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Energia dal legno

Indicazioni per partire con il piede giusto


Biomasse Legnose conoscerle per utilizzarle meglio Lo scopo di questa pubblicazione è aiutare gli imprenditori agricoli e gli abitanti delle aree rurali della provincia di Arezzo interessati a installare impianti alimentati a biomasse legnose.

PERCHÉ serve un aiuto Il legno è un combustibile antico che le nuove tecnologie rendono una moderna fonte rinnovabile di energia termica. Utilizzarlo nell’azienda agricola e per riscaldare le abitazioni rurali ha numerosi vantaggi. Con le biomasse legnose infatti è possibile produrre un’energia “amica dell’ambiente e del clima” a un costo molto inferiore rispetto alle fonti fossili. Per ottenere il massimo del risparmio e dei benefici ambientali è necessario realizzare un impianto ben progettato e ben installato da alimentare con assortimenti legnosi dotati di idonee caratteristiche. Non si tratta di realizzare impianti complessi, ma, come spesso accade per le innovazioni, le conoscenze sui generatori, sui sistemi d’installazione, sull’alimentazione e sulla manutenzione non sono molto diffuse nel territorio. Proprio per fornire indicazioni tecniche corrette, far risparmiare sul riscaldamento, contribuire a migliorare l’ambiente e informare il territorio sull’uso del legno come combustibile moderno, è stata realizzata questa pubblicazione. Leggendo sarà possibile come fare i primi passi nella direzione giusta e quanto conviene rivolgersi a tecnici competenti per non commettere errori evitabili.

CHI può darci

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un consiglio?

Dall’indagine condotta nel 2006 in provincia di Arezzo sull’autoapprovvigionamento energetico delle aziende agricole è risultato che c’era un forte interesse, ma anche una notevole carenza di conoscenze utili a sfruttare al meglio le biomasse legnose. Per integrare e potenziare le competenze tecniche e le relazione tra le diverse figure professionali che operano nella filiera, la Provincia di Arezzo ha realizzato un progetto “Valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili nelle aziende agricole aretine”, aperto a tutti, per la formazione di esperti in energia termica da biomassa legnosa. Il gruppo di tecnici formati con il progetto al fine di realizzare un Servizio Energia da Biomasse Legnose (SEBiL) in provincia di Arezzo sono, tra gli altri, in grado di fornire informazioni tecniche per produrre, nella maniera più efficiente ed economica, energia termica a partire dal legno. Il gruppo di tecnici che ha partecipato al corso è indicato al termine di questa pubblicazione e nel sito internet www.enerlegno.it.


RIVOLGERSI a un tecnico per bruciare legno Si potrebbe pensare che per bruciare legno come facevano i nostri antenati non serva rivolgersi ad un tecnico, ma basti avere un fiammifero per accendere il fuoco. Nulla di più sbagliato! Oggi ci sono tecnologie e accorgimenti che permettono di bruciare molto meno legno e di scaldarsi meglio, di risparmiare denaro e godere di un miglior comfort. Le soluzioni però possono essere tantissime ed ognuna ha vantaggi e svantaggi che è necessario ponderare bene. Per questo è sempre utile rivolgersi ad un tecnico esperto in biomasse legnose che possa fornire conoscenze e servizi preziosi, come ad esempio: • calcolo della quantità di energia termica necessaria per gli ambienti da riscaldare; • stima della quantità di biomassa legnosa che viene prodotta nell’azienda agricola; • valutazione del grado di auto-approvvigionamento termico dell’azienda; • organizzazione dell’approvvigionamento del combustibile legnoso (legna da ardere, cippato); • indicazioni sui tipi di generatori termici esistenti sul mercato; • progettazione di massima di un impianto; • progettazione esecutiva di un impianto; • analisi della convenienza finanziaria nell’installazione di un sistema alimentato a biomassa legnosa; • certificazione energetica; • valutazione dei possibili finanziamenti pubblici e procedure per richiederli.

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Valutare il fabbisogno di energia termica Utilizzare il legno per produrre energia termica permette quasi sempre di risparmiare rispetto all’uso di gasolio, GPL o metano. Prima di installare un impianto è però indispensabile fare delle valutazioni che partono dall’analisi del fabbisogno termico aziendale e degli edifici da riscaldare.

