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Mensile Gennaio 2011 / Anno

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1 - n. 6

www.costadeglietruschinews.com • www.costadeglietruschinews.com • www.costadeglietruschinews.com Polo Universitario

Arcipelago Toscano

Eventi

Nuove facoltà e figure professionali a pag. 2

Cerboli, Palmaiola, Formiche a pag. 3

Appuntamenti a pag. 5

Gastronomia B.A.T. a pag. 6 Spesa del mese a pag. 6

Sassetta, boschi incantati e limpide sorgenti

di Marica Galassi

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niziamo insieme un nuovo anno, e la redazione di Costa Degli Etruschi News augura ai lettori, agli amici e a tutti quelli che ci conoscono un felicissimo 2011, ricco di emozioni e di notizie, che non Un antico borgo sospeso nel tempo mancheremo di farvi avere, perché sono un po’ come le ciliege, una tira l’altra. E’ sta comunque una difficoltà. La popolazione è in Inizia così la produzione di farina dolce, delle proprio quello che capita da quando abmaggioranza di ultrasettantenni ed ha un 20% marmellate e di tutti i prodotti legati alla castabiamo iniziato a interessarci della provincia di abitanti extracomunitari, che non creano asgna, come, anche, la birra. Tutto quello che facdi Livorno e dei suoi comuni, anche quelli solutamente problemi, anzi, fino ad oggi hanno ciamo e che faremo sarà comunque nel rispetto più piccoli e meno conosciuti sono ricchi prodotto ricchezza perché lavorano dove ormai completo dell’ambiente, vorremmo riuscire a far di storie e di voglia di crescere e inevitagli Italiani non vogliono più andare e contribuiapprezzare Sassetta per quello che è. Chiarabilmente ogni storia si intreccia ad altre, scono alla crescita demografica permettendoci mente il nostro turismo sarà particolare, so che come maglie di una rete. di poter mantenere attive le scuole elementari e non posso dare ad un giovane ciò che offrono i Il nostro giornale vi accompagnerà nell’anmedie. E’ comunque una convivenza tra culture, paesi della costa, qui la sera si fanno le feste no appena iniziato con una grafica rinnovareligioni diverse ed altre piccole cose che se non in piazza ma non abbiamo discoteche. Abbiamo ta e con altre sorprese che non vi svelerò le prevedi e non gestisci nel modo giusto possoperò un ambiente di pace e genuinità con 37 km adesso. Siamo già al sesto numero, semno creare scompensi all’interno della comunità. di percorsi di trekking all’interno del demanio. per un paese come Sassetta, lontano da tutti i di Marica Galassi brano sempre pochi, ma abbastanza per Quali sono le ricchezze del territorio su cui Esiste un Progetto Sassetta, un patto stipulato servizi e subiamo più di altri i tagli che vengono sapere che abbiamo attirato l’attenzione assetta è un piccolo borgo di circa 582 poter contare? con la provincia la quale ci sta aiutando perché fatti ai comuni, come i 20 milioni di euro che di molti, e che sempre più persone ci cerabitanti, un luogo immerso in una natura Intanto, grazie ad una legge del governo Prodi, venga realizzato. Con il progetto vogliamo dare la regione taglia alla sanità di Livorno. La mia cano per leggerci o per segnalarci notizie incontaminata circondato da boschi e casiamo usciti dalle comunità montane, facevamo rilevanza alle ricchezze di un tempo. In passato amministrazione non sa come potrà sopperire a e realtà che vale la pena fare conoscere. stagneti, dove piante secolari sembrano sculture parte della comunità montana Colline Metallifere avevamo cave di marmo rosso e per questo abquesto problema, non vorremmo che venissero Siamo aumentati di numero anche noi, ci plasmate dal tempo, antichi guardiani dormienti. che gestiva il patrimonio demaniale, adesso siabiamo fatto due simposi di scultura utilizzando colpite sempre le fasce più deboli. Il bilancio siamo arricchiti di altri preziosi collaboratoIl sindaco Luciano Cencioni ci spiega le carattemo noi a gestirlo direttamente, sono circa 750 esclusivamente marmo rosso di Sassetta, gli del nostro comune è una cosa irrisoria, i cento ri che si impegnano per rendervi partecipi e ristiche e le potenzialità di un territorio che soettari di bosco e campi. Naturalmente qualche eventi sono stati un successo e quest’anno fareeuro molto spesso sono determinanti, per fare consapevoli del territorio che abitate. Con pravvive ai confini della provincia di Livorno. disagio è stato creato, in quanto i nostri tecnici mo la terza edizione. Le sculture poi sono state economia gli assessori hanno rinunciato al loro la vostra collaborazione abbiamo ottenuto Come descrive Sassetta e i suoi abitanti? non erano preparati, ma ci stiamo organizzando, messe nel centro storico e intorno al paese. stipendio devolvendolo ogni mese al comune e il proprio quello che volevamo, cioè un giorPiù che un paese lo chiamerei una famiglia alanche per quanto riguarda la forestazione, la sindaco ha fatto un taglio del 30% sullo stipennale fatto da voi,dalle persone che vivono, largata, nel senso che la disponibilità del sasseprovincia e la regione ci danno una mano. dio, inoltre viaggiamo con le nostre auto senza - continua a pag. 2 lavorano, e si prodigano per fare qualcosa tano è quella legata ai vecchi ricordi, alle culture La scommessa che noi stiamo facendo è di richiedere rimborsi. La forza che ci permette di antiche di quando le famiglie erano unite e tutti di buono per loro stessi e per la comunità portare Sassetta a sfruttare le risorse di sopravandare avanti è l’attaccamento e la radicalità al intervenivano dove c’era bisogno, le evoluzioni vivenza tornando per esempio all’apertura comin cui vivono, un giornale che parla di noi, di territorio, vorremmo che il nostro paese potesse non sono viste molto bene, è chiaro però che pleta del ciclo della castagna, abbiamo, infatti, come siamo fatti, di cosa ci piace e magari svilupparsi e trovare una sua collocazione in un la vita economica di oggi porta inevitabili camrimesso in produzione castagneti che erano stati anche di dove vogliamo andare. Tra le pamondo così difficile. Nonostante i buoni rapporti biamenti. La situazione odierna non è semplice abbandonati, tutto con l’aiuto anche dei privati. gine del nostro mensile rimarranno imprescon i comuni vicini la marginalità di Sassetta rese, come in un album fotografico, le vostre storie, e le vicende di tutta la costa etrusca, un filo invisibile che unisce tutti e ci fa sentire più vicini gli uni agli altri, tutti partecipi della stessa storia, dove come in un puzzle ognuno posiziona la propria tessera, e non ha limiti, possono essere apportati sempre più pezzi, noi cercheremo di valorizzarli e di dargli l’importanza che ognuno merita. Rimanete con noi e guidateci facendoci di Ariella Capovilla partecipi delle vostre iniziative, teneteci aggiornati sui vostri successi e continuate Nell’entroterra pisano, a Pomaia, risiede l’Istituto Lama a mettere passione in tutto quello che fate, Tzong Khapa, uno dei centri di riferimento più importanti in Box Momenti Conviviali 6-07-2010 17:23 Pagina 1 Box UVA NERA 6x5 6-07-2010 17:13 Pagina 1 i migliori articoli arrivano6x5 proprio dalla pasItalia e in Europa per la preservazione e l’insegnamento dei sione che riuscite a trasmetterci. C M Y CM MY CY CMY K C M Y CM MY CY testi fondamentali del buddhismo tradizionale tibetano. Prima della costituzione dell’Istituto, molte persone interessate alla conoscenza e all’approfondimento della materia, erano costrette ad affrontare un viaggio in Tibet, India o Nepal con notevoli difficoltà e la speranza di ricevere gli insegnamenti da un Lama o un monaco. In Italia si era ormai creata l’esigenza di fondare una sede dove laici e monaci potessero ritrovarsi nel comune proposito di organizzare lezioni, corsi, seminari e ritiri con la supervisione di un Lama residente. Gli inizi Per alcuni anni il centro è stato attivo a Milano, ma la scelta della Toscana si è resa necessaria per avere una sede con posizione equidistante dai gruppi più importanti preesistenti di Roma e Milano. Dopo una ricerca minuziosa, nel 1975 fu individuata una proprietà a Pomaia e le sue caratteristiche ottennero il consenso ufficiale dai monaci tibetani custodi della tradizione Mahayana (in esilio in India). L’edificio di pertinenza del podere era un palazzotto in cattive condizioni e senza le caratteristiche idonee per ospitare molte persone. Il primo gruppo di residenti insediati dovette quindi affrontare i lavori più importanti di ristrutturazione per circa 15 anni, con diverse interruzioni a causa delle limitate risorse economiche. Difficilmente si poteva prevedere che il Centro avrebbe avuto un futuro importante e ricco d’iniziative. !"#$%#&'$()$*+,"-,./0.$&12332&434$34563$7.809.$3$ - continua a pag. 7 -

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L’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia e il territorio

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Nuova facoltà e nuove figure professionali

Il San Lazzero di Vallicorati

Polo Universitario Sistemi Logistici di Livorno

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news Notizie in breve Livorno a portata di bici

Quattro postazioni in centro Il servizio di bike-sharing è già attivo in 40 città italiane e sta riscuotendo un discreto successo: infatti i cittadini si sono messi in fila per “essere schedati” e prendere la propria card. Gli effetti benefici sono sia per la viabilità urbana sia per l’ambiente riducendo le emissioni inquinanti e prevenendo l’inquinamento atmosferico. Il servizio di bike sharing, cioè di biciclette a noleggio ha un meccanismo semplice ed immediato: si prelevano le bici avvicinando la scheda elettronica (rilasciata con una cauzione) allo schermo delle colonnine posizionate di fianco ai mezzi. Il ciclista potrà restituire la bici, a fine passeggiata, in una postazione che può anche non essere quella di partenza. Tra tutti i dubbi spicca il più comune, quello del furto. Da contratto, ogni persona è responsabile del mezzo dal momento in cui lo prende a quando lo riconsegna. Iniziativa lodevole che dovrà lavorare anche sulla mentalità delle persone: prese dalla vita moderna e frenitica preferiscono impazzire nel traffico piuttosto che pedalare e fare fatica. Livorno è una città con un gran potenziale e le caratteristiche necessarie per permettere ai suoi cittadini l’uso del bike sharing. Sono infatti state previste quattro stazioni: piazza Cavour, piazza del Municipio, largo del Cisternino e piazza Dante. E allora l’Amministrazione con grande slancio ha deciso di lanciarsi in questa avventura, pubblicizzando il più possibile il servizio per metterlo in funzione entro l’estate 2011.

