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Editore: Centro Culturale San Lorenzo 46040 Guidizzolo (MN) - Tariffa R.O.C.: ”Poste Italiane s.p.a. - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB - BS

BIMESTRALE DI ATTUALITÀ, CRONACA, CULTURA E POLITICA - GUIDIZZOLO MN

ANNO XIX N. 109 - AGOSTO 2013

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DIRETTORE RESPONSABILE Andrea Dal Prato CAPO REDATTORE Graziano Pelizzaro REDAZIONE Giulia Avanzi Laura Leorati Francesca Lugoboni Elodio Perani Sandra Tosi Paolo Zani COLLABORATORI Giorgio Arienti Sante Bardini Annalisa Cappa Cristina Delmenico Michele Galli Luca Ghizzi Daniele Guerra Marta Leali Donatella Lusenti Franco Mondadori Francesca Pesci Luca Piazza Marisa Rodighiero Mariavittoria Spina Giulia Stuani Davide Truzzi Giovanni Zangobbi PROGETTO GRAFICO Claudia Dal Prato EDITORE Centro Culturale “San Lorenzo” via Virgilio, 25 46040 Guidizzolo (MN) Tel. 348 3115232 e-mail: redazione@lanotiziaguidizzolo.com Sito internet: www.lanotiziaguidizzolo.com R. O. C.: N° 9434 del 16-10-00 Aut. Tribunale di Mantova N° 8/95 del 30-05-1995 Stampa: Arti Grafiche Studio 83 (VR) Cellofanatura e spedizione postale: Coop Service s.c.r.l. Virle Treponti (BS) COSTO MODULI 1 modulo verticale: mm 60 x 38 € 40,00 2 moduli orizzontali: mm 60 x 82 € 70,00 4 moduli orizzontali: mm 60 x 170 € 120,00 1/2 pagina: mm 124 x 170 € 200,00 Pagina intera: mm 277 x 170 € 300,00

sommario 3 Editoriale 4 Buon viaggio professore 6 Arte e dintorni La nostra storia 7 Arte e dintorni Cinema 8 Arte e dintorni Recensioni 10 Arte e dintorni Letteratura 11 Astri e civiltà Buon viaggio Margherita 12 Cronaca 20 Tacabanda 21 Noi e la legge 22 Appunti di viaggio 24 Pensioni e dintorni 25 Rallegra la mente 27 Quattro bagole 28 Anima e cuore 29 Don Nicola nuovo presbitero 30 Pizzeria Henry’s Mezzo secolo di vita7 32 Stiamo arrivando alla medicina personalizzata 33 Games areaG 34 Gruppo Micologico Naturalistico 36 Notizie dall’Amministrazione 39 Tri salt endre’ 40 Battaglie... da collezione 42 Pro Loco 43 Numeri utili

In copertina: Rebecco, 24 giugno 2013, ricordo del 154° anniversario della Battaglia di Solferino e San Martino.

Invitiamo i lettori a proporre, per le rubriche, problemi o situazioni che siano di interesse generale. 2


editoriale

Graziano Pelizzaro

Noi, i fulmini e i fossi Da che mondo è mondo, i fulmini cadono dal cielo, viaggiano dall’alto al basso. Che sia Giove a scagliarli dall’alto dell’Olimpo o che si tratti più semplicemente del noto fenomeno elettromagnetico. Eppure, di recente si è scoperto che adesso esistono anche i fulmini che partono dalla terra e si scaricano in cielo, partono da punti elevati, appuntiti o prominenti, slanciati verso l’alto e disperdono i loro milioni di kilowatt tra cirri cumuli e nembi. A cosa serve sapere questo? Certo non servirà al Governo per trovare le risorse necessarie e sufficienti per diminuire la pressione fiscale, oppure per rilanciare l’economia, ma nemmeno per aiutare chi non c’è l’ha a trovare lavoro. Non serve a pagare le bollette, né la rata del mutuo, eppure è più importante di quel che si può pensare. Già, perché non è un fenomeno naturale, ma è causato dall’inquinamento. Non credo sia utile qui capire come avvenga, quanto piuttosto che questa è l’ennesima riprova che l’animale “uomo” sta stravolgendo i fragili equilibri che reggono la vita sulla terra. È vero, è da tempo, troppo tempo, che sono stati lanciati allarmi a questo proposito. Segnali lanciati dalla natura stessa, ma anche grida d’allarme di singoli o di organizzazioni internazionali. Segnali purtroppo spesso ignorati. Ma ignorati da chi? Ogni volta che vediamo immagini di alluvioni fuori stagione, inondazioni di portata continentale, uragani fuori dalle zone abituali, ogni volta pensiamo che forse questa sarà la volta buona, forse questa volta i potenti della terra troveranno il modo per invertire la tendenza, per avviare piano piano il ritorno ad un mondo più pulito, dove non solo l’aria sia respirabile, ma dove i fulmini cadono al suolo, dove si possa tornare a fare il bagno nei fossi o andarci a pescare i bos e le faraguade. Sto scrivendo questo in macchina, a fianco a chi guida, lungo una stradina di campagna. I campi da settimane sono fradici d’acqua, come i fossi, che la rigurgitano sulla capezzagna. Quand’è l’ultima volta che qualcuno ha pulito i fossi? Dicono che non si era mai vista una primavera così fredda e piovosa da duecento anni... Questa considerazione fa sorgere spontanee alcune domande e pensieri in libertà: Allora vuol dire che qualcosa di simile a quello che succede adesso c’è già stato in passato, quando non poteva dipendere dall’inquinamento? E poi, fra un anno o dieci, potrà ripetersi e sarà la più grave degli ultimi trecento anni? Ma non capiremo mai che stravolgere le regole che reggono la vita sulla terra vuol dire la nostra stessa fine? Non capiremo mai che bastano piccoli segnali, come quello della moria delle api? Dicono che se scompaiono le api nel giro di tre anni l’umanità chiude…. D’improvviso, davanti a noi un trattore che traina una botte spandiurina si è fermato. Spazio per sorpassarlo non ce n’è. Ne scende un contadino, uno che conosco, ne conosco tanti... Con tutta naturalezza e nostra sorpresa, apre il bocchettone della botte e comincia a vuotare l’urina delle mucche direttamente sulla sponda del fosso. In quel preciso momento avrei ardentemente desiderato verificare la tradizione per cui i fulmini cadono sulla terra e magari su chi dico io. Ma una riflessione più seria si impone. Possiamo sempre scaricare la colpa sui potenti, oppure ciascuno di noi può e deve fare ciò che può e deve? Vale come alibi il fatto che poi, anche se noi ci impegniamo nel nostro piccolo, poi ci sono altri, molto più grandi e potenti, che non si preoccupano certo della salute nel nostro ambiente, ma solo del loro profitto? Forse che nel nostro piccolo non siamo uguali? E’ solo una questione di dimensioni? L’auspicio è solo quello che la coscienza, individuale o collettiva, si svegli prima che la natura si faccia giustizia da sola.

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Buon viaggio professore Carissimo Franco, noi tutti, che ti abbiamo seguito negli ultimi anni, apprezzando il tuo lavoro di ricerca di memorie storiche locali, dopo la pubblicazione di “Quasi un Romanzo”, eravamo desiderosi di festeggiarti attraverso un’intervista da pubblicare su “La Notizia”. Si trattava di aggiungere qualche particolare in più sulla tua vita, le tue scelte, i tuoi interessi rispetto a ciò che nella presentazione dell’ultimo libro in sala civica, ci avevi chiarito. Era piaciuta la tua affermazione sul valore pedagogico a cui ti eri sempre attenuto nei tuoi scritti. La frase del Giusti che avevi citata era, come sempre, una sintesi acuta ed efficace “il fare un libro è meno che niente, se il libro fatto non rifà la gente”. Non ci hai lasciato il tempo per l’intervista. Infatti, dopo la lucida esposizione, la grande gioia per l’interesse che la tua ultima fatica aveva suscitato

(mai vista la saletta civica così gremita, mai viste tante persone farsi largo per avere la tua firma sul libro), ti sei come ritirato. Probabilmente avevi raccolto le tue forze per l’incontro pubblico con i tuoi lettori. Eri arrivato a piedi facendoti largo fra tutte quelle persone che, per merito del Gvg in collaborazione con Auser, ti avevano accolto e insieme frastornato. I segni del tuo malessere fisico si erano però già manifestati in alcune occasioni, ma tu hai preferito non enfatizzarli e hai continuato i tuoi studi, nella tua casa, lentamente staccandoti da tutti noi. Le domande che avrei dovuto farti sono rimaste sospese, dentro il ricordo, che noi abbiamo custodito e, sul giornale, al quale hai per anni collaborato, lo esprimo a nome di tanti che, in modi diversi, ti sono stati col pensiero vicini: ci aiuterà ad elaborare il lutto della separazione. L’insegnamento, l’impegno civico, politico e religioso, la scrittura e la frequentazione di tanti amici sono stati il tuo modo di stare al mondo, con lo sguardo sempre oltre.

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Il tuo maestro è stato Parini, per la capacità di assumere atteggiamenti critici nei confronti dei potenti e di tutti coloro che si lasciano condizionare. Sei stato un intellettuale engagé pronto a confrontarti con la realtà del territorio, partecipando in prima persona, per alcuni anni, all’attività politica. Come segretario di partito hai mantenuto un atteggiamento serio ed equilibrato: niente prese di posizione urlate, niente settarismi. Inoltre alla fine del XX secolo hai anche accettato la presidenza del Centro Culturale “Il Riccio” che unì un gruppo

di giovani ad adulti laici e cattolici, che tentarono di sensibilizzare la comunità guidizzolese sulla necessità di valorizzare Palazzo Rizzini e la corte attigua. Fu quello un bel periodo di fermenti che produsse manifestazioni e incontri con professori dell’università di Verona e che dimostrò la tua capacità di tenere alto il senso del recupero del territorio, alla luce della cultura e dell’arte. Ci mancherai, mancherà la tua figura nelle varie celebrazioni religiose, mancheranno le tue battute negli incontri culturali, nei viaggi, nelle varie occasioni della realtà guidizzolese. Il prof. Mondadori era un punto di riferimento per giovani e meno giovani. I tuoi scritti ci hanno accompagnato attraverso il giornalino parrocchiale “Camminiamo Insieme”, “La Cittadella” e negli ultimi diciotto anni “la Notizia” a cui hai costantemente collaborato con articoli di vario genere: letterari, storici e di costume. Gentilmente Andrea Dal Prato, mi ha messo a disposizione una serie di dati confluiti nel lavoro “La via di mezzo” a cui stavi lavorando negli ultimi giorni del tuo cammino. É bello notare la contiguità fra questo breve testo e l’ultimo libro: entrambi esprimono un desiderio di ritorno a casa, alle origini, a quel mondo da cui sei partito per aiutarci a comprendere che la realtà locale addirittura famigliare è paradigma di situazioni storiche più ampie e complesse. Quante cose ci hai fatto conoscere di Guidizzolo, con quel gusto per il particolare, con quella leggerezza, che aveva dietro ricerche meticolose di uno studioso, attento ai documenti, ricercati e trovati in archivi, biblioteche, sagrestie e materiale salvato


direttamente dai vari traslochi famigliari. È un ritorno a casa perché l’ultimo libro è discretamente una esaltazione della tua famiglia, basta guardare la copertina con il disegno di tua madre, la “Via di Mezzo” è a sua volta la strada della tua abitazione che hai tante volte percorso a piedi, in bicicletta e anche, fino all’ultimo, con la tua Fiat 500. Col breve scritto “La via di Mezzo” impariamo che la casa più antica di Guidizzolo è li, costruita intorno al XIV secolo secondo gli studiosi e il giudizio degli esperti in pietre, che la bella casa con il balcone dalla ringhiera in ferro battuto agli inizi della via era una spezieriafarmacia della fine del 700. Ma chi li sa questi particolari? Chi ci aiuterà più a conoscere la nostra storia, a scoprire pezzi delle nostre origini? In “Quasi un romanzo” sappiamo che il 3 settembre del 1909 il Re è a Guidizzolo per le grandi manovre; nella Via di Mezzo che l’oratorio della Disciplina venne costruito nel 1610 per iniziativa dei Confratelli della Disciplina. Chi ha veramente capito quanto sei stato per tutti noi prezioso? Nessuno, perché altrimenti avremmo dovuto collaborare con i tuoi parenti e in particolare le tue nipoti per convincerti a prenderti più cura della tua salute . Ma la vita è così, il valore delle persone e delle cose lo si scopre sempre dopo. Il minuto di silenzio durante il Consiglio Comunale del 26 giugno è un

apprezzabile riconoscimento, ma ancora una volta a posteriori. Meno male che ci sono i tuoi scritti ad aiutarci e a mantenere i legami con te, con noi e con le nostre storie più vere e profonde. Ricordiamo i tuoi libri, scritti per le edizioni del Centro Culturale San Lorenzo, in ordine di pubblicazione: - Fede e Storia nei Secoli (1996), - Oratorio di San Lorenzo – parte storico artistica (1999), - La Famiglia Rizzini dal XVII al XX Secolo (2003), - Le piccole suore della sacra famiglia a Guidizzolo scritto con Elodio Perani (2003), - Guidizzolo: epigrafi ed iscrizioni (2006), - La lunga vita di don Antonio Ilario Fortunati (2010), - Quasi un Romanzo (2013). Ogni testo manifesta l’impegno, la cultura, la capacità di spaziare dalla micro alla macro storia, dalla letteratura locale alla grande letteratura fra 800 e 900. Quando ti venivo a trovare per discutere dei tuoi libri, mi piaceva sentirti illustrare le diverse ricerche: nel tuo studio tre tavoli, come per Pascoli, di cui avevi colto la modernissima forza poetica, in un impianto classico: mi facevi notare gli appunti, i documenti su cui stavi lavorando, che, sempre aperti, ti permettevano di passare, senza soluzione di continuità da un tavolo all’altro, da un argomento all’altro, secondo l’intu-

izione, lo stimolo e l’approfondimento del momento. Ho avuto il privilegio, come ho già detto, di leggere quasi tutti i tuoi lavori prima della pubblicazione, te ne sono sempre stata grata, anche perché, pur nell’approccio diverso alla società e alla letteratura, concordavamo sul significato dell’esserci, qui e ora, in una visione disincantata del reale. La tua capacità di ascoltare e di trovare giustificazione ai comportamenti e alle situazioni complicate e ambigue della vita, era sostenuta da una sottile e caustica ironia. Spesso lapidario nei giudizi, sapevi cogliere il senso autentico delle vicende e delle persone. Un maestro insomma sei stato, senza retorica, riservato e acuto, serio e faceto al tempo stesso, convinto che la verità è altrove: la tua perdita ci addolora e mi rattrista. Stefania Fontanesi

