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Mensile Ottobre 2010 / Anno

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Peperita Artista del peperoncino a pag. 2

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Gastronomia & Territorio

Corso fumettistica a pag. 4

Farm Market a pag. 6 La spesa del mese a pag. 6

Eventi & Appuntamenti del mese a pag. 5

L’isola di Pianosa a pag. 3 ome esce Bibbona dall’appena terminata stagione estiva? bbiamo avuto un incontro con gli operatori e le associazioni di categoria per tirare un po’ le somme e capire com’è andata la stagione estiva. Effettivamente la crisi si è fatta sentire, non sulle presenze, che sono state come sempre significative, ma c’è stata una diminuzione sui consumi. Le iniziative estive sono andate bene e nel mese di ottobre stabiliremo progetti da portare avanti per il nuovo anno. Il problema maggiore è quello di reperire risorse economiche. Pensiamo di dare un maggiore risalto ad alcuni monumenti storici sul nostro territorio, chiese, tombe etrusche e tutta una serie di cose che ad oggi non sono valorizzate. Bisogna trovare incentivi per attirare il turismo anche in altri mesi dell’anno. Ritengo che i settori della cultura, della storia e dell’ambiente, debbano essere più visibili e quindi necessitano interventi mirati a far conoscere il territorio nel suo insieme. L’ideale sarebbe poter fare tante iniziative anche in bassa stagione, ma ritorna al problema iniziale della mancanza di fondi. Quest’anno è stata messa a disposizione la ludoteca per il mese di agosto, per andare incontro alle famiglie che lavorano, lo abbiamo fatto grazie ad un finanziamento per un progetto della provincia, ma se non riusciamo a trovare altri fondi non è detto che potremmo mantenerla anche negli anni futuri. C’è stato un servizio integrativo bus-navetta per migliorare il collegamento tra la stazione ferroviaria, Marina di Bibbona e il centro storico, gratuito, grazie all’essere rientrati in un progetto europeo al quale la provincia partecipato. Stiamo cercando Box Osvaldoha6x5 6-07-2010 17:03 Paginadi1 aderire a progetti a livello europeo, con regione e provincia per cer-

La nona arte sbarca a Cecina Eventi

Arcipelago Toscano

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Dagli Etruschi a Leonardo Da Vinci, ancora segreti da scoprire

Giovani talenti a pag. 7 di un’associazione per poterci fare corsi durante l’inverno e laboratori d’arte. E’ una bella struttura che noi abbiamo recuperato. E’ un punto storico importante per tutto il comune ed è stato importante non abbandonarlo. Il primo e secondo piano sono gestiti dal C.T.G, centro turistico giovanile, che fanno turismo sociale per i giovani, gli anziani e i disabili. Il 5 di novembre vi ospiteremo un’iniziativa p e r quanto riguarda la raccolta differenziata, visto che verrà inaugurato il centro di raccolta finanziato in parte dalla regione. Occasione per fare un convegno e il punto della situazione sulla raccolta differenziata, rispetto ad alcune iniziative che abbiamo intrapreso durante l’estate con l’obiettivo di raggiungere il 50% di raccolta differenziata da parte delle grandi utenze, campeggi, alberghi, ristoranti.Fiera zootecnica.Ha avuto un buon successo, per la prima volta abbiamo ospitato una fiera regionale, organizzata molto bene e molto partecipata, con i complimenti dell’associazione allevatori. Abbiamo in progetto di proporre Bibbona, tra due anni, per ospitare la fiera nazionale. Come si può aiutare l’agricoltura? Cercando di legarla al settore turistico proponendo prodotti locali e facendo visitare le aziende. Sono andati molto bene anche i mercatini a km 0 che si sono fatti sia a Bibbona che a Marina e alla California. Vorremmo mettere maggiormente in comunicazione le aziende con la ristorazione così da creare un incentivo per la conoscenza dei prodotti locali.

Sulle tracce dei Templari a Bibbona

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Intervista al sindaco Fiorella Marini

care ulteriori risorse da dedicare ai servizi. Sono comunque situazioni che non danno certezza per il futuro. Quali sono le potenzialità di Bibbona? Sono molte, specialmente nella zona de La California, qui lo sviluppo edilizio è fermo da circa vent’anni per il problema del rischio idraulico, stiamo però per firmare l’accordo di programma con la regione e sono state trovate le risorse per mettere in sicurezza il Fosso della Madonna, così prevediamo che tra breve quella zona potrà continuare a svilupparsi. Ci sono ancora previsioni non realizzate di villaggi turistici e alberghi R.T.A. nelle zone collinari e c’è il progetto anche di un campo da golf nella zona compresa tra La California e il bivio per andare a Marina di Bibbona, dall’Aurelia verso l’interno. E’ un’area agricola di campagna a fianco al campeggio le Capanne. Perché si parla di Templari a Bibbona? Stiamo cercando di approfondire l’aspetto storico riguardante i templari. Ritengo che alcuni siti storici, come la chiesa della Madonna della Pietà, l’arco di fianco alla Fonte Antica, possano contenere informazioni storiche che devono essere studiate con più specificità, perché ci sono elementi che fanno pensare a presenze templari. Anche edifici all’interno del centro storico e alcuni poderi della campagna bibbonese, che hanno comunque una valenza

storica medievale, possiedono interessanti aspetti da valutare in materia templare. Ci sono progetti per catalogare le emergenze architettoniche del periodo medievale perché non vadano perdute in ristrutturazioni poco attente e pubblicare testi che possano creare interesse storico culturale sul nostro patrimonio artistico. Vorremmo trovare il modo per coinvolgere le Università, dare borse di studio, e sopperire alle nostre risorse limitate per continuare ad investigare sulla nostra storia.Cosa c’entra Leonardo Da Vinci con Bibbona? La chiesa della Madonna della Pietà è raffigurata in una cartografia di Leonardo Da Vinci, presente nella biblioteca di Windsor, per il progetto della deviazione dell’Arno, tra i punti di riferimento è stata messa anche la chiesa della Madonna della Pietà. Ci sono pensieri che la chiesa, essendo a croce possa appartenere alla scuola di Leonardo. Poter effettivamente approfondire sarebbe importantissimo per un turismo non solo di balneazione. La stessa chiesa, o molto simile, appare sullo sfondo di un altro dipinto di Leonardo. Questi fatti fanno dedurre che Leonardo fosse a conoscenza di questa chiesa e per come è strutturata e per l’epoca a cui risale è probabile che ci possano essere dei legami. Cercheremo anche contatti con Vinci, il museo, con la fondazione per interessarli a questo studio. Perché a Bibbona la presenza etrusca non è stata valorizzata? Perché la Sovrintendenza ai beni culturali, anche questa con fondi limitati, ha dovuto concentrarsi su siti più conosciuti, come Volterra, Populonia e quindi le poche risorse che hanno a disposizione sono dedicate a siti più grandi e probabilmente più ricchi. Bibbona è sicuramente un posto archeologicamente interessante da scoprire, se riusciamo a mettere insieme un po’ di interesse sul territorio, magari riusciamo anche a coinvolgere studi più specifici. Siamo riusciti, quest’estate, ad inserirci nel progetto provinciale “Notti archeologiche” e sono stati fatti itinerari tra i siti archeologici, completi di cena etrusca. E’ stata organizzata anche la mostra al forte di Marina sull’ ”Etruscherie”. Come utilizzate il Forte di Marina di Bibbona? Abbiamo in concessione il piano terra per mostre, convegni, inoltre dobbiamo valutare la proposta

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Massimo Piccin, Podere Sapaio Volpolo e Sapaio, giovani realtà vinicole

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bbiamo intervistato Massimo Piccin presso il suo podere “Sapaio” nella campagna sottostante Castagneto Carducci. Ci ha accolto in una grande sala arredata con la semplicità del buon gusto caratteristica che ho notato anche nel nostro ospite e che credo voglia trasmettere anche al suo vino, producendo prodotti legati alla tradizione ma con una nuova Box UVA NERA 6x5 6-07-2010 17:13 Pagina 1concezione legata alla sperimentazione. C M Y CM MY CY Perché CMY K ha scelto Bolgheri? Ho sempre avuto la passione per il vino, una passione da bevitore, e ad un certo punto ho avuto le condizioni e la possibilità per poter investire su di un’azienda vinicola alla fine degli anni ‘90. In modo dilettantesco ho iniziato la ricerca di un’azienda per cominciare la mia nuova carriera di produttore, il passaggio da bevitore a produttore è un passaggio molto importante e le idee che uno ha prima di iniziare a fare il vino, sono sicuramente parziali. Ho visitato varie zone di importanti produzioni vinicole, fino a quando è arrivata la proposta per questo podere con 8 ettari di terreno, conoscevo Bolgheri e i suoi vini e l’opportunità mi è sembrata interessante e da cogliere immediatamente. Dopo aver

trovato il posto ovviamente dovevo trovare persone esperte che mi iniziassero alla mia nuova professione e c’è stato il fortunatissimo incontro con Carlo Ferrini che ha accettato di seguirci in questo processo ed ha cominciato a piantare le prime viti, iniziando un’avventura che ci vede ancora assieme con grande gioia da parte mia. Adesso abbiamo 38 ettari di cui 25 di vigneti, 16 Bolgheri Doc. L’azienda è parcellizzata, con vigneti su diversi terreni, e questo si è dimostrato anche un vantaggio, riusciamo così ad avere sulle stesse varietà in ogni annata caratteristiche diverse. In un vino come il nostro risulta una ricchezza avere più ingredienti diversi. Di cosa si occupava prima? Ho fatto ingegneria e lavoravo con mio padre nel campo delle costruzioni, tutt’altro mondo.

