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Anno VI, n. 2 - ottobre 2016

Ingegneria dell’informazione

Notizie dalla Commissione

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IN PRIMO PIANO PROFESSIONE 4

A Pavia per discutere di fabbriche 4.0

PROFESSIONE 5

Quali spazi per l’ingegnere nell’industria 4.0?

INNOVAZIONE 6

Come creare una startup in 54 ore

Commissione ingegneria informazione


Ingegneria dell’informazione Notizie dalla commissione

Foglio informativo curato dalla Commissione dell’Ingegneria dell’Informazione dell’Ordine degli Ingegneri di Pavia. Ingegneria dell’informazione - Notizie dalla commissione è una pubblicazione non periodica e non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7 marzo 2001.

Ing. Christian Cucculelli Coord. Commissione Ingegneria dell’Informazione

Uffici c/o Ordine degli Ingegneri di Pavia, Via Indipendenza 11, 27100 PAVIA.

Si discute spesso di innovazione: talvolta senza esserne sufficientemente

Contatti Segreteria Ordine degli Ingegneri di Pavia Tel: 0382.22070 Fax: 0382.530478 E-Mail: contatti@ording.pv.it PEC: ordine.pavia@ingpec.eu

competenti, talvolta perdendo di vista l’obbiettivo che si vorrebbe raggiun-

Referente notiziario:

ne delle imprese, ci rendemmo conto che la provincia di Pavia risultava spes-

Ing. Christian Cucculelli mail-to: christian.cucculelli@gmail.com

gere con l’innovazione stessa. Ricordo che negli anni passati, parlando di bandi europei per l’innovazioso tra quelle col minor numero di richiedenti fondi.

Coordinatore della Commissione: Ing. Christian Cucculelli mail-to: christian.cucculelli@gmail.com

Mi domando se sia vero che l’innovazione venga ancora vista come una questione elitaria, degna solo delle multinazionali che possono permettersi il lusso di investire milioni di euro in nuove tecnologie o se, invece, sia rimasta vivida questa immagine ormai anacronistica. Banda larga, connessione in mobilità, elettronica di massa e globalizzazione, giusto per citarne alcuni, rendono la tecnologia e l’innovazione a portata di tutti! Mi chiedo quindi se non si tratti di una questione culturale: le imprese del nostro territorio sanno su cosa potrebbero investire? Conoscono i vantaggi che potrebbero ottenere con la digitalizzazione di alcuni dei loro processi produttivi? E soprattutto sanno a chi rivolgersi per avere un chiarimento in merito? Il nostro obbiettivo è scoprirlo, e per farlo abbiamo organizzato un evento in cui si discuterà di INDUSTRY 4.0. A dicembre esponenti del mondo accademico, aziende del settore e fornitori di tecnologie ci guideranno nella scoperta di questo affascinante mondo,

Christian Cucculelli

Indice

Immagine di copertina tratta da: http://greenhubblog.com/2015/02/09/bando-uesmart-city-smart-community/

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INDUSTRY 4.0, finalmente il primo evento!

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Il Governo vara il Piano Nazionale Industria 4.0

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Al via l’iniziativa con gli Activators!

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Quali spazi per l’ingegnere nell’industria 4.0?

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A Pavia per discutere di fabbriche 4.0

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Come creare una startup in 54 ore


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INDUSTRY 4.0, finalmente il primo evento! INGEGNERIA DELL’INFORMAZIONE

re a dare qualche risposta, ma soprattutto per cercare di aprire il dibattito e il confronto sull’argomento, la commissione dell’ingegneria dell’informazione ha organizzato un evento dedicato al tema dell’INDUSTRY 4.0. Docenti universitari, imprenditori e specialisti del settore ci guideranno attraverso un percorso che ci consentirà di muoverci con maggiore disinvoltura in questo complesso, ma affascinante, mondo. L’evento è in programma per venerdì 2 dicembre 2016: agli ingegneri iscritti verranno riconosciuti 3 CFP.

