a strappare dall’inferno di San Pedro e Chochoncoro quasi 150 minori costretti a condividere il carcere con gli adulti in condizioni terribili. Contro la povertà Con il suo sguardo burbero e fulminante, il maglione pesante da campesino, Riccardo Giavarini, 56 anni, di Telgate, però il 3 dicembre riceverà dalle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, un altro riconoscimento: il Premio del volontariato internazionale della Focsiv (la Federazione che riunisce gli organismi cristiani di servizio internazionale volontario). Il premio, dedicato a quanti si contraddistinguono nell’impegno contro ogni forma di povertà ed esclusione e per l’affermazione della dignità e dei diritti di ogni donna e uomo, è il principale evento istituzionale della Federazione che cerca così ogni anno di portare l’attenzione su temi che toccano da vicino il mondo della cooperazione internazionale. Da 36 anni Riccardo Giavarini è in Sudamerica: dopo aver frequentato il liceo classico in Seminario in Città Alta, grazie al curato, frequentò un corso di formazione a San Massimo a Verona. Poi nel febbraio del 1976 partì per la Bolivia dove visse nelle periferie di La Paz con don Giancarlo Pezzotta, nell’epoca della dittatura di Banzer. «Questo impatto è stato forte per me - ricorda - perché prima non avevo mai avuto esperienza di violazione dei diritti umani e invece, proprio grazie a questo lavoro in periferia, siamo venuti a conoscenza della drammaticità della

10 CELIM DICEmbre 2011

Riccardo Giavarini, 56 anni, di Telgate, già volontario del Celim Bergamo, sarà premiato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come volontario dell’anno per il suo impegno con il Mlal in Bolivia

dittatura: sequestri, torture, desaparecidos. Ricordo che già allora, facendomi passare per prete, entravo a Chochoncoro per aiutare i detenuti politici, e oggi, dopo 30 anni, lavoro ancora nella realtà carceraria». Dopo La Paz si trasferisce a Cochabamba dove s’impegna per i diritti dei campesinos senza terre: è qui che conosce Berta Blanco (oggi sua moglie e madre dei suoi cinque figli) e abbandona l’idea di diventare sacerdote. Il progetto matrimoniale però viene interrotto dalla dittatura di Mesa e dalla necessità di rientrare in Italia dove lavora per qualche anno come muratore per poi ripartire nel 1981 per il ProgettoMondo Mlal verso il Perù, a Puno con la prelatura di Ayaviri per un lavoro di pastorale sociale e di vicinanza ai contadini privati delle proprie terre. Il terrorismo in Perù È qui che si scontra col terrorismo e la violenza armata di Sendero Luminoso.

«La federazione unica di Ricoma ? ricorda ? il sindacato dei contadini che eravamo riusciti a organizzare con grande impegno fino a quel giorno, fu smantellata, poco a poco, e vari dirigenti arrestati, tra i quali Porfilio Suni, personalità importante della zona che, dopo un attentato di Sendero, venne preso dai militari, torturato e messo in carcere». Da lì la decisione di abbandonare il Paese nel 1989 per ragioni di sicurezza e rientrare in Bolivia come coordinatore dei progetti Mlal per l’America latina venendo così a conoscenza della realtà delle popolazioni indigene dell’area andina. È in questi anni che entra nel carcere di San Pedro a La Paz: lì vivono 1.200 detenuti di cui un centinaio dai 16 ai 21 anni. La realtà carceraria boliviana è per un occidentale inimmaginabile: per chi è arrestato non esiste certezza di essere processato. La galera è un luogo senza regole: chi entra deve procurarsi una cella, costruirsela o prenderla in affitto, procurarsi il denaro per farlo, vendendo quello che ha, dal corpo, ai piccoli traffici di droga, alcol e sigarette, fino a un mestiere. Non esistono fognature, bagni, c’è chi apre piccoli ristoranti all’interno e la corruzione della polizia penitenziaria è altissima. È qui che vivono anche i ragazzi spesso vittime di violenze e sfruttamento. Per tanti anni Giavarini è entrato tutte le settimane in carcere per stare loro vicino e ha iniziato a dare vita a Qalauma, il primo carcere minorile della Bolivia. A febbraio, dopo dieci anni di lavoro, nella vicina provincia di El Alto, ha finalmente inaugurato la struttura che ospita 150 giovani con cui intraprendere un percorso di rieducazione. Realizzata dal Mlal, ha avuto i finanziamenti della diocesi di El Alto, della Cei, di Unicef, Caritas italiana, la ong spagnola Intervida, la ong tedesca Pan Para el Mundo, l’arcivescovado di Colonia, e la solidarietà spagnola e italiana e di tanti bergamaschi amici di Riccardo.  “L’Eco di Bergamo” dell’11 ottobre 2011