Box Momenti Conviviali 6x5 6-07-2010 17:23 Pagina 1 C

Cos’è la vostra filosofia di sperimentazione? La volontà di seguire una strada personale, ovviamente tenendo conto del territorio, di quello che c’è stato prima, dei grandi vini che sicuramente hanno caratterizzato e caratterizzano tutt’ora Bolgheri. Però anche la volontà di fare qualcosa di diverso, sperimentazione vuol dire questo, riuscire ad esprimere un’identità che si possa ritrovare nel vino e renda riconoscibile ll’azienda. - continua a pag. 6-

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Peperita, artista del peperoncino Un nuovo modello di unione e comunicazione per promuovere il territorio della Costa degli Etruschi

Sede Via G. Mazzini, 2 • 57023 Cecina (LI) mail: costadeglietruschinews@gmail.com P.Iva 01668240490 • C.Fisc. 92106080499

Rete Semi Rurali:

a ciascun terreno il suo seme Rosignano, inaugurata Villa Pertusati

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di Marica Galassi

a rete semi rurali è nata per l’esigenza di salvaguardare le biodiversità naturali. L’obiettivo è quello di far capire l’importanza di un ritorno alle sementi tradizionali, con la caratteristica della diversità genetica. Questa diversità rende le piante molto più resistenti e adattabili a varie condizioni di terreno e clima. Nell’agricoltura moderna vengono somministrati in continuazione molteplici prodotti chimici, a scapito della nostra salute, tutti atti a preparare il terreno per accogliere la semina, diserbare, concimare, e na-

turalmente preservare il raccolto. Anche economicamente parlando, sarà conveniente continuare in questa direzione? Senza contare lo sfruttamento delle risorse naturali e i danni apportati all’ambiente. Per i semi tradizionali non c’è bisogno di adattare il terreno, perché sono loro che si adattano e naturalmente si selezionano costituendo specie sempre più resistenti. Ovviamente l’uso di tali sementi è da combinare ad un’agricoltura biologica o biodinamica, non avendo bisogno di essere addizionati da prodotti che ne salvaguardano la crescita. Si parla in genere di cereali, ma anche per le piante da frutto e gli ortaggi è la stessa cosa. Tornare ai semi tradizionali è un passo indietro che ci permetterà di avere un futuro migliore, ma c’è bisogno di ricostituire anche una filiera tradizionale con metodi più avveduti e moderni. Nel comune di Rosignano si è scelto di fare informazione su questo argomento nelle scuole elementari, coinvolgendo i bambini in corsi di panificazione con lievitazione naturale, e nell’istituto alberghiero. Informare le nuove generazioni è infatti il primo passo per

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Naga Morich, il peperoncino più piccante del mondo! di Marica Galassi

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’intraprendenza è la caratteristica che ha trasformato un’artista in una coltivatrice, e non solo, di peperoncino. Proprio l’arte ha fatto incontrare Rita Salvadori, che ispirandosi all’artista Joseph Beuys era alla ricerca di risorse e prodotti naturali per realizzare un’opera d’arte, con la meravigliosa pianta del peperoncino. Rita se ne innamora subito, per i colori, i sapori, gli odori e ne capisce subito le molteplici potenzialità. In effetti visitando la sua azienda agricola, nella campagna bibbonese, si resta affascinati dalla bellezza e varietà di colori dei peperoncini maturi. L’azienda agricola biodinamica Rita Salvadori si compone, oltre ai campi di peperoncino e ortaggi, all’oliveta ed al

sensibilizzare la conversione della moderna agricoltura. Alimenti derivanti da semi tradizionali sono salutari e anche se in alcuni casi possono avere un prezzo maggiore, rispetto a quelli che troviamo nei normali supermercati, ci faranno risparmiare sui medicinali che servono per contrastare allergie, intolleranze, diabete, colesterolo, problemi che abbiamo quasi accettato e con i quali conviviamo colpevolizzando la “vita di oggi”. Il pane, alimento semplice e importante, da agricoltura tradizionale è più digeribile, assimilabile, con contenuti proteici più vari e meno glutine, ai quali molti sono intolleranti. Le filiere tradizionali dovrebbero essere piccole realtà locali, perché i prodotti sono più sani e per questo più facilmente deteriorabili nel tempo. In questo modo si avrebbe la ricchezza nella diversificazione dei prodotti nelle diverse aree di tutto il territorio nazionale. Nel comune di Rosignano è stata recentemente inaugurata Villa Pertusati, edificio che potrà diventare un importante luogo di ritrovo per tutti i cittadini e che ospiterà l’associazione “ Rete Semi Rurali” con la sua importante attività sul tema della biodiversità alimentare e la salvaguardia di antiche varietà di sementi a rischio di scomparsa.

frutteto, del laboratorio di trasformazione con annessi magazzino e ufficio, il tutto all’interno di un casale tipicamente toscano restaurato con spirito tradizionale e con tecniche e materiali di bioarchitettura, il tutto nel rispetto delle norme sanitarie. La biodinamicità dell’azienda permette di

rispettare il terreno, che non viene mai sfruttato, con importanti risultati per tutto l’ambiente circostante. Non vengono usati assolutamente prodotti chimici, le colture

sono preservate grazie alle piante di fico e siepi di rovo e biancospino che le circondano e danno ospitalità agli uccelli e ai competitori naturali degli insetti dannosi. Le 600 piante di peperoncino iniziali sono diventate 29.000, di circa 200 varietà, e per il 90 % derivano da semi della coltivazione aziendale. Una cinquantina di specie sono in sperimentazione, per la creazione di nuovi prodotti e provengono dagli amici del peperoncino che girando il mondo pensano all’entusiasmante lavoro di Rita. Con la trasformazione degli ingredienti di base, totalmente autoprodotti, ecco che la coltivatrice ritrova la sua anima di artista e diventa Peperita! I prodotti nascono dalla sua fantasia, garantendo sapore, salute e igiene di alta qualità, senza l’utilizzo di alcun tipo di additivo, colorante o conservante di origine chimica. I prodotti di Peperita, dalle polveri, le marmellate, i patè, l’infernale peperoncino Naga Morich e tanti altri, si possono trovare anche in un grazioso negozio nell’antico borgo di Castagneto Carducci. Entrandoci si nota

subito l’accogliente atmosfera toscana, vivacizzata dai tanti colori piccanti che ci circondano. Dopo Bibbona e Castagneto, Rita non si ferma, ha in mente ancora nuovi progetti per i suoi peperoncini e apre un ristorantino a Cecina, “Osteria BioPeperita”, dove si possono trovare ricette naturali con prodotti di aziende locali biologiche e biodinamiche, a piacimento, accompagnate da tutta la gamma del peperoncino Peperita. Si assaporano anche piatti vegetariani, vegani e crudisti, oltre alla tipica cucina toscana. Anche qui la fantasia che caratterizza Peperita non si ferma e nascono nuovi sapori ideati da Rita con la complicità della sua cuoca Alessandra Ignat e nuovi piatti, come la “Bibbonata” piccantissima ricetta dedicata al comune che accoglie l’azienda.

Bibbona: l’olivello spinoso dell’azienda San Mario

Bioarchitettura: Oltre 80 ettari di “laboratorio multivitaminico”

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a natura ci fornisce da sempre prodotti di altissima qualità per il nostro benessere fisico, prodotti che spesso vengono dimenticati o taciuti. Sono molti gli interessi economici che spingono verso questo oblio. Nella campagna bibbonese un coraggioso “coltivatore diretto”, Kunzi Kurt, ha intrapreso un’appassionante sfida coltivando uno spinoso arbusto dalle eccezionali qualità. Non è una pianta arrivata da chissà dove, da sempre cresce sui nostri terreni, specialmente in vicinanza di corsi d’acqua, ma anche nei fondovalle delle Alpi e degli Appennini. L’ “Olivello Spinoso”, in Italia è praticamente conosciuto quasi esclusivamente per le sue radici che permettono di legare e fermare il terreno in zone a rischio di smottamenti. Da oltre trent’anni Kunzi Kurt studia questo particolare arbusto, che definisce un “laboratorio vitaminico” per i suoi principi nutritivi di alto valore. Infatti l’olivello, ha una forte componente polivitaminica, sostanze minerali (ferro, calcio, magnesio e rame), flavonoidi e 15 microelementi, come la Vit P, che riduce il deposito di grassi nel corpo. L’azienda biodinamica San Mario si estende su oltre 80 ettari ed è il primo impianto di olivello spinoso in Italia. La qualità raggiunta dall’azienda è frutto di un’attenta ricerca che ha portato a selezionare, tra le moltissime specie di olivello, quelle che si distinguono per una maggiore

concentrazione vitaminica, dove la sostanza principale, la vitamina C, non scende sotto i 600 mg su 100 ml di succo. Considerate che le pian-

te selvatiche e altre coltivazioni non riescono a superare i 150-300 mg su 100 ml. I componenti fito-secondari, con nota attività antiossidante hanno raggiunto gli elevati livelli dei principi attivi essenziali e, in alcuni casi, li hanno sorpassati. Ovviamente è impensabile improvvisarsi coltivatori di olivello, nonostante sia una pianta molto robusta

resistente a gelo e grandine, per ottenere eccellenti risultati c’è bisogno di una continua ricerca e sperimentazione. L’ Oekoplant, marchio dell’azienda, trasforma le bacche arancioni di olivello in bevande multivitaminiche e in un prezioso olio utilizzato per creme idratanti. Tutta la produzione San Mario, oltre a olivello, anche olivi e alberi da frutto, è regolata nel rispetto di tutte le fasi di coltivazione, le piante sono elementi da usare e non da sfruttare, la fertilità del terreno si ottiene dalla cura dell’humus. Tutto ciò che viene prodotto dalla terra, torna ad essa, come foglie e arbusti che una volta separati dalle bacche tornano al terreno. I prodotti dell’olivello sono particolarmente conosciuti in Germania, Svizzera e Francia. La ditta Weleda, che tratta solo prodotti naturali di alta qualità, è uno dei più importanti clienti dell’azienda del signor Kunzi e distribuisce succo madre, sciroppo e elisir di olivello spinoso in Italia, Francia, Germania e Svizzera. Per ottenere simili risultati ci sono voluti anni di lavoro sostenuti dalla passione di persone che dedicano il loro sapere affinché la natura ritorni protagonista delle nostre vite.

Suvereto: Raccolta porta a porta si parte

renderà inizio i primi giorni di ottobre, iniziando da alcune zone per ricoprire l’intera area prevista entro il 18 ottobre, la raccolta differenziata porta a porta programmata dal Comune di Suvereto in collaborazione con ASIU. Sarà interessata la parte bassa del paese e precisamente la fascia dei quartieri di Colombaia, Paradiso, 167, oltre alle frazioni di Prata, Belvedere, Forni e Montioni, corrispondenti ad oltre un terzo degli abitanti. La raccolta riguarderà l’intera gamma dei rifiuti: la Frazione Organica (scarti alimentari e di cibo in genere, ceneri di legna, fiori e piante, lana e fibre naturali, ecc.), che sarà raccolta il martedì, il venerdì e la domenica; il cosiddetto multimateriale (plastica, vetro, lattine,ecc.), raccolto il mercoledì; la Carta, il sabato e i Rifiuti Indifferenziati e non riciclabili, il lunedì e il giovedì. Questo permetterà di togliere fin da subito molti cassonetti, anche se non tutti, in un prima fase in cui è necessario abituarsi. L’amministrazione comunale ha previsto una serie di incontri con varie categorie di cittadini, per spiegare il funzionamento del sistema. Saranno poi in funzione numeri di telefono per avere informazioni e togliersi dubbi.Per ognuna delle quattro frazioni di rifiuti sarà consegnato a domicilio alle famiglie un bidoncino di colore diverso e sacchetti. La novità che ASIU introduce proprio a Suvereto è che, in occasione della visita degli addetti per la consegna dei materiali, sarà attribuito ad ogni famiglia un codice a barre che permetterà di monitorare la situazione e elaborare statistiche per migliorare il sistema, un controllo per invitare chi non conferirà i rifiuti in modo da poter capire se c’è un problema e per giungere il prima possibile a forme di premio per le famiglie che faranno la differenziata in modo più costante e diligente. “ Crediamo che puntare a raddoppiare la raccolta differenziata a Suvereto in qualche mese non sia un obiettivo impossibile – dichiara l’assessore all’ambiente Daniele Moschini -. Suvereto, per la sua immagine e per il suo ruolo sul territorio, non può rimanere il fanalino di coda della Val di Cornia e deve dare il suo contributo al grave problema dei rifiuti. Accanto al porta a porta svilupperemo forme di educazione con i ragazzi delle scuole per la riduzione dei rifiuti e per una differenziata sempre più efficace”. “Sappiamo che il porta a porta comporta per i cittadini un cambio di abitudini e a volte dei disagi, - afferma il sindaco Giampaolo Pioli -, ma è una strada obbligata, che funzionerà bene se tutti daranno il loro contributo. Sono certo che l’alto grado di civiltà dei suveretani e il loro attaccamento al paese farà sì che tutto funzioni bene. Per puntare presto a generalizzare il sistema a tutto il territorio comunale.