CIPPATO E LEGNA DA ARDERE

sono vantaggiosi Con gli attuali prezzi dei combustibili, a parità di energia erogata, un impianto di riscaldamento alimentato a cippato o legna da ardere è più conveniente di uno che utilizza combustibili di origine fossile. Come si può notare nella tabella che segue, la differenza di costo per l’utente tra le biomasse e gli altri combustibili è molto evidente. La differenza può essere ancora maggiore se si tiene conto che per le biomasse è stato considerato il costo di acquisto sul mercato, mentre un’azienda agricola potrebbe essere in grado di produrle direttamente recuperando legno dalle potature, realizzando piantagioni da legno oppure utilizzando il proprio bosco nel rispetto delle norme di tutela… un po’ come avere un piccolo personale pozzo di petrolio che rende il sistema a biomasse ancor più conveniente. Inoltre impiegare il legno significa utilizzare una fonte rinnovabile di energia e permette di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.

Tipo di combustibile

Prezzo medio al consumo

Potere calorifico

Costo del combustibile per ottenere 10,70 kWh*

Valore %

Gasolio

1,22 €/l

10,70 kWh/l

1,22 €

100

GPL

0,74 €/l

6,82 kWh/l

1,16 €

95

Metano

0,64 €/m3

10,00 kWh/m3

0,68 €

56

Pellet

0,225 €/kg

4,7 kWh/kg

0,51 €

42

Legna da ardere

0,12 €/kg

3,5 kWh/Kg

0,37 €

30

Cippato

0,070 €/Kg

3,3 kWh/Kg

0,23 €

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*10,70 kWh è la quantità di energia fornita da un litro di gasolio. Nota alla tabella: i valori si riferiscono a prezzi rilevati nel Dicembre 2007. Sono da considerarsi medi e comprensivi dell’IVA. Nel tempo i prezzi dei combustibili possono subire variazioni anche rilevanti (ad es. per i combustibili fossili, per il rincaro del prezzo del petrolio), inoltre un peso più o meno rilevante possono averlo il costo del trasporto o altri fattori che caratterizzano la qualità del combustibile (es. nel caso della legna da ardere: la specie legnosa e il contenuto idrico).

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COSA CONVIENE tra GPL e cippato? Il legno attualmente permette di produrre energia termica con la stessa comodità dei sistemi a combustibili fossili (metano, gasolio, GPL) e può essere impiegato con successo per riscaldare l’azienda agricola (abitazione, agriturismo, uffici, serre, cantine). A titolo di esempio di seguito una valutazione della convenienza tra un’alimentazione a cippato o a GPL per un’azienda agrituristica che deve installare un nuovo impianto che riscalda due edifici separati. Esempio Superficie da riscaldare Volume complessivo Fabbisogno termico annuo

415 m2 (due edifici separati) 1.245 m3 65 MWh

Analisi dell’investimento

Potenza caldaia Costo caldaia Costo accumulatore di calore Costo rete teleriscaldamento Adeguamento locali caldaia Quantità combustibile annua Costo combustibile annuo Manutenzione ordinaria annua

Impianto a cippato

Impianto a GPL

1 caldaia da 50 kW 15.000 € 2.500 € 3.000 1.500 € 23 t 1.610 € 100 €

2 caldaie da 25 kW 4.000 € 200 € 10.590 l 7.837 € 100 €

Analisi finanziaria 60.000 50.000 40.000 30.000 ¤

20.000

AIUTO TECNICO

10.000 0

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-10.000

È sempre consigliabile fare uno studio dettagliato della propria situazione energetica aziendale. Talvolta infatti il costo del kWh termico sostenuto dall’azienda potrebbe essere così basso da non rendere conveniente il passaggio a biomasse legnose. Con un’indagine tecnica è possibile effettuare un’analisi dei costi energetici effettivamente sostenuti e valutare la reale convenienza finanziaria del passaggio a sistemi alimentati a legno.

-20.000

anni

Il grafico rappresenta il calcolo del Valore Attuale Netto (VAN), un indice che confronta, anno per anno, il flusso di benefici e di costi dell’investimento tra l’impianto a biomasse legnose e quello a GPL. I valori confrontati sono attualizzati attraverso un calcolo finanziario con un saggio d’interesse del 5%. In questo caso, il VAN è stato calcolato considerando una vita delle caldaie di 15 anni. Benché l’impianto a cippato richieda un investimento iniziale maggiore, con l’uso delle biomasse l’investimento risulta

conveniente rispetto al GPL complessivamente per oltre 44.000 € e i costi sostenuti per l’impianto vengono ripagati

in soli tre anni . Se poi consideriamo che per l’impianto a biomasse è possibile ottenere dei contributi pubblici che riducono l’investimento, si può ben capire che la convenienza è ancora maggiore.