Eventi Celim

CELIM BERGAMO: SUCCESSO PER GLI EVENTI il GRAZIE AI NOSTRI DONORS

Si è conclusa con successo la campagna estiva “Non fare un buco nell’acqua” che il Celim Bergamo ha dato vita nei mesi tra luglio e settembre alla Trucca, il parco del nuovo ospedale di Bergamo. Tre, una al mese, sono state le giornate dedicate alla vendita di angurie i cui ricavati sono stati devoluti dagli organizzatori di Truccaland al Celim per la creazione di un sistema di distribuzione di acqua potabile e di irrigazione in Bolivia e in Burkina Faso. Oltre alle angurie, una parte dei ricavati delle consumazioni e le monetine gettate nell’urna acquatica posizionata vicino alla cassa hanno contribuito a sostenere i progetti. Una collaborazione quella con gli amici della Trucca, ai quali va il nostro grazie per aver aderito alla campagna, che si è conclusa in modo soddisfacente da entrambe le parti e che, se ci sarà modo, potrà continuare anche nel prossimo anno. Un ringraziamento va fatto anche all’Associazione “Non solo sogni” con la quale il Celim ha trascorso un pomeriggio in quei di Zogno partecipando a uno spettacolo musicale con la “Diversamente accordabili band” e i reduci del gruppo boliviano Senda Nueva; durante la giornata ha avuto modo di presentare e raccogliere fondi per i propri progetti in Bolivia. Per ultimo in ordine cronologico, il nostro grazie è rivolto a Marco Brena e alla sua celtic band che ci hanno riportati nel Medioevo sulle note dell’organo del Sant’Alessandro con un concerto che ha emozionato la inaspettata folta folla.

GIORNATA DEI SOSTENITORI il 17 DICEMBRE

Sabato 17 dicembre, a partire dalle 15, si riunisce l’assemblea dei soci e sostenitori del Celim Bergamo per gli auguri di Natale e per fare il punto dei progetti e delle attività in corso. Nell’ultima assemblea è stato toccato il tema delicato del taglio di risorse ai progetti di cooperazione e delle conseguenze pesanti anche sui progetti dell’organizzazione di volontariato internazionale. Per affrontare la crisi in corso, il presidente Andrea Milesi ha proposto raccogliendo il consenso la costituzione di una commissione capace di traghettare con alcune azioni concrete il Celim verso il 2012. L’argomento sarà ripreso anche nella prossima assemblea, insieme alla presentazione delle attività per il Natale e per l’inizio del prossimo anno. Verrà presentato anche il piano delle attività relative alla raccolta fondi, alla comunicazione e al bilancio. Nell’occasione proponiamo la visione del film di Ermanno Olmi “Terra Madre” e del filmato sul nostro ex volontario Riccardo Giavarini. Ci sarà poi l’occasione per acquistare qualche regalo di Natale solidale e per festeggiare insieme il periodo di Natale. Info: www.celimbergamo.org.