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Fondali incontaminati e reperti storici: la bellezza unica della piccola isola toscana

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di Gianluca Parodi

ell’immaginario comune pensare ad un’isola come sede di un carcere sfocia nella cruda realtà americana descritta in alcuni capolavori cinematografici come “Fuga da Alcatraz”. Ma le isole di massima sicurezza statunitensi nulla hanno a che vedere con la storia dell’isola di Pianosa, piccolo paradiso terrestre dell’arcipelago toscano, 10kmq di natura selvaggia solcata a metà dalla mano dell’uomo nella storia. Anche Pianosa era, e in qualche modo lo è ancora oggi, sede di strutture carcerarie, ma come tiene a precisare l’esperto biologo Giacomo Marino, da noi intervistato, non si tratta di un luogo dove vengono spediti normali detenuti. A Pianosa sono inviati carcerati a fine pena, che dopo una buona condotta scontano i loro ultimi giorni di semi-libertà al servizio della cooperativa San Giacomo operante sull’isola. Sono questi ex detenuti a gestire l’unica struttura d’accoglienza presente sul territorio, un ristorante/bar aperto tutto l’anno e sono loro gli unici abitanti dell’isola stessa. Nei mesi invernali solitamente sono due o tre al massimo, per poi raddoppiare in estate quando i visitatori si moltiplicano. Pianosa, infatti, è meta di molti turisti che però devono rispettare numeri e tempi di visita limitati. Non più di 250 avventori al giorno possono essere guidati sull’isola e le gite non possono essere più che giorna-

Pianosa: un mare di splendore

liere. Ci sono rigide regole riguardo all’avvicinamento all’isola con le imbarcazioni, come ricorda Marino non si può varcare il miglio di distanza se non per esplorazioni guidate o autorizzate. Pianosa, infatti, fa parte del “parco nazionale dell’arcipelago toscano” che protegge con cura i territori isolani. Per raggiungerla, dunque, ci sono

due imbarcazioni che accompagnano gli interessati visitatori partendo da Marina di Campo, sull’isola d’Elba. Come detto, non ci sono strutture ricettive oltre a quella citata, ma non è così da sempre, prima della chiusura del carcere nel 1997/98 il piccolo centro dell’isola era dotato di costruzioni e abitazioni. Da quella data tutto è stato ab-

bandonato. Qui sta l’unicità e la suggestione dell’isola di Pianosa. Quest’ incredibile “doppia personalità”, una sorta di “Dottor Jeckill e Mr Hyde”, in cui la faccia del dottore, brillante scienziato, sono gli splendidi, incontaminati e protetti fondali che sono un vero e proprio paradiso terrestre e la faccia di mister Heid è il paesaggio abbandonato, con costruzioni diroccate che conferiscono all’isola un fascino particolare. “Sembra proprio sia stato teatro di un bombardamento.” Afferma l’esperto biologo assiduo frequentatore delle acque di Pianosa per motivi lavorativi. Si crea così, questo suggestivo contrasto tra fondali dove si trovano colonie di pesci enormi e strabilianti protetti dagli enti provinciali e costruzioni umane esposte all’opera del tempo che passa e degli agenti atmosferici.

Esclusivi reperti archeologici testimoniano l’antichità dell’origine di Pianosa, insediamenti romani, grandi ville e strutture di benessere come i “bagni di Agrippa”, quando l’isola era meta di turismo d’ozio dei grandi signori dell’antica Roma. Accanto a questi ritrovamenti l’ossimoro creato da strutture moderne come una particolare passerella chiusa all’esterno che collegava le varie sedi del carcere. L’uomo, dunque, ha solcato, solo una delle facce di Pianosa che ne nasconde un’altra, meravigliosa e intatta che ci giunge, incontaminata e che completa questo piccolo, grande puzzle di paradiso naturale.

Un tuffo nella storia

Tra nascita e “rinascimento”, a spasso per la storia di Piombino

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ra storia e leggenda, tra periodi fiorenti e saccheggi barbarici, tra snodi commerciali e centri siderurgici, tra specchio dell’arte rinascimentale e resistenza partigiana il nome di Piombino echeggia nella storia toscana da più di un millennio rappresentando una delle realtà più celebri della Costa degli Etruschi. Proprio durante la lontanissima dominazione etrusca sorgono le prime albe sul cielo di Piombino, allora chiamata “Populina”, la piccola Populonia, importante per la sua favorevole posizione a picco sul golfo delle isole già note come giacimenti di ferro. Ma è in epoca medievale che nasce il vero e proprio centro della cittadina toscana. Il tramonto dell’immensa civiltà romana provocò degrado e distruzione e Populonia, principale centro siderurgico della costa, subì terribili saccheggi da parte dei barbari ormai padroni della penisola italiana devastata dal crollo dell’impero. Nel 536 d.c. Totila, generale dei Goti fece breccia per primo

nella città, poi fu la volta dei Longobardi nel 576 e infine i pirati Saraceni nell’809. Queste popolazioni provenienti dai confini della dominazione romana non portavano pietà nelle loro barbare incursioni, distruggevano e saccheggiavano, l’espressione latina “ferro ignique” denota alla perfezione l’entità delle invasioni: a ferro e fuoco, questo è ciò che i generali ordinavano dopo aver depredato il centro della città. Terrorizzati ed inermi, gli abitanti di Populonia ,in questi anni difficili si rifugiarono sul promontorio dando vita a quella che sarà la cittadina di Piombino. Importanti ordini monastici si avvicendarono nel territorio piombinese durante l’alto medioevo. Territorio di litorale paludoso da bonificare, lontananza da grandi centri urbani e

la presenza del mare furono fattori assolutamente appetibili per il fiorire di monasteri organizzati soprattutto dell’ordine benedettino. Ancora più appetibile era però la posizione di Piombino cheguarda in faccia, da poche decine di chilometri, l’isola d’Elba e tutto il suo golfo, un punto strategico fondamentale per la repubblica marinara dominatrice del tirreno: Pisa. I pisani acquistarono Piombino proprio dai benedettini e vi si insediarono rendendola un fiorente centro commerciale, attracco e snodo fondamentale. In seguito Pisa stessa e Genova si contesero la città fino a che nel 1339, ceduto il territorio pisano ai Visconti di Milano, il duca Gherardo d’Appiano divenne signore di Piombino e dei territori circostanti. Era l’inizio di una nuova epoca per la cittadina della costa etrusca, l’epoca più ricca di suggestioni, l’epoca del rifiorire dell’arte classica, l’epoca Rinascimentale. Ed è proprio in questi anni che faremo il nostro consueto “tuffo nella storia”. La fioritura architettonica ed artistica rinascimentale raggiunge il massimo splendore nel corso del XV secolo: risale a questo periodo la costruzione dell’Ospedale della SS.Trinità, del complesso architettonico della Cittadella e del Chiostro presso la Concattedrale di Sant’Antimo, opere queste ultime due dell’architetto e scultore fiorentino Andrea Guardi. Appartiene a quest’epoca anche la fortezza del Rivellino, edificata nel 1447 a difesa della Porta a Terra (Torrione), in occasione dell’assedio di Alfonso I d’Aragona re di Napoli, che invano tentò di conquistare la città. Recenti ricerche hanno inoltre accreditato la presenza di Leonardo Da Vinci nella città, attraverso i progetti urbanistici che il grande scienziato concepì nei primi anni del Cinquecento per Cesare Borgia e Jacopo IV Appiani. In questi anni si respira un’aria tutta nuova, un’aria di ritorno alla cultura classica,n l’abbandono delle esperienze medievali ritenute buie, angoscianti, eccessivamente legate e strangolate dal potere della Chiesa Cattolica. Nascono progetti di architettura innovativi e con lo sviluppo delle realtà comunali i lavori e le opere artistiche non sono più un’esclusiva ecclesiastica che commissionava per arricchire e rinsaldare il patrimonio religioso. A corte, le nobili famiglie cittadine, ospitano personaggi emergenti per elevare il prestigio del proprio nome e dimostrarlo ai viaggiatori, stupirli, meravigliarli, incantarli. Gli uffici sono pieni di progetti architettonici, le botteghe degli artigiani sempre in fermento, si inizia a parlare una vera e propria nuova lingua abbandonando la macchinosità del latino religioso. E s’immagini di passeggiare per il centro di Piombino nel cinquecento, una città in pieno

sviluppo fresca d’ingresso nel prestigioso ducato di Toscana: il rumore dei maniscalchi, la maestosità delle torri, lo sventolare delle bandiere ducali, le letture dei primi libri in volgare, il brulicare nei mercati del pesce e delle spezie, il vapore delle navi in assidua spola che trasportano di continuo merci lungo l’intera costa come il Caronte dantesco traghetta le anime. Passano gli anni ma la famiglia degli Appiani giocherà ancora un ruolo fondamentale per secoli nella storia di Piombino fino alla dominazione francese di stirpe napoleonica. In seguito la dominazione fascista e l’importanza nella resistenza partigiana durante la secconda guerra mondiale. Ed ecco che ci giunge come un interessantissimo centro urbano toccato dalle mani di svariate dominazioni, sfiorato dall’influenza di Box UVAdal NERA 6x5 6-07-2010 18:10 Pagina 1 innumerevoli epoche, cambiato potere e dall’interesse, arricchito dai commerC M Y CM MY CY ci e dall’arte e, perdersi nei vicoli del suo centro storico è, come diciamo noi, viaggiare in una splendida crociera dentro la storia.  