Al via l’iniziativa con gli Activators! INGEGNERIA DELL’INFORMAZIONE

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pertura e confronto: le due parole chiave che guidano le nostre azioni all’interno della commissione ingegneria dell’informazione. di di C. C. Canobbio Canobbio Come specialisti del mondo ICT sappiamo bene che la complessità e la varietà dei sistemi informativi che oggi caratterizzano tutte le medie e grandi imprese non sarebbero realizzabili, né gestibili, se non ci fosse il coinvolgimento di persone con grandi competenze tecniche ma, soprattutto, disposte a lavorare in gruppo e a mettersi sempre in discussione. E’ inimmaginabile pensare di poter progettare, realizzare e gestire sistemi complessi senza dover dipendere da nessuno o senza confrontarsi con le esperienze altrui. Le stesse considerazioni valgono per tutto ciò che si prefigge di stimolare iniziative sul nostro territorio, cercando di coinvolgere i giovani, le aziende o le istituzioni. Dopo diversi mesi di duro lavoro, e grazie all’impegno di numerosi colleghi, possiamo dire di aver raggiunto un buon livello di collaborazione con diversi attori presenti sulla scena pavese. Accanto alle iniziative già avviate con il Polo Tecnologico e l’Università di Pavia, sta prendendo forma anche la prima collaborazione con gli Activators, un gruppo di giovani ed esperti dell’innovazione che organizza eventi finalizzati a

LE COMMISSIONI

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uante volte abbiamo ricordato le difficoltà incontrate dalle nostre aziende nel portare innovazione nei propri stabilimenti. Tecnologie che nascono e muoiono in pochi anni, strumenti a di C. Cucculelli sostegno degli investimenti per l’innovazione poco chiari o troppo limitati nel tempo, burocrazia eccessiva sono solo alcuni dei motivi per cui non è facile, per l’imprenditore, individuare l’investimento migliore da affrontare. Tra tutte le tendenze nate negli ultimi anni, ce n’è una che ha preso particolarmente piede nel settore della produzione industriale: si tratta della cosiddetta INDUSTRY 4.0. Nata in Germania, questo modello di rinnovamento della fabbrica prevede l’adozione di diverse tecnologie, la revisione dei processi produttivi e il ripensamento dell’organizzazione del lavoro. Le opinioni sull’argomento sono ancora molto contrastanti: in parte legate al fatto che il modello non è ancora sufficientemente adottato per poter raccogliere dati e statistiche significative sugli effetti reali ottenibili con l’adozione di questo modello e, in parte, dovuti al fatto che l’approccio a questo modello si differenzia a seconda dell’area geografica che si considera. Ma allora vale la pena rinnovare la propria azienda secondo questo modello? E se sì, per quali aspetti? Per prova-

creare momenti di networking e di diffusione di conoscenza durante i quali le persone possono conoscersi, scambiarsi idee e avviare le collaborazioni, così da far nascere e crescere progetti e iniziative che arricchiscano l’intero ecosistema innovativo pavese. Nell’ambito delle loro iniziative abbiamo deciso di sostenerli in vista dell’evento denominato Startup Weekend, una due giorni che metterà alla prova aspiranti imprenditori chiamandoli a dar corpo alle proprie idee nell’arco temporale di un solo, intenso, ed entusiasmante week-end. L’evento si terrà dal 21 al 23 ottobre presso il Polo Tecnologico.

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A Pavia per discutere di fabbriche 4.0

