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CHAIR.

Idee. Non sedute.


EDITORIALE

di Davide Guglielmino - www.davideguglielmino.com

Dieci anni di mondo Compagnia della Bellezza. Dieci anni di incubazione. Un giorno, un attimo per dargli vita. Sediamoci, dunque, con Chair. La domanda che orbitava nella mia mente era sempre la stessa: come fare a raccontare tutta la meravigliosa ricchezza che ruota intorno all’universo Compagnia della Bellezza? La risposta è arrivata mettendomi comodo su di una poltrona e contemplando la realtà che mi circondava: il parto è stato naturale, indolore. Documentare focalizzando sulle persone, sulle testimonianze, i ritratti e i racconti di chi ogni giorno, con il proprio fare quotidiano, costruisce bellezza, arte, benessere, innovazione, nuovi punti di vista, con e per chi gli sta intorno. Designer, hair stylist, sperimentatori, manager, artisti, viaggiatori, artigiani… Un’umanità fatta di persone che, attraverso il proprio lavoro, opera e presenza, migliorano il mondo. Satelliti che orbitano intorno a un nucleo, la stella del bello, valore fondante del gruppo Compagnia della Bellezza. Reportage, foto, approfondimenti, focus tematici, interviste. Tutto in un unico magazine, a scandire le stagioni sul calendario del bello. Perchè un magazine cartaceo? Perchè vogliamo scrivere, celebrare, far conoscere il nostro mondo. Cristallizzando storie che col tempo si stratificano, rappresentando il nostro divenire, come fotogrammi della nostra storia. Perché Chair? Perché quando ci sediamo stiamo prendendo tempo per noi stessi: per rilassarci, confrontarci, parlarci, “fare salotto”, condividere un momento conviviale con chi amiamo. Perché quando siamo seduti siamo concentrati: al lavoro, su idee, impegno e risultato, o nella vita, quando la nostra attenzione è rivolta a leggere, immaginare, riflettere, apprendere. Perché per ogni contesto della nostra vita esiste una sedia, una poltrona, un sedile, una panchina, uno sgabello, un divano speciale, intimo, importante o che parla di noi. Anche nella nostra esperienza dal parrucchiere: dall’attesa al dialogo, fino al momento in cui i nostri capelli vengono coccolati, siamo piacevolmente seduti, dedicati alla cura di noi: CHAIR e… HAIR. Spontaneamente intorno all’idea si è seduto un team di talenti professionisti. Un travaglio condiviso. E poi via il cordone ombelicale. Chair ha visto la luce. È fra le vostre mani. 4 gambe e 56 pagine. Nasce un nuovo modo di raccontare il bello. Per viaggiare. Anche da fermi. Mettetevi comodi e godetevelo con noi.

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SOMMARIO BACKSTAGE IN CUORICROMIA Il cuore del colore. Il colore del cuore.

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CDB T-SHIRT AROUND THE WORLD Una maglietta che non si siede mai!

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WEIL AM RHEIN La città delle sedie.

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CARMEN CONSOLI & SALVO FILETTI Nelle nostre corde.

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IN POLTRONA Film, spettacoli e concerti che fanno saltare dalla sedia.

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SHE: IL FEMMINILE IMPEGNATO. CON GLAMOUR A tu per tu con Lorenzo Calza.

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ALFIERE SULLA SCACCHIERA ELVETICA DEL BELLESSERE L’entusiasmo e la creatività di Angelo Adorisio.

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IN SELLA PER L’AFRICA Un designer, due pedali, chilometri di solidarietà.

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IL SEGGIO SAGGIO A caccia di pensieri joyosi con Renato Gervasi.

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CLAUDIA CORONA: QUANDO L’ARTE SI FA COMODA Pensieri e parole di un’artista della sedia.

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E L’HAIR STYLIST DIVENTA WEB STYLIST Gianni Albanese approda su internet.

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SEDUTI AL TAVOLO DELL’ECCELLENZA Cdb//agency e la comunicazione nel nuovo millennio.

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SELLE DAMASCATE In moto, alla scoperta del tesoro turco-siriano: l’ospitalità.

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TRONI ESOTERICI Chi si siede...nei tarocchi - Prologo.

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Impariamo a leggere con i cellulari i QR code. Questi codici ci indirizzano a contenuti e approfondimenti aggiuntivi su internet. Basta scaricare l’apposito software (KAYWA Reader, i-nigma Reader, UpCode), inquadrare il QR code con la fotocamera del telefono e scattare. Funziona con tutti i cellulari dotati di connessione e fotocamera. Un mondo di contenuti extra vi aspetta!


BACKSTAGE IN CUORICROMIA a cura di SILVA FEDRIGO foto ANTONIO DI MARIA

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Ogni colore, un mondo. L’idea della collezione è invitare a confrontarsi con i profili psicologici e gli styling associati a quattro colori puri: giallo, verde, rosso e blu. Per scegliere il proprio tempera-mento predominante e poi giocare con gli altri, a seconda dello stile che ci si sente addosso, giorno per giorno. Quattro colori, quattro stili, quattro impronte. Puramente facce diverse dell’arcobaleno che ognuno è.

Il cuore del colore. Il colore del cuore. Ciò che conta è trovare la cromia, l’impronta unica che contraddistingue ogni donna. ANDIAMO A CURIOSARE NEL BACKSTAGE DELLA NUOVA COLLEZIONE COMPAGNIA DELLA BELLEZZA. PIENA DI COLORE, ECHI RETRÒ E… BELLEZZA AUTENTICA.

Da questi concetti è partito anche il lavoro del creative team capitanato dall’hair guru – come lo ha definito Vogue - Salvo Filetti. In questa fase il contributo dello staff di Cdb//Agency ha prodotto una vasta ricerca di idee grafiche, immagini, proposte per interpretare il tema del colore in modo comunicativo, efficace ed originale. Questo lavoro è poi confluito nei moodboard, tavole dedicate ai quattro colori, in cui per ognuno si identificano suggestioni, stili e ispirazioni. Per poi lavorare agli scatti fotografici veri e propri dei tagli e degli styling. Abiti, dettagli, bijoux, oggetti di scena, luci, trucco, ambientazione… Questo è il momento più delicato, quello in cui tutto il lavoro di ricerca viene messo a frutto per rappresentare nel modo più perfetto possibile sia l’idea guida che il disegno degli styling nati dalla matita di Salvo Filetti. Il risultato? Lo troverete a breve nel nuovo concept book Cuoricromia, in tutti i saloni Compagnia della Bellezza: morbidezza naturale, informale, forgiata “a mano”; frange pienissime, in stile anni ‘50, o ciuffi “a lancia” esuberanti; onde sofisticate e lisci dinamici, multidirezionali… Un vero e proprio affresco contemporaneo di bellezza femminile: sfaccettata, piena di colore, vera. È proprio il caso di dire: in alto i cuori! In alto i colori!

Luce. Carattere. Energia. Vita. Personalità. Unicità. Radiazione. Intensità. Il colore, in natura e in ogni cultura, è distinzione, sensibilità, vitalità, differenza. Influisce sul nostro umore, trasforma le case in cui viviamo, arricchisce spazi e città di nuova bellezza. Questa l’ispirazione del nuovo hair concept firmato Compagnia della Bellezza. Una collezione che mette al centro il colore come espressione personale, e che punta a celebrare sempre più la bellezza unica e irripetibile di ogni donna. Non più moda “a goccia”, quindi, imposta dall’alto, standardizzata ed omologata. Ma idee “schiuma”, adattabili e personalizzabili, che ogni donna contribuisce a dipingere per se stessa. Non a caso Compagnia della Bellezza in quest’occasione ha ufficialmente sottoscritto il Manifesto della Bellezza Autentica, un’iniziativa promossa dalla redazione di Psychologies.it che ha già ricevuto l’adesione di numerose personalità, associazioni ed imprese che ne condividono il messaggio. L’obiettivo è valorizzare la pluralità e l’individualità di ogni donna, contro ogni sterotipo, per promuovere un’idea di bellezza più ricca, completa e rispettosa. E chi lavora nel mondo della comunicazione e dello stile può fare davvero molto in questo senso!

Sito Web: http://bit.ly/cONF5E

MOODBOARD CUORICROMIA REALIZZATI DA CDB//AGENCY

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CDB T-SHIRT AROUND THE WORLD a cura di RAIMONDO VENTURA

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In un anno abbiamo ricevuto più di 500 richieste di amicizia su Facebook. A testimonianza di un’iniziativa nata un po’ per gioco, ma sentita con il cuore.

MAX ESPOSITO

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Una maglietta che non si siede mai! CHE CI FA UNA MAGLIETTA COMPAGNIA DELLA BELLEZZA FRA I GHIACCI DELL’ARTICO? E NELLA SAVANA AFRICANA? CE LO RACCONTA MAX ESPOSITO.

Qual è il tuo rapporto con Compagnia della Bellezza? Sono affiliato CdB da 4 anni e gestisco due saloni, a Saronno (VA) e a Rovellasca (CO). Come nasce l’idea di CDB Collection Around the World? Si tratta di un’idea nata un po’ per caso: ho visto su Youtube il video dell’ormai noto ‘Dancing Matt’, un tale che gira il mondo mandando filmati di un suo strano balletto dalle location più lontane ed esotiche. Nello stesso periodo ho sentito anche di un tizio, proprietario di un ristorante in un’isola caraibica, che regalava un portachiavi a tutti i clienti, chiedendo loro, una volta tornati a casa, di mandargli una foto con in mano questo oggetto. Grazie a questa iniziativa aveva tappezzato le pareti del locale con le foto del suo portachiavi scattate un po’ in tutto il mondo. Così è nata la mia idea di CDB Collection Around The World (http://bit.ly/cc6Ncn): ho regalato magliettecollection a clienti e amici in partenza per le vacanze, chiedendo loro di portarmi una foto con la t-shirt dal loro ‘paradiso personale’. Quindi ho creato il profilo Facebook per l’iniziativa, lanciando l’idea ai colleghi di Compagnia della Bellezza. Quali ‘molle’ ti hanno spinto a promuovere questa iniziativa? Non era mia intenzione promuovere dei valori. Tutto è iniziato per divertimento: un gioco finalizzato alla diffusione di testimonianze CDB nei posti più remoti e lontani nel mondo. Poi però due foto hanno toccato il cuore di molti, suggerendo a qualcuno dei valori, come l’attenzione per il sociale e la passione per le sfide, legati al nostro gruppo. Si tratta delle foto di Giorgio dal Burkina Faso (con la maglietta Made in Joy) e di Germana dall’Antartide (con la maglietta Shair). Quali sono stati i principali risultati raggiunti da CDB Catw? In un anno abbiamo ricevuto più di 500 richieste di amicizia su Facebook, che dopo le vacanze si potrebbero tradurre in altrettante foto-maglietta. Per questo motivo mi piacerebbe arrivare presto a 500 foto, rivolgendomi direttamente a tutti i colleghi CDB. Anzi mi metto ufficialmente in competizione con Renato Gervasi, sfidandolo per il traguardo delle 5000 (ambasciate della Joyà per lui, foto-maglietta per me)!