- segue da pag. 1 Quindi le origini sono il punto di partenza per andare avanti? Si, stiamo cercando di riportare anche la poca agricoltura, noi non siamo Suvereto o Campiglia, non abbiamo vigneti, quel poco che abbiamo però deve essere un prodotto di nicchia. Vorremmo ritornare ai vecchi cereali, come il grano di una volta e dare il via ad una filiera corta. Abbiamo già un’azienda che produce farro e vi fa la pasta che viene commercializzata nelle botteghe del paese. Forse la nostra è utopia ma è chiaro che non possiamo competere con i paesi lungo costa

di Marica Galassi

l Polo Universitario Sistemi Logistici si trova presso Villa Letizia a Livorno ed è una sede distaccata dell’Università di Pisa. E’ un centro di servizi polifunzionali dove dall’anno accademico 2006-2007 si svolge il corso di laurea triennale in Economia e Legislazione dei sistemi Logistici e dal febbraio 2010 si è aggiunto il corso di laurea magistrale in Informatica per l’Economia e per l’Azienda, che integra alle conoscenze economiche quelle informatiche. Una nuova realtà che nasce grazie alla sponsorizzazione del comune e della provincia di Livorno, della Camera di Commercio, della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e più recentemente dall’Autorità Portuale di Livorno. Queste istituzioni si sono rese conto che nell’ambito della formazione mancava un corso di laurea che preparasse figure professionali alla movimentazione delle merci e alla ottimizzazione dei servizi legati al trasporto e alle infrastrutture, un settore diventato sempre più complesso e che richiede una preparazione manageriale di livello universitario. Con una convenzione con l’Università di Pisa, nasce, così, un corso di laurea interfacoltà che coinvolge Economia, Giurisprudenza, Scienze Politiche e Ingegneria, questo perché il settore logistico richiede di avere la capacità di saper affrontare lo stesso tema da più punti di vista, per saper valutare la convenienza economica delle scelte, saper capire tecnicamente quali sono i processi di lavoro, quale normativa riguarda i trasporti anche a livello internazionale e commerciale. Un piano di studio variegato con caratterizzazione interdisciplinare ma dove l’impostazione prevalente resta quella economico-manageriale. La laurea triennale è di accesso libero e non ha frequenza obbligatoria, questo ha permesso di avvicinare un discreto numero di studenti lavoratori, cioè persone del territorio che già lavorano nel settore ma ai quali mancava un titolo di studio universitario. Questo corso è stato pensato per gli sbocchi professionali che sono legati, non solo alle realtà logistiche per eccellenza, come un impiego all’interno del porto, o in un aeroporto, ma anche in aziende legate a questo settore, come gli spedizionieri che organizzano la movimentazione delle merci, o che organizzano il trasporto, lo stoccaggio, l’immagazzinamento di merci in attesa di essere spedite ulteriormente, esiste un mondo di aziende specializzate nel settore logistico, ma anche all’interno di altri settori merceologici c’è bisogno di una professionalità che gestisca l’arrivo delle merci, la distribuzione ai clien-

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Corsi a Villa Letizia

ti, la distribuzione delle materie prime che servono all’azienda stessa. Migliorare i costi e l’organizzazione porta ad avere un servizio ed un prodotto che è più competitivo sul mercato. Fin dal primo anno del corso vengono presi contatti con le aziende, per quello che è stato chiamato tirocinio di orientamento, che consiste in una visita di studio nel Canton Ticino, dove un accordo con una scuola professionale della logistica, permette di organizzare in loco visite guidate in aziende e infrastrutture logistiche. Questa esperienza è molto importante per gli studenti perché molti si iscrivono ma non hanno idea di cosa effettivamente voglia dire logistica. Un altro aspetto molto curato è quello dell’internazionalizzazione, perché ormai la movimentazione delle merci è globale ed è fondamentale avere esperienze di studio anche all’estero e una preparazione nella conoscenza delle lingue straniere. In collaborazione con l’istituto Cervantes si organizzano sessioni d’esame di lingua spagnola che consentono di ottenere una certificazione valida a livello internazionale, e grazie all’Istituto Confucio di Pisa, i nostri studenti possono frequentare corsi di cinese, in particolare commerciale. Al termine di questi corsi, i partecipanti vengono invitati presso l’Università di Chongqing in Cina, avendo la possibilità di andare a conoscere concretamente una realtà così diversa dalla nostra. Al terzo anno è previsto un tirocinio in cui gli studenti alla fine del percorso hanno la possibilità di fare esperienza in azienda, che serve anche per avere l’argomento su cui preparare la tesi, inoltre si cementano con il mondo del lavoro. Ci sono stati fino ad oggi 30 laureati e i risultati sono stati positivi, buone anche le valutazioni dei docenti dell’Università di Pisa. Per quanto riguarda il tirocinio in azienda, i ragazzi introducono una figura fresca, innovativa, che va a studiare i problemi che le aziende, e grazie anche al supporto del tutor didattico, tirano fuori soluzioni e suggerimenti che sono risultati molto interessanti. Dal 2009 è stato, inoltre, attivato il centro di ricerca del Polo e in particolare sono stati creati due laboratori. Con il centro di ricerca si svolgono progetti di ricerca legati all’ambito logistico su finanziamenti comunitari o regionali oppure su richieste di committenti.

Corsi Biblioteca Caponi

per il turismo, però possiamo proporre qualcosa di diverso. Il nostro turismo non deve essere invasivo e deve rispettare l’ambiente, da qui il turista può fare il mare e comunque godersi serate tranquille e fresche in un paesaggio dove il tempo sembra essersi fermato. Da qualche anno festeggiamo il 1° Maggio nel bosco, dove c’è il museo del bosco e un percorso che raffigura l’antico mestiere e la vita dei carbonai degli anni ‘50. Abbiamo un’estate ricca di sagre gastronomiche e eventi, come concerti organizzati grazie alla provincia, al Teatro Goldoni e alla Camera di Commercio che ci è sempre stata di aiuto con finanziamenti. La fortuna di questo paese è che come si va in piazza a fare qualcosa, l’80% degli abitanti collabora e partecipa. Chi è rimasto a Sassetta? Sono rimasti gli anziani per un fatto di legame con il territorio e la tranquillità in cui si vive a Sassetta, perché qui si dorme ancora “con la chiave nell’uscio” come si usa dire, si può lasciare la macchina aperta, una donna a mezzanotte può uscire tranquillamente in paese, c’è la tranquillità assoluta. Anche la persona anziana si sente sicura, può uscire serenamente, scambiare una parola, siamo una grande famiglia e i problemi sono di tutti. Capisco che i giovani avrebbero bisogno di altre cose, altre strutture. I giovani potrebbero tornare come imprenditori, oggi si parla di disoccupazione ma a Sassetta, sembra incredibile questo problema non esiste, le imprese sono costrette a cercare manodopera da altre parti. L’imprenditoria potrebbe portare a Sassetta i giovani, credo che sarebbe la miglior cosa per non lasciar morire il paese, ci vogliono persone che credono in questo territorio. Ci sono

due visuali di Sassetta, il sassetano mi critica bonariamente di non fare abbastanza per incrementare il turismo, e il turista che viene dalla città si complimenta di come il luogo rimanga così tranquillo. Diventa difficile conciliare entrambe le cose, ci sarebbe un punto di rottura. Cos’è il parco energetico? Questa amministrazione vorrebbe realizzare un parco di energie alternative, significa avere la produzione ma anche un parco culturale, dalle biomasse, all’eolico, al fotovoltaico, un parco dimostrativo e che serva a far conoscere le fonti energetiche alternative, un sito di visite per le scuole. Ci stiamo lavorando ma dobbiamo trovare i finanziamenti. Un parco simile potrebbe anche servire da pubblicità per le imprese che ci crederanno. Assolutamente non vogliamo detur-

