Page 1

2012

OBIETTIVO

DUEMILADODICI CINQUANTESIMO DELLA NASCITA DEL COMUNE DEI GIOVANI CENTENARIO DELLA NASCITA DI DON DIDIMO MANTIERO

LO SPECCHIO DELL'ANIMA ALCUNE LETTERE DI DON DIDIMO

Monte di Malo, 30 settembre 1942

Santa Croce in Bassano, 24 agosto 1954

“Padre Reverendissimo, le Sue congratulazioni, per essere io molto povero. E ne godetti. Tuttavia allora non ero nella miseria. Ora ad esempio vorrei venirLa a trovare (molte cose ho da dirLe). Ma vede Padre, non posso disporre nemmeno di 50 lire per il viaggio. Queste cose non ho mai detto nemmeno a Gesù, quando celebro la S.Messa. Le dico a Lei, per averne un consiglio. Ella sa (Le esposi tutto a Costozza) come devo pensare al completo mantenimento di un orfano, dedicatosi allo studio. Fin qui si tirò innanzi e Dio nulla mai lasciò mancare al suo orfanello. Oggi tuttavia ho dovuto rimandarlo a casa senza il denaro necessario per la pensione a quegli che gli somministra il pane. Gli dissi di tornare fra quindici giorni... Per quanto riguarda me, Padre, aver denaro o non averne, è perfettamente la stessa cosa. detto due cose, nella S.Messa: -”da mihi animas coetera tolle” e poi spiego, quasi Dio non leggesse nel mio animo:

vita? Quella dell'amore, della verità, quella delle vette altissime dove è continuamente generato, vive ed opera il LOGOS. E per chi è così alta vita? Per quelli che il mondo osa spogliare di tutto, anche della voglia di vivere. Parlare di Dio sommo agli uomini che sono vita è solo un dono di Dio. Convincere i potenti, i ricchi, i conquistatori dell'umana scienza

sì che è un compito arduo. Sembra cosa fatta solo ed esclusivamente per mani divine. Chi oserà allora salire l'altare del monte Tabor, farsi consacrare le mani e ridiscendere poi nella valle per ritornare quindi sulla vetta con le spalle cariche di anime di poveri uomini? Lo può e lo deve colui che il Signore

vicino al Tabernacolo, sacerdote da pochi anni, chiesi a Dio che cosa avrei dovuto fare di me per rendermi utile alla causa della anime. Pregai con tanto fervore. Alla notte sognai. Fui condotto per le stanze di un grandioso palazzo. Tutto vi era bello, lussuoso. La mia attenzione fu però attratta da

una stanza. Che bruttura! Indovinate le mie segrete meraviglie, chi mi Don Didimo coltiva la sua passione FOTO

aumentava salendo su, non so come, dal suo interno e non ne cadeva

presso i Superiori stessi, del denaro, di tutto, purché ciò torni alla tua gloria, nella salvezza lucente marmo, io la vidi far nascere da questo, innumerrevoli erbe di frumento, crescerlo

di grazia e di sapienza divina”. Se non vedo male, mi pare che anche in questi giorni mi abbia o mi vada esaudendo. Quando sono in queste strettezze, penso a don Bosco che entra in Trino con la Madre sua e non ha nulla di nulla tanto che un suo confratello gli dona il suo orologio. E mi consolo. La notte poi, quando prima di coricarmi (e sono magari le 12) mi inginocchio che posso, mi pare che Gesù mi dica sempre: non dubitare. Sono con te. Pure alla notte, quando faccio meditazione per il giorno seguente, e subito prima della preghiera di cui sopra, (medito nel gran libro “Sì Padre” di Riccardo Giof) leggo come noi uomini ci si

_PROSEGUE

che Dio cava anche dai sassi; la cesta sfasciata e brutta, è il sacerdote umile e santo, a vedersi! Ma io credo di poterti assicurare che almeno in certi momenti, è duro assai,

quando venni a voi, o fratelli ad annunziarvi la testimonianza di Cristo, venni, non con sublimità di ragionamento o di sapienza. Poiché non mi credetti di sapere altra scienza

nostre mani, le stigmate di Cristo e sulla nostra testa, non la corona di alloro, cui aspirano i poeti… ma quella di spine. Don Didimo Mantiero