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’ di questi giorni la notizia che il Governo ha approvato il piano di sostegno agli investimenti denominato “Industria 4.0”. Così come già avviene in altri Paesi europei, e di C. Cucculelli in particolare in Germania, anche l’Italia ha deciso di rompere gli indugi e avviare un piano di sostegno alle aziende che, nel corso dei prossimi anni, intendono rivedere i propri processi produttivi applicando alcune delle linee guida introdotte dal modello industry 4.0. Nata in Germania nel 2005, la fabbrica 4.0 ha visto, nel corso degli anni, un’adozione del modello che differisce anche in maniera significativa da Paese a Paese, o da continente a continente. Nonostante le difficoltà nell’identificare un preciso pattern che identifichi una cosiddetta fabbrica 4.0, è possibile riportare brevemente i princìpi e le tecnologie abilitanti il modello. Trasformare una fabbrica da tradizionale ad una fabbrica 4.0 vuol dire rivedere processi e strumenti tecnologici finalizzati a ridurre i tempi della catena di produzione, integrando nella produzione stessa la gestione dei fornitori, o la gestione degli ordini dei propri clienti. Immaginiamo di poter avere linee produttive molto flessibili, in grado di rispondere velocemente a picchi di lavoro elevato, gestendo diverse varianti di prodotto su una stessa linea: una produzione di massa per generare lotti poco numerosi, con l’ambizione di arrivare a produrre in modo ingegnerizzato pezzi unici per singoli clienti. Ovviamente quest’ultima affermazione è molto forte e viene spesso presa a riferimento per far capire l’estremo capovolgimento di fronte che rappresenta rispetto alla produzione tradizionale. Siamo ancora abituati a pensare alle fabbriche dei nostri padri, caratterizzate da tante linee produttive il cui scopo era quello di produrre in grandissimi numeri poche varietà di prodotto: ogni cambio di prodotto, inoltre, richiede spesso tempi significativi per preparare la linea di produzione. Impossibile pensare di cambiare spesso il setup di una linea senza rendere la produzione inefficiente. Oggi, invece, i tempi si sono compressi enormemente. La scelta tra i produttori di una determinata categoria di articoli è molto ampia e gli utenti esigono tempi di consegna sempre più brevi e personalizzazioni sempre più spinte. I bassi costi della tecnologia l’hanno resa molto più accessibile e questo, unito alla diffusione dei device mobili, ha portato le persone a cambiare modo di comunicare, di relazionarsi con il mondo circostante, e le aziende a sviluppare nuovi modelli di business: tutti orientati a un maggior coinvolgimento degli utenti e a infinite possibilità di personalizzazione. Trovano così spazio tutte quelle tecnologie che consentono un maggior controllo del processo di produzione, a beneficio dell’efficienza e della qualità del prodotto, nonché finalizzate alla riduzione dei tempi tra l’ordine, la programmazione e la realizzazione della produzione. Se si vuole spingere l’idea della digitalizzazione oltre i confini della fabbrica,

ecco allora che si possono immaginare processi integrati digitalmente lungo tutta la filiera. Ecco allora una breve panoramica delle principali terminologie di cui si sentirà parlare con l’Industry 4.0. Internet of Things - E’ l’insieme di dispositivi e infrastrutture che consentono uno scambio intenso di informazioni tra macchine, dispositivi, sistemi e persone coinvolte nel processo produttivo. In questo modo è possibile che un dispositivo faccia conoscere agli altri dispositivi il proprio stato e che questi ultimi si comportino di conseguenza Big Data Analythics - Una volta raccolte grandi quantità di informazioni grazie all’IoT è necessario che questi dati vengano analizzati per ottenerne del valore. Le informazioni che si otterranno potranno essere utilizzate per ottimizzare il processo di produzione. Additive Manufacturing - Più nota come stampa 3D, è il processo di creazione di un oggetto per aggiunta incrementale e continua di materiale: questa si differenzia dai processi più tradizionali che ottengo oggetti per sottrazione di materiale - si pensi ad esempio alle frese o ai torni. Grazie alla stampa additiva è possibile realizzare oggetti e geometrie altrimenti non riproducibili con il metodo della sottrazione. Wearables - In queste tecnologie rientrano tutti i sensori ei sistemi di acquisizione/trasmissione dati che possono essere indossati. Dagli smart watch agli abiti, agli occhiali: questi consentono di raccogliere informazioni durante l’operatività quotidiana e consentono un monitoraggio dell’ambiente e delle condizioni dell’individuo, semplificano l’operatività fornendo informazioni in tempo reale utili alla causa. Advanced Automation - O robotica avanzata, prevede l’introduzione di moderni robot lungo le linee di produzione, caratterizzati da un’elevata capacità di interazione con gli operatori umani. La pervasione e la trasversalità delle tecnologie digitali fanno sì che i professionisti dell’ICT, delle Telco e del digitale diventi partner strategici e fondamentali per il rinnovo del tessuto produttivo. Ai posteri l’ardua sentenza, verrebbe da dire: in attesa dei posteri è nostro dovere trasformarla in opportunità per tornare a fare sistema con tutti gli attori che, a vario titolo, sono coinvolti in questa nuova rivoluzione industriale. Pavia vedrà così riunirsi, il 2 dicembre, i maggiori attori presenti sul territorio pavese per discutere proprio di Industria 4.0.