VANDANA SHIVA A MARZO A BERGAMO

Vandana Shiva, fisica ed economista indiana, dirige il Centro per la scienza, tecnologia e politica delle risorse naturali di Dehra Dun in India. È tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale. Il Celim Bergamo ha deciso di invitarla a Bergamo per un confronto sui temi della sostenibilità ambientale e della cooperazione allo sviluppo. L’appuntamento è per il 26 marzo in città: verranno promossi incontri dedicati alle scuole, agli imprenditori del settore e aperto a tutti gli interessati. Vandana Shiva è attivista politica radicale e ambientalista, ha vinto il Right Livelihood Award, premio Nobel alternativo per la pace, nel 1993 e il City of Sydney Peace Prize nel 2010. Ha scritto numerosi saggi, alcuni tradotti in italiano, fra cui: Sopravvivere allo sviluppo (1990); Monocolture della mente. Biodiversità, biotecnologia e agricoltura scientifica (1995); Biopirateria. Il saccheggio della natura e dei saperi indigeni (1999); Vacche sacre e mucche pazze. Il furto delle riserve alimentari globali (2001); Campi di battaglia. Biodiversità e agricoltura industriale (2001); Terra madre: sopravvivere allo sviluppo (2002); Le nuove guerre della globalizzazione (2005); Dalla parte degli ultimi. Una via per i diritti dei contadini (2007); India spezzata (2008); Ritorno alla Terra. La fine dell’ecoimperialismo (2009); Semi del suicidio (2009). Con Feltrinelli ha pubblicato anche Il mondo sotto brevetto (2002) e Le guerre dell’acqua (2003).

CELIM DICembre 2011

11


L’analisi

COOPERAZIONE ANCORA TAGLI

Il ministero degli Affari esteri non solo ha tagliato i fondi disponibili per i progetti di sviluppo, ma anche quelle garantiti per legge non sono stati onorati. Le Ong sono pronte a organizzare una “class action”. Ora una nuova speranza si apre con il ministero alla Cooperazione di Andrea Riccardi ANDREA MILESI

P

roprio in questi giorni, mendei modi, non senza una certa dose tre sto cercando di riorgadi cinismo e scorrettezza. nizzare le mie idee circa il nostro procedere come Ministero indebitato Ong nei prossimi anni, mi trovo a Per chi ci segue con regolarità non è constatare con estrema amarezza nuovo ascoltare che la nostra politica che per guardare al prossimo futuro italiana (a parte qualche parentesi devo prendere coscienza che una breve), già da parecchi anni soffriva stagione importante di una particolare della cooperazione Il Celim Bergamo acco- sindrome di schiinternazionale italia- glie con favore la scelta zofrenia, dove na ha dichiarato la coraggiosa e innovativa ad una dichiarasua conclusione. Mi di un vero e proprio di- zione di intenti ai riferisco ovviamente castero specifico sulle più grandi vertici a quel capitolo impor- questioni della coopera- i n t e r n a z i o n a l i , tante che è stata la zione internazionale. La che indicava un Cooperazione italiaaumento dell’imsperanza è che il nuovo na istituzionalmente pegno verso le Ministro sappia porre ricostituita intorno al problematiche dei medio alle innumerevoli cosiddetti Paesi nostro Ministero affari vissute in via di sviluppo, esteri (Mae) e regola- contraddizioni con il passato Mae mentata da una legge corrispondevano delle Stato: la famosa leggi e tagli che 49 del 1987. andavano proprio nella direzione Quando dico conclusa non significa contraria. A parte il carattere patoloche il Mae abbia deciso di non occugico del procedere, potrebbe anche parsi di cooperazione internazionastarci che un certo gruppo politico le, ma piuttosto che abbia deciso di decida in autonomia la propria linea chiudere il capitolo delle Ong. E purin questo capitolo, ma che non abtroppo questo passaggio viene fatto, bia il coraggio di ammetterlo a livelcome spesso avviene, nel peggiore lo internazionale, mi sembra un po’ 12 CELIM DICEmbre 2011