ercorrendo la strada che da Cecina porta a Guardistallo, in prossimità proprio di quest’ultimo, sulla destra si nota una strada, il suo nome è “Via di Vallicorati”. Da questa strada si gode di un bellissimo panorama sul mare, ma non è la sua unica particolarità. Nella valle di Vallicorati cresce da sempre una particolare cultivar di olive, il San Lazzero. Riccardo “Rikka” Creatini ci racconta delle sue piante e della sua nascente azienda che porta avanti con la famiglia. Riccardo è molto giovane, 25 anni, e dopo aver viaggiato per l’Europa ha deciso di dedicarsi alla passione per la genetica delle piante e la botanica tornando ai luoghi in cui è nato e dove la natura è stata generosa regalando una preziosa qualità di olivi che in Vallicorati ha trovato l’habitat ottimale. Proprio così, il Lazzero cresce anche sui colli senesi e fiorentini, ma, per cause climatiche, non riesce ad avere la stessa produzione e qualità, persino gli alberi che crescono a Bibbona, Casale o Montescudaio non ottengono gli stessi risultati. Molti degli olivi di Rikka sono secolari, ma dai racconti di sua nonna sappiamo che ve ne erano anche di millenari, andati persi purtroppo nella gelata del’56. Quelli però che si sono salvati non hanno più avuto problemi e la panoramica valle detiene il maggior numero di Lazzeri in purezza, circa 2000 piante appartenenti a più proprietari. Testimonianze di questi alberi si hanno dagli Etruschi che producevano olio di Lazzero e ne ricavavano cure medicamentose, attribuendogli importanti qualità curative, le stesse che che gli attribuivano i Bizantini i quali navigavano fino alle coste etrusche proprio per commerciare questi prodotti. La pianta ha un portamento semipendulo, con foglie allungate di un verde intenso e riflessi grigi, il frutto è grande, polposo, con poca acqua e un nocciolo piccolo, raggiunge la massima maturazione quando si colora di un bel nero violaceo. E’ una pianta vigorosa e molto vegetativa, infatti ha bisogno di una potatura diversa rispetto ad altre cultivar, si pota tutti gli anni lasciando i pendaglioni che cadono all’esterno, e vengono lasciati sempre i rappi più giovani. Ogni oliva pesa circa 2,9 grammi. Ha una maturazione tardiva e da testimonianze etrusche sappiamo che i frutti venivano raccolti a terra da marzo a maggio, ottenendo un olio più acido. Nell’azienda di Riccardo, dove vi sono circa 700 piante, si produce, oltre ad olio fatto con varie qualità di olive, anche olio di solo Lazzero, ottenendo un prodotto di un verde intenso, che appena franto risulta piccante, quanto basta per accompagnarlo con un buon bicchiere di vino, ma dopo aver fatto la posata resta un sapore pulito, dolce e leggero con un gradevolissimo profumo fruttato. All’olio di Lazzero vengono attribuite anche qualità antitumorali, naturalmente da riscontrare, ma sicuramente è stata riscontrata la produttività di questa cultivar che quest’anno ha garantito alla famiglia Creatini la più abbondante produzione del frantoio. Come spesso accade, chissà per quali assurde ragioni, l’olio di Lazzero, e le sue eccezionali qualità, sono più noti all’estero che nel paese dove viene prodotto. Riccardo riceve richieste da Germania, Francia e altri paesi europei per il suo olio. Questo perché in altre nazioni, ormai da tempo, si fa più attenzione a quello che si mette nel piatto e sulle tavole di tutti i giorni, si studia, ci si documenta e si opta per scelte sane e genuine, prodotti freschi senza conservanti, e anche se le cucine estere non sono gustose come la nostra, sono probabilmente più sane. Nonostante il Lazzero risalga ad epoche etrusche, ad oggi non si sa ancora molto di questa pianta, ma i risultati ottenuti sino ad ora fanno sperare che possa regalare ancora qualche straordinaria sorpresa e Rikka ha intenzione di continuare a studiare e sperimentare. L’azienda della famiglia Creatini è recente, ed è in attesa del riconoscimento di azienda biologica e biodinamica, ma già si comporta come tale, infatti non vengono usati prodotti chimici e, per quanto possibile, si cerca di prediligere i lavori manuali all’uso di macchinari agricoli. Vi sono presenti anche bovini di razza chianina e i progetti per il futuro sono molti, compreso una fattoria didattica in modo che ognuno possa vedere cosa e come viene prodotto. Anche Giulia, la fidanzata di Riccardo, contribuisce alle attività aziendali e sta specializzandosi nel fare saponi con prodotti naturali, primo tra tutti il sapone di olio di Lazzero, che viene venduto nei mercatini bio di Cecina.

pare l’ambiente ma vogliamo far vedere quello che si può fare. Palazzo Montalvo? E’ il palazzo che apparteneva ai vecchi padroni della Sassetta, fu dato dalla regione al comune, lo gestiamo noi ma naturalmente non possiamo venderlo. Per intervenire sul palazzo servono milioni, è grandissimo, i lavori sono tanti, per ora cerchiamo chi abbia voglia di investire sul palazzo, è chiaro che la destinazione che diamo noi è socioculturale e non turistica. Trovare un imprenditore che ci faccia monolocali sarebbe la cosa più facile, ma non vogliamo questo, per ora resta li in attesa di tempi migliori per essere restaurato. Ce la faremo con l’aiuto della provincia a restaurare un paio di stanze che serviranno come punto di incontro per la popolazione, se vogliono ritrovarsi, come usava, per esempio, fare l’ultimo dell’anno insieme.

Museo arte sacra? Sassetta ha un museo di arte sacra che è molto importante, c’è una famosa croce di cristallo che ha un valore inestimabile, è stata esposta in vari musei, ora è ritornata da noi. Abbiamo creato il museo con la parrocchia, merita veramente visitarlo ci sono oggetti e vesti antiche. Acqua di Sassetta? I Sassetani preferiscono ancora bere l’acqua delle varie fonti del territorio, alcune come quella in località Pisciarello che si dice, tramandato dagli anziani, abbia proprietà curative e faccia bene ai reni. Anche la fonte Ferrata vanta particolari proprietà, io naturalmente non posso autorizzare nessuno a bere queste acque perché non sono controllate. Però i controlli fatti su di un pozzo che gestisce l’Asa qui a Sassetta indicano che l’acqua è completamente sana e manca di sostanze dannose che oggi purtroppo troviamo in molte falde acquifere di altri territori.


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Cerboli: il piccolo tesoro di Carlo Cassola

Una delle più piccole isole dell’arcipelago guarda in faccia l’isola d’Elba e ospita i più vari tipi di uccelli

l’arcipelago

di Gianluca Parodi

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ossiamo immaginare che l’illustre scrittore del secolo scorso, Carlo Cassola, uno dei più importanti esponenti della “letteratura della Resistenza” nel nostro Paese, custodisse la proprietà di questo piccolo gioiello della natura, con la stessa premura con cui custodiva le copie originali di alcuni dei suoi capolavori come “La ragazza di Bube” o “Il taglio del bosco”, annoverate tra le opere italiane più rilevanti del ‘900. La più curiosa particolarità dell’isola di Cerboli infatti, è che non è di proprietà nazionale, regionale o comunale, bensì appartiene a privati. Dopo la morte dello scrittore, passata agli eredi, l’isola è stata venduta a società private che stanno cercando di proteggerla da eventuali speculazioni. Cerboli è un piccolo isolotto calcareo situato nel canale di Piombino a pochi chilometri dall’isola d’Elba, facente parte del comune di Rio Marina. Classificata tra i siti di interesse comunitario e dunque protetta attentamente dalle autorità, è facilmente controllabile grazie all’estrema vicinanza della Capitaneria di Porto operante nel contiguo Golfo di Follonica. Interamente ricoperta dalla suggestiva vege-

tazione della “macchia mediterranea”, le sue caratteristiche botanico-faunistiche non sono ancora state studiate alla perfezione ma alcune notizie sono state estrapolate dalle visite degli studiosi che hanno testimoniato la presenza di una specie molto particolare di lucertola, che vive solo in quest’ambiente e di svariate tipologie di uccelli molto interessanti. L’esempio più tipico è quello del Marangone che nidifica nelle alte e frastagliate scogliere calcaree dell’isola. Ma lo spettacolo più prestigioso ci giunge direttamente dagli splendidi fondali ricchissimi di pesci, molluschi e crostacei. Le cernie in candela, i banchi di dentici, i polpi, le aragoste e poi astici, murene e ancora scorfani e gronghi popolano i declivi sabbiosi dei fondali nei pressi di Cerboli, ricchi di fessure utilissime per le tane di tutte queste specie marine. Attualmente l’isola è disabitata, si intravedono piccoli resti di una presenza umana che fu in alcuni vecchi ruderi diroccati ed in una cisterna per la raccolta d’acqua piovana. “..e a guardarla da lontano mi pare un leone senza testa, con un osso tra le gambe, che m’attende nella mia solitudine” così parlava della “sua” Cerboli uno dei più grandi autori della letteratura contemporanea.

Relitti e tesori sui fondali delle Formiche

PALMAIOLA: UNO SCAMPOLO ESOTICO NELL’ARCIPELAGO TOSCANO la più piccola delle isole un tempo ricoperta di palme nane

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di Gianluca Parodi

roprio dall’abbondanza di piccole palme, che in tempi antichi ne costellavano il territorio, prende il nome questa piccolissima isola dell’arcipelago. Soli otto ettari di estensione ed un’altitudine massima di 85metri, sono le dimensioni di Palmaiola, che fa parte del comune elbano di Rio Marina. Situata nel canale di Piombino, è dotata di un faro che illumina la via alle navi in viaggio lungo il canale e si alimenta grazie a pannelli solari. Non ci sono molte altre strutture di opera umana se non un piccolo eliporto e una vecchia baracca in altri tempi utilizzata come ricovero di animali. Il solo sentiero, ripido e scosceso, conduce proprio al faro. Riconosciuta come “sito di interesse regionale” assieme all’isola di Cerboli, presenta, sul territorio, una presenza di rare specie di uccelli marini come la “Berta maggiore” e il “Gabbiano corso”.

Le Formiche:

un paradiso naturale che nasconde i fondali della storia

Tre piccole lingue di terra in mezzo al mare proteggono i tesori dell’archeologia

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di Gianluca Parodi

ormica grande, Formica media e Formichino, sono questi i nomi delle tre isole più sorprendenti e piccole della Toscana che vanno a formare il minuscolo complesso delle isole Formiche, appartenenti alla provincia di Grosseto. Questo insieme di scogli, perché è proprio di questo che si tratta, è situato piuttosto lontano dalla costa esattamente a 15 miglia da Porto Santo Stefano sul Monte Argentario. Ed è proprio per questa lontananza dalla costa e

per la totale assenza di insediamenti che le isole Formiche sono uniche nel loro genere. Il più grande dei tre siti, dispone di un faro, il secondo è una pura e semplice lingua di terra, il terzo invece si tratta solo di due piccoli scogli. Il tesoro di cui dispongono questi minuscoli isolotti, sono i fondali che circondano gli scogli emersi, profondi fino a 100metri e ricchissimi di favolose sorprese per i moltissimi appassionati di “subacquea” che giungono numerosi. Oltre a nascondere migliaia di pesci, molluschi e crostacei, il fondale di queste isole presenta innumerevoli resti

anche di antiche civiltà di un valore archeologico inestimabile. In queste acque furono tante le navi naufragate, così sono state rinvenute anfore ed altri oggetti spesso preda di attacchi pirateschi e vandalici. Questi saccheggi hanno danneggiato non poco questo patrimonio che è stato inserito nei “siti di interesse regionale” e adesso è ben protetto da dure e proibitive leggi. Oggi, dunque,ma solo nei punti più profondi, si possono ammirare oggetti antichi di rara bellezza. Incontaminate, protette, lontane da tutto, ricche di uccelli marini e pesci, le Formiche sono un

