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Editore: Centro Assistenza Imprese Coldiretti Toscana- Registro Operatori della Comunicazione n.9714 - Reg. Trib. Firenze n.4768 del 20.02.98 - Direttore responsabile: ANTONIO DE CONCILIO Direzione, redazione e amministrazione Viale Fratelli Rosselli, 20 - 50123 Firenze - Tel. 055/323571 - Fax 055/3246612 - Mail: lacampagna.toscana@coldiretti.it - http://www.toscana.coldiretti.it

la campagna Giornale di Coldiretti Toscana Anno XXI n.1/2018 Gennaio-Febbraio

TOSCANA

POMODORO, ROSSO TRASPARENTE PASTA: BENVENUTA ETICHETTA In vigore il decreto che impone origine in etichetta per sughi, salse e concentrati Scattato il 14 febbraio D-day origine grano

“Un nuovo passo importante verso l'informazione più completa ai consumatori: etichette trasparenti non solo per passata ma anche per pelati, polpe, sughi e concentrati”. E’ quanto afferma Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana nell’annunciare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018 del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, firmato dal Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina di concerto con quello dello sviluppo economico Carlo Calenda. Fino ad ora – sottolinea la Coldiretti - l’obbligo di etichettatura di origine era in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati che l’Italia importa dalla Cina all’anno per un totale di 92 milioni di chili che riportato al fresco significa attorno il 20% della produzione nazionale. Un fiume di pomodoro che – denuncia la Coldiretti - viene poi spacciato nel mondo come italiano per la mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio. Con questo decreto – spiega la Coldiretti – si prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia". Per consentire lo smaltimento delle scorte – con-

tinua la Coldiretti - i prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perchè immessi sul mercati o etichettati prima dell’entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta. Anche il mondo agricolo toscano aspettava questa decisione con ansia. “Seppure calata nel corso degli ultimi anni la produzione di pomodoro da industria interessa in modo significativo alcune aree della nostra regione – dice Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana – soprattutto nelle province di Grosseto, Arezzo, Siena e Livorno, dove si trovano oltre 2200 ettari investiti a pomodoro che interessano 400 imprese agricole”. A conti fatti si tratta di 12milioni di euro di plv agricola regionale. “Il tema della trasparenza delle informa-

zioni al consumatore è una battaglia che la nostra organizzazione sostiene da tempo e talvolta in splendida solitudine se non con l’apporto dei cittadini – continua De Concilio – e il nostro Paese ha fatto bene a decidere di non attendere l'Unione Europea facendo da apripista nel processo finalmente avviato anche in Europa di informazione al consumatore. I cittadini devono poter conoscere con chiarezza l’origine dei prodotti di base degli alimenti che consumano. Soprattutto in filiere strategiche per le produzioni agricole italiane come quella del grano, del latte e dello stesso pomodoro, ciò significa anche riequilibrare i rapporti di forza all'interno delle singole filiere, evitando altresì moltiplicazioni abnormi del prezzo dei prodotti dal Nell’anno internazionale del Cibo italiano nel mondo non poteva mancare campo alla tavola, per offrire qualità ele- una buona notizia per gli estimatori del piatto forte della dieta mediterranea: vata dell'agroalimentare a prezzi equi.” la pasta. Con un pacco di pasta imbustato in Italia su tre che è fatto con grano straniero senza alcuna indicazione per i consumatori, arriva l’etichetta d’origine per fare finalmente chiarezza su quello che è il prodotto simbolo del made in Italy. Ad affermarlo è la Coldiretti che alla Fieragricola di Verona, ha mostrato in anteprima le prime confezioni di pasta ma anche di riso con l’indicazione della provenienza, a due settimane dall’entrata in vigore del decreto che metterà in trasparenza quello che i cittadini portano in tavola. “Una novità che è il risultato della guerra del grano lanciata da Coldiretti con decine di migliaia di agricoltori scesi in piazza per difendere il Granaio Italia contro l’invasione di prodotto straniero, spesso di bassa qualità e trattato con sostanze vietate nel nostro paese – dice Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana - e le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione, con una drastica riduzione delle semine e il rischio di abbandono per un territorio di 2 milioni di ettari coltivati situati spesso in aree marginali”. Nel 2017 la superficie investita a grano in Toscana è scesa a 80.000 ettari dei quali 57.000 a grano duro e 23.000 a tenero. Sono circa 7.500 le imprese agricole interessate. Quest’anno la produzione è crollata del 40% fermandosi a 2,2 milioni di quintali di grano e le semine hanno segnato un calo del 26%. Con costi colturali intorno ai 700 euro ad ettaro (lavorazioni, sementi, diserbanti, concimi, trebbbiatura) il punto di pareggio si stima intorno ai 280 euro a tonnellata ancora lontano dai 240 euro a tonnellata registrati lo scorso anno. Secondo quanto previsto dal decreto, dal 14 febbraio le confezioni di pasta secca prodotte in Italia – spiega la Coldiretti - dovranno avere obbligatoriamente indicato in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura; se proviene o è stato molito in più paesi possono essere utilizzate, a seconda dei casi, le seguenti diciture: paesi UE, paesi NON UE, paesi UE E NON UE. Inoltre, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