Hai qualche altra idea in cantiere? Ho il progetto di creare un gruppo di professionisti per organizzare eventi, allo scopo di promuovere e pubblicizzare i saloni CDB dell’Area Nord, di cui faccio parte.

Sito Web: 15

bit.ly/cc6Ncn


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WEIL AM RHEIN

Tour tra le più grandi e le più piccole produzioni di sedie di design.

a cura di ELENA RUSSO

Weil am Rhein è la città più a sud della Germania, a pochi chilometri da Basilea e dall’ Alsazia. Stadt der Stühle (città della sedia) è il motto con il quale Weil am Rhein attira verso il suo centro migliaia di visitatori e appassionati del design. Wuel am Rhein diventò nota durante la metà degli anni Ottanta, per via di una grande operazione di marketing che ha per protagonista la sedia. Grazie alla mente di Rolf Fehlbaum, Ceo dell’azienda Vitra, nacque il Vitra Design Museum. 70.000 sono il numero di persone che in media durante l’anno visitano il museo, 3.000 corrispondono in numero agli oggetti di design e più di 100 sono le miniature di sedie: una selezione dei “pezzi che contano” nella storia del design, dall’Ottocento ad oggi. Le miniature sono curate nel dettaglio, realizzate con una lavorazione artigianale in scala 1:6 rispetto all’originale. Ogni pezzo esposto rappresenta l’evoluzione dell’abitare in relazione all’evoluzione dei processi produttivi, che risultano essere strettamente legati all’impiego di nuovi materiali, e delle tecniche di realizzazione.Masoprattuttoraccontanolapercezione dello spazio sempre in evoluzione che caratterizza la nostra cultura dell’abitare. Le miniature, nate come divertissement didascalico, sono acquistabili nello shop del museo diventando, tra gli intenditori di design, oggetti da collezione. Se nel museo sono conservate le Miniaturen, la città, nei suoi spazi verdi ma anche sui tetti degli edifici, espone le Maxiaturen ovvero le più grandi repliche in scala 1,5:1 a 8:1 delle sedie di design. La selezione e la produzione di sedie è curata e prodotta dal Vitra Design Museum. Nel novembre 1999, furono prodotte e installate le primi nove sedie fino al numero odierno di 40. Il Vitra Design Museum, progettato da F. Gehry, inaugurato nel 1989, ospita mostre temporanee sull’architettura e il design: la mostra di Ron Arad, fu una delle prime.

Sito Web:www.design-museum.de

www.weil-am-rhein.de

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CARMEN CONSOLI E SALVO FILETTI a cura di SILVA FEDRIGO foto NICO PERNICE

Nelle nostre corde. Carmen Consoli e Salvo Filetti, un accordo di stile ed amicizia che dura da anni. Cantantessa e hair designer a confronto, per esplorare lo scambio di idee, passioni e caratteri da cui nasce il look di una cantautrice unica per personalitĂ e linguaggio nel panorama musicale internazionale.

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Come hai incontrato Salvo? Qual è la prima cosa che hai pensato di lui? Conosco Salvo ormai da tanti anni. Con lui sin dall’inizio c’è stata sintonia nei gusti e nelle idee. È un caro amico ma soprattutto un grande professionista. Quando hai capito che era la persona giusta per “mettere a punto” i tuoi capelli, intonandoli alla tua immagine e al tuo stile di artista e di donna? Subito. Credo che certe “armonie” si avvertano a pelle. La prima impressione è stata straordinaria, ancora oggi mi fa piacere parlare di un rapporto che è diventato sempre più forte negli anni. Cosa di lui, come persona e come professionista, lo rende diverso da tutti gli altri? Dire la creatività sarebbe scontato e restrittivo. Preferisco parlare di un equilibrio tra il gusto per il nuovo ed il rispetto per il classico, in poche parole quello che rende un artista “universale”. C’è stata una volta in cui Salvo ti ha veramente stupito con una scelta o con un’idea? Sicuramente in occasione dello shooting fotografico di Elettra. Il ruolo di Salvo è stato fondamentale nella creazione dell’immagine che poi è stata fotografata da Rankin. Salvo è solito assimilare i capelli a delle corde musicali che vibrano. Per la tua sensibilità di musicista che rapporto c’è tra musica, corpo e bellezza? Deve esserci dialogo, necessariamente. Uno scambio continuo, un arricchimento reciproco. La musica “spiega” il corpo e ne incarna la bellezza nelle sue infinite sfaccettature. Cosa si dicono artista e hair designer mentre si è al “trucco e parrucco”, in preparazione di uno shooting fotografico o prima di un evento importante? C’è un clima disteso e sereno, ma è fondamentale mantenere la concentrazione, anche perché spesso i tempi di lavoro sono stretti e bisogna capitalizzarli al massimo.

Il ruolo di Salvo è stato fondamentale nella creazione dell’immagine che poi è stata fotografata da Rankin per l’album Elettra

Con Salvo avete condiviso momenti professionali importanti. Ci racconti l’episodio di un evento in occasione del quale avete lavorato insieme e per il quale eravate davvero emozionati entrambi? Probabilmente l’ultimo Sanremo. Sono stata invitata a partecipare e ho deciso di proporre la prima canzone che ha vinto il primo Festival di Sanremo, “Grazie dei fior”. Un’esperienza indimenticabile ed emozionante, il palco dell’Ariston conserva un fascino tutto suo. E poi quella sera mi sono trovata accanto a Nilla Pizzi, la signora della musica italiana. Abbiamo voluto proporre l’immagine di un’Italia di altri tempi, elegante e ricca di stile, affascinante senza essere mai volgare.


Come hai incontrato Carmen? Qual è la prima cosa che hai pensato di lei? È stato in occasione della lavorazione del videoclip “Pioggia d’aprile”, anche se la conoscevo da prima. Ho pensato subito che fosse una donna fuori dallo spazio e dal tempo. C’era qualcosa di orientale, nel suo viso, sganciato da questa epoca. Un personaggio assoluto, non legato ad alcuna moda. Quando hai capito che era l’artista per la quale il tuo stile e il tuo lavoro sarebbero stati preziosi? L’ho capito assistendo ai suoi concerti. Nei concerti rock Carmen suona con tutto. E il ritmo della musica si manifesta anche nel movimento dei suoi capelli. Nelle esibizioni acustiche invece c’è morbidezza, femminilità. Così ho capito che queste anime che convivono in lei avevano bisogno di immagini coerenti, diverse. Cosa di lei, come persona e come artista, la rende unica, diversa da tutti gli altri? È la sua capacità musicale, la sua grande preparazione, che ha diversi volti. Talvolta per la sua forza mi sembra la reincarnazione di Rosa Balistreri. L’energia rock di Carmen infatti è paradossalmente, intensamente siciliana. E si mescola con una sensibilità, uno stile quasi francese. C’è stata una volta in cui Carmen ti ha veramente stupito con una scelta o con un’idea? Sì, quando ha deciso di apparire sul palco indossando una parrucca fucsia. Un’immagine così forte che io non ci avrei mai potuto pensare. Mi ha shoccato e sorpreso, ma lei l’ha portata con una disinvoltura incredibile. Sei solito assimilare i capelli a delle corde musicali che vibrano. Per la tua sensibilità, che rapporto c’è tra musica, corpo e bellezza? Sì, lo penso. I capelli sono le nostre corde. E il nostro star bene è legato anche a quanto la nostra immagine è appunto intonata alla nostra anima. Quando andiamo a tagliarci i capelli, perciò, è un po’ come se ci facessimo accordare, per riallineare immagine e coscienza. Carmen, con i suoi diversi look per diversi progetti e diversi momenti artistici, è la prova dell’esistenza di questo rapporto. Cosa si dicono artista e hair designer mentre si è al “trucco e parrucco”, in preparazione di uno shooting fotografico o prima di un evento importante? Carmen parla di tutto, anche perché legge molto, e ama coinvolgere chi gli è accanto. Perciò si parla di qualunque cosa, tranne che dei suoi capelli. Carmen infatti si fida e si affida. Un clima di fiducia che è palpabile: lei ha piacere che ci sia un sentimento di accordo tra tutti nello staff. Con Carmen avete condiviso momenti professionali importanti. Ci racconti l’episodio di un evento in occasione del quale avete lavorato insieme e per il quale eravate davvero emozionati entrambi? Sanremo, sicuramente, per entrambi. Per me è stato un grandissimo stimolo, esserle vicino in quel momento, un’occasione di arricchimento. Vederla prima allo specchio, controllare che fosse perfetta e poi, un attimo dopo, rivederla sullo schermo, con altri 15 milioni di spettatori, mi ha fatto attorcigliare lo stomaco per l’emozione.

Nei concerti rock Carmen suona con tutto. Anche con i capelli. Nelle sue esibizioni acustiche invece c’è morbidezza, femminilità.


IN POLTRONA

a cura di GIANLUCA FONTANA

Film, spettacoli e concerti che fanno saltare dalla sedia.

Finalmente Autunno! La stagione che tutti aspettavamo. Tre mesi pieni di film, spettacoli e concerti tutti per noi. Gorillaz, Prince, Kataklò, Morcheeba, Ligabue, Luc Besson sono solo alcuni dei nomi che da ottobre a dicembre ci aspettano in sale, teatri e palasport. E poco importa se ritorneremo a essere bianchi come lenzuola appena candeggiate o se non potremo usare sandali e ombrelloni ancora per un po’: l’autunno ormai è arrivato e con lui un’intera stagione di divertimenti. Come faremo senza autunno? Brrr, vengono i brividi solo a pensarci! PRINCE Palatucker Milano 31 Ottobre STING Sting, storico ex componente dei Police, in autunno farà tappa in Italia con il suo ultimo tour mondiale Symphonicitiese, l’album che ripercorre in chiave sinfonica tutti i suoi maggiori successi musicali. Un evento che tutti gli appassionati della buona musica non possono lasciarsi sfuggire.

Date: 25 ottobre Teatro Verdi - Firenze 02 novembre Teatro degli Arcimboldi Milano 03 novembre Pala Olimpico - Torino, 10 dicembre Auditorium Parco della Musica Roma

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GORILLAZ Mediolanum Forum di Assago Milano 19 novembre

LIGABUE Teatro Carlo Felice Genova 4 Dicembre


STANNO TUTTI BENE

THE SOCIAL NETWORK

5 novembre

Non ti fai 500 milioni di amici senza farti qualche nemico! Questo lo slogan di The Social Network, la nuova fatica di David Fincher, in uscita nelle sale il 12 Novembre 2010, che vede come protagonisti Jesse Eisenberg e Justin Timberlake. Basata sulla sceneggiatura di Aaron Sorkin, a sua volta tratta dal libro di Ben Mezrich, il film promette una toccante indagine da 47 milioni di dollari, targata Columbia, sul mondo dell’amicizia, delle speranze, della rivalità e del successo, attraverso la vicenda emblematica di Eduardo Saverin e Mark Zuckerberg, fondatori di Facebook.

Un film di Kirk Jones, con Robert De Niro. Un vedovo realizza che l’unica connessione con la sua famiglia era la moglie. Decide quindi di partire per un viaggio per riunirsi con i propri figli e scoprire che le loro vite non sono così ‘perfette’ come credeva.

