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Mensile Agosto 2011 / Anno

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www.costadeglietruschinews.com • www.costadeglietruschinews.com • www.costadeglietruschinews.com Rassegna

Gastronomia

Cavalli....

Bolgheri Melody 2011 a pag. 2/3

Persone, luoghi e prodotti a pag. 6

Notizie e concorsi a pag. 9

Il Mare

Eventi di Agosto

La Meloria a pag. 5

Appuntamenti a pag. 10/11

News

Tartuficoltura a pag. 4 Piano Marketing a pag. 5

In arrivo la nuova edizione di Calici di Stelle 2011

Eventi e degustazioni di qualità nella notte di San Lorenzo con dedica all’Unità d’Italia

Foto di E.Masci

14° appuntamento tradizionale estivo ideato dal Movimento Turismo del Vino che si avvale della collaborazione e partecipazione dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Inneggiando a Bacco, ogni anno, in una delle notti più suggestive, offre a locali e turisti la possi-

bilità di godersi “la pioggia di lacrime di San Lorenzo” in compagnia di un vino di qualità. Il 10 agosto, nei centri storici e nelle piazze delle province di Pisa, Livorno e Grosseto, tra corti, vicoli e castelli, gli enoturisti appassionati del “bere bene”, potranno degustare i migliori vini delle cantine associate abbinati ai prodotti tipici di qualità. Il mondo del vino è sempre più un alleato dell’ambiente: dal vigneto alla cantina, una sfida non solo per le aziende, ma per l’intero territorio che le circonda, e che sempre di più interessa anche gli enoconsumatori. Le stelle cadenti rinsaldano lo straordinario connubio fra vino e arte, offrendo una ricca serie d’iniziative che allieteranno piacevolmente la serata: visite guidate, degustazioni magistralmente guidate da abili sommelier e famosi enologi italiani, menu a tema proposti dagli chef, rievocazioni storiche, passeggiate notturne, trekking urbani, musica, mostre, mercatini, cinema e teatro, e osservazioni del cielo guidate da esperti astronomi. Non solo enologia, dunque, ma anche cultura, paesaggi mozzafiato e tanto gusto…sfizioso! L’obiettivo è quello di sensibilizzare i consu-

matori al bere consapevole. Calici di Stelle 2011 sarà sinonimo di scoperta e conoscenza del cielo, unita ad un’esperienza altrettanto formativa e stimolante come la comprensione delle qualità del vino. 4 sono i luoghi. Il primo: Terricciola (Pi) con una serata suggestiva per le vie del borgo tra musica, degustazioni guidate e cultura degustando i vini della Provincia di Pisa ed i prodotti gastronomici tipici di queste terre Il secondo è Suvereto (Li). Dal tramonto nelle vie del centro storico fino a raggiungere la Rocca Aldobrandesca, tutto si trasforma in un grande salotto enogastronomico dove si articola un esteso percorso, per degustare i vini di Suvereto negli speciali calici. In P.zza D’annunzio Il Salotto degli Oli e al Chiostro il Salotto del Cioccolato e Vino Terzo luogo: Massa Marittima (Gr) con la sua Cattedrale di San Cerbone in stile romanico pisano e l’Albero dell’Abbondanza. Qui le aziende Ampeleia e Morris Pharm allestiranno nella piazza principale banchi d’assaggio per gli enonauti giunti da ognni dove. Per chi

Valentina Cambi

internet libero e gratuito nel grossetano

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Immersioni in sicurezza In relazione al loro eccezionale fascino, legato sia alla semplice osservazione dei fondali che alle attività che si possono praticare in acqua (fotografia, biologia, archeologia, pesca) gli sport subacquei mostrano una continua espansione numerica, e questo porta alla necessità di approfondire ogni mezzo di sicurezza per gli appassionati di un ambiente che può presentare insidie anche gravi.

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SCIENZA E COMUNICAZIONE PER UN FUTURO PIU’ “UMANO”

Nella foto Margherita Hack

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La percezione, l’intuito e la logica: possiamo affermare che in certa misura alla base di ogni teoria vi è una combinazione di questi tre fattori? Devo dire che prima di ogni forma di pensiero o razionalità c’è la voglia di fare. dati archeologici. In particolare è possibile Sembra una cosa scontata ma in realtà ricostruire cosa mangiassero grazie alle le avversità si superano solo con questo. analisi dei reperti ossei animali, rifiuti dei Oggi la società è basata sulla cultura, sulla pasti antichi, e più raramente, dei resti tecnologia e, per fare tecnologia “buona e vegetali ancora conservati (noccioli, frututile” serve la ricerca, la ricerca pura, cioè ti, legumi e cereali carbonizzati. Anche le quella che si fa solo per la curiosità di scorappresentazioni figurate, in particolare prire le leggi che regolano l’Universo, che quelle delle pitture funerarie, e il vasellaregolano il nostro Pianeta, il nostro corpo. me o gli strumenti da cucina rinvenuti negli Possiamo dire che, rimanendo alla Sua doscavi sono utilissimi per ricostruire le momanda, la ricerca pura è fatta soprattutto dalità in cui si mangiava e come venivano di questi tre fattori che, con la loro unione, preparati e serviti i cibi e le bevande. fanno derivare le applicazioni, cioè la ricer- Segue a pag. 6 - 1 ca applicata, e dalla ricerca applicata poi ci Senza Nome-5 23-06-2011 13:03 Pagina

Gastronomia Etrusca

uogo comune, già in uso in epoca romana, è quello di descrivere gli Etruschi come amanti del lusso e delle forme di ostentazione. I romani arrivarono a definirli “schiavi del ventre” (gastriduloi), tanto che era popolare l’immagine dell’Etrusco obeso (Etruscus obesus) diffusa da Catullo: certo non si deve dimenticare che nella cultura antica l’individuo “grasso” era colui che poteva permettersi di diventarlo, era cioè simbolo di una condizione sociale legata alla ricchezza ed al potere. I principali indizi per la ricostruzione dell’alimentazione etrusca provengono dai

desideri infine fare tappa in uno dei “templi del vino toscano”. Il quarto è il Parco naturale della Maremma (Gr), una fra le mete più interessanti della provincia grossetana che include al suo interno l’area dei Monti dell’Uccellina, dove i vini del territorio sono protagonisti in una serata di degustazione indimenticabile presso La Tenuta Agricola Uccellina, punto di partenza per una passeggiata notturna nell’omonimo Parco per brindare alla meraviglia delle stelle candenti. Per l’occasione sarà realizzato anche un apposito Calice dell’Unità d’Italia, che oltre al della manifestazzione avrà, dipinta sul piede, la bandiera italiana simbolo del 150°. Il calice permetterà di gustare al meglio il vino ma sarà anche un ricordo della speciale edizione. Infine per sensibilizzare ad un consumo moderato e consapevole del vino, sarà possibile ricevere gratuitamente un Etilotest monouso griffato Calici di Stelle.

Maremma WiFi:

Intervista a Margherita Hack

La filosofia del calcio Merengues sbarca a S.Martino

Dal 4 al 9 luglio al camp estivo per bambini dai 6 ai 13 anni che negli ultimi anni ha riscosso un grande successo presso l’impianto sportivo di San Martino a Riparbella, è tornato Santiago Sanchez, tecnico madridista proveniente dal settore giovanile delle Merengues del Real Madrid dove allena la squadra degli allievi under 14. Lo spagnolo ha guidato gli allenamenti coadiuvato dai tecnici padroni di casa Andrea Prunecchi (ex calciatore di serie A con Sampdoria e Pescara) e Francesco Agosti (allenatore del Grosseto calcio a 5 serie B). Noi non ci siamo fatti scappare l’occasione e siamo andati a trovarli durante gli allenamenti….

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farci degli esempi? sono le innovazioni, che servono a restare Nella scienza si procede per errori e solucompetitivi sul mercato. Una cosa che per zioni, di continuo. La ricerca come errore me è stato fondamentale, e che possiamo è uno stimolo a continuare e fare meglio. utilizzare come combinazione di questi tre La ricerca deve anche essere trasmessa in fattori, unendoci anche la caparbietà, è lo maniera sperimentale, bisogna far capire sport. Per me è stato importante, ma lo che è prima dall’esperienza che si ricava sport è importante in generale. Eccome! la teoria e non il contrario, sempre. E le Intanto perchè insegna a competere sporesperienze cambiano, producono le teorie, tivamente con tutti, a rendersi conto che ci e, poi, si ricavano le applicazioni. sono persone più forti di te, e anche perché Un esempio fondamentale di errore di valurichiede sacrifici. Se uno vuol riuscire, deve tazione scientifica può essere la descrizioallenarsi con costanza, deve fare molti sane della vita e dell’universo attraverso cacrifici, molte rinunce, quindi senz’altro lo tegorie poco utili alla vita reale. Mi riferisco sport aiuta. È una scuola di vita, perché al ricorso all’astrologia e al mito a discaanche nella vita, nel proprio lavoro, se pito della razionalità. Errore grave perchè uno vuol riuscire deve adottare uno spirito non si può pensare che le vicende umane sportivo. Ci vuole impegno, costanza, non potessero ricavarsi da capricci o umori di scoraggiarsi davanti alle difficoltà, davanti un ente al di sopra di noi e, soprattutto, ai fallimenti, che, naturalmente, sono sempensare che le stelle potessero essere abpre presenti. Questo non deve spronare binate a dei, uomini soprannaturali o mialla mancanza di fiducia ma a fare semtologie varie. E’ stato solo con Galileo che pre meglio, come nella ricerca. Ovvio che agli inizi del XVII secolo è cominciata l’era ci vuole immaginazione altrimenti Einstein dell’astronomia e della scienza sperimennon ci sarebbe mai stato. tale, dove osservare e sperimentare erano E’ possibile trovare dei vantaggi nell’analisi degli errori storici più rilevanBox UVA NERA 6x5 6-07-2010 17:13 Pagina le 1 vere parole d’ordine. - Segue a pag. 5 ti commessi in campo scientifico?Può C

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A Bolgheri Melody: live esclusivo in Toscana per la band rivelazione dell’anno

I MODA’ TRA I CIPRESSI DI BOLGHERI

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Bolgheri Melody

La band rivelazione dell’anno presenzia il palco di Bolgheri. Francesco Silvestre (voce), Enrico Zapparoli (chitarra acustica), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso) e Claudio Dirani (batteria) sono reduci da un successo straordinario: lo scorso anno col singolo Sono Già Solo (40 settimane al vertice delle classifiche) ed essersi affermati alla 61a edizione del Festival di Sanremo

Talk Sohw Le parole pungenti del ragioniere più amato da tutti gli italiani

Frizzante e come sempre pungente quello che si presenta alla platea del talk show del Bolgheri Melody. Con una appariscente tunica di color marrone ed una barba incolta, il famoso attore e personaggio televisivo genovese, incalza da subito il pubblico con battute al fulmicotone riguardanti argomenti e temi molto delicati come quello della sottile linea che separa la vita dalla morte. Un tema difficile e che spesso ci mette di fronte ad una fondamentale domanda che cos’è la felicità? Ecco il comico, ma ormai non più comico ma piuttosto pensatore ed intellettuale sbalordisce a tratti il pubblico, non certamente giovane, con una personalissima interpretazione, “ la morte è ciò di quanto più ovvio ci sia e nella vita per incontrare la vera felicita è necessario passare da un momento di sofferenza, solo così si può respirare e godere veramente di quel sentimento nobile della felicità”. Un incontro nel quale Paolo Villaggio ha avuto anche la possibilità di presentare il suo ultimo libro “Giudizio Universale” edito da Feltrinelli, nel quale il comico illustra una sua personalissima interpretazione del giudizio universale, appunto.

Foto di E.Masci

Paolo Villaggio con grande senso ironico affronta un tema delicato come quello della felicità

con il brano Arriverà, cantato insieme ad Emma, che si è aggiudicato il secondo posto nella sezione “Big”. Un anno straordinario culminato con il multiplatino frutto di un album straordinario di inediti dal titolo “Viva i romantici” – che da anche il nome al tour - entrato subito al primo posto nella classifica degli album più venduti. I tre singoli estratti dall’album, Sono già solo, La Notte e Arriverà, hanno inoltre ottenuto ciascuno, il disco di platino nella classifica download. Si presentano nel 2004 con il primo singolo dal titolo Ti amo veramente, dopo pochi mesi il secondo singolo Dimmi che non hai paura seguito, e l’album di inediti. Nel 2005 il loro primo Festival di

Sanremo Giovani con Riesci a innamorarmi: grande consenso di critica e di pubblico. Lavorano instancabilmente fino al “Sala d’attesa live tour” che li vede esibirsi su oltre 50 palchi di tutta Italia. Poi 2009 pubblicano Timida e Sono già solo, e l’anno dopo si confermano definitivamente come il gruppo rivelazione dell’anno facendosi conoscere al grande pubblico proprio con il singolo Sono già solo, primo vero successo radiofonico della band. Sulla scia dei grandi consensi inizia “La Notte Tour” in giro per oltre 20 palazzetti di tutta Italia registrando ovunque il tutto esaurito. Ed ora l’Arena di Bolgheri: quattromila cuori che battono all’unisono e si infiammano al’ingres-

LA LEGGENDA BRYAN FERRY IN ARENA. POI PARTY BLINDATO NELLE CANTINE DEL SASSICAIA In scaletta i successi di una carriera straordinaria: da Avalon a Slave to love degli Eurythmics, Johnny Greenwood dei Radiohead e Scissor Sisters ed è il frutto di “a labour of love” come lui stesso lo definisce dalle pagine del suo sito. Il suo tour che ha toccato tutte le principali città: da Washington, città dove e nato e che lo ha visto fondate, nel 1971, i Roxy Music – pionieri del genere Glam Rock - passando per Inghilterra, Germania, Francia, Svizzera, Danimarca, Israele “Una retrospettiva – come ha definito lo stesso Ferry il suo concerto – del mio lavoro sia con i Roxy Music,

The Genesis Tribute

sia come solista. Su tutti i miei album”. Un concerto-evento, l’unico in Italia di Bryan Ferry, a cui era atteso anche Mick Jagger ma che ha preferito evitare i flash dei tanti fotografi presenti in sala, e partecipare solo al primo dei tre party di compleanno del Conte Manfredi della Gherardesca che si è tenuto, dopo il concerto, nell’area blindatissima della cantina del Sassicaia. Nel parterre de roi – 150 invitati selezionatissimi - tanti Vip, aristocratici e nobili di importanti e prestigiose

casate italiane ed europee scortati da un ingresso tutto dedicato fino ai primi posti del teatro all’aperto. Una serata speciale, di grande musica tra glamour, mondanità e nobilità, e poco importa se Mick non era nelle prime file come tutti speravano; lui era comunque lì, a qualche decina di metri, ad ascoltare l’amico Bryan, Bryan Ferry sorseggiando un bicchiere di Sassicaia.

Uno spettacolo danzato straordinario portato in scena dal più prestigioso dei Corpi di Ballo italiani: il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Presentato nel 2003, è stato realizzato all’Arena con musica registrata, rinnovando la speciale opportunità di coinvolgimento delle scuole di danza locali: la parte dei piccoli elfi nello spettacolo è stata interpretata, grazie alla collaborazione con la Fondazione Teatro Goldoni, dagli allievi delle scuole di danza di Livorno. Scandito in due atti e sei scene, il soggetto del balletto non si discosta dalla commedia. In scena i primi ballerini e i solisti che hanno rappresentato nel mondo questa produzione, ma anche i nuovi interpreti. Hanno rivestito i ruoli principali: Marta Romagna nel ruolo di Titania; Antonino Sutera nel ruolo di Oberon; Eris Nezha nel ruolo del Cavaliere di Titania, Maurizio Licitra era Puck e Alessandra Vassallo era Ippolita.