puerile. Ma questo non è bastato. Per rincarare la dose, gli ultimi due anni hanno visto un atteggiamento da veri e propri “banditi” da parte degli uffici che operano all’interno del famigerato Mae, dettato dal fatto che a seguito di una approvazione di un progetto promosso e del relativo finanziamento da parte della Ragioneria di Stato, non corrispondeva l’erogazione della rata economica dovuta, così che la Ong promotrice del progetto si è vista costretta ad anticipare soldi per onorare gli impegni assunti con le proprie controparti, auspicando che le delibere emesse “prima o poi” venissero onorate. Ad oggi ci troviamo con una montagna di crediti verso il nostro beneamato Mae e con l’esigenza di aprire una sorta di “class action” legale verso lo Stato per provare a non rimanere sotterrati da questa meschinità. Perciò cari miei lettori, questo significa non solo che c’è stato un taglio considerevole dei fondi disponibili, ma che anche quelle garantiti per legge, non sono stati onorati. Sì ai militari, no ai volontari Ma non è tutto, c’è ancora di più. Dopo innumerevoli tentativi da parte delle Ong di adoperarsi per un cambio condiviso della Legge 49/87 che porta dentro di sè i valori del volontariato internazionale e della solidarietà fra i popoli, lo scorso luglio i nostri cari amici del Mae hanno inserito in maniera nascosta dentro un decreto di rifinanziamento delle missioni militari italiane, una piccola postilla che annullava i 2 articoli della 49 che riguardavano la possibilità per le Ong di inviare i propri volontari


nei progetti di cooperazione. Per fortuna, grazie ad alcuni parlamentari amici si è riusciti per questa volta a stralciare questa parte dal decreto, ma nei palazzi governativi si sta ancora oggi lavorando per lo stesso obiettivo proprio nel prossimo decreto di rifinanziamento delle missioni militari per il 2012. Insomma, chi ha orecchie per intendere intenda... Sì ai militari, no ai volontari internazionali. Se ci fosse un motivo economico qualcuno mi dovrebbe spiegare perché costano di più i volontari internazionale rispetto ai militari, ma siccome la cosa non è così, allora c’è una deliberata volontà di smontare pezzo per pezzo una storia di

cooperazione allo sviluppo non governativa che per anni ha portato la bandiera della solidarietà di una Italia che fatica a trovare un suo posto nella comunità internazionale. Come si sa, una goccia che cade su un sasso prima o poi è in grado di corroderlo, e forse credo che quel buco tanto voluto ormai sia chiarissimamente dinnanzi a noi. Se la pace deve essere appannaggio delle missioni militari, questa è la strada giusta; permettetemi almeno di dissentire e di chiamarmi fuori da questo modo di voler governare la relazione fra popoli e Paesi. Concludo con una nota positiva, che spero riesca a comporre una melo-

dia nuova nei prossimi giorni: la nomina di Andrea Riccardi (fondatore della Comunità Sant’Egidio) come neo ministro di un ex novo ministero della Cooperazione e dell’Integrazione nel recente Governo Monti. Il Celim Bergamo accoglie con favore e speranza questa nuova pagina di storia e la scelta coraggiosa ed innovativa di un vero e proprio dicastero specifico sulle questioni della cooperazione internazionale. La speranza è che il nuovo Ministro sappia porre rimedio alle innumerevoli contraddizioni vissute con il passato Mae. Presidente Celim Bergamo CELIM DICembre 2011