RAPUNZEL - L’intreccio della torre 3 Dicembre Walt Disney Pictures presenta Rapunzel, un musical comico d’animazione su una principessa con 20 metri di capigliatura, rapita e chiusa in una torre sin da quando era bambina. Una fuga esilarante e pericolosa, portata a termine grazie all’aiuto di un affascinante bandito.

LE AVVENTURE DI UN’INTREPIDA GIORNALISTA 1 Ottobre Il nuovo film di Luc Besson che racconta di un’intrepida giornalista disposta a qualsiasi cosa pur di raggiungere i suoi scopi, incluso affrontare mummie egizie e combattere lo pterodattilo che ha trasformato i cieli di Parigi in un regno del terrore.

FIORELLO SHOW 2010

KATAKLÒ ATHLETIC DANCE THEATRE

Fiorello è tornato dal vivo con uno spettacolo tutto nuovo. Un flusso di storie e di canzoni scorrono in due ore dal ritmo serratissimo e coinvolgente. Accompagnato sul palco dal maestro Cremonesi e la sua orchestra, Fiorello trasforma attualità ed elementi di cronaca in uno show ironico e ricco di paradossi. Spunti musicali vecchi e nuovi costeggiano un racconto fatto di gag e aneddoti di vita vissuta che vede come protagonisti diretti gli spettatori.

Si chiama Love Machine ed è il nuovo spettacolo dei Kataklò, la compagnia milanese famosa in tutto il mondo. Ballerini e acrobati abbattono confini culturali, linguistici e generazionali grazie alle illusioni create dai loro corpi. Ciak - Milano dal 4 al 14 Novembre

GIORGIO PANARIELLO

Date:

“Panariello non esiste” è il nuovissimo spettacolo che il comico fiorentino porterà nei teatri a Natale. Gag, imitazioni e tante risate, nello show di uno dei personaggi più popolari e simpatici d’Italia.

4 e 15 ottobre Roma, Palalottomatica. 14 ottobre Roma, Palalottomatica. 21 e 22 ottobre Assago (Mi), MediolanumForum. 13 novembre Futurshow Station. Casalecchio di Reno (Bo), 20 novembre Torino, PalaIsozaki.

Auditorium Conciliazione - Roma 27 Dicembre

SLAVA’S SNOW SHOW Le gag e gli sketch più famosi di Slava Polunin, l’artista che ha rivoluzionato e ridato splendore alla nobile arte dei clown.

TORINO DANZA Il festival d’autunno che da quasi 10 anni offre il meglio della scena mondiale della danza. Un evento unico sia per gli appassionati sia per chi si affaccia in questo mondo in punta di piedi.

Teatro Strehler – Milano dal 30 Settembre al 17 Ottobre.

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SHE: il femminile impegnato. Con glamour.

a cura di ELENA RUSSO

C’è una frase che mi ritorna, come il brasato: “lei è più bella che intelligente”, iscritta in una cultura precisa, atroce, dilagante. Collassati i prodotti, passano al valore d’uso dei corpi. La rivoluzione dovrebbe partire da qui.

Lorenzo Calza SHE è spesso rappresentata dando le spalle al lettore, perchè ? Questo è istinto puro, non so spiegarlo. Come la sua solitudine in campo bianco. Credo che abbia a che fare con la mia indignazione per come il nostro Paese è arrivato a trattare le donne. La nudità di She è schiettezza, il suo darci le spalle, pudore. Anzi, no, forse è il pudore del maschio che la disegna. Che si vergogna della putrida palude in cui abbiamo trascinato l’altra metà del cielo.

Lorenzo condivide la beatitudine e l’inquietudine di un uomo che indaga il mondo, lo rappresenta e lo racconta: non esiste un passante, un bimbo o una donna che non siano scansionati, archiviati, indagati, ma anche animali, case e cose. Dieci storie di Julia, tre romanzi, racconti, disegni, cani vignette status, blog e figli. Nell’aprile 2010 su facebook appare “She” e nello stesso anno approda sulle pagine de “il Misfatto”, inserto satirico domenicale de Il Fatto Quotidiano.

SHE è molto amata dalle donne. Le amiche virtuali condividono sulla propria bacheca lo SHE pensiero. Trovi che SHE amplifichi la voce delle donne? No, sono loro che danno voce a lei. Il lavoro dell’autore funziona quando si rende filtro invisibile, quando riesce a togliersi di scena. Lì scatta l’immedesimazione. “She sono io!”, questo scrivono in tante. E io, col mio pennarello e lo scanner, esco di scena alla chetichella! She, con la sua proliferazione in rete, comunque, tocca un nervo scoperto e smaschera un buco nel mercato dell’immaginario.Ilfemminile-impegnato-con-glamuor,il sesso-con-sensuale.

Perché è nata “SHE”? Nasce per un finto caso, come tutte le cose azzeccate. La misera cronaca politica nostrana mi diede l’aggancio per una battuta. Poteva essere la classica frase ‘da status’ di Facebook, ma sentivo che mancava qualcosa. Di solito, supplisco alle mancanze ricorrendo alla femmina. La disegnai (maluccio) in pochi secondi. D’istinto mi venne nuda, di spalle, biondina, con i capelli raccolti a coda. In fondo, per un moro “latinos” come me, la “bionditudine” è un mistero fecondo. Leggo ora che risalirebbe all’iconografia di Afrodite. Comunque, la vignetta funzionava, rimbalzava di nido in nido. Ne feci un’altra, e un’altra ancora. Senza accorgermene, avevo creato un piccolo format. Fu un boom: “una fenomena dal basso”, mi piace definirla. Ma la casualità non è la spiegazione. Fin da piccolo, le donne sono al centro del mio immaginario. Gli ormoni mi hanno sempre chiamato a loro in modo dirompente.

She ha aperto un vaso di Pandora: pensi che questo paese abbia bisogno di una rivoluzione che parta dalla dignità femminile ? L’abisso della modernità è lì, nei corpi di plastica esibiti come bestiame, nelle alcove del potere, nella coercizione assoluta, nel ricatto sessuale. Nella mercificazione della donna. Nello sguardo perso delle giovani ragazze, schiacciate da questo incastro. È come se il maschio - preso atto della sua sconfitta storica e culturale - temesse le amazzoni all’orizzonte. Allora ha usato il capitalismo per fermare la natura. Ma c’è ‘sto clima da Tardo Impero decadente, da colpi di coda finali. Con tutte le allusioni possibili al concetto di “coda”. La rivoluzione che verrà sarà dolce ma potente, e sarà tutta vostra. Purchè davvero lo capiate. In fondo è questo l’umile lavoro ai fianchi di She, che in una sua celebre battuta dice: “Possiamo autoriprodurci, lo sapevi? Vi useremo come perversione”. Intanto, Afrodite mi ha confezionato uno scherzo: il mio secondo pupo è nato biondo-finnico, con gli occhi azzurri a sfidare il cielo!

La mia infanzia fu anche segnata dalla presenza di una nonna emiliana, aperta, intelligente. Poco colta, ma di gran cuore e buon senso. Questo mix formativo mi ha spinto a considerare le donne a tutto tondo, nella loro interezza, e nella loro intrinseca “simpatia”, spesso sacrificata nel gioco delle convenzioni sociali. Poi esiste l’elemento professionale. Dietro She ci sono anni di lavoro su “Julia”, la criminologa con le fattezze di Audrey Hepburn. Anni di immedesimazione quotidiana nell’immaginario femminile. Un lavoro di scavo, anche interiore, che ha spinto alcune lettrici di She a dubitare che io fossi un maschietto. La più grande lusinga! 24


Lorenzo Calza

Appassionato di musica, è stato per otto anni autore e voce solista del gruppo rock piacentino Dazed, con tre album all’attivo.

Sito Web: www.scorpion.splinder.com Profilo Facebook:

www.facebook.com/lorenzo.calza

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A tu per tu conl’entusiasmo e la creatività di

Per molti anni abbiamo pensato che in Svizzera fossero tutti “perfetti”… poi ho fatto una scoperta sconvolgente: anche loro la mattina vanno alla toilette.

Angelo Adorisio

Il paese elvetico rappresenta la frontiera più recente dell’espansione di Compagnia della Bellezza, grazie al progetto “Swiss Land”. Iniziativa che ha visto l’apertura di diversi saloni sull’intero territorio grazie all’impegno di una personalità riconosciuta e apprezzata come quella di Angelo Adorisio. Professionista affidabile dal curriculum di prim’ordine, Master Franchisor per il mercato svizzero, esperto di bellessere e hair stylist, ha alle spalle una vita al sevizio della bellezza femminile: in contatto con i principali marchi del settore moda e le più importanti riviste femminili, è protagonista in prima fila di sfilate e servizi fotografici. Alfiere di bellezza, punto di riferimento per tutte le donne che amano affidarsi a mani esperte e creative, certe di poter realizzare il proprio desiderio di fascino e benessere. A tal proposito abbiamo rivolto direttamente a lui alcune domande:

riescono a suscitare in me delle emozioni. Ritengo che loro cerchino semplicemente qualcuno che ami e si prenda cura, con amore e professionalità, della loro preziosissima chioma. Ritiene vi siano esigenze di bellessere diverse tra l’universo femminile svizzero e quello italiano? Mi sembra che l’universo femminile svizzero sia un po’ meno schiavo della moda-tendenza/dipendenza di quello italiano. La domanda è istintiva: cosa significa per lei essere un ambasciatore della joyà? Essere un testimone vivente degli effetti miracolosi della joyà, intesa come scelta, mi rende un suo ambasciatore. Ho scelto di credere in una Compagnia dal 1998 e mai come oggi il valore dell’unione è infinito. Il mio credo è quello quindi di portare in giro per il mondo questi valori passando per la Suisse.

Davvero suggestiva l’idea di esportare il marchio made in Italy CDB in Svizzera. Perché ha scelto proprio questo Paese? Sono i nostri vicini di casa (abitiamo a Varese) e poi è affascinante la sfida. Un paese in cui si parla Italiano, Francese, Tedesco…che dire…divertente e stimolante al tempo stesso! Per molti anni abbiamo pensato che in Svizzera fossero tutti “perfetti”…poi ho fatto una scoperta sconvolgente: anche loro la mattina vanno alla toilette. Insomma tutto il mondo è paese!

Un’ultima curiosità: cosa chiede per il futuro? Esprima un desiderio. Se rispondo la salute sono normale anch’io?

Sito Web: www.cdblandia.com

Quando è scattata la molla che lo ha portato ad iniziare la sua attività nel paese elvetico, frontiera più recente dell’espansione di CDB? Abbiamo scherzato per qualche anno: da luglio 2009 abbiamo iniziato a giocare seriamente ed è nata Swissland insieme ai nostri confratelli elvetici.

Nel paese elvetico il gruppo CDB ha inaugurato i saloni di Barbara della Valle (Bellinzona), Gianna Riga (Cadenazzo), Laura Bodenzani, Roberto Stefanizzi (Lugano) e Susy Russo (Morbo Inferiore).