Gianluca Parodi

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La nona arte sbarca a Cecina Corso di fumettistica all’Istituto Gemelli

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Associazione “Il Fiordaliso” Per amare e custodire la vita

iene definita la nona arte e segue nella classifica la radio-televisione (che probabilmente nel lontano 1964 non chiedeva tanto...) e il cinematografo. Per l’arte del fumetto si può parlare di storia di “denominazione d’origine non controllata”. Qualcuno ne formalizza l’origine attorno al 1830, qualcun altro la ricollega alle pale medioevali che raccontavano al volgo la vita dei personaggi di rilievo del cristianesimo, permettendo all’immaginario collettivo del tempo di nutrirsi di sacralità anche nel mondo quotidiano. Se è vero che quasi tutti sono cresciuti con in mano i settimanali targati Disney è vero anche che le fortune del fumetto sono state altalenanti e a metà degli anni ottanta dello scorso secolo l’editoria comics sembrava avvicinarsi ad una crisi decisiva a livello mondiale. Tutto questo nonostante gli splendori di alcune saghe come quella dell’Uomo Ragno o dei Fantastici 4, oppure le vicende di Tex Willer (vero e proprio patrimonio culturale nostrano), senza dimenticare le sorprendenti pubblicazioni dell’Eternauta, che

proiettava i fan delle “nuvolette” verso le geografie grafiche sud americane, allora abbastanza sconosciute. Il decennio successivo ha dato vita ad un panorama creativo e grafico completamente rinnovato, che ha trovato mille spunti, altrettante spinte editoriali e grande riscontro del pubblico. Il mercato del fumetto è rinato completamente tracimando dalle edicole e approdando saldamente nelle librerie e biblioteche. La credibilità della nona

arte si è finalmente stabilizzata ed ha generato un fenomeno economico importante che

si chiarisce curiosando sul web e scoprendo le numerose iniziative che ruotano attorno a quest’indotto. “Basti pensare che secondo Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, Hugo Pratt (con il suo Corto Maltese) è stato un grande della cultura veneziana, e non solo, alla pari del pittore Emilio Vedova o del compositore Luigi Nono. Per Umberto Eco è stato un Salgari dei nostri giorni, magari un po’ più smaliziato secondo Altan” L’istituto Gemelli di Cecina ha aperto quest’anno un corso con carattere triennale che si rifà a tutte queste vicende. Lo colloca all’interno dei suoi spazi riconoscendone l’autorevolezza e offre al territorio la possibilità di formare dei professionisti altamente specializzati del fumetto e dell’illustrazione, competenze poi spendibili in tutti gli ambiti dell’immagine grafica, nella pubblicità, nella televisione e nel cinema. Fino ad oggi chi voleva studiare in questo ramo era obbligato a fare spola su Firenze, con dei costi non indifferenti legati allo studio fuori sede. E’ in quest’ambito che ci sarà l’occasione di approfondire anche la sceneggiatura, le tecniche di colorazione,

la storia del fumetto europeo, giapponese (non abbiamo ancora nominato il vero e proprio fenomeno mondiale dei Manga!) e dei due continenti americani. La finalità principale è quella di dare agli allievi la capacità, in totale autonomia, di ideare ed illustrare storie e personaggi originali. Essi potranno quindi accedere al mondo del lavoro con le competenze (grafiche, informatiche, culturali) richieste dalla moderna editoria. I corsi avranno inizio il giorno 4 ottobre 2010 e termineranno la seconda settimana di giugno 2011. Credo che sia un’ottima occasione per offrire a chiunque, non solo ai ragazzi, una formazione seria e approfondita per sbocchi professionali meno usuali, ma con un mercato molto consolidato. Per ulteriori informazioni: Segreteria dell’Istituto “A. Gemelli” tel.0586/630671 e-mail: istituto@istitutogemelli.it, WWW.ISTITUTOGEMELLI.IT

La danza e il mare

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Il maestro Alessandro Bigonzetti a Vada per le sue passioni

di Marica Galassi

redici donne sono le socie fondatrici dell’Associazione laica onlus “Il Fiordaliso” per la promozione e la difesa della vita umana, al servizio dei bambini che devono nascere e delle loro madri con un aiuto concreto, materiale e morale. Un sostegno in un momento difficile che, purtroppo, molte donne devono affrontare nella scoperta di una gravidanza. Le difficoltà hanno varie origini, dalla famiglia, all’età, dalla situazione economica, sociale, alle differenze etniche. Il Fiordaliso offre alle madri la possibilità di non lasciarsi sopraffare dalla solitudine e tanti motivi per fare una scelta in favore della vita. La casa, che ospiterà quattro donne con i loro bambini, è stata messa a disposizione dell’associazione grazie all’impegno del Vescovo Giovanni Santucci e sarà pronta ad accogliere le sue ospiti per il mese di ottobre. Vi abiteranno, ovviamente, anche alcuni volontari. Uomini e donne, volontari, stanno lavorando assiduamente per ristrutturare la casa, che ha avuto bisogno di molti lavori, onerosi, specialmente nell’impiantistica, e renderla adatta al suo scopo. Ognuno ha contribuito come ha potuto, mettendo a disposizione tempo, sapere, denaro, materiali e grazie alla solidarietà suscitata da questa iniziativa è stato possibile reperire oggetti indispensabili alle madri e ai bambini, che almeno per il loro primo anno di vita, abiteranno nella casa d’accoglienza. Lo scopo dell’associazione, non è soltanto di accogliere persone in un momento difficile, ma aiutarle a ritrovare una serenità morale e psicologica che continui con un reinserimento nella società, nella famiglia, quando possibile, e nel mondo del lavoro. Naturalmente con l’aiuto e l’esperienza di personale specializzato, medici, psicologi e assistenti sociali. Suor Serena, una delle fondatrici di “Il Fiordaliso”, ha descritto questa esperienza “come il ricreare il letto di un fiume affinché questo possa di nuovo scorrere, anche se lentamente e con difficoltà, l’importante è che si muova”. Un progetto importante e di grande responsabilità, con una particolare attenzione verso le adolescenti e le loro famiglie. Ogni madre avrà a disposizione una camera con servizi e dividerà con gli altri frequentatori della casa, la cucina e la sala da pranzo, un modo per creare un ambiente familiare e di partecipazione. All’esterno c’è la possibilità di sfruttare un ampio spazio, sia, per la coltivazione di un piccolo frutteto e di un orto, sia, per un giardino. E’ stato scelto il fiordaliso, come simbolo, perché è un fiore in estinzione, molto fragile che cresce, in genere, nei campi di grano (frutto della vita), queste sue caratteristiche, oltre alla bellezza, lo accomunano alla delicatezza e fragilità della vita di un bambino. Non ho volutamente menzionato il luogo dove verranno ospitate le donne e i bambini, per rispetto e per tutelare la loro persona, ma potete rivolgervi e ottenere più informazioni a: Associazione “Il Fiordaliso” 331.7818486, www.ilfiordaliso. org, indirizzo mail: il-fiordaliso@alice.it.

di Gianluca Parodi

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è la voglia di riflettere, di creare, d’inventare. Ascolta il mare d’inverno Alessandro, le interminabili passeggiate sulla spiaggia sono la romantica, perfetta cornice per dedicarsi ai suoi nuovi lavori: quelli di coreografo e di insegnante. Per questo Alessandro ha scelto un paesino della Costa degli Etruschi come suo teatro personale, non si esibisce più in

i racconta, Alessandro, in un tiepido giorno d’autunno, un pallido sole illumina il centro di Vada. Seduto ad un tavolo del locale che per lui ora significa serenità, calore, amicizia, nel paese che lo ha accolto come fosse qui da sempre. Si sente a casa, il maestro, dopo una vita con le valige in mano, dopo una vita a correre negli aeroporti, dopo una vita passata a danzare sui più importanti palcoscenici del mondo. “La Scala” di Milano, “il Teatro dell’Opera” di Roma e poi Parigi, Londra, New York.. questi templi erano “la sua casa” fino a Nella foto Bigonzetti durante uno spettacolo pochi anni fa. Una carriera brillante, costellata di successi ed spettacolari passi di danza, ora la danza la enormi sacrifici, ripagata da soddisfazioni crea, la trasforma, la dipinge, la insegna, la immense come quella di ballare in spettatramanda ai suoi allievi come un prezioso coli dove il ruolo di “etoille” spettava a mosegreto. “La danza è per persone speciali.” stri sacri della danza come R. Nureyev. La Afferma deciso, con gli occhi colmi di pasquiete di Vada è la fuga dal caos cittadino, sione. “Ballare davvero, come forma d’arte

e non di sport richiede una vita di dedizione ed abnegazione che solo in pochi possono sostenere”. Lo dice con la fierezza di chi ce l’ha fatta ma non con la presunzione di chi ne vuole l’esclusiva. La sua voglia di donare le sue esperienze a giovani ballerini testimonia che la sua felicità sta ora nel creare talenti che possano farcela. Preferisce i giovani, coloro che muovono nella danza i loro primi passi perché in loro si può vedere la mano del maestro. “Insegnare a chi balla già di professione è indispensabile perché la danza è una continua evoluzione, un continuo progresso, ma preferisco coltivare giovani talenti che devono ancora formarsi.” Adesso lavora per la compagnia del “Balletto di Toscana”, ha organizzato le coreografie per il concerto di Bocelli al “Teatro del silenzio di Lajatico”, è maestro di danza al centro “Arabesque” di Livorno. Nato a Roma da una famiglia umile che ha fatto grandi sacrifici per permettere ad Alessandro di realizzare i suoi sogni, si dimostra devoto ai suoi genitori, gli si velano gli occhi quando parla della mamma Neide e del papà Giovanni, scomparso da pochi mesi. La sua vita è un viaggio continuo, fin da bambino gira per il mondo per la sua unica passione, nel 2000 si esibisce di fronte al Papa in occasione del Giubileo, lavora con Armani in sfilate alla stazione Leopolda di Firenze e ci sarebbero mille altri nomi illustri dello spet-

tacolo da citare. Ma ad Alessandro non basta mai, ha ancora fame di danza, ha fame di creare, ha fame di insegnare, la sua fame è la passione, la sua passione è la danza, la sua casa ora è Vada. Qui ha conosciuto Luca Valli, il proprietario del ristorante “L’Angolo di Maremma” dove il maestro ha deciso, pochi giorni fa, di festeggiare il suo compleanno. “Volevo far capire a tutti i miei più cari amici, il calore e la serenità che mi da questo paese e questo locale in particolare.” Spiega così la sua decisione di organizzare questa festa a cui hanno preso parte importanti esponenti della danza italiana, ex compagni di Alessandro ancora in stretto contatto con lui dopo tante esperienze passate insieme. Abbiamo chiesto di incontrarlo, di raccontarlo e lui si è concesso con estrema gentilezza ed umiltà, vogliamo trasmettere il piacere di ospitare un personaggio importante del mondo della danza. Per quanto ancora non lo si sa. Alessandro è sempre a caccia di nuove sfide, di nuove missioni, di nuovi stimoli per appagare la sua voglia di stupire. Ma in qualsiasi angolo di mondo capiterà, in cuor suo, saprà perfettamente che il suo “angolo di Maremma” lo accoglierà a braccia aperte e il rumore del mare di Vada sarà la dolce culla per nuovi riposi e nuove ispirazioni.