Le origini del jazz per la nuova musica di Raphael Gualazzi

Ancora la danza protagonista sul palco dell’Arena Mario Incisa della Rocchetta con uno spettacolo in prima mondiale creato proprio per Bolgheri Melody, così il corpo di ballo del Maggio Musicale Fiorentino si è esibito con The Genesis Tribute per la coreografia di Francesco Ventriglia. Gli artisti del Maggio Danza si sono esibiti sulle musiche della nota band The Genesis che dal 1967 in Gran Bretagna iniziò ad incidere i primi pezzi distinguendosi subito con una nuova musica che è rimasta nelle Hit Parade per quaranta anni. E proprio ispirandosi allo stile della band è stato creato uno spettacolo dal grande impatto visivo sulle musiche dell’album The Lamb Lies Down on Broadway e gli spettatori hanno potuto ammirare l’etoile Alessandro Riga e il cast del Corpo di Ballo Elena Barsotti, Gisela Carmona Gálvez, Silvia Cuomo, Zaloa Fabbrini, Paola Fazioli, Federica Maine, Margherita Mana, Gaia Mazzeranghi, Linda Messina, Monica Tapiador Judith Vincent, Alessandro Riga, Paolo Arcangeli, Alessandro Cascioli, Michelangelo Chelucci, Cristiano Colangelo, Antonio Guadagno, Zhani Lukaj, Francesco Marzola, Fabrizio Pezzoni, Pierangelo Preziosa, Michele Satriano, Leonardo Velletri. L’esibizione del Maggio Musicale Fiorentino è stata preceduta dalla consegna della prima medaglia d’oro di Bolgheri Melody al Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per “i vasti riconoscimenti in ambito sociale ed economico a livello Europeo”. Purtroppo l’ex Presidente non ha potuto ritirare la medaglia personalmente, che è stata consegnata alla responsabile segreteria Maria Teresa Pandolfi, ma ha inviato una lettera per ringraziare Bolgheri Melody del riconoscimento. La cerimonia, presieduta dalla Regione Toscana con l’assessore Cristina Scaletti, la Provincia di Livorno con l’assessore Paolo Pacini, il Comune di Castagneto Carducci con il sindaco Fabio Tinti e il prefetto Domenico Mannino. è stata arricchita dall’esecuzione dell’Inno Box Osvaldo 6x5 6-07-2010 17:03 Pagina 1 di Mameli cantato da un coro di bambini diretti dalla cantante lirica Silvia Pantani. M

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cui mi ero innamorato era il ragtime. Continuando con questo tipo di percorso mi sono accorto che esisteva un genere, sviluppatosi in America tra la fine degli anni ‘10 e gli anni ‘40 che si chiama stride piano, una sorta di evoluzione del rag-time. Con Reality and Fantasy cerco di riportare le origini della tradizione jazzistica in tutti i suoi colori all’ascolto popolare che contraddistingueva il jazz stesso, con la fusione di altri stili musicali appartenenti a una tradizione derivata ma non sicuramente secondaria. Il jazz nasce come matrice della musica moderna, quindi perché non restituirla alla sua originaria popolarità tramite gli stili attuali più comprensibili e leggeri, questo è quello che umilmente tento di fare con questo lavoro. E’ riuscito a far recepire subito il suo stile? Forse non sono la persona più adatta per dirlo però quello che che mi è sempre stato detto è che nella mia musica c’era tanto divertimento, il mio intento è infatti anche quello di dare leggerezza nel comunicare quella che Foto di E.Masci

di Marica Galassi

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UN SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

UNICO LIVE IN ITALIA PER IL LEADER DEI ROXY MUSIC

Bryan Ferry incanta i 2 mila dell’Arena Mario Incisa della Rocchetta. Il leader dei Roxy Music ha regalato al pubblico quasi 2 ore di vera musica spaziando dai brani del suo ultimo album, Olympia fino ai successi che lo hanno consacrato, insieme alla band più glam del panorama rock, alle chart mondiali come Slave to love, applauditissimo insieme a Dont’stop to Dance, Jealous Gay e Avalon. L’album Olympia nasce dalla collaborazione dei Roxy Phil Manzanera e Andy MacKay, e di altri numerosi artisti tra cui Dave Stewart

so della band sul palco. Senza fiato, con l’adrenalina che scorre sulle immagini del video di presentazione e delle prime note di Vittima. Musica, luci energia ed emozioni. La playlist si apre con Vittima e Meschina, e poi scorre nei vari brani che li hanno resi famosi. Timida, Arriverà, Viva i romantici, Sono già solo, La notte. Si alternano momenti di rock vigoroso e deciso ad atmosfere di grande intimità ed introspezione con il frontman seduto sui gradini del palco che canta in versione acustica. Epilogo: Francesco Silvestre concede il bis e saluta con un augurio: “Buonanotte a tutti quelli come me che per ucciderli del tutto ci vuole molto più veleno”.

Come nasce la sua musica? Io ho intrapreso il mio percorso iniziando con gli studi classici al Conservatorio di Pesaro però sono sempre stato appassionato di Jazz; un giorno ho incontrato un chitarrista in un festival jazz ad Urbino che, visto il mio interesse, mi ha consigliato di conoscere le radici di questo stile. Stimolato da vari incontri mi sono avvicinato alle origini del blues ed a diciannove anni ho iniziato a scrivere i primi brani in cui tentavo di mettere insieme le nozioni acquisite in conservatorio con il modo di cantare blues. Il mondo più vicino che poteva ricongiungere al meglio la tecnica CY CMY K acquisita con lo stile melodico di

è una tradizione. Fino agli anni ‘50 la musica jazz e lo swing venivano recepiti e ballati tranquillamente nei loro splendidi, ma non sempre di così facile comprensione, arrangiamenti in tutte le sale da ballo dove la gente impazziva per le orchestre e i loro fantastici musicisti, musicisti che erano soliti suonare dalle cinque del pomeriggio fino a mezzanotte, finito l’orario di lavoro si riunivano in luoghi dove in cambio di una cena intrattenevano il pubblico esprimendosi in dialoghi musicali liberi dalle convenzioni orchestrali sviluppando e sperimentando sempre di più, questo ha portato ad una veloce evoluzione dello stile e dell’improvvisazione jazz. Un’evoluzione così affascinantemente veloce che non è stata recepita dalla popolarità con la stessa facilità con cui è stata recepita dagli addetti ai lavori. Io vorrei riportare e far riascoltare questi periodi storici, in maniera simbolica, tramite delle chiavi di lettura più comprensibili e libere. Marica Galassi


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She is a Rock woman!!! Un’autentica folla è accorsa presso gli spalti del Bolgheri Melody per ascoltare l’energica ed entusiasmante Gianna Nannini Che i suoi concerti siano similitudine di una vera e propria scarica di adrenalina è ormai cosa consolidata. La Gianna è una vera e propria forza della natura. La sua voce, comune alla maggior parte degli italiani è da sempre un grido energico di ribellione verso una società classista che ha visto spesso la figura femminile essere sottomessa dal maschilismo e dal bigottismo vigente verso una maggiore parità sociale. She is a rock woman, e lo possiamo gridare forte, perché Gianna Nannini sabato 30 Luglio si è esibita sul palco del Bolgheri Melody da autentica rock star trascinando i suoi fan dalla prima fino all’ultima canzone. Un repertorio vastissimo il suo che abbraccia un pubblico vastissimo. Il concerto è stato l’insieme di più generazioni che sotto il bellissimo cielo stellato di Bolgheri hanno canta-

to e gridato parole d’amore quasi fino a far oscillare i secolari cipressi. Come sempre fuori dalle righe, la cantautrice toscana si è presentata al suo pubblico con una giacca bianca, dietro alla quale

spiccava la scrtitta “God is Woman”, un grido di protesta e provocazione in difesa della donna e dei diritta di questa. Come dicevamo, da sempre la Nannini si batte per la sua causa di cui già sappiamo

molto, ma se ce ne era bisogno, anche in questa occasione ha voluto rimarcare il significato. Entrata nella scena della musica italiana verso la metà degli anni ’70 la rock star senese è una di quelle figure che come si suol dire piace “a grandi e piccini”, infatti il pubblico accorso all’Arena Mario Incisa era composto da mamme e figlie ma anche tanti uomini che con passione e amore verso la cantante hanno seguito le note dello spettacolo “Io e Te Tour 2011”. Il concerto è stato un mix di nuove e vecchie canzoni, capaci come sempre di emozionare quasi fino a far venire i brividi, quindi non ci rimane che chiudere, ringraziando la rock star dello spettacolo ed affermare a pieni voti che, she is a rock woman!!! Marco Provinciali

Il popolare conduttore di Ciao Darwin mattatore della serata benefica Benvenuti a Bolgheri Melody, il Festival che porta in scena, insieme ai big della musica, della danza e del teatro la faccia umana, pulita, sincera e divertente della solidarietà. In palio, per una notte, non ci sono stati gli applausi a scena aperta, una regola ormai tra i cipressi di Castagneto Carducci. Quelli per una notte non sono stati importanti. Ad essere importanti sono state le persone, oltre 3 mila, che hanno

risposto venerdì sera all’appello dell’associazione Onlus per le cure palliative della Bassa Val di Cecina, Bolgheri Melody, Marco Luci, storico autore di Rai e Mediaset e deux ex machina della notte di beneficenza, e Paolo Bonolis. L’obiettivo: aiutare chi si trova “in quella soglia dell’esistenza dove non sai bene cosa ti aspetti ed intanto intorno a te, l’unica cosa che senti è il dolore. Chi se ne occupa è un’anima cara”. E’ stato questo “il senso della vita” dello show di Paolo Bonolis, accompagna-

to sul palcoscenico di Bolgheri Melody, dai suoi autori storici, compagni d’avventura ed amici, dal Direttore Artistico Massimo Guantini, dal Direttore del Maggio Danza Francesco Ventrigliae dal Presidente dell’Associazione, Aligi Carnicelli. Accolto da una ovazione, Bonolis si è concesso, per più di un’ora, al pubblico del Bolgheri Melody regalando, con l’ausilio di due mega schermi, i più suggestivi momenti del “Senso della Vita”. Dalla prima storica puntata e “la prima scena, un

film, di Toto, Peppino e la Dolce Vita – ricorda divertito raccontando com’era nato il programma - fino all’esilarante intervista a Gianfranco Funari “un amico, una persona molto cara. Un uomo tra i pochi che ha segnato veramente la storia della televisione indipendentemente dall’essere o meno d’accordo con lui. Un uomo di intensità profonda. Quando venne al Senso della Vita ci regalò qualcosa di inaspettato. In quella circostanFoto di M.Provinciali

di Marco Provinciali

za ci colse alla sprovvista con quel passaggio…”. Uno show dentro lo show…per beneficenza. Lo spettacolo di uno dei più grandi della televisione dei nostri tempi, che fortuna averlo avuto come ospite al “nostro” Bolgheri Melody!!!

Teatro sold-out per lo spettacolo di Giorgio Panariello. NAOMO, MERIGO E RENATO ZERO SUL PALCOSCENICO

PANARIELLO? NON ESISTE! Bagno di folla per il comico

Dopo i primi appuntamenti riservati alla grande musica e al balletto internazionale il cartellone ritaglia un importante intermezzo con il teatro cabaret portando il comicomattatore toscano protagonista di indimenticabili e spensierate serate in allegria. l’attore e comico nato a Firenze, ma versiliese d’adozione, è reduce dall’enorme successo di “Ogni maledetta domenica”, il radio show che per otto settimane ha tenuto impegnato il comico toscano su RTL 102.5 e contemporaneamente al teatro The Club di Roma, dove ha intrattenuto il pubblico e gli ascoltatori con monologhi e personaggi ispirati all’attualità. La comicità all’italiana protagonista assoluta

con uno dei più straordinari interpreti della nostra televisione (e non solo) capace di modellare, con caratteristiche proprie e punti di osservazione diversi (dal bagnino Mario a Merigo), personaggi straordinari oggi emblema della storia della nostra società; veri e propri “mostri” di simpatia e genuinità. Sul palcoscenico di fronte a San Guido di Bolgheri Giorgio Panariello ha intrattenuto la platea con i suoi monologhi inediti ispirati all’attualità e portato in scena i suoi variopinti personaggi. Alcuni vecchi: il ricchissimo Naomo lanciando i soldi a destra e a sinistra come coriandoli facendo sfoggio dei suoi tanti, troppi, averi, il biondissimo PR del Chiticaca, discoteca di Orbetello, l’anziano

e tenerissimo Raperino, Renato Zero, ovviamente il clone, l’alticcio Merigo con la sua bicicletta e la sua bottiglia di vino…rosso, la Signora Italia cresciuta a bigodini e tabloid, gossip e pettegolezzi. Ma anche gli inediti, i nuovi “mostri” come il Vaia, il filosofo da bar, e il Luingi, l’insegnante finto-brasiliano di lambada. In scena anche una piccola band, ballerine, un cantante e un illusionista. Un sold-out per quasi due ore di risate. Lo showman ha lavorato per un anno a “PANARIELLO NON ESISTE”, nato da un idea di un bambino incontrato per strada che all’emozione della mamma nell’averlo incontrato rispose candidamente “ma Panariello non esiste! Esiste solo alla Tv”. Spettacolo totalmente inedito scritto con l’ausilio di un nuovo team autorale composto da Sergio Rubino, Riccardo Cassini, Walter Santillo ed Alessio Tagliento. Sua la regia curata insieme a Gaetano Triggiano, ha visto in scena anche una band, ballerine e un performer illusionista che è protagonista di spettacoli di grandi illusioni in tutto il mondo e che ha dato allo show oltre il gusto dell’incanto della sorpresa e della meraviglia lo spartiacque tra realtà e finzione. NO, non chiamatelo varietà, “Panariello non esiste” è un grande spettacolo terribilmente comico, carico della magia del teatro e pieno di attualità. Valentina Cambi

Rassegna

Bolgheri Melody Talk Sohw Mogol, Sallusti e Santanchè Nel salotto di Bolgheri Melody RacConta, condotto da Francesco Borgonovo, responsabile delle pagine culturali di Libero, oltre a Mogol e Alessandro Sallusti direttore del Giornale, ospite a sorpresa anche la sottosegretaria per l’attuazione del programma di governo Daniela Santanchè. Nel talk show bolgherese si è discusso degli avvenimenti accaduti a Mirabello durante la festa della Libertà dove le canzoni di Battisti sono state usate come colonna sonora, scelta che ha infastidito non poco la moglie. Calorosa è stata l’accoglienza per Giulio Rapetti in arte Mogol che ha parlato del brano inedito “Il paradiso non è qui” depositato alla Siae dopo trent’anni. Il dibattito si è poi spostato con l’intervento della Santanchè sulla manovra del Governo e sui tagli agli stipendi dei politici che, secondo la sottosegretaria, questi ultimi dovrebbero fare politica per passione e non per convenienza o per uno stipendio. Daniela Santanchè si è detta molto dispiaciuta nel caso in cui nel 2013 Berlusconi non si ripresentasse come leader del Pdl, in tal caso ha precisato: “Se ciò accadesse dimentichiamoci le donne in Parlamento”.

UMBERTO VERONESI E L’AMORE PER LA VITA

Ospiti del salotto tra i cipressi di Castagneto Carducci il Medico più famoso d’Italia, Umberto Veronesi, e il Direttore d’Orchestra Alberto Veronesi Padre e figlio: il primo uno dei medici più illustri d’Italia, il secondo direttore dell’ Opera orchestra di New York. Due grandi personaggi della comunità nazionale ed internazionale che hanno scelto il salotto di Bolgheri Melody RacConta ospitato nell’Arena Mario Incisa della Rocchetta a Castagneto Carducci (Li), per ritrovarsi, in una delle rare occasioni insieme di fronte ad un pubblico in carne ed ossa, per raccontare i successi e le delusioni, le sfide e gli obiettivi, le difficoltà e le soddisfazioni delle rispettive carriere, e soprattutto, il rapporto vero tra un padre ed un figlio spogliato dal contesto professionale.   L’incontro è stato inoltre un’occasione per parlare di editoria con la nuova pubblicazione Scienza e Pace scritta a quattro mani da Umberto Veronesi e Alessandro Cecchi Paone, apripista per una riflessione più ampia sul tema della pace e naturalmente della scienza, sull’arte, sulla cultura, sulla musica e sul futuro del nostro paese con il dibattito del nucleare .


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Pregio nella provincia pisana

TARTUFICOLTURA

news PISA - Approvato dal consiglio provinciale di Pisa il programma in materia di tartuficoltura per il 2011 Approvato all’unanimità dal consiglio provinciale di Pisa il programma di interventi per il 2011 in tema di tartuficoltura. La Provincia, ente competente in materia su delega re-

Nello specifico gli interventi riguardano il sostegno e la promozione della Mostra mercato del tartufo bianco di San Miniato; delle Mostre Mercato di Volterra e Palaia; e della Mostra mercato del tartufo scorzone del Comune di Capannoli; il tutto per un totale di 18.000 euro. Nella sua funzione di

SANCHEZ Il Real Madrid nella sua lunga carriera ha vinto un totale di ben 102 trofei. Qual è il segreto per vincere così tanto? Il segreto per vincere tanto è principalmente avere buoni giocatori, scegliere solo i migliori e poi lavorare giorno dopo giorno, con fatica, dedizione completa al calcio, mentalità vincente e infine….fortuna! Il vivaio del Real Madrid ha visto crescere nel proprio settore giovanile talenti come Emilio Butragueno, Manuel Sanchis, Martin Vazquez, Michel, per arrivare agli ultimi “prodotti locali” Casillas, Raul, Guti. È solo una questione di mentalità trasmessa già ai più piccoli, abituati al successo sin dai primi calci, o c’è dell’altro? Dalla “cantera” del Real Madrid sono partiti in passato e emergono tutt’ora moltissimi buoni giocatori che sono diventati e diventeranno campioni di livello internazionale. Attualmente, nella LIGA spagnola, in quasi tutte le squadre, fatta eccezione per il Barcellona e l’Atletico di Bilbao, sono presenti giocatori del vivaio del Real Madrid. Nei massimi campionati di Europa e non ci sono ben 90 giocatori provenienti dal nostro vivaio. Attualmente nella prima squadra del Real sono presenti 4-5 giocatori nati nel “futbool base” madrilista: solo i migliori hanno la possibilità di vestire la maglia delle “Merengues”. Durante la sua permanenza al Camp

Foto di E.Masci

Intervista doppia ai tecnici: Santiago Sanchez vs Andrea Prunecchi

ha avuto modo di scoprire qualche giovane promettente? Penso che in queste età è molto difficile capire se un giocatore potrà diventare un professionista nel futuro. Perché il suo sviluppo come giocatore aumenta sempre, di giorno in giorno, e qui possiamo vedere solo un potenziale: oggi sono piccoli ma magari tra 10 anni saranno giocatori molto forti. Quello che ho potuto comunque osservare qui sono tanti piccoli giocatori con qualità e soprattutto con molta voglia di divertirsi e questa è la base per poter giocare a calcio. Ci può dire se tornerà l’anno prossimo e cosa le piace della Toscana? Si, è possibile che ritorni l’anno prossimo. Se tutto va come quest’anno e sono soddisfatti del mio lavora allora sicuramente ritorno. Della Toscana mi piace tutto: soprattutto le persone che mi sono state sempre vicino e mi hanno aiutato; io non parlo molto bene l’italiano; poi il paesaggio è veramente meraviglioso e il cibo è buonissimo…. insomma mi piace proprio tutto della Toscana!