13


Notizie flash

CELIM BERGAMO E I SUOI VOLONTARI UNA TESI SULLA COOPERAZIONE

Si è laureata a pieni voti alla triennale di Cooperazione con l’Oriente (all’interno della facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Bergamo) la nostra volontaria Giuliana Ubiali, giornalista de Il Giornale di Bergamo e corrispondente di La Repubblica. La sua tesi ha approfondito la “Cooperazione sanitaria e contesto socio-territoriale in Africa: il caso di Kobo, Etiopia” (relatrice: professoressa Emanuela Casti). Si tratta di un’indagine territoriale (quindi di osservazione diretta in loco) sul contesto geografico e socio-territoriale di Kobo, villaggio distretto che fa capo ad altri 34, nella regione Amhara nel nord dell’Etiopia, dove si colloca il progetto sanitario integrato delle suore Orsoline di Gandino, tutte etiopi, in collaborazione con il Celim Bergamo e l’Associazione Infermiere Oltrecofine di Parma. Il progetto, in quanto sostenuto da soli finanziamenti privati, viene contestualizzato nell’attuale condizione dei drastici tagli alla cooperazione italiana (meno 51% rispetto al 2010, livello mai toccato) e di insolvenza nei confronti delle ong. La ricerca mette in evidenza, quali conseguenze, la difficoltà di gestione economica degli interventi in corso, col rischio che vengano bloccati, e l’indebolimento della credibilità delle istituzioni italiane nei rapporti con le autorità dei Paesi in via di sviluppo in cui le ong operano su iniziativa privata o per conto della cooperazione italiana.

CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO RINCORRI LA STELLA IN MISSIONE

“Rincorri la stella! La missione al cuore del tuo Natale” è il titolo della campagna di Natale promossa dal Centro missionario diocesano con la collaborazione dell’associazione Pro Jesu e di Ascom il sostegno del Credito Bergamasca oltre che di una rete di associazioni tra cui il Celim Bergamo. Ricchissimo il programma di iniziative di solidarietà e sensibilizzazione per sostenere come ogni anno tre progetti legati alle missioni: l’attenzione sarà rivolta alle famiglie palestinesi delle famiglie più povere di Terra Santa per il loro sostentamento quotidiano, alle comunità contadine delle diocesi di Santo Domingo e Latacunga in Ecuador per sostenere i primi passi nell’avvio di piccole produzioni agricole famigliari al fine di garantire l’auto sostentamento, alle comunità parrocchiali di alcuni villaggi dell’Uganda per la realizzazione di spazi per l’incontro e l’aggregazione, per l’appoggio alla scuola materna e per il sostegno di percorsi di catechesi e formazione. Per conoscere tutte le iniziative: mostre, serate di approfondimento, concerti basta ciccare sul sito www.cmdbergamo.org.

VITTORIO CHIZZOLINI

A BERGAMO NASCE L’ASSOCIAZIONE Favorire progetti educativi nei Paesi dell’Africa sub-sahariana, del Sudest asiatico e dell’America Latina. È l’obiettivo della Associazione Vittorino Chizzolini-Cooperazione internazionale, onlus operativa a Bergamo da alcuni mesi. L’associazione, che si ispira ai principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del personalismo cristiano, intende dare la possibilità a giovani laureati dei Paesi del Sud di svolgere attività di ricerca nelle Università dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. La nuova realtà associativa nasce nel solco della storia tracciata da Vittorino Chizzolini, autentico maestro e testimone della pedagogia della cooperazione internazionale. L’Associazione, guidata da Stefano Falappi, si propone, inoltre, di creare una rete internazionale di ricercatori per permettere loro di approfondire i propri lavori e favorire una cooperazione scientifica negli ambiti dei diritti dell’uomo e della cooperazione internazionale. Le attività sono realizzate con la Cattedra Unesco dell’Università di Bergamo «Diritti dell’uomo ed etica della cooperazione internazionale». Per il biennio 2012-2013 sono state previste otto borse di studio e di ricerca. Il progetto è rivolto ai giovani di Asia, Africa e America Latina affinché con una formazione post-laurea possano diventare quadri istituzionali nelle rispettive università o ricoprire ruoli significativi a livello sociale, culturale e politico nei loro Paesi. L’associazione e la Cattedra Unesco di Bergamo hanno inoltre organizzato, per oggi alle 17, nell’aula 6 dell’Università di Bergamo in via Pignolo 123, l’incontro «Il diritto allo sviluppo a 25 anni dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite: bilancio e prospettive». È previsto l’intervento di Alfred Fernandez, direttore dell’Organizzazione internazionale per il diritto all’educazione per la libertà d’insegnamento. 14 CELIM DICEmbre 2011



Celim Bergamo nel mondo n.4 Dic-Feb. 2012