Tra l’isola di Capraia e lo scoglio delle Formiche adagiate su un fondale tra i 20 ed i 30 metri sono state ritrovate due navi onerarie lunghe circa 15-18 metri: una di epoca ellenista risalente III/II sec. A.C. e l’altra più recente di epoca romana. Grazie all’intervento di esperti con alcune ricognizioni sono stati recuperati dei manufatti. I relitti parlano di un flusso commerciale con trasporto merci tra le nostre coste e quelle della Spagna e della Gallia, ed i vari reperti sono sparsi sul fondo della punta nord dell’isola. La scoperta l’ha fatta la Guardia costiera sorprendendo dei subacquei che erano in possesso di un piccolo tesoro: un sacco con piatti, vasellame e ceramiche etrusche in buono stato di conservazione. Da anni quindi, la Capitaneria di porto, vieta transito, immersione e ancoraggio in un arco di 300 metri dalle Formiche a tutela del patrimonio sommerso. La Sovraintendenza insieme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dato il via al progetto per il recupero del giacimento che a differenza di tanti altri relitti sembrerebbe ancora intatto da vandalismi, rapine o danni provocati delle reti a strascico. Ma ritorniamo alla storia......Cercando di ricostruire quanto possa essere accaduto alle due navi, benchè in epoche diverse, si presume stessero cercando disperatamente di sfuggire alla tempesta che li aveva sorpresi. Dapprima pensarono che alleggerire il carico delle navi gettando parte di esso in acqua avrebbe facilitato il comando del mezzo. Ma non fu che un tentivo inutile. Ormai disperati si diressero verso Punta della Teglia, come unica ancora di salvezza... e invece gli fu fatale. Non evitarono la secca. Centrando in pieno gli scogli irti, seminascosti dalle onde del mare, terminarono la loro fuga dalla burrasca. Le carene spezzate dall’urto contro la scogliera, hanno seminato centinaia di reperti sul fondale rimasti semisepolti e protetti nei secoli tra sabbia e praterie di Posidonia. Migliaia di anni sono trascorsi, ma continua ancora a rimanere una trappola: la scogliera oggi non si vede neppure con il radar. Cambi V.

vero e proprio paradiso naturale, che presenta, nel profondo, i segni dell’uomo che fu, i segni di naufraghi e pirati, i segni di conquistatori e mercanti; i segni della storia.


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gennaio 2011

Il judo, una disciplina ricca di utili valori per la strada della vita

Notizie in breve di Marica Galassi

Corso Avventura a Suvereto

Il maestro Renato Cantini ci spiega, attraverso una lunga chiacchierata, la sua filosofia e il suo Judo che quotidianamente insegna alla palestra Kodocan Judo di Cecina

Quanti di noi, guardando noti programmi televisivi, o film girati in paradisiaci luoghi dove i protagonisti devono sopravvivere con la propria intelligenza, adattandosi a cibarsi cacciando o raccogliendo frutti e bacche di cui non sapevamo nemmeno l’esistenza, non hanno provato ad immedesimarsi in quei personaggi? Esistono ancora le isole deserte? Molto probabilmente non ci finiremo mai, ma sono molte le situazioni in cui potremmo imbatterci, sicuramente meno estreme di quello che ci viene proposto in televisione, ma nelle quali il sapere o il non sapere potrebbe costarci caro. Dopo il successo ottenuto nell’anno appena concluso, verrà ripetuto, a Suvereto, il corso di avvicinamento all’avventura. Comprenderà otto lezioni teoriche serali e due uscite propedeutiche dove i partecipanti avranno l’occasione di mettere in pratica le nozioni acquisite. Gli argomenti sono molto interessanti e utili per saper affrontare situazioni di emergenza che si possono presentare anche nella semplice gita di campagna, o nei boschi a far funghi e, perché no, in un viaggio vacanza. Seguendo le lezioni verranno impartite nozioni sulle caratteristiche da tenere in considerazione per la scelta dell’equipaggiamento, sui nodi della roccia, marineria e trapperistica, come costruire un’imbragatura di emergenza, intreccio di fibre vegetali e realizzazione di cordami di fortuna. Importanti lezioni di pronto soccorso istruiranno su bendaggi, costruzione di barella di emergenza e come fronteggiare morsi di serpenti velenosi. Il corso preparerà anche sulla cartografia, orientamento notturno e con i segni della natura, trappole, sistemi di potabilizzazione, nozioni per la costruzione di un riparo di fortuna, la storia del fuoco, tecniche di accensioni primitive, lezioni teoriche sulla scheggiatura della selce, oggetti e suppellettili primitivi. Il corso sarà tenuto dall’istruttore di sopravvivenza e trekking Roberto Magazzini, partecipante al campionato di Survival 1987-88-89, protagonista al Survival Island 1987-88, esperienza in prima mondiale di permanenza su isola deserta e al Survival Winter Cup sulla Marmolada. Fondatore dell’associazione Ase, trekking e archeologia di Suvereto che per anni ha svolto opere di valorizzazione del territorio con attività presso scuole, organizzando seminari, stage e convegni sulla vita all’aria aperta. Collaboratore con l’Università di Siena, e ricercatore di superficie della sovraintendenza ai beni archeologici della Toscana. Ha organizzato escursioni e corsi avventura nei vari angoli del mondo come il deserto siriano e algerino e la Foresta Amazzonica Equadoregna. Esperto di alta montagna,tecniche primitive ha praticato diversi sport estremi come free climbing, mountain bike, subacquea, rafting, kajak, paracadutismo, speleologia, rooping,e tanti altri. Per avere informazioni sulle date e sul costo del corso contattate il 339 4149688 oppure il 0565852703.

di Marco Provinciali

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l maestro ci riceve nella sua casa situata nei pressi della piazza di Vada. Tra un caffè ed un cioccolatino, inizia una lunga chiacchierata, durante la quale attraverso vertiginosi tuffi nel passato ci descrive il magico mondo del Judo. Due occhi azzurri, i suoi, che ricordano lo sguardo fisso e profondo del celebre Clint Eastwood. Le sue parole scorrono lente, perché ciò che esce dalla sua bocca ha il significato della saggezza, componente necessaria per dedicare una vita intera al Judo, una tra le più nobili delle arti marziali. Come per tutte le arti marziali l’approccio a questa disciplina significa avvicinarsi ad un qualcosa che va molto più in là del significato di sport. Il Judo, arte marziale nata in Giappone durante il 1800, è una filosofia di vita che viene abbinata allo sport. Iniziare a praticare il judo significa innanzitutto apprendere il rispetto per il prossimo; avversario o amico che sia. Significa essere pronti a dei duri allenamenti, essere reattivi per volare a terra incolumi, ed anche essere pronti a proiettare l’avversario sul tatami. Sì, a proiettare, perché le mosse del judo sono delle vere e proprie proiezioni attraverso le quali il judoca, riesce, con dei repentini movimenti, a mettere “pancia all’aria” l’avversario. La filosofia di questa disciplina si basa soprattutto nel dare all’atleta quel necessario equilibrio psicofisico necessario per affrontare sia le gare, sia la vita quotidiana; è una disciplina che lavora quindi sul fisico certo, ma soprattutto sulla mente. Il maestro Renato Cantini è uno dei pochi in Italia ad essere una cintura nera settimo dan. I dan, per spiegarlo con parole più comuni, sono come dei gradi che si acquisiscono per via di meriti raggiunti. Pensiamo quindi che riportare le sue parole, su queste pagine bianche, possa essere un utile lettura per coloro che non hanno mai avuto la fortuna di avvicinarsi a questa bellissima disciplina. Maestro, come è avvenuto il suo avvicinamento a quest’arte marziale? “Ho incominciato a praticare il judo quando avevo più o meno sedici, diciassette anni. Andavo a scuola a Livorno ed ero un tipo molto irascibile al quale non dispiaceva affatto discutere ed acciuffarsi, a volte, anche per futili motivi. Seppi che alla palestra Atleti si insegnava questa nuova disciplina, così mi avvicinai, e fu subito amore. Incominciai ad appassionarmi a questo sport giorno dopo giorno, tanto che dopo pochi mesi già incominciai a farlo mio, nel senso che vedevo cose che i maestri mi insegnavano e che io non condividevo fino in fondo. Più che praticavo il judo più che nella vita quotidiana mi calmavo, questa cosa mi sorprese e quindi ho approfondito da subito i miei studi, mi sono fatto le ossa con diversi maestri di livello nazionale ed internazionale. Ho partecipato a raduni europei ed ho avuto dialoghi con i maestri giapponesi, così oggi posso dire di avere una mia filosofia judoista”. Ed in che cosa consiste? “Ecco vede, come le spiegavo prima, il judo è si una disciplina sportiva, ma prima di tutto è una filosofia, e come tale lavora innanzitutto sull’intelligenza della persona. Ai bambini che si iscrivono alla Kodokan judo Cecina, come prima cosa insegno a prendere coscienza del proprio corpo e delle proprie capacità motorie. E’ inutile insegnare una mossa, se prima il bambino non sa neanche correre. Quindi suddivido il mio lavoro in tre fasi. Nella prima fase insegno agli allievi ad avere una certa familiarità con il tatami (il tappetto dove si svolgono gli incontri ed allenamenti). Insegno quindi a fare le capriole, sembrerà assurdo, ma l’allievo imparando a fare la capriola è come se divenisse, in fase di caduta, una sfera. Le sfere rotolano, e quindi non si rompono. Saper rotolare per terra alla giusta maniera, sia in avanti che in dietro consentirà ai ragazzi di evitare spiacevoli infortuni. Insegno poi a saper cadere. A non avere paura del contatto con il suolo ma ad accompagnare il movimento con l’equilibrio del proprio corpo. Però, insegno soprattutto il rispetto. E’ una cosa fondamentale, è il punto di partenza per l’educazione base di questi giovani che un giorno diverranno grandi. Quando si entra e quando si esce dal tatami, bisogna salutare con un inchino avversario e arbitro, sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta. Perché in entrambi in entrambi gli esiti l’avversario avrà apportato alla nostra persona una utile esperienza. Un po’ come quando si entra nelle case, dobbiamo sempre chiedere il permesso, così nel Judo ci avviciniamo all’avversario rispettandolo. Quindi, quando i ragazzi hanno raggiunto i dieci, undici anni, insegno loro l’apprendimento agonistico della disciplina, con le relative proiezioni e tecniche. Poi superata questa fase ho davanti a me un atleta sul quale poter lavorare. Supponendo che un bambino inizi a praticare il judo ai cinque, sei anni di età, significa che verso i sedici sarà un atleta il che vuol dire che avrà acquisito determinati valori sportivi e morali”. Tra i suoi allievi, alcuni hanno raggiunto il massimo degli obiettivi. “Eh, ne ho avuti diversi. Michele Monti che partecipò alle olimpiadi di Sidney ed Atene, dove ebbe sfortuna e non riuscì a raggiungere il podio. Marco Tarchi, il Pallini, ma anche diverse figure femminili tra le quali la Magnolfi, la Pafumi e soprattutto Giulia Quintavalle oro olimpico a Pechino 2008, di cui sono molto orgoglioso e fiero perché ho visto crescere Giulia sin da quando era una piccola bambina”. E’ stata tra l’altro la prima donna nella storia del judo a vincere una medaglia d’oro, una svolta per questo sport? “Si è stata grandissima, ed ha dato alla disciplina un valore rosa che prima troppe volte veniva trascurato. Dal 2008 il numero di iscrizioni al femminile nella nostra palestra è notevolmente aumentato. Questo mi gratifica molto e mi riempe di gioia, perché le donne hanno quella determinazione che spesso, purtroppo, è assente nei giovani maschi”. Il judo quindi che cosa insegna? “Insegna, ad un giovane uomo e non solo, quei valori fondamentali per affrontare la difficile strada della vita”.