Il professore mentre controlla il testo riportato sulle camapane della torre di Guidizzolo e durante un momento di relax

MULTIMARCA

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La “via di mezzo”

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prof. Franco Mondadori

La nostra storia

arte & dintorni

Questo ultimo articolo esce in forma provvisoria, così come l’aveva abbozzato e non ancora rivisto il defunto professore Franco Mondadori. Lo pubblichiamo per rendere omaggio a Lui, come suo ultimo contributo alla storia di Guidizzolo. Del centro storico di Guidizzolo la “via di mezzo” è la più caratteristica con il suo andamento a svolte dovuto a corsi d’acqua sommersi. Ma è pure ricca di storia, sede di edifici importanti, abitata nel tempo da personaggi meritevoli di ricordo. Partendo dall’angolo dell’ex Municipio si incontra la casa Guarnieri, attigua alla chiesa dei Disciplini, dove il 15 gennaio 1756 il venerabile corpo della Santa martire Agape che da Roma veniva trasportata a Chiari fu accolta devotamente. L’Oratorio di Trinità o della Disciplina venne costruito nel 1610 per iniziativa dei Confratelli della Disciplina. Adattato a teatro nel 1945 successivamente fu alienato. Ai civici 31-33 svetta la bella casa del prof. Vincenzo Gitti (1856-1945) l’abitava se non saltuariamente. Vi abitò invece per molti anni Giulia Brichetti, fino alla morte nel 1952. Da lei

Vincenzo ebbe una figlia, Nottina. Arriviamo ora al n. 41 la costruzione più antica di Guidizzolo (oggi proprietà di Mario Marastoni). In assenza di documenti scritti, vale il giudizio degli esperti di pietre e modo di costruire. Per gli studiosi risalirebbe al XIV secolo. Priva di fondamenta la leggenda di un tunnel che si collegava con la pieve parrocchiale. La sorpresa più lusinghiera la riserva l’interno. Da forneria Morandi, casa Bonani. All’inizio di via alcune stanze furono adibite a carceri. La casa oggi al n. civico 10 con il balcone dalla bella ringhiera in ferro battuto reca incisa sull’architrave di una porta la scritta “Farmacia”. Qui si trovava la spezieria-farmacia dalla fine del ’700 con i farmacisti, prima Alessandro Todeschini, in seguito i fratelli Gianbattista e Domenico Franzoni ed ivi rimane fin oltre la

metà dell’Ottocento. La “Società di mutuo soccorso fra gli operai”, fondata nel 1868, non aveva una sede, assemblee e riunioni si svolgevano in luoghi precari. Circa nel 1920 la società provvide a una sede affittando un locale spazioso. Il presidente tuttofare dall’esporre la bandiera alle pulizie, era Domenico Fantin. Il viale di Villa Rizzini è segnato sulla carta - mappa del Lombardo-Veneto (1865) e non appare in quella del Teresiano (1776). Dopo i cancelli, dove oggi è la casa S. Vincenzo vi erano le scuole. La privativa del sale, visibile il pozzo-deposito. Nel giardino del n. 58 “ La Madonna del Rosario” affresco di Alessandro Dal Prato (1940), restaurato da Cesare Monici (2000). Disegno dell’altare di Dal Prato, esecuzione di Ferdinando Pasini, assistito da Giovanni Tellaroli.


La grande bellezza nere questo paragone. E Jep Gambardella è il personaggio più adatto per accompagnarci in un viaggio avventuroso attraverso il vizio e il malcostume. Ma Sorrentino sembra suggerire anche una possibile via d’uscita a questa situazione. Quella di coltivare la bellezza, per l’appunto. Ovunque, in Italia, ne siamo circondati; solo la nostra ignoranza ci impedisce di riconoscerla e di apprezzarla. Anzi la nostra ignoranza ci porta spesso a violentarla. In conclusione, riusciremo a costruire una società migliore solo quando torneremo a riaffermare il primato della cultura. L’uomo colto infatti non può distruggere, non può essere corrotto, non può essere volgare e soprattutto non può essere infelice.

arte & dintorni dott. Luca Piazza

quistare tutti. E’ poi solito organizzare interminabili feste danzanti sulla terrazza del suo appartamento, affacciato direttamente sul Colosseo. Qui sfilano poeti muti, attrici fallite, cardinali-cuochi, guru del botulino, presunti scrittori di provincia, misteriose spogliarelliste e perfino sante incartapecorite. Il fatto che il film sia girato a Roma e non in un’altra città non è secondario. Roma è la città più ricca di opere d’arte al mondo, molte delle quali giacciono ancora celate ai nostri occhi. Inoltre offre una varietà enorme di scorci, visioni e prospettive. Questa è la grande bellezza di cui parla Sorrentino nel suo film. La bellezza di Roma e, più in generale, la bellezza delle nostre città e del nostro Paese. A far da contrasto è la corruzione dei costumi, la volgarità diffusa dei nostri tempi. Nell’antichità l’abbandono del mos maiorum (“costume degli antenati”) fu una delle cause del declino dell’Impero Romano. Oggi la perdita dei valori tradizionali ci sta portando verso una progressiva decadenza e mollezza. Nel film, si ha l’impressione di assistere ad una sorta di “caduta dell’impero”. Dunque Roma diventa la città perfetta per soste-

Cinema

Il protagonista del film è Jep Gambardella (interpretato splendidamente da Tony Servillo), uno scrittore sessantacinquenne in piena crisi creativa ed esistenziale. Il suo unico libro, dal titolo “L’apparato umano”, risale alla sua età giovanile quando si trasferisce a Roma, carico di buone speranze e di ambiziosi propositi. Ma Roma lo ammalia, lo cattura e lo disorienta. E così Jep sacrifica, coscientemente e consapevolmente la sua carriera, per dedicarsi alla bella vita. La sua esistenza trascorre tra i salotti buoni della capitale e le innumerevoli feste notturne, sparse in giro per la città. Tre sono le cose che colpiscono di lui. L’oratoria brillante e forbita, proveniente dai suoi studi letterari. L’eleganza nel vestire: sublimi i suoi capelli ingellati all’indietro e i suoi completi griffati. Il fascino magnetico sprigionato dalla sua persona: gli uomini cercano di ingraziarselo mentre le donne se lo contendono come marito, amante o confidente. Tutta l’aristocrazia romana conosce Jep Gambardella, comprese le alte sfere ecclesiastiche. Jep, con quella sua aria vagamente sognante e il suo eloquio fluente, riesce a con-

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Steel Racconti noir

di Marta Leali

Recensioni

arte & dintorni

Steel, acciaio. Racconti noir. Un titolo molto attraente per una raccolta interessante di storie dedicate al materiale delle armi bianche per eccellenza. Le opere sono eterogenee per tematiche e stili, tutte di alto livello, molto ben scelte. Estremamente gradevoli e rapide alla lettura. In apertura troviamo “Cosplay” di Andrea Carlo Cappi & Ermione, uno dei racconti più interessanti della raccolta, in particolar modo per le due voci che si coniugano, s’intrecciano e si contrastano creando una piacevole varietà e movimento all’interno della storia. In “Fier-Roma” di Bi.Bi. e in “Fin dentro la carne” di Rossella Penserini, troviamo affrontati in modo molto originale il tema dell’integrazione sociale e della violenza sulle donne. Entrambi i testi sono semplici, ma notevolmente profondi. Il mio racconto prediletto in assoluto è “Il premio” di Vana Nocturna, la figura del protagonista, Eraldo Isnardi Delle Vedove, circondata da un’aura palpabile di mistero e dal sapore aristocratico, possiede una visione notevolmente deviata dell’unione tra l’Arte e la Vita… Non voglio anticiparvi nulla, ma sappiate che non è adatto a persone impressionabili. Il punto di vista più originale è quello proposto da MaryKid con il racconto “Knife”, il cui protagonista assoluto è un coltello! “La storia di Joseph Smith” di Ylenia Pettinelli si trova deliziosamente sul confine tra noir e thriller, tutta da gustare. “La villa in via dell’Euchadé” di Sergio Cova ci introduce nell’azione in medias res, rendendoci fin da subito partecipi del destino disperato

del protagonista. Ne “La strega dell’acciaio” di Livin Derevel troviamo un interessante fondo di magia, molto originale da trovare in un racconto noir. Inaspettato. Immerso in un’atmosfera da sogno –o forse sarebbe meglio dire incubo?- prende vita la storia “Largo degli Angeli 1” di Roberta Eman. E’ poi il turno di Marco Pellegrini con il racconto “Pomeriggio in casa”, un noir psicologico, in cui la protagonista è letteralmente bloccata a letto e si trova totalmente impossibilitata a compiere quei gesti che in precedenza dava per scontati. Il finale di una mente alla deriva, che non riesce più a concepire neppure un pensiero, è forse più inquietante di un finale di morte esplicita. In “Tutti la notte dormono” Marco Scaldini, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Gianmarco Perboni, affronta nei toni noir lo stesso tema già affrontato in altri suoi libri: la scuola, ovviamente nella sua chiave criminale. E’ un buon autore, sa scegliere le parole più efficaci ed il racconto è di piacevole lettura, però mi aspettavo che approfittasse di questa occasione per variare materia. Dulcis in fundo, veniamo deliziati dalla storia di Claudia Cautillo “Una piccola maschera rossa”, ambientata a Venezia, nel periodo caotico del carnevale, turbata dalla presenza di un serial killer, la protagonista è una fotografa, una donna che volendo proteggere una bambina che pare dispersa si trova in una situazione…mortale. Un volumetto vario e interessante che può essere gustato in qualunque momento. Consigliato!

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Morire in carcere: l’altra faccia della medaglia ne dei provvedimenti restrittivi della libertà personale ma anche partecipare alle attività di osservazione e di trattamento rieducativo dei detenuti. La scarsità dell’organico, costretto quindi a turni estenuanti, l’impreparazione e il conseguente senso di inadeguatezza, la vicinanza millimetrica al dolore e alla frustrazione, il sovraffollamento e l’inidoneità delle strutture come famosi mali cronici del sistema penitenziario creano in genere un esito patologico. È lo stress correlato al lavoro. Lo stress inteso come l’insieme di reazioni fisiche, psicologiche e sociali che si manifestano quando il lavoratore percepisce uno squilibrio tra le richieste poste dal lavoro e le risorse a sua disposizione per farvi fronte. La latitanza ed il disinteresse delle istituzioni acuiscono quotidianamente il senso di abbandono vissuto dagli agenti di Polizia Penitenziaria. Anche in ciò si annida la comprensibile decisione di alcuni di essi di abbandonare spesso il loro lavoro e la decisione drammatica per altri di trovare sollievo nell’abbandono verso la morte. “La informo che in data odierna alle 8:00 personale di Polizia Penitenziaria si recava in 3a sezione dove prelevava il detenuto in oggetto che doveva essere tradotto presso la Casa Circondariale di [omissis] quale sede di assegnazione per espletata giustizia in questo istituto. Lo stesso giunto in seguito presso il magazzino detenuti, riferiva di aver ingerito volontariamente una lametta, in segno di protesta per tale trasferimento. Alle

10:05 personale locale nucleo Traduzioni e Piantonamenti accompagnava il soggetto ospedale dove gli veniva eseguito esame diretto addome il quale riscontrava la presenza di corpo estraneo a visita metallica”. Questo è un rapporto al proprio superiore di un agente di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale San Giorgio di Lucca. Il saggio del dott. Monti è punteggiato da deposizioni come questa. Nello stesso viene anche testimoniata, proprio dall’autore, la latitanza dello Stato alla luce di proposte avanzate dallo stesso - a titolo gratuito - per la soluzione dei problemi legati al rischio psicologico del Corpo di Polizia Penitenziaria. Ad aprile 2008, a seguito di due casi di suicidio occorsi a distanza di pochi giorni, venne annunciata la creazione di un call center dedicato agli agenti. Questa prestazione non fu mai messa in servizio. Purtroppo gli annunciati indulti e i decreti “salva carceri” riusciranno solo a posporre la soluzione della questione. Un ispettore superiore delle carceri dell’Emilia Romagna ricordava che «la qualità principale che deve avere un agente è amare il prossimo, capire che l’umanità è fatta di tante sfaccettature». Risulta difficile amare il prossimo quando un agente si trova faccia a faccia con la morte: anche con la propria. Di lavoro si muore. Anche così.

Recensioni

Ho conosciuto per lavoro il dott. Massimo Monti in un freddo giorno di pioggia obliqua. Firenze in quei giorni era sotto un cielo grigio medioevale che la allontanava dai bagliori del Rinascimento. Il sorriso solare di Massimo, del tutto incurante della forma e dell’aspetto, mi ha affascinato per la sua sostanza. Esistono persone al mondo che donano inconsapevolmente la propria poesia pur non essendo poeti: il loro modo di vivere la vita è una poesia. Di lavoro si muore. Poco più che cinquantenne è laureato in Psicologia ed ha collaborato più volte come formatore e docente anche con l’amministrazione della Polizia Penitenziaria. Proprio da questo suo ultimo impegno è nato nello scorso autunno “Il rischio psicosociale nel corpo della Polizia Penitenziaria” (ed. Pontari): questo è un saggio sull’altra faccia del sistema carcerario in Italia, quella faccia inspiegabilmente insondata, non curata perché non all’altezza dei - seppur caduchi - bagliori della televisione e immeritevole di informazione. Eppure i suicidi delle guardie carcerarie sono stati circa una novantina dal 2000 ad oggi: un cappio legato al collo o una pistola d’ordinanza. La vita di essi è sempre in bilico tra umanità e potere, tra concessioni e regole, tra sorrisi e ciglia corrugate, tra ascolto ed impèro, tra mani tese e pugni chiusi. Dal 1990, anno in cui venne in vigore la Legge 395, il Corpo di Polizia Penitenziaria è stato riformato e non solo deve attendere ad assicurare l’esecuzio-

di Michele Galli

arte & dintorni

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Don Chisciotte

Quando la pazzia salva l’uomo

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dott.ssa Francesca Pesci

Letteratura

arte & dintorni

Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia, ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia; proprio per questo, Sancho, c’è bisogno soprattutto d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto.

