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fare da madrina però, queste celebrazioni andavano a buon fine senza particolari problemi, come il battesimo della “Fina Britannia”, avvenuto con successo il 9 marzo 1971. Anche alla Petrofina, comunque, troviamo dei titolati; se fino al 1970 la carica di Vice-Presidente era ricoperta dal Conte Mario di Carrobbio, durò ancora più a lungo la leadership dell’Amministratore Delegato, il Barone L.B. Wolters, che nel 1969, nonostante i raggiunti limiti di età, decise di “conservare per qualche tempo la presidenza della nostra società”; ogni anno, del resto, il Barone inviava i propri benauguranti messaggi alla società, e fu proprio lui a presiedere, nel 1970, un importante convegno tenutosi alla presenza del Re del Belgio e del CdA della compagnia. L’azienda non era però attenta solo agli avvenimenti interni, ma appariva al contrario sensibile anche ai fatti di cronaca, soprattutto i più tragici. Così, nell’ottobre 1963, “a favore dei sinistrati del Vajont, la Direzione ha versato la somma di un milione”, cui si aggiungevano altre 714.500 lire donate dal personale di tutta Italia. Nel 1966, invece, ulteriori fondi vennero raccolti per gli alluvionati di Firenze: oltre 2 milioni dal personale, cui si aggiungevano 6.372.300 lire stanziati dall’azienda. Con gli anni ’70, tra crisi energetica, inflazione e terrorismo, l’Italia vide la fine del periodo del boom e l’inizio di una

nuova epoca caratterizzata al contempo da crisi e modernità. In questi anni, anche il notiziario Fina per il personale conobbe momenti difficili; sospeso per tutto il 1973, riprese ad essere pubblicato solo nel 1974, in una veste più di attualità e meno “Fina-centrica”. I numeri conservati al Fisogni, tuttavia, si interrompono dopo pochi numeri, e non ci è dato sapere se la pubblicazione continuò in quegli anni di cambiamento; resta tuttavia il fatto che questa documentazione unica, di cui non risultano al momento sopravvivere altri esemplari, rimane un’importantissima testimonianza di storia d’impresa, su quella che era l’attività in Italia di una delle maggiori compagnie petrolifere del passato. (Marco Mocchetti) Fiera Messina 1969

IL MUSEO FISOGNI Il Museo Fisogni è stato fondato da Guido Fisogni nel 1966. Si trova a Tradate (Va) ed è unico nel suo genere. Durante gli anni il Museo ha acquisito sempre più importanza diventando il più completo al mondo relativamente al settore della distribuzione del carburante. Oggi il Museo si compone di più di 5000 pezzi di archeologia industriale tra pompe di benzina, targhe, grafiche, latte d’olio, oliatori, aerometri, compressori, estintori.. e un incredibile numero di cartoline d’epoca e gadgets, ognuno raffigurante un logo di una società petrolifera dall’inizio del secolo scorso. Il Museo ha anche un folto archivio di materiale pubblicitario e di disegni tecnici, continuamente consultati dagli studenti e dai designer. Il Museo è anche una location per eventi aziendali e privati. Per informazioni: www.museo-fisogni.org mail: fisogni@museo-fisogni.org

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