La diversità culturale e di costume tra i due paesi ha costituito un ostacolo o un valore aggiunto nella promozione dei valori di bellezza, ricchezza e joyà? Ovviamente no! Gli ostacoli sono costituiti solo da false credenze e barriere che ci poniamo e che ci limitano. In realtà io credo che, se CDB in Italia è già una realtà ben consolidata, lo è e lo sarà anche in Swissland. Ha scoperto quali sono i desideri più comuni delle donne? Come interagisce con quelle che decidono di affidarsi alle sue cure? Dopo meravigliose chiacchiere si instaura un rapporto di fiducia tale che bastano poche parole affinché accada “la magia”. Le donne poi mi divertono, specie quando

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ALFIERE SULLA SCACCHIERA ELVETICA DEL BELLESSERE

photo shot ANTONIO DI MARIA

retouch & creative work DAVIDE ARONA

a cura di CHIARA FRANCESCA DI PRIMA

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IN SELLA PER L’AFRICA a cura di RAIMONDO VENTURA foto FABIO CONSOLI

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Uno spirito avventuroso. Il desiderio di scoprire il mondo. La gioia di fare del bene. Tutto in una pedalata. Come nasce Cycling For Children? All’inizio parte tutto dalla mia passione per le due ruote, che mi trascina in viaggi tutti personali. Poi sento il bisogno di condividere questa passione (con tutte le emozioni che mi suscita) con gli altri. Così scopro la dimensione dell’utilità di questo mio hobby: andare oltre l’appagamento personale, dando un contributo alle comunità più svantaggiate. Perciò inizio ad alzare “l’asta dell’avventura” proprio per richiamare più persone attorno alle mie iniziative, in modo da essere più appealing e creare interesse: da qui nascono le spedizioni estreme, come quella in Alaska o il safari in Uganda. E proprio da quest’ultima esperienza nasce la mia passione per l’Africa.

mia fame di esperienze con tematiche di rilevanza sociale. In un percorso che va dalla soggettività dell’esperienza alla condivisione collettiva delle problematiche sociali.

Come è nato il rapporto così intenso e profondo con questa terra? Si tratta di un rapporto che è cresciuto da sé: in Africa ho trovato persone fantastiche sotto il profilo umano, ma ho anche conosciuto la dimensione più vera del bisogno. Un rapporto che nasce dal mio viaggio in Uganda, paese reduce dalla guerra civile, nel dicembre 2008. Passione che è cresciuta in seguito al mio viaggio in Marocco, sulle montagne dell’Atlas.

Quali sono stati i risultati che hai raggiunto? Cosa hai appreso nel corso del tuo viaggio? A livello concreto si tratta di piccoli traguardi: una donazione per un orfanotrofio in Uganda ha finanziato l’acquisto di letti per gli orfani di genitori morti per AIDS; grazie al viaggio in Marocco ho contribuito all’acquisto di un’unità mobile pediatrica per i bambini cambogiani, insieme alla CIAI (Centro Italiano Aiuti Infanzia, http:// www.ciai.it/); con il progetto ‘Una canoa per la vita’, ho contribuito a una raccolta fondi per comprare delle

Chi ti ha sostenuto nella tua ‘impresa’ e chi invece ha pensato che fossi un pazzo a scegliere la bicicletta per viaggiare in Africa? Spesso le persone che mi hanno aiutato erano anche quelle che inizialmente mi davano del pazzo. Anch’io, a mente lucida, ogni tanto penso questo. Le principali reazioni che incontro sono stupore, ironia, divertimento, ma sono tutte emozioni funzionali al coinvolgimento all’interno del progetto. Proprio chi mi dà del pazzo spesso ‘compra’ i miei chilometri.

Quali sono i valori che animano la tua iniziativa? Tutto parte dalla voglia di avventura e di scoperta, che mi porta a vivere esperienze indelebili. Esperienze che ispirano disegni, foto, racconti: questi prodottidellamiacreatività sono poi ‘condivisi’ in funzione delle iniziative benefiche che sostengo. Riesco così a divertirmi, crescendo intimamente, e a conciliare questa

Cycling in Ug anda

cco, Cycling in Moro

Fabio Consoli è un graphic designer, con una grande passione per le illustrazioni. Un talento che ha sviluppato sin da piccolo, maturato dopo un periodo di formazione presso la School of Arts di Manhattan.

Gole du Dades

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Durante le sue esperienze di viaggio Fabio è stato rincorso da un elefante e da un ippopotamo; circondato dai leoni arrampicatori; derubato dagli orango. Approfittando di una sua siesta, un grizzly ha addirittura fatto merenda con uno snack trovato nella sua borsa.

canoe con cui mandare dei medici nelle comunità tribali dell’Amazzonia. A livello personale i traguardi sono tutti intimi: una maggiore consapevolezza del mondo, un nuovo modo di guardare la vita, in una sua più completa globalità. Hai già qualche anticipazione di tue future iniziative? Sto realizzando un libro-racconto sul mio viaggio in Alaska, corredato di disegni di viaggio e foto: un’iniziativa che sta sponsorizzando una grossa azienda emiliana (è ancora un dato ufficioso). L’incasso della pubblicazione andrà tutto in beneficienza al progetto Etiopia della CIAI, che aiuta gli ‘orfani dell’AIDS’. Inoltre prevedo presto un nuovo viaggio, ma al momento voglio mantenere il silenzio sulla meta. Sarà una sorpresa, a meno a che non seguiate il mio blog http://fabioconsoli.blogspot.com/.

Siti Web: www.fabioconsoli.blogspot.com/.

www.ciai.it 32


Il mio è un percorso che va dalla soggettività dell’esperienza alla condivisione collettiva delle problematiche sociali. 33


IL SEGGIO SAGGIO a cura di CHIARA F. DI PRIMA foto ANTONIO DI MARIA

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A caccia di pensieri joyosi con

La vita è un gioco meraviglioso.

Renato Gervasi

Renato Gervasi si definisce life designer, e negli anni ha creato e messo a punto le linee guida del modellopensiero della joyà. Ma che cos’è esattamente? E da quale esigenza nasce questa filosofia? È lo stesso Renato Gervasi a fornirci una risposta chiara a questo quesito, durante un pomeriggio trascorso in sua compagnia: «Nasce da una ricerca costante e continua e dalla necessità di dare una risposta alle grandi domande che noi esseri umani ci poniamo da sempre. Nel tempo ho scoperto che la vita è un gioco meraviglioso e che noi siamo nati per goderne ed estrarre e creare ricchezza, bellezza e joyà. A volte, invece, siamo incapaci di coglierne la vera essenza, e finiamo per estrarre dolore anziché godimento».

qualcosa o qualcuno, e vivevo alternando brevi attimi di felicità a lunghi periodi d’oblio o d’infelicità, rinunciando di fatto definitivamente ad esserlo. Dovevo quindi cambiare strategia se volevo che la felicità non si allontanasse sempre più da me. Facevo avanti e indietro tra due emozioni (felicità/sofferenza) ed ero arrivato alla conclusione che la felicità non si poteva “abitare”. L’infelicità di contro ero io a volerla “disabitare”, ma avevo notato che era comunque affascinante, coinvolgente l’altalenarsi di tali stati d’animo; insomma, col tempo conquistavo ricchezza in termini di esperienza e di conoscenza. Noi siamo soliti classificare tutto secondo questa logica (bianco/nero; buono/cattivo) e tutto l’approccio metodologico scientifico porta purtroppo a dividere per conoscere.

Ma che cosa intende Renato per joyà? «Questo termine, sconosciuto a molti, è stato coniato da me. Tutto è iniziato dalla volontà di ricercare nell’arco della mia vita la felicità: un desiderio primordiale nell’uomo, che nei secoli ha cercato di creare risposte e tecniche efficaci a proposito. Stranamente, nel momento in cui la inseguivo, tutto ciò che mi circondava improvvisamente sembrava assumere un aspetto negativo. Mi sforzavo di stare lontano dagli infelici eppure per far ciò, costretto a fare una cernita tra felici e infelici, finivo sempre per vedere solo questi ultimi. Cercavo di coltivare i “famosi” pensieri positivi, ma nell’osservare, negli altri e in me, pensieri negativi ero diventato un cacciatore di tali pensieri. Ne consegue che è insufficiente la semplice volontà per essere felice: ero incappato in questa problematica, in una logica bipolare in cui tutto assumeva un segno più o meno, una colorazione chiara o scura senza sfumature, senza valori intermedi. Ero felice solo quando possedevo

Da qui la necessità di trovare e ideare una parola che invece unisse queste due facce della vita, come due parti di una stessa moneta, e identificasse uno stato d’essere fuori dalle emozioni e in cui si avesse la consapevolezza di vivere entrambi i lati dell’esistenza. Nasce così la parola joyà, da distinguere dalla gioia, che è una semplice emozione. Essa è la capacità di scegliere di vedere insieme, di immaginare tutte e due le parti della stessa medaglia. In realtà in natura non esiste nessuna cosa che sia separata: il segreto pertanto sta nel godere del tutto.

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La joyà consiste quindi nello scegliere di abitare la vita, nel cogliere l’essenza delle cose, nel partecipare, nel danzare con il divino e con la vita, godendo di ciò che si ha, ma lasciando liberi gli altri di essere ciò che sono, avendo chiaro il proprio sogno, la propria meta. Posso infatti riconvertire un pensiero in relazione al mio fine. Per accendere la joyà è necessario avere un rapporto amante con l’altro dentro di noi. Così come la joyà tiene legati felicità/infelicità, lo stesso modello lo possiamo rapportare alla dicotomia io/altri. Siamo divisi? La risposta ovviamente è no».

Quindi nel momento in cui percepisco il dolore, se ne apprezzo il senso dell’oggi nel domani, ne traggo godimento. Ma se in me è assente il domani, si tratta solo di dolore a fondo perduto. Di fronte alle diverse situazioni della vita noi possiamo dunque o valutare una sola faccia della moneta (stato di malessere o benessere) oppure decidere di immaginare l’altra e capirne la ricchezza e la sua utilità nel domani. Entrambe hanno la loro bellezza e sono a noi utili: il segreto sta si nel godimento della moneta nella sua interezza, ma anche nel godimento di tutte quelle che passeranno nelle nostre tasche per tutta la vita, perché acquistano un senso solo se si scambiano e si donano. Per andare a caccia di pensieri joyosi è necessario quindi vivere, forti del passato vissuto e del futuro immaginato, e “agire” il presente, per godere di tutto quello che l’universo ci dona nel rapporto io/altro/noi tutti.

Ma in cosa consiste allora il pensiero joyoso? «Il pensiero joyoso sta nell’incontro, nell’armonia e nella comunione con l’altro da noi, con l’universo tutto; risiede dentro il “noi tutti” (in cui sono contemplati l’io e l’altro), dentro il nostro cuore, e prende vita nell’istante in cui uso ciò che mi accade per realizzare ciò che voglio, per creare. Per essere più chiaro, nel momento presente immagino ciò che accadrà ma lo utilizzo subito, lo vado a realizzare cioè nel mio futuro immaginato.