Così Guccini nella sua canzone Don Chisciotte introduce l’omonimo cavaliere uscito dalla penna di Miguel de Cervantes. Una chiave di lettura in cui l’eroismo e la generosità si affiancano alla follia. Forse non è un caso che Cervantes a Madrid fu allievo di un fervido ammiratore di Erasmo da Rotterdam, autore dell’Elogio della pazzia (1511). Penso sia lecito pensare che il maestro abbia influenzato l’allievo nei gusti letterari e che quello della follia sia rimasto nel cuore di Cervantes come un tema ricco di suggestioni. Ecco allora stagliarsi dalle pagine del suo romanzo un personaggio folle. Pubblicato in due volumi a distanza di dieci anni l’uno dall’altro (1605 e 1615), Don Chisciotte della Mancia è il più celebrato romanzo della letteratura spagnola. Protagonista della vicenda è un povero gentiluomo di campagna che, nutritosi di letture epico-cavalleresche e sconten-

to della sua scialba esistenza quotidiana, decide di farsi cavaliere errante e di mettersi per via per rinnovare i fasti degli antichi paladini e gli ideali della cavalleria. Sceglie per sé un nome degno del suo nuovo ruolo - Don Chiscotte della Mancia - e nomina suo scudiero un rozzo contadino: Sancho Panza. I due partono alla ventura per difendere i deboli, riparare i torti e vendicare le ingiustizie. Il primo animato realmente dagli alti valori della cavalleria, il secondo spronato dalla promessa di ottenere in cambio del suo servizio il governo di un’isola. Innumerevoli avventure attendono don Chisciotte e il suo scudiero, tutte con esito disastroso, poiché il prode cavaliere, scambiando per realtà ciò che è frutto della sua fantasia, si caccia immancabilmente nei guai e non ricava altro che botte: lotta contro dei mulini a vento credendoli dei giganti, disperde due greggi credendoli eserciti nemici, ricevendo in cambio le sassate dei pastori. Ogni avventura si conclude con la sconfitta, la beffa o sonore bastonature.

L’opera è ricca di significati, a partire dal conflitto tra idealità e realtà concreta delle cose. E di tale contrasto don Chisciotte e Sancho Panza sono simboli perfetti: l’uno tutto proteso verso l’idealità, ansioso di evadere da una realtà meschina e degradata; l’altro ben ancorato al reale, tutto rivolto alla materia e al soddisfacimento dei desideri più concreti. L’una opposta all’altra, in realtà le due figure si integrano e completano a vicenda e insieme rappresentano la condizione umana, combattuta tra gli opposti richiami dello spirito e della materia, sospesa e incerta tra cielo e terra. E poi, ovviamente, il tema della follia. Don Chisciotte è il cavaliere pazzo, ma la sua pazzia può essere forse intesa come uno slancio vitale, l’unico che permette all’uomo di salvarsi da un’esistenza incancrenita nelle logiche dell’egoismo, della furberia e dell’ipocrisia e che ormai ha distrutto miti e leggende. La pazzia di chi, con il cuore assetato e appassionato, vuole far rivivere gli antichi ideali di giustizia, valore, lealtà. Ancora una volta la letteratura aiuta a leggere la realtà con occhi nuovi, rovesciando prospettive e aprendo nuovi sipari interpretativi.


rigi, l’Osservatorio di Utrecht in Olanda) ed extraeuropee (Ankara), non da ultimo fu membro per molti anni di gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA. Oltre alle numerose onorificenze, le è stato intitolato un asteroide, 8558 Hack, scoperto nel 1995. Margherita Hack rimane nel cuore delle persone, astrofile e non, per la straordinaria franchezza con la quale soleva manifestare le proprie opinioni, una determinazione priva di dogmatismi che traeva forza dal confronto di opinioni più che dallo scontro di sedicenti verità, probabile retaggio dell’educazione ricevuta dai genitori, entrambi appartenenti alla Società Teosofica Italiana, e consolidata nel lungo sodalizio con il marito letterato. Vegetariana convinta, animalista e attivista diventata un’icona dell’anticonformismo, non lesinava di distribuire commenti in un tono simpaticamente brusco, pur senza dimenticare il diritto fondamentale alla libertà di opi-

nione: “Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. Questa dovrebbe essere l’etica dominante, senza aspettarsi una ricompensa nell’aldilà. Senza leggi etiche ci sarebbe il branco e non la società. E andrebbero insegnati valori comuni a credenti e non, il perdono, non fare del male agli altri, la solidarietà. Ma, soprattutto, bisognerebbe imparare a dubitare, a diventare scettici.” (Dall’intervista di Donatella Mattalia, Preferisco il protone al paradiso, Panorama, 19 maggio 2005) Le idee di Margherita Hack potranno anche risultare discutibili, ma la lucidità con cui le esponeva e metteva in pratica rimangono baluardi esemplari di carisma e sprezzo per l’ipocrisia. Dopo circa una settimana di ricovero in ospedale a causa di problemi cardiaci, Margherita si è spenta, rifiutando di sottoporsi ad un intervento estremo “salvavita”. Della vita dopo la morte non si era mai curata, preferendo dedicare la sua attenzione all’aldiquà, ma a me piace pensare che il suo viaggio continuerà tra le stelle, poiché, come amava ricordare, noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri. E alle stelle, quindi, prima o poi faremo ritorno.

dott.ssa Mariavittoria Spina

Ci ha lasciati una grande donna, esponente della cultura stellare contemporanea: Margherita Hack, (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013), l’astrofisica più amata dagli italiani. Si era laureata con una tesi sulle Cefeidi, una classe di stelle variabili che aveva studiato presso l’Osservatorio astronomico di Arcetri, dove iniziò subito ad occuparsi di spettroscopia stellare. Nel 1944 aveva sposato Aldo De Rosa, conosciuto all’età di undici anni ma ritrovato solo all’Università di Firenze anche se i due frequentavano Facoltà diverse (lei Fisica, lui Lettere). Proprio il marito la convinse ad accompagnare la docenza universitaria con l’attività di divulgatrice scientifica in forme sempre più articolate: dalla semplice collaborazione con la stampa alla fondazione della rivista L’ Astronomia e la codirezione di Le Stelle. Nel 1964 fu la prima donna a dirigere l’Osservatorio di Trieste, che, grazie alla sua gestione, in pochi anni raggiunse rilevanza internazionale. Il suo impegno per promuovere l’innovazione e la cooperazione nella ricerca senza frontiere è stato continuo: in qualità di ricercatrice e docente in visita collaborò con numerose istituzioni estere, dalle Università americane (Berkeley, Princeton, Città del Messico) a quelle europee (Pa-

Astri e civiltà

Buon viaggio Margherita!

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Concorso fotografico

Torna quest’anno il Concorso fotografico Nazionale di Guidizzolo ‘Roberto Bollani’, giunto alla settima edizione. Organizzato dal gruppo Incontri Fotografici in collaborazione con la Biblioteca Comunale e la Pro Loco. Per lasciare spazio alla fantasia e alla creatività dei fotografi il tema sarà libero e le opere potranno essere presentate a colori o in bianco e nero. Roberto Bollani, giovane guidizzolese tra i soci fondatori del Gruppo Incontri Fotografici, rimase vittima anni fa di un incidente stradale. Da allora il Gruppo ha dedicato a lui questo importante Concorso che negli anni ha richiamato artisti da tutta Italia con opere di grandissimo rilievo. Il termine per la presentazione dei lavori è fissato al 21 settembre prossimo mentre le premiazioni, dopo il lavoro della giuria, avverranno come di consueto in occasione della Sagra, quest’anno il 6 ottobre alle ore 11. Per informazioni: Pro Loco tel. 0376 1620426, Biblioteca 0376 840435 oppure consultare il sito del Comune di Guidizzolo/Biblioteca.

Gita al castello di Avio

Lo scorso 12 maggio, dopo tanta pioggia, il tempo molto birichino di questa strana primavera ha concesso una tregua. Quanto è bastato per riuscire nella sospirata gita di fine anno scolastico per le classi seconde della primaria di Guidizzolo; una giornata insieme a tutte le famiglie. La

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meta scelta dalle rappresentanti Lorenza, Marina e Chiara è stata quest’anno il castello medioevale di Avio, nel verde paesaggio collinare trentino della bassa Val Lagarina. All’arrivo la comitiva è stata accolta da un’animatrice che ha aiutato ad immergersi nella vita del castello come avveniva secoli or sono. Racconti fantastici hanno catalizzato l’attenzione dei ragazzini invitati ad indossare abiti del tempo ed a prestare il giuramento al signore del castello, oppure ad andare alla ricerca di oggetti dimenticati dai castellani; prove di abilità poi hanno permesso di essere eletti dame e cavalieri. Dopo il pranzo in una baita del luogo a base di prodotti tipici, il pomeriggio è stato dedicato ad una visita nel bosco. Qui l’insegnante Giacomina Milani, che ha accompagnato gli alunni, ha aiutato nella conoscenza del sottobosco e della vita delle api; a lei i genitori hanno rivolto un caloroso ringraziamento per aver voluto dedicare una domenica ai suoi ragazzini aiutandoli anche in questa occasione a sviluppare conoscenze ed approfondire amicizie.

Pomodori da primato

Quest’anno la pioggia continua, il freddo e l’estate che non arriva hanno messo in crisi tutte le coltivazioni, specie, quelle molto diffuse, degli


orti privati. Il Gruppo Micologico Naturalistico ci segnala la passione del socio Ferruccio Cerri che, da pensionato, si dedica alla coltivazione del suo orto. Per chi ha il piacere di visitarlo trova una varietà e qualità di verdure davvero invidiabile. In ogni stagione la sua verdura fresca, come consigliano i medici, qui è una realtà, carciofi, asparagi, carote, sedano, insalata, radicchio rosso e verde, zucchine, spinaci, fagioli e tante altre. I pomodori “cuore di bue”, da alcuni anni sono al centro della sua coltivazione estiva. Quando la produzione è abbondante... Ce n’è per tutti. Infatti molti hanno potuto apprezzare i gustosi frutti della terra coltivati da Ferruccio. Alcuni amici li hanno essiccati per ricavarne una semente di sicura qualità da usare per il prossimo anno, ma i più li gustano in insalata. Noi le auguriamo che un caldo agosto porti i suoi pomodori “Cuore di bue”, a superare il peso di 1,9 Kg come già lo raggiunse Gianni Cargnoni nel 2010.

Corso di micologia 2013

É giunto alla 15ª edizione e anno dopo anno ha acquisito sempre maggior successo nell’Alto Mantovano. Parliamo del Corso di micologia che anche in questo 2013 è stato promosso dal Gruppo Micologico-Naturalistico ‘Colli Morenici’. Otto

cipali specie arboree con accenno alla coltivazione dei funghi e dei funghi cinesi’. Quando si parla di micologia il pensiero va immediatamente alla montagna, sede tra le più naturali per studiare e raccogliere funghi. Tuttavia il ‘Colli Morenici’ è un Gruppo che nel proprio Dna ha la natura in tutte le sue forme e manifestazioni. Ecco allora la recente escursione, partecipatissima, sul lago di Mantova dove si sono potute ammirare, oltre ad una vegetazione spontanea, anche numerose varietà e specie di animali liberi. A coronamento dell’escursione il pranzo “rustico” in un noto ristorante a Sacchetta.

Il fascino di Alassio

Anna Tosi e Serafino Gavioli da oltre 10 anni organizzano un soggiorno primaverile ad Alassio, bellissima cittadina sulla costa ligure. Il gruppo di oltre 40 persone, comprende anche alcuni amici di Cavriana, Solferino e Asola. Ormai i “nostri” sono di casa e ne approfittano per visitare e scoprire la singolarità ed il fascino di queste località dalle caratteristiche molto diverse tra loro. L’architettura più moderna coesiste con monumenti ed edifici antichissimi, come in pochi altri posti, e si possono vedere le bellezze delle vicine mete. Sono imperdibili per la loro bellezza che ogni anno si rinnova: San Remo, i suoi fiori, il suo Casinò e i negozi dove poter fare shopping con la speranza di trovare un ricordo della vacanza da portare agli amici rimasti a casa. Mentone, città famosa per il suo clima che favorisce la crescita dei migliori limoni d’Eu-

lezioni, ogni lunedì alle ore 21 da marzo a maggio presso la Sala Consiliare. Otto lezioni durante le quali sono stati toccati diversi temi legati ai funghi, alla tossicologia, ai modi per riconoscerli, come conservarli e cucinarli. Per concludere con:‘Paesaggio vegetale e prin-

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ropa. Montecarlo con il suo Palazzo reale ed il classico “cambio della guardia” a mezzogiorno esatto. Fasto e magnificenza rivivono tuttora nei monumenti. La grandiosità e ricchezza, i suoi tesori d’arte, la bellezza incomparabile dei giardini sono l’espressione più eloquente della potenza e della raffinatezza della monarchia monegasca nel momento del suo massimo splendore.

Borsa Studio ISA

Un clima festoso all’Istituto Statale d’Arte Alessandro Dal Prato per l’ultimo giorno di scuola e la proclamazione dei risultati del Concorso Lions Club “Mincio Colli Storici” sul tema “La violenza contro le donne, combattiamo il silenzio”. Vincitrice con l’assegnazione di una Borsa di studio Victoria Marcolini della quarta A. “Un riconoscimento dato a uno solo poichè il lavoro soddisfa tutti i criteri di scelta individuati per la selezione che purtroppo corre nella gabbia dei numeri ha detto l’architetto ed ex studente ISA Giovanni Zandonella, membro della giuria con l’attuale presidente Lions Ezio Bompieri, Giuseppe Consadori, Selvino Gambetti - ma rappresentativo degli altri concorrenti e dell’intera scuola.” Sostenendo poi nella sua appassionata “lezione” l’opportunità di non sacrificare l’arte all’economia e ai vincoli burocratici, incentivandola, invece, nella società, quale espressione non solo di bellezza, ma di giustizia ed equità. Quindi quello assegnato è un premio che ingloba idealmente prima di tutto i segnalati - Mattia Grossi, Daniela Catarri, Roberta Di Palo, Michela Vallio, Federica Gazzotti, Gabriele Durogati, Hu Yipeng, Alice Zaniboni - come gli altri partecipanti delle terze A/B/C, quarte A/B, quinte A/B. Ma anche i docenti Mauro Tirelli, Sergio Banni, Cinzia Lanzafame, Oliviero Filippini per l’impegno profuso nelle classi e la professoressa Mirella Monacelli preziosa coordinatrice dell’evento. L’Amministrazione Comunale rappresentata dal vicesindaco Pietro Gialdini - presente con il consigliere delegato alle manifestazioni Renato Pasini - che ha osservato come in momenti difficili per l’Ente, benchè aperto al supporto logistico di appunta-

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menti caratterizzanti come il Concorso a tema, l’iniziativa Lions doppi la sua valenza di garante delle più vere risorse del territorio; del presidente Bompieri che ha delineato la presenza Lions nel mondo e la filosofia che sottende i Concorsi annuali su un Service di studio internazionale. Rivolgendo un caldo complimento agli studenti per la quantità e qualità degli elaborati di pittura e scultura realizzati su un argomento complesso e difficile da trasporre nell’arte, mettendo in autentica difficoltà la giuria.