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la campagna

#STOPCIBOFALSO: AL VIA RACCOLTA FIRME PER PETIZIONE TOSCANA

1 - GENNAIO-FEBBRAIO 2018

Nuova iniziativa Coldiretti indirizzata al Parlamento Europeo

Una grande folla di cittadini ha partecipato al Mercato Campagna Amica delle Cascine alla “prima” fiorentina della nuova iniziativa Coldiretti “Stop Cibo Falso” la petizione indirizzata al Parlamento Europeo finalizzata a introdurre l’obbligatorietà dell’indicazione del Paese d’origine o luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento. Obiettivo della petizione, per la quale si è attivata tutta la Toscana, è chiedere al Parlamento Europeo chiari indirizzi alla Commissione affinché in tutti i negoziati commerciali sia garantita, senza eccezioni, l’effettiva indicazione dell’origine degli alimenti e quella degli ingredienti evitando citazioni di dubbia interpretazione. La raccolta di firme rivolta al Presidente del Parlamento Europeo viene avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’market d’Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it “Si tratta dell’avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana -Nonostante i passi in avanti, infatti, permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano i ripetuti allarmi alimentari che si propagano rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza: dall’ultimo caso del latte in polvere francese alla salmonella per i bambini alla carne di cavallo spacciata per vitello nei ragù, dai prosciutti ottenuti da maiali olandesi alimentati con mangimi alla diossina fino al succo di arance brasiliane trattate con il carbendazim, un pesticida vietato in Europa”. Tante le firme raccolte tra le quali quella di Cecilia De Re, Assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze. Nella piazza che ospita il mercato settimale dei prodotti a km zero targato Coldiretti si è anche festeggaito il risultato raggiunto dopo un dura battaglia durata anni: da questa settimana è entratato in vigore il decreto sull’indicazione in etichetta dell’origine obbligatoria del grano utilizzato per la pro-

duzione della pasta. Un successo targato Coldiretti che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero. Per festeggiare quale miglior modo se non quello di degustare tanta buona

pasta italiana al 100% con bambini che diventavano piccoli chef imparando a fare la pasta a mano con la guida dell’Agrichef di Campagna Amica Francesca Buonagurelli dell’Azienda Agrituristica Al Benefizio di Barga (Lu) . “L’indicazione di origine – sottolinea Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – permette di contrastare quelle imitazioni che ogni

anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia, consente di prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia, rafforza la lotta alle agromafie e la difesa contro le grandi multinazionali del cibo che hanno interesse ad occultare l’origine delle materie prime”. L’obbligo di indicare in etichetta l’ori-

BANDO ISMEA 2018 INSEDIAMENTO GIOVANI Tutte le info su App TerraInnova

Nei prossimi giorni il provvedimento di Ismea sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopodiché scatterà il via alla presentazione delle domande. Si tratta di un bando a sportello alla cui definizione delle graduatorie concorre, oltre al rispetto delle condizioni di ammissibilità, anche l’ordine cronologico di presentazione delle domande (click day), determinato in base alle informazioni risultanti dal protocollo informatico dell’Ismea. La misura ha l’obiettivo di favorire l’insediamento di giovani in imprese agricole competitive attraverso l’acquisto agevolato di terreni che, insieme all’accesso al credito, rappresenta il maggiore ostacolo per i tanti giovani che vogliono avviare una propria impresa. L’aiuto al primo insediamento si rivolge ai giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti e coinvolge sia le imprese individuali che le società agricole