In questo spazio pubblicheremo le segnalazioni che ci invierete per denunciare eventuali disagi e problemi presenti nei comuni della Costa degli Etruschi. Non vuole essere uno spazio dedicato alle polemiche, ma piuttosto un incentivo alla collaborazione tra cittadini e istituzioni. Quindi continuate a segnalarci i vostri disagi. Leggo volentieri il Vostro giornale che ritengo interessante e di piacevole lettura per questo complimenti. Approfitto del Vostro invito a segnalare disservizi, disagi, eccetera, e così vi chiedo cortesemente di occuparvi della stazione FFSS di Castagneto Carducci Donoratico, in quanto lasciata all’incuria totale. Non bastava aver chiuso i bagni già da diversi anni ma da questa estate è stata chiusa anche la sala d’aspetto per cadute di intonaco dal soffitto. Io sono un pendolare per lavoro e vedo altre piccole stazioni come la nostra molto più curate. Non dimentico che il nostro comune, Castagneto Carducci, anche quest’anno ha preso la Bandiera Blu, peccato però che il turista quando arriva o aspetta il treno deve fare i bisogni all’aperto e deve stare all’aperto anche quando piove. Verrà l’inverno con freddo e/o pioggia e quelli come me, ma anche bambini, persone anziane, studenti ecc. dovranno stare all’addiaccio durante l’attesa del treno, eppure paghiamo il biglietto e andiamo a votare. So bene che sarebbe compito delle Ferrovie dello Stato occuparsi della cura delle varie stazioni, ma magari il sindaco potrebbe cercare di fare un po’ di pressione, in fondo ne va della nostra immagine. Oltre al problema della stazione, ritengo sia opportuno evidenziare anche un altro disagio presente nel comune di Castagneto, cioè il pericoloso stato della strada che dal cimitero di Castagneto Carducci attraversa le colline passando davanti al Castello di Segalari scendendo sino ad una parallela della via Bolgherese. Ci sono buche molto grandi, pericolose specialmente per i ciclisti che abitualmente la percorrono. Sarebbe doveroso da parte dell’amministrazione comunale fare velocemente interventi di manutenzione per evitare che qualcuno si faccia veramente male. Silvano Carosi

Segnala disagi, disservizi, ingiustizie, curiosità e suggerimenti alla Redazione, scrivendo all’indirizzo mail:

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SEGNALA IL TUO DISAGIO


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l regista e sceneggiatore Pupi Avati sarà l’ospite d’eccellenza della XIX edizione del video festival Internazionale del Cortometraggio Visionario 2010, in programma a Piombino dal 16 al 23 ottobre. La rassegna aprirà i battenti con un’appassionata retrospettiva dedicata ai suoi film più belli. Dieci pellicole che hanno segnato la storia del cinema italiano: da “Tutti defunti… tranne i morti” (1977) a “Il papà di Giovanna” (2008) passando per gli indimenticabili “Bix” (1991) e “Ma quando arrivano le ragazze” (2005). Con Avati ci sarà anche Isa Barzizza, Volto storico del cinema e del teatro italiano, attrice straordinaria e indimenticabile in alcune interpretazioni accanto a Totò, con cui debuttò al cinema nel film “I due orfanelli” del 1947 e realizzò ben 11 film. Pupi Avati che nella serata conclusiva del festival il 23 ottobre incontrerà il pubblico dopo la proiezione del suo ultimo film “Una sconfinata giovinezza”, sarà anche il Presidente della Giuria del Premio Gran Visionario, per il quale come nella tradizione di Visionaria, concorreranno i cortometraggi che hanno superato la selezione. Sono diciotto e provengono da tutto il mondo, a giudicarli sarà una giuria composta da numerosi esperti tra cui Isa Barzizza e Marco Giusti, critico cinematografico, autore telvisivo, regista e studioso di

Nel segno della retrospettiva di Pupi Avati a “Visionaria 2010” Una retrospettiva del regista de “Una sconfinata giovinezza” apre la XIX edizione del Videofestival Internazionale del Cinema a Piombino cinema italiano. Completano la giuria i critici Fabio Canessa e Francesca Lenzi. Al concorso poi si affiancano tanti concorsi collaterali, a partire dalla sezione speciale del festival dedicata alla Video Art a cui è colle-

gata una particolarissima mostra che, sempre dal 16 al 23 ottobre esporrà presso la “Galleria Agorà” di Piombino, le opere in concorso. Anche quest’anno, inoltre, Visionaria dedica parte della rassega ai giovani, con il tradizionale appuntamento del premio Fuoriclasse con gli studenti delle scuole e con il Corso di

23-24 Ottobre, NH Grand Hotel Palazzo

Livorno Food, 2 edizione del Festival del Gusto

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nostro territorio sono i cardini sui quali si basa la manifestazione e le motivazioni che ci spingono a dare il massimo perché tutto sia all’altezza delle aspettative. NH Grand Hotel Palazzo è ancora una volta la cornice che abbiamo scelto per ospitare Livorno Food. All’interno delle 7 meravigliose sale espositive si svolge questa importante rassegna. Work Shop aperto durante tutta la durata della fiera!! Tantissimi i prodotti da degustare, assaporare e acquistare direttamente: olio, vino, formaggi, sushi, champagne, cioccolato, salumi, confetture, dolci, liquori, salse, pasta, pane, spezie e molto altro ancora... All’interno una sala è dedicata alla ristorazione.   M. G.

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propria proposta musicale. Il concorso è aperto a singoli artisti e gruppi musicali che presentino due brani originali oppure una persnale versione di un brano di Piero Ciampi che sarà giudicato separatamente dalla Giuria. La Giuria ha già selezionato i finalisti che saranno protagonisti delle serate finali della manifestazione in programma presso il Teatro Goldoni nei giorni 15 e 16 ottobre p.v. Il Premio Ciampi, assegna anche riconoscimenti al migliore debutto discografico dell’anno, alla carriera e premi speciali della giuria che in passato hanno visto protagonisti artisti come Fabrizio De Andrè, Franco Battiato, Francesco Guccini, Gianna Nannini, Enzo Jannacci, Piero Pelù, Carmen Consoli, Luciano Ligabue, Nicola Arigliano. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a: Associazione Premio Ciampi, c/o Arci Livorno, Via s. Omobono 1b, 57100 Livorno; tel. 0586/892984 - fax 0586/892985.

Per spazi pubblicitari e info contattateci al n. cell. 3407241313 oppure alla ns. mail: costadeglietruschinews@gmail.com

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Eventi & Appuntamenti in Ottobre

Premio Ciampi 2010 iero Ciampi, poeta e musicista labronico che ha rappresentato la massima espressione nella canzone d’autore e nella cultura italiana del secondo Novecento. La sua città, Livorno, torna ad essere il centro in Italia delle sue indimenticate opere, ancora di più quest’anno, di cui quest’anno cade il trentennale della morte. Molti musicisti emergenti hanno, non solo una grande opportunità, ma un vero e proprio trampolino di lancio grazie a questa manifestazione annuale. Il 15 e 16 ottobre si svolgerà l’edizione 2010 del Premio Ciampi - Città di Livorno, organizzata da Associazione Premio Ciampi ed Arci in collaborazione con il Comune e la Provincia di Livorno, la Regione Toscana. Lo scopo di questo Premio non è solo ricordare l’opera di Ciampi, ma rendere di Livorno un punto di riferimento a livello nazionale per tutti coloro che fanno della originalità e della sperimentazione di nuovi linguaggi la base della

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  allora perché non provarci? Se quello dell’aperitivo è ormai un culto in tutte le più grandi città d’Italia, se l’happy hour ormai rappresenta un pilastro d’ogni località balneare che si rispetti, perché non offrire ai tantissimi visitatori del borgo più suggestivo della Costa degli Etruschi, la possibilità di bere dell’ottimo vino o un delizioso cocktail prima della cena? Da novembre ogni domenica il Ristorante Osvaldo in largo nonna Lucia nel centro di Bolgheri allestirà uno spazio dedito proprio a tutto questo. Un progetto nuovo e semplice che servirà da rampa di lancio per una continuazione estiva ancora più avviata e specializzata. Una nuova tappa per i buongustai avventori che potranno sorseggiare il loro aperitivo accompagnato da tipiche specialità toscane accuratamente preparate dalla prestigiosa mano dello chef del ristorante “da Osvaldo” e che ogni settimana seguiranno un filone tematico della cucina tradizionale. Sarà allestito uno spazio all’esterno del ristorante ben riscaldato dagli impianti posizionati appositamente, un banco artigianale e tipicamente rustico sarà il punto dove potrete ricevere la vostra bevanda preferita ed il buffet sarà compreso nel prezzo di quest’ultima. Svariati tipi di vino rosso e bianco, naturalmente di rigorosa e prestigiosa provenienza locale e alcune preparazioni di aperitivi alcolici e analcolici generiche faranno da protagonisti nel pre-serale bolgherese, all’insegna di gradevoli note musicali in sottofondo. La cornice è il borgo coi suoi vicoli e la sua unicità, le specialità della cucina l’invitante pretesto, la purezza dei vini locali è la certezza di non potersi esimere di partecipare all’iniziativa più semplice ed interessante della nuova stagione invernale di Bolgheri: l’aperiBolgheri, il nuovo aperitivo suggestivo. Gianluca Parodi

L’aperitivo suggestivo sbarca nel borgo

La più importante e ricercata kermesse enogastronomica della Costa Tirrenica

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(la Redazione non è responsabile dell’eventuale variazione del programma degli eventi)

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on la rubrica eventi e appuntamenti avrai a portata di mano un’utile guida alle manifestazioni che si svolgeranno nella Costa degli Etruschi permettendoti così di organizzare al meglio il tuo tempo libero.