Estratto della lettera a Silvio Caroli del 24 agosto 1954


2012

OBIETTIVO PROSEGUE_

Meno, (devo esser sincero) qualche poco, che uso per comprarmi le sigarette. Il consiglio che volevo chiederLe Padre è questo. Devo pregare di più

VITA DI PREGHIERA tante prediche, ma preghiamo meno. Gesù domanda in primo luogo la preghiera. È Dio che ti ha suggerito la Dieci, coltivandola, perché Dio la vuole. Essa farà tanto bene nel mondo. Il mondo è un deserto arido. La Dieci è come un canale di acqua

FOTO

San Giovanni Calabria

con il cuore che con la mano, benedico a te, mio caro e alla tua santa iniziativa, che direi provvidenziale, perché è necessario ritornare alle fonti, attingere alle sorgenti sempre vive del Vangelo, vivendo in pratica gli esempi e gli insegnamenti del divin nostro Redentore. I Dieci saranno come un lievito divino, che farà fermentare la grande massa della parrocchia, apportando preziosi frutti di virtù e di santità”. (San Giovanni Calabria) Con questa benedizione è nato il primo gruppo: dieci giovani.

L. Giussani, Il rischio educativo

LA GESTAZIONE DEL COMUNE DEI GIOVANI Una lettera di Don Didimo inviata a San Giovanni Calabria fa riferimento esplicitamente all'elaborazione del progetto educativo che sarà realizzato sotto il nome di "Comune dei Giovani". La lettera fu scritta da Valdagno, dove don Didimo gestiva l'oratorio parrocchiale un anno prima del suo trasferimento a Santa Croce di Bassano.

ora dannosa.

Mio venerato Padre, sono tanto felice di pregare per Lei molto spesso, specie con la S. Messa di tutte le feste.Forse è anche per questo che il Signore permette ancora che mi tocchino di grosse tribolazioni. E dire che io domando così poco per me, ma niente, nemmeno quello.Mi sembra qualche volta che il Signore mi voglia staccare completamente dalle cose, dalle persone di questo mondo. Io credo che sarei pronto a dimenticare le cose, ma non mi sento altrettanto pronto a lasciare le persone che mi sono care. Fin qui ho cercato, (forse ho fatto male) che ha sempre amato di

D. Mantiero, Manoscritto 1971 preferenza S. Giovanni Evangelista. Eppure,

FOTO

Il prof. Carnelutti, uno dei sostenitori del Comune dei Giovani

vuole. Ma Le confesso, Padre, che mi costerà, perché io ho un temperamento piuttosto affettuoso. Ho presentato a Sua Eccellenza il mio Vescovo, già da più mesi, un progetto riguardante una nuova forma di organizzazione di gioventù, farebbe in pezzi più di veder realizzata la suaccennata idea; non è dello stesso parere il mio Arciprete. Il Vescovo poi non si decide.Pochi giorni fa è uscito in quella frase “Il Cardinale La Fontaine mi ha insegnato che quando in una diocesi nasce una luce il Vescovo non deve spegnerla”. Padre, mi benedica tanto perché io voglio sapere che vuole Gesù da me. Don Didimo Mantiero Valdagno, 5 agosto 1952 Le prime elezioni del Comune dei Giovani si svolsero domenica 11 settembre 1962 e fu eletto sindaco Sergio Scalco. Il primo statuto fu approvato dall'assembrela il 20 settembre di quell'anno.