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Giacimenti energetici nell’azienda agricola Con molte coltivazioni agricole si produce “legno di scarto” da smaltire. In realtà le potature, le siepi campestri, gli impianti di arboricoltura e il bosco, producono legno che rappresenta un giacimento di energia termica capace di rendere l’azienda autonoma dai combustibili fossili.

AZIENDA e giacimenti energetici In termini energetici, approssimativamente, un litro di gasolio equivale a 2,5 kg di legno stagionato. Nel mercato il gasolio per riscaldamento viene pagato 1,22 €/l, mentre 2,5 kg di legna da ardere valgono 0,30 € (dati Dicembre 2007). Di conseguenza l’energia prodotta con il legno costa il 70% in meno rispetto alla stessa energia prodotta a partire dal gasolio. Nella gran parte delle aziende agricole aretine viene prodotto legno, con le coltivazioni agricole (potature in olivicoltura, viticoltura e frutticoltura) nelle siepi e filari, così come in impianti di arboricoltura da legno e in bosco. Ognuna di queste colture rappresenta un giacimento di energia rinnovabile che può essere utilizzato con un costo ridotto e un basso impatto per l’ambiente.

QUANTA ENERGIA è disponibile nell’azienda

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L’energia termica può essere prodotta con qualsiasi tipo di legno. Perciò con qualsiasi coltivazione legnosa aziendale si può produrre calore. La quantità di legno che si può ottenere a livello aziendale dipende però dal tipo di coltivazione. Infatti con un ettaro di bosco ceduo di querce è possibile riscaldare un’abitazione di 90 m2 parzialmente coibentata, mentre se il legno proviene dalle potature annuali del vigneto sono necessari almeno 4 ettari per riscaldare lo stesso edificio. Oltre alla differenza di produzione tra le diverse tipologie di coltura, anche la quantità di legno che si può ottenere da una stessa tipologia dipende da vari fattori (es. clima, suolo, sistema colturale…). Nella tabella a fianco sono indicate alcune produttività che si possono ottenere nel territorio aretino.


AUTONOMIA ENERGETICA dell’azienda

LA RACCOLTA del legno Per poter impiegare il legno autoprodotto in azienda, è necessaria un’organizzazione per la raccolta e la gestione del materiale. Per le potature nel vigneto, nell’oliveto e nel frutteto esistono, ad esempio, macchine che raccolgono e trasformano i residui in trinciato, poi direttamente conferibile alla centrale termica aziendale.

AIUTO TECNICO

Con il legno non è ancora possibile raggiungere un’autonomia energetica aziendale, poiché la tecnologia attualmente esistente non permette una conveniente produzione di energia elettrica con impianti di piccola taglia, anche se la tecnologia della co-generazione di energia termica ed elettrica si sta evolvendo rapidamente. Attualmente l’energia elettrica è prodotta solo in grosse centrali, dove comunque l’efficienza non è paragonabile a quella della trasformazione del legno in energia termica.

Per ottenere l’autonomia energetica dell’azienda sotto il profilo termico, è importante organizzare la raccolta del materiale legnoso in base alla quantità di energia annualmente necessaria. I tecnici oltre a stimare la quantità di biomassa annualmente necessaria e valutare la convenienza all’auto-approvvigionamento, sono generalmente in grado di organizzare l’approvvigionamento della legna da ardere o del cippato nel mercato locale.

Intervento

Assortimento

Quantità* (t/anno)

Gasolio sostituito (l/anno)

Bosco (1 ha)

utilizzazione fine turno

legna da ardere - cippato

3,3 - 5,5

1.050 - 1.750

Siepi (100 m)

utilizzazione - potatura

legna da ardere - cippato

0,3 - 0,9

95 - 286

Oliveto (1 ha)

potatura

trinciato - cippato

1,4 - 4,0

560 - 1.600

Vigneto (1 ha)

potatura - sostituzioni

trinciato - cippato

1,3 - 1,6

520 - 640

Frutteto (1 ha)

potatura - sostituzioni

trinciato - cippato

2,7 - 4,2

860 - 1.680

Tipo di coltura

* inteso legno stagionato con contenuto idrico 30%.