L’AIDO ai Giochi Senza Frontiere

È l’AIDO di Guidizzolo il vincitore dei Giochi Senza Frontiere 2013 totalizzando ben 66 punti, con un netto distacco da Gazoldo degli Ippoliti, paese ospitante e al secondo posto con 60 punti, e da tutti gli altri concorrenti iscritti: Rivarolo Mantovano, Monzambano, Volta Mantovana, Castel Goffredo, Revere, la sezione provinciale. Un riconoscimento che premia l’impegno dei giocatori guidizzolesi in una sfida non facile, perchè disputata tra squadre in lizza molto agguerrite e penalizzata da un tempo costantemente in forse, per di più con l’interruzione della gara per mezz’ora a causa di un improvviso temporale. Rendendo pertanto ancor più faticose le varie prove da sostenere sulle discipline che permettevano di accumulare punti per determinare la classifica finale, dal tiro alla fune alla palla avvelenata, dalla corsa con i mattoni alla mela morsicata, dalla palla canestro a “trova il pomodoro” e “al fuoco al fuoco”. Abbiamo partecipato alle varie edizioni itineranti della manifestazione, una organizzata


anche a Guidizzolo - ha detto soddisfatto il presidente Giovanni Milani - fondamentalmente per contribuire ad ampliare la conoscenza dell’Aido e della sua mission, sempre con buoni piazzamenti, ma questo ambito traguardo è arrivato solo quest’anno e ora il nostro Gruppo intende dedicarlo a due persone: Luigina Corradi a cui è intitolata la sezione locale, e alla giovane donatrice Raffaella Ferrari deceduta un mese fa. Ringraziando poi lo staff dei giocatori e volontari i giudici, oltre al sindaco di Gazoldo Nicola Leoni e alla presidente provinciale Aido Daniela Rebecchi che hanno aperto i giochi con il loro saluto di benvenuto e un augurio. Bisogna aggiungere che il successo dell’Aido Guidizzolo ha trovato ampia risonanza in paese, dove il sodalizio è molto radicato ed apprezzato, per la sua costante preziosa presenza, specie con bancarelle informative volte a coltivare l’educazione al dono di sè per salvare la vita dell’Altro.

Ciclismo giovanile

Domenica di grande ciclismo quella proposta a Guidizzolo dal Trofeo Arcobaleno Trofeo Amac. Sulla linea di partenza della competizione allestita dal Ciclo Club 77 si sono presentati 200 atleti e tra loro vi erano anche i portacolori del team organizzatore, quelli del Mincio Chiese e quelli della neonata compagine giovanissimi Giocosport Oglio Po, che annovera nelle sue fila dirigenti e atleti viadanesi. Le sei gare disputate come da copione non hanno

certamente deluso i numerosi sportivi presenti sul percorso. Per i team virgiliani il bottino è da considerarsi positivo. Martina Ferrari si è imposta nella G2, nella G1, invece, 2° Damiano Lavelli e 3° Kevin Lanzarotto. Stefano Leali del Mincio Chiese ha ottenuto il 4° nella G3; Diego Ressi, sempre del team ceresarese, il 5° nella G4, infine nella G6 Nicola Piva del Mincio Chiese si è piazzato 4° e Gianluca Cordioli del Ciclo Club 77, 5°. A seguire le varie fasi della manifestazione vi erano, tra gli altri, il sindaco di Guidizzolo, Sergio Desiderati, il presidente provinciale Fci, Giovanni Redini, e il patron dell’appuntamento, Remo Stanghellini, titolare dell’Amac.

Festa Oratorio 2013

Com’è consuetudine da molti anni, dal 14 al 17 giugno si è svolta la tradizionale “Festa dell’Oratorio”, con numerose proposte per giovani ed adulti. Quest’edizione ha dato ampio spazio alle novità, proponendo serate “alternative” nelle quali si è cercato di lanciare messaggi forti, come l’importanza dello sport: al venerdì sera, nella serata intitolata “Sport da crescere” si sono fronteggiate in una partita di calcio la “Seleçao Sacerdoti” e un gruppo di amici di Mattia Bignotti, sul campo a lui dedicato. AI termine della partita si è svolto un interessante dibattito sull’importanza dello sport come mezzo di aggregazione e di formazione sia per i giovani che per gli adulti, condotto

0376 840494 Apertura:

dalle 11.00 - 14 e 16.30 - 22.00 domenica 16.00 - 22.00 Lunedì chiuso Via Solferino, 66 Guidizzolo MN

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gna dimenticare che il mondo lo abbiamo in prestito dalle future generazioni!

Nuova ferramenta in via Chiassi

da Don Giampaolo Ferri, presidente del Consiglio Anspi zonale, in cui sono intervenuti, come ospiti, Mattia Notari, calciatore del F.C. Castiglione ed ex capitano del Mantova calcio, don Alberto Ancelotti, in qualità di vice presidente dell’associazione Seleçao Sacerdoti Calcio ed un gruppo dell’Anspi di Pegognaga che ha presentato e dimostrato lo sport del Tchoukball. Il sabato sera è stato dato spazio ad una cena multietnica seguita da momenti di poesia, musica, danze e filmati: un’importante occasione di condivisione con culture diverse con le quali conviviamo quotidianamente. La domenica sera il gruppo teatrale “La Beffa” ha portato in scena la loro ultima commedia dialettale “Ma che ferie!”, che rappresenta il punto di incontro tra l’espressione del teatro e le nostre tradizioni, simboleggiate dal dialetto. Il lunedì sera i ragazzi del Grest hanno organizzato l’animazione e l’aggregazione per i più piccoli, con musica e balli e al termine c’è stata l’estrazione della sottoscrizione a premi a favore delle opere parrocchiaIi. Concludiamo dicendo che quest’anno è stata fatta la scelta della sostenibilità ambientale, con l’utilizzo delle stoviglie usa e getta biodegradabili e compostabili. Queste si degradano in natura in meno di 3 mesi, diventando concime, a differenza di quelle di plastica che possono impiegare oltre 100 anni per decomporsi; questa scelta è importante, perché se davvero si vuole difendere il creato occorre prestare la dovuta attenzione a ciò che i nostri consumi comportano: non biso-

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In un momento in cui molti negozi di vicinato chiudono, la notizia di una nuova apertura è senza dubbio una buona notizia. Si chiamano negozi di vicinato perché sono “vicini alla gente”, per distinguerli dai grandi centri commerciali. “Vicini” non solo in senso fisico, ma vicini per la cura e la competenza con cui possono seguire il cliente e per il rapporto di fiducia che si instaura con la clientela. Recentemente a Guidizzolo, nella centralissima via Chiassi, è stato aperto un nuovo negozio di ferramenta. Rossano Furgeri, il titolare, si propone non solo di offrire ai guidizzolesi una completa gamma di prodotti di ferramenta, ma anche servizi specializzati, come nell’ambito delle piscine, che si presenta curato alla perfezione: qui, infatti, si acquistano anche prodotti delle migliori marche per la pulizia e il mantenimento della qualità dell’acqua del proprio impianto oltre a reti specifiche. Non mancano prodotti per la fumisteria ed ancora impianti ed apparecchi di illuminazione, materiale elettrico, giardinaggio, selezionati con particolare attenzione sia sotto l’aspetto della qualità sia per quanto riguarda il prezzo. Oltre ai migliori prodotti si può contare su un buon consiglio, una consulenza diretta e competente, quello che non si può sempre trovare in un supermercato.


Attività AUSER

Il gruppo AUSER di Guidizzolo, sotto la nuova presidenza di Francesco Pelizzaro, con la collaborazione di tutto il direttivo, ha ripreso alacremente la sua attività. Dopo il soggiorno sull’isola di Ischia nei mesi scorsi, cui hanno partecipato una ventina di persone, una rappresentanza del gruppo guidizzolese ha consegnato il contributo

di solidarietà agli amministratori del Comune di Moglia, quale espressione della solidarietà per quella comunità colpita dal terremoto dell’anno scorso. Il contributo, che era frutto delle attività poste in essere dal gruppo stesso, sarà destinato a scelta dell’amministrazione comunale, secondo le necessità da loro individuate. Il 15 giugno, poi, un nutrito gruppo si è recato in gita presso l’Acquario di Genova. Entusiasti i partecipanti, che hanno potuto ammirare un mondo, quella della flora e della fauna marina, che desta sempre ammirazione, meraviglia e stupore. Altre attività sono in programma per il futuro; chi fosse interessato può mettersi in contatto con i membri del direttivo.

attenta e puntuale dove le code sono ridotte al minimo, un folto gruppo di appassionati volontari e un ingrediente dal sapore storico: la commemorazione della battaglia del 1859. A questo proposito una menzione particolare va dedicata a quel gruppo di podisti che da diversi anni, guidati da Lino Bicelli e Roberto Quagliotto, compongono la staffetta che parte da Rebecco e arriva a Solferino per unirsi poi alla Fiaccolata della Croce Rossa. Quest’anno però si è aggiunta una interessantissima novità: cucina toscana ed animazione, offerte dalla associazione “I ricomposti” di Anghiari (AR), comune gemellato con Guidizzolo. La loro presenza ha portato una ventata di novi-

Festa d’Estate al sapore di Toscana

Con la compiacenza di un clima finalmente benevolo, la Festa d’Estate di Rebecco ha avuto una straordinaria partecipazione di pubblico in tutte le serate. In questo successo ci sono sicuramente gli in- tà, offrendo i piatti della gastronomia tradizionale gredienti tradizionali: un’ottima gastronomia, or- di quel territorio, dai bringoli al brustichino, dai chestre di grande richiamo, una organizzazione cantucci al vin santo, il tutto servito mentre tra i tavoli si aggiravano i cantastorie, improvvisando canzoni e stornelli della tradizione toscana. Una serata da gustare, in alternativa al collaudatissimo e sempre apprezzato menu della Festa d’Estate, a cominciare dal gustosissimo risotto per finire con lo spiedo da leccarsi i baffi. Grande soddisfazione per l’ottima riuscita da parte degli organizzatori che non senza fatica tengono vivo lo spirito della comunità, anche se oggi col cuore gonfio di tristezza per una assenza pesante, quella di Gilmar Dolfini, tragicamente scomparso nei mesi scorsi.

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Nuovo salone di parrucchiera

Domenica 3 marzo, Marica Giroli ha inaugurato il suo Salone di Parrucchiera, rilevando l’attività di Maria Rosa Zaccagni in Via Don Sturzo n. 3/A. Da quando decise di intraprendere questa strada per un lavoro creativo, ha sempre sognato il giorno in cui avrebbe potuto esprimersi a livello individuale (come titolare). Ora le si è presentata l’opportunità e, con l’aiuto della sua famiglia, ce l’ha fatta. Ha iniziato con la scuola che le ha dato le basi, poi lo stage che l’ha portata a cercare un ambiente dove potesse imparare sul campo. È stata fortunata a trovare Maria Rosa Zaccagni che le ha insegnato tutto quello che ora lei può offrire alla sua clientela, grazie all’esperienza acquisita nei sette anni in cui ha lavorato con lei. Ora, dopo tanto impegno, l’apertura è stata il punto d’arrivo per il suo obiettivo iniziale, ma è anche il suo punto di partenza per ampliare i suoi orizzonti. In sintesi, ritiene che la sua attività non sia solamente quella di soddisfare la sua creatività, ma che l’obiettivo primario sia quello di appagare i desideri delle clienti che varcano la soglia del suo negozio.

di Garda dove, su un tracciato di seimila metri, si sono sfidati oltre cento atleti ed appassionati provenienti da tutt’Italia e anche dall’estero. Tra questi il guidizzolese Fabio Pelizzaro, non nuovo a questo tipo di esperienze, avendo già partecipato a diverse gare, sia nel lago che in mare aperto. Ottimo il suo piazzamento, ottenuto col tempo di un’ora e 38 minuti, che gli ha consentito di essere il primo del suo gruppo.

Massimiliano Righetti

Un ragazzo che si laurea è sempre una buona notizia. Ancora meglio se questo ragazzo è guidizzolese e viene premiato come miglior laureato del biennio. È quello che è accaduto nei mesi scorsi a Massimiliano Righetti, 27 anni, laureatosi nel 2009 a Brescia in ingegneria meccanica con 110 e lode. Iscritto nel 2012 all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Mantova, è stato appunto premiato con una medaglia dall’Ordine stesso. Non rimane che fargli i complimenti ed augurargli… buon lavoro!

Giro a nuoto dell’isola di Garda

Nuoto che passione! Tantissime persone amano e praticano questo sport, ma partecipare ad una gara di nuoto di 6 km nel lago di Garda non è da tutti. Nelle scorse settimane a San Felice del Benaco, con partenza dalla Baia del Vento ed arrivo a Portese, si è svolto il Giro a nuoto dell’Isola

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6ª edizione Fiera In Musica

La 6° edizione della fiera di luglio è iniziata con un prologo l’11 luglio con il 21° trofeo Pro Loco organizzato dal Cicloclub ’77. Poi dal 18 luglio musica, musica e ancora musica. Quest’anno la musica è stata la protagonista assoluta dei 5 giorni della kermesse. Le colline moreniche hanno proposto uno spettacolo di folk presso il parco barriera mentre l’Ente filarmonico ha presentato il Barbiere di Siviglia. Poi due giorni di puro divertimento musicale ha

accompagnato tutte le manifestazioni organizzate dalla Pro Loco: dalle visite guidate di Villa Rizzini, ai burattini, dalle cene e pizze in piazza dislocate in diversi punti del paese, alle bancarelle dei mercatini, all’aperitivo, dalla performance di teatro,danza e fuoco con i “Focolieri” ai drink e cocktail party per spegnere la sete. Musiche e canzoni rock, latino americane, pop, gipsy, balli di ogni genere, hanno fatto da sfondo sonoro a due giorni indimenticabili. Il Pubblico ha ballato, cantato, mangiato, “staccando la spina” per due giorni.

La partecipazione ai mercatini è stata notevole; si andava dalla bigiotteria, alle piante grasse, dal vintage agli strumenti musicali, ai prodotti locali. L’ a v v e n t u ra di questa edizione musicale si è poi chiusa il lunedì con il concerto dell’ente filarmonico guidizzolese che ha suonato famosi brani da film. Per concludere perché non cantare anche noi tutti insieme un nuovo tormentone estivo: “Meno male che la Pro Loco c’è!!”