Lo strumento principe per andare a caccia di tali pensieri è la scelta, perché è proprio questa che cambia il significato di ciò che ci accade. Lo stesso evento per una persona può costituire un’informazione per raggiungere il sogno in quanto ha un futuro immaginato; per un’altra rappresenta una tragedia perché vive il presente agito, incapace di attivare il futuro immaginato. Il dono che voglio fare adesso a me, a te, a noi tutti è quello di comprendere meglio e sempre di più che noi siamo nati per godere della vita ed estrarre e creare ricchezza, bellezza e joyà, qualunque cosa accada. Adesso spetta a noi tutti andare a caccia di pensieri joyosi. Giochiamo insieme?».

Quando cominciamo a pensare in termini di io/altro, in una logica bipolare, scaturiscono solo una gamma di emozioni delle quali si sconosce il senso e si viene spesso travolti. Tutto ha un significato, uno scopo nella misura in cui qualunque cosa ci accada e qualsiasi emozione proviamo - bella o brutta che sia - è a noi utile per celebrare il tutto, consapevoli come questo sia semplicemente il nostro modo di partecipare la vita. Un padre compie mille sforzi per i figli, privandosi di molti piaceri personali. In cosa consiste il suo godimento nella sofferenza? Nella consapevolezza di donare godimento al proprio figlio: il godimento del sacrificio da parte del padre rientra nel senso dell’altro. È questa la massima espressione della scelta poiché ogni giorno si decide di morire nella donazione e si riceve donando.

Profilo Facebook:

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Sito Web: www.renatogervasi.com www.facebook.com/Renato-Gervasi


Renato Gervasi ha pubblicato diversi libri tra i quali La bellezza dell’errore, Ci siamo rotti i bulbi, Viaggio nei luoghi dell’isola incantata.

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Claudia Corona.

QUANDO L’ARTE SI FA COMODA Pensieri e parole di un’artista della sedia. a cura di GIANLUCA FONTANA foto VALERIO D’URSO

Curiosa, versatile, ambiziosa. Così si autodefinisce Claudia Corona, l’artista catanese che si diverte a far rivivere vecchie sedie dipingendole. Figlia d’arte e nipote di Giovanni Grasso, il più grande attore tragico siciliano, uno dei maggiori in Italia, “Betty Boop” come la chiamano gli amici, è un vulcano di simpatia. Un’artista che nonostante premi e partecipazioni televisive nazionali, si scioglie come neve al sole se un gatto le fa le fusa o se, dopo l’aperitivo con le amiche, il menù prevede lasagne e pollo. Innamorata professionalmente di “Michael Sowa”, uno dei più grandi illustratori tedeschi ancora in vita, Claudia è specializzata in copie d’autore, ritratti, murales, trompe l’oeil, restauro murale e decorazioni su mobili e oggetti d’arredamento che spesso trova agli angoli delle strade o in quei dimenticatoi casalinghi chiamati soffitte. Le sue sedie sono in giro un po’ per tutto il mondo, e quando gli chiediamo che senso ha per lei dipingerne le sedute, ci risponde così: «Penso che fra tutti gli oggetti che si possiedono quello con cui s’interagisce di più sia proprio la sedia. Senz’ombra di dubbio la nostra compagna di vita. Stiamo più vicini a lei che alla persona che amiamo. La usiamo a lavoro, dal parrucchiere, quando mangiamo o scherziamo con gli amici al pub. Avere una propria sedia è piacevole, soprattutto se personalizzata: quindi perchè non renderla esclusiva con qualche ritocchino qua e là? Molte delle mie sedie le ho trovate tra i rifiuti. Chi le butta pensa siano vecchie e inutili, invece non è così. Anche loro hanno un’anima e se ne sai comprendere l’essenza possono continuare a vivere e renderti la vita comoda. Per me è un piacere tirarle fuori dall’immondizia, aggiustarne i piedi, rifoderarle, otturarne i buchi fatti dai tarli e dare loro una seconda possibilità, rendendole nuove e più belle di prima».

Sito Web: http://bit.ly/aCK1TP

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Penso che fra tutti gli oggetti che si possiedono quello con cui s’interagisce di piÚ sia proprio la sedia. Senz’ombra di dubbio la nostra compagna di vita.

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Cosa succede quando un professionista della bellezza approda su internet?

Capelli da vivere è un progetto di ampio respiro che la Nivea ha voluto sponsorizzare: un blog ricco di contenuti multimediali e interamente dedicato al mondo dei capelli.

QUANDO LA PASSIONE PER L’HAIR STYLING INCONTRA LE POTENZIALITÀ DEL WEB POSSONO NASCERE NUOVE E VIVACI SINERGIE. È il caso di Gianni Albanese. La sua esperienza di parrucchiere risale alla più tenera età. «Sin da bambino sono stato affascinato dai capelli, in particolare dai miei: stavo ore davanti allo specchio, cercando di riprodurre la pettinatura di un ragazzo vista in un vecchio giornale».

direttamente alle loro domande e alle loro richieste. Un progetto che mi consente in maniera interattiva di essere vicino al mondo delle donne, che spesso mi scrivono lamentandosi di una diffusa carenza d’ascolto nei loro confronti da parte dei parrucchieri.» Lanciato nel 2008, Capelli da vivere ha conosciuto risultati di tutto rispetto: 250.000 pagine viste durante il primo anno online; picco-record di 400.000 visite l’anno successivo, nel 2009.

Un’inclinazione naturale coltivata sin dall’adolescenza, quando Gianni muove i primi passi del suo percorso di apprendistato, presso il salone di quello che chiama il suo ‘buon Maestro’, nella natia Potenza. Capisce presto che quella per i capelli diventerà la passione della vita. Da qui i suoi rapidi e continui traguardi: l’inaugurazione del suo primo salone, a Potenza, a soli 22 anni; l’ingresso nell’universo Compagnia della Bellezza, nel 2000; l’apertura del suo prestigioso salone milanese pochi mesi dopo. Oggi Gianni Albanese è un hair stylist coinvolto in prima linea nei principali eventi di moda nazionale: ‘Donna sotto le stelle’, ‘Moda mare’ a Porto Cervo, le sfilate del pret-à-porter milanese. Ma non solo.

«Il dato più significativo riguarda quel 13% di utenti che, una volta consultato il blog, mi hanno scritto via mail: basta farsi un rapido calcolo per capire di che cifre stiamo parlando. Cifre che mi hanno ‘costretto’ a creare un’apposita entourage di professionisti che curassero quest’attività di customer care online.» Il web costituisce, dunque, l’arma in più al servizio della grande professionalità di Gianni Albanese. Un prezioso strumento che, ne siamo sicuri, aiuterà Gianni a coronare la sua mission: «diventare il primo hair designer di Milano, creando ogni giorno Ricchezza, Bellezza e Joyà per me, le mie clienti, i miei collaboratori».

Gianni è anche il primo professionista della bellezza ad aver capito a fondo le potenzialità che il web può offrire alla sua professione. «Ho puntato sin da subito su internet, considerandolo un mezzo fondamentale per raggiungere la mia clientela anche dopo che si conclude la loro consumer experience. Non a caso ho destinato un’apposita sezione (‘Gianni per Voi’) del mio sito (giannialbanese.capellidavivere. it) alle domande e ai dubbi di chi mi segue, rispondendo personalmente ai loro interrogativi sul mondo dei capelli e del benessere.»

Sito Web: www.giannialbanese.com

L’uso strategico del web proposto da Gianni, in versione hair stylist 2.0, non dev’essere passato inosservato alla Nivea. La multinazionale del settore cosmesi, infatti, ha coinvolto Gianni in un progetto davvero inedito e innovativo: Capelli da vivere (www.capellidavivere.it/). « Capelli da vivere è un progetto di ampio respiro che la Nivea ha voluto sponsorizzare: un blog ricco di contenuti multimediali (video, immagini, testi) interamente dedicato al mondo dei capelli. Uno spazio dove propongo suggerimenti e approfondimenti utili alle mie clienti, rispondendo

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E L’HAIR STYLIST DIVENTA WEB STYLIST a cura di RAIMONDO VENTURA

photo shot ANTONIO DI MARIA

retouch & creative work DAVIDE ARONA

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SEDUTI AL TAVOLO DELL’ECCELLENZA.

a cura di RAIMONDO VENTURA foto DAVIDE GUGLIELMINO

Comunicare nel nuovo millennio.

Così il direttore creativo, dopo aver ascoltato e compreso quanto richiesto dall’azienda, coordina i talenti del copywriter (colui che si occupa del testo scritto del messaggio pubblicitario), dell’art director e dei grafici (le figure che si occupano del lato visivo della comunicazione): nascono così annunci stampa, spot tv e radio, affissioni. Questi i meccanismi standard di un’agenzia di comunicazione tradizionale. Inoltre, negli ultimi anni, ha acquisito una notevole importanza la comunicazione su internet: ecco che ogni agenzia che si rispetti cura anche la strategia web dei suoi clienti, in maniera da dar loro la visibilità ideale nel mondo online, e in special modo sui social network, ultima frontiera della comunicazione web.

Una sfida da affrontare con dedizione e creatività. Se si vuole colpire nel segno. Se hai la curiosità di sapere chi c’è dietro al magazine che stai leggendo, questo articolo è fatto apposta per te. Chair è un progetto ideato, sviluppato e realizzato da CDB//Agency, agenzia di comunicazione del Gruppo Compagnia della Bellezza, con sede a Catania.

Tutti servizi che CDB//Agency, nata nel 2000, ha imparato a gestire e promuovere con esperienza e creatività. Concepita inizialmente come agenzia di comunicazione e pubblicità del Franchising Compagnia della Bellezza, CDB//Agency si rende protagonista di una rapida e vivace crescita che l’ha portata oggi a costituire una realtà molto dinamica, ben al di là dei confini del panorama siciliano. Oggi è un’agenzia di comunicazione integrata capace di comprendere e interpretare un mercato sempre più complesso ed esigente. Ma se ci segui, scoprirai più da vicino gli ingredienti che hanno favorito la crescita nazionale e internazionale di