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Il Governo vara il Piano Nazionale Industria 4.0

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entre eravamo tutti assorti nell’organizzazione del prossimo evento ecco che giunge la notizia che il Governo abbia varato un Piano nazionale finalizzato a sostenere gli investidi C. Cucculelli menti degli imprenditori per traghettare le proprie aziende verso le aziende del futuro. Il Piano è stato presentato a Milano lo scorso 21 settembre, dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e sembra aver ricevuto consensi dal mondo degli imprenditori: tra le principali caratteristiche l’ampliamento degli iper-ammortamenti, dei super-ammortamenti e del credito d’imposta alla ricerca, per un totale di 13 miliardi di Euro tra il 2018 e il 2024. L’iniziativa del Governo si affianca a quelle già messe in opera da altri Paesi quali gli Stati Uniti d’America con il piano Manufacturing USA, la Francia con Industrie du Futur, e la Germania con Industrie 4.0.

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uando si parla di industria 4.0 ci si sofferma spesso sugli aspetti tecnologici e innovativi che questo modello cerca di portare alla ribalta. Le fabbriche del futuro sono quelle che saprandi di C. C. Canobbio Canobbio no sfruttare al meglio l’interazione, e l’integrazione, tra nuove tecnologie, processi e persone. Non è immaginabile pensare ad una trasformazione tanto radicale nel modo di produrre delle fabbriche senza che questo abbia un forte impatto anche sulla riorganizzazione del lavoro e sulle competenze che il personale dovrà avere per gestire tutto questo. L’idea della fabbrica 4.0, di per sé affascinante, richiede sicuramente un adeguato livello di confidenza con la tecnologia stessa: pensiamo che oggi, in molte realtà produttive, il personale utilizza la realtà aumentata attraverso i tablet per le proprie attività di manutenzione ordinaria o per gestire il magazzino, o ancora indossa tecnologia wearable per tenere sotto controllo il proprio stato di salute o raccogliere informazioni ambientali in situazioni ad alto rischio. Se consideriamo che nel mondo delle tecnologie informatiche un dispositivo diventa obsoleto in meno di un anno e che i software più moderni difficilmente sopravvivono per più di un lustro, è facile capire quanto possa essere impegnativo affrontare il cambiamento per chi non appartenga alla cosiddetta generazione dei millenials o dei nativi digitali, ossia di coloro nati con la digitalizzazione diffusa. Diventa persino difficile immaginare un percorso di alfabetizzazione digitale (non informatica) che possa, in qualche modo, essere paragonabile al bagaglio di conoscenze ed esperienze che è possibile maturare nella propria vita quotidiana, soprattutto al di fuori dell’ambito professionale. Gli sviluppatori di applicazioni in realtà aumentata, o di app per dispositivi mobili (smartphone e tablet) per esempio, sono ragazzi giovanissimi che, ancor prima di conoscere un nuovo framework di sviluppo software, sono utilizzatori

di app e device, appassionati e competenti: persone che hanno imparato con la propria esperienza a capire dove sia il valore nell’utilizzo di questi dispositivi e che hanno fatto proprio il modo di rapportarsi con la realtà circostante che deriva dalla digitalizzazione. Per questo motivo gli esperti sono portati a parlare di alfabetizzazione tecnologica, piuttosto che informatica (1). L’introduzione di tablet e smartphone ha radicalmente modificato non solo il modo di interagire con l’ambiente circostante, ma anche la comunicazione tra le persone: ci si aspetta, quindi, che lo stesso fenomeno si verifichi anche all’interno delle fabbriche 4.0. Il tessuto imprenditoriale italiano, si sa, è caratterizzato soprattutto da piccole e medie imprese, spesso legate a particolari tipologie di lavorazione artigianale o, ancora, legate alle caratteristiche del territorio: in un sistema così eterogeneo è difficilmente pensabile di introdurre in maniera lineare il modello proposto dall’industria 4.0, o anche solo una delle tecnologie che propone. Capacità di analisi e problem solving, conoscenze trasversali, comunicazione e internazionalizzazione sono caratteristiche che distingueranno l’ingegnere moderno, consentendogli di diventare un fidato punto di riferimento per tutti coloro che avranno bisogno di un occhio esperto che li guidi nel lungo percorso verso la digitalizzazione dei propri processi produttivi. Se siano queste le opportunità da cogliere come professionisti non possiamo saperlo con certezza: quello che possiamo dire sicuramente è che l’innovazione rimane una leva strategica importante e che sicuramente, se ben applicata, consentirà al sistema produttivo di tornare competitivo e riacquistare valore.