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Produrre più biomassa per riscaldare l’azienda Se la biomassa legnosa prodotta in azienda non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno di energia termica,è possibile dedicare parte della proprietà aziendale alla produzione di biomassa legnosa con impianti di arboricoltura, realizzazione di siepi...

BIOMASSA in arboricoltura da legno Siamo abituati a considerare l’arboricoltura da legno solamente come una coltura per ottenere materiale di pregio (il noce è il tipico caso), in realtà non è solo questo…

legname di pregio

…l’obiettivo produttivo può essere

biomassa legnosa

legame di pregio e biomassa legnosa

Da un impianto si può ottenere biomassa legnosa: • sempre come produzione aggiuntiva nella produzione di pregio; • come produzione principale esclusiva (es. Short Rotation Forestry, filari dedicati…); • come produzione principale contemporaneamente al legname di pregio.

AIUTO TECNICO

SOSTEGNI dal PSR per impianti a biomassa

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Il Piano di Sviluppo Rurale della Toscana 2007-2013 prevede una serie di misure utili a sostenere tutta la filiera agro-energetica e, nello specifico, anche per la realizzazione di impianti da biomassa. Al fine di organizzare l’approvvigionamento di un impianto termico che soddisfi le esigenze aziendali, i tecnici possono aiutare l’agricoltore a integrare la produzione di biomassa già presente in azienda con quella ottenibile con piantagioni da legno. Tecnici competenti potranno predisporre progetti per impianti da legno e quantificare le superfici da dedicare alle biomasse legnose in funzione delle necessità.

Nell’ ASSE 1 sono previsti contributi per: • la produzione di materia prima - Misura 121: contributo 40 - 60% per impianti di “short rotation forestry” finalizzati alla produzione di energia; • l’acquisto di macchine e attrezzature per le utilizzazioni forestali Misura 122: contributo 40 - 60%. Nell’ ASSE 2 sono previsti contributi per la costituzione di impianti di arboricoltura da legno con ciclo inferiore ai 15 anni. • Misura 2.2.1. - imboschimento di terreni agricoli: il contributo è limitato esclusivamente ai costi di impianto e fino ad un massimo del 70% del costo totale ammissibile (spesa massima ad ettaro ammissibile 4.600 €; contributo massimo ad ettaro 3.220 €).


Short Rotation Forestry... Le short rotation forestry sono piantagioni a pieno campo dove vengono messe a coltura 5-10.000 piante/ha, con cicli produttivi di 2-4 anni. Le principali specie impiegate sono robinia, pioppo e salice. Con quest’impianti si produce cippato. Sia per la piantagione che per l’utilizzazione s’impiegano macchine complesse e costose che permettono però di massimizzare la produzione e minimizzare i costi.

...PIANTAGIONI e filari La biomassa legnosa si può ottenere non solo in pieno campo, ma anche da siepi e filari. L’utilizzo dei filari, o meglio il ritorno all’utilizzo di siepi e filari, è una pratica non solo conveniente dal punto di vista della produzione, ma anche utile a creare fasce tampone per ridurre gli inquinanti nei corsi d’acqua e per la costituzione di corridoi ecologici (duplice funzione). Con i filari, inoltre, è possibile ricostruire quel reticolo arboreo che per secoli ha caratterizzato il nostro paesaggio agrario. Nei filari le piante possono avere un ciclo compreso tra 6 e 12 anni. Le specie più impiegate con cui si possono ottenere buone produttività sono querce, platano, robinia, olmo, ontano, frassino e carpino. Il legno che si ottiene può essere impiegato in tronchetti, oppure può essere cippato. Rispetto agli impianti dedicati di short rotation forestry, la realizzazione richiede un basso livello di meccanizzazione e l’utilizzazione può essere fatta anche con mezzi e tecniche più semplici come motosega e trattore.

QUANTO LEGNO da una siepe? La capacità produttiva dipende oltre che dalla fertilità stazionale, anche dalla/e specie utilizzate, da sesti e distanze d’impianto adottate e dalle cure colturali con cui viene gestito l’impianto. Per dare un ordine di grandezza si può dire che circa 800 m di siepe/filare lineare di platano, olmo o salice, messa a dimora in ambiente idoneo, con 5-6 blocchi differenziati di età (turno 5-6 anni) consentono ogni anno di soddisfare le esigenze termiche di una abitazione di circa 120 m² (edificio con un buon isolamento termico e con impianto di riscaldamento a biomassa ad alto rendimento).