Un tuffo nella storia Suvereto: Il popolo tenace tra i boschi di sughero Storie di patriottismo e di conquista sulle colline della Val di Cornia

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ra immense distese boschive di alberi di sughero, nei pressi dell’ostica palude della Maremma si ergeva un colle su cui gli abitanti della costa che fu il tesoro del popolo etrusco decisero di rifugiarsi dando vita al primo nucleo originario della attuale Suvereto. L’impero romano si era sgretolato sotto i colpi mortali delle invasioni barbariche. Truppe di uomini, guerrieri senza scrupolo, devastavano i resti della civiltà più illustre che il nostro mondo abbia mai conosciuto, questi uomini venivano chiamati “Barbari”, il loro esodo tanto ingente quanto inesorabile sancì la fine di un’epoca e riempì le prime pagine del libro intitolato “Medioevo”. Correva l’anno 973, quando per la prima volta il nome di “Suvereto” compare nella storia, in un documento in cui si attesta lo scavo di profondi fossati a scopo difensivo intorno al “castrum”, villaggio originario, da parte dei conti Aldobrandeschi, signori del castello. Il feudo racchiudeva poche centinaia di abitanti che di lì a poco avrebbero mostrato tutta la loro tenacia nel difendere il proprio territorio. Fu così che nel 1201 gli “homines” di Suvereto, ottennero dal conte palatino concessioni politiche ed economiche dopo Box UVA NERA 6x5 6-07-2010 18:10 Pagina 1 C

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essersi costituiti in libero comune. Questo, detto l’anno della “Charta Libertatis”, viene ancora oggi commemorato ricordando l’audacia del popolo che non cedette alle mire signorili, divenendo il primo comune libero della Maremma settentrionale. Passando per l’alleanza volontaria con Massa Marittima, nel 1228, ritroviamo il coraggioso comune schierato nell’alleanza ghibellina presieduta dalla repubblica pisana che esercitò una forte influenza su Suvereto e i territori circostanti fino alla costituzione dello stato di Piombino nel 1399. Pisa continuò a controllare la zona ma le concessioni autonomistiche del comune furono sempre rilevanti. Un popolo intraprendente e patriottico dette vita al borgo che oggi possiamo ammirare in tutta la sua originalità e tradizione. Le piccole vie dentro le mura, le case e le botteghe medievali costruite con la particolare pietra locale dipinta dalla natura con colori come su una tavolozza di tinte grigie e rossastre, una vecchia atmosfera rurale con i cotti, le vecchie pietre scalpellinate, le cataste di legna ammucchiate che trasudano storia: il tempo nel borgo sembra essersi fermato. Si è fermato dando vita a uno scorcio che è una vera e propria foto a colori del tempo che fu. Il tuffo nella storia lo si fa passeggiando, osservando, ascoltando, respirando Suvereto. Imbattersi nella pieve romantica di San Giusto, sedersi al suo interno, austero e suggestivo, pallidamente illuminato dalla poca luce che passa dai rosoni e dalle finestrelle, affascinarsi di fronte all’antica chiesa di San Giusto, passare per la porta merlata che conduce al centro storico, perdersi nei vicoli … tutto questo è bagnarsi nelle acque dell’unicità della storia medievale. La particolarità di tale borgo della Costa degli Etruschi è l’aver resistito a periodi estremamente difficili che potevano comprometterne l’esistenza. Tra il XVI e il XVIII secolo la malaria e la peste portano quasi al collasso dell’intera comunità rurale, un paesaggio spettrale che la palude rendeva invivibile coi germi delle epidemie che devastavano i raccolti e la popolazione. L’arroccato castello di Belvedere costituì il nucleo abitato che risorgerà col migliorare delle condizioni di vita.

Nel 1796 appare di nuovo la tenacia di un popolo che non hai mai mollato la presa dell’autonomia e dell’indipendenza. Suvereto partecipò alla “rivolta delle coccarde”, attuata nel territorio contro il principe di Piombino, anche in toscana si respirava il forte e ruggente clima antifeudale esalato dai fumi della rivoluzione francese. Proprio quella Toscana di cui il borgo medievale entrò a far parte nel 1815, sotto la signoria del ducato dei Lorena, tempo in cui Suvereto aveva ritrovato forza e vitalità anche nel suo paesaggio e nelle risorse. Fu proprio in quell’anno che un viaggiatore fiorentino lasciò parole tanto indelebili quanto attuali: “e vidi Suvereto, una terra che annunziava fertilità, coltivata a viti ed ulivi e un paese che parlava di storie di patriottismo e di conquiste.” Gianluca Parodi

Contestoinfanzia e Mio Nido Lavorare insieme per i bambini e le famiglie

Nel numero di dicembre abbiamo parlato del progetto ideato dalla Pubblica Assistenza di Rosignano in collaborazione con Contestoinfanzia per l’acquisto di un’ambulanza pediatrica. Vorrei adesso descrivere cos’è e chi sono Contestoinfanzia. E’ una cooperativa sociale, nasce nel marzo del 1998 dalla volontà di quattro donne, una bellissima avventura che le ha viste crescere di numero, adesso sono ottanta, sempre tutte donne. La cooperativa gestisce, insieme agli enti locali, asili nido da Rosignano fino a Castagneto Carducci, la ludoteca nel comune di Rosignano e centri estivi con bambini dai 7 ai 14 anni. Il suo fiore all’occhiello però resta Mio Nido, asilo che si occupa di 34 bambini di età compresa tra i 12 e i 36 mesi, inaugurato nel 2008. Contestoinfanzia fin da subito si è impegnata a garantire un alto livello qualitativo di gestione, organizzazione ed erogazione dei propri servizi. Il loro obiettivo è quello di aprirsi al territorio attraverso una serie di progetti mirati all’infanzia e alle famiglie che potranno partecipare attivamente ed essere supportate da esperti. Da gennaio, infatti, verranno organizzati corsi di psicomotricità e personale qualificato sarà disponibile a dare un aiuto concreto alla genitorialità rispondendo alle domande che molti genitori si pongono magari affrontando con i loro figli passaggi fondamentali come l’adolescenza e per aiutare a gestirli nella loro crescita. Il personale di Contestoinfanzia per esperienza capisce quanto ci sia bisogno e quanto sia importante supportare le famiglie e mette a disposizione uno staff specializzato con coordinatore pedagogico, formato con un Master Universitario, un esperto psicomotricista e verrà presto attivato uno sportello di ascolto per i genitori dove sarà presente una psicologa. Insieme alla A.S.L. inoltre ci sono progetti per aiutare a gestire bambini con problemi comportamentali. Molte energie e denaro sono inoltre rivolti alla grande attenzione che la cooperativa rivolge alle risorse umane, già da quattro anni, prima che diventasse legge, una psicologa viene utilizzata per la selezione del personale, sono importantissimi anche i corsi di formazione professionale a cui hanno accesso i docenti. Una persona è ha completa disposizione del personale per ascoltare e risolvere insieme problemi o dubbi, tutto per un ambiente lavorativo il più possibile sereno. Tutte queste accortezze stanno avendo, negli anni, un ritorno più che positivo. M.G.


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SPAZIO AL TEATRO

Il Musical Aladin Teatro Goldoni

Niente progetti per il futuro

Il 18 gennaio a Cecina Alessandro Benvenuti e Barbara Valmorin racconteranno in maniera semplice conflitti complicati. Una storia goffa, comica, e profondamente tragica. I protagonisti ricordano due Clown che vestono i panni di persone qualunque con linguaggio diretto. Kemp apprende da una lettera che sua zia, di cui conserva solo un ricordo d’infanzia, è morente. Si precipita da lei, mollando tutto, ovvero quel poco di messa in scena che regge la sua vita, per assicurarsi della morte della zia e impossessarsi dell’eredità. La morte annunciata e attesa però tarda ad arrivare e Kemp è costretto ad aspettare. Passano i giorni e i mesi, il tempo scardina e scompone ogni logica ed i due finiscono per essere quello che sono sempre stati. Due vite negate negli affetti. Una commedia nera o forse soltanto uno scherzo, un affresco umoristico sulla solitudine, sul cercarsi, sul mangiarsi a vicenda. Una storia che si pone sul confine grottesco tra l’odio e l’amore, in altre parole una semplice storia di uomini.

Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti per la prima volta insieme in teatro, con la regia di Francesco Brandi una delle nuove e interessanti voci della drammaturgia italiana, Mercoledì 26 gennaio ore 21 arrivano a Piombino. Un gioco surreale, basato sulla sensazione di solitudine dettata da rapporti sempre più di facciata e sempre meno regolati dalle emozioni della nostra società. Due uomini diversi nella vita e nel lavoro si trovano la stessa sera, nello stesso posto, alla stessa ora. Per suicidarsi. Il primo, Tobia, è un vip della televisione caduto in disgrazia. Ivan invece è un garagista, uomo diretto e schietto spinto al suicido a causa di una cocente delusione d’amore. Ne scaturisce un dramma sottile e coinvolgente, spesso imprevedibile, che imprime il ritratto di una società intera di cui tutti siamo parte, priva di valori e piena di contraddizioni.

Teatro De Filippo

17 e 18 gennaio arriva una bella favola per grandi e piccini all’insegna dell’evasione e del divertimento intelligente: sulle ali di un vero tappeto volante lasciatevi trasportare nella favola di “Aladin, il Musical”, nel mondo di Stefano D’Orazio e le musiche dei Pooh. Lo “scugnizzo” coraggioso e scapestrato Aladin è Manuel Frattini che ritorna in questa nuova avventura al fianco di Roberto Ciufoli nel ruolo del magico e mirabolante Genio della Lampada.Entreremo nell’incanto delle notti arabe, percorreremo le strade della fatata Baghdad e ci immergeremo nei tesori della Caverna delle Meraviglie per poter esprimere ogni giorno tre nuovi desideri che faranno sì che l’amore trionfi e che le avventure dei nostri eroi finiscano volando verso nuove storie e nuovi incontri.

