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EVENTI] un numero ridotto di litri. La disponibilità di carburanti alternativi sta modificando anche le scelte di settori come quelli del trasporto pesante. L’interesse con cui guarda al Gnl sta dando grande impulso allo sviluppo nella numerica delle stazioni di servizio. E questo anche grazie al fatto che in molti casi le nuove stazioni di servizio nascono dall’intesa tra un indipendente e un’azienda di trasporti che ha già una flotta di veicoli da approvvigionare. Questa espansione subirà un’accelerazione quando entreranno in funzione il deposito di 30 mila metri cubi che si sta costruendo a Ravenna o quello in realizzazione in Toscana. E questo perché permetteranno di portare il Gnl anche al Sud. Oggi una delle ragioni per cui le stazioni di Gnl sono concentrate al nord è che il gas viene acquistato a Marsiglia o a Barcellona. a OIL&nonoil di Verona. A un anno di distanza, a Roma si proverà a fare il punto sui provvedimenti allo studio. Oggi l’attenzione generale si è concentrata sul Reverse Charge. In questo momento l’Iva viene pagata dall’effettivo compratore – compagnie petrolifere o indipendenti mentre l’ipotesi su cui si sta lavorando è di farla pagare al gestore nel momento in cui vende il carburante. Il vantaggio sarebbe che in questo modo anche chi sta vendendo un prodotto di provenienza illegale non può esimersi dal versare comunque l’Iva. Assoindipendenti e Assopetroli hanno già dichiarato la propria adesione, mentre al momento l’Unione Petrolifera non ha ancora sciolto tutte le riserve che, almeno in parte, sono legate all’importanza delle risorse finanziarie coinvolte. L’impatto dei carburanti alternativi sulla stazione di servizio La chiave scelta da OIL&nonoil è quella di capire come è destinata a cambiare la funzione della stazione di servizio in un mondo in cui la mobilità è sempre più in fermento per l’arrivo di veicoli con alimentazioni alternative come l’elettrico. L’approccio di OIL&nonoil è volto a stimolare il confronto, più che offrire soluzioni preconfezionate. Questa spinta al cambiamento si scontra con la presenza nella rete distributiva di una quota minoritaria, ma comunque non trascurabile, di proprietari che non sono interessati ad aggiornarsi e si limitano a far sopravvivere il proprio impianto, anche quando eroga

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Energie alternative: serve una riflessione più puntuale Su questo fronte il contributo che vuole offrire OIL&nonoil è quello di offrire a tutte le parti coinvolte l’occasione per confrontarsi sul come debba essere strutturata una mobilità davvero sostenibile. L’impressione è che una riflessione più puntuale sul tema delle energie alternative sia quanto mai auspicabile. Oggi tutti si concentrano sull’elettricità, che pare essere destinata a diventare l’energia del futuro. Ne consegue che occorre cominciare a capire se le condizioni della rete elettrica sono atte a sostenere i livelli di assorbimento e se l’industria automobilistica ha effettivamente la capacità di soddisfare in tempi brevi la domanda di auto elettriche. La diversificazione potrebbe essere una strategia migliore. Esperienze come l’austerity degli anni ‘70 portano a ritenere che, proprio in vista di una maggiore sostenibilità, l’approccio alla mobilità dovrebbe prevedere il coinvolgimento di diverse fonti energetiche. La diversificazione è una conditio sine qua non Uno degli obiettivi di OIL&nonoil è quello di fornire elementi utili a comprendere concretamente su quali attività nonoil deve puntare la stazione di servizio. Il bar, l’autolavaggio o altro. A rendere tutto più complesso contribuisce la difficoltà a capire la reale capacità ad attecchire di alcuni servizi, come ad esempio le lavanderie o gli scarichi per i camper.. A ren-

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