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Integrare le biomasse con altri sistemi di riscaldamento Installare un sistema di riscaldamento a biomassa legnosa non significa necessariamente eliminare gli altri generatori termici. Infatti i moderni sistemi a biomasse legnose possono integrarsi sia con altre rinnovabili che con sistemi che impiegano combustibili fossili.

BIOMASSA con altre rinnovabili Per essere indipendenti dalle fonti fossili di energia e bruciare meno legno possibile, si può integrare un sistema a biomassa legnosa con un sistema a pannelli solari termici. In questo modo nel periodo più freddo e meno assolato si potrà utilizzare il sistema a biomassa, nelle stagioni intermedie si brucerà meno legno poiché l’acqua sarà parzialmente riscaldata anche dai pannelli solari e in estate si potrà avere acqua calda solo dai pannelli solari, con notevole risparmio di tempo, di legno e… di fonti fossili di energia.

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COMBUSTIBILI FOSSILI con legno cippato Se già si dispone di una caldaia alimentata a gasolio, GPL o metano della potenza necessaria al proprio fabbisogno si può evitare di mandarla in pensione utilizzandola come supporto al sistema a biomassa nei periodi di massimo freddo. In pratica, se le caldaie sono montate in modo da poter funzionare “in parallelo”, quando quella a biomassa non riesce ad erogare la potenza necessaria, quella tradizionale può accendersi automaticamente e aiutarla a garantire la fornitura di calore richiesta.

LEGNA DA ARDERE con fonti fossili

AIUTO TECNICO

Se si installa una caldaia alimentata a legna da ardere, si può scegliere di integrarla con un tradizionale generatore a metano, GPL o gasolio, per migliorare la comodità di gestione dell’impianto. Così facendo infatti, grazie ad appositi sistemi di controllo, quando la temperatura dell’acqua scende sotto una determinata temperatura entra automaticamente in funzione la caldaia a combustibili fossili. Sarà quindi possibile avere sempre la casa calda quando si desidera, anche quando ci si deve assentare per qualche giorno o non si ha tempo per alimentare il sistema a legna da ardere. Quando però si è a casa e si utilizza il sistema a biomassa legnosa si può risparmiare e, nello stesso tempo, ridurre il nostro inquinamento ambientale.

Per ottenere dei vantaggi economici o migliorare la comodità di gestione di un impianto, è importante analizzare il tipo di fabbisogno di energia termica, così da poter calibrare al meglio l’inserimento di un nuovo impianto nell’azienda. I tecnici esperti in biomasse legnose sono in grado di fornire indicazioni precise sulle tecnologie per l’integrazione e per valutare la potenza necessaria della nuova caldaia.

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Certificazione Energetica per risparmiare La Certificazione Energetica è ormai una reale necessità imposta anche dalla legge: per la compravendita d’immobili, per le ristrutturazioni, per sapere dove inter venire per ridurre i costi energetici degli edifici e per poter accedere a finanziamenti pubblici...

A B C D E F G

CONSUMARE meno energia Ridurre i consumi di energia in un edificio porta benefici sia per la collettività che per il proprietario. Infatti un immobile caratterizzato da un basso fabbisogno energetico permette una riduzione della quantità di combustibile necessario e conseguentemente un abbattimento dell’inquinamento (beneficio sociale) e una diminuzione dei costi di gestione (benefici individuali). L’efficienza energetica di un edificio può essere misurata attraverso la Certificazione Energetica. In pratica su tratta di una procedura con cui si analizzano alcuni parametri costruttivi dell’immobile inerenti la coibentazione e il livello di efficienza degli impianti di climatizzazione invernale. A seguito di questa indagine è possibile stabilire la classe energetica in cui rientra l’immobile e l’efficacia di interventi che riducano la dispersione di calore e/o sul sistema di produzione di energia termica.