Il ruolo dell’agenzia di comunicazione è fondamentale all’interno della complessità del mercato odierno. Le aziende, in un contesto di competizione reciproca sempre più agguerrita, hanno bisogno di comunicare la propria identità e i propri prodotti in maniera vincente ed efficace. Ed è qui che subentra l’importanza del servizio dell’agenzia pubblicitaria. Quando in agenzia arriva il brief (il documento che racchiude le esigenze di comunicazione e marketing dell’azienda cliente), ecco che il motore della creatività si attiva. 42 42


questa agenzia. «Creatività e talento, dimensioni caratteristiche della sicilianità, sono i cardini sui quali la nostra agenzia di comunicazione basa la sua professionalità, pronta a valorizzare gli interessi e le inclinazioni delle risorse interne al suo network», ci conferma Davide Guglielmino, direttore generale di CDB//Agency. «Il cliente è per noi il valore in più, l’ascolto il metodo che ci porta dritti al cuore delle sue esigenze», procede Guglielmino. «Ma ‘cliente’ è un termine che di solito non usiamo: preferiamo dire ‘partner’. O meglio ‘heartner’, parola che abbiamo coniato per far capire quanto a cuore (heart) ci stiano le esigenze dei nostri partner. Sono loro, con noi, i protagonisti attivi di un vero e proprio network imperniato sulla fiducia. L’immagine che ci ispira è quella delle sinapsi cerebrali: un flusso di idee reciproco, integrato e vantaggioso per tutti. Nasciamo come agenzia di pubblicità tradizionale, ma grazie a questo approccio oggi siamo molto di più, specie grazie alla nostra vocazione per il web. Quest’ottica oggi ci permette di portare la nostra azione nei mercati internazionali». Una filosofia rivelatasi vincente. Il 13 maggio 2010 l’agenzia di comunicazione catanese ha ricevuto il prestigioso Premio Freccia d’Oro per il Marketing e la Comunicazione di Relazione organizzato da AssoComunicazione. Un riconoscimento di livello nazionale che ha premiato l’unica rappresentante del Sud alla manifestazione,

relativamente al progetto P-LAYOUT BOX, brochure di auto-presentazione. Generalmente, infatti, un’agenzia che si presenta a dei potenziali clienti utilizza delle metodologie di contatto classiche e piuttosto noiose: documenti di presentazione, biglietti da visita, relazioni sulle campagne già prodotte. P-LAYOUT BOX, invece, è una scatola che include un’insieme di contenuti divertenti, ludici e coinvolgenti, che prevedono l’interazione giocosa e interessata di chi la riceve, fungendo da scanzonato ed atipico ‘biglietto da visita’. «Una conferma che ci ha fatto comprendere, una volta di più, di essere sulla strada giusta», chiude Guglielmino. Adesso quindi rilàssati ed entra nel mondo del bello di Chair. Ora sai che chi ti conduce in questo mondo lo fa con passione, creatività e capacità di stupire. Sito Web: www.cdbagency.com Profilo Facebook:

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http://bit.ly/9m7rdO


SELLE DAMASCATE. a cura di SILVA FEDRIGO foto ROSSELLA MESSINA e SILVA FEDRIGO

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7500 km in moto attraverso Turchia e Siria, in cerca del primo Oriente a disposizione. Trovando un’altra Europa. Eritrovandola(nostra)ospitalità perduta. COSE TURCHE. Fumare come un turco. Parli turco. Mamma li turchi. Nella nostra lingua ciò che è turco è spesso sinonimo di eccesso, paura o mistero: la sola idea di “turchitudine” è reminescenza di razzie e violenze, non certo di pacifica convivenza. Forse questo ha segnato la nostra idea vaga di Turchia, luogo strano e straniero. Quando pensiamo il nostro viaggio in moto, sognando saporiti kebab e sottili minareti, forse anche noi siamo un po’ vittime di questa idea-pregiudizio, una sensazione di Oriente che ci viene tramandata chissà come e da quando. Pochi giorni macinando asfalto che si sbriciola sotto ai copertoni e smascheriamo l’invenzione. Per incontrare una terra crocevia di Mediterraneo, Balcani, Caucaso e mondo arabo, in cui si mescolano ottomani, greci, curdi, armeni, popoli nomadi e molta voglia d’Europa. Un paese mosaico, di cui – questo è vero – non sappiamo praticamente nulla. Giorno 2. Salerno-Reggio Calabria, Bari-Igoumenitsa in nave, Grecia settentrionale: dopo 1400 km, il secondo giorno di viaggio superiamo il confine turco. I paesaggi, già “vuoti” negli ultimi chilometri greci, si fanno brutali: poche povere costruzioni, colline pietrose e distese di girasoli. Ovunque, bandiere turche. Ma soprattutto strade disastrate, su cui procediamo con cautela. I camionisti confondono lo sterzare con lo sbandare. A notte, esausti, siamo sul Mar di Marmara. Giorno 3. Eccola. Bisanzio, Istanbul, Costantinopoli. Un traffico folle, in cui però avanziamo agili. Nota costante di tutto il viaggio, gli automobilisti strombazzano minacciosi, e pensiamo di essere sul punto di essere travolti. Ma no! Ci vogliono solo salutare! È la simpatia per le nostre moto “straniere”, insolitamente grandi e potenti per la media locale. La zona monumentale, Sultanahmet, è un condensato di antichità, islam e turismo; dal terrazzo del nostro albergo in cui facciamo colazione quasi tocchiamo le cime appuntite di Aghia Sofia e della Moschea Blu, mentre gabbiani pesanti come tacchini si litigano le uova sode che il giovane dipendente dell’albergo lancia sui tetti vicini. I bazar di Istanbul traboccano di spezie multicolori ordinatamente composte a piramide, ma la cucina turca le dosa con misura: zuppe delicatissime, un uso moderato del piccante, tanto yogurt, melanzane, prezzemolo e burro fuso ovunque, pide e lamahcun, specie di pizze gustosissime, aromi lievi come il sumac e la menta secca.

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Giorno 4. Continua sorpresa, Istanbul svela tante città nella città: la mondana Beyoglu dove nessuna donna porta il velo, gli attracchi su cui gustiamo panini con cipolla e sgombro, arrostito dai pescatori su barconi scricchiolanti, le zone residenziali del lato asiatico, di là dal maestoso ponte sul Bosforo. Qui abbiamo appuntamento con un gruppo di motociclisti locali che ci introducono al rituale del thé, il çay turco: dolce, forte e bollente. Ne berremo litri: più è caldo, più disseta e rinfranca. Tutta la città respira distesa intorno ai suoi due bracci di mare: il Ramo d’Oro ma soprattutto il Bosforo, con i ferribot, le case ottomane, i boschi e le grandi navi. Largo al massimo due migliaia di metri, il Bosforo è in realtà classificato come acque internazionali: un traffico marittimo tra i più intensi al mondo. Unica nordestina del gruppo, penso a Franco Battiato che canta “Venezia mi ricorda istintivamente Istanbul, stessi palazzi addosso al mare”.

case di legno, pastori che rientrano con le vacche per la fine del Ramadan e una banda di bambini per cui siamo l’evento del giorno. Non abbiamo nessuna lingua franca di comunicazione, ma siamo accolti con grandi sorrisi e strette di mano da due famiglie, allertate dal suono delle moto e dagli schiamazzi dei bambini; la signora Sofia, una nonna da fiaba che emana un profumo indescrivibilmente buono, ci offre frutta e un vassoio di ayran fatto in casa (tipica bevanda turca a base di yogurt e sale): il più buono del nostro viaggio. Salutiamo, davvero a malincuore. Fuori da ogni rotta turistica, arriviamo a Kostamonu. Cittadina anonima ma che ci serba due sorprese: l’antico palazzo in cui alloggiamo è un’elegantissima dimora ottomana. Ex municipio del paese, ha ospitato anche il padre della patria, Atatürk. Nelle nostre stanze, tutte tende e tappeti, ci sono i tipichi “bagni negli armadi” e ritratti in uniforme del fondatore della Repubblica. L’altra sorpresa è Sardan, il direttore-bambino dell’hotel: 25 anni ma ne dimostra 17, gentilezza allo stato puro e occhi che ridono disarmanti. Sardan non parla una parola di inglese. Ma di fatto ci adotta, accontentare ogni nostro desiderio, diventare nostro amico è la sua missione. In breve ci sentiamo i suoi zii italiani; firmiamo l’amicizia fumando narghilé!

DAL MAR NERO AL CUORE VERDE. Giorno 7. Dopo la tappa sul Mar Nero, giù verso il cuore dell’Anatolia, la Capadocia. La strada si fa biscia tra monti possenti e sterminate foreste di pini. Siamo nell’orientale Turchia o sulle Alpi? Facciamo sosta in un posto ai confini del mondo: poche

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LA TERRA COI BUCHI. Giorno 10. A parte strade che ci torturano con ignoti tipi di asfalto e chilometri di sterrato, la Turchia è un’antologia dei desideri di ogni motociclista: paesaggi che cambiano repentinamente, montagne, steppe, campi infiniti di peperonicini e angurie, vallate, spettacolari strade costiere, e tante, tante curve. Ma la Capadocia è un discorso a sé. Una natura geologica unica al mondo: il tufo calcareo sputato dai vulcani 10 milioni di anni fa, eroso dal vento e dall’acqua, ha dato forma a incredibili trame di basalto, rugose scanalature che biangheggiano sui fianchi delle alture e i famosi “camini della fate”, le colonne rocciose in cui sono stati nei secoli scavati templi, chiese, monasteri cristiani, decine di città sotterranee e abitazioni comuni. Aggiungeteci l’ottimo e robusto vino locale e la cucina superba, in cui spicca la sac tava, carne e verdure cotte in un coccio chiuso che viene infranto nel momento di servirle.

restare. Lasciamo Aleppo, ingenuamente nel cuore furente del solleone siriano, sottovalutando i 300 km che ci separano da Damasco. Deviamo verso le cosiddette Città Morte, ricche comunità bizantine abbandonate oltre sei secoli fa. Al nostro arrivo, stremati dal caldo, capiamo cosa le ha uccise: i 48° d’agosto. In realtà, tra le rovine c’è molta vita: piccoli villaggi costruiti riciclando le pietre di archi e templi, frotte di bimbi dagli occhi verdi, donne con il velo che ci salutano dalla porta di casa, capre che pascolano tra vestigia di antichi palazzi. Troppo caldo, impossibile fermarsi. Avanti fino ad Hamah. La città delle Norie ci accoglie con la musica che queste antichissime, enormi ruote di legno emettono nella loro lenta, eterna rotazione: una specie di fragoroso canto, ipnotico muggito. Le Norie nascono per alimentare i canali per l’irrigazione dei campi con le acque dell’Oronte, ma oggi gli abitanti di Hamah sembrano apprezzarle soprattutto come “parchi acquatici”: sotto i loro spruzzi intere famiglie si rinfrescano dal caldo soffocante, comprese le donne, rigorosamente coperte dalla testa ai piedi dal nero chador. Dobbiamo riposarci dall’insolazione. Identifichiamo un giardino con invitanti panchine di pietra circolari intorno ad una quieta fontana; un uomo, forse il custode, si riposa, con due bimbi piccoli. Ci stendiamo vicino a loro, distrutti. Il nostro vicino siriano nota che non ho niente per appoggiare la testa e mi porta uno dei suoi cuscini. Quando è ora per lui di andarsene, ci fa capire che può lasciare la fontana accesa. Solo per noi. La gentilezza di questa gente è una delizia più grande di ogni monumento. Forse anche noi, un tempo, potevamo vantare una cultura della gratuità e dell’ospitalità tanto nobile?