PROFESSIONE

Quali spazi per l’ingegnere nell’industria 4.0?

(1) A.Magone, T.Mazali, Uomini e macchine nella fabbrica digitale, Guerini e Associati

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Ingegneria dell’informazione - Notizie dalla commissione n. 15, ottobre 2016

Come creare una startup in 54 ore A Pavia il primo Startup Weekend ispirato da Google

INNOVAZIONE

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rriva a Pavia l’evento che porterà aspiranti imprenditori a trasformare la propria idea di business in un progetto concreto: in sole 54 ore! Chiunque abbia provato a cimentarsi con la didi C.C. Cucculelli Canobbio realizzazione di un’idea imprenditoriale conosce bene le difficoltà che si devono affrontare: l’individuazione del modello di business, la stesura di un business plan convincente e la realizzazione del prodotto, o del servizio, sono solo alcune di queste. Ecco che il prossimo 21 ottobre avrà inizio il cosiddetto “Startup weekend”: nei locali del Polo Tecnologico di Pavia un gruppo di mentor si metterà a disposizione dei partecipanti per guidarli nella concretizzazione delle proprie idee imprenditoriali. Esperti di economia aziendale, imprenditori, professionisti dell’IT e del digitale, commercialisti, affiancheranno gli aspiranti imprenditori che nel corso del weekend si metteranno alla prova per cercare di dar sostanza alle proprie idee. Si costituiranno dei gruppi di lavoro attorno alle idee che verranno selezionate dai concorrenti stessi e, al termine del weekend, ogni gruppo potrà esibire i propri risultati ad una giuria di investitori e professionisti che designeranno un vincitore. L’evento è organizzato dagli Activators di Pavia, un gruppo di giovani appassionati dell’innovazione che, già in passato, hanno creato occasioni di incontro e confronto su diversi temi. Marco Filocamo e Luca Ballista, fondatori deli Activators, hanno partecipato in passato ad un evento dello stesso tipo in quel di Malta e, dopo aver partecipato come mentor nell’evento di Reggio Emilia, ci hanno spiegato come mai abbiano deciso di portarlo a Pavia—Startup Weekend è un format internazionale, il più famoso in assoluto per aspiranti imprenditori che desiderino mettersi alla prova. Nel giro di un solo week-end, i partecipanti devono dimostrare di riuscire ad arrivare ad una idea strutturata di business partendo da zero e non mancano le difficoltà visti i ritmi serratissimi. Le condizioni ci parevano ideali in questo momento, visto l'interesse crescente del territorio e la nascita di un vero ecosistema che desideravamo valorizzare con questo evento. Affinché queste iniziative lascino un segno diventa importante allargare la partecipazione cercando sostegno dalle realtà che, sul territorio, possano condividerne i contenuti e soprattutto gli obbiettivi—La risposta è stata positiva oltre le attese, considerando la lunga lista di partner che hanno deciso di collaborare con noi per la riuscita dell'evento. In particolare, il Comune di Pavia si è particolarmente prodigato per assicurarci il proprio sostegno, così come realtà come Confindustria Giovani e lo stesso Polo Tecnologico. L'Università ci ha inoltre supportato a vario titolo nella fase di definizione dei premi e della comunicazione. Accanto a quelle già citate, si annoverano molte associazioni e gruppi locali, che hanno partecipato con i propri mezzi all’organizzazione dell’evento. Un ruolo importante è