Errata corrige

Riceviamo e pubblichiamo scusandoci per l’involontario errore. Gentile sig. Dal Prato, sull’ultimo numero di giugno della Notizia, a pag. 9, relativamente all’articolo “La poesia in biblioteca”, è stato erroneamente riportato il nome della sig.ra Elena Bandieri in qualità di “bibliotecaria” della Biblioteca di Guidizzolo. Preciso che la signora Bandieri è una validissima collaboratrice della Biblioteca, ma in qualità di “volontaria”. Perciò, come espressamente richiestomi dalla stessa al fine di evitare spiacevoli equivoci, le chiedo se sarà possibile apporre in proposito un “errata corrige” nel prossimo numero della Notizia. La ringrazio per la comprensione e le auguro buona giornata. Dott.ssa Arianna Fornari

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TACA BANDA Notiziario a cura dell’Ente Filarmonico di Guidizzolo

Il Barbiere di Siviglia giunse a Guidizzolo Silenzio. Gli orchestrali hanno già accordato gli strumenti; il maestro sale sul podio e le prime famosissime note dell’ouverture si distendono nel parco allestito a festa. Tutto intorno il colpo d’occhio è pregevole: oltre 400 spettatori seguono entusiasti. Nelle prime file, accanto al sindaco Sergio Desiderati, al vice Pietro Gialdini, agli assessori e consiglieri comunali Giacomino Milani, Renato Pasini, Luisa Ferrari, Fabio Cagioni, Alberto Rosa, Rosalba Bombana, la vice presidente dell’Amministrazione provinciale Francesca Zaltieri, il sindaco di Cavriana Benhur Tondini, il comandante della compagnia carabinieri di

Castiglione delle Stiviere Cap. Giovanni Pillitteri con il tenente Rosati e il maresciallo Batisti della stazione locale. Pian piano in una piazza ambientata ai piedi della torre di Guidizzolo entrano in scena i diversi personaggi del Barbiere di Siviglia, opera di Giacchino Rossini. Il conte di Almaviva – Lindoro – Don Alonso, don Bartolo, Don Basilio, Rosina, Berta la governante e, naturalmente lui, Figaro il ‘barbiere di qualità, il factotum della città’. Con la scelta di costumi attuali i tre tempi dell’opera rossiniana si sono dipanati per oltre due ore e mezza mentre un brezza leggera muoveva dolcemente le

foglie degli alberi del parco e la luna prima si nascondeva per poi illuminare con la sua tenue luce tutta la scena. La rappresentazione, promossa dall’Ente Filarmonico Guidizzolo, era inserita nelle manifestazioni della ‘Fiera in Musica 2013’. Ottimo il cast dei protagonisti, il coro ‘Lyrichoir’ e straordinarie le musiche dell’Orchestra Filarmonica dei Colli Morenici diretta dal maestro Giuseppe Orizio. Una serata che ha colto nel segno, che ha dato entusiasmo, che ha vitalizzato il parco Barriera, che tutti i presenti hanno giudicato favorevolmente. Una serata sicuramente da ripetere.

Foto: Valter Tellaroli

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Autoriparazioni di Ferri Maurizio e C. s.a.s. Loc. Quagliara, 26 - 46040 Guidizzolo (MN) ferri.mauri@gmail.com


Procedimenti per la composizione delle crisi da sovraindebitamento La legge n. 3/2012 ha introdotto alcune procedure volte a risolvere le sempre più frequenti situazioni di indebitamento in cui versano privati ed imprenditori. Trattasi di procedure che si sostanziano nella predisposizione di un accordo tra il debitore ed i creditori da sottoporre a verifica del tribunale che, in presenza dei presupposti di legge, rilascia l’omologa. Possono ricorrervi sia le persone fisiche (che abbiano contratto debiti per interessi personali o comunque estranei all’esercizio di attività imprenditoriale/professionale) sia gli imprenditori, i professionisti, gli agricoltori che non siano soggetti né assoggettabili, in base alla vigente Legge Fallimentare, alle procedure concorsuali (fallimento/ concordati/amministrazione controllata etc..) e che non abbiano già fatto ricorso ai procedimenti di composizione negli ultimi tre anni. In ogni caso il debitore deve trovarsi in una situazione di sovraindebitamento da intendersi come uno stato di perdurante (non episodico) squilibrio tra gli obblighi assunti ed il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, con conseguente irreversibile incapacità del debitore nell’adempiere con regolarità le proprie obbligazioni

(stato di insolvenza). Prima dell’entrata in vigore di tale legge, i debitori restavano esposti alle azioni esecutive promosse dai creditori, con i quali potevano solo tentare un improbabile componimento stragiudiziale. Di seguito sono delineati i tratti essenziali dei procedimenti in argomento. • Accordo di ristrutturazione dei debiti: il debitore propone ai propri creditori, con l’aiuto di appositi Organismi di Composizione della Crisi (accreditati presso il Ministero di Grazia e Giustizia), un accordo per il pagamento in qualsiasi forma del dovuto. La proposta di ristrutturazione deve garantire il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo nonché l’integrale soddisfazione di quelli muniti di privilegio (es. per tributi e stipendi), pegno ed ipoteca; tali crediti sono tutt’al più dilazionabili. Sono esclusi i crediti impignorabili (ad esempio, quelli relativi a sussidi di sostentamento, malattia, maternità nonché i crediti alimentari dovuti dal coniuge in caso di separazione personale). Se la proposta incontra l’accettazione dei creditori che rappresentino almeno il 70% del credito complessivo, l’accordo diventa valido e produttivo di effetti nei confronti di

tutti. L’accordo, omologato, è revocato di diritto se il debitore non esegue integralmente, entro novanta giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali e agli enti di previdenza e assistenza obbligatorie. Una variante al predetto accordo di ristrutturazione dei debiti è data dal “piano di liquidazione del patrimonio”. La normativa prevede, infatti, che il debitore possa chiedere di affidare l’intero patrimonio ad un fiduciario per la conseguente liquidazione, custodia e distribuzione del ricavato ai creditori. L’accordo non pregiudica i diritti dei creditori nei confronti dei coobbligati, fideiussori del debitore e obbligati in via di regresso, i quali pertanto rimangono vincolati agli obblighi assunti. • Proposta del consumatore: permette al consumatore (che abbia ad esempio assunto obbligazioni con una finanziaria per l’acquisto di un bene o servizio ad uso/consumo personale) di presentare un piano di rateizzazione del dovuto oppure di definizione a saldo e stralcio, offrendo quindi di pagare in un’unica soluzione una somma inferiore al dovuto.

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Dolce Eleuthera

dott.ssa Francesca Lugoboni

Un’isola dal sapore autentico É solo una striscia di terra e sabbie intatte, che si lascia scoprire senza fretta in barca, a cavallo o nuotando nei suoi fondali. L’isola di Eleuthera, nell’arcipelago delle Bahamas, tra Abaco e Cat Island, si ammira navigando lungo le sue coste tra sperdute baie e spiagge di finissima sabbia dorata. Risparmiata dal cemento degli alberghi per il turismo di massa, se non fosse per il nastro d’asfalto della Queen’s Highway che corre da nord a sud, avrebbe tutto il fascino di una lost island. Che cosa si fa a Eleuthera, un lembo di terra lungo circa 160 Km, piegato verso est come un arco? A voler credere alle informazioni, alla documentazione relativa e ai pettegolezzi locali, i visitatori vengono su quest’isola per fare… assolutamen-

te niente. Qui gli amanti della vita da spiaggia sono i veri re di Eleuthera, dove il bisogno di inattività viene assecondato da un lungo elenco di spiagge assolutamente strepitose. A chi, invece, cerca qualcosa in più di una semplice abbronzatura, l’isola offre un buon numero di attrattive. Gli amanti delle immersioni possono esplorare i relitti di Devil’s Backbone, una nave affondata nell’ottocento con il carico ancora intatto: una locomotiva e alcu-

ni vagoni che ospitano una colonia di parrotfish, pesci dalla singolare livrea verde, turchese e viola. La città principale, Gregory Town, è un tranquillo villaggio dalle architetture coloniali con casette colorate che si affacciano sulla strada principale. Poco distante, in direzione nord, si trova il suggestivo Glass Windows Bridge, un magnifico ponte di vetro che sovrasta la poderosa costa atlantica da un lato, offrendo viste spettacolari sul profondo blu dell’ocea-

Guidizzolo (MN) e Montichiari (BS)

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no, mentre dall’altro si affaccia sulle tonalità turchesi del Mar dei Caraibi. Molte sono le spiagge a disposizione dei turisti e tutte incredibilmente uniche e incontaminate, ma almeno un paio sono degne di nota: la Club Med Beach, dove pini maestosi ondeggiano lungo la morbida curva della costa corrispondente a questa graziosissima spiaggia e la Ten Bay, una tranquilla alcova protetta da imponenti palme, dove nelle basse acque del

Viaggia insieme a te!

bagnasciuga è possibile scorgere stelle marine e conchiglie di strombo. Poco distante e accessibile solo in barca è Harbour Island, una minuscola e deliziosa isoletta in cui non esistono auto, solo golf car. Si sbarca in un luminoso paesino, Dunmore Town, caratteristico e dall’aria sonnolenta per poi raggiungere una delle spiagge più belle e famose di tutte le Bahamas: la spettacolare Pink Sand Beach, di un alone rosato, che di giorno prende

una tonalità tenue, mutando sul rosso alla calda luce del tramonto. Qui tutto risplende di una bellezza che riempie l’anima, al punto che risulta davvero difficile andarsene, dove l’atmosfera è quella delle piccole isole dei Caraibi anglosassoni: niente frastuono, scarsa vita notturna, tanta natura incontaminata e tanto mare dalle mille tonalità di turchese.

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di Paolo Zani

Pensioni e dintorni

L’ANF – Assegno al nucleo familiare Dal 1° luglio 2013 sono entrate in vigore le nuove tabelle reddituali per la determinazione dell’importo dell’assegno al nucleo familiare. Vediamo di cosa si tratta. L’assegno al nucleo familiare viene introdotto, in sostituzione dell’assegno familiare, per i lavoratori dipendenti e per i pensionati con sola contribuzione da lavoro dipendente, con la legge n° 153 del 1988. Le finalità della legge sono quelle di legare l’importo dell’assegno familiare, contrariamente a quanto avvenuto fino ad allora, a precisi criteri tra i quali: il numero dei componenti, le condizioni economiche, particolari condizioni di svantaggio presenti nel nucleo stesso tra le quali la presenza di componenti inabili, la condizione di vedovanza del capo famiglia, orfani soli ecc.ecc.. L’assegno familiare veniva e viene ancor oggi corrisposto sulle pensioni dei lavoratori autonomi e ai coltivatori diretti in misura fissa (10,21 € per ogni persona a carico per i pensionati e 8,18 € nel caso di coltivatori diretti) mentre l’assegno al nucleo familiare varia a seconda delle condizioni reddituali, del numero di componenti il nucleo e delle condizioni oggettive del nucleo stesso. Sono stati individuate ben 13 diverse fattispecie di nucleo fa-

miliare alle quali applicare specifiche tabelle reddituali e conseguenti importi dell’assegno. Tanto per fare un esempio, un lavoratore dipendente con un nucleo familiare composto da due genitori e due figli e con un reddito annuo pari a 40.000 € avrà diritto, per l’anno 2013, ad un ANF di 74,86 €; se, nello stesso nucleo, fosse presente a parità di condizioni reddituali un soggetto inabile l’importo dell’ANF passerebbe a 232,96 €. Le tabelle reddituali, come già detto, vengono aggiornate ogni anno a far data dal 1 luglio e valgono fino al 30 giugno dell’anno successivo. Il reddito di riferimento è l’ultimo dichiarato vale a dire, nel caso specifico del 2013, i redditi conseguiti nell’anno 2012; sono influenti e, quindi, vanno dichiarati tutti i redditi assoggettabili all’IRPEF al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali e gli altri redditi di qualsiasi natura ivi compresi , se di importo complessivo superiore ai 1.033 € i redditi esenti, quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta definitiva e quelli soggetti ad imposta sostitutiva dell’IRPEF. È importante sottolineare il fatto che il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere costituito per almeno il 70% da redditi di lavoro dipendente o

assimilato. Per nucleo familiare si intende il “nucleo fiscale” e non quello di fatto risultante dallo stato di famiglia; a mo’ di esempio, un figlio maggiorenne con propri redditi non entra a far parte del nucleo familiare. La richiesta di ANF va inoltrata al proprio datore di lavoro nel caso dei lavoratori dipendenti o all’INPS per i pensionati. L’ANF si prescrive in cinque anni vale per cui è possibile recuperare gli ANF spettanti anche per i cinque anni precedenti. Un caso particolare è quello del pensionato o pensionata o orfano , titolare di pensione di reversibilità derivante da lavoro dipendente (pensione categoria SO) che si trovi nella condizione di essere riconosciuto invalido civile al 100%; in questa particolare fattispecie è possibile richiedere l’assegno al nucleo familiare per sé stessi; tale diritto è anche sancito da una sentenza della Cassazione (n. 7668/96). L’importo dell’assegno in presenza di un reddito fino a 27.541,03 € è pari a 52,91 € ed anche in questo caso è possibile richiedere l’assegno anche per i cinque anni precedenti. L’assegno non spetta se si supera il limite di 30.894,31 € annui.

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PRO LOCO GUIDIZZOLO

in collaborazione con il Centro Culturale San Lorenzo presenta

LIBERA la MENTE incontri gratuiti, aperti a tutti

Nel mondo in cui viviamo, attratti da mille distrazioni, dal seguirsi vertiginoso degli avvenimenti ci possiamo distrarre e rimanere “incastrati” in un vortice dove la nostra mente può finire col perdere la propria identità. Abbiamo chiesto a otto professionisti, collaboratori de “la Notizia”, la disponibilità a tenere alcuni incontri per valutare insieme alcuni comportamenti da tenere nella quotidianità e quindi “liberarci” la mente.

6 settembre, dalle ore 18 alle 19

4 ottobre, dalle ore 18 alle 19

Michele Galli La sicurezza in casa

Rag. Daniele Guerra Conoscere la propria provincia

13 settembre dalle ore 18 alle 19

11 ottobre, dalle ore 18 alle 19

Come prevenire i piccoli e grandi rischi della vita quotidiana nella propria abitazione.

Dr. Elodio Perani Come invecchiare bene con la mente

Anzianità e vecchiaia fortune di vita che ogni giorno rappresentano la somma di tutte le età della nostra esistenza. 20 settembre, dalle ore 18 alle 19

Prof. Giovanni Zangobbi Storia risorgimentale dell’Alto Mantovano L’unità d’Italia è iniziata a Rebecco?