Ricorrenze Anno 2011 50 anni dell'associazione Calcio S. Croce 70 anni dell'associazione La Dieci 30 anni della scuola di cultura cattolica 20 anni della morte di don Didimo

Anno 2012 Nasce il Comune delle Giovani Bozzetto

50 anni del Comune dei Giovani 100 anni dalla nascita di don Didimo Mantiero

DUEMILADODICI CINQUANTESIMO DELLA NASCITA DEL COMUNE DEI GIOVANI CENTENARIO DELLA NASCITA DI DON DIDIMO MANTIERO


2012

OBIETTIVO

I “CABALLEROS” DEL PRIMO COMUNE

aspramente rimproverato il cappellano don Luigi per lo scarso controllo

dallo stesso don Didimo, il quale non disse una parola sul grave fatto Chi

a

distanza

di

che razza di umanità era quella su cui costruì don Didimo il Comune dei Giovani è presto accontentato. Era una compagnia di tredici giovanotti appartenenti capellano don Luigi Tassoni; robuste braccia di contadini e di lavoratori legati da profonda amicizia e da interessi comuni. Pochi soldi, tanta voglia di vivere con qualche allegra trasgressione. Messa feriale al mattino

FOTO

I primi cittadini del Comune dei Giovani

ed un sano terrorismo che seminavano per il paese e per la città di Bassano; talvolta segnalati ai Carabinieri o ai vigili urbani per i rudi inviti alla modestia nei confronti delle coppiette che innocentemente si appartavano lungo le tenebrose siepi delle strette vie e dei tratturi della

parteciparono, compresi gli autori del clamoroso episodio. E fu durante la predica che si aprì il cielo in un crescendo impressionante di tuoni e fulmini. Mai sentito don Didimo così furente contro gli autori del gesto che quei tredici scapestrati decisero di cambiare vita e di dedicarsi con passione e impegno a quella meravigliosa costruzione che è il Comune dei Giovani.

PRESI SUL SERIO L'anno 1962 fu l'anno delle grandi speranze. Kennedy alla Casa Bianca aveva inaugurato una nuova politica e Antonio Segni fu eletto 1962 si insediò il primo consiglio del Comune dei Giovani formato da nove ministri. Uno dei primi orientamenti fu quello di presentarsi con cautela alla città e alle autorità pubbliche. Sarebbe stato opportuno attendere i primi concreti frutti. Ma l'entusiasmo e la fantasia dei ministri giocò a favore di una rapida apparizione, anche per l'appoggio morale

in coincidenza con la festa del gruppo ACLI di Santa Croce. La notte

A Natale sull'onda dell'entusiamo il consiglio deliberò di attribuire la cittadinanza onoraria a due eminenti personalità che in quel periodo avevano suscitato grandi speranze di rinnovamento: Antonio Segni, presidente della Repubblica Italiana e John Kennedy, presidente degli Stati Uniti d'America. Si commissionò un pergamena

però di nebbia. La punta del campanile in lamiera zincata era stata brutalmente portata

di Casa Gerosa e si conferì la "cittadinanza onoraria" al Presidente

messo mano al ripristino del danno. Il campanile gemeva ferito e privo della sua punta con la croce innestata. La parrocchia di Santa Croce sembrava ferita al cuore e incapace di intraprendere iniziative atte a

tramite alcuna

Non fu un incontro molto cordiale. Certamente fu un incontro alla luce del sole, in piena funzione religiosa pomeridiana durante i vesperi

e una lettera accompagnatoria che spiegava cos'era il Comune dei Giovani e quali erano le sue

Il gruppo quasi compatto di giovani, che avrebbe costituito il nerbo del primo Comune dei Giovani, si trovò sotto il campanile verso mezzanotte. davanti al cimitero per il controllo della viabilità: fu assegnata al più debole del gruppo. Gli altri penetrarono dentro la chiesa vecchia e aprirono la porta interna del campanile. Si issò una robusta scala a pioli verso la cella campanaria, ma poiché era troppo corta, due dei più forti, contadini e muratori, la tennero sollevata. I più coraggiosi penetrarono arrapicandosi sulla scala “mobile” nella cella campanaria, facendo

metri di altezza. Su tale supporto, gli eccezionali e pazzi carpentieri innestarono in perfetto e stabile equilibrio a prova di vento un ombrellone da bar, con la scritta Chinotto Recoaro, trafugato in precedenza alla

accorse di nulla e suonò le campane per la messa delle 5.30. Visto il periodo invernale, solo dopo le sette del mattino alcune pie donne si accorsero della novità e informarono scandalizzate chi di dovere. ad appoggiare le scale per salire sul campanile e togliere la strana

era stata opera di sacrileghi e che il parroco era furibondo e che aveva

DUEMILADODICI CINQUANTESIMO DELLA NASCITA DEL COMUNE DEI GIOVANI CENTENARIO DELLA NASCITA DI DON DIDIMO MANTIERO

posta ordinaria, senza presentazione politica.