poi quello degli sponsor, che annovera alcune delle più grandi aziende del pavese che han fatto dell’innovazione del digitale il proprio punto di forza, quali Facility Live, Speex e 7Pixel. Alcune startup locali ed internazionali, inoltre, ci hanno contattato per offrire i loro servizi gratuitamente per i partecipanti — un segnale importante per aumentare ancora di più la forza di un evento che, ci auguriamo, sia il primo di una lunga serie. Che Pavia avesse bisogno di opportunità per fare sistema l’abbiamo detto numerose volte, ma questo diventa uno degli obbiettivi che lo stesso startup weekend si pone nei confronti dei propri partecipanti—Simili iniziative sono comuni in tutto il mondo, tuttavia SW è perfetto per mostrare all'esterno che Pavia sa essere anche una città dinamica ed attiva sui temi dell'innovazione. Per chi partecipa, i valori aggiunti sono innegabili, considerando non solo la visibilità e la "sfida" posta dall'evento, ma anche le possibilità di contatto che difficilmente sono così a portata di mano per chi sta solo iniziando a sperimentare cosa significhi fondare un'azienda o una startup. Approfondendo la dinamica dell’evento emergono chiaramente le sfide, e le opportunità di poterle affrontare, per chi ne abbia l’intenzione. La comunicazione è uno degli elementi critici di successo: sarà necessario parlare in pubblico e sapere gestire molto bene tempi e contenuti. La presentazione della propria idea (o elevator pitch) per esempio, dura solo sessanta secondi!! Una volta selezionate le idee da realizzare i partecipanti saranno messi di fronte alle proprie capacità organizzative: idee chiare, conoscenza delle competenze e occhio lungo saranno le carte vincenti per creare il proprio gruppo di lavoro. E, infine, tanta tanta voglia di lavorare: li aspettano 52 ore di duro e serrato lavoro durante le quali non mancheranno i consigli benevoli dei mentor. Il gruppo degli activators organizza tutti i mesi una colazione di networking e partecipano al format Unipv Innovation, una serie di eventi pensati per ispirare gli studenti e tutte le persone che transitano attorno al mondo universitario. Seguirne le iniziative è facile: basta iscriversi al loro gruppo FB.


Ingegneria dell’informazione Notizie dalla commissione

Diamo i numeri

LINK UTILI

www.ording.pv.it Sito Ordine Ing. di Pavia

Tratto da Quaderni del Centro Studi, n. 155 / 2016 “Le figure tecniche nella Pubblica amministrazione Il caso delle posizioni apicali nella direzione dei sistemi IT” Roma, Aprile 2016 www.ciii.it

È possibile tuttavia concentrarsi sulla sola componente dei laureati (86% del campione) per comprendere la complessità della questione analizzata. Le lauree più idonee alla gestione delle mansioni e delle funzioni qui prese in considerazione sono quelle in ingegneria e quelle in informatica. Questo tipo di percorsi formativi sono stati seguiti dal 53% dei casi analizzati, un numero ampio ma non soddisfacente (fig. 10). Se si aggiungono le altre lauree di tipo scientifico, ovvero matematica e fisica, si arriva al 65,7% del campione analizzato. Ciò che va notato è che nel restante 34,3% del campione risultano esservi figure apicali con qualifiche derivanti da un percorso di studio che sembra essere dissonante rispetto al ruolo e alle funzioni coperte. Il 9% dei curricula analizzati riguarda, infatti, laureati in economia, un ulteriore 9% riguarda laureati in giurisprudenza ed il restante 17% riguarda altri tipi di laurea, tra cui figurano anche psicologia e un laureato in medicina.

Figura - Laureati in posizione apicale nella gestione di sistemi informativi

Fonte: Quaderni del Centro Studi, n. 155 / 2016 “Le figure tecniche nella Pubblica amministrazione Il caso delle posizioni apicali nella direzione dei sistemi IT” Roma, Aprile 2016

Sito Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione

www.cii-croil.it Sito collaborativo CII-CROIL

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Foglio informativo della Commissione dell'Ingegneria dell'Informazione dell'Ordine degli Ingegneri di Pavia

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