COSA

prevede la normativa Con l’introduzione del D. Lgs 311 del 29 dicembre 2006 “Disposizioni correttive ed integrative al D.Lgs 192/05, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell’edilizia” la Certificazione Energetica è divenuta obbligatoria per Legge ed avrà piena applicazione entro il 2009. La Certificazione Energetica è attualmente obbligatoria per: Gli edifici/impianti già esistenti: • dal 1° luglio 2007, per gli edifici di superficie utile superiore a 1.000 m2, nel caso di vendita dell’immobile; • dal 1° luglio 2008, per gli edifici di superficie utile fino a 1.000 m2, nel caso di vendita dell’intero immobile con l’esclusione delle singole unità immobiliari; • dal 1° luglio 2009 per le singole unità immobiliari, nel caso di vendita. Le nuove costruzioni • dal 1° luglio 2007 tutti i nuovi edifici devono avere il Certificato Energetico.

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La Finanziaria 2008 ha confermato interessanti incentivi per il risparmio energetico, prevedendo detrazioni d’imposta sia per le aziende che per i privati cittadini che s’impegnano in questa direzione. In particolare sono previste agevolazioni fiscali per la sostituzione di caldaie alimentate con combustibili fossili (gasolio, GPL, metano) con caldaie ad alta efficienza alimentate con biomasse legnose. Detrazioni d’imposta sono previste anche per l’installazione di pannelli solari per il riscaldamento di acqua sanitaria. Per ottenere le agevolazioni è richiesta un’analisi energetica dell’edificio su cui s’interviene. Maggiori informazioni per ottenere agevolazioni sono disponibili a pagina 15 di questa pubblicazione.

AIUTO TECNICO

EFFICIENZA ENERGETICA e finanziamenti

La Certificazione Energetica è un’indagine tecnica che deve essere realizzata da un esperto. Per ottenerla ci si può rivolgere a un tecnico in grado di redigere l’attestato per gli edifici sia per le finalità previste dal D. Lgs 311 (vedi Cosa prevede la normativa), sia per ottenere agevolazioni fiscali e finanziamenti previsti dalla Finanziaria 2008.

QUANTO si può risparmiare A titolo di esempio si presenta un confronto tra i consumi energetici di un’abitazione della medesima superficie e volume da riscaldare, ma con due diversi livelli di efficienza energetica, al fine di mettere in evidenza a quanto potrebbe ammontare annualmente il risparmio economico annuo con un edificio a bassa dispersione di calore. Esempio Superficie abitazione Volume abitazione

185 m2 500 m3

L’Efficienza Energetica di un edificio è sintetizzata sulla base del Fabbisogno Termico Specifico (FTS), che varia al variare dell’isolamento termico (coibentazione, tipo di vetri, infissi...).

Edificio non coibentato

Edificio coibentato

Vecchio edificio Isolamento parziale Doppi vetri

Nuova costruzione Isolamento buono Doppi vetri

130

90

Fabbisogno Termico (kWh/a)

24.822

17.199

Quantità gasolio* (l/a)

2.578

1.786

Acquisto combustibile**(€/a)

2.630

1.822

Caratteristiche edificio FTS (W/m²)

Risparmio (€/a)

- 808

* considerando 1 l di gasolio = 10,70 kWh ** considerando il prezzo del gasolio = 1,22 €/l

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Finanziamenti per biomasse legnose Le aziende interessate a installare un generatore di calore a biomassa legnosa possono trovare finanziamenti che rendono l’investimento ancora più vantaggioso. Sono previsti contributi dal PSR della Toscana, o in alternativa è possibile ottenere detrazioni IRPEF dalla Finanziaria 2008.

AIUTO TECNICO

DeTRAZIONI dalla Finanziaria 2008

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Al fine di poter accedere a finanziamenti o agevolazioni fiscali che possono rendere l’installazione di un impianto termico a biomasse ancor più conveniente, i tecnici esperti in energia da biomasse legnose possono fornire un utile ausilio per le pratiche necessarie ad accedere al finanziamento del PSR e agli sgravi fiscali previsti in Finanziaria.