Il Po e i paesi rivieraschi. Immagini di un ambiente da esplorare, a due passi da noi.

Dott.ssa Mariavittoria Spina Astri e civiltà: conoscere il firmamento

Tra astrofili, astronomi e astrologi, l’osservazione del cielo dall’antichità ai giorni nostri. 18 ottobre, dalle ore 18 alle 19

Paolo Zani Pensioni si, pensioni no, pensioni forse

Tutto ciò che conviene sapere sulla propria pensione.

27 settembre, dalle ore 18 alle 19

25 ottobre, dalle ore 18 alle 19

Prof.ssa Donatella Lusenti Allestimento e preparazione della tavola

Graziano Pelizzaro Commemorare i defunti?

Come prepararla e decorarla con semplici accorgimenti, nelle diverse occasioni.

Come cambia il lutto. Usi, costumi e tradizioni funerarie da tutto il mondo.

Gli incontri, gratuiti, sono aperti a tutti e si svolgeranno presso la sede della Pro Loco in piazza Marconi. Al fine di predisporre il locale degli incontri è gradita una iscrizione preventiva presso: Pro Loco tel. 0376 1620426 - Centro Culturale San Lorenzo tel. 348 3115232

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Fiera in Musica: alla Conchiglia si è mangiato e ballato Oggi la fiera è soprattutto sinonimo di festa e di divertimento, ma un tempo era soprattutto occasione di scambi commerciali e di promozione delle attività

del territorio. Oggi la “Fiera in Musica” di Guidizzolo è curata dalla Pro Loco e dalle associazioni, ma il calendario della edizione 2013 comprende anche una serata danzante organizzata dalla Pizzeria La Conchiglia. “Se baila al ritmo latino”, questo il titolo, con la scuola di ballo Latine Dance Machine. Naturalmente piatto forte della serata sono le tantissime pizze prelibate, insieme ai pregiati piatti a base di carne ed alle specialità di pesce, offerto in un menù speciale a prezzo fisso, il tutto da gustare, comodamente seduti a tavola, per poi scatenarsi nei ritmi latini o, per i più pigri, ammirare le esibizioni dei ballerini della Latine Dance Machine. Teatro della serata, sabato 20 luglio, la bellissima piazza Pezzati di Guidizzolo, nello spazio antistante la pizzeria La Conchiglia. Annalisa e Ciro ci hanno offerto una splendida serata, una serata “caliente” all’insegna del gusto della loro nota cordialità, della coinvolgente musica latina e del piacere di stare insieme in buona compagnia.

Nelle foto di Annalisa Cappa: alcuni momenti della serata e il “Giardino estivo”

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Quattro bagole

parire sulla strada per San Cassiano e in altri fossi… - Allora come bisognerebbe fare, pesare il rifiuto secco? E chi lo pesa? - Comunque guarda, ogni come la giri, il modo migliore è differenziare il più possibile… - Se è per questo, io in nove mesi, da quando è cominciata questa nuova raccolta, ho messo fuori il bidone del secco solo una volta… - Anch’io! - Bravo! - Vedrai che pagherai di meno… - Dici?... Ma mi chiedo… se non pago io, se non paghi tu, chi paga? - Quelli che producono più tanti rifiuti… - Ma se tutti ne produciamo pochi, quei pochi costeranno di più… - Non ti seguo… - Cerco di spiegarmi… se i costi di raccolta ci sono, se i costi li dividiamo in tanti, paghiamo un tot, ma se tutti paghiamo poco, paghiamo di più… - Scusa ma non capisco… - Se ogni famiglia in un anno mette fuori due volte il bidone, o se lo metti fuori quattro volte, i costi per famiglia saranno sempre quelli, no? - Vuoi dire che se tutti siamo virtuosi, non ci sono benefici? Oppure che quello che non pago io, che sono virtuoso, lo pagherà qualcun altro meno virtuoso di me? - A me sembra di aver capito una cosa, alla fine paghiamo sempre noi… - Appunto… - A meno che, se produciamo meno rifiuto secco, i costi complessivi diminuiscano… - Possiamo sperarci? - Tu sai cosa succede a chi vive sperando…. -Te salude!

Animaecuore

- Ciao - Ah, ciao, hai ricevuto la bolletta dei rifiuti? - Si, è un po’, ma era quella dell’anno scorso… - Bell’aumento, neh? - Ma guarda che è per pagare i costi dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata… - Anche quelli di chi non li usa? - Cioè? - Alla mia vicina, che ha un ufficio, glieli hanno rifilati tutti, anche quello dell’umido… che umido vuoi che produca in ufficio? - Beh, magari un po’ di carta… - Si, quella delle caramelle… ma se l’unico cestino che svuota è quello del desktop, non mi dirai che bisogna pagare anche per questo… - Beh, però… -IMPIANTI Fermati… che non venga in mente a qualcuno e RIPARAZIONI: di metterci una tassa… • SANITARI -• Però, dall’anno prossimo dovremmo pagare RISCALDAMENTO solo in base a quante volte metti fuori il bidone • SOLARE TERMICO • CONDIZIONAMENTO del secco… TRATTAMENTO ACQUA -• Ma se mi hanno detto che è illegittimo far pa(Calcare e Ferro) gare in base agli svuotamenti… - Come sarebbe?44 Via Tomasina, - 46040 Sì, una commissione GUIDIZZOLO (MN) tributaria ha ritenuto che moriz.sgarbi@alice.it bisogna far pagare in base alla effettiva quantità di rifiuti consegnati e non a calcoli presunti in base agli svuotamenti… - Cioè, il bidone potrebbe non essere pieno, ma tu paghi lo stesso… - Appunto… - Però molti hanno adottato questo sistema, pensando che se comunque paghi, magari non ti viene voglia di buttare i sacchetti nei fossi… - A me sembra che casomai funzionerebbe il contrario… - Infatti i sacchetti hanno già cominciato a com-

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La lampadina del perdono

a cura di Sandra Tosi

Anima e cuore

Leggendo questo brevissimo testo, si coglie e si intuisce la sensibilità d’animo ancora puro di Elisa, una ragazzina che frequenta il quarto anno della Scuola Primaria di Montichiari, orgoglio della sua famiglia di origini guidizzolesi e degli insegnanti.

Colpisce la capacità di trattare con altrettanta semplicità un valore tanto importante come quello del “perdono”, che noi adulti, spesso dimentichiamo. Significativo il commento “telegrafico” dell’insegnante.

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Don Nicola nuovo presbitero ‘Dio non ci chiede di riempire lo spazio che ci separa da Lui; è Lui stesso che lo colma venendoci perennemente incontro. Mi avete chiesto: Sarò sempre degno? Vi dico che in ogni scelta che esige il ‘per sempre’ ci deve sorreggere la consapevolezza che Dio è con noi in ogni istante con la Sua Grazia, la quale sovrabbonda là dove sono più dure le prove’. É questo uno dei passaggi dell’omelia del vescovo di Mantova Roberto Busti durante la S. Messa solenne per l’ordinazione di tre nuovi presbiteri, don Gianni Nobis, don Alessio Menegardo e don Nicola Ballarini che da due anni svolge il proprio ministero diaconale nell’Unità pastorale che comprende le parrocchie di Guidizzolo, Birbesi, Cavriana, Medole e Solferino. E le comunità di Guidizzolo e Birbesi erano presenti in gran numero, con Medole, Cavriana e Solferino, alla celebrazione nel Duomo di Mantova. Una cerimonia emozionante che ha coinvolto i fedeli che assiepavano la chiesa partecipando ad una sola voce nei canti o nelle preghiere proposte. E ancora rivolgendosi ai nuovi sacerdoti mons. Busti: ‘Dobbiamo far nostro il sogno di Dio che non esclude nessuno dalla Sua casa. Essere pastori significa camminare in mezzo e anche dietro al gregge per ascoltare’. Un grande applau-

so alla fine della S. Messa, chiesto dal Vescovo, ha suggellato l’abbraccio della chiesa mantovana ai nuovi presbiteri. Domenica 16 giugno S. Messa solenne presieduta, la prima volta in Guidizzolo, da don Nicola. Una cerimonia semplice e profonda con tutto il fascino delle scelte dettate dal cuore. Concelebrata, animata dal giovane coro polifonico, calata nel clima gioioso della tradizionale Festa dell’Oratorio e dell’avvio di Everybody, il Grest 2013 per bambini e ragazzi di elementari e medie. Ed è venuto proprio da loro, tutti in maglietta bianca o azzurra e logo, affiancati dai vari animatori, Anna Cortelazzi e Claudia Morselli in particolare, l’abbraccio più esaltante a don Nicola. Scuotendo letteralmente l’assemblea in una performance di chiusura tessuta sul canto “E la strada si apre” con danze, musica, parole. Invitando a scegliere l’amore-carità per far rinascere il mondo, ognuno con la propria storia, ma contemporaneamente chiamati tutti insieme a fare comunità. Speranze e promesse richiamate a più voci dall’altare e affiorate con stimolante concretez-

za nell’omelia di don Nicola. In un invito, proprio sull’esempio del Grest e la sua filosofia, ad imparare a relazionarsi, crescendo nel confronto con l’altro, senza mai dimenticare la gratitudine nella memoria delle cose ricevute. Con l’abbandono fiducioso nelle mani del Signore, il solo capace di colmare i vuoti delle sue creature e di donare la forza necessaria a testimoniarlo.

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PIZZERIA HENRY’S Mezzo Secolo di attività

La comunità guidizzolese ringrazia per il servizio offerto in questi anni, per la cortesia, la simpatia, la disponibilità e l'ottima cucina che Enrico e Antonella hanno elargito alla clientela, continuando nella tradizione delle tipiche trattorie locali che hanno al centro delle loro attenzioni il gusto di tramandare le tradizioni. Da Henry’s è ancora possibile assistere a gustose cene di amici che al suono della chitarra passano ore in lieta armonia, nel periodo estivo si può pranzare all’aperto sotto il bellissimo e ventilato portico.

Anni ‘60: la sorella Ida, Roberto, il giovane Enrico, il papà Bruno, Franca, Nina, Gianna e la mamma Nella

Era il 1963 quando fu aperta la Locanda Marte in via Cavriana, dopo un esperienza decennale a Zurigo nel settore della ristorazione Bruno Ferri e Nella decisero di rientrare in Italia e di aprire in proprio un’attività alberghiera. Le Difficoltà non furono poche ma con tenacia e volontà riuscirono a superare ogni tipo di scoglio. Dal 1983 alla Locanda venne cambiato l’abito trasformandola in Pizzeria Henry’s.

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Dopo tanto cammino e tanta perseveranza siamo ancora qua, in un’epoca dove i locali alla moda durano quanto un moscerino sull’uva. Ringraziamo la comunità guidizzolese per la grande prova d’affetto che ci ha sempre dimostrato nel corso degli anni. Augurandole un mondo di serenità ma soprattutto tanto appetito. Henry


2010, Antonella ed Enrico

1965, Enrico e Giorgio

2010, Alice con un’amica sul “tandem”

2012, Samuel

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Stiamo arrivando alla medicina personalizzata Dott. Elodio Perani Abbiamo più volte trattato del genoma ed ora possiamo proseguire con l’analisi farmacogenomica, una nuova tappa evolutiva per personalizzare la strategia terapeutica attraverso le mappature e il sequenziamento del genoma stesso. Presto saremo in grado di conoscere tutte le differenze che definiscono i caratteri genetici di ciascuno di noi e quindi di dare al medico la possibilità di conoscere le singole variabilità di ognuno per le malattia e le loro risposte ai farmaci, compresi gli effetti collaterali e le reazioni tossiche. Potremmo dire di essere nella medicina giusta perché, oltre al trattamento farmacologico personalizzato, siamo in grado di prevenire le malattie, di individuare lo stile di vita e la dieta. Tutto è iniziato con gli studi sul genoma umano eseguiti dallo scienziato italiano Renato Dulbecco. In pratica, codificando un certo numero di persone, si è visto che Punti bersaglio degli enzimi lo stesso farmacogenetici

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farmaco per la stessa malattia e alla stessa dose ha in ognuno risposte diverse. Queste variazioni sono dovute a fattori genetici a cui si sommano problemi fisiopatologici e fattori ambientali, per cui si possono conoscere gli enzimi metabolici dei farmaci, i punti bersaglio della loro azione, i canali e le proteine trasportatrici. Nel campo delle neoplasie si può condizionare l’attività cellulare di risposta cronicizzandole, come avviene solitamente nella mammella e nel colonretto, rendendole più aggredibili anche in fase metastatica. Ciò è possibile perché le cellule tumorali mettono in circolo tossine che si possono scoprire e identificare molto prima del tumore stesso e quindi neutralizzare in via diretta. In questo modo evitiamo di somministrare farmaci ad ampio spettro col risultato di creare tossicosi diffuse mentre nello specifico sarebbero efficaci in minima o minimissima parte. Identificando quindi le tossine tumorali possiamo colpirle efficacemente con minime e mirate quantità di farmaci. Danno grande aiuto i markers

bioumorali predittivi, se identificabili, e la sostituzione in sede mitocondrale del tratto di D.N.A. alterato. Naturalmente, essendo un campo della massima difficoltà e per di più ancora in fase sperimentale, ci possono essere percentuali di errore. L’approccio classico di diagnosi e cura sta per essere superato da una nuova visone clinica. Ne deriva che, anche nel campo interventistico, in circa settant’anni siamo passati da una chirurgia poco indicata e quindi poco frequente, ad una chirurgia demolitiva e poi a quella attuale, poco invasiva o addirittura priva di invasività non solo in virtù di evolute metodologie tecniche robotiche ma anche di varie e speciali radiazioni che hanno superato i raggi X permettendo di seguire dinamicamente le trasformazioni tissutali. Si avranno così minori indicazioni chirurgiche di tipo tradizionale col vantaggio di mantenere l’integrità anatomica del nostro organismo. Argomento di difficile semplificazione ma basilare per il futuro della nostra salute.