(di persone, di capitali ovvero di cooperative). Non possono partecipare i soggetti che al momento della presentazione della domanda risultano già insediati. Nel caso di imprese individuali, entro tre mesi dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni, il giovane dovrà diventare titolare di una Partita IVA in campo agricolo, iscriversi al registro delle imprese della Camera di Commercio e al regime previdenziale agricolo. Il regime di aiuto prevede l’erogazione di un premio in conto interessi di 70.000 euro erogati in due tranche per l’acquisto di efficienti strutture fondiarie agricoler. Gli Uffici Coldiretti sono a disposizione per supportare i giovani con informazioni dettagliate ed assisterli nella fase di presentazione delle domande. Scarica qui l'App TerraInnova al seguente link http://www.terrainnova.it/scarica-lapp-terrainnova/ e visita il sito www.terrainnova.it.

gine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. L’Italia, sotto il pressing della Coldiretti, il 13 febbraio 2018 ha fatto scattare l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.


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la campagna

PSR FEASR: APPROVATO IL CRONOPROGRAMMA DEI BANDI IN USCITA PER IL 2018 1 - GENNAIO-FEBBRAIO 2018

TOSCANA

Lo stato dell’arte - Decisione Giunta Regionale n.3 del 5 febbraio 2018. Si elencano di seguito i bandi in uscita, con le relative risorse stanziate.

BANDO 1.2 - Progetti dimostrativi e azioni informative - Beneficiari: Agenzie formative accreditate ai sensi della Legge Regionale n. 32/2002 e s.m.i., secondo quanto previsto dalla DGR 968/2007 e s.m.i. Spese ammissibili: costo del personale coinvolto, costi di missioni e trasferte, costi per materiale didattico e informativo e costo degli spazi utilizzati per le attività formative/informative

RISORSE

PUBBLICAZIONE

1.000.000

mar-18

4.200.000

lug-18

2.664.925

set-18

Strumenti finanziari - Operazione 4.1.6 - Miglioramento della redditività e della competitività delle aziende agricole - Operazione 4.2.2 Investimenti nella trasformazione, commercializzazione e/o nello sviluppo dei prodotti agricoli Beneficiari: Imprenditori agricoli professionali, Micro, piccole, medie imprese e small mid-caps, Imprese agricole professionali. Spese ammissibili : Macchine ed attrezzature; fabbricati ad uso produttivo; miglioramenti fondiari; efficientamento energetico; stoccaggio e trattamento dei reflui aziendali; impianti energetici.

9.845.500

mar-18

4.3.1 - Sostegno agli investimenti in infrastrutture necessarie all'accesso ai terreni agricoli e forestali Beneficiari: Enti pubblici e loro associazioni, enti pubblici economici Spese ammissibili: costruzione di beni immobili e acquisizione di terreni per espropri necessari alle realizzazione delle opere ;acquisto di nuovi materiali, impianti e apparecchiature fino a copertura del valore di mercato del bene

4.000.000

set-18

4.3.2: Sostegno per investimenti in infrastrutture necessarie all’accesso ai terreni agricoli e forestali. Beneficiari: Soggetti pubblici. Spese ammissibili: Investimenti in infrastrutture finalizzate a migliorare e potenziare l'accesso ai terreni e a servizio delle unità produttive agricole e forestali.

4.000.000

set-18

909.565

set-18

3.500.000

set-18

9.000.000

feb-18

2.000.000

set-18

2.208.118

nov-18

10.1.4 Conservazione di risorse genetiche animali per la salvaguardia della biodiversità (impegno 5 anni) Beneficiari: Agricoltori. Spese ammissibili: Premio annuale per capo.