PRUNECCHI Com’è stato collaborare con un allenatore delle giovanili del club calcistico più titolato al mondo? Collaborare con lui è stato veramente un piacere anche perché, grazie alla precedente esperienza vissuta insieme tre anni fa, si era già creata un’amicizia tra noi, ed è stato quindi molto bello ritrovarsi. E poi Santiago ogni volta porta delle innovazioni che io cerco sempre di carpirgli per poterle poi trasmettere durante l’anno ai miei ragazzi. Vista la sua grande esperienza di uomo di calcio, prima da giocatore e poi da allenatore, cosa pensa di aver dato suo collega spagnolo e cosa ha ricevuto? Ho dato tutta la mia disponibilità perché anche se molto più giovane di me Santiago è veramente un grande allenatore da cui c’è sempre qualcosa da imparare. E da lui, ho ricevuto insegnamenti tecnici che non hanno niente a che vedere con il nostro calcio. I partecipanti al Camp come hanno vissuto questa settimana? In maniera un po’ turbolenta perché erano veramente tanti e non è stata un’impresa facile quella di gestirli tutti. Però, si sono divertiti molto, hanno fatto una buona esperienza anche sotto il profilo tecnico hanno imparato nuovi esercizi, e soprattutto anche un po’ di più di educazione sportiva, che, secondo me, sta alla base di tutto. Abbiamo unito della sana fatica all’entusiasmo ed alla spensieratezza tipica

Risparmio e tecnologia, questo è il progresso

Bioedilizia Maciel Legno di Marica Galassi

CECINA - La Maciel Legno di Carlo Lamperti si occupa di bioedilizia e lavorazione in legno. Nel Nord Italia il mercato delle case in legno è senz’altro più conosciuto e già nello scorso anno ha visto un incremento del 60%, questo perché anche gli studi dei tecnici sono prettamente orientati alla struttura in legno. Questa azienda è l’unica nel raggio di cento chilometri specializzata in bioedilizia e dal 20 di giugno sono partiti i lavori per la prima villa su tre piani completamente in legno, anche l’esterno su concessione del comune di Cecina potrà essere di legno. La villa verrà costruita in loc. Cedrino. Quali sono i vantaggi di costruire in legno? Si può partire dalla sismica all’antincendio. Contrariamente a quello che si può pensare, quella in legno è strutturata per resistere di più al fuoco, è fatta con un legno da costruzione “il lamellare”, che in caso di incendio

carbonizza sull’esterno, creando uno scudo, mentre la sezione interna alla carbonizzazione è quella che resiste durante l’incendio. La maggiore resistenza sismica si ha per la leggerezza del materiale impiegato. Altri vantaggi sono la velocità di costruzione, di media per una casa di 200 mq siamo intorno ai quattro o cinque mesi, considerando di fare il montaggio e i tagli in cantiere. Ovviamente risparmio di tempo vuol dire anche risparmio in denaro, oltre al costo inferiore di materie prime. La nostra idea di azienda è nata proprio quando ci siamo accorti che le banche non avrebbero potuto più sostenere coloro che volevano comprarsi o costruirsi una casa. Una villa di 200 mq su tre piani, ha un costo di 170 mila euro circa, se il terreno è già di proprietà. Un altro vantaggio è la garanzia, noi come costruttori di case in legno le garantiamo trent’anni, sia sulle strutture portanti che sull’esterno, per questo la cura e la ricerca dei materiali al top è

fondamentale. Necessitano di particolare manutenzione? Per quello che riguarda l’esterno dipende dal tipo di legno con il quale viene rivestito, e dalla pigmentazione del legno, più è chiaro e più dura, il problema maggiore del legno è il sole. La qualità dei materiali fa la differenza sulla periodicità degli interventi di manutenzione. Inoltre gli interventi interni ed esterni sono più facili e accessibili, senza bisogno di spaccare e fare tracce, basta smontare il pannello interessato e intervenire solo su quello. Cosa vuol dire per l’ambiente costruire in SenzaContrariamente Nome-1 1-04-2011 legno? a quello10:44 che siPagina pensa 1 C

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ente di coordinamento e programmazione, la Provincia si farà poi carico direttamente di azioni promozionali del tartufo, in sinergia con iniziative da essa già attivate (in particolare quella del marchio per la ristorazione “Amico del Tartufo”; e il Progetto didattico “Agricoltura, ambiente, prodotti locali”, rivolto gratuitamente a tutte le scuole del territorio provinciale); e ancora provvederà a garantire l’organizzazione degli esami di idoneità alla raccolta.

Quando il calcio è veramente sport, passione e amicizia

Nasce la nuova DOC Terre di Pisa Il Comitato Nazionale Vini ha espresso parere favorevole per il riconoscimento della nuova DOC Terre di Pisa. La denominazione nasce dopo quasi 10 anni di confronto tra i produttori che intendevano valorizzare le proprie migliori produzioni non dichiarabili in etichetta se non come IGT. Numerose aziende, già allora, producevano vini che tuttora incontrano il favore dei critici e dei consumatori e molte altre se ne sono aggiunte negli anni, vini che esprimevano il valore di un territorio compreso tra il Chianti fiorentinosenese e la costa bolgherese, ma senza una denominazione comune che ne riassumesse i caratteri qualitativi esistenti e facesse da traino. Alcuni vini sono quelli a base Sangiovese altri con un melange di internazionali sulla base dei diversi “terroirs” e delle diverse scelte imprenditoriali, ma con un unicum di qualità ad oggi non manifestamente riconosciuta se non dagli addetti ai lavori. “La nuova DOC Terre di Pisa - afferma Giacomo Sanavio, Assessore allo Sviluppo Rurale della Provincia di Pisa - rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto ed agli investimenti fatti nel tempo dai nostri vignaioli nella ricerca di produzioni di qualità, colmando un vuoto di quasi 30 anni. Il vino, come tutti i prodotti dell’agricoltura, “racconta” un territorio e le sue vocazioni produttive. La nuova DOC ne è testimonianza e costituisce uno strumento aggiuntivo di valorizzazione del legame tra vino e territorio. Con essa - prosegue Sanavio - si rafforzano inoltre gli spazi della promozione anche con l’ausilio della Strada del Vino delle Colline Pisane e di commercializzazione delle produzioni da parte di aziende e consorzi, in una positiva sinergia tra pubblico e privato, dando ulteriore impulso al turismo del vino basato proprio sulla motivazione del legame tra prodotto e territorio”. Due le tipologie: “Terre di Pisa Rosso” a base di Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot da soli o congiuntamente dal 20% al 70%; altri autorizzati in Toscana fino al 30%; “Terre di Pisa Sangiovese” Sangiovese minimo 95%, altri autorizzati in Toscana fino al 5%. Affinamento minimo 16 mesi, di cui un anno in legno e 4 in bottiglia. I comuni interessati sono: Fauglia, Crespina, Lari, Chianni, Capannoli, Palaia, Peccioli, Terricciola, Casciana Terme, Ponsacco, Pontedera, Montopoli V.A., Lajatico, San Miniato Orciano Pisano, Lorenzana e Santa Luce. I produttori potenziali sono un centinaio anche se, almeno inizialmente, è ipotizzabile che si iscrivano alla nuova denominazione (sin dalla vendemmia 2011) almeno 30-40 aziende. Inizialmente, c’è da attendersi una produzione di circa 300.000 bottiglie (in commercio dal 2013).

lità dell’ambiente. Accanto al supporto economico alle tradizionali e importanti mostre mercato, il programma 2011 finanzia corsi di qualificazione dei raccoglitori e di formazione del personale incaricato alla vigilanza; e mira, in continuità con le precedenti programmazioni, a far conoscere il prezioso tubero anche alla popolazione scolastica”.

gionale, vara dunque - a seguito di concertazione con le amministrazioni dei Comuni ricadenti nell’area di produzione del tartufo bianco delle colline sanminiatesi e con le associazioni di tartufai del territorio - tutta una serie di attività, per un ammontare di circa 65mila euro provenienti da risorse regionali. “Il tartufo - spiega per la stessa Provincia l’assessore alla forestazione Giacomo Sanavio - è fra i prodotti della natura di maggior pregio della realtà locale, segno dell’armonico rapporto fra tradizione e qua-

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costruire in legno non vuol dire disboscare, perché il materiale con il quale si costruisce è per un 70% legno lamellare, fatto da listelli di tronchi piccoli che hanno 10-15 anni di vita che appena espiantati vengono reimpiantati con una conseguente riforestazione. La casa in legno è riciclabile, la si può smontare pezzo per pezzo e rimontare da un’altra parte, e anche i materiali di scarto sono completamente riciclabili. Come può espandersi questo modo di costruire sul mercato italiano? Parlerei di mercato toscano, il resto d’Italia già si muove. Una parete esterna con uno spessore di venti centimetri, è in grado di mantenere una CY CMY

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dei ragazzini di questa età. Qual’ è stato il percorso che l’ha portata a scegliere di allenare ragazzi Under 14 piuttosto che Prime squadre? È stato semplice. Erano diversi anni che desideravo creare una scuola calcio “personale”: essendo ormai alla soglia dei sessant’anni ho pensato che se non mi buttavo adesso poi non sarei più riuscito a farlo!E così ho deciso di affrontare questa nuova avventura e con grandissima soddisfazione posso dire di avercela fatta perché ci sono stati un buon numero di ragazzi che mi hanno seguito. La scelta che ho fatto è quella giusta e le soddisfazioni ricevute dai mini calciatori sono senz’altro maggiori, anche se di diversa natura, rispetto a quelle ricevute con gli adulti. Tre buoni motivi per iscrivere i ragazzi al Camp Estivo. Il Camp Estivo è una settimana dedicata completamente allo sport, un primo approccio al mondo del calcio, un assaggio di quali sono i sacrifici nel durar fatica e nell’allenarsi veramente: questo potrebbe già essere un motivo. Poi il fatto di avere a disposizione l’allenatore delle giovanili del Real Madrid è certamente un’occasione più unica che rara. Infine lo spirito di gruppo, ancor prima di quello di squadra, perchè una partita si trasformi in un evento sportivo dove misurarsi e superarsi ed al termine della quale vinti e vincitori torneranno amici con in comune la grande passione per il gioco del calcio.

temperatura, per esempio di venti gradi dalla mattina, senza toccare riscaldamento e condizionatore ovviamente a finestre chiuse, alle otto di sera. Gli ostacoli stanno soltanto nei luoghi comuni che riguardano il legno, e gli interessi che in genere legano i tecnici alle ditte di costruzione tradizionale, infatti, al contrario di quanto possano dirvi, una casa in legno necessita degli stessi permessi di una casa tradizionale, la legge non ha nessuna specifica per quanto riguarda la struttura portante. In qualsiasi terreno dove si può costruire una casa in muratura si può costruire in legno, l’unico vincolo è che in alcuni comuni obbligano a rivestire l’esterno in pietra o con l’intonaco; e anche qui non ci sono problemi, la intonachiamo. Velocità economia e qualità sono alcune delle caratteristiche delle costruzioni in legno. L’abitazione in legno è anche un involucro vivo e salubre, dove, se costruita come si deve, non si vedranno mai formazioni di vapore e macchie di umidità, questo perché le pareti in legno, come la pelle dell’uomo, respirano Box Momenti Conviviali 6-07-2010 e questo premia la durata6x5 della struttura. 17:23 Pagina 1 C

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Maremma WiFi: internet libero e gratuito nel grossetano “Internet non è al passo con i tempi, ma con il futuro. Rendere le nostre piazze aperte al mondo con collegamenti internet WI FI liberi e gratuiti è parte sostanziale del modello di crescita su cui lavoriamo ogni giorno”. Con queste parole Leonardo Marras, Presidente della Provincia di Grosseto, ha attivato, in tempi rapidi ed a costi contenuti, la realizzazione di questo primo lotto di “Maremma WiFi”. Grazie all’Amministrazione e alla Netspring, società incaricata dalla Provincia per realizzare l’infrastruttura, i cittadini registrati potranno “navigare” liberamente, tant’è che l’iniziativa sta contagiando tutta la Maremma. L’accesso può avvenire con una registrazione gratuita, guidata e immediata al servizio tramite il proprio portatile, telefono cellulare o palmare all’interno di un’area coperta da segnale; oppure può essere fatta preventivamente collegandosi da qualunque postazione Internet attraverso il portale https://selfcare.maremmawifi.it/owums/account/signup. Il tempo di navigazione è illimitato, mentre quello di download è di 300 MegaByte al giorno ad utente. Gli hotspot di Maremma Wi Fi consentono la connessione in un raggio minimo di 70 metri. L’attivazione del servizio nelle varie località avverrà

Orgoglio e soddisfazione nella Comunità Montana Colline Metallifere MASSA MARITTIMA - La Comunità Montana Colline Metallifere ha ottenuto la conferma delle certificazioni forestali Pefc e Fsc del complesso forestale regionale Colline Metallifere, che gestisce per le sezioni Valpiana, Marsiliana/Montebamboli e Frassine per complessivi 5.600 ettari circa. “Questa conferma - dicono dall’ente montano - rappresenta un risultato significativo impreziosito dal fatto che la certificazione forestale, conseguita sulla base di entrambi gli schemi internazionali, è molto rara”. L’area interessata si sviluppa nelle basse colline di macchia mediterranea che da Massa Marittima si spingono in direzione mare verso il parco di Montioni (Marsiliana e Montebamboli), nella zona vicino a Valpiana in direzione del lago dell’Accesa (interessando anche il comune di Gavorrano) e nei boschi del Frassine nel comune di Monterotondo Marittimo. “La conferma della certificazione forestale dimostra la tutela e conservazione della biodiversità del territorio, diffondendo e differenziando i suoi ecosistemi con collaborazione di università, istituti scientifici, enti locali e organismi di protezione dell’ambiente���. I Cittadini e le Associazioni possono collaborare alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio ambientale di queste aree comunicando con gli uffici della Comunità Montana che sono sempre a disposizione di chi voglia segnalare emergenze di varia natura nell’area interessata al progettovalorizzazione del patrimonio ambientale di queste aree e più in generale delle Colline Metallifere. Per questo gli uffici della Comunità Montana sono sempre a disposizione di chi voglia segnalare emergenze di varia natura nell’area interessata al progetto, come piante di particolare pregio, eventuali danni e problematiche”.

Nato recentemente su iniziativa del Comune di Livorno e dei suoi partner, il progetto “Gli itinerari del Gusto” si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’identità e delle attrattive del territorio cittadino finalizzate promuovere il turismo a Livorno. A conti fatti si tratta di un’idea buona perché parte dal semplice racconto di tre eccellenze “popolari” della gastronomica labronica, di cui si narra la storia e la leggenda, oltre a suggerire un percorso di “scoperta” in giro per la città. Gli itinerari del Gusto infatti sono presentati sotto forma di una di mappa sulla quale vengono segnalati i luoghi della socialità e del consumo: osterie ristoranti, bar storici. Naturalmente qualche regola bisognava darsela e l’Ufficio Turismo del Comune di Livorno, nel suo lavoro di progettazione e organizzazione dell’iniziativa, ha scelto di dar spazio a tutte quelle realtà che ancora propongono ricette legate a vario titolo alla tradizione.

in maniera progressiva. Con un investimento di 45mila euro la Provincia di Grosseto da luglio garantisce così a chiunque la connessione gratuita ad internet in 20 aree pubbliche del territorio provinciale. L’Amministrazione provinciale ha, inoltre, aderito alla rete nazionale Free Italia wifi: significa che l’utente iscritto a Maremma Wifi, con la stessa password può navigare gratuitamente anche in altre città italiane del circuito, a partire da Roma.