Tutto il mese di Ottobre Tuscany Walking Festival: il festival del camminare. Scoprire i volti dei parchi naturali della nostra costa: Livorno, Collesalvetti, Rosignano M.mo, Sassetta. Info 0586.257450 Livorno - Eventi culturali, Premio Ciampi 15/16 ottobre. Per info: tel. 0586 892984 - Le miniere di magnesite, 17 ottobre Trekking alla scoperta delle miniere di magnesite della zona Castigliocello-Campolecciano nella Valle della Fortulla, organizzata dal WWF Livorno. La prenotazione è obbliagatoria e va effettuata entro sabato 9 ottobre alla segreteria telefonica del WWF Livorno. - Mostra fotografica di Enrico

Cattaneo fino a domenica 17 ottobre Galleria Peccolo, Livorno - Giuseppe Garibaldi e i mille: dalla realtà al mito da sabato 9 ottobre a domenica 12 dicembre 2010 Granai di Villa Mimbelli - Livorno Food festival del gusto- sulla bocca di tutti sabato 23 e domenica 24 ottobre (Nh Grand Hotel Palazzo) - 18 ottobre “Is Back” spettacolo di satira di Beppe Grillo. Teatro Goldoni info tel. 0586.204237 Rosignano Marittimo: - Storia dei vecchi mulini di Gabbro, 16 ottobre. Visita della zona del Gabbro, frazione di Rosignano Marittimo nel mezzo delle Colline livornesi, alla scoperta di funghi, piante, fossili, minerali e dei suoi vecchi mulini. L’iniziativa è gratuita e organizzata dal Gruppo Associazione Micologica Bresadola sezione Collesalvetti. Per info: Comune di Rosignano Marittimo - 10 ottobre fiera di Nibbiaia - 10 ottobre fiera Castelnuovo della M.dia - UN LIBRO UN FILM Mercoledì 13/10/2010 ore 21,30: SETA dall’omonimo romanzo di

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Nel segno di Pupi Avati – Retrospettiva 16 – 17 – 18 – 19 ottobre presso Saletta Rossa Premio Gran Visionario – Il festival di corti 20 – 21 – 22 ottobre presso il Cinema Metropolitan. Visionaria 2010 è promossa dall’Associazione Culturale Visionaria con il contributo del Comune di Piombino, Provincia di Livorno, Galsi e Unicredit.   Neri Famosu

AperiBolgheri

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opo il grande successo della prima edizione dove 55 espositori, 2.500 visitatori, 500 operatori del settore e circa 700 ospiti, ci hanno permesso di mettere a segno questo importante successo, oggi siamo pronti a ripartire insieme ai migliori Artigiani, Produttori, Distributori e Commercianti del settore, per dare forma ad un percorso di analisi sensoriale improntato sull’eccellenza e sulla peculiarità dei prodotti del Made in Italy. Da protagonisti gli espositori daranno vita ad un viaggio incentrato sui sapori e sui gusti che solo l’alta qualità e la genuinità delle nostre produzioni sanno regalare. La riscoperta di antichi sapori e la nostra ferrea volontà a valorizzare la tipicità dei prodotti del

introduzione al Linguaggio Cinematografico, tenuto dal critico cinematografico Franco Vigni. La novità di quest’anno, infine, è l’introduzione di una serata dedicata alla musica, di cui sarà protagonista anche la danza, con l’esibizione di alcune scuole di danza di Piombino, selezionate da Duccio Barlucchi.

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Alessandro Baricco; Mercoledì 20/10/2010 ore 21,30: THE READER - A VOCE ALTA dall’ omonimo romanzo di Bernhard Schlink; Martedì 26/10/2010 ore 21,30 IL RICCIO dal romanzo “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery Le proiezioni avverranno presso il Cinema Castiglioncello Ingresso gratuito - da sabato 9 ottobre a domenica 21 novembre 2010 “Dalla parola allo sguardo” castiglioncello Galleria La Virgola Cecina: - 20 ottobre ore 19,30/21,30 Luciano Zazzeri presenta “I segreti del pesce in cucina” c/0 Archnova Arredamenti San Vincenzo: Sassetta: - Dal 16 ottobre al 17 ottobre Percorso a cavallo di 2 giorni, dal Parco Forestale di Poggio Neri al Parco Naturale di Montioni. Ente organizzatore: Parchi Val di Cornia www.parchivaldicornia.it - 17 ottobre sagra della castagna- - 24 ottobre Sagra della

Polenta, Tordata e Palio dei ciuchi Suvereto: - Nuovo Paesaggio Italiano fino a sabato 30 ottobre 2010 c/o Cantina Petra Loc. San Lorenzo. Diventiamo tutti fotografi utili. Da un progetto di Oliviero Toscani e Salvatore Settis, nella cantina Petra la prima grande esposizione di fotografie che denunciano il degrado del paesaggio italiano. Un progetto di ricerca, che grazie al contributo di tutti, diventa un archivio multimediale, un sito internet, un’esposizione collettiva in costante aggiornamento. La cantina Petra si impegna a riscoprire il senso del paesaggio. Ingresso libero Campiglia Marittima: - 16 ottobre fiera delle tradizioni e dell’artigianato Piombino: - 9 ottobre mercato artigianato e antiquario - dal 16 al 22 ottobre XIX Edizione del Videofestival Internazionale del Cortometraggio Visionaria 2010

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Farm market ciò di cui ci cibiamo fa parte della nostra cultura

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La spesa del mese

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ELE RENETTA dalla buccia rugginosa, sapore particolare dolce e acidulo. Si conserva a temperatura ambiente, ma se fra le mele ne è presente una marcia, eliminarla immediatamente, poichè tenderà a far marcire anche le altre. Inoltre non conservare le mele assieme alle verdure, poichè producono etilene che è in grado di deteriorarle. La Renetta è ricca di potassio, sali di acidi organici e fibre. Contiene anche vitamine B1 e C. Ha spiccata azione antiossidante e di regolazione della colesterolemia con solo 41 Kcal per 100 g di prodotto. E’ molto adatta per la preparazione dei dolci. ASTAGNE Tipico frutto autunnale di colore rosso bruno con la buccia piuttosto coriacea. Si scelgono integre, la buccia brillante, e si conservano in un luogo fresco e asciutto. Le castagne contengono vitamine B1, B2, B3, A e C. Sono ricche di potassio e contengono anche magnesio, calcio e fosforo. Sono molto nutrienti ed hanno proprietà energetiche e rimineralizzanti. Sono di facile digestione. Ottime cotte sulla brace dentro la tipica padella forata, che si può utilizzare anche sul fornello. Sono molto buone anche lessate. Per conservarle per lunghi periodi il miglior modo è congelarle arrostite e sgusciate. ACHI E’ un frutto tondeggiante, di colore arancione intenso, con buccia liscia. Ha polpa molto morbida, dolce, arancione, dal sapore caratteristico. Sono ricchi di zuccheri, vitamine A e K. Hanno spiccate proprietà lassative e diuretiche. Sono frutti estremamente delicati: a temperatura ambiente si possono conservare 1 o 2 giorni, purché non troppo maturi.Si consumano senza buccia. Generalmente si tagliano in due e si mangiano con un cucchiaino. UCCA caratterizzata da una buccia piuttosto dura che racchiude una polpa compatta, dolce e farinosa. Va scelta una zucca soda e non ammaccata, pesante, ed avere il picciolo morbido e ben ancorato al frutto. Colpendola deve emettere un suono sordo. La zucca è ricca di vitamina A e C e contiene anche sali minerali quali calcio e sodio. Ha spiccate proprietà diuretiche e rinfrescanti con solo 18 Kcal per 100 g di prodotto. ATATA ROSSA La forma rotondeggiante, ha una buccia colore rosso chiaro e una polpa bianca con sfumature rosse di aspetto compatto. Si conserva a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, per 2-3 settimane circa. E’ ottima per essere saltata in padella, ma viene utilizzata anche per la produzione di gnocchi e di tortelli di patate. Regge molto bene la cottura ed ha un gusto fine e delicato. ICCIOLA È un pesce d’alto mare caratterizzato dalla colorazione argentea azzurra, con una linea longitudinale di colore oro. È infatti una delle prede più ambite per i pescatori per la qualità delle sue carni, prelibate e sode. Viene cotta prevalentemente al forno o alla griglia. ALLINELLA Pesce con la testa grossa corazzata e ampie pinne colorate. In autunno vengono pescate le maggiori quantità. La gallinella è un pesce ricco di sali minerali, quali potassio, calcio, fosforo, magnesio e pochi grassi. Particolarmente apprezzata per la carne bianca e soda, molto saporita è adatta per gli umidi, sughetti, nelle zuppe di pesce e brodi.

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bbiamo pensato di dedicare ogni mese un piccolo spazio ad una singola verdura perché pensiamo che oggi più che mai sia necessario, se non addirittura indispensabile, riprendere in mano ciò che ci ha sempre appartenuto. Viaggiando nei nostri ricordi alla ricerca di quelle immagini, di quei momenti in cui ci occupavano direttamente o indirettamente dei nostri orti. E’ vero negli ultimi vent’anni i ritmi di vita sono cambiati, la televisione, internet e gli hobby in generale hanno rubato il tempo a quella passione per la terra che, nei nostri nonni si mostrava quasi innata, quasi come una caratteristica genetica, ereditata da anni ed anni di storia. Quindi il voler dare un piccolo spazio ogni mese ad una singola verdura è sinonimo in un certo senso di voler riprendere in mano le nostre tradizioni, la nostra storia. Nessuno di noi ha mai pensato quale sia l’importanza del conoscere la provenienza dell’insalata piuttosto del pomodoro di cui quotidianamente ci cibiamo? Ebbene prima questa domanda, non poteva nemmeno aleggiare nelle teste dei nostri cari in quanto la risposta era ovvia e sicura, dall’orto. Ma oggi che questa passione è andata esaurita, questa domanda può ricevere una risposta altrettanto certa? No, decisamente no. Noi che viviamo in provincia forse abbiamo ancora qualche minima possibilità di sapere la provenienza di ciò di cui ci cibiamo, ma chi vive in città pensate che veramente sia sempre alla ricerca del prodotto genuino o piuttosto si accontenta di ciò che trova sotto casa e magari a basso prezzo? La risposta è la seconda, e purtroppo è una risposta negativa che porta la maggior parte delle persone a cibarsi di alimenti non genuini, cresciuti sotto la spinta generatrice di troppi composti chimici, che troppo spesso vanno ad inquinare i nostri organismi. Quindi Costa degli Etruschi News cerca con questo piccolo spazio di allinearsi a quella filosofia a quel trend in voga in giro per il mondo che si batte per la rivalutazione dei farm market, ovvero quei mercati autentificati in cui sono gli stessi contadini ad andare a vendere i loro prodotti, ad offrire quindi al compratore ciò che la terra in quel determinato periodo dell’anno offre come frutto del loro pesantissimo sudore. Quindi una maniera questa per dare ogni mese al lettore delle piccole nozioni su delle verdure tipiche delle nostre terre, delle nostre tavole, delle nostre tradizioni.