1.653.643

mar-18

13.1 - Indennità compensativa in aree montane. Beneficiari: Agricoltori. Spese ammissibili: Premio ad ettaro di superficie agricola

3.641.465

mar-18

1.000.000

giu-18

2.1 - Sostegno ad avvalersi di servizi di consulenza - Beneficiari: Fornitori di consulenza in possesso di adeguate risorse in termini di personale qualificato, con capacità ed esperienza di consulenza e affidabilità rispetto al campo della consulenza erogata, selezionati tramite appositi avvisi pubblici. Spese ammissibili: costi necessari e congrui per l'erogazione del servizio di consulenza. In particolare: costo del personale, costi per materiali di supporto, informativi e multimediali, costi di trasferta, costi di progettazione e organizzativi, costi relativi a spese generali e assicurazione 4.1.4 - Gestione della risorsa idrica per scopi produttivi da parte delle aziende agricole. Beneficiari: Imprenditori agricoli professionali. Spese ammissibili: investimenti finalizzati a livello aziendale, a rendere più efficiente l’uso dell’acqua in agricoltura attraverso interventi che incidono sul sistema di accumulo, di distribuzione e irrigazione.

4.4.1 - Conservazione e ripristino degli elementi caratteristici del paesaggio, salvaguardia e valorizzazione della biodiversità. Beneficiari: Agricoltori, gestori di terreni agricoli e enti pubblici. Spese ammissibili: siepi, alberature con funzione di corridoi ecologici; investimenti su elementi tipici del paesaggio; creazione e recupero di zone umide finalizzate alla conservazione della biodiversità; strutture per abbeveraggio e alimentazione della fauna selvatica; recinzioni e altre attrezzature per rendere compatibile l’attività agricola e di allevamento con la tutela della fauna selvatica; muretti a secco, terrazzamenti, gradonamenti, ciglionamenti, lunettamenti; opere per la regimazione delle acque superficiali in eccesso e laghetti per la raccolta dei deflussi superficiali. 6.4.1 "Diversificazione delle aziende agricole". Beneficiari: imprenditori agricoli professionali. Spese ammissibili: Investimenti per attività di ospitalità rurale agrituristica; investimenti per attività educative/didattiche/sociali. 7.2 - Realizzazione di impianti pubblici per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Beneficiari: Province, Unioni di Comuni, Comuni, anche in forma associata. Spese ammissibili: investimenti finalizzati alla produzione di energia termica; strutture necessarie per l’allocazione dell’impianto e per lo stoccaggio del combustibile e le spese per le opere accessorie; acquisto messa in opera e corretto funzionamento di generatori di calore. 8.3 Prevenzione dei danni alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici. Beneficiari: Proprietari, possessori e/o titolari della gestione di superfici forestali pubblici e privati, singoli o associati; Regione Toscana, altri Enti pubblici (anche a carattere economico), Comuni, soggetti gestori che amministrano gli usi civici, altri soggetti ed enti di diritto privato, singoli o associati. Spese ammissibili: costi per azioni di prevenzione contro gli incendi; interventi di prevenzione contro il rischio da calamità naturali, attacchi e diffusione di parassiti e patogeni forestali, fenomeni di degrado e dissesto, siccità e desertificazione e altre avversità atmosferiche; elaborazione di piani di gestione o strumenti equivalenti. 8.5 Investimenti diretti ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali. Beneficiari: Privati o Enti pubblici proprietari o gestori di terreni forestali. Spese ammissibili: Sostegno a copertura dei costi sostenuti per la realizzazione d'investimenti finalizzati alla tutela ambientale, all'efficienza ecologica degli eco-sistemi forestali, di mitigazione e cambiamenti climatici.

16.9 - Diversificazione attività agricole in attività riguardanti assistenza sanitaria, integrazione sociale. Beneficiari: organismo che associa più soggetti di cui almeno due appartenenti al settore agricolo o forestale, costituiti sulla base di un accordo stipulato mediante forme giuridiche legalmente riconosciute. Spese ammissibili: spese per la costituzione, organizzazione, coordinamento dei soggetti coinvolti nel partenariato ed eventualmente per la realizzazione del progetto operativo volto all'accoglienza delle persone con disabilità e/o svantaggio. TOTALE DA METTERE A BANDO

49.623.216

Per maggiori informazioni sui bandi chiusi, aperti o in uscita del PSR FEASR 2014-2020 della Regione Toscana: http://www.regione.toscana.it/psr-2014-2020/bandi Per porre quesiti sul PSR FEASR 2014-2020 della Regione Toscana: http://www.regione.toscana.it/psr-2014-2020/scrivici