della presidenza della Repubblica a sorpresa rispose il 23 agosto 1963 che il Presidente accettava "di tutto cuore" la cittadinanza onoraria (FOTO). Il prof. Antonio Segni, era il primo cittadino onorario del neonato Comune dei Giovani. Proprio in quel periodo fu annunciato nel mese di settembre. Ma le pubbliche autorità non sapevano della cittadinanza. Si chiese al Sindaco di Bassano, il prof. Pietro Roversi, di poter incontare il Presidente. La risposta fu negativa. Ma i giovani non si persero d'animo. Si coniò una medaglia d'oro con lo stemma del Comune dei Giovani, la scritta "Juvenum Respublica" e con la dedica "Al Presidente Antonio Segni, cittadino onorario". Alcuni giorni prima dell'arrivo del Presidente della Repubblica a Bassano, si consegnò la medaglia d'oro con la copia della lettera di accettazione della Segni durante il pranzo. Nessuno dei giovani era presente, ma la medaglia fu effettivamente consegnata. Infatti, datata 20 settembre 1963, giunse la lettera di ringraziamento da parte del segretario generale del Presidente della Repubblica per la medaglia ricevuta a Bassano del Grappa. Comune dei Giovani.


2012

OBIETTIVO

BIANCOVERDI ALE’ La scelta dei colori della maglia fu fatta una sera, dopo un campionato. I colori scelti furono il bianco e il verde. Le motivazioni della scelta furono le seguenti: il bianco come colore della “purezza” dello sport, che va fatto solo per gioco, per divertimento, e per un bene educativo. Il verde fu scelto come colore della speranza, per fare bene secondo i propositi della società. Don Didimo accolse con favore la scelta. Il campo di gioco era un terreno donato alla Parrocchia dalla Contessa Giulia Giusti del Giardino, adiacente al cimitero, dove ancor oggi si svolgono partite organizzate dalle squadre della Parrocchia. La grande passione e le forti motivazioni come strumento di educazione fecero ben presto crescere in tanti giovani la voglia di giocare. E si cominciò per primo a sistemare il campo per renderlo più idoneo al gioco. Diventò un campo da calcio come si usava in quegli anni, con porte fatte da tre semplici pali, senza rete, segnato con la calce, con poca erba.

qualche anno.

Paolo Baldo, Il Comune dei Giovani di Bassano del Grappa, un metodo originale di educazione alla fede

FOTO

Lavori di sistemazione del campo da calcio con i giocatori stessi impegnati

FOTO

Croce

CURIOSITA’ Durante il campeggio al Passo Duran (BL) sul massiccio del monte Civetta, il “Moscon” alias Don Gianni Urbani, cappellano,”Neno”

sera dopo la cena vanno a bere il caffè a Cortina. Non trovandolo di proprio gusto, decidono di andare in una città più grande. Viaggiano tutta la notte a bordo della cinquecento di “Neno” e arrivano il mattino seguente a Vienna. Bevono il caffè e ritornano, viaggiando tutto il giorno, al passo Duran. Ancora oggi non si sa se il caffè sia stato di loro gusto e se il prezzo sia stato giusto.

Celebrazioni 2011 Calcio S. Croce Gennaio Maggio Settembre -

Celebrazioni 2012 Primavera - Convegno “La Dieci” a Roma Estate - Celebrazione 100 anni di don Didimo Autunno -

IT 67 S 05572 60160 CC0810167783 Intestato a: Associazione Comune dei Giovani Causale: Celebrazioni anniversario

DUEMILADODICI CINQUANTESIMO DELLA NASCITA DEL COMUNE DEI GIOVANI CENTENARIO DELLA NASCITA DI DON DIDIMO MANTIERO

Notiziario n°2  

Notiziario sui festeggiamenti del 50esimo del Comune dei Giovani e sul 100nario dalla nascita di don Didimo Mantiero

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you