Caratteristiche di una verdura da sempre presente nelle nostre tavole, il cavolo

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uesto mese vogliamo porre alla vostra attenzione le caratteristiche di una pianta che è presente nella tradizione culinaria delle nostre terre sin dai tempi degli etruschi, il cavolo. Evidentemente, già questo popolo glorioso e dal passato affascinante aveva individuato in questo ortaggio oltre che al particolare sapore, delle proprietà nutrizionali notevoli. Una verdura che per i nostri predecessori era consuetudine consumare durante i mesi più freddi, ma che oggi, come capita per molti altri prodotti, si può trovare sulle nostre tavole in qualsiasi momento dell’anno. E ciò è merito di quella globalizzazione positiva che ha permesso nel corso degli anni le differenti culture di cui la nostra sfera celeste è composta di intrecciarsi, di confrontarsi e di mescolarsi. Quindi particolari prodotti tipicamente asiatici, piuttosto che nord-europei o americani si possano oggi facilmente coltivare nelle nostre terre, nei nostri orti in qualsiasi momento dell’anno. Spazio quindi ai cavoli di bruxelles, al cavolo cinese, a quello nero, tipicamente toscano, alla verza; spazio dunque ad un ortaggio comune di cui probabilmente non tutti conoscono le eccezionali caratteristiche

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Quali sono le vostre produzioni? Facciamo due vini Volpolo, Bolgheri Doc, e Sapaio che è un Bolgheri Superiore, la prima annata per entrambi è stata 2004. Sono prodotti molto giovani, fatti con vigne giovanissime, le più vecchie erano state piantate nel ‘99. Nella prima vendemmia sono state state fatte 20.000 bottiglie di Volpolo e 10.000 di Sapaio. Il nostro vino ha avuto subito riconoscimenti importanti che ci hanno dato soddisfazione, accrescendo la volontà di andare avanti. Qual è stata l’ispirazione per la scelta dei nomi? Sono due nomi di fantasia che si ispirano a vecchi vitigni toscani Sapaia e Volpola. Mentre invece il vero nome del podere era “Scopaio”, niente di male, ma è stato cambiato in “Sapaio” perché mi sembrava più appropriato. Com’è andata la vendemmia, quest’anno? Tra quelle che ho fatto dal 2004 ad oggi, questa è la più impegnativa. La qualità delle uve è discreta, ma bbiamo avuto una vendemmia ritardata rispetto alle precedenti e rallentata per le piogge, e questo ci ha creato qualche difficoltà. L’uva, non essendo pronta è stata lasciata sulla pianta ed ha sofferto un po’ per la troppa umidità. Quale volume produttivo riuscite a raggiungere? Circa 100.000 bottiglie per la vendemmia 2007 che è quella attualmente in commercio. Adesso è uscito anche Volpolo 2008. Per questa vendemmia credo faremo meno produzione, stiamo selezionando molto. La qualità a discapito della quantità, credo sia la caratteristica di quasi tutte le aziende del bolgherese. Perché la corona come simbolo? Volevo qualcosa di estremamente semplice, che rispecchiasse l’idea di Sapaio, sperimentazione ma anche semplicità. E’ nato un simbolo, con un disegno quasi infantile, stilizzato, che però è comunque sempre una corona. Una nostra

nutrizionali. Le vastissime varietà di questa verdura sono infatti ricche di potassio, calcio, provitamina A (beta-carotene) delle vitamine B1,B2,B9, della vitamina P ma anche e

soprattutto della vitamina C, di cui questa pianta ne è ricchissima molto di più che delle arance. Una pianta ricca quindi, non solo di vitamine e sali minerali, anche di sapore; infatti il suo utilizzo in cucina è vastissimo, basti pensare alle semplici ma deliziose orecchiette broccoli e salciccia, alla sublime insalata composta da cavolfiore ed acciuga, agli involtini di cavolo, allo sformato. Una verdura a cui abbiamo voluto dare spazio e corona personale, dell’azienda, che sopperisca alla mancanza di tradizione di essa. Non avevamo nessun logo, o stemma da utilizzare. Ci sono nuovi progetti per il futuro? Credo che continuerà l’idea iniziale di produrre solo due tipi di vino. Vorrei migliorare e concentrarmi sui due prodotti Volpolo e Sapaio. Produciamo anche olio, settore che dovremmo valorizzare un po’ di più, ma il vino, è una passione che mi coinvolge m a g g i o rmente. Com’è c a m biato il mondo del vino negli ultimi dieci anni? osso dare una risposta parziale, il mondo del vino da produttore ho iniziato a viverlo dal 2007. Come osservatore esterno posso dire che c’è stato un grosso cambiamento, gli anni ‘90 sono stati anni felici per il vino, oggi è tutto più difficile per le condizioni del mercato in questa situazione di recessione generale. Ci sono anche più aziende, più vini, nuovi mercati potenzialmente enormi, che io conosco poco, per ora, ma che per altre aziende possono essere già il presente. Sono però mercati difficili, dove c’è un consumo di vino senza grande conoscenza e per una tipologia di vini come la mia, l’aspetto della conoscenza è importante. Dove esportate? Distribuiamo in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone

di cui abbiamo voluto darvi delle piccole nozioni perché fa parte della nostra tradizione, del nostro mangiare quotidiano e quindi della nostra storia e proprio per questo perché non ci si perda e non ci si confonda su ciò che da sempre ci appartiene. Come e quando coltivarli: Mese del trapianto e della semina: le crocifere sono piante che si possono trovare più o meno in qualsiasi momento dell’anno, pertanto alcune di queste possono essere piantate sia per raccolti estivi sia per raccolti invernali. Tutte però necessitano di innaffiature costanti. Esigenze climatiche: alcuni cavoli, tipo il cavolo nero sopportano bene anche temperature al di sotto dello 0, però in generale nonostante questa facilità di adattamento crescono meglio in un clima temperato. Curiosità: Il detto i “cavoli sono sempre nel mezzo” deriva dal fatto che in passato si riteneva che se mangiati crudi servissero a tamponare gli eccessi di vino e alcolici in generale. Inoltre forse non tutti sanno che i famosi crauti, uno dei principali piatti della cucina tedesca altro non sono che foglie di cavolo rosso o bianco poste sotto fermentazione acida. Marco Provinciali

e Cina. L’America è interessante ed è un mercato al quale ambisco; anche se c’è una sorta di inerzia perché i distributori devono, prima di acquistare, vendere le giacenze. Cosa cambia da bevitore a produttore? Cambia la stessa comprensione del vino, quando ci metti le mani conosci molte più cose e il tuo rapporto con il vino cambia radicalmente. Il bevitore chiacchiera molto, fa molte critiche. Il produttore più entra nella conoscenza del vino e meno parla, aumenta il rispetto per il vino. Diventa, almeno per me, un rapporto più introspettivo. Questo cambio di prospettiva mi ha dato la possibilità di conoscere molti più vini, e qui torna il bevitore che è in me. Ammetto però che la mia preferenza va ad un prodotto francese, adoro lo champagne ed ogni situazione è buona per proporlo anche ad i miei ospiti, a meno che non si tratti di una degustazione, allora naturalmente offro i miei vini. Il mondo del vino, oltre che di buoni vini, è fatto anche di buone persone e con questo lavoro ho la possibilità di incontrarle. A Bolgheri poi, c’è molta unione e collaborazione tra le aziende e questo mi piace molto. E’ un territorio molto generoso che sta attirando anche grandi produttori del nord. Credo che una doc così piccola con così tante eccellenze di tradizione e nuove sia veramente rara in Italia.

Mercato delle Vettovaglie di Livorno di Luigi Cremona

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na piccola meraviglia gastronomica non a tutti nota e che andrebbe secondo noi maggiormente valorizzata. Esiste da ben oltre un secolo, è il più grande nel suo genere d’ Europa, eppure pochi addetti ai lavori, che non siano del luogo, lo conoscono. Per noi è quasi un luogo di culto questo storico Mercato delle Vettovaglie di Livorno, costruito dal 1894 e diventato il mercato coperto più grande d’ Europa. La sua avventura inizia con oltre 200 botteghe, a quel tempo banchi ambulanti, mentre oggi vanta spazi ben attrezzati e servizi correlati. Oltre un secolo di vita con alti e bassi, ma sempre vissuti per mantenere la propria funzione di dell’ agroalimentare del territorio. Si trova in un’antica struttura, collocata in centro, sul fosso mediceo circondario, nei pressi di Piazza Buontalenti. L’ingresso principale si trova sugli Scali Aurelio Saffi, ma intorno al mercato, lungo 95 metri, sono collocate quattro entrate laterali. E’ composto da un grande salone centrale e due più piccoli, collegati da due gallerie in stile neoclassico. All’interno lo stile eclettico di fine Ottocento, con elementi neoclassici e liberty, copre le botteghe dei saloni, sopra i quali si trovano i magazzini, mentre sotto il pavimento si trovano 92 cantine. All’entrata del mercato la scelta dei prodotti è molto varia, infatti è diviso in padiglioni. Ovviamente, stando a Livorno, il settore più importante è quello ittico, conosciuto anche oltre la cittadina toscana. In particolare questo tratto di costa toscana offre un mare pieno di quantità e qualità di specie di pesce, che per secoli ha dato lavoro a molti pescatori, dando vita a una e vera propria flotta di pescherecci. Le tecniche di pesca più usate sono sciabica, strascico e tramaglio. Si trovano tutte le specie di pesce possibili dai molluschi, ai crostacei ai frutti di mare. Nasce così la ricetta più tipica di Livorno, il classico “Cacciucco”. Altro padiglione importante è quello delle verdure che arrivano dalle vicine campagne, e ancora pane toscano, proveniente da 10 località diverse, sia livornesi sia pisane, con caratteristiche e consistenze diverse. Il più prodotto ed acquistato è quello detto “sciocco”, senza sale, che non può mancare per le zuppe di pesce. Prima questo padiglione veniva chiamato delle “Gabbrigiane”, per la provenienza delle donne di Gabbro, paese sulle colline livornesi, che ogni mattina portavano i loro prodotti. Camminando tra i banchi di marmo, vecchie vetrine e vari padiglioni, l’attenzione si ferma sulla varietà e la qualità della carne bovina, suina e ovina. Le zone limitrofe a Livorno portano le loro carni al mercato, ma anche salumi, da tenere in alta considerazione, alcuni provenienti da veri artigiani del maiale. Insomma una visita al mercato riempie non solo la borsa della spesa, ma è fonte di grande insegnamento sulle tipicità imperdibili del territorio.