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1 - GENNAIO-FEBBRAIO 2018

SICCITA’ 2017: ECCEZIONALE AVVERSITA’ PENSIONATI: STOP IMU AGRICOLA TOSCANA

Firmato il Decreto. Coldiretti: tardivo e parziale

Il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, ha firmato il decreto con il quale è riconosciuto il carattere di eccezionalità della siccità che ha interessato le campagne toscane nel 2017 e attiva alcuni interventi di sostegno alle imprese agricole che hanno subito una consistente riduzione delle produzioni. La Regione Toscana, nella proposta inviata al Ministero a Dicembre, aveva stimato un danno di circa 430 milioni di euro. Le aree interessate coprono la quasi totalità della regione, con l’eccezione di alcuni comuni delle province di Livorno e Pisa. “L’annata 2017 è stata davvero diffi-

cile per le imprese agricole toscane – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - la riduzione delle produzioni e dei conseguenti ricavi, rischia di mettere in crisi molte aziende”. Il riconoscimento della calamità poteva aprire la strada per un sostegno straordinario alle imprese in grave difficoltà. Purtroppo il decreto ministeriale arriva con un consistente ritardo. Coldiretti Toscana aveva sollecitato la Regione per ottenere, nel provvedimento ministeriale, il rinvio delle rate di mutui e prestiti contratti dalle imprese agricole. “Questo avrebbe rappresentato una “boccata di ossi-

Chiarimento delle Finanze su pressing di Coldiretti

geno” per un settore messo a dura prova a causa della riduzione della produzione vendibile. Purtroppo oggi dobbiamo prendere atto – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana - che la nostra richiesta non è stata accolta. Le aziende infatti potranno beneficiare solo della riduzione parziale degli oneri previdenziali e di un contributo in proporzione al danno subito; ma, viste le scarse risorse di cui dispone il fondo di solidarietà nazionale, si può prevedere che le somme che saranno liquidate alle aziende copriranno solo in minima parte il danno subito”.

IN ARRIVO PRIMA EDIZIONE “FIRENZEBIO” Coldiretti: bene decreto sul Bio. Fortezza da Basso 23-25marzo 2018 Cresce il Bio in Toscana con 5000 aziende agricole coinvolte ed oltre 125 mila ettari destinati a biologico od in conversione. “Il mondo agricolo bio saluta in modo positivo il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo sui controlli nelle produzioni agricole e agroalimentari biologiche – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana-. Con questo decreto, che aggiorna la normativa sui controlli delle produzioni agricole e agroalimentari biologiche, si tutela la leadership dell’Italia in Europa che vede crescere il nunero di imprese bio con un aumento del 20% annuo”. I prodotti biologici e biodinamici entrano nelle case di quasi 20 milioni di italiani. E' stata una crescita continua, inarrestabile. Oggi nella scelta di mangiare bio conta prima di tutto la salute ma poi viene la qualità. Mangiare bio oggi vuol dire mangiare bene, con gusto. E' possibile coniugare una abitudine alimentare salutista con la qualità, la varietà e perfino il lusso. Cibo bio e salute stanno trainando la ripresa dei consumi in Italia. Non è più una moda è una necessità. Il grande pubblico scopre che anche per la cura del corpo ci si può affidare a prodotti bio, che non danneggiano l'ambiente, ci proteggono e ci aiutano a vivere meglio. E' la BioEcoCosmesi il ter-

mine che sempre più si sta affermando tra i professionisti del mondo dell'economia e della cosmesi. In questo contesto cresce l’attesa per la grande kermesse fiorentina del Bio in programma alla Fortezza da Basso dal 23 al 25 Marzo 2018. In una fase di grande crescita della produzione e consumo di prodotti biologici e biodinamici FIRENZE BIO offrirà, in una vetrina di grande prestigio, l'occasione per un approfondimento sui temi legati al benessere, dall'alimentazione alla cura del corpo, dall'educazione alla sicurezza. Non solo mostra-mercato ma una serie di eventi che coinvolgeranno gli splendidi spazi della Fortezza da Basso e il resto della città. Convegni, degustazioni, cooking show, special parties nelle

sale monumentali della Fortezza, iniziative nelle scuole, menù dedicati in oltre 50 ristoranti della città, il coinvolgimento delle più importanti realtà produttive del paese. “Incentivare il consumo dei prodotti biologici e biodinamici attraverso iniziative di informazione, formazione ed educazione al consumo. Una mission – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana - a cui diamo volentieri il nostro contributo attraverso la rete di aziende agricole Campagna Amica che offrono il meglio del “made in” agroalimentare toscano. La nostra organizzazione – conclude De Concilio – offre tutto il supporto tecnico ed organizzativo agli imprenditori agricoli che intendono partecipare alla kermesse fiorentina”.