Castiglioncello in fermento durante le festività

Auntie and me

Teatro Metropolitan

Notizie in breve

“OGGI SPOSI” 15 e 16 GENNAIO AL GRAND HOTEL PALAZZO

Dopo il successo della Prima Edizione, la manifestazione ritorna con grandi iniziative “Oggi Sposi” sarà dedicato a tutte le coppie che stanno per realizzare il loro sogno e alle loro famiglie, che potranno finalmente trovare tutte le risposte per il grande giorno. Dopo il successo della prima edizione, l’agenzia SpazioEventi ripropone un appuntamento irrinunciabile: il 15 e 16 gennaio i futuri sposi potranno conoscere le proposte più interessanti di prodotti e servizi per organizzare al meglio il giorno del loro matrimonio, dalla scelta dell’abito a quella del ristorante, dal fotografo al viaggio di nozze. “Per chi vuole realizzare il suo sogno” è lo slogan della manifestazione che avrà il suo cuore nello splendido palazzo ottocentesco del Grand Hotel Palazzo, fiore all’occhiello del lungomare livornese .

Cinq’Orsi, la birra di Natale

La professionalità e il prestigio delle numerose aziende presenti faranno della manifestazione una vera occasione per le coppie che potranno trovare, senza troppo dispendio di tempo e concentrate in una unica location, tutte le alternative per una cerimonia speciale. Agenzie di viaggi, ristoranti con i loro menù e ville con interessanti soluzioni per ogni stagione, ma anche atelier di abiti da cerimonia, fotografi e negozi per la lista di nozze, accoglieranno nei propri spazi i visitatori, invitandoli a “toccare” con mano i prodotti e i servizi che, coordinati tra loro, realizzeranno il sogno di un matrimonio esclusivo e da favola. L’ingresso alla manifestazione è gratuito. Gli orari sono: SABATO 15 dalle 15.00 alle 20.00, DOMENICA 16 dalle 10.00 alle 20.00. La Pro Loco di Castiglioncello, in collaborazione con il Comune di Rosignano Marittimo, ha aperto i festeggiamenti delle festività la ricorrenza del patrono di Sant’Andrea con il mercatino di Natale nel parco del castello Pasquini il 27 e 28 novembre. Gli espositori provenienti soprattutto dall’Alta Versilia erano divisi in più settori ed hanno esposto oggettistica di Natale, gastronomia, piante e fiori e tanto altro ancora. Nella piazzetta della Virgola erano presenti le signore della Pro Loco e il Mercatino dell’Associazione “fatto a mano” che hanno venduto oggetti e abiti usati oltre a pezzi di artigianato locale. Domenica 28 novembre è avvenuta la celebrazione religiosa del Santo patrono nella cornice di Piazza della Vittoria con il coinvolgimento di numerosi prtecipanti. Tutto questo è stato solo l’inizio per le iniziative della Pro Loco. Iinfatti nel mese di Dicembre è stata allestita e addobbata la chiesina all’interno del Castello Pasquini con l’esposizione di alcuni presepi in miniatura. E’ poi arrivato anche Babbo Natale..... con calesse e cavallo che domenica 19 ha percorso le vie di Castiglioncello facendo tappa a Portovecchio e Caletta consegnando i regali donati donati dai commercianti ai bambini entusiasti.

eventi

Lunedì 20 dicembre è stata presentata la prima birra di Natale del Brandibirra. La nuova “Cinq’Orsi” è stata creata grazie alla collaborazione di Felix Zelger, che ha inventato la ricetta della speziatura,

Progetto Caffè Letterario

IL PARCO LETTERARIO DI CASTAGNETO, GESTITO DA “MESSI D’ORO” APRE UN “CAFFE’ LETTERARIO” DOVE POTER DAR VITA AD OGNI FORMA DI ESPRESSIONE ARTISTICA IN UN AMBIENTE ACCOGLIENTE CHE OFFRE UN’AMPIA VARIETA’ DI GUSTOSI STUZZICHINI. SE VI PIACE SCRIVERE, CANTARE, SUONARE, DIPINGERE, RECITARE, QUESTO E’ IL VOSTRO SPAZIO CON L’OCCASIONE PER FARVI ASCOLTARE, PER RENDERVI VISIBILI.

Novità a Castagneto Carducci

PER MAGGIORI INFO INVIARE UNA MAIL A QUESTO INDIRIZZO: ibiscus52p@libero.it

con il birrificio B.A.T. di Montescudaio. E’ nata una birra strutturata, scura e corposa, una Noel adattata però dal gusto dell’oste Felix che ha usato tre spezie tradizionali Noel e due spezie che caratterizzano la cucina tipica toscana. La particolarità che caratterizza la Cinq’Orsi è tipica della produzione B.A.T. che associa la degustazione birraria ai più

Eventi & Appuntamenti in Gennaio

tradizionali piatti del nostro territorio,

Con la rubrica eventi e appuntamenti avrai a portata di mano un’utile guida alle manifestazioni che si svolgeranno nella Costa degli Etruschi permettendoti così di organizzare al meglio il tuo tempo libero.

Stile”, un nuovo ed unico stile italiano

(la Redazione non è responsabile dell’eventuale variazione del programma degli eventi)

Livorno • fino al 22 gennaio Franco Gentilini nel centenario della nascita c/o Guastalla Centro Arte. Mostra antologica di 40 dipinti , acquerelli, disegni e opere grafiche nella ricorrenza dei cento anni dalla nascita dell’artista • 17/18 gennaio Aladin Il Musical di Stefano D’Orazio, musiche dei Pooh. Teatro Goldoni ore 21.00 info 0586.204219 • 20 gennaio Concerto dell’Ort. Uri Caine pianoforte - Carlo Tenan direttore ORT Orchestra della Toscana. Teatro Goldoni ore 21.00 info 0586.204219 • 20 gennaio IV stagione di musica da camera: concerto-spettacolo sul musicista turlough o’ carolan. Teatro Cral Eni ore 21.00. Info 0586.401308 • 27 gennaio Sospiri di balera. Teatro Goldonetta ore 21.00 info 0586.204219 • 20 gennaio IV stagione di musica da camera: concerto-spettacolo

sul musicista turlough o’ carolan. Teatro Cral Eni ore 21.00. Info 0586.401308 • fino al 30 gennaio Presepi in mostra presso Santuario di Montenero. Mostra di presepi dedicata a tutti i bambini. Presente anche una speciale sezione per gli amatori e per gli arigiani che a Livorno di dedicano all’arte presepiaria.

luned’ dalle 21 alle 23 • Per tutto il mese Laboratori per bambini Teatro ARtimbanco Villa Guerrazzi La Cinquantina.Teatro e gioco danza per bambini di 5-11 anni. Prima lezione di prova per tutti. • 18 gennaio Auntie and me con A. Benvenuti presso Teatro De Filippo ore 21.00

Rosignano Marittimo

San Vincenzo

• 23 gennaio Penombre Spettacolo di danza e recitazione per il giorno della Memoria ore: 17,15 Teatro Ordigno Vada. Info 0586.788373

• 8 gennaio “ Torre di san vincenzo“ Presentazione dell’omonimo libro di Manolo Morandini ore: 18:00 presso Torre di San Vincenzo • 10 gennaio Chi ha paura muore ogni giorno Conferenza a cura di Giuseppe Ayala. Teatro Verdi ore: 21:15 • 27 gennaio Lettura di “fiabe” dal Pentanerone di Giovan Battista Basile presso Torre di San Vincenzo. ore: 15:30-17:00

Cecina • Per tutto il mese Corso di scrittura creativa presso Villa Guerrazzi La Cinquantina. Giochi di narrazione, scrittura autobiografica, laboratorio di esercizi, approfondimenti e letture, produzione letteraria.Tutti i

Campiglia Marittima • 14 gennaio “Saluto al nuovo anno” presso la SALA DELLA MUSICA Venturina Concerto della Filarmonica Mascagni di Venturina con saluto augurale del sindaco alla cittadinanza. Ore 21:00. • 28 gennaio Thom Pain con Elio Germano di Will Eno ,regia di Elio Germano in collaborazione con Silvio Peroni. Teatro dei Comcordi ore 21.00. Info 0565.837028 Piombino • 10 gennaio Mozart e la Patetica di Cajkovskij Concerto per clarinetto e orchestra K.622 - Cajkovskij: sinfonia n°6 op.74 “Patetica”. presso Teatro Metropolitan ore 21.00 • 26 gennaio “Niente progetti per il futuro” G. Covatta ed E. Iacchetti presso Teatro Metropolitan ore 21.00

per questo è stato riconosciuto al birrificio di Montescudaio il primo “Tuscany che va ad aggiungersi ai 69 stili birrari dei paesi del nord Europa. Il curioso nome “Cinq’Orsi” si ispira al soprannome conquistato in gioventù da Felix e l’etichetta, accuratamente disegnata, raffigura diverse immagini con orsi protagonisti, cinque orsi, perché sono proprio cinque le spezie usate e l’orso, animale goloso, caratterizza particolarmente il sapore caloroso che si abbina perfettamente ai dolci della nostra tradizione natalizia. Fino al 6 gennaio potrete divertirvi ad indovinare le cinque spezie usate da Felix con il concorso “Indovina la spezia”, più ne indovinerete più sarà sostanzioso il premio.


