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rato derivante dalla vendita dei piccoli prodotti per l’auto (cioè 6mila euro l’anno, 500 lordi al mese), per una norma assurda si trova ad essere equiparato ad attività che fatturano più di 400 mila euro. Con la differenza che sui carburanti il benzinaio ha un margine lordo del solo 2%. E nonostante questo ci siamo dovuti far carico della fattura elettronica e adesso di questo nuovo onere, che costerà oltre 10 milioni di euro”. Per questo, Faib ha chiesto al Governo di chiarire “che il volume d’affari dei gestori carburanti va sempre inteso al netto del costo di fornitura, così come già il Legislatore ha previsto, per il comparto, ai fini dell’accesso del regime di contabilità semplificata. Si equipari dunque il fatturato derivante dall’acquisto e vendita dei prodotti non oil al pari delle altre attività e si stralci definitivamente, nelle prossime settimane e con apposito Atto, i carburanti dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi”. Cosa prevede la legge L’introduzione dell’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri ha decorrenza dal 1° luglio 2019, per i soggetti che effettuano cessioni di beni in locali aperti al pubblico con un volume d’affari superiore a 400.000 euro. Diversa la tempistica prevista per gli esercenti che hanno un volume di d’affari inferiore ai 400.000 euro. Nel loro caso l’adempimento scatterà dal 1° gennaio 2020. Il provvedimento direttoriale n.106701 del 28 maggio 2018 dell’Agenzia delle entrate, precisa al paragrafo 2 quali sono i soggetti per i quali decorre l’obbligo: “La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica delle informazioni di cui al punto 1.1 sono obbligatorie a partire dal 1° luglio 2018 per le operazioni di cessione di benzina e gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motore effettuate dai soggetti passivi IVA che gestiscono impianti di distribuzione stradale di benzina e gasolio ad elevata automazione, in cui il rifornimento avviene unicamente in modalità self service prepagato muniti di sistemi automatizzati di telerilevazione dei dati di impianto, di terminali per il pagamento tramite accettatore di banconote e moneta elettronica (bancomat, carte di credito, prepagate, etc.) e

di sistemi informatici per la gestione in remoto dei dati di carico e di scarico delle quantità di carburante”. Al riguardo va precisato che anche le stazioni di servizio che effettuano cessioni di beni diverse dai carburanti così come sono soggette all’obbligo di emissione di scontrino o ricevuta fiscale, sono tenute anche all’invio dei corrispettivi. Unica eccezione all’obbligo è la deroga temporanea introdotta dal Decreto Ministeriale 10 maggio 2019. Fino al 31 dicembre 2019 i soggetti per i quali le attività accessorie hanno rappresentato nel 2018 ricavi non superiori all’1% del volume complessivo sono esonerati dagli obblighi di trasmissione dei corrispettivi. Il provvedimento direttoriale n.106701 del 28 maggio 2018 dell’Agenzia delle entrate, precisa al paragrafo 2 quali sono i soggetti per i quali decorre l’obbligo: “La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica delle informazioni di cui al punto 1.1 sono obbligatorie a partire dal 1° luglio 2018 per le operazioni di cessione di benzina e gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motore effettuate dai soggetti passivi IVA che gestiscono impianti di distribuzione stradale di benzina e gasolio ad elevata automazione, in cui il rifornimento avviene unicamente in modalità self service prepagato muniti di sistemi automatizzati di teleri-

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