ALEPPO, ALÉ. Giorno 12. Arrivare al confine con la Siria è più faticoso del previsto. Il sud della Turchia è massacrato da venti selvaggi che scuotono le moto, rendendo impossibile la marcia. Il lato turco della frontiera sembra la Svizzera in confronto a quello siriano, ma la contropartita della burocrazia nebulosa e snervante che ci tiene ostaggio per ore è il calore delle persone, persino dei doganieri. Pochi chilometri e siamo ad Aleppo, che ripaga ogni fatica. Un fiume di taxi gialli in moto perpetuo e gente intensamente affacendata ad ogni angolo di strada: passanti in caffetano immacolato, venditori di sapone all’olio d’alloro, donne col niqab (il vestito che lascia scoperti solo gli occhi) e i guanti neri, venditori di succo di tamarindo, sale da thé affollate dagli uomini fino a notte, fornai che ci regalano piccole pide, signore che la sera fanno shopping scegliendo tra lunghi chador neri, ai nostri occhi tutti uguali. E a poche centinaia di metri, il quartiere cristiano, ragazze truccate e vestite all’occidentale, locali, fast food e “struscio” manco fossimo a Riccione il sabato sera. Tutta questa questa diversità, convivenza e varietà, nella città che rivendica di essere la più antica del mondo.

BAGAGLIO CULTURALE. La nostra rotta ci porta fino a Damasco, da cui poi siamo costretti a fare dietrofront, mettendo in fila chilometri per tornare in Italia dal sud della Turchia. In ultima analisi. Probabilmente i turchi diranno “spaghetti”. Ma noi diciamo turchino, bagno, yogurt, chiosco, sorbetto, pascià, mammalucco: tutte parole di origine turca. Quanto al popolo siriano e all’arabo, di cui conserviamo anche alla fine del viaggio una poco orgogliosa e quasi totale ignoranza, la lezione va ben oltre le parole. Il loro patrimonio di cordialità e sorrisi è il vocabolario più prezioso che riportiamo a casa.

ACCALDATI SULLA VIA DI DAMASCO. Giorno 14. Il nostro albergatore quasi piange quando arriva il momento di partire e si crea un piccolo capannello di passanti e vicini che osservano increduli le nostre strane, pesanti moto. Anche io in effetti vorrei

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CHI CHAIR C’È Notizie e persone incredibili ma vere

a cura di GIANLUCA FONTANA

I posti più strani dove andare a letto Vi è mai capitato di svegliarvi dentro un hangar o all’interno di un silos? No? Allora vuol dire che non avete mai fatto una capatina su www.unusualhotelsoftheworld.com, il sito che raccoglie solo hotel, resort e bed & breakfast fuori dalla norma. Diviso in sei categorie: Arty, Wild, Bling, Thrill, Romance e Family, Unusual Hotels of the World è l’ideale per chi è alla ricerca di luoghi stravaganti dove passare vacanze e tempo libero; come sull’Aurora Express, un hotel ricavato dai vagoni di un treno sulle montagne dell’Alaska. Un resort con tanto di area verde attrezzata, comfort e arredamenti che spaziano dallo stile classico del 1800 fino all’hi-tech più moderno. Gli amanti del brivido senz’altro preferiranno l’Euromast Tower, una vecchia torre panoramica trasformata in hotel che con i suoi 100 metri di altezza, permette di dominare Rotterdam in lungo e in largo. Se poi l’Alaska è troppo fredda e la città troppo caotica ciò che fa per voi sta in Cappadocia e si chiama ELKEP Evi, un hotel interamente scavato nella roccia, con tanto di terrazzino privato e vista panoramica sul paese di Urgup e sul Goreme National Park. Una delle tante normali stranezze di un sito strano per persone normali.

foto: www.unusualhotelsoftheworld.com foto: www.guinnessworldrecords.com

Cioccolato da record Il 14 marzo 2010 a Torino si è consumato un record, quella della tavoletta di cioccolato più lunga del mondo. Prodotta dal laboratorio di cioccolato Giordano, la tavoletta misura 11.57 metri di lunghezza e 1.1 metri di larghezza. foto: www.vyonyx.com

Crystal Island Sta per nascere a Mosca Crystal Island, la più grande costruzione del mondo. Una città racchiusa in una sola struttura architettonica dal costo di 2 bilioni di dollari. Alta fino a 1.500 piedi, la torre già ribattezzata “l’albero di natale”, sarà composta da 900 appartamenti, 3000 camere di albergo, una scuola internazionale per 500 bambini, un cinema, un museo, un teatro, una struttura dedicata allo sport, negozi, spazi pubblici e panoramici, aree verdi con pista da pattinaggio e molto altro.

foto: www.teleradioerre.it

Il genio barbone Per tre anni i medici dell’ospedale psichiatrico di Pescara hanno cercato di scoprire chi fosse quell’uomo senza memoria e senza nome, ritrovato in stato confusionale su una panchina. Finché non si è scoperto che quello che sembrava un semplice clochard è in realtà Michel Doumesche (60 anni), genio francese della matematica affetto da una rara malattia che gli causa frequenti amnesie. Una storia per certi versi simile a quella di Grigory Perelman, considerato l’uomo più intelligente del mondo, che ha rifiutato un premio da un milione di dollari, accontentandosi di vivere come un eremita senza occupazione e vestiti in un monolocale arredato unicamente da un tavolo, una sedia e un letto. 50


LO SPACE COWBOY PERSO NELLO SPAZIO

a cura di GIANLUCA FONTANA

foto: www.radio35blog.com

Sulletraccedell’uomochesfidavaGodzilla a ritmo di funky Che fine ha fatto Jamiroquai? Il cowboy dello spazio dai copricapo e i passi di danza più eccentrici del mondo, uno dei cantanti più cool del pianeta? Da quasi 4 anni la sua stella sembra essere scomparsa dai radar della musica mondiale e in molti si chiedono se questo silenzio non rappresenti la definitiva uscita di scena del wonderboy di Manchester. Nato come gruppo nel 1991 per opera di Jason “Jay” Kay, leader eccentrico e carismatico che ha finito per incarnare su di sé l’intera immagine della band, Jamiroquai passa dall’acid jazz al funk pop senza mai tradire la fiducia di critica e pubblico. Due decenni di successi targati Sony che spesso lo hanno visto svettare primo in classifica. Questo almeno fino al 2006, quando, per incomprensioni tra artista ed etichetta, Jamiroquai abbandona la Sony e sposa la Columbia, la label per la quale in 4 anni pubblica soltanto un Greatest Hits “High Times: Singles 19922006” e un singolo, “Runaway”. Troppo poco per uno

degli artisti più amati del pianeta. Un silenzio siderale che scatena fantasie e preoccupazioni di fan e addetti ai lavori. Tra chi giura di averlo visto con qualche chilo di troppo e chi sostiene che sia ricaduto nel solito “stupefacente” vizietto, l’unica certezza rimane l’intervista radio rilasciata qualche mese dal batterista del gruppo “Derrick Mckenzie” in cui afferma che la band ha già registrato più di 40 brani e che i migliori andranno a comporre il nuovo LP in uscita a Novembre 2010, data confermata dallo stesso Jay Kay il 16 luglio al Neapolis Rock Festival di Napoli, unica tappa italiana del tour, dove la band ha presentato una traccia del nuovo album dal titolo “Rock, Dust, Light, Star”. Roccia, polvere, luce, stella: sembra proprio che il cowboy dello spazio stia per tornare sulla terra carico di tutti i ritmi e le suggestioni raccolte in anni di viaggio interstellare. Dopo tutto questo tempo c’è da chiedersi però se le sue pistole spareranno a salve o riusciranno ancora a colpire nel segno, come quando sfidava Godzilla.

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TRONI ESOTERICI: CHI SI SIEDE... NEI TAROCCHI. LORD WILLIAM - CLAUDIA MINUTA

Prologo loris mi fissava. Dritto negli occhi. Mi sembrava tutto ridicolo. Paradossale. Da sempre la mia visione del mondo si fondava su solide basi razionalistiche. Trovarmi lì, di fronte a quella donna mi spiazzava. L’avevo scelto io.

«L’imperatore.» «Egli esercita il suo potere sciogliendo i tuoi dubbi e le tue indecisioni. Se in te l’intelligenza pura conduce alla saggezza, in lui la saggezza comanda l’intelligenza, al servizio dell’azione. Simboleggia la fondazione dell’ ordine umano e ogni cosa al suo fianco è progettata per durare.

La settimana precedente dopo l’ennesimo litigio, la relazione con Giulia si era chiusa. Di brutto. Da troppo tempo mentivamo a noi stessi. Ci sforzavamo di simulare l’amore. Due mondi lontani io e lei. Nessuno dei due era disposto, in fondo, a rinunciare a se stesso per l’altro. Il frutto non tardò ad arrivare. Due anni con picchi estremi. Passione smodata, intensissima ma tutto lì. Mancava la condivisione.

Il trono del tuo Imperatore è fulgido. Vibrante. Solido. È il trono della Concretezza, della realizzazione come quello di sovrani di antichi imperi. In Egitto all’atto dell’assunzione del trono, il sovrano diventava Horus, simbolo di potenza dorata. Ma per estensione il termine trono indica proprio il Regno ed il potere che esso rappresenta, così come la sua corona ed il suo scettro.

Era un venerdì ed ero appena arrivato a Milano. Il pensiero durante il viaggio volava a lei. Si aprirono le porte automatiche nel gate arrivi a Linate e mi venne incontro sorridente Maryon. Un’amica da sempre, donna dall’animo dark e tormentata in amore.

Ma non dimenticare: la via spirituale dell’imperatore è la trasformazione e la sua strada non è costellata nè di strade chiuse nè di guerre, ma è in una ricerca a riconoscere i veri alleati, i maestri e i legami di fratellanza indistruttibile che riusciranno a sostenerlo in ogni peripezia.»

Lei conosceva bene il non verbale dell’animo lacerato dall’amor perduto. Prima ancora di salutarmi mi chiese subito: «Ale, siete arrivati?»

Solidità. Legami. Ricerca. Trasformazione. Ordini nuovi.

Sorrisi e risposi «al capolinea, questa volta…»

L’eco di queste parole incontrava i miei turbamenti.

Ci abbracciammo amichevolmente e mi accompagnò in Hotel.

Metteva a nudo la mia anima. Sollecitava la mia voglia di saperne di più.

«Stasera ti porterò da un’amica, tieniti pronto per le 20». Mi lasciò con questa frase.

«Scegli un’altra carta. Prosegui il tuo percorso», disse Cloris.

Al momento di crisi con Giulia si sommava anche l’instabilità del lavoro, era un periodo estremamente delicato. Avevo deciso di vendere la mia società dopo aver incubato per molto tempo questa scelta. Non posso dire che le cose andavano male, anzi tutt’altro considerando la situazione dell’economia globale. Ma era subentrata quella che io chiamo l’abitudine all’ordinario.

Ne avevo già adocchiata una. La mia mano la indicava, avida di sapere. La mia curiosità cresceva. «Questa», dissi. (continua...)