È un primo importante passo destinato ad essere potenziato per arrivare fino a 100 punti di accesso libero Wi Fi. Le aree di Maremma WI FI sono: Grosseto: P.za Dante Alighieri; P.za San Francesco; Cittadella dello Studente; Velodromo di via Giotto Marina di Grosseto: Lungomare vicino ai Vigili Urbani; P.za della Chiesa Follonica: P.za Sivieri - ex Casello Idraulico; Via Roma - Pinacoteca; Via Gorizia - Scuola Media Statale Luca Pacioli; Via delle Collacchie - Colonia Scarlino: Porto - Punto info turistiche; Porto Santo Stefano: P.zale dei Rioni; Lungomare dei Navigatori, Sede Vigili Urbani Porto Ercole: Via Caravaggio - Sede Vigili Urbani Orbetello: P.za del Plebiscito - Sede Comune, P.za del Popolo, Comunità Montana Colline Metallifere Ribolla: Centro Civico Massa Marittima: P.za Comunità Montana Amiata Castel del Piano, Palazzo Nerucci Arcidosso, Palazzo Comunale

Concreta potenzialità di crescita del tessuto socioeconomico

Nuovo Piano Marketing territoriale

PISA - L’interesse degli investori internazionali per il sistema pisano con le sue potenzialità è alto e potrebbe concretizzarsi in interventi di rilievo, anche in tempi brevi. Tanto più alla luce dei nuovi strumenti di finanziamento messi in campo dalla Regione Toscana – si chiamano Protocolli Localizzativi – per incentivare, sostenendoli con proprie risorse, progetti industriali di cospicue dimensioni (dai 5 ai 25 milioni di euro) che garantiscano produttività e crescita dell’occupazione. Lo scenario, ricco di aspettative, è emerso a conclusione del convegno svoltosi a metà luglio, nell’auditorium del Centro Maccarrone: l’incontro è stato organizzato dalla Provincia per presentare il suo nuovo Piano di ‘marketing territoriale’, ovvero quel ramo dell’attività amministrativa teso a stimolare l’attenzione verso la realtà locale da parte di investitori esteri, creando le migliori condizioni per loro potenziali interventi in nuovi

insediamenti produttivi. A tutto vantaggio della crescita del tessuto socioeconomico, come hanno sottolineato, per la stessa Provincia, il Presidente Andrea Pieroni e l’Assessore allo sviluppo Graziano Turini. Lo scenario pisano presenta un tessuto imprenditoriale diffuso con specializzazioni forti in vari settori, dalla nautica alla farmaceutica, fino all’Ict (tecnologie dell’informazione e della comunicazione); un sistema della ricerca e della formazione altamente qualificato (con le eccellenze dell’Università, della Scuola Normale e della Scuola Sant’Anna); un apparato infrastrutturale unico, grazie alla compresenza di arterie e snodi che integrano le più diverse forme della mobilità: aerea, marittima, stradale, ferroviaria. Tale panorama non è sfuggito all’occhio della EonTech Ventures Sa, società lussemburghese specializzata nel finanziamento di attività innovative. In pratica aiuta imprese ritenute interessanti comprandone quote del capitale sociale, con l’intesa di rivenderle alle società stesse dopo qualche anno, quando avranno acquisito valore. Sono emersi anche nuovi strumenti di sostegno approntati dalla Regione. “Si tratta – sottolinea Turini – di un’opportunità importante, alla quale guardiamo con grande attenzione. Inizieremo subito a lavorare con i potenziali partner, sia istituzionali (Toscana Promozione, Camera di collercio, enti locali e Università), sia privati (imprenditori locali e investitori esterni), per presentare a settembre nostre proposte di Protocolli Localizzativi”. Sotto un’unica regia verrà avviato nei prossimi mesi un Tavolo Unico di programmazione economica provinciale, un Piano di marketing, con studio sul ‘Foresight’, che disegna le prospettive al 2020 per lo scenario socioeconomico del territorio”.

news

Valentina Cambi

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I cambiamenti tecnologici influiscono notevolmente sul progresso di un popolo, specialmente in materia di biologia e genetica, verso quale futuro ci stiamo incamminando? Bisogna sempre sostenere la tecnologia. Solo l’incultura non vede l’importanza della tecnologia. Per esempio molti atteggiamenti irrazionali che si schierano contro la ricerca sugli Ogm o sulle cellule staminali. Quando si parla di tecnologie, certamente in molti penseranno alle nuove forme di comunicazione virtuale, come Facebook, Messenger, Twitter....Ecco, non credo all’utilità di queste piste di comunicazione che possiamo definire finte, schermate, fluide; esse abbattono ogni forma di percezione e di confronto anche fisico legato al passaggio di conoscenze. Si tratta spesso di contatti futili e dai contenuti banali, di facciata. Ritengo, invece, che per sostenere al meglio la tecnologia della comunicazione, siano ben più utili i motori di ricerca, come Google, che consentono la fruizione in tempo reale e su più piani delle conoscenze, rendendole più rapide, più fruibili e alla portata di tutti. Ai fini della diffusione delle conoscenze, degli scambi, delle comunicazioni e delle scoperte, grosso merito va anche alla Posta elettronica che permette di comunicare abbattendo i lunghi tempi del nostro Sistema postale che in periodi non lontani impiegava mesi perchè un nastro magnetico o un semplice plico cartaceo giungessero ai miei colleghi in America. Oggi si fa tutto al computer, con la posta elettronica e la corrispondenza è im-

una tradizionale, una tradizionale “moderna” ed un’ultima considerata innovativa dove è centrale l’attenzione a Il Comune invita alla scoperta dei prodotti tipici della città tempi e metodi di cottura, diversificata per i singoli pesci. Ma il idea di alcuni osti creativi per corroborare i Ma di cosa stiamo parlando in concreto? terzo itinerario non è da meno. Signori, ecco marinai infreddoliti (si aggiungeva rhum al Quali sono queste eccellenze? Presto detto: a voi il 5&5, cioè il pane che contiene la calda caffè caldo). Se poi si parla del Cacciucco è il celebre Cacciucco, il 5&5, cioè la Torta di farinata di ceci che leggenda vuole sia nata come scavare nel cuore del cuore di LivorCeci ed il Ponce alla livornese. Per ciascuno per caso nel 1284 quando, durante la celebre no e nel suo legame profondo con il mare di questi si entra nella storia alla ricerca delle battaglia della Meloria tra le Repubbliche maed il lavoro. Una zuppa densa dove si meorigini per raccontare attraverso ricette e sarinare di Genova e Pisa, una tempesta inonscolano pesci poveri dai sapori forti e dalle pori un po’ di livornesità a chi si ferma, anche dò le stive di salata che si mescolò all’olio e cotture differenti, nata forse come nacque la solo per poche ore, in questa bella città d’anialla farina di ceci. Quando la burrasca cessò città stessa: grazie alla mescolanza di idee, mo volto al mare, dura di scoglio e, come i marinai provarono ad assaggiare lo strano religioni e lingue frutto delle Leggi Livornine diceva Giorgio Caproni nelle sue liriche, viva composto, trovandolo tuttavia assai sgradea cavallo tra il cinquecento ed il seicento. Il “di ragazze aperte come le sue piazze”. vole. Provarono così a farlo seccare al sole Cacciucco, oggi molto ingentilito, viene spesE così si apprende che il mitico Ponce, ed il sapore migliorò notevolmente. so reinterpretato e ripensato e probabilmente che Aldo Santini definisce “una mistura da A prescindere dal mito che la circonda, la traè corretta la classificazione indicata negli Corsari”, nasce nel 1614 grazie alle prime dizione labronica della Torta di Ceci è comunItinerari del Gusto, che prevede tre versioni: importazioni di caffè volute dai Medici, su

Un modo semplice ed intelligente per promuovere il turismo

Itinerari del Gusto a Livorno

mediata. Quindi, da questo punto di vista è un vantaggio enorme. Ma in generale avere una tecnologia sempre migliore è un vantaggio enorme. Per il futuro non so, credo che la nostra missione sia combattere quelle forme di razzismo e di discriminazione verso le tecnologie sperimentali che possono aiutare l’uomo e non appiattirlo. Quali sono le scoperte scientifiche più importanti che vorrebbe vedere realizzate subito? Prima di una scoperta spero in una maggiore serenità per i nostri giovani. I giovani italiani che fanno ricerca sono preparati e meritano di uscire dalla precarietà. E’ statisticamente dimostrato che sono i giovani che fanno le grandi scoperte. Meritano di vivere in tutta tranquillità. Altrimenti, la fuga dei cervelli continuerà all’infinito. I nostri giovani ricercatori vanno all’estero occupando posti di responsabilità e ottenendo importanti riconoscimenti. Questo a dimostrazione della loro qualità e della loro preparazione, malgrado i difetti e le difficoltà delle Università italiane. Impedire ai giovani, ai dottori di ricerca, di entrare nella società vuol dire proprio distruggere l’Università. Per le scoperte, credo che ci sia il dovere di capire di più la materia oscura e cosa ci sia stato prima del Big Bang. Altre scoperte sono quelle che dovrebbero tenere lontani gli animali dalla vivisezione e capire come curare le malattie oggi incurabili, forse continuando sulla strada delle staminali.

que assai antica ed il suo nome più recente, il “5&5” è legato ad un’abitudine di consumo: deriva infatti dal periodo in cui venivano acquistati 5 centesimi di torta e 5 centesimi di pane (cioè la torta servita in una focaccina o nel pane francese da gustare cammin facendo). In conclusione segnaliamo come gli itinerari del Gusto si inseriscono in un percorso più generale di valorizzazione dell’offerta turistica che prevede, tra l’altro, iniziative come la Livorno Card. Partner del Comune di Livorno sono la Provincia, l’ATL, l’Agenzia per il Turismo della Costa degli Etruschi, Livorno Porto 2000 e la Fondazione Teatro Goldoni. Per saperne di più: Comune di Livorno Ufficio Turismo, Giovani e Tempo Libero Tel. 0586 820454 / 820285 E-mail: turismo@comune.livorno.it Web: www.comune.livorno.it/portaleturismo Renato Nesi


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Il mais (Zea Mays) è un cereale che sta assumendo a livello mondiale una diffusione e un’importanza sempre più crescente. L’aumento delle superfici investite è senza dubbio legato alla sua utilizzazione nel settore zootecnico, pur continuando ad essere, in molti Paesi in via di sviluppo, una delle principali risorse per l’alimentazione umana. Il mais (o granoturco, granone, frumentone, ecc.) fu conosciuto dagli europei un mese dopo la scoperta dell’America, all’interno di Cuba, dove era chiamato maíz. La prima rapida diffusione del mais in Europa si ebbe nel 1600 nelle regioni Balcaniche, allora facenti parte dell’Impero Ottomano, grazie alle condizioni climatiche favorevoli che assicuravano produzioni di granella più che doppie rispetto ai cereali tradizionali e, forse, anche al fatto che questo nuovo prodotto agricolo, non ancora rubricato, sfuggiva alla tassazione. Qualche tempo dopo il mais iniziò a diffondersi in Italia, probabilmente con varietà provenienti dai vicini Balcani (da cui forse deriva il nome popolare di “granoturco”). Le regioni della Pianura Padana, e in particolare quelle nord-orientali, grazie al clima favorevole furono quelle che introdussero il mais nei loro ordinamento colturali con larghezza tuttora insuperata. Ma anche le regioni peninsulari centrali trovarono nel mais un valido contributo al precario sostentamento alimentare delle popolazioni agricole. Nell’agricoltura tradizionale veniva coltivato

con la tecnica dei “tre campi”, uno a mais e due a frumento, con gli spazi marginali occupati dai filari di vite maritata ad alberi vivi: questa formula corrispondeva esattamente alle esigenze della piccola proprietà, permettendo di ottenere il prodotto con cui pagare i tributi (in grano) e quanto serve per una seppur minima alimentazione (in mais, cioè polenta). Negli ultimi 30-40 anni si è assistito ad un aumento costante delle produzioni medie, che nel nostro Paese sono passate dalle 23 t di granella per ettaro alle 12 e anche 15 t per ha. Tale progresso è dovuto sia alla sostituzione delle vecchie varietà a seme vitreo con gli ibridi a seme farinoso molto più produttivi, sia al progressivo miglioramento delle tecniche colturali, diffusesi oramai su vasta scala. Il mais è così scomparso dalle aree marginali non irrigate, dove dà rese modeste e incostanti, e si è localizzato quasi esclusivamente nelle zone più fertili, irrigate. Il mais è ricco di amido e carboidrati. Contiene anche vitamine del complesso B e vitamina A. Buoni i contenuti di sali minerali quali sodio, potassio, calcio, fosforo e magnesio. Il contenuto lipidico è estremamente basso (3,8%). Il contenuto proteico è modesto. Marco Provinciali

Donata Vieri

Nel periodo più antico (X-VIII secolo a.C.) venivano consumati principalmente cereali, come frumento, farro, panico ed orzo, consumati anche sotto forma di farinata o di una sorta di polenta, e i legumi (piselli, ceci e lenticchie), cucinati in zuppe oppure semplicemente bolliti. Questa dieta veniva poi integrata con frutta, verdura, latticini e con carne prevalentemente di pecora e capra. La caccia sembra essere poco diffusa in questo periodo o per lo meno riservata alle aristocrazie. Dal VII secolo a.C. l’aristocrazia etrusca adotta il modo di mangiare dei sovrani orientali: il pasto veniva consumato seduti su di un trono attorno ad una tavola rotonda accuditi da servi, come testimonia la decorazione plastica del famoso cinerario rinvenuto a Montescudaio e oggi conservato nel Museo Archeologico di Cecina. In questo stesso periodo il vino e l’olio iniziano ad essere prodotti e commercializzati, rendendo famosi gli Etruschi per la qualità dei loro prodotti in un’area cha va dal Nord Europa a tutto il Mediterraneo. Il signore etrusco beveva il vino all’usanza greca, mescolato con acqua e temperato con spezie e formaggio grattugiato. Gli Etruschi furono gli inventori del nostro soffritto: in una base di olio venivano fatti soffriggere aglio, cipolla e porro. Per quanto riguarda l’allevamento, il suino fu certamente il più utilizzato per il consumo di carne, mentre la carne bovina sarà riservata soprattutto ai nobili. Anche i volatili (come ad esempio le anatre) e il pollame, e conseguentemente le uova, venivano consumati abitualmente. La carne proveniente da animali allevati veniva generalmente fatta bollire a lungo per ammorbidirla e renderla meno stopposa ed in seguito arrostita: spiedi per arrostire e calderoni per bollire la carne sono stati ritrovati in grandi quantità nei corredi delle tombe più suntuose. La carne della selvaggina (cinghiali, cervi, ca-

prioli e lepri) veniva invece lasciata frollare, poi veniva messa in marinatura ed infine veniva arrostita. L’alloro era la spezia con cui più di frequente si usava insaporire la cacciagione. Per la maggior parte della popolazione la dieta-base resta comunque legata al consumo di legumi e soprattutto di cereali. L’Etruria fu, tra l’altro, molto famosa per la produzione di grano che, grazie alla grande fertilità dei suoli e alle innovative tecniche di coltivazione introdotte dagli Etruschi (ad esempio il sistema della rotazione delle colture), sembra fosse di qualità veramente ottima. Della farina di Chiusi si narra, per esempio, che, grazie al suo candore, le matrone romane la utilizzassero addirittura come cipria. Il prodotto per eccellenza del grano, il pane o la focaccia, veniva preparato dagli Etruschi senza l’utilizzo di sale; uso che ancora oggi sopravvive e connota la Toscana, l’Umbria e la provincia di Viterbo. Dal VI secolo a.C., testimoniato dalle statue funerarie e dai sarcofagi con banchettanti, le classi più abbienti prenderanno come modello di riferimento il banchetto greco, con la differenza che a quello etrusco potevano partecipare anche le donne: si banchettava sdraiati su lettini (klinai) e si utilizzavano servizi di ceramica importati dalla Grecia portati da servitori che dovevano farsi spazio tra musici danzatori e gare ginniche che allietavano i pasti. Valentina Norcini

Foto Masci Foto di E. E.Masci

Il Mais

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re soci amici, tre altitudini diverse e 7 vitigni questa è la formula che ha dato vita all’azienda agricola Ampeleia. Spiego meglio. Elisabetta Foradori, Giovanni Podini e Thomas Widmann, esperti e appassionati del settore del vino si sono innamorati della Maremma e delle sue potenzialità. Questo li ha spinti ad iniziare una nuova avventura, lontana dalle loro radici trentine e alto atesine, che li ha uniti ancor di più sul piano lavorativo come soci e umano come amici. La ricerca delle condizioni pedoclimatiche adatte ad ottenere i vini che immaginavano, li ha portati a Roccatederighi dove hanno acquistato un’azienda i cui terreni sono dislocati a diverse altitudini. Alla alta variabilità altimetrica, pedologica e microclimatica hanno aggiunto un’ulteriore variabile: cinque vitigni mediterranei oltre a del Sangiovese e del Cabernet Franc. L’alchimia dell’azienda Ampeleia la cui base è la miscela di differenze fra loro sinergiche ha generato due vini che sono espressione fine ed elegante di una Maremma che sa farsi breccia nel cuore di chiunque ne venga a contatto. I cinque vitigni mediterranei Grenache, Mourvedre, Carignano, Alicante e Marsellane giocano da attori principali nel vino Kepos di alta raffinatezza e linearità mentre affiancano o meglio sostengono Il Sangiovese e il Cabernet Franc nel vino Ampeleia donando note fruttate ad un vino molto corposo. L’unicità di Ampeleia si riscontra anche nel team che si occupa ogni giorno di far scorrere con efficienza il fiume di impegni aziendali. La cortesia e la giovialità sono le caratteristiche che spiccano già dai primi contatti telefonici e se poi andate in azienda a fare una visita, sarete così ben accolti e coccolati da sentirvi parte integrante di essa, oltre ad essere completamente inebriati dai bellissimi paesaggi che vi si apriranno davanti e dai profumi di macchia mediterranea che vi faranno assaporare a pieno la Maremma. L’unione di Trentino, Alto Adige e Toscana ha trovato in Roccatederighi il luogo perfetto per dare origine a qualcosa di unico, elegante e forse irripetibile. La differenza è in questa azienda il punto di forza e il vanto per far conoscere la generosità della Maremma!