Una calda estate videoludica Per questo numero ho deciso di offrire, a tutti i lettori, la possibilità di avere una lista chiara e il più aggiornata possibile contenente le numerose ed importanti uscite videoludiche estive. - 3D Sonic the Hedgehog

16 Maggio 2013 JAP
3DS
 - Metro: Last Light

17 Maggio 2013
PC
, 
PS3
, 
WI IU
, 
X360

 - Pokémon Mystery Dungeon: I Portali sull’Infinito

17 maggio 2013
3DS

 - Sid Meyer’s Ace Patrol

19 Maggio 2013
APPLE
 - Call of Juarez: Gunslinger

22 Maggio 2013
PC
, 
PS3
, 
X360
 - The Incredible Adventures of Van Helsing

22 maggio 2013 - PC
PC
, 
X360
 -Donkey Kong Country Returns 3D

24 maggio 2013
3DS

 - Resident Evil Revelations
 24 maggio 2013 
3DS
 , 
PC
, 
PS3
, 
WIIU
, 
X360

 - Race Driver: GRID 2

30 maggio 2013
PC
, 
PS3
, 
X360
 - Fuse

31 Maggio 2013
PS3
, 
X360

 - Marvel Heroes

4 giugno 2013
PC
 - Remember Me

7 giugno 2013
PC
, 
PS3
, 
X360

 - The Last of Us

14 Giugno 2013
PS3

 - Return To Castlerama

20 giugno 2013
APPLE
 - Borderlands 2: Tiny Tina’s Assault on Dragon Keep

25 giugno 2013
PC
, 
PS3
, 
X360

 - Company of Heroes 2

25 giugno 2013
PC


- Deadpool

25 Giugno 2013
PS3
, 
X360

 - Ride to Hell

28 Giugno 2013
PC
, 
PS3
, 
X360
 - Civilization V: Brave New World

9 Luglio 2013
PC
 - Dragon’s Crown

6 Agosto 2013 USA
PS3
, 
PSVITA
 - One Piece: Pirate Warriors 2

Agosto 2013 PAL
PS3
, 
PSVITA

 - Tales of Xillia

8 Agosto 2013
PS3

 - Splinter Cell: Blacklist

20 agosto 2013
PC
, 
PS3
, 
WIIU
, 
X360 - Saints Row IV

23 Agosto 2013
PC
, 
PS3
, 
X360
 - Madden NFL 25

27 agosto 2013
PS3
, 
X360

 - Lost Planet 3

30 Agosto 2013
PC
, 
PS3
, 
X360 - Rayman Legends

30 Agosto 2013
PS3
, 
WII
, 
WIIU
, 
X360 - Total War: Rome II

3 Settembre 2013
PC
 - Farming Simulator 2013 

6 settembre 2013
PC
, 
PS3
, 
X360
 - Puppeteer

10 settembre
PSVITA

 - Kingdom Hearts 1.5 HD Remix

13 Settembre 2013
PS3 - Grand Theft Auto V

17 Settembre 2013 PC
, 
PS3
, 
X360
 - Killzone: Mercenary

18 settembre 2013
PSVITA



PIAZZA CADORNA, 12 - 26100 CREMONA tel. 0372 456143 - Fax 0372 21362

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GRUPPO MICOLOGICO NATURALISTICO

“COLLI MORENICI” Sede: Ristorante “La Baita” Campagnolo di Cavriana MN - Notiziario a cura di Giorgio Arienti

Il bosco, la sua vita, i suoi segreti Prima parte

Il dott. Antonio Quiri, esperto ambientalista, ci illustra il mondo ricco di fascino del bosco. Bosco, foresta, selva, sono sinonimi: in francese Bois, in tedesco Forst, in Dante “La selva oscura”. Cosa è il bosco? Un insieme di alberi di una o differenti specie,

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che occupa un determinato territorio, nelle più varie situazioni ambientali e climatiche. Nelle migliori condizioni di naturalità ed ecologiche, oltre che dalle piante legnose, è composto anche da essenze vegetali arbustive che sono più basse, e da muschi, licheni e specie erbacee che ricoprono il terreno con soffice tappeto. Si tratta di un insieme complesso e completo, in cui le tre tipiche forme vegetali vivono ed interagiscono armoniosamente fra loro e costituiscono l’ecosistema bosco. Pochi alberi, piccoli parchi, filari di piante non formano un bosco. Perché si possa parlare di bosco è necessario che si trovino assieme molte piante forestali, che possano produrre semi al fine di perpetuare l’esistenza del bosco stesso, in aggiunta alla presenza delle specie vegetali minori. Alla fine dell’ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa, le Alpi erano ricoperte da una coltre, di vario spessore di ghiaccio, per cui il bosco era completa-

mente scomparso dai monti e si era rifugiato nelle pianure. L’uomo viveva nelle caverne, spesso in competizione con gli orsi. Con l’addolcirsi del clima e la graduale scomparsa dei ghiacciai, il bosco tornò lentamente a ricoprire le valli alpine e i versanti montani. Gran parte dell’Italia fu ricoperta da boschi: dalle pianure alle montagne, con l’eccezione delle cime dei monti, dei luoghi paludosi e degli alvei e greti dei fiumi. Proseguendo nel tempo troviamo l’uomo dell’era neolitica (circa 6.000 anni fa), cacciatore e raccoglitore, specialmente sulle Alpi, con timore di entrare nel folto dei boschi abitati dalle fiere selvatiche, specialmente lupi ed orsi. L’uomo neolitico si cibava di frutti, erbe e carne dei cervi e dei cinghiali, ungulati di grossa taglia che venivano facilmente cacciati dall’uomo che viveva in gruppi. Tutta la Pianura Padana, oggi coltivata da una agricoltura intensiva, in epoca preistorica era interamente ricoperta da una


fitta foresta formata specialmente da querce. Con il passare del tempo l’uomo iniziò a diventare coltivatore ed allevatore, ma poco incise sull’estensione e consistenza dei boschi, in considerazione del numero di individui limitato e oltretutto disperso sul territorio in piccoli gruppi. Le antiche popolazioni italiche (Liguri, Sanniti, ecc...) avevano un rapporto armonioso con i boschi. Quando le popolazioni provenienti dalla Grecia approdarono sulle coste dell’Italia Meridionale e della Sicilia, fondando le colonie della “Magna Grecia”, iniziarono a tagliare le foreste litoranee e del primo entroterra per poter piantare la vite, gli olivi ed altre specie mediterranee. Ma la consistenza boschiva rimase ancora forte e oggi ne sono una dimostrazione le vaste foreste dell’Aspromonte e della Sila. Le popolazioni etrusche che occuparono il territorio dalla Campania fino al Po erano un popolo civilissimo per quei tempi, che entrarono in contatto con il mondo greco più evoluto e divennero famosi per la lavorazione del ferro, anche per il fatto che le miniere dell’Isola d’Elba erano le più

ricche di minerali dell’intero mondo mediterraneo. Per far funzionare i forni fusori servivano grandi quantità di prodotti legnosi e lo stesso tipo di lavorazione produceva fumi altamente inquinanti, che facevano prima deperire e poi morire le foreste più vicine. Fu questo uno dei primi esempi dell’impatto violento dell’azione umana nei confronti del bosco. Con la caduta dell’Impero Romano iniziarono le invasioni barbariche e le popolazioni locali si videro costrette a rifugiarsi nei boschi, per cui molti terreni coltivati furono abbandonati e si trasformarono nuovamente in terreni boschivi come lo erano stati un tempo. Nel Medioevo i boschi erano ancora molto estesi, specialmente in collina e in montagna: i signori medioevali proteggevano del resto i boschi anche per le battute di caccia e proibivano alla plebe di entrare per tagliare gli alberi e cacciare, con pene severissime per i trasgressori. Nel Rinascimento la signoria medicea di Firenze e, soprattutto, la Repubblica di Venezia, furono assai lungimiranti nella protezione dei boschi, avendo

ben compreso la loro enorme e vitale funzione produttiva e protettiva. La Repubblica di Venezia, in particolare, inventariò, nel Cadore, in provincia di Belluno, tutti i boschi di abeti e larice che dovevano servire per l’arsenale, dove si allestivano le navi che formavano la flotta commerciale e militare per i traffici con l’Oriente.

Antonio Quiri Foto: Andrea Dal Prato, Valter Tellaroli

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Le opere pubbliche in cantiere Presentiamo una sintesi della situazione, avanzamento dei lavori, e probabile fine delle singole opere nonché questioni e tempi legati all’effettivo utilizzo. SCUOLA INFANZIA L’edificio è in fase di conclusione e la fine dei lavori è prevista dopo la pausa estiva. Il maltempo ha rallentato i lavori in particolare di diverse opere esterne. Allo stato attuale non sono previste criticità sotto altri profili avendo recuperato le risorse economiche necessarie per alcune varianti resesi indispensabili. La struttura è dotata di una cucina che potrà soddisfare esigenze non solo legate alla refezione scolastica della scuola dell’infanzia. Alcune opere correlate sono in fase di completamento e consentiranno una maggiore fruibilità delle dotazioni scolastiche: sistemazione aree circostanti, logistica di servizio per i cittadini e popolazione scolastica, arredi, … . E’ soprattutto sulla viabilità e sui percorsi che ci si stà concentrando. Si sottolinea la forte collaborazione e disponibilità avuta con la Scuola – Tutta, dal corpo insegnante ai Funzionari-, nelle scelte effettuate e nei program-

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mi che verranno. Con il Loro aiuto sicuramente sarà meno avvertito il trasferimento dalla vecchia sede alla nuova: un momento sicuramente particolare per i bambini che, soprattutto se effettuato in corso d’anno, va ben preparato. Trasferimento che potrebbe avvenire in concomitanza delle festività natalizie. PERCORSO PEDONALE La consegna dei lavori di questo intervento è stata fatta ai primi di maggio e vede,come da crono programma, la fine dei lavori in tempo utile ed in contemporanea con le previsioni per la nuova scuola dell’infanzia. Riteniamo che questo intervento, non previsto in origine, sia estremamente utile per collegare il Piazzale Falcone e Borsellino, snodo principale dei vari servizi in zona, e la Scuola stessa e consentirà ai cittadini di servirsi della scuola godendo del parco e con un camminamento sicuro e protetto. Sempre riguardo i collegamenti e facilitazione di utilizzo della nuova Scuola Materna è “solo” per le ristrettezze di bilancio, con le quali dobbiamo ogni giorno confrontarci, che si è rimandato la realizzazione di una “stradina” prevista a confine - lato sud - del Parco che, partendo dal Piazzale Falcone e

Borsellino, potrebbe ulteriormente migliorarli. A Scuola in funzione vedremo ancor meglio l’effettiva necessità di tale previsione infrastrutturale e ne terremo in debito conto. Riteniamo che Via Fontana non sia, nell’attuale conformazione, una strada su cui far gravare tutto il movimento scolastico previsto. STRUTTURA POLIVALENTE La struttura, che era stata progettata e contrattualizzata dalla passata amministrazione, si presenta praticamente finita, ma la completa fruibilità è prevista dopo la fine dell’estate perché sono necessari collegamenti esterni da realizzarsi contemporaneamente agli altri lavori in sito (passaggio nel parco per la Scuola dell’Infanzia, aree circostanti piazzale Falcone e Borsellino / Poste, costruzione della nuova cabina elettrica). Nel frattempo stiamo valutando quale possa essere la modalità di gestione della struttura e del Bar più utile per privilegiare il massimo utilizzo: nella bella stagione per la contiguità del parco,ma pure durante l’inverno per sfruttarne gli spazi, anche per le associazioni che intendano servirsene per manifestazioni e feste. La struttura sarà tanto più utile quanto più sarà attiva durante tutto il corso dell’anno, sia dal punto di vista sociale sia da quello economico.


CABINA ENEL L’opera si è resa necessaria non solo per sopperire alle richieste di energia delle strutture pubbliche in costruzione ma anche per le espansioni previste in zona. Non se ne era tenuto in debito conto nelle fasi iniziali di progetto ma la sua realizzazione, quantomeno per la parte di ns. competenza,è già in corso e dovremmo vedere la conclusione dei lavori con l’estate. L’opera, in forte sinergia con ENEL, è essenziale per poter azionare gli interruttori ed “accendere” le nuove strutture comunali. CENTRO SPORTIVO Quest’ultima opera, che ha visto la consegna dei lavori in data 08/04/2013, ha subito un forte rallentamento per maltempo. Dovremmo, comunque, completare gli interventi entro l’estate. Con la prossima stagione sportiva, pertanto, sarà possibile avere a disposizione due nuovi campi da calcio, di cui uno in erba a undici e l’altro in ghiaia a sette soprattutto per allenamento, e due piattaforme polivalenti, una con platea in calcestruzzo Si è atteso anche al fine di reperire le risorse, provenienti da enti privati, per dotare i campi dei necessari sottoservizi (raccolta acque piovane dei campi da calcio e predisposizione per l’illuminazione). I lavori comprendono pure la posa della recinzione dei campi stessi nonché, a completamen-

to, ne è prevista l’irrigazione. Con gli interventi in corso, sostenuti da uno specifico finanziamento del Credito Sportivo acceso dalla passata amministrazione, si andranno anche ad adeguare le barriere architettoniche negli ingressi principali del Centro Sportivo per rendere ancor più sicura e funzionale la nostra ‘Cittadella dello sport’. RIQUALIFICAZIONE VIA CASE DI SOTTO Ultima opera pubblica in corso e di cui si intende informare la cittadinanza. I lavori, come da convenzione, eseguiti direttamente dalla SISAM di Castel Goffredo (MN) sono iniziati in data 18/02/2013. La previsione di fine lavori è slittata più volte per il continuo maltempo. Le opere stanno procedendo alla conclusione in quando la consistenza dei sottofondi permette ora un’idonea stesura degli asfalti. Già posato l’asfalto di base (il c.d. “binder”) mentre il tappetino di usura entro la fine dell’estate) I recenti fenomeni atmosferici di particolare intensità, hanno ulteriormente posto in risalto i problemi di raccolta e smaltimento acque piovane in presenza di forti e prolungate piogge. Previsione fine lavori nel corso di questa estate Come si potrà notare pur nelle difficoltà economiche in cui ci si dibatte, ma è così il momento in generale in cui stiamo vivendo e lavorando, va sottolineato lo sforzo particolare che stanno

facendo gli uffici comunali, i nostri tecnici, per recuperare ogni risorsa e potere rendere possibile, in tempi rapidi, l’utilizzo da parte della nostra Comunità di queste importanti opere pubbliche. In relazione infine ai problemi causati dalle violenti piogge degli scorsi mesi si sono attivati nei giorni scorsi tavoli tecnici con Sisam e Consorzio di Bonifica con i quali, come sempre disponibili, si attueranno nel tempo opere di miglioramento per il deflusso delle acque. Nello specifico poi richiamiamo l’attenzione di tutti affinché ottemperino ai recenti inviti dell’Amministrazione la quale, richiamando ordinanze vigenti, invita a PULIRE FOSSI E SCOLINE RIPRISTINANDONE DIMENSIONI E CARATTERISTICHE LA DOVE IL TEMPO LE ABBIA MODIFICATE. É importantissimo per tutti alfine di evitare possibile allagamenti che potrebbero interessare chiunque in caso di forti precipitazioni.