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Birrificio Artigiano Toscano B.A.T. le birre di Montescudaio

gastronomia & consigli

Notizie in breve

Benessere

di Marica Galassi

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allo scorso aprile il borgo di Montescudaio si è arricchito di una nuova attività, il B.A.T. ovvero Birrificio Artigiano Toscano. I soci fondatori sono Nicola Parrini, Luca Sabatino e Vittorio Cotronei, i quali ci hanno ospitato nel laboratorio dove nascono i loro prodotti e hanno chiarito in cosa si differenzia la loro birra dalle altre ugualmente artigianali. Come vi siete avvicinati al mondo della birra? Sicuramente per passione e comunque abbiamo da sempre lavorato nel settore della ristorazione frequentando anche corsi da sommelier e tra i prodotti di qualità che un sommelier deve conoscere c’è naturalmente la birra. Abbiamo iniziato a fare pratica a casa e successivamente si è pensato di farlo diventare un’attività. Qual è la particolarità della vostra birra? Dal momento in cui abbiamo iniziato la produzione, queste birre non sono state pensate per copiare altre birre straniere ma pensando a quali potevano essere le caratteristiche organolettiche per poter essere abbinate alla cucina del territorio. La nostra ricetta produce birre che abbiano determinate qualità di effervescenza, di acidità, di grado alcolico e dolcezza per meglio sposare abbinamenti tradizionali della nostra tavola. A differenza del vino, la stessa birra consigliata per un piatto a base di cinghiale può ugualmente accompagnare anche un dolce o un certo tipo di antipasto. Mentre il vino va per contrapposizione o per similitudine, contrapposizione per i piatti salati e similitudine per i piatti dolci, nella birra questo è un po’ diverso, per esempio noi abbiamo provato una delle nostre birre, una scura, che consigliamo per gli arrosti, su di un dolce con cioccolata e l’abbinamento è riuscito, nonostante il prodotto sia secco e non presentasse note dolci. Queste sono le caratteristiche importanti che differenziano i nostri prodotti dalle

cosiddette birre normali commerciali. Infatti non è sicuramente un prodotto commerciale, non è fruibile immediatamente da tutti, anche per il vino è la stessa cosa, i vini fatti per piacere a tutti finiscono inevitabilmente per assomigliarsi, questo perché è il gusto della gente che si assomiglia, invece un grande vino che non è di solito all’appannaggio di tutti i palati sarà più ostico, avrà bisogno di più tempo, ma chiaramente alla lunga l’appassionato andrà a cercare quel prodotto. Noi creiamo un prodotto di nicchia fatto per durare nel tempo, obbligatoriamente dobbiamo inserire una data di scadenza preferenziale, perché la birra è considerata un alimento, ma non si deteriora, anzi magari con il tempo migliora, questo perché il prodotto è vivo, essendo rifermentato in bottiglia ha una parte sui lieviti, praticamente come uno champagne, la differenza è che noi non abbiamo le attrezzature come i degorgiatori per la fase successiva di lavorazione, ma alla fine si arriva al solito prodotto, pensiamo allora che ci sono champagne che stanno tre-quattro anni sui lieviti prima di entrare in commercio. Qual è il modo migliore per conservare il vostro prodotto? Le stesse modalità di conservazione di qualsiasi vino bianco. Non sono quindi consigliati sbalzi di temperatura in cantina, una temperatura elevata oltre i 28°C e l’esposizione alla luce che contribuisce ad un invecchiamento precoce. La differenza dal vino è che le nostre bottiglie devono stare in piedi in modo da far depositare sul fondo i lieviti, quando la bottiglia è trasparente si può bere. Al momento di essere servita, si può decidere se berla limpida o reintegrare i lieviti, questo in genere è legato alle tradizioni. Quanti tipi di birra avete? In commercio abbiamo tre tipi di birra: Càrma, Tegola e Ticcia. Nelle loro schede tecniche non si trovano gli stili birrari, ma troviamo le caratteristiche organolet-

In forma dopo le feste Dopo gli eccessi alimentari delle feste, ci assale la paura della bilancia...è il momento di tirare le somme. Chi ha ceduto alle tentazioni di una tavola imbandita di cibi ricchi di grassi e bevuto un bicchiere di troppo, avrà messo la linea a dura prova. I nutrizionisti sono però unanimi nel lanciare utili raccomandazioni: una perdita di peso troppo rapida non è mai duratura: i chili abbandonati in fretta sono recuperati rapidamente. L’importante è iniziare da subito. La regola è ridurre, non eliminare: pane, pasta e dolci, e magari nel week end, ad esempio la domenica a pranzo, uno strappo concedetevelo. Frutta, verdura e pesce sono i cibi da preferire. Quando non si resiste ai morsi della fame, si può ricorrere a ‘’spezzafame’’ come ad esempio un frutto, oppure cercare di distogliere l’attenzione dal cibo, impegnandosi in altre attività. Mangiare più lentamente e masticare i bocconi più a lungo. Alzarsi da tavola appena finito di mangiare. Bere almeno due litri di acqua al giorno. Oltre a questa semplice regola non bisogna dimenticare l’importanza di uno sport anche non intenso ma fatto regolarmente, ogni giorno: una passeggiata, l’andare al lavoro a piedi, il preferire le scale all’ascensore possono diventare uno dei modi migliori per bruciare calorie e per mantenere il tono muscolare. Infine, ricordare sempre che il successo nella dieta dipende soprattutto dalla volontà e dalla perseveranza.

di Cambi V.

Parmigiana di patate alici & mozzarella

M tiche e gli abbinamenti. Càrma è una birra chiara di 6% che emula il bianco da antipasto, da primi piatti o secondi di verdura o carni bianche. Tegola emula un rosso da abbinare ad affettati, piatti di pesce o carne in salse fresche. Ticcia è una birra scura con note di liquirizia, caffè e tostatura data dai grani ed è l’alternativa ad un vino strutturato che accompagna arrosti, brasati e cinghiale. Ci sono dei ristoranti che iniziano ad usarla anche nella preparazione del piatto al posto del vino rosso. Da marzo uscirà una nuova birra chiamata Cinghi-Ale, molto leggera di 4,2% che andrà a coprire l’aperitivo-antipasto facendo la funzione del prosecco, la sua leggerezza ne farà un prodotto più fruibile, adattissimo all’estate che può sostituire la classica birretta, resta comunque un prodotto artigianale di qualità. Viene servita in flute lungo e abbiamo provato a proporla in quattro locali molto diversi tra loro ed è andata bene, tanto che qualcuno l’ha servita come aperitivo anche ai matrimoni. Può, la birra, diventare una rivale del vino? No, è un’alternativa più o meno esotica, esotica come concetto meno nel sapore e nei profumi che ricordano molto il vino, ha le stesse caratteristiche di fruttato, floreale e di acidità e sapidità in bocca. Magari tra qualche anno anche il concetto di degustare birra di qualità con i piatti tradizionali toscani sarà meno esotico.

Il ricettario

Un nuovo suggerimento su come preparare una ricetta leggera all’insegna del gusto. Dopo tutti i banchetti delle festività con cui ci siamo abbuffati, ecco un consiglio per un piatto unico che non accrescerà i nostri sensi di colpa. Bon appetit!

Preparazione 20 minuti Cottura 40 minuti Esecuzione facile L’idea in più Volendo dare un sapore più intenso, unire tra uno strato e l’altro qualche foglia di basilico fresco.....

Sbucciare le patate e tagliarle a fettine sottili (1mm). Affettare sottilmente la mozzarella, pulire le alici e tagliarle a pezzettini, preparare sul lato il parmigiano grattugiato. In una teglia da forno unta con poco olio, alternare strati di patate, fettine di mozzarella e pezzettini di alici, dare una spolveratina di parmigiano, condire con sale e pepe, di nuovo patate e cosi via fino a esaurire gli ingredienti. Finire con delle fettine di patata e un filo d’olio, e infornare il tutto a 200° per 30-40 minuti o finché la superficie della parmigiana sia bella dorata.

Farm market ciò di cui ci cibiamo fa parte della nostra cultura di Marco Provinciali

Abbiamo pensato di dedicare ogni mese un piccolo spazio ad una singola verdura perché pensiamo che oggi più che mai sia necessario, se non addirittura indispensabile, riprendere in mano ciò che ci ha sempre appartenuto. Viaggiando nei nostri ricordi alla ricerca di quelle immagini, di quei momenti in cui ci occupavano direttamente o indirettamente dei nostri orti. E’ vero negli ultimi vent’anni i ritmi di vita sono cambiati, la televisione, internet e gli hobby in generale hanno rubato il tempo a quella passione per la terra che, nei nostri nonni si mostrava quasi innata, quasi come una caratteristica genetica, ereditata da anni ed anni di storia. Quindi il voler dare un piccolo spazio ogni Box Osvaldo 6x5 6-07-2010 17:03 Pagina 1 mese ad una singola verdura è sinonimo in C M Y CM MY CY unCMY certoK senso di voler riprendere in mano le nostre tradizioni, la nostra storia. Nessuno di noi ha mai pensato quale sia l’importanza del conoscere la provenienza dell’insalata piuttosto del pomodoro di cui quotidianamente ci cibiamo? Ebbene prima questa domanda, non poteva nemmeno aleggiare nelle teste dei nostri cari in quanto la risposta era ovvia e sicura, dall’orto. Ma oggi che questa passione è andata esaurita, questa domanda può ricevere una risposta altrettanto certa? No, decisamente no. Noi che viviamo in provincia forse abbiamo ancora qualche minima possibilità di sapere la provenienza di ciò di cui ci cibiamo, ma chi vive in città pensate che veramente sia sempre alla ricerca del prodotto genuino o piuttosto si accontenta di ciò che trova sotto casa e magari a basso prezzo? La risposta è la seconda, e purtroppo è una risposta negativa che porta la

maggior parte delle persone a cibarsi di alimenti non genuini, cresciuti sotto la spinta generatrice di troppi composti chimici, che troppo spesso vanno ad inquinare i nostri organismi. Quindi Costa degli Etruschi News cerca con questo piccolo spazio di allinearsi a quella filosofia a quel trend in voga in giro per il mondo che si batte per la rivalutazione dei farm market, ovvero quei mercati autentificati in cui sono gli stessi contadini ad andare a vendere i loro prodotti, ad offrire quindi al compratore ciò che la terra in quel determinato periodo dell’anno offre come frutto del loro pesantissimo sudore. Quindi una maniera questa per dare ogni mese al lettore delle piccole nozioni su delle verdure tipiche delle nostre terre, delle nostre tavole, delle nostre tradizioni.