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Quando l’opera artigianale diviene lo strumento necessario per realizzazioni di lusso

Altamarea

di Marco Provinciali

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a passione per il mare, e per tutto ciò che è necessario per navigarlo, si sa, dalle nostre parti è spesso un qualcosa di forte ed intrinseco, radicato talvolta nei caratteri delle persone che in queste terre vivono e sono cresciute. Succede anche, molto più frequentemente di quanto si possa pensare, che una semplice passione possa trasformarsi, in momenti di bisogno, in una vera e propria professione. La tappezzeria nautica alta-marea che oggi vanta numerose collaborazioni con prestigiosi cantieri navali di livello nazionale, nasce attorno al 1986, ovvero, quando il signor Gianfranco assieme alla moglie Assunta decidono di iniziare piano pianino la loro attività di tappezzieri navali. Uno, perché la moglie era già una bravissima sarta. Due, perché le cose al cantiere Off Mare dove il signor Gianfranco lavorava non andavano più così molto bene. Dunque un po’ per prova, un po’ per necessita, i due hanno tirato su negli anni, grazie poi anche all’aiuto dei figli Matteo e Simone, un’azienda di assoluto prestigio nel settore manifatturiero navale. Noi di Costa degli Etruschi News abbiamo avuto l’estremo onore di fare una piacevole chiacchierata sia con l’inventore di questa

piccola ma attentissima azienda, il signor Gianfranco, sia con Simone, il primo dei figli che ha voluto affiancare i genitori nel lavoro dell’azienda di famiglia. Due persone di estrema semplicità che ci hanno raccontato in che modo, in tempi come questi, possa una piccola azienda sopravvivere ad un mercato in notevole difficoltà. Chi e quali sono i vostri clienti? “I nostri clienti sono principalmente i cantieri navali, come il cantiere cayman o il cantiere Gavazzi, tutti clienti che nel corso degli anni si sono avvicinati ai nostri servizi grazie alla nostra efficienza e alla nostra disponibilità nell’ accogliere ed ascoltare le loro esigenze. Può capitare anche che alcuni clienti arrivino direttamente da noi senza passare dal contatto dei cantieri magari perché hanno bisogno

di piccoli lavori”. E’ vero che sono passate sotto la minuziosa cura delle vostre mani anche imbarcazioni di personaggi famosi nel panorama nazionale? “Si è vero, ed è stato un estremo piacere, però per riservatezza non vogliamo svelare i nomi di questi personaggi”. In tempi come questi in cui la crisi imperversa in tutti i settori, nel vostro che spesso è legato al lusso, come fa un’azienda come la vostra a reggere il confronto con un mercato decisamente instabile? “La nostra forza sta proprio nell’essere un’azienda a conduzione familiare, cosa che ci porta spesso a lavorare per tantissime ore, ed a volte a dover privarci di qualcosa, ma che altrettanto spesso ci permette di toglierci delle bellissime soddisfazioni. Inoltre c’è da dire che è proprio perché il nostro, è un settore che spesso gira attorno al lusso e a dei regimi di vita non consoni alla vita di un normale cittadino che magari la crisi sia stata recepita in maniera differente, perché se da un lato si sono, diciamo, allontanati dalla passioni marine coloro che hanno un reddito di vita medio, dall’altro la crisi ha portato coloro che invece hanno stipendi superiori alla media, ad avvicinarsi a quella bellissima passione per le imbarcazioni. Cosa questa che a noi permette di guardare al futuro con ottimismo, per il quale siamo in procinto di costruire un laboratorio più grande atto a realizzare al meglio i lavori che i nostri clienti ci commissionano”. Dunque, un’azienda che negli anni ha concentrato la propria forza nella qualità e nell’arte della precisione, oltre che ovviamente nell’amore per la propria professione; un sentimento questo rafforzato da quel senso di unione che si prova quando si lavora all’interno di un nucleo familiare.

Trekking, conoscere a piedi la Costa degli Etruschi

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opo aver parlato di ippovie e cicloturismo sulla Costa Etrusca, parliamo di trekking, uno sport molto apprezzato e per niente costoso. Un emozionante modo per riprendere i contatti con la terra, su sentieri che attraversano campagne, boschi profumati e un’intricata macchia mediterranea, ma lo sguardo riesce sempre a trovare improvvisi squarci nella vegetazione che catturano panorami mozzafiato. E’ una natura carica di ricordi di persone semplici e schiette, le loro storie hanno fatto ciò che siamo oggi ed è inconcepibile non pensare a loro, mentre se ne calpesta-

percorsi di varie lunghezze, suggestivi luoghi, come la Rocca di San Silvestro, miniere etrusche, impianti minerari di diverse epoche e siti archeologici. Per chi non volesse camminare, c’è la possibilità di salire sul trenino minerario. Non guasta neanche una visita ai musei che si trovano all’interno del parco.

no le orme impresse nella memoria. Contadini, boscaioli, carbonai, soldati, pellegrini, hanno viaggiato, lavorato e passeggiato per questi luoghi. Adesso noi abbiamo la possibilità di riscoprire le loro sensazioni, senz’altro con maggiore serenità. Su tutta la Costa degli Etruschi si possono trovare molti sentieri adeguatamente segnalati, ma è sempre bene informarsi sulle loro caratteristiche di difficoltà e lunghezza. Castagneto Carducci offre un anello lungo 120 Km, lungo il quale si può trovare una fedele ricostruzione delle capanne dei carbonai, vecchi ruderi di mulini e poderi, ponti ottocenteschi che facevano parte dell’acquedotto, il tutto circondato da querce secolari e imponenti castagni. Il Parco Archeminerario di San Silvestro, nel comune di Campiglia Marittima, permette di visitare, con

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Giovani talenti della Costa degli Etruschi

on lo spazio dedicato ai giovani talenti emergenti nella Costa degli Etruschi, vogliamo attirare l’attenzione verso ragazzi e ragazze che si stanno facendo largo nel mondo dello sport, dell’arte e della musica, della letteratura e della scienza. Da sempre i giovani sono tartassati dai soliti, negativi, luoghi comuni e se qualcuno di loro riesce, con costanza e impegno a raggiungere il proprio sogno, allora che serva di esempio e di aiuto a chiunque voglia provarci.

Valentina Domenici ricercatrice chimico-fisica

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alentina Domenici ha 33 anni e abita a Rosignano Solvay, si è laureata in Chimica, con specializzazione in Chimica Fisica, all’Università di Pisa nel 2001. Il 22 febbraio 2005 ha discusso il dottorato in Scienze Chimiche all’Università degli Studi di Pisa. È autrice di 30 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali concernenti studi di cristalli liquidi mediante risonanza magnetica nucleare. Ha vinto il Premio Primo Levi 2006, lo IUPAC Prize 2006 for young chemists, l’Otto Lehmann award 2006 ed è una delle cinque vincitrici delle borse di studio messe in palio per il 2010 da “l’Oreal Italia per le donne e la scienza”, programma sostenuto dall’UneGiovani talenti: Valentina Dominici sco e dedicato alle giovani ricercatrici italiane sotto i 35 anni. Da anni si dedica allo studio di una nuova generazione di agenti di contrasto per l’imaging a risonanza magnetica (Mri) a 7 Tesla, un importante strumento diagnostico per i tumori. L’idea è quella di individuare degli agenti di contrasto che siano specifici per i diversi target. Attualmente, infatti, queste sostanze non sono selettive, ma raggiungono indistintamente tutte le aree del corpo, rendendo necessarie elevate concentrazioni. Il suo progetto “Caratterizzazione chimico-fisica di nuovi agenti di contrasto per risonanza magnetica di imaging (Mri) a 7 Tesla” sarà condotto presso il Dipartimento di chimica e chimica industriale dell’Università di Pisa. Valentina, dal 2006, lavora anche su materiali chiamati “muscoli artificiali”, polimeri che mimano il comportamento muscolare, molto interessanti nel campo della microrobotica e in campo medico. I suoi studi l’hanno condotta a lavorare a Lubiana in Slovenia e nel North Carolina, Stati Uniti, dove ha mantenuto contatti di collaborazione e ha potuto confrontarsi con realtà scientifiche più sviluppate e all’avanguardia rispetto a quella italiana, molto limitata come strumentazione e sperimentazione. A causa degli scarsi o quasi assenti investimenti che l’Italia dedica alla ricerca scientifica,come tanti ricercatori italiani, anche per Valentina la tentazione di stabilirsi all’estero per lavorare è forte, già molti dei suoi colleghi se ne sono andati, i più diretti in Germania, dove ricercatori in campo chimico sono largamente richiesti. Diversi paesi stranieri (Corea del Sud, Cina, paesi dell’est Europa), al contrario dell’Italia, stanno investendo nella ricerca di base, con profitti che non si vedono nell’immediato, ma si noteranno sicuramente nel tempo. Il premio L’ Oreal sostenuto dall’Unesco si svolge ogni anno in più stati del mondo ed è un’opportunità ambita specialmente in paesi dove le donne hanno difficoltà quasi impossibili da superare per potersi affermare. Ogni stato del mondo si impreziosisce con queste persone, donne o uomini, che raggiungono importanti risultati in campo scientifico, nella ricerca, nella chimica, fisica, ecc. Sono motivo di orgoglio e un investimento per il futuro. L’Italia li nutre, li cresce, li specializza e poi li “dona” ad altre nazioni, che, per questo, ci sono “grate”! M.G

Costa Degli Etruschi News n. 3 (N. Registro stampa 9/2010 Aut. del 23/07/2010) Sede centrale via G. Mazzini n. 2, 57023 Cecina

Chi ama il mare non può rinunciare a percorrere il Parco Costiero della Sterpaia, nel comune di Piombino, con agevoli strade sterrate immerse nella pineta, aree attrezzate adibite a pic-nic, e accessi specifici per diversamente abili. Queste sono solo alcune delle possibilità per dedicarsi al trekking sulla Costa Etrusca, infatti dalla Valle del Chioma, alla Val di Cornia esistono innumerevoli sentieri da percorrere. M.G.

Un nuovo modello di unione e comunicazione per promuovere il territorio della Costa degli Etruschi

Sede Via G. Mazzini, 2 • 57023 Cecina (LI) mail: costadeglietruschinews@gmail.com P.Iva 01668240490 • C.Fisc. 92106080499

Tiratura mese di Ottobre 10.000 copie Distribuzione gratuita da Livorno a Piombino Editore Associazione Promo Alta Maremma, Resp. Massimo Tanini (tel. 3335946494) Direttore Responsabile Marica Galassi (tel. 3387073195) Grafica e styling Valentina Cambi Stampa Pacini Editore SpA Pisa Pubblicità Chiara Comparoni (tel. 3407241313) Contatti: Resp. Ufficio Relazioni Valentina Cambi tel. (3342457690)


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N° 3 - Costa degli Etruschi News  

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