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Sulle Colline di San Vincenzo alla scoperta dei sapori Ristorante “Il Sale”

Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, statista e studioso romano, affermava: “All’oro si può rinunciare, al sale no”. Fin dai tempi antichi il sale ha rappresentato sempre qualcosa di prezioso: “l’Oro Bianco”. L’oro bianco che ho trovato io è sulle colline di San Vincenzo, alla luce del sole, al numero 100 di strada San Bartolo custodito all’interno dello splendido relais “Poggio ai Santi” è un cristallo di cloruro di sodio si chiama “Il Sale” ed è, senza dubbio, uno dei migliori ristoranti della costa etrusca. Questo nuovo ristorante che gode di una vista mozzafiato sulle isole dell’Arcipelago Toscano e sulla Corsica, ha aperto solamente 4 anni fa, ed è stato arredato con il raffinato gusto di Francesca Vierucci proprietaria ed anima di “Poggio ai Santi”. Francesca svolge il ruolo di curatrice nei minimi dettagli di questa eccellente realtà della costa livornese, organizzando degustazioni, serate a tema, presentazioni letterarie, riuscendo magistralmente a far convivere in simbiosi sia le arti letterarie, visive e sonore . A lei va il merito di essere riuscita a creare un ambiente unico e rilassante con un’atmosfera elegantemente familiare che mette l’ospite a suo completo agio, offrendogli raffinatezza, cortesia e prodotti esclusivi, deliziosamente ideati o interpretati dal creativo chef Denny Bruci vera anima del ristorante. Il menù varia seguendo il corso delle stagioni con una particolare attenzione ai prodotti ed alla loro provenienza e durante le belle serate trascorse al “Sale” ho avuto modo di assaggiare dei filetti di dentice all’arancia che lasciavano sul palato il ricordo del mare, la tartara di scampi, un “sempreverde” dello chef, disarmante per la sua semplicità ed eccitante per l’armonia dei sapori … dolce brezza marina

Foto di E.Masci

Gastronomia e... dintorni

“La storia di tre amici che hanno saputo interpretare la Terra di Maremma”

con un sospetto d’aglio, che dire delle tagliatelle al burro fuso e tartufo bianco di S.Miniato, della tagliata di filetto di Chianina, dello stesso filetto al paté di fegato grasso con il riso venere al parmigiano. Infine come non menzionare Il raviolo con la capasanta su julienne di verdure, il risotto con gli scampi e carpaccio di spigola affumicata con mirto e rosmarino,ma, quando arriva la nuvola di cioccolata all’olio d’oliva con composta di pere e briciole tostate di biscotto

al pistacchio, il palato va in trance … quando arriva l’ora di cena? Tutti i piatti de “Il Sale” mi fanno pensare a una sinfonia dove quando la senti, capisci che non c’è un solo strumento musicale che suona, ma ce ne sono tanti: i violini, i violoncelli e i contrabbassi; le trombe, i flauti, i corni e le altre percussioni. Spesso in sala si sentono suonare perfino i piatti, distintamente pietanza per pietanza… Ovviamente tutti i menù che ho avuto modo di provare a “Il Sale” non sono frutto di improvvisazioni estemporanee, ma sono il risultato di anni di esperienza della brigata di cucina, dallo chef Denio Bruci, per tutti Denny, che dopo essersi formato alla fine degli anni settanta a Parigi ed aver gestito per 25 anni l’ormai storico “Cappellaio pazzo” stella Michelin e, muovendosi poi, per eventi culinari e la gestione delle cucine di ristoranti in tutta Europa e negli U.S.A per poi tornare al “sol natio”, allo chef Ivano Ruggeri con un’esperienza ventennale nei migliori ristoranti di pesce della costa, vedi “La bitta” dei tempi d’oro a S.Vincenzo, alla Souschef Katerina Xatzopulu, cresciuta sotto l’ala di Denny, responsabile anche della pasticceria e della produzione del pane, ecco riparte la salivazione pensando alla sua schiacciata “donne vi rovino”, come la chiama lo chef ed a tutti gli altri che con amore e passione partecipano a questo progetto. Per finire ho chiesto allo chef di descrivermi il suo ristorante, è stato telegrafico : amore, rispetto, armonia e gusto, tutte qualità aggiungo io, che rendono il ristorante unico e pregiato come la sua formula chimica. Enzo Masci

Contadina, Cuoca e Chef: le tre C di Lia Galli

di Valentina Norcini

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Bibbona (Li) sulla strada che porta a Bolgheri incontriamo l’agriturismo “Villa Caprareccia”, podere ristrutturato tra le colline e il mare, immerso in 35 ettari di terreno coltivati a vigneti, oliveti e frutteti dell’azienda agricola della famiglia Galli.

A capo della cucina del ristorante troviamo Lia, che riserva ai suoi ospiti una cucina, tipicamente toscana, genuina e di alta qualità, alla cui base stanno i prodotti dell’azienda agricola familiare: dagli animali da cortile alla verdura e la frutta, dal pane e la pasta casalinghi all’olio e il vino. Quest’ultimo viene QAQprodotto nella nuova cantina inaugurata nel 1999, in corrispondenza dell’uscita del fiore all’occhiello della produzione vitivinicola della Caprareccia: il “Mastremilio”, dal nome del bisnonno di Lia, che nel lontano 1933 scelse il podere per stabilirvisi con tutta la famiglia lavorando come mezzadro. Nel suo libro, “Le tre C della mia cucina”, Lia spiega l’anima delle sue ricette: Contadina è la sua infanzia, passata accanto alla nonna Giuseppina aiutandola nella prepa-

razione del pasto per la tutta la famiglia occupata nei campi ed imparando così le quattro regole d’oro su cui si basa la sua cucina. La prima regola è “tenere conto di quello che in ogni periodo dell’anno viene prodotto dalla terra; la seconda “combinare i cibi perché si badi ad abbondanza e nutrimento senza rinunciare al gusto”; la terza “non sprecare nulla, ma considerare ogni nuovo avanzo un nuovo ingrediente, con cui innovare una ricetta tradizionale o inventarne una nuova”; ed infine la quarta ed ultima regola “considerare la tavola un luogo speciale, dove mangiare si coniuga al riposo, alla comunicazione, al ritrovarsi in famiglia”. Cuoca come colei che è esperta di arte culinaria e che ogni volta che cucina lo fa come se fosse per la sua famiglia.

Chef perché anche il rigore, la precisione e la professionalità sono elementi indispensabili per una “cucina di successo”. Lia, cuoca per passione, che dalla nonna Giuseppina ha capito quale fosse l’ingrediente più importante della buona cucina: l’amore.


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agosto 2011 di Gianluca Parodi

LIVORNO - A circa sette chilometri dal porto di Livorno, in una zona di bassi fondali e scogli affioranti, si erge la “torre della Meloria”, simbolo dell’omonima, piccola isola, capolavoro artistico della natura. Amministrativamente controllata dal comune di Livorno, tutto ciò che di materialmente tangibile può vantare, è appunto la torre, costruita definitivamente intorno al 1700, in origine, un faro per la segnalazione delle pericolose secche in cui le navigazioni potevano rischiare di incagliarsi. In realtà c’è una storia secolare che questi scogli emersi possono raccontare, la storia di uno scontro epocale tra le due repubbliche marinare che controllavano i traffici dell’intero Mediterraneo: Genova e Pisa. Correva l’anno 1284, quando i rapporti tra le due potenze marittime si fecero così tesi da giungere a uno scontro decisivo. Alle soglie del 1300, in pieno “alto Medioevo”, il controllo dei commerci via mare, rappresentava una fonte di ricchezza e di potere smisurata, era in atto una forte risalita dell’economia generale, falcidiata dalle carestie e dalle epidemie, l’Europa rialzava la testa con innovazioni in campo agricolo e un maggiore dinamismo nelle tratte mercantili, soprattutto da e con l’oriente. Dopo i grandi contrasti verificatisi nei secoli precedenti tra la Repubblica Marinara di Genova e quella di Pisa, l’occasione per lo scontro definitivo avvenne, appunto, nel 1284. Parte della flotta genovese era ormeggiata presso Porto Torres, in Sardegna, allora territorio conteso tra le due repubbliche. Il piano dei pisani era di colpire in netta superiorità, con settantadue galee, la flotta ligure per poi affrontare la rimanenza e chiudere per sempre il conto con

Meloria: la torre settecentesca che sorge su uno specchio di mare Un focus sulle secche dell’arcipelago toscano, un tempo teatro degli scontri tra le regine del mar Tirreno

i genovesi. Benedetto Zaccaria, futuro doge di Genova, che comandava quella parte di esercito marino composta da venti galee, eluse lo scontro, fingendo una ritirata verso il Mar Ligure. La flotta pisana lo incalzò, ma fu raggiunta dalla restante parte dei genovesi e ripiegò verso Porto Pisano, lanciando una provocazione agli avversari, con una pioggia di frecce d’argento. La flotta della Repubblica di Genova raccolse la sfida, e il 6 agosto 1284, giorno di San Sisto, patrono di Pisa, che da quel giorno non fu più festeggiato, salpò verso Porto Pisano. Si narra

che durante la tradizionale benedizione delle navi, la croce d’argento del Bastone dell’Arcivescovo di Pisa, si staccò. I pisani non si curarono di questa premonizione negativa, essendo il giorno del loro patrono, San Sisto, anniversario di tante gloriose vittorie, e quella era un’ottima occasione per eliminare definitivamente i genovesi: contando 63 legni genovesi, i pisani forti di 9 navi in più decisero di uscire dal porto. Le navi liguri, più resistenti e dinamiche, ebbero la meglio con una strategia vincente che colpì il nemico sui fianchi. La gloria della Repubblica

Pisana s’inabissò in quel giorno nelle acque della Meloria, perdendo oltre 49 galee. Tra i cinque e i seimila furono i morti, e quasi undicimila i prigionieri, un duro colpo, da cui la repubblica marinara pisana non si sarebbe più alzata, definitivamente. Passarono due anni e la torre della Meloria fu distrutta dai genovesi stessi, per ribadire la loro indiscutibile superiorità, fu solo nel 1598, per volontà del Granduca Ferdinando de’ Medici, signore di Firenze, che venne ricostruita e poi abbattuta in breve tempo dall’impeto del mare. L’odierna costruzione risale al 1709 e fu innalzata sotto Cosimo III, è costituita da quattro pilastri uniti da archi acuti sopra i quali poggia il corpo della torre vera e propria, per fare meno resistenza alle onde. La torre era però priva di un sistema di segnalazione per i naviganti, quindi dal 15 maggio 1867 fu successivamente affiancata da un faro in metallo alto venti metri. Attualmente le pericolose secche sono segnalate da tre fari ad alimentazione fotovoltaica. Proprio in questo specchio di mare meraviglioso, ricco di fauna e flora marine tutte da fotografare, nel 1722 furono rinvenute quattro teste di bronzo, poi ribattezzate “i bronzi della Meloria”, raffiguranti Omero, Eschilo, Sofocle ed un altro personaggio non identificato. Questi resti, probabilmente di origine rinascimentali rappresentavano le facce di alcuni dei più grandi personaggi della cultura grecoantica, il grande poeta epico Omero e i due inventori del teatro Eschilo e Sofocle, appunto. Questo quasi a testimoniare la sacralità di un semplice gruppo di scogli emersi che ad ogni visitatore attento possono svelare alcuni segreti della storia.

il mare

Foto di Ferruccio Foto di Ferruccio Chiesa Chiesa

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di Ferruccio Chiesa

ue sono le maniere di immergersi in acqua : in apnea e in respirazione (di aria compressa, di Ossigeno, di varie miscele gassose). L’apnea è il modo più naturale e semplice per immergersi, ma trova limiti specifici nella durata e nella profondità da raggiungere. Nonostante la sua attuale diffusione ed il fiorire di incredibili record di profondità (l’austriaco Herbert

Nitsch ha raggiunto in apnea i 214 metri di fondo!) l’apnea, ove praticata senza gli opportuni controlli soggettivi ed oggettivi di sicurezza, è attività sportiva gravata da un alto coefficiente di rischio : la riduzione di Ossigeno nel sangue arterioso può scendere a livelli tali da provocare un deficit di funzione cerebrale, portando ad un grave black-out nervoso con repentina perdita di coscienza. Se non soccorso e rianimato immediatamente il soggetto così colpito può andare incontro ad annegamento con conseguenze talora letali. La regola principale per evitare questa evenienza, oltre ad una specifica conoscenza del rischio stesso ed al conseguimento di un sufficiente allenamento, è quella di non andare mai da soli in apnea ed immergersi con un compagno, in modo da poter svolgere costantemente un reciproco controllo. Dal momento che l’immersione provoca sempre una grossolana modificazione di alcune funzioni vitali (nervose, cardio circolatorie ed endocrine) un periodico controllo medico, almeno annuale, si rende

opportuno e necessario. L’immersione in respirazione di aria compressa (SCUBA) effettuabile a scopo ludico-sportivo fino alla profondità di 40 metri, provoca minore impegno cardiocircolatorio e nervoso, ma comporta altri tipi di rischio. In relazione all’aumento della pressione parziale dell’Azoto (che costituisce circa l’80% dell’aria atmosferica) una quantità di questo gas, in diretta relazione alla profondità ed alla durata della immersione, si solubilizza nel sangue e nei tessuti del sommozzatore. In caso di risalita troppo rapida o di non osservanza delle dovute tappe di decompressione questo gas in eccesso può liberarsi sotto forma di micro bollicine nel sangue e nei tessuti, determinando l’insorgenza della cosiddetta Malattia da Decompressione, con sintomatologia cutanea (prurito, chiazze cianotiche, zone di anestesia), articolare (dolori intensi in genere al ginocchio o alla spalla), polmonare (colpi di tosse dolorosi, talora con emissione di liquido sanguigno) o nervosa (paresi e/o paralisi periferiche, più raramente

centrali). Si rende allora necessaria una terapia urgente di ricompressione, ottenuta mediante l’uso tempestivo di una camera iperbarica. Immergersi in respirazione di aria compressa presuppone quindi di aver frequentato un corso di addestramento teorico pratico (ce ne sono di vario livello ed entità, gestiti da federazioni sportive come FIPSAS, SSI, PADI ed altre), con acquisizione di relativo brevetto. L’immersione in respirazione di Ossigeno puro (ARO) trova limiti sostanziali nella tossicità di questo gas a pressioni elevate, per cui è possibile effettuarla, ma solo per modeste profondità : il relativo brevetto consente immersioni fino ad un massimo di 10 metri. Molto usata l’immersione in NITROX, una miscela in cui la percentuale di Ossigeno è superiore a quella dell’aria (40% o oltre) : la minore percentuale di gas inerte (Azoto) consente tempi di decompressione più brevi. La metodica può tuttavia esporre più facilmente a tossicità da

Foto di Ferruccio Chiesa

Il Fascino degli sport subacquei Ossigeno. E’ particolarmente utile per immersioni prolungate e poco profonde. Di più recente acquisizione l’uso di Immersioni Tecniche, caratterizzate da respirazione di miscele gassose ternarie (Aria + Elio oppure Ossigeno+Azoto+Elio a percentuali varie), adatte specificamente alla profondità, talora notevolissima (oltre 300 metri), che si vuole raggiungere. Le immersioni tecniche comportano una serie complessa di utilizzo dei vari gas e presuppongono una conoscenza estremamente approfondita delle sequenze respiratorie da effettuare ai vari livelli di profondità. Si tratta di metodiche riservate a subacquei particolarmente esperti, consapevoli dei grandi rischi cui si espongono ad ogni immersione.

Mare, vela e passione. Circolo velico Pietrabianca una realtà espressa in sole tre parole Nato nel 1975 il Circolo velico Pietrabianca sposa ogni anno nobili cause, atte al diffondere una passione ed una educazione per il mare che portano al territorio notevoli benefici turistici

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Foto di M.Provinciali

na bellissima conversazione più che un’intervista, è stato l’incontro che abbiamo avuto con Andrea Leonardi, Marco Melfa e Marco Faccenda, alcuni dei membri del Circolo Velico Pietrabianca. L’appuntamento per parlare delle varie attività che il circolo ormai da moltissimi anni promuove è stato lì a Vada, nella loro sede, dove tra una bevanda rinfrescante e la brezza marina siamo entrati pian piano in contatto con l’affascinate mondo della vela. Una bellissima realtà in cui spesso capita che il campione ed il principiante condividano la stessa competizione. Come ci spiega Andrea Leonardi presidente del circolo da ormai più di dieci anni, “ la vela è uno sport in cui, a differenza di molti altri, anche un principiante può avere la possibilità di competere con un campione del mondo, cosa che qui nel nostro circolo accade spesso, in quanto molte delle regate che noi organizziamo, oltre che avere uno spirito totalmente ludico, danno la possibilità ai partecipanti di confrontarsi con dei nostri affiliati, pluricampioni del mondo come Marco Faccenda appunto, il che indica una competizione molto più sana e stimolante”. Presidente, quali sono le attività che il circolo promuove? “il circolo è innanzitutto una scuola di vela ed infatti anche per quest’anno, con 32 iscritti solo nella prima quindicina di luglio, abbiamo registrato il più alto numero di bambini partecipanti ad una scuola di vela della costa. E’ un dato che ci gratifica molto del lavoro e dell’impegno che ogni giorno tutti gli appartenenti al circolo esprimono con piccoli sforzi; il circolo poi essendo iscritto da sempre alla Federazione Italiana Vela ha il dovere ed il compito di promuovere l’attività sportiva e agonistica della vela stessa ma oltre a questo da anni promuove anche attività legate al terzo settore impegnandosi con progetti specifici di volontariato o più in generale nel sociale”. Immagino che di tanto in tanto organizziate anche delle regate, sbaglio? “ No, non sbaglia assolutamente. Dal 2000 ad oggi Vada è stata la sede di ben 14 regate di livello nazionale ed internazionale. Sa che cosa significa questo?” Bé posso immaginare, ma mi spieghi. “Agonismo ai massimi livelli e flusso turistico, cioè persone che da varie parti del mondo e d’Italia sono giunte apposta a Vada per disputare una competizione sportiva soggiornando per alcuni giorni nel nostro territorio; ogni regata importante ha in media un numero di 500 persone tra partecipanti e accompagnatori ma il territorio non è ancora pronto e sta perdendo tutte le occasioni più importanti per crescere attraverso lo sport, mi auguro che la politica del nostro comune si responsabilizzi di questo prima o poi, noi la nostra parte l’abbiamo fatta e da cittadini dormiamo sonni tranquilli”. Ed invece gli affiliati del vostro circolo vanno in giro per il mondo a competere? “Vanno, vanno e spesso portano a casa anche dei notevoli risultati, abbiamo infatti più di 12 titoli mondiali ed un numero di titoli italiani che adesso non rammento neanche. Molti di noi hanno regatato in tantissimi paesi del mondo e in Europa non c’è confine che tenga. La passione per il mare, il vento e la vela è un autentico amore che ci accomuna e che ci spinge a competere ovunque ci sia una regata da disputare”.Hold Fast!