Come indicato a pagina 13, per poter accedere agli incentivi per il risparmio energetico previsti in Finanziaria risulta indispensabile la Certificazione Energetica. Si può ottenere una detrazione fiscale del 55% sulle spese sostenute per: • riqualificazione energetica dell’edificio (con riduzione del fabbisogno energetico almeno del 20% rispetto ai valori dell’All.C del D.Lgs. 192/05). Il rimborso può essere ripartito, a scelta del contribuente, in quote annuali uguali in numero da 3 a 10 per max. 100.000€; • sostituzione di impianti di riscaldamento tradizionali con caldaie a condensazione e a biomasse legnose (queste ultime devono presentare un’efficienza compatibile con la classe 3 della norma EN 303-5 se di potenza nominale < 300 kW e un’efficienza > 82% se di potenza nominale > 300 kW) e messa a punto del sistema di distribuzione. Il rimborso può essere ripartito, a scelta del contribuente, in quote annuali uguali in numero da 3 a 10 per max. 30.000€ Sono inoltre previste detrazioni per impianti solari termici, fotovoltaici, minieolici e geotermici a bassa temperatura. La Finanziaria permette ai comuni di assegnare, a partire dal 2009, un’aliquota agevolata dell’ICI per quelle abitazioni che abbiano istallato, al proprio interno, impianti che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica o termica per uso domestico. È possibile fruire di questa agevolazione per 3 anni per il solare termico e per 5 anni per gli altri tipi di impianto. Importante: i costi sostenuti per ottenere la Certificazione Energetica possono essere messi in carico alle agevolazioni previste dalla Finanziaria. Maggiori informazioni sono disponibili su http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/.


Il Piano di Sviluppo Rurale Questo strumento finanziario prevede contributi sia per la realizzazione di impianti termici alimentati a biomasse legnose che aiuti per l’acquisto di macchine necessarie a far funzionare la filiera agri-energetica (es. cippatrice, spaccalegna, raccoglisarmenti) e la realizzazione di piantagioni per produrre legno. In particolare sono previste misure per: • la produzione della materia prima (biomassa legnosa) (Mis. 121, 122, 123, 221) • la realizzazione degli impianti aziendali per la produzione di energia termica (Mis. 121, 122); • la realizzazione di impianti per la vendita di energia termica (Mis. 123, 311).

Asse 1 Misura 121

Interventi Sostenuti

Beneficiari

Realizzazione d’impianti per la produzione di energia Imprenditori agricoli da biomassa legnosa per uso prevalentemente aziendale professionali. (potenza max impianti: 1MW).

Misura 122

- Acquisto macchine e attrezzature per le Proprietari forestali privati, utilizzazioni forestali (es. cippatrice). imprese forestali, comuni. - Potenziamento e miglioramento delle strutture e infrastrutture forestali (es. magazzini per stoccaggio materiali).

Misura 123

Realizzazione d’impianti per la produzione di energie Imprese di trasformazione da fonti rinnovabili di origine agricola e destinate ad agroindustriale e/o un esclusivo utilizzo all’interno dell’impresa (potenza commercializzazione. max impianti: 1MW).

Misura 123

Asse 3

- Acquisto macchine e attrezzature per le utilizzazioni forestali. - Realizzazione di centrali termiche alimentate a biomasse di origine forestale (potenza max 1MW) per la produzione di energia da utilizzare in azienda.

Interventi Sostenuti

Misura 311 - Azione A: Diversificazione

Installazione di sistemi (potenza max 1MW) per la produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili: eolica, fotovoltaica, idroelettrica, biomasse legnose, etc.

Misura 311 - Azione B: Agriturismo

Installazione di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili quali: solare, termico, biomasse legnose, per favorire il risparmio energetico e idrico nell’ambito dell’attività agrituristica.

Microimprese operanti nelle utilizzazioni forestali, nella raccolta, trasformazione e/o commercializzazione.

Beneficiari

Contributo 40%-75%

50%-60%

Fino al 40%

Fino al 40%; max 200.000 € in 3 anni in regime di “de minimis”

Contributo

Imprenditori agricoli professionali.

Fino al 40% (50% in zone montane); max 200.000 € in 3 anni in regime di “de minimis” Imprenditori agricoli, autorizzati Fino al 40% (50% in per attività agrituristica o che zone montane) si impegnano ad ottenere la relativa autorizzazione.

Inoltre nel PSR sono previsti contributi a favore di enti pubblici con ricadute: • sugli addetti al settore agricolo-forestale, tramite corsi di aggiornamento in materia di energia da fonti rinnovabili organizzati da ARSIA e Province (Misura 111); • sulla popolazione rurale, tramite la realizzazione di impianti di produzione di energia termica (compreso il teleriscaldamento) con impiego di biomasse agro-forestali da parte di soggetti di diritto pubblico, quali gli enti locali (Misura 321). Informazioni sui bandi e sulle misure previste si possono trovare sul sito www.rete.toscana.it - Agricoltura - Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013.