Fu così che l’incontro con lo straordinario mi prese alla sprovvista. Gli occhi di Cloris fissi su di me. Le sue labbra a proferire frasi che mi fotografavano dentro. 52


photo shot ANTONIO DI MARIA

retouch & creative work DAVIDE ARONA


PUNTI DI DISTRIBUZIONE FILETTI NAPOLI ACIREALE CENTRO COMMERCIALE I CICLOPI ACIREALE DANIELA E MARIAGRAZIA ACIREALE CAPORALE GRAZIA ACITREZZA SCALISI GIUSEPPE ADRANO CASTRONOVO DOMENICO AGRIGENTO PARRUCCHIERE ANTONELLA ALASSIO FONTANA LUCREZIA ALCAMO DONATO CARMEN ALESSANDRIA PINGIORI ANTONIO ALGHERO STAMPONE ROSALBA AUGUSTA MASSIMO CUTILLO AVELLINO RAGGIO E SANTANIELLO AVELLINO DE VIVO ANTONIO AVERSA BUOIO ENZO BARI CUNA ALESSANDRA BARI LOREDANA E SIMONA BAVENO SILVA E CRISTINA BAVENO DELLA VALLE BARBARA BELLINZONA D’ALI’ ALFIO BELPASSO ROTA MASSIMO BERGAMO BATTIATO MARIA BIANCAVILLA DANY EQUIPE SAS BOLOGNA CHARLY E ANTONELLA BOLOGNA TASSAR ROSARIO E BRUNA TRAVAGIN BORGOMANERO LEO IMMA BOTRUGNO IEMMA FRANCO BOVALINO MARANGON LAURA BRINDISI FILONI CARREFOUR BRINDISI BELLANI GIANCARLO E MARISA BUSTO ARSIZIO GIANNA RIGA CADENAZZO (TICINO) ANTONELLA ALEO CALTAGIRONE SFALANGA GIOVANNI CALTANISSETTA FERRANTE ALDO CANICATTI’ D’AMICO SALVO CANNIZZARO FRAZ. ACICASTELLO BENIAMINO PIDALA’ CAPO D’ORLANDO FRANCA E PAMELA CARATE BRIANZA POSEIDON CARINI D’ANNA ROSA CASTELLAMARE DEL GOLFO SILVIA E CRISTINA CASTELLETTO SOPRA TICINO SALLUZZO GASPARE CASTELVETRANO PIOVACCARI MARCO CASTROVILLARI GRASSO ROBERTO CATANIA IRENE GRECO CATANIA MAUGERI ANTONIO CATANIA RENATO E TANIA CATANIA CARIOTTI RICCARDO CATANIA DOMENICO E ALESSANDRO CATANIA SPAMPINATO ANDREA CATANIA TALIO ORAZIO CATANIA VIA ETNEA 118 CATANIA MEO LAURETTA CHIANCIANO TERME MASTRANGELO CARMELA CHIETI PISCITELLO PATRIZIA CIVITAVECCHIA MINO E ROBERTA COMO PASTORI STEFANIA CORBETTA COFONE ANTONIO COSENZA ROSSANA E CATERINA COSSATO COLAZZO SANDRO CURSI GIUNTA GRAZIA DONNALUCATA ANCONA ELIGIO FASANO LUCA’ PATRIZIA FIANO ROMANO I RINASCIMENTI FIRENZE AVELLA FILOMENA FOGGIA FRANCESCO E MARA GALLIATE VALENTINA E TERRY GALLIATE ROSALBA E MARCELLA GENOVA ROSY E PINA GIARDINI NAXOS REITANO ALFIO GIARRE FABIO E PAOLA GRAVINA DI CATANIA GIUSEPPE E CLELIA GRAVINA DI CATANIA MAUGERI DAVIDE GRAVINA DI CATANIA ROMA VALENTINA GRIGNASCO MOIRA E EMANUELA GRUMELLO DEL MONTE VERONICA E ILARIA GUBBIO CAU VINCENZO IGLESIAS BOSSETTI VALTER INDUNO OLONA TROSCIA ISABELLA LA QUERCIA VITERBO TONNI FRANCESCA LADISPOLI VINCENZO COSTANZO LAMEZIA TERME TEMPESTA ANGELO LATINA

BUSCICCHIO PIERO LECCE MOLÈ MARILENA LEGNANO ANTONIO LENTINI OASI CDB LIDO DI CAMAIORE ANNA E DAVIDE LIVORNO BONDESANI LAURA LUGANO ROBERTO STEFANIZZI LUGANO MELANIA E DANIELE MANOPPELLO ANGELO AVOLIO MARANO DI NAPOLI GIUSY E LELLO MARANO DI NAPOLI D’ALESSIO FRANCESCO MARCIANISE MARY & NORMA MARSALA MAZZA SANTI MASCALUCIA GIURA FRANCESCA MASCHITO DI PEDE NUNZIA MATERA VITALE CARMELA MELITO PORTO SALVO CESARE MARANZANO MENFI SALVO E MARIELLA MESSINA ELENA SPADARO MESSINA GENTILE SALVATORE 2 MESSINA ALBANESE GIANNI MILANO VARESI GIOVANNI MILANO BUCCI FABIO MILANO GIULIANA LAPADULA MILANO SERGIO E FEDERICA MILANO MARIAROSA MILITELLO IN VAL DI CATANIA TRICARICO GIUSEPPE MINERVINO MURGE GUGLIELMINO FRANCESCO MISTERBIANCO IABICHELLA FABIO MODICA MONTANI ANDREA MONTEROTONDO MONICA E DARIO MONZA SUSY RUSSO MORBIO INFERIORE MICHELA E NADIA MOZZATE CORVINO RENATO NAPOLI DIEGO E PACO NAPOLI FRANCESCHETTI NAPOLI GENNY SPADA NAPOLI LIBERTI ANTONIO NAPOLI SMORRA ANTONIO NAPOLI PICCINELLA MASSIMILIANO NAPOLI ATTANASIO SABATINO NAPOLI CATAPANO CARMINE NAPOLI DELL’ISOLA GIUSEPPE NAPOLI GALBUSIERI ALFREDO NAPOLI MANFREDONIA SASA’ NAPOLI NOVELLI LUCIANO NAPOLI TITTI NAPOLITANO NAPOLI GIANLUCA MARTANO NAPOLI MASSIMO E GIANLUCA NAPOLI GIANLUCA MARTANO NAPOLI DI CRISTO ANTONIO NETTUNO MARINO FRANCESCO NISCEMI FRANCESCO & CINZIA NOVARA TASSAR CARLO OLEGGIO CASTELLO SANDRINA E MONICA ORVIETO TESTAGUZZA GIANCARLO OSTIA LIDO MELILLI MARIA PACHINO GRISPO BEPPE PALERMO RUBINO ANDREA PALERMO CARAMOLA GIUSEPPE PALERMO CARISTA ALESSANDRO PALERMO D’AGOSTINO FILIPPO PALERMO MARCO E ALESSANDRO PALERMO ALFREDO SEMINARA PATERNO’ ALFREDO STAFF PATERNO’ GIORGIO E ALFREDO PESCARA FINOCCHIO MARIQUITA PIANELLA REITANO RITA PIEDIMONTE ETNEO BONISTALLI MARCELLA PISTOIA FRANCESCO ZERBI POLISTENA ALESSANDRO ANDRENACCI PORTO SAN GIORGIO SOLFANELLI MARIA RITA PORTO SANT’ELPIDIO DANIELA E MARGHERITA POTENZA MARSICO ROCCHINA POTENZA RINO E BRUNO POZZUOLI ANTONIO SICLARI REGGIO DI CALABRIA REPACI GAETANO E ALESSIO REGGIO DI CALABRIA SICLARI ANGELA REGGIO DI CALABRIA ANDREA CHIMENTI ROGES DI RENDE VINCENZO SCAPPA RIETI KATIA SCUDERI RIPOSTO

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ESPOSITO SALVATORE ROGES DI RENDE ALESSIO STELLA ROMA BORGESE LUCIANO ROMA BORGESE STEFANO ROMA CECCARELLI ENZO ROMA FRANCA E DARIO ROMA FRANCO MAURIZIO ROMA FRAU FEDERICA ROMA GIANNI E CARINA ROMA GIUSEPPE CRIFO’ ROMA LUCA GALLI ROMA LUCA PICCHIO ROMA MAGGI PINO ROMA ROBERTO E CIRO ROMA ROBERTO E PIERA ROMA SERRA VIRGILIO ROMA STELLA ANDREA ROMA MARIO E TAMARA ROMA MATTEO IVAN ROMA PACE ARMANDO ROMA ALESSANDRA E STEFANO ROMA CECCARELLI NADIA ROMA DI LORETO MASSIMILIANO ROMA DI STEFANO ANTONELLA ROMA FABIANA BISPO SANTOS ROMA FABRIZIO SCIPIONI ROMA FIENO ALESSANDRO ROMA GIANLUCA E PAOLO ROMA LEONARDO E WALTER ROMA MANUEL E VALERIA ROMA MONTALBANO MARCELLO ROMA PAPAGNI ROBERTO ROMA SCIARRETTI PALMIRO ROMA STEFANIA QUERINI ROMA VANESSA E ALESSIO ROMA MASSIMO ESPOSITO ROVELLASCA DELLA MONICA DINO SALERNO SANTO E SANDRA SAN GIOVANNI LA PUNTA DEBORAH FILIPPINO SAN GIOVANNI LA PUNTA QUADRINI MILVA SAN MARTINO SICCOMARIO PETRUCCELLI ANGELA PIA SAN SEVERO SANTANIELLO ANDREA SAN VITALIANO SERENA VAZZANA SANTA CROCE SULL’ARNO ESPOSITO MASSIMO SARONNO DAGA ANTONELLO SASSARI MARIO E KATIA SASSARI VASTOLA SANDRA SCAURI BASSETTA ENZA SCORDIA MAX PIPINO SESTRI PONENTE IEMMA FRANCO2 SIDERNO MARINA URSO SANTINO SIRACUSA MORALE GIOVANNA SIRACUSA REZZONICO MANUELA SOMMA LOMBARDO GIOVANNA GIUFFRIDA SORTINO BATTAGLIA EMILIO SOVERATO CECILIA E CRISTINA PILOTTI TERAMO SAVERIO E RAFFAELLA TITO EVA CONVERTINI TORINO MICHELE PIO TORINO MANCINI TORREMAGGIORE GASPERIN PAOLA TORTONA TORNABENE SALVATORE TRECASTAGNI SALVO & PINA TREMESTIERI TERESA E GRAZIA le Ginestre TREMESTIERI ETNEO VENNERI NUNZIO UGENTO SCALIA SANDRA VALVERDE SIVIERO ANTONELLA VARALLO SESIA BRUNO E COSIMO VARESE ANGELO E CRISTIAN VARESE GRAZIA MARINO VASTO BAU’ MARCO VENTIMIGLIA BRUSA MARILENA VERBANIA INTRA FALEZZA FRANCA VERONA CACCIOLA ROBERTA VERONA SABATO ANTONIO VIAREGGIO DI RENZO TIZIANA VILLANOVA SEGATORI LETIZIA VITERBO TOMARELLI ORIETTA VITERBO ABBATE GAETANO VITTORIA GRAVOSO ROBERTO VOLLA

N° 00 2010

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Photo Antonio Di Maria, Fabio Consoli, Nico Pernice, Max Esposito, Rankin, Rossella Messina, Silva Fedrigo, Valerio D’Urso Multimedia Lorenzo Sfienti media@chairmag.it

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Stampa Tipolitografia Monforte Special thanks Salvo Noto, Gianfranco Ianizzotto, Mirella Greco della Narciso Records

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