Marco Provinciali

La Merenda Box 23-06-2011 13:19 Pagina 1 C

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nella Garfagnini, progettista e direttore dei lavori, e con il dono ai presenti di mazzetti di spigo, come in Toscana si chiamava la lavanda, riprendendo un’antica tradizione del giorno di San Giovanni. Splendido esempio di architettura romanica in Italia, la pieve sorge su di un colle prospiciente Campiglia. La sua costruzione è databile al 1173 grazie ad un’iscrizione in facciata che fa riferimento anche al nome del maestro responsabile dell’impresa di costruzione: Matteo. Il nome dell’artefice è inoltre graffito su di un concio del paramento esterno del transetto settentrionale all’interno della celebre frase palindroma di valenza magica: “ Sator arepo tenet opera rotas”, presente in molti altri edifici medievali e il cui preciso significato è tutt’ora sconosciuto. Si distingue anche per la presenza della meravigliosa decorazione plastica, raffigurante scene di caccia al cinghiale, scolpita nell’architrave in marmo bianco del piccolo portale del fianco settentrionale e databile agli anni Settanta e Ottanta del XII sec. Il restauro, finanziato con i fondi della Comunità Europea, del Piano della Cultura

Pisa: una roccaforte dei Templari

Foto di G.Parodi

Un viaggio nel Medioevo alla scoperta dei monaci guerrieri nella città toscana

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Foto di G.Parodi

della Regione Toscana e con fondi propri dell’Amministrazione comunale, ha avuto come finalità, non solo la valorizzazione dell’immagine del borgo, ma, anche e soprattutto, quella di recuperare un complesso monumentale che per la sua importanza si colloca nel panorama dell’architettura e dell’arte romanica europea. I lavori hanno permesso, tra l’altro, il consolidamento ed il recupero delle 495 tombe del cimitero monumentale su cui poggia la pieve e che ospita sepolture che ricoprono un arco temporale che va dalla fine del XIX agli anni ’30 del XX secolo, nonché la messa in sicurezza di detta area grazie ad un leg-

gera ringhiera. Durante i lavori è stato infine possibile svolgere dei sondaggi archeologici, curati dall’equipe della prof.ssa Giovanna Bianchi dell’Università di Siena, per meglio comprendere la storia del monumento. Dai risultati è emerso il pavimento originale della pieve in coccio pesto (con cui è stata ripavimentata) e sepolture antecedenti al XII secolo che giustificano l’ipotesi della presenza di un più antico edificio ecclesiastico. Un consiglio per tutti: non perdete l’occasione di visitare questo meraviglioso monumento e concedetevi un magico viaggio nel tempo! Valentina Norcini

MASSA MARITTIMA “ICONA”

Un tuffo nella storia

orreva l’anno 1099, il mondo del cattolicesimo era come circondato da un’aura di fervore e dedizione, la fede che per un millennio aveva vissuto tra dolori e tormenti, stava ora abbracciando l’Europa intera in una sorta di cieca adorazione mistica per il Cristo e la sua parola. La conquista di Gerusalemme, la Terrasanta, rappresentava un’impresa indispensabile, liberare la patria del profeta dal giogo musulmano stava diventando un’ossessione e l’intero apparato religioso si mobilitò in un concerto di spade ed armature. Dopo l’ingente ed altisonante successo della prima Crociata, c’erano il bisogno ed il dovere di proteggere e vigilare sulle terre liberate, il pericolo di attacchi arabi era costante, le armate nemiche, arcigne e valorose, mettevano a repentaglio gli sforzi profusi da migliaia di cavalieri cristiani. Fu in questo contesto che, intorno al 1118, Ugo di Fayens, audace nobile rampollo francese, con la compartecipazione di altri adepti, fondò l’ordine dei monaci guerrieri, i soldati di Cristo, coloro che si spogliavano di ogni avere terreno, prostrati al cospetto del Signore: i Templari. La leggenda vuole che fossero in nove e che avessero portato servizio per nove anni prima di dare vita ad una vera e propria casta, che avrebbe solcato il terreno della fede per i secoli a venire. Lo scopo di questa organizzazione era proteggere la Terrasanta appena conquistata, a costo della vita, se necessario; orde di tenaci signori si fecero avanti per essere iniziati, ma non tutti poterono accedervi. L’ordine Templare era un gruppo esclusivo, un privilegio di pochi, proprio per questo la storia li investirà di un’importanza tale, da farli custodi di inenarrabili segreti. La sede in Palestina di questi particolari soldati fu, dapprima addirittura nel palazzo

Foto di V.Norcini

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l termine dei lavori di restauro, cominciati all’inizio del 2010, la pieve di San Giovanni è stata riconsegnata alla comunità tornando ad essere luogo di culto religioso e di fruizione culturale. All’inaugurazione, il 24 giugno 2011, data in cui non a caso ricorre la natività del santo, hanno partecipato numerosi i cittadini e le autorità tra cui il sindaco Rossana Soffritti, l’architetto Fiorella Ramacogi della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Pisa, il vescovo Carlo Ciattini e il Presidente della Provincia Giorgio Kutufà, i quali con i rispettivi interventi hanno sottolineato l’importanza di un atteggiamento attento alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, di cui certamente il Comune di Campiglia costituisce un esempio. La manifestazione è stata allietata da musiche e canti medievali e rinascimentali interpretati dagli allievi del Conservatorio Mascagni di Livorno diretti da Stefano Agostini, e da letture di testi sacri con la voce dell’attore Gianluca Orlandini. L’evento si è concluso con la visita guidata alla pieve e al cimitero monumentale a cura dell’arch. Do-

del re cristiano della Gerusalemme liberata, Baldovino II, che li accolse alla sua corte come i supremi difensori della fede, in seguito, fu costruita una vera e propria dimora, nei pressi del Tempio di Salomone, da cui derivò così l’appellativo “PAUPERUM COMMILITONUM CHRISTI TEMPLIQUE SALOMONICI” o più semplicemente Templari. Le donazioni dei ricchi signori, al momento dell’investitura, finivano nel patrimonio dell’ordine, che, in breve tempo, riuscì a raggiungere un capitale tanto smisurato da far invidia ad interi regni, lo spazio di manovra si allargò e con esso il potere della casta, che raggiunse picchi elevatissimi. Ma che cosa c’entra la città di Pisa con tutto questo? Per capirlo è utile fare un breve ritratto della città in quest’epoca. Siamo nel cuore dell’Alto Medioevo, passate le assurde paure della fine del mondo, a cavallo dell’anno mille, le città italiane rialzano la testa, pronte a riprendere le redini di traffici e commerci. Tra queste si distinguono le quattro Repubbliche Marinare: Venezia, Genova, Amalfi e, appunto, Pisa. Il porto toscano rappresenta un crocevia fondamentale per i viaggi marittimi verso l’oriente ed il Mediterraneo in generale, dunque il luogo ideale dove imbarcarsi per raggiungere la Terrasanta. Proprio per questo motivo molti dei leggendari cavalieri Templari prendevano la via del loro destino dalle acque pisane e qui si stanziarono parecchie frange dell’ordine monastico-guerriero che ha lasciato un segno profondo nella città stessa. E questo segno è visibile nelle numerose torri, chiese, fortificazioni e monasteri del territorio, marchiate con l’inconfondibile simbolo: la “croce armena”. A Pisa i templari soggiornarono, costruirono le loro dimore fisse e i loro luoghi di culto, per citarne alcuni, la chiesa di San Sepolcro e quella di Santa Sofia, andate distrutte nel tempo, per via della decaduta dell’ordine, in aspro contrasto con la Santa Sede. Un altro palese esempio della massiccia presenza dei cavalieri crociati è il santo patrono stesso della città: Ranieri. Si narra che anch’egli fosse un monaco guerriero al servizio della casta templare per ben 15 anni, dedito e devoto alla causa. Non c’è da meravigliarsi che un santo fosse anche un guerriero, visto che al tempo molti martiri sparsero sangue in guerre efferate in nome della fede, un altro esempio fu proprio, nuovamente, un pisano, il vescovo della città, Daiberto, comandante di una larga frangia dell’esercito nella prima, vittoriosa crociata in Palestina. Avvolti da un alone di mistero, molto si è detto e scritto sui Templari, senza però averne mai colto la vera essenza e spiritualità, ben celata sotto i loro bianchi mantelli e passeggiando per le strade di Pisa, tra negozi e aule universitarie, non ci rendiamo conto che potremmo posare gli occhi su un luogo che ha nascosto e forse nasconde ancora, inenarrabili segreti. Gianluca Parodi

L’anima creativa tra invenzione e design di Pardini Franco

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amminando per le bellissime strade di Massa Marittima, piccola cittadina medioevale situata sulle colline metallifere, abbiamo scoperto un luogo davvero unico, esso si trova in via Moncini, tale strada si trova di fronte al palazzo Comunale e conduce alla città alta, secondo centro monumentale di Massa Marittima. Alla sua estremità troviamo l’ imponente torre del Candeliere o dell’Orologio, che s’innalza per 24 metri, dalla sua cima si gode una vista che permette di ammirare uno stupendo panorama sulla città e sulle pianure circostanti, giungendo fino al mare. Al civico 49, di via Moncini, troviamo l’originale laboratorio di Design artigianale di Franco Pardini da

lui denominato “Icona”, al suo interno troviamo un spazio espositivo con le sue pregevoli invenzioni mentre nel retro vi è un piccolo laboratorio dove le idee vengono prima pensate e studiate, per poi essere disegnate, realizzate e proposte per esaltare e vivificare gli spazi dove abitiamo. L’idea di “Icona” è nata dall’ingegno e dalla creatività del suo autore, che ha deciso di intraprendere un percorso originale e interdisciplinare nel panorama italiano del Design . Il Pardini si propone di realizzare nuove forme e stimolare nuove emozioni, al fine di ideare “Perle” di arredo uniche nel suo genere, sfruttando materiali naturali e mettendo massima cura nelle finiture.

Tale condotta mira a realizzare opere d’ingegno per durare nel tempo , fuori dagli standard del mercato omologato e per gettare l’ancora in spazi originali all’insegna della qualità e del fascino, approdando infine in un percorso che spazia dall’unicum all’ irripetibilità. Da segnalare tra i suoi estimatori oltre che una clientela internazionale ed un variegato ed esigente pubblico, troviamo anche l’Architetto Renzo Piano, il quale non disdegna una visita a Franco ogni qual volta si trova nei pressi di Enzo Masci Massa Marittima.

Intervista a Francesco Quadraro, Direttore Artistico Cava di Roselle di Annalisa Mastellone

Un bilancio dei primi appuntamenti di luglio? I primi appuntamenti di luglio hanno confermato la qualità della Cava come luogo di incontro tra suggestione del paesaggio e proposta di spettacolo. Lo spazio della Cava si è prestato a quello che si è sempre proposto di fare: andare incontro a tutti i tipi di pubblico. Dagli appuntamenti più grandi a quelli meno conosciuti ha sempre dato la sua impronta scenografica e personale. L’apertura di Ornella Vanoni ha dato la sua impronta popolare ed ha emozionato e divertito il pubblico, il concerto di Nada con gli Zen Circus ha unito vecchi successi a un rock di nuova generazione, la serata reggae ha visto sul palco un nome vissuto del genere, Jaka, che ha fatto ballare giovani ventenni accanto a famiglie con figli al seguito. CAVAinSCENA, la nuova rassegna piccoloteatrale e dintorni, ha iniziato bene, alternando due tipi di proposte ben differenti, dai contenuti forti e ironici: Marco Travaglio e Isabella Ferrari in “Anestesia Totale”, e Giuseppe Battiston con Piero Sidoti in “Genteinattesa - il precario e il professore”. Anche il Cinema, altro punto chiave della programmazione, ha dato i suoi frutti, con la proiezione di “Questo

mondo è per te” di Francesco Falaschi e il concerto, a seguire, dei Virginiana Miller. La rassegna Tango per CAVArsela, giunta alla 2a edizione, ha avuto una buona affluenza, con pubblico nuovo che si è affiancato a quello consolidato dell’anno scorso. Il nuovo ristorante, con

Foto www.cavaroselle.com

Storia, arte e cultura

La Pieve di San Giovanni torna all’antico splendore

le sue giornate del martedì, GastronomiCAVA, ha introdotto un ulteriore nuovo aspetto del Parco di Pietra: la possibilità di rendersi area per cene all’aperto, con degustazioni di vini, birre artigianali e cene a tema. Da citare infine anche il coinvolgimento dei bambini nelle domeniche di BIMBInCAVA, spettacoli serali e laboratori pomeridiani con affluenze moderate ma con tanta partecipazione. Qual è il valore aggiunto che uno

spazio ricco di memoria come quello della Cava porta nello sviluppo culturale ed economico del territorio? Partiamo dicendo che un luogo come la cava si può considerare ricco di memoria in quanto spazio stanziale, statico: un contenitore, che se riempito con un contenuto dinamico può rappresentare una chiave per lo sviluppo culturale. Il luogo, statico, se non ha dinamica resta solo un luogo. Lo spettacolo, dinamico, senza un luogo non ha storia, non ha contesto. Se si mettono assieme i due aspetti, spazio e tempo si vengono incontro, e possono essere un’opportunità di attrazione doppia per il pubblico, e allo stesso tempo creare una proposta unica nel suo genere. La Cava cerca inoltre di scardinare l’idea che la cultura sia un privilegio e, differenziando la proposta e intrecciando la sua programmazione al suo spazio suggestivo, cerca di andare incontro alla comunità e alle sue esigenze. Innanzitutto con un modo di darsi eterogeneo, perché eterogenea è la comunità, e poi adattandosi ai tempi che corrono, quindi non rendendosi mai statica come le sue pietre. Questo è solo il principio di un lavoro che, se saprà far esperienza nel modo giusto, potrà portare un certo sviluppo.