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Crediti Questa pubblicazione è stata realizzata nell’ambito del progetto “VALORIZZAZIONE DELLE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI NELLE AZIENDE AGRICOLE ARETINE” finanziato dall’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Arezzo con la L.r. 34/01. L’attività e stata realizzata da Compagnia delle Foreste S.r.l di Arezzo in collaborazione con ARSIA e le Associazioni di Categoria Agricola del territorio.

Responsabile progetto per la Provincia di Arezzo Stefano Boncompagni (Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Arezzo) responsabile tecnico del progetto ai sensi della L.r. 34/01 Coordinamento del progetto Paolo Mori - Compagnia delle Foreste Vittorio Rossi - Compagnia delle Foreste Progetto Grafico Giuditta Buzzichelli - Compagnia delle Foreste Autori testi Vittorio Rossi - Compagnia delle Foreste Luca Marchino - Compagnia delle Foreste Paolo Mori - Compagnia delle Foreste Foto Compagnia delle Foreste, www.wagner-solar.com, www.sxc.hu Stampa Industria Grafica Valdarnese (AR) Finito di stampare nel mese di febbraio 2008 Distribuito da Provincia di Arezzo Assessorato all’Agricoltura Palazzo Barbolani Via San Lorentino, 25 52100 Arezzo www.provincia.arezzo.it/agricoltura

Tecnici formati per il Servizio Energia da Biomasse Legnose (SEBiL) in provincia di Arezzo Caporali Rodolfo - Coldiretti Arezzo - mail: rodolfo.caporali@coldiretti.it - tel. 338.3705975 Ciofini Andrea - Arezzo - mail: ciofo@technet.it - tel. 338.5972960 Ciofini Donato - Arezzo - mail: donato.ciofini@f2n.it - tel. 348.4120868 D’Amico Andrea - Arezzo - tel. 347.9349161 Marchino Luca - Arezzo - mail: marcos77@tin.it - tel. 348.7335147 Menabeni Daniele - Montevarchi (Ar) - mail: menad.agronomo@libero.it - tel. 338.8793918 Mencherini Enrico - Arezzo - mail: menk13@libero.it - tel. 340.6935150 Ravagni Serena - Cavriglia - mail:serena.ravagni@entecra.it - tel. 333.3783814 Sciarra Cristina - Arezzo - mail: sciarracristina@supereva.it - tel. 339.6289490 Vannozzi Filippo - Coldiretti Arezzo - mail: f_vannozzi@libero.it - tel. 338.8366406 Villani Damiano - Confagricoltura Arezzo - mail: arezzo@confagricoltura.it - tel. 348.8078837

Informazioni sul web Enerlegno - www.enerlegno.it

Sito di approfondimento sulle biomasse legnose dove aziende agricole e abitanti delle aree rurali della provincia di Arezzo possono trovare informazioni tecniche utili per l’installazione di impianti alimentati a biomasse legnose. In particolare il sito web presenta: - schede di sintesi su impianti termici realizzati nel territorio aretino; - esempi che permettono di confrontare la propria realtà aziendale con soluzioni a biomasse legnose; - una serie di collegamenti con altri siti internet per approfondire aspetti tecnici della filiera foresta-legno; - elenco dei tecnici del SEBiL.

Agrienergie - www.arsia.toscana.it/agrienergie

Sito della mostra convegno sulle energie rinnovabili di origine agricola e forestale che si svolge ad Arezzo con cadenza biennale (anni dispari – periodo primaverile). Prevede aree espositive interne ed esterne (con macchine forestali in funzione: cippatrici, spaccalegna, segalegna). Fanno da cornice all’evento anche convegni, workshop, visite guidate, presentazioni di materiali informativi, occasioni per aggiornarsi e saperne di più sulle biomasse rinnovabili.

WOODLAND ENERGY - www.woodland.arsia.toscana.it

Sito del progetto interregionale cordonato da ARSIA Toscana “Woodland Energy - La filiera Legno-Energia come strumento di valorizzazione delle biomasse legnose d’origine agricola e forestale nelle regioni italiane” finanziato dal programma PROBIO del MiPAAF. Sul sito si trovano informazioni per lo sviluppo di filiere legno-energia e per la razionalizzare la raccolta del legno a fini energetici.

ENEA - http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/ Progetto realizzato da

in collaborazione con

In questa pagina web sono disponibili tutte le informazioni sulle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica previste dalle ultime due leggi finanziarie.

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