Aglio

G

ennaio è uno di quei mesi in cui nelle campagne si lavorano i terreni per salvaguardarli dal gelo e per prepararli alle semine dei mesi venturi. Questo è il mese in cui si piantano

ANDARINO Di profmo intenso, succoso, dolce con la buccia di colore arancio. Se la buccia è molto brillante significa che il frutto è stato trattato con la ceralacca. Generalmente si mangia fresco, ma si può conservare a temperatura ambiente per 2-3 giorni. Il mandarino contiene molta vitamina C, che protegge le mucose e i capillari, ed aiuta in genere a prevenire le malattie da raffreddamento. E’ una buona fonte di calcio, potassio e fibre, aiutano a rafforzare il sistema immunitario, consentono un accrescimento scheletrico armonioso e robusto, neutralizzano gli effetti dei radicali liberi. ANDORLE vero concentrato energetico e calorico: proteine e vitamine, utilissime nella calcificazione delle ossa (consigliate quindi alle donne in gravidanza o in menopausa). Hanno inoltre proprietà antisettiche e remineralizzanti, emollienti e lassative, e ricostituenti e sono il tipo di frutta secca con il più elevato contenuto di fibre (12%). Antidepressivo naturale, un consumo abituale di questo alimento abbassa i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi ORRO dal sapore molto delicato, a metà fra aglio e cipolla. Si può consumare sia crudo, sia cotto. Contengono calcio, fosforo e vitamina C ed hanno solo 29 Kcal per 100 gr di prodotto. Si conservano in frigo ed essendo ortaggi resistenti si mantengono anche 7-10 giorni. Viene impiegato per preparare minestre, brodi, zuppe, risotti, frittate o tortini oppure con la pasta o la polenta; tagliato in sottili rotelline può essere consumato anche crudo in pinzimonio o per aromatizzare insalate. AVOLINI DI BRUXELLES si presentano di colore verde. I cavolini vanno scelti sodi, ben compatti e della stessa misura poichè in questo modo cuoceranno in modo uniforme. Per conservarli non vanno lavati e vanno riposti in un sacchetto bucherellato. Possono essere anche congelato, dopo averli sbollentati per 5 minuti. Si usano come accompagnamento per piatti a base di carne, gratinati in forno oppure ridotti in purea con le patate. AGIOLI Contengono proteine, fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Sono ricchi di fibre, e controllano i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Lessare in acqua bollente salata con aglio e salvia per 1 ora se si tratta di fagioli freschi, 2 ore se si tratta di quelli secchi. Ottimi per la preparazione di zuppe, minestre e insalate. Molto particolare la cottura al fiasco, che prevede l’utilizzo di un apposito recipiente di vetro, chiamato appunto fiasco, in cui mettere i fagioli, l’aglio, la salvia, l’acqua ed un cucchiaio d’olio a testa. La cottura deve avvenire molto lentamente. Servirli con un filo d’olio extravergine di oliva a crudo, sale e pepe nero macinato al momento. Ottimi con buon pane casereccio. ONGOLE VERACI Le sue carni si distinguono per la loro dolcezza e tenerezza con un sapore molto buono e caratteristico, sono ricche di sali minerali e pochissimi grassi. Sono molto digeribili. Lavare accuratamente le vongole sotto acqua corrente e metterle a bagno in acqua fredda salata per due ore circa (un cucchiaio di sale ogni litro d’acqua). TOCCAFISSO è un filetto di merluzzo conservato mediante essiccazione, in modo da potersi così mantenere per lungo tempo. L’odore è penetrante, ma gradevole ed il sapore è unico ed inconfondibile. E’ ricco di sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio e selenio. La carne, bianca e magra è inoltre molto digeribile. Lo stoccafisso è molto buono in umido.

M

P

C

Ingredienti per 6 persone: 6 patate medio-grandi - 200 gr mozzarella di bufala - 10/15 alici freschissime - 70 gr Parmigiano - sale & pepe q.b.

gli agli, e per ciò vogliamo regalarvi alcune piccole curiosità relative a questa pianta. Appartiene alla famiglia delle liliace come le cipolle e il giglio. Le sue origini a causa di una coltivazione molto diffusa sono incerte, infatti si pensa che possa provenir,e o dalle lontane terre della Siberia o, invece dal nostro sud Italia, dove in Calabria ed in Sicilia questa tenace pianta nasce addirittura spontaneamente. In cucina gli usi sono molteplici, praticamente uno spicchio d’aglio può rientrare in una qualsiasi pietanza. Ma ciò di cui vi vogliamo mettere a conoscenza in queste righe, sono alcune curiosità che nel corso della storia hanno visto questa pianta come protagonista. Da sempre date le sue caratteristiche viene utilizzato oltre che per scopi culinari, anche per obiettivi terapeutici. Infatti l’aglio è sia antibatterico sia antiossidante, per tanto il suo consumo da un generale senso di benessere all’organismo, ma per ovviare almeno in parte al disagio del conseguente “alito pesante” si deve privare l’aglio della sua anima, ovvero del piccolo germoglio verde che si trova al suo interno. Nel folclore europeo si riteneva che l’aglio tenesse lontani i vampiri perciò si indossava un sacchetto intorno al collo. Si riteneva infatti che i vampiri fossero dei parassiti, per tanto l’aglio aveva il potere di allontanarli dalle persone. I medici del medioevo lo utilizzavano come un potente antisettico. Delle mascherine imbevute di succo d’aglio erano un buon rimedio contro le infezioni, ed inoltre si consigliava di tenerlo addosso durante la notte che precede il 24 giugno ( San Giovanni Battista) insieme ad altre erbe per proteggersi dalle streghe che in quella data, secondo la tradizione, celebrerebbero il grande sabba annuale che coincide con il solstizio d’estate. Una pianta quindi, più che versatile, il cui utilizzo ci riporta a lontane radici.

La spesa del mese

F

V

S


7

gennaio 2011

Notizie in breve

della giornalista Carmen La Sorella, edito da Bompiani. Infine, ai primi di novembre, Aung San Suu Kvi è stata liberata.

- segue da pag. 1 -

L’Istituto e il territorio I fondatori, con il primo Lama residente Ghese Yeshe Tobden, hanno ritenuto opportuno organizzare un incontro di presentazione dei membri e delle attività inerenti all’Istituto con gli abitanti del paese per sciogliere le comprensibili perplessità e diffidenze iniziali. La conoscenza diretta e la notorietà hanno ulteriormente contribuito ad attuare buone relazioni con i residenti e dalla collaborazione sono sorte diverse iniziative. I bambini che hanno frequentato i campi estivi (Essential Education) ora sono diventati adulti e partecipano con le famiglie ai diversi programmi Con il tempo è nato uno scambio importante e proficuo con il Comune di Santa Luce di cui Pomaia è frazione e la sua Amministrazione, che si adopera per fornire più ampia accoglienza agli ospiti durante importanti eventi. Il Centro, a sua volta, è disponibile ad aiutare il paese in occasione di manifestazioni locali e sagre. Anche il Comune di Pisa ha dimostrato di apprezzare la presenza del Centro buddhista e il suo impegno sociale nel proprio territorio. I monaci di Pomaia sono stati chiamati quali referenti per la consegna di un riconoscimento da parte della città ad Aung San Suu Kyi, (la famosa politica birmana, attiva nella difesa dei diritti umani, premio Nobel per la pace nel 1991) e nel gennaio 2009 insieme con il Sindaco e il Vescovo di Pisa hanno esposto un grande striscione sulla Torre Pendente di piazza dei Miracoli per la sua liberazione dal domicilio coatto imposto dal regime birmano. Sempre per la stessa causa, hanno partecipato alla presentazione del libro “Verde e zafferano – a voce alta per la Birmania”

Da anni l’ILTK fa parte di un tavolo interreligioso che si svolge nella chiesa di Agliati nel Comune di Palaia, dove vive un monaco trappista. S’incontrano più volte l’anno rappresentanti di diverse comunità religiose del Pisano, cattolici, anglicani, ebrei, mussulmani, induisti, Baha’i e buddhisti che, seguendo un tema prestabilito, leggono sia brani riguardanti la propria religione sia passi di testi d’altre fedi. Seguono il dibattito e la discussione e tutto si conclude con una cena conviviale. Ormai legati da una vera amicizia, hanno partecipato insieme alla commemorazione dell’ indimenticabile visita di Suor Teresa di Calcutta alla città di Perignano. L’impegno per un dialogo aperto e proficuo prosegue anche con il gruppo “Il Tavolo della Pace della Bassa Val di Cecina” che organizza annualmente un incontro con la partecipazione del Comune di Rosignano Marittimo e dei paesi limitrofi insieme ai rappresentanti del buddhismo tibetano.

Un invito particolare è arrivato dall’Amministrazione di Cagliari che ha richiesto la partecipazione dell’organizzazione del Centro a un convegno per nuove prospettive di turismo culturale/spirituale nel bacino del Mediterraneo, come proposta di prestigio interessante. ...Continua nel numero di febbraio

P

Sassi nelle scarpe

er farvi vedere che i nostri Giovani

Talenti continuano a crescere, siamo felici di mettervi a conoscenza

che la scrittrice Erika Bianchi, di Vada, con il suo libro “Sassi nelle scarpe” ha

vinto il premio dei lettori per il concorso “Scrittore toscano dell’anno”. “Cari, grazie.

Ho vinto il premio dei lettori per il

concorso Scrittore toscano dell’anno, e lo devo a voi.

Ho ricevuto una valanga di voti, centi-

naia. Oltre alla soddisfazione, una targa. Dopo la premiazione, mi hanno

intervistato. Al primo giornalista che mi ha chiesto di commentare il premio ho risposto: “Ho molti amici”.

In occasione dell’incendio occorso il 26 dicembre 2008 nell’edificio principale e che ha distrutto la sala di meditazione, l’Istituto ha potuto constatare la grande solidarietà da parte della Provincia di Pisa e del Comune di Cecina, che si sono dimostrati solerti nel contribuire economicamente e in concreto alla ricostruzione della sala insieme a donatori da tutto il mondo. I monaci e i collaboratori residenti nutrono una profonda gratitudine nei confronti degli abitanti di Pomaia e soprattutto della Municipalità di Santa Luce che ha affrontato notevoli difficoltà burocratiche per ottenere il permesso di organizzare la cerimonia della cremazione del corpo di Ghesce Ciampa Ghiatso, deceduto nel novembre 2007.

Ho vinto grazie al vostro supporto,

affetto e amicizia. E anche se non era

il premio maiuscolo, quello della critica, per me è stato il più bello che potessi vincere.

Il mio premio è vero e democratico, e ne vado fiera.” Erika Bianchi

Tutta la redazione di Costa Degli Etruschi News fa i più cari complimenti ad

Erika, continua così e tienici aggiornati sulle tue attività.

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