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Conservare l’ambiente naturale e del paesaggio conciliando gli obiettivi di promozione socioeconomica

PARCO NATURALE DI MIGLIARINO SAN ROSSORE I° Focus per conoscere il Parco

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on la parola Parco si intende una parte di territorio, i cui confini devono essere definiti con precisione, sottoposta a delle leggi particolari, differenti da quelle di tutte le zone circostanti. I parchi vengono istituiti con l’intento di salvare dei particolari territori dall’inquinamento, dall’urbanizzazione o dall’eccessivo e dannoso sfruttamento dell’uomo. Il desiderio è proprio quello di creare oasi, aree di interesse storico dove sia possibile godere delle caratteristiche peculiari di una zona più o meno estse sottoposta a quella particolare giurisdizione,ed è proprio questo l’intento alla base dell’istituzione del Parco di Migliarino-San Rossore. Istituito il 13 Dicembre 1979 con legge regionale n° 61/79 a seguito di un lungo processo evolutivo politico economico e sociale e grazie sopratutto alle lotte stavolta andate a buon fine degli ambientalisti. L’art. 2 dello statuto del Parco recita appunto: “L’Ente Parco persegue la realizzazione delle finalità indicate dalle leggi istitutive, e la tutela delle caratteristiche ambientali e storiche del litorale Pisano e Lucchese, in funzione dell’uso sociale di tali valori. Esso promuove la ricerca scientifica e la didattica naturalistica, nonché l’educazione e la formazione ambientale, e la valorizzazione delle attività economiche territoriali, con particolare riferimento all’esercizio delle funzioni delegate all’Ente Parco dalla Regione Toscana”. Il meraviglioso Parco di Migliarino San Rossore ha un estensione di circa 23.000

In foto tipico paesaggio di San Rossore

In foto un martin pescatore

ha corre per circa 30 km sulla costa del Mar Tirreno tra le province di Livorno, Pisa e Lucca, ed è proprio per la vastità del territorio che al suo interno flora e fauna sono diversificate si passa infatti dalle dune sabbiose, alle pinete fino ad arrivare alle zone agricole dove è marcato l’intervento dell’uomo. E’ bello ammirare i campi coltivati che improvvisamente si trasformano in zone brulle e selvagge, tutto ciò

contrapposizione evidente di due mondi che si scontrano. Il processo che ha portato alla formazione dell’attuale pianura dove si estende il Parco è durato milioni di anni, un processo lento ma allo stesso tempo inarrestabile che ha preso luogo in particolari condizioni geo-climatiche, interessanti quella particolare zona. Hanno contribuito in maniera determinante alla formazione del territorio il variare dei ghiacciai marini e il variare dei movimenti delle acque marine soprattutto a partire da 10.000 anni fa dal momento in cui il clima ha iniziato a stabilizzarsi e riscaldarsi. Non sono state solo l’azione delle correnti e del mare ha contribuire all’attuale conformazione della zona ,ma anche il corso dei fiumi(i principali Arno e Serchio) che ha portato alla formazione di cordoni sabbiosi. Questi impedendo lo sbocco delle acque affluenti al mare hanno creato le condizioni adatte allo sviluppo di un ambiente costituito da

boschi e paludi. Proprio a causa delle zone palustri che si sono formate, l’uomo è da sempre intervenuto con interventi di bonifica, è stata proprio la famiglia dei Medici ad effettuare le prime bonifiche che si sono poi concluse tra il 1920 ed il 1940. Una delle caratteristiche è sicuramente che i centri urbani sono veramente vicini al Parco un mondo diverso e tutto da scoprire,che si apre alle porte delle nostre città, un mondo aperto a tutti ma di cui ognuno di noi deve avere un rispetto assoluto. Per capire il presente dobbiamo andare a ripercorrere sicuramente il passato, tutti quegli avvenimenti che hanno portato alla nascita e allo sviluppo di questa zona… Sono molte le Nobili famiglie che hanno contribuito all’evoluzione del Parco tra cui I Savoia i Lorena i Salviati i Borbone i Medici, ogni casata controllava una zona differente del Parco. Partendo dalla punta Nord troviamo la Tenuta Borbone e Macchia Lucchese al suo fianco la zona del Lago e della palude di Massaciuccoli, al confine sud troviamo la Tenuta di Migliarino che si estende fino alla sponda settentrionale del Fiume Serchio,al di là di questo la Tenuta di San Rossore questa tocca le sponde del fiume Arno,attraversandolo arriviamo all’estremità meridionale del Parco con le Tenute di Tombolo e Coltano. Bianca Sassetti

IL CAVALIERE……. EMILO BICOCCHI

di Bianca Sassetti

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ui è uno di quelli che nasce con il ritmo dentro che conosce bene l’emozione di sentirsi un tutt’uno con il proprio compagno di gare , lui non ha paura di volare oltre…oltre qualsiasi ostacolo… Emilio Bicocchi classe 1976 nasce e cresce a Massa Marittima la sua terra è proprio

quella della Maremma ,forse il cavallo c’è l’ ha proprio nel sangue…Inizia a partecipare a concorsi all’età di 11 anni ,ad oggi di ostacoli ne ha saltati veramente tanti e in sella ai suoi cavalli ha solcato il terreno delle più importanti arene del mondo. Partecipa al suo primo concorso internazionale nel 1990 in Francia a Vichy. Dopo pochi anni è già ai vertici dell’equitazione nazionale tra gli Juniores in sella a Samurai du Pelon prende parte agli Europei Juniores di Klangenfurt in Germania. Iniziano i successi a livello nazionale assoluto nel 1996 e nel 1997 ottiene la medaglia di bronzo e la medaglia d’argento ai Campionati Italiani. Nel 2005 vince i Campionati Italiani svoltisi a Rocca di Papa in sella a Landrù. C’è sicuramente un momento in cui la vita di un cavaliere cambia, cambia ma non solo per lo sviluppo delle sue conoscenze o capacità , tanto perché

trova il suo completamento ideale,perché trova un cavallo speciale e questo a Emilio forse è un po’ quello che è accaduto con Kapitol D’Argonne meraviglioso baio di nazionalità Francese nato nel 1998 da Dame Vannetaise (madre il padre della madre è Galoubet) e Apache D’Adrierd (padre).Con questo cavallo Emilio Bicocchi partecipa agli appuntamenti più importanti:2006 prima partecipazione ai Campionati del Mondo di Aquisgrana ,nuovamente in vetta alla classifica dei Campionati Italiani nel 2009 a Murlo ,con il 2010 , anno da non dimenticare ,ecco che arriva la seconda partecipazione ai Campionati del mondo, questa volta in Kentuky ,ottiene a settembre il miglior risultato di tutta la stagione Italiana arrivando infatti a conquistare il podio dello CSI5* di Madrid . Siamo nel 2011 e i successi di Emilio continuano, lui e i suoi cavalli si fanno sempre

Centro Ippico Lo Scoiattolo 7/10 Luglio 2011: si laurea Campione Marco Del Cistia

Campionati Italiani Tecnici

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ncora una volta presso il “Centro Ippico Lo Scoiattolo” a Pontedera si è tenuto un appuntamento molto importante per la stagione 2010-2011. Dopo aver già ospitato i Campionati Toscani indoor ed outdoor nonché numerosi altri concorsi nazionali , il Centro Ippico “Lo Scoiattolo” è stato teatro dei Campionati Italiani Tecnici riservati agli istruttori suddivisi in due classifiche separate a seconda del fatto che fossero in possesso dell’autorizzazione a montare di primo o secondo grado. In contemporanea ai Campionati Italiani hanno avuto luogo anche i Trofei per i più piccoli nonché i più numerosi al via,ovvero il Trofeo Brevetto Emergente il Trofeo Brevet-

to Esordiente i Trofei di Equitazione di primo e secondo grado ed il Trofeo Debuttanti di primo grado. La categoria sicuramente più impegnativa è stata quella del Campionato Italiano Tecnici di secondo grado altezza 135 m 15 i binomi al via .Le gare per loro si sono svolte su tre giorni. Il primo giorno i 15 binomi si sono dovuti confrontare in una gara a tempo i primi tre classificati sono stati: Marco del Cistia in sella a Belive des verts Paturages Italo Bianco con Aquino e Andrea Bracaloni su Smilla. Il secondo giorno ha seguito la gara mista ,ciò significa che coloro i quali hanno effettuato un percorso netto hanno accesso al barrage .Il barrage è un percorso più breve

rispetto al primo dove oltre a non fare errori i Cavalieri devono essere molto abili nel battere il tempo degli avversarsi,il barrage è solitamente la parte più emozionante della gare nonché la più scenica dove è bello vedere il feeling esistente tra cavallo e cavaliere. La gara mista è stata vinta da Filippo Infantino su IHL CALIFFO . Ecco che arriva il terzo giorno,sicuramente quello più atteso in quanto in questa terza ed ultima giornata si tiene lo scambio dei cavalli ovvero i primi quattro binomi della classifica effettueranno ben quattro percorsi di cui uno con il proprio cavallo e gli altri tre con i cavalli degli avversari. Niente più dello scambio dei

riconoscere sui campi di gara,e proprio grazie ai suoi successi Emilio dovrebbe essere parte della squadra italiana per i Campionati Europei che si terranno a Madrid dal 13 al 18 Settembre . Quelli che abbiamo fino a qua elencato sono solamente alcuni dei risultati più importanti che Emilio ha ottenuto fino ad esso..

cavalli può mettere in mostra le capacità dei cavalieri ,è infatti molto difficile capire subito un cavallo ,capire il suo carattere capire come salta e cosa bisogna fare per far si che dia il meglio di sé,tutte queste cose fanno parte del lavoro quotidiano e si imparano con il tempo giorno dopo giorno lavorando a fianco del nostro compagno di gara,in questo caso i cavalieri che partecipano allo scambio devono farlo subito hanno giusto a disposizione poco tempo in campo prova per effettuare qualche salto e da questo capire come funzionano i cavalli montati fino a quel momento dai propri avversari. I cavalieri che si sono classificati per lo scambio dei cavalli sono stati Marco Del Cistiai Andrea Bracaloni Lorenzo Cipriani e Italo Bianco. La vittoria è andata a Marco Del Cistia su Belive des verts paturages,secondo classificato Andrea Bracaloni su Smilla terzo posto per Lorenzo Cipriani in sella a Umbrie Van de Helle.

Cavalli...

SVOLTISI I DUE NAZIONALI A2 STELLE IN PROGRAMMA NEL MESE DI LUGLIO

CASALE DEL MARE A LUGLIO

E torniamo nel meraviglioso contesto del Casale del Mare... si sono da poco conclusi il 2° ed il 3° appuntamento della stagione. Avevamo già parlato del primo nonché del più importante degli appuntamenti il Nazionale A4 stelle che ha riscosso un sicuramente un grande successo. Gli ultimi appuntamenti non sono stati sicuramente da meno anche se questa volta si è trattato di due concorsi Nazionali A2 stelle ciò significa che il montepremi era molto più basso, ovvero di 9.000m euro, e che sono state effettuate categorie più semplici rispetto a Giugno ovvero quelle riservate ai Brevetti (un autorizzazione a montare che permette di partecipare a gare alte da 80m fino a 115m), mentre la categoria più alta che si è svolta è stata una 135m. Al contrario durante il primo degli appuntamenti le gare iniziavano da 115m per arrivare con il Gran Premio fino all’altezza di 145m. Cavalieri ed Amazzoni via sono stati numerosi e anche per questi due appuntamenti hanno partecipato comunque nomi di rilievo per l’equitazione Nazionale. Abbiamo visto il ritorno di Emilio Bicocchi su Kapitol D’Argonne per l’appuntamento del 1-3 Luglio e la presenza di Gabriele Grassi per il Nazionale svoltosi dal 22-24 Luglio che si è imposto nella 135m in sella a Cool Classic.Ricordiamo che Gabriele Grassi nel 2010 ha partecipato ai Mondiali in Kentuky in sella a Snai American Blue. Ottima occasione quindi anche per spiare qualche segreto a questi grandi Campioni… Adesso siamo arrivati quasi al termine della stagione di Concorsi al Casale del Mare ,ultima tappa un Nazionale riservato ai Pony in programma da 19 al 21 Agosto 2011. Bianca Sassetti

CAMPIONATI ITALIANI TECNICI I GRADO: 1° Lazzeri Andrea Senita 2°Di Lonardo Manuela Isola Dan 3° Siri Micol Princes TROFEO DI EQUITAZIONE 1° E 2° GRADO: 1° Tamagnone Beatrice Roost Ten Eyckenen 2° Francesca Fresia Norlan des Salines 3° Kevin Morreale Coveliath TROFEO BREVETTI DI EQUITAZIONE: 1° Cipolla Giulia Nc Atlantic Cruise 2° Pinna Chiara Gardaba 3° Argento Alfredo Zeus TROFEO BREVETTO EMERGENTE : 1° Ferrante Francesco Midnight Miller 2° Romano Eduardo Mucho Pride 3°Triberti Micol Cenzo TROFEO BREVETTI ESORDIENTI: 1° Cavangero Federico Syiem 2° Bordoni Bianca Bellavita 3° Nadalon Kiara Le Situviens Daviere Bianca Sassetti


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Scultura Cycladico Oggi

Notizie in breve LE SCULTURE DI RAFFAEL BENAZZI PRESSO LA SALA ESPOSIZIONI DELLA FONDAZIONE GEIGER Fino al 18 settembre 2011

Fabrizio Breschi espone una sua Scultura al Museo di Arte Cicladica di Atene

La incisioni francesi dell’ottocento protagoniste al Museo della Grafica di Renato Nesi

di Enzo Masci

Il Museo di Arte Cicladica di Atene, è dedicato allo studio e alla promozione delle culture antiche del Mar Egeo e Cipro, con particolare attenzione Arte Cicladica del 3 ° millennio a.C. E ‘stato fondato nel 1986, per ospitare la collezione di Nicholas e Dolly Goulandris. Da allora è cresciuto in dimensioni per ospitare le nuove acquisizioni, ottenute sia attraverso acquisti diretti o attraverso importanti donazioni di collezionisti e istituzioni. Oggi, nelle gallerie del MCA il visitatore può avvicinarsi tre soggetti principali: la cultura cicladica della prima età del Bronzo (3200 - 2000 a.C.) l’arte greco antico, dall’età del bronzo al tardo-romana (2 ° millennio a. C. - 4 ° secolo d.C.) Cultura cipriota dall’età del Calcolitico al periodo paleocristiano (4 ° millennio a. C. - 6 ° secolo d. C) A parte l’archeologia, le mostre temporanee del MCA frequentemente pongono l’attenzione sull’arte moderna e contemporanea, al fine di introdurre il pubblico a importanti artisti del 20 ° secolo (Dalì, Picasso, ecc.) ed esplorare i legami tra le culture antiche e moderne. L’opera dell’artista Livornese misura 210 x 140 cm, ed è collocata in una nicchia ricavata sulla sinistra dell’ingresso del museo, la bellissima scultura è illuminata posteriormente con luce blu che la rende particolarmente suggestiva nel buio delle notti Ateniesi. Fabrizio Breschi , nato a Livorno nel 1950, si rivela un talento precoce nella pittura e nel 1969 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze , sezione pittura, dove ritrova come insegnate Gastone Breddo è l’inizio di un periodo molto stimolante e di approfondimento culturale con i classici e con il contesto rinascimentale di Firenze. Nel 1973 conosce il pittore e insegnante Aldo Turchiaro che intravvede in Breschi un valido collaboratore, che gli propose di diventare suo assistente presso l’Accademia di Firenze. Fino al 1985 rimane all’accademia di Firenze per trasferirsi subito dopo alla prestigiosa Accademia di Brera a Milano, dove ottiene la cattedra di pittura. Diventa a trentasei anni il più giovane insegante di pittura nella storia di Brera. In tale periodo il direttore dell’Accademia era Andrea Cascella fratello di Pietro, mentre tra gli insegnanti e colleghi ci sono lo scultore Alik Cavaliere e Giancarlo Marchese e lo scenografo Franco Cheli. Tra le opere dell’artista livornese straordinariamente versatile, troviamo oltre che pregevoli dipinti anche alcune bellissime sculture come Cycladico Oggi. Il suo percorso artistico vede l’artista impegnato sia nel versante figurativo che astratto con contaminazioni anche nel versante della materializzazione tridimensionale. Il Breschi nel corso della sua brillante carriera ha esposto le sue opere a livello internazionale, ed ha da poco inaugurato la sua mostra permanente “ Vento “ presso l’ Hotel ‘ i Ginepri di Marina di Donoratico, il titolo della mostra è un omaggio alla “rosa dei venti”, che racconta una lunga storia che va da Omero ai giorni nostri.

Un marchio Daimler.

Raffael Benazzi è nato nel 1933 a Rapperswill, in Svizzera, ma è dagli anni Sessanta che vive sulle colline di San Vincenzo, dove negli spazi aperti della campagna può dedicarsi alla lavorazione delle sue grandi opere lignee. Nel suo percorso artistico Benazzi ha impiegato diversi materiali quali bronzo, piombo, ferro e alabastro, per dar vita alle proprie creazioni, ma è sicuramente la lavorazione del legno ciò che più gli ha dato modo di esprimere le proprie idee. La mostra organizzata dalla Fondazione Culturale Hermann Geiger presenta al pubblico circa 50 sculture di Benazzi, di diverso materiale, di diverse dimensioni attraverso le quali percorrere la sua esperienza artistica dagli anni giovanili fino ai giorni nostri. Nelle sculture mette in risalto il materiale con cui sono state create (le fenditure e gli anelli per il legno, la trasparenza per l’alabastro, la lucentezza per il bronzo), presenta una sorta di lato esterno, che si propaga nello spazio con forza, e di anima interna per cui, all’interno di questi involucri esteriori si sviluppa un’alternanza di luce e punti oscuri, un mondo di linee sinuose, tondeggianti e avvolgenti. La mostra, allestita nella Sala Espositiva della Fondazione Geiger in Corso Matteotti 47 a Cecina (Li), resterà aperta, con ingresso libero, tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 18 alle 23, fino al 18 settembre.