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Tri salt endre’ Una giornata all’insegna della solidarietà in collaborazione con le Associazioni di volontariato di Guidizzolo Domenica 8 settembre 2013, presso il CENTRO SPORTIVO Comunale di Guidizzolo si terrà una giornata all’insegna della solidarietà, coinvolgendo bimbi e genitori che assieme si divertiranno e faranno divertire. Il ricavato sarà devoluto per metà all’associazione Oasis Italia Onlus. L’altra metà sarà devoluta all’associazione Pico de Jaca di Renata Faini Ci si divertirà con i tornei di Burraco, tamburello, briscola, beach volley, tiro alla fune, schida, sciafeta, sciancol e per i più piccoli palla avvelenata (che oggi i bambini chiamano Dodgeball), ciapa la bala, e calcio balilla. Come si vede dal programma, ci saranno giochi di abilità di tutti i tipi e per ogni età. É sufficiente aver voglia di partecipare e lasciarsi coinvolgere dal clima di entusiamo che ha visto nascere questa bella iniziativa. Se qualcuno fosse interessato ad iscriversi a qualche torneo o gioco può contattare Laura Azzini su facebook (https://www.facebook.com/laura.azzini.5) oppure alla mail: lauraazzini@libero.it

Afourki, da anni impegnato nel volontariato dell’Associazione Oasis Italia Onlus

Scuola e missione a cui sarà devoluto metà del ricavato della giornata solidale dell’8 settembre

Bimbi a Scuola

La missione Oasis Italia Onlus in Burkina Faso

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Battaglie… da collezione Armi, divise ed equipaggiamenti militari nella collezione di Aristide Porrini La Festa d’Estate di Rebecco, come ogni anno, è l’occasione per commemorare la battaglia del 24 giugno 1859, che lasciò un segno profondo non solo in questa zona, dove imperversò furiosa e cruenta, non solo nella storia d’Italia e di queste terre, ma anche in questa gente, per anni ed anni a venire. Quest’anno la commemorazione è stata impreziosita da una piccola, ma interessantissima, mostra di divise militari, armi

e suppellettili dell’epoca, tratta “Col passare degli anni - ci dice dalla collezione privata di Ari- - questi oggetti persero di vastide Porrini. lore e di utilità, fino a diventare La passione per la ricerca e oggi materia per collezionisti la raccolta di testimonianze di ed estimatori, da vendere ed quel periodo e di quell’evento, acquistare nei mercatini del Aristide ce l’ha fin da ragazzo, settore.” quando, ci dice, in tutte le case Ma la passione di Aristide col c’era qualcosa che proveniva tempo, invece, continuò a creda allora. scere, tanto da mettere insieLa battaglia, chiamata ufficial- me una raccolta tanto ricca da mente “di Solferino”, ma che fare invidia a qualsiasi museo, tutti sanno come coinvolse pe- fatta si di fucili, pistole, spade, santamente anche le campa- sciabole e baionette, ma anche gne attorno a Rebecco, lasciò di documenti e testimonianze sul terreno non solo decine di storiche, accompagnata da una migliaia di cadaveri, ma an- nutrita bibliografia specialistiche armi, vestiti, scarpe, zaini, ca, per conoscere l’origine, la equipaggiamenti e suppelletti- storia, i segreti e le curiosità li, di varia forma e nazionalità. degli oggetti collezionati. “La gente comune – continua - Quello di Aristide, però, non è allora versava in condizioni di miseria o quantomeno di povertà. Ogni cosa poteva essere utile. Non c’è da meravigliarsi se chi poteva recuperava un fucile o una baionetta, una giacca, un paio di scarpe o una gavetta. Oggetti che se non adatti all’uso quotidiano venivano poi modificati, come le baionette piegate e trasformate in roncole e falci o i fucili adattati all’uso di caccia.” Qualcuno cercò anche di approfittarsene, come quello che – raccontano le cronache – fu fermato con un intero carretto di fucili. Borraccia in legno

di Caldognetto Angela

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no le battaglie e le guerre del XIX secolo. Da Austerlitz a Magenta, a Solferino e San Martino, dall’Italia alla Repubblica Ceca, tante sono le rievocazioni alle quali ha partecipato, ripercorrendo e rivivendo momenti storici memorabili, rivestendo, al bisogno, diversi ruoli e diverse divise, fossero piemontesi o garibaldine, zuave, francesi o austriache. Divise fedelmente ricostruite sulla scorta di reperti ed illustrazioni, spesso confezionate Copricapo della fanteria dalla moglie Rosangela, che lo asseconda in questa sua passione e talvolta lo ha accompagnato in questi viaggi, vere occasioni per incontrare tanta gente, di tanti paesi, tutti accomunati dalla stessa passione, ma anche per scambiarsi esperienze, racconti ed oggetti da collezione. Tagliapane realizzato con una daga “Spesso, come ad Austerlitz, – napoleonica ci racconta – siamo alloggiati in un collezionismo passivo, fine accampamenti che ripropongoa sé stesso. In giro per l’Europa no le stesse condizioni dei solci sono tante rievocazioni stori- dati di quell’epoca, dormendo che, numerose quanto lo furo- in tenda e condividendo tutto con compagni improvvisati, come quando abbiamo scambiato i nostri salami con la vodka dei russi”. Una passione, quindi, che coinvolge a trecentosessanta gradi Attrezzi di uso quotidiano ricavati da sciabole e baionette

Zaino per la truppa

Strumenti chirurgici dell’epoca

tutta la famiglia, compresi i figli. Una passione che ha portato Aristide Porrini a mettere insieme una collezione che, da sola, per quantità e qualità, basterebbe ad allestire un museo di storia risorgimentale.

Graziano Pelizzaro

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PRO LOCO GUIDIZZOLO Apertura: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,00 alle 11,00 Telefono 0376 1620426 - Fax 0376 1620443 - piazzale Marconi, 2 - c/o Municipio

Notiziario a cura di Daniele Guerra

Fare impresa Durante l’inaugurazione della nuova sede della Pro Loco, era stato fatto un bel discorso sul “fare impresa”: la Pro Loco avrebbe dovuto lavorare per cercare i propri fondi, contributi, ecc. poiché l’Amministrazione Comunale, non sarebbe più stata in grado di rispondere alle varie richieste economiche. Era stato inoltre ripetuto che la Pro Loco (sempre per fare impresa) avrebbe dovuto essere la “casa madre”, il centro di tutte le associazioni, in modo che fosse stilato un unico e condiviso calendario per le manifestazioni di tutte le associazioni. Per fare impresa, però, bisogna essere almeno in due: chi propone i propri lavori e chi li “compra”. Se manca uno dei due requisiti, “fare impresa” è impossibile. La Pro Loco da subito ha cercato di rinnovarsi proponendosi come primo soggetto “dell’impresa”. Ha, infatti, chiesto di partecipare alle stagioni teatrali offrendo la propria disponibilità per un’eventuale gestione condivisa del teatro (maschere, botteghino, sconti iscritti, ecc.) Purtroppo nessun soggetto si è fatto avanti. Altra possibilità di “fare impresa” sarebbe stata quella di uti-

lizzare il teatro per spettacoli e quindi trarne profitto. Lo spirito della Pro Loco non è quello di guadagnare, ottenere degli utili a tutti costi, ma quello di far conoscere il territorio, allargare il patrimonio di conoscenze, la cultura rivolta a tutti indistintamente, lavorando qualche volta anche in perdita. Proporre altri spettacoli teatrali dopo la stagione teatrale del Comune, dopo le varie manifestazioni, sempre a teatro, primaverili e autunnali, oltre ad altre associazioni che, da sole, propongono i loro spettacoli, chiedere di nuovo altri esborsi a carico dei cittadini per nuove rappresentazioni teatrali, in un periodo di così grave crisi, non sembra corretto e giusto, non rientrando nella politica e nello spirito statutario della Pro Loco far pesare solo sul cittadino l’onere della cultura. Si potrebbe invece proporre, durante la stagione teatrale, i cosiddetti “matinèe” e offrire alla Pro Loco la possibilità di gestire a “prezzi politici” la replica dello spettacolo serale a persone che economicamente non sono in grado di sostenere il costo intero del biglietto, oppure riservarlo agli ultra sessantacinquenni, ai ragazzi fino a diciotto anni, agli studenti, ai giovani extracomunitari.

Fare impresa vuol dire altresì che negozianti, ristoratori, commercianti, artigiani del luogo propongano alla Pro Loco i propri prodotti in modo che tutta la popolazione, durante le fiere, le sagre e altre manifestazioni, ne venga a conoscenza, possa degustare, toccare con mano, come avviene già da anni in tutti i comuni limitrofi. Purtroppo a Guidizzolo è spesso difficile far partecipare le realtà locali alle varie manifestazioni. Perché in questi tempi di crisi non provano a “buttarsi” (non costa niente) per far conoscere i propri prodotti? La Pro Loco infine, non ha strutture adeguate per fare impresa e, pertanto, si deve sempre arrangiare chiedendo a destra e a sinistra degli aiuti, oppure affittare palchi, pedane, cucine, che hanno un notevole costo e impatto sul bilancio della Pro Loco. Per questi motivi fare impresa da soli in questo campo è impossibile, salvo che l’Amministrazione Comunale e le altre associazioni non vengano incontro alla Pro Loco, con loro proposte, convenzioni, gestione di servizi che potrebbero far risparmiare tutti i partecipanti “all’impresa”, senza richiedere ulteriori sacrifici economici alla cittadinanza.

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Anagrafe - Stato Civile - Elettorale: Da lunedì a venerdì: dalle 10.00 alle 13.00 mercoledì: dalle 14.30 alle 17.30 sabato: reperibilità, solo per decessi cell. 347 8074979 Segreteria - Ragioneria - Tributi - Ufficio tecnico Scuola - Teatro - Segretariato sociale: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 12.30 mercoledì: dalle 14.30 alle 17.30 Assistente sociale: mercoledì e venerdì

dalle 10.00 alle 13.00

Polizia Locale: mercoledì e sabato

dalle 9.00 alle 11.00

Municipio (centralino) - tel. 0376 819201 Vigili Urbani - tel. 0376 840241 Teatro e manifestazioni - tel. 0376 1620428 Posta elettronica certificata: guidizzolo.mn@legalmail.it

ORATORIO SAN LORENZO ORARIO DI APERTURA 1ª e 3ª DOMENICA Maggio - Settembre dalle 17.00 alle 19.00 Ottobre - Aprile su prenotazione 335 422406

BIBLIOTECA tel. 0376 840435

estate

inverno

lunedì 9-12 / 15-19 martedì 9-12 giovedì 15-19 mercoledì venerdì 9-12 sabato

9-12 / 14.30-18.30 14.30-18.30 14.30-18.30 9-12 9-12

ASSOCIAZIONI Pro Loco - tel. 0376 1620426 Gruppo Alpini Guidizzolo - tel. 338 4597404 AVIS - AIDO - tel. 0376 840177 Raphaël - Ambulatorio Castel Goffredo 0376 771292 GVG-Gruppo Volontari - tel. 0376 818240 Calcio Guidizzolo - tel. 0376 819172 Ciclo Club 1977 - tel. 0376 818189 Tennis Club Guidizzolo - tel. 0376 818382 Amici di Rebecco - tel. 0376 819678 Centro Sociale “La Mimosa” - tel. 339 3538192

CIMITERO Apertura tutti i giorni della settimana Gen. Feb. e Nov. Dic. Marzo e Ottobre da Aprile a Settembre

dalle 8 alle 17 dalle 8 alle 19 dalle 8 alle 20

PIAZZOLA RIFIUTI Lunedì Mercoledì e Venerdì dalle 14.30 alle 17.30 Sabato: dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30

AMBULATORI MEDICI • Dr.ssa Emi Ghisolfi - Cell. 333 8356733 Prenotazione visite: 0376 840433 (8.30-12.30) Lun. Gio. Ven.: dalle 16 alle 19 (su appuntamento) Mar. Mer. Gio.: dalle 10 alle 13 (su appuntamento) • Dr. Orfeo Valerio Galvani Ambulatorio 0376 819794 - Abitazione 0376 819096 Lun. Mar. Mer. Gio.: dalle 9,30 alle 12,30 Mer. Ven.: dalle 16,30 alle 19,30 (su appuntamento) • Dr. Giuliano Ponti Ambulatorio 0376 819475 - Abitazione 0376 819177 Lun. Mar. Mer. Ven.: dalle 10 alle 12.30 Giovedì: dalle 16.30 alle 19 Ambulatori medici presso sede AVIS • Dr.ssa Doriana Bertazzo Riceve su appuntamento tel.0376 83040 - 838500 Martedì dalle 17 alle 18,30 Giovedì dalle 8,30 alle 9,30 • Dr.ssa Angela Gatti - tel. 338 2619350 Lunedì - Mercoledì - Venerdì: dalle 17.30 alle 18.30 Ambulatorio Medole - tel. 0376 898109 • Dr.ssa Vincenza Di Marco Riceve su appuntamento tel. 335 1736606 Lunedì - Martedì - Venerdì: dalle 10.00 alle 11.00 Mer.: dalle 16.00 alle 17.00 Gio.: dalle 10.30 alle 11.30 • Pediatra di base Riceve su appuntamento tel. 0376 631797 NUMERO VERDE FARMACIE DI TURNO tel. 800 228521 (Guidizzolo 0376 819005)

ENTI Protezione Civile - tel. 0376 847388 Prenotazione ambulanza - tel. 349 8608653 Istituto Comprensivo - 0376 819049 - 819059 Istituto Statale d’Arte - tel. 0376 819023 Corpo Bandistico - tel. 0376 840090 Fondazione “Rizzini” onlus - tel. 0376 819120 SISAM (acquedotto) - 800 859370 - 0376 771869 Cooperativa “Orizzonti” - tel. 0376 847326 CSE-Anffas - Rebecco - tel. 0376 818253 Parrocchia Birbesi - tel. 0376 819602 Parrocchia Guidizzolo - tel. 0376 819052

Numeri utili

UFFICI COMUNALI

SANTE MESSE GUIDIZZOLO Festivi: Prefestivi: Feriali: Lun. Merc. Giov. BIRBESI Festivi Feriali: venerdì REBECCO Prefestivi

estate 8 - 10.30 19 18 9.30 8.30 18

inverno 8 - 10.30 18 17 9.30 8.30 17

EMERGENZE GUARDIA MEDICA - 118 CARABINIERI - 112 - 0376819006 VIGILI DEL FUOCO - 115 FUGHE GAS - 800905440

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