Stop al pagamento dell'Imu sui terreni per gli agricoltori pensionati. Ad annunciarlo è la Coldiretti dopo che il Dipartimento delle Finanze ha accolto le richieste dell'organizzazione di garantire l'esenzione dalla tassa anche per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (Iap) pensionati iscritti alla previdenza agricola che continuano a condurre le loro aziende. Il dubbio era nato relativamente a una presunta incompatibilità tra il fatto di godere del trattamento pensionistico e l'agevolazione Imu. Su precisa richiesta di Coldiretti, in una nota il Dipartimento ha chiarito che la legge prevede l’obbligo per coloro che sono qualificati come coltivatori diretti o Iap di iscriversi nella gestione previdenziale dei coltivatori diretti, dei coloni e dei mezzadri, purché svolgano tale attività con abitualità e prevalenza, ma senza che questa sia la loro esclusiva fonte di reddito. Il fatto dunque di godere del trattamento pensionistico - sottolinea la Coldiretti - non fa venire meno l'esenzione Imu. Ricordiamo che l’annuncio dell’eliminazione dell’Imu agricola venne fatto ai 30 mila agricoltori di Coldiretti radunati all’Expo di Milano il 15 settembre 2015 per la giornata dell’agricoltura. In quella occasione l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi annunciò, cosa poi avvenuta con la legge di Stabilità 2016, la cancellazione di Imu ed Irap agricola. “Questo chiarimento interpretativo conferma il senso di un provvedimento – commenta Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana - che rappresenta un riconoscimento importante nel segno del valore sociale dell’impresa familiare in agricoltura, in cui anche i pensionati continuano a svolgere un ruolo attivo”.

DISOCCUPAZIONE AGRICOLA

Domande entro 31 Marzo. Per info Patronato Epaca-Coldiretti La disoccupazione agricola è una particolare indennità a cui hanno diritto gli operai che lavorano in agricoltura iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli. A CHI SPETTA - operai agricoli a tempo determinato; - piccoli coloni; - compartecipanti familiari; - piccoli coltivatori diretti che integrano fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi mediante versamenti volontari; - operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell'anno. A CHI NON SPETTA - ai lavoratori che presentano la domanda oltre il termine previsto; - ai lavoratori iscritti in una delle Gestioni autonome o nella Gestione Separata per l’intero anno, ovvero per parte dell’anno, ma il numero delle giornate lavorative rientranti nel periodo di iscrizione è superiore a quelle di attività lavorativa dipendente; - ai lavoratori già titolari di pensione diretta alla data del 1° gennaio dell'anno di competenza della prestazione. Nel caso di pensionamento in corso d’anno, il numero delle giornate indennizzate per disoccupazione agricola viene riproporzionato rispetto al numero di mesi antecedenti la decorrenza della pensione; - ai lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale; - ai lavoratori che si dimettono volontariamente, fanno eccezione: - le lavoratrici madri che si dimettono nel corso del periodo di puerperio (o lavoratori padri); coloro che si dimettono per giusta causa. QUANDO SPETTA L’indennità di disoccupazione spetta ai lavoratori agricoli che abbiano: - iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l'anno cui si riferisce la domanda o un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte dell'anno di competenza della prestazione;- almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (mediante l'iscrizione negli elenchi agricoli per almeno due anni o in alternativa con l’iscrizione negli elenchi per l’anno di competenza della prestazione e l'accreditamento di un contributo contro la disoccupazione involontaria per attività dipendente non agricola precedente al biennio di riferimento della prestazione); - almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall'anno cui si riferisce l'indennità e dall'anno precedente (tale requisito può essere perfezionato mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento). Possono essere utilizzati, per raggiungere i 102 contributi, anche quelli figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale, compresi nel biennio utile.

LA CAMPAGNA TOSCANA 01 2018  

GIORNALE DI COLDIRETTI TOSCANA

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