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uando sono entrato a Palazzo Lanfranchi, sede del Museo della Grafica di Pisa, in un caldo mattino d’estate, ero incuriosito da un evento così originale, ma non avevo ben chiaro cosa aspettarmi, forse perché non capita tutti i giorni di assistere ad una Mostra tematica sulle incisioni. Eppure mi è bastato percorrere i primi passi, guardare le prime teche, per capire che di fronte avevo un percorso non solo ricco di contenuti, ma ben organizzato e facilmente fruibile da tutti, un mondo incredibile da scoprire con la dovuta calma, attraversando sale e salette allestite per la Mostra voluta dal Museo della Grafica, Comune di Pisa e dall’Università, con il patrocinio dell’Istituto di cultura francese di Firenze. Un’occasione da non perdere per conoscere la grande stagione dell’incisione francese dell’Ottocento tra Romanticismo e Impressionismo. Per chi come il sottoscritto poi ama da sempre artisti come Renoir, Delacroix, Daumier, Manet, Toulouse Lautrec e Pisarro il fascino è ancora maggiore perché l’incisione è una tecnica che esalta le doti espressive dell’autore dell’opera, mette a nudo la capacità di emozionare

anche senza i colori e la grandezza implicita nella pittura. S o n o rimasto alcuni minuti fermo davanti al Bambino che soffia le bolle di sapone di Eduard Manét (incisione del celebre quadro) o alla Femme couchée di Renoir, “fino ad avere i brividi dentro al cuore” (come scrive Vecchioni in una bella canzone del 2002) e ho sorriso per l’intelligenza e la freschezza delle caricature e delle opere satiriche (in Francia nascono proprio nell’ottocento i primi giornali di satira), commentate in qualche caso persino da Charles Baudelaire. Tutto ciò che in questi mesi (fino al 20 di settembre) possiamo vedere esposto nelle sale di Palazzo Lanfranchi, proviene sia dalle collezioni del museo che da una

prestigiosa collezione privata e annovera tra i protagonisti, a fianco dei nomi già citati, autori forse meno conosciuti ma sicuramente straordinari come Meryon, Buhot ed Helleu. Le sezioni della mostra sono dedicate prevalentemente al rinnovato interesse dell’epoca per la natura ed il paesaggio, agli scorci di Parigi, come pure alle figure femminili ritratte nell’intimità domestica o impegnate in attività mondane. Come sottolinea il Museo “la varietà delle tecniche grafiche, associata alle diverse soluzioni formali, riflette la vivacità di una delle stagioni più entusiasmanti dell’arte francese, documentando temi e motivi di un’epoca”. Naturalmente come in ogni evento che si rispetti le attrazioni non finiscono qui: via libera dunque ad un ricco programma di concerti e

conferenze di approfondimento dedicate ad alcuni aspetti dell’Ottocento francese: arte, letteratura, musica, teatro. Senza dimenticare le visite guidate gratuite in orario serale. Con la riapertura dell’anno scolastico verranno infine proposti percorsi e laboratori didattici sui temi dell’esposizione. Il Museo della Grafica è sempre aperto al pubblico dal martedì al venerdì con orario 10:30 – 14:30 e 16:30 – 18:30; nel week end orari continuato dalle 10:30 alle 18:30. Chiuso il lunedì. Biglietto 3,00 euro con varie riduzioni. Per informazioni: Tel. 050 - 2216066 E-mail: museodellagrafica@adm. unipi.it” museodellagrafica@adm. unipi.it Web: www.museodellagrafica. unipi.it” www.museodellagrafica. unipi.it

Dopo un luglio di successo, al Parco di Pietra sempre più protagonisti musica, teatro, cinema ed enogastronomia locale

ALLA CAVA UN AGOSTO RICCO DI APPUNTAMENTI PER TUTTI I GUSTI

GRANDE ATTESA PER IL CONCERTO DI NOEMI di Annalisa Mastellone

GROSSETO – Prosegue con successo la stagione 2011 della Cava di Roselle, che lo scorso 2 luglio ha alzato il sipario su un cartellone di qualità che fino al 31 agosto scandirà l’estate in Maremma con appuntamenti per tutti i gusti. Si spazia dalla musica al tango, dal cinema al teatro, senza dimenticare l’arte contemporanea, e la cultura enogastronomica locale, a cui quest’anno gli organizzatori hanno dedicato un’attenzione particolare. Un kermesse che rappresenta un sodalizio perfetto tra cultura e paesaggio, “messa in scena” nel suggestivo palcoscenico naturale della Cava, immersa nel verde Parco di Pietra alle porte di Grosseto, in un’area multifunzionale con un’arena principale che ospita fino a 1100 persone, un palco spettacoli di 120 metri quadri, pista da ballo di 100 metri quadri, un bar ristorante e uno spazio espositivo ricavato dai vecchi edifici legati all’attività estrattiva della vecchia miniera. Il mese di agosto del Festival 2011 si apre martedì 2, a partire dalle ore 19, con GastonomiCava Latina, cena a tema (su prenotazione) e degustazioni della cava, con biglietto d’ingresso a 5 euro con consumazione. Ritorna inoltre “Tango per Cavarsela”, le serate tutte dedicate al tango che, dopo luglio, danno appuntamento agli appassionati

Foto www.cavaroselle.com

eventi

In mostra a Pisa fino al 20 settembre

del genere per due mercoledì di seguito, il 3 e il 17 agosto: si parte alle 21:30 con una lezione aperta a cura di Bluemoon tango, poi spazio ai concerti del Cuarteto Rojo Porteno, il 3, e di Javier Girotto e Gianni Iorio, il 17; a seguire, in entrambe le serate – 10 euro per l’ingresso con consumazione – Milonga notturna. Giovedì 18 agosto è la volta di “Cinecava”, che ospita una nuova tappa del “Clorofilla film festival”, con proiezione (da definire), alle 21:30, di una pellicola “verde” legata al concorso che comprende lungometraggi, corti e documentari. Biglietto a 5 euro. Venerdì 19 agosto, alle 21:30 ritorna “CAVAinSCENA”, la nuova rassegna

piccolo teatrale e dintorni che ha debuttato quest’anno a luglio, e che ospiterà “Lisciami” con I Gatti Mézzi e Andrea Kaemmerle; ingresso 8 euro. Sabato 20 agosto ritorna “Musicava” con l’attesissimo concerto, alle 21:30, di Noemi; 20 euro il biglietto. La terza domenica di agosto, il 21, appuntamento con “CAVAinFESTA”, spettacoli per tutti. Dal 23 al 26 agosto prende il via “DiVino Commedia”, il festival del vino e della commedia italiana, con proiezioni, degustazioni e tanti ospiti. Infine, a chiudere l’estate 2011 della Cava, il 27 e il 28 agosto è in programma “Cava in Fermento”, lo speciale festival dedicato alla birra artigianale.


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Continua la IX edizione del Festival 2011 tra le “stelle” del teatro, del cinema e della musica: dopo Santagata, arrivano Marco Paolini, Antonio Rezza, Salvatore Accardo e Paolo Rossi

UN AGOSTO TRA I BIG AL TEATRO DELLE ROCCE

GAVORRANO – Nella splendida cornice del Parco nazionale delle Colline Metallifere, griffato Unesco a ottobre 2010, ha preso il via la nona edizione del Festival del Teatro delle Rocce. Marco Paolini, Salvatore Accardo e Paolo Rossi sono alcuni dei nomi di punta della programmazione 2011, che ha debuttato lo scorso luglio con un altro artista di calibro nazionale, già ospite dalla precedente edizione: l’attore e regista pluripremiato Alfonso Santagata e la sua compagnia Katzenmacher hanno messo in scena “EidòsApparizioni”, originale spettacolo teatrale itinerante che attinge dalla tragedia greca, interpretata, in chiave moderna, anche da attori maremmani (7 gavorranesi e 3 follonichesi). Da due anni Santagata è impegnato infatti in alcuni laboratori teatrali gratuiti a Gavorrano - grazie al “progetto di riassetto del sistema teatrale toscano”, finanziato dalla regione Toscana, su proposta della Provincia di Grosseto e dell’istituzione comunale “Gavorranoidea” diretta da Alessandra Casini – offrendo ad aspiranti attori di formarsi al fianco degli artisti professionisti di Katzenmacher. Un grande lavoro sul e per il territorio, con lo scopo di realizzare

Livorno celebra Guttuso a 100 anni dalla nascita Alla Galleria Guastalla 40 opere in mostra e un omaggio a Modigliani

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a Galleria Guastalla Centro Arte di Livorno, ha voluto rendere omaggio a Renato Guttuso, in occasione del centenario dalla nascita, con una mostra di notevole interesse dove sono presenti circa 40 opere fra dipinti, tecniche miste, disegni e opere grafiche originali. Un’occasione da non perdere per conoscere o approfondire l’arte del celebre pittore, acuto e talvolta enigmatico. Guttuso è potente nella sua espressione, capace di parlare al cuore attraverso le Nature Morte, che non lascerà mai, ma condividendo anche quell’impegno sociale e antifascista che lo porta ad aderire negli anni ’30 al movimento chiamato “Corrente”. Uomo colto e affascinato dai grandi libri, dipinge ispirato da Dante (La Divina Commedia) e da Montesquieu (il Romanzo Le lettere persiane) opere bellissime dove “gli alibi prendono fuoco”, come scrisse Fabrizio De’Andrè. Guttuso nasce nella cittadina siciliana di Bagheria il 26 dicembre 1911 e inizia appena tredicenne a dipingere e a firmare i propri quadri; dopo gli studi liceali e universitari la sua formazione artistica si modella sulle correnti figurative europee, ispirandosi in particolare ad artisti quali Courbet, Van Gogh e Picasso per poi rifiutare sostanzialmente ogni canone accademico. Stupisce, alternando la visione luminosa

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Mensile distribuito gratuitamente da Livorno a Grosseto Redazione via S.Barbara n. 8/12, 57023 Cecina tel. 0586.685058 mail:info@costadeglietruschinews.com

Renato Nesi

storia come quella della Repubblica Pisana, di quell’osmosi di elementi artistici e culturali che i viaggiatori di quel tempo seppero favorire, rendendo unico il cosiddetto romanico pisano, che tanto successo ebbe anche lontano da Pisa. Una mostra che ad ogni tappa racconterà la storia della chiesa ospitante e che ripercorrerà quella parte di storia che dagli albori del Mille arriva quasi alla fine del Duecento: un’occasione da non mancare per conoscere più da vicino i gioielli del romanico del nostro territorio e per rivivere dopo quasi mille anni

quel momento della storia in cui i Pisani furono signori incontrastati del Mediterraneo. Il Progetto ITERR-COST (Itinerari e rete del Romanico in Corsica, Sardegna e Toscana) è un progetto europeo finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera ItaliaFrancia, che si propone di valorizzare il patrimonio romanico del territorio toscano (Pisa e Lucca), sardo e corso, dove il lavoro delle maestranze itineranti medievali creò una felice relazione di stili e di storia. V.C.

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Direttore Marica Galassi Stampa Pacini Editore SpA Pisa

(N. Registro stampa 9/2010 Aut. del 23/07/2010)

tembre. Orario: da lunedì a venerdì 10:00 – 13:00 / 16:30 – 20:00, il sabato dalle 10:00/13.00. Nel mese di agosto apertura su appuntamento. Per maggiori informazioni: Guastalla Centro Arte, Via Roma, 45 Tel. 0586 808518 E-mail: info@guastallacentroarte.com Web: www.guastallacentroarte.com

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Costa Degli Etruschi News n. 13

Tiratura mese di Agosto 10.000 copie

dipinti che Guttuso realizza negli anni ’50, di chiaramente neorealista e di denuncia sociale: l’opera partecipò alla Biennale di Venezia del 1952, ed era così importante per l’artista, da scriverci sul retro “non vendibile mai”. Rientra invece nella serie di dipinti ispirati alla sua Sicilia il quadro “Tetti di Palermo”, del 1976, come anche “Edera e falce” del 1962, dove il soggetto apparentemente semplice diventa in realtà il pretesto per mostrare la sua grande abilità: questo dipinto, già appartenuto alla collezione di Giovanni Testori, fu esposto all’importante mostra antologica al Palazzo della Pilotta di Parma del 1963/64. Cito inoltre con piacere le due raffinate tecniche miste del 1973, presenti in mostra, che fanno invece parte della raccolta dedicata a le “Lettere persiane”, che critica con durezza la società europea non risparmiando né chiesa né istituzioni politiche. Infine quanti visiteranno la mostra, oltre a quelle di Renato Guttuso, potranno apprezzare anche l’opera “Omaggio a Amedeo Modigliani” del 1984, attualmente esposta presso la Casa Natale dell’artista: è la litografia originale a colori eseguita in omaggio al grande artista livornese nel centenario della nascita su invito della galleria Guastalla-Graphis Arte. La mostra rimarrà aperta fino al 10 set-

Viaggio nel romanico pisano: percorsi fotografici

uattro mostre del progetto ITERRCOST dall’11 luglio al 19 settembre 2011 Si apre l’11 luglio a Palaia la prima delle quattro mostre fotografiche del progetto ITERRCOST. Tutti gli eventi sono allestiti nell’eccezionale cornice di alcune delle chiese e delle pievi piu’ suggestive del territorio provinciale. Da Palaia a Calci, da Vicopisano a Montecatini Val di Cecina, una mostra itinerante, così come lo furono le maestranze medievali che alla realizzazione di quelle chiese lavorarono: un evento che cercherà di raccontare una

Donata Vieri

Editore Responsabile Massimo Tanini Executive Director Valentina Cambi

e piena di colore di quadri che ritraggono la sua città natale a dipinti più impegnati, come la “Battaglia al ponte dell’Ammiraglio” del 1952 e, ancora, con una serie di dipinti dal vero ispirati alle lotte contadine per l’occupazione delle terre , gli zolfatari, o squarci di paesaggio fra cactus e ficodindia, ritratti di amici e uomini di cultura. Come accennato l’artista è affascinato dal modello dantesco e dal ’59 al ’61 concepisce una serie di opere che poi verranno pubblicate in un volume edito da Mondadori, “Il Dante di Guttuso”, in cui i personaggi dell’Inferno vengono rivisitati come esemplari della storia del genere umano, in una sorta di tipizzazione doppiamente simbolica e di grande profondità. Ma sono le donne al centro della sua vita, almeno in determinati periodi, e ciò rende la figura femminile dominante anche nella sua pittura. La mostra allestita a Livorno parte da tutto questo al fine di offrire al visitatore lo spunto per una riflessione sull’artista, con opere che richiamano alcuni dei temi che hanno contraddistinto la carriera e la vita privata di Guttuso. Tra le principali citiamo il dipinto del 1939 “Cestino con frutta”, una delle straordinarie nature morte che Guttuso realizza dal ’37 al ’39, oggi difficilmente reperibili. E poi “La stalla”, 1951, uno di quei grandi

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A settembre si mostra al pubblico la Maremma dei buongustai e dei palati ricercati: Maremma Food Shire. La prima edizione del “brand Maremma” nel settore agroalimentare di eccellenza segue il format di Maremma Wine Shire, ed è anch’essa promossa dalla Camera di commercio di Grosseto in collaborazione con la Provincia di Grosseto e Grossetofiere. Il 24, il 25 e il 26 settembre, al centro fieristico di Braccagni le eccellenze del territorio si mostreranno al mercato italiano ed estero attraverso questo progetto, il cui obiettivo è di valorizzare il territorio con la genuinità e tipicità dei propri prodotti. La manifestazione rivolta sia ai consumatori che agli operatori di settore prevede incontri e degustazioni guidate con buyer e operatori di settore italiani ed esteri, laboratori, nonché iniziative collaterali realizzate in collaborazione con le attività di ristorazione locali. Una sfida importante quella dell’agroalimentare, all’indomani della chiusura della seconda edizione di Maremma Wine Shire, che si è svolta al Madonnino, il 21, 22 e 23 maggio e che anche quest’anno ha dato grandi risultati. Il presidente della Camera di commercio di Grosseto Giovanni Lamioni punta sulla promozione del territorio Maremma come insieme di eccellenze che spaziano dal paesaggistico, storico, sportivo ed enogastronomico; la Maremma come stile di vita è questo il messaggio che deve arrivare al pubblico che viene a contatto con questa terra. A guidare sapientemente la nuova sfida del presidente della Cciaa Giovanni Lamioni sarà il famoso e rinomato giornalista enogastronomo Paolo Massobrio che si occupa da venti anni, di economia agricola ed enogastronomia al livello nazionale e non solo. La Maremma si sta preparando e a settembre vi vuole accogliere e coccolare mettendo alla portata di tutti le sue eccellenze; ora tocca a voi: buttatevi alla ricerca della qualità!

eventi

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Alla scoperta del territorio e delle sue eccellenza con il Maremma Food ShireVino

un evento teatrale in luoghi non convenzionali, ossia non abitualmente dedicati al teatro, in uno spettacolo itinerante che si muove coi suoi protagonisti attraverso gli spazi di archeologia industriale offerti dalla vecchia cava di miniera da cui è stato ricavato il Teatro delle Rocce. Sette gli appuntamenti previsti nel mese di agosto, con serate da non perdere, tutte d’eccellenza, all’insegna della

musica e del teatro, con un tributo al vino locale. Mercoledì 3, dalle ore 21:15, “Dalì incontra Dante. Commedie divine e umane”, racconto scenico, a ingresso gratuito, a cura di Maurizio Vanni. Venerdì 5, arriva il grande Marco Paolini, genio del teatro contemporaneo che mette in scena “Uomini e cani. Dedicato a Jack London” ; biglietto 20 euro pieno, 18 euro ridotto. Lunedì 8 agosto, ore 21,15, “Io”, con regia del “visionario” Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Ingresso 13 euro, ridotto 11,50. Grande ritorno, mercoledì 10 alle 21:15, della tappa del Jazz Grey Cat Festival, diretto da Stefano Cocco Cantini, che ospita il concerto di musica africana dei “Les Tambours De Brazza”; 15 euro il biglietto intero, ridotto a 13. Appuntamento con “Calici di stelle” giovedì 11, a partire dalle 21, la rassegna di vino e locale a libero accesso, con orchestra dalle ore 21:30 e fuochi d’artificio a chiudere la serata. Venerdì 12 agosto arriva il grande violoncellista Salvatore Accardo e i “Maestri Chigiani in terra di Siena”; ore 21:15, concerto a 10 euro, ridotto 8. Finale esclusivo del Festival 2011, con il mitico Paolo Rossi, in “Mistero buffo” di Dario Fo, ingresso 18 , ridotto 16.



N° 13 